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Pakistan

archivio per paese · 49 articoli


altri articoli: mini-profilo di Pakistan

2 maggio 2011

Pakistan: reazioni online all'uccisione di Osama Bin Laden

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Ancor prima del discorso del Presidente USA, su Twitter si era già diffusa la notizia dell'uccisione di Osama Bin Laden. E le reazioni dei pakistani hanno cominciato ad affiorare mentre il raid era ancora in corso: eccone un'ampia panoramica.

Pakistan: il raid per uccidere Osama bin Laden in diretta su Twitter da Abbottabad

In maniera del tutto inconsapevole, Sohaib Athar ha commentato il raid contro Osama bin Laden minuto per minuto su Twitter, a partire dall'una di notte quando ha sentito un elicottero volare sulla città. Ecco la trascrizione integrale dei suoi tweet.

19 aprile 2011

Asia meridionale: reazioni alla legge francese anti-burqa

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Il recente divieto sul burqa e sul niqab imposto dalla Francia ha dato adito ad una serie di reazioni nelle varie blogosfere di tutto il mondo. Alcuni blogger dell'Asia meridionale hanno affrontato l'argomento ed espresso le proprie opinioni.

4 marzo 2011

Inglese

Shahbaz Bhatti è la seconda vittima eccellente in due mesi. Sul blog  Terrorland, il giornalista e scrittore pakistano Habib Sulemani parla dell'assassinio a Islamabad del Ministro Federale per le Minoranze.

Cattolico, si batteva per cambiare le leggi sulla blasfemia. “Insieme ad altri settori della società” dice il blogger “i gruppi che difendono i diritti umani restano per arcani motivi in silenzio di fronte all'ondata di estremismo innescata di recente, soprattutto ai danni di gente di fama liberale.”

Sulemani se la prende con la Human Rights Commission of Pakistan (HRCP), con Rozan, con Aurat Foundation e con svariate altre migliaia di ONG, leader inclusi, per quello che definisce un silenzio criminale davanti alla distruzione della società pakistana. Poi propone una disamina dei pregi e dei difetti delle ONG, che, a suo giudizio, stanno cambiando in peggio, meritandosi non di rado, a porte chiuse, anche valutazioni poco lusinghiere da parte dei comuni cittadini.

29 gennaio 2011

Inglese

I graffiti prodotti dalle rivoluzioni continuano a vivere quando queste si spengono; gli slogan sono spesso seppelliti con i loro resti mortali. Questo più o meno il senso di una frase coniata dal blogger iFaqeer per dire che questi slogan andrebbero diffusi e conosciuti perché sono, a suo dire, “la parte più stimolante delle manifestazioni di strada”. Il blogger esorta quindi i manifestanti di Egitto, Yemen e Tunisia, come chiunque conosca l'arabo - anche chi stesse osservando da lontano - a pubblicare quelle parole, quelle frasi, quei canti, e, soprattuto, a tradurli, pur dicendosi consapevole di come a nessun'opera d'arte si possa render giustizia con la traduzione. iFaqeer, che sembra dunque sposare la tesi dell'intraducibilità, “osa” però sperare di tener viva in qualche modo una concordanza. Intanto ha trovato un blog che sembra fare al caso suo. E in calce al post, lo stesso Rezwan promette interessanti sviluppi.

10 gennaio 2011

Pakistan: l'uccisione di Salman Taseer e la controversa norma sulla blasfemia

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In uno dei momenti più tristi della già difficile storia politica del Paese, arriva l'assassinio a sangue freddo del Governatore del Punjab -- per la sua opposizione alla nota legge sulla blasfemia. Tanti i netizien locali che lo ricordano e commentano sull'attuale scenario socio-politico.

31 dicembre 2010

Pakistan: abusi ed eccessi della legge sulla blasfemia

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L'interpretazione di tale norma continua a suscitare polemiche, e gli attivisti per i diritti umani rilanciano critiche e contestazioni. La legge viene spesso usata come strumento per diffondere violenza e incutere terrore, in modo particolare tra le minoranze. Anche i netizen ne discutono e ne invocano l'abrogazione.

14 novembre 2010

video articoli
Video: “It Gets Better”, campagna online per sostenere i giovani omosessuali

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La campagna It Gets Better, lanciata dagli attivisti Usa e presto diffusasi in tutto il mondo, mira a prevenire i suicidi tra gay e lesbiche adolescenti grazie ai filmati auto-prodotti che raccontano storie reali. L'iniziativa viene ufficialmente appoggiata da Barack Obama e Hillary Clinton.

1 novembre 2010

Inglese

Quando nel 1999 il Gen. Pervez Musharraf [it] rovesciò con un colpo di Stato il governo in carica per diventare il decimo Presidente, pochi nel mondo dell'informazione immaginavano la monumentale metamorfosi che avrebbe colpito il Paese di lì a poco. Il Pakistan si è ritrovato nel bel mezzo di un’esplosione mediatica di così ampia portata che nel novembre 2007 Musharraf dichiarava lo stato di emergenza e vietava le trasmissioni delle TV private. Le misure repressive adottate hanno così spinto i cittadini a usare mezzi di comunicazione alternativi, favorendo la nascita dei blog, mentre gruppo di giovani professionisti creava il primo sito web di giornalismo partecipativo, SeenReport, dove le notizie possono essere condividese direttamente via cellulare. Ce ne parla Sonya Rehman [en], descrivendo la rapida diffusione del citizen journalism in Pakistan.

6 ottobre 2010

Pakistan: Il misterioso caso di Aafia Siddiqui, il “fantasma di Bagram”

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Il recente verdetto della corte federale di New York, che commina 86 anni di reclusione alla scienziata pakistana Aafia Siddiqui, è stato oggetto di accese discussioni, anche oltre i confini del Pakistan e degli Stati Uniti: ricostruiamo la sua vicenda e riportiamo i commenti più rappresentativi.

27 agosto 2010

Inglese

“Se c'è una cosa che è bene il governo impari da queste inondazioni è prendere più seriamente l'istruzione e mettere le donne in condizione di agire”. E' quanto scrive [en] Dr. Syed Nabeel Zafar dal campo medico di Sukkur, nella provincia pakistana di Sindh, colpita da una seconda ondata di monsoni. Il suo intervento è pubblicato sul blog Teeth Maestro [en] in una rassegna dal titolo Field notes from doctors of a relief team [Appunti sul campo dai medici di una squadra di soccorso]. Sul blog una sintesi, giorno per giorno, dell'attività condotta dalla squadra. Secondo Syed Nabeel Zafar, il già immane compito di dare aiuto agli sfollati è amplificato da un retroterra culturale assai difficile. Così prosegue il medico: “Se gli sfollati fossero più istruiti, per il governo sarebbe molto più semplice provvedere alla loro sistemazione. Come fa una madre a prendersi cura di 10-15 bambini? È semplicemente impossibile.” A confermare questa impressione è l'esperienza del Dr. Nighats: alcune donne che avevano ricevuto informazioni sulla pianificazione familiare gli hanno chiesto se non temesse Allah, oppure dicevano: “I nostri mariti vogliono così. Ci picchiano”. Molte donne capiscono perfettamente, ma gli uomini no. In uno dei nostri campi, una donna è venuta a chiederci la pillola contraccettiva. Cosa decisamente sorprendente….purtroppo però nessuno ne disponeva.

12 agosto 2010

Pakistan: indignazione per lo stupro di un'infermiera in un ospedale di Karachi

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Veementi le proteste nel Paese per l'episodio avvenuto in una struttura pubblica. Parecchi blogger denunciano l'impellente bisogno di un miglioramento delle norme sulle molestie nei luoghi di lavoro e chiedono forti interventi per frenare l'aumento delle violenze sessuali.

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