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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Tunisia</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Tunisia: elezioni imparziali e trasparenti !!?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tunisia-elezioni-imparziali-e-trasparenti/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tunisia-elezioni-imparziali-e-trasparenti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 05:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle elezioni del 25 ottobre, il Presidente Ben Ali è stato riconfermato per la quinta volta con l'89.62%, mentre il suo partito si è aggiudicato 161 su 214 seggi parlamentari. Le reazioni della blogosfera locale ribadiscono però le misure repressive (e anche i brogli) del processo elettorale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lina-ben-mhenni/">Lina Ben Mhenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/26/tunisia-elections-fairness-and-impartiality/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Come previsto, il presidente tunisino Zine Al Abidine Ben Ali ha vinto le elezioni per la quinta volta. Quel che ha colto molti di sorpresa è stata la percentuale: 89.62%. I sondaggi pre-elettorali avevano previsto una vittoria ancora più schiacciante.</p>
<p>Anche il partito di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zine_El-Abidine_Ben_Ali">Ben Ali</a> [it], il Raggruppamento Costituzionale Democratico, ha ottenuto un ottimo risultato. Il partito di maggioranza ha infatti conquistato 161 dei 214 seggi parlamentari. Gli altri 53 sono stati assegnati a sei partiti diversi: 16 seggi sono andati al Movimento Socialdemocratico; 12 al Partito dell&#39;Unione Popolare, guidato da Mohamed Bouchiha; 9 seggi all&#39;Unione Democratica [UDU] di Ahmed Inoubli; 8 seggi al Partito Liberal-Socialista; 6 seggi ai Verdi per il Progresso e 2 per Ettajdid [Rinnovamento] di Ahmed Brahim.</p>
<p>Il partito di Ben Ali ha posto grande enfasi sulla trasparenza e l&#39;imparzialità di queste elezioni. Ma i leader dell&#39;opposizione e i blogger sono di tutt&#39;altra opinione: secondo loro, infatti, le elezioni presidenziali e legislative tenutesi lo scorso 25 ottobre sarebbero state caratterizzate da misure repressive e controlli soffocanti sul processo elettorale.</p>
<p><a title="Post in arabo" href="http://arabasta1.blogspot.com/2009/10/blog-post_26.html"><em>Arabasta</em></a> [ar] commenta ironico:</p>
<div class="arabic">مبروك عليكم ما عملتو<br />
نتوجه بالشكر أولا إلى الشعب التونسي اللي قام بواجبو الإنتخابي في كنف الديموقراطية و الشفافية و الروح الرياضية البارح و إنتخب رئيس جديد للبلاد و مجلس نواب أخر لمدة خمسة سنين. الإختيار هذا كان محكم و مدروس و حتى واحد ما حاول يأثر على العباد و حتى من التلفزة و الصحافة كانو في المستوى و عطاو وقت متساوي لكل المترشحين و الأنصار متاعهم بقطع النظر عن<br />
قربهم أو بعدهم عن السلطة</p>
<p>نتوجه بالشكر زادة لسيادة رئيس الجمهورية (لمدة 5 سنوات أخرى) و نعتذر عن عدم الدعوة و التصويت ليه و نستنكر و نشجب<br />
التصرفات المشينة هذي أما نذكر أنو عمري ما شككت في نزاهة الإنتخابات و حريتها، فمن المعروف أنو في حالة تزوير الإنتخابات النتائج تكون من نوع 99،98% لكن الملاحظ النزيه يعرف أنو نتيجة  2009 ما تبعدش برشة على النسبة اللي ربح بيها شيراك في 2002 في فرنسا و لذا فالإنتخابات هذي إرتقت بينا إلى مصاف الدول العظمى و المتقدمة</p>
</div>
<div class="translation">Congratulazioni per quanto avete fatto!<br />
I miei ringraziamenti vanno prima di tutto ai cittadini tunisini, i quali hanno compiuto il proprio dovere elettorale all&#39;interno di un quadro istituzionale democratico e trasparente, allestito ieri per l&#39;occasione. I cittadini hanno scelto un nuovo presidente e un nuovo parlamento per il Paese, per altri cinque anni. Si è trattato di una decisione coscienziosa e ben ponderata. Nessuno ha cercato di influenzare gli elettori e persino i media nazionali, come TV e stampa, sono stati neutrali garantendo uno spazio uguale ai candidati ed ai loro sostenitori, a prescindere dalla loro relazione con il governo.<br />
Inoltre, vorrei ringraziare il Presidente (per altri cinque anni) e scusarmi per non averLo né sostenuto né votato. Condanno questo comportamento vergognoso anche se non metto in dubbio la neutralità e l&#39;imparzialità delle elezioni. Come sappiamo, se ci fossero stati dei brogli elettorali il risultato sarebbe stato del 98.99%. Ma un osservatore obiettivo sa che i risultati del 2009 non sono poi così diversi da quelli francesi del 2002, quando vinse Chirac. Perciò possiamo affermare che queste elezioni hanno elevato la Tunisia al rango di nazione sviluppata e democratica.</div>
<p><a title="Post in arabo" href="http://nakhlat.blogspot.com/2009/10/blog-post_26.html"><em>Nakhlet Wed El Bey</em></a> [ar] (La palma sul fiume Bey) ha scritto in dialetto tunisino quanto segue:</p>
<div class="arabic">أنا لا أشكك في نزاهة التمثيلية الإنتخابية<br />
&#8230;<br />
آش كان عليه لو كان حلّينا اللعب شويّة<br />
و نزعنا الأكمام من أفوه المعارضة الحقيقية<br />
لإنتصر الرئيس بسبعة و سبعين في المية<br />
و انتزعنا من قلوب الرعايا النفاق و السكيزوفرينية</div>
<div class="translation">Non metto in dubbio l&#39;imparzialità e la trasparenza della farsa delle elezioni tunisine.<br />
Ma se fossimo più flessibili<br />
E se togliessimo la museruola dalla bocca della vera opposizione<br />
In questo modo il presidente avrebbe vinto lo stesso, ma con il 77.7%<br />
E noi avremmo rimosso l&#39;ipocrisìa e la schizofrenìa dai cuori di questo Paese</div>
<p><a title="Post in arabo" href="http://a-free-tn.blogspot.com/2009/10/blog-post.html"><em>Some Thoughts from Tunisia</em></a> [ar], dal canto suo, descrive un evento a cui ha assistito poco prima di votare, sul finire della giornata:</p>
<div class="arabic">كيما قلت سبقني مرافقي للقاعة متاع الانتخاب وكيف دخلت انا نلقا الدنيا داخلة بعضها والجماعة يتغامزو عليه ويتلفوا في الجرّة (ما فاقوش اللي احنا مع بعضنا). اكهو فهمت آش صار: ضهر السيّد مازال في دارو وهوما ريڨلولو اموروا وانتخبوا في بلاصتوا وصححوا في الدفتر في بلاصتوا&#8230; آيا قالولو ما صار شيء برّا للخلوة اختار وموش لازم تصحح (الورقة كلها مصححة وماعادش فمة بلايص)&#8230; هاذا كلّو صاير وانا واقف نتفرّج!! السيّد مشى للخلوة وانا نسمع فيهم يْوَشْوْشُو ويحكيو بالسرقة بالحرف الواحد:<br />
&#8220;هذا العمدة انتخب في بلاصتوا&#8230;!!!!&#8221;</div>
<div class="translation">Come dicevo, un mio amico è entrato prima di me nel seggio elettorale. Quando sono entrato anch&#39;io ho visto i presenti confusi, alcuni ammiccavano e facevano finta di niente (non avevano capito che eravamo insieme). All&#39;improvviso ho capito tutto: mentre il mio amico era ancora a casa sua, qualcuno ha votato e firmato per lui.<br />
Alcune persone gli hanno detto: &#8220;Non è successo niente, puoi scegliere i tuoi candidati ma non devi firmare. (Tutto il documento era firmato e non c&#39;era spazio nemmeno per una sola firma).<br />
Questo mentre aspettavo il mio turno lì dentro. Il mio amico è andato a votare e ho sentito quegli uomini sussurrare:<br />
L&#39;<a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Governatorati_della_Tunisia">“Omda”</a> [it] (capo circoscrizione) ha votato al suo posto.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Tunisia: favorevole al governo la campagna elettorale per le presidenziali?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/8993/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/8993/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 04:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre il Paese va preparandosi alle prossime elezioni presidenziali del 25 ottobre, sembra vigere la regola dei due pesi e due misure quando si tratta di accertare la regolarità dei (pochi) candidati in lizza. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lina-ben-mhenni/">Lina Ben Mhenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/17/tunisia-electoral-campaign-not-on-track/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La Tunisia sta preparandosi alle prossime elezioni presidenziali del 25 ottobre. La campagna elettorale è iniziata l&#39;11 ottobre, ma non tutti i partiti e i politici sono pronti a prendere parte alla competizione. Tra questi partiti c&#39;è Attajdid (Il Rinnovamento), i cui manifesti sono assenti dagli spazi elettorali. Al partito è stato anche impedito di iniziare la propria campagna elettorale. E se ciò non dovesse bastare, le autorità hanno censurato il giornale portavoce del partito “Attariq Al Jadeed” (La Nuova Direzione) senza una convincente ragione, come spiegato dal blogger <a title="Post originale in arabo" href="http://tunisiesocio-democatique.blogspot.com/2009/10/149.html">Sofiene Chourabi</a> [ar]:</p>
<blockquote><p>حجزت مصالح وزارة الداخلية العدد 149 من جريدة الطريق الجديد بجمع كلّ الأعداد الموجودة بالمطبعة مساء السبت 10 أكتوبر وإشعار صاحب المطبعة بحجز العدد بدعوى تضمنه للبيانين الانتخابيين لحركة التجديد في حين أنه مؤرخ يوم 10 أكتوبر أي قبل انطلاق الحملة الانتخابية وهي تعلات واهية باعتبار أن العدد كان بصدد الطبع مساء السبت 10 أكتوبر ليوزع على الأسواق ابتداء من يوم الأحد 11 أكتوبر الذي تنطلق فيه الحملة الانتخابية.</p></blockquote>
<div class="translation">Il pomeriggio di sabato 10 ottobre, il Ministro degli Interni ha impedito l&#39;uscita dell&#39;edizione numero 149 del giornale “Attariq Al Jadeed”. Ciò è stato possibile bloccando tutte le edizione stampate nella tipografia del giornale e informando l&#39;editore che la confisca era dovuta al fatto che il numero conteneva i due manifesti elettorali del partito “Attajdeed “ con la data del 10 ottobre, mentre la campagna elettorale iniziava l&#39;11 ottobre. Questi argomenti non hanno senso logico, dal momento che il numero del giornale è stato stampato sabato 10 ottobre al fine di essere distribuito domenica 11 ottobre, il giorno d&#39;inizio della campagna elettorale.</div>
<p>Dall&#39;altra parte, invece, i manifesti che ritraggono il candidato del partito del governo - Il presidente tunisino <a title="Post originale inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zine_El_Abidine_Ben_Ali">Zine El Abidine ben Ali</a> [in]- si trovano ovunque e qualche volta anche in spazi illegali. Egli è anche apparso diverse volte in TV per promuovere la sua candidatura, e ciò non è consentito secondo quanto stabilito nel codice elettorale. </p>
<p><a title="Post originale in arabo" href="http://bons-baisers-de-tunisie.blogspot.com/2009/10/blog-post_1281.html"><em>Bons Baisers de Tunisie</em></a> [ar] interviene su questa questione, contrapponendo i dettagli della normativa elettorale con le immagini della campagna del candidato governativo su un canale televisivo privato.</p>
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		<title>Maghreb: punti di vista sull&#039;Iran</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/maghreb-punti-di-vista-sulliran/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/maghreb-punti-di-vista-sulliran/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 06:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche i blogger del Maghreb seguono e commentano gli sviluppi della crisi post-elettorale in Iran. In questa panoramica, alcuni analizzano la rappresentazione mediatica di taglio occidentale, altri criticano la reazione di Mir Houssain Moussavi. Sembra tuttavia che la maggioranza stia dalla parte dei manifestanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/21/iran-the-view-from-the-maghreb/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Così come il mondo assiste al rapido evolversi degli eventi, anche i blogger del Maghreb seguono e commentano gli sviluppi della crisi post-elettorale in Iran. Alcuni hanno analizzato la rappresentazione mediatica dell&#39;evento prodotta dalle testate occidentali, altri hanno criticato la reazione di Mir Houssain Moussavi, tuttavia sembra che la maggioranza stia dalla parte dei manifestanti.</p>
<div id="attachment_81165" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.flickr.com/photos/60053005@N00/show/"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/iran-300x196.jpg" alt="Immagine senza titolo di una manifestante iraniano, di SIR su Flickr" title="Immagine senza titolo di una manifestante iraniana, di SIR su Flickr" width="300" height="196" class="size-medium wp-image-81165" /></a>
<p class="wp-caption-text">Immagine senza titolo di una manifestante iraniana, inserita da SIR su Flickr</p>
</div>
<p>Su <em>Aghora</em>, il blogger marocchino <em><a title="Post in arabo" href="http://elhamribadr.blogspot.com/2009/06/blog-post_20.html">Badr al Hamry</a></em> [ar] loda il ruolo svolto da microblogger e media partecipati per la copertura garantita agli eventi in Iran, e la loro capacità di eludere le restrizioni governative e i suoi tentativi di bloccare l&#39;accesso alle principali piattaforme online. Ecco cosa scrive:</p>
<blockquote>
<div class="arabic">
يوما بعد يوم تأكد صحافة المواطن أنها المستقبل بامتياز!<br />
مناسبة هذا الكلام هــو ما قامت به السلطة الإيرانية و بكل قوة، منع الــعديد من المنابر الإعلامية والصحافية تغطية المظاهرات والاحتجاجات و نقل أخبارها للعالم، و تعطيل لخدمات الرسائل الهاتفية. في الوقت الذي حققت فيه مجموعة من المدونات على الأنترنيت انتصارا كبيرا / كمدونات الفيس بوك،و التويتر، و فليكر، و اليوتوب الموقع العالمي لشرائط الفيديو، محققة بذلك انتصار على كل سلطة تحاول منع تسرب أية معلومات خارج إيران، و خنق حرية التعبير.</p>
<p>و نظرا للاقبال الهائل الذي حققته تلك المدونات،و تغطيتها المتميزة للأحداث فقد وصفت هذه الحركة الإلكترونية من طرف المتتبعين بــــــ &#8220;الثورة&#8221; وهذا ليس غريبا على دولة يوجد فيها 23 مليون مشترك في خدمة الإنترنيت من أصل 70 مليون نسمة.</p></div>
</blockquote>
<div class="translation">
Giorno dopo giorno, il giornalismo partecipativo dimostra di essere sempre più il futuro <em>par excellence</em>!<br />
Le autorità iraniane hanno cercato in tutti i modi di impedire alla stampa e altre testate di riportare dimostrazioni e proteste, la trasmissione di notizie oltre i confini nazionali, [ad esempio] bloccando i servizi telefonici di SMS. Nel frattempo un gruppo di blogger e utenti di Internet - con l&#39;aiuto di diverse piattaforme come Facebook, Twitter, Flickr, Youtube - è riuscito a eludere i controlli messi in atto per filtrare l&#39;informazione verso l&#39;esterno e soffocare la libertà di espressione.<br />
Grazie all&#39;ampia popolarità di alcuni blog e all&#39;eccellente copertura degli eventi, alcuni osservatori sono arrivati a descrivere questo fenomeno come una &#8220;rivoluzione&#8221; elettronica in un Paese dove 23 milioni di persone, sui 70 milioni della popolazione totale, usano i servizi di internet.</div>
<p>Sembra che il ruolo fondamentale dell&#39;informazione digitale nella crisi iraniana sia stato riconosciuto persino dai media filo-governativi, notori per la scarsa attenzione alla libertà di stampa. Proprio questo doppio standard è stato denunciato dal blogger tunisino <a title="Leggi il blog in francese" href="http://tnkhanouff.hautetfort.com/"><em>Khannouff</em></a> [fr] in <a title="Leggi il post in francese" href="http://tnkhanouff.hautetfort.com/archive/2009/06/21/la-planete-internet-au-secours-des-protestataires-iraniens-%D9%85.html">questo</a> suo post [fr]:</p>
<blockquote><p>Dans son édition d’aujourd’hui la Pravda Tunisienne se permet comme toujours de parler (ou plutôt de copier coller intégralement les dépêches étrangères de presse), donc de s’étaler à propos des restrictions imposées aux &#8221;autres&#8221;, ailleurs sans piper mot du quotidien sous haute surveillance qui est le notre.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Nell&#39;edizione odierna, <a title="Sito ufficiale in francese" href="http://www.lapresse.tn/index.php?opt=15&#038;categ=6&#038;news=96221"><em>[LaPress.tn,</em>]</a> [fr] la <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pravda">Pravda</a> [it] tunisina, pretende ancora di parlare (o piuttosto fare il copia-e-incolla delle agenzie di stampa internazionali) delle restrizioni imposte agli &#8221;altri&#8221;, senza neppure menzionare la nostra oppressione quotidiana.</div>
<p>Un altro blogger tunisino <a title="Post in arabo" href="http://insan-ar9a.blogspot.com/2009/06/blog-post_14.html"><em>The Overman</em></a> [ar], esprime sostegno ai manifestanti e spiega perché l&#39;ipotesi di un broglio elettorale sia plausibile:</p>
<blockquote>
<div class="arabic">
اكثر حاجة ظاهرة للعيان هي طريقة الانتخاب في حد ذاتها، و الي تتمثل في كتابة اسم المترشح على ورقة الانتخاب. و في حالة الي يكون فيها الناخب امّي، يقوم واحد من الحرس الثوري الموجودين في مركز الانتخاب بالعملية في بقعتو. و وقتلي نعرفو الي نسبة الامية في ايران حوالي 20% و الي الحرس الثوري يخدم تحت امرة المرشد الاعلى للثورة الاسلامية (الي عبر، ولو بصفة غير مباشرة، عن مساندتو لنجاد)، نفهمو الي امكانية التزوير ماهيش مستبعدة بالكل.<br />
اضف الى ذلك انو في ايران ما فماش قوائم انتخابية : مجرد مضمون ولادة يعطيك الحق في الانتخاب. و بالتالي امكانية الانتخاب اكثر من مرة في اكثر من مكتب ممكنة.<br />
من ناحية اخرى، تنتظر لجنة الانتخابات في العادة ثلاثة ايام قبل ما تمرر النتائج للمرشد الاعلى باش يصادق عليها. لكن الي صار في الانتخابات هذي انو السيد خامنئي وافق على النتائج فور صدورها، و هو ما يثير اكثر من سؤال حول مصداقية هذه النتائج
</div>
</blockquote>
<div class="translation">La ragione più ovvia è il modo in cui sono state condotte le elezioni, ogni elettore doveva scrivere il nome del candidato sulla scheda elettorale. Qualora l&#39;elettore fosse stato analfabeta, una Guardia della Rivoluzione avrebbe dovuto aiutarlo. Ora, se si pensa che l&#39;analfabetismo è un problema che affligge circa il 20% della popolazione iraniana e che le Guardie della Rivoluzione rispondono direttamente alla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica (che ha già manifestato il sostegno ad Ahmadinejad - seppur indirettamente), allora la possibilità di brogli elettorali diventa concreta.</p>
<p>Inoltre in Iran non esistono liste di registrazione per gli elettori, per votare è sufficiente un semplice certificato di nascita, dunque è possibile che qualcuno riesca a votare più volte, in più seggi e nella stessa elezione.<br />
Tuttavia la Commissione Elettorale di solito aspetta 3 giorni prima di comunicare i risultati alla Guida Suprema affinché vengano approvati. Quello che è successo questa volta è che Mr. Khaminai (la Guida Suprema) ha approvato i risultati immediatamente dopo la pubblicazione, il che dà adito a dubbi sull&#39;attendibilità dei voti. </div>
<p>Sul fronte opposto, il blogger marocchino <em><a title="Post in francese" href="http://thazmourte.blogspot.com/2009/06/iran-le-bobard-de-lelection-volee.html">Farid</a></em> [fr], autore di <em>La croisée des chemins</em>, riflette su quelle che considera voci disseminate per ragioni politiche contro la Repubblica Islamica dell&#39;Iran. <em>Farid</em> corrobora il proprio punto di vista citando analisti internazionali e alcuni editoriali delle maggiori testate internazionali:</p>
<blockquote><p>L’analyse des résultats de l’élection présidentielle iranienne, au vu des votes précédents et des sondages commandés sur place par les États-Unis, ne laisse pas de doute : Mahmoud Ahmadinejad est largement réélu. Ceci n’est guère surprenant, observe le professeur James Petras : le peuple a voté pour un national-populiste, tandis que seules les élites occidentalisées ont voté pour le candidat libéral, chouchou des médias occidentaux. Le même phénomène a déjà été observé dans d’autres pays.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
L&#39;analisi dei risultati elettorali delle presidenziali in Iran, nonché le elezioni precedenti e gli studi commissionati dagli USA e condotti all&#39;interno del Paese, non lasciavano alcun dubbio sull&#39;ampia riconferma di Mahmoud Ahmadinejad. E ciò non deve sorprenderci, come osserva il Professor James Petras: la gente ha votato per un nazional-populista, mentre le élite occidentalizzate hanno scelto il candidato liberale, favorito dai media occidentali. Lo stesso fenomeno è stato già osservato in altri Paesi. </div>
<p>Per nulla sorpreso dagli eventi iraniani è <em><a title="Post in francese" href="http://icietlabascheznous.blogs.nouvelobs.com/archive/2009/06/16/l-iran-c-est-du-pareil-o-meme.html">Massinissa</a></em> [fr], blogger algerino che critica quanto considera un discorso disfattista tutto occidentale, in base al quale Moussavi e i suoi sostenitori sarebbero dei democratici. Scrive il blogger:</p>
<blockquote><p>Le monde occidental a les yeux rivés sur l&#39;Iran croyant naïvement qu&#39;une révolution est en train de se produire et qui pourrait emporter le régime despotique en place depuis la chute du Chah. Mais à y bien regarder Ahmadinejad et Moussavi sont les deux faces d&#39;une même pièce. Ils sont tous les deux inféodés au clergé qui décide de tout.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Il mondo occidentale ha lo sguardo fisso sull&#39;Iran, ingenuamente convinto di assistere ad una nuova rivoluzione che potrebbe rovesciare un regime dispotico, al potere sin dalla caduta dello Shah. Ma a ben vedere, si potrebbe concludere che Moussavi e Ahmadinejad siano due facce della stessa medaglia. Entrambi fedeli all&#39;autorità religiosa, che ha l&#39;ultima parola su tutto.</div>
<p>Il blogger tunisino <em>Citoyen du Monde</em>, autore di <em><a title="Post in francese" href="http://intras-muros.blogspot.com/2009/06/iran-la-revolution-20.html">Intras-Muros</a></em> [fr], sostiene che, tralasciando la questione della legittimità delle elezioni, il ruolo ricoperto dal microblogging in questa crisi lo ha colpito in modo positivo. Avverte tuttavia il pericolo di quella che definisce &#8220;Infobesità&#8221;:</p>
<blockquote><p>
L’afflux permanent d’informations parfois non vérifiées[&#8230;] laisse à désirer, il serait dés lors difficile de vérifier leur véracité ainsi que la crédibilité de la source. De plus, il y a un risque de glisser dans l’infobésité, du fait qu’on est submergé par des flux informationnels dénichés à gauche et à droite et tweeter à la hâte. Sans oublier que ca peut être une redoutable armes propagandiste.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Il flusso costante di informazioni talvolta non verificate è deplorevole. In questo modo il controllo su veridicità e attendibilità delle fonti diventa un&#39;impresa ardua. C&#39;è inoltre il rischio dell&#39;<em>infobesità</em>, sopraffatti come siamo da informazioni create e trasmesse in tutta fretta attraverso Twitter. Fra l&#39;altro tutto ciò potrebbe costituire una formidabile arma per la propaganda. </div>
<p><a title="Post in francese" href="http://telestlemonde.blogspot.com/2009/06/parce-que-la-democratie-cest-aussi.html"><em>Sarah </em></a>[fr], una blogger francese (<em>Un Oeil sur la Planète</em>) che segue l&#39;attualità del Maghreb, critica i sostenitori di Moussavi e spiega che, a meno di prove concrete e schiaccianti di brogli elettorali, la coalizione sconfitta dovrebbe accettare la volontà degli elettori iraniani. Ecco cosa scrive:</p>
<blockquote><p>
Mahmoud Ahmadinejad, a été réélu avec 63%. Au lieu de le féliciter comme tout opposant se revendiquant démocrate, Monsieur Hossein Moussavi, candidat favori des pays occidentaux, arrivé deuxième avec 33% réclame l&#39;annulation du scrutin.<br />
Désolée pour lui, mais ce sont les citoyens iraniens qui ont voté, et non les politiques et les médias étrangers, et les citoyens iraniens ont fait leur choix, c&#39;est Ahmadinejad. C&#39;est un coup dur pour lui, qui se croyait vainqueur car il avait le soutien des pays étrangers, et bien justement si les citoyens iraniens ne veulent pas de sa politique, qu&#39;ils aiment bien avoir de la dignité contre un monde contrôlé par les plus forts, il n&#39;a qu&#39;à respecter leur choix.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Mahmoud Ahmadinejad è stato ri-eletto con il 63% dei voti. Invece di fargli i complimenti, come qualunque altro politico che ama definirsi democratico, Mr. Hossein Moussavi, il candidato favorito dai Paesi occidentali giunto secondo con il 33% dei voti, ha invitato ad annullare il risultato.<br />
Mi dispiace per lui ma sono stati i cittadini a votare, non i politici stranieri né i media internazionali; gli iraniani hanno espresso la propria scelta con chiarezza. È uno schock per Moussavi, che credeva di vincere con il sostegno dei Paesi stranieri. I cittadini iraniani hanno bocciato le sue politiche; hanno scelto la dignità a un mondo dove si è governati dal più forte. Moussavi deve rispettare questa scelta.</div>
<p>Infine, il blogger tunisino <em><a title="Post in arabo" href="http://insan-ar9a.blogspot.com/2009/06/blog-post_14.html">Overman</a></em> [ar] si chiede se mai la &#39;strada araba&#39; verrà contaminata dai venti rivoluzionari provenienti da Teheran. E scrive: </p>
<blockquote>
<div class="arabic">شخصيا يظهرلي انو يجب ربط الاحداث هذي بإلِّي قاعد يصير في العالم من عشرين سنة لتالي، بمعنى رغبة الشعوب الي تعيش في انظمة قمعية في الانعتاق : هالشعوب الي عانت طويلا من جراء التقوقع و الانغلاق على جميع المستويات (الاقتصادي و السياسي و خاصة الفكري والثقافي).<br />
و السؤال الذي يطرح نفسه في الوقت الحالي بالنسبة لي هو : هل ستصل رياح التغيير هذه الى البلدان العربية، على الاقل في مستوى التوجه الشعبي ؟</div>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Personalmente credo che questi eventi debbano essere associati agli avvenimenti internazionali degli ultimi due decenni; ad esempio, l&#39;enorme desiderio di emancipazione delle popolazioni che vivono sotto regimi repressivi. Queste società vivono ormai da molto tempo sotto un regime oppressivo in tutti i sensi (politicamente, economicamente, intellettualmente e culturalmente).</p>
<p>A questo punto sorge spontanea la domanda: riuscirà questo vento di cambiamento a raggiungere i Paesi arabi, o almeno le loro popolazioni?</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Tunisia: Requisitoria contro la violenza religiosa</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/tunisia-requisitoria-contro-la-violenza-religiosa/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 15:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bah Abdoulaye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale diHisham  &#183; tradotto da Bah Abdoulaye &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Su Reflexions of a Former Muslim  [ar] il blogger tunisino  Hamid Zanar  lancia una violenta requisitoria contro il fondamentalismo e la violenza religiosi proprio mentre nel suo Paese vanno rinnovandosi le minaccie contro gli intellettuali e gli insegnanti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/baha/'>Bah Abdoulaye</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/15/tes/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Su <em><a title="Blog in arabo" href="http://exmouslem.blogspot.com/">Reflexions of a Former Muslim </a></em> [ar] il blogger tunisino  <em>Hamid Zanar </em> lancia una violenta requisitoria contro il fondamentalismo e la violenza religiosi proprio mentre nel suo Paese vanno rinnovandosi le minaccie contro gli intellettuali e gli insegnanti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tunisia: sciopero della fame per il diritto all&#039;istruzione</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/tunisia-sciopero-della-fame-per-il-diritto-allistruzione/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 06:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall'11 febbraio cinque studenti sono in sciopero della fame a oltranza per essere riammessi all'università dopo la sospensione dovuta al loro attivismo sindacale. Grazie al web e a Facebook, cresce la solidarietà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lina-ben-mhenni/">Lina Ben Mhenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/27/tunisia-dismissed-student-activists-on-hunger-strike-for-the-right-to-education/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Giovedì 26 marzo un totale di 158 Tunisini e altri amici da tutto il mondo hanno attuato un giorno di  sciopero della fame in solidarietà con i cinque studenti che dall&#39;11 Febbraio sono in sciopero della fame in Tunisia.</p>
<p>L&#39;iniziativa è stata coordinata tramite un gruppo su <em><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=59582203690&amp;ref=ts">Facebook</a></em> [fr] come forma simbolica a sostegno degli studenti membri dell&#39;Unione Generale degli Studenti Tunisini (UGET)  sospesi dall&#39;università per il loro attivismo nel campus.</p>
<p>Ecco il manifesto del gruppo su <em>Facebook</em> :</p>
<blockquote><p><em>Des etudiants en grève de la faim depuis le 11 février pour le droit aux études. Soutenons les et faisons une grève de la faim d un jour !</em></p>
<p>L&#39;Union Générale des Etudiants de Tunisie (UGET) est confrontée depuis plusieurs années à une politique de persécution systématique de la part du pouvoir tunisien… Les jeunes syndicalistes de l&#39;UGET sont régulièrement harcelés, tabassés, terrorisés et torturés au cours de gardes à vue en dehors de toute légalité. La police a recours à toutes sortes de violences pour obliger les responsables syndicaux à démissionner de leurs fonctions, à trahir leurs camarades et à abandonner toute action militante.</p>
<p>Des policiers armés gardent les entrées et arpentent les couloirs des universités depuis de nombreuses années (plus précisément depuis que Ben Ali a été désigné premier ministre du temps de Bourguiba). Voila maintenant plus de 23 ans que ces policiers, corps étranger à tout savoir et à tout enseignement, persécutent les étudiants tunisiens pour les empêcher de coller des affiches, tenir des rassemblements ou des meetings exprimant leurs revendications.</p>
<p>Pourtant une telle violence n&#39;a nullement de justification. Les jeunes syndicalistes de l&#39;UGET ne s&#39;engagent que dans des actions pacifiques non violentes. Ils organisent souvent ces actions pour réclamer l&#39;amélioration de leurs conditions d&#39;études et de vie, le développement de la qualité de leur enseignement ou l&#39;ouverture de nouvelles perspectives post-universitaires d&#39;embauche et de recrutement. L&#39;UGET s&#39;engage aussi régulièrement, à côté du reste des forces démocratiques, dans la défense des libertés politiques. Il se réclame de ceux qui soutiennent les luttes sociales justes des tunisiens. Ses militants n&#39;épargnent jamais leurs efforts quand il s&#39;agit de solidarité avec les causes des peuples arabes et notamment celle du peuple Palestinien. Ce sont ceux là, les torts des militants de l&#39;UGET, aux yeux d&#39;un pouvoir dirigé par l&#39;arbitraire et le non respect des libertés syndicales.</p>
<p>Le 11 février 2009, quatre militants et responsables syndicaux de l&#39;UGET ont entamé, dans le seul et minuscule local de l&#39;organisation 19 Rue Naplouse à Tunis, une grève de la faim illimitée. Ils exigent le droit de poursuivre leurs études supérieures et réintégrer leur faculté après avoir été injustement exclus, suite à des conseils de discipline à cause de leur engagement et de leur activité syndicale.</p></blockquote>
<div class="translation"><em>Alcuni studenti tunisini in sciopero della fame dal 10 Febbraio 2009 rivendicano il diritto allo studio. Sosteniamoli e facciamo un giorno di sciopero della fame.</em><br />
L&#39;Unione degli Studenti Tunisini (UGET) subisce da diversi anni sistematiche persecuzioni per mano delle autorità tunisine…Giovani sindacalisti dell&#39; UGET fermati dalla Polizia vengono regolarmente molestati, picchiati, terrorizzati e torturati senza nessun rispetto della legge. La polizia ricorre ad ogni tipo di violenza per costringere i leader sindacali a dimettersi, a tradire i loro compagni e rinunciare all&#39;attivismo.<br />
La polizia armata sorveglia gli ingressi e pattuglia i corridoi delle università da molti anni (più precisamente da quando Ben Ali fu nominato primo ministro sotto Bourguiba). Questi poliziotti, informatori che mettono il naso dappertutto, hanno perseguitato gli studenti tunisini per oltre 23 anni impedendogli di affiggere poster e tenere meeting e comizi per rivendicare le loro richieste.<br />
Tale violenza è ingiustificata … gli studenti dell&#39;UGET si impegnano solo in proteste non violente organizzate con l&#39;obiettivo di rivendicare un migliore standard di vita e d&#39;istruzione, e per l&#39;accesso a nuove opportunità lavorative dopo la laurea…si organizzano anche in solidarietà con le cause Arabe, specialmente per quella Palestinese…<br />
L&#39;11 febbraio 2009 cinque leader dell&#39;UGET hanno annunciato dalla loro piccola sede locale, sita al 19 di Rue Naplouse a Tunisi, uno sciopero della fame illimitato. Stanno rivendicando il loro diritto a proseguire gli studi universitari ed essere riammessi a scuola dopo un&#39;espulsione ingiustificata, seguita a un&#39;azione disciplinare presa a causa delle loro attività sindacali.</div>
<p>I <a title="sito in francese" href="http://matroudine.fr.vc/">cinque studenti </a> [fr] sono Ali Bouzouzeya,Taoufik Louati, Aymen Jaabiri, Mohamed Boualleg e Mohamed Soudani. Stanno facendo lo sciopero della fame perchè vogliono tornare a frequentare le lezioni universitarie.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-64386" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/12117555jpg-etudiantsgrevefaim11022009-jpg.jpg" alt="Foto degli studenti in sciopero della fame" title="Foto degli studenti in sciopero della fame" width="550" height="412"></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2lFG4YpHA60&amp;hl=en&amp;fs=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" src="http://www.youtube.com/v/2lFG4YpHA60&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></object></p>
<p>Nel frattempo la polizia sta impedendo a quanti sostengono gli studenti di entrare nell&#39;edificio dell&#39;UGET dove i ragazzi scioperano, come si può vedere nel <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=2lFG4YpHA60">video</a> sopra.</p>
<p>Dopo 43 giorni di sciopero della fame il loro stato di salute va deteriorandosi e le loro vite sono in pericolo. Diverse volte sono stati trasportati d&#39;urgenza in ospedale e i medici li hanno pregati di fermare lo sciopero della fame. Ciò nonostante i ragazzi hanno deciso di proseguire fino a quando non verranno riammesi all&#39;università. Nonostante tutto ciò, il governo Tunisino non sembra voler cambiare posizione.</p>
<p>Quale sarà il prossimo passo?  Ci vorrà la morte degli studenti per far intervenire le autorità?  Solo il tempo potrà rispondere a questa domanda.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tunisia: in memoria del primo attivista online arrestato</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/tunisia-in-memoria-del-primo-attivista-online-arrestato/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 05:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
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		<description><![CDATA[I blogge rlocali ricordano Zouhair Yahyaoui, scomparso 4 anni fa a soli 36 anni per un attacco cardiaco e dopo 18 mesi di detenzione a causa di alcuni articoli online - modello e pioniere dell'attivismo su Internet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lina-ben-mhenni/">Lina Ben Mhenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/17/tunisia-remembering-tunisias-first-internet-prisoner/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Gli attivisti tunisini ricorderanno per sempre il loro compatriota <a title="Visita il sito in inglese" href="http://www.pen.org/page.php/prmID/429">Zouhair Yahyaoui</a> [in] per aver sacrificato la propria vita in nome della libertà d&#39;espressione. </p>
<p>Il 2 giugno 2000 <em>Yahyaoui</em>, laureato in economia e giornalista online con lo pseudonimo di <em>Ettounsi</em> o <em>il Tunisino</em>, propose un sondaggio sul suo sito web satirico <em><a title="Sito in francese" href="http://www.tunezine.com/">TUNeZINE</a></em> [fr] invitando i lettori a scegliere se la Tunisia fosse &#8220;una repubblica, una monarchia, uno zoo oppure una prigione&#8221;. Subito dopo alcuni agenti di polizia in borghese lo prelevarono da un Internet café senza mandato d&#39;arresto. </p>
<p>Nel novembre 2003 Yahyaoui fu <a title="La notizia in inglese" href="http://www.rsf.org/article.php3?id_article=8557">rilasciato</a> [in] dopo 18 mesi di detenzione e, il 13 marzo del 2005 a soli 36 anni, <a title="Notizia in inglese" href="http://web.radicalparty.org/pressreview/print_right.php?func=detail&#038;par=12658">morì</a> [in] a causa di un attacco cardiaco. Durante il suo periodo di detenzione, Yahyaoui ricorse allo sciopero della fame per protestare contro le condizioni detentive e alcuni simpatizzanti sostengono che venne torturato. </p>
<p>In occasione del quarto anniversario della sua morte, il <a title="Post in arabo" href="http://yatounes.blogspot.com/2009/03/blog-post_1305.html"><em>Network of Tunisian Bloggers for Free Blogging</em></a> [ar] ricorda la tragica vicenda del primo attivista online imprigionato in Tunisia: </p>
<blockquote><p>
تمرّ اليوم 4سنوات على رحيل زهير اليحياوي مؤسس موقع &#8220;تونزين&#8221;، وقد توفي الفقيد على إثر نوبة قلبية وهو لا يزال في ريعان شبابه.</p>
<p>دخل السجن في ربيع 2002 ودفع غاليا ثمن تشبثه بالدفاع عن الحرية مستعملا في ذلك التقنيات الحديثة التي وفرتها شبكة &#8220;الأنترنيت&#8221;، وهو ما جعله يصبح رمزا للنضال على الشبكة.<br />
كان ولا يزال يمثل نموذجا للمناضل والمدافع الصلب عن قضايا الديمقراطية ـ و قد دخل عدة مرات في اضراب عن الطعام للمطالبة بتحسين وضعه داخل السجن دون أن تستجيب الادارة العامة للسجون لمطالبه وقد أثرت ظروف اعتقاله على صحته التي تدهورت
</p>
</blockquote>
<div class="translation">Quattro anni fa Zouhair Yahyaoui, creatore del sito web <a title="Sito in francese" href="http://www.tunezine.com/"><em>Tunezine </em></a> [fr], ci abbandonava nel fiore degli anni a causa di un attacco cardiaco.<br />
Fu imprigionato nella primavera del 2002 e pagò a caro prezzo il suo impegno nella lotta per la libertà, che portava avanti usando le moderne tecnologie offerte da &#8220;Internet&#8221; diventando un simbolo per l&#39;attivismo sul web.<br />
È stato, e continua a essere, un modello per gli attivisti e i difensori della democrazia. Fece lo sciopero della fame diverse volte per chiedere migliori condizioni detentive, ma l&#39;Autorità Carceraria non ne prese in considerazione le richieste. Le sue condizioni detentive ne influenzarono la salute, che andò deteriorandosi.</div>
<p>E anche la situazione in Tunisia sembra ulteriormente peggiorata dopo la morte di Yahyaoui. Sami ben Gharbia, blogger tunisino e autore di <em>Global Voices Advocacy</em>, offre un ampio resoconto della repressione online nel suo Paese in <a title="Post in inglese" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/2008/08/20/silencing-online-speech-in-tunisia/">questo post</a> [in]. </p>
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		<title>Tunisia: censurata una rivista d&#039;opposizione?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/tunisia-censura-strisciante-di-una-rivista-dopposizione/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 07:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scorsa settimana, il direttore de <em>Al Mawkef</em> ha accusato il governo tunisino di aver operato una "censura strisciante" ai danni della rivista - ma le autorità negano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lina-ben-mhenni/">Lina Ben Mhenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/17/tunisia-covert-censorship-of-a-newspaper/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La scorsa settimana il governo tunisino ha censurato il giornale <em>El Mawkef</em>. Sul blog censurato <a title="Leggi la notizia in francese" href="http://tunisiawatch.rsfblog.org/archive/2009/03/14/tunisie-saisie-deguisee-d-un-journal-de-l-opposition.html">Tunisia Watch</a> [fr] scrive: </p>
<blockquote><p>Le rédacteur en chef de l&#39;hebdomadaire &#8220;Al Mawkef&#8221;, Rachid Khéchana, a accusé vendredi les autorités tunisiennes d&#39;avoir procédé à une &#8220;saisie déguisée&#8221; du dernier numéro de son journal, organe du parti démocratique progressiste (PDP), une formation de l&#39;opposition légale. Les autorités ont aussitôt démenti cette accusation qu&#39;elles qualifient de &#8220;fausses allégations&#8221;.</p>
<p>Selon M. Khéchana, des pressions auraient été exercées sur la société privée de distribution pour qu&#39;elle ne livre aux kiosques que deux exemplaires à chacun. Dans un communiqué transmis à l&#39;Associated Press, il considère cette &#8220;mesure répressive&#8221; comme &#8220;une atteinte à la liberté de la presse et une sanction contre tout journal qui s&#39;attache à sa ligne indépendante&#8221;.</p>
<p>Les autorités soutiennent cependant que ce journal &#8220;parait régulièrement et est distribué à travers le pays sans restrictions aucunes, à l&#39;instar de tous les autres organes de presse&#8221;. &#8220;Tous les partis de l&#39;opposition en Tunisie exercent leurs activités politiques et médiatiques en toute liberté&#8221;, affirme une source gouvernementale. (AP - 14.03.2009)</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Venerdì [13 marzo] il direttore del settimanale <em>Al Makef</em> ha accusato le autorità tunisine di aver condotto una &#8220;confisca sotto banco&#8221; dell&#39;ultimo numero della rivista, portavoce del Progressive Democratic Party (PDP), movimento politico d&#39;opposizione. Le autorità hanno immediatamente rigettato l&#39;accusa definendola una &#8220;falsa illazione&#8221;.</p>
<p>Secondo Mr. Khechena, l&#39;azienda privata di distribuzione avrebbe ricevuto delle pressioni affinché consegnasse solo due copie per edicola. In un comunicato ufficiale inviato alla Associated Press, il giornalista considera tali &#8220;misure punitive&#8221; un &#8220;attacco alla libertà di stampa e una sanzione contro qualsiasi testata che adotti una linea editoriale indipendente.&#8221;</p>
<p>Tuttavia le autorità sostengono che la rivista sia regolarmente in vendita e distribuita in tutto il Paese senza alcuna restrizione, come ogni altra testata.  &#8220;Tutti i partiti d&#39;opposizione in Tunisia operano in un clima di assoluta libertà politica e d&#39;informazione,&#8221; ha dichiarato una fonte governativa. (AP - 03.14.2009)</p>
</div>
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		<item>
		<title>Tunisia: attacchi contro la libertà di parola</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/tunisia-attacchi-contro-la-liberta-di-parola/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 06:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora repressioni governative contro la libertà d'espressione. Sequestri e arresti nella redazione di Kalima, radio da poco attiva, perchè "senza licenza"; censurato un settimanale d'opposizione perchè pubblicava verbali d'interrogatorio "illegali". ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lina-ben-mhenni/">Lina Ben Mhenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/01/56217/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il governo tunisino sta confermando nuovamente il “forte sostegno” alla libertà di parola. Secondo i giornalisti locali, martedì 27 gennaio dei poliziotti in abiti borghesi hanno circondato gli uffici dell&#39;emittente <em>Kalima</em>, la radio satellitare lanciata recentemente, arrestandone uno dei giornalisti, Dhafer Ottey. Mercoledì, giornalisti e collaboratori di Kalima sono tornati nell’edificio e hanno continuato a trasmettere via radio. I poliziotti hanno inoltre assalito verbalmente e fisicamente alcune persone associate con Kalima. Zouhair Makhlouf, attivista per i diritti umani, è stato attaccato (come si vede nel video) così come Omar Mestiri, redattore capo del sito web di Kalima, che è stato minacciato di morte con un coltello. I poliziotti hanno continuato a insultare i giornalisti di Kalima che non erano all&#39;interno dell’edificio e le molte persone venute a dimostrare solidarietà allo staff di Kalima. Venerdì 30 gennaio, i poliziotti sono entrati nei locali e hanno sequestrato le apparecchiature utilizzate per le trasmissioni. Ecco il video che documento l&#39;attacco ai danni di Kalima.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AKZxIaacvmk&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed title="Video su YouTube" title="Video su YouTube" src="http://www.youtube.com/v/AKZxIaacvmk&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p> Inoltre venerdì 30 gennaio il Ministero dell&#39;interno ha sequestrato la 113ma edizione del giornale dissidente <em>&#8220;Attariq El Jadid&#8221;</em>, prima della consegna alle edicole, sostenendo che il giornale aveva pubblicato il verbale dell&#39;interrogazione di un detenuto su quelli che noti come “i fattidi Gafsa„. La diffusione di tale verbale è illegale in base alle Leggi 63 e 73 del codice di giornalismo, che proibiscono la pubblicazione di documenti legali. Secondo la legge, tali documenti non possono essere pubblicati fino a quando non sono stati presentati pubblicamente in un tribunale. In questo caso particolare, i documenti giuridici in questione erano stati presentati in tribunale l&#39;11 gennaio 2009, rendendone quindi legale la pubblicazione secondo i giornalisti. Il blog  <a title="Articolo originale in francese" href="http://farda-w-la9att-o5taha.blogspot.com/2009/01/blog-post_31.html">Farda-wla9at -O5taha</a> [fr] ha parlato oggi di questa censura segnalando l&#39;articolo del giornale francese &#8221; Le Monde &#8216;</p>
<blockquote><p><em>Tunisia: censurato giornale dissidente per violazione del codice della stampa.</em></p>
<p>Il settimanale tunisino Attariq Al-Jadid è stato sequestrato con un mandato del Tribunale per violazione del codice della stampa, come riportato da fonte governativa.<br />
Il sequestro è stato ordinato “in virtù degli articoli 63 e 73 del codice della stampa“, secondo un comunicato pubblicato dall’agenzia governativa TAP.</p>
<p>Hatem Chaâbouni, direttore dell&#39;organo bilingue del movimento Ettajdid (partito del rinnovamento, legale) ha indicato al AFP che il giornale sequestrato conteneva il testo dell&#39;interrogatorio di Bechir Laabidi, uno dei capi del movimento sociale di Gafsa (sud), di cui è in corso la causa in appello.</p>
<p>“L&#39;interrogatorio di un imputato può essere reso pubblico da quando è iniziata l’udienza pubblica della causa”, ha assicurato da parte sua Adel Chaouch, capo redattore del giornale.</p>
<p>Gli articoli del codice della stampa vietano, a meno di un’autorizzazione del giudice, la pubblicazione di tutto l&#39;atto della procedura penale e sanzionano “la persona che, in seguito ad agitazioni, ha acconsentito a sostituire sé stesso alle autorità (costituite) regolarmente stabilite“, la cui punizione può arrivare in questo caso fino all’ergastolo.</p>
<p>Bechir Laabidi fa parte di un gruppo di trenta tunisini perseguitati per la partecipazione ad un movimento di protesta sociale nella zona di estrazione mineraria di Gafsa e la cui causa di appello aperta il 13 gennaio proseguirà il prossimo martedì.</p>
<p>È passibile di una condanna che va fino a 10 anni di prigione, pronunciata in prima istanza l&#39;11 dicembre a Gafsa (350 chilometri a sud-ovest di Tunisi).</p>
<p>Il sequestro del settimanale è occorso mentre il pubblico ministero tunisino ha aperto un’inchiesta sul lancio privo di autorizzazione di Kalima, emittente radiofonica diretta dal giornalista dissidente Sihem Bensedrine, secondo una fonte governativa.</p>
<p>“Radio Kalima” aveva iniziato a trasmettere lunedì ma venerdì suoi locali sono stati perquisiti  e le apparecchiature sequestrate, ha segnalato all&#39;AFP uno dei suoi collaboratori.
</p>
</div>
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		<title>Blogger marocchini e tunisini su Gaza: &#8216;Sono gli innocenti a pagare&#039;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/blogger-marocchini-e-tunisini-su-gaza-sono-gli-innocenti-a-pagare/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 09:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Cerrai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
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		<description><![CDATA[Proseguendo con le reazioni alla situazione di Gaza, ecco quanto scrivono alcuni blogger marocchini e tunisini: "Ancora una volta, sono gli innocenti, la gente comune a pagar caro per le guerre volute dai potenti e dalle loro ideologie. La pace è morta e sepolta da tempo".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jennifer/">Jennifer Brea</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatricec/'>Beatrice Cerrai</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/12/31/moroccan-tunisian-bloggers-on-the-gaza-bombings-innocents-pay-the-price/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Proseguendo con le reazioni alle <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/2008-gaza-strip-bombings/">bombe israeliane sulla striscia di Gaza</a> [in], ecco la traduzione di quanto hanno scritto alcuni blogger marocchini e tunisini sulle recenti violenze.</p>
<p>Da Tangeri, Marocco, <em><a title="Leggi il post originale in francese" href="http://basta-baraka.blogspot.com/2008/12/un-peuple-debout-des-rgimes-couchs.html">baraka</a> </em>ci ricorda che su Gaza vengono sganciate bombe americane da aerei americani. Critica poi Europa e Stati Uniti per il loro sostegno a Israele, tuttavia trova ancor più deplorevoli la deboli reazioni di certi governi arabi :</p>
<blockquote><p>…c&#39;est le silence embarrassé des régimes arabes « modérés » qui apparaît dans le triste éclat de son indignité. Pendant que des enfants arabes meurent, des mosquées sont détruites et des hôpitaux ciblés, l&#39;on assiste à un curieux spectacle. Celui du régime qui se veut le gardien des lieux saints et celui qui prétend incarner l&#39;arabité se livrant à des contorsions lamentables. Les atermoiements égyptiens quant à l&#39;ouverture du passage de Rafah resteront dans l&#39;histoire comme un moment difficile à surpasser en matière de couardise.</p></blockquote>
<div class="translation">…È il silenzio imbarazzato dei regimi arabi &#8220;moderati&#8221; a risaltare tristemente in tutta la sua eclatante meschinità. Mentre i bambini arabi muoiono, le moschee vengono distrutte e gli ospedali presi di mira, si assiste ad uno spettacolo assai curioso: le pietose contorsioni di un regime che si proclama guardiano dei luoghi santi e incarnazione dell&#39;arabità. L&#39;esitazione egiziana sull&#39;apertura del <a title="Vai alla voce di Wikipedia in inglese" href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=2&amp;url=http%3A%2F%2Fen.wikipedia.org%2Fwiki%2FRafah_Border_Crossing&amp;ei=ibxaSa3UAteitgfe6-zmBg&amp;usg=AFQjCNFdPHmqEybJJxJ75GPsC5gxVKwPhA&amp;sig2=Bnm0Rl0uxVtA-mG-kh2srA">Passaggio di Rafah</a> [in] resta un esempio storico di pusillanimità difficile da superare.</div>
<p>Dalla Tunisia, <em><a title="Leggi il post originale in francese" href="http://houblog.net/article/1795-la-machine-israel">Hou-Hou Blog</a></em> [fr] sostiene che la macchina propagandistica israeliana, insieme all&#39;indefesso sostegno degli alleati occidentali, hanno creato una situazione per cui Israele non dovrà mai render conto dei propri atti.</p>
<blockquote><p>Les stratèges en relations publiques, i.e. propagande militaro-diplomatique, israéliens reprennent le même refrain que celui qu&#39;ils ont martelé lors de la dernière guerre du Liban : <a title="Leggi l'articolo pubblicato su &lt;em&gt;L'Express&lt;/em&gt; in francese" href="http://www.lexpress.fr/actualite/monde/proche-orient/gaza-la-responsabilite-de-la-situation-incombe-au-hamas_728647.html">ce n&#39;est pas notre faute</a> [fr], nous on est gentils et on veut la paix, c&#39;est eux les méchants qui nous lancent de roquettes et menacent notre sécurité. Et bla bla bla, on connait très bien la chanson. Et ça fonctionne assez bien, du moins en occident où le message est allègrement repris par les gouvernements occidentaux, et notamment canadien.<br />
La rhétorique israélienne est efficace, surtout pour un pays qui a les moyens militaires et le support des décideurs de ce Monde pour faire ce qu&#39;il veut sans rendre de comptes à quiconque…</p></blockquote>
<div class="translation">Gli strateghi delle relazioni pubbliche israeliane, ossia la propaganda diplomatico-militare, continuano a ripetere il vecchio ritornello già intonato in occasione della guerra in Libano: <a title="Leggi l'articolo pubblicato su &lt;em&gt;L'Express&lt;/em&gt;&lt;em&gt;in francese" href="http://www.lexpress.fr/actualite/monde/proche-orient/gaza-la-responsabilite-de-la-situation-incombe-au-hamas_728647.html">non è colpa nostra</a> [fr], noi siamo buoni e vogliamo la pace, sono loro i cattivi che lanciano razzi e minacciano la nostra sicurezza.  E blah, blah, blah, è una musica che conosciamo fin troppo bene. E che funziona, almeno in occidente, dove il messaggio è stato recepito allegramente dai governi occidentali, specie dal Canada.<br />
La retorica israeliana è efficace, soprattuto per un Paese che dispone di potenti mezzi militari e del sostegno di quanti decidono le politiche mondiali per fare ciò che vuole senza render conto a nessuno&#8230;</div>
<blockquote><p>..Or, il suffit d&#39;être un peu rationnel pour faire la part des choses. Simplement, enfermez des centaines de milliers de personnes en état de siège permanent, dans une petite bande de terre encerclée de toutes parts, coupez l&#39;eau, la nourriture, les médicaments, le pétrole, et le financement, et laissez mijoter quelques mois…</p></blockquote>
<div class="translation">…Basta un minimo di razionalità per capire quanto sta accadendo. Prendete qualche centinaia di migliaia di persone e tenetele in stato d&#39;assedio permanente, in una piccola striscia di territorio circondata da ongi lato, razionate loro acqua, cibo, medicine, carburante, denaro e abbandonatele così per qualche mese&#8230;</div>
<div><a title="Leggi il post originale in francese" href="http://naim.over-blog.org/article-26217948.html"><em>Au début était le Blog </em></a>[fr] concorda:</div>
<blockquote><p><span>Quelle fierté peut-on tirer alors du fait de bombarder à l&#39;aide de chars, hélicoptères et autres avions de chasse une population civile entassée dans la plus <a href="http://www.oessh.ch/Mgr%20Buercher.htm" target="_blank">grande prison au monde à ciel ouvert</a>?</span></p></blockquote>
<div class="translation">Come si può essere fieri di bombardare, con carri armati, elicotteri e altri mezzi aerei la popolazione civile rinchiusa nella più grande prigione a cielo aperto della Terra?</div>
<div><a title="Leggi il post originale in francese" href="http://www.kiffegrave.com/2008/12/liste-des-vetos-americains-au-conseil-de-securite-des-nations-unies-concernant-le-conflit-israelo-palestinien/"><em>Kiffe Grave</em></a> [fr] fa notare che dal 1967 gli Stati Uniti hanno usato il diritto di veto in seno al Consiglio di Sicurezza dell&#39;ONU ben 39 volte per impedire l&#39;approvazione di risoluzioni contro Israele.</div>
<p>Non che in tutto questo Hamas sia innocente, scrive <em>Hou-Hou</em>. Entrambe le parti hanno le loro colpe e, come al solito, è la gente comune a farne le spese:</p>
<blockquote><p>Il ne faut pas être naïf non plus. Les hommes du Hamas ne sont pas nés de la dernière pluie, le timing de l&#39;arrêt “unilatéral” de la trêve coïncidant avec la campagne électorale en Israël, n&#39;est certainement pas innocent. Politiquement, le Hamas n&#39;avait pas le choix, il fallait qu&#39;il provoque Israël, il fallait que ça bouge même si ça impliquait d&#39;énormes sacrifices. De toute façon ils n&#39;ont plus rien à perdre, à part leurs vies, et les vies des palestiniens on sait très bien ce que ça vaut. Encore une fois ce sont les innocents, les gens ordinaires qui payent cher le prix des guerres du pouvoir et des idéologies. La paix est morte et enterrée depuis longtemps.</p></blockquote>
<div class="translation">Non bisogna neppure essere troppo ingenui. Hamas non è certo nata ieri. Lo scadere della tregua &#8220;unilaterale&#8221; in concomitanza con le elezioni in Israele non è stato un caso. Politicamente Hamas non aveva scelta se non quella di provocare Israele, anche a costo di sacrifici enormi. Comunque non hanno nulla da perdere, se non la vita dei suoi uomini e dei palestinesi (di cui conosciamo bene il valore). Ancora una volta, sono gli innocenti, la gente comune a pagar caro per le guerre volute dai potenti e dalle loro ideologie. La pace è morta e sepolta da tempo.</div>
<p><a title="Vai al blog originale in francese" href="http://blog.matoo.net/">Matoo</a> [fr] commenta in risposta:</p>
<blockquote><p>Ce qui m&#39;effraie dans cette “histoire” c&#39;est qu&#39;au bout de 60 ans de conflits, avec des meurtres, des attentats, des martyrs, des bonnes volontés et des pacifistes des deux côtés, on ne sait vraiment plus à quel saint se vouer. C&#39;est comme si les “méchants” et les “gentils” étaient des deux côtés de la frontière, et qu&#39;il est impossible de voir une issue favorable.</p></blockquote>
<div class="translation">Quel che mi preoccupa dell&#39;intero &#8220;affaire&#8221; è che dopo 60 anni di conflitto, con morti, attentati, martiri, volontari e pacifisti da ambo le parti, non si sa più a che santo votarsi. Sembra proprio che ci siano &#8220;buoni&#8221; e &#8220;cattivi&#8221; su entrambi i lati del confine, senza alcuna possibilità di prevedere una svolta positiva.</div>
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		<title>Medio Oriente: altre considerazioni sulla Eid Al Adha</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/12/medio-oriente-altre-considerazioni-sulla-eid-al-adha/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 19:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
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		<description><![CDATA[Per milioni di musulmani in tutto il mondo, la Eid Al Adha rappresenta un momento per festeggiare, riunirsi con i familiari e riflettere sul senso di queste feste. Ecco una panoramica su quanto scrivono blogger residenti in Tunisia, Kuwait, Egitto e Turchia. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/12/11/middle-east-snapshots-of-eid/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Per milioni di musulmani in tutto il mondo, la <a title="Voce in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Id_al-adha">Eid Al Adha</a> [it] rappresenta un momento per festeggiare, riunirsi con i familiari e riflettre sul senso di queste feste. Ecco di seguito una panoramica su quanto scrivono blogger residenti in Tunisia, Kuwait, Egitto e Turchia. </p>
<p>Le decorazioni per la Eid non ti convincono? Dalla Tunisia <a title="Post in inglese" href="http://aquacool.subzeroblue.com/2008/12/06/gift-ideas-for-eid-al-adha/"><i>AquaBlue</i></a> [in]  augura una felice Eid e aggiunge: </p>
<blockquote><p>Ogni volta che si avvicina una festività islamica, da qualsiasi parte del mondo mi trovi, sento sempre i musulmani lamentarsi di come queste feste siano noiose, scialbe e piatte… non parliamo poi dei commenti negativi che paragonano le tradizioni islamiche a quelle di altre fedi e religioni.</p>
</blockquote>
<p>La blogger prosegue: </p>
<blockquote><p>Se pensate che le festività islamiche siano noiose e che le decorazioni siano fuori moda, rozze o cose del genere, allora FATE QUALCOSA VOI! Invece di criticare il cattivo gusto, perché non offrite qualche bella idea o qualche utile consiglio da mettere in pratica? Perché non insegnate alle persone che conoscete come decorare meglio, o consigliate ai responsabili delle decorazioni dei centri commerciali qualche soluzione migliore! Se hai un blog, pubblica un elenco di cose da fare e da evitare, condividi esempi di decorazioni fatte bene, racconta di situazioni positive che gli altri possano imitare,  l&#39;approccio negativo serve solo a scoraggiare la gente.</p>
</blockquote>
<p>Dalla Turchia <a title="Post in inglese" href="http://www.talkturkey.us/2008/12/happy-eid-bayram.html"> <i>Talk Turkey</i></a> [in] riflette sulla festività e su come questa venga considerata nelle diverse religioni. Il blogger scrive: </p>
<blockquote><p>Come mai le convinzioni di Abramo e la profondità della sua fede non vengono mai messe in dubbio quando di parla del sacrificio di uno dei figli, Isacco (nella versione biblica)? E perché, come rivela il dipinto di Caravaggio qui sopra (<a title="Post in inglese" href="http://www.talkturkey.us/2008/12/happy-eid-bayram.html">nel post originale</a> [in]), tale omicidio va compiuto tagliando la gola del ragazzo! Ma dico io, all&#39;epoca non esistevano altri metodi per uccidere &#8216;umanamente&#39; un essere umano? Come mai &#8216;l&#39;Occidente&#39; tace quando si tratta del contenuto &#39;sacrilego&#39; della Bibbia?</p>
<p>Ad ogni modo, nella versione islamica cambia solo il nome dell&#39;innocente protagonista. Isacco diventa Ismaele (l&#39;&#8216;altro&#39; figlio). Ma la storia finisce allo stesso modo. Al suo posto si sacrifica un montone, non appena Dio ritiene che Abramo abbia superato il test che ne dimostra volontà, determinazione e amore per il suo Dio&#8230;</p>
</blockquote>
<p>Per il blogger Marzouq, che scrive dal Kuwait su <i><a title="Post in inglese" href="http://www.zdistrict.com/2008/12/04/off-to-haj/">ZDistrict</a></i> [in], la Eid rappresenta un&#39;occasione doppiamente speciale perché parteciperà per la prima volta allo <a title="Voce in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hajj">Hajj</a> [it], il pellegrinaggio annuale alla Mecca. Ne descrive come segue i suoi preparativi: </p>
<blockquote><p>Durante le settimane scorse ho memorizzato un sacco di cose, avevo ancora molti dubbi e ho perfino annotato qualcosa. Vado con i miei cugini che hanno già fatto lo Hajj altre volte così non mi perdo e lo Hamlah (Gruppo di Pellegrinaggio) gode di una buona reputazione. Mentalmente e psicologicamente è stressante ma è anche una grande soddisfazione, un dovere per ciascun musulmano. Ho portato anche la macchina fotografica per fare qualche foto, all&#39;inizio non ero sicuro fosse corretto, ma ho chiesto in giro e mi hanno incoraggiato a portarla.</p>
</blockquote>
<p>Dall&#39;Egitto Jessyz ci propone un elenco di otto cose da fare per festeggiare la Eid, nello stile egiziano del <a title="Post in inglese" href="http://www.chocolatemintsinajar.com/blog/2008/12/things-to-do-in-eid-egyptian-style/"><i>Chocolate Mints in a Jar</i></a> [in]. La lista include tra l&#39;altro: </p>
<blockquote><p>
Guardare vecchi spettacoli in TV<br />
Giocare con i petardi<br />
Chiamare in giro dopo le preghiere della Eid per augurare “Eid Mubarak” (Buona Eid), oppure giocare d&#39;anticipo e chiamare tutti prima delle preghiere per svegliarli<br />
Fare una doccia
</p>
</blockquote>
<p>Infine torniamo in Kuwait, dove anche <a title="Post in inglese" href="http://ansam518.blogspot.com/2008/12/are-you-ready-for-eid-i-am-d.html"><i>Ansam</i></a> [in] propone un elenco da condividere con i lettori:</p>
<blockquote><p>
*Vestito nuovo: fatto<br />
*Scarpe nuove: fatto <br />
*Collant (se fa freddo): fatto <br />
*Borsetta: fatto <br />
*Trucco: fatto <br />
*Eidiya (soldi): Non ancora LOL!!! Sono stata talmente occupata la settimana scorsa prima della Eid, spero proprio che qualche bancomat mi dia del contante (altrimenti dovrò vendere mia mamma/mio padre) heehee<br />
*Pranzo in famiglia: fatto </p>
</blockquote>
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