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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Lithuania</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Giappone: Hetalia sfida i limiti della parodia tra vari Paesi, Italia inclusa</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 02:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nato come <em>webcomic</em> di successo, il manga Hetalia prende in giro tutti gli Stati coinvolti nella Seconda Guerra Mondiale - suscitando però le ire dei netizen coreani e anche di quelli italiani, a cui si ispira il titolo della storia. Ce ne parla Scilla Alecci, autrice italiana ora in Giappone. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/scilla-alecci/">Scilla Alecci</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/17/japan-hetalia-axis-powers-and-the-limits-of-parody/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a href="http://www.komixjam.it/hetalia-axis-powers-un-anime-davvero-divertente-minacciato-di-morte-lautore/" title="Leggi la scheda del manga da komixjam.it">Hetalia</a> [it] (termine composto dalle parole “hetare”, letteralmente &#8216;inutile&#39;, e &#8220;Italia&#8221;), è un manga satirico creato da <a href="http://himaruya.blog61.fc2.com/" title="Leggi il blog dell'autore del manga in giapponese">Hidekaz Himaruya</a> (日丸屋秀和) [giap] ambientato principalmente durante la seconda guerra mondiale, con personaggi di diversi Paesi protagonisti di quel periodo. Il manga ha suscitato l&#39;attenzione del pubblico nazionale e internazionale. Nato come <a href="http://www.geocities.jp/himaruya/d_i0.htm" title="Vai alla pagina del webcomic in giapponese">webcomic</a> [giap], frutto della fantasia di un emigrato giapponese a New York, Hetalia è stato pubblicato nel 2008 da Gentosha Comics Inc., per poi divenire una <a href="http://www.watchanimeon.com/axis-powers-hetalia-episode-1/" title="Guarda l'episodio 1 in giapponese con sottotitoli in inglese">serie animata</a> [giap/in] nel gennaio 2009, <a href="http://www.animenewsnetwork.com/news/2009-02-07/hetalia-anime-seen-by-200000-on-web-60000-on-phones" title="Leggi l'articolo in inglese">, che solo su internet registra più di 200.000 visite.</a> [In].</p>
<p><object width="410" height="341"><param name="movie" value="http://www.veoh.com/veohplayer.swf?permalinkId=v173333715ffJF2zN&#038;player=videodetailsembedded&#038;videoAutoPlay=0&#038;id=anonymous"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed title="Video su Veoh.com" alt="Video su Veoh.com" src="http://www.veoh.com/veohplayer.swf?permalinkId=v173333715ffJF2zN&#038;player=videodetailsembedded&#038;videoAutoPlay=0&#038;id=anonymous" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="410" height="341"></embed></object><br /><font size="1"> <a href="/browse/videos/category/anime/watch/v173333715ffJF2zN">Episodio 1 di Hetalia [RAW]</a> (solo in giapponese)</font> </p>
<p><strong>Storia e personaggi </strong></p>
<p><a title="Vai al sito di Hetalia in giapponese" href="http://hetalia.com/top.htm">Hetalia: Axis Powers</a> [giap] (questo il nome completo) si prende gioco di tutte le nazioni senza eccezioni. Germania, Giappone, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Polonia, Russia, Paesi del baltico, Spagna, Grecia, Austria, Ungheria, Cina, Corea e, principalmente Italia, rappresentati come personaggi infantili nel tipico stile manga, le cui caratteristiche (stereotipate) di ciascuno vengono esagerate, e tutti sono sbeffeggiati con lo stesso livello di ironia.</p>
<p>Yorozu Haki (万葉樹) <a href=" http://blog.goo.ne.jp/yorozu-haki/e/786e3b03f04129fc1aaf06128a9e1729" title="Vai al post originale in giapponese">considera il manga</a> [giap] come una creazione di fantasia, rappresentativa di una subcultura, comparsa recentemente nel mondo dei manga, dove gli autori hanno cominciato a occuparsi di questioni politiche o sociali, pur con le limitazioni del mezzo espressivo:</p>
<blockquote><p>舞台は日本、イタリア、ドイツが同盟を組んだ第二次世界大戦あたりと思われます。ときおり、歴史的なうんちくが散りばめられているので、世界史マニアには興味深いかも。[…]<br />
歴史認識が浅いという辛口の意見もあるのですが、しょせんはフィクション。ただ、現在マンガカルチャーの発言権は増しているだけに、偏見を植えつけかねないかも。日本人が国際社会で弱腰というのは、総体的にはそうかもしれないですが、いささか強調されすぎているきらいもありますよね。あと、こうした歴史文化的な興味というのは、往々にして、サブカルチャーを経由しているというのが、まさに現代的ですよね。<br />
この漫画で描かれているように、おちゃらけ雰囲気で国際紛争もカタがつけばよろしいのでしょうけれど、現実問題、国家というのはおそろしいモンスターであって、けっしてひとりの人格に収斂させられるようなものではないのです。</p>
</blockquote>
<div class="translation">L&#39;ambientazione è la seconda guerra mondiale, con l&#39;alleanza tra Giappone, Italia e Germania. [Il manga] è pieno di riferimenti storici, cosa che lo rende appetibile a tutti gli appassionati di storia mondiale. […]<br />
Alcuni ne hanno criticato la lettura storica perchè superficiale, ma dopotutto si tratta pur sempre di fiction. D&#39;altro canto, oggi la subcultura manga ricomincia a essere importante, e qualche pregiudizio potrebbero sedimentarsi. In genere è vero che i giapponesi non si esprimono in maniera netta nelle arene di discussione internazionale, ma è anche vero che tale  tendenza è stata sempre gonfiata. Inoltre, questo tipo di interessi socio-culturali, che trovano sempre più espressione tramite gli elementi di certe subculture [come quella dei manga], è un [fenomeno] alquanto recente.<br />
Magari le controversie internazionali venissero risolte come in questo manga, in un&#39;atmosfera iper-semplicistica; il problema è che nella realtà gli Stati sono mostri terribili, e non possono certo essere ridotti a un singolo personaggio.
</div>
<p>Il blogger Roko <a href="http://roko3.cocolog-nifty.com/tuiteru/2009/01/post-eb05.html" title="Post originale in giapponese">riflette</a> [giap] su come un manga simile, nonostante non si proponga certo di essere un documento storico, possa incuriosire il lettore a saperne di più sui fatti del mondo:</p>
<blockquote><p>
ウワサのヘタリア、読んでみました。国を擬人化した登場人物のからみは面白かったなぁ。<br />
いつでも美味しいものを食べることしか考えていないヘタレなイタリア。ドイツの捕虜になって喜んでるソ連。何をするにも時間がかかるギリシャ。ケチケチなオーストリア。昔はかわいこちゃんだったのに、今じゃエラソーなアメリカ。真面目でいつも怒ってるドイツ。<br />
　それぞれの国の個性が、思いっきり突っ込まれてます。結局はみんなヘタレなのかなぁ～？
</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Ho letto Hetalia di cui parlano tutti. È davvero divertente scoprire le relazioni tra i personaggi che rappresentano Paesi diversi.<br />
L&#39;Italia è un buono a nulla che riesce a pensare solo al buon cibo. L&#39;Unione Sovietica è felice di essere prigioniera della Germania. La Grecia ci mette una vita a fare qualunque cosa. L&#39;Austria è un pezzente. Gli Stati Uniti, un bambino tanto carino da piccolo, diventato arrogante da grande. La Germania, sempre arrabbiato e serio.<br />
La personalità di ogni Paese viene ridicolizzata senza eccezioni: forse, alla fine, sono tutti dei &#8220;buoni a nulla&#8221;, no?</div>
<p>[…]</p>
<blockquote><p>おバカなコミックスですけど、こんなところから世界を知るのもアリかなと思います。だって、学校ではこういうこと教えてくれないもの。この頃、世界に興味のない人が増えてるでしょ。そういうのって危険だと思うんです。<br />
　やみくもに外国がステキと思うのもいけないけど、知りもしないで否定するのはもっといけないことだと思うのです。<br />
　世界を知れば日本のことも知りたくなります。一つ知ればそこから興味が広がります。でも、最初の一つを手にすることができないと、そこからは何も広がらないのです。1×2は2、2×2は4になるけれど、0には何をかけても0。無知は恐ろしいことであり、悲しいことなのです。
</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Sarà un fumetto stupido, ma credo proprio che sia un modo per imparare la storia del mondo. Dopotutto, non ce le insegnano queste cose a scuola, vero? Oggigiorno, poi, il numero di quanti si disinteressano alle cose del mondo è in crescita, e credo che questo sia [un trend] ben più pericoloso.<br />
Mentre è sbagliato [da parte giapponese] credere ciecamente che i Paesi stranieri siano meravigliosi, è certamente peggio negare [la storia] senza neppure saperne nulla.<br />
Più imparo la storia del mondo, più mi viene voglia di conoscere la storia del Giappone. Man mano che imparo cose nuove, mi interesso di molte altre cose. Ma se non ti viene consentito di accedere a nuove informazioni sin dall&#39;inizio, allora la conoscenza non può diffondersi.<br />
Dopo tutto, due per uno fa due, due per due fa quattro, ma qualunque numero moltiplicato per zero dà zero. L&#39;ignoranza è una cosa triste e spaventosa.
</div>
<p>Come suggerito dal titolo, il paese più bersagliato da questo manga è l&#39;Italia. Di discendenza nobile (il nonno era l&#39;Impero Romano), l&#39;Italia sembra mostrare segni di debolezza sin dall&#39;infanzia, quando veniva maltrattata da quei bulletti dei suoi amici europei. Tanto nel manga quanto nell&#39;anime, l&#39;Italia viene rappresentata come un personaggio sempre lamentoso, pigro, amante del buon cibo, pronto a correre dietro alle belle ragazze. Anche se sono molti i fan italiani degli <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anime">anime giapponesi</a> [it] che non vedono l&#39;ora di averne la versione sottotitolata da alcuni di loro, c&#39;è chi mette in dubbio il &#8220;buon gusto&#8221; dei soggetti rappresentati.</p>
<p>In una <a href="http://www.shinforum.com/board/viewtopic.php?f=15&#038;p=116276" title="Vai alla pagina dei commenti in italiano">discussione dedicata a Hetalia</a> [it] su Shinforum, forum di fan italiani della cultura giapponese, Agarsen scrive ad esempio: </p>
<blockquote><p>
Dopo aver letto buona parte dei capitoli, posso dire che, sebbene abbia trovato parte del manga divertente, ho trovato anche parte del manga di cattivo gusto; non offensivo, ma di cattivo gusto, proprio per la superficialità con cui certe affermazioni sono proposte al lettore. Se noi prendessimo la cultura giapponese e decidessimo di sbeffeggiarla &#8220;per quello che ci sembra&#8221; io non credo che i giapponesi ne sarebbero divertiti…<br />
Ogni cosa può essere fatta sembrare idiota se letta superficialmente.<br />
Il problema è che deve esistere anche una consapevolezza, una lettura più approfondita dei fatti che ti dice &#8220;Un momento, va bene riderci sopra, ma nella realtà dei fatti c&#39;è poco da ridere&#8221;. Insomma, dovrebbe essere un riso amaro più che uno sbellicarsi. Io già m&#39;immagino certa gente che penserà di capire la storia dopo avere letto Hetalia, esattamente come pensa di conoscere la società guardando la televisione&#8230;<br />
Trovo difficile ridere al pensiero di gente che scappa dal fronte o si arrende senza combattere; gente pescata da ogni dove, che voleva solo farsi gli affari propri e vivere tranquilla, mal equipaggiata, mandata a combattere nel deserto&#8230; si dovrebbe ridere di questa gente?<br />
Che si rida di Mussolini e dei fascisti, ma loro..
</p>
</blockquote>
<p><strong>Polemiche e proteste</strong></p>
<p>Come accennato sopra, la messa in onda degli anime ispirato al manga era prevista per il 24 gennaio su Kids Station (canale giapponese per bambini), ma <a href="http://www.animenewsnetwork.com/news/2009-01-15/japan-kids-station-cancels-its-hetalia-anime-run" title="Leggi la notizia in inglese">il programma è stato sospeso</a> [in] dopo 16.000 messaggi di protesta inviati dai <em>netizen</em> coreani: ora può essere visto solo su internet e su telefono cellulare.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KGzT1eUoC6Y&#038;hl=ja&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" src="http://www.youtube.com/v/KGzT1eUoC6Y&#038;hl=ja&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344" title="Video in coreano con sottotitoli in inglese"></embed></object><br />
<small>Servizio TV coreano dedicato a Hetalia (sottotitoli in inglese)</small></p>
<p>Non stupisce certo che un manga dedicato a un argomento controverso come la Seconda Guerra Mondiale, in cui si ridicolizzano e prendono in giro alcuni Paesi, abbia suscitato <a href="http://www.star-ecentral.com/news/story.asp?file=/2009/2/1/tvnradio/3106251&#038;sec=tvnradio" title="Leggi il post originale in giapponese">alcune polemiche</a> [giap]. Ciò che ha stupito alcuni blogger giapponesi, tuttavia, è il fatto che la Corea, nel manga citata di sfuggita come personaggio minore, abbia considerato un insulto nazionale questa rappresentazione, l&#39;ennesima provocazione di un Giappone arrogante.</p>
<p>Nella sua analisi, il blogger coreano <a href="http://notarin.exblog.jp/9408637/" title="Vai al blog in giapponese">no_tenki</a> [giap] spiega che la reazione coreana, considerata eccessiva da molti non è tale quanto piuttosto la naturale conseguenza dei messaggi anti-coreani diffusi costantemente su internet dai giapponesi, e specialmente da alcuni forum o siti di destra. Sono questi contenuti che allarmano i coreani, sia quelli che vivono in patria sia in Giappone:</p>
<blockquote><p>
ヘタリアについて話しますと、[&#8230;]まあ、まともに読んでないので迂闊な評価はできませんが、人気があるということは、なかなかセンスのある方ではないかと思われます。ですけど韓国については、掘り下げが足りない…というより、単純に、ただのネタです。ボクもそう思いますが、韓国なんて登場しなくても構わないわけだし、どうでもいいとは思います。ですけど、韓国人としては、やっぱりこれは憂慮せざるを得ない。
</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>A proposito di Hetalia, [&#8230;] non l&#39;ho letto e non posso certo esprimere giudizi, ma il fatto che sia diventato così popolare indica che è stato creato secondo buon senso.<br />
Tuttavia, per quanto riguarda la Corea del Sud [e il modo in cui viene rappresentata nel manga], convengo con quanti ritengono che, più che essere superficiale, si tratta di una presa in giro, e non mi importerebbe se la Corea non fosse affatto presente. Come coreano, comunque, non posso non essere preoccupato.
</div>
<blockquote><p>
韓国のキャラ設定ですけど、ただ、ネット上においての韓国のイメージを、そのまま借用しているわけですよね。ネットの住人には納得できそうなキャラ像です。「ニダー」と違って顔も美形ですし、バカではあるけど悪気のあるやつとしては描かれていない。だからニダーとは違うのだ。むしろ好意的に捉えている。と思われるかもしれませんけど、その根本にある「韓国のイメージ」というのは「ニダー」も、この「韓国」さんも同じわけで、昔の「嫌韓」の常識（今はネットの住人の常識かな）を引っ張り出してきていて、それをアレンジしてるだけで、（絵は好きですけど、設定においての）材料は同じじゃないですか。「韓国とはこういう国だ」というイメージがここまで肥大したからこそ、別に嫌韓でない人でも、ヘタリアでの韓国のキャラに違和感を感じない。むしろ「事実どおりに描かれている」と思う。これはなかなか恐ろしいことだと思いますよ。「…」
</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Il personaggio coreano rispecchia gli stereotipi della Corea del Sud presenti su Internet. Riflette fedelmente l&#39;immagine dei netizen giapponesi. Ma a differenza di <a href="http://ja.wikipedia.org/wiki/%E3%83%8B%E3%83%80%E3%83%BC" title="Leggi la voce wikipedia in giapponese">Nidaa</a> [giap] [personaggio creato da 2channelers in ASCII, tecnica che utilizza i caratteri di testo per realizzare immagini, il cui nome proviene dal suffisso coreano -mnida e mirato a prendere in giro la Corea] quello di Hetalia è belloccio e sciocco, ma non malizioso. Perciò è molto diverso da Nidaa, risulta anzi un personaggio buono.</p>
<p>Perlomeno, è così che si dice in giro. Tuttavia l&#39;immagine stereotipata della Corea, che il personaggio sia Nidaa o Mr. Korea, è sempre la stessa. Si tratta solo di modi diversi di interpretare il sentimento anti-coreano diffuso su internet, ma gli ingredienti sono gli stessi (mi riferisco all&#39;ideologia, che in realtà i disegni mi piaccono). </p></div>
<p>[…]</p>
<blockquote><p>
だからどっちにしろ、韓国ではヘタリアは極右の嫌韓（的な見方から韓国をキャラ化した）アニメとして知らされ、これから韓国の一般人の日本に対する認識を悪くする要因の一つとして存在しつづけるかもしれない。ということを考えると、とても心配なわけだ。
</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Di conseguenza, [in Corea] Hetalia è considerato un anime di destra, dove la Corea viene rappresentata da un punto di vista anticoreano, e ciò inasprisce l&#39;idea negativa dei giapponesi hanno i coreani. È questa la cosa che mi preoccupa di più.</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La crisi finanziaria in Europa centro-orientale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/10/la-crisi-finanziaria-in-europa-centro-orientale/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2008/10/la-crisi-finanziaria-in-europa-centro-orientale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 08:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco alcune reazioni della blogosfera anglofona ai risvolti assunti dalla crisi finanziaria in alcuni Paesi dell'Europa centrale e orientale - incluse analisi alquanto articolate, oltre che originali e argute.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neeka/">Veronica Khokhlova</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/10/16/central-eastern-europe-financial-crisis/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Ecco di seguito un resoconto delle reazioni della blogosfera anglofona alla crisi finanziaria in alcuni Paesi dell&#39;Europa centrale e orientale.</p>
<p><strong>Ungheria</strong></p>
<p>Il 13 ottobre Antal Dániel, del blog <em>Central Europe Activ</em>, <a title="Leggi il post originale" href="http://central.blogactiv.eu/2008/10/13/bailout-hungary/">ha scritto:</a> [in] </p>
<blockquote><p>Dopo che le principali banche e compagnie di assicurazioni sono state salvate dall&#39;Unione Europea, l&#39;Ungheria è diventata il primo Stato membro a ricevere un&#39;offerta di salvataggio dal Fondo Monetario Internazionale con il sostegno dell&#39;Ecofin. L&#39;Ungheria sembrerebbe lo Stato membro più esposto alla crisi finanziaria globale. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Il blogger ritiene che &#8220;l&#39;attuale situazione economica sia il risultato di una crisi politica&#8221;:</p>
<blockquote><p>[…] Nel corso della campagna elettorale del 2002, tanto l&#39;allora maggioranza di centro-destra quanto il centro-sinistra avevano promesso di redistribuire parte del profitto economico accumulato tra 1989 e 2002. I due principali partiti, il <a title="Leggi l'articolo di Wikipedia sul Fidesz" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fidesz">Fidesz</a> [it] e il <a title="Leggi l'articolo di Wikipedia sul Partito Socialista Ungherese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_socialista_ungherese">Partito Socialista</a> [it], si rincorrevano sulle promesse di spesa e sugli sgravi fiscali [&#8230;]. Il Partito Socialista ha poi mantenuto gran parte di quelle incredibili promesse, riuscendo a portare il deficit pubblico a un record del 10%. Il leader  Gyurcsány ha poi ammesso che il suo partito aveva mentito agli elettori, cosa che rese le successive misure austere ancora più indigeste agli ungheresi.</p></blockquote>
<p>Per superare la crisi, conclude Dániel, “Gli elettori ungheresi […] dovranno impegnare i propri partiti ad attenersi a programmi e politiche economiche ben più razionali.”</p>
<p>Eva Balogh di <em>Hungarian Spectrum</em> <a title="Leggi il post originale" href="http://esbalogh.typepad.com/hungarianspectrum/2008/10/financial-crisis-and-the-hungarian-opposition.html">sostiene quanto segue</a> [in] sull&#39;inadeguata risposta dell&#39;opposizione ungherese alla crisi:</p>
<blockquote><p>[…] Cominciamo dai dirigenti del <a title="Leggi l'articolo di Wikipedia sul SZDSZ" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alleanza_dei_Democratici_Liberi">SZDSZ</a> [it]. Ancora una volta, sembrano fuori dalla realtà. [&#8230;]. Parlano come se il compito principale del governo ungherese fossero le &#8220;riforme&#8221;; riforme concluse, a loro vedere. E allora, non è stupendo che abbiano abbandonato la coalizione? A tutt&#39;oggi, metà ottobre 2008, mentre l&#39;intera comunità finanziaria mondiale sembra sull&#39;orlo della catastrofe, queste cosiddette riforme potrebbero decidere il destino del Paese. [&#8230;] Nel frattempo, questi inutili pignoli minano gli sforzi del Governo di tenere l&#39;economia del Paese in equilibrio e evitare il panico. È importante approvare il bilancio e bisogna darsi una mossa. C&#39;è ancora molto duro lavoro da fare.</p>
<p>Passiamo al responsabile del Fidesz, <a title="Leggi l'articolo di Wikipedia su Orban" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Viktor_Orban">Viktor Orbán</a> [in]. Ieri ha provato a spiegare a un gruppo di importanti uomini d&#39;affari che sarebbe possibile risolvere i problemi economici dell&#39;Ungheria in soli tre mesi, se si svolgessero subito regolari elezioni e lui divenisse primo ministro. Sarebbe in grado di trasformare completamente l&#39;economia. Da solo, in Ungheria. Certo, il problema è che in ogni crisi economica nessun Paese è un&#39;isola. In un modo o nell&#39;altro l&#39;Ungheria ne sarebbe comunque influenzata. Magari meno in prima linea rispetto ad altri Paesi, poichè le banche ungheresi non sono sommerse dai titoli-spazzatura, nè il Paese era nel mirino degli &#8220;hedge fund&#8221; o di chi specula sulle valute. Eppure, i primi segni si vedono già. Le vendite della Opel sono scese, e la fabbrica nazionale verrà chiusa &#8220;temporaneamente&#8221;. Ad ogni modo, Orbán afferma che il suo team economico è pronto e ha tutte le risposte: drastici tagli alle tasse, meno burocrazia per gestire le entrate fiscali, diminuzione della burocrazia e della corruzione, un Parlamento più piccolo, un amministrazione pubblica meglio organizzata e una gestione più oculata delle finanze dello Stato. Roba da ridere? No, nelle attuali circostanze una simile ristrettezza di vedute rivela scarsa lungimiranza.</p>
<p>Ancora più preoccupante il fatto che, nell&#39;affrontare le radici della crisi, Viktor Orbán adotti un atteggiamento manicheo. Si dice certo che le &#8220;politiche di economia liberale&#8221; siano la causa del problema, e descrive in modo entusiasta i sistemi di Paesi dove la democrazia non è proprio in buone condizioni: Cina, Russia e alcune nazioni islamiche. Sono questi i modelli di successo, e non le liberaldemocrazie dell&#39;Occidente. […]</p></blockquote>
<p>In un aggiornamento sulla risposta dei politici alla crisi finanziaria, Eva Balogh <a title="Leggi il post originale" href="http://esbalogh.typepad.com/hungarianspectrum/2008/10/crisis-and-attempted-remedy-in-hungary.html">presenta</a> [in] una “lista di richieste in sette punti&#8221; avanzata da Fidesz - e il &#8220;piano in dodici punti&#8221; del Primo Ministro <a title="Leggi l'articolo di Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ferenc_Gyurcs%C3%A1ny">Ferenc Gyurcsány</a> [in]:</p>
<blockquote><p>[…] La benedizione impartitagli dal Presidente della Banca Nazionale di Ungheria gli darà certamente maggiore incisività; oltretutto, include la maggior parte delle richieste di Fidesz. […]</p>
<p>Credete che il piano allevierà la ricaduta della crisi economica finanziaria? Chi lo sa? Il mercato creditizio ha già ricevuto un duro colpo, e senza dubbio gli effetti ricadranno sull&#39;economia globale. Con quali e profonde conseguenze, è impossibile a dirsi.</p></blockquote>
<p>Edward Hugh, del sito <em>Hungary Economy Watch</em> <a title="Leggi il post originale" href="http://hungaryeconomywatch.blogspot.com/2008/10/why-hungary-is-not-next-iceland.html">spiega così perché</a> [in] “l&#39;Ungheria non è l&#39;Islanda”:</p>
<blockquote><p>[…] Le prospettive economico-finanziarie di lungo periodo dell&#39;Islanda appaiono rosee, dopo aver domato la tempesta in corso, e aver fatto tesoro di dure lezioni. Vorrei tanto poter dire lo stesso dell&#39;Ungheria.[…]</p>
<p>[…] L&#39;Islanda è un Paese giovane, con un tasso di natalità appena positivo, e la popolazione in età lavorativa sta aumentando rapidamente. D&#39;altro canto, l&#39;Ungheria è un Paese relativamente anziano,dove  la popolazione invecchia rapidamente, ogni fascia generazionale raggiunge i due terzi di quella precedente, e sia la popolazione totale che quella in età lavorativa tendono a calare nel lungo periodo.</p>
<p>Ecco perchè l&#39;Islanda - nonostante abbia sperimentato un periodo di grandi eccessi - potrà meglio sostenere le speculazioni future rispetto all&#39;Ungheria, ed è per questo che l&#39;Islanda è sicuramente differente dall&#39;Ungheria. Non lo dico certo per criticare l&#39;Ungheria, o i suoi cittadini, ma piuttosto perché mi preoccupa la situazione di un Paese che mi sta <a title="Leggi un post dal blog Bonobo Land" href="http://bonoboathome.blogspot.com/2006/10/imre-nagy-and-pl-malter.html">molto a cuore</a> [in].</p></blockquote>
<p>Sul sito <em>A Fistful of Euros</em>, Edward Hugh <a title="Leggi il post originale" href="http://fistfulofeuros.net/afoe/economics-and-demography/imf-to-step-in-with-rescue-package-for-hungary/">ha parlato</a> [in] della &#8220;disponibilità a offrire sostegno finanziario e tecnico all&#39;Ungheria&#8221; del <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia sul Fondo Monetario Internazionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_Monetario_Internazionale">Fondo Monetario Internazionale</a> [it]:</p>
<blockquote><p>[…] L&#39;Unione Europea ha affermato di aver gradito il piano. Date le circostanze, non si poteva fare molto di più. L&#39;intervento potrebbe fungere da precedente, e può darsi che l&#39;esempio ungherese venga ben presto seguito dai Paesi d&#39;area baltica, Bulgaria e Romania per prime, direi, vista la rapidità con cui gli eventi stanno precipitando. […]</p></blockquote>
<p><strong>Estonia, Lettonia, Lituania</strong></p>
<p>Il giorno seguente, Edward Hugh <a title="Leggi il post originale" href="http://fistfulofeuros.net/afoe/economics-and-demography/the-baltic-states-may-soon-follow-hungary-into-imf-receivership/">ha proseguito</a> [in] la cronaca dello &#8220;intervento del FMI&#8221; su <em>A Fistful of Euros</em>:</p>
<blockquote><p>[…] un crescente numero di Paesi rischia di seguire Ungheria e Islanda tra le braccia del FMI. Secondo un&#39;<a title="Leggi l'articolo dal sito balticbusiness.com" href="http://balticbusinessnews.com/Default2.aspx?ArticleID=fdc6685f-2e13-44f0-bbfc-d5e555d995fd&amp;open=sec">allarme lanciato ieri dallo [stesso] Fondo Monetario Internazionale</a> [in], i più esposti [sembrerebbero] Estonia, Lettonia e Lituania.<br />
[…]<br />
Credo che la minaccia al sistema finanziario del Baltico sia molto realistica, così come quella a Bulgaria e Romania. Occorre necessario agire, e rapidamente. Lettonia e Estonia attraversano un periodo di recessione, e la Lituania, che pure è in leggera crescita, vi si sta avvicinando. In pratica, è difficile prevedere un incremento della domanda interna nell&#39;immediato futuro, il che significherà fare più affidamento sulle esportazioni. Con gli alti livelli di inflazione attuali, è improbabile immaginare che possano recuperare in competitività adesso che la loro valuta è fissata all&#39;euro. […] Sarà meglio farla finita, per il momento, e approfittare della protezione offerta dal FMI. […]</p></blockquote>
<p>Su <em>Latvia Economy Watch</em>, Claus Vistesen <a title="Leggi il post originale" href="http://latviaeconomy.blogspot.com/2008/10/cee-and-baltics-moving-towards-center.html">fornisce un&#39;analisi approfondita</a> [in] della situazione degli stati baltici:</p>
<blockquote><p>[…] Mentre la crisi attuale è fondamentalmente globale, se c&#39;è una regione in cui questa si fa avvertire più acutamente che altrove questa è proprio l&#39;Europa orientale, e tra le principali vittime di questa congiuntura troviamo tre Paesi baltici: Estonia, Lettonia e Lituania.  Non dovremmo certo stupirci della situazione: sin dalle prime avvisaglie globali della crisi, nell&#39;estate del 2007, molti analisti (incluso chi scrive) avevano messo in guardia dagli effetti della crisi sull&#39;Europa orientale. Questa previsione sfavorevole si è ora avverata, e l&#39;unica domanda possibile riguarda l&#39;entità delle sue ripercussioni. Un paio di indicatori provvisori recenti suggeriscono che la crisi, quasi fosse Sauron che [con il suo occhio] fissa Frodo e i compagni d&#39;avventura, stia rapidamente volgendo il suo sguardo malevolo sull&#39;Europa Orientale.<br />
[…]<br />
Tuttavia la sfida immediata posta ai Paesi baltici è al momento limitare i danni,  e più specificamente come uscir fuori dall&#39;attuale vizio della dipendenza dalle entrate creditizia nello stesso momento in cui l&#39;economia si trova a dover riconquistare competitività.<br />
[&#8230;]<br />
A questo punto è critico per l&#39;area baltica tentare di minimizzare il rischio del crollo del sistema finanziario, ora che le banche straniere cominciano a chiudere. Se ciò permetterà di mantenere il legame tra valute locali e euro è ancora difficile dirlo. La cosa certa è che ogni intervento deflattivo su prezzi e salari, per quanto necessario a correggere lo squilibrio, risulterebbe disastroso per qualsiasi classe politica.</p>
<p>Delle tre economie considerate, la Lettonia sembra decisasamente la più vulnerabile, e data la prossimità tra le economie [dell&#39;area] ogni evento inatteso potrebbe avere effetti disastrosi anche sulle altre. Speriamo solo che non si arrivi a tanto.  […]</p></blockquote>
<p><strong>Ucraina</strong></p>
<p>Nell&#39;&#8221;elenco sempre più fitto dei Paesi dell&#39;Est Europa&#8221; in fila per ricevere sostegno dal FMI troviamo anche l&#39;Ucraina (vedi il post <a title="Leggi il post originale" href="http://fistfulofeuros.net/afoe/economics-and-demography/ukraine-joins-the-swooning-bout-and-heads-for-the-imf/">del 14 ottobre</a> [in] su <em>A Fistful of Euros</em>).</p>
<p>Come già sottolineato da Edward Hugh in una <a title="Leggi il post originale" href="http://fistfulofeuros.net/afoe/economics-and-demography/ukraine-wobbles-as-the-financial-ground-beneath-it-melts/">precedente, approfondita analisi</a> [in] della situazione socio-politica ed economica del Paese, in questo momento l&#39;Ucraina non è &#8220;certo l&#39;unico ad avere problemi nei settori bancario, borsisitico o creditizio (ma qui, di certo, non c&#39;è alcuna consolazione nell&#39;essere in compagnia)”. Qui elencati alcuni degli argomenti più generali trattati dal post di Hugh:</p>
<blockquote><p>[…] La successione degli eventi in Ucraina potrà aver colto alcuni analisti di sorpresa, perchè era opinione diffusa che le prestazioni economia fossero solide e che la crescita del reddito pro-capite fosse salda; tutto ciò aveva dato l&#39;impressione che il tessuto economico fosse di buona fattura, cosa che in realtà si è rivelata falsa. Il Paese è martoriato da continue lotte intestine, mentre allo stesso tempo la combinazione tra consistenti moti migratori verso l&#39;estero e bassi livelli di natalità nel lungo periodo indicano che l&#39;Ucraina soffre endemicamente di gravi carenze di forza lavoro, dovute all&#39;effetto combinato dell&#39;invecchiamento e del crollo della natalità. Da qui, a mio modo vedere, derivano gli incredibili livelli di inflazione cui stiamo assistendo.</p>
<p>Nondimeno, il prodotto interno lordo comparato ai salari è cresciuto del 7.5% all&#39;anno sin dal 2000, in linea con altri Paesi dell&#39;ex blocco sovietico; anzi, tale dato si è rivelato ben più alto di quello registrato in molte altre economie di transizione: verificheremo presto la solidità di questa crescita. […]</p></blockquote>
<p>Peter Byrne di <em>Abdymok</em> inizia il suo <a title="Leggi il post originale" href="http://abdymok.net/78/banking-mess">post sul &#8220;caos bancario&#8221; in corso</a> [in] in Ucraina con un esempio di &#8220;saggezza poplare&#8221; [rus]: &#8220;A Kiev, le persone per bene hanno sempre con loro del denaro&#8221;. Byrne continua così:</p>
<blockquote><p>[…] Il direttore [della Banca Nazionale di Ucraina] Vololdymyr Stelmakh <a title="Leggi il post originale" href="http://news.ubp.com.ua/109783.html">ha affermato</a> [in] il 10 ottobre che ci vorranno almeno due settimane perchè la situazione dei settori bancari e finanziari del Paese si tranquillizzi.</p>
<p>Poco probabile. […]</p></blockquote>
<p><strong>Serbia</strong></p>
<p>Infine, nella lista dei Paesi ospitati nell&#39; &#8220;infermeria del FMI&#8221; c&#39;è anche la Serbia. Ecco un&#39;altra delle spiegazioni offerte da <a href="http://fistfulofeuros.net/afoe/economics-and-demography/now-serbia-adds-its-name-to-those-in-the-imf-sick-ward/">Edward Hugh</a> [in] sul sito <em>A Fistful of Euros</em>:</p>
<blockquote><p>[…] Diciamolo chiaramente, la Serbia non è un &#8220;caso urgente&#8221;, come per esempio l&#39;Ungheria - pur se va notato che il governo ungherese sostiene di non essere nelle gravi condizioni dell&#39;Islanda, che a sua volta non si trova nelle stesse cattive condizioni dell&#39;Ucraina, ad esempio, che a sua volta non è messa male quanto, fra gli altri, la Lettonia. E a sentire il Primo Ministro lettone Ivars Godmanis, la Lettonia non avrebbe alcun problema, specialmente se la si paragona alla Serbia.</p>
<p>Bene: pensatela come volete, ma una cosa è certa: gli esperti del Fondo Monetario Internazionale avranno sicuramente un ruolo importante nella definizione del bilancio 2009 della Serbia. […]</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Georgia, Russia: voci da Tbilisi</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/08/georgia-russia-voci-da-tbilisi/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 07:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Casi umanitari]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprese dalla comunità online russa di LiveJurnal, ecco alcune voci dei georgiani di Tbilisi alle prese con la crisi bellica – tra bombardamenti, gente che fugge e piccole grandi tragedie di vita quotidiana. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neeka/">Veronica Khokhlova</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/08/12/georgia-russia-tbilisi-reports/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em><small>Notizie e aggiornamenti continui sono raccolti nello <a title="Speciale sulla crisi in Ossezia" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/south-ossetia-crisis-2008/" target="_blank">speciale Ossezia</a> di Global Voices Online [in inglese].</small></em></p>
<p>Di seguito riportiamo alcuni interventi dei blogger che si trovano a Tbilisi, in Georgia.</p>
<p>L&#39;utente di LiveJournal <em>merienn</em> scrive [rus] l&#39;11 e il 12 agosto:</p>
<blockquote><p><a title="post originale in russo" href="http://merienn.livejournal.com/251762.html" target="_blank">11 agosto 2008 - ore 10.46</a></p>
<p><a href="http://merienn.livejournal.com/251762.html"></a>Oggi, alle 6 del mattino, mi ha chiamato Marina, spaventata a morte: c&#39;è stata un&#39;esplosione che ha quasi distrutto le finestre di casa, nel distretto di Gldani. Si è poi scoperto che [&#8230;] l&#39;obiettivo dei bombardamenti erano le antenne radar dell&#39;areoporto internazionale.</p>
<p>Ieri è stato colpito Khelvachauri, sobborgo di Batumi. Sandro è rimasto lì con i nonni, e non vuole tornare al paese dei miei genitori.</p>
<p>Io e Khatuna passeggiavamo con i bambini [al parco], è quasi completamente deserto. Li abbiamo portati al McDonald. Quando c&#39;era la pace glielo proibivamo, ma adesso, con la guerra, sembra molto più allettante.</p>
<p>Ieri in città c&#39;è stata una mnaifestazione con tanta gente e bandiere, urlavano  &#8220;Sakartvelo!&#8221; - Mishka non capiva cosa stesse accadendo.</p>
<p>- Adesso c&#39;è la guerra, ci bombardano, e questa gente chede di fermare tutto ciò.</p>
<p>- Chi è che ci bombarda? - domandavano Mishka ed Ant [con gli occhi colmi di stupore].</p>
<p>Io non gliel&#39;ho detto.</p>
<p>- Che ci bombardino pure! Li odio! - ha detto Mishka in modo buffo, arrabbiato.</p>
<p>Appena una settimana fa chiaccheravamo di deliziose inezie - il posto migliore per avere  una buona manicure francese, dove avessi messo il costume da bagno, come insegnare al marito a stendere al sole l&#39;asciugamano bagnato.</p>
<p>Ora ci scervelliamo [cercando di capire] come arrivare a Batumi coi bambini senza farci sparare addosso, quale sia il posto migliore dove rifugiarsi, chi ha detto cosa al Consiglio di Sicurezza dell&#39;ONU, se è vero che a Poti ammazzano la gente.</p>
<p>Non c&#39;è panico. […] Il primo giorno eravamo sconvolti, poi ci è parso di vivere così da sempre. La gente si accalca per donare il sangue. Sapevamo che sarebbe stato così […</p>
<p>Abbiamo deciso di non andare da nessuna parte, [perchè] è proprio questo che vogliono: che ce ne andiamo.</p>
<p>***</p>
<p><a title="post originale in russo" href="http://merienn.livejournal.com/252139.html" target="_blank">11 agosto 2008 - ore 11.54</a></p>
<p>[…] Non esiste alcun astio contro i Russi - l&#39;ho detto in più di una occasione che i rapporti con lo Stato russo e tra i due popoli sono cose ben diverse e delimitate tra loro. […]</p>
<p>Preparerò lo zaino, non si sa mai - vestiti caldi, acqua, documenti - tutto il resto non conta, come ci hanno insegnato i rifugiati.<br />
Anche è impossibile sapere dove ci costringeranno ad andare - non c&#39;è zona del Paese che sia inaccessibile ai prodi piloti dei jet.</p>
<p>Hanno bombardato un&#39;altra volta Gori. Hanno bombardato Kakhetia.</p>
<p>I siti ospitati sui server georgiani sono stati attaccati, non abbiamo modo di accedere ai siti russi, e così LiveJournal resta l&#39;unica piattaforma per tenermi in contatto col mondo. […]</p>
<p>***</p>
<p><a title="post originale in russo" href="http://merienn.livejournal.com/252269.html" target="_blank">11 Agosto 2008 - ore 19.00</a></p>
<p>[…] Abbiamo deciso di rimandare la partenza, per il momento. È troppo pericoloso. Starsene a casa, con un tetto sulla testa, aiuta parecchio. […]</p>
<p>Date valore a ciò che avete. Apprezzate il fatto di essere vivi e in salute, di poter guardarvi un film anziché i notiziari, e di poter comprare un biglietto e andarvene ovunque vi pare. […]</p>
<p>***</p>
<p><a title="post originale in russo" href="http://merienn.livejournal.com/252983.html" target="_blank">12 Agosto 2008 - Ore 1.38</a></p>
<p>Non so cosa succederà domani. Forse i carri armati entreranno in città. Mishka, dorme un sonno agitato, il mio bambino, e mi chiede &#8220;Non stanno mica bombardano Batumi, vero?&#8221;. Gli manca suo fratello. Non avrei dovuto dirglielo ieri, però almeno così si prepara all&#39;idea.</p>
<p>Speriamo tutti in Sarkozy. Forse riuscirà a convincerli - ma è del tutto improbabile, ora, che qualcuno si tiri indietro, giunti a questo punto. Ci sbraneranno vivi.</p></blockquote>
<p>Dzvirpaso, utente di LiveJournal residente a Tbilisi <a title="post originale in russo" href="http://dzvirpaso.livejournal.com/87496.html">scrive</a> [rus] quanto segue l&#39;11 agosto:</p>
<blockquote><p>Ho appena chiamato il Console ucraino in Georgia, lo conosco bene. Dice che lui e la famiglia (moglie e due figli) sono ancora qui. Ha aggiunto che chi voleva stava  scappando, assicurandomi però che ora la situazione si è stabilizzata. Gli ho chiesto se secondo lui sarebbe meglio andarsene o no, e mi ha risposto che, a questo punto, non ce n&#39;è alcun bisogno, e che la situazione è ormai in via di normalizzazione e presto sarà tutto finito. Dovesse succedere qualcosa, mi richiamerà sicuramente.</p></blockquote>
<p>Sempre su LiveJournal <em>oleg_panfilov</em> <a title="post originale in russo" href="http://oleg-panfilov.livejournal.com/548652.html">riferisce</a> [rus] della situazione a Tbilisi la scorsa notte:</p>
<blockquote><p>Ho appena fatto un giro della città - sembra tutto calmo e tranquillo. La gente parla della situazione al telefono, per questo mi è stato impossibile sentire gli amici nelle ultime due o tre ore. Qualcuno è riuscito a raggiungermi [al telefono], per chiedermi cosa fare, ma poi il telefono è rimasto nuovamente isolato.</p>
<p>C&#39;è panico, certamente, ma per il momento è relegato alle discussioni, alle conversazioni. Anche se c&#39;è gente che ha già deciso di partire - principalmente per la Georgia Orientale, in direzione dell&#39;Azerbaigian</p>
<p>Non riesco a liberarmi del pensiero che questa gente non accoglierà mai le truppe di invasione con fiori e vino - anche se ci sono pressioni in tal senso, tutti vorrebbero che Saakashvili fuggisse&#8230; […]</p></blockquote>
<p>In un altro post, oleg_panfilov <a title="post originale in russo" href="http://oleg-panfilov.livejournal.com/548871.html" target="_blank">aggiunge</a> [rus]:</p>
<blockquote><p>[…] Domani ci sarà politica a bizzeffe.</p>
<p>Mi sono dimenticato di dire che Eka Zguladze, viceministro agli affari esteri in Georgia, mi ha confermato che domani in giornata si attende l&#39;arrivo a Tbilisi dei Presidenti di Lituania, Lettonia, Estonia e Polonia.</p></blockquote>
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		<title>67 anni fa, le deportazioni di lituani in Siberia</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 17:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>

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		<description><![CDATA[articolo originale diVeronica Khokhlova  &#183; tradotto da Tamara Nigi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Da Lituanica ecco una riflessione sul sessantasettesimo anniversario delle deportazioni di massa di lituani in Siberia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neeka/">Veronica Khokhlova</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/'>Tamara Nigi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/06/17/lithuania-deportations-anniversary/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Da <em>Lituanica</em> <a href="http://irzikevicius.wordpress.com/2008/06/15/june-14-1940-why-the-russians-should-apologies/">ecco una riflessione</a> sul sessantasettesimo anniversario delle deportazioni di massa di lituani in Siberia.</p>
]]></content:encoded>
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