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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Camerun</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Camerun</title>
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		<title>Povertà nel mondo: &#8220;frontiere aperte&#8221; come soluzione radicale?</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 22:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela Visintin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo parecchi esperti, la povertà non è qualcosa di inevitabile. E la soluzione più radicale per ridurla consisterebbe proprio nell'aprire le frontiere tra i vari Paesi del mondo, consentendo così chi voglia di emigrare laddove vi è una maggiore necessità di manodopera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 dicembre si è colta l&#39;occasione per celebrare <a title="Articolo su 'Journee Mondiale' in francese" href="http://www.journee-mondiale.com/76/18_janvier-internationale_migrants.htm">la Giornata Internazionale degli Immigrati</a> [fr]. In questi tempi di crisi economica mondiale, l&#39;immigrazione proveniente dai Paesi in via di sviluppo è stata spesso additata da diversi partiti politici come fonte di disoccupazione nei loro rispettivi Paesi. Nonostante finora non vi sia nessuna ricerca in grado di comprovare il fatto che l&#39;immigrazione abbia veramente avuto un ruolo centrale nella crisi occupazionale, questa convinzione, ormai impressa nella mente di molti, è dura a morire.</p>
<p>Vi è anche un altro fenomeno che si è ben stabilito nel tessuto di molte società sviluppate: l&#39;aumento di campagne umanitarie durante il periodo festivo. Infatti, ad ogni fine d&#39;anno, nei Paesi più sviluppati, si lanciano simili campagne mirate a incoraggiare i cittadini a versare contributi per combattere la povertà in regioni più lontane e meno fortunate.</p>
<p>In aggiunta alla diffusione, nel periodo festivo, di immagini di estrema povertà (definita anche come &#8220;<a title="Articolo sulla poverty porn sul blog di Owen" href="http://www.owen.org/blog/3018">poverty porn</a>&#8221; [en, <em>come negli articoli successivi, tranne dove diversamente indicato</em>] nel settore dello sviluppo, quando tali immagini vengono  eccessivamente strumentalizzate dalle istituzioni benefiche) vi sono  delle statistiche allarmanti:<a title="Dati sul sito della Banca mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:21881954~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">1,4 miliardi di persone vivono con meno di 1,25$ al giorno</a>. Nonostante alcuni progressi economici in molte nazioni africane, l&#39;ineguaglianza sociale è ancor più marcata nel continente africano.</p>
<p>Gli economisti prevedono che <a title="Articolo sul sito della Banca mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:21881954~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">entro il 2015, 1/3 della popolazione povera del mondo risiederà nel continente africano</a>. Di fatto, la difficoltà economica è uno dei fattori indicati dalle <a title="Statistica su gallup.com" href="http://www.gallup.com/poll/124028/700-million-worldwide-desire-migrate-permanently.aspx">700 milioni di persone in tutto il mondo che desiderano abbandonare il loro Paese d&#39;origine</a>.</p>
<div id="attachment_92239" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.flickr.com/photos/antonioperezrio/763838591/sizes/m/in/photostream/"><img class="size-medium wp-image-92239 " title="Nomadi in Marocco, immagine tratta da Flickr di Antonioperezrio (CC-NC-2.0) " src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/Nomades-375x249.jpg" alt="Nomadi in Marocco, immagine tratta da Flickr di Antonioperezrio (CC-NC-2.0) " width="375" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Nomadi in Marocco; immagine di Antonioperezrio, rirpesa da Flickr con licenza Creative Commons NC-2.0 </p></div>
<p>Spesso si ha l&#39;impressione che i Paesi meno sviluppati semplicemente non riescano a sottrarsi al flagello della povertà, perché a quanto pare impotenti davanti alla grandezza di tale compito. Inoltre, spesso a questi Paesi viene ricordata la loro incapacità di soddisfare i bisogni della loro popolazione senza il sostegno internazionale, il quale nonostante sia una conseguenza di gravi crisi, viene spesso visto come un ricorrente affronto all&#39;orgoglio nazionale.</p>
<p>Molti esperti ritengono che in realtà la povertà non sia inevitabile,  ma, per molti esperti di economia, la soluzione più radicale per una  drastica riduzione della povertà mondiale consisterebbe nell&#39;aprire le  frontiere <a title="Articolo su abc.net" href="http://www.abc.net.au/unleashed/44780.html">tra i vari Paesi e permettere ai lavoratori di emigrare laddove vi è una maggiore richiesta di manodopera. </a></p>
<p>I professori Marko Bagaric e Lant Pritchett sono stati tra i primi studiosi ad aver introdotto il<a title="Articolo di wikipedia sul concetto di 'open border'" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Open_border">concetto di “frontiere aperte”</a> come soluzione per ridurre la povertà mondiale.</p>
<p><a title="Articolo di Bagaric sul Sydney Morning Herald" href="http://www.smh.com.au/opinion/politics/migration-can-end-worldwide-poverty-20100406-rpaf.html#ixzz1gyDejPYs">Bagaric scrive</a>:</p>
<blockquote><p>L&#39; invio di proventi in luoghi più poveri è encomiabile, ma è troppo lento e irregolare per aumentarne davvero il benessere. Si potrebbe invece  perseguire direttamente questo scopo, liberando il flusso di persone  cosicché possa dirigersi dove si trovano beni e opportunità […] La crisi della fame  è una crisi della ripartizione di cibo e non della mancanza di  quest&#39;ultimo. Il miglior modo per combattere la povertà nel Terzo Mondo  si trova nell&#39;aumentare significativamente la migrazione verso  l&#39;Occidente. Una volta trovatesi in una situazione in cui sarebbero costrette a  cavarsela da sole, molte persone andrebbero laddove si trovano i  mezzi di sostentamento, portando così a un equilibrio approssimativo tra le risorse e la popolazione mondiali.</p></blockquote>
<p>Lant Pritchett spiega il concetto in modo dettagliato nel suo libro (del 2006): <em>Let Their People Come: Breaking the Gridlock on International Labor Mobility</em>, nel quale cita <a title="Articolo già citato su abc.net" href="http://www.abc.net.au/unleashed/44780.html">i risultati di un&#39;apposito studio, sostenendo che</a>:</p>
<blockquote><p>Eliminando le ultime barriere doganali del pianeta il PIL mondiale aumenterebbe di circa 100 miliardi di dollari. L&#39;eliminazione delle barriere d&#39;immigrazione, invece, raddoppierebbe il reddito mondiale; ciò significa che il PIL mondiale aumenterebbe di 60 trilioni di dollari. Questa ricchezza in più si distribuirebbe nel mondo, ma i maggiori beneficiari sarebbero le persone che ora vivono nei Paesi poveri.</p></blockquote>
<div id="attachment_92238" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.flickr.com/photos/austinevan/3274621603/"><img class="size-medium wp-image-92238 " title="Dimostrazioni tenute a Parigi a favore del diritto di lavoro degli immigrati, immagine tratta da Flickr di austinevan(CC-NC-SA-2.0) " src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/Immigration-protests-375x300.jpg" alt="Dimostrazioni tenute a Parigi a favore del diritto di lavoro degli immigrati, immagine tratta da Flickr di austinevan (CC-NC-SA-2.0) " width="375" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Dimostrazioni tenute a Parigi a favore del diritto di lavoro degli immigrati, immagine tratta da Flickr (austinevan, licenza CC BY-2.0)</p></div>
<p>La Banca Mondiale ha pubblicato <a title="Studio sul sito della Banca Mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:23058070~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">uno studio sul contributo degli immigrati all&#39;economia dei loro Paesi d&#39;origine </a> grazie alle rimesse dall&#39;estero. Secondo lo studio ci si aspetta che le  rimesse  raggiungeranno i 351  miliardi di dollari verso i Paesi in via  di sviluppo e 481 miliardi di  dollari a livello mondiale, inclusi i  paesi ad alto reddito. Lo studio <a title="Articolo sul dito della Banca Mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:23058070~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">cita inoltre</a>:</p>
<blockquote><p>Il flusso di rimesse verso quattro delle sei regioni in via di sviluppo, designate dalla Banca Mondiale, nonostante le difficili condizioni economiche in Europa e altre destinazioni degli immigrati africani, è aumentato più velocemente di quanto ci si aspettasse: dell&#39;11% verso l&#39;Europa Orientale e Asia Centrale, del 10,1% verso il Sud Asia, del 7,6% verso l&#39;Asia orientale e il Pacifico e del 7,4% verso l&#39;Africa sub-sahariana.</p></blockquote>
<p>Non c&#39;è bisogno di dire che queste teorie non-ortodosse vengono messe in dubbio da molti esperti e politici. Frank Salter spiega che le maggiori preoccupazioni derivano dalle disfunzioni  <a title="Articolo di Frank Salter su quadrant.org" href="http://www.quadrant.org.au/magazine/issue/2010/6/the-misguided-advocates-of-open-borders">relative a ogni società multiculturale</a>:</p>
<blockquote><p>Un&#39;immigrazione senza restrizioni nuocerebbe agli interessi nazionali (dell&#39;Australia) come documentato da studiosi di economia, sociologia e discipline relative. Gran parte dei danni si può prevedere da quel che già si sa sui problemi relativi all&#39;eterogeneità in una società: tra questi si conta la crescente ineguaglianza della forma particolarmente ingiusta della stratificazione etnica. L&#39;eterogeneità è stata associata a una democrazia ridotta, una crescita economica in rilento, una coesione sociale e un aiuto esterno in calo, un aumento della corruzione e  rischio di conflitti civili.</p></blockquote>
<p>Da un punto di vista politico, l&#39;Europa non ha intenzione di aprire le  frontiere, ma piuttosto il contrario. In Francia ad esempio, la legge  Guéant ha posto delle restrizioni sulla possibilità di assunzione,  scatenando varie reazioni. Julie Owono, autrice di Global Voices, <a title="Articolo in italiano su Global Voices" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/francia-linea-dura-contro-limmigrazione-studentesca/"> descrive le implicazioni di questa legge e le reazioni dei blogger</a>[it] africani che la ritengono una ragione in più per contribuire  allo sviluppo dei loro Paesi. Sul blog di Rue 89&#8242;, Owono aggiunge che <a title="Blog di Rue 89'" href="http://www.rue89.com/2011/11/27/la-france-veut-bien-des-etudiants-etrangers-mais-juste-les-riches-226947">la legge Guéant emargina gli studenti stranieri con possibilità economiche limitate.</a> [fr].</p>
<p>In Africa, soltanto qualche esperto ha studiato l&#39;idea delle frontiere aperte, la quale è senz&#39;ombra di dubbio troppo lontana dalla realtà del continente. Arash Abizadeh, professore di filosofia all&#39;università McGill, non appoggia l&#39;apertura delle frontiere, però afferma che il sistema di confini attuale non può essere giustificato da una logica liberale ugualitaria. Abidazeh <a title="Saggio in pdf di Abidazeh" href="https://papyrus.bib.umontreal.ca/jspui/bitstream/1866/3374/1/2006v4n1_ABIZADEH.pdf">afferma che</a> se ci si vuole attenere al credo che “Tutti gli uomini sono nati liberi e uguali”, la costituzione di confini è in sé una violazione di tale  principio.</p>
<p>Il blogger malgascio Sly ha scritto a proposito <a title="Post di Sly su Yahoo Answers" href="http://answers.yahoo.com/question/index?qid=20111118224058AA2lH9a">dei rischi di aprire le frontiere</a>:</p>
<blockquote><p>Sono africano, e se da una parte l&#39;apertura delle frontiere potrebbe essere una buona idea, dall&#39;altra vi sono degli ostacoli:<br />
-il traffico minorile<br />
-il traffico di stupefacenti<br />
-la diffusione del virus dell&#39;HIV e di altre malattie<br />
-la formazione di campi profughi nelle nazioni più benestanti, la quale causerebbe dei problemi.<br />
Detto questo, c&#39;è da ricordare che sono proprio alcuni paesi africani  ad adottare il sistema delle frontiere aperte con i Paesi confinanti.</p></blockquote>
<p>Sly si riferisce al fatto che l&#39;apertura delle frontiere tra il Kenya, l&#39;Uganda e l&#39;Etiopia, come tentativo di aumentare l&#39;integrazione economica regionale, ha causato, durante la recente crisi della fame, <a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html">gravi problemi</a><a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html"> </a><a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html">nella regione</a><a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html"> </a>.</p>
<p>L&#39;idea di usare le frontiere aperte per ridurre le inuguaglianze sociali nel mondo implica che ridurre la povertà mondiale sarebbe la più grande priorità al mondo, e quindi più importante di altre questioni, come la sicurezza e gli interessi nazionali di ogni Paese. La teoria di Prithcett e Magric presenta certamente parti controverse che potrebbero comunque ampliare il dibattito.</p>
<p>Tuttavia, nonostante le affermazioni della comunità internazionale che vuole ridurre la povertà nel mondo, la soluzione delle frontiere aperte è da considerarsi soltanto in contesti specifici e non avrà la precedenza su altre questioni nell&#39;agenda internazionale.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/lova-rakoto/' title='elenca tutti gli articoli di Lova'>Lova</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/manuela-visintin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Manuela Visintin'>Manuela Visintin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/12/19/92134/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/poverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;text=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Italia/Tunisia: le voci dei migranti sulla Primavera Araba</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/italiatunisia-le-voci-dei-migranti-sulla-primavera-araba/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 08:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qual è l'opinione degli immigrati residenti in Italia sui recenti eventi nord-africani? E cosa pensano del ruolo di Internet? Le loro voci sono state raccolte in un documentario che verrà proiettato al convegno "Tunisia, le stagioni dei gelsomini", in occasione del Festival cinematografico Immaginafrica, il 14 novembre a Padova.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal gennaio 2011, le vicende nord-africane hanno trainato una serie di cambiamenti epocali rispetto alle forme (e agli effetti) della protesta globale e della partecipazione dei cittadini. Abbiamo assistito a una profonda ricombinazione tra le culture della protesta tradizionale e quelle dell&#39;attivismo in rete, anche se a tutt&#39;oggi permane quanto mai aperto il dibattito sul ruolo del web 2.0 nello scontro tra i governi e i movimenti antagonisti.</p>
<p>Quest&#39;appassionante laboratorio di media e politica che è stata (e rimane) l&#39;area del Medio Oriente e Nord Africa (MENA) ha ispirato, fra le numerose produzioni indipendenti, un video-documentario che dà direttamente voce agli immigrati nordafricani e africani residenti in Italia. Intitolato <em>#Revolution</em>, il video è stato realizzato nelle città di Padova e Bologna, da cittadini-reporter dell&#39;associazione <a title="Pagina web dell'associazione Voci Globali" href="http://vociglobali.it">Voci Globali</a>. Cos&#39;hanno significato le rivoluzioni per i migranti? Cosa pensano del ruolo di internet rispetto ai risultati ottenuti? Dalle interviste emergono idee diverse: se c&#39;è chi considera la Rete come principale volano dei successi, altri ritengono invece che i social network non possano sostituirsi alla piazza.</p>
<p>Ecco il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=fFcKNM6yNHY">video integrale</a> [it, <a href="http://www.universalsubtitles.org/en/videos/sj0nSDIdf8f9/en/188926/">qui invece</a> con i sottotitoli in italiano e inglese]:</p>
<div align="center">
<p><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fFcKNM6yNHY?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fFcKNM6yNHY?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
</div>
<p><em>#Revolution</em> verrà presentato lunedì 14 novembre a Padova, in occasione del convegno &#8220;<a title="Pagina Facebook dell'evento" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=196196107123732">Tunisia, le stagioni dei gelsomini</a>&#8221; [it, <em>come tutti i link successivi, tranne ove diversamente indicato</em>]. L&#39;evento è inserito nel contesto di <a title="HP di Immaginafrica" href="http://www.immaginafrica.storia.unipd.it/">Immaginafrica</a>, importante festival dedicato alle cinematografie africane promosso dal Dipartimento di Storia dell&#39;Università di Padova. Il festival, nato nel 2005, intende promuovere la conoscenza della complessità del continente africano, con lo scopo di:</p>
<blockquote><p>scalfire quell&#39;immagine troppo spesso superficiale, impoverita, stereotipata e sostanzialmente negativa, che, veicolata da una logica di tipo assistenziale, incontra non poche difficoltà nel valorizzare la posizione dell&#39;interlocutore. Questa immagine orienta in buona misura il rapporto con l&#39;immigrazione, mentre il riconoscimento del patrimonio intrinseco alle diverse culture, attraverso l&#39;attenta e qualificata conoscenza delle espressioni culturali in esse presenti - di cui gli immigrati sono testimoni - può risultare un valido aiuto per la costruzione di un rapporto reciprocamente arricchente.</p></blockquote>
<p>Storicamente, i <a title="Pagina del sito web di Immaginafrica" href="http://www.immaginafrica.storia.unipd.it/index.php/centro/persone.html">coordinatori</a> del festival hanno promosso numerose attività tra cui l&#39;attivazione di una <a title="Pagina dell'Università di Padova" href="http://www.lettere.unipd.it/bollettino/pub/programma_view.php?id=35601">cattedra universitaria</a> sulle Cinematografie Africane, in particolare francofone e con particolare attenzione alla fondamentale esperienza del Burkina Faso. Il corso è il primo del suo genere attivato in Italia: oltre alle lezioni, prevede scambi tra ricercatori italiani e burkinabé (come ad esempio il critico cinematografico <a title="Intervista a Ouoro su allafrica.com" href="http://fr.allafrica.com/stories/201103070967.html">Justin Ouoro</a> [fr]) all&#39;interno di un progetto di cooperazione tra l&#39;Università di Padova e quella di Ouagadougou. Al festival di quest&#39;anno verrà proiettato il vincitore dell&#39;importante festival burkinabé <a title="Pagina di Fespaco" href="http://www.fespaco-bf.net/">Fespaco 2011</a> [fr], &#8220;<a title="Pagina FB del film" href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=147335961995444">Pégase</a>&#8221; [fr], del marocchino Mohamed Mouftakir.</p>
<div id="attachment_49494" class="wp-caption aligncenter" style="width: 441px"><a rel="attachment wp-att-49494" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/italiatunisia-le-voci-dei-migranti-sulla-primavera-araba/immaginafrica_2011/"><img class="size-full wp-image-49494" title="Immaginafrica 2011. Foto tratta dal cortometraggio kenyota 'Pumzi'" src="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/11/Immaginafrica_2011.png" alt="" width="431" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Immaginafrica 2011. Foto tratta dal cortometraggio kenyota &#39;Pumzi&#39;</p></div>
<p>Il convegno in programma prevede la proiezione di altri due documentari: &#8220;<a title="Recensione pubblicata su Nawaat" href="http://nawaat.org/portail/2011/06/28/reflexions-sur-le-film-de-nadia-el-fani/">Laïcité, inch&#39;Allah!</a>&#8221; [fr], girato in Tunisia durante i giorni delle rivolte e &#8220;<a title="Blog del film" href="http://inostriannimigliori.wordpress.com/">I nostri anni migliori</a>&#8220;, girato nei campi profughi di Mineo, Manduria e Palazzo San Gervasio. Seguirà una tavola rotonda cui parteciparenno il giovane storico e attivista online <a title="Pagina di insidetunisia.it" href="http://insidetunisia.it/">Mehdi Tekaya</a>, il critico cinematografico <a title="Blog di Chickhaoui" href="http://taharchikhaoui.blogspot.com/">Tahar Chickaoui</a> [fr] e Fethi Ouesleti, operaio tunisino emigrato protagonista del documentario citato sopra, coordinati dal giornalista e <a title="Pagina di Fortress Europe" href="http://fortresseurope.blogspot.com">blogger</a> Gabriele Del Grande.</p>
<p>Dati i <a title="Post di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/tunisia-dopo-le-elezioni-linizio-di-una-nuova-era/">risultati delle elezioni per la Costituente</a> del 23 ottobre scorso, deve raffreddarsi l&#39;entusiasmo dei giovani gelsomini? La gioia per gli eventi di inizio anno è ben rappresentata dall&#39;<a title="Intervista radio" href="http://www.immaginafrica.storia.unipd.it/index.php/multimedia.html">intervista radio</a> [it] a Tahar Chikaoui pubblicata in gennaio sul sito di Immaginafrica [l&#39;emozione del tono svela la storicità degli eventi anche a chi non comprende l&#39;italiano]. I risultati del 23 ottobre hanno chiarito i limiti della rete rispetto al suo potere di innovazione e alla complessità degli strati sociali. Il 27 ottobre scorso, lo scrittore algerino <a title="Voce di wikipedia su Tahar Lamri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tahar_Lamri">Tahar Lamri</a> diffondeva sulla sua pagina Facebook la traduzione di un <a title="Video in arabo" href="http://www.facebook.com/video/video.php?v=2574755525073">video</a> [ar] realizzato dalla comunità FB <a href="http://www.facebook.com/10Millions2Po?sk=info">10 Millions de Politiciens</a> [ar,fr] che recita così:</p>
<blockquote><p>Le elezioni non si vincono con Internet/ Non si vincono se fai il turista fra i problemi della gente/ non si vincono se appena prendi il microfono dici: populismo, élite, popolo ignorante, la laicità è tutto./ Perse perché l&#39;intellettuale conosce Brecht ma ignora tutto del popolo/ le elezioni non si vincono con le canzoni. Gli extraterrestri credevano che la Tunisia fosse Marte ecco perché hanno perso&#8230;</p></blockquote>
<p>Al convegno verrà anche presentato l&#39;e-book &#8220;<a title="Pagina di Quintadicopertina dedicata all'e-book" href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;catid=54:70-chilometri-dallitalia&amp;id=114:70-chilometri-dallitalia">70 chilometri dall&#39;Italia</a>&#8220;, curato da <a title="Pagina web dell'associazione Voci Globali" href="http://vociglobali.it">Voci Globali</a> e dallo stesso Mehdi Tekaya. Dopo il successo della prima edizione, pubblicata nella primavera scorsa presso <a title="HP di Quintadicopertina" href="http://www.quintadicopertina.com">quintadicopertina.com</a>, il testo è stato ampiamente rivisto e aggiornato per includere anche le elezioni del 23 ottobre, incluse le immediate reazioni e prospettive dopo i risultati definitivi. L&#39;e-book integra un ampio quadro storico-politico con una scelta dei post più significativi già apparsi su <a title=" post su GV italiano sulla Tunisia" href="http://it.globalvoicesonline.org/-/world/middle-east-north-africa/tunisia/">Global Voices in Italiano</a>.</p>
<p><em>Per le interviste del video ringraziamo: Fabrice Dapnet, Mariange Sibi, Bacem Bjaoui, Tchouadeu Pouatcha Ulrich, Cheikh Ba, Hakim Jabrani, Zineb Naini, Souad Maddahi, Yassine Baradai, Diop Alioune Badara.</em></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/' title='elenca tutti gli articoli di Davide Galati'>Davide Galati</a></span></span> 
 &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/italiatunisia-le-voci-dei-migranti-sulla-primavera-araba/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fitaliatunisia-le-voci-dei-migranti-sulla-primavera-araba%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fitaliatunisia-le-voci-dei-migranti-sulla-primavera-araba%2F&#038;text=Italia%2FTunisia%3A+le+voci+dei+migranti+sulla+Primavera+Araba&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fitaliatunisia-le-voci-dei-migranti-sulla-primavera-araba%2F&#038;title=Italia%2FTunisia%3A+le+voci+dei+migranti+sulla+Primavera+Araba' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fitaliatunisia-le-voci-dei-migranti-sulla-primavera-araba%2F&#038;title=Italia%2FTunisia%3A+le+voci+dei+migranti+sulla+Primavera+Araba' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fitaliatunisia-le-voci-dei-migranti-sulla-primavera-araba%2F&#038;title=Italia%2FTunisia%3A+le+voci+dei+migranti+sulla+Primavera+Araba' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fitaliatunisia-le-voci-dei-migranti-sulla-primavera-araba%2F&#038;title=Italia%2FTunisia%3A+le+voci+dei+migranti+sulla+Primavera+Araba' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Francia: linea dura contro l&#039;immigrazione studentesca</title>
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		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/francia-linea-dura-contro-limmigrazione-studentesca/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 19:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariateresa Varbaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Francia ha intrapreso i passi legali per limitare la presenza di studenti stranieri che hanno compiuto o intendono compiere i loro studi universitari nel Paese per stabilirvisi -- convertendo il permesso di soggiorno da studio in lavoro. Ampie le reazioni online a queste proposte sull'immigrazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se la legge sull&#39; <a title="Sito della casa Bianca su casi di startup" href="http://m.whitehouse.gov/blog/2011/08/03/startup-stories-coming-america">immigrazione negli Stati Uniti</a> [en, <em>come i link successivi eccetto ove diversamente indicato</em>] fosse stata anche lontanamente assimilabile a quella recentemente approvata in Francia, Yahoo sarebbe stato una società cinese - fondata da Jerry Yang di Taiwan - Google sarebbe oggi una grande azienda russa - grazie al suo fondatore Sergey Brin - e Apple sarebbe stato un&#39;impresa siriana - dal momento che anche il padre di Steve Jobs era uno studente straniero.</p>
<p>Non è finita qui. Se l&#39;Università delle Hawaïï non avesse offerto a Barack Obama Senior l&#39;opportunità di studiare negli USA, suo figlio oggi non starebbe dove sta.</p>
<p><strong>Il dibattito sull&#39;immigrazione</strong></p>
<p>In Francia il dibattito politico sull&#39;immigrazione va avanti dall&#39;inizio di Settembre. Claude Guéant, Ministro dell&#39;Interno ed ex-capo di gabinetto del Presidente Sarkozy, ha siglato nel Maggio 2011, in un&#39;azione congiunta con il Ministro del Lavoro e delle relazioni sociali Xavier Bertrand, una <a title="Articolo sul New York Times" href="http://www.nytimes.com/2011/10/14/world/europe/french-to-allow-work-visas-for-more-students.html">circolare</a> che rende la vita difficile a tutti gli studenti stranieri che, avendo conseguito un titolo di studio presso un&#39;università statale o privata francese intendono cercare occupazione sul suolo francese convertendo il permesso di soggiorno da studio in lavoro.</p>
<a rel="attachment wp-att-264914" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=264914"><img class="size-medium wp-image-264914 " title="Claude Guéant, Ministro degli interni. Immagine ripresa da iledere.parti-socialiste.fr (CC)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/10/Claude-Guéant-375x187.jpg" alt="Claude Guéant, Ministro degli interni. Immagine ripresa da iledere.parti-socialiste.fr (CC)." width="300" height="150" /></a>
<p>A completare il quadro, il 6 Settembre 2011 è stato firmato un decreto che introduce misure restrittive per agli studenti stranieri che desiderano proseguire gli studi universitari in Francia.</p>
<p>Julie Smith, una cittadina americana residente in Francia è stata colpita dalle nuove politiche d&#39;immigrazione. Dopo aver ricevuto una lettera di deportazione dalle autorità, lei ha scritto sul sito di informazione francese <a title="vai all'articolo su Rue89" href="http://www.rue89.com/2011/10/25/american-france-what-did-i-do-deserve-deportation-225917">Rue 89</a>:</p>
<blockquote><p>Questa è la mia storia di cittadina americana immigrata in Francia, e anche la storia di molti dal momento che le norme sull&#39;immigrazione sono diventate più restrittive con il Ministro dell&#39;Interno Claude Guéant. Queste leggi distruggono la vita di molti stranieri che qui si sono stabiliti e si sono fatti una vita da anni. Sicuramente esse tolgono alla Francia il contributo reale che noi diamo all&#39;economia e sono applicate senza logica nè giustizia.</p></blockquote>
<p>Gli studenti francesi, insieme a quelli stranieri, si sono mobilizzati contro questi nuove norme, e insieme a loro molti rettori universitari. Il 18 Ottobre, 500 studenti hanno simbolicamente <a href=" http://www.youtube.com/watch?v=jRrZWp3Kjvc">manifestato </a>[fr] di fronte alla Sorbona a Parigi, in protesta contro la politica di Guéant. Per dimostrare l&#39;assurdità delle misure leggi, hanno buttato nell&#39;immondizia le pergamene di laurea.</p>
<p>Il seguente <a href="http://www.youtube.com/watch?v=LFy7fWlROPQ">video</a> [fr] pubblicato su YouTube dall&#39;utente <a href="http://www.youtube.com/user/123VivaAlgerieNew">123VivaAlgerieNew</a>[ar] riprende la scena del gesto:</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;<object width="500" height="281"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LFy7fWlROPQ?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/LFy7fWlROPQ?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>&nbsp;</p>
<p><strong>Manifestazioni</strong></p>
<p>La manifestazione è stata organizzata dal &#8220;Collectif du 31 mai&#8221;, un&#39;organizzazione che unisce studenti e laureati stranieri presso le università francesi. Conta più di 6.000 membri sostenitori sulla sua<a title="Vai alla pagina facebook" href="https://www.facebook.com/Collectifdu31mai?sk=info">pagina Facebook</a>.</p>
<p>Anche &#8220;La Confederation Étudiante&#8221; [Federazione studentesca], il secondo, in ordine di importanza, sindacato studentesco in Francia, si è attivato su questa questione. L&#39;organizzazione ha lanciato una <a href="http://www.confederation-etudiante.org/campagnes/petition-pour-le-retrait-des-mesures-de-c-gueant-contre-les-etudiants-etrangers">petizione</a>[fr] chiedendo al Governo di ritirare le misure adottate. Ad oggi la petizione è stata firmata da oltre 2.000 persone.</p>
<p>Abbiamo intervistato Baki Youssoufou, presidente de &#8220;La Confédération Étudiante&#8221;. Nel seguente <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VUFCG58jLEw">video</a> [fr], egli spiega l&#39;assurdità delle misure restrittive, e anche le ragioni per cui egli pensa che siano collegate alle prossime elezioni presidenziali del 2012:</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;<object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VUFCG58jLEw?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/VUFCG58jLEw?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>&nbsp;</p>
<p>Alcuni studenti stranieri guardano alla Circolare del 31 Maggio come a un&#39;opportunità per fare ritorno ai loro paesi e portare lì il loro contributo per lo sviluppo del paese. Uno studente camerunese, Kocoumbo, ha pubblicato un post anonimo su Rue 89 intitolato &#8220;<a href="http://www.rue89.com/2011/10/19/etudiants-africains-gueant-nous-rend-service-osons-rentrer-chez-nous-225689">Studenti africani, Guéant ci rende un servizio: osiamo tornare a casa nostra</a>&#8221; [fr]. E scrive:</p>
<blockquote><p>A cet égard, en dépit des tragédies personnelles des uns ou des autres, je ne peux m&#39;empêcher de penser que c&#39;est là un fier service que M. Guéant nous rend.</p></blockquote>
<div class="translation">A questo proposito, nonostante i problemi personali, non posso fare a meno di pensare che Guéant ci stia facendo un enorme favore.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/julie-owono/' title='elenca tutti gli articoli di Julie Owono'>Julie Owono</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mariateresa-varbaro/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Mariateresa Varbaro'>Mariateresa Varbaro</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/10/27/france-new-visa-restrictions-for-foreign-university-graduates/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/francia-linea-dura-contro-limmigrazione-studentesca/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffrancia-linea-dura-contro-limmigrazione-studentesca%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffrancia-linea-dura-contro-limmigrazione-studentesca%2F&#038;text=Francia%3A+linea+dura+contro+l%26%2339%3Bimmigrazione+studentesca&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffrancia-linea-dura-contro-limmigrazione-studentesca%2F&#038;title=Francia%3A+linea+dura+contro+l%26%2339%3Bimmigrazione+studentesca' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffrancia-linea-dura-contro-limmigrazione-studentesca%2F&#038;title=Francia%3A+linea+dura+contro+l%26%2339%3Bimmigrazione+studentesca' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffrancia-linea-dura-contro-limmigrazione-studentesca%2F&#038;title=Francia%3A+linea+dura+contro+l%26%2339%3Bimmigrazione+studentesca' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffrancia-linea-dura-contro-limmigrazione-studentesca%2F&#038;title=Francia%3A+linea+dura+contro+l%26%2339%3Bimmigrazione+studentesca' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa: i successi della Comunità di Sant&#039;Egidio contro l&#039;AIDS</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 16:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Corradin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono sormontabili gli ostacoli che impediscono l'accesso alle cure per i sieropositivi e i malati di AIDS in Africa? A giudicare dai risultati del progetto DREAM, che la Comunità di Sant'Egidio porta avanti dal 2002 in ben 26 Paesi del continente, la risposta pare positiva. La speranza viene dall'Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p dir="ltr">Spesso si menzionano le difficoltà di accesso alle cure per sieropositivi e malati di AIDS in Africa. Numerose iniziative mostrano che queste difficoltà non sono insormontabili. È il caso del programma <a title="Pagina originale sul programma DREAM" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=274">Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition</a>, meglio noto con l&#39;acronimo inglese DREAM.</p>
<p dir="ltr">Si tratta di un programma di lotta contro l&#39;HIV/AIDS che prevede un approccio globale. È stato messo a punto nel febbraio 2002 dalla <a title="Pagina principale del sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://www.santegidio.org/index.php?idLng=1062&amp;pageID=1&amp;res=1">Comunità di Sant&#39;Egidio</a>, il Mozambico è il primo Paese in cui è stato applicato. Dalla sede della Comunità di Sant&#39;Egidio a Roma Trastevere,  Cristina Cannelli, responsabile del programma in Guinea, <a title="Articolo apparso su L'Osservatore Romano" href="http://www.santegidio.org/index.php?pageID=64&amp;id=8261&amp;idLng=1063">spiega il perché:</a></p>
<blockquote>
<p dir="ltr">La Comunità di Sant&#39;Egidio è profondamente legata all&#39;Africa, anche perché la Comunità stessa è una realtà africana, essendo presente in 26 Paesi del continente con più di 20.000 membri africani. Esiste un legame particolare con il Mozambico, dove nel 1992 fu firmata la pace che pose termine a una terribile guerra civile grazie alla mediazione della Comunità: ciò condusse a scegliere il Mozambico quale primo Paese in cui lanciare il programma DREAM.</p>
</blockquote>
<p>DREAM è oggi applicato in Malawi, Tanzania, Kenia, Guinea Conakry, Guinea Bissau, Nigeria, Angola, Repubblica Democratica del Congo e Camerun.</p>
<p>La <a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=274&amp;Curlang=IT">filosofia</a> su cui poggia il programma è che:</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">DREAM è concepito per l&#39;eccellenza. Eccellenza delle cure, della diagnostica, dell&#39;informatizzazione. DREAM propone anche in Africa gli standard occidentali, utilizzando di routine la valutazione della carica virale ed introducendo la <a title="Pagina sul sito della Comunità di Sant'Egidio sulla HAART" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=253&amp;Curlang=IT">Highly Active Anti-Retroviral Therapy</a> (HAART)&#8221;</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_80880" class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><a rel="attachment wp-att-80880" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=80880"><img class="size-medium wp-image-80880" title="&quot;Qui tutto è gratis&quot;. Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto di Sant'Egidio)" src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/gratuità-200x300.jpg" alt="&quot;Qui tutto è gratis&quot;. Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto di Sant'Egidio)" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Qui tutto è gratis&quot;. Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto di Sant&#39;Egidio)</p></div>
<p dir="ltr">Le <a title="I numeri di DREAM sul sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=256&amp;Curlang=IT">cifre</a> che illustrano le attività di DREAM attraverso il continente sono impressionanti. 150.000 persone assistite, di cui 25.000 sotto i 15 anni e 65.000 in terapia antiretrovirale, di cui 6.000 bambini. DREAM è riuscito a spezzare il circolo vizioso della trasmissione verticale madre-bambino, facendo nascere 14.000 bambini sani da madri malate. Il programma riesce oggi a far nascere il 95% (o più, in alcuni Paesi) dei bambini di madri malate.</p>
<p dir="ltr">In questo momento, 1.300 gravidanze sono seguite in diversi Paesi. Dall&#39;inizio del programma, più di un milione di persone hanno beneficiato del programma DREAM attraverso l&#39;educazione sanitaria, la fornitura di filtri d&#39;acqua, cibo, zanzariere, corsi di prevenzione sui luoghi di lavoro, alla radio, alla televisione, ecc. Nel complesso dei Paesi, i centri DREAM hanno effettuato 1.300.000 visite mediche, 276.000 valutazioni della carica virale, 540.000 analisi del <a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/CD4">CD4</a>.</p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
<div id="attachment_80882" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-80882" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=80882"><img class="size-medium wp-image-80882" title="Festa per l'uscita dei bambini dal Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino" src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/festa-per-i-bambini-che-escono-sani-dallla-PTME-375x277.jpg" alt="Festa per l'uscita dei bambini dal Centro per la Prevenzione della trasmissione madre-bambino" width="375" height="277" /></a><p class="wp-caption-text">Festa per l&#39;uscita dei bambini dal Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto della Comunità di Sant&#39;Egidio))</p></div>
<p dir="ltr">Per portare avanti questo progetto nei dieci Paesi coinvolti, DREAM ha stabilito 33 centri e 20 laboratori di biologia molecolare. Naturalmente, per far funzionare  quest&#39;enorme macchina in Paesi così diversi tra loro, aventi differenti lingue locali ed ufficiali, serviva del personale qualificato in numerosi ambiti. Per questo Sant&#39;Egidio ha organizzato 18 sessioni panafricane di formazione per 4.000 specialisti. Cliniche mobili sono state introdotte in alcuni Paesi per portare aiuto ai malati nei quartieri di più difficile accesso.</p>
<p dir="ltr">Con l&#39;obiettivo di coinvolgere nel progetto le istituzioni locali, DREAM <a title="Pagina sui centri DREAM sul sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://dream.santegidio.org/public/Centri/x__CentriDream.asp?Curlang=IT">ha fatto sapere</a> che:</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">Alcune di queste strutture sono attive grazie ad accordi di collaborazione con centri sanitari locali che hanno replicato il programma.</p>
</blockquote>
<p dir="ltr">Ma anche pazienti e amici contribuiscono attivamente,<a title="Pagina sul Movimento degli attivisti sul sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=231&amp;Curlang=IT"> partecipando</a> volontariamente al &#8220;movimento degli attivisti&#8221; per lottare contro la pandemia:</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">In ogni centro DREAM, accanto al personale medico e paramedico, sono presenti e costituiscono una risorsa indispensabile per il successo del programma gruppi più o meno numerosi di uomini e di donne del luogo che hanno conosciuto il nostro lavoro e ne hanno avuta trasformata la vita, tanto da convincersi a impegnarla a vantaggio dei pazienti che si presentano nelle nostre strutture. Sono in gran parte dei malati, ma non tutti. Sono i nostri “attivisti”.</p>
</blockquote>
</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/abdoulaye-bah/' title='elenca tutti gli articoli di Abdoulaye Bah'>Abdoulaye Bah</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/camilla-corradin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Camilla Corradin'>Camilla Corradin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/09/14/80562/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/africa-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;text=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Donne africane, leader politiche e candidate alle maggiori cariche istituzionali</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 03:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Carta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo l'elezione, nel 2006, di Ellen Johnson-Sirleaf, a presidente della Liberia, è cresciuto esponenzialmente il numero delle candidature femminili nei recenti (e futuri) appuntamenti elettorali: un passo importante verso il riconoscimento delle minoranze nel sistema politico africano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La pioniera è Ellen Johnson-Sirleaf, che nel 2006 <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.msnbc.msn.com/id/10865705/ns/world_news-africa/t/liberian-becomes-africas-first-female-president/">è stata eletta presidente della Liberia</a> [en], diventando così la prima donna africana a ricoprire la più alta carica politica. Da allora, molte altre donne africane hanno deciso di candidarsi alle elezioni presidenziali in Benin, Camerun, Ghana, Guinea, Repubblica Democratica del Congo e Niger. Fino ad oggi, le loro campagne elettorali non hanno avuto molto successo e poche di queste donne possono sperare di raggiungere il livello di Ellen Johnson-Sirleaf. Tuttavia, tra il 2011 e il 2012 l&#39;Africa ospiterà numerosi appuntamenti elettorali e l&#39;aumento delle candidature femminili è indubbiamente un passo avanti verso il riconoscimento di tutte le minoranze, compresa quella delle donne, nel sistema politico africano.</p>
<p>Clarisse Juompan-Yakam ha scritto un <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.jeuneafrique.com/Article/ARTJAJA2640p049-051.xml0/france-senegal-developpement-nigerces-africaines-qui-osent-la-presidentielle.html">articolo di approfondimento su questo tema</a> [fr, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>], dove ha messo in luce le caratteristiche che accomunano le candidate africane: avere un notevole background universitario, essere tenaci in politica, aver svolto il di attiviste per i diritti civili nel dibattito pubblico.</p>
<p><strong>Niger</strong></p>
<p>Juompan-Yakam spiega che Mariama Bayard Gamatié, dopo aver perso le ultime elezioni presidenziali in Niger, ha denunciato la mancanza di copertura mediatica per la sua campagna:</p>
<blockquote><p>Première Nigérienne à briguer la magistrature suprême, cette fonctionnaire des Nations unies attribue en partie à l’indifférence des médias sa contre-performance à la présidentielle de janvier dernier : 0,38 % des voix au premier tour, le pire score du scrutin.</p></blockquote>
<div class="translation">Prima donna nigeriana a candidarsi alle presidenziali, questo funzionario delle Nazioni Unite ritiene che lo scarso risultato ottenuto nelle elezioni presidenziali di gennaio (0.38% dei voti, la percentuale più bassa tra tutti i candidati) sia dovuta alla mancanza di copertura dei media.</div>
<p>Ciò nonostante, Mariama Gamatié considera la sua candidatura come un esempio per le altre leader politiche africane.</p>
<p><strong>Bénin</strong></p>
<div id="attachment_251601" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.benin-diaspora.com/rubrique,marie-elise-gbedo-biographie,590941.html"><img class="size-full wp-image-251601" title="Marie-Élise-Gbedo, Benin" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/marie-elise-gbedo-benin.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a><p class="wp-caption-text">Marie-Élise Gbedo, candidata alle presidenziali in Bénin. Foto tratta da www.benin-diaspora.com</p></div>
<p>A seguire il suo esempio è stata, ad esempio, Marie-Élise Akouavi Gbèdo, candidata alle presidenziali in Bénin nel 2011, a cui Mariama Bayard Gamatié ha dato tutto il suo supporto per la campagna elettorale. Pu non avendo vinto, è poi diventata Ministro della Giustizia, contribuendo a rendere illegale la poligamia in Bénin.</p>
<p><strong>Madagascar</strong></p>
<p>In Madagascar la data per le elezioni presidenziali non è ancora stata fissata. Tuttavia, Saraha Georget Rabeharisoa, leader del partito dei Verdi, è stata una delle prime a presentare la sua candidatura e a esprimere tutta la sua contrarietà di fronte <a title="Articolo originale in francese" href="http://hasinimadagasikara.mg/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=441&amp;Itemid=82">all&#39;incertezza del calendario elettorale</a>:</p>
<blockquote><p>L’Etat a fait des dépenses faramineuses pour les membres du gouvernement qui étaient descendus sur le terrain pour sensibiliser les gens à s’inscrire dans les listes électorales&#8230; Si actuellement, on décide de ne pas procéder aux élections pour permettre aux citoyens d’exprimer leur choix, on a fait des dépenses pour rien.</p></blockquote>
<div class="translation">Lo Stato ha speso una cifra immensa per i membri del governo scesi in piazza a sensibilizzare i cittadini  sull&#39;importanza di iscriversi nelle liste elettorali&#8230; Se ora si decide di non tenere queste elezioni e di non consentire ai cittadini di esprimere le loro scelte, allora sono stati spesi tanti soldi per nulla.</div>
<div id="attachment_251603" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://hasinimadagasikara.mg/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=441&amp;Itemid=82"><img class="size-medium wp-image-251603" title="Saraha Georget Rabeharisoa, Madagascar" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/tsimbazaza-rabeharisoa-375x211.jpg" alt="" width="375" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Saraha Georget Rabeharisoa, leader del partito dei Verdi in Madagascar. Foto tratta da http://hasinimadagasikara.mg</p></div>
<p>L&#39;ambiente, ovviamente uno dei temi principali nel suo programma politico, è anche uno degli argomenti più caldi in Madagascar da quando è venuto alla luce il <a title="Articolo GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/11248/">mercato nero del legname</a> [it]. Ecco la posizione di Rabearisoa su questo scandalo:</p>
<blockquote><p>Tsy ekena ny fitrandrahana tsy manara-dalàna rehetra eto madagasikara. Mikasika ny fitrandrahana ny andramena, dia efa nanomboka ny taona 2001 no nisian’izany voalohany. Tokony hisy hatrany ny fandraisana andraikitra manoloana izany</p></blockquote>
<div class="translation">Tutto il traffico illegale che esiste in Madagascar è inaccettabile. Il traffico illegale del <em><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/vociglobali/grubrica.asp?ID_blog=286&#038;ID_articolo=145&#038;ID_sezione=654">bois de rose</a></em> esiste dal 2001. È giunto il momento di prendere le misure necessarie per combatterlo.</div>
<p><strong>Repubblica Democratica del Congo</strong></p>
<p>Nella Repubblica Democratica del Congo Angèle Makombo-Eboum si è candidata alle elezioni presidenziali che si terranno nel novembre 2011. Secondo lei, se una donna è capace di dirigere una casa, allora <a title="Articolo originale in francese" href="http://fr.allafrica.com/stories/201108170533.html">dovrebbe essere altrettanto brava a governare un Paese</a>. La candidata vanta una laurea in Giurisprudenza alla Sorbona.</p>
<blockquote><p>Pourquoi le Congo ne ferait-elle comme le Liberia, la Thaïlande, le Brésil ou l&#39;Allemagne où le pouvoir d&#39;Etat est exercé des femmes. Les femmes sont capables de changement. La vie à Kinshasa donne bien l&#39;illustration la plus patente&#8230;Ce sont les femmes qui nourrissent les familles. Elles font étudier les enfants.</p></blockquote>
<div class="translation">Perché il Congo non fa come la Liberia, la Tailandia, il Brasile o la Germania, Paesi dove le donne ricoprono le più alte cariche istituzionali.  Le donne sono capaci di portare con sé il cambiamento. La vita in Kinshasa è il migliore esempio che ci sia&#8230; Lì sono le donne che si prendono cura delle famiglie e che garantiscono che i figli vadano a scuola.</div>
<p><strong>Cameroon</strong></p>
<p>La camerunense Édith Kah Walla ritiene che le donne debbano superare più ostacoli degli uomini per convincere i compatrioti di essere parimenti in grado di fare politica. Owona Nguini <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.camerounactu.net/fr/politique/elections/1719-presidentielle-2011-owona-nguini-analyse-les-chances-de-kah-walla">si dice d&#39;accordo</a>, ma pensa anche che essere donna sia un valore importante:</p>
<blockquote><p>Le fait que Mme Kah Walla soit une femme peut jouer dans les deux sens..parce que c’est la première fois qu’une femme se présente et c’est rare d’aller jusqu’au bout de la compétition électorale. Ça peut aussi être un handicap compte tenu de la prévalence d’un certain machisme politique qui fait que la grande partie de la société ne voit pas nécessairement une femme à sa tête.</p></blockquote>
<div class="translation">Il fatto che Édith Kah Walla sia una donna ha un duplice vantaggio&#8230; Perché è la prima volta che una donna si presenta alle presidenziali ed è raro che vinca la competizione elettorale. Può essere anche un handicap, se si considera che in politica esiste un certo maschilismo, e di conseguenza gran parte della società non sembra propensa ad avere una donna come leader.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/lova-rakotomalala/' title='elenca tutti gli articoli di Lova Rakotomalala'>Lova Rakotomalala</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/serena-carta/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Serena Carta'>Serena Carta</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/09/04/african-women-striving-to-be-heads-of-state/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/donne-africane-leader-politiche-e-candidate-alle-maggiori-cariche-istituzionali/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fdonne-africane-leader-politiche-e-candidate-alle-maggiori-cariche-istituzionali%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fdonne-africane-leader-politiche-e-candidate-alle-maggiori-cariche-istituzionali%2F&#038;text=Donne+africane%2C+leader+politiche+e+candidate+alle+maggiori+cariche+istituzionali&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fdonne-africane-leader-politiche-e-candidate-alle-maggiori-cariche-istituzionali%2F&#038;title=Donne+africane%2C+leader+politiche+e+candidate+alle+maggiori+cariche+istituzionali' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fdonne-africane-leader-politiche-e-candidate-alle-maggiori-cariche-istituzionali%2F&#038;title=Donne+africane%2C+leader+politiche+e+candidate+alle+maggiori+cariche+istituzionali' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fdonne-africane-leader-politiche-e-candidate-alle-maggiori-cariche-istituzionali%2F&#038;title=Donne+africane%2C+leader+politiche+e+candidate+alle+maggiori+cariche+istituzionali' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fdonne-africane-leader-politiche-e-candidate-alle-maggiori-cariche-istituzionali%2F&#038;title=Donne+africane%2C+leader+politiche+e+candidate+alle+maggiori+cariche+istituzionali' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa francofona: eventi tragici e citizen media nel 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 04:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un altro anno che va a chiudersi con un quadro poco sereno e denso di eventi di primo piano, quello offerto dai citizen media dell'Africa francofona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un altro anno che va a chiudersi con un quadro poco sereno e denso di eventi di primo piano, quello offerto dai citizen media dell&#39;Africa francofona.</em></p>
<p>A imprimere il tono all&#39;intera annata sono stati, già a gennaio, le conseguenze traumatiche del <a title="Speciale sul Terremoto di Haiti da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/haiti-earthquake-2010/">terremoto di Haiti</a>,  l&#39;<a href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/12/togo-disqualified-from-african-cup-following-deadly-attack/">attentato alla squadra africana del Togo, nella provincia di Cabinda (Angola), </a><a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/12/togo-disqualified-from-african-cup-following-deadly-attack/">durante la Coppa d&#39;Africa</a> e il lancio di <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/12/madagascar-new-threats-to-protestant-church-and-free-speech/">gas lacrimogeni sui manifestanti in Madagascar</a>.  Ma la violenza non dà tregua neanche a fine anno, con la crisi politica in Costa d&#39;Avorio, che è costata <a title="Articolo sul tema da Tribune Genève" href="http://www.tdg.ch/node/290230">almeno 173 vite umane</a>, e la tensione sociale che continua ad <a title="Articolo di Global Voices sui disordini in Tunisia" href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/23/tunisia-unemployed-mans-suicide-attempt-sparks-riots/">accendere i tumulti in Tunisia</a>.</p>
<p>Il 2010 è stato per molti Paesi africani anche l&#39;anno del cinquantenario dell&#39;indipendenza, celebrato con la <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/09/african-soldiers-on-the-champs-elysees-on-bastille-day/">controversa parata militare agli Champs-Elysees</a> di Parigi e con il Simposio dei Giovani Leader Africani ospitati dal Presidente Obama. Nel corso dell&#39;anno i citizen media dell&#39;area francofona sono stati ancora una volta all&#39;avanguardia nella diffusione delle informazioni, trovandosi spesso anche sotto minaccia per il semplice fatto di esercitare il diritto alla libera espressione.</p>
<p><strong>Un cattivo presagio</strong></p>
<p>Il terremoto ha colto tutti di sorpresa, eppure, malgrado le frequenti interruzioni del servizio telefonico e la generalizzata scarsità di accesso a internet, i citizen media haitiani <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/15/haiti-getting-the-word-out/">sono stati all&#39;altezza della situazione</a>, fornendo frequenti aggiornamenti e utilissimi resoconti dal luogo del dramma sull&#39;andamento degli <a title="Artcolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/29/haiti-the-politics-of-recovery/">interventi di soccorso</a>.</p>
<p>Nel pieno della tragedia, ha fatto discutere parecchio l&#39;ostentata solidarietà del <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/17/senegal-offers-free-land-to-haitian-earthquake-survivors/">presidente senegalese Wade, quando si è offerto di cedere</a> a titolo gratuito alcuni <a title="Articolo di Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/17/senegal-offers-free-land-to-haitian-earthquake-survivors/">territori del suo Paese </a><a href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/17/senegal-offers-free-land-to-haitian-earthquake-survivors/">ai superstiti del sisma di Haiti</a>. Presso i citizen media senegalesi, haitiani e di tutto il mondo l&#39;offerta è stata accolta da scetticismo misto ad apprezzamento.</p>
<p>Il 18 febbraio  è stato invece il giorno del <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/02/20/coup-in-niger-bloggers-sigh-in-relief-at-the-ousting-of-the-president/">colpo di stato in Niger</a> guidato dal Col. Abdoulaye Adamou Harouna; dopo gli scontri a fuoco nella capitale Niamey, è stato rapito il Presidente <a title="Voce di Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mamadou_Tandja">Mamadou Tandja</a>. In proposito, l&#39;opinione registrata dai citizen media ha oscillato fra il disinteresse e il senso di liberazione.</p>
<p>Anche il continente africano è stato colpito dalla crisi finanziaria e i suoi blogger non hanno fatto mancare <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/05/15/reactions-to-the-greek-financial-crisis-and-the-imf-from-the-africansphere/">reazioni all&#39;evidente disparità di trattamento</a> fra Paesi come la Grecia e le nazioni africane, negli aiuti prestati dal Fondo Monetario Internazionale.</p>
<p>Dalla crisi finanziaria a quella del territorio. Le regioni settentrionali e occidentali dell&#39;Africa sono state lungamente battute dalla pioggia e soggette a violente alluvioni.  Fra i Paesi più colpiti il <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/07/morocco-bloggers-survey-flood-damage/"> Marocco</a>, la <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/19/mauritania-impact-of-floods-aggravated-by-disrupted-transports-lack-of-sewer-systems/">Mauritania</a>, il <a title="Articolo da Global Voices">Benin</a>, la Nigeria e il Togo, dove i primi a dare conto dei fenomeni sono stati spesso proprio i citizen media.</p>
<p>I blogger si sono anche soffermati sulla questione della sicurezza e della stabilità nell&#39;Africa occidentale quando AQIM [Al-Qaeda nel Maghreb islamico] ha occupato a più riprese le prime pagine dei giornali <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/03/mauritania-algeria-analyses-of-the-fallout-from-the-raid-to-free-germaneau/">con la presa di ostaggi nel Mali e l&#39;uccisione in luglio di Michel Germaneau,</a> e poi ancora, qualche tempo dopo, con il <a title="Articolo da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/02/sahel-region-on-paying-ransom-for-hostages/">rapimento di dipendenti dell&#39;AREVA in Niger</a>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/08/AQIM-Area-300x300.png" alt="AQIM Area via Orthuberra su Wikimedia" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">AQIM Area via Orthuberra su Wikimedia - Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0</p></div>
<p><strong>La celebrazione dell&#39;indipendenza nell&#39;Africa francofona.<br />
</strong></p>
<p>A parte il faticoso inizio, per molte nazioni africane il 2010 è stato comunque anche il cinquantesimo anniversario dell&#39;indipendenza e, al tempo stesso, l&#39;anno <a title="Articolo da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/06/17/critical-election-year-across-french-speaking-africa/">critico delle elezioni</a>.  Il ritardo nello sviluppo del progresso umano, alcuni discutibili <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/20/africa-the-scandal-of-the-ill-gotten-gains/">interventi governativi </a> e <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/06/08/50-years-later-independence-and-the-resource-curse-in-francophone-africa">la cattiva gestione delle risorse naturali</a> hanno portato molti blogger a <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/02/17/africa-colonialism-alive-and-well-after-50-years-of-independence/">chiedersi se veramente ci fosse motivo per festeggiare</a>.</p>
<p>Le celebrazioni si sono svolte comunque, e in certi casi <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/14/republic-of-congo-anniversary-of-50-years-of-independence-under-the-shadow-of-unemployment/">senza economia di mezzi, come a Brazzaville</a>, in Congo.</p>
<p>Ma nessuna delle suddette commemorazioni ha suscitato il clamore della <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/09/african-soldiers-on-the-champs-elysees-on-bastille-day/">parata militare svoltasi a Parigi nell&#39;anniversario della Presa della Bastiglia</a> con la partecipazione, su invito del presidente francese Sarkozy, dei militari africani. Considerando le crescenti rivelazioni sulla corruzione della così detta <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7afrique">&#8220;Françafrique</a>&#8220;,  ovvero quel particolare sistema di rapporti che lega i <a href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/12/francafrique-casts-shadow-in-gabon-madagascar-and-mauritania/">leader africani alle lobby francesi</a>, molti osservatori hanno interpretato la presenza degli eserciti africani agli Champs-Elysees come segno di condiscendenza giudicandola a dir poco inopportuna, non dissimile dal <a href="http://globalvoicesonline.org/2007/08/24/senegal-africa-according-to-nicolas-sarkozy/">discorso di Sarkozy</a> a Dakar [c&#39;è stato anche un altro discorso del Presidente a Grenoble, quest&#39;estate, che ha suscitato vigorose reazioni nella blogosfera francofona: quello sulla <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/19/france-racism-and-politics/">criminalità fra gli stranieri</a> e le <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/22/france-discrimination-against-roma-people-labeled-as-thieves/">espulsioni forzate dei Rom</a>.]</p>
<p>L&#39;amministrazione USA ha adottato un approccio diverso nel celebrare i molteplici anniversari africani. All&#39;inizio di agosto, il Presidente Obama ha invitato i <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/07/the-voices-of-young-african-leaders-heard-loud-and-clear-at-the-presidents-forum/">Giovani Leader Africani a un simposio di tre giornate</a> per uno scambio di idee su come consolidare lo sviluppo, i diritti umani e la democrazia. Questa enfasi sui giovani africani ha segnato un netto contrasto con la vecchia rappresentanza dei leader africani schierata il 14 luglio a Parigi.</p>
<p><strong>L&#39;auspicio della trasparenza</strong></p>
<p>Per alcuni Paesi africani il 2010 doveva essere anche l&#39;anno in cui compiere passi significativi verso elezioni libere e trasparenti. Una speranza che è però presto svanita.</p>
<p>A un certo punto, in <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/06/15/rwanda-burundi-what-to-make-of-grenades-explosions/">Burundi</a>, come in Costa d&#39;Avorio, <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/19/guinea-awaiting-the-second-round-of-the-elections-amidst-fraud-allegations/">Guinea</a>, <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/04/madagascar-a-referendum-on-the-new-constitution-proposal/">Madagascar</a> e <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/22/rwanda-tension-before-the-presidential-election-except-for-kagame/">Ruanda</a>, il processo elettorale, guastato da impegni mancati, sospetti di frodi gigantesche e atti di violenza, ha sollevato pesanti interrogativi.</p>
<p>E tuttavia si ha l&#39;impressione che i cittadini siano desiderosi di progredire e dimostrare che i loro Paesi non potranno essere per sempre tenuti a freno da leadership mediocri. L&#39;emergere di una fresca società civile, insieme ai citizen media locali, fanno sperare che qualcosa si stia muovendo, nonostante certe manovre dei governi.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 522px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/oula-kouamouo.jpg" alt="Théophile Kouamouo e Saint-Clavier Oula" width="512" height="392" /><p class="wp-caption-text">Théophile Kouamouo e Saint-Clavier Oula</p></div>
<p>L&#39;influsso esercitato dai citizen media risulta ormai evidente ai governi autoritari africani, al punto da indurli a introdurre massicci provvedimenti in direzione di un maggior controllo censorio dei mezzi di informazione digitali. Nel luglio scorso sono stati arrestati blogger e giornalisti ivoriani <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/16/cote-divoire-blogger-and-journalist-arrested-with-his-team-since-july-13th/">per la pubblicazione di documenti riguardanti la corruzione nell&#39;ambito del commercio del cacao e del caffè.</a> Dall&#39;insorgere, a dicembre, della crisi politica in Costa d&#39;Avorio, per via delle minacce personali ricevute, numerosi <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/20/cote-divoire-ivorian-internet-users-fear-a-new-era-of-terror-in-abidjan/">blogger e utenti twitter hanno rinunciato alle attività online</a>, cessando di pubblicare aggiornamenti sulla situazione.</p>
<p>In Madagascar, svariati <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/11/29/madagascar-wave-of-arrests-in-the-aftermath-of-the-failed-coup/">giornalisti e oppositori politici sono stati arrestati</a> per presunta minaccia alla sicurezza nazionale e per aver espresso il loro dissenso online.  Anche nell&#39;isola malgascia si vanno prendendo misure per incrementare i controlli sui contenuti online. Tra le altre, una proposta di legge vuole riservare la gestione dei <a href="http://gazetyavylavitra.wordpress.com/2010/12/23/et-madagascar-entre-dans-la-danse-ou-plutot-lere-de-la-censure/">contenuti digitali ad un unico provider</a> [fr].</p>
<p>Resta da capire se la lezione appresa quest&#39;anno con le difficoltà elettorali in cui si sono dibattute varie nazioni africane sarà assimilata anche dai vicini. Il Senegal e il Camerun sono fra gli Stati che dovranno prossimamente far fronte a importanti impegni elettorali.</p>
<p>Intanto i blogger camerunensi non paiono troppo ottimisti rispetto all&#39; <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/22/cameroon-cameroonian-blogs-roundup/">imminente tornata elettorale</a>. Come anche in Senegal, i citizen media locali si sono già fatti sentire in merito al <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/07/senegal-wades-son-takes-osentire ver-energy-ministry-as-power-outage-increases/">nepotismo e alla corruzione percepita</a> all&#39;interno della pubblica amministrazione.</p>
<p>Nel 2011 sarebbe bello vedere un quadro rinnovato, con l&#39;interruzione di questa sequela di risultati elettorali dubbi e della violenza nel dopo-elezioni. A popoli tanto resilienti i leader africani lo devono certamente.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/lova-rakotomalala/' title='elenca tutti gli articoli di Lova'>Lova</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Tamara Nigi'>Tamara Nigi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/26/tragedy-bookends-year-2010-for-francophone-citizen-media/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/africa-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;text=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>“In principio era il Verbo”: i traduttori della Bibbia e i loro blog</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/%e2%80%9cin-principio-era-il-verbo%e2%80%9d-i-traduttori-della-bibbia-e-i-loro-blog/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 04:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni si torna a celebrare la natività di Gesù: questo post è dedicato a tutti quei traduttori che, spinti dalla volontà di far conoscere il libro sacro delle religioni ebraica e cristiana, si dedicano alla traduzione della Bibbia in lingue poco conosciute e spesso trascurate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="entry" id="single">
<div> <id="attachment_181854" class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px"><a href="http://djringer.com/translationbeat/2009/07/06/from-linguistic-analysis-to-computer-repair/"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/computer-support.jpg" alt="Supporto informatico per traduttori della Bibbia a Nairobi" title="Supporto informatico per traduttori della Bibbia a Nairobi, foto di David Ringer" width="490" height="328" class="size-full wp-image-181854" /></a>
<p class="wp-caption-text">Supporto informatico per traduttori della Bibbia a Nairobi</p>
</div>
<p>In questi giorni i cristiani celebrano la nascita di Gesù (ad eccezione di coloro che adottano il <a title = "Voce su Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_giuliano">calendario giuliano</a> [it]). Il cristianesimo nel mondo si presenta in modi diversi con circa <a title = "Voce su Wikipedia Italiano" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Christianity">2.2 miliardi di fedeli</a> [it]. Questo post prende in considerazione i blog di coloro che vogliono garantire che le Scritture cristiane siano disponibili, per essere comprese, nel maggior numero di lingue possibili - i traduttori della Bibbia.</p>
<p>Secondo le cifre fornite da <a title = "Sito inglese" href="http://www.thewordislife.net/About/tabid/64/language/en-US/Default.aspx">una delle maggiori associazioni dedite alla traduzione della Bibbia</a> <em>[in inglese come tutti gli altri link salvo ove indicato]</em> sono circa 350 milioni le persone che non hanno una versione del testo sacro nella lingua natia e ad oggi sono in corso oltre 1.900 progetti di traduzione. Un <a title = "Sito inglese" href="http://www.faithcomesbyhearing.com/faith-comes-hearing-reaches-500-languages-recorded">“Ministero audio della Bibbia”</a> ha registrato il Nuovo Testamento in 500 lingue – come il <a title = "Voce su Sapere" href="http://www.sapere.it/enciclopedia/Chamacoco.html">chamacoco</a> [it] in Paraguay, il <a title = "Voce su Sapere" href="http://www.sapere.it/enciclopedia/Pangasinan.html">pangasinan</a> [it] nelle Filippine, il <a title = "Voce su Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_bodo">bodo</a> [it] in India e il <a title = "Voce su Wikipedia Inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kalenjin_languages">Kupsabiny</a> in Uganda. In <a title = "Sito Inglese" href="http://djringer.com/translationbeat/2008/03/28/faienap-old-testament-translation-project/Amazzonia peruviana</a> un gruppo di chiese tribali sta lavorando alla traduzione della Bibbia nelle lingue indigene. In <a title = "Sito Inglese" href="http://djringer.com/translationbeat/2009/06/11/talking-with-ethiopian-church-leaders/">Etiopia</a> una comunità religiosa del luogo segue diversi progetti di traduzione biblica nel Paese e invia missionari in Asia e in altre parti dell’Africa.</p>
<p><strong>Rispondere a un’esigenza</strong></p>
<p>L’anno scorso David Roberts, che scrive nel blog <em><a title = "Blog Inglese" href="http://www.cornishmaninafrica.com/2009/10/26/october-2009/">Cornish Man in Africa</a></em>, segnalava che un progetto da lui seguito nella fase iniziale aveva dato alle stampe la versione della <a title = "Voce Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genesi">Genesi</a> in <a title = "Voce Wikipedia Inglese" href="http://www.ethnologue.com/show_language.asp?code=las">lama</a>, idioma  parlato nel Togo, nel Benin e nel Ghana. E riportava il commento entusiasta di un lettore:</p>
<blockquote><p>“Non ho potuto assistere alla presentazione del libro della Genesi sabato scorso ma il giorno dopo l&#39;ho trascorso leggendo la copia comprata dal mio vicino. In settimana sono andato in bici dal mio villaggio a Kanté, più o meno dodici miglia andata e ritorno, per comprarlo. Sono così colpito da questo libro. Il francese è difficile per me, nella lingua lama è tutto più chiaro. Se dovessi morire oggi, posso dire di aver letto la prima traduzione in lama del Vecchio Testamento. E di questo ringrazio Dio&#8221;.</p>
</blockquote>
<p>David Ringer cita Novethan Shanui, un Pastore nel villaggio di Bambalang, in Camerun, dove si <a title = "Sito Inglese" href="http://djringer.com/translationbeat/2007/06/15/on-english-in-church-services/">parla</a> il chirambo:</p>
<blockquote><p>“Le persone conoscono e identificano il cristianesimo come qualcosa che appartiene a loro quando lo vedono nella propria lingua. In passato, e credo ancora adesso, molti pensavano che il cristianesimo fosse la religione dell’uomo bianco. Ritengo che in parte dipenda dal fatto di non poterlo leggere nella lingua natia. Onestamente credo che se appartiene anche a loro perché non è nel loro idioma? Perché mai Dio non si sarebbe espresso anche nel loro linguaggio? Quindi, credo che la Bibbia scritta nel loro idioma aiuti a far sì che sentano il cristianesimo come qualcosa che appartiene alla loro realtà.</p>
</blockquote>
<p><strong>La sfida</strong></p>
<p>Ma <a title = Voce su Wikipedia Italiano href=http://it.wikipedia.org/wiki/Traduzioni_della_Bibbia_in_inglese>tradurre la Bibbia</a> [it] non è impresa semplice. Di recente, David Frank ha scritto su <em><a title = "Blog Inglese" href="http://betterbibles.com/2010/12/07/it-is-easier-for-a-hippopotamus-to/">Better Bibles Blog</a></em> della sua esperienza quale supervisore di un progetto di traduzione in un Paese africano (di cui non fa il nome):</p>
<blockquote><p>Sono appena rientrato dal Sud Africa dove ho seguito la traduzione del <a title = "Voce su Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vangelo_secondo_Luca">Vangelo di Luca</a> [it] in una lingua che non ha mai avuto una versione della Bibbia e una cultura che ha avuto pochissimi contatti con il cristianesimo. Non dovevo tradurre in prima persona ma ero stato incaricato di valutare e rivedere la traduzione.  Era una lingua piuttosto isolata, geograficamente e culturalmente. […] Com&#39;era prevedibile, la traduzione presentava non poche sfide incontrando termini specifici di flora, fauna e geografia. Vi sono pecore e mucche ma questa popolazione non ha asini o cammelli e neppure il termine linguistico. […] Questo ci porta al versetto di Luca che recita, in questo idioma: &#8220;È più facile per un ippopotamo passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio”. É la traduzione del versetto di Luca 18:25. Interessante! Ma è legittimo tutto ciò o, per maggiore chiarezza, bisogna promuovere la teoria secondo cui si sostituisce il termine “cammello” con una parola della lingua verso la quale si traduce? Ho qualche difficoltà ad affermare che la traduzione non è corretta e legittima. In un certo senso mi piace, davvero. Ora, ovviamente, se cercate la parola corrispondente al termine greco ?κάμηλος [cammello] il vocabolo scelto nella lingua d’arrivo, “ippopotamo”, non è l’abbinamento migliore. Ma se consideriamo il testo da un punto di vista più ampio, interpretando il significato nel contesto e non limitandoci alla ricerca terminologica in sé, e inserito in questo quadro specifico, la parola “ippopotamo” è indubbiamente una buona trasposizione del termine greco κάμηλος.</p>
</blockquote>
<p>Philip Hewer collabora con un gruppo di traduttori alla <a title = "Blog Inglese" href="http://kasembible.wordpress.com/">trasposizione della Bibbia in Kasem</a>, una lingua del <a title = "Blog Inglese" href="http://hewersofwood.wordpress.com/2009/07/27/how-or-how/">Ghana</a>:</p>
<blockquote><p>Nel <a title = "Voce su Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_Geremia">libro di Geremia</a> [it] il versetto 48:17 <em>[in inglese]</em> recita:</p>
<p>“Come s’é spezzato lo scettro potente, come si è spezzato il magnifico bastone!” (<a title = "Voce su Wikipedia Inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/New_International_Version">New International Version</a>).<br />
 “S’è spezzato lo scettro potente, quel magnifico bastone!”(<a title = "Voce su Wikipedia Inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/New_Revised_Standard_Version">New Revised Standard Version</a>)<br />
[…] Certo, la traduzione di “scettro” in kasem non è diretta, ma un capo ha un bastone cerimoniale che è il simbolo del suo ruolo. Il concetto si avvicina al &#8220;magnifico bastone&#8221; della seconda riga, che esprime lo stesso significato del termine &#8220;scettro&#8221;. Inoltre, lo “scettro” e il “bastone” sono entrambi simboli di potere e di regno e alcune versioni inglesi esprimono questo significato piuttosto che il loro simbolismo:<br />
“Il suo regno potente si è spezzato, la sua gloria e la sua potenza non sono più”. (<a title = "Voce su Wikipedia Inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Good_News_Bible">Good News Bible</a>.)<br />
Per mantenere il parallelismo della poesia ebraica e anche per conferire al simbolismo il suo significato, in kasem abbiamo:</p>
<p>“Guardate (come) ora il bastone del comando si è spezzato! Moab non ha più potere!”</p>
</blockquote>
<p>Nel <a title = "Video YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=L6ZL1_CNuyU">video che segue</a> vediamo i traduttori della Bibbia in babanki (lingua parlata in Camerun) che utilizzano un software chiamato <em>Adapt It</em>:</p>
<p>:</p>
<p style="text-align: center;"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/L6ZL1_CNuyU?fs=1&amp;hl=ar_EG&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/L6ZL1_CNuyU?fs=1&amp;hl=ar_EG&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><strong>Un processo d’apprendimento</strong></p>
<p>In <em><a title = "Blog Inglese" href="http://www.kouya.net/?p=96">Kouya Chronicle</a></em>, Eddie Arthur (direttore del Wycliffe Bible Translators UK) considera la figura del traduttore da un’ottica di arricchimento personale:</p>
<blockquote><p>É una verità fondamentale, rilevata da molti autori, che portare il Vangelo nelle diverse culture inevitabilmente cambia la persona che trasmette il messaggio. Questo é particolarmente vero per i traduttori. L&#39;impegno per esprimere la verità di Dio all&#39;interno dei limiti di un&#39;altra lingua e di una nuova cultura inevitabilmente apre ai traduttori nuovi orizzonti e offre nuove conoscenze della natura e delle caratteristiche di Dio. […] La mia esperienza personale nel cercare di comprendere la natura della redenzione nella cultura kouya [Costa d’Avorio] ne è un esempio. I Kouya vedono la salvezza prima di tutto come una liberazione dai poteri spirituali, un passaggio della fedeltà dal regno delle tenebre al Regno di Dio. Il loro concetto di espiazione non nega la<br />
<a title = "Voce Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Espiazione#Espiazione_come_concetto_religioso"><em>sostituzione penale</em></a> [it] ma aggiunge una profondità e un’ampiezza di pensiero che sono assenti nella maggior parte dell&#39;esegesi occidentale. </p>
</blockquote>
<p><strong>La traduzione è distruttiva?</strong></p>
<p>In un <a title = "Blog Inglese" href="http://www.kouya.net/?p=2878">altro post</a>, Eddie Arthur affronta la questione degli effetti del lavoro missionario cristiano sulla cultura locale in risposta a <a title = "Blog Inglese" href="http://www.globalpost.com/dispatch/africa/100414/bible-translated-malis-dogon-language">questo articolo</a> sulla Bibbia tradotta nella <a title = "Voce su Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dogon">lingua dogon</a> [it] parlata nel Mali. I critici sostengono che le culture e le lingue autoctone siano modificate dall’introduzione del cristianesimo – mentre molti di coloro che traducono la Bibbia ritengono che il loro lavoro contribuisca a preservare le culture indigene attraverso l’alfabetizzazione della popolazione. Eddie chiede “Quindi, la Bibbia tradotta cambia o conserva la cultura?&#8221;.</p>
<blockquote><p>Bisogna considerare tre aspetti quando si parla di Vangelo e di cultura. <strong>Primo</strong>, il Vangelo non appartiene a nessuna cultura. Si può essere cristiani inglesi e restare inglesi o cristiani dogon e restare dogon. […] <strong>Secondo</strong>, il Vangelo cambia le culture con le quali entra in contatto. Nessuna cultura è perfetta e il Vangelo si confronta con quegli aspetti culturali che non si uniformano alla volontà divina, che sia il materialismo sfrenato delle società occidentali o i sacrifici di sangue dogon. […] <strong>Terzo</strong>, la cultura non è statica, comunque. Tutte le culture vivono un cambiamento costante. É sbagliato pensare che alcune culture siano incontaminate e inalterate e che i cristiani siano infastiditi dall&#39;accusa di averle modificate. Ma anche le culture più isolate si evolvono nel tempo e se esposte ad altre culture molto diverse cambiano più velocemente.<br />
Ciò detto, è vero che la traduzione della Bibbia e il lavoro di alfabetizzazione sono uno strumento straordinario per contribuire a preservarne determinati aspetti.</p>
</blockquote>
<p><strong>Più che tradurre</strong></p>
<p>Alcuni traduttori della Bibbia cercano di promuovere uno sviluppo culturale. David Ker <a title = "Blog Inglese" href="http://kanyimbe.posterous.com/vernacular-literature-development">scrive</a>:</a></p>
<blockquote><p>Cos’è lo “sviluppo della letteratura vernacolare?” Significa favorire la crescita di una &#8220;letteratura” in “vernacolare”, cioè nelle lingue locali. Ciò è in contrasto con la traduzione di materiale proveniente da altre culture, incluso la Bibbia. Tradurre la Bibbia è una cosa positiva. Non c’è dubbio. Ma sono più interessato agli scrittori, agli editori e ai pedagoghi che consentono al vernacolare-popolare di sopravvivere.</p>
</blockquote>
<p><strong>Chi è il destinatario della traduzione?</strong></p>
<p>Una domanda che tutti i traduttori devono porsi è chi sia l’audience. Chi traduce la Bibbia rivolge il proprio lavoro alla comunità religiosa esistente o alle persone che non hanno familiarità con le Scritture cristiane? La <a title = Sito Inglese" href="http://www.biblesociety.org/">United Bible Societies</a> (Unione delle Società Bibliche) è orientata alla traduzione destinata a gruppi ecclesiastici mentre la <a title = "Sito Inglese" href="http://www.wycliffe.org/">Wycliffe Bible Translators</a>  ha un taglio più missionario. Eddie Arthur valuta la <a title = "Blog Inglese" href="http://www.kouya.net/?p=307">questione</a>:</p>
<blockquote><p>La fede cristiana non conosce il senso di una uniformità monolitica – è iniziata con un’esplosione gioiosa di molteplicità e differenze e continua a diversificarsi diffondendosi nel pianeta. Il risultato di questa esplosione di pluralità è che le persone (nella Chiesa o le popolazioni non ancora raggiunte da questa religione) sono in grado di capire pienamente il Vangelo perché è spiegato nella loro lingua. […] Laddove le risorse sono limitate, le organizzazioni di traduzione devono scegliere quale comunità sono in grado di servire meglio. Tuttavia, che si lavori con Chiese costituite o con popoli non ancora raggiunti, la traduzione della Bibbia vuole unirci a Dio nella sua grande missione di chiamare un popolo multilingue e multiculturale a servirlo e adorarlo in questo mondo e nel prossimo. Traduciamo la Bibbia perché <em>è quel Dio che noi serviamo</em>.</p>
</blockquote>
<p><em><a href="http://djringer.com/translationbeat/2009/07/06/from-linguistic-analysis-to-computer-repair/">Foto di David Ringer</a>, pubblicata su licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/">Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 Generic licence</a>.</em></p>
</p></div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/' title='elenca tutti gli articoli di Ayesha Saldanha'>Ayesha Saldanha</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Maria Grazia Pozzi'>Maria Grazia Pozzi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/24/%e2%80%9cin-the-beginning-was-the-word%e2%80%9d-blogs-by-bible-translators/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/%e2%80%9cin-principio-era-il-verbo%e2%80%9d-i-traduttori-della-bibbia-e-i-loro-blog/#comments" title="commenti">commenti (2) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2F%25e2%2580%259cin-principio-era-il-verbo%25e2%2580%259d-i-traduttori-della-bibbia-e-i-loro-blog%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2F%25e2%2580%259cin-principio-era-il-verbo%25e2%2580%259d-i-traduttori-della-bibbia-e-i-loro-blog%2F&#038;text=%E2%80%9CIn+principio+era+il+Verbo%E2%80%9D%3A+i+traduttori+della+Bibbia+e+i+loro+blog&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2F%25e2%2580%259cin-principio-era-il-verbo%25e2%2580%259d-i-traduttori-della-bibbia-e-i-loro-blog%2F&#038;title=%E2%80%9CIn+principio+era+il+Verbo%E2%80%9D%3A+i+traduttori+della+Bibbia+e+i+loro+blog' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2F%25e2%2580%259cin-principio-era-il-verbo%25e2%2580%259d-i-traduttori-della-bibbia-e-i-loro-blog%2F&#038;title=%E2%80%9CIn+principio+era+il+Verbo%E2%80%9D%3A+i+traduttori+della+Bibbia+e+i+loro+blog' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2F%25e2%2580%259cin-principio-era-il-verbo%25e2%2580%259d-i-traduttori-della-bibbia-e-i-loro-blog%2F&#038;title=%E2%80%9CIn+principio+era+il+Verbo%E2%80%9D%3A+i+traduttori+della+Bibbia+e+i+loro+blog' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2F%25e2%2580%259cin-principio-era-il-verbo%25e2%2580%259d-i-traduttori-della-bibbia-e-i-loro-blog%2F&#038;title=%E2%80%9CIn+principio+era+il+Verbo%E2%80%9D%3A+i+traduttori+della+Bibbia+e+i+loro+blog' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Africa: il Papa autorizza l&#039;uso del preservativo in specifici casi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 03:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cossarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[La notizia ha fatto il giro del mondo in pochi minuti: Benedetto XVI ha dichiarato che in alcuni casi, quando l'intenzione è ridurre il rischio di contaminazione, il preservativo può essere un primo passo per spianare la strada per una sessualità più umana, vissuta in modo diverso. Numerosissime le reazioni e i commenti online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia ha fatto il giro del mondo in pochi minuti. Benedetto XVI ha dichiarato in un libro pubblicato il 23 novembre: &#8220;In alcuni casi, quando l&#39;intenzione è ridurre il rischio di contaminazione, [il preservativo] può essere un primo passo per spianare la strada a una sessualità più umana, vissuta in modo diverso. &#8221; Questa è stata la risposta alla <a title="Post in francese" href="http://www.melty.fr/preservatifs-benoit-xvi-les-tolere-dans-certains-actu44082.html">domanda</a> [fr, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] &#8221;la Chiesa cattolica non è fondamentalmente contro l&#39;uso dei preservativi?&#8221;</p>
<p>Secondo molti osservatori, questa risposta rappresenta un cambiamento fondamentale nella visione del Papa sulla contraccezione, dato che finora per la Chiesa l&#39;unico mezzo di controllo delle nascite o di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale era l&#39;astinenza. Si opponeva a qualsiasi forma di contraccezione e condannava l&#39;uso del preservativo, anche per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (MTS).</p>
<p>Fino ad oggi, molti credenti cattolici impegnati nella lotta contro l&#39;AIDS dovevano scegliere tra disobbedire o semplicemente aiutare a mantenere in vita le persone già infette, e non potevano quindi far altra cosa che sperare d’allungare la vita dopo l&#39;infezione, ma non certo prevenirla.</p>
<p>Durante un viaggio nel marzo 2009 in Camerun e Angola, le parole pronunciate durante il volo dal Papa avevano suscitato una grande polemica in tutto il mondo, provocando imbarazzo tra le organizzazioni cattoliche impegnate nella lotta contro l&#39;AIDS. In quell’occasione aveva dichiarato che <a title="Post in francese" href="http://motdetete.wordpress.com/2009/03/19/les-preservatifs-de-benoit-xvi/">&#8220;l&#39;uso del preservativo &#8216;aggrava&#39; il problema dell&#39;AIDS.&#8221;</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-50128" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=50128"><img class="aligncenter size-full wp-image-50128" title="Benedetto XVI" src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/11/pape.jpg" alt="" width="162" height="129" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>Foto di <a title="Pagina in francese" href="http://s694.photobucket.com/home/parousie">parusie</a> in media.photobucket.com</em></p>
<p>Le reazioni erano state violente. Têtu.com ne presenta <a title="Post in francese" href="http://www.tetu.com/actualites/france/des-preservatifs-pour-le-pape-par-tous-les-moyens-14304">alcune</a>:</p>
<blockquote style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Des groupes polémiques tels que «Je porte plainte contre le pape, me soutenez vous?» ou encore «Vivement que le pape soit une femme vraie ou fausse» sont apparus.</p>
<p>Désormais, tous les dimanches est organisé un lâcher de préservatifs devant le parvis de l&#39;Église Saint-Eustache à Paris, pour une opération nommée «une capote pour le pape». L&#39;action consiste à gonfler un maximum de préservatifs et à les lâcher dans le ciel. D&#39;autres ont eu l’idée de remplir les urnes des églises avec des prophylactiques. Le projet le plus fou est celui qui consiste à envoyer un maximum de capotes par courrier, de façon à obstruer le petit bureau de poste du Vatican. »</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Sono apparsi gruppi di Facebook polemici come &#8220;Denuncio il Papa, mi sostenete?&#8221; o &#8220;Vorrei che il papa fosse una donna, vera o falsa&#8221;.</p>
<p>Ogni domenica è ormai d&#39;uso distribuire dei preservativi dinanzi alla chiesa di St. Eustache a Parigi, una operazione chiamata &#8220;un cappuccio [preservativo] per il papa&#8221;. L&#39;azione prevede che si liberino in cielo dei preservativi gonfiati ad aria. Altri hanno avuto l&#39;idea di riempire le urne delle chiese con dei profilattici;  mentre il progetto più pazzo prevede che si spediscano per posta tanti preservativi da  intasare il piccolo ufficio postale del Vaticano&#8221;.</p>
</div>
<p>In Camerun, <a title="Blog in francese" href="http://jeanmarcelbouguereau.blogs.nouvelobs.com/">Jean Marcel Bouguereau</a> del Movimento camerunense per la sensibilizzazione in materia d’accesso ai trattamenti ha commentato cosí l&#39;attuale dichiarazione del papa:</p>
<blockquote style="text-align: left;"><p>Ce n’est plus Benoit XVI, c’est Gaston Lagaffe. Un Gaston Lagaffe réactionnaire. On se souvient de celle gaffe, énorme, proférée à la veille de son voyage en Turquie (Il avait cité un empereur byzantin disant que les enseignements de Mahomet étaient &#8220;mauvais et inhumains&#8221;), il y eut plus récemment la réintégration de l’évêque intégriste – et négationniste – Williamson, l’homme qui croyait à l’immaculée conception mais demandait des preuves pour les chambres à gaz ! Il y eut plus récemment encore l’inhumaine &#8216;excommunication d’une petite fille brésilienne de 9 ans qui avait été violée par son beau-père, ainsi que des médecins qui lui ont sauvé la vie en la faisant avorter, comme si pour l’Eglise le corps de la femme, et là d’une enfant, n’était que le réceptacle passif des spermatozoïdes masculins.</p></blockquote>
<div class="translation">Non è più Benedetto XVI, è Gaston Lagaffe. Un Gaston Lagaffe reazionario. Ricordiamo la gaffe, enorme, commessa alla vigilia del suo viaggio in Turchia (quando citò un imperatore bizantino il quale disse che gli insegnamenti di Maometto erano &#8220;cose cattive e disumane”), e più di recente la reintegrazione del vescovo fondamentalista e negazionista Williamson, l&#39;uomo che crede nell’immacolata concezione, ma che chiede le prove dell’esistenza delle camere a gas! E più recentemente ancora l’inumana condanna dell’aborto praticato a una bambina brasiliana di 9 anni violentata dal patrigno, così come la condanna dei medici che le hanno salvato la vita, come se per la Chiesa il corpo della donna, e in questo caso d’una bambina, fosse solamente un contenitore passivo per il seme maschile.</div>
<p>Vidberg ha espresso in questo modo il suo punto di vista:</p>
<p style="text-align: left;"><a rel="attachment wp-att-50129" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=50129"><img class="aligncenter size-medium wp-image-50129" title="vidberg" src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/11/vidberg-259x299.jpg" alt="" width="259" height="299" /></a></p>
<p>In un articolo pubblicato sul sito Senego.com lo scorso 21 novembre, si <a title="Pagina in francese" href="http://www.senego.com/">legge</a>:</p>
<blockquote style="text-align: left;"><p>Condamnée par beaucoup, jugée définitivement obsolète par nombre de fidèles la position du Vatican n’avait pour elle que sa profonde cohérence interne. En prônant la chasteté absolue avant le mariage et l’absolue fidélité réciproque ensuite, en décrétant que la vie humaine commençait avec la fécondation d’un ovocyte par un spermatozoïde, en condamnant toute forme de contraception mécanique ou hormonale de même que l’ensemble des techniques d’assistance médicale à la procréation, le Vatican avait délibérément choisi de ne pas accompagner l’évolution des sciences, de la médecine et des mœurs.</p></blockquote>
<div class="translation">Condannata da molti, e giudicata obsoleta perfino da numerosi fedeli, la posizione del Vaticano si basava solamente sulla sua profonda coerenza interna. Promuevendo la castità prima del matrimonio e l’assoluta fedeltà reciproca poi, dichiarando che la vita umana inizia dal momento della fecondazione, condannando tutte le forme di contraccezione e tutte le tecniche di procreazione medicalmente assistita, il Vaticano ha sempre scelto di non accompagnare l&#39;evoluzione della scienza, della medicina e dei costumi morali.</div>
<p>Gli specialisti in malattie sessualmente trasmissibili fedeli alla dottrina della Chiesa non hanno nemmeno avuto il tempo di festeggiare l&#39;evento che immediatamente sono state fatte delle precisazioni. Difatti, in un altro annuncio dell’AFP, pubblicato dal sito haitiano <a title="Pagina in inglese" href="http://sakapfetstore.com/">headlines</a> [en], si precisa che:</p>
<blockquote style="text-align: left;"><p>Dimanche après-midi, le Saint-Siège a toutefois tenu, de manière tout à fait inhabituelle, à publier un communiqué pour souligner &#8220;le caractère exceptionnel&#8221; de l&#39;éventuelle utilisation du préservatif, soulignant, face aux attentes de responsables et militants de la lutte contre le sida, que &#8220;le raisonnement du pape ne peut pas être considéré comme un tournant révolutionnaire&#8221;.</p></blockquote>
<div class="translation">Domenica pomeriggio, la Santa Sede, in modo abbastanza inusuale, ha voluto ad ogni modo rilasciare un comunicato stampa per evidenziare la &#8220;natura straordinaria&#8221; del possibile utilizzo del preservativo, evidenziando, dinanzi alle aspettative degli attivisti per la lotta contro l&#39;AIDS, che &#8220;il ragionamento del papa non può essere considerato una svolta rivoluzionaria”.</div>
<p>Chissà se ci saranno delle altre indicazioni, altre precisazioni o altri ostacoli per cercare di fermare questa tendenza al cambiamento.</p>
<p>Per il momento, i medici che vogliono conciliare la loro fede con le esigenze professionali, avranno per lo meno degli strumenti aggiuntivi utili, visto che il preservativo è un sistema di prevenzione contro l&#39;AIDS difficile da sostituire.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/abdoulaye-bah/' title='elenca tutti gli articoli di Abdoulaye Bah'>Abdoulaye Bah</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo-cossarini/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Paolo Cossarini'>Paolo Cossarini</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2010/11/29/50127/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/africa-il-papa-autorizza-luso-del-preservativo-in-specifici-casi/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-il-papa-autorizza-luso-del-preservativo-in-specifici-casi%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-il-papa-autorizza-luso-del-preservativo-in-specifici-casi%2F&#038;text=Africa%3A+il+Papa+autorizza+l%26%2339%3Buso+del+preservativo+in+specifici+casi&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-il-papa-autorizza-luso-del-preservativo-in-specifici-casi%2F&#038;title=Africa%3A+il+Papa+autorizza+l%26%2339%3Buso+del+preservativo+in+specifici+casi' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-il-papa-autorizza-luso-del-preservativo-in-specifici-casi%2F&#038;title=Africa%3A+il+Papa+autorizza+l%26%2339%3Buso+del+preservativo+in+specifici+casi' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-il-papa-autorizza-luso-del-preservativo-in-specifici-casi%2F&#038;title=Africa%3A+il+Papa+autorizza+l%26%2339%3Buso+del+preservativo+in+specifici+casi' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-il-papa-autorizza-luso-del-preservativo-in-specifici-casi%2F&#038;title=Africa%3A+il+Papa+autorizza+l%26%2339%3Buso+del+preservativo+in+specifici+casi' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Un eclettico CD rilancia musicisti vietati e censurati in vari Paesi</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 05:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
		<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
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		<description><![CDATA[<em>Listen to the Banned</em> è un CD che riunisce musicisti messi al bando, censurati o incarcerati a causa del loro impegno artistico.  Presenta i brani di artisti provenienti da Paesi quali Afghanistan, Costa d'Avorio, Iran, Israele, Libano, Pakistan, Palestina, Sudan, Turchia, Uighurstan e Zimbabwe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/09/banned.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-165260" title="banned" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/09/banned-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><a title="Vai al sito originale in inglese" href=" http://www.valley-entertainment.com/listentothebanned"><em>Listen to the Banned</em></a> [en, <em> come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>](Ascolta i censurati) è un CD che riunisce musicisti messi al bando, censurati o incarcerati a causa del loro impegno artistico.  Presenta i brani di artisti provenienti da Paesi quali Afghanistan, Costa d&#39;Avorio, Iran, Israele, Libano, Pakistan, Palestina, Sudan, Turchia, <a title="Vai alla voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/East_Turkestan">Uighurstan</a> e Zimbabwe. Questo progetto è stato realizzato da <a title="Vai al sito web originale in inglese" href="http://www.freemuse.org/sw305.asp">Freemuse</a>, un&#39;organizzazione internazionale per il sostegno della libertà di espressione attraverso la musica, e da <a title="Vai al sito web originale in inglese" href="http://www.listentothebanned.com/index.php?page=about">Deeyah</a>, una musicista pakistano-norvegese che per anni ha subito persecuzioni a causa della sua musica e ora si dedica a promuovere i diritti umani e la libertà di espressione.</p>
<p>Attraverso i social network, sono stati diffusi il CD e le storie degli artisti protagonisti. Nel sito web troviamo le biografie di ogni artista, e grazie a <a title="Vedi la loro pagina su Twitter" href="http://twitter.com/bannedartists">Twitter</a> scopriamo da subito la realtà testimoniata dal titolo dell&#39;album: i tweet rimandano alle notizie sulle <a title="Vedi i messaggi su Twitter" href="http://twitter.com/bannedartists/status/20782646579">future udienze dei musicisti</a>, agli <a title="Vai al tweet originale in inglese" href="http://twitter.com/valleyent/status/24570918321">attacchi</a> subiti da alcuni di loro durante i concerti, e ai numerosi promemoria sugli sforzi fatti per <a title="Vai al tweet originale in inglese" href="http://twitter.com/bannedartists/status/22242433241">liberare uno dei musicisti dal carcere</a>. Su <a title="Vai alla pagina su Facebook" href="http://www.facebook.com/listentothebanned">Facebook</a> troviamo aggiornamenti e commenti di sostegno lasciati dai fan, mentre su <a title="Vedi il video su Youtube" href="http://www.youtube.com/user/ListenToTheBanned">YouTube</a> possiamo ascoltare gli spezzoni dei brani scelti per l&#39;album. </p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VSKsp5dbyXQ?fs=1&amp;hl=es_ES" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/VSKsp5dbyXQ?fs=1&amp;hl=es_ES" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Prendiamo ad esempio <a title="Vai al profilo di Farhad" href="http://www.listentothebanned.com/index.php?page=ferhad">Farhad Darya</a>, che poco più di una settimana fa ha tenuto un concerto a Kabul per festeggiare assieme alle donne afgane la Giornata internazionale della pace. Quel giorno, in chiusura del concerto, una <a title="Leggi la notizia originale in inglese" href="http://www.bombaynews.net/story/685012">bomba è esplosa</a> nella zona adibita a parcheggio ferendo 13 persone:</p>
<blockquote><p>Per milioni di afgani Farhad Darya simboleggia il ritorno della musica dopo la caduta dei talebani nel 2001. I talebani bandirono la musica, i film, e la televisione in tutto l&#39;Afghanistan dal 1996, anno in cui salirono al potere, fino alla loro caduta per mano degli americani. Sin da quel momento, una delle prime voci ritrasmesse alla radio fu quella di Farhad Darya, uno dei musicisti più influenti nella scena musicale popolare afghana dalla metà degli anni &#8216;80. Costretto all&#39;esilio negli anni dell&#39;ascesa al potere talebana, rimase popolare tra milioni di cittadini afgani.</p></blockquote>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-sjO8qZUWfg?fs=1&amp;hl=es_ES" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/-sjO8qZUWfg?fs=1&amp;hl=es_ES" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p><a title="Vai al profilo di Masha" href="http://www.listentothebanned.com/index.php?page=mahsa">Mahsa Vadat</a> viene dall&#39;Iran, Paese che ha dovuto lasciare quando la Rivoluzione Islamica del 1979 ha imposto numerose restrizioni ai musicisti. Da quando la legge ha stabilito che le cantanti avrebbero dovuto firmare un compromesso impegnandosi a non cantare piu&#39; in pubblico, Mahsa è stata costretta a lasciare il Paese. Da allora, purtroppo, le cose non sono migliorate un granché per le donne iraniane:</p>
<blockquote><p>Oggi in Iran le donne possono praticare diversi stili musicali, ma non possono cantare davanti ad un pubblico misto. Possono partecipare ai concerti &#8220;per sole donne&#8221; organizzati annualmente dal Ministero della Cultura, oppure possono esibirsi in un coro o in duo assieme ad un collega di sesso maschile. Mahsa si è rifiutata di esibirsi davanti a un pubblico di sole donne, perciò i suoi concerti si tengono solo fuori dall&#39;Iran.</p></blockquote>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YvTgxjqupQI?fs=1&amp;hl=es_ES" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/YvTgxjqupQI?fs=1&amp;hl=es_ES" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p><a title="Vai al profilo di Lapiro" href="http://www.listentothebanned.com/index.php?page=lapiro">Lapiro De Mbanga</a> del Camerun si trova attualmente in carcere, con l&#39;accusa di aver scatenato delle proteste giovanili in quanto la sua canzone &#8220;Constipated Costitution&#8221; è stata usata in modo ufficioso dai manifestanti:</p>
<blockquote><p>Durante un periodo di scioperi e manifestazioni a livello nazionale, Lapiro compose la canzone &#8220;Costituzione Constipée&#8221; (Costituzione costipata), un testo in cui descrive il Presidente Paul Biya come se fosse &#8220;intrappolato nelle reti che lo costringono a rimanere al potere anche se ormai troppo stanco.&#8221; La canzone divenne l&#39;inno ufficioso delle proteste, e Lapiro fu arrestato e accusato di istigare i disordini giovanili. Nel settembre 2009, fu condannato a tre anni di carcere e dovette pagare una multa di 280 milioni di <a title="Vai alla voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_CFA">franchi CFA</a> [it] (640.000 dollari) come risarcimento per i danni causati durante i disordini.</p></blockquote>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ztXllHJzBzA?fs=1&amp;hl=es_ES" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/ztXllHJzBzA?fs=1&amp;hl=es_ES" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Dallo Zimbabwe viene <a title="Vai al profilo di Chiwoniso" href="http://www.listentothebanned.com/index.php?page=chiwoniso">Chiwoniso Maraire</a>:</p>
<blockquote><p>Originariamente una forte sostenitrice della riforma agraria attuata dal Presidente Robert Mugabe, Chiwoniso ha iniziato a criticare apertamente la mancanza di competenza, la corruzione e l&#39;assenza di libertà di espressione nel suo Paese. Dopo aver subito degli  interrogatori incivili da parte della polizia, ha deciso di lasciare lo Zimbabwe nel 2007.</p></blockquote>
<p>Per saperne di piu sulla storia degli artisti e ascoltare pezzi dei loro brani si può visitare <a title="Vai al sito originale in inglese" href="http://www.listentothebanned.com">Listentothebanned.com</a></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/' title='elenca tutti gli articoli di Juliana Rincón Parra'>Juliana Rincón Parra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Beatrice Borgato'>Beatrice Borgato</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/09/28/music-cd-brings-together-banned-and-censored-musicians/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/10/un-eclettico-cd-rilancia-musicisti-vietati-e-censurati-in-vari-paesi/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fun-eclettico-cd-rilancia-musicisti-vietati-e-censurati-in-vari-paesi%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fun-eclettico-cd-rilancia-musicisti-vietati-e-censurati-in-vari-paesi%2F&#038;text=Un+eclettico+CD+rilancia+musicisti+vietati+e+censurati+in+vari+Paesi&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fun-eclettico-cd-rilancia-musicisti-vietati-e-censurati-in-vari-paesi%2F&#038;title=Un+eclettico+CD+rilancia+musicisti+vietati+e+censurati+in+vari+Paesi' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fun-eclettico-cd-rilancia-musicisti-vietati-e-censurati-in-vari-paesi%2F&#038;title=Un+eclettico+CD+rilancia+musicisti+vietati+e+censurati+in+vari+Paesi' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fun-eclettico-cd-rilancia-musicisti-vietati-e-censurati-in-vari-paesi%2F&#038;title=Un+eclettico+CD+rilancia+musicisti+vietati+e+censurati+in+vari+Paesi' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fun-eclettico-cd-rilancia-musicisti-vietati-e-censurati-in-vari-paesi%2F&#038;title=Un+eclettico+CD+rilancia+musicisti+vietati+e+censurati+in+vari+Paesi' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa francofona: 50 anni d&#039;indipendenza ma la &#8220;maledizione straniera&#8221; continua&#8230;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/06/africa-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 23:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Grati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur con certa pomposità di questa ricorrenza, molte voci africane si chiedono cosa ci sia da celebrare, dato il mediocre livello di sviluppo raggiunto in seguito all'indipendenza -- nonchè i tanti problemi e legami tuttora irrisolti riguardo le ingenti risorse locali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#39;anno l&#39;Africa francofona celebra i 50 anni d&#39;indipendenza. In occasione dell&#39;anniversario, si è svolto di recente a Nizza il <a title="Link al sito Afrique Avenir" href="http://www.afriqueavenir.org/en/2010/06/01/25th-africa-france-summit-ends-tuesday-in-nice/">summit Africa-Francia</a> [fr]: i rapporti spesso tumultuosi tra la Francia e le sue ex colonie sono di nuovo alla ribalta.  Numerosi africani si chiedono ad alta voce cosa ci sia da celebrare, dato il livello mediocre dello sviluppo raggiunto in molti Paesi dopo l&#39;indipendenza.</p>
<p>Le numerose manifestazioni di sdegno sono accomunate da una lamentela ricorrente: il continente africano è effettivamente ricco di risorse naturali ed è ancora afflitto, senza un&#39;apparente via d&#39;uscita, dal fenomeno conosciuto come &#8220;maledizione del petrolio&#8221;. Sono in molti a ritenere che gli interessi stranieri non siano estranei nell&#39;alimentare tale maledizione.</p>
<p>In una prospettiva economica, l&#39;Africa ha certamente tratto beneficio dalla rapida espansione delle <a title="Link a Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodity/"><em>commodity</em></a> [it] nell&#39;ultimo decennio, ma non in misura così significativa in rapporto alle previsioni. In un rapporto per la rivista <em>Mckinsey Quarterly</em> dal titolo <a title="Link al Mc Kinsey Quaterly" href="http://www.mckinseyquarterly.com/Economic_Studies/Productivity_Performance/Whats_driving_Africas_growth_2601?gp=1">&#8220;What drives Africa&#39;s growth?&#8221;</a> [en, <em>Qual è il motore dello sviluppo africano?</em>], gli autori affermano che:</p>
<blockquote><p>Il petrolio è salito da meno di 20 dollari al barile nel 1999 a più di 145 dollari nel 2008. I prezzi dei minerali, del grano e di altre materie grezze sono ugualmente schizzati verso l&#39;alto sull&#39;onda della crescente domanda globale. [..] Tuttora le risorse naturali hanno generato soltanto il 32% del prodotto interno lordo dell&#39;Africa dal 2000 al 2008.</p></blockquote>
<p>Perché l&#39;Africa non ha beneficiato in misura maggiore delle sue risorse? Molti africani direbbero che la diretta presenza degli interessi internazionali nello sfruttamento di tale risorse e la mancanza di trasparenza dei relativi accordi, non portano allo sviluppo degli Stati africani. In un dossier su <em>FranceAfrique</em> per <em>Focus on Africa</em>, Stephen Smith <a title="Link al sito della BBC" href="http://www.bbc.co.uk/focusonafricamagazine/news/story/2010/04/100429_france_africa.shtml">evidenzia i legami particolari</a> [en] tra la Francia e il continente nero:</p>
<blockquote><p>Ebbene, dal momento in cui è entrato in carica, il Presidente Sarkozy ha dato seguito alla tradizione francese consolidata nel tempo di una diplomazia parallela in Africa.<br />
Un gruppo designato di consiglieri presiede in pubblico agli affari ufficiali con l&#39;Africa, mentre lo staff di alto livello dell&#39;Eliseo, insieme a intermediari non ufficiali, è responsabile di quella politica remunerativa e altamente personalizzata che Sarkozy ha denunciato durante la campagna presidenziale.<br />
I media francesi denunciano regolarmente le promesse non mantenute e la nuova prospettiva di vita conferita alla Francafrica.<br />
La collusione dell&#39;élite della Francafrica è diventata un anacronismo, in contraddizione con la nuda realtà del progressivo disimpegno francese - governativo e privato - con gli ex territori a sud del Sahara.</p></blockquote>
<p>La maledizione del petrolio è il tema più citato nelle regioni francofone ma di certo non è il solo. In una recente inchiesta per <em>The Africa report</em>, Norbrook si chiede <a title="Link al sito The Africa Report in inglese" href="http://www.theafricareport.com/special-reports/sector-reports/oil-a-gas/3286482-who-owns-africas-oil-.html">chi sia il vero proprietario del petrolio africano</a> [en]:</p>
<blockquote><p>Questo &#8220;mondo nuovo&#8221; del petrolio africano è stato modellato dall&#39;aumento dei prezzi, tale da rendere la costosa fase di ricognizione un rischio che vale la pena di correre. Il passaggio all&#39;offshore, reso possibile dal progresso tecnologico, richiede un considerevole impegno finanziario - il noleggio della nave trivella che ha scoperto il giacimento di petrolio del Ghana costa circa un milione di dollari al giorno.<br />
Un&#39;altra dinamica importante è stata l&#39;incremento della competizione con le compagnie cinesi e indiane che sono entrate nella cordata delle maggiori società europee e statunitensi. Laddove la produzione di petrolio è stata controllata tradizionalmente da una élite ristretta il cui monopolio è stato visto come dannoso, i nuovi attori  hanno facilitato le trattative dei governi.</p></blockquote>
<div id="attachment_143710" class="wp-caption aligncenter" style="width: 286px"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/oil-map-africa.jpg"><img class="size-medium wp-image-143710" title="Mappa del petrolio africano" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/oil-map-africa-276x300.jpg" alt="Mappa del petrolio africano" width="276" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa del petrolio africano, da Theafricareport.com</p></div>
<p>Il blogger <em>Achille</em> da Antananarivo, Madagascar, ha seguito da vicino la crisi politica nel suo Paese: ecco <a title="Link al blog Reflexiums" href="http://reflexiums.wordpress.com/2010/05/26/madagascar-maudit-petrole">come collega i tumulti locali con la maledizione del petrolio</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>On a tous cherché la cause de cette crise, mais on oublie que c’est le pétrole qui a lancé les offensives. Tous les autres évènements tels que le pillage des forêts, le banditisme, l’accroissement de la pauvreté ne sont que les conséquences. La Francafrique a commencé à bouger dès qu’on a entendu les premières études positives sur le pétrole sans compter les autres ressources qui attirent d’autres pays. Je viens de me rendre compte qu’on est cerné par les multinationale, les canadiens au sud, les chinois vers Soalala et évidemment Total, le grand ami des pays en développement et des dictateurs de pacotille ! Et nous, on est là comme des cons à regarder le train qui transporte notre pognon loin vers l’horizon ! Quand j’ai vu le chiffre de 100 millions pour une concession pétrolière, je me suis dit qu’enfin la stupidité avait enfin atteint son sommet avec nos dirigeants.</p></blockquote>
<div class="translation">Tutti siamo in cerca delle cause di questa crisi, eppure ci dimentichiamo spesso che il petrolio è l&#39;elemento scatenante di tutti i disordini. Tutti gli altri eventi, come il saccheggio della foresta nazionale, i crimini di Stato, la povertà sempre in aumento, sono soltanto prodotti derivati. I membri della lobby per la Francafrica hanno cominciato a muoversi non appena hanno sentito che c&#39;erano risorse petrolifere da sfruttare, senza escludere di certo altri tipi di risorse interessanti per loro e per altri Paesi.<br />
Mi sono reso conto che siamo circondati dalle multinazionali: le canadesi nel Sud, le cinesi a Solala e  ovviamente la Total, grandi amiche dei Paesi in via di sviluppo e degli aspiranti dittatori. Nel frattempo, ce ne stiamo qui a guardare le nostre risorse spedite chissà dove! Quando ho visto un contratto da 100 milioni per una concessione petrolifera, mi sono detto che la stupidità ha raggiunto la massima potenza presso i nostri dirigenti.</div>
<p>Negli anni Settanta, il petrolio è stato considerato come il passaporto per un rapido sviluppo. È stato il caso dell&#39;Algeria, della Libia e dell&#39;Iraq, dice <em>Passion-histoire</em>. E spiega come tale <a title="Link al blog Le blog de l'histoire" href="http://blog.passion-histoire.net/?p=6106">speranza si sia dissolta</a> [fr] in un batter d&#39;occhio:</p>
<blockquote><p>Dans les années 1970, grâce la rente pétrolière, l’Algérie, la Libye et l’Irak paraissaient engagés dans un processus de modernisation accélérée. Le pétrole était la bénédiction qui permettrait à ces États de rattraper leur « retard » économique.<br />
L’Algérie était un « dragon en Méditerranée », la Libye un « émirat » et l’Irak « la puissance militaire montante » du monde arabe. Sur le plan politique, le socialisme progressiste laissait penser que des transformations profondes s’opéraient : émancipation de la femme, urbanisation, scolarisation, augmentation de l’espérance de vie…<br />
Quelques décennies plus tard, la désillusion est cruelle. Le sentiment de richesse a entraîné ces pays dans des expérimentations voire des impasses politiques, économiques et militaires aux conséquences désastreuses dont ils peinent encore à sortir.</p></blockquote>
<div class="translation">Nel 1970, grazie alla rendita petrolifera, Algeria, Libia e Iraq davano l&#39;impressione di aver innescato un rapido processo di modernizzazione. Il petrolio è stato la benedizione che avrebbe permesso agli Stati di ristabilirsi da un punto di vista economico. L&#39;Algeria è stata il “dragone del Mediterraneo”, la Libia l&#39;“Emirato”, e l&#39;Iraq “la potenza militare in ascesa” del mondo arabo. Da un punto di vista politico, il socialismo progressista aveva fatto credere a molti che andavano realizzandosi profonde trasformazioni strutturali: emancipazione femminile, urbanizzazione, scolarizzazione, lunghezza della vita…<br />
Qualche decennio più tardi, la disillusione è stata cocente. La sensazione è che i ricchi abbiano trascinato quei Paesi in sperimentazioni sfociate in vicoli ciechi a livello politico, economico e militare che hanno portato disastrose conseguenze da cui stentano a uscire.</div>
<p>In risposta alla celebrazione dei 50 anni d&#39;indipendenza, <em>Faustine Vincent </em> scrive che le nazioni africane sono <a title="Link al sito web 20minutes.fr" href="http://www.20minutes.fr/article/405796/Monde-Les-50-ans-d-independances-africaines-embarrassent.php">poco propense a inviare dei resoconti</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Mais, au final, le cinquantenaire embarrasse tout le monde. Côté africain, «les pays auraient dû en profiter pour faire un bilan d’étape. Ce n’est pas le cas, assure  Boubacar Boris Diop, écrivain sénégalais. Certainement parce qu’ils n’ont pas lieu d’en être fiers».</p></blockquote>
<div class="translation">Alla fin fine, questa celebrazione del cinquantenario è proprio imbarazzante per tutti. Da parte dell&#39;Africa, “si trattava di un&#39;opportunità per tirare le somme sui percorsi intrapresi finora. Ma non è andata affatto così, scrive Boubacar Boris Diop, uno scrittore senegalese. Certo, non hanno nulla di cui andare fieri”.</div>
<p>Da parte della Francia, l&#39;amministrazione Sarkozy continua a esprimere la volontà di dissociarsi dal modo di agire delle amministrazioni precedenti. Come riportato da <em>Sarah Halifa-Legrand</em>, questo concetto <a title="Link al sito web Nouvel Obs" href="http://tempsreel.nouvelobs.com/dossier/afrique-50-ans-d-independance/20100528.OBS4588/la-francafrique-version-sarkozy.html">è stato espresso in termini piuttosto espliciti da Alain Joyandet</a> [fr], segretario di Stato francese alla Cooperazione:</p>
<blockquote><p>…[La France] se montrant &#8220;prêt à laisser tomber l’Afrique si son pays n’y trouve pas son compte&#8221;. Dans la bouche d’Alain Joyandet, cela donne : &#8220;Ne pas avoir peur de dire aux Africains qu’on veut les aider, mais qu’on veut aussi que cela nous rapporte&#8221;</p></blockquote>
<div class="translation">[La Francia] è pronta a “lasciar perdere l&#39;Africa, se il Paese non ne vede l&#39;utilità”. Dalla bocca di Alain Joyandet: “Non dobbiamo aver paura di dire agli africani che vogliamo aiutarli, ma che deve uscirne qualcosa anche per noi.”</div>
<p>In Gabon, l&#39;<em>Association Survie </em>nota che, a dispetto dei disordini dell&#39;ultimo anno, la <a title="Link al sito web Survie" href="http://survie.org/billets-d-afrique/2010/192-juin-2010/article/total-gabon-profite-de-la-hausse">Total ha fatto proprio bene i suoi interessi nel 2010</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Elle a publié un résultat net de 42 millions d’euros au titre du premier trimestre 2010, en hausse de 109% par rapport à la même période en 2009.</p></blockquote>
<div class="translation">Total ha riportato un utile netto di 42 milioni di euro nel primo trimestre del 2010, ovvero un incremento del 109% rispetto allo stesso periodo del 2009.</div>
<p>Infine, <em> Arimi Choubadé </em> di <em>Quotidien Nokoue</em> in Benin pubblica una nota sarcastica, chiedendoci di immaginare come si sarebbe stati meglio con la Francia se solo questa <a title="Link al sito Quotidien Nokoué" href="http://quotidiennokoue.com/?p=3615">avesse potuto &#8220;mantenere&#8221; i suoi legami privilegiati con i Paesi dotati di maggiori risorse naturali</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Imaginez une France partenaire privilégié d’une Côte d’Ivoire forte de son cacao ; d’un Gabon, d’un Congo, d’un Tchad, d’un Cameroun voire d’une Mauritanie dopés par l’exploitation du pétrole ; d’un Mali, d’un Bénin et d’un Burkina Faso en pôle dans la production de coton ; d’un Togo transfiguré par les ristournes du phosphate; et d’un Niger comblé par l’exploitation de l’Uranium. Cela éviterait à Sarkozy sa posture actuelle de puissance mitigée.</p></blockquote>
<div class="translation">Immaginate la Francia con una partnership privilegiata con la Costa d&#39;Avorio e la sua  abbondanza di cacao, con il Gabon, il Congo, il Chad, il Camerun e pure la Mauritania sostenute nella crescita economica dal petrolio; con il Mali, il Benin e il Burkina Faso e il loro cotone, con il Togo trasformato dai suoi giacimenti di fosfati e il Niger con la sua riserva di uranio. Ciò avrebbe evitato a Sarkozy di starsene lì in mezzo senza sapere che pesci prendere.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/lova-rakotomalala/' title='elenca tutti gli articoli di Lova Rakotomalala'>Lova Rakotomalala</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellagr/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Antonella Grati'>Antonella Grati</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/06/08/50-years-later-independence-and-the-resource-curse-in-francophone-africa/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/06/africa-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;text=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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