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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Estonia</title>
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		<title>La crisi finanziaria in Europa centro-orientale</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 08:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco alcune reazioni della blogosfera anglofona ai risvolti assunti dalla crisi finanziaria in alcuni Paesi dell'Europa centrale e orientale - incluse analisi alquanto articolate, oltre che originali e argute.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neeka/">Veronica Khokhlova</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/10/16/central-eastern-europe-financial-crisis/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Ecco di seguito un resoconto delle reazioni della blogosfera anglofona alla crisi finanziaria in alcuni Paesi dell&#39;Europa centrale e orientale.</p>
<p><strong>Ungheria</strong></p>
<p>Il 13 ottobre Antal Dániel, del blog <em>Central Europe Activ</em>, <a title="Leggi il post originale" href="http://central.blogactiv.eu/2008/10/13/bailout-hungary/">ha scritto:</a> [in] </p>
<blockquote><p>Dopo che le principali banche e compagnie di assicurazioni sono state salvate dall&#39;Unione Europea, l&#39;Ungheria è diventata il primo Stato membro a ricevere un&#39;offerta di salvataggio dal Fondo Monetario Internazionale con il sostegno dell&#39;Ecofin. L&#39;Ungheria sembrerebbe lo Stato membro più esposto alla crisi finanziaria globale. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Il blogger ritiene che &#8220;l&#39;attuale situazione economica sia il risultato di una crisi politica&#8221;:</p>
<blockquote><p>[…] Nel corso della campagna elettorale del 2002, tanto l&#39;allora maggioranza di centro-destra quanto il centro-sinistra avevano promesso di redistribuire parte del profitto economico accumulato tra 1989 e 2002. I due principali partiti, il <a title="Leggi l'articolo di Wikipedia sul Fidesz" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fidesz">Fidesz</a> [it] e il <a title="Leggi l'articolo di Wikipedia sul Partito Socialista Ungherese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_socialista_ungherese">Partito Socialista</a> [it], si rincorrevano sulle promesse di spesa e sugli sgravi fiscali [&#8230;]. Il Partito Socialista ha poi mantenuto gran parte di quelle incredibili promesse, riuscendo a portare il deficit pubblico a un record del 10%. Il leader  Gyurcsány ha poi ammesso che il suo partito aveva mentito agli elettori, cosa che rese le successive misure austere ancora più indigeste agli ungheresi.</p></blockquote>
<p>Per superare la crisi, conclude Dániel, “Gli elettori ungheresi […] dovranno impegnare i propri partiti ad attenersi a programmi e politiche economiche ben più razionali.”</p>
<p>Eva Balogh di <em>Hungarian Spectrum</em> <a title="Leggi il post originale" href="http://esbalogh.typepad.com/hungarianspectrum/2008/10/financial-crisis-and-the-hungarian-opposition.html">sostiene quanto segue</a> [in] sull&#39;inadeguata risposta dell&#39;opposizione ungherese alla crisi:</p>
<blockquote><p>[…] Cominciamo dai dirigenti del <a title="Leggi l'articolo di Wikipedia sul SZDSZ" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alleanza_dei_Democratici_Liberi">SZDSZ</a> [it]. Ancora una volta, sembrano fuori dalla realtà. [&#8230;]. Parlano come se il compito principale del governo ungherese fossero le &#8220;riforme&#8221;; riforme concluse, a loro vedere. E allora, non è stupendo che abbiano abbandonato la coalizione? A tutt&#39;oggi, metà ottobre 2008, mentre l&#39;intera comunità finanziaria mondiale sembra sull&#39;orlo della catastrofe, queste cosiddette riforme potrebbero decidere il destino del Paese. [&#8230;] Nel frattempo, questi inutili pignoli minano gli sforzi del Governo di tenere l&#39;economia del Paese in equilibrio e evitare il panico. È importante approvare il bilancio e bisogna darsi una mossa. C&#39;è ancora molto duro lavoro da fare.</p>
<p>Passiamo al responsabile del Fidesz, <a title="Leggi l'articolo di Wikipedia su Orban" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Viktor_Orban">Viktor Orbán</a> [in]. Ieri ha provato a spiegare a un gruppo di importanti uomini d&#39;affari che sarebbe possibile risolvere i problemi economici dell&#39;Ungheria in soli tre mesi, se si svolgessero subito regolari elezioni e lui divenisse primo ministro. Sarebbe in grado di trasformare completamente l&#39;economia. Da solo, in Ungheria. Certo, il problema è che in ogni crisi economica nessun Paese è un&#39;isola. In un modo o nell&#39;altro l&#39;Ungheria ne sarebbe comunque influenzata. Magari meno in prima linea rispetto ad altri Paesi, poichè le banche ungheresi non sono sommerse dai titoli-spazzatura, nè il Paese era nel mirino degli &#8220;hedge fund&#8221; o di chi specula sulle valute. Eppure, i primi segni si vedono già. Le vendite della Opel sono scese, e la fabbrica nazionale verrà chiusa &#8220;temporaneamente&#8221;. Ad ogni modo, Orbán afferma che il suo team economico è pronto e ha tutte le risposte: drastici tagli alle tasse, meno burocrazia per gestire le entrate fiscali, diminuzione della burocrazia e della corruzione, un Parlamento più piccolo, un amministrazione pubblica meglio organizzata e una gestione più oculata delle finanze dello Stato. Roba da ridere? No, nelle attuali circostanze una simile ristrettezza di vedute rivela scarsa lungimiranza.</p>
<p>Ancora più preoccupante il fatto che, nell&#39;affrontare le radici della crisi, Viktor Orbán adotti un atteggiamento manicheo. Si dice certo che le &#8220;politiche di economia liberale&#8221; siano la causa del problema, e descrive in modo entusiasta i sistemi di Paesi dove la democrazia non è proprio in buone condizioni: Cina, Russia e alcune nazioni islamiche. Sono questi i modelli di successo, e non le liberaldemocrazie dell&#39;Occidente. […]</p></blockquote>
<p>In un aggiornamento sulla risposta dei politici alla crisi finanziaria, Eva Balogh <a title="Leggi il post originale" href="http://esbalogh.typepad.com/hungarianspectrum/2008/10/crisis-and-attempted-remedy-in-hungary.html">presenta</a> [in] una “lista di richieste in sette punti&#8221; avanzata da Fidesz - e il &#8220;piano in dodici punti&#8221; del Primo Ministro <a title="Leggi l'articolo di Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ferenc_Gyurcs%C3%A1ny">Ferenc Gyurcsány</a> [in]:</p>
<blockquote><p>[…] La benedizione impartitagli dal Presidente della Banca Nazionale di Ungheria gli darà certamente maggiore incisività; oltretutto, include la maggior parte delle richieste di Fidesz. […]</p>
<p>Credete che il piano allevierà la ricaduta della crisi economica finanziaria? Chi lo sa? Il mercato creditizio ha già ricevuto un duro colpo, e senza dubbio gli effetti ricadranno sull&#39;economia globale. Con quali e profonde conseguenze, è impossibile a dirsi.</p></blockquote>
<p>Edward Hugh, del sito <em>Hungary Economy Watch</em> <a title="Leggi il post originale" href="http://hungaryeconomywatch.blogspot.com/2008/10/why-hungary-is-not-next-iceland.html">spiega così perché</a> [in] “l&#39;Ungheria non è l&#39;Islanda”:</p>
<blockquote><p>[…] Le prospettive economico-finanziarie di lungo periodo dell&#39;Islanda appaiono rosee, dopo aver domato la tempesta in corso, e aver fatto tesoro di dure lezioni. Vorrei tanto poter dire lo stesso dell&#39;Ungheria.[…]</p>
<p>[…] L&#39;Islanda è un Paese giovane, con un tasso di natalità appena positivo, e la popolazione in età lavorativa sta aumentando rapidamente. D&#39;altro canto, l&#39;Ungheria è un Paese relativamente anziano,dove  la popolazione invecchia rapidamente, ogni fascia generazionale raggiunge i due terzi di quella precedente, e sia la popolazione totale che quella in età lavorativa tendono a calare nel lungo periodo.</p>
<p>Ecco perchè l&#39;Islanda - nonostante abbia sperimentato un periodo di grandi eccessi - potrà meglio sostenere le speculazioni future rispetto all&#39;Ungheria, ed è per questo che l&#39;Islanda è sicuramente differente dall&#39;Ungheria. Non lo dico certo per criticare l&#39;Ungheria, o i suoi cittadini, ma piuttosto perché mi preoccupa la situazione di un Paese che mi sta <a title="Leggi un post dal blog Bonobo Land" href="http://bonoboathome.blogspot.com/2006/10/imre-nagy-and-pl-malter.html">molto a cuore</a> [in].</p></blockquote>
<p>Sul sito <em>A Fistful of Euros</em>, Edward Hugh <a title="Leggi il post originale" href="http://fistfulofeuros.net/afoe/economics-and-demography/imf-to-step-in-with-rescue-package-for-hungary/">ha parlato</a> [in] della &#8220;disponibilità a offrire sostegno finanziario e tecnico all&#39;Ungheria&#8221; del <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia sul Fondo Monetario Internazionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_Monetario_Internazionale">Fondo Monetario Internazionale</a> [it]:</p>
<blockquote><p>[…] L&#39;Unione Europea ha affermato di aver gradito il piano. Date le circostanze, non si poteva fare molto di più. L&#39;intervento potrebbe fungere da precedente, e può darsi che l&#39;esempio ungherese venga ben presto seguito dai Paesi d&#39;area baltica, Bulgaria e Romania per prime, direi, vista la rapidità con cui gli eventi stanno precipitando. […]</p></blockquote>
<p><strong>Estonia, Lettonia, Lituania</strong></p>
<p>Il giorno seguente, Edward Hugh <a title="Leggi il post originale" href="http://fistfulofeuros.net/afoe/economics-and-demography/the-baltic-states-may-soon-follow-hungary-into-imf-receivership/">ha proseguito</a> [in] la cronaca dello &#8220;intervento del FMI&#8221; su <em>A Fistful of Euros</em>:</p>
<blockquote><p>[…] un crescente numero di Paesi rischia di seguire Ungheria e Islanda tra le braccia del FMI. Secondo un&#39;<a title="Leggi l'articolo dal sito balticbusiness.com" href="http://balticbusinessnews.com/Default2.aspx?ArticleID=fdc6685f-2e13-44f0-bbfc-d5e555d995fd&amp;open=sec">allarme lanciato ieri dallo [stesso] Fondo Monetario Internazionale</a> [in], i più esposti [sembrerebbero] Estonia, Lettonia e Lituania.<br />
[…]<br />
Credo che la minaccia al sistema finanziario del Baltico sia molto realistica, così come quella a Bulgaria e Romania. Occorre necessario agire, e rapidamente. Lettonia e Estonia attraversano un periodo di recessione, e la Lituania, che pure è in leggera crescita, vi si sta avvicinando. In pratica, è difficile prevedere un incremento della domanda interna nell&#39;immediato futuro, il che significherà fare più affidamento sulle esportazioni. Con gli alti livelli di inflazione attuali, è improbabile immaginare che possano recuperare in competitività adesso che la loro valuta è fissata all&#39;euro. […] Sarà meglio farla finita, per il momento, e approfittare della protezione offerta dal FMI. […]</p></blockquote>
<p>Su <em>Latvia Economy Watch</em>, Claus Vistesen <a title="Leggi il post originale" href="http://latviaeconomy.blogspot.com/2008/10/cee-and-baltics-moving-towards-center.html">fornisce un&#39;analisi approfondita</a> [in] della situazione degli stati baltici:</p>
<blockquote><p>[…] Mentre la crisi attuale è fondamentalmente globale, se c&#39;è una regione in cui questa si fa avvertire più acutamente che altrove questa è proprio l&#39;Europa orientale, e tra le principali vittime di questa congiuntura troviamo tre Paesi baltici: Estonia, Lettonia e Lituania.  Non dovremmo certo stupirci della situazione: sin dalle prime avvisaglie globali della crisi, nell&#39;estate del 2007, molti analisti (incluso chi scrive) avevano messo in guardia dagli effetti della crisi sull&#39;Europa orientale. Questa previsione sfavorevole si è ora avverata, e l&#39;unica domanda possibile riguarda l&#39;entità delle sue ripercussioni. Un paio di indicatori provvisori recenti suggeriscono che la crisi, quasi fosse Sauron che [con il suo occhio] fissa Frodo e i compagni d&#39;avventura, stia rapidamente volgendo il suo sguardo malevolo sull&#39;Europa Orientale.<br />
[…]<br />
Tuttavia la sfida immediata posta ai Paesi baltici è al momento limitare i danni,  e più specificamente come uscir fuori dall&#39;attuale vizio della dipendenza dalle entrate creditizia nello stesso momento in cui l&#39;economia si trova a dover riconquistare competitività.<br />
[&#8230;]<br />
A questo punto è critico per l&#39;area baltica tentare di minimizzare il rischio del crollo del sistema finanziario, ora che le banche straniere cominciano a chiudere. Se ciò permetterà di mantenere il legame tra valute locali e euro è ancora difficile dirlo. La cosa certa è che ogni intervento deflattivo su prezzi e salari, per quanto necessario a correggere lo squilibrio, risulterebbe disastroso per qualsiasi classe politica.</p>
<p>Delle tre economie considerate, la Lettonia sembra decisasamente la più vulnerabile, e data la prossimità tra le economie [dell&#39;area] ogni evento inatteso potrebbe avere effetti disastrosi anche sulle altre. Speriamo solo che non si arrivi a tanto.  […]</p></blockquote>
<p><strong>Ucraina</strong></p>
<p>Nell&#39;&#8221;elenco sempre più fitto dei Paesi dell&#39;Est Europa&#8221; in fila per ricevere sostegno dal FMI troviamo anche l&#39;Ucraina (vedi il post <a title="Leggi il post originale" href="http://fistfulofeuros.net/afoe/economics-and-demography/ukraine-joins-the-swooning-bout-and-heads-for-the-imf/">del 14 ottobre</a> [in] su <em>A Fistful of Euros</em>).</p>
<p>Come già sottolineato da Edward Hugh in una <a title="Leggi il post originale" href="http://fistfulofeuros.net/afoe/economics-and-demography/ukraine-wobbles-as-the-financial-ground-beneath-it-melts/">precedente, approfondita analisi</a> [in] della situazione socio-politica ed economica del Paese, in questo momento l&#39;Ucraina non è &#8220;certo l&#39;unico ad avere problemi nei settori bancario, borsisitico o creditizio (ma qui, di certo, non c&#39;è alcuna consolazione nell&#39;essere in compagnia)”. Qui elencati alcuni degli argomenti più generali trattati dal post di Hugh:</p>
<blockquote><p>[…] La successione degli eventi in Ucraina potrà aver colto alcuni analisti di sorpresa, perchè era opinione diffusa che le prestazioni economia fossero solide e che la crescita del reddito pro-capite fosse salda; tutto ciò aveva dato l&#39;impressione che il tessuto economico fosse di buona fattura, cosa che in realtà si è rivelata falsa. Il Paese è martoriato da continue lotte intestine, mentre allo stesso tempo la combinazione tra consistenti moti migratori verso l&#39;estero e bassi livelli di natalità nel lungo periodo indicano che l&#39;Ucraina soffre endemicamente di gravi carenze di forza lavoro, dovute all&#39;effetto combinato dell&#39;invecchiamento e del crollo della natalità. Da qui, a mio modo vedere, derivano gli incredibili livelli di inflazione cui stiamo assistendo.</p>
<p>Nondimeno, il prodotto interno lordo comparato ai salari è cresciuto del 7.5% all&#39;anno sin dal 2000, in linea con altri Paesi dell&#39;ex blocco sovietico; anzi, tale dato si è rivelato ben più alto di quello registrato in molte altre economie di transizione: verificheremo presto la solidità di questa crescita. […]</p></blockquote>
<p>Peter Byrne di <em>Abdymok</em> inizia il suo <a title="Leggi il post originale" href="http://abdymok.net/78/banking-mess">post sul &#8220;caos bancario&#8221; in corso</a> [in] in Ucraina con un esempio di &#8220;saggezza poplare&#8221; [rus]: &#8220;A Kiev, le persone per bene hanno sempre con loro del denaro&#8221;. Byrne continua così:</p>
<blockquote><p>[…] Il direttore [della Banca Nazionale di Ucraina] Vololdymyr Stelmakh <a title="Leggi il post originale" href="http://news.ubp.com.ua/109783.html">ha affermato</a> [in] il 10 ottobre che ci vorranno almeno due settimane perchè la situazione dei settori bancari e finanziari del Paese si tranquillizzi.</p>
<p>Poco probabile. […]</p></blockquote>
<p><strong>Serbia</strong></p>
<p>Infine, nella lista dei Paesi ospitati nell&#39; &#8220;infermeria del FMI&#8221; c&#39;è anche la Serbia. Ecco un&#39;altra delle spiegazioni offerte da <a href="http://fistfulofeuros.net/afoe/economics-and-demography/now-serbia-adds-its-name-to-those-in-the-imf-sick-ward/">Edward Hugh</a> [in] sul sito <em>A Fistful of Euros</em>:</p>
<blockquote><p>[…] Diciamolo chiaramente, la Serbia non è un &#8220;caso urgente&#8221;, come per esempio l&#39;Ungheria - pur se va notato che il governo ungherese sostiene di non essere nelle gravi condizioni dell&#39;Islanda, che a sua volta non si trova nelle stesse cattive condizioni dell&#39;Ucraina, ad esempio, che a sua volta non è messa male quanto, fra gli altri, la Lettonia. E a sentire il Primo Ministro lettone Ivars Godmanis, la Lettonia non avrebbe alcun problema, specialmente se la si paragona alla Serbia.</p>
<p>Bene: pensatela come volete, ma una cosa è certa: gli esperti del Fondo Monetario Internazionale avranno sicuramente un ruolo importante nella definizione del bilancio 2009 della Serbia. […]</p></blockquote>
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		<title>iPhone in Estonia e Latvia</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 09:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo originale diVeronica Khokhlova  &#183; tradotto da Bernardo Parrella &#183;  vai all&#39;articolo originale 
AnTyx interviene a proposito dell&#39;iPhone in Estonia; Telecoms in Latvia ne parla invece ripetutamente rispetto al Latvia - qui, qui, qui, e qui.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neeka/">Veronica Khokhlova</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/'>Bernardo Parrella</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/09/16/estonia-latvia-iphone/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>AnTyx</em> <a href="http://www.antyx.net/2008/08/surely-you-must-be-joking.html">interviene</a> a proposito dell&#39;iPhone in Estonia; <em>Telecoms in Latvia</em> ne parla invece ripetutamente rispetto al Latvia - <a href="http://latviantelecoms.blogspot.com/2008/08/lattelecom-to-sell-iphone-for-lvl695.html">qui</a>, <a href="http://latviantelecoms.blogspot.com/2008/08/weird-rumor-bite-to-sell-iphone-in.html">qui</a>, <a href="http://latviantelecoms.blogspot.com/2008/09/bite-to-sell-iphone-in-latvia-true.html">qui</a>, e <a href="http://latviantelecoms.blogspot.com/2008/09/more-on-iphone-tizzy-in-latvia.html">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Estionia e Finlandia: divergenze sulla posizione russa</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 09:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo originale diVilhelm Konnander  &#183; tradotto da Bernardo Parrella &#183;  
Il blog Itching for Eestima discute le relazioni della Finlandia con la limitrofa Russa alla luce della guerra in Georgia, riflettendo altresì sulla posizione opposta dell&#39;Estonia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/vilhelm/">Vilhelm Konnander</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/'>Bernardo Parrella</a> &middot; </em> 
<br /><p>Il blog <em>Itching for Eestima</em> <a href="http://palun.blogspot.com/2008/09/halonen.html">discute</a> le relazioni della Finlandia con la limitrofa Russa alla luce della guerra in Georgia, riflettendo altresì sulla posizione opposta dell&#39;Estonia.</p>
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		<title>Georgia, Russia: voci da Tbilisi</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/08/georgia-russia-voci-da-tbilisi/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 07:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riprese dalla comunità online russa di LiveJurnal, ecco alcune voci dei georgiani di Tbilisi alle prese con la crisi bellica – tra bombardamenti, gente che fugge e piccole grandi tragedie di vita quotidiana. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neeka/">Veronica Khokhlova</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/08/12/georgia-russia-tbilisi-reports/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em><small>Notizie e aggiornamenti continui sono raccolti nello <a title="Speciale sulla crisi in Ossezia" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/south-ossetia-crisis-2008/" target="_blank">speciale Ossezia</a> di Global Voices Online [in inglese].</small></em></p>
<p>Di seguito riportiamo alcuni interventi dei blogger che si trovano a Tbilisi, in Georgia.</p>
<p>L&#39;utente di LiveJournal <em>merienn</em> scrive [rus] l&#39;11 e il 12 agosto:</p>
<blockquote><p><a title="post originale in russo" href="http://merienn.livejournal.com/251762.html" target="_blank">11 agosto 2008 - ore 10.46</a></p>
<p><a href="http://merienn.livejournal.com/251762.html"></a>Oggi, alle 6 del mattino, mi ha chiamato Marina, spaventata a morte: c&#39;è stata un&#39;esplosione che ha quasi distrutto le finestre di casa, nel distretto di Gldani. Si è poi scoperto che [&#8230;] l&#39;obiettivo dei bombardamenti erano le antenne radar dell&#39;areoporto internazionale.</p>
<p>Ieri è stato colpito Khelvachauri, sobborgo di Batumi. Sandro è rimasto lì con i nonni, e non vuole tornare al paese dei miei genitori.</p>
<p>Io e Khatuna passeggiavamo con i bambini [al parco], è quasi completamente deserto. Li abbiamo portati al McDonald. Quando c&#39;era la pace glielo proibivamo, ma adesso, con la guerra, sembra molto più allettante.</p>
<p>Ieri in città c&#39;è stata una mnaifestazione con tanta gente e bandiere, urlavano  &#8220;Sakartvelo!&#8221; - Mishka non capiva cosa stesse accadendo.</p>
<p>- Adesso c&#39;è la guerra, ci bombardano, e questa gente chede di fermare tutto ciò.</p>
<p>- Chi è che ci bombarda? - domandavano Mishka ed Ant [con gli occhi colmi di stupore].</p>
<p>Io non gliel&#39;ho detto.</p>
<p>- Che ci bombardino pure! Li odio! - ha detto Mishka in modo buffo, arrabbiato.</p>
<p>Appena una settimana fa chiaccheravamo di deliziose inezie - il posto migliore per avere  una buona manicure francese, dove avessi messo il costume da bagno, come insegnare al marito a stendere al sole l&#39;asciugamano bagnato.</p>
<p>Ora ci scervelliamo [cercando di capire] come arrivare a Batumi coi bambini senza farci sparare addosso, quale sia il posto migliore dove rifugiarsi, chi ha detto cosa al Consiglio di Sicurezza dell&#39;ONU, se è vero che a Poti ammazzano la gente.</p>
<p>Non c&#39;è panico. […] Il primo giorno eravamo sconvolti, poi ci è parso di vivere così da sempre. La gente si accalca per donare il sangue. Sapevamo che sarebbe stato così […</p>
<p>Abbiamo deciso di non andare da nessuna parte, [perchè] è proprio questo che vogliono: che ce ne andiamo.</p>
<p>***</p>
<p><a title="post originale in russo" href="http://merienn.livejournal.com/252139.html" target="_blank">11 agosto 2008 - ore 11.54</a></p>
<p>[…] Non esiste alcun astio contro i Russi - l&#39;ho detto in più di una occasione che i rapporti con lo Stato russo e tra i due popoli sono cose ben diverse e delimitate tra loro. […]</p>
<p>Preparerò lo zaino, non si sa mai - vestiti caldi, acqua, documenti - tutto il resto non conta, come ci hanno insegnato i rifugiati.<br />
Anche è impossibile sapere dove ci costringeranno ad andare - non c&#39;è zona del Paese che sia inaccessibile ai prodi piloti dei jet.</p>
<p>Hanno bombardato un&#39;altra volta Gori. Hanno bombardato Kakhetia.</p>
<p>I siti ospitati sui server georgiani sono stati attaccati, non abbiamo modo di accedere ai siti russi, e così LiveJournal resta l&#39;unica piattaforma per tenermi in contatto col mondo. […]</p>
<p>***</p>
<p><a title="post originale in russo" href="http://merienn.livejournal.com/252269.html" target="_blank">11 Agosto 2008 - ore 19.00</a></p>
<p>[…] Abbiamo deciso di rimandare la partenza, per il momento. È troppo pericoloso. Starsene a casa, con un tetto sulla testa, aiuta parecchio. […]</p>
<p>Date valore a ciò che avete. Apprezzate il fatto di essere vivi e in salute, di poter guardarvi un film anziché i notiziari, e di poter comprare un biglietto e andarvene ovunque vi pare. […]</p>
<p>***</p>
<p><a title="post originale in russo" href="http://merienn.livejournal.com/252983.html" target="_blank">12 Agosto 2008 - Ore 1.38</a></p>
<p>Non so cosa succederà domani. Forse i carri armati entreranno in città. Mishka, dorme un sonno agitato, il mio bambino, e mi chiede &#8220;Non stanno mica bombardano Batumi, vero?&#8221;. Gli manca suo fratello. Non avrei dovuto dirglielo ieri, però almeno così si prepara all&#39;idea.</p>
<p>Speriamo tutti in Sarkozy. Forse riuscirà a convincerli - ma è del tutto improbabile, ora, che qualcuno si tiri indietro, giunti a questo punto. Ci sbraneranno vivi.</p></blockquote>
<p>Dzvirpaso, utente di LiveJournal residente a Tbilisi <a title="post originale in russo" href="http://dzvirpaso.livejournal.com/87496.html">scrive</a> [rus] quanto segue l&#39;11 agosto:</p>
<blockquote><p>Ho appena chiamato il Console ucraino in Georgia, lo conosco bene. Dice che lui e la famiglia (moglie e due figli) sono ancora qui. Ha aggiunto che chi voleva stava  scappando, assicurandomi però che ora la situazione si è stabilizzata. Gli ho chiesto se secondo lui sarebbe meglio andarsene o no, e mi ha risposto che, a questo punto, non ce n&#39;è alcun bisogno, e che la situazione è ormai in via di normalizzazione e presto sarà tutto finito. Dovesse succedere qualcosa, mi richiamerà sicuramente.</p></blockquote>
<p>Sempre su LiveJournal <em>oleg_panfilov</em> <a title="post originale in russo" href="http://oleg-panfilov.livejournal.com/548652.html">riferisce</a> [rus] della situazione a Tbilisi la scorsa notte:</p>
<blockquote><p>Ho appena fatto un giro della città - sembra tutto calmo e tranquillo. La gente parla della situazione al telefono, per questo mi è stato impossibile sentire gli amici nelle ultime due o tre ore. Qualcuno è riuscito a raggiungermi [al telefono], per chiedermi cosa fare, ma poi il telefono è rimasto nuovamente isolato.</p>
<p>C&#39;è panico, certamente, ma per il momento è relegato alle discussioni, alle conversazioni. Anche se c&#39;è gente che ha già deciso di partire - principalmente per la Georgia Orientale, in direzione dell&#39;Azerbaigian</p>
<p>Non riesco a liberarmi del pensiero che questa gente non accoglierà mai le truppe di invasione con fiori e vino - anche se ci sono pressioni in tal senso, tutti vorrebbero che Saakashvili fuggisse&#8230; […]</p></blockquote>
<p>In un altro post, oleg_panfilov <a title="post originale in russo" href="http://oleg-panfilov.livejournal.com/548871.html" target="_blank">aggiunge</a> [rus]:</p>
<blockquote><p>[…] Domani ci sarà politica a bizzeffe.</p>
<p>Mi sono dimenticato di dire che Eka Zguladze, viceministro agli affari esteri in Georgia, mi ha confermato che domani in giornata si attende l&#39;arrivo a Tbilisi dei Presidenti di Lituania, Lettonia, Estonia e Polonia.</p></blockquote>
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