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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Marocco</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Marocco: si parte con l&#039;energia solare</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/marocco-si-parte-con-lenergia-solare/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/marocco-si-parte-con-lenergia-solare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 05:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[L'annuncio di un ampio progetto basato sull'energia solare, con un costo stimato di 9 miliardi di dollari, risveglia il dibattito nell'ambito online. Pur se con posizioni in maggioranza favorevoli, non mancano però critiche e preoccupazioni - incluse quelle di natura "imperialista".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/05/morocco-here-comes-the-sun/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il Marocco ha annunciato questa settimana il lancio di un progetto di energia solare, con un costo stimato di 9 miliardi di dollari, e mira ad innalzare la quota di fonti rinnovabili nella produzione energetica del Paese. I blogger sono apparsi prevalentemente favorevoli nel commentare la notizia.</p>
<div id="attachment_104810" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/sidavid/"><img class="size-medium wp-image-104810" title="Energia solare per il Marocco" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/I-See-the-Light-225x300.jpg" alt="'I See the Light' di si David su Flickr" width="225" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text"><em>I See the Light</em> di <em>si David</em> su Flickr</p>
</div>
<p>Il programma, annunciato nella città di Ouarzazate, nel sud del Marocco, durante una cerimonia a cui hanno partecipato il Re Mohammed VI e il Segretario di Stato americano Hillary Clinton, consentirà al Paese, secondo <a title="Sito originale in inglese" href="http://www.map.ma/eng/sections/economy/morocco_seeks_to_ach/view">la locale agenzia di stampa</a> [in], di suddividere la produzione di energia da fonti rinnovabili in modo uniforme tra solare, eolica e idroelettrica entro il 2020. Per quella data, le energie rinnovabili costituiranno il 38% della produzione energetica complessiva del Paese, secondo la stessa fonte.</p>
<p>Intervenendo su <em>Vue du Maroc</em>, <em>Taha Balafrej</em>  <a title="Blog originale in francese" href="http://www.tahabalafrej.org/green-morocco.html">spiega</a> [fr] che  il nuovo piano energetico del Paese potrebbe portare a un concreto rilancio economico. E scrive:</p>
<blockquote><p>Dans le milieu des affaires, un intérêt grandissant est perceptible. Il faut reconnaître que l’effet Obama n’est pas étranger à cette prise de conscience animée par les opportunités économiques qu’elle engendre. Un pays comme le Maroc qui dépend presque entièrement des importations pour son énergie, et dont les ressources en eau se raréfient, a tout intérêt à rejoindre les pays qui y croient et y investissent.</p></blockquote>
<div class="translation">Il settore imprenditoriale sembra mostrare ovvio interesse. E bisogna riconoscere che l&#39;“Effetto Obama” non è estraneo a questa situazione, animata dalle opportunità economiche che può generare. Un Paese come il Marocco, quasi interamente dipendente dalle importazioni per il fabbisogno energitico e con scarsità di risorse idriche scarseggiano, ha tutto l&#39;interesse a unirsi ai Paesi che credono e investono in energia pulita.</div>
<p>Il progetto solare, realizzato con finanziamenti sia pubblici che privati, beneficierà della tecnologia americana per il solare e il vapore, che sembra aver conquistato il mercato rispetto agli investitori tradizionali, soprattutto francesi – posizione questa inequivocabilmente <a title="Post originale in inglese" href="http://genesismorocco.blogspot.com/search/label/Hillary%20Rodham%20Clinton">sostenuta </a> [in] da <em>thestrategist</em> su <em>Genesis Morocco</em>:</p>
<blockquote><p>Sembra che gli Europei siano tagliati fuori. Un punto a favore degli investitori americani. Sono d&#39;accordo, gli Europei non possono competere con le capacità degli Americani nel gestire programmi su vasta scala…</p></blockquote>
<p><em>thestrategist</em> pubblica poi una lettera aperta al re del Marocco, e rivelando ancora <a title="Post originale in francese" href="http://genesismorocco.blogspot.com/">più entusiasmo</a> [fr], scrive:</p>
<blockquote><p>[Cette technologie pourrait] nous libérer des aléas de la pluviométrie en utilisant l&#39;énergie abondante et renouvelable […], afin de dessaler l&#39;eau de mer et approvisionner outre les besoins de l&#39;industrie et des ménages, un système d&#39;irrigation nationale en appoint, voire en remplacement, de la stratégie des barrages…</p></blockquote>
<div class="translation">[Questa tecnologia potrebbe] liberarci dalla dipendenza dalla pluviometria,  utilizzando un&#39;energia abbondante e rinnovabile […], per desalinizzare l&#39;acqua di mare e provvedere alle altre necessità dell&#39;industria e delle famiglie, un sistema di irrigazione nazionale di integrazione in sostituzione della strategia basata sulle dighe…</div>
<p>Mentre la maggior parte [dei blogger] sembra sostenere il piano, non tutti ne sembrano impressionati. <em>Jebli</em>, <a title="Post originale in francese" href="http://www.hespress.com/?browser=view&amp;EgyxpID=16344">commentando </a> [fr] su un post pubblicato dalla testata online  <em><a title="Sito originale in arabo" href="http://www.hespress.com/">Hesspress</a></em> [ar], ritiene troppo elevati i costi. Scrive:</p>
<blockquote><p>[C]e projet solaire va produire 2000Mega Watt/h, pour un cout de 9 milliards de dollars, ce qui est TROP TROP TROP cher.<br />
Une centrale nucléaire, sa construction de bout en bout coute 1,5 milliard de dollars et produit 1000Mega watt/heure.<br />
Ainsi, avec 9 milliards de dollars le Maroc aurait pu créer 6 centrales nucléaires, et aurait produit 6000Mega watt/heure.<br />
Franchement, je ne comprend pas le choix de nos dirigeants, ils choisissent des téchnologies au hasard, sans réflichir, vraiment ils gaspillent l&#39;argent public.</p></blockquote>
<div class="translation">Questo progetto solare produrrà 2000 MWh/ora per la cifra di 9 miliardi di dollari, che è TROPPO costoso. Una centrale nucleare sarebbe costata 1,5 miliardi di dollari e avrebbe prodotto 1000 MWh/ora. Con 9 miliardi di dollari il Marocco avrebbe potuto costruire 6 centrali nucleari producendo 6000 MWh/ora. Francamente, non capisco le scelte dei nostri leader. Scelgono tecnologie a caso, senza pianificarle. Stanno davvero sperperando il denaro pubblico.</div>
<p>Commentando sullo stesso post, <em>Hay Bin Yaqdan</em> <a title="Commento originale in arabo" href="http://www.hespress.com/?browser=view&amp;EgyxpID=16344">considera</a> [ar] il progetto un&#39;altra stretta mortale delle potenze straniere sulle risorse locali. E scrive:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>نرجو أن لا يخصخص هذا المشروع و نصبح في رحمة شركة ما (في الغالب فرنسية).</p>
<p>لمذا انتظر الملك حتى زيارة كلنتون للإفتتاح صحبتها؟ نظرتي نحو هذا المشروع هو تكريس هيمنة الدول المتقدمة “أمريكا” مثلا</p></blockquote>
</div>
<div class="translation">Spero che questo progetto non venga eccessivamente privatizzato, in modo da non cadere in balia delle grandi multinazionali (quasi del tutto francesi). Perché il re ha aspettato la visita di Clinton? Secondo me questo progetto è un omaggio al dominio dei Paesi sviluppati, come l&#39;America.</div>
</div>
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		<title>Marocco: sentenza per un caso di lavoro minorile suscita reazioni controverse</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/morocco-una-sentenza-clemente/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/morocco-una-sentenza-clemente/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 05:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Torniamo sul caso di Zineb Chtit, la ragazza marocchina assunta come donna delle pulizie e brutalmente picchiata da Nawal Houmin, moglie del giudice presso cui lavorava. Quest'ultima è stata ora condannata a tre anni di prigione e una multa di 13.000 dollari. Panoramica sulle variegate reazioni in loco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/25/morocco-a-lenient-sentence/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_103018" class="wp-caption alignleft" style="width: 256px"><img class="size-medium wp-image-103018" title="zineb" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/zineb-300x199.jpg" alt="zineb" width="246" height="163" />
<p class="wp-caption-text">Zineb Chtit durante il processo (fonte: Oujdacity)</p>
</div>
<p>Il mese scorso Global Voices ha raccontato la storia di <a title="Post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/marocco-portare-allo-scoperto-la-piaga-del-lavoro-minorile/">Zineb Chtit</a> [it], la giovane ragazza marocchina assunta come donna delle pulizie e brutalmente picchiata dai membri della famiglia presso cui lavorava. La scorsa settimana è stato annunciato che Nawal Houmin, moglie del giudice che l&#39;aveva assunta e colei che aveva picchiato Zineb, verrà punita con <a title="Articolo in francese" href="http://www.lematin.ma/Actualite/Express/Article.asp?id=121072">tre anni di prigione</a> [fr] e una sanzione pecuniaria pari a 13.000 dollari Usa. Numerosi gruppi per i diritti umani hanno definito la sentenza troppo clemente. <br />
Questa <a title="Post in inglese" href="http://crazymoor.wordpress.com/2009/10/15/moroccan-woman-jailed-3-years/">l&#39;opinione</a> [in] del blogger <em>Crazy Moor</em>:</p>
<blockquote><p>Precchi gruppi di attivisti marocchini hanno detto che ricorreranno in appello in nome di quei 60-80.000 bambini marocchini costretti a lavorare.</p>
<p>Secondo Najia Adib, Presidente dell&#39;Associazione “Don’t Touch My Children” [Non toccare i miei figli], la sentenza non è commisurata al grado di atrocità raggiunto, poiché la ragazzina è stata tenuta in una cella.</p>
</blockquote>
<p>La vicenda è accaduta in una città nella zona orientale del Marocco, <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oujda">Oujda</a> [it]. Un sito web assai popolare, <em>Oujdacity.net</em>, che si definisce &#8220;il principale portale del Marocco orientale,&#8221; ha commentato la vicenda <a title="Articolo in arabo" href="http://www.oujdacity.net/oujda-article-22698-fr.html">come segue</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">حكمت المحكمة الابتدائية بوجدة يوم الأثنين 12 أكتوبر 2009  بثلاث سنوات ونصف سجنا نافذا وتعويض مالي قدره 100 ألف درهم  على زوجة القاضي  مشغلة الطفلة زينب ، الحكم اعتبره عدة محامين  بوجدة انه  كان قاسيا ، ولم يأخذ بعين الاعتباراي ظرف من ظروف التخفيف &#8230; وهو حكم فاجأ الجميع لأنه جاء خلافا لما كان يردده الرأي العام الذي كان يتوقع ان يكون الحكم لا يتجاوز بضعة اشهر</div>
<div class="translation">Lunedì 12 ottobre 2009, il Tribunale di Primo Grado di Oujda ha comminato tre anni e mezzo di prigione [senza libertà vigilata] e una multa di 100.000 dirham (13.000 dollari Usa) alla moglie del giudice che aveva assunto Zeineb, una giovane donna delle pulizie. Parecchi avvocati a Oujda ritengono la sentenza troppo dura, poiché il tribunale non avrebbe tenuto conto di alcune circostanze attenuanti&#8230; La sentenza ha colto di sorpresa tutti perché contraria alle aspettative dell&#39;opinione pubblica: una pena non superiore a pochi mesi di detenzione.</div>
<p><em>Solidarité Maroc</em> <a title="Post in francese" href="http://solidmar.blogspot.com/2009/10/le-juge-qui-torture-sa-bonne-de-11-ans.html">ha commentato</a> [fr] sarcastico:</p>
<blockquote><p>Malgré les dénonciations concernant les deux époux, seule l&#39;épouse a été inculpée, alors que le juge a été innocenté. Encore une illustration de la justice, au Maroc.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Nonostante le accuse nei confronti della coppia, solo la moglie è stata condannata, mentre il giudice è stato assolto. Un&#39;altra chiara immagine della giustizia marocchina.</div>
<p>Moustapha Mouden del blog collettivo <em>SidiSlimane</em>, commentando un programma di 2M sul lavoro minorile, <a title="Post in arabo" href="http://zide.maktoobblog.com/1619647/%D8%A7%D9%84%D8%AE%D8%A7%D8%AF%D9%85%D8%A7%D8%AA-%D9%81%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D9%82%D9%86%D8%A7%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%AB%D8%A7%D9%86%D9%8A%D8%A9/">scrive</a> [ar] quanto segue:</p>
<div class="arabic">يجب الآن الانتقال إلى المرحلة الثانية، وهي التحسيس ومواجهة الظاهرةومحاربتها في العمق<br />
أي أن المشكل في فقر الأسر التي تبعث بناتها للاشتغال..<br />
. لكن هناك كذلك مشكل الوعي بخطورة القضية، وبالتالي لا تكفي القوان</div>
<div class="translation">Dovremmo passare alla seconda fase della campagna e affrontare il problema [il lavoro minorile] alle radici. E cioè lo stato di degrado che costringe moltissime famiglie a far lavorare i propri figli.</p>
<p>Ma c&#39;è anche un problema di sensibilizzazione, che le leggi non riescono ad affrontare adeguatamente.</p>
</div>
<p>A tal proposito, Il blogger sostiene che ci sia qualcosa impossibile da modificare da parte della legge:</p>
<div class="arabic">
<p>يجب التركيز على مسألة الوعي، والتحسيس بمختلف عواقب تشغيل الفتيات… وهو ما يتطلب كذلك إعمال النصوص القانوينة الخاصة بالموضوع، وإشعار السلطات المعنية بضرورة القيام بواجبها، ومن ذلك اتفاقية حقوق الطفل التي صادق عليها المغرب، ومدونة الشغل التي تجرم تشغيل من هو/هي في أقل من 15 سنة، وكذلك قانون إجبارية تدريس الأطفال</p>
</div>
<div class="translation">Dobbiamo concentrarci nel fornire maggiore attenzione e informazione sui vari effetti di un tale fenomeno sulle ragazze&#8230; C&#39;è bisogno di una riforma legislativa, le autorità devono assumersi le responsabilità previste dalla Convenzione dei Diritti del Minore, ratificata dal Marocco, e dal Codice del Lavoro, secondo cui il lavoro minorile è un reato, quello cioè imposto ai minori di 15 anni, e infine rendere obbligatoria l&#39;educazione per tutti i bambini del Paese.</div>
<p><small>
<p>Un ringraziamento speciale a <a title="Profilo in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a> [in] per aver contribuito a questo post.</p>
<p></small></p>
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		<title>Marocco: i problemi dell&#039;istruzione pubblica all&#039;esame della blogosfera</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/marocco-i-problemi-dellistruzione-pubblica-allesame-della-blogosfera/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/marocco-i-problemi-dellistruzione-pubblica-allesame-della-blogosfera/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 05:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
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		<description><![CDATA[Diviso tra l'impeto alla modernizzazione e il potentissimo richiamo della tradizione e oberato da un'amministrazione macchinosa e centralizzata, il sistema educativo marocchino è da tempo oggetto di critiche appassionate, non ultime quelle della blogosfera. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/23/morocco-education-under-bloggers-scrutiny/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;alto tasso di analfabetismo è spesso un indicatore importante per individuare quello che gli osservatori definiscono un sistema educativo arcaico e diseguale che, a 50 anni dall&#39;indipendenza, ha deluso le aspettative di parecchi marocchini.</p>
<p>Diviso tra l&#39;impeto alla modernizzazione e il potentissimo richiamo della tradizione, dilaniato dal complesso dibattito sulle lingue da includere nel programma educativo, oberato da un&#39;amministrazione macchinosa e centralizzata, il sistema educativo marocchino è da tempo oggetto di critiche appassionate, non ultime quelle della blogosfera locale.</p>
<p><em>Mohamed</em>, uno studente universitario, <a title="Post in arabo" href="http://med-tanger.blogspot.com/2009/10/blog-post_09.html">attacca</a> [ar] soprattutto la metodologìa, basata sulla memorizzazione cieca e acritica delle nozioni, approccio apparentemente dominante all&#39;interno del sistema di studi. Il blogger scrive quanto segue:</p>
<blockquote><div class="arabic">لا يهم أن نفهم ما نحفظ أو أن نحاول فهمه، فقط إحفظ، ثم أتل ما حفظت، ودع الفهم لذوي العقول الراجحة..<br />
لم يكن يفرقنا عن الببغاوات الرمادية الكثير: تلقي مجموعة أسطر وفقرات، نحفظها عن قلب ظهر أو عن ظهر قلب فلا يهم، الأهم أن نستعرض ما حفظناه يوم الرعب: وعند الإمتحان يذل الحافظ أو يهان..<br />
بدأت تتكشف لي معالم الجامعة، تجارب نحفظها لنتظاهر بتطبيقها في المختبرات، أو لنقل شبه مختبرات تحريا للصدق. طُلب من أستاذ نتيجة تجربة فأجاب، سُئل لماذا هذه القيمة بالضبط؟ قال إنها القيمة التي حصل عليها فوج السنة الماضية! حتى الأساتذة يحفظون النتائج كما أنزلت ولله الحمد..
</div>
</blockquote>
<div class="translation">Non è importante capire quel che stiamo imparando a memoria. Bisogna solo apprendere e poi recitare. Lasciamo la comprensione alle menti sagge&#8230;<br />
Non eravamo molto diversi dai pappagalli a scuola: ci davano righe e paragrafi da imparare a memoria. La cosa davvero importante era saperli recitare quando arrivava il giorno dell&#39;orrore: il giorno degli esami, in cui eri messo in imbarazzo, e nella peggiore delle ipotesi umiliato;<br />
Poi ho cominciato a capire anche la realtà dell&#39;università. Simulavamo esperimenti condotti da altri, in cosiddetti laboratori. Abbiamo chiesto al professore di spiegarci il risultato dell&#39;esperimento e alcuni dettagli su questo o quel valore. La sua risposta: chiedetelo ai laureati dell&#39;anno scorso! Persino gli insegnanti imparano a memoria i risultati. Dio sia lodato (sarcastico). </div>
<p>Oltre al preoccupante tasso di analfabetismo, secondo alcune stime sarebbero moltissimi i bambini che non frequentano nessuna scuola, mentre altri abbandonano l&#39;istruzione in età precoce, come <a title="Post in arabo" href="http://www.nibraschabab.com/?p=2281">fa notare</a> [ar] <em>Ammar al-Khalfi</em> su <em><a title="Sito in arabo" href="http://www.nibraschabab.com/">Nebrass E&#39;shabab</a></em> [ar]:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>
إن السبب المساهم في الهدر المدرسي إن لم نقل السبب الرئيسي هو تدني مستوى التعليم العمومي، فحسب الدراسات وحسب تجربتي الشخصية فإن علاقة<br />
الطفل المغربي بالمدرسة أصبحت علاقة نفور، إذ تلاشى الرابط بين التلاميذ ومدرسيهم بسبب العنف والتهميش.<br />
كما تعاني المدرسة المغربية من نقص في التجهيز التربوي وندرة في الأنشطة غير التعليمية، وضعف في تكوين المدرسين لمواجهة حاجات الأطفال ومشاكلهم. وتطول لائحة الأسباب الخارجية المنفرة للأطفال من المدرسة، كالتفكك الأسري، وأمية الآباء والأمهات، وتأثير الشارع، والمخدرات والبطالة، والرغبة في الهجرة إلى الغرب.</p>
</blockquote>
</div>
<div class="translation">Una delle ragioni dell&#39;abbandono scolastico, se non <em>la</em> ragione principale, è la sempre più scarsa qualità dell&#39;istruzione pubblica. Gli studi dimostrano, e la mia esperienza personale conferma, che i bambini sono riluttanti alla scuola: la violenza e la marginalizzazione hanno incrinato quello che un tempo era un solido rapporto con l&#39;insegnante.<br />
Le scuole marocchine devono fronteggiare anche una mancanza di attrezzature e attività extra-scolastiche, e la scarsa formazione del corpo docente, che spesso non riesce a comprendere e soddisfare i bisogni dei bambini e i loro problemi. Inoltre, parecchi fattori esterni concorrono a formare questa attitudine dei bambini verso la scuola, come situazioni familiari problematiche, genitori analfabeti, l&#39;influenza della cultura di strada, le droghe, la disoccupazione, il desiderio di emigrare in occidente.</div>
<p>Il budget annuale complessivo destinato all&#39;istruzione rimane bassissimo. Fattore ancor più rilevante se si pensa al degrado delle infrastrutture. <em>Abderrazak E&#39;ttabi</em>, che scrive su <em>&#8216;Akrab al-Net</em>, <a title="Post in arabo" href="http://abdofati.blogspot.com/2009/10/blog-post_12.html">racconta</a> [ar] il caso di una scuola pubblica pericolante a Ksar al-Kabir. Nel suo post si legge:</p>
<blockquote><div class="arabic">الذي سيرى الصور من الوهلة الأولى قد يعتقد أنها صور التقطت من قلب مدينة تعرضت لهزت أرضية أو قصف جوي و موجة من أمواج تسونامي المدمرة ، لكن الواقع و الحقيقة أن الصور الملتقطة هي لمدرسة لم يمضي على افتتاحها سوى سنوات قليلة بمدينة القصر الكبير ، و بالضبط بالحزام الهامشي للمدينة ، تصدعات و شقوق تؤدن بانهيار وشيك قد يتسبب في كارثة كبرى يكون ضحيتها في المقام الأول أطفال أبرياء.</div>
</blockquote>
<div class="translation">Ad un primo sguardo, queste immagini sembrano riprodurre una città sconvolta da un sisma, o colpita da un bombardamento aereo, oppure da un devastante tsunami. La tragica realtà è che le foto ritraggono una scuola pubblica inaugurata recentemente alla periferia della città di Ksar al-Kabir (nel nord del Marocco). Crepe e fratture fanno pensare a un collasso imminente, che costerebbe la vita di parecchi bambini innocenti.</div>
<p>L&#39;autore pubblica poi le immagini scattate da un insegnante di quella scuola:</p>
<p><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/School-in-Ksar-al-Kabir-2-300x240.jpg" alt="Scuola a Ksar al-Kabir" title="Scuola a Ksar al-Kabira" width="300" height="240" class="aligncenter size-medium wp-image-102555" /><br />
<img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/School-in-Ksar-al-Kabir-300x253.jpg" alt="Scuola a Ksar al-Kabir" title="Scuola a Ksar al-Kabir" width="300" height="253" class="aligncenter size-medium wp-image-102554" /></p>
<p>Quello della lingua, invece, sembra essere un problema assai sentito. Nell&#39;istruzione superiore si usa il francese, in un Paese la cui maggioranza parla una variante dell&#39;arabo. Sebbene la <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_berbera">lingua berbera</a> [it] (o Tamazight) sia stata recentemente inclusa nel programma di studi nazionale, alcuni, come <em>Ibrahim Murabit</em> su <em>Nebrass E&#39;shabab</em>, <a title="Post in arabo" href="http://www.nibraschabab.com/?p=2328">ritengono</a> [ar] che sia troppo poco e troppo tardi:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>وإذا كان معلوما أن كل حضارة تقاس قوتها بمدى انتشار لغتها وثقافتها، والأمر عندنا في المغرب أكثر وضوحا عندما نشاهد الصراع الثقافي المحموم بين المراكز الثقافية الفرنسية والاسبانية والانجليزية، لنشر ثقافتها ولغتها بمقابل رمزي أو مجاني في أحيان كثيرة. فما بالنا نتنكر لأنفسنا ونحقد على تراثنا وثقافتنا، خصوصا إذا تعلق الأمر بأمازيغية المغرب وثقافته وتاريخه؟</p>
</blockquote>
</div>
<blockquote><p>Ogni civiltà è definita dall&#39;estensione e dall&#39;influenza della propria lingua e cultura. In Marocco, assistiamo da tempo ad un&#39;aspra contesa tra l&#39;influenza francese, spagnola e inglese, ciascuna intenta a disseminare la propria lingua e cultura tramite servizi a prezzi simbolici, talvolta del tutto gratuiti. Perché trascuriamo la nostra cultura, la storia e le nostre lingue, specialmente il Tamazight, finendo per disprezzarle?</p>
</blockquote>
<p>Rispecchiando le divisioni della società marocchina, gruppi conservatori e riformisti cercano spesso di occupare gli spazi culturali all&#39;interno delle università, promuovendo dibattiti e organizzando incontri e lezioni. Ciò non sempre avviene in maniera serena. Da Tangeri, <em>Vamprita</em> <a title="Post in arabo" href="http://vamprita.wordpress.com/2009/10/17/%D8%A7%D8%B1%D9%87%D8%A7%D8%A8-%D9%81%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D8%AC%D8%A7%D9%85%D8%B9%D8%A9/">racconta</a> [ar] quanto le è accaduto durante un incontro, organizzato da lei e altri studenti, a cui erano stati invitati alcuni famosi comici marocchini. Quello che sembrava essere un incontro ben riuscito, si è subito trasformato in un caos totale dopo l&#39;intervento di alcuni studenti conservatori arrabbiati:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>كانت الأمور تجري على ألف ما يرام ، فقد جهزنا ما أمكننا لاستقبال الضيوف ، و قام كل مسؤول فينا بتقديم ناديه ، ثم توجهنا لقاعة جهزناها خصيصا لهذه المناسبة حيث جلسنا في حوار مفتوح تدخل فيه كل الطلبة الراغبين بذلك<br />
إلى أن خرب الجلسة أعضاء من الاتحاد الوطني لطلبة المغرب ، من الفصيل القاعدي ، وهجموا على القاعة بكل همجية ووحشية ووقاحة ، وقاطعوا الجلسة بطريقة فوضوية محتجين لماذا لم يتم اخبارهم بهذا النشاط وأي نشاط يجب أن يتم بعلمهم ، و قالوا بأن أنشطتنا كلها هي مضيعة للوقت في ظل مشاكل أهم تعاني منها الجامعة
</p>
</blockquote>
</div>
<div class="translation">Le cose andavano alla meraviglia. Avevamo finalizzato ogni dettaglio prima di ricevere gli ospiti, ognuno di noi doveva presentare un gruppo. Siamo andati nell&#39;aula magna, attrezzata per l&#39;occasione, e abbiamo iniziato una discussione aperta a tutti gli studenti.<br />
Tutto è andato in malora quando alcuni membri radicali dell&#39;Unione nazione degli studenti marocchini sono entrati nell&#39;aula magna e hanno cominciato a protestare, in modo violento e prepotente, chiedendo il boicottaggio e la cancellazione del dibattito. Sostenevano di non essere stati avvertiti dell&#39;evento e che dovevano essere a conoscenza di ogni attività. Hanno definito il nostro incontro una perdita di tempo, dati i problemi ben più gravi dell&#39;università.</div>
<p>Nonostante le numerose e ambiziose riforme &#8220;cosmetiche&#8221; i blogger sembrano rispecchiare una posizione dominante dell&#39;opinione pubblica, secondo cui il sistema della pubblica istruzione avrebbe deluso le aspettative di molti, peraltro lasciando campo libero allo sviluppo di un florido e lucrativo sistema di educazione privata, diffuso in tutti i centri urbani ma inaccessibile a larghe fasce di popolazione.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mondo arabo: verginità artificiale &#8220;made in China&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 05:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo originale diHisham  &#183; tradotto da Beatrice Borgato &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Il blogger marocchino Mounir scrive [fr] sul blog Des maux à dire [Dei mali da raccontare] dei nuovi imene artificiali pronti per l&#39;uso &#8220;made in China&#8221;, apparentemente assai apprezzati da una fetta sempre maggiore di clienti arabi. Il blogger afferma: “Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/27/arab-world-artificial-virginity-made-in-china/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il blogger marocchino <em>Mounir</em> <a title="Post originale in francese"href="http://mounirbensalah.org/2009/09/25/virginite-a-la-sauche-chinoise/">scrive</a> [fr] sul blog <em>Des maux à dire</em> [Dei mali da raccontare] dei nuovi imene artificiali pronti per l&#39;uso &#8220;made in China&#8221;, apparentemente assai apprezzati da una fetta sempre maggiore di clienti arabi. Il blogger afferma: “Nel mondo arabo i siriani hanno visto arrivare questo &#8216;prodotto&#39; rivoluzionario sul mercato nero. In Egitto gli investitori ne stanno seriamente considerando la sua introduzione a livello commerciale”. L&#39;invenzione è stata molto apprezzata nei forum on-line e commentata come la più bella di tutti i tempi: alcuni hanno definito i cinesi &#8220;i salvatori dell&#39;onore di tutte le donne musulmane!&#8221; Il tutto al fantastico prezzo di nemmeno 15 dollari. Altri blogger si chiedono invece se i cinesi non potranno mettere a punto anche il rivelatore della vera verginità!! Oltre al danno anche la beffa!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Ha senso sposare un non-arabo?&#8221;, si chiedono le donne arabe espatriate</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 00:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Putrino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle questioni più spinose che si trovano ad affrontare le donne arabe che vivono in altri Paesi è: "Posso sposare uomini non arabi, non musulmani, oppure convertiti all'Islam?" La blogger palestinese Mona, che vive in Canada, scatena un vespaio (e 162 commenti finora) ponendo tali domande sul suo blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/rosalbap/'>Rosalba Putrino</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/14/arab-diaspora-shall-i-marry-a-non-arab/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Le donne arabe che vivono lontano dai Paesi arabi si trovano a dover affrontare domande difficili. Possono sposare uomini non arabi, non musulmani, oppure convertiti all&#39;Islam? La blogger palestinese <em>Mona</em>, che vive in Canada e cura il blog <i>Rebellious Arab Girl</i>, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.rebelliousarabgirl.net/2009/09/07/arabs-marrying-non-arabs/">scatena</a> [in] un vespaio quando pone tali domande in un post che finora ha dato seguito a 162 commenti. </p>
<p>Scrive Mona: </p>
<blockquote><p>C&#39;è una domanda a cui non ho una <em>vera</em> risposta, ma è la più frequente che la gente mi chiede. Questa domanda viene fatta soprattutto perché la gente pensa che la Ribelle Ragazza Araba sia una ragazza matta e stramba disposta a tutto.</p>
<p>Mona, perché non sposi un non-arabo? Cosa c&#39;è di male a sposare un convertito? Mona, se non ti piace la cultura araba, perché non sposi qualcuno che ne è al di fuori e ci risparmi le tue lamentele?</p>
</blockquote>
<p>E spiega: </p>
<blockquote><p>La mia risposta è semplice. Sono stata cresciuta in un certo modo e non voglio che qualcuno si abitui al modo in cui il mio cervello è stato pesantemente influenzato dalla cultura e dalla famiglia araba, e non voglio abituarmi al suo. E comunque, si tratta di una mia scelta. </p>
</blockquote>
<p>Aggiunge poi: </p>
<blockquote><p>Molti arabi sposano non arabi. È un fatto noto storicamente. Molte persone sono contro questo fatto e non capisco perché. Se ciò vi riguarda direttamente, allora arrabbiatevi pure. Tutto ciò che so è che ogni persona è responsabile delle proprie azioni. Lasciate che la gente faccia ciò che vuole. Che sia una donna o un uomo arabo, lasciateli fare.</p>
</blockquote>
<p>I matrimoni inter-razziali, fa notare Mona, hanno il loro lato negativo: </p>
<blockquote><p>So che ci sono molti problemi con i matrimoni inter-razziali, specialmente per come li vedono gli arabi, ma cosa possiamo farci? A volte gli arabi sono così esigenti  da volere che i figli e le figlie sposino soltanto una persona araba. Inoltre, questa persona deve provenire dalla stessa nazione, dallo stesso villaggio e deve parlare lo stesso dialetto. Cosa volete farci? Questa è la loro mentalità. Prendere o lasciare.</p>
</blockquote>
<p>E aggiunge: </p>
<blockquote><p>Credo che sia logico per una donna araba sposare un arabo. Se qualcuno pensa che non sia giusto, forse un giorno vedranno il lato positivo della faccenda. Se questi arabi vogliono veramente che le cose cambino, forse possono cominiciare a cambiare il modo di vivere la propria vita ed educare i figli secondo uno stile di vita arabo più moderno.</p>
</blockquote>
<p>Nella sezione dei commenti, il dibattito si infiamma. </p>
<p>La marocchina <i>Hajar Benlahmar</i> fa notare: </p>
<blockquote><p>Se dovessi scegliere tra sposare un arabo e un non arabo, sceglierei il non arabo anche se io sono araba. per un semplice motivo, non sopporto la mentalità degli uomini arabi, che è dogmatica, razzista, sessista&#8230;per dirne solo qualcuna<br />
…e qualsiasi donna di successo non può accettare tale comportamento perché un uomo arabo non accetta la donna come sua compagna di vita, vuole che rimanga sotto il suo controllo, ne assecondi i desideri e negandole l&#39;esistenza…Non voglio generalizzare, ma la maggior parte degli uomini arabi non cercano una moglie con cui condividere la vita, ma cercano una serva…Mia cugina è sposata con un francese convertito all&#39;Islam. hanno trascorso le vacanze con noi in marocco. un giorno mi sono svegliata e l&#39;ho trovato a stirare i vestiti suoi e di lei, poi ha cambiato il pannolino della figlia e ha perfino lavato i piatti… ha aiutato in tutto…Mio fratello l&#39;ha visto cucinare la cena e gli ha detto &#8220;amico tu sei pazzo!!! è lei quella che deve farlo, l&#39;hai sposata per questo”, lui ha detto con espressione innocente ”l&#39;ho sposata perché la amo” lol
</p>
</blockquote>
<p>La diciassettenne tedesco-bahraini <a title="Post originale in inglese" href="http://diaryofanarabgirl.blogspot.com/"><i>Mariam</i></a> [in] accentua la questione, aggiungendo: </p>
<blockquote><p>A me non importa sposare un arabo o un non arabo, ma siccome mia madre è tedesca convertita e mio padre arabo e io sono figlia di un matrimonio misto ho pensato di farvi sapere i vantaggi dei matrimoni misti. Conosciamo più di una lingua; capiamo più di una sola cultura, di una tradizione e di una religione anche se non le condividiamo completamente. Siamo capaci di cambiare le idee della gente di entrambi i Paesi e tradizioni a cui noi siamo legati mentre uno straniero non lo è. Siamo privi di pregiudizi. Abbiamo la mentalità più aperta. E uniamo la gente. Questi sono solo alcuni esempi.</p>
</blockquote>
<p>E <a title="Post originale in inglese" href="http://www.desertsharksblog.com/"><i>Desert Shark</i></a> [in] condivide la seguente storia: </p>
<blockquote><p>Mia sorella è fidanzata con un americano convertito all&#39;Islam. All&#39;inizio ciò infastidiva parecchio mio padre, che pian piano si è abituato all&#39;idea. Non c&#39;era nessun ragazzo arabo che riuscisse a stare con una donna istruita, indipendente ed economicamente stabile come mia sorella, è un tipo di mentalità che la maggior parte dei ragazzi arabi non riesce a gestire. Quindi non è ha sorpreso il fatto che abbia trovato un ragazzo americano capace di accettare una donna come lei. L&#39;idea di donne arabe che sposano non arabi non è semplice, penso che molti la considerino qualcosa che va contro la propria cultura. Ma a volte devi seguire il tuo cuore e stare con la persona che veramente vuoi.</p>
</blockquote>
<p>Infine <em>Najma</em> sostiene lo status quo: </p>
<blockquote><p>Personalmente credo che ognuno dovrebbe seguire la propria cultura e origini. Le arabe dovrebbero sposare gli arabi e così via. Ciò fa risparmiare un sacco di problemi, seccature, conflitti e disaccordi familiari. Voi dite che qualcuno preferisce non avere a che fare con i suoceri arabi che non vi lasciano in pace, ditemi allora quali altri suoceri non creano problemi e vi lasciano in pace. Onestamente molti problemi nascono quando si sposa qualcuno con origini diverse. Se non subito, le conseguenze si vedranno più  in là, anche se conosco parecchi che hanno sposato persone di origini diverse e sono felici. Quindi non si sa mai, ma io non lo farei!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mondo Arabo: risanare le fratture dell&#039;11 settembre</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/mondo-arabo-risanare-le-fratture-dell11-settembre/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 05:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre gli Stati Uniti ricordavano la tragedia avvenuta l'11 settembre 2001, lo stesso faceva il resto del mondo. Da allora è radicalmente mutato il modo in cui mondo percepisce gli arabi e come questi ultimi vedono a loro volta il mondo. Blogger di varia provenienza propongono riflessioni e commenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/12/arab-world-healing-the-rifts-of-911/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre gli Stati Uniti ricordavano la tragedia avvenuta l&#39;11 settembre 2001, lo stesso faceva il resto del mondo. Per molti arabi, quel giorno ha segnato un cambiamento nella percezione reciproca. Da allora è radicalmente  mutato il modo in cui mondo percepisce gli arabi e come questi ultimi vedono a loro volta il mondo. Per molti, il sospetto e la paura sono diventati di fatto il denominatore comune. Per altri, ha messo in luce un bisogno di maggior consapevolezza.</p>
<p><em>Buj al Arab</em>, dagli Emirati Arabi Uniti, riflette sulle trasformazioni avvenute dal 2001. Dopo aver ricordato le vittime dell&#39;11 settembre, <a title="Post originale in inglese" href="http://bujassem.blogspot.com/2009/09/911-eight-years-on.html">sottolinea </a> [in] quanto il mondo sia cambiato da allora:</p>
<blockquote><p>In questo fatidico giorno di otto anni fa, oltre 3000 persone persero la vita a New York. Sfortunatamente l&#39;uccisione di questi innocenti ha portato poi alla perdita di altre vite nel mondo. Questo giorno ha cambiato per sempre il nostro mondo moderno, e alcuni direbbero che il cambiamento non è stato per il meglio…</p>
<p>…8 anni sembrano tanti e in effetti non riesco a ricordare molto su come si viaggiava in aereo prima dell&#39;11 settembre. Così poco complicato. Non riesco nemmeno a ricordare quanto fosse facile entrare negli USA, visto che non ho provato a farlo negli ultimi 8 anni. Speriamo di poter cambiare le cose in meglio, premere per avere più libertà civili e non solo, dare voce ai deboli, e ricorrere alla guerra solo come ultima spiaggia o non considerarla nemmeno una possibilità.</p></blockquote>
<p>Will Donovan, un americano che scrive sul blog <em>Some Guy in Lebanon</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://williamcurtisdonovan.com/2009/09/epilogue-some-guys-american-summer/">spiega</a> [in] come l&#39;11 settembre abbia cambiato il proprio mondo:</p>
<blockquote><p>Vorrei riflettere su quella data per un momento – l&#39;11 settembre non ha bisogno di introduzione. È un giorno che verrà ricordato a lungo nelle immagini terrificanti dell&#39;America colpita da un atto terroristico senza precedenti. Quel giorno, sembrava, il lungo braccio della politica, della turbolenza e degli affari medio-orientali arrivarono bel al di là dei mari, mentre i Sauditi, finanziati dai profitti del petrolio, e sotto il naso di uno degli alleati chiave dell&#39;America, distruggeva il nostro senso di sicurezza e isolamento. Improvvisamente ci fu l&#39;enorme constatazione che l&#39;America non da si trovava isolata in una bolla d&#39;aria. C&#39;era un nuovo interesse verso il Medio Oriente – un ampio numero di persone ha prestato attenzione all&#39;arabo, il nostro Presidente e la nostra politica estera si sono rivolti verso questa regione, spesso per il peggio. Non posso negare che l&#39;11 settembre abbia risvegliato anche in me un certo interesse verso il Medio Oriente.</p>
<p>L&#39;interesse americano ha portato a molti disastri tra cui, ovviamente, la guerra in Iraq, il disastroso finanziamento a Fatah a Gaza, e la volontà di chiudere un occhio sulle dittature arabe, i nuovi alleati nella “Guerra al terrore”, mentre reprimevano brutalmente i movimenti moderati e democratici musulmani. Ma c&#39;è stato un momento interessante – Bush ha sostenuto apertamente la coalizione del &#8220;14 Marzo&#8221; in Libano, quando si è riversata per le strade nel 2005 per protestare contro l&#39;occupazione del Paese da parte della Siria dopo l&#39;assassinio di Rafic Hariri. Non voglio attribuire tutta la cosa alla politica estera americana, ma è difficile negare che, in un oceano di fallimenti, questa è stata una nota positiva per il piano americano post-11 settembre. Ha preparato il terreno per la mia vita odierna.</p></blockquote>
<p>Un&#39;altra americana che vive in un Paese arabo è la blogger che sta dietro <em>760 Days in Morocco</em>.  Come americana di discendenza araba convertita all&#39;Islam <a title="Post originale in inglese" href="http://760days.wordpress.com/2009/09/11/it-is-that-day/">propone un punto di vista unico</a> [in] su come quel giorno le ha cambiato la vita:</p>
<blockquote><p>Oggi otto anni fa è avvenuta un&#39;atrocità enorme.  “Il giorno in cui il mondo si è fermato.”  Il giorno in cui tutti ci ricordiamo esattamente dove eravamo e cosa stavamo facendo. Il giorno in cui sono cambiate per sempre così tante vite. Il giorno che da allora abbiamo commemorato ogni anno. Il giorno in cui un amico mi ha chiamato e ha detto “Perchè voi tutti ci state facendo questo?” Non ero musulmana allora. Non avevo mai pensato davvero all&#39;Islam allora. Non avevo mai sentito parlare di Bin Laden o Al Qaeda allora.  Tuttavia, come araba-americana di discendenza libanese, ero anch&#39;io in parte da incolpare per questo evento che anche adesso come musulmana condanno con tutto il cuore. Non sono l&#39;unica. Anche la maggior parte dei musulmani nel mondo condannano queste azioni. Nel profondo del mio cuore credo che anche Allah abbia condannato queste azioni. Ciò che quelle persone hanno fatto è contro l&#39;Islam in tutti i sensi. Quella che praticano non è la religione che conosco, amo, e accetto. Se ciò che hanno fatto avesse qualcosa a che fare con la vera religione dell&#39;Islam, sicuramente non ne farei parte.</p></blockquote>
<p>La blogger conclude condividendo una storia su come ha contribuito a una più grande comprensione:</p>
<blockquote><p>Sì, dobbiamo esporci per farlo.  Ricordo una storia che mia zia mi raccontò riguardo una famiglia musulmana che viveva nella sua piccola città.  Dopo l&#39;11 settembre, la famiglia ha organizzato una conferenza per la comunità per spiegare cosa è l&#39;Islam e come il terrorismo non è in nessun modo collegato ad esso.  Essi si sono esposti in modo per far sì che i loro vicini comprendessero di più la verità riguardo l&#39;Islam.  Nel college dove lavoravo prima, mi sono unita ad una discussione di facoltà e membri per portare una voce musulmana.  Mi sono dovuta esporre perchè gli altri comprendessero di più la verità riguardo all&#39;Islam. Esporre noi stessi là fuori per diffondere la vera parola dell&#39;Islam è la vera<em> jihad, </em>e va avanti non solo 8 anni dopo quel giorno, ma fino al Giorno del Giudizio.</p></blockquote>
<p>Il blogger marocchino <em>Myrtus</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://myrtus.typepad.com/myrtus/2009/09/i-remember-911-and-the-many-innocent-lives-we-lost.html">condivide</a> [in] un semplice messaggio:</p>
<blockquote><p>Mi impegno a promuovere pace, amore, libertà e coesistenza ovunque e in qualsiasi momento io POSSA, attraverso semplici atti di gentilezza……e ricordo che siamo tutti esseri umani prima di ogni altra cosa.</p></blockquote>
<p>Per un&#39;interessante punto di vista su come sia cambiata dal 2001 la considerazione del mondo arabo e dei musulmani in America, il <em>Pew Research Center for People and the Press</em> ha curato <a title="La ricerca originale in inglese" href="http://people-press.org/report/542/muslims-widely-seen-as-facing-discrimination">uno studio</a> [in] intitolato “I musulmani alle prese con la discriminazione.”</div>
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		<title>Marocco: portare allo scoperto la piaga del lavoro minorile</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 03:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È in ospedale una ragazzina di 10 anni, malmenata e piena di lividi, che lavorava da sempre come domestica al servizio di abbienti padroni che la picchiavano e le negavano il cibo. Caso tutt'altro che isolato, su cui riflettono molti cittadini, dentro e fuori Internet - proponendo soluzioni assistenziali e legislative.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/07/morocco-child-labor-under-the-spotlight/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Zineb Chtit in ospedale" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/zainab1.jpg" alt="Zineb Chtit in ospedale" width="222" height="150"> <small>Zineb Chtit in ospedale</small></p>
<p>Una giovane ragazza, malmenata e piena di lividi, si trova in ospedale. Mandata a lavorare all’età di 10 anni come domestica, Zineb Chtit non ha mai conosciuto altre possibilità di vita, sempre al servizio di abbienti padroni che la picchiavano e le negavano il cibo. <em>A Moroccan About the World Around Him</em> in un <a title="post in inglese dal blog originale" href="http://cabalamuse.wordpress.com/2009/09/01/zainab/">post recente</a> [in] ne descrive le ferite:</p>
<blockquote><p>Zainab appariva emaciata. Il corpo, a causa dei pestaggi, era cosparso di contusioni e sangue. Le sue labbra sono state marchiate con ferro incandescente, il torace e le parti intime ustionate con olio bollente. Analfabeta, non ha mai provato la gioia di giocare con degli amici. Altri avevano deciso il suo futuro in sua vece: arrancare intorno al mulino fino alla morte. Qualche giorno fa, c’è mancato poco che succedesse.</p></blockquote>
<p>Purtroppo quello di Zineb è tutt’altro che un caso isolato. In Marocco lavorano 177.000 bambini minori di 15 anni, 66.000 dei quali come domestici. E sebbene il Paese aderisca alla <a title="Pagina dell’UNICEF sulla Convenzione" href="http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/51">Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia</a> [it], <a title="Pagina sul lavoro minorile in Marocco del Dipartimento del Lavoro americano" href="http://www.dol.gov/ilab/media/reports/iclp/sweat/morocco.htm">l’età minima per lavorare è 12 anni</a> [in], con minime restrizioni per l&#39;assunzione. Sono state pubblicate diverse inchieste sui maltrattamenti subiti dai collaboratori casalinghi, come <a title="Articolo in inglese su wafin.com" href="http://www.wafin.com/articles.phtml?arttype=cdg&amp;did=12">questa</a> [in] di Anouar Majid, direttore della rivista Tingis. Tuttavia molte famiglie, alle prese con la povertà, continuano a vendere al miglior offerente le proprie figlie per lavorare come domestiche, talvolta senza sosta per l&#39;intera giornata. La blogger Sarah Alaoui <a title="Post in inglese dal blog originale" href="http://sarahalaoui.blogspot.com/2009/09/maid-in-morocco.html">ne racconta il dramma</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Queste donne povere e analfabete provengono dai villaggi alla periferia delle città marocchine, e sono obbligate a mantenere la famiglia e i figli lavorando come domestiche per i ricconi del Paese. Lo stigma della povertà che le segna dalla nascita è ulteriormente messo in risalto da questo simbolico impiego: le domestiche possono farsi vedere, ma non sentire. Lavorano dietro le quinte, alla stregua degli elfi della famosa saga di J. K. Rowling.<br />
Molte famiglie in Marocco cercano di dare a queste ragazze una casa, non solo un posto di lavoro. Mia nonna si è sempre premurata che i figli delle sue domestiche ricevessero un’istruzione assieme ai propri figli e nipoti—mentre sua madre prestava servizio presso mia nonna, Naima ha frequentato la stessa scuola di mio cugino.<br />
Sfortunatamente non si rischia di sbagliare dicendo che per lo più i marocchini non si prendono cura allo stesso modo delle proprie domestiche.</p></blockquote>
<p>Stando a <a title="Articolo in francese su La Vie Éco" href="http://www.lavieeco.com/actualites/2340-l-epouse-impliquee-dans-l-agression-de-zineb-chtit-poursuivie-en-etat-d-arrestation.html">un articolo</a> [fr] su <em>Le Vie Éco</em>, la coppia che aveva assunto Zineb verrà accusata a livello penale. Molto altro però deve cambiare: la blogger <em>Reda Chraibi</em> in un <a title="Post in francese dal blog originale" href="http://www.redachraibi.com/article-35502838.html">dettagliato post</a> [fr] avanza una proposta affinché le giovani non siano più costrette a lavorare. Eccone un estratto:</p>
<blockquote><p>Accorder des aides sociales aux familles les plus pauvres afin qu’elles ne soient pas contraintes de faire travailler les enfants au lieu des le envoyer à l’école. La scolarité pour cette catégorie de la société devrait être totalement gratuite tant pour l’enseignement que pour l’équipement scolaire. A ce propos, <a href="http://www.aujourdhui.ma/societe-details63537.html">l’opération de distribution de cartables équipés</a> est une bonne initiative qui devrait être étendue dans tout le Royaume.<br />
Donner à l’Association «<a href="http://www.tanmia.ma/article.php3?id_article=6385">Touche pas à mon enfant</a>» (touche pas à mes enfants) ou à une institution publique le droit de recenser et de contrôler le travail des enfants servantes, le droit d’entrer dans les maisons pour discuter avec elles et vérifier si elles sont traitées dignement. Encourager leur éducation et leur alphabétisation. Ouvrir et faire connaitre un centre d’accueil pour les enfants servantes qui veulent fuir d’urgence le foyer dans lequel elles travaillent, afin que plus aucune Zineb Chtet n’èrre dans la rue dans le sang en demandant l’aide d’inconnus…</p></blockquote>
<div class="translation">Dare sussidi alle famiglie più povere così che possano evitare di mandare i figli a lavorare invece che a scuola. L’istruzione, sia in termini di insegnamento che di materiale scolastico, per costoro dovrebbe essere completamente gratuita. A tale riguardo <a title="Articolo su www.aujourdhui.com" href=" http://www.aujourdhui.ma/societe-details63537.html ">la distribuzione di zaini con tutto l’occorrente</a> [fr] è un’ottima iniziativa che andrebbe estesa a tutto il regno.<br />
Autorizzare un’associazione come “<a title="Pagina dell’associazione tanmia.com" href="http://www.tanmia.ma/article.php3?id_article=6385">Touche pas à mon enfant</a>” [fr] (Giù le mani dai miei figli) o un’agenzia pubblica a individuare e tutelare le minori che lavorano come domestiche, a entrare nelle case per parlare con loro e controllare che vengano trattate dignitosamente. Dobbiamo incoraggiarli ad avere un&#39;istruzione.<br />
Istituire e pubblicizzare un ricovero per i bambini che fuggono dalle case in cui lavorano come domestici in condizioni disperate, così da evitare che altre Zineb Chtet finiscano sanguinanti per la strada chiedendo aiuto a qualche sconosciuto…</div>
<p><em>A Moroccan About the World Around Him</em> conclude il <a title="Post in inglese dal blog originale" href="http://cabalamuse.wordpress.com/2009/09/01/zainab/">post</a> [in] con una citazione:</p>
<blockquote><p>Mi viene in mente un discorso tenuto da Eliezer “Elie” Wiesel alla Casa Bianca nel 1999: “Il prigioniero politico nella propria cella, i bambini affamati, i rifugiati senza casa: non reagire di fronte al loro dramma e non alleviarne la solitudine offrendo loro un barlume di speranza significa esiliarli dalla memoria umana. E negando la loro umanità, tradiamo la nostra.”</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Casa Negra scelto per rappresentare il Marocco agli Oscar 2010</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/casa-negra-scelto-per-rappresentare-il-marocco-agli-oscar-2010/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 04:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
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		<description><![CDATA[Il successo del nuovo film di Nour-Eddine Lakhmari non manca di suscitare variegate reazioni anche nella blogosfera locale: per qualcuno  "rispecchia la realtà marocchina in tutte le sue contraddizioni" mentre per altri è materiale controverso che "non ha nulla di marocchino tranne, naturalmente, la scenografia".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/05/morocco-casa-negra-to-represent-morocco-at-oscars/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_94594" class="wp-caption alignleft" style="width: 249px;"><img class="size-medium wp-image-94594" title="Casa Negra" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/CasaNegra-263x300.jpg" alt="Casa Negra ha sbancato i botteghini in Marocco" width="239" height="272" /></p>
<p class="wp-caption-text">Casa Negra ha sbancato i botteghini in Marocco</p>
</div>
<p>L&#39;industria cinematografica marocchina continua a crescere da diversi anni; non solo per le produzioni straniere di successo come <em>Kingdom of Heaven</em>, <em> Black Hawk Down</em> o <em> Babel,</em> girate nella nazione nord-africana, ma soprattutto per la sempre maggiore diffusione all&#39;estero di film prodotti in Marocco.</p>
<p>Zakaria Rmidi, sul blog <em>Morocco Times</em>, segnala che la pellicola <em>Casa Negra</em> è stata selezionata per rappresentare il Marocco ai premi Oscar del 2010. Rmidi loda il film, <a title="Post originale in inglese" href="http://moroccotimes.over-blog.com/">affermando</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Descrive una vicenda comune che rispecchia la realtà marocchina in tutte le sue contraddizioni. Il film mette inoltre in luce quella vasta schiera di marocchini che sono in attesa di una vita migliore, affidandosi allo slang usato tutti i giorni da chi vive a Casablanca. Così Nour-Eddine Lakhmari, che ha alle spalle una vasta esperienza sia come regista che come agente cinematografico, è riuscito a fare in modo che il pubblico marocchino seguisse il film nelle sale invece che a casa propria con versioni pirata, enfatizzando come il pubblico sia interessato a quei film che trattano delle loro preoccupazioni quotidiane.</p></blockquote>
<p>Il blogger <em>Agharass</em>, a cui il film è piaciuto meno, <a title="Post originale in francese" href="http://agharass.com/2009/09/04/casa-negra-sinvite-aux-oscars/">scrive</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>J’aime pas trop casser, de démystifier les œuvres des autres, artistique dans l’âme je préfère toujours laisser le public juger de lui même. Pour cette fois je vais faire l’exception et dire que ce film n’est rien de marocain sauf bien sûr les lieux. La technique de mise en œuvre est ce que je trouve très particulière pour un film marocain, c’est le point qui m’a touché le plus dans Casa Negra. Sur le long de son streaming vidéo et surtout audio : Une jeunesse marocaine qui sollicite tous les moyens pour réussir, chose que je juge être le lot de toutes les sociétés qui connaissent des changements dans la perception de l’individualisme primaire. Le film présente une Casablanca noirci par les mots les plus déplacés, des scènes de violences et des situations qui ne font pas dans le lot majoritaire de la vie d’un casablancais !! C’est pas parce-que une bande de cons vivent en marge qu’il faut généraliser le vécu a l’ensemble de marocains.</p></blockquote>
<div class="translation">Non amo particolarmente demolire o demistificare le opere altrui. Avendo anch’io un’anima artistica, preferisco sempre lasciar giudicare al pubblico. Ma stavolta voglio fare un’eccezione per affermare che questo film non ha nulla di marocchino tranne, naturalmente, la scenografia. La tecnica di messa in scena è ciò che ho trovato più inconsueto per un film presumibilmente marocchino; è stato l’aspetto di Casa Negra che mi ha colpito di più. Il film (o per usare la terminologia dell&#39;autore, l&#39;intero video e audio) mostra una gioventù marocchina che cerca il successo con ogni mezzo. Fenomeno a cui si assiste in tutte le società che conoscono mutamenti [sociali] e dove s&#39;incontrano/percepiscono nuovi aspetti dell’individualismo. La pellicola presenta Casablanca in una veste noir attraverso un linguaggio crudo, scene di violenza e situazioni di certo poco comuni per chi vive in città. Non perché degli idioti vivono ai margini della società occorre generalizzare le loro esperienze/stili di vita al resto dei marocchini.</div>
<p>Il film, la storia di due ladruncoli che cercano di scappare da Casablanca, è la seconda pellicola del regista Nour-Eddine Lakhmari e ha già vinto diversi premi in vari festival.</p>
<p><em>Hassan Masiky</em>, che scrive per la sezione “Viewpoints” del portale MoroccoBoard.com, <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.moroccoboard.com/viewpoint/68-hassan-massiki/412-moroccan-movie-casanegra-is-a-true-gem">ha recensito il film</a> [in], definendolo una ”autentica perla” e scrivendo:</p>
<blockquote><p>La trama del film è un ritratto realistico della vita di diversi giovani marocchini che vivono ai margini della società, non per scelta ma come risultato di determinate circostanze fuori dal loro controllo. I due protagonisti principali, Adil e Karim, hanno fornito un’incredibile performance interpretando le aspirazioni, le delusioni e le speranze di una generazione di giovani sull’orlo della disperazione.</p></blockquote>
<p>Casa Negra tratta diverse questioni sociali controverse che fanno parte della vita di tutti i giorni in Marocco, che però non sono mai affrontate apertamente e pubblicamente negli spazi di discussione tradizionali. Dall’alcolismo e l’uso di droghe alla violenza domestica e allo sfruttamento sociale, Nour-Eddine non si è trattenuto dal mettere in evidenza le malattie sociali con sapienza artistica e cinematografica.</p></blockquote>
<p><em>Allal El Alaoui</em>, che scrive di cinema in Marocco, ha recensito il film lo scorso maggio e, in formato di lettera aperta al regista, ha scritto:</p>
<blockquote><p>(…) Sono anche convinto che gli spettatori marocchini si odieranno quando si riconosceranno nella volgarità di stile del suo linguaggio, che ha saputo utilizzare molto bene nelle sequenze del suo film. Definirei il suo stile come avanguardista, perché ciò che abbiamo visto in questi trenta o quarant’anni di cinema marocchino attraverso l’adozione del realismo europeo o americano è lo stesso uso del linguaggio di strada. I cinefili marocchini si abitueranno a questo linguaggio poco alla volta. Questa è una cosa che le assicuro avverrà molto presto. Allora andiamo a vedere Casa Negra, auto-osservandoci tramite questa bella storia scritta da Nour-Eddine Ikhmari.</p></blockquote>
<p>Il commento di <em>Mohamed Zefzaf</em> è concorde:</p>
<blockquote><p>Sono d’accordo con te e con la tua valutazione del film. Nonostante la sua “volgarità”, noi marocchini non siamo abituati al suo utilizzo in senso artistico. La realtà – con particolare riferimento al linguaggio usato – è probabilmente molto più “vivida” dello stesso film. Credo che il film parli della condizione umana, che non è una questione solo marocchina, ma invece universale…giusto qualche riflessione personale.</p></blockquote>
<p>Casa Negra, che non è ancora uscito con i sottotitoli in inglese, ha un <a title="Blog originale in in francese" href="http://lakhmari.over-blog.net/">blog</a> [fr] ufficiale, una <a title="Pagina originale in francese" href="http://fr-fr.facebook.com/pages/CASANEGRA/44051592838">pagina su Facebook</a> [fr] e un <a title="Sito originale in francese" href="http://www.casanegra.info/">sito web</a> [fr]. Per saperne di più sull’industria cinematografica del marocchina, consigliato il nuovo libro di Sandra Gayle Carter: <em>What Moroccan Cinema?: A Historical and Critical Study</em>.</p>
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		<item>
		<title>Marocco: quattro punti di vista sulle molestie sessuali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/marocco-quattro-punti-di-vista-sulle-molestie-sessuali/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 06:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre recentemente le molestie sessuali in Egitto hanno ricevuto l'attenzione dei media globali, alcuni blogger marocchini hanno analizzato la situazione nel proprio Paese: donne e uomini, stranieri e locali, che offrono riflessioni differenti e interessanti sul fenomeno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/'>Laura Diel</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/01/morocco-four-perspectives-on-sexual-harassment/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Con <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Molestia_sessuale">molestie sessuali</a> [it] si intendono intimidazioni, atteggiamenti prepotenti e coercizioni di natura sessuale, e come è ben noto vengono commesse in tutto il mondo. Sebbene casi di molestie sessuali in Egitto abbiano recentemente ricevuto l&#39;<a title="Articolo in inglese" href="http://www.menassat.com/?q=en/news-articles/7138-combating-sexual-harassment-one-book-time">attenzione dei media globali</a> [in], alcuni blogger in Marocco hanno analizzato la situazione nel proprio Paese. Si tratta di donne e uomini, stranieri e marocchini, che attraverso i blog offrono diversi punti di vista sul fenomeno.</p>
<p><em>Liz</em>, una borsista Fullbright che lavora ad Agadir, nel sud del Marocco, traccia un confronto fra le esperienze vissute negli Stati Uniti, in Egitto e in Marocco in <a title="Blog in inglese" href="http://elizabethhague.blogspot.com/2009/08/street-harassment-on-patriarchy-power.html">quest&#39;interessante post</a> [in]. Riguardo alle esperienze in Marocco, commenta:</p>
<blockquote><p>Nel 99,9% dei casi le molestie sessuali che ho subito in Marocco sono state di tipo verbale. Diversamente dal Cairo, dove per la strada mi hanno spesso letteralmente messo le mani addosso, qui le molestie sono prevalentemente sotto forma di fischi. Mi è capitato un po&#39; di tutto: da un uomo che mi ha sussurrato “<em>Ca va?</em>” mentre camminavo per la strada, a un ragazzino sniffa-colla nel mio vecchio quartiere che mi ha strillato volgarità in un inglese stentato e a un uomo che ha seguito me e una mia amica per 15 minuti, chiedendoci tutto il tempo di voler fare pratica d&#39;inglese. Nei casi più gravi, gli uomini seguono le donne in macchina e ordinano loro di salire, oppure approfittano degli autobus cittadini affollati per toccare e palpeggiare.</p></blockquote>
<p>La blogger sottolinea di essersi accorta come tali molestie, più che per il sesso in sé, riguardino un&#39;affermazione di  potere, citando un <a title="Blog in inglese" href="http://thelongslumber.wordpress.com/2009/08/09/the-groping-elephant-in-the-room-sexual-harassment-in-the-arab-world/">altro ottimo post sul tema</a> [in] e confrontando quanto accade nel proprio Paese di residenza, afferma:</p>
<blockquote><p>Come vengono applicate queste idee al contesto marocchino? Innanzitutto, è difficile negare come i Paesi arabi, compreso il Marocco, siano patriarcali. La famiglia è probabilmente l’istituzione sociale più importante (spesso sono più generazioni a vivere insieme sotto lo stesso tetto) e all’interno della famiglia i ruoli e l’autorità sono ben definiti: i membri più giovani ubbidiscono a quelli più anziani e le donne agli uomini. Le donne sono innanzitutto e soprattutto mogli e madri, ruoli che le rilegano in casa, mentre gli uomini hanno libertà di movimento. Questa struttura conduce a ciò che <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Deniz_Kandiyoti">Kandiyoti</a> [in] definisce il &#8220;patto patriarcale”: le donne più giovani entrano a far parte di una struttura sociale che limita e subordina perché un giorno, come matriarche più anziane, saranno in grado di limitare e subordinare a loro volta le mogli dei figli.</p></blockquote>
<p><em>Bisahha</em> è un blog scritto da un’antropologa olandese che vive a Rabat, la capitale costiera del Marocco. In un lungo post nel quale descrive la propria sensazione di <em>diversità</em>, l’autrice del blog <a href="http://bisahha.blogspot.com/2009/08/on-otherness.html">analizza</a> [in] come tale diversità determini il modo in cui, in quanto donna, viene trattata per la strada:</p>
<blockquote><p>In Marocco tutte le donne ricevono attenzioni per la strada, ma dubito che a una donna marocchina dicano in un inglese mieloso e astuto che è “moooolto carina” o che “ha delle belle forme.”</p></blockquote>
<p><em>Duncan</em>, un volontario dei Peace Corps, parlando del razzismo in Marocco tocca un tema simile. <a title="Post in inglese" href="http://duncangoestomorocco.blogspot.com/2009/08/racism-as-i-see-it-in-morocco.html">Racconta</a> [in] come le donne straniere con tratti arabi siano spesso trattate diversamente dalle altre donne straniere:</p>
<blockquote><p>Se una donna sembra marocchina, ci si aspetta che si vesti e si comporti diversamente. Le volontarie di carnagione chiara sono sicuramente vittime di molestie, ma per la mia seppur limitata esperienza, posso dire che sono di tipo diverso. Per il suo aspetto, una volontaria che poteva sembrare del posto veniva considerata secondo i parametri applicati alle donne marocchine, esponendola così a un doppio criterio di valutazione. Vestita in modo conservativo secondo i parametri americani, ma con i capelli scoperti, la volontaria è stata vittima di numerose molestie sessuali da parte di uomini marocchini, volgarità che in una situazione simile una donna occidentale non avrebbe ricevuto. Mentre nuotava nell’oceano, le sono stati fatti inviti volgari che una donna bianca probabilmente non avrebbe mai ricevuto. Nel luogo di lavoro è stata assalita in pubblico, di fronte a diverse persone. Interpellate sul perché non fossero accorse in suo aiuto, costoro hanno risposto “perché sembrava marocchina.” La volontaria parla bene l’arabo, rendendo ancora più facile confonderla con una marocchina. Spiega di commettere a volte intenzionalmente degli errori in modo che la gente riconosca che è americana.</p></blockquote>
<p>La discussione torna al punto di partenza in un post del marocchino <em>Abdelilah Boukili</em>, il cui blog si basa su alcune domande poste nel sito della BBC <em>World Have Your Say</em>. Chiedendo “gli uomini devono proteggersi da se stessi?” il blogger analizza diversi codici di abbigliamento e vestiti tradizionali nel mondo arabo, sottolineando l’enfasi posta sul pudore delle donne. Conclude dicendo:</p>
<blockquote><p>Gli uomini dovrebbero avere autocontrollo. Non dovrebbero lasciarsi dominare dall’istinto o dalle fantasie. Le donne dovrebbero vestirsi per il rispetto di se stesse, senza indossare un burqa o vestiti che rivelino troppo quando sono sicure di poter essere viste solo come oggetti sessuali e non come persone che meritano rispetto in quanto tali.</p></blockquote>
<p>Sebbene i quattro blogger citati in questo post offrano degli ottimi punti di vista sulle molestie sessuali in Marocco, ogni esperienza è personale e nulla di quanto sopra va preso come il Vangelo.  Chi fosse interessato ad approfondire il tema delle questioni di genere in Marocco potrebbe leggere l’ottimo libro di Fatima Sadiqi <a title="Il libro su Amazon.com" href="http://www.amazon.com/gp/product/9004128530"><em>Women, Gender, and Language in Morocco</em></a> [in] oppure i seguenti blog, che affrontano regolarmente simili questioni: </em><a title="Blog in inglese" href="http://760days.wordpress.com/"><em>760 Days in Morocco</em></a> [in], le esperienze di una musulmana americana in Marocco, e <em><a title="Blog in inglese" href="http://sarahalaoui.blogspot.com/"><em>The Good, the Bad, and the Ugly</em></a></em> [in]: Il blog della marocchina-americana Sarah Alaoui.</div>
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		<title>Marocco: dieci anni sotto il regno di Mohammed VI</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 06:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 1999 la sua ascesa al trono venne associata ad aspettative di cambiamento verso un Paese prospero, liberale e democratico. Ora però molti blogger e testate online, celebrando il primo decennio di reggenza, ne rilevano i fallimenti e spingono per un futuro migliore - soprattutto riguardo la corruzione e la libertà d'espressione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/24/morocco-a-decade-with-mohammed-vi/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Nel luglio 1999, con l&#39;ascesa al trono di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mohammed_VI_del_Marocco">Mohammed VI</a> [it] - uomo dalla supposta reputazione di benevolenza, empatìa e compassione verso i poveri -  le aspettative di cambiamento e progresso erano tali che molti osservatori internazionali previdero l&#39;inizio di un processo inesorabile, seppur tortuoso, che avrebbe portato il Paese verso un futuro prospero, liberale e democratico. L&#39;esperienza esemplare della vicina monarchia di Spagna doveva servire da modello e caso di studio da applicare e imitare nel Paese. Era la primavera marocchina, nell&#39;aria giravano chiaramente grandi aspettative e, a volte, alcune speranze stravaganti, in un Paese che usciva da decenni di spietata dittatura: i cosiddetti <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anni_di_piombo_(Marocco)"><em>Anni di piombo</em></a> [it]. Si credeva che questa fosse una grossa occasione per il Marocco; l&#39;opportunità storica di diventare il primo Paese arabo ad avviare un vero processo di democratizzazione con una netta separazione dei poteri e l&#39;obiettivo di fondare istituzioni forti e indipendenti. Si dovevano chiudere i conti con un passato doloroso e tumultuoso; alla fine la gente si sarebbe riconciliata col potere e la monarchia. La stampa diventava sempre più libera; i tabù sociali venivano superati uno dopo l&#39;altro.</p>
<p>Dieci anni dopo, il sentimento dominante è quello dell&#39;opportunità mancata, uno scostamento dalla retorica ufficiale di un tempo e un repentino passo indietro, secondo quanto si legge questa settimana su blog e testate online, in occasione della commemorazione del primo decennio di reggenza di Mohammed VI.</p>
<p><center><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/ten-moroccan-years-277x300.jpg" alt="Dieci anni in Marocco" title="Dieci anni in Marocco" width="277" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-87303" /></center></p>
<p>Mentre si guarda con preoccupazione alle crescenti restrizioni imposte a stampa indipendente e cittadini-reporter, la testata online in lingua araba <em><a title="Sito in arabo" href="http://hespress.com/">Hespress</a></em> [ar] <a title="Articolo in arabo" href="http://hespress.com/?browser=view&#038;EgyxpID=13991">pubblica</a> [ar] la traduzione in arabo di una lettera aperta inviata al Re da una firma storica del giornalismo nazionale, <a title="Sito personale in francese" href="http://www.khalidjamai.com/">Khalid Jamaï</a> [fr]. Eccone uno stralcio:</p>
<blockquote><div class="arabic">سيدي،<br />
تُطارد كلماتنا.<br />
تُصلب جملنا.<br />
يحاولون تقييد أفكارنا بالأغلال من خطوط حمراء.<br />
تُسَفَّه كتاباتنا.<br />
تُلاحق جرائدنا، أسبوعياتنا ومجلاتنا.<br />
عدد منا عرف السجن وحتى بعض أشكال التعذيب.<br />
كلنا أصبحنا تقريبا &#8220;سجناء&#8221; افي سراح مؤقت.</p>
<p>خصومنا، أعداء أي دمقرطة حقيقية في هذا البلد، يبدو أنهم وقعوا على قرار موتنا، وقد يكونون بصدد تنفيذه.<br />
لكن إعدامنا لن يخفي الحقائق ولن  يحل المشاكل التي تعاني منها بلادنا، بل على العكس من ذلك.<br />
هذا الهجوم ضد حرية الصحافة والرأي ليس إلا دليلا إضافيا عن النقص في الديمقراطية التي يعاني منها البلد. بلد لم يعد شعبه يثق في شيء والذي أبان، خلال الانتخابات الأخيرة، عن رفضه لطبقة سياسية حولت المشهد السياسي المغربي إلى &#8220;سوق دلالة&#8221; مع &#8220;شانقيه&#8221;و سماسرته ووسطائه</p>
<p>سيدي،<br />
أنتم تسودون وتحكمون.<br />
ولقد اخترتم ملكية تنفيذية وصرحتم بذلك علنا.<br />
اليوم، أنتم السلطة، وكالمالك الوحيد لهذه السلطة، نتوجه إليكم من أجل إيقاف هذا الهجوم العسفي وهذا الإضطهاد الذي يلاحق الصحافة المستقلة.<br />
إننا لا نتسول امتيازا، بل نطالب بحق.</p>
</div>
</blockquote>
<div class="translation">
Sire,<br />
Le nostre parole vengono braccate, le nostre frasi crocifisse, i nostri pensieri limitati da cosiddette linee rosse, i nostri scritti vengono dileggiati, quotidiani, settimanali e riviste trascinati in tribunale.<br />
Alcuni colleghi sono stati arrestati e persino, in alcuni casi, torturati. Di fatto, siamo divenuti tutti &#8220;prigionieri&#8221;, in attesa di giudizio.</p>
<p>Sembra che i nostri detrattori, i veri nemici della democratizzazione di questo Paese, abbiano già decretato la nostra condanna a morte e stiano all&#39;opera per eseguirla. Ma la nostra soppressione non cancellerà i fatti, né tantomeno risolverà i problemi che affliggono questa nazione; tutto l&#39;opposto.<br />
L&#39;attacco alla libertà di stampa e d&#39;opinione è l&#39;ennesima dimostrazione del deficit di democrazia di questo Paese, il cui popolo ha perso fiducia, come ha dimostrato nelle ultime elezioni, bocciando una classe dirigente che ha trasformato la scena politica marocchina in &#8220;un&#39;asta&#8221; spietata.</p>
<p>Signore,<br />
Lei regna e domina e, come pubblicamente dichiarato, ha scelto una monarchia esecutiva. Oggi, Lei è l&#39;unico depositario dell autorità e come tale Le chiediamo di porre fine agli assalti e agli attacchi nei confronti della stampa indipendente. Non imploriamo la concessione di un privilegio, rivendichiamo un nostro diritto.
</p>
</div>
<p>La lettera ha innescato un acceso dibattito persino in ambienti filo-governativi e <em>Hassouna</em>, commentatore su <em>Hespress</em>, ha accusato Jamaï di opportunismo. Ecco cosa scrive: </p>
<blockquote><div class="arabic">حين كان الحسن الثاني رحمه الله يحاول بناء مغرب متقدم فعلتم كل شيء من أجل عرقلة المسيرة و بعد مجيء الملك محمد السادس نصره الله وأعطاكم الحرية التي تريدون ماذا وقع الكل يريد استغلال الوضع لصالحه المشكل في الناس وليس في الملكف .</div>
</blockquote>
<div class="translation">
Quando un anziano Hassan II [defunto padre dell&#39;attuale monarca] cercò di costruire un Paese moderno, vi siete adoperati per sabotàre quel progetto. E quando Mohammed VI è salito al trono, che Dio sia con lui (sic), e vi ha dato la libertà che chiedevate, cosa avete fatto? Ne avete approfittato, ognuno di voi. Il problema sono le persone, non il regnante.</div>
<p>A onor del vero, gli ultimi anni di reggenza di Mohammed VI sono stati caratterizzati da un&#39;improvvisa riduzione della libertà di stampa. All&#39;inizio di questo mese, 20 riviste di spicco hanno pubblicato editoriali in bianco, come ha raccontato <em><a title="Post in inglese" href="http://riadzany.blogspot.com/2009/07/moroccan-press-protest-with-blank.html">The View from Fez</a></em> [in], per protestare contro &#8220;la sentenza pronunciata ai danni di tre quotidiani in lingua araba e un mensile di economia in francese, tutti condannati per diffamazione&#8221; del leader libico Muammar Gaddafi, che andrà anche risarcito. La notizia della sentenza ha diffuso costernazione e scoramento nella blogosfera marocchina. <em>Nibrass A&#39;shabab</em>, un blog collettivo per giovani scrittori marocchini, ha pubblicato <a title="Pagina in arabo" href="http://www.nibraschabab.com/?p=1224">questa</a> [ar] vignetta di <em><a title="Blog in arabo" href="http://saadjalal.maktoobblog.com/">Saad Jalal</a></em> [ar] in cui il premier marocchino si congratula piuttosto servilmente con il leader libico:<br />
- Deve essere contento Sire, abbiamo disciplinato quei quotidiani che osavano scrivere sulla sua onesta persona.<br />
E Gheddafi risponde:<br />
- Ci sputo sulla stampa marocchina!</p>
<p><center><a title="Sito di Saad Jalal" href="http://saadjalal.maktoobblog.com/"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/allal-with-gaddafi-by-saad-jalal-300x221.jpg" alt="Abass con Gheddafi, vignetta di Saad Jalal" title="Abass con Gheddafi, vignetta di Saad Jalal" width="300" height="221" class="aligncenter size-medium wp-image-87025" /></a></center></p>
<p>Anche <em><a title="Post in arabo" href="http://elhamribadr.blogspot.com/2009/07/2.html">Badr Al Hamri</a></em> [ar], nettamente contrario al verdetto, condivide il link a un video in cui <em>Ahmed Snoussi</em>, umorista di lungo corso e attivista marocchino, si prende gioco del leader libico (riservando alcuni strali al presidente tunisino).</p>
<p><center><object width="445" height="364" alt="Video originale in arabo" title="Video originale in arabo"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fBr4eDWBx1M&#038;hl=fr&#038;fs=1&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fBr4eDWBx1M&#038;hl=fr&#038;fs=1&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="364"></embed></object></center></p>
<p>In un Paese dove il potere giudiziario è troppo legato a quello legislativo ed esecutivo, la sentenza è stata considerata da alcuni osservatori e dalla <a title=Federazione Nazionale della Stampa marocchina" href="http://www.snpm.ma/affdetail.asp?codelangue=24&#038;info=1231">Federazione Nazionale della Stampa</a> [ar] l&#39;ennesimo passo indietro, un&#39;ulteriore estensione di quelle &#8216;linee rosse&#39; finora applicate &#8220;soltanto&#8221; alla monarchia, al conflitto nel <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sahara_Occidentale">Sahara Occidentale</a> [it] e all&#39;Islam, ma che adesso includono le critiche ai dittatori stranieri amici del regime marocchino.</p>
<p>La corruzione è stato un tratto distintivo di questo decennio. <em>The Snipers</em> [I Cecchini], nome affettuoso dato loro dai colleghi blogger, si sono fatti notare girando <a title="Video su Youtube in arabo" href="http://www.youtube.com/watch?v=i_iaVU4FK6w&#038;eurl=http%3A%2F%2Fbarakanews.unblog.fr%2F&#038;feature=player_embedded">dei video</a> [ar] che mostrano agenti della polizia urbana prendere tangenti, pubblicandoli in rete ed esponendo così un problema che affligge il Paese da anni e, apparentemente, costringendo il governo a prendere provvedimenti.</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://www.eatbees.com/blog/2009/07/17/new-generation/">Eatbees</a></em> [in], un americano tornato a visitare il Marocco dopo tre anni, pubblica le proprie riflessioni di viaggio sull&#39;evoluzione della società marocchina sotto il nuovo monarca, concludendo che i pochi progetti avviati sono stati scarsi e in ritardo. Il nuovo regime sta semplicemente rimpiazzando quello precedente. Il blogger scrive quanto segue:</p>
<blockquote><p>
Nonostante l&#39;ardente desiderio di cambiamento dei marocchini, nulla è mutato, e non c&#39;è nemmeno l&#39;intenzione di farlo in futuro. Piuttosto,[&#8230;] sembra che una nuova generazione di arrivisti sia stata allevata per sostituire quella precedente.</p>
</blockquote>
<p><em><a title="Sito in francese" href="http://www.larbi.org/">Larbi</a></em> [fr] ha lanciato l&#39;idea di una piattaforma, invitando i colleghi blogger a riflettere sull&#39;ultimo decennio e mettendo a disposizione le proprie pagine per i contributi più interessanti. Mentre cominciano ad arrivare i primi timidi post, <em><a title="Notizia in francese" href="http://mounirbensalah.org/2009/07/22/au-maroc-mohamed-vi-regne-gouverne-juge-legifere-%E2%80%A6-sans-opposition/">Mounir Bensalah</a></em> [fr] elabora un&#39;analisi critica ma particolarmente equilibrata secondo cui la resa dell&#39;opposizione avrebbe consentito l&#39;instaurarsi di un governo di stampo autoritario, pur se con qualche risultato in termini di progresso. Ecco cosa si legge:</p>
<blockquote><p>
Aujourd’hui, alors que le règne de Mohamed VI perd sa qualité de « nouveau » après dix ans, les choix du souverain semblent être décidés : Renforcer les infrastructures du pays, renforcer les pôles économiques régionaux, œuvrer dans une politique sociale, renforcer l’image moderne du Maroc à l’étranger, … quant à la démocratie, la séparation des pouvoirs, l’équité sociale, … ils sont en seconde priorité. Modernité économique,[&#8230;] … la modernité politique serait reportée sine die!</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Oggi, dopo 10 anni di reggenza e con la monarchia priva del suo tratto di novità, le scelte del regnante sembrano chiare: potenziare le infrastrutture, sviluppare poli economici regionali, progettare una politica sociale, rafforzare l&#39;immagine moderna del Marocco all&#39;estero &#8230; e così la democrazia, la laicità dello stato e la giustizia sociale &#8230; diventano temi secondari. La modernità in termini economici, &#8230; quella politica può attendere!</div>
<p><em>Larbi</em> ha anche <a title="Articolo in francese" href="http://www.larbi.org/post/2009/07/%5BBillet-invit%C3%A9%5D-Dix-ans-et%E2%80%A6-PAMMmmm">pubblicato</a> [fr] un contributo di <em>Mostapha Arrifi</em> che esprime un sentimento diffuso nella blogosfera. Il blogger sostiene che il livello di progresso raggiunto non andrebbe valutato al netto di quelli che dovrebbero essere i doveri naturali di uno Stato che proclama benevolenza verso la popolazione. Il blogger scrive:</p>
<blockquote><p>[L]es plus optimistes d’entre nous préfèrent voir du coté des réalisations à caractère économique et « social ». Des projets d’infrastructure, parfois très ambitieux, ont été ouverts et certains menés à terme pour être soigneusement exhibés aux actifs du « nouveau » règne. On s’en félicite au point de s’en satisfaire comme réponse suffisante aux attentes énormes héritées de l’ère Hassan II. Mais est-ce vraiment le cas ? un pareil sentiment n’est-il pas le résultat d’une longue absence de vraie politique de développement qui a fini par faire oublier une notion simple selon laquelle le développement n’est pas un acte d’aumône, mais plutôt un droit, une traduction simple du rôle « naturel » de l’Etat qui a le devoir de gérer équitablement les richesses du pays et l’argent du contribuable au profit de tous ? Or la résignation, fruit d’une longue tradition de pratiques antidémocratiques et antisociales, fait que le devoir s’est transformé en acte de bienfaisance dont on se vente jour et nuit comme s’il s’agissait d’une générosité qui nous impose une dette morale envers l’Etat et son sommet.</p>
</blockquote>
<div class="translation">I più ottimisti tra noi preferiscono vedere il bicchiere mezzo pieno dei risultati economici e &#8220;sociali&#8221;. Sono stati attivati ambiziosi progetti di infrastrutture, alcuni realizzati appositamente a beneficio del &#8220;nuovo&#8221; regno. Ci scambiamo complimenti e ci sentiamo soddisfatti, come se fosse una risposta adeguata alle enormi aspettative accumulatesi durante il regno di Hassan II. Ma stanno proprio così le cose? Un tale sentire non è piuttosto dimostrazione della totale assenza della benché minima politica di sviluppo sociale, che ha stravolto il concetto stesso di sviluppo, definito come un diritto e non un atto caritatevole, e rappresentato dal ruolo &#8220;naturale&#8221; dello Stato, quello cioé di gestire equamente la ricchezza del Paese e i soldi dei contribuenti a beneficio di tutti? La rassegnazione, risultato di una lunga tradizione di pratiche anti-democratiche e anti-sociali, ha trasformato [questi doveri] in atti caritatevoli di cui siamo orgogliosi, sempre, come se fosse generosità elargita dall&#39;alto, un debito morale nei confronti dello Stato e del suo Capo. </div>
<p>Sono trascorsi ormai dieci anni da quando un giovane e promettente monarca arabo prese il posto del padre sul trono alawita del Marocco. Dieci anni in cui la gente ha continuato a sperare in un cambiamento radicale. Tuttavia mentre i blogger marocchini cercano di rivalutare il periodo di reggenza dell&#39;attuale monarca - alcuni criticandolo aspramente, altri evidenziandone i &#8220;successi&#8221; - sembra esserci un denominatore comune: il forte appetito per un futuro migliore.</p>
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