“Famine is man-made” (la carestia è opera dell'uomo) è lo slogan della nuova campagna [en, come tutti gli altri link] promossa da ONE International per sensibilizzare l'opinione pubblica sui devastanti effetti che siccità e carestie stanno producendo in Somalia. Secondo quanto riportato nel sito dell'organizzazione, la campagna punta a “ottenere consenso politico in USA e altri Paesi del mondo per realizzare interventi che pongano fine alle attuali sofferenze della popolazione e interrompano il ciclico susseguirsi di carestie in futuro. Si tratta soprattutto di mettere in campo azioni concrete – perché la carestia è opera dell'uomo”. “Molto bene” – scrive Fiona Leonard sul suo blog, commentando la campagna – “ma che ruolo ha l'Africa in tutto questo? [...] Dov'è l'appello agli africani perché si assumano la responsabilità delle cause e delle possibili soluzioni?” In Africa, calamità come “siccità, violenze e instabilità politica” sono riconducibili in egual misura agli interventi delle potenze straniere e all'operato dei governanti locali, quindi perché non chiedere a tutti di farsi carico delle proprie responsabilità? Nel XXI secolo, conclude l'autrice, le soluzioni ai problemi dovrebbero originare da assunzioni di responsabilità collettive. Affermare che la carestia è opera dell'uomo è un passo nella giusta direzione, ma non si può guardare unicamente ai governi stranieri per ricevere aiuti. Occorre trovare il coraggio di esigere responsabilità e azioni concrete a livello locale.
altri articoli: mini-profilo di Somalia
5 dicembre 2012
Africa: si vota per le sette meraviglie naturali
Al via le selezioni annuali per cercare le nuove sette meraviglie dell'Africa. Ecco foto e storia delle bellezze naturali che non compaiono nell'elenco ufficiale, alcune suggerite direttamente dai blogger.
20 gennaio 2012
Africa: la tecnologia al servizio di rifugiati e sfollati
Le nuove tecnologie giocano un ruolo sempre più importante negli interventi umanitari in situazioni di crisi. Il post approfondisce l'importante ruolo giocato delle ITC nell'aiutare i rifugiati e gli sfollati a ritrovare i propri cari e comunicare con loro, grazie ai vari progetti che cercano di superare gli inevitabili ostacoli infrastrutturali.
4 gennaio 2012
Povertà nel mondo: “frontiere aperte” come soluzione radicale?
Secondo parecchi esperti, la povertà non è qualcosa di inevitabile. E la soluzione più radicale per ridurla consisterebbe proprio nell'aprire le frontiere tra i vari Paesi del mondo, consentendo così chi voglia di emigrare laddove vi è una maggiore necessità di manodopera.
25 novembre 2011
Kenya: Dadaab, il campo profughi più affollato del mondo
Drammatica la situazione nel campo profughi più affollato del mondo: ospita 450.000 le persone (la maggioranza dei quali fuggiti dalla siccità e dalla guerra civile scoppiata in Somalia nel 1991), mentre altri 1.500 ne arrivano ogni giorno e l'imminente stagione delle piogge non farà che peggiorare le cose.
13 ottobre 2011
9 novembre 2009
Somalia: al via un network indipendente per giornalisti e blogger
Il Somali Media Centre è un forum-rete di giornalisti e blogger (non soltanto somali) che fa informazione e pubblica blog scritti da giornalisti sulle vicende del Paese. Ecco una panoramica del progetto in avvio e dei primi post pubblicati - incluso quello di Solana Larsen, managing editor di Global Voices Online.
21 novembre 2008
Scarsa trasparenza e molta corruzione in Egitto
L'Egitto si piazza al 115° posto nell'Indice di Percezione della Corruzione di Transparency International, organizzazione di monitoraggio sui livelli di corruzione in 180 Paesi, determinandola attraverso valutazioni di esperti e sondaggi d'opinione.






























feed RSS per Somalia 
















pussy riot yekaterina v meste s rossiskim norodom i s poderwkoь boga vas osvobodit