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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Malawi</title>
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		<title>Malawi: i ponti pedonali a pedaggio di una città che cresce</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 17:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Coletto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ponti di legno artigianali collegano due affollati mercati situati sulle sponde opposte del fiume di Lilongwe, capitale del Malawi, offrendo ai giovani che li costruiscono una risposta locale alla crescente urbanizzazione e alla disoccupazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre la popolazione mondiale si appresta a raggiungere il numero di<a title="Pagina web in italiano" href="http://7billionactions.org/page/27-7-miliardi-di-azioni"> 7 miliardi </a> [it, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] alla fine di ottobre, a <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lilongwe">Lilongwe</a>, capitale del Malawi, un&#39;indicazione della rapida crescita demografica &egrave; data dalla folla che si accalca nei mercati della citt&agrave;, che conta poco pi&ugrave; di 1 milione di abitanti. Due di questi mercati si trovano sulle rive opposte del fiume Lilongwe: uno vende verdura e prodotti di allevamento, l&#39;altro vestiario.       </p>
<p>Fino a quattro anni fa, per spostarsi da un mercato all&#39;altro era necessario seguire un percorso piuttosto tortuoso lungo la riva del fiume per raggiungere il ponte Lilongwe, attraversarlo e tornare indietro dall&#39;altra parte. Oggi, invece, ci sono dei ponti a collegare i due mercati. Non ponti convenzionali, ma costruiti &#8220;a mano&#8221;, utilizzando legname locale.    </p>
<div id="attachment_262195" class="wp-caption alignright" style="width: 324px"><img class="size-medium wp-image-262195" title="Ponte artigianale che collega due mercati sul fiume Lilongwe" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/10/samuels-bridge-314x300.jpg" alt="Ponte artigianale che collega due mercati sul fiume Lilongwe" width="314" height="300" /><p class="wp-caption-text">Ponte artigianale che collega due mercati sul fiume Lilongwe. Foto di Steve Sharra (CC-BY)</p></div>
<p>Il ponte nella fotografia pubblicata &egrave; stato costruito da un gruppo di sette giovani e ora rappresenta per loro un mezzo di sussistenza. Si alternano in turni per il controllo del ponte e la richiesta del pedaggio, dalle 6 di mattina fino alle 7 di sera, quando cala il sole e i mercati chiudono. </p>
<p>Gli incassi dei pedaggi, al momento 10 kwacha (circa 4 centesimi di euro) a persona, vanno nelle tasche di chi si trova di turno. Samuel Mbewe ci dice che con i suoi proventi ha aperto un negozio di generi alimentari.  </p>
<p><strong>Una risposta locale a disoccupazione e urbanizzazione</strong></p>
<p>Domenica 2 ottobre mi sono imbattuto in Samuel Mbewe e Kayen Kayanka mentre facevano la guardia al loro ponte. Nei tre anni successivi alla costruzione non hanno mai contato quante persone lo attraversano in un giorno, ma Samuel ci informa che gli introiti possono variare dai 9.000 kwacha (38 euro circa) di una giornata tranquilla ai 25.000 (107 euro circa) di una redditizia.</p>
<p>Considerando che si pagano 10 kwacha a persona, ne deduciamo che possibilmente il numero di passanti va dai 900 ai 2500 al giorno. Si tratta per&ograve; solo di una stima, visto che qualcuno paga solo 5 kwacha e qualcun&#39;altro, come amici e colleghi, non paga proprio niente.  </p>
<div id="attachment_262185" class="wp-caption alignright" style="width: 348px"><img class="size-medium wp-image-262185 " title="Samuel Mbewe e Kayen Kayanka con un amico" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/10/samuel-kayen-friend-375x204.jpg" alt="Samuel Mbewe e Kayen Kayanka con un amico" width="338" height="184" /><p class="wp-caption-text">Samuel Mbewe e Kayen Kayanka con un amico al lavoro su uno dei ponti del fiume Lilongwe. Foto di Steve Sharra (CC-BY)</p></div>
<p>Questi ponti non sono né per gli sbadati né per chi soffre di vertigini. I pedoni che li attraversano per la prima volta li affrontano con prudenza e a passo lento, mentre i pi&ugrave; esperti &#8220;volano&#8221;, come se avessero ai piedi un paio di scarpe da pallacanestro <a title="Risultati da ricerca google" href="http://www.google.it/search?q=air+jordan&#038;hl=it&#038;biw=1280&#038;bih=834&#038;prmd=imvnsl&#038;source=lnms&#038;tbm=isch&#038;ei=tNiiTrTgH9GwhAfgr73kBA&#038;sa=X&#038;oi=mode_link&#038;ct=mode&#038;cd=2&#038;sqi=2&#038;ved=0CDUQ_AUoAQ">Air Jordan</a>.</p>
<p>Una blogger svizzera, Janique Racine, nel 2007 raccontava <a title="Post originale in inglese" href="http://janiqueracine.wordpress.com/2007/11/26/malawi/"> della paura terribile nell&#39;attraversare un ponte sospeso in Malawi </a> [en].</p>
<blockquote><p>Chiaro che non vorresti guardare in basso, ma devi farlo, altrimenti rischi di rimanere con un piede incastrato tra gli spazi vuoti!</p></blockquote>
<p>Ci sono anche altri pericoli. Il fiume Lilongwe straripa durante la stagione delle piogge e i ponti rimangono danneggiati dalle inondazioni, ma vengono ricostruiti quando le piogge si placano. Lo scorso gennaio <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.lilongwetimes.com/general/human-interest/1645-lladd-driver-drowns-in-lilongwe-river-police-confirm">un uomo &egrave; annegato </a> [en] mentre cercava di attraversare il fiume.</p>
<p>Nel luglio di quest&#39;anno, i giovani coinvolti nel progetto (tutti uomini, per il momento) si sono organizzati in un &#8220;sindacato dei ponti&#8221;. Hanno concordato che ogni ponte deve contribuire ad una cassa comune con 200 kwacha (85 centesimi di euro) al giorno, che equivale ad un totale di 803.000 kwacha (3.425 euro) l&#39;anno. Lo scopo del sindacato &egrave; quello di poter intervenire a sostegno dei suoi membri nel caso di decesso o di lutto. Non hanno per&ograve; ancora progetti di investimento nel futuro per i loro risparmi.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/steve-sharra/' title='elenca tutti gli articoli di Steve Sharra'>Steve Sharra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/katia-coletto/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Katia Coletto'>Katia Coletto</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/10/18/malawi-a-growing-city-and-its-pay-to-cross-footbridges/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/malawi-i-ponti-pedonali-a-pedaggio-di-una-citta-che-cresce/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmalawi-i-ponti-pedonali-a-pedaggio-di-una-citta-che-cresce%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmalawi-i-ponti-pedonali-a-pedaggio-di-una-citta-che-cresce%2F&#038;text=Malawi%3A+i+ponti+pedonali+a+pedaggio+di+una+citt%C3%A0+che+cresce&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmalawi-i-ponti-pedonali-a-pedaggio-di-una-citta-che-cresce%2F&#038;title=Malawi%3A+i+ponti+pedonali+a+pedaggio+di+una+citt%C3%A0+che+cresce' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmalawi-i-ponti-pedonali-a-pedaggio-di-una-citta-che-cresce%2F&#038;title=Malawi%3A+i+ponti+pedonali+a+pedaggio+di+una+citt%C3%A0+che+cresce' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmalawi-i-ponti-pedonali-a-pedaggio-di-una-citta-che-cresce%2F&#038;title=Malawi%3A+i+ponti+pedonali+a+pedaggio+di+una+citt%C3%A0+che+cresce' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmalawi-i-ponti-pedonali-a-pedaggio-di-una-citta-che-cresce%2F&#038;title=Malawi%3A+i+ponti+pedonali+a+pedaggio+di+una+citt%C3%A0+che+cresce' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Africa: i successi della Comunità di Sant&#039;Egidio contro l&#039;AIDS</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 16:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Corradin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono sormontabili gli ostacoli che impediscono l'accesso alle cure per i sieropositivi e i malati di AIDS in Africa? A giudicare dai risultati del progetto DREAM, che la Comunità di Sant'Egidio porta avanti dal 2002 in ben 26 Paesi del continente, la risposta pare positiva. La speranza viene dall'Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p dir="ltr">Spesso si menzionano le difficoltà di accesso alle cure per sieropositivi e malati di AIDS in Africa. Numerose iniziative mostrano che queste difficoltà non sono insormontabili. È il caso del programma <a title="Pagina originale sul programma DREAM" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=274">Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition</a>, meglio noto con l&#39;acronimo inglese DREAM.</p>
<p dir="ltr">Si tratta di un programma di lotta contro l&#39;HIV/AIDS che prevede un approccio globale. È stato messo a punto nel febbraio 2002 dalla <a title="Pagina principale del sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://www.santegidio.org/index.php?idLng=1062&amp;pageID=1&amp;res=1">Comunità di Sant&#39;Egidio</a>, il Mozambico è il primo Paese in cui è stato applicato. Dalla sede della Comunità di Sant&#39;Egidio a Roma Trastevere,  Cristina Cannelli, responsabile del programma in Guinea, <a title="Articolo apparso su L'Osservatore Romano" href="http://www.santegidio.org/index.php?pageID=64&amp;id=8261&amp;idLng=1063">spiega il perché:</a></p>
<blockquote>
<p dir="ltr">La Comunità di Sant&#39;Egidio è profondamente legata all&#39;Africa, anche perché la Comunità stessa è una realtà africana, essendo presente in 26 Paesi del continente con più di 20.000 membri africani. Esiste un legame particolare con il Mozambico, dove nel 1992 fu firmata la pace che pose termine a una terribile guerra civile grazie alla mediazione della Comunità: ciò condusse a scegliere il Mozambico quale primo Paese in cui lanciare il programma DREAM.</p>
</blockquote>
<p>DREAM è oggi applicato in Malawi, Tanzania, Kenia, Guinea Conakry, Guinea Bissau, Nigeria, Angola, Repubblica Democratica del Congo e Camerun.</p>
<p>La <a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=274&amp;Curlang=IT">filosofia</a> su cui poggia il programma è che:</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">DREAM è concepito per l&#39;eccellenza. Eccellenza delle cure, della diagnostica, dell&#39;informatizzazione. DREAM propone anche in Africa gli standard occidentali, utilizzando di routine la valutazione della carica virale ed introducendo la <a title="Pagina sul sito della Comunità di Sant'Egidio sulla HAART" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=253&amp;Curlang=IT">Highly Active Anti-Retroviral Therapy</a> (HAART)&#8221;</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_80880" class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><a rel="attachment wp-att-80880" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=80880"><img class="size-medium wp-image-80880" title="&quot;Qui tutto è gratis&quot;. Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto di Sant'Egidio)" src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/gratuità-200x300.jpg" alt="&quot;Qui tutto è gratis&quot;. Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto di Sant'Egidio)" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Qui tutto è gratis&quot;. Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto di Sant&#39;Egidio)</p></div>
<p dir="ltr">Le <a title="I numeri di DREAM sul sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=256&amp;Curlang=IT">cifre</a> che illustrano le attività di DREAM attraverso il continente sono impressionanti. 150.000 persone assistite, di cui 25.000 sotto i 15 anni e 65.000 in terapia antiretrovirale, di cui 6.000 bambini. DREAM è riuscito a spezzare il circolo vizioso della trasmissione verticale madre-bambino, facendo nascere 14.000 bambini sani da madri malate. Il programma riesce oggi a far nascere il 95% (o più, in alcuni Paesi) dei bambini di madri malate.</p>
<p dir="ltr">In questo momento, 1.300 gravidanze sono seguite in diversi Paesi. Dall&#39;inizio del programma, più di un milione di persone hanno beneficiato del programma DREAM attraverso l&#39;educazione sanitaria, la fornitura di filtri d&#39;acqua, cibo, zanzariere, corsi di prevenzione sui luoghi di lavoro, alla radio, alla televisione, ecc. Nel complesso dei Paesi, i centri DREAM hanno effettuato 1.300.000 visite mediche, 276.000 valutazioni della carica virale, 540.000 analisi del <a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/CD4">CD4</a>.</p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
<div id="attachment_80882" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-80882" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=80882"><img class="size-medium wp-image-80882" title="Festa per l'uscita dei bambini dal Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino" src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/festa-per-i-bambini-che-escono-sani-dallla-PTME-375x277.jpg" alt="Festa per l'uscita dei bambini dal Centro per la Prevenzione della trasmissione madre-bambino" width="375" height="277" /></a><p class="wp-caption-text">Festa per l&#39;uscita dei bambini dal Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto della Comunità di Sant&#39;Egidio))</p></div>
<p dir="ltr">Per portare avanti questo progetto nei dieci Paesi coinvolti, DREAM ha stabilito 33 centri e 20 laboratori di biologia molecolare. Naturalmente, per far funzionare  quest&#39;enorme macchina in Paesi così diversi tra loro, aventi differenti lingue locali ed ufficiali, serviva del personale qualificato in numerosi ambiti. Per questo Sant&#39;Egidio ha organizzato 18 sessioni panafricane di formazione per 4.000 specialisti. Cliniche mobili sono state introdotte in alcuni Paesi per portare aiuto ai malati nei quartieri di più difficile accesso.</p>
<p dir="ltr">Con l&#39;obiettivo di coinvolgere nel progetto le istituzioni locali, DREAM <a title="Pagina sui centri DREAM sul sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://dream.santegidio.org/public/Centri/x__CentriDream.asp?Curlang=IT">ha fatto sapere</a> che:</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">Alcune di queste strutture sono attive grazie ad accordi di collaborazione con centri sanitari locali che hanno replicato il programma.</p>
</blockquote>
<p dir="ltr">Ma anche pazienti e amici contribuiscono attivamente,<a title="Pagina sul Movimento degli attivisti sul sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=231&amp;Curlang=IT"> partecipando</a> volontariamente al &#8220;movimento degli attivisti&#8221; per lottare contro la pandemia:</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">In ogni centro DREAM, accanto al personale medico e paramedico, sono presenti e costituiscono una risorsa indispensabile per il successo del programma gruppi più o meno numerosi di uomini e di donne del luogo che hanno conosciuto il nostro lavoro e ne hanno avuta trasformata la vita, tanto da convincersi a impegnarla a vantaggio dei pazienti che si presentano nelle nostre strutture. Sono in gran parte dei malati, ma non tutti. Sono i nostri “attivisti”.</p>
</blockquote>
</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/abdoulaye-bah/' title='elenca tutti gli articoli di Abdoulaye Bah'>Abdoulaye Bah</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/camilla-corradin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Camilla Corradin'>Camilla Corradin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/09/14/80562/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/africa-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;text=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa: La Cina è tallonata dall&#039;India</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/africa-la-cina-e-tallonata-dallindia/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/africa-la-cina-e-tallonata-dallindia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 07:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gazzola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre cresce a vari livelli la presenza cinese nel continente nero, si è tenuto in Etiopia il secondo incontro tra India e Paesi africani. Il Piano di cooperazione proposto dall'India, basato su un modello diverso rispetto a quello cinese, fa discutere la blogosfera francofona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In maggio, presso la sede dell’Unione Africana a Addis-Abeba (Etiopia), si è tenuto il secondo incontro India-Africa. L’obiettivo del summit era <a title="Articolo in francese" href="http://www.brazzaville-adiac.com/index.php?action=depeche&amp;dep_id=49418&amp;oldaction=liste&amp;regpay_id=0&amp;them_id=0&amp;cat_id=2&amp;ss_cat_id=0&amp;LISTE_FROM=20&amp;select_month=05&amp;select_year=2011">l’adozione</a> [fr, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente specificato</em>] di due documenti: la Dichiarazione di Addis-Abeba e il Piano di cooperazione tra India e Africa (reperibile sul sito ufficiale dell’<a title="Notizie sul summit sul sito dell'UA in francese" href="http://au.int/en/summitfr/AfricaIndia">Unione Africana</a>).</p>
<p>Immancabilmente il meeting ha suscitato numerose reazioni nella blogosfera dell’Africa francofona e si segnalano soprattutto i commenti relativi alla corsa in atto fra Cina e India per esercitare la propria influenza nel continente africano. Tale competizione ha ispirato fra l&#39;altro un <a title="Video su youtube" href="http://www.youtube.com/v/Jw4m8xc0qDc">breve video satirico</a> pubblicato da <em>TheLeadersOfTheWorld</em> su Youtube.</p>
<p><em> </em></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 171px"><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f3/Manmohansingh04052007.jpg/389px-Manmohansingh04052007.jpg"><img class=" " title="Manmohan singh. Questa foto è stata caricata sulla licenza Creative Commons. Attribuzione 2.5 Brasile (CC  BY 2.5). Questa fotografia è stata prodotta dall'Agência Brasil." src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f3/Manmohansingh04052007.jpg/389px-Manmohansingh04052007.jpg" alt="Manmohan singh. Questa foto è stata caricata sulla licenza Creative Commons. Attribuzione 2.5 Brasile (CC  BY 2.5). Questa fotografia è stata prodotta dall'Agência Brasil." width="161" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">Manmohan singh. Questa foto è stata caricata sulla licenza Creative Commons. Attribuzione 2.5 Brasile (CC  BY 2.5). Questa fotografia è stata prodotta da Agência Brasil.</p></div>
<p>Il <a title="Articolo in francese" href="http://journaldutchad.com/article.php?aid=1259"><em>journaldutchad.com</em></a> ha pubblicato le cifre significative emerse dall&#39;Incontro:</p>
<blockquote><p>Quindi l’India romperà il salvadanaio e ormai sta battendo tutti i record, con l&#39;annuncio di un prestito pari a 2400 miliardi di CFA (franchi centrafricani, equivalenti a 5 miliardi di dollari) per i prossimi tre anni, a favore del continente africano. Inoltre, il Primo Ministro indiano Manmohan Singh, che condivide la stessa visione del continente, ha intenzione di concedere una sovvenzione di 336 franchi CFA (700 milioni di dollari) sotto forma di “donazione” a favore dell’Africa.</p></blockquote>
<p><a title="Profilo autore sul sito di afrique7 in francese" href="http://www.afrique7.com/author/patrice-garner">Patrice Garner</a>, su <em>afrique7.com</em>, <a title="Articolo in francese" href="http://www.afrique7.com/economie/1418-afrique-la-cooperation-economique-inde-afrique.html">offre ulteriori dettagli</a> sui nuovi progetti:</p>
<blockquote><p>I fatti valgono più delle parole e, all’interno di questo partenariato [India-Africa], verrà costruito un istituto di informatica in Ghana, un istituto di pianificazione nel settore dell&#39;istruzione in Burundi, uno per il commercio estero in Uganda e un istituto del diamante in Botswana.</p></blockquote>
<p><a title="Profilo su afrik.com in francese" href="http://www.afrik.com/auteur12526.html">Assanatou Baldé</a>, su <em>Afrik.com</em>, sottolinea che nella vita quotidiana degli Africani gli investimenti indiani sono già <a title="Articolo in francese" href="http://www.afrik.com/article22925.html">ben visibili</a>.</p>
<blockquote><p>Uno dei più importanti è quello del gigante indiano delle telecomunicazioni Bharti Airtel, che ha sborsato 10 miliardi di dollari per conquistare il mercato della telefonia mobile in 15 Paesi africani. Il gruppo automobilistico Tata, presente in 11 Paesi del continente, detiene il monopolio dei trasporti in Uganda e nella regione di <a title="Voce su wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thi%C3%A8s">Thiès</a> [it] in Senegal.</p></blockquote>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 376px"><a href="http://farm1.static.flickr.com/12/14160316_ca540bf0af.jpg"><img class=" " title="Camion della Tata in Africa. Foto di Robin Elaine, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0) " src="http://farm1.static.flickr.com/12/14160316_ca540bf0af.jpg" alt="Camion della Tata in Africa. Foto di Robin Elaine, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0) " width="366" height="274" /></a><p class="wp-caption-text">Camion della Tata in Africa. Foto di Robin Elaine, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0) </p></div>
<p>Si è poi aperto un dibattito, sulla piattaforma <em>Flamme d’Afrique, les autres voix de l’Afrique</em> dell’Istituto Panos, dove Ousseini Issa <a title="Articolo in francese" href="http://http://www.panos-multimedia.org/indeaf/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=76">confronta le strategie</a> indiane e cinesi in Africa:</p>
<blockquote><p>I rapporti commerciali e di cooperazione che Delhi intrattiene con l’Africa si distinguono da quelli adottati dalla Cina. Le strategie indiane si basano su un&#39;offensiva da parte di imprese private (ma sostenute dallo Stato) che cercano di radicarsi attraverso  “fusioni-acquisizioni”. La Cina, invece, privilegia il commercio diretto con i governi. Ad ogni modo, anche l’India utilizza questa strategia di integrazione con le istituzioni economiche regionali come la Cedao e la Sadc. [&#8230;] la posta in gioco consiste nella possibilità per il continente africano di inserirsi in un tipo di rapporti che si differenziano rispetto a quelli che seguivano l’asse Nord-Sud e su cui si basava lo sfruttamento nei secoli passati.</p></blockquote>
<p><a title="Commento in forum sul sito flamme d'afrique in francese" href="http://www.panos-multimedia.org/indeaf/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=74:commentaires&amp;catid=46:commentaire#comment-2">#2 NIBIZI</a> spera, grazie a questo riavvicinamento tra India e Africa, nell’inizio di una nuova era:</p>
<blockquote><p>I politici africani devono prendere al volo l’occasione di questo partenariato e rompere con le pratiche di corruzione che hanno distrutto il continente. La cultura dei diritti umani deve tornare in primo piano, in modo che si possa profittare dei frutti che questo riavvicinamento potrà portare, il tutto nella prospettiva di una cessazione delle guerre e  lotte intestine che hanno impedito al continente africano di avviarsi verso la crescita economica.</p></blockquote>
<p>Karl, invece, è pragmatico, sicuro e <a title="Commento in forum sul sito flamme d'afrique in francese" href="http://www.panos-multimedia.org/indeaf/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=74:commentaires&amp;catid=46:commentaire">preoccupato</a> allo stesso tempo, in particolare per quel che riguarda un <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/vociglobali/grubrica.asp?ID_blog=286&amp;ID_articolo=317&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">possibile accaparramento delle terre coltivabili</a> [it] da parte dell&#39;India:</p>
<blockquote><p>L’obiettivo di questo summit, per l’Africa, dovrebbe essere quello di negoziare metodi di collaborazione volti alla risoluzione del problema cruciale dell’energia. Ma, si tratta anche di porre fine alla cessione in affitto e alla vendita dei terreni in Africa, fintanto che i produttori [autoctoni] avranno problemi ad accedervi per  poter concorrere all&#39;autosufficienza alimentare e per godere del diritto a un luogo in cui vivere.</p></blockquote>
<p>Sull’ <a title="Commento in forum sul sito RFI in francese" href="http://www.rfi.fr/afrique/20110524-inde-affirme-presence-afrique#comment-194653">incontro di Addis Abeba</a> ha <a title="Commento in forum sul sito RFI in francese" href="http://www.rfi.fr/afrique/20110524-inde-affirme-presence-afrique#comment-195451">fatto molto discutere</a> anche un articolo pubblicato nel sito di radio RFI. E&#39; il rifiuto dell&#39;“<a title="Testo canzone in francese" href="http://www.lyricsmania.com/armee_francaise_lyrics_alpha_blondy.html">Indipendenza sotto stretta sorveglianza</a>” (parole di una canzone di <a title="voce su wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alpha_Blondy">Alpha Blondy</a> [it]), ossia il modello di cooperazione post-coloniale francese, ad avere suscitato i commenti più accesi, mentre c&#39;è più indulgenza nei confronti di Cina e India:</p>
<div><em>Kamerun</em> :</div>
<div>
<blockquote><p>L’arrivo dell’INDIA e della CINA nel continente AFRICANO ci rende molto fieri, dato che questo potrebbe aiutarci a cacciare con forza i ladri imperialisti che saccheggiano il continente dal 1960. [&#8230;]</p></blockquote>
<div><em>Anonimo:</em></div>
<blockquote><p>[&#8230;] Dubito che Outtara concederà dei mercati lucrativi agli indiani o ai cinesi, a discapito della Francia. A meno che non voglia restare al potere ancora per poco.</p></blockquote>
</div>
<div>
<div><em>Ma belle Afrique :</em></div>
</div>
<blockquote>
<div>
<p>La strategia indiana di cooperazione con l’Africa è più altruista di quella adottata dalla Francia di Sarkozy. È ora che gli africani voltino le spalle ai Paesi che hanno imposto loro il governo con le armi.</p>
</div>
</blockquote>
<div><em>RéaPar :</em></div>
<div>
<blockquote><p>Queste forme di cooperazione, in cui le risorse naturali africane sono convogliate verso gli uni o gli altri (Europa o Paesi del BRIC) non sono una soluzione sostenibile per i problemi di sviluppo di questo continente. La cooperazione dovrebbe essere basata su una visione a lungo termine che permetta un giorno agli africani di andare a vendere delle “TATA” in India, in Francia o in CINA (qui esagero). Tutto ciò passa per la formazione dei giovani, per la democrazia e per politiche economiche ambiziose a lungo termine finalizzate a ridurre il “sistema della mano tesa” (elemosina) nel continente.</p></blockquote>
</div>
<p>Il summit di Addis Abeba è stata anche l’occasione per portare un tocco di cultura dell’Africa occidentale in Etiopia, grazie a un gruppo di percussionisti di <a title="voce su wikipedia in francese" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Rufisque">Rufisque</a>, città a sud-est di Dakar. Chérif FAYE <a title="Articolo in francese" href="http://www.rufisquenews.com/arts-et-culture/310-sommet-inde-afrique-a-addis-abeba-le-groupe-l-ker-gi-r-de-bargny-a-lhonneur.html">ha annunciato</a> su <em>rufisquenews.com</em> che è stato invitato in Etiopia dall&#39;ambasciata indiana in Senegal:</p>
<blockquote><p>Il gruppo “<em>Kër Gi </em>” di Bargny, per l’occasione, [doveva] presentare una creazione intitolata “<em>Guur Nduuy</em>”, che significa “<em>tradizione dei lébous</em>”. Il “<em>Guur Nduuy</em>” è uno spettacolo che rievoca alcuni aspetti del ricco patrimonio immateriale della comunità <a title="voce su wikipedia in francese" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/L%C3%A9bous">lébous</a>.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/abdoulaye-bah/' title='elenca tutti gli articoli di Abdoulaye Bah'>Abdoulaye Bah</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valentina-gazzola/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valentina Gazzola'>Valentina Gazzola</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/06/08/69709/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/africa-la-cina-e-tallonata-dallindia/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F&#038;text=Africa%3A+La+Cina+%C3%A8+tallonata+dall%26%2339%3BIndia&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F&#038;title=Africa%3A+La+Cina+%C3%A8+tallonata+dall%26%2339%3BIndia' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F&#038;title=Africa%3A+La+Cina+%C3%A8+tallonata+dall%26%2339%3BIndia' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F&#038;title=Africa%3A+La+Cina+%C3%A8+tallonata+dall%26%2339%3BIndia' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F&#038;title=Africa%3A+La+Cina+%C3%A8+tallonata+dall%26%2339%3BIndia' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Malawi: autonomia e responsabilità alle donne per progetti di energia solare nei villaggi rurali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/05/malawi-autonomia-e-responsabilita-alle-donne-per-progetti-di-energia-solare-nei-villaggi-rurali/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 04:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Elena Marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Donne & Genere]]></category>
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		<description><![CDATA[La storia di un progetto basato su pannelli solari realizzato da donne locali e altre inizitiave di base per migliorare la vita di quanti vivono in aree poco battute del continente nero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Malawi, è molto diffuso l&#39;impiego delle lampade a <a title="Pagina in italiano di Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paraffina">paraffina</a> [it]. Tuttavia, a causa dei costi elevati del <a title="Pagina in italiano di Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kerosene">kerosene</a> [it], il loro utilizzo si riduce alle necessità più essenziali, la sera e la notte, costringendo parecchi studenti  a saltare i propri  compiti o farli in ore notturne. Ma grazie al progetto solare che ha portato l&#39;elettricità al villaggio rurale di Chimonjom, nel distretto di Salima del Malawi centrale, la vita degli abitanti è notevolmente migliorata.</p>
<p>Clement Nthambazale, blogger del Malawi residente in Giappone,  scrive del <a href="http://nthambazale.com/2010/02/women-solar-engineers-in-malawi-villages/">Solar  Engineers Project</a> [en] che ha ricevuto il primo <a title="Articolo in inglese" href="http://www.terrapinn.com/2010/awardsza/C10998.stm">Premio per l&#39;elettrificazione rurale</a> [en] dell&#39;Africa. È facile comprendere come questi riconoscimenti siano considerati i più importanti <a title="Articolo in inglese" href="http://www.terrapinn.com/2010/awardsza/theAwards.stm">premi </a> [en] in materia di energia ed elettricità in Africa.</p>
<div id="attachment_138319" class="wp-caption alignright" style="width: 110px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/05/Solar_electricty-Lamp.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-138319" title="Lampada a elettricità solare" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/05/Solar_electricty-Lamp-100x100.jpg" alt="Bambini felici per la luce generata dal sole" width="100" height="100" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Bambini felici per la luce generata dal sole a Salima</p>
</div>
<p>Nel suo post, descrive i vantaggi del progetto solare che ha portato l&#39;elettricità nel villaggio di Chimonjo, nel distretto centrale di Salima:</p>
<blockquote><p>L&#39;installazione dell&#39;energia solare presso queste famiglie ha enormemente contribuito al miglioramento dell&#39;esistenza della gente. Per la maggior parte di queste famiglie, la giornata non finisce più al tramonto, ma come tutti noi che godiamo del privilegio di avere l&#39;elettricità, esiste ora una possibilità di scelta. Adesso, i ragazzi che frequentano la scuola possono studiare e fare i compiti anche di sera.</p>
<p>Inoltre, la disponibilità di energia solare ha consentito alle famiglie anche di risparmiare il denaro solitamente speso nell&#39;acquisto di altre fonti di illuminazione, ad esempio il kerosene o le candele. Il denaro risparmiato in questo modo tornerà molto utile per consentire alle famiglie di soddisfare altre necessità casalinghe.</p></blockquote>
<p>Secondo <a title="Blog in inglese" href="http://nthambazale.com/">Nthambazale</a> [en], nel villaggio e nella zona si vive in un&#39;atmosfera di eccitazione, dato che il Progetto solare implicherà anche che le donne diventino “fonte di ispirazione per molte giovani donne del Malawi che si avviano a carriere tradizionalmente associate alla figura maschile”.</p>
<p>La signora Medina del villaggio di Chimonjo ha ricevuto il Premio a nome del suo gruppo rurale <em>Malawi Women Engineers</em> presso il Sandton Hotel in Sudafrica.</p>
<p>Riguardo alle donne, è soprattutto interessante notare che, malgrado siano semianalfabete, <a title="Blog in inglese" href="http://nthambazale.com/2010/02/women-solar-engineers-in-malawi-villages/">abbiano seguito un corso di sei mesi in India per la formazione alle tecnologie solari</a> [en]:</p>
<blockquote><p>CCODE ha scelto sette donne semi-analfabete dei villaggi di Chimonjo e Chitala (nel distretto di Salima), del villaggio di Kaphuka (nel distretto di Dedza) e del villaggio di Makunganya (nel distretto di Zomba), invitandole al Barefoot College in India, dove per sei mesi hanno seguito il corso per “tecnici solari”. Hanno appreso le tecniche per eseguire l&#39;installazione, il montaggio e la manutenzione dell&#39;illuminazione domestica solare nei rispettivi villaggi.</p></blockquote>
<p><a title="Blog" href="http://nthambazale.com/2010/02/women-solar-engineers-in-malawi-villages/#comments">Ecco alcuni interessanti commenti </a> [en] lasciati dai lettori del post:</p>
<p>Nicole Price:</p>
<blockquote><p>Clement, dico sempre che il futuro del genere umano dipende interamente dalle donne. In ogni Paese meno sviluppato, grazie ai gruppi di auto-aiuto, sono state le donne a mettersi in prima linea per uscire dallo stato di povertà e miseria. La tua storia ne costituisce un classico esempio e spero che anche tutti gli altri villaggi ottengano presto lampade a energia solare.</p></blockquote>
<p>Clement Nyirenda:</p>
<blockquote><p>Sono d&#39;accordo con te. Spero proprio di assistere a un numero sempre maggiore di iniziative tese a dare autonomia e responsabilità alle donne.</p></blockquote>
<p>Glyn:</p>
<blockquote><p>Grazie davvero per aver fatto conoscere questa storia illuminante.</p>
<p>E grazie a CCODE che ha intuito il talento e le potenzialità di queste donne e cosa avrebbe significato il loro contributo per i loro villaggi.</p></blockquote>
<p>Siku:</p>
<blockquote><p>Grazie per questo blog, Clement. Invierò sicuramente altre foto su questo tema man mano che il progetto si svilupperà. Come sai, la sfida maggiore riguarda la cucina, per cui sosterremo gli stessi villaggi nella costruzione di stufe a risparmio di carburante (mbaula), in modo da ridurre il tempo che le donne devono dedicare alla ricerca di legna da ardere e da aumentare la durata della legna stessa durante la cottura. Ancora grazie per aver evidenziato questa situazione.</p></blockquote>
<p>Clement Nyirenda:</p>
<blockquote><p>Non vedo l&#39;ora di assistere a ulteriori sviluppi e spero che questa piccola pubblicità coinvolga altri collaboratori.</p></blockquote>
<p>Ashley:</p>
<blockquote><p>È fantastico vedere donne di tutto il mondo che si danno da fare in prima persona in ambienti così ardui. In particolare, il fatto che contribuiscano all&#39;installazione e anche al costante supporto tecnico successivo. È questa la strada da percorrere!</p></blockquote>
<p>William Hayes si pone alcune domande:</p>
<blockquote><p>Mi chiedo:</p>
<p>(1) Questi pannelli solari sono costosi. Chi li paga?</p>
<p>(2) E i mulini a vento? Qualcuno ha compiuto studi per stabilire se l&#39;energia solare sia migliore di quella eolica rispetto alle energie non rinnovabili?</p></blockquote>
<p>Jenny precisa:</p>
<blockquote><p>Riguardo alle precedenti parole di William, non penso che l&#39;energia eolica sia più affidabile in quei villaggi, dato che in questo caso si sta parlando di Africa, dove il sole e il calore sono presenti 10 ore al giorno.</p>
<p>Le donne in questione hanno compiuto un&#39;impresa splendida aiutando se stesse e i propri villaggi. Spero solo che altri potranno acquisire le capacità necessarie per migliorare la propria vita.</p></blockquote>
<p>William Hayes replica:</p>
<blockquote><p>Sono d&#39;accordo con te, Jenny.</p>
<p>Ho posto la domanda sui mulini a vento dopo tutta la pubblicità accordata a William Kamkwamba e al suo mulino a vento. Finora la sua storia e il suo successo hanno avuto un carattere largamente personale, laddove - come dici - le storie di queste donne e dei loro successi sono più importanti, poiché riguardano interi villaggi.</p>
<p>Eppure William Kamkwamba fa la parte del leone negli articoli in giro, viene indicato come il &#8220;genio&#8221; del Malawi nel <em>Nyasa Times </em>di oggi, mentre queste donne ottengono&#8230;</p>
<p>Continuo a chiedermi chi paga i pannelli solari. Mio figlio è un elettricista e dice che non sono affatto economici!</p></blockquote>
<p>sunu mariam rilancia:</p>
<blockquote><p>Sono davvero felice di vedere tali attività dirette a dare autonomia e responsabilità alle donne. Lasciamo che molti altri si facciano avanti con iniziative del genere&#8230; Complimenti a tutti coloro che sono coinvolti..</p></blockquote>
<p>Jenny specifica:</p>
<blockquote><p>@ William Hayes,</p>
<p>Sì, conosco la storia del “ragazzo che catturò il vento”… È un esempio di auto-aiuto. Come nel caso di queste donne. Non vedo alcuna differenza significativa tra le sue realizzazioni e le imprese compiute da queste donne. Se si eccettua il fatto che su di lui è stato scritto un libro. Intendo dire che sicuramente ha compiuto qualcosa di eccezionale per la sua età (che è anche la mia). Ma anche queste donne meritano altrettanta attenzione.</p>
<p>Riguardo ai pannelli solari, davvero non so, forse per i villaggi è più proficuo avere un pannello solare su ciascuna casa. Se ogni villaggio avesse un solo mulino a vento, sarebbe inferiore il numero di donne che possono trarne vantaggio. Oppure, se il mulino a vento subisse un guasto, tutto il villaggio ne soffrirebbe le conseguenze. I fattori da considerare sono tanti.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/victor/' title='elenca tutti gli articoli di Victor Kaonga'>Victor Kaonga</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marilena/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Maria Elena Marino'>Maria Elena Marino</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/05/18/malawi-barefoot-solar-engineers-win-best-african-electrification-award/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/05/malawi-autonomia-e-responsabilita-alle-donne-per-progetti-di-energia-solare-nei-villaggi-rurali/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fmalawi-autonomia-e-responsabilita-alle-donne-per-progetti-di-energia-solare-nei-villaggi-rurali%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fmalawi-autonomia-e-responsabilita-alle-donne-per-progetti-di-energia-solare-nei-villaggi-rurali%2F&#038;text=Malawi%3A+autonomia+e+responsabilit%C3%A0+alle+donne+per+progetti+di+energia+solare+nei+villaggi+rurali&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fmalawi-autonomia-e-responsabilita-alle-donne-per-progetti-di-energia-solare-nei-villaggi-rurali%2F&#038;title=Malawi%3A+autonomia+e+responsabilit%C3%A0+alle+donne+per+progetti+di+energia+solare+nei+villaggi+rurali' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fmalawi-autonomia-e-responsabilita-alle-donne-per-progetti-di-energia-solare-nei-villaggi-rurali%2F&#038;title=Malawi%3A+autonomia+e+responsabilit%C3%A0+alle+donne+per+progetti+di+energia+solare+nei+villaggi+rurali' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fmalawi-autonomia-e-responsabilita-alle-donne-per-progetti-di-energia-solare-nei-villaggi-rurali%2F&#038;title=Malawi%3A+autonomia+e+responsabilit%C3%A0+alle+donne+per+progetti+di+energia+solare+nei+villaggi+rurali' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fmalawi-autonomia-e-responsabilita-alle-donne-per-progetti-di-energia-solare-nei-villaggi-rurali%2F&#038;title=Malawi%3A+autonomia+e+responsabilit%C3%A0+alle+donne+per+progetti+di+energia+solare+nei+villaggi+rurali' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa: celebrata la giornata internazionale contro l&#039;omofobia</title>
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		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/05/africa-celebrata-la-giornata-internazionale-contro-lomofobia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 May 2010 04:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Sinopoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti gay (LGBT)]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[L'evento, celebra il 17 maggio di ogni anno, stavolta si è concentrato soprattutto su tre Paesi africani -- Kenya, Uganda e Malawi -- con testimonianze dirette e altre inziative per focalizzare l'attenzione de pubblico, dei media e dei politici su un problema sempre più scottante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Sito web in inglese" href="http://www.homophobiaday.org/">La Giornata internazionale contro l&#39;omofobia e la transfobia </a> [in] (IDAHO) rappresenta un&#39;occasione in cui la gente si ritrova per affrontare la questione, per discutere gli effetti dell&#39;omofobia sulla società e sulle loro ricadute nella quotidianeità. L&#39;attenzione si concentra soprattutto sulle modalità tramite cui avviare cambiamenti nel modo in cui le persone percepiscono l&#39;omosessualità e promuovere dunque tale cambiamento. Si discute inoltre del modo attraverso il quale agire per garantire il rispetto e l&#39;accettazione per i LGBT e perché venga  riconosciuto che questi ultimi hanno gli stessi diritti, in particolare quello ad un&#39;esistenza pacifica vivendo tra cittadini come cittadini liberi e senza il rischio di essere aggrediti. Questa giornata è fissata al 17 maggio di ogni anno.</p>
<p>L&#39;evento vuole mettere in luce quanto accade in luoghi dove l&#39;omofobia è in crescita. Quest&#39;anno i riflettori sono puntati su tre Paesi in particolare: Kenya, Uganda e Malawi:</p>
<blockquote><p>Il 17 maggio &#8212; Giornata internazionale contro l&#39;omofobia &#8212; è un giorno in cui le persone ben intenzionate richiamano l&#39;attenzione del mondo sui problemi delle discriminazioni e delle violenze contro i gay e danno risalto a quei luoghi dove lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) soffrono enormi violazioni dei diritti umani.</p>
<p>L&#39;evento di quest&#39;anno si è concentrato su tre Paesi africani - <strong>Uganda, Kenya</strong> e <strong>Malawi</strong>. L&#39;Africa può sembrare lontana a molti americani, ma quanti incitano all&#39;odio contro i gay negli Stati Uniti hanno giocato un ruolo chiave dietro le quinte, promuovendo una legislazione anti-gay almeno in uno di questi tre Paesi, l&#39;Uganda. Inoltre, l&#39;odio contro i gay, notevolmente ingigantito dagli evangelici americani in patria e dai missionari all&#39;estero, rappresenta semplicemente una versione più &#8220;rispettabile&#8221; dell&#39;odio che è alla radice delle violenze di massa verificatesi in Africa.</p></blockquote>
<p>Una parte della colpa va a preti e sacerdoti, e la chiesa è stata accusata di finanziare, promuovere e diffondere l&#39;omofobia. <a title="Blog in inglese" href="http://revrowlandjidemacaulay.blogspot.com/2010/03/religions-homophobia-transphobia.html">Il reverendo Rowland Jide, pastore nigeriano della Casa dell&#39;arcobaleno, dice</a>:</p>
<blockquote><p>In tutto il mondo, le violenze legate alla transfobia e all&#39;omofobia sono spesso perpetrate da conservatori che usano la religione per giustificare le proprie azioni. Ciò non riguarda certo una specifica  religione, e sarebbe fin troppo facile trovare esempi di violenze in contesti cattolici, protestanti, ortodossi, musulmani, ebrei, hindu, animisti, etc. Guidate da un clima di violenza, esclusione, odio e discriminazione all&#39;interno di gruppi di fede e credenti, tali espressioni di violenza influenzano indirettamente anche molti non credenti o atei, e li portano ad assumere opinioni e azioni contro la dignità, azioni che a volte mettono persino in pericolo la vita di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali. Lungi dall&#39;essere un fenomeno del passato, questa violenza che nasce in contesti religiosi è persistente e qualche volta una situazione in crescita in molti Paesi. La religione di natura conservatrice sta inoltre trasmettendo la sua teologia della violenza e dell&#39;esclusione all&#39;ambito politico.</p></blockquote>
<p>Ecco alcuni avvenimenti recenti che mettono il Kenya, l&#39;Uganda e il Malawi al centro dell&#39;attenzione.</p>
<p><strong>Kenya</strong></p>
<p>Un post, scritto da un attivista gay in Kenya, Denis Nzioka, sulla <a title="Blog in inlgese" href="http://colourful-wilf.blogspot.com/2010/02/background-and-latest-on-mtwapa-hunt.html">colorata vita di un gay locale</a> [in] racconta di attacchi di bande a uomini gay a Mombasa:</p>
<blockquote>
<div>Venerdì 12 febbraio, apparvero su internet video da Mombasa che mostravano delle bande che assalivano gay nella zona di Mtwapa. Sollecitati dai gay che erano stati vittime o testimoni dell&#39;accaduto, la Commissione sui diritti umani del Kenya è stata chiamata a intervenire sulla situazione.  Agendo con varie persone a Nairobi e Mombasa, la Commissione ha deciso di inviare Luke ** della Commisione stessa e Mark ** a monitorare la situazione. Piu oltre si può leggere un breve sommario delle informazioni raccolte da James ** di <em>PEMA Kenya</em> e da John** attivista di <em>Stay Alive</em>, gruppi che hanno reagito alle violenze e i cui membri sono tra coloro che hanno maggiormente subito i violenti attacchi a Mtwapa.</div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong>Antefatti</strong>:<br />
Esistono varie versioni riguardanti voci di un matrimonio tra due gay e c&#39;è bisogno ancora di chiarire dove siano nate tali dicerie. C&#39;è anche la possibilità che si tratti di una storia inventata.</div>
</blockquote>
<div><strong>Uganda</strong></div>
<div>Il Parlamento è pronto a introdurre una legislazione che punisce l&#39;omosessualità con la pena di morte o l&#39;ergastolo. Le tappe della legge sono:<a title="Post su Gloval Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/20/uganda-bloggers-discuss-anti-gay-bill/">introduzione della </a> [in] legge anti-gay;<a title="Post su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/12/16/uganda-updates-on-the-impending-anti-gay-bill/">emendamenti del legislatore</a> [in]; <a title="Post su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/12/23/uganda-president-says-he-will-block-anti-gay-bill/">blocco della legge</a> [in] da parte del presidente e <a title="Post su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/02/23/uganda-on-the-screening-of-gay-porn-in-church/">proiezione di film porno gay in chiesa</a> [in] per incentivare l&#39;odio.</div>
<blockquote><p>La legge ugandese anti-gay è stata proposta in Parlamento e ora aspetta la firma del presidente Yoweri Museveni. Dopodiché l&#39;omosessualità nel Paese diventerà illegale. La norma precedente non era chiara, ma ora lo è grazie a questa legge chiamata &#8220;Legge antiomosessualità 2009&#8243; proposta da un membro del parlamento, David Bahati. Vi si stabilisce che ogni atto o tendenza omosessuale potrebbe causare la pena di morte o la prigione a vita.</p></blockquote>
<p><strong>Malawi</strong></p>
<p>Una coppia gay è stata <a title="Blog in inglese" href="http://madikazemi.blogspot.com/2010/02/malawi-couple-to-be-sentenced-march-22.html">arrestata dopo aver partecipato ad una cerimonia di fidanzamento </a> [in].</p>
<blockquote><p>Un tribunale del Malawi il prossimo mese emetterà una sentenza su Tiwonge Chimbalanga e Steven Monjeza. Vengono accusati di “atti indecenti e volgari.” Chimbalanga, che si reputa una donna, e Monjeza vennero arrestati lo scorso mese di dicembre dopo aver partecipato ad una cerimonia tradizionale di fidanzamento. La coppia rischia una pena di 14 anni di lavori forzati.</p></blockquote>
<p>Rev Jide interviene sugli obiettivi della <a title="Blog in inglese" href="http://revrowlandjidemacaulay.blogspot.com/2010/03/religions-homophobia-transphobia.html">Giornata internazionale contro l&#39;omofobia e la transfobia </a> [in]:</p>
<blockquote><p>Argomenti a favore del valore aggiunto rappresentato dalla Giornata internazionale contro l&#39;omofobia e la transfobia, portando così a strategie di sostegno:<br />
- L&#39;evento attira l&#39;attenzione dei media e fornisce un interessante momento per uscire allo scoperto e parlare con i giornalisti.<br />
- È una buona opportunità per richiedere l&#39;attenzione politica di coloro chiamati poi a prendere decisioni.<br />
- Genera una scia di attenzione dal punto di vista sociale e permette di veicolare messaggi ad elettori che sono fuori dagli &#8220;usuali&#8221; ambienti LGBTI e dei diritti umani. Ciò può così aumentare il potenziale della campagna intorno alla questione LGBT, anche tramite la mobilitazione dei social network.<br />
- Fissare l&#39;attenzione su una giornata specifica consente di prendere parte alle iniziative organizzate per l&#39;occasione. Ciò aiuta a costruire alleanze durature intorno a una causa comune.</p>
<p>Si sta infine discutendo su come utilizzare la Giornata internazionale contro l&#39;omofobia e la transfobia, sia nel 2010 che nel 2011, per avviare ulteriori campagne e iniziative su tale questione.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/haute-haiku/' title='elenca tutti gli articoli di Haute Haiku'>Haute Haiku</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonella-sinopoli/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Antonella Sinopoli'>Antonella Sinopoli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/05/17/africa-international-day-against-homophobia-and-transphobia-comes-to-africa/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/05/africa-celebrata-la-giornata-internazionale-contro-lomofobia/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fafrica-celebrata-la-giornata-internazionale-contro-lomofobia%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fafrica-celebrata-la-giornata-internazionale-contro-lomofobia%2F&#038;text=Africa%3A+celebrata+la+giornata+internazionale+contro+l%26%2339%3Bomofobia&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fafrica-celebrata-la-giornata-internazionale-contro-lomofobia%2F&#038;title=Africa%3A+celebrata+la+giornata+internazionale+contro+l%26%2339%3Bomofobia' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fafrica-celebrata-la-giornata-internazionale-contro-lomofobia%2F&#038;title=Africa%3A+celebrata+la+giornata+internazionale+contro+l%26%2339%3Bomofobia' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fafrica-celebrata-la-giornata-internazionale-contro-lomofobia%2F&#038;title=Africa%3A+celebrata+la+giornata+internazionale+contro+l%26%2339%3Bomofobia' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F05%2Fafrica-celebrata-la-giornata-internazionale-contro-lomofobia%2F&#038;title=Africa%3A+celebrata+la+giornata+internazionale+contro+l%26%2339%3Bomofobia' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa: storie vissute di ordinaria povertà e grande determinazione</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 22:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norma Lelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Angola]]></category>
		<category><![CDATA[Donne & Genere]]></category>
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		<category><![CDATA[Malawi]]></category>
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		<category><![CDATA[Repubblica del Congo]]></category>
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		<description><![CDATA[Carrellata di post dei volontari dell'associazione non governativa <em>Concern US</em> che dall'Africa Sub-sahariana raccontano sfide e problemi che i locali si trovano ad affrontare quotidianamente -- da feste e tradizioni agricole ai problemi sanitari alla mancanza d'istruzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è una carrellata di post dai blog dei volontari dell&#39;associazione non governativa<em> Concern US</em> che scrivono dall&#39;Africa Sub-sahariana. <a title="Blog originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/">Gli operatori di Concern US</a> [in] scrivono sul blog regolarmente del proprio lavoro e delle sfide che devono affrontare per aiutare a migliorare le vite dei residenti in Malawi, Tanzania, Sierra Leone, Angola e Repubblica Democratica del Congo.</p>
<p><a title="Sito dell'associazione Concern US in inglese" href="http://www.concernusa.org/">Concern US</a> [in] è un&#39;affiliata dell&#39;associazione <em>Concern Worldwide </em>il cui fine è garantire a quanti vivono in condizioni di estrema povertà il soddisfacimento dei bisogni sociali primari e dei propri diritti.</p>
<p>La nostra carrellata inizia con Cormac Staunton da Dublino<a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/17/zimbabwe-livelihoods/#more-790"> che prende parte ad una vecchia tradizione </a>[in] dello Zimbabwe chiamata <em>Field Day</em> [<em>Festa del Campo]</em>:</p>
<blockquote><p>Osservo il sig. Chinamo, un agricoltore di 83 anni di Gokwe North nella parte centrale dello Zimbabwe, che si erge orgogliosamente sul suo campo. Con al fianco la moglie Clara, sorveglia il raccolto, prende un megafono e comincia a parlare.</p>
<p>Almeno 500 persone stanno a guardare, per la maggior parte sono anch&#39;essi agricoltori dello stesso distretto. Questo è il fulcro della &#8220;Festa del Campo&#8221;, una tradizione secolare delle zone rurali dello Zimbabwe.</p>
<p>Il sig. Chinamo è stato scelto da una giuria di esperti di agricoltura e definito &#8220;l&#39;agricoltore di maggior successo&#8221; tra i 366 che fanno parte del programma Conservation Farming dell&#39;associazione Concern, programma che sono venuto a studiare e documentare da Dublino. Oltre a ricevere un premio, la famiglia Chinamo ha avuto l&#39;onore di ospitare i festeggiamenti di quest&#39;anno.</p></blockquote>
<p>Cormac continua a <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/17/zimbabwe-livelihoods/#more-790">descrivere le attività previste per la Festa del Campo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Mentre la folla si sposta dal campo alla fattoria, in dei grandi vasi si cuoce il cibo per tutti gli ospiti. Le celebrazioni sono una cerimonia condotta dalla comunità, con cantanti e ballerini dai villaggi e dalle scuole, e discorsi dei capi della comunità e dei rappresentanti del gruppo di Concern che opera a Gokwe.</p>
<p>La parte più importante della festa è l&#39;assegnazione dei premi a tutti i vincitori. Alla fine il sig. Chinamo viene issato in aria dagli abitanti del villaggio e gli viene consegnato il premio, che consiste in sementi, fertilizzanti e denaro.</p>
<p>Questi premi provengono da donazioni di aziende private e dal contributo di tutti i villaggi coinvolti. Il concorso ha come scopo quello di rinvigorire le comunità che avevano perso la fiducia nell&#39;agricoltura per lungo tempo.</p>
<p>Il successo di questo programma, specialmente per l&#39;83enne sig. Chinamo, è uno stimolo ed un esempio che motiva gli altri, dimostrando che nonostante le incertezze, seguire i metodi di coltivazione conservativa può portare ad un buon raccolto.</p></blockquote>
<p>Isla Gilmore <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/02/15/tanzania-water/#more-698">parla delle sfide</a> [in] che comporta la vita nelle zone rurali della Tanzania:</p>
<blockquote><p>L&#39;acqua per me è sempre stata immediatamente disponibile.</p>
<p>Per una ragazza di città è difficile immaginare una vita senza acqua pulita. Vivendo in Tanzania mi sono dovuta adattare al fatto che [l&#39;acqua] non si può bere, e ad essere sempre prudente facendola bollire, filtrandola e lavando il cibo con acqua pulita. Ma io vivo a Dar es Salaam e ho a disposizione tutta l&#39;acqua che voglio.</p>
<p>La vita nei villaggi rurali della Tanzania è completamente diversa.</p>
<p>All&#39;inizio di questo mese ho visitato il programma dell&#39;acqua che Concern porta avanti in Tanzania. Il distretto di Biharamulo si trova nella regione di Kagera, vicino al Rwanda. È alquanto diverso di altre parti del Paese in cui lavoriamo perché i villaggi sono situati su colline e vallate.</p>
<p>Ciò significa che le case sono sparse qua e là e che molti dei servizi essenziali sono lontani, compresi i punti d&#39;acqua. La costa e le città più grandi sono lontane; non piove molto; e lo sviluppo è rallentato. Molti abitanti dei villaggi vivono in condizioni di estrema povertà.</p></blockquote>
<p>Da Isla apprendiamo che sono donne e bambini a <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/02/15/tanzania-water/#more-698">trarre i maggiori benefici</a> [in] dall&#39;acqua pulita:</p>
<blockquote><p>Hadija deve affrontare dei problemi che la maggior parte di noi non conosce. Per le donne e i bambini delle zone rurali l&#39;impatto dell&#39;acqua pulita e sicura è incredibile. Per i figli di Hadija significa cambiar vita. &#8220;Spero che potranno andare alla scuola superiore&#8221;, ha detto, &#8220;e poi, chi sa cos&#39;altro riusciranno a ottenere.</p></blockquote>
<p>“I matrimoni combinati sono ancora piuttosto frequenti per le ragazze del Malawi in età scolare” <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/18/malawi-education-2/#more-840">scrive Joseph Scott. </a>[in]</p>
<blockquote><p>Martha è una ragazza di 12 anni, timida ma intelligente, di Nsanje, nel Malawi.<br />
Quest&#39;anno avrebbe dovuto prendere il diploma della scuola elementare (PSLC).<br />
Gli insegnanti pensavano che sarebbe andata alle superiori, visto che era stata la migliore alunna della classe fin dalla prima elementare.  Alla fine dello scorso anno scolastico era sempre la prima della classe. Piena di fiducia, ha fatto vedere al padre il risultato dell&#39;esame. Come qualsiasi bambino che è stato molto bravo a scuola, Marta si aspettava una cascata di elogi. Ma non è andata affatto così; il padre ha guardato svogliatamente il foglio di carta, lo ha piegato e se lo è messo in tasca.</p>
<p>Ciò che Martha non sapeva era che il padre le aveva già trovato un possibile marito, e che nei giorni successivi, sarebbe diventata la nuova moglie di un uomo talmente vecchio da sembrare suo nonno. E per Martha, nonostante gli ottimi risultati negli studi, questo sarebbe stato l&#39;ultimo anno di scuola.</p></blockquote>
<p>Joseph sostiene che<a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/18/malawi-education-2/#more-840"> la povertà e gli usi tradizionali</a> [in] sono la causa dei matrimoni combinati in Malawi:</p>
<blockquote><p>A Nsanje, dove Concern sta lavorando, questo scenario ha interrotto bruscamente i sogni di molte ragazze. Circa il 12 per cento delle donne nel paese ha un&#39;età compresa tra i 6 e i 13 anni, e si stima che il 74 per cento della popolazione qui viva sotto la soglia di povertà.</p>
<p>La povertà e gli usi tradizionali consentono ai genitori di dare in mogli le proprie figlie quando pensano che abbiano raggiunto l&#39;età giusta. Poiché il pretendente paga una dote, adesso si ha questa tendenza: minore è l&#39;età della ragazza, maggiore è la dote.</p></blockquote>
<p>“Circa il 12 per cento dei bambini del Malawi non sopravvive fino al compimento del quinto anno,” <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/05/malawi/#more-754">osserva Megan Christensen </a>[in] nel suo post sulla prevenzione dei decessi in Malawi:</p>
<blockquote><p>Negli Stati Uniti, la maggior parte della gente beneficia di buone strutture igienico-sanitarie, facile accesso ai centri sanitari primari dotati di un buon numero di infermieri e dottori e un&#39;ampia riserva di cibo per garantire un&#39;adeguata alimentazione.<br />
Al contrario, in Malawi, siamo alle prese con alcune delle peggiori statistiche mondiali.<br />
Quasi il 12 per cento dei bambini del Malawi non sopravvive al compimento del quinto anno. Circa il 20 per cento dei bambini qui sono sotto peso, cosa che li rende più deboli rispetto a malattie come la polmonite.</p>
<p>La dissenteria continua ad essere un problema frequente a causa della scarsità di acqua, di servizi igienico-sanitari e di igiene, e in troppi casi conduce alla morte. Si stima che in ogni periodo dell&#39;anno un 30 per cento di bambini sotto i cinque anni soffra di dissenteria.</p>
<p>Queste morti si possono prevenire, qualcuno le ha definite morti &#8220;stupide&#8221;. I bambini non dovrebbero morire di malnutrizione, dissenteria o infezioni comuni che possono facilmente essere curate con antibiotici. Questa è solo una delle ragioni per cui è fondamentale che questo programma inizi quanto prima.</p></blockquote>
<p>Aoife Gleeson in Angola <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/24/angola-livelihoods/#more-857">parla con Abraham</a> [in], Direttore del programma Sostentamento di Concern Angola:</p>
<blockquote><p>Sono quasi le otto di sera e non posso credere di essere ancora in ufficio. La giornata lavorativa qui in Angola comincia alle 7.30 di mattina, quindi sembra più lunga di un giorno normale. Ho finito di lavorare un po&#39; di tempo fa ma mi sono fermata a parlare con Abraham, il Direttore del programma Sostentamento di <em>Concern Angola</em>.<br />
La sua storia è così avvincente e lui racconta in modo così aperto e coinvolgente che mi sono ritrovata completamente assorbita.<br />
Abraham è nato in un piccolo villaggio nell&#39;Etiopia occidentale. È timido nel rivelare la propria età, e ha potuto solo confermare che ha più di 50 anni! Crescendo ha condotto la vita semplice del villaggio e, spinto dai genitori, che erano entrambi analfabeti, ha frequentato la scuola missionaria locale.<br />
Essendo portato per lo studio si è applicato molto e con il tempo è arrivato a vincere un&#39;ambita borsa di studio governativa per frequentare l&#39;università - il primo del suo villaggio a riuscirci.<br />
L&#39;interesse per lo sviluppo e per aiutare la gente - come dice egli stesso &#8220;migliorare la loro situazione&#8221; -  è qualcosa che ha sempre avuto dentro di sé. Abraham si è unito a Concern cinque anni fa e da allora ha sempre vissuto e lavorato in Angola.</p></blockquote>
<p>I due parlano <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/24/angola-livelihoods/#more-857">degli effetti della guerra civile e dei segnali di risanamento in tutto il Paese</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Parliamo di quando è venuto in Angola la prima volta e mi racconta di essere stato veramente colpito dalle cicatrici della guerra tuttora così evidenti:<br />
“C&#39;erano dei carri armati abbandonati ai lati della strada e in mezzo alla città c&#39;era un edificio che stava appoggiato di traverso - come la torre pendente di Pisa - per metà era stato distrutto, mentre nell&#39;altra metà ci viveva ancora qualcuno.&#8221;</p>
<p>Per me, il risanamento dell&#39;Angola di cui parla Abraham è piuttosto evidente. I vecchi edifici vengono abbattuti, sono state costruite nuove strade e anche negozi e uffici moderni. Ma ciò che non è facile da vedere sono le questioni più profonde, che richiedono più tempo per essere risolte.</p></blockquote>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/24/angola-livelihoods/#more-857">Discutono anche del lavoro di sviluppo </a>[in] e del relativo impatto sulla comunità:</p>
<blockquote><p>Abraham mi racconta di una vedova in una di queste comunità alla quale vennero date due capre, due anni fa: &#8220;Oggi ha 6 capre ed è riuscita a mandare a scuola i suoi figli, &#8221; spiega.</p>
<p>“Adesso sta sostituendo il tetto d&#39;erba della casa con un rivestimento in metallo - queste capre le hanno veramente cambiato la vita.”</p></blockquote>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/01/27/drc-emergency/#more-495">Feargal O&#39;Connell incontra Ndoole</a> [in], una donna di 35 anni dalla Repubblica Democratica del Congo:</p>
<blockquote><p>Ndoole ha 35 anni. Ha avuto sette bambini e vive da sette mesi in un accampamento di fortuna, quando è stata costretta a fuggire dal conflitto e dal villaggio natale.<br />
È scappata in un posto chiamato Bukombo dove si erano rifugiate altre famiglie di sfollati. Ci siamo ritrovati a parlare con Ndoole perché uno degli autisti di Concern la stava aiutando con i suoi voucher. Il Mercato <em>Cash Voucher</em> è un&#39;esperienza nuova per tutti i partecipanti, per cui alcuni hanno bisogno di aiuto.<br />
Sono rimasto scioccato quando l&#39;ho sentita dire che voleva pagare le rette scolastiche per quattro dei suoi figli in età scolare: questa decisione avrebbe drasticamente ridotto la sua quota per acquistare generi alimentari di prima necessità. Le ho chiesto perché stava usando 26 dei suoi 28 voucher per le tasse scolastiche. La sua risposta è stata profonda: &#8220;Voglio che i miei figli vadano a scuola, così avranno una vita migliore della mia.&#8221;</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/ndesanjo-macha/' title='elenca tutti gli articoli di Ndesanjo Macha'>Ndesanjo Macha</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/normal/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Norma Lelli'>Norma Lelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/03/25/africa-notes-from-the-field/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/03/africa-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F&#038;text=Africa%3A+storie+vissute+di+ordinaria+povert%C3%A0+e+grande+determinazione&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F&#038;title=Africa%3A+storie+vissute+di+ordinaria+povert%C3%A0+e+grande+determinazione' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F&#038;title=Africa%3A+storie+vissute+di+ordinaria+povert%C3%A0+e+grande+determinazione' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F&#038;title=Africa%3A+storie+vissute+di+ordinaria+povert%C3%A0+e+grande+determinazione' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F&#038;title=Africa%3A+storie+vissute+di+ordinaria+povert%C3%A0+e+grande+determinazione' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Malawi: si parla di calcio e del &#8220;ragazzo che imbrigliò il vento&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/malawi-si-parla-di-calcio-e-del-ragazzo-che-imbriglio-il-vento/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/malawi-si-parla-di-calcio-e-del-ragazzo-che-imbriglio-il-vento/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 05:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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		<category><![CDATA[Malawi]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre il Malawi ha pareggiato 1-1 contro i temutissimi Elefanti della Costa d'Avorio, è uscito un libro sul giovane William Kamwamba, la cui intraprendenza lo ha portato sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo - argomenti al centro dell'attenzione anche nella blogosfera locale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se in generale la blogosfera è rimasta piuttosto tranquilla, nel corso delle ultime settimane in Malawi sono successe parecchie cose.</p>
<p>Giusto lo scorso weekend, il Malawi ha pareggiato 1-1 contro i temutissimi Elefanti della Costa d&#39;Avorio, il cui capitano è il giocatore del Chelsea, Didier Drogba. La partita si è svolta allo Stadio Kamuzu nel Malawi. <a title="Post originale in inglese" href="http://buckaroothandi.blogspot.com/2009/10/setting-record-straight.html"><em>Buckaro Thandi</em></a> [in] ha scritto un post in onore dell&#39;impresa del Malawi contro gli Elefanti.</p>
<p>In un breve post la blogger<a title="Post originale in inglese" href="http://buckaroothandi.blogspot.com/2009/10/setting-record-straight.html"> scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Congratulazioni per il pareggio con la Costa d&#39;Avorio. Fantastico. Viva le Fiamme [soprannome della Nazionale]! Viva Inenso!</p></blockquote>
<p>In un post precedente, si lamenta dell&#39;inefficienza nella produzione di energia elettrica da parte della compagnia pubblica nazionale ESCOM. Non crede a un recente rapporto in cui si sostiene che solo il <a title="Post originale in inglese" href="http://buckaroothandi.blogspot.com/2009/09/is-it-true-that-only-2-percent-of.html">2% della popolazione ha accesso</a> [in] all&#39;elettricità (in realtà è l&#39;8%). Da qui passa alla storia davvero affascinante del ventunenne William Kamwamba, che circa sette anni fa ha fabbricato un generatore eolico sul quale è appena stato pubblicato un libro.</p>
<p>Il libro è intitolato <a title="Pagina originale in inglese" href="http://williamkamkwamba.typepad.com/"><em>The Boy who Harnessed the Wind</em></a> [Il ragazzo che imbrigliò il vento, in].</p>
<p>Il generatore a vento da lui costruito era in grado di produrre elettricità sufficiente per accendere le lampadine e alimentare la radio di casa. <a title="Pagina originale in italiano" href="http://woodle.it/bloglearning/?p=101">William Kamwamba</a> [it] è salito alla ribalta circa tre anni fa quando un reporter del <em>Daily Times</em> ne ha seguito le vicende a Kasungu, circa 150 chilometri a nord della capitale del Malawi. Oggi studente all&#39;Africa Leadership Academy, William ha reso orgoglioso il Malawi apparendo sulle prime pagine dei giornali e sempre più frequentemente anche online.</p>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://ndagha.blogspot.com/2009/10/when-i-met-windmill-boy-william.html"><em>Ndagha</em></a> [in] descrive così il suo incontro con il ragazzo:</p>
<blockquote><p>Appena sono entrato in contatto con lui, ne ho avvertito la passione per lo sviluppo dell&#39;elettronica in Malawi e altrove. Ha a cuore gli svantaggiati, d&#39;altronde la sua stessa storia illustra le sfide affrontate dalla famiglia e da molti altri in Malawi. È un giovane determinato a concretizzare il cambiamento a prescindere dallo status quo. Mi sembra che vada acquisendo sempre maggior visibilità, e stia crescendo la sua rabbia sulla condizione energetica del Malawi. Quando arriverà il momento giusto, farà sicuramente qualcosa d&#39;importante.</p></blockquote>
<p>Così anche se nella blogosfera regna la calma, succedono un sacco di cose e il mondo ne parla.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/victor/' title='elenca tutti gli articoli di Victor Kaonga'>Victor Kaonga</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Davide Galati'>Davide Galati</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/12/malawi-of-sports-and-the-windmill-boy-kamkwamba/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/malawi-si-parla-di-calcio-e-del-ragazzo-che-imbriglio-il-vento/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F10%2Fmalawi-si-parla-di-calcio-e-del-ragazzo-che-imbriglio-il-vento%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F10%2Fmalawi-si-parla-di-calcio-e-del-ragazzo-che-imbriglio-il-vento%2F&#038;text=Malawi%3A+si+parla+di+calcio+e+del+%26%238220%3Bragazzo+che+imbrigli%C3%B2+il+vento%26%238221%3B&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F10%2Fmalawi-si-parla-di-calcio-e-del-ragazzo-che-imbriglio-il-vento%2F&#038;title=Malawi%3A+si+parla+di+calcio+e+del+%26%238220%3Bragazzo+che+imbrigli%C3%B2+il+vento%26%238221%3B' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F10%2Fmalawi-si-parla-di-calcio-e-del-ragazzo-che-imbriglio-il-vento%2F&#038;title=Malawi%3A+si+parla+di+calcio+e+del+%26%238220%3Bragazzo+che+imbrigli%C3%B2+il+vento%26%238221%3B' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F10%2Fmalawi-si-parla-di-calcio-e-del-ragazzo-che-imbriglio-il-vento%2F&#038;title=Malawi%3A+si+parla+di+calcio+e+del+%26%238220%3Bragazzo+che+imbrigli%C3%B2+il+vento%26%238221%3B' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F10%2Fmalawi-si-parla-di-calcio-e-del-ragazzo-che-imbriglio-il-vento%2F&#038;title=Malawi%3A+si+parla+di+calcio+e+del+%26%238220%3Bragazzo+che+imbrigli%C3%B2+il+vento%26%238221%3B' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Malawi: dai primi &#8216;Web Awards&#039; al presidente su Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 05:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Noto come "caldo cuore dell'Africa", anche il Malawi si lancia nei new media. Mentre è in corso il primo "2008 Malawi Web Awards", l'ex-presidente Muluzi apre un gruppo su Facebook - dove dal maggio 2008 è attivo il "fan group" dell'attuale presidente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta in assoluto, gli abitanti del Malawi voteranno per quello che è stato definito &#8220;<a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://mmalawi.blogspot.com/2008/12/malawi-web-awards-2008-nominees.html">The 2008 Malawi Web Awards</a>&#8220; [in]. Verranno assegnati  premi in varie categorie: imprenditori web, emittenti online, video musicali, media interattivi, riviste online, blogger, giornalisti, artisti web. Sono previste anche categorie oltre l&#39;ambito di Internet, quali <em>Best Malawian Personality</em> e <em>Leaders of Tomorrow</em>. Nelle parole degli organizzatori:</p>
<blockquote><p><em>The Malawi Web Awards</em> è stato ideato per dare riconoscimento ai contributi forniti dai nostri cittadini nel corso dell&#39;anno. L&#39;iniziativa vuole dare risalto soprattutto a coloro che hanno contribuito a promuovere il Malawi e ad accrescere la consapevolezza sulle questioni di maggiore importanza per la popolazione del &#8220;caldo cuore dell&#39;Africa&#8221;. Quest&#39;anno i candidati hanno risvegliato l&#39;attenzione del Malawi in parecchi ambiti (politica, cultura, intrattenimento).</p>
</blockquote>
<p>L&#39;<a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://mmalawi.blogspot.com/2008/12/malawi-web-awards-2008-nominees.html">annuncio</a> [in] è stato reso pubblico in tre formati: sul blog di Caleb Phiri, con un post dal titolo <a title="Leggi il post originale in inglese"  href="http://mmalawi.blogspot.com">Malawi Current News</a> [in], tramite un evento organizzato sul social network <a title="Pagina dell'evento su Facebook in inglese" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=48629433124">Facebook</a> [in] e con un video diffuso su <a title="Guarda il video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=GFoZ9sB8ljc">Youtube</a>. </p>
<p>Fra le decine di candidati ai vari premi ci sono <a title="Sito del Grande Fratello africano" href="http://www.bigbrotherafrica.com/hazel.php">Hazel Warren</a> [in], una donna del Malawi che quest&#39;anno è arrivata seconda nell&#39;edizione africana del Grande Fratello, i blogger <a title="Visita il blog originale in inglese" href="http://williamkamkwamba.typepad.com">William Kamkwamba</a> [in] e <a title="Visita il blog originale in inglese" href="http://ndagha.blogspot.com">Victor Kaonga</a> [in], l&#39;allenatore della nazionale di calcio del Malawi, <a title="Vai alla voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kinnah_Phiri">Kinnah Phiri</a> [in], diversi personaggi della TV e della radio, e musicisti come Laurence Mbenjere che compare nel video qui sotto: </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/q29qR9F7ZCo&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/q29qR9F7ZCo&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344" title=Video con Laurence Mbenjere su YouTube></embed></object></p>
<p>Per votare in ciascuna categoria, c&#39;è tempo fino a venerdì 19 dicembre 2008 alle 22:00 GMT. I risultati saranno comunicati lunedì 22 dicembre sul blog <a title="Vai su Malawi Current News" href="http://mmalawi.blogspot.com/ ">Malawi Current News</a> [in].</p>
<p>La notizia dei primi &#8216;Web Awards&#39; del Malawi arriva sulla scia dell&#39;annuncio, a inizio settimana, che l&#39;ex presidente del Paese, <a title="Vai al sito di Muluzi" href="http://www.bakilimuluzi.com">Dr. Bakili Muluzi</a> [in], ha creato un profilo su Facebook onde connettersi con i giovani del Malawi in giro per il mondo. Oltre al <a title="Vai al profilo su Facebook" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=48629433124#/profile.php?id=1639712938&#038;v=info&#038;viewas=648619624">proprio profilo pubblico</a> [in], il Dr. Muluzi ha aperto su Facebook un <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=48629433124#/pages/Bakili-Muluzi/34386824053?ref=s">gruppo per i suoi sostenitori</a> [in]. </p>
<p><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/12/bakili-muluzi.jpg" alt="Bakili Muluzi" title="Bakili Muluzi" class="aligncenter size-full wp-image-53938" /></p>
<p>Anche l&#39;attuale presidente del Malawi, Dr. Bingu wa Mutharika, vanta dal maggio 2008 un proprio <em><a title="Vai al gruppo su Facebook" href="http://www.facebook.com/pages/Bingu-Wamutharika-2009/10840809101">Facebook fan group</a></em> [in]. </p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/steve-sharra/' title='elenca tutti gli articoli di Steve Sharra'>Steve Sharra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Cinzia Barranco'>Cinzia Barranco</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/12/13/malawi-first-web-awards-presidential-facebookers/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/12/malawi-dai-primi-web-awards-al-presidente-su-facebook/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-dai-primi-web-awards-al-presidente-su-facebook%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-dai-primi-web-awards-al-presidente-su-facebook%2F&#038;text=Malawi%3A+dai+primi+%26%238216%3BWeb+Awards%26%2339%3B+al+presidente+su+Facebook&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-dai-primi-web-awards-al-presidente-su-facebook%2F&#038;title=Malawi%3A+dai+primi+%26%238216%3BWeb+Awards%26%2339%3B+al+presidente+su+Facebook' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-dai-primi-web-awards-al-presidente-su-facebook%2F&#038;title=Malawi%3A+dai+primi+%26%238216%3BWeb+Awards%26%2339%3B+al+presidente+su+Facebook' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-dai-primi-web-awards-al-presidente-su-facebook%2F&#038;title=Malawi%3A+dai+primi+%26%238216%3BWeb+Awards%26%2339%3B+al+presidente+su+Facebook' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-dai-primi-web-awards-al-presidente-su-facebook%2F&#038;title=Malawi%3A+dai+primi+%26%238216%3BWeb+Awards%26%2339%3B+al+presidente+su+Facebook' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Malawi-Johannesburg: 36 ore in autobus, e mazzette alle frontiere</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 08:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>
		<category><![CDATA[Zimbabwe]]></category>

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		<description><![CDATA[Boni Dulani descrive [in] il viaggio in autobus di 36 ore da Mangochi, nel Malawi [it], a Johannesburg [it], in Sudafrica, passando per Mozambico e Zimbabwe. Conclude dicendo che “…malgrado le numerose difficoltà incontrate durante il percorso, c’è un aspetto positivo in questa storia che vale la pena sottolineare: lo... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Boni Dulani</em> <a title “Vai al post originale” href="http://ntwee.blogspot.com/2008/11/36-hour-road-trip-to-johannesburg.html">descrive</a> [in] il viaggio in autobus di 36 ore da <a title “Vai alla voce su Wikipedia Italiana href=http://it.wikipedia.org/wiki/Malawi>Mangochi, nel Malawi</a> [it], a <a title “Vai alla Voce su Wikipedia Italiana href=http://it.wikipedia.org/wiki/Sudafrica>Johannesburg</a> [it], in Sudafrica, passando per Mozambico e Zimbabwe. Conclude dicendo che “…malgrado le numerose difficoltà incontrate durante il percorso,  c’è un aspetto positivo in questa storia che vale la pena sottolineare: lo Zimbabwe è l’unico stato dove non ho dovuto pagare mazzette per avere il visto d’entrata e d’uscita”.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/elia/' title='elenca tutti gli articoli di Elia Varela Serra'>Elia Varela Serra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Maria Grazia Pozzi'>Maria Grazia Pozzi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/12/06/malawi-36-hour-bus-ride-to-johannesburg/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/12/malawi-johannesburg-36-ore-in-autobus-e-mazzette-alle-frontiere/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-johannesburg-36-ore-in-autobus-e-mazzette-alle-frontiere%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-johannesburg-36-ore-in-autobus-e-mazzette-alle-frontiere%2F&#038;text=Malawi-Johannesburg%3A+36+ore+in+autobus%2C+e+mazzette+alle+frontiere&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-johannesburg-36-ore-in-autobus-e-mazzette-alle-frontiere%2F&#038;title=Malawi-Johannesburg%3A+36+ore+in+autobus%2C+e+mazzette+alle+frontiere' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-johannesburg-36-ore-in-autobus-e-mazzette-alle-frontiere%2F&#038;title=Malawi-Johannesburg%3A+36+ore+in+autobus%2C+e+mazzette+alle+frontiere' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-johannesburg-36-ore-in-autobus-e-mazzette-alle-frontiere%2F&#038;title=Malawi-Johannesburg%3A+36+ore+in+autobus%2C+e+mazzette+alle+frontiere' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F12%2Fmalawi-johannesburg-36-ore-in-autobus-e-mazzette-alle-frontiere%2F&#038;title=Malawi-Johannesburg%3A+36+ore+in+autobus%2C+e+mazzette+alle+frontiere' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa: le 7 regole dell’innovazione</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 08:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Il blog White African rilancia le 7 regole dell’innovazione in Africa [in] proposte da Ethan Zuckerman [co-fondatore di Global Voices Online]: “Ethan ha messo a punto un’altra importante teoria su un tema che merita riflessione. Stavolta parla dell’innovazione nei Paesi africani e di come il vincolo delle (scarse) risorse disponibili... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il blog White African rilancia le <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://whiteafrican.com/2008/10/17/7-rules-explain-innovation-in-africa/">7 regole dell’innovazione in Africa</a> [in] proposte da Ethan Zuckerman [co-fondatore di Global Voices Online]: “Ethan ha messo a punto un’altra importante teoria su un tema che merita riflessione. Stavolta parla dell’innovazione nei Paesi africani e di come il vincolo delle (scarse) risorse disponibili spesso ne determini e influenzi il rinnovamento”. Ecco, ad esempio, la Regola nr. 6 - Ciò che possiedi conta più di ciò che ti manca (se hai una bicicletta, valuta cosa puoi costruire partendo da qui piuttosto che preoccuparti di non avere un&#39;auto, un camion o un&#39;officina).</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/ndesanjo-macha/' title='elenca tutti gli articoli di Ndesanjo Macha'>Ndesanjo Macha</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Maria Grazia Pozzi'>Maria Grazia Pozzi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/10/18/africa-7-rules-of-innovation/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/10/africa-le-7-regole-dell%e2%80%99innovazione/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F10%2Fafrica-le-7-regole-dell%25e2%2580%2599innovazione%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F10%2Fafrica-le-7-regole-dell%25e2%2580%2599innovazione%2F&#038;text=Africa%3A+le+7+regole+dell%E2%80%99innovazione&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F10%2Fafrica-le-7-regole-dell%25e2%2580%2599innovazione%2F&#038;title=Africa%3A+le+7+regole+dell%E2%80%99innovazione' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F10%2Fafrica-le-7-regole-dell%25e2%2580%2599innovazione%2F&#038;title=Africa%3A+le+7+regole+dell%E2%80%99innovazione' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F10%2Fafrica-le-7-regole-dell%25e2%2580%2599innovazione%2F&#038;title=Africa%3A+le+7+regole+dell%E2%80%99innovazione' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2008%2F10%2Fafrica-le-7-regole-dell%25e2%2580%2599innovazione%2F&#038;title=Africa%3A+le+7+regole+dell%E2%80%99innovazione' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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