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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Libano</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Mondo arabo: prime reazioni online al divieto dei minareti in Svizzera</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 04:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vittoria del recente referendum contro l'erezione di nuovi minareti ha scatenato una varietà di reazioni in tutta la blogosfera arabo-musulmana: se alcuni blogger sono indignati, altri ritengono che il divieto non impedisca di professare la propria fede.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/12/01/arab-world-reactions-to-the-swiss-ban-on-minarets/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Lo scorso 29 novembre, il 57.5% degli elettori svizzeri <a title="Articolo in inglese" href="http://english.aljazeera.net/news/europe/2009/11/2009112915164769444.html">ha approvato il divieto</a> [in] di costruire nuovi minareti sulle moschee, aprendo la strada alla modifica costituzionale. Il referendum riguarda solo la costruzione di nuovi minareti &#8211;non delle moschee&#8211; e non include i quattro minareti già esistenti.</p>
<p>Il provvedimento ha scatenato reazioni contrastanti in tutta la blogosfera arabo-musulmana: se alcuni blogger sono indignati, altri ritengono che questo divieto non impedisca di professare la propria fede.</p>
<p><em>Pierre Tristram</em>, un blogger libanese-americano che scrive su About.com, <a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/b/2009/11/29/islamophobe-swiss-ban-minarets.htm">apre il suo post</a> [in] critico nei confronti della decisione svizzera con il seguente paragrafo:</p>
<blockquote><p>Com&#39;è possibile che 59 milioni di persone siano così stupide, così <a title="Articolo in inglese" href="http://www.mindfully.org/Reform/2004/US-Election-IQ2004.jpg">titolava</a> [in] il quotidiano inglese Daily Mail all&#39;indomani della ri-elezione di George W. Bush nel 2004. Potrebbero inventarsene un&#39;altra simile da aggiungere alla galleria degli orrori: com&#39;è possibile che 3 milioni di svizzeri siano così bigotti?</p>
</blockquote>
<p>Tristram chiude il post con un commento sarcastico:  &#8220;La differenza tra lo svizzero medio e l&#39;<a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/od/iran/p/me071030.htm">iraniano</a> [in] <a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/od/iran/p/ahmadinejad-profile.htm">Mahmoud Ahmadinejad</a> [in], l&#39;<a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/b/2009/04/21/ahmadinejads-anti-israel-show-at-un-racism-conference.htm">uomo simbolo del razzismo</a> [in], sta diventando sempre più impercettibile.&#8221;</p>
<p>Nel suo post, il blogger egiziano <em>Hicham Maged</em> cerca risposte a certe domande e <a title="Post in inglese" href="http://blog.hichamaged.net/flying-with-black-wings/">conclude</a> [in] in questo modo:</p>
<blockquote><p>In breve, mi auguro che gli svizzeri riconsiderino quanto è successo; non si tratta di capire se la legge protegga i diritti dei cittadini o meno, cosa che comunque sarà importante dibattere ed eventualmente correggere nelle opportune sedi giudiziarie del Paese, ma di considerarlo un errore fatale, l&#39;ultimo campanello d&#39;allarme prima di affondare in una palude di ignoranza piena di paura, rabbia e stupidità ~ Dovunque!</p>
</blockquote>
<p>Un altro blogger egiziano, autore di <em>Not Green Data</em>, ribadisce il concetto secondo cui &#8220;una moschea è una moschea,&#8221; ma <a title="Post in inglese" href="http://notgr33ndata.blogspot.com/2009/11/swiss-identity.html">si lamenta</a> [in] poiché il divieto svizzero altera l&#39;estetica dell&#39;edificio:</p>
<blockquote><p>Possiamo immaginare un pezzo di formaggio svizzero senz&#39;occhi - i suoi buchi? Oppure un coltellino svizzero senza bussola o cacciavite? È esattamente quello che gli svizzeri fanno alle moschee. Una moschea resta una moschea anche senza minareto, e svolgerà sempre la propria funzione. Semplicemente perderà in bellezza e identità architettonica.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger inglese <em>Matthew Teller</em>, scrittore-viaggiatore in Medio Oriente, si concentra sulla retorica di vari poster</p>
<div id="attachment_109213" class="wp-caption alignleft" style="width: 264px"><img class="size-full wp-image-109213" title="image5797878-300x199" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/12/image5797878-300x199.jpg" alt="Un poster del partito SVP che promuove il divieto dei minareti" width="254" height="168" />
<p class="wp-caption-text">Un poster del partito SVP che promuove il divieto dei minareti</p>
</div>
<p>degli attivisti svizzeri e analizza quelli di entrambi i contendenti. Quella che segue è la sua <a title="Post in inglese" href="http://quitealone.com/2009/11/30/swiss-rolled/">descrizione</a> [in] del poster qui a sinistra:</p>
<blockquote><p>Il ripugnante partito <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Democratica_di_Centro_%28Svizzera%29" target="_blank">SVP</a> [it] ha fatto ampiamente ricorso a quello che il Financial Times ha definito “<a title="Articolo in inglese" href="http://www.swissinfo.ch/eng/front/The_minaret_ban_hits_the_headlines.html?siteSect=105&amp;sid=11558450&amp;cKey=1259570958000&amp;ty=st" target="_blank">populismo stridente</a> [in]” per additare &#39;stranieri&#39; di ogni tipo come criminali, assistenzialisti o peggio, promuovendone la campagna con questo slogan: &#8220;Stop! Si al divieto dei minareti&#8221;. Osserviamo la grafica: minareti come missili, donne minacciose, il burqa come occultamento, nero, minaccioso, sulla bandiera svizzera si proietta un&#39;ombra da oriente, la croce viene cancellata.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;algerino-americano <em>The Moor Next Door</em> ritiene che questa vicenda sia frutto di una lotta di potere e <a title="Post in inglese" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/11/30/on-the-minaret-ban/">commenta</a> [in] così:</p>
<blockquote><p>Per chi gli si oppone, il minareto rappresenta &#8220;l&#39;arrivo&#8221; dell&#39;Islam nelle Alpi. È lì e significa che la presenza musulmana è al di sopra di altri popoli e religioni. Vietandolo si nega l&#39;esistenza e il potere dell&#39;Islam.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>L&#39;estetica dell&#39;identità, e quindi del potere, sono gli elementi centrali di questa vicenda. In questo modo un popolo dubbioso della propria identità cerca di affermarla e definirla rifiutando quella del nuovo arrivato.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger siriano <em>Maysaloon</em> riflette in modo originale sul tema più ampio in cui questa storia s&#39;inscrive. Tralasciando bigottismo, paura e integrità architettonica, il blogger <a titlte="Post in inglese" href="http://maysaloon.blogspot.com/2009/11/swiss-have-voted-against-building.html">si concentra</a> [in] sul seguente argomento:</p>
<blockquote><p>L&#39;elemento fondamentale di questa vicenda non è né il valore architettonico o religioso dei minareti, né gli svizzeri bigotti. Quello che conta veramente è che per la prima volta dopo 400 anni, dall&#39;<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Vienna" target="_blank">assedio ottomano di Vienna</a> [it] , i musulmani hanno un impatto concreto sulla vita dell&#39;Europa.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger elenca i modi in cui l&#39;Islam ha influenzato l&#39;&#8220;occidente&#8221; e viceversa, per poi concludere come segue:</p>
<blockquote><p>In breve, i bigotti non mi preoccupano affatto. Possiamo vietare minareti e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shari'a" target="_blank">shari&#39;a</a> [it], strappare via veli e disegnare vignette, ma questo non cambierà il fatto che l&#39;Islam adesso è in Europa e in America, e va diffondendosi in tutto il mondo.</p>
</blockquote>
<p>Per concludere, il commento di <em>weddady</em> su Twitter riassume bene il sentimento di molti. L&#39;utente <a title="Tweet in inglese" href="http://twitter.com/weddady/status/6226387648">sostiene</a> [in], &#8221; Nessuno adesso potrà negare che l&#39;Europa abbia un problema con i musulmani, né nessuno potrà negare la loro presenza sul territorio.&#8221;</p>
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		<title>Libano: finalmente fatto il governo&#8230;oppure no?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/libano-finalmente-fatto-il-governo-oppure-no/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 05:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cinque mesi dopo le elezioni parlamentari, le litigiose fazioni del Paese hanno finalmente trovato un accordo. Eppure affiorano subito i primi problemi tra i molti partiti rappresentati. Rilanci e commenti su blog e Twitter confermano l'estrema fluidità della politica nazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/">Antoun Issa</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/11/lebanon-finally-has-a-government/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>È ufficiale. In Libano, cinque mesi dopo le elezioni parlamentari, le litigiose fazioni del Paese hanno finalmente trovato un accordo.</p>
<p>Dopo aver conquistato la maggioranza parlamentare in giugno, l&#39;alleanza filo-americana <a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/March_14_Alliance">14 marzo</a> [in] ha lavorato duramente alla formazione di un governo di unità nazionale con l&#39;opposizione guidata da <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hezbollah">Hezballah</a> [it].</p>
<p>Subito dopo le elezioni, i pesi massimi della politica nazionale avevano approvato la formazione di un esecutivo che rispecchiasse il delicato equilibrio confessionale del Paese, assicurando ai partiti dell&#39;opposizione che non sarebbero stati esclusi dal processo decisionale.</p>
<p>Il gabinetto è composto da 30 ministri, 15 della coalizione di maggioranza, 10 dell&#39;opposizione e 5 scelti dal Presidente come parte neutrale.</p>
<p>Il tutto, ovviamente, più facile a dirsi che a farsi. In realtà, quello di includere 10 fazioni politiche diverse - ognuna pronta a reclamare un numero maggiore di ministeri influenti e cariche con portafoglio - si è rivelato un compito più arduo del previsto.</p>
<p>Le scaramucce sulla spartizione del potere sono un tratto distintivo della politica libanese, per questo la blogosfera ha seguito lo svolgersi degli eventi con ben poco stupore.</p>
<p>Ad ogni modo, avendo vissuto per circa metà anno in una nazione senza stato, i blogger sono visibilmente sollevati anche se cauti nelle loro previsioni.</p>
<p>E a ragione, visto che due giorni dopo l&#39;annuncio ufficiale della sua formazione, la blogosfera ha già rilevato segnali di tensione all&#39;interno del neo-nato esecutivo.</p>
<p>Il <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Falangi_Libanesi">Partito Falangista</a> [it] (<em>al&#39;Kata&#39;eb</em> in arabo), componente cristiano di destra dell&#39;alleanza 14 marzo, ha reagito all&#39;assegnazione del ministero agli Affari Sociali con rabbia, minacciando di uscire dalla coalizione di governo.</p>
<p>Analizzando la rappresaglia politica falangista, il blogger libanese Elias Muhanna, autore di <a title="Post in inglese" href="http://qifanabki.com/2009/11/10/the-new-cabinet-observations-projections/#comments"><em>Qifa Nabki</em></a> [in], prevede un assestamento delle alleanze:</p>
<blockquote><p>In un certo senso posso capire la loro frustrazione: quello agli Affari Sociali è decisamente un ministero di poco conto, specialmente dopo che le <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forze_Libanesi">Forze Libanesi</a> [it] (alleato cristiano del movimento 14 marzo con più o meno lo stesso peso parlamentare di Kata’eb) hanno ottenuto due ministeri con portafoglio, tra cui quello di Grazia e Giustizia.</p>
<p>La scorsa settimana [il falangista] Sami Gemayel aveva pubblicamente accennato al Ministero dell&#39;Istruzione, così da far sembrare che, se [il Primo Ministro Saad] <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saad_Hariri">Hariri</a> [it] doveva dare loro un solo ministero, doveva essere quello concordato. Liquidarli con gli Affari Sociali è sembrato semplicemente un affronto.</p>
</blockquote>
<p>Muhanna continua dichiarando la rivalità tra schieramenti 14 marzo e 8 marzo ufficialmente superata:</p>
<blockquote><p>Vi racconto una cosa [sulla mossa di Hariri nei confronti dei falangisti]. Come ho detto prima, la <a title="Post in inglese" href="http://qifanabki.com/2009/05/01/ballots-over-beirut/">rivalità 14-8 marzo è ormai finita</a> [in]. È morta più o meno il giorno dopo le elezioni, e la decisione di <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Walid_Jumblatt">Walid Jumblatt</a> [it] [leader druso e del PSP] di uscire dalla coalizione di Hariri ha chiuso definitivamente la questione. L&#39;alleanza 14 marzo, o quel che ne resta, non detiene la maggioranza in parlamento, perché ostinarsi a cercare di mantenerla?</p>
<p>Se Hariri vuole governare efficacemente, ha bisogno di costruire una nuova coalizione. Oppure ha bisogno di ri-costruire quella sorta di accordo che suo padre elaborò e controllò sapientemente, manipolando l&#39;intero ambito politico per corteggiare oppositori come Hezbollah, <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amal">AMAL</a> [it] e l&#39;<a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Free_Patriotic_Movement">FPM</a> [in]. Questi partiti hanno contatti concreti con il territorio e i seggi in parlamento. Se dovessi fare una previsione, credo proprio che questo sia più o meno quanto ha in mente il nostro giovane primo ministro.</p>
</blockquote>
<p>As&#39;ad Abu Khalil, accademico di sinistra e autore del blog <em><a title="Post in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/11/new-lebanese-cabinet.html">Angry Arab</a></em> [in], delinea un breve profilo dei ministri eletti ma sostiene con sicurezza che l&#39;esecutivo non risolverà nessuno dei problemi che affliggono il Libano:</p>
<blockquote><p>Dunque, abbiamo un governo libanese. Nulla di nuovo. Il Libano è stato e sarà sempre sull&#39;orlo della guerra civile, anche quando non sembra. Questo governo non risolverà nulla.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;opinione di Ghassan Karam su <a title="Post in inglese" href="http://rationalrepublic.blogspot.com/2009/11/cost-of-indecisiveness.html"><em>Rational Republic</em></a> [in] è altrettanto pessimista, e definisce il governo un mini-parlamento:</p>
<blockquote><p>Da qui in poi i governi libanesi saranno formati in base a un prinicipio del tutto inedito; ciascun blocco parlamentare sarà rappresentato nel ramo esecutivo del governo in base ai seggi che occupa in parlamento.</p>
<p>Addio democrazia, benvenuto ibrido ingestibile dove parecchi avranno un piede in due staffe. Faranno opposizione pronti a cambiare bandiera, in qualunque momento convenga loro diventare parte del governo a cui dovrebbero opporsi. Grazie 14 marzo, per aver posto l&#39;ultimo chiodo sulla bara della <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_dei_cedri">rivoluzione dei cedri</a> [it] e sulle aspirazioni che aveva suscitato.</p>
</blockquote>
<p>Alcune critiche pesanti si possono leggere nel post &#8220;Contraddizioni&#8221; pubblicato da un blog in lingua francese, <em><a title="Post in francese" href="http://blog.libnanews.com/frenchy/2009/11/10/contradictions/">Le Liban</a> [fr]:</em></p>
<blockquote><p>Sitôt formé, le gouvernement d’union nationale se démène déjà dans ces problèmes.</p>
<p>Non pas dans les problèmes quotidiens des libanais, problèmes sociaux comme l’appauvrissement de la population, économiques comme la crise dans laquelle se démène l’industrie locale ou politiques locaux et régionaux comme <a title="Articolo in francese" href="http://fr.rian.ru/world/20091106/185471123.html"> les menaces israéliennes et la guerre prévue pour le printemps prochain</a> [fr], mais dans les propres contradictions de la majorité parlementaire avec les menaces de retrait des partis phalangistes.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Appena formato, il governo di unità nazionale deve già affrontare dei problemi.</p>
<p>Non quelli quotidiani della gente libanese; nemmeno quelli sociali come l&#39;impoverimento della popolazione; neppure quelli economici, come la crisi in cui annaspa l&#39;industria locale; neanche quelli politici a livello locale e regionale, come la minaccia di Israele di <a title="Articolo in francese" href="http://fr.rian.ru/world/20091106/185471123.html">lanciare un&#39;altra offensiva</a> [fr] entro la prossima primavera, bensì le tensioni interne alla maggioranza parlamentare scaturite dalla rappresaglia del Partito Falangista che ora minaccia di lasciare l&#39;esecutivo.</p>
</div>
<p><strong>Le reazioni da Twitter</strong></p>
<p>Su <em>Twitter</em> parecchi blogger libanesi hanno pubblicato commenti sarcastici e disillusi nei confronti della classe politica nazionale.</p>
<p>Alexandra Tohme (nickname su <em>Twitter</em> <a title="Profilo in inglese" href="http://twitter.com/alexzawya">alexzawya</a> [in]) ha coniato un <a title="Post in inglese" href="http://drop.io/twinisters/">nomignolo</a> [in] per definire questo governo fatto di &#8220;Twit-Ministri&#8221;:</p>
<blockquote><p>Una giornata piena di emozioni quella di ieri. L&#39;annuncio della formazione di un esecutivo 5 mesi dopo le elezioni mi <strong>ha fatto cantare alla finestra</strong>, poche ore dopo qualche partito stava già minacciando di mandare tutto all&#39;aria.</p>
<p><strong>Ho iniziato a preoccuparmi. Mi sono agitata. Ho mangiato torta al cioccolato</strong>. In quest&#39;epoca, pensavo, non dobbiamo essere più in balìa di reazioni a posteriori, tattiche ostruzionistiche e bisticci indolenti mentre il mondo va avanti. Ciò di cui abbiamo bisogno è assemblare prima possibile <em>un esecutivo alternativo da attivare rapidamente in caso di guerra, atti di Dio (o più dei), colpi di governo o pause pranzo estremamente lunghe.</em></p>
</blockquote>
<p>Samia Badih (nickname su Twitter <a title="Profilo in inglese" href="http://twitter.com/samiaonthemove">samiaonthemove</a> [in]) esprime tutto il proprio rammarico con i seguenti <em>tweet</em>:</p>
<blockquote><p><span><span>Perché tutti i criminali di guerra sono ancora dentro al parlamento libanese?</span></span></p>
<p><span><span>È uno scherzo! Come fa quel tipo a essere Ministro della Cultura? <a title="Articolo in francese" rel="nofollow" href="http://tinyurl.com/ylfl8ms" target="_blank">http://tinyurl.com/ylfl8ms</a> [fr] <a title="#Lebanese" href="http://twitter.com/search?q=%23Lebanese">#Lebanese</a> [in] <a title="#Government" href="http://twitter.com/search?q=%23Government">#Government</a> [in] <a title="#Shootmenow" href="http://twitter.com/search?q=%23Shootmenow">#Shootmenow</a> [in]</span></span></p>
</blockquote>
<p><span><span>Philippe Kalaf (nickname su Twitter <a title="Profilo in inglese" href="http://twitter.com/planetlebanon">planetlebanon</a> [in]) descrive i membri dell&#39;esecutivo usando termini non proprio positivi:</span></span></p>
<blockquote><p><span><span>Quelli di Kataeb non sono contenti, vogliono uscire dall&#39;esecutivo (Sayegh dagli Affari Sociali) e rompere l&#39;alleanza 14 marzo. Un Paese governato da pagliacci&#8230;</span></span></p>
<p><span><span>Qualcuno dovrebbe fare un mappa (per ministri, ovvio) dei ministeri più &#8220;appetibili&#8221; in Libano. Aiuterebbe a capire la distribuzione della gente felice/triste</span></span></p>
</blockquote>
<p><span><span>La sarcastica reazione della blogosfera libanese alla formazione del governo segnala un chiaro distacco tra la classe politica libanese e gli elettori, i quali spesso assistono ad una commedia che si svolge al di sopra delle loro teste.</span></span></p>
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		<title>Libano: rilancio alla grande nella contesa dell&#039;Hummus</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/libano-rilancio-alla-grande-nella-contesa-dellhummus/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 03:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi 300 chef libanesi hanno cucinato il più grande piatto di <em>hummus</em> al mondo per rivendicare come propria la famosa salsa di ceci - all'interno di una sorta di lotta su ampia scala riguardo varie pietanze prodotte anche in Israele. Ampie le reazioni online. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/">Antoun Issa</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/25/lebanon-ups-the-ante-in-the-hummus-war/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_103004" class="wp-caption aligncenter" style="width: 347px"><a href="http://mayazankoul.wordpress.com/2009/10/25/a-hommos-story/"><img class="size-full wp-image-103004" title="mzhummus" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/mzhummus1.jpg" alt="mzhummus" width="337" height="319" /></a>
<p class="wp-caption-text">Immagine concessa da © Maya Zankoul, mayazankoul.wordpress.com</p>
</div>
<p>Qualche giorno fa a Beirut si sono riuniti circa 300 chef libanesi per cucinare il piatto più grande mai realizzato di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hummus"><em>hummus</em></a> [it] nel tentativo di rivendicare come propria la famosa salsa di ceci.</p>
<p>Il nuovo record mondiale è frutto di una campagna, tuttora in corso in Libano, che rivendica la paternità culturale di alcuni piatti attualmente prodotti in Israele - e l&#39;<em>hummus</em> costituisce il principale oggetto della protesta.</p>
<p>I produttori israeliani e libanesi di <em>hummus</em> si contendono aspramente il primato sul crescente appetito globale per questo delizioso intingolo mediorientale.</p>
<p>Secondo i libanesi la controparte israeliana starebbe sfilando loro alcuni piatti &#8216;libanesi&#39; promuovendoli in tutto il mondo come se fossero loro.</p>
<p>Gli israeliani avevano stabilito il precedente record mondiale per il più grande piatto di <em>hummus</em>, e ciò ha scatenato la reazione dei libanesi.</p>
<p>Ufficialmente in stato di guerra, sembra che il fronte dei combattimenti vada allargandosi fino ad includere l&#39;<em>hummus</em>.</p>
<p>La domanda da porsi ora è la seguente: cosa faranno i produttori siriani, giordani, palestinesi? Entreranno anche loro in lotta?</p>
<p>Sulla contesa dell&#39;<em>hummus</em> i blogger libanesi non si sono fatti attendere.</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://mayazankoul.wordpress.com/2009/10/25/a-hommos-story/">Maya Zankoul</a></em> [in] sottolinea il lato ironico con un&#39;analisi pungente:</p>
<blockquote><p>Ieri il Libano ha registrato un nuovo record mondiale cucinando il <a title="Post in inglese" href="http://www.plus961.com/2009/10/20/hommos-tabbouleh-are-us/" target="_blank">piatto più grande di hommos</a> [in]. Sono passata proprio lì vicino, ma subito dopo la presentazione, e non mi è sembrato poi COSÍ grande… perciò ho capito che tra poco qualcuno batterà questo record e così via all&#39;infinito. Per favore, qualcuno fermi questa follìa!</p>
</blockquote>
<p>Una posizione simile viene espressa anche dal blog <em><a title="Post in inglese" href="http://thecedartree.wordpress.com/2009/10/24/so-we-break-a-world-record-and-then-what/">The Cedar Tree</a></em> [in]:</p>
<blockquote><p>Prima c&#39;è stato il <a title="Leggi notizia in inglese" href="http://gulfnews.com/news/region/lebanon/putting-arabic-food-on-the-front-line-1.512939">piatto più grande</a> [in] di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kibbeh">kibbeh</a> [in], e ho pensato che quelle donne libanesi fossero proprio carine. Poi è arrivata la battaglia per il piatto più grande di hummus, e ho pensato che si stava scadendo nel ridicolo. Ma, nonostante la mia opinione personale, sembra che i libanesi siano sinceramente orgogliosi del loro hummus e così siamo ufficialmente nel Guinness dei Primati per il piatto più grande di hummus. Spero che tutti siano contenti. Possiamo pensare ad altro, adesso? No. C&#39;è ancora un&#39;altra battaglia (speriamo l&#39;ultima), e cioé quella per il piatto di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tabbouleh">tabbouleh</a> [in] in programma domani (25 ottobre). OK, devo forse pensare che tutte queste persone siano fuori di testa? Ma che importanza ha? Cioé, siamo segnalati su un libro e allora? Non fraintendetemi; mi piace moltissimo l&#39;hummus, ma francamente credo che ci siano problemi ben più importanti, oltre al cibo nei guinness dei primati, per i quali VALGA davvero la pena combattere.</p>
<p>Ci sono anche due domande a cui vorrei trovare risposta. La prima è quanti soldi sono stati spesi per organizzare quest&#39;evento, mentre la seconda è che fine ha fatto tutto quel cibo.</p>
</blockquote>
<p>Un post di <em><a title="Post in inglese" href="http://adiamondinsunlight.wordpress.com/2009/10/25/hummus-where-satire-and-reality-blur/">A Diamond&#39;s Eye View of the World</a></em> [in] esprime altrettanta confusione (o divertimento):</p>
<blockquote><p>Siamo d&#39;accordo che, quando israeliani e pseudo-israeliani cercano di correggere la pronuncia di &#8220;hummus&#8221; in &#8220;KHumus&#8221; - da pronunciare con un po&#39; di saliva in più - si supera il livello di sopportazione. Ma perché rivendicarne la paternità cucinandone un piatto di dimensioni oscene? Ed esserne FIERI poi? E perché creare uno slogan talmente imbarazzante - in inglese, per carità? Dio mio.</p>
</blockquote>
<p>Sul suo blog <em><a title="Post in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/10/hummus-and-falafil.html">Angry Arab</a></em> [in] Asad Abu Khalil aggiunge un ulteriore elemento al dibattito, sottolineando come l&#39;origine dell&#39;<em>hummus</em> potrebbe addirittura non essere libanese, bensì palestinese:</p>
<blockquote><p>&#8220;&#8221;Nessuno può rivendicare hummus e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Falafel">falafel</a> [it] come proprio piatto nazionale,&#8221; dice Siham Baghdadi Zurub, chef di Ramallah e autrice di un libro in lingua araba sulla cucina palestinese. Secondo la donna in realtà i palestinesi furono i primi a usare i ceci per l&#39;hummus per via degli abbondanti raccolti, mentre invece in Egitto e in Siria si faceva con le fave. &#8220;Porre il copyright su alcuni piatti è una tendenza egoistica che riflette insicurezza e mancanza di <a title="Articolo in inglese" href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/3178040/Hummus-food-fight-between-Lebanon-and-Israel.html">buon senso.&#8221;&#8221;</a> [in]</p>
</blockquote>
<p>La lotta dell&#39;<em>hummus</em> tra Libano e Israele ha coinvolto anche svariati utenti di <em>Twitter</em>:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-102995" title="La guerra dell'Hummus su Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/hummus1.GIF" alt="La guerra dell'Hummus su Twitter" width="481" height="291" /></p>
<p>A prescindere dal fatto che si tratti di orgoglio nazionale oppure di una divertente nota di cultura popolare, la battaglia sull&#39;<em>hummus</em> senza dubbio surriscalda le già infuocate relazioni tra Libano e Israele.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele: attivismo e partecipazione sulle questioni ambientali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/israele-blog-action-day-per-lambiente/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/israele-blog-action-day-per-lambiente/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre il 15 ottobre c'è stato il Blog Action Day sul mutamento climatico, attivisti e blogger dell'area mediorientale preparano una serie di manifestazioni in varie località e altre iniziative online per sabato 24 ottobre. Ecco una raccolta di opinioni e materiali diffusi nella blogosfera locale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/16/israel-blog-action-day-for-the-environment/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>Questo post è parte dei <a title="Leggi post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/il-cambiamento-climatico-nelle-voci-di-blogger-e-cittadini/">contributi di <em>Global Voices Online</em></a> [it] per il Blog Action Day 2009 sul cambiamento climatico.</em></p>
<p>Mentre il 15 ottobre scorso i blogger di tutto il mondo si sono occupati del cambiamento climatico e dell&#39;ambiente, la blogosfera israeliana si è concentrata su una data diversa. Quest&#39;anno, le organizzazioni ambientaliste, gli attivisti, e forse anche i blogger, segneranno il 24 ottobre come la giornata della protesta per il cambiamento climatico in tutto il Medio Oriente.</p>
<p>Si stanno organizzando eventi sotto gli auspici di <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://foeme.org/events.php?ind=56">Friends of the Earth Middle East</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.350.org/">350.org</a> [in]. È prevista la parteciperazione di molti attivisti in Israele, Egitto, Giordania, Libano, Palestina e Siria. 350.org fornisce l&#39;elenco delle manifestazioni regionali, tra cui quelle in <a title="Vai alla lista" href="http://www.350.org/action-list?country=il&amp;city=">Israele</a> [in], mentre il blog <em>Green Prophet </em> pubblica un&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.greenprophet.com/2009/09/04/11764/middle-east-climate-change-protest/">ulteriore lista</a> [in] di tutte le iniziative previste in Medio Oriente.</p>
<p>Il nome <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.350.org/about/science">“350″</a> [in] deriva dall&#39;idea che:</p>
<blockquote><p>350 parti per milione è quello che molti scienziati, esperti del clima e governi nazionali progressisti, ritengono sia il limite massimo di sicurezza per il CO2 nella nostra atmosfera.</p></blockquote>
<p>Il nostro livello attuale è 387.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em><strong>Blog Action Day</strong></em><br />
Diversi blog istraeliani hanno deciso di utilizzare il Blog Action Day per portare in primo piano la questione del cambiamento climatico, sollecitando una continua attenzione verso questo tema anche dopo la specifica giornata.</p>
<p><em>JGooders</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://blog.jgooders.com/index.php/jews-challenge-climate-change/">promuove</a> [in] la <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/index.php">Jewish Climate Change Campaign</a> [in] invitando i lettori a coinvolgersi nel <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://globaljsam.ning.com/">Jewish Social Action Month (JSAM)</a> [in], che inizia nel mese ebraico Cheshvan, il 19 ottobre. Ricorrenza, spiega <em>JGooders</em>, che verrà commemorato da eventi sociali nelle comunità ebraiche in tutto il mondo.</p>
<p>Mentre gruppi e attivisti verdi cercano di aumentare la consapevolezza nella comunità globale, quale miglior idea di diffondere le proprie idee se non attraverso immagini e soprattutto video online?</p>
<p>Alison Avigayil Ramerm, di <em>Your Virtual Community Organizer</em>, <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://alisonramer.com/2009/10/15/top-10-climate-change-videos/#more-208">ha ripubblicato</a> [in] i 10 migliori video realizzati in occasione del Blog Action Day di Change.org. Tra questi c&#39;è un video intitolato “Flat,” del produttore cinematografico Israeliano  Nitsana Bellehesen, che propone come sarà il mondo nel 2050. Il video mostra dei ragazzi con i padri mentre visitano un&#39;esibizione dedicata al seno femminile – ormai inesistente nelle donne, a causa del cancro provocato dalle tossine presenti nell&#39;ambiente e nell&#39;atmosfera.</p>
<p>Ad un certo punto, uno dei ragazzi indica una fotografia nella galleria e dice, “Guarda lì. Quel bambino le sta mangiando il seno.” Il padre risponde, “In realtà, era così che si dava da mangiare ai neonati&#8221;.</p>
<p>La visione di questo importante video è altamente consigliata, pur se presenta alcune scene di nudità.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ramer ha il questo film quando è stato mostrato al <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.breastfestfilmfest.com/">Breast Fest 2009: Film-Festival sul cancro al seno</a> [in], tenutosi al centro per imprenditori sociali dove lavora lei a Tel Aviv. E scrive:</p>
<blockquote><p>I video online possono essere un metodo estremamente efficace per aumentare la consapevolezza riguardo una causa o un&#39;attività sostenibile. Il video è un grande interludio a tutto il testo online ed è relativamente economico da creare, condividere e guardare. Le immagini in movimento e la musica possono catturare il pubblico e riassumere migliaia di parole in appena pochi minuti. Specialmente al giorno d&#39;oggi, quando abbiamo a disposizione numerosi metodi per condividere filmati sui social network e sui blog, il video ha un grande potenziale virale e avvicina migliaia o addirittura milioni di visitatori verso alla vostra organizzazione o attività non-profit .</p></blockquote>
<p>È bene tenere a mente che, pur se pensare al cambiamento climatico può essere sconvolgente, tale sentimento di scontentezza dovrebbe portare all&#39;azione non all&#39;apatia. Su <em>Judaism and the Environment in the Talmud</em>, Carmi Wisemon, direttore esecutivo di <a title="Vai alla pagina ufficiale" href="http://svivaisrael.wordpress.com/">Sviva Israel</a> [in], prominente organizzazione ambientalista, interviene sul ruolo della riflessione nella pratica ebraica.</p>
<p>Israele e il mondo ebraico hanno appena celebrato la festa di Sukot, durante la quale costruiscono capanne dove mangiano con le famiglie, trascorrono del tempo in meditazione e a volte dormono anche sotto le stelle. Come Shabbat (il Sabbath), e altre festività ebraiche, Sukot fornisce l&#39;opportunità di cessare ogni attività e riflettere sul nostro ruolo nell&#39;universo.</p>
<p>Wisemon <a title="Post originale in inglese" href="http://svivaisrael.wordpress.com/2009/10/15/sukkot-and-climate-change/">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Così in questa festività del Sukot, mentre ci rilassiamo nelle noste capanne e ammiriamo lo splendore naturale dei nostri lulav (rami di palma) e degli etrog (cedri), pensiamo al significato più profondo di questa ricorrenza. Tutti noi possiamo fare qualcosa per impedire il cambiamento climatico, tra cui seguire la tradizione antica di 2.000 anni di pregare perchè venga la pioggia – nè troppa nè troppo poca – in Israele, ma anche nelle Filippine, in Indonesia ed anche ad Atlanta.</p></blockquote>
<p>Sul mio blog, <em>The New Jew</em>, dedicato a filantropia e innovazione sociale, ho <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://thenewjew.wordpress.com/2009/10/15/caring-about-the-environment-jewishly-blog-action-day-2009/">pubblicato</a> [in] un post sul fatto di prendersi cura dell&#39;ambiente &#8220;alla maniera ebraica&#8221;, dove ho condiviso un discorso tenuto da attivisti ambientalisti che incoraggiano a pensare a come le pratiche dell&#39;ebraismo tradizionale ci connettono al mondo naturale.</p>
<blockquote><p><em>Shabbat</em>– è un tesoro ecologico! Un giorno per riposare dallo shopping, dalla fabbricazione e dal traffico!</p>
<p><em>Kashrut (o Kosher)</em>– l&#39;idea secondo cui quanto mangiamo è importante, che sta a noi limitare la sofferenza degli animali! Dobbiamo aggiornarci su questo e assumerci la responsabilità dell&#39;impatto causato da quel che mangiamo, acquistiamo e buttiamo nelle discariche di rifiuti. Noi votiamo con i dollari e le forchette in base all&#39;intera storia del nostro cibo e delle nostre cose.</p>
<p><em>Brachot (le benedizioni sul nostro cibo)</em>– invita a stare attenti alla provenienza del nostro cibo. Per benedire il cibo dobbiamo capire se è stato coltivato in terra o su un albero; da qui il passo è breve a pensare a come sia stato coltivato, se le persone coinvolte nel processo che lo ha portato a noi siano state pagate il giusto oppure se il suo percorso ha aiutato o danneggiato l&#39;ambiente.</p></blockquote>
<p>Sempre sul tema della natura, Elisha su <em>O&#39;Sprinkles</em> <a title="Post con foto in inglese" href="http://osprinkles.blogspot.com/2009/10/some-bloom.html">esprime</a> [in] la bellezza attraverso la fotografia e ci ricorda il vero tema della nostra lotta: la crescita e il rinnovo nel mondo naturale.</p>
<p><center><img title="Garden 1 (Source: O Sprinkles Blog)" src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZoM5vXI/AAAAAAAABcQ/aIFBwpWl1-g/s320/IMG_9920.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /><br />
<img title="Garden 2 (Source: O Sprinkles Blog) " src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZCiPSJI/AAAAAAAABcI/22Ukqo4oSUU/s320/IMG_9918.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /></center></p>
<p>Anche se il 15 ottobre è passato, il <a title="Post in inglese su GVO e Blog Action Day" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/28/global-voices-and-the-blog-action-day-2009/"><em>Blog Action Day</em></a> [in] rimane parte di un continuum. Come puoi ridurre il tuo impatto nella <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_footprint">produzione dei gas-serra </a>[it], migliorare il modo in cui utilizzi le risorse naturali, e rivedere i tuoi modelli di consumo?</p>
<p>La <em>Jewish Climate</em> Campaign propone <a title="Post in inglese" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/3x3.php">qui alcuni suggerimenti</a> [in].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mondo Arabo: risanare le fratture dell&#039;11 settembre</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/mondo-arabo-risanare-le-fratture-dell11-settembre/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 05:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre gli Stati Uniti ricordavano la tragedia avvenuta l'11 settembre 2001, lo stesso faceva il resto del mondo. Da allora è radicalmente mutato il modo in cui mondo percepisce gli arabi e come questi ultimi vedono a loro volta il mondo. Blogger di varia provenienza propongono riflessioni e commenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/12/arab-world-healing-the-rifts-of-911/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre gli Stati Uniti ricordavano la tragedia avvenuta l&#39;11 settembre 2001, lo stesso faceva il resto del mondo. Per molti arabi, quel giorno ha segnato un cambiamento nella percezione reciproca. Da allora è radicalmente  mutato il modo in cui mondo percepisce gli arabi e come questi ultimi vedono a loro volta il mondo. Per molti, il sospetto e la paura sono diventati di fatto il denominatore comune. Per altri, ha messo in luce un bisogno di maggior consapevolezza.</p>
<p><em>Buj al Arab</em>, dagli Emirati Arabi Uniti, riflette sulle trasformazioni avvenute dal 2001. Dopo aver ricordato le vittime dell&#39;11 settembre, <a title="Post originale in inglese" href="http://bujassem.blogspot.com/2009/09/911-eight-years-on.html">sottolinea </a> [in] quanto il mondo sia cambiato da allora:</p>
<blockquote><p>In questo fatidico giorno di otto anni fa, oltre 3000 persone persero la vita a New York. Sfortunatamente l&#39;uccisione di questi innocenti ha portato poi alla perdita di altre vite nel mondo. Questo giorno ha cambiato per sempre il nostro mondo moderno, e alcuni direbbero che il cambiamento non è stato per il meglio…</p>
<p>…8 anni sembrano tanti e in effetti non riesco a ricordare molto su come si viaggiava in aereo prima dell&#39;11 settembre. Così poco complicato. Non riesco nemmeno a ricordare quanto fosse facile entrare negli USA, visto che non ho provato a farlo negli ultimi 8 anni. Speriamo di poter cambiare le cose in meglio, premere per avere più libertà civili e non solo, dare voce ai deboli, e ricorrere alla guerra solo come ultima spiaggia o non considerarla nemmeno una possibilità.</p></blockquote>
<p>Will Donovan, un americano che scrive sul blog <em>Some Guy in Lebanon</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://williamcurtisdonovan.com/2009/09/epilogue-some-guys-american-summer/">spiega</a> [in] come l&#39;11 settembre abbia cambiato il proprio mondo:</p>
<blockquote><p>Vorrei riflettere su quella data per un momento – l&#39;11 settembre non ha bisogno di introduzione. È un giorno che verrà ricordato a lungo nelle immagini terrificanti dell&#39;America colpita da un atto terroristico senza precedenti. Quel giorno, sembrava, il lungo braccio della politica, della turbolenza e degli affari medio-orientali arrivarono bel al di là dei mari, mentre i Sauditi, finanziati dai profitti del petrolio, e sotto il naso di uno degli alleati chiave dell&#39;America, distruggeva il nostro senso di sicurezza e isolamento. Improvvisamente ci fu l&#39;enorme constatazione che l&#39;America non da si trovava isolata in una bolla d&#39;aria. C&#39;era un nuovo interesse verso il Medio Oriente – un ampio numero di persone ha prestato attenzione all&#39;arabo, il nostro Presidente e la nostra politica estera si sono rivolti verso questa regione, spesso per il peggio. Non posso negare che l&#39;11 settembre abbia risvegliato anche in me un certo interesse verso il Medio Oriente.</p>
<p>L&#39;interesse americano ha portato a molti disastri tra cui, ovviamente, la guerra in Iraq, il disastroso finanziamento a Fatah a Gaza, e la volontà di chiudere un occhio sulle dittature arabe, i nuovi alleati nella “Guerra al terrore”, mentre reprimevano brutalmente i movimenti moderati e democratici musulmani. Ma c&#39;è stato un momento interessante – Bush ha sostenuto apertamente la coalizione del &#8220;14 Marzo&#8221; in Libano, quando si è riversata per le strade nel 2005 per protestare contro l&#39;occupazione del Paese da parte della Siria dopo l&#39;assassinio di Rafic Hariri. Non voglio attribuire tutta la cosa alla politica estera americana, ma è difficile negare che, in un oceano di fallimenti, questa è stata una nota positiva per il piano americano post-11 settembre. Ha preparato il terreno per la mia vita odierna.</p></blockquote>
<p>Un&#39;altra americana che vive in un Paese arabo è la blogger che sta dietro <em>760 Days in Morocco</em>.  Come americana di discendenza araba convertita all&#39;Islam <a title="Post originale in inglese" href="http://760days.wordpress.com/2009/09/11/it-is-that-day/">propone un punto di vista unico</a> [in] su come quel giorno le ha cambiato la vita:</p>
<blockquote><p>Oggi otto anni fa è avvenuta un&#39;atrocità enorme.  “Il giorno in cui il mondo si è fermato.”  Il giorno in cui tutti ci ricordiamo esattamente dove eravamo e cosa stavamo facendo. Il giorno in cui sono cambiate per sempre così tante vite. Il giorno che da allora abbiamo commemorato ogni anno. Il giorno in cui un amico mi ha chiamato e ha detto “Perchè voi tutti ci state facendo questo?” Non ero musulmana allora. Non avevo mai pensato davvero all&#39;Islam allora. Non avevo mai sentito parlare di Bin Laden o Al Qaeda allora.  Tuttavia, come araba-americana di discendenza libanese, ero anch&#39;io in parte da incolpare per questo evento che anche adesso come musulmana condanno con tutto il cuore. Non sono l&#39;unica. Anche la maggior parte dei musulmani nel mondo condannano queste azioni. Nel profondo del mio cuore credo che anche Allah abbia condannato queste azioni. Ciò che quelle persone hanno fatto è contro l&#39;Islam in tutti i sensi. Quella che praticano non è la religione che conosco, amo, e accetto. Se ciò che hanno fatto avesse qualcosa a che fare con la vera religione dell&#39;Islam, sicuramente non ne farei parte.</p></blockquote>
<p>La blogger conclude condividendo una storia su come ha contribuito a una più grande comprensione:</p>
<blockquote><p>Sì, dobbiamo esporci per farlo.  Ricordo una storia che mia zia mi raccontò riguardo una famiglia musulmana che viveva nella sua piccola città.  Dopo l&#39;11 settembre, la famiglia ha organizzato una conferenza per la comunità per spiegare cosa è l&#39;Islam e come il terrorismo non è in nessun modo collegato ad esso.  Essi si sono esposti in modo per far sì che i loro vicini comprendessero di più la verità riguardo l&#39;Islam.  Nel college dove lavoravo prima, mi sono unita ad una discussione di facoltà e membri per portare una voce musulmana.  Mi sono dovuta esporre perchè gli altri comprendessero di più la verità riguardo all&#39;Islam. Esporre noi stessi là fuori per diffondere la vera parola dell&#39;Islam è la vera<em> jihad, </em>e va avanti non solo 8 anni dopo quel giorno, ma fino al Giorno del Giudizio.</p></blockquote>
<p>Il blogger marocchino <em>Myrtus</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://myrtus.typepad.com/myrtus/2009/09/i-remember-911-and-the-many-innocent-lives-we-lost.html">condivide</a> [in] un semplice messaggio:</p>
<blockquote><p>Mi impegno a promuovere pace, amore, libertà e coesistenza ovunque e in qualsiasi momento io POSSA, attraverso semplici atti di gentilezza……e ricordo che siamo tutti esseri umani prima di ogni altra cosa.</p></blockquote>
<p>Per un&#39;interessante punto di vista su come sia cambiata dal 2001 la considerazione del mondo arabo e dei musulmani in America, il <em>Pew Research Center for People and the Press</em> ha curato <a title="La ricerca originale in inglese" href="http://people-press.org/report/542/muslims-widely-seen-as-facing-discrimination">uno studio</a> [in] intitolato “I musulmani alle prese con la discriminazione.”</div>
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		</item>
		<item>
		<title>La &#8216;Campagna Mai Prima d&#039;Ora&#039; per i diritti dei Palestinesi</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/la-campagna-mai-prima-dora-per-i-diritti-dei-palestinesi/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/la-campagna-mai-prima-dora-per-i-diritti-dei-palestinesi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 12:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova campagna, partita a inizio anno e focalizzata sull'auto-produzione di video, vuole promuovere il rispetto per il popolo palestinese, focalizzandosi sui loro diritti e non sul vittimismo. Ecco i primi video e un'intervista con i coordinatori, volontari libanesi di varia provenienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/12/palestine-a-campaign-like-never-before/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Una campagna lanciata all&#39;inizio di quest&#39;anno, nel periodo degli <a title="Vai allo speciale di Global Voices in inglese"  href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/2008-gaza-strip-bombings/">attacchi israeliani a Gaza</a> [in], promuove l&#39;idea di essere orgogliosi nella <a title="Vai al sito originale in inglese" href="http://palsolidarity.org/2009/05/6856">resistenza palestinese</a> [in], focalizzandosi sui diritti palestinesi e non sul vittimismo. Chiamata la <em>Campagna Mai Prima d&#39;Ora</em>, ha la base a Beirut, Libano, e ha prodotto una <a title="Vai alla pagina del sito di Youtube in inglese" href="http://www.youtube.com/user/neverbeforecampaign">serie di video</a> [in] per trasmetterne il messaggio. <em>Global Voices Online</em> ne ha intervistato i coordinatori per sapere di più.</p>
<p><strong>Come è iniziata la Campagna Mai Prima d&#39;ora? Chi è coinvolto?</strong></p>
<blockquote><p>La Campagna in realtà è costituita da un gruppo di individui libanesi con vari ambiti di provenienza (nel campo media e business, esperti in sociologia, attivisti della società civile) ritrovatisi per diversi motivi, localmente in Libano e nel mondo arabo in generale. Non abbiamo rivelato i nostri nomi perché preferiamo che l&#39;attenzione rimanga sulla Campagna in sé oltre che sulle cause che sosteniamo. Abbiamo visto tanti buoni movimenti rovinarsi dopo essere stati personalizzati…<br />
L&#39;idea della Campagna Mai Prima d&#39;Ora stava emergendo da qualche tempo, quando è partita la guerra di Gaza nel dicembre scorso. È stato allora che ci siamo resi conto che avremmo dovuto lanciarla. Il termine Mai Prima d&#39;Ora è venuto fuori dopo lunghe discussioni (prima della guerra di Gaza) su se sarebbe stato meglio fare dei parallelismi fra la causa palestinese e la lotta del Sudafrica, o con altre situazioni analoghe nel mondo. La conclusione è stata: è vero che la gente ha subito pesanti ingiustizie nella storia, ma finora non era mai esistita un&#39;ingiustizia per un periodo di tempo così lungo e così evidente e così crudele, e trattata con tale indifferenza. Allo stesso tempo, mai prima d&#39;ora un popolo aveva resistito e lottato per così tanto tempo, avendo tutto contro ed affrontando tanti tradimenti. Infine, il supporto al popolo palestinese contro l&#39;ingiustizia che deve affrontare sta diventando più forte come mai prima d&#39;ora.</p>
</blockquote>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=oWGqdyFII_s">Campagna Mai Prima d&#39;ora - Io Resisto</a> [in]: </p>
<p><center> <object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oWGqdyFII_s&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/oWGqdyFII_s&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>
<p><strong>Cosa rende questa campagna diversa dalle altre inziative a sostegno dei diritti dei Palestinesi?</strong></p>
<blockquote><p>Non sosteniamo che la nostra campagna sia radicalmente diversa. Si continua a propugnare la causa palestinese fin dal 1948 o anche prima. Noi facciamo parte di questo movimento. Ciò che abbiamo notato è che, promuovendo campagne per la Palestina da più di un decennio, particolarmente in occidente, si rimane confinati araccogliere simpatie su base umanitaria. Noi crediamo che sia necessario promuovere rispetto per il popolo palestinese piuttosto che empatia o un sentimento guidato dal senso di colpa.<br /> <br />
Riteniamo che la giustizia finirà per prevalere in Palestina, nostro compito è far sì che ciò succeda presto, e invitare ogni essere umano rispettabile far parte di questo scenario quando verrà il giorno.</p>
</blockquote>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Frm8xv5wuvs">Campagna Mai Prima d&#39;ora - Di cosa si tratta</a>: </p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Frm8xv5wuvs&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Frm8xv5wuvs&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>
<p><strong>La campagna si focalizza sulla produzione di video, o ci sono altri mezzi con cui pensate di far circolare il messaggio?</strong></p>
<blockquote><p>Siamo tutti lavoratori, con nessuna risorsa allocata per questa Campagna. Così, per ora ci atteniamo ai video. Molta gente si è già unita a noi, fisicamente e virtualmente, così speriamo di iniziare ad estendere le nostre attività appena possibile.</p>
</blockquote>
<p><a title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=b1xN_ZSB898">Campagna Mai Prima d&#39;Ora - Rendi grande la menzogna</a>:<br /> <br />
<center><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/b1xN_ZSB898&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/b1xN_ZSB898&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Mondo arabo: è forse il caso di investire in armamenti e programmi spaziali?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/5301/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/5301/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 05:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Un blogger si chiede per quanto tempo gli arabi resteranno a guardare mentre gli altri Paesi continuano a costruire arsenali e missili militari, mentre un altro si domanda perché mai l'Arabia Saudita non abbia un proprio programma spaziale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/04/arab-world-what-are-we-waiting-for/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Due blogger su fronti opposti del mondo arabo provano a riflettere sulle condizioni degli arabi, dall&#39;oceano al golfo. Il primo si chiede per quanto tempo aspetteremo ancora mentre gli altri Paesi continuano a costruire e sviluppare arsenali e magazzini militari - e il secondo si domanda perché l&#39;Arabia Saudita non abbia un proprio programma spaziale.</p>
<p>Il blogger algerino <a title="Vedi il post originale in arabo" href="http://bilad-13.maktoobblog.com/1617793/%D8%A7%D9%84%D8%B9%D8%B1%D8%A8-%D9%85%D8%AA%D9%81%D8%B1%D8%AC%D9%88%D9%86-%D8%B5%D8%A7%D9%84%D8%AD%D9%8A%D9%86-%D9%81%D9%8A-%D8%AD%D8%B1%D8%A8-%D8%A7%D9%84%D8%B5%D9%88%D8%A7%D8%B1%D9%8A%D8%AE/"><i>Bilad Talisman</i></a> [ar] si chiede perchè gli arabi rimangano attendisti nell&#39;attuale guerra &#8220;missilistica&#8221;: </p>
<div class="arabic">
العرب قاعدون من المحيط إلى الخليج لدرجة أن استثماراتهم في الجزائر أو في أي بلد من بلدان العالم لاتخرج عن دائرة الكباريهات .العرب يتفرجون هذه الأيام على معركة الصواريخ الكورية تماما مثلما جلسوا يتفرجون على الجزيرة وهي تنقل حرب الصواريخ افسرائيلية على غزة وجلسوا قبلها وهم يراقبون مدى الصواريخ الإسرائيلية على لبنان في صيف 2006 ويسخرون من صواريخ حزب الله على إسراائيل. العرب سيجلسون أمام الجزيرة ذات يوم لمتابعة أخبار سقوط الصواريخ الإيرانية على الكويت والرياض وعمان وغيرها . هكذا هم العرب يتابعون مثل أي مشاهد مهذب باهتمام حرب الصواريخ دون حركة.</div>
<div class="translation">
Gli arabi se ne restano seduti dall&#39;Oceano Atlantico al Golfo, investendo i propri soldi nei cabaret in Algeria e altri Paesi intorno al mondo. Al giorno d&#39;oggi, gli arabi osservano la guerra dei missili coreana,e se ne stanno seduti, seguono su Al Jazeera la guerra dei missili israeliana a Gaza e rimangono con le mani mano, proprio come, prima di questa, guardando la serie di missili israeliani caduti sul Libano nell&#39;estate del 2006. Hanno deriso i razzi di Hizbulla caduti su Israele. Un giorno gli arabi  se ne staranno seduti davanti ad Al Jazeera, seguendo le notizie dei missili iraniani che colpiscono il Kuwait, Riyadh, l&#39;Oman e gli altri. Gli arabi sono fatti così. Si siedono, come ogni spettatore beneducato, guardando molto attentamente le guerre missilistiche, senza muovere un dito.</div>
<p>Dall&#39;Arabia Saudita, <a title="Vedi il post originale in inglese" href="http://americanbedu.com/2009/05/24/why-doesn%E2%80%99t-saudi-arabia-have-a-space-program/"><i>American Bedu</i></a> [in], un americano sposato con una Saudita, si domanda perchè l&#39;Arabia Saudita non abbia avviato un proprio programma spaziale: </p>
<blockquote><p>
Sono curioso di sapere perché un Paese così ricco come l&#39;Arabia Saudita non abbia deciso di avere un proprio programma spaziale, anziché dipendere sulla fiducia e la collaborazione con gli alleati? Fino a oggi una sola <a title="Vedi il post su Wikipedia in inglese" rel="#someid13" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sultan_bin_Salman_bin_Abdulaziz_Al_Saud">persona saudita</a> [in] è andata nello spazio, il Sultan bin Salman bin Abdulaziz al Saud.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Così, perché pensate che l&#39;Arabia Saudita con le sue risorse  e capacità abbia deciso di non avere un proprio programma spaziale? Ho chiesto il parere di un saudita al riguardo. La sua risposta è stata, &#8220;I sauditi non sono in grado di guidare per le strade, quindi come puoi aspettarti che siano capaci di farlo nello spazio?&#8221; (naturalmente si trattava di una battuta, ma fa riflettere &#8230;)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il mondo arabo commenta sulla corsa ai social media della Regina giordana</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/il-mondo-arabo-commenta-sulla-corsa-ai-social-media-della-regina-giordana/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/il-mondo-arabo-commenta-sulla-corsa-ai-social-media-della-regina-giordana/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 00:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Internet & telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver debuttato su YouTube, la Regina Rania Al Abdullah di Giordania sta ora sperimentando con Twitter e finanche con Facebook. Un ricorso ai social media, forse fin troppo disinvolto, che non manca di suscitare una serie di opinioni differenziate tra i netizen medio-orientali. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/14/arab-world-reacts-to-jordans-twittering-queen-rania/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dopo il suo <a title="Articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/04/01/jordan-royal-debut-on-youtube/">debutto</a> [in] su<em> <a title="Canale della Regina Rania su YouTube" href="http://www.youtube.com/user/QueenRania">YouTube</a></em> [in], la Regina Rania Al Abdullah di Giordania sta ora <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.telegraphindia.com/1090510/jsp/frontpage/story_10943431.jsp">sperimentando</a> [in] il servizio di microblog <a title="Profilo della Regina Rania su Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania"><em>Twitter</em></a> [in], permettendo al mondo di seguire, attraverso i 140 caratteri dei messaggi, la sua vita di mamma e moglie alle prese “con un fantastico  lavoro quotidiano”.<br />
<center>[Padre e figlio legano nel weekend. La madre si preoccupa, circondata dagli eroi d&#39;azione della vita reale. è una maledizione! http://twitpic.com/4ur0wc]<br /> 
<div id="attachment_74295" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-74295" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74295"><img class="size-medium wp-image-74295" title="Un 'tweet' della Regina Rania" alt="Un 'tweet' della Regina Rania" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/picture-2-300x160.png" width="300" height="160" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Uno dei messaggi su Twitter della Regina Rania</p>
</div>
<p></center></p>
<p>Non solo ci offre una sbirciatina nella sua vita privata come Regina e madre, con messaggi come  <a title="Leggi messaggio in Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania/status/1738716269">questo</a> [in] e <a title="Leggi messaggio in Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania/status/1747486227">questo</a> [in] [vedi immagine sopra], ma ha anche accettato di rilasciare la sua prima <a title="Intervista su Twitter della Regina Rania" title="Intervista su Twitter della Regina Rania" href="http://spreadsheets.google.com/viewform?hl=en&amp;formkey=cnVTbVA0cnFOTlpHanJGWERvVkVURlE6MA.." target="_blank">intervista su Twitter</a> [in], secondo il <a title="Post originale in inglese" href="http://www.forumblog.org/blog/2009/05/twitter-interview-with-queen-rania-suggest-your-questions-and-vote.html">blog del World Economic Forum</a> [in]:</p>
<blockquote><p>In occasione del World Economic Forum in Medio Oriente, che si svolge sul Mar Morto in Giordania dal 15 al 17 maggio 2009, Sua Maestà ha accettato di rispondere a 5 domande poste dal pubblico tramite l&#39;acconto su Twitter. Non potendo rispondere a tutte le domande, le abbiamo sottoposte al voto del pubblico e Sua Maestà risponderà alle cinque più votate. Vota per le domande da porre alla Regina Rania <a title="Guarda le domande" href="http://spreadsheets.google.com/viewform?hl=en&amp;formkey=cnVTbVA0cnFOTlpHanJGWERvVkVURlE6MA..">qui</a> [in].</p></blockquote>
<p>Con 41.217 utenti che la seguono finora  (lei ne segue appena 31), fioccano dall&#39;intera regione le reazioni riguardo l&#39;avventura della Regina su Twitter.</p>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://jordanian-observations.blogspot.com/2009/05/queen-rania-joins-twitter.html"><em>Observations of a Jordanian</em></a> [in] ha elogiato la mossa, dicendo:</p>
<blockquote><p>Ho MOLTO di cui lamentarmi sul modo di governare il nostro Paese, ma una cosa che amo è come la famiglia reale sia umile e cerchi di rimanere in contatto con la gente, soprattutto tecnologicamente parlando. Prima utente YouTube, ora la Regina Rania è sbarcata sulla successiva mania di internet, Twitter […] È proprio vero, nel caso abbiate dei dubbi, l&#39;esistenza dell&#39;acconto è stato confermato dalla Corte Reale.</p></blockquote>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://thearabobserver.blogspot.com/2009/05/queen-rania-twitters-pope.html"><em>The Arab Observer</em></a> [in] è chiaramente estasiato e scrive:</p>
<blockquote><p>La Regina Rania non è la regina più in gamba che si sia mai vista?</p>
<p>Prima si è affermata come regina elegante e alla moda, tenuta in grande considerazione tra i leader mondiali, poi ha creato un <a title="Canale della Regina Rania su YouTube" href="http://www.youtube.com/queenrania">canale su youtube </a> [in] per affrontare gli stereotipi occidentali contro gli arabi e provare ad aprire un dialogo tra le due parti, poi è apparsa nel programma di Oprah e ha offerto una grande intervista e buoni spunti sulla Giordania,e adesso ha colto al volo l&#39;occasione della visita del Papa in Giordania per aprire <a title="Acconto della Regina Rania su Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania">un acconto su twitter</a> che è diventato immediatamente <a title="Post originale in inglese" href="http://www.techcrunch.com/2009/05/08/theres-a-queen-on-twitter-and-she-aint-latifah/">una fonte industriale di notizie</a> [in] che porteranno maggior visibilità alla visita e alla Giordania come Paese.</p>
<p>Ora possiamo ascoltare i messaggi di saggezza lunghi 140 caratteri della nostra Regina. Un grande strumento da aggiungere e utilizzare per i leader del ventunesimo secolo. Ben fatto Regina Rania, siamo così fieri di te, davvero molto fieri :)</p></blockquote>
<p>E <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://arabcrunch.com/2009/05/queen-rania-of-jordan-joins-twitter.html"><em>ArabCrunch</em></a> [in], sempre  dalla Giordania, rincara la dose:</p>
<blockquote><p>Sembra che sia la Regina in persona a scrivere su Twitter, visto che leggiamo messaggi personali come <a title="Leggi messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania/status/1730642484" target="_blank">questo</a> [in] e utilizza anche &#8216;twitpic&#39; dove ha <a title="Guarda l'immagine" href="http://twitpic.com/4sacm" target="_blank">pubblicato</a> [in] una sua foto con il figlio.</p></blockquote>
<p>Spostandoci alla vicina Siria, <em>Sasa</em>, dal <a title="Post originale in inglese" href="http://newsfromsyria.com/2009/05/10/rania-vs-asma/"><em>Syria News Wire</em></a> [in], coglie l&#39;opportunità per fare un confronto tra la Regina e la &#8216;first lady&#39; siriana, Asma Al Assad:</p>
<blockquote><p>La Regina  Rania è su Twitter (@queenrania). È andata in giro sull&#39;elicottero del marito, ha incontrato il Papa, ha detto di voler cambiare il mondo. Ma la Siria non è poi così indietro.</p>
<p>La First Lady Asma Al-Assad può non essere su Twitter, ma è su Facebook. Mentre la sua controparte più a sud si è divertita facendo acrobazie in elicottero e chiamando il marito un “<a title="Leggi messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania/status/1747486227">un vero eroe in azione</a>” [in] (dicendogli poi di mettere via la Playstation), Asma ha fatto <a href="http://www.facebook.com/pages/Asma-al-Assad/27123810587?ref=mf">lavoro di volontariato</a>.<br />
Ha appena avviato il progetto <a title="Vedi il sito ufficiale" href="http://www.massar.sy/index.php?page_id=63">Massar-E</a> [in], per aiutare i bambini svantaggiati ad apprendere l&#39;uso della tecnologia.<br />
Sappiamo quale delle due possa esser vista girare in città senza centinaia di guardie del corpo.<br />
So che Rania si è appena iscritta a Twitter quindi forse non è un confronto corretto - ma se i numeri significano qualcosa, Asma ha 9.000 fan, Rania ne ha 4.000.</p></blockquote>
<p>E il Dott. Asa&#39;ad Abu Khalil, libanese ma residente negli Stati Uniti, sull&#39; <em><a title="Post originale in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/05/queen-youtube.html">Angry Arab News Service</a> [in]</em>, sembra davvero molto… arrabbiato. E proclama:</p>
<blockquote><p>“Grazie mille voi che mi seguite! Non vedo l&#39;ora di sentire vostre riflessioni e idee sull&#39;uso dei social media per il cambiamento sociale.” Oh, vuoi qualche idea per il cambiamento sociale? Io voglio usare i social media (qualsiasi cosa s&#39;intenda con questo termine) per abbattere il governo giordano e mandarlo insieme alla famiglia reale Hahemita in esilio in qualche remota città europea. Così potrete parlare con qualche esiliato sopravvissuto della famiglia reale egiziana o irachena. E per favore usate Twitter in esilio per divertirmi. E qualcuno del staff che inserisce cose su twitter e youtube per conto tuo deovrebbe dirti quanto manchiate d&#39;interesse e ispirazione. Qualcuno dovrebbe dirti che piaci all&#39;occidente solo perchè l&#39;Israele approva la PlayStation di tuo marito.&#8221;.</p></blockquote>
<p>L&#39;attivista e blogger egiziano <em><a title="Post originale in inglese" href="http://arabist.net/arabawy/">3arabawy</a> [in]</em> condivide sentimenti simili, e propone alcuni <a title="Vedi la pagina su Twitter" href="http://search.twitter.com/search?q=3arabawy+%40QueenRania">messaggi piuttosto critici</a> (clicca sull&#39;immagine sotto) riferendosi alla regina su Twitter:<br />
<center>
<div id="attachment_74329" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-74329" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74329"><img class="size-medium wp-image-74329" title="I 'tweet' di 3arabawy" alt="I 'tweet' di 3arabawy" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/picture-4-300x211.png" alt="Tweets by Egyptian blogger 3arabawy" width="300" height="211" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Messaggi su Twitter dell&#39;utente 3arabawy</p>
</div>
<p></center><br />
E non è tutto. Sta nascendo una controversia sulla <a title="Guarda la pagina su Facebook" href="http://www.facebook.com/QueenRania">pagina dei fan</a> [in] creata da un blogger egiziano per la Regina Rania su <em>Facebook</em>.</p>
<p><em><a title="Post originale in inglese" href="http://triplem.host.sk/?p=1682">TripleM</a> [in]</em> dichiara di essere stato cacciato come amministratore della pagina creata per la Regina. Egli dice:</p>
<blockquote><p>Sono rimasto sorpreso quando ho scoperto di non essere più l&#39;amministratore della pagina dei fan della Regina Rania su Facebook. La pagina “Queen Rania” ha il maggior seguito di fan per la bellissima Rania Al Abdullah Regina di Giordania. La pagina che ho creato due mesi fa, ha attirato oltre 17mila fan ed è una delle più cliccate su Facebook…</p>
<p>…Comunque, sono rimasto scioccato nello scoprire di non poter più modificare o condividere informazioni su quella pagina, e ho deciso di scrivere su Twitter su questo fatto. Dopo questi &#8216;tweet&#39;, tutti quelli che conoscevo hanno preso a dire che la pagina era un gran successo e non sapevano che fossi io la mente che ci stava dietro.</p></blockquote>
<p>Jillian del blog di gruppo Americano-Palestinese <a title="Post originale in inglese" href="http://www.kabobfest.com/2009/05/queen-rania-steals-facebook-page.html"><em>KABOBfest</em></a> [in] ha ripreso la storia dicendo:</p>
<blockquote><p>La Regina Rania di Giordania (o come tendo a chiamarla, Regina YouTube) sembra aver preso i media sociali d&#39;assalto…e con la forza. Poco dopo essersi iscritta a Twitter, la reale giordana è passata a Facebook, appropiandosi dei diritti gestionali dell&#39;utente che ne aveva creato la pagina dei fan.</p></blockquote>
<p>Ha anche detto scherzando:</p>
<blockquote><p>Penso sia solo questione di tempo prima che <a title="Pagina su answer.com" href="http://www.answers.com/Qaddafi">Qaddafi</a> [in] trovi la pagina che ho creato per lui e la rilevi…</p></blockquote>
<p>E su <em><a title="Post originale in inglese" href="http://www.kermittheblog.net/?p=369">Kermit the Blog 2.0</a> [in]</em>, Kamel Al Asmar nota:</p>
<blockquote><p>Dopo 14 mesi su YouTube, mi son chiesto se la Regina Rania volesse scoprire uno dopo l&#39;altro il potere dei social media e degli strumenti di networking sul web, quando una settimana fa l&#39;ho vista su Twitter (ora con più di 40.000 &#8216;follower&#39;). Apparentemente mi sbagliavo, la Regina Rania sta lavorando sulla sua presenza online utilizzando più di un social media alla volta.</p></blockquote>
<p>Al Asmar aggiunge:</p>
<blockquote><p>Quando ho controllato <a title="Pagina su Facebook" href="http://www.facebook.com/QueenRania">la pagina dei fan della Regina su Facebook</a>, mi sono reso conto che mi stavo perdendo quanto accadeva dietro le quinte. Una pagina con oltre 21.000 fan in rapido aumento. Oltre agli aggiornamenti di Twitter sullo status della pagina, la Regina Rania sta aprendo temi di discussione, tra cui: <em>Come possiamo costruire e trasmettere un dialogo tra più culture?”.</em> Inoltre ha pubblicato, e continua a caricare, diverse raccolte di foto sulla pagina.</p>
<p>Il fattore interattivo sulla pagina di Facebook è notevole, e rimpiango i due giorni in cui non l&#39;ho seguita. Ma la domanda che io e altri ci stiamo ponendo è: chi aggiorna questi spazi mediatici?! È la regina Rania a farlo personalmente o c&#39;è un team che se ne occupa, sono molto curioso al riguardo e spero di avere risposta un giorno.</p>
<p>Passando ad altro; oggi ho notato che la pagina della Regina su Facebook apparteneva a un mio  cyber-amico, Mohammad Mansour, noto come <a title="Blog originale in inglese" title="TripleM Blog" href="http://triplem.host.sk/" target="_blank">TripleM</a> [in], che poi un giorno ha scoperto di non essere più l&#39;amministratore di quella pagina. In pratica la Regina Rania gli ha rubato la pagina, supponendo che fosse di sua proprietà.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>MENA: riflussi e rilanci sull&#039;influenza suina via Twitter</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/4474/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 05:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[Oltre 14 secoli dopo che l'Islam ha proibito il consumo di porco, ancora una volta i maiali fanno parlare di sé nel mondo arabo - questa volta sotto forma di "tweet". Ecco una panoramica dei messaggi diffusi dagli utenti locali via Twitter sulla "influenza suina".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/14/mena-does-swine-flu-spread-from-touching-pigs/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dopo oltre 14 secoli da quando l&#39;Islam ha proibito il consumo di carne di porco, ancora una volta  i maiali fanno parlare di sé nel mondo arabo - questa volta sotto forma di &#8216;tweet&#39;.</p>
<p><a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/RobaAssi/status/1761508213"><i>Roba Al Assi</i></a> dalla Giordania è scioccata dalla reazione della gente alla malattia: </p>
<p> [Sono stupita che la maggior parte della gente intorno a me creda davvero che l&#39;influenza suina si propaghi entrando in contatto con i maiali]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74405" rel="attachment wp-att-74405"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/picture-21-300x128.png" alt="Roba Al Assi&#039;s tweet" title="Roba Al Assi" width="300" height="128" class="aligncenter size-medium wp-image-74405" /></a></p>
<p><a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/OpusP/statuses/1652068939"><i>OpusP</i></a> commenta la decisione <a title="Vedi l'articolo di Global Voices originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/05/02/egypt-combating-h1n1-with-pigs-culling/">dell&#39;Egitto</a> di abbattere i suini dicendo: </p>
<p>[L&#39;egitto ha ordinato la macellazione di TUTTI i maiali del Paese in risposta all&#39;influenza suina. Non è affatto una reazione sproporzionata, vero?]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74412" rel="attachment wp-att-74412"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/opusp-300x164.png" alt="opusp&#039;s tweet" title="opusp&#039;s tweet" width="300" height="164" class="aligncenter size-medium wp-image-74412" /></a></p>
<p><a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/aaalana/status/1650814718"><i>aaalana</i></a> da Aleppo, è contenta che la malattia non sia stata rilevata nel suo Paese: </p>
<p>[Hey, nessuna influenza suina qui, in Siria]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74413" rel="attachment wp-att-74413"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/aaalana-300x112.png" alt="aaalana&#039;s tweet" title="aaalana&#039;s tweet" width="300" height="112" class="aligncenter size-medium wp-image-74413" /></a></p>
<p>Nel frattempo, il libanese <a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/habibh/status/1650030155"><i>habibh</i></a>considera la malattia come una benedizione travestita, nella speranza che possa porre freno ad alcune tradizioni, come lo scambio di baci quando ci s&#39;incontra: </p>
<p>[Basta con i baci di saluto in Libano &#8230; spero che riescano ad avvisare le mie zie !]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74414" rel="attachment wp-att-74414"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/habibh-300x141.png" alt="habibh&#039;s tweet" title="habibh&#039;s tweet" width="300" height="141" class="aligncenter size-medium wp-image-74414" /></a></p>
<p>Ancora in Libano, <a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/qifanabki/statuses/1632376603"><i>QifaNabki</i></a> minimizza l&#39;influenza suina come una trascurabile preoccupazione, notando: </p>
<p>[Influenza suina in Libano ? Nulla di preoccupante. Un&#39;influenza alcolica &#8230; be&#39;, questa è un&#39;altra storia.]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74415" rel="attachment wp-att-74415"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/qifanabki-300x146.png" alt="qifanabki&#039;s tweet" title="qifanabki&#039;s tweet" width="300" height="146" class="aligncenter size-medium wp-image-74415" /></a></p>
<p>E questo post non sarebbe completo, se non fosse coinvolto il conflitto Israelo-Palestinese. <a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/NewsAtEleven/status/1636956248"><i>NewsatEleven</i></a> scherza: </p>
<p>[Israele colpita dall&#39;influenza suina, incolpa la Palestina per aver sparato dei missili pieni di maiali verso Gerusalemme. Notizia delle undici.]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74416" rel="attachment wp-att-74416"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/newsateleven-300x142.png" alt="newsateleven" title="newsateleven" width="300" height="142" class="aligncenter size-medium wp-image-74416" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Siria: prima ordinanza del Tribunale Onu sull&#039;omicidio Hariri</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/siria-prima-ordinanza-del-tribunale-onu-sullomicidio-hariri/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 04:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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		<description><![CDATA[Rilasciati i quattro generali pro-siriani sospettati dell'assassinio dell'ex Primo Ministro libanese Rafiq Hariri del lontano 14 Febbraio 2005 a Beirut. Mentre la questione è lontana dalla conclusione, ecco una prima serie di reazioni online a caldo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/anas-qtiesh/">Anas Qtiesh</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/29/syria-reactions-to-the-hariri-tribunal/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 29 aprile scorso il <a title="Vedi sito del Tribunale Speciale Onu in inglese" href="http://www.un.org/apps/news/infocus/lebanon/tribunal/" target="_blank">Tribunale Speciale dell&#39;Onu per il Libano</a> [in] ha ordinato il rilascio dei quattro sospettati dell&#39;assassinio dell&#39;ex Primo Ministro libanese Rafiq Hariri, avvenuto nel lontano 14 febbraio 2005 a Beirut. La Siria è stata ampiamente accusata dell&#39;attacco terroristico, portando al deteriorarsi delle relazioni internazionali con l&#39;occidente, incluso il richiamo in patria dell&#39;ambasciatore americano a Damasco da parte dell&#39;amministrazione Bush.</p>
<p>Secondo i comunicati stampa, al momento dell&#39;assasinio di Hariri, i quattro cittadini libanesi erano tutti generali a capo dei servizi di sicurezza e di intelligence libanesi appoggiati dalla Siria.</p>
<p><em>Sasa</em> del <em>The Syrian News Wire</em> appare entusiasta per il verdetto, riportando sul suo <a title="Link al blog in inglese" href="http://newsfromsyria.com/" target="_blank">blog</a> [in] e <a title="Su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/syrianews"><em> su Twitter </em></a> [in] gli sviluppi degli avvenimenti. <a title="Link all'articolo originale in inglese" href="http://newsfromsyria.com/2009/04/29/all-hariri-suspects-released/" target="_blank">Scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Pur potendo ancora essere processati in un secondo momento, sostanzialmente il loro rilascio <strong>discolpa la Siria</strong> e toglie ogni ragione d&#39;essere al Tribunale Speciale delle Nazioni Unite.</p>
<p>I quattro uomini sono stati detenuti per tre anni senza processo. Il Libano pensava di poter raccogliere maggiori prove a carico. L&#39;Onu oggi dichiara che non esistono le motivazioni per essere processati.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger <em>3abdulsalam</em> critica l&#39;intera faccenda del tribunale e della commissione del 14 Marzo che ne fece richiesta, <a title="Link al commento originale in arabo"href="http://3bdulsalam.wordpress.com/2009/04/29/%D8%AE%D8%B1%D9%88%D8%AC-%D8%A7%D9%84%D8%B6%D8%A8%D8%A7%D8%B7-%D8%A7%D9%84%D8%A3%D8%B1%D8%A8%D8%B9%D8%A9-%D8%A8%D9%82%D8%B1%D8%A7%D8%B1-%D9%85%D9%86-%D8%A7%D9%84%D9%85%D8%AD%D9%83%D9%85%D8%A9-%D8%A7/" target="_self">scrivendo</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">بعد حبس استمر ثلاث سنوات الضباط الأربع أحرار بناء على قرار من المحكمة الدولية التي كلفت لبنان مبالغ فلكية نرجوا ألا تذهب سدى خصوصا أن بوادرها لاحت بما لا يشتهي فريق 14 الشهر.<br />
وهل سيكون عداد انتظار الحقيقة وشعار الحرية والسيادة والإستقلال ومجموع الإتهامات التي لم تعرف سوى مسار واحد والمطالبة المحمومة بقيام المحكمة الدولية حصير الشوك الذي غزلوه بيديهم؟</div>
<div class="translation">I quattro ufficiali sono stati liberati dopo tre anni di detenzione per un ordine del Tribunale Internazionale costato al Libano una cifra astronomica che non vorremmo sprecare, specialmente ora che il Tribunale prende una direzione opposta alle inclinazioni dell&#39;<a title="Vedi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/March_14_Alliance">Alleanza del 14 Marzo</a> [in]. </p>
<p>Forse che i fautori della ricerca della verità, lo slogan “libertà, indipendenza e sovranità”, tutte le incriminazioni a senso unico e tutte le richieste febbrili per un Tribunale Internazionale si ritorceranno contro di loro?</p>
</div>
<p>Dopo l&#39;annuncio, il blogger libanese <em><a title="Link al blog originale"href="http://qifanabki.com/" target="_blank">Qifa Nabki</a></em> [in] ha rilanciato subito su <a title="Vedi messaggio originale su Twitter"href="http://twitter.com/QifaNabki/status/1648230461" target="_blank">su Twitter</a> [in] gli &#39;spari a festa&#39; nelle strade di Beirut:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-71812" title="messaggio su Twitter" alt="messaggio su Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/04/qn.jpg" alt="qn" width="306" height="155"></p>
<p>La questione è lontana dalla conclusione, ma indica un passo avanti verso la normalizzazione nelle relazioni tra Siria e Libano.</p>
]]></content:encoded>
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