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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Israele</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Israele-Palestina: strumenti video per aiutare i giovani a comprendere il conflitto</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/israele-palestina-strumenti-video-per-aiutare-i-giovani-a-comprendere-il-conflitto/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 04:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Adamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
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		<description><![CDATA[Due diverse organizzazioni, una in Israele e l'altra nei territori palestinesi occupati, ricorrono a video e altri progetti editoriali collaborativi per aiutare sia la gioventù araba che quella ebrea a capire le ragioni del conflitto e colmare l'incomprensione che li divide. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellaa/'>Antonella Adamo</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/06/israeli-and-palestinian-youth-use-video-to-understand-the-conflict/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Due diverse organizzazioni, una in Israele e l&#39;altra nei territori palestinesi occupati, si servono di video per aiutare sia la gioventù araba che quella ebrea a capire le ragioni del conflitto e colmare l&#39;incomprensione tra loro, creando spazi per l&#39;interazione e la comunicazione dove condividere sogni, riflessioni e preoccupazioni rispetto alla complessa situazione in cui vivono.</p>
<p>Una delle iniziative è l&#39;associazione <a title="Post originale in inglese" href="http://en.reutsadaka.org">Sadaka Reut</a> [in], e questo è quanto si legge nel <a title="Post originale in inglese" href="http:///">loro programma</a> [in]:</p>
<div class="translation">Con la maggior parte dei giovani palestinesi ed ebrei, separati fisicamente gli uni dagli altri (in comunità e scuole diverse), e che ha come risultato paure, razzimo e pregiudizi, cerchiamo di costruire modelli alternativi per l&#39;interazione tra i due gruppi. Il programma &#8220;Costruiamo una cultura di pace&#8221; mira a creare uno spazio in cui sia i giovani palestinesi che ebrei possano sentirsi uguali, rispettati e riconosciuti come individui e per la loro nazionalità.</div>
<p>I partecipanti hanno anche preso parte al progetto &#8220;Video da un minuto&#8221;, dove imparano a fare attivismo tramite i video durante il corso di una settimana. Ecco di seguito alcuni risultati, mentre altri video sono disponibili sul relativo <a title="Sito originale in inglese" href="http://en.reutsadaka.org/?p=846">sito</a> [in]:</p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=XkxUC30UNug">Arab</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XkxUC30UNug&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/XkxUC30UNug&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=US6QtYDVzB8">AM/FM</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/US6QtYDVzB8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/US6QtYDVzB8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=gT9KX9fKgT0">Few Love Singing</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gT9KX9fKgT0&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/gT9KX9fKgT0&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Un&#39;altra iniziativa è il progetto &#8220;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/home.html">Windows for Peace</a>&#8221; [in], lanciato nel 1991 come tentativo di produrre una rivista bilingue e biculturale per giovani, e come modo per metterli in contatto e far loro conoscere il conflitto, promuovere la parità e dare potere ai giovani. Tuttavia non è stato facile, come spiegano sul <a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/about.html">sito</a> [in]:</p>
<div class="translation">Non è semplice per i giovani israeliani e palestinesi superare l&#39;enorme quantità di cattiva informazione e gli stereotipi che vengono insegnati sugli uni e sugli altri. La limitata possibilità di interazione, conseguenza del vivere quasi sempre in comunità separate e del violento conflitto politico in atto, non fa altro che perpetuare le antiche paure, il pregiudizio, e l&#39;odio che divide i due popoli. <em>Windows</em> è quindi dedicato alla promozione di un cambiamento su larga scala del modo in cui i giovani israeliani e palestinesi vedono sè stessi, &#8220;l&#39;altro&#8221; e il conflitto. I partecipanti al programma <em>Windows</em> vivono esperienze che promuovono la trasformazione di come i due popoli vedono il conflitto, verso una realtà pacifica in cui possano convivere entrambi. Riteniamo che una pace giusta e duratura debba basarsi su valori democratici, sui diritti umani, la conoscenza reciproca e l&#39;accettazione &#8220;dell&#39;altro&#8221;.</div>
<p>Il gruppo sta lavorando anche a una nuova iniziativa denominata &#8220;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/youth%20media%20program.html">Through the Lens</a>&#8221; [in] dove i giovani dai 15 ai 17 anni &#8220;formati&#8221; dalla rivista, continuano a sviluppare le competenze per creare cortometraggi, bollettini informativi e altre produzioni video destinate a promuovere &#8220;un dialogo produttivo e portatore di pace, oltre ad un&#39;interazione positiva&#8221;.</p>
<p>Ecco un <a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=zsxLrfzyAIo">video</a> [in] in cui i partecipanti a <em>Windows</em> raccontano l&#39;esperienza nel gruppo e come hanno affrontato la sfida rappresentata dal fatto di uscire dalla propria zona di benessere per parlare di argomenti difficili, come il conflitto tra Palestina e Israele:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zsxLrfzyAIo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/zsxLrfzyAIo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Come precisano i bambini nel video con parole proprie: è possibile che sia difficile accettare gran parte delle opinioni e delle percezioni espresse dagli altri bambini, ma avere la possibilità di discutere dei problemi in modo sano e tranquillo, li aiuta a capire il mondo in cui vivono, permette loro di interagire, imparare, condividere riflessioni con altri bambini e ragazzi, e persino cambiare opinione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libano: rilancio alla grande nella contesa dell&#039;Hummus</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/libano-rilancio-alla-grande-nella-contesa-dellhummus/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 03:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi 300 chef libanesi hanno cucinato il più grande piatto di <em>hummus</em> al mondo per rivendicare come propria la famosa salsa di ceci - all'interno di una sorta di lotta su ampia scala riguardo varie pietanze prodotte anche in Israele. Ampie le reazioni online. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/">Antoun Issa</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/25/lebanon-ups-the-ante-in-the-hummus-war/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_103004" class="wp-caption aligncenter" style="width: 347px"><a href="http://mayazankoul.wordpress.com/2009/10/25/a-hommos-story/"><img class="size-full wp-image-103004" title="mzhummus" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/mzhummus1.jpg" alt="mzhummus" width="337" height="319" /></a>
<p class="wp-caption-text">Immagine concessa da © Maya Zankoul, mayazankoul.wordpress.com</p>
</div>
<p>Qualche giorno fa a Beirut si sono riuniti circa 300 chef libanesi per cucinare il piatto più grande mai realizzato di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hummus"><em>hummus</em></a> [it] nel tentativo di rivendicare come propria la famosa salsa di ceci.</p>
<p>Il nuovo record mondiale è frutto di una campagna, tuttora in corso in Libano, che rivendica la paternità culturale di alcuni piatti attualmente prodotti in Israele - e l&#39;<em>hummus</em> costituisce il principale oggetto della protesta.</p>
<p>I produttori israeliani e libanesi di <em>hummus</em> si contendono aspramente il primato sul crescente appetito globale per questo delizioso intingolo mediorientale.</p>
<p>Secondo i libanesi la controparte israeliana starebbe sfilando loro alcuni piatti &#8216;libanesi&#39; promuovendoli in tutto il mondo come se fossero loro.</p>
<p>Gli israeliani avevano stabilito il precedente record mondiale per il più grande piatto di <em>hummus</em>, e ciò ha scatenato la reazione dei libanesi.</p>
<p>Ufficialmente in stato di guerra, sembra che il fronte dei combattimenti vada allargandosi fino ad includere l&#39;<em>hummus</em>.</p>
<p>La domanda da porsi ora è la seguente: cosa faranno i produttori siriani, giordani, palestinesi? Entreranno anche loro in lotta?</p>
<p>Sulla contesa dell&#39;<em>hummus</em> i blogger libanesi non si sono fatti attendere.</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://mayazankoul.wordpress.com/2009/10/25/a-hommos-story/">Maya Zankoul</a></em> [in] sottolinea il lato ironico con un&#39;analisi pungente:</p>
<blockquote><p>Ieri il Libano ha registrato un nuovo record mondiale cucinando il <a title="Post in inglese" href="http://www.plus961.com/2009/10/20/hommos-tabbouleh-are-us/" target="_blank">piatto più grande di hommos</a> [in]. Sono passata proprio lì vicino, ma subito dopo la presentazione, e non mi è sembrato poi COSÍ grande… perciò ho capito che tra poco qualcuno batterà questo record e così via all&#39;infinito. Per favore, qualcuno fermi questa follìa!</p>
</blockquote>
<p>Una posizione simile viene espressa anche dal blog <em><a title="Post in inglese" href="http://thecedartree.wordpress.com/2009/10/24/so-we-break-a-world-record-and-then-what/">The Cedar Tree</a></em> [in]:</p>
<blockquote><p>Prima c&#39;è stato il <a title="Leggi notizia in inglese" href="http://gulfnews.com/news/region/lebanon/putting-arabic-food-on-the-front-line-1.512939">piatto più grande</a> [in] di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kibbeh">kibbeh</a> [in], e ho pensato che quelle donne libanesi fossero proprio carine. Poi è arrivata la battaglia per il piatto più grande di hummus, e ho pensato che si stava scadendo nel ridicolo. Ma, nonostante la mia opinione personale, sembra che i libanesi siano sinceramente orgogliosi del loro hummus e così siamo ufficialmente nel Guinness dei Primati per il piatto più grande di hummus. Spero che tutti siano contenti. Possiamo pensare ad altro, adesso? No. C&#39;è ancora un&#39;altra battaglia (speriamo l&#39;ultima), e cioé quella per il piatto di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tabbouleh">tabbouleh</a> [in] in programma domani (25 ottobre). OK, devo forse pensare che tutte queste persone siano fuori di testa? Ma che importanza ha? Cioé, siamo segnalati su un libro e allora? Non fraintendetemi; mi piace moltissimo l&#39;hummus, ma francamente credo che ci siano problemi ben più importanti, oltre al cibo nei guinness dei primati, per i quali VALGA davvero la pena combattere.</p>
<p>Ci sono anche due domande a cui vorrei trovare risposta. La prima è quanti soldi sono stati spesi per organizzare quest&#39;evento, mentre la seconda è che fine ha fatto tutto quel cibo.</p>
</blockquote>
<p>Un post di <em><a title="Post in inglese" href="http://adiamondinsunlight.wordpress.com/2009/10/25/hummus-where-satire-and-reality-blur/">A Diamond&#39;s Eye View of the World</a></em> [in] esprime altrettanta confusione (o divertimento):</p>
<blockquote><p>Siamo d&#39;accordo che, quando israeliani e pseudo-israeliani cercano di correggere la pronuncia di &#8220;hummus&#8221; in &#8220;KHumus&#8221; - da pronunciare con un po&#39; di saliva in più - si supera il livello di sopportazione. Ma perché rivendicarne la paternità cucinandone un piatto di dimensioni oscene? Ed esserne FIERI poi? E perché creare uno slogan talmente imbarazzante - in inglese, per carità? Dio mio.</p>
</blockquote>
<p>Sul suo blog <em><a title="Post in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/10/hummus-and-falafil.html">Angry Arab</a></em> [in] Asad Abu Khalil aggiunge un ulteriore elemento al dibattito, sottolineando come l&#39;origine dell&#39;<em>hummus</em> potrebbe addirittura non essere libanese, bensì palestinese:</p>
<blockquote><p>&#8220;&#8221;Nessuno può rivendicare hummus e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Falafel">falafel</a> [it] come proprio piatto nazionale,&#8221; dice Siham Baghdadi Zurub, chef di Ramallah e autrice di un libro in lingua araba sulla cucina palestinese. Secondo la donna in realtà i palestinesi furono i primi a usare i ceci per l&#39;hummus per via degli abbondanti raccolti, mentre invece in Egitto e in Siria si faceva con le fave. &#8220;Porre il copyright su alcuni piatti è una tendenza egoistica che riflette insicurezza e mancanza di <a title="Articolo in inglese" href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/3178040/Hummus-food-fight-between-Lebanon-and-Israel.html">buon senso.&#8221;&#8221;</a> [in]</p>
</blockquote>
<p>La lotta dell&#39;<em>hummus</em> tra Libano e Israele ha coinvolto anche svariati utenti di <em>Twitter</em>:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-102995" title="La guerra dell'Hummus su Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/hummus1.GIF" alt="La guerra dell'Hummus su Twitter" width="481" height="291" /></p>
<p>A prescindere dal fatto che si tratti di orgoglio nazionale oppure di una divertente nota di cultura popolare, la battaglia sull&#39;<em>hummus</em> senza dubbio surriscalda le già infuocate relazioni tra Libano e Israele.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele: &#8220;Razzismo del tutto normale” per certe testate d&#039;informazione?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/israele-razzismo-del-tutto-normale%e2%80%9d-per-certe-testate-dinformazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 02:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Etnie]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Rappresentando circa il 20 per cento della popolazione del Paese, gli arabo-israeliani sostengono di essere discriminati in molti aspetti della vita. Sembra confermarlo il resoconto Tv di un recente incidente stradale, almeno secondo un blogger palestinese in Israele.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/26/israel-ordinary-racism-in-media-coverage/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Rappresentando circa il 20 per cento della popolazione del Paese, i cittadini palestinesi residenti in Israele (anche noti come <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Arab_citizens_of_Israel#Terminology">arabo-israeliani</a> [in]) sostengono di essere <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Arab_citizens_of_Israel#Discrimination">discriminati</a> [in] in molti aspetti della vita. La notizia di un recente <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?pagename=JPost/JPArticle/ShowFull&amp;cid=1256150021524">incidente stradale</a> [in] ha spinto un blogger palestinese a condividere le proprie riflessioni. </p>
<p>Il blogger <em>The Other Door</em> scrive quanto segue riguardo tale episodio, in un post intitolato <a title="Blog originale in inglese" href="http://elbabelakhr.blogspot.com/2009/10/blog-post_22.html">“Razzismo del tutto normale”</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">عنصرية عادية جداً</p>
<p>حادث طرق عادي جداً, سيارة عادية جداً انحرفت عن مسارها بشكل عادي جداً, واصطدمت بشكل عادي جداً بسيارة تاكسي , عادية جداً.</p>
<p>سائق السيارة الخصوصية يهودي عادي جداً وصديقه العربي, العادي جداً, قتلا في الحادث بشكل عادي جداً, 5 من راكبي التاكسي اصيبوا بجراح متوسطة بشكل عادي جدا وأخرى اصيبت اصابات بالغة بصورة عادية جداً, ركاب التاكسي ممثلي مسرح يهود, عاديون جداً.</p>
<p>بعد تنظيف الشارع من الدم بشكل عادي جدا, أنتشر الخبر في جميع وسائل الاعلام بشكل عادي جداً.</p>
<p>فعلى سبيل المثال في نشرة اخبارقناة 10 الاسرائيلية, تم بث تقرير عن الحادث مدته 7:34 د, منها 1:08 د عن السائق اليهودي وعائلته,</p>
<p>والباقي عن الممثلة الاسرائيلية واصدقائها , اما القتيل العربي فأكتفوا بذكر اسمه وانه محامي يسكن في كريات شمونة , ولقطة قصيرة جداً لصورة بورتريت, وليس صدفة انني نسيت اسمه فور انتهاء التقرير…</p></div>
<div class="translation">Un comune incidente stradale: una macchina del tutto normale che ha deviato dalla  traiettoria in maniera del tutto normale, e si è schiantata in modo normale contro un taxi, tutto normale.</p>
<p>L&#39;autista di una macchina privata, un comune ebreo, ed il suo amico, un comune arabo, sono rimasti uccisi nell&#39;incidente in un maniera del tutto normale. Cinque dei passeggeri del taxi sono rimasti lievemente feriti in maniera completamente normale, e altri sono rimasti gravemente feriti in maniera del tutto normale. I passeggeri del taxi erano attori teatrali ebrei, del tutto normali.</p>
<p>Dopo che la strada è stata ripulita dal sangue in un modo normalissimo, la notizia si è diffusa tra i media in maniera del tutto normale.<br />
Per esempio, l&#39;israeliano <a title="Voce Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Channel_10_%28Israel%29">Channel 10</a> [in] ha diffuso un servizio di 7 minuti e 34 secondi sull&#39;incidente, di cui 1 minuto e 8 secondi sul guidatore ebreo e la famiglia, ed il resto dedicato all&#39;attrice israeliana ed i suoi amici. Per quanto riguarda l&#39;arabo che è rimasto ucciso, si sono accontentati di citarne il nome e dire che era un avvocato che viveva a <a title="Voce Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kiryat_Shmona">Kiryat Shmona</a> [it], mostrandone rapidamente una foto. Non è un caso che ne abbia dimenticato il nome immediatamente dopo la fine del servizio&#8230;</div>
</div>
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		<title>Israele: attivismo e partecipazione sulle questioni ambientali</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre il 15 ottobre c'è stato il Blog Action Day sul mutamento climatico, attivisti e blogger dell'area mediorientale preparano una serie di manifestazioni in varie località e altre iniziative online per sabato 24 ottobre. Ecco una raccolta di opinioni e materiali diffusi nella blogosfera locale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/16/israel-blog-action-day-for-the-environment/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>Questo post è parte dei <a title="Leggi post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/il-cambiamento-climatico-nelle-voci-di-blogger-e-cittadini/">contributi di <em>Global Voices Online</em></a> [it] per il Blog Action Day 2009 sul cambiamento climatico.</em></p>
<p>Mentre il 15 ottobre scorso i blogger di tutto il mondo si sono occupati del cambiamento climatico e dell&#39;ambiente, la blogosfera israeliana si è concentrata su una data diversa. Quest&#39;anno, le organizzazioni ambientaliste, gli attivisti, e forse anche i blogger, segneranno il 24 ottobre come la giornata della protesta per il cambiamento climatico in tutto il Medio Oriente.</p>
<p>Si stanno organizzando eventi sotto gli auspici di <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://foeme.org/events.php?ind=56">Friends of the Earth Middle East</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.350.org/">350.org</a> [in]. È prevista la parteciperazione di molti attivisti in Israele, Egitto, Giordania, Libano, Palestina e Siria. 350.org fornisce l&#39;elenco delle manifestazioni regionali, tra cui quelle in <a title="Vai alla lista" href="http://www.350.org/action-list?country=il&amp;city=">Israele</a> [in], mentre il blog <em>Green Prophet </em> pubblica un&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.greenprophet.com/2009/09/04/11764/middle-east-climate-change-protest/">ulteriore lista</a> [in] di tutte le iniziative previste in Medio Oriente.</p>
<p>Il nome <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.350.org/about/science">“350″</a> [in] deriva dall&#39;idea che:</p>
<blockquote><p>350 parti per milione è quello che molti scienziati, esperti del clima e governi nazionali progressisti, ritengono sia il limite massimo di sicurezza per il CO2 nella nostra atmosfera.</p></blockquote>
<p>Il nostro livello attuale è 387.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em><strong>Blog Action Day</strong></em><br />
Diversi blog istraeliani hanno deciso di utilizzare il Blog Action Day per portare in primo piano la questione del cambiamento climatico, sollecitando una continua attenzione verso questo tema anche dopo la specifica giornata.</p>
<p><em>JGooders</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://blog.jgooders.com/index.php/jews-challenge-climate-change/">promuove</a> [in] la <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/index.php">Jewish Climate Change Campaign</a> [in] invitando i lettori a coinvolgersi nel <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://globaljsam.ning.com/">Jewish Social Action Month (JSAM)</a> [in], che inizia nel mese ebraico Cheshvan, il 19 ottobre. Ricorrenza, spiega <em>JGooders</em>, che verrà commemorato da eventi sociali nelle comunità ebraiche in tutto il mondo.</p>
<p>Mentre gruppi e attivisti verdi cercano di aumentare la consapevolezza nella comunità globale, quale miglior idea di diffondere le proprie idee se non attraverso immagini e soprattutto video online?</p>
<p>Alison Avigayil Ramerm, di <em>Your Virtual Community Organizer</em>, <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://alisonramer.com/2009/10/15/top-10-climate-change-videos/#more-208">ha ripubblicato</a> [in] i 10 migliori video realizzati in occasione del Blog Action Day di Change.org. Tra questi c&#39;è un video intitolato “Flat,” del produttore cinematografico Israeliano  Nitsana Bellehesen, che propone come sarà il mondo nel 2050. Il video mostra dei ragazzi con i padri mentre visitano un&#39;esibizione dedicata al seno femminile – ormai inesistente nelle donne, a causa del cancro provocato dalle tossine presenti nell&#39;ambiente e nell&#39;atmosfera.</p>
<p>Ad un certo punto, uno dei ragazzi indica una fotografia nella galleria e dice, “Guarda lì. Quel bambino le sta mangiando il seno.” Il padre risponde, “In realtà, era così che si dava da mangiare ai neonati&#8221;.</p>
<p>La visione di questo importante video è altamente consigliata, pur se presenta alcune scene di nudità.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ramer ha il questo film quando è stato mostrato al <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.breastfestfilmfest.com/">Breast Fest 2009: Film-Festival sul cancro al seno</a> [in], tenutosi al centro per imprenditori sociali dove lavora lei a Tel Aviv. E scrive:</p>
<blockquote><p>I video online possono essere un metodo estremamente efficace per aumentare la consapevolezza riguardo una causa o un&#39;attività sostenibile. Il video è un grande interludio a tutto il testo online ed è relativamente economico da creare, condividere e guardare. Le immagini in movimento e la musica possono catturare il pubblico e riassumere migliaia di parole in appena pochi minuti. Specialmente al giorno d&#39;oggi, quando abbiamo a disposizione numerosi metodi per condividere filmati sui social network e sui blog, il video ha un grande potenziale virale e avvicina migliaia o addirittura milioni di visitatori verso alla vostra organizzazione o attività non-profit .</p></blockquote>
<p>È bene tenere a mente che, pur se pensare al cambiamento climatico può essere sconvolgente, tale sentimento di scontentezza dovrebbe portare all&#39;azione non all&#39;apatia. Su <em>Judaism and the Environment in the Talmud</em>, Carmi Wisemon, direttore esecutivo di <a title="Vai alla pagina ufficiale" href="http://svivaisrael.wordpress.com/">Sviva Israel</a> [in], prominente organizzazione ambientalista, interviene sul ruolo della riflessione nella pratica ebraica.</p>
<p>Israele e il mondo ebraico hanno appena celebrato la festa di Sukot, durante la quale costruiscono capanne dove mangiano con le famiglie, trascorrono del tempo in meditazione e a volte dormono anche sotto le stelle. Come Shabbat (il Sabbath), e altre festività ebraiche, Sukot fornisce l&#39;opportunità di cessare ogni attività e riflettere sul nostro ruolo nell&#39;universo.</p>
<p>Wisemon <a title="Post originale in inglese" href="http://svivaisrael.wordpress.com/2009/10/15/sukkot-and-climate-change/">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Così in questa festività del Sukot, mentre ci rilassiamo nelle noste capanne e ammiriamo lo splendore naturale dei nostri lulav (rami di palma) e degli etrog (cedri), pensiamo al significato più profondo di questa ricorrenza. Tutti noi possiamo fare qualcosa per impedire il cambiamento climatico, tra cui seguire la tradizione antica di 2.000 anni di pregare perchè venga la pioggia – nè troppa nè troppo poca – in Israele, ma anche nelle Filippine, in Indonesia ed anche ad Atlanta.</p></blockquote>
<p>Sul mio blog, <em>The New Jew</em>, dedicato a filantropia e innovazione sociale, ho <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://thenewjew.wordpress.com/2009/10/15/caring-about-the-environment-jewishly-blog-action-day-2009/">pubblicato</a> [in] un post sul fatto di prendersi cura dell&#39;ambiente &#8220;alla maniera ebraica&#8221;, dove ho condiviso un discorso tenuto da attivisti ambientalisti che incoraggiano a pensare a come le pratiche dell&#39;ebraismo tradizionale ci connettono al mondo naturale.</p>
<blockquote><p><em>Shabbat</em>– è un tesoro ecologico! Un giorno per riposare dallo shopping, dalla fabbricazione e dal traffico!</p>
<p><em>Kashrut (o Kosher)</em>– l&#39;idea secondo cui quanto mangiamo è importante, che sta a noi limitare la sofferenza degli animali! Dobbiamo aggiornarci su questo e assumerci la responsabilità dell&#39;impatto causato da quel che mangiamo, acquistiamo e buttiamo nelle discariche di rifiuti. Noi votiamo con i dollari e le forchette in base all&#39;intera storia del nostro cibo e delle nostre cose.</p>
<p><em>Brachot (le benedizioni sul nostro cibo)</em>– invita a stare attenti alla provenienza del nostro cibo. Per benedire il cibo dobbiamo capire se è stato coltivato in terra o su un albero; da qui il passo è breve a pensare a come sia stato coltivato, se le persone coinvolte nel processo che lo ha portato a noi siano state pagate il giusto oppure se il suo percorso ha aiutato o danneggiato l&#39;ambiente.</p></blockquote>
<p>Sempre sul tema della natura, Elisha su <em>O&#39;Sprinkles</em> <a title="Post con foto in inglese" href="http://osprinkles.blogspot.com/2009/10/some-bloom.html">esprime</a> [in] la bellezza attraverso la fotografia e ci ricorda il vero tema della nostra lotta: la crescita e il rinnovo nel mondo naturale.</p>
<p><center><img title="Garden 1 (Source: O Sprinkles Blog)" src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZoM5vXI/AAAAAAAABcQ/aIFBwpWl1-g/s320/IMG_9920.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /><br />
<img title="Garden 2 (Source: O Sprinkles Blog) " src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZCiPSJI/AAAAAAAABcI/22Ukqo4oSUU/s320/IMG_9918.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /></center></p>
<p>Anche se il 15 ottobre è passato, il <a title="Post in inglese su GVO e Blog Action Day" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/28/global-voices-and-the-blog-action-day-2009/"><em>Blog Action Day</em></a> [in] rimane parte di un continuum. Come puoi ridurre il tuo impatto nella <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_footprint">produzione dei gas-serra </a>[it], migliorare il modo in cui utilizzi le risorse naturali, e rivedere i tuoi modelli di consumo?</p>
<p>La <em>Jewish Climate</em> Campaign propone <a title="Post in inglese" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/3x3.php">qui alcuni suggerimenti</a> [in].</p>
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		<title>Israele: &#8220;Ajami&#8221;, una nuova prospettiva sulla società israeliana</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/israele-ajami-una-nuova-prospettiva-sulla-societa-israeliana/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/israele-ajami-una-nuova-prospettiva-sulla-societa-israeliana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 05:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Trionfatore dei recenti Premi Ophir, il nuovo film potrebbe essere candidato ai Premi Oscar del 2010. Scritto e diretto nell'omonimo quartiere di Giaffa da un duo arabo-israeliano, tratta della coesistenza tra le due culture - e va ricevendo ampia attenzione (e giudizi positivi) tra i blogger locali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/27/israel-ajami-reveals-nuanced-look-at-israeli-society/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il film &#8220;Ajami&#8221; è stato il grande trionfatore dei Premi Ophir, sabato 26 settembre, e potrebbe continuare a riscuotere successo presso il pubblico internazionale come candidato israeliano ai Premi Oscar del 2010.</p>
<p>“Ajami” è il nome del quartiere di Giaffa dove si svolge la storia narrata nel film. Scritto e diretto dal duo arabo-israeliano composto da Scandar Copti (che vive ad Ajami) e Yaron Shani, la complessità dell&#39;intreccio di &#8220;Ajami&#8221; replica uno stile narrativo assai popolare nella narrativa e nella cinematografia israeliane.</p>
<p><img class="alignright" title="Ajami [Fonte: pagina fan su Facebook]" src="http://profile.ak.fbcdn.net/object3/776/91/n111118876031_4719.jpg" alt="Ajami [Fonte: pagina fan su Facebook]" width="200" height="279" /></p>
<p>A giudicare dall&#39;incetta di premi fatta ai festival di Ophir, Cannes e Gerusalemme, il percorso di &#8220;Ajami&#8221; sembra ricordare quello di altri film israeliani recentemente candidati agli Oscar, come &#8220;<a title="Leggi la recensione in italiano da mymovies.it" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46806">Beaufort</a>&#8221; [it] e &#8220;<a title="Leggi la recensione in italiano da mymovies.it" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56333">Valzer con Bashir</a>&#8221; [it]. Sinora, &#8220;Ajami&#8221; ha ricevuto i Premi Ophir per miglior film, migliore regia, miglior copione, miglior montaggio, miglior colonna sonora originale, la menzione speciale &#8220;Camera d&#39;or&#8221; al festival di Cannes e il premio Wolgin per il miglior film in concorso all&#39;ultima edizione del festival cinematografico di Gerusalemme.</p>
<p>Il trailer del film è disponibile su YouTube in ebraico e arabo con sottotitoli in ebraico (per il momento non sono ancora disponibili sottotitoli in inglese). Per saperne di più, si può visitare questa <a title="Visita la pagina facebook del film in ebraico" href="http://www.facebook.com/pages/AJAMI-The-Movie-2009/111118876031?ref=search&amp;sid=558336523.3636414431..1">pagina su facebook</a> [eb].</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/IZwNwiWZqZg&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/IZwNwiWZqZg&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Yudit, del blog <em>OCCUPIED</em> dice di sentirsi molto toccata dal film, perchè vive nello stesso quartiere in cui si svolge la vicenda. La blogger <a title="Post originale in inglese" href="http://yuditilany.blogspot.com/2009/09/ajami-movie.html">riflette</a> [in]:</p>
<blockquote><p>È un bel pugno nello stomaco &#8220;Ajami&#8221;, il film di Scandar Kopti e Yaron Sheni. Stupendo. E, tra l&#39;altro, è girato nel mio quartiere, anche se non tratta del &#8220;mio&#8221; quartiere. Certo, la mia non sarà una critica oggettiva del film. Conosco molti, anzi, quasi tutti gli attori, almeno di vista, e alcuni sono invece buoni amici. Il cast ha ricevuto una buona formazione, ma non sono attori professionisti, soltanto i miei vicini, che interpretano se stessi, in situazioni che hanno vissuto, con le reazioni che avrebbero se la storia fosse vera. Certo, avrebbe anche potuto essere tutto vero.</p></blockquote>
<p>“Ajami” è anche il sottotitolo del blog di Yudit, che spiega:</p>
<blockquote><p>Ajami, Agami o Adjami, o comunque lo chiamiate, è casa mia. A dispetto di tutto. La parola &#8220;casa&#8221; comporta molte implicazioni. La mia si trova a Giaffa (in ebraico traslitterato, Yafo), e una volta (vale a dire, del 1948) era considerata &#8220;La sposa del mare&#8221;: ora, non è che un fatiscente sobborgo meridionale di Tel Aviv.</p></blockquote>
<p>Carmia, di <em>Kishkushim</em> <a title="Leggi il blog originale in inglese" href="http://kishkushim.blogspot.com/2009/09/and-winner-is-ajami.html">descrive</a> [in] “Ajami” come:</p>
<blockquote><p>Un&#39;appassionante storia sul <em>balagan</em> [caos] che si svolge ad Ajami: i rapporti tra vicini arabi e israeliani, arabo-israeliani e cisgiordani, cristiani e musulmani, e tutto ciò che c&#39;è in mezzo.</p></blockquote>
<p>Ayelet Dekel di <em>Midnight East</em> ci racconta la sua <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.midnighteast.com/mag/?p=932">reazione</a> [in] dopo aver visto il film al Jerusalem Film Festival.</p>
<blockquote><p>Se mi avessero riassunto la trama del film, forse non mi avrebbe interessato, visto che tratta un genere che non amo particolarmente. Eppure, Ajami è molto più della sua trama, proprio come le persone sono ben più di una descrizione delle circostanze della loro nascita, o degli eventi della loro vita.</p></blockquote>
<p>Dekel ci racconta qualche indiscrezione su Ibrahim Frege, che interpreta Malek, e incontrato dalla blogger nei camerini dopo il film.</p>
<blockquote><p>Il diciannovenne Frege mi ha detto che non aveva mai pensato a recitare. Quando era ancora a scuola, alcuni amici che frequentavano i workshop di &#8220;Peace Child Israel&#8221; (organizzazione fondata nel 1988 da David Gordon e Yael Drouyannof per spiegare la tolleranza attraverso il teatro e le arti) lo avevano invitato a parteciparvi per svagarsi un pò. Il ragazzo seguì il workshop per un anno, per poi ricevere una telefonata che l&#39;invitava a recitare nel film. Frege crede che i registi cercassero qualcuno con un accento simile a quello di Nablus, città d&#39;origine del suo personaggio.</p></blockquote>
<p>Infine, il critico Yair Raveh, del blog <em>Cinemascope</em> <a title="Recensione originale in inglese" href="http://cinemascopian.com/2009/09/26/ajami-wins-ophir-goes-to-the-oscars/">si interroga</a> [in] sulle possibilità che “Ajami”  vinca un Oscar.</p>
<blockquote><p>Riuscirà &#8220;Ajami&#8221; a diventare il terzo film israeliano a candidarsi agli Oscar come miglior film straniero (dopo &#8220;Beaufort&#8221; e &#8220;Valzer con Bashir&#8221;)? Purtroppo, devo confessarvi che ne dubito. Certo, &#8220;Ajami&#8221; è un film sensazionale, e da molti punti di vista rappresenta una svolta per il cinema israeliano. Ma temo sia troppo realistico, duro, fedele alla realtà, e probabilmente un pò frastornante, per un giurato medio del premio Oscar. Manca poi di quell&#39;attenzione antecedente alla proiezione che aveva &#8220;Valzer con Bashir&#8221; l&#39;anno scorso, e che ora ha &#8220;Lebanon&#8221;. Ma chissà.</p></blockquote>
<p><em><strong>Letture consigliate –</strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em></p>
<p>- <a title="Post di GVO in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/israele-film-sulle-conseguenze-della-chiusura-dei-confini-a-gaza/">Israele: film sulle conseguenze della chiusura dei confini a Gaza</a> [it] (Maya Norton) – Alcuni blogger reagiscono al corto &#8220;Closed Zone&#8221; diretto da Yoni Goodman.</p>
<p>- <a title="Post di GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/14/lebanon-lebanese-react-to-israeli-film-lebanon/">Lebanon: Lebanese Bloggers React to Israeli Film “Lebanon”</a> [in] (Antoun Issa) – Reazioni dal Libano a un film israeliano che descrive le storie di soldati israeliani durante la guerra civile libanese (1975-1990). &#8220;Lebanon&#8221; segue &#8220;Valzer con Bashir&#8221; come secondo film sull&#39;argomento realizzato negli ultimi due anni da un regista israeliano.</p>
<p>- <a title="Articolo del New York Times in inglese" href="http://www.nytimes.com/2009/05/22/arts/22iht-dupont22.html?_r=1">Cannes Film Festival: Sources of Hope, Amid a Divide</a> [in] (Joan Dupont, <em>New York Times</em>) – quest&#39;anno a Cannes sono stati presentati tre film su israeliani e palestinesi. Joan Dupont intervista Copti e Shani, registi di &#8220;Ajami&#8221;.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Palestina: sitcom comica acclamata dai blogger (e da Time)</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-sitcom-comica-acclamata-dai-blogger-e-da-time/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-sitcom-comica-acclamata-dai-blogger-e-da-time/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 05:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale diMaya Norton  &#183; tradotto da Beatrice Borgato &#183;  vai all&#39;articolo originale 
“Nazione sul Filo” è una nuova sitcom palestinese andata in onda nel mese del Ramadan. I tre comici protagonisti cercano di sconfiggere la depressione, la rabbia, e spesso anche l&#39;ingiustizia grazie a episodi pervasi di umorismo nero: la risata è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/27/israel-palestinian-tv-comedy-wins-applause-from-bloggers/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>“Nazione sul Filo” è una nuova sitcom palestinese andata in onda nel mese del Ramadan. I tre comici protagonisti cercano di sconfiggere la depressione, la rabbia, e spesso anche l&#39;ingiustizia grazie a episodi pervasi di umorismo nero: la risata è una buona medicina che aiuta a rialzarsi. Il programma è stato acclamato dai blogger israeliani per l&#39;eccezionale irriverenza creativa. Tamar Orvell di <em>Only Connect</em> <a title="Post originale in inglese"href="http://only-connect.blogspot.com/2009/09/shanah-tovah-country-on-string-comedy.html">scrive</a> [in] : “Saluto i coraggiosi cugini palestinesi che hanno preso in mano le penne e non le armi, e che hanno saputo guardare dentro e fuori offrendoci un pò di speranza e illuminando il lungo cammino che tutti noi dobbiamo percorrere.”
<p> La rivista TIME ha dedicato <a title="Vedi il video sulla commedia in inglese/arabo" href="http://www.time.com/time/video/player/0,32068,40963186001_1925148,00.html">un bel video</a> [in] alla serie TV, mentre i suoi produttori si augurano di avere un futuro anche dopo il Ramadan.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Palestina: visti d&#039;ingresso negati illegamente da Israele?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 05:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Putrino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche tempo, contrariamente alle procedure applicate finora e tuttora in vigore, chiunque viaggi in Cisgiordania riceve visti d'ingresso di minore durata e non più estesi ai territori di Israele. Penalizzati anche i cittadini statunitensi, con conseguente e formale campagna di protesta presso le relative autorità ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/rosalbap/'>Rosalba Putrino</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/09/palestine-travelers-say-israel-is-illegally-denying-access/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_95129" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><img class="size-medium wp-image-95129" title="Timbro d'ingresso valido solo per le zone sotto l'autorità palestinese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/pa-areas-only1-300x224.jpg" alt="Timbro d'ingresso valido solo per le zone sotto l'autorità palestinese" width="221" height="165" />
<p class="wp-caption-text">Timbro d&#39;ingresso valido solo per le zone sotto l&#39;autorità palestinese</p>
</div>
<p>Essendo la <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/West_Bank">Cisgiordania palestinese</a> [it] occupata da Israele, i visitatori devono ottenere un visto e adeguati documenti da un consolato israeliano. Ovviamente tali documenti permettono a chi viaggia di visitare anche il resto di Israele, se vuole. O almeno, lo permettevano.</p>
<p>La scorsa estate sono tuttavia emersi vari rapporti da quanti si recavano in Cisgiordania, i quali hanno scoperto che il visto proibiva loro accesso al resto d&#39;Israele.  <a title="Articolo su Time Magazine in inglese" href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1917917,00.html">Secondo il Time</a> [in], tale politica è stata tranquillamente attuata da Israele a giugno come “misura di sicurezza.” Secondo diversi blogger e attivisti, questa linea politica viola le norme internazionali e la promessa fatta dagli Accordi di Oslo II del 1995 nel non ostacolare il passaggio di viaggiatori stranieri in Israele.</p>
<p>Il palestinese-americano Toufic Haddad, che scrive per il quotidiano online<em>The Faster Times</em>, racconta dettagliatamente il reato, <a title="Post originale in inglese" href="http://thefastertimes.com/Palestine/2009/08/06/is-this-what-an-israeli-apartheid-stamp-looks-like/">proponendo una serie di possibili paragoni</a> [in]:</p>
<blockquote><p> Ad ogni modo, il limite al viaggio corrisponde, per un Paese che emette un visto, ad una zona specifica del suo ambito, ma non all&#39;intero paese. Si potrebbe fare un paragone con gli Stati Uniti che emettono un visto solo per la maggioranza di colore di Harlem a Manhattan, oppure la riserva dei Mashantucket Pequot nel Connecticut.</p>
</blockquote>
<p>Marcy Newman, che scrive sul blog di <em>Body on the Line</em> e fino a poco tempo fa viveva nella città palestinese di Nablus, <a title="Post originale in inglese" href="http://bodyontheline.wordpress.com/2009/09/08/on-visas/">racconta</a> le personali e terribili esperienze di vivere sotto l&#39;occupazione:</p>
<blockquote><p>dopotutto sapevo che non sarei potuta rimanere in palestina per sempre considerando che gli stranieri (cioè, i non palestinesi; leggasi: terroristi coloni sionisti) controllano i confini e giocano con le vite di quella gente che passa in palestina sia che siano palestinesi d&#39;origine o meno. è da tempo che sento storie e ricevo email da parte di amici e compagni, altre da totali estranei a cui è stato negato il visto d&#39;entrata, altri a cui viene concesso solo un ingresso limitato, in termini di tempo. circa tre settimane prima che io partissi una mia amica era andata ad amman per rinnovare il visto. vive a ramallah e sta per concludere le ricerche per la tesi. al ritorno mi disse che aveva solo pochi giorni e sarebbe dovuta ripartire di nuovo. non solo poteva rimanere una settimana (al posto del normale visto di tre mesi concesso agli stranieri al ponte di malak [King] hussein), ma le avevano concesso solo un visto per la cisgiordania. era la prima volta che sentivo una cosa del genere. ma sembra che sia diventato subito un fenomeno comune.</p>
</blockquote>
<p>Il quotidiano canadese <em>The Globe and Mail</em> <a  title="Articolo da The Globe and Mail in inglese" href="http://www.theglobeandmail.com/news/world/israel-targets-palestinian-canadians/article1259311/">ha insinuato</a> [in] che tale politica prende ingiustamente di mira gli arabo-americani e i canadesi e semplicemente quelli con “nomi che sembrano arabi.”  Il canadese <em>Blog di Dawg</em> concorda, <a title="Post originale in inglese" href="http://drdawgsblawg.blogspot.com/2009/08/none-is-too-many.html">scrivendo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Il Canada non è l&#39;unico posto dove avere un “<a title="Post originale in inglese" href="http://www.smalldeadanimals.com/archives/009302.html">nome divertente</a>&#8221; [in] – come Abdelrazik, Mohamud, Khadr o Arar – ti può mettere nei guai. Prova a <a title="Post originale in inglese" href="http://www.theglobeandmail.com/news/world/israel-targets-palestinian-canadians/article1259311/">visitare Israele</a> [in] con un nome come quello.</p>
<p>Ai cittadini canadesi e americani con “nomi che sembrano Palestinesi” oggi viene quotidianamente negata l&#39;entrata in Israele all&#39;Aeroporto Nazionale Ben Gurion e viene detto loro di usare il ponte Allenby che collega la Giordania alla Cisgiordania. Ma quando arrivano lì, i passaporti vengono timbrati  “solo per i territori dell&#39;Autorità Palestinese,” e l&#39;entrata in Israele viene ancora negata.</p>
</blockquote>
<p>I cittadini americani a cui è accaduto ciò si sono uniti e hanno protestato presso il Consolato americano. Il palestinese Joharah Baker, scrivendo per MIFTAH, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.miftah.org/Display.cfm?DocId=20281&amp;CategoryId=13">suggerisce</a> [in] di insistere in tal senso:</p>
<blockquote><p>Allora, cittadini americani, la prossima volta che vi rimandano indietro ad uno dei punti d&#39;ingresso di Israele o che vi danno un timbro solo AP, presentate una formale protesta al Consolato americano per sicurezza. Ma non aspettatevi risposta.</p>
</blockquote>
<p>Nonostaste il Presidente statunitense Barack Obama abbia dichiarato di condannare le azioni di Israele, la restrizione del visto rimane ancora in vigore. Una campagna avviata dall&#39;<a title="Post originale in inglese"  href="http://www.aaiusa.org/">Istituto Arabo Americano</a> [in], incoraggia i cittadini americani a cui viene negato l&#39;ingresso al ponte di Allenby, a compilare un <a title="Modulo originale in inglese" href="http://jerusalem.usconsulate.gov/pdfs/allenbydenialform.pdf">apposito modulo</a> da inviare agli Stati Uniti.</p>
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		<title>Israele: autocritica significa odio?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/israele-autocritica-significa-odio/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 06:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>

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		<description><![CDATA[articolo originale diAyesha Saldanha  &#183; tradotto da Maria Grazia Pozzi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
“Sono stufa e stanca dei luoghi comuni che ci affibbiano come l’odio di sé ebraico e ritengo sia semplicemente patriottico che ciascuno di noi lotti per migliorare il governo e la società visto l’impegno di Israele nel mantenere viva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/10/israel-critical-means-self-hating/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>“Sono stufa e stanca dei luoghi comuni che ci affibbiano come <em>l’odio di sé ebraico</em> e ritengo sia semplicemente patriottico che ciascuno di noi lotti per migliorare il governo e la società visto l’impegno di Israele nel mantenere viva la democrazia. Penso che un buon cittadino debba conservare uno spirito critico nei confronti della propria terra e ciò si può fare in modi diversi, ma sempre con la volontà di migliorare, e allora cos&#39;é questo <em>odio di sé ebraico</em> che rispunta sempre? Nessuno vuole questi appellativi perché sarebbe come dire che tanto vale sedersi e lasciare che gli altri decidano per noi&#8221; - scrive <em>Kristin</em> sul suo <a title="Post originale in inglese" href="http://klh3.blogspot.com/2009/08/tying-some-things-together.html">blog</a> [in].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele: credere nella coesistenza: intervista all&#039;attivista Ibn Ezra</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/israele-credere-nella-coesistenza-intervista-allattivista-ibn-ezra/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 05:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche se negli ultimi anni l'elettorato si è spostato a destra, non mancano gli israeliani che si oppongono alle politiche governative nei confronti dei palestinesi. Global Voices ha intervistato Joseph Dana, autore del sito Ibn Ezra, per parlare del suo coinvolgimento nell'attivismo pacifista e dell'ampio ricorso ai social media.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/22/israel-a-belief-in-coexistence-interview-with-activist-ibn-ezra/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Anche se negli ultimi anni l&#39;elettorato israeliano si è <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://uk.reuters.com/article/idUKLB386884">spostato a destra</a> [in], esistono tuttavia degli israeliani che si oppongono alle politiche governative nei confronti dei palestinesi e fanno parte di gruppi come <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peace_Now">Peace Now</a> [it], <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gush_Shalom">Gush Shalom</a> [it], <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/New_Profile">New Profile</a> [in], <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Machsom_Watch">Machsom Watch</a> [in], <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Israeli_Committee_Against_House_Demolitions">Israeli Committee Against House Demolitions</a> [in] e <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Anarchists_Against_the_Wall">Anarchists Against the Wall</a> [in]. <em>Global Voices Online</em> ha intervistato l&#39;attivista <em>Joseph Dana</em>, autore del sito web <a title="Visita sito in inglese" href="http://josephdana.com/"><em>Ibn Ezra</em></a> [in], per parlare della sua attività all&#39;interno di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ta%27ayush">Ta&#39;ayush</a> [in] (&#8221;coesistenza&#8221;), dell&#39;attivismo pacifista israeliano e dell&#39;uso dei social media per comunicare.</p>
<p><strong>Perché hai scelto il nome Ibn Ezra?</strong></p>
<blockquote><p>Sono uno studente di filosofia ebraica e così sono venuto a sapere del filosofo ebreo e spagnolo dell&#39;XI secolo <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_ibn_Ezra">Avraham ibn Ezra</a> [in]. Ibn Ezra era un commentatore della Bibbia e ha scritto parecchio sul tema della coesistenza tra arabi ed ebrei nella Spagna musulmana. Dovendo trovare un nome per il mio sito, questa mi è parsa la scelta naturale. Tra l&#39;altro è anche un interessante gioco di parole, visto che ibn Ezra significa letteralmente &#8220;figlio di Ezra&#8221;, come se noi attivisti discendessimo dal più grande di tutti, <a title="Sito in inglese" href="http://www.supportezra.net/">Ezra Nawi</a> [in], membro onorario di Ta&#39;ayush e figura di riferimento dei movimenti di sinistra sia israeliani che palestinesi a cui ho voluto rendere omaggio. </p>
</blockquote>
<div id="attachment_87070" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/ibnezra-300x225.jpg" alt="Joseph Dana documenta nuove costruzioni in un avamposto vicino agli insediamenti israeliani di Susya, zona meridionale della Striscia di Gaza" title="Joseph Dana documenta nuove costruzioni in un avamposto vicino agli insediamenti israeliani di Susya, zona meridionale della Striscia di Gaza" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-87070" />
<p class="wp-caption-text">Joseph Dana documenta nuove costruzioni in un avamposto vicino agli insediamenti israeliani di Susya, zona meridionale della Cisgiordania.</p>
</div>
<p><strong>Raccontaci qualcosa su Ta‎’ayush. Come ti ci sei avvicinato?</strong></p>
<blockquote><p>Sin dall&#39;inizio, Ta&#39;ayush ha realizzato soltanto azioni dirette, senza manifesti e dibattiti ideologici. In questo modo, il gruppo che è andato formandosi ha voluto rovesciare la tradizionale scala di priorità: dopo aver capito che i comunicati non sempre superano la prova &#8216;della verità&#39;, si è scelto il ricorso all&#39;azione come unico mezzo per trasmettere il rifiuto alla reiterazione delle incursioni, per essere presenti nei luoghi degli eventi. La strategìa adottata pertanto è quella dell&#39;azione diretta e non violenta pensata attraverso procedure decisionali in grado di rappresentare il consenso democratico. A fine dicembre 2000, Ta&#39;ayush ha anche redatto una carta di posizionamento politico, ma la sua elaborazione ha richiesto troppo tempo ed energia. Si è così deciso di abbandonare questo percorso, puntando invece al coivolgimento di chiunque si identifichi con i nostri interventi, ideati per esprimere delle posizioni chiare. Proteste fatte di azioni concrete, per opporsi alla segregazione quotidiana tra arabi ed ebrei in Israele, all&#39;occupazione, agli stenti, alla chiusura, alle limitazioni di movimento e alle incursioni militari di Israele nei Territori Occupati.</p>
<p>Come cittadino israeliano-americano, che segue con interesse il conflitto e si oppone all&#39;occupazione, ciò che mi ha colpito di Ta&#39;ayush è stata la sua eterogeneità in termini di voci e punti di vista. Gran parte delle organizzazioni e dei gruppi simili sono in realtà profondamente ispirati da rigide prospettive ideologiche. Ta&#39;ayush, nonostante l&#39;oppozione radicale all&#39;occupazione, non applica gli assunti fondamentali di alcuna idelogia e non si pone obiettivi a lungo termine. Si concentra sull&#39;azione diretta settimana dopo settimana. Come ebreo israeliano, poi, credo sia importante lavorare con i miei compatrioti che vogliono abbattere le barriere tra palestinesi e israeliani, ma senza far ricorso alla solita retorica anti-israeliana come fanno altri gruppi.</p>
</blockquote>
<p><center>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rEkvWFXvRfY&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rEkvWFXvRfY&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344" title="Video originale in inglese" alt="Video originale in inglese" ></embed></object></p>
<p></center></p>
<p><strong>Il tuo lavoro sostiene i palestinesi, li aiuti a resistere alle azioni di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insediamenti_israeliani">colòni</a> [it], esercito e polizia, ma i tuoi video sembrano parlare dell&#39;attivismo in sé, non della causa palestinese in particolare. Lo fai perché il tuo è un pubblico israeliano?</strong></p>
<blockquote><p>Molto spesso siamo noi a interagire direttamente con colòni e soldati. In queste occasioni, i palestinesi tendono comprensibilmente a stare in disparte perché a loro si applicano procedure giuridiche diverse. Tanto per essere chiari, se un israeliano viene arrestato ha il diritto di vedere un giudice entro 24 ore mentre un palestinese può restare in cella anche per tre giorni. Per questo motivo i palestinesi preferiscono lasciare che siano gli attivisti israeliani a interagire con soldati e colòni. </p>
<p>Un altro aspetto importante delle nostre iniziative è quello di mostrare, nello stato di diritto, l&#39;interazione tra israeliani e soldati/colòni all&#39;opinione pubblica israeliana e alla comunità ebraica americana (il sito web è in inglese proprio perché il mio pubblico di riferimento è americano). Voglio sottolineare il quadro per cui gli israeliani che aiutano i palestinesi perdono alcuni diritti e sono per questo in grado di comprendere la sofferenza dei palestinesi, che vedono negati i loro diritti ogni giorno. L&#39;obiettivo è raccontare questo fenomeno e mostrarlo alle comunità ebraiche in tutto il mondo.</p>
</blockquote>
<p><strong>Pensi che l&#39;attivismo contro l&#39;occupazione sia diminuito o cresciuto in Israele ultimamente? In generale, come sono percepiti gli attivisti israeliani? Le grandi testate israeliane danno spazio alle iniziative di protesta?</strong></p>
<blockquote><p>Negli ultimi dieci anni Israele si è spostato sensibilmente verso destra poiché la società ha ampiamente accettato la linea dell&#39;occupazione e la tesi dell&#39;assenza di un interlocutore palestinese. La linea dei governi di &#8220;sinistra&#8221; sugli insediamenti successivi al <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_dei_sei_giorni">conflitto del &#8216;67</a> [it] e l&#39;offensiva a Gaza hanno esposto la debolezza dei partiti tradizionali di sinistra come il <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Laburista_%28Israele%29">Labor</a> [it] e <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/New_Movement-Meretz">Meretz</a> [in]. Per questo è come se la sinistra israeliana fosse morta. Al suo posto, però, si sta formando una nuova sinistra. Un movimento concentrato sull&#39;azione diretta contro l&#39;occupazione e altamente critico nei confronti di servizi militari e di sicurezza israeliani.</p>
<p>Questo fronte sta guadagnando consensi e visibilità, sebbene sia ancora una minoranza, ma gran parte degli israeliani lo considera un movimento radicale e discutibile. Di conseguenza gli attivisti sono spesso marginalizzati in ambito pubblico. Per correttezza, però, devo dire che le organizzazioni che seguono l&#39;occupazione, Peace Now, <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/B%27Tselem">B&#39;tselem</a> [it] e <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yesh_Din">Yesh Din</a> [in] su tutte, godono di un certo rispetto e stanno diventando importanti risorse di informazione. </p>
<p>Per quanto riguarda la copertura mediatica delle nostre iniziative, le grandi testate si limitano a trasmettere i filmati delle violenze dei colòni. Quello che non fanno è mandare in onda storie o filmati in cui <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tzva_HaHagana_LeYisra%27el">l&#39;IDF</a> [it] usa la violenza contro i pacifisti israeliani. Questa linea non è stata ancora oltrepassata in Israele poiché l&#39;opinione pubblica non mette in dubbio l&#39;autorevolezza dell&#39;IDF.  </p>
<p>Ho sfruttato moltissimo i mezzi di comunicazione digitale per far conoscere le iniziative di Ta&#39;ayush e ci sto riuscendo bene. Il mio <a title="Visita il sito in inglese" href="http://josephdana.com/">sito</a> [in] è ormai una fonte preziosa di filmati e commenti sulla realtà dell&#39;occupazione a sud della Striscia di Gaza. Gli aggiornamenti live su Twitter (<a title="Leggi il profilo in inglese" href="http://twitter.com/ibnezra">@ibnezra</a> [in]) pubblicati direttamente dalla Striscia hanno raggiunto il pubblico internazionale, spero solo che questa ondata possa crescere mentre l&#39;opposizione degli israeliani contro l&#39;occupazione continua trovare maggiore spazio.
</p>
</blockquote>
<p><a title="Leggi il tweet in inglese" alt="Leggi il tweet in inglese" href="http://twitter.com/ibnezra/status/2703472683"><img src="http://tweetshots.com/tweetstock/wt4a672ea318da3.png" width="100%" border="0" /></a></p>
<p><em></em><br />
[Proprio adesso l&#39;esercito si accinge ad arrestare dei pacifisti a Safa &#8230;]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La &#8216;Campagna Mai Prima d&#039;Ora&#039; per i diritti dei Palestinesi</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 12:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
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		<description><![CDATA[Una nuova campagna, partita a inizio anno e focalizzata sull'auto-produzione di video, vuole promuovere il rispetto per il popolo palestinese, focalizzandosi sui loro diritti e non sul vittimismo. Ecco i primi video e un'intervista con i coordinatori, volontari libanesi di varia provenienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/12/palestine-a-campaign-like-never-before/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Una campagna lanciata all&#39;inizio di quest&#39;anno, nel periodo degli <a title="Vai allo speciale di Global Voices in inglese"  href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/2008-gaza-strip-bombings/">attacchi israeliani a Gaza</a> [in], promuove l&#39;idea di essere orgogliosi nella <a title="Vai al sito originale in inglese" href="http://palsolidarity.org/2009/05/6856">resistenza palestinese</a> [in], focalizzandosi sui diritti palestinesi e non sul vittimismo. Chiamata la <em>Campagna Mai Prima d&#39;Ora</em>, ha la base a Beirut, Libano, e ha prodotto una <a title="Vai alla pagina del sito di Youtube in inglese" href="http://www.youtube.com/user/neverbeforecampaign">serie di video</a> [in] per trasmetterne il messaggio. <em>Global Voices Online</em> ne ha intervistato i coordinatori per sapere di più.</p>
<p><strong>Come è iniziata la Campagna Mai Prima d&#39;ora? Chi è coinvolto?</strong></p>
<blockquote><p>La Campagna in realtà è costituita da un gruppo di individui libanesi con vari ambiti di provenienza (nel campo media e business, esperti in sociologia, attivisti della società civile) ritrovatisi per diversi motivi, localmente in Libano e nel mondo arabo in generale. Non abbiamo rivelato i nostri nomi perché preferiamo che l&#39;attenzione rimanga sulla Campagna in sé oltre che sulle cause che sosteniamo. Abbiamo visto tanti buoni movimenti rovinarsi dopo essere stati personalizzati…<br />
L&#39;idea della Campagna Mai Prima d&#39;Ora stava emergendo da qualche tempo, quando è partita la guerra di Gaza nel dicembre scorso. È stato allora che ci siamo resi conto che avremmo dovuto lanciarla. Il termine Mai Prima d&#39;Ora è venuto fuori dopo lunghe discussioni (prima della guerra di Gaza) su se sarebbe stato meglio fare dei parallelismi fra la causa palestinese e la lotta del Sudafrica, o con altre situazioni analoghe nel mondo. La conclusione è stata: è vero che la gente ha subito pesanti ingiustizie nella storia, ma finora non era mai esistita un&#39;ingiustizia per un periodo di tempo così lungo e così evidente e così crudele, e trattata con tale indifferenza. Allo stesso tempo, mai prima d&#39;ora un popolo aveva resistito e lottato per così tanto tempo, avendo tutto contro ed affrontando tanti tradimenti. Infine, il supporto al popolo palestinese contro l&#39;ingiustizia che deve affrontare sta diventando più forte come mai prima d&#39;ora.</p>
</blockquote>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=oWGqdyFII_s">Campagna Mai Prima d&#39;ora - Io Resisto</a> [in]: </p>
<p><center> <object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oWGqdyFII_s&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/oWGqdyFII_s&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>
<p><strong>Cosa rende questa campagna diversa dalle altre inziative a sostegno dei diritti dei Palestinesi?</strong></p>
<blockquote><p>Non sosteniamo che la nostra campagna sia radicalmente diversa. Si continua a propugnare la causa palestinese fin dal 1948 o anche prima. Noi facciamo parte di questo movimento. Ciò che abbiamo notato è che, promuovendo campagne per la Palestina da più di un decennio, particolarmente in occidente, si rimane confinati araccogliere simpatie su base umanitaria. Noi crediamo che sia necessario promuovere rispetto per il popolo palestinese piuttosto che empatia o un sentimento guidato dal senso di colpa.<br /> <br />
Riteniamo che la giustizia finirà per prevalere in Palestina, nostro compito è far sì che ciò succeda presto, e invitare ogni essere umano rispettabile far parte di questo scenario quando verrà il giorno.</p>
</blockquote>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Frm8xv5wuvs">Campagna Mai Prima d&#39;ora - Di cosa si tratta</a>: </p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Frm8xv5wuvs&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Frm8xv5wuvs&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>
<p><strong>La campagna si focalizza sulla produzione di video, o ci sono altri mezzi con cui pensate di far circolare il messaggio?</strong></p>
<blockquote><p>Siamo tutti lavoratori, con nessuna risorsa allocata per questa Campagna. Così, per ora ci atteniamo ai video. Molta gente si è già unita a noi, fisicamente e virtualmente, così speriamo di iniziare ad estendere le nostre attività appena possibile.</p>
</blockquote>
<p><a title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=b1xN_ZSB898">Campagna Mai Prima d&#39;Ora - Rendi grande la menzogna</a>:<br /> <br />
<center><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/b1xN_ZSB898&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/b1xN_ZSB898&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>
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