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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Mauritania</title>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Mauritania</title>
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		<title>Mauritania: si protesta per la democrazia anche a Nouakchott</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/mauritania-si-protesta-per-la-democrazia-anche-a-nouakchott/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/mauritania-si-protesta-per-la-democrazia-anche-a-nouakchott/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 22:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Scuderi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le proteste vanno estendosi anche alla capitale Nouakchott, dopo che gli attivisti avevano usato Facebook per invitare la gente a manifestare chiedendo riforme sociali, politiche ed economiche e la fine del regime militare nel Paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le proteste vanno estendosi anche a Nouakchott, capitale della Mauritania, dopo che gli attivisti online avevano invitato a manifestare chiedendo riforme sociali, politiche ed economiche e la fine del regime militare nel Paese.</p>
<p>Secondo i resoconti,  ieri sabato 26 febbraio, circa 2.000 dimostranti hanno marciato a piazza Blockat, dove alcuni hanno intenzione di accamparsi fino a che le loro richieste saranno accolte. Tra queste, si parla dell&#39;applicazione di un tetto al costo della vita in costante aumento e una soluzione al problema della disoccupazione. Altri si sono pronunciati contro la discriminazione e a favore della caduta del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/2008_Mauritanian_coup_d%27%C3%A9tat">regime militare</a> [it]. Questo movimento giovanile segue la scia delle altre  proteste nel mondo arabo, a partire dall&#39;insurrezione tunisina &#8212; con i giovani che si protestano collettivamente sia nella vita reale che negli spazi virtuali e manifestano in strada fino a vedere accolte le loro richieste</p>
<p>Sulla pagina <a href="http://www.facebook.com/mauritaniededemain#%21/mauritaniededemain?sk=wall">pagina Facebook</a> [ar e en] di uno dei gruppi che incita alle proteste si legge:</p>
<div class="arabic">نجحت الثورة التونسية ثم الثورة المصرية بعد ذلك بفترة وجيزة فبدأت شعوب المنطقة تتطلع لغد أفضل بعد أن أصاب الإحباط كثيرا من أبنائها وبعد أن ظلت لفترة طويلة تعيش تحت وطأة الاستبداد والظلم والقهر.<br />
نجح قبل ذلك الأتراك من خلال الأحزاب والمجتمع المدني في إنشاء اقتصاد قوي وديمقراطية وليدة استطاعوا من خلالها إبعاد العسكر عن الحكم.<br />
وقبل الأتراك نجح الإسبان في الانتقال إلى الديمقراطية عن طريق المصالحة وقاد الملك إخوان كارلوس بنفسه عملية التحول.<br />
هناك إذا نماذج ناجحة مختلفة لانتقال ديمقراطي : النموذج التونسي والمصري (قيد التشكل) ، النموذج التركي والنموذج الإسباني.<br />
أنشأت هذه الصفحة لتبادل الآراء لصناعة غد أفضل لبلدنا موريتانيا.<br />
أي النماذج السابقة أصلح لنا وأيهم بإمكانه التحقق وكيف نساهم في تحقيقه؟<br />
بإمكانكم أيضا اقتراح نماذج أخرى والهدف هو أن نحقق الديمقراطية والعدالة في بلدنا.<br />
ننتظر إذن مشاركاتكم جميعا مهما كان موقفكم فهنا ديمقراطيتنا هنا سنصنع دولتنا على الفيس بوك قبل أن نراها واقعا بإذن الله تعالى.</div>
<div class="translation">La rivoluzione in Tunisia ha avuto successo, seguita poco dopo dalla rivoluzione egiziana. La popolazione della regione ha cominciato ad aspirare a un domani migliore dopo avere sofferto la depressione economica, dopo aver vissuto in uno stato di oppressione e ingiustizia per lungo tempo.<br />
I turchi  prima di loro sono stati capaci, attraverso la creazione di partiti politici e con l&#39;aiuto della società civile, di creare una forte economia e, con la loro nuova democrazia, sono riusciti ad allontanare il potere dalle forze armate.<br />
Ancor prima dei turchi, gli spagnoli hanno creato una democrazia attraverso la riconciliazione, e lo stesso re Juan Carlos ha condotto alle riforme. Ci sono svariati esempi riusciti di transizioni verso la democrazia. Alcuni di questi sono il modello tunisino ed egiziano (al momento in corso di creazione), così come quello turco e spagnolo.<br />
Questa pagina è stata creata allo scopo di scambiarsi punti di vista relativi ad un futuro migliore per il nostro paese, la Mauritania.<br />
Bisogna chiedersi quale dei modelli che ci hanno preceduti è il più adeguato per noi, quale di questi  possiamo  effettivamente raggiungere o almeno metterci a lavoro per attuarlo. E&#39; anche possibile suggerire modelli alternativi. Lo scopo è raggiungere la democrazia e la giustizia nel nostro paese. Non aspettiamo che la tua partecipazione, qualunque sia la tua opinione. Questo è il luogo della nostra democrazia e qui creeremo il nostro paese - su Facebook - ben prima di vederlo concretizzarsi nella realtà.</div>
<p>E la loro &#8220;mission&#8221; chiarisce:</p>
<div class="arabic">أن تنعم موريتانيا بالحرية والديمقراطية</div>
<div class="translation">Affinchè la Mauritania possa godere di libertà e democrazia.</div>
<p>Nonostante la pagina abbia solo 200 &#8220;Mi piace&#8221;, la protesta sembra aver avuto un certo successo, spingendo i giovani mauritani verso la libertà e la democrazia. Ulteriori  fotografie delle manifestazioni di ieri sono disponibli sempre su Facebook, <a href="http://www.facebook.com/mauritaniededemain#%21/album.php?id=110250865719599&amp;aid=18978">qui</a> [ar, <em>come il successivo</em>] e <a href="http://www.facebook.com/mauritaniededemain#%21/album.php?aid=18942&amp;id=110250865719599">qui</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/' title='elenca tutti gli articoli di Amira Al Hussaini'>Amira Al Hussaini</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bruna-scuderi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Bruna Scuderi'>Bruna Scuderi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/02/26/mauritania-pro-democracy-protests-break-out-in-nouakchott/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/mauritania-si-protesta-per-la-democrazia-anche-a-nouakchott/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmauritania-si-protesta-per-la-democrazia-anche-a-nouakchott%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmauritania-si-protesta-per-la-democrazia-anche-a-nouakchott%2F&#038;text=Mauritania%3A+si+protesta+per+la+democrazia+anche+a+Nouakchott&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmauritania-si-protesta-per-la-democrazia-anche-a-nouakchott%2F&#038;title=Mauritania%3A+si+protesta+per+la+democrazia+anche+a+Nouakchott' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmauritania-si-protesta-per-la-democrazia-anche-a-nouakchott%2F&#038;title=Mauritania%3A+si+protesta+per+la+democrazia+anche+a+Nouakchott' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmauritania-si-protesta-per-la-democrazia-anche-a-nouakchott%2F&#038;title=Mauritania%3A+si+protesta+per+la+democrazia+anche+a+Nouakchott' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmauritania-si-protesta-per-la-democrazia-anche-a-nouakchott%2F&#038;title=Mauritania%3A+si+protesta+per+la+democrazia+anche+a+Nouakchott' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa francofona: eventi tragici e citizen media nel 2010</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/africa-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/africa-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 04:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un altro anno che va a chiudersi con un quadro poco sereno e denso di eventi di primo piano, quello offerto dai citizen media dell'Africa francofona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un altro anno che va a chiudersi con un quadro poco sereno e denso di eventi di primo piano, quello offerto dai citizen media dell&#39;Africa francofona.</em></p>
<p>A imprimere il tono all&#39;intera annata sono stati, già a gennaio, le conseguenze traumatiche del <a title="Speciale sul Terremoto di Haiti da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/haiti-earthquake-2010/">terremoto di Haiti</a>,  l&#39;<a href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/12/togo-disqualified-from-african-cup-following-deadly-attack/">attentato alla squadra africana del Togo, nella provincia di Cabinda (Angola), </a><a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/12/togo-disqualified-from-african-cup-following-deadly-attack/">durante la Coppa d&#39;Africa</a> e il lancio di <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/12/madagascar-new-threats-to-protestant-church-and-free-speech/">gas lacrimogeni sui manifestanti in Madagascar</a>.  Ma la violenza non dà tregua neanche a fine anno, con la crisi politica in Costa d&#39;Avorio, che è costata <a title="Articolo sul tema da Tribune Genève" href="http://www.tdg.ch/node/290230">almeno 173 vite umane</a>, e la tensione sociale che continua ad <a title="Articolo di Global Voices sui disordini in Tunisia" href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/23/tunisia-unemployed-mans-suicide-attempt-sparks-riots/">accendere i tumulti in Tunisia</a>.</p>
<p>Il 2010 è stato per molti Paesi africani anche l&#39;anno del cinquantenario dell&#39;indipendenza, celebrato con la <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/09/african-soldiers-on-the-champs-elysees-on-bastille-day/">controversa parata militare agli Champs-Elysees</a> di Parigi e con il Simposio dei Giovani Leader Africani ospitati dal Presidente Obama. Nel corso dell&#39;anno i citizen media dell&#39;area francofona sono stati ancora una volta all&#39;avanguardia nella diffusione delle informazioni, trovandosi spesso anche sotto minaccia per il semplice fatto di esercitare il diritto alla libera espressione.</p>
<p><strong>Un cattivo presagio</strong></p>
<p>Il terremoto ha colto tutti di sorpresa, eppure, malgrado le frequenti interruzioni del servizio telefonico e la generalizzata scarsità di accesso a internet, i citizen media haitiani <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/15/haiti-getting-the-word-out/">sono stati all&#39;altezza della situazione</a>, fornendo frequenti aggiornamenti e utilissimi resoconti dal luogo del dramma sull&#39;andamento degli <a title="Artcolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/29/haiti-the-politics-of-recovery/">interventi di soccorso</a>.</p>
<p>Nel pieno della tragedia, ha fatto discutere parecchio l&#39;ostentata solidarietà del <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/17/senegal-offers-free-land-to-haitian-earthquake-survivors/">presidente senegalese Wade, quando si è offerto di cedere</a> a titolo gratuito alcuni <a title="Articolo di Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/17/senegal-offers-free-land-to-haitian-earthquake-survivors/">territori del suo Paese </a><a href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/17/senegal-offers-free-land-to-haitian-earthquake-survivors/">ai superstiti del sisma di Haiti</a>. Presso i citizen media senegalesi, haitiani e di tutto il mondo l&#39;offerta è stata accolta da scetticismo misto ad apprezzamento.</p>
<p>Il 18 febbraio  è stato invece il giorno del <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/02/20/coup-in-niger-bloggers-sigh-in-relief-at-the-ousting-of-the-president/">colpo di stato in Niger</a> guidato dal Col. Abdoulaye Adamou Harouna; dopo gli scontri a fuoco nella capitale Niamey, è stato rapito il Presidente <a title="Voce di Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mamadou_Tandja">Mamadou Tandja</a>. In proposito, l&#39;opinione registrata dai citizen media ha oscillato fra il disinteresse e il senso di liberazione.</p>
<p>Anche il continente africano è stato colpito dalla crisi finanziaria e i suoi blogger non hanno fatto mancare <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/05/15/reactions-to-the-greek-financial-crisis-and-the-imf-from-the-africansphere/">reazioni all&#39;evidente disparità di trattamento</a> fra Paesi come la Grecia e le nazioni africane, negli aiuti prestati dal Fondo Monetario Internazionale.</p>
<p>Dalla crisi finanziaria a quella del territorio. Le regioni settentrionali e occidentali dell&#39;Africa sono state lungamente battute dalla pioggia e soggette a violente alluvioni.  Fra i Paesi più colpiti il <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/07/morocco-bloggers-survey-flood-damage/"> Marocco</a>, la <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/19/mauritania-impact-of-floods-aggravated-by-disrupted-transports-lack-of-sewer-systems/">Mauritania</a>, il <a title="Articolo da Global Voices">Benin</a>, la Nigeria e il Togo, dove i primi a dare conto dei fenomeni sono stati spesso proprio i citizen media.</p>
<p>I blogger si sono anche soffermati sulla questione della sicurezza e della stabilità nell&#39;Africa occidentale quando AQIM [Al-Qaeda nel Maghreb islamico] ha occupato a più riprese le prime pagine dei giornali <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/03/mauritania-algeria-analyses-of-the-fallout-from-the-raid-to-free-germaneau/">con la presa di ostaggi nel Mali e l&#39;uccisione in luglio di Michel Germaneau,</a> e poi ancora, qualche tempo dopo, con il <a title="Articolo da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/02/sahel-region-on-paying-ransom-for-hostages/">rapimento di dipendenti dell&#39;AREVA in Niger</a>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/08/AQIM-Area-300x300.png" alt="AQIM Area via Orthuberra su Wikimedia" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">AQIM Area via Orthuberra su Wikimedia - Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0</p></div>
<p><strong>La celebrazione dell&#39;indipendenza nell&#39;Africa francofona.<br />
</strong></p>
<p>A parte il faticoso inizio, per molte nazioni africane il 2010 è stato comunque anche il cinquantesimo anniversario dell&#39;indipendenza e, al tempo stesso, l&#39;anno <a title="Articolo da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/06/17/critical-election-year-across-french-speaking-africa/">critico delle elezioni</a>.  Il ritardo nello sviluppo del progresso umano, alcuni discutibili <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/20/africa-the-scandal-of-the-ill-gotten-gains/">interventi governativi </a> e <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/06/08/50-years-later-independence-and-the-resource-curse-in-francophone-africa">la cattiva gestione delle risorse naturali</a> hanno portato molti blogger a <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/02/17/africa-colonialism-alive-and-well-after-50-years-of-independence/">chiedersi se veramente ci fosse motivo per festeggiare</a>.</p>
<p>Le celebrazioni si sono svolte comunque, e in certi casi <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/14/republic-of-congo-anniversary-of-50-years-of-independence-under-the-shadow-of-unemployment/">senza economia di mezzi, come a Brazzaville</a>, in Congo.</p>
<p>Ma nessuna delle suddette commemorazioni ha suscitato il clamore della <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/09/african-soldiers-on-the-champs-elysees-on-bastille-day/">parata militare svoltasi a Parigi nell&#39;anniversario della Presa della Bastiglia</a> con la partecipazione, su invito del presidente francese Sarkozy, dei militari africani. Considerando le crescenti rivelazioni sulla corruzione della così detta <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7afrique">&#8220;Françafrique</a>&#8220;,  ovvero quel particolare sistema di rapporti che lega i <a href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/12/francafrique-casts-shadow-in-gabon-madagascar-and-mauritania/">leader africani alle lobby francesi</a>, molti osservatori hanno interpretato la presenza degli eserciti africani agli Champs-Elysees come segno di condiscendenza giudicandola a dir poco inopportuna, non dissimile dal <a href="http://globalvoicesonline.org/2007/08/24/senegal-africa-according-to-nicolas-sarkozy/">discorso di Sarkozy</a> a Dakar [c&#39;è stato anche un altro discorso del Presidente a Grenoble, quest&#39;estate, che ha suscitato vigorose reazioni nella blogosfera francofona: quello sulla <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/19/france-racism-and-politics/">criminalità fra gli stranieri</a> e le <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/22/france-discrimination-against-roma-people-labeled-as-thieves/">espulsioni forzate dei Rom</a>.]</p>
<p>L&#39;amministrazione USA ha adottato un approccio diverso nel celebrare i molteplici anniversari africani. All&#39;inizio di agosto, il Presidente Obama ha invitato i <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/07/the-voices-of-young-african-leaders-heard-loud-and-clear-at-the-presidents-forum/">Giovani Leader Africani a un simposio di tre giornate</a> per uno scambio di idee su come consolidare lo sviluppo, i diritti umani e la democrazia. Questa enfasi sui giovani africani ha segnato un netto contrasto con la vecchia rappresentanza dei leader africani schierata il 14 luglio a Parigi.</p>
<p><strong>L&#39;auspicio della trasparenza</strong></p>
<p>Per alcuni Paesi africani il 2010 doveva essere anche l&#39;anno in cui compiere passi significativi verso elezioni libere e trasparenti. Una speranza che è però presto svanita.</p>
<p>A un certo punto, in <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/06/15/rwanda-burundi-what-to-make-of-grenades-explosions/">Burundi</a>, come in Costa d&#39;Avorio, <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/19/guinea-awaiting-the-second-round-of-the-elections-amidst-fraud-allegations/">Guinea</a>, <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/04/madagascar-a-referendum-on-the-new-constitution-proposal/">Madagascar</a> e <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/22/rwanda-tension-before-the-presidential-election-except-for-kagame/">Ruanda</a>, il processo elettorale, guastato da impegni mancati, sospetti di frodi gigantesche e atti di violenza, ha sollevato pesanti interrogativi.</p>
<p>E tuttavia si ha l&#39;impressione che i cittadini siano desiderosi di progredire e dimostrare che i loro Paesi non potranno essere per sempre tenuti a freno da leadership mediocri. L&#39;emergere di una fresca società civile, insieme ai citizen media locali, fanno sperare che qualcosa si stia muovendo, nonostante certe manovre dei governi.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 522px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/oula-kouamouo.jpg" alt="Théophile Kouamouo e Saint-Clavier Oula" width="512" height="392" /><p class="wp-caption-text">Théophile Kouamouo e Saint-Clavier Oula</p></div>
<p>L&#39;influsso esercitato dai citizen media risulta ormai evidente ai governi autoritari africani, al punto da indurli a introdurre massicci provvedimenti in direzione di un maggior controllo censorio dei mezzi di informazione digitali. Nel luglio scorso sono stati arrestati blogger e giornalisti ivoriani <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/16/cote-divoire-blogger-and-journalist-arrested-with-his-team-since-july-13th/">per la pubblicazione di documenti riguardanti la corruzione nell&#39;ambito del commercio del cacao e del caffè.</a> Dall&#39;insorgere, a dicembre, della crisi politica in Costa d&#39;Avorio, per via delle minacce personali ricevute, numerosi <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/20/cote-divoire-ivorian-internet-users-fear-a-new-era-of-terror-in-abidjan/">blogger e utenti twitter hanno rinunciato alle attività online</a>, cessando di pubblicare aggiornamenti sulla situazione.</p>
<p>In Madagascar, svariati <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/11/29/madagascar-wave-of-arrests-in-the-aftermath-of-the-failed-coup/">giornalisti e oppositori politici sono stati arrestati</a> per presunta minaccia alla sicurezza nazionale e per aver espresso il loro dissenso online.  Anche nell&#39;isola malgascia si vanno prendendo misure per incrementare i controlli sui contenuti online. Tra le altre, una proposta di legge vuole riservare la gestione dei <a href="http://gazetyavylavitra.wordpress.com/2010/12/23/et-madagascar-entre-dans-la-danse-ou-plutot-lere-de-la-censure/">contenuti digitali ad un unico provider</a> [fr].</p>
<p>Resta da capire se la lezione appresa quest&#39;anno con le difficoltà elettorali in cui si sono dibattute varie nazioni africane sarà assimilata anche dai vicini. Il Senegal e il Camerun sono fra gli Stati che dovranno prossimamente far fronte a importanti impegni elettorali.</p>
<p>Intanto i blogger camerunensi non paiono troppo ottimisti rispetto all&#39; <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/22/cameroon-cameroonian-blogs-roundup/">imminente tornata elettorale</a>. Come anche in Senegal, i citizen media locali si sono già fatti sentire in merito al <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/07/senegal-wades-son-takes-osentire ver-energy-ministry-as-power-outage-increases/">nepotismo e alla corruzione percepita</a> all&#39;interno della pubblica amministrazione.</p>
<p>Nel 2011 sarebbe bello vedere un quadro rinnovato, con l&#39;interruzione di questa sequela di risultati elettorali dubbi e della violenza nel dopo-elezioni. A popoli tanto resilienti i leader africani lo devono certamente.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/lova-rakotomalala/' title='elenca tutti gli articoli di Lova'>Lova</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Tamara Nigi'>Tamara Nigi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/26/tragedy-bookends-year-2010-for-francophone-citizen-media/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/africa-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;text=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa francofona: 50 anni d&#039;indipendenza ma la &#8220;maledizione straniera&#8221; continua&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 23:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Grati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pur con certa pomposità di questa ricorrenza, molte voci africane si chiedono cosa ci sia da celebrare, dato il mediocre livello di sviluppo raggiunto in seguito all'indipendenza -- nonchè i tanti problemi e legami tuttora irrisolti riguardo le ingenti risorse locali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#39;anno l&#39;Africa francofona celebra i 50 anni d&#39;indipendenza. In occasione dell&#39;anniversario, si è svolto di recente a Nizza il <a title="Link al sito Afrique Avenir" href="http://www.afriqueavenir.org/en/2010/06/01/25th-africa-france-summit-ends-tuesday-in-nice/">summit Africa-Francia</a> [fr]: i rapporti spesso tumultuosi tra la Francia e le sue ex colonie sono di nuovo alla ribalta.  Numerosi africani si chiedono ad alta voce cosa ci sia da celebrare, dato il livello mediocre dello sviluppo raggiunto in molti Paesi dopo l&#39;indipendenza.</p>
<p>Le numerose manifestazioni di sdegno sono accomunate da una lamentela ricorrente: il continente africano è effettivamente ricco di risorse naturali ed è ancora afflitto, senza un&#39;apparente via d&#39;uscita, dal fenomeno conosciuto come &#8220;maledizione del petrolio&#8221;. Sono in molti a ritenere che gli interessi stranieri non siano estranei nell&#39;alimentare tale maledizione.</p>
<p>In una prospettiva economica, l&#39;Africa ha certamente tratto beneficio dalla rapida espansione delle <a title="Link a Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodity/"><em>commodity</em></a> [it] nell&#39;ultimo decennio, ma non in misura così significativa in rapporto alle previsioni. In un rapporto per la rivista <em>Mckinsey Quarterly</em> dal titolo <a title="Link al Mc Kinsey Quaterly" href="http://www.mckinseyquarterly.com/Economic_Studies/Productivity_Performance/Whats_driving_Africas_growth_2601?gp=1">&#8220;What drives Africa&#39;s growth?&#8221;</a> [en, <em>Qual è il motore dello sviluppo africano?</em>], gli autori affermano che:</p>
<blockquote><p>Il petrolio è salito da meno di 20 dollari al barile nel 1999 a più di 145 dollari nel 2008. I prezzi dei minerali, del grano e di altre materie grezze sono ugualmente schizzati verso l&#39;alto sull&#39;onda della crescente domanda globale. [..] Tuttora le risorse naturali hanno generato soltanto il 32% del prodotto interno lordo dell&#39;Africa dal 2000 al 2008.</p></blockquote>
<p>Perché l&#39;Africa non ha beneficiato in misura maggiore delle sue risorse? Molti africani direbbero che la diretta presenza degli interessi internazionali nello sfruttamento di tale risorse e la mancanza di trasparenza dei relativi accordi, non portano allo sviluppo degli Stati africani. In un dossier su <em>FranceAfrique</em> per <em>Focus on Africa</em>, Stephen Smith <a title="Link al sito della BBC" href="http://www.bbc.co.uk/focusonafricamagazine/news/story/2010/04/100429_france_africa.shtml">evidenzia i legami particolari</a> [en] tra la Francia e il continente nero:</p>
<blockquote><p>Ebbene, dal momento in cui è entrato in carica, il Presidente Sarkozy ha dato seguito alla tradizione francese consolidata nel tempo di una diplomazia parallela in Africa.<br />
Un gruppo designato di consiglieri presiede in pubblico agli affari ufficiali con l&#39;Africa, mentre lo staff di alto livello dell&#39;Eliseo, insieme a intermediari non ufficiali, è responsabile di quella politica remunerativa e altamente personalizzata che Sarkozy ha denunciato durante la campagna presidenziale.<br />
I media francesi denunciano regolarmente le promesse non mantenute e la nuova prospettiva di vita conferita alla Francafrica.<br />
La collusione dell&#39;élite della Francafrica è diventata un anacronismo, in contraddizione con la nuda realtà del progressivo disimpegno francese - governativo e privato - con gli ex territori a sud del Sahara.</p></blockquote>
<p>La maledizione del petrolio è il tema più citato nelle regioni francofone ma di certo non è il solo. In una recente inchiesta per <em>The Africa report</em>, Norbrook si chiede <a title="Link al sito The Africa Report in inglese" href="http://www.theafricareport.com/special-reports/sector-reports/oil-a-gas/3286482-who-owns-africas-oil-.html">chi sia il vero proprietario del petrolio africano</a> [en]:</p>
<blockquote><p>Questo &#8220;mondo nuovo&#8221; del petrolio africano è stato modellato dall&#39;aumento dei prezzi, tale da rendere la costosa fase di ricognizione un rischio che vale la pena di correre. Il passaggio all&#39;offshore, reso possibile dal progresso tecnologico, richiede un considerevole impegno finanziario - il noleggio della nave trivella che ha scoperto il giacimento di petrolio del Ghana costa circa un milione di dollari al giorno.<br />
Un&#39;altra dinamica importante è stata l&#39;incremento della competizione con le compagnie cinesi e indiane che sono entrate nella cordata delle maggiori società europee e statunitensi. Laddove la produzione di petrolio è stata controllata tradizionalmente da una élite ristretta il cui monopolio è stato visto come dannoso, i nuovi attori  hanno facilitato le trattative dei governi.</p></blockquote>
<div id="attachment_143710" class="wp-caption aligncenter" style="width: 286px"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/oil-map-africa.jpg"><img class="size-medium wp-image-143710" title="Mappa del petrolio africano" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/oil-map-africa-276x300.jpg" alt="Mappa del petrolio africano" width="276" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa del petrolio africano, da Theafricareport.com</p></div>
<p>Il blogger <em>Achille</em> da Antananarivo, Madagascar, ha seguito da vicino la crisi politica nel suo Paese: ecco <a title="Link al blog Reflexiums" href="http://reflexiums.wordpress.com/2010/05/26/madagascar-maudit-petrole">come collega i tumulti locali con la maledizione del petrolio</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>On a tous cherché la cause de cette crise, mais on oublie que c’est le pétrole qui a lancé les offensives. Tous les autres évènements tels que le pillage des forêts, le banditisme, l’accroissement de la pauvreté ne sont que les conséquences. La Francafrique a commencé à bouger dès qu’on a entendu les premières études positives sur le pétrole sans compter les autres ressources qui attirent d’autres pays. Je viens de me rendre compte qu’on est cerné par les multinationale, les canadiens au sud, les chinois vers Soalala et évidemment Total, le grand ami des pays en développement et des dictateurs de pacotille ! Et nous, on est là comme des cons à regarder le train qui transporte notre pognon loin vers l’horizon ! Quand j’ai vu le chiffre de 100 millions pour une concession pétrolière, je me suis dit qu’enfin la stupidité avait enfin atteint son sommet avec nos dirigeants.</p></blockquote>
<div class="translation">Tutti siamo in cerca delle cause di questa crisi, eppure ci dimentichiamo spesso che il petrolio è l&#39;elemento scatenante di tutti i disordini. Tutti gli altri eventi, come il saccheggio della foresta nazionale, i crimini di Stato, la povertà sempre in aumento, sono soltanto prodotti derivati. I membri della lobby per la Francafrica hanno cominciato a muoversi non appena hanno sentito che c&#39;erano risorse petrolifere da sfruttare, senza escludere di certo altri tipi di risorse interessanti per loro e per altri Paesi.<br />
Mi sono reso conto che siamo circondati dalle multinazionali: le canadesi nel Sud, le cinesi a Solala e  ovviamente la Total, grandi amiche dei Paesi in via di sviluppo e degli aspiranti dittatori. Nel frattempo, ce ne stiamo qui a guardare le nostre risorse spedite chissà dove! Quando ho visto un contratto da 100 milioni per una concessione petrolifera, mi sono detto che la stupidità ha raggiunto la massima potenza presso i nostri dirigenti.</div>
<p>Negli anni Settanta, il petrolio è stato considerato come il passaporto per un rapido sviluppo. È stato il caso dell&#39;Algeria, della Libia e dell&#39;Iraq, dice <em>Passion-histoire</em>. E spiega come tale <a title="Link al blog Le blog de l'histoire" href="http://blog.passion-histoire.net/?p=6106">speranza si sia dissolta</a> [fr] in un batter d&#39;occhio:</p>
<blockquote><p>Dans les années 1970, grâce la rente pétrolière, l’Algérie, la Libye et l’Irak paraissaient engagés dans un processus de modernisation accélérée. Le pétrole était la bénédiction qui permettrait à ces États de rattraper leur « retard » économique.<br />
L’Algérie était un « dragon en Méditerranée », la Libye un « émirat » et l’Irak « la puissance militaire montante » du monde arabe. Sur le plan politique, le socialisme progressiste laissait penser que des transformations profondes s’opéraient : émancipation de la femme, urbanisation, scolarisation, augmentation de l’espérance de vie…<br />
Quelques décennies plus tard, la désillusion est cruelle. Le sentiment de richesse a entraîné ces pays dans des expérimentations voire des impasses politiques, économiques et militaires aux conséquences désastreuses dont ils peinent encore à sortir.</p></blockquote>
<div class="translation">Nel 1970, grazie alla rendita petrolifera, Algeria, Libia e Iraq davano l&#39;impressione di aver innescato un rapido processo di modernizzazione. Il petrolio è stato la benedizione che avrebbe permesso agli Stati di ristabilirsi da un punto di vista economico. L&#39;Algeria è stata il “dragone del Mediterraneo”, la Libia l&#39;“Emirato”, e l&#39;Iraq “la potenza militare in ascesa” del mondo arabo. Da un punto di vista politico, il socialismo progressista aveva fatto credere a molti che andavano realizzandosi profonde trasformazioni strutturali: emancipazione femminile, urbanizzazione, scolarizzazione, lunghezza della vita…<br />
Qualche decennio più tardi, la disillusione è stata cocente. La sensazione è che i ricchi abbiano trascinato quei Paesi in sperimentazioni sfociate in vicoli ciechi a livello politico, economico e militare che hanno portato disastrose conseguenze da cui stentano a uscire.</div>
<p>In risposta alla celebrazione dei 50 anni d&#39;indipendenza, <em>Faustine Vincent </em> scrive che le nazioni africane sono <a title="Link al sito web 20minutes.fr" href="http://www.20minutes.fr/article/405796/Monde-Les-50-ans-d-independances-africaines-embarrassent.php">poco propense a inviare dei resoconti</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Mais, au final, le cinquantenaire embarrasse tout le monde. Côté africain, «les pays auraient dû en profiter pour faire un bilan d’étape. Ce n’est pas le cas, assure  Boubacar Boris Diop, écrivain sénégalais. Certainement parce qu’ils n’ont pas lieu d’en être fiers».</p></blockquote>
<div class="translation">Alla fin fine, questa celebrazione del cinquantenario è proprio imbarazzante per tutti. Da parte dell&#39;Africa, “si trattava di un&#39;opportunità per tirare le somme sui percorsi intrapresi finora. Ma non è andata affatto così, scrive Boubacar Boris Diop, uno scrittore senegalese. Certo, non hanno nulla di cui andare fieri”.</div>
<p>Da parte della Francia, l&#39;amministrazione Sarkozy continua a esprimere la volontà di dissociarsi dal modo di agire delle amministrazioni precedenti. Come riportato da <em>Sarah Halifa-Legrand</em>, questo concetto <a title="Link al sito web Nouvel Obs" href="http://tempsreel.nouvelobs.com/dossier/afrique-50-ans-d-independance/20100528.OBS4588/la-francafrique-version-sarkozy.html">è stato espresso in termini piuttosto espliciti da Alain Joyandet</a> [fr], segretario di Stato francese alla Cooperazione:</p>
<blockquote><p>…[La France] se montrant &#8220;prêt à laisser tomber l’Afrique si son pays n’y trouve pas son compte&#8221;. Dans la bouche d’Alain Joyandet, cela donne : &#8220;Ne pas avoir peur de dire aux Africains qu’on veut les aider, mais qu’on veut aussi que cela nous rapporte&#8221;</p></blockquote>
<div class="translation">[La Francia] è pronta a “lasciar perdere l&#39;Africa, se il Paese non ne vede l&#39;utilità”. Dalla bocca di Alain Joyandet: “Non dobbiamo aver paura di dire agli africani che vogliamo aiutarli, ma che deve uscirne qualcosa anche per noi.”</div>
<p>In Gabon, l&#39;<em>Association Survie </em>nota che, a dispetto dei disordini dell&#39;ultimo anno, la <a title="Link al sito web Survie" href="http://survie.org/billets-d-afrique/2010/192-juin-2010/article/total-gabon-profite-de-la-hausse">Total ha fatto proprio bene i suoi interessi nel 2010</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Elle a publié un résultat net de 42 millions d’euros au titre du premier trimestre 2010, en hausse de 109% par rapport à la même période en 2009.</p></blockquote>
<div class="translation">Total ha riportato un utile netto di 42 milioni di euro nel primo trimestre del 2010, ovvero un incremento del 109% rispetto allo stesso periodo del 2009.</div>
<p>Infine, <em> Arimi Choubadé </em> di <em>Quotidien Nokoue</em> in Benin pubblica una nota sarcastica, chiedendoci di immaginare come si sarebbe stati meglio con la Francia se solo questa <a title="Link al sito Quotidien Nokoué" href="http://quotidiennokoue.com/?p=3615">avesse potuto &#8220;mantenere&#8221; i suoi legami privilegiati con i Paesi dotati di maggiori risorse naturali</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Imaginez une France partenaire privilégié d’une Côte d’Ivoire forte de son cacao ; d’un Gabon, d’un Congo, d’un Tchad, d’un Cameroun voire d’une Mauritanie dopés par l’exploitation du pétrole ; d’un Mali, d’un Bénin et d’un Burkina Faso en pôle dans la production de coton ; d’un Togo transfiguré par les ristournes du phosphate; et d’un Niger comblé par l’exploitation de l’Uranium. Cela éviterait à Sarkozy sa posture actuelle de puissance mitigée.</p></blockquote>
<div class="translation">Immaginate la Francia con una partnership privilegiata con la Costa d&#39;Avorio e la sua  abbondanza di cacao, con il Gabon, il Congo, il Chad, il Camerun e pure la Mauritania sostenute nella crescita economica dal petrolio; con il Mali, il Benin e il Burkina Faso e il loro cotone, con il Togo trasformato dai suoi giacimenti di fosfati e il Niger con la sua riserva di uranio. Ciò avrebbe evitato a Sarkozy di starsene lì in mezzo senza sapere che pesci prendere.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/lova-rakotomalala/' title='elenca tutti gli articoli di Lova Rakotomalala'>Lova Rakotomalala</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellagr/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Antonella Grati'>Antonella Grati</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/06/08/50-years-later-independence-and-the-resource-curse-in-francophone-africa/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/06/africa-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;text=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Mauritania: ancora prigione e sciopero della fame per il giornalista web Hanevy Ould Dahah</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/mauritania-hanevy-ould-dahah/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/mauritania-hanevy-ould-dahah/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 04:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilenia Girlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[Mauritania]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Condannato a 6 mesi di prigione per un commento lasciato sul sito, il giornalista doveva essere rilasciato il 24 dicembre 2009 - ma un blog aperto per seguirne il caso lo dà ancora in carcere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_117155" class="wp-caption alignleft" style="width: 154px"><img class="size-full wp-image-117155 " title="Hanevy negli Stati Uniti, foto di Nasser Weddady" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/01/hanevy-in-dc.jpg" alt="Hanevy negli Stati Uniti, foto di Nasser Weddady" width="144" height="171" />
<p class="wp-caption-text">Hanevy negli Stati Uniti, foto di Nasser Weddady</p>
</div>
<p>Nel giugno 2009, <a target="_blank" title="Post inglese su Global Voices Advocacy" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/2009/06/20/mauritania-webmaster-of-taqadoumycom-arrested/">Global Voices Advocacy</a> [in] è stata la prima testata a riportare la notizia per cui l&#39;editor mauritano Hanevy Ould Dahah, responsabile del sito d&#39;informazione con tendenze liberali <a target="_blank" href="http://http://www.taqadoumy.com/"><em>Taqadoumy</em></a> [ar, in, fr], era stato arrestato in seguito a un commento lasciato sul sito. Ould Dahah, condannato a 6 mesi di prigione, doveva essere rilasciato il 24 dicembre, ma, il 26 dicembre su <em>Dekhnstan</em> il blogger Nasser Weddady ha <a target="_blank" title="Post in inglese" href="http://dekhnstan.wordpress.com/2009/12/26/my-first-post-hanevy-ould-dahah/">riportato</a> [in] la notizia che Ould Dahah non era ancora stato rilasciato. Nel post iniziale del blog, Weddady ha sottolineato:</p>
<blockquote><p>Ecco perchè ho deciso di aprire questo blog. Il caso di Hanevy non è soltanto quello di un altro giornalista/blogger messo fuori gioco per questioni politiche. Il suo caso è l&#39;unico che avrà serie implicazioni per il Paese: se il Generale Aziz non tornerà sui propri passi per il trattamento ai danni del giornalista, finirà per ritenersi libero di reprimere qualsiasi voce del dissenso senza alcun timore di eventuali conseguenze. Diciamo che questo è IL caso-prova per il futuro dei diritti civili nella minuscola, e spesso dimenticata, nazione della Mauritania.</p>
</blockquote>
<p>Il 28 dicembre Weddady ha <a target="_blank" title="Post in inglese" href="http://dekhnstan.wordpress.com/2009/12/28/hanevy-starts-a-hunger-strike/">riportato</a> [in] che Ould Dahah aveva iniziato lo sciopero della fame. Il 5 gennaio, il Comitato internazionale per la protezione dei giornalisti (CPJ) ha <a target="_blank" title="Articolo in inglese" href="http://cpj.org/2010/01/prison-term-completed-mauritanian-editor-still-jai.php">condannato</a> [in] le autorità mauritane per il trattenimento di Ould Dahah oltre la data prevista per il rilascio, e la Rete Araba per l&#39;Informazione sui Diritti Umani (ANHRI) <a target="_blank" title="Post in inglese" href="http://www.anhri.net//en/reports/2010/pr0104.shtml">ha fatto appello</a> [in, ar] al Governo mauritano perché rispetti la legge. Finora nessuna delle grandi testate d&#39;informazione nazionali ha riferito alcunché sul caso.</p>
<p>A tutt&#39;oggi Ould Dahah rimane ancora in prigione. Il 14 gennaio, Nasser Weddady del <em>Dekhnstan</em> ha <a target="_blank" title="Post in inglese" href="http://dekhnstan.wordpress.com/2010/01/14/when-the-magic-turns-on-the-magician/">pubblicato quanto segue</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Hanevy Ould Dahah doveva, <em>in teoria</em>, comparire innanzi alla Corte Suprema oggi (14 gennaio), dopo essere stato improvvisamente chiamato a comparire dinnanzi al supremo organo giurisdizionale del Paese. Sennonché il procedimento sarà illegale. Nessun errore, il Governo mauritano non ha scoperto d&#39;improvviso di aver sbagliato in questo caso, sta solamente cercando di insabbiare il proprio comportamento, già altamente illegale, nei confronti di Hanevy. Anzi, le autorità potrebbero anche affibbiargli a un&#39;altra condanna!</p>
</blockquote>
<p>Weddady ha anche fatto i nomi degli ufficiali coinvolti nella detenzione di Ould Dahah, ma poi ha dichiarato: „La terribile esperienza di Hanevy è autorizzata dalla più alta autorità mauritana: il Generale Mohamed Ould Abdelaziz. Il sistema di questa nazione è tale che egli, ed egli soltanto, ha il potere decisionale di vita e di morte su chiunque sia tanto sciocco da intralciarne il cammino‰.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/' title='elenca tutti gli articoli di Jillian C. York'>Jillian C. York</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/ilenia/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Ilenia Girlando'>Ilenia Girlando</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/01/15/mauritania-hanevy-ould-dahah-remains-imprisoned/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/mauritania-hanevy-ould-dahah/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fmauritania-hanevy-ould-dahah%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fmauritania-hanevy-ould-dahah%2F&#038;text=Mauritania%3A+ancora+prigione+e+sciopero+della+fame+per+il+giornalista+web+Hanevy+Ould+Dahah&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fmauritania-hanevy-ould-dahah%2F&#038;title=Mauritania%3A+ancora+prigione+e+sciopero+della+fame+per+il+giornalista+web+Hanevy+Ould+Dahah' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fmauritania-hanevy-ould-dahah%2F&#038;title=Mauritania%3A+ancora+prigione+e+sciopero+della+fame+per+il+giornalista+web+Hanevy+Ould+Dahah' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fmauritania-hanevy-ould-dahah%2F&#038;title=Mauritania%3A+ancora+prigione+e+sciopero+della+fame+per+il+giornalista+web+Hanevy+Ould+Dahah' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fmauritania-hanevy-ould-dahah%2F&#038;title=Mauritania%3A+ancora+prigione+e+sciopero+della+fame+per+il+giornalista+web+Hanevy+Ould+Dahah' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Mondo arabo: prime reazioni online al divieto dei minareti in Svizzera</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/mondo-arabo-prime-reazioni-online-al-divieto-dei-minareti-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 04:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vittoria del recente referendum contro l'erezione di nuovi minareti ha scatenato una varietà di reazioni in tutta la blogosfera arabo-musulmana: se alcuni blogger sono indignati, altri ritengono che il divieto non impedisca di professare la propria fede.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 29 novembre, il 57.5% degli elettori svizzeri <a title="Articolo in inglese" href="http://english.aljazeera.net/news/europe/2009/11/2009112915164769444.html">ha approvato il divieto</a> [in] di costruire nuovi minareti sulle moschee, aprendo la strada alla modifica costituzionale. Il referendum riguarda solo la costruzione di nuovi minareti &#8211;non delle moschee&#8211; e non include i quattro minareti già esistenti.</p>
<p>Il provvedimento ha scatenato reazioni contrastanti in tutta la blogosfera arabo-musulmana: se alcuni blogger sono indignati, altri ritengono che questo divieto non impedisca di professare la propria fede.</p>
<p><em>Pierre Tristram</em>, un blogger libanese-americano che scrive su About.com, <a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/b/2009/11/29/islamophobe-swiss-ban-minarets.htm">apre il suo post</a> [in] critico nei confronti della decisione svizzera con il seguente paragrafo:</p>
<blockquote><p>Com&#39;è possibile che 59 milioni di persone siano così stupide, così <a title="Articolo in inglese" href="http://www.mindfully.org/Reform/2004/US-Election-IQ2004.jpg">titolava</a> [in] il quotidiano inglese Daily Mail all&#39;indomani della ri-elezione di George W. Bush nel 2004. Potrebbero inventarsene un&#39;altra simile da aggiungere alla galleria degli orrori: com&#39;è possibile che 3 milioni di svizzeri siano così bigotti?</p>
</blockquote>
<p>Tristram chiude il post con un commento sarcastico:  &#8220;La differenza tra lo svizzero medio e l&#39;<a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/od/iran/p/me071030.htm">iraniano</a> [in] <a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/od/iran/p/ahmadinejad-profile.htm">Mahmoud Ahmadinejad</a> [in], l&#39;<a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/b/2009/04/21/ahmadinejads-anti-israel-show-at-un-racism-conference.htm">uomo simbolo del razzismo</a> [in], sta diventando sempre più impercettibile.&#8221;</p>
<p>Nel suo post, il blogger egiziano <em>Hicham Maged</em> cerca risposte a certe domande e <a title="Post in inglese" href="http://blog.hichamaged.net/flying-with-black-wings/">conclude</a> [in] in questo modo:</p>
<blockquote><p>In breve, mi auguro che gli svizzeri riconsiderino quanto è successo; non si tratta di capire se la legge protegga i diritti dei cittadini o meno, cosa che comunque sarà importante dibattere ed eventualmente correggere nelle opportune sedi giudiziarie del Paese, ma di considerarlo un errore fatale, l&#39;ultimo campanello d&#39;allarme prima di affondare in una palude di ignoranza piena di paura, rabbia e stupidità ~ Dovunque!</p>
</blockquote>
<p>Un altro blogger egiziano, autore di <em>Not Green Data</em>, ribadisce il concetto secondo cui &#8220;una moschea è una moschea,&#8221; ma <a title="Post in inglese" href="http://notgr33ndata.blogspot.com/2009/11/swiss-identity.html">si lamenta</a> [in] poiché il divieto svizzero altera l&#39;estetica dell&#39;edificio:</p>
<blockquote><p>Possiamo immaginare un pezzo di formaggio svizzero senz&#39;occhi - i suoi buchi? Oppure un coltellino svizzero senza bussola o cacciavite? È esattamente quello che gli svizzeri fanno alle moschee. Una moschea resta una moschea anche senza minareto, e svolgerà sempre la propria funzione. Semplicemente perderà in bellezza e identità architettonica.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger inglese <em>Matthew Teller</em>, scrittore-viaggiatore in Medio Oriente, si concentra sulla retorica di vari poster</p>
<div id="attachment_109213" class="wp-caption alignleft" style="width: 264px"><img class="size-full wp-image-109213" title="image5797878-300x199" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/12/image5797878-300x199.jpg" alt="Un poster del partito SVP che promuove il divieto dei minareti" width="254" height="168" />
<p class="wp-caption-text">Un poster del partito SVP che promuove il divieto dei minareti</p>
</div>
<p>degli attivisti svizzeri e analizza quelli di entrambi i contendenti. Quella che segue è la sua <a title="Post in inglese" href="http://quitealone.com/2009/11/30/swiss-rolled/">descrizione</a> [in] del poster qui a sinistra:</p>
<blockquote><p>Il ripugnante partito <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Democratica_di_Centro_%28Svizzera%29" target="_blank">SVP</a> [it] ha fatto ampiamente ricorso a quello che il Financial Times ha definito “<a title="Articolo in inglese" href="http://www.swissinfo.ch/eng/front/The_minaret_ban_hits_the_headlines.html?siteSect=105&amp;sid=11558450&amp;cKey=1259570958000&amp;ty=st" target="_blank">populismo stridente</a> [in]” per additare &#39;stranieri&#39; di ogni tipo come criminali, assistenzialisti o peggio, promuovendone la campagna con questo slogan: &#8220;Stop! Si al divieto dei minareti&#8221;. Osserviamo la grafica: minareti come missili, donne minacciose, il burqa come occultamento, nero, minaccioso, sulla bandiera svizzera si proietta un&#39;ombra da oriente, la croce viene cancellata.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;algerino-americano <em>The Moor Next Door</em> ritiene che questa vicenda sia frutto di una lotta di potere e <a title="Post in inglese" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/11/30/on-the-minaret-ban/">commenta</a> [in] così:</p>
<blockquote><p>Per chi gli si oppone, il minareto rappresenta &#8220;l&#39;arrivo&#8221; dell&#39;Islam nelle Alpi. È lì e significa che la presenza musulmana è al di sopra di altri popoli e religioni. Vietandolo si nega l&#39;esistenza e il potere dell&#39;Islam.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>L&#39;estetica dell&#39;identità, e quindi del potere, sono gli elementi centrali di questa vicenda. In questo modo un popolo dubbioso della propria identità cerca di affermarla e definirla rifiutando quella del nuovo arrivato.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger siriano <em>Maysaloon</em> riflette in modo originale sul tema più ampio in cui questa storia s&#39;inscrive. Tralasciando bigottismo, paura e integrità architettonica, il blogger <a titlte="Post in inglese" href="http://maysaloon.blogspot.com/2009/11/swiss-have-voted-against-building.html">si concentra</a> [in] sul seguente argomento:</p>
<blockquote><p>L&#39;elemento fondamentale di questa vicenda non è né il valore architettonico o religioso dei minareti, né gli svizzeri bigotti. Quello che conta veramente è che per la prima volta dopo 400 anni, dall&#39;<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Vienna" target="_blank">assedio ottomano di Vienna</a> [it] , i musulmani hanno un impatto concreto sulla vita dell&#39;Europa.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger elenca i modi in cui l&#39;Islam ha influenzato l&#39;&#8220;occidente&#8221; e viceversa, per poi concludere come segue:</p>
<blockquote><p>In breve, i bigotti non mi preoccupano affatto. Possiamo vietare minareti e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shari'a" target="_blank">shari&#39;a</a> [it], strappare via veli e disegnare vignette, ma questo non cambierà il fatto che l&#39;Islam adesso è in Europa e in America, e va diffondendosi in tutto il mondo.</p>
</blockquote>
<p>Per concludere, il commento di <em>weddady</em> su Twitter riassume bene il sentimento di molti. L&#39;utente <a title="Tweet in inglese" href="http://twitter.com/weddady/status/6226387648">sostiene</a> [in], &#8221; Nessuno adesso potrà negare che l&#39;Europa abbia un problema con i musulmani, né nessuno potrà negare la loro presenza sul territorio.&#8221;</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/' title='elenca tutti gli articoli di Jillian C. York'>Jillian C. York</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Paolo d&#39;Urbano'>Paolo d&#39;Urbano</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/12/01/arab-world-reactions-to-the-swiss-ban-on-minarets/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/mondo-arabo-prime-reazioni-online-al-divieto-dei-minareti-in-svizzera/#comments" title="commenti">commenti (1) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F12%2Fmondo-arabo-prime-reazioni-online-al-divieto-dei-minareti-in-svizzera%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F12%2Fmondo-arabo-prime-reazioni-online-al-divieto-dei-minareti-in-svizzera%2F&#038;text=Mondo+arabo%3A+prime+reazioni+online+al+divieto+dei+minareti+in+Svizzera&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F12%2Fmondo-arabo-prime-reazioni-online-al-divieto-dei-minareti-in-svizzera%2F&#038;title=Mondo+arabo%3A+prime+reazioni+online+al+divieto+dei+minareti+in+Svizzera' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F12%2Fmondo-arabo-prime-reazioni-online-al-divieto-dei-minareti-in-svizzera%2F&#038;title=Mondo+arabo%3A+prime+reazioni+online+al+divieto+dei+minareti+in+Svizzera' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F12%2Fmondo-arabo-prime-reazioni-online-al-divieto-dei-minareti-in-svizzera%2F&#038;title=Mondo+arabo%3A+prime+reazioni+online+al+divieto+dei+minareti+in+Svizzera' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F12%2Fmondo-arabo-prime-reazioni-online-al-divieto-dei-minareti-in-svizzera%2F&#038;title=Mondo+arabo%3A+prime+reazioni+online+al+divieto+dei+minareti+in+Svizzera' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Blogger africani denunciano l&#039;ingerenza francese in Gabon, Mauritania e Madagascar</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 06:40:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Il recente esplodere delle violenze in Gabon e Madagascar e il contestato risultato elettorale in Mauritania hanno gettato benzina sul fuoco per quanti sono convinti che la <em>Françafrique</em> continui a pesare enormemente nell'arena politica delle ex colonie francesi. Diversi i cittadini che online ne parlano e offrono le prove di tale ingerenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le recenti esplosioni di violenza in Gabon e Madagascar, e il contestato risultato elettorale in Mauritania, hanno gettato benzina sul fuoco per quanti sono convinti che l&#39;influenza francese continui a pesare enormemente nell&#39;arena politica delle ex colonie africane, dove il Paese europeo mantiene ancora ampi interessi economici e politici. Quest&#39;idea è spesso definita col nome di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7afrique">Françafrique</a> [in].</p>
<p>Le elezioni presidenziali in <a title="Pagina di GVO in inglese dedicata al Gabon" href="http://globalvoicesonline.org/-/world/sub-saharan-africa/gabon/">Gabon</a> [in] hanno ricevuto accuse di brogli, mentre è stato dichiarato vincitore Ali Bongo, figlio del Presidente recentemente scomparso Omar Bongo. <a title="Video in inglese dal blog di Harinjaka" href="http://harinjaka.posterous.com/youtube-violence-after-gabon-poll-results">Le violenze seguite alle elezioni</a> [in] hanno portato all&#39;<a title="La notizia dal sito dell'Herald Sun in inglese" href="http://www.heraldsun.com.au/news/world/two-dead-in-post-election-violence/story-e6frf7lf-1225769735365">assalto incendiario al consolato francese di Port-Gentil</a> [in], città dove hanno sede anche gli uffici dell&#39;azienda petrolifera francese Total.</p>
<p>In Madagascar, i promettenti colloqui di pace avviati a Maputo da un gruppo di mediazione internazionale si sono arenati e ieri una manifestazione di protesta è stata duramente repressa dal Governo di transizione. Nella capitale Antananarivo alcuni manifestanti sono stati visti <a title="Status di Twitter in malgascio" href="http://twitter.com/jentilisa/status/3908293286">molestare i <em>vazaha</em></a> [ml] (gli stranieri) nei pressi dell&#39;hotel Glacier, mentre <a title="Lancio in francese dell'agenzia AFP" href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gOvepP_Y08Zbjbwsi3oV1_z0fQDw">l&#39;esercito ha interrotto</a> [fr] le dimostrazioni contro la <a title="Notizia in inglese dal sito del Washington Post" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/09/10/AR2009091001990.html">formazione di un nuovo governo che non include tutti i partiti politici</a> [in],  come invece concordato durante le trattative di pace a Maputo.</p>
<p>In Mauritania, invece, il <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mohamed_Ould_Abdel_Aziz">Generale Mohamed Ould Abdel Aziz</a> [in], salito al potere un anno fa grazie a un colpo di Stato, si è visto legittimare da un&#39;elezione considerata <a title="Leggi l'articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/07/19/mauritania-election-fraud/">fraudolenta</a> [in] dai suoi oppositori. E i mauritani si domandano perchè sia stata proprio la <a title="Notizia" href="http://www.taqadoumy-fr.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=2514&amp;Itemid=30">Francia uno dei primi Stati a riconoscere</a> [fr] il risultato elettorale.</p>
<p>Il <a title="Articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2006/05/22/francophone-africa-bloggers-on-colonialisms-enduring-influence/">concetto di Francafrique</a> [in] è tanto ampiamente condiviso che nel gennaio 2008 l&#39;ex Segretario di Stato per lo Sviluppo d&#39;Oltremare, <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jean-Marie_Bockel">Jean-Marie Bockel</a> [in], dichiarò l&#39;intenzione di “<a title="Notizia in francese dal sito di Le Monde" href="http://www.lemonde.fr/cgi-bin/ACHATS/acheter.cgi?offre=ARCHIVES&amp;type_item=ART_ARCH_30J&amp;objet_id=1020337&amp;clef=ARC-TRK-D_01">voler firmare il certificato di morte della <em>Françafrique</em></a>” [fr].</p>
<p>Le agiate condizioni di vita di cui godono i leader africani in Francia sono state ben documentate. La <a title="Mappa" href="http://maps.google.com/maps/mm?client=firefox-a&amp;hl=en&amp;q=Bongo+villa+paris&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.219803,5.546786&amp;spn=14.674432,38.056641&amp;z=5">mappa delle proprietà immobiliari</a> [in] di Parigi intestate ai dittatori africani, <a title="Post originale in francese" href="http://www.rue89.com/2009/06/08/la-mort-domar-bongo-pilier-de-la-francafrique">pubblicata da Rue89</a> [fr] la dice lunga sul fatto che la presa di distanze della Francia da tali dittatori sia più formale che reale. L&#39;ONG <a title="Sito in francese" href="http://www.cellulefrancafrique.org/">cellule Francafrique</a> [fr] elenca nei dettagli le prove a sostegno del concetto di Francafrique con dei <a title="Articolo in francese" href="http://www.cellulefrancafrique.org/-Dictateurs-amis-de-la-France-.html">reportage</a> [fr] e alcune <a title="Foto dal profilo su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/9131417@N04/">foto su Flickr</a>.</p>
<p>A questo proposito, vari blog malgasci e francesi non hanno perso tempo a far notare come <a title="Articolo in francese da courrierinternational.com" href="http://www.courrierinternational.com/breve/2009/03/19/la-france-prend-le-tgv-en-marche">l&#39;ambasciatore francese Chataignier sia stato il primo rappresentante straniero a incontrare Rajoelina</a> [fr] il <a title="Post originale in francese" href="http://nymarina.over-blog.org/article-31970153.html">giorno dopo il colpo di Stato</a> [fr] in Madagascar. Il blogger malgascio NJ <a title="Video in francese" href="http://njnb.wordpress.com/2009/08/30/madagascar-pourquoi-faire-complique-quand-on-peut-faire-simple/">pubblica un link al video seguente</a> [fr], che prova a spiegare come funziona la politica del Francafrique in Madagascar:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/npYF-xyNU9o&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/npYF-xyNU9o&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Uno dei motivi per cui i blogger parlano tanto spesso del coinvolgimento francese nelle questioni interne del Madagascar riguarda le potenzialità di estrazione petrolifere nella regione del Bemolanga. La Total ha acquistato il 60% della proprietà territoriale del bacino, e prevede di estrarre <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bemolanga">180.000 barili al giorno per oltre trent&#39;anni</a> [in]. La Reuters riferisce che la riserva di Tsimimoro potrebbe finanche fruttare <a title="Leggi la notizia dal sito della Reuters in inglese" href="http://www.reuters.com/article/latestCrisis/idUSLH3201">1,7 miliardi di barili</a> [in].</p>
<p>Il costante risentimento nei confronti delle azioni francesi per ciò che viene percepito, a torto o a ragione, come un continuo intrufolarsi nello sviluppo africano ha talvolta assunto <a title="Articolo da Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/primo-attacco-suicida-in-mauritania/">carattere violento</a> [it].</p>
<p>Tuttavia il blogger malgascio Vony propone un&#39;alternativa all&#39;ostilità verso i cittadini francesi come atteggiamento anti-Francafrique. Vony scrive una <a title="Post originale in francese" href="http://www.topmada.com/2009/09/lettre-ouverte-aux-francais-de-madagascar/#more-7438">lettera aperta ai cittadini francesi residenti in Madagascar</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>On dit que vous, Français, venez du pays des droits de l’Homme</p>
<p>Mais on sait aussi que vous vivez désormais dans un pays où la terreur règne,</p>
<p>Parce que Madagascar est aussi une partie de votre histoire, nous vous demandons</p>
<p>solennellement de nous soutenir et nous aider à retrouver notre dignité de</p>
<p>Malgaches et notre fierté de vivre sur cette île [..] Nous Malgaches au pays, en France et à l’étranger faisons appel à votre solidarité envers votre peuple ami et à votre foi en la démocratie et le respect des droits de l’Homme.</p>
<p>Parce que vous êtes aussi menacés par l’avenir sombre et désastreux qui nous guettent tous, , ne détournez pas les yeux mais tendez nous la main pour mieux dénoncer ce que vous ne toléreriez pas dans votre propre pays!</p></blockquote>
<div class="translation">Si dice che voi, francesi, veniate dalla terra dei Diritti Umani</p>
<p>Ma sappiamo per esperienza che vivete anche in un Paese (il Madagascar) dove regna il terrore,</p>
<p>Dal momento che ora il Madagascar è parte anche della vostra storia, vi chiediamo aiuto per ridare dignità e orgoglio alla nostra isola […]. Noi malgasci ci appelliamo al vostro senso di solidarietà verso un Paese amico, e alla vostra fede nella democrazia e nel rispetto dei diritti umani. Poichè anche voi siete minacciati da un futuro oscuro, non distogliete lo sguardo ma veniteci incontro nel denunciare ciò che non tollerereste neppure nel vostro Paese.</p></div>
<p>Tahina parla delle violenze del giorno precedente, <a title="Post originale in inglese" href="http://r1lita.wordpress.com/2009/09/11/a-kind-of-deja-vu/">e di come le abbiano fatto tornare alla mente ricordi traumatici</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Il mio autobus passa da Piazza 13 Maggio, un punto caldo, se non il più caldo, dopo Parco Ambohijatovo. E la domanda logica, posta al conducente prima di salire sull&#39;autobus, è: &#8220;Va ad Analakely?&#8221;, &#8220;Sì, signore&#8221;. Lungo la strada noti cose anormali, gruppi di persone in un posto, traffici sospetti, tendi l&#39;orecchio per origliare le conversazioni altrui. Tiri fuori il cellulare e provi a chiamare qualcuno che dovrebbe trovarsi in centro per sapere se sta bene, e gli chiedi cosa vede intorno. Tutto ciò mi ricorda cose brutte. Cose che probabilmente vivrò ancora in futuro.</p></blockquote>
<p>Dal Gabon, il blogger malgascio Harinjaka, che al momento vive a Libreville, scrive delle <a title="Post originale in inglese" href="http://harinjaka.posterous.com/gabon-elections-evidence-of-fraud-the-observe">possibili prove di brogli che avrebbero portato Ali Bongo alla vittoria</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Delle schede raffigurate in <a title="Foto dal sito originale" href="http://observers.france24.com/files/images/gabon_fausse_carte.jpg">quest&#39;immagine</a> [fr], quella a sinistra è autentica, mentre quella a destra è stata contraffatta. La differenza è piuttosto evidente: quella a sinistra è stata stampata dopo che venisse appiccicata la foto, mentre la foto a destra non è stata stampata assieme al pezzo di carta, il che significa che può essere modificata - e quindi, che più persone possono votare usando la stessa scheda elettorale.</p></blockquote>
<p>Ecco di seguito il video di una donna del Gabon che accusa la Francia di essere direttamente responsabile delle elezioni truccate da Bongo:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/f9q08jjGxGU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/f9q08jjGxGU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Dichiarazioni di questo tipo, in occidente vengono spesso liquidate come semplici teorie cospirative. Purtroppo, visti i recenti tumulti in Gabon, Mauritania e Madagascar, la Francafrique appare sempre più palusibile p blogger e cittadini africani.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/lova-rakotomalala/' title='elenca tutti gli articoli di Lova Rakotomalala'>Lova Rakotomalala</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Stefano Ignone'>Stefano Ignone</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/12/francafrique-casts-shadow-in-gabon-madagascar-and-mauritania/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/blogger-africani-denunciano-lingerenza-francese-in-gabon-mauritania-e-madagascar/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F09%2Fblogger-africani-denunciano-lingerenza-francese-in-gabon-mauritania-e-madagascar%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F09%2Fblogger-africani-denunciano-lingerenza-francese-in-gabon-mauritania-e-madagascar%2F&#038;text=Blogger+africani+denunciano+l%26%2339%3Bingerenza+francese+in+Gabon%2C+Mauritania+e+Madagascar&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F09%2Fblogger-africani-denunciano-lingerenza-francese-in-gabon-mauritania-e-madagascar%2F&#038;title=Blogger+africani+denunciano+l%26%2339%3Bingerenza+francese+in+Gabon%2C+Mauritania+e+Madagascar' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F09%2Fblogger-africani-denunciano-lingerenza-francese-in-gabon-mauritania-e-madagascar%2F&#038;title=Blogger+africani+denunciano+l%26%2339%3Bingerenza+francese+in+Gabon%2C+Mauritania+e+Madagascar' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F09%2Fblogger-africani-denunciano-lingerenza-francese-in-gabon-mauritania-e-madagascar%2F&#038;title=Blogger+africani+denunciano+l%26%2339%3Bingerenza+francese+in+Gabon%2C+Mauritania+e+Madagascar' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F09%2Fblogger-africani-denunciano-lingerenza-francese-in-gabon-mauritania-e-madagascar%2F&#038;title=Blogger+africani+denunciano+l%26%2339%3Bingerenza+francese+in+Gabon%2C+Mauritania+e+Madagascar' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Primo attacco suicida in Mauritania</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/primo-attacco-suicida-in-mauritania/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 06:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato scorso un attentato suicida nella capitale Nouakchott ha provocato il ferimento di un cittadino locale e due francesi. Fra le varie reazioni online, si fa notare la diversa attenzione all'evento riservata da media locali e occidentali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato scorso in Mauritania si è registrato il primo attacco suicida, con il ferimento di un cittadino locale e due francesi. Mentre l&#39;evento è stato riportato assai marginalmente dai media occidentali, l&#39;emittente televisiva <em>Al Arabiya</em> con sede a Dubai ne <a title="Vai al sito di AlArabiya in inglese" href="http://www.alarabiya.net/articles/2009/08/08/81229.html">ha dato notizia</a> [in] subito dopo l&#39;attentato da Nouakchott, la capitale, evidenziandone la tempistica in questo articolo:</p>
<blockquote><p>L’attentato è avvenuto tre giorni dopo che Mohamed Ould Abdel Aziz, autore del golpe militare che nel 2008 ha rovesciato il primo leader eletto democraticamente, aveva prestato giuramento come presidente della Mauritania dopo aver vinto le elezioni il mese scorso.</p>
</blockquote>
<p><em>The Moor Next Door</em> ha scritto un <a title="Vai al sito originale" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/08/09/suicide-bombing-in-mauritania/">pezzo dettagliato</a> [in] sull’incidente dipingendo l&#39;immagine di una popolazione furiosa per quanto accaduto ma ancor più frustrata dal regime:</p>
<blockquote><p>Le risposte agli articoli sull&#39;attentato presenti sull&#39;internet araba sono esplicative. Un commento aggiunto a uno dei primi reportage dice “liberaci dal Generale e poi ti chiameremo shaid (martire)!”. Altri condannano l’attentatore e la sua stupidità schernendone le origini  <a title="Vai al sito ossin.org in italiano" href=http://www.ossin.org/mauritania/razzismo-schiavitu-mauritania.html>haratine</a> [it]. I mauritani sono arrabbiati, proprio come hanno fatto dopo i tanti attacchi terroristici sferrati negli anni. Ma per quanto vi sia frustrazione e risentimento per l&#39;attentato, gran parte di questi [sentimenti] viene rivolto contro il regime. Anche se la storia dell’attentatore suicida è il “pezzo forte” del momento che ha attirato l&#39;attenzione dei media occidentali dopo le elezioni, i mauritani vedono altri problemi legati alla legittimità e al despotismo strisciante.</p>
</blockquote>
<p>Becky, blogger che lavora per <a title="Vai al sito inglese di Peace Corps"  href="http://www.peacecorps.gov/index.cfm?shell=learn.whatispc">Peace Corps</a> [in] in Mauritania, segnala l&#39;eventualità che i volontari dell’associazione in servizio nel Paese possano essere rimpatriati e <a title ="Post originale in inglese" href="http://beckyrobinson1.blogspot.com/2009/08/welcome-to-camp-peace-corpsanyone-up.html">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>È un giorno triste per i volontari di Peace Corps in Mauritania. Non solo perché ciò minaccia il nostro futuro ma anche perché un Paese nel quale siamo cresciuti e che chiamiamo “casa” ora verrà visto dal resto del mondo come luogo pericoloso e instabile. Va detto che i terroristi sono degli estremisti e non rappresentano il pensiero più diffuso. Sarà molto difficile, per me, lasciare tutte le persone che non hanno fatto niente di male anche se quelli con cui ho parlato capiscono perfettamente [la situazione].</p>
</blockquote>
<p><em><a title="Profilo in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/weddady">weddady</a></em> [in] ha scritto della sua frustrazione in un <a title="Messaggio in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/weddady/status/3202324420">messaggio su Twitter</a> [in]:</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-90020" title="Messaggio su Twitter di weddady" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/weddady1-300x162.png" alt="Messaggio su Twitter di weddady" width="327" height="176" /><br />
[Aljazeera e Alarabiya includono Salka Bint Cheikh nella lista dei feriti, le testate occidentali la ignorano. Tirate voi le conclusioni.]</p>
<p>Anche se sono ancora pochi i blogger che parlano della questione, la Francia ha <a title="Articolo in inglese sul Wahsington Post" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/08/09/AR2009080900842.html">condannato</a> [in] l’attentato e il neopresidente Mohammed Ould Abdel Aziz <a title="Articolo in inglese su Google" href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5ixqX_42_cGiAq8Pw_INo8nfkUVbg">ha messo in guardia</a> [in] contro futuri attacchi terroristici.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/' title='elenca tutti gli articoli di Jillian C. York'>Jillian C. York</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Maria Grazia Pozzi'>Maria Grazia Pozzi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/10/mauritania-experiences-first-ever-suicide-bombing/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/primo-attacco-suicida-in-mauritania/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fprimo-attacco-suicida-in-mauritania%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fprimo-attacco-suicida-in-mauritania%2F&#038;text=Primo+attacco+suicida+in+Mauritania&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fprimo-attacco-suicida-in-mauritania%2F&#038;title=Primo+attacco+suicida+in+Mauritania' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fprimo-attacco-suicida-in-mauritania%2F&#038;title=Primo+attacco+suicida+in+Mauritania' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fprimo-attacco-suicida-in-mauritania%2F&#038;title=Primo+attacco+suicida+in+Mauritania' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fprimo-attacco-suicida-in-mauritania%2F&#038;title=Primo+attacco+suicida+in+Mauritania' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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