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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Afganistan</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Egitto: Nidal Hassan, psichiatra o psicotico?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/10050/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 05:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Maggiore Nidal Hassan è lo psichiatra militare statunitense di origine araba che recentemente ha ucciso 13 persone a Fort Hood, in Texas - ora accusato di omicidio premeditato. I blogger egiziani commentano e riflettono variamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marwa-rakha/">Marwa Rakha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/14/egypt-nidal-hassan-psychiatrist-or-psychotic/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il Maggiore Nidal Hassan è lo psichiatra militare statunitense di origini arabe <a title="Articolo originale in inglese su Forbes.com" href="http://www.forbes.com/2009/11/12/major-nidal-hassan-fort-hood-muslim-opinions-columnists-melik-kaylan.html">recente autore della sparatoria</a> [in] a Fort Hood in Texas che ha ucciso 12 militari e un civile. Adesso è accusato di omicidio premeditato. “Psichiatra o Psicotico?”, si chiedono i blogger egiziani.</p>
<p><em>Nawara Negm </em><a title="Post originale in arabo" href="http://www.tahyyes.org/2009/11/blog-post_4326.html">simpatizza con Hassan</a> [ar]:</p>
<blockquote><p>اكيد سمع هلاوس كتير من الظباط اللي جايين من العراق بعد ما قتلوا اطفال وستات<br />
كان عايز يسيب الخدمة وطلبه اترفض<br />
وكل محامي عشان يرفع له قضية عشان يسيب الخدمة<br />
فكان الرد انهم قالوا له: انت ح تروح العراق</p></blockquote>
<div class="translation">Deve avere ascoltato le orribili storie dei soldati tornati dall&#39;Iraq; quei soldati che hanno ucciso donne e bambini inermi. Voleva lasciare l&#39;esercito, ma la sua richiesta è stata respinta. Ha avviato, per quanto possibile, le procedure per potersi dimettere e come risposta gli è stato detto che sarebbe stato inviato in Iraq.</div>
<p><em>Hassan El Helali</em> <a title="Post originale in arabo" href="http://hegabs-nekabs.blogspot.com/2009/11/blog-post_1069.html">ritiene che sia uno psicotico</a> [ar]:</p>
<blockquote><p>بفضل هذا المعتوه الحقير سيعيش العرب والمسلمين في الغرب لشهور وربما لسنوات وهم مطالبين مرة أخرى بإثبات برائتهم من تهمة ممارسة التقية والكذب… وادعاء الشرف والإنصهار في المجتمع حتى تتاح لهم الفرصة ليفجروا أنفسهم وسط الأبرياء. بفضل هذا المجرم ستزيد رزالة القائمين على منح تأشيرات الدخول للبلاد المتحضرة، ومعهم كل الحق، وستتعطل المصالح ويحرم المريض من العلاج في الخارج والطالب من بعثة التعليم والسائح من المتعة والثقافة وسيصبح كل عربي ومسلم في الغرب متهماً حتي ولو ثبتت برائته بالإرهاب والوحشية والخسة والخيانة للمجتمع الذي ضمه وعلمه ورباه حتى وصل لرتبه عسكرية راقية وتخصص علمي متميز ومنحه الأوسمة والنياشين وفرصة حياة لا يحلم بعشرها في بلاده عديمة العلم والثقافة والفن والجمال والحرية والكرامة… برافو… الله أكبر والعزة للعرب.</p></blockquote>
<div class="translation">A causa di questa pazzia, arabi e musulmani che vivono in occidente, dovranno cercare di provare ancora una volta, per mesi e forse anni, di non essere bugiardi e di volersi integrare nelle società dove vivono, fino a quando, ancora una volta, noi verremo a sapere che uno di questi idioti si è fatto saltare in aria in mezzo a un gruppo di civili innocenti. Per colpa di questo criminale, verranno negati più visti d&#39;ingresso nei Paesi civilizzati, sia per lavoro, per divertimento, per studio o per motivi di salute. A causa sua, ogni arabo e musulmano che vive in Occidente, verrà considerato colpevole di terrorismo, brutalità, tradimento e di colpire alle spalle chi lo ha aiutato - almeno fino a prova contraria.</div>
<p><em>Wael Nawara</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://weekite.blogspot.com/2009/11/fort-hood-news-update.html">vuole ricordare a tutti</a> [in] che:</p>
<blockquote><p>Verso la fine di giugno 2007, il Sig. Hasan si è presentato davanti al suo supervisore e altri 25 membri del gruppo di salute mentale per presentare loro una relazione sulla religione Islamica, gli attentati suicidi e le minacce cui che i militari potrebbero ricevere dai musulmani che trovano problematico combattere nei Paesi musulmani dell&#39;Iraq e dell&#39;Afghanistan, secondo quanto riportato nella copia della relazione ottenuta da <em>The Washington Post</em>.</p>
<p>“Sta diventando sempre più difficile per i musulmani nel servizio militare giustificare moralmente di essere un soldato costantemente impegnato contro i fratelli musulmani,” scriveva Hassan nella relazione.</p></blockquote>
<p>Un libanese residente in USA, <em>Dr Asa&#39;ad Abu Khalil</em> - <a title="Post originale in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/11/why.html">L&#39;arabo arrabbiato</a> [in] - cita l&#39;articolo di un quotidiano in cui si legge:</p>
<blockquote><p>“Quando un uomo bianco spara in un ufficio postale, si dice che ha dato i numeri,” spiega Victor Benjamin II, 30 anni, ex membro dell&#39;esercito. “Ma quando lo fa un musulmano, si chiama <a title="Post originale in inglese" href="http://www.nytimes.com/2009/11/07/us/07muslim.html?ref=us&amp;pagewanted=print">jihad”</a> [in].</p></blockquote>
<p>E l&#39;egiziano <em>SandMonkey</em> cerca di evitare di scrivere sul tema <a title="Post originale in inglese" href="http://www.sandmonkey.org/2009/11/12/on-fort-hood/">perchè</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Quasiasi cosa possa pensare risulta comunque scontato. Voglio dire, chi ha sparato era arabo, musulmano e palestinese per giunta. Cosa c&#39;è da dire? Si tratta di un caso isolato? Potrebbe mai succedere di nuovo? Ciò significa forse che qualsiasi arabo o mussulmano nell&#39;esercito potrebbe comportarsi in tal modo? Davvero? Ho bisogno di affermarlo? Cosa c&#39;è da dire?</p>
<p>In realtà, mi vengono da dire solo due cose: 1) le mie più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime; 2) a nome di ogni arabo o musulmano che ora verrà fregato per il tuo gesto: ti auguro di non avere un solo giorno di pace né in questa vita né in nessuna di quelle future!</p></blockquote>
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		<title>Afganistan: &#8220;permanente&#8221; la presenza talibana, secondo l&#039;ICOS</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/afganistan-permanente-la-presenza-talibana-secondo-licos/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 05:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo originale diAdil Nurmakov  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Nick Fielding riporta [in] un comunicato stampa dell&#39;ICOS (International Council on Security and Development) [in] nel quale si fa sapere che la presenza talebana in territorio afgano ha ormai raggiunto una quota &#8216;permanente&#39; dell&#39;80%, in ascesa dal 72% registrato nel novembre 2008 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/adam-kesher/">Adil Nurmakov</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/16/afghanistan-growing-presence-of-taliban/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Post originale in inglese" href="http://circlingthelionsden.blogspot.com/2009/09/growing-presence-of-taliban-across.html">Nick Fielding riporta</a> [in] un comunicato stampa dell&#39;<a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.icosgroup.net/modules/press_releases/eight_years_after_911">ICOS</a> (International Council on Security and Development) [in] nel quale si fa sapere che la presenza talebana in territorio afgano ha ormai raggiunto una quota &#8216;permanente&#39; dell&#39;80%, in ascesa dal 72% registrato nel novembre 2008 e dal 54% del 2007. Un altro 17% del Paese vede una presenza &#39;sostanziale&#39; dei talebani. L&#39;ICOS definisce la presenza talebana in una regione come &#8216;permanente&#39; quando la  frequenza degli attacchi dell&#39;<em>insurgency</em> è di uno o più alla settimana. &#8216;Sostanziale&#39; equivale ad almeno un attacco al mese.</p>
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		<title>Afganistan: Talebani nella provincia strategica di Ghazni</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/afganistan-talebani-nella-provincia-strategica-di-ghazni/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 05:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo originale diAdil Nurmakov  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Joshua Foust riporta la notizia [in] che la strategica provincia di Ghazni [it] in Afganistan sta cadendo nelle mani dei Talebani: nell&#39;area si registra una presenza sempre più forte di “Radio Shariat” e vi sono state violente manifestazioni anti-governative nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/adam-kesher/">Adil Nurmakov</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/16/afghanistan-riots-in-ghazni-the-province-falls/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Joshua Foust <a title="Post originale in inglese" href="http://www.registan.net/index.php/2009/09/10/riots-in-ghazni-city-as-the-province-falls/">riporta la notizia</a> [in] che la strategica provincia di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Ghazni">Ghazni</a> [it] in Afganistan sta cadendo nelle mani dei Talebani: nell&#39;area si registra una presenza sempre più forte di “Radio Shariat” e vi sono state violente manifestazioni anti-governative nel capoluogo, con un bilancio di diversi morti e feriti. È difficile capire cosa stia accadendo perchè l&#39;informazione dei media non Talebani è pressochè inesistente; considerato però che alle ultime elezioni la percentuale dei votanti è stata pari allo 0% in molti distretti, è chiaro come i Talebani si stiano impossessando della provincia pezzo dopo pezzo.</p>
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		<title>Afganistan: le foto della giornata elettorale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/afganistan-le-foto-della-giornata-elettorale/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 02:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel giorno delle seconde elezioni nella storia del Paese, oltre a post e resoconti i blogger hanno condiviso una varietà di foto dentro e fuori dai seggi, mostrando la presenza militare, l'entusiasmo degli elettori e altre situazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/30/afghanistan-voting-day-in-photos/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Milioni di afgani hanno votato giovedì 20 agosto nelle seconde elezioni presidenziali della storia del Paese. Secondo l&#39;<a title="Articolo AP in inglese" href="http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5hvWEqwq3CrRvaQCmt21MfoYhjZJQD9ACIGH80">Associated Press</a> [in], i risultati non saranno resi noti prima della fine di settembre, dopo aver esaminato le accuse di brogli.</p>
<p>Numerosi blogger hanno già <a title="Precedente post di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/08/21/afghanistan-voting-day/">condiviso </a> esperienze, preoccupazioni e speranze del giornata elettorale. Altri hanno immortalato la giornata pubblicando foto che mostrano imponenti misure di sicurezza, l&#39;entusiasmo e la preoccupazione degli elettori (tutte le foto che seguono sono state riprese dietro autorizzazione).</p>
<p><em>Fardin Waezi</em> su <em>Thruafghaneyes</em> ha <a title="Post originale in inglese" href="http://thruafghaneyes.blogspot.com/2009/08/if-need-any-kind-of-photograph-about.html">pubblicato </a> [in] numerose foto di uomini e donne alle urne a Kabul:</p>
<p><center><img title="Foto delle elezioni in Afganistan" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/afghan0.jpg" alt="Foto delle elezioni in Afganistan" width="233" height="350" /></center></p>
<p>&#8230; e anche di un membro dell&#39;esercito:</p>
<p><center><img title="Foto delle elezioni in Afganistan" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/afghan01.jpg" alt="Foto delle elezioni in Afganistan" width="350" height="233" /></center></p>
<p>Le foto di <em>HeratZemin</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://heratzamin.blogspot.com/2009/08/blog-post_935.html">rivelano</a> [in] la massiccia presenza dell&#39;esercito:</p>
<p><center><img title="Foto delle elezioni in Afganistan" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/afghan02.jpg" alt="Foto delle elezioni in Afganistan" width="360" height="203" /></center></p>
<p>&#8230; e l&#39;entusiasmo degli elettori:</p>
<p><center><img title="Foto delle elezioni in Afganistan" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/afghan03.jpg" alt="Foto delle elezioni in Afganistan" width="400" height="225" /></center></p>
<p>Mostafa Kia <a title="Post originale in inglese" href="http://kabul-istan.blogspot.com/2009/08/blog-post_3255.html">fa vedere</a> [in] su <em>Motvaled Mizan</em> che un dito macchiato di inchiostro potrebbe essere stato facilmente pulito in almeno un seggio elettorale.</p>
<p><center><img title="Foto delle elezioni in Afganistan" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/Picture_1211.JPG" alt="Foto delle elezioni in Afganistan" width="320" height="214" /></center></p>
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		</item>
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		<title>Afganistan: un rapporto che non si vuole venga letto&#8230;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/afganistan-un-rapporto-che-non-si-vuole-venga-letto/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 07:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale diAdil Nurmakov  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Nick Fielding sottolinea [in] come il rapporto del Parlamento britannico sull&#39;Afghanistan sia fortemente critico nei confronti dell&#39;attuale strategia del governo sia in Afghanistan che in Pakistan. Il giornalista inglese rimarca inoltre come il governo non voglia che &#8220;troppa gente&#8221; possa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/adam-kesher/">Adil Nurmakov</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/07/afghanistan-a-report-someone-didnt-want-you-to-read/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Post originale in inglese" href="http://circlingthelionsden.blogspot.com/2009/08/report-someone-didnt-want-you-to-read.html">Nick Fielding sottolinea</a> [in] come il rapporto del Parlamento britannico sull&#39;Afghanistan sia fortemente critico nei confronti dell&#39;attuale strategia del governo sia in Afghanistan che in Pakistan. Il giornalista inglese rimarca inoltre come il governo non voglia che &#8220;troppa gente&#8221; possa leggere il rapporto, avendo scelto di &#8220;diffonderlo di domenica, immediatamente dopo la chiusura della Camera per le lunghe vacanze estive e senza affiancarlo da un comunicato-stampa&#8221;. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Afghanistan: macchinazioni politiche</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/afghanistan-macchinazioni-politiche/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/afghanistan-macchinazioni-politiche/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 02:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
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		<description><![CDATA[Ad agosto sono previste le elezioni e i blogger si interrogano sull'esistenza di una seria alternativa all'attuale Presidente Hamid Karzai. Contesto in cui rientrano anche temi apparentemente slegati, come la cosiddetta "legge dello stupro" che ha richiamato molto l'attenzione della stampa occidentale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/joshua-foust/">Joshua Foust</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/20/afghanistan-political-machinations/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre la cosiddetta &#8220;legge dello stupro&#8221; afghana ha richiamato molto l&#39;attenzione della stampa occidentale, il dibattito è acceso anche a livello locale. Le manifestazioni delle donne sono state ben riportate dai media tradizionali, ma vanno considerate anche delle questioni settarie.</p>
<p><em>Registan.net</em> ha già <a title="Vedi il sito originale in inglese"  href="http://www.registan.net/index.php/2009/04/13/rape-law-what-rape-law/">sottolineato</a> [in] alcuni di questi problemi - per esempio, il fatto che la legge che limita i diritti delle donne <a title="Vedi il sito originale in inglese"  href="http://jengnameh.wordpress.com/2009/04/12/karzai-insults-hazaras-and-shi%e2%80%99ites-with-taliban-style-law/">riguarda una minoranza religiosa</a> [in], la Shia - ma il problema è abbastanza serio, secondo l&#39;<em>Hazaristan Times</em>, da richiedere una <a title="Vedi il sito originale in inglese" href="http://hazaristantimes.wordpress.com/2009/04/18/hazara-mps-criticize-iran-backed-cleric/">riunione ad alto livello</a> [in] con i membri Hazara del Parlamento. Gli Hazara sono la minoranza Shia più numerosa in Afghanistan. I loro commenti sono diretti allo sceicco Asif Mohsini Kandhari, religioso da loro accusato di avere legami con l&#39;Iran:</p>
<blockquote><p>Un gruppo di deputati Hazara, criticando lo sceicco Asif Mohsini Kandhari, sostiene che la Legge della Famiglia può e deve essere emendata. Dopo aver convocato una conferenza stampa a Kabul venerdì, alcuni deputati Hazara hanno dichirato che un Mullah non può decidere su come dev&#39;essere una legge.</p>
</blockquote>
<p>Tuttavia questo non è l&#39;unica questione in ballo nella scena politica afghana. Con l&#39;avvicinarsi delle elezioni di agosto, crescono le speculazioni su chi possa sfidare davvero il Presidente Hamid Karzai. Il consenso tra gli analisti americani sembra indicare che l&#39;opposizione è troppo frammentata per costituire una minaccia alla rielezione di Karzai, ma <em>Jengnameh</em> afferma che <a title="Vedi il sito originale in inglese"  href="http://jengnameh.wordpress.com/2009/04/06/%E2%80%9Cmoderate-taliban%E2%80%9D-and-obama%E2%80%99s-afghanistan-exit-strategy/">è tutto programmato</a> [in]: l&#39;occidente ha scelto, sostiene, un modello Pashtun-centrico.</p>
<blockquote><p>Dal 2001 Karzai e i Pashtun etno-nazionalisti che lo circondano hanno usato etichette come &#8220;radicali&#8221;, &#8220;estremisti&#8221; o &#8220;signori della guerra&#8221; per escludere i non-Pashtun dal governo&#8230;</p>
</blockquote>
<p>Ecco perché la notizia di una <a title="Vedi il sito originale in inglese"  href="http://hazaristantimes.wordpress.com/2009/04/18/wahdat-and-junbish-ally-for-presidential-race-2009/">possibile alleanza</a> [in] tra Hizb-e Wahdat e Junbish-e Milli è significativa: potrebbe rappresentare un blocco abbastanza vasto da escludere la maggior parte dei sostenitori Pashtun di Karzai.</p>
<blockquote><p>In una conferenza stampa tenuta sabato a Kabul, 18 leader di entrambi i partiti hanno  annunciato per la prossima settimana l&#39;allenza a sostegno di un candidato. Il capo di Hizb e Wahdat, Haji Muhammad Muhaqiq, ha detto che &#8220;in base a un&#39;ampia e reciproca conoscenza e cooperazione, entrambi i partiti hanno deciso di procedere uniti.&#8221; Nessuno dei due partiti avrà un candidato presidenziale proveniente dalle proprie fila, ma sosterranne un unico candidato. Va ricordato che il leader dei Junbish, il generale Dostum, è in Turchia da un paio di mesi. Si dice che sia in auto esilio.</p>
</blockquote>
<p>Rispetto a quanto sopra, Wandat è un partito a maggioranza Shia, e durante la guerra civile era un gruppo di mujahideen che ha opposto resistenza prima ai sovietici e poi ai Taliban.</p>
<p>Le questioni politiche che l&#39;Afghanistan deve affrontare sembrano intensificarsi con l&#39;avvicinarsi delle elezioni: anche i funzionari governativi, prima erano esitanti a mettere in dubbio le politiche americane, hanno iniziato <a title="Vedi il sito originale in inglese"  href="http://www.cfr.org/publication/19116/">a dimostrare pubblicamente il proprio malcontento</a> [in] riguardo i nuovi progetti per &#8220;preparare&#8221; la campagna militare. Non sono chiari lgi effetti di tali progetti sul piano nazionale e locale. Ma è facile scommettere che il dibattito si farà sempre più animato con l&#39;avvicinarsi del 20 agosto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giordania: blogger mette a nudo un &#8220;segreto&#8221; di Stato</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/giordania-blogger-mette-a-nudo-un-segreto-di-stato/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 07:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
		<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver pubblicato un documento "segreto" sulla presenza della Giordania nella guerra in Afghanistan, un blogger locale è oggetto di inopportune attenzioni da parte dei servizi segreti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/26/jordan-blogger-exposes-a-state-secret/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il blogger giordano <i><a title="Vedi il blog originale, in inglese" href="http://ramiswall.blogspot.com/">Rami Abdelrahman</a></i> [in] ha rivelato un &#8220;segreto&#8221; accuratamente nascosto in merito al coinvolgimento del suo governo nella guerra in Afghanistan - ed è oggetto di indesiderate attenzioni da parte dei servizi segreti.</p>
<p>Tutto è iniziato qualche giorno fa, quando il giornalista e ricercatore che vive in Svezia, <a title="Vedi il blog originale, in inglese" href="http://ramiswall.blogspot.com/2009/03/jordanian-military-forces-in.html">ha pubblicato</a> [in] e commentato un estratto dalla rivista Usa <a title="Vedi il sito originale, in inglese" href="http://politics.theatlantic.com/2009/03/annals_of_secrecy_jordan.php">Atlantic</a> [in], dove si riportavano documenti NATO resi pubblici recentemente che rivelano la portata del coinvolgimento della Giordania nella guerra al terrorismo. </p>
<p>Il documento, secondo l&#39;<em>Atlantic</em>: </p>
<blockquote><p>&#8220;include la Giordania tra i Paesi che fanno parte delle forze internazionali in Afghanistan, ma comprende anche l&#39;avviso che la Giordania non vuole rendere di pubblico dominio la sua partecipazione, temendo ripercussioni interne.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;altro Paese arabo citato nel documento è gli Emirati Arabi Uniti. </p>
<p><em>Abdelrahman </em>nota: </p>
<blockquote><p>Il tipo di cooperazione è stato a lungo considerato un &#8220;segreto&#8221; nazionale su richiesta del governo giordano, ma è ben conosciuto dagli altri partner coinvolti..</p>
</blockquote>
<p>Sul cosiddetto &#8220;segreto&#8221; si chiede: </p>
<blockquote><p>Non sarebbe meglio se la NATO e i suoi alleati mediorientali fossero più trasparenti con i propri cittadini riguardo questioni a cui alla fine potrebbero essere esposti? Perchè c&#39;è questo bisogno di celare, dando spazio alle opposizioni di fabbricare storie e teorie di cospirazioni e venderle a buon prezzo alle masse ? Perchè lasciarci, noi cittadini globali, in balia di interpretazioni arbitrarie, proprio quando è essenziale la necessità di un supporto pubblico? Qualcuno ha nulla da aggiungere? </p>
</blockquote>
<p>Il giorno dopo, <em>Abdelrahman</em> prosegue con un altro <a title="Vedi il blog originale, in inglese" href="http://ramiswall.blogspot.com/2009/03/proof-of-jordans-participation-in.html">post</a> [in], che include il link al file in PDF del documento de-classificato che &#8220;la Giordania non vuole rendere pubblico&#8221;. Il file è disponibile su <a title="Vai su Wikileaks" href="http://wikileaks.org/">Wikileaks</a> [in], sito web che <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wikileaks">pubblica documenti particolari diffusi anonimamente</a> [in].</p>
<div id="attachment_64597" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=64597" rel="attachment wp-att-64597"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/jordanisaf-300x210.jpg" alt="Il documento NATO declassificato" title="Il documento NATO declassificato" width="300" height="210" class="size-medium wp-image-64597" /></a>
<p class="wp-caption-text">Il documento NATO de-classificato</p>
</div>
<p>Egli nota: </p>
<blockquote><p>
Pubblico quanto sopra solo per rispettare la legge, e per mantenere la credibilità di questo blog e la mia reputazione come giornalista, dopo aver pubblicato 2 giorni fa un post in merito alla partecipazione alle forze internazionali in Afghanistan tenuta nascosta dalla Giordania ai propri cittadini. Il post originale si può trovare <a title="Vedi il blog originale, in inglese" href="http://ramiswall.blogspot.com/2009/03/jordanian-military-forces-in.html">qui</a> [in].</p>
</blockquote>
<p>Abdelrahman racconta anche di alcuni sgraditi visitatori che curiosavano sul suo blog dopo quel post iniziale: </p>
<blockquote><p>È interessante come, analizzando le statistiche dei lettori e i domini di quanti seguivano il blog, ho trovato alcuni lettori insoliti:</p>
<p><small><strong>Il comando dell&#39;ingegneria dei sistemi informativi dell&#39;esercito americano, (Quartier generale Usaisc)</strong> ha visitato 3 volte il </span>24 di  Marzo 2009, alle 13:50:24, 13:50:38 e 13:51:22.</p>
<p><strong>La corte Reale Giordana Hashemita</strong> ha visitato una volta il 24 Marzo 2009, 15:37:29<br/></p>
<p><strong>Il dipartimento dei servizi segreti della Giordania (gid.gov.jo)</strong> ha visitato 12 volte (finora) il 24 Marzo 2009  tra le 17:42:27 e le 18:37:32</small></p>
<p>&#8230; insieme a molti altri visitatori unici tra ieri e oggi. Mi sorprende che nessuno lasci un commento ufficiale a spiegare perchè la Giordania voglia mantenere questo segreto, quando i giordani stessi ne comprendono ed accettano le alleanze.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Afghanistan: prigioni, povertà e politica</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/afghanistan-prigioni-poverta-e-politica/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 05:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre Obama ha annunciato che invierà altre 17.000 truppe in Afghanistan per affrontare la nuova resistenza, i blogger locali discutono i problemi di ogni giorno, tra cui il carcere femminile, le condizioni di povertà e le tensioni politiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/23/afghanistan-prison-poverty-and-politics/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre l&#39;amministrazione Obama ha <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5j8OY58yYg2iBvWqo2PGM-JlpB9fg" a title="Leggi la notizia in inglese">annunciato</a> [in] che invierà altre 17.000 truppe in Afghanistan per affrontare la nuova ondata di resistenza, i blogger locali continuano a discutere delle sfide che ogni giorno devono affrontare gli afghani, tra cui il carcere femminile, le condizioni di povertà e le tensioni politiche. </p>
<p><em>Baktash Siawash</em>, giornalista e blogger con base a Kabul <a href="http://afghancitizen.blogspot.com/2009/01/what-life-is-like-in-afghanistan-for.html" a title="Leggi il post originale in inglese">tratta</a>[in] delle difficoltà della vita delle donne in prigione. Il blogger scrive: </p>
<blockquote><p>Prigioni femminili: al momento, 10 donne, con 8 figli di età compresa tra i 6 e i 10 anni, sono recluse nella Provincia Settentrionale di Kunduz. Quella che chiamano prigione [consiste di] due stanze, minuscole e oscure, con un gabinetto. Quella di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pul-e-Charkhi_prison" a title="Leggi la voce wikipedia in inglese">Pul-e-Charkhi</a>[in] è la più famosa del Paese, e si trova nella provincia di Kabul, la capitale: ma nemmeno a Kabul le donne godono di buone condizioni. Ai giornalisti non è nemmeno permesso di visitare il braccio femminile di Pulcharkhi.</p>
</blockquote>
<p><em>Afghancorner</em>, blogger afghano residente negli Stati Uniti <a href="http://afghancorner.blogspot.com/2009/02/hamid-karzai-afghanistan-is-mess-in.html" a title="Leggi il post in inglese">scrive</a> [in] che l&#39;Afghanistan è nel caos, e che esisterebbero tensioni con il governo degli Stati Uniti. Il blogger aggiunge:</p>
<blockquote><p>In un&#39;intervista con David Frost di Al Jazeera, il Presidente Hamid Karzai affronta diverse questioni legate all&#39;Afghanistan (i talebani, i pachistani, le prossime elezioni presidenziali, o il rapporto del suo governo con Obama). È il caso di ricordare come la comunità internazionale abbia espresso preoccupazione sulla corruzione dilagante, e le critiche di Obama al governo Karzai per le carenze gestionali e di leadership. Nella sua ultima intervista, Karzai ammette che i rapporti con l&#39;amministrazione Obama non sono dei migliori. </p>
</blockquote>
<p>Christian Bleuer, dottorando australiano <a href="http://easterncampaign.wordpress.com/2009/02/20/1-per-day-in-faryab/" a title="Leggi il post originale in inglese">scrive</a> [in] nel post <em>Ghosts of Alexander</em> [Fantasmi di Alessandro] che Jennifer McCarthy, studentessa per il dottorato di ricerca a Londra, ha deciso di vivere per un mese con lo stesso budget di un afghano, per diffondere consapevolezza sulla situazione e raccogliere fondi. La ricercatrice <a title="Blog originale in inglese" href="http://waterflows.typepad.com/">racconterà</a> quest&#39;esperienza nel suo blog.</p>
<p>In Afghanistan, non tutto è triste e tetro: <em>Thruafghaneyes</em>, blogger locale, <a href="http://thruafghaneyes.blogspot.com/2009/01/first-afghan-skaters.html" title="Leggi il post in inglese">ci parla</a> [in] di Mirwais Mohsen, uno dei primi amanti del pattinataggio sul ghiaccio, sport appena sbarcato a Kabul.</p>
</p></div>
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		<title>Da Kivu a Gaza via Afghanistan: quale criterio per informare sui conflitti in corso?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/da-kivu-a-gaza-via-afghanistan-quale-criterio-per-informare-sui-conflitti-in-corso/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 03:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
		<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Prosegue il dibattito sulla diversa attenzione riservata dai media sulla guerra nel Congo orientale e sui conflitti mediorientali. In Francia, a partire da un articolato intervento su Rue89, i blogger di differenti posizioni discutono e rilanciano sul tema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jennifer/">Jennifer Brea</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/01/09/from-kivu-to-gaza-how-the-media-choose-the-conflicts-they-cover/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><blockquote><p>Si un mort israélien vaut plusieurs morts palestiniens, combien faut-il de cadavres congolais pour un linceul gazaoui?</p></blockquote>
<div class="translation">Se un morto israeliano ne vale molti palestinesi, allora a quanti cadaveri congolesi equivale un sudario gazano?</div>
<p>Interrogarsi sul perchè i conflitti africani, e in particolare la tragedia che si sta consumando nel Kivu, <a title="Leggi l'articolo su GVO in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/rep-dem-congo-nuovi-massacri-media-distratti/">attirino così poca attenzione mediatica</a> [it], è una domanda antica (così come lo è chiedersi perché i media internazionali, quando parlano di Africa, lo fanno solo per segnalarne i conflitti).</p>
<p>Qualche giorno fa, Elia Varela Serra ha trattato qui su GVO l&#39;argomento in <a title="Leggi l'articolo su GVO in italiano" href="http://globalvoicesonline.org/20http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/rep-dem-congo-nuovi-massacri-media-distratti/">questo</a> [it] articolo, traducendo parte di <a title="Leggi l'articolo da rue89.com in francese" href="http://www.rue89.com/tribune-vaticinateur/2009/01/05/de-gaza-au-congo-des-poids-une-mesure">un&#39;analisi</a> [fr] del giornalista Hugues Serraf su Rue89. La posizione di Serraf su questi interrogativi ha suscitato controversie tra i lettori francofoni congolesi e musulmani.</p>
<p>Alcuni lettori di Rue89 concordano con l&#39;opinione complessiva di Serraf.</p>
<p>Rafa spiega perchè i media francesi dedicano maggiore attenzione alla Palestina di quanto non facciano con il Congo.</p>
<blockquote><p>L’hyper-sensibilité de la société francaise au conflit israelo-palestinien vient du fait de la présence des 2 communautés en france, qui rejoue ici ce qui se passe la bas. D’autre part je pense que Israel étant un pays « occidental » dans le sens ou israel fait partie du « monde libre » (dixit Livni), les francais peuvent s’identifier aux israeliens, et le fait qu’un pays soi disant civilisé, une démocratie comme la notre, avec des gens qui on le meme mode de vie que nous, le meme genre de société, puisse se conduire d’une maniere si barbare, heurte certainement les esprits des gens. En comparaison le conflit au congo fait figure d’énieme drame sur un continent maudit, auquel les gens ne font meme plus attention tant ces drames sont fréquents.</p></blockquote>
<div class="translation">L&#39;ipersensibilità della società francese al conflitto israelo-palestinese deriva dalla presenza in Francia di entrambe le comunità, che tendono a replicare qui quanto accade laggiù. D&#39;altro canto mi sembra che, essendo Israele un Paese &#8220;occidentale&#8221; nel senso che appartiene al &#8220;mondo libero&#8221; (come ha detto la Livni), i francesi tendono a identificarsi con gli israeliani, e il fatto che un Paese cosidetto civilizzato, con una democrazia come la nostra, con il nostro stesso stile di vita e un tipo di società simile alla nostra possa comportarsi in modo tanto barbaro, ci terrorizza. Al contrario, il conflitto in Congo sembra l&#39;ennesima tragedia di un continente maledetto a cui la gente non presta più attenzione perché conflitti di questo tipo di situazioni sono così frequenti.</div>
<p>Un altro lettore di Ru89, Pierre Haski, scrive:</p>
<blockquote><p>Le mois dernier, j’ai même assisté place de la République à une manif de Congolais à propos du conflit dans leur pays. Ils étaient quelques dizaines, coincés entre les cordons de CRS, dans l’indifférence des passants. Samedi, j’ai assisté au démarrage de la manif Palestine, caméras de télé au rendez-vous.</p></blockquote>
<div class="translation">Il mese scorso ho visto una manifestazione congolese [a Place de la République a Parigi], che riguardava il conflitto in corso in quel Paese. Ci sarà stata qualche dozzina di persone, stretti entro i cordoni della CRS [la polizia antisommossa], nell&#39;indifferenza dei passanti. Sabato, invece, ho visto una manifestazione palestinese sul punto di iniziare: c&#39;erano già le telecamere.</div>
<p>Molti hanno tuttavia deplorato l&#39;ignoranza dimostrata dall&#39;autore dell&#39;articolo riguardo il continente africano. Serraf aveva scritto:</p>
<blockquote><p>Moi, je suis comme vous. Je ne ne sais pas grand chose du Congo et de cette Armée de résistance du Seigneur…Surtout qu’il en y a deux, des Congo! Et puis l’Afrique, c’est extraordinairement compliqué. Entre les catastrophes naturelles, les épidémies, les chefs de guerre en Land Cruiser à tourelle, tout ça… Comment savoir qui sont les méchants et les gentils?</p></blockquote>
<div class="translation">Sono proprio come voi. Non ne so molto del Congo, nè di questo <a title="Leggi la voce wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esercito_di_Resistenza_del_Signore">Esercito di Resistenza del Signore</a> [it]&#8230; e pensare che ce ne sono due, di Congo! E poi l&#39;Africa è un contintente incredibilmente complesso: tra disastri naturali, epidemie, signori della guerra che se ne vanno in giro sulle loro Land Cruiser, e tutto il resto&#8230; come facciamo a sapere chi sono i buoni e chi sono i cattivi?</div>
<p>L&#39;autore prosegue dicendo che, al contrario, il conflitto israelo-palestinese può essere meglio raccontato, in Francia, perchè, perlomeno dal punto di vista del pubblico, è molto più facile stabilire la differenza tra &#8220;buoni&#8221; e &#8220;cattivi&#8221;.</p></div>
<p>Serraf ha poi aggiunto che il conflitto israelo-palestinese va ricevendo maggiore attenzione forse perché, almeno dal punto di vista del pubblico, è assai più facile distinguere il &#8220;bene&#8221; dal &#8220;male&#8221;.  </p>
<p>Il blogger <a title="Leggi il blog originale in francese" href="http://alexengwete.afrikblog.com/">Alex Engwete</a> [fr], che ha seguito la situazione nel Kivu con aggiornamenti quotidiani sul suo blog, in un commento mette in guardia contro l&#39;autoproclamata ignoranza di Serraf:</p>
<blockquote><p>J’avais commencé par me tisser une affinité avec votre indignation sur le silence autour de la catastrophe congolaise avant que je ne découvre dans les trois derniers paragraphes où vous vouliez en venir. J’allais même partager avec vous ce que m’avait confié à Nairobi l’un de mes amis pigiste pour la <span class="caps">BBC</span> à qui ce noble réseau de diffusion et de répercussion des nouvelles avait demandé de cesser d’envoyer des dépêches sur le Congo si le nombre de morts se chiffrait au-dessous de 50 ! C’étaient des noirs et le cœur des ténèbres, après tout, où la norme, c’est « l’horreur ! L’horreur ! » — depuis Joseph Conrad… Mais je me rends compte avec désillusion que le Congo n’est qu’une balise (prétexte sensationnel) menant vers la chute de votre rhétorique tordue ! Si vous ne connaissez rien du Congo, laissez ses morts tranquilles !</p></blockquote>
<div class="translation">All&#39;inizio mi trovavo d&#39;accordo con la tua indignazione sul silenzio che circonda la catastrofe congolese, poi negli ultimi tre paragrafi ho capito dove volevi andare a parare. Stavo quasi per raccontari quanto mi aveva confidato uno dei miei amici giornalisti alla BBC a Nairobi, e cioè che quella nobile rete d&#39;informazione gli aveva chiesto di&#8230; non mandare più resoconti su eventi con meno di cinquanta morti! D&#39;altra parte, si tratta di neri, e il &#8220;cuore di tenebra&#8221; è proprio lì, dove la norma è &#8220;L&#39;orrore! L&#39;orrore!&#8221; - almeno secondo <a title="Leggi la voce wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cuore_di_tenebra">Joseph Conrad</a>… Poi mi sono reso conto, disilluso, che il Congo non è altro che un espediente sensazionalista per condurci nel punto più basso di questa tua retorica contorta. Per favore, se non sai nulla del Congo, lascia in pace i morti!</div>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-55159" title="congo" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/01/congo.jpg" alt="" /></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">Una famiglia si rifugia in un edificio distrutto dopo essere stata costretta a fuggire dalla propria casa a causa dell&#39;intensificarsi del conflitto nella provincia del Nord Kivu.  (Foto concessa dall&#39;<a title="Vai al profilo flickr dell' UNHCR" href="http://flickr.com/photos/unhcr/3005754224/">UNHCR</a>/ S. Schulman)</span></p>
<p>Djé scrive quanto segue su <a title="Visita il blog originale in francese" href="http://umuntu-ngumuntu-ngabantu.blogspot.com/2009/01/du-kivu-gaza.html"><em>case en construction</em></a> [fr]:</p>
<blockquote><p>La surmédiatisation des horreurs commises actuellement à Gaza ont tendance à détourner le regard des médias (et par extension du grand public) de celles toujours en cours au Kivu. Certains journalistes peu scrupuleux en profitent même pour instrumentaliser, à des fins de propagande pro-israélienne, la faible couverture médiatique de la guerre à l&#39;est du Congo.</p></blockquote>
<div class="translation">L&#39;iper-attenzione mediatica alle atrocità che si compiono a Gaza tendono a stornare l&#39;attenzione dei media (e, per estensione, anche quella del grande pubblico) da ciò che va tuttora accadendo nel Kivu. Qualche giornalista privi di scrupoli approfittano di questa scarso interesse riservato al conflitto nel Congo orientale per rilanciare la propaganda filoisraeliana.</div>
<p>Djé definisce l&#39;articolo di Serraf “un grossolano tentativo di disinformazione”, consigliando piuttosto la lettura di un intervento sullo stesso tema apparso su <a title="Leggi il blog originale in francese" href="http://afrique.kongotimes.info/news/201/ARTICLE/8864/2009-01-06.html">kongotimes.info</a> [fr] dove si sostiene che “I due conflitti comportano le stesse paure, hanno più o meno la stessa posta in gioco ed entrambi rischiano di destabilizzare l&#39;intera regione”.</p>
<p>Gli utenti del forum web <a title="Vai al sito originale in francese" href="http://www.islamie.com/combien-faut-il-de-cadavres-afghans-pour-un-linceul-gazaoui-t45511.html?s=b3be8981640f880d5a6a805ae606e8d9&amp;">islamie.com</a> [fr] sono rimasti egualmente delusi dal paragone di Serraf e dal sensazionalismo con cui i media, in generale, si sono occupati degli attacchi su Gaza.  Abdullah chiede sarcastico, “<a title="Vai al post originale in francese" href="http://www.islamie.com/combien-faut-il-de-cadavres-afghans-pour-un-linceul-gazaoui-t45511.html?s=b3be8981640f880d5a6a805ae606e8d9&amp;">Quanti cadaveri afghani equivalgono a un sudario gazano?</a>” [fr]:</p>
<blockquote><p>Face à l&#39;engouement actuel pour Gaza, je suis très mal à l&#39;aise depuis que j&#39;ai lu une phrase d&#39;Abou Ghazi disant que des massacres il y en a tout le temps notamment en Afghanistan et que personne ou presque ne s&#39;en émeut. Non que je me sente plus concerné qu&#39;un autre ni même moins. Mais une telle phrase, ça révèle (au sens premier du terme) beaucoup de choses.</p>
<p>Quelle misère dans laquelle nous sommes ! Nous nous laissons bercer, berner, balader par les médias.</p>
<p>J&#39;ai sincèrement la nausée.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Alla luce dell&#39;attuale sentimento popolare per Gaza, mi sento molto a disagio dopo aver letto un passaggio in cui Abou Ghazi spiega che in Afganistan ci sono sempre dei massacri di cui nessuno si cura, o quasi. Non è che mi senta più o meno preoccupato per uno o per l&#39;altro. È solo che un&#39;affermazione del genere, ecco, rivela (nel vero senso della parola) molte cose.</p>
<p>Ma in che stato miserabile ci troviamo? Ci facciamo imboccare, imbrogliare e condurre per mano dai media.</p>
<p>Ne sono disgustato.</p></div>
<p>Jounaïda scrive:</p>
<blockquote><p>La phrase d’Abou Ghazi renvoie simplement à notre médiocrité. Elle révèle aussi une chose : celle que nous sommes vraiment les pantins des médias, assoiffés toujours de sensationnel.</p>
<p>Des actions concrètes pour nos frères et sœurs opprimés, il en faut et en faudra toujours, du moins tant que ce n&#39;est pas la parole de Dieu qui règnera sur terre.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>La frase di Abou Ghazi riflette semplicemente la nostra mediocrità. Ci rivela anche qualcos&#39;altro: non siamo altro che pupazzi nelle mani dei media, sempre assetati di sensazionalismo.</p>
<p>Ciò di cui abbiamo bisogno ora, come sempre, sono azioni concrete per i fratelli e le sorelle in sotto assedio: almeno, finchè non sarà la parola di Dio a governare la terra.</p>
</div>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-55160" title="Gaza" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/01/gaza.jpg" alt="Gaza" /></p>
<p><small>Uomini palestinesi seppelliscono il corpo di Lama Hamdan, di 4 anni, a Beit Hanoun, cimitero nel nord della Striscia, il 30 dicembre 2008. Secondo alcuni testimoni, Lama e la sorella stavano passando con il loro carretto nei pressi di una postazione usata da Hamas per lanciare razzi, bersagliata da Israele. (<a title="Visita il profilo su Flickr dell'utente Amir Farshad Ebrahimi" href="http://flickr.com/photos/farshadebrahimi/3159836888/">Foto scattata da <a title="Visita il profilo su Flickr dell'utente Amir Farshad Ebrahimi" href="http://flickr.com/photos/farshadebrahimi/3159836888/">Amir Farshad Ebrahimi</a>) </small></p>
<p>Souleymene dice:</p>
<blockquote><p>…cette reflexion je me la suis posée plusieurs fois depuis ces derniers jours.Mais j&#39;dirais plus, la mobilisation que l&#39;on est en train de vivre n&#39;est qu&#39;un épiphénomene.Quand toute cette affaire va se tasser ( wal 3ilmou liLeh pour son issue) car un moment donné ca va rentrer dans “l<em>‘ordre</em> “, vu les houkams que l&#39;ont a, y&#39;a aucun risque d&#39;embrasement.Les candidats au djihad que l&#39;on a vu dans les télés au Yemen et en Jordanie entres autres n&#39;iront nul part qu&#39; ALLAH les retribue pour leur intentions.Les musulmans retourneront à leur préoccupations mondaines, la Palestine sera oubliée et le sang versé à Gaza avec.</p></blockquote>
<div class="translation">…Mi sono posto questo genere di domanda molte altre volte negli ultimi giorni. Vorrei dire di più: la mobilitazione che stiamo vivendo è solo un epifenomeno. Quando tutto ciò finirà (lo sa Allah&#8230;), ci sarà un momento in cui tutto sembrerà tornare all&#39;&#8221;ordine&#8221;, e visti i governanti che ci ritroviamo, non ci saranno rischi di agitazioni popolari. Le potenziali jihad che vediamo in televisione, in Yemen, in Giordania e altri posti, non porteranno a nulla, che Allah li ricompensi per le loro intenzioni. I musulmani torneranno ai problemi di tutti i giorni, la Palestina sarà dimenticata, così come il sangue versato a Gaza.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Quali video vi hanno aperto gli occhi sulle violazioni dei diritti umani?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 05:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 10 dicembre ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e il team di <em>Witness’ The Hub</em> ha preparato un video che risponde a una precisa domanda: Quali sono le immagini che vi hanno aperto gli occhi sulla questione dei diritti umani? Chiunque può inviare propri interventi e risposte sul tema, sia testuali sia in video.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/12/07/videowhat-image-opened-your-eyes-to-human-rights/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/12/udhr60_anim.gif"><img class="alignright size-full wp-image-53653" title="udhr60_anim" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/12/udhr60_anim.gif" alt="The HUB UDHR60 badge" /></a>Il 10 dicembre ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e il team di <a href="http://hub.witness.org/en/share/groups/group/11478">The Hub</a> [in] - progetto dedito ai media partecipativi di <a href=http://www.witness.org/index.php>Witness</a>, organizzazione a tutela dei diritti umani - ha preparato un video che risponde a una precisa domanda: &#8220;Quali sono le immagini che vi hanno aperto gli occhi  sulle violazioni dei diritti umani?&#8221; Il <a href="http://hub.witness.org/UDHR60">video è già online</a> [in] e il gruppo invita tutti a partecipare mostrando e raccontando al mondo le immagini che ci hanno colpito maggiormente sul tema dei diritti umani.</p>
<p><object><embed src="http://www.youtube.com/v/zJLSTZ_Y8q0&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p</p>
<p>Le immagini utilizzate nel video provengono tutte dagli archivi di The Hub, piattaforma dedicata che raccoglie filmati sui diritti umani. In questo breve video vengono <a href="http://hub.witness.org/en/node/11477">mostrati</a> [in] gli abusi contro i diritti umani commessi in Afganistan, Argentina, Brasile, Burma, Repubblica Democratica del Congo, Cecenia e nella parte occidentale del Sudan.</p>
<p>Il team di The Hub sollecita ogni tipo di contributo, ed è possibile rispondere alla domanda in vari modi:</p>
<p>1) Inserire un video idirettamente in <a href="http://hub.witness.org/share/upload/content">the Hub</a> [in]<br />
2) Inviare un testo scritto (lasciando un <a href="http://hub.witness.org/UDHR60">commento nel blog</a> [in])<br />
3) Proporre un video su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zJLSTZ_Y8q0">YouTube</a><br />
4) Unirsi al gruppo su <a href="http://apps.facebook.com/causes/6696?m=3a78f223&amp;recruiter_id=2146728">Facebook</a><br />
5) Tramite blog &amp; vlog!</p>
<p>Maggiori informazioni sul progetto di The Hub sono disponibili sulla <a href="http://hub.witness.org/en/share/groups/group/11478">relativa pagina</a> e sul <a href="http://hub.witness.org/UDHR60">loro blog</a>. Le risposte vengono accettate in tutte le lingue, il team farà in modo di tradurle e chi vuole può collaborare anche aiutando nelle traduzioni.</p>
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