Con l'arrivo di Papa Benedetto XVI in Camerun, le autorità hanno deciso di ripulire le aree cittadine con modalità piuttosto radicali - suscitando le animate reazioni della blogosfera locale.
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Ethan Zuckerman [co-fondatore di Global Voices] segnala una truffa [in] di cui è venuto a conoscenza e che va ad aggiungersi alla ricca collezione di raggiri nell’e-commerce fra cui spicca la famosa 419 nigeriana [it]. Stavolta la frode parte dal Camerun e propone la vendita di cuccioli con tanto di pedigree provenienti da un allevamento camerunense che si dichiara certificato AKC (American Kennel Club). In fase di acquisto, all'acquirente viene chiesto un anticipo per coprire alcune spese fra cui l'assicurazione per il viaggio e le vaccinazioni. Ovviamente, il cane non arriverà mai. Njei Moses Timah [in], che combatte da anni questi raggiri perché gettano discredito sull'intera popolazione e danneggiano irreparabilmente la reputazione del suo Paese, segnala che la truffa è più comune di quanto si creda e sono in tanti ad “abboccare” [in].
“Da qui l’importanza di costruire ponti attraverso i blog”, conclude Ethan, “che considero validi strumenti di un processo di trasformazione per cambiare (in meglio) l’immagine di un Paese, la sua cultura, la sua gente”.
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Il blog Bright Fuh Supporters segnala [in] che Bright Fuh, il bambino camerunese di quattro anni affetto da una rara forma di tumore orbitale [it], ci ha lasciati l’8 gennaio. George Esunge Fominyen rilancia [in] sul suo blog un commento lasciato nel forum online Friends of Bright Fuh nel quale si evidenzia l'inefficienza del sistema sanitario in Camerun dove si lascia morire la gente che si può curare. E Dulce Camer scrive [in]: “Malgrado la tragedia che si è conclusa con la morte, Bright Fuh ha acceso nuove speranze sul futuro della sanità in Camerun”.
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Bright Asangwei Fuh, un bambino di quattro anni affetto da una rara forma di tumore orbitale per cui in Camerun non ha cure mediche adeguate. Un gruppo di sostenitori ha dato vita al blog Bright Fuh Supporters per raccogliere gli aiuti necessari al suo trasferimento negli Stati Uniti, e il passa-parola corre veloce sulla Rete in tutto il mondo.
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Nonostante il Camerun non sia al centro dell'attenzione mondiale, di recente su alcuni blog si è discusso della reale condizione della libertà in questa nazione del continente africano. Ne risulta un quadro non troppo incoraggiante.
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Cameroon Comedy racconta [in] con molta autoironia una barzelletta sul Camerun:
Un uomo muore e va all’inferno. Lì si accorge che c’è un inferno diverso per ogni nazione. Allora decide di scegliere quello meno doloroso dove trascorrere l’eternità.
Così va all’inferno della Germania e chiede: “Cosa ti fanno qui?”
Gli rispondono: “Prima ti mettono su una sedia elettrica per un’ora. Poi ti fanno sdraiare su un letto di chiodi per un’altra ora. E infine arriva il diavolo tedesco che ti frusta per il resto della giornata”.
La prospettiva non lo alletta per niente e l’uomo decide di proseguire.
Chiede all’inferno degli USA, poi a quello russo e in molti altri ancora. Scopre che sono tutti più o meno uguali a quello tedesco.
Alla fine arriva all’inferno del Camerun e vede che c'è una lunga coda di persone che aspettano di entrare. Stupito, chiede: “Cosa ti fanno qui?”
Gli viene risposto: “Prima ti mettono su una sedia elettrica per un’ora. Poi ti fanno sdraiare su un letto di chiodi per un’altra ora. E dopo arriva il diavolo del Camerun che ti frusta per il resto della giornata”.
“Ma è la stessa cosa di tutti gli altri inferni. Perché c'è così tanta gente che aspetta di entrare?”, chiede l'uomo.
“Perchè qui manca sempre la corrente e la sedia non funziona. I chiodi sono stati pagati ma non sono mai arrivati, perciò il letto è comodo e ci dormi bene. E per di più il diavolo del Camerun prima era un funzionario della pubblica amministrazione, viene in orario, timbra il cartellino e se ne torna tranquillamente a casa”.
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Il nostro nuovo autore dal Camerun offre uno spaccato dai blog curati da donne camerunensi, in patria e all'estero: dall'educazione alla salute, dall'arte alla moda e alla cultura, fino ai processi di riscatto sociale femminile.
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La crisi dovuta all’aumento vertiginoso dei prezzi degli alimenti sta colpendo tutti i gruppi economici in ogni angolo del mondo. Sembra che, ogni giorno, il caro-alimenti faccia scatenare in Paesi già in difficoltà situazioni di aperta crisi, quali dimostrazioni, insurrezioni, accaparramenti, caduta dei governi, omicidi.
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