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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Algeria</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Algeria</title>
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		<title>L&#039;arsenale perduto di Gheddafi, l&#039;ennesima minaccia per la regione del Sahel</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/larsenale-perduto-di-gheddafi-lennesima-minaccia-per-la-regione-del-sahel/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 22:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nijmi Edres</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ritorvamento di un altro arsenale di armi, lasciate incustodite nella regione del Sahel, testimonia il crescente traffico di armi che, in maniera sempre più evidente dallo scoppio della guerra in Libia, minaccia gli equilibri di una zona già ad alto rischio a causa di povertà e mancanza di unità politica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il traffico di armi è cresciuto nella regione del <a title="Pagina da Wikipedia, in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sahel">Sahel</a> [it] fin dall&#39;inizio del conflitto che ha portato al rovesciamento del regime di Gheddafi in Libia. Il traffico di armi si è dimostrato una minaccia in grado di destabilizzare gli equilibri di questa regione regione, già precari a causa della povertà e della mancanza di controllo su vaste aree.</p>
<p>Il <a title="Pagina da Wikipedia, in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Permanent_Interstate_Committee_for_drought_control_in_the_Sahel">Comitato permanente per il controllo della siccità nel Sahel</a> [<em>en, come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato</em>] (CILSS in francese) è un&#39;organizzazione internazionale il cui mandato è quello di investire nella ricerca per la sicurezza alimentare e combattere la siccità e la desertificazione che affliggono la regione. Burkina Faso, Capo Verde, Gambia, Guinea-Bissau, Mali, Mauritania, Niger, Senegal e Ciad ne sono membri. Tutti i Paesi citati si trovano attualmente in stato di massima allerta, in considerazione della minaccia potenziale rappresentata dalle armi che raggiungono in maniera incontrollata i loro confini.</p>
<p>Africa Boyebi riprende sul suo blog un rapporto dell&#39;AFP, nel quale si <a title="Post originale in francese" href="http://africaboyebi.blogspot.com/2011/10/libye-des-milliers-de-tonnes-de.html#!/2011/10/libye-des-milliers-de-tonnes-de.html">descrive il contenuto di un arsenale di armi trovato incustodito</a><a href="http://africaboyebi.blogspot.com/2011/10/libye-des-milliers-de-tonnes-de.html"></a> [fr]:</p>
<blockquote><p>L&#39;arsenal compte quelque 80 bunkers de béton peints couleur sable destinés au stockage de munitions, essentiellement de fabrication russe et française.<br />
Dans un seul de ces bunkers, l&#39;AFP a compté environ 8.000 obus de 100 mm. Dans d&#39;autres, des centaines de bombes de 250, 500 et 900 kg larguées par avion, sont empilées sur plusieurs mètres de haut, mais aussi des roquettes, des bombes à fragmentation, des obus d&#39;artillerie et de mortier de tout calibre, des munitions de canon antiaérien&#8230;</p></blockquote>
<div class="translation">l&#39;arsenale include 80 bunker, dipinti con un intonaco color sabbia, usati per stoccare munizioni, prodotte principalmente in Russia e in Francia. In uno di questi bunker, l&#39;AFP ha contato circa 8.000 granate da 100mm. In altri bunker, centinaia di bombe da 250, 500 e 900 kg erano impilate fino a raggiungere diversi metri di altezza, insieme a razzi, pezzi d&#39;artiglieria, mortai di ogni calibro e munizioni per contraerea&#8230;</div>
<p>Nel seguente video, Peter Bouckaert, direttore del settore emergenze di Human Rights Watch ed esperto di crisi umanitarie,<a title="Post originale in francese" href="http://www.hrw.org/fr/news/2011/10/25/libye-le-conseil-national-de-transition-n-toujours-pas-s-curis-des-armes-dans-des-en"> ha descritto dettagliatamente le armi</a> [fr] trovate incustodite a 100 km da Sirte. Secondo quanto affermato da Bouckaert alcune tra le armi qui descritte sarebbero poi state ritrovate nel deserto del Sinai e perfino a Gaza:</p>
<p style="text-align: center;"><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cdnQiM6oJ3w?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/cdnQiM6oJ3w?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ben prima che in Libia scoppiasse il conflitto, un gran numero di armi circolava nella regione del Sahel, passando attraverso le frontiere incontrollate di molti Stati. Rispetto alle armi recentemente ritrovate, queste erano molto più piccole e meno assortite. Negli ultimi mesi, armi molto più sofisticate hanno fatto la loro comparsa nella regione.</p>
<p>Secondo quanto riportato da Samuel Benshimon sul sito <em>sahel-intelligence.com</em>, l&#39;<a title="Pagina da Wikipedia, in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Al-Qaeda_Organization_in_the_Islamic_Maghreb">AQIM </a>(Organizzazione di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico- un&#39;organizzazione di miliziani<a title="Pagina da Wikipedia, in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Islamism"> islamisti</a> radicali) <a title="Post originale in francese" href="http://sahel-intelligence.com/anti-terrorisme/160-des-armes-lourdes-libyennes-entre-les-mains-daqmi-">avrebbe rivendicato il possesso di queste armi </a>d&#39;artiglieria pesante [fr]:</p>
<blockquote><p>secondo fonti attendibili dalle capitali di Ciad, Niger, Mali, Burkina Faso, Algeria e Mauritania, pezzi di artiglieria pesante, inclusi missili antiaerei abbandonati in Libia, sarebbero stati sequestrati da uomini appartenenti a organizzazioni terroristiche non ancora identificate. Una fonte militare di Bamako afferma che dei mercenari africani avrebbero già fatto giungere molte delle armi in questione alle basi dell&#39;AQIM nella regione settentrionale del Mali.</p></blockquote>
<p>Samuel Benshimon aggiunge che l&#39;esattezza di tali notizie è stata confermata dalla dichiarazione di un alto ufficiale, il quale <a title="Post originale in francese" href="http://sahel-intelligence.com/anti-terrorisme/160-des-armes-lourdes-libyennes-entre-les-mains-daqmi-">ha affermato</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>le autorità di questo Paese sono molto preoccupate dalla possibilità che l&#39;AQIM possa rifornirsi di tali armi. Ciò rappresenterebbe una grave minaccia per l&#39;intera regione. Ha inoltre aggiunto che le armi in questione sono dei Sam7, missili antiaerei made in Russia. Simili preoccupazioni sono state espresse anche dal Presidente del Ciad, Driss Deby. Le armi sono state recuperate da mercenari africani o da membri dell&#39;AQIM e durante la notte sono state trasportate fino alla loro destinazione finale. Le cellule dell&#39;AQIM nella regione settentrionale del Mali sono controllate dagli Emiri algerini Mokhtar Belmokhtar e Abdelhamid Abou Zaid</p></blockquote>
<p>Ancora più preoccupanti sono le <a title="Post originale in francese" href="http://therese-zrihen-dvir.over-blog.com/article-libye-un-arsenal-a-ciel-ouvert-toujours-pas-securise-ou-est-l-otan-87319224.html">questioni elencate nel seguente post </a>dallo scrittore e blogger Thérèse Zrihen-Dvir [fr]:</p>
<blockquote><p>la rivoluzione è ormai finita e la Libia è un Paese libero. Tuttavia quelli che durante la rivoluzione hanno svolto la parte dei ribelli non sono ancora pronti a lasciare le armi. Perché non si sa mai&#8230;è ovvio. Gli equilibri nella regione non sono ancora stabili, più di metà dei corpi di polizia sono composti da volontari e non è ancora stato ricostruito un esercito nazionale vero e proprio. Per questi motivi i cittadini continuano a sentirsi insicuri e a non abbandonare le armi, per poter difendere in prima persona le proprie comunità in caso di necessità.</p></blockquote>
<p>Secondo quanto pronosticato dallo studioso marocchino Mohamed Drif (specializzato in movimenti islamisti), in un articolo apparso sul <em>blog elkhabar.com</em>, dopo la caduta del regime di Muhammar Gheddafi <a title="Post originale in francese" href="http://fr.elkhabar.com/spip.php?page=imprimer&amp;id_article=1847">la regione passerà sotto il controllo di tre gruppi</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>il primo gruppo sarà composto dai lealisti, fedeli al regime di Gheddafi, che hanno combattuto al suo fianco e che si sono poi ritirati nella regione settentrionale della Nigeria. Un gruppo di combattenti esperti, in possesso di armi che permetteranno loro di proseguire la guerra contro il nuovo regime libico e con le quali cercheranno di colpire gli interessi occidentali nella regione.</p>
<p>Il secondo gruppo sarà composto da numerosi africani che hanno avuto legami di varia natura con il regime di Gheddafi. Questo gruppo cercherà di destabilizzare gli equilibri della regione, non tanto per vendicare Gheddafi quanto per recuperare le entrate finanziarie perse con la venuta meno del regime del Rais libico. È probabile che intraprenderanno azioni di guerriglia spinti dal desiderio di nuovi bottini di guerra.</p>
<p>Il terzo gruppo sarà composto dai partigiani di Gheddafi, provenienti dalla Libia o dalle nazioni vicine, i quali cercheranno di destabilizzare gli equilibri regionali per ragioni tribali.</p></blockquote>
<p>Sul blog Cafe Aboki è pubblicato un report dell&#39;AFP, secondo il quale il Consiglio Nazionale Transitorio libico <a title="Articolo di approfondimento, in francese" href="http://www.cafeaboki.com/images-videos/lactualite-en-images/actu-du-monde-en-video/29197-le-cnt-a-trouve-des-armes-chimiques-en-libye.html">avrebbe già ritrovato un altro arsenale</a> [fr], questa volta contenente armi chimiche. Le <a title="Pagina da Wikipedia, in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Armi_chimiche">armi chimiche </a>[it] sono facilmente trasportabili e hanno una grandissima capacità distruttiva, sia nei confonti dell&#39;uomo che dell&#39;ambiente circostante.</p>
<p>Uno studio condotto da Olivier Lepick per Recherche Stratégique <a title="Post originale in francese" href="http://87.248.112.8/search/srpcache?ei=UTF-8&amp;p=armes+chimiques+metro+tokyo&amp;fr=yfp-t-703&amp;u=http://cc.bingj.com/cache.aspx?q=armes+chimiques+metro+tokyo&amp;d=4918983423361257&amp;mkt=fr-FR&amp;setlang=fr-FR&amp;w=bd8dbd03,3a63bbba&amp;icp=1&amp;.intl=fr&amp;sig=77Sr2vt7ULLKbSLMxaZEHg--">indica i molteplici pericoli che le armi chimiche possono rappresentare</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>una delle caratteristiche delle armi chimiche è che queste sono pensate appositamente per delle azioni terroristiche, principalmente perché non esistono rilevatori di armi chimiche o biologiche, perchè non sono facilmente rintracciabili e perchè le sostanze necessarie per la fabbricazione possono essere reperite con relativa facilità. Chiaramente e sfortunatamente, queste armi hanno la potenzialità di diffondere paura e panico tra la popolazione civile.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/abdoulaye-bah/' title='elenca tutti gli articoli di Abdoulaye Bah'>Abdoulaye Bah</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/nijmi-edres/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Nijmi Edres'>Nijmi Edres</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/11/01/85702/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/larsenale-perduto-di-gheddafi-lennesima-minaccia-per-la-regione-del-sahel/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Flarsenale-perduto-di-gheddafi-lennesima-minaccia-per-la-regione-del-sahel%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Flarsenale-perduto-di-gheddafi-lennesima-minaccia-per-la-regione-del-sahel%2F&#038;text=L%26%2339%3Barsenale+perduto+di+Gheddafi%2C+l%26%2339%3Bennesima+minaccia+per+la+regione+del+Sahel&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Flarsenale-perduto-di-gheddafi-lennesima-minaccia-per-la-regione-del-sahel%2F&#038;title=L%26%2339%3Barsenale+perduto+di+Gheddafi%2C+l%26%2339%3Bennesima+minaccia+per+la+regione+del+Sahel' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Flarsenale-perduto-di-gheddafi-lennesima-minaccia-per-la-regione-del-sahel%2F&#038;title=L%26%2339%3Barsenale+perduto+di+Gheddafi%2C+l%26%2339%3Bennesima+minaccia+per+la+regione+del+Sahel' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Flarsenale-perduto-di-gheddafi-lennesima-minaccia-per-la-regione-del-sahel%2F&#038;title=L%26%2339%3Barsenale+perduto+di+Gheddafi%2C+l%26%2339%3Bennesima+minaccia+per+la+regione+del+Sahel' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Flarsenale-perduto-di-gheddafi-lennesima-minaccia-per-la-regione-del-sahel%2F&#038;title=L%26%2339%3Barsenale+perduto+di+Gheddafi%2C+l%26%2339%3Bennesima+minaccia+per+la+regione+del+Sahel' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Fare attivismo con lo &#039;slam&#039; nell&#039;Africa francofona</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/fare-attivismo-con-lo-slam-nellafrica-francofona/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 22:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Corradin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non solo manifestazioni e sit-in. Tra i canali innovativi della protesta sociale, compare un po' ovunque lo <i>slam</i>, un misto di poesia e narrazione ritmata che, nato in America del Nord, ha ormai trasceso i confini nazionali. Ecco alcuni esempi dall'Africa francofona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi dieci mesi, i movimenti sociali sono germogliati nel mondo intero a una velocità impressionante. Iniziato con <a title="Post su Global Voices sul tentativo di suicidio di Mohamed Bouazizi" href="http://globalvoicesonline.org/2010/12/23/tunisia-unemployed-mans-suicide-attempt-sparks-riots/">un gesto disperato</a> [en] nella città di Sidi Bouzid, in Tunisia, il movimento si è ormai esteso a <a title="Post sul sito 15october.net sui luoghi delle manifestazioni" href="http://15october.net/where/">87 paesi e 951 città</a> [en] sparse ovunque nel mondo, secondo gli organizzatori del movimento United for #GlobalChange (October 15).</p>
<p>Manifestare di fronte agli edifici istituzionali è un modo per esprimere il desiderio di cambiamento sociale. Ma altre forme di attivismo, esistenti ormai da parecchio tempo, sono state rispolverate un po&#39; ovunque per protestare contro lo status quo. Noto canale di espressione per molti attivisti dell&#39;America del Nord, la <a title="Articolo sullo slam su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Slam_%28poesia%29">poesia slam</a> [it], una fusione unica di poesia e narrazione ritmata, è stato ormai adottato nel resto del mondo.</p>
<p>Per molti è stato talvolta difficile appropriarsi di una forma di espressione che, spesso a torto, viene percepita come propria alla sola gioventù urbana dell&#39;America del Nord. In realtà, lo slam è ormai radicato nella cultura di molti Paesi, in particolare in Africa, poiché fa propria la tradizione africana della narrazione orale. Ecco alcuni esempi di slam provenienti dal continente africano, e il contesto in cui hanno preso forma.</p>
<p><strong>La rivoluziona araba</strong></p>
<p>King Bobo ha scritto su UniversalSlam un tributo ai giovani tunisini, egiziani, siriani e libici dal titolo <a href="http://www.universlam.com/?p=258">Liberté chérie j’écris ton nom</a> [fr, <em>come i link successivi eccetto ove diversamente indicato</em>] (Cara libertà, scrivo il tuo nome):</p>
<blockquote><p>Liberté chérie j’écris ton nom<br />
Ecoutez ce vent de liberté qui souffle dans toutes les langues<br />
La jeunesse tunisienne s’exprime sur les murs<br />
Avec des slogans tracés à la peinture<br />
Liberté, liberté, liberté<br />
La jeunesse égyptienne grave sur les sépultures<br />
Des hiéroglyphes modernes inscrits pour le futur<br />
La jeunesse syrienne ne voit que des balles perdues<br />
Qui ricochent un peu partout et qui tracent sur les murs<br />
Les poètes libyens de Benghazi murmurent<br />
Des poèmes satiriques comme des caricatures</p></blockquote>
<div class="translation">Cara libertà, scrivo il tuo nome<br />
Ascolta questo vento di libertà che soffia in tutte le lingue<br />
La gioventù tunisina si esprime sui muri<br />
dipingendovi gli slogan<br />
Libertà, libertà, libertà<br />
I giovani egiziani incidono sulle tombe<br />
Geroglifici moderni iscritti per il futuro<br />
I giovani siriani non vedono che proiettili volanti<br />
che rimbalzano ovunque e lasciano segni sui muri<br />
I poeti libici di Bengasi mormorano<br />
Poemi satirici come caricature</div>
<p><strong>Algeria</strong></p>
<p>L&#39;autore, poeta e blogger algerino Fodil Belhadj scrive su <a title="Blog Régards Africains, in francese" href="http://regafodil.wordpress.com/">Regards Africains</a> (Sguardi africani) uno slam sulla <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YpjwQ4T484c&amp;feature=fvsr">promessa di indipendenza algerina</a>, facendo un&#39;analogia con la sua storia personale e l&#39;esilio dalla madrepatria.</p>
<p style="text-align: center;">
<p> &nbsp; </p>
<p><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/YpjwQ4T484c?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/YpjwQ4T484c?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
<p> &nbsp; </p>
</p>
<p>Fodil Belhadj pubblica nel suo blog anche una lettera aperta all&#39;esercito algerino:</p>
<blockquote><p>.. Cela s’appelle l’autodétermination Chère Armée Algérienne. L’aurais-tu par je ne sais quel crime oublié ? Ah oui j’avais oublié que les Algériens s’étaient « trompés » en mandatant 188 députés du Front islamique du salut. Oui c’est vrai z’avaient qu’à pas voter pour de méchants islamistes, alors que toi tu es tellement, tellement sympathique. Chère Armée Algérienne. C’est tout ce que tu as trouvé comme argument spécieux, s’il en est, pour écraser ton propre peuple et rassurer « ta » communauté internationale…!<br />
Sache donc grande muette puisque tu feins de ne point le comprendre, et à défaut de l’admettre, que démocratie signifie : Se soumettre au verdict des urnes.</p></blockquote>
<div class="translation">.. Si chiama autodeterminazione, caro esercito algerino. L&#39;hai per caso dimenticato,  commettendo non so qual crimine? Certo, dimenticavo che gli algerini si sono &#8220;sbagliati&#8221; mandando in parlamento 188 deputati del FIS (Fronte Islamico per la Salvezza). Certo, non avrebbero dovuto votare per gli islamisti cattivi, mentre tu sei talmente, talmente simpatico. Caro esercito algerino. &#200 l&#39;unico argomento ingannevole che hai saputo trovare, per opprimere il tuo popolo e rassicurare la &#8220;tua&#8221; comunità internazionale&#8230;!<br />
Sappi, grande muto [&#8221;muette&#8221; è il soprannome dato all&#39;esercito in molti Paesi francofoni], visto che fingi di non capirlo e non lo ammetti, che democrazia significa: Sottomettersi al verdetto delle urne.</div>
<p><strong>Repubblica del Congo</strong></p>
<p><a title="Post su Abd al Malik sul blog musicale Blaluca, in italiano" href="http://blaluca.wordpress.com/2010/11/12/abd-al-malik/">Abd al Malik</a> [it] è un noto cantante e poeta, cresciuto a Brazzaville, nella Repubblica del Congo. Impegnato politicamente e socialmente, in particolar modo sulla percezione dell&#39;islam in Francia, ha creato con altri artisti il gruppo &#8220;Nouveaux Poètes Africains&#8221; (NAP, Nuovi Poeti Africani). Nella sua poesia <i>Soldat de plomb</i> (Soldatino di piombo), Malik descrive la lotta di una gioventù ribelle che cerca di trovare il suo posto:</p>
<blockquote><p>Soldat de plomb, soldat de plomb<br />
Bien sûr qu&#39;un sourire nous aurait fait plaisir,<br />
Juste un peu d&#39;attention et peut-être ça aurait été autrement.<br />
Nous aurions été des enfants normaux et pas des enfants soldats,</p></blockquote>
<div class="translation">Soldatino di piombo, soldatino di piombo<br />
Certo che un sorriso ci avrebbe fatto piacere,<br />
Sarebbe bastata un po&#39; di attenzione e le cose sarebbero andate diversamente.<br />
Saremmo stati dei bambini normali, non dei bambini soldato.</div>
<p style="text-align: center;"><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8md-ZX2uimU?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/8md-ZX2uimU?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Marocco</strong></p>
<p>In Marocco, il sito di informazione indipendente Mamfakinch racconta di come, alcuni mesi fa, il Movimento del 20 febbraio aveva saputo dar voce al suo desiderio di cambiamento <a title="Articolo originale su Mamfakinch, in francese" href="http://www.mamfakinch.com/contester-differemment-flash-mob-freeze-ce-dimanche/">in modo innovativo</a>:</p>
<blockquote><p>Nous sommes jeunes, nous sommes capables d’innovation ! Pour ne pas tomber dans la banalisation de nos formes de protestation, et au vu de l’essoufflement que peuvent ressentir nos concitoyens et principalement les jeunes par les sit-in répétitifs, la coordination de Rabat des jeunes du 20 févier a décidé de diversifier ses formes des contestations.<br />
C’est dans cet esprit nous avons choisi, après un long débat, de faire un Flash-mob: Plus précisément, un Freeze ( on explique plus bas le principe) et un petit concert de musique et poèmes contestataires.</p></blockquote>
<div class="translation">Siamo giovani e capaci di innovare! Per non rischiare la banalizzazione delle nostre forme di protesta, e coscienti del rischio che i cittadini, soprattutto giovani, si possano stancare della ripetitività dei sit-in, la coordinazione di Rabat dei giovani del 20 febbraio ha deciso di diversificare le proprie forme di contestazione.<br />
Dopo una lunga discussione, abbiamo scelto di mettere in atto un <a title="Articolo su Wikipedia sul Flash Mob" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flash_mob">flash mob</a>, più precisamente un <a title="Articolo su Wikipedia sul Freeze Flash Mob" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flash_mob#Freeze">freeze</a>, e un piccolo concerto di musica e poesie di protesta.</div>
<p>Ecco un video di parte della protesta:</p>
<p style="text-align: center;">
<p> &nbsp; </p>
<p><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fxR7dkocjec?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fxR7dkocjec?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
<p> &nbsp; </p>
</p>
<p><strong>Madagascar</strong></p>
<p>Si potrebbe obiettare che le origini dello slam sono da trovare in Madagascar. La cultura malgascia ha da sempre incorporato lo <a title="Articolo su Wikipedia sullo Hainteny, in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hainteny">Hainteny</a> (la parola malgascia che significa &#8220;conoscenza delle parole&#8221;), una forma tradizionale di letteratura e poesia orali che prevedono un largo uso delle metafore.</p>
<p>Lo Hainteny comprende una forma di discorso pubblico, detta Kabary, le cui origini datano del XVIII secolo. Il Kabary è spesso usato inoccasioni di vita sociale, come le feste di fidanzamento o di matrimonio, in cui i portaparola delle rispettive famiglie si confrontano oralmente.<br />
Solitamente affare per uomini, ecco un raro esempio di Kabary pronunciato da una donna</a> [mg]:</p>
<p style="text-align: center;">
<p> &nbsp; </p>
<p><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/X0pQnwPrrLU?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/X0pQnwPrrLU?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
<p> &nbsp; </p>
</p>
<p><strong>Mauritius</strong></p>
<p>Lo slam ha preso piede persino alle Mauritius. <a title="Articolo su Wikipedia su StefH2K, in francese" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Stefan_Hart_De_Keating">Stefan Hart de Keating</a>, anche conosciuto come StefH2K, è uno dei pionieri dello slam nell&#39;Oceano Indiano. StefH2K spiega che, nello slam, la presenza scenica ha tanta importanza quanto la qualità del testo.</p>
<p><a title="Post sul blog Slamoris" href="http://slamoris.wordpress.com/textes/">Fictif</a> parla della crisi identitaria a cui è confrontata talvolta la minorità asiatica nelle Mauritius [fr, kr]:</p>
<blockquote><p>Le Sino-Mauricien:</p>
<p>Aujourd’hui<br />
Je veux slamer<br />
Pour tous ceux<br />
Qui comme moi en ont marre<br />
D’être mis à l’écart<br />
Car je ne suis pas qu’un petit Chinois<br />
Mais un Mauricien<br />
Comme toi… comme toi… comme toi<br />
Oublie mon accent chinois<br />
Ma langue maternelle, c’est le créole<br />
Ki to ti kroir toi ? Mo pa konn koz kréol ?<br />
Même si je regarde Jackie Chan à la télé<br />
Ou pratique le kung-fu<br />
Fou, hein ?<br />
Ma danse préférée reste le séga</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Il sino-mauritano</p>
<p>Oggi<br />
Voglio fare dello slam<br />
Per tutti quelli<br />
Che come me non ne possono più<br />
Di essere emarginati<br />
Perché io non sono solo un piccolo cinese<br />
Ma un mauriziano<br />
Come te&#8230; come te&#8230; come te<br />
Dimentica il mio accento cinese<br />
La mia lingua madre, è il creolo<br />
Cos&#39;è che credevi? Che non parlassi il creolo?<br />
Anche se guardo Jackie Chan in TV<br />
O faccio kung-fu<br />
Pazzo, no?<br />
La mia danza preferita resta il <a title="Articolo in inglese su Wikipedia sulla musica sega, tipica della cultura mauriziana" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sega_music"><i>sega</i></a> [en]</div>
<p>Le cause per cui si protesta nelle strade o si prende parte ai dibattiti politici sono molteplici. Oggi i diversi modi per farlo si intrecciano e si alimentano reciprocamente con maggiore rapidità. Allo stesso modo, lo slam ha oltrepassato le frontiere, diventando un canale universale di espressione e attivismo sociale. Di fatto, l&#39;affermazione dei social media ha svolto un ruolo importante nella diffusione dello slam come voce universale per gli oppressi.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/lova-rakotomalala/' title='elenca tutti gli articoli di Lova Rakotomalala'>Lova Rakotomalala</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/camilla-corradin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Camilla Corradin'>Camilla Corradin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/10/17/poetry-slam-activism-in-francophone-africa/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/fare-attivismo-con-lo-slam-nellafrica-francofona/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffare-attivismo-con-lo-slam-nellafrica-francofona%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffare-attivismo-con-lo-slam-nellafrica-francofona%2F&#038;text=Fare+attivismo+con+lo+%26%2339%3Bslam%26%2339%3B+nell%26%2339%3BAfrica+francofona&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffare-attivismo-con-lo-slam-nellafrica-francofona%2F&#038;title=Fare+attivismo+con+lo+%26%2339%3Bslam%26%2339%3B+nell%26%2339%3BAfrica+francofona' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffare-attivismo-con-lo-slam-nellafrica-francofona%2F&#038;title=Fare+attivismo+con+lo+%26%2339%3Bslam%26%2339%3B+nell%26%2339%3BAfrica+francofona' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffare-attivismo-con-lo-slam-nellafrica-francofona%2F&#038;title=Fare+attivismo+con+lo+%26%2339%3Bslam%26%2339%3B+nell%26%2339%3BAfrica+francofona' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Ffare-attivismo-con-lo-slam-nellafrica-francofona%2F&#038;title=Fare+attivismo+con+lo+%26%2339%3Bslam%26%2339%3B+nell%26%2339%3BAfrica+francofona' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Algeria: esprimere dissenso anche grazie al calcio</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/algeria-esprimere-dissenso-attraverso-il-calcio/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/algeria-esprimere-dissenso-attraverso-il-calcio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 20:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
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		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[In un Paese che si è finora mantenuto al riparo dall'ondata rivoluzionaria della cosiddetta Primavera Araba, la popolazione ha trovato nei cori da stadio una nuova e particolare strategia per dar voce al proprio malcontento politico, economico e sociale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La popolazione algerina ha scoperto un nuovo modo per far sentire la propria voce: in un Paese che si è finora mantenuto al riparo dall&#39;ondata rivoluzionaria della cosiddetta Primavera Araba, i tifosi usano i cori da stadio per lanciare messaggi dal contenuto politico.</p>
<p>Su Twitter, è l&#39;utente algerino Baki 7our a richiamare la nostra attenzione su questa nuova strategia:</p>
<blockquote><p><a title="Status Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/7our/statuses/117605874398265344">@7our</a> [en, <em>come tutti i link tranne ove diversamente indicato</em>]: Cosa insolita per l&#39;Algeria: i tifosi intonano cori politici allo stadio. &#8220;Il regime mette le bombe e poi accusa Al Qaeda&#8221; http://ow.ly/6DIjx</p></blockquote>
<p>Il <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=DkCzY8ZSMQg">video</a> [ar], condiviso da egypteking1, mostra una folla animata che canta al ritmo dei tamburi.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="500" height="281"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DkCzY8ZSMQg?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/DkCzY8ZSMQg?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il motivetto, nella variante algerina dell&#39;arabo, dice:</p>
<blockquote><p>[Il presidente Abdelaziz] Bouteflika vuole un altro mandato, e Zerhouni [ex ministro degli Interni] fa di tutto perché ciò accada, incluso inscenando attacchi terroristici per poi incolpare Al Qaeda.</p></blockquote>
<p>7our pubblica il link di un altro video in cui i tifosi evocano la lotta di classe in corso nel Paese:</p>
<blockquote><p><a title="Status Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/7our/status/117615920305807360">@7our:</a> #Algeria: Altri cori politici allo stadio. L&#39;argomento è la lotta di classe tra le classi deboli e quelle privilegiate http://ow.ly/6DJtq</p></blockquote>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=fI2u-VFgJHc">Questo</a> [ar] è il filmato, caricato su YouTube dall&#39;utente Saimirsaadi:</p>
<p style="text-align: center;"><object width="500" height="281"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fI2u-VFgJHc?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fI2u-VFgJHc?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ma come fa notare Malika Slimani, i cori politici non sono una vera e propria novità nel panorama sportivo algerino:</p>
<blockquote><p><a title="Status Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/TanyaSlimani/status/117621833573998593">@TanyaSlimani</a>: @JustAmira Ricordo che a febbraio/marzo, al momento dell&#39;inno, la gente urlava &#8220;Libia&#8221;</p></blockquote>
<p>Nonostante nel mese di febbraio si siano registrate diverse proteste, l&#39;Algeria sembra mantenersi lontana dalla rivoluzione. In futuro saranno forse proprio le partite di calcio ad aprire la strada a rivendicazioni politiche, sociali ed economiche?</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/' title='elenca tutti gli articoli di Amira Al Hussaini'>Amira Al Hussaini</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/alice-rossi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Alice Rossi'>Alice Rossi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/09/25/algeria-football-matches-new-venue-to-air-dissent/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/algeria-esprimere-dissenso-attraverso-il-calcio/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Falgeria-esprimere-dissenso-attraverso-il-calcio%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Falgeria-esprimere-dissenso-attraverso-il-calcio%2F&#038;text=Algeria%3A+esprimere+dissenso+anche+grazie+al+calcio&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Falgeria-esprimere-dissenso-attraverso-il-calcio%2F&#038;title=Algeria%3A+esprimere+dissenso+anche+grazie+al+calcio' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Falgeria-esprimere-dissenso-attraverso-il-calcio%2F&#038;title=Algeria%3A+esprimere+dissenso+anche+grazie+al+calcio' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Falgeria-esprimere-dissenso-attraverso-il-calcio%2F&#038;title=Algeria%3A+esprimere+dissenso+anche+grazie+al+calcio' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Falgeria-esprimere-dissenso-attraverso-il-calcio%2F&#038;title=Algeria%3A+esprimere+dissenso+anche+grazie+al+calcio' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Algeria: sit-in per il giornalista Khaled Sid Mohand, arrestato in Siria</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 16:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giornalisti, membri del Mouvement de la Jeunesse Indépendante pour le Changement (MJIC) e responsabili del Fronte delle Forze Socialiste (FFS) hanno tenuto un sit-in di fronte all&#39;Ambasciata siriana [fr] ad Algeri in segno di solidarietà con Khaled Sid Mohand, reporter freelance arrestato a Damasco lo scorso 9 aprile. Il responsabile... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornalisti, membri del <em>Mouvement de la Jeunesse Indépendante pour le Changement</em> (MJIC) e responsabili del Fronte delle Forze Socialiste (FFS) hanno tenuto un <a title="Post dal blog Algérie-Politique" href="http://ffs1963.unblog.fr/2011/04/19/compte-rendu-du-sit-in-devant-lambassade-de-syrie-a-alger/">sit-in di fronte all&#39;Ambasciata siriana</a> [fr] ad Algeri in segno di solidarietà con Khaled Sid Mohand, reporter freelance arrestato a Damasco lo scorso 9 aprile. Il responsabile delle relazioni pubbliche dell&#39;Ambasciata ha dichiarato: &#8220;Non abbiamo alcuna informazione sul giornalista. Non sappiamo neppure se è in carcere..&#8221;. Mohand, 40 anni e di nazionalità algerina, lavora come documentarista per l&#39;emittente radiofonica <em>France Culture</em> e ha collaborato con <em>Le Monde</em>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/mohamed-benderouiche/' title='elenca tutti gli articoli di Mohamed Benderouiche'>Mohamed Benderouiche</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/alice-rossi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Alice Rossi'>Alice Rossi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/04/20/65744/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/04/algeria-sit-in-per-il-giornalista-khaled-sid-mohand-arrestato-in-siria/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Falgeria-sit-in-per-il-giornalista-khaled-sid-mohand-arrestato-in-siria%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Falgeria-sit-in-per-il-giornalista-khaled-sid-mohand-arrestato-in-siria%2F&#038;text=Algeria%3A+sit-in+per+il+giornalista+Khaled+Sid+Mohand%2C+arrestato+in+Siria&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Falgeria-sit-in-per-il-giornalista-khaled-sid-mohand-arrestato-in-siria%2F&#038;title=Algeria%3A+sit-in+per+il+giornalista+Khaled+Sid+Mohand%2C+arrestato+in+Siria' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Falgeria-sit-in-per-il-giornalista-khaled-sid-mohand-arrestato-in-siria%2F&#038;title=Algeria%3A+sit-in+per+il+giornalista+Khaled+Sid+Mohand%2C+arrestato+in+Siria' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Falgeria-sit-in-per-il-giornalista-khaled-sid-mohand-arrestato-in-siria%2F&#038;title=Algeria%3A+sit-in+per+il+giornalista+Khaled+Sid+Mohand%2C+arrestato+in+Siria' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Falgeria-sit-in-per-il-giornalista-khaled-sid-mohand-arrestato-in-siria%2F&#038;title=Algeria%3A+sit-in+per+il+giornalista+Khaled+Sid+Mohand%2C+arrestato+in+Siria' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>E su Twitter si compila il &#8216;Manuale del despota arabo&#039;&#8230;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/e-su-twitter-si-compila-il-manuale-del-despota-arabo/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 20:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[Bahrain]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[Umorismo]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>

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		<description><![CDATA[Le scuse avanzate dai Capi di Stato arabi di fronte alle proteste che interessano diversi Paesi di Medio Oriente e Nord Africa fin da dicembre 2010 vanno stimolando la fantasia di diversi utenti di Twitter, riunitisi virtualmente per compilare <em>The Arab Tyrant Manual.</em>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio in queste ore, su Twitter viene diffuso <em></em><em>The Arab Tyrant Manual</em>. Diversi utenti del social network si sono uniti a Iyad Elbaghdadi per raccogliere tutte le scuse usate dai governi di quei Paesi arabi che, a partire dalla Tunisia alla fine del 2010, hanno assistito a proteste in cui si reclamano cambi di regime e riforme.</p>
<p>Scuse che sembrano battute uscite da un fumetto, ma la tragedia è che noi le abbiamo sentite, e la stampa le ha registrate e diffuse. I Capi di Stato e le più alte cariche seguitano a ripeterle e, nonostante ciò, continuano ad avere un pubblico di sostenitori nei rispettivi Paesi. Tutti noi abbiamo visto i simpatizzanti di Gheddafi acclamare e applaudire i deliranti discorsi in cui prometteva di annientare i Libici sollevatisi contro il suo regime, in piedi da 42 anni. Una storia analoga si sta riproponendo in tutta la regione.</p>
<p>Ecco alcuni estratti del <em>Manuale del despota arabo</em>, selezionati tra quelli comparsi su Twitter con l&#39;hashtag <em>#ArabTyrantManual</em>:</p>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50677737052057600">@iyad_elbaghdadi</a>: Di&#39; che le proteste sono iniziate come semplice movimento giovanile, e sono poi state &#8220;dirottate&#8221; da interessi stranieri.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50676956630491136">@iyad_elbaghdadi</a>: Usa la religione. Chiama il tuo mufti di stato e promettigli un aumento in cambio di una fatwa ad hoc.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50674994736406529">@iyad_elbaghdadi</a>: Di&#39; che i giovani che manifestano sono stati manipolati da X (KFC, Nescafé, droga, sesso, ecc.).</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50676584243412992">@iyad_elbaghdadi</a>: Chiama la tua celebrità leccapiedi preferita (cantante, ballerino, calciatore, ecc.) e chiedile di andare in tv a parlare in tuo favore.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/L_Auvergnate/status/50676711616024576">@L_Auvergnate</a>: Quando le cose si mettono male, fa&#39; il tuo primo discorso di un&#39;ora, verso mezzanotte, per dire quanto tu sia devoto alla patria.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50674210967789568">@iyad_elbaghdadi</a>: Di&#39; che gli spari sui manifestanti tramite elicotteri/jet/carrarmati sono stati accidentali.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50673890950791168">@iyad_elbaghdadi</a>: Organizza una parata militare dicendo che è per la nazione. In realtà, è per dimostrare alla gente chi li attaccherà in caso di rivolte.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/L_Auvergnate/status/50673572313702400">@L_Auvergnate</a>: Mentre uccidi i manifestanti, fingi di essere aperto al dialogo e pronto a fare il necessario.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50673536964116481">@iyad_elbaghdadi</a>: Di&#39; che hai sempre governato il Paese per amore e devozione e che non hai alcun desiderio di potere né possiedi denaro.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50676156613136384">@iyad_elbaghdadi</a>: Rispolvera l&#39;uomo nero della generazione di tuo nonno: colonialismo e imperialismo.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50677598774239232">@iyad_elbaghdadi</a>: Tieni una conferenza stampa per ingraziarti i giornalisti, poi falli seguire dai picchiatori affinché li pestino e distruggano le telecamere.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50675305228156928">@iyad_elbaghdadi</a>: Inscena manifestazioni in tuo supporto. Ma non dare ai dimostranti bandiere e striscioni. Dagli 50 dollari e un AK47.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50678710575181824">@iyad_elbaghdadi</a>: Se gli altri stati ti criticano, attaccali per non aver compreso la tua cultura. &#8220;Nella nostra cultura, io comando. Loro obbediscono.&#8221;</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50675170188328960">@iyad_elbaghdadi</a>: Ammazza un migliaio di persone. Poi di&#39; che non hai idea di come siano morti visto che tu non hai &#8220;ancora&#8221; fatto ricorso alla violenza.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50678102271070209">@iyad_elbaghdadi</a>: Fatti intervistare da un famoso giornalista. La Amanpour sarà disponibile.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/kissmyroti/status/50678202137448448">@kissmyroti</a>: Parla del tuo sostegno ai diritti umani in [inserire qui lingua europea preferita], poi tortura chi li rivendica.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50677880098787328">@iyad_elbaghdadi</a>: Interesse straniero X (dove X può essere: islamismo, sionismo, Israele, Iran, Stati Uniti, colonialismo, imperialismo&#8230;).</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/QuimFont/status/50676356752736256">@QuimFont</a>: Da&#39; la colpa a Israele e Stati Uniti, poi deposita gli assegni emessi da Israele e Stati Uniti su un conto in Svizzera.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/defendfreespeak/status/50676080201314304">@defendfreespeak</a>: Spaventa la gente tirando in ballo i Fratelli Musulmani.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50678309020905472">@iyad_elbaghdadi</a>: Di&#39; che il tuo popolo non è pronto per la democrazia. Il tuo compito è preparare il cammino verso di essa, comportandoti da perfetto stronzo.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50679653853184000">@iyad_elbaghdadi</a>: Di&#39; che, finalmente, capisci il popolo. &#8220;Adesso vi capisco&#8221;.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/studentIslam/status/50680119324454913">@studentIslam</a>: La gente non si solleverebbe contro di te in condizioni mentali normali. Al Qaeda deve aver dato loro allucinogeni.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/minimaliteter/status/50674396100182016">@minimaliteter</a>: @iyad_elbaghdadi Fa&#39; frequenti e inaspettate comparse in tv, senza dire assolutamente niente.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/studentIslam/status/50678428243996672">@studentIslam</a>: Comunica ai disinformati che il tuo Paese non ha un capo e che tu sei soltanto protettore e fratello del popolo.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50680094481596416">@iyad_elbaghdadi</a>: Di&#39; che hai &#8220;colto il messaggio&#8221; e che &#8220;presto agirai di conseguenza&#8221;. Non specificare cosa intendi con &#8220;presto&#8221;.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50679857444700160">@iyad_elbaghdadi</a>: Di&#39; loro che se non tornano a casa, arriveranno gli uomini cattivi e porteranno via tutto il petrolio.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/AmbroseandDogII/status/50680158352453632">@AmbroseandDogII</a>: @iyad_elbaghdadi POI di&#39; che se non tornano a casa, arriveranno gli uomini cattivi e prenderanno le loro famiglie.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/L_Auvergnate/status/50679794987311105">@L_Auvergnate</a>: Invadi le strade con l&#39;esercito per proteggere i manifestanti.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50679072396820480">@iyad_elbaghdadi</a>: Manda l&#39;esercito nelle strade, di&#39; che è lì per &#8220;proteggere i bambini&#8221;. Poi, incarica l&#39;esercito di rapire i bambini e di violentarli.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/iyad_elbaghdadi/status/50679446251900928">@iyad_elbaghdadi</a>: Esagera. Vantati dei successi conseguiti in guerra per il bene del tuo Paese.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/L_Auvergnate/status/50678415359090688">@L_Auvergnate</a>: Fai credere in giro che il tuo Paese non è come la Tunisia/l&#39;Egitto/la Libia/lo Yemen/la Siria&#8230;</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/EG_Freedom/status/50677392418668544">@EG_Freedom</a>: Lancia senza motivo una campagna propagandistica contro una catena di fast food come la KFC - perché non si sa mai, potrebbe essere d&#39;aiuto.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/EG_Freedom/status/50679297677074432">@EG_Freedom</a>: Interrompi le comunicazioni e fa&#39; crollare gli affari, anche se i manifestanti pubblicheranno i video non appena internet tornerà a funzionare.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/imstrawman/status/50679094899245058">@imstrawman</a>: Se tutto il resto non funziona, piazzati davanti alla telecamera e fai la vittima.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/chanadbh/status/50677206338371584">@chanadbh</a>: Fa&#39; volare i caccia sopra le loro teste per dimostrare che non stai scherzando.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/L_Auvergnate/status/50679328442294272">@L_Auvergnate</a>: Spaventa tutti con Al Qaeda.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/L_Auvergnate/status/50678782486515712">@L_Auvergnate</a>: Organizza false manifestazioni in tuo supporto.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/studentIslam/status/50679615051661312">@studentIslam</a>: Non hai mai voluto essere un dittatore, e il tuo lavoro al servizio della gente ne è la prova.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/studentIslam/status/50677788189007872">@studentIslam</a>: Dichiara di essere un leader internazionale, re dei re dell&#39;Africa, e che la tua posizione internazionale non ti consente di dimetterti.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/' title='elenca tutti gli articoli di Amira Al Hussaini'>Amira Al Hussaini</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/alice-rossi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Alice Rossi'>Alice Rossi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/03/23/arab-world-the-arab-tyrant-manual/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/e-su-twitter-si-compila-il-manuale-del-despota-arabo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fe-su-twitter-si-compila-il-manuale-del-despota-arabo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fe-su-twitter-si-compila-il-manuale-del-despota-arabo%2F&#038;text=E+su+Twitter+si+compila+il+%26%238216%3BManuale+del+despota+arabo%26%2339%3B%26%238230%3B&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fe-su-twitter-si-compila-il-manuale-del-despota-arabo%2F&#038;title=E+su+Twitter+si+compila+il+%26%238216%3BManuale+del+despota+arabo%26%2339%3B%26%238230%3B' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fe-su-twitter-si-compila-il-manuale-del-despota-arabo%2F&#038;title=E+su+Twitter+si+compila+il+%26%238216%3BManuale+del+despota+arabo%26%2339%3B%26%238230%3B' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fe-su-twitter-si-compila-il-manuale-del-despota-arabo%2F&#038;title=E+su+Twitter+si+compila+il+%26%238216%3BManuale+del+despota+arabo%26%2339%3B%26%238230%3B' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fe-su-twitter-si-compila-il-manuale-del-despota-arabo%2F&#038;title=E+su+Twitter+si+compila+il+%26%238216%3BManuale+del+despota+arabo%26%2339%3B%26%238230%3B' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Mondo arabo : Il dibattito sui social media è più vivo che mai</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/mondo-arabo-il-dibattito-sui-social-media-e-piu-vivo-che-mai/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/mondo-arabo-il-dibattito-sui-social-media-e-piu-vivo-che-mai/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 18:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Bosco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
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		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Da alcuni mesi imperversava il dibattito sul ruolo ricoperto dai social media nelle manifestazioni di rivolta. E' un dibattito che più di recente ha cominciato a convergere su Tunisia ed Egitto, dove Facebook e Twitter hanno svolto un ruolo importante nell'organizzazione delle manifestazioni. Nello scambio di messaggi via Twitter che vi proponiamo si snoda una parte di questo dibattito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da alcuni mesi imperversa il dibattito intorno al ruolo dei social media nelle manifestazioni di rivolta. Più recentemente, il dibattito si è concentrato su Tunisia ed Egitto, dove due social network come Facebook e Twitter hanno svolto una funzione importante nell&#39;organizzazione delle manifestazioni. Oggi però, mentre la rivolta infuria in Libia e in Algeria, due Paesi in cui il tasso di penetrazione di Internet si colloca al di sotto del 15% e in cui i social media sembrano avere svolto un ruolo minore, il tono della discussione inizia a cambiare.</p>
<p>Negli USA, ricercatori ed operatori economici dei social media hanno rivolto molta attenzione a questo dibattito. Un dibattito che non si può ignorare, quello attualmente in corso sui blog e su Twitter tra persone che spesso hanno preso parte a questa &#8220;rivoluzione dei social media&#8221;.</p>
<p>Qualche giorno fa, per esempio, su Twitter ha avuto luogo una di queste conversazioni:</p>
<p>@<a title="Pagina di Twitter" href="http://twitter.com/themoornextdoor">TheMoorNextDoor</a>, il cui <a title="Blog di The Moon Next Door in inglese" href="http://themoornextdoor.wordpress.com">blog</a> [en, <em>come tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] è una ricca fonte di informazioni sull&#39;Algeria e sul Maghreb in generale, <a title="Post su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/themoornextdoor/status/39443932282617856">scrive su Twitter</a>:</p>
<blockquote><p>La Libia dimostra che le insurrezioni arabe sono davvero insurrezioni arabe, non degli aggiornamenti di  status online o ispirate da Zuckerberg</p></blockquote>
<p>Poi <a title="Post su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/themoornextdoor/status/39445378650746880">continua</a>:</p>
<blockquote><p>Gli arabi non fanno crollare i dittatori con dei &#8220;poke&#8221; su Facebook o riempendo i loro account Twitter con messaggi ostili.</p></blockquote>
<blockquote><p>Sono quelli che hanno fame, quelli che sono umiliati, quelli che sono perspicaci a fare le rivoluzioni, non Facebook.</p></blockquote>
<blockquote><p>Non li sentiremo dire: &#8220;Mark Zuckerberg è stato il leader della rivoluzione libica&#8221;</p></blockquote>
<p>Egli <a title="Post su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/themoornextdoor/status/39448956413018112">espone</a> il suo pensiero attraverso l&#39;esempio dell&#39;Algeria:</p>
<blockquote><p>Gli algerini non hanno problemi a organizzare e mobilitare manifestazioni popolari [mentre] non hanno facile accesso a Facebook.</p></blockquote>
<p>E <a title="Post su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/themoornextdoor/status/39449657457377280">aggiunge</a>:</p>
<blockquote><p>I social media danno velocità &amp; una certa chiarezza alle vicende ma non intervengono nelle cause e nella natura delle stesse</p></blockquote>
<p>Il blogger e attivista egiziano @Alaa <a title="Post su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/alaa/status/39458100633284608">interviene</a>:</p>
<blockquote><p>@themoornextdoor Li utilizziamo per la politica/l&#39;attivismo/la rivoluzione, non per profonde ragioni intrinseche, ma perché li usavamo già</p></blockquote>
<p>E poi <a title="Post su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/alaa/status/39457987340931072">aggiunge</a>:</p>
<blockquote><p>@themoornextdoor  la cosa rende più rapide anche la controrivoluzione, la diffusione di dicerie e le manipolazioni per generare paura. I social media non sono una panacea, esistono e basta.</p></blockquote>
<p>@Grace8ming <a title="Post su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/grace8ming/status/39458963883958272">dà questo consiglio</a>:</p>
<blockquote><p>@themoornextdoor @alaa è per questo che è importante precisare sempre che si tratta di rivoluzioni guidate dal popolo che utilizza LO STRUMENTO dei social media&#8230; :)</p></blockquote>
<p>@Niallkingsx pone una <a title="Post su Twietter in inglese" href="http://twitter.com/#!/niallkingsx/status/39458442162876416">domanda</a>:</p>
<blockquote><p>@themoornextdoor  Può darsi che alcuni utenti dei social media si raccontino di aver provocato delle rivoluzioni; ma non mi risulta che le piattaforme stesse dicano niente, no?</p></blockquote>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>Questo post fa parte degli speciali di Global Voices Online su<br />
</strong></em></p>
<ul>
<li><a title="Post su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/egypt-protests-2011//"><em><strong>Egitto</strong></em></a></li>
<li><a title="Post su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/tunisia-uprising-201011/"><em><strong>Tunisia</strong></em></a></li>
</ul>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/' title='elenca tutti gli articoli di Jillian C. York'>Jillian C. York</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valeria-bosco/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valeria Bosco'>Valeria Bosco</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/02/21/arab-world-the-great-social-media-debate/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/mondo-arabo-il-dibattito-sui-social-media-e-piu-vivo-che-mai/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmondo-arabo-il-dibattito-sui-social-media-e-piu-vivo-che-mai%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmondo-arabo-il-dibattito-sui-social-media-e-piu-vivo-che-mai%2F&#038;text=Mondo+arabo+%3A+Il+dibattito+sui+social+media+%C3%A8+pi%C3%B9+vivo+che+mai&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmondo-arabo-il-dibattito-sui-social-media-e-piu-vivo-che-mai%2F&#038;title=Mondo+arabo+%3A+Il+dibattito+sui+social+media+%C3%A8+pi%C3%B9+vivo+che+mai' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmondo-arabo-il-dibattito-sui-social-media-e-piu-vivo-che-mai%2F&#038;title=Mondo+arabo+%3A+Il+dibattito+sui+social+media+%C3%A8+pi%C3%B9+vivo+che+mai' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmondo-arabo-il-dibattito-sui-social-media-e-piu-vivo-che-mai%2F&#038;title=Mondo+arabo+%3A+Il+dibattito+sui+social+media+%C3%A8+pi%C3%B9+vivo+che+mai' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fmondo-arabo-il-dibattito-sui-social-media-e-piu-vivo-che-mai%2F&#038;title=Mondo+arabo+%3A+Il+dibattito+sui+social+media+%C3%A8+pi%C3%B9+vivo+che+mai' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Algeria: violenza e arresti alle manifestazioni del 12 febbraio</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/algeria-violenza-e-arresti-alle-manifestazioni-del-12-febbraio/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/algeria-violenza-e-arresti-alle-manifestazioni-del-12-febbraio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 14:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Gerussi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Ultim'ora]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[In Tunisia e in Egitto le manifestazioni pro-democrazia sono riuscite a spodestare due dittatori ma in Algeria, almeno fino ad ora, le autorità sono riuscite a contenere le proteste in corso da inizio gennaio. Foto e video rilanciati in Rete mostrano gli arresti e le violenze subite dai manifestanti algerini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Tunisia e in Egitto, le manifestazioni pro-democrazia sono riuscite a spodestare due dittatori ma in Algeria, almeno fino ad ora, le autorità sono riuscite a contenere le proteste cominciate all&#39;inizio di gennaio, <a title="Articolo da Voci Globali La Stampa" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/vociglobali/grubrica.asp?ID_blog=286&amp;ID_articolo=237&amp;ID_sezione=654&amp;sezione=">sull&#39;onda della rivolta tunisina</a> [it] .</p>
<div id="attachment_195576" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-195576" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=195576"><img class="size-medium wp-image-195576" title="Manifestazioni in Algeria" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/02/Algerian-protests-375x251.jpg" alt="Manifestazioni in Algeria" width="375" height="251" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestazioni in Algeria. Foto riprese dalla pagina Facebook del partito RCD Algérie</p></div>
<p>Su YouTube e su Facebook sono stati rilanciati alcuni video che testimoniano la presenza di migliaia di manifestanti: quello che segue è stato caricato il 12 febbraio intorno alle 11 del mattino (ora di Londra) e mostra l&#39;arresto di vari attivisti durante uno scontro tra polizia e manifestanti.</p>
<p> &nbsp;</p>
<div class="Video da Youtube" style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wSxMZu_7AT8&amp;feature=player_embedded#at=12">http://www.youtube.com/watch?v=wSxMZu_7AT8&amp;feature=player_embedded#at=12</a></div>
<p> &nbsp;</p>
<p>Le fotografie dei feriti durante la manifestazione hanno cominciato a circolare sui social media. La seguente immagine, ad esempio, ritrae <a title="Foto da Facebook" href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150113301440489&amp;set=a.10150113300785489.287611.70499175488">il parlamentare algerino Derguini Boubekeur</a>, che ha riportato alcune contusioni durante gli scontri:</p>
<div id="attachment_195592" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px"><a rel="attachment wp-att-195592" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=195592"><img class="size-medium wp-image-195592" title="Derguini Boubekeur, deputato algerino" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/02/MP-hurt-225x300.jpg" alt="Derguini Boubekeur, deputato algerino" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il parlamentare algerino Derguini Boubekeur ferito durante le manifestazioni. Foto ripresa dalla pagina Facebook del partito algerino RCD Algérie</p></div>
<p>In Algeria, i blogger e gli utenti di Twitter hanno rilanciato diversi aggiornamenti relativi alle manifestazioni.</p>
<p>L&#39;<a title="Post originale in francese" href="http://ffs1963.unblog.fr/2011/02/11/urgent-la-police-encercle-le-siege-du-rcd/">11 febbraio</a> [fr, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>], Nidhal nel blog <em>Algérie-politique</em> ha scritto:</p>
<blockquote><p>Alger. 19h00. Des dizaines de policiers anti émeutes ont encerclé le siège régional du RCD à Didouche Mourad à Alger.</p></blockquote>
<div class="translation">Algeri, ore 19:00. Dozzine di agenti antisommossa circondano la sede regionale del <a title="Voce da Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rally_for_Culture_and_Democracy">RCD</a> [en] sulla Rue Didouche Mourad.</div>
<p>È più che evidente che i movimenti rivoluzionari in Tunisia e in Egitto rappresentano un modello per gli Algerini.</p>
<p>Il blog <em><a title="Post originale in francese" href="http://ffs1963.unblog.fr/2011/02/11/les-tunisiens-appellent-les-algeriens-a-etre-les-suivants/">Algèrie Politique</a></em> riferisce la notizia del decesso di un disoccupato trentaseienne che si è dato fuoco nella città orientale di <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/El_Oued">El Oued</a> [it]:</p>
<blockquote><p>Ce vendredi, un chômeur de 36 ans qui s&#39;était immolé par le feu dans la ville d&#39;El Oued, à l&#39;extrême est de l&#39;Algérie, a succombé à ses brûlures. Lotfi Maamir, père de six enfants, est mort au service des grands brûlés de l&#39;hôpital de Douera, dans la banlieue sud-est d&#39;Alger, selon cette source. Il s&#39;agit du quatrième décès par immolation enregistré en Algérie depuis la mi-janvier.</p></blockquote>
<div class="translation">Un disoccupato trentaseienne è deceduto venerdì 11 febbraio a causa delle ustioni riportate dopo essersi dato fuoco nella città di  El Oued, nella parte orientale dell&#39;Algeria. Secondo le nostre fonti, Lofti Maamir, padre di sei figli, è deceduto nel reparto grandi ustionati dell&#39;ospedale di Douera, nella periferia sud-est di Algeri. Dalla metà di gennaio, si tratta del quarto algerino che decide di suicidarsi in questo modo.</div>
<p>Subito dopo la destituzione di Mubarak in Egitto, il blog algerino <em>Djazair avant tout</em> <a title="Post originale in francese" href="http://djazairavanttout.over-blog.com/article-algerie-caricature-de-dilem-67006065.html">ha pubblicato la seguente vignetta</a>, che fa riferimento alle partite di calcio tra le nazionali egiziana e algerina dell&#39;anno scorso, a cui sono seguiti violenti scontri in varie città e che recita:</p>
<blockquote><p>Mubarak cacciato dal potere: Egitto 1 - Algeria 0. Vogliamo la rivincita. Vattene <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abdelaziz_Bouteflika">Boutef</a> [it] (il soprannome del Presidente algerino)</p></blockquote>
<div id="attachment_195603" class="wp-caption aligncenter" style="width: 377px"><a rel="attachment wp-att-195603" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=195603"><img class="size-medium wp-image-195603" title="Vignetta di Dilem" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/02/Dilem-cartoon-367x300.jpg" alt="Vignetta di Dilem" width="367" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il fumettista algerino Dilem reagisce alla deposizione di Mubarak nel blog Djazair avant tout</p></div>
<p>Manifestazioni di protesta sono state segnalate anche nella città di <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orano">Orano</a> [it], secondo quanto riportato da vari blog, che hanno <a title="Post originale in francese" href="http://djazairavanttout.over-blog.com/article-12-fevrier-marche-pour-le-changement-du-systeme-et-pour-la-democratie-en-algerie-en-flash-67006487.html">rilanciato aggiornamenti e video</a>.</p>
<p>Un utente Facebook <a title="Pagina Facebook del RCD" href="http://www.facebook.com/pages/Site-officiel-du-RCD/70499175488">ha pubblicato il seguente aggiornamento riguardo alla marcia del 12 febbraio</a>:</p>
<blockquote><p>Les jeunes envoyées par la police pour agresser les manifestants se sont retournés contre leurs sponsors. Ils se sont mêlés aux manifestants pour scander Bouteflika dégage. Ils expliquent leur retournement par le fait qu&#39;ils ont été manipulés</p></blockquote>
<div class="translation">I giovani assoldati dalle forze dell&#39;ordine per aggredire i manifestanti si sono ribellati ai loro mandanti. Si sono schierati con i manifestanti e hanno lanciato slogan contro il Presidente Bouteflika. Hanno spiegato il loro voltafaccia dicendo di essersi sentiti manipolati dalla polizia.</div>
<p>Su Twitter, gli utenti algerini usano l&#39;hashtag <a title="Elenco di messaggi su Twitter con il tag #feb12" href="http://twitter.com/search?q=%23feb12">#feb12</a> per chiedere sostegno e portare avanti la loro lotta.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/lova-rakotomalala/' title='elenca tutti gli articoli di Lova'>Lova</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/katia-gerussi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Katia Gerussi'>Katia Gerussi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/02/12/algeria-protesters-at-feb12-march-arrested-beaten/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/algeria-violenza-e-arresti-alle-manifestazioni-del-12-febbraio/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Falgeria-violenza-e-arresti-alle-manifestazioni-del-12-febbraio%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Falgeria-violenza-e-arresti-alle-manifestazioni-del-12-febbraio%2F&#038;text=Algeria%3A+violenza+e+arresti+alle+manifestazioni+del+12+febbraio&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Falgeria-violenza-e-arresti-alle-manifestazioni-del-12-febbraio%2F&#038;title=Algeria%3A+violenza+e+arresti+alle+manifestazioni+del+12+febbraio' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Falgeria-violenza-e-arresti-alle-manifestazioni-del-12-febbraio%2F&#038;title=Algeria%3A+violenza+e+arresti+alle+manifestazioni+del+12+febbraio' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Falgeria-violenza-e-arresti-alle-manifestazioni-del-12-febbraio%2F&#038;title=Algeria%3A+violenza+e+arresti+alle+manifestazioni+del+12+febbraio' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Falgeria-violenza-e-arresti-alle-manifestazioni-del-12-febbraio%2F&#038;title=Algeria%3A+violenza+e+arresti+alle+manifestazioni+del+12+febbraio' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<item>
		<title>Medio Oriente: le riflessioni dei blogger sulla rivolta tunisina</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 18:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Bahrain]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
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		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=30107</guid>
		<description><![CDATA[Mentre la situazione in Tunisia sembra tornare a una certa normalità, pur se ovviamente non tutto è risolto, i blogger arabi continuano a scambiare idee e riflessioni sulla rivolta tunisina e sulle possibili implicazioni per l'intera regione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre i tunisini sono ancora alle prese con gli avvenimenti incalzanti di [queste ultime settimane] segnate dalla caduta e dalla fuga di Zine El Abidine Ben Ali, i blogger arabi continuano a scambiarsi idee e riflessioni sulla rivolta tunisina e sulle implicazioni che questa potrebbe avere per tutta la regione.</p>
<p>Dal blog <em>Levantive Dreamhouse,</em> il siriano Abu Kareem ha spiegato le ragioni per cui la rivolta tunisina è fonte d&#39;ispirazione per i vicini Paesi arabi.  Così <a title="Post del blog LevantineDreamhouse" href="http://http://levantdream.blogspot.com/2011/01/let-kings-oligarchs-and-dictators-take.html">si esprime</a> [en, <em>come tutti gli altri link tranne ove diversamente indicato</em>] Abu Kareem su LevantineDreamhouse:</p>
<p><a title="Post del blog LevantineDreamhouse" href="http://http://levantdream.blogspot.com/2011/01/let-kings-oligarchs-and-dictators-take.html"></a></p>
<blockquote><p>Sarà stato il suo insorgere spontaneo, insieme all&#39;assenza di leader designati, a imprimerle quel tono di rivolta genuina e popolare, altro dal rovesciamento di stampo ideologico destinato a servire gli interessi di un gruppo ristretto. Per un arabo è facile rassegnarsi all&#39;idea che i sistemi politici della regione, stagnanti e sclerotici, siano inamovibili e immutabili. Ed è proprio questo senso di rassegnazione e di inerzia che i leader della regione cercano di instillare nella gente. Uccide la speranza, impedisce il progresso e mantiene al potere chi lo detiene.  Mi auguro allora che i suoi leader assimilino la nozione e, osservando quanto accade in Tunisia,  gli corra un brivido lungo la schiena: potrebbe stimolarli a rivedere  il loro percorso.</p></blockquote>
<p>Il blogger del Bahrein <em>Emoodz</em> ha infranto il voto al silenzio per <a title="Post dal Blog Emoodz.com" href="http://emoodz.com/?p=932">inneggiare</a>: VIVE LA TUNISIE!</p>
<p>Eccone un commento:</p>
<blockquote><p>Ho seguito con molto entusiasmo lo svolgersi degli eventi in Tunisia; in tutta onestà avevo poche speranze di vederne lo sviluppo fino al punto in cui siamo oggi.  Per quanto abbia indagato non mi capacito ancora di come i tunisini siano riusciti a rovesciare un regime nel giro di un mese.</p></blockquote>
<p>E qui un secondo:</p>
<blockquote><p>Tutto il mondo arabo è animato da un grande fervore per quello che è accaduto, improvvisamente agenzie di stampa e analisti dicono che la crisi tunisina potrebbe segnare l&#39;inizio di un effetto domino in grado di estendersi ad altri governi della regione, cosa che io ritengo molto improbabile&#8230;</p></blockquote>
<p>Ecco cosa si domandava  in proposito la blogger <em>Saudi Hala_In_USA </em>in un <a title="POST SUL BLOG Hala in USA" href="http://hala1.wordpress.com/2011/01/18/tunisia-prove-us-wrong/">post </a>dal titolo <em>Tunisia, Prove us Wrong</em>:</p>
<blockquote><p>Il &#8220;giorno dopo&#8221; tutti gli occhi del mondo arabo sono puntati sulla Tunisia: <a title="Articolo su Carnegy International Peace" href="http://http://www.carnegieendowment.org/publications/index.cfm?fa=view&amp;id=42300&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+CarnegieEndowmentForInternationalPeaceGeneralPublicationsAndEvents+%28DC+-+General+Publications+and+Events%29">che questo sia l&#39;inizio di un corso democratico senza precedenti</a> in Medio Oriente? Altri Paesi potrebbero essere tentati a fare lo stesso? O magari tutto finirà nelle grinfie degli <a title="Articolo di Michael Koplow su 'Foreign Policy' dal titolo: " href="http://www.foreignpolicy.com/articles/2011/01/14/why_tunisias_revolution_is_islamist_free">islamisti</a> o della <a title="Articolo di Chistopher Alexander su Foreign Policy dal titolo 'Anatomy of an Autocracy'" href="http://www.foreignpolicy.com/articles/2011/01/14/anatomy_of_an_autocracy">vecchia guardia di Ben Ali</a> sotto nuova denominazione?</p></blockquote>
<p>La blogger ha raccontato anche i suoi timori:</p>
<blockquote><p>Al riguardo nutro sentimenti contrastanti. Da un lato condivido i timori di <a title="Articolo su Independent di Roberto Fisk" href="http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/fisk/the-brutal-truth-about-tunisia-2186287.html">Robert Fisk nel suo articolo &#8220;The brutal truth about Tunisia&#8221;</a>, ovvero:  né i Paesi dell&#39;area, né quelli occidentali appoggeranno mai una vera democrazia in Tunisia, temendo gli esiti sconvenienti che potrebbe avere; chi è al potere accetterà solo un modello di stato arabo che assecondi gli interessi fondamentali degli occidentali: l&#39;inimicizia verso l&#39;Iran e un controllo inflessibile sui cittadini… Però credo anche che dall&#39;oppressione e dalle corruttele i tunisini abbiano imparato bene la lezione, e non dimenticheranno facilmente <a title="Immagine del corpo in fiamme di Bouazizi" href="http://www.google.com/imgres?imgurl=http://upload.wikimedia.org/wikipedia/ar/thumb/a/a1/%D8%A7%D9%84%D9%86%D8%A7%D8%B1_%D8%AA%D9%84%D8%AA%D9%87%D9%85_%D8%A7%D9%84%D8%A8%D9%88%D8%B9%D8%B2%D9%8A%D8%B2%D9%8A.jpg/200px-%D8%A7%D9%84%D9%86%D8%A7%D8%B1_%D8%AA%D9%84%D8%AA%D9%87%D9%85_%D8%A7%D9%84%D8%A8%D9%88%D8%B9%D8%B2%D9%8A%D8%B2%D9%8A.jpg&amp;imgrefurl=http://www.ro-7.com/vb/showthread.php%3Fp%3D1982228&amp;usg=__gD3DF2sy6yylDQNS8Eim6_dvF5E=&amp;h=185&amp;w=200&amp;sz=10&amp;hl=en&amp;start=28&amp;sig2=pyjmIZ5ZOoeZ9stzG9ZSDg&amp;zoom=1&amp;tbnid=4hcjrkzAQ5jP4M:&amp;tbnh=148&amp;tbnw=160&amp;ei=AKk1TajSOcnJ4gb8nPHdCg&amp;prev=/images%3Fq%3D%25D8%25A7%25D9%2584%25D8%25A8%25D9%2588%25D8%25B9%25D8%25B2%25D9%258A%25D8%25B2%25D9%258A%26um%3D1%26hl%3Den%26safe%3Dactive%26rlz%3D1C1SNNT_enSA398SA398%26biw%3D1366%26bih%3D667%26tbs%3Disch:10,649&amp;um=1&amp;itbs=1&amp;iact=hc&amp;vpx=1161&amp;vpy=396&amp;dur=5&amp;hovh=148&amp;hovw=160&amp;tx=68&amp;ty=131&amp;oei=-ag1TaKlHMyBswaF8MmICg&amp;esq=2&amp;page=2&amp;ndsp=18&amp;ved=1t:429,r:17,s:28&amp;biw=1366&amp;bih=667&amp;safe=active">il corpo in fiamme di Bouazizi</a> ricordando per sempre i giorni dell&#39;oppressione, della povertà e della penuria di risorse dovuta al regime totalitario. Mi auguro che la Tunisia sia l&#39;avanguardia di una nuova era, perché ci sia giustizia e si sperimenti il primo governo popolare, dimostrando che avevamo torto e che la possibilità di scelta esiste, che scegliere si può e si può anche lavorare a un futuro migliore &#8230;</p></blockquote>
<p>Anche l&#39;algerino-statunitense Kal, sul blog <em>The Moor Next Door</em>, soppesava le posizioni  <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2011/01/17/first-thoughts-on-the-overthrow-of-ben-ali/">osservando</a>:</p>
<blockquote><p>Il caso Tunisia, con tutto il suo portato idiosincratico (l&#39;eredità di Bourguiba, il secolarismo, l&#39;alto tasso di istruzione, i diritti delle donne) costituisce una novità della politica araba, una novità cui gli osservatori dovranno continuare a prestare attenzione. Hanno subito liquidato gli avvenimenti di Sidi Bouzid come rivolta del pane, senza riconoscerne il potenziale che si è poi espresso. Questo blogger ha usato cautela, come hanno fatto altri, perlopiù per la stessa ragione: <em>non si poteva prevedere che  in Tunisia si verificassero cose simili</em>.  Quello che si è scritto qui nel corso dell&#39;insurrezione  è stato scritto perché si trattava del Maghreb (e perché sembrava &#8230; strano). Sarebbe proprio sconfortante che tutto l&#39;impegno immesso dai tunisini nella loro <em>intifada</em> fosse usurpato da vecchi esponenti e apparati di partito e avviato ad essere gestito da consorterie o uomini forti, come è accaduto tante volte in passato. Sul da farsi resta il punto interrogativo.</p></blockquote>
<p>Da Israele, Yael <a title="Blog Life in Israel" href="http://olehgirl.com/?p=6115">scriveva</a> su <em>Life in Israel</em> che a ruota potrebbe seguire l&#39;Egitto:</p>
<blockquote><p>Quello che è successo in Tunisia (la prima caduta di regime nel mondo arabo a seguito di una rivolta popolare significativa anche per l&#39;intera regione), non dovrebbe, almeno nell&#39;immediato futuro, provocare alcun effetto domino con la propagazione di rivolte e rovesciamenti di potere in altri Paesi dell&#39;area. Però il grosso degli analisti raccomanda di fare bene attenzione all&#39;Egitto, perché con molta probabilità sarà il prossimo Paese sulla scia.</p></blockquote>
<p>E ancora osservava:</p>
<blockquote><p>Le masse popolari arabe (non solo in Nord Africa, ma anche a est e nella Penisola Arabica) hanno assistito alla caduta del regime tunisino colpo su colpo, e in molti Paesi il popolo potrebbe trarre ispirazione da quest&#39;esperienza. E&#39; presto per dire quali saranno gli sviluppi in Medio Oriente  e Nord Africa, perché a definire la traiettoria saranno le specificità di ciascun Paese. Una cosa è comunque certa: a livello regionale vi sono mutazioni in corso, almeno su un fronte, ovvero i governi non potranno più continuare a fare finta di niente&#8221;</p></blockquote>
<p>Il blog siriano <em>Qunfuz</em> <a title="Va' al post del blog" href="http://qunfuz.com/2011/01/17/changing-the-air/">si è soffermato con più attenzione </a> sulla possibilità che nella regione si produca questo &#8220;effetto domino&#8221;. Ecco cosa scriveva:</p>
<blockquote><p>Se ci sarà un effetto domino non sarà immediato e non procederà in modo uniforme. E&#39; scontato che l&#39;attuale situazione <a title="Va' al post del blog Qunfuz" href="http://qunfuz.com/category/iraq/">irachena</a> non consenta un&#39;insurrezione antigovernativa unitaria di portata nazionale. Quello è un codice che in Iraq non si applica neanche. In <a title="Aricolo sulla Siria" href="http://qunfuz.com/category/syria/">Siria</a> il Presidente gode di una certa popolarità, anche se lo stesso non si può dire del regime in cui gravita. E se il presidente cadesse platealmente per volontà popolare, i siriani temono che la rivoluzione potrebbe scatenare una guerra settaria e l&#39;intervento di Israele - entrambe sono possibilità reali. Anche  <a title="Blog Qunfuz" href="http://qunfuz.com/category/saudi-arabia/">l&#39;Arabia Saudita</a> ha un assetto troppo settario e molti gruppi sociali stanno troppo bene perché si possa arrivare allo sconvolgimento rivoluzionario. La componente  che nutre il maggior malcontento nel regno è la comunità sciita oppressa, ma qualsiasi mossa  mettesse in atto incontrerebbe la feroce opposizione dei whahabiti al centro del Paese. Un candidato più probabile al cambiamento è il Bahrein, con la sua maggioranza sciita politicizzata ed erudita che si confronta con l&#39;oppressiva monarchia sunnita. L&#39;<a title="Post su Qunfuz sull'Egitto" href="http://qunfuz.com/category/egypt/">Egitto</a> invece è un&#39;incognita. Se per un verso gioca l&#39;eco del fallimento del regime canaglia di Mubarak, c&#39;è anche da dire che gli egiziani non hanno tempo per pensare ad altro che a mettere insieme il pranzo con la cena. Non seguono gli eventi su Facebook o su Al-Jazeera ed è quasi scontato che ogni serio tentativo di moto rivoluzionario popolare provocherebbe migliaia di vittime  (qui la valenza è duplice: cosa c&#39;è di meglio di un susseguirsi di lutti per scatenare una rivoluzione?).</p>
<p>Può darsi che fra sei mesi i commentatori non arabi concludano che la rivoluzione tunisina non è stata altro che l&#39;anomalia di un mondo arabo eternamente stagnante. Ma si sbaglieranno.  La rivoluzione avrà effetti pervasivi di lunga durata in tutta la cultura araba, al pari di quella iraniana che l&#39;ha preceduta. Cambierà qualcosa nell&#39;aria che gli arabi respirano e nei sogni che fanno.</p></blockquote>
<p>Intanto, tornando al Bahrein, Mahmood Al Yousif ha espresso il timore che la Tunisia possa passare da un estremo all&#39;altro. Qui il suo <a href="http://mahmood.tv/2011/01/17/from-one-extreme/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+MahmoodsDen+%28Mahmood%27s+Den%29">commento</a>:</p>
<blockquote><p>Sono pronto a scommettere che dalla sottrazione ai tunisini della compenente più importante della loro identità - la religione - si passerà ora alla condizione opposta: assisteremo all&#39;avvento dell&#39;Islam politico e del credo islamista.</p>
<p>Allora c&#39;è da chiedersi chi e cosa verrà sacrificato sull&#39;altare dell&#39;estremismo? Io credo il buon senso e la moderazione.</p></blockquote>
<p>E così proseguiva Al Yousif:</p>
<blockquote><p>Abbiamo parecchio da imparare dall&#39;esperienza tunisina, e gli assennati faranno meglio a prendersi il tempo necessario a capire cosa è accaduto e perché, tentando, ciascuno nella società cui appartiene, di mettere in pratica l&#39;insegnamento. Rinunciando quindi a tagliare gole a colpi di dottrina, per inculcare invece  il rispetto dei diritti umani, della libertà confessionale, della libertà di associazione, di pensiero e di parola.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/' title='elenca tutti gli articoli di Amira Al Hussaini'>Amira Al Hussaini</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Tamara Nigi'>Tamara Nigi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/01/19/middle-east-a-closer-look-at-tunisias-uprising/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/medio-oriente-le-riflessioni-dei-blogger-sulla-rivolta-tunisina/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fmedio-oriente-le-riflessioni-dei-blogger-sulla-rivolta-tunisina%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fmedio-oriente-le-riflessioni-dei-blogger-sulla-rivolta-tunisina%2F&#038;text=Medio+Oriente%3A+le+riflessioni+dei+blogger+sulla+rivolta+tunisina&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fmedio-oriente-le-riflessioni-dei-blogger-sulla-rivolta-tunisina%2F&#038;title=Medio+Oriente%3A+le+riflessioni+dei+blogger+sulla+rivolta+tunisina' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fmedio-oriente-le-riflessioni-dei-blogger-sulla-rivolta-tunisina%2F&#038;title=Medio+Oriente%3A+le+riflessioni+dei+blogger+sulla+rivolta+tunisina' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fmedio-oriente-le-riflessioni-dei-blogger-sulla-rivolta-tunisina%2F&#038;title=Medio+Oriente%3A+le+riflessioni+dei+blogger+sulla+rivolta+tunisina' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fmedio-oriente-le-riflessioni-dei-blogger-sulla-rivolta-tunisina%2F&#038;title=Medio+Oriente%3A+le+riflessioni+dei+blogger+sulla+rivolta+tunisina' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Tunisia, Algeria: la &#8220;rivoluzione&#8221; non passa in TV ma viaggia sui social media</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 04:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Jannelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algeria]]></category>
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		<description><![CDATA[Le proteste (e gli scontri) restano al centro dell'attenzione dei blogger di entrambi i Paesi. Ecco una panoramica di riflessioni, aggiornamenti e altri materiali diffusi nelle blogosfere locali nel corso degli ultimi giorni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni le proteste in Algeria e Tunisia sono state al centro dell&#39;attenzione dei blogger di entrambi i Paesi. I social media sembra stiano svolgendo un ruolo fondamentale nel riportare notizie sugli eventi che si stanno svolgendo in un contesto di pesante censura e forti restrizioni imposte ai media tradizionali (in gran parte statali) e a Internet. Ecco una panoramica dei materiali diffusi nelle blogosfere locali durante gli ultimi giorni.</p>
<p><strong>In Tunisia</strong></p>
<p>Non appena sono trapelate le notizie dei colpi di arma da fuoco sparati dall&#39;esercito contro quanti manifestavano in maniera pacifica, i netizen hanno cercato notizie sull&#39;effettivo numero dei  morti. Il dibattito su Twitter e sui social network è stato dominato da cifre contrastanti sul numero delle vittime.</p>
<p>Com&#39;era prevedibile, la TV tunisina di proprietà statale TV7 non è apparsa interessata al dramma in atto, come racconta <a title="Blog di un collettivo indipendente di tunisini" href="http://nawaat.org/portail/">Nawaat</a> (<a title="Utente di twitter" href="http://twitter.com/#!/nawaat">@nawaat</a>), testata d&#39;informazione indipendente [fr, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>]:</p>
<blockquote><p>La chaine nationale TV7 diffuse un concert de musique alors que la police tire à balles réelles sur les manifestants #sidibouzid</p></blockquote>
<div class="translation">La TV7 nazionale sta trasmettendo un concerto mentre la polizia spara contro i manifestanti #Sidibouzid</div>
<p>Dal Marocco <em>Moorish Wanderer</em> (<a title="Messaggio via twitter" href="http://twitter.com/#!/MoorishWanderer">@MoorishWanderer</a>) esprime preoccupazione con questo messaggio via Twitter:</p>
<blockquote><p>Mi preoccupa il fatto che #ZABA (Zine El Abidine Ben Ali) abbia chiamato l&#39;esercito. C&#39;è stato qualche caso di ammutinamento fra esercito/polizia? Perchè altrimenti si prospetta un bagno di sangue #Sidibouzid</p></blockquote>
<p>In Mauritania Nasser (<a title="Messaggio via twitter" href="http://twitter.com/#!/weddady">@Weddady</a>) sembra seguire molto da vicino gli eventi. Citando agenzie di stampa e seguendo i vari &#8220;tweet&#8221;, ha pubblicato i primi nomi delle vittime emersi nella zona di  Kasserine, dove pare ci sia stato un massiccio spiegamento di truppe:</p>
<blockquote><p>Ecco i nomi di alcuni assassinati questa sera dal #Regime tunisino: Marwane Jamli, Mohamed Oumari, Ahmed Boulabi, Nouri Boulabi, Abdelkader Boulabi #Sidibouzid</p></blockquote>
<p>La blogger Lina Ben Mhenni si è recata a Regueb nella regione di Sidi Bouzid, dove una settimana fa si erano avute le prime manifestazioni, dopo che un giovane laureato, Mohamed Bouazizi, si era immolato in un gesto di disperazione perchè la polizia gli aveva confiscato la bancarella su cui vendeva frutta e verdura. <a title="Blog di una ragazza tunisina" href="http://atunisiangirl.blogspot.com/2011/01/erregueb-january-9th-2011.html">In questo post descrive quanto ha visto</a>:</p>
<blockquote><p>Questa sera sono andata a Regueb, dopo aver saputo degli scontri tra i dimostranti e la polizia, e della morte di varie persone uccise dai proiettili della polizia. Oggi sono state uccise 5 persone: Manel Boallagui (26), madre di due bambini , Raouf Kaddoussi (26) , Mohamed Jabli Ben Ali (19), Moadh Ben Amor Khlifi (20), Nizar Ben Ibrahim ( 22) . Adesso non posso raccontare i dettagli! Lo farò più tardi. Saranno le foto a parlare.</p></blockquote>
<p>Ecco la foto di una delle vittime, poi pubblicata da Lina:</p>
<div id="attachment_185554" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-185554" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=185554"><img class="size-medium wp-image-185554" title="Foto di Lina Ben Mhenni sotto licenza Creative Commons -Noncommercial-No Derivative Works 3.0 Unported License" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/linabm-in-regueb-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lina Ben Mhenni (con licenza Creative Commons BY-NC-ND)</p></div>
<p><em>Khanouff</em>, il cui blog è stato censurato in Tunisia, <a title="Blog tunisino censurato in Tunisia" href="http://tnkhanouff.hautetfort.com/archive/2011/01/09/combien-de-morts-il-vous-faudrait-messieurs-les-donneurs-de.html">lamenta l&#39;assenza di qualsiasi tipo di intervento da parte dei governi occidentali</a> nonostante il numero delle vittime sia in aumento:</p>
<blockquote><p>[L]a comptabilité macabre continue, alors et si les chancelleries occidentales nous disent leur prix, nous renseignent sur le nombre de morts à atteindre pour lâcher leur protégé! Combien de morts pousseront-ils le Quai d’Orsay, et autres manipulateurs de marionnettes corrompus à agir? Dites nous svp combien de litres de sang vous faudra t-il ! Combien ! Combien de morts il vous faudrait messieurs les donneurs de leçons ?</p></blockquote>
<div class="translation">Il macabro conteggio prosegue. Governi d&#39;occidente diteci per cortesia qual&#39;è il vostro prezzo? A quale numero di vittime dobbiamo arrivare prima che smettiate di appoggiare i vostri protetti! Quanti morti sono necessari al Quai d&#39;Orsay, e ad altri corrotti burattinai, perchè entriate in azione? Per favore diteci di quanti litri di sangue avete bisogno! Quanti! Signori, qual&#39;è il numero di assassini che vi sarà sufficiente ?</div>
<p><em>fléna bent flén</em> è una blogger tunisina. Propone la sua opinione sugli eventi in corso nel Paese tramite <a title="Blog tunisino" href="http://abinote.blogspot.com/2011/01/amertume.html">questa breve poesia</a> (estratto):</p>
<blockquote><p>Je ne suis pas d’humeur à écrire<br />
Mais je n’arrive pas à dormir<br />
L’effet de la caféine ? Pire…</p>
<p>Je ne suis pas d’humeur à faire la rime<br />
Mais c’est mieux que de faire le mime<br />
Dénoncer un crime<br />
Un parmi d’autre dans cet abîme..</p>
<p>Je ne suis pas d’humeur à pleurer<br />
Mais je ne peu m’en empêcher,<br />
On se fait encore tué..</p></blockquote>
<div class="translation">Non sono in vena di scrivere<br />
Ma questa notte non riesco a dormire<br />
Effetto della caffeina? Qualcosa di peggio &#8230;</p>
<p>Non sono dell&#39;umore di comporre rime<br />
ma è meglio che fare pantomime<br />
voglio raccontare un crimine<br />
uno in più in quest&#39; epoca complicata ..</p>
<p>Non sono dell&#39;umore per piangere<br />
ma non ne posso fare a meno<br />
Ci vogliono uccidere .. ci vogliono morti</p>
</div>
<p>Sia la bandiera nazionale che l&#39;inno si sono rivelati simboli importanti per i dimostranti. I blogger hanno usato la bandiera nei loro blog.</p>
<p>Per manifestare lutto e solidarietà con le vittime e i loro familiari, il blogger <em>bokOussama</em> <a title=" Blog tunisino" href="http://bokoussama.blogspot.com/2011/01/drapeau-tunisien.html">suggerisce di usare la nuova simbolica bandiera nella blogosfera</a>. Scrive:</p>
<blockquote><p>La couleur rouge, rouge comme le sang des martyrs qui a coulé hier à Gassrine et autres régions tunisiennes, ne reviendra point à ce drapeau que lorsque dignité et liberté ne soient rendus au Pays qui le représente.</p></blockquote>
<div class="translation">Il rosso, il colore del sangue dei martiri che ieri sono morti a Kasserine e in altre parti della Tunisia. Il colore rosso non tornerà a far parte di questa bandiera finchè la dignità e la libertà non torneranno a regnare in questo Paese, che ne ha tutti i diritti.</div>
<div id="attachment_185599" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-185599" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=185599"><img class="size-full wp-image-185599" title="Foto tratta dal blog vie de ingénieur…vie de chien" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/drapeau-bw.jpg" alt="Foto tratta dal blog vie de ingénieur…vie de chien" width="500" height="369" /></a><p class="wp-caption-text">Foto tratta dal blog vie de ingénieur…vie de chien</p></div>
<p>Anche il blogger Adel<a title=" Blog tunisino" href="http://bestadel.blogspot.com/2011/01/la-liberte-seul-horizon-possible-2.html"> parla della bandiera nazionale</a>:</p>
<blockquote><p>Le drapeau de mon pays, rouge comme le sang de ceux qui ont reçu des balles dans le dos à Sidi Bouzid, rouge comme le sang des dizaines de jeunes qui sont tombés sous les balles à Kasserine, rouge comme le sang qui s’est mélangé au feu de ceux qui se sont fait immolé.</p>
<p>Le drapeau de mon pays pour ceux qui le croyaient mauve est … rouge</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>La bandiera del mio Paese è rossa, come il sangue di coloro a cui hanno sparato alle spalle a Sidi Bouzid, rosso come il sangue di dozzine di giovani che sono caduti sotto i proiettili a Kasserine, rosso come il sangue che si è mescolato con il fuoco di quanti si sono immolati.</p>
<p>La bandiera del mio Paese, per coloro che pensavano fosse viola, in realtà è rossa &#8230;</p>
</div>
<p><em>Il viola è il colore del partito al governo, la Rassemblement Constitutionnel Démocratique.</em></p>
<p>Il blogger <em>Insàane</em> <a title="Blog tunisino" href="http://insane-chutlibre.blogspot.com/2010/12/blog-post_30.html">rilancia in forma poetica</a> [ar] che riflette lo spirito delle manifestazioni in atto:</p>
<blockquote>
<div class="arabic">أنا سيدي بو زيد و سيدي بوزيد أنا، نتكلم نتكلم و نزيد ، البارح أنا جبان و اليوم الحق فينا بان ، اليوم حرية ، موش على كيفكم ، على كيف نفسي الهشة ، على كيف التوانسة و الجمهورية ، على كيف كل ولية بكات ، على جاليتنا إلي تنفات ، على قدرنا إلي تستخايلوه مات . في تونس ما يستحق الحياة ، و بكل حزم ، نقوموا مالردم يزيونا قهر ، يزيونا سكات !!!!</div>
</blockquote>
<div class="translation">Sono Sidibouzid e Sidibouzid sono io. Può essere che ieri sia stato un codardo ma oggi chiedo giustizia e libertà. Oggi non siete più al potere e io non ho paura. Oggi è il turno della gente, della repubblica, delle madri in lacrime, degli emigranti&#8230; Siamo noi al potere. Siamo noi a controllare il nostro destino. Basta con l&#39;oppressione, basta con il silenzio.</div>
<p>Per finire, Slim sottolinea l&#39;importante ruolo <a title="Blog tunisino" href="http://carpediem-selim.blogspot.com/2010/12/sidibouzid.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+carpediem55+(Carpe+Diem)">svolto finora dai social e dai new media</a>, nel diffondere fuori dal Paese quanto sta avvenendo. Scrive:</p>
<blockquote><p>Le black-out médiatique, la désinformation et la censure continuent à montrer leurs limites. On n’a jamais été aussi bien renseigné sur ce qui se passe. Le partage viral et instantané des photos, vidéos et témoignages des manifestants sur Facebook et twitter a été intensif depuis le début du mouvement. La frontière entre le réel et le virtuel n’a jamais été aussi étroite</p></blockquote>
<div class="translation">L&#39;oscuramento dei media, la disinformazione e la censura continuano a mostrare i propri limiti. Non siamo mai stati così ben informati su quanto va accadendo.La condivisione istantanea e in forma virale di fotografie, video e testimonianze da parte dei manifestanti su Facebook e Twitter è stata molto intensa sin dall&#39;inizio del movimento. Il confine fra il mondo reale e quello virtuale non è mai stato così sottile.</div>
<p><strong>In Algeria:</strong></p>
<p>Molti hanno rapidamente descritto le manifestazioni nelle città algerine come una propagazione delle proteste in corso in Tunisia.</p>
<p><em>Kal </em>su<em> Moor Next Door </em> <a title="Blog algerino" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2011/01/06/more-on-riots-protests-in-north-africa-notes/#more-5788">contraddice questa analisi</a> [en]:</p>
<blockquote><p>Il fatto che siano avvenuti a cosi breve distanza è probabilmente una coincidenza — gli scontri in Algeria sono il risultato delle scarse politiche e dei problemi finanziari che sono apparsi nella stessa epoca in cui sono avvenute le manifestazioni in Tunisia. In ogni caso esiste una relazione fra i due fenomeni anche perchè gli algerini si sono dichiarati solidali con ciò che avviene in Tunisia anche se ciò che sta accandendo in Algeria ha delle caratteristiche specifiche.</p></blockquote>
<p>Il video-blogger algerino <em>Hchicha </em><a title="Blog algerino" href="http://www.hchicha.net/2011/01/09/01-algerie-un-corps-en-feu/">racconta del malessere</a> [dialetto algerino] alla base delle rivolte in Algeria e fa un parallelismo fra la situazione in Tunisia e in Algeria, un Paese che considera essere sull&#39;orlo del collasso:</p>
<blockquote><p>Noi algerini ne abbiamo abbastanza. A questo punto si tratta di <em>Hogra</em>, dignità. Nonostante la propaganda governativa secondo cui gli scontri sarebbero avvenuti solo a causa dell&#39;aumento del prezzo del pane, l&#39;Algeria soffre di problemi ben più seri. Problemi politici concreti. Si tratta di una crisi politica che dura da oltre 20 anni; in realtà dal 1962 (anno del referendum per l&#39;indipendenza dalla Francia).</p></blockquote>
<p>Si tratta di un&#39;opinione condivisa da <a title="Blog algerino" href="http://www.algerie360.com/algerie/le-gouvernement-a-t-il-saisi-le-message-de-la-rue/">Nawel D. su <em>Algeria 360°</em></a>:</p>
<blockquote><p>Les émeutes sont porteuses [&#8230;] d’un message politique fort : le besoin de liberté. Besoin d’ouverture du champ politique bouclé à l’émeri à cause d’un état d’urgence qui n’a d’utilité que pour empêcher l’expression des voix qui ne rime pas avec l’unanimisme ambiant. Les quatre jours d’émeutes sont un appel à une rupture dans le mode de gouvernance. Le message est clair.</p></blockquote>
<div class="translation">Gli scontri esprimono un importante messaggio politico: la necessità di libertà. Il bisogno che la vita politica si apra, dopo una chiusura dovuta a uno stato d&#39;emergenza che non ha altro scopo che censurare la libertà d&#39;espressione di chi canta fuori dal coro. I quattro giorni di scontro sono la richiesta di rottura con un certo tipo di politica. Il messaggio è chiaro.</div>
<p>Il blog <em>Mots de Tête d’Algérie</em> <a title="Blog algerino" href="http://motsdtete06damizour.unblog.fr/2011/01/09/amizour-trois-jours-demeutes-une-ville-en-ruines/">racconta le conseguenze degli scontri a Amizour</a>, città nel nord del Paese. Sostiene che le proteste sono degenerate:</p>
<blockquote><p>Des dégradations qui ont suscité l&#39;indignation de la population  qui ne comprend pas pourquoi s&#39;en prendre à des biens de la collectivité et d&#39;utilité publique. « On a voulu exprimer notre ras-le-bol sans commettre de dépassements », explique un jeune manifestant,  « mais des éléments avec d&#39;autres intentions, pour tout simplement voler se sont joints aux manifestants, c&#39;est devenu incontrôlable !» regrette-t-il.</p></blockquote>
<div class="translation">La degradazione ha provocato l&#39;indignazione della gente che non capisce perchè alcuni manifestanti se la siano presa con le infrastrutture e i beni della comunità. &#8220;Volevamo esprimere la nostra esasperazione senza creare distruzione,&#8221; ha detto uno dei giovani manifestanti, aggiungendo &#8220;mentre altri hanno partecipato con l&#39;intenzione di rubare, e la situazione si è fatta incontrollabile!&#8221;</div>
<p>Infine, secondo Kal, rimane centrale comprendere se le manifestazioni in Algeria siano il riflesso di un malessere più profondo o solo l&#39;espressione di uno scontento momentaneo, come spiega su <a title="Blog algerino" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2011/01/09/some-thoughts-on-political-responses-to-the-algerian-riots/#more-5820">in un post su <em> Moor Next Door</em>:</a></p>
<blockquote><p>Una rivoluzione è qualcosa di unico e in un certo senso deliberato. Solo con il tempo si saprà se queste rivolte riflettono qualcosa di più che un malessere temporaneo o se esiste una qualche  forma di manipolazione che spinge i giovani a scendere nelle strade.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/hisham/' title='elenca tutti gli articoli di Hisham'>Hisham</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giulia-jannelli/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Giulia Jannelli'>Giulia Jannelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/01/10/tunisia-algeria-the-revolution-will-not-be-televised/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/tunisia-algeria-la-rivoluzione-non-passa-in-tv-ma-viaggia-sui-social-media/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Ftunisia-algeria-la-rivoluzione-non-passa-in-tv-ma-viaggia-sui-social-media%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Ftunisia-algeria-la-rivoluzione-non-passa-in-tv-ma-viaggia-sui-social-media%2F&#038;text=Tunisia%2C+Algeria%3A+la+%26%238220%3Brivoluzione%26%238221%3B+non+passa+in+TV+ma+viaggia+sui+social+media&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Ftunisia-algeria-la-rivoluzione-non-passa-in-tv-ma-viaggia-sui-social-media%2F&#038;title=Tunisia%2C+Algeria%3A+la+%26%238220%3Brivoluzione%26%238221%3B+non+passa+in+TV+ma+viaggia+sui+social+media' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Ftunisia-algeria-la-rivoluzione-non-passa-in-tv-ma-viaggia-sui-social-media%2F&#038;title=Tunisia%2C+Algeria%3A+la+%26%238220%3Brivoluzione%26%238221%3B+non+passa+in+TV+ma+viaggia+sui+social+media' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Ftunisia-algeria-la-rivoluzione-non-passa-in-tv-ma-viaggia-sui-social-media%2F&#038;title=Tunisia%2C+Algeria%3A+la+%26%238220%3Brivoluzione%26%238221%3B+non+passa+in+TV+ma+viaggia+sui+social+media' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Ftunisia-algeria-la-rivoluzione-non-passa-in-tv-ma-viaggia-sui-social-media%2F&#038;title=Tunisia%2C+Algeria%3A+la+%26%238220%3Brivoluzione%26%238221%3B+non+passa+in+TV+ma+viaggia+sui+social+media' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa francofona: 50 anni d&#039;indipendenza ma la &#8220;maledizione straniera&#8221; continua&#8230;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/06/africa-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/06/africa-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 23:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Grati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur con certa pomposità di questa ricorrenza, molte voci africane si chiedono cosa ci sia da celebrare, dato il mediocre livello di sviluppo raggiunto in seguito all'indipendenza -- nonchè i tanti problemi e legami tuttora irrisolti riguardo le ingenti risorse locali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#39;anno l&#39;Africa francofona celebra i 50 anni d&#39;indipendenza. In occasione dell&#39;anniversario, si è svolto di recente a Nizza il <a title="Link al sito Afrique Avenir" href="http://www.afriqueavenir.org/en/2010/06/01/25th-africa-france-summit-ends-tuesday-in-nice/">summit Africa-Francia</a> [fr]: i rapporti spesso tumultuosi tra la Francia e le sue ex colonie sono di nuovo alla ribalta.  Numerosi africani si chiedono ad alta voce cosa ci sia da celebrare, dato il livello mediocre dello sviluppo raggiunto in molti Paesi dopo l&#39;indipendenza.</p>
<p>Le numerose manifestazioni di sdegno sono accomunate da una lamentela ricorrente: il continente africano è effettivamente ricco di risorse naturali ed è ancora afflitto, senza un&#39;apparente via d&#39;uscita, dal fenomeno conosciuto come &#8220;maledizione del petrolio&#8221;. Sono in molti a ritenere che gli interessi stranieri non siano estranei nell&#39;alimentare tale maledizione.</p>
<p>In una prospettiva economica, l&#39;Africa ha certamente tratto beneficio dalla rapida espansione delle <a title="Link a Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodity/"><em>commodity</em></a> [it] nell&#39;ultimo decennio, ma non in misura così significativa in rapporto alle previsioni. In un rapporto per la rivista <em>Mckinsey Quarterly</em> dal titolo <a title="Link al Mc Kinsey Quaterly" href="http://www.mckinseyquarterly.com/Economic_Studies/Productivity_Performance/Whats_driving_Africas_growth_2601?gp=1">&#8220;What drives Africa&#39;s growth?&#8221;</a> [en, <em>Qual è il motore dello sviluppo africano?</em>], gli autori affermano che:</p>
<blockquote><p>Il petrolio è salito da meno di 20 dollari al barile nel 1999 a più di 145 dollari nel 2008. I prezzi dei minerali, del grano e di altre materie grezze sono ugualmente schizzati verso l&#39;alto sull&#39;onda della crescente domanda globale. [..] Tuttora le risorse naturali hanno generato soltanto il 32% del prodotto interno lordo dell&#39;Africa dal 2000 al 2008.</p></blockquote>
<p>Perché l&#39;Africa non ha beneficiato in misura maggiore delle sue risorse? Molti africani direbbero che la diretta presenza degli interessi internazionali nello sfruttamento di tale risorse e la mancanza di trasparenza dei relativi accordi, non portano allo sviluppo degli Stati africani. In un dossier su <em>FranceAfrique</em> per <em>Focus on Africa</em>, Stephen Smith <a title="Link al sito della BBC" href="http://www.bbc.co.uk/focusonafricamagazine/news/story/2010/04/100429_france_africa.shtml">evidenzia i legami particolari</a> [en] tra la Francia e il continente nero:</p>
<blockquote><p>Ebbene, dal momento in cui è entrato in carica, il Presidente Sarkozy ha dato seguito alla tradizione francese consolidata nel tempo di una diplomazia parallela in Africa.<br />
Un gruppo designato di consiglieri presiede in pubblico agli affari ufficiali con l&#39;Africa, mentre lo staff di alto livello dell&#39;Eliseo, insieme a intermediari non ufficiali, è responsabile di quella politica remunerativa e altamente personalizzata che Sarkozy ha denunciato durante la campagna presidenziale.<br />
I media francesi denunciano regolarmente le promesse non mantenute e la nuova prospettiva di vita conferita alla Francafrica.<br />
La collusione dell&#39;élite della Francafrica è diventata un anacronismo, in contraddizione con la nuda realtà del progressivo disimpegno francese - governativo e privato - con gli ex territori a sud del Sahara.</p></blockquote>
<p>La maledizione del petrolio è il tema più citato nelle regioni francofone ma di certo non è il solo. In una recente inchiesta per <em>The Africa report</em>, Norbrook si chiede <a title="Link al sito The Africa Report in inglese" href="http://www.theafricareport.com/special-reports/sector-reports/oil-a-gas/3286482-who-owns-africas-oil-.html">chi sia il vero proprietario del petrolio africano</a> [en]:</p>
<blockquote><p>Questo &#8220;mondo nuovo&#8221; del petrolio africano è stato modellato dall&#39;aumento dei prezzi, tale da rendere la costosa fase di ricognizione un rischio che vale la pena di correre. Il passaggio all&#39;offshore, reso possibile dal progresso tecnologico, richiede un considerevole impegno finanziario - il noleggio della nave trivella che ha scoperto il giacimento di petrolio del Ghana costa circa un milione di dollari al giorno.<br />
Un&#39;altra dinamica importante è stata l&#39;incremento della competizione con le compagnie cinesi e indiane che sono entrate nella cordata delle maggiori società europee e statunitensi. Laddove la produzione di petrolio è stata controllata tradizionalmente da una élite ristretta il cui monopolio è stato visto come dannoso, i nuovi attori  hanno facilitato le trattative dei governi.</p></blockquote>
<div id="attachment_143710" class="wp-caption aligncenter" style="width: 286px"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/oil-map-africa.jpg"><img class="size-medium wp-image-143710" title="Mappa del petrolio africano" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/oil-map-africa-276x300.jpg" alt="Mappa del petrolio africano" width="276" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa del petrolio africano, da Theafricareport.com</p></div>
<p>Il blogger <em>Achille</em> da Antananarivo, Madagascar, ha seguito da vicino la crisi politica nel suo Paese: ecco <a title="Link al blog Reflexiums" href="http://reflexiums.wordpress.com/2010/05/26/madagascar-maudit-petrole">come collega i tumulti locali con la maledizione del petrolio</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>On a tous cherché la cause de cette crise, mais on oublie que c’est le pétrole qui a lancé les offensives. Tous les autres évènements tels que le pillage des forêts, le banditisme, l’accroissement de la pauvreté ne sont que les conséquences. La Francafrique a commencé à bouger dès qu’on a entendu les premières études positives sur le pétrole sans compter les autres ressources qui attirent d’autres pays. Je viens de me rendre compte qu’on est cerné par les multinationale, les canadiens au sud, les chinois vers Soalala et évidemment Total, le grand ami des pays en développement et des dictateurs de pacotille ! Et nous, on est là comme des cons à regarder le train qui transporte notre pognon loin vers l’horizon ! Quand j’ai vu le chiffre de 100 millions pour une concession pétrolière, je me suis dit qu’enfin la stupidité avait enfin atteint son sommet avec nos dirigeants.</p></blockquote>
<div class="translation">Tutti siamo in cerca delle cause di questa crisi, eppure ci dimentichiamo spesso che il petrolio è l&#39;elemento scatenante di tutti i disordini. Tutti gli altri eventi, come il saccheggio della foresta nazionale, i crimini di Stato, la povertà sempre in aumento, sono soltanto prodotti derivati. I membri della lobby per la Francafrica hanno cominciato a muoversi non appena hanno sentito che c&#39;erano risorse petrolifere da sfruttare, senza escludere di certo altri tipi di risorse interessanti per loro e per altri Paesi.<br />
Mi sono reso conto che siamo circondati dalle multinazionali: le canadesi nel Sud, le cinesi a Solala e  ovviamente la Total, grandi amiche dei Paesi in via di sviluppo e degli aspiranti dittatori. Nel frattempo, ce ne stiamo qui a guardare le nostre risorse spedite chissà dove! Quando ho visto un contratto da 100 milioni per una concessione petrolifera, mi sono detto che la stupidità ha raggiunto la massima potenza presso i nostri dirigenti.</div>
<p>Negli anni Settanta, il petrolio è stato considerato come il passaporto per un rapido sviluppo. È stato il caso dell&#39;Algeria, della Libia e dell&#39;Iraq, dice <em>Passion-histoire</em>. E spiega come tale <a title="Link al blog Le blog de l'histoire" href="http://blog.passion-histoire.net/?p=6106">speranza si sia dissolta</a> [fr] in un batter d&#39;occhio:</p>
<blockquote><p>Dans les années 1970, grâce la rente pétrolière, l’Algérie, la Libye et l’Irak paraissaient engagés dans un processus de modernisation accélérée. Le pétrole était la bénédiction qui permettrait à ces États de rattraper leur « retard » économique.<br />
L’Algérie était un « dragon en Méditerranée », la Libye un « émirat » et l’Irak « la puissance militaire montante » du monde arabe. Sur le plan politique, le socialisme progressiste laissait penser que des transformations profondes s’opéraient : émancipation de la femme, urbanisation, scolarisation, augmentation de l’espérance de vie…<br />
Quelques décennies plus tard, la désillusion est cruelle. Le sentiment de richesse a entraîné ces pays dans des expérimentations voire des impasses politiques, économiques et militaires aux conséquences désastreuses dont ils peinent encore à sortir.</p></blockquote>
<div class="translation">Nel 1970, grazie alla rendita petrolifera, Algeria, Libia e Iraq davano l&#39;impressione di aver innescato un rapido processo di modernizzazione. Il petrolio è stato la benedizione che avrebbe permesso agli Stati di ristabilirsi da un punto di vista economico. L&#39;Algeria è stata il “dragone del Mediterraneo”, la Libia l&#39;“Emirato”, e l&#39;Iraq “la potenza militare in ascesa” del mondo arabo. Da un punto di vista politico, il socialismo progressista aveva fatto credere a molti che andavano realizzandosi profonde trasformazioni strutturali: emancipazione femminile, urbanizzazione, scolarizzazione, lunghezza della vita…<br />
Qualche decennio più tardi, la disillusione è stata cocente. La sensazione è che i ricchi abbiano trascinato quei Paesi in sperimentazioni sfociate in vicoli ciechi a livello politico, economico e militare che hanno portato disastrose conseguenze da cui stentano a uscire.</div>
<p>In risposta alla celebrazione dei 50 anni d&#39;indipendenza, <em>Faustine Vincent </em> scrive che le nazioni africane sono <a title="Link al sito web 20minutes.fr" href="http://www.20minutes.fr/article/405796/Monde-Les-50-ans-d-independances-africaines-embarrassent.php">poco propense a inviare dei resoconti</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Mais, au final, le cinquantenaire embarrasse tout le monde. Côté africain, «les pays auraient dû en profiter pour faire un bilan d’étape. Ce n’est pas le cas, assure  Boubacar Boris Diop, écrivain sénégalais. Certainement parce qu’ils n’ont pas lieu d’en être fiers».</p></blockquote>
<div class="translation">Alla fin fine, questa celebrazione del cinquantenario è proprio imbarazzante per tutti. Da parte dell&#39;Africa, “si trattava di un&#39;opportunità per tirare le somme sui percorsi intrapresi finora. Ma non è andata affatto così, scrive Boubacar Boris Diop, uno scrittore senegalese. Certo, non hanno nulla di cui andare fieri”.</div>
<p>Da parte della Francia, l&#39;amministrazione Sarkozy continua a esprimere la volontà di dissociarsi dal modo di agire delle amministrazioni precedenti. Come riportato da <em>Sarah Halifa-Legrand</em>, questo concetto <a title="Link al sito web Nouvel Obs" href="http://tempsreel.nouvelobs.com/dossier/afrique-50-ans-d-independance/20100528.OBS4588/la-francafrique-version-sarkozy.html">è stato espresso in termini piuttosto espliciti da Alain Joyandet</a> [fr], segretario di Stato francese alla Cooperazione:</p>
<blockquote><p>…[La France] se montrant &#8220;prêt à laisser tomber l’Afrique si son pays n’y trouve pas son compte&#8221;. Dans la bouche d’Alain Joyandet, cela donne : &#8220;Ne pas avoir peur de dire aux Africains qu’on veut les aider, mais qu’on veut aussi que cela nous rapporte&#8221;</p></blockquote>
<div class="translation">[La Francia] è pronta a “lasciar perdere l&#39;Africa, se il Paese non ne vede l&#39;utilità”. Dalla bocca di Alain Joyandet: “Non dobbiamo aver paura di dire agli africani che vogliamo aiutarli, ma che deve uscirne qualcosa anche per noi.”</div>
<p>In Gabon, l&#39;<em>Association Survie </em>nota che, a dispetto dei disordini dell&#39;ultimo anno, la <a title="Link al sito web Survie" href="http://survie.org/billets-d-afrique/2010/192-juin-2010/article/total-gabon-profite-de-la-hausse">Total ha fatto proprio bene i suoi interessi nel 2010</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Elle a publié un résultat net de 42 millions d’euros au titre du premier trimestre 2010, en hausse de 109% par rapport à la même période en 2009.</p></blockquote>
<div class="translation">Total ha riportato un utile netto di 42 milioni di euro nel primo trimestre del 2010, ovvero un incremento del 109% rispetto allo stesso periodo del 2009.</div>
<p>Infine, <em> Arimi Choubadé </em> di <em>Quotidien Nokoue</em> in Benin pubblica una nota sarcastica, chiedendoci di immaginare come si sarebbe stati meglio con la Francia se solo questa <a title="Link al sito Quotidien Nokoué" href="http://quotidiennokoue.com/?p=3615">avesse potuto &#8220;mantenere&#8221; i suoi legami privilegiati con i Paesi dotati di maggiori risorse naturali</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Imaginez une France partenaire privilégié d’une Côte d’Ivoire forte de son cacao ; d’un Gabon, d’un Congo, d’un Tchad, d’un Cameroun voire d’une Mauritanie dopés par l’exploitation du pétrole ; d’un Mali, d’un Bénin et d’un Burkina Faso en pôle dans la production de coton ; d’un Togo transfiguré par les ristournes du phosphate; et d’un Niger comblé par l’exploitation de l’Uranium. Cela éviterait à Sarkozy sa posture actuelle de puissance mitigée.</p></blockquote>
<div class="translation">Immaginate la Francia con una partnership privilegiata con la Costa d&#39;Avorio e la sua  abbondanza di cacao, con il Gabon, il Congo, il Chad, il Camerun e pure la Mauritania sostenute nella crescita economica dal petrolio; con il Mali, il Benin e il Burkina Faso e il loro cotone, con il Togo trasformato dai suoi giacimenti di fosfati e il Niger con la sua riserva di uranio. Ciò avrebbe evitato a Sarkozy di starsene lì in mezzo senza sapere che pesci prendere.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/lova-rakotomalala/' title='elenca tutti gli articoli di Lova Rakotomalala'>Lova Rakotomalala</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellagr/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Antonella Grati'>Antonella Grati</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/06/08/50-years-later-independence-and-the-resource-curse-in-francophone-africa/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/06/africa-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;text=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Fafrica-francofona-50-anni-dindipendenza-ma-la-maledizione-straniera-continua%2F&#038;title=Africa+francofona%3A+50+anni+d%26%2339%3Bindipendenza+ma+la+%26%238220%3Bmaledizione+straniera%26%238221%3B+continua%26%238230%3B' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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