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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Francia</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Francia: prestigioso premio letterario comporta l&#039;“obbligo alla riservatezza”?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/francia-prestigioso-premio-letterario-comporta-l%e2%80%9cobbligo-alla-riservatezza%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 05:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Premio Goncourt è stato assegnato alla scrittrice e commediografa franco-senegalese Marie NDiaye, da tempo però trasferitasi a Berlino principalmente per le scelte politiche del presidente Sarkozy. Tale posizione suscita le polemiche di un parlamentare, prontamente rintuzzate dalle repliche di blogger e intellettuali francesi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/suzanne-lehn/">Suzanne Lehn</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/15/france-does-prestigious-literary-award-entail-a-duty-of-restraint/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>In Francia l’avvio della stagione letteraria di quest’anno ha visto la scrittrice e commediografa franco-senegalese <a title="Pagina originale di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marie_NDiaye">Marie NDiaye</a> [in] vincere il <a title="Pagina originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Goncourt">Premio Goncourt</a> [it] da tempo atteso [come prima scrittrice di colore e, più in generale, prima donna dal 1998]. Tuttavia da due anni la Ndiaye e famiglia si sono trasferiti a Berlino, soprattutto per le scelte politiche del presidente Nicolas Sarkozy. L’anno scorso, la giuria di questo prestigioso premio ha suscitato clamore selezionando come vincitore lo scrittore afgano <a title="Pagina originale di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Atiq_Rahimi">Atiq Rahimi</a> [in] per il suo romanzo in lingua francese <em>Syngué Sabour</em> [La pietra della pazienza]. La scelta di oggi sarà un’ulteriore opportunità per celebrare le differenze in una società francese in mutamento? O questo momento verrà invece rovinato dalle polemiche?</p>
<p>DW-World <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.dw-world.de/dw/article/0,,4884146,00.html">spiega</a> [in] :</p>
<blockquote><p>In un’intervista concessa alla rivista “Inrockuptibles” l’estate scorsa, la Ndiaye ha dichiarato come la decisione di lasciare la Francia per trasferirsi a Berlino fosse dovuta “principalmente a causa di Sarkozy”.</p>
<p>La polemica è cominciata quando Eric Raoult, parlamentare e membro del partito di governo UMP del presidente Sarkozy, ha presentato un’interrogazione al Ministro della cultura rispetto a tali dichiarazioni della NDiaye sul presidente, raccomandando di ricordare alla scrittrice l&#39;“obbligo alla riservatezza” che compete ai vincitori del Premio Goncourt.</p>
<p>Come risposta, l’establishment culturale francese è intervenuto nel dibattito accusandolo di atteggiamenti censori. Bernard Pivot, un membro della giuria del Goncourt, ha accusato Raoult di non saper nulla della scena letteraria.</p></blockquote>
<p>La NDiaye, nata nel 1967 da madre francese e padre senegalese, ha vinto il premio Goncourt con il romanzo “Trois femmes puissantes” (“Tre donne potenti”), la storia di tre donne che fanno la spola tra la Francia e il Senegal e sulle esperienze infernali dell’emigrazione dall’Africa.</p>
<p>“La storia di questi migranti è stata già raccontata molte volte, ma sarei felice di poter contribuire a farne comprendere meglio il destino,” ha spiegato la Ndiaye.</p>
<p>Cos’ha scatenato le ire di Eric Raoult? Niente meno che un intervista della scrittrice, quando in risposta alla domanda della <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.lesinrocks.com/actualite/actu-article/t/1257862620/article/raoultndiaye-on-nest-plus-en-1942/">rivista <em>Les Inrocks</em></a> [fr]: “Sta bene nella Francia di Sarkozy?”, ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>« Je trouve cette France-là monstrueuse. Le fait que nous (avec son compagnon l’écrivain Jean-Yves Cendrey, et leurs trois enfants – ndlr) ayons choisi de vivre à Berlin n’est pas étranger à ça. (…) Je trouve détestable cette atmosphère de flicage, de vulgarité… »</p></blockquote>
<div class="translation">“Trovo questa Francia mostruosa. Il fatto che noi (la Ndiaye, il suo compagno, lo scrittore Jean-Yves Cendrey, e i loro tre figli) abbiamo deciso  di trasferirci a Berlino non è estraneo a questo motivo. (…) Trovo odiosa questa atmosfera piena di volgarità, di atteggiamenti polizieschi…”</div>
<p>Il noto blogger e avvocato <a title="Post originale in francese" href="http://www.maitre-eolas.fr/post/2009/11/12/Prix-Busiris-pour-Éric-Raoult"><em>Maître Eolas</em></a> [fr] demolisce l’affermazione di Eric Raoult in un post ironico e ben argomentato, assegnandogli alla fine il “Premio Busiris” (“buse” può essere tradotto con “zuccone”).</p>
<p>Innanzitutto corregge un errore grammaticale:</p>
<blockquote><p>Tout d’abord, et le ministre de la culture et de la communication aura rectifié de lui-même, le devoir de réserve ne peut en tout état de cause être dû aux lauréats mais dû par les lauréats : cette erreur de préposition fait du lauréat le créancier alors que dans <del datetime="2009-11-13T17:48:02+00:00">l’esprit</del> la tête du député, il en serait évidemment le débiteur.</p></blockquote>
<div class="translation">Tanto per cominciare, e il Ministro della Cultura e della Comunicazione l&#39;avrà già corretto da sé, l’obbligo di riservatezza non è dovuto <em>ai</em> vincitori del premio, ma piuttosto dovuto <em>da</em> vincitori del premio: questa preposizione sbagliata fa del vincitore un creditore mentre <del datetime="2009-11-13T21:16:34+00:00">nello spirito</del> nella testa del deputato diventa invece un debitore.</div>
<p>E dal punto di vista giuridico? Tra i testi citati, il blogger richiama naturalmente la <a title="Pagina originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_dei_diritti_dell%27uomo_e_del_cittadino">Dichiarazione dei Diritti Umani e del Cittadino del 1789</a> [it] insieme alla <a title="Pagina originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_europea_per_la_salvaguardia_dei_diritti_dell%27uomo_e_delle_libert%C3%A0_fondamentali">Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti Umani</a> [it]. E l’”obbligo di riservatezza” viene tradizionalmente richiesto ai servitori dello Stato?</p>
<blockquote><p>Le devoir de réserve est souvent invoqué à tort et à travers par des gens qui n’y ont rien compris comme interdisant à un fonctionnaire de s’exprimer, y compris parfois sur des affaires purement privées.</p></blockquote>
<div class="translation">L’obbligo di riservatezza è spesso invocato a vanvera da persone che non capendone nulla lo utilizzano per proibire a funzionari dello Stato di esprimersi, a volte persino su affari puramente privati.</div>
<p>L’avvocato conclude la sua argomentazione sulla disonestà del deputato, prima di assestargli il colpo di grazia:</p>
<blockquote><p>Ajoutons à cela qu’en 2005, en tant que maire du Raincy, lors des émeutes de l’automne, il fut le premier à proclamer l’état d’urgence dans sa commune pourtant épargnée par les actes de violence afin de griller la politesse au premier ministre, ce qui montre une certaine tendance à la gesticulation inutile pour attirer l’attention sur lui.</p>
<p>Ce qui établit en même temps le mobile d’opportunité politique, et emporte la décision.</p></blockquote>
<div class="translation">Aggiungiamo a tutto questo il fatto che nel 2005, quand’era sindaco di Le Raincy, durante le rivolte autunnali nelle banlieues, [Raoult] fu il primo a proclamare lo stato d’emergenza nel suo comune, sebbene risparmiato dalle violenze, pur di anticipare il primo ministro, il che dimostra una certa tendenza ad agitarsi inutilmente pur di attirare l’attenzione su di sé.<br />
Ciò chiarisce al contempo il movente dell’opportunismo politico, e ne spiega la decisione.</div>
<p>Altri blogger hanno usato toni altrettanto aspri.</p>
<p>Su <em>Art contemporain, la peau de l&#39;ours</em>, Philippe Rillon <a title="Post originale in francese" href="http://rillon.blog.lemonde.fr/2009/11/10/marie-ndiaye-eric-raoult-et-le-devoir-de-reserve/">scrive</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Nous comprenons fort bien que le devoir de réserve s’impose à tout serviteur de l’Etat; mais depuis quand la littérature et les auteurs sont ils assimilés aux fonctionnaires avec leurs droits et devoirs?</p>
<p>Nous avions déjà une “Culture administrée”, nous voici maintenant “artistes fonctionnaires” comme si Paris était Berlin-est d’avant la chute du mur…</p>
<p>(…)</p>
<p>Il serait quand même étonnant qu’au lendemain d’une hyper-médiatique commémoration de la chute du mur, ce godillot vienne gâcher le spectacle idylique des dominos qui tombent.</p></blockquote>
<div class="translation">Comprendiamo bene l’obbligo di riservatezza come regola da imporre a tutti i servitori dello Stato; ma da quand&#39;è che la letteratura e gli scrittori sono assimilati ai funzionari pubblici con gli stessi diritti e doveri?</p>
<p>Abbiamo già avuto una “Cultura amministrata”, eccoci ora agli “artisti di Stato” come se Parigi fosse la Berlino Est prima della caduta del muro…</p>
<p>(…)</p>
<p>Non sarebbe stupefacente se all’indomani dell’ipermediatica commemorazione della caduta del muro questo suo convinto sostenitore rovinasse la visione idilliaca del domino in rovina?</p></div>
<p>Nel frattempo Marie Ndiaye, dopo un tentativo di smorzare i toni in un’<a title="Pagina originale in francese" href="http://www.europe1.fr/Culture/Ndiaye-revient-sur-ses-propos-excessifs-sur-Sarkozy/%28gid%29/253818">intervista a Radio Europe 1</a> [fr], che nel trambusto è passata inosservata, ha fatto appello al Ministro francese della Cultura Frédéric Mitterand. Quest’ultimo <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.leparisien.fr/flash-actualite-culture/marie-ndiaye-persiste-et-signe-frederic-mitterrand-juge-la-polemique-anecdotique-et-ridicule-12-11-2009-708919.php">giudica</a> [fr] la polemica “banale” e “ridicola”, e i <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2009/11/13/01011-20091113FILWWW00566-ndiaye-raoult-ne-regrette-rien.php">protagonisti</a> [fr] continuano a restare fermi sulle <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.marianne2.fr/Marie-NDiaye-ou-la-fable-de-l-ecrivain-rebelle_a182772.html?com">rispettive posizioni</a> [fr].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riusciranno i social media a far decollare la microfinanza globale?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7954/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7954/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 05:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli esperimenti di microfinanza (prestiti ridotti a piccoli imprenditori locali che non rientrano negli stretti parametri creditizi delle comuni banche) vanno ampliandosi sull'onda del social networking online. Resta tuttavia la domanda: saranno in grado i social media di creare un mercato davvero sostenibile per la microfinanza globale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/john-liebhardt/">John Liebhardt</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/21/can-social-media-help-make-microfinance-sustainable/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Le istituzioni di microfinanza concedono prestiti ai piccoli imprenditori che spesso non rientrano negli stretti parametri creditizi delle banche, perché privi di adeguato patrimonio o non generano reddito sufficiente a ripagare il debito. O anche perchè, agli occhi delle banche tradizionali, le loro necessità creditizie sono troppo modeste.</p>
<p>Con le banche fuori dal gioco, le agenzie di microcredito si inseriscono nel ruolo abitualmente assegnato all&#39;intrusione imperfetta dei parenti o a prestasoldi che spesso si rivelano degli sfruttatori. Il microcredito viene abitualmente associato ai Paesi in via di sviluppo, ma tali agenzie sono state avviate nei Paesi industrializzati.</p>
<p>La <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grameen_Bank">Grameen Bank</a> [it], prima istituzione di microfinanza al mondo, è nata in Bangladesh nel 1983 grazie a <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Yunus">Muhammad Yunus</a> [it], docente di economia che la fondò per contribuire alla riduzione della povertà tramite prestiti più che necessari a imprenditori che volevano avviare qualche attività. Non solo la povera gente ripagherà questi prestiti, sosteneva Yunus, ma lo stile creditizio della Grameen Bank diventerà un investimento sicuro. Nel 2006 Yunus ha ottenuto il Nobel per la Pace come riconoscimento del suo impegno. Tra l’anno del suo avvio e il 2008 la Grameen Bank ha erogato 7,6 miliardi di dollari.</p>
<p>Nell’era di Internet, i microcreditori hanno cominciato a esplorare nuove strade per replicare online il successo della Grameen Bank. Con l’emergere del social networking, in particolare delle reti peer-to-peer, questi prestatori hanno trovato la loro risposta. Resta valida tuttavia la domanda: potranno contribuire i social media a creare un mercato sostenibile per la microfinanza?</p>
<p>Questa è solo una delle questioni affrontate dutante <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.idrc.ca/en/ev-140355-201-1-DO_TOPIC.html">un convegno</a> [in] appena svoltosi presso l&#39;Università di Harvard, dal titolo “Le tecnologie possono contribuire a ridurre la povertà nei Paesi in via di sviluppo?”</p>
<p>Una delle prime istituzioni di microcredito che hanno avuto successo via Internet è la statunitense Kiva, lanciata qualche  anno fa dopo il viaggio di una coppia in Africa Orientale nel 2004. Kiva sostiene di essere il primo “<a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.kiva.org/about">portale di microcredito sociale</a>)&#8221; [in].</p>
<p>Ecco una buona descrizione di come funziona Kiva, da <em>Tales From Beyond the Glimpse</em>, un <a title="Post originale in inglese" href="http://talesfrombeyondtheglimpse.blogspot.com/2009/09/kiva.html">blog</a> [in] austriaco.</p>
<blockquote><p>Nel sito di Kiva puoi prestare denaro a chiunque ne abbia bisogno nel mondo per avviare un&#39;attività in proprio – del tipo, allevare capre, vendere frutta e verdura al mercato o produrre mattoni. Ogni richiesta di prestito è accompagnata dalla foto dell’imprenditore, una descrizione dell’attività e dalal spiegazione sull’utilizzo del finanziamento, in modo che tu sappia esattamente come verrà utilizzata la somma concessa – riceverai poi aggiornamenti onde sapere come sta andando l’attività.</p>
<p>L’aspetto migliore è che quando l’imprenditore ti ha restituito il prestito, puoi riprenderti i soldi oppure usarli per un altro finanziamento (mi piace quest’idea perché puoi concedere un piccolo prestito la prima volta e poi usare la stessa somma più è più volte ancora) – e i prestiti di Kiva sono gestiti da istituzioni di microfinanza che operano sul campo con molta esperienza in questo settore, per cui credo ti possa fidare che i tuoi soldi verranno utilizzati in maniera responsabile.</p>
<p>Ho fatto un prestito a Adjo Solomé, del Togo. Mi è piaciuta immediatamente perché lavora con una macchina da cucire!</p>
<p>Internet mi appassiona perchè ti permette di fare cose come questa in maniera così diretta.</p></blockquote>
<p>Kiva permette ai potenziali finanziatori di scorrere i profili delle persone che chiedono un prestito. Quando se ne seleziona una e gli si concede il prestito, Kiva assegna il denaro a uno dei suoi partner di microfinanza, un’agenzia che opera sul campo. Il beneficiario dovrà quindi ripagare il prestito, in genere con gli interessi. (L’applicazione degli interessi è materia controversa, ma comune, nel microcredito.) Il sito di Kiva consente ai prestatori di monitorare il processo creditizio mediante controllandone i pagamenti e altri aggiornamenti personali. Tutto questo va diffondendosi ad altri portali di microcredito.</p>
<p>Ciò che dà impulso a questi siti non sono soltanto i prestiti, ma i metodi utilizzati per rendere disponibili i finanziamenti. “I social network sono importanti”, <a title="Post originale in inglese" href="http://joncamfield.com/blog/2009/07/social_networks_not_facebook.html">scrive</a> [in] Jon Camfield nell’omonimo blog. “La fiducia – definita più comunemente capitale sociale in questo contesto – è la forza e il numero di connessioni interpersonali. Facebook, Twitter, MySpace e simili sono un modo comodo per tracciare questi legami (all’interno di un gruppo di persone connesse), ma è difficile che possano rimpiazzarli.&#8221;</p>
<blockquote><p>Ciò è senza dubbio una novità nelle teorie sullo sviluppo, e viene spesso descritto come la chiave di volta per uno sviluppo riuscito, ma anche una falsa pista (e per essere onesti, probabilmente è entrambe le cose).<br />
I social network giocano anche un altro ruolo importante. Oltre ad accrescere la fiducia, che permette di realizzare tutte queste transazioni, e al fornire dei canali di ritorno che le facilitano, contribuiscono anche (forse in realtà ne sono la causa diretta) alla diffusione della tecnologia. Disseminati attraverso i network si troveranno innovatori, sperimentatori e utenti della prima ora che creeranno, metteranno a punto e proveranno nuove idee, per poi diffonderle sia con il passaparola sia tramite le implementazioni più riuscite.</p></blockquote>
<p>Il matrimonio tra microcredito e social media opera in due modi. Primo, consente a un gruppo variegato di individui, ad esempio gli imprenditori, di comunicare e organizzarsi tra loro. Secondo, permette loro di entrare in contatto con il resto del mondo e comunicare il proprio messaggio. Le agenzie di microcredito vi si sono aggrappate, sfruttando la tecnologia per fare in modo che i potenziali finanziatori potessero dare un volto ai beneficiari. Forse questi legami interpersonali hanno origine nella stessa Grameen Bank, che cominciò a prestare denaro sulla base della fiducia e usando la pressione di altri microimprenditori per assicurarsi che i prestiti fossero ripagati. O, forse, i microcreditori online utilizzano le connessioni interpersonali come una difesa contro lo “stress da compassione”.</p>
<p>Ecco un esempio delle implicazioni personali da un&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://chinaphilanthropy.typepad.com/svg/2009/06/i-start-an-interview-with-wokais-casey-wilson.html">intervista</a> [in] pubblicata sul blog <em>China Philanthropy</em> a Casey Wilson, cofondatrice di <a title="Pagina originale in inglese" href="http://wokai.org/">Wokai</a> [in], un sito di micro finanza che è stato definito il <a title="Post originale in inglese" href="http://eapblog.worldbank.org/content/facebook-for-farmers-brings-microloans-to-people-in-rural-china">Facebook degli agricoltori</a> [in]. Qui la Wilson riporta un’esperienza positiva della microfinanza di cui è stata testimone.</p>
<blockquote><p>A livello microeconomico, una delle mie migliori esperienze è stata quella di una donna di Sichuan di 24 anni. Quando ne aveva 18 lei e il marito si sposarono e vennero assunti sostanzialmente come servi a contratto. La famiglia di lui li costrinse a indebitarsi perché viveva con loro e la coppia dovette andare a lavorare in città per quattro anni onde restituire il debito; lei riuscì anche a mettere da parte un po’ di soldi, così quando tornarono a Sichuan potè avviare un allevamento di anatre.</p>
<p>Comprò una certa quantità di anatre. Avviò l’attività, e tre mesi dopo tutte le anatre morirono. Pare che nello stesso periodo abbia scoperto l’esistenza di un nostro partner sul campo. Si recò da loro e ottenne sostegno e denaro per far ripartire l’attività con le anatre. Sono rimasta particolarmente impressionata perché: A- pur essendo così giovane è stata molto perseverante di fronte alle avversità e B– nel vedere dove sia riuscita ad arrivare grazie alla microfinanza e dove sarebbe ora senza di essa. Se il nostro partner non fosse stato lì per aiutarla, lei sarebbe rimasta con niente in mano, con l&#39;unica alternativa di tornarsene in città, e non avrebbe mai avuto gli strumenti per sollevarsi dalla povertà. Storie come questa mi danno davvero coraggio.</p></blockquote>
<p>Il nuovo sito francese <a title="Pagina originale in francese" href="http://www.babyloan.org/fr/accueil.html">Babyloan</a>[fr] opera in modo molto simile a Kiva e Wokai, collegando i donatori agli imprenditori. Ma questo è il primo sito che ha per obiettivo specifico i donatori europei. Punta anche a creare una comunità sociale. <em>The Traveling Spouse,</em> un blogger residente principalmente in Francia, <a title="Post originale in inglese" href="http://travellingspouse.blogspot.com/2008/08/babyloan.html">riporta:</a> [in]</p>
<blockquote><p>Babyloan spera di far diventare il sito una comunità sociale, in modo che i prestatori possano incontrarsi e condividere esperienze, e persino eleggere i rappresentanti nel consiglio di amministrazione.</p></blockquote>
<p>A giudicare dalle reazioni, questo sito ha attirato l&#39;attenzione di numerosi blogger.</p>
<p>Da Parigi, Emmanuel Brunet, che vive e <a title="Post originale in francese" href="http://emmanuelbrunet.free.fr/conseils-marketing/index.php?2008/10/20/270-babyloan-des-micro-credits-pour-de-grands-projets">scrive</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Moi j&#39;ai sélectionné Asfandiyor, Nishon, Gulchehra et Oygul, mes nouveaux amis du Tadjikistan.</p>
<p>Ils cherchaient 810 euros sur 9 mois pour acheter du bétail et ainsi produire du fromage, de la viande et probablement faciliter les activités agricoles. Dans 9 mois, ils nous remboursent les sommes données, sans taux d&#39;intêret. C&#39;est simple, ce n&#39;est pas contraignant puisque l&#39;argent n&#39;est jamais perdu et ça donne un vrai coup de pouce.</p>
<p>L&#39;argent remboursé pourra alors être injecté dans d&#39;autres projets ou vous être rendu directement.</p>
<p>En quelques jours, les amis du Tadjikistan ont trouvé les 810 euros nécessaires à l&#39;achat de bétail, grâce à d&#39;autres participants de France et de Suisse.</p>
<p>C&#39;est peut-être ça le développement (monétaire) durable… !</p></blockquote>
<div class="translation">Io ho scelto Asfandiyor, Nishon, Gulchehra e Oygul, i miei nuovi amici del Tagikistan. Avevano bisogno di 810 euro per comprare del bestiame per produrre formaggio, carne e probabilmente per usarli nelle attività agricole. In 9 mesi restituiranno la somma senza interessi. È semplice, non è vincolante perché i soldi non vanno mai persi e danno la spinta fondamentale. Il denaro ripagato sarà poi investito in altri progetti o ti verrà restituito direttamente.<br />
In pochi giorni i miei amici del Tagikistan hanno trovato gli 810 euro necessari per l’acquisto degli animali, grazie anche ad altri partecipanti dalla Francia e dalla Svizzera.</div>
<p>Forse è questo lo sviluppo (monetariamente) sostenibile…!</p>
<p>Dal <a title="Post originale in francese" href="http://lesenfantsduweb.blogspirit.com/archive/2008/11/30/un-peu-de-finesse-dans-un-monde-de-brut-babyloan-et-kiva.html">blog</a> [fr] <em>Les Enfants du Web</em>:</p>
<blockquote><p>L’intérêt est bien évidemment de suivre l’avancée du projet. Et on se dit qu’avec se genre de service notre argent arrive effectivement au destinataire…</p>
<p>J’ai donc décidé d’aider le projet de Chanthol Vorn, une cambodgienne qui veut développer sa petite épicerie ! Je contribue à hauteur de 20€ sur les 210€ nécessaire.</p>
<p>Je trouve le concept hyper intéressant mais le site en lui-même mériterait une interface un peu plus sympa. Que se soit au niveau des graphismes et de l’ergonomie, une version 2 n’est vraiment pas du luxe.</p></blockquote>
<div class="translation">L’interesse è ovviamente quello di seguire i progressi del progetto. E dicono che con questo genere di servizi il nostro denaro arrivi effettivamente al destinatario…<br />
Così ho deciso di contribuire al progetto di Chantol Vorn, un cambogiano che vuole ingrandire la sua piccola drogheria! Ho finanziato 20 euro sui 210 necessari.<br />
Trovo il concetto super-interessante ma il sito in sé stesso meriterebbe un interfaccia un po’ più carina. Sia a livello di grafica che di funzionalità, la versione 2 non è certo lussosa.</div>
<p>Da Domi, che <a title="Post originale in francese" href="http://www.mood-for.fr/babyloan-du-credit-pour-lutile-et-pas-pour-le-futile/">scrive</a> su <em>Mood-for</em>:</p>
<blockquote><p>Mmes Houessou et Gandaho veulent monter une petite boutique à Cotonou au Bénin pour nourrir leurs 4 enfants correctement. Elles ont déjà 340 euros sur les 460 dont elles ont besoin pour l’ouverture de la boutique. Je leur en ai prêté 30 et elles me le rendront dans 10 mois car, le saviez vous, les utilisateurs du micro-crédit remboursent mieux que la plupart des emprunteurs… Mes 30 euros, je pourrai ainsi les prêter à d’autres bientôt. C’est simple et efficace, c’est le micro-crédit à portée de chacun d’entre nous. Ca nous permet d’être utile.</p></blockquote>
<div class="translation">Le signore Houessou e Gandaho volevano aprire un piccolo negozio a Cotonou, nel Benin, per riuscire a dar da mangiare come si deve ai loro 4 bambini. Dispongono già di 340 euro sui 460 di cui hanno bisogno per l’apertura del negozio. Io ho prestato loro 30 euro che mi restituiranno in 10 mesi perché, sappiatelo, i destinatari del microcredito rimborsano meglio della gran parte degli altri debitori…I miei 30 euro li potrò così prestare subito a qualcun altro. È semplice ed efficace, è il microcredito alla portata di ciascuno di noi. Così possiamo essere utili a qualcuno.</div>
<p>I siti di Kiva, Wokai e Babyloan sono ricchi di funzionalità, ottima grafica e foto che scaldano il cuore. Chi partecipa a questi progetti non può fare a meno di sentirsi parte di una comunità. Le interfacce fanno inoltre sì che il processo del prestito sia trasparente. Con tutta la tecnologia che sostiene questi siti, tuttavia, un blogger si chiede se questi schemi supereranno il test di sostenibilità che spesso separa gli efficaci progetti di sviluppo da semplici buone idee.</p>
<p>David Costa, che <a title="Post" href="http://microfinance.fm/microcredit-online/not-enough-loans-on-kiva/comment-page-1#comment-8">scrive</a> [in] su <em>Microfinance.fm</em> a Zurigo, in Svizzera:</p>
<blockquote><p>Il mio interesse primario è guardare alla microfinanza come un’opportunità d&#39;investimento piuttosto che una donazione.<br />
Anche nel caso di Kiva chi prende a prestito deve pagare gli interessi ma, almeno, a parte i casi di fallimento, l’investitore può riutilizzare il proprio capitale o riprenderselo.<br />
Sono convinto che le donazioni e i sussidi a istituzioni non-profit come Wokai siano importanti, ma dal punto di vista di un investimento non hanno altrettanto potenziale di crescita.<br />
Nel caso di Kiva ci sono diverse opzioni: puoi prestare 4.000 dollari e vederti restituito, se necessario, tutto o parte dell’investimento. Nel caso di Wokai posso solo donare all&#39;omonima organizzazione – come utilizzano il denaro non è realmente importante in un’ottica di investimento. In realtà non è neppure un investimento.</p></blockquote>
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		<title>Hijab e burqa, divieti e libere scelte</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/hijab-e-burqa-divieti-e-libere-scelte/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 23:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche se la pratica del <em>hijab</em> esiste sin da epoche preislamiche, il dibattito che lo circonda si è intensificato negli ultimi anni, suscitando quasi sempre reazioni polarizzate - come accade a seguito della recente, controversa proposta del presidente francese Sarkozy.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/30/hijablogging-on-burqas-and-bans/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Anche se la pratica del <em><a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hijab">hijab</a></em> [it] esiste sin da epoche preislamiche, il dibattito che lo circonda si è intensificato negli ultimi anni. Mentre in alcuni Paesi (Arabia Saudita, Iran, parti dell’Afghanistan e dell’Indonesia) il <em>hijab</em> è obbligatorio, in altri è stato vietato nelle scuole e in altri luoghi pubblici (Turchia, Tunisia, parti del Belgio e della Germania). Ma sia che venga imposto o proibito, l&#39;abbigliamento delle donne musulmane è quasi sempre un argomento che suscita un dibattito infuocato.</p>
<p>Recentemente il presidente francese Nicholas Sarkozy <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.cnn.com/2009/WORLD/europe/06/23/france.burkas/index.html">ha proposto</a> [in] il divieto di indossare il <em><a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burqa">burqa</a></em> [it]. La sua proposta segue la norma francese del 2004 che proibisce l’uso del <em>hijab</em> nelle scuole.</p>
<p>Blogger di tutto il mondo e di ogni posizione hanno commentato la proposta di Sarkozy. Su <em>KABOBfest</em>, la canadese Sana <a title="Post originale in inglese" href="http://www.kabobfest.com/2009/07/beyond-mini-skirts-and-veils.html">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Avendo come obiettivo il modo in cui un numero ridotto di donne francesi scelgono di asserire e rappresentare la propria sessualità, la Francia perde di vista le vere radici del problema, lasciando intendere al contempo che le sue fondamenta forse sono assai meno solide di quanto pensino il mondo e i propri cittadini. È ora che la Francia non rinunci alle varie componenti della propria identità, avvicinandosi piuttosto a tali elementi con la mente più aperta. Le sue minoranze stanno cercando di adattarvisi da decenni, ma la Francia non può accettare un’equità minima come base per un’uguaglianza più vasta come abbiamo fatto qui nell’America del Nord?</p></blockquote>
<p>La blogger conclude così:</p>
<blockquote><p>Sig. Sarkozy, forse i suoi tentativi sono sinceri: dopo tutto lei sta solo cercando di salvaguardare i criteri che rendono una persona sufficientemente “francese”. Ricordi, comunque, che nel suo tentativo di liberare la donna dalle proprie catene di stoffa, lei ne limita la sessualità, l&#39;individualità e il suo essere ai confini dell&#39;harem dettando la danza che deve eseguire e gli indumenti che deve indossare per compiacere lei.</p></blockquote>
<p>Il blogger algerino-americano <em>The Moor Next Door</em> fa eco a questo modo di vedere. Sostenendo che la proposta di Sarkozy è “bigotteria travestita da galanteria”, <a title="Post originale in inglese" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/06/27/bigtory-dressed-as-gallantry-sarko-and-the-burqa/">afferma</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Il problema di cui i francesi dovrebbero preoccuparsi non è il burqa per come è indossato oggi in Francia, ma il fatto che un simile divieto, come è successo con la proibizione del velo, rafforzerà quest&#39;indumento in quanto simbolo dell’identità musulmana e un segnale di sfida culturale. La Francia ha fatto un buon lavoro nell&#39;alienarsi le minoranze razziali e religiose. Senz’altro tra le nazioni occidentali è leader in questo campo. Tuttavia questo primato non consente di far avanzare granché la causa dell’assimilazione attivamente perseguita dai francesi. La proposta arriva accompagnata anche da altri accessori. La preoccupazione (sottolineata dall’articolo dell’Economist) che questo possibile divieto venga “equivocato all’estero”, pare ridicola. Cosa ci sarebbe da equivocare? È esattamente un tentativo di limitare l’espressione della religione, in particolare l’Islam in questo caso, e deriva dalle stesse motivazioni del precedente divieto di indossare il velo.</p></blockquote>
<p>Farah, scrivendo sul blog di gruppo <em>Nuseiba</em>, presenta <a title="Post originale in inglese" href="http://nuseiba.wordpress.com/2009/07/27/burqas-bans-and-feeble-women/">un eccellente riepilogo delle opinioni australiane</a> [in] sull&#39;argomento, e nota:</p>
<blockquote><p>Numerosi scrittori (compresi Posetti e Hussein) contrari al divieto rilevano come molte donne scelgano volontariamente di indossare il burqa o il niqab. Mentre il burqa è stato usato da certi gruppi per soggiogare le donne, questi autori sottolineano la necessità di riconoscere la libera decisione di queste donne musulmane, anziché negargliela come farebbe un divieto.</p></blockquote>
<p>La blogger credente Tracy Simmons, dagli Stati Uniti, ritiene la questione alquanto semplice. Chiedendo a Sarkozy di non privare le donne della propria dignità, <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.rep-am.com/matters_of_faith/?p=808">implora</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Non credo che la gente comprenda che indossare il burqa è una scelta per parecchie donne musulmane. Ed essendo una scelta, non dovrebbero essere costrette da un governo a NON indossarlo.</p></blockquote>
<p>Beninteso, non tutti i blogger sono contrari al divieto proposto da Sarkozy. La nota blogger ed editorialista egiziana Mona Eltahawy, famosa per essersi tolta il velo alcuni anni fa (un’esperienza <a title="Post originale in inglese" href="http://www.monaeltahawy.com/blog/?p=86">narrata sul proprio blog</a>) [in] ha scritto <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.nytimes.com/2009/07/03/opinion/03iht-edeltahawy.html?_r=4&amp;ref=global">un editoriale</a> [in] per <em>The New York Times</em> nel quale ha affermato che, come donna e come musulmana, si oppone al <em>burqa</em> ovunque venga indossato.</p>
<p>Una blogger statunitense, <em>Anne of Carversville</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.anneofcarversville.com/annes-smart-sensuality-blog/2009/7/2/redtracker-viewpoint-we-support-mona-eltahawys-ny-times-op-e.html">esprime sostegno</a> [in] ad Eltahawy dicendo:</p>
<blockquote><p>Sono sensibile alla natura delicata del cambiamento in politica, ma non ho vissuto fino ad oggi per sentire nel 2009 di essere fuori strada perché credo che i burqa sminuiscano le donne, cancellandole dalla società come sostiene Eltahawy.</p>
<p>Nel formalizzare la mia posizione contro i burqa, non sono assolutamente offesa dalle forme più conservatrici di abbigliamento scelte da molte donne musulmane. Non sono contraria a copricapo di tutti i tipi.</p></blockquote>
<p>Più in generale, la blogger aggiunge:</p>
<blockquote><p>Allo stesso tempo, sostengo e raccomando che si accetti con piacere la sensualità della vita – vedere, sentire, odorare e usare tutta la nostra sensibilità per gustare la vita. Questa visione non è cotnraria alla cultura musulmana, che accetta anch’essa la natura profondamente sensuale del vivere.</p>
<p>Accetterò il burqa per le donne quando gli uomini saranno ugualmente costretti a indossarlo. Se entrambi i sessi adotteranno il burqa come un segno di rispetto per la propria religione (che non lo richiede espressamente nel Corano), allora accetterò il burqa come simbolo della cultura musulmana e del costume religioso.</p></blockquote>
<p>Tuttavia l’editoriale di Eltahawy non ha mancato di suscitare opposizione nella blogosfera. Sahar, che scrive su <em>Nuseiba</em>, protesta:</p>
<blockquote><p>…il miglior modo per sostenere le donne musulmane è rispettarne la scelta di espressione della propria religione e cultura. Non sta nell’imporre loro ciò che noi riteniamo giusto. Trovo paradossale che Eltahawy, che si considera una femminista, dimentichi l’importanza della scelta, della libera decisione e delle esperienze di vita di queste donne – elementi essenziali per comprendere le donne nell’analisi femminista.</p>
<p>Né siamo tutti d’accordo con Eltahawy che, forse per la sua posizione sociale privilegiata, è distante dalle motivazioni sociali, politiche e religiose del portare il burqa, e non riesce a capire come possa essere un veicolo di successo per alcune o un orgoglioso rafforzamento dell’identità islamica per altre. Il burqa può essere concepito come un simbolo della rabbia che i musulmani sentono nei confronti di un’Europa sempre più xenofoba. Rappresenta il tentativo di aggrapparsi a un’identità che va erodendosi in un ambiente ostile. Scrivo questo pezzo subito dopo aver letto della donna egiziana che è stata pugnalata 18 volte in un tribunale tedesco dall’uomo da lei denunciato per averla molestata perché portava il velo. Non è soltanto il burqa a essere denigrato e screditato ma l’abbigliamento islamico nel suo complesso. Pertanto, l’appello a togliere il burqa non può essere visto al di fuori di questo contesto e per Eltahawy pensare di poter separare la propria critica da un simile contesto è politicamente naïf.</p></blockquote>
<p>Anche se resta da vedere se la Francia adotterà o meno il divieto del <em>burqa</em>, una cosa è certa: si tratta di un tema che polarizza fortemente le opinioni in tutto il mondo.</p>
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		<title>Il disastro del volo AF 447: dolore e sensazionalismo, poche informazioni e possibili cause</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/il-disastro-del-volo-af-447-dolore-e-sensazionalismo-poche-informazioni-e-possibili-cause/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 05:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I blogger di tutto il mondo riflettono e discutono sul disastro dell'aereo Air France, e inviano le condoglianze alle famiglie dei morti. Soprattutto in Brasile, non mancano però le critiche sul modo poco rispettoso con cui media hanno trattato l'incidente, mentre altri rilanciano informazioni più tecniche sulle possibili dinamiche del disastro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/thiana-biondo/">Thiana Biondo</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/06/air-bus-af-447-sorrow-lack-of-information-and-sensationalism/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il volo Air France <a title= "Vedi voce Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Volo_Air_France_447 ">AF 447</a> [it] scomparso domenica mentre volava da Rio de Janeiro, Brasile, a Parigi, Francia, ha lasciato dietro di sé 228 morti, molti punti interrogativi e ovviamente le speculazioni dei media. </p>
<div>
<div id="attachment_78648" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:AF_447_path-en.svg"><img class="size-medium wp-image-78648" title="Percorso del volo Air France 447 del 31 Maggio/1 Giugno, Immagine di Mysid (autore di Wikipedia Commons), usata con licenza di pubblico dominio" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/358px-af_447_path-ensvg-300x237.png" alt="Immagine di Mysid (autore di Wikipedia Commons), usata con licenza di pubblico dominio" title="" width="300" height="237" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Immagine di Mysid (autore di Wikipedia Commons), usata con licenza di pubblico dominio.</p>
</div>
<p>Le autorità hanno dichiarato che sono i 58 brasiliani morti nell’incidente. Ma su diversi blog brasiliani, il dibattito si concentra sui resoconti mediatici sul disastro. Secondo <em><a title= "Leggi post originale in portoghese" href="http://leitedecobra.blogspot.com/2009/06/voo-447.html">Leite de Cobra</a></em> [pt], è scandaloso il modo in cui è stato presentato il mancato arrivo e il disastro dell’aereo:</p>
<blockquote><p>Acho perverso isso da imprensa ficar divulgando fatos e particulares da vida das vítimas do desastre aéreo. Não têm o mínimo respeito e nem disfarçam o desejo de que a dor renda, em escala nacional, o máximo possível, até que venha a próxima catástrofe, o próximo escândalo. Ô corja! Por isso que não acompanho mais nada desse triste episódio. Pra mim deu</p></blockquote>
<div class="translation">Credo che i media siano immorali quando rilasciano notizie e informazioni private sulla vita delle vittime del disastro. Non hanno il minimo rispetto per le vittime e non nascondono il desiderio che il dolore duri, a livello nazionale, il più a lungo possibile, fino a quando arriva la prossima catastrofe, il prossimo scandalo. Che avvoltoi! Ecco perchè non seguirò nient’altro riguardo questo caso. Ne ho abbastanza!</div>
<p>Secondo i blogger, il problema è che i media vogliono sempre riportare qualcosa e dimostrare di aver ragione, qualsiasi cosa succeda – inventandosi teorie e aumentando il sensazionalismo. <em>Camerini</em>, dal blog <em><a title= "Leggi post originale in portoghese" href="http://transbrasil.wordpress.com/2009/06/01/voo-447-pode-ter-tido-problemas-em-zona-intertropical/">Transbrasil</a></em> [pt], dichiara:</p>
<blockquote><p>Os experts de plantão já estão desfilando as baboseiras nas Tvs.</p>
<p>Falam e falam sobre o que ainda não passa de especulações, até Raios são culpados pela queda do AirBus da Air France !</p>
<p>É prematuro qualquer indicação sobre o acidente até que as equipes consigam, primeiro localizar os destroços do avião, depois a Caixa Preta, com o Data Recorder e o Voice Recorder, mas, como dá audiência levar para a Tv um bando de especialistas natos em acidentes aéreos, o que se pode fazer!</p>
<p>Ouvir um Chamar o avião da Air France de Boeing A 330, outro dizer que o Atlântico é o lugar mais seguro do sistema solar , depois outro que afirma categoricamente que um raio derrubou o avião!</p>
<p>A Verdade é que ninguém sabe ainda o que aconteceu, aonde aconteceu e como aconteceu, mas muitos especialistas deveriam saber que um acidente aéreo não ocorre apenas por uma só causa, e sim por mais fatores que desencadeam um acidente</p></blockquote>
<div class="translation">Gli esperti continuano a dire un sacco di stupidaggini in TV. Hanno continuato a parlare e parlare di cose che sono solo speculazioni. Anche il fulmine è stato incolpato per l’incidente dell’aereo Air France!</p>
<p>È troppo presto per capire cos&#39;è successo, fin quando le squadre di soccorso non avranno prima trovato i resti dell’aereo e la scatola nera, con le registrazioni dei dati e delle voci. Ma siccome portare un gruppo di esperti nati in TV attrae un vasto pubblico, cos&#39;altro si può fare!</p>
<p>Ho sentito uno di loro dire che l’aereo dell&#39;Air France era un Boeing A330, un altro che l’Oceano Atlantico è il posto più sicuro nel sistema solare, e poi un altro ancora affermare categoricamente che un fulmine ha abbattuto l’aereo!</p>
<p>La verità è che nessuno sa cos&#39;è successo, dove è successo e come è successo, ma molti esperti dovrebbero sapere che un incidente aereo non è dovuto a un unico motivo, ma a una serie di fattori che lo causano.</p></div>
<p>Per <em><a title= "Leggi post originale in portoghese" href="http://shimarina.blogspot.com/2009/06/sobre-as-teorias-que-surgem-agora.html">Eu, Você e Todo Mundo</a></em> [pt], il problema è anche la disperata ricerca di esperti:</p>
<blockquote><p>Gente, que absurdo!</p>
<p>Eu como jornalista fico indignada mesmooo!!! Aqui no Futura recebemos o e-mail de uma assessoria de Campinas falando de uma terapeuta holística que analisou a catástrofe desse acidente pela numerologia, tarô. Enfim, de acordo com o texto dela que vou colocar abaixo, essa catástrofe é efeito da conjunção de uma série de números ruins, energias negativas… pra mim é demais querer explorar uma tragédia como essa dessa maneira. Que vergonha… e ainda dos jornalistas que se propõem a divulgar isso! Vejam o absurdo:</p>
<p>Detalhe: não estou julgando a numerologia, mas o uso que está se fazendo dela nesse caso!</p></blockquote>
<div class="translation">Ragazzi, è assurdo! Io stessa come giornalista mi sento davvero indignata!!! Qui a <a title="Voce inglese su encyclopedia.com" href="http://www.encyclopedia.com/doc/1G1-166186655.html">Futura channel</a> [in] abbiamo ricevuto un email da un ufficio di pubbliche relazioni situato a <a title="Vedi voce wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Campinas">Campinas</a> [it], nel quale un terapista olistico analizzava questa catastrofe utilizzando la numerologia e i tarocchi. Comunque, secondo quel comunicato stampa, la catastrofe è il risultato di una congiunzione di fattori come brutti numeri, brutte sensazioni… Credo solo che sia troppo esplorare una tragedia del genere in questo modo. Che vergogna…. E vergogna anche ai giornalisti che l&#39;hanno pubblicata! Capite l&#39;assurdo: non sto giudicando la numerologia, ma il modo in cui è stata usata in questo caso.</div>
<p>Con un commento assai controverso che ha sollevato il tema molto discusso per cui <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/05/11/brazil-when-climate-change-meets-cyber-activism/">alcuni disastri sono considerati più importanti</a> [in] e meritevoli di essere pubblicati rispetto ad altri a seconda della classe sociale delle persone coinvolte, <em><a title="Leggi post originale in portoghese" href="http://psysapiens.posterous.com/voo-447-nada-de-novo-so-mais-do-mesmo">Bruno Nepumoceno</a></em> [pt] ha raggiunto la seguente conclusione, dopo aver parlato con alcuni colleghi di lavoro:</p>
<blockquote><p>Fui dar minha opinião sobre o assunto e nego ficou me criticando, dizendo que eu não tenho coração, que eu sou insensível e coisas do tipo. A vontade que deu e de dizer: VOCÊS QUE SÃO BURROS OS SUFICIENTE PARA NÃO ENXERGAR QUE O JORNALISMO GANHA DINHEIRO EXPLORANDO A DESGRAÇA ALHEIA! Se fosse um ônibus cheio de nordestinos com a mesma quantidade de pessoas, o caso já teria caido no esquecimento.<br />
Centenas morrem de fome no nordeste Brasileiro. O que é um aviãozinho cair?</p></blockquote>
<div class="translation">Ho espresso la mia opinione del caso e i ragazzi mi hanno criticato, dicendo che sono senza cuore, che non ho sentimenti di fronte a una notizia del genere. Ecco però quanto volevo dire: SIETE TUTTI STUPIDI A NON CAPIRE CHE I MEDIA FANNO SOLDI SFRUTTANDO LE DISGRAZIE ALTRUI! Se si fosse trattato di un pullman pieno di persone dal nord-est del Brasile, il caso sarebbe stato dimenticato. Migliaia di persone muoiono di fame nel continente africano. Centinaia muoiono di fame nel nord-est del Brasile. Perché tutta quest&#39;attenzione per un piccolo aereo che precipita?</div>
<div id="attachment_78657" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/caribb/504845634/"><img class="size-medium wp-image-78657" title="Air France A330-200 F-GZCE" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/airbus-a330-300x199.jpg" alt="Foto di un Air France A330 di Caribb su Flickr, pubblicata con licenza Creative Commons" title="Foto di un Air France A330 di Caribb su Flickr, pubblicata con licenza Creative Commons" width="300" height="199" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Foto di un Air France A330 di Caribb su Flickr, pubblicata con licenza Creative Commons</p>
</div>
<p>Esiste comunque un&#39;intensa ondata di dolore e shock in tutto il mondo, e naturalmente i blogger brasiliani non sono gli unici a discutere online l&#39;incidente. Dal Kuwait, il blogger <em><a title="Leggi post originale in inglese" href="http://www.zdistrict.com/2009/06/02/air-france-447-tragedy/">ZDistrict</a></em> [in] riassume così il suo stato d&#39;animo:</p>
<blockquote><p>228 persone a bordo di un volo Air France dal Brasile alla Francia che è scomparso sull’Atlantico dopo aver attaraversato un temporale. Non ho visto una tragedia del genere da tanto tempo, un aereo di quel tipo che si schianta in mezzo all’Atlantico.</p></blockquote>
<p>In un commento allo stesso post su ZDistrict <a title="Vai al commento originale in inglese" href="http://www.zdistrict.com/2009/06/02/air-france-447-tragedy/#comment-233389">Charles</a> [in], scrive:</p>
<blockquote><p>Paura, impotenza, momento terribile – ti fa venire le lacrime agli occhi e ti piange il cuore sentire che della gente è morta così. Spero davvero che fossero tutti addormentati durante quei momenti. È finita ora, che la loro fede li porti a dove appartengono.</p></blockquote>
<p>Un altro commento di <em><a title="Vai al commento originale in inglese" href="http://www.zdistrict.com/2009/06/02/air-france-447-tragedy/#comment-233367">Another Me</a></em> [in] afferma:</p>
<blockquote><p>sono così triste per le famiglie. volo spesso e non posso immaginare cosa abbiano provato i passeggeri, per non parlare delle loro famiglie. anch&#39;io ho un figlio piccolo e mi si spezza il cuore a pensare a quel piccolo innocente, ignaro di cosa stesse succedendo. secondo me, le autorità internazionali dell’aviazione (o chiunque sia) non deve permettere ai piloti di viaggiare attraverso o sopra i temporali, e imporre che volino intorno a ogni tempesta. quei temporali possono raggiungere i 50.000 piedi; provare a volarci al di sopra è troppo rischioso.</p></blockquote>
<p>Molte volte, le tragedie aeree avvenute sull’Oceano Atlantico sono state associate al <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Triangolo_delle_Bermude ">Triangolo delle Bermude</a> [it], che è situato a nord del Brasile, tra la Florida, Porto Rico e Bermuda. Ancora dal Kuwait, l’utente di Twitter <em>@<a title="Vai alla pagina su Twitter" href="http://twitter.com/2twentythree3/statuses/1995737255%E2%80%9D">2Twenty3 </a></em>suggerisce che il &#8220;Triangolo delle Bermude ha bisogno di indagini&#8221;.<a href="http://twitter.com/2twentythree3/statuses/1995737255%E2%80%9D"><br />
</a></p>
<p>Cynthia Drescher, che scrive su <em>Britannica Blog</em>, <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://www.britannica.com/blogs/2009/06/is-air-france-flight-447-lost-in-the-bermuda-triangle/%E2%80%9D">sostiene</a> [in] che la mancanza di informazioni sul disastro darà spazio ai teorici della cospirazione, e molti hanno già provato a collegare l’incidente con il <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Triangolo_delle_Bermude ">Triangolo delle Bermude</a> [it].</p>
<blockquote><p>…Gli scettici vorrebbero aumentare il dramma associando il Triangolo delle Bermude a questo mistero recente. E cosa viene dopo — diranno che il Triangolo ora è qualche sorta di gigante trapezoide? Forse la misteriosa area si annoiava di frequentare la costa degli Stati Uniti e ha deciso di andare in Brasile per qualche caipirinha?<br />
Sebbene le autorità non abbiano ancora confermato che i sedili galleggianti provengano davvero dall’aereo Air France scomparso, è abbastanza facile capire dalla mappa sopra che per una volta, questa possibile tragedia non ha niente a che fare con alieni o campi elettromagnetici o con il fantasma di Amelia Earhart. Riguarda piuttosto solo gli strani incidenti e la sicurezza degli aerei.</p></blockquote>
<p>Non dimenticando l’effetto del Triangolo delle Bermude, il blog polacco <a title="Leggi post originale in polacco" href="http://tierraincognita.blox.pl/2009/06/Katastrofa-Air-France.html"><em>Tierra Incognita</em> </a> [pl], si domanda cosa sia successo, e afferma che nonostante questa catastrofe, ama ancora volare:</p>
<blockquote><p><strong>Uwielbiam latać samolotem</strong>. Podróż lotnicza nie wywołuje u mnie żadnego stresu, wręcz przeciwnie – działa uspokajająco i relaksująco. W chwili gdy maszyna odrywa się od ziemi wpadam w specyficzny błogostan, mam wrażenie że wszystkie moje problemy i zmartwienia pozostały tam na dole. Świadomość, że przez najbliższe kilka godzin podróży będę w zupełnie innym wymiarze, gdzie w sumie nic ode mnie nie zależy, sprawia mi wielką frajdę. Jak dziecko, godzinami mogę gapić się przez okienko, nawet jeśli to czarna noc i widać tylko gwiazdy.</p>
<p>Zastanawiam się dlaczego ten właśnie wypadek aż tak bardzo wlazł mi pod skórę? Złożyło się na to pewnie kilka czynników – Air France jest jednym z moich ulubionych przewoźników, dosłownie kilkanaście dni temu odprowadzałem bliską przyjaciółkę na samolot lecący z Caracas do Paryża, a ja sam też na trasie Ameryka Południowa – Europa latam dość często. No i jeszcze ta tajemniczość tej katastrofy – nie żadne „tradycyjne” kłopoty przy starcie, bądź lądowaniu, ale zaginięcie gdzieś na środku oceanu. Dobrze, że przynajmniej nie nad Trójkątem Bermudzkim…</p>
<p>Na szczęście nie sądzę aby ten wypadek zmienił mój stosunek do latania. Nadal się cieszę, że prawdopodobnie jeszcze w tym miesiącu będę musiał kilka razy wsiąść do samolotu. I wciąż mam nadzieję, że jeszcze w tym roku uda mi się dolecieć samolotem do Księżyca…</p></blockquote>
<div class="translation"><strong>Mi piace molto volare in aereo</strong>. Il viaggio in aereo per me non è affatto stressante, al contrario – mi rilassa e mi calma. Nel momento in cui l’apparecchio non tocca più terra, entro in uno stato di pace, sento che tutti i miei problemi e guai sono rimasti là sotto. L&#39;idea di essere bloccato per le successive ore in una dimensione completamente diversa, dove niente dipende da me, è davvero bello. Come un bambino, posso fissare fuori dal finestrino per ore, anche se è notte e tutto quel che vedo sono le stelle. Mi chiedo perché questo incidente mi abbia toccato così profondamente? Probabilmente c’è qualche ragione - Air France è una delle mie compagnie preferite, solo qualche giorno fa ho accompagnato un mio caro amico al volo da Caracas a Parigi, e io stesso viaggio spesso sulla linea Sud America - Europa. E tutto il mistero attorno a questa catastrofe – non i &#39;soliti&#39; problemi con il decollo o l’atterraggio, ma la scomparsa da qualche parte in mezzo dell’oceano. Meno male che non è accaduto sopra il Triangolo delle Bermude… Fortunatamente non credo che quest&#39;incidente cambierà il mio atteggiamento verso i viaggi in aereo. Mi rende ancora contento sapere che molto probabilmente questo mese salirò su un aereo qualche volta. E spero anche che questo mese riuscirò a prendere l’aereo per la Luna.</div>
<p>Chiacchere e discussioni hanno cominciato a circolare non solo sul maltempo nella zona dell’Atlantico dove è caduto l’aereo, ma anche sui sistemi computerizzati dell’aereo A330-203. Precisamente, alcuni stanno esaminando le coincidenze tra il volo Air France e un volo Quantas dell’ottobre 2008 diretto a Perth, Australia, che è caduto di 200 metri nel giro di pochi minuti, costringendo l’aereo ad effettuare un atterraggio di emergenza. Altri <a title="Articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/06/06/air-bus-af-447-sorrow-lack-of-information-and-sensationalism/%E2%80%9Dhttp://www.engineeringnews.co.za/article/australian-airbus-incident-unlikely-to-be-relevant-to-air-france-disaster-2009-06-03%E2%80%9C">sostengono che</a> [in] quest&#39;incidente non ha nulla a che vedere con il recente disastro. Ecco alcuni stralci tratti da <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://blogs.crikey.com.au/planetalking/2009/06/03/af447-mid-air-breakup-evidence-raises-new-discussions-about-the-last-signals-sent-to-paris">Plane Talking</a> [in], scritto da Ben Sandilands su <em>Crikey Blogs</em> in Australia.</p>
<blockquote><p>È stato riportato dal The Aviation Herald, bollettino online con sede in Europa di incidenti e notizie sull&#39;aviazione, che il centro principale di allarmi elettronici comincia con il disinnesto del pilota automatico ed è seguito da messaggi collegati al ADIRU o dati aerei e le unità di riferimento inerziale e il PRIM o il computer di controllo primario del volo che ha informazioni riguardo la velocità, il comportamento e altri valori materiali del volo dal ADIRU.<br />
Superficialmente questo somiglia all’inizio del temporale a mezz’aria che ha spinto il volo Qantas  QF72 da Singapore a Perth ad effettuare un atterraggio di emergenza a Learmonth lo scorso ottobre.<br />
Il PRIM interviene in qualche modalità di volo sulle impostazioni di controllo del volo sull’aereo per inibire gli interventi del pilota oltre i limiti critici che possono far spegnere l’aereo, o sovraccaricare parti della struttura o dei piani mobili sulle ali o sul timone.<br />
Tuttavia queste limitazioni possono a loro volta essere disattivate dal pilota.<br />
Altre notizie indicano che questi messaggi ‘senza precedenti’ erano concentrati in un periodo di quattro minuti, terminando con un messaggio consultivo finale riguardante la velocità verticale, cioè la velocità con cui l’aereo stava cadendo piuttosto che la velocità con cui si stava muovendo in avanti.<br />
Le unità difettose dell’ADIRU sul Qantas A330-300 operanti sul volo che ha deviato a Learmonth sono ancora al centro dell’indagine in corso sull’incidente aereo effettuata dall’ATSB. L&#39;indagine sta inoltre consdierando altri incidenti collegati all’ADIRU sui Qantas A330.<br />
Tuttavia le unità ADIRU del Qantas erano state costruite dalla Northrop Grumman, mentre quelle dell&#39;aereo Air France dalla Honeywell. Si tratta di due modelli completamenti diversi, che eseguono due diverse serie di operazioni programmate pur se con gli stessi fini.</p></blockquote>
<p>La maggior parte dei passeggeri che hanno perso la vita erano francesi: 61 passeggeri e 11 membri dell&#39;equipaggio. Charles-guy de Kerimel, che cura il blog sulla storia dell’aviazione <a title="Leggi post originale in francese" href="http://pdlaviation.unblog.fr/2009/06/02/vol-air-france-rio-paris/"><em>Des avions et des hommes</em>, espreme le condoglianze</a> [fr] per i passeggeri e i membri dell’equipaggio dell’aereo A330-203.</p>
<blockquote><p>L’annonce de cet accident me remplit de tristesse.<br />
Le plus grave accident d’Air France, nous dit-on.<br />
Indépendamment du nombre de victimes, pour chacun de ceux qui sont concernés la gravité est extrême, pour la victime bien sûr, mais aussi pour les parents, les amis, les collègues : ils se trouvent brutalement confrontés à une perte irrémédiable. Je m’associe à leur peine. Je songe au personnel d’Air France ; en premier lieu aux navigants, comme leurs aînés ils vont poursuivre leur tâche.</p></blockquote>
<div class="translation">L’annuncio dell’incidente mi ha riempito di tristezza.<br />
Ci è stato detto che questo è l’incidente più grave dell’Air France…<br />
A prescindere dal numero delle vittime, per ognuno di quelli coinvolti la gravità è estrema, ma anche per parenti, amici, colleghi: all’improvviso devono affrontare una perdita irreparabile. Sento il loro dolore. Penso all&#39;equipaggio dell’Air France; prima di tutto al personale di volo, ai colleghi più anziani che continuano a lavorare.</div>
<div id="attachment_78559" class="wp-caption aligncenter" style="width: 265px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/eustaquio/3587667775/"><img class="size-medium wp-image-78559" title="In ricordo affettuoso dei 228 passeggeri e membri dell'equipaggio del volo AF 447" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/3587667775_51aa3ce3e3_o-255x300.jpg" alt="In ricordo affettuoso dei 228 passeggeri e membri dell'equipaggio del volo AF 447" width="255" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">&#8220;In ricordo affettuoso dei 228 passeggeri e membri dell&#39;equipaggio del volo AF 447&#8243;, foto di Eustaquio Santimano su Flickr, ripresa con licenza Creative Commons</p>
</div>
<div class="contributors"><a title="Vai al profilo su global voices" href="http://globalvoicesonline.org/author/john-liebhardt/">John Liebhardt</a>, <a title="Vai al profilo su global voices" href="http://globalvoicesonline.org/author/sylwia-presley/">Sylwia Presley</a> e <a title="Vai al profilo su global voices" href="http://globalvoicesonline.org/author/sara-moreira/">Sarita Moreira</a> hanno contribuito alla stesura di questo post.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/il-disastro-del-volo-af-447-dolore-e-sensazionalismo-poche-informazioni-e-possibili-cause/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
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		<title>Parigi indaga (finalmente?) tre leader africani per corruzione e peculato</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/parigi-indaga-tre-leader-africani-per-corruzione-e-peculato/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/parigi-indaga-tre-leader-africani-per-corruzione-e-peculato/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 May 2009 05:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Prisco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=4165</guid>
		<description><![CDATA[I giudici di Parigi indagano su tre leader africani per corruzione e appropriazione indebita, soprattutto per le lussuose proprietà immobiliari. Iniziativa dovuta e necessaria per molti cittadini locali online, mentre qualcuno s'interroga sull'ingerenza della Francia in questioni riguardanti altri Paesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jennifer/">Jennifer Brea</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mauriziop/'>Maurizio Prisco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/11/paris-court-investigates-three-african-leaders/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><blockquote><p>&#8220;<em>In Africa non si guarda mai in bocca ai Presidenti. Essi sono, come si dice in gergo popolare, tostatori di noccioline. E non si guarda in bocca a un tostatore di noccioline. Perch&egrave; a quel punto ne sputerà qualche granello</em>.&#8221; (dal blogger ivoriano <a title="Post originale in francese" href="http://www.blogdeniszodo.com/article-31241234-6.html#anchorComment">Denis Zado</a> [fr])</p>
</blockquote>
<p>All&#39;inizio della settimana un giudice parigino ha ordinato un&#39;inchiesta su una presunta corruzione e appropriazione indebita ad opera di tre capi di Stato africani: <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Denis_Sassou_Nguesso">Denis Sassou-Nguesso</a> [it] del Congo-Brazzaville, <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omar_Bongo">Omar Bongo</a> [it] del Gabon, e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teodoro_Obiang_Nguema_Mbasogo">Teodoro Obiang</a> [it] della Guinea equatoriale.</p>
<div id="attachment_73717" class="wp-caption alignright" style="width: 215px"><img class="size-medium wp-image-73717" title="Teodoro Obiang, Presidente della Guine equatoriale" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/president_obiang-205x300.jpg" alt="Teodoro Obiang" width="205" height="300" />
<p class="wp-caption-text">Teodoro Obiang &egrave; stato presidente della Guinea equatoriale (ricca di petrolio) per 30 anni. Si presume che il suo lussuoso appartamento e la collezione di automobili siano stati acquistati con fondi ottenuti illegalmente.</p>
</div>
<p>L&#39;inchiesta arriva a seguito di una denuncia presentata a dicembre da <a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://www.transparency.org/news_room/latest_news/press_releases_nc/2009/2009_05_06_france_case">Transparency International</a> [in] in cui Sassou-Nguesso, Bongo e Obiang vengono accusati di &#8220;appropriazione indebita di fondi pubblici.&#8221; Ognuno di loro possiede <a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/07/leaders-africa-embezzlement-observation">diverse residenze di lusso</a> [in] a <a title="Guarda i luoghi su Google Map" href="http://maps.google.com/maps/ms%20?om=1&amp;ie=UTF8&amp;hl=en&amp;msa=0&amp;msid=107820089952552381537.000001134f17cb5d89e6d&amp;t=h&amp;ll=48.915731,2.225418&amp;spn=0.182752,0.365295&amp;z=11">Parigi</a> [fr], sembra acquistate con denaro che spetta di diritto alle rispettive popolazioni.</p>
<p>I blogger di questi Paesi, e quelli africani di lingua francofona pi&ugrave; in generale, <a title="Leggi l'articolo originale su Global Voices Online" href="http://globalvoicesonline.org/2006/05/22/francophone-africa-bloggers-on-colonialisms-enduring-influence/">hanno</a> [in] <a title="Leggi l'articolo originale su Global Voices Online" href="http://globalvoicesonline.org/2007/08/24/senegal-africa-according-to-nicolas-sarkozy/">a lungo</a> [in] <a title="Leggi l'articolo originale su Global Voices Online"  href="http://globalvoicesonline.org/2007/08/21/african-writers-criticize-sarkozy-in-open-letter/">criticato</a> [in] la &#8220;Françafrique&#8221;, l&#39;eredit&agrave; del neocolonialismo francese di relazioni amichevoli con i dittatori di Paesi africani ricchi di risorse. Il presidente francese <a title="Leggi l'articolo originale su Global Voices Online" href="http://globalvoicesonline.org/2007/07/10/france-suffers-african-dictators-denis-sassou-nguesso-warmly-welcomed-by-sarkozy/">Nicholas Sarkozy non &egrave; riuscito a porre fine</a> [in] a questa eredit&agrave;, nonostante le promesse iniziali.</p>
<p><strong>Finalmente!</strong></p>
<p>La decisione dei giudici francesi &egrave; stata accolta da molti come una gradita sorpresa, in quanto pu&ograve; segnare un cambiamento dell&#39;atteggiamento della Francia nei confronti dell&#39;Africa.</p>
<p>Il blogger congolese (RDC) <a title="Leggi l'articolo originale in frances" href="http://realisance.afrikblog.com/archives/2009/05/06/13636483.html">Musengeshi Kata</a>  [fr], scrive quanto segue su <em>Forum Realisance</em>:</p>
<blockquote><p>Enfin pourrait-on dire, l´occident, après des décennies de surdité, en vient lentement à combattre ce fléau criminel économique qui gangrène autant le développement de l´Afrique qu´il engraisse l´illégalité fiscale en Europe et de par le monde. Une contradiction flagrante à la justice, au bon sens, à l´Etat de Droit&#8230;et particulièrement à la maîtrise de la crise économique actuelle qui exige de se défaire rapidement de ces contradictions nocives et injustes pour tout le monde.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Alla fine si pu&ograve; dire che l&#39;Occidente, dopo decenni di sordit&agrave;, stia lentamente cambiando opinione sulla lotta al flagello della criminalit&agrave; economica che rappresenta la cancrena dello sviluppo in Africa, e che ingrassa il mercato nero in Europa e in tutto il mondo. Una contraddizione flagrante alla faccia della giustizia, del buon senso, dello stato di diritto&#8230; e in particolare [degli sforzi per] superare l&#39;attuale crisi economica, che richiede di annullare velocemente le contraddizioni, i danni e le ingiustizie per tutti.</div>
<div id="attachment_73716" class="wp-caption alignright" style="width: 213px"><img class="size-medium wp-image-73716" title="Denis Sassou Nguesso" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/denis_sassou-nguesso-203x300.jpg" alt="Denis Sassou Nguesso" width="203" height="300" />
<p class="wp-caption-text">Denis Sassou-Nguesso ha governato la Repubblica del Congo per decenni. Secondo The Guardian, lui e i suoi parenti pi&ugrave; stretti hanno oltre 100 conti presso banche francesi e oltre 20 propriet&agrave;.</p>
</div>
<p>L&#39;articolo AFP sulla decisione del giudice, ripresa dal <a title="" Leggi l'articolo originale in francese" href="http://www.congopage.com/article6177.html">portale web congopage del Congo-Brazzaville</a> [fr], contava pi&ugrave; di 140 commenti al momento della pubblicazione di questo post.</p>
<p>Un lettore di congopage, <a title="Leggi l'articolo originale in francese" href="http://www.congopage.com/?page=reaction2&amp;id_article=6177#forum107584">Ngoma</a> [fr], riporta un link a una <a title="Vedi la posizione su Google Map" href="http://maps.google.com/maps/ms%20?om=1&amp;ie=UTF8&amp;hl=en&amp;msa=0&amp;msid=107820089952552381537.000001134f17cb5d89e6d&amp;t=h&amp;ll=48.915731,2.225418&amp;spn=0.182752,0.365295&amp;z=11">Google Map con gli appartamenti parigini</a> [fr] che appartengono a Bongo, Sassou e N&#39;Guesso.</p>
<p><a title="Leggi il post originale in francese" href="http://www.congopage.com/?page=reaction2&amp;id_article=6177#forum107539">Boukaka</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Esperant que cette fois ci ,Sarkozy ne fera pas Obstacle a la justice&#8230;Sarkozy avait promis la rupture avec des Assassins alors nous attendons ce moment la avec impatience.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Sperando che questa volta Sarkozy non sia d&#39;ostacolo alla giustizia&#8230; Sarkozy ha promesso una rottura con gli Assassini e stiamo aspettando impazientemente quel momento.</div>
<p><a title="Leggi il post originale in francese" href="http://www.congopage.com/?page=reaction2&amp;id_article=6177#forum107542">Dolisie</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Bravo au juge desset qui a su mettre l’intérêt des peuples avant les mic-macs économiques&#8230;la France doit se laver de son passé de chien de garde pour dictateur, d’argentier de conflits ethniques et de coups d’état ; la France que nous respecterons, est celle qui rendra aux peuples africains ses biens qui sont les leurs !</p>
</blockquote>
<div class="translation">Un bravo al giudice Desset che ha posto l&#39;interesse della gente al di sopra dell&#39;economia&#8230; la Francia deve purificare se stessa dal proprio passato come cane da guardia dei dittatori, lavarsi dai conflitti etnici e dai colpi di Stato. La Francia che ci rispetta &egrave; quella che restituisce agli Africani la ricchezza che appartiene loro!</div>
<p><a title="Leggi il post originale in francese" href="http://www.congopage.com/?page=reaction2&amp;id_article=6177#forum107562">Le Répresentant Du Peuple</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Je demande à Mr SARKOZY de laisser les mains libre à la justice de son pays pour que vérité soit faite. Le sang de nos freres noir a coulé pour avoir denoncé le vole à grande échelle par ces présidents impis dont le goût de la luxure est son gêne.La France,le monde(les pauvres du monde qui considere votre pays comme un pays des droits et des libertés vous regarde)les chefs d’états africains ont enrichis la plupart des états d’europe par leurs avoirs placé dans les banques européennes,les africains le savent.Aux juges,nous savons que vous subirez la pression de nos voleurs d’états par des cadeaux allant audéla de votre revenu mensuel habituel.Honnorez votre profession.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Chiedo al signor SARKOZY di liberare la mano della giustizia nel suo Paese in modo che la verit&agrave; venga fuori. I nostri fratelli neri hanno sparso sangue per denunciare i furti su larga scala da parte di questi presidenti empi, per i quali il gusto del lusso &egrave; la loro povert&agrave;. Francia, il mondo (il povero di questo mondo, chi considera il tuo Paese come un Paese di legge e libert&agrave;) ti sta guardando.  I capi di Stato africani hanno arricchito molti Paesi d&#39;Europa versando i propri denari nelle banche europee; gli Africani lo sanno. Ai giudici, sappiamo che sarete sotto pressione da parte dei ladri dei nostri Paesi, sotto forma di regali che eccedono i vostri salari mensili. Fate onore alla vostra professione.</div>
<p><a title="Leggi il post originale in francese" href="http://www.congopage.com/?page=reaction2&amp;id_article=6177#forum107591">Congolese revolté</a> [fr]:</div>
<blockquote><p>Alors la je dois reconnaitre que cette juge a de sacrées couilles non je dirais plutot trompes,car vu d’un congolais comme moi plus habitué à assister impuissament aux pratiques criminelles de nos dirigeants on fini par croire et accepter par la force des choses que le droit à l’impunite est absolu et inviolable pour ces derniers.en meme temps que cette decision à reveillé un certains espoir&#8230;</p>
</blockquote>
<div class="translation">Quindi devo dire, questo giudice ha le palle, o piuttosto ci illude, dal momento che, dal punto di vista di un Congolese come me, &egrave; pi&ugrave; abituato a togliere forza alla testimonianza sulle pratiche criminali dei nostri leader, e finisce per credere e accettare le cose con la forza, il diritto [dei nostri leader] all&#39;impunit&agrave; &egrave; assoluto e inviolabile. Allo stesso tempo, questa decisione ha risvegliato una certa speranza&#8230;</div>
<p class="spip"><a title="Leggi il post originale in francese" href="http://www.congopage.com/?page=reaction2&amp;id_article=6177#forum107600">Dolisie</a> [fr]:</p>
<blockquote>
<p class="spip">Denis,</p>
<p class="spip">Quand on fait des conneries, on les paye tôt ou tard ; même lorsque l’on se croit au dessus des lois. Mamère disait à ce propos : &#8221; Le président premier des citoyens ne peut être un citoyen au dessus des lois&#8221;&#8230;</p>
<p class="spip">Dolisie</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p class="spip">Denis,</p>
<p class="spip">Quando fai qualcosa di male, prima o poi devi pagare; anche quando ti credi al di sopra della legge. Mia madre era solita dire: &#8220;Il Presidente, primo tra i cittadini, non pu&ograve; essere un cittadino sopra la legge&#8221;&#8230;</p>
<p>Dolisie</p>
</div>
<p><strong>A quale diritto?</strong></p>
<p>Non tutti sono contenti che certi Africani vengano messi sotto inchiesta in Francia. La decisione ispira sentimenti nazionalistici. Alcuni hanno sottolineato l&#39;ipocrisia del governo francese nell&#39;accusare i leader africani, quando sono i leader di entrambe le sponde a essere colpevoli.</p>
<p>Su congopage, <a title="Leggi il post originale in francese" href="http://www.congopage.com/?page=reaction2&amp;id_article=6177#forum107538">UN CONGOLAIS DE SANG</a> [fr] scrive:</p>
<blockquote><p>crois tu que un français peut etre jugé au congo,alor pourquoi laisserons nous un congolais president de son etat etre jugé par la france, le vold’argent s’est produit au congo pas en france&#8230;un français qui tue un congolais au congo ne seras jamais jugé au congo,un français fait des degats a congo la france va le protegé&#8230;</p>
</blockquote>
<div class="translation">Credete che un cittadino francese possa essere giudicato in Congo? Allora perch&egrave; permettiamo che un Congolese, presidente del proprio Stato, venga giudicato in Francia? Il denaro &egrave; stato rubato in Congo, non in Francia&#8230; Un cittadino francese che uccide un Congolese in Congo non sar&agrave; mai giudicato in Congo, la Francia lo protegger&agrave;&#8230;.</div>
<p><a title="Leggi il post originale in francese" href="http://www.congopage.com/?page=reaction2&amp;id_article=6177#forum107538">Altesse</a> [fr] risponde:</p>
<blockquote><p>Si la justice Congolaise fonctionnait parfaitement OUI BIEN SUR un français qui commet des délits au Congo peut(doit)-être jugé au Congo, rien ne l’interdit à ce que je sache. Mais comme il n’ya pas de justice ou plutôt elle s’achète facilement, on peut se poser la question.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Se la giustizia congolese funzionasse perfettamente, SI CERTO un cittadino francese che infrange la legge in Congo potrebbe (dovrebbe) essere giudicato in Congo. Nulla lo impedisce per quel che ne so. Ma dal momento che non c&#39;&egrave; giustizia, o piuttosto, la giustizia si compra facilmente, possiamo porci la questione.</div>
<p><a title="Leggi il post originale in francese" href="http://www.congopage.com/?page=reaction2&amp;id_article=6177#forum107621">Dada Maloba</a> [fr], commentando ancora su congopage, &egrave; scettico sul fatto che i motivi del governo francese siano cambiati:</p>
<blockquote>
<p class="spip">Croyez-vous vraiment que c´est la France qui va faire sauter sassou ? &#8230;Ils veulent continuer leur colonisation. La France peut dire ceci cela, c´est leur politique. Pour moi c´est les résultats qui va compter. Nous tous Africains noire dans n´importe quel pays. Rentrez dans le mouvement  BLACK PANTHERS, BLACK POWER. De lá nous allons voir les resultats nous cherchons. Faire sauter Denis Sassou Nguésso le traître.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p class="spip">Credete veramente che sar&agrave; la Francia a rovesciare Sassou?&#8230; Vogliono continuare la loro colonizzazione. La Francia pu&ograve; dire questo o quello, questa &egrave; la loro politica. Per me, sono i risultati che contano. Tutti noi Africani neri, in qualunque Paese, ci uniamo al movimento delle BLACK PANTHERS, del BLACK POWER. È solo così che potremo ottnere i risultati che andiamo cercando. Abbasso Denis Sasou Nguesso, il traditore.</p>
</div>
<p>Il blogger ivoriano <a title="Post originale in francese" href="http://www.blogdeniszodo.com/article-31241234-6.html#anchorComment">Denis Zodo</a> [fr] si chiede &#8220;Perch&egrave; questi presidenti?&#8221; (e nessuno degli altri nella lunga lista di dittatori africani accomodanti con Parigi).  Zodo vuole sapere chi ci sia realmente dietro questo processo. Sono Africani provenienti da questi tre Paesi o si tratta di Transparency International?:</p>
<blockquote><p>Si ce sont des Africains, ils doivent revoir leurs copies. Nous ne sommes pas pour la gabegie au sommet de l’Etat. Mais, ce n’est pas cette solution qui va arranger les choses dans nos pays africains. Il faut nous-mêmes militer pour le changement au niveau de nos gouvernants, mais également au niveau des mentalités. C’est seulement le changement dont il est question là, qui bouleversera la donne.</p>
<p>Si c’est Transparency international qui s’est auto-saisie dans cette affaire, il lui faut laisser pour une fois, les Africains retirer la gangrène de leur corps. Pourquoi c’est à eux de toujours prendre ce genre d’initiative à notre place ? C’est pourtant l’Occident qui favorise une telle attitude de prédateurs chez nos gouvernants africains.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Se sono Africani, dovrebbero essere riconsiderati. Non vogliamo creare confusioni ai vertici dello stato. Ma questa non &egrave; una soluzione che sistemerà tutte le cose nei nostri Paesi africani. Dobbiamo fare una campagna per un cambiamento al livello dei governi, ma anche a livello delle nostre mentalit&agrave;. Questo &egrave; l&#39;unico cambiamento che potrà infrangere il patto.</p>
<p>Se si tratta invece di Transparency International a spingere la situazione, dovrebbero lasciar rimuovere la cancrena dal proprio corpo agli Africani. Perch&egrave; spetta sempre a loro prendere l&#39;iniziativa al posto nostro? Dopotutto &egrave; l&#39;Occidente ad aver incoraggiato l&#39;attitudine predatoria dei nostri governi africani.</p>
</div>
<div id="attachment_73715" class="wp-caption alignright" style="width: 155px"><img class="size-full wp-image-73715" title="Omar Bongo" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/omar_bongo.jpg" alt="Omar Bongo" width="145" height="209" />
<p class="wp-caption-text">Omar Bongo &egrave; stato presidente del Gabon per oltre 40 anni. Lui e la sua famiglia possiedono diversi appartamenti nei quartieri più benestanti di Parigi.</p>
</div>
<p>Sul blog di <a title="Post originale in francese" href="http://www.upg-gabon.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=485:ouverture-dune-enquete-pour-detournement-de-fond-contre-omar-bongo-sassou-nguesso-et-obiang-nguema&amp;catid=34:politique&amp;Itemid=40">UPG-Gabon</a> [fr], partito di opposizione gabonese, alcuni lettori hanno lasciato commenti critici sul caso:</p>
<blockquote><p>Que gagne un patriote Gabonais de voir son Chef d&#39;Etat sali dans la presse étrangère par le simple bon vouloir des étrangers?&#8230;C&#39;est tout le Gabon qui est humilié au delà de toutes autres considérations.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Cosa ci guadagna un patriota gabonese vedendo il proprio capo di Stato denigrato sulla stampa estera dalla buona volont&agrave; degli stranieri?&#8230;Tutti i cittadini del Gabon vengono umiliati oltre ogni considerazione.</div>
<p>Nze Mba, sempre su UPG-Gabon, risponde:</p>
<blockquote><p>je tombe des nues , en constatant que chez nous le vol est devenu une institution qu&#39;on ne peut même plus le combatrre. Les puissants sont tellement assis sur des fortunes et, sur la justice que tout recours et toute poursuite au pays est quasiment impossible.</p>
<p>Peut on et doit on se rejouir que ce soit la justice d&#39;un pays étranger qui s&#39;en occupe? Assurément oui car ce n&#39;est pas au GAbon ni au Congo que l&#39;on verra la justcice porter atteinte à nos présidents, de peur de se retrouver mort, ou sans emploi le lendemain.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Sono rimasto a bocca aperta, osservando come il furto sia diventato una tale istituzione nel nostro Paese da non poter essere neppure combattuto. I potenti si sono seduti sulle fortune e sulla giustizia cos&igrave; da rendere virtualmente impossibile qualunque ricorso o azione legale nel Paese.</p>
<p>Possiamo e dobbiamo rallegrarci che ora sia coinvolto il sistema legale di un altro Paese? Di sicuro n&egrave; la giustizia in Gabon n&egrave; quella in Congo raggiungeranno mai i nostri presidenti, per la [nostra] paura di ritrovarcii morti o disoccupati il giorno dopo.</p>
</div>
<p>Infine, sempre su congopage, il lettore <a title="Leggi il post in francese" href="http://www.congopage.com/?page=reaction2&amp;id_article=6177#forum107613">Hamburger</a> [fr] propone un intervento satirico:</p>
<blockquote><p>Un juge d´instruction CONGOLAIS vient d´ouvrir à brazzaville une enquête contre un certain nombre d’hommes politiques français pour leur complicité avec un certain nombre de multinationales occidentales dans le pillage des ressources naturelles congolaises. Parmi les personnes visées par la plainte qui a été déposée au parquet de B/ville par l’association congo libre figurent Jacques-Chirac, Nicolas-Sarkozy, Charles-Pasqua et bien d’autres encore. Il s’agit d’une 1 ère dans l’histoire de la justice ; un chef de l’Etat français en fonction est poursuivi pour les biens mals acquis au congo à travers le &#8220;patrimoine pétrolier et minier&#8221;de la france au congo.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Un magistrato CONGOLESE nel Brazzaville ha aperto un&#39;inchiesta su alcuni politici francesi per la loro complicit&agrave; con alcune multinazionali occidentali per il saccheggio delle risorse naturali congolesi. Tra le persone citate nella denuncia, presentata dall&#39;associazione Free Congo alla corte di Brazzaville, ci sono Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy, Charles Pasqua e molti altri. Si tratta di un primato nella storia della giustizia; un capo di stato francese in carica citato in Congo per appropriazione indebita &#8220;dell&#39;eredit&agrave; di petrolio e miniere&#8221; della Francia nello stesso Congo.</div>
<p>Il commento ha portato un lettore anonimo a rilanciare, provocatoriamente: &#8220;Chi starebbe conducendo le indagini?&#8221;</p>
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		<title>Salute globale: si diffonde la minaccia dell&#039;influenza suina</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/salute-globale-si-diffonde-la-minaccia-dellinfluenza-suina/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 05:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Casi sospetti o confermati di influenza suina, già individuati in Messico, ora sono stati riscontrati in almeno altri sette Paesi. Mentre si annuncia una "emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale", ecco una prima panoramica su discussioni e riflessioni in corso online. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juhie-bhatia/">Juhie Bhatia</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/27/global-health-swine-flu-threat-spreads-worldwide/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Casi sospetti o confermati di influenza suina, individuati poco addietro in <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/04/25/mexico-concern-over-swine-flu-outbreak/">Messico</a> [in], ora sono stati riscontrati in almeno altri sette Paesi. L&#39;Organizzazione Mondiale della Sanità <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.who.int/mediacentre/news/statements/2009/h1n1_20090425/en/index.html">ha affermato</a> [in] che la situazione costitutisce una “emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale.”</p>
<p>Conosciuta anche come influenza suina A o H1N1, <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.cdc.gov/swineflu/">l&#39;influenza suina</a> [in] è una malattia respiratoria dei maiali che può essere trasmessa tra umani soprattutto attraverso tosse e starnuti. In Messico, ci sono stati oltre <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gGSyeznluvlTTO6A31IITVNX52FA">100 morti</a> [in] probabilmente collegate all&#39;influenza suina e più di 1.600 persone sono affette da casi sospetti o confermati di questo virus. <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5hZVkRqV2uZVim0TRk5R1ZBfovTCAD97QESOO1">Casi confermati</a> [in] di influenza suina sono stati scoperti anche negli Stati Uniti e in Canada, mentre altri sono statia appena confermati anche in Nuova  Zelanda, Spagna, Francia, Israele e Brasile. Liz Borkowski ne scrive su <em>The Pump Handle</em>, <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://thepumphandle.wordpress.com/2009/04/26/swine-flu-outbreak/">chiarendo il motivo</a> [in] della preoccupazione sulla diffusione dell&#39;influenza suinao:</p>
<blockquote><p>“L&#39;influenza suina è abbastanza comune, ma di solito è trasmessa solo dai maiali alle persone. Questa nuova forma sembra possa invece trasmettersi da persona a persona, e sta colpendo giovani o adulti in buona salute. Ciò significa che il virus può seriamente causare una pandemia, quindi è appropriato che il Messico abbia chiuso le scuole fino al 6 maggio e abbia vietato gli assembramenti pubblici di ampia portata, incluse le funzioni religiose in chiesa.”</p></blockquote>
<p>Le autorità sanitarie americane hanno dichiarato l&#39;emergenza pubblica sanitaria il 26 aprile, dopo aver confermato 20 casi di influenza suina negli stati della California, Kansas, New York, Ohio e Texas. Molti di questi casi erano <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.who.int/csr/don/2009_04_26/en/index.html">leggeri</a> [in] e non ci sono stati morti. In Canada sono stati inoltre <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&amp;sid=awMeiF_SLkGs&amp;refer=home">confermati</a> [in] altri sei casi leggeri di influenza suina nelle province di Nuova Scozia e Columbia Britannica.</p>
<p>Le notizie riguardanti l&#39;influenza suina si sono diffuse velocemente su Internet, dove la gente cerca risposte e condivide riflessioni sulla malattia. Influenza suina e #swineflu sono i <a title="Vedi twitter" href="http://search.twitter.com/"> temi più seguiti</a> [in] su Twitter al momento, e sono molte le  <a title="Guarda la mappa" href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=en&amp;t=p&amp;msa=0&amp;msid=106484775090296685271.0004681a37b713f6b5950&amp;ll=32.639375,-110.390625&amp;spn=59.906843,114.257813&amp;z=4%5D">mappe su Google</a> [in] create per seguire la diffusione della malattia. Ne parlano anche i blogger di tutto il mondo.</p>
<p>Su <em>Intersections</em> Daniel Hernandez <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://danielhernandez.typepad.com/daniel_hernandez/2009/04/in-mexico-city-the-infection-is-fear.html">descrive</a> [in] questa scena a Città del Messico:</p>
<blockquote><p>“Sabato, mentre i pezzi grossi dell&#39;Organizzazione Mondiale della Sanità  tenevano una riunione d&#39;emergenza a Ginevra, a Città del Messico i militari distribuivano mascherine ai semafori, alle stazioni della metropolitana e nelle piazze. Un militare affaticato mi ha teso una mascherina all&#39;entrata della metro a Bellas Artes, ma si è rotta prima ancora che salissi sul treno. A bordo, i passeggeri si guardavano l&#39;un l&#39;altro in modo sospetto e tentavano in ogni modo di evitare il contatto con estranei.”</p></blockquote>
<p>Matthew Yglesias, che scrive sul blog del <em>Center for American Progress Action Fund</em>, esprime <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://yglesias.thinkprogress.org/archives/2009/04/swine-flu.php">preoccupazione</a> [in] per come potranno affrontare la malattia coloro che non hanno un&#39;assicurazione medica negli Stati Uniti:</p>
<blockquote><p>“Non ho opinioni riguardo questo tema se non l&#39;osservazione che sarebbe bello vivere in un Paese dove, se ci si ammala seriamente a causa di un&#39;infezione virale, l&#39;accesso a rimedi medici efficaci non venga determinato da ricchezza, stipendio o professione.”</p></blockquote>
<p>Jim McVeagh, che scrive dalla Nuova Zelanda su <em>MacDoctor</em>, ritiene che occorra fare di più nel suo Paese e nel mondo per contenere il virus. In Nuova Zelanda, <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/8019882.stm">13 studenti</a> [in] che recentemente hanno visitato il Messico sono sospettati di aver contratto la malattia. McVeagh <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.macdoctor.co.nz/?p=2061">afferma</a> [in]:</p>
<blockquote><p>“Considerando l&#39;eccessiva reazione all&#39;aviaria, stavolta si sperava in una risposta più rigorosa che il semplice monitoraggio. Avrei pensato che l&#39;isolamento dei casi e una restrizione nei viaggi in Messico sarebbe stata la reazione minima, fin quando non avremmo avuto maggiori informazioni utili. Visto che il CDC [Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti] si sta svegliando ora probabilmente con una settimana di ritardo e che l&#39;Organizzazione Mondiale della Sanità insiste nel starsene con le mani in mano, la risposta apatica della Nuova Zelanda sembra veloce al confronto.</p>
<p>Pur se questa potrebbe rivelarsi un altro non-evento, sarebbe bello se le autorità sanitarie facessero quel richiamo con il senno di poi piuttosto che in anticipo ma con informazioni incomplete.”</p></blockquote>
<p>Molti Paesi stanno introducendo <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5hZVkRqV2uZVim0TRk5R1ZBfovTCAD97QESOO1">misure di sicurezza</a> [in] per prevenire la diffusione dell&#39;influenza suina. Per esempio, alcuni aeroporti controllano se i viaggiatori dal Messico abbiano i sintomi dell&#39;influenza, e Cina e Russia hanno intenzione di mettere in quarantena chiunque riveli dei sintomi. Su <em>scan man</em> Vijay Sadasivam <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://www.catscanman.net/blog/2009/04/swine-flu/">scrive che in India</a> [in] non è in corso alcuna iniziativa di prevenzione, mentre boinky, dal blog <em>Finestkind Clinic and fish market,</em> <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://fkclinic.blogspot.com/2009/04/swine-flu.html">descrive</a> [in] un provvedimento preso nelle Filippine:</p>
<blockquote><p>“Le Filippine bloccheranno le importazioni di maiale dagli Stati Uniti e dal Messico per fermare la diffusione…questo è divertente visto che l&#39;influenza si sta diffondendo da persona a persona, e i nostri maiali hanno il virus ebola…</p>
<p>ma ovviamente è tempo di festa, e finora non si è ancora parlato di quarantena come accaduto con la SARS…”</p></blockquote>
<p>Molti blogger sottolineano che, pur se questa andrebbe considerata una minaccia seria e prepararci adeguatamente, non è ancora il caso di farsi prendere dal panico. Al riguardo, un post su <em>Utah Preppers</em> <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://www.utahpreppers.com/2009/04/pandemic-preparedness/">recita</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Alcune veloci note anti-panico…</p>
<li>L&#39;influenza suina NON può essere trasmessa attraverso il cibo.  Mangiare maiale NON ti mette in pericolo.</li>
<li>Questa NON è la prima volta che ’l&#39;influenza suina’ viene trasmessa agli esseri umani. È accaduto parecchie volte senza che diventasse una pandemia.</li>
<li>Questa variante dell&#39;influenza suina, come qualsiasi influenza, è un virus  e viene trasmesso da persona-a-persona soprattutto attraverso tosse o starnuti.</li>
<li>Questa è solo un&#39;influenza! Il punto qui sta nel NON PRENDERLA.”</li>
</blockquote>
<p>L&#39;Organizzazione Mondiale della Sanità al momento non sta raccomandando nessuna restrizione nei viaggi o nel commercio, e afferma di aver bisogno di maggiori informazioni sul virus prima di decidere se dichiarare o meno il <a title="Vedi sito ufficiale" href="http://www.who.int/csr/disease/avian_influenza/phase/en/index.html">livello di allerta pandemica</a> [in] globale, che al momento è a livello tre su sei [ora salito al livello quattro].</p>
<p><small> <em>La foto <a href="http://www.flickr.com/photos/sarihuella/3474744375/">Protezione dall&#39;influenza suina</a> è di <a href="http://www.flickr.com/photos/sarihuella/">Sarihuella</a> su Flickr.</em></small></p>
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		<title>Giornata Mondiale del Libro: le donne scrivono del rapporto con gli uomini</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/giornata-mondiale-del-libro-le-donne-scrivono-del-rapporto-con-gli-uomini/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 22:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa cavalcata letteraria offre diversi punti di vista sull'intricato influsso della presenza degli uomini nella vita di una donna. Percorso centrato sulle opere francofone, dal Quebec alla Francia a una nota scrittrice algerina. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/suzanne-lehn/">Suzanne Lehn</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/25/international-book-week-womens-lives-in-the-mirror-of-their-men/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignleft" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/41G38ECK8SL._SL160_.jpg" alt="Copertina di Nos Hommes" title="Copertina di Nos Hommes" width="130" height="190">Dal primo fino all&#39;ultimo, sono tanti gli uomini nella vita di una donna: «il padre, il nonno, il figlio, il fratello, l&#39;amante, il marito, il superiore, il collega»…Alcuni presenti, altri dimenticati, taluni spariti, altri ancora misteriosamente qui, accattivanti o succubi, in cambiamento, resistendo o trasformandosi; e mettendone insieme i ritratti e contributi otteniamo la migliore descrizione della donna che ne ha attraversato il cammino, passando per storie intime ed intricate, talune ispiratrici e da colpo al cuore, divertenti o modeste, gettando una luce introspettiva sul proprio bagaglio culturale storico e sociale.</p>
<p>La prima scoperta tra queste donne è stata <a title="Vedi voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Denise_Bombardier">Denise Bombardier</a> [in], giornalista, romanziera, saggista e personalità del mondo mediatico del Quebec, nota per la sua eccezionale abilità di cronaca spesso accompagnata da un graffiante senso dell&#39;umorismo. In «<em>Nos hommes</em>» (1995) scrive, come <a title="Vedi recensione originale in francese" href="http://nicsav.over-blog.com/article-29955901.html"> riporta Nicole Savard</a> [fr] nel suo blog sulla letteratura:</p>
<blockquote><p>Les hommes sont, dit-elle, des êtres qui nous inspirent sur chacun d&#39;eux, chacun d&#39;eux étant la facette de ce qu&#39;est un autre. De plus, l&#39;homme est cette personne qui nous révèle à nous-mêmes, nous les femmes. Ils sont un peu ce que nous voulons qu&#39;ils soient: amoureux, amants, fougueux, touchants, amicaux, professionnels, séducteurs, parfois cruels, et souvent terrifiés par le pouvoir qu&#39;exerce la femme sur eux. Enfin, ces hommes sont à l&#39;image de ce que la femme veut, croit ou “désespère d&#39;être”.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Gli uomini, dice, sono esseri che c&#39;ispirano tra loro, essendo ognuno la sfacettatura dell&#39;altro. Inoltre è l&#39;uomo a rivelarci la consapevolezza dell&#39;essere donna. Sono in qualche modo ciò che vogliamo che siano: innamorati, amanti, teste calde, amichevoli, professionali, seduttivi, talvolta crudeli e spesso terrorizzati dal potere che esercita la donna su di loro. In fondo questi uomini sono l&#39;immagine di ciò che la donna è, crede o &#39;sogna disperatamente&#39; di essere.</div>
<p><img class="alignright" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/51953FHTZ8L._SL500_AA240_.jpg" alt="Copertina di Dans ces bras-là" title="Copertina di Dans ces bras-là" width="240" height="240"><a title="Vedi voce su Wikipedia in francese" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Camille_Laurens_%28%C3%A9crivain%29">Camille Laurens</a> [fr] incarna una tendenza controversa nella letteratura francese che integra autobiografia e fiction, detta «<a title="Vedi voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Autofiction">autofiction</a>» [in]. Nel 2000 ha pubblicato «<em>Dans ces bras-là</em>» («Tra quelle braccia»), che le è valso il premio Femina, volume <a title="Vedi recensione originale in francese" href="http://ballerinesouconverses.com/blog/?p=333">assai apprezzato</a> [fr] dal blogger <em>ballerines ou converses</em>:</p>
<blockquote><p>Les hommes. Quel sujet ! Passionnant. Je regrette d’avoir été une femme en lisant ces lignes. J’aurais aimé être masculin pour mieux comprendre ce qui se passe dans le ventre des femmes face à nous, mais je suis fille, je ne fais qu’aquièscer au chemin chaotique et amoureux de l’héroïne. Car il y a toujours une histoire d’amour avec un homme : qu’il soit père, grand-père, fils, frère, ami, amant, mari, patron, collègue.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Gli uomini. Che soggetto! Avvincente. Mi è dispiaciuto di essere una donna, mentre leggevo queste righe. Quanto avrei desiderato essere un maschio per capire meglio cosa succede nelle pance delle donne davanti a noi. Ma sono una donna, non faccio altro che intraprendere il cammino caotico e amorevole dell&#39;eroina. Perché c&#39;é sempre una storia d&#39;amore con un uomo:che si tratti di padre, nonno, figlio, fratello, amante, marito, superiore, collega.</div>
<p><img class="alignleft" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/41JPtd71B5L._SL160_AA115_.jpg" alt="Copertina di Mes hommes" title="Copertina di Mes hommes" width="240" height="240" />Ma il mio preferito è senza dubbio <em>Mes hommes</em> (I miei uomini) di <a title ="Vai a Wikipedia Inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Malika_Mokkeddem">Malika Mokkedem</a> [in], scrittrice algerina che vive in Francia dove ha studiato medicina lavorando a lungo come nefrologa prima di decidere di dedicarsi alla letteratura.<br />
Nata in una famiglia analfabeta di ex nomadi nell’Algeria meridionale, vive ora una vita indipendente malgrado le tradizioni radicate e i vincoli familiari, e grazie ad un’incrollabile autodeterminazione è diventata ciò che ha sempre desiderato. Scrive:</p>
<p></a></p>
<blockquote><p>Ho lasciato mio padre per imparare ad amare gli uomini, un mondo ancora ostile poiché estraneo… Mi sono formata con loro e contro di loro. Rappresentavano tutto quel che dovevo conquistare per ottenere la libertà.</p>
</blockquote>
<p><em>La muse agitée</em>,  il blog della libreria di Vallauris, ne parla in termini <a title = "Vai al blog francese" href="http://www.lamuseagitee.com/article-26546427.html">entusiastici [fr]:</p>
<p></a></p>
<blockquote><p>Voici le « carnet de bal » de Malika Mokkedem, qui déroule le fil de sa vie comme on ouvre un tiroir aux souvenirs. Y sont rangés son enfance de petite fille algérienne qui compte moins que ses frères et à qui on demande d’être la plus transparente possible, son adolescence de jeune fille qui trouve dans les livres et l’instruction une porte ouverte à la liberté, une jeune femme avide d’amour, indépendante et déterminée, une femme construite avec ses blessures, sa culture, sa rage et son besoin viscéral de reconnaissance.<br />
Les hommes de sa vie sont ceux qui ont compté et l’on soutenue, ceux avec qui elle a bataillé, contre qui elle a dormi, pour qui elle a fait l&#39;amour. Leurs traces intimes imprègnent de forces conjuguées et de déceptions cuisantes la vie de l’auteur. [&#8230;]</p>
</blockquote>
<div class="translation">Questo è il «carnet da ballo» di Malika Mokkedem che dipana la trama della sua vita nello stesso modo in cui si apre il cassetto dei ricordi. Dentro c’è la sua infanzia di bambina algerina che conta meno dei fratelli e dalla quale ci si aspetta che sia discretamente invisibile, ci sono gli anni della sua adolescenza di ragazza che trova nei libri e nell&#39;istruzione la porta verso la libertà, c&#39;è una giovane donna pronta ad amare, indipendente e risoluta, una donna che si è costruita sulle proprie ferite, la propria cultura, la rabbia e un bisogno di riconoscimento quasi viscerale.<br />
Gli uomini della sua vita sono quelli che hanno avuto un peso e l’hanno sostenuta, gli uomini che ha combattuto, al fianco di cui ha dormito, e con cui ha fatto l’amore. La loro impronta più intima segna la vita dell’autrice coniugando momenti di forza e amare delusioni. […]</div>
<blockquote><p>Le livre se lit comme un récit de vie, un témoignage, une confidence, une sorte de gifle à l’ordre établi, l’ignorance et la servitude, une vérité toute crue qui n’accuse pas mais enveloppe l’avenir d’un espoir encourageant pour les femmes algériennes. [&#8230;]</p>
</blockquote>
<div class="translation">Il libro si legge come il racconto di una vita, una testimonianza, una confidenza, una sorta di schiaffo all’ordine stabilito, all’ignoranza e alla sottomissione, una realtà cruda che tuttavia non accusa ma piuttosto avvolge il futuro in un alone di speranza per le donne algerine. […]</div>
<p><img class="alignright" src="http://www.algeriades.com/news/IMG/arton1864.jpg" alt="Copertina di Nulle part dans la maison de mon père" width="150" height="220" title="Copertina di Nulle part dans la maison de mon père"/>Questa corsa ad ostacoli che le donne devono affrontare ci porta ad una grande scrittrice, <a title = "Vai a Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assia_Djebar">Assia Djebar</a> [it], che è anche traduttrice, regista, professoressa di letterature francofone alla New York University e una delle rare voci femminili dell’Académie Française. Fra le sue opere più famose, e letture memorabili, troviamo <em>L&#39;Amour</em>, <em>la Fantasia</em> (1985), e <em>Femmes d&#39;Alger dans leur appartement</em> (2002). Nel suo blog <em>Le Bateau libre</em> il critico letterario <a title="Vai al blog di Ferney" href="http://fredericferney.typepad.fr/mon_weblog/2009/04/assia-djebar-une-iphigénie-en-songe.html">Frédéric Ferney parla</a> [fr]  del nuovo libro di Assia, <em>Nulle part dans la maison de mon père</em> (Da nessuna parte nella casa di mio padre, 2007):</p>
<blockquote><p>Le titre sonne comme une dénégation et un aveu, il tient sa promesse.<br />
[&#8230;]<br />
Grandir, est-ce apprendre à désobéir? Et comment grandir sans (se) trahir? Comment être fidèle à soi sans renier les siens? Assia Djebar a cette phrase: &#8220;Se dire à soi-même adieu&#8221; que chacun est libre d&#39;interpréter comme il veut.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Il titolo suona al contempo come un rifiuto e un&#39;ammissione, e il libro mantiene le sue promesse.<br />
[&#8230;]<br />
Crescere significa imparare a disobbedire? Come si può crescere senza tradire (e tradirsi)? Come puoi restare fedele a te stesso senza rinnegare la tua gente? Assia Djebar usa queste precise parole: «Dire addio a sé stessi», che ciascuno è libero di interpretare come crede.</div>
<p>Ciò che unisce la maggior parte delle scrittrici algerine francofone è lo stile ricco e vivido, dinamico, non vi è mai un uso inamidato della lingua e i temi sono sicuramente audaci. Infine, allontandosi un po’ dal destino delle donne, questa panoramica si conclude con gli affascinanti libri di <a title = "Voce su Wikipedia Inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yasmina_Khadra">Yasmina Khadra</a> [in] (pseudonimo utilizzato dall’autore durante la guerra civile d’Algeria per evitare la censura militare); <em>Wolf Dreams</em> (1999), <em>The Swallows of Kaboul</em> (2002), <em>The Attack</em> e <em>The Sirens of Baghdad</em> (entrambi pubblicati nel 2006), fra gli altri, vogliono «dare ai lettori occidentali la possibilità di comprendere le radici di un problema che di solito viene affrontato solo superficialmente [cioè, il fanatismo].</p>
<p>Blog quali <a title = "Vai al blog francese" href = "http://telestlemonde.blogspot.com/2009/04/lattentat-de-yasmina-khadra-extraits.html">Un oeil sur la planète</a> [fr] e <a title = "Vai al blog francese" href = "http://cocolasbooks.blogspot.com/2009/04/lattentat-yasmina-khadra.html">Cocola&#39;s</a> [fr] forniscono ulteriori informazioni su quest&#39;affascinante scrittore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Francia, Americhe, Africa: il Premio “Y&#039;a Bon”</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 04:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Conferito ad autorità che hanno contribuito alla diffusione del razzismo in Francia, il 'premio' riprende un'analoga campagna pubblicitaria centennale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/fabienne-flessel/">Fabienne Flessel</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/'>Laura Diel</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/30/france-americas-africa-the-ya-bon-awards/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><center><img title="confezione della cioccolata calda banania" src="http://farm4.static.flickr.com/3193/2597401564_d90292a781.jpg?v=0" alt="confezione della cioccolata calda banania" /></p>
<p><small><em>Foto di <a title="Vai alle foto di that_james su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/that_james/">that_james</a>, ripresa con licenza Creative Commons.</small></em></center></p>
<p><a title="Articolo in inglese su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Banania">“Banania”</a> [in] è un famoso preparato francese per la cioccolata calda lanciato in Francia nel 1912. La strategia di marketing ha associato il prodotto (fatto con cioccolato, banane, latte e zucchero) con l&#39;Africa e le Indie Occidentali francesi per renderlo più esotico.</p>
<p>Nel 1925 durante la <a title="Leggi l'articolo in italiano su wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale">Prima Guerra Mondiale </a> [it], sono sbarcati in Francia soldati provenienti dalle colonie africane per combattere in nome della Patria. Quello fu l’inizio di un lungo sodalizio tra il marchio e l’immagine del <a title="Articolo in inglese su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Senegalese_Tirailleurs">Tirailleur Sénégalais</a> [in]. A quell’epoca, il Senegal era abbastanza conosciuto in Francia per dare al prodotto, <a title="Leggi l'articolo in inglese su wiki" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Banania#History">originariamente importato dal Nicaragua</a> [in], un tocco d’autenticità  “esotica”. L’immagine di questo felice e sorridente soldato africano che combatte per la Francia venne associato ad uno slogan che oggi è al centro di numerose polemiche: “Y&#39;a bon”. Si tratta presumibilmente di una deformazione del francese “è buono” usata dagli africani, che per decenni (sicuramente fino agli anni ’70) è stata associata all’immagine del soldato senegalese come simbolo dell’autenticità del prodotto.</p>
<p><center><img title="immagine della cioccolata banania" src="http://farm3.static.flickr.com/2243/2315457694_40c4671232.jpg?v=0" alt="immagine della cioccolata banania" width="348" height="500" /></p>
<p><small><em>Immagine di <a title="Vai alle foto di just.Luc su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/9619972@N08/">just.Luc</a>, ripresa con licenza Creative Commons.</a></em></small></center></p>
<p>Nel 2005, il blogger Alain Mabanckou ha pubblicato un blog post intitolato “<a title=" Leggi il post originale in francese" href="http://www.congopage.com/article2906.html">Y&#39;a Bon Banania ou Y&#39;a Pas Bon Banania</a>” [fr] riguardante un gruppo d’azione delle isole Guadalupa, Martinica e Riunione chiamato <a title="Vai al sito in francese" href="http://www.collectifdom.com/"><em>Collectif DOM</em></a> [fr], che ha fatto causa a Nutrimaine, l’azienda che produce Banania, per…</p>
<blockquote><p>…d’utiliser des clichés insultants pour les personnes de couleur noire, en exploitant l’image du tirailleur sénégalais et son fameux slogan « Banania Y’a bon » créés au début du siècle dernier…</p></blockquote>
<div class="translation">…l’utilizzo di pregiudizi offensivi nei confronti delle persone di colore, attraverso la commercializzazione dell’immagine del soldato senegalese e il suo famoso slogan “Banania Y&#39;a Bon”, lanciati all’inizio del ventesimo secolo…</div>
<p>Nel 2008, un altro gruppo di attivisti, <a title="Vai al sito in francese" href="http://www.mrap.asso.fr/"><em>le MRAP</em></a> [fr] (<em>Movimento Contro il Razzismo e per l’Amicizia tra i Popoli</em>) ha citato in giudizio Nutrimaine per non aver rispettato un accordo firmato nel 2006 con <em>Collectif DOM</em> a seguito delle accuse mosse all’azienda. Il blogger <a title="Leggi l'articolo originale in francese" href="http://www.lepost.fr/article/2009/01/23/1398118_storytelling-le-y-a-bon-banania-est-il-raciste.html"><em>Storytelling</em></a> [fr] riporta che è stata emessa una sentenza di non luogo a procedere per la <em>MRAP</em>…</p>
<blockquote><p>au prétexte que ce slogan ne trouble pas l’ordre public ni n’est contraire aux bonnes moeurs.</p></blockquote>
<div class="translation">con il pretesto che questo slogan non disturba l’ordine pubblico né viola il buon costume.</div>
<p><center><img title="confezione della cioccolata francese banania" src="http://farm1.static.flickr.com/156/378014886_de517ea161.jpg?v=1170478466" alt="confezione della cioccolata francese banania" width="375" height="500" /></p>
<p><small><em>Foto di <a title="Vai alle foto di ɐılnɾ su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/juliamae/">ɐılnɾ</a>, ripresa con licenza Creative Commons.</em></small></center></p>
<p>Adesso la mascotte di Banania è una specie di personaggio dei fumetti e il controverso slogan è sparito, ma la maggior parte delle persone di colore in Francia non si è ancora riconciliata con il marchio. Il 17 marzo 2009 un gruppo chiamato <a title="Vai al sito in francese" href="http://www.lesindivisibles.fr/"><em>les Indivisibles</em></a> [fr] ha istituito il premio “Y&#39;a Bon”, una dubbia onorificenza, conferito a politici, giornalisti e altri pubblici ufficiali che hanno contribuito alla diffusione del razzismo in Francia.  <a title="Leggi l'articolo in francese" href="http://www.montraykreyol.org/spip.php?article2245"><em>Montray Kreyol</em></a> [fr] pubblica il link che riporta l&#39;elenco vincitori del Premio “Y&#39;a Bon”, mentre altre reazioni a questa campagna pubblicitaria centennale sono reperibili sulla pagina di Flickr <a title="Vai alle foto di Etnnic Stereotype su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/9619972@N08/2315457694/">Ethnic Stereotype di just.luc</a> [fr].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La recessione globale e il malcontento che ne segue</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 04:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi economica colpisce tutto il globo, generando ansie e inquietudine per il futuro, marce di protesta e tumulti, persino gesti inconsulti. Aumentano disoccupati e senzatetto, e nulla lascia presagire tempi migliori a breve termine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mong/">Mong Palatino</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/13/global-recession-and-its-discontents/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Oggi il mondo sembra piatto. Dall&#39;Asia all&#39;Africa e alle Americhe la popolazione mondiale sta vivendo gli effetti traumatici della recessione economica globale. Questo post cerca di descrivere l&#39;impatto sociale giocato dalla grossa crisi finanziaria sui comuni cittadini.  </p>
<p>I segni della crisi maggiormente commentati sono il crollo di Wall Street e il collasso del mercato immobiliare negli Stati Uniti. Senza sminuire questi sfortunati disastri economici, dovremmo anche far luce su altri indici della crisi, quelli vissuti giorno per giorno dalla gente di tutto il mondo.    </p>
<p>La recessione economica, ad esempio, sta costringendo molti sud-coreani a modificare o rinunciare ai previsti viaggi. Ciò ha colpito l&#39;<a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://e-borneo.blogspot.com/2009/02/brunei-tourism-in-no-win-situation-over.html">industria turistica del Brunei</a> [in], meta privilegiata da molti in Corea del Sud. A causa del ridotto numero di turisti globali, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.youm7.com//News.asp?NewsID=68048">gli impiegati dell&#39;industria turistica egiziana</a> [in] lamentano ritardi nella corresponsione degli stipendi. </p>
<p>Il calo delle spese dei consumatori negli Stati Uniti ha anche ridotto la domanda di articoli di vestiario realizzati in Bangladesh.  Cosa che ha comportato una flessione nell&#39;<a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.sachalayatan.com/shubinoymustofi/21252">esportazione degli articoli di abbigliamento dal Bangladesh</a> [in], fonte di impiego per gran parte della popolazione. Il Bangladesh esporta i propri prodotti principalmente negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. </p>
<p>In <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/09/russia-unsent-letter-on-health-care/">Russia</a> [in], la crisi finanziaria è attestata dalla riduzione della spesa pubblica in <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://sobe-panek.livejournal.com/126841.html">materia sanitaria</a> [in].  In Giappone, la recessione si è manifestata attraverso i reportage sulla <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.tokyomango.com/tokyo_mango/2009/01/reduced-department-store-hours-are-a-sign-of-a-flagging-japanese-economy.html">riduzione</a> [in] degli orari di lavoro dei grandi esercizi commerciali, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://martinjapan.blogspot.com/2008/12/new-green-economy-or-debilitating.html">sul crollo</a> [in] delle vendite automobilistiche e sul crescente aumento di disoccupati e senzatetto <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.yomiuri.co.jp/dy/national/20090101TDY02306.htm">nei centri di accoglienza  temporanei</a> [in], nei parchi e persino negli internet café.</p>
<p><a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/12/22/ukraine-crisis-microfinance-and-politics/">Il congelamento dell&#39;economia</a> [in] in Ucraina è da intendersi alla lettera, a giudicare dalla sospensione, a dicembre, in molte zone di Kiev della fornitura di acqua calda per una settimana, a causa delle bollette inevase. <em>Evie of Kiva Stories from the Field</em> racconta degli <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://fellowsblog.kiva.org/2008/12/17/recession-resistant-microfinance/">stenti</a> [in] patiti dai residenti di Kiev assiderati:</p>
<blockquote><p>“Date le temperature sotto zero e le dure condizioni imposte dall&#39;inverno continentale, la mancanza di acqua calda per una settimana è un supplizio non da poco. La gente non poteva nemmeno lavare i piatti: appena usciva dal rubinetto, l&#39;acqua si tramutava in ghiaccio. Anche adesso, a tre giorni dal ripristino della fornitura, i radiatori sono appena tiepidi, le abitazioni sono ancora gelate e tra la gente circola l&#39;influenza.”</p>
</blockquote>
<p>A Hong Kong, indiscusso caposaldo della comunità economica globale, si è appreso con incredulità che le azioni del  <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/10/hong-kong-end-of-hsbc-myth/">gruppo HSBC sono precipitate</a> in] al minimo storico dal 1995. Lo shock ha assunto il volto di una commentatrice televisiva che la settimana scorsa riportava tra le lacrime l&#39;incredibile collasso del gruppo HSBC. </p>
<p><center><object width="425" height="344"><param title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9P61kM9JJLw&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/9P61kM9JJLw&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>
<p>Questa notizia ha minato ulteriormente la fiducia riposta nell&#39;economia dagli abitanti di Hong Kong. <em>Those Were the days</em> sottolinea l&#39;importanza del <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://thosewerethedays.wordpress.com/2009/03/10/匯豐大時代/">crollo dell&#39;HSBC</a> [in]:</p>
<blockquote><p>說匯豐跌至如此水平，已不是個別企業升跌的問題了，那，已是維繫港人信心的問題：港人普遍相信、甚至迷信，全世界股票跌到七個一皮，匯豐也是不會大跌的，所以為何一個又一個關鍵價位，港人散戶總會組成血肉長城，想頂住匯豐股價！匯豐與廣大香港散戶，已是血脈相連！</p>
</blockquote>
<div class="translation">È una questione di fiducia, per la gente di Hong Kong: essa crede, in generale, che anche se crolla il mondo intero l&#39;HSBC resiste. Per questo negli ultimi mesi, nonostante l&#39;HSBC navigasse in acque molto agitate, i singoli azionisti acquistavano altri titoli per scongiurare il crollo delle proprie azioni. Le vite degli azionisti e dell&#39;HSBC sono legate a doppio filo.</div>
<p><strong>Pessimismo</strong></p>
<p>La crisi economica è motivo di forte inquietudine. Lo si vede chiaramente osservando il crescente numero di <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/21/japan-coming-of-age-in-2009/">giovani giapponesi</a> [in] che malinconicamente si interrogano sulle problematiche condizioni del Paese. In Ungheria, alcuni hanno rilevato come il <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://esbalogh.typepad.com/hungarianspectrum/2009/03/hungarian-pessimism.html">pessimismo</a> [in] dilagante sia stato messo nero su bianco dai titoli dei giornali delle ultime settimane:</p>
<blockquote><p>“Riportiamo alcuni dei recenti titoli dei giornali ungheresi: “Peggiora la situazione rispetto all&#39;ottobre scorso” (Index). “La cancelliera tedesca rievoca la seconda guerra mondiale” (Hírszerző). “Crisi: secondo Bajnai bisogna amputare” (Hírszerző). “Siamo seduti su una bomba a orologeria, e i violenti conflitti sociali faranno da detonatori” (Hírszerző). “Non si intravedono spiragli” (Heti Válasz).”</p>
</blockquote>
<p>Forse questo pessimismo non si limita solo all&#39;Ungheria. <em>Latvia Economy Watch</em>, in modo pertinente e intelligente <a title="Leggi il post originale in inglese"href="http://latviaeconomy.blogspot.com/2008/10/cee-and-baltics-moving-towards-center.html">osserva</a> [in] come le ferite economiche dell&#39;Europa coincidano con il lancio del grande acceleratore di particelle (Large Hadron Collider) avvenuto lo scorso anno:</p>
<blockquote><p>Ogni giorno che passa trovo sempre più difficile evitare di associare tutti quei tentativi di scoprire l&#39;illusoria Particella di Hick all&#39;onnivoro buco nero che sembra fagocitare a una velocità allarmante i mercati finanziari, malgrado gli innumerevoli sforzi profusi dalle autorità economiche globali per ideare una sorta di equivalente monetario alla &#8216;anti-matteria&#39;.</p>
</blockquote>
<p>Sul blog <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/11/kazakhstan-blogospheres-crisis-chronicles/">Kazakhstan</a> [in] <em>Pulemetchizza</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://pulemetchizza.livejournal.com/208685.html">mette a confronto la crisi</a> [in] con un nota citazione dello scrittore Mikhail Bulgakov:</p>
<blockquote><p>Раньше у нас в туалетах висела хорошая двуслойная бумага типа ZEWA. И бумажные полотенца. Теперь висит обычная, однослойная босяцкая “54 метра”. Бумажные полотенца исчезли.</p>
<p>Ну что, думаю, еще через месяцок нам просто будут нарезать газету “Караван” (тоже в целях экономии, раз газета входит в состав Холдинга, покупать ее не надо). Или не будут нарезать, так будем рвать, руками.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Tira aria di crisi anche nei nostri bagni. Prima si era soliti consumare carta igienica doppiovelo di alta qualità e salviette. Ora consumiamo la carta igienica più economica che ci sia e facciamo a meno delle salviette. Sembra quasi che tra un paio di mesi ci toccherà adoperare il giornale.</div>
<p>
<div id="attachment_61631" class="wp-caption alignleft" style="width: 243px"><a href="http://www.flickr.com/photos/9289838@N06/3343131901/in/set-72157615058323808/"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/credit-crunch.jpg" alt="Segno dei tempi. Dalla pagina Flickr di IH (40)" title="credit-crunch" width="233" height="209" class="size-full wp-image-61631" /></a>
<p class="wp-caption-text">Segno dei tempi. Dalla pagina Flickr di IH (40)</p>
</div>
<p>La recessione globale induce molta gente ad adottare strani comportamenti. In Lettonia, <a title="Articolo in inglese" href="http://www.delfi.lv/archive/article.php?id=23261795&#038;categoryID=193&#038;ndate=1234821600">quattro cani da guardia speciali</a> [in] di una prigione di stato sono stati uccisi in nome del risparmio dei fondi pubblici. Nella prospera Singapore un cittadino anziano contrariato per non aver ricevuto la consueta busta rossa con i 135 dollari concessi in occasione del capodanno cinese, <a href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/13/senior-citizen-sets-on-fire-a-singapore-lawmaker/">ha appiccato il fuoco a un locale in cui si trovava un parlamentare</a>. I blogger della <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://stunner101.blogspot.com/2009/02/stanfraud.html">Giamaica</a> [in] e di <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://akalol.wordpress.com/2009/02/18/saving-money-the-old-fashion-way/">Trinidad e Tobago</a> [in] hanno rimarcato come adesso molta gente custodisca i propri risparmi sotto il materasso, anziché depositarli in banca.</p>
<p>Persino <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.robertamsterdam.com/2008/12/a_glossary_of_russias_economic_euphemisms.htm">la lingua</a> [in] non è stata risparmiata dal contagio della recessione. In Kazakhstan il termine <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/23/kazakhstan-politics-and-society-in-times-of-crisis/">“crisi”</a> [in] viene ora percepito come tabù, soprattutto dai segretari di Stato. Mentre in Giappone, le domande “Cosa combini adesso?” e “Sei sposato/a?” sono diventate <a title="Leggi il post originale di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/giappone-lavori-o-sei-disoccupato-e-diventata-domanda-tabu/">domande-tabù </a> [it] per via della galoppante disoccupazione. Il blogger <a title="Leggi il post originale in giapponese" href="http://d.hatena.ne.jp/koheko/20090106/p2">koheko</a> [giap] spiega ulteriormente quanto segue:</p>
<blockquote><p>正月に久々に会った友人たちは皆元気そうで安心した。ただやはり我々ももう30歳を迎え，気になることはいくつかあった。まず，一番面白いというかショックというか複雑な現象だなと感じたのは，「今何やってるの？」という質問が禁句になっているということだ。</p>
</blockquote>
<div class="translation">In questo nuovo anno, ho rivisto i miei amici per la prima volta dopo un po&#39; di tempo e mi ha fatto piacere sapere che per tutti loro le cose andassero bene. Allo stesso tempo, però, abbiamo tutti raggiunto la trentina, e alcune cose mi hanno dato da pensare. Per cominciare, la cosa più interessante, o forse dovrei dire scioccante — ho come l&#39;impressione che sia un fenomeno complesso — la domanda “cosa combini adesso?” sembra sia diventata tabù.</div>
<p><strong>Malcontento sociale</strong></p>
<p>L&#39;attuale crisi economica ha peggiorato le iniquità sociali in molti Paesi. Non sorprende che nella morsa dell&#39;inquietudine generale siano finite tanto le nazioni ricche quanto quelle povere. In Russia, cittadini esacerbati hanno organizzato le <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://olegkozlovsky.wordpress.com/2008/12/19/public-unrest-rises-in-russia/">Marce dei dissenzienti</a> [in] nelle città di Mosca e San Pietroburgo, lo scorso dicembre. <em>Streetwise Professor</em> ha rilanciato la nota <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://streetwiseprofessor.com/?p=1143">protesta degli autisti</a> [in] a Vladivostok:</p>
<blockquote><p>“A Vladivostok, una marcia di protesta di parecchie migliaia di automobilisti contro l&#39;aumento delle tasse doganali per le vetture usate provenienti da mercati esteri ha sollevato anche altri temi; si è iniziato a parlare del prezzo eccessivo del carburante, degli alimentari e dei servizi di pubblica utilità e accoglienza, oltre che di disoccupazione, crisi e  distribuzione delle risorse.”</p>
</blockquote>
<p>Il <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href=""http://globalvoicesonline.org/2008/12/21/russia-the-crisis-and-the-potential-for-unrest/">raduno di Vladivostok</a> [in] è stato significativo, dal momento che i media hanno dato ampio spazio alle inquietudini che agitano la Russia e i manifestanti erano cittadini comuni che in passato si erano rifiutati di partecipare alle marce capeggiate dall&#39;opposizione. Poiché sempre più russi sono insoddisfatti dell&#39;economia, il presidente ha autorizzato lo <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/08/russia-reflections-on-recent-murders-in-moscow/">sciopero legale</a> [in] preventivo: il Codice penale russo è stato modificato per consentire il processo immediato dei facinorosi che istigano alle “agitazioni di massa” e alle  “azioni devianti.”</p>
<p><a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://seansrussiablog.org/2009/02/06/the-poverty-of-russias-protests/">Proteste legate alla recessione</a> [in] vanno scoppiando in varie zone del globo. Lo scorso gennaio, uno sciopero generale ha colpito la Francia, mentre in Gran Bretagna si sono registrati scioperi selvaggi. Il mese scorso, i contadini greci si sono scontrati con la polizia antisommossa. L&#39;anno scorso, si sono registrate oltre <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.elbadeel.net/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=48468&#038;Itemid=33">600 manifestazioni di protesta dei lavoratori</a> [in] in <a title="Leggi il post originale in inglese"href="http://scandegypt.blogspot.com/2009/03/more-labour-unrest-as-economic-crisis.html">Egitto</a> [in]. A ottobre, a Singapore <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/10/30/recession-hits-singapore/">gli investitori sono scesi in strada per protestare</a> [in] contro il crollo delle grandi banche di Wall Street. Sono scoppiate sommosse nei dipartimenti francesi d&#39;oltreoceano <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/18/guadeloupe-escalating-tensions-lead-to-violence/">di Guadalupa e Martinica</a> [in], in seguito alle proteste contro l&#39;astronomica impennata dei prezzi. In Guadalupa, lo slogan dei rivoltosi era <em>Lyannaj kont pwofitasyon</em>, che in creolo vuol dire <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/29/guadeloupe-we-are-experiencing-lyannaj-kont-pwofitasyon-the-first-social-movement-of-its-kind/">“Uniamo le forze per contrastare ogni sorta di abuso”</a> [in]. </p>
<p>Lo scorso gennaio, oltre 10.000 persone hanno preso parte alla cosiddetta <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://allaboutlatvia.com/article/743/penguin-revolution/">Rivoluzione di pinguini in Lettonia</a> [in]. I protestanti non hanno apprezzato la dichiarazione del Primo Ministro che paragonava i lettoni ai pinguini, uniti quando si tratta di fronteggiare le rigide tempeste invernali. Lo slogan della Rivoluzione dei pinguini è <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://allaboutlatvia.com/article/819/special-penguins/">“Nasing spešal”</a> [in] (Niente di speciale), in riferimento a una risposta rilasciata dal Ministro dell&#39;economia lettone in un&#39;intervista sulla situazione finanziaria del Paese. Ora esistono un <a title="Sito in lettone" href="http://pingviniem.info/">sito web</a> [let] “Nasing spešal”, <a title="Sito in lettone" href="http://uzvelckreklu.lv/lv/catalogue/?page=0&#038;cid=2910">delle magliette</a> [let] e addirittura, in alcuni ristoranti, un menu “Nasing spešal”. </p>
<p>Negli ultimi mesi, la crisi economica ha risucchiato nel vortice gran parte del globo, con conseguenze finanziarie disastrose.  E la recessione non ha ancora finito di colpire. Il numero degli individui e dei gruppi affamati, senza occupazione, senza dimora e senza un briciolo di speranza è destinato a lievitare. Questo promette di essere un anno tanto eccitante quanto spaventoso.  </p>
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		<title>Egitto: reazioni immediate all&#039;attentato del Cairo su blog, delicious, Twitter</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 03:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla notizia dell'esplosione di una bomba l'altro ieri in una zona turistica molto popolare del Cairo, i blogger egiziani hanno subito condividiso aggiornamenti e informazioni, analisi e interrogativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lasto-adri/">Lasto Adri</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/22/egypt-bloggers-react-to-cairo-bombings/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Una turista francese è <a title="Leggi la notizia in inglese" href="http://english.aljazeera.net/news/middleeast/2009/02/2009222175234931911.html">morta</a> [in] e circa 20 persone sono rimaste ferite in seguito all&#39;esplosione di una bomba avvenuta l&#39;altro ieri nei pressi della <a title="Visita il sito in inglese" href="http://www.answers.com/Al%20Hussein%20Mosque">moschea Al Hussein</a> [in], in una zona turistica molto popolare del Cairo, <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Khan_el-Khalili">Khan Al Khalili</a> [it].</p>
<p>Mentre il mondo cercava di capire come stavano davvero le cose, i blogger egiziani si sono messi subito al lavoro, condividendo aggiornamenti, informazioni, analisi e interrogativi.</p>
<p>Tutto è cominciato con questo messaggio di <a title="Leggi il post in inglese" href="http://twitter.com/Zeinobia/status/1237624709"><em>Zenobia</em></a> [in] pubblicato su Twitter: &#8220;C&#39;è stata una specie di esplosione in un caffé di Al Azhar.&#8221; Pochi minuti dopo, un altro messaggio di <a title="Leggi il post in inglese" href="http://twitter.com/3arabawy/status/1237645532"><em>Arabawy</em></a> [in] confermava la notizia: &#8220;Esplosione a el-Mashhad el-Husseini Street, Cairo.&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-57473 aligncenter" title="moftasa" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/02/moftasa-300x131.png" alt="moftasa" width="300" height="131" /></p>
<p><em><a title="Leggi il post in inglese" href="http://twitter.com/moftasa/status/1237694368">Moftasa</a></em> [in] è stato il primo ad associare l&#39;evento a una nuova e controversa legge anti-terrorismo che verrà discussa fra pochi giorni dal parlamento egiziano. Il disegno di legge ha sollevato non poche polemiche.</p>
<p>Mentre si attendono ancora delle conferme, cominciano a girare alcune voci; <em>Zeinobia</em> ha cercato di <a title="Leggi il post in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/02/breaking-news-blast-in-al-hussein.html">raccogliere i diversi aggiornamenti da quotidiani e canali televisivi</a> [in] offrendo una panoramica veloce ma esaustiva.</p>
<p><a title="Leggi il post in inglese" href="http://arabist.net/archives/2009/02/22/report-explosion-in-cairo/"><em>Arabist</em></a> [in], che si trovava nelle vicinanze e ha sentito di persona le due esplosioni, ha scritto:</p>
<blockquote><p>Sembra che una bomba sia esplosa nella parte medievale del Cairo, vicino Khan al-Khalili, un&#39;importante meta turistica. Ulteriori dettagli non appena arriveranno notizie ufficiali.</p>
<p>Aggiornamento: Al Jazeera parla di <span style="text-decoration: line-through;">11 morti, tre egiziani, tre tedeschi, un francese,</span> 16 feriti, una francese morto e altri da confermare.</p>
<p>Aggiornamento 2: gli attivisti considerano l&#39;evento convenientemente vicino al prossimo mese, cioé quando in parlamento si discuterà la Legge d&#39;Emergenza…</p>
<p> Aggiornamento 3: Quattro morti (tedeschi e francesi), 12 feriti, diverse nazionalità.</p>
</blockquote>
<p>Successivamente <a title="Leggi il post in inglese" href="http://twitter.com/moftasa/status/1237863455"><em>moftasa</em></a> [in] ha pubblicato su Twitter il link di un&#39;immagine scattata sul luogo dell&#39;esplosione.</p>
<p>Mentre <a title="Leggi il post in inglese" href="http://egypt4.wordpress.com/"><em>Msfour</em></a> [in], un cittadino americano residente al Cairo, è stato <a title="Leggi il post in inglese" href="http://twitter.com/msfour/status/1237956556">il primo a chiedere agli utenti di Twitter</a> [in] di usare il tag <a title="Ricerca su Twitter in inglese" href="http://search.twitter.com/search?q=%23cairobomb">#cairobomb</a> [in], <em>Arabawy</em> ha chiesto di usare un <a title="Leggi il post in inglese" href="http://twitter.com/3arabawy/status/1237819035"> tag unificato su delicious</a> [in]: <em>El-HusseinExplosion</em> affinché tutti i link fossero disponibili sotto <a title="Vai su delicious" href="http://delicious.com/tag/El-HusseinExplosion">unico URL</a> [in].</p>
<p><a title="Leggi il post in arabo" href="http://www.gaberism.net/2009/02/22/explosion-in-cairo/"><em>Yassary Masry</em></a> [ar], <a title="Leggi il post in inglese" href="http://carlincairo.blogspot.com/2009/02/explosion-at-khan.html"><em>Carl</em></a> [in], <a title="Leggi il post in inglese" href="http://egypt4.wordpress.com/2009/02/22/we-are-fine/"><em>Msfour</em></a> [in], <a title="Leggi il post in inglese" href="http://egytimes.org/2009/02/fuck-terrorism/"><em>Maree</em></a> [in], <a title="Leggi il post in inglese"  href="http://arabicsource.wordpress.com/2009/02/22/blast-in-cairo/"><em>Rob</em></a> [in], <a title="Leggi il post in inglese" href="http://www.sandmonkey.org/2009/02/22/terrorist-attack-in-cairo/"><em>SandMonkey</em></a> [in] e <a title="Leggi il post in inglese" href="http://www.greywoolknickers.net/?p=178"><em>Grey wool Knickers</em></a> [in] sono stati tra i primi a scrivere dell&#39;incidente sui rispettivi blog, sia per tranquillizzare familiari e amici sia per parlare della presunta connessione tra le bombe e la legge anti-terrorismo. <a title="Leggi il post in inglese"  href="http://www.greywoolknickers.net/?p=178"><em>Grey wool Knickers</em></a> [in] ha scritto una breve nota collegando alcuni eventi avvenuti precedentemente in Egitto a queste esplosioni:</p>
<blockquote><p>Come <a title="Leggi il posti in inglese" href="http://arabist.net/arabawy/2009/02/22/explosion-in-al-azhar-area/" target="_blank">molte</a> [in] <a title="Leggi il posti in inglese" href="http://moftasa.jaiku.com/presence/54233060" target="_blank">persone</a> [in] avranno notato, quest&#39;evento avviene in un periodo alquanto sospetto, dato che l&#39;estensione dello <a title="Leggi il posti in inglese" href="http://www.fidh.org/spip.php?article1397" target="_blank">stato d&#39;emergenza</a> [in] (in vigore dal conflitto arabo-israeliano del 1967, con una breve pausa solo durante la presidenza di Sadat) verrà nuovamente presa in considerazione. Per anni il governo di Mubarak <a title="Leggi il posti in inglese" href="http://www.arabicnews.com/ansub/Daily/Day/050818/2005081819.html" target="_blank">ha promesso</a> [in] di emanare una legge anti-terrorismo per sostituire quella marziale, il che avrebbe concesso ai cittadini un po&#39; di protezione in base alla costituzione egiziana. Attualmente il regime può appellarsi alla legge d&#39;emergenza per fare qualsiasi cosa voglia, come nei casi ben noti ai nostri lettori del <a title="Leggi il posti in inglese" href="http://www.greywoolknickers.net/?p=143" target="_blank">rapimento di Philip Rizk</a> [in] e di <a title="Leggi il post in inglese" href="http://prisonersforgaza.wordpress.com/" target="_blank">Diaa Gad</a> [in], fra gli altri.  Con i cambiamenti in corso nelle amminstrazioni di Stati Uniti e Israele—insieme alla nascita di gruppi di resistenza attivi, organizzati e interconnessi fra loro, dentro e fuori i confini di Gaza—sembra che il vetusto regime di Mubarak stia diventando sempre più nervoso e, per mantenere la sua posizione di potere, abbia ben poche alternative oltre alla <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strategia_della_tensione">strategia della tensione</a> [it].  Credo che il <a title="Leggi il posti in inglese" href="../2009/02/19/egypt-ayman-nour-released/" target="_blank">recente rilascio del celebrato prigioniero politico Ayman Nour</a> [in] debba essere considerato testimonianza del panico che attanaglia gli alti livelli di questa dittatura. Sugli sviluppi della vicenda invitiamo a tenere d&#39;occhio questo <a title="Visita il sito in inglese" href="http://delicious.com/tag/El-HusseinExplosion" target="_blank">feed su delicious</a> [in].</p>
</blockquote>
<p>Al momento della stesura di questo post, sono confermati il decesso di una cittadina francese di 21 anni e il ferimento di circa 20 persone di diverse nazionalità. È tuttavia ancora troppo presto per raggiungere conclusioni sulle responsabilità di questo tragico evento.</p>
<p>Alcune immagini sono disponibili sul <a title="Leggi il post in arabo" href="http://yalally.blogspot.com/2009/02/blog-post_22.html">blog di Ahmed AbdelFatah</a> [ar], mentre i blogger egiziani pubblicano aggiornamenti <a title="Visita il sito in inglese" href="http://search.twitter.com/search?q=%23cairobomb"> su Twitter</a> [in].</p>
</p></div>
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