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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Armenia</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Armenia: video inchioda il Primo Ministro noto deputato per presunti atti di crudeltà contro gli animali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/armenia-video-inchioda-il-primo-ministro-per-presunti-atti-di-crudelta-contro-gli-animali/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 05:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armenia]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima su Facebook e poi via Twitter è stato rilanciato un video girato in quello che sembra essere il presunto 'zoo privato' dell'oligarca e <strike>primo ministro</strike> noto parlamentare armeno. Il quale non è affatto estraneo alle controversie, mentre quest'ultimo scandalo pare legato a membri del suo entourage.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/19/armenia-oligarchs-staff-allegedly-implicated-in-animal-cruelty-scandal/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Nei giorni scorsi utenti locali di Facebook hanno diffuso link a un video girato nel presunto zoo privato dell&#39;oligarca <del datetime="2009-10-22T10:46:37+00:00">primo ministro</del> e noto deputato <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gagik_Tsarukyan">Gagik Tsarukian</a> [in]. Meglio noto a molti armeni con il soprannome di <em>Dodi Gago</em>, Tsarukian è considerato il cittadino più ricco del Paese sebbene la sua dichiarazione dei redditi <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gagik_Tsarukyan#Low_income_reporting_and_tax_payments">sembri suggerire il contrario</a> [in].</p>
<p>L&#39;ex campione del mondo di braccio di ferro è anche il capo del secondo maggior partito del Parlamento Nazionale oltre che presidente del Comitato Olimpico Nazionale.</p>
<p><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/tsarukian_tweet1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-102087" title="Schermata da Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/tsarukian_tweet1.jpg" alt="Schermata da Twitter" width="440" height="207" /></a></p>
<p>Pur se non estraneo alle controversie, specialmente alla luce degli articoli nella stampa locale che sembrano implicare le sue guardie del corpo in recenti sparatorie e pestaggi ai danni di giornalisti, l&#39;ultimo presunto scandalo legato a persone del suo entourage è venuto alla luce grazie a <em>Twitter</em>.</p>
<p>Il video è stato rapidamente rimosso dopo l&#39;apparizione dei primi commenti su <em>Facebook </em> e i link sono stati subito ridiffusi via Twitter. Il video è successivamente ricomparso su <em>Daily Motion</em>. <a title="Sito originale in inglese" href="http://unzipped.blogspot.com/2009/10/armenia-video-shows-chilling-example-of.html"><em>Unzipped</em> riassume le opinioni di molti</a> [in] che lo che hanno visto finora.</p>
<blockquote><p>Grazie ad un post su Twitter di <em><a title="Profilo su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/GoldenTent/">@GoldenTent</a></em> [in], ho trovato questo link al video su YouTube, che mostra che l&#39;oligarca armeno e capo del partito di governo Bargavatch Hayastan (‘Armenia Prosperosa’) Gagik Tsarukyan ha organizzato questa lotta tra i suoi leoni e un asino (oppure è stata organizzata nel suo ‘zoo privato’)</p>
<p>[…]</p>
<p>È cosi ripugnante che dapprima non sono riuscito a guardarlo dopo i primi secondi. Poi mi sono sforzato… Sono stato male fisicamente male dopo aver guardato il video.</p>
<p>Ogni Paese, ogni società che abbia la pretesa di definirsi “civile” dovrebbe bandire questa sorta di manifestazioni scandalose di crudeltà contro gli animali, e i responsabili andrebbero considerati colpevoli davanti alla legge.</p></blockquote>
<p>A febbraio, un <em>video su YouTube</em> <a title="Post su GlobaVoices" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/24/armenia-illegal-hunting-in-nature-reserve-exposed-on-youtube/">che metteva in luce la caccia di frodo in una riserva naturale armena</a> [in] aveva causato il licenziamento di un capo guardiano. Resta comunque da vedere se questo video, nel caso dovesse mostrare quanto dicono in molti, darà seguirà a qualche provvedimento.<br />
<center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="365" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.dailymotion.com/swf/xaux72&amp;related=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="365" src="http://www.dailymotion.com/swf/xaux72&amp;related=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<em><a href="http://www.dailymotion.com/video/xaux72_lions-vs-donkey-donkey-wins_animals">&#8216;Leoni contro asino, l&#39;asino vince&#39;</a> - Pubblicato da <a title="Video su Dailymotion" href="http://www.dailymotion.com/againstanimalcruelty">againstanimalcruelty</a>.</em></center></p>
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		<title>Armenia: delusi e divisi su Obama, i blogger commemorano il genocidio del 1915-17</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/armenia-delusi-e-divisi-su-obama-i-blogger-commemorano-il-genocidio-del-1915-17/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/armenia-delusi-e-divisi-su-obama-i-blogger-commemorano-il-genocidio-del-1915-17/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 04:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 94.mo anniversario del massacro e della deportazione di 1.5 milioni di armeni sotto l'Impero Ottomano, Obama ha evitato il termine "genocidio" pur riconoscendo la gravità degli eventi. Piovono aspre le critiche, cercando anche terreno comune per superare lo stallo semantico-storico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/25/campaign-promise-overshadows-94th-anniversary-of-wwi-killings/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img title="24 aprile 2009: Commemorazione del genocidio di Tsitsernakaberd, Yerevan" src="http://www.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/04/2439508796_64ee71be85_o.jpg" alt="24 aprile 2009: Commemorazione del genocidio di Tsitsernakaberd, Yerevan" /><br />
<em><small>Commemorazione del genocidio di Tsitsernakaberd, Yerevan, Repubblica di Armenia<br />
© Onnik Krikorian / Oneworld Multimedia 2008, ripresa con licenza Creative Commons</small></em><small></small></p>
<p>Il 24 aprile ricorreva il novantaquattresimo anniversario del massacro e della deportazione di 1.5 milioni di armeni che vivevano sotto l&#39;Impero Ottomano. Già divisi nelle <a title="Leggi l'articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/04/07/armenia-turkey-mixed-reaction-to-obama-speech/">reazioni al discorso del Presidente statunitense Barack Obama in Turchia del 6 Aprile</a> [in], i blogger locali ne commentano variamente la recente dichiarazione per la ricorrenza che evita di definire gli eventi risalenti alla Prima Guerra Mondiale come genocidio.</p>
<p>Molti erano già rassegnati <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://frontlineclub.com/blogs/onnikkrikorian/2009/04/obama-talks-turkey.html">all&#39;inevitabile tradimento delle promesse elettorali</a> [in] formulate per <a title="Leggi il post originale in inglese da Voices Without Votes" href="http://voiceswithoutvotes.org/2008/11/02/us-elections-the-armenia-effect/">calamitare il voto degli armeno-americani</a> [in]. Altri avevano anzi già sottolineato <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://frontlineclub.com/blogs/onnikkrikorian/2009/02/obama-and-the-armenian-question.html">l&#39;importanza stratergica della Turchia</a> [in] per l&#39;Occidente, e la possibile svolta negli sforzi per <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://fistfulofeuros.net/afoe/political-issues/new-road-in-the-caucasus/">normalizzare i rapporti tra Armenia e Turchia</a> [in] con il supposto ripensamento di quest&#39;ultima sul proprio passato.</p>
<p>Questo punto di vista ricompare in un post dell&#39; analista armeno-americano Richard Giragosian, che <a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://newsweek.washingtonpost.com/postglobal/needtoknow/2009/04/defining_a_future_as_neighbors.html">da Yerevan scrive</a> [in] un articolo ospitato su <em>Post Global</em>.</p>
<blockquote><p>[…] concentrare l&#39;attenzione sulla questione del genocidio, o sulle scelte lessicali di Obama non fa che distogliere dal vero nodo della questione: l&#39;onere di occuparsi delle vicende storiche della Turchia è ora compito della stessa Turchia, che pure ha già avviato un&#39;importante, e talvolta dolorosa, nuova indagine sul proprio passato e una ridefinizione della propria identità.</p>
<p>[…]</p>
<p>Così, considerata l&#39;irripetibile opportunità che ci si presenta, possiamo solamente sperare che Turchia e Armenia possano procedere insieme a fare i conti con l&#39;eredità del passato, sulla base di un comune impegno per il futuro. […]</p></blockquote>
<p>Eppure alcuni blogger armeni non concordano, come Sevana di <em>Life in the Armenian Diaspora</em> che <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.cilicia.com/2009/04/turkish-roadmap-to-avoiding-genocide.html">si diceva furibondo</a> [in] anche prima del discorso del Presidente:</p>
<blockquote><p>Una dichiarazione come questa significa una cosa sola. È il 22 aprile, e la Turchia teme che Obama pronuncerà la parola GENOCIDIO nel suo discorso del 24 aprile. […]</p>
<p>Alla fine Obama manterrà la promessa o avranno la meglio i giochetti della Turchia? Voglio credere che a prevalere sarà il bene, che stavolta possiamo fidarci delle promesse elettorali ma&#8230; ho forti dubbi.</p></blockquote>
<p>In un post successivo, pubblicato dopo la dichiarazione, il blogger <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.cilicia.com/2009/04/liar-liar-obama-typical-politician.html">definisce  &#8220;bugiardo&#8221; il Presidente degli Stati Uniti</a> [in]. Anche alcuni non-armeni concordano, come <em>Cervantes</em>, che <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://abluteau.wordpress.com/2009/04/24/promises-promises-obama-armenians-and-genocide/">paragona Obama al suo predecessore</a> [in].</p>
<blockquote><p>Barack Obama era stato molto chiaro in campagna elettorale: da Presidente, avrebbe riconosciuto il massacro di quasi cent&#39;anni fa degli armeni in Turchia come genocidio.</p>
<p>Venerdì, quando ha rotto questa promessa, il Presidente ha scelto lo stesso approccio &#8220;in punta di piedi&#8221; di cui ha sempre accusato l&#39;amministrazione Bush.</p></blockquote>
<p><em>Sam Lapena</em> è <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://samlapena.wordpress.com/2009/04/25/obamas-non-comment-on-the-armenian-genocide/">anche più esplicito</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Oggi il Presidente - mio eroe assoluto, uno dei pochi su questo pianeta di cui potrei dire, con massima serietà, che rappresenta un esempio, per me - si è rimangiato la promessa fatta, trasformando quel riconoscimento di cui c&#39;era bisogno in un giochino di semantica e terminologia. […]</p>
<p>Spero proprio che nel momento stesso in cui la Turchia non gli servirà più, si alzerà, andrà alla maledettissima televisione e dirà &#8220;È stato un genocidio&#8221;. Sì, lo spero, ma ora non riesco a frenare la lingua. Non posso negare di essere deluso. Sono molto, molto deluso, e non riesco nemmeno a immaginare cosa staranno pensando tanti armeni, e gli armeno-americani. […]</p>
<p>Obama non è esente da critiche. Bene, ecco la mia: ma che DIAVOLO erano quelle stupidaggini? Bisognerà rettificare quanto prima questa schifezza […].  Non puoi startene lassù a blaterare di &#8220;cambiamento&#8221;, &#8220;differenze&#8221;, &#8220;umanità&#8221;, &#8220;&#8216;interesse comune&#8221; […], per poi rinnegare le tue promesse, appena le cose si mettono male. Se questo è il tuo approccio, allora non sei il &#8220;cambiamento&#8221; più di tutti quegli altri Presidenti cresciuti nella bambagia avuti finora […]. Spero proprio ci sia una buona ragione per esserti comportato così. E parlo di una ragione del tipo  &#8220;evitare dei morti&#8221;, non di uno stramaledetto interesse diplomatico.</p></blockquote>
<p>Anche <em>Egalicontrarian </em> ritiene che Obama avrebbe dovuto <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://egalicontrarian.com/index.php/2009/04/24/if-it-quacks-like-a-genocide/">definire gli eventi del 1915 come genocidio</a> [in].</p>
<blockquote><p>Credo che il Presidente avrebbe dovuto usare il termine &#8220;genocidio&#8221; per descrivere lo sterminio degli armeni. Tuttavia sono contrario all&#39;approvazione in Congresso di una mozione che lo definisca tale. Il motivo è che non credo sia responsabilità del governo stabilire la verità storica. Spetta piuttosto agli storici. Credo però che i parlamentari, in quanto persone che intervengono sui vari argomenti del mondo, debbano usare il termine &#8220;genocidio&#8221; liberamente, quando è il caso, proprio come dovrebbe fare il Presidente. In altre parole, il termine non andrebbe appositamente evitato in base a una strategia politica.</p></blockquote>
<p>Ironicamente, neppure <em>Talk Turkey</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.talkturkey.us/2009/04/obama-chickens-out.html">si è detto impressionato favorevolmente</a> [in] dagli sforzi di Obama per accontentare tanto gli armeni quanto i turchi, principalmente perchè crede che il Presidente sia invece riuscito ad attirarsi le antipatie generali.</p>
<blockquote><p>[…] Ecco cosa ho da dire a Obama. Con la dichiarazione odierna, dimostri di avere paura di assumere una posizione netta. Ora, hai fatto arrabbiare sia gli armeni (per non aver usato il termine &#8220;genocidio&#8221;) CHE i turchi (pur non avendo menzionato la &#8220;parola che inizia con la G&#8221; , l&#39;hai lasciata intendere, cambiandone definizione e applicazione).</p>
<p>Se avessi assunto una posizione, una qualunque, avremmo potuto ammirare il tuo coraggio, e ti avremmo considerato meno come un politico, e più come un uomo determinato e integro. OPPURE avresti potuto dire, finiamola con la tradizione delle dichiarazioni &#8220;non vincolanti&#8221;. Andiamo avanti, cambiamo il nostro atteggiamento. Concentriamoci sulle cose che ci uniscono, e non su quelle che ci dividono.</p>
<p>O forse anche quelle erano solo promesse elettorali? Vergognati!</p></blockquote>
<p>Come fa notare il blogger, ciò che rende il dibattito ancora più problematico sono stati i termini scelti da Obama, in un discorso che comunque pochi prevedevano potesse contenere la parola &#8220;genocidio&#8221;.  <em>Unzipped</em>, ad esempio, sottolinea come Obama abbia fatto un <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://unzipped.blogspot.com/2009/04/obama-recognised-armenian-genocide-for.html">riferimento al genocidio degli armeni</a> [in].</p>
<blockquote><p>Come era prevedibile, nel pieno della &#8220;storica normalizzazione tra Armenia e Turchia&#8221;, Obama si è rimangiato le sue promesse elettorali, e ha parlato del genocidio degli armeni definendolo &#8220;una delle più grandi atrocità del ventesimo secolo&#8221;, e &#8220;Meds Yeghern&#8221;.</p>
<p>In armeno, Meds Yeghern significa genocidio, ma solo in armeno: meglio di niente, certo, ma non è come &#8220;la parola che inizia per G&#8221;. Nessuna sorpresa, dunque&#8230;</p>
<p>Effettivamente, Obama ha riconosciuto il genocidio degli armeni, ma solo per gli armeni (gli unici a capire il significato di “Meds Yeghern”), e non per il resto del mondo.</p></blockquote>
<p>Anche <em>Blogian </em> fa notare la terminologia usata, aggiungendo però che  <a title="Post originale in inglese" href="http://blogian.hayastan.com/2009/04/24/obama-avoids-genocide-in-genocide-statement/">ciò non è sufficiente</a> [in] per le speranze di molti armeni.</p>
<blockquote><p>Nella sua prima dichiarazione per commemorare il genocidio degli armeni, il Presidente Obama non ha parlato di &#8220;genocidio&#8221;, ma ha impiegato il termine armeno, Meds Yeghern (la grande catastrofe), per poi spiegare di non aver mutato opinione.</p>
<p>Sarà anche un riconoscimento parziale, ma non è certo il cambiamento che aveva promesso.</p></blockquote>
<p><em>Whatever you are be good one</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://arpinegrigoryan.blogspot.com/2009/04/april-24-armenian-genocide-rememberance.html">si dice d&#39;accordo</a> [in].</p>
<blockquote><p>[…] Nel suo discorso, rivolto agli armeni d&#39;America, il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha evitato di utilizzare il termine &#8220;genocidio&#8221;, rimpiazzandolo con l&#39;equivalente armeno “Meds Yeghern”. Si è dunque fatto in modo che lo capissero solo gli armeni? Sono deluso. Anche se, ad essere sinceri, non mi aspettavo niente di meglio […].</p></blockquote>
<p><img title="Attivista armeno brucia la bandiera turca" src="http://www.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/04/2439119068_2eecccd735_o.jpg" alt="Attivista armeno brucia la bandiera turca" /><br />
<small><em>Armenian Revolutionary Federation - attivista del Dashnaktsutyun dà alle fiamme la bandiera turca a Yerevan, Repubblica di Armenia<br />
© Onnik Krikorian / Oneworld Multimedia 2008, ripresa con licenza Creative Commons</em></small></p>
<p>Al dibattito sulla semantica, <em>Ianyan</em> dice di preferire <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.ianyanmag.com/?p=363">una riflessione sulle conseguenze del genocidio</a> [in]:</p>
<blockquote><p>[…] non marcerò mai verso l&#39;ambasciata turca di mia spontanea volontà, per brandire i miei simboli, gridare &#8220;assassini sanguinari&#8221;, o sventolare bandiere dalla macchina sfilando per strada. In realtà, quando penso alle migliaia di armeni che si produrranno in simili manifestazioni, cado in un profondo imbarazzo.</p>
<p>Non fraintedentemi. Riconoscere il genocidio è importante, ma non lasciate che ciò possa a calamitare tutta la vostra attenzione, bersagliare di continuo la Turchia negli editoriali dei nostri quotidiani, instillare l&#39;odio nella mente dei bambini armeni, incitare al cieco nazionalismo non può che portar male.</p>
<p>[…] A volte sono talmente orgoglioso delle radici della mia cultura da desiderare ardentemente che i turchi paghino caro per averla quasi distrutta. Altre volte, invece, […] sono profondamente frustrato dagli articoli che esigono le scuse della Turchia o affermano che il Presidente Obama dovrebbe vergognarsi per non aver mantenuto la promessa del riconoscimento del genocidio da parte degli Stati Uniti.</p>
<p>Piuttosto mi rendo conto che occorra maggior dialogo.</p>
<p>Direi che dobbiamo finirla di fare le vittime.</p>
<p>Ciò di cui abbiamo veramente bisogno è smetterla di strumentalizzare il genocidio, e concentrarci piuttosto su come migliorare le relazioni tra turchi e armeni, le nostre posizioni politico-economiche, e l&#39;ostilità che riversiamo su minoranze e gruppi etnici.</p></blockquote>
<p><em>Istanbul Calling</em> concorda, e afferma che questa fissazione sulla terminologia sembra ormai <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://istanbulcalling.blogspot.com/2009/04/april-24.html">vivere di vita propria</a> [in].</p>
<blockquote><p>Il 24 aprile si commemora il genocidio armeno del 1915-1918. La tragedia dell&#39;evento è ormai oscurata da tutte le questioni politiche che la circondano. Sembrerebbe che ogni anno si presti più attenzione a &#8220;Lo dirà oppure no?&#8221;, il gioco in cui si cerca di indovinare se il Presidente americano finirà per pronunciare la parola &#8220;genocidio&#8221; nell&#39;annuale commemorazione dell&#39;evento, piuttosto che ricordare sul serio quanto accaduto.</p></blockquote>
<p>Alla vigilia della commemorazione del 24 aprile, la questione <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.thecrimson.com/article.aspx?ref=527825">rimaneva cruciale</a> [in] per un blogger armeno su <em>The Harvard Crimson</em>.</p>
<blockquote><p>Questo termine è talmente carico di significato che può ribaltare la stessa logica. In una dichiarazione ufficiale rilasciata lo scorso anno, il Presidente George W. Bush aveva dichiarato che &#8220;circa 1.5 milioni di armeni hanno perso la vita negli ultimi anni dell&#39;Impero Ottomano, molti dei quali vittime di omicidi di massa e deportazioni forzate”. Ironicamente, molti attivisti turchi si dissero soddisfatti di questa descrizione, che non includeva il termine &#8220;genocidio&#8221;, nonostante denunciasse apertamente gli eventi in ogni altro modo possibile. […] Finchè non si fa menzione della parola genocidio, credono di aver vinto&#8230;</p>
<p>Allo stesso modo, a volte gli attivisti armeni lasciano che questa fissazione sulla parola &#8220;genocidio&#8221; rubi spazio al rispetto dei fatti storici. Nel tentativo di convincere il mondo dell&#39;esistenza del genocidio, gli attivisti tendono ad affidarsi a stime dei morti gonfiate e a fonti dubbie per affermare le proprie posizioni  […].</p>
<p>Quanti tra noi commemorano la &#8220;Giornata dei Martiri&#8221; non dovrebbero cadere nel tranello di discutere la liceità della definizione di &#8220;genocidio&#8221; per gli eventi del 1915. Meglio piuttosto trovare qualcuno presente a tali eventi o che ne ha subito le ripercussioni, e parlare con queste fonti dirette o indirette […]. E quando si parla con loro, invece di chiedere, &#8220;Cos&#39;è il genocidio?&#8221;, bisognerebbe semplicemente domandare, &#8220;Cos&#39;è successo?&#8221;. In questo modo, invece di sentire il bisogno di mettere un&#39;etichetta su eventi tanto catastrofici, potremmo far parlare le stesse testimonianze storiche.</p></blockquote>
<p>In un post scritto da un ospite per ricordare il 24 aprile, <em>The Hub</em> <a title="Video-testimonianza in inglese" href="http://hub.witness.org/3Generations/Alice">pubblica una di tali testimonianze</a> [in], rilasciata dalla novantaseienne Alice Shnorhokian.</p>
<p><a title="Video in armeno con sottotitoli in inglese" href="http://"><object width="400" height="280" data="http://hub.witness.org/flash/player.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="flashvars" value="config=http://hub.witness.org/node/12661/flvmediaplayer/embedded_player" /><param name="src" value="http://hub.witness.org/flash/player.swf" /></object></a></p>
<p>Comunque la pensiate in proposito, la maggior parte dei blogger concordano nel definire gli eventi del 1915-17 come genocidio, termine <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raphael_Lemkin">coniato da Raphael Lemkin nel 1943</a> [it], riferendosi anche ai massacri degli armeni. Ciò su cui i blogger si dividono è l&#39;approccio migliore per risolvere la questione: senza dubbio, il dibattito proseguirà.</p>
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		<title>Georgia: citizen media e le proteste a Tbilisi</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/georgia-citizen-media-e-le-proteste-a-tbilisi/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 06:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armenia]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale diOnnik Krikorian  &#183; tradotto da Tamara Nigi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Studenti e giornalisti professionisti hanno garantito la copertura online delle manifestazioni di protesta svoltesi nei giorni scorsi per le strade della capitale georgiana, Tbilisi. Sono questi i nuovi standard di riferimento [in] per i citizen media nel Caucaso meridionale. Ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/'>Tamara Nigi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/10/georgia-citizen-media-and-the-tbilisi-protests/  '>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Studenti e giornalisti professionisti hanno garantito la copertura online delle manifestazioni di protesta svoltesi nei giorni scorsi per le strade della capitale georgiana, Tbilisi. Sono questi <a title="Vai al blog in lingua inglese Frontline Club" href="http://frontlineclub.com/blogs/onnikkrikorian/2009/04/citizen-media-and-the-georgian-protests.html">i nuovi standard di riferimento</a> [in] per i citizen media nel Caucaso meridionale. Ne parla Onnik Krikorian, il nostro autore per l&#39;area caucasica, dalle pagine del blog Frontline Club, notando come social network e servizi quali Twitter o Facebook diventino strumenti formidabili, se posti nelle mani delle persone giuste.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Armenia: cyber-attivismo contro la caccia illegale in una riserva naturale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/armenia-cyber-attivismo-contro-la-caccia-illegale-in-una-riserva-naturale/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 05:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie a un video diffuso su YouTube, che mostra una guardia forestale sparare a un cinghiale nella riserva naturale di Khosrov, costui è stato multato e licenziato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/simon-maghakyan/">Simon Maghakyan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/24/armenia-illegal-hunting-in-nature-reserve-exposed-on-youtube/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>A dimostrazione di come l&#39;attivismo online possa fare la differenza in Armenia, il video diffuso su  <em>YouTube</em>, che mostra una guardia forestale sparare a un cinghiale nella riserva naturale di Khosrov, ha portato al suo licenziamento.</p>
<p>Il 6 febbraio 2009, <em>TugUrartu</em> ha pubblicato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HI4Nj9916HE">il video</a> [arm] con la seguente descrizione:</p>
<blockquote><p>Il 20 gennaio siamo andati in gita alla riserva naturale di Khosrov. Mentre stavamo rientrando, ci siamo accorti che una guardia forestale stava uccidendo degli animali, sostenendo che ‘sono animali stupidi, distruggono le querce della foresta.’ Ha ignorato i nostri appelli [a desistere] &#8230;</p>
</blockquote>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HI4Nj9916HE&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HI4Nj9916HE&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object> </p>
<p>Il video mostra la guardia forestale che spara quattordici colpi sul cinghiale in fuga. La donna che riprendeva la scena gli ha persino offerto del denaro, ma inutilmente. Il giorno successivo alla pubblicazione del video, il moderatore di <a title="Vai al profilo del gruppo su Facebook"  href="www.facebook.com/group.php?gid=7210009831">un gruppo ambientalista armeno su Facebook</a> [arm] ha inviato ai membri il seguente messaggio:</p>
<blockquote><p>Il capo della forestale UCCIDE GLI ANIMALI SELVATICI<br />
&#8230; per salvaguardare la foresta protetta di Khosrov</p>
<p>&#8220;è uno stupido animale che danneggia gli alberi&#8221; sostiene il capo della forestale</p>
<p>Foresta protetta? Mattatoio? Luogo in cui spassarsela?&#8230;.</p>
<p>Cos&#39;è la FORESTA PROTETTA DI KHOSROV ADESSO?</p>
<p>Chi sono davvero quelli che la proteggono? In quali mani si trova? Quanti animali esistono ancora nel luogo definito FORESTA PROTETTA?</p>
<p>[…]<br />
Tuteliamo il nostro diritto a vivere in ARMONIA con la NATURA~~”</p>
</blockquote>
<p>Nel messaggio, pubblicato anche su alcuni blog, si chiedeva ai sostenitori di contattare il Ministero dell&#39;Ambiente e Tutela del Territorio in Armenia ai relativi numeri di telefono e indirizzi e-mail.</p>
<p>Il giorno dopo, il blogger ambientalista <em>Bnamard</em> si chiedeva se l&#39;episodio non facesse parte del <a title="Leggi il post in inglese" href="http://blogian.hayastan.com/2008/09/16/armenia-private-development-in-national-reserve/">progetto di sviluppo</a> [in] di un potente uomo politico, come è spiegato dettagliatamente <a title="Vai al post originale in armeno" href="http://bnamard.blogspot.com/2009/02/blog-post_08.html">in un altro post</a> [arm].</p>
<blockquote><p>Հայկական մամուլը ժամանակին գրեց, որ Հայաստանի մի բարձրաստիճան պաշտոնյա Խոսրովի անտառում ռեստորանա-հյուրանոցային համալիր է կառուցում, ոչնչացնելով անտառի մի մասը: Թերեւս, անտառապետը հրահանգ է ստացել անտառին զուգահեռ ոչնչացնել նաեւ այնտեղ բնակվող հատուկենտ “ախմախ կենդանիներին”:</p>
</blockquote>
<div class="translation">Tempo fa i media armeni hanno riferito che un funzionario di spicco sta costruendo un complesso turistico alberghiero nella riserva di Khosrov distruggendo parte della foresta. Forse al capo della forestale è stato ordinato di annientare dei particolari “animali stupidi” nelle vicinanze.</p>
<p>[…]</p>
</div>
<p><em>Bnamard</em> in seguito ha riferito che <a title="Vai al post originale in armeno" href="http://bnamard.blogspot.com/2009/02/blog-post_09.html">la guardia forestale era stata punita</a> [arm]. </p>
<blockquote><p>Տուգանք մեկ միլիոն դրամ, աշխատանքից հեռացում..</p>
<p>[…]</p>
<p>Արգելոցի գլխավոր պետին և տեղակալին խիստ նախազգուշացում<br />
[…]</p>
<p>ի դեպ սա բնապահպանության նախարարության թեժ գիծն է…51 91 82…, բայց չմոռանաք հայտնել ևս մի քանի լրատվամիջոցների[&#8230;.]</p>
</blockquote>
<div class="translation">Ammenda di un milione di dram armeni, pari a 3.300 dollari americani; licenziamento […] Severo ammonimento al direttore della riserva e al suo vice.</p>
<p>[…]</p>
<p>A proposito, la linea diretta per le segnalazioni al Ministero dell&#39;ambiente è 51-91-82, ma non tralasciate altri canali d&#39;informazione…
</p>
</div>
<p>Va detto che, senza la prova di quel video, probabilmente non si sarebbe ottenuta affatto giustizia.</p>
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		<title>Armenia-Azerbaijan: aggiornamenti dalle comunità LGBT</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/armenia-azerbaijan-aggiornamenti-dalle-comunita-lgbt/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 05:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Gagliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armenia]]></category>
		<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Azerbaigian]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Visto che nella regione raramente i media tradizionali informano adeguatamente sui diritti delle minoranze sessuali e religiose, ci pensano i blog (e un romanzo d'amore omosessuale) a colmare il vuoto - anche se  <em>Unzipped: Gay Armenia</em> sembra nutrire scarse speranze di miglioramento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/donatellag/'>Donatella Gagliano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/10/caucasus-lgbt-roundup/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Raramente nel Caucaso meridionale i media tradizionali riportano in maniera adeguata notizie sui diritti delle minoranze sessuali e religiose. Un vuoto ora <a title="Post originale su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/07/08/armenia-lgbt-blogs/">colmato dai blog</a> [in] e soprattutto da <em>Unzipped: Gay Armenia</em>, che continua a pubblicare post sui <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/LGBT">LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender)</a> [it] di ogni parte della regione. Stando alle più recenti dichiarazioni omofobiche <a title="Post originale in inglese"  href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/introducing-yet-another-bigot-armenian.html">da parte di politici locali</a> [in] e <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/armenia-odio-bugie-e-ignoranza-sui-diritti-dei-lgbt/" title="Post su GV in italiano" >di attivisti della società civile</a> [it] così come ad articoli <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/01/shocking-revelation-by-aravot-daily.html">della stampa locale</a> [in], il blog afferma che ci sono ben poche speranze di veder migliorare la situazione.</p>
<p>Nonostante il giudizio nei confronti della comunità LGBT sia ampiamente espresso dalle <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/host-of-armenian-public-tv-2-stars.html">dichiarazioni negative</a> [in] riportate continuamente dai media, un giornalista del luogo <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/women-in-politics-award-armenianows.html">è stato premiato</a> [in] dal British Council per un articolo sulle lesbiche in Armenia. </p>
<blockquote><p>&#8220;ArmeniaNow&#8221; di Vahan Ishkhanyan ha ottenuto il terzo posto, con un articolo sulle armene lesbiche, “Coming out: Armenian lesbians raise the curtain” [Le lesbiche armene squarciano il velo e fanno outing].</p>
<p>Nel 2006 Ishkanyan aveva scritto un articolo sugli omosessuali “Love and Loyalty”: Marriage in secret, in an environment of fear [&#8221;Amore e fedeltà&#8221;: matrimoni segreti in un clima di paura.]</p>
<p>Nel dicembre del 2008, scrivendo nel suo blog su Tert.am, aveva discusso dell&#39;ipocrisia nei circoli letterari armeni pubblicando un estratto di un&#39;opera sul tema dell&#39;omosessualità, mai pubblicata prima d&#39;allora in Armenia e scritta da un famoso poeta gay locale, Yeghishe Charents.</p>
</blockquote>
<p>Il blog riferisce inoltre non solo di come alcune testate si sforzino di <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/local-tv-programme-discusses-gay.html"> [in] discutere correttamente l&#39;esistenza di minoranze sessuali</a> in un Paese ancora estremamente conservatore e patriarcale, ma anche <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/amazing-social-ad-by-group-of-students.html">dell&#39;attività di alcuni studenti universitari</a> [in] i quali, come parte del corso accademico, hanno creato una sorta di pubblicità-progresso per richiamare il Paese alla tolleranza. </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hxcOxwQqLj0&amp;hl=en&amp;fs=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" src="http://www.youtube.com/v/hxcOxwQqLj0&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></object></p>
<blockquote><p>Coraggioso, di buon gusto e assai mirato. Ben fatto ragazzi! Congratulazioni per l&#39;ottimo lavoro!! Per quanto mi riguarda, avete superato gli esami con merito.</p>
</blockquote>
<p><em>Unzipped: Gay Armenia</em> fornisce il link per il blog dell&#39;ONG <em>Pink Armenia</em> che <a title="Post originale in inglese" href="http://pinkarmenia.blogspot.com/2009/02/this-world-is-for-everybody.html">che offre la traduzione del testo</a> [in] del video</p>
<p>. </p>
<blockquote><p>Essere omosessuali non è una scelta,</p>
<p>- Il fatto di avere l&#39;HIV non mi impedisce di essere tuo amico,</p>
<p>- Rinnegarmi non mi aiuta ad abbandonare le droghe<br />
- Sono nel giro dello sfruttamento sessuale…<br />
- Mia madre è la migliore madre del mondo<br />
- Siamo tutti uguali, il mondo è di tutti.</p>
</blockquote>
<p>Ovviamente non manca chi, come <em>Real Armenia</em>, è in disaccordo e addirittura ricorda ai propri lettori che <a title="Post originale in inglese" href="http://realarmenia.wordpress.com/2009/02/03/homosexuality-is-condemned-in-the-bible/">l&#39;omosessualità viene condannata</a> [in] dalla Bibbia.</p>
<blockquote><p>Ne ho abbastanza di tutto questo urlare in nome dell&#39;omosessualità, per cui riporto questo testo affiché lo teniate bene a mente.</p>
<p>[…]</p>
<p>Se la comunità omosessuale sceglie di praticare l&#39;omosessualità in privato, ciò è una libera scelta. Ma costoro devono sapere con certezza che la Bibbia condanna tutte queste pratiche e che Dio li giudicherà immeritevoli del Regno dei Cieli se continuano a praticare e promuovere apertamente il sesso omosessuale.</p>
</blockquote>
<p>Tuttavia <em>Unzipped: Gay Armenia</em> sottolinea anche <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/first-lgbt-azerbaijani-web-site.html"> [in] la presenza di alcuni segnali d&#39;apertura</a> nel vicino Azerbaigian, dove per la prima volta è stato creato un sito web per la comunità LGBT.</p>
<blockquote><p>Obiettivo di questo sito web è fornire alla comunità LGBT notizie relative alla comunità stessa, combattere l&#39;omofobia nella società e nei media azeri, e divenire un forum per la comunità LGBT azera.</p>
<p>Fra i futuri progetti dell&#39;ONG “Gender &amp; Development” c&#39;è quello di pubblicare una rivista sui LGBT.</p>
<p>Il sito web sarà disponibile in tre lingue - azero, russo, e inglese.</p>
<p>Si tratta di una nuova risorsa gradita e assai attesa el panorama LGBT nel Caucaso meridionale. Continueremo a seguirla.</p>
</blockquote>
<p>Ma forse la notizia più inaspettata si presenta sotto la forma di un lungo post relativo alla pubblicazione, nel Paese limitrofo separatosi dall&#39;Armenia, di un libro <a title="Post originale in inglese"  href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/artush-and-zaur-gay-love-story-between.html">che racconta la storia d&#39;amore fra due omosessuali dei due Paesi</a> [in] e che si inserisce sullo sfondo dell&#39;ancora irrisolto conflitto nel Nagorno-Karabakh.</p>
<blockquote><p>Alekper Aliyev, caporedattore di kultura.az, ha pubblicato a Baku, per citarlo testualmente, il suo romanzo “più scandaloso”: “Artush e Zaur”. Si tratta di un amore gay fra un azero e un armeno, una specie di decostruzione parziale di Ali e Nino (una storia d&#39;amore etero fra l&#39;azera Ali e il georgiano Nino), in cui però i due amanti sono maschi, uno armeno e uno azero, sullo sfondo del conflitto in Karabakh.</p>
<p>[…]</p>
<p>La guerra li separa. Artush si trasferisce in Armenia, Zaur rimane a Baku. Da adulti si incontrano di nuovo - a Tbilisi. Si soffermano sui ricordi, si innamorano fino a sposarsi con l&#39;aiuto di un pastore olandese, confidente della moglie del presidente georgiano Mikhail Saakashvili …</p>
<p>Durante l&#39;intervista, l&#39;autore osserva che azeri e armeni condividono cucina, musica e mentalità. “Gli armeni sono più simili a noi rispetto ai georgiani” per via dell&#39;influenza della cultura persiana.</p>
<p>Alekper spiega che una delle motivazioni che l&#39;hanno spinto a scrivere il romanzo è stata la volontà di esporre l&#39;assurdità delle guerre caucasiche. Egli ritiene di avere ogni diritto di agire in questo modo poiché ha perso suo fratello maggiore nella guerra del Karabakh nel 1994.</p>
<p>[…]</p>
<p>Com&#39;era prevedibile, il libro ha suscitato indignazione nei forum e blog armeni, inondati da commenti omofobi pieni di odio. Alcuni accusano l&#39;autore di alto tradimento nei confronti degli interessi nazionali. Altri affermano (ironicamente) che l&#39;Azerbaigian ora ha il suo Salman Rushdie e il suo Orhan Pamuk.</p>
<p>“Chi ha f***uto chi?” – è questa la questione primaria e apparentemente più importante che viene discussa su forum e blog (sia azeri che armeni), e ogni parte spera che sia stato il &#8216;proprio ragazzo&#39; ad aver f***uto ‘il nemico’. […]</p>
<p>[…]</p>
<p>Se si mette da parte la nazionalità e la sessualità dei personaggi, la trama potrebbe apparire scontata e di poco rilievo. Ma nel clima di nazionalismo e intolleranza che domina la regione, il fatto che il romanzo racconti di una storia d&#39;amore omosessuale fra un armeno e un azero, mira a infrangere ben due tabù.</p>
</blockquote>
<p>In ogni caso, conclude <em>Unzipped: Gay Armenia</em>, in un&#39;area dove l&#39;omofobia, l&#39;intolleranza e il nazionalismo etnico sono ancora tratti distintivi della società, non rimane che vedere se le reazioni al libro si manifesteranno anche sotto forma di attacchi all&#39;autore. </p>
<p><em>“Solo i più coraggiosi fra di noi sono pronti a infrangere i tabù,”</em> si legge nel blog. <em>“Alekper Aliyev è tra questi.”</em></p>
</p></div>
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		<title>Armenia: politiche sulla Diaspora</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/armenia-politiche-sulla-diaspora/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 22:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Cerrai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armenia]]></category>
		<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Diaspora]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale diOnnik Krikorian  &#183; tradotto da Beatrice Cerrai &#183;  vai all&#39;articolo originale 
tzitzernak2 commenta sul ruolo della diaspora nella politica armena ed esprime preoccupazione sulla data in cui si terrà la conferenza della maggiore lobby armena in USA, l&#39;Armenian Assembly of America. Secondo il blogger l&#39;evento, che avrà luogo in occasione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatricec/'>Beatrice Cerrai</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/01/31/armenia-diaspora-politics/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>tzitzernak2</em> commenta sul ruolo della diaspora nella politica armena ed esprime preoccupazione sulla data in cui si terrà la conferenza della maggiore lobby armena in USA, l&#39;Armenian Assembly of America. Secondo il blogger l&#39;evento, che avrà luogo in occasione del primo anniversario dei disordini post elettorali dell&#39;1 marzo in cui persero la vita 10 persone, è <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://tzitzernak2.blogspot.com/2009/01/diasporan-armenian-politics-means-or.html">irrispettoso della memoria delle vittime</a> [in].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Armenia: riflessioni sparse</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/armenia-riflessioni-sparse/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 01:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armenia]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale dionnik krikorian  &#183; tradotto da Maria Grazia Pozzi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Ara Balozian continua a meditare sul significato della vita, dell’universo e di molto altro sul suo blog, Ara Home Page. Negli ultimi due post, il controverso scrittore e pensatore indipendente si sofferma ad analizzare storia vista dalla loro angolazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">onnik krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/01/22/armenia-musings/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Ara Balozian continua a meditare sul significato della vita, dell’universo e di molto altro sul suo blog, <em>Ara Home Page</em>. Negli ultimi due post, il controverso scrittore e pensatore indipendente si sofferma ad analizzare <a title=“Vai al blog originale” "href="http://baliozian.blogspot.com/2009/01/being-armenian.html"> cosa sinifica essere armeni</a> [in] e riflette sulla <a title “Vai al blog originale" href=http://baliozian.blogspot.com/2009/01/history.html>storia vista dalla loro angolazione</a> [in]. Eccone un assaggio:</p>
<p>&#8220;C’è un idiota in ciascuno di noi, anche nel più saggio. Allo stesso modo c’è un assassino in tutti noi, complimenti ai nostri antenati-coccodrillo. Ciò spiega perché, talvolta, gli uomini intelligenti sono ingannati dagli stupidi e gli uomini onesti sono indotti all’errore da criminali psicopatici, e qui potrei citare un lungo elenco di personaggi famosi che hanno dato il loro sostegno a Hitler, Mussolini e Stalin.”</p>
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		<title>Armenia: odio, bugie e ignoranza sui (diritti dei) LGBT</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 00:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Cerrai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armenia]]></category>
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		<description><![CDATA[L'Armenia approva la dichiarazione ONU contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e identità di genere, suscitando le critiche del movimento omofobico prevalente nella società locale. Uno dei blogger a sostegno dei diritti dei LGBT replica in dettaglio a tali posizioni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatricec/'>Beatrice Cerrai</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/01/15/armenia-hate-lies-ignorance/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il mese scorso <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/12/10/armenia-un-declaration-supporting-lgbt-rights/">l&#39;Armenia ha approvato</a> [in] la dichiarazione ONU contro le discriminazioni basate sull&#39;orientamento sessuale e l&#39;identità di genere. Tale posizione è stata tuttavia oggetto di aspre critiche da parte del movimento <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/04/18/armenia-homophobic-values/">omofobico prevalente nella società</a> [in] veicolate da frange insospettabili. Uno dei blogger più prolifici a sostegno dei <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/07/08/armenia-lgbt-blogs/">diritti dei LGBT nel Paese e la relativa Diaspora</a> [in], come anche nel Caucaso meridionale in generale, rilancia la propria preoccupazione al riguardo.</p>
<p>In particolare, mentre il governo difende la decisione presa in base alla salvaguardia dei diritti umani, è l&#39;opinione espressa da un&#39;importante attivista della società civile, madre del Direttore dell&#39;Ufficio armeno dell&#39;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a irritare particolarmente il blogger - opinione secondo cui l&#39;omossessualità rappresenterebbe una minaccia per lo sviluppo del Paese.</p>
<p>Su <em>Unzipped: Gay Armenia</em> <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/01/hate-lies-ignorance-well-known-armenian.html">risponde con un lungo post</a> [in], di cui riportiamo alcuni stralci:</p>
<blockquote><p>Prevedevo reazioni negative e attacchi contro il governo per la ratifica [della dichiarazione]. Ma certo non mi aspettavo l&#39;attacco di [&#8230;] Karine Danielyan, Direttore dell&#39;associazione &#8220;For Sustainable Human Development&#8221;, che ho sempre rispettato e considerato come persona intelligente.</p>
<p>Karine ha definito l&#39;omosessualità &#8220;malattia&#8221; e &#8220;minaccia per la sicurezza nazionale&#8221;. Ha conseguito un dottorato di ricerca, ha lavorato per anni per le agenzie delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali. [&#8230;] Non è una persona fermata a caso per strada da un giornalista che vuole farle una domanda sull&#39;orientamento sessuale o sui diritti dei gay.</p>
<p>[…] Il numero dei gay non è cresciuto (e non crescerà), Dott.ssa Danielyan. È soltanto quando a crescere è il livello di tolleranza della società nei confronti delle minoranze che queste diventano più visibili, iniziano a vivere senza nascondere la propria identità, senza condurre una doppia vita in cui è presumibile che sia lei a sentirsi maggiormente a proprio agio.</p>
<p>[…]</p>
<p>[…] Proporrei a tutte le organizzazioni che finanziano la ONG [Organizzazione Non Governativa] della dott.ssa Karine Danielyan di ritirare o congelare i fondi previo il suo superamento di un tirocinio sull&#39;uguaglianza. La Dott.ssa Danielyan ne ha urgente bisogno.</p></blockquote>
<p>Il blogger sottolinea inoltre come, nonostante alcune delle <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/12/22/armenia-azerbaijan-lgbt-cultural-icons/">maggiori icone culturali armene siano gay</a> [in], la Danielyan continui ad accusare l&#39;omossessualità di essere una minaccia per la cultura e la società armene. Il blog replica altresì ad altre inesattezze rilevate durante la conferenza stampa, oltre che alle teorie cospirative circa presunti piani di distruzione non solo dell&#39;Armenia, ma del mondo intero.</p>
<blockquote><p>All&#39;incontro coi media è intervenuta anche un&#39;altra persona, il famigerato ex ambientalista Khachik Stamboltsyan. Temo che qualsiasi commento alle sue dichiarazioni sarebbe solo una perdita di tempo, essendosi trasformato in un caso clinico affetto da turbe psichiche. Egli sostiene che massoni e gay stiano tramando un complotto per distruggere la Terra&#8230; [&#8230;] Mi fermerei qui. È completamente ridicolo.</p></blockquote>
<p>Il post integrale è <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/01/hate-lies-ignorance-well-known-armenian.html">disponibile qui</a> [in].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gerusalemme: rissa tra monaci greci e armeni</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/gerusalemme-rissa-tra-monaci-greci-e-armeni/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2008/11/gerusalemme-rissa-tra-monaci-greci-e-armeni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 08:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armenia]]></category>
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		<description><![CDATA[Le frizioni tra diverse confessioni religiose non sono una cosa nuova, ma la recente rissa tra monaci greci e armeni nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme ha attirato l'attenzione di numerosi blogger - inclusi video dell'episodio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/11/10/israel-armenian-greek-monks-brawl/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Le frizioni tra diverse confessioni religiose non sono una novità, ma l&#39;incidente accaduto tra monaci greci e armeni nella chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme ha attirato l&#39;attenzione di numerosi blogger. <em>Ben Witherington</em> sostiene che <a title="Post in inglese" href="http://benwitherington.blogspot.com/2008/11/monk-see-monk-do-disgrace-of-church-of.html">un comportamento del genere sia deplorevole</a> [in].</p>
<blockquote><p>Pochi luoghi nel mondo rappresentano al meglio la diversità e le divisioni interne del cristianesimo come la Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Siamo talmente divisi che per far andare avanti le cose, in quella che con tutta probabilità è la Chiesa situata sul luogo in cui Gesù è stato crocifisso, le chiavi della porta principale sono state tenute da una famiglia musulmana per secoli, questo ovviamente perché i cristiani che hanno delimitato il territorio dell&#39;edificio non sono riusciti a decidere chi debba custodirle! [&#8230;]</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Da notare che i cristiani non sono riusciti a risolvere la questione da soli, così la polizia antisommossa israeliana è dovuta entrare e mettere fine a tutto&#8212; una tragedia totale. Vorrei poter dire che i veri cristiani non si comportano in questo modo, ma poiché l&#39;ho visto con i miei occhi nella mia Chiesa, non posso sostenere un&#39;affermazione simile. È troppo facile liquidare costoro come cristiani <a title="Voce in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rinascita_(religione)">non-rinati</a> [it] che si comportano male. </p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Padre perdonaci, poiché non sappiamo quello che facciamo, né quanto sia stato orribile l&#39;aver reso una tale testimonianza al mondo che ci osservava.</p>
</blockquote>
<p>Anche <em>Opinion of a Minion</em> appare <a title="Post in inglese" href="http://1minionsopinion.wordpress.com/2008/11/09/too-many-denominations-spoil-the-church/">stupito</a> [in].</p>
<blockquote><p>Il video ha quasi dell&#39;incredibile. Sembrano delle tifoserie calcistiche rivali che si azzuffano, ma in realtà sono monaci che litigano per entrare in Chiesa. Se gli armeni la usano per la loro cerimonia, i greci devono rimanere fuori. Ma i greci volevano tenere un guardiano nell&#39;edificio, in particolare nell&#39;area in cui ci sarebbe la tomba di Gesù. Gli armeni hanno avuto qualche problema ad accettare ciò, e si è scatenato il finimondo.</p>
<p>Peggio di un divorzio. [&#8230;]</p>
</blockquote>
<p><em>Contemporary Orthodoxy</em> è <a title="Post in inglese" href="http://contemporaryorthodoxy.blogspot.com/2008/11/brawl-breaks-out-among-clergy-at-holy.html">particolarmente infuriato</a> [in].</p>
<blockquote><p>Il comportamento mostrato dal nostro ordine angelico è sicuramente una delle prove più evidenti di mancanza di auto-controllo. Direi anche una mancanza di maturità. La nostra carità cristiana ci richiede di essere quanto meno tolleranti con le altre confessioni religiose. [&#8230;] Un modo più adeguato per affrontare la situazione sarebbe stato aspettare la fine della cerimonia e successivamente concordare con le autorità una soluzione per il futuro.</p>
</blockquote>
<p>Anche <em>Chaldean Thoughts</em> si mostra alquanto <a title="Post in inglese" href="http://catholicwritings.blogspot.com/2008/11/monks-gone-violent.html">sconcertato dall&#39;accaduto</a> [in].</p>
<blockquote><p>È molto triste vedere queste cose accadere in uno dei posti più sacri per tutto il Cristianesimo. È ancora più triste sapere che sono stati i monaci a iniziare la rissa.</p>
</blockquote>
<p><em>Therion</em> pubblica delle fotografie della zuffa e coglie l&#39;occasione per <a title="Post in inglese" href="http://aidanmaconachyblog.blogspot.com/2008/11/greek-and-armenian-monks-fight-in.html">criticare il Cristianesimo</a> [in].</p>
<blockquote><p>Gesù in teoria insegnava ai suoi seguaci di &#8220;porgere l&#39;altra guancia&#8221; se provocati. Ma quando si tratta degli alti rappresentanti della sua istituzione terrena - non se ne parla proprio! </p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Questa rissa non è assolutamente un caso isolato. Sei comunità cristiane si dividono il controllo dell&#39;antica Chiesa. Molto spesso si insultano a vicenda producendosi in scazzottate talmente violente da richiedere l&#39;intervento della polizia israeliana.</p>
<p>C&#39;è forse qualcosa di più ironico di cristiani che si picchiano tra loro nel presunto luogo di sepoltura del &#8216;Principe della Pace.&#39; L&#39;ennesimo esempio dell&#39;ipocrisia cristiana, che mente ogni volta che pretende di rappresentare qualcosa.</p>
</blockquote>
<p><em>Friggin Loon</em> non appare <a title="Post in inglese" href="http://frigginloon.com/2008/11/10/jerusalem-police-break-up-brawling-monks/">affatto sorpreso</a> [in].</p>
<blockquote><p>Niente definisce la religione meglio di una buona scazzottata!</p>
</blockquote>
<p>Infine <em>Unzipped</em> ha pubblicato il <a title="Post in inglese" href="http://unzipped.blogspot.com/2008/11/macho-church-fight-erupts-between.html">seguente video</a> [in].</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Z8g1YFlBX1Y&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Z8g1YFlBX1Y&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Georgia: sicurezza nel Caucaso</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 09:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo originale diOnnik Krikorian  &#183; tradotto da Tamara Nigi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Tbilisi non avrebbe fatto bene i suoi calcoli: soprattutto questo all&#39;origine del recente conflitto fra Russia e Georgia. A dirlo, chiamando in causa anche Tucidide, è il nuovo blog Security in the Caucasus avviato da un aspirante Ph.D. presso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/'>Tamara Nigi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/08/31/georgia-security-in-the-caucasus/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Tbilisi non avrebbe fatto bene i suoi calcoli: soprattutto questo all&#39;origine del recente conflitto fra Russia e Georgia. A dirlo, chiamando in causa anche Tucidide, è il nuovo blog <em>Security in the Caucasus</em> avviato da un aspirante Ph.D. presso la London School of Economics e attualmente impegnato nella regione in una ricerca sul campo. Egli sostiene anche che si sia trattato di una <a href="http://kovkaz.blogspot.com/2008/08/forgotten-virtues-prudence-foresight.html">contesa ‘per delega’ fra l’Occidente, da un lato, e una Russia, dall’altro, che è tornata a farsi valere.</a></p>
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