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Azerbaigian

archivio per paese · 24 articoli


altri articoli: mini-profilo di Azerbaigian

2 aprile 2012

Azerbaigan: il concorso Eurovision potrà ridurre gli abusi dei diritti umani?

In vista dell'edizione 2012 del noto Concorso Canoro Eurovision (26 maggio nella capitale dell'Azerbaigan, Baku), Amnesty International ha appena avviato varie iniziative per chiedere un maggior rispetto per i diritti umani e per la libertà d'espressione nell'ex repubblica sovietica, tra l'altro assai ricca di giacimenti di petrolio. In particolare, l'organizzazione non-profit ha lanciato su Twitter l’hashtag #freeaznow e invita a inserire messaggi al riguardo sul sito dell'Eurovision e sulla pagina Facebook del Presidente azero, Ilham Aliyev. Sempre su Facebook, Amnesty ha aperto un'apposita pagina sulle iniziative in corso: “Running Scared: How Eurovision can end a human rights abuse in Azerbaijan”.

27 novembre 2010

Georgia: storie di zingari provenienti dall’Azerbaijan

Namik ha dieci anni, la sorella Konul tredici, e da tre anni chiedono l’elemosina per le strade di Tbilisi, dalla mattina presto fino alle sette, otto di sera. Poi tornano a casa e consegnano ai genitori quanto hanno racimolato. Sono zingari provenienti dall’Azerbaijan. “Quando siamo arrivati i nostri genitori ci hanno insegnato a mendicare… a volte mia madre viene a chiedere l’elemosina insieme a noi, ma mio padre non l’ho mai visto farlo, si riposa e vive del nostro lavoro,” dice Namik. “L'accattonaggio praticato dalle donne [zingare] è un lavoro rispettabile per la comunità maschile e non riusciamo a farne a meno. I nostri uomini non lavorano, è la tradizione,” fa eco Gunay, la madre. Ulviya’s Blog [en] raccoglie la testimonianza di una famiglia di zingari fra le tante che hanno lasciato la regione di Yevlakh per stabilirsi nella capitale georgiana.

19 novembre 2010

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Azerbaijan: scarcerato il video-blogger Adnan Hajizade

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Inattesa sentenza della Corte d'Appello di Baku che ha rilasciato l'attivista azero, arrestato (e poi condannato) insieme al collega Emin Milli nel luglio 2009. Abbondano i rilanci di gioia e soddisfazione su Facebook e Twitter.

12 novembre 2010

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Video: ecco i candidati al concorso ‘One Minute Jr’ 2010

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Carrellata sui brevi filmati in concorso realizzati dopo un workshop di 5 giorni, sotto il patrocinio dell'Unicef, dedicato a ragazzi emarginati e svantaggiati tra i 12 e 20 anni provenienti da vari Paesi.

8 ottobre 2010

Azerbaigian: elezioni alle porte, e molti già segnalano le irregolarità di ogni tipo..

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Con l'approssimarsi delle elezioni legislative, si susseguono notizie di irregolarità da parte del Governo, provocando grande frustrazione tra candidati, attivisti e osservatori. Immediati i rilanci via twitter e nella blogosfera.

11 agosto 2010

Armenia-Azerbaigian: i social network aiutano a ridurre tensioni e superare stereotipi

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A 16 anni dall'accordo che sancì una tregua nel conflitto fra i due Paesi sul Nagorno Karabakh, la pace è incerta come non mai. Si notano tuttavia importanti progressi nella comunicazione transfrontaliera, grazie anche al ruolo positivo dei media partecipativi.

21 maggio 2010

Caucaso: la coesistenza tra armeni e azeri

Georgian “Maybe” Time, un nuovo blog dal Caucaso, descrive e commenta l'esperienza di un'amica dell'Azerbaijan [in] che è stata recentemente stigmatizzata dai suoi stessi compatrioti a un seminario locale sui social media per la sua opera di cooperazione e comunicazione con gli armeni. Nel frattempo, nonostante rimanga tuttora irrisolto il conflitto tra Armenia e Azerbaijan sul territorio conteso del Nagorno Karabakh, la blogger azera Scary Azeri racconta il suo incontro con Unzipped, blogger armena che vive a Londra [in] e pubblica una video-intervista (pur se non completata) con l'editor della regione caucasica di Global Voices Online.

27 aprile 2010

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Caucaso: un barcamp per l'innovazione sociale

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Pur con la scarsa penetrazione di Internet, i social media sembrano avere una crescente importanza nell'area della democratizzazione e dell'attivismo della regione. Da qui l'iniziativa del primo Social Innovation Camp, svoltosi a Tbilisi in Georgia dall'8 al 10 aprile.

6 marzo 2010

Azerbaijan: Premio per la Stampa libera nell'Europa orientale

AN TV [az/in/ru] è un sito di giornalismo partecipativo co-fondato dal giovane attivista e videoblogger Emin Milli, attualmente detenuto dopo un'ingiusta condanna a due anni e mezzo di carcere per la quale è stato dichiarato prigioniero di coscienza da Amnesty International [in]. Il 25 febbraio scorso il sito web d'informazioni AN TV è stato onorato con il Premio “Eastern Europe Free Press” [in] dalla Fondazione ZEIT-Stiftung [in] per l'impegno e lo sforzo continuo nella promozione delle voci indipendenti e di punti vista e notizie alternative a quelle dei principali media azerbaijani. ZEIT-Stiftung sostiene che AN TV “è l'unico canale televisivo sul web indipendente in tutto il Paese che mostra materiale e immagini mai trasmesse dalla televisione di Stato. Questa risorsa-web fa vedere il vero Azerbaijan.”

20 gennaio 2010

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Caucaso: i social media aiutano a superare gli stereotipi

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L'iniziativa online si propone di promuovere esempi positivi di convivenza pacifica fra gruppi etnici di un'area instabile e lacerata da conflitti incruditi, con l'intento di offrire un'alternativa ai media locali, che spesso fanno anche disinformazione e propaganda negativa.

18 novembre 2009

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Georgia: dure reazioni online alla condanna di due video-blogger dell'Azerbaigian

Dopo la condanna a due anni di carcere dei due video-blogger, alcuni blogger della vicina Georgia hanno criticato duramente l'arresto, il processo e la sentenza di Adnan Hajizade e Emin Milli - come anche la mancanza d'attenzione delle testate locali su un caso cruciale per la libertà d'espressione.

10 novembre 2009

Azerbaijan: reazioni al processo contro due blogger locali per opinioni espresse online

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Restano in carcere Andnan Hajizade e Emin Milli, arrestati per aver pubblicato l'8 luglio scorso un video su YouTube che ridicolizzava il governo nazionale per aver acquistato degli asini dalla Germania. Dopo nove processi ancora nulla di fatto su un evidente caso di libertà di parola.

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