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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Libano</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Libano</title>
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		<title>Ampie e articolate le proteste online contro le proposte normative USA</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 00:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri 18 gennaio 2012 è  stato un giorno importante per Internet l'attivismo globale. Migliaia i siti web "in sciopero" per protestare le proposte di legge "anti-pirateria" in discussione al Parlamento USA. Panoramica di reazioni, commenti e siti oscurati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri 18 gennaio è  stato un giorno importante per Internet. Siti web come <a title="Sito in inglese" href="http://google.com">Google</a> [en, <em>come i link successivi eccetto ove diversamente indicato</em>] e <a title="Sito in inglese" href="http://twitpic.com">Twitpic</a>, insieme a gruppi e individui della società civile, si sono <a title="Sito in inglese" href="https://www.eff.org/deeplinks/2012/01/january-18-internet-wide-protests-against-blacklist-legislation">uniti</a> in una causa comune: protestare contro due disegni di legge statunitensi che potrebbero avere effetti negativi per la libertà d&#39;espressione online in tutto il mondo.</p>
<p>Come ha <a title="Post su GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/no-al-sopapipa-per-tutelare-linternet-aperta-e-condivisa/">spiegato Ivan Sigal</a> [it], direttore esecutivo di Global Voices, esistono &#8220;potenti corporation e forze istituzionali [che] preferirebbero restringere l&#39;apertura e l&#39;accessibilità del web.&#8221;  Entrambi i disegni di legge <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stop_Online_Piracy_Act">Stop Online Piracy Act (SOPA)</a> [it]  e <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/PROTECT_IP_Act">Protect-IP Act (PIPA)</a> costringerebbero i siti ad auto-censurare informazioni potenzialmente protette da copyright, e potrebbero, come scrive Sigal, &#8220;Il nostro timore è che queste norme finiscano per danneggiare in modo irreparabile l&#39;impegno degli attivisti digitali che vivono sotto regimi repressivi in varie regioni del mondo&#8221;.</p>
<p>Dato che questi disegni di legge potrebbero influenzare gli utenti Internet in tutto il mondo, i membri della comunità globale si sono uniti ai netizen statunitensi in segno di protesta. Dall&#39;associazione a tutela dei diritti digitali tedesca <a title="Sito in tedesco" href="http://netzpolitik.org/2012/warum-sopa-auch-uns-angeht/">Netzpolitik</a> [de] a <a title="Sito in inglese" href="http://openmedia.ca/sopa">Open Media Canada</a>, fino a singoli blogger e utenti dei social media, il sentimento è lo stesso: bloccare queste proproste.</p>
<p><strong>L&#39;oscuramento della Rete</strong></p>
<div id="attachment_286765" class="wp-caption alignleft" style="width: 248px"><a rel="attachment wp-att-286765" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=286765"><img class="size-medium wp-image-286765" title="Il sito francese https://linuxfr.org oscurato per protestare contro il #SOPA" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/Screen-shot-2012-01-18-at-10.44.10-AM-238x300.png" alt="Il sito francese https://linuxfr.org oscurato per protestare contro il #SOPA" width="238" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il sito francese https://linuxfr.org oscurato per protestare contro il #SOPA</p></div>
<p>Migliaia i siti oscurati o con una pagina interstiziale.  <em>Danica Radovanovic</em> (@DanicaR), che cura il blog network australiano DejanSEO, <a href="http://dejanseo.com.au/english-wikipedia-to-go-offline-to-protest-against-sopa/">discute</a> la decisione di Wikipedia di aderire al black-out, una decisione che interessa le tante comunità globali che seguono il sito:</p>
<blockquote><p>Nel corso delle ultime 72 ore, oltre 1.800 &#8220;wikipediani&#8221; si sono uniti per discutere le varie azioni proposte che la comunità intende adottare contro SOPA e PIPA. Questo è di gran lunga il maggior livello di partecipazione in una comunità mai visto su Wikipedia, a riprova del livello di preoccupazione rispetto a queste legislazioni. La stragrande maggioranza dei partecipanti sostiene l&#39;azione della comunità per incoraggiare una sempre maggiore reazione pubblica ai due disegni di legge. Tra le proposte prese in considerazione dai wikipediani, l&#39;oscuramento di Wikipedia versione inglese, insieme a quello di molti altri siti web contrari a SOPA e PIPA, hanno ricevuto il maggior sostegno.</p></blockquote>
<p>L&#39;organizzazione francese <em><a title="Sito in francese" href="https://www.laquadrature.net/fr">La Quadrature du Net</a></em> [fr] si è unita alle sue controparti oltreoceano oscurando il proprio sito web, mostrando invece la seguente l&#39;immagine:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-286766" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=286766"><img class="aligncenter size-medium wp-image-286766" title="Schermata di La Quadrature du Net" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/Screen-shot-2012-01-18-at-10.49.12-AM-375x200.png" alt="Schermata di La Quadrature du Net" width="375" height="200" /></a></p>
<p>I partiti pirata sono tra gli avversari più agguerriti contro le leggi anti-pirateria.  In <a href="http://www.partidopirata.es/">Spagna</a>, <a href="http://pirata.cat">Catalogna</a>, <a href="http://www.pirateparty.ch">Switzerland</a>, <a href="http://www.partidopirata.com.ar/">Argentina</a>, <a href="https://www.pirateparty.ca/stop-sopa?redirect_to=%2F">Canada</a>, e <a href="http://www.piratpartiet.se/international/english">Svezia</a> (e sicuramente molti altri), i partiti pirata locali si sono uniti oscurando i propri siti web.</p>
<div id="attachment_286769" class="wp-caption alignright" style="width: 385px"> <a rel="attachment wp-att-286769" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=286769"><img class="size-medium wp-image-286769" title="Il sito del Partito pirata della Catalogna oscurato" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/Screen-shot-2012-01-18-at-11.11.39-AM-375x247.png" alt="Il sito del Partito pirata della Catalogna oscurato" width="375" height="247" /></a><p class="wp-caption-text">Il sito del Partito pirata della Catalogna oscurato</p></div>
<p>Altri noti siti oscurati sono stati i tedeschi <a title="Sito in tedesco" href="http://www.ccc.de/">Chaos Computer Club</a> [de] e <a title="Sito in tedesco" href="http://www.gruene.de/">Green Party</a> [de], nonchè l&#39;organizzazione internazionale <a title="Sito in inglese" href="http://en.rsf.org">Reporters Without Borders</a>. Quest&#39;ultima ha spiegato così <a href="http://en.rsf.org/etats-unis-reporters-without-borders-to-close-17-01-2012,41695.html">la propria decisione</a>:</p>
<blockquote><p>Abbiamo deciso di chiudere il nostro sito in lingua inglese per 24 ore come simbolo del bavaglio oppressivo che si diffonderebbe sull&#39;attuale Internet se SOPA e PIPA venissero adottate. Questi disegni di legge colpirebbero un numero infinito di utenti, ignari di qualsiasi tipo di violazione di proprietà intellettuale, forzando i siti web a bloccare l&#39;accesso ad altri siti sospettati di violazioni di diritto d&#39;autore definite in modo troppo vago.</p></blockquote>
<p>Per ulteriori immagini di siti in black out per protesta, controllare la galleria su <a href="http://netzpolitik.org/2012/sopa-blackout-gallery/">Netzpolitik</a>.</p>
<p><strong>Tradurre l&#39;importanza dell&#39;attivismo</strong></p>
<p>In alcuni Paesi, i blogger si sono assunti la responsabilità di informare sull&#39;importanza di opporsi alle leggi SOPA e PIPA. La blogger libanese <em>Mireille Raad</em> ha spiegato perché i cittadini libanesi dovrebbero preoccuparsi di queste leggi, <a title="Post in inglese" href="http://mireille.it/sopa-and-why-a-lebanese-should-care/">scrivendo</a>:</p>
<blockquote><p>Essere libanese, non significa non essere un utente internet - il SOPA colpirà pesantemente internet coinvolgendo siti anche al di fuori degli Stati Uniti, ossia il vostro&#8230;</p>
<p>&#8230; Dovreste preoccuparvi ed essere arrabbiati perché, che vi piaccia o meno, internet non è campata per aria, è fatta di aziende che esistono nei Paesi e devono rispondere alle leggi locali anche se Internet è &#8220;globale &#8220;. Ciò sta spingendo cittadini di in tutto il mondo a preoccuparsi del SOPA - e anche se ci si sente impotenti, occorre comunque preoccuparsi e agire- perché tutti i cittadini nel cyberspazio sono creati uguali e così le loro azioni risuonano con pari forza.</p></blockquote>
<p>In un <a title="Post in inglese" href="http://pansci.tw/archives/9994">altro post</a> l&#39;attivista per la libertà di informazione taiwanese CK Hung ribattezza le leggi anti-pirateria &#8220;The Great Firewall of Chinamerica&#8221; (La Grande muraglia della Cinamerica)- creando un&#39;apposita immagine grafica:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-286767" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=286767"><img class="aligncenter size-medium wp-image-286767" title="The Great Firewall of Chinamerica: grafico in cinese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/tw-joins-gfw-375x177.png" alt="The Great Firewall of Chinamerica: grafico in cinese" width="375" height="177" /></a></p>
<p>È disponibile una versione in inglese dello stesso grafico:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-286859" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=286859"><img class="aligncenter size-medium wp-image-286859" title="The Great Firewall of Chinamerica: grafico in inglese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/tw-joins-gfw-en-375x132.png" alt="The Great Firewall of Chinamerica: grafico in inglese" width="375" height="132" /></a></p>
<p>Il blogger scrive inoltre:</p>
<blockquote><p>掌權者很樂意用 「保護智財」 或 「阻絕色情」、 「和諧社會」 當做永遠不可能吃到口的誘餌來說服公民支持其強化管制網路的法律和政策 (例如選擇便利管制的工具)， 然後藉由這些法律和政策來強化它對公民的資訊監控。 掌權者很樂意公民只看見海市蜃樓， 卻忽略通往海市蜃樓的道路上， 威脅著社會自由民主的 collateral damages。 不論最終的掌權者到底是微軟、 蘋果、 共產黨、 民主黨、 還是共和黨， 受害的永遠都是絕大多數的公民。</p></blockquote>
<div class="translation">Coloro che detengono il potere sono felici della &#8220;protezione della proprietà intellettuale&#8221; o &#8220;negazione del sesso&#8221;, &#8220;società armoniosa&#8221;, come un&#39;esca che non può alimentare la bocca per convincere i cittadini a sostenere la loro politica e i loro atti giuridici che rafforzeranno il controllo sul web (per esempio, scegliendo strumenti per facilitare il controllo). E poi attraverso queste leggi e politiche essi possano rafforzare il controllo delle informazioni dei cittadini &#8216;. Quelli al potere sono felici che i cittadini vedano solo un miraggio, ma ignorano che la strada verso questo miraggio è fatta di danni collaterali che minacciano la società libera e democratica. Non importa chi comanda alla fine -Microsoft, Apple, il Partito Comunista, il Partito democratico o il Partito Repubblicano, la stragrande maggioranza delle vittime sono sempre i cittadini.</div>
<blockquote><p>而臺灣， 正是這兩大監控勢力交會處的絕佳實驗場所。</p></blockquote>
<div class="translation">E Taiwan è il banco di prova proprio all&#39;incrocio di queste due grandi forze di monitoraggio.</div>
<p>L&#39;autrice venezuelana per Global Voices, <em>Marianne Diaz</em> spiega perché è preoccupata da questi disegni di legge:</p>
<blockquote><p>De cualquier modo, Estados Unidos no es el mundo, y las leyes de propiedad intelectual tienen limitaciones territoriales y varían de país a país. Por ejemplo, en Venezuela, la obra entra en dominio público sesenta años después de la muerte del autor. Sin embargo, mediante la aplicación de SOPA y PIPA, Estados Unidos pretende que a mí, a ti y a cualquier siberiano se le pueda forzar a cumplir unas limitaciones que no le son aplicables de acuerdo a la ley.</p></blockquote>
<div class="translation">&#8230; In ogni caso, l&#39;America non è il mondo, e le leggi sulla proprietà intellettuale sono limitazioni territoriali e variano da Paese a Paese. Per esempio, in Venezuela, l&#39;opera entra nel pubblico dominio 60 anni dopo la morte dell&#39;autore. Tuttavia, applicando SOPA e PIPA, gli Stati Uniti vogliono che tutti siano costretti a rispettare i vincoli che non si applicano a norma delle leggi [locali].</div>
<p>Su Twitter circolano discussioni simili. Dal Regno Unito, @<a title="Account su Twitter" href="http://twitter.com/gokhankaratay">GokhanKaratay</a> <a title="Messaggio su Twitter" href="https://twitter.com/#!/GokhanKaratay/status/159541790867853313">scrive</a>:</p>
<blockquote><p>Spero davvero che le leggi #SOPA e #PIPA non vengano approvate al senato. La legislazione contro la pirateria è necessaria, ma non in questo modo</p></blockquote>
<p>Sottolineando la partecipazione della piattaforma argentina di condivisione video Cuevana, @Gaby_xoa riferisce:</p>
<blockquote><p>#Cuevana uniéndose al apagón #ANTISOPA que cuarta la libre expresión!!! twitpic.com/88nzkg</p></blockquote>
<div class="translation">#Cuevana si unisce al black-out #ANTISOPA  [contro il disegno di legge che] limita la libertà di espressione!</div>
<p><strong>Cosa si può fare per fermare il SOPA e il PIPA</strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-286790" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=286790"><img class="alignleft size-full wp-image-286790" title="Schermata: censurato!" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/Screen-shot-2012-01-18-at-12.38.32-PM.png" alt="Schermata: censurato!" width="144" height="145" /></a> Anche se la comunità internazionale non può influenzare direttamente un progetto di legge statunitense, la solidarietà espressa in opposizione a entrambi le proposte è sicuramente d&#39;aiuto agli attivisti USA.  A parte gli esempi di cui sopra, i blogger hanno trovato numerosi modi creativi per farsi sentire, come l&#39;aggiunta di un <a href="http://twibbon.com/join/Censored---Stop-SOPA-Protest">Twibbon</a> anti-SOPA o  anti-PIPA oscurando il proprio <a href="http://en.blog.wordpress.com/2012/01/18/join-our-censorship-protest/">blog WordPress</a>.  Fight for the Future sta <a href="http://americancensorship.org/modal/state-dept-petition/index.html">incoraggiando la comunità internazionale</a> a firmare una petizione per il Dipartimento di Stato USA. Ma anche solo parlare e spiegare le implicazioni di queste due normative può aiutare.</p>
<p>Infine, lo specifico ambito statunitense presenta parecchie opzioni per la partecipazione diretta, tra cui:<br />
- La Electronic Frontier Foundation diffonde una <a href="https://blacklists.eff.org/">petizione da firmare online</a> e una <a href="https://www.eff.org/deeplinks/2012/01/stop-blacklist-legislation-guide-person-meetings">guida per avere un incontro con i parlamentari</a>.<br />
- Il progetto <em>Stop American Censorship</em> di Fight for the Future organizzato una <a href="http://americancensorship.org/">l&#39;invio di lettere</a>.<br />
- Free Press propone una <a href="http://act2.freepress.net/sign/media_sopa">campagna</a> per convincere le reti televisive a informare sulle due proposte di legge.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/' title='elenca tutti gli articoli di Jillian C. York'>Jillian C. York</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Intra'>Elena Intra</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/18/global-online-community-protests-u-s-anti-piracy-bills/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/ampie-e-articolate-le-proteste-online-contro-le-proposte-normative-usa/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fampie-e-articolate-le-proteste-online-contro-le-proposte-normative-usa%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fampie-e-articolate-le-proteste-online-contro-le-proposte-normative-usa%2F&#038;text=Ampie+e+articolate+le+proteste+online+contro+le+proposte+normative+USA&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fampie-e-articolate-le-proteste-online-contro-le-proposte-normative-usa%2F&#038;title=Ampie+e+articolate+le+proteste+online+contro+le+proposte+normative+USA' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fampie-e-articolate-le-proteste-online-contro-le-proposte-normative-usa%2F&#038;title=Ampie+e+articolate+le+proteste+online+contro+le+proposte+normative+USA' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fampie-e-articolate-le-proteste-online-contro-le-proposte-normative-usa%2F&#038;title=Ampie+e+articolate+le+proteste+online+contro+le+proposte+normative+USA' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fampie-e-articolate-le-proteste-online-contro-le-proposte-normative-usa%2F&#038;title=Ampie+e+articolate+le+proteste+online+contro+le+proposte+normative+USA' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Mondo arabo: foto online per raccontare il 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 17:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel salutare un 2011 che ha rivoluzionato l'intera regione araba, alcuni collaboratori di Global Voices segnalano varie fotografie diffuse online che meglio rispecchiano quanto accaduto lo scorso anno nei rispettivi Paesi d'origine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sin dal dicembre 2010, quando il giovane venditore ambulante <a title="Voce Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mohamed_Bouazizi">Mohamed Bouazizi</a> [it] si è dato fuoco nella piccola città tunisina di Sidi Bouzid, un&#39;ondata di proteste popolari percorre il mondo arabo. Si tratta certamente di un evento senza precedenti, al quale i più non avrebbero mai immaginato di assistere.</p>
<p>Da allora, tre dittatori sono stati deposti e altri hanno dovuto aprire a riforme, mentre in alcuni Paesi le proteste tuttora in corso si stanno rivelando particolarmente violente e sanguinose.</p>
<p>È indubbio che, nella storia del mondo arabo, il 2011 sarà dunque ricordato come l&#39;anno in cui i cittadini hanno iniziato a ribellarsi contro i regimi oppressivi.</p>
<p>Nel dire addio a questi 12 mesi, alcuni collaboratori di Global Voices propongono qui di seguito una serie di fotografie diffuse online che ai loro occhi meglio rispecchiano quanto accaduto lo scorso anno nei rispettivi Paesi.</p>
<p><strong>Tunisia</strong></p>
<div id="attachment_281765" class="wp-caption aligncenter" style="width: 530px"><a href="http://www.demotix.com/users/talel-nacer/profile"><img class="size-full wp-image-281765" title="14 gennaio, proteste di fronte al Ministero degli Interni" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/rassemblement-des-tunisiens-le-14-Janvier-devant-le-ministere-de-linterieur-e1325328027714.jpg" alt="14 gennaio, proteste di fronte al Ministero degli Interni" width="520" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Talel Nacer, usata sotto autorizzazione</p></div>
<blockquote><p>Il 14 gennaio 2011, migliaia di manifestanti si sono riuniti nelle vicinanze della sede del Ministero degli Interni di Tunisi invocando la caduta del dittatore Zine El-Abidine Ben Ali. Più tardi, quello stesso giorno, Ben Ali ha lasciato il Paese per l&#39;Arabia Saudita.</p>
<p style="text-align: right;"><a title="Profilo GV dell'autrice" href="http://globalvoicesonline.org/author/afef-abrougui/">Afef Abroughi</a></p>
</blockquote>
<p><strong>Siria</strong></p>
<div id="attachment_281775" class="wp-caption aligncenter" style="width: 530px"><a rel="attachment wp-att-281775" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=281775"><img class="size-full wp-image-281775" title="Manifestazione a Kafar Nabel" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/syria-e1325328119265.jpg" alt="Manifestazione a Kafar Nabel" width="520" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">Autore sconosciuto</p></div>
<blockquote><p>Un potente messaggio dalla &#8220;città occupara di Kafar Nabel&#8221;, Siria.</p>
<p style="text-align: right;"><a title="Profilo GV dell'autrice" href="http://globalvoicesonline.org/author/leila-nachawati-rego/">Leila Nachawati</a></p>
</blockquote>
<p><strong>Libano</strong></p>
<div id="attachment_281780" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.krikorianmher.com/"><img class="size-full wp-image-281780" title="È tutta una questione di soldi" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/its-all-about-the-money.jpg" alt="È tutta una questione di soldi" width="480" height="720" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di KrikOrian, uso autorizzato</p></div>
<blockquote><p>Anche se nel Libano del 2011 non si è assistito ad una rivoluzione, le proteste e gli sviluppi della regione hanno fortemente influenzato la situazione interna. Ma a spaventare i cittadini della Terra dei Cedri è soprattutto l&#39;elevato costo della vita, in crescita dopo ogni nuovo provvedimento sugli stipendi e prima ancora che lo stesso venga approvato dal Parlamento.</p>
<p style="text-align: right;"><a title="Profilo GV dell'autrice" href="http://globalvoicesonline.org/author/thalia-rahme/">Thalia Rahme</a></p>
</blockquote>
<p><strong>Palestina</strong></p>
<div id="attachment_281791" class="wp-caption aligncenter" style="width: 530px"><a href="http://www.flickr.com/photos/jilliancyork/6497991439/in/set-72157628384415907"><img class="size-full wp-image-281791" title="Cartellone in Palestina" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/6497991439_7d0eeffc88_b-e1325328208664.jpg" alt="Cartellone in Palestina" width="520" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Jillian C. York, licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0)</p></div>
<blockquote><p>Palestina: &#8220;Uniti per la pace&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><a title="Profilo GV dell'autrice" href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a></p>
</blockquote>
<p><strong>Yemen</strong></p>
<div id="attachment_281797" class="wp-caption aligncenter" style="width: 530px"><a rel="attachment wp-att-281797" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=281797"><img class="size-full wp-image-281797" title="Marcia a Sanaa, ottobre 2011" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/crowd-sanaa-fri-oct21-e1325327875678.jpg" alt="Marcia a Sanaa, ottobre 2011" width="520" height="390" /></a><p class="wp-caption-text">Copyright Shohdi Al-Sofi, usata con autorizzazione</p></div>
<blockquote><p>I grandi cortei pacifici che hanno percorso senza sosta le strade dello Yemen sono testimonianza della determinazione degli yemeniti e prova che, come recita il cartello, &#8220;la vittoria è del popolo&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><a title="Profilo GV dell'autrice" href="http://globalvoicesonline.org/author/noon-arabia/">Noon Arabia</a></p>
</blockquote>
<p><strong>Bahrain</strong></p>
<div id="attachment_281804" class="wp-caption aligncenter" style="width: 530px"><a href="http://yfrog.com/h3bt4jlcj"><img class="size-full wp-image-281804" title="Mappa dei lacrimogeni" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/bt4jlc-1-e1325328653121.jpg" alt="Mappa dei lacrimogeni" width="520" height="271" /></a><p class="wp-caption-text">Foto diffusa su Twitter da @almakna</p></div>
<blockquote><p>La mappa (diffusa da <a title="Profilo Twitter" href="https://twitter.com/#!/Almakna">@almakna</a> [ar/en])riporta le aree in cui, nel giro di una sola notte, le forze di sicurezza del Paese avrebbero impiegato gas lacrimogeno per reprimere le proteste. Io stessa ho avuto difficoltà respiratorie, ritrovandomi a trascorrere la nottata e il giorno successivo in cattive condizioni di salute, a seguire spasmodicamente i tweet degli altri utenti bahreniti.</p>
<p style="text-align: right;"><a title="&lt;/dd"></a><a title="Profilo GV dell'autrice" href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a></p>
</blockquote>
<div id="attachment_281812" class="wp-caption aligncenter" style="width: 487px"> <img class="size-full wp-image-281812" title="Lacrimogeni" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/AhbR56XCEAABITd-1.jpg" alt="Lacrimogeni" width="477" height="640" /><p class="wp-caption-text">Foto diffusa su Twitter da @SanabisVoice</p></div>
<blockquote><p>L&#39;immagine (da <a title="Tweet in arabo" href="https://twitter.com/#!/SanabisVoice/status/150538430407905280/photo/1">@SanabisVoice</a> [ar]) mostra i cilindri esauriti di gas lacrimogeni rinvenuti per le strade di un piccolo centro nel corso di una sola giornata. In Rete sono molte le foto come questa, diffuse dai netizen attraverso i social network a raccontare una storia iniziata 11 mesi fa e che pure fatica ad attirare l&#39;attenzione del mondo.</p>
<p style="text-align: right;"><a title="&lt;/dd"></a><a title="Profilo GV dell'autrice" href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a></p>
</blockquote>
<p><strong>Egitto</strong></p>
<div id="attachment_281895" class="wp-caption aligncenter" style="width: 530px"><a href="http://www.flickr.com/photos/rouelshimi/5410504751/"><img class="size-full wp-image-281895" title="Il Cairo, 25 gennaio" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/5410504751_3f1039fbd4_b-e1325350647935.jpg" alt="Il Cairo, 25 gennaio" width="520" height="348" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di rouelshimi, licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0)</p></div>
<blockquote><p>25 gennaio, i primi manifestanti riuniti in corteo si dirigono verso Piazza Tahrir: è l&#39;alba della rivoluzione.</p>
<p style="text-align: right;"><a title="Profilo GV dell'autore" href="http://globalvoicesonline.org/author/tarek-amr/">Tarek Amr</a></p>
</blockquote>
<p><strong>Marocco</strong></p>
<div id="attachment_281898" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=156224344438602&amp;set=t.100001531125059&amp;type=3&amp;theater"><img class="size-full wp-image-281898" title="Che la forza sia con noi" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/photo_4efb783ca8b58Amine-Hachimoto-The-Force-is-with-us.jpg" alt="Che la forza sia con noi" width="480" height="720" /></a><p class="wp-caption-text">Copyright Amine Hachimoto, usata con autorizzazione</p></div>
<blockquote><p>La bambina che osserva questo Superman marocchino in posa di fronte al Parlamento sembra chiedersi se l&#39;uomo sia davvero in grado di volare. Di chi si tratta? È un ultra-nazionalista o forse di un sostenitore del gruppo pro-riforme del 20 Febbraio? Non lo sappiamo, ma poco importa. Perché dietro a questa meravigliosa foto di <a title="Profilo Facebook" href="https://www.facebook.com/Hachimoto">Amine Hachimoto</a> si cela una realtà marocchina completamente nuova: il 2011 è stato l&#39;anno in cui la strada è divenuta teatro di espressioni politiche nonviolente, qualcosa che sembra destinato a non esaurirsi negli anni a venire.</p>
<p style="text-align: right;"><a title="Profilo GV dell'autore" href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham Almiraat</a></p>
</blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/hisham/' title='elenca tutti gli articoli di Hisham Almiraat'>Hisham Almiraat</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/alice-rossi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Alice Rossi'>Alice Rossi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/04/arab-world-a-year-in-pictures-our-authors-selection/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/mondo-arabo-il-2011-in-foto-secondo-gli-autori-di-global-voices/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmondo-arabo-il-2011-in-foto-secondo-gli-autori-di-global-voices%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmondo-arabo-il-2011-in-foto-secondo-gli-autori-di-global-voices%2F&#038;text=Mondo+arabo%3A+foto+online+per+raccontare+il+2011&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmondo-arabo-il-2011-in-foto-secondo-gli-autori-di-global-voices%2F&#038;title=Mondo+arabo%3A+foto+online+per+raccontare+il+2011' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmondo-arabo-il-2011-in-foto-secondo-gli-autori-di-global-voices%2F&#038;title=Mondo+arabo%3A+foto+online+per+raccontare+il+2011' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmondo-arabo-il-2011-in-foto-secondo-gli-autori-di-global-voices%2F&#038;title=Mondo+arabo%3A+foto+online+per+raccontare+il+2011' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmondo-arabo-il-2011-in-foto-secondo-gli-autori-di-global-voices%2F&#038;title=Mondo+arabo%3A+foto+online+per+raccontare+il+2011' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Libano: il massacro di Sabra e Shatila 29 anni dopo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/libano-il-massacro-di-sabra-e-shatila-29-anni-dopo/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/libano-il-massacro-di-sabra-e-shatila-29-anni-dopo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 19:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nijmi Edres</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=46976</guid>
		<description><![CDATA[Il 16 settembre scorso i netizen di tutto il mondo hanno condiviso riflessioni e perplessità commemorando l'anniversario del massacro di Sabra e Shatila, i due campi profughi palestinesi di Beirut ovest (all'epoca dei fatti sotto supervisione israeliana) messi a ferro e fuoco dai falangisti libanesi nel 1982.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 16 settembre scorso è stato commemorato il 29° anniversario del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabra_e_Shatila">massacro di Sabra e Shatila</a>, l&#39;evento più cruento nella storia del conflitto israelo-palestinese, il quale dura ormai da più di sessant&#39;anni.</p>
<p>Il 16 settembre del 1982, i miliziani falangisti libanesi, coperti alle spalle da militari israeliani (in arabo: <em>al-Kataeb</em>) entrarono nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila, situati nella parte occidentale della città di Beirut compiendo un massacro senza precedenti. Le uccisioni furono indiscriminate, nemmeno l&#39;età e il sesso vennero presi in considerazione: anziani, donne, bambini e perfino neonati furono facili prede.</p>
<div id="attachment_254629" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-254629" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=254629"><img class="size-medium wp-image-254629 " title="Su concessione di Mondoweiss" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/Sabra-and-Shatila-375x249.jpg" alt="Su concessione di Mondoweiss" width="375" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Su concessione di Mondoweiss</p></div>
<p>La cifra esatta dei palestinesi uccisi non è mai stata stabilita: secondo le stime il numero dei morti sarebbe compreso tra gli 800 e i 3500 individui, i cui corpi, testimonianze della distruzione operata dai falangisti, in alcuni casi non furono mai ritrovati.</p>
<p>Il massacro si consumò sotto gli occhi dei soldati israeliani i quali, avendo assunto il controllo di Beirut ovest e la responsabilità di vigilare sulle entrate ai campi profughi, facilitarono l&#39;operazione agli alleati libanesi rischiarando il cielo notturno con dei bengala.</p>
<p>Una commissione di inchiesta israeliana, la <a title="Pagina in inglese da Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sabra_and_Chatila_massacre#Sharon_.22personal_responsibility.22">Commissione Khan</a> [<em>en, come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato</em>], giudicò il Ministro della Difesa dello Stato di Israele, Ariel Sharon, personalmente responsabile dell&#39;accaduto, chiedendone le dimissioni dal Governo israeliano.</p>
<p>Venerdì 16 settembre il web è stato invaso da tribuiti in memoria delle vittime del massacro.</p>
<p><a title="Blog in inglese" href="http://desertpeace.wordpress.com/2011/09/16/sabra-and-shatila-zionists-changing-history-by-erasing-it/">DesertPeace</a> ha commemorato l&#39;accaduto condividendo un video [attenzione: il video contiene immagini impressionanti]:</p>
<p style="text-align: center;"><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kvj9JLVRuDI?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kvj9JLVRuDI?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il blog politico <a title="Blog in inglese" href="http://pulsemedia.org/2009/09/17/sabra-and-shatila/">Pulse</a><em>, </em>ha ripercorso la storia dell&#39;orribile tragedia:</p>
<blockquote><p>Erano le sei di giovedì sera. Durante la prima incursione trecentoventi uomini furono trascinati in trenta furgoni. Quattro squadre fecero irruzione da quattro diversi punti di accesso al campo. Queste squadre erano composte dagli uomini più sanguinari, quelli che godevano maggiormente delle violenze perpetrate, i più avezzi alla battaglia, i più saturi di rabbia, uomini che avevano bisogno di alzare ogni volta il livello delle proprie atrocità per scuotere i loro sensi ormai assuefatti alla guerra. Sempre più selvaggi, sempre più crudeli.</p>
<p>Israele illuminò loro il cielo. I bengala bianchi di fosforo si arrampicarono verso l&#39;alto ballando, poi un fuoco, come un sole orribile, si incendiò sopra il tetto, un sole che esplodeva di rabbia, mentre i bambini dormivano&#8230;</p>
<p>Senza nessun riguardo uccisero anche i bambini più piccoli e le loro fastidiose madri. Poi furono grida e corse. Casa per casa, arrivarono fino alle stanze più nascoste, alle mura più estreme. Un duro lavoro. Presto iniziarono a colpire i bersagli con più attenzione, praticando con gusto quel macabro sport, sfregiando, squarciando e accoltellando. Tracannavano whisky e araq, sniffavano cocaina sulla carne viva e sulle lame dei coltelli. Per tutta la notte, quel giovedì, i bulldozer abbatterono gli edifici prossimi all&#39;entrata del campo, mentre una macchina scavava fosse. Ululando e sparando attraversavano correndo ogni strada del campo. La gente si chiudeva in casa, in attesa. Mormoravano cercando di prevedere in quale direzione sarebbe proseguito il massacro o accampando scuse per giustificare il frastuono. Alcuni ancora non si rendevano conto della sua estensione, o non volevano crederci. Il mattino avrebbe mostrato loro la dura realtà.</p>
<p>Si rannicchiavano nel buio più nero. Fuori il sole notturno bruciava, nei nascondigli nemmeno la flebile luce di una candela. Buio, oscuro quanto l&#39;ignoranza. Poi l&#39;alba portò con sè l&#39;odore del fumo e del sangue.</p>
<p>Venerdì il massacro si intensificò. Raggiunse la sua massima ferocia nell&#39;area del Gaza Hospital. Finalmente, intorno alle 8 di sabato mattina, gli scontri andarono scemando. Una follia durata più di 36 ore.</p></blockquote>
<p>Christof Lehmann offre il suo tributo su <a title="Blog in inglese" href="http://sabbah.biz/mt/archives/2011/09/16/sabra-shatila-massacre/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+SabbahsBlog+%28Sabbah+Report%29">Sabbah Report</a>:</p>
<blockquote><p>Sono passati 29 anni, dio mio. Non vi dimenticherò mai, persone meravigliose. Non dimenticherò nemmeno la crudeltà e la compassione portate agli estremi, le brutture e la bellezza, le ghigna e le risate mentre assassinavano senza nessun rispetto per l&#39;umanità e la vita, qualcosa di impossibile da comprendere. Non dimenticherò mai le lacrime e i pianti di disperazione più profonda, le sofferenze a cui nessun essere umano, e nemmeno nessun animale, dovrebbe essere sottoposto. Nei giorni di terrore condivisi, imparari la più grande lezione di umanità e potei conoscere la più profonda bellezza dello spirito collettivo palestinese, che a tratti faticavo a sopportare.</p>
<p>Confuso? Si, lo sono.</p>
<p>Nonostante siano passati 29 anni, ancora non riesco a capire fino in fondo l&#39;effetto che questa esperienza abbia avuto su di me o su di voi. Io, almeno, ebbi il privilegio di andarmene da lì non appena fu possibile venir fuori dalle rovine di Sabra e Shatila.  Voi no. Questo mi ha rattristato profondamente. Così profondamente da impedirmi di riuscire ad affrontare nuovamente i demoni del ricordo e la mia coscienza, così sporca dopo avervi lasciato lì. Ci sono così tante cose che non capisco legate al fatto che vi abbia abbandonati in quello stato, presi a calci, sanguinanti nel corpo e nell&#39;anima. Vetri rotti che brillano come diamanti al sole, gridando di disperazione &#8220;lasciateci vivere in pace&#8221;. Questa è l&#39;unica cosa che so con assoluta certezza:</p>
<p>né io, né voi, né nessun altro uomo dovrebbe sperimentare la crudeltà della pura malvagità sguinzagliata in quel modo, e finché avrò vita farò qualsiasi cosa in mio potere affinché esperienze terrificanti come quella di Sabra e Shatila non si ripetano.</p>
<p>Come potete vedere, sono un completo fallimento.</p></blockquote>
<p>David Samel ha richiamato l&#39;attenzione su altri crimini commessi dall&#39;esercito israeliano durante l&#39;invasione in Libano del 1982, pubblicando un commento su <a title="Blog in inglese" href="http://mondoweiss.net/2011/09/on-the-29th-anniversary-of-the-sabra-and-shatila-massacre.html">Mondoweiss</a>:</p>
<blockquote><p>per quanto terribili furono queste atrocità, esse rappresentarono solo la ciliegina sulla torta dell&#39;invasione israeliana in Libano nel giugno 1982, un&#39;invasione giustificata da un falso pretesto e che causò la morte di un numero compreso tra i 15.000 e i 20.000 individui, libanesi e palestinesi. A dire il vero gli israeliani &#8220;liberali&#8221; citano Sabra e Shatila a dimostrazione di quanto progressista sia il loro Paese. Al di là di tutto, centinaia di migliaia di israeliani manifestarono contro il massacro e la Commissione Khan giudicò due pesci grossi, come Sharon ed Eitan, indirettamente responsabili. Il film &#8220;Valzer con Bashir&#8221; ha dato voce ai sensi di colpa e ai ricordi che i veterani israeliani  cercano drammaticamente di affrontare. Tuttavia, l&#39;intera estate del 1982 fu caratterizzata da continui atti di barbarie, ancor più di quanto accadde nella guerra in Libano del 2006 o, più di recente, durante le invasioni e i bombardamenti combinati del 2008-2009 a Gaza. Crimini impuniti, perchè Begin e Sharon, ormai deceduti (nel caso di Sharon solo virtualmente), non furono mai chiamati a rispondere delle uccisioni di massa e del terrorismo di Stato.</p></blockquote>
<p>Su <a title="Blog in inglese" href="http://bodyontheline.wordpress.com/2009/09/19/against-anniversaries/">Body on the Line</a> Marcy Newman sostiene che celebrare l&#39;anniversario sia cosa vana se nel frattempo non si affrontano le difficili condizioni di vita dei rifugiati palestinesi:</p>
<blockquote><p>quello che mi preoccupa di tutto questo è il fatto che tutti commemorino l&#39;anniversario del massacro di Sabra e Shatila mentre nessuno sembra ricordare la distruzione del campo profughi di Nahr el Bared. È piuttosto conveniente per Mitchell e per i suoi seguaci libanesi parlare del problema dei rifugiati palestinesi, ma state pur certi che non rilasceranno nessuna dichiarazione in merito alla questione del loro diritto al ritorno. Per i palestinesi di Nahr el Bared ora il diritto al ritorno è un &#8220;doppio&#8221; diritto: diritto di ritorno al loro campo e, secondariamente, di ritorno in Palestina. Se solo questo primo passo potesse essere saltato e potessero tornare alle proprie case immediatamente!</p>
<p>È per questo che credo di essere contraria agli anniversari. In senso ideale, gli anniversari dovrebbero essere momenti utili a riflettere in merito a una persona/un popolo/un evento. Dovrebbero aiutare ad agire in modo da riuscire a onorare questa memoria. L&#39;unico vero modo per onorare la memoria del massacro del 1982 o della distruzione di Nahr el Bared del 2007 è combattere per il diritto al ritorno dei profughi palestinesi. Ma nessuno parla di questo, come non si sta parlando della ricostruzione di Nahr el Bared.</p></blockquote>
<p>Anche su Twitter, numerosi commenti in memoria dell&#39;accaduto:</p>
<blockquote><p><a title="Post originale in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/#!/motantawi/status/114792704398983168">@motantawi</a>: una tragedia è una tragedia. Il ricordo dell&#39;11 settembre non supera o cancella la memoria del massacro di Sabra e Shatila. Perché fare dei paragoni?</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Post originale in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/#!/rida_faisal/status/114778409078493184">@rida_faisal</a>: perché le vittime di Sabra e Shatila non vengono ricordate con una cerimonia di commemorazione di massa? E la copertura mediatica? Giusto, non è sangue americano.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Post originale in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/#!/HamzehLattouf/status/114748251206467584">@HamzehLattouf</a>: Sabra e Shatila rappresentano crimini orribili, crimini commessi dal &#8220;mondo civilizzato&#8221; per permettere agli assassini di farla franca</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Post originale in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/#!/fadiseikaly/status/114729378256125953">@fadiseikaly</a>: ecco qui i miei 140 caratteri dedicati alle vittime di Sabra e Shatila del 1982. Spero che Sharon, nel suo coma, veda i loro volti ogni giorno.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Post originale in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/#!/omerrcelik/status/114590297001959424">@omerrcelik</a>: oggi si commemora il ventinovesimo anniversario del massacro di Sabra e Shatila. Il giorno di uno dei più brutali attacchi mai commessi nella storia, portato a compimento da Israele</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Post originale in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/#!/IamDiijah/status/114472486078386177">@IamDiijah</a>: il mondo non osserverà un minuto di silenzio in memoria delle 3.500 vittime palestinesi innocenti di Sabra e Shatila</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Post originale in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/#!/KShihabi/status/114381061017972737">@KShihabi</a>: massacro di Sabra e Shatila 16-19/9/1982&#8230;nessuno ha ancora pagato</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Post originale in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/#!/hamna_/status/114306503283982336">@hamna_</a>: domani, 16-17 settembre, si commemora il massacro di Sabra e Shatila ma, di certo, non sarà ricordato come è stato ricordato l&#39;11 settembre.</p></blockquote>
<p>Nonostante il ricordo di Sabra e Shatila sia molto diffuso attravero i social media, la blogosfera libanese rimane pressochè muta in merito al massacro.</p>
<p>Come già accaduto per l&#39;intera guerra civile libanese, molti libanesi hanno scelto la via del silenzio, come risulta evidente dalla quasi completa mancanza di allusioni e riferimenti all&#39;anniversario di Sabra e Shatila sul web.</p>
<p>Per molti libanesi la guerra civile e le sue atrocità continuano a essere un cupo ricordo da evitare per non riaprire ferite ancora troppo dolorose.</p>
<p>La vita prosegue quindi nella sua normalità, ignara dei crimini commessi contro l&#39;umanità, in alcune occasioni proprio sul suolo libanese.</p>
<p>Di fatto, fino ad oggi, nessun libanese colpevole del massacro di Sabra e Shatila o di qualsiasi massacro occorso durante la guerra civile libanese è mai stato condotto davanti a un tribunale.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/' title='elenca tutti gli articoli di Antoun Issa'>Antoun Issa</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/nijmi-edres/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Nijmi Edres'>Nijmi Edres</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/09/17/lebanon-sabra-and-chatila-massacre-remembered-29-years-on/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/libano-il-massacro-di-sabra-e-shatila-29-anni-dopo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Flibano-il-massacro-di-sabra-e-shatila-29-anni-dopo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Flibano-il-massacro-di-sabra-e-shatila-29-anni-dopo%2F&#038;text=Libano%3A+il+massacro+di+Sabra+e+Shatila+29+anni+dopo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Flibano-il-massacro-di-sabra-e-shatila-29-anni-dopo%2F&#038;title=Libano%3A+il+massacro+di+Sabra+e+Shatila+29+anni+dopo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Flibano-il-massacro-di-sabra-e-shatila-29-anni-dopo%2F&#038;title=Libano%3A+il+massacro+di+Sabra+e+Shatila+29+anni+dopo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Flibano-il-massacro-di-sabra-e-shatila-29-anni-dopo%2F&#038;title=Libano%3A+il+massacro+di+Sabra+e+Shatila+29+anni+dopo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Flibano-il-massacro-di-sabra-e-shatila-29-anni-dopo%2F&#038;title=Libano%3A+il+massacro+di+Sabra+e+Shatila+29+anni+dopo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Libano: sostenere i migranti con progetti innovativi, soprattutto online</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/librati-sostenere-i-migranti-con-progetti-innovativi-soprattutto-online/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/librati-sostenere-i-migranti-con-progetti-innovativi-soprattutto-online/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 14:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Costantino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etnia]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggi]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[A Beirut, una comunità di giovani pieni di entusiasmo, la Migrant Workers Task Force, si sta adoperando per sostenere gli stranieri che lavorano in Libano come collaboratori domestici, spesso costretti a vivere in condizioni terribili. Ampi i rilanci e l'attività online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Beirut, una comunità di giovani pieni di entusiasmo, <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://mwtaskforce.wordpress.com">The Migrant Workers Task Force</a> [en, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato</em>], si sta adoperando per sostenere gli stranieri che lavorano in Libano come collaboratori domestici, e che spesso sono costretti a vivere e a lavorare in condizioni terribilmente ingiuste.</p>
<p>Il gruppo di volontari è attivo solo da gennaio 2011, ma, grazie a un approccio innovativo volto a cambiare la percezione che si ha dei lavoratori e dei datori di lavoro, è già riuscito ad attirare l&#39;attenzione dei mezzi di informazione <a title="Articolo in inglese" href="http://www.dailystar.com.lb/News/Local-News/2011/May-14/Volunteers-teach-languages-to-migrant-workers.ashx?searchText=migrant%20worker#axzz1MPGdpsud"> locali </a> e <a title="Articolo in inglese" href="http://www.irinnews.org/printreport.aspx?reportid=92699">internazionali</a>. Tra i più importanti risultati ottenuti, troviamo i <a title="Articolo in inglese" href="http://mwtaskforce.wordpress.com/sunday-classes/">corsi di lingua gratuiti</a> a disposizione dei lavoratori che, ogni domenica, possono imparare l&#39;arabo, l&#39;inglese o il francese.</p>
<p>In Libano, circa un collaboratore domestico a settimana perde la vita in circostanze oscure, che spesso vengono considerate come casi di suicidio. All&#39;80% è vietato uscire da casa del proprio datore di lavoro. La situazione difficile in cui si trovano e i loro diritti vengono quasi sempre ignorati.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-253014" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=253014"><img class="size-medium wp-image-253014 alignright" title="Logo della Migrant Workers Task Force" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/MWTF-logo-375x222.jpg" alt="Logo del Migrant Workers Task Force" width="135" height="80" /></a>Inizialmente, la task force era formata soltanto da Alex, Lioba, Farah, Ali, Janie e poche altre persone, ma di recente il gruppo si è ingrandito. Secondo quanto riferito da Janie Shen, 24 anni, una delle co-fondatrici (l&#39;unica straniera che si trova effettivamente ancora in Libano), l&#39;idea della Migrant Workers Task Force è nata quando i nuovi arrivati, tra i quali lei e Alex, sono rimasti impressionati nel vedere le condizioni dei lavoratori immigrati - divise degradanti, maltrattamenti, passaporti confiscati, cibo razionato, un solo giorno di riposo a settimana o a volte nessuno.</p>
<p>In questo video, Janie dettaglia meglio il progetto:</p>
<p style="text-align: center;"><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nAq5AS75FwA?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/nAq5AS75FwA?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#39;organizzazione non possiede una sede, né si basa su un&#39;organizzazione ufficiale, ma si riunisce regolarmente presso la Zico House di Hamra e alcune delle attività saranno presto trasferite nella <a title="Articolo in inglese" href="http://mwtaskforce.wordpress.com/">Migrant House</a> a Nabaa. Le persone coinvolte nel progetto lavorano come volontari, e per coprire le spese organizzano piccoli eventi di raccolta fondi.</p>
<div id="attachment_253767" class="wp-caption alignright" style="width: 222px"><a href="http://mwtaskforce.wordpress.com/2011/04/26/antiracism-poster-campaign-for-labour-day-2011/"><img class="size-medium wp-image-253767" title="Campagna anti-razzismo della Migrant Workers Task Force" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/anti-racism-ad-Alaa-212x300.jpg" alt="Campagna anti-razzismo della Migrant Workers Task Force" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Campagna anti-razzismo della Migrant Workers Task Force. &quot;Vedi un uomo povero, ma in realtà è una fonte di ricchezza&quot;</p></div>
<p>Parte del successo ottenuto dal gruppo si deve al talento che hanno nel comunicare attraverso i social media. Tutte le novità e i comunicati vengono pubblicati sul loro <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://mwtaskforce.wordpress.com/">blog</a>, e gestiscono un <a title="Gruppo su Facebook" href="http://www.facebook.com/#!/groups/19504133537/">gruppo</a> e diverse <a title="Pagina Facebook" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=241408995882718">pagine</a> su Facebook. Inoltre, condividono immagini e video su <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/mwtaskforce/">Flickr</a> e su <a title="Canale Youtube" href="http://www.youtube.com/user/mwtaskforce">Youtube</a>.</p>
<p>Tra le loro campagne memorabili, troviamo i <a title="Articolo in inglese" href="http://mwtaskforce.wordpress.com/2011/04/26/antiracism-poster-campaign-for-labour-day-2011/"> manifesti anti-razzismo per l&#39;International Worker&#39;s Day</a> (con la partecipazione di tre studenti delle lezioni di lingua), una serie di interviste rivolte agli immigrati in merito alle loro condizioni, e alcuni <a title="Lista dei cortometraggi" href="http://globalvoicesonline.org/2011/06/29/lebanon-welcome-to-lebanon-as-seen-by-a-migrant-worker/">cortometraggi di genere satirico</a>, in risposta a una campagna ufficiale che mostra il Libano come un paradiso per i turisti.</p>
<p>Hanno anche ospitato feste per gli immigrati, come quella per il  <a title="Articolo in inglese" href="http://mwtaskforce.wordpress.com/2011/04/19/momos-tarab-bollywood-a-nepalese-new-year-at-t-marbouta/">Capodanno nepalese</a>, e hanno aiutato a vendere <a title="Articolo in inglese" href="http://mwtaskforce.wordpress.com/2011/04/30/happy-day-at-souk-el-tayeb/">alimenti dell&#39;Asia e dell&#39;Africa e altri prodotti tipici</a>.</p>
<p><strong>Lezioni di lingua</strong></p>
<p>Lavoratori provenienti dal Nepal, Filippine, Etiopia, Madagascar e Sudan, si riuniscono la domenica con insegnanti volontari che li aiutano ad apprendere altre lingue. All&#39;inizio si trattava di incontri informali, che adesso si stanno trasformando in lezioni di lingua più strutturate.</p>
<p>Questo è un video preso da una delle lezioni, con testimonianze di studenti e insegnanti.<br />
Un insegnante afferma: &#8220;offro le mie competenze di lingua inglese per aiutarli a parlare in nome dei propri diritti&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_DgHSf2MqMY?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/_DgHSf2MqMY?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Le lezioni di lingua sono diventate un evento importante per formare la comunità. In questo video, troviamo tra le intervistate <a title="Articolo in inglese" href="http://africanwomenincinema.blogspot.com/2011/09/rahel-zegeye-experiences-of-ethiopian.html">Rahel Zegeye</a>, lavoratrice emigrata dall&#39;Etiopia, che in due anni ha investito i suoi guadagni per girare un lungometraggio sulla sua esperienza di collaboratrice domestica in Libano.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iL-elOVSqRY?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/iL-elOVSqRY?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>In appena otto mesi, la Migrant Workers Task Force ha mobilitato più impegno e volontari di quanto abbiano fatto molte organizzazioni riconosciute. Grazie a loro, tramite la lingua e la comunicazione, i lavoratori emigrati in Libano che devono affrontare queste difficoltà hanno ottenuto l&#39;attenzione che meritavano a livello internazionale.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/thalia-rahme/' title='elenca tutti gli articoli di Thalia Rahme'>Thalia Rahme</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/barbara-costantino/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Barbara Costantino'>Barbara Costantino</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/09/13/lebanon-empowering-migrant-workers-with-language/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/librati-sostenere-i-migranti-con-progetti-innovativi-soprattutto-online/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Flibrati-sostenere-i-migranti-con-progetti-innovativi-soprattutto-online%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Flibrati-sostenere-i-migranti-con-progetti-innovativi-soprattutto-online%2F&#038;text=Libano%3A+sostenere+i+migranti+con+progetti+innovativi%2C+soprattutto+online&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Flibrati-sostenere-i-migranti-con-progetti-innovativi-soprattutto-online%2F&#038;title=Libano%3A+sostenere+i+migranti+con+progetti+innovativi%2C+soprattutto+online' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Flibrati-sostenere-i-migranti-con-progetti-innovativi-soprattutto-online%2F&#038;title=Libano%3A+sostenere+i+migranti+con+progetti+innovativi%2C+soprattutto+online' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Flibrati-sostenere-i-migranti-con-progetti-innovativi-soprattutto-online%2F&#038;title=Libano%3A+sostenere+i+migranti+con+progetti+innovativi%2C+soprattutto+online' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Flibrati-sostenere-i-migranti-con-progetti-innovativi-soprattutto-online%2F&#038;title=Libano%3A+sostenere+i+migranti+con+progetti+innovativi%2C+soprattutto+online' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Egitto: blogger e attivista libanese respinto all&#039;aeroporto del Cairo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/egitto-blogger-e-attivista-libanese-respinto-dal-paese/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/egitto-blogger-e-attivista-libanese-respinto-dal-paese/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 15:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariateresa Varbaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Divieto d'ingresso in Egitto per il noto blogger libanese Imad Bazzi, fermato e interrogato in aeroporto, e subito rimandato in Libano col primo volo disponibile. Ecco una rassegna reazioni online alla disavventura di Bazzi -- inclusa la sua versione dei fatti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Imad Bazzi, blogger libanese pluripremiato e direttore di <a title="Pagina di CyberACT in arabo" href="http://arabcyberact.org/">CyberACT</a> [ar], organizzazione non governativa che promuove il cambiamento e le riforme in Medio Oriente e Nord Africa attraverso l&#39;uso dei social media, è stato fermato all&#39;aeroporto del Cairo e gli è stato negato l&#39;ingresso in Egitto lunedì 5 settembre.</p>
<p>Imad, conosciuto su Twitter col nome utente @<a title="profilo di Imad Bazzi su Twitter " href="http://twitter.com/TrellaLB">TrellaLB</a> [en], si è messo in contatto con alcuni amici, e <a title="pagina di Twitter con i messaggi sull'accaduto" href="http://twitter.com/TrellaLB/status/110711942632587264">postato messaggi su twitter direttamente dall&#39;interno dell&#39;ufficio di polizia dell&#39;aeroporto egiziano</a> [en], per diffondere la notizia che, <a title="Lancio AFP su Google News" href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5hKltw-bxZQVf7VV_r4j3kbC--ZKg?docId=CNG.2db02c9cd0555a1b4cc3a76310337a41.5e1"> secondo quanto gli era stato detto</a> [en], il suo nome &#8220;compariva nella lista di persone bandite dal paese per ordine di un&#39;autorità di sicurezza,&#8221; e che sarebbe stato imbarcato su un aereo per il Libano di lì a poco.</p>
<p>Le reazioni su Twitter sono state immediate, gli utenti si sono molto meravigliati di come possa ancora accadere una cosa del genere nell&#39;Egitto del dopo-rivoluzione e del dopo-Mubarak.</p>
<blockquote><p>@<a title="Pagina del profilo Twitter di Dima_Khatib" href="https://twitter.com/#!/Dima_Khatib/status/110771425945722880">Dima_Khatib</a>[en]: Il blogger libanese @TrellaLB è stato bloccato ed espulso dall&#39;Egitto, dalla polizia all&#39;aeroporto del Cairo appena arrivato.. E&#39; stato messo in una &#8220;lista nera&#8221; !!! Dov&#39;è #jan25?</p></blockquote>
<blockquote><p>@<a href="https://twitter.com/#!/JustAmira/status/110715735378100224">JustAmira</a> [en]: Il blogger libanese (@TrellaLB) è stato fermato in Egitto. Mubarak è forse di nuovo al potere?</p></blockquote>
<p>Le organizzazioni per i diritti civili <a title="Sito web dell'organizzazione" href="http://www.anhri.net/?p=38701">The Arab Network for Human Rights Information </a>[ar] e <a title="Sito web dell'organizzazione" href="http://skeyes.wordpress.com/2011/09/05/54564545646/">Samir Kassir Eyes</a> [ar] sono in allarme per questa notizia.</p>
<p>Dopo il suo rientro in Libano, <a title="Sito di Trella B in arabo" href="http://trella.org/3163">Imad ha raccontato la sua esperienza di fermo all&#39;aeroporto del Cairo</a> [ar]. Ha scritto di come mai avrebbe immaginato che le sue visite periodiche alla città del Cairo potessero trasformarsi in una simile avventura, soprattutto in seguito alla sua decisione di trasferirsi e lavorare al Cairo. Inoltre ha aggiunto che non immaginava che l&#39;Egitto del dopo-rivoluzione sarebbe rimasto l&#39;Egitto che era stato. Ha così riassunto gli interrogatori cui è stato sottoposto in aeroporto.</p>
<blockquote><p>الى ان حضر شخص بمرافقة من الشرطة فيما كان هو باللباس المدني وكان في غاية الإحترام وسأل سؤالين وانصرف<br />
الظابط : ما سبب إصابتك في الظهر<br />
الجواب: ديسك<br />
هل انت من “ولاد” الفايسبوك؟<br />
الجواب: لم افهم السؤال<br />
حسناً يا استاذ، عشر دقائق واعود…</p></blockquote>
<div class="translation">Finché qualcuno in abiti civili è arrivato accompagnato dalla polizia e molto educatamente mi ha fatto un paio di domande e poi è andato via.<br />
Ufficiale: Cos&#39;è successo alla sua schiena?<br />
Risposta: <a title="Wikipedia sull'ernia al disco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ernia_del_disco">Ernia al disco</a> [it].<br />
Ufficiale: Lei è uno di quei &#8220;ragazzini di Facebook&#8221;?<br />
Risposta: Non capisco la domanda<br />
Bene, la lascio per 10 minuti e poi torno.</div>
<p>Dopo di lui è arrivato un altro ufficiale con in mano il passaporto di Imad per fargli altre domande.</p>
<blockquote><p>الظابط: من هو وائل عباس ؟<br />
الجواب : صديق<br />
الضابط: و…. (لم يتمكن من قراءة الإسم فإستعان بشرطي) ومينا ذكري؟<br />
الجواب: صديق الكتروني<br />
الظابط: اي ده الفورين بوليسي مين دول؟<br />
الجواب: مجلة عالمية<br />
الظابط: ولم تمنحك جائزة؟<br />
الجواب: ليست جائزة، انما تقدير<br />
الظابط : على ماذا ؟<br />
الجواب: نشاطي الإلكتروني<br />
الظابط: هو انت من اللي بيدعموا الثورة؟<br />
الجواب: هزة بالرأس بمعنى لم افهم ما يقصد</p></blockquote>
<div class="translation">Ufficiale: Chi è <a title="Articolo di Threatened Voices del 2009 su Wael Abbas" href="http://threatened.globalvoicesonline.org/blogger/wael-abbas">Wael Abbas</a> [en]?<br />
Risposta: Un amico.<br />
Ufficiale: (Non riusciva a leggere il nome, così ha chiesto l&#39;aiuto di un poliziotto) E <a title="Profilo Twitter di Mina Zekri" href="http://twitter.com/#!/minazekri">Mina Zekri</a> [ar]?<br />
Risposta: Un amico conosciuto online.<br />
Ufficiale: Cos&#39;è questa <a title="Sito della Rivista Foreign Policy" href="http://www.foreignpolicy.com/">Foreign Policy</a> [en]? Chi sono questi?<br />
Risposta: Una rivista internazionale.<br />
Ufficiale: Perché le hanno dato un premio?<br />
Risposta: Non un premio, un riconoscimento.<br />
Ufficiale: Per cosa?<br />
Risposta: Il mio attivismo online.<br />
Ufficiale: Lei è uno di quelli che sostengono la rivoluzione?<br />
Risposta: Ho fatto di no con la testa in segno che non comprendevo la domanda.</div>
<p>Dopo di lui è arrivato un terzo ufficiale per interrogare Imad facendogli altre due domande: la prima riguardava i suoi rapporti con <a title="Articolo di GV su Maikel Nabil" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/12/egypt-we-are-all-maikel-nabil/">Maikel Nabil</a> [en], <a title="Articolo di GV Advocacy su Maikel Nabil" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/2011/09/07/egypt-on-maikel-nabil-first-blogger-to-be-jailed-since-january-25/">il primo blogger ad essere incarcerato dalla caduta di Mubarak</a> [en], cui Imad aveva fatto visita in prigione, essendo un pacifista e poiché Imad stesso si interessa di pacifismo.</p>
<p>Questa domanda chiarisce i motivi del divieto di ingresso in Egitto per Imad. Anche il giornale libanese Al-Akhbar <a title="Sito web del giornale" href="http://www.al-akhbar.com/node/20631">si interroga sulle ragioni</a> [ar] di tutto ciò.</p>
<blockquote><p>يكشف بزّي عن السبب الحقيقي لترحيله من مصر: «لا شكّ في أن نشاطي على الإنترنت أثار شكوكهم، لكن الأهم هو زيارتي للمدوّن مايكل نبيل في سجن المرج العمومي في شهر حزيران/ يونيو</p></blockquote>
<div class="translation">Imad ha rivelato quali sono i motivi della sua espulsione dall&#39;Egitto: &#8220;E&#39; evidente che il mio attivismo online è per loro una provocazione, ma più importante è stata la mia visita a Maikel Nabil presso la prigione di Al-Marg lo scorso giugno.&#8221;</div>
<p>Alla fine, Imad ha spiegato su Twitter di non essere affatto affatto triste, se gli egiziani riusciranno a restaurare il loro Paese e i loro diritti.</p>
<blockquote><p>@<a title="Messaggio di Imad su Twitter" href="http://twitter.com/#!/TrellaLB/statuses/111918149280088064">TrellaLB</a>[en]: Mi va anche bene che io sia stato espulso dall&#39;Egitto. Così domani potrò starmene seduto a guardare i ribelli che si riprendono il Paese. Buona fortuna! #Egypt</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/tarek-amr/' title='elenca tutti gli articoli di Tarek Amr'>Tarek Amr</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mariateresa-varbaro/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Mariateresa Varbaro'>Mariateresa Varbaro</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/09/10/imad-bazzi-no-entry-to-egyp/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/egitto-blogger-e-attivista-libanese-respinto-dal-paese/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fegitto-blogger-e-attivista-libanese-respinto-dal-paese%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fegitto-blogger-e-attivista-libanese-respinto-dal-paese%2F&#038;text=Egitto%3A+blogger+e+attivista+libanese+respinto+all%26%2339%3Baeroporto+del+Cairo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fegitto-blogger-e-attivista-libanese-respinto-dal-paese%2F&#038;title=Egitto%3A+blogger+e+attivista+libanese+respinto+all%26%2339%3Baeroporto+del+Cairo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fegitto-blogger-e-attivista-libanese-respinto-dal-paese%2F&#038;title=Egitto%3A+blogger+e+attivista+libanese+respinto+all%26%2339%3Baeroporto+del+Cairo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fegitto-blogger-e-attivista-libanese-respinto-dal-paese%2F&#038;title=Egitto%3A+blogger+e+attivista+libanese+respinto+all%26%2339%3Baeroporto+del+Cairo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fegitto-blogger-e-attivista-libanese-respinto-dal-paese%2F&#038;title=Egitto%3A+blogger+e+attivista+libanese+respinto+all%26%2339%3Baeroporto+del+Cairo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Quale futuro per i libanesi nelle carceri siriane?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 20:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Siria]]></category>

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		<description><![CDATA[A decenni di distanza dalla guerra civile e sei anni dopo la fine dell'occupazione siriana del Libano, le famiglie dei detenuti libanesi nelle carceri siriane guardano alla rivoluzione contro il regime di Bashar Al-Asad con un misto ansia e speranza. In questo post, Thalia Rahme intevista Wadih Al-Asmar, segretario generale del Centro Libanese per i Diritti Umani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fin dal 2005, tempo prima delle <a title="Speciale GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/syria-protest-2011/">proteste</a> [en, <em>come tutti i link tranne ove diversamente indicato</em>] con cui oggi i siriani invocano la caduta del quarantennale regime della famiglia Al-Asad, nel centro di Beirut c&#39;è una tenda dove un gruppo di madri, mogli, sorelle e figlie ha organizzato un sit-in permanente per chiedere il ritorno dei loro cari dalla Siria. Con il sole e con la pioggia, queste donne rivendicano il diritto di conoscere le sorti dei mariti, fratelli, figli e padri di cui si è persa ogni traccia durante la <a title="Pagina Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_libanese">guerra civile in Libano</a> [it] e la successiva occupazione siriana. Alcune persone risultano scomparse da più di trent&#39;anni.</p>
<div id="attachment_251721" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><img class="size-medium wp-image-251721" title="La tenda delle famiglie dei libanesi scomparsi e detenuti in Siria" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/beirut-tent-syria-prisoners-375x281.jpg" alt="La tenda delle famiglie dei libanesi scomparsi e detenuti in Siria" width="375" height="281" /><p class="wp-caption-text">La tenda delle famiglie dei libanesi scomparsi e detenuti in Siria</p></div>
<p>Lo scorso maggio, il presidente Asad ha concesso <a title="Lancio ANSA" href="https://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/05/31/visualizza_new.html_842440196.html">un&#39;amnistia generale</a> [it] per i prigionieri politici, ma non è chiaro se il provvedimento valga anche per prigionieri politici e detenuti di nazionalità libanese. Cosa sarà di loro, considerato lo stato in cui versa attualmente il Paese? Bisogna guardare con ottimismo al vento del cambiamento che potrebbe soffiare su Damasco?</p>
<p>La questione è stata scarsamente trattata dalla blogosfera e dai citizen media, eccezion fatta per diversi gruppi e pagine Facebook aggiornati con regolarità come <a title="Pagina Facebook" href="http://www.facebook.com/pages/Assad-Free-the-Lebanese-detainees-in-Syria/207277902640685?sk=wall"><em>Asad, libera i prigionieri libanesi in Siria</em></a>, <a title="Pagina Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=2249649848&amp;v=wall"><em>Salviamo i libanesi detenuti in Siria</em></a> e <a title="Pagina Facebook" href="http://www.facebook.com/groups/117494223600/"><em>Famiglie dei libanesi vittime di sparizione forzata in Siria</em></a>, o la petizione <a title="Petizione su Cause.com" href="http://www.causes.com/causes/2481-lebanese-political-detainees-in-syrian-prisons"><em>Prigionieri politici libanesi in Siria</em></a> su Cause.com.</p>
<p>Tra i blog bisogna invece citare il post di <a title="Account Twitter" href="http://twitter.com/#!/eliefares">Elie Fares</a>, di <a title="Post dal blog di Elie Fares" href="http://stateofmind13.wordpress.com/2011/03/16/">A Separate State of Mind</a>. Il 16 marzo, Elie scrive:</p>
<blockquote><p>I libanesi rinchiusi nelle carceri siriane non sono trattati come esseri umani. Una delle poche persone riuscite a uscirne è un&#39;insegnante di Tripoli. La donna ha descritto le torture cui è stata sottoposta, con particolare attenzione per un procedimento chiamato &#8220;il pneumatico&#8221; (douleib): il detenuto viene fatto mettere in un pneumatico e colpito su tutto il corpo con fili elettrici. La testimone ha subito gravi danni a un occhio, esploso come un uovo fritto. Ma ai carcerieri non importava, hanno continuato a picchiarla.</p></blockquote>
<p>E aggiunge:</p>
<blockquote><p>Oggi mi rivolgo dunque a coloro che hanno ancora un po&#39; di umanità. È come se il partito politico in possesso dei mezzi per agire non fosse minimamente interessato. Spero perciò con tutto il cuore che le proteste in Siria portino un po&#39; di sollievo alle famiglie dei detenuti libanesi e contribuiscano alla scrittura di una nuova pagina nella storia delle relazioni tra i due Paesi, una pagina che ci vede uguali e non figli di una provincia che non c&#39;era.</p></blockquote>
<div id="attachment_251722" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.facebook.com/groups/117494223600/"><img class="size-medium wp-image-251722" title="Immagine dalla campagna Conoscere è un mio diritto" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/the-right-to-know-lebanon-375x281.jpg" alt="Immagine dalla campagna Conoscere è un mio diritto" width="375" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine dalla campagna Conoscere è un mio diritto, tratta dalla pagina Facebook Famiglie dei libanesi vittime di sparizione forzata in Siria</p></div>
<p>Al 2 giugno risale invece <a title="Post in arabo dal blog di Ahmed Hegab" href="http://ahmedhelmasry.blogspot.com/search?q=%D8%B3%D9%88%D8%B1%D9%8A%D8%A7">questo post</a> [ar] dell&#39;egiziano Ahmed Hegab, intitolato &#8220;Perché nessuno parla dei prigionieri libanesi in Siria?&#8221;:</p>
<div class=arabic>عندما  قرأت خبر العفو عن المعتقلين تخيلت و لو للحظه ان كلمة المعتقلين تضم  المعتقليين اللبنانيين فى السجون السوريه !!!! الجيش السورى قبض على المئات  فى سوريا قدر عددهم الرسمى 650 أسير لبنانى , أكاد أشك فى الرقم ! ولا  أحسب هنا عدد المفقودين اثناء الإحتلال السورى للبنان , أكاد افهم صبر  الناشطين و الحقوقيين فى لبنان حيث الدعم الأعلامى من حزب الله للنظام  السورى و الإرهاب الفكرى للبنانيين فى أن يتكلم أحدهم عن النظام السورى و  التضييق على اي فعاليات تدعم الثورة السوريه , لكن عن تجربتنا فى مصر اقول  لكم ان النظام السوري سينهار ان عاجلا او أجلا , أبحثوا عن أسراكم و أضغطوا  على الجامعة العربية , أضغطوا على المجتمع الدولى فالنظام السورى الأن على  إستعداد ان يقدم اي تنازلات حتى لا يسقط</div>
<div class="translation">Dopo aver letto la notizia dell&#39;amnistia, per un attimo ho pensato che il termine prigionieri includesse anche i libanesi detenuti in Siria. L&#39;esercito siriano ha arrestato centinaia di persone-il numero ufficiale è di 650 libanesi, ma dubito si tratti della cifra esatta. Inoltre non ho tenuto conto di quanti sono scomparsi durante l&#39;occupazione siriana del Libano. In qualche modo comprendo la pazienza degli attivisti libanesi di fronte alla propaganda mediatica pro-Asad messa in atto da Hezbollah, al terrorismo psicologico che entra in gioco ogni volta che un libanese parla della Siria e alla repressione di ogni azione a sostegno della rivoluzione siriana. Ma, alla luce della nostra esperienza in Egitto, vi dico: il regime siriano cadrà, prima o poi. Cercate i vostri prigionieri e fate pressione sulla Lega Araba e sulla comunità internazionale, perché in questo momento il regime è disposto a fare ogni tipo di concessione per non sprofondare.</div>
<p><strong>Intervista</strong></p>
<div id="attachment_251723" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-251723" title="Wadih Al-Asmar" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/lebanon-human-rights-225x300.jpg" alt="Wadih Al-Asmar" width="225" /><p class="wp-caption-text">Wadih Al-Asmar (foto usata col permesso del proprietario)</p></div>
<p>Alla luce degli ultimi eventi, e prima che la faccenda cada nell&#39;oblio, ho intervistato <a title="Account Twitter" href="http://twitter.com/#!/walasmar">Wadih Al-Asmar</a>, segretario generale del <a title="Sito del CLDH" href="http://www.cldh-lebanon.org/"><em>Centro Libanese per i Diritti Umani - CLDH</em></a> (<a title="Account Twitter" href="http://twitter.com/#!/HumanRightsCLDH">Twitter</a> e <a title="Pagina Facebook" href="http://www.facebook.com/groups/107869015821/">Facebook</a>).</p>
<p><strong>Thalia Rahme: Quali sono gli ultimi sviluppi sulla questione dei libanesi detenuti in Siria? Mi riferisco in particolare ai disordini che stanno sconvolgendo il Paese.</strong></p>
<blockquote><p><strong>Wadih Al-Asmar:</strong> La situazione in Siria è piuttosto critica, incerta e confusa. Questo si riflette inevitabilmente sulla questione dei libanesi scomparsi. Tutto dipende dal destino del regime di Bashar Al-Asad e della Siria in generale. Bashar andrà o resterà? E nel caso di un cambio ai vertici, sarà dichiarata un&#39;amnistia generale o la sete di vendetta prenderà il sopravvento? In caso Bashar aprisse alle riforme, dovrebbe rimanere al potere? I nostri sentimenti in questo momento si dividono tra dubbio, paura e speranza. La speranza, e la mia è una considerazione dettata dal cinismo, è che sfortunatamente stiamo assistendo a continue sparizioni e rilasci che hanno per protagonisti gli stessi cittadini siriani. Una volta che la situazione sarà più chiara, sarà possibile affrontare la questione da una nuova e più ampia prospettiva. Il dialogo con le autorità siriane dovrebbe riprendere. La domanda è: con quali autorità?</p></blockquote>
<p><strong>TR: Cosa stanno facendo in proposito le organizzazioni direttamente coinvolte?</strong></p>
<blockquote><p><strong>W A-A:</strong> Oltre a noi, sono tre i gruppi attivi: <em>Sostegno ai Libanesi in Detenzione ed Esilio</em> (SOLIDE), il <em>Comitato Famiglie delle Persone Rapite e Scomparse in Libano</em> e il <em>Comitato Famiglie dei Libanesi Incarcerati in Siria</em>. Abbiamo lavorato fianco a fianco per molti anni, con lo stesso obiettivo e un&#39;unica strategia. Abbiamo documenti che provano l&#39;esistenza di cittadini libanesi nelle carceri siriane (non parlo delle persone processate e condannate per crimini vari) e disponiamo di strategie e meccanismi d&#39;azione&#8230; Quello che ci manca è una copertura ufficiale, dal momento che la Siria si rifiuta di collaborare.<br />
C&#39;è un comitato congiunto libanese-siriano nato nel 2005 con l&#39;incarico di seguire il caso. Il suo operato è purtroppo inefficiente, in particolare da parte libanese - ci si limita a replicare la posizione siriana di totale negazione delle detenzioni. Negazione che va contro ogni prova.<br />
Chiediamo dunque un riconoscimento ufficiale al fine di iniziare un dialogo con i siriani, che in questo modo non avrebbero altra scelta che riconoscerci. Indipendentemente dal regime e dalle forze a capo del Paese, solo così saremo in grado di prendere provvedimenti effettivi. Dovrebbe nascere una commissione libanese ufficiale con l&#39;obiettivo di indagare su tutti i casi denunciati,  siano essi in Siria, Israele, Libia, Libano&#8230; dappertutto.</p></blockquote>
<p><strong>TR: In che senso l&#39;attuale comitato è inefficiente?</strong></p>
<blockquote><p><strong>W A-A: </strong>Farò un semplice esempio: ottenute prove sufficienti su un detenuto, lo comunichiamo al referente libanese, che a sua volta contatta la controparte siriani. Poi la Siria nega che quella tale persona si trovi entro i suoi confini, e la storia finisce lì. Non viene preso nessun altro provvedimento.<br />
Una volta abbiamo presentato il caso di una donna apparentemente giustiziata. Come sempre, la Siria ha negato. Grazie alla nostra insistenza, la sezione libanese ha nuovamente riferito alla controparte siriana, stavolta pronta ad ammettere che la donna si trovava in Siria e che aveva subito una condanna per impiccagione cancellata all&#39;ultimo minuto. Ma per noi non era sufficiente: volevamo sapere dove si trovasse. L&#39;abbiamo chiesto, ma invano..</p></blockquote>
<p><strong>TR: Poco tempo fa il presidente Asad ha emesso un decreto che garantisce l&#39;amnistia a tutti i prigionieri politici. La grazia vale anche per i libanesi</strong></p>
<div id="Odette Salem" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><img src="http://photos-d.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/229147_10150601540895198_889325197_18876338_8366561_a.jpg" alt="Odette Salem" width="180" height="135" /><p class="wp-caption-text">Odette Salem è morta il 16 maggio 2009. I suoi figli Christine e Richard sono stati rapiti nel 1985.</p></div>
<blockquote><p><strong>W A-A:</strong> I libanesi detenuti in Siria appartengono a varie categorie. 1) Quelli che hanno commesso dei crimini in territorio siriano e sono stati processati. Non si tratta di persone scomparse, ma ci interessano comunque dal punto di vista dei diritti umani. 2) Quelli che non hanno commesso crimini ma sono stati arrestati per ragioni politiche e hanno ricevuto una condanna. In questo caso provvediamo all&#39;assegnazione di un avvocato e facciamo il nostro meglio perché il processo si svolga in maniera regolare. 3) Quelli che sono stati rapiti da milizie siriane o libanesi o dalle autorità del Paese di provenienza e trasferiti in Siria, per ragioni politiche e di altro genere. Quest&#39;ultimo gruppo è il più numeroso. Purtroppo l&#39;amnistia riguarda soltanto i prigionieri della seconda categoria, con due sole persone rilasciate su una lista di 120.</p></blockquote>
<p><strong>TR: In quanto organizzazioni per i diritti umani avete fatto ricorso ai social media per tenere traccia dei prigionieri e raccogliere dati? Se sì, come?</strong></p>
<blockquote><p><strong>W A-A:</strong> Da più di dieci anni usiamo Internet per fare opera di sensibilizzazione sulla questione diritti umani e in particolare sul tema delle sparizioni forzate. I social media ci aiutano a mantenere i contatti con le famiglie, in particolare con quelle che si trovano all&#39;estero.</p></blockquote>
<p><strong>TR: Secondo lei, in che modo possono le organizzazioni per i diritti delle vittime di sparizioni forzate usare i social media per spostare l&#39;attenzione sulla loro missione?</strong></p>
<blockquote><p><strong>W A-A:</strong> Cercando di raggiungere il maggior numero possibile di persone, spingendole a garantire sostegno.</p></blockquote>
<p><strong>TR:  Quali sono i vostri progetti in merito?</strong></p>
<blockquote><p><strong>W A-A:</strong> Abbiamo collaborato già coi precedenti governi, e stiamo facendo lo stesso con quello attuale per poter arrivare a una soluzione. Speriamo di ottenere presto dei risultati concreti.
</p></blockquote>
<p>Risale al 3 settembre l&#39;evento più recente che ha avuto la collaborazione del CLDH. In quell&#39;occasione, con l&#39;obiettivo di incoraggiare e rendere partecipi i giovani, sono state organizzate una mostra d&#39;arte e una competizione chiamata <a title="Evento Facebook" href="https://www.facebook.com/event.php?eid=143301302421244">&#8220;La tenda ci unisce&#8221;</a> [ar], tenutesi entrambe vicino al sit-in delle famiglie degli scomparsi.</p>
<p><strong>Questo post fa parte del nostro speciale <a title="Speciale GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/syria-protest-2011/">proteste in Siria 2011</a>.</strong></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/thalia-rahme/' title='elenca tutti gli articoli di Thalia Rahme'>Thalia Rahme</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/alice-rossi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Alice Rossi'>Alice Rossi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/09/05/lebanon-what-will-be-the-fate-of-lebanese-prisoners-in-syria/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/quale-futuro-per-i-libanesi-nelle-carceri-siriane/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fquale-futuro-per-i-libanesi-nelle-carceri-siriane%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fquale-futuro-per-i-libanesi-nelle-carceri-siriane%2F&#038;text=Quale+futuro+per+i+libanesi+nelle+carceri+siriane%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fquale-futuro-per-i-libanesi-nelle-carceri-siriane%2F&#038;title=Quale+futuro+per+i+libanesi+nelle+carceri+siriane%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fquale-futuro-per-i-libanesi-nelle-carceri-siriane%2F&#038;title=Quale+futuro+per+i+libanesi+nelle+carceri+siriane%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fquale-futuro-per-i-libanesi-nelle-carceri-siriane%2F&#038;title=Quale+futuro+per+i+libanesi+nelle+carceri+siriane%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fquale-futuro-per-i-libanesi-nelle-carceri-siriane%2F&#038;title=Quale+futuro+per+i+libanesi+nelle+carceri+siriane%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Libano: ancora tensioni sulla frontiera marittima con Israele</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 15:17:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Maggiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Business]]></category>
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		<description><![CDATA[Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, sostiene che il Libano possa sbarazzarsi di un debito rovinoso e diventare un "Paese ricco" grazie a ricchi giacimenti offshore di petrolio e gas. I giacimenti tuttavia si trovano in una zona di frontiera marittima contesa con Israele.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trattandosi di una regione con radici religiose così profonde, è difficile che un intervento divino rappresenti un favore per il tormentato Medio Oriente.</p>
<p>Il leader di <a title="voce di wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hezbollah">Hezbollah </a>[en, <em>come tutti i link successivi</em>], Hassan <a title="voce di wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hassan_Nasrallah">Nasrallah</a>, ha <a title="articolo in inglese" href="http://www.dailystar.com.lb/News/Local-News/2011/Jul-26/Hezbollah-chief-to-hold-televised-speech.ashx#axzz1TGdpjuxU">esclamato</a> che Dio ha dato al Libano un&#39;opportunità di sbarazzarsi di un debito rovinoso, e di diventare un &#8220;Paese ricco&#8221; donandogli remunerativi giacimenti offshore di petrolio e gas. Tuttavia, c&#39;è un problema rilevante che impedisce al Libano di sfruttare questa risorsa: potenzialmente, i giacimenti si trovano in una zona di frontiera marittima contesa con Israele.</p>
<p>Se c&#39;è mai stata un area problematica del mondo quando si tratta della scoperta di nuovi giacimenti di petrolio e gas, è questa. Sfortunatamente, accade anche che sia una delle zone di conflitto più instabili del mondo. Invece di essere una fonte di sviluppo economico, i bacini offshore del Mediterraneo orientale rischiano di diventare un ulteriore punto del conflitto israelo-libanese, visto che entrambe le parti insistono risolutamente nella contesa sui confini marittimi.<br />
I due Stati, tecnicamente, sono ancora in guerra, l&#39;ultima è stata combattuta nel 2006. Solo un contingente ONU mantiene una fragile pace lungo la frontiera, ma è una forza che lascerebbe rapidamente il campo se Israele ed Hezbollah dovessero decidere di entrare in un&#39;altra fase di spargimento di sangue.</p>
<p>La disputa marittima ha fatto in effetti crescere le prospettive di un rinnovato conflitto quando Nasrallah <a title="articolo in inglese" href="http://www.dailystar.com.lb/News/Local-News/2011/Jul-26/Hezbollah-chief-to-hold-televised-speech.ashx#axzz1TGdpjuxU">ha dichiarato che</a> Hezbollah era &#8220;più forte e più in salute&#8221; che mai, minacciando di attaccare le infrastrutture petrolifere israeliane se lo Stato ebraico avesse attaccato il Libano sulla base della disputa in corso.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Il punto di rottura<br />
</strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 346px"><a href="http://maps.google.com/maps/ms?msid=212914166310498918414.0004a89833b6cdf79fc5e&amp;msa=0&amp;ll=33.72434,34.332275&amp;spn=4.942291,7.064209"><img class=" " title="mappa di Google della zona marittima contesa - Fornita da Qifa Nabki" src="http://qifanabki.files.wordpress.com/2011/07/lebanon-cyprus-israel-borders.png" alt="Mappa di Google della zona marittima contesa - Fornita da Qifa Nabki" width="336" height="362" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa di Google della zona marittima contesa- Fornita da Qifa Nabki</p></div>
<p>I due Stati sono in disaccordo sul loro effettivo confine marittimo, che determina la Zona Economica Esclusiva [EEZ - Economic Exclusive Zone] di ciascun Paese.</p>
<p>Poiché Israele e il Libano non hanno relazioni diplomatiche, hanno entrambi chiesto l&#39;intervento dell&#39;ONU per mediare nella disputa.</p>
<p>Una frontiera, creata da un negoziato del 2010, tra Cipro e Israele ha irritato il Libano, poiché Beirut sostiene che Israele abbia collocato i suoi confini troppo a Nord, violando la sovranità libanese.</p>
<p>Il Libano ha presentato suoi documenti all&#39;ONU, contestando le richieste di Israele sui confini, e insistendo sul fatto che la sua EEZ si estende per diversi chilometri più a sud.</p>
<p>Il blogger politico Elias Muhanna, si è occupato della notizia su <a title="articolo in inglese" href="http://qifanabki.com/2011/07/21/oil-and-water/"><em>Qifa Nabki</em></a>, mettendo anche a disposizione una mappa di Google che indica i punti oggetto del contenzioso (vedi sopra):</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Nel 2010, <a title="documento in inglese" href="http://www.un.org/Depts/los/LEGISLATIONANDTREATIES/PDFFILES/TREATIES/cyp_isr_eez_2010.pdf"><strong>Cipro ha firmato un accordo con Israele</strong></a> che stabiliva le loro frontiere marittime, usando lo stesso punto 1 come termine di riferimento.</li>
<li>Da allora, il Libano ha determinato che il punto 1 era, in effetti, troppo spostato a nord, e che il vero punto di intersezione dei confini dei tre Paesi era diversi chilometri più a sud: si sarebbe trattato del punto 23. Il Libano ha presentato all&#39;ONU carte in tal senso nel  <a title="documento in inglese" href="http://www.un.org/Depts/los/LEGISLATIONANDTREATIES/PDFFILES/DEPOSIT/lbn_mzn79_2010.pdf"><strong>luglio 2010</strong></a>.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Una <a title="foto su Facebook" href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=204125552969093&amp;set=a.187480964633552.41678.186568661391449&amp;type=1&amp;amp">mappa alternativa</a> pubblicata nella sezione dedicata ai commenti dei post di <a title="articolo in inglese" href="http://qifanabki.com/2011/07/21/oil-and-water/"><em>Qifa Nabki</em>&#8216;</a>mostra, tuttavia, che le operazioni esplorative condotte da Israele sui giacimenti costieri di petrolio e gas ricadrebbero ampiamente nella EEZ israeliana.</p>
<p>Ghassan Karam, sempre sul sito di <a title="articolo in inglese" href="http://qifanabki.com/2011/07/21/oil-and-water/"><em>Qifa Nabki</em>&#8216;</a> ridimensiona l&#39;importanza della contesa:</p>
<blockquote><p>Ci sono varie frontiere marittime contestate, in tutto il mondo. Adesso ne aggiungiamo un&#39;altra, non è una questione grave.</p>
<p>Ciò che conta nel caso di Israele, Cipro e Libano non è la EEZ di 200 miglia nautiche, visto che la distanza che separa il Libano da Cipro è inferiore alle 150 miglia nautiche. L&#39;unico problema potenziale è trovare un accordo sul punto in cui la frontiera marittima inizia; quale punto sulla costa, e l&#39;angolo secondo cui è disegnata la linea, in modo da rendere equidistanti i punti sulla costa da entrambni i lati. Ma neanche questo va necessariamente risolto, dato che nessun Paese ha l&#39;obbligo di sottomettersi ad un arbitrato.</p>
<p>Ma cosa succede nel caso che il gas o il petrolio scoperti si trovino in un giacimento che attraversi entrambi i lati del confine? Il principio più plausibile è che le risorse vadano allo Stato che le estrae per primo.</p></blockquote>
<p>Rani Hazbani, sul blog di <a title="articolo in inglese" href="http://qifanabki.com/2011/07/21/oil-and-water/"><em>Qifa Nabki</em></a> ne deduce che il Libano dovrebbe smettere di protestare per il fatto che Israele ha iniziato dei sondaggi esplorativi sulle sue riserve potenziali di petrolio petrolio e di gas e iniziare le trivellazioni nelle sue acque territoriali:</p>
<blockquote><p>Sembra che anche in queto caso, come in altre occasioni, il governo libanese sia più portato a parlare, lamentarsi e creare guai a Israele piuttosto che a compiere azioni positive per il Libano. Per il loro bene i libanesi dovrebbero smettere di protestare, e iniziare a trivellare il più presto possibile. La grande finanza internazionale non sarà gentile con qualsiasi nazione che usi la forza in situazioni simili, sono più forti di Israele &amp; Libano. Il Libano dovrebbe proclamare valida la linea migliore per il Paese e cominciare intensivamente i sondaggi esplorativi nel mare a NORD della linea israeliana, senza badare a qualsiasi cosa Israele dica o faccia. È quello che fa la maggior parte delle nazioni. Il Libano dovrebbe richiedere che i suoi tecnici partecipino a tutte le fasi esplorative. Ci sono emigrati libanesi che fanno ogni genere di lavoro in quel settore nei Paesi del Golfo, dovrebbero essere riportati in Libano. Per come stanno oggi le cose in Libano, è possibile che, se il Libano non agirà in maniera intellligente e veloce, vedrete, al largo delle sue coste, ogni tipo di strane imprese: iraniano-norvegesi, norvegesi-statunitensi-sauditi e persino cinesi ecc. E il Libano sarà lasciato di nuovo da parte.</p></blockquote>
<p>La scoperta nel mediterraneo orientale è un&#39;importante vittoria per gli Stati Uniti, secondo quanto scrive <a title="articolo in inglese" href="http://lebanonspring.com/2011/07/25/oil-rig-israel-lebanon-cyprus-gas-america-foreign-policy/"><em>Lebanon Spring</em></a>. Uno stato d&#39;Israele con sostanziose riserve di petrolio e gas ribadirebbe l&#39;importanza dell&#39;alleanza israelo-statunitense, rendendo gli USA potenzialmente meno dipendenti dal petrolio arabo:</p>
<blockquote><p>Il petrolio e il gas scoperti di recente nella parte orientale del Mediterraneo non cambieranno solo i bilanci dei Paesi coinvolti, ma anche la bilancia dei poteri in favore degli Stati Uniti, attraverso Israele.</p>
<p>Noi, in Libano, dobbiamo ancora confermare la cornice legale  nazionale che regola l&#39;intero processo, e avremo con ogni probabilità un&#39;area contesa con Israele. La parte turca di Cipro <a title="articolo in inglese" href="http://www.naharnet.com/stories/en/11133-turkish-cyprus-urges-lebanon-not-to-approve-oil-deal-signed-with-its-foes" target="_blank">ha minacciato oggi</a> la repubblica greco-cipriota dichiarando di avere il diritto di bloccare ogni accordo marittimo con le nazioni vicine (anche se questa era la posizione della Turchia nel 2008, stando a <a title="cablogramma in inglese" href="http://www.cablegatesearch.net/cable.php?id=08ANKARA1810" target="_blank">Wikileaks</a>).</p>
<p>Ma allo stesso tempo, secondo il <a title="sito ufficiale in inglese" href="http://www.worldenergy.org/">World Energy Council</a>, il bacino israeliano di Shfela (a sud di Gerusalemme) ha una capacità di 250 miliardi di barili di petrolio di scisto [che può cioè essere estratto da alcune rocce per distillazione] da sfruttare. questo metterebbe Israele al terzo posto quanto a riserve di questo tipo, dopo USA e Cina. Consiglio di leggere per intero per intero l&#39;articolo richiamato nel (<a title="articolo in inglese" href="http://www.theglobeandmail.com/report-on-business/commentary/neil-reynolds/with-its-oil-treasure-israel-gets-a-shield-from-tyranny/article2078985/" target="_blank"><em>The Globe and Mail</em></a> – grazie a Kamal per il link),  che dà una stima approssimativa di come gli Stati Uniti potrebbero colmare il divario nel loro fabbisogno energetico, e Israele giocare un ruolo in questo.</p>
<p>Probabilmente è qualcosa di cui i decisori politici regionali, i dittatori e gli sceicchi arabi dovrebbero prendere nota&#8230;</p></blockquote>
<p>Mentre i due Stati rivali litigano sulle loro frontiere marittime, non c&#39;è ancora nessuna prova che qualche giacimento offshore attraversi la contestata regione di frontiera.<br />
Israele ha cominciato le trivellazioni in giacimenti all&#39;interno della sua EEZ ed è così in vantaggio rispetto al Libano nel beneficiare di una risorsa che potrebbe fare decisamente del bene a entrambi gli Stati.</p>
<p>Forse è ora che il Libano smetta di parlare di grandeur e cominci delle perforazioni in proprio, per essere sicuro di ricevere una fetta di questa torta remunerativa.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/' title='elenca tutti gli articoli di Antoun Issa'>Antoun Issa</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davide-maggiore/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Davide Maggiore'>Davide Maggiore</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/07/28/lebanon-maritime-dispute-with-israel-escalates/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/libano-ancora-tensioni-sulla-frontiera-marittima-con-israele/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-ancora-tensioni-sulla-frontiera-marittima-con-israele%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-ancora-tensioni-sulla-frontiera-marittima-con-israele%2F&#038;text=Libano%3A+ancora+tensioni+sulla+frontiera+marittima+con+Israele&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-ancora-tensioni-sulla-frontiera-marittima-con-israele%2F&#038;title=Libano%3A+ancora+tensioni+sulla+frontiera+marittima+con+Israele' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-ancora-tensioni-sulla-frontiera-marittima-con-israele%2F&#038;title=Libano%3A+ancora+tensioni+sulla+frontiera+marittima+con+Israele' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-ancora-tensioni-sulla-frontiera-marittima-con-israele%2F&#038;title=Libano%3A+ancora+tensioni+sulla+frontiera+marittima+con+Israele' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-ancora-tensioni-sulla-frontiera-marittima-con-israele%2F&#038;title=Libano%3A+ancora+tensioni+sulla+frontiera+marittima+con+Israele' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Libano: musicista in arresto per aver scherzato sul Presidente</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/libano-musicista-in-arresto-per-aver-scherzato-sul-presidente/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 09:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Rossi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 2010, il musicista libanese Zeid Hamdan pubblica il singolo <em>General Suleiman</em>. Un anno dopo, le autorità riscoprono la canzone e lo arrestano con l'accusa di vilipendio nei confronti del Presidente della Repubblica. La detenzione dura solo poche ore, ma la mobilitazione dei netizen libanesi a favore della libertà di espressione sembra destinata a non esaurirsi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 27 luglio, il musicista libanese Zeid Hamdan è rimasto per diverse ore in custodia della polizia con l&#39;accusa di aver diffamato il presidente <a title="Pagina Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Suleiman">Michel Suleiman</a> [it] in una canzone uscita nel 2010 [<a title="Testo della canzone General Suleiman" href="http://www.lebaneseunderground.com/music/album.asp?pid=167#">qui</a> il testo in inglese. In particolare, sarebbero stati i versi finali - &#8220;<em>General Suleiman&#8230; GO HOME</em>&#8221; - ad aver innescato l&#39;ordine d&#39;arresto, ndT].</p>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/L83n4zhg8Jw?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/L83n4zhg8Jw?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La notizia del suo fermo è circolata principalmente attraverso Twitter e Facebook, mentre a comunicarne il rilascio è stato il quotidiano libanese <a title="Articolo in arabo sulla scarcerazione di Hamdan" href="http://shabab.assafir.com/Article.aspx?ArticleID=4642"><em>Assafir</em></a> [ar].</p>
<p>La mobilitazione della comunità libanese online non si è fatta attendere, come dimostrato dai circa 2,600 sottoscrittori della <a title="Pagina Facebook Free Zeid Hamdan from jail" href="https://www.facebook.com/pages/Free-Zeid-Hamdan-from-Jail/198043086920262">pagina Facebook a sostegno di Hamdan</a> [en, <em>come tutti i link tranne ove diversamente indicato</em>]. Gli utenti Twitter non sono stati da meno, esprimendo rabbia per l&#39;arresto attraverso l&#39;hashtag #FreeZeid.</p>
<div id="attachment_242869" class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><a href="http://www.flickr.com/photos/alhussainy/5149053374/"><img class="size-medium wp-image-242869 " title="Zeid Hamdan (a sinistra) con Mahmoud Radaidah" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/07/Zeid-Hamdan-main-375x247.jpg" alt="Zeid Hamdan (a sinistra) con Mahmoud Radaidah" width="270" height="178" /></a><p class="wp-caption-text">Zeid Hamdan (a sinistra) con Mahmoud Radaidah. Immagine Flickr di alhussainy (CC BY 2.0).</p></div>
<blockquote><p><a title="Status Twitter in inglese" href="http://twitter.com/LeShaque/status/96207638538362880">@﻿﻿﻿﻿LeShaque</a>: @<a title="Account Twitter di Suleiman" href="http://twitter.com/SleimanMichel">SleimanMichel</a> Non hai visto cosa sta succedendo ai tuoi amichetti arabi che non tollerano le critiche?</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Status Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/bilalhouri/status/96207394580856832">@bilalhouri</a>: Il governo libanese ha aperto il video della canzone su YouTube nell&#39;agosto 2010, e solo oggi ha finito di caricarlo. <a title="Hashtag della campagna per Internet più veloce in Libano" href="http://twitter.com/#!/search?q=%23OntorNet">#OntorNet</a></p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Status Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/nmoawad/status/96209346924511232">@nmoawad</a>: <a title="Hashtag a sostegno di Hamdan" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#!/search?q=%23FreeZeid">#FreeZeid</a> e arrestate Mohammad Iskandar! [cantante di musica pop, ndT]</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Status Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/TajaddodYouth/status/96218860621012995">@TajaddodYouth</a>: Presidente <a title="Account Twitter di Suleiman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/SleimanMichel">@SleimanMichel</a>, conosciamo tutti il suo impegno per la libertà d&#39;espressione. Rilasci Zeid Hamdan, il suo arresto minaccia le libertà fondamentali <a title="Hashtag censura" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#!/search?q=%23Censorship">#Censorship</a> <a title="Hashtag a sostegno di Hamdan" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#!/search?q=%23FreeZeid">#FreeZeid</a></p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Status Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/hindmezaina/status/96256909283311616">@hindmezaina</a>: &#8221;Arte e musica non hanno lo scopo di incensare i fragili ego di personaggi pubblici con poca stima di sé.&#8221; <a title="Post dal blog Karl reMarks" rel="nofollow" href="http://t.co/SqJXPJy" target="_blank">http://t.co/SqJXPJy</a> <a title="Hashtag a sostegno di Hamdan" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#!/search?q=%23freezeid">#freezeid</a></p></blockquote>
<p>A preoccupare molti libanesi, immediatamente attivatisi per convocare proteste a tutela dei diritti fondamentali, è certamente la minaccia alla libertà d&#39;espressione che la seppur breve detenzione di Hamdan ha messo in luce. Attraverso la sua canzone, l&#39;artista avrebbe infatti violato una norma attinta dal corpus legislativo risalente al mandato francese in Libano e  recuperata dalle autorità del Paese per impedire di criticare apertamente il Presidente della Repubblica.</p>
<p>Secondo Karl Sharro, del blog <a title="Post dal blog Karl reMarks" href="http://karlremarks.blogspot.com/2011/07/zeid-hamdan-and-general-sueliman.html"><em>Karl reMarks</em></a>, la detenzione del musicista può essere descritta come un caso di &#8220;intimidazione intellettuale&#8221;. Di seguito il suo post, pubblicato poco dopo la diffusione della notizia:</p>
<blockquote><p>&#8230; questo episodio dà un&#39;idea estremamente realistica dell&#39;attuale cultura della repressione e dell&#39;uso arbitrario del potere vigenti in Libano. La canzone che ha spinto le autorità prive di senso dell&#39;umorismo a perseguire Zeid Hamdan è <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=L83n4zhg8Jw"><em>General Suleiman</em></a>, un pezzo reggae dal tono spensierato che avrebbe leso la figura del Presidente della Repubblica. Le autorità hanno spesso fatto ricorso a questo residuato del mandato francese per porre freno alla libertà d&#39;espressione.</p>
<p><em>General Suleiman</em> non è realmente offensiva, e sono dalla parte di chi lo difende. Ma l&#39;approccio non è quello giusto.<br />
Ciò che dobbiamo difendere qui è la libertà di espressione, senza alcuna distinzione. Dobbiamo insistere perché le leggi arcaiche che rappresentano la base legale di questi arresti vengano cancellate. Nessun politico o personaggio pubblico dovrebbe stare al di sopra delle critiche, né dovrebbe essere autorizzato a utilizzare queste leggi nel disperato tentativo di ottenere quel rispetto che il suo percorso politico non gli ha conferito. L&#39;arte e la musica non hanno lo scopo di incensare i fragili ego di personaggi pubblici con poca stima di sé. Diciamo NO a queste forme di intimidazione intellettuale e battiamoci per la nostra libertà di offendere quella cricca di pazzi che ci governa.</p></blockquote>
<p><a title="Post dal blog di Oussama Hayek" href="http://oussama-hayek.blogspot.com/2011/07/lebanons-unacceptable-lese-majeste-laws.html">Oussama Hayek</a>, da parte sua, sottolinea l&#39;assurdità della vecchia legge di lesa maestà:</p>
<blockquote><p>La notizia del breve arresto di Zeid Hamdan per vilipendio al nostro Caro Leader Supremo Presidente Generale Suleiman (d&#39;ora in poi CLSPGS) non mi sorprende, ma rimane comunque un triste segno dell&#39;atavismo del sistema giuridico libanese. Capita continuamente che qualcuno venga arrestato per aver offeso CLSPGS.</p>
<p>In un Paese normale con una vera &#8220;maestà&#8221; come il Regno Unito, la legge che proibisce di insultare il Re e la Regina è caduta in disuso nel diciottesimo secolo. In Olanda, definire la Regina una donna di malaffare comporta il pagamento di una multa di 400 euro. In effetti, l&#39;applicazione della legge di lesa maestà avvicina il Libano a Paesi simbolo di illustre progresso come la <a title="Articolo dell'Economist" href="http://www.economist.com/node/12992577">Tailandia</a>.</p>
<p>Il problema è che CLSPGS non è un semi-dio come i reali tailandesi. CLSPGS non è niente più di un ufficiale eletto in una democrazia che fatica a stare in piedi. Ma nemmeno le democrazie traballanti riescono a funzionare se le persone elette non possono essere (duramente) criticate.</p></blockquote>
<p>Elie Fares del blog <a title="Post dal blog A Separate State of Mind" href="http://stateofmind13.wordpress.com/2011/07/28/dear-lebanese-stop-selling-your-country-short/"><em>A Separate State of Mind</em></a> concorda con gli altri nel ritenere assurda la norma alla base dell&#39;arresto, ma è certo che le critiche indiscriminate rivolte da molti al Paese siano altrettanto negative:</p>
<blockquote><p>Non facciamo che criticare il nostro Paese ogni volta che non siamo d&#39;accordo con quello che accade. Lasciate che vi spieghi.<br />
L&#39;esempio più recente è l&#39;arresto di Zeid Hamdan, accusato di diffamazione nei confronti del Presidente libanese a causa di una canzone che io definirei piuttosto mediocre.<br />
Non appena la notizia della sua detenzione ha iniziato a circolare, gli utenti di Twitter e Facebook hanno chiamato alla protesta. La pagina Facebook a sostegno di Zeid si è guadagnata circa 2000 sostenitori nel giro di poche ore. E va bene, no? Voglio dire, arrestarlo&#8230; è ridicolo. Quella legge va modificata. Non siamo più nel 1926, anno in cui la nostra costituzione fu stesa su &#8220;ispirazione&#8221; di quella francese. Nel frattempo, i francesi l&#39;hanno cambiata. Noi dovremmo fare lo stesso.</p>
<p>Dall&#39;altra parte, però, questo episodio ha aperto le porte a critiche di ogni tipo. Il Libano è stato definito un posto inutile da alcuni, il fallimento di una nazione da altri e un pezzo di m*** da altri ancora. Il fatto che il nostro sistema politico si trovi in un perenne stato di equilibrio precario non implica che l&#39;intero Paese sia un fiasco. Non possiamo ritenerlo tale solo per la facilità con cui il potere passa di mano in mano.</p>
<p>Sapete qual è la cosa più assurda? Le nostre aspettative per qualsiasi cosa che abbia a che fare col Libano sono così basse che siamo disposti a dar credito a ogni voce pronta a denigrare l&#39;intero Paese.</p></blockquote>
<p>Le libertà di criticare, satireggiare e considerare perseguibili i leader politici sono un pilastro della democrazia. Il rispetto delle libertà di parola ed espressione sono fondamentali perché il Libano una vera democrazia.<br />
L&#39;arresto di Hamdan ci ricorda tuttavia come il Libano rimanga ben lontano dalle aspettative di uno Stato pienamente democratico.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/' title='elenca tutti gli articoli di Antoun Issa'>Antoun Issa</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/alice-rossi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Alice Rossi'>Alice Rossi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/07/28/lebanon-musician-arrested-for-mocking-president-in-song/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/libano-musicista-in-arresto-per-aver-scherzato-sul-presidente/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-musicista-in-arresto-per-aver-scherzato-sul-presidente%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-musicista-in-arresto-per-aver-scherzato-sul-presidente%2F&#038;text=Libano%3A+musicista+in+arresto+per+aver+scherzato+sul+Presidente&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-musicista-in-arresto-per-aver-scherzato-sul-presidente%2F&#038;title=Libano%3A+musicista+in+arresto+per+aver+scherzato+sul+Presidente' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-musicista-in-arresto-per-aver-scherzato-sul-presidente%2F&#038;title=Libano%3A+musicista+in+arresto+per+aver+scherzato+sul+Presidente' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-musicista-in-arresto-per-aver-scherzato-sul-presidente%2F&#038;title=Libano%3A+musicista+in+arresto+per+aver+scherzato+sul+Presidente' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-musicista-in-arresto-per-aver-scherzato-sul-presidente%2F&#038;title=Libano%3A+musicista+in+arresto+per+aver+scherzato+sul+Presidente' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Libano: reazioni online agli stereotipi mediatici di Beirut come sinonimo di caos continuo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 17:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Gerussi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<description><![CDATA[L'espressione sarcastica "sembra Beirut" è diventata un cliché molto diffuso per descrivere una situazione di estremo caos o devastazione. Ma la pubblicazione di un articolo sul quotidiano australiano 'The Age', nel cui titolo compariva la famigerata frase, ha causato scalpore e indignazione tra i blogger e gli utenti di Twitter libanesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti l&#39;abbiamo sentita almeno una volta, magari vedendo una stanza sottosopra o persino come battuta in una serie televisiva: l&#39;espressione sarcastica &#8220;sembra Beirut&#8221; è diventata un cliché molto diffuso per descrivere una situazione di estremo caos o devastazione.</p>
<p>Un tempo conosciuta come &#8220;la Parigi del Medio Oriente&#8221;, Beirut ha visto la sua reputazione deteriorarsi in seguito alla <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_libanese">guerra civile libanese del 1975 - 1990</a> [it], che ha effettivamente ridotto la città a un cumulo di macerie e ne ha associato l&#39;immagine a quella di un campo di battaglia.</p>
<p>Vent&#39;anni dopo e nonostante la completa ristrutturazione del centro di Beirut, il cliché continua a sopravvivere in diverse parti del mondo suscitando il fastidio di buona parte dei suoi abitanti e dei libanesi in generale.</p>
<div id="attachment_235290" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/10/Beirut_Downtown.jpg"><img class="size-medium wp-image-235290 " title="Locali nel centro di Beirut" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/06/Beirut_Downtown-375x250.jpg" alt="Locali nel centro di Beirut" width="375" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Locali nel centro di Beirut. Foto ripresa da Wikipedia con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported</p></div>
<p>È per questo motivo che, a fine giugno, il titolo di un articolo apparso sul quotidiano australiano <em>The Age</em> che faceva uso della famigerata frase, ha suscitato scalpore tra i blogger e gli utenti di Twitter libanesi.</p>
<p>L&#39;articolo, intitolato &#8220;<a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.theage.com.au/victoria/suburban-street-like-downtown-beirut-after-shooting-firebombing-20110623-1gg1b.html?from=age_sb">Strada di periferia ridotta come il centro di Beirut da sparatoria e lancio di bombe incendiarie</a>&#8221; [en, <em>come gli altri link tranne ove diversamente indicato</em>], fa riferimento ad uno scontro a fuoco che apparentemente ha visto coinvolte delle gang rivali di libanesi residenti in Australia. Il cliché sul &#8220;centro di Beirut&#8221; è stato utilizzato da un testimone oculare residente nel quartiere ed in seguito riportato dal quotidiano <em>The Age</em> per lanciare la notizia in modo sensazionalistico.</p>
<p>Questa scelta ha suscitato le ire di vari netizen libanesi che su Twitter si sono espressi in questo modo:</p>
<blockquote><p>@<a title="Messaggio da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/LebAgg/status/84559178282172416">LebAgg</a>: Non ci sono più sparatorie e bombardamenti a <a title="#Beirut" href="https://twitter.com/#!/search?q=%23Beirut">#Beirut</a>, @<a title="Profilo di Jad Aoun su Twitter" href="http://twitter.com/LebanonNewsURS">LebanonNewsURS</a> mostra com&#39;è veramente il centro di Beirut :) <a title="Post originale in inglese" href="http://bit.ly/j5W3kN">http://bit.ly/j5W3kN</a></p></blockquote>
<blockquote><p>@<a title="Messaggio da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/khaladk/status/83893465372561408">khaladk</a>: Strada (<a title="#street" href="https://twitter.com/#!/search?q=%23street">#street</a>) di periferia ridotta come il &#8216;centro di <a title="#Beirut" href="https://twitter.com/#!/search?q=%23Beirut">#Beirut</a>&#8216; dopo sparatoria (<a title="#shooting" href="https://twitter.com/#!/search?q=%23shooting">#shooting</a>) e lancio di bombe incendiarie (<a title="#firebombing" href="https://twitter.com/#!/search?q=%23firebombing">#firebombing</a>): <a title="Articolo originale in inglese" href="http://t.co/0cr5ghR">http://t.co/0cr5ghR</a> Benvenuti a <a title="#Melbourne" href="https://twitter.com/#!/search?q=%23Melbourne">#Melbourne</a>! Che diamine (<a title="#WTF" href="https://twitter.com/#!/search?q=%23WTF">#WTF</a>)! Libano (<a title="#Lebanon" href="https://twitter.com/#!/search?q=%23Lebanon">#Lebanon</a>)</p></blockquote>
<blockquote><p>@<a title="Messaggio da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/matthewteller/status/83817637443940352">matthewteller</a>: @<a title="Profilo di su justimage Twitter" href="http://twitter.com/justimage">justimage</a> @<a title="Profilo di antissa su Twitter" href="http://twitter.com/antissa">antissa</a> è risaputo che i titoli principali e catenacci tendono a non avere alcun collegamento con gli articoli. Succede sempre. Questo è un esempio lampante.</p></blockquote>
<blockquote><p>@<a title="Messaggio da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/justimage/status/83816333829091328">justimage</a>: @<a title="Profilo di matthewteller su Twitter" href="https://twitter.com/matthewteller">matthewteller</a> @<a title="Profilo di antissa su Twitter" href="http://twitter.com/antissa">antissa</a> è vero ma gli editori sono soliti aggiungere riferimenti fuorvianti ai titoli principali? Risulta anche più oltraggioso se si considera la nutrita comunità libanese in Australia</p></blockquote>
<p>La vicenda ha richiamato l&#39;attenzione anche del blogger libanese <a title="Blog di Jad Aoun" href="http://jadaoun.com/blog/"><em>Jad Aoun</em></a>, residente a Beirut, che si è dato come missione quella di rintracciare i media di tutto il mondo che usino la frase &#8220;sembra Beirut&#8221; con una connotazione negativa.</p>
<p>Per sradicare l&#39;errata e ormai obsoleta associazione di Beirut con la guerra, Aoun ha istituito il Premio <a title="Post originale in inglese" href="http://jadaoun.com/blog/looks-like-beirut-no-more/"> &#8220;Sembra Beirut&#8221;</a>, un certificato che viene conferito e spedito alle persone che fanno uso del cliché.</p>
<p><a title="Blog di Jad Aoun" href="http://jadaoun.com/blog/">Aoun</a> sta tenendo il conto del numero di volte in cui si imbatte nel sarcastico &#8220;sembra Beirut&#8221;:</p>
<blockquote><p>Date un&#39;occhiata all&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://jadaoun.com/blog/?cat=38">archivio</a> e rendetevi conto di quante persone paragonano Beirut alla devastazione. Dal gennaio 2009 ad oggi la frase è stata usata più di 120 volte e non ho ancora finito il conteggio!</p></blockquote>
<p>Non c&#39;era alcuna possibilità che Aoun passasse sopra l&#39;uso del cliché da parte del quotidiano <em>The Age</em> e si lasciasse sfuggire l&#39;occasione di <a title="Post originale in inglese" href="http://jadaoun.com/blog/2011/06/23/4065/according-to-australias-the-age-guildford-avenue-resembles-downtown-beirut/">conferire un certificato</a> &#8220;Sembra Beirut&#8221; sia al testimone oculare della vicenda di cronaca - di cui si conosce solo il nome di battesimo, Andrew - e al giornalista che ha scritto l&#39;articolo, Paul Millar:</p>
<blockquote><p>E visto che non ci è dato sapere il cognome di Andrew e che non ci sono ulteriori informazioni su di lui, gli farò recapitare il <a title="Immagine del certificato" href="http://jadaoun.com/LLBCertificate.png" target="_blank">certificato &#8220;Sembra Beirut&#8221;</a> attraverso il giornalista Paul Millar. Anche Paul riceverà il suo certificato in segno di ringraziamento per il meraviglioso titolo che ha scelto per il suo articolo.</p></blockquote>
<p>Aoun ha inoltre <a title="Post originale in inglese" href="http://jadaoun.com/blog/2011/06/27/4070/the-ages-paul-millar-fails-to-address-beirut-concern/">pubblicato</a> uno scambio di e-mail con Paul Millar, il giornalista di <em>The Age</em>, in merito all&#39;uso della frase denigratoria su Beirut</p>
<blockquote><p>Caro Paul,</p>
<div>
<blockquote><p>grazie per averci illuminato su com&#39;è &#8220;il centro di Beirut&#8221; -  noi blogger libanesi pensiamo che <a title="Articolo originale in inglese" rel="nofollow" href="http://www.theage.com.au/victoria/suburban-street-like-downtown-beirut-after-shooting-firebombing-20110623-1gg1b.html" target="_blank">il tuo più recente articolo</a> sia estremamente lusinghiero. Tanto che ho deciso di inviarti (via posta tradizionale) <a title="Immagine del certificato" href="http://jadaoun.com/LLBCertificate.png" target="_blank">un certificato &#8220;Sembra Beirut&#8221;</a> in riconoscimento del tuo duro lavoro e impegno nel mantenere in vita il vecchio cliché &#8220;Sembra Beirut&#8221;. So che è stato Andrew l&#39;anonimo a fare il commento sarcastico, ma il fatto che tu l&#39;abbia incluso nel titolo del tuo articolo, la dice lunga sul tuo attaccamento al cliché.</p></blockquote>
</div>
<div>
<blockquote><p>Dato che Andrew ha deciso di rimanere nell&#39;ombra, ti sarei grato se potessi trasmettergli il suo certificato. Qualora tu fossi interessato a vedere com&#39;è veramente il centro di Beirut ai nostri giorni, <a title="Post originale in inglese" href="http://jadaoun.com/blog/2011/06/23/4065/according-to-australias-the-age-guildford-avenue-resembles-downtown-beirut/" target="_blank">sul mio blog ho messo a disposizione delle foto</a>.</p></blockquote>
</div>
<div>
<blockquote><p>A breve dovresti ricevere i certificati per posta.</p></blockquote>
</div>
<div>Ed ecco la risposta del giornalista:</div>
<div>
<blockquote><p>Salve, come ho spiegato al tuo amico, non spetta ai reporter il compito di assegnare i titoli agli articoli. Spero che questo serva a chiarire il malinteso.</p></blockquote>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>Sono io o c&#39;è una mancanza di coerenza tra la mia e-mail e la sua risposta? Paul, mi scuso se non ho letto il mansionario del tuo lavoro, avrei dovuto sapere che tu non ti occupi dei titoli.  Voglio dire, presumo che i titoli debbano essere gestiti da persone più responsabili. Nonostante questo, i certificati sono già stati spediti anche se mi aspetto che tu li getti nel cestino della carta straccia non appena arriveranno sul tuo tavolo.</div>
</blockquote>
<p>In precedenza le campagne condotte attraverso i social media si sono rivelate efficaci per cambiare   il modo in cui le persone percepiscono la realtà. L&#39;impegno di Aoun per informare coloro che non sono ancora consapevoli della trasformazione di Beirut gli è valso il plauso della blogosfera libanese, che non sopporta più i riferimenti alla guerra. Aoun è pronto a spedire tutti i certificati che saranno necessari per raggiungere il suo scopo. Per il momento, Paul Millar dovrebbe ricevere quello che gli spetta nei prossimi giorni.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/' title='elenca tutti gli articoli di Antoun Issa'>Antoun Issa</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/katia-gerussi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Katia Gerussi'>Katia Gerussi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/06/28/lebanon-bloggers-fight-negative-look-like-beirut-jibe/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/libano-reazioni-agli-stereotipi-di-beirut-come-sinonimo-di-caos-continuo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-reazioni-agli-stereotipi-di-beirut-come-sinonimo-di-caos-continuo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-reazioni-agli-stereotipi-di-beirut-come-sinonimo-di-caos-continuo%2F&#038;text=Libano%3A+reazioni+online+agli+stereotipi+mediatici+di+Beirut+come+sinonimo+di+caos+continuo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-reazioni-agli-stereotipi-di-beirut-come-sinonimo-di-caos-continuo%2F&#038;title=Libano%3A+reazioni+online+agli+stereotipi+mediatici+di+Beirut+come+sinonimo+di+caos+continuo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-reazioni-agli-stereotipi-di-beirut-come-sinonimo-di-caos-continuo%2F&#038;title=Libano%3A+reazioni+online+agli+stereotipi+mediatici+di+Beirut+come+sinonimo+di+caos+continuo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-reazioni-agli-stereotipi-di-beirut-come-sinonimo-di-caos-continuo%2F&#038;title=Libano%3A+reazioni+online+agli+stereotipi+mediatici+di+Beirut+come+sinonimo+di+caos+continuo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Flibano-reazioni-agli-stereotipi-di-beirut-come-sinonimo-di-caos-continuo%2F&#038;title=Libano%3A+reazioni+online+agli+stereotipi+mediatici+di+Beirut+come+sinonimo+di+caos+continuo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Libano: Bras for a Cause!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 17:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Donne & Genere]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>
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		<description><![CDATA[Bras for a Cause (Reggiseni per una causa) è il primo concorso per il design di lingeria femminile nel suo genere organizzato in Medio Oriente. Lanciata lo scorso 19 maggio, l&#39;iniziativa è aperta a stilisti, artisti, studenti, blogger e persone comuni e ha l&#39;obiettivo di sensibilizzare e aiutare le donne... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bras for a Cause</em> (Reggiseni per una causa) è il primo concorso per il design di lingeria femminile nel suo genere organizzato in Medio Oriente. Lanciata lo scorso 19 maggio, l&#39;iniziativa è aperta a stilisti, artisti, studenti, blogger e persone comuni e ha l&#39;obiettivo di sensibilizzare e aiutare le donne colpite da cancro al seno. Le creazioni migliori, selezionate tramite votazione aperta al pubblico e da una giuria specializzata, verranno prodotte e commercializzate nell&#39;intero mondo arabo. I modelli possono essere di vario tipo, ed è prevista una categoria per i capi destinati a donne sottopostesi a mastectomia. Informazioni sul contest, con questionari, consigli e testimonianze, sono disponibili sui siti <a title="Blog libanese" href="http://onewigstand.wordpress.com/">One Wig Stand</a> [en, <em>come tutti i link</em>] e <a title="Community egiziana sulla moda" href="http://www.fustany.com/brasforacause/campaign/overview.html">Fustany</a>, mentre è possibile sostenere la campagna anche su <a title="Account Twitter" href="http://twitter.com/#!/BrasforaCauseME">Twitter</a> e <a title="Pagina Facebook" href="http://www.facebook.com/BrasforaCauseme">Facebook</a>. </p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/thalia-rahme/' title='elenca tutti gli articoli di Thalia Rahme'>Thalia Rahme</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/alice-rossi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Alice Rossi'>Alice Rossi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/05/21/68714/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/libano-bras-for-a-cause/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F05%2Flibano-bras-for-a-cause%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F05%2Flibano-bras-for-a-cause%2F&#038;text=Libano%3A+Bras+for+a+Cause%21&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F05%2Flibano-bras-for-a-cause%2F&#038;title=Libano%3A+Bras+for+a+Cause%21' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F05%2Flibano-bras-for-a-cause%2F&#038;title=Libano%3A+Bras+for+a+Cause%21' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F05%2Flibano-bras-for-a-cause%2F&#038;title=Libano%3A+Bras+for+a+Cause%21' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F05%2Flibano-bras-for-a-cause%2F&#038;title=Libano%3A+Bras+for+a+Cause%21' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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