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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Africa sub-sahariana</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Africa sub-sahariana</title>
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		<title>Africa: la tecnologia al servizio di rifugiati e sfollati</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 22:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Corradin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione giocano un ruolo sempre più importante negli interventi umanitari in situazioni di crisi. Il post approfondisce l'importante ruolo giocato delle TIC nell'aiutare i rifugiati e gli sfollati a ritrovare i propri cari e comunicare con loro, grazie ai vari progetti che cercano di superare gli inevitabili ostacoli infrastrutturali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane, Global Voices ha presentato ai lettori diversi esempi di come i media cittadini sono usati per dare voce a <a title="Articoli sui rifugiati" href="http://it.globalvoicesonline.org/-/topics/refugees/">rifugiati e sfollati</a> [it].<br />
Ma se non ci sono dubbi che i blog e i siti di social networking abbiano un ruolo nel rafforzare i gruppi marginalizzati, altrettanto vale per le <a title="Articolo su Wikipedia, in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tecnologie_dell'informazione_e_della_comunicazione">TIC (tecnologie dell&#39;informazione e della comunicazione)</a> [it] in generale.</p>
<p>Ad esempio, <a title="Sito dell'organizzazione MobileActive" href="http://mobileactive.org/">MobileActive</a> [en, <i>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</i>], una rete globale per l&#39;uso della tecnologia per il cambiamento sociale, sostiene il <a title="Articolo su MobileActive, in inglese" href="http://mobileactive.org/tech-migration-how-refugees-use-mobiles-phones-locate-and-communicate-family">potenziale della telefonia mobile</a> nel permettere ai rifugiati non solo di rimanere in contatto con i propri cari, ma anche di localizzarli facilmente. In un articolo dedicato a questo tema, MobileActive si sofferma sull&#39;uscita speciale della rivista <a title="Numero speciale di Forced Migration Review sulla tecnologia, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/contents.html">Forced Migration Review</a>, che approfondisce la questione dell&#39;uso delle TIC da parte di rifugiati e sfollati.</p>
<div id="attachment_284092" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a title="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive" href="http://mobileactive.org/case-studies/refugees-united-goes-mobile"><img class="size-full wp-image-284092 " title="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/CIMG0562.jpg" alt="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per riconnettersi con i propri cari. Foto via MobileActive" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive</p></div>
<blockquote><p>I rifugiati sono spesso vittime di un trauma complesso. Innanzitutto vi è la situazione che li ha costretti ad andarsene e il fatto che molte famiglie si smembrano durante la migrazione. Per la salute e il benessere dei rifugiati, e per la loro capacità a reinstallarsi, è di vitale importanza che sappiano dove si trovano i propri famigliari e che sono salvi, e che possano rimanere in contatto con loro. Oggi i cellulari sono la più importante tecnologia perché i rifugiati trovino i loro famigliari e restino in contatto.</p>
<p>L&#39;uscita numero 38 di The Forced Migration Review, <i>The Technology Issue</i>, tratta nello specifico delle tecnologie per i rifugiati. Due capitoli sono dedicati all&#39;uso dei cellulari tra i rifugiati, ai problemi che questi ultimi incontrano nell&#39;usare questa tecnologia per trovare e contattare i membri della loro famiglia, e delle questioni di sicurezza e accessibilità.</p></blockquote>
<p>Il vice commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite, T Alexander Aleinikoff <a title="Testo dell'introduzione, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/aleinikoff.html">introduce questo numero speciale</a>:</p>
<blockquote><p>Superficialmente, i campi profughi di oggi non sembrano molto diversi da quelli di 30, 40 anni fa. La modernizzazione sembra averli dimenticati. Ma se si guarda più da vicino, risulta evidente che le cose stanno cambiando.</p>
<p>Al giorno d&#39;oggi, rifugiati e sfollati dei paesi più poveri hanno spesso accesso a un cellulare e possono guardare la TV satellitare. In alcuni campi compaiono degli internet café, in cui il materiale è fornito da alcuni rifugiati imprenditori o donato da organizzazioni umanitarie come l&#39;UNHCR. Le stesse agenzie umanitarie stanno facendo sempre più spesso uso di tecnologie avanzate: sistemi per l&#39;informazione geografica, Skype, basi di dati biometriche e Google Earth, per non fare che alcuni esempi.</p></blockquote>
<p>Uno degli <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/kiama-et-al.html">articoli</a> porta l&#39;attenzione su un progetto di rintracciabilità realizzato dal <a title="Sito di RCK" href="http://www.rckkenya.org/">Refugee Consortium of Kenya (RCK)</a> in cooperazione con <a title="Sito di RU" href="http://www.refunite.org/">Refugees United (RU)</a>:</p>
<blockquote><p>Nel 1991 Ahmed Hassan Osman è scappato dal conflitto in Somalia, lasciando la famiglia a Kismayu, ed è partito per il Kenya in cerca di asilo. Ahmed ha vissuto per un periodo nel campo profughi di Ifo, prima di essere reinstallato nel Colorado, USA, di cui ha ricevuto la cittadinanza.</p>
<p>Nel 1992, suo cugino Abdulahi Sheikh è arrivato in Kenya in cerca di aiuto. Dopo aver ottenuto lo status di rifugiato, Abdulahi si è ritrovato nel campo di Dagahaley a Dabaab. Credeva che Ahmed fosse a Dabaab oppure che vi fosse stato, ma i suoi sforzi per trovarlo si sono rivelati infruttuosi e presto ha perso la speranza di ritrovarlo. Di fatto, Abdulahi credeva che Ahmed fosse tornato in Somalia.</p>
<p>All&#39;inizio del 2011, il Refugees Consortium of Kenya ha assunto Abdulahi come assistente al progetto di Refugees United nel campo profughi di Dagahaley. Abdulahi si è registrato nel programma di rintracciabilità. e ha iniziato a cercare i propri cari. Notando casualmente un nome che gli suonava famigliare, ha contattato questa persona per mezzo del sistema di messaggeria di RU. Nel ricevere una risposta, si è reso conto di aver ritrovato, dopo vent&#39;anni di separazione e ricerche, l&#39;amato cugino. Si sono scambiati i numeri di telefono, e Ahmed lo ha chiamato, rompendo 20 anni di silenzio. Continuano a sentirsi regolarmente, e sia Ahmed che Abdulahi continuano a cercare altri amici o membri della famiglia.</p></blockquote>
<p>Certo, come lo <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/leung.html">ricorda</a> MobileActive, alcuni problemi con le infrastrutture locali rimangono un ostacolo all&#39;adozione di questo tipo di sistemi:</p>
<blockquote><p>In alcune aree dell&#39;Africa non c&#39;è copertura per le telecomunicazioni. I partecipanti ai seminari hanno commentato che anche dove esiste, la connessione telefonica salta regolarmente, e alcuni hanno sperimentato delle interferenze nelle comunicazioni. La potenza del segnale è debole, e la mancanza di una fonte affidabile o regolare di elettricità nel paese di ricezione può essere un problema maggiore, nonostante ciò vari in base alla regione. La crescita della popolazione in alcune aree indebolisce la potenza del segnale, a causa dei cali di corrente. Le persone potrebbero anche avere delle difficoltà a ricaricare i loro telefoni. </p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Trovare la migliore tecnologia da usare per ogni membro della famiglia può essere difficile, in modo particolare se sono loro stessi sfollati, a causa di diversi fattori quali la varietà dei servizi disponibili, le possibilità delle famiglie di permetterseli, e la loro capacità di farne uso. Un partecipante ha osservato che la maggior parte dei membri della sua famiglia all&#39;estero doveva accedere alla tecnologia per comunicare attraverso altre persone. Un&#39;altra partecipante ha descritto le difficoltà che ha dovuto affrontare nel contattare il marito in un campo. Gli ha mandato dei soldi perché comprasse un telefono, che poi anche le altre persone nel campo volevano usare, lasciandola così spesso ad aspettare ore prima di riuscire a contattarlo.</p>
<p>Delle opzioni più economiche come le email, VoIP o le chat non sono accessibili, poiché l&#39;accesso a Internet in Africa è veramente costoso. Inoltre, i membri della famiglia rifugiati in un altro paese potrebbero non sapere come usare questi strumenti.</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-284086" title="Carta della Somalia sul progetto Somalia speaks di Al Jazeera" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/somaliamap-e1326041495514.jpg" alt="Carta della Somalia sul progetto Somalia speaks di Al Jazeera" width="450" height="407" /></p>
<p>Questo numero di Forced Migration Review fornisce un&#39;ampia panoramica di come vengono attualmente usate le TIC: dal fornire ai rifugiati l&#39;accesso alle informazioni sulla salute e sulle opportunità educative all&#39;usare Facebook, Gmail Chat e Skype per restare in contatto con i membri della famiglia e gli amici nonostante la separazione geografica.</p>
<p>Anche <a title="Articolo su Ushahidi, in italiano" href="http://www.ilpost.it/2010/08/16/ushahidi/">Ushahidi</a> [it] viene <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/wall.html">menzionato</a> in relazione al terremoto del 2010 ad Haiti ed anche perché, in <a title="Articolo su FMR" href="http://www.fmreview.org/technology/ruffer.html">generale</a>, si occupa di conflitti, disastri e rifugiati. </p>
<p>In effetti, il progetto <a title="Articolo su PBS IdeaLab" href="http://www.pbs.org/idealab/">Idea Lab</a> di <a title="Articolo su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/PBS_(azienda)">PBS</a> [it] <a title="Articolo su PBS" href="http://www.pbs.org/idealab/2012/01/al-jazeera-ushahidi-join-in-project-to-connect-somalia-diaspora-via-sms003.html">parla</a> della collaborazione tra <a title="Pagina del programma Somalia Speaks su Al Jazeera" href="http://www.aljazeera.com/indepth/spotlight/somaliaconflict/somaliaspeaks.html">Al Jazeera</a> e Ushahidi per connettere e rafforzare i somali separati dal conflitto e dalla carestia:</p>
<blockquote><p>Somalia Speaks è una collaborazione tra Souktel (un&#39;organizzazione basata in Palestina che fornisce servizi di messaggeria via SMS), Ushahidi, Al Jazeera, Crowdflower, e l&#39;Istituto della Diaspora Africana. &#8220;Volevamo scoprire la prospettiva dei normali cittadini somali, affinché ci dicessero in che modo la crisi ha colpito loro e la diaspora somala&#8221;, ha detto Soud Hyder di Al Jazeera in un&#39;intervista.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Lo scopo di Somalia Speaks è di aggregare le voci dei somali che si trovano all&#39;interno e all&#39;esterno del paese, chiedendo per messaggio: In che modo il conflitto somalo ha influenzato la tua vita? Le risposte sono tradotte in inglese, e riportate su una mappa. Da quando è stato lanciato, Al Jazeera ha ricevuto circa 3.000 SMS.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Per Al Jazeera, Somalia Speaks è anche un modo per testare un approccio innovativo ai media cittadini e alla raccolta di notizie.</p></blockquote>
<p>In Ottobre 2010, anche MobileActive ha ideato un <a title="Articolo su MobileActive" href="http://mobileactive.org/case-studies/refugees-united-goes-mobile">progetto</a> basato sulla telefonia mobile, e Refugees United l&#39;ha messo in pratica con il supporto di Ericsson, UNHCR e Omidyar Network, notando che un blog l&#39;aveva denominato &#8220;il social network che è più importante di Facebook&#8221;.</p>
<p>Il numero dedicato alla tecnologia da Forced Migration Reviex può essere letto online a <a title=Link ai vari articoli del numero di FMR"" href="http://www.fmreview.org/technology/contents.html">questo indirizzo</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/camilla-corradin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Camilla Corradin'>Camilla Corradin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/08/africa-icts-for-refugees-and-displaced-persons/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/africa-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;text=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Sud Sudan: crisi umanitaria nel Paese più giovane del mondo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/sud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 00:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene Schillaci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A meno di un anno dalla dichiarazione d'indipendenza del luglio 2011, il Paese è in piena crisi: almeno 100.000 le persone costrette alla fuga dalla regione del Jonglei a causa di violenti scontri tra tribù rivali. E la soluzione a simili problemi è lontana, ribadiscono le organizzazioni internazionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em></strong>Poco meno di un anno fa, con la dichiarazione d&#39;indipendenza del luglio 2011, il Sudan del Sud è diventato la nazione <a title="Leggi l'articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/sud-sudan-finalmente-liberi/">più giovane del mondo</a> [it, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato</em>], ma continua a essere devastato da una terribile crisi umanitaria. Nonostante la <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_civile_sudanese">guerra civile</a> tra il Sud, in prevalenza animista e cristiano, e il Nord musulmano del Paese sia già costata almeno 1 milione e mezzo di morti, svariate organizzazioni internazionali segnalano che i problemi sono lontani dall&#39;essere risolti.</p>
<p>All&#39;inizio di quest&#39;anno, per esempio, il Sudan del Sud ha dichiarato zona sinistrata il governatorato di <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jonglei">Jonglei</a>, dopo che almeno 100.000 persone erano state costrette alla fuga a causa dei combattimenti tra le tribù rivali dei <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nuer">Nuer</a> e dei <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Murle_people">Murle</a> [en]. Le Nazioni Unite hanno già varato un <a title="Vai al sito dell'UN News Center in inglese" href="http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=40897&amp;Cr=south+sudan&amp;Cr1=">piano d&#39;emergenza</a> [en] per fornire aiuti umanitari a circa 60.000 persone.</p>
<p>Il blog <a title="Vai al blog The Borgen Project in inglese" href="http://borgenproject.blogspot.com/2012/01/south-sudan-declares-state-of-disaster.html">The Borgen Project</a> [en] fornisce informazioni dettagliate ed esaurienti sul contesto di disordini tra le tribù:</p>
<blockquote><p>Viene riferito che gli scontri sono iniziati come razzie di bestiame e successivamente degenerati in una spirale di violenza incontrollabile. Tali &#8220;vendette del bestiame&#8221;, così come altri conflitti tra gruppi rivali, sono comuni nel Sudan del Sud. Le Nazioni Unite riferiscono che durante l&#39;anno appena trascorso, sono stati circa 350.000 i profughi, a seguito di questo tipo di violenza.</p>
<p>Tali violenze intercomunitarie costituiscono una sfida enorme per il nascente governo del Sudan del Sud. Trattandosi di uno Stato che ha appena conquistato l&#39;indipendenza, il Paese sta affrontando il compito di stabilire un sistema di governo efficace. Inoltre, il Sudan del Sud è una delle regioni più povere al mondo, dove difficilmente esistono strade, scuole, cliniche mediche o altre infrastrutture di prima necessità. La carenza di sviluppo economico all&#39;interno del Paese contribuisce all&#39;instabilità e incrementa il numero di scontri come quelli recentemente avvenuti nel Jonglei.</p></blockquote>
<div id="attachment_284222" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.msf.org/msf/articles/2012/01/south-sudan-thousands-of-civilians-fleeing-for-their-lives-with-no-aid-msf.cfm"><img class="size-full wp-image-284222 " title="Sfollati a causa delle razzie di bestiame nella provincia di Pibor, governatorato di Jonglei © Liang Zi/Medici Senza Frontiere (MSF)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/65098.jpg" alt="Displaced population caused by cattle raiding in Pibor county, Jonglei State © Liang Zi/Médecins Sans Frontières (MSF)" width="450" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sfollati a causa delle razzie di bestiame nella provincia di Pibor, governatorato di Jonglei © Liang Zi/Medici Senza Frontiere (MSF)</p></div>
<p><a title="Vai al sito di Catholic Relief Services in inglese" href="http://newswire.crs.org/catholic-relief-services-poised-to-respond-to-emergency-in-south-sudan/">Catholic Relief Services</a> [en], organizzazione di soccorso internazionale che opera in Sudan del Sud, giunge alle medesime conclusioni:</p>
<blockquote><p>Il travagliato governatorato di Jonglei ha una lunga storia di tensioni etniche, razzie di bestiame, rapimenti e lotte a volte violente per le scarse risorse. Gli attacchi più recenti sono stati condotti dall&#39;autoproclamato gruppo armato <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nuer_White_Army">Nuer White Army</a> [en], costituito da circa 6.000 giovani armati appartenenti al gruppo etnico dei Lou-Nuer. I portavoci del gruppo hanno sostenuto che era loro intenzione reclamare la restituzione del bestiame rubato e dei bambini rapiti, a detta loro, dalla vicina tribù dei Murle.</p></blockquote>
<p>Isaac Boyd, capo progetto di <em>Catholic Relief Services</em> per il Sudan del Sud afferma:</p>
<blockquote><p>Dopo quasi quarant&#39;anni di lavoro in Sudan e nel Sudan del Sud, CRS riconosce che lo sviluppo sostenibile e la pace sono strettamente connessi. Per contribuire a migliorare in maniera duratura i servizi di base e le opportunità economiche disponibili per tutta la popolazione del Sudan del Sud, è essenziale supportare le comunità affinché trovino mezzi significativi e concreti per risolvere i contrasti e mettano fine a un conflitto distruttivo. Difatti, le tensioni tra i vari gruppi vengono spesso inasprite dalla scarsità di servizi fondamentali come l&#39;accesso all&#39;acqua, alle scuole o agli ospedali. Sviluppo e pace devono andare di pari passo.</p></blockquote>
<p>Un&#39;altra organizzazione internazionale, Oxfam, sul suo <a title="Leggi il blog di Oxfam in inglese" href="http://www.oxfamblogs.org/eastafrica/?p=3618">blog</a> [en] dedicato all&#39;Africa orientale, sostiene l&#39;evitabilità del conflitto mediante la fornitura di servizi e beni di prima necessità:</p>
<blockquote><p>Dal momento in cui il Sudan del Sud è diventato uno Stato, la questione fondamentale per i suoi abitanti, e probabilmente per la stabilità di tutta la nazione, è costituita dagli investimenti nel settore agricolo e dalla sicurezza alimentare a lungo termine.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>La comunità internazionale ha investito ingenti cifre nella pastorizia in Sudan e nel Sudan del Sud attraverso l&#39;<a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accordo_di_Naivasha">Accordo di Naivasha</a> (<em>Comprehensive Peace Agreement</em>), e durante il periodo di autonomia del Sudan del Sud. Ma il compito più arduo inizia adesso e i donatori internazionali devono raddoppiare gli impegni presi per aiutare il Sudan del Sud a sconfiggere l&#39;instabilità, lo sfollamento, le frequenti siccità e le inondazioni cicliche.</p>
<p>Per facilitare la transizione verso la pace, sia all&#39;interno del Paese sia con gli Stati confinanti, il Sudan del Sud avrà bisogno di sviluppare un completo equilibrio tra un piano d&#39;azione pluriennale basato sulla prevedibilità degli aiuti allo sviluppo e un supporto continuativo per la gestione degli aiuti umanitari, focalizzato sul rafforzamento delle capacità del Governo di gestire le calamità e di rispondere alle emergenze.</p>
<p>Inoltre, sarebbe fondamentale investire in piani di Riduzione del Rischio di Catastrofi (RRC) e di capacità di ripresa, mediante i quali le comunità siano in grado di prevenire, attenuare gli effetti e recuperare velocemente in seguito a crisi umanitarie. I donatori internazionali dovrebbero guardare alla nascente società civile sudsudanese come a un attore fondamentale nella fornitura di aiuti umanitari e allo sviluppo, che possa integrare i programmi statali e privati.</p></blockquote>
<p>Medici Senza Frontiere (MSF) fornisce un <a title="Leggi il comunicato sul sito di Medici Senza Frontiere in italiano" href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/comunicati_stampa.asp?id=2811">resoconto</a> della situazione sul campo. Parthesarathy Rajendran, capo della missione di MSF nel Sudan del Sud, dice:</p>
<blockquote><p>La scorsa settimana migliaia di persone a Lekongole e Pibor sono fuggite per salvarsi e ora si nascondono nella savana, terrorizzate per le proprie vite. La gente è fuggita di fretta e non ha né cibo né acqua, senza dubbio ci sono molti feriti che adesso si trovano da soli e senza la possibilità di ottenere assistenza umanitaria.</p>
<p>Il villaggio di Lekongole è stato raso al suolo e un’équipe di MSF, che ha verificato la situazione il 28 dicembre, ha descritto Pibor come una “città fantasma”, dalla quale quasi tutti sono scappati nelle zone circostanti. Poiché la gente continua a rimanere nascosta nella savana, non è possibile raggiungerla per pulire e medicare le ferite, curare i malati e fornire assistenza sanitaria di base. Se le persone resteranno nascoste ancora a lungo, la situazione per i feriti o i malati si aggraverà.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Ci sono moltissime situazioni di crisi che si stanno evolvendo in varie parti del Sudan del Sud in questi giorni. Le nostre équipe mediche si stanno occupando anche di rispondere alla crisi provocata dai rifugiati in fuga dal conflitto nel vicino Sudan. Tutto ciò dimostra che, nonostante l&#39;indipendenza, vi sono gravi emergenze ancora da affrontare nel Sudan del Sud e incrementare la capacità di rispondere a tali emergenze umanitarie rimane una prioprità assoluta.</p></blockquote>
<p>Sul blog <a title="Leggi il commento sul blog Bill's Space in inglese" href="http://jkirkby8712.wordpress.com/2012/01/07/friday-6th-january-2012-no-2-entry-problems-in-south-sudan-thoughts-of-a-former-refugee-friend/">Bill&#39;s Space</a> [en] si legge:</p>
<blockquote><p>Sono passati solo pochi mesi dalla nascita di un nuovo Stato in Africa, con la separazione del Sudan del Sud dal Sudan. Ma un nuovo nome e una nuova vita servono ben poco per cambiare la realtà in quella parte di mondo. Sto leggendo resoconti che parlano di più di 3.000 persone uccise nel Sudan del Sud la settimana scorsa a causa di violenze etniche, che hanno costretto altre migliaia di persone alla fuga - nonostante la fuga sembra essere ciò che la gente sta facendo da decadi in Sudan. Questi tipi di omicidi di massa o massacri sono perpetuati nonostante la presenza del personale delle Nazioni Unite, dell&#39;esercito del Sudan del Sud, etc. La notizia che si tratta della peggiore esplosione di violenza etnica nel nuovo Stato dalla separazione dal Sudan, avvenuta a luglio, sembra essere indice del fatto che tali violenze rappresentano un&#39;attività continua [&#8230;].</p></blockquote>
<p>Molti sono i commenti cinici sull&#39;intenzione dichiarata dalla comunità internazionale di voler aiutare il Sudan del Sud. Il blog <em>The Impudent Observer</em> ha pubblicato un post satirico dal titolo  <a title="Leggi il post sul blog in inglese" href="http://theimpudentobserver.com/world-news/death-in-sudan-who-cares/">Death in Sudan, Who Cares?</a> [en] (Morte in Sudan, a chi importa?), mettendo in ridicolo in particolare gli Stati Uniti:</p>
<blockquote><p>Quest&#39;intrepido giornalista ha chiesto a famosi leader politici americani la loro reazione a un tale massacro degli innocenti.</p>
<p>George Bush:  ”Il punto da chiarire è la presenza o meno nel Sudan del Sud di armi di distruzione di massa che rappresentino una minaccia per la sicurezza dell&#39;America.”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Bachmann">Michele Bachmann</a>:  ”Sudan del Sud? È quello vicino a New Orleans?”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herman_Cain">Herman Cain</a>:  ”Mi chiedo se qualcuno là possa essere interessato a un fantastico affare per la pizza.”<br />
<em>(N.d.T.: Cain è stato amministratore delegato della <a title="Leggi un articolo su Il Post in italiano" href="http://www.ilpost.it/2011/10/18/lascesa-di-herman-cain/">catena di pizzerie</a> &#8216;Godfather&#39;s Pizza&#39; fino al 1996).</em></p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano">Rick Santorum</a>:  ”Esorto quelle persone sfortunate a pregare Dio”.</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitt_Romney">Mitt Romney</a>:  ”L&#39;America si stringe nel cordoglio per tutti i perseguitati. Informerò la sede generale dei Mormoni in modo che posssano inviare dei missionari.”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Newt_Gingrich">Newt Gingrich</a>:  ”Se i leader del Sudan del Sud volessero contattarmi, avrei alcune idee interessanti che potrebbero aiutarli e la mia organizzazione offre uno sconto d&#39;inizio anno.”</p>
<p>Barack Obama:  ”Stiamo abbandonando le aree problematiche, non il contrario.”</p></blockquote>
<p style="text-align: center;" title="Guarda il video realizzato da Al Jazeera su YouTube"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/7ZXuvRgMSwU?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per ulteriori aggiornamenti, è utile seguire il blog di <a title="Vai al blog di PannLuel Wël in inglese" href="http://paanluelwel2011.wordpress.com/">PannLuel Wël</a> [en], che scrive da Washington, o anche il suo account Twitter <a title="Vai all'account di PannLuel Wël su Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/PaanLuelWel2011">@PaanLuelWel2011</a> [en].</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/irene-schillaci/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Irene Schillaci'>Irene Schillaci</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/09/south-sudan-humanitarian-crisis-in-the-worlds-newest-country/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/sud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;text=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Global Voices: i post più letti del 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 03:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Dellapiana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È stato un anno eccezionale per la diffusione e il riconoscimento dei citizen media nel mondo, e questo significa che Global Voices non è più una voce solitaria nel rilanciare queste opinioni. Ma laddove scema l'interesse delle grandi testate, rimaniamo in pochi a documentare ciò che i blogger locali vogliono far sapere al mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella top 20 degli articoli di <a title="Pagina principale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/">Global Voices</a> più letti nell&#39;anno 2011 ne troviamo quattro dal Giappone, tre dall&#39;Egitto e due dalle Filippine. Ma solo uno riguarda <a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/09/10/philippines-lolong-world%E2%80%99s-largest-crocodile/">un coccodrillo gigante</a>!</p>
<p>È stato senz&#39;altro un anno eccezionale per la diffusione e il riconoscimento dei citizen media nel mondo, e questo significa che Global Voices non è più una voce solitaria nel rilanciare opinioni da social media e blog. Ma laddove scema l&#39;interesse delle grandi testate, rimaniamo in pochi a documentare ciò che i blogger locali vogliono far sapere al mondo.</p>
<div id="attachment_209385" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://www.demotix.com/photo/622366/aftermath-devastating-tsunami-japan"><img class="size-medium wp-image-209385 " title="Le forze di autodifesa arrivano sulla scena dello tsunami in Giappone. Foto di cosmobot, copyright Demotix (13/03/11)." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/03/Japan-Self-Defense-Forces-375x280.jpg" alt="Le forze di autodifesa arrivano sulla scena dello tsunami in Giappone. Foto di cosmobot, copyright Demotix (13/03/11)." width="400" /></a><p class="wp-caption-text">Le forze di autodifesa arrivano sulla scena dello tsunami in Giappone. Foto di cosmobot, copyright Demotix (13/03/11).</p></div>
<p>Pur se una top 20 come questa non potrà mai rispecchiare i momenti più significativi del 2011, quest&#39;anno oltre 500 persone tra autori e traduttori volontari hanno dato una mano, e soltanto in inglese GV ha pubblicato più di 2.600 articoli e 6.300 brevi.</p>
<p>Inevitabilmente, molte storie che non ottengono quella visibilità che invece meriterebbero, soprattutto nel caso di nazioni generalmente trascurate dalle grsndi testate internazionali. I reportage esclusivi dall&#39;<a title="Pagina di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/-/world/sub-saharan-africa/">Africa</a>, dal <a title="Pagina di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/-/world/central-asia-caucasus/">Caucaso</a>, dalla <a title="Pagina di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/-/world/eastern-central-europe/macedonia/">Macedonia</a>, della <a title="Pagina di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/-/special/runet-echo/">rete in lingua russa</a>, dall&#39;<a title="Pagina di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/-/world/latin-america/">America latina</a> e sui <a title="Pagina di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/indigenous-rights/">diritti degli indigeni</a> sono alcuni tra i temi più rilevanti.</p>
<p>Quest&#39;anno il nostro team dell&#39;<a href="http://globalvoicesonline.org/-/world/middle-east-north-africa/">Africa medio-orientale e settentrionale</a> merita una menzione speciale. Hanno continuato a informare ininterrottamente sulle proteste, nonostante i silenzi stampa e le minacce. Immagini sanguinose sono circolate senza tregua, ma i nostri autori trovano voci e punti di vista costruttivi per il dialogo. Molto spesso condividono l&#39;umore e il contesto locali, difficilmente apprezzabili dall&#39;estero senza il supporto di una guida.</p>
<p>Forse per il primo anno in assoluto, la <a href="http://globalvoicesonline.org/-/world/east-asia/china/">Cina</a> non è presente nella top 20 dell&#39;anno. Si tratta di periodi particolarmente difficili per parlare di soggetti controversi - crudeltà vissuta anche dagli stessi autori di Global Voices di molte nazioni. È questo che rende le storie provenienti dalla libera comunicazione di ogni parte del mondo ancora più preziose.</p>
<p><strong>Questa la classifica degli articoli più letti su Global Voices nel 2011</strong>:</p>
<ol>
<li><a title="Articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/egitto-cala-la-notte-dopo-una-giornata-di-rabbia/">Egitto: cala la notte dopo una giornata di rabbia</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/18/japan-were-losing-to-apple-and-heres-why/">Giappone: stiamo perdendo contro la Apple, ecco perché</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/mappe-e-info-online-sulle-inondazioni-in-tailandia/">Mappe e info online sulle inondazioni in Thailandia</a> (e anche <a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/18/thailand-flood-maps-and-disaster-monitoring-tools/">il post successivo</a>)</li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/siria-sequestrata-la-blogger-gay-girl-in-damascus/">Siria: sequestrata la blogger &#8216;Gay Girl in Damascus&#39;</a> (e <a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/06/09/syria-true-identity-of-arrested-blogger-questioned/">il post successivo</a>)</li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/dopo-malta-anche-le-filippine-affrontano-una-legge-sul-divorzio/">Dopo Malta anche le Filippine affrontano una legge sul divorzio</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/19/japan-tweeting-from-fukushima/">Giappone: i tweet da Fukushima</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/09/10/philippines-lolong-world%E2%80%99s-largest-crocodile/">Filippine: Lolong, il coccodrillo più grande del mondo</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/11/12/india-aishwarya-rais-baby-and-media-madness/">India: il bambino di Aishwarya Rai e la follia dei media</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/11/12/egypt-feminist-publishes-nude-photograph-to-express-her-freedom/">Egitto: una femminista pubblica una sua foto nuda per &#8220;esprimere la propria libertà&#8221;</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/giappone-tra-catastrofi-e-miracoli-il-resoconto-di-unesperienza-personale/">Giappone: tra catastrofi e miracoli, il resoconto di un&#39;esperienza personale</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/serbia-il-ruolo-dei-mercenari-serbi-nella-repressione-libica/">Serbia: il ruolo dei mercenari serbi nella repressione libica</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/il-giappone-terremoto-devasta-il-paese-subito-online-risorse-e-consigli-per-sopravvivere/">Giappone: terremoto devasta il Paese, subito online risorse e consigli per sopravvivere</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/10/myanmar-nuova-bandiera-e-nuovo-nome-ma-molti-sono-scettici/">Myanmar: nuova bandiera e nuovo nome, ma molti sono scettici&#8230;</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/31/mexico-fear-uncertainty-and-doubt-over-anonymous-opcartel/">Messico: paure, incertezze e dubbi intorno all&#39;operazione #OpCartel</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/07/10/argentine-songwriter-facundo-cabral-murdered-in-guatemala/">Il cantautore argentino Facundo Cabral assassinato in Guatemala</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/05/30/africa-france-who-is-nafissatou-diallo-victim-or-conspirator/">Africa, Francia: Nafissatou Diallo, vittima o cospiratrice?</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/12/japan-fear-in-fukushima/">Giappone: paura a Fukushima</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/25/libya-is-khamis-gaddafi-really-dead/">Libia: Khamis Gheddafi è davvero morto?</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/02/07/egypt-the-kfc-revolution/">Egitto: la rivoluzione KFC</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/spain-migliaia-di-manifestanti-in-piazza-contro-il-caro-vita-e-la-disoccupazione/">Spagna: migliaia di manifestanti in piazza contro il caro-vita e la disoccupazione</a></li>
</ol>
<p><strong>I nostri <a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/">reportage speciali</a> più visitati sono stati:</strong></p>
<ol>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="&lt;a href=">La rivoluzione egiziana del 2011</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/japan-earthquake-tsunami-2011/">Il terremoto in Giappone del 2011</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/bahrain-protests-2011/">Le proteste nel Bahrain del 2011</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/libya-uprising-2011/">Le insurrezioni in Libia nel 2011</a></li>
<li><a title="Articolo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/tunisia-uprising-201011/">La rivoluzione tunisina nel 2011</a></li>
</ol>
<p>Nel 2011 il mondo ha imparato qualcosa in più sul potere trasformativo dei citizen media online. Noi crediamo che il modo migliore per appoggiare queste voci emergenti su scala globale sia ascoltarle. Grazie a voi che leggete Global Voices! E per chi volesse versare un contributo, basta <a href="http://globalvoicesonline.org/donate">andare qui</a>:</p>

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 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/06/global-voices-most-read-posts-in-2011/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/global-voices-i-post-piu-letti-del-2011/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fglobal-voices-i-post-piu-letti-del-2011%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fglobal-voices-i-post-piu-letti-del-2011%2F&#038;text=Global+Voices%3A+i+post+pi%C3%B9+letti+del+2011&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fglobal-voices-i-post-piu-letti-del-2011%2F&#038;title=Global+Voices%3A+i+post+pi%C3%B9+letti+del+2011' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fglobal-voices-i-post-piu-letti-del-2011%2F&#038;title=Global+Voices%3A+i+post+pi%C3%B9+letti+del+2011' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fglobal-voices-i-post-piu-letti-del-2011%2F&#038;title=Global+Voices%3A+i+post+pi%C3%B9+letti+del+2011' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fglobal-voices-i-post-piu-letti-del-2011%2F&#038;title=Global+Voices%3A+i+post+pi%C3%B9+letti+del+2011' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Povertà nel mondo: &#8220;frontiere aperte&#8221; come soluzione radicale?</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 22:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela Visintin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo parecchi esperti, la povertà non è qualcosa di inevitabile. E la soluzione più radicale per ridurla consisterebbe proprio nell'aprire le frontiere tra i vari Paesi del mondo, consentendo così chi voglia di emigrare laddove vi è una maggiore necessità di manodopera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 dicembre si è colta l&#39;occasione per celebrare <a title="Articolo su 'Journee Mondiale' in francese" href="http://www.journee-mondiale.com/76/18_janvier-internationale_migrants.htm">la Giornata Internazionale degli Immigrati</a> [fr]. In questi tempi di crisi economica mondiale, l&#39;immigrazione proveniente dai Paesi in via di sviluppo è stata spesso additata da diversi partiti politici come fonte di disoccupazione nei loro rispettivi Paesi. Nonostante finora non vi sia nessuna ricerca in grado di comprovare il fatto che l&#39;immigrazione abbia veramente avuto un ruolo centrale nella crisi occupazionale, questa convinzione, ormai impressa nella mente di molti, è dura a morire.</p>
<p>Vi è anche un altro fenomeno che si è ben stabilito nel tessuto di molte società sviluppate: l&#39;aumento di campagne umanitarie durante il periodo festivo. Infatti, ad ogni fine d&#39;anno, nei Paesi più sviluppati, si lanciano simili campagne mirate a incoraggiare i cittadini a versare contributi per combattere la povertà in regioni più lontane e meno fortunate.</p>
<p>In aggiunta alla diffusione, nel periodo festivo, di immagini di estrema povertà (definita anche come &#8220;<a title="Articolo sulla poverty porn sul blog di Owen" href="http://www.owen.org/blog/3018">poverty porn</a>&#8221; [en, <em>come negli articoli successivi, tranne dove diversamente indicato</em>] nel settore dello sviluppo, quando tali immagini vengono  eccessivamente strumentalizzate dalle istituzioni benefiche) vi sono  delle statistiche allarmanti:<a title="Dati sul sito della Banca mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:21881954~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">1,4 miliardi di persone vivono con meno di 1,25$ al giorno</a>. Nonostante alcuni progressi economici in molte nazioni africane, l&#39;ineguaglianza sociale è ancor più marcata nel continente africano.</p>
<p>Gli economisti prevedono che <a title="Articolo sul sito della Banca mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:21881954~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">entro il 2015, 1/3 della popolazione povera del mondo risiederà nel continente africano</a>. Di fatto, la difficoltà economica è uno dei fattori indicati dalle <a title="Statistica su gallup.com" href="http://www.gallup.com/poll/124028/700-million-worldwide-desire-migrate-permanently.aspx">700 milioni di persone in tutto il mondo che desiderano abbandonare il loro Paese d&#39;origine</a>.</p>
<div id="attachment_92239" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.flickr.com/photos/antonioperezrio/763838591/sizes/m/in/photostream/"><img class="size-medium wp-image-92239 " title="Nomadi in Marocco, immagine tratta da Flickr di Antonioperezrio (CC-NC-2.0) " src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/Nomades-375x249.jpg" alt="Nomadi in Marocco, immagine tratta da Flickr di Antonioperezrio (CC-NC-2.0) " width="375" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Nomadi in Marocco; immagine di Antonioperezrio, rirpesa da Flickr con licenza Creative Commons NC-2.0 </p></div>
<p>Spesso si ha l&#39;impressione che i Paesi meno sviluppati semplicemente non riescano a sottrarsi al flagello della povertà, perché a quanto pare impotenti davanti alla grandezza di tale compito. Inoltre, spesso a questi Paesi viene ricordata la loro incapacità di soddisfare i bisogni della loro popolazione senza il sostegno internazionale, il quale nonostante sia una conseguenza di gravi crisi, viene spesso visto come un ricorrente affronto all&#39;orgoglio nazionale.</p>
<p>Molti esperti ritengono che in realtà la povertà non sia inevitabile,  ma, per molti esperti di economia, la soluzione più radicale per una  drastica riduzione della povertà mondiale consisterebbe nell&#39;aprire le  frontiere <a title="Articolo su abc.net" href="http://www.abc.net.au/unleashed/44780.html">tra i vari Paesi e permettere ai lavoratori di emigrare laddove vi è una maggiore richiesta di manodopera. </a></p>
<p>I professori Marko Bagaric e Lant Pritchett sono stati tra i primi studiosi ad aver introdotto il<a title="Articolo di wikipedia sul concetto di 'open border'" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Open_border">concetto di “frontiere aperte”</a> come soluzione per ridurre la povertà mondiale.</p>
<p><a title="Articolo di Bagaric sul Sydney Morning Herald" href="http://www.smh.com.au/opinion/politics/migration-can-end-worldwide-poverty-20100406-rpaf.html#ixzz1gyDejPYs">Bagaric scrive</a>:</p>
<blockquote><p>L&#39; invio di proventi in luoghi più poveri è encomiabile, ma è troppo lento e irregolare per aumentarne davvero il benessere. Si potrebbe invece  perseguire direttamente questo scopo, liberando il flusso di persone  cosicché possa dirigersi dove si trovano beni e opportunità […] La crisi della fame  è una crisi della ripartizione di cibo e non della mancanza di  quest&#39;ultimo. Il miglior modo per combattere la povertà nel Terzo Mondo  si trova nell&#39;aumentare significativamente la migrazione verso  l&#39;Occidente. Una volta trovatesi in una situazione in cui sarebbero costrette a  cavarsela da sole, molte persone andrebbero laddove si trovano i  mezzi di sostentamento, portando così a un equilibrio approssimativo tra le risorse e la popolazione mondiali.</p></blockquote>
<p>Lant Pritchett spiega il concetto in modo dettagliato nel suo libro (del 2006): <em>Let Their People Come: Breaking the Gridlock on International Labor Mobility</em>, nel quale cita <a title="Articolo già citato su abc.net" href="http://www.abc.net.au/unleashed/44780.html">i risultati di un&#39;apposito studio, sostenendo che</a>:</p>
<blockquote><p>Eliminando le ultime barriere doganali del pianeta il PIL mondiale aumenterebbe di circa 100 miliardi di dollari. L&#39;eliminazione delle barriere d&#39;immigrazione, invece, raddoppierebbe il reddito mondiale; ciò significa che il PIL mondiale aumenterebbe di 60 trilioni di dollari. Questa ricchezza in più si distribuirebbe nel mondo, ma i maggiori beneficiari sarebbero le persone che ora vivono nei Paesi poveri.</p></blockquote>
<div id="attachment_92238" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.flickr.com/photos/austinevan/3274621603/"><img class="size-medium wp-image-92238 " title="Dimostrazioni tenute a Parigi a favore del diritto di lavoro degli immigrati, immagine tratta da Flickr di austinevan(CC-NC-SA-2.0) " src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/Immigration-protests-375x300.jpg" alt="Dimostrazioni tenute a Parigi a favore del diritto di lavoro degli immigrati, immagine tratta da Flickr di austinevan (CC-NC-SA-2.0) " width="375" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Dimostrazioni tenute a Parigi a favore del diritto di lavoro degli immigrati, immagine tratta da Flickr (austinevan, licenza CC BY-2.0)</p></div>
<p>La Banca Mondiale ha pubblicato <a title="Studio sul sito della Banca Mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:23058070~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">uno studio sul contributo degli immigrati all&#39;economia dei loro Paesi d&#39;origine </a> grazie alle rimesse dall&#39;estero. Secondo lo studio ci si aspetta che le  rimesse  raggiungeranno i 351  miliardi di dollari verso i Paesi in via  di sviluppo e 481 miliardi di  dollari a livello mondiale, inclusi i  paesi ad alto reddito. Lo studio <a title="Articolo sul dito della Banca Mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:23058070~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">cita inoltre</a>:</p>
<blockquote><p>Il flusso di rimesse verso quattro delle sei regioni in via di sviluppo, designate dalla Banca Mondiale, nonostante le difficili condizioni economiche in Europa e altre destinazioni degli immigrati africani, è aumentato più velocemente di quanto ci si aspettasse: dell&#39;11% verso l&#39;Europa Orientale e Asia Centrale, del 10,1% verso il Sud Asia, del 7,6% verso l&#39;Asia orientale e il Pacifico e del 7,4% verso l&#39;Africa sub-sahariana.</p></blockquote>
<p>Non c&#39;è bisogno di dire che queste teorie non-ortodosse vengono messe in dubbio da molti esperti e politici. Frank Salter spiega che le maggiori preoccupazioni derivano dalle disfunzioni  <a title="Articolo di Frank Salter su quadrant.org" href="http://www.quadrant.org.au/magazine/issue/2010/6/the-misguided-advocates-of-open-borders">relative a ogni società multiculturale</a>:</p>
<blockquote><p>Un&#39;immigrazione senza restrizioni nuocerebbe agli interessi nazionali (dell&#39;Australia) come documentato da studiosi di economia, sociologia e discipline relative. Gran parte dei danni si può prevedere da quel che già si sa sui problemi relativi all&#39;eterogeneità in una società: tra questi si conta la crescente ineguaglianza della forma particolarmente ingiusta della stratificazione etnica. L&#39;eterogeneità è stata associata a una democrazia ridotta, una crescita economica in rilento, una coesione sociale e un aiuto esterno in calo, un aumento della corruzione e  rischio di conflitti civili.</p></blockquote>
<p>Da un punto di vista politico, l&#39;Europa non ha intenzione di aprire le  frontiere, ma piuttosto il contrario. In Francia ad esempio, la legge  Guéant ha posto delle restrizioni sulla possibilità di assunzione,  scatenando varie reazioni. Julie Owono, autrice di Global Voices, <a title="Articolo in italiano su Global Voices" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/francia-linea-dura-contro-limmigrazione-studentesca/"> descrive le implicazioni di questa legge e le reazioni dei blogger</a>[it] africani che la ritengono una ragione in più per contribuire  allo sviluppo dei loro Paesi. Sul blog di Rue 89&#8242;, Owono aggiunge che <a title="Blog di Rue 89'" href="http://www.rue89.com/2011/11/27/la-france-veut-bien-des-etudiants-etrangers-mais-juste-les-riches-226947">la legge Guéant emargina gli studenti stranieri con possibilità economiche limitate.</a> [fr].</p>
<p>In Africa, soltanto qualche esperto ha studiato l&#39;idea delle frontiere aperte, la quale è senz&#39;ombra di dubbio troppo lontana dalla realtà del continente. Arash Abizadeh, professore di filosofia all&#39;università McGill, non appoggia l&#39;apertura delle frontiere, però afferma che il sistema di confini attuale non può essere giustificato da una logica liberale ugualitaria. Abidazeh <a title="Saggio in pdf di Abidazeh" href="https://papyrus.bib.umontreal.ca/jspui/bitstream/1866/3374/1/2006v4n1_ABIZADEH.pdf">afferma che</a> se ci si vuole attenere al credo che “Tutti gli uomini sono nati liberi e uguali”, la costituzione di confini è in sé una violazione di tale  principio.</p>
<p>Il blogger malgascio Sly ha scritto a proposito <a title="Post di Sly su Yahoo Answers" href="http://answers.yahoo.com/question/index?qid=20111118224058AA2lH9a">dei rischi di aprire le frontiere</a>:</p>
<blockquote><p>Sono africano, e se da una parte l&#39;apertura delle frontiere potrebbe essere una buona idea, dall&#39;altra vi sono degli ostacoli:<br />
-il traffico minorile<br />
-il traffico di stupefacenti<br />
-la diffusione del virus dell&#39;HIV e di altre malattie<br />
-la formazione di campi profughi nelle nazioni più benestanti, la quale causerebbe dei problemi.<br />
Detto questo, c&#39;è da ricordare che sono proprio alcuni paesi africani  ad adottare il sistema delle frontiere aperte con i Paesi confinanti.</p></blockquote>
<p>Sly si riferisce al fatto che l&#39;apertura delle frontiere tra il Kenya, l&#39;Uganda e l&#39;Etiopia, come tentativo di aumentare l&#39;integrazione economica regionale, ha causato, durante la recente crisi della fame, <a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html">gravi problemi</a><a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html"> </a><a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html">nella regione</a><a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html"> </a>.</p>
<p>L&#39;idea di usare le frontiere aperte per ridurre le inuguaglianze sociali nel mondo implica che ridurre la povertà mondiale sarebbe la più grande priorità al mondo, e quindi più importante di altre questioni, come la sicurezza e gli interessi nazionali di ogni Paese. La teoria di Prithcett e Magric presenta certamente parti controverse che potrebbero comunque ampliare il dibattito.</p>
<p>Tuttavia, nonostante le affermazioni della comunità internazionale che vuole ridurre la povertà nel mondo, la soluzione delle frontiere aperte è da considerarsi soltanto in contesti specifici e non avrà la precedenza su altre questioni nell&#39;agenda internazionale.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/lova-rakoto/' title='elenca tutti gli articoli di Lova'>Lova</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/manuela-visintin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Manuela Visintin'>Manuela Visintin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/12/19/92134/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/poverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;text=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Lavoratori africani rilanciano il dialogo con i cittadini di Rosarno</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Gostoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Etnia]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senegal]]></category>
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		<description><![CDATA[L’uccisione di due senegalesi a Firenze e il raid incendiario contro un campo rom a Torino, hanno riacceso il dibattito sul razzismo in Italia. Si torna a parlare anche delle rivolte dei braccianti extracomunitari di Rosarno del gennaio 2010, contro le condizioni di vita alle quali il lavoro clandestinizzato e... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/italia-senegal-reazioni-dei-netizen-allassassinio-di-due-senegalesi-a-firenze/">L’uccisione di due senegalesi a Firenze</a> e <a href="http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/433883/">il raid incendiario contro un campo rom a Torino</a>, hanno riacceso il dibattito sul razzismo in Italia. Si torna a parlare anche delle <a href="http://vociglobali.it/a-rosarno-ricomincia-la-stagione-delle-arance-mentre-nulla-e-cambiato//">rivolte dei braccianti extracomunitari di Rosarno</a> del gennaio 2010, contro le condizioni di vita alle quali il lavoro clandestinizzato e sottopagato li rilegavano. Il <a href="http://www.ilquotidianoweb.it/it/calabria/index.html">Quotidiano della Calabria</a> pubblica una <a href="http://www.terrelibere.org/4406-gli-africani-di-rosarno-fieri-del-nostro-sudore">lettera aperta, in circolazione anche sul web</a>, dove lavoratori africani rilanciano il dialogo con i cittadini di Rosarno: ‘Chi in questi giorni ha parlato di noi diffondendo la paura è responsabile per le sue parole,’ scrivono. ‘Siamo qui per lavorare e contribuire allo sviluppo della città e della regione.’</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/ylenia-gostoli/' title='elenca tutti gli articoli di Ylenia Gostoli'>Ylenia Gostoli</a></span></span> 
 &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/lavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;text=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Global Voices: campagna donazioni 2012</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/global-voices-campagna-donazioni-2012/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 18:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Fulcheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Caraibi]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Europa centrale & orientale]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Nord America]]></category>
		<category><![CDATA[Oceania]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 è stato un anno straordinario per la diffusione dell'informazione in rete. Global Voices era presente quando sono scoppiate le rivolte e quando sono cadute le dittature, mentre l'eco degli avvenimenti in corso rimbalzava da un capo all'altro del mondo grazie alla nostra rete di collaboratori. E il 2012 sarà un anno altrettanto importante per i citizen media e Global Voices, grazie anche al tuo contributo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 è stato un anno straordinario per la circolazione dell&#39;informazione in rete. Global Voices si è dimostrato elemento importante e puntuale quando sono scoppiate le rivolte e quando sono cadute le dittature, mentre l&#39;eco degli avvenimenti in corso rimbalzava da un capo all&#39;altro del mondo grazie alla nostra rete di collaboratori.</p>
<p><img class="size-full wp-image-278873 aligncenter" title="Poster di Global Voices" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/gv_poster.jpg" alt="Poster di Global Voices" width="250" height="290" /></p>
<p>Per celebrare la fine di un anno per noi estremamente intenso ed emozionante, abbiamo deciso, insieme ai nostri amici di <a title="Morningside Analytics" href="http://morningside-analytics.com/" target="_blank">Morningside Analytics</a>, di creare una serie limitata di poster che visualizzano i &#8216;gruppi di interesse&#39; attivi su Global Voices e le tematiche più dibattute nelle varie lingue. L&#39;immagine che ne è risultata offre un quadro dell&#39;incredibile diffusione della comunità di Global Voices, oltre che una visualizzazione artistica per celebrare l&#39;importanza storica del 2011, nonché l&#39;enorme impatto avuto dai citizen media sugli avvenimenti dell&#39;anno. Questo <a title="Post su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/donate/poster">poster</a> sarà inviato a chiunque ne faccia richiesta e intenda donare il proprio contributo a Global Voices, attraverso un&#39;<a title="Post su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/donate/poster">offerta</a> pari o superiore a 25 dollari USA. I poster possono essere prenotati tramite <a title="Post su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/donate/poster">questo link</a> (e il pulsante sotto), e saranno spediti a partire da gennaio 2012. Ovviamente, per chi non desiderasse ricevere il poster, è possibile effettuare in ogni momento <a title="Pagina 'Donate' in inglese su GV" href="http://globalvoicesonline.org/donate/">semplici donazioni</a>.</p>
<p>
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	<br class="clearboth" /></p>
<p>Global Voices è una community composta da oltre 500 volontari tra autori, scrittori, traduttori e attivisti online, che collaborano per la diffusione globale di informazioni e tematiche poco dibattute sui media tradizionali e spesso non relative al mondo occidentale. Ecco l&#39;ultimo video di Global Voices, con immagini e citazioni tratte dai nostri sostenitori:</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://player.vimeo.com/video/33506937" width="549" height="309" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>Global Voices è al centro di un vero e proprio dibattito di livello internazionale. I vostri contributi economici ci aiuteranno ad essere sempre presenti dove succede qualcosa di importante nel mondo  &#8212; oltre che per garantire la circolazione dell&#39;informazione online.<br />
E grazie mille!</p>
<p>
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		</form>
	<br class="clearboth" /></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/georgia-popplewell/' title='elenca tutti gli articoli di Georgia Popplewell'>Georgia Popplewell</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marta-fulcheri/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Marta Fulcheri'>Marta Fulcheri</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/12/20/global-voices-donate-today/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/global-voices-campagna-donazioni-2012/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fglobal-voices-campagna-donazioni-2012%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fglobal-voices-campagna-donazioni-2012%2F&#038;text=Global+Voices%3A+campagna+donazioni+2012&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fglobal-voices-campagna-donazioni-2012%2F&#038;title=Global+Voices%3A+campagna+donazioni+2012' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fglobal-voices-campagna-donazioni-2012%2F&#038;title=Global+Voices%3A+campagna+donazioni+2012' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fglobal-voices-campagna-donazioni-2012%2F&#038;title=Global+Voices%3A+campagna+donazioni+2012' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fglobal-voices-campagna-donazioni-2012%2F&#038;title=Global+Voices%3A+campagna+donazioni+2012' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Italia, Senegal: reazioni dei netizen all&#039;assassinio di due senegalesi a Firenze</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/italia-senegal-reazioni-dei-netizen-allassassinio-di-due-senegalesi-a-firenze/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 16:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola DOrazio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Etnia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Senegal]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[La settimana scorsa, Firenze e l'Italia intera sono state scosse da un grave omicidio-suicidio, con l'uccisione di due venditori ambulanti senegalesi e poi dello stesso omicida. I netizen italiani e senegalesi riflettono sulla vicenda e sul gesto del militante di estrema destra. Si è trattato di razzismo o pura follia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata del 14 dicembre scorso, su invito del sindaco Matteo Renzi, la città di Firenze ha deciso di interrompere per dieci minuti tutte le attività in segno di protesta contro il razzismo. I commercianti, infatti, avevano già deciso di non aprire i loro esercizi durante tutta la giornata in segno di lutto cittadino.</p>
<p>Il giorno precedente, il 13 dicembre, <a title="post originale in italiano" href="http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=media&amp;media=21204">un grave episodio di razzismo</a> [it, <em>come gli altri link tranne ove diversamente specificato</em>] è costato la vita a due venditori ambulanti di origine senegalese: Gianluca Casseri, un uomo armato di 50 anni, militante di estrema destra, nonchè autore di diversi libri negazionisti, aveva aperto il fuoco contro un gruppo di senegalesi in due mercatini del centro.</p>
<div id="attachment_92225" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.flickr.com/photos/_shalom/6531211657/sizes/l/in/photostream/"><img class="size-medium wp-image-92225" src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/Florence-Senegal-375x250.jpg" alt="" width="375" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestazione contro il razzismo a Firenze di Antonella Beccaria su Flickr (CC-NC SA-2.0)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa la<a href="http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/12/13/636555-firenze_sparatoria_piazza_morti.shtml"> </a><a title="post originale in italiano" href="http://http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/12/13/636555-firenze_sparatoria_piazza_morti.shtml">ricostruzione dei fatti </a>che si trova sui media: due spari hanno seminato panico e paura in pieno centro a Firenze. Il bilancio è di tre morti: due senegalesi e lo stesso assassino che si è poi suicidato, dopo un breve scontro a fuoco con la polizia. Nel bilancio dello scontro sono coinvolti anche tre africani che sono rimasti feriti e ricoverati in ospedale in gravi condizioni.</p>
<p>Questi fatti hanno provocato reazioni divergenti sui motivi che avrebbero condotto Casseri all&#39;assassinio di persone che non conosceva direttamente. Si tratta di razzismo o di mera follia? Un <a title="video originale in italiano" href="http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=media&amp;media=21201">video mostra la scena dell&#39;aggressione mortale</a> e riporta le reazioni di un senegalese secondo il quale si tratta di razzismo, ma anche le opinioni dei responsabili di Casapound, un&#39;associazione di estrema destra, della quale si dice che Casseri fosse affiliato.</p>
<p>Tiziano Rugi su <em>reporternuovo.it</em> <a title="post originale in italiano" href="http://www.reporternuovo.it/2011/12/14/strage-di-firenze-protesta-ufficiale-del-governo-senegalese-la-paura-e-lindignazione-degli-immigrati-africani/">scrive</a> :</p>
<blockquote><p>Il giorno dopo la strage di Firenze, restano solo mazzi di fiori e  ceri dove ieri sono morti due venditori ambulanti senegalesi. Lì, in  una delle bancarelle del mercatino di piazza Dalmazia tutti i giorni,  dalle otto del mattino fino a tarda sera, lavoravano Samb Modou e Diop  Mor. Uccisi dall’odio razziale di Gianluca  Casseri, cinquantenne pistoiese vicino agli ambienti di estrema destra   che credeva nella purezza della razza bianca.</p></blockquote>
<p>Samu, in risposta ad un post apparso su <em>qn.quotidiano.net</em>, <a title="post originale in italiano" href="http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/12/13/636555-firenze_sparatoria_piazza_morti.shtml">afferma</a>:</p>
<blockquote><p>Provo  orrore per quello che è successo, ma la situazione immigrati in Italia  sta diventando insostenibile e se oggi a fare certe cose è un pazzo  fanatico,un caso isolato, domani, tra qualche anno, non so se certi  avvenimenti succederanno per mano di pazzi. A noi italiani ci viene  chiesto sempre di più e vediamo diminuire i benefici e le nostre  ricchezze,la nostra libertà, i nostri figli non trovano lavoro, e questi  immigrati vengono quà e fanno ciò che vogliono, impunemente, alla luce  del giorno; &#8221;poverini devono pur mangiare&#8221; dicono i soliti buonisti.  Bene, quando poverini come loro lo diventeremo anche noi, e se continua  così non ci vorranno tanti anni perchè questo si verifichi, allora  diventerà una guerra tra poveri e non sò come andrà a finire, penso  molto male.</p></blockquote>
<p>Altri lettori, sulla stessa pagina, esprimono posizioni diametralmente opposte. Ad esempio <a title="post originale in italiano" href="http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/12/13/636555-firenze_sparatoria_piazza_morti.shtml">Maria 1 commenta così</a> una presa di posizione che tracciava un paragone con il massacro avvenuto lo stesso giorno a Liegi, in Belgio:</p>
<blockquote><p>Non  mi meraviglio che tu non capisca in cosa consista la differenza: il  PAZZO in Belgio ha sparato sulla folla , il PAZZO RAZZISTA a Firenze ha  sparato SOLO su persone con la pelle nera!!!</p></blockquote>
<p>Anche un anonimo ha voluto dire la sua, <a title="post originale in italiano" href="http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/12/13/636555-firenze_sparatoria_piazza_morti.shtml">aggiungendo</a>:<br />
credo  di no. ma poverini l&#39;unica cosa che gli dice il cervello è che la  violenza sia il giusto mezzo per evadere dall&#39;ignoranza e dalla loro  depressione mentale.<br />
FATE LA VITA DA IMMIGRATO IN ITALIA PER UN SOLO MESE, poi vediamo da che parte state!<br />
o forse credete che solo per essere nati nella parte &#8220;fortunata&#8221; del pianeta avete più diritti o sentimenti degli altri?</p>
<p>Sulla sua pagina Facebook che conta più di un milione di iscritti, lo scrittore<a href="https://www.facebook.com/pages/Roberto-Saviano/17858286863"> Roberto Saviano</a>, autore di <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Gomorra">Gomorra</a>, un libro di grande successo da cui è stato tratto un film ha <a title="post originale in italiano" href="https://www.facebook.com/pages/Roberto-Saviano/17858286863">scritto</a> :</p>
<blockquote><p>La morte di Samb e Diop a Firenze mi ha ricordato la strage dei ragazzi africani a Castelvolturno di tre anni fa. Ricordo anche, come fosse ora, la morte di Jarry Masslo a Villa Literno nel 1989 e la strage di Pescopagano nel 1990&#8230; l&#39;Italia è il Paese europeo con più stragi di africani e questo dovrebbe farci riflettere.</p></blockquote>
<p>A Dakar,  una sociologa italiana che vive in Senegal,ha trovato un modo molto originale di <a title="post originale in francese" href="http://www.leral.net/AUDIO-Meurtre-de-Senegalais-en-Florence-Les-excuses-publiques-d-une-sociologue-italienne_a23487.html">porgere le sue scuse</a> [fr] al popolo senegalese. La sua iniziativa è comparsa sul sito <em>leral.net, </em>dove è possibile vedere anche un video a cura di Serigne Diaw.</p>
<blockquote><p>Chiara Barisson, une sociologue italienne basée au Sénégal a distribué hier 200 prospectus dans les rues de Sandaga pour présenter ses excuses aux familles des victimes de la tuerie de Florence, mais également à tout le peuple sénégalais. Entourée de ses amies italiennes, elle a tenu à dire pardon pour ce geste raciste, nous dit l&#39;Observateur. Les commerçants ont été séduits par le geste de la sociologue.</p></blockquote>
<div class="translation">Chiara Barisson, una sociologa italiana residente in Senegal ha distribuito 200 volantini per le strade di Sandanga per porgere le sue scuse ai familiari delle vittime di Firenze, ma anche a tutto il popolo senegalese. Circondata dai suoi amici italiani, ha voluto chiedere scusa per quel gesto razzista, ha raccontato l&#39;Obesrvateur. I commercianti sono rimasti colpiti dal gesto della sociologa.</div>
<p>Ma in un commento allo stesso video apparso sul sito senegalese, <a href="http://www.leral.net/AUDIO-Meurtre-de-Senegalais-en-Florence-Les-excuses-publiques-d-une-sociologue-italienne_a23487.html">de  schwarzeraal</a> relativizza il gesto dell&#39;assassino:</p>
<blockquote><p>les ivoiriens ont brulé des sénégalais vifs, un sénégalais tue un malien á cause de poubelle et dieu sait que lui prétendant être le gardien des lieux c&#8230; dans la rue, un malien tue un sénégalais pour une histoire de place devant la télé, etc&#8230; des fous on en voit partout&#8230;.</p></blockquote>
<div class="translation">Gli Ivoriani hanno bruciato vivi i senegalesi, un senegalese ammazza un maliano per una stupidagine e dio sa che lui vuole avere il controllo del territorio in una strada, un maliano ammazza un senegalese perchè gli ha rubato il posto davanti alla tv, etc&#8230;i pazzi sono ovunque&#8230;.</div>
<p>Il  17 dicembre sono state organizzate delle marce di solidarietà in molte città italiane come <a title="post originale in italiano+" href="http://corriereimmigrazione.blogspot.com/2011/12/aggressione-razzista-milano-gli.htmlhttp://corriereimmigrazione.blogspot.com/2011/12/aggressione-razzista-milano-gli.html">riporta</a> un post apparso sul blog <em>corriereimmigrazione</em> :</p>
<blockquote><p>La manifestazione, che si svolgerà in  contemporanea in varie città, sarà l&#39;occasione per rilanciare i problemi  che attualmente vivono le comunità migranti in Italia: &#8220;il bisogno di  una nuova sanatoria, la risoluzione del problema delle truffe, il  rifiuto al permesso di soggiorno a punti, il diritto al voto e alla  cittadinanza per i figli degli immigrati, la problematica di chi è  scappato della guerra in Libia e la denuncia dei centri di detenzione  come luoghi da chiudere&#8221;. L&#39;evento sarà inoltre occasione per iniziare  il cammino che porterà verso il primo marzo 2012, lo sciopero degli  stranieri</p></blockquote>
<p>Oltre a Milano, ci sono state manifestazioni a Caltagirone, Messina, Firenze, Roma, Imola, Legnano,  Cinisello Balsamo e a <a title="post originale in italiano" href="http://www.agoravox.it/Il-CARA-di-Mineo-vergogna-italiana.html">Mineo (CT) di fronte al CARA</a>.</p>
<div>
<p>Su Twitter <a title="Félicité Doubangar" href="https://twitter.com/#%21/Doubangar">@Doubangar</a>, Félicité Doubangar rilancia le sue impressioni sul numero dei partecipanti alla manifestazione di Firenze:</p>
<blockquote><p>Des milliers de  manifestants, ce samedi à Florence où un militant d&#39;extrême droite a tué  mardi deux vendeurs ambulants sénégalais.</p></blockquote>
<div class="translation">Migliaia di manifestanti questo sabato a Firenze dove martedi scorso un militante di estrema destra ha ammazzato  due venditori ambulanti senegalesi.</div>
<p>Alla fine delle manifestazioni di sabato a Firenze ha scritto sulla <a href="https://www.facebook.com/Senegal24.7/posts/220172384726412">sua pagina</a> Facebook, <a href="https://www.facebook.com/Senegal24.7">Senegal24/7</a>:</p>
<blockquote><p>Sénégalais tués en Italie: manifestation à Florence contre le racisme &#8212; Au moins 10.000 personnes ont manifesté samedi contre le racisme à Florence (centre) où un militant d&#39;extrême droite a tué par balles mardi dernier deux vendeurs ambulants sénégalais, et en a blessé trois autres.<br />
Nous voulons aujourd&#39;hui être à l&#39;aube d&#39;un nouvel espoir pour que nos frères ne soient pas morts en vain, a déclaré à la presse un porte-parole de la communauté sénégalaise, M. Pape Diaw.<br />
Nous devons travailler vraiment pour la coexistence pacifique et le respect. Cela doit être une vraie lutte et pas seulement une façade, a-t-il ajouté.<br />
Les manifestants étaient 10.000 selon la police, et 12.000 selon les organisateurs.</p></blockquote>
<div class="translation">Senegalesi ammazzati in Italia: manifestazione a Firenze contro il razzismo &#8211;Almeno 10000 persone hanno manifestato sabato a Firenze contro il razzismo dove martedì scorso un militante di estrema destra ha ammazzato a colpi di pistola due venditori ambulanti senegalese e ne ha feriti altri tre. &#8220;Oggi vogliamo essere l&#39;alba di una nuova speranza affinché i nostri fratelli non siano morti invano&#8221;, ha dichiarato M. Pape Diaw,  il portavoce della comunità senegalese, alla stampa. &#8220;Dobbiamo lavorare davvero per la coesistenza pacifica e il rispetto Si tratta di una vera lotta e non solo di un&#39;operazione di facciata&#8221;, ha aggiunto. I manifestanti erano 10000 secondo la polizia, 12000 secondo gli organizzatori.</div>
<p>Risarcimento politico e piuttosto prova di compassione, sul blog <em>blogunugalsene.com </em>si <a title="post originale in francese" href="http://sunugalsene.com/Aissata-Tall-Sall-a-Florence-pour.html">legge</a> il seguente post:</p>
<blockquote><p>Au moment où ces lignes sont écrites, M<sup>e</sup> Aïssata Tall Sall est en train de prendre part à Florence à la manifestation en la mémoire des deux Sénégalais tués, manifestation à laquelle étaient attendus le Premier ministre italien, le président du Conseil régional, le leader du PD, principal parti d’opposition. L’avocate dépêchée par le Parti socialiste sénégalais va prendre la tête d’un pool composé d’avocats français et américains pour défendre les victimes du crime. Demain 18 décembre, avant de quitter l’Italie, elle va rencontrer des avocats de ce pays qui viendront renforcer le pool.</p></blockquote>
<div class="translation">Nel momento in cui scrivo queste righe Me Aïssata Tall Sall sta partecipando ad una manifestazione in memoria di due segalesi rimasti uccisi a Firenze, manifestazione alla quale sono attesi il Primo Ministro italiano, il presidente del consiglio regionale, il leader del PD, il principale partito d&#39;opposizione. L&#39;avvocato incaricato dal Partito Socialista senegalese guiderà un gruppo di avvocati francesi e americani per difendere le vittime del crimine. Domani 18 dicembre, prima di lasciare l&#39;Italia, incontrerà avvocati italiani che prenderanno parte anch&#39;essi al team.</div>
<p>Le autorità italiane hanno reagito con fermezza, ma non si può negare che i senegalesi, accompagnati da tutta la società civile dell&#39;intero paese, hanno mostrato di saper reagire con forza a questo fatto così doloroso.</p>
</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/abdoulaye-bah/' title='elenca tutti gli articoli di Abdoulaye Bah'>Abdoulaye Bah</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paola-dorazio/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Paola DOrazio'>Paola DOrazio</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/12/19/91856/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/italia-senegal-reazioni-dei-netizen-allassassinio-di-due-senegalesi-a-firenze/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fitalia-senegal-reazioni-dei-netizen-allassassinio-di-due-senegalesi-a-firenze%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fitalia-senegal-reazioni-dei-netizen-allassassinio-di-due-senegalesi-a-firenze%2F&#038;text=Italia%2C+Senegal%3A+reazioni+dei+netizen+all%26%2339%3Bassassinio+di+due+senegalesi+a+Firenze&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fitalia-senegal-reazioni-dei-netizen-allassassinio-di-due-senegalesi-a-firenze%2F&#038;title=Italia%2C+Senegal%3A+reazioni+dei+netizen+all%26%2339%3Bassassinio+di+due+senegalesi+a+Firenze' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fitalia-senegal-reazioni-dei-netizen-allassassinio-di-due-senegalesi-a-firenze%2F&#038;title=Italia%2C+Senegal%3A+reazioni+dei+netizen+all%26%2339%3Bassassinio+di+due+senegalesi+a+Firenze' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fitalia-senegal-reazioni-dei-netizen-allassassinio-di-due-senegalesi-a-firenze%2F&#038;title=Italia%2C+Senegal%3A+reazioni+dei+netizen+all%26%2339%3Bassassinio+di+due+senegalesi+a+Firenze' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fitalia-senegal-reazioni-dei-netizen-allassassinio-di-due-senegalesi-a-firenze%2F&#038;title=Italia%2C+Senegal%3A+reazioni+dei+netizen+all%26%2339%3Bassassinio+di+due+senegalesi+a+Firenze' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Tanzania: 50 anni di vita della Repubblica Unita di Tanzania</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/tanzania-50-anni-di-vita-della-republbica-unita-di-tanzania/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 15:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Mattana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Tanzania]]></category>
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		<description><![CDATA[La parte continentale della Repubblica Unita di Tanzania, Tanganyka, compie 50 anni. Nella blogosfera e su Twitter i netizen festeggiano e riflettono sul futuro del Paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 9 Dicembre 2011 rappresenta una data importante per i cittadini della Tanzania: la zona continentale della Repubblica Unita di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tanzania">Tanzania</a> [it], <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tanganica">Tanganyika</a> [it], compie 50 anni.  Blogger e utenti di Twitter festeggiano e riflettono sul futuro del Paese.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/DarBlogCircle">The Dar es Salaam Bloggers&#39; Circle</a> [en, <em>come i link successivi eccetto ove diversamente indicato</em>] ha esortato i blogger <a href="http://pernille.typepad.com/duniaduara/2011/12/tanzania-50-anybody-wants-to-blog-about-it-darblogcircle-tanzania50.html">a dedicare un post a quest&#39;evento</a> il giorno 9 Dicembre:</p>
<blockquote><p>Le regole sono semplici:<br />
Scrivere un post che tratti questo argomento sul blog.<br />
Usare gli hashtag #DarBlogCircle e ##Tanzania50 e postarlo su Twitter.<br />
Condividere qui: http://www.facebook.com/DarBlogCircle</p></blockquote>
<p>Misternv <a href="http://diasporadical.com/2011/12/09/east-africa-rising-tanzania-at-50/">condivide gli estratti </a> dalla lettera scritta nel 1964 da Mwalimu Nyerere ai suoi ministri e funzionari di partito:</p>
<div id="attachment_276243" class="wp-caption alignright" style="width: 220px"><a rel="attachment wp-att-276243" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=276243"><img class="size-full wp-image-276243 " title="Logo della Tanzania per i 50 anni" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/NEMBO-YA-MIAKA-50.-ENGLISH2-300x296.jpg" alt="" width="210" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Logo ufficiale della Tanzania per i 50 anni. Fonte: il governo della Tanzania. </p></div>
<blockquote><p>Ai cittadini piace davvero che gli si venga urlato addosso di levarsi dalla strada perché il Presidente, un ministro o un commissario regionale sta facendo la sua passeggiata pomeridiana? (…) Sentono davvero un impeto di orgoglio e patriottismo ogni volta che ci si aspetta che smettano di fare qualunque cosa stiano facendo per prestare attenzione a un nuovo ufficiale appena incaricato, di cui non hanno mai sentito parlare, a cui viene dedicato l&#39;inno nazionale? (…) Non è con lo sfarzo che si da dignità. Lo sfarzo stesso, in tutte le sue forme, è sbagliato. Sebbene fosse provato che le persone apprezzassero davvero tutto questo - cosa di cui dubito - sarebbe comunque sbagliato ed è nostro dovere fermarlo e rivelare alla gente che tutto ciò che hanno imparato ad amare era sbagliato. (…)</p></blockquote>
<p>Dopo aver portato all&#39;attenzione alcune cose che la Tanzania potrebbe migliorare, David Mugo, che ha vissuto nel Paese per 18 mesi,<a href="http://mugo.me/tag/tanzania-turns-50"> chiude il suo posto in questo modo</a>:</p>
<blockquote><p>Per concludere, penso che la Tanzania sia uno dei più bei paesi africani che ho visitato. La popolazione è senza dubbio la migliore. Felice giorno dell&#39;indipendenza, riflettete su quale indipendenza  avete raggiunto, cosa significa per voi, per questa generazione e per quelle future. Vorrei che i giovani vedessero oltre ciò che vedono i nostri leader, ormai vecchi. Ancora complimenti. Lunga vita alla Tanzania e al suo popolo.</p></blockquote>
<p>L&#39;attivista e blogger tanzaniano, Ashura, si chiede, <a href="http://kayupayupa.blogspot.com/2011/12/where-are-we-at-50.html">&#8220;A che punto siamo dopo 50 anni?&#8221;</a>:</p>
<blockquote><p>Nella Dichiarazione di Arusha del 1967, Mwalimu Nyerere ha dichiarato &#8216;Indipendenza significa autonomia. Non possiamo parlare di vera indipendenza se lo sviluppo di una nazione dipende dai doni e prestiti da parte di terzi..&#39; oggi dobbiamo chiederci se questo è anche il caso di Tanganyika. La risposta è sì ed è per questo the la maggiorparte del territorio è di proprietà delle compagnie straniere, mentre ai tanzaniani non è rimasta né terra né un compenso. Il nostro Governo pensa che lo sviluppo verrà garantito non dai tanzaniani ma dagli stranieri. Secondo Mwalimu Nyerere non possiamo dipendere dalle compagnie straniere ma dobbiamo prendere le nostre decisioni da soli!   Sono passati ormai 50 anni da quando Tanganyika ha ottenuto l&#39;indipendenza e il Paese, oltre a non progredire affatto, è quasi regredito. Nel 1967, 1 sterlina valeva 16,6 Tsh (scellini tanzaniani), mentre oggi 1 sterlina ne vale oltre 2.650. Tutto questo rappresenta un cattivo segnale per l&#39;economia del Paese.</p></blockquote>
<div id="attachment_276176" class="wp-caption alignright" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-276176" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=276176"><img class="size-medium wp-image-276176" title="Nyerere" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/nyerere1-375x210.jpg" alt="" width="375" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Mwalimu Nyerere durante i festeggiamenti per l&#39;indipendenza.</p></div>
<p>Durante i festeggiamenti per i 50 anni di indipendenza, The Wayward Press <a href="http://the-waywardpress.tumblr.com/post/13873293071">scrive</a>:</p>
<blockquote><p>In questo momento, il nostro Paese si trova in un momento di transizione e di estrema incertezza. Alla nostra politica manca una direzione o una visione ideologica precisa che possa assicurarci un futuro. Abbiamo l&#39;impressione che i nostri leader non sappiano cosa stanno facendo. Tutto ciò che sappiamo della nostra storia è frammentato o fondato su ricordi distorti del passato. La nostra identità culturale è confusa, messa assieme più da contributi stranieri che locali. Essere un cittadino tanzaniano oggi significa essere una persona con un grande potenziale ma con un futuro tutt&#39;altro che chiaro.</p></blockquote>
<p>Il blog &#8220;Creatively Maladjusted&#8221; <a href="http://thecreativelymaladjusted.tumblr.com/post/13869822870/blogging-and-social-media-in-tanzania-at-50-years-of">tiene d&#39;occhio l&#39;attività dei blog e dei social media</a> in Tanzania a 50 anni dall&#39;indipendenza:</p>
<blockquote><p>In un Paese come la Tanziania, dove la copertura dei media viene probabilmente censurata o è, per lo meno, incoerente e inaffidabile, l&#39;attività dei blog (e sei social media in generale) apre le porte a un mare di opportunità. &#8220;I social media possono dar voce ai tanzaniani comuni. Francamente, questa è la più potente opportunità a cui posso pensare! - Elsie dal blog The Mikocheni Report.  Una risposta comune (di solito con lo scopo di non proseguire oltre la conversazione) che sento spesso quando si parla di social media in Tanzania è che la maggior parte delle persone non ha accesso a internet. Nelle aree rurali, dove vive il 75% della popolazione, l&#39;accesso alla rete è senza dubbio una grossa difficoltà (legata alla scarsa copertura elettrica e al ridotto numero degli internetcafè), ma questa situazione è in rapida evoluzione sia dal punto di vista dell&#39;offerta che della domanda, con un sempre più economico accesso a internet tramite i cellulari e l&#39;attrazione delle generazioni più giovani per la connettività offerta dal social media.  Direi invece che, nelle città, una larga percentuale di popolazione possiede un account Facebook e, tramite i suoi link, ha probabilmente un accesso molto più diretto ai blog e al giornalismo partecipativo rispetto alle persone che vivono nell&#39;Occidente&#8230;</p></blockquote>
<p>Ahmed di VijanaFM chiede, <a href="http://vijana.fm/2011/12/07/ni-hamsini-ni-hamsini-tanzania-at-50-what-do-we-have-to-show-for-it/">&#8220;La Tanzania ha 50 anni, ma cos&#39;abbiamo per dimostrarlo?&#8221;</a>:</p>
<blockquote><p>Credo sia il momento di sollecitare la gente perché rifletta sugli ultimi 50 anni. Non abbiamo dimenticato i bei tempi, ma non ci viene neanche persmesso di dimenticare i cattivi tempi. Dobbiamo affrontare sfide immense e, come si suol dire, i tanzaniani stanno meglio oggi di quanto non stessero 10 anni fa, figuriamoci 50? Probabilmente la risposta è no. Invece di essere nostalgici rispetto ai bei vecchi tempi, credo che dovremmo piuttosto guardare dentro noi stessi, sia i mwananchi che la classe dirigente, e chiederci come possiamo costruire un domani migliore. Penso che la maggior parte di noi sia preoccupata per ciò che succederà nei prossimi 50 anni.</p></blockquote>
<p>Karim Hirji, docente di biostatistica all&#39;Università di Salute e Scienze connesse di Muhimbili, <a href="http://msechustephen.blogspot.com/2011/12/where-are-we-where-are-we-going.html">parla del sistema educativo</a> in Tanzania dopo 50 anni di indipendenza:</p>
<blockquote><p>Ai tempo dell&#39;Uhuru, non un solo medico veniva addestrato in Tanzania, ma ora il mio corso di metodologie di ricerca all&#39;Università di Salute e Scienze connesse di Muhimbili conta 150 studenti.  La mia preoccupazione riguarda la situazione della maggior parte delle materie insegnate nella mia facoltà e in tutte le facoltà della nazione. Se il numero degli studenti è aumentato considerevolmente, il numero dei corsi, così come le risorse d&#39;insegnamento, non lo sono affatto.  Alcune università hanno un solo dipartimento con un personale accademico di circa 20 persone, nessuna delle quali è in possesso di un dottorato. Sebbene si sia appena concluso un progetto multimilionario per la revisione dei curriculum, quasi nessun dipartimento ha riformato le sue modalità d&#39;insegnamento.</p></blockquote>
<p>Gli utenti di Twitter festeggiano i 50 anni della Tanzania con l&#39;hashtag <a href="https://twitter.com/#!/search?q=%23Tanzania50">Tanzania50</a>:</p>
<blockquote><p><a href="https://twitter.com/#!/dgtlUbun2/status/145149403680878594">dgtlUbun2</a>: Voglio ricordare TUTTE quelle persone che hanno perso la vita SENZA MOTIVO durante la tragedia dell&#39;affondamento del traghetto a Zanzibar e per colpa del sistema corrotto. #Tanzania50</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="https://twitter.com/#!/BabatundeJnr/status/144913878768295936">@BabatundeJnr</a>: Buon compleanno alla Tanzania del grande Julius Nyerere #Tanzania50. Auguro alla popolazione libertà dalla corruzione e dal malgoverno. #Africa</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="https://twitter.com/#!/ChickAboutTown/status/144887331332177921">@ChickAboutTown</a>: Auguri per i tuoi 50 anni, Tanganyika! (Dar Es Salaam splende sotto i fuochi d&#39;artificio). #Tanzania50</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="https://twitter.com/#!/SalimHatib/status/144888345594576896">@SalimHatib</a>: Non dimentichiamo gli eroi che hanno sacrificato le loro vite per rendere possibile questo glorioso giorno. Felice giorno dell&#39;indipendenza.#Tanzania50</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="https://twitter.com/#!/dgtlUbun2/status/144538290236821506">@dgtlUbun2</a>: Tanzania, un Paese dove più dell&#39;80% della popolazione vive in povertà, MA i membri del Parlamento hanno diritto a un aumento del 185% sul rimborso delle spese di viaggio. Così lavora il governo di #Tanzania50.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="https://twitter.com/#!/SwahiliStreet/status/145077721976938496">@SwahiliStreet</a>: scusate, ma i festeggiamenti per l&#39;indipendenza includono una dimostrazione, da parte delle forze di polizia, su come fermare una manifestazione pubblica?</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="https://twitter.com/#!/KateBomz/status/145068933769199616">@KateBomz</a>: Concluderei con&#8211;&gt; #La Tanzania ha 50 anni, ma cos&#39;abbiamo per dimostrarlo? di @asalim86 http://vijana.fm/2011/12/07/ni-hamsini-ni-hamsini-tanzania-at-50-what-do-we-have-to-show-for-it/ Ho conservato il post migliore per ultimo!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="https://twitter.com/#!/tweetingchaga/status/144805835791548416">@tweetingchaga</a>: La decisione dei Britannici di lasciare Tanganyka nel 1961 è stata prematura. Sì, proprio così.#Tanzania50 @atititu @dizainatweets @jmkikwete</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="https://twitter.com/#!/Dunia_Duara/status/144436386236342273">@Dunia_Duara</a>: Blog che parlano di #Tanzania50. Leggete e/o iscrivetevi a @DarBlogCircle: facebook.com/DarBlogCircle</p></blockquote>
<p>Tanganyika ha ottenuto l&#39;indipendenza dal Regno Unito il 9 Dicembre 1961 per poi unirsi a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zanzibar">Zanzibar</a> e dare vita alla Repubblica Unita di Tanzania.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/ndesanjo-macha/' title='elenca tutti gli articoli di Ndesanjo Macha'>Ndesanjo Macha</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laura-mattana/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Mattana'>Laura Mattana</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/12/09/tanzania-blogging-and-tweeting-tanzania50/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/tanzania-50-anni-di-vita-della-republbica-unita-di-tanzania/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Ftanzania-50-anni-di-vita-della-republbica-unita-di-tanzania%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Ftanzania-50-anni-di-vita-della-republbica-unita-di-tanzania%2F&#038;text=Tanzania%3A+50+anni+di+vita+della+Repubblica+Unita+di+Tanzania&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Ftanzania-50-anni-di-vita-della-republbica-unita-di-tanzania%2F&#038;title=Tanzania%3A+50+anni+di+vita+della+Repubblica+Unita+di+Tanzania' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Ftanzania-50-anni-di-vita-della-republbica-unita-di-tanzania%2F&#038;title=Tanzania%3A+50+anni+di+vita+della+Repubblica+Unita+di+Tanzania' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Ftanzania-50-anni-di-vita-della-republbica-unita-di-tanzania%2F&#038;title=Tanzania%3A+50+anni+di+vita+della+Repubblica+Unita+di+Tanzania' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Ftanzania-50-anni-di-vita-della-republbica-unita-di-tanzania%2F&#038;title=Tanzania%3A+50+anni+di+vita+della+Repubblica+Unita+di+Tanzania' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Video: il festival Plural+ premia i giovani registi</title>
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		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/video-il-festival-plural-premia-i-giovani-registi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 15:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Costantino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella cerimonia conclusiva del festival di cortometraggi, centrato sui temi della diversità, dell'emigrazione e dell'inserimento sociale, giovani provenienti da ogni parte del mondo sono stati premiati per le loro proposte creative tese verso una società pacifica e multiculturale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente si è tenuta a New York la cerimonia conclusiva del Plural+, un festival di cortometraggi incentrato sui temi della diversità, dell&#39;emigrazione e dell&#39;inserimento sociale. Giovani provenienti da ogni parte del mondo sono stati premiati per la realizzazione di cortometraggi che invitano alla riflessione, nei quali hanno espresso le loro proposte per aspirare a una società pacifica e multiculturale.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/aidanmorgan/2344975342/in/photostream/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-273133" title="Mani" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/11/2344975342_07be79b4d4-375x249.jpg" alt="Impronte di mani su tessuto bianco" width="375" height="249" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><small><a href="http://www.flickr.com/photos/aidanmorgan/2344975342/in/photostream/">Mani</a>, in <a title="Attribution License" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/">CC</a> di <a href="http://www.flickr.com/photos/aidanmorgan/">John-Morgan</a></small></p>
<p>Il <a title="Sito ufficiale dell'evento in inglese" href="http://www.unaoc.org/pluralplus/">Plural+ Youth Video Festival </a> [en, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato</em>] riconosce i giovani come validi rappresentanti del cambiamento sociale. Nella <a title="Pagina Flickr, foto della cerimonia" href="http://www.flickr.com/photos/unaoc/sets/72157628135495662/">cerimonia di premiazione</a>, giovani filmmaker hanno ricevuto un riconoscimento per gli ottimi lavori presentati.</p>
<p>Di seguito alcuni dei video vincitori.</p>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://youtu.be/atJlH3b_AdY">GIFT</a>, creato da Pang Jia Wei, Ryan Tan Chuan Min e dal Tunku Abdul Rahman College (Malesia), ha vinto nella categoria 18-25 anni. Attraverso suoni e immagini, vediamo come la diversità sia in grado di costruire una nazione.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/atJlH3b_AdY?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://youtu.be/n5suLEAeWE8">The New Portuguese</a> è un breve documentario sugli immigrati in Portogallo. Alcuni hanno lasciato il proprio Paese di origine e sono immigrati a Lisbona, altri sono arrivati in Portogallo appena nati insieme ai propri genitori: in entrambi i casi, devono lottare per essere accettati e per riuscire a trovare un posto da poter chiamare &#8220;casa&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/n5suLEAeWE8?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://youtu.be/oO96GkdJbw4">Wish</a>, cortometraggio che parla delle famiglie in Cina, racconta la storia di un bambino che vive con il nonno, mentre i genitori lavorano in una città lontana. Agire nel migliore dei modi, cercando di garantire una stabilità economica al bambino, può essere molto più difficile del previsto.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/oO96GkdJbw4?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://youtu.be/OSxB-u50OD8">I am Quiaqueña</a> ci riporta le riflessioni di una donna nata al confine tra l&#39;Argentina e la Bolivia: è difficile sentirsi appartenenti a un luogo quando geografia e politica rappresentano un ostacolo.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/OSxB-u50OD8?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il video <a title="Video su YouTube" href="http://youtu.be/GDdkDCI6f88">Between Us Two</a>, da Israele, ci mostra come avere molte affinità non basta se c&#39;è una differenza a cui si dà molta più importanza.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/GDdkDCI6f88?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel video <a title="Video su YouTube" href="http://youtu.be/vRE0wdyYqK8">Our Hood</a> troviamo il gruppo musicale Wafalme Crew, formato da ragazzi di strada che vivono nei ghetti di Nairobi (Kenya). Questi ragazzi cantano e raccontano di come la musica sia riuscita a migliorare le loro vite, insegnando loro a reagire davanti alle sfide e a mantenere sempre una visione positiva della vita.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/vRE0wdyYqK8?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In <a title="Video su YouTube" href="http://youtu.be/Cz8mxDTW6jw">Exile Song</a> un ragazzo scrive a suo padre, da sempre lontano da casa per lavoro. Gli ricorda che se desidera rivedere le palme e ascoltare il cinguettio dei tordi, tutto ciò che deve fare è tornare a casa.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/Cz8mxDTW6jw?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In <a title="Video su YouTube" href="http://youtu.be/gnRouxnBJeY">Belong</a>, alcuni immigrati in Finlandia parlano della propria esperienza di vita lontano dalla terra d&#39;origine e di cosa li aiuta a sentirsi appartenenti alla loro nuova casa.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/gnRouxnBJeY?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli altri video vincitori sono pubblicati sull&#39;apposita pagina di <a title="Sito ufficiale dell'evento in inglese" href="http://www.unaoc.org/pluralplus/winning-videos/plural-2011/">Plural+</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/' title='elenca tutti gli articoli di Juliana Rincón Parra'>Juliana Rincón Parra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/barbara-costantino/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Barbara Costantino'>Barbara Costantino</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/11/26/video-plural-2011-awards-young-filmmakers/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/video-il-festival-plural-premia-i-giovani-registi/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fvideo-il-festival-plural-premia-i-giovani-registi%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fvideo-il-festival-plural-premia-i-giovani-registi%2F&#038;text=Video%3A+il+festival+Plural%2B+premia+i+giovani+registi&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fvideo-il-festival-plural-premia-i-giovani-registi%2F&#038;title=Video%3A+il+festival+Plural%2B+premia+i+giovani+registi' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fvideo-il-festival-plural-premia-i-giovani-registi%2F&#038;title=Video%3A+il+festival+Plural%2B+premia+i+giovani+registi' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fvideo-il-festival-plural-premia-i-giovani-registi%2F&#038;title=Video%3A+il+festival+Plural%2B+premia+i+giovani+registi' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fvideo-il-festival-plural-premia-i-giovani-registi%2F&#038;title=Video%3A+il+festival+Plural%2B+premia+i+giovani+registi' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Africa: film per promuovere l&#039;uso delle lingue indigene</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/film-per-promuovere-luso-delle-lingue-indigene/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/film-per-promuovere-luso-delle-lingue-indigene/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 16:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Costantino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Nigeria]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia & Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Incoraggiare la produzione cimeatografica nelle lingue indigene africane serve (anche) a preservarle ed evitarne l'estinzione. Panoramica sulla 5.a edizione del Festival "Indigenous African Language Films", svoltosi ad Akure (Nigeria).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incoraggiare la produzione di film nelle lingue indigene è un valido modo per preservarle ed evitarne l&#39;estinzione. Dal 2 al 5 ottobre 2011 si è svolta ad Akure (Nigeria) la quinta edizione del <a title="Sito ufficiale dell'evento in inglese" href="http://fiafng.com/index.php"><em>Festival of Indigenous African Language Films</em></a> [en, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato</em>]. Oltre trecento film maker, sceneggiatori, registi, azionisti e operatori del settore hanno preso parte all&#39;evento. Biodun Ibitola, direttore del festival, <a title="Articolo originale in inglese" href="http://tkbulletin.wordpress.com/2010/09/22/this-week-in-review-%E2%80%A6-film-festival-to-revive-african-indigenous-languages/">ha dichiarato</a>:</p>
<blockquote><p>La produzione di questi film riporterà l&#39;attenzione sulle lingue africane, che verranno riorganizzate e riposizionate, evitandone così la completa scomparsa. Rappresenterà anche un&#39;occasione per diffonderne le norme, la documentazione e le capacità comunicative. Inoltre, agevolerà la connessione tra gli africani coinvolti nella diaspora e le loro radici e metterà in luce il ricco potenziale turistico dell&#39;Africa.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><div id="attachment_5460" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://fiafng.com/index.php"><img class="size-full wp-image-5460" title="FIAF 2011 [500]" src="http://rising.globalvoicesonline.org/files/2011/11/FIAF-2011-500.jpg" alt="" width="450" /></a><p class="wp-caption-text">Schermata del sito FIAF 2011</p></div>&nbsp;</p>
<p>Il festival è stato inaugurato dal governatore Olusegun Mimiko, che fra l&#39;altro <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.vanguardngr.com/2011/10/fiaf-charts-a-new-direction-for-film-makers/">ha detto</a>: &#8220;Non c&#39;è modo di progettare uno sviluppo sociale se questo non è radicato nella nostra cultura&#8221;.</p>
<p>Il professor Wole Ogundele, direttore generale del <em>Centre for Culture and International Understanding</em> di Osogbo (Osun State), <a title="Articolo originale in inglese" href="http://yeyeolade.wordpress.com/2010/10/18/yoruba-filmmakers-must-stop-destroying-yoruba-by-mixing-it-into-yoruba-films-what-other-language-group-would-do-such-a-destructive-thing-save-yoruba-language-demand-that-yoruba-filmmakers-stop-dest/">ha aggiunto</a>:</p>
<blockquote><p>Molte lingue africane, inclusa la lingua Yoruba che è parlata da milioni di persone lungo la costa dell&#39;Africa occidentale, sono già in pericolo e rischiano l&#39;estinzione. Se la produzione di film nelle lingue indigene riuscirà a evitare questa tragedia, allora rendiamo onore ai film maker invece di stroncarli.</p></blockquote>
<div id="attachment_5463" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://rising.globalvoicesonline.org/files/2011/11/Owo-Eje.jpg"><img class="size-medium wp-image-5463" title="Owo Eje" src="http://rising.globalvoicesonline.org/files/2011/11/Owo-Eje-252x300.jpg" alt="" width="150" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina di un film in lingua indigena</p></div>
<p>Harris Chuma, presidente della Igbo Film Forum (IFF), organizzazione non governativa impegnata a riproporre film in lingua Igbo, che in passato erano alla base di Nollywood, <a title="articolo originale in inglese" href="http://www.modernghana.com/movie/15101/3/the-mission-to-revive-igbo-language-films.html">ha spiegato</a> in un&#39;intervista:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Da qualche anno mi sono reso conto che dobbiamo garantire la nostra presenza tra i film prodotti nelle lingue indigene. Il mio impegno è scaturito dal fatto che la lingua Igbo è sparita sia dai cinema che dai teatri. Guardando la maggior parte delle emittenti via cavo troviamo canali in lingua Hausa e Yoruba, ma nessuno in lingua Igbo, nonostante alcuni produttori di etnia Igbo abbiano finanziato molti film nigeriani. Tutto quello che sto facendo si basa sul desiderio di voler dare una voce a questa lingua attraverso i film.</p></blockquote>
<p>Vedremo in che modo questi film saranno promossi sui citizen media come YouTube o Vimeo, e nei siti commerciali o semi-commerciali, come <a title="Sito AfricaFilms.tv" href="http://www.africafilms.tv/">AfricaFilms.tv</a> e <a title="Sito afnex.net" href="http://www.afnex.net/uk/home.htm">AFNEX</a> ecc. Da notare che spesso per produrre e distribuire questi  filmati a basso costo si ricorre anche ai <a title="Articolo in inglese" href="http://www.howwemadeitinafrica.com/how-mobile-video-is-helping-africas-rural-farmers/9164/">video sui telefoni cellulari</a>. Su YouTube troviamo un cortometraggio in lingua Twi: <a title="Cortometraggio su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=8OTFKLurZ9Q">The Volcano</a> (caricato da <a title="Canale su YouTube di Scenarios Africa" href="http://www.youtube.com/user/ScenariosAfrica">Scenarios Africa</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/8OTFKLurZ9Q?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://rising.globalvoicesonline.org/blog/author/rezwan-islam/' title='elenca tutti gli articoli di Rezwan'>Rezwan</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/barbara-costantino/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Barbara Costantino'>Barbara Costantino</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://rising.globalvoicesonline.org/blog/2011/11/22/languages-promoting-indigenous-african-language-films/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/film-per-promuovere-luso-delle-lingue-indigene/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Ffilm-per-promuovere-luso-delle-lingue-indigene%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Ffilm-per-promuovere-luso-delle-lingue-indigene%2F&#038;text=Africa%3A+film+per+promuovere+l%26%2339%3Buso+delle+lingue+indigene&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Ffilm-per-promuovere-luso-delle-lingue-indigene%2F&#038;title=Africa%3A+film+per+promuovere+l%26%2339%3Buso+delle+lingue+indigene' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Ffilm-per-promuovere-luso-delle-lingue-indigene%2F&#038;title=Africa%3A+film+per+promuovere+l%26%2339%3Buso+delle+lingue+indigene' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Ffilm-per-promuovere-luso-delle-lingue-indigene%2F&#038;title=Africa%3A+film+per+promuovere+l%26%2339%3Buso+delle+lingue+indigene' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Ffilm-per-promuovere-luso-delle-lingue-indigene%2F&#038;title=Africa%3A+film+per+promuovere+l%26%2339%3Buso+delle+lingue+indigene' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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