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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Kenya</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Cantautrice kenyota conquista fan in tutto il mondo - e online</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/cantautrice-kenyota-conquista-fan-in-tutto-il-mondo-e-online/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 04:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Nyota Ndogo (<em>Piccola Stella in Kiswahili</em>) è un nome noto a tutti nell'Africa orientale, e ora anche nel mondo grazie al suo continuo utilizzo del blog - dove aggiunge una prospettiva assai personale alla sua personalità artistica.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/njeri-wangari/">Njeri Wangari</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/28/one-east-african-musician-beats-all-odds-for-a-global-fan-base/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Non sono in molti a conoscerla come Mwanaisha Abdalla mentre <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nyota_Ndogo">Nyota Ndogo </a>(<em>Piccola Stella in Kiswahili</em>), è un nome noto a tutti nell&#39;Africa orientale. </p>
</p>
<div id="attachment_108560" class="wp-caption alignleft" style="width: 85px;"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/Nyota-Ndogo-Mpenzi-75x75.jpg" alt="La copertina dell'album Mpenzi" title="La copertina dell'album Mpenzi" class="size-thumbnail wp-image-108560" height="75" width="75">
<p class="wp-caption-text">La copertina dell&#39;album Mpenzi</p>
</div>
<p>Gli ammiratori delle sue ecclettiche sonorità, tipiche dell&#39;Africa orientale, sono aumentati negli ultimi quattro anni. Il suo blog è attivo da 3 anni e non c&#39;è dubbio che abbia contribuito alla crescita di una buona parte dei suoi fan online.</p>
<p>Nata nel 1981 sulla costa kenyota della provincia di Mombasa, <a title="Blog di Nyota Ndogo in inglese" href="http://nyotandogo.blogspot.com">Nyota Ndogo</a> [in] ha origini molto umili. Lasciò la scuola in giovane età e per un pò di tempo dovette lavorare come domestica fino a quando Andrew Burchell ne scoprì le doti di cantante. </p>
<p>Finora ha realizzato 3 cd da solista: <strong>CHEREKO</strong>, <strong>NATOKA MBALI NA WEWE</strong> e <strong>MPENZI</strong>. È comparsa anche in 3 raccolte internazionali: WORLD 2003, THE ROUGH GUIDE TO KENYA e OFF THE BEATEN TRACK. Inoltre le sono stati conferiti due Premi al Kenya Kisima Music Awards: come <em>Miglior Cantante Taraab 2003</em> e <em>Miglior Cantante Femminile 2005.</em></p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Hi4nlCK-wZc&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/Hi4nlCK-wZc&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"><a style="left: 384px ! important; top: 515px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" class="sespjgjpixeuxmhsiqbq nyhkkkpwdyzdncaupqzf" href="http://www.youtube.com/v/Hi4nlCK-wZc&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;"></a><a class="sespjgjpixeuxmhsiqbq" href="http://www.youtube.com/v/Hi4nlCK-wZc&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;"></a></object></center></p>
<p>I suoi brani, in kiswahili e alcuni in inglese, vengono eseguiti sia in <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Taarab">Taarab</a> [in], genere musicale ascoltato principalmente lungo le coste dell&#39;Africa orientale, che in Kapuka e Genge, generi noti in particolare nelle zone interne del Paese.</p>
<p>Visitando il suo <a title="Blog di Nyota Ndogo in inglese" href="http://nyotandogo.blogspot.com/">blog</a> [in] viene spontaneo chiedersi come abbia fatto una ragazza con simili origini a usare Internet per imporsi come artista kenyota.</p>
<p>Nel blog Nyota parla di sé come artista con una prospettiva personale, diversamente da articoli e informazioni reperibili nelle sezioni d&#39;intrattenimento di giornali e riviste.</p>
<p>Dai video musicali ai testi delle canzoni fino alle foto di sue performance con amici artisti o fan, il suo <a title="Blog di Nyota Ndogo in inglese" href="http://nyotandogo.blogspot.com">blog </a> [in] offre una connessione più intima con chiunque la segua.</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jGaY6B1qWjI&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/jGaY6B1qWjI&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"><a style="left: 384px ! important; top: 1189px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" class="sespjgjpixeuxmhsiqbq nyhkkkpwdyzdncaupqzf" href="http://www.youtube.com/v/jGaY6B1qWjI&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;"></a><a class="sespjgjpixeuxmhsiqbq" href="http://www.youtube.com/v/jGaY6B1qWjI&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;"></a></object></center></p>
<p>Comunque Nyota ha confessato come tenere un blog non sia stata un&#39;esperienza facile. Nel post datato 27 luglio del 2006 alle 13.43 si legge: </p>
<blockquote><p>stavo quasi per mollare il blog tanto mi riusciva difficile creare un nuovo post. poi ho capito che stavo usando un browser incompatibile. quindi sono tornata al caro vecchio internet explorer. Se funziona aspettatevi delle foto perchè sono successe tante cose.x</p>
</blockquote>
<p>Vedendo i post recenti è chiaro come Nyota abbia imparato ad usare bene gli strumenti del blogging. Purtroppo, non possiamo dire lo stesso di molti altri artisti dell&#39;Africa orientale, non sono riuscita a trovarne altri.  </p>
<p>Sembra insomma che non occorra essere dei geni per saper gestire un blog, dopotutto è uno strumento, s&#39;impara usandolo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Video e iniziative online per fermare la violenza contro le donne</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/video-e-iniziative-online-per-fermare-la-violenza-contro-le-donne/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/video-e-iniziative-online-per-fermare-la-violenza-contro-le-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 04:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 25 novembre è stata la giornata internazionale per eliminare la violenza contro le donne. Ecco una raccolta di video con cui cittadini e organizzazioni di vari Paesi vanno contribuendo alle iniziative tese ad assicurare alle donne un mondo migliore in cui vivere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/25/video-end-violence-against-women-around-the-world/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 25 novembre è stata la Giornata Internazionale per eliminare la violenza contro le donne, e tramite dei video molte persone e organizzazioni in tutto il mondo si sono espressi per porre fine alla violenza, contribuendo così alle iniziative per assicurare alle donne un mondo più sicuro in cui vivere.</p>
<div id="attachment_108214" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/2498526016_7512e16a87_b.jpg"><img class="size-medium wp-image-108214" title="Parole sulla violenza devono rompere il silenzio" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/2498526016_7512e16a87_b-300x113.jpg" alt="Parole sulla violenza devono rompere il silenzio" width="300" height="113" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Parole sulla violenza devono rompere il silenzio</p>
<p><small><a rel="cc:attributionURL" href="http://www.flickr.com/photos/circo_de_invierno/">Foto di circo_de_invierno</a>, da Flickr con licenza <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/">CC BY 2.0</a>.</small></div>
<p>L&#39;UNIFEM, nel <a title="Canale YouTube in inglese" href="http://www.youtube.com/user/SayNoToViolence">canale <em>Say No to Violence</em> su YouTube</a> [in] ha già documentato <a title="Canale YouTube in inglese" href="http://saynotoviolence.org/">alcune delle azioni intraprese nel mondo</a> [in]  per porre fine alla violenza sulle donne. <a title="Canale YouTube in inglese" href="http://www.youtube.com/watch?v=Vzh-faI1QrM">Questo primo video mostra</a> [in] la scuola media femminile Ngara di Nairobi, Kenya, dove le ragazze imparano a dire NO alla violenza, a lottare per i propri diritti e ad affrontare stupri, aggressioni, molestie e altre forme di violenza sessuale:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Vzh-faI1QrM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/Vzh-faI1QrM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Anche in Kenya, il Kenyatta National Hospital ha un centro di recupero per le violenze sessuali, dove le donne e i loro figli possono recarsi per ricevere cure in caso di violenze. Nel <a title="Video su YouTube in inglese" href="http://www.youtube.com/watch?v=cfc1TarQo3Q">video che segue</a> [in], raccontano come procede la gestione del centro, il contesto in cui si trovano, e donne che sono state vittime di violenze sessuali offrono testimonianze personali:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cfc1TarQo3Q&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/cfc1TarQo3Q&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>In Perù, l&#39;<a title="Video su YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=Pjfk3LoGIUg">Associazione Flora Tristan</a> sta organizzando una grande manifestazione di protesta contro un altro aspetto connesso alla violenza sessuale: la negazione del libero accesso a metodi di controllo delle nascite e la nuova legge in base alla quale la pillola del giorno dopo (contraccezione di emergenza) non verrebbe distribuita gratuitamente. L&#39;associazione condurrà la campagna educativa in un parco a Lima e darà informazioni sul controllo delle nascite, distribuendo anche pillole del giorno dopo e informazioni per il controllo delle nascite come forma di protesta simbolica:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Pjfk3LoGIUg&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Pjfk3LoGIUg&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Nel contesto dell&#39;America Latina e della regione caraibica, UN-INSTRAW ha diffuso il video che segue come parte della propria campagna di sensibilizzazione:</p>
<blockquote><p>Latinoamérica y el Caribe es un lugar peligroso para las mujeres. Más de 50 por ciento de las mujeres de la región han sido objetos de agresiones. En la República Dominicana, por ejemplo, 1,453 mujeres fueron asesinadas entre los años 2000 y 2008. En el marco del Día Internacional para la Eliminación de la Violencia Contra la Mujer, UN-INSTRAW lanza un nuevo video sobre la seguridad de las mujeres latinas y caribeñas.</p></blockquote>
<div class="translation">L&#39;America Latina e l&#39;area caraibica sono luoghi pericolosi per le donne. Oltre il 50 per cento delle donne nella regione è stato oggetto di aggressione. Nella Repubblica Dominicana, ad esempio, 1453 donne sono state assassinate dal 2000 al 2008. Nell&#39;ambito della giornata internazionale per eliminare la violenza contro le donne, UN-INSTRAW ha lanciato un nuovo video sulla sicurezza delle donne in America Latina e nella regione caraibica.</div>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ev1zix0yqG0&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/ev1zix0yqG0&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>In Spagna, <a title="Video su YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=7x59FDIeIcM">varie donne hanno participato al quinto seminario di autodifesa contro la violenza sessuale</a> [sp], dove hanno imparato a proteggersi nel caso dovessero fronteggiare situazioni pericolose. L&#39;allenamento mira a mettere le donne nella condizione di immobilizzare momentaneamente l&#39;aggressore in modo da poter fuggire via dal pericolo.</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7x59FDIeIcM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/7x59FDIeIcM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>E infine in Cile, <a title="Sito MySpace in spagnolo" href="http://www.myspace.com/coflaproducciones">Hip Hop Artist COFLA</a> [sp] ha realizzato una canzone intitolata <em>Femicidio</em>. Sebbene spesso i testi dei brani hip-hop <a title="Sito MySpace in inglese" href="http://www.feministing.com/archives/002622.html">sembrino promuovere la violenza contro le donne</a> [in], quest&#39;artista <a title="Video su YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=tuBBX514sYo">ha prodotto un brano</a> [sp] condannando il fatto che gli uomini passino dalle promesse di amore e protezione alla violenza, all&#39;aggressione e perfino all&#39;assassinio:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tuBBX514sYo&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/tuBBX514sYo&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Ci sono state attività simili nella tua città o nel tuo Paese? Commenta pure qui di seguito su eventuali iniziative locali per mettere fine alla violenza contro le donne!</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Africa: predatori d’arte, capacità imprenditoriali e divagazioni poetiche</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/africa-predatori-d%e2%80%99arte-capacita-imprenditoriali-e-divagazioni-poetiche/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 05:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Variegato potpourri di interventi dal taglio artistico e auto-riflessivo prodotti da blogger di varie regioni africane. Alla ricerca di tutto ciò che può nutrire lo spirito e l’anima, verso l'esplorazione dell'espressività artistica in senso lato. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/njeri-wangari/">Njeri Wangari</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/23/africa-predators-of-art-entrepreneurship-and-poet-ramblings/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Ci sono i predatori e poi ci sono i predatori d’arte, e <a title = "Vai al blog inglese" href="http://artpredator.wordpress.com">Gwendolyn Alley</a> [in] è fra questi ultimi.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-102661" title="Halloween" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/Halloween-75x75.jpg" alt="Halloween" width="75" height="75" />Raramente sentiamo il termine “predatore d’arte”, magari cultore, appassionato ma non predatore, ed è questo che mi ha incuriosito del blog di Alley, dove l’autrice confessa l&#39;amore per l’arte.</p>
<p>Ecco cosa dice di sé:</p>
<blockquote><p>Coleridge spiega l’estetica come qualcosa che coinvolge e impregna l’anima. Un predatore d’arte vaga alla ricerca di ciò che può conquistare la sua anima e la vostra, dalla letteratura alle arti visive, dallo spettacolo e dal genio culinario all’attivismo sociale e ambientale, alle attività all’aperto fra cui campeggio, escursioni, trekking, ciclismo, sci, alpinismo e festival quali <a title="Vai alla voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coachella_Valley_Music_and_Arts_Festival">Coachella</a> [it], Lightening in a Bottle e <a title="Vai alla voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burning_Man">Burning Man</a> [it].</p></blockquote>
<p>Sul <a title="Blog in inglese" href="http://artpredator.wordpress.com">blog</a> [in] si trovano poesie, informazioni su attività artistiche a breve oltre a molti altri temi che l’autrice ritiene interessanti. Forse la scelta del nome può sembrare un po’ prudente, riduttiva visto che il lato artistico si perde in mezzo alla vastità dei post, ma per lei è un diario dove scrivere di diverse esperienze, nell&#39;arte o altrove.</p>
<p>Questa sua poesia a proposito di <a title="Post in inglese" href="http://artpredator.wordpress.com/2009/09/28/poetry-from-the-315-experiment-august-2-2009-a-facility-with-language/">un professore</a> [in] è piuttosto interessante.</p>
<blockquote><p>Il professore aveva lasciato tutti<br />
i paroloni <br />
sul bordo del piatto.</p>
<p>E spostava <br />
spostava spostava le parole<br />
intorno con la forchetta</p>
<p>Resta da vedere<br />
ciò per cui <br />
stavano davvero litigando</p>
<p>Inizia sempre tutto con le parole<br />
e poi si va avanti in discesa.</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://artpredator.wordpress.com/2009/09/28/poetry-from-the-315-experiment-august-2-2009-a-facility-with-language/">Qui</em></a> [in] è reperibile l&#39;intera poesia</p>
</blockquote>
<p><a title="Blog in inglese" href="http://poetry-and-art-by-injete-chesoni.blogspot.com">Injete Chesoni</a> [in] è un’artista poliedrica con un taglio imprenditoriale per completare il tutto. Ha due blog, uno si chiama <a title="Blog in inglese" href="http://poetry-and-art-by-injete-chesoni.blogspot.com">Poetry and Art by Injete Chesoni</a> [in]. Vi si trovano le sue espressioni creative, cioè poesie, racconti e interventi artistici.</p>
<p>Injete cura anche <a title="Blog in inglese" href="http://poetrygifts.blogspot.com/">poetry Gifts</a> [in] un blog con tante idee per donare poesia. Suggerisce come creare regali poetici oltre a presentare la <a title="Post in inglese" href="http://www.puddinghouse.com/ekphrastic.htm">poesia ekfrastica</a> [in].</p>
<p>Ci sono anche molti oggetti in tema, come poster sulla poesia, libri, calamite a perfino poesie che <em>fanno paura</em> per Halloween.</p>
<p><a title="Post in inglese" href="http://poetry-and-art-by-injete-chesoni.blogspot.com/2009/06/mystery-in-old-town-mombasa-scary-poem.html">Mystery in Old Town Mombasa</a> [in] (mistero nella Mombasa vecchia) è un esempio di queste poesie che esprimono un fondo di timore, di paura.</p>
<blockquote><p>Aveva qualcosa di misterioso</p>
<p>quando andava alla finestra e guardava fuori</p>
<p>Camminavo nella parte vecchia di Mombasa</p>
<p>e ricordai si diceva che</p>
<p>i fantasmi infestano questa città</p>
<p>e le cose non sono mai ciò che sembrano.</p>
<p>Ci sono folletti travestiti da gatti</p>
<p>e uomini che indossano casacche da donna.</p>
<p>Così la guardai negli occhi e corsi via</p>
<p>ma la mia mente si fermò a pensare</p>
<p>se fosse davvero una donna camuffata<br />
O un essere soprannaturale</p>
</blockquote>
<p><strong>L’On. Mwangi S. Muthiora</strong> ha un titolo piuttosto lungo per la sua età,  è deputato del Parlamento Nazionale della Gioventù di Githunguri in Kenya.</p>
<p>Nato nel 1982 in una famiglia di nove persone, Simon Mwangi Muthiora è membro del Parlamento Nazionale della Gioventù in Kenya ed è Deputato Junior nella circoscrizione di Githunguri.</p>
<p>Muthiora è anche scrittore e autore di una serie di brevi racconti, poesie e perfino di un&#39;opera teatrale. Scrive per diletto e il suo blog è una testimonianza concreta di ciò che rivendica.<br />
<a title="Blog in inglese" href="http://twohoursbefore.blogspot.com/">Two Hours Before</a> [in] (due ore prima), ed ecco come è arrivato alla scelta finale del nome:</p>
<blockquote><p>IMMAGINATE COME SARA&#39; CAMBIATO IL MONDO FRA DUE ORE, O PEGGIO, PENSATE A COSA POTREBBE ACCADERE , O GLI EVENTI CHE POTREBBERO VERIFICARSI DOPO LA VOSTRA MORTE, “FRA DUE ORE”. ALLORA FERMATEVI, “DUE ORE PRIMA” VI  TERRA’ COMPAGNIA. E’ ARRIVATO IL NUOVO POETA DEL KENYA.</p>
</blockquote>
<p>La sua poesia è priva di quel fiume emozionale che la maggior parte dei poeti cerca quando scrive versi d’amore. Parla di <em>mutilazione genitale femminile, di mogli-pile, di morte, di eredità delle donne, di guerra</em> e di molte altre forme di immoralità presenti in Kenya, in Africa e nel mondo più in generale.</p>
<p>Ecco un brano dala poesia sulla mutilazione genitale femminile, <a title="Post in inglese" href="http://twohoursbefore.blogspot.com/2009/10/fgm-has-probably-been-performed-for-at.html">A Woman&#39;s Meat</a> [in] (carne di donna)</p>
<blockquote><p><strong> CARNE DI DONNA </strong> </p>
<p>La mattina presto</p>
<p>prima che sorga il sole</p>
<p>e la luna muoia</p>
<p>compare la vecchia zingara </p>
<p>e le sue intenzioni sono chiare</p>
<p>avvolta nell’umorismo colpevole</p>
<p>perchè la carne di una donna</p>
<p>è il suo bersaglio</p>
<p>in nome della purezza.</p>
<p>Ridacchiando si avvicina</p>
<p> Ha ha ha ha, ha ha ha……..</p>
<p>“Non è doloroso, mia cara nipote”</p>
<p><a title="Post in inglese" href="http://twohoursbefore.blogspot.com/2009/10/fgm-has-probably-been-performed-for-at.html"><em>Qui</a> [in] potete leggere il resto della poesia</em>.</p>
</blockquote>
<p><strong>Kojo Bafoe</strong> è un uomo, un padre, un figlio, un fratello, un marito, un amico, un poeta, uno scrittore che cerca di dare senso a questa realtà grazie alle parole. Vive a Johannesburg, in Sudafrica.</p>
<p>Kojo ha due blog,  <a title="Blog in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com/">Imperfectpoetry</a> [in], interamente dedicato alla sua attività di poeta, e <a title="Blog in inglese" href="http://kojobaffoe.wordpress.com/">kojobaffoe</a> [in], blog sulla piattaforma wordpress dove scrive le proprie “divagazioni”, come egli stesso le definisce. Qui spazia dallo sport alla tecnologia, ai poeti che lo ispirano, e vi si trova anche musica <a title="Voce su Wikipedia in Italiano" href = "http://it.wikipedia.org/wiki/Neo_soul">Neo Soul</a> [it].</p>
<p>Il <a title="Blog in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com">blog Imperfectpoetry</a> [in], offre invece un’introspezione di Kojo, che si considera poeta imperfetto che scrive poesie imperfette, una valutazione piuttosto modesta che predispone alla lettura dei suoi versi con particolare attenzione proprio alle imperfezioni.</p>
<p>Ma leggendo la poesia ‘<em><a title = "Post in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com/2008/07/just-words.html">Just words</a></em>’ [in] (solo parole) si capisce d&#39;aver sottovalutato le sue capacità poetiche. Nella brevità e precisione della poesia non troviamo la minima traccia di imperfezione.</p>
<blockquote><p>Brucia i muri della follia</p>
<p>Ubriacati dai fumi</p>
<p>Scatenati contro la macchina</p>
<p>Ma torna a casa in tempo per cena</p>
<p>Spezza le catene</p>
<p>Bevi l’acqua dal pozzo della libertà</p>
<p>Sfrutta la terra dei tuoi padri<br />
Ma non scordare di pagare l’affitto</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com/2008/07/just-words.html">Qui</a> [in] potete leggere il resto della poesia.</em></p>
</blockquote>
<p>Il blog esiste già da tre anni e malgrado l&#39;ultimo post risalga a febbraio, non ci si chiede cosa l&#39;abbia trattenuto altrove leggendo l&#39;altro suo blog. Di tanto in tanto c’è bisogno di distrarsi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il cambiamento climatico nelle voci di blogger e cittadini</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/il-cambiamento-climatico-nelle-voci-di-blogger-e-cittadini/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/il-cambiamento-climatico-nelle-voci-di-blogger-e-cittadini/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 05:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri, 15 ottobre, oltre 9.000 blogger hanno preso parte al <em>Blog Action Day</em> occupandosi specificamente del cambiamento climatico. Questione che Global Voices Online continuerà a seguire attentamente nei prossimi mesi in vista  della conferenza ONU di Copenhagen di metà dicembre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/solana-larsen/">Solana Larsen</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/15/reading-the-world-on-blog-action-day/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignright size-full wp-image-101424" title="Blog Action Day" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/bad-125-125.jpg" alt="Blog Action Day" width="125" height="125" />Ieri, 15 ottobre, oltre 9000 blogger hanno dedicato un post al cambiamento climatico come parte del <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.blogactionday.org/">Blog Action Day</a> [in], iniziativa annuale avviata da Change.org per unire i blogger di tutto il mondo su un unico tema e raggiungere così milioni di lettori.</p>
<p>Questa è la sintesi di quanto sta facendo Global Voices Online in tale ambito.</p>
<p>Nel corso dei prossimi due mesi Global Voices Online seguirà con molta attenzione le questioni ambientali sul cambiamento climatico. Speriamo di riuscire a dare spazio alle voci inascoltate nel dibattito globale in previsione della conferenza delle Nazioni Unite che si terrà a Copenhagen in dicembre (<a title="Pagina originale in inglese" href="http://en.cop15.dk/">COP15</a> [in]).</p>
<p>In novembre, all&#39;interno di <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.conversationsforabetterworld.com/"><em>Conversations for a Better World</em></a> [in], blog sponsorizzato dall&#39;<a title="Pagina originale in inglese" href="http://unfpa.org/">UNFPA</a> [in], due dei nostri autori, Eduardo e Belen, inizieranno a pubblicare post sulle dinamiche delle popolazioni e del cambiamento climatico - puntando soprattutto all&#39;America Latina.</p>
<p>Durante questo mese di ottobre, alcuni blogger di Global Voices Online hanno operato come mentori per <a href="http://globalchangenow.net/">31 ragazzi e ragazze provenienti da Africa e Danimarca</a> [in], i quali stanno organizzando una campagna online sotto gli <a title="Post originale in inglese" href="../2009/09/08/global-voices-bloggers-mentor-new-danish-and-african-bloggers/">auspici di MS ActionAid</a> [in] a Copenhagen. Ci hanno chiesto di riportare su &#8216;ciò di cui hanno bisogno i Paesi in via di sviluppo per far fronte ai danni causati dal cambiamento climatico&#39;. E così continueremo a occuparci anche di questo.</p>
<p><strong>Qualche appunto dai mentori</strong></p>
<p>In occasione del <em>Blog Action Day</em>, Jillian <a title="Post originale in inglese" href="http://jilliancyork.com/2009/10/15/blog-action-day-09-climate-change/">ha incoraggiato i lettori</a> [in] a visitare il blog della sua &#8220;assistita&#8221; <a title="Post originale in inglese" href="http://globalchangenow.net/ejanver/">Edith</a> [in], mentre Ali racconta che è stato il suo &#8220;assistito&#8221; <a title="Post originale in inglese" href="http://globalchangenow.net/claver/">Peter</a> [in], invertendo le parti, a fornirgli l&#39;ispirazione per <a title="Post originale in inglese" href="http://blog.novruzov.az/2009/10/it-is-blog-action-day-2009.html">scrivere un post sul cambiamento climatico</a> [in].</p>
<p>Gayle, sempre nel gruppo degli istruttori, ha scritto <a title="Post originale in inglese" href="http://gisforghana.blogspot.com/2009/10/climate-change-in-ghana-blog-action-day.html">un ampio post</a> [in] che evidenzia la situazione degli agricoltori in Ghana e Australia (i suoi Paesi), e nello Zimbabwe (la nazione del suo &#8220;assistito&#8221; <a title="Pagina originale in inglese" href="http://globalchangenow.net/john/">John</a> [in]).</p>
<p>Gayle <a title="Pagina di Twitter in inglese" href="http://twitter.com/gaylepescud/status/4575319227">ha poi usato Twitter</a> [in] per rilanciare il messaggio nel mondo australiano. Con sua sorpresa, è stata ricontattata via Twitter da ABC Radio in Australia, per poi avere contatti diretti con parecchi agricoltori via email. Dopo aver letto altre interviste ad agricoltori ghanesi, ha perfino parlato direttamente con uno di loro. E tra decine di link e risorse interessanti, ha trovato informazioni su come nel Ghana rurale le comunità ricorrano alle conoscenze tradizionali <a title="Pagina originale in inglese" href="http://grou.ps/par_cc/talks">per far fronte al cambiamento climatico</a> [in].</p>
<p>Gayle ha fatto quel che i blogger di Global Voices Online fanno in continuazione. È andata alla ricerca di voci che raramente è possibile ascoltare all&#39;interno dei media tradizionali internazionali.</p>
<p><strong>L&#39;ultima settimana su Global Voices Online</strong></p>
<p>Oggi Bhumika Ghimire ha pubblicato un post sul <a title="Post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/15/nepal-bio-gas-revolution/">futuro dei bio-gas in Nepal</a> [in], includendo il video di un gruppo di ricerca di un&#39;università giapponese che mostra l&#39;utilizzo dei bio-gas nel Nepal rurale.</p>
<div id="attachment_100876" class="wp-caption alignright" style="width: 175px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/susandesignstudio/3977100156/in/set-72157614614099992/"><img class="size-medium wp-image-100876" title="Frana causata dal tifone Ketsana in un paese della provincia di Pampanga, Filippine" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/landslide-300x199.jpg" alt="Frana causata dal tifone Ketsana in un paese della provincia di Pampanga, nelle Filippine. Foto dell'utente Flickr susancorpuz90" width="165" height="109" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Frana causata dal tifone Ketsana in un paese della provincia di Pampanga, nelle Filippine. Foto dell&#39;utente di Flickr <em>susancorpuz90</em></p>
</div>
<p>Sempre questa settimana, Mong Palatino <a title="Articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/12/philippines-typhoon-disasters-and-climate-change/">ha informato sui blogger filippini</a> [in] che vanno mettendo in luce le connessioni tra il cambiamento climatico e le alluvioni devastanti che a Manila hanno ucciso più di 500 persone.</p>
<p>Saffah Farooq ha parlato dei cittadini delle basse isole nell&#39;Oceano Indiano che costituiscono lo Stato delle Maldive, <a title="Post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/11/maldives-gearing-up-for-copenhagen/">il cui destino può essere segnato</a> [in] dall&#39;esito di trattati come il Protocollo di Kyoto.</p>
<p>Dal Kenya il blogger Samuel Maina ha descritto la situazione dei kenioti, talmente disperati per l&#39;assenza di pioggia da aspettare con sentimenti contrastanti <a title="Post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/08/kenya-waiting-for-el-nino/">le pioggie di El Niño</a> [in] che potrebbero costringere all&#39;esodo migliaia di persone.</p>
<p>Sulle <a title="Pagina originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/-/topics/environment/">questioni ambientali</a> [in] Global Voices Online produce un flusso costante di articoli, alimentato dai blogger di tutto il mondo.</p>
<p><strong>Guardando avanti</strong></p>
<p>Mentre il <a title="Sito inglese di Blog Action Day" href="http://www.blogactionday.org/">Blog Action Day</a> [in] celebra la forza collettiva dei blogger nella spinta a cambiare le cose, incoraggiamo chiunque voglia non solo ad esprimersi sui mutamenti climatici ma anche a leggere quel che altri vanno scrivendo.</p>
<p>Nel corso delle prossime settimane, saremo sommersi da articoli di giornalisti che citeranno politici, attivisti e molti altri - ma quando la conferenza dell&#39;ONU sarà finita e le telecamere spente, quanti si troveranno ad affrontare immediatamente le conseguenze del cambiamento climatico <em>continueranno</em> a raccontare le proprie storie via Internet nella speranza di incontrare altri che li ascoltino.</p>
<p>Riprendendo il motto di Global Voices Online, ‘Il mondo ti parla. Stai ascoltando?&#39;</p>
<p>Per quanti si trovano lontano dal fronte del cambiamento climatico, ascoltare e collegarsi con gli altri è uno dei pochi modi con cui sia possibile far avvertire la questione come un problema reale che va risolto oggi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Blogger sieropositivi: &#8220;Mai rinunciare ad amare&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/blogger-sieropositivi-mai-rinunciare-ad-amare/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 04:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[In tutto il mondo un numero crescente di blogger sieropositivi ricorre ai <em>citizen media</em> per raccontare la propria convivenza con il virus - anche se parlare apertamente di HIV/AIDS rimane difficile e traumatico. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rezwan/">Rezwan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/13/blogging-with-hiv-love-is-still-possible/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Un numero crescente di blogger sieropositivi in tutto il mondo ricorre ai <em>citizen media</em> per raccontare la propria convivenza con il virus.</p>
<p>Parlare apertamente di AIDS può essere difficile. Milioni di persone hanno contratto il virus, ma il fatto che l’infezione sia assai temuta e può essere trasmessa per via sessuale implica che le persone ammalate vengano spesso stigmatizzate. Eppure esistono decine di coraggiosi testimoni di simili vicende personali, e anche attivisti che combattono per i propri diritti o per una migliore assistenza sanitaria, nei blog o nei forum su internet che possono essere letti da tutti.</p>
<p><center><code><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps/ms?hl=en&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=116925014949105791191.00045c9dd6cebd5e130f5&amp;source=embed&amp;ll=27.059126,6.328125&amp;spn=150.222974,298.828125&amp;z=1&amp;output=embed"></iframe><br /><small>Guarda <a href="http://maps.google.com/maps/ms?hl=en&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=116925014949105791191.00045c9dd6cebd5e130f5&amp;source=embed&amp;ll=27.059126,6.328125&amp;spn=150.222974,298.828125&amp;z=1" style="color:#0000FF;text-align:left">Blogging Positively</a> su una mappa più grande</small></code></center></p>
<p><strong>Sudafrica</strong></p>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://latifah.wordpress.com/2006/12/22/happy-birthday-to-me/">Busi</a> [in], una blogger e poetessa sudafricana ha scoperto di aver contratto l’AIDS nell’aprile del 2006, sei mesi dopo essere stata violentata.</p>
<p>Ecco la sua triste storia, come l’ha descritta nel suo blog <a title="Post originale in inglese" href="http://latifah.wordpress.com/2006/12/22/happy-birthday-to-me/"><em>My Realities</em></a> [in]:</p>
<blockquote><p>Non molto tempo fa ho scoperto di essere sieropositiva. Sono stata aggredita e violentata davvero troppe volte per riuscire a non contrarre il virus. Sapete, il motivo è che sono una donna identificata come lesbica, a causa della mia relazione con un’altra donna. I miei vari aggressori e violentatori l&#39;hanno fatto per mostrarmi cosa significa essere una donna.</p></blockquote>
<p>Busi <a title="Post originale in inglese" href="http://latifah.wordpress.com/2007/03/17/goodbye-busisiwe-231281-120307/">non ce l&#39;ha fatta a sopravvivere</a> [in] in questo bel mondo e si è arresa alla malattia nel marzo del 2007. Ma il suo blog e la sua poesia restano a testamento della propria vita, allo stesso di modo di altri blog, finché non si riuscirà a trovare una cura efficace.</p>
<p><strong>Cina </strong></p>
<p>Il blogger cinese sieropositivo <em>Li Xiang</em> ha contratto l’infezione da HIV tramite <a title="Post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/12/01/china-aids-blogger-li-xiangs-unextraordinary-life/">una trasfusione di sangue</a> [in] quando era adolescente alle superiori. Ha cominciato a scrivere sul suo blog nel 2005 quand’era ventenne. In <a title="Post originale in cinese" href="http://blog.sina.com.cn/s/blog_46f3d7910100byk0.html">un post pubblicato quest’anno</a> [ci] ha cercato di smitizzare l’AIDS scrivendo che la gente non dovrebbe temerlo più di altre cause di morte, e che lui stesso non ne aveva più paura grazie ai progressi delle cure mediche.</p>
<p><strong>Filippine</strong></p>
<p><em>Kiks</em> è un blogger filippino che vive a Kowloon, Hong Kong. Nel 2007 ha scoperto di aver contratto l’HIV e <a title="Post originale in inglese" href="http://bikolanongtsekwangbakla.blogspot.com/2007/07/sounding-alarm.html">ha raccontato</a> [in] cosa significhi conviverci:</p>
<blockquote><p>Essere sieropositivo non è per niente affascinante.</p>
<p>È come avere una malattia cardiaca per tutta la vita, anche se i medici mi hanno spiegato che è meglio del diabete. Con le medicine facilmente reperibili oggi si può esser sicuri di vivere più a lungo dei malati di cancro, degli anemici o degli anziani che vivono nelle metropoli inquinate come Manila.</p></blockquote>
<p><em><a title="Post originale in inglese" href="http://mylifepositive.com/wpmu/ukguy/2009/07/22/mr-angry-2/">Freerangelife</a></em> [in] è il blog di un gay dislessico di origine inglese che ha vissuto con l’AIDS per oltre vent’anni. In un post recente ha parlato della pericolosità di non prendere le dovute precauzioni:</p>
<blockquote><p>Conosciamo il virus HIV da oltre vent’anni, la gente ne conosce i rischi. Allora perché continua a diffondersi? Secondo me perché ne sottovalutiamo i rischi e spesso pensiamo “a me non potrà mai succedere&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Repubblica del Congo</strong></p>
<p>L’anno scorso <em>Davy Herman Malanda</em> ha scritto nel blog <a title="Sito originale in inglese" href="http://aidsrightscongo.org/?p=103"><em>Aids Right Congo</em></a> [in] su quanto sia rischioso far conoscere agli altri il proprio stato di persona sieropositiva. Racconta la storia di Bernadette (uno pseudonimo), ragazza che vende abiti usati al mercato Tié-Tié di Pointe-Noire nella Repubblica del Congo:</p>
<blockquote><p>La vita di Bernadette è cambiata quando la sua compagna ha rivelato altri che era sieropositiva. I suoi colleghi e clienti sono venuti a saperlo. Pochi clienti hanno continuato ad acquistare vestiti al suo banchetto. La sua vita è diventata difficile, e si è fatto duro arrivare a fine del mese.</p></blockquote>
<p>Dalla capitale della Repubblica del Congo, Brazzaville, <em>Aurelie</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://aidsrightscongo.org/?p=111">descrive</a> [in] il proprio shock nell&#39;aver scoperto di essere sieropositiva:</p>
<blockquote><p>All&#39;inizio mi sembrava di essere stata schiacciata da una tonnellata di mattoni. Ho capito all’istante che la mia vita era cambiata, e mille pensieri hanno preso ad accavallarsi.</p></blockquote>
<p>Spiega anche che, grazie al sostegno della famiglia e di un’associazione non-profit, oggi riesce a condurre una vita normale.</p>
<p><strong>Stati Uniti</strong></p>
<p><em>Michelle</em> scrive dagli Stati Uniti che <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.poz.com/michelle/">“l&#39;amore è ancora possibile”</a> [in] anche con l’HIV e racconta di aver incontrato il suo nuovo compagno in un blog del network internazionale <a title="Sito originale in inglese" href="http://blogs.poz.com/"><em>POZ Blog</em></a> [in]. E offre questo consiglio:</p>
<blockquote><p>A quelli che hanno scoperto da poco di essere infetti e a quelli che sono stanchi di essere soli: non perdete la speranza. Non rinunciate mai ad amare. Arriverà quando meno ve lo aspettavate e quando ne avevate più bisogno.</p></blockquote>
<p><strong>Kenya</strong></p>
<p>Essere sieropositivi non significa che sarete tagliati fuori dal mondo per le discriminazioni. <em><a title="Post originale in inglese" href="http://rising.globalvoicesonline.org/repacted/2008/12/03/world-aids-day-mr-and-miss-red-ribbon-2008/">Mr. and Miss Red Ribbon</a></em> [in] è un galà di beneficenza con sfilata di moda organizzato ogni anno dai gruppi Nakuru Youth in Kenya. La blogger sieropositiva <em>Maureen</em>, membro del collettivo di blog <a title="Sito originale in inglese" href="http://rising.globalvoicesonline.org/projects/repacted-kenya/">REPACTED</a> [in] all&#39;interno di <a title="Sito originale in inglese" href="http://rising.globalvoicesonline.org/">Rising Voices</a> [in] è stata una delle concorrenti alla sfilata e <a title="Post originale in inglese" href="http://maureenakinyi.blogspot.com/2008/12/blogging-positively.html">condivide così la sua esperienza</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Partecipo alle sfilate dal 2006 e ne sono sempre stata felice perché questo avvenimento riesce a ridurre efficamente lo stigma e la discriminazione. <em>Mr and Miss Red Ribbon</em> consente a malati e infetti di ritrovarsi insieme per celebrare la bellezza in maniera speciale. Durante l’evento il pubblico può apprezzare la bellezza guardando i modelli, senza più vedere in loro la malattia.</p></blockquote>
<p><em>La </em><a title="Googlemap di Global Voices dei blogger sieropositivi" href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=en&amp;msa=0&amp;msid=116925014949105791191.00045c9dd6cebd5e130f5&amp;ll=24.527135,14.765625&amp;spn=120.298584,316.40625&amp;z=2"><em>Googlemap di Global Voices dei blogger sieropositivi</em></a><em> [in] in alto mette in evidenza le voci dei blogger sieropositivi e di chi si prende cura di loro, nonché altri </em>citizen media <em> che trattano di HIV/AIDS. Per leggere altre storie significative in tema, basta fare clic sui contrassegni ivi inclusi.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kenya: la devastante siccità va esacerbando i conflitti tra esseri umani e fauna locale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/kenya-la-devastante-siccita-va-esacerbando-i-conflitti-tra-esseri-umani-e-fauna-locale/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 04:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Kenya]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla prese con un periodo di siccità mai visto prima, molte comunità (in particolare di Maasai) spostano continuamente le mandrie in aree più remote in cerca di pascoli e acqua - creando nuovi problemi di sussistenza per tutti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/samuel-maina/">Samuel Maina</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/20/kenya-devastating-drought-worsens-human-wildlife-conflict/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div class="wp-caption alignright" style="width: 167px;"><a href="http://lionguardians.wildlifedirect.org/"><img title="Siccità a Maasailand" src="http://lionguardians.wildlifedirect.org/files/2009/07/pbi_2088-drought.jpg" alt="Siccità a Maasailand" width="157" height="224" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Non si vede un filo d&#39;erba da nessuna parte</p>
</div>
<p>Il Kenya sta subendo la peggiore siccità in oltre un decennio, secondo il Dipartimento metereologico del Paese. La siccità è assai evidente un po&#39; ovunque nel Paese, ma è molto più visibile tra la comunità Maasai, la cui fonte primaria di sostentamento è l&#39;allevamento dei bovini.</p>
<p>Di fronte al pericolo di perdere il prezioso bestiame, i Maasai, una comunità nomade tradizionale residente nel sud del Kenya e nel nord della Tanzania, stanno guidando le mandrie nelle aree più remote - e anche nelle città - in cerca di pascolo. Ciò ha peggiorato il conflitto tra esseri umani e fauna, con i bovini indeboliti facili vittime di leoni e altri predatori.</p>
<p>Il <a title="Post originale in inglese" href="http://lionguardians.wildlifedirect.org/2009/07/15/devastating-drought/" target="_blank">blog Lion Guardians riporta</a> [in] che non si avute buone precipitazioni da due anni.</p>
<blockquote><p><em>La siccità peggiora giorno dopo giorno. Non ha piovuto in modo appropriato per due anni consecutivi, e la comunità pastorale Maasai che occupa l&#39;area di Mbirikani ha spostato il bestiame in tre direzioni in cerca di pascoli più verdi. Le mucche stanno diventando tutte assai magre, e molte stanno morendo.</em></p></blockquote>
<p><em>Predator Aware</em>, associazione per la tutela dei predatori, riporta inoltre alcune terribili situazioni nelle terre dei <a title="Sito ufficiale di Masai Mara" href="http://www.masai-mara.com/" target="_blank">Masai Mara</a> [in] e nei ranch Siana nella parte meridionale del Kenya. Nel <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://predatoraware.wildlifedirect.org/2009/07/20/dry-days-in-the-mara/" target="_blank">blog di Predetor Aware</a> [in] si legge:</p>
<blockquote><p><em>Il Masai Mara e Siana in particolare, stanno esaurendo [i pascoli] a causa del continuo bisogno di piogge. La scorsa notte sembra che ci sia stata una tempesta da qualche parte nella Riserva. Speriamo questo voglia dire che arriverà altra pioggia. Questo tempo asciutto accresce i conflitti tra esseri umani e natura, man mano che si continuano a cercare acqua e pascoli.</em></p></blockquote>
<p>Mentre gli animali selvatici riescono ad affrontare meglio la siccità, i bovini ne vengono duramente colpiti. I Maasai, essendo tradizionalmente dei pastori nomadi, faranno quanto hanno fatto per generazioni, sposteranno le mandrie in cerca di pascoli. Il fatto è che gli unici luoghi con pascoli aperti sono le aree protette come i parchi e le riserve nazionali. Ironicamente, i parchi più famosi al mondo in Kenya furono ricavati dalle tradizionali riserve di pascoli dei Maasai. Il blog Lion Guardians descrive i movimenti dei gruppi Maasai che vivonoal confine con il Parco Nazionale Amboseli:</p>
<blockquote><p><em>Il primo gruppo ha spostato il bestiame fino a Manyara, in Tanzania. Altri hanno deciso di portare le mandrie al Parco Nazionale Tsavo Ovest, ma hanno dovuto affrontare la convinta opposizione delle autorità del parco, che stanno cercando di limitare l&#39;accesso del bestiame ai pascoli del parco nazionale, il cui terreno ne risulterebbe depauperato.</em></p></blockquote>
<p>Alcuni di questi allevatori hanno viaggiato con il loro bestiame per oltre 400 Km. alla ricerca di pascoli e acqua. Qualcuno si è spostato a nord verso Nairobi dopo che vi sono state segnalate delle piogge alcune settimane fa, mentre altri si sono diretti a sud verso la Tanzania.</p>
<p>La gravità della siccità può essere dedotta dalle parole di ole Lentura, maggior blogger di Predator Aware. ‘I giorni portano sole ardente e molto vento&#39;, afferma ole Lentura, aggiungendo che gli animali selvatici tradizionalmente erbivori sono costretti a brucare alberi e cespugli per adattarsi all&#39;assenza di erba.</p>
<p>“I più anziani nel gruppo descrivono questa siccità come la peggiore di sempre, con il prezzo dei beni di consumo in vertiginoso aumento mentre va calando quello della vendita di bestiame e altri prodotti domestici, la situazion sembra confluire verso una catastrofica crisi alimentare”, spiega il <a title="Post originale in inglese" href="http://lionguardians.wildlifedirect.org/" target="_blank">Lion Guardians</a> [in].</p>
<p>Riguardo il conflitto tra esseri umani e fauna, ole Lentura di <a title="Sito originale in inglese" href="http://predatoraware.wildlifedirect.org/" target="_blank">Predator Aware</a> [in] conclude: “Non si sono avuti attacchi da parte di predatori, ma purtroppo un altro Maasai è stato ucciso da un bufalo nel fine settimana. Queste tensioni tra esseri umani e fauna non diminuiranno finché non arriveranno delle buone piogge.”</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Autoproduzioni di arte e animazione digitale in Africa</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/autoproduzioni-di-arte-e-animazione-digitale-in-africa/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 03:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA["Digitale” è la parola magica del momento non solo in Kenya ma nell'intero continente, dove la maggior parte della strumentazione rimane  di tipo analogico. Ma le tecnologie digitali e gli strumenti online vanno ridefinendo l'Arte Africana in maniera del tutto inattesa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/njeri-wangari/">Njeri Wangari</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/17/out-of-africa-emerges-digital-art-and-animation/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>“Digitale” è la parola magica del momento non solo in Kenya ma in tutta l’Africa, dove la maggior parte della strumentazione è ancora di tipo analogico. Tuttavia l&#39;arte digitale rimane qualcosa di nuovo anche per i cultori più esperti.</p>
<p>
<p><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/digitalart_cover_sm-259x300.jpg" alt="Arte digitale" title="Arte digitale" width="259" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-84987" /><a title="Voce su Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arte_digitale">L’arte digitale</a> [it] di solito è sinonimo di creazioni al computer in forma digitale. In senso lato “digital art” è un termine utilizzato per indicare l&#39;arte contemporanea che usa metodi di produzione in serie o media digitali. La tecnologia digitale ha trasformato le attività tradizionali come la pittura, il disegno la scultura ed ora nuove forme espressive quali la <a title="Vai a Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Net_art">net.art</a> [it], l’installazione d’arte digitale, la realtà virtuale, vengono riconosciute come pratiche artistiche.</p>
<p><a title="Vai al sito originale in inglese" href="http://eacollective.wordpress.com/">East Africa Collective</a> [in], blog su WordPress che raccoglie svariate risorse, è un progetto a latere della designer Barbara Mariungi, nativa del Kenya e attualmente residente a Boston, Massachussets.</p>
<p>Ecco cosa dice a proposito dell’idea alla base di EA Collective:</p>
<blockquote><p>Come africana che vive all’estero coltivo la mia passione per l’arte, la musica e i frammenti di ciò che è di moda mantenendo una visuale ampia e attenta agli eventi dentro e fuori il continente africano.</p>
</blockquote>
<p>EA Collective cerca contenuti di qualità nei designer locali con senso dell&#39;humour.</p>
<p>Fra le proposte più interessanti del blog c’è <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tingatinga">Tinga Tinga</a> [it] – racconti popolari africani che presto avranno un‘audience ancora maggiore grazie all’animazione, un progetto curato da artisti del Kenya e della Tanzania.</p>
<p><a title = "Sito originale in inglese" href="http://www.africandigitalart.com/">African Digital Art</a> [in] è una piattaforma online creata appositamente per artisti digitali, amatoriali e professionisti, che cercano ispirazione e legami con altri artisti e che utilizzano il sito come vetrina per le proprie abilità artistiche.</p>
<p>Il blog è stato ideato e sviluppato da <a title="Blog originale in inglese" href="http://www.jepchumba.com">Jepchumba,</a> [in], artista digitale keniana che vive a Chicago, Illinois. Jepchumba confessa che nel blog convoglia i suoi sogni digitali. La straordinaria raccolta di digital art è a dir poco affascinante.</p>
<div id="attachment_85056" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/tears-333x500-199x300.jpg" alt="Lacrime - di Jepchumba" title="Lacrime - di Jepchumba" width="199" height="300" class="size-medium wp-image-85056" />
<p class="wp-caption-text">Lacrime - di Jepchumba</p>
</div>
<p>African Digital Art è il sito web per eccellenza di chi lavora nell’arte digitale. Ha dato risalto a nomi quali <em>Wangechi Mutu, Jim Chuchu, Kenneth Shofela Coker</em> fra i numerosi, eccezionali artisti digitali emergenti.</p>
<p><a title = "Vai al blog originale" href="http://www.jimchuchu.com/">Jimmi Chuchu</a> [in] è un fotografo straordinario, oltre che produttore cinematografico e terzo componente del gruppo musicale <a title="Voce su Wikipedia Inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Just_A_Band">Just a Band</a> [in].<br />
Esita ancora nel definire &#8220;fotografia&#8221; la propria attività, <a title="Vai al sito originale" href="http://www.africandigitalart.com/2009/03/music/jim-chuchu/">confessa</a> [in] ad African Digital Art, ma bisogna solo guardare i suoi lavori nel sito, che ha anche il link al suo blog, per rendersene conto.</p>
<p>Oltre al sito che raccoglie mostre fotografiche, video musicali, recenti progetti e contatti, c&#39;è il <a title="Vai al blog originale in inglese" href="http://jimchuchu.com/blog/">suo blog</a> [in] che fornisce notizie e link personali. Qui si trovano maggiori informazioni e dettagli su quanto sta facendo, ha appena concluso e inizierà a breve.<br />
Alcuni dei video nel blog possono essere una ripetizione di quelli inclusi nel blog della band, ma Jimmi aggiunge dettagli sui progetti da solista come l’editing dei video musicali.</p>
<div id="attachment_85062" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/coker_blogtag-300x290.jpg" alt="Un’animazione dal blog di Kenneth Coker" title="Un’animazione dal blog di Kenneth Coker" width="300" height="290" class="size-medium wp-image-85062" />
<p class="wp-caption-text">Un’animazione dal blog di Kenneth Coker</p>
</div>
<p> <a title="Vai al blog originale in inglese" href="http://www.kennethcoker.com/ ">Kenneth Coker</a> [in] è nigeriano di nascita ma attualmente risiede a Memphis, Tennessee, è alla ricerca di lavoro in qualche studio di animazioni o di video-game.<br />
Il <a title="Vai al blog originale in inglese" href="http://www.kennethcoker.com/">suo blog</a> [in] ci porta in un mondo dove l&#39;arte digitale africana è regina.</p>
<p>Nel corso dell’intervista con African Digital Arts, Coker parla della sua passione per l&#39;animazione, di ciò che l&#39;ha ispirato e spinto verso l&#39;arte digitale e di quanto abbia influito la sua matrice africana sul suo lavoro. La sua intervista è disponibile <a title="Vai all’intervista completa in inglese" href="http://www.africandigitalart.com/category/featured-artists/">qui</a> [in].</p>
<p>Wikipedia descrive  <a title="Voce su Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Animazione">l’animazione</a> [it] come una rapida successione di immagini 2D o 3D che creano l’illusione del movimento. È un’illusione ottica di movimento dovuta al fenomeno della <a title="Voce su Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Persistenza_della_visione">persistenza della visione</a> [it] che può essere creato e dimostrato in diversi modi. Il metodo più comune di presentare l’animazione è col cinema o con un video, pur se esistono molte altre forme di animazione.</p>
<p><a title="Blog originale in inglese" href="http://blog.just-a-band.com/ ">Just a Bandwidth</a> [in], o più semplicemente Just a Band, è un gruppo <em>sperimentale</em> keniota di musica house/funk/disco che ha debuttato nel 2008 con l&#39;album <em>Scratch To Reveal</em>. La loro musica ha esplorato molte direzioni quali jazz, hip-hop, disco e elettronica. Il <a title="Blog originale in inglese" href="http://blog.just-a-band.com/ ">loro blog</a> [in] è attivo da marzo 2008, questo il primo post:</p>
<blockquote><p><strong>Salve terrestri! </strong><br />
Buongiorno a tutti,<br />
benvenuti nel nostro piccolo spazio in rete. Useremo questa sezione specifica per aggiornarvi su ciò che accade nel nostro piccolo mondo e molto probabilmente useremo questo spazio per parlare di eventi che di volta in volta si presenteranno.<br />
Restate con noi.<br />
Ci fa sempre piacere ricevere vostri commenti, quindi non esitate a mandarceli […]</p></blockquote>
<p>E questa è la strada che hanno scelto per ogni nuovo video, ogni evento, informazione o chiacchiera presente sul blog. Recentemente hanno inserito il primo singolo del prossimo album “82”, per la gioia dei fan. Tutti i video sono disponibili sulla loro <a title="Vai alla pagina Youtube" href="http://www.youtube.com/justabandwidth">pagina di Youtube</a> [in].</p>
<p>Cercatene l&#39;album.</p>
<p><object width="425" height="344"><param alt="Video su YouTube" title="Video su YouTube" name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Q3FIpWxUqXA&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Q3FIpWxUqXA&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Ciò che rende unico ogni video prodotto da <em>Just a Band</em> è l&#39;uso dell&#39;animazione. Ed è questo che contraddistingue i loro video che sono stati trasmessi da numerose TV locali e visti da molta gente su YouTube. </p>
<p><a title="Sito originale in inglese" href="http://www.africanpainters.blogspot.com/ ">African Painters</a> [in] ospita invece collezioni artistiche di pittori africani e recensioni di libri sulla fotografia in Africa. È nato nel 2006 e questa ne è la presentazione: </p>
<blockquote><p>Ecco un blog sull’arte contemporanea dentro e fuori il continente africano. Ho creato questo blog con l’intenzione di far avanzare il concetto di sviluppo culturale in Africa ma soprattutto come un luogo dove dare spazio alle riflessioni e discutere il compito impossibile di definire un continente.</p>
</blockquote>
<p>Per mostrare le collezioni degli artisti è stata incorporata l’applicazione <em>Slide</em> che consente di guardare le diapositive scorrere in successione senza uscire dal blog, potendo anche commentare e votare le immagini stesse.</p>
<p>Il blog contiene anche un elenco di altri siti sull’arte contemporanea ed è una lettura interessante per chi vuole saperne di più sull&#39;arte africana.</p>
<p>Con tutti questi artisti digitali emergenti è innegabile il ruolo della tecnologia nel ridefinire l&#39;Arte Africana in un modo impossibile da immaginare prima.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Africa: scrittori, fotografi e artisti nella blogosfera</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/africa-scrittori-fotografi-e-artisti-nella-blogosfera/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 05:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Etnie]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Intrattenimento]]></category>
		<category><![CDATA[Kenya]]></category>
		<category><![CDATA[Lesotho]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono sempre più numerosi i blog africani che parlano di arte, i blogger scrittori, poeti, fotografi, hanno compreso la potenza di questo strumento che amplifica e diffonde il loro lavoro, le loro voci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/njeri-wangari/">Njeri Wangari</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/11/african-photographers-writers-and-artists-find-their-voice-in-blogs/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Con l&#39;aumento dei cittadini Africani che comprendono l’effettivo potere del blog quale strumento espressivo su scala mondiale, cresce il numero dei blogger e la varietà dei temi trattati.</p>
<p>Molti gli artisti africani che vanno contribuendo all&#39;ampliamento della blogosfera scrivendo di poesia, fotografia e arti visive.</p>
<p>Eccone di seguito una panoramica.</p>
<p><a title="Blog originale in inglese"  href="http://poefrika.blogspot.com/">Poéfrika</a> [in] è un blog sulla letteratura creativa di matrice africana. Pubblica poesie di autori africani e interviste con poeti e scrittori, oltre a offrire informazioni e notizie su altri poeti e scrittori famosi nel mondo.</p>
<p>Il blog fornisce anche risorse per aspiranti poeti tramite link a svariate riviste di poesia, scrittori di cui si è parlato nel blog e ad altri siti interessanti inclusivi delle foto degli autori.</p>
<p>Poéfrika è gestito da <a title="Vai al blog originale"  href="http://basotho.wordpress.com/about-rethabile-masilo/">Rethabile Masilo</a> [in], originario del Lesotho ma attualmente residente in Francia. Egli cura anche <a title="Blog originale in inglese"  href="http://canopicjar.com/c22/auteurs.html">Canopic Jar</a> [in] e <a title="Blog originale in inglese"  href="http://basotho.wordpress.com/">Basotho</a> [in], dove si tratta di arti visive e letteratura.</p>
<p><a title="Blog originale in inglese"  href="http://fikirazangu.blogspot.com/">Fikira Zangu</a> [in] (termine swahili che significa &#8220;i miei pensieri&#8221;) è un blog keniano curato da Bonyo Buogha Anthony che vive a Nairobi. Il motto del blog recita:</p>
<blockquote><p>“Pensieri forti come esseri viventi, che vanno e vengono<br />
Ci inseguono per poi fuggire, lasciando l&#39;uscio socchiuso&#8221;.</p></blockquote>
<p>Dice di sé stesso:</p>
<blockquote><p>……. Ho scordato le mie parole e ho scritto i miei pensieri, piango di risa, mormorando pensieri e scrivendone il ritmo, percorrendo i pensieri e pensando a sentieri… </p></blockquote>
<p>Credo si stratti proprio di poesia.</p>
<p>La sua poesia è sintetica e precisa, di solito non supera le 10 righe. I temi spaziano dall’amore alla politica e all&#39;impegno da poeta.</p>
<p>Ecco un brano di una sua composizione, <a title="Poesia originale in inglese"  href="http://fikirazangu.blogspot.com/2009/05/will-you-still-be-mine.html">Will you still be mine (sarai ancora mia?)</a> [in]</p>
<blockquote><p>Sarai ancora mia la mattina<br />
quando la passione della sera sbiadisce<br />
quando il piacere della notte<br />
viene spazzato via</p>
<p>Sarai ancora mia<br />
con l’amarezza delle liti e dei contrasti<br />
dopo la durezza delle parole<br />
mi aprirai nuovamente le braccia per lasciarmi tornare</p>
</blockquote>
<p>Invece <a title="Blog originale in inglese" href="http://martenschoonman.blogspot.com">Marten’s Blog</a> [in], dedicato esclusivamente alla fotografia, è curato da Marten Schoonman che vive a Nairobi, in Kenya, ma viaggia parecchio all&#39;interno e fuori dell’Africa Orientale.</p>
<p>Il blog vuole essere un diario online racchiuso nelle immagini che mostrano paesaggi mozzafiato e ritratti originali di persone e situazioni diverse.</p>
<p>Egli raccoglie e segnala anche foto e siti da cui è rimasto colpito.</p>
<p>
<div id="attachment_79495" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://martenschoonman.blogspot.com/2008/09/africa-rock.html"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/africa-rock-cropped-14-1.jpg" alt="Africa Rock-foto per gentile concessione di Marten Schoonman" title="Africa Rock-foto per gentile concessione di Marten Schoonman" width="400" height="289" class="size-full wp-image-79495" /></a>
<p class="wp-caption-text">Africa Rock - foto per gentile concessione di Marten Schoonman</div>
</p>
<p><a title="Blog originale in inglese"  href="http://iceboxmerlin.blogspot.com">Merlin</a> [in] è nato nel 1987 ed è studente universitario. Nel suo blog <a title="Blog originale in inglese" href="http://iceboxmerlin.blogspot.com">iceboxmerlin.</a> [in] si descrive così:</p>
<blockquote><p>“ne so abbastanza per essere coerente nel dire ciò che faccio e fare ciò che dico, ma conservo sempre un sano realismo e sono un tipo simpatico da avere fra i piedi!&#8221;</p></blockquote>
<p>Dall’immagine del sito si capisce subito che Merlin è un grande fan del cinema d&#39;animazione. Il sottotitolo del blog è The Phanton Thought… (il pensiero del fantasma). Il <em>disclaimer</em> recita:</p>
<blockquote><p>“Qui trovate le mie considerazioni sul mondo, la vita e le verità svelate dell’universo. Una mente impegnata nelle vicende della vita dimostra intelligenza che poi s&#39;incanala e diventa genialità. Significa arrivare all’idea del fantasma dell’aria pesante!</p></blockquote>
<p>Il suo blog privilegia poesia e prosa ed esplora una varietà di questioni e tematiche.</p>
<p>Ecco un brano della sua poesia, “<a title=" Vai al blog originale"  href="http://iceboxmerlin.blogspot.com/2009/03/where-air-is-thick.html">‘The air is thick!&#8230;</a> (l’aria è pesante) [in]</p>
<blockquote><p>Dove l’aria è pesante!<br/><br />
Sono andato in un posto<br />
come se fosse un viaggio&#8230;<br />
ho bevuto del succo di mango denso e dolce,<br />
il suono di un kayamba sullo sfondo, <br />
come quel gruppo che si fa chiamare Kayamba Africa<br />
ma c’era un uomo, un Rasta da Muguka<br />
che masticava con voracità borbottando qualcosa<br />
mentre si riempiva la bocca.<br />
e fumando una sigaretta,<br />
l’aria qui è decisamente pesante<br />
e dice con una voce da baritono<br />
“ragazzo!”,<br />
scrivi qualche tuo scarabocchio che chiami poesia…”<br />
“sono dell’umore giusto per qualsiasi cosa”<br />
e l’aria pesante mi ha raggiunto<br />
per farlo rinsavire un po’!</p>
</blockquote>
<p><a title="Blog originale in inglese"  href="http://www.boydoyier.blogspot.com/">Boyd Oyier</a> [in] è uno studente universitario del 4° anno, in Kenya. È anche un artista autodidatta che ama sperimentare e al momento lavora con carboncino e pastelli.</p>
<div id="attachment_79496" class="wp-caption alignleft" style="width: 199px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/malcom-x-potrait-189x300.jpg" alt="Ritratto di Malcom X disegnato da Boyd Oyier" title="Ritratto di Malcom X disegnato da Boyd Oyier" width="189" height="300" class="size-medium wp-image-79496" />
<p class="wp-caption-text">Ritratto di Malcom X, disegnato da Boyd Oyier</p>
</div>
<p><br/><br/>I suoi ritratti di volti noti nel mondo sono splendidi, ricolmi di sensazioni che pare di toccare con mano.</p>
<p>Il suo blog è nato appena un mese fa, dopo un workshop sul blogging e social network organizzato a Nairobi.</p>
<p>Ora sta mettendo insieme la sua prima collezione intitolata “Politica in bianco e nero”.</p>
<p>Questa è la sua teoria sull&#39;arte:</p>
<blockquote><p>“Il ruolo principale dell’arte dovrebbe essere quello di unire tra loro le persone. Tutti noi apprezziamo l’arte nelle diverse espressioni ma veniamo bloccati dalla &#8220;elite&#8221; che ha deciso di renderla più complicata etichettandola come &#39;surreale&#39;, &#8216;new age&#39; o &#8216;contemporanea&#39;. L’arte migliore è quella che ti piace!”.</p></blockquote>
<p>Ci auguriamo di vedere presto online la sua collezione.</p>
<p><a title="Blog originale in inglese" href="http://afropoem.blogspot.com">Tafsiri Hii </a> [in] è una poetessa e blogger kenyota che gestisce <em>afropoem</em>, blog sulla poesia femminile africana.</p>
<p>Ecco la sua auto-descrizione:</p>
<blockquote><p>“Nera, dalla punta dei miei capelli ricci fino all’alluce… Africana, nel sangue che mi scorre nelle vene, nella musicalità della mia voce, nell&#39;andatura che ricorda una danza&#8230; Amante della parola, scritta, disegnata, abbozzata, graffiata… Riconosco il potere delle parole, siano esse scritte, dette, celate o rivelate”.</p></blockquote>
<p>Nel suo blog, che ha solo un anno di vita, affronta fra gli altri temi quali il <a title="Post originale in inglese"  href="http://afropoem.blogspot.com/2009/03/traffic-me.html">traffico delle donne africane</a> [in] da sfruttare nella prostituzione, l&#39;amore, la cultura e l&#39;elogio degli uomini africani.</p>
<p>Questi blog sono la prova che in Africa c’è molto più della politica come sembrano proporre numerosi blogger del continente. Siamo certi che tali blog continueranno ad aumentare.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Kenya: un po’ di autoironia non fa mai male&#8230;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/kenya-un-po%e2%80%99-di-autoironia-non-fa-mai-male/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 05:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Intrattenimento]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Kenya]]></category>
		<category><![CDATA[Umorismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[La blogosfera africana si è arricchita di un nuovo esilarante blog che rilancia varie situazioni locali, invitando le persone a ridere di sè stesse e ironizzando sulle abitudini della popolazione che "nel migliore dei casi rendono questo Paese divertente, e alla peggio fastidioso" .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ndesanjo-macha/">Ndesanjo Macha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/02/kenya-a-nation-laughing-at-itself/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il Kenya è pronto a fare un po’ di autoironia? È ciò che si propone <a title="Vai al blog originale in inglese" href="http://peculiarlykenyan.blogspot.com/">Peculiarly Kenyan</a> [in], un nuovo blog nato per invitare i kenioti a ridere bonariamente di sé stessi. Pecularly Kenyan vuole porsi come “testimonianza delle abitudini singolari e stravaganti, degli odori (e degli olezzi), dei sapori e degli aromi che rendono questo Paese divertente, quando va bene, e fastidioso, quando va male”.</p>
<p>Ecco quanto si legge su <a title = "Post originale in inglese" href = "http://peculiarlykenyan.blogspot.com/2009/05/peculiarly-kenyan.html">Peculiarly Kenyan</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Questo blog vuole documentare le peculiarità della popolazione keniota, le abitudini stravaganti, gli odori, i sapori e gli aromi che rendono questo nostro Paese divertente nel migliore dei casi, e alla peggio fastidioso.<br />
Per cominciare, vediamo cosa succede quando entriamo nell&#39;ascensore di un palazzo qualsiasi. Siete al piano terra, state aspettando l&#39;apertura delle porte dell&#39;ascensore. Il buon senso civico prevale fra coloro che, insieme a voi, fissano i numeri che indicano la meticolosa e lenta discesa dell’ascensore. 5, 4, 3….3…..3….3 - ma chi diavolo blocca l’ascensore al 3°? - 2, 1…1….1…..arghhhh ma perché quel cafone indolente del primo piano non fa le scale? ahhh finalmente, piano terra. Ecco, si spalancano le porte dell’ascensore e il senso di civiltà svanisce in un attimo mentre la folla pigiata attorno a voi avanza verso l’ascensore spintonando, senza aspettare che la gente esca. E dato che stavate proprio in mezzo a quel mucchio, vi ritrovate letteralmente trascinato all’interno, cercando di evitare le occhiate seccate di chi vorrebbe uscire. Oh Dio, qualcuno ha lasciato qualcosa nell’ascensore, ha un odore forte e chiaramente umano, quasi fosse una cosa viva, una sorta di invisibile pedinatore che vi assale e invade le narici!</p>
</blockquote>
<p>Avete sentito di quella strada di Nairobi che <a title="Post originale in inglese" href="http://peculiarlykenyan.blogspot.com/2009/05/maddening-thicker-road.html">da due corsie passa miracolosamente a 8 in 4 secondi?</a> [in],  praticamente lo stesso tempo che impiega una Porsche per raggiungere da 0 a 100 km/h.</p>
<blockquote><p>È ufficiale, la strada per Thika adesso si chiama stradone per Thika. E questo perché è l’unica strada di Nairobi che improvvisamente si trasforma da due a otto corsie con la stessa rapidità con cui una Porsche passa da 0 a 100 km/h in 4 secondi&#8230; o qualcosa del genere. Mentre guidavo verso Nanyuki per trascorrere un bel fine settimana in occasione del madaraka day [Festa dell’indipendenza] vedo un tipo su una Peugeot 504 (reperto assai raro oggigiorno in un Paese di Toyota) che ha dei problemi con la macchina, è fermo sulla corsia di destra perchè ha preso l&#39;incredibile, saggia decisione di aggiustare il guasto proprio lì. Il ciglio della strada è a meno di un metro, lui e l&#39;altro passeggero (uomo) potevano spingere l&#39;auto senza problemi. Alla sua sinistra si snoda un serpentone lungo quanto tre semi-rimorchi stracolmi di merce diretto alla frontiera nord orientale che rallenta il traffico a passo di lumaca.</p>
<p>Neanche il tempo di pensare “che diavolo&#8221;, ed ecco che sessantaquattro <a title="Voce su Wikipedia n italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matatu">matatu</a> [it] occupano lo spazio dove il tipo della 504 avrebbe dovuto parcheggiare l&#39;auto in panne e formano altre 4 corsie di traffico parallelo, giusto per non venir meno al secondo mantra di “non fermarsi mai”. Inutile dire che si è creata una paralisi totale all’una del pomeriggio.</p>
</blockquote>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://peculiarlykenyan.blogspot.com/2009/05/snot-filled-handshakes.html">E che dire dell’incontro col cliente</a> [in] che “ha in mano un fazzoletto appallottolato, visibilmente usato ma ancora funzionale a giudicare da come si soffia il naso mentre avanza deciso nella stanza?”</p>
<blockquote><p>Oggi ho incontrato un cliente nuovo. Entra nella stanza con un fazzoletto appallottolato in mano, visibilmente usato ma ancora funzionale a giudicare da come si soffia il naso mentre avanza deciso. Rabbrividisco in silenzio, augurandomi di non dover rispondere educatamente alla consueta stretta di mano che è prassi abituale nella Nairobi civilizzata di oggi. Onestamente, penso che se dovessimo privarci di questa formalità antigienica nessuno di noi sentirebbe la mancanza di questi costumi sociali. Il cielo ha ascoltato le mie preghiere (promemoria: ricordarsi di ringraziare Dio) e il cliente si è seduto subito per iniziare la riunione tralasciando i convenevoli.</p>
</blockquote>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://peculiarlykenyan.blogspot.com/2009/05/traffic-in-city.html">Andate verso Nairobi a 40 all’ora tenendo la destra su una strada a due corsie?</a> [in] Allora avete sicuramente una Toyota Vitz e dovete inserire il blog Pecularly Kenyan nella lista nera:</p>
<blockquote><p>se guidate una Toyota Vitz non leggete oltre e mettete subito questo blog nella lista nera. Detesto quelli che guidano le Vitz, perché? ogni guidatore di primo pelo che riceve un aumento e quindi può chiedere un prestito in banca finisce per comprare una Vitz. Se ci fate caso, chi va a 40 all’ora sulla maledetta DESTRA di una strada a due corsie su strade come la Thika o la Jogoo road, o Mbagathi way, guida sempre UNA VITZ… arghhhhh! e chi fa inversione a U, sì, proprio inversione a U nel bel mezzo della Ngong road, alle 5:45 di pomeriggio in piena ora di punta, ha sempre una VITZ, chi decide di superare il camion davanti che va piano e a metà sorpasso si dimentica che anche le auto dietro di lui stanno sorpassando, è sempre al volante di una VITZ…</p>
</blockquote>
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		<title>Kenya: “zoo per ghepardi” in una riserva naturale?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 06:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Kenya]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>

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		<description><![CDATA[articolo originale diJuliana Rotich  &#183; tradotto da Maria Grazia Pozzi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
In una riserva naturale fra le più belle del Kenya è in corso una vicenda che il quotidiano Standard [in] definisce la replica della saga sulla foresta Mau [it]. Pare che due imprenditori spagnoli abbiano ottenuto la concessione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/afromusing/">Juliana Rotich</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/08/kenya-a-cheetah-zoo-in-nature-conservancy/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>In una riserva naturale fra le più belle del Kenya è in corso una vicenda che il quotidiano <a title="Vai a sito del quotidiano East Standard in inglese" href="http://www.eastandard.net/InsidePage.php?id=1144010155&amp;catid=259&amp;a=1">Standard</a> [in] definisce la replica della saga sulla <a title="Vai a Greenreport" href="http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=14593">foresta Mau</a> [it]. Pare che due imprenditori spagnoli abbiano ottenuto la concessione della durata di 50 anni del territorio Koyaki, contrassegnato come lotto 79, dove verrà costruito uno zoo per ghepardi finalizzato alla riproduzione controllata della specie, con accesso alle auto e delimitato da una recinzione elettrificata. Il tutto nel bel mezzo della più famosa area di conservazione della fauna selvatica nel Paese, <a title="Vai a Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Masai_Mara">Masai Mara</a> [it]. Il blog <a title="Vai al blog originale" href="http://www.fodors.com/community/africa-the-middle-east/sos-cheetah-zoo-in-the-masai-mara.cfm">Fodors</a> [in] pubblica una lettera di Riccardo Orizio che spiega l’iniziativa dando maggiori, e inquietanti, dettagli. Innanzitutto, per realizzare un tale programma sarà necessario catturare gli animali, che ora vivono allo stato brado, metterli a contatto con esseri umani e sistemarli nelle gabbie per tenerli in cattività. Una volta separati i maschi riproduttivi dalle femmine, e le femmine con cuccioli dal resto del branco, saranno esposti al pubblico in 24 gabbie recintate da rete metallica con l’estremità superiore ripiegata all’interno per evitare che scappino, grandi poco meno di 100 metri quadrati ciascuna. I timori e i dubbi sull’efficacia e sul reale beneficio del progetto sono legittimi e il Kenya Wildlife Service ne ha bloccato l&#39;attuazione. <a title="Vai al blog originale" href="http://www.maratriangle.org/blog/2009/4/7/cheetah-zoo-stopped-by-kws.html">Mara Triangle</a> [in] intende verificare se i lavori si sono fermati per davvero.</p>
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