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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Regno Unito (GB)</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Adozione: tutelare i diritti di madri e bambini</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 05:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Donne di vari Paesi e situazioni affrontano i molti aspetti della delicata questione: madri adottive, madri biologiche e figli adottati. Punto che trova tutti d'accordo è la necessità di garantire massima trasparenza all'intero processo dell'adozione e alle sue diverse ricadute.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/23/adoption-securing-the-rights-of-mothers-and-children/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;adozione di un bambino, sia nella propria nazione che a livello internazionale, crea opportunità per i bambini e i futuri genitori ma anche rischi d&#39;abuso per i diritti umani. Su Internet, persone da tutto il mondo condividono esperienze dal punto di vista di madri adottive, di madri biologiche e degli stessi adottati. Quel che li accouma è la ricerca di maggior apertura e dialogo per un processo le cui molte conseguenze spesso restano invisibili. </p>
<p><strong>Babygate: il traffico dei bambini per far fronte alla domanda</strong></p>
<p>Malinda, madre adottiva di due bambine cinesi,  <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/09/adoption-corruptiontrafficking-in-news.html">scrive sul suo blog <em>Adoption Talk</em> </a> [in] riguardo gli estremi a cui arrivano certi individui corrotti  per assicurare un regolare flusso di bambini a persone in grado di pagare le alte tariffe per l&#39;adozione. Nel suo post <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/09/adoption-corruptiontrafficking-in-news.html"><em>Adoption Corruption: Trafficking in the news</em></a> [in] evidenzia alcuni casi recenti in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://allafrica.com/stories/200909160377.html">Camerun</a> [in], dove i bambini vengono rapiti per esser posti in adozione; in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.koreatimes.co.kr/www/news/opinon/2009/09/137_51865.html">Corea</a> [in], dove giovani genitori mettono in vendita i figli su Internet; in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.cnn.com/2009/WORLD/americas/09/12/guatemala.child.abduction/index.html">Guatemala</a> [in], dove l&#39;esercito ha sequestrato e venduto oltre 333 bambini per darli in adozione e lo stesso è accaduto ad altri bambini <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://poundpuplegacy.org/node/39619">senza il consenso dei genitori</a> [in]; e infine in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.abc.net.au/news/stories/2009/09/15/2685853.htm">Etiopia</a> [in], dove agenzie non regolamentate vanno convincendo le famiglie a dare in adozione i figli, promettendone il ritorno in futuro o il supporto economico della famiglia da parte della stessa agenzia. Casi analoghi si sono registrati in diversi altri Paesi.</p>
<p><strong>Le madri si uniscono per tutelare i propri diritti umani</strong></p>
<p>Alcune madri adottive fanno ciò che possono per assicurare che il diritto alla maternità di una donna non vada contro i diritti riproduttivi di un&#39;altra.</p>
<p>Un&#39;opzione sono le adozioni aperte, decisione <a title="Post originale in inglese" href="http://www.adoptionqa.com/blog/about-adoption/514/use-caution-when-considering-a-fully-open-adoption/">a volte controversa</a> [in] in cui il bambino rimane in contatto con la madre biologica ed è consapevole come, per altre circostanze, quest&#39;ultima non fosse in grado di prendersene cura.</p>
<p>Una donna statunitense, Leigh, cura un blog intitolato <a title="Post originale in inglese" href="http://sturdyyetfragile.blogspot.com/2009/06/open-adoption-roundtable.html">Open Adoption Round Table</a> [in] centrato sulle problematiche del figlio dato in adozione semi-aperta.</p>
<p>Un&#39;altra blogger e scrittrice, Dawn Friedman <a title="Post originale in inglese" href="http://www.thiswomanswork.com/2009/10/14/adoption-story/">racconta sul proprio blog la storia</a> [in] dall&#39;opposto punto di vista di aver adottato la figlia, Madison, pur mantenendo aperta la comunicazione con la madre biologica. Friedman è anche un&#39;attivista per la <a title="Post originale in inglese" href="http://www.thiswomanswork.com/tag/adoption-reform/"><span>riforma sull&#39;adozione</span> </a> [in] negli Stati Uniti. E ritine che certa assistenza psicologica nelle gravidanze non programmate spinga troppo facilmente le donne a dare i loro figli in <span>adozione</span> senza informarle adeguatamente sulle difficoltà psicologiche. Friedman raccomanda inoltre che l&#39;assistenza psicologica mirata all&#39;adozione includa anche una sessione post-parto in cui le donne vengano seguite durante la decisione e consigliate sui loro diritti e possibilità dopo il parto, nel caso debbano avere dei ripensamenti o ulteriori preoccupazioni.</p>
<p><strong>Madri biologiche</strong></p>
<p>Ancora dagli Stati Uniti, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.firstmotherforum.com/2009/10/would-updated-medical-information-have.html">Lorraine Dusky</a> [in], coordinatrice del Forum <em>Birth Mother, First Mother</em> spiega in base alla </span><span><a title="Post originale in inglese" href="http://www.firstmotherforum.com/2009/10/would-updated-medical-information-have.html">propria anamnesi</a> [in] di ritenere che le pillole anticoncezionali assunte durante la gravidanza potrebbero aver danneggiato la salute della figlia poi data in adozione, ma quando ha cercato di informarne la famiglia adottiva tramite l&#39;agenzia, questa si è rifiutata di fornirle informazioni. </span></span></p>
<p>Lorraine ha dato in adozione la figlia senza particolari forzature, ma le norme sul “segreto anagrafico” nelle adozioni potrebbero costare la vita alla figlia. </span></span></p>
<p><span><span>Ma cosa succede alle madri biologiche nei Paesi in via di sviluppo? Dove sono le loro voci? Alcune di loro hanno scritto lettere ai figli dati in adozione, come ci racconta Pam Conell di <em><a title="Sito in inglese families.com" href="http://adoption.families.com/">families.com</a> </em> [in] nella <a title="Recensione in inglese" href="http://adoption.families.com/blog/book-review-i-wish-for-you-a-beautiful-life">recensione del libro di Ae Ran Won</a> [in] <em>I Wish for You a Beautiful Life: Letters from the Korean birthmothers of Ae Ran Won (Ti auguro una vita bellissima: Lettere da madri biologiche coreane). </em></p>
<p>Altre raccontano le proprie storie tramite dei <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Swm1rlAUmOk">documentari</a> o con racconti dopo essersi <a title="Post originale in inglese" href="http://cedartrees.wordpress.com/2009/10/03/sorry-mrs-smith-looking-beyond-the-story/">riunite con i figli naturali</a> [in]. E altre raccontano di donne che non rimpiangono di aver dato in adozione i figli perchè la consideravano la miglior alternativa. Tuttavia alcune donne, come  <a title="Post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/05/birth-mothers-and-exotic-other.html">Malinda</a> [in] negli USA, madre adottiva di bambine cinesi che scrive su <a title="Post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/09/adoption-corruptiontrafficking-in-news.html"><em>AdoptionTalk</em></a> [in], ritiene che questi racconti vadano presi con le pinze:</p>
<blockquote><p>Queste rappresentazioni di madri straniere ci fanno separare dall&#39;esperienza di queste madri biologiche, di minimizzarne il dolore, e giustificare il fatto che i nostri figli stanno meglio con noi piuttosto che con loro.</p></blockquote>
<p><strong>Le voci degli adottati</strong></p>
<p><center>
<div id="attachment_102075" style="width: 250px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/266485504_02408b34a8_m.jpg"><img title="Mary Grace in Cina, foto di endbradley" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/266485504_02408b34a8_m.jpg" alt="Mary Grace in Cina, foto di endbradley" width="240" height="160" /></a><small>Mary Grace in Cina, foto di endbradley</small></div>
<p></center><br />
Le voci degli adottati sono diverse tra loro al pari delle altre parti coinvolte nella triade dell&#39;adozione. Ma in generale condividono alcuni punti di vista in comune: il desiderio di conoscere la propria origine, la ragione dell&#39;adozione e la speranza che le madri naturali abbiano preso una decisione ben informata nel separarsi da loro.  Credono anche nel diritto di conoscere la propria storia se lo scelgono, di sapere presto della loro condizione di adottati e di riconoscerlo come parte della propria identità.<br />
</span></span></p>
<p>Per esempio Susan di <a title="Post originale in inglese" href="http://readingwritingliving.wordpress.com/2009/09/29/mad-men-a-window-into-my-own-past/"><em>ReadingWritingLiving</em></a> [in], una donna adottata nata negli anni &#8216;60, si identifica nella serie TV Mad Men, in particolare nella rappresentazione delle adozioni in quel periodo, quando le donne nascondevano vergognandosi le gravidanze non volute fino a quando partorivano e i figli adottati venivano considerati degli scarti. Tutto ciò viene riassunto nel suo post <a title="Post originale in inglese" href="http://readingwritingliving.wordpress.com/2009/09/29/mad-men-a-window-into-my-own-past/"><em>Mad Men: A Window into my Own Past</em></a> [in]</p>
<blockquote><p>Sì, è stato doloroso sentire questo ma anche ESTREMAMENTE rinfrescante vedere qualcuno che semplicemente lo DICESSE.</p></blockquote>
<p>Nel blog in spagnolo <a title=Post originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/"><em>Soy Adoptado</em> </a> [sp], David Azcona parla della sua infanzia difficile, l&#39;adozione all&#39;età di 6 anni, l&#39;instabilità e <a title="Post originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/2009/08/14/la-dificultad-de-apego/">l&#39;incapacità di legare con la gente</a> [sp] che ha sperimentato da allora. È un posto in cui anche altri adottati possono pubblicare storie sull&#39;adozione, e condividere le proprie esperienze. Nei commenti sulla pagina personale si incontrano vicende di <a title="Commento originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/enlaces/#comment-618">bambini</a> [sp] che non conoscono i propri genitori biologici, di <a title="Commento originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/enlaces/#comment-440">gemelli separati alla nascita</a> [sp] da infermiere che annunciavano ai genitori <a title="Commento originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/enlaces/#comment-643">la morte di uno dei figli</a> [sp] e di richieste di madri biologiche che cercano di contattare i figli e anche viceversa.</p>
<p>Una <a title="Post originale in inglese" href="http://cedartrees.wordpress.com/2009/07/27/separated-by-adoption-reality-the-adoptive-parent-experience/">ragazza adottata risponde alla domanda</a> [in] posta su un sito riguardo l&#39;amore tra quanti vengono adottati e i genitori adottivi:</p>
<blockquote><p>Sono stata adottata appena nata da i genitori più affettuosi, premurosi e incoraggianti che un bambino o un giovane adulto possa desiderare. Ho anche un fratello più giovane adottato.</p>
<p>Non credo che i miei genitori biologici avrebbero potuto amarmi più di quelli adottivi.</p></blockquote>
<p>Sono intervenute anche altre <a title="Pagina di Yahoo Answers" href="http://uk.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090515134207AAw9oCD">persone adottate con esperienze simili</a> [in], alcuni con relazioni sia con i genitori naturali che quelli adottivi mentre altri conoscevano solo la famiglia adottiva. Le esperienze presentate in questo spazio appaiono straordinariamente positive verso l&#39;adozione.</p>
<p>Alcuni adottati si dichiarano contro l&#39;adozione. <em>Lost Letters</em>, un&#39;adottata che scrive su <a title="Commento originale in inglese" href="http://community.livejournal.com/anti_adoption/"><em>Anti-Adoption</em>, una comunità di livejournal</a> [in], ritiene che anziché spendere così tanti soldi per le procedure e le tariffe per le adozione, il denaro andasse utilizzato per migliorare le condizioni dei genitori naturali in modo da consentire loro di prendersi cura della propria famiglia. E aggiunge:</p>
<blockquote><p>Capisco che la mia <em>attuale</em> posizione nei confronti dell&#39;adozione farà arrabbiare molti perchè la gente vuol credere che l&#39;adozione sia una situazione in cui tutti vincono, perchè la gente ritiene che le donne bianche del ceto medio meritino di avere figli non importa come, perchè la gente crede che la nostra società occidentale sia così meravigliosa che tutti i bambini debbano crescere qui.</p></blockquote>
<p>Nel <a title="Commento originale in inglese" href="http://www.adultadoptees.org/forum/index.php?topic=17486.msg170814#msg170814">Adult Adoptees Advocating for Change</a></em> [in], AmyAdoptee scrive quanto segue:</p>
<blockquote><p>L&#39;industria dell&#39;adozione ci pone intenzionalmente l&#39;uno contro l&#39;altro. Noi glielo permettiamo.  In effetti, l&#39;industria dell&#39;adozione ci guadagna da tutto ciò. Ecco un articolo che in generale sostiene il nostro punto di vista ma chiede di astenerci dall&#39;attaccare i genitori adottivi. Non c&#39;è niente di male in una sana discussione.</p></blockquote>
<p><a title="Commento originale in inglese" href="http://www.adultadoptees.org/forum/index.php?topic=17486.msg170870#msg170870">PhilM</a> [in], che nella stessa pagina del forum discute su come vengano perceptiti dai genitori adottivi, chiarisce:</p>
<blockquote><p>Sono arrabbiato con una società che ignora i problemi dell&#39;adozione, e il danno che ciò provoca. Sono arrabbiato perchè quando cerco di parlare di queste cose, vengo emarginato e ignorato con commenti come, “beh, ognuno la vive in modo diverso” e “la maggior parte degli adottati che conosco amano i genitori adottivi” e simili. Mi fa arrabbiare che, siccome parlo di adozione, le persone mettono in questione il mio amore per la mia famiglia adottiva. E, ammetto, mi arrabbio quando la gente ripete cose simili.</p>
<p>Non ho bisogno di una lezione su come dialogare. Ho bisogno di persone disposte a dialogare.</p></blockquote>
<p><strong>I prossimi passi</strong></p>
<p>Come per ogni questione delicata, il tema è assai sensibile per tutti coloro che ne sono coinvolti: madri adottive, madri biologiche e figli adottati. Sembra tuttavia che tutti costoro trovano un punto d&#39;incontro su un punto importante: la trasparenza nel processo di adozione è vitale per salvaguardare i diritti umani delle madri e dei figli, e discutere apertamente di adozione incoraggia tale trasparenza.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><em>Revisione redazionale:</em></p>
<p>Abbiamo rimosso il riferimento a una blogger che non vuole essere citata o menzionata in questo post - ce ne scusiamo. Non era nostra intenzione infastidirla od offenderla, quanto piuttosto offrire una molteplicità di punti di vista su questa delicata questione.</p>
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		<item>
		<title>Sri Lanka: pro e contro della (mancata) attenzione internazionale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/sri-lanka-pro-e-contro-della-mancata-attenzione-internazionale/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/sri-lanka-pro-e-contro-della-mancata-attenzione-internazionale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 02:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con le Tigri del Tamil sotto assedio (finale?), l'ONU stima che 50.000 persone sono ancora bloccate nella zona di guerra. Intanto su Internet crescono le preoccupazioni e le critiche ai resoconti dei media mainstream per un altro "conflitto dimenticato" - come rivelano articolati rilanci online. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/angshah/">Angilee Shah</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/24/sri-lanka-2/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Le truppe del movimento Tigri Liberatrici del <a title="Vedi l'articolo su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tamil_Eelam">Tamil Eelam</a> [it] resistono ancora in una striscia di terra nel Nord dello Sri Lanka, ma le Nazioni Unite stimano che 50.000 persone sono ancora bloccate nella zona di guerra. Mentre i combattimenti si avviano alle fasi finali, crescono le preoccupazioni per i civili e gli appelli per l&#39;attenzione e l&#39;interesse internazionale su Internet e nelle strade di città quali <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/7994946.stm">Londra</a> [in], <a title="Vedi l'articolo originale in inglese"  href="http://www.nasdaq.com/aspx/stock-market-news-story.aspx?storyid=200904240926dowjonesdjonline000594&amp;title=thousands-of-tamils-converge-on-berlin-for-protest">Berlino</a> [in] e <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://in.reuters.com/article/southAsiaNews/idINIndia-39149020090421">Parigi</a> [in]. Mentre in Canada <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://network.nationalpost.com/np/blogs/fullcomment/archive/2009/04/22/266777.aspx">Dovremmo aiutare i Tamil?</a> [in] si è fatta domanda scottante.</p>
<div id="attachment_70778" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://www.flickr.com/photos/mikeygottawa/3464826629/"><img class="size-full wp-image-70778" title="Proteste Tamil a Ottawa" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/04/tamil-protest-ottawa.jpg" alt="Proteste Tamil a Ottawa. Foto di Mikey G Ottawa, ripresa con licenza Creative Commons" width="400" /></a>
<p class="wp-caption-text">Una richiesta di intervento - proteste Tamil a Ottawa. Foto di Mikey G Ottawa, ripresa con licenza Creative Commons</p>
</div>
<p>Ma molti blogger mettono in discussione il tipo d&#39;informazione diffusa a quanti vivono all&#39;estero sulla lunga guerra dell&#39;isola. I resoconti dei media internazionali sono stati inadeguati o inesatti, mentre il governo dello Sri Lanka sta <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://blogs.channel4.com/snowblog/2009/04/17/blocks-on-reporting-the-sri-lanka-fighting/">bloccando l&#39;accesso ai giornalisti al nord</a> [in] dove i civili sono in pericolo.</p>
<p>Indi Samarajiva, blogger di rilievo e opinionista del <em>Sunday Leader</em>, su <em>indi.ca</em> chiede al Tamil Eelam di liberare i civili tenuti prigionieri e <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://indi.ca/2009/04/ltte-let-our-people-go/">critica i resoconti internazionali sul conflitto</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Francamente, penso che la &#8220;Comunità internazionale&#8221; e i media internazionali siano troppo svelti a offrire soluzioni senza esaminare la situazione. E sono, francamente, in gran parte impotenti ed irrilevanti. Va notato che Al Jazeera sta facendo dei servizi seri. Hanno un inviato sul campo a Palmudai, i conduttori pongono vere domande segnalando così che i Tamil Eelam sparano sulla gente e li tengono in ostaggio.</p>
<p>Gli altri media sembrano dire, &#8220;Non capiamo, così, ahem, basta&#8221;. Seriamente, sulla CNN vedo spesso il conduttore dire, &#8220;Non so cosa sta succedendo&#8221; e il reporter rispondere, &#8220;Già, nemmeno io&#8221; e io penso, &#8220;congratulazioni, fate davvero schifo come giornalisti&#8221;. Ma Al Jazeera sta andando bene.</p>
</blockquote>
<p><em>Serendipity</em> si aggiunge alle critiche, biasimando i media per essersi occupati dello Sri Lanka <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://kalpanakaranna.blogspot.com/2009/04/foreign-journalists-where-have-you-been.html">troppo tardi</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Ancora una volta ci si è ricordati dello Sri Lanka con veloci battute. L&#39;intensità improvvisa con cui i media mondiali hanno ridotto tutto alle ultime fasi dei Tamil Eelam è un&#39;indicazione della ridotta natura di molto giornalismo, che è un business per vendere o attirare il pubblico nel caso della TV. Perciò le loro intenzioni sono più interessate al sensazionalismo che a preoccuparsi davvero del modo di riportare le notizie.</p>
</blockquote>
<p><em>Jeremy Page</em>, corrispondente dall&#39;Asia meridionale per <em>The Times</em> a Londra, offre qualche spiegazione sul perché i media internazionali siano rimasti impotenti nell&#39;informazione sullo Sri Lanka. Jeremy è stato respinto all&#39;aeroporto a Colombo dopo aver provato a entrare con un visto turistico. Dopo essere stato portato in una stanza laterale, è stato trattenuto per tutta la notte e poi <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/asia/article6112835.ece ">espulso dal Paese</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Un messaggio è comparso sullo schermo: &#8220;NON PUO&#39; ENTRARE NEL PAESE&#8221;. Così, il mio passaporto è stato confiscato, sono stato scortato in una stanza di detenzione, bloccato per la notte e deportato il giorno dopo. Non posso dire di essere rimasto sorpreso, benchè fosse la mia prima deportazione nei 12 anni di corrispondente dalla Cina, dalla ex Unione Sovietica e dall&#39;Asia meridionale.</p>
</blockquote>
<blockquote><p>Malgrado le diverse richieste formali, è da agosto che mi viene negato il visto da giornalista. Per quasi due anni, il governo dello Sri Lanka ha impedito alla maggior parte dei reporter indipendenti di recarsi nei dintorni dell&#39;area dove avviene l&#39;iniziativa militare contro le Tigri del Tamil. Così stavo ceercando di entrare come turista per scrivere sui 150.000 civili che le Nazioni Unite stimano essere bloccati nella zona del cessate il fuoco con le restanti Tigri. Gli unici altri Paesi che mi vengono in mente dove i giornalisti stranieri devono fingersi turisti sono lo Zimbabwe, il Turkmenistan e la Corea di Nord.</p>
</blockquote>
<p>Comunque, <em>Andrew Stroehlin</em> scrive su <em>Alertnet</em> che pur se i giornalisti non hanno accesso diretto alla zona di guerra, <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://www.alertnet.org/db/blogs/3159/2009/03/21-215015-1.htm">hanno accesso alle informazioni</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Anche se i giornalisti non sono ammessi nella zona del conflitto in Sri Lanka ciò non significa che non sappiamo cosa stia succedendo. Abbiamo immagini provenienti dal satellite che mostrano grandi concentrazioni di persone coinvolti nei combattimenti e abbiamo informazioni da fonti affidabili sul campo. Recenti resoconti secondo cui un numero significativo di civili sono riusciti a fuggire, non hanno modificato la situazione generale: le fonti indipendenti in campo continuano a segnalare che 100.000 persone o più sono intrappolate, esauste, con ridotto accesso a cibo e medicine, e molti sotto tiro.</p>
</blockquote>
<p>Sul blog <em>Committee to Protect Journalists</em>, il direttore del programma Asiatico <em>Bob Dietz</em> evidenzia sia la mancanza di accesso che la mancanza di notizie sulla guerra. Ha incluso tali osservazioni in un&#39;audizione sullo Sri Lanka svoltasi davanti al Congresso statunitense. <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://cpj.org/blog/2009/04/cpj-testimony-access-denied-in-sri-lankan-conflict.php">Nel suo preambolo ha scritto</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Quando ieri mi è stato chiesto della mancanza d&#39;accesso, ho detto alla Commissione Lantos che mi era rimasta in mente una domanda espressa durante un incontro con alcuni studenti singalesi ad Ottawa in marzo. Erano venuti apposta da Toronto per intervistarmi su questioni relative ai media. Una di loro mi ha chiesto perché c&#39;è così poca informazione internazionale sugli scontri in Sri Lanka. &#8220;Perché,&#8221; ha chiesto, &#8220;Anderson Cooper e gli altri non vanno più vicini che possono alla guerra, proprio come hanno fatto quando i giornalisti non sono stati ammessi a Gaza?&#8221;</p>
</blockquote>
<blockquote><p>Allora non seppi darle una risposta decente, e in verità anche adesso non ne ho una buona. Effettivamente le due fazioni stanno tenendo la stampa fuori dalla zona del conflitto, ma i mezzi di informazione internazionali potrebbero fare di più per riportare quanto possono ed evidenziare tali restrizioni. Questa è una grossa catastrofe umanitaria in corso nel cuore dell&#39;Oceano Indiano, ed è virtualmente ignorata salvo per le dichiarazioni ufficiali di entrambe le fazioni del conflitto. Ricetta perfetta per la disinformazione.</p>
</blockquote>
<p><em>Anche il blog del New York Times</em>, <em>The Lede</em> si è occupato dell&#39;accesso dei giornalisti in Sri Lanka. Il post di Robert Mackey, &#8220;Il mondo sta ignorando la Srebrenica dello Sri Lanka?&#8221;, ha raccolto, fino a questo momento, 398 commenti. Molti commenti richiedono una maggior attenzione internazionale, ma rifiutano anche il confronto fra lo Sri Lanka ed il genocidio del 1995 in Bosnia-Erzegovina. <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://thelede.blogs.nytimes.com/2009/04/17/is-the-world-ignoring-sri-lankas-srebrenica">Mackey scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Il servizio video di Channel 4 News da Londra giovedì (riportato sotto), che mostra una massa di vittime civili uccise la settimana scorsa nel tiro incrociato fra il governo dello Sri Lanka e le Tigri Ribelli del Tamil (conosciute ufficialmente come L.T.T.E.), in una parte del Paese vietata ai giornalisti, è difficile da guardare. Le immagini sono inquietanti come quelle che hanno riempito gli schermi televisivi durante i conflitti in Bosnia negli anni 1990 ma, come precisa Lindsey Hilsum di Channel 4 nel resoconto, questa guerra sanguinosa, ora probabilmente agli ultimi spasmi, sta avvenendo in gran parte fuori dalla vista dei media internazionali.</p>
</blockquote>
<blockquote><p>Come nei mesi finali della guerra in Bosnia, l&#39;impossibilità per i soldati di astenersi dal tirare granate su civili circondati, in zone densamente popolate, sta fornendo risultati scioccanti. Alex Thomson di Channel 4 ha scritto giovedì in una newsletter per email, &#8220;Bisogna chiedersi: lo Sri Lanka sta forse diventando un altro Srebrenica?&#8221;</p>
</blockquote>
<p>Nel suo commento <em>DJ</em> <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://thelede.blogs.nytimes.com/2009/04/17/is-the-world-ignoring-sri-lankas-srebrenica/?hp&amp;apage=2#comment-301547">critica la comparazione</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Come fotografo che ha seguito la guerra in Sri Lanka, trovo spaventoso associare la situazione in Sri Lanka con Srebrenica. La guerra in Sri Lanka è orribile ed entrambe le parti hanno molte colpe. Le decine di migliaia di civili tenute in ostaggio dalle Tigri e bombardate dal governo sono vittime innocenti. Ma Srebrenica è stato un genocidio progettato ed eseguito dai Serbi bosniaci per uccidere i musulmani bosniaci innocenti. Sono stati messi in fila e fucilati, nello stile degli <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Einsatzgruppen">Eisengruppen nazisti</a> [it]. Il governo dello Sri Lanka non ha intenzione di assassinare i civili Tamil bloccati sulle spiagge di Mullaitivu. Ha  scarsa considerazione per le loro vite. Ciò è negativo. Ma non è la stessa cosa, non vi si avvicina neppure.</p>
</blockquote>
<p><em>Mackey</em> ha aggiornato il post il giorno dopo per chiarire come il confronto si riferisse a Srebrenica in quanto &#8220;simbolo dell&#39;enorme fallimento della comunità internazionale nella protezione dei civili in una zona di guerra&#8221; e non per &#8220;la somiglianza con l&#39;orribile massacro avvenuto dopo la caduta della zona franca.&#8221;</p>
<p><em>Darini Rajasingham Senanayake</em> fa delle osservazioni sull&#39;attenzione internazionale verso le aree del conflitto su <em>Groundviews</em>, recensendo la biografia di Dharmaratnam Sivaram (conosciuto con lo pseudonimo di Taraki), noto giornalista singalese assassinato nel 2005. <em>Learning Politics from Sivaram: The Life and Death of a Revolutionary Tami Journalist</em> di Mark Whitaker (Pluto Press, 2006), dice Senanayake, offre una <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://www.groundviews.org/2009/04/23/the-ethics-and-politics-of-war-zone-writing/">buona lezione per quanti volano nelle zone di guerra</a>  [in]:</p>
<blockquote><p>Un correttivo alle rappresentazioni dominanti delle zone di conflitto e dedicato a: &#8220;Giornalisti dello Sri Lanka che come Sivaram hanno rischiato ogni giorno la vita o l&#39;hanno già persa per continuare a fare informazione&#8221;, questo libro dovrebbe essere lettura obbligatoria per i consulenti internazionali sul raggiungimento della pace e lo sviluppo che volano nei Paesi in guerra sicuri della superiorità e dell&#39;obiettività della loro &#8220;cassetta per gli attrezzi&#8221; internazionale e sulla produzione di conoscenza e la concomitante &#8220;mancanza di capacità locale&#8221;, immaginando i Paesi interessati dai conflitti come popolati da nobili selvaggi, vittime e bruti che abbisognano di sussidi e interventi psicosociali oltre a un sottile strato di &#8220;società civile&#8221; - mito fondante e finanziante dell&#39;industria internazionale del sussidio.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>La disoccupazione globale e il ritorno dei lavoratori migranti</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/la-disoccupazione-globale-e-il-ritorno-dei-lavoratori-migranti/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/la-disoccupazione-globale-e-il-ritorno-dei-lavoratori-migranti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 05:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte e diverse le storie dei lavoratori disoccupati e migranti che tornano a casa per via della recessione mondiale - con conseguenze ancora tutte da valutare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mong/">Mong Palatino</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/04/global-job-losses-and-returning-migrant-workers/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Questo post riguarda le storie dei lavoratori disoccupati e migranti che stanno tornando a casa nei loro Paesi. Quali gli effetti della disoccupazione sulle persone nel mondo ? Quali le difficoltà che incontra la gente che cerca lavoro ? In che modo la migrazione inversa dei lavoratori sta creando problemi per <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://www.worldpublicopinion.org/pipa/articles/home_page/596.php?nid=&#038;id=&#038;pnt=596">le nazioni in via di sviluppo</a> ? [in]</p>
<p><strong>Diari della disoccupazione</strong></p>
<p>Sono parecchi i siti web che forniscono regolarmente notizie aggiornate sui licenziamenti. Per esempio: <a title="Sito originale in inglese" href="http://layofftracker.blogspot.com/">Layoff Tracker</a>, <a href="http://layoffdaily.com/">Layoff Daily</a>, <a title="Sito originale in inglese" href="http://layofflist.wordpress.com/">The Layoff List</a>, <a title="Sito originale in inglese" href="http://retrenchment-blog.breaking.sg/">Singapore Retrenchment Blog</a> [in]. Da parte sua la International Labour Organization ha caricato un documento con i <a title="Leggi il documento originale in inglese" href="http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---dgreports/---integration/documents/projectdocumentation/wcms_103236.pdf">dati più recenti della disoccupazione</a> [in] per ogni Paese del mondo. Questi siti web mettono in rilievo il fatto che la perdita del lavoro viene percepita dalla maggior parte delle persone come l&#39;indicatore primario e più riconoscibile della <a title="Vedi il post tradotto in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/la-recessione-globale-e-il-malcontento-che-ne-segue/">recessione economica globale</a> [in]. </p>
<p>Ci sono molti disoccupati che documentano le proprie difficoltà quotidiane tramite i blog. Alcuni esempi di questi diari della disoccupazione sono <a title="Vai ai post originali" href="http://www.furbier.com/2009/03/diario-de-um-desempregado.html">Furbier.com</a> (pt, Brasile), <a href="http://retalhosdavidadeummerdas.blogspot.com/search?q=recÃ©m-desempregado"><em>Retalhos Da Vida De Um Merdas</em></a> (pt, Portogallo), <a href="http://www.joblessandless.com/"><em>Jobless and Less</em></a> (in, Usa), <a href="http://unemploymentality.com/"><em>Unemploymentality</em></a> (U.S.), <a href="http://pinkslipsarethenewblack.com/"><em>Pink Slips are the New Black</em></a> (Usa)</p>
<p>È stato anche pubblicato un libro, &#8220;Escape from Unemployment&#8221;, sulla vita di un <a title="Articolo originale in coreano" href="http://link.allblog.net/16367308/http://blog.naver.com/ehyosang/80062600400">disoccupato in Corea</a> [cor]. Degno di nota anche <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://unemploymenthaikuweekly.blogspot.com/"><em>Unemployment Haiku Weekly</em></a> [in], blog di un lavoratore licenziato recentemente.</p>
<div id="attachment_66374" class="wp-caption aligncenter" style="width: 292px"><a href="http://unemploymenthaikuweekly.blogspot.com/2008/11/will-work-for-salary.html"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/04/haiku-1.jpg" alt="Haiku settimanale dei disoccupati" title="Haiku settimanale dei disoccupati" width="282" height="367" class="size-full wp-image-66374" /></a>
<p class="wp-caption-text">Haiku settimanale dei disoccupati</p>
</div>
<p>Fabio C dal Brasile echeggia i <a title="Vedi l'articolo originale in portoghese" href="http://clubedocamaleao.blogspot.com/2009/01/dirio-de-um-desempregado.html">sentimenti dei disoccupati</a> [pt]:</p>
<blockquote><p>Ficar desempregado é terrível. Você se sente inútil, nem descansar consegue, já que você pensa que precisa achar algo para fazer. Seu corpo e sua mente se acustumam ao trabalho, agora entendo porque aposentados ficam depressivos ou porque alguns profissionais vendem 10 ou 20 dias de férias.</p>
<p>Meus dias tem sido pesados, cansativos por serem iguais.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Rimanere disoccupati è terribile. Ti senti inutile, non puoi nemmeno rilassarti perchè pensi di dover trovare qualcosa da fare. Il corpo e la mente sono abituati a lavorare, ora capisco perchè certi pensionati diventano depressi o alcuni preferiscono essere pagati per lavorare 10 o 20 giorni durante le vacanze.</p>
<p>Le mie giornate sono pesanti, difficili perchè sono tutte uguali. Ciò mi deprime davvero.</p>
</div>
<p>Secondo l&#39;ILO, l&#39;area del Medioriente e del Nord Africa ha registrato il <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://www.ilo.org/global/About_the_ILO/Media_and_public_information/Press_releases/lang--en/WCMS_101462/index.htm">tasso di disoccupazione più alto</a> [in] nel 2008. Amira Al Hussaini di Global Voices ha scritto un post sulla <a title="Vedi l'articolo tradotto in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/mondo-arabo-licenziamenti-e-disoccupazione-alle-porte/">perdita del lavoro nel mondo Arabo</a> [it]. Uno dei luoghi più colpiti dalla recessione è stata Dubai. Kinan Jarjous a Dubai ha scritto una poesia e <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://blog.jarofjuice.com/2009/03/unemployment-here-i-come/">molte email di commiato</a> [in] dopo essere stato licenziato:</p>
<blockquote><p>Non c&#39;è bisogno di prendersela. Io, ad esempio, sono estatico che sia tutto finito. Certo, mi mancherà lo stipendio, e il fatto di sentirmi &#8220;utile&#8221; in qualche modo, ma era previsto.</p>
<p>Ho buttato giù diverse email di commiato, ma ho deciso d&#39;inviare le più brevi e le più dolci. Non c&#39;è rimasto altro da fare, niente che avrei detto a casa, comunque. Ora dovrei usare l&#39;energia per andare avanti, per seguire i miei desideri. Devo smettere di far finta di essere qualcun altro.</p>
</blockquote>
<p>Anche i lavoratori dell&#39;industria cinematografica sono in pericolo di perdere il lavoro. Recentemente il <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://andrewsullivan.theatlantic.com/the_daily_dish/2009/04/the-view-from-your-recession.html">produttore di un grande studio cinematografico</a> [in] di Hollywood è stato licenziato:</p>
<blockquote><p>Dicono che industria cinematografica sia una di quelle a prova di recessione, ma quando alla base c&#39;è un tale crollo interconnesso delle economie e molta gente si accorge improvvisamente di aver vissuto oltre ai loro mezzi, allora sembra che persino la sacra Hollywood finisca per licenziare. E come chiunque altro, costoro dovranno pensare a trovare lavoro, rimanersene a case ed assicurandosi che le famiglie abbiano una buona assicurazione sanitaria.</p>
</blockquote>
<p>Un blogger della Corea del Sud identifica le possibili <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/08/korea-layoff/">ragioni delle azeinde</a> [in] per licenziare i lavoratori. Aspan, anch&#39;egli dalla Corea, osserva che <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/06/korea-being-unemployed/">&#8220;la società non si trova a proprio agio con i disoccupati&#8221;</a> [in]. Segue una traduzione di quanto ha scritto Aspan sul suo blog:</p>
<blockquote><p>La maggior parte dei disoccupati si sente umiliata quando riceve il sussidio di disoccupazione. Si sente a disagio nei posti dove si riceve il sussidio. Sappiamo di aver perso il lavoro, ma ce lo ricordano penosamente in modo così crudele. Non chiediamo l&#39;elemosina, ma ci sentiamo umiliati. Per ricevere il sussidio fornito ogni due settimane, dobbiamo presentarci per tempo in un luogo pubblico e provare di aver cercato duramente lavoro per due settimane. Dopo l&#39;approvazione, possiamo infine ricevere il sussidio di disoccupazione. L&#39;altra cosa che m&#39;intristisce è il modo in cui mi guardano gli altri. Mi guardano come per dire, ma come quello che dovrebbe sfamare la famiglia è rimasto a casa? &#8220;Posso riposare un po&#39; per ricaricarmi di nuova energia?&#8221; Anche quando provo a riciedere una carta di credito, vengo rifiutato dalle aziende che prima mi imploravano di accettare le loro carte.&#8221; La nostra società è a disagio con i disoccupati.</p>
</blockquote>
<p>La disoccupazione ha insegnato a molti come apprezzare le cose o le persone che contano nella propria vita. <a title="Vedi l'articolo originale in portoghese" href="http://retalhosdavidadeummerdas.blogspot.com/2009/02/cronica-de-um-recem-desempregado-iv.html">Pedro dal Portogallo</a> [pt] è confortato dal sostegno che gli dimostrano la famiglia e gli amici:</p>
<blockquote><p>Valem-me muitas coisas. O conforto da família, os amigos, os colegas. E, mais do que tudo, poder pegar na tua mão e sentir que ao pé de ti nada mais importa do que ver-te verdadeiramente feliz. É essa a razão principal que ainda me faz sentir uma ponta de optimismo e afasta de vez a palavra desistir do meu dicionário mental. Porque nada irá estragar um bem precioso que me caiu na vida de forma tão incrível. Como que a dizer que a vida tem sentido. E tem. Contigo tem. Bastante.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Molte cose hanno valore per me. Il conforto della mia famiglia, degli amici, dei colleghi. E soprattutto, posso tenerti la mano e sentire che accanto a te non conta altro che vederti veramente felice. Questo è il motivo principale per cui mi sento ancora un po&#39; ottimista e tengo termini come &#8220;rinuncia&#8221; fuori dal mio dizionario mentale. Perchè nulla rovinerà quanto di prezioso è entrato nella mia vita in un modo così incredibile. Come dire che la vita ha un significato. E ce l&#39;ha. Con te, ce l&#39;ha. Davvero.</div>
<p>Ma a volte la disoccupazione intralcia lo spirito. Un politico egiziano <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://scandegypt.blogspot.com/2009/02/report-unemployment-caused-12000.html">incolpa</a> [in] l&#39;alto tasso di disoccupazione per l&#39;aumento straordinario dei <a  title="Vedi l'articolo originale in arabo" href="http://www.elbadeel.net/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=45472&#038;Itemid=33">casi di suicidio in Egitto</a> [ar].</p>
<p>Il video che segue mostra la crisi della disoccupazione negli stati membri dell&#39;Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD).</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" alt="Video su YouTube" title="Video su YouTube" value="http://www.youtube.com/v/3wUHZXv6DTQ&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/3wUHZXv6DTQ&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><strong>Alla caccia di un lavoro</strong></p>
<p>I blogger intervengono anche sulle loro ricerche di lavoro. La maggior parte di loro incontrano difficoltà.</p>
<p>Un espatriato in Israele ha perso il lavoro durante lo scoppio della bolla hi-tech nel 2003. Ma è riuscito a riprendersi. Ora sta nuovamente cercando lavoro. La moglie discute il problema della <a  title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://justjennifer.wordpress.com/2009/03/28/logans-rerun/">discriminazione dell&#39;età nel mercato del lavoro</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Pur se la discriminazione in base all&#39;età è illegale in Israele, chiunque nell&#39;industria dell&#39;hi-tech sa che se hai più di 55 anni semplicemente non esisti.</p>
<p>Cosa fai se hai un&#39;esperienza lunga una vita e nessuno ti prende in considerazione seriamente per un impiego perchè sei oltre &#8220;una certa età&#8221;?</p>
<p>Uno dei momenti più duri nell&#39;avere un coniuge disoccupato è vederne ogni gli effetti negativi sul proprio ego e l&#39;autostima tra la potenzialità di qualche impiego e le interviste in corso. In alcuni casi, il processo di selezione continua per 3-5 mesi mentre le aziende restringono il campo di ricerca.</p>
</blockquote>
<p>Mona, una palestinese in Canada, è frustrata perchè le aziende IT <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://www.rebelliousarabgirl.net/2009/03/27/prolonged-software-edits/">stanno cercando persone che sanno tutto ma sono diposte a lavorare per quasi niente</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Si può dire che la mia ricerche fanno schifo, ma mi dispiace aziende e mediatori, io non conosco 20 lingue, né ho più di 5 anni d&#39;esperienza. Tuttavia ho la capacità, come chiunque altro laureato in informatica con anni di esperienza, di imparare cose nuove. Imparare è una cosa così brutta oggi o una persona deve sapere tutto dall&#39;inizio ed essere pagato quasi col salario minimo?</p>
<p>I lavori nell&#39;IT oggigiorno non sono basati sull&#39;istruzione universitaria o sulle capacità di apprendimento continuo. Sono basati sul fatto di trovare un robot umano che sappia tutto e voglia lavorare per niente.</p>
</blockquote>
<p>A Hong Kong, Oiwan Lam di Global Voices ha scritto un post sul controverso <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/28/hong-kong-budget-report-university-students-on-sale/">piano di sussidio governativo per i laureati all&#39;università che cercano lavoro</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Mentre peggiora il problema della disoccupazione, mantenere il posto di lavoro viene considerato uno degli obiettivi più importanti. (Il segretario delle finanze) John Tsang ha deciso di mettere in saldo i laureati freschi dell&#39;università con un progetto di sussidi. Però molti sono preoccupate dal fatto che questa procedura possa distorcere il mercato del lavoro, dato che consente alle aziende di pagare degli universitari con soli HKD 4,000 (poco più di U$500), di cui HKD 2,000 passati dal governo. </p>
<p>Sono stati aperti <a title="Vedi il gruppo Facebook originale in cinese" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=65935829440">molti gruppi su Facebook</a> [ch] per protestare contro questa pratica. Il più popolare è &#8216;Il segretario economico di Hong Kong merita solo HKD4000 al mese!&#39;</p>
</blockquote>
<p>In Germania, molti procacciatori di lavoro vengono forzati a lavorare per <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globaleconomydoesmatter.blogspot.com/2009/03/germanys-recession-worsens-again.html">meno ore</a> [in] in cambio di una paga governativa e dei sussidi di assicurazione sociale. Curiosamente, <a  title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://mrwangsaysso.blogspot.com/2008/10/reflections-on-job-interview.html">dei banchieri di investimento disoccupati si trasferiscono da Londra</a> [in] a Singapore. Donne saudite che hanno perso il lavoro trovano minori opportunità di lavoro - <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://nzinghas.blogspot.com/2009/01/help-wanted-women-need-not-apply.html">le molestie sessuali sul luogo di lavoro</a> [in] sono la ragione principale. Un blogger cambogiano invita i Khmer-Americani che stanno cercando impieghi stabili a tornare a <title="Vedi l'articolo originale in inglese" <a href="http://www.oudam.com/cambodia/cambodia-the-land-of-opportunity.html">lavorare in Cambogia</a> [in]. Anche gli strumenti offerti dai social media vengono usati per cercare lavoro. Per esempio, <a title="Vai al sito originale in inglese" href="http://www.twitterjobsearch.com/">Twitter Job Search</a> [in].</p>
<p>Ci sono preoccupazioni che il Giappone stia già vivendo &#8220;un&#39;epoca di congelamento dell&#39;occupazione&#8221;, che creerebbe un&#39;altra &#8220;generazione perduta&#8221; di giovani giapponesi privi di un&#39;occupazione a tempo pieno. Almeno 87 aziende hanno <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/12/27/japan-un-hiring-fresh-graduates/">cancellato 331 promesse informali di occupazione</a> [in] a studenti universitari l&#39;anno scorso. Oltre 500 <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/12/japan-hakenmura-the-temp-workers-village/">lavoratori precari </a> [in] vivevano in una tendopoli lo scorso gennaio dopo aver perso il posto di lavoro.</p>
<p>Il breve video che segue mostra i lavoratori precari giapponesi che cercano rifugio nella tendopoli il gennaio scorso.</p>
<p><object width="425" height="344"><param title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_BRiSmlB13g&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/_BRiSmlB13g&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><strong>Migrazione di ritorno</strong></p>
<p>I lavoratori migranti stanno tornando a casa in grandi quantità dopo aver perso lavoro negli Stati Uniti e <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globaleconomydoesmatter.blogspot.com/2009/03/spains-unemployment-continues-to-climb.html">in Europa</a> [in]. Questa migrazione inversa può essere causa di conflitto nelle nazioni povere che non sono in grado di fornire occupazioni adeguate e servizi sociali ai propri concittadini. </p>
<p>Sono oltre 8 milioni i filippini che lavorano all&#39;estero. Le somme che mandano alle loro famiglie aiutano a sostenere l&#39;economia filippina. Oggi, molti <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://thepinoy.net/?p=3004">lavoratori filippini d&#39;oltremare</a> [in], compresi i professionisti, stanno tornando a casa. Una coppia filippina <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://movingtophilippines.com/2009/03/21/moving-to-the-philippines-because-of-the-economy/">che ha perso casa e impieghi in California</a> [in] stanno tornando nelle Filippine. I lavoratori domestici filippini di Hong Kong vengono <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://dayuhan.wordpress.com/2009/01/20/hardest-hit-over-unemployment/">rimpiazzati da lavoratori locali</a> [in]. In un post precedente, segnalavo che la Philippine Airline aveva aumentato i voli in America e Canada, e ciò poteva essere interpretato come un segno che sempre più filippini tagliati fuori sono <a  title="Vedi l'articolo tradotto in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/opportunita-e-consigli-per-superare-la-crisi-economica/">obbligati a tornare nelle Filippine</a> [it]. </p>
<p>Nel passato i brasiliani di origine giapponese sono emigrati in Giappone. Oggi, &#8220;il Brasile è il nuovo Giappone&#8221;. Paula Góes di Global Voices ha scritto un post sui <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/11/japan-brazil-crisis-puts-an-end-to-the-dream-of-a-better-life/">Brasiliani immigrati in Giappone</a> [in] che stanno tornando a casa a causa della crisi. Almeno 40.000 immigrati brasiliani stanno pensando di lasciare il Giappone.</p>
<p>Elaine ha optato di rimanere in Giappone; ma osserva che l&#39;economia giapponese continuerà a peggiorare. È anche preoccupata per i molti <a title="Vedi l'articolo originale in portoghese" href="http://elaineoti.blogspot.com/2009/03/sobrevivendo.html">Brasiliani che vivono per strada in Giappone</a> [pt]:</p>
<blockquote><p>A crise não dá sinais de melhora e com isso existem mtos brasileiros que aqui residiam e que já regressaram ao Brasil,os que ficaram,como eu,estamos tentando sobreviver nessa crise brava que afetou o Japão,quase todos os dias eu vejo nas notícias do Japão alguns brasileiros que vivem nas ruas, que não tem nem o que comer e outros que vivem em abrigos públicos,contando com os donativos de pessoas solidárias.</p>
</blockquote>
<div class="translation">La crisi non mostra segnali di miglioramento e per questo motivo ci sono molti brasiliani che vivevano qui e sono tornati in Brasile. Quelli che sono rimasti, come me, stanno cercando di sopravvivere a questa pazza crisi che ha investito il Giappone, quasi tutti i giorni vedo i notiziari giapponesi sui brasiliani che vivono per strada, persone che non hanno da mangiare e altri che vivono in ricoveri pubblici, affidandosi all&#39;elemosina della gente.</div>
<p>Ci si aspetta una diminuzione dell&#39;8 per cento della <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://dubai.metblogs.com/2009/02/28/uae-job-meltdown/">popolazione di Dubai</a> [in] dato che i lavoratori stranieri continuano a lasciare la città. Un blogger sostiene che la popolazione di Dubai diminuirà del 25 per cento. Le scuole a Dubai stanno ricevendo numerose richieste di certificati di trasferimento scolastico poichè i figli dei lavoratori stranieri tornano ai propri Paesi d&#39;origine. Una scuola ha perso il 10 per cento della popolazione studentesca. </p>
<p>Le economie della maggior parte dei Paesi dell&#39;Asia meridionale dipendono dalle somme inviate dai loro lavoratori emigrati. Rezwan di Global Voices ha scritto un post sul trend continuo e inquietante dei lavoratori emigrati che stanno improvvisamente <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/19/south-asia-migrant-workers/">tornando a casa nei Paesi dell&#39;Asia meridionale</a> [in]. </p>
<p>Supriyo Chaudhuri sul <em>Sunday Posts</em> scrive sulla <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://sundayposts.blogspot.com/2009/03/reverse-migration-indias-chance.html">migrazione inversa dagli Stati Uniti all&#39;India</a> [in].</p>
<blockquote><p>La recessione, l&#39;incertezza e le difficoltà del processo d&#39;immigrazione combinate con le opportunità emergenti in India, hanno creato un flusso di immigrazione inversa dagli stati Uniti all&#39;India. C&#39;è un altro rivolo che si aggiunge a questo dal Regno Unito, e la diga è crollata a Dubai. Così, improvvisamente, le città indiane si sono riempite di gente che è tornata, con un po&#39; di denaro, cercando ancora una volta di iniziare una nuova vita. </p>
</blockquote>
<p>Il numero di lavoratori che lascia il <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://www.bernama.com/bernama/v5/newsworld.php?id=396547">Nepal</a> [in] è diminuito. Dato che la Malesia preferisce dare lavoro ai locali, <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://meanderingmemos.wordpress.com/2009/03/12/economic-downturn-reaches-bangladesh/">i lavoratori migranti del Bangladesh</a> [in] vengono forzati a tornare al loro Paese. </p>
<p><em>Le foto sono tratte dalla pagina Flickr di <a title="Vedi la pagina originale in inglese" href="http://www.flickr.com/photos/perbjorklund/3387473865/in/set-72157615856350781">Per Bjorklund</a>. Il testo portoghese è stato tradotto dall&#39;editor di Global Voices <a href="http://globalvoicesonline.org/author/paulagoes/">Paula Goes</a>.La citazione coreano è stata una traduzione inglese dell&#39;editor di Global Voices <a href="http://globalvoicesonline.org/author/hyejin-kim/">Hyejin Kim</a>.</em> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Egitto: finalmente condannato il proprietario del disastro del ferry!</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/egitto-finalmente-condannato-il-proprietario-del-disastro-del-ferry/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 02:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Casi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito (GB)]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Al processo d'appello per l'affondamento del traghetto Salam 89 nel 2006 Mamdouh Ismail viene condannato in absentia a sette anni per "carneficina involontaria", come dicono i blogger egiziani rilanciando accuse e connivenze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lasto-adri/">Eman AbdElRahman</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/12/egypt-disaster-ferry-owner-finally-guilty/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La vita di oltre 1.000 egiziani, deceduti in seguito all&#39;affondamento del traghetto Salam 89 nel 2006, vale circa 11 ore di prigione per l&#39;armatore dell&#39;imbarcazione, ex-legislatore e magnate Mamdouh Ismail, <a title="Leggi la notizia in inglese" href="http://english.aljazeera.net/news/middleeast/2009/03/2009311104452265682.html">condannato</a> [in] in absentia a sette anni di detenzione per &#8220;carneficina involontaria&#8221;, come dicono i blogger egiziani.  </p>
<p>Il disastro è stato descritto come &#8220;l&#39;evento più drammatico nella storia della marina moderna.&#8221; </p>
<p><em>Zeinobia</em> è stata la prima a dare la notizia annunciando il verdetto su <a title="Post su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/Zeinobia/status/1309915269"><em>Twitter</em></a> [in]: </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-61194" title="Zeinobia su Twitter" alt="Zeinobia su Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/zeinobia.png" alt="zeinobia" width="407" height="199" /></p>
<p>La notizia è stata successivamente ripresa da <a title="Post in inglese" href="http://twitter.com/fustat/status/1310028697">Fustat</a> [in], <a title="Post in arabo" href="http://twitter.com/waelabbas/status/1310022801">Wael Abbas</a> [ar], <a title="Post in arabo" href="http://twitter.com/Lastoadri/status/1310014146">me stessa</a> [ar] e altri blogger egiziani.</p>
<p>Il disastro ha avuto luogo nel febbraio del 2006, quando il Salam 89 è colato a picco nelle acque del Mar Rosso uccidendo più di 1.200 egiziani che tornavano in patria dall&#39;Arabia Saudita, in aggiunta all&#39;equipaggio che sembra sia stato rapito affinché nessuno potesse testimoniare contro Ismail. Le vittime del ferry erano per lo più poveri lavoratori che rientravano in Egitto per trascorrere le vacanze con le rispettive famiglie.</p>
<p>A luglio 2008, <a title="Leggi il post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/08/egitto-nessun-colpevole-per-il-disastro-navale/">un tribunale aveva dichiarato innocente Ismail</a> [it], provocando rabbia e sconcerto tra i familiari delle vittime. La sentenza è stata portata in appello e solo oggi Ismail è stato dichiarato colpevole. </p>
<p>Nonostante alcune affermazioni secondo cui i familiari delle vittime sarebbero soddisfatte dalla nuova sentenza, poiché ritengono che questa sia la pena massima che una persona potente come Ismail possa subìre in un sistema così corrotto, molti egiziani ritengono che il verdetto sia arrivato troppo tardi e sia ingiusto se paragonato alla morte di 1.200 egiziani annegati in mare.</p>
<p>Blogger quali <a title="Leggi il post in arabo" href="http://mahrouta.blogspot.com/2009/03/blog-post_9251.html"><em>Ayoub</em></a> [ar], <a title="Post in arabo" href="http://sayedmokhtar.maktoobblog.com/1618331/%D9%85%D8%AD%D9%83%D9%85%D8%A9-%D9%85%D8%B5%D8%B1%D9%8A%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%B3%D8%AC%D9%86-%D8%B3%D8%A8%D8%B9-%D8%B3%D9%86%D9%88%D8%A7%D8%AA-%D9%84%D9%85%D9%85%D8%AF%D9%88%D8%AD-%D8%A5%D8%B3%D9%85/"><em>Sayyed Mokhtar</em></a> [ar], <a title="Post in arabo" href="http://omarafandy.blogspot.com/2009/03/blog-post_11.html"><em>Omar Affandi</em></a> [ar], <a title="Post in arabo" href="http://amalatawy.blogspot.com/2009/03/blog-post_8368.html"><em>Ahmed A. EL-Malatawy</em></a> [ar] e <a title="Post in arabo" href="http://egyworkers.blogspot.com/2009/03/7.html"><em>Kareem El Bahairy</em></a> [ar] hanno immediatamente espresso il proprio sdegno.</p>
<p><a title="Post in arabo" href="http://www.gaberism.net/2009/03/11/a7a-ya-balad-metnaka/"><em>Egyptian leftist</em></a> [ar] e <a title="Post in arabo" href="http://www.tahyyes.org/2009/03/blog-post_1695.html"><em>Nawara</em></a> [ar] hanno criticato la sentenza facendo il calcolo della durata della detenzione:</p>
<div class="arabic" lang="ar">قيمة المصري مننا 11 ساعة سجن!!! ايون المصري مننا قيمة عند القضاء و الحكومة المصرية 11 ساعة سجن، انهارده قضة محكمة جنح سفاجا مستأنف بحبس ممدوح إسماعيل، رئيس مجلس إدارة الشركة المالكة للعبارة الغارقة “السلام”، 7 سنوات مع الشغل والنفاذ، وبحسبة بسيطة جدا هتصول للحقيقة الوسخة انه بما ان قتل 1200 مصري من اعمار مختفلة عقوبتة هو السجن 7 سنين مشدد يعني الواحد ب 11.4 ساعة سجن –دا إذا تم تنفيذ الحكم اصلا لأن ممدوح اسماعيل هارب في لندن-، يا بلاش يا بلد يا بلاش!!!</div>
<div class="translation">Il valore di una vita egiziana è pari a 11 ore di prigione!!! Proprio così, la vita di ognuno di noi vale 11 ore dietro le sbarre secondo i giudici e il governo egiziani. Oggi un tribunale ha condannato Mamdouh Ismail e il direttore della sua azienda a sette anni di carcere. Non c&#39;è bisogno di fare grossi calcoli per comprendere come la pena per l&#39;omicidio di 1.200 egiziani – di diverse età - equivalga a sette anni di prigione, il che significa che la vita di una persona vale esattamente 11,4 ore di detenzione – questo nel caso in cui la condanna venga effettivamente eseguita, poiché attualmente Mamdouh è latitante a Londra.</div>
<div class="translation">Che storia!</div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 478px"><a title="Foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/yasary-masry/2718071503/"><img title="Riuscite a vedere una tomba collettiva?" src="http://farm4.static.flickr.com/3192/2718071503_05337cb759.jpg" alt="Egyptian Leftist chiede: riuscite a vedere una tomba collettiva?" width="468" height="338" /></a>
<p class="wp-caption-text">Egyptian Leftist chiede: riuscite a vedere una tomba collettiva?&quot;</p>
</div>
<p><a title="Post in arabo" href="http://shokeir.blogspot.com/2009/03/blog-post_11.html"><em>Ahmed Shokier</em></a> [ar], un altro blogger egiziano, pubblica due immagini dei giudici coinvolti nel caso - una di Ahmed Refaa El Najaar, che ha dichiarato innocente Mamdouh e l&#39;altra di Khaled Badr El Deen, il quale ha condannato l&#39;imputato a sette anni di prigione. Commentando cinicamente, Ahmed ha intitolato il post &#8220;<em>La giustizia ha molte facce</em>.&#8221;</p>
<p>Nel frattempo, <a title="Post in inglese" href="http://arabist.net/arabawy/2009/03/12/byebye_douha/"><em>Arabawy</em></a> [in] ha pubblicato un video di <em>Al Jazeera International</em> che riprende le reazioni dei familiari alla notizia della condanna.</p>
<p>Come al solito, <a title="Post in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/03/mamdouh-ismail-to-jail-for-seven-years.html"><em>Zeinobia</em></a> [in] ha pubblicato un esaustivo rapporto del caso, in cui afferma che questo verdetto sia poco più di un antisettico per l&#39;opinione pubblica poiché, visto che Ismail si trova a Londra e non c&#39;è nessun accordo di estradizione tra Egitto e Inghilterra, l&#39;uomo potrà godersi in tutta tranquillità il suo soggiorno all&#39;estero.</p>
<p>La blogger invita i cittadini a sporgere denuncia in Inghilterra, o almeno a boicottare aziende e alberghi di sua proprietà. Il post si chiude affermando che, fino a quando Ismail si troverà a Londra, il caso Salam89 non è chiuso. </p>
<p>Tuttavia, stando a quanto scrive la blogger, la vicenda potrebbe concludersi un giorno o l&#39;altro per mano di un egiziano infuriato: </p>
<blockquote><p>Ancora una volta, tutto quello che posso dire è che vorrei venisse querelato da qualcuno a Londra, e che dovremmo boicottare caziende e alberghi di sua proprietà in Egitto; ecco la lista del suo impero in Egitto<br />
•	El-Salam Maritime transportation company.<br />
•	El-Salam Tourism development company che controlla:<br />
X Concorde El-Salam a Misr El Gadida, [un quartiere del] Cairo<br />
X Concorde Sharm El-Sheikh, nella zona del Sinai.<br />
•	Telstar travel in Tahrir Square, al Cairo.<br />
Il caso del traghetto Al-Salam 98 non è ancora finito finché Ismail resta libero a Londra. La vicenda della scomparsa dei membri dell&#39;equipaggio è ancora aperto.<br />
Qualche volta ho come l&#39;impressione che Mamdouh Ismail verrà ucciso da qualche egiziano meridionale infuriato.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>India: reazioni al successo agli Oscar di &#8216;Slumdog Millionaire&#039;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/india-reazioni-al-successo-agli-oscar-di-slumdog-millionaire/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/india-reazioni-al-successo-agli-oscar-di-slumdog-millionaire/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 08:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Garofalo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Intrattenimento]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito (GB)]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo gli otto Oscar vinti dal film <em>Slumdog Millionaire</em>, non mancano le reazioni tra blogger e utenti di Twitter indiani - di segno alquanto diversificato. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rezwan/">Rezwan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/vickyg/'>Vittoria Garofalo</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/24/india-slumdog-millionaire/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Slumdog_Millionaire" title="Voce su Wikipedia in italiano">Slumdog Millionaire</a> [it], di David Boyle, film britannico di taglio sociale tratto da un romanzo ambientato in India, ha fatto incetta durante l&#39;ottantunesima cerimonia del premio Oscar.  Il cast britannico e indiano si &egrave; aggiudicato <a title="Sito degli Oscar in inglese" href="http://www.oscar.com/oscarnight/winners/">8 Oscar</a> [in]  compreso quello alla miglior fotografia.  È stata senza dubbio la grande serata dell&#39;India, visto che <a href="http://www.oscar.com/nominees/?pn=film&#038;film=Smile%20Pinki%20Film">Smile Pinky</a> [in], altro breve documentario ambientato in India, ha vinto un Oscar.</p>
<p><center><img src="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/3302343081_b50125007b.jpg" alt="Il cast di Slumdog Millionaire" title="Il cast di Slumdog Millionaire" width="500" height="336" class="alignnone size-full wp-image-1207"></center></p>
<p>La cerimonia è stata seguita in tutto il mondo. Alcuni hanno publicato post in diretta, come <a title="Post originale in inglese" href="http://www.sepiamutiny.com/sepia/archives/005643.html"><em>Sepia Mutiny</em></a> [in]. Migliaia di messaggi sono stati diffusi via Twitter durante la trasmissione in diretta, come quello di Raajesh che diceva:</p>
<p> <img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/02/oscar-tweet2.jpg" alt="Gli Oscar su Tweeter" title="Gli Oscar su Tweeter" width="474" height="73" class="alignnone size-full wp-image-1208" /> </p>
<p><em>Prerna</em> su <em>No Borders and Binaries</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://prernalal.com/2009/02/22/slumdog-millionaire-those-foreign-aliens-are-taking-our-oscars-too/">scrive</a> [in]:
</p>
<blockquote><p>
Un orda di invasori indiani e i loro alleati britannici con un visto turistico si sono portati a casa gli ambiti e preziosi Oscar mentre il mondo stava a guardare. Uno in particolare, A R Rahman, ha stupito e incantato tutti con il suo genio musicale sparando frasi in lingua Tamil. Questa è l&#39;America, solo inglese!!
</p>
</blockquote>
<p>E ovviamente c&#39;è chi non vede di buon occhio l&#39;invasione indiana ad Hollywood::</p>
<p><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/02/oscar-tweet.jpg" alt="Gli Oscar su Tweeter" title="Gli Oscar su Tweeter" width="611" height="167" class="alignnone size-full wp-image-1209" /></p>
<p>Eppure molti blogger indiani sono stati cauti nel riconoscere l&#39;impresa di &#8216;Slumdog Millionaire&#39;.<br />
Abbiamo sottolineato le diverse reazioni di molti indiani a questo film <a title="Altro post di GV in inglese sul film" href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/26/india-reactions-to-slumdog-millionaire/">in un post precedente su Global Voices</a> [in]. Molti abitanti delle baraccopoli di Mumbai, dove è stato girato il film, hanno protestato per essere stati chiamati <em>slumdog</em>.</p>
<p><em>Meera Sinha</em> <a title="Post in inglese" href="http://meerasinha.wordpress.com/2009/02/23/the-other-indian-winner/">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Pur ritenendo che Slumdog Millionaire non vada considerato una fotografia reale della povertà indiana, &#038;egrave stato entusiasmante vedere l&#39;India salire alla ribalta dopo che il film ha vinto 8 Oscars. Sono tentata di scrivere qualcos&#39;altro ma mi godo il momento di festa ed evito ulteriori dettagli <a title="Post in inglese" href="http://meerasinha.wordpress.com/2009/01/26/slumdog-millionaire-thoughts/">su varie questioni</a> [in] relative al film.</p>
</blockquote>
<p>Neppure <em>Great Bong</em> su <em>Random Thoughts Of A Demented Mind</em> è rimasta <a title="Post in inglese" href="http://greatbong.net/2009/02/23/dog-day-afternoon/">eccessivamente colpita</a> [in] :</p>
<blockquote><p>In primo luogo Slumdog Millionaire tocca in maniera deliberata ed efficace il ben noto lato debole giudici dell&#39;Accademia. Per superare un esame in modo brillante non devi essere necessariamente il migliore - anche un persona mediocre può eccellere se capisce il &#8220;sistema&#8221; e fa esattamente quanto ci si aspetta. Slumdog Millionaire lo fa in maniera ammirevole.</p>
</blockquote>
<p><em>Hitesh Bagai</em> si chiede in un messaggio su Twitter:</p>
<p><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/02/oscar-tweet1.jpg" alt="Gli Oscar su Tweeter" title="Gli Oscar su Tweeter" width="450" height="70" class="alignnone size-full wp-image-57931" /></p>
<p><em>Lekhni</em> su <em>The imagined Universe</em> cerca di capire &#8220;<a title=Post in inglese" href="“Why do Indians hate Slumdog Millionaire?“/">Perch&#038;egrave gli indiani odiano Slumdog Millionaire</a>&#8220; [in]</p>
<blockquote><p>
Mi chiedo se critichiamo questo film soprattutto perch&#038;egrave descrive una parte dell&#39;India sulla quale non ci concentriamo molto. Ci piace celebrare la nostra crescita economica e la rinascente classe media. Ci piace mostrare i nostri centri commerciali e i palazzi di vetro. Il film non mostra granché la prosperità della classe media indiana. Mostra l&#39;altra India, quella che non molti tra noi conoscono bene, quella a cui non piace pensare - l&#39;India povera che è rimasta povera malgrado tutta la recente crescita economica.  </p>
</blockquote
<p>A Shripriya Mahesh il film è piaciuto moltissimo e <a title="Post in inglese" href="http://tatvam.com/blog/2009/02/22/slumdog-millionaire/">scrive</a> [in] su <em>Tatvam (Inner Truth)</em>:</p>
<blockquote><p>Perché diamine un regista dovrebbe assumersi il peso di rappresentare una città o un nazione? Non sta facendo un documentario. C&#39;è una storia da raccontare. Riguarda un pezzo della vita della città. Compito del regista è raccontare tale storia al meglio delle proprie capacità. Ed è esattamente quanto ha fatto Danny Boyle. E a me il risultato è piaciuto moltissimo.</p></blockquote>
<p>Prerna sottolinea le capacità dell&#39;India e <a title="Post in inglese" href="http://prernalal.com/2009/02/22/slumdog-millionaire-those-foreign-aliens-are-taking-our-oscars-too/">conclude così</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Certo, ci voleva un regista britannico che facesse un film su un &#39;soggetto indiano&#39; per far vincere l&#39;Oscar ai tecnici indiani che hanno prodotto lavori superiori da decenni (ad esempio, Gulzar, A R Rahman, Pookutty). Slumdog Millionaire non si avvicina neppure ai milgiri film di Bollywood, considerato il tema, semplice e ampiamente affermato, dell&#39;ammore che ha la meglio sul denaro. E questa non è certo l&#39;opera migliore di A R Rahman o Gulzaar. Allo stesso tempo, è rincuorante vedere questi grandi musical  ottnere finalmente riconoscimento internazionale per quello che in fin dei conti è un film indiano. Tuttavia, non dovrebbe essere questo il segno del successo. Non è AR Rahman ad aver bisogno di Hollywood; è Hollywood che ha bisogno di lui.</p>
<p>Comunqe sia, congratulazioni a Slumdog Millionaire e a tutti gli indiani che lo considerano il loro film.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>UK: &#8216;bollare&#039; il razzismo dei media contro le popolazioni indigene</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/uk-bollare-il-razzismo-dei-media-contro-le-popolazioni-indigene/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 07:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la crescente consapevolezza dei problemi delle popolazioni indigene, le testate britanniche <em>The Guardian</em> e <em>The Observer</em> hanno stabilito di evitare l'uso di due espressioni che marginalizzano e denigrano questi gruppi sociali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/simon-maghakyan/">Simon Maghakyan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/03/uk-stamping-out-media-racism-against-tribal-people/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>In linea con una sempre maggiore consapevolezza dei problemi delle popolazioni indigene mondiali, le testate britanniche <em>The Guardian</em> e <em>The Observer</em> hanno stabilito delle <a title="Leggi la notizia in inglese" href="http://www.guardian.co.uk/styleguide/s#id-3036038">nuove linee guida</a> [in] sull&#39;uso di due espressioni che, secondo gli attivisti, marginalizzano e denigrano questi gruppi sociali.  </p>
<div id="attachment_59500" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.survival-international.org/campaigns/stampitout"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/stampitout.jpg" alt="Campagna online di Survival International per eliminare il razzismo dei media contro le popolazioni indigene" title="Campagna online di Survival International per eliminare il razzismo dei media contro le popolazioni indigene" width="400" height="230" class="size-full wp-image-59500" /></a>
<p class="wp-caption-text">Campagna di Survival International per sensibilizzare contro il razzismo nei confronti delle popolazioni tribali</p>
</div>
<p>La campagna contro l&#39;utilizzo di espressioni come &#8220; popolazioni primitive&#8221; e &#8220;età della pietra&#8221; è condotta da Survival International. Il progetto <a title="Visita il sito ufficiale in inglese" href="http://www.survival-international.org/campaigns/stampitout">Stamp It Out</a> [in] chiede ai propri sostenitori di denunciare le rappresentazioni derogatorie delle popolazioni tribali ad opera dei media, inviando cartoline o <em>e-card</em> al sito ufficiale.</p>
<p>Il blog ufficiale di <em><a title="Leggi il post in inglese" href="http://www.survival-international.org/blog/2009/02/27/dont-call-these-people-primitive/">Survival International</a></em> [in] fornisce maggiori dettagli sul recente dibattito in cui diversi media britannici discutono del modo in cui vengono descritte le popolazioni tribali:</p>
<blockquote><p>Oggi il quotidiano inglese The Independent ha pubblicato un ottimo editoriale del direttore di Survival, Stephen Corry. Con l&#39;entrata in campo dell&#39;ex giornalista della BBC Michael Buerk, il dibattito globale sull&#39;uso di termini come &#8216;primitivo&#39; per definire le popolazioni tribali ha raggiunto un livello più alto.</p>
<p>[…] Ora anche The Guardian e The Observer mettono in guardia contro l&#39;uso di espressioni come &#8216;primitivo&#39; ed &#8216;età della pietra&#39; dalle loro rispettabili linee guida.</p>
</blockquote>
<p><a title="Leggi il post in inglese" href="http://wildhunt.org/blog/2009/02/quotes-of-the-day.html"><em>The Wild Hunt</em></a> [in], il blog di un &#8220;politeista convinto&#8221; Jason Pitzl-Waters, aggiunge: </p>
<blockquote><p>
Recentemente, la campagna “Stamp It Out” di Survival ha registrato un notevole successo convincendo i quotidiani inglesi The Guardian e The Observer a proibire l&#39;uso dei termini ‘primitivo’ ed ‘età della pietra’ quando si parla di popolazioni tribali.
</p>
</blockquote>
<p><a title="Leggi il post in inglese" href="http://wildhunt.org/blog/2009/02/quotes-of-the-day.html#IDComment15877230">Commentando</a> [in] il post di Pitzl-Waters, <em><a title="Leggi il post in inglese"  href="http://hereinthecaveofwonder.blogspot.com/">Here In The Cave of Wonder</a></em> [in] spiega:</p>
<blockquote><p>Sia &#8220;primitivo&#8221; che &#8220;età della pietra&#8221; derivano da un&#39;obsoleta concezione dell&#39;evoluzione. Non esistono forme viventi di popolazioni &#8220;primitive&#8221;. L&#39;evoluzione è semplicemente un mezzo attraverso cui gli esseri umani si adattano all&#39;ambiente circostante, non una scala, dunque non c&#39;è un modo per progredire da &#8220;primitivo&#8221; ad &#8220;avanzato&#8221;. </p>
<p>[…]</p>
<p>In breve, si tratta di espressioni tipiche di un approccio etnocentrico/antropocentrico diffuso nel diciannovesimo secolo, che accademici e antropologi hanno definito da parecchi anni scientificamente inaccurato.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Sono 2500 le lingue in pericolo d&#039;estinzione</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/sono-2500-le-lingue-in-pericolo-destinzione/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/sono-2500-le-lingue-in-pericolo-destinzione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 04:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo la nuova mappa interattiva diffusa dall'UNESCO, sono 2500 le lingue in pericolo d'estinzione, su un totale di 6000. Diversi blogger sottolineano l'importanza di salvaguardare la bio-diversità linguistica del pianeta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/simon-maghakyan/">Simon Maghakyan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/'>Eleonora Pantò</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/20/worldwide-2500-languages-disappearing/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;<a href="http://www.unesco.org" title="Sito Unesco">UNESCO</a> [in] (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) ha diffuso la <a title="mappa interattiva dell'Unesco" href="http://www.unesco.org/culture/ich/index.php?pg=00206">mappa interattiva</a> [in] delle lingue in via d&#39;estinzione, in cui sono evidenziate 2500 lingue in pericolo, su un totale di 6000. L&#39;organizzazione internazionale chiede di <a title="Sito Unesco" href="http://www.unesco.org/culture/ich/">contribuire con commenti e segnalazioni</a> [in] al progetto che vede molti blogger coinvolti a salvaguardia delle culture del mondo. </p>
<div id="attachment_57182" class="wp-caption alignnone" style="width: 360px;"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/02/languagesmapun.png" alt="Mappa UNESCO delle Lingue in pericolo" title="Mappa UNESCO delle Lingue in pericolo" class="size-full wp-image-57182" width="350" height="201">
<p class="wp-caption-text"><small><em>Mappa UNESCO delle lingue in pericolo</em></small></p>
</div>
<p><em><a href="http://iglesiadescalza.blogspot.com/2009/02/death-of-language-diversity_20.html" title="Vai al post originale in inglese">Iglesia Descalza</a></em> [in], biblotecaria, scrive sul suo blog: </p>
<blockquote><p>In quanto persona che ama le lingue, sono addolorata nel leggere le notizie che arrivano dalla presentazione dell&#39;UNESCO sull&#39;aggiornamento dell&#39;Atlante Mondiale delle Lingue in Pericolo d&#39;Estinzione. Secondo l&#39;Atlante, presentato alla vigilia della Giornata Internazionale della Lingua Madre (21 febbraio), circa 200 lingue sono parlate da meno di 10 persone e altre 178 tra 10 e 50 persone.</p>
<p>I dati indicano che su 6000 lingue attualmente esistenti, circa 200 sono scomparse nelle ultime tre generazioni, 538 sono in situazione critica, 502 gravemente malate, 632 definitivamente in pericolo e 607 non più recuperabili.</p>
<p>Quando muore l&#39;ultimo rimasto a parlare una certa lingua, anche questa scompare. La lingua Manx dell&#39;Isola di Man è morta nel 1974 con la scomparsa di Ned Maddrell, l&#39;ultimo a parlarla, mentre la lingua Eyak, in Alaska, negli Stati Uniti, si è estinta l&#39;anno scorso con la morte di Marie Smith Jones.</p>
<p>[…]</p>
<p>Abbiamo bisogno di premiare la bio-diversità, la diversità di razza e di cultura, e quella linguistica, perché abbiamo troppo da perdere nel diventare omologati in un una società grande, bianca, e che parla inglese.</p>
</blockquote>
<p>Mentre le lingue in via di sparizione sono per la maggior parte quelle degli indigeni che devono fare i conti con la  globalizzazione e lo stato-nazionalismo, <em><a href="http://daniel-moving-out.blogspot.com/2009/02/portuguese-galician.html" title="Vai al post orginale in inglese">Daniel Moving Out</a></em> [in], blogger nativo del Portogallo ora residente in Gran Bretagna, sostiene che non tutte le lingue &#8220;non ufficiali&#8221; stanno morendo:</p>
<blockquote><p>[…]</p>
<p>Il galiziano assomiglia a un incrocio fra lo spagnolo e il portoghese, qualcosa tipo un dialetto che abbia avuto origine dal secondo e si sia arricchito con il vocabolario e l&#39;accento del primo. La lingua ha origine dal portoghese-galiziano dell&#39;epoca medievale, ed era parlata in tutta la Contea del Portucale. […]</p>
<p>Questa settimana, è stato pubblicato l&#39;atlante delle lingue del mondo, e il Galiziano è presente come una lingua forte sebbene non sia la lingua principale di nessun Paese. &Egrave; protetto dal Castigliano (lo spagnolo comune) e dalla prossimità geografica con il Portogallo. </p>
<p>[…]</p>
</blockquote>
<p>Il blog, tuttavia, riassume alcuni dei dati negativi:</p>
<blockquote><p>[…]</p>
<p>199 lingue hanno meno di una dozzina di nativi che le parlano. In Indonesia, le ultime 4 persone che parlano il Lengilu discutono fra loro; il Karaim in Ucraina è utilizzanto solamente da 6 persone. Oltre 200 lingue diverse sono sparite nelle ultime tre generazioni. Il Manx, dell&#39;Isola di Man, qui in Gran Bretagna è scomparso con l&#39;ultimo nativo che lo parlava nel 1974.</p>
</blockquote>
<p>Ma non tutti sono preoccupati dalla scomparsa delle lingue. Commentando sul blog  di <em><a href="http://blog.ted.com/2009/02/unescos_latest.php">TED [Technology, Entertainment, Design - community  di esperti internazionali) </a></em>, Magnus Lindkvist dice:</p>
<blockquote><p>[…] Perché insistiamo nel rendere romantiche quelle lingue antiche che presumibilmente nessuno parla più? Che dire delle centinaia di linguaggi di programmazione nati negli ultimi decenni? O delle infinite variazioni dell&#39;Inglese che la gente va adottando, tramite originali &#8220;remix&#8221; in tutto il mondo? Queste sono lingue vere e proprie, e mostrano una vitalità ben maggiore del Manx e del Tirahi.</p>
</blockquote>
<p><em><a href="http://abdullahwaheedsblog.blogspot.com/2009/02/dhivehi-and-international-mother.html" title="Vai al post originale in inglese">Abdullah Waheed</a></em> [in], un nativo che parla il Dhivehi – un&#39;altra lingua &#8220;ufficiale&#8221; che non è più parlata da molti nelle Maldive - spiega con un esempio perch&eacute; &egrave; importante preservare le lingue:</p>
<blockquote><p>[…]</p>
<p>La lingua Dhivehi è assolutamente vitale all&#39;identità dei maldiviani in quanto persone e delle Maldive in quanto Paese, perch&eacute; &egrave; l&#39;unica caratteristica che abbiamo tutti in comune e che pochi altri hanno. &Egrave; un fattore strategico se vogliamo progredire verso uno sviluppo sostenibile e un coordinamento armonico delle nostre faccende.<br />
Lungi dall&#39;essere un campo di competenza degli scrittori, la lingua Dhivehi è al centro dell&#39;intera vita sociale, economica e culturale. Il Dhivehi è importante per tutti noi. Conta se vogliamo promuovere la diversità culturale e combattere l&#39;analfabetismo, e conta per la qualità dell&#39;istruzione, incluso l&#39;insegnamento nei primi anni di scuola. Conta nella lotta per una maggiore inclusione sociale, per la creatività, lo sviluppo economico e la salvaguardia della conoscenza indigena.
</p>
<p>[…] </p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Giappone: Hetalia sfida i limiti della parodia tra vari Paesi, Italia inclusa</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/giappone-hetalia-sfida-i-limiti-della-parodia-tra-vari-paesi-italia-inclusa/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 02:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nato come <em>webcomic</em> di successo, il manga Hetalia prende in giro tutti gli Stati coinvolti nella Seconda Guerra Mondiale - suscitando però le ire dei netizen coreani e anche di quelli italiani, a cui si ispira il titolo della storia. Ce ne parla Scilla Alecci, autrice italiana ora in Giappone. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/scilla-alecci/">Scilla Alecci</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/17/japan-hetalia-axis-powers-and-the-limits-of-parody/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a href="http://www.komixjam.it/hetalia-axis-powers-un-anime-davvero-divertente-minacciato-di-morte-lautore/" title="Leggi la scheda del manga da komixjam.it">Hetalia</a> [it] (termine composto dalle parole “hetare”, letteralmente &#8216;inutile&#39;, e &#8220;Italia&#8221;), è un manga satirico creato da <a href="http://himaruya.blog61.fc2.com/" title="Leggi il blog dell'autore del manga in giapponese">Hidekaz Himaruya</a> (日丸屋秀和) [giap] ambientato principalmente durante la seconda guerra mondiale, con personaggi di diversi Paesi protagonisti di quel periodo. Il manga ha suscitato l&#39;attenzione del pubblico nazionale e internazionale. Nato come <a href="http://www.geocities.jp/himaruya/d_i0.htm" title="Vai alla pagina del webcomic in giapponese">webcomic</a> [giap], frutto della fantasia di un emigrato giapponese a New York, Hetalia è stato pubblicato nel 2008 da Gentosha Comics Inc., per poi divenire una <a href="http://www.watchanimeon.com/axis-powers-hetalia-episode-1/" title="Guarda l'episodio 1 in giapponese con sottotitoli in inglese">serie animata</a> [giap/in] nel gennaio 2009, <a href="http://www.animenewsnetwork.com/news/2009-02-07/hetalia-anime-seen-by-200000-on-web-60000-on-phones" title="Leggi l'articolo in inglese">, che solo su internet registra più di 200.000 visite.</a> [In].</p>
<p><object width="410" height="341"><param name="movie" value="http://www.veoh.com/veohplayer.swf?permalinkId=v173333715ffJF2zN&#038;player=videodetailsembedded&#038;videoAutoPlay=0&#038;id=anonymous"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed title="Video su Veoh.com" alt="Video su Veoh.com" src="http://www.veoh.com/veohplayer.swf?permalinkId=v173333715ffJF2zN&#038;player=videodetailsembedded&#038;videoAutoPlay=0&#038;id=anonymous" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="410" height="341"></embed></object><br /><font size="1"> <a href="/browse/videos/category/anime/watch/v173333715ffJF2zN">Episodio 1 di Hetalia [RAW]</a> (solo in giapponese)</font> </p>
<p><strong>Storia e personaggi </strong></p>
<p><a title="Vai al sito di Hetalia in giapponese" href="http://hetalia.com/top.htm">Hetalia: Axis Powers</a> [giap] (questo il nome completo) si prende gioco di tutte le nazioni senza eccezioni. Germania, Giappone, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Polonia, Russia, Paesi del baltico, Spagna, Grecia, Austria, Ungheria, Cina, Corea e, principalmente Italia, rappresentati come personaggi infantili nel tipico stile manga, le cui caratteristiche (stereotipate) di ciascuno vengono esagerate, e tutti sono sbeffeggiati con lo stesso livello di ironia.</p>
<p>Yorozu Haki (万葉樹) <a href=" http://blog.goo.ne.jp/yorozu-haki/e/786e3b03f04129fc1aaf06128a9e1729" title="Vai al post originale in giapponese">considera il manga</a> [giap] come una creazione di fantasia, rappresentativa di una subcultura, comparsa recentemente nel mondo dei manga, dove gli autori hanno cominciato a occuparsi di questioni politiche o sociali, pur con le limitazioni del mezzo espressivo:</p>
<blockquote><p>舞台は日本、イタリア、ドイツが同盟を組んだ第二次世界大戦あたりと思われます。ときおり、歴史的なうんちくが散りばめられているので、世界史マニアには興味深いかも。[…]<br />
歴史認識が浅いという辛口の意見もあるのですが、しょせんはフィクション。ただ、現在マンガカルチャーの発言権は増しているだけに、偏見を植えつけかねないかも。日本人が国際社会で弱腰というのは、総体的にはそうかもしれないですが、いささか強調されすぎているきらいもありますよね。あと、こうした歴史文化的な興味というのは、往々にして、サブカルチャーを経由しているというのが、まさに現代的ですよね。<br />
この漫画で描かれているように、おちゃらけ雰囲気で国際紛争もカタがつけばよろしいのでしょうけれど、現実問題、国家というのはおそろしいモンスターであって、けっしてひとりの人格に収斂させられるようなものではないのです。</p>
</blockquote>
<div class="translation">L&#39;ambientazione è la seconda guerra mondiale, con l&#39;alleanza tra Giappone, Italia e Germania. [Il manga] è pieno di riferimenti storici, cosa che lo rende appetibile a tutti gli appassionati di storia mondiale. […]<br />
Alcuni ne hanno criticato la lettura storica perchè superficiale, ma dopotutto si tratta pur sempre di fiction. D&#39;altro canto, oggi la subcultura manga ricomincia a essere importante, e qualche pregiudizio potrebbero sedimentarsi. In genere è vero che i giapponesi non si esprimono in maniera netta nelle arene di discussione internazionale, ma è anche vero che tale  tendenza è stata sempre gonfiata. Inoltre, questo tipo di interessi socio-culturali, che trovano sempre più espressione tramite gli elementi di certe subculture [come quella dei manga], è un [fenomeno] alquanto recente.<br />
Magari le controversie internazionali venissero risolte come in questo manga, in un&#39;atmosfera iper-semplicistica; il problema è che nella realtà gli Stati sono mostri terribili, e non possono certo essere ridotti a un singolo personaggio.
</div>
<p>Il blogger Roko <a href="http://roko3.cocolog-nifty.com/tuiteru/2009/01/post-eb05.html" title="Post originale in giapponese">riflette</a> [giap] su come un manga simile, nonostante non si proponga certo di essere un documento storico, possa incuriosire il lettore a saperne di più sui fatti del mondo:</p>
<blockquote><p>
ウワサのヘタリア、読んでみました。国を擬人化した登場人物のからみは面白かったなぁ。<br />
いつでも美味しいものを食べることしか考えていないヘタレなイタリア。ドイツの捕虜になって喜んでるソ連。何をするにも時間がかかるギリシャ。ケチケチなオーストリア。昔はかわいこちゃんだったのに、今じゃエラソーなアメリカ。真面目でいつも怒ってるドイツ。<br />
　それぞれの国の個性が、思いっきり突っ込まれてます。結局はみんなヘタレなのかなぁ～？
</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Ho letto Hetalia di cui parlano tutti. È davvero divertente scoprire le relazioni tra i personaggi che rappresentano Paesi diversi.<br />
L&#39;Italia è un buono a nulla che riesce a pensare solo al buon cibo. L&#39;Unione Sovietica è felice di essere prigioniera della Germania. La Grecia ci mette una vita a fare qualunque cosa. L&#39;Austria è un pezzente. Gli Stati Uniti, un bambino tanto carino da piccolo, diventato arrogante da grande. La Germania, sempre arrabbiato e serio.<br />
La personalità di ogni Paese viene ridicolizzata senza eccezioni: forse, alla fine, sono tutti dei &#8220;buoni a nulla&#8221;, no?</div>
<p>[…]</p>
<blockquote><p>おバカなコミックスですけど、こんなところから世界を知るのもアリかなと思います。だって、学校ではこういうこと教えてくれないもの。この頃、世界に興味のない人が増えてるでしょ。そういうのって危険だと思うんです。<br />
　やみくもに外国がステキと思うのもいけないけど、知りもしないで否定するのはもっといけないことだと思うのです。<br />
　世界を知れば日本のことも知りたくなります。一つ知ればそこから興味が広がります。でも、最初の一つを手にすることができないと、そこからは何も広がらないのです。1×2は2、2×2は4になるけれど、0には何をかけても0。無知は恐ろしいことであり、悲しいことなのです。
</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Sarà un fumetto stupido, ma credo proprio che sia un modo per imparare la storia del mondo. Dopotutto, non ce le insegnano queste cose a scuola, vero? Oggigiorno, poi, il numero di quanti si disinteressano alle cose del mondo è in crescita, e credo che questo sia [un trend] ben più pericoloso.<br />
Mentre è sbagliato [da parte giapponese] credere ciecamente che i Paesi stranieri siano meravigliosi, è certamente peggio negare [la storia] senza neppure saperne nulla.<br />
Più imparo la storia del mondo, più mi viene voglia di conoscere la storia del Giappone. Man mano che imparo cose nuove, mi interesso di molte altre cose. Ma se non ti viene consentito di accedere a nuove informazioni sin dall&#39;inizio, allora la conoscenza non può diffondersi.<br />
Dopo tutto, due per uno fa due, due per due fa quattro, ma qualunque numero moltiplicato per zero dà zero. L&#39;ignoranza è una cosa triste e spaventosa.
</div>
<p>Come suggerito dal titolo, il paese più bersagliato da questo manga è l&#39;Italia. Di discendenza nobile (il nonno era l&#39;Impero Romano), l&#39;Italia sembra mostrare segni di debolezza sin dall&#39;infanzia, quando veniva maltrattata da quei bulletti dei suoi amici europei. Tanto nel manga quanto nell&#39;anime, l&#39;Italia viene rappresentata come un personaggio sempre lamentoso, pigro, amante del buon cibo, pronto a correre dietro alle belle ragazze. Anche se sono molti i fan italiani degli <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anime">anime giapponesi</a> [it] che non vedono l&#39;ora di averne la versione sottotitolata da alcuni di loro, c&#39;è chi mette in dubbio il &#8220;buon gusto&#8221; dei soggetti rappresentati.</p>
<p>In una <a href="http://www.shinforum.com/board/viewtopic.php?f=15&#038;p=116276" title="Vai alla pagina dei commenti in italiano">discussione dedicata a Hetalia</a> [it] su Shinforum, forum di fan italiani della cultura giapponese, Agarsen scrive ad esempio: </p>
<blockquote><p>
Dopo aver letto buona parte dei capitoli, posso dire che, sebbene abbia trovato parte del manga divertente, ho trovato anche parte del manga di cattivo gusto; non offensivo, ma di cattivo gusto, proprio per la superficialità con cui certe affermazioni sono proposte al lettore. Se noi prendessimo la cultura giapponese e decidessimo di sbeffeggiarla &#8220;per quello che ci sembra&#8221; io non credo che i giapponesi ne sarebbero divertiti…<br />
Ogni cosa può essere fatta sembrare idiota se letta superficialmente.<br />
Il problema è che deve esistere anche una consapevolezza, una lettura più approfondita dei fatti che ti dice &#8220;Un momento, va bene riderci sopra, ma nella realtà dei fatti c&#39;è poco da ridere&#8221;. Insomma, dovrebbe essere un riso amaro più che uno sbellicarsi. Io già m&#39;immagino certa gente che penserà di capire la storia dopo avere letto Hetalia, esattamente come pensa di conoscere la società guardando la televisione&#8230;<br />
Trovo difficile ridere al pensiero di gente che scappa dal fronte o si arrende senza combattere; gente pescata da ogni dove, che voleva solo farsi gli affari propri e vivere tranquilla, mal equipaggiata, mandata a combattere nel deserto&#8230; si dovrebbe ridere di questa gente?<br />
Che si rida di Mussolini e dei fascisti, ma loro..
</p>
</blockquote>
<p><strong>Polemiche e proteste</strong></p>
<p>Come accennato sopra, la messa in onda degli anime ispirato al manga era prevista per il 24 gennaio su Kids Station (canale giapponese per bambini), ma <a href="http://www.animenewsnetwork.com/news/2009-01-15/japan-kids-station-cancels-its-hetalia-anime-run" title="Leggi la notizia in inglese">il programma è stato sospeso</a> [in] dopo 16.000 messaggi di protesta inviati dai <em>netizen</em> coreani: ora può essere visto solo su internet e su telefono cellulare.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KGzT1eUoC6Y&#038;hl=ja&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" src="http://www.youtube.com/v/KGzT1eUoC6Y&#038;hl=ja&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344" title="Video in coreano con sottotitoli in inglese"></embed></object><br />
<small>Servizio TV coreano dedicato a Hetalia (sottotitoli in inglese)</small></p>
<p>Non stupisce certo che un manga dedicato a un argomento controverso come la Seconda Guerra Mondiale, in cui si ridicolizzano e prendono in giro alcuni Paesi, abbia suscitato <a href="http://www.star-ecentral.com/news/story.asp?file=/2009/2/1/tvnradio/3106251&#038;sec=tvnradio" title="Leggi il post originale in giapponese">alcune polemiche</a> [giap]. Ciò che ha stupito alcuni blogger giapponesi, tuttavia, è il fatto che la Corea, nel manga citata di sfuggita come personaggio minore, abbia considerato un insulto nazionale questa rappresentazione, l&#39;ennesima provocazione di un Giappone arrogante.</p>
<p>Nella sua analisi, il blogger coreano <a href="http://notarin.exblog.jp/9408637/" title="Vai al blog in giapponese">no_tenki</a> [giap] spiega che la reazione coreana, considerata eccessiva da molti non è tale quanto piuttosto la naturale conseguenza dei messaggi anti-coreani diffusi costantemente su internet dai giapponesi, e specialmente da alcuni forum o siti di destra. Sono questi contenuti che allarmano i coreani, sia quelli che vivono in patria sia in Giappone:</p>
<blockquote><p>
ヘタリアについて話しますと、[&#8230;]まあ、まともに読んでないので迂闊な評価はできませんが、人気があるということは、なかなかセンスのある方ではないかと思われます。ですけど韓国については、掘り下げが足りない…というより、単純に、ただのネタです。ボクもそう思いますが、韓国なんて登場しなくても構わないわけだし、どうでもいいとは思います。ですけど、韓国人としては、やっぱりこれは憂慮せざるを得ない。
</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>A proposito di Hetalia, [&#8230;] non l&#39;ho letto e non posso certo esprimere giudizi, ma il fatto che sia diventato così popolare indica che è stato creato secondo buon senso.<br />
Tuttavia, per quanto riguarda la Corea del Sud [e il modo in cui viene rappresentata nel manga], convengo con quanti ritengono che, più che essere superficiale, si tratta di una presa in giro, e non mi importerebbe se la Corea non fosse affatto presente. Come coreano, comunque, non posso non essere preoccupato.
</div>
<blockquote><p>
韓国のキャラ設定ですけど、ただ、ネット上においての韓国のイメージを、そのまま借用しているわけですよね。ネットの住人には納得できそうなキャラ像です。「ニダー」と違って顔も美形ですし、バカではあるけど悪気のあるやつとしては描かれていない。だからニダーとは違うのだ。むしろ好意的に捉えている。と思われるかもしれませんけど、その根本にある「韓国のイメージ」というのは「ニダー」も、この「韓国」さんも同じわけで、昔の「嫌韓」の常識（今はネットの住人の常識かな）を引っ張り出してきていて、それをアレンジしてるだけで、（絵は好きですけど、設定においての）材料は同じじゃないですか。「韓国とはこういう国だ」というイメージがここまで肥大したからこそ、別に嫌韓でない人でも、ヘタリアでの韓国のキャラに違和感を感じない。むしろ「事実どおりに描かれている」と思う。これはなかなか恐ろしいことだと思いますよ。「…」
</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Il personaggio coreano rispecchia gli stereotipi della Corea del Sud presenti su Internet. Riflette fedelmente l&#39;immagine dei netizen giapponesi. Ma a differenza di <a href="http://ja.wikipedia.org/wiki/%E3%83%8B%E3%83%80%E3%83%BC" title="Leggi la voce wikipedia in giapponese">Nidaa</a> [giap] [personaggio creato da 2channelers in ASCII, tecnica che utilizza i caratteri di testo per realizzare immagini, il cui nome proviene dal suffisso coreano -mnida e mirato a prendere in giro la Corea] quello di Hetalia è belloccio e sciocco, ma non malizioso. Perciò è molto diverso da Nidaa, risulta anzi un personaggio buono.</p>
<p>Perlomeno, è così che si dice in giro. Tuttavia l&#39;immagine stereotipata della Corea, che il personaggio sia Nidaa o Mr. Korea, è sempre la stessa. Si tratta solo di modi diversi di interpretare il sentimento anti-coreano diffuso su internet, ma gli ingredienti sono gli stessi (mi riferisco all&#39;ideologia, che in realtà i disegni mi piaccono). </p></div>
<p>[…]</p>
<blockquote><p>
だからどっちにしろ、韓国ではヘタリアは極右の嫌韓（的な見方から韓国をキャラ化した）アニメとして知らされ、これから韓国の一般人の日本に対する認識を悪くする要因の一つとして存在しつづけるかもしれない。ということを考えると、とても心配なわけだ。
</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Di conseguenza, [in Corea] Hetalia è considerato un anime di destra, dove la Corea viene rappresentata da un punto di vista anticoreano, e ciò inasprisce l&#39;idea negativa dei giapponesi hanno i coreani. È questa la cosa che mi preoccupa di più.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Iran: la BBC lancia un nuovo canale TV in persiano</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/iran-la-bbc-lancia-un-nuovo-canale-tv-in-persiano/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 08:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
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		<description><![CDATA[La decisione della BBC di lanciare un canale televisivo in lingua persiana, il 14 gennaio scorso, va suscitando lodi, entusiasmo, sospetti. Anche i blogger locali ne discutono, con opinioni eterogenee come sempre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/01/25/iran-bbc-launches-new-persian-tv-channel/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La decisione della BBC di lanciare un <a title="Leggi la voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/BBC_Persian_Television">canale televisivo in lingua persiana</a> [in] il 14 gennaio, ha suscitato lodi, entusiasmo, <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://article.wn.com/view/2009/01/21/Iran_declares_BBC_Persian_TV_illegal/">sospetti</a> [in] e, in una parola: attenzione! Anche i blogger iraniani stanno partecipando al dibattito con opinioni eterogenee come sempre.</p>
<p>Mentre alcuni credono che il nuovo canale possa <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jan/15/bbc-persian-television-iran">giocare un ruolo</a> [in] da intermediario nell&#39;ambito delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Iran, le autorità iraniane <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://www.iht.com/articles/ap/2009/01/14/news/ML-Iran-UK-BBC.php">lo hanno definito una minaccia</a> [in] per la sicurezza nazionale.</p>
<p>Per il momento il governo iraniano non ha consentito alla BBC Persian TV di aprire un ufficio a Tehran, sebbene <a title="Visita il sito in inglese" href="http://www.presstv.ir/">Press TV</a> [in], canale gestito dalla Repubblica Islamica, abbia un ufficio a Londra.</p>
<p>BBC Persian TV offre 8 ore di programmazione quotidiana per il pubblico di lingua persiana. Oltre alle agenzie stampa internazionali già riprese dalla BBC, il canale ne utilizza i corrispondenti di lingua persiana a Washington, Gerusalemme, Beirut, Islamabad, Instanbul, Dushanbe e Kabul.</p>
<p>Qui di seguito riportiamo il filmato promozionale di BBC Persian TV. La voce fuori campo promette &#8220;musica e tanto altro ancora&#8221;:</p>
<p><object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/k1w973stNK8&#038;hl=cs&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed title="BBC Persian TV" alt="BBC Persian TV" src="http://www.youtube.com/v/k1w973stNK8&#038;hl=cs&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></p>
<p><em>LegoMahi</em>, blogger e designer, <a title="Leggi il post in persiano" href="http://legofish.com/persiblog/004968.html">commenta</a> [fa]:</p>
<blockquote><p>کیفیت تولید بالای برنامه های تلویزیونی بی بی سی من رو مثل همه کسان دیگری که برنامه های هفته اول شروع این تلویزیون رو دیدند ذوق زده کرده.همونطور که مثلا دیدن یک هتل 5 ستاره، یا یک استادیوم مدرن، یا یک پلاژ تمیز، یک باسکین رابینز &#8220;واقعی&#8221;، یا یک فروشگاه یا سوپرمارکت بزرگ در ایران آدم رو متعجب و ذوق چیزها هست که برای ساکنان دنیای متمدن (و بعضی وقتا نه چندان متمدن) بدیهی است&#8230;بی بی سی فارسی برای اولین بار (حد اقل تا جایی که در خاطر نسل من و ما هست) به تماشاگر ایرانی امکان دیدن برنامه های خوب و داشتن تجربه ای که میلیون ها نفر دیگر از ساکنان زمین همیشه داشته اند را میدهد. بالاخره در قرن بیست و یک، دست ما را گرفته و برای اولین بار ما را با قرن بیستم آشنا میکند،</p>
</blockquote>
<div class="translation">&#8220;Durante la prima settimana di trasmissioni, la qualità dei programmi della BBC mi ha davvero entusiasmato. È come se vedessi un hotel a 5 stelle, un appartamento moderno &#8230;oppure un grande supermercato in Iran, ne rimarrei sorpreso. Nel mondo civilizzato (a volte non proprio civilizzato) c&#39;è tutta una serie di cose la cui esistenza è data per scontata, ma per noi è come vivere un sogno&#8230; BBC Persian ci consente, per la prima volta nella storia della mia generazione, di seguire programmi di qualità. Si tratta di un&#39;esperienza che milioni di telespettatori di questo mondo fanno da molti anni&#8230;finalmente, alle soglie del 21.mo secolo, la BBC ci presenta il 20.mo secolo.&#8221;</div>
<p><em>Mahjad</em> <a title="Leggi il post in persiano" href="http://www.mahjad.net/2009/01/post_225.php">pensa</a> [fa] che la BBC sia davvero partita molto bene, &#8220;assai meglio di quanto avessi immaginato.&#8221; Anche se ci sono sempre &#8220;persone gelose pronte a vedere il bicchiere mezzo vuoto.&#8221;</p>
<p><em>Seaman</em>, che <a title="Leggi il post in persiano" href="http://seamann.blogfa.com/">ha creato</a> [fa] un blog per analizzare i programmi di BBC Persian TV, ha l&#39;impressione che a volte non abbia abbastanza programmi e che questi vengano trasmessi più volte, a esempio &#8220;Kamkara&#8221;, una trasmissione su un gruppo di musicisti.</p>
<p><em>Bamdadi </em><a title="Leggi il post in persiano" href="http://bamdadi.com/2009/01/16/bbc-persian-channel-came-be-happy-but-stay-calm/">sostiene</a> [fa] che si debba essere felici, ma non entusiasti. Secondo il blogger, infatti, è finalmente finito il monopolio di Voice of America, canale in lingua persiana di bassa qualità finanziato dagli USA, e dei programmi realizzati a Los Angeles. Tuttavia, anche se la TV di Stato iraniana dovrà con tutta probabilità migliorare e diminuire la propaganda nella programmazione, il blogger avverte:</p>
<blockquote><p>به خاطر خلا رسانه ای در بین فارسیزبانان، این خطر وجود دارد که تلویزیون بی بی سی فارسی به سرعت اعتبار و محبوبیت بسیار بالایی پیدا کند و در این صورت دستکاری کردن افکار عمومی مردم ایران در راستای منافع انگلستان و متحدانش راحتتر میشود.</p>
</blockquote>
<div class="translation">&#8220;Grazie all&#39;assenza di concorrenti la BBC potrebbe acquisire molto rapidamente credibilità e popolarità tra gli iraniani, iniziando a manipolare l&#39;opinione pubblica iraniana a vantaggio dell&#39;Inghilterra e dei suoi alleati.&#8221;</div>
<p><em>Menbar</em>, un ecclesiastico islamico, <a title="Leggi il post in persiano" href="http://menbar.ir/1387/10/27/bbc-2/">ricorda</a> [fa] che il padre aveva l&#39;abitudine di ascoltare la radio della BBC durante il <a title="Leggi la voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_Iran-Iraq">conflitto</a> [it] tra Iran e Iraq. Il religioso sostiene che la BBC è un canale professionale e che i suoi archivi dispongono di numerose interviste a personalità iraniane. E si chiede se la televisione iraniana abbia un archivio simile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Global Network Initiative: standard per privacy e libertà su Internet</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/global-network-initiative-standard-per-privacy-e-liberta-su-internet/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 08:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È partita il 31 ottobre la Global Network Initiative, progetto che include corporation, accademici ed esponenti di spicco dell'info-tech per tutelare e promuovere il diritto alla privacy e alla libertà di espressione su Internet, a fronte di crescenti pressioni governative in senso contrario messe in atto dai singoli stati. Cospicuo l'investimento che si prospetta per l'addestramento del personale allo scopo, e per l'attivazione dei necessari dispositivi di controllo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ivan-sigal/">Ivan Sigal</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/'>Tamara Nigi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/10/31/corporations-agree-to-standards-for-internet-freedom/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>È partita nei giorni scorsi la <a title="Il sito del progetto Global Network Initiative in inglese" href="http://www.globalnetworkinitiative.org/index.php">Global Network Initiative</a> [in]. Il progetto riguarda la diffusione di un <a title="Leggi i principi ispiratori del codice di condotta" href="http://www.globalnetworkinitiative.org/principles/index.php">codice di condotta</a> rivolto alle imprese in materia di privacy e libertà di espressione, creato da una <a title="Consulta l'elenco delle aziende e degli organismi coinvolti" href="http://www.globalnetworkinitiative.org/participants/index.php">coalizione</a> [in] in cui convergono organizzazioni a difesa dei diritti umani, organismi di ricerca e testate d&#39;informazione, nonché aziende che operano nel settore della comunicazione e su Internet, quali Yahoo, Google e Microsoft. L&#39;obiettivo è far sì che le multinazionali info-tech riconoscano la “responsabilità di rispettare e tutelare il diritto dei propri utenti alla libertà di espressione e alla privacy.”</p>
<p>Il progetto è nato in risposta alle azioni di censura in Rete che hanno visto coinvolte, soprattutto in Cina, aziende del settore. Ci sono voluti oltre due anni per elaborarlo, gran parte dei quali spesi a definire una serie di principi creando anche incentivi ad adempiervi che siano graditi tanto ai gruppi operanti in difesa dei diritti umani quanto alle imprese.</p>
<p>Rebecca MacKinnon, co-fondatrice di <a href="http://globalvoicesonline.org">Global Voices</a>, ha preso parte ai lavori e <a title="Visita il blog RConversation di Rebecca McKinnon" href="http://rconversation.blogs.com/rconversation/2008/10/the-global-netw.html">riferisce  quanto segue</a> [in] su  <em>RConversation</em>:</p>
<blockquote><p>Qualcuno mi ha chiamata per chiedermi se “si tratta di un&#39;iniziativa seria” o se invece &#8220;la cosa non sia piuttosto la foglia di fico dietro cui si cela il tentativo delle multinazionali di smarcarsi dal controllo del Congresso [Parlamento USA]&#8221;?</p>
<p>Organismi come Human Rights Watch, Human Rights in China, Human Rights First, e il comitato per la tutela dei giornalisti (Committee to Protect Journalists) non metterebbero in gioco la propria reputazione se non si trattasse di una cosa significativa.</p>
<p>Ciò detto, l&#39;iniziativa dovrà affermare la propria validità sul campo nei prossimi due anni, implementando un processo sufficientemente rigoroso e in grado di valutare in che misura le multinazionali aderiranno a questi principi.</p></blockquote>
<p>Leslie Harris, del Center for Democracy and Technology, e co-promotrice dell&#39;iniziativa, <a title="Vai al blog PolicyBeta di Leslie Harris" href="http://blog.cdt.org/2008/10/29/global-network-initiative-launched/">scrive così</a> [in] sul suo blog <em>PolicyBeta</em>:</p>
<blockquote><p>È un&#39;iniziativa non solo ambiziosa, ma che richiede impegni concreti per le aziende coinvolte, le quali dovranno avviare importanti processi di <em>due diligence</em> e gestione del rischio a fronte delle eventuali richieste governative, adottando nei confronti degli utenti, in tutti i mercati di riferimento, una politica di maggiore trasparenza sulle ricadute di tali richieste in termini di libertà di espressione e di privacy. Il rispetto degli impegni assunti da parte delle multinazionali sarà convalidato mediante un processo di attestazione attendibile e indipendente.</p></blockquote>
<p>Il blog anti-censura sino-inglese, <em>GFW Blog</em> pubblica <a title=" Leggi la sintesi e le motivazioni del progetto" href="http://chinagfw.blogspot.com/2008/10/diverse-coalition-launches-new-effort.html">una breve sintesi del progetto</a> [in], con brevi citazioni dei partecipanti e anche i loro indirizzi email per contattarli.</p>
<p>La versione finale dei principi non è stata tuttavia sottoscritta da tutte le organizzazioni coinvolte. Amnesty International e Reporters sans Frontières si sono entrambe ritirate dai lavori. Per RSF, pur se “procede nella giusta direzione”, l&#39;iniziativa manca di applicabilità concrete e qui troviamo <a title="Leggi in inglese le riserve espresse da Reporters sans Frontières" href="http://www.rsf.org/article.php3?id_article=29117">elencate</a> [in] le sue riserve. La pagina di Amnesty UK dedicata alla <a title="Vai al alla pagina di Amnesty UK dedicata alla repressione in rete" href="http://www.amnesty.org.uk/content.asp?CategoryID=10580">repressione in Rete</a> [in] non ne esplicita la posizione al riguardo, rilanciando però un video del co-fondatore di <a href="http://globalvoicesonline.org">Global Voices</a>, Ethan Zucherman, che illustra il problema della censura online.</p>
<p>In pratica, pare che alcune organizzazioni trovino più opportuno difendere la causa senza dover cedere sui propri principi, altre, invece, darebbero maggior peso alla partecipazione e a un processo di dialogo mirato a ottenere un cambiamento graduale.</p>
]]></content:encoded>
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