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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Palestina</title>
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		<title>Palestina: frustrazione per le &#8220;buffonate&#8221; della politica locale</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 05:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua a far discutere l'annuncio del Presidente palestinese Mahmoud Abbas di non ricandidarsi alle prossime elezioni. In questo post riportiamo l'opinione di un blogger locale che appare alquanto frustrato - ma da certe incongruenze della politica palestinese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/11/palestine-frustration-with-the-swagger-of-politics/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La scorsa settimana il Presidente palestinese Mahmoud Abbas ha annunciato che <a title="Articolo in inglese" href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article6904649.ece">non si ricandiderà alle prossime elezioni</a> [in] previste per gennaio, poiché deluso dagli Stati Uniti che avrebbero fatto poco per porre un freno alla costruzione di insediamenti israeliani in <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cisgiordania">Cisgiordania</a> [it]. Tuttavia secondo alcuni commentatori Abbas <a title="Articolo in inglese" href="http://www.thenational.ae/apps/pbcs.dll/article?AID=/20091111/FOREIGN/711109869/1011">starebbe solo bluffando ai danni di Israele</a> [in]. In questo post riportiamo l&#39;opinione di un blogger che è ugualmente frustrato - ma dalla politica palestinese.</p>
<p>Sul blog collettivo <em>Al Thawrah</em> (&#8221;La Rivoluzione&#8221;), <em>Me</em> <a title="Post in arabo" href="http://althawrah.blogspot.com/2009/11/blog-post.html">scrive</a> [ar] quanto segue:</p>
<div class="arabic">لما ستي كانت تشوف واحد فينا بيعمل اشي سيء وكانت تحس إنو هذا العمل ممكن يكون مؤشر لنمط حياة مشابه، كانت تحكي المثل المشهور &#8220;أول الرقص حنجلة&#8221;. يعني إنو الواحد ببلش شوي شوي يعمل هاي الإشياء بعجين الموضوع بتطور معه وبصير هذا نمط سائد في تصرفاته في المستقبل.</div>
<div class="translation">Quando mia nonna vedeva uno di noi fare qualcosa di sbagliato e riteneva che questo indicasse uno stile di vita pressoché simile, ci ripeteva un noto proverbio, &#8220;la danza comincia con la vanità.&#8221; Significa che se qualcuno prende pian piano a comportarsi in un modo sbagliato, questo finirà col diventare il tratto dominante della sua personalità.</div>
<div class="arabic">وأنا طول عمري بحكي، إنو نظامنا السياسي في فلسطين لسا في مرحلة التأسيس. يعني الحنجلة إللي بنحنجلها هلأ في المستقبل راح تكون النمط السائد في الحياة السياسية، إذا عمره صار عندنا دولتنا. يعني لما الأجهزة الأمنية بتستعمل القوة في تفريق المظاهرات، هذا معناه إنه في المستقبل راح يكون هذا نمط مستخدم في تفريق المظاهرات، ولما الأجهزة الأمنية لازم توافق على تعيينات الموظفين، هذا مؤشر إنه المعارض السياسي ممكن ما يحصله إنو يحصل على وظيفة حكومية.</div>
<div class="translation">Sostengo da sempre come il sistema politico palestinese sia ancora in fasce. Ciò vuol dire che la &#8220;vanità&#8221; evidenziatasi adesso in futuro sarà il comportamento prevalente nella vita politica del Paese, semmai riusciremo ad avere uno Stato. Quando gli apparati di sicurezza usano la forza per disperdere una manifestazione, significa che in futuro la polizia continuerà a impedire le manifestazioni e quando gli stessi apparati di sicurezza si mettono d&#39;accordo sugli incarichi da assegnare nel governo, significa che i gruppi all&#39;opposizione non ne riceveranno nessuno.</div>
<div class="arabic">أنا اليوم بدي أحكي عن حنجلة جديدة. قبل شي سنتين، عباس حكى إنو ما بفكر يرشح حالو للرئاسة مرة تانية. واليوم طلعت في الأخبار إشاعات إنو هو مصر على كلامه. وطبعاً بدأت &#8220;النخبة&#8221; السياسية في هالبلد تحتج وتعبر عن تأييدها للرئيس كإنو اللي خلقو ما خلق غيره. مبارح (شكلها الإشاعات إلها فترة ماشية) طلعتلنا جماعة <a href="http://web.alquds.com/docs/pdf-docs/2009/11/4/page6.pdf">ببيان</a> تأييد أشبه بالمبايعة للخلفاء، طبعا ما في في البيان أي محتوى سوى &#8220;خلفك يا قائد المسيرة والشرعية.. نحو القدس والثوابت الوطنية&#8221; وتحت هالكلمتين يمكن ميتين توقيع من أشخاص ومؤسسات إشي بنعرفه وإشي عمرنا ما سمعنا فيه.</div>
<div class="translation">Oggi vorrei parlare di un nuovo tipo di &#8220;vanità&#8221;. Circa due anni fa, Abbas disse che non si sarebbe ricandidato alle elezioni presidenziali. Le notizie di oggi riportano delle voci coerenti con quella dichiarazione. Ovviamente l&#39;&#8220;elite&#8221; politica palestinese sta protestando e manifestando il proprio sostegno per il presidente come se quest&#39;ultimo si fosse creato da solo. Ieri (sembra che queste voci continueranno a girare per un bel po&#39;) è comparso un comunicato che in realtà era un semplice atto di fedeltà dei suoi collaboratori. Naturalmente il testo non diceva altro che &#8220;Siamo con te, leader del partito e della legittimità…verso Gerusalemme e la stabilità nazionale&#8221;. Sotto queste poche parole c&#39;erano qualcosa come duecento firme di individui e organizzazioni, alcune molto note, altre mai sentite.</div>
<div class="arabic">واليوم طلع عبد غبه بحكي : <a href="http://maannews.net/arb/ViewDetails.aspx?ID=237591">الرئيس هو المرشح الوحيد لفتح ولكل فصائل العمل الوطني</a>. كإنه ما في غيره في البلد. وطبعاً عبد غبه، هذا الناطق باسم التنفيذية، ما بمثل عشرة ولا خمس تعشر واحد في كل فلسطين، بس ما شا الله بيحكي زي كإنو بطل شعبي وأسطوري ممثل لجميع أطياف الشعب.</div>
<div class="translation">E oggi &#8216;Abd Gabbo&#39; (<a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yasser_Abd_Rabbo">Yasser Abd Rabbo</a> [in]) ha preso <a title="Articolo in inglese" href="http://maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=237640">a dire</a> [in], &#8220;Il Presidente è l&#39;unico candidato di <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fatah">Fatah</a> [it] e di tutte le fazioni del progetto nazionale [nell&#39;<a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_per_la_Liberazione_della_Palestina">OLP</a> [it].&#8221; È come se il Paese fosse nient&#39;altro che lui. Abd Rabbo, portavoce del <a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/PLO_Executive_Committee">Comitato Esecutivo dell&#39;OLP</a> [in], non rappresenta nemmeno il dieci per cento dell&#39;intera popolazione palestinese ma - Dio sia lodato - è come se fosse un eroe popolare e leggendario, che parla in nome di un&#39;intera nazione.</div>
<div class="arabic">طبعاً ها الحركات ذكرتني بكتير مناظر مشابهة. مثلاً وإحنا صغار، وبنستنا برامج الأطفال على التلفزيون السوري، كنا دايماً نشوف يمكن 4-5 آلاف واحد من الطلائع وناس كبار قاعدين في المدرجات في ملعب، وبيرفعوا قبضاتهم في الهوا وبصيحوا &#8220;نفديك للأبد يا حافظ الأسد&#8221;. طبعاً حافظ مات، ولولا صورو إلي معبيا الشوارع والأماكن العامة في سورية ما حدا بيتذكروا، لإنو في واحد جديد لازم ينفدا.</div>
<div class="translation">Tutta questa faccenda mi ricorda parecchie situazioni simili. Ad esempio, quando da ragazzi guardavamo i programmi siriani per bambini alla televisione, eravamo abituati a vedere 4-5.000 persone sedute sugli spalti dello stadio alzare i pugni al cielo e urlare &#8220;Ci sacrificheremo per te, sempre, <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hafiz_al-Asad">Hafez Al Assad</a> [it]!&#8221; Poi Hafez è morto, e se non si fossero riempite le strade e le piazze di tutta la Siria con le sue immagini tutti lo avrebbero dimenticato, perché c&#39;era un&#39;altra persona a cui dedicarsi.</div>
<div class="arabic">طبعاً مشهد آخر ببلش بالكلمات &#8220;إني اتخذت قراراً وأرجو منكم جميعاً أن تعينوني عليه. لقد قررت أن أتنحى، ونهائياً، عن كافة المناصب الرسمية، وأعود إلى صفوف الجماهير&#8221;، المنظر اللي بلحقو ألوف من الجماهير، بتقوله &#8220;ما تسيبناش&#8221; طيب ما هو ترجاكم إنكم تساعدو على القرار، يعني فش غيره في البلد؟ فش ناس بتقدر تعمل أحسن منو؟ لازم الواحد يطلع من القصر الجمهوري في تابوت عشان تنبسطو؟</div>
<div class="translation">L&#39;altra scena comincia con queste parole: &#8220;Ho preso una decisione e chiedo a tutti di voi di sostenermi, ho deciso di ritirarmi, sul serio, da tutti gli incarichi istituzionali, di tornare un cittadino comune&#8221; – uno spettacolo seguito da migliaia di persone, che dicono &#8220;Non ci lasciare&#8221;. OK, ma lui vi ha implorato di sostenerlo nella sua scelta. Significa forse che esiste solo lui in questo Paese? Non c&#39;è nessun altro capace di far meglio? Possibile che la gente sia contenta solo quando gli inquilini del palazzo presidenziale escono dentro una bara?</div>
<div class="arabic">ولا منظر كل النخبة السياسية في اليمن وهما بترجوا علي عبدالله صالح برشح حاله للانتخابات.<br />
ولا تعديل ورا تعديل في الدستور التونسي عشان جلالته يضل رئيس.<br />
ولا حكومة مش راضية تنولد بعد 6 أشهر من الانتخابات في لبنان عشان فش حد في إيده القرار.<br />
يعني يا أخ عبد ربه، إحنا فش عنا غير هالشخص الوحيد إللي ممكن يكون رئيس؟ عالحساب شعب الجبارين؟ ولا لازم نحافظ على التقاليد العربية؟<br />
أي ما تحلو عنا وتخلونا ناخذ قرارنا. إحنا كبرنا، وقرفناكم صراحة.
</div>
<div class="translation">Non ho visto la classe politica yemenita implorare <a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ali_Abdullah_Saleh">Ali Abdullah Saleh</a> [in] di candidarsi alle elezioni.<br />
Non ho visto una serie di emendamenti alla costituzione tunisina per consentire a <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zine_El-Abidine_Ben_Ali">Sua Maestà</a> [it] di continuare a fare il presidente.<br />
Non ho visto un governo dispiaciuto di essere nato sei mesi dopo le elezioni in Libano, perché nessuno è riuscito a prendere una decisione prima.<br />
Fratello Abd Rabbo, non c&#39;è proprio nessun altro tra di noi che possa fare il presidente? Alla faccia delle genti del coraggio? Non dobbiamo forse rispettare le tradizioni arabe?<br />
Lasciaci in pace e consentici di prendere le decisioni in piena autonomia. Adesso siamo adulti, e onestamente ci stai disgustando.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele-Palestina: strumenti video per aiutare i giovani a comprendere il conflitto</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/israele-palestina-strumenti-video-per-aiutare-i-giovani-a-comprendere-il-conflitto/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 04:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Adamo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due diverse organizzazioni, una in Israele e l'altra nei territori palestinesi occupati, ricorrono a video e altri progetti editoriali collaborativi per aiutare sia la gioventù araba che quella ebrea a capire le ragioni del conflitto e colmare l'incomprensione che li divide. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellaa/'>Antonella Adamo</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/06/israeli-and-palestinian-youth-use-video-to-understand-the-conflict/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Due diverse organizzazioni, una in Israele e l&#39;altra nei territori palestinesi occupati, si servono di video per aiutare sia la gioventù araba che quella ebrea a capire le ragioni del conflitto e colmare l&#39;incomprensione tra loro, creando spazi per l&#39;interazione e la comunicazione dove condividere sogni, riflessioni e preoccupazioni rispetto alla complessa situazione in cui vivono.</p>
<p>Una delle iniziative è l&#39;associazione <a title="Post originale in inglese" href="http://en.reutsadaka.org">Sadaka Reut</a> [in], e questo è quanto si legge nel <a title="Post originale in inglese" href="http:///">loro programma</a> [in]:</p>
<div class="translation">Con la maggior parte dei giovani palestinesi ed ebrei, separati fisicamente gli uni dagli altri (in comunità e scuole diverse), e che ha come risultato paure, razzimo e pregiudizi, cerchiamo di costruire modelli alternativi per l&#39;interazione tra i due gruppi. Il programma &#8220;Costruiamo una cultura di pace&#8221; mira a creare uno spazio in cui sia i giovani palestinesi che ebrei possano sentirsi uguali, rispettati e riconosciuti come individui e per la loro nazionalità.</div>
<p>I partecipanti hanno anche preso parte al progetto &#8220;Video da un minuto&#8221;, dove imparano a fare attivismo tramite i video durante il corso di una settimana. Ecco di seguito alcuni risultati, mentre altri video sono disponibili sul relativo <a title="Sito originale in inglese" href="http://en.reutsadaka.org/?p=846">sito</a> [in]:</p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=XkxUC30UNug">Arab</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XkxUC30UNug&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/XkxUC30UNug&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=US6QtYDVzB8">AM/FM</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/US6QtYDVzB8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/US6QtYDVzB8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=gT9KX9fKgT0">Few Love Singing</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gT9KX9fKgT0&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/gT9KX9fKgT0&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Un&#39;altra iniziativa è il progetto &#8220;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/home.html">Windows for Peace</a>&#8221; [in], lanciato nel 1991 come tentativo di produrre una rivista bilingue e biculturale per giovani, e come modo per metterli in contatto e far loro conoscere il conflitto, promuovere la parità e dare potere ai giovani. Tuttavia non è stato facile, come spiegano sul <a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/about.html">sito</a> [in]:</p>
<div class="translation">Non è semplice per i giovani israeliani e palestinesi superare l&#39;enorme quantità di cattiva informazione e gli stereotipi che vengono insegnati sugli uni e sugli altri. La limitata possibilità di interazione, conseguenza del vivere quasi sempre in comunità separate e del violento conflitto politico in atto, non fa altro che perpetuare le antiche paure, il pregiudizio, e l&#39;odio che divide i due popoli. <em>Windows</em> è quindi dedicato alla promozione di un cambiamento su larga scala del modo in cui i giovani israeliani e palestinesi vedono sè stessi, &#8220;l&#39;altro&#8221; e il conflitto. I partecipanti al programma <em>Windows</em> vivono esperienze che promuovono la trasformazione di come i due popoli vedono il conflitto, verso una realtà pacifica in cui possano convivere entrambi. Riteniamo che una pace giusta e duratura debba basarsi su valori democratici, sui diritti umani, la conoscenza reciproca e l&#39;accettazione &#8220;dell&#39;altro&#8221;.</div>
<p>Il gruppo sta lavorando anche a una nuova iniziativa denominata &#8220;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/youth%20media%20program.html">Through the Lens</a>&#8221; [in] dove i giovani dai 15 ai 17 anni &#8220;formati&#8221; dalla rivista, continuano a sviluppare le competenze per creare cortometraggi, bollettini informativi e altre produzioni video destinate a promuovere &#8220;un dialogo produttivo e portatore di pace, oltre ad un&#39;interazione positiva&#8221;.</p>
<p>Ecco un <a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=zsxLrfzyAIo">video</a> [in] in cui i partecipanti a <em>Windows</em> raccontano l&#39;esperienza nel gruppo e come hanno affrontato la sfida rappresentata dal fatto di uscire dalla propria zona di benessere per parlare di argomenti difficili, come il conflitto tra Palestina e Israele:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zsxLrfzyAIo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/zsxLrfzyAIo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Come precisano i bambini nel video con parole proprie: è possibile che sia difficile accettare gran parte delle opinioni e delle percezioni espresse dagli altri bambini, ma avere la possibilità di discutere dei problemi in modo sano e tranquillo, li aiuta a capire il mondo in cui vivono, permette loro di interagire, imparare, condividere riflessioni con altri bambini e ragazzi, e persino cambiare opinione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libano: rilancio alla grande nella contesa dell&#039;Hummus</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/libano-rilancio-alla-grande-nella-contesa-dellhummus/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 03:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi 300 chef libanesi hanno cucinato il più grande piatto di <em>hummus</em> al mondo per rivendicare come propria la famosa salsa di ceci - all'interno di una sorta di lotta su ampia scala riguardo varie pietanze prodotte anche in Israele. Ampie le reazioni online. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/">Antoun Issa</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/25/lebanon-ups-the-ante-in-the-hummus-war/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_103004" class="wp-caption aligncenter" style="width: 347px"><a href="http://mayazankoul.wordpress.com/2009/10/25/a-hommos-story/"><img class="size-full wp-image-103004" title="mzhummus" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/mzhummus1.jpg" alt="mzhummus" width="337" height="319" /></a>
<p class="wp-caption-text">Immagine concessa da © Maya Zankoul, mayazankoul.wordpress.com</p>
</div>
<p>Qualche giorno fa a Beirut si sono riuniti circa 300 chef libanesi per cucinare il piatto più grande mai realizzato di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hummus"><em>hummus</em></a> [it] nel tentativo di rivendicare come propria la famosa salsa di ceci.</p>
<p>Il nuovo record mondiale è frutto di una campagna, tuttora in corso in Libano, che rivendica la paternità culturale di alcuni piatti attualmente prodotti in Israele - e l&#39;<em>hummus</em> costituisce il principale oggetto della protesta.</p>
<p>I produttori israeliani e libanesi di <em>hummus</em> si contendono aspramente il primato sul crescente appetito globale per questo delizioso intingolo mediorientale.</p>
<p>Secondo i libanesi la controparte israeliana starebbe sfilando loro alcuni piatti &#8216;libanesi&#39; promuovendoli in tutto il mondo come se fossero loro.</p>
<p>Gli israeliani avevano stabilito il precedente record mondiale per il più grande piatto di <em>hummus</em>, e ciò ha scatenato la reazione dei libanesi.</p>
<p>Ufficialmente in stato di guerra, sembra che il fronte dei combattimenti vada allargandosi fino ad includere l&#39;<em>hummus</em>.</p>
<p>La domanda da porsi ora è la seguente: cosa faranno i produttori siriani, giordani, palestinesi? Entreranno anche loro in lotta?</p>
<p>Sulla contesa dell&#39;<em>hummus</em> i blogger libanesi non si sono fatti attendere.</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://mayazankoul.wordpress.com/2009/10/25/a-hommos-story/">Maya Zankoul</a></em> [in] sottolinea il lato ironico con un&#39;analisi pungente:</p>
<blockquote><p>Ieri il Libano ha registrato un nuovo record mondiale cucinando il <a title="Post in inglese" href="http://www.plus961.com/2009/10/20/hommos-tabbouleh-are-us/" target="_blank">piatto più grande di hommos</a> [in]. Sono passata proprio lì vicino, ma subito dopo la presentazione, e non mi è sembrato poi COSÍ grande… perciò ho capito che tra poco qualcuno batterà questo record e così via all&#39;infinito. Per favore, qualcuno fermi questa follìa!</p>
</blockquote>
<p>Una posizione simile viene espressa anche dal blog <em><a title="Post in inglese" href="http://thecedartree.wordpress.com/2009/10/24/so-we-break-a-world-record-and-then-what/">The Cedar Tree</a></em> [in]:</p>
<blockquote><p>Prima c&#39;è stato il <a title="Leggi notizia in inglese" href="http://gulfnews.com/news/region/lebanon/putting-arabic-food-on-the-front-line-1.512939">piatto più grande</a> [in] di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kibbeh">kibbeh</a> [in], e ho pensato che quelle donne libanesi fossero proprio carine. Poi è arrivata la battaglia per il piatto più grande di hummus, e ho pensato che si stava scadendo nel ridicolo. Ma, nonostante la mia opinione personale, sembra che i libanesi siano sinceramente orgogliosi del loro hummus e così siamo ufficialmente nel Guinness dei Primati per il piatto più grande di hummus. Spero che tutti siano contenti. Possiamo pensare ad altro, adesso? No. C&#39;è ancora un&#39;altra battaglia (speriamo l&#39;ultima), e cioé quella per il piatto di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tabbouleh">tabbouleh</a> [in] in programma domani (25 ottobre). OK, devo forse pensare che tutte queste persone siano fuori di testa? Ma che importanza ha? Cioé, siamo segnalati su un libro e allora? Non fraintendetemi; mi piace moltissimo l&#39;hummus, ma francamente credo che ci siano problemi ben più importanti, oltre al cibo nei guinness dei primati, per i quali VALGA davvero la pena combattere.</p>
<p>Ci sono anche due domande a cui vorrei trovare risposta. La prima è quanti soldi sono stati spesi per organizzare quest&#39;evento, mentre la seconda è che fine ha fatto tutto quel cibo.</p>
</blockquote>
<p>Un post di <em><a title="Post in inglese" href="http://adiamondinsunlight.wordpress.com/2009/10/25/hummus-where-satire-and-reality-blur/">A Diamond&#39;s Eye View of the World</a></em> [in] esprime altrettanta confusione (o divertimento):</p>
<blockquote><p>Siamo d&#39;accordo che, quando israeliani e pseudo-israeliani cercano di correggere la pronuncia di &#8220;hummus&#8221; in &#8220;KHumus&#8221; - da pronunciare con un po&#39; di saliva in più - si supera il livello di sopportazione. Ma perché rivendicarne la paternità cucinandone un piatto di dimensioni oscene? Ed esserne FIERI poi? E perché creare uno slogan talmente imbarazzante - in inglese, per carità? Dio mio.</p>
</blockquote>
<p>Sul suo blog <em><a title="Post in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/10/hummus-and-falafil.html">Angry Arab</a></em> [in] Asad Abu Khalil aggiunge un ulteriore elemento al dibattito, sottolineando come l&#39;origine dell&#39;<em>hummus</em> potrebbe addirittura non essere libanese, bensì palestinese:</p>
<blockquote><p>&#8220;&#8221;Nessuno può rivendicare hummus e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Falafel">falafel</a> [it] come proprio piatto nazionale,&#8221; dice Siham Baghdadi Zurub, chef di Ramallah e autrice di un libro in lingua araba sulla cucina palestinese. Secondo la donna in realtà i palestinesi furono i primi a usare i ceci per l&#39;hummus per via degli abbondanti raccolti, mentre invece in Egitto e in Siria si faceva con le fave. &#8220;Porre il copyright su alcuni piatti è una tendenza egoistica che riflette insicurezza e mancanza di <a title="Articolo in inglese" href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/3178040/Hummus-food-fight-between-Lebanon-and-Israel.html">buon senso.&#8221;&#8221;</a> [in]</p>
</blockquote>
<p>La lotta dell&#39;<em>hummus</em> tra Libano e Israele ha coinvolto anche svariati utenti di <em>Twitter</em>:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-102995" title="La guerra dell'Hummus su Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/hummus1.GIF" alt="La guerra dell'Hummus su Twitter" width="481" height="291" /></p>
<p>A prescindere dal fatto che si tratti di orgoglio nazionale oppure di una divertente nota di cultura popolare, la battaglia sull&#39;<em>hummus</em> senza dubbio surriscalda le già infuocate relazioni tra Libano e Israele.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele: &#8220;Razzismo del tutto normale” per certe testate d&#039;informazione?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/israele-razzismo-del-tutto-normale%e2%80%9d-per-certe-testate-dinformazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 02:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
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		<description><![CDATA[Rappresentando circa il 20 per cento della popolazione del Paese, gli arabo-israeliani sostengono di essere discriminati in molti aspetti della vita. Sembra confermarlo il resoconto Tv di un recente incidente stradale, almeno secondo un blogger palestinese in Israele.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/26/israel-ordinary-racism-in-media-coverage/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Rappresentando circa il 20 per cento della popolazione del Paese, i cittadini palestinesi residenti in Israele (anche noti come <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Arab_citizens_of_Israel#Terminology">arabo-israeliani</a> [in]) sostengono di essere <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Arab_citizens_of_Israel#Discrimination">discriminati</a> [in] in molti aspetti della vita. La notizia di un recente <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?pagename=JPost/JPArticle/ShowFull&amp;cid=1256150021524">incidente stradale</a> [in] ha spinto un blogger palestinese a condividere le proprie riflessioni. </p>
<p>Il blogger <em>The Other Door</em> scrive quanto segue riguardo tale episodio, in un post intitolato <a title="Blog originale in inglese" href="http://elbabelakhr.blogspot.com/2009/10/blog-post_22.html">“Razzismo del tutto normale”</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">عنصرية عادية جداً</p>
<p>حادث طرق عادي جداً, سيارة عادية جداً انحرفت عن مسارها بشكل عادي جداً, واصطدمت بشكل عادي جداً بسيارة تاكسي , عادية جداً.</p>
<p>سائق السيارة الخصوصية يهودي عادي جداً وصديقه العربي, العادي جداً, قتلا في الحادث بشكل عادي جداً, 5 من راكبي التاكسي اصيبوا بجراح متوسطة بشكل عادي جدا وأخرى اصيبت اصابات بالغة بصورة عادية جداً, ركاب التاكسي ممثلي مسرح يهود, عاديون جداً.</p>
<p>بعد تنظيف الشارع من الدم بشكل عادي جدا, أنتشر الخبر في جميع وسائل الاعلام بشكل عادي جداً.</p>
<p>فعلى سبيل المثال في نشرة اخبارقناة 10 الاسرائيلية, تم بث تقرير عن الحادث مدته 7:34 د, منها 1:08 د عن السائق اليهودي وعائلته,</p>
<p>والباقي عن الممثلة الاسرائيلية واصدقائها , اما القتيل العربي فأكتفوا بذكر اسمه وانه محامي يسكن في كريات شمونة , ولقطة قصيرة جداً لصورة بورتريت, وليس صدفة انني نسيت اسمه فور انتهاء التقرير…</p></div>
<div class="translation">Un comune incidente stradale: una macchina del tutto normale che ha deviato dalla  traiettoria in maniera del tutto normale, e si è schiantata in modo normale contro un taxi, tutto normale.</p>
<p>L&#39;autista di una macchina privata, un comune ebreo, ed il suo amico, un comune arabo, sono rimasti uccisi nell&#39;incidente in un maniera del tutto normale. Cinque dei passeggeri del taxi sono rimasti lievemente feriti in maniera completamente normale, e altri sono rimasti gravemente feriti in maniera del tutto normale. I passeggeri del taxi erano attori teatrali ebrei, del tutto normali.</p>
<p>Dopo che la strada è stata ripulita dal sangue in un modo normalissimo, la notizia si è diffusa tra i media in maniera del tutto normale.<br />
Per esempio, l&#39;israeliano <a title="Voce Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Channel_10_%28Israel%29">Channel 10</a> [in] ha diffuso un servizio di 7 minuti e 34 secondi sull&#39;incidente, di cui 1 minuto e 8 secondi sul guidatore ebreo e la famiglia, ed il resto dedicato all&#39;attrice israeliana ed i suoi amici. Per quanto riguarda l&#39;arabo che è rimasto ucciso, si sono accontentati di citarne il nome e dire che era un avvocato che viveva a <a title="Voce Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kiryat_Shmona">Kiryat Shmona</a> [it], mostrandone rapidamente una foto. Non è un caso che ne abbia dimenticato il nome immediatamente dopo la fine del servizio&#8230;</div>
</div>
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		<title>Israele: attivismo e partecipazione sulle questioni ambientali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/israele-blog-action-day-per-lambiente/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre il 15 ottobre c'è stato il Blog Action Day sul mutamento climatico, attivisti e blogger dell'area mediorientale preparano una serie di manifestazioni in varie località e altre iniziative online per sabato 24 ottobre. Ecco una raccolta di opinioni e materiali diffusi nella blogosfera locale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/16/israel-blog-action-day-for-the-environment/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>Questo post è parte dei <a title="Leggi post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/il-cambiamento-climatico-nelle-voci-di-blogger-e-cittadini/">contributi di <em>Global Voices Online</em></a> [it] per il Blog Action Day 2009 sul cambiamento climatico.</em></p>
<p>Mentre il 15 ottobre scorso i blogger di tutto il mondo si sono occupati del cambiamento climatico e dell&#39;ambiente, la blogosfera israeliana si è concentrata su una data diversa. Quest&#39;anno, le organizzazioni ambientaliste, gli attivisti, e forse anche i blogger, segneranno il 24 ottobre come la giornata della protesta per il cambiamento climatico in tutto il Medio Oriente.</p>
<p>Si stanno organizzando eventi sotto gli auspici di <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://foeme.org/events.php?ind=56">Friends of the Earth Middle East</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.350.org/">350.org</a> [in]. È prevista la parteciperazione di molti attivisti in Israele, Egitto, Giordania, Libano, Palestina e Siria. 350.org fornisce l&#39;elenco delle manifestazioni regionali, tra cui quelle in <a title="Vai alla lista" href="http://www.350.org/action-list?country=il&amp;city=">Israele</a> [in], mentre il blog <em>Green Prophet </em> pubblica un&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.greenprophet.com/2009/09/04/11764/middle-east-climate-change-protest/">ulteriore lista</a> [in] di tutte le iniziative previste in Medio Oriente.</p>
<p>Il nome <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.350.org/about/science">“350″</a> [in] deriva dall&#39;idea che:</p>
<blockquote><p>350 parti per milione è quello che molti scienziati, esperti del clima e governi nazionali progressisti, ritengono sia il limite massimo di sicurezza per il CO2 nella nostra atmosfera.</p></blockquote>
<p>Il nostro livello attuale è 387.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em><strong>Blog Action Day</strong></em><br />
Diversi blog istraeliani hanno deciso di utilizzare il Blog Action Day per portare in primo piano la questione del cambiamento climatico, sollecitando una continua attenzione verso questo tema anche dopo la specifica giornata.</p>
<p><em>JGooders</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://blog.jgooders.com/index.php/jews-challenge-climate-change/">promuove</a> [in] la <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/index.php">Jewish Climate Change Campaign</a> [in] invitando i lettori a coinvolgersi nel <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://globaljsam.ning.com/">Jewish Social Action Month (JSAM)</a> [in], che inizia nel mese ebraico Cheshvan, il 19 ottobre. Ricorrenza, spiega <em>JGooders</em>, che verrà commemorato da eventi sociali nelle comunità ebraiche in tutto il mondo.</p>
<p>Mentre gruppi e attivisti verdi cercano di aumentare la consapevolezza nella comunità globale, quale miglior idea di diffondere le proprie idee se non attraverso immagini e soprattutto video online?</p>
<p>Alison Avigayil Ramerm, di <em>Your Virtual Community Organizer</em>, <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://alisonramer.com/2009/10/15/top-10-climate-change-videos/#more-208">ha ripubblicato</a> [in] i 10 migliori video realizzati in occasione del Blog Action Day di Change.org. Tra questi c&#39;è un video intitolato “Flat,” del produttore cinematografico Israeliano  Nitsana Bellehesen, che propone come sarà il mondo nel 2050. Il video mostra dei ragazzi con i padri mentre visitano un&#39;esibizione dedicata al seno femminile – ormai inesistente nelle donne, a causa del cancro provocato dalle tossine presenti nell&#39;ambiente e nell&#39;atmosfera.</p>
<p>Ad un certo punto, uno dei ragazzi indica una fotografia nella galleria e dice, “Guarda lì. Quel bambino le sta mangiando il seno.” Il padre risponde, “In realtà, era così che si dava da mangiare ai neonati&#8221;.</p>
<p>La visione di questo importante video è altamente consigliata, pur se presenta alcune scene di nudità.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ramer ha il questo film quando è stato mostrato al <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.breastfestfilmfest.com/">Breast Fest 2009: Film-Festival sul cancro al seno</a> [in], tenutosi al centro per imprenditori sociali dove lavora lei a Tel Aviv. E scrive:</p>
<blockquote><p>I video online possono essere un metodo estremamente efficace per aumentare la consapevolezza riguardo una causa o un&#39;attività sostenibile. Il video è un grande interludio a tutto il testo online ed è relativamente economico da creare, condividere e guardare. Le immagini in movimento e la musica possono catturare il pubblico e riassumere migliaia di parole in appena pochi minuti. Specialmente al giorno d&#39;oggi, quando abbiamo a disposizione numerosi metodi per condividere filmati sui social network e sui blog, il video ha un grande potenziale virale e avvicina migliaia o addirittura milioni di visitatori verso alla vostra organizzazione o attività non-profit .</p></blockquote>
<p>È bene tenere a mente che, pur se pensare al cambiamento climatico può essere sconvolgente, tale sentimento di scontentezza dovrebbe portare all&#39;azione non all&#39;apatia. Su <em>Judaism and the Environment in the Talmud</em>, Carmi Wisemon, direttore esecutivo di <a title="Vai alla pagina ufficiale" href="http://svivaisrael.wordpress.com/">Sviva Israel</a> [in], prominente organizzazione ambientalista, interviene sul ruolo della riflessione nella pratica ebraica.</p>
<p>Israele e il mondo ebraico hanno appena celebrato la festa di Sukot, durante la quale costruiscono capanne dove mangiano con le famiglie, trascorrono del tempo in meditazione e a volte dormono anche sotto le stelle. Come Shabbat (il Sabbath), e altre festività ebraiche, Sukot fornisce l&#39;opportunità di cessare ogni attività e riflettere sul nostro ruolo nell&#39;universo.</p>
<p>Wisemon <a title="Post originale in inglese" href="http://svivaisrael.wordpress.com/2009/10/15/sukkot-and-climate-change/">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Così in questa festività del Sukot, mentre ci rilassiamo nelle noste capanne e ammiriamo lo splendore naturale dei nostri lulav (rami di palma) e degli etrog (cedri), pensiamo al significato più profondo di questa ricorrenza. Tutti noi possiamo fare qualcosa per impedire il cambiamento climatico, tra cui seguire la tradizione antica di 2.000 anni di pregare perchè venga la pioggia – nè troppa nè troppo poca – in Israele, ma anche nelle Filippine, in Indonesia ed anche ad Atlanta.</p></blockquote>
<p>Sul mio blog, <em>The New Jew</em>, dedicato a filantropia e innovazione sociale, ho <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://thenewjew.wordpress.com/2009/10/15/caring-about-the-environment-jewishly-blog-action-day-2009/">pubblicato</a> [in] un post sul fatto di prendersi cura dell&#39;ambiente &#8220;alla maniera ebraica&#8221;, dove ho condiviso un discorso tenuto da attivisti ambientalisti che incoraggiano a pensare a come le pratiche dell&#39;ebraismo tradizionale ci connettono al mondo naturale.</p>
<blockquote><p><em>Shabbat</em>– è un tesoro ecologico! Un giorno per riposare dallo shopping, dalla fabbricazione e dal traffico!</p>
<p><em>Kashrut (o Kosher)</em>– l&#39;idea secondo cui quanto mangiamo è importante, che sta a noi limitare la sofferenza degli animali! Dobbiamo aggiornarci su questo e assumerci la responsabilità dell&#39;impatto causato da quel che mangiamo, acquistiamo e buttiamo nelle discariche di rifiuti. Noi votiamo con i dollari e le forchette in base all&#39;intera storia del nostro cibo e delle nostre cose.</p>
<p><em>Brachot (le benedizioni sul nostro cibo)</em>– invita a stare attenti alla provenienza del nostro cibo. Per benedire il cibo dobbiamo capire se è stato coltivato in terra o su un albero; da qui il passo è breve a pensare a come sia stato coltivato, se le persone coinvolte nel processo che lo ha portato a noi siano state pagate il giusto oppure se il suo percorso ha aiutato o danneggiato l&#39;ambiente.</p></blockquote>
<p>Sempre sul tema della natura, Elisha su <em>O&#39;Sprinkles</em> <a title="Post con foto in inglese" href="http://osprinkles.blogspot.com/2009/10/some-bloom.html">esprime</a> [in] la bellezza attraverso la fotografia e ci ricorda il vero tema della nostra lotta: la crescita e il rinnovo nel mondo naturale.</p>
<p><center><img title="Garden 1 (Source: O Sprinkles Blog)" src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZoM5vXI/AAAAAAAABcQ/aIFBwpWl1-g/s320/IMG_9920.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /><br />
<img title="Garden 2 (Source: O Sprinkles Blog) " src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZCiPSJI/AAAAAAAABcI/22Ukqo4oSUU/s320/IMG_9918.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /></center></p>
<p>Anche se il 15 ottobre è passato, il <a title="Post in inglese su GVO e Blog Action Day" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/28/global-voices-and-the-blog-action-day-2009/"><em>Blog Action Day</em></a> [in] rimane parte di un continuum. Come puoi ridurre il tuo impatto nella <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_footprint">produzione dei gas-serra </a>[it], migliorare il modo in cui utilizzi le risorse naturali, e rivedere i tuoi modelli di consumo?</p>
<p>La <em>Jewish Climate</em> Campaign propone <a title="Post in inglese" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/3x3.php">qui alcuni suggerimenti</a> [in].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele: &#8220;Ajami&#8221;, una nuova prospettiva sulla società israeliana</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/israele-ajami-una-nuova-prospettiva-sulla-societa-israeliana/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/israele-ajami-una-nuova-prospettiva-sulla-societa-israeliana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 05:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Trionfatore dei recenti Premi Ophir, il nuovo film potrebbe essere candidato ai Premi Oscar del 2010. Scritto e diretto nell'omonimo quartiere di Giaffa da un duo arabo-israeliano, tratta della coesistenza tra le due culture - e va ricevendo ampia attenzione (e giudizi positivi) tra i blogger locali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/27/israel-ajami-reveals-nuanced-look-at-israeli-society/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il film &#8220;Ajami&#8221; è stato il grande trionfatore dei Premi Ophir, sabato 26 settembre, e potrebbe continuare a riscuotere successo presso il pubblico internazionale come candidato israeliano ai Premi Oscar del 2010.</p>
<p>“Ajami” è il nome del quartiere di Giaffa dove si svolge la storia narrata nel film. Scritto e diretto dal duo arabo-israeliano composto da Scandar Copti (che vive ad Ajami) e Yaron Shani, la complessità dell&#39;intreccio di &#8220;Ajami&#8221; replica uno stile narrativo assai popolare nella narrativa e nella cinematografia israeliane.</p>
<p><img class="alignright" title="Ajami [Fonte: pagina fan su Facebook]" src="http://profile.ak.fbcdn.net/object3/776/91/n111118876031_4719.jpg" alt="Ajami [Fonte: pagina fan su Facebook]" width="200" height="279" /></p>
<p>A giudicare dall&#39;incetta di premi fatta ai festival di Ophir, Cannes e Gerusalemme, il percorso di &#8220;Ajami&#8221; sembra ricordare quello di altri film israeliani recentemente candidati agli Oscar, come &#8220;<a title="Leggi la recensione in italiano da mymovies.it" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46806">Beaufort</a>&#8221; [it] e &#8220;<a title="Leggi la recensione in italiano da mymovies.it" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56333">Valzer con Bashir</a>&#8221; [it]. Sinora, &#8220;Ajami&#8221; ha ricevuto i Premi Ophir per miglior film, migliore regia, miglior copione, miglior montaggio, miglior colonna sonora originale, la menzione speciale &#8220;Camera d&#39;or&#8221; al festival di Cannes e il premio Wolgin per il miglior film in concorso all&#39;ultima edizione del festival cinematografico di Gerusalemme.</p>
<p>Il trailer del film è disponibile su YouTube in ebraico e arabo con sottotitoli in ebraico (per il momento non sono ancora disponibili sottotitoli in inglese). Per saperne di più, si può visitare questa <a title="Visita la pagina facebook del film in ebraico" href="http://www.facebook.com/pages/AJAMI-The-Movie-2009/111118876031?ref=search&amp;sid=558336523.3636414431..1">pagina su facebook</a> [eb].</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/IZwNwiWZqZg&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/IZwNwiWZqZg&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Yudit, del blog <em>OCCUPIED</em> dice di sentirsi molto toccata dal film, perchè vive nello stesso quartiere in cui si svolge la vicenda. La blogger <a title="Post originale in inglese" href="http://yuditilany.blogspot.com/2009/09/ajami-movie.html">riflette</a> [in]:</p>
<blockquote><p>È un bel pugno nello stomaco &#8220;Ajami&#8221;, il film di Scandar Kopti e Yaron Sheni. Stupendo. E, tra l&#39;altro, è girato nel mio quartiere, anche se non tratta del &#8220;mio&#8221; quartiere. Certo, la mia non sarà una critica oggettiva del film. Conosco molti, anzi, quasi tutti gli attori, almeno di vista, e alcuni sono invece buoni amici. Il cast ha ricevuto una buona formazione, ma non sono attori professionisti, soltanto i miei vicini, che interpretano se stessi, in situazioni che hanno vissuto, con le reazioni che avrebbero se la storia fosse vera. Certo, avrebbe anche potuto essere tutto vero.</p></blockquote>
<p>“Ajami” è anche il sottotitolo del blog di Yudit, che spiega:</p>
<blockquote><p>Ajami, Agami o Adjami, o comunque lo chiamiate, è casa mia. A dispetto di tutto. La parola &#8220;casa&#8221; comporta molte implicazioni. La mia si trova a Giaffa (in ebraico traslitterato, Yafo), e una volta (vale a dire, del 1948) era considerata &#8220;La sposa del mare&#8221;: ora, non è che un fatiscente sobborgo meridionale di Tel Aviv.</p></blockquote>
<p>Carmia, di <em>Kishkushim</em> <a title="Leggi il blog originale in inglese" href="http://kishkushim.blogspot.com/2009/09/and-winner-is-ajami.html">descrive</a> [in] “Ajami” come:</p>
<blockquote><p>Un&#39;appassionante storia sul <em>balagan</em> [caos] che si svolge ad Ajami: i rapporti tra vicini arabi e israeliani, arabo-israeliani e cisgiordani, cristiani e musulmani, e tutto ciò che c&#39;è in mezzo.</p></blockquote>
<p>Ayelet Dekel di <em>Midnight East</em> ci racconta la sua <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.midnighteast.com/mag/?p=932">reazione</a> [in] dopo aver visto il film al Jerusalem Film Festival.</p>
<blockquote><p>Se mi avessero riassunto la trama del film, forse non mi avrebbe interessato, visto che tratta un genere che non amo particolarmente. Eppure, Ajami è molto più della sua trama, proprio come le persone sono ben più di una descrizione delle circostanze della loro nascita, o degli eventi della loro vita.</p></blockquote>
<p>Dekel ci racconta qualche indiscrezione su Ibrahim Frege, che interpreta Malek, e incontrato dalla blogger nei camerini dopo il film.</p>
<blockquote><p>Il diciannovenne Frege mi ha detto che non aveva mai pensato a recitare. Quando era ancora a scuola, alcuni amici che frequentavano i workshop di &#8220;Peace Child Israel&#8221; (organizzazione fondata nel 1988 da David Gordon e Yael Drouyannof per spiegare la tolleranza attraverso il teatro e le arti) lo avevano invitato a parteciparvi per svagarsi un pò. Il ragazzo seguì il workshop per un anno, per poi ricevere una telefonata che l&#39;invitava a recitare nel film. Frege crede che i registi cercassero qualcuno con un accento simile a quello di Nablus, città d&#39;origine del suo personaggio.</p></blockquote>
<p>Infine, il critico Yair Raveh, del blog <em>Cinemascope</em> <a title="Recensione originale in inglese" href="http://cinemascopian.com/2009/09/26/ajami-wins-ophir-goes-to-the-oscars/">si interroga</a> [in] sulle possibilità che “Ajami”  vinca un Oscar.</p>
<blockquote><p>Riuscirà &#8220;Ajami&#8221; a diventare il terzo film israeliano a candidarsi agli Oscar come miglior film straniero (dopo &#8220;Beaufort&#8221; e &#8220;Valzer con Bashir&#8221;)? Purtroppo, devo confessarvi che ne dubito. Certo, &#8220;Ajami&#8221; è un film sensazionale, e da molti punti di vista rappresenta una svolta per il cinema israeliano. Ma temo sia troppo realistico, duro, fedele alla realtà, e probabilmente un pò frastornante, per un giurato medio del premio Oscar. Manca poi di quell&#39;attenzione antecedente alla proiezione che aveva &#8220;Valzer con Bashir&#8221; l&#39;anno scorso, e che ora ha &#8220;Lebanon&#8221;. Ma chissà.</p></blockquote>
<p><em><strong>Letture consigliate –</strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em></p>
<p>- <a title="Post di GVO in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/israele-film-sulle-conseguenze-della-chiusura-dei-confini-a-gaza/">Israele: film sulle conseguenze della chiusura dei confini a Gaza</a> [it] (Maya Norton) – Alcuni blogger reagiscono al corto &#8220;Closed Zone&#8221; diretto da Yoni Goodman.</p>
<p>- <a title="Post di GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/14/lebanon-lebanese-react-to-israeli-film-lebanon/">Lebanon: Lebanese Bloggers React to Israeli Film “Lebanon”</a> [in] (Antoun Issa) – Reazioni dal Libano a un film israeliano che descrive le storie di soldati israeliani durante la guerra civile libanese (1975-1990). &#8220;Lebanon&#8221; segue &#8220;Valzer con Bashir&#8221; come secondo film sull&#39;argomento realizzato negli ultimi due anni da un regista israeliano.</p>
<p>- <a title="Articolo del New York Times in inglese" href="http://www.nytimes.com/2009/05/22/arts/22iht-dupont22.html?_r=1">Cannes Film Festival: Sources of Hope, Amid a Divide</a> [in] (Joan Dupont, <em>New York Times</em>) – quest&#39;anno a Cannes sono stati presentati tre film su israeliani e palestinesi. Joan Dupont intervista Copti e Shani, registi di &#8220;Ajami&#8221;.</p>
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		<title>Palestina: sitcom comica acclamata dai blogger (e da Time)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 05:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo originale diMaya Norton  &#183; tradotto da Beatrice Borgato &#183;  vai all&#39;articolo originale 
“Nazione sul Filo” è una nuova sitcom palestinese andata in onda nel mese del Ramadan. I tre comici protagonisti cercano di sconfiggere la depressione, la rabbia, e spesso anche l&#39;ingiustizia grazie a episodi pervasi di umorismo nero: la risata è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/27/israel-palestinian-tv-comedy-wins-applause-from-bloggers/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>“Nazione sul Filo” è una nuova sitcom palestinese andata in onda nel mese del Ramadan. I tre comici protagonisti cercano di sconfiggere la depressione, la rabbia, e spesso anche l&#39;ingiustizia grazie a episodi pervasi di umorismo nero: la risata è una buona medicina che aiuta a rialzarsi. Il programma è stato acclamato dai blogger israeliani per l&#39;eccezionale irriverenza creativa. Tamar Orvell di <em>Only Connect</em> <a title="Post originale in inglese"href="http://only-connect.blogspot.com/2009/09/shanah-tovah-country-on-string-comedy.html">scrive</a> [in] : “Saluto i coraggiosi cugini palestinesi che hanno preso in mano le penne e non le armi, e che hanno saputo guardare dentro e fuori offrendoci un pò di speranza e illuminando il lungo cammino che tutti noi dobbiamo percorrere.”
<p> La rivista TIME ha dedicato <a title="Vedi il video sulla commedia in inglese/arabo" href="http://www.time.com/time/video/player/0,32068,40963186001_1925148,00.html">un bel video</a> [in] alla serie TV, mentre i suoi produttori si augurano di avere un futuro anche dopo il Ramadan.</p>
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		<title>&#8220;Ha senso sposare un non-arabo?&#8221;, si chiedono le donne arabe espatriate</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 00:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Putrino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle questioni più spinose che si trovano ad affrontare le donne arabe che vivono in altri Paesi è: "Posso sposare uomini non arabi, non musulmani, oppure convertiti all'Islam?" La blogger palestinese Mona, che vive in Canada, scatena un vespaio (e 162 commenti finora) ponendo tali domande sul suo blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/rosalbap/'>Rosalba Putrino</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/14/arab-diaspora-shall-i-marry-a-non-arab/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Le donne arabe che vivono lontano dai Paesi arabi si trovano a dover affrontare domande difficili. Possono sposare uomini non arabi, non musulmani, oppure convertiti all&#39;Islam? La blogger palestinese <em>Mona</em>, che vive in Canada e cura il blog <i>Rebellious Arab Girl</i>, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.rebelliousarabgirl.net/2009/09/07/arabs-marrying-non-arabs/">scatena</a> [in] un vespaio quando pone tali domande in un post che finora ha dato seguito a 162 commenti. </p>
<p>Scrive Mona: </p>
<blockquote><p>C&#39;è una domanda a cui non ho una <em>vera</em> risposta, ma è la più frequente che la gente mi chiede. Questa domanda viene fatta soprattutto perché la gente pensa che la Ribelle Ragazza Araba sia una ragazza matta e stramba disposta a tutto.</p>
<p>Mona, perché non sposi un non-arabo? Cosa c&#39;è di male a sposare un convertito? Mona, se non ti piace la cultura araba, perché non sposi qualcuno che ne è al di fuori e ci risparmi le tue lamentele?</p>
</blockquote>
<p>E spiega: </p>
<blockquote><p>La mia risposta è semplice. Sono stata cresciuta in un certo modo e non voglio che qualcuno si abitui al modo in cui il mio cervello è stato pesantemente influenzato dalla cultura e dalla famiglia araba, e non voglio abituarmi al suo. E comunque, si tratta di una mia scelta. </p>
</blockquote>
<p>Aggiunge poi: </p>
<blockquote><p>Molti arabi sposano non arabi. È un fatto noto storicamente. Molte persone sono contro questo fatto e non capisco perché. Se ciò vi riguarda direttamente, allora arrabbiatevi pure. Tutto ciò che so è che ogni persona è responsabile delle proprie azioni. Lasciate che la gente faccia ciò che vuole. Che sia una donna o un uomo arabo, lasciateli fare.</p>
</blockquote>
<p>I matrimoni inter-razziali, fa notare Mona, hanno il loro lato negativo: </p>
<blockquote><p>So che ci sono molti problemi con i matrimoni inter-razziali, specialmente per come li vedono gli arabi, ma cosa possiamo farci? A volte gli arabi sono così esigenti  da volere che i figli e le figlie sposino soltanto una persona araba. Inoltre, questa persona deve provenire dalla stessa nazione, dallo stesso villaggio e deve parlare lo stesso dialetto. Cosa volete farci? Questa è la loro mentalità. Prendere o lasciare.</p>
</blockquote>
<p>E aggiunge: </p>
<blockquote><p>Credo che sia logico per una donna araba sposare un arabo. Se qualcuno pensa che non sia giusto, forse un giorno vedranno il lato positivo della faccenda. Se questi arabi vogliono veramente che le cose cambino, forse possono cominiciare a cambiare il modo di vivere la propria vita ed educare i figli secondo uno stile di vita arabo più moderno.</p>
</blockquote>
<p>Nella sezione dei commenti, il dibattito si infiamma. </p>
<p>La marocchina <i>Hajar Benlahmar</i> fa notare: </p>
<blockquote><p>Se dovessi scegliere tra sposare un arabo e un non arabo, sceglierei il non arabo anche se io sono araba. per un semplice motivo, non sopporto la mentalità degli uomini arabi, che è dogmatica, razzista, sessista&#8230;per dirne solo qualcuna<br />
…e qualsiasi donna di successo non può accettare tale comportamento perché un uomo arabo non accetta la donna come sua compagna di vita, vuole che rimanga sotto il suo controllo, ne assecondi i desideri e negandole l&#39;esistenza…Non voglio generalizzare, ma la maggior parte degli uomini arabi non cercano una moglie con cui condividere la vita, ma cercano una serva…Mia cugina è sposata con un francese convertito all&#39;Islam. hanno trascorso le vacanze con noi in marocco. un giorno mi sono svegliata e l&#39;ho trovato a stirare i vestiti suoi e di lei, poi ha cambiato il pannolino della figlia e ha perfino lavato i piatti… ha aiutato in tutto…Mio fratello l&#39;ha visto cucinare la cena e gli ha detto &#8220;amico tu sei pazzo!!! è lei quella che deve farlo, l&#39;hai sposata per questo”, lui ha detto con espressione innocente ”l&#39;ho sposata perché la amo” lol
</p>
</blockquote>
<p>La diciassettenne tedesco-bahraini <a title="Post originale in inglese" href="http://diaryofanarabgirl.blogspot.com/"><i>Mariam</i></a> [in] accentua la questione, aggiungendo: </p>
<blockquote><p>A me non importa sposare un arabo o un non arabo, ma siccome mia madre è tedesca convertita e mio padre arabo e io sono figlia di un matrimonio misto ho pensato di farvi sapere i vantaggi dei matrimoni misti. Conosciamo più di una lingua; capiamo più di una sola cultura, di una tradizione e di una religione anche se non le condividiamo completamente. Siamo capaci di cambiare le idee della gente di entrambi i Paesi e tradizioni a cui noi siamo legati mentre uno straniero non lo è. Siamo privi di pregiudizi. Abbiamo la mentalità più aperta. E uniamo la gente. Questi sono solo alcuni esempi.</p>
</blockquote>
<p>E <a title="Post originale in inglese" href="http://www.desertsharksblog.com/"><i>Desert Shark</i></a> [in] condivide la seguente storia: </p>
<blockquote><p>Mia sorella è fidanzata con un americano convertito all&#39;Islam. All&#39;inizio ciò infastidiva parecchio mio padre, che pian piano si è abituato all&#39;idea. Non c&#39;era nessun ragazzo arabo che riuscisse a stare con una donna istruita, indipendente ed economicamente stabile come mia sorella, è un tipo di mentalità che la maggior parte dei ragazzi arabi non riesce a gestire. Quindi non è ha sorpreso il fatto che abbia trovato un ragazzo americano capace di accettare una donna come lei. L&#39;idea di donne arabe che sposano non arabi non è semplice, penso che molti la considerino qualcosa che va contro la propria cultura. Ma a volte devi seguire il tuo cuore e stare con la persona che veramente vuoi.</p>
</blockquote>
<p>Infine <em>Najma</em> sostiene lo status quo: </p>
<blockquote><p>Personalmente credo che ognuno dovrebbe seguire la propria cultura e origini. Le arabe dovrebbero sposare gli arabi e così via. Ciò fa risparmiare un sacco di problemi, seccature, conflitti e disaccordi familiari. Voi dite che qualcuno preferisce non avere a che fare con i suoceri arabi che non vi lasciano in pace, ditemi allora quali altri suoceri non creano problemi e vi lasciano in pace. Onestamente molti problemi nascono quando si sposa qualcuno con origini diverse. Se non subito, le conseguenze si vedranno più  in là, anche se conosco parecchi che hanno sposato persone di origini diverse e sono felici. Quindi non si sa mai, ma io non lo farei!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Palestina: immagini da Gaza</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-immagini-da-gaza/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 23:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Diaspora]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Per i palestinesi emigrati, il viaggio per tornare a casa è un'esperienza difficile e dolorosa. Recatosi in visita a Gaza, il blogger palestinese Ibrahim si è ritrovato senza parole - preferendo lasciar parlare un appropriato album fotografico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/14/palestine-scenes-from-gaza/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Per i palestinesi emigrati, il viaggio per tornare a casa è un&#39;esperienza difficile e dolorosa. Il blogger palestinese <em><a title="Blog in arabo" href="http://www.datalap.no/?p=467">Ibrahim</a></em> [ar] si è recato in visita a Gaza, ritrovandosi senza parole. Così ci regala un album fotografico per riassumere il suo soggiorno.</p>
<p>Il blogger, che vive in Europa e coordina il sito <em>Palestine Technoblog</em>, ha trascorso un mese intero visitando Gaza, e scrive:</p>
<div class="arabic">
وكنت قد نويت أن أكتب عن الرحلة ، ولكني لا أجد الكلام المناسب، بجد الرحلة كانت ممتعة بكل ما في الكلمة من معنى . ولكنها لم تكن كافية ، حاولت أن أطفآ ما بداخلي من شوق وحنين ، ولكني لم استطع لذا سأحاول بكل ما اوتيت من قوة أن أعود بشكل دائم إلى غزة قريبا بإذن الله . أما لهذه التدوينة فسأضع بعض الصور بشكل تسلسلي . أترككم مع الصور</div>
<div class="translation">Avevo intenzione di parlare del viaggio, ma non sono riuscito a trovare le parole giuste. Sul serio, è stato un viaggio emozionante, con tutto ciò che il termine comporta, ma non è certo bastato. Ho provato a disfarmi di tutta la nostalgia che mi portavo dentro, ma non vi sono riuscito, per quanto ci abbia provato. Spero di potermi trasferire presto e definitivamente a Gaza, se Dio vuole. In questo post vi allego alcune foto, nell&#39;ordine in cui sono state scattate. Vi lascio alle immagini.</div>
<p>Eccone alcune:</p>
<div id="attachment_96076" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96076" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96076"><img class="size-medium wp-image-96076" title="Giornata al mare" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/pic_0068-300x225.jpg" alt="Il blogger si gode la giornata al mare con la famiglia" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Il blogger si gode la giornata al mare con la famiglia</p>
</div>
<div id="attachment_96077" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96077" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96077"><img class="size-medium wp-image-96077" title="Festività locale" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_0726-300x225.jpg" alt="Una giornata di festa a Gaza" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Una giornata di festa a Gaza</p>
</div>
<div id="attachment_96082" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96082" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96082"><img class="size-medium wp-image-96082" title="Panorama di Gaza" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_0755-300x225.jpg" alt="Panorama di Gaza" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Panorama di Gaza</p>
</div>
<div id="attachment_96083" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96083" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96083"><img class="size-medium wp-image-96083" title="All'attacco di un dolce locale" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_1080-300x225.jpg" alt="All'attacco di un dolce locale" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">All&#39;attacco di un dolce locale</p>
</div>
<div id="attachment_96084" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96084" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96084"><img class="size-medium wp-image-96084" title="Palazzi in sfacelo, souvenir di guerra" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_1112-300x225.jpg" alt="Palazzi in sfacelo, souvenir di guerra" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Palazzi in sfacelo, souvenir di guerra</p>
</div>
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		<title>Palestina: visti d&#039;ingresso negati illegamente da Israele?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-visti-dingresso-negati-illegamente-da-israele/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 05:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Putrino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche tempo, contrariamente alle procedure applicate finora e tuttora in vigore, chiunque viaggi in Cisgiordania riceve visti d'ingresso di minore durata e non più estesi ai territori di Israele. Penalizzati anche i cittadini statunitensi, con conseguente e formale campagna di protesta presso le relative autorità ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/rosalbap/'>Rosalba Putrino</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/09/palestine-travelers-say-israel-is-illegally-denying-access/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_95129" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><img class="size-medium wp-image-95129" title="Timbro d'ingresso valido solo per le zone sotto l'autorità palestinese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/pa-areas-only1-300x224.jpg" alt="Timbro d'ingresso valido solo per le zone sotto l'autorità palestinese" width="221" height="165" />
<p class="wp-caption-text">Timbro d&#39;ingresso valido solo per le zone sotto l&#39;autorità palestinese</p>
</div>
<p>Essendo la <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/West_Bank">Cisgiordania palestinese</a> [it] occupata da Israele, i visitatori devono ottenere un visto e adeguati documenti da un consolato israeliano. Ovviamente tali documenti permettono a chi viaggia di visitare anche il resto di Israele, se vuole. O almeno, lo permettevano.</p>
<p>La scorsa estate sono tuttavia emersi vari rapporti da quanti si recavano in Cisgiordania, i quali hanno scoperto che il visto proibiva loro accesso al resto d&#39;Israele.  <a title="Articolo su Time Magazine in inglese" href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1917917,00.html">Secondo il Time</a> [in], tale politica è stata tranquillamente attuata da Israele a giugno come “misura di sicurezza.” Secondo diversi blogger e attivisti, questa linea politica viola le norme internazionali e la promessa fatta dagli Accordi di Oslo II del 1995 nel non ostacolare il passaggio di viaggiatori stranieri in Israele.</p>
<p>Il palestinese-americano Toufic Haddad, che scrive per il quotidiano online<em>The Faster Times</em>, racconta dettagliatamente il reato, <a title="Post originale in inglese" href="http://thefastertimes.com/Palestine/2009/08/06/is-this-what-an-israeli-apartheid-stamp-looks-like/">proponendo una serie di possibili paragoni</a> [in]:</p>
<blockquote><p> Ad ogni modo, il limite al viaggio corrisponde, per un Paese che emette un visto, ad una zona specifica del suo ambito, ma non all&#39;intero paese. Si potrebbe fare un paragone con gli Stati Uniti che emettono un visto solo per la maggioranza di colore di Harlem a Manhattan, oppure la riserva dei Mashantucket Pequot nel Connecticut.</p>
</blockquote>
<p>Marcy Newman, che scrive sul blog di <em>Body on the Line</em> e fino a poco tempo fa viveva nella città palestinese di Nablus, <a title="Post originale in inglese" href="http://bodyontheline.wordpress.com/2009/09/08/on-visas/">racconta</a> le personali e terribili esperienze di vivere sotto l&#39;occupazione:</p>
<blockquote><p>dopotutto sapevo che non sarei potuta rimanere in palestina per sempre considerando che gli stranieri (cioè, i non palestinesi; leggasi: terroristi coloni sionisti) controllano i confini e giocano con le vite di quella gente che passa in palestina sia che siano palestinesi d&#39;origine o meno. è da tempo che sento storie e ricevo email da parte di amici e compagni, altre da totali estranei a cui è stato negato il visto d&#39;entrata, altri a cui viene concesso solo un ingresso limitato, in termini di tempo. circa tre settimane prima che io partissi una mia amica era andata ad amman per rinnovare il visto. vive a ramallah e sta per concludere le ricerche per la tesi. al ritorno mi disse che aveva solo pochi giorni e sarebbe dovuta ripartire di nuovo. non solo poteva rimanere una settimana (al posto del normale visto di tre mesi concesso agli stranieri al ponte di malak [King] hussein), ma le avevano concesso solo un visto per la cisgiordania. era la prima volta che sentivo una cosa del genere. ma sembra che sia diventato subito un fenomeno comune.</p>
</blockquote>
<p>Il quotidiano canadese <em>The Globe and Mail</em> <a  title="Articolo da The Globe and Mail in inglese" href="http://www.theglobeandmail.com/news/world/israel-targets-palestinian-canadians/article1259311/">ha insinuato</a> [in] che tale politica prende ingiustamente di mira gli arabo-americani e i canadesi e semplicemente quelli con “nomi che sembrano arabi.”  Il canadese <em>Blog di Dawg</em> concorda, <a title="Post originale in inglese" href="http://drdawgsblawg.blogspot.com/2009/08/none-is-too-many.html">scrivendo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Il Canada non è l&#39;unico posto dove avere un “<a title="Post originale in inglese" href="http://www.smalldeadanimals.com/archives/009302.html">nome divertente</a>&#8221; [in] – come Abdelrazik, Mohamud, Khadr o Arar – ti può mettere nei guai. Prova a <a title="Post originale in inglese" href="http://www.theglobeandmail.com/news/world/israel-targets-palestinian-canadians/article1259311/">visitare Israele</a> [in] con un nome come quello.</p>
<p>Ai cittadini canadesi e americani con “nomi che sembrano Palestinesi” oggi viene quotidianamente negata l&#39;entrata in Israele all&#39;Aeroporto Nazionale Ben Gurion e viene detto loro di usare il ponte Allenby che collega la Giordania alla Cisgiordania. Ma quando arrivano lì, i passaporti vengono timbrati  “solo per i territori dell&#39;Autorità Palestinese,” e l&#39;entrata in Israele viene ancora negata.</p>
</blockquote>
<p>I cittadini americani a cui è accaduto ciò si sono uniti e hanno protestato presso il Consolato americano. Il palestinese Joharah Baker, scrivendo per MIFTAH, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.miftah.org/Display.cfm?DocId=20281&amp;CategoryId=13">suggerisce</a> [in] di insistere in tal senso:</p>
<blockquote><p>Allora, cittadini americani, la prossima volta che vi rimandano indietro ad uno dei punti d&#39;ingresso di Israele o che vi danno un timbro solo AP, presentate una formale protesta al Consolato americano per sicurezza. Ma non aspettatevi risposta.</p>
</blockquote>
<p>Nonostaste il Presidente statunitense Barack Obama abbia dichiarato di condannare le azioni di Israele, la restrizione del visto rimane ancora in vigore. Una campagna avviata dall&#39;<a title="Post originale in inglese"  href="http://www.aaiusa.org/">Istituto Arabo Americano</a> [in], incoraggia i cittadini americani a cui viene negato l&#39;ingresso al ponte di Allenby, a compilare un <a title="Modulo originale in inglese" href="http://jerusalem.usconsulate.gov/pdfs/allenbydenialform.pdf">apposito modulo</a> da inviare agli Stati Uniti.</p>
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