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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Danimarca</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Danimarca: immigrati pagati per lasciare il Paese</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/danimarca-immigrati-pagati-per-lasciare-il-paese/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 04:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli immigrati di Paesi "non occidentali" ricevono 100.000 corone se rinunciano volontariamente alla propria residenza legale e tornano a "casa". Solo una delle originali iniziative promosse dal Partito Popolare danese anti-immigrazione per dimostrare la  scarsa accettazione degli stranieri, in particolare quelli di religione musulmana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/solana-larsen/">Solana Larsen</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/'>Laura Diel</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/11/denmark-immigrants-offered-money-to-leave-the-country/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La Danimarca <a title="Articolo in inglese" href="http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1226698/Denmark-pay-immigrants-12-000-home-wont-assimilate.html?ITO=1490">offre agli immigrati</a> [in] di Paesi &#8220;non occidentali&#8221; 100.000 corone danesi (20.000 dollari statunitensi) se rinunciano volontariamente alla propria residenza legale per fare ritorno a &#8220;casa&#8221;. Questa è solo una delle originali iniziative promosse dal Partito Popolare danese anti-immigrazione per dimostrare la  scarsa accettazione degli stranieri, in particolare quelli di religione musulmana, in questa <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Danimarca">piccola nazione europea con 5,5 milioni di abitanti</a> [it].</p>
<p>Secondo il Partito Popolare, membro della coalizione dei due partiti di destra a capo del governo, ricompensando gli immigrati per lasciare la Danimarca <a title="Articolo originale in danese" href="http://www.tv2east.dk/artikler/udlaendinge-faar-100000-kr-tage-hjem">lo Stato potrà risparmiare sul lungo termine per i servizi sociali ed evitare molti “problemi”</a> [da]. “Costa parecchio avere degli immigrati mal integrati nella società danese,” ha affermato il portavoce del partito sui temi finanziari, Kristian Thulesen Dahl. Anche le autorità locali interessate a incoraggiare gli immigrati a lasciare il Paese hanno creato dei fondi per la campagna. Il governo non ha ancora calcolato quante persone potrebbero accettare l’offerta.</p>
<p>Circa <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Denmark#Demographics">il 10% della popolazione</a> [in] è composta di immigrati o discendenti di immigrati compresi quelli provenienti dai Paesi confinanti e da altre parti del mondo. Negli ultimi anni il tema principale in politica e sui media sono stati l&#39;“integrazione” dei musulmani e altri immigrati &#8220;non occidentali&#8221;, e le tensioni sorte da un percepito scontro culturale. I politici danesi hanno creato alcune delle leggi immigratorie più restrittive di tutta l’Europa e continuano per questo a ricevere consensi nei sondaggi.</p>
<p><strong>Quanto per lasciare il Paese?</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-105774" title="pagina di facebook" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/facebook-page-screenshot-300x262.png" alt="facebook page screenshot" width="300" height="262" />Per protestare contro la legge, <a title="Pagina di Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?v=wall&amp;ref=search&amp;gid=191919317436">un gruppo pubblico su Facebook</a> [da] ha organizzato una campagna ironica per raccogliere 100.000 corone e convincere il leader del Partito Popolare danese, Pia Kjærsgård, a lasciare il Paese.</p>
<p>Il gruppo conta oltre 16.000 membri e il motto recita: “100.000 corone, cari amici, e forse lo farà”. I creatori del gruppo promettono di offrire una cifra più alta al Ministro dell&#39;integrazione Birthe Rønn Hornbech,  del Partito Liberale al governo, qualora anche lei fosse disposta a lasciare il Paese.</p>
<p>Il dibattito nel gruppo Facebook si è fatto acceso. Alcuni fanno commenti spiritosi su chi altro andrebbe cacciato dal Paese o cos’altro gli si dovrebbe fare, mentre altri ribattono che si tratta di un’offerta generosa del governo e che andrebbe accolta dagli immigrati che non sono felici in Danimarca e preferirebbero andarsene. Uno degli intervenuti ha espresso disaccordo per la grande pubblicità fatta e ricorda a tutti come una simile politica sia in vigore da diversi anni, sebbene la somma di denaro offerta fosse dieci volte inferiore. </p>
<p><em>Dan Cornali Jørgensen</em> commenta su Facebook [da]:</p>
<blockquote><p>Jeg har måske misforstået konceptet?<br />
Drejer det sig ikke om et lovforslag som giver ikke-integrerbare udlændige mulighed for at sige ja-tak, til en check på 100.000 kr. mod tilsagn om frivilligt at rejse hjem til deres oprindelsesland? Umidelbart virker det storsindet og absolut humanistisk, da vi må formode at 100.000… kr. er en anseelig formue i det pågældende land, og nok til at starte en anstændig tilværelse i det land som de tilsyneladende har så stærk tilknytning til…</p></blockquote>
<div class="translation">Ho forse inteso male il concetto?<br />
Si tratta mica di una legge che darebbe l’opportunità agli stranieri non integrati di dire “sì, grazie” a un assegno di 100.000 corone per ritornarsene volontariamente a casa nel loro paese di origine? Iniziativa magnanima e assolutamente umanitaria poiché va considerato che 100.000 corone sono una fortuna in certi Paesi e una somma sufficiente per rifarsi una vita decente nella nazione alla quale sembrano essere profondamente legati…</div>
</p>
<p><strong>I pensionati devono comunicare viaggi di durata superiore ai 2 mesi</strong></p>
<p>Un’altra iniziativa proposta questo mese dal Partito Popolare danese è una legge che <a title="Articolo in danese" href="http://www.berlingske.dk/politik/meldepligt-til-alle-pensionister">richiede a tutti i pensionati e a coloro che si sono ritirati prematuramente dal lavoro</a> [da] di informare il proprio Comune quando viaggiano fuori dal Paese per oltre due mesi di seguito. Presumibilmente l’obiettivo è quello di impedire alla gente, “ad esempio gli iracheni”, di ricevere la pensione in Danimarca pur avendo contemporaneamente dei salari in un altro Paese. L’esempio più noto è quello della deputata iracheno-danese, Samia Aziz Mohammad, che si è scoperto ricevere sussidi pensionistici nonostante il Parlamento iracheno le pagasse un elevato salario. Nel frattempo la deputata <a title="Articolo in danese" href="http://politiken.dk/indland/article812531.ece">ha restituito il denaro al governo danese</a> [da]. La stampa locale ha poi scoperto come un <a title="Articolo in danese" href="http://politiken.dk/indland/article761845.ece">altro pensionato</a> [da] fosse pagato dal Parlamento curdo.</p>
<p>I membri del Parlamento, sia quelli del Partito Liberale sia del Partito Popolare, hanno sostenuto che le nuove restrizioni ridurranno inoltre le vacanze di finti rifugiati nei Paesi di origine e il rimpatrio di familiari che trascorrono troppo tempo all&#39;estero.</p>
<p>La più importante associazione di pensionati in Danimarca, DaneAge, è <a title="Articolo in danese" href="http://www.kristeligt-dagblad.dk/artikel/345067:Danmark--Pensionister-raser-over-ny-meldepligt"> è andata su tutte le furie</a> [da] perché così tutti i pensionati danesi verrebbero in pratica sospettati di frode. Molti <a title="Articolo in danese" href="http://debat.bt.dk/index.php?id=1&amp;view=single_thread&amp;cat_uid=3&amp;conf_uid=65&amp;thread_uid=23198&amp;page=1">commenti apparsi sui giornali </a> [da] sostengono questo tentativo governativo di ridurre le frodi, mentre altri lo paragonano ai divieti di transito imposti in passato dalla Repubblica Democratica Tedesca.</p>
<p>Un blogger danese, <a title="Post in danese" href="http://sitestory.dk/wordpress/2009/11/08/pensionisters-meldepligt-er-chikane-og-tom-signalpolitik/">Erik Bentzen su <em>Dette og Hint</em></a> [da] scrive:</p>
<blockquote><p>Enhver kan sige sig selv, at meldepligten ikke dæmmer op for noget som helst, da den ikke indebærer nogen form for effektiv kontrol.</p>
<p>Det er ren chikane og tom signalpolitik, som øger kommunernes administrative arbejde til ingen verdens nytte.</p>
<p>Reglen er så amøbeintelligent, at den forhåbentlig giver bagslag, næste gang pensionisterne skal til stemmeurnerne.</p></blockquote>
<div class="translation">Chiunque può rendersi conto di come la nuova legge non fermerà alcuna frode, poiché non implica nessun tipo di controllo concreto. </p>
<p>Si tratta semplicemente di un fastidio e di vuota politica simbolica, che aumenta il lavoro amministrativo dei governi locali senza alcun motivo.</p>
<p>Questa legge rivela l&#39;intelligenza di un&#39;ameba e speriamo di vedere la reazione negativa dei pensionati la prossima volta che voteranno.</p></div>
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		<title>Danimarca: al via concorso internazionale per blogger sul cambiamento climatico</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/danimarca-al-via-concorso-internazionale-per-blogger-sul-cambiamento-climatico/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 04:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Copenhagen ha ospitato l'inaugurazione della competizione TH!NK ABOUT IT, alla quale partecipano di 92 blogger europei e vari ospiti d'onore provenienti da Paesi quali Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa e USA. Il concorso dura tre mesi e i vincitori parteciperanno alla conferenza mondiale COP15 di dicembre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/deborah-goldemberg">Deborah Goldemberg</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/30/denmark-international-bloggers-meet-up-to-think-about-climate-change/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Sito inglese di TH!NK ABOUT IT" href="http://climatechange.thinkaboutit.eu/"><img class="alignright size-full wp-image-97784" title="banner_180x150" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/banner_180x1501.png" alt="banner di TH!NK ABOUT IT" title="banner di TH!NK ABOUT IT" width="180" height="150"></a>La scorsa settimana la città di Copenhagen ha ospitato l&#39;apertura della &#8220;Competizione europea di blogging TH!NK ABOUT IT - 2° Round: il Cambiamento Climatico&#8221;. All&#39;evento hanno partecipato 92 blogger provenienti da tutta Europa, e alcuni ospiti d&#39;onore da Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa e Stati Uniti.</p>
<p>Il concorso dura tre mesi e punta a far aumentare la consapevolezza sul cambiamento climatico in corso, discutendo le conseguenze ambientali che colpiscono tutti i Paesi, evidenziando punti di vista diversi e il modo in cui media locali e pubblico trattano l&#39;argomento. Organizzato dal <a title="Sito web dell'European Journalism Centre in inglese" href="http://ejc.net/">EJC (European Journalism Centre)</a> [in], la fase inaugurale dell&#39;evento è stata divisa in due giornate: la prima caratterizzata da una serie di conferenze tenute da esperti in tema di cambiamento climatico, e la seconda destinata alla visita del villaggio ecologico danese di <a title="Sito del villaggio in inglese" href="http://dyssekilde.dk/ix.asp?m=97">Dyssekilde</a> [in], situato nel nord del Paese.</p>
<p>Il calcio d&#39;inizio è stato dato dal Direttore dell&#39;EJC <em>Wilfried Rütten</em> con un intervento di benvenuto, seguito dal Capo del Dipartimento e della Logistica della conferenza ONU COP15, <em>Svend Olling</em>. Il Sig. Olling ha presentato il lavoro svolto dal governo danese per il concorso e ha parlato delle speranze riposte nella conferenza <a title="Link al sito ufficiale della conferenza"href="http://en.cop15.dk/">COP15</a> [in].</p>
<p>Giornalisti di tutto il mondo hanno poi partecipato alla tavola rotonda moderata da Raymond Frenken di <a title="Canale video su YouTube di EUX-TV in inglese" href="http://www.youtube.com/user/EUXTV">EUX-TV</a> [in], canale televisivo europeo digitale indipendente. Professionisti dello spessore di <em>Tasha Eichenseher</em>, produttore ed editore scientifico del <a title="Sito di notizie del National Geographic in inglese"href="http://news.nationalgeographic.com/news/">National Geographic</a> [in], <em>Gerald Traufetter</em>, corrispondente di scienza e tecnologia per Der Spiegel, <em>Asbjørn Jørgensen</em>, della <a title="Sito web della Scuola in inglese" href="http://www.dmjx.dk/international/">Århus School of Media and Journalism</a> [it] in Danimarca, e <em>Ramesh Jaura</em>, <a title="profilo di Ramesh sul sito IPS" href="http://www.ips.org/institutional/our-global-structure/biographies/ramesh-jaura/">Direttore regionale di IPS (Inter Press Service) Europa </a> [it], hanno discusso del modo in cui i media informano sulle problematiche connesse ai cambiamenti climatici e ambientali.</p>
<p><em>François Roudié</em>, Coordinatore delle politiche della Commissione Europea, ha offerto una panoramica sulle risposte date dall&#39; Unione Europea in tema di cambiamento climatico. Al quale ha ribattuto <em>Andreas Barkman</em>, dell&#39;Agenzia Europea per l&#39;Ambiente e Responsabile del gruppo per la mitigazione del cambiamento climatico, sottolineando gli aspetti problematici delle negoziazioni che verranno tenute al COP15.</p>
<p>Il Direttore esecutivo di Greenpeace <em>Mads Christensen</em> ha anche sottolineato cosa possono fare i blogger per incoraggiare la discussione sul cambiamento climatico, esprimendo le aspettative di Greenpeace sul possibile accordo come risultato del COP15. Nel suo intervento ha speigato come, prendendo in considerazione le trattavive in corso e le parole dei leader nazionali di tutto il mondo, sarà improbabile poter avere un accordo idealistico e il drastico taglio delle emissioni di CO2.</p>
<p>Probabilmente la relazione più attesa della giornata è stata quella di <em>Søren Hermansen</em>. Søren è stato uno degli <a title="Leggi l'articolo sul TIME online in inglese" href="http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,1841778_1841782_1841789,00.html">Heroes of the Environment</a> [in] nominati dalla rivista TIME nel 2008, e ha presentato l&#39;<a title="Post sul progetto in inglese" href="http://www.energiakademiet.dk/default_uk.asp">esperimento Samso</a> [in] davanti al pubblico dei blogger. Questo esperimento ha l&#39;obiettivo d&#39;introdurre fonti di energia alternativa nell&#39;ambiente locale. In questo caso l&#39;energia eolica  saprà far fronte alla domanda complessiva di energia degli abitanti del villaggio. Le foto di <em>Phil Lacombe</em> sull&#39;esperimento Samso sono reperibili <a title="Vedi foto del progetto Samso" href="http://www.flickr.com/photos/phillacombe/sets/72157619735440222/">su Flickr </a> [in]. </p>
<p>Nel secondo giorno dell&#39;evento i blogger hanno visitato il villaggio ecologico di Dyssekilde nel nord del Paese. Il villaggio conta 70 famiglie e una popolazione di 130 adulti e 50 bambini. È stato creato oltre 20 anni fa e gli abitanti ne condividono l&#39;approcio ambientalista, cosapevoli dell&#39;urgenza di agire da pionieri in uno stile di vita sostenibile che consenta lo sviluppo di una comunità auto-sostenibile e dalla parte dell&#39;ambiente. Come nell&#39;esperimento Samso, il villaggio di Dyssekilde affida all&#39;energia eolica il fabbisogno energetico dell&#39;intero villaggio, e poiché non se ne usa molta, l&#39;energia inutilizzata viene rivenduta all&#39;azienda elettrica danese.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 370px;"><a title="092220091052 por Diego Casaes, no Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3945524047/"><img title="Un nucleo familiare di Dyssekilde." src="http://farm4.static.flickr.com/3484/3945524047_3a79d1f1d6.jpg" alt="Un nucleo familiare di Dyssekilde" width="360" height="270"></a>
<p class="wp-caption-text">Un nucleo familiare di Dyssekilde.</p>
</div>
<p>Le case di Dyssekilde hanno un aspetto peculiare. I residenti le hanno costruite da soli e molte sono dotate di pannelli solari installati proprio per incoraggiare l&#39;uso di energia pulita. Le case hanno le finestre orientate verso sud così da sfruttare al massimo l&#39;energia solare e la luce naturale e per ridurre l&#39;uso dell&#39;illuminazione interna e del riscaldamento durante il giorno.</p>
<p>Un altro importante esempio di stile di vita sostenibile a Dyssekilde è il sistema di riciclaggio dell&#39;acqua potabile ideato senza l&#39;utilizzo di agenti chimici. I residenti hanno creato un sistema naturale usando 30.000 salici per purificare completamente l&#39;acqua, senza l&#39;ausilio di alcun prodotto, chimico o meno. Anche se l&#39;attuale sistema ha raggiunto la capacità massima nel 2006, stanno già progettando di costruire il più grande sistema di purificazione dell&#39;acqua potabile senza prodotti chimici al mondo.</p>
<p><strong>Chi sono questi blogger?<br />
</strong></p>
<p>“Ti piacerebbe partecipare ad una competizione internazionale di <em>blogging</em> che si svolge a Copenhagen in relazione al cambiamento climatico?&#8221; Una novantina di persone da ogni parte del mondo hanno risposto SI a questa domanda e hanno appena trascorso tre giorni in Danimarca partecipando all&#39;inaugurazione dell&#39;evento TH!NK ABOUT IT. Ma chi sono queste persone? E perchè hanno deciso di impegnarsi nel cyberattivismo ambientale?</p>
<p>La maggior parte dei partecipanti viene dall&#39;Europa, ma la novità di questa seconda edizione di TH!NK ABOUT IT è stato il coinvolgimento di cittadini di alcuni Paesi in via di sviluppo come Brasile, India, Messico, Cina e Sud Africa. Molti dei partecipanti vengono dall&#39;Europa dell&#39;Est ma anche l&#39;Europa Occidentale è ben rappresentata, con parecchi blogger britannici e italiani. La natura dei rispettivi blog e le motivazioni che li hanno spinti a pertecipare all&#39;evento sono diverse tanto quanto i loro Paesi d&#39;origine.</p>
<div id="attachment_98514" class="wp-caption alignright" style="width: 190px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962101863/"><img class="size-medium wp-image-98514" title="Charles Nisz Lourenço giornalista brasiliano" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4503-225x300.jpg" alt="Charles Nisz Lourenço giornalista brasiliano" width="180" height="240"></a>
<p class="wp-caption-text"> Charles Nisz Lourenço, giornalista brasiliano</p>
</div>
<p>Anche molti giornalisti professionisti hanno preso parte al concorso, dimostrando come il <em>blogging</em> possa arricchire una professione già centrata su diffusione ed espressione di particolari visioni del mondo. Charles Nisz Lourenço dal Brasile lavora come giornalista e sta per iniziare un PhD in economia. È ancora nuovo in questo mondo, ha aperto un blog personale <a title="Bblog di Charles Nisz Lourenço in portoghese" href="http://charlesnisz.wordpress.com/"><em>Fragmentos da Realidade Cotidiana</em></a> [pt] a febbraio di quest&#39;anno trattando di argomenti politici, finanziari e ambientali. Scrive anche sul blog <a title="Blog in portoghese" href="http://lixoeletronico.org/">Lixo Eletrônico</a> [pt], gruppo promotore del <a title="Leggi il post su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/07/30/brazil-fighting-for-more-recycling-with-the-electronic-waste-manifesto/">Manifesto dei Rifiuti Elettronici</a> [in].</p>
<p>Il giornalista maltese, <a title="Profilo di Keith Demicoli in inglese" href="http://climatechange.thinkaboutit.eu/think2/blogger/demicoli"><em>Keith Demicoli</em></a> [in] dirige un programma TV sulla politica nel &#8220;luogo più felice del mondo&#8221;, come ha descritto il proprio Pese d&#39;origine, e partecipando per la seconda volta alla competizione TH!NK ABOUT IT .</p>
<div id="attachment_98262" class="wp-caption aligncenter" style="width: 262px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3946311420/"><img class="size-large wp-image-98262" title="Il giornalista maltese Keith Demicoli" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/092220091062-768x1024.jpg" alt="Il giornalista maltese Keith Demicoli" width="252" height="335"></a>
<p class="wp-caption-text">Il giornalista maltese Keith Demicoli</p>
</div>
<p>Il traduttore cinese-ispano <em>Ding Dawei</em>, noto anche con il nome spagnolo di Diego,  lavora come giornalista professionista per il <em><a title="Quotidiano del popolo in inglese" href="http://english.people.com.cn/">Quotidiano del popolo cinese</a></em> [in], ma è nuovo nel mondo dei blog, tramite cui si augura di ampliare i propri orizzonti e osservare da vicino le problematiche relative al cambiamento climatico.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_97790" class="wp-caption aligncenter" style="width: 246px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3941848657/in/set-72157622419293730/"><img class="size-large wp-image-97790" title="Ding Dawei, giornalista cinese e neoblogger" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/092120091000-768x1024.jpg" alt="Ding Dawei, o &quot;Diego&quot;, giornalista cinese e neoblogger " width="236" height="314"></a>
<p class="wp-caption-text">Ding Dawei, giornalista cinese e neoblogger.</p>
</div>
<p>Comunque la maggior parte dei blogger non sono giornalisti. Due amichevoli ragazzi indiani di Pilani, <em>Abhishek</em> <em>Nayak</em> e la sorella <em>Anindita Nayak</em>, hanno partecipato all&#39;inaugurazione della competizione. Lei ha solo 18 anni ma scrive già nei blog per la <em><a title="Leggi il post di Anindita sul blog Agent of Change indiano" href="http://iycnagents.blogspot.com/">AoC (Agent of Change) Initiative</a> [in]</em>, delegazione di giovani presso le Nazioni Unite che si occupa delle Negoziazioni sui Cambiamenti climatici. Lui è stato evasivo con riguardo al suo blog che ha detto essere &#8220;pieno di ironicissimi commenti&#8221;, ma con un po&#39; d&#39;insistenza gli abbiamo strappato l&#39;<a title="Blog di Abhishek in inglese" href="http://abhishake.wordpress.com/">URL</a> [in] dove scrive dal 2006 su politica e questioni indiane,  condividendo anche foto e notizie sugli eventi a cui partecipa.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98509" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962100335/"><img class="size-medium wp-image-98509" title="Anindita Nayak e Abhishek Nayak, partecipanti dall'India" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4511-300x225.jpg" alt="Anindita Nayak e Abhishek Nayak, partecipanti dall'India" width="300" height="225"></a>
<p class="wp-caption-text">Anindita Nayak e Abhishek Nayak, partecipanti dall&#39;India</p>
</div>
<p><em><a title="Link al blog di Lucy in bulgaro" href="http://www.lucyset.blogspot.com/">Lucy Setian</a></em> [bg], lavora come giornalista in Bulgaria, ma vorrebbe realizzare il sogno del progetto letterario online con il fidanzato, intitolato <a title="Blog originale in bulgaro"href="http://www.azcheta.com/">Azcheta.com</a> [bg], dove scrivono recensioni di libri e organizzano eventi letterari a Sofia. Finora hanno acquisito popolarità con l&#39;evento “Prendi libri col caffè, non le sigarette”. Curare un blog sull&#39;ambiente le permette inoltre di delineare meglio le proprie aspirazioni politiche.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98505" class="wp-caption aligncenter" style="width: 245px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962876200/"><img class="size-full wp-image-98505" title="Lucy Setian" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4504.JPG" alt="Lucy Setian" width="235" height="314"></a>
<p class="wp-caption-text">Lucy Setian</p>
</div>
<p>Il californiano <em>Devin McIntire</em> ha appena avviato il blog <a title="Blog The Green Cadet in inglese" href="http://www.thegreencadet.com/">The Green Cadet</a> [in] nella speranza di diffondere opportunità per l&#39;imprenditoria ecologica online e, chi lo sa, magari un giorno farli diventare realtà. Devin crede che le soluzioni ai problemi ambientali non verranno dalla politica bensì da iniziative imprenditoriali ecologiche locali.</p>
<div id="attachment_98519" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962170835/"><img class="size-medium wp-image-98519" title="Devin McIntire" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4518-225x300.jpg" alt="Devin McIntire dagli USA" width="225" height="300"></a>
<p class="wp-caption-text">Devin McIntire dagli USA</p>
</div>
<p>Alcuni blogger possiedono chiaramente maggiori capacità tecniche di altri, come nel caso dell&#39;italiano <a title="Vai al blog personale di Federico in italiano" href="http://www.federicopistono.org/"><em>Federico Pistono</em></a> [it], che partecipa in non meno di 12 blog! E produce anche video: ha ripreso i blogger fin dall&#39;inizio dell&#39;inaugurazione (durante gli interventi, sulla metro, ecc.), e proporrà sicuramente interessanti video-clip sulla competizione. Questi altri blog dove seguire i suoi lavori: <em><a title="Blog in italiano" href="http://eigakyou.blogspot.com/">AsianCineBlog</a></em> [it] e <em><a title="Blog in italiano" href="http://www.zeitgeistitalia.org/">Activism</a> </em>[it]<em>.</em></p>
<div id="attachment_97797" class="wp-caption aligncenter" style="width: 272px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3946312566/in/set-72157622419293730/"><img class="size-large wp-image-97797" title="Federico Pistono" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/092220091065-768x1024.jpg" alt="Federico Pistono" width="262" height="348"></a>
<p class="wp-caption-text">Federico Pistono dall&#39;Italia</p>
</div>
<p>All&#39;evento erano presenti altri video-blogger. Lo studente di teatro britannico <em>Matthew Turner</em> ha creato un proprio <a title="Canale di Matt Turner su YouTube" href="http://www.youtube.com/TheMattieBoosh"> canale su YouTube </a> [in] dove “si diverte a prendersi in giro” online - in tipico stile inglese, gli piace trattare di argomenti seri in modo ironico.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98507" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962878570/"><img class="size-medium wp-image-98507" title="Matthew Turner" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4472-225x300.jpg" alt="Matthew Turner dalla Gran Bretagna" width="225" height="300"></a>
<p class="wp-caption-text">Matthew Turner dalla Gran Bretagna</p>
</div>
<p><em><a title="Blog di Radka Lankasova in ceco"href="http://lankasova.blog.idnes.cz/">Radka Lankasova</a></em> [ceco] ha un blog personale e collabora anche al più importante blog della Reppublica Ceca, ma suo maggiore obiettivo è quello di fare nuovi amici e viaggiare grazie alle opportunità offerte da TH!NK ABOUT IT.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98508" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962877082/"><img class="size-medium wp-image-98508" title="Radka Lankasova" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4464-225x300.jpg" alt="Radka Lankasova" width="225" height="300"></a>
<p class="wp-caption-text">Radka Lankasova dalla Repubblica Ceca</p>
</div>
<p>Alcuni dei blogger protagonisti della competizione stanno ancora imparando a muoversi o sperimentando nella blogosfera per varie ragioni, ma la EJC spera di incoraggiarli a scrivere anche riguardo all&#39;ambiente. Dal 23 Settembre al 16 Dicembre 2009 i blogger discuteranno del cambiamento climatico sulla <a title="Vai alla piattaforma di discussione online in inglese" href="http://climatechange.thinkaboutit.eu/">piattaforma ufficiale della competizione </a> [in]. Sebbene ci siano premi in palio, uno di questi sarà il sogno degli ambientalisti - di partecipare alla conferenza COP15 per due settimane a Copenhagen tutto pagato dal EJC - esiste un senso di comunità piuttosto che di rivalità tra i blogger. Come potete vedere ci sono moltissime ragioni per scrivere sull&#39;ambiente!</p>
<div class="notes">Articolo scritto in collaborazione con <a title="Profilo dell'autore GV"href="http://globalvoicesonline.org/author/diego-casaes/">Diego Casaes</a> e rivisto da <a title="Profilo dell'autrice su GV" href="http://globalvoicesonline.org/author/maisie-fitzpatrick/">Maisie Fitzpatrick</a>.</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Formazione a distanza tra blogger di Global Voices e quelli africani e danesi</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/formazione-a-distanza-tra-blogger-di-global-voices-e-quelli-africani-e-danesi/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/formazione-a-distanza-tra-blogger-di-global-voices-e-quelli-africani-e-danesi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 03:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Danese]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
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		<category><![CDATA[Global Voices Online]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa settimana le email hanno preso a scorrere fra 31 mentori di Global Voices e altrettanti partecipanti a <em>Global Change</em>, programma di formazione informatica e attivismo sociale basato a Copenhagen. Progetto mirato ad alimentare la comunità globale grazie agli strumenti collaborativi di Internet. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/solana-larsen/">Solana Larsen</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/'>Bernardo Parrella</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/08/global-voices-bloggers-mentor-new-danish-and-african-bloggers/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Questa settimana le email hanno preso a scorrere fra 31 mentori di Global Voices e altrettanti partecipanti a un nuovo programma di formazione informatica e attivismo sociale basato a Copenhagen, Danimarca, chiamato <a title="Pagina inglese di Global Change" href="http://www.ms.dk/sw123254.asp">Global Change</a> [in]. </p>
<p>Il corso è organizzato dall&#39;agenzia di sviluppo internazionale <a title="Sito in inglese" href="http://www.ms.dk/sw13950.asp">MS Action Aid Denmark</a> [in] (<a title="Articolo in danese" href="http://www.ms.dk/sw123225.asp">qui maggiori informazioni in danese</a> [dan]) e punta a fare formazione a studenti universitari e professionisti di Danimarca, Kenya, Tanzania, Uganda, Zimbabwe, Zambia tramite l&#39;attivismo online e offline per la durata di tre mesi.</p>
<p>I blogger di Global Voices agiranno come &#8216;mentori virtuali&#39; per gli studenti durante le prime sei settimane del corso, quando impareranno le pratiche del blog, dei citizen media e dell&#39;attivismo online.</p>
<p><strong>Dare spazio alla giustizia ambientale</strong></p>
<p>A conclusione del corso gli studenti dovranno realizzare un progetto legato alla &#8220;<a title="Sito in inglese di Environmental Justice and Climate Change Initiative (EJCC)" href="http://www.ejcc.org/cj/">giustizia ambientale</a>&#8220; [in].</p>
<p>Dopo le prime sei settimane a Copenhagen, i partecipanti faranno pratica sul campo in Danimarca e in Kenya (in casuale contemporanea con il convegno dei blogger africani <a title="Sito di Kelele in inglese" href="http://kelele.org/">Kelele</a> [in]) prima di tornare nuovamente a Copenhagen in tempo per la <a title="Sito in inglese della conferenza sul clima COP15" href="http://en.cop15.dk/">Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP15)</a> [in] di dicembre. </p>
<p>Grazie a scambi diretti online, i mentori presenteranno agli studenti le meraviglie del blog, ispirandoli a considerare le possibilità dell&#39;uso creativo dei citizen media per l&#39;attivismo sociale. Molti offriranno altresì informazioni sul micro-blogging e altre tecnologie.</p>
<p><strong>Fare formazione dal sud al nord del mondo</strong></p>
<div id="attachment_95140" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/mentorpanel.jpg" alt="Alcuni dei mentori: Tharum Bun, Gayle Pescud, J. Nambiza Tungaraza, Renata Avila, Ismail Dhorat, Elia Varela Serra" title="Alcuni dei mentori" width="425" height="75" class="size-full wp-image-95140" />
<p class="wp-caption-text">Alcuni dei mentori (da sinistra a destra): Tharum, Gayle, Joe, Renata, Ismail, Elia</p>
</div>
<p>I 31 mentori di Global Voices provengono da oltre 20 Paesi diversi, tra cui Venezuela, Malawi, Kenia, Tanzania, Cambogia, Brasile, e Bangladesh. Due terzi degli studenti sono danesi e gli altri di varie nazioni africani.</p>
<p>Oltre ad essere variamente coinvolti con Global Voices, diversi mentori sono blogger alquanto noti nei rispettivi Paesi, e vantano estesa conoscenza e/o esperienza nell&#39;organizzazione di progetti online nelle rispettive regioni. È prevedibile, ad esempio, che l&#39;accoppiata tra un blogger dell&#39;India e uno danese, o tra un blogger dell&#39;Azerbaigian e uno dell&#39;Uganda, dia adito a nuove amicizie e a una maggiore comprensione di come sia possibile alimentare la comunità globale via Internet. </p>
<p><strong>Un nuovo modello per la formazione a distanza</strong></p>
<p>Le &#8220;guide&#8221; di Global Voices stanno mettendo a punto il nuovo programma tramite discussioni in chat IRC, un wiki comune per impostare &#8220;lezioni&#8221; e idee, una mailing list via Google Groups e un gruppo su Facebook.</p>
<p>I mentori intendono raccogliere una mole di documentazione sufficiente a poter facilmente ripetere l&#39;esperienza in futuro, da parte di Global Voices o altri soggetti. All&#39;uopo useranno il tag: #gvmentors, mentre sviluppi e conclusioni del progetto verranno pubblicate qui su Global Voices. Successivamente verrà lanciato anche il sito degli studenti su <a title="Sito di Globalchangenow in inglese" href="http://globalchangenow.net/">globalchangenow.net</a> [in].</p>
<p>Chiunque fosse a conoscenza di analoghi progetti di formazione a distanza a cui far riferimento, può senz&#39;altro segnalarli nei commenti sottostanti.</p>
<p>Per Global Voices, questo progetto è un&#39;attesa fonte di <a title="Post su GV in inglese' href="http://globalvoicesonline.org/2009/07/30/global-voices-develops-alternative-revenue-streams/">introiti alternativi</a> [in]. I singoli mentori (che normalmente collaborano con Global Voices esclusivamente su base volontaria) riceveranno un modesto compenso per il lavoro svolto, mentre il loro contributo collettivo genera entrate atte a sostenere la comunità di Global Voices nel suo insieme.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Danimarca: verità e ricadute del &#8220;TV2wikigate&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/danimarca-verita-e-ricadute-del-tv2wikigate/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/danimarca-verita-e-ricadute-del-tv2wikigate/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 22:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Elio di Bari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Danese]]></category>
		<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Due conduttori televisivi che volevano dimostrare l'inaffidibilità di Wikipedia hanno rischiato la propria credibilità, quando si è scoperto che i presunti errori erano stati appositamente creati da un collaboratore del programma. Sintesi del dibattito e delle riflessioni nella blogosfera locale.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/solana-larsen/">Solana Larsen</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giacomoe/'>Giacomo Elio di Bari</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/12/denmark-tv2wikigate/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a href="http://da.wikipedia.org"><img class="alignright size-full wp-image-79415" title="Logo Wikipedia in danese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/danish-wikipedia-logo.png" alt="Logo Wikipedia in danese" width="151" height="158" /></a>Il mese scorso due conduttori televisivi che volevano dimostrare l&#39;inaffidibilità di Wikipedia, l&#39;enciclopedia partecipativa, hanno rischiato la propria credibilità, quando si è scoperto che gli errori su Wikipedia mostrati in televisione erano stati appositamente creati da un collaboratore del programma.</p>
<p>I sostenitori di Wikipedia <a title="Post originale in danese" href="http://da.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Landsbybr%C3%B8nden/GoMorgen_Danmark_sviner_Wikipedia_til">si sono scontrati</a> [dan] con TV2, e il dibattito pubblico che ne è scaturito si è concentrato sulla questione dell&#39;integrità giornalistica. Su Twitter la storia è diventata subito nota come <a title="Vedi la pagine originale su Twitter" href="http://search.twitter.com/search?q=%23tv2wikigate">#TV2wikigate</a>.</p>
<p>Stefan Bøgh-Andersen, gestore dei feed del motore di ricerca danese  <a title="Sito in danese" href="http://overskrift.dk"><em>Overskrift.dk</em></a> [dan] ha riportato sul proprio blog <a title="Post originale in danese" href="http://blog.overskrift.dk/2009/05/17/tv2wikigate-tidslinie-sagen-om-tv2-vs-wikipedia/">la cronologia</a> [dan] delle reazioni di media, blog eTwitter su questo scandalo per l&#39;intero mese di maggio. Questo post è basato sui suoi link.</p>
<div id="attachment_79419" class="wp-caption aligncenter" style="width: 304px;"><img class="size-full wp-image-79419" title="Anders Breinholt e Cecilie Frøkjær di TV2" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/danish-tv2-hosts.png" alt="Anders Breinholt e Cecilie Frøkjær di TV2" width="294" height="188" /></p>
<p class="wp-caption-text">Anders Breinholt e Cecilie Frøkjær di TV2</p>
</div>
<p>Il <a href="http://programmer.tv2.dk/go/seneste/index.php/nodeId-22312017.html">video del programma</a> (13 maggio) è archiviato sul sito di TV2. I conduttori del programma <em>Go&#39; Morgen Danmark</em> su TV2, Cecilie Frøkjær e Anders Breinholt, mostrano gli errori apparentemente ridicoli nelle voci della Wikipedia danese che li riguardavano, incoraggiando i telespettatori a non fidarsi di quel che leggono su Internet.</p>
<p>Dato che la <a title="Post originale sulla Wikipedia danese" href="http://da.wikipedia.org/w/index.php?title=Cecilie_Fr%C3%B8kj%C3%A6r&amp;action=history">“storia&#8221;</a> di tutte le pagine di Wikipedia rivela quali siano e chi ha fatto le modifiche, è stato presto scoperto da un utente di Wikipedia che l&#39;indirizzo IP della persona che aveva inserito la data di nascita errata di Frøkjær il 12 maggio coincideva con quella dell&#39;azienda di produzione del programma mattutino.</p>
<p>Fra l&#39;altro, la stessa pagina della &#8220;storia&#8221; mostra anche che l&#39;errore è stato corretto solo quattro minuti dopo da un altro utente di Wikipedia.</p>
<p><strong>La blogosfera danesa replica duro</strong></p>
<p>Su <a title="Sito originale in inglese" href="http://bootstrapping.net/2009/05/14/tv2-wikipedia-gate-2/"><em>Bootstrapping.net</em></a> [in], Thomas Madsen-Mygdal ha scritto:</p>
<blockquote><p>Ieri il maggior programma di informazione mattutino ha spiegato che chiunque può modificare Wikipedia. Si sono presi gioco di un mondo in cui ognuno può partecipare e hanno diffuso paure sulla sua presunta pericolosità.</p>
<p>Per dimostrare la loro tesi hanno tentato di dimostrare ironicamente come le voci che li riguardavano fossero state modificate con qulche battuta divertente. Dei bulletti dell&#39;asilo sulla televisione nazionale - chi se ne f**** della nostra creazione collettiva Wikipedia. Arroganza è una parola che non descrive appieno tutto ciò.</p></blockquote>
<p>Su <a title="Post originale in danese" href="http://blog.flugge.net/post/107681264/landsbybr-nden-gomorgen-danmark-sviner-wikipedia-til"><em>Blog.Flugge.Net</em></a> [dan], Matthias Flügge Hansen ha ingrandito la schermata di Wikipedia mostrato in televisione per provare come non fosse la pagina web dal vivo, bensì un&#39;immagine probabilmente ritoccata con Photoshop.</p>
<p>Claus Dahl di <a title="Post originale in danese" href="http://www.classy.dk/log/archive/004108.html"><em>Notes from Classy&#39;s Kitchen</em></a> [dan] ha detto che i media costruiscono queste notizie tanto per sembrare migliori. Ha scritto: &#8220;Il messaggio sottinteso è naturalmente, &#8216;chi mai potrebbe fidarsi di qualcosa che non sia stato scritto da un giornalista?&#39;&#8221;.</p>
<p><strong>Bugie dei media o satira?</strong></p>
<p>I blogger <a title="Post originale in danese" href="http://mediehack.elmose.com/?p=775">si sono irritati ancora di più</a> [dan] quando un redattore di TV2, Jes Schrøder, ha difeso l&#39;episodio inventato in un&#39;intervista per <a title="Post originale in danese" href="http://journalisten.dk/tv-2-redaktor-wikipedia-indslag-var-bare-ment-som-satire"><em>Journalisten.dk</em></a> [dan] il periodico del Sindacato danese dei giornalisti, il 15 maggio.</p>
<p>Schrøder ha spiegato che i conduttori stavano semplicemente tentando di mostrare alcuni esempi divertenti di quanto qualcuno <em>avrebbe potuto</em> scrivere se avesse voluto manipolare il testo su Wikipedia. Quando è stato incalzato sulla possibilità che questo fosse una scusa per mentire in televisione, Schrøder ha insistito nel definirlo un tentativo di &#8220;satira&#8221;.</p>
<p>Il video che segue mostra le scuse trasmesse alla fine da TV2 il 18 maggio. &#8220;Ci scusiamo per le imprecisioni&#8221;, ha detto Frøkjær.</p>
<p><center><object title="Video su socialsquare" alt="Video su socialsquare" width="550" height="309" data="http://video.socialsquare.dk/v.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="FlashVars" value="photo_id=463154&amp;token=2070384e18edb3441e9226f397a889b0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://video.socialsquare.dk/v.swf" /></object></center></p>
<p><strong>L&#39;epilogo</strong></p>
<p>Il 19 maggio l&#39;azienda danese di social media, <a title="Sito originale in inglese" href="http://socialsquare.dk">Socialsquare</a> [in] (co-fondata da Madsen-Mygdal), ha poi tenuto un incontro con varie organizzazioni per discutere su come interagire in modo produttivo con le comunità online. Andreas Lloyd ha suggerito alcuni  <a title="Post originale in inglese" href="http://socialsquare.dk/2009/05/15/organisations-and-tv2wikigate/">consigli pratici</a> [in], compresi “Mettere le cose in chiaro” e “Mostrare rispetto per la cultura che non si comprende”.</p>
<p>Il 24 maggio su <em>Mediebloggen</em>, Lars K. Jensen <a title="Post originale in danese" href="http://medieblogger.dk/2009/05/24/hvad-kan-bloggere-og-twittere-l%C3%A6re-af-tv2-wikigate/">ha offerto un&#39;analisi</a> [dan] su quanto lo scandalo abbia rivelato rispetto alla blogosfera danese.</p>
<p>Da un parte, dice Jensen, i blogger hanno messo a nudo la vicenda e sono riusciti ad attirare l&#39;attenzione della stampa. D&#39;altro canto, non sono però riusciti a occuparsi ulteriormente della questione. Invece hanno semplicemente aggiunto le proprie opinioni all&#39;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Echo_chamber#As_a_media_metaphor">cassa di risonanza</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Hvem førte så historien videre? Jo, det gjorde et af de “gamle medier”: Journalisten.</p>
<p>Hvad var fremgangsmåden? Hvordan fik man historien videre? Jo, man greb knoglen og ringede til TV 2-redaktør Jes Schrøder. Uden at kunne sige det med 100 procent sikkerhed, så tror jeg ikke, at nogen af dem, der omtalte sagen på blogs og/eller Twitter overhovedet har forsøgt at kontakte TV 2.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Quindi chi ha seguito fino in fondo la storia? Bè, uno dei &#8220;vecchi media&#8221;: i <em>journalisten</em>.</p>
<p>Come ci sono riusciti? Come hanno portato avanti la vicenda? Bé, hanno tirato su la cornetta e hanno chiamato il redattore di TV2, Jes Schrøder. Non ne ho la conferma al 100%, ma non credo che quanti abbiano discusso del caso sui blog o su Twitter abbiano poi tentato di contattare TV2.</p></div>
<blockquote><p>Det er muligt, at det er sådan blogs “skal” være, men det flytter ikke historierne nogen vegne.</p>
<p>Er det en konsolidering i mediebilledet, vi ser nu? At sociale medier og græsrødder finder historierne, mens medierne kører den sikkert hjem og bringer os og selve historien videre. Jeg tror det, og det er ikke nødvendigvis noget dårligt. Selve blog-mediet er rettet mod, at folk kan lufte deres egne holdninger, synspunkter og erfaringer.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Forse è così che &#8220;dovrebbero&#8221; essere i blog, ma ciò non porta avanti nessuna storia.</p>
<p>È forse questa la consolidazione dei media? Social media e attivisti scoprono storie interessanti, mentre sono poi le grandi testate a prendono e portarle avanti. Credo sia così, e ciò non è necessariamente una cosa negativa. Il medium blog consente alla gente di esprimere le proprie opinioni, visioni ed esperienze.</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scarsa trasparenza e molta corruzione in Egitto</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/scarsa-trasparenza-e-molta-corruzione-in-egitto/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/scarsa-trasparenza-e-molta-corruzione-in-egitto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 08:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=453</guid>
		<description><![CDATA[L'Egitto si piazza al 115° posto nell'Indice di Percezione della Corruzione di <em>Transparency International</em>, organizzazione di monitoraggio sui livelli di corruzione in 180 Paesi, determinandola attraverso valutazioni di esperti e sondaggi d'opinione. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marwa-rakha/">Marwa Rakha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/11/18/egypt-steps-down-on-transparency/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;Egitto si piazza al 115° posto nell&#39;<a title="Sito in inglese" href="http://www.transparency.org/policy_research/surveys_indices/cpi/2008">Indice di Percezione della Corruzione</a> [in] di <em>Transparency International</em>, organizzazione di monitoraggio sui livelli di corruzione in 180 Paesi, determinandola attraverso valutazioni di esperti e sondaggi d&#39;opinione. Le classifiche sono in ordine discendente, con i Paesi più corrotti che vanno ad occupare i primi posti. </p>
<p><a title="Sito in inglese" href="http://www.transparency.org/">Transparency International</a> [in], Donzella <a title="Blog in arabo" href="http://prettyengy.blogspot.com/2008/11/no115-out-of-180.html">scrive</a> [ar] sul risultato ottenuto dal suo Paese, in arabo:</p>
<div class="arabic">
مصر تتراجع وتحتل المركز الـ115 في تقرير الشفافية الدولية و وصفت المنظمة مصر أنها &#8220;أقرب للدول الفاسدة&#8221;، وذكر التقرير أن الفساد يشكل عائقاً خطيراً أمام التنمية في مصر، وعلي الرغم من استمراره فإن النقطة الجيدة التي تم رصدها مؤخراً أن مشكلة الفساد يتم تداولها علناً بالنقاش
</div>
<div class="translation">Nella classifica stilata dal rapporto di Transparency International l&#39;Egitto è 115°; l&#39;organizzazione ha definito la posizione del nostro Paese come più vicina ai &#8220;Paesi corrotti&#8221; Il rapporto dice anche che la corruzione è un grande ostacolo in termini di sviluppo in Egitto. Nonostante sia molto diffusa però, se ne parla alla luce del sole e questo è sicuramente un punto a favore per il nostro Paese. </div>
<div class="arabic">
ووضعت المنظمة دول الصومال وبورما وهايتي في أعلي تصنيف الدول &#8220;الفاسدة&#8221;، وأفضل البلدان المصنفة كدول &#8220;نظيفة&#8221; الدنمارك والسويد ونيوزيلندا
</div>
<div class="translation">
Tra i Paesi più corrotti figurano Somalia, Myanmar (Burma) e Haiti, sul fronte opposto invece quelli &#8220;più puliti&#8221; sono Danimarca, Svezia e Nuova Zelanda.</div>
<div class="arabic">
وعلى مستوى الشرق الاوسط جاءت مصر فى المرتبة الـ13 ، وكانت قطر الدول الأفضل في المنطقة طبقاً للتصنيف الأخير للمنظمة الدولية والتي احتلت المرتبة الـ28 على المستوي العالم ، أما الدولة الأسوأ فكانت العراق التي جاءت في المرتبة 178 علي مستوي العالم</div>
<div class="translation"> Per quanto riguarda il solo Medio Oriente, l&#39;Egitto è 13° e il Qatar, che occupa il 28° posto nella classifica mondiale, è primo in tutto il Medio Oriente. La nazione più corrotta è l&#39;Iraq - 178° posto nella classifica mondiale.</div>
<div class="arabic">وتعريف المنظمة للفساد هو : سوء استغلال السلطة من أجل تحقيق مكاسب شخصية</div>
<div class="translation"> L&#39;organizzazione definisce così la corruzione: abusare del potere per ottenere risultati personali</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Giordania: combattere la corruzione, vivere a New York e affrontare la crisi economica</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/10/giordania-combattere-la-corruzione-vivere-a-new-york-e-affrontare-la-crisi-economica/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 08:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Un excursus dai blog giordani: dai consigli dell'Ambasciatore danese in Giordania su come sconfiggere la corruzione, alla vita di una studentessa di giornalismo a New York, fino al dibattito sull'impatto della crisi economica nel Paese. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mohammad-azraq/">Mohammad Azraq</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/10/12/jordanfighting-corruptionnew-york-city-and-the-economic-crisis/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sul sito di citizen journalism giordano <a title="Vai al blog giordano di citizen journalism" href="http://www.7iber.com/blog/"><em>7iber</em></a>, Sua Eccellenza il signor <a title="Visita il blog dell'Ambasciatore danese in Giordania" href="http://tholun.wordpress.com/">Thomas Fouad Lund-Sørensen</a> [in], ambasciatore danese in Giordania, descrive l&#39;esperienza del suo Paese nella lotta alla corruzione, suggerendo come anche la Giordania possa farne tesoro, in particolare ora che la Danimarca ha ottenuto il primo posto nella classifica <a title="Leggi la classifica dei Paesi meno corrotti di Transparency International" href="http://www.transparency.org/news_room/in_focus/2008/cpi2008/cpi_2008_table">anti-corruzione</a> [in] curata e pubblicata da <a title="visita il sito di Transparency International" href="http://www.transparency.org/">Transparency International (TI)</a> [in].</p>
<blockquote><p>Diamo un&#39;occhiata al mio Paese, la Danimarca, che ancora una volta si trova in cima alla lista dei Paesi meno corrotti. I motivi di ciò sono molteplici; il primo, e più importante, è che la società danese, nel corso degli anni è riuscita a sviluppare e a diffondere ampiamente una cultura contraria alla corruzione. A partire dal XVII secolo, la corruzione è stata classificata come reato penale e punita piuttosto severamente. Il maggior traguardo successivo riguarda gli anni &#8216;20 del ventesimo secolo, quando venne introdotto una norma nel pubblico impiego che garantiva in particolare ai dipendenti di rango inferiore un salario ragionevole, la sicurezza occupazionale e la pensione; vennero anche riviste le normative anticorruzione. Oggi, rimanere coinvolti in un episodio di corruzione è decisamente inaccettabile dal punto di vista etico. Un esempio? Se provate a corrompere qualcuno per liberarvi di una multa, o per ottenere un permesso edilizio, vi ritroverete sicuramente con una denuncia tra capo e collo.</p>
<p>E in Giordania, come vanno le cose? Il Regno giordano si è classificato quarantasettesimo nella classifica di TI, che non è affatto un cattivo risultato; visto il miglioramento del 10% rispetto all&#39;anno scorso. Non ho mai assistito di persona a fenomeni di corruzione in Giordania, ma, come molti nel Paese, ne ho sentito parlare, tanto direttamente quanto dalla stampa e dai servizi televisivi. Non credo proprio che la Giordania abbia scelta. Come altri Paesi piccoli, privi di risorse e in cima a questa lista, il Paese ha una sola via per diventare uno Stato di Diritto: sconfiggere la corruzione, dalla compravendita dei voti alla versione giordana del <a title="Leggi la definizione in inglese su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wasta_(influence)">wasta</a> [in arabo: agganci, raccomandazioni].</p></blockquote>
<blockquote><p>In ultima analisi, [ciò che serve è] una trasformazione culturale che premi il merito invece che i legami socioeconomici, e che crei maggior trasparenza nelle questioni pubbliche. Passi decisivi sono già stati intrapresi, alcuni dei quali col sostegno danese. L&#39;istituzione di una Commissione anti-corruzione, di addestramento per le forze di polizia e dell&#39;ufficio del Difensore Civico sono ottimi esempi, ma l&#39;obiettivo a lungo termine è il superamento di questa cultura del favoritismo.</p></blockquote>
<p>Altre opinioni dell&#39;Ambasciatore sulla lotta alla corruzione <em><a title="Leggi l'articolo da www.7iber.com" href="http://www.7iber.com/blog/2008/09/25/fighting-corruption-in-jordan-learning-from-the-danish-experience/">si trovano qui</a></em>.</p>
<p>Nel frattempo <a title="visita il blog di Lina Ejeilat" href="http://www.linasturmoil.blogspot.com/"><em>Lina Ejeilat</em></a> [in], studentessa della <a href="http://www.journalism.columbia.edu/cs/ContentServer/jrn/1165270051346/page/1175295297393/JRNHomePage.htm"><em>Columbia School of Journalism</em></a> parla della sua esperienza a New York:</p>
<blockquote><p>Me ne sto seduta davanti all&#39;edificio della Scuola di Giornalismo, lavoro alla mia presentazione per il progetto New Media Masters mentre guardo dei bambini che giocano nel prato e mi godo questo fantastico clima autunnale. Il campus sembra quasi un parco a volte.</p></blockquote>
<blockquote><p>È appena passato un topolino. Mi sono abituata a questi animaletti, ormai, che comunque sono molto più tollerabili dei ratti enormi che si vedono ogni tanto attraversare i binari della metro. Quelli sono i rari momenti in cui mi mancano davvero i gatti randagi di Amman. Non se ne vedono, qui, ma preferisco comunque i gatti, ai ratti e ai topolini&#8230;</p>
<p>Non che ciò mi faccia amare meno New York. Una delle cose meravigliose di questo posto è che ti accoglie subito come uno dei suoi. Passa una settimana qui e non ti sentirai più un forestiero. Entri nella metro e vedi gente di tutte le provenienze culturali ed etniche immaginabili. Nessuno è troppo diverso, a New York. È una città di sottoculture, e quale che sia la tua nicchia, stai pur tranquillo che troverai abbastanza persone con cui condividere i tuoi interessi.</p>
<p>Uno dei corsi principali questo semestre alla Columbia è &#8220;Writing and Reporting I&#8221;: in pratica, ti viene assegnata un&#39;area da coprire - un quartiere su cui fai dei reportage, di cui scrivi le storie nel corso del semestre. La mia zona è Red Hook, a Brooklyn, un quartiere che mi pare affascinante e interessante. In un certo senso, trovo che i reportage d&#39;area arricchiscano la mia esperienza a New York, perchè mi permettono di esplorare aspetti che diversamente non avrei nemmeno notato.</p></blockquote>
<p>Altre riflessioni di Lina sono disponibili <a title="Vai all'archivio del blog di Lina" href="http://linasturmoil.blogspot.com/2008_10_01_archive.html">sul suo blog</a> [in].</p>
<p>Infine <a title="Visita il blog Black Iris" href="http://www.black-iris.com/"><em>Naseem Tarawneh</em></a> [in] si occupa dell&#39;impatto della crisi economica globale sulla Giordania:</p>
<blockquote><p>Tra le tante cose di cui i giordani amano discutere va notato come la crisi economica globale sia ai primi posti delle chiacchiere al bar. Alcuni sostengono che si tratti della &#8220;fine dell&#39;America&#8221;, mentre altri la vedono da un punto di vista più personale: in che modo una crisi tanto globale potrà influenzare i giordani? Le banche opereranno una stretta sui prestiti? Forse il <a title="Leggi l'articolo wikipedia in italiano sulla valuta giordana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dinar">dinar</a> [it] continuerà ad affondare seguendo quel peso morto che è il dollaro americano? La crisi produrrà un&#39;inflazione prolungata? Il potere d&#39;acquisto crollerà?</p>
<p>Più o meno, il livello della discussione in Giordania sembra tornare indietro fino a quel vecchio dibattito sulla sostenibilità di un economia che si fonda sempre più su progetti di sviluppo guidati dai Paesi del Golfo. È divertente vedere come i giordani tendano a tenere i piedi ben piantati per terra in questo tipo di dibattito: vogliono vedere dove si va a parare, i risultati di questi progetti. Sembra se ne annuncino centinaia, ma solo pochi arrivano alla fase di sviluppo; o, perlomeno, è questa  la percezione generale, l&#39;argomentazione tipico di chi vi si oppone. Tutti questi progetti richiedono molto tempo, e il fatto che i relativi fondi provengano dal Golfo non significa che verranno portati avanti con la stessa rapidità con cui si realizzano impianti edilizi in zona.</p></blockquote>
<p><a title="Leggi un post di Naseem dal blog Black Iris" href="http://www.black-iris.com/2008/10/12/under-construction-the-global-financial-crisis-and-jordan/">Qui un altro post</a> [in] di Naseem sull&#39;economia giordana. </p>
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