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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Giordania</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Giordania: video per una società migliore</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/giordania-video-per-una-societa-migliore/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 05:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni, e grazie all'elevato livello di libertà su Internet nel Paese, vanno emergendo diverse iniziative sociali online - incluso il progetto Aramram qui presentato. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mohammad-azraq/">Mohammad Azraq</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/02/jordan-videos-for-social-change/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Negli ultimi anni, e grazie all&#39;elevato livello di libertà su Internet in Giordania, numerose attività sociali online sono emerse in superficie. <em><a title="Sito originale in arabo" href="http://www.ikbis.com">Ikbis.com</a> </em> [ar], <em><a title="Sito originale in arabo" href="http://www.7iber.com">7iber.com</a></em> [ar], e <em><a title="Sito originale in arabo" href="http://www.watwet.com">Watwet</a></em> [ar] sono soltanto alcuni esempi di quanto avviato dai giovani locali per trovare modi migliori e più efficaci per esprimersi liberamente e senza restrizioni. Una di queste brillanti iniziative, che si distingue per l&#39;uso di tecnologie innovative per suscitare il dialogo su temi sociali, politici, economici, e ambientali concernenti il pubblico giordano, è <em><a title="Sito originale in arabo" href="http://www.aramram.com">Aramram</a></em> [ar].</p>
<p>All&#39;interno di video della durata dai tre ai cinque minuti, <em>Aramram</em> evidenzia vari fenomeni quotidiani in Giordania. <em><a title="Pagina Twitter in inglese" href="http://twitter.com/amahl">Amahl Khouri</a></em> [in] e <em><a title="Pagina Twitter in inglese" href="http://www.twitter.com/mazraq">il sottoscritto</a></em> [in] abbiamo deciso di avere una video-intervista con il gruppo di <em>Aramram</em> per la seconda fase del<a title="Post originale in inglese" href="http://www.si.se/English/Navigation/Scholarships-and-exchanges/Leadership-programs/Young-Leaders-Visitors-Program/"> Programma Giovani Leader Ospiti</a> [in] che si terrà a Parigi questo mese, e saperne di più sul loro impegno per il dialogo tra sottoculture ed etnicità che convivono in Giordania:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tOcuH2Wj3XI&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/tOcuH2Wj3XI&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Oltre all&#39;attività in Giordania, <em>Aramram</em> spera di espandersi e condurre progetti analoghi in altri Paesi arabi per incoraggiare i giovani ad abbracciare l&#39;era informatica e utilizzare Internet al meglio delle proprie potenzialità.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Libano: rilancio alla grande nella contesa dell&#039;Hummus</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/libano-rilancio-alla-grande-nella-contesa-dellhummus/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 03:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi 300 chef libanesi hanno cucinato il più grande piatto di <em>hummus</em> al mondo per rivendicare come propria la famosa salsa di ceci - all'interno di una sorta di lotta su ampia scala riguardo varie pietanze prodotte anche in Israele. Ampie le reazioni online. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/">Antoun Issa</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/25/lebanon-ups-the-ante-in-the-hummus-war/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_103004" class="wp-caption aligncenter" style="width: 347px"><a href="http://mayazankoul.wordpress.com/2009/10/25/a-hommos-story/"><img class="size-full wp-image-103004" title="mzhummus" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/mzhummus1.jpg" alt="mzhummus" width="337" height="319" /></a>
<p class="wp-caption-text">Immagine concessa da © Maya Zankoul, mayazankoul.wordpress.com</p>
</div>
<p>Qualche giorno fa a Beirut si sono riuniti circa 300 chef libanesi per cucinare il piatto più grande mai realizzato di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hummus"><em>hummus</em></a> [it] nel tentativo di rivendicare come propria la famosa salsa di ceci.</p>
<p>Il nuovo record mondiale è frutto di una campagna, tuttora in corso in Libano, che rivendica la paternità culturale di alcuni piatti attualmente prodotti in Israele - e l&#39;<em>hummus</em> costituisce il principale oggetto della protesta.</p>
<p>I produttori israeliani e libanesi di <em>hummus</em> si contendono aspramente il primato sul crescente appetito globale per questo delizioso intingolo mediorientale.</p>
<p>Secondo i libanesi la controparte israeliana starebbe sfilando loro alcuni piatti &#8216;libanesi&#39; promuovendoli in tutto il mondo come se fossero loro.</p>
<p>Gli israeliani avevano stabilito il precedente record mondiale per il più grande piatto di <em>hummus</em>, e ciò ha scatenato la reazione dei libanesi.</p>
<p>Ufficialmente in stato di guerra, sembra che il fronte dei combattimenti vada allargandosi fino ad includere l&#39;<em>hummus</em>.</p>
<p>La domanda da porsi ora è la seguente: cosa faranno i produttori siriani, giordani, palestinesi? Entreranno anche loro in lotta?</p>
<p>Sulla contesa dell&#39;<em>hummus</em> i blogger libanesi non si sono fatti attendere.</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://mayazankoul.wordpress.com/2009/10/25/a-hommos-story/">Maya Zankoul</a></em> [in] sottolinea il lato ironico con un&#39;analisi pungente:</p>
<blockquote><p>Ieri il Libano ha registrato un nuovo record mondiale cucinando il <a title="Post in inglese" href="http://www.plus961.com/2009/10/20/hommos-tabbouleh-are-us/" target="_blank">piatto più grande di hommos</a> [in]. Sono passata proprio lì vicino, ma subito dopo la presentazione, e non mi è sembrato poi COSÍ grande… perciò ho capito che tra poco qualcuno batterà questo record e così via all&#39;infinito. Per favore, qualcuno fermi questa follìa!</p>
</blockquote>
<p>Una posizione simile viene espressa anche dal blog <em><a title="Post in inglese" href="http://thecedartree.wordpress.com/2009/10/24/so-we-break-a-world-record-and-then-what/">The Cedar Tree</a></em> [in]:</p>
<blockquote><p>Prima c&#39;è stato il <a title="Leggi notizia in inglese" href="http://gulfnews.com/news/region/lebanon/putting-arabic-food-on-the-front-line-1.512939">piatto più grande</a> [in] di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kibbeh">kibbeh</a> [in], e ho pensato che quelle donne libanesi fossero proprio carine. Poi è arrivata la battaglia per il piatto più grande di hummus, e ho pensato che si stava scadendo nel ridicolo. Ma, nonostante la mia opinione personale, sembra che i libanesi siano sinceramente orgogliosi del loro hummus e così siamo ufficialmente nel Guinness dei Primati per il piatto più grande di hummus. Spero che tutti siano contenti. Possiamo pensare ad altro, adesso? No. C&#39;è ancora un&#39;altra battaglia (speriamo l&#39;ultima), e cioé quella per il piatto di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tabbouleh">tabbouleh</a> [in] in programma domani (25 ottobre). OK, devo forse pensare che tutte queste persone siano fuori di testa? Ma che importanza ha? Cioé, siamo segnalati su un libro e allora? Non fraintendetemi; mi piace moltissimo l&#39;hummus, ma francamente credo che ci siano problemi ben più importanti, oltre al cibo nei guinness dei primati, per i quali VALGA davvero la pena combattere.</p>
<p>Ci sono anche due domande a cui vorrei trovare risposta. La prima è quanti soldi sono stati spesi per organizzare quest&#39;evento, mentre la seconda è che fine ha fatto tutto quel cibo.</p>
</blockquote>
<p>Un post di <em><a title="Post in inglese" href="http://adiamondinsunlight.wordpress.com/2009/10/25/hummus-where-satire-and-reality-blur/">A Diamond&#39;s Eye View of the World</a></em> [in] esprime altrettanta confusione (o divertimento):</p>
<blockquote><p>Siamo d&#39;accordo che, quando israeliani e pseudo-israeliani cercano di correggere la pronuncia di &#8220;hummus&#8221; in &#8220;KHumus&#8221; - da pronunciare con un po&#39; di saliva in più - si supera il livello di sopportazione. Ma perché rivendicarne la paternità cucinandone un piatto di dimensioni oscene? Ed esserne FIERI poi? E perché creare uno slogan talmente imbarazzante - in inglese, per carità? Dio mio.</p>
</blockquote>
<p>Sul suo blog <em><a title="Post in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/10/hummus-and-falafil.html">Angry Arab</a></em> [in] Asad Abu Khalil aggiunge un ulteriore elemento al dibattito, sottolineando come l&#39;origine dell&#39;<em>hummus</em> potrebbe addirittura non essere libanese, bensì palestinese:</p>
<blockquote><p>&#8220;&#8221;Nessuno può rivendicare hummus e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Falafel">falafel</a> [it] come proprio piatto nazionale,&#8221; dice Siham Baghdadi Zurub, chef di Ramallah e autrice di un libro in lingua araba sulla cucina palestinese. Secondo la donna in realtà i palestinesi furono i primi a usare i ceci per l&#39;hummus per via degli abbondanti raccolti, mentre invece in Egitto e in Siria si faceva con le fave. &#8220;Porre il copyright su alcuni piatti è una tendenza egoistica che riflette insicurezza e mancanza di <a title="Articolo in inglese" href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/3178040/Hummus-food-fight-between-Lebanon-and-Israel.html">buon senso.&#8221;&#8221;</a> [in]</p>
</blockquote>
<p>La lotta dell&#39;<em>hummus</em> tra Libano e Israele ha coinvolto anche svariati utenti di <em>Twitter</em>:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-102995" title="La guerra dell'Hummus su Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/hummus1.GIF" alt="La guerra dell'Hummus su Twitter" width="481" height="291" /></p>
<p>A prescindere dal fatto che si tratti di orgoglio nazionale oppure di una divertente nota di cultura popolare, la battaglia sull&#39;<em>hummus</em> senza dubbio surriscalda le già infuocate relazioni tra Libano e Israele.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele: attivismo e partecipazione sulle questioni ambientali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/israele-blog-action-day-per-lambiente/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre il 15 ottobre c'è stato il Blog Action Day sul mutamento climatico, attivisti e blogger dell'area mediorientale preparano una serie di manifestazioni in varie località e altre iniziative online per sabato 24 ottobre. Ecco una raccolta di opinioni e materiali diffusi nella blogosfera locale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/16/israel-blog-action-day-for-the-environment/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>Questo post è parte dei <a title="Leggi post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/il-cambiamento-climatico-nelle-voci-di-blogger-e-cittadini/">contributi di <em>Global Voices Online</em></a> [it] per il Blog Action Day 2009 sul cambiamento climatico.</em></p>
<p>Mentre il 15 ottobre scorso i blogger di tutto il mondo si sono occupati del cambiamento climatico e dell&#39;ambiente, la blogosfera israeliana si è concentrata su una data diversa. Quest&#39;anno, le organizzazioni ambientaliste, gli attivisti, e forse anche i blogger, segneranno il 24 ottobre come la giornata della protesta per il cambiamento climatico in tutto il Medio Oriente.</p>
<p>Si stanno organizzando eventi sotto gli auspici di <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://foeme.org/events.php?ind=56">Friends of the Earth Middle East</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.350.org/">350.org</a> [in]. È prevista la parteciperazione di molti attivisti in Israele, Egitto, Giordania, Libano, Palestina e Siria. 350.org fornisce l&#39;elenco delle manifestazioni regionali, tra cui quelle in <a title="Vai alla lista" href="http://www.350.org/action-list?country=il&amp;city=">Israele</a> [in], mentre il blog <em>Green Prophet </em> pubblica un&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.greenprophet.com/2009/09/04/11764/middle-east-climate-change-protest/">ulteriore lista</a> [in] di tutte le iniziative previste in Medio Oriente.</p>
<p>Il nome <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.350.org/about/science">“350″</a> [in] deriva dall&#39;idea che:</p>
<blockquote><p>350 parti per milione è quello che molti scienziati, esperti del clima e governi nazionali progressisti, ritengono sia il limite massimo di sicurezza per il CO2 nella nostra atmosfera.</p></blockquote>
<p>Il nostro livello attuale è 387.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em><strong>Blog Action Day</strong></em><br />
Diversi blog istraeliani hanno deciso di utilizzare il Blog Action Day per portare in primo piano la questione del cambiamento climatico, sollecitando una continua attenzione verso questo tema anche dopo la specifica giornata.</p>
<p><em>JGooders</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://blog.jgooders.com/index.php/jews-challenge-climate-change/">promuove</a> [in] la <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/index.php">Jewish Climate Change Campaign</a> [in] invitando i lettori a coinvolgersi nel <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://globaljsam.ning.com/">Jewish Social Action Month (JSAM)</a> [in], che inizia nel mese ebraico Cheshvan, il 19 ottobre. Ricorrenza, spiega <em>JGooders</em>, che verrà commemorato da eventi sociali nelle comunità ebraiche in tutto il mondo.</p>
<p>Mentre gruppi e attivisti verdi cercano di aumentare la consapevolezza nella comunità globale, quale miglior idea di diffondere le proprie idee se non attraverso immagini e soprattutto video online?</p>
<p>Alison Avigayil Ramerm, di <em>Your Virtual Community Organizer</em>, <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://alisonramer.com/2009/10/15/top-10-climate-change-videos/#more-208">ha ripubblicato</a> [in] i 10 migliori video realizzati in occasione del Blog Action Day di Change.org. Tra questi c&#39;è un video intitolato “Flat,” del produttore cinematografico Israeliano  Nitsana Bellehesen, che propone come sarà il mondo nel 2050. Il video mostra dei ragazzi con i padri mentre visitano un&#39;esibizione dedicata al seno femminile – ormai inesistente nelle donne, a causa del cancro provocato dalle tossine presenti nell&#39;ambiente e nell&#39;atmosfera.</p>
<p>Ad un certo punto, uno dei ragazzi indica una fotografia nella galleria e dice, “Guarda lì. Quel bambino le sta mangiando il seno.” Il padre risponde, “In realtà, era così che si dava da mangiare ai neonati&#8221;.</p>
<p>La visione di questo importante video è altamente consigliata, pur se presenta alcune scene di nudità.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ramer ha il questo film quando è stato mostrato al <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.breastfestfilmfest.com/">Breast Fest 2009: Film-Festival sul cancro al seno</a> [in], tenutosi al centro per imprenditori sociali dove lavora lei a Tel Aviv. E scrive:</p>
<blockquote><p>I video online possono essere un metodo estremamente efficace per aumentare la consapevolezza riguardo una causa o un&#39;attività sostenibile. Il video è un grande interludio a tutto il testo online ed è relativamente economico da creare, condividere e guardare. Le immagini in movimento e la musica possono catturare il pubblico e riassumere migliaia di parole in appena pochi minuti. Specialmente al giorno d&#39;oggi, quando abbiamo a disposizione numerosi metodi per condividere filmati sui social network e sui blog, il video ha un grande potenziale virale e avvicina migliaia o addirittura milioni di visitatori verso alla vostra organizzazione o attività non-profit .</p></blockquote>
<p>È bene tenere a mente che, pur se pensare al cambiamento climatico può essere sconvolgente, tale sentimento di scontentezza dovrebbe portare all&#39;azione non all&#39;apatia. Su <em>Judaism and the Environment in the Talmud</em>, Carmi Wisemon, direttore esecutivo di <a title="Vai alla pagina ufficiale" href="http://svivaisrael.wordpress.com/">Sviva Israel</a> [in], prominente organizzazione ambientalista, interviene sul ruolo della riflessione nella pratica ebraica.</p>
<p>Israele e il mondo ebraico hanno appena celebrato la festa di Sukot, durante la quale costruiscono capanne dove mangiano con le famiglie, trascorrono del tempo in meditazione e a volte dormono anche sotto le stelle. Come Shabbat (il Sabbath), e altre festività ebraiche, Sukot fornisce l&#39;opportunità di cessare ogni attività e riflettere sul nostro ruolo nell&#39;universo.</p>
<p>Wisemon <a title="Post originale in inglese" href="http://svivaisrael.wordpress.com/2009/10/15/sukkot-and-climate-change/">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Così in questa festività del Sukot, mentre ci rilassiamo nelle noste capanne e ammiriamo lo splendore naturale dei nostri lulav (rami di palma) e degli etrog (cedri), pensiamo al significato più profondo di questa ricorrenza. Tutti noi possiamo fare qualcosa per impedire il cambiamento climatico, tra cui seguire la tradizione antica di 2.000 anni di pregare perchè venga la pioggia – nè troppa nè troppo poca – in Israele, ma anche nelle Filippine, in Indonesia ed anche ad Atlanta.</p></blockquote>
<p>Sul mio blog, <em>The New Jew</em>, dedicato a filantropia e innovazione sociale, ho <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://thenewjew.wordpress.com/2009/10/15/caring-about-the-environment-jewishly-blog-action-day-2009/">pubblicato</a> [in] un post sul fatto di prendersi cura dell&#39;ambiente &#8220;alla maniera ebraica&#8221;, dove ho condiviso un discorso tenuto da attivisti ambientalisti che incoraggiano a pensare a come le pratiche dell&#39;ebraismo tradizionale ci connettono al mondo naturale.</p>
<blockquote><p><em>Shabbat</em>– è un tesoro ecologico! Un giorno per riposare dallo shopping, dalla fabbricazione e dal traffico!</p>
<p><em>Kashrut (o Kosher)</em>– l&#39;idea secondo cui quanto mangiamo è importante, che sta a noi limitare la sofferenza degli animali! Dobbiamo aggiornarci su questo e assumerci la responsabilità dell&#39;impatto causato da quel che mangiamo, acquistiamo e buttiamo nelle discariche di rifiuti. Noi votiamo con i dollari e le forchette in base all&#39;intera storia del nostro cibo e delle nostre cose.</p>
<p><em>Brachot (le benedizioni sul nostro cibo)</em>– invita a stare attenti alla provenienza del nostro cibo. Per benedire il cibo dobbiamo capire se è stato coltivato in terra o su un albero; da qui il passo è breve a pensare a come sia stato coltivato, se le persone coinvolte nel processo che lo ha portato a noi siano state pagate il giusto oppure se il suo percorso ha aiutato o danneggiato l&#39;ambiente.</p></blockquote>
<p>Sempre sul tema della natura, Elisha su <em>O&#39;Sprinkles</em> <a title="Post con foto in inglese" href="http://osprinkles.blogspot.com/2009/10/some-bloom.html">esprime</a> [in] la bellezza attraverso la fotografia e ci ricorda il vero tema della nostra lotta: la crescita e il rinnovo nel mondo naturale.</p>
<p><center><img title="Garden 1 (Source: O Sprinkles Blog)" src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZoM5vXI/AAAAAAAABcQ/aIFBwpWl1-g/s320/IMG_9920.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /><br />
<img title="Garden 2 (Source: O Sprinkles Blog) " src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZCiPSJI/AAAAAAAABcI/22Ukqo4oSUU/s320/IMG_9918.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /></center></p>
<p>Anche se il 15 ottobre è passato, il <a title="Post in inglese su GVO e Blog Action Day" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/28/global-voices-and-the-blog-action-day-2009/"><em>Blog Action Day</em></a> [in] rimane parte di un continuum. Come puoi ridurre il tuo impatto nella <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_footprint">produzione dei gas-serra </a>[it], migliorare il modo in cui utilizzi le risorse naturali, e rivedere i tuoi modelli di consumo?</p>
<p>La <em>Jewish Climate</em> Campaign propone <a title="Post in inglese" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/3x3.php">qui alcuni suggerimenti</a> [in].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giordania: accordo Yahoo-Maktoob</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/giordania-accordo-yahoo-maktoob/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 06:39:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giordania]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Internet & telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>

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		<description><![CDATA[articolo originale diAmira Al Hussaini  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Il sito giordano Jazarah descrive [in] i nuovi sviluppi relativi a Maktoob, il portale fondato in Giordania nel 2000 che gestisce la maggiore comunità online del mondo arabo: “Yahoo! e Maktoob hanno ufficialmente annunciato l&#39;acquisizione di maktoob.com, il maggiore sito web arabo, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/02/jordan-maktoobs-rise/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il sito giordano <em>Jazarah</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://www.jazarah.net/blog/maktoob-team-and-home-page-throughout-the-years/">descrive</a> [in] i nuovi sviluppi relativi a <em>Maktoob</em>, il portale fondato in Giordania nel 2000 che gestisce la maggiore comunità online del mondo arabo: “Yahoo! e Maktoob hanno ufficialmente annunciato l&#39;acquisizione di maktoob.com, il maggiore sito web arabo, da parte del gigante internazionale Yahoo! con un contratto multimilionario: le cifre non sono stati diffuse ma si prevede che il valore dell&#39;accordo superi i 100 milioni di dollari,” scrive il blogger. L&#39;operazione rappresenta la maggiore mossa strategica compiuta da Yahoo! nella regione, dove finora non forniva servizi in lingua araba, pur gestendo già un bacino di oltre 20 milioni di clienti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mondo Arabo: &#8220;L&#039;Iran è una dittatura democratica&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/mondo-arabo-liran-e-una-dittatura-democratica/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 04:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Moltissime le reazioni del mondo arabo sugli avvenimenti iraniani: in questa panoramica, diversi blogger paragonano lo scenario politico del proprio Paese a quello iraniano, incluse riflessioni meno scontate sui possibili sviluppi della situazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/18/arab-world-iran-is-a-democratic-dictatorship/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Moltissime le reazioni del mondo arabo sugli avvenimenti in Iran, dopo le elezioni presidenziali in cui Mahmoud Ahmedinejad <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Iranian_presidential_election,_2009">sembra aver ottenuto</a> [in] il secondo mandato, con il 66 per cento dei voti complessivi.</p>
<p>In questa panoramica su tali reazioni, alcuni blogger arabi paragonano lo scenario politico del proprio Paese a quello iraniano, fornendo anche riflessioni sui possibili sviluppi della situazione.</p>
<p>Su <em>Twitter</em>, <a title="Leggi il post in arabo" href="http://twitter.com/essamz/status/2182991299">Essam Al Zamel</a> [ar], dall&#39;Arabia Saudita, commenta ironico:</p>
<div id="attachment_80729" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-80729" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=80729"><img class="size-medium wp-image-80729" title="Il messaggio di Essam" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/picture-2-300x156.png" alt="Istantanea del messaggio di Al Zamel" width="300" height="156" /></a>
<p class="wp-caption-text">Istantanea di Al Zamel</p>
</div>
<blockquote><p>L&#39;Unione Europea sollecita un&#39;indagine sui risultati delle elezioni iraniane. Che farsa! I Paesi arabi tengono elezioni dove il vincitore ottiene il 99 per cento e nessuno ha mai detto nulla!?</p>
</blockquote>
<p>Il giordano <a title="Leggi il post in inglese" href="http://alidahmash.blogspot.com/2009/06/twitter-might-be-changing-iran.html"><em>Ali Dahmash</em></a> [in] nota anche come la democrazia del mondo arabo impallidisca se paragonata a quella iraniana:</p>
<blockquote><p>L&#39;Iran è un regime dittatoriale democratico, come lo chiamo io. Nel Paese c&#39;è un grado di liberalismo e libertà che non esiste nel mondo arabo. Uomini e donne possono scegliere la propria leadership, ma il Leader Supremo è ancora il potere più forte. Le donne possono votare, lavorare dovunque, guidare, arrampicarsi in montagna ma non candidarsi alle elezioni. L&#39;Iran è la più grande democrazia del Medio Oriente e la seconda dopo il Libano, ma minoranze come quelle dei Baha&#39;i, degli omosessuali e degli Armeni sono ancora oggetto di repressione, persecuzioni e minacce di uccisione o imprigionamento. </p>
</blockquote>
<p>Sui recenti tumulti dopo i risultati delle elezioni, il blogger spiega:</p>
<blockquote><p>Mousavi ha accusato il governo di frode e brogli alle elezioni; e, poiché 14 milioni di voti non sono stati contati, i suoi sostenitori hanno riversato rabbia e disperazione nelle strade di Tehran. La maggior parte dei dimostranti è composta da giovani che chiedono riforme e cambiamento. Questa fascia d&#39;età appartenente al ceto medio della società è sempre stata la scintilla che ha acceso qualsiasi rivoluzione o sommossa. Ma non la vedo come una rivolta contro lo stato islamico, cosa che molta gente sembra aspettare con ansia, è piuttosto l&#39;avvìo di un lento processo di riforme verso il cambiamento e la modernizzazione. Si tratta di un percorso interno inevitabile, e non dovrebbe essere influenzato da poteri esterni o minacce a livello internazionale. Sarà il tempo a cambiare l&#39;Iran.</p>
</blockquote>
<p><em>Dahmash</em> riflette anche sulle potenzialità di <em>Twitter</em>, che ha permesso ai manifestanti iraniani di far sentire in tutto il mondo la propria voce, nonostante il giro di vite del governo contro la libertà d&#39;espressione:</p>
<blockquote><p>Il governo controlla ancora i media e l&#39;accesso a siti internet come (Youtube) &amp; (Facebook), che al momento risultano inaccessibili. Ha impedito alle testate internazionali di seguire le manifestazioni. In questo modo i manifestanti hanno utilizzato Twitter e altri social media per raccontare quanto va succedendo nelle strade di Tehran. Anche le testate tradizionali si rivolgono agli utenti iraniani della rete per ottenere testi e video che documentino la situazione locale. L&#39;amministrazione Obama ha addirittura sollecitato Twitter a posticipare la chiusura per manutenzione perché rappresenta l&#39;unico mezzo di comunicazione con il resto del mondo per gli iraniani! Molti manifestanti stanno rischiando la vita usando i videfonini per catturare immagini e filmati delle dimostrazioni, iniziate in maniera del tutto pacifica una settimana fa, ma poi sfociate in un violento confronto che finora ha provocato la morte di 7 persone.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;ultimo rilancio è ripreso da <em><a title="Leggi il post in inglese" href="http://palestinianpundit.blogspot.com/2009/06/arab-apathy.html">Palestinian Pundit</a></em> [in], dove <em>Zarathustra</em> propone un&#39;amara riflessione sui giovani arabi:</p>
<blockquote><p>Quanto sta succedendo oggi in Iran (a prescindere dalla vostra posizione personale o dal fatto che l&#39;opposizione sia realmente riformista) non fa altro che dimostrare ancora una volta come le persone del mondo arabo (i giovani in particolare) siano fra i più impotenti e smidollati del Medio Oriente.<br />
Quando è stata l&#39;ultima volta che hanno sfidato gli ordini del governo, scendendo in strada  a decine di migliaia per manifestare dissenso nei confronti delle politiche governative? I regimi arabi hanno ormai talmente affinato l&#39;arte dell&#39;oppressione da aver creato una generazione di giovani arabi che si accontenta semplicemente di sedersi per terra, giocare a carte, fumare lo <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Narghilè">Hookah</a> [it] e sognare di andare a Dubai o in occidente per lavorare e fare un sacco di soldi. Una generazione di giovani che si preoccupa molto di più di banali vignette danesi che umiliano il Profeta, anziché della propria umiliazione e oppressione quotidiane. Ci sono movimenti giovanili in tutto il mondo, dall&#39;America Latina all&#39;Iran e alla Turchia, Paesi in cui i giovani cercano di conquistare un ruolo attivo nel determinare il proprio futuro, ma ciò non riguarda il mondo arabo.</p>
<p>L&#39;indifferenza e l&#39;apatìa dei giovani arabi sono la diretta conseguenza dell&#39;atroce fallimento della generazione dei loro genitori. È triste vedere che nel mondo in via di sviluppo chiunque stia cercando di cambiare la propria realtà, tranne gli arabi, dove i soliti tiranni e i loro figli hanno regnato per decenni, e sembra che ciò non riguardi affatto i loro sudditi.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Il mondo arabo commenta sulla corsa ai social media della Regina giordana</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/il-mondo-arabo-commenta-sulla-corsa-ai-social-media-della-regina-giordana/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/il-mondo-arabo-commenta-sulla-corsa-ai-social-media-della-regina-giordana/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 00:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
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		<category><![CDATA[Libano]]></category>
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		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver debuttato su YouTube, la Regina Rania Al Abdullah di Giordania sta ora sperimentando con Twitter e finanche con Facebook. Un ricorso ai social media, forse fin troppo disinvolto, che non manca di suscitare una serie di opinioni differenziate tra i netizen medio-orientali. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/14/arab-world-reacts-to-jordans-twittering-queen-rania/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dopo il suo <a title="Articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/04/01/jordan-royal-debut-on-youtube/">debutto</a> [in] su<em> <a title="Canale della Regina Rania su YouTube" href="http://www.youtube.com/user/QueenRania">YouTube</a></em> [in], la Regina Rania Al Abdullah di Giordania sta ora <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.telegraphindia.com/1090510/jsp/frontpage/story_10943431.jsp">sperimentando</a> [in] il servizio di microblog <a title="Profilo della Regina Rania su Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania"><em>Twitter</em></a> [in], permettendo al mondo di seguire, attraverso i 140 caratteri dei messaggi, la sua vita di mamma e moglie alle prese “con un fantastico  lavoro quotidiano”.<br />
<center>[Padre e figlio legano nel weekend. La madre si preoccupa, circondata dagli eroi d&#39;azione della vita reale. è una maledizione! http://twitpic.com/4ur0wc]<br /> 
<div id="attachment_74295" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-74295" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74295"><img class="size-medium wp-image-74295" title="Un 'tweet' della Regina Rania" alt="Un 'tweet' della Regina Rania" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/picture-2-300x160.png" width="300" height="160" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Uno dei messaggi su Twitter della Regina Rania</p>
</div>
<p></center></p>
<p>Non solo ci offre una sbirciatina nella sua vita privata come Regina e madre, con messaggi come  <a title="Leggi messaggio in Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania/status/1738716269">questo</a> [in] e <a title="Leggi messaggio in Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania/status/1747486227">questo</a> [in] [vedi immagine sopra], ma ha anche accettato di rilasciare la sua prima <a title="Intervista su Twitter della Regina Rania" title="Intervista su Twitter della Regina Rania" href="http://spreadsheets.google.com/viewform?hl=en&amp;formkey=cnVTbVA0cnFOTlpHanJGWERvVkVURlE6MA.." target="_blank">intervista su Twitter</a> [in], secondo il <a title="Post originale in inglese" href="http://www.forumblog.org/blog/2009/05/twitter-interview-with-queen-rania-suggest-your-questions-and-vote.html">blog del World Economic Forum</a> [in]:</p>
<blockquote><p>In occasione del World Economic Forum in Medio Oriente, che si svolge sul Mar Morto in Giordania dal 15 al 17 maggio 2009, Sua Maestà ha accettato di rispondere a 5 domande poste dal pubblico tramite l&#39;acconto su Twitter. Non potendo rispondere a tutte le domande, le abbiamo sottoposte al voto del pubblico e Sua Maestà risponderà alle cinque più votate. Vota per le domande da porre alla Regina Rania <a title="Guarda le domande" href="http://spreadsheets.google.com/viewform?hl=en&amp;formkey=cnVTbVA0cnFOTlpHanJGWERvVkVURlE6MA..">qui</a> [in].</p></blockquote>
<p>Con 41.217 utenti che la seguono finora  (lei ne segue appena 31), fioccano dall&#39;intera regione le reazioni riguardo l&#39;avventura della Regina su Twitter.</p>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://jordanian-observations.blogspot.com/2009/05/queen-rania-joins-twitter.html"><em>Observations of a Jordanian</em></a> [in] ha elogiato la mossa, dicendo:</p>
<blockquote><p>Ho MOLTO di cui lamentarmi sul modo di governare il nostro Paese, ma una cosa che amo è come la famiglia reale sia umile e cerchi di rimanere in contatto con la gente, soprattutto tecnologicamente parlando. Prima utente YouTube, ora la Regina Rania è sbarcata sulla successiva mania di internet, Twitter […] È proprio vero, nel caso abbiate dei dubbi, l&#39;esistenza dell&#39;acconto è stato confermato dalla Corte Reale.</p></blockquote>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://thearabobserver.blogspot.com/2009/05/queen-rania-twitters-pope.html"><em>The Arab Observer</em></a> [in] è chiaramente estasiato e scrive:</p>
<blockquote><p>La Regina Rania non è la regina più in gamba che si sia mai vista?</p>
<p>Prima si è affermata come regina elegante e alla moda, tenuta in grande considerazione tra i leader mondiali, poi ha creato un <a title="Canale della Regina Rania su YouTube" href="http://www.youtube.com/queenrania">canale su youtube </a> [in] per affrontare gli stereotipi occidentali contro gli arabi e provare ad aprire un dialogo tra le due parti, poi è apparsa nel programma di Oprah e ha offerto una grande intervista e buoni spunti sulla Giordania,e adesso ha colto al volo l&#39;occasione della visita del Papa in Giordania per aprire <a title="Acconto della Regina Rania su Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania">un acconto su twitter</a> che è diventato immediatamente <a title="Post originale in inglese" href="http://www.techcrunch.com/2009/05/08/theres-a-queen-on-twitter-and-she-aint-latifah/">una fonte industriale di notizie</a> [in] che porteranno maggior visibilità alla visita e alla Giordania come Paese.</p>
<p>Ora possiamo ascoltare i messaggi di saggezza lunghi 140 caratteri della nostra Regina. Un grande strumento da aggiungere e utilizzare per i leader del ventunesimo secolo. Ben fatto Regina Rania, siamo così fieri di te, davvero molto fieri :)</p></blockquote>
<p>E <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://arabcrunch.com/2009/05/queen-rania-of-jordan-joins-twitter.html"><em>ArabCrunch</em></a> [in], sempre  dalla Giordania, rincara la dose:</p>
<blockquote><p>Sembra che sia la Regina in persona a scrivere su Twitter, visto che leggiamo messaggi personali come <a title="Leggi messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania/status/1730642484" target="_blank">questo</a> [in] e utilizza anche &#8216;twitpic&#39; dove ha <a title="Guarda l'immagine" href="http://twitpic.com/4sacm" target="_blank">pubblicato</a> [in] una sua foto con il figlio.</p></blockquote>
<p>Spostandoci alla vicina Siria, <em>Sasa</em>, dal <a title="Post originale in inglese" href="http://newsfromsyria.com/2009/05/10/rania-vs-asma/"><em>Syria News Wire</em></a> [in], coglie l&#39;opportunità per fare un confronto tra la Regina e la &#8216;first lady&#39; siriana, Asma Al Assad:</p>
<blockquote><p>La Regina  Rania è su Twitter (@queenrania). È andata in giro sull&#39;elicottero del marito, ha incontrato il Papa, ha detto di voler cambiare il mondo. Ma la Siria non è poi così indietro.</p>
<p>La First Lady Asma Al-Assad può non essere su Twitter, ma è su Facebook. Mentre la sua controparte più a sud si è divertita facendo acrobazie in elicottero e chiamando il marito un “<a title="Leggi messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/QueenRania/status/1747486227">un vero eroe in azione</a>” [in] (dicendogli poi di mettere via la Playstation), Asma ha fatto <a href="http://www.facebook.com/pages/Asma-al-Assad/27123810587?ref=mf">lavoro di volontariato</a>.<br />
Ha appena avviato il progetto <a title="Vedi il sito ufficiale" href="http://www.massar.sy/index.php?page_id=63">Massar-E</a> [in], per aiutare i bambini svantaggiati ad apprendere l&#39;uso della tecnologia.<br />
Sappiamo quale delle due possa esser vista girare in città senza centinaia di guardie del corpo.<br />
So che Rania si è appena iscritta a Twitter quindi forse non è un confronto corretto - ma se i numeri significano qualcosa, Asma ha 9.000 fan, Rania ne ha 4.000.</p></blockquote>
<p>E il Dott. Asa&#39;ad Abu Khalil, libanese ma residente negli Stati Uniti, sull&#39; <em><a title="Post originale in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/05/queen-youtube.html">Angry Arab News Service</a> [in]</em>, sembra davvero molto… arrabbiato. E proclama:</p>
<blockquote><p>“Grazie mille voi che mi seguite! Non vedo l&#39;ora di sentire vostre riflessioni e idee sull&#39;uso dei social media per il cambiamento sociale.” Oh, vuoi qualche idea per il cambiamento sociale? Io voglio usare i social media (qualsiasi cosa s&#39;intenda con questo termine) per abbattere il governo giordano e mandarlo insieme alla famiglia reale Hahemita in esilio in qualche remota città europea. Così potrete parlare con qualche esiliato sopravvissuto della famiglia reale egiziana o irachena. E per favore usate Twitter in esilio per divertirmi. E qualcuno del staff che inserisce cose su twitter e youtube per conto tuo deovrebbe dirti quanto manchiate d&#39;interesse e ispirazione. Qualcuno dovrebbe dirti che piaci all&#39;occidente solo perchè l&#39;Israele approva la PlayStation di tuo marito.&#8221;.</p></blockquote>
<p>L&#39;attivista e blogger egiziano <em><a title="Post originale in inglese" href="http://arabist.net/arabawy/">3arabawy</a> [in]</em> condivide sentimenti simili, e propone alcuni <a title="Vedi la pagina su Twitter" href="http://search.twitter.com/search?q=3arabawy+%40QueenRania">messaggi piuttosto critici</a> (clicca sull&#39;immagine sotto) riferendosi alla regina su Twitter:<br />
<center>
<div id="attachment_74329" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-74329" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74329"><img class="size-medium wp-image-74329" title="I 'tweet' di 3arabawy" alt="I 'tweet' di 3arabawy" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/picture-4-300x211.png" alt="Tweets by Egyptian blogger 3arabawy" width="300" height="211" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Messaggi su Twitter dell&#39;utente 3arabawy</p>
</div>
<p></center><br />
E non è tutto. Sta nascendo una controversia sulla <a title="Guarda la pagina su Facebook" href="http://www.facebook.com/QueenRania">pagina dei fan</a> [in] creata da un blogger egiziano per la Regina Rania su <em>Facebook</em>.</p>
<p><em><a title="Post originale in inglese" href="http://triplem.host.sk/?p=1682">TripleM</a> [in]</em> dichiara di essere stato cacciato come amministratore della pagina creata per la Regina. Egli dice:</p>
<blockquote><p>Sono rimasto sorpreso quando ho scoperto di non essere più l&#39;amministratore della pagina dei fan della Regina Rania su Facebook. La pagina “Queen Rania” ha il maggior seguito di fan per la bellissima Rania Al Abdullah Regina di Giordania. La pagina che ho creato due mesi fa, ha attirato oltre 17mila fan ed è una delle più cliccate su Facebook…</p>
<p>…Comunque, sono rimasto scioccato nello scoprire di non poter più modificare o condividere informazioni su quella pagina, e ho deciso di scrivere su Twitter su questo fatto. Dopo questi &#8216;tweet&#39;, tutti quelli che conoscevo hanno preso a dire che la pagina era un gran successo e non sapevano che fossi io la mente che ci stava dietro.</p></blockquote>
<p>Jillian del blog di gruppo Americano-Palestinese <a title="Post originale in inglese" href="http://www.kabobfest.com/2009/05/queen-rania-steals-facebook-page.html"><em>KABOBfest</em></a> [in] ha ripreso la storia dicendo:</p>
<blockquote><p>La Regina Rania di Giordania (o come tendo a chiamarla, Regina YouTube) sembra aver preso i media sociali d&#39;assalto…e con la forza. Poco dopo essersi iscritta a Twitter, la reale giordana è passata a Facebook, appropiandosi dei diritti gestionali dell&#39;utente che ne aveva creato la pagina dei fan.</p></blockquote>
<p>Ha anche detto scherzando:</p>
<blockquote><p>Penso sia solo questione di tempo prima che <a title="Pagina su answer.com" href="http://www.answers.com/Qaddafi">Qaddafi</a> [in] trovi la pagina che ho creato per lui e la rilevi…</p></blockquote>
<p>E su <em><a title="Post originale in inglese" href="http://www.kermittheblog.net/?p=369">Kermit the Blog 2.0</a> [in]</em>, Kamel Al Asmar nota:</p>
<blockquote><p>Dopo 14 mesi su YouTube, mi son chiesto se la Regina Rania volesse scoprire uno dopo l&#39;altro il potere dei social media e degli strumenti di networking sul web, quando una settimana fa l&#39;ho vista su Twitter (ora con più di 40.000 &#8216;follower&#39;). Apparentemente mi sbagliavo, la Regina Rania sta lavorando sulla sua presenza online utilizzando più di un social media alla volta.</p></blockquote>
<p>Al Asmar aggiunge:</p>
<blockquote><p>Quando ho controllato <a title="Pagina su Facebook" href="http://www.facebook.com/QueenRania">la pagina dei fan della Regina su Facebook</a>, mi sono reso conto che mi stavo perdendo quanto accadeva dietro le quinte. Una pagina con oltre 21.000 fan in rapido aumento. Oltre agli aggiornamenti di Twitter sullo status della pagina, la Regina Rania sta aprendo temi di discussione, tra cui: <em>Come possiamo costruire e trasmettere un dialogo tra più culture?”.</em> Inoltre ha pubblicato, e continua a caricare, diverse raccolte di foto sulla pagina.</p>
<p>Il fattore interattivo sulla pagina di Facebook è notevole, e rimpiango i due giorni in cui non l&#39;ho seguita. Ma la domanda che io e altri ci stiamo ponendo è: chi aggiorna questi spazi mediatici?! È la regina Rania a farlo personalmente o c&#39;è un team che se ne occupa, sono molto curioso al riguardo e spero di avere risposta un giorno.</p>
<p>Passando ad altro; oggi ho notato che la pagina della Regina su Facebook apparteneva a un mio  cyber-amico, Mohammad Mansour, noto come <a title="Blog originale in inglese" title="TripleM Blog" href="http://triplem.host.sk/" target="_blank">TripleM</a> [in], che poi un giorno ha scoperto di non essere più l&#39;amministratore di quella pagina. In pratica la Regina Rania gli ha rubato la pagina, supponendo che fosse di sua proprietà.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>MENA: riflussi e rilanci sull&#039;influenza suina via Twitter</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 05:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre 14 secoli dopo che l'Islam ha proibito il consumo di porco, ancora una volta i maiali fanno parlare di sé nel mondo arabo - questa volta sotto forma di "tweet". Ecco una panoramica dei messaggi diffusi dagli utenti locali via Twitter sulla "influenza suina".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/14/mena-does-swine-flu-spread-from-touching-pigs/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dopo oltre 14 secoli da quando l&#39;Islam ha proibito il consumo di carne di porco, ancora una volta  i maiali fanno parlare di sé nel mondo arabo - questa volta sotto forma di &#8216;tweet&#39;.</p>
<p><a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/RobaAssi/status/1761508213"><i>Roba Al Assi</i></a> dalla Giordania è scioccata dalla reazione della gente alla malattia: </p>
<p> [Sono stupita che la maggior parte della gente intorno a me creda davvero che l&#39;influenza suina si propaghi entrando in contatto con i maiali]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74405" rel="attachment wp-att-74405"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/picture-21-300x128.png" alt="Roba Al Assi&#039;s tweet" title="Roba Al Assi" width="300" height="128" class="aligncenter size-medium wp-image-74405" /></a></p>
<p><a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/OpusP/statuses/1652068939"><i>OpusP</i></a> commenta la decisione <a title="Vedi l'articolo di Global Voices originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/05/02/egypt-combating-h1n1-with-pigs-culling/">dell&#39;Egitto</a> di abbattere i suini dicendo: </p>
<p>[L&#39;egitto ha ordinato la macellazione di TUTTI i maiali del Paese in risposta all&#39;influenza suina. Non è affatto una reazione sproporzionata, vero?]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74412" rel="attachment wp-att-74412"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/opusp-300x164.png" alt="opusp&#039;s tweet" title="opusp&#039;s tweet" width="300" height="164" class="aligncenter size-medium wp-image-74412" /></a></p>
<p><a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/aaalana/status/1650814718"><i>aaalana</i></a> da Aleppo, è contenta che la malattia non sia stata rilevata nel suo Paese: </p>
<p>[Hey, nessuna influenza suina qui, in Siria]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74413" rel="attachment wp-att-74413"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/aaalana-300x112.png" alt="aaalana&#039;s tweet" title="aaalana&#039;s tweet" width="300" height="112" class="aligncenter size-medium wp-image-74413" /></a></p>
<p>Nel frattempo, il libanese <a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/habibh/status/1650030155"><i>habibh</i></a>considera la malattia come una benedizione travestita, nella speranza che possa porre freno ad alcune tradizioni, come lo scambio di baci quando ci s&#39;incontra: </p>
<p>[Basta con i baci di saluto in Libano &#8230; spero che riescano ad avvisare le mie zie !]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74414" rel="attachment wp-att-74414"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/habibh-300x141.png" alt="habibh&#039;s tweet" title="habibh&#039;s tweet" width="300" height="141" class="aligncenter size-medium wp-image-74414" /></a></p>
<p>Ancora in Libano, <a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/qifanabki/statuses/1632376603"><i>QifaNabki</i></a> minimizza l&#39;influenza suina come una trascurabile preoccupazione, notando: </p>
<p>[Influenza suina in Libano ? Nulla di preoccupante. Un&#39;influenza alcolica &#8230; be&#39;, questa è un&#39;altra storia.]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74415" rel="attachment wp-att-74415"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/qifanabki-300x146.png" alt="qifanabki&#039;s tweet" title="qifanabki&#039;s tweet" width="300" height="146" class="aligncenter size-medium wp-image-74415" /></a></p>
<p>E questo post non sarebbe completo, se non fosse coinvolto il conflitto Israelo-Palestinese. <a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/NewsAtEleven/status/1636956248"><i>NewsatEleven</i></a> scherza: </p>
<p>[Israele colpita dall&#39;influenza suina, incolpa la Palestina per aver sparato dei missili pieni di maiali verso Gerusalemme. Notizia delle undici.]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74416" rel="attachment wp-att-74416"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/newsateleven-300x142.png" alt="newsateleven" title="newsateleven" width="300" height="142" class="aligncenter size-medium wp-image-74416" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>MENA: Riflessioni dopo la Conferenza ONU sul razzismo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/mena-riflessioni-dopo-la-conferenza-onu-sul-razzismo/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 23:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il discorso del Presidente iraniano Mahmoūd Ahmadinejād alla Conferenza Durban II, e la conseguente reazione dei rappresentanti europei, hanno stimolato il dibattito tra i blogger medio-orientali. Chi accusa Ahmadinejād di opportunismo elettorale e chi il resto del mondo di stare a guardare, mentre c'è anche chi appare soddisfatto.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lasto-adri/">Eman AbdElRahman</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/22/mena-reflections-on-durban-ii/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_70417" class="wp-caption alignright" style="width: 163px;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mahmoud_Ahmadinejad"><img class="size-full wp-image-70417" title="Presidente iraniano Mahmoūd Ahmadinejād" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/04/225px-mahmoud_ahmadinejad.jpg" alt="Presidente iraniano Mahmoūd Ahmadinejād" width="153" height="204" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">da Wikipedia: il Presidente Mahmoūd Ahmadinejād alla Columbia University, 24 settembre 2007</p>
</div>
<p>Il <a title="Guarda il discorso in farsi con i sottotitoli in inglese" href="http://www.youtube.com/watch?v=LL5OsaVYz1I&amp;eurl=http%3A%2F%2Fvideo.google.it%2Fvideosearch%3Fq%3Dahmadinejad%2Bdurban%2BII%26hl%3Dit%26emb%3D0%26aq%3Df&amp;feature=player_embedded">discorso</a> [fa/in] del Presidente iraniano <a title="Visita il blog di Ahmadinejad in inglese" href="http://www.ahmadinejad.ir/">Mahmoūd Ahmadinejād</a> [in] alla Conferenza delle Nazioni Unite sul razzismo a Ginevra (Durban II), e la conseguente reazione dei rappresentanti dell&#39;Unione Europea, hanno fatto nascere il dibattito tra i blogger del Medio Oriente. Alcuni hanno accusato Ahmadinejād di <a title="Vai all'articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/04/21/iran-islamist-bloggers-poems-in-praise-of-ahmadinejad/">essersi messo in mostra</a> [in] in vista della prossima campagna elettorale, mentre altri se la sono presa col resto del mondo, che non starebbe mostrando alcuna volontà di cooperare per un futuro migliore. Altri ancora, invece, sono rimasti soddisfatti, perchè il Presidente iraniano ha detto proprio quanto volevano sentire.</p>
<p>Il blogger saudita <em>The plucky</em>, che vive in Australia, <a title="Leggi il post originale in arabo" href="http://www.the-plucky.com/blogs/?p=362">scrive</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">بالأمس استمعت لحديث الرئيس الإيراني أحمدي نجاد في مؤتمر العنصرية في جنيف و التي نظمته الأمم المتحدة. أستغرب حقيقة من دول تدعي الديموقراطية و حرية التعبير تغضب و تثور ثائرتها و تغادر المؤتمر بمجرد انتقاد نجاد لـ عنصرية إسرائيل. لا أستطيع تفهم الأسباب التي تجعل دول مثل إسرائيل و الولايات المتحدة (و حلفائهما) ترفض الحضور ، و لا أتفهم أيضاً ردة فعل الاتحاد الأوروبي حين غادر معترضاً على تصريحات الرئيس الإيراني. أليس من الأجدر مناقشة هذه الانتقادات بشكل حضاري و متمدن باستحضار لغة الأرقام و الحقائق بدلاً من هذا الضجيج</div>
<div class="arabic">المفتعل الذي يدعم حجة نجاد في حديثه ؟</div>
<div class="translation"></div>
<div class="translation">Ieri ho ascoltato il discorso del Presidente iraniano Ahmadinejād alla Conferenza sul Razzismo delle Nazioni Unite a Ginevra. Sono rimasto sorpreso da certi Paesi, generalmente sostenitori della democrazia e alla libertà di espressione, che hanno reagito con rabbia e hanno abbandonato la conferenza non appena Nejad ha criticato il razzismo di Israele. Non riesco proprio a comprendere il motivo per cui Paesi come Israele, Stati Uniti e i loro alleati abbiano rifiutato di partecipare alla conferenza, nè comprendo la reazione dell&#39;Unione Europea, i cui rappresentanti hanno abbandonato l&#39;aula perché contrari alle osservazioni del Presidente iraniano. Non è meglio discutere queste critiche in modo civile, rispondendo con fatti e dati anziché fare tutta questa scena - confermando così le affermazioni di Ahmadinejād?</div>
<p>Dalla Palestina, <em>Natalie</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://gaza08.blogspot.com/2009/04/durban-conference-2009-boycotted-civil.html">paragona con amarezza</a> [in] il boicottaggio di questa conferenza con il periodo in cui &#8220;per esprimere dissenso contro il sistema razzista, le persone di coscienza rifiutavano di stringere la mano ai bianchi del Sud Africa durante il regime dell&#39;Apartheid&#8221;.</p>
<p>Marcy Newman, altra blogger e attivista dei diritti umani che vive nella West Bank, in Palestina, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://bodyontheline.wordpress.com/2009/04/21/god-damn-america-and-all-the-other-racist-states-boycotting-durban-2/">si interroga</a> [in] - proprio come <em>The plucky</em> - sull&#39;involontaria ironia della situazione. La blogger scrive:</p>
<blockquote><p>Il &#8220;Razzista in Capo&#8221; dell&#39;entità sionista definisce Ahmadinejād &#8220;razzista&#8221;. dove sta l&#39;ironia? l&#39;entità sionista pianifica una campagna di bombardamenti sull&#39;Iran, e l&#39;uomo che continua a rivendicare la pulizia etnica dei palestinesi definisce razzista il Presidente iraniano.</p></blockquote>
<p>Dal Bahrain, <em>Esra&#39;a</em>, invitata a partecipare al panel di un summit prima di Durban, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.mideastyouth.com/2009/04/20/my-experience-in-the-pre-durban-ii-conference-in-geneva/">racconta di aver riflettuto</a> [in] su come la gente confondesse l&#39;antisemitismo e l&#39;odio per Israele, e come l&#39;Iran venisse accusato per i motivi sbagliati, nonostante esistessero ben altre ragioni per criticarlo in quella conferenza.</p>
<blockquote><p>In questo Summit il regime iraniano NON è stato criticato per l&#39;oppressione del proprio popolo; nonostante questi crimini siano stati menzionati, non si è dedicata loro molta attenzione. È stato invece attaccato perchè minaccia di &#8220;distruggere Israele&#8221;, diventata la premessa di ogni critica contro l&#39;Iran, nonostante anche Israele abbia minacciato di lanciare la bomba atomica! “Oh, ma nel loro caso si tratterebbe di una risposta&#8221;. Non cambia nulla. Entrambi i governi di Iran e Israele sono ugualmente pericolosi perchè non hanno alcun riguardo per i diritti umani. Il fatto che Israele abbia uno stile di vita &#8220;liberista&#8221; non cambia assolutamente il fatto che le sue politiche corrotte siano pericolose per molti di noi, così come l&#39;Iran ci minaccia finanziando organizzazioni militanti e reprimendo in maniera violenta ogni opposizione interna.</p></blockquote>
<p>Fayyad, blogger arabo-americano che scrive su <em>KABOBfest</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.kabobfest.com/2009/04/worse-than-bush.html">si dice scettico</a> [in] sulle intenzioni del Presidente Obama, che ha boicottato la conferenza e chiesto di stralciare dal bozza della risoluzione ogni accenno al razzismo del sionismo e dello Stato israeliano.</p>
<p>Scrive Fayyad:</p>
<blockquote><p>Con George Bush, il villano era evidente: un assassino che abusava dei diritti umani e perpetrava politiche imperialiste, molte delle sue azioni erano ben monitorate e pur se è riuscito a farla franca con molti crimini, gran parte della popolazione non li ha giustificati.</p>
<p>Obama, d&#39;altro canto, gode di un mandato più liberal, e la fa franca commettendo ben più crimini di Bush, perché quegli stessi liberal che controllavano ogni mossa di Bush sembrano piuttosto distratti quando si tratta di Obama, credendo che il cambiamento verso una società progressista ed equa sia già stato raggiunto il giorno dopo le elezioni.</p>
<p>[…]</p>
<p>Per questo bisogna stare attenti, se Obama ti sembra migliore di Bush, significa solo che non sai ancora come ti fregherà. Occhio, Cuba e Venezuela. E se pensavate che un Presidente nero potesse finalmente costringere l&#39;America a ridiscutere la sua storia basata sul razzismo, dovrete aspettare un altro pò.</p></blockquote>
<p><em>Omar</em>, siriano che vive a Toronto, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://omars2cents.blogspot.com/2009/04/diplomats-pledge-of-allegiance.html">esprime dispiacere</a> [in] per l&#39;occasione persa dal mondo per discutere apertamente delle ingiustizie globali in vista di un domani migliore.</p>
<blockquote><p>Le conferenze come quella tenutasi oggi sono un&#39;ottima idea. Dovrebbero essere un forum aperto in cui discutere le ingiustizie, qualunque parte sia a commetterle. Ma non appena si pone un limite a ciò di cui si può parlare in una conferenza come questa, si perde ogni credibilità. Purtroppo, è proprio quanto accaduto oggi.</p></blockquote>
<p><em>Dubai Jazz</em>, altro blogger siriano che vive a Dubai, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://dubai-jazz.blogspot.com/2009/04/dubai-jazz-marks-holocaust-remembrance.html">rilancia</a> [in] un&#39;altra idea, e si domanda: &#8220;Cosa succederà dopo la conferenza? Cosa faranno gli arabi al proposito?&#8221;&#8216;</p>
<blockquote><p>Oggi [Ahamdinejad] è l&#39;unico a fare la voce grossa nella regione. Gli europei troveranno sempre un motivo (o ne costruiranno uno, se proprio devono) per abbandonare qualunque conferenza. Gli arabi se ne stanno più o meno zitti. E i palestinesi rimangono nel limbo.</p>
<p>Ecco cos&#39;è successo oggi.</p></blockquote>
<p>In Palestina <em>Mohamed</em>, che aveva parlato di Durban II come di una grande opportunità per Israele, ha anche <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://travellerwithin.blogspot.com/2009/04/why-durban-ii-is-great-platform-for.html">critica</a> [in] il discorso di Ahmadinejād:</p>
<blockquote><p>Naturalmente Ahmedinejād non ha certo migliorato le cose, quell&#39;idiota è altrettanto responsabile del fallimento della conferenza quanto le lobby pro-israeliane dei vari paesi dell&#39;Ocse. Se davvero gliene fosse importato qualcosa del razzismo con cui hanno a che fare i palestinesi ogni giorno, sarebbe rimasto a casa lasciando che la conferenza seguisse il proprio corso, invece di dare un simile aiuto a quanti hanno provato a trasformarla in un coro filo-israeliano.</p></blockquote>
<p><em>Antoun</em>, blogger libanese residente in Australia, <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://lebanesechess.blogspot.com/2009/04/durban-ii-west-cant-face-truth-vis-vis.html">se la prende</a> [in] con l&#39; “Occidente”, oltre che con Israele, per le sofferenze patite dal popolo palestinese. Aggiunge poi che l&#39;Occidente non ha abbandonato Durban per colpa dell&#39;Iran, ma perchè non voleva ascoltare la verità. Dopo aver evidenziato alcuni passaggi del discorso di Ahmedinejād, il blogger scrive:</p>
<blockquote><p>Ahmedinejād non ha detto altro che cose ovvie, non è nemmeno scaduto in un discorso al vetriolo antisemita, nè ha attaccato gli ebrei usando il razzismo. Allora, perchè tanto scalpore?</p>
<p>Centinaia di migliaia di persone [&#8230;] hanno protestato contro il razzismo di Israele nelle capitali di tutto l&#39;occidente, durante la guerra di Gaza. Eppure, i Governi occidentali restano muti e sordi dinanzi alle politiche razziste di Israele.</p></blockquote>
<p>Infine, ma non in ordine di importanza, anche Kal, blogger algerino e studente di relazioni internazionali, studi mediorientali e africani,  <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/04/20/why-the-durban-walk-out-does-not-matter/">riassume</a> [in] la propria opinione in un paio di righe:</p>
<blockquote><p>Durban II in una battuta: Durban è una piattaforma dove maggioranze e dittatori dispotici possono salire sulle spalle di quanti fingono di rappresentare e di infiammare a nome loro.</p></blockquote>
<p><small>La foto di questo articolo è tratta da <a title="Vai alla foto originale da Wikipedia" href=" http://en.wikipedia.org/wiki/Mahmoud_Ahmadinejad">Wikipedia</a>.</small></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giordania: cambiare leggi e cultura sui &#8216;delitti d&#039;onore&#039;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/giordania-cambiare-leggi-e-cultura-sui-delitti-donore/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/giordania-cambiare-leggi-e-cultura-sui-delitti-donore/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 02:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<description><![CDATA[I blogger hanno lanciato appelli e interventi per dire basta alle attuali norme - sociali e giuridiche - che portano a miti sentenze per i parenti che uccidono donne accusate di "adulterio".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rami-abdelrahman/">Rami Abdelrahman</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/08/jordan-no-honour-in-killing/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p style="text-align: justify;">Nelle ultime tre settimane i blogger giordani hanno rinnovato gli appelli contro i &#8220;delitti d&#39;onore&#8221;, dopo che un tribunale ha riconosciuto un padre, insieme ai suoi due figli, <a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://ca.news.yahoo.com/s/capress/jordan_honour_killing" target="_blank">colpevole</a> [in] di aver picchiato a morte la figlia per &#8220;essere uscita tutta truccata.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso ha generato sgomento e forte impressione nella blogosfera giordana, oltre che su alcuni dei principali giornali, essendo il settimo caso quest&#39;anno di donne brutalmente assassinate dai parenti perché sospettate di aver commesso &#8220;adulterio.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">La blogger <em>Kinzi </em> è stata fra i primi <a title="Vai al post in inglese" href="http://kinziblogs.wordpress.com/2009/03/25/um-jordanian-blogger-men-hellloooo/" target="_blank">a chiedere</a> [in] ai blogger giordani maschi di <a title="Vai al post in inglese"  href="http://kinziblogs.wordpress.com/2009/03/24/to-jordanian-men-of-honor/" target="_blank">rompere il silenzio </a>[in] riguardo quest&#39;argomento.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Tutti voi siete insorti a ragione quando si è trattato di Gaza. Questa volta il male è nella nostra stessa terra, perpetuato dalle nostre leggi, messo in atto da mani giordane. Non vi importa delle vostre concittadine tanto quanto delle donne innocenti di Gaza?&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il blog <a href="http://thearabobserver.blogspot.com" target="_blank"><em>Arab Observer</em></a> ha risposto con un <a title="Vai al post in inglese" href="http://thearabobserver.blogspot.com/2009/03/stop-crimes-against-women.html" target="_blank"> post</a> [in] per avviare una campagna email:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;È ora che i media nazionali, sia su carta che online, si assumano le proprie responsabilità nei confronti dei cittadini giordani. È ora che tutti voi alziate la voce e facciate pressione per abolire una legge così arretrata. Lo dobbiamo a noi stessi, alle nostre madri, figlie e mogli, dobbiamo garantire loro dignità, uguaglianza e sicurezza. Nessuna donna giordana dovrebbe temere di denunciare un parente maschio. Nessun uomo dovrebbe farla franca con un delitto definito d&#39;onore.&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La legge giordana <a title="Vai alla voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Honor_killing#In_national_legal_codes" target="_blank">stabilisce</a> [in] che se un uomo scopre in flagrante &#8220;l&#39;adulterio&#8221; della moglie o di una parente, e la uccide o la ferisce in un &#8220;accesso d&#39;ira&#8221; per via di tale scoperta, riceve al riduzione della pena agli articoli 340 e 98 del codice penale. Il Parlamento giordano, la cui maggioranza è composta da membri conservatori, tribali e islamici, nel 2003 ha bocciato due volte la revoca o la modifica di queste leggi. In quell&#39;anno si sono verificati sette casi di &#8220;delitti d&#39;onore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Unendosi ad altri blogger, <em>Qwaider</em> ha scritto a favore dell&#39;abolizione del delitto d&#39;onore, affermando che <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://blog.sweetestmemories.com/default.asp?Display=1767" target="_blank">non vi è prova alcuna</a> [in] che ciò sia correlato a leggi e insegnamenti islamici.</p>
<blockquote><p>Molti pensano che il delitto d&#39;onore fondi le radici nella shariah islamica. In tutta franchezza, nulla è più lontano dalla verità. Infatti, l&#39;Islam non toglie la vita alle persone come sentenza per aver commesso adulterio senza prove&#8230; Ci vogliono in realtà 4 persone che abbiano assistito al fatto come testimoni&#8230; La punizione per ogni persona non sposata (maschio o femmina) consiste in alcune frustate (o l&#39;equivalente attuale).</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Segue l&#39;appello ai colleghi blogger per iniziare &#8220;una campagna di protesta contro le riduzioni di pena previste dalla legge per questo tipo di omicidio, ingiuste, disumane ed estremamente degradanti.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#39;eco di tali appelli ha raggiunto la blogosfera siriana.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il blogger <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://bambamworld.com" target="_blank"><em>Bam Bam</em></a> [in], fra i blogger giordani e quelli siriani non esiste molta interazione. Ma la recente campagna ha ricevuto l&#39;appoggio dei blogger in Siria, come si vede dai post pubblicati da <a title="Vai al post in inglese" href="http://www.abufares.net/2009/03/flirting-with-devil.html" target="_blank"><em>Abu Fares</em></a> [in], <a title="Vai al post in inglese" href="http://razanghazzawi.com/2009/03/28/bloggers-against-crimes-of-honor" target="_blank"><em>Razan</em></a> [in], e per ultimo ma non meno importante, <em>KJ</em></a>, il quale ha scritto un racconto immaginario intitolato &#8220;<a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://blog.jarofjuice.com/2009/03/reflections-why-did-i-kill-my-sister/" target="_blank"><em>perché ho ucciso mia sorella</em></a> &#8221; [in].</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://bambamworld.com/blog/?p=471">Bam Bam</a></em> prosegue dicendo che questo è il momento di porre le domande più difficili:</p>
<blockquote><p>“I crimini d&#39;onore sono un fatto isolato oppure il culmine di vari eventi che li precedono? Qual è la frequenza di tali eventi, ed è possibile ridurre i delitti d&#39;onore riducendo il verificarsi dell&#39;evento più frequente? Perché la gente commette i delitti d&#39;onore? A causa della religione, per proteggere lo status sociale e la reputazione, o per qualche altro motivo?&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Proprio mentre i blogger continuavano a diffondere questi messaggi, è avvenuta un&#39;altra uccisione - un giovane di 19 anni è stato <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://jordantimes.com/index.php?news=15693" target="_blank">accusato di aver accoltellato la sorella ventunenne</a> [in], non appena questa si è trovata fuori dalla protezione del governatore. Ha confessato l&#39;omicidio, spiegando che la sorella si allontanava spesso da casa verso una destinazione sconosciuta.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">La blogger <em>Kinzi</em> <a title="Vai al post in inglese" href="http://kinziblogs.wordpress.com/2009/02/09/inching-toward-true-justice-but-not-true-honor/">ha commentato</a> [in] la sentenza definendola un &#8220;miglioramento rispetto al cavarsela con un buffetto di sei mesi.&#8221; L&#39;uomo è stato condannato a sette anni e mezzo di prigione. Ha aggiunto che il blogger <a title="Vai al post in inglese" href="http://www.black-iris.com/2008/10/05/how-the-eid-holiday-ended-with-a-bang/" target="_blank"><em>Naseem Tarawnah</em></a> [in] aveva scritto dell&#39;omicidio quando era avvenuto nel 2007. Allora aveva <a title="Vai all'articolo in inglese" href="http://www.black-iris.com/2008/10/05/how-the-eid-holiday-ended-with-a-bang/">scritto</a> [in] che la vittima, come in molti di questi casi, non era attiva sessualmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Si stima che ogni anno, in Giordania, vengano riferiti mediamente dai 18 ai 20 casi di &#8220;delitti d&#39;onore&#8221;, secondo <a title="Guarda il servizio su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Iq5J1M2dNlU" target="_blank">questo servizio televisivo</a> [in].</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Giordania: blogger mette a nudo un &#8220;segreto&#8221; di Stato</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/giordania-blogger-mette-a-nudo-un-segreto-di-stato/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 07:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
		<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver pubblicato un documento "segreto" sulla presenza della Giordania nella guerra in Afghanistan, un blogger locale è oggetto di inopportune attenzioni da parte dei servizi segreti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/26/jordan-blogger-exposes-a-state-secret/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il blogger giordano <i><a title="Vedi il blog originale, in inglese" href="http://ramiswall.blogspot.com/">Rami Abdelrahman</a></i> [in] ha rivelato un &#8220;segreto&#8221; accuratamente nascosto in merito al coinvolgimento del suo governo nella guerra in Afghanistan - ed è oggetto di indesiderate attenzioni da parte dei servizi segreti.</p>
<p>Tutto è iniziato qualche giorno fa, quando il giornalista e ricercatore che vive in Svezia, <a title="Vedi il blog originale, in inglese" href="http://ramiswall.blogspot.com/2009/03/jordanian-military-forces-in.html">ha pubblicato</a> [in] e commentato un estratto dalla rivista Usa <a title="Vedi il sito originale, in inglese" href="http://politics.theatlantic.com/2009/03/annals_of_secrecy_jordan.php">Atlantic</a> [in], dove si riportavano documenti NATO resi pubblici recentemente che rivelano la portata del coinvolgimento della Giordania nella guerra al terrorismo. </p>
<p>Il documento, secondo l&#39;<em>Atlantic</em>: </p>
<blockquote><p>&#8220;include la Giordania tra i Paesi che fanno parte delle forze internazionali in Afghanistan, ma comprende anche l&#39;avviso che la Giordania non vuole rendere di pubblico dominio la sua partecipazione, temendo ripercussioni interne.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;altro Paese arabo citato nel documento è gli Emirati Arabi Uniti. </p>
<p><em>Abdelrahman </em>nota: </p>
<blockquote><p>Il tipo di cooperazione è stato a lungo considerato un &#8220;segreto&#8221; nazionale su richiesta del governo giordano, ma è ben conosciuto dagli altri partner coinvolti..</p>
</blockquote>
<p>Sul cosiddetto &#8220;segreto&#8221; si chiede: </p>
<blockquote><p>Non sarebbe meglio se la NATO e i suoi alleati mediorientali fossero più trasparenti con i propri cittadini riguardo questioni a cui alla fine potrebbero essere esposti? Perchè c&#39;è questo bisogno di celare, dando spazio alle opposizioni di fabbricare storie e teorie di cospirazioni e venderle a buon prezzo alle masse ? Perchè lasciarci, noi cittadini globali, in balia di interpretazioni arbitrarie, proprio quando è essenziale la necessità di un supporto pubblico? Qualcuno ha nulla da aggiungere? </p>
</blockquote>
<p>Il giorno dopo, <em>Abdelrahman</em> prosegue con un altro <a title="Vedi il blog originale, in inglese" href="http://ramiswall.blogspot.com/2009/03/proof-of-jordans-participation-in.html">post</a> [in], che include il link al file in PDF del documento de-classificato che &#8220;la Giordania non vuole rendere pubblico&#8221;. Il file è disponibile su <a title="Vai su Wikileaks" href="http://wikileaks.org/">Wikileaks</a> [in], sito web che <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wikileaks">pubblica documenti particolari diffusi anonimamente</a> [in].</p>
<div id="attachment_64597" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=64597" rel="attachment wp-att-64597"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/jordanisaf-300x210.jpg" alt="Il documento NATO declassificato" title="Il documento NATO declassificato" width="300" height="210" class="size-medium wp-image-64597" /></a>
<p class="wp-caption-text">Il documento NATO de-classificato</p>
</div>
<p>Egli nota: </p>
<blockquote><p>
Pubblico quanto sopra solo per rispettare la legge, e per mantenere la credibilità di questo blog e la mia reputazione come giornalista, dopo aver pubblicato 2 giorni fa un post in merito alla partecipazione alle forze internazionali in Afghanistan tenuta nascosta dalla Giordania ai propri cittadini. Il post originale si può trovare <a title="Vedi il blog originale, in inglese" href="http://ramiswall.blogspot.com/2009/03/jordanian-military-forces-in.html">qui</a> [in].</p>
</blockquote>
<p>Abdelrahman racconta anche di alcuni sgraditi visitatori che curiosavano sul suo blog dopo quel post iniziale: </p>
<blockquote><p>È interessante come, analizzando le statistiche dei lettori e i domini di quanti seguivano il blog, ho trovato alcuni lettori insoliti:</p>
<p><small><strong>Il comando dell&#39;ingegneria dei sistemi informativi dell&#39;esercito americano, (Quartier generale Usaisc)</strong> ha visitato 3 volte il </span>24 di  Marzo 2009, alle 13:50:24, 13:50:38 e 13:51:22.</p>
<p><strong>La corte Reale Giordana Hashemita</strong> ha visitato una volta il 24 Marzo 2009, 15:37:29<br/></p>
<p><strong>Il dipartimento dei servizi segreti della Giordania (gid.gov.jo)</strong> ha visitato 12 volte (finora) il 24 Marzo 2009  tra le 17:42:27 e le 18:37:32</small></p>
<p>&#8230; insieme a molti altri visitatori unici tra ieri e oggi. Mi sorprende che nessuno lasci un commento ufficiale a spiegare perchè la Giordania voglia mantenere questo segreto, quando i giordani stessi ne comprendono ed accettano le alleanze.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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