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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Angola</title>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Angola</title>
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		<title>Angola: manifestazioni e arresti a Luanda</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 21:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Jannelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Il vento di democrazia proveniente dal Nordafrica soffia anche sull'Angola, negli ultimi mesi scosso dalle proteste. Il 3 settembre l'intervento della polizia durante una manifestazione anti-governativa ha provocato numerosi feriti e arresti, seguiti da pesanti condanne. Cronaca e commenti via citizen media.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente anche l&#39;Angola è stato teatro di scontri. In marzo è stata organizzata <a title="Articolo di GVit" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/angola-le-manovre-preventive-dei-militari-bloccano-le-proteste/ ">una prima manifestazione</a> [it] contro il governo di José Eduardo dos Santos, al potere da 32 anni, e in maggio ha avuto luogo la seconda. <a title="Articolo di GVen" href="http://globalvoicesonline.org/2011/09/04/angola-videos-of-repressed-youth-protest-in-luanda/http://globalvoicesonline.org/2011/09/04/angola-videos-of-repressed-youth-protest-in-luanda/">Il 3 settembre</a> [en], la gioventù angolana è tornata a protestare.</p>
<p>Eugénio Costa Almeida, l&#39;autore del blog <a title="Blog angolano di politica e attualità" href="http://pululu.blogspot.com/2011/09/e-depois-da-manif-de-3-de-setembro.html" target="_blank">Pululu</a> [pt, <em>come per tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>], ha raccontato le conseguenze di un violento intervento della polizia:</p>
<blockquote><p>﻿﻿﻿Um número (in)determinado de Agentes da Polícia  Nacional, travou <em>in extremis</em>, a marcha que cerca de trezentos manifestantes pretendiam fazer em direcção ao Palácio Presidencial da Cidade Alta, depois de se terem manifestadado na Praça da Independência na manhã deste sábado. (&#8230;) Da resfrega resultou um morto [não confirmado] alguns feridos e vários detidos.</p></blockquote>
<div class="translation">Un numero indeterminato [sic] di agenti della polizia nazionale ha bloccato in extremis la marcia di circa trecento manifestanti che si stavano dirigendo verso il palazzo presidenziale della <em>Cidade Alta</em>, dopo aver protestato in <em>Praça da Independência</em> quel sabato mattina (&#8230;) Il risultato dello scontro <strong></strong>è stato di un morto [non confermato], feriti e alcuni arresti.</div>
<p>Durante la conferenza stampa, i giovani del <em>Movimento Revolucionário</em> hanno dichiarato che si trattava di una protesta pacifica e che le autorità sapevano che si sarebbero verificati scontri se fosse intervenuta la polizia. Solamente dopo l&#39;arresto ingiustificato di uno dei manifestanti, avvenuto durante l&#39;intervento della polizia, la manifestazione si è diretta verso il Palazzo presidenziale [pt]:</p>
<p style="text-align: center;"><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nu8TjiXcNTU?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/nu8TjiXcNTU?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong> </strong>L&#39;organizzazione per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch <a title="Articolo della pagina di Human Rights watch" href="http://www.hrw.org/news/2011/09/05/angola-stop-repression-anti-government-protests">ha reagito</a> [en] ai violenti scontri del 3 settembre appellandosi al governo angolano perchè non ricorra all&#39;&#8221;ingiustificato ricorso alla forza contro i manifestanti&#8221;.</p>
<p>Anche il Comitato per la protezione dei giornalisti <a title="Articolo del Committee to protect journalist" href="http://www.cpj.org/2011/09/journalists-attacked-while-covering-protest-in-ang.php">ha condannato</a> [en] &#8220;l&#39;uso della violenza e dell&#39;intimidazione da parte delle forze di sicurezza per impedire ai giornalisti di raccontare le manifestazioni contro il governo&#8221;, specificatamente l&#39;aggressione contro uno dei giornalisti della versione locale di <a title="Articolo apparso sulla versione in portoghese di Voice of America" href="http://www.voanews.com/portuguese/news/angola/" target="_blank">Voice of America</a>, che ha lanciato un comunicato poi pubblicato sul blog <a title="Articolo del blog angolano Universal" href="http://patriciaguinevere.blogspot.com/2011/09/direccao-da-voz-da-america-deplora.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FkHMnc+%28UNIVERSAL%29" target="_blank">Universal</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La &#8220;tragicommmedia&#8221; delle condanne<br />
</strong></p>
<div id="attachment_23578" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.angolaresistente.net/2011/09/09/angola-o-povo-gritou-na-rua-queremos-ze-du-depois-do-kadafi-o-cao-ja-comeu-e-o-policia-esta-com-fome/"><img class="size-medium wp-image-23578 " title="Manifestanti affrontano la polizia a Luanda. Immagine di un video di ekuikui condiviso sul blog Angola Resistente." src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/angola-manif-375x238.png" alt="Manifestanti affrontano la polizia a Luanda. Immagine di un video di ekuikui condiviso sul blog Angola Resistente." width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestanti affrontano la polizia a Luanda. Da un video di ekuikui condiviso sul blog Angola Resistente.</p></div>
<p style="text-align: left;">Alla luce degli ultimi avvenimenti, i circa 21 manifestanti arrestati sono stati portati di fronte alla Corte, che <a title="Articolo della pagina di Human Rights watch" href="http://www.hrw.org/node/101668">ne ha accusati 18</a> per assalto e aggressione e ha emesso una condanna da 45 giorni a 3 mesi di prigione, secondo il racconto fatto da Human Rights Watch che ha richiesto il rilascio dei manifestanti ingiustamente condannati.</p>
<p style="text-align: left;">Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, il procuratore ha trasmesso formalmente all&#39;avvocato della difesa le accuse mosse ai suoi clienti solamente alla vigilia del <a title="Articolo apparso sulla versione in portoghese di Voice of America" href="http://www.voanews.com/portuguese/news/esta-em-curso-segundo-julgamento-de-manifestantes-de-Luanda-129742078.html">processo</a>, nella prima seduta avvenuta il 6 settembre.</p>
<p style="text-align: left;">La difesa ha già presentato ricorso contro la <a title="Articolo apparso sulla versione in portoghese di Voice of America" href="http://www.voanews.com/portuguese/news/Manifestantes-de-Luanda-recorrem-das-penas-de-prisao-129720643.html">decisione</a> del giudice, definita una &#8220;tragicommedia&#8221; basata su &#8220;decisioni politiche e senza alcuna base legale&#8221;.</p>
<p>Il blog <em>Quintas de Debate</em> riporta <a title="Articolo apparso sul blog angolano Quintas de debate" href="http://quintasdedebate.blogspot.com/2011/09/apelo-das-organizacoes-da-sociedade.html">un appello</a> delle &#8220;organizzazioni della società civile a difesa dei diritti umani e in appoggio alla presa di posizione contro l&#39;aggressione e la detenzione dei manifestanti del 3 settembre&#8221;, le quali</p>
<blockquote><p>constataram com preocupação o estado degradante e desumano em que se apresentaram em tribunal alguns dos detidos da manifestação de 3 de setembro, que mostravam sinais visíveis da tortura de que foram vítimas.</p></blockquote>
<div class="translation">si dichiarano preoccupate dello stato degradante e inumano in cui sono apparsi in aula alcuni manifestanti imprigionati dal 3 settembre, i quali mostravano segni visibili delle torture subite.</div>
<p>Nonostante questi avvenimenti sottolineino nuovamente la fragilità della libertà d&#39;espressione in Angola, ultimamente il Paese è salito alla ribalta sia nella blogosfera che come <em>trending topic</em> su Twitter per un&#39;altra ragione: l&#39;elezione a Miss Universo dell&#39;angolana Leila Lopes. In un articolo pubblicato sul sito Club-K la cantante Aline Frazão <a title="Articolo apparso sul blog angolano Club K" href="http://club-k.net/opiniao/8796-angolanas-que-nos-enchem-de-orgulho-ermelinda-freitas-ou-leila-lopes-aline-frazao-.html">commenta</a>:</p>
<blockquote><p>Indigno-me ao ver mulheres angolanas a dizer que “estamos todas de parabéns pelo feito de Leila Lopes”, esquecendo os feitos de Ermelinda, Diana e Elsa, por exemplo, mulheres que arriscaram a sua vida para gritar pelos direitos básicos de 16 milhões de angolanos e angolanas.</p></blockquote>
<div class="translation">Sono indignata per le donne angolane che dicono &#8220;dovremmo tutti essere contenti per il successo di Leila Lopes&#8221;, dimenticando le storie di Ermelinda, Diana ed Elsa, per esempio, donne che hanno rischiato la loro vita in difesa dei diritti elementari di 16 milioni di angolani.</div>
<p>Frazão si riferisce ad alcune delle leader della protesta del 3 settembre che &#8220;sono scese in piazza per difendere la &#8216;libertà&#39; e chiedere un&#39;Angola più giusta&#8221;.  Riferendosi alle celebrazioni [per l&#39;elezione a Miss Universo], Gil Lopes del blog Universal, <a title="Articolo apparso sul blog angolano di Patricia Guinevere" href="http://patriciaguinevere.blogspot.com/2011/09/leila-lopes-miss-universo-uma-manobra.html">si chiede</a> [pt]:</p>
<blockquote><p>poderá ser uma manobra de diversão internacional para silenciar/esquecer a morte da liberdade e da democracia em Angola?</p></blockquote>
<div class="translation">non sarà mica una mossa internazionale di diversione per mettere a tacere / dimenticare la morte della libertà e della democrazia in Angola?</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/author/claraonofre/' title='elenca tutti gli articoli di Clara Onofre'>Clara Onofre</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giulia-jannelli/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Giulia Jannelli'>Giulia Jannelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/2011/09/15/angola-rescaldo-manifestacao-3-setembro/' title='articolo originale  [pt]'>articolo originale  [pt]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/angola-manifestazioni-e-arresti-a-luanda/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fangola-manifestazioni-e-arresti-a-luanda%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fangola-manifestazioni-e-arresti-a-luanda%2F&#038;text=Angola%3A+manifestazioni+e+arresti+a+Luanda&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fangola-manifestazioni-e-arresti-a-luanda%2F&#038;title=Angola%3A+manifestazioni+e+arresti+a+Luanda' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fangola-manifestazioni-e-arresti-a-luanda%2F&#038;title=Angola%3A+manifestazioni+e+arresti+a+Luanda' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fangola-manifestazioni-e-arresti-a-luanda%2F&#038;title=Angola%3A+manifestazioni+e+arresti+a+Luanda' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fangola-manifestazioni-e-arresti-a-luanda%2F&#038;title=Angola%3A+manifestazioni+e+arresti+a+Luanda' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa: i successi della Comunità di Sant&#039;Egidio contro l&#039;AIDS</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 16:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Corradin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono sormontabili gli ostacoli che impediscono l'accesso alle cure per i sieropositivi e i malati di AIDS in Africa? A giudicare dai risultati del progetto DREAM, che la Comunità di Sant'Egidio porta avanti dal 2002 in ben 26 Paesi del continente, la risposta pare positiva. La speranza viene dall'Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p dir="ltr">Spesso si menzionano le difficoltà di accesso alle cure per sieropositivi e malati di AIDS in Africa. Numerose iniziative mostrano che queste difficoltà non sono insormontabili. È il caso del programma <a title="Pagina originale sul programma DREAM" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=274">Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition</a>, meglio noto con l&#39;acronimo inglese DREAM.</p>
<p dir="ltr">Si tratta di un programma di lotta contro l&#39;HIV/AIDS che prevede un approccio globale. È stato messo a punto nel febbraio 2002 dalla <a title="Pagina principale del sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://www.santegidio.org/index.php?idLng=1062&amp;pageID=1&amp;res=1">Comunità di Sant&#39;Egidio</a>, il Mozambico è il primo Paese in cui è stato applicato. Dalla sede della Comunità di Sant&#39;Egidio a Roma Trastevere,  Cristina Cannelli, responsabile del programma in Guinea, <a title="Articolo apparso su L'Osservatore Romano" href="http://www.santegidio.org/index.php?pageID=64&amp;id=8261&amp;idLng=1063">spiega il perché:</a></p>
<blockquote>
<p dir="ltr">La Comunità di Sant&#39;Egidio è profondamente legata all&#39;Africa, anche perché la Comunità stessa è una realtà africana, essendo presente in 26 Paesi del continente con più di 20.000 membri africani. Esiste un legame particolare con il Mozambico, dove nel 1992 fu firmata la pace che pose termine a una terribile guerra civile grazie alla mediazione della Comunità: ciò condusse a scegliere il Mozambico quale primo Paese in cui lanciare il programma DREAM.</p>
</blockquote>
<p>DREAM è oggi applicato in Malawi, Tanzania, Kenia, Guinea Conakry, Guinea Bissau, Nigeria, Angola, Repubblica Democratica del Congo e Camerun.</p>
<p>La <a href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=274&amp;Curlang=IT">filosofia</a> su cui poggia il programma è che:</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">DREAM è concepito per l&#39;eccellenza. Eccellenza delle cure, della diagnostica, dell&#39;informatizzazione. DREAM propone anche in Africa gli standard occidentali, utilizzando di routine la valutazione della carica virale ed introducendo la <a title="Pagina sul sito della Comunità di Sant'Egidio sulla HAART" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=253&amp;Curlang=IT">Highly Active Anti-Retroviral Therapy</a> (HAART)&#8221;</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_80880" class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><a rel="attachment wp-att-80880" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=80880"><img class="size-medium wp-image-80880" title="&quot;Qui tutto è gratis&quot;. Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto di Sant'Egidio)" src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/gratuità-200x300.jpg" alt="&quot;Qui tutto è gratis&quot;. Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto di Sant'Egidio)" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Qui tutto è gratis&quot;. Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto di Sant&#39;Egidio)</p></div>
<p dir="ltr">Le <a title="I numeri di DREAM sul sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=256&amp;Curlang=IT">cifre</a> che illustrano le attività di DREAM attraverso il continente sono impressionanti. 150.000 persone assistite, di cui 25.000 sotto i 15 anni e 65.000 in terapia antiretrovirale, di cui 6.000 bambini. DREAM è riuscito a spezzare il circolo vizioso della trasmissione verticale madre-bambino, facendo nascere 14.000 bambini sani da madri malate. Il programma riesce oggi a far nascere il 95% (o più, in alcuni Paesi) dei bambini di madri malate.</p>
<p dir="ltr">In questo momento, 1.300 gravidanze sono seguite in diversi Paesi. Dall&#39;inizio del programma, più di un milione di persone hanno beneficiato del programma DREAM attraverso l&#39;educazione sanitaria, la fornitura di filtri d&#39;acqua, cibo, zanzariere, corsi di prevenzione sui luoghi di lavoro, alla radio, alla televisione, ecc. Nel complesso dei Paesi, i centri DREAM hanno effettuato 1.300.000 visite mediche, 276.000 valutazioni della carica virale, 540.000 analisi del <a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/CD4">CD4</a>.</p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
<div id="attachment_80882" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-80882" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=80882"><img class="size-medium wp-image-80882" title="Festa per l'uscita dei bambini dal Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino" src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/festa-per-i-bambini-che-escono-sani-dallla-PTME-375x277.jpg" alt="Festa per l'uscita dei bambini dal Centro per la Prevenzione della trasmissione madre-bambino" width="375" height="277" /></a><p class="wp-caption-text">Festa per l&#39;uscita dei bambini dal Centro per la prevenzione della trasmissione madre-bambino (Servizio foto della Comunità di Sant&#39;Egidio))</p></div>
<p dir="ltr">Per portare avanti questo progetto nei dieci Paesi coinvolti, DREAM ha stabilito 33 centri e 20 laboratori di biologia molecolare. Naturalmente, per far funzionare  quest&#39;enorme macchina in Paesi così diversi tra loro, aventi differenti lingue locali ed ufficiali, serviva del personale qualificato in numerosi ambiti. Per questo Sant&#39;Egidio ha organizzato 18 sessioni panafricane di formazione per 4.000 specialisti. Cliniche mobili sono state introdotte in alcuni Paesi per portare aiuto ai malati nei quartieri di più difficile accesso.</p>
<p dir="ltr">Con l&#39;obiettivo di coinvolgere nel progetto le istituzioni locali, DREAM <a title="Pagina sui centri DREAM sul sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://dream.santegidio.org/public/Centri/x__CentriDream.asp?Curlang=IT">ha fatto sapere</a> che:</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">Alcune di queste strutture sono attive grazie ad accordi di collaborazione con centri sanitari locali che hanno replicato il programma.</p>
</blockquote>
<p dir="ltr">Ma anche pazienti e amici contribuiscono attivamente,<a title="Pagina sul Movimento degli attivisti sul sito della Comunità di Sant'Egidio" href="http://dream.santegidio.org/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=231&amp;Curlang=IT"> partecipando</a> volontariamente al &#8220;movimento degli attivisti&#8221; per lottare contro la pandemia:</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">In ogni centro DREAM, accanto al personale medico e paramedico, sono presenti e costituiscono una risorsa indispensabile per il successo del programma gruppi più o meno numerosi di uomini e di donne del luogo che hanno conosciuto il nostro lavoro e ne hanno avuta trasformata la vita, tanto da convincersi a impegnarla a vantaggio dei pazienti che si presentano nelle nostre strutture. Sono in gran parte dei malati, ma non tutti. Sono i nostri “attivisti”.</p>
</blockquote>
</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/abdoulaye-bah/' title='elenca tutti gli articoli di Abdoulaye Bah'>Abdoulaye Bah</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/camilla-corradin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Camilla Corradin'>Camilla Corradin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/09/14/80562/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/africa-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;text=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fafrica-i-successi-della-comunita-di-santegidio-contro-laids%2F&#038;title=Africa%3A+i+successi+della+Comunit%C3%A0+di+Sant%26%2339%3BEgidio+contro+l%26%2339%3BAIDS' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Angola: le manovre preventive dei militari bloccano le proteste</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/angola-le-manovre-preventive-dei-militari-bloccano-le-proteste/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/angola-le-manovre-preventive-dei-militari-bloccano-le-proteste/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 04:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Castellani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Una settimana dopo la rivolta che avrebbe dovuto far cadere il Governo, la situazione appare alquanto calma. Le manovre preventive e intimidatorie delle autorittà hanno poututo contare su manifestazioni pro-MPLA pre-organizzate e sull'esercito pronto a intervenire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione in Angola, una settimana dopo le proteste che avrebbero dovuto far cadere l&#39;attuale Presidente José Eduardo dos Santos e il suo entourage, appare oggi abbastanza calma, come se nel Paese non ci fosse mai stata una chiamata alla rivolta.</p>
<p>Questo è il risultato della manovra preventiva del Governo, che ha messo l&#39;esercito a disposizione dell&#39;MPLA (Movimento Popular de Libertação de Angola, il partito al potere) nelle manifestazioni a suo favore organizzate <a title="Post originale da PÁGINA UM in portoghese" href="http://pagina--um.blogspot.com/2011/03/angola-pais-aderiu-em-simultaneo.html" target="_blank">da Cabinda a Cunene</a> [pt, <em> come tutti i link di questo post tranne ove diversamente segnalato</em>].</p>
<div id="attachment_208589" class="wp-caption alignright" style="width: 182px"><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Jos%C3%A9_Eduardo_dos_Santos_3.jpg"><img class="size-medium wp-image-208589" title="José Eduardo dos Santos, Presidente dell'Angola." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/03/José-Eduardo-dos-Santos-Angolan-President-172x300.jpg" alt="José Eduardo dos Santos, Presidente dell'Angola." width="172" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">José Eduardo dos Santos, Presidente dell&#39;Angola. Immagine di Ricardo Stuckert/PR, Agência Brasil (con licenza Creative Commons Attribution 2.5).</p></div>
<p><strong>Attivisti azzittiti&#8230; prima delle manifestazoni</strong></p>
<p>In base alle informazioni giunte a <a title="Post originale da Human Rights Watch in inglese" href="http://www.hrw.org/en/news/2011/03/09/angola-intimidation-campaign-stop-protest">Human Rights Watch</a> [en], la manisfestazione del Governo in favore della pace è stata resa possibile dalle azioni intimidatorie.</p>
<p>Dal blog <em><a title="Post originale da PÁGINA UM in portoghese" href="http://pagina--um.blogspot.com/">Página Um</a></em> (Pagina Uno):</p>
<blockquote><p>O partido no poder convocou uma &#8220;marcha da paz&#8221; pró-governo em Luanda e várias cidades provinciais a 5 de março. A Human Rights Watch recebeu vários relatos credíveis de que funcionários do governo e do partido no poder obrigaram professores e funcionários públicos em Luanda e várias capitais provinciais a participar. Os professores foram ameaçados com despedimentos ou cortes salariais e obrigados a pressionar os seus alunos a participarem, ameaçando-os com &#8220;problemas&#8221; caso ficassem em casa.</p>
<p>Residentes de Luanda contaram à Human Rights Watch que o partido no poder utilizou autocarros e comboios públicos para transportar pessoas da periferia de Luanda para a marcha de 5 de Março no centro da cidade.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Il 5 Marzo scorso, l&#39;MPLA ha indetto una manifestazione pro-Governo e a favore della pace, a Luanda e in altre città del Paese. Notizie da fonti credibili ricevute da Human Rights Watch, riportano che funzionari governativi e dell&#39;MPLA hanno costretto insegnanti e dipendenti pubblici, a Luanda e in altri capoluoghi di provincia, a partecipare alla manifestazione. Gli insegnanti sono stati minacciati con la perdita del posto di lavoro e il taglio degli stipendi, e costretti a loro volta a minacciare gli studenti che non avessero preso parte all&#39;evento.</p>
<p>Alcuni residenti di Luanda hanno segnalato a Human Rights Watch che l&#39;MPLA ha addirittura utilizzato i mezzi pubblici per portare le persone dalle periferie al centro della città, dove si svolgeva la manifestazione.</p>
</div>
<p>Come già <a title="Post originale da Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/07/angola-de">riportato</a> [en] da Global Voices, la mattina del 7 Marzo la polizia ha arrestato 17 persone che si erano riunitesi in Piazza 1 Maggio a Luanda. Gli attivisti, in maggioranza musicisti e poeti, sono stati tutti condotti in caserma. Stessa sorte è toccata ad alcuni giornalisti presenti. Tutti sono poi stati rilasciati il giorno stesso.</p>
<p>Il blog <em><a title="Post originale da Esquerda.Net in portoghese" href="http://www.esquerda.net/artigo/angola-manifestantes-e-jornalistas-libertados">Esquerda.Net</a></em> segnala questi interventi repressivi delle autorità.</p>
<blockquote><p>Os manifestantes detidos pela polícia angolana esta madrugada, incluindo os quatro jornalistas do Novo Jornal e o rapper Luaty Beirão, conhecido por Brigadeiro Mata Frakuxz, foram libertados na manhã desta segunda-feira.</p></blockquote>
<div class="translation">I manifestanti arrestati all&#39;alba dalla polizia, inclusi quattro giornalisti del <em>Novo Jornal</em> e il cantante rap Luaty Beirão, conosciuto come Brigadeiro Mata Frakuxz, sono tutti stati rilasciati in mattinata.</div>
<p>Vale qui la pena ricordare che <a title="Post originale da Hip Hop de Angola in portoghese" href="http://hiphopangolano.blogspot.com/2011/03/brigadeiro-mata-frakuzx-preso-por-falar.html">Brigadeiro Mata Frakuxz</a> è conosciuto nel Paese per la sua aperta opposizione al Governo, avendo fatto durante un concerto, giorni prima di essere arrestato, un chiaro appello a partecipare alla manifestazione del 7 Marzo. Oltre al concerto, che può essere visto sul blog <em><a title="Post originale da Hip Hop de Angola in portoghese" href="http://hiphopangolano.blogspot.com/2011/03/brigadeiro-mata-frakuzx-preso-por-falar.html">Hip Hop de Angola</a></em>, Mata Frakuxz aveva già scritto una dichiarazione pro-rivolta, disponibile su <em><a title="Post originale da Esquerda.Net in portoghese" href="http://www.esquerda.net/artigo/angola-pol%C3%ADcia-prende-manifestantes-e-jornalistas">Esquerda.Net</a></em>. Eccone uno stralcio:</p>
<blockquote><p>Queria apenas salientar alguns pontos que considero ser cruciais para que esta manifestação possa ser bem sucedida e gostaria de partilhá-los convosco, não sendo no entanto o meu desejo que isto seja interpretado como uma imposição ou um desejo de assumir liderança de um movimento que eu quero que continue a ser popular e sem rosto, pois ao contrário de muitos, eu não acho que o povo precise de um rosto para seguir, o povo segue-se a si próprio e a sua consciência que estamos a querer tornar colectiva.</p></blockquote>
<div class="translation">Volevo soltanto evidenziare alcuni punti che sono cruciali per il successo della rivolta, e mi piacerebbe condividerli con voi; al contempo non voglio che questo venga interpretato come un&#39;imposizione o si pensi che sia mio desiderio diventare il leader di un movimento che deve rimanere solo e soltanto del popolo. Diversamente da altri, non penso che il popolo debba seguire nessuno, ognuno segua se stesso e la propria coscienza, e facciamo di questo un movimento collettivo.</div>
<p><strong>&#8220;L&#39;Angola è l&#39;Angola&#8221;</strong></p>
<p>Anche il famoso scrittore José Eduardo Agualusa si unisce alle proteste per un&#39;Angola democratica, e parla attraverso una lettera aperta diretta al Presidente del Paese José Eduardo dos Santos, reperibile sul blog <em><a title="Post originale da Reflectindo sobre Moçambique in portoghese" href="http://comunidademocambicana.blogspot.com/2011/03/carta-aberta-ao-presidente-jose-eduardo.html">Reflectindo sobre Moçambique</a></em>.  Agualusa apre richiamando l&#39;attenzione sugli eventi nel Nord Africa:</p>
<blockquote><p>Senhor Presidente,</p>
<p>África vive um momento de viragem na sua História, só comparável ao levantamento que libertou o continente do domínio colonial. A revolução agora é pela liberdade e pela democracia.</p>
<p>Os cidadãos angolanos abaixo-assinados vêm por este meio pedir ao Senhor Presidente da República que tenha em atenção os últimos acontecimentos na Tunísia, Egipto e Líbia, reinicie de forma séria o processo de democratização, formalmente começado de maneira sinuosa em 1992, mas, definitivamente interrompido em 2010 com a aprovação da nova constituição e que ao mesmo tempo se retire da Presidência da República e da presidência do MPLA o mais depressa possível, sem prejuízo da estabilidade e continuidade das instituições. Os abaixo assinados acreditam que ainda é possível que o Senhor Presidente abandone o poder de forma digna e honrosa, preservando a integridade da nação.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Sig. Presidente,</p>
<p>L&#39;Africa sta vivendo un momento cruciale della sua storia, paragonabile soltanto ai movimenti che liberarono il Continente dal dominio del colonialismo. Oggi le rivolte sono per la libertà e la democrazia.</p>
<p>Come cittadino, chiedo al Sig. Presidente della Repubblica di porre attenzione agli ultimi eventi in Tunisia, Egitto e Libia, e di far ripartire un serio processo di democratizzazione del Paese, formalmente iniziato con difficoltà nel 1992 e poi definitivamente interrotto nel 2010 con l&#39;approvazione della costituzione; le chiedo inoltre di dimettersi il prima possibile dal mandato di Presidente della Repubblica e da quello di Presidente dell&#39;MPLA, senza pregiudicare la stabilità e la continuità delle istituzioni statali. Credo fermamente che lei, Sig. Presidente, possa ancora lasciare il potere con dignità e onore, preservando l&#39;integrità del Paese.</p>
</div>
<p>Cardoso Jr. (@SuperCjr) rilancia su <a title="Post originale da Twitter in portoghese" href="http://twitter.com/SuperCjr/statuses/44689753995612160">Twitter</a>:</p>
<blockquote><p>Manifestantes em Angola tentaram marchar e foram presos. Angola não é Tunísia, muito menos Egipto, Angola é Angola. #TRISTE!</p></blockquote>
<div class="translation">I protestanti in Angola hanno provato a marciare e sono stati arrestati. L&#39;Angola non è la Tunisia, non è neanche l&#39;Egitto. L&#39;Angola è l&#39;Angola. #TRISTE!</div>
<p>Helena Ferro de Gouveia, sul blog <em>Domadora de Camaleões</em>, <a title="Post originale da Domadora de Camaleões in portoghese" href="http://camalees.wordpress.com/2011/03/10/a-nova-ordem-por-vir/">riassume</a> un articolo di Vasco Martins dell&#39;IPRIS (Instituto Português de Relações Internacionais e Segurança), che afferma: &#8220;<a title="Post originale da IPRIS in portoghese" href="http://ipris.blogs.sapo.pt/36284.html">il momento dell&#39;Angola deve ancora arrivare</a>&#8220;. Nell&#39;articolo le differenze tra i Paesi sono chiarissime:</p>
<blockquote><p>Há explicações várias para a não inscrição no protesto. Os angolanos calam-se porque são frescas e escritas a sangue as memórias da guerra civil. É uma estratégia de sobrevivência, não destabilizar a vida que têm. Miserável, mas vida. Deter o olhar sobre os números também ajuda a entender o silêncio. Apenas vinte por cento dos homens e trinta e cinco por cento das mulheres sabe ler e escrever. Quantos saberão usar o twitter ou colocar status no Facebook?</p></blockquote>
<div class="translation">Molte sono le spiegazioni del motivo per cui la gente non ha aderito alla manifestazione. Il popolo angolano non dice niente perchè i ricordi della guerra civile sono ancora freschi e scritti con il sangue. Si tratta di spirito di sopravvivenza, un comportamento teso a non destabilizzare la propria esistenza. Miserabile, ma pur sempre vita. Guardare ai numeri può aiutare a capire il perchè di questo silenzio. Solo il 20% degli uomini e il 30% delle donne sanno leggere e scrivere. Quanti di loro sapranno usare Twitter e Facebook?</div>
<p>Nonostante la chiamata alla rivolta non abbia avuto la risposta sperata, molti pensano che questo sia almeno servito a creare ansietà tra la gente e allo stesso tempo a misurare il livello di tensione nel Governo. Rafael Marques, giornalista e attivista contro la corruzione, <a title="Post originale dal blog in portoghese" href="http://patriciaguinevere.blogspot.com/2011/03/reaccao-do-mpla-mostra-fraqueza-do.html">testimonia</a>:</p>
<blockquote><p>A reacção do MPLA vale mais do que a própria convocatória, acaba por demonstrar a fraqueza do próprio regime, não havia necessidade de responder a uma convocatória anónima.</p></blockquote>
<div class="translation">Si è dato più peso alla reazione dell&#39;MPLA che alla chiamata alla rivolta stessa, e questo non fa altro che dimostrare la debolezza del regime, che non si sarebbe mosso se si fosse trattato solo di un semplice appello anonimo.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/author/claraonofre/' title='elenca tutti gli articoli di Clara Onofre'>Clara Onofre</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppe-castellani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Giuseppe Castellani'>Giuseppe Castellani</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/2011/03/16/angola-manobra-de-antecipacao-anula-revolucao/' title='articolo originale  [pt]'>articolo originale  [pt]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/angola-le-manovre-preventive-dei-militari-bloccano-le-proteste/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-le-manovre-preventive-dei-militari-bloccano-le-proteste%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-le-manovre-preventive-dei-militari-bloccano-le-proteste%2F&#038;text=Angola%3A+le+manovre+preventive+dei+militari+bloccano+le+proteste&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-le-manovre-preventive-dei-militari-bloccano-le-proteste%2F&#038;title=Angola%3A+le+manovre+preventive+dei+militari+bloccano+le+proteste' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-le-manovre-preventive-dei-militari-bloccano-le-proteste%2F&#038;title=Angola%3A+le+manovre+preventive+dei+militari+bloccano+le+proteste' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-le-manovre-preventive-dei-militari-bloccano-le-proteste%2F&#038;title=Angola%3A+le+manovre+preventive+dei+militari+bloccano+le+proteste' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-le-manovre-preventive-dei-militari-bloccano-le-proteste%2F&#038;title=Angola%3A+le+manovre+preventive+dei+militari+bloccano+le+proteste' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Angola: soffia il vento della rivolta</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 13:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Castellani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla scia delle proteste che hanno colpito i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, anche l'Angola sembra prepararsi agli stessi movimenti. Una manifestazione contro l'attuale governo ha avuto luogo lunedì 7 marzo: nonostante la scarsa partecipazione, il movimento cresce e il governo dimostra forte nervosismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>Aggiornamento dell&#39;8 marzo: le proteste di lunedì 7 hanno assunto dimensioni molto ridotte; il governo ha tuttavia manifestato tutto il suo nervosismo nei confronti del movimento, agendo anche attraverso <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.iol.co.za/news/africa/angolan-police-detain-protesters-1.1037719">l&#39;arresto</a> di 15 persone tra cui 3 giornalisti.</em>]</p>
<p>Sulla scia delle proteste che hanno colpito i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, anche l&#39;Angola sembra prepararsi agli stessi movimenti. Dopo la rivolta del popolo tunisino, che decise di unirsi per  deporre l&#39;oggi ex presidente dittatore Ben Ali, seguita dalla fine della dittatura del presidente Mubarak in Egitto, e più recentemente dai conflitti in Libia, alcuni angolani hanno deciso che i tempi per una rivolta sono maturi anche nel loro Paese.</p>
<div id="attachment_18007" class="wp-caption aligncenter" style="width: 315px"><a href="http://www.facebook.com/pages/A-Revolução-Do-Povo-Angolano/"><img class="size-full wp-image-18007 " title="&quot;Protesta del 7 Marzo contro la dittatura di José Eduardo dos Santos.  L&#39;Angola dice basta a 32 anni di tirannia e malgoverno.&quot; Nuovo poster  della rivoluzione del popolo angolano. Pubblicato su Facebook dal  movimento omonimo.  " src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/03/Cartaz-Nova-Revoluçao-do-Povo-Angolano.jpg" alt="&quot;Protesta del 7 Marzo contro la dittatura di José Eduardo dos Santos.  L&#39;Angola dice basta a 32 anni di tirannia e malgoverno.&quot; Nuovo poster  della rivoluzione del popolo angolano. Pubblicato su Facebook dal  movimento omonimo. " width="305" height="432" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Protesta del 7 Marzo contro la dittatura di José Eduardo dos Santos.  L&#39;Angola dice basta a 32 anni di tirannia e malgoverno.&quot; Nuovo poster  della rivoluzione del popolo angolano. Pubblicato su Facebook dal  movimento omonimo. </p></div>
<p>Come <a title="Post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/02/27/angola-mysterious-call-for-youth-revolution/">riportato</a> [en] da Global Voices, le proteste sono organizzate da &#8220;Agostinho Jonas  Roberto dos Santos&#8221; - uno pseudonimo nato dai nomi di famosi personaggi  della storia contemporanea angolana: <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agostinho_Neto">Agostinho Neto</a> [it], <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jonas_Savimbi">Jonas Savimbi</a> [it], <a title="Voce di Wikipedia in portoghese" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Holden_Roberto">Holden Roberto</a> [pt] e l&#39;attuale presidente <a title="Voce di Wikipedia in portoghese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Eduardo_dos_Santos">José Eduardo dos Santos</a> [pt].</p>
<p>Stando a quanto riportato da un&#39;email che circola sul web e che può essere letta sul <a title="Sito ufficiale della Nuova Rivoluzione in portoghese" href="http://novarevolucaoangolana.yolasite.com/">sito ufficiale</a> della &#8220;Nova Revolução do Povo Angolano&#8221; (Nuova Rivoluzione del Popolo  Angolano) [pt], la data della rivoluzione è fissata per il 7 marzo, a Luanda, in piazza dell&#39;Indipendenza.</p>
<p>La <a title="Petizione in portoghese" href="http://novarevolucaoangolana.yolasite.com/">petizione</a> [pt] creata, denuncia tra le altre cose &#8220;l&#39;estrema povertà in Angola, la cultura della paura e dell&#39;intimidazione, la miseria e l&#39;autocrazia.&#8221;  L&#39;obiettivo è quello di un&#39;azione popolare che metta fine a 32 anni di  potere di José Eduardo dos Santos.</p>
<p>Sul blog <em><a title="Blog in portoghese" href="http://pagina--um.blogspot.com/2011/02/angola-manifestacao-contra-ditadura.html" target="_blank">Página Um</a></em> (Pagina Uno) [pt] si legge un appello alla protesta:</p>
<blockquote><p>Vamos marchar com cartazes exigindo a saída do Ze Du [nota da autora:  diminutivo de José Eduardo dos Santos], não mais ditadura do MPLA.  Liberdade e Progresso. Abaixo o regime do MPLA.</p></blockquote>
<div class="translation">Marceremo con cartelli per chiedere la fine del potere di Ze Du (Nota  dell&#39;autore: diminuitivo di José Eduardo dos Santos) e della dittatura  del partito MPLA. Libertà e progresso. Abbasso il regime dell&#39;MPLA.</div>
<div id="attachment_18142" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.facebook.com/pages/A-Revolução-Do-Povo-Angolano/"><img class="size-full wp-image-18142 " title="José Eduardo dos Santos &quot;Ricercato vivo o morto&quot;" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/03/Wanted-dead-or-alive.jpg" alt="José Eduardo dos Santos &quot;Ricercato vivo o morto&quot;" width="200" height="283" /></a><p class="wp-caption-text">José Eduardo dos Santos &quot;Ricercato vivo o morto&quot;. Immagine dalla pagina Facebook &quot;Revoluçao do Povo Angolano&quot;.</p></div>
<p>L&#39;<a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_Popolare_di_Liberazione_dell%27Angola">MPLA</a> (Movimento Popular de Libertação de Angola) [it, Movimento Popolare di  Liberazione dell&#39;Angola] è il partito che ha governato il Paese per più di trent&#39;anni. L&#39;attuale presidente, successore di Agostinho Neto, uno dei simboli della lotta per l&#39;indipendenza, è al potere dal 1979.</p>
<p>In un&#39;<a href="http://terramagazine.terra.com.br/interna/0,,OI4959156-EI6580,00-Movimento+marca+ato+para+tentar+derrubar+presidente+de+Angola.html">intervista</a> [pt] rilasciata a <em>Terra Magazine</em> l&#39;anonimo leader del movimento parla dei motivi delle proteste:</p>
<blockquote><p>Estamos cansados desta ditadura de quase 32 anos e queremos ser liderados por vários líderes em cada 5 ou 10 anos, o que acreditamos será uma verdadeira democracia, visto que o país será dirigido por diferentes pessoas com visões diferentes para o bem do povo angolano.</p></blockquote>
<div class="translation">Siamo stanchi di una dittatura di quasi 32 anni e chiediamo di essere governati da leader di diverse idee politiche che si alternino ogni 5 o 10 anni e che lavorino soltanto per il bene del popolo angolano così come dovrebbe essere in ogni vera democrazia.</div>
<p><strong>Nuove forme di mobilitazione</strong></p>
<p>Le persone si mobilitano per effetto del passaparola, dei dibattiti nei quartieri e in tutte le città del Paese, riporta l&#39;organizzatore &#8220;Agostinho Jonas Roberto dos Santos&#8221; nella stessa intervista rilasciata a <em>Terra Magazine</em>.</p>
<p>Tuttavia, anche le nuove forme di comunicazione come Internet stanno avendo un ruolo importante. L&#39;autore del blog <em><a title="Blog in portoghese" href="http://morrodamaianga.blogspot.com/" target="_blank">Morro da Maianga</a></em> [pt] dice di aver avuto difficoltà a spedire SMS negli ultimi giorni e chiede se questo possa essere dovuto all&#39;intervento di chi spera così facendo di &#8220;mettere alla prova il sistema di mobilitazione virtuale in Angola&#8221;:</p>
<blockquote><p>Se de facto foi esta a sua intenção, a &#8220;operação 7 de Março&#8221; foi coroada de total êxito, pois a informação disseminou-se mesmo, ao ponto de se ter transformado num extraordinário facto político nacional, a provocar até reacções enérgicas de condenação da parte dos altos comandos das FAA [Forças Armadas de Angola].<br />
De facto já há muito tempo que não via o MPLA &#8220;tãm nervioso&#8221;&#8230;</p></blockquote>
<div class="translation">Se infatti questa era la loro intenzione, &#8220;Operazione 7 Marzo&#8221; ha invece riscosso un grande successo. Le notizie hanno raggiunto ogni angolo del Paese fino a trasformare questo movimento in uno straordinario fatto politico nazionale che ha provocato forti reazioni di condanna da parte del comando della FFA [Forze Armate dell&#39;Angola]. Era infatti da molto tempo che non vedevamo l&#39;MPLA &#8220;così nervoso&#8221;.</div>
<p>Orlando Castro, nel suo blog <em><a title="Post originale in portoghese" href="http://altohama.blogspot.com/2011/02/o-regime-de-angola-tem-medo-porque-sabe.html" target="_blank">Alto Hama</a></em> [pt], si aspetta una grande adesione da parte di tutti gli angolani della diaspora e prevede:</p>
<blockquote><p>Apesar da garantia de que as manifestações serão pacíficas, democráticas e legítimas, inspiradas no Movimento de «Não-Violência» e a favor de paz e estabilidade em Angola, é bem possível (já há, aliás, indícios nesse sentido) que o regime do MPLA procure impedir a sua realização.</p></blockquote>
<div class="translation">Malgrado tutte le garanzie per una pacifica, democratica e legittima protesta, ispirata da un movimento non violento e in favore della pace e della stabilità in Angola, è molto probabile (ci sono già dei segni in questo senso) che il regime dell&#39;MPLA cercherà di ostacolare la manifestazione.</div>
<p><strong>Reazioni e tensioni</strong></p>
<p>Ci si aspetta che il governo cercherà di reprimere la protesta: se questo accadrà, sarà probabilmente attraverso l&#39;uso della violenza.</p>
<p>L&#39;<a title="Pagina originale in portoghese" href="http://www.vermelhos.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=467:manifestacao-contra-jose-eduardo-dos-santos-tem-apoio-da-unita-&amp;catid=52:africa&amp;Itemid=57">allarme </a> [pt] arriva dal presidente del gruppo parlamentare dell&#39;MPLA, Virgílio de Fontes Pereira, che dice:</p>
<blockquote><p>num Estado Democrático não devem ser tolerados comportamentos individuais ou colectivos, praticados por quem quer que seja, que atentam contra a ordem constitucional e ponham em risco a estabilidade do mandato e do funcionamento dos órgãos legitimados para exercer os poderes Legislativo, Judicial e Executivo.</p></blockquote>
<div class="translation">In uno Stato democratico, a prescindere da chi li adotta, deve esserci tolleranza zero per comportamenti individuali o collettivi tesi ad attaccare l&#39;ordine costituzionale, mettendo così a rischio la stabilità ed il funzionamento degli organi che esercitano i poteri legislativi, giudiziari ed esecutivi nel Paese.</div>
<p>Dino Matross, uno dei leader dell&#39;MPLA va addirittura oltre <a title="Pagina originale in portoghese" href="http://club-k.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=6983:dino-matross-avisa-quem-se-manifestar-vai-apanhar&amp;catid=10:manifestacoes-populares&amp;Itemid=187">dichiarando</a> [pt] senza mezzi termini alla radio <em>Luanda Antena Comercial</em>, che tutti quelli che avranno il solo coraggio di protestare saranno puniti.</p>
<p>Le parole di questo leader non sono tuttavia abbastanza per demotivare tutti quelli che sognano un cambiamento in Angola. Il <em><a title="Post originale in portoghese"  href="http://www.diarioliberdade.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=12589:meio-falou-com-lideranca-da-nova-revolucao-do-povo-angolano&amp;catid=75:institucional&amp;Itemid=88" target="_blank">Diário da Liberdade</a></em> [pt], ha raccolto una dichiarazione di un giovane angolano che dice di non temere gli effetti delle azioni di repressione del governo.</p>
<blockquote><p>Um jovem angolano disse, e com razão, que o povo de Angola já não é aquele povo de 20 anos atrás. Atualmente conhecemos a besta que vamos derrubar e não somos intimidados pelas ameaças mesquinhas do corrupto Dino Matross (secretário-geral do MPLA).</p></blockquote>
<div class="translation">Un giovane angolano ha giustamente detto che il popolo dell&#39;Angola non è più quello di 20 anni fa. Oggi conosciamo la bestia che vogliamo far cadere e non abbiamo paura delle intimidazioni di personaggi corrotti come Dino Matross (segretario generale dell&#39;MPLA).</div>
<p>In risposta all&#39;annunciata rivolta, la Speciale Commissione per il Cambiamento dell&#39;MPLA ha indotto una contro-manifestazione per il 5 marzo a Luanda, al fine di prevenire proteste future contro il governo.</p>
<p>Carlos Alberto Jr. ripubblica l&#39;email in circolazione con l&#39;invito sul suo blog <em>Diário de África</em> e <a title="Post originale in portoghese" href="http://www.diariodaafrica.com/2011/03/contra-manifestacao-do-mpla.html">conclude</a> [pt]:</p>
<blockquote><p>Com uma população miserável e uma juventude cada vez mais insatisfeita,  as autoridades precisarão de muita habilidade para manter o país nos  trilhos.</p></blockquote>
<div class="translation">Con una popolazione che vive in condizioni di miseria e una sempre maggiore insoddisfazione tra i giovani, alle autorità servirà grande abilità per mantenere calmo il Paese.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/author/claraonofre/' title='elenca tutti gli articoli di Clara Onofre'>Clara Onofre</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppe-castellani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Giuseppe Castellani'>Giuseppe Castellani</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/2011/03/05/angola-revolucao-com-data-marcada/' title='articolo originale  [pt]'>articolo originale  [pt]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/angola-soffia-il-vento-della-rivolta/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-soffia-il-vento-della-rivolta%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-soffia-il-vento-della-rivolta%2F&#038;text=Angola%3A+soffia+il+vento+della+rivolta&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-soffia-il-vento-della-rivolta%2F&#038;title=Angola%3A+soffia+il+vento+della+rivolta' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-soffia-il-vento-della-rivolta%2F&#038;title=Angola%3A+soffia+il+vento+della+rivolta' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-soffia-il-vento-della-rivolta%2F&#038;title=Angola%3A+soffia+il+vento+della+rivolta' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-soffia-il-vento-della-rivolta%2F&#038;title=Angola%3A+soffia+il+vento+della+rivolta' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Angola: gli sgomberi forzati lasciano senza casa migliaia di famiglie</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 04:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Jannelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Angola]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Il governo ha messo in atto un progetto di demolizione di ampie dimensioni nella città di Lubango, provocando per ora 5.000 sfollati nella parte sud-ovest del Paese. L'immagine che prevale dal quadro fornito dai citizen media è quella di una tragedia dagli alti costi sociali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo dell&#39;Angola ha messo in atto una demolizione di grandi dimensioni a <a title="Voce di Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lubango " target="_blank">Lubango</a> [it], la  capitale della provincia di <a title="Voce di Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Hu%C3%ADla " target="_blank">Huíla</a> [it], che ha già causato <a title="Articolo del  web Pambazuka  di notizie del continente africane" href="http://www.pambazuka.org/en/category/comment/67574" target="_blank">5000 sfollati </a> [en] nella parte sud occidentale del Paese.</p>
<p>Durante l&#39;<a title="Articolo del  web Pambazuka di notizie del continente africano" href="http://www.pambazuka.org/pt/category/features/63647">&#8220;operazione&#8221; per demolire i quartieri poveri e le costruzioni anarchiche nel comune di Lubango</a> [pt, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] non solo si è assistito alla violazione dei diritti umani di coloro che sono stati direttamente vittime dell&#39;operazione, ma anche dei giornalisti <a title="Articolo del sito Pambazuka di notizie del continente africane" href="http://www.pambazuka.org/en/category/comment/67574"> che seguivano la notizia e hanno testimoniato di essere stati oggetto di soprusi</a>. Il <a title="Blog  angolano" href="http://guinevereuniversidade.blogspot.com/2010/03/demolicoes-no-lubango-provocam-sete.html">vuoto di informazioni</a> su ciò che sta succedendo, al di là dei proclami che dichiarano si stia facendo &#8220;pulizia per poi costruire aree di interesse pubblico&#8221;, è stato riempito dalle notizie lanciate dai citizen media e dalle informazioni provenienti dalla società civile e dalle organizzazioni religiose.</p>
<div id="attachment_17567" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a title="Blog angolese" href="http://quintasdedebate.blogspot.com/2010/10/imagem-do-presidente-da-republica-fica.html"><img class="size-full wp-image-17567 " title="Sette famiglie sono rimaste senza casa nella zona di Chimucua, senza accesso ai servizi di base (ottobre 2010). Foto di OMUNGA apparsa sul blog Quintas de Debate" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/02/7-Familias-estão-ao-ar-lento-na-zona-da-Chimucua-sem-serviços-essenciais.jpg" alt="Sette famiglie sono rimaste senza casa nella zona di Chimucua, senza accesso ai servizi di base (ottobre 2010). Foto di OMUNGA apparsa sul blog Quintas de Debate" width="480" height="311" /></a><p class="wp-caption-text">Sette famiglie sono rimaste senza casa nella zona di Chimucua, senza accesso ai servizi di base (ottobre 2010). Foto di OMUNGA apparsa sul blog Quintas de Debate</p></div>
<p>Una volta ricostruita questa sorta di puzzle attraverso le notizie fornite da diversi blog, l&#39;immagine che prevale sulle conseguenze sociali delle demolizioni è tragica. Luiz Araújo <a title="Blog angolano" href="http://www.angolaresistente.net/2010/12/14/lubangosuicidaram-se-quatro-jovens/" target="_blank">riassume</a> sul blog <em>Angola Resistente </em>:</p>
<blockquote><p>Desânimo, suicídio, falência dos pequenos negócios de  sobrevivência, frustração por não verem cumpridas as promessas de apoio  ao realojamento, impossibilidade de prosseguir estudos são efeitos  previsíveis do desalojamento e deslocação forçada que têm autores e que  devem ser responsabilizados por esses crimes, pois afinal são isso  mesmo, CRIMES.</p></blockquote>
<div class="translation">Debolezza, suicidi, fallimento di piccole imprese di sussistenza, frustrazione  non vedendo mantenute le promesse di rialloggiamento, l&#39;impossibilità di proseguire con gli studi, sono tutti effetti prevedibili dello sfratto e dello sfollamento forzato, perpetrato da gente che dovrebbe rispondere alla giustizia per questi crimini, perchè non c&#39;è dubbio che di questo si tratta, di crimini.</div>
<div class="Video da Youtube" style="text-align: center;"><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/e/J_9xLeViEfU"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/e/J_9xLeViEfU" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Sul blog <em>Folha8</em>, un articolo di Kuiba Afonso &amp; Arlindo  Santana racconta il <a title="Blog angolano" href="http://folha8.blogspot.com/2011/01/huila-e-os-despejos-moradores-do-predio.html" target="_blank">contesto storico </a> della migrazione a Lubango:</p>
<blockquote><p>Por ocasião do reatamento da guerra depois das eleições   fracassadas de 1992, muita gente foi obrigada a fugir das suas terras de   origem por razões óbvias de sobrevivência. A cidade do Lubango não   escapou às consequências dessas efémeras transumâncias humanas e viu-se a   braços com a chegada de muita gente vinda das cidades, bualas e outros   centros urbanos do sul do país.</p></blockquote>
<div class="translation">A causa della recrudescenza della guerra dopo le fallite elezioni del 1992, molte persone sono state costrette a lasciare le loro terre d&#39;origine per chiare ragioni di sopravvivenza. La città di Lubango non sfugge alle conseguenze di queste effimere migrazioni umane e vede il nascere di conflitti in seguito all&#39;arrivo di molta gente dalle città, <em>bualas</em> [villaggi] e altri centri urbani del sud del Paese.</div>
<p>Quasi due decenni più tardi, Lubango non è più un rifugio per coloro che sono diventati i <a title="Blog angolano" href="http://cnsc2009forum.bligoo.com/content/view/1024005/Demoli-oes-sem-indemniza-o-na-cidde-do-Lubango-deixam-popula-o-em-desgra-a.html">senza tetto di Lubango</a>:</p>
<blockquote><p>Os bulldozers continuaram sob olhar indignado de muitos   cidadãos, que a guerra trouxe a cidade do Lubango em busca de segurança,   mas transformadas pelas instituições estatais em cenário de violações   dos direitos fundamentais do homem, consagrados na Constituição e   Declaração Universal. A guerra terminou há oito anos.</p></blockquote>
<div class="translation">I bulldozer continuano sotto lo sguardo indignato di molti cittadini, spinti dalla guerra a viaggiare fino a Lubango alla ricerca di sicurezza, ma il quadro si è trasformato in seguito al comportamento di istituzioni dello Stato, in una scena di violazione dei diritti umani fondamentali, consacrati dalla Costituzione e dalla Dichiarazione universale. La guerra è finita otto anni fa.</div>
<p>Luis Samacumbi, sul sito <em>Pambazuka news</em>, <a title="Articolo del sito angolano Pambazuka" href="http://www.pambazuka.org/en/category/advocacy/63297" target="_blank">ha scritto </a> sull&#39; inizio della paura e del panico a Lubango:</p>
<blockquote><p>Le demolizioni sono iniziate il 6 marzo del 2010. Il giorno successivo tutto era immerso nella polvere. Era la polvere delle case abbattute il giorno precedente.</p></blockquote>
<div id="attachment_17568" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://quintasdedebate.blogspot.com/2010/10/imagem-do-presidente-da-republica-fica.html"><img class="size-full wp-image-17568" title="Tre vittime non hanno ricevuto nessun tipo di risarcimento (ottobre 2010). Foto di OMUNGA apparso sul blog Quintas de Debate." src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/02/3-Vitimas-não-foram-indeminizadas.jpg" alt="Tre vittime non hanno ricevuto nessun tipo di risarcimento (ottobre 2010). Foto di OMUNGA apparso sul blog Quintas de Debate." width="480" /></a><p class="wp-caption-text">Tre vittime non hanno ricevuto nessun tipo di risarcimento (ottobre 2010). Foto di OMUNGA apparso sul blog Quintas de Debate.</p></div>
<p>Il risultato delle demolizioni di marzo lungo la linea ferroviaria a Lubango, che ha provocato migliaia di sfollati verso Tchavola, a 10 km dal centro della città, è stato drammatico. Oltre alle &#8220;tensioni e ai conflitti fra la popolazione locale e i nuovi arrivati&#8221; causati probabilmente dalla cessione di campi di proprietà di gente del posto ai nuovi &#8220;arrivati&#8221;, Gil Gonçalves del blog <em>Universidade</em>, <a title="Blog angolano" href="http://guinevereuniversidade.blogspot.com/2010/03/demolicoes-no-lubango-provocam-sete.html" target="_blank">ha scritto sulle morti</a>:</p>
<blockquote><p>Várias fontes falam de 7 mortes no total, sendo uma  criança que caiu do camião que transportava pessoas desalojadas, uma  criança que foi atropelada por carros do Governo que fugiam o  apedrejamento de populares no bairro Canguinda, no Domingo, dia 7, um  adulto que desmaiou aquando da demolição da sua casa e acabou por morrer  hoje no hospital Central. Entretanto, a família do finado já está na  Tchavola, lugar onde está a ser depositada a população desalojada, mas  não tem lugar para fazer o óbito. Outras pessoas que morreram incluem  crianças que teriam ficado numa das casas demolidas .</p></blockquote>
<div class="translation">Molte fonti parlano di 7 morti in totale, un bambino caduto da uno dei veicoli che trasportavano gli sfollati, un altro bambino investito da uno dei veicoli del governo che correva sotto il lancio di pietre scagliate dalla popolazione del quartiere di Canguinda, mentre un adulto è svenuto durante la demolizione della sua casa e poi è morto in ospedale. Ne frattempo la famiglia del deceduto si trova a Tchavola, il luogo dove vengono posteggiati gli sfollati, ma non hanno un posto dove organizzare il funerale. Tra i morti si contano anche bambini che sono rimasti in una delle case demolite.</div>
<p>Secondo un <a title="Portale di notizie angolane" href="http://www.a-patria.com/products/isaac%20dos%20anjos%20anuncia%20novas%20demoli%C3%A7%C3%B5es%20no%20lubango/" target="_blank">articolo</a> pubblicato sul portale <em>A Pátria</em> (La patria),  il governatore di Huila, Isaac dos Anjos, ha affermato che le famiglie le cui case sono state distrutte dovrebbero comprare i terreni, ma la gente gli ha risposto che &#8220;non è facile costruire&#8221; senza soldi né materiali. Ninguém [Nessuno] commenta:</p>
<blockquote><p>É louvável que se faça infra-estruturas num país pós  guerra,mas desde que seja de uma maneira mais coerente, responsável e  razoável para com a população e não esses desalojamentos que fazem como  se as pessoas fossem apenas cães rafeiros ou mesmo objectos  descartáveis!!!! Seria muito melhor, se o governo fizesse um aviso  previo(com dois anos de antecedencia) e antecipadamente [reunisse]  condicoes financeiras suficiente para que as pessoas construam suas  novas casas para terem onde ficar quando tiverem que abandonar o espaco  precisado pelo governo.</p></blockquote>
<div class="translation">E&#39; lodevole che vengano costruite delle infrastrutture in un paese uscito da una guerra, ma solo se questo avviene in modo coerente, responsabile e ragionevole pensando alla popolazione e non causando sfratti come questi dove si tratta la gente come cani randagi se non addirittura come oggetti usa e getta!!! Il governo dovrebbe avvertire prima (per lo meno con due anni di preavviso) e dovrebbe creare in anticipo le condizioni finanziarie affinchè la gente possa costruire le nuove case in modo che possano contare di un posto dove vivere quando arriva il momento di cedere lo spazio al governo.</div>
<p><a title="Articolo di un portale di attualità angolana" href="http://www.a-patria.com/products/isaac%20dos%20anjos%20anuncia%20novas%20demoli%C3%A7%C3%B5es%20no%20lubango/" target="_blank">A settembre</a>, “la palla demolitrice è ritornata a volare sulla città di Lubango&#8221;.</p>
<p>L&#39;opera di costruzione lunga 50 metri che si estende lungo una delle sponde del fiume Mukufi, nel centro della città, ha colto di sorpresa &#8220;molte famiglie le cui case non erano state indicate nel gruppo di quelle da demolire, ma che hanno visto invece abbattersi la palla della gru sulle loro abitazioni senza essere state avvertite&#8221; nei quartieri di Lucrécia, Comercial, 14 de Abril e Favorita.</p>
<p>Un <a title="Pagina del forum di democrazia partecipativa" href="http://cnsc2009forum.bligoo.com/content/view/1024005/Demoli-oes-sem-indemniza-o-na-cidde-do-Lubango-deixam-popula-o-em-desgra-a.html">articolo non firmato</a> condiviso dal Centro per lo sviluppo e la cooperazione con l&#39;Angola, sostiene che &#8220;la scia di distruzione si può paragonare solo ai danni inflitti a Haiti dalle forze della natura&#8221;:</p>
<blockquote><p>Desolação, lágrimas e frustração a mistura marcam, desde  quarta-feira, a vida de perto de duas mil famílias desalojadas pelo  governo da província da Huíla, em Angola, seis meses de pois das  primeiras três mil vítimas de demolições forçadas, em Março 2010,  continuarem em condições precárias na zona da Tchavola.</p></blockquote>
<div class="translation">Sfollati, lacrime e frustrazione fusi insieme, da mercoledì hanno distrutto le vite di quasi 2000 famiglie, sfollate per volere del governo della provincia di Huíla, in Angola, sei mesi dopo che le prime tremila persone fossero vittime di esodi forzati nel marzo 2010, e che continuano tuttora a vivere in condizioni precarie nella regione di Tchavola.</div>
<p>Lo stesso articolo sostiene che &#8220;i bambini, i più anziani, i disabili e le donne incinta sono stati trasferiti senza alcun tipo di risarcimento in un posto chiamato Tchumucua, dove non esistono scuole, postazioni sanitarie né acqua potabile&#8221; e che &#8220;alle famiglie degli sfollati è stato dato uno spazio di 92 metri quadrati, dove sono stati obbligati a ricominciare da capo, attraverso un processo di costruzione  diretta [dal governo], senza nessun tipo di aiuto materiale da parte dello stesso&#8221;.</p>
<div id="attachment_17071" class="wp-caption aligncenter" style="width: 335px"><strong> </strong><strong><a title="Blog angolano di notizie" href="http://quintasdedebate.blogspot.com/2010/10/lubango-demolicoes-de-mais-de-mil.html"><img class="size-full wp-image-17071" title="Video apparso sul blog Quintas de Debate: demolizione di più di un migliaio di case a Lubango - Interviste&quot;La voce delle vittime&quot; vittime della zona attorno al fiume Mukufi" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/02/jesselufendo.jpg" alt="Video apparso sul blog Quintas de Debate: demolizione di più di un migliaio di case a Lubango - Interviste&quot;La voce delle vittime&quot; vittime della zona attorno al fiume Mukufi" width="325" height="270" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Video apparso sul blog Quintas de Debate: demolizione di più di un migliaio di case a Lubango - Intervista &quot;La voce delle vittime&quot; alle vittime della zona circostante il fiume Mukufi</p></div>
<p>Secondo il sito web di <a title="Pagina del quotidiano Voa news" href="http://www.voanews.com/portuguese/news/12_09_2010_suicides_youth_namibe-111619879.html">Voice of America</a>, le conseguenze delle inumane condizioni offerte alla popolazione di Huila, e la frustazione causata dalle inaccettabili politiche di rialloggio in condizioni deplorevoli, stanno causando ogni settimana morti tra i più anziani e i bambini, lasciati indietro durante le demolizioni, e hanno già causato il suicidio di quattro giovani a Tchavola e Tchimucua.</p>
<div class="Video da Youtube" style="text-align: center;"><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/e/_lDLL04xlxk"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/e/_lDLL04xlxk" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Ci sono tutte le condizioni perchè nel 2011 la tragedia continui a causa del rilancio di una nuova fase del progetto.</p>
<p>La blogosfera prevede che altre <a title="Blog angolano" href="http://patriciaguinevere.blogspot.com/2011/01/luanda-outra-onda-de-demolicoes-agora.html">venti case</a> del quartiere di Rangel  &#8220;verranno abbandonate al loro destino&#8221;, <a title="Sito di un'organizzazione religiosa" href="http://www.oquedeustemfeitoemtuavida.net/2010/10/demolicoes-em-lubango-angola.html">una chiesa</a> costruita nel 1948, e l&#39;<a title="Pagina del blog folha 8" href="http://folha8.blogspot.com/2011/01/huila-e-os-despejos-moradores-do-predio.html">edificio del 4 Cine</a>. L&#39;associazione dei <em>4 Cine Residents</em> teme che verranno lasciati sulla strada, dato che le alternative che gli sono state proposte lasciano molto a desiderare:</p>
<blockquote><p>«É uma mata fora, sem água, sem energia eléctrica nem  estrada de acesso. (&#8230;) dizem que estão a preparar tendas para preparar  o nosso desalojamento, para uma área sem nenhuma condição de  habitabilidade».</p></blockquote>
<div class="translation">Si trova nella boscaglia, senza acqua, senza energia elettrica né una strada d&#39;accesso. (&#8230;) ci hanno detto che stanno preparando le tende per il nostro accampamento, in una zona che non presenta le condizioni minime di abitabilità.</div>
<p>Il blog <a title="Pagina del blog folha 8" href="http://folha8.blogspot.com/2011/01/huila-e-os-despejos-moradores-do-predio.html"><em>Folha8</em></a> conclude:</p>
<blockquote><p>Dizer que todos estes atentados à dignidade se perpetram  numa repetição de actos de despejo cometidos “éne” vezes desde que  Angola é independente, já se tornou ladainha de pessoas que acreditam  num futuro de Angola em que as coisas melhorarão, o que não passa de um  simples acto de fé, à maneira de crentes que rezam para que Deus os tire  da miséria. Com um pseudo-governo, a agir deste modo, nunca mais!</p></blockquote>
<div class="translation">Tutti questi oltraggi alla dignità perpetrati  con i ripetuti sfratti, sono stati commessi &#8220;innumerevoli&#8221; volte dall&#39;indipendenza dell&#39; Angola, al punto che la gente si rifugia nella preghiera, nella speranza che l&#39;Angola possa offrire condizioni di vita migliori. Non è nient&#39; altro che un semplice atto di fede, come coloro che pregano dio perchè li liberi dalla miseria. Con una specie di governo, che agisce in questo modo, non succederà mai!</div>
<div id="attachment_17566" class="wp-caption alignleft" style="width: 215px"><a title="Blog angolano di informazione" href="http://quintasdedebate.blogspot.com/2010/07/participa-e-divulga-nao-partam-minha.html"><img class="size-medium wp-image-17566" title="Dont tear down my house, Conference about the demolitions and forced evictions. Photo by OMUNGA, on the blog Quintas de Debate" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/02/nao-partam-a-minha-casa-205x300.jpg" alt="Dont tear down my house, Conference about the demolitions and forced evictions. Photo by OMUNGA, on the blog Quintas de Debate" width="205" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Non abbattete la mia casa, Conferenza sulle demolizioni e gli sfratti obbligatori. Foto di OMUNGA, sul blog Quintas de Debate</p></div>
<p>Avvertendo sulle dimensioni effettive delle demolizioni, Jacques Arlindo dos Santos, dell&#39;associazione <a title="Blog di un'associazione angolana" href="http://www.chadecaxinde.net/" target="_blank"><em>Chá  de Caxinde</em></a>, ha lanciato una <a title="Blog angolano" href="http://mukuarimi.blogspot.com/2010/03/demolicoes-no-lubango-abaixo-assinado.html">petizione</a>. Rivolgendosi al Presidente del Parlamento, si è appellato al rispetto dei &#8220;sacri diritti di cittadinanza&#8221; contro &#8220;l&#39;arcaica spinta a demolire case in varie città del paese&#8221;.</p>
<p>OMUNGA, una ONG  (il cui nome significa &#8220;Unione&#8221; in lingua Umbundo), <a title="Blog angolano" href="http://serradachela.blogspot.com/2010/03/reclamacao-contra-as-demolicoes-na.html">dal 2010 si appella</a> al governo affinché si adoperi per &#8220;rispettare la costituzione dell&#39;Angola e gli altri trattati sui diritti umani&#8221;. Durante le demolizioni di marzo aveva chiesto al Parlamento di creare urgentemente una commissione [per indagare e valutare] le reali dimensioni delle demolizioni in corso e ha chiesto al Presidente <a title="Pagina di wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Eduardo_dos_Santos">José Eduardo dos Santos</a> [it] di cessare immediatamente le attività finchè &#8220;non siano messe in atto tutte le necessarie precondizioni per azioni di questo tipo&#8221;.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/author/saritamoreira/' title='elenca tutti gli articoli di Sara Moreira'>Sara Moreira</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giulia-jannelli/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Giulia Jannelli'>Giulia Jannelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/2011/02/22/angola-despejos-em-massa-deslocam-milhares/' title='articolo originale  [pt]'>articolo originale  [pt]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/angola-gli-sgomberi-forzati-lasciano-senza-casa-migliaia-di-famiglie/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-gli-sgomberi-forzati-lasciano-senza-casa-migliaia-di-famiglie%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-gli-sgomberi-forzati-lasciano-senza-casa-migliaia-di-famiglie%2F&#038;text=Angola%3A+gli+sgomberi+forzati+lasciano+senza+casa+migliaia+di+famiglie&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-gli-sgomberi-forzati-lasciano-senza-casa-migliaia-di-famiglie%2F&#038;title=Angola%3A+gli+sgomberi+forzati+lasciano+senza+casa+migliaia+di+famiglie' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-gli-sgomberi-forzati-lasciano-senza-casa-migliaia-di-famiglie%2F&#038;title=Angola%3A+gli+sgomberi+forzati+lasciano+senza+casa+migliaia+di+famiglie' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-gli-sgomberi-forzati-lasciano-senza-casa-migliaia-di-famiglie%2F&#038;title=Angola%3A+gli+sgomberi+forzati+lasciano+senza+casa+migliaia+di+famiglie' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fangola-gli-sgomberi-forzati-lasciano-senza-casa-migliaia-di-famiglie%2F&#038;title=Angola%3A+gli+sgomberi+forzati+lasciano+senza+casa+migliaia+di+famiglie' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>&#8220;Buala&#8221;, portale per dar voce alle culture africane contemporanee di lingua portoghese</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 05:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Puntando a “creare nuovi punti di vista, liberi da pregiudizi e preconcetti coloniali”, Marta Lança e Francisca Bagulho raccontano in un'intervista la creazione e il lancio di questo nuovo progetto: "un portale interdisciplinare di riflessione, critica e documentazione" dedicato alla cultura lusofona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a title="vai al sito" href="http://www.buala.org/">Buala</a> [pt, en, fr] </em>si presenta come<em> </em>“Un portale web interdisciplinare di riflessione, critica e documentazione sulle culture africane contemporanee di lingua portoghese”. In un’intervista a Global Voices le sue creatrici, Marta Lança e Francisca Bagulho, discutono le basi e le origini di uno spazio che affronta temi culturali, storici, politici e artistici in generale, nonché relazionati con la città, spazio per eccellenza del “mutamento costante” e palcoscenico della cultura contemporanea.</p>
<div id="attachment_14381" class="wp-caption aligncenter" style="width: 541px"><a href="http://www.buala.org/"><img class="size-full wp-image-14381  " title="La homepage di Buala.org" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/Screen-shot-2011-01-14-at-03.14.49.png" alt="La homepage di Buala.org" width="531" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">Buala.org</p></div>
<p>Queste due portoghesi, che hanno alle spalle diversi anni di esperienza nella produzione culturale in Africa, hanno lanciato nel 2010 un “progetto globale” allo scopo di “[diffondere] l&#39;operato di diversi &#8216;creatori di cultura&#39; africani, e consentire di “scoprirne molti altri.” Dopo aver presentato il progetto a Maputo, in Luanda, e aver studiato i casi di Capo Verde e del Portogallo, le due hanno fondato un’associazione culturale. Ottenuti i primi finanziamenti, hanno subito cominciato a raccogliere articoli “nei quali sono essenziali la qualità e un certo equilibrio tematico (&#8230;). In seguito il nostro lavoro è stato quello di mantenere quotidianamente lo stesso livello di interesse”.</p>
<p>Marta e Francisca hanno così dato vita a <em>Buala</em>, uno “spazio indipendente”, un “contenitore di articoli lunghi e approfonditi, che trattano di opere serie e complesse pur senza dimenticare mai l&#39;ironia, le culture urbane della gioventù africana e della diaspora, e le persone che studiano l&#39;Africa libere da interpretazioni fantasiose e folli pregiudizi storici, che desiderano contribuire alla riflessione con e sul continente”. Il sito è disponibile in portoghese, francese e inglese, e si rivolge a un pubblico internazionale che forse solo ora, per la prima volta, riesce ad accedere alla cultura e alle esperienze lusoafricane contemporanee. Proprio perché “si propone di promuovere la conoscenza reciproca e costruire ponti”, <em>Buala</em> si caratterizza come progetto bidirezionale.</p>
<p>Dal momento che l&#39;area geografica coperta da <em>Buala</em> viene determinata dai contributi testuali e visivi che vengono inviati dagli utenti, chi visita il sito ha la sensazione che [le differenze interne] all’Africa (e non solo quella lusofona), una volta abbandonati i confini continentali, si appiattiscano in un unicum indistinto. “L&#39;Africa, storicamente, è un continente di migrazioni. L’impatto del traffico di schiavi verso le Americhe e della tarda decolonizzazione si riflettono negli ambiti culturali e sociali che attraversano i diversi contesti geografici, ed è su questi che vale la pena discutere e riflettere.”</p>
<p>L&#39;Africa contemporanea è pertanto intesa nella sua transnazionalità.</p>
<div id="attachment_14385" class="wp-caption aligncenter" style="width: 325px"><a href="http://www.buala.org/"><img class="size-full wp-image-14385   " title="La testata di Buala" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/buala_gr.jpg" alt="" width="315" height="85" /></a><p class="wp-caption-text">Nella lingua quimbundo la parola “bwala” significa casa, villaggio, comunità dove avvengono gli incontri. La decisione di usare un’ortografia diversa, “Buala”, non è dovuta a motivi grafici, ma “per la specifica volontà di non usare una parola propria della lingua quimbundo, poiché lavoriamo in un contesto più internazionale.”</p></div>
<p><strong>Global Voices Online: Raccontateci qualcosa del progetto <em>Buala</em>. Come è nata l’idea?</strong></p>
<p>Buala: L’idea è nata dalla constatazione della scarsità in Africa e nell&#39;intera diaspora africana di studi e divulgazioni dei fenomeni culturali contemporanei che non fossero appesantite dalla nostalgia o dalle prospettive unilaterali che avevano caratterizzato per così tanti anni lo studio del nostro panorama culturale. Inoltre, avvertivamo come molta della conoscenza prodotta sull’Africa non arrivasse ai Paesi africani, né circolasse in modo adeguato tra le persone coinvolte in tale produzione. Sono numerosi gli argomenti, le persone e i fenomeni culturali che meritano di essere trattati in articoli approfonditi, ma che non dispongono dei canali necessari per consentire il dialogo e lo scambio culturale sia entro i Paesi della CPLP (Comunità di Paesi di Lingua Portoghese) che tra questi e il resto del mondo. Abbiamo pensato che Internet sarebbe potuto diventare lo strumento più adatto a diffondere e ampliare questo potenziale, soprattutto tra i giovani; al momento, senza sostenere grandi spese, riusciamo ad avere una media di 500 lettori al giorno.</p>
<p><strong>GVO: Nonostante la diversità tematica degli articoli pubblicati su <em>Buala</em>, appaiono evidenti due costanti: la lingua portoghese e la cultura lusofona&#8230;</strong></p>
<p>B: La lusofonia, della quale si discute ampiamente in tutti i Paesi di lingua portoghese, non implica una conoscenza integrata delle realtà e delle culture delle realtà differenti. <em>Buala</em> cerca di far dialogare queste persone, cercando però di non cadere nella trappola del &#8220;discorso lusofono&#8221;, in particolar modo di quello proveniente dal Portogallo, che molto spesso riverbera il passato. Molte persone visitano questo spazio; condividiamo una lingua comune e realtà interconnesse; ci sentiamo a casa in tutti questi Paesi, ma, a dire il vero, non c&#39;è molta comprensione reciproca, né esistono casi evidenti di artisti di diversi Paesi che riescono a promuovere i propri lavori.</p>
<div id="attachment_14396" class="wp-caption aligncenter" style="width: 541px"><a href="http://www.buala.org/pt/a-ler/lusofonia-identidade-e-diversidade-na-sociedade-em-rede"><img class="size-full wp-image-14396  " title="Buala: Identità e Diversità" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/buala-diversidade.jpg" alt="Buala: Identità e Diversità " width="531" height="377" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;È importante comunicare con la dinamica dei Paesi lusofoni e le loro specifiche particolarità, per rafforzare l’unione, ma non trattare la loro unità come un blocco omogeneo.&quot; Immagine di Antonio Ole apparsa a corredo dell’articolo intitolato &quot;Lusofonia, identità e diversità nella società della rete&quot;</p></div>
<p>Siamo riusciti a vedere i vantaggi insiti in un dialogo sulle diverse prospettive, nell&#39;interesse della condivisione, perché abbiamo una visione generale e al contempo specifica di questi Paesi, delle loro frustrazioni, di ciò che può infastidirli, delle tendenze in atto, di ciò da cui dipendono, dei desideri diffusi, delle pratiche culturali e delle figure che compongono i loro panorami culturali. In particolare, crediamo che esista una nuova generazione che può vivere queste realtà, e che oltre a interiorizzare ed esprimere posizioni de-colonizzate è in grado di includere nella propria cultura anche elementi esterni.</p>
<p>È con queste nuove prospettive e mete che siamo interessati a lavorare senza mistificazioni e senza escludere un approccio post coloniale nell’analisi delle relazioni passate per comprendere quelle presenti. Cerchiamo di fare in modo che lo “spazio della lingua portoghese” non sia più una specie di bolla isolata separata dal resto dell’Africa. Vogliamo dare un contributo affinché i Paesi lusofoni osservino e partecipino a quello che succede nel resto dell’Africa, cosa che a volte non avviene; l’Angola e Capo Verde, ad esempio, comunicano molto di più con il Brasile e il Portogallo che con gli altri Paesi africani. Potremmo affermare lo stesso dello scarso interesse culturale dell’Africa e del mondo verso questi Paesi.</p>
<p>A livello linguistico, siamo interessati ad analizzare le diversità della lingua portoghese, mostrando la varietà di espressioni, gerghi, lessici e varianti di questa lingua dotata di una grande capacità di trasformazione. Invitiamo autori mozambicani, brasiliani, angolani, capoverdiani e portoghesi, e il loro modo di scrivere ci consente di comprendere il pensiero e la cultura dei relativi Paesi, nonché i loro punti di riferimento; oppure, nel caso delle persone che hanno lasciato il proprio Paese di origine, della mescolanza prodotta dalla “diaspora permanente”. Molti autori africani partecipano a <em>Buala</em> perché vogliono contribuire a dare maggiore visibilità a quei lavori che stimolano i giovani a sviluppare un pensiero critico.</p>
<p><strong>GVO: Quali sono i lettori di <em>Buala</em>? Mirate ad ampliare il vostro pubblico?</strong></p>
<p>B: <em>Buala</em> è un portale web interdisciplinare di riflessione, critica e documentazione sulle culture africane contemporanee di lingua portoghese. Abbiamo constatato l&#39;esistenza di progetti simili in francese, inglese, tedesco, e così via, ma anche che il materiale pubblicato in portoghese era davvero limitato. Tali progetti si concentrano in particolare sui Paesi africani di lingua francese e inglese, mentre scarseggiano gli articoli sui Paesi africani di lingua portoghese. Vogliamo proporre una piattaforma per articoli di riflessione e critica che riflettano questa cultura contemporanea all&#39;interno di uno “spazio di lingua portoghese&#8221; realizzato in modo integrato e  contestualizzato, che includa le riflessioni che emergono da altri Paesi e autori. Pertanto, <em>Buala</em> si propone, da un lato, di apportare riflessioni e tradurle - per il momento, solo in francese e inglese, le due lingue che ci sembrano le più importanti e traducibili – e, dall’altro lato, tradurre in portoghese alcune delle più rilevanti discussioni sulla cultura africana contemporanea.</p>
<p>Questa attività di traduzione ci consente senza dubbio di divulgare meglio gli articoli e gli argomenti discussi a livello internazionale. Sebbene sia sempre interessante ampliare il pubblico di lettori, al momento non è possibile tradurre i nostri articoli verso altre lingue, ma siamo convinti che le tre versioni attualmente disponibili ci consentano già di comunicare ad ampio raggio.</p>
<div id="attachment_14399" class="wp-caption aligncenter" style="width: 541px"><a href="http://www.buala.org/pt/cidade/luanda-um-estado-de-urgencia"><img class="size-full wp-image-14399   " title=" Foto di Sérgio Pinto Afonso nell’articolo “Luanda, uno stato di urgenza” di Marta Lança " src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/buala-descolonizados.jpg" alt=" Buala si propone “di creare nuovi punti di vista, liberi da pregiudizi e preconcetti coloniali”. Foto: " width="531" height="359" /></a><p class="wp-caption-text">Buala si propone “di creare nuovi punti di vista, liberi da pregiudizi e preconcetti coloniali.” Foto: Sérgio Pinto Afonso apparsa a corredo di un articolo intitolato “Luanda, uno stato di urgenza” di Marta Lança</p></div>
<p><strong>GVO: La comunità lusofona dei Paesi africani è ancora in costruzione, costretta ancora ad articolare il suo bisogno di decolonizzazione, o sarebbe contradditorio parlare di cultura e decolonizzazione lusofona, considerando che la lingua portoghese in Africa è un’eredità coloniale, il frutto di un processo di colonizzazione che veniva chiamato “civilizzatore”? In che misura l’Africa contemporanea ha messo in discussione questo aspetto? </strong></p>
<p>B: È, in effetti, innanzitutto necessario riflettere sui significati di questa “comunità in costruzione&#8221;, che viene edificata attivamente e, a volte, altrettanto attivamente respinta; di fatto, in questi Paesi, le identità possibili sono tante, al di là della caratteristica comune della lingua portoghese (che dovrebbe anch’essa essere considerata singolarmente in ogni contesto nazionale). Abbiamo pubblicato diversi articoli su <em>Buala</em> che affrontano in modo nuovo il concetto di cultura lusofona, che cercano di individuare le identità culturali condivise dai vari Paesi, che tracciano paragoni con altri modelli di spazi linguistici, economici e culturali, come per esempio la sfera francofona (che in termini di sforzi culturali e identificazione è completamente diversa), e che perseguono aspetti che meritano di essere sviluppati in tale comunità.</p>
<p>Siamo tutti coscienti di questo attributo molto pericoloso della “civilizzazione&#8221;, risalente all&#39;epoca coloniale ma che è rimasto nella mente delle persone così a lungo a causa dell&#39;idea manipolata dell&#39;eccezionalismo del colonialismo portoghese, mascherata dal luso-tropicalismo e da altre teorie palliative. La cultura lusofona dipende dalla narrazione della peculiarità del colonialismo portoghese, che legittima un determinato tipo di presente. E&#39; per questo che riteniamo necessario raccontare storie alternative, ampliare i nostri riferimenti e pubblicare i testi anticoloniali dei combattenti della Resistenza, quelli dei pensatori della negritudine e dei leader dei movimenti indipendentisti, gli scritti dei poeti e dei filosofi e di tutta un’atmosfera cultuale di quell’epoca; [vogliamo trattarli] da una prospettiva che non sia solo storica, ma che rifletta sulla realtà attuale e che esprima visioni artistiche sovversive, in grado di rivoluzionare i vecchi miti.</p>
<div id="attachment_14400" class="wp-caption aligncenter" style="width: 541px"><a href="http://www.buala.org/pt/da-fala/mahla-dos-mocambicanos-mickey-fonseca-e-pipas-forjaz"><img class="size-full wp-image-14400    " title=" Immagine dal film Mahla" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/buala-cinema.jpg" alt=" Immagine dal film Mahla, dei mozambicani Mickey Fonseca e Pipas Forjaz, nel blog Buala “Dá Fala” (dare voce, pt), sulla cultura contemporanea africana " width="531" height="308" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine dal film Mahla, dei mozambicani Mickey Fonseca e Pipas Forjaz, nel blog Buala “Dá Fala” (dare voce, pt), sulla cultura contemporanea africana </p></div>
<p>La lusofonia, a volte, corre il rischio di nascondere un passato violento, un &#8220;politicamente corretto&#8221; condito dalla retorica inebriante dell’interculturalità che ci dà la sensazione di trovarci in uno spazio che si preoccupa realmente delle questioni fondamentali che riguardano la convivenza con l’Altro. Tutto ciò è ipocrita, perché sappiamo che c’è ancora molto razzismo, e non solo in Portogallo. A Capo Verde resiste ancora un profondo razzismo contro gli africani della costa. In Angola, il razzismo è diretto verso i congolesi e permangono irrisolti eterni conflitti tra bianchi, neri e mulatti. In Mozambico, la totale dipendenza dagli aiuti stranieri e dai mercati vicini può indurre disperazione e provocare crisi, <a title="vai al post di GV" href="http://globalvoicesonline.org/2010/09/02/mozambique-violent-unrest-frustration-in-maputo/">come è successo a settembre</a><em> [en, come gli altri link di questo articolo]</em>. São Tomé e Príncipe e la Guinea-Bissau sono ancora poco conosciuti, e hanno urgente bisogno di una maggiore affermazione culturale, di trovare insomma il proprio posto nella scena artistica. Il Brasile esporta la sua cultura in tutto il mondo, ma poco sa di quella degli altri Paesi di lingua portoghese. Date le rispettive posizioni geografiche e gli scambi commerciali preferenziali, questi Paesi hanno altri legami, ma ci interessano esattamente come gli altri.</p>
<p>Pertanto, a parte i punti di contatto dovuti alla storia e alle migrazioni comuni da e verso tali Paesi, ci rifiutiamo di considerare la &#8220;cultura lusofona” come un tutt’uno, come un blocco unico di Paesi. Crediamo in un’unione per rafforzare la lingua e gli scambi culturali, un’unione che ha bisogno di essere promossa meglio (incentivando le borse di studio, <a title="leggi la voce wikipedia sui finanziamenti per artisti" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Artist_in_residence">i finanziamenti per artisti</a>, rendendo meno burocratica la circolazione di arte, cultura e persone, liberandoci di alcuni pregiudizi), ma sempre tenendo in conto le specificità e le diversità di ogni Paese. L’internazionalizzazione ricercata da <em>Buala</em> contribuisce a creare uno spazio dove i Paesi lusofoni sono liberi dalle figure dominanti di ogni capitale, dall’élite culturale, dalla mancanza di una critica costruttiva e di opportunità per le nuove voci. Cerchiamo di ampliare queste visioni faziose e a nostro parere sbagliate con un approccio più intergenerazionale, interdisciplinare e transnazionale.</p>
<div id="attachment_14401" class="wp-caption alignleft" style="width: 329px"><a href="http://www.buala.org/pt/da-fala/curso-de-crioulo"><img class="size-full wp-image-14401    " title="Poster di un corso di lingua creola capoverdiana" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/buala-curso-de-criolo.jpg" alt=" Poster di un corso di lingua creola capoverdiana nel blog di Buala “Dá Fala” (dare voce, pt), sulla cultura africana contemporanea " width="319" height="374" /></a><p class="wp-caption-text">Poster di un corso di lingua creola capoverdiana nel blog di Buala “Dá Fala” (dare voce, pt), sulla cultura africana contemporanea</p></div>
<p>L’Africa contemporanea sfida le visioni paternaliste che hanno dominato la produzione artistica sull&#39;intero continente. Diamo priorità alle nuove generazioni africane che, nonostante siano state ostacolate dai conflitti e dalle guerre dei propri Paesi, sono meno vincolate da una mentalità di repressione, e sono in grado di apportare nuove esperienze e modi di pensare e sognare. I figli della generazione di nazionalisti e indipendentisti hanno reso questa eredità un punto di riferimento per le proprie lotte per affrontare le numerose sfide del presente. Africani che vivono all’estero e mantengono un legame con il continente, che riflettono e assumono posizioni interessanti. Contributi di diversi scrittori non africani che si propongono di affrontare l’Africa senza i racconti triti del passato, ma con una curiosità genuina ed eloquente, in contatto con il mondo cosmopolita in cui vivono.</p>
<p>Se i Paesi africani, tuttora in ricostruzione e caratterizzati da molte mancanze – pieni di opportunismo, dai governi locali agli interessi stranieri, eterni complici del sottosviluppo – non scommettono sulla cultura e l’educazione, non saranno in grado di fare un passo fondamentale per un vero gioco di forza tra pari. <em>Buala</em> cerca di contribuire a questo salto qualitativo con gli strumenti a sua disposizione e di creare fin da subito uno spazio di incontro e discussione accessibile a tutti.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/author/manuelatenreiro/' title='elenca tutti gli articoli di Manuela Tenreiro'>Manuela Tenreiro</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/2011/01/14/lusofonia-buala-da-fala-sobre-culturas-africanas-contemporaneas/' title='articolo originale  [pt]'>articolo originale  [pt]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/buala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F&#038;text=%26%238220%3BBuala%26%238221%3B%2C+portale+per+dar+voce+alle+culture+africane+contemporanee+di+lingua+portoghese&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F&#038;title=%26%238220%3BBuala%26%238221%3B%2C+portale+per+dar+voce+alle+culture+africane+contemporanee+di+lingua+portoghese' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F&#038;title=%26%238220%3BBuala%26%238221%3B%2C+portale+per+dar+voce+alle+culture+africane+contemporanee+di+lingua+portoghese' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F&#038;title=%26%238220%3BBuala%26%238221%3B%2C+portale+per+dar+voce+alle+culture+africane+contemporanee+di+lingua+portoghese' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F&#038;title=%26%238220%3BBuala%26%238221%3B%2C+portale+per+dar+voce+alle+culture+africane+contemporanee+di+lingua+portoghese' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa francofona: eventi tragici e citizen media nel 2010</title>
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		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/africa-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 04:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un altro anno che va a chiudersi con un quadro poco sereno e denso di eventi di primo piano, quello offerto dai citizen media dell'Africa francofona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un altro anno che va a chiudersi con un quadro poco sereno e denso di eventi di primo piano, quello offerto dai citizen media dell&#39;Africa francofona.</em></p>
<p>A imprimere il tono all&#39;intera annata sono stati, già a gennaio, le conseguenze traumatiche del <a title="Speciale sul Terremoto di Haiti da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/haiti-earthquake-2010/">terremoto di Haiti</a>,  l&#39;<a href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/12/togo-disqualified-from-african-cup-following-deadly-attack/">attentato alla squadra africana del Togo, nella provincia di Cabinda (Angola), </a><a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/12/togo-disqualified-from-african-cup-following-deadly-attack/">durante la Coppa d&#39;Africa</a> e il lancio di <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/12/madagascar-new-threats-to-protestant-church-and-free-speech/">gas lacrimogeni sui manifestanti in Madagascar</a>.  Ma la violenza non dà tregua neanche a fine anno, con la crisi politica in Costa d&#39;Avorio, che è costata <a title="Articolo sul tema da Tribune Genève" href="http://www.tdg.ch/node/290230">almeno 173 vite umane</a>, e la tensione sociale che continua ad <a title="Articolo di Global Voices sui disordini in Tunisia" href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/23/tunisia-unemployed-mans-suicide-attempt-sparks-riots/">accendere i tumulti in Tunisia</a>.</p>
<p>Il 2010 è stato per molti Paesi africani anche l&#39;anno del cinquantenario dell&#39;indipendenza, celebrato con la <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/09/african-soldiers-on-the-champs-elysees-on-bastille-day/">controversa parata militare agli Champs-Elysees</a> di Parigi e con il Simposio dei Giovani Leader Africani ospitati dal Presidente Obama. Nel corso dell&#39;anno i citizen media dell&#39;area francofona sono stati ancora una volta all&#39;avanguardia nella diffusione delle informazioni, trovandosi spesso anche sotto minaccia per il semplice fatto di esercitare il diritto alla libera espressione.</p>
<p><strong>Un cattivo presagio</strong></p>
<p>Il terremoto ha colto tutti di sorpresa, eppure, malgrado le frequenti interruzioni del servizio telefonico e la generalizzata scarsità di accesso a internet, i citizen media haitiani <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/15/haiti-getting-the-word-out/">sono stati all&#39;altezza della situazione</a>, fornendo frequenti aggiornamenti e utilissimi resoconti dal luogo del dramma sull&#39;andamento degli <a title="Artcolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/29/haiti-the-politics-of-recovery/">interventi di soccorso</a>.</p>
<p>Nel pieno della tragedia, ha fatto discutere parecchio l&#39;ostentata solidarietà del <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/17/senegal-offers-free-land-to-haitian-earthquake-survivors/">presidente senegalese Wade, quando si è offerto di cedere</a> a titolo gratuito alcuni <a title="Articolo di Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/17/senegal-offers-free-land-to-haitian-earthquake-survivors/">territori del suo Paese </a><a href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/17/senegal-offers-free-land-to-haitian-earthquake-survivors/">ai superstiti del sisma di Haiti</a>. Presso i citizen media senegalesi, haitiani e di tutto il mondo l&#39;offerta è stata accolta da scetticismo misto ad apprezzamento.</p>
<p>Il 18 febbraio  è stato invece il giorno del <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/02/20/coup-in-niger-bloggers-sigh-in-relief-at-the-ousting-of-the-president/">colpo di stato in Niger</a> guidato dal Col. Abdoulaye Adamou Harouna; dopo gli scontri a fuoco nella capitale Niamey, è stato rapito il Presidente <a title="Voce di Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mamadou_Tandja">Mamadou Tandja</a>. In proposito, l&#39;opinione registrata dai citizen media ha oscillato fra il disinteresse e il senso di liberazione.</p>
<p>Anche il continente africano è stato colpito dalla crisi finanziaria e i suoi blogger non hanno fatto mancare <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/05/15/reactions-to-the-greek-financial-crisis-and-the-imf-from-the-africansphere/">reazioni all&#39;evidente disparità di trattamento</a> fra Paesi come la Grecia e le nazioni africane, negli aiuti prestati dal Fondo Monetario Internazionale.</p>
<p>Dalla crisi finanziaria a quella del territorio. Le regioni settentrionali e occidentali dell&#39;Africa sono state lungamente battute dalla pioggia e soggette a violente alluvioni.  Fra i Paesi più colpiti il <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/07/morocco-bloggers-survey-flood-damage/"> Marocco</a>, la <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/19/mauritania-impact-of-floods-aggravated-by-disrupted-transports-lack-of-sewer-systems/">Mauritania</a>, il <a title="Articolo da Global Voices">Benin</a>, la Nigeria e il Togo, dove i primi a dare conto dei fenomeni sono stati spesso proprio i citizen media.</p>
<p>I blogger si sono anche soffermati sulla questione della sicurezza e della stabilità nell&#39;Africa occidentale quando AQIM [Al-Qaeda nel Maghreb islamico] ha occupato a più riprese le prime pagine dei giornali <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/03/mauritania-algeria-analyses-of-the-fallout-from-the-raid-to-free-germaneau/">con la presa di ostaggi nel Mali e l&#39;uccisione in luglio di Michel Germaneau,</a> e poi ancora, qualche tempo dopo, con il <a title="Articolo da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/02/sahel-region-on-paying-ransom-for-hostages/">rapimento di dipendenti dell&#39;AREVA in Niger</a>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/08/AQIM-Area-300x300.png" alt="AQIM Area via Orthuberra su Wikimedia" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">AQIM Area via Orthuberra su Wikimedia - Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0</p></div>
<p><strong>La celebrazione dell&#39;indipendenza nell&#39;Africa francofona.<br />
</strong></p>
<p>A parte il faticoso inizio, per molte nazioni africane il 2010 è stato comunque anche il cinquantesimo anniversario dell&#39;indipendenza e, al tempo stesso, l&#39;anno <a title="Articolo da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/06/17/critical-election-year-across-french-speaking-africa/">critico delle elezioni</a>.  Il ritardo nello sviluppo del progresso umano, alcuni discutibili <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/20/africa-the-scandal-of-the-ill-gotten-gains/">interventi governativi </a> e <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/06/08/50-years-later-independence-and-the-resource-curse-in-francophone-africa">la cattiva gestione delle risorse naturali</a> hanno portato molti blogger a <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/02/17/africa-colonialism-alive-and-well-after-50-years-of-independence/">chiedersi se veramente ci fosse motivo per festeggiare</a>.</p>
<p>Le celebrazioni si sono svolte comunque, e in certi casi <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/14/republic-of-congo-anniversary-of-50-years-of-independence-under-the-shadow-of-unemployment/">senza economia di mezzi, come a Brazzaville</a>, in Congo.</p>
<p>Ma nessuna delle suddette commemorazioni ha suscitato il clamore della <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/09/african-soldiers-on-the-champs-elysees-on-bastille-day/">parata militare svoltasi a Parigi nell&#39;anniversario della Presa della Bastiglia</a> con la partecipazione, su invito del presidente francese Sarkozy, dei militari africani. Considerando le crescenti rivelazioni sulla corruzione della così detta <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7afrique">&#8220;Françafrique</a>&#8220;,  ovvero quel particolare sistema di rapporti che lega i <a href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/12/francafrique-casts-shadow-in-gabon-madagascar-and-mauritania/">leader africani alle lobby francesi</a>, molti osservatori hanno interpretato la presenza degli eserciti africani agli Champs-Elysees come segno di condiscendenza giudicandola a dir poco inopportuna, non dissimile dal <a href="http://globalvoicesonline.org/2007/08/24/senegal-africa-according-to-nicolas-sarkozy/">discorso di Sarkozy</a> a Dakar [c&#39;è stato anche un altro discorso del Presidente a Grenoble, quest&#39;estate, che ha suscitato vigorose reazioni nella blogosfera francofona: quello sulla <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/19/france-racism-and-politics/">criminalità fra gli stranieri</a> e le <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/22/france-discrimination-against-roma-people-labeled-as-thieves/">espulsioni forzate dei Rom</a>.]</p>
<p>L&#39;amministrazione USA ha adottato un approccio diverso nel celebrare i molteplici anniversari africani. All&#39;inizio di agosto, il Presidente Obama ha invitato i <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/07/the-voices-of-young-african-leaders-heard-loud-and-clear-at-the-presidents-forum/">Giovani Leader Africani a un simposio di tre giornate</a> per uno scambio di idee su come consolidare lo sviluppo, i diritti umani e la democrazia. Questa enfasi sui giovani africani ha segnato un netto contrasto con la vecchia rappresentanza dei leader africani schierata il 14 luglio a Parigi.</p>
<p><strong>L&#39;auspicio della trasparenza</strong></p>
<p>Per alcuni Paesi africani il 2010 doveva essere anche l&#39;anno in cui compiere passi significativi verso elezioni libere e trasparenti. Una speranza che è però presto svanita.</p>
<p>A un certo punto, in <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/06/15/rwanda-burundi-what-to-make-of-grenades-explosions/">Burundi</a>, come in Costa d&#39;Avorio, <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/19/guinea-awaiting-the-second-round-of-the-elections-amidst-fraud-allegations/">Guinea</a>, <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/04/madagascar-a-referendum-on-the-new-constitution-proposal/">Madagascar</a> e <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/22/rwanda-tension-before-the-presidential-election-except-for-kagame/">Ruanda</a>, il processo elettorale, guastato da impegni mancati, sospetti di frodi gigantesche e atti di violenza, ha sollevato pesanti interrogativi.</p>
<p>E tuttavia si ha l&#39;impressione che i cittadini siano desiderosi di progredire e dimostrare che i loro Paesi non potranno essere per sempre tenuti a freno da leadership mediocri. L&#39;emergere di una fresca società civile, insieme ai citizen media locali, fanno sperare che qualcosa si stia muovendo, nonostante certe manovre dei governi.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 522px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/oula-kouamouo.jpg" alt="Théophile Kouamouo e Saint-Clavier Oula" width="512" height="392" /><p class="wp-caption-text">Théophile Kouamouo e Saint-Clavier Oula</p></div>
<p>L&#39;influsso esercitato dai citizen media risulta ormai evidente ai governi autoritari africani, al punto da indurli a introdurre massicci provvedimenti in direzione di un maggior controllo censorio dei mezzi di informazione digitali. Nel luglio scorso sono stati arrestati blogger e giornalisti ivoriani <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/07/16/cote-divoire-blogger-and-journalist-arrested-with-his-team-since-july-13th/">per la pubblicazione di documenti riguardanti la corruzione nell&#39;ambito del commercio del cacao e del caffè.</a> Dall&#39;insorgere, a dicembre, della crisi politica in Costa d&#39;Avorio, per via delle minacce personali ricevute, numerosi <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/20/cote-divoire-ivorian-internet-users-fear-a-new-era-of-terror-in-abidjan/">blogger e utenti twitter hanno rinunciato alle attività online</a>, cessando di pubblicare aggiornamenti sulla situazione.</p>
<p>In Madagascar, svariati <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/11/29/madagascar-wave-of-arrests-in-the-aftermath-of-the-failed-coup/">giornalisti e oppositori politici sono stati arrestati</a> per presunta minaccia alla sicurezza nazionale e per aver espresso il loro dissenso online.  Anche nell&#39;isola malgascia si vanno prendendo misure per incrementare i controlli sui contenuti online. Tra le altre, una proposta di legge vuole riservare la gestione dei <a href="http://gazetyavylavitra.wordpress.com/2010/12/23/et-madagascar-entre-dans-la-danse-ou-plutot-lere-de-la-censure/">contenuti digitali ad un unico provider</a> [fr].</p>
<p>Resta da capire se la lezione appresa quest&#39;anno con le difficoltà elettorali in cui si sono dibattute varie nazioni africane sarà assimilata anche dai vicini. Il Senegal e il Camerun sono fra gli Stati che dovranno prossimamente far fronte a importanti impegni elettorali.</p>
<p>Intanto i blogger camerunensi non paiono troppo ottimisti rispetto all&#39; <a title="Articolo sul tema da Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/22/cameroon-cameroonian-blogs-roundup/">imminente tornata elettorale</a>. Come anche in Senegal, i citizen media locali si sono già fatti sentire in merito al <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/07/senegal-wades-son-takes-osentire ver-energy-ministry-as-power-outage-increases/">nepotismo e alla corruzione percepita</a> all&#39;interno della pubblica amministrazione.</p>
<p>Nel 2011 sarebbe bello vedere un quadro rinnovato, con l&#39;interruzione di questa sequela di risultati elettorali dubbi e della violenza nel dopo-elezioni. A popoli tanto resilienti i leader africani lo devono certamente.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/lova-rakotomalala/' title='elenca tutti gli articoli di Lova'>Lova</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Tamara Nigi'>Tamara Nigi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/26/tragedy-bookends-year-2010-for-francophone-citizen-media/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/africa-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;text=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fafrica-francofona-eventi-tragici-e-citizen-media-nel-2010%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+eventi+tragici+e+citizen+media+nel+2010' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Angola: un altro giornalista ucciso: vittima del regime o della violenza urbana?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/10/angola-giornalista-ucciso-vittima-del-regime-o-della-violenza-urbana/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/10/angola-giornalista-ucciso-vittima-del-regime-o-della-violenza-urbana/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 04:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norma Lelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Angola]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<category><![CDATA[Media & Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
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		<description><![CDATA[Albert Graves Chakussanga è stato assassinato da ignoti che gli hanno sparato a sangue freddo in casa a Luanda. La blogosfera locale si chiede: è una vittima della criminalità che tiene in pugno la città, oppure è stato fatto tacere per aver detto cose che non avrebbe dovuto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 5 settembre scorso il giornalista Albert Graves Chakussanga ha perso la vita per mano di ignoti che gli hanno sparato a sangue freddo mentre si trovava nella propria abitazione di Luanda. Secondo <a title="Sito di Reporter Senza Frontiere in inglese" href="http://en.rsf.org/angola-journalist-with-critical-radio-09-09-2010,38334.html">Reporter Senza Frontiere</a>[en], Chukassanga è stato colpito alle spalle con una pistola munita di silenziatore. La cognata del giornalista si trovava in casa, ma non si è accorta di nulla. Le ragioni dell&#39;omicidio non sono ancora state chiarite. E ovviamente la questione non è passata inosservata nella blogosfera angolana.<br />
Sul blog <em><a title="Post originale in portoghese" href="http://blogdangola.blogspot.com">Pensar e Falar Angola</a></em> [pt, <em>come tutti gli altri link, salvo ove diversamente indicato</em>] si legge:</p>
<blockquote><p>Familiares e vizinhos de Chakussanga encontraram o jornalista caído, baleado nas costas, em um corredor de sua casa no distrito de Viana, em Luanda, na manhã de segunda-feira, de acordo com jornalistas locais. Ele era apresentador de um programa semanal de notícias com participação de ouvintes, em língua Umbundu, na emissora privada Rádio Despertar.</p></blockquote>
<p class="translation">Secondo quanto riportato dai giornali locali, i familiari e i vicini di Chakussanga lo hanno trovato lunedì mattina per terra, colpito alle spalle, nell&#39;ingresso della propria abitazione nel quartiere di Viana, a Luanda. Chakussanga curava una rubrica settimanale, all&#39;interno del notiziario in lingua Umbundu, dell&#39;emittente radiofonica privata Rádio Despertar [Svegliati Radio].</p>
<p>Due domande sorgono spontanee. Chakussanga è una vittima della criminalità che tiene in pugno la città, oppure è stato fatto tacere per aver detto cose che non avrebbe dovuto? La risposta non è chiara. Secondo quanto si è saputo, in seguito alle perquisizioni nell&#39;abitazione dello sfortunato giornalista, sembra mancare soltanto una bomboletta di gas per uso domestico. La polizia non ha effettuato arresti e la morte di Alberto Chakussanga, o quella di chiunque altro, appare niente di più che l&#39;ennesimo omicidio di giornalista sul quale indagare.</p>
<p>Sempre secondo lo <a title="Post originale in portoghese" href="http://blogdangola.blogspot.com/">stesso blog</a>:</p>
<blockquote><p>Chakussanga possuía uma legião de ouvintes entre os Ovimbundu, o maior grupo étnico angolano originário do sul do país, base do antigo movimento rebelde<a title="Voce su Wikipedia in portoghese" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Uni%C3%A3o_Nacional_para_a_Independ%C3%AAncia_Total_de_Angola"> UNITA</a>, de acordo com jornalistas locais. A Rádio Despertar foi lançada em Dezembro de 2006 sob os termos do acordo de paz de 2002 entre o partido governante,<a title="Voce su Wikipedia in portoghese" href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Movimento_Popular_de_Liberta%C3%A7%C3%A3o_de_Angola"> MPLA</a> e a UNITA.</p></blockquote>
<p class="translation">Secondo fonti giornalistiche, Chakussanga era seguito regolarmente tra gli Ovimbundu, maggior gruppo etnico originario del sud del Paese, la base del vecchio movimento di ribelli <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Nazionale_per_l%27Indipendenza_Totale_dell%27Angola">UNITA</a>[it]. Rádio Despertar è stata lanciata nel dicembre 2006, a seguito degli accordi di pace del 2002 tra il partito al governo <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_Popolare_di_Liberazione_dell%27Angola">MPLA</a> [it] e lo stesso UNITA.</p>
<p>Sul blog <a title="Post originale in portoghese" href="http://patriciaguinevere.blogspot.com"><em>Universal</em></a> si fa riferimento all&#39;omicidio del giornalista Ricardo de Melo &#8212; caso tutt&#39;ora irrisolto.</p>
<blockquote><p>O assassinato de Alberto Graves Chakussanga é mais um caso em que forças ocultas decidem silenciar jornalistas incómodos. A 18 de Janeiro de 1995, o director da publicação independente, ImparcialFAX, Ricardo de Melo, foi assassinado em Luanda. As autoridades nunca apuraram as circunstâncias da morte de mais esta voz de uma comunicação social não comprometida com o regime no poder.</p></blockquote>
<p class="translation">L&#39;omicidio del giornalista Alberto Graves Chakussanga è un altro esempio di mani ignote che mettono a tacere un giornalista scomodo. Il 18 gennaio 1995  il direttore della testata indipendente ImparcialFAX, Ricardo de Melo, venne assassinato a Luanda. Le autorità non hanno mai scoperto le reali circostanze della morte di questa voce appartenente a una testata d&#39;opposizione al regime al potere.</p>
<p>L&#39;autore del blog <em><a title="Post originale in portoghese" href="http://emangola.wordpress.com">Em Angola</a></em> scrive anche dello sfortunato Chakussanga, sottolineando che fare giornalismo in Angola comporta ancora seri rischi.</p>
<blockquote><p>Não tivesse sido morto, o jornalista Alberto Graves Chakussanga talvez nunca ficasse conhecido. Uma busca pelo nome de Chakussanga no Google gera 16 mil resultados. A prática do jornalismo em Angola é delicada, já que o país é governado por um mesmo partido há três décadas, e não há muita liberdade de imprensa.</p></blockquote>
<p class="translation">Se non fosse stato ucciso, il giornalista Alberto Graves Chakussanga probabilmente non sarebbe stato notato. Cercando su internet il suo nome ora si ottengono 16.000 voci. Fare giornalismo in Angola è rischioso, perché orami da tre decenni è al governo lo stesso partito, e non c&#39;è molta libertà di informazione.</p>
<p>Molte le posizioni di condanna per la morte di Chakussanga, come quella di Reporter Senza Frontiere e anche Mohamed Keita, coordinatore del Comitato per la Difesa dei Giornalisti in Africa. Nella sua dichiarazione, Keita si è appellato alle autorità angolane per fare luce sui motivi di quest&#39;omicidio seguendo il filone del lavoro giornalistico della vittima. Anche la voce di Irina Bokova, direttore generale dell&#39;UNESCO, si è aggiunta alle altre nel condannare pubblicamente l&#39;accaduto. Bovoka manifesta il proprio dolore per la morte del giornalista, così come per quella di altri reporter di diverse nazionalità che hanno perso la vita il mese scorso, dando voce alla propria preoccupazione per l&#39;ondata di omicidi di giornalisti a livello globale.</p>
<p><em><a title="Articolo su Global Voices Online in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/23/angola-update-on-press-freedom-repression-or-urban-violence/">Aggiornamento</a></em> [en]: Il 22 ottobre un altro giornalista di “Radio Despertar” - Antonio Manuel “Jojó” da Silva - è stato ferito da una pugnalata, riporta lo stesso <em><a title="Articolo originale in inglese" href="http://cpj.org/2010/10/in-angola-popular-radio-satirist-injured-in-stabbi.php">Comitato per la Difesa dei Giornalisti</a></em> [en].</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/author/claraonofre/' title='elenca tutti gli articoli di Clara Onofre'>Clara Onofre</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/normal/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Norma Lelli'>Norma Lelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/2010/10/21/angola-jornalista-assassinado-repressao-ou-violencia-urbana/' title='articolo originale  [pt]'>articolo originale  [pt]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/10/angola-giornalista-ucciso-vittima-del-regime-o-della-violenza-urbana/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fangola-giornalista-ucciso-vittima-del-regime-o-della-violenza-urbana%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fangola-giornalista-ucciso-vittima-del-regime-o-della-violenza-urbana%2F&#038;text=Angola%3A+un+altro+giornalista+ucciso%3A+vittima+del+regime+o+della+violenza+urbana%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fangola-giornalista-ucciso-vittima-del-regime-o-della-violenza-urbana%2F&#038;title=Angola%3A+un+altro+giornalista+ucciso%3A+vittima+del+regime+o+della+violenza+urbana%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fangola-giornalista-ucciso-vittima-del-regime-o-della-violenza-urbana%2F&#038;title=Angola%3A+un+altro+giornalista+ucciso%3A+vittima+del+regime+o+della+violenza+urbana%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fangola-giornalista-ucciso-vittima-del-regime-o-della-violenza-urbana%2F&#038;title=Angola%3A+un+altro+giornalista+ucciso%3A+vittima+del+regime+o+della+violenza+urbana%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fangola-giornalista-ucciso-vittima-del-regime-o-della-violenza-urbana%2F&#038;title=Angola%3A+un+altro+giornalista+ucciso%3A+vittima+del+regime+o+della+violenza+urbana%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Angola: il Paese visto da un blogger straniero minacciato di morte</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/06/angola-il-paese-visto-da-un-blogger-straniero-minacciato-di-morte/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 23:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Grati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Angola]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Blogger portoghese che vive in Angola dal 2008 per ragioni di lavoro, Afonso Loureiro riflette su autocensura, libertà d'espressione e attualità politica - oltre agli inattesi rischi della sua attività online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_141974" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a title="Link al sito web si Afonso Loureiro" href="http://afonsoloureiro.net/blog"><img class="size-full wp-image-141974" title="Aerograma" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/aerograma.jpg" alt="" width="200" height="278" /></a><p class="wp-caption-text">Aerogram: il blog di Afonso Loureiro</p></div>
<p>Afonso Loureiro è un blogger portoghese che vive in Angola dal 2008 per ragioni di lavoro: si occupa di cartografia per una società angolana, ed è specializzato nella formazione dello staff locale, con lo scopo preciso di ridurre la dipendenza dagli stranieri che lavorano in quell&#39;area.</p>
<p>Afonso è stato minacciato di morte per quanto ha scritto sul suo blog. In questa intervista racconta di tali episodi, riflette sull&#39;autocensura e sulla libertà di espressione, e parla delle sue prospettive di straniero nel Paese che lo ha accolto.</p>
<p><strong>Come mai hai scelto proprio il blog come forma espressiva?</strong></p>
<p><em><a title="Link al blog di Afonso Loureiro" href="http://afonsoloureiro.net/blog/" target="_blank">Aerograma</a></em> [pt, <em>come tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] è nato principalmente come canale per  comunicare a familiari e amici più stretti le mie esperienze all&#39;estero. Le linee di comunicazione tra l&#39;Angola e il Portogallo non sempre funzionano al meglio e questo è stato il modo che ho trovato per rendere possibile informarli su quanto stavo vivendo. E inoltre il blog sarebbe diventato un archivio di memorie da consultare più avanti. Tuttavia, senza rendermene conto, mi è presto sfuggito di mano. Ho cominciato a scrivere con regolarità e senza pensare soltanto ai miei cari: una vera e propria folla ha iniziato a seguire le mie vicende a Luanda. Il passo successivo sarà il completamento di un libro ispirato al viaggio  descritto <em>in Aerograma</em>.</p>
<p><strong>Da quanto tempo curi il blog?</strong></p>
<p>Ufficialmente, il blog <a title="Link al blog di Afonso Loureiro" href="http://afonsoloureiro.net/blog/?m=200803">è stato creato nel marzo 2008</a>, ma di fatto è partito nel <a title="Link al blog di Afonso Loureiro" href="http://afonsoloureiro.net/blog/?m=200806">giugno</a> successivo, quando sono partito per l&#39;Angola. Poco tempo dopo, ho iniziato a pubblicare articoli a cadenza quotidiana.</p>
<p><strong>Cosa ti ha motivato a scrivere sull&#39;Angola?</strong></p>
<p>Non parlo esclusivamente dell&#39;Angola; scrivo su ciò che provoca in me reazioni emotive. <em>Aerograma</em> è stato creato perché potessi condividere le mie esperienze, che in questo momento riguardano l&#39;Angola, allo scopo di presentare in maniera equilibrata il Paese che mi ospita, nel bene e nel male.</p>
<p><strong>Hai legami di natura familiare con questo Paese?</strong></p>
<p>Da parte della mia famiglia, soltanto mio nonno è stato in Angola, ha prestato servizio militare durante la <a title="Link a Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Portugal_in_World_War_I">Prima Guerra Mondiale</a>, quando ha combattuto contro i tedeschi.</p>
<p><strong>Come descriveresti l&#39;Angola?</strong></p>
<p>L&#39;Angola è un Paese ricco di potenzialità, anche se ferito da una guerra che è diventata ben presto una scusa per l&#39;appropriazione delle risorse da parte di un&#39;élite ristretta. Il petrolio è alla base dell&#39;<a title="Link a Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Economy_of_Angola">economia angolana</a> [en] e l&#39;<a title="Link a Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Agriculture_in_Angola">agricoltura</a> [en] non si è sviluppata al di là della sussistenza. Le nuove generazioni avranno davanti a sé molte sfide, ma dopo un decennio di pace e di crescenti aperture in politica, hanno anche un futuro promettente. Dovendo riassumere l&#39;Angola in una sola parola, userei &#8216;futuro&#39;.</p>
<p>L&#39;Angola sta cercando di costruirsi un&#39;identità, negando la sua <a title="Link a Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/History_of_Angola">storia coloniale</a> [en], ma le tracce di cinque secoli si coesistenza con i portoghesi non possono essere cancellate. L&#39;integrità vera del Paese è stata ottenuta a spese della <a title="Link a Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Languages_of_Angola">lingua portoghese</a> [en], che unisce e distingue la sua gente, eliminando i confini etnici.</p>
<div id="attachment_141983" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a title="Link al blog di Afonso Loureiro" href="http://afonsoloureiro.net/blog/?p=4256"><img class="size-medium wp-image-141983" title="oil-angola" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/oil-angola-375x250.jpg" alt="" width="375" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Barometro economico, da Aerograma; foto sotto licenza Creative Commons</p></div>
<p><strong>Cosa ne pensi della crescita incontrollata del Paese?</strong></p>
<p>La crescita economica dell&#39;Angola è dovuta principalmente alla fluttuazione dei prezzi del petrolio e ai movimenti di capitale. Non si è assistito a una crescita che si traducesse nel miglioramento delle condizioni economiche e sociali. La maggior parte degli investimenti mirano a un ritorno a breve termine, come importazioni oppure hotel di lusso. Gli uomini d&#39;affari angolani sono prevenuti nei confronti dell&#39;investimento nella produzione agricola o industriale, caratterizzati da tempi di ritorno del capitale più dilatati nel tempo.</p>
<p>Fortunatamente, fra tanti problemi rilevanti, le strade sono state ripristinate. Una crescita economica dal basso verso l&#39;alto potrà verificarsi anche con un&#39;economia che vede il petrolio come fonte principale di reddito.</p>
<p>Attualmente l&#39;economia angolana dipende quasi interamente da aziende e competenze tecniche estere che ovviamente sono interessate anche a generare ricchezza per sé. Mentre il personale angolano non è sufficiente a coprire le necessità, la crescita economica del Paese va ad arricchire soltanto gli altri.</p>
<p><strong>Cosa ti piace di più dell&#39;Angola e perché? Cosa ti piace di meno e perché?</strong></p>
<p>Dopo aver viaggiato in buona parte del Paese, dalle fitte foreste del nord fino quasi al deserto meridionale, e dopo essere rimasto stupefatto dagli orizzonti africani senza fine, devo riconoscere che sono le persone ciò che ammiro di più dell&#39;Angola. Specialmente fuori Luanda, ho avuto modo di intrattenere conversazioni assolutamente interessanti e pacate con angolani di tutte le età. Ho scoperto un popolo di combattenti, ancora segnato da una guerra che non era la loro. Ho scoperto studenti impegnati e professionisti di buon livello in cerca di opportunità per mostrare le loro potenzialità.</p>
<div id="attachment_141979" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a title="Link al blog di Afonso Loureiro" href="http://afonsoloureiro.net/blog/?p=4208"><img class="size-medium wp-image-141979" title="smiles-angola" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/smiles-angola-375x250.jpg" alt="" width="375" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Sorrisi, da Aerograma; foto sotto licenza Creative Commons </p></div>
<p>La <a title="Link a Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Corruption_in_Angola">corruzione endemica</a> che pervade il Paese e il clima di guerra che si respira ancora in città sono le principali note negative che mi sento di sottolineare. Questi due fattori creano e inaspriscono l&#39;ineguaglianza e rendono la vita molto difficile alla maggior parte della popolazione. L&#39;appropriazione indebita del denaro pubblico, gli scandali legati alla Banca Nazionale dell&#39;Angola e i progetti megalomani a spese delle infrastrutture riflettono il peggio che c&#39;è in Angola.</p>
<p><strong>Leggi spesso blog scritti da angolani? In caso affermativo, cosa ne pensi?</strong></p>
<p>Il mio elenco di letture comprende molti blog scritti da angolani, brasiliani e portoghesi. Non trovo differenze sostanziali tra di loro che giustifichino una definizione di &#8220;angolanità&#8221; dei blog, se non che derivano dal bagaglio culturale e sociale &#8220;naturale&#8221; di ogni nazione. In genere, i blog degli angolani sono critici nei confronti del loro stesso Paese, ma ciò nonostante rivelano l&#39;amore per l&#39;Angola. Rappresentano luoghi eccellenti per capire come si definiscono gli angolani, che siano emigrati all&#39;estero oppure che vivano in Angola.</p>
<p><strong>Ci hai detto di essere stato minacciato in maniera anonima. Come stanno le cose?<br />
</strong></p>
<p>Cerco di essere equilibrato nell&#39;analisi che svolgo sul Paese, e ogni volta che mi discosto un po&#39; dalla correttezza politica o non mi limito a ripetere la propaganda <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/MPLA">MPLA</a> [en], sono consapevole del fatto che riceverò un feedback poco aperto al dialogo. In questo contesto, c&#39;è anche chi minaccia rappresaglie, sia fisiche che di altra natura. Come è normale in questi casi le minacce sono anonime, ma, e questo è il dato interessante, provengono tutte da angolani che vivono in Portogallo. Mi criticano e minacciano perché non sono allineato con l&#39;ideologia ufficiale, perché non sono conforme nel dire soltanto bene del Paese. Dimenticano che lo scopo di <em>Aerograma</em> non è certo quello di soddisfare l&#39;ego degli altri, ma di avere una funzione di servizio, cioè raccontare le esperienze di una persona in un Paese nuovo, nel bene e nel male.</p>
<p>Ho ricevuto un maggior numero di minacce quando ho rievocato episodi della storia dell&#39;Angola durante la guerra civile. Il <a title="Link a Wikipedia" href="http://www.wikiwak.com/wak/Fraccionismo">27 maggio</a>, per esempio, è ancora tabù parlarne, mi è sembrato di capire.</p>
<p><a title="Link al blog di Afonso Loureiro" href="http://afonsoloureiro.net/blog/?p=4371"><img class="size-medium wp-image-141985" title="La disciplina è alla base dell'unità organizzativa" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/arms-angola-375x250.jpg" alt="La disciplina è alla base dell'unità nell'organizzazione." width="375" height="250" /></a></p>
<p><strong>Come hai risposto alle minacce?</strong></p>
<p>All&#39;inizio ho provato a capire se l&#39;articolo in questione potesse essere interpretato diversamente da come avevo pensato, ma ho capito presto che le minacce erano dirette ad <em>Aerograma</em> esclusivamente perché parlava dell&#39;Angola senza riflettere le posizioni della &#8220;gazzetta ufficiale&#8221;. Ci sono due o tre individui con troppo tempo da perdere che s&#39;incaricano di minacciare quanti parlano dell&#39;Angola. Dopo aver stabilito alcune regole nel filtraggio dei commenti, la maggior parte dei messaggi xenofobi viene cancellata all&#39;istante.</p>
<p>Nonostante sia un compito poco piacevole, analizzo ogni messaggio per scoprire fino a che punto devo prenderlo seriamente. Una delle misure che ho preso è quella di rimuovere la mia foto dalla firma degli articoli.</p>
<p><strong>Cosa vorresti dire a questa gente?<br />
</strong></p>
<p>Quando sono cominciate ad arrivare le minacce, ho scritto una <a title="Link al blog di Afonso Loureiro" href="http://afonsoloureiro.net/blog/?p=3761">lettera aperta</a> dove ho cercato di spiegare che la libertà di espressione è un diritto fondamentale, così come la libertà di ignorare ciò che non ci piace. Ho consigliato a quanti mi hanno minacciato di cercarsi un blog che gradiscono di più, poiché potrebbe essere un sintomo di masochismo insistere a leggere  qualcosa che non piace o fa venire l&#39;allergia. C&#39;è gente che pensa di curare il proprio complesso di inferiorità bistrattando gli altri.</p>
<p>Ancora, ritengo che la blogosfera sia abbastanza grande perché ciascuno possa trovare quello che più gli aggrada o, nel caso in cui non lo trovi, possa creare qualsiasi cosa voglia. Quelli a cui non piace ciò che scrivo hanno a disposizione un buon rimedio: non leggermi.</p>
<p><strong>Hai cambiato in qualche modo gli argomenti affrontati nel blog?</strong></p>
<p>Non ho cambiato tematiche. Se l&#39;avessi fatto, chi mi minacciava avrebbe vinto. Per gli articoli in cui tratto questioni più controverse ora scrivo una breve introduzione in cui anticipo che offenderò qualcuno e che sicuramente arriveranno delle minacce. Ho appena cominciato a evitare di descrivere con precisioni i luoghi dove di solito vivo e lavoro. In alcune delle minacce ricevute sono stati citati luoghi troppo vicini per sentirmi tranquillo.</p>
<div id="attachment_141991" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a title="Link al blog di Afonso Loureiro" href="http://afonsoloureiro.net/blog/?p=1056"><img class="size-medium wp-image-141991" title="voto-angola" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/voto-angola-375x257.jpg" alt="Il voto è segreto. Nessuno è obbligato a rivelare la sua scelta" width="375" height="257" /></a><p class="wp-caption-text">&#39;Il voto è segreto. Nessuno è obbligato a rivelare la sua scelta,&#39; da Aerograma; foto sotto licenza Creative Commons </p></div>
<p><strong>Per concludere, credi che esista la libertà di stampa nel Paese?</strong></p>
<p>Ufficialmente la libertà di stampa esiste, ma in special modo per coloro che vivono in Angola l&#39;autocensura è un problema serio. Bisogna prestare molta attenzione a barcamenarsi tra la linea di pensiero ufficiale e le tematiche dettate dalla coscienza. Per di più, credo che siano due strutture governative separate a operare in Angola: il MPLA, ufficiale e multipartitico, che accetta la libertà di stampa e i principi democratici; e un MPLA monopartitico, la cui struttura lavora all&#39;ombra del governo e difficilmente accetta critiche. Specialmente nelle campagne, gli organi dell&#39;MPLA prendono il posto del governo, anche con i propri servizi di intelligence. Alla base dell&#39;autocensura si trova la paura di questo MPLA-ombra, che agisce e reagisce in modo per così dire anacronistico.</p>
<p>C&#39;è ancora molta strada da fare perché sia garantita la libertà di espressione (e non solo in Angola), ma ritengo che quanto esiste sia ormai consolidato. Più di un angolano riesce ad esprimere le proprie opinioni e il tempo in cui scattavano subito le rappresaglie sembra ormai passato. Il proliferare di settimanali privati è un buon segno.</p>
<div class="notes">[Articolo revisionato da <a title="Link a Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/author/marta-cooper//">Marta Cooper</a>.]</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/clara-onofre/' title='elenca tutti gli articoli di Clara Onofre'>Clara Onofre</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellagr/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Antonella Grati'>Antonella Grati</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/06/01/angola-a-foreign-look-by-afonso-loureiro/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/06/angola-il-paese-visto-da-un-blogger-straniero-minacciato-di-morte/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fangola-il-paese-visto-da-un-blogger-straniero-minacciato-di-morte%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fangola-il-paese-visto-da-un-blogger-straniero-minacciato-di-morte%2F&#038;text=Angola%3A+il+Paese+visto+da+un+blogger+straniero+minacciato+di+morte&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fangola-il-paese-visto-da-un-blogger-straniero-minacciato-di-morte%2F&#038;title=Angola%3A+il+Paese+visto+da+un+blogger+straniero+minacciato+di+morte' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fangola-il-paese-visto-da-un-blogger-straniero-minacciato-di-morte%2F&#038;title=Angola%3A+il+Paese+visto+da+un+blogger+straniero+minacciato+di+morte' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fangola-il-paese-visto-da-un-blogger-straniero-minacciato-di-morte%2F&#038;title=Angola%3A+il+Paese+visto+da+un+blogger+straniero+minacciato+di+morte' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fangola-il-paese-visto-da-un-blogger-straniero-minacciato-di-morte%2F&#038;title=Angola%3A+il+Paese+visto+da+un+blogger+straniero+minacciato+di+morte' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa: storie vissute di ordinaria povertà e grande determinazione</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/03/africa-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/03/africa-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 22:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Norma Lelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Angola]]></category>
		<category><![CDATA[Donne & Genere]]></category>
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		<description><![CDATA[Carrellata di post dei volontari dell'associazione non governativa <em>Concern US</em> che dall'Africa Sub-sahariana raccontano sfide e problemi che i locali si trovano ad affrontare quotidianamente -- da feste e tradizioni agricole ai problemi sanitari alla mancanza d'istruzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è una carrellata di post dai blog dei volontari dell&#39;associazione non governativa<em> Concern US</em> che scrivono dall&#39;Africa Sub-sahariana. <a title="Blog originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/">Gli operatori di Concern US</a> [in] scrivono sul blog regolarmente del proprio lavoro e delle sfide che devono affrontare per aiutare a migliorare le vite dei residenti in Malawi, Tanzania, Sierra Leone, Angola e Repubblica Democratica del Congo.</p>
<p><a title="Sito dell'associazione Concern US in inglese" href="http://www.concernusa.org/">Concern US</a> [in] è un&#39;affiliata dell&#39;associazione <em>Concern Worldwide </em>il cui fine è garantire a quanti vivono in condizioni di estrema povertà il soddisfacimento dei bisogni sociali primari e dei propri diritti.</p>
<p>La nostra carrellata inizia con Cormac Staunton da Dublino<a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/17/zimbabwe-livelihoods/#more-790"> che prende parte ad una vecchia tradizione </a>[in] dello Zimbabwe chiamata <em>Field Day</em> [<em>Festa del Campo]</em>:</p>
<blockquote><p>Osservo il sig. Chinamo, un agricoltore di 83 anni di Gokwe North nella parte centrale dello Zimbabwe, che si erge orgogliosamente sul suo campo. Con al fianco la moglie Clara, sorveglia il raccolto, prende un megafono e comincia a parlare.</p>
<p>Almeno 500 persone stanno a guardare, per la maggior parte sono anch&#39;essi agricoltori dello stesso distretto. Questo è il fulcro della &#8220;Festa del Campo&#8221;, una tradizione secolare delle zone rurali dello Zimbabwe.</p>
<p>Il sig. Chinamo è stato scelto da una giuria di esperti di agricoltura e definito &#8220;l&#39;agricoltore di maggior successo&#8221; tra i 366 che fanno parte del programma Conservation Farming dell&#39;associazione Concern, programma che sono venuto a studiare e documentare da Dublino. Oltre a ricevere un premio, la famiglia Chinamo ha avuto l&#39;onore di ospitare i festeggiamenti di quest&#39;anno.</p></blockquote>
<p>Cormac continua a <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/17/zimbabwe-livelihoods/#more-790">descrivere le attività previste per la Festa del Campo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Mentre la folla si sposta dal campo alla fattoria, in dei grandi vasi si cuoce il cibo per tutti gli ospiti. Le celebrazioni sono una cerimonia condotta dalla comunità, con cantanti e ballerini dai villaggi e dalle scuole, e discorsi dei capi della comunità e dei rappresentanti del gruppo di Concern che opera a Gokwe.</p>
<p>La parte più importante della festa è l&#39;assegnazione dei premi a tutti i vincitori. Alla fine il sig. Chinamo viene issato in aria dagli abitanti del villaggio e gli viene consegnato il premio, che consiste in sementi, fertilizzanti e denaro.</p>
<p>Questi premi provengono da donazioni di aziende private e dal contributo di tutti i villaggi coinvolti. Il concorso ha come scopo quello di rinvigorire le comunità che avevano perso la fiducia nell&#39;agricoltura per lungo tempo.</p>
<p>Il successo di questo programma, specialmente per l&#39;83enne sig. Chinamo, è uno stimolo ed un esempio che motiva gli altri, dimostrando che nonostante le incertezze, seguire i metodi di coltivazione conservativa può portare ad un buon raccolto.</p></blockquote>
<p>Isla Gilmore <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/02/15/tanzania-water/#more-698">parla delle sfide</a> [in] che comporta la vita nelle zone rurali della Tanzania:</p>
<blockquote><p>L&#39;acqua per me è sempre stata immediatamente disponibile.</p>
<p>Per una ragazza di città è difficile immaginare una vita senza acqua pulita. Vivendo in Tanzania mi sono dovuta adattare al fatto che [l&#39;acqua] non si può bere, e ad essere sempre prudente facendola bollire, filtrandola e lavando il cibo con acqua pulita. Ma io vivo a Dar es Salaam e ho a disposizione tutta l&#39;acqua che voglio.</p>
<p>La vita nei villaggi rurali della Tanzania è completamente diversa.</p>
<p>All&#39;inizio di questo mese ho visitato il programma dell&#39;acqua che Concern porta avanti in Tanzania. Il distretto di Biharamulo si trova nella regione di Kagera, vicino al Rwanda. È alquanto diverso di altre parti del Paese in cui lavoriamo perché i villaggi sono situati su colline e vallate.</p>
<p>Ciò significa che le case sono sparse qua e là e che molti dei servizi essenziali sono lontani, compresi i punti d&#39;acqua. La costa e le città più grandi sono lontane; non piove molto; e lo sviluppo è rallentato. Molti abitanti dei villaggi vivono in condizioni di estrema povertà.</p></blockquote>
<p>Da Isla apprendiamo che sono donne e bambini a <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/02/15/tanzania-water/#more-698">trarre i maggiori benefici</a> [in] dall&#39;acqua pulita:</p>
<blockquote><p>Hadija deve affrontare dei problemi che la maggior parte di noi non conosce. Per le donne e i bambini delle zone rurali l&#39;impatto dell&#39;acqua pulita e sicura è incredibile. Per i figli di Hadija significa cambiar vita. &#8220;Spero che potranno andare alla scuola superiore&#8221;, ha detto, &#8220;e poi, chi sa cos&#39;altro riusciranno a ottenere.</p></blockquote>
<p>“I matrimoni combinati sono ancora piuttosto frequenti per le ragazze del Malawi in età scolare” <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/18/malawi-education-2/#more-840">scrive Joseph Scott. </a>[in]</p>
<blockquote><p>Martha è una ragazza di 12 anni, timida ma intelligente, di Nsanje, nel Malawi.<br />
Quest&#39;anno avrebbe dovuto prendere il diploma della scuola elementare (PSLC).<br />
Gli insegnanti pensavano che sarebbe andata alle superiori, visto che era stata la migliore alunna della classe fin dalla prima elementare.  Alla fine dello scorso anno scolastico era sempre la prima della classe. Piena di fiducia, ha fatto vedere al padre il risultato dell&#39;esame. Come qualsiasi bambino che è stato molto bravo a scuola, Marta si aspettava una cascata di elogi. Ma non è andata affatto così; il padre ha guardato svogliatamente il foglio di carta, lo ha piegato e se lo è messo in tasca.</p>
<p>Ciò che Martha non sapeva era che il padre le aveva già trovato un possibile marito, e che nei giorni successivi, sarebbe diventata la nuova moglie di un uomo talmente vecchio da sembrare suo nonno. E per Martha, nonostante gli ottimi risultati negli studi, questo sarebbe stato l&#39;ultimo anno di scuola.</p></blockquote>
<p>Joseph sostiene che<a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/18/malawi-education-2/#more-840"> la povertà e gli usi tradizionali</a> [in] sono la causa dei matrimoni combinati in Malawi:</p>
<blockquote><p>A Nsanje, dove Concern sta lavorando, questo scenario ha interrotto bruscamente i sogni di molte ragazze. Circa il 12 per cento delle donne nel paese ha un&#39;età compresa tra i 6 e i 13 anni, e si stima che il 74 per cento della popolazione qui viva sotto la soglia di povertà.</p>
<p>La povertà e gli usi tradizionali consentono ai genitori di dare in mogli le proprie figlie quando pensano che abbiano raggiunto l&#39;età giusta. Poiché il pretendente paga una dote, adesso si ha questa tendenza: minore è l&#39;età della ragazza, maggiore è la dote.</p></blockquote>
<p>“Circa il 12 per cento dei bambini del Malawi non sopravvive fino al compimento del quinto anno,” <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/05/malawi/#more-754">osserva Megan Christensen </a>[in] nel suo post sulla prevenzione dei decessi in Malawi:</p>
<blockquote><p>Negli Stati Uniti, la maggior parte della gente beneficia di buone strutture igienico-sanitarie, facile accesso ai centri sanitari primari dotati di un buon numero di infermieri e dottori e un&#39;ampia riserva di cibo per garantire un&#39;adeguata alimentazione.<br />
Al contrario, in Malawi, siamo alle prese con alcune delle peggiori statistiche mondiali.<br />
Quasi il 12 per cento dei bambini del Malawi non sopravvive al compimento del quinto anno. Circa il 20 per cento dei bambini qui sono sotto peso, cosa che li rende più deboli rispetto a malattie come la polmonite.</p>
<p>La dissenteria continua ad essere un problema frequente a causa della scarsità di acqua, di servizi igienico-sanitari e di igiene, e in troppi casi conduce alla morte. Si stima che in ogni periodo dell&#39;anno un 30 per cento di bambini sotto i cinque anni soffra di dissenteria.</p>
<p>Queste morti si possono prevenire, qualcuno le ha definite morti &#8220;stupide&#8221;. I bambini non dovrebbero morire di malnutrizione, dissenteria o infezioni comuni che possono facilmente essere curate con antibiotici. Questa è solo una delle ragioni per cui è fondamentale che questo programma inizi quanto prima.</p></blockquote>
<p>Aoife Gleeson in Angola <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/24/angola-livelihoods/#more-857">parla con Abraham</a> [in], Direttore del programma Sostentamento di Concern Angola:</p>
<blockquote><p>Sono quasi le otto di sera e non posso credere di essere ancora in ufficio. La giornata lavorativa qui in Angola comincia alle 7.30 di mattina, quindi sembra più lunga di un giorno normale. Ho finito di lavorare un po&#39; di tempo fa ma mi sono fermata a parlare con Abraham, il Direttore del programma Sostentamento di <em>Concern Angola</em>.<br />
La sua storia è così avvincente e lui racconta in modo così aperto e coinvolgente che mi sono ritrovata completamente assorbita.<br />
Abraham è nato in un piccolo villaggio nell&#39;Etiopia occidentale. È timido nel rivelare la propria età, e ha potuto solo confermare che ha più di 50 anni! Crescendo ha condotto la vita semplice del villaggio e, spinto dai genitori, che erano entrambi analfabeti, ha frequentato la scuola missionaria locale.<br />
Essendo portato per lo studio si è applicato molto e con il tempo è arrivato a vincere un&#39;ambita borsa di studio governativa per frequentare l&#39;università - il primo del suo villaggio a riuscirci.<br />
L&#39;interesse per lo sviluppo e per aiutare la gente - come dice egli stesso &#8220;migliorare la loro situazione&#8221; -  è qualcosa che ha sempre avuto dentro di sé. Abraham si è unito a Concern cinque anni fa e da allora ha sempre vissuto e lavorato in Angola.</p></blockquote>
<p>I due parlano <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/24/angola-livelihoods/#more-857">degli effetti della guerra civile e dei segnali di risanamento in tutto il Paese</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Parliamo di quando è venuto in Angola la prima volta e mi racconta di essere stato veramente colpito dalle cicatrici della guerra tuttora così evidenti:<br />
“C&#39;erano dei carri armati abbandonati ai lati della strada e in mezzo alla città c&#39;era un edificio che stava appoggiato di traverso - come la torre pendente di Pisa - per metà era stato distrutto, mentre nell&#39;altra metà ci viveva ancora qualcuno.&#8221;</p>
<p>Per me, il risanamento dell&#39;Angola di cui parla Abraham è piuttosto evidente. I vecchi edifici vengono abbattuti, sono state costruite nuove strade e anche negozi e uffici moderni. Ma ciò che non è facile da vedere sono le questioni più profonde, che richiedono più tempo per essere risolte.</p></blockquote>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/03/24/angola-livelihoods/#more-857">Discutono anche del lavoro di sviluppo </a>[in] e del relativo impatto sulla comunità:</p>
<blockquote><p>Abraham mi racconta di una vedova in una di queste comunità alla quale vennero date due capre, due anni fa: &#8220;Oggi ha 6 capre ed è riuscita a mandare a scuola i suoi figli, &#8221; spiega.</p>
<p>“Adesso sta sostituendo il tetto d&#39;erba della casa con un rivestimento in metallo - queste capre le hanno veramente cambiato la vita.”</p></blockquote>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.concernusa.org/2010/01/27/drc-emergency/#more-495">Feargal O&#39;Connell incontra Ndoole</a> [in], una donna di 35 anni dalla Repubblica Democratica del Congo:</p>
<blockquote><p>Ndoole ha 35 anni. Ha avuto sette bambini e vive da sette mesi in un accampamento di fortuna, quando è stata costretta a fuggire dal conflitto e dal villaggio natale.<br />
È scappata in un posto chiamato Bukombo dove si erano rifugiate altre famiglie di sfollati. Ci siamo ritrovati a parlare con Ndoole perché uno degli autisti di Concern la stava aiutando con i suoi voucher. Il Mercato <em>Cash Voucher</em> è un&#39;esperienza nuova per tutti i partecipanti, per cui alcuni hanno bisogno di aiuto.<br />
Sono rimasto scioccato quando l&#39;ho sentita dire che voleva pagare le rette scolastiche per quattro dei suoi figli in età scolare: questa decisione avrebbe drasticamente ridotto la sua quota per acquistare generi alimentari di prima necessità. Le ho chiesto perché stava usando 26 dei suoi 28 voucher per le tasse scolastiche. La sua risposta è stata profonda: &#8220;Voglio che i miei figli vadano a scuola, così avranno una vita migliore della mia.&#8221;</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/ndesanjo-macha/' title='elenca tutti gli articoli di Ndesanjo Macha'>Ndesanjo Macha</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/normal/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Norma Lelli'>Norma Lelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/03/25/africa-notes-from-the-field/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/03/africa-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F&#038;text=Africa%3A+storie+vissute+di+ordinaria+povert%C3%A0+e+grande+determinazione&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F&#038;title=Africa%3A+storie+vissute+di+ordinaria+povert%C3%A0+e+grande+determinazione' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F&#038;title=Africa%3A+storie+vissute+di+ordinaria+povert%C3%A0+e+grande+determinazione' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F&#038;title=Africa%3A+storie+vissute+di+ordinaria+povert%C3%A0+e+grande+determinazione' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Fafrica-storie-vissute-di-ordinaria-poverta-e-grande-determinazione%2F&#038;title=Africa%3A+storie+vissute+di+ordinaria+povert%C3%A0+e+grande+determinazione' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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