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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Arabia Saudita</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Arabia Saudita: la rabbia dei cittadini dopo le vittime delle inondazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 04:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jeddah, la seconda città dell'Arabia Saudita, è stata colpita da una tremenda inondazione provocando oltre 100 vittime e ingenti danni - soprattutto per via di infrastrutture inadeguate e malagestione edilizia. Molte le accuse online contro le autorità, mentre in migliaia hanno aderito al gruppo su Facebook di aperta protesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/30/saudi-arabia-citizens-fury-at-flood-deaths/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La scorsa settimana <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jedda">Jeddah</a> [it], seconda città dell&#39;Arabia Saudita, è stata colpita da una tremenda inondazione e il conto delle vittime ha superato <a title="Articolo in inglese" href="http://www.nytimes.com/reuters/2009/11/29/world/international-uk-saudi-floods.html">quota 100</a> [in]. Le infrastrutture poco sviluppate e la <a title="Articolo in inglese" href="http://news.yahoo.com/s/afp/20091128/wl_mideast_afp/saudidisasterprotesttrialinternet;_ylt=Ai03_LJlYlI3z2oHvIApT_ALewgF;_ylu=X3oDMTM5ZG9yaGJqBGFzc2V0A2FmcC8yMDA5MTEyOC9zYXVkaWRpc2FzdGVycHJvdGVzdHRyaWFsaW50ZXJuZXQEcG9zAzEyBHNlYwN5bl9wYWdpbmF0ZV9zdW1tYXJ5X2xpc3QEc2xrA291dHJhZ2Vkc2F1ZA--">malagestione dell&#39;edilizia urbana</a> [in] sono state le prime cause individuate, e migliaia di cittadini hanno aderito ad un gruppo su Facebook che critica il governo. Come vedremo in questo post, i blogger sauditi hanno protestato vivacemente anche contro le autorità locali.</p>
<p>Su YouTube, <em>albaraa1994</em> pubblica un video dell&#39;<a title="Video in arabo" href="http://www.youtube.com/watch?v=TqXnRPxYV1k">inondazione</a> [ar]:</p>
<p><center>
<p><object width="425" height="344" title="Video in arabo" alt="Video in inglese" ><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TqXnRPxYV1k&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/TqXnRPxYV1k&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p></center></p>
<p><em>Saad Al Dosari</em> <a title="Post in inglese" href="http://aneyeonsaudi.wordpress.com/2009/11/28/jeddah-project-management-failures/">si concentra</a> [in] su un elemento in particolare:</p>
<blockquote><p>Se qualcuno volesse scrivere un libro sulla cattiva gestione dei progetti, troverà parecchi esempi in questa vecchia sposa del mar rosso, Jeddah. Una gestione progettuale fallimentare, è questa l&#39;unica spiegazione per quanto accaduto la scorsa settimana a Jeddah. Milioni e milioni di riyal [valuta locale] spesi in progetti che promettevano infrastrutture ipertecnologiche a una città da tempo dimenticata, e indovinate un po&#39;? quei progetti non reggono quattro ore di pioggia!</p>
</blockquote>
<p><em>Ahmed Al Omran</em> <a title="Post in inglese" href="http://saudijeans.org/2009/11/26/jeddah-disaster/">commenta</a> [in] furibondo:</p>
<blockquote><p>Tutto ciò non sarebbe successo se i cittadini avessero avuto voce in capitolo nella gestione della propria città. Non sarebbe successo se ci fosse stata trasparenza e responsabilità nella gestione del Paese. Sono furioso e disgustato.</p>
</blockquote>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://musesephere.blogspot.com/2009/11/sad-days-for-people-of-jeddah.html">MuSe</a></em> [in] commenta amaramente:</p>
<blockquote><p>Ironia della sorte la maggior parte delle vittime era straniera o povera, persino la morte discrimina. parecchi andrebbero  fatti fuori nei prossimi giorni, i tanti servitori dello stato infedeli e corrotti, ma sono pessimista, quelli continuano a contare sulla nostra memoria corta.</p>
</blockquote>
<p><em>Najla</em> <a title="post in arabo" href="http://www.najla2.com/wordpress/?p=790">è infuriata</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">ما حصل في جدة .. جريمة قتل..</div>
<div class="translation">Quel che è successo a Jeddah…è omicidio&#8230;</div>
<p><em>Zuhair Alghamdi</em> propone un&#39;<a title="Post in arabo" href="http://www.mushahed.com/?p=1096">idea</a> [a]:</p>
<div class="arabic">والأمر يتكرر كل عدة سنوات ولا افهم كيف لا يتم دراسة تلك الحوادث السابقة بجدية ووضع الحلول وخاصة أن الحالة لا تصل إلى ما تتعرض له دول مثل الفلبين وأندنوسيا مثلا حيث الأمطار الغزيرة حدث معتاد طوال السنة. وربما لو استعنا بخبراء من تلك الدول بدل أن نقع في نفس المشكلة كل عدة أعوام.</div>
<div class="translation">Ogni tanto succede, e non capisco perché non si studino i casi precedenti per trovare delle soluzioni, soprattutto dal momento in cui la situazione non è così grave come in Indonesia o nelle Filippine, ad esempio, dove le piogge torrenziali durano quasi tutto l&#39;anno. Forse dovremmo assumere gli esperti di quei Paesi, invece di subìre questi incidenti anno dopo anno.</div>
<p><em>Eman Al Nafjan</em> offre <a title="Post in inglese" href="http://saudiwoman.wordpress.com/2009/11/26/god-help-jeddah/">un suggerimento</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le piogge torrenziali hanno provocato queste inondazioni per via della cattiva gestione dell&#39;area metropolitana. Milioni spesi in infrastrutture per scavare fognature, mettere tubature e asfaltare le strade ma quando i soldi arrivano finalmente all&#39;acquisto del materiale e alla commissione delle ditte, non bastano più. Negli scorsi anni la gente di Jeddah si è lamentata più volte di questo. […] Propongo al re di consegnare il comune di Jeddah all&#39;<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saudi_Aramco">ARAMCO</a> [it] così come ha fatto per il KAUST (<a title="Post in inglese su GVO" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/26/saudi-arabia-kaust-to-inspire-scientific-achievement-and-more/">Università King Abdullah di Scienze e Tecnologia</a> [in]) quando divenne evidente che le autorità intascavano parte del budget.</p>
</blockquote>
<p>Il KAUST è vicino a  Jeddah, e alcuni studenti hanno documentato i problemi sofferti nel campus per via delle piogge. Eric <a title="Post in inglese" href="http://sobersaudi.com/2009/11/26/a-rain-day-at-kaust/">riferisce</a> [in] quanto segue:</p>
<blockquote><p>Questa mattina, dopo una tempesta quasi romantica, si è scatenato l&#39;inferno; colpendo un pugno di case. […] Dopo aver superato le sirene e le code impressionanti dei volontari del pronto soccorso nelle strade sono riuscito a valutare i danni di un altrimenti innocuo acquazzone. Le strade erano coperte d&#39;acqua per due piedi [60 centimetri], e l&#39;intera popolazione femminile era stata evacuata dalle abitazioni (inviate a Jeddah almeno per la prossima settimana), e dieci studenti erano stati trasferiti a causa delle condizioni delle case risultate &#8220;inagibili&#8221; (in altre parole, non avevano solo infiltrazioni, l&#39;intero tetto era crollato nel bel mezzo della notte per via di un accumulo d&#39;acqua). Insomma, il KAUST è diventato un campo profughi nel giro di poche ore.</p>
</blockquote>
<p>Un altro studente del KAUST, <em>Nathan</em>, <a title="Post in inglese" href="http://saudiaggie.blogspot.com/2009/11/rain-in-thuwal-and-lots-of-it.html">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>La pioggia torrenziale è come un disastro naturale perché le infrastrutture qui non sono progettate per gestire la pioggia. Case inondate, strade allagate e network di telefonia mobile completamente fuori servizio. La pioggia è stata davvero forte, ne sono caduti circa 7,5 cm. Secondo il canale Tv meteorologico su Jeddah cadrebbero in media soltanto 54mm. l&#39;anno - abbiamo superato il limite per il prossimo anno e mezzo in una sola notte!</p>
</blockquote>
<p><em>Ibrahim Hudaif</em> <a title="Post in inglese" href="http://www.ihudaif.com/2009/11/29/rain-disaster-reaches-kaust/">si chiede</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Avranno almeno un piano di emergenza contro i disastri naturali per proteggere il super centro informatico del KAUST, lo <a title="Pagina web in inglese" href="http://www.kaust.edu.sa/research/labs/supercomputing.html">Shaheen</a> [in]?</p>
</blockquote>
<p>Infine, <em>Ahmad Qushmaq</em> rivela cos&#39;è che stavolta rende tali inondazioni un po&#39; <a title="Post in arabo" href="http://ahmadqushmaq.wordpress.com/2009/11/28/%D8%A3%D9%85%D8%B7%D8%A7%D8%B1-%D8%AC%D8%AF%D8%A9-%D8%AD%D9%83%D8%A7%D9%8A%D8%A9-%D9%85%D9%86-%D8%A7%D9%84%D8%AA%D8%B1%D8%A7%D8%AB-%D8%A7%D9%84%D8%B3%D8%B9%D9%88%D8%AF%D9%8A/">diverse</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">إن ما يميز “فضيحة” الأربعاء هو استخدام التكنولوجيا لتوثيق العورات التي كشفت. </div>
<div class="translation">Quello che fa la differenza nello scandalo di mercoledì è l&#39;uso della tecnologia per documentare queste evidenti mancanze.</div>
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		<title>Yemen: guerra civile o conflitto per procura?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/yemen-guerra-civile-o-conflitto-per-procura/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 05:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pur se non molti blogger sembrano occuparsi del conflitto in corso, alcuni stralci da vari post fanno risaltare una questione centrale di ampie conseguenze: si tratta di una guerra civile o di un conflitto più largo, una guerra per procura tra l'Arabia Saudita sunnita e l'Iran sciita?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/tarek-amr/">Tarek Amr</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/23/yemen-a-civil-or-proxy-war/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La <a title="Articolo originale in italiano" href="http://www.medarabnews.com/2009/11/18/la-crisi-yemenita-e-il-nuovo-scontro-settario-irano-saudita/">guerra in corso</a> [it] nello Yemen merita senz’altro l&#39;interesse di <em>Global Voices Online</em>, ma mi ha veramente colpito notare come non siano molti i blogger interessati al conflitto. Ecco quindi una serie di stralci tratti da post di blogger residenti in diversi Paesi dell&#39;area.</p>
<p>Il giornalista yemenita <em>Nasser Arrabye</em> tiene un diario su <em>Blogspot</em> per aggiornare sulla situazione. Lo scorso agosto <a title="Post originale in inglese" href="http://narrabyee-e.blogspot.com/2009/08/yemen-threatens-to-strike-al-houthi.html">descriveva</a> [in] le operazioni militari che opponevano il governo dello Yemen ai ribelli Houthi (movimento sciita <a title="Pagina originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zaydismo">zaydista</a> [it], così chiamato dal nome del fondatore Hussein al-Houthi):</p>
<blockquote><p>Il governo yemenita ha dichiarato giovedì scorso che avrebbe intrapreso azioni militari per liberare scuole ed edifici governativi usati come caserme dai ribelli Houthi a <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sa%27dah_insurgency">Sadaa</a> [in], nel nord del Paese.</p></blockquote>
<p>Il giornalista prosegue così:</p>
<blockquote><p>La dichiarazione è arrivata successivamente a notizie di intensi combattimenti avutisi questa settimana tra i ribelli e le truppe governative: negli scontri sono stati uccisi o feriti decine di soldati su entrambi i fronti.</p>
<p>“Da quando il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh ha ordinato l’interruzione delle operazioni militari, sabotatori e terroristi hanno continuato gli attacchi contro i cittadini e le forze di sicurezza, commettendo crimini odiosi indiscriminatamente, anche contro anziani, bambini e donne, oltre a rapimenti, case e strade distrutte&#8221;, prosegue la dichiarazione.</p></blockquote>
<p>Ma sembra che i ribelli Houthi abbiano un diverso punto di vista:</p>
<blockquote><p>I ribelli di al-Houthi hanno tuttavia affermato di essersi limitati a difendersi e di non volere un’altra guerra.</p></blockquote>
<p>Qualche mese dopo nessuno è stato più grado di fermare la guerra in corso. Ma a quel punto veniva sollevata anche una nuova domanda: nello Yemen sta prendendo piede una guerra civile o ci sono altre forze coinvolte in questo conflitto?</p>
<p>I ribelli Houthi hanno affermato che i sauditi stanno partecipando al conflitto, e che le loro truppe sono lì per sostenere il governo yemenita. Il governo, d’altro canto, l’ha negato. Nasser Arrabyee ha <a title="Post originale in inglese" href="http://narrabyee-e.blogspot.com/2009/11/saudi-intervention-in-war-against.html">scritto</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Un ufficiale yemenita ha negato lunedì scorso le affermazioni dei ribelli sul fatto che l’esercito abbia utilizzato una base saudita per attaccarli.</p>
<p>Le autorità saudite hanno “permesso all’esercito dello Yemen di utilizzare una loro base a Jabal al-Dukhan dalla quale hanno sferrato degli attacchi”, si legge in una dichiarazione di al-Houthi inviata via email.</p>
<p>L’ufficiale, che ha voluto restare anonimo, ha detto che al-Houthi cerca solo di nascondere i propri insuccessi chiamando in causa interferenze saudite. “Jabal al-Dukhan è in terra yemenita, non saudita”, ha aggiunto. Questa non è la prima volta che i ribelli di Al-Houthi accusano l’Arabia Saudita di intromettersi nel conflitto.</p></blockquote>
<p>Ma qualche giorno dopo Nasser Arrabyee <a title="Post originale in inglese" href="http://narrabyee-e.blogspot.com/2009/11/continuous-confrontations-between-al.html">ha scritto un altro post</a> [in] sul suo blog:</p>
<blockquote><p>Almeno 5 soldati sauditi e 15 ribelli Houthi sono stati uccisi nel corso di intensi combattimenti tra i ribelli e le forze saudite ad Al-Khuba e Jabal al-Dukhan, nell’area di Jaizan nel sud del Regno [saudita], hanno dichiarato fonti locali giovedì.</p>
<p>Il leader dei ribelli, Abdul Malik al-Houthi, ha dichiarato giovedì che l’esercito saudita sta bombardando le postazioni dei suoi combattenti sulla frontiera presso Al-Malahaid, a ovest di Saada, “con ogni genere di armi”.</p></blockquote>
<p>Così le dichiarazioni dei ribelli sul coinvolgimento saudita sono risultate vere, e ciò ha spinto il blogger Gregory [Johnsen] <a title="Post originale in inglese" href="http://islamandinsurgencyinyemen.blogspot.com/2009/11/big-question-for-saudi-arabia.html">a porre le seguenti domande</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Ho l’impressione che l’idea di gettarsi in quel pantano che è la ribellione nel Nord non sia stata una decisione ben ponderata in Arabia Saudita, portando così a un’altra domanda che mi sto ponendo da un pezzo: chi è a gestire le opzioni yemenite in Arabia Saudita? Certamente non il Sultano. E anche se [il Ministro degli interni] Muhammad bin Nayef ha l’incarico di contrastare il terrorismo di Al-Qaida, l’Arabia Saudita non è gli USA e non è concentrata solo su Al-Qaida. La sua relazione con lo Yemen è complessa.</p>
<p>La mia idea è che non vi sia un preciso responsabile, ma che diversi soggetti gestiscano a turno la questione senza buone idee sugli obiettivi da perseguire, a parte rimbalzare di crisi in crisi cercando di impedire che i pazzi yemeniti e i loro problemi superino i confini.</p></blockquote>
<p>Sapphire ha lasciato un commento sul post di Gregory, <a title="Commento originale in inglese" href="http://islamandinsurgencyinyemen.blogspot.com/2009/11/big-question-for-saudi-arabia.html?showComment=1257592431993#c6430825506711060284">cercando di interpretare i motivi per cui l’Arabia Saudita abbia deciso in entrare in guerra</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Ora, perché i sauditi hanno deciso l&#39;intervento militare in Yemen? Si dice che dopo aver dovuto concedere l’area dell’Iraq sul confine settentrionale agli sciiti iracheni, i sauditi non possano concedere e non tollerino un altro stato sciita al confine meridionale, ipotizzando che i ribelli Houthi possano riuscire a sconfiggere il governo centrale e conquistare l’indipendenza.</p></blockquote>
<p>La blogger egiziana Zeinobia <a title="Post originale in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/11/this-is-not-regular-war-this-is.html">è preoccupata per l’intervento saudita</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Ufficialmente l’Arabia Saudita ha dichiarato guerra ai ribelli Houthi; non è mia intenzione discutere se ciò sia giusto o meno, oppure se sia un conflitto all&#39;interno di un più ampio confronto regionale, ma voglio chiarire il fatto che probabilmente l’Arabia Saudita non riuscirà a vincere questa guerra in nessun modo nonostante tutta la tecnologia multimilionaria di cui dispone, semplicemente perché questa è una guerriglia tra le montagne!</p></blockquote>
<p>E prosegue così:</p>
<blockquote><p>Non so perché i sauditi abbiano scelto di impantanarsi come abbiamo fatto noi negli anni ’60, è una situazione chiaramente ironica, perché all’epoca sostenevano gli yemeniti contro di noi!!! Ho letto anzi notizie che riportano voci sull’uso di fosforo bianco contro i civili da parte dei sauditi!! È forse un <em>déjà vu</em>??!!??</p></blockquote>
<p>Ma sono solo i sauditi sono ad essere coinvolti in questa guerra? Una nave iraniana è stata bloccata al largo delle coste yemenite. Ciò ha fatto <a title="Post originale in inglese" href="http://narrabyee-e.blogspot.com/2009/11/al-houthi-linked-iranian-sailors.html">scrivere a Nasser Arrabyee quanto segue</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Una nave iraniana carica di armi forse indirizzate ai ribelli di al-Houthi è stata intercettata il 26 ottobre 2009, sulle coste al largo di Midi, nel nord-ovest dello Yemen. L’equipaggio di 6 membri, 5 iraniani e un indiano, sono ora trattenuti per indagini nella capitale yemenita Sana’a. L’ambasciata iraniana a Sana’a ha negato che la nave stesse trasportando armi.</p></blockquote>
<p>Di conseguenza Gregory ha scritto che <a title="Post originale in inglese" href="http://islamandinsurgencyinyemen.blogspot.com/2009/11/why-why.html">nello Yemen è forse in corso un conflitto per procura</a> [in]:</p>
<blockquote><p>“Abbiamo quindi una guerra per procura tra l’Arabia Saudita e l’Iran,” ha affermato Simon Henderson (riferendosi a una dichiarazione di quest&#39;ultimo, direttore del <em>Gulf and Energy Policy</em> al <em>Washington Institute for Near East Policy</em>).</p></blockquote>
<p>Il coinvolgimento di Arabia Saudita, Iran, sunniti e sciiti, risveglia le riflessioni di Abul Maali Fayek, perché sembra che <a title="Post originale in arabo" href="http://lokmetaesh.blogspot.com/2009/11/blog-post_1876.html">stia succedendo ciò che temeva</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">وقع ما كنا نحذر منه من إشعال الفتنة الطائفية بين السنة والشيعة،وعلى شيوخ الفضائيات أن يسنوا رماحهم ويجلسوا ليتفرجوا على معارك المسلمين بعضهم البعض،ولعل الشيخ عرعور وقناته الطائفية “قناة صفا” لعلهم يكونو قد استراحوا قليلا بعد أن شاهدوا الحرب الدائرة بين دولة عربية مسلمةوكبيرة فى الحجم والمقام هى المملكة العربية السعودية وبين مسلمين آخرين فى اليمن الشقيق هم جماعة “الحوثيين الشيعة” واستمرار تلك المعارك ليس فى صالح أحد</div>
<div class="translation">Ciò su cui vi stavo mettendo in guardia sta avvenendo, un conflitto settario tra sunniti e sciiti. E ora è il turno del clero che tramite le TV satellitari versa benzina sul fuoco del conflitto e tiene sotto controllo i combattimenti tra musulmani. E allora può essere, può essere che lo Sceicco Aarour e il suo canale satellitare “Safa” [filo-sunnita] siano felici di assistere alla guerra tra una grande e rispettabile nazione musulmana come l’Arabia Saudita e i fratelli nello Yemen, che sono sciiti Houthi. La continuazione di questo conflitto non fa bene a nessuno.</div>
<p>E in conclusione, Zeinobia <a title="Post originale in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/11/this-is-not-regular-war-this-is.html">si chiede</a> [in] se la Lega degli Stati Arabi esista ancora e perché non assuma nessuna iniziativa per fermare questa guerra:</p>
<blockquote><p>Non so se faccia più ridere o piangere: il sangue arabo e musulmano non andrebbe versato in questo modo per mano di altri con sangue arabo o musulmano!! Alla fin fine siamo tutti fratelli.</p>
<p>Non capisco dove sia la Lega Araba quando serve, Amr Moussa pare essere fuori città, beh, secondo me sta perdendo punti come possibile candidato presidenziale [alle elezioni egiziane del 2011]!!</p></blockquote>
<div class="notes">Per ulteriori informazioni, si veda un altro recente post su Global Voices Online, <a title="Post su GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/11/18/saudi-arabia-well-defend-ourselves-for-the-right-reason/">Saudi Arabia: We&#39;ll Defend Ourselves - For The Right Reason</a> [in].</div>
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		<title>Arabia Saudita: valgono le norme sul plagio se un giornalista copia un blogger?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/arabia-saudita-dove-il-plagio-e-reato/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/arabia-saudita-dove-il-plagio-e-reato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 05:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=9149</guid>
		<description><![CDATA[I blogger sauditi stanno seguendo con attenzione la vicenda di un loro collega, secondo cui un quotidiano nazionale avrebbe preso e utilizzato i contenuti del suo blog senza il suo permesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/20/saudi-arabia-where-plagiarism-is-a-crime/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>I blogger sauditi stanno seguendo con attenzione la vicenda di un collega, secondo cui un giornale avrebbe riutilizzato alcune fotografie e contenuti del suo blog senza autorizzazione.</p>
<p><i><a title="Post in inglese" href="http://saudijeans.org/2009/10/14/alyaum-steals-kaust-blogger/">Saudi Jeans</a></i> [in] di Ahmed Al Omran non usa mezze parole per definire il quotidiano accusato di plagio:</p>
<blockquote><p>
Nonostante il giornale al-Yaum vanti da tempo il monopolio nella Provincia Orientale, rimane una delle pubblicazioni meno quotate del Paese. Sono nato e cresciuto in quella zona, ma leggevo Asharq al-Awsat, al-Hayat e al-Watan, non al-Yaum.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;opinione di Al Omran ha trovato ulteriori conferme dopo che <a title="Post in inglese" href="http://saudiaggie.blogspot.com/2009/10/i-should-be-getting-paid-for-this.html"><i>Saudi Aggie</i></a> [in] - uno studente di nome Nathan, iscritto alla <i><a title="Sito in inglese" href="http://www.kaust.edu.sa/">Università di Scienza e Tecnologia &#8216;King Abdulla&#39;</i></a> [in], <a title="Leggi il post in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/26/saudi-arabia-kaust-to-inspire-scientific-achievement-and-more/">aperta di recente</a> [in] - ha affermato che il quotidiano avrebbe usato le immagini e il suo resoconto sulle elezioni studentesche. Il blogger pubblica uno stralcio dell&#39;articolo e chiede ai lettori: </p>
<blockquote><p>
Non ci posso credere! Recentemente quest&#39;articolo è apparso sulle pagine di uno dei maggiori quotidiani sauditi, <span style="font-style: italic;">Al Yaum</span>. Guardate quelle immagini, non le avete le già viste? E il testo? Se non leggete l&#39;arabo, sappiate che quel testo è stato quasi interamente copiato da un mio post, <a title="Post in inglese" href="http://saudiaggie.blogspot.com/2009/10/elections.html">&#8220;Elections&#8221;</a> [in] pubblicato il 7 ottobre 2009. Non può essere legale, nemmeno in Arabia Saudita!</p>
</blockquote>
<p>Lo studente americano aggiunge un ulteriore commento: </p>
<blockquote><p>
Se fossi in America avrei già denunciato Al Yaum per violazione della proprietà intellettuale. Se il New York Times avesse scopiazzato dal mio blog sarei ricco sfondato a quest&#39;ora. La proprietà intellettuale di pensieri e immagini ha qualche valore qui?
</p>
</blockquote>
<p>Al Omran fa notare: </p>
<blockquote><p>Nathan sta pensando di denunciare il quotidiano, il che sarebbe fantastico, ma probabilmente si sono già resi abbastanza ridicoli da soli.</p>
</blockquote>
<p>I commentatori sul blog hanno espresso solidarietà al blogger. </p>
<p><i>Mazoo</i> scrive: </p>
<blockquote><p>Mi dispiace che ti sia successa una cosa del genere ..<br />
Comunque, è normale qui in Arabia Saudita :D ..</p>
<p>Ne ho sentite parecchie di queste storie in cui i contenuti di alcuni miei amici (post, immagini, idee) vengono rubati da giornalisti scansafatiche. Si sono lamentati scrivendo direttamente al Capo Redattore - alcuni si sono scusati pubblicamente e altri hanno licenziato il giornalista.
</p>
</blockquote>
<p><i>Al Hanouf</i>, che si definisce studentessa in Legge, chiede giustizia: </p>
<blockquote><p>Se questa vicenda verrà considerata un reato informatico, il giornalista rischierà oltre 6 mesi di carcere e un risarcimento non inferiore a 250.000 Riyal.<br />
Dovresti parlarne con un avvocato, e ti prego di non limitarti a scrivere alla redazione del giornale!<br />
C&#39;è una legge, e non servirà a rimediare agli errori se cerchiamo facili scorciatoie!</p>
</blockquote>
<p>Mentre Chiara consiglia: </p>
<blockquote><p>
Condivido la tua repulsione per il plagio, e anche la comune pratica di tradurre e plagiare non è che sia meglio. Puoi mettere sotto copyright tutto il tuo blog così come fanno altri blogger, e integrare il tuo nome nelle immagini.</p>
</blockquote>
<p>In un post di aggiornamento, Nathan scrive quanto segue: </p>
<blockquote><p>In Arabia Saudita, il gossip viaggia alla velocità della luce. Questo blog ha ricevuto decine di migliaia di nuovi visitatori in una sola settimana. </p>
<p>[&#8230;] </p>
<p>Sono venuto in Arabia Saudita per costruire ponti, non per farmi dei nemici. Sono venuto qui per studiare e fare ricerca in un&#39;università che sta lottando con tutte le forze per diventare uno dei principali poli di ricerca al mondo, non per prendere soldi da persone o organizzazioni. </p>
<p>Non voglio responsabilità. È sbagliato quanto ha fatto <span style="font-style: italic;">Al Yaum</span> , ma è sbagliato anche il tono di questa discussione.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger dedica la conclusione ai suoi lettori: </p>
<blockquote><p>
Se volete prendere qualcosa dal mio blog, vi prego di chiedermelo prima. Nessuno, me stesso incluso, ama i fraintendimenti.</p>
</blockquote>
<p>Con l&#39;aiuto di un software di traduzione, il <a title="Post in inglese" href="http://saudiaggie.blogspot.com/2009/10/i-should-be-getting-paid-for-this.html?showComment=1255467311093#c5285446355482995533">giornalista in questione</a> [in] ha poi scritto un commento al post di Nathan dando la sua versione dei fatti. Dove, pur nella difficoltà di comprendere la traduzione inglese automatica, non sembra ammettere alcun plagio ma spiega anzi di aver avuto quelle informazioni da proprie fonti e rivendica comunque il diritto ad usare liberamente quanto circola online.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mondo Arabo: ancora paura per l&#039;influenza suina</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/mondo-arabo-ancora-paura-per-linfluenza-suina/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/mondo-arabo-ancora-paura-per-linfluenza-suina/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Bahrain]]></category>
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		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[L'influenza suina, o virus H1N1, continua ad occupare le prime pagine dei giornali del mondo arabo poiché le autorità sanitarie scoprono e denunciano nuovi casi su base ormai giornaliera. Ecco una breve rassegna delle conversazioni online di blogger provenienti da Bahrain, Giordania, Egitto e Siria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/09/arab-world-swine-flu-fever-continues/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;influenza suina, o virus H1N1, continua ad occupare le prime pagine dei giornali del mondo arabo poiché le autorità sanitarie scoprono e denunciano nuovi casi su base ormai giornaliera. </p>
<p>In Bahrain, <a title="Leggi il post in inglese" href="http://sillybahrainigirl.blogspot.com/2009/07/coming-home-to-sick-place.html"><i>Silly Bahraini Girl</i></a> [in] (che poi è l&#39;autrice dell&#39;articolo) è tornata a casa ed è rimasta scioccata da quanto visto nell&#39;aeroporto del suo paese: </p>
<blockquote><p>Il livello di follia raggiunto da questo paese colpisce dritto in faccia al momento dell&#39;arrivo all&#39;aeroporto internazionale del Bahrain, dove è possibile vedere tutto il personale di terra indossare maschere chirurgiche, dagli addetti ai bagagli fino al personale dell&#39;ufficio immigrazione e della dogana. &#8220;Che succede?&#8221; Ho chiesto loro. &#8220;C&#39;è forse un&#39;epidemìa in Bahrain?&#8221; Ho incalzato [&#8230;] la tensione era palpabile e il livello d&#39;isterìa era certamente il più alto che io avessi mai visto in qualsiasi altro posto da quando la fobìa suina si è impadronita della terra. Come mai non ho visto una singola persona indossare una mascherina negli aeroporti di San Francisco, Chicago, Toronto e Heathrow che ho visitato in queste settimane? </p>
</blockquote>
<p>Sempre in Bahrain, <a title="Leggi il post in inglese" href="http://suhailalgosaibi.com/2009/07/09/the-shocking-truth-about-swine-flue/"><i>Sohail Al Gosaibi</i></a> [in] sente odore di cospirazione e nota che l&#39;isterìa prodotta dall&#39;influenza suina gioca a tutto vantaggio di media, pubblicità e industrie farmaceutiche. Il blogger saudita, infatti, scrive quanto segue:</p>
<blockquote><p>Spesso i media enfatizzano aspetti sensazionali di una certa notizia, consapevoli che la paura vende bene. Quotidiani e canali televisivi offrono spazi pubblicitari e minuti di trasmissione per realizzare profitti, quindi più sono scioccanti e spaventose le storie presentate, maggiore è il numero di spettatori o lettori, maggiore quello degli inserzionisti  e di conseguenza maggiori i ricavi. </p>
</blockquote>
<p>Anche <i>Al Gosaibi</i> rilancia un articolo che ha letto e lo commenta così: </p>
<blockquote><p>Secondo questo articolo, i governi di Stati Uniti e Inghilterra hanno scorte di Tamifluiflu per un valore di svariati miliardi di dollari e dovrebbero utilizzarle entro i prossimi mesi, oppure scadranno. Curioso, eh?</p></blockquote>
<p>A proposito di teorie <a title="Leggi il post in inglese" href="http://jordanreformwatch.wordpress.com/2009/06/30/stupid-watch/"><i>Jordan Reform Watch</i></a> [in] ha un asso nella manica: </p>
<blockquote><p>Ahhh..L&#39;influenza suina e tutte le teorie cospirative connesse.. <a title="Vai al post originale" href="http://sarayanews.com/home.php?mode=more&amp;newsid=17089&amp;catID=39" target="_blank">Secondo</a> [ara] uno &#8220;scienziato&#8221; giordano specializzato in malattie, Mecca e Medina sarebbero in qualche modo immuni da questo virus, quindi non è il caso di parlare del pericolo di eventuali epidemìe risultanti dall&#39;estrema prossimità di milioni di pellegrini che partecipano allo <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hajj">Hajj</a> [it].</p>
<p>Uccidete i maiali&#8230;andate in pellegrinaggio..sarete immuni dalla malattia..</p>
</blockquote>
<p>Anche la blogger egiziana <a title="Leggi il post in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/07/h1n1-follow-up-5-more-cases.html"><i>Zeinobia</i></a> [in], autrice di <i>Egyptian Chronicles</i>, riflette preoccupata sulla possibilità che il virus potrebbe diffondersi in occasione dello <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hajj">Hajj</a> [it] [pellegrinaggio alla Mecca compiuto durante l&#39;omonimo mese del calendario lunare islamico], dove milioni di fedeli provenienti da tutto il mondo si recano alla Mecca per prendere parte al rituale. La blogger fa notare quanto segue: </p>
<blockquote><p>Il dibattito sul futuro dei pellegrinaggi di quest&#39;anno, lo &#8220;Hajj&#8221; e la <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umra">Omra</a> [it] [pellegrinaggio minore], è tuttora in corso. Il ministro della salute vuole cancellare la Omra, mentre quello del turismo è nettamente contrario a questa opzione, per non parlare poi del Pellegrinaggio vero e proprio.<br />
E, come era prevedibile, questa discussione è ancora più accesa all&#39;interno degli ambienti religiosi. L&#39;Arabia Saudita è perfettamente consapevole della sfida che dovrà affrontare e ha deciso di prendere di petto la situazione invitando donne incinte, anziani e bambini a non prendere parte alla Omra e allo Hajj annuali, scelta che ho decisamente apprezzato.<br />
Avrei persino un&#39;idea migliore. Viste le circostanze, perché non limitare i due pellegrinaggi a coloro di ambo i sessi che compiono il rito per la prima volta</p>
</blockquote>
<p>L&#39;ultimo post di questa rassegna proviene dalla Siria, dove il blogger <a title="Leggi il post in arabo" href="http://yaser1978.wordpress.com/2009/07/04/%D8%A5%D8%B9%D9%84%D8%A7%D9%86-%D8%A3%D9%88%D9%84-%D8%AD%D8%A7%D9%84%D8%A9-%D8%A7%D8%B5%D8%A7%D8%A8%D8%A9-%D8%A8%D8%A5%D9%86%D9%81%D9%84%D9%88%D9%86%D8%B2%D8%A7-%D8%A7%D9%84%D8%AE%D9%86%D8%A7%D8%B2/"><i>Yaser Arwani</i></a> [ara] rilancia una notizia di attualità secondo cui una donna medico siriana, emigrata in Australia e tornata per un breve soggiorno nel suo paese d&#39;origine, avrebbe recentemente riscontrato e comunicato il primo caso di influenza suina in Siria. Il medico è arrivato in Siria attraverso l&#39;aeroporto internazionale di Dubai e il virus sarebbe stato isolato pochi giorni dopo il suo arrivo. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mondo Arabo: &#8220;L&#039;Iran è una dittatura democratica&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/mondo-arabo-liran-e-una-dittatura-democratica/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 04:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
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		<description><![CDATA[Moltissime le reazioni del mondo arabo sugli avvenimenti iraniani: in questa panoramica, diversi blogger paragonano lo scenario politico del proprio Paese a quello iraniano, incluse riflessioni meno scontate sui possibili sviluppi della situazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/18/arab-world-iran-is-a-democratic-dictatorship/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Moltissime le reazioni del mondo arabo sugli avvenimenti in Iran, dopo le elezioni presidenziali in cui Mahmoud Ahmedinejad <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Iranian_presidential_election,_2009">sembra aver ottenuto</a> [in] il secondo mandato, con il 66 per cento dei voti complessivi.</p>
<p>In questa panoramica su tali reazioni, alcuni blogger arabi paragonano lo scenario politico del proprio Paese a quello iraniano, fornendo anche riflessioni sui possibili sviluppi della situazione.</p>
<p>Su <em>Twitter</em>, <a title="Leggi il post in arabo" href="http://twitter.com/essamz/status/2182991299">Essam Al Zamel</a> [ar], dall&#39;Arabia Saudita, commenta ironico:</p>
<div id="attachment_80729" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-80729" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=80729"><img class="size-medium wp-image-80729" title="Il messaggio di Essam" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/picture-2-300x156.png" alt="Istantanea del messaggio di Al Zamel" width="300" height="156" /></a>
<p class="wp-caption-text">Istantanea di Al Zamel</p>
</div>
<blockquote><p>L&#39;Unione Europea sollecita un&#39;indagine sui risultati delle elezioni iraniane. Che farsa! I Paesi arabi tengono elezioni dove il vincitore ottiene il 99 per cento e nessuno ha mai detto nulla!?</p>
</blockquote>
<p>Il giordano <a title="Leggi il post in inglese" href="http://alidahmash.blogspot.com/2009/06/twitter-might-be-changing-iran.html"><em>Ali Dahmash</em></a> [in] nota anche come la democrazia del mondo arabo impallidisca se paragonata a quella iraniana:</p>
<blockquote><p>L&#39;Iran è un regime dittatoriale democratico, come lo chiamo io. Nel Paese c&#39;è un grado di liberalismo e libertà che non esiste nel mondo arabo. Uomini e donne possono scegliere la propria leadership, ma il Leader Supremo è ancora il potere più forte. Le donne possono votare, lavorare dovunque, guidare, arrampicarsi in montagna ma non candidarsi alle elezioni. L&#39;Iran è la più grande democrazia del Medio Oriente e la seconda dopo il Libano, ma minoranze come quelle dei Baha&#39;i, degli omosessuali e degli Armeni sono ancora oggetto di repressione, persecuzioni e minacce di uccisione o imprigionamento. </p>
</blockquote>
<p>Sui recenti tumulti dopo i risultati delle elezioni, il blogger spiega:</p>
<blockquote><p>Mousavi ha accusato il governo di frode e brogli alle elezioni; e, poiché 14 milioni di voti non sono stati contati, i suoi sostenitori hanno riversato rabbia e disperazione nelle strade di Tehran. La maggior parte dei dimostranti è composta da giovani che chiedono riforme e cambiamento. Questa fascia d&#39;età appartenente al ceto medio della società è sempre stata la scintilla che ha acceso qualsiasi rivoluzione o sommossa. Ma non la vedo come una rivolta contro lo stato islamico, cosa che molta gente sembra aspettare con ansia, è piuttosto l&#39;avvìo di un lento processo di riforme verso il cambiamento e la modernizzazione. Si tratta di un percorso interno inevitabile, e non dovrebbe essere influenzato da poteri esterni o minacce a livello internazionale. Sarà il tempo a cambiare l&#39;Iran.</p>
</blockquote>
<p><em>Dahmash</em> riflette anche sulle potenzialità di <em>Twitter</em>, che ha permesso ai manifestanti iraniani di far sentire in tutto il mondo la propria voce, nonostante il giro di vite del governo contro la libertà d&#39;espressione:</p>
<blockquote><p>Il governo controlla ancora i media e l&#39;accesso a siti internet come (Youtube) &amp; (Facebook), che al momento risultano inaccessibili. Ha impedito alle testate internazionali di seguire le manifestazioni. In questo modo i manifestanti hanno utilizzato Twitter e altri social media per raccontare quanto va succedendo nelle strade di Tehran. Anche le testate tradizionali si rivolgono agli utenti iraniani della rete per ottenere testi e video che documentino la situazione locale. L&#39;amministrazione Obama ha addirittura sollecitato Twitter a posticipare la chiusura per manutenzione perché rappresenta l&#39;unico mezzo di comunicazione con il resto del mondo per gli iraniani! Molti manifestanti stanno rischiando la vita usando i videfonini per catturare immagini e filmati delle dimostrazioni, iniziate in maniera del tutto pacifica una settimana fa, ma poi sfociate in un violento confronto che finora ha provocato la morte di 7 persone.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;ultimo rilancio è ripreso da <em><a title="Leggi il post in inglese" href="http://palestinianpundit.blogspot.com/2009/06/arab-apathy.html">Palestinian Pundit</a></em> [in], dove <em>Zarathustra</em> propone un&#39;amara riflessione sui giovani arabi:</p>
<blockquote><p>Quanto sta succedendo oggi in Iran (a prescindere dalla vostra posizione personale o dal fatto che l&#39;opposizione sia realmente riformista) non fa altro che dimostrare ancora una volta come le persone del mondo arabo (i giovani in particolare) siano fra i più impotenti e smidollati del Medio Oriente.<br />
Quando è stata l&#39;ultima volta che hanno sfidato gli ordini del governo, scendendo in strada  a decine di migliaia per manifestare dissenso nei confronti delle politiche governative? I regimi arabi hanno ormai talmente affinato l&#39;arte dell&#39;oppressione da aver creato una generazione di giovani arabi che si accontenta semplicemente di sedersi per terra, giocare a carte, fumare lo <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Narghilè">Hookah</a> [it] e sognare di andare a Dubai o in occidente per lavorare e fare un sacco di soldi. Una generazione di giovani che si preoccupa molto di più di banali vignette danesi che umiliano il Profeta, anziché della propria umiliazione e oppressione quotidiane. Ci sono movimenti giovanili in tutto il mondo, dall&#39;America Latina all&#39;Iran e alla Turchia, Paesi in cui i giovani cercano di conquistare un ruolo attivo nel determinare il proprio futuro, ma ciò non riguarda il mondo arabo.</p>
<p>L&#39;indifferenza e l&#39;apatìa dei giovani arabi sono la diretta conseguenza dell&#39;atroce fallimento della generazione dei loro genitori. È triste vedere che nel mondo in via di sviluppo chiunque stia cercando di cambiare la propria realtà, tranne gli arabi, dove i soliti tiranni e i loro figli hanno regnato per decenni, e sembra che ciò non riguardi affatto i loro sudditi.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Mondo arabo: è forse il caso di investire in armamenti e programmi spaziali?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/5301/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/5301/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 05:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algeria]]></category>
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		<description><![CDATA[Un blogger si chiede per quanto tempo gli arabi resteranno a guardare mentre gli altri Paesi continuano a costruire arsenali e missili militari, mentre un altro si domanda perché mai l'Arabia Saudita non abbia un proprio programma spaziale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/04/arab-world-what-are-we-waiting-for/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Due blogger su fronti opposti del mondo arabo provano a riflettere sulle condizioni degli arabi, dall&#39;oceano al golfo. Il primo si chiede per quanto tempo aspetteremo ancora mentre gli altri Paesi continuano a costruire e sviluppare arsenali e magazzini militari - e il secondo si domanda perché l&#39;Arabia Saudita non abbia un proprio programma spaziale.</p>
<p>Il blogger algerino <a title="Vedi il post originale in arabo" href="http://bilad-13.maktoobblog.com/1617793/%D8%A7%D9%84%D8%B9%D8%B1%D8%A8-%D9%85%D8%AA%D9%81%D8%B1%D8%AC%D9%88%D9%86-%D8%B5%D8%A7%D9%84%D8%AD%D9%8A%D9%86-%D9%81%D9%8A-%D8%AD%D8%B1%D8%A8-%D8%A7%D9%84%D8%B5%D9%88%D8%A7%D8%B1%D9%8A%D8%AE/"><i>Bilad Talisman</i></a> [ar] si chiede perchè gli arabi rimangano attendisti nell&#39;attuale guerra &#8220;missilistica&#8221;: </p>
<div class="arabic">
العرب قاعدون من المحيط إلى الخليج لدرجة أن استثماراتهم في الجزائر أو في أي بلد من بلدان العالم لاتخرج عن دائرة الكباريهات .العرب يتفرجون هذه الأيام على معركة الصواريخ الكورية تماما مثلما جلسوا يتفرجون على الجزيرة وهي تنقل حرب الصواريخ افسرائيلية على غزة وجلسوا قبلها وهم يراقبون مدى الصواريخ الإسرائيلية على لبنان في صيف 2006 ويسخرون من صواريخ حزب الله على إسراائيل. العرب سيجلسون أمام الجزيرة ذات يوم لمتابعة أخبار سقوط الصواريخ الإيرانية على الكويت والرياض وعمان وغيرها . هكذا هم العرب يتابعون مثل أي مشاهد مهذب باهتمام حرب الصواريخ دون حركة.</div>
<div class="translation">
Gli arabi se ne restano seduti dall&#39;Oceano Atlantico al Golfo, investendo i propri soldi nei cabaret in Algeria e altri Paesi intorno al mondo. Al giorno d&#39;oggi, gli arabi osservano la guerra dei missili coreana,e se ne stanno seduti, seguono su Al Jazeera la guerra dei missili israeliana a Gaza e rimangono con le mani mano, proprio come, prima di questa, guardando la serie di missili israeliani caduti sul Libano nell&#39;estate del 2006. Hanno deriso i razzi di Hizbulla caduti su Israele. Un giorno gli arabi  se ne staranno seduti davanti ad Al Jazeera, seguendo le notizie dei missili iraniani che colpiscono il Kuwait, Riyadh, l&#39;Oman e gli altri. Gli arabi sono fatti così. Si siedono, come ogni spettatore beneducato, guardando molto attentamente le guerre missilistiche, senza muovere un dito.</div>
<p>Dall&#39;Arabia Saudita, <a title="Vedi il post originale in inglese" href="http://americanbedu.com/2009/05/24/why-doesn%E2%80%99t-saudi-arabia-have-a-space-program/"><i>American Bedu</i></a> [in], un americano sposato con una Saudita, si domanda perchè l&#39;Arabia Saudita non abbia avviato un proprio programma spaziale: </p>
<blockquote><p>
Sono curioso di sapere perché un Paese così ricco come l&#39;Arabia Saudita non abbia deciso di avere un proprio programma spaziale, anziché dipendere sulla fiducia e la collaborazione con gli alleati? Fino a oggi una sola <a title="Vedi il post su Wikipedia in inglese" rel="#someid13" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sultan_bin_Salman_bin_Abdulaziz_Al_Saud">persona saudita</a> [in] è andata nello spazio, il Sultan bin Salman bin Abdulaziz al Saud.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Così, perché pensate che l&#39;Arabia Saudita con le sue risorse  e capacità abbia deciso di non avere un proprio programma spaziale? Ho chiesto il parere di un saudita al riguardo. La sua risposta è stata, &#8220;I sauditi non sono in grado di guidare per le strade, quindi come puoi aspettarti che siano capaci di farlo nello spazio?&#8221; (naturalmente si trattava di una battuta, ma fa riflettere &#8230;)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MENA: Riflessioni dopo la Conferenza ONU sul razzismo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/mena-riflessioni-dopo-la-conferenza-onu-sul-razzismo/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 23:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il discorso del Presidente iraniano Mahmoūd Ahmadinejād alla Conferenza Durban II, e la conseguente reazione dei rappresentanti europei, hanno stimolato il dibattito tra i blogger medio-orientali. Chi accusa Ahmadinejād di opportunismo elettorale e chi il resto del mondo di stare a guardare, mentre c'è anche chi appare soddisfatto.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lasto-adri/">Eman AbdElRahman</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/22/mena-reflections-on-durban-ii/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_70417" class="wp-caption alignright" style="width: 163px;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mahmoud_Ahmadinejad"><img class="size-full wp-image-70417" title="Presidente iraniano Mahmoūd Ahmadinejād" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/04/225px-mahmoud_ahmadinejad.jpg" alt="Presidente iraniano Mahmoūd Ahmadinejād" width="153" height="204" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">da Wikipedia: il Presidente Mahmoūd Ahmadinejād alla Columbia University, 24 settembre 2007</p>
</div>
<p>Il <a title="Guarda il discorso in farsi con i sottotitoli in inglese" href="http://www.youtube.com/watch?v=LL5OsaVYz1I&amp;eurl=http%3A%2F%2Fvideo.google.it%2Fvideosearch%3Fq%3Dahmadinejad%2Bdurban%2BII%26hl%3Dit%26emb%3D0%26aq%3Df&amp;feature=player_embedded">discorso</a> [fa/in] del Presidente iraniano <a title="Visita il blog di Ahmadinejad in inglese" href="http://www.ahmadinejad.ir/">Mahmoūd Ahmadinejād</a> [in] alla Conferenza delle Nazioni Unite sul razzismo a Ginevra (Durban II), e la conseguente reazione dei rappresentanti dell&#39;Unione Europea, hanno fatto nascere il dibattito tra i blogger del Medio Oriente. Alcuni hanno accusato Ahmadinejād di <a title="Vai all'articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/04/21/iran-islamist-bloggers-poems-in-praise-of-ahmadinejad/">essersi messo in mostra</a> [in] in vista della prossima campagna elettorale, mentre altri se la sono presa col resto del mondo, che non starebbe mostrando alcuna volontà di cooperare per un futuro migliore. Altri ancora, invece, sono rimasti soddisfatti, perchè il Presidente iraniano ha detto proprio quanto volevano sentire.</p>
<p>Il blogger saudita <em>The plucky</em>, che vive in Australia, <a title="Leggi il post originale in arabo" href="http://www.the-plucky.com/blogs/?p=362">scrive</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">بالأمس استمعت لحديث الرئيس الإيراني أحمدي نجاد في مؤتمر العنصرية في جنيف و التي نظمته الأمم المتحدة. أستغرب حقيقة من دول تدعي الديموقراطية و حرية التعبير تغضب و تثور ثائرتها و تغادر المؤتمر بمجرد انتقاد نجاد لـ عنصرية إسرائيل. لا أستطيع تفهم الأسباب التي تجعل دول مثل إسرائيل و الولايات المتحدة (و حلفائهما) ترفض الحضور ، و لا أتفهم أيضاً ردة فعل الاتحاد الأوروبي حين غادر معترضاً على تصريحات الرئيس الإيراني. أليس من الأجدر مناقشة هذه الانتقادات بشكل حضاري و متمدن باستحضار لغة الأرقام و الحقائق بدلاً من هذا الضجيج</div>
<div class="arabic">المفتعل الذي يدعم حجة نجاد في حديثه ؟</div>
<div class="translation"></div>
<div class="translation">Ieri ho ascoltato il discorso del Presidente iraniano Ahmadinejād alla Conferenza sul Razzismo delle Nazioni Unite a Ginevra. Sono rimasto sorpreso da certi Paesi, generalmente sostenitori della democrazia e alla libertà di espressione, che hanno reagito con rabbia e hanno abbandonato la conferenza non appena Nejad ha criticato il razzismo di Israele. Non riesco proprio a comprendere il motivo per cui Paesi come Israele, Stati Uniti e i loro alleati abbiano rifiutato di partecipare alla conferenza, nè comprendo la reazione dell&#39;Unione Europea, i cui rappresentanti hanno abbandonato l&#39;aula perché contrari alle osservazioni del Presidente iraniano. Non è meglio discutere queste critiche in modo civile, rispondendo con fatti e dati anziché fare tutta questa scena - confermando così le affermazioni di Ahmadinejād?</div>
<p>Dalla Palestina, <em>Natalie</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://gaza08.blogspot.com/2009/04/durban-conference-2009-boycotted-civil.html">paragona con amarezza</a> [in] il boicottaggio di questa conferenza con il periodo in cui &#8220;per esprimere dissenso contro il sistema razzista, le persone di coscienza rifiutavano di stringere la mano ai bianchi del Sud Africa durante il regime dell&#39;Apartheid&#8221;.</p>
<p>Marcy Newman, altra blogger e attivista dei diritti umani che vive nella West Bank, in Palestina, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://bodyontheline.wordpress.com/2009/04/21/god-damn-america-and-all-the-other-racist-states-boycotting-durban-2/">si interroga</a> [in] - proprio come <em>The plucky</em> - sull&#39;involontaria ironia della situazione. La blogger scrive:</p>
<blockquote><p>Il &#8220;Razzista in Capo&#8221; dell&#39;entità sionista definisce Ahmadinejād &#8220;razzista&#8221;. dove sta l&#39;ironia? l&#39;entità sionista pianifica una campagna di bombardamenti sull&#39;Iran, e l&#39;uomo che continua a rivendicare la pulizia etnica dei palestinesi definisce razzista il Presidente iraniano.</p></blockquote>
<p>Dal Bahrain, <em>Esra&#39;a</em>, invitata a partecipare al panel di un summit prima di Durban, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.mideastyouth.com/2009/04/20/my-experience-in-the-pre-durban-ii-conference-in-geneva/">racconta di aver riflettuto</a> [in] su come la gente confondesse l&#39;antisemitismo e l&#39;odio per Israele, e come l&#39;Iran venisse accusato per i motivi sbagliati, nonostante esistessero ben altre ragioni per criticarlo in quella conferenza.</p>
<blockquote><p>In questo Summit il regime iraniano NON è stato criticato per l&#39;oppressione del proprio popolo; nonostante questi crimini siano stati menzionati, non si è dedicata loro molta attenzione. È stato invece attaccato perchè minaccia di &#8220;distruggere Israele&#8221;, diventata la premessa di ogni critica contro l&#39;Iran, nonostante anche Israele abbia minacciato di lanciare la bomba atomica! “Oh, ma nel loro caso si tratterebbe di una risposta&#8221;. Non cambia nulla. Entrambi i governi di Iran e Israele sono ugualmente pericolosi perchè non hanno alcun riguardo per i diritti umani. Il fatto che Israele abbia uno stile di vita &#8220;liberista&#8221; non cambia assolutamente il fatto che le sue politiche corrotte siano pericolose per molti di noi, così come l&#39;Iran ci minaccia finanziando organizzazioni militanti e reprimendo in maniera violenta ogni opposizione interna.</p></blockquote>
<p>Fayyad, blogger arabo-americano che scrive su <em>KABOBfest</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.kabobfest.com/2009/04/worse-than-bush.html">si dice scettico</a> [in] sulle intenzioni del Presidente Obama, che ha boicottato la conferenza e chiesto di stralciare dal bozza della risoluzione ogni accenno al razzismo del sionismo e dello Stato israeliano.</p>
<p>Scrive Fayyad:</p>
<blockquote><p>Con George Bush, il villano era evidente: un assassino che abusava dei diritti umani e perpetrava politiche imperialiste, molte delle sue azioni erano ben monitorate e pur se è riuscito a farla franca con molti crimini, gran parte della popolazione non li ha giustificati.</p>
<p>Obama, d&#39;altro canto, gode di un mandato più liberal, e la fa franca commettendo ben più crimini di Bush, perché quegli stessi liberal che controllavano ogni mossa di Bush sembrano piuttosto distratti quando si tratta di Obama, credendo che il cambiamento verso una società progressista ed equa sia già stato raggiunto il giorno dopo le elezioni.</p>
<p>[…]</p>
<p>Per questo bisogna stare attenti, se Obama ti sembra migliore di Bush, significa solo che non sai ancora come ti fregherà. Occhio, Cuba e Venezuela. E se pensavate che un Presidente nero potesse finalmente costringere l&#39;America a ridiscutere la sua storia basata sul razzismo, dovrete aspettare un altro pò.</p></blockquote>
<p><em>Omar</em>, siriano che vive a Toronto, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://omars2cents.blogspot.com/2009/04/diplomats-pledge-of-allegiance.html">esprime dispiacere</a> [in] per l&#39;occasione persa dal mondo per discutere apertamente delle ingiustizie globali in vista di un domani migliore.</p>
<blockquote><p>Le conferenze come quella tenutasi oggi sono un&#39;ottima idea. Dovrebbero essere un forum aperto in cui discutere le ingiustizie, qualunque parte sia a commetterle. Ma non appena si pone un limite a ciò di cui si può parlare in una conferenza come questa, si perde ogni credibilità. Purtroppo, è proprio quanto accaduto oggi.</p></blockquote>
<p><em>Dubai Jazz</em>, altro blogger siriano che vive a Dubai, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://dubai-jazz.blogspot.com/2009/04/dubai-jazz-marks-holocaust-remembrance.html">rilancia</a> [in] un&#39;altra idea, e si domanda: &#8220;Cosa succederà dopo la conferenza? Cosa faranno gli arabi al proposito?&#8221;&#8216;</p>
<blockquote><p>Oggi [Ahamdinejad] è l&#39;unico a fare la voce grossa nella regione. Gli europei troveranno sempre un motivo (o ne costruiranno uno, se proprio devono) per abbandonare qualunque conferenza. Gli arabi se ne stanno più o meno zitti. E i palestinesi rimangono nel limbo.</p>
<p>Ecco cos&#39;è successo oggi.</p></blockquote>
<p>In Palestina <em>Mohamed</em>, che aveva parlato di Durban II come di una grande opportunità per Israele, ha anche <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://travellerwithin.blogspot.com/2009/04/why-durban-ii-is-great-platform-for.html">critica</a> [in] il discorso di Ahmadinejād:</p>
<blockquote><p>Naturalmente Ahmedinejād non ha certo migliorato le cose, quell&#39;idiota è altrettanto responsabile del fallimento della conferenza quanto le lobby pro-israeliane dei vari paesi dell&#39;Ocse. Se davvero gliene fosse importato qualcosa del razzismo con cui hanno a che fare i palestinesi ogni giorno, sarebbe rimasto a casa lasciando che la conferenza seguisse il proprio corso, invece di dare un simile aiuto a quanti hanno provato a trasformarla in un coro filo-israeliano.</p></blockquote>
<p><em>Antoun</em>, blogger libanese residente in Australia, <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://lebanesechess.blogspot.com/2009/04/durban-ii-west-cant-face-truth-vis-vis.html">se la prende</a> [in] con l&#39; “Occidente”, oltre che con Israele, per le sofferenze patite dal popolo palestinese. Aggiunge poi che l&#39;Occidente non ha abbandonato Durban per colpa dell&#39;Iran, ma perchè non voleva ascoltare la verità. Dopo aver evidenziato alcuni passaggi del discorso di Ahmedinejād, il blogger scrive:</p>
<blockquote><p>Ahmedinejād non ha detto altro che cose ovvie, non è nemmeno scaduto in un discorso al vetriolo antisemita, nè ha attaccato gli ebrei usando il razzismo. Allora, perchè tanto scalpore?</p>
<p>Centinaia di migliaia di persone [&#8230;] hanno protestato contro il razzismo di Israele nelle capitali di tutto l&#39;occidente, durante la guerra di Gaza. Eppure, i Governi occidentali restano muti e sordi dinanzi alle politiche razziste di Israele.</p></blockquote>
<p>Infine, ma non in ordine di importanza, anche Kal, blogger algerino e studente di relazioni internazionali, studi mediorientali e africani,  <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/04/20/why-the-durban-walk-out-does-not-matter/">riassume</a> [in] la propria opinione in un paio di righe:</p>
<blockquote><p>Durban II in una battuta: Durban è una piattaforma dove maggioranze e dittatori dispotici possono salire sulle spalle di quanti fingono di rappresentare e di infiammare a nome loro.</p></blockquote>
<p><small>La foto di questo articolo è tratta da <a title="Vai alla foto originale da Wikipedia" href=" http://en.wikipedia.org/wiki/Mahmoud_Ahmadinejad">Wikipedia</a>.</small></p>
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		<title>La disoccupazione globale e il ritorno dei lavoratori migranti</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/la-disoccupazione-globale-e-il-ritorno-dei-lavoratori-migranti/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 05:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte e diverse le storie dei lavoratori disoccupati e migranti che tornano a casa per via della recessione mondiale - con conseguenze ancora tutte da valutare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mong/">Mong Palatino</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/04/global-job-losses-and-returning-migrant-workers/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Questo post riguarda le storie dei lavoratori disoccupati e migranti che stanno tornando a casa nei loro Paesi. Quali gli effetti della disoccupazione sulle persone nel mondo ? Quali le difficoltà che incontra la gente che cerca lavoro ? In che modo la migrazione inversa dei lavoratori sta creando problemi per <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://www.worldpublicopinion.org/pipa/articles/home_page/596.php?nid=&#038;id=&#038;pnt=596">le nazioni in via di sviluppo</a> ? [in]</p>
<p><strong>Diari della disoccupazione</strong></p>
<p>Sono parecchi i siti web che forniscono regolarmente notizie aggiornate sui licenziamenti. Per esempio: <a title="Sito originale in inglese" href="http://layofftracker.blogspot.com/">Layoff Tracker</a>, <a href="http://layoffdaily.com/">Layoff Daily</a>, <a title="Sito originale in inglese" href="http://layofflist.wordpress.com/">The Layoff List</a>, <a title="Sito originale in inglese" href="http://retrenchment-blog.breaking.sg/">Singapore Retrenchment Blog</a> [in]. Da parte sua la International Labour Organization ha caricato un documento con i <a title="Leggi il documento originale in inglese" href="http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---dgreports/---integration/documents/projectdocumentation/wcms_103236.pdf">dati più recenti della disoccupazione</a> [in] per ogni Paese del mondo. Questi siti web mettono in rilievo il fatto che la perdita del lavoro viene percepita dalla maggior parte delle persone come l&#39;indicatore primario e più riconoscibile della <a title="Vedi il post tradotto in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/la-recessione-globale-e-il-malcontento-che-ne-segue/">recessione economica globale</a> [in]. </p>
<p>Ci sono molti disoccupati che documentano le proprie difficoltà quotidiane tramite i blog. Alcuni esempi di questi diari della disoccupazione sono <a title="Vai ai post originali" href="http://www.furbier.com/2009/03/diario-de-um-desempregado.html">Furbier.com</a> (pt, Brasile), <a href="http://retalhosdavidadeummerdas.blogspot.com/search?q=recÃ©m-desempregado"><em>Retalhos Da Vida De Um Merdas</em></a> (pt, Portogallo), <a href="http://www.joblessandless.com/"><em>Jobless and Less</em></a> (in, Usa), <a href="http://unemploymentality.com/"><em>Unemploymentality</em></a> (U.S.), <a href="http://pinkslipsarethenewblack.com/"><em>Pink Slips are the New Black</em></a> (Usa)</p>
<p>È stato anche pubblicato un libro, &#8220;Escape from Unemployment&#8221;, sulla vita di un <a title="Articolo originale in coreano" href="http://link.allblog.net/16367308/http://blog.naver.com/ehyosang/80062600400">disoccupato in Corea</a> [cor]. Degno di nota anche <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://unemploymenthaikuweekly.blogspot.com/"><em>Unemployment Haiku Weekly</em></a> [in], blog di un lavoratore licenziato recentemente.</p>
<div id="attachment_66374" class="wp-caption aligncenter" style="width: 292px"><a href="http://unemploymenthaikuweekly.blogspot.com/2008/11/will-work-for-salary.html"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/04/haiku-1.jpg" alt="Haiku settimanale dei disoccupati" title="Haiku settimanale dei disoccupati" width="282" height="367" class="size-full wp-image-66374" /></a>
<p class="wp-caption-text">Haiku settimanale dei disoccupati</p>
</div>
<p>Fabio C dal Brasile echeggia i <a title="Vedi l'articolo originale in portoghese" href="http://clubedocamaleao.blogspot.com/2009/01/dirio-de-um-desempregado.html">sentimenti dei disoccupati</a> [pt]:</p>
<blockquote><p>Ficar desempregado é terrível. Você se sente inútil, nem descansar consegue, já que você pensa que precisa achar algo para fazer. Seu corpo e sua mente se acustumam ao trabalho, agora entendo porque aposentados ficam depressivos ou porque alguns profissionais vendem 10 ou 20 dias de férias.</p>
<p>Meus dias tem sido pesados, cansativos por serem iguais.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Rimanere disoccupati è terribile. Ti senti inutile, non puoi nemmeno rilassarti perchè pensi di dover trovare qualcosa da fare. Il corpo e la mente sono abituati a lavorare, ora capisco perchè certi pensionati diventano depressi o alcuni preferiscono essere pagati per lavorare 10 o 20 giorni durante le vacanze.</p>
<p>Le mie giornate sono pesanti, difficili perchè sono tutte uguali. Ciò mi deprime davvero.</p>
</div>
<p>Secondo l&#39;ILO, l&#39;area del Medioriente e del Nord Africa ha registrato il <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://www.ilo.org/global/About_the_ILO/Media_and_public_information/Press_releases/lang--en/WCMS_101462/index.htm">tasso di disoccupazione più alto</a> [in] nel 2008. Amira Al Hussaini di Global Voices ha scritto un post sulla <a title="Vedi l'articolo tradotto in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/mondo-arabo-licenziamenti-e-disoccupazione-alle-porte/">perdita del lavoro nel mondo Arabo</a> [it]. Uno dei luoghi più colpiti dalla recessione è stata Dubai. Kinan Jarjous a Dubai ha scritto una poesia e <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://blog.jarofjuice.com/2009/03/unemployment-here-i-come/">molte email di commiato</a> [in] dopo essere stato licenziato:</p>
<blockquote><p>Non c&#39;è bisogno di prendersela. Io, ad esempio, sono estatico che sia tutto finito. Certo, mi mancherà lo stipendio, e il fatto di sentirmi &#8220;utile&#8221; in qualche modo, ma era previsto.</p>
<p>Ho buttato giù diverse email di commiato, ma ho deciso d&#39;inviare le più brevi e le più dolci. Non c&#39;è rimasto altro da fare, niente che avrei detto a casa, comunque. Ora dovrei usare l&#39;energia per andare avanti, per seguire i miei desideri. Devo smettere di far finta di essere qualcun altro.</p>
</blockquote>
<p>Anche i lavoratori dell&#39;industria cinematografica sono in pericolo di perdere il lavoro. Recentemente il <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://andrewsullivan.theatlantic.com/the_daily_dish/2009/04/the-view-from-your-recession.html">produttore di un grande studio cinematografico</a> [in] di Hollywood è stato licenziato:</p>
<blockquote><p>Dicono che industria cinematografica sia una di quelle a prova di recessione, ma quando alla base c&#39;è un tale crollo interconnesso delle economie e molta gente si accorge improvvisamente di aver vissuto oltre ai loro mezzi, allora sembra che persino la sacra Hollywood finisca per licenziare. E come chiunque altro, costoro dovranno pensare a trovare lavoro, rimanersene a case ed assicurandosi che le famiglie abbiano una buona assicurazione sanitaria.</p>
</blockquote>
<p>Un blogger della Corea del Sud identifica le possibili <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/08/korea-layoff/">ragioni delle azeinde</a> [in] per licenziare i lavoratori. Aspan, anch&#39;egli dalla Corea, osserva che <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/06/korea-being-unemployed/">&#8220;la società non si trova a proprio agio con i disoccupati&#8221;</a> [in]. Segue una traduzione di quanto ha scritto Aspan sul suo blog:</p>
<blockquote><p>La maggior parte dei disoccupati si sente umiliata quando riceve il sussidio di disoccupazione. Si sente a disagio nei posti dove si riceve il sussidio. Sappiamo di aver perso il lavoro, ma ce lo ricordano penosamente in modo così crudele. Non chiediamo l&#39;elemosina, ma ci sentiamo umiliati. Per ricevere il sussidio fornito ogni due settimane, dobbiamo presentarci per tempo in un luogo pubblico e provare di aver cercato duramente lavoro per due settimane. Dopo l&#39;approvazione, possiamo infine ricevere il sussidio di disoccupazione. L&#39;altra cosa che m&#39;intristisce è il modo in cui mi guardano gli altri. Mi guardano come per dire, ma come quello che dovrebbe sfamare la famiglia è rimasto a casa? &#8220;Posso riposare un po&#39; per ricaricarmi di nuova energia?&#8221; Anche quando provo a riciedere una carta di credito, vengo rifiutato dalle aziende che prima mi imploravano di accettare le loro carte.&#8221; La nostra società è a disagio con i disoccupati.</p>
</blockquote>
<p>La disoccupazione ha insegnato a molti come apprezzare le cose o le persone che contano nella propria vita. <a title="Vedi l'articolo originale in portoghese" href="http://retalhosdavidadeummerdas.blogspot.com/2009/02/cronica-de-um-recem-desempregado-iv.html">Pedro dal Portogallo</a> [pt] è confortato dal sostegno che gli dimostrano la famiglia e gli amici:</p>
<blockquote><p>Valem-me muitas coisas. O conforto da família, os amigos, os colegas. E, mais do que tudo, poder pegar na tua mão e sentir que ao pé de ti nada mais importa do que ver-te verdadeiramente feliz. É essa a razão principal que ainda me faz sentir uma ponta de optimismo e afasta de vez a palavra desistir do meu dicionário mental. Porque nada irá estragar um bem precioso que me caiu na vida de forma tão incrível. Como que a dizer que a vida tem sentido. E tem. Contigo tem. Bastante.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Molte cose hanno valore per me. Il conforto della mia famiglia, degli amici, dei colleghi. E soprattutto, posso tenerti la mano e sentire che accanto a te non conta altro che vederti veramente felice. Questo è il motivo principale per cui mi sento ancora un po&#39; ottimista e tengo termini come &#8220;rinuncia&#8221; fuori dal mio dizionario mentale. Perchè nulla rovinerà quanto di prezioso è entrato nella mia vita in un modo così incredibile. Come dire che la vita ha un significato. E ce l&#39;ha. Con te, ce l&#39;ha. Davvero.</div>
<p>Ma a volte la disoccupazione intralcia lo spirito. Un politico egiziano <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://scandegypt.blogspot.com/2009/02/report-unemployment-caused-12000.html">incolpa</a> [in] l&#39;alto tasso di disoccupazione per l&#39;aumento straordinario dei <a  title="Vedi l'articolo originale in arabo" href="http://www.elbadeel.net/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=45472&#038;Itemid=33">casi di suicidio in Egitto</a> [ar].</p>
<p>Il video che segue mostra la crisi della disoccupazione negli stati membri dell&#39;Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD).</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" alt="Video su YouTube" title="Video su YouTube" value="http://www.youtube.com/v/3wUHZXv6DTQ&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/3wUHZXv6DTQ&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><strong>Alla caccia di un lavoro</strong></p>
<p>I blogger intervengono anche sulle loro ricerche di lavoro. La maggior parte di loro incontrano difficoltà.</p>
<p>Un espatriato in Israele ha perso il lavoro durante lo scoppio della bolla hi-tech nel 2003. Ma è riuscito a riprendersi. Ora sta nuovamente cercando lavoro. La moglie discute il problema della <a  title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://justjennifer.wordpress.com/2009/03/28/logans-rerun/">discriminazione dell&#39;età nel mercato del lavoro</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Pur se la discriminazione in base all&#39;età è illegale in Israele, chiunque nell&#39;industria dell&#39;hi-tech sa che se hai più di 55 anni semplicemente non esisti.</p>
<p>Cosa fai se hai un&#39;esperienza lunga una vita e nessuno ti prende in considerazione seriamente per un impiego perchè sei oltre &#8220;una certa età&#8221;?</p>
<p>Uno dei momenti più duri nell&#39;avere un coniuge disoccupato è vederne ogni gli effetti negativi sul proprio ego e l&#39;autostima tra la potenzialità di qualche impiego e le interviste in corso. In alcuni casi, il processo di selezione continua per 3-5 mesi mentre le aziende restringono il campo di ricerca.</p>
</blockquote>
<p>Mona, una palestinese in Canada, è frustrata perchè le aziende IT <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://www.rebelliousarabgirl.net/2009/03/27/prolonged-software-edits/">stanno cercando persone che sanno tutto ma sono diposte a lavorare per quasi niente</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Si può dire che la mia ricerche fanno schifo, ma mi dispiace aziende e mediatori, io non conosco 20 lingue, né ho più di 5 anni d&#39;esperienza. Tuttavia ho la capacità, come chiunque altro laureato in informatica con anni di esperienza, di imparare cose nuove. Imparare è una cosa così brutta oggi o una persona deve sapere tutto dall&#39;inizio ed essere pagato quasi col salario minimo?</p>
<p>I lavori nell&#39;IT oggigiorno non sono basati sull&#39;istruzione universitaria o sulle capacità di apprendimento continuo. Sono basati sul fatto di trovare un robot umano che sappia tutto e voglia lavorare per niente.</p>
</blockquote>
<p>A Hong Kong, Oiwan Lam di Global Voices ha scritto un post sul controverso <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/28/hong-kong-budget-report-university-students-on-sale/">piano di sussidio governativo per i laureati all&#39;università che cercano lavoro</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Mentre peggiora il problema della disoccupazione, mantenere il posto di lavoro viene considerato uno degli obiettivi più importanti. (Il segretario delle finanze) John Tsang ha deciso di mettere in saldo i laureati freschi dell&#39;università con un progetto di sussidi. Però molti sono preoccupate dal fatto che questa procedura possa distorcere il mercato del lavoro, dato che consente alle aziende di pagare degli universitari con soli HKD 4,000 (poco più di U$500), di cui HKD 2,000 passati dal governo. </p>
<p>Sono stati aperti <a title="Vedi il gruppo Facebook originale in cinese" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=65935829440">molti gruppi su Facebook</a> [ch] per protestare contro questa pratica. Il più popolare è &#8216;Il segretario economico di Hong Kong merita solo HKD4000 al mese!&#39;</p>
</blockquote>
<p>In Germania, molti procacciatori di lavoro vengono forzati a lavorare per <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globaleconomydoesmatter.blogspot.com/2009/03/germanys-recession-worsens-again.html">meno ore</a> [in] in cambio di una paga governativa e dei sussidi di assicurazione sociale. Curiosamente, <a  title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://mrwangsaysso.blogspot.com/2008/10/reflections-on-job-interview.html">dei banchieri di investimento disoccupati si trasferiscono da Londra</a> [in] a Singapore. Donne saudite che hanno perso il lavoro trovano minori opportunità di lavoro - <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://nzinghas.blogspot.com/2009/01/help-wanted-women-need-not-apply.html">le molestie sessuali sul luogo di lavoro</a> [in] sono la ragione principale. Un blogger cambogiano invita i Khmer-Americani che stanno cercando impieghi stabili a tornare a <title="Vedi l'articolo originale in inglese" <a href="http://www.oudam.com/cambodia/cambodia-the-land-of-opportunity.html">lavorare in Cambogia</a> [in]. Anche gli strumenti offerti dai social media vengono usati per cercare lavoro. Per esempio, <a title="Vai al sito originale in inglese" href="http://www.twitterjobsearch.com/">Twitter Job Search</a> [in].</p>
<p>Ci sono preoccupazioni che il Giappone stia già vivendo &#8220;un&#39;epoca di congelamento dell&#39;occupazione&#8221;, che creerebbe un&#39;altra &#8220;generazione perduta&#8221; di giovani giapponesi privi di un&#39;occupazione a tempo pieno. Almeno 87 aziende hanno <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/12/27/japan-un-hiring-fresh-graduates/">cancellato 331 promesse informali di occupazione</a> [in] a studenti universitari l&#39;anno scorso. Oltre 500 <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/12/japan-hakenmura-the-temp-workers-village/">lavoratori precari </a> [in] vivevano in una tendopoli lo scorso gennaio dopo aver perso il posto di lavoro.</p>
<p>Il breve video che segue mostra i lavoratori precari giapponesi che cercano rifugio nella tendopoli il gennaio scorso.</p>
<p><object width="425" height="344"><param title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_BRiSmlB13g&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/_BRiSmlB13g&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><strong>Migrazione di ritorno</strong></p>
<p>I lavoratori migranti stanno tornando a casa in grandi quantità dopo aver perso lavoro negli Stati Uniti e <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globaleconomydoesmatter.blogspot.com/2009/03/spains-unemployment-continues-to-climb.html">in Europa</a> [in]. Questa migrazione inversa può essere causa di conflitto nelle nazioni povere che non sono in grado di fornire occupazioni adeguate e servizi sociali ai propri concittadini. </p>
<p>Sono oltre 8 milioni i filippini che lavorano all&#39;estero. Le somme che mandano alle loro famiglie aiutano a sostenere l&#39;economia filippina. Oggi, molti <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://thepinoy.net/?p=3004">lavoratori filippini d&#39;oltremare</a> [in], compresi i professionisti, stanno tornando a casa. Una coppia filippina <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://movingtophilippines.com/2009/03/21/moving-to-the-philippines-because-of-the-economy/">che ha perso casa e impieghi in California</a> [in] stanno tornando nelle Filippine. I lavoratori domestici filippini di Hong Kong vengono <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://dayuhan.wordpress.com/2009/01/20/hardest-hit-over-unemployment/">rimpiazzati da lavoratori locali</a> [in]. In un post precedente, segnalavo che la Philippine Airline aveva aumentato i voli in America e Canada, e ciò poteva essere interpretato come un segno che sempre più filippini tagliati fuori sono <a  title="Vedi l'articolo tradotto in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/opportunita-e-consigli-per-superare-la-crisi-economica/">obbligati a tornare nelle Filippine</a> [it]. </p>
<p>Nel passato i brasiliani di origine giapponese sono emigrati in Giappone. Oggi, &#8220;il Brasile è il nuovo Giappone&#8221;. Paula Góes di Global Voices ha scritto un post sui <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/11/japan-brazil-crisis-puts-an-end-to-the-dream-of-a-better-life/">Brasiliani immigrati in Giappone</a> [in] che stanno tornando a casa a causa della crisi. Almeno 40.000 immigrati brasiliani stanno pensando di lasciare il Giappone.</p>
<p>Elaine ha optato di rimanere in Giappone; ma osserva che l&#39;economia giapponese continuerà a peggiorare. È anche preoccupata per i molti <a title="Vedi l'articolo originale in portoghese" href="http://elaineoti.blogspot.com/2009/03/sobrevivendo.html">Brasiliani che vivono per strada in Giappone</a> [pt]:</p>
<blockquote><p>A crise não dá sinais de melhora e com isso existem mtos brasileiros que aqui residiam e que já regressaram ao Brasil,os que ficaram,como eu,estamos tentando sobreviver nessa crise brava que afetou o Japão,quase todos os dias eu vejo nas notícias do Japão alguns brasileiros que vivem nas ruas, que não tem nem o que comer e outros que vivem em abrigos públicos,contando com os donativos de pessoas solidárias.</p>
</blockquote>
<div class="translation">La crisi non mostra segnali di miglioramento e per questo motivo ci sono molti brasiliani che vivevano qui e sono tornati in Brasile. Quelli che sono rimasti, come me, stanno cercando di sopravvivere a questa pazza crisi che ha investito il Giappone, quasi tutti i giorni vedo i notiziari giapponesi sui brasiliani che vivono per strada, persone che non hanno da mangiare e altri che vivono in ricoveri pubblici, affidandosi all&#39;elemosina della gente.</div>
<p>Ci si aspetta una diminuzione dell&#39;8 per cento della <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://dubai.metblogs.com/2009/02/28/uae-job-meltdown/">popolazione di Dubai</a> [in] dato che i lavoratori stranieri continuano a lasciare la città. Un blogger sostiene che la popolazione di Dubai diminuirà del 25 per cento. Le scuole a Dubai stanno ricevendo numerose richieste di certificati di trasferimento scolastico poichè i figli dei lavoratori stranieri tornano ai propri Paesi d&#39;origine. Una scuola ha perso il 10 per cento della popolazione studentesca. </p>
<p>Le economie della maggior parte dei Paesi dell&#39;Asia meridionale dipendono dalle somme inviate dai loro lavoratori emigrati. Rezwan di Global Voices ha scritto un post sul trend continuo e inquietante dei lavoratori emigrati che stanno improvvisamente <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/19/south-asia-migrant-workers/">tornando a casa nei Paesi dell&#39;Asia meridionale</a> [in]. </p>
<p>Supriyo Chaudhuri sul <em>Sunday Posts</em> scrive sulla <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://sundayposts.blogspot.com/2009/03/reverse-migration-indias-chance.html">migrazione inversa dagli Stati Uniti all&#39;India</a> [in].</p>
<blockquote><p>La recessione, l&#39;incertezza e le difficoltà del processo d&#39;immigrazione combinate con le opportunità emergenti in India, hanno creato un flusso di immigrazione inversa dagli stati Uniti all&#39;India. C&#39;è un altro rivolo che si aggiunge a questo dal Regno Unito, e la diga è crollata a Dubai. Così, improvvisamente, le città indiane si sono riempite di gente che è tornata, con un po&#39; di denaro, cercando ancora una volta di iniziare una nuova vita. </p>
</blockquote>
<p>Il numero di lavoratori che lascia il <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://www.bernama.com/bernama/v5/newsworld.php?id=396547">Nepal</a> [in] è diminuito. Dato che la Malesia preferisce dare lavoro ai locali, <a title="Vedi l'articolo originale in inglese" href="http://meanderingmemos.wordpress.com/2009/03/12/economic-downturn-reaches-bangladesh/">i lavoratori migranti del Bangladesh</a> [in] vengono forzati a tornare al loro Paese. </p>
<p><em>Le foto sono tratte dalla pagina Flickr di <a title="Vedi la pagina originale in inglese" href="http://www.flickr.com/photos/perbjorklund/3387473865/in/set-72157615856350781">Per Bjorklund</a>. Il testo portoghese è stato tradotto dall&#39;editor di Global Voices <a href="http://globalvoicesonline.org/author/paulagoes/">Paula Goes</a>.La citazione coreano è stata una traduzione inglese dell&#39;editor di Global Voices <a href="http://globalvoicesonline.org/author/hyejin-kim/">Hyejin Kim</a>.</em> </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Arabia Saudita: 40 frustate a una donna di 75 anni per essersi “mescolata” con due uomini</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/arabia-saudita-40-frustate-a-una-donna-di-75-anni-per-essersi-%e2%80%9cmescolata%e2%80%9d-con-degli-uomini/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 06:55:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=1688</guid>
		<description><![CDATA[40 frustate, 4 mesi di reclusione e deportazione dall’Arabia Saudita per la donna anziana, carcere e frustate per i due giovani parenti che le offrivano assistenza. Una sentenza, basata sulla <em>Shar’ia islamica</em>, che va provocando le dure critiche dei blogger locali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/'>Laura Diel</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/16/saudi-arabia-forty-lashes-for-a-75-year-old-woman-for-mingling-with-men/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="single" class="entry">Una donna siriana di 75 anni è stata <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://arabnews.com/?page=1&amp;section=0&amp;article=120150&amp;d=11&amp;m=3&amp;y=2009">condannata</a> [in] a 40 frustate, quattro mesi di carcere e deportazione dall’Arabia Saudita per aver accolto a casa sua due uomini non imparentati con lei.</div>
<div class="entry">Gli uomini hanno ripetutamente <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.cnn.com/2009/WORLD/meast/03/09/saudi.arabia.lashes/index.html">portato del pane</a> [in] alla finestra di Khamisa Sawadi, la vedova di un saudita; uno dei due era il nipote del marito defunto. Anche i due uomini sono stati accusati di aver avuto “contatti” con una donna non imparentata e condannati per questo al carcere e a frustate, suscitando accese critiche nei confronti della magistratura del Paese e della <a title="Leggi articolo in italiano su wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mutawwi%27a">Commissione per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio</a> [it].</div>
<div class="entry">I blogger dell’Arabia Saudita hanno fatto sentire la propria voce.</div>
<p><a title="leggi post originale in inglese" href="http://saudijeans.org/2009/03/13/injustice/"><em>Saudi Jeans</em></a> [in] osserva:</p>
<blockquote><p>Dopo i recenti passi falsi del nostro obsoleto sistema giudiziario, ci si sarebbe aspettati dai giudici maggiore attenzione nei confronti di alcuni casi. Sfortunatamente, non è stato così.</p></blockquote>
<p>Il blogger prosegue:</p>
<blockquote><p>Così l&#39;<a title="leggi articolo originale in inglese" href="http://xrdarabia.org/2009/03/09/self-inflicted-wounds-by-the-saudis/">Arabia Saudita riceve un’altro schiaffo</a> [in]. È uno schiaffo anche per il  <a title="leggi articolo originale in inglese" href="http://www.cnn.com/2009/WORLD/meast/02/16/saudi.female.modernization/">nuovo Ministro della Giustizia</a> [in], che naturalmente deve battersi con forza per porre fine all’<a title="leggi post originale in inglese" href="http://saudijeans.org/2008/12/27/saudi-child-marriage/">imbarazzo suscitato dai nostri tribunali </a>[in] e implementare i <a title="leggi post originale in inglese" href="http://saudijeans.org/2007/10/06/reforms-on-the-justice-system/">tanto pubblicizzati cambiamenti al sistema giudiziario</a> [in].</p></blockquote>
<p>Al momento di scrivere questo articolo, il post di <em>Saudi Jeans</em> aveva ricevuto circa 40 commenti.</p>
<p>Anche la blogger saudita <a title="leggi post originale in inglese" href="http://saudiwriter.blogspot.com/2009/03/how-saudi-women-celebrated.html"><em> Sabria Jawhar </em></a> [in] rilancia il caso di Sawadi, collegandolo alle recenti celebrazioni in tutto il mondo della Giornata Internazionale della Donna, scrivendo:</p>
<blockquote><p>Non credo che sabato scorso Khamisa Sawadi abbia festeggiato la Giornata Internazionale della Donna. [&#8230;] La Giornata Internazionale della Donna celebra le conquiste economiche, politiche e sociali delle donne del presente e del passato.</p>
<p>Mentre in alcuni Paesi l’evento è una festa nazionale, come Cina e Russia, in Arabia Saudita passa largamente inosservato. Il caso di Khamisa Sawadi testimonia che le conquiste sociali restano ancora un sogno lontano per le donne saudite.</p></blockquote>
<p>Sebbene <em>Jawhar</em> riconosca che le donne saudite abbiano fatto alcuni passi in avanti, la loro realtà rimane deprimente. Lo spiega così:</p>
<blockquote><p>L’Arabia Saudita ha fatto significativi passi in avanti per quanto concerne la promozione delle donne nelle posizioni chiave dell’amministrazione. La nomina da parte del Ministro per l’Educazione Superiore di Noral Al-Faiz come vice-ministro per l’Educazione femminile e della Dott.ssa Fatimah Abdullah Al-Saleem come addetta culturale presso l’Ambasciata saudita in Canada, sono un’ispirazione per le donne saudite. Le donne saudite considerano Al-Faiz e Al-Saleem dei modelli da seguire, e si rendono conto che anche loro possono farcela.</p>
<p>Tuttavia Al-Faiz e Al-Saleem rappresentano l&#39;eccezione, non la regola; la realtà sociale che devono e dovranno affrontare le donne saudite è ben diversa. Per ogni Al-Faiz e Al-Saleem ci sono 100 Khamisa Sawadi. Per ogni studentessa universitaria che studia all’estero, ci sono altre 100 donne alle quali viene negato il diritto di divorziare da mariti violenti o di ottenere la custodia dei figli.</p></blockquote>
<p><a title="leggi articolo originale in inglese" href="http://xrdarabia.org/2009/03/11/khulwa-sentence-disturbs-saudis/"><em>Crossroads Arabia</em></a> [in] sostiene che questo caso ha richiamato l’attenzione sulla necessità di codificare il diritto saudita, attualmente basato sulla <em>Shar’ia</em> islamica (diritto religioso) e sulla discrezionalità e interpretazione dei singoli giudici. <em>John Burgess</em> aggiunge:</p>
<blockquote><p>La condanna rappresenta un’altra conferma della necessità di codificare il diritto saudita.<br />
Non sostengo che il diritto saudita debba essere come quello statunitense o di qualsiasi altra nazione. Credo tuttavia che debba essere razionale e sufficientemente chiaro da consentire a chiunque di capire se sta violando una legge. Lasciare il giudizio alla semplice saggezza dei singoli giudici non assicura tali procedure e porta a ingiustizie come questa.</p></blockquote>
<p>E infine la statunitense <a title="leggi post originale in inglese" href="http://sandgetsinmyeyes.blogspot.com/2009/03/virtuous-behavior-and-commission-that.html"><em>Sand gets in my eyes</em></a> [in] non riesce a vedere la logica di queste sentenze. Scrive:</p>
<blockquote><p>Mmm. Ricapitoliamo. I due giovani si stavano in realtà comportando in modo caritatevole con una donna anziana. Si potrebbe addirittura affermare che le stessero portando il pane quotidiano. Sono stati condannati a frustate e al carcere.</p>
<p>L’anziana donna stava chiedendo aiuto a qualcuno che considerava membri della famiglia, qualcuno su cui, data la sua età avanzata, faceva affidamento. È stata condannata a frustate e al carcere.</p>
<p>E gli uomini incaricati di promuovere la virtù&#8230; quelli si sono nascosti nella boscaglia, hanno mentito sulla loro identità e poi hanno avuto il coraggio di arrestare un’anziana bisognosa di carità e dei giovani accorsi ad aiutarla.</p></blockquote>
</div>
<p><</p>
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		<title>Egitto: finalmente condannato il proprietario del disastro del ferry!</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 02:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Regno Unito (GB)]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=1481</guid>
		<description><![CDATA[Al processo d'appello per l'affondamento del traghetto Salam 89 nel 2006 Mamdouh Ismail viene condannato in absentia a sette anni per "carneficina involontaria", come dicono i blogger egiziani rilanciando accuse e connivenze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lasto-adri/">Eman AbdElRahman</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/12/egypt-disaster-ferry-owner-finally-guilty/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La vita di oltre 1.000 egiziani, deceduti in seguito all&#39;affondamento del traghetto Salam 89 nel 2006, vale circa 11 ore di prigione per l&#39;armatore dell&#39;imbarcazione, ex-legislatore e magnate Mamdouh Ismail, <a title="Leggi la notizia in inglese" href="http://english.aljazeera.net/news/middleeast/2009/03/2009311104452265682.html">condannato</a> [in] in absentia a sette anni di detenzione per &#8220;carneficina involontaria&#8221;, come dicono i blogger egiziani.  </p>
<p>Il disastro è stato descritto come &#8220;l&#39;evento più drammatico nella storia della marina moderna.&#8221; </p>
<p><em>Zeinobia</em> è stata la prima a dare la notizia annunciando il verdetto su <a title="Post su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/Zeinobia/status/1309915269"><em>Twitter</em></a> [in]: </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-61194" title="Zeinobia su Twitter" alt="Zeinobia su Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/zeinobia.png" alt="zeinobia" width="407" height="199" /></p>
<p>La notizia è stata successivamente ripresa da <a title="Post in inglese" href="http://twitter.com/fustat/status/1310028697">Fustat</a> [in], <a title="Post in arabo" href="http://twitter.com/waelabbas/status/1310022801">Wael Abbas</a> [ar], <a title="Post in arabo" href="http://twitter.com/Lastoadri/status/1310014146">me stessa</a> [ar] e altri blogger egiziani.</p>
<p>Il disastro ha avuto luogo nel febbraio del 2006, quando il Salam 89 è colato a picco nelle acque del Mar Rosso uccidendo più di 1.200 egiziani che tornavano in patria dall&#39;Arabia Saudita, in aggiunta all&#39;equipaggio che sembra sia stato rapito affinché nessuno potesse testimoniare contro Ismail. Le vittime del ferry erano per lo più poveri lavoratori che rientravano in Egitto per trascorrere le vacanze con le rispettive famiglie.</p>
<p>A luglio 2008, <a title="Leggi il post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/08/egitto-nessun-colpevole-per-il-disastro-navale/">un tribunale aveva dichiarato innocente Ismail</a> [it], provocando rabbia e sconcerto tra i familiari delle vittime. La sentenza è stata portata in appello e solo oggi Ismail è stato dichiarato colpevole. </p>
<p>Nonostante alcune affermazioni secondo cui i familiari delle vittime sarebbero soddisfatte dalla nuova sentenza, poiché ritengono che questa sia la pena massima che una persona potente come Ismail possa subìre in un sistema così corrotto, molti egiziani ritengono che il verdetto sia arrivato troppo tardi e sia ingiusto se paragonato alla morte di 1.200 egiziani annegati in mare.</p>
<p>Blogger quali <a title="Leggi il post in arabo" href="http://mahrouta.blogspot.com/2009/03/blog-post_9251.html"><em>Ayoub</em></a> [ar], <a title="Post in arabo" href="http://sayedmokhtar.maktoobblog.com/1618331/%D9%85%D8%AD%D9%83%D9%85%D8%A9-%D9%85%D8%B5%D8%B1%D9%8A%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%B3%D8%AC%D9%86-%D8%B3%D8%A8%D8%B9-%D8%B3%D9%86%D9%88%D8%A7%D8%AA-%D9%84%D9%85%D9%85%D8%AF%D9%88%D8%AD-%D8%A5%D8%B3%D9%85/"><em>Sayyed Mokhtar</em></a> [ar], <a title="Post in arabo" href="http://omarafandy.blogspot.com/2009/03/blog-post_11.html"><em>Omar Affandi</em></a> [ar], <a title="Post in arabo" href="http://amalatawy.blogspot.com/2009/03/blog-post_8368.html"><em>Ahmed A. EL-Malatawy</em></a> [ar] e <a title="Post in arabo" href="http://egyworkers.blogspot.com/2009/03/7.html"><em>Kareem El Bahairy</em></a> [ar] hanno immediatamente espresso il proprio sdegno.</p>
<p><a title="Post in arabo" href="http://www.gaberism.net/2009/03/11/a7a-ya-balad-metnaka/"><em>Egyptian leftist</em></a> [ar] e <a title="Post in arabo" href="http://www.tahyyes.org/2009/03/blog-post_1695.html"><em>Nawara</em></a> [ar] hanno criticato la sentenza facendo il calcolo della durata della detenzione:</p>
<div class="arabic" lang="ar">قيمة المصري مننا 11 ساعة سجن!!! ايون المصري مننا قيمة عند القضاء و الحكومة المصرية 11 ساعة سجن، انهارده قضة محكمة جنح سفاجا مستأنف بحبس ممدوح إسماعيل، رئيس مجلس إدارة الشركة المالكة للعبارة الغارقة “السلام”، 7 سنوات مع الشغل والنفاذ، وبحسبة بسيطة جدا هتصول للحقيقة الوسخة انه بما ان قتل 1200 مصري من اعمار مختفلة عقوبتة هو السجن 7 سنين مشدد يعني الواحد ب 11.4 ساعة سجن –دا إذا تم تنفيذ الحكم اصلا لأن ممدوح اسماعيل هارب في لندن-، يا بلاش يا بلد يا بلاش!!!</div>
<div class="translation">Il valore di una vita egiziana è pari a 11 ore di prigione!!! Proprio così, la vita di ognuno di noi vale 11 ore dietro le sbarre secondo i giudici e il governo egiziani. Oggi un tribunale ha condannato Mamdouh Ismail e il direttore della sua azienda a sette anni di carcere. Non c&#39;è bisogno di fare grossi calcoli per comprendere come la pena per l&#39;omicidio di 1.200 egiziani – di diverse età - equivalga a sette anni di prigione, il che significa che la vita di una persona vale esattamente 11,4 ore di detenzione – questo nel caso in cui la condanna venga effettivamente eseguita, poiché attualmente Mamdouh è latitante a Londra.</div>
<div class="translation">Che storia!</div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 478px"><a title="Foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/yasary-masry/2718071503/"><img title="Riuscite a vedere una tomba collettiva?" src="http://farm4.static.flickr.com/3192/2718071503_05337cb759.jpg" alt="Egyptian Leftist chiede: riuscite a vedere una tomba collettiva?" width="468" height="338" /></a>
<p class="wp-caption-text">Egyptian Leftist chiede: riuscite a vedere una tomba collettiva?&quot;</p>
</div>
<p><a title="Post in arabo" href="http://shokeir.blogspot.com/2009/03/blog-post_11.html"><em>Ahmed Shokier</em></a> [ar], un altro blogger egiziano, pubblica due immagini dei giudici coinvolti nel caso - una di Ahmed Refaa El Najaar, che ha dichiarato innocente Mamdouh e l&#39;altra di Khaled Badr El Deen, il quale ha condannato l&#39;imputato a sette anni di prigione. Commentando cinicamente, Ahmed ha intitolato il post &#8220;<em>La giustizia ha molte facce</em>.&#8221;</p>
<p>Nel frattempo, <a title="Post in inglese" href="http://arabist.net/arabawy/2009/03/12/byebye_douha/"><em>Arabawy</em></a> [in] ha pubblicato un video di <em>Al Jazeera International</em> che riprende le reazioni dei familiari alla notizia della condanna.</p>
<p>Come al solito, <a title="Post in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/03/mamdouh-ismail-to-jail-for-seven-years.html"><em>Zeinobia</em></a> [in] ha pubblicato un esaustivo rapporto del caso, in cui afferma che questo verdetto sia poco più di un antisettico per l&#39;opinione pubblica poiché, visto che Ismail si trova a Londra e non c&#39;è nessun accordo di estradizione tra Egitto e Inghilterra, l&#39;uomo potrà godersi in tutta tranquillità il suo soggiorno all&#39;estero.</p>
<p>La blogger invita i cittadini a sporgere denuncia in Inghilterra, o almeno a boicottare aziende e alberghi di sua proprietà. Il post si chiude affermando che, fino a quando Ismail si troverà a Londra, il caso Salam89 non è chiuso. </p>
<p>Tuttavia, stando a quanto scrive la blogger, la vicenda potrebbe concludersi un giorno o l&#39;altro per mano di un egiziano infuriato: </p>
<blockquote><p>Ancora una volta, tutto quello che posso dire è che vorrei venisse querelato da qualcuno a Londra, e che dovremmo boicottare caziende e alberghi di sua proprietà in Egitto; ecco la lista del suo impero in Egitto<br />
•	El-Salam Maritime transportation company.<br />
•	El-Salam Tourism development company che controlla:<br />
X Concorde El-Salam a Misr El Gadida, [un quartiere del] Cairo<br />
X Concorde Sharm El-Sheikh, nella zona del Sinai.<br />
•	Telstar travel in Tahrir Square, al Cairo.<br />
Il caso del traghetto Al-Salam 98 non è ancora finito finché Ismail resta libero a Londra. La vicenda della scomparsa dei membri dell&#39;equipaggio è ancora aperto.<br />
Qualche volta ho come l&#39;impressione che Mamdouh Ismail verrà ucciso da qualche egiziano meridionale infuriato.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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