<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Global Voices in Italiano &#187; U.S.A.</title>
	<atom:link href="http://it.globalvoicesonline.org/-/world/americas/usa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.globalvoicesonline.org</link>
	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Dec 2009 04:39:50 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Forse che gli USA possano imparare qualcosa dal boom economico cinese?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/forse-che-gli-usa-possano-imparare-qualcosa-dal-boom-economico-della-cina/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/forse-che-gli-usa-possano-imparare-qualcosa-dal-boom-economico-della-cina/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 05:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=10773</guid>
		<description><![CDATA[Posta dal settimanale <em>Time</em> durante la recente visita di Barack Obama, la domanda sembra implicare l'emergere della Cina come una dinamo di ottimismo, sperimentazione e crescita, mentre l'economia statunitense pare in procinto di affondare. Riflessioni e commenti di due netizen cinesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/andy-yee/">Andy Yee</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/26/could-the-us-learn-something-from-china/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Potrebbe la superpotenza del mondo, stanca e solitaria, in realtà imparare qualcosa dalla Cina? Questa è la domanda posta <a title="Post originale in inglese" href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1938671,00.html">recentemente dalla rivista Time</a> [in] durante la prima visita del presidente Barack Obama in Cina. L&#39;articolo sostiene che in questo periodo la Cina va emergendo come &#8220;una dinamo di ottimismo, sperimentazione e crescita&#8221;, mentre l&#39;economia statunitense è in procinto di affondare. Questo è un momento di umiltà per gli USA.</p>
<p>L&#39;articolo ha identificato cinque lezioni che è possibile trarre dalle storie di successo cinesi. Nel frattempo <a title="Post originale in cinese" href="http://blog.sina.com.cn/s/blog_4cacf1f30100fry3.html?tj=1">Xu Ben</a> [cin] (徐贲) e <a title="Post originale in cinese" href="http://blog.sina.com.cn/s/blog_6251670c0100ge5x.html">Tan Mintao</a> [cin] (谭敏涛), rispettivamente, uno studioso e un avvocato cinesi, hanno commentato su questi insegnamenti nei propri blog:</p>
<p><strong>1: Essere ambiziosi</strong></p>
<p>La rivista <em>Time</em> evidenzia l&#39;inefficacia degli USA per lo sviluppo e l&#39;esecuzione di progetti ambiziosi. Citando un consulente finanziario:</p>
<blockquote><p>Una cosa fondamentale che possiamo imparare dalla Cina è stabilire gli obiettivi, l&#39;elaborazione di piani e concentrarsi sui cambiamenti positivi per il Paese. Costoro hanno trascritto e memorizzato dei progetti di cinque anni prima. Anziché stabilire quale fabbrica debba ricevere quali materie prime, quali prodotti realizzare, il loro prezzo e luogo di vendita, adesso la pianificazione consiste nel decidere ‘Come mettere in piedi  un&#39;industria tra le migliori del mondo per la costruzione di circuiti integrati per computer in cinque anni? Come si fa a diventare a competere globalmente nel settore automobilistico?’</p></blockquote>
<p>Xu Ben concorda:</p>
<blockquote><p>在美国，所有公共开支和建设项目是不可能由中央（联邦）政府统一确定目标，制定计划的。一切拨款都必须通过国会或地方议会的批准，不是由某个领导或首长一拍板就能决定的。</p></blockquote>
<div class="translation">In America, l&#39;intera infrastruttura della spesa publica non può essere coordinata dal governo centrale (federale). Occorre l&#39;approvazione del Congresso o delle amministrazioni locali, e non possono essere controllate dai responsabili locali.</div>
<p>Tan Mintao ha evidenziato alcune possibili motivazioni alla base dell&#39;efficienza cinese nella realizzazione di  progetti ambiziosi:</p>
<blockquote><p>中国强制拆迁的事件层出不穷，而且多是以行政权压制公民个人私权取胜，这种视公民权利于不顾的举动和做法，我想美国人恐怕想得到，但做不到，因为，你们有法律为公民撑腰。</p></blockquote>
<div class="translation">Le demolizioni forzate sono comuni in Cina. I diritti dei cittadini vengono sacrificati rispetto alle pressioni amministrative. Temo che questa mano pesante sul mancato rispetto dei diritti sia impraticabile per gli americani, perchè i loro cittadini sono protetti da norme giuridiche.</div>
<p><strong>2: I problemi dell&#39;istruzione</strong></p>
<p>La seconda lezione è il forte accento posto dal governo e dalle famiglie cinesi per l&#39;istruzione di base, cruciale per la salute economica del Paese. Citando William McCahill, ex vice-capo dell&#39;ambasciata USA a Pechino:</p>
<blockquote><p>Fondamentalmente, hanno ragione nel privilegiare le nozioni primarie, particolarmente per matematica e scienze. Dobbiamo fare lo stesso. Spesso i loro bambini più avanti dei nostri.</p></blockquote>
<p>L&#39;articolo cita anche Nick Reilly, dirigente alla General Motors a Shanghai:</p>
<blockquote><p>Tutto inizia con l&#39;enfasi delle famiglie sull&#39;importanza della formazione didattica. Cosa che mette pressione sul governo nel fornire un sistema decente.</p></blockquote>
<p>Xu Ben cita alcune difficoltà di ordine pratico negli Stati Uniti per migliorare il proprio sistema didattico:</p>
<blockquote><p>教师与学区是有工作合同的，其权利充分受到法律保护，谁也不能命令他们无报酬地加班加点。因此，延长学期就必须增加教师的报酬，而这又必须通过正规的预算和拨款程序，得到全体选民的正式认可才行。</p></blockquote>
<div class="translation">Il rapporto tra insegnante e scuola è guidato da contratti. Come stabilito per legge, nessuno può ordinare agli insegnanti di impegnarsi in straordinari non pagati. Perciò, l&#39;allungamento del periodo scolastico deve essere accompagnato da un incremento di stipendio per gli insegnanti, ciò significa un procedimento per l&#39;espansione del bilancio e l&#39;approvazione da parte di tutti gli elettori.</div>
<p>Intanto Tan Mintao sottolinea l&#39;incompletezza del quadro:</p>
<blockquote><p>中国对教育的投资，我想更多的集中在大城市，名牌大学，农村中小学的投入永远很少，少到农村学生处在教育的最底层…关注中国发展的人多集中在大城市，但中国的大城市却不完全代表中国。</p></blockquote>
<div class="translation">Gli investimenti cinesi in materia di istruzione si concentrano nelle grandi città e  università più importanti. Scuole rurali primarie e secondarie non ricevono mai fondi sufficienti, spingendoli così verso il basso della piramide didattica… Quanti si preoccupano dello sviluppo della Cina, tendono a focalizzare l&#39;attenzione sulle grandi città, che non rappresentano un quadro completo della Cina.</div>
<p><strong>3: Prendersi cura degli anziani</strong></p>
<p>Con un aumento della popolazione anziana, la tendenza in USA prevede maggior assistenza a domicilio e minore in costose case di cura.  Qui, sostiene l&#39;articolo sostiene, gli USA possono imparare dalla Cina:</p>
<blockquote><p>In Cina il contratto sociale è stato semplice per secoli: i genitori allevano i figli; poi i figli si prendono cura dei genitori finchè non diventano rimbambiti… Per millioni di cinesi poveri, questo è un onere come anche una responsabilità… Eppure, ci sono vantaggi che bilanciano i sacrifici economici: i nonni si prendono cura dei figli, mentre mamma e papà lavorano; accolturano la generazione più giovane ai valori della famiglia e della nazione; forniscono un senso culturale di continuità che contribuisce a legare la società.</p></blockquote>
<p>Xu Ben sembra non essere d&#39;accordo:</p>
<blockquote><p>一胎化政策都落实几十年了，哪里还有什么 ‘大家庭’?  报道还说，中国人认为，将老人送入疗养院是一种耻辱…如果真是如此，哪里还会有那么多“啃老族”和无助贫困老人？</p></blockquote>
<div class="translation">La politica del figlio unico è stata attuata per decenni. Esistono ancora le ‘grandi famiglie’? L&#39;articolo sostiene che per i cinesi il proposito di mandare i vecchi genitori presso case di cura è come una vergogna… Se ciò è vero, perchè vediamo ancora tanti anziani inermi e ‘figli parassiti’ che vivono sulle spalle dei genitori?</div>
<p>Pur approvando tale tradizione cinese, Tan Mintao sottolinea come il debole sistema di assistenza agli anziani in Cina sia certamente una preoccupazione per la maggior parte dei cinesi:</p>
<blockquote><p>当中国人认为把老人送入养老院是一种耻辱的时候，我想，更多折射的是我们的养老体系还很脆弱，经不起风吹雨打，真正需要建立的社会救助制度还没有建立，那谈何让年轻人放心把老人送入养老院呢？</p></blockquote>
<div class="translation">Mentre i cinesi considerano una vergogna mettere gli anziani in case di riposo, credo che ciò rifletta il fragile sistema di assistenza agli anziani. Con un efficace sistema di sicurezza ancora da costruire, semplicemente la casa di riposo non è una scelta affidabile per gli anziani.</div>
<p><strong>4: Incrementare il risparmio</strong></p>
<p>A seguito della crisi finanziaria, è nato il consenso che in USA si debba risparmiare di più. Anche in questo caso, la Cina, una società che ha praticato il risparmio personale per secoli, è un modello per gli USA.</p>
<p>Xu Ben sottolinea quel che gli americani non riescono a riconoscere:</p>
<blockquote><p>美国人似乎并不知道一般中国人为什么那么怕花钱。与其他消费相比，他们不能不面对更基本的生存需要：买房子、交学费、医疗费。美国人看来也不知道，也有不节俭的中国人，他们能花几十万，上百万买一条藏獒，并由奔驰、宝马、奥迪等几十辆名车组成的豪华车队接近家门。</p></blockquote>
<div class="translation">Sembra che per gli americani, non so perchè, i cinesi abbiano tanta paura di spendere. Rispetto ad altri consumi, non si preoccupano di altro che dei bisogni primari: alloggio, istruzione e assistenza sanitaria. Gli americani inoltre non sono consapevoli che ci sono cinesi ricconi che spendono milioni per comprare un mastino tibetano, o una flotta di Mercedes, BMW e Audi per i viaggi.</div>
<p>Ciò riecheggia a un punto sollevato da Tan Mintao:</p>
<blockquote><p>这些喜欢储蓄的群众多是对未来生活保障缺乏信心的广大群众。</p></blockquote>
<div class="translation">Per il pubblico in generale, risparmiare il più possibile  è dovuto alla mancanza di fiducia nei mezzi di sostentamento futuri.</div>
<p><strong>5: Guardare oltre l&#39;orizzonte</strong></p>
<p>L&#39;energia che gli stranieri sentono in Cina proviene dalla sensazione che sia connesso a qualcosa di più grande, ribadisce l&#39;articolo. Questa fiducia è venuta a mancare in America dopo la profonda recessione. Ecco come la mette un americano che è vissuto in Cina:</p>
<blockquote><p>La Cina sta cercando di diventare quel che ancora non è. È in una fase di crescita consapevole, dichiarata e — come confermano i risultati correnti — orgogliosa.</p></blockquote>
<p>Citando l&#39;esempio dell&#39;articolo del <em>Time</em> del figlio di una povera famiglia di contadini in un&#39;area rurale diventato ingegnere software di successo a Shenzhen, Xu Bin spiega:</p>
<blockquote><p>希望千千万万其他贫困的中国农民家庭子弟也有同样的机会，到那时候，美国人向往的就真的不再是“美国梦”，而该是“中国梦”了。</p></blockquote>
<div class="translation">Mi auguro che milioni di bambini poveri delle aree rurali possano avere la stessa fortuna. Da quel momento, gli americani non ammireranno più ‘il sogno americano&#39; ma piuttosto  &#8216;il sogno cinese’.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/forse-che-gli-usa-possano-imparare-qualcosa-dal-boom-economico-della-cina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Egitto: Nidal Hassan, psichiatra o psicotico?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/10050/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/10050/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 05:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=10050</guid>
		<description><![CDATA[Il Maggiore Nidal Hassan è lo psichiatra militare statunitense di origine araba che recentemente ha ucciso 13 persone a Fort Hood, in Texas - ora accusato di omicidio premeditato. I blogger egiziani commentano e riflettono variamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marwa-rakha/">Marwa Rakha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/14/egypt-nidal-hassan-psychiatrist-or-psychotic/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il Maggiore Nidal Hassan è lo psichiatra militare statunitense di origini arabe <a title="Articolo originale in inglese su Forbes.com" href="http://www.forbes.com/2009/11/12/major-nidal-hassan-fort-hood-muslim-opinions-columnists-melik-kaylan.html">recente autore della sparatoria</a> [in] a Fort Hood in Texas che ha ucciso 12 militari e un civile. Adesso è accusato di omicidio premeditato. “Psichiatra o Psicotico?”, si chiedono i blogger egiziani.</p>
<p><em>Nawara Negm </em><a title="Post originale in arabo" href="http://www.tahyyes.org/2009/11/blog-post_4326.html">simpatizza con Hassan</a> [ar]:</p>
<blockquote><p>اكيد سمع هلاوس كتير من الظباط اللي جايين من العراق بعد ما قتلوا اطفال وستات<br />
كان عايز يسيب الخدمة وطلبه اترفض<br />
وكل محامي عشان يرفع له قضية عشان يسيب الخدمة<br />
فكان الرد انهم قالوا له: انت ح تروح العراق</p></blockquote>
<div class="translation">Deve avere ascoltato le orribili storie dei soldati tornati dall&#39;Iraq; quei soldati che hanno ucciso donne e bambini inermi. Voleva lasciare l&#39;esercito, ma la sua richiesta è stata respinta. Ha avviato, per quanto possibile, le procedure per potersi dimettere e come risposta gli è stato detto che sarebbe stato inviato in Iraq.</div>
<p><em>Hassan El Helali</em> <a title="Post originale in arabo" href="http://hegabs-nekabs.blogspot.com/2009/11/blog-post_1069.html">ritiene che sia uno psicotico</a> [ar]:</p>
<blockquote><p>بفضل هذا المعتوه الحقير سيعيش العرب والمسلمين في الغرب لشهور وربما لسنوات وهم مطالبين مرة أخرى بإثبات برائتهم من تهمة ممارسة التقية والكذب… وادعاء الشرف والإنصهار في المجتمع حتى تتاح لهم الفرصة ليفجروا أنفسهم وسط الأبرياء. بفضل هذا المجرم ستزيد رزالة القائمين على منح تأشيرات الدخول للبلاد المتحضرة، ومعهم كل الحق، وستتعطل المصالح ويحرم المريض من العلاج في الخارج والطالب من بعثة التعليم والسائح من المتعة والثقافة وسيصبح كل عربي ومسلم في الغرب متهماً حتي ولو ثبتت برائته بالإرهاب والوحشية والخسة والخيانة للمجتمع الذي ضمه وعلمه ورباه حتى وصل لرتبه عسكرية راقية وتخصص علمي متميز ومنحه الأوسمة والنياشين وفرصة حياة لا يحلم بعشرها في بلاده عديمة العلم والثقافة والفن والجمال والحرية والكرامة… برافو… الله أكبر والعزة للعرب.</p></blockquote>
<div class="translation">A causa di questa pazzia, arabi e musulmani che vivono in occidente, dovranno cercare di provare ancora una volta, per mesi e forse anni, di non essere bugiardi e di volersi integrare nelle società dove vivono, fino a quando, ancora una volta, noi verremo a sapere che uno di questi idioti si è fatto saltare in aria in mezzo a un gruppo di civili innocenti. Per colpa di questo criminale, verranno negati più visti d&#39;ingresso nei Paesi civilizzati, sia per lavoro, per divertimento, per studio o per motivi di salute. A causa sua, ogni arabo e musulmano che vive in Occidente, verrà considerato colpevole di terrorismo, brutalità, tradimento e di colpire alle spalle chi lo ha aiutato - almeno fino a prova contraria.</div>
<p><em>Wael Nawara</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://weekite.blogspot.com/2009/11/fort-hood-news-update.html">vuole ricordare a tutti</a> [in] che:</p>
<blockquote><p>Verso la fine di giugno 2007, il Sig. Hasan si è presentato davanti al suo supervisore e altri 25 membri del gruppo di salute mentale per presentare loro una relazione sulla religione Islamica, gli attentati suicidi e le minacce cui che i militari potrebbero ricevere dai musulmani che trovano problematico combattere nei Paesi musulmani dell&#39;Iraq e dell&#39;Afghanistan, secondo quanto riportato nella copia della relazione ottenuta da <em>The Washington Post</em>.</p>
<p>“Sta diventando sempre più difficile per i musulmani nel servizio militare giustificare moralmente di essere un soldato costantemente impegnato contro i fratelli musulmani,” scriveva Hassan nella relazione.</p></blockquote>
<p>Un libanese residente in USA, <em>Dr Asa&#39;ad Abu Khalil</em> - <a title="Post originale in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/11/why.html">L&#39;arabo arrabbiato</a> [in] - cita l&#39;articolo di un quotidiano in cui si legge:</p>
<blockquote><p>“Quando un uomo bianco spara in un ufficio postale, si dice che ha dato i numeri,” spiega Victor Benjamin II, 30 anni, ex membro dell&#39;esercito. “Ma quando lo fa un musulmano, si chiama <a title="Post originale in inglese" href="http://www.nytimes.com/2009/11/07/us/07muslim.html?ref=us&amp;pagewanted=print">jihad”</a> [in].</p></blockquote>
<p>E l&#39;egiziano <em>SandMonkey</em> cerca di evitare di scrivere sul tema <a title="Post originale in inglese" href="http://www.sandmonkey.org/2009/11/12/on-fort-hood/">perchè</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Quasiasi cosa possa pensare risulta comunque scontato. Voglio dire, chi ha sparato era arabo, musulmano e palestinese per giunta. Cosa c&#39;è da dire? Si tratta di un caso isolato? Potrebbe mai succedere di nuovo? Ciò significa forse che qualsiasi arabo o mussulmano nell&#39;esercito potrebbe comportarsi in tal modo? Davvero? Ho bisogno di affermarlo? Cosa c&#39;è da dire?</p>
<p>In realtà, mi vengono da dire solo due cose: 1) le mie più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime; 2) a nome di ogni arabo o musulmano che ora verrà fregato per il tuo gesto: ti auguro di non avere un solo giorno di pace né in questa vita né in nessuna di quelle future!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/10050/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Reporters sans frontières: la libertà di fare informazione è il prezzo della democrazia</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/reporters-sans-frontieres-la-liberta-di-fare-informazione-e-il-prezzo-della-democrazia/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/reporters-sans-frontieres-la-liberta-di-fare-informazione-e-il-prezzo-della-democrazia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 05:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[GV Advocacy]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Internet & telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=9941</guid>
		<description><![CDATA[<em>Reporters sans frontières</em> ha diffuso il rapporto annuale <em>Worldwide Press Freedom Index</em>, dove misura il grado di libertà dei giornalisti in 175 nazioni: attualmente oltre 200 reporter e operatori mediatici sono incarcerati in qualche parte del mondo, mentre 91 cyberdissidenti sono detenuti a causa del lavoro svolto online. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/author/sami-ben-gharbia/">Sami Ben Gharbia</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://advocacy.globalvoicesonline.org/2009/11/07/for-reporter-without-borders-%E2%80%9Cpress-freedom-is-the-price-for-democracy/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>“<em>A te basta appena un clic per accedere all&#39;informazione. Costerebbe sette anni di prigione ad un giornalista in Cina.</em>” Questo è il messaggio che circola in questi giorni nei siti web delle note testate statunitensi <a title="Sito del NYT in inglese" href="http://www.nytimes.com/">New York Times</a> [in] e <a title="Sito di UsaToday in inglese" href="http://www.usatoday.com/">UsaToday</a> [in].</p>
<p><a title="Sito web dell'organizzazone" href="http://www.rsf.org/">Reporters sans frontières</a> [fr] è un&#39;organizzazione internazionale che difende la libertà di fare informazione, sostiene i giornalisti incarcerati o perseguitati a causa del proprio lavoro e denuncia i maltrattamenti e le torture inflitte loro in numerosi Paesi del mondo. Recentemente l&#39;organizzazione ha lanciato negli Stati Uniti una campagna intitolata: &#8220;La libertà è il prezzo della democrazia.”</p>
<p>La campagna lanciata da <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reporter_Senza_Frontiere">RSF</a> [it] ha come obiettivo quello d&#39;informare il pubblico americano sulle ingiustizie commesse quotidianamente ai danni di chi fa informazione. Il messaggio è chiaro: ogni qual volta un giornalista viene ucciso o censurato, i cittadini vengono privati di informazioni importanti. Negli ultimi quindici anni, la libera circolazione dell&#39;informazione è costata la vita di almeno 850 reporter.</p>
<p><center>
<p><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/E_VgQacMtKw&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;hd=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/E_VgQacMtKw&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></object></p>
<p></center></p>
<p>Anche il video “<a title="Vedi video su YouTube in inglese" href="http://www.youtube.com/watch?v=E_VgQacMtKw&amp;feature=player_embedded">Shot for News?!</a>” [in] caricato su YouTube fa parte della campagna di RSF. Viene ripresa una giovane donna in una strada di New York, dove un secondo dopo un uomo in piedi vicino allo stand dei giornali viene ucciso da alcuni colpi di pistola. Il messaggio del video è questo: a differenza di molti altri Paesi del mondo, qui andare a comprare il giornale non costerà mai una vita umana.</p>
<p>Recentemente <em>Reporters sans frontières</em> ha diffuso il rapporto annuale <a title="Rapporto di RSF" href="http://www.rsf.org/en-classement1003-2009.html">Worldwide Press Freedom Index </a> [in], dove misura il grado di libertà dei giornalisti in 175 nazioni. Attualmente nel mondo ci sono più di 200 reporter e operatori mediatici in prigione. 91 cyberdissidenti sono detenuti a causa del lavoro svolto online. </p>
<p>Per vedere la posizione del proprio Paese in questa &#8220;classifica&#8221; sulla libertà di fare informazione, basta cliccare qui:<br /><a title="Rapporto di RSF"  href="http://www.rsf.org/en-classement1003-2009.html">http://www.rsf.org/en-classement1003-2009.html</a> [L&#39;Italia è al 49.mo posto, appena prima di Romania e subito dopo Hong-Kong, nel 2008 era al 44.mo]. </p>
<p>È stato chiesto ai quotidiani di varie nazioni di offrire spazio gratuito per annunciare l&#39;iniziativa sulla carta stampata e/o online così da far arrivare il messaggio al grande pubblico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/reporters-sans-frontieres-la-liberta-di-fare-informazione-e-il-prezzo-della-democrazia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Adozione: tutelare i diritti di madri e bambini</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/adozione-tutelare-i-diritti-di-madri-e-bambini/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/adozione-tutelare-i-diritti-di-madri-e-bambini/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 05:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Camerun]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Conversations for a Better World]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Diaspora]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Etiopia]]></category>
		<category><![CDATA[Etnie]]></category>
		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Guatemala]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Oceania]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito (GB)]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=9409</guid>
		<description><![CDATA[Donne di vari Paesi e situazioni affrontano i molti aspetti della delicata questione: madri adottive, madri biologiche e figli adottati. Punto che trova tutti d'accordo è la necessità di garantire massima trasparenza all'intero processo dell'adozione e alle sue diverse ricadute.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/23/adoption-securing-the-rights-of-mothers-and-children/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;adozione di un bambino, sia nella propria nazione che a livello internazionale, crea opportunità per i bambini e i futuri genitori ma anche rischi d&#39;abuso per i diritti umani. Su Internet, persone da tutto il mondo condividono esperienze dal punto di vista di madri adottive, di madri biologiche e degli stessi adottati. Quel che li accouma è la ricerca di maggior apertura e dialogo per un processo le cui molte conseguenze spesso restano invisibili. </p>
<p><strong>Babygate: il traffico dei bambini per far fronte alla domanda</strong></p>
<p>Malinda, madre adottiva di due bambine cinesi,  <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/09/adoption-corruptiontrafficking-in-news.html">scrive sul suo blog <em>Adoption Talk</em> </a> [in] riguardo gli estremi a cui arrivano certi individui corrotti  per assicurare un regolare flusso di bambini a persone in grado di pagare le alte tariffe per l&#39;adozione. Nel suo post <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/09/adoption-corruptiontrafficking-in-news.html"><em>Adoption Corruption: Trafficking in the news</em></a> [in] evidenzia alcuni casi recenti in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://allafrica.com/stories/200909160377.html">Camerun</a> [in], dove i bambini vengono rapiti per esser posti in adozione; in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.koreatimes.co.kr/www/news/opinon/2009/09/137_51865.html">Corea</a> [in], dove giovani genitori mettono in vendita i figli su Internet; in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.cnn.com/2009/WORLD/americas/09/12/guatemala.child.abduction/index.html">Guatemala</a> [in], dove l&#39;esercito ha sequestrato e venduto oltre 333 bambini per darli in adozione e lo stesso è accaduto ad altri bambini <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://poundpuplegacy.org/node/39619">senza il consenso dei genitori</a> [in]; e infine in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.abc.net.au/news/stories/2009/09/15/2685853.htm">Etiopia</a> [in], dove agenzie non regolamentate vanno convincendo le famiglie a dare in adozione i figli, promettendone il ritorno in futuro o il supporto economico della famiglia da parte della stessa agenzia. Casi analoghi si sono registrati in diversi altri Paesi.</p>
<p><strong>Le madri si uniscono per tutelare i propri diritti umani</strong></p>
<p>Alcune madri adottive fanno ciò che possono per assicurare che il diritto alla maternità di una donna non vada contro i diritti riproduttivi di un&#39;altra.</p>
<p>Un&#39;opzione sono le adozioni aperte, decisione <a title="Post originale in inglese" href="http://www.adoptionqa.com/blog/about-adoption/514/use-caution-when-considering-a-fully-open-adoption/">a volte controversa</a> [in] in cui il bambino rimane in contatto con la madre biologica ed è consapevole come, per altre circostanze, quest&#39;ultima non fosse in grado di prendersene cura.</p>
<p>Una donna statunitense, Leigh, cura un blog intitolato <a title="Post originale in inglese" href="http://sturdyyetfragile.blogspot.com/2009/06/open-adoption-roundtable.html">Open Adoption Round Table</a> [in] centrato sulle problematiche del figlio dato in adozione semi-aperta.</p>
<p>Un&#39;altra blogger e scrittrice, Dawn Friedman <a title="Post originale in inglese" href="http://www.thiswomanswork.com/2009/10/14/adoption-story/">racconta sul proprio blog la storia</a> [in] dall&#39;opposto punto di vista di aver adottato la figlia, Madison, pur mantenendo aperta la comunicazione con la madre biologica. Friedman è anche un&#39;attivista per la <a title="Post originale in inglese" href="http://www.thiswomanswork.com/tag/adoption-reform/"><span>riforma sull&#39;adozione</span> </a> [in] negli Stati Uniti. E ritine che certa assistenza psicologica nelle gravidanze non programmate spinga troppo facilmente le donne a dare i loro figli in <span>adozione</span> senza informarle adeguatamente sulle difficoltà psicologiche. Friedman raccomanda inoltre che l&#39;assistenza psicologica mirata all&#39;adozione includa anche una sessione post-parto in cui le donne vengano seguite durante la decisione e consigliate sui loro diritti e possibilità dopo il parto, nel caso debbano avere dei ripensamenti o ulteriori preoccupazioni.</p>
<p><strong>Madri biologiche</strong></p>
<p>Ancora dagli Stati Uniti, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.firstmotherforum.com/2009/10/would-updated-medical-information-have.html">Lorraine Dusky</a> [in], coordinatrice del Forum <em>Birth Mother, First Mother</em> spiega in base alla </span><span><a title="Post originale in inglese" href="http://www.firstmotherforum.com/2009/10/would-updated-medical-information-have.html">propria anamnesi</a> [in] di ritenere che le pillole anticoncezionali assunte durante la gravidanza potrebbero aver danneggiato la salute della figlia poi data in adozione, ma quando ha cercato di informarne la famiglia adottiva tramite l&#39;agenzia, questa si è rifiutata di fornirle informazioni. </span></span></p>
<p>Lorraine ha dato in adozione la figlia senza particolari forzature, ma le norme sul “segreto anagrafico” nelle adozioni potrebbero costare la vita alla figlia. </span></span></p>
<p><span><span>Ma cosa succede alle madri biologiche nei Paesi in via di sviluppo? Dove sono le loro voci? Alcune di loro hanno scritto lettere ai figli dati in adozione, come ci racconta Pam Conell di <em><a title="Sito in inglese families.com" href="http://adoption.families.com/">families.com</a> </em> [in] nella <a title="Recensione in inglese" href="http://adoption.families.com/blog/book-review-i-wish-for-you-a-beautiful-life">recensione del libro di Ae Ran Won</a> [in] <em>I Wish for You a Beautiful Life: Letters from the Korean birthmothers of Ae Ran Won (Ti auguro una vita bellissima: Lettere da madri biologiche coreane). </em></p>
<p>Altre raccontano le proprie storie tramite dei <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Swm1rlAUmOk">documentari</a> o con racconti dopo essersi <a title="Post originale in inglese" href="http://cedartrees.wordpress.com/2009/10/03/sorry-mrs-smith-looking-beyond-the-story/">riunite con i figli naturali</a> [in]. E altre raccontano di donne che non rimpiangono di aver dato in adozione i figli perchè la consideravano la miglior alternativa. Tuttavia alcune donne, come  <a title="Post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/05/birth-mothers-and-exotic-other.html">Malinda</a> [in] negli USA, madre adottiva di bambine cinesi che scrive su <a title="Post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/09/adoption-corruptiontrafficking-in-news.html"><em>AdoptionTalk</em></a> [in], ritiene che questi racconti vadano presi con le pinze:</p>
<blockquote><p>Queste rappresentazioni di madri straniere ci fanno separare dall&#39;esperienza di queste madri biologiche, di minimizzarne il dolore, e giustificare il fatto che i nostri figli stanno meglio con noi piuttosto che con loro.</p></blockquote>
<p><strong>Le voci degli adottati</strong></p>
<p><center>
<div id="attachment_102075" style="width: 250px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/266485504_02408b34a8_m.jpg"><img title="Mary Grace in Cina, foto di endbradley" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/266485504_02408b34a8_m.jpg" alt="Mary Grace in Cina, foto di endbradley" width="240" height="160" /></a><small>Mary Grace in Cina, foto di endbradley</small></div>
<p></center><br />
Le voci degli adottati sono diverse tra loro al pari delle altre parti coinvolte nella triade dell&#39;adozione. Ma in generale condividono alcuni punti di vista in comune: il desiderio di conoscere la propria origine, la ragione dell&#39;adozione e la speranza che le madri naturali abbiano preso una decisione ben informata nel separarsi da loro.  Credono anche nel diritto di conoscere la propria storia se lo scelgono, di sapere presto della loro condizione di adottati e di riconoscerlo come parte della propria identità.<br />
</span></span></p>
<p>Per esempio Susan di <a title="Post originale in inglese" href="http://readingwritingliving.wordpress.com/2009/09/29/mad-men-a-window-into-my-own-past/"><em>ReadingWritingLiving</em></a> [in], una donna adottata nata negli anni &#8216;60, si identifica nella serie TV Mad Men, in particolare nella rappresentazione delle adozioni in quel periodo, quando le donne nascondevano vergognandosi le gravidanze non volute fino a quando partorivano e i figli adottati venivano considerati degli scarti. Tutto ciò viene riassunto nel suo post <a title="Post originale in inglese" href="http://readingwritingliving.wordpress.com/2009/09/29/mad-men-a-window-into-my-own-past/"><em>Mad Men: A Window into my Own Past</em></a> [in]</p>
<blockquote><p>Sì, è stato doloroso sentire questo ma anche ESTREMAMENTE rinfrescante vedere qualcuno che semplicemente lo DICESSE.</p></blockquote>
<p>Nel blog in spagnolo <a title=Post originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/"><em>Soy Adoptado</em> </a> [sp], David Azcona parla della sua infanzia difficile, l&#39;adozione all&#39;età di 6 anni, l&#39;instabilità e <a title="Post originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/2009/08/14/la-dificultad-de-apego/">l&#39;incapacità di legare con la gente</a> [sp] che ha sperimentato da allora. È un posto in cui anche altri adottati possono pubblicare storie sull&#39;adozione, e condividere le proprie esperienze. Nei commenti sulla pagina personale si incontrano vicende di <a title="Commento originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/enlaces/#comment-618">bambini</a> [sp] che non conoscono i propri genitori biologici, di <a title="Commento originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/enlaces/#comment-440">gemelli separati alla nascita</a> [sp] da infermiere che annunciavano ai genitori <a title="Commento originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/enlaces/#comment-643">la morte di uno dei figli</a> [sp] e di richieste di madri biologiche che cercano di contattare i figli e anche viceversa.</p>
<p>Una <a title="Post originale in inglese" href="http://cedartrees.wordpress.com/2009/07/27/separated-by-adoption-reality-the-adoptive-parent-experience/">ragazza adottata risponde alla domanda</a> [in] posta su un sito riguardo l&#39;amore tra quanti vengono adottati e i genitori adottivi:</p>
<blockquote><p>Sono stata adottata appena nata da i genitori più affettuosi, premurosi e incoraggianti che un bambino o un giovane adulto possa desiderare. Ho anche un fratello più giovane adottato.</p>
<p>Non credo che i miei genitori biologici avrebbero potuto amarmi più di quelli adottivi.</p></blockquote>
<p>Sono intervenute anche altre <a title="Pagina di Yahoo Answers" href="http://uk.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090515134207AAw9oCD">persone adottate con esperienze simili</a> [in], alcuni con relazioni sia con i genitori naturali che quelli adottivi mentre altri conoscevano solo la famiglia adottiva. Le esperienze presentate in questo spazio appaiono straordinariamente positive verso l&#39;adozione.</p>
<p>Alcuni adottati si dichiarano contro l&#39;adozione. <em>Lost Letters</em>, un&#39;adottata che scrive su <a title="Commento originale in inglese" href="http://community.livejournal.com/anti_adoption/"><em>Anti-Adoption</em>, una comunità di livejournal</a> [in], ritiene che anziché spendere così tanti soldi per le procedure e le tariffe per le adozione, il denaro andasse utilizzato per migliorare le condizioni dei genitori naturali in modo da consentire loro di prendersi cura della propria famiglia. E aggiunge:</p>
<blockquote><p>Capisco che la mia <em>attuale</em> posizione nei confronti dell&#39;adozione farà arrabbiare molti perchè la gente vuol credere che l&#39;adozione sia una situazione in cui tutti vincono, perchè la gente ritiene che le donne bianche del ceto medio meritino di avere figli non importa come, perchè la gente crede che la nostra società occidentale sia così meravigliosa che tutti i bambini debbano crescere qui.</p></blockquote>
<p>Nel <a title="Commento originale in inglese" href="http://www.adultadoptees.org/forum/index.php?topic=17486.msg170814#msg170814">Adult Adoptees Advocating for Change</a></em> [in], AmyAdoptee scrive quanto segue:</p>
<blockquote><p>L&#39;industria dell&#39;adozione ci pone intenzionalmente l&#39;uno contro l&#39;altro. Noi glielo permettiamo.  In effetti, l&#39;industria dell&#39;adozione ci guadagna da tutto ciò. Ecco un articolo che in generale sostiene il nostro punto di vista ma chiede di astenerci dall&#39;attaccare i genitori adottivi. Non c&#39;è niente di male in una sana discussione.</p></blockquote>
<p><a title="Commento originale in inglese" href="http://www.adultadoptees.org/forum/index.php?topic=17486.msg170870#msg170870">PhilM</a> [in], che nella stessa pagina del forum discute su come vengano perceptiti dai genitori adottivi, chiarisce:</p>
<blockquote><p>Sono arrabbiato con una società che ignora i problemi dell&#39;adozione, e il danno che ciò provoca. Sono arrabbiato perchè quando cerco di parlare di queste cose, vengo emarginato e ignorato con commenti come, “beh, ognuno la vive in modo diverso” e “la maggior parte degli adottati che conosco amano i genitori adottivi” e simili. Mi fa arrabbiare che, siccome parlo di adozione, le persone mettono in questione il mio amore per la mia famiglia adottiva. E, ammetto, mi arrabbio quando la gente ripete cose simili.</p>
<p>Non ho bisogno di una lezione su come dialogare. Ho bisogno di persone disposte a dialogare.</p></blockquote>
<p><strong>I prossimi passi</strong></p>
<p>Come per ogni questione delicata, il tema è assai sensibile per tutti coloro che ne sono coinvolti: madri adottive, madri biologiche e figli adottati. Sembra tuttavia che tutti costoro trovano un punto d&#39;incontro su un punto importante: la trasparenza nel processo di adozione è vitale per salvaguardare i diritti umani delle madri e dei figli, e discutere apertamente di adozione incoraggia tale trasparenza.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><em>Revisione redazionale:</em></p>
<p>Abbiamo rimosso il riferimento a una blogger che non vuole essere citata o menzionata in questo post - ce ne scusiamo. Non era nostra intenzione infastidirla od offenderla, quanto piuttosto offrire una molteplicità di punti di vista su questa delicata questione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/adozione-tutelare-i-diritti-di-madri-e-bambini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Strumenti online per monitorare il cambiamento climatico</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/strumenti-online-per-monitorare-il-cambiamento-climatico/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/strumenti-online-per-monitorare-il-cambiamento-climatico/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 05:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Uganda]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=9223</guid>
		<description><![CDATA[In previsione della Conferenza sul cambiamento climatico che si terrà a dicembre a Copenhagen (COP15), ecco una serie di strumenti online a cui ciascuno di noi può ricorrere per seguire l'andamento delle trasformazioni climatiche, e i loro effetti, in varie regioni del mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lester-bolicenni/">Lester Bolicenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/22/online-tools-to-monitor-climate-change/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre si avvicina la <a title="Sito ufficiale di COP15" href="http://en.cop15.dk/">Conferenza sul cambiamento climatico</a> [in] (COP15) prevista a dicembre 2009 a Copenhagen, ecco alcuni strumenti online per monitorare le attuali trasformazioni climatiche. Utilizzando questi strumenti, si può imparare di più sugli effetti di tali cambiamenti, e contribuire a spingere verso le possibili soluzioni quanti hanno il potere di prendere decisioni.</p>
<p><strong>Sul campo</strong></p>
<p>L&#39;osservazione degli impatti del cambiamento climatico generalmente parte sul campo. Il fotografo <em><a title="Sito ufficiale di James Balog" href="http://www.jamesbalog.com/pages/home.php">James Balog</a></em> [in] si è recato in Alaska, USA, per seguire il progressivo scioglimento della calotta glaciale. Il video che segue illustra i risultati sbalorditivi del suo lavoro fotografico:</p>
<p><center><span style="margin: 0pt auto 10px; text-align: center; display: block;"><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="350" height="216" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oaTcsyNrEec&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="350" height="216" src="http://www.youtube.com/v/oaTcsyNrEec&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></span></center></p>
<p>Visto che non tutti hanno macchine fotografiche costose e tempo libero per poter andare in Alaska, un altro approccio potrebbe essere leggere le esperienze delle persone in prima linea.</p>
<p><a title="Vai al sito di Climatefrontlines.org" href="http://www.climatefrontlines.org/">On the Frontline of the Climate Change</a> [in] è un progetto che raccoglie storie raccontate in prima persona sugli impatti del cambiamento climatico, nelle comunità indigene, su piccole isole e altre comunità vulnerabili. Il forum contiene numerosi contributi recenti inviati via email, soprattutto dal Sud Asia e dall&#39;Africa. Un partecipante e consulente per lo sviluppo africano, <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.climatefrontlines.org/en-GB/node/430">George Katunguka</a> [in], scrive dall&#39;Uganda:</p>
<blockquote><p>L&#39;impatto del cambiamento climatico non ha ricevuto molta importanza nel mio Paese, l&#39;Uganda, ma tali cambiamenti e i loro effetti vanno evidenziandosi dolorosamente. Secondo un recente rapporto sulle risorse d&#39;acqua, nel 2025 l&#39;Uganda probabilmente soffrirà forti mancanze idrico. La gente sta morendo di fame come nel recente caso della regione Teso, nell&#39;est dell&#39;Uganda; ci sono cambiamenti negli ecosistemi acquatici, come la diminuzione del livello del lago Vittoria; stagioni imprevedibili, perdita di terreno fertile e dei prodotti agricoli e quindi aumento della povertà delle famiglie, con tutte le implicazioni del caso. Che cosa stiamo facendo per evitare quest&#39;imminente catastrofe?</p></blockquote>
<p><strong>Dallo spazio cosmico a Google Earth</strong></p>
<p>L&#39;osservazione sul campo può essere verificata dall&#39;alto. Lo spazio è la prospettiva da cui osservare e analizzare la terra nell&#39;insieme. È difficile trovar posto su un&#39;astronave, ma per fortuna è facile trovare online immagini dal satellite.</p>
<div><center>
<dl id="attachment_102518" style="width: 310px;">
<dt><a href="http://na.unep.net/digital_atlas2/webatlas.php?id=11"><img style="margin: 0pt auto 10px; text-align: center; display: block;" title="Immagini satellitari del mare d'Aral, Kazakhstan e Uzbekistan 1973/2004" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/aral_sea-300x192.jpg" alt="Immagini satellitari del mare d'Aral, Kazakhstan e Uzbekistan 1973/2004 1973/2004" width="300" height="192" /></a><small>Immagini satellitari del mare d&#39;Aral, Kazakhstan e Uzbekistan 1973/2004</small></dt>
</dl>
<p></center></div>
<p>Oltre alle agenzie e imprese spaziali che offrono servizi alle NGO, agli scienziati e alle persone comuni, il Programma delle Nazioni Unite per l&#39;ambiente ha creato un <a title="Guarda l'atlante" href="http://na.unep.net/digital_atlas2/index.php">atlante online</a> [in] che elenca i cambiamenti avvenuti in varie parti del mondo lungo i decenni. Tutte le immagini dal satellite possono essere viste sul <a title="Vedi voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_globe">globo virtuale</a> [in] di Google Earth, come spiegato sul <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://googleblog.blogspot.com/2009/09/google-climate-change-tools-for-cop15.html">relativo blog ufficiale</a> [in]:</p>
<blockquote><p>In collaborazione con il governo danese ed altri, stiamo lanciando <a title="Guarda il video" href="http://www.google.com/cop15">una serie di riprese speciali via Google Earth</a> [in] per permettervi di scoprire i potenziali impatti del cambiamento climatico sul pianeta e le soluzioni per gestirlo.</p></blockquote>
<p style="clear: both;">Moltissime altre risorse son reperibili sui blog e sui siti delle organizzazioni internazionali. Cari lettori, sentitevi liberi di aggiungere le vostre fonti nella sezione dei commenti in calce a questo.<strong> </strong></p>
<p><strong>Scienza per chi deve prendere decisioni</strong></p>
<p>L&#39;osservazione è una questione centrale per quanti hanno il potere di prendere decisioni. I governi hanno avviato dei sondaggi per comprendere meglio questo fenomeno e come attenuarne gli impatti.</p>
<p>Nel 1998 la Commissione Europea e l&#39;Agenzia Spaziale Europea hanno avviato un programma spaziale chiamato <a title="Vedi voce in italiano su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Global_Monitoring_for_Environment_and_Security">Global Monitoring Environmental Security</a> [it] (GMES), per descrivere i cambiamenti in tempo reale grazie a dati ottenuti da più fonti. Il progetto fornirà un rapporto conclusivo nel 2014, con un allegato sulla sicurezza.</p>
<p>I Paesi in via di sviluppo colpiti maggiormente dal cambiamento climatico hanno compiuto dei passi simili, tra cui <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://rashidfaridi.wordpress.com/2009/10/21/india-to-launch-two-satellites-to-study-climate-change/">i recenti satelliti lanciati dall&#39;India</a> [in] per studiare il cambiamento climatico. Tali informazioni possono aiutare le nazioni a pianificare nuove politiche ambientali ed economiche.</p>
<p>In Sudafrica è stato creato un nuovo strumento economico orientato proprio a questo obiettivo. <a title="Articolo originale in inglese" href="http://allafrica.com/stories/200909040881.html"><em>AllAfrica</em> riporta</a> [in] :</p>
<blockquote><p>È stato realizzato un nuovo strumento analitico basato su uno studio, Mapping South African Farming Sector Vulnerability to Climate Change and Variability (Mappatura della vulnerabilità al cambiamento climatico e della variabilità del settore agricolo sudafricano), per aiutare i pianificatori a individuare le comunità più vulnerabili al cambiamento climatico e aiutarle a prepararsi a condizioni agricole profondamente diverse.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/strumenti-online-per-monitorare-il-cambiamento-climatico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>USA: polemiche sulla repressione contro gli attivisti (e Twitter) al recente G20</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/9060/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/9060/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 05:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[GV Advocacy]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=9060</guid>
		<description><![CDATA[Il mese scorso, Pittsburgh ha ospitato il summit dei G20: l'evento ha visto manifestazioni di protesta in loco e via Twitter, represse in modo discutibile dalle autorità. Cittadini e attivisti USA continuano a discuterne online. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/author/bhumika/">Bhumika Ghimire</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://advocacy.globalvoicesonline.org/2009/10/20/united-statesaftermath-of-g20-protest-suppression/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignleft" size-full wp-image-2216" title="Elliott_Madison" src="http://advocacy.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/Elliott_Madison.jpg" alt="Elliott_Madison" width="300" height="303" />Il mese scorso (22-25 settembre), Pittsburgh, in Pennsylvania, ha ospitato il <a title= "Artciolo in inglese sulle proteste al summit" href="http://news.yahoo.com/s/ap/20090924/ap_on_re_us/g20_summit_protests">summit dei G20</a> [in]: l&#39;evento ha visto manifestazioni di protesta in loco e via Twitter, represse in modo discutibile dalle autorità.</p>
<p>L&#39;attivista Elliot Madison (nella foto), che lavora per il <a title="Pagina originale di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Law_collective">People&#39;s Law Collective</a> [in, organizzazione che fornisce servizi legali comunitari], ha subito l&#39;<a title="Pagina originale in inglese" href="http://iwitnessvideo.info/blog/117.html">irruzione in casa</a> [in] da parte dell&#39;FBI, e sia lui che un&#39;altra persona sono stati accusati di:</p>
<blockquote><p>Aver usato Twitter per guidare gli spostamenti dei manifestanti contro il G20, aggiornandoli sugli spostamenti della polizia a Pittsburgh.</p></blockquote>
<p>Elieen Clancy di <a title="Pagina originale in inglese" href="http://iwitnessvideo.info/blog/117.html">I-Witness Video </a>[in] critica la decisione del governo di considerare il <em>tweeting</em> come potenziale attività criminale, dopo che il Dipartimento di Stato ha riconosciuto e sostenuto il ruolo di Twitter nella sollevazione popolare in Iran:</p>
<blockquote><p>“Il 2009 è l&#39;anno in cui Twitter e le altre piattaforme di <em>social networking</em> hanno cominciato ad avere un grande impatto sui movimenti sociali in Birmania, Moldavia e Iran. È difficile comprendere quale possa essere la giustificazione per le irruzioni a Pittsburgh e nel Queens, se si considerano gli elogi della stampa sull&#39;uso di Twitter come strumento capace di indebolire i governi autoritari in tutto il mondo. Twitter è stata la fonte migliore per ottenere notizie in tempo reale dalle piazze durante le manifestazioni contro l&#39;esito delle elezioni iraniane, con i <em>tweet</em> grezzi, impossibili-da-verificare-al-momento, che apparivano sui siti web del New York Times, dell&#39;Atlantic e dell&#39;Huffington Post.”</p></blockquote>
<p>È importante segnalare come l&#39;anno scorso l&#39;intelligence militare abbia prodotto un rapporto in cui si scrive che Twitter potrebbe essere utilizzato da terroristi per scambiare informazioni sugli attentati. Noah Shachtman ha commentato questo rapporto e le relativi conclusioni su <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.wired.com/dangerroom/2008/10/terrorist-cell">Wired.com</a> [in].</p>
<p>Purtroppo l&#39;atteggiamento del governo nei confronti dei potenziale impieghi negativi di Twitter non è stato analizzato in profondità dai principali network giornalistici. Nel link che segue si può leggere quanto scrive il responsabile legale del centro ACLU [American Civil Liberties Union] della Pennsylvania, Vic Walczak, rispetto alla descrizione della <a title="Articolo originale in inglese" href="http://rawstory.com/rawreplay/?p=4105">CNN sulle &#8220;intimidazioni”</a> [in]  di chi ha manifestato al summit dei G20 tramite Twitter.</p>
<p><a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.alternet.org/rights/142828/our_right_to_dissent_is_under_siege:_why_the_protests_in_pittsburgh_are_a_victory_for_free_speech/">Bill Quigley</a> [in], responsabile legale del <a title="Pagina originale di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Center_for_Constitutional_Rights">Center for Constitutional Rights</a> [in] a New York, descrive la repressione delle proteste al G20 come assedio al diritto di dissentire e afferma che in USA il clima nei confronti delle manifestazioni è cambiato rispetto al periodo precedente l&#39;11 settembre 2001.</p>
<blockquote><p>“Sono tre i motivi principali per cui manifestare si è fatto più difficile dopo l&#39;11/9. Primo, dal punto di vista politico è vantaggioso continuare ad alimentare la paura e l&#39;insicurezza, e suggerire all&#39;opinione pubblica che la violenza potrebbe benissimo far parte delle manifestazioni, nonostante la non-violenza di oltre il 99% delle proteste e dei manifestanti nel periodo successivo all&#39;11/9 (con l&#39;eccezione di quei manifestanti di destra armati di pistola presenti ai forum sulla riforma sanitaria — vi immaginate se l&#39;avessero fatto degli afroamericani?). Secondo, il governo ha destinato miliardi di dollari alle forze dell&#39;ordine, con il risultato che la loro risposta alle manifestazioni in molti casi non è più il mantenimento dell&#39;ordine sul piano civile ma ora di tipo quasi militare, un&#39;opportunità sia per fare sfoggio dei nuovi giocattoli che per addestrare le forze di sicurezza in azioni di risposta ai movimenti di massa. Terzo, le forze federali hanno assunto il comando della sicurezza in qualunque grande manifestazione, e di conseguenza le forze dell&#39;ordine locali e statali hanno sempre meno da dire su come viene gestito l&#39;evento.”</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/9060/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutelare il patrimonio culturale di tutto il mondo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tutelare-il-patrimonio-culturale-di-tutto-il-mondo/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tutelare-il-patrimonio-culturale-di-tutto-il-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 04:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Mali]]></category>
		<category><![CDATA[Singapore]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=8929</guid>
		<description><![CDATA[Sono molte le organizzazioni che, lavorando per preservare il patrimonio culturale globale sia tangibile che intangibile, utilizzano i media online per sostenere i propri sforzi. Ecco alcune delle iniziative in corso, oltre alla presentazione della lista 2008 dei luoghi maggiormente a rischio nel mondo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lester-bolicenni/">Lester Bolicenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/15/safeguarding-the-worlds-cultural-heritage/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sono molte le organizzazioni che, lavorando per preservare il patrimonio culturale globale - sia tangibile che intangibile - utilizzano i media online per sostenere i propri sforzi.</p>
<p>Il 6 ottobre scorso il Fondo Mondiale per i Monumenti (WMF) <a title="Guarda la mappa" href="http://www.wmf.org/watch/project-map">ha pubblicato la lista del 2010 dei monumenti da salvare</a> [in], contrassegnando le dozzine di villaggi, edifici, ponti e monumenti a rischio di distruzione su una Google Map. Il WMF di New York è una delle tante organizzazioni, come  <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.globalheritagefund.org/home.html">Global Heritage Fund</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://whc.unesco.org/en/list">World Heritage Center</a> [in] (parte dell&#39;UNESCO), che finanziano dei progetti per preservare luoghi dichiarati patrimonio culturale mondiale.</p>
<p><strong>L&#39;elenco del World Heritage<br />
</strong></p>
<p>Mentre una candidatura per dichiarare &#8216;patrimonio culturale&#39; un luogo o monumento è un passo utile per acquisire fondi per la conservazione, un ulteriore vantaggio riguarda l&#39;aumento generale del turismo in tali luoghi. E spesso la candidatura stimola l&#39;orgoglio nazionale o locale.</p>
<p><em>Tan Wee Cheng</em>, docente universitario a Singapore ha creato <a title="Gruppo su Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=44978823543">un gruppo su Facebook</a> [in] in cui chiede che anche le località di Singapore vengano incluso nell&#39;elenco del World Heritage:</p>
<blockquote><p>Alla fine del dicembre 2008, c&#39;erano 878 luoghi dichiarati patrimonio mondiale in 145 nazioni ma nessuno a Singapore. Davvero non ci sono luoghi a Singapore degni di tale onore? Ho visitato alcune centinaia di tali siti in giro per il mondo e sono convinto che alcuni posti in Singapore meritino di essere in lista, perchè possiedono quelle caratteristiche che l&#39;UNESCO definisce “eccezionale valore universale”.</p></blockquote>
<p>Anche i conflitti possono aiutare ad influenzare simili decisioni. Dopo i violenti scontri tra il gruppo etnico Uighurs (Uyghurs) e i cinesi Hans a Kashgar, città lungo l&#39;antica <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_della_seta">Via della seta</a> [it], <a title="Petizione in inglese" href="http://www.petitiononline.com/kashgar/petition.html">è stata diffusa una petizione online</a> [in] per riconoscere alla città, a rischio di demolizione, lo status di Patrimonio Mondiale:
<p><center>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tfV6mH4geAI&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/tfV6mH4geAI&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="text-align: center;"><em><small>Video in cui si reclama lo status di Patrimonio Mondiale per Kashgar</em></div>
<p></center></small> </p>
<p><strong>Gli esseri umani sono una minaccia</strong></p>
<p>Gli stessi esseri umani sono quasi sempre fonte di pericoli, come sottolinea <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.teachingexpertise.com/articles/world-heritage-examining-the-threats-1776">questo articolo</a> [in] scritto dal <em>Dr. Anjana Khatwa</em>, coordinatore educativo per il <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.jurassiccoast.com/">Jurassic Coast World Heritage</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le minacce ai danni dei luoghi dichiarati patrimonio mondiale si presentano sotto molte forme: conflitti armati e guerre, distruzione gratuita, disastri naturali, inquinamento, bracconaggio, costruzioni non pianificate e turismo incontrollato.</p></blockquote>
<p>Quest&#39;idea è stata condivisa dal Presidente del WMF <em>Bonnie Burnham</em>, nel suo discorso per la presentazione della <a title="Vedi la lista su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/2008_World_Monuments_Watch_List_of_Most_Endangered_Sites">lista 2008 dei luoghi maggiormente a rischio nel mondo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>In quest&#39;elenco, a dire la verità sono gli esseri umani i veri nemici. Visto però che siamo stati noi i primi a provocare danni, abbiamo il potere di porvi rimedio, prendendoci seriamente la responsabilità di essere custodi del patrimonio culturale mondiale. Quindi oggi lanciamo un allarme, utilizzando la lista dei monumenti mondiali da salvare per dimostrare, attraverso il vivido esempio di località amate in tutto il mondo, l&#39;importanza di lavorare insieme per affrontare queste sfide e unire le forze per tutelare il nostro patrimonio architettonico.</p></blockquote>
<p><strong>Risposte innovative</strong></p>
<p>Dal 2003 anche l&#39;UNESCO sta lavorando alla <a title="Pagina del progetto in inglese" href="http://www.unesco.org/culture/ich/index.php?lg=EN&amp;pg=home">tutela del patrimonio culturale intangibile</a> [in], tra cui le lingue, le danze e le tecniche artigianali. Internet e le nuove tecnologie diventano un&#39;opportunità indispensabile nel prevenire la scomparsa di alcuni patrimoni culturali intangibili.</p>
<p>L&#39;ente non-profit <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://archive.cyark.org/about">CyArk</a> [in] sta lavorando al progetto “500 Challenge”. Quest&#39;iniziativa vuole creare un modello digitale delle località del patrimonio culturale grazie alla scansione laser, per creare un archivio aperto dei dati.</p>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/B4vvskVnkPk&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/B4vvskVnkPk&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="text-align: center;"><small><em>Il progetto Rapa Nui Cyark</em></div>
<p></small><br />
Anche l&#39;<a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.wipo.int/about-wipo/en/what_is_wipo.html">Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale</a> [in] (WIPO) ha in corso un progetto per preservare e tutelare il nostro patrimonio orale e intangibile, <a title="Pagina del progetto del WIPO in inglese" href="http://www.wipo.int/tk/en/folklore/culturalheritage/">Progetto per il patrimonio creativo: linee guida per documentare, registrare e digitalizzare il patrimonio culturale</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le nuove tecnologie forniscono alle comunità opportunità innovative per documentare e digitalizzare le espressioni delle proprie culture tradizionali, soddisfando il forte desiderio delle comunità di preservare, promuovere e passare alle generazioni future tale patrimonio culturale.</p></blockquote>
<p>Questo è un credo condiviso dal blogger maliano <em>Boukary Konate</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://fasokan.maneno.org/bam/articles/vdd1247776495/">quando parla dei racconti folkloristici africani</a> [in Bambara] sul suo blog personale, <em>Fasokan</em>:</p>
<blockquote><p>Bi bi in na, an bɛɛ bɛ k’a kɔlɔsi sisan k’o ko ninnu bɛ ka ban dɔɔni dɔɔni. N kɛlen kɔ ka n yɛrɛ ɲininkan, ye jaabi min sɔrɔ, o de ye ka u sɛbɛen an ka kanw na, k’u bayɛlɛma kan wɛrɛw la, k’u bila ɛntɛrinɛti kan. O b’a to u tɛ tunun wa u na lakodɔn mɔgɔ wɛrɛw fɛ.</p></blockquote>
<div class="translation">Tutti osserviamo la loro scomparsa, e dopo averne parlato un pò, ho trovato la soluzione: scriverli nella nostra lingua, tradurli in altre lingue, tenerli su Internet. Ciò impedirà loro di scomparire e permetterà alle altre persone di conoscerli.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tutelare-il-patrimonio-culturale-di-tutto-il-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Internet e tecnologie di comunicazione per diffondere al meglio la conoscenza indigena</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/le-tecnologie-di-comunicazione-per-diffondere-la-conoscenza-indigena/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/le-tecnologie-di-comunicazione-per-diffondere-la-conoscenza-indigena/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 05:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[Ghana]]></category>
		<category><![CDATA[Indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Internet & telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Oceania]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[The Future of ICT for Development]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=8538</guid>
		<description><![CDATA[Professionisti della conoscenza indigena usano sempre più i media per scambiare idee e publicizzare l'apprendimento delle tradizioni al mondo intero. Cosa succede quando queste abitudini locali diventano globali?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/john-liebhardt/">John Liebhardt</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/05/icts-and-the-spread-of-indigenous-knowledge/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>A prima vista, il rapporto tra conoscenza indigena e Internet sembra difficile. La conoscenza indigena <a title="Post originale in inglese" href="http://www.docstoc.com/docs/5618928/Developing-indigenous-knowledge-databases-in-India%E2%80%9D">fornisce</a> [in] un diverso insieme di convinzioni, pratiche e rappresentazioni strettamente legate al luogo; Internet si vanta di poter abbattere limiti e confini.</p>
<p>Da un lato, le tradizioni racchiuse nella conoscenza indigena sono culturalmente uniche, usando concetti locali per risolvere problemi locali. Ciò la rende un importante componente nei campi dell&#39;ecologia, dell&#39;educazione, dell&#39;agricoltura e della salute. D&#39;altro canto, Internet viene lodata per diffondere informazioni che giovano alla gente, ma è anche un bazar, favorevole per le grandi corporation e le economie di ampia portata: Amazon.com, Google, Microsoft, PayPal. La conoscenza indigena possiede alcune componenti spirituali e cerimoniali; Internet è ampiamente agnostica, e trae grandi profitti dalla facile pornografia.</p>
<p>Nonostante tutte le possibili differenze, nell&#39;ultimo decennio la sapienza indigena e i sistemi di conoscenza globale sono diventati assai più vicini tra loro. I professionisti della conoscenza indigena hanno iniziato a far leva sui diversi media per scambiare idee e pubblicizzare l&#39;apprendimento tradizionale su vasta scala.</p>
<p>Un ricercatore in Ethiopia <a title="Documento Word in inglese" href="http://www.eictda.gov.et/Downloads/Papers/Knowledge_Management_and_Indigenous_Knowledge.doc">sostiene</a> [in] che le Tecnologie d&#39;Informazione e Comunicazione, abbreviati nell&#39;acronimo inglese ICT, possono essere usate come metodi economici per raccogliere, archiviare e diffondere varie forme di conoscenza indigena per le generazioni future.</p>
<p>Le ICT incrementano inoltre l&#39;accesso al sistema della conoscenza indigena, speciamente per le scuole, dove questo apprendimento può essere introdotto direttamente nelle aule.</p>
<p><strong>L&#39;integrazione nei sistemi didattici</strong></p>
<p>Come già detto, le ICT forniscono un perfetto esempio per l&#39;integrazione della sapienza indigena nei sistemi educativi formali ed informali. La tecnologia può facilitare la diffusione di idee sulle culture locali agli studenti e fornire alle scuole la possibilità di insegnare corsi nella lingua del posto.</p>
<p>Prima di considerare esempi specifici, seguiamo questo dibattito tra due blogger sull&#39;importanza di rendere gli studenti consapevoli dell&#39;esistenza di diversi sistemi di conoscenza. Per dirne una, incrementare l&#39;accesso alla conoscenza tradizionale, la rende più credibile agli occhi degli studenti?</p>
<p>Forse.  George Sefa Dei, sul blog del <em>Progetto Freire</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.freireproject.org/content-86">sostiene</a> [in] che sui temi dello sviluppo e dell&#39;educazione studenti e professionisti devono trovare un equilibrio tra tradizione e modernità.</p>
<blockquote><p>Gli studenti chiedono spesso come e perché certe conoscenze siano più importanti di altri sistemi d&#39;apprendimento. Esiste la consapevolezza da parte di chi apprende che la conoscenza svolga funzioni diverse a  seconda delle storie, delle condizioni ambientali e dei contesti a livello locale. Sfortunatamente i processi di validazione delle conoscenze falliscono nel considerare questa molteplicità di saperi capaci di parlare alla diversità di storie di idee ed eventi che hanno plasmato e continuano a plasmare la crescita e lo sviluppo dell&#39;umanità. Nel mettere in dubbio la gerarchia delle conoscenze, gli studenti alludono inoltre alla posizione problematica di una conoscenza neutrale, apolitica. È importante che nel nostro insegnare sull&#39;Africa evidenziamo e comprendiamo i processi attraverso i quali, per esempio, la conoscenza della scienza occidentale si posizioni come modalità neutrale, universale e opposta a modalità non-egemoniche, tentando inoltre di inficiare e svalutare gli altri modalità di conoscenza.</p></blockquote>
<p>Ciò va bene in teoria. Ma quanto funziona nella pratica?</p>
<p><em>Passionate Pedagogue</em>, in un <a title="Commento originale in inglese" href="http://www.freireproject.org/content-86#comment-580">commento</a> [in] al precedente post, mette a nudo un importante ostacolo.</p>
<blockquote><p>Trascorro ore cercare su Internet i siti di coloro di cui parlo nel mio corso di storia, testi delle persone di cui insegno. Spesso i siti che trovo sono troppo complicati o impliciti da capire per gli studenti. Altre volte, i siti (legittimamente) sono così culturalmente specifici che un teenager senza bagaglio culturale riguardo l&#39;area o le persone coinvolte potrebbe non capirli. Ciò lascia davvero poca informazione “indigena” accessiblie agli studenti.</p>
<p>Sono sicuro che durante la mia carriera come insegnante, qualche importante educatore riuscirà a creare un accesso alla sapienza indigena centrato sugli studenti. La mia speranza è che l&#39;informazione che brilla per gli inestimabili contributi degli indigeni non venga relegata ai testi universitari di sociologia o ai testi introduttivi di pedagogia critica. Mentre è chiaramente meraviglioso che studenti universitari e accademici prendano a cuore le lezioni che i Nativi del mondo hanno da offrire, hanno da offrire al cuore, forse dovremmo stare attenti a non diventare come Napoleone noi stessi; pubblicando trattati sulla storia dei Nativi scritta da loro che servono solo ai baroni del mondo accademico.</p></blockquote>
<p><strong>Laddove mancano le fonti</strong></p>
<p>Quando diventa troppo difficile trovare le fonti originali, alcuni insegnanti hanno deciso di crearle in proprio. Ecco due esempi di progetti dove la tecnologia può essere una benedizione per gli studenti che apprendono culture diverse. Il <a title="Post originale in inglese" href="http://e-learning-engagement.blogspot.com/2009/04/authentic-assessment-using-wiki.html">primo</a> [in] viene dall&#39; Australia, da Scot Aldred, che cura il blog <em>e-learning</em>.</p>
<blockquote><p>Sono partcolarmente interessato allo sviluppo di una pagina Wiki dedicata agli indigeni australiani; la loro diversità di cultura, storia, lingua e terra. Sebbene siano disponibili delle informazioni pubbliche in testi a stampa, non sono sostanziali e non descrivono tutte le nazioni indigene australiane e le loro popolazioni. Online la situazione è assai peggiore, con poche informazioni accurate.</p>
<p>Immaginate se tutti gli studenti australiani avessero l&#39;opportunità di contribuire ad una pagina Wiki pubblica con informazioni i nativi della propria zona geografica. Buona parte della storia indigena dell&#39;Australia è stata tramandata oralmente attraverso la tradizione orale. Gli anziani, i più vecchi e alcuni storici hanno informazioni che potrebbero essere condivise con tutti gli Australiani e con il mondo intero.</p>
<p>… E perché non avere un Webspace condiviso disponibile a tutte le scuole australiane (pubbliche e private) dove  queste potrebbero proporre un elenco di persone designate a creare contenuti e collaborare. Ulteriori ruoli/autorizzazioni per i moderatori verrebbero sempre stabiliti dalle scuole.</p></blockquote>
<p>Un <a title="Sito originale in inglese" href="http://e-learning-engagement.blogspot.com/2009/04/authentic-assessment-using-wiki.html?showComment=1239847080000#c2734495034909728343">commento</a> [in] di <em>Ginga</em>, originario dell&#39;Alaska (USA).</p>
<blockquote><p>Le tue idee sul recupero della conoscenza indigena, e sulla condivisione con il mondo in maniera collaborativa (pagine wiki e altro), va in parallelo a diversi progetti in corso nel distretto scolastico dello stretto di Bering nell&#39;Alaska del nord.</p>
<p>Il nostro staff e gli studenti stanno creando dizionari wiki in Inupiaq e Siberian Yupik per documentare le lingue indigene nella nostra area. Gli studenti inseriscono un file audio, un&#39;immagine del luogo, e altre informazioni che hanno raccolto. Stiamo inoltre provando a sviluppare altri progetti che abbiano formati flessibile onde consentire la condivisione e la collaborazione degli studenti tramite il wiki.</p></blockquote>
<p><strong>La torre di Chinglish?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Almeno un esperto <a title="Articolo su docs.google.com in inglese" href="http://tiny.cc/zuK6g">sostiene </a>[in] che con tutte le promesse dlle ICT, molte organizzazioni tradizionali si sentono perse nel “sovraccarico d&#39;informazione&#8221; di Internet. I loro siti finiscono in fondo ai risultati nei motori di ricerca e (a volte) mancano di raffinatezza.</p>
<p>Un problema è la lingua. È difficile per un sito scritto, per esempio, in groenlandese (parlato in Groenlandia) o Cha&#39;palaa, una lingua dell&#39; Ecuador, o Bisaya, dalle Filippine, competere per numero di visualizzazioni con siti scritti in Spagnolo, Hindi, Cinese, Giapponese o Arabo. Tradurre pagine web è spesso difficile e temporalmente dispendioso.</p>
<p>Comunque, i sistemi basati sulle ICT hanno la potenzialità di espandere la portata del linguaggio. Magari tramite corsi online o tutorial o piccole applicazioni per telefonia e computer. Ciò è importante soprattutto per l&#39;ambiente a volte fragile in cui vivono oggi i linguaggi indigeni.</p>
<p>Ecco una buona discussione sui questioni relative a lingue e tecnologia da parte di Heather, che vive negli Stati Uniti e scrive sul blog <em>flex your info</em>. La blogger <a title="Post originale in inglese" href="http://www.flexyourinfo.com/language-preservation/">sottolinea</a> [in] il fatto che la tecnologia potrebbe fornire ottimi strumenti di comunicazione ai membri della sua tribù che vivono in aree remote. Comunque, “La tecnologia può essere applicata per scopi ancora migliori: la rivitalizzazione e la preservazione culturale.” Ciò comporta tuttavia alcuni problemi.</p>
<blockquote><p>Le lingue indigene sono state a lungo in pericolo di estinzione per la combinazione di urbanizzazione e modernizzazione, oltre alle precedenti politiche governative di rimozione, riallocazione, e sterminio delle popolazioni indigene.</p>
<p>La tecnologia odierna consente di poter registrare facilmente le informazioni e mettersi in contatto con gli altri a lunga distanza, quindi dovrebbe essere facile registrare, preservare, e rendere disponibile le informazioni sui linguaggi indigeni. Esiste comunque un numero di altri fattori che vanno bilanciati con l&#39;urgenza di preservare il la lingua tramite le registrazioni, innanzitutto problemi riguardo proprietà ed accessibilità. Il linguaggio è strettamente legato alla cultura; anche se i membri di una tribù non lo parlano nel quotidiano, probabilmente ne fanno uso nelle cerimonie. Il linguaggio e le cerimonie sono accessibili solo a certe persone: a volte tutti i membri di una tribù, altre volte solo pochi eletti. Potrebbe esserci qualcuno a tutela della conoscenza, del linguaggio o altro. È importante assicurarsi che i programmi creati per registrare e preservare le lingue siano sensibili a questi temi.</p>
<p>Un altro problema da considerare è l&#39;appropriazione indebita o lo sfruttamento di queste informazioni. Non a caso, alcuni anziani di certe tribù hanno deciso di non condividere la conoscenza con persone appartenenti alla tribù; registrandola, aumenta l&#39;opportunità per chi non ne fa parte di accedere a tali informazioni. Evitando di registrarle i membri della tribù mantengono il controllo sulla propria cultura. Un altro modo per conservare tale controllo è coinvolgere direttamente i membri e gli anziani della tribù nel progetto e nella creazione di programmi di conservazione.  Man mano che un numero sempre maggiore di indigeni viene coinvolto nell&#39;opera di preservazione del linguaggio, sono loro a dr forma ai protocolli e agli strumenti impiegati per raccogliere e rendere disponibili le informazioni. Sia che la tribù decida di registrare e conservare un linguaggio, sia che continui a condividerlo oralmente soltanto con i membri della tribù, le loro posizioni vanno rispettate.</p></blockquote>
<p><strong>Apprendere le lingue via telefonia mobile</strong></p>
<p>Tenendo in mente quanto sopra, Heather annuncia una nuova applicazione per un sistema di telefonia mobile che insegnerà la lingua della tribù Cherokee, originaria della parte sud-est degli Stati Uniti, ma durante gli anni 1830-40 forzatamente spostata dal governo americano in una zona più centrale.</p>
<blockquote><p>…L&#39;applicazione comprende sintesi, registrazioni, e giochi per l&#39;apprendimento della lingua, e c&#39;è anche una versione per Nintendo DS. L&#39;idea di usare tecnologia diffusa per aiutare a preservare e rivitalizzare i linguaggi è entusiasmante, perché rende disponibile a tutti i membri della tribù le informazioni sulla lingua, non solo a quelli che vivono vicino ai territor tribalii, ed in un modo che può essere facilmente integrato nelle loro vite.</p>
<p>…L&#39;uso della tecnologia, come l&#39;applicazione della lingua Cherokee per iPhone, può aiutare membri della tribù sparsi in giro ad imparare la lingua originaria. Il software può essere usato per creare materiale multimediale per le lezioni scolastiche, mentre la tecnologia di teleconferenza via web può essere impiegata per insegnare e per fare pratica orale con altri membri.  Tuttavia, tali programmi devono essere sensibili ai temi del controllo e dell&#39;accesso, coinvolgendo direttamente i membri delle tribù e gli anziani, e rispettandone la volontà.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/le-tecnologie-di-comunicazione-per-diffondere-la-conoscenza-indigena/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Iran: il Movimento Verde protesta anche a New York</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/8458/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/8458/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 05:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Farsi]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=8458</guid>
		<description><![CDATA[Manifestanti da tutto il mondo hanno protestato contro il Presidente Mahmoud Ahmadinejad durante la sua recente visita a New York City per l'intervento all'ONU. Ecco una scelta dei filmati su tali manifestazioni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/26/iran-green-rage-against-ahmadinejad-in-new-york/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Parecchi dimostranti contro il governo iraniano e la <a title="Post originale in inglese" href="http://www.iranhumanrights.org/2009/09/report09/">violazione dei diritti umani</a> [in] in Iran hanno mantenuto le promesse rinnovando <a title="Post originale di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/23/iran-to-welcome-ahmadinejad-in-new-york/">le proteste</a> [in] e <a title="Articolo originale in inglese" href="http://latimesblogs.latimes.com/babylonbeyond/2009/09/iran-protesters-at-the-united-nations-decry-ahmadinejad.html">manifestando</a> [in] contro il presidente iraniano, <a title="Voce su Wikipedia in Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahmud_Ahmadinejad">Mahmoud Ahmadinejad</a> [it], recatosi a  New York City per <a title="Post originale in inglese" href="http://www.cnn.com/2009/POLITICS/09/23/general.assembly.ahmadinejad/">tenere un intervento</a> [in] all&#39;Assemblea delle Nazioni Unite, mercoledì 23 settembre scorso. I dimostranti <a title="Post originale in inglese" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/09/23/AR2009092305209.html?hpid=topnews">sono arrivati</a> [in] da tutte le zone del mondo incluse Toronto, Tokyo e Teheran. Il Movimento di opposizione iraniana (il Movimento Verde) <a title="Immagine da post originale in inglese" href="http://i37.tinypic.com/33lzed3.jpg">era ben rappresentato</a> [in].</p>
<p>Ci sono numerosi video su YouTube che mostrano i manifestanti a New York. Eccone alcuni:</p>
<p><strong>Abbiamo noi il potere</strong></p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="Movie" value="http://www.youtube.com/v/xhgZBVaxJ7o&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="Src" value="http://www.youtube.com/v/xhgZBVaxJ7o&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="WMode" value="Window" /><param name="Play" value="0" /><param name="Loop" value="-1" /><param name="Quality" value="High" /><param name="SAlign" value="LT" /><param name="Menu" value="-1" /><param name="AllowScriptAccess" value="always" /><param name="Scale" value="NoScale" /><param name="DeviceFont" value="0" /><param name="EmbedMovie" value="0" /><param name="SeamlessTabbing" value="1" /><param name="Profile" value="0" /><param name="ProfilePort" value="0" /><param name="AllowNetworking" value="all" /><param name="AllowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xhgZBVaxJ7o&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="wmode" value="Window" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="High" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/xhgZBVaxJ7o&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allownetworking="all" profileport="0" profile="0" seamlesstabbing="1" embedmovie="0" devicefont="0" scale="NoScale" allowscriptaccess="always" menu="-1" salign="LT" quality="High" loop="-1" play="0" wmode="Window" movie="http://www.youtube.com/v/xhgZBVaxJ7o&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;"></embed></object></center></p>
<p><strong>Sbugiardare Ahmadinejad</strong></p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="Movie" value="http://www.youtube.com/v/f3BNvwMVzbI&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="Src" value="http://www.youtube.com/v/f3BNvwMVzbI&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="WMode" value="Window" /><param name="Play" value="0" /><param name="Loop" value="-1" /><param name="Quality" value="High" /><param name="SAlign" value="LT" /><param name="Menu" value="-1" /><param name="AllowScriptAccess" value="always" /><param name="Scale" value="NoScale" /><param name="DeviceFont" value="0" /><param name="EmbedMovie" value="0" /><param name="SeamlessTabbing" value="1" /><param name="Profile" value="0" /><param name="ProfilePort" value="0" /><param name="AllowNetworking" value="all" /><param name="AllowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/f3BNvwMVzbI&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="wmode" value="Window" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="High" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/f3BNvwMVzbI&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allownetworking="all" profileport="0" profile="0" seamlesstabbing="1" embedmovie="0" devicefont="0" scale="NoScale" allowscriptaccess="always" menu="-1" salign="LT" quality="High" loop="-1" play="0" wmode="Window" movie="http://www.youtube.com/v/f3BNvwMVzbI&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;"></embed></object></center></p>
<p><strong>Siamo tutti <a title="Precedente post su GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/iran-neda-simbolo-per-i-dimostranti-e-per-la-liberta/">Neda</a> [it] con una sola Voce</strong></p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="Movie" value="http://www.youtube.com/v/1fLkj5_zZls&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="Src" value="http://www.youtube.com/v/1fLkj5_zZls&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="WMode" value="Window" /><param name="Play" value="0" /><param name="Loop" value="-1" /><param name="Quality" value="High" /><param name="SAlign" value="LT" /><param name="Menu" value="-1" /><param name="AllowScriptAccess" value="always" /><param name="Scale" value="NoScale" /><param name="DeviceFont" value="0" /><param name="EmbedMovie" value="0" /><param name="SeamlessTabbing" value="1" /><param name="Profile" value="0" /><param name="ProfilePort" value="0" /><param name="AllowNetworking" value="all" /><param name="AllowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1fLkj5_zZls&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="wmode" value="Window" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="High" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/1fLkj5_zZls&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allownetworking="all" profileport="0" profile="0" seamlesstabbing="1" embedmovie="0" devicefont="0" scale="NoScale" allowscriptaccess="always" menu="-1" salign="LT" quality="High" loop="-1" play="0" wmode="Window" movie="http://www.youtube.com/v/1fLkj5_zZls&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;"></embed></object></center></p>
<p><strong>Libertà per i prigionieri politici</strong></p>
<p><center> <object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="Movie" value="http://www.youtube.com/v/-emnBR-KfbA&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="Src" value="http://www.youtube.com/v/-emnBR-KfbA&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="WMode" value="Window" /><param name="Play" value="0" /><param name="Loop" value="-1" /><param name="Quality" value="High" /><param name="SAlign" value="LT" /><param name="Menu" value="-1" /><param name="AllowScriptAccess" value="always" /><param name="Scale" value="NoScale" /><param name="DeviceFont" value="0" /><param name="EmbedMovie" value="0" /><param name="SeamlessTabbing" value="1" /><param name="Profile" value="0" /><param name="ProfilePort" value="0" /><param name="AllowNetworking" value="all" /><param name="AllowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-emnBR-KfbA&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" /><param name="wmode" value="Window" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="High" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/-emnBR-KfbA&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allownetworking="all" profileport="0" profile="0" seamlesstabbing="1" embedmovie="0" devicefont="0" scale="NoScale" allowscriptaccess="always" menu="-1" salign="LT" quality="High" loop="-1" play="0" wmode="Window" movie="http://www.youtube.com/v/-emnBR-KfbA&amp;hl=cs&amp;fs=1&amp;"></embed></object></center></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/8458/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>USA: pellegrinaggio continuo sulle orme di Into the wild</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/usa-pellegrinaggio-into-the-wild/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/usa-pellegrinaggio-into-the-wild/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 05:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=8085</guid>
		<description><![CDATA[Sono numerosi i fan del libro e film di successo che si avventurano - non senza pericolo - verso il luogo impervio dove nel 1992 “Alexander Supertramp” morì in un autobus abbandonato dopo avervi trascorso gli ultimi 4 mesi di 'vita selvaggia'. Alcuni di loro ne offrono racconti, riflessioni e immagini sui propri blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lester-bolicenni/">Lester Bolicenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/23/usa-pilgrimage-into-the-wild/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 24 agosto, due giovani escursionisti, un americano di 19 anni e un cinese di 21 <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.adn.com/news/alaska/story/909601.html">sono stati ritrovati, dopo essersi persi,</a> [in] lungo il <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stampede_Trail">sentiero Stampede</a> [in], vicino Fairbanks, Alaska. I poliziotti che li hanno trovati hanno detto che indossavano solo vestiti da città e avevano con sè poco cibo. Non è la prima volta che in quest&#39;area selvaggia e inospitale vengono trovati viaggiatori impreparati.</p>
<p>Come altri prima di loro, erano partiti per vedere il &#8220;Magic Bus”, uno dei due personaggi centrali del libro best-seller <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href=http://it.wikipedia.org/wiki/Nelle_terre_estreme"><em>Into the Wild</em></a> [it] (Nelle terre estreme) pubblicato nel 1996. Il testo è stato poi <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Into_the_Wild_-_Nelle_terre_selvagge">sceneggiato </a> [it] da Sean Penn che ne anche diretto il film nel 2007.</p>
<p>Il libro di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jon_Krakauer">Jon Krakauer</a> [it] racconta la storia vera di Christopher “Alexander Supertramp” McCandless, giovane laureato che si era lasciato alle spalle amici e famiglia per intraprendere un&#39;odissea sulle strade americane per approdare poi all&#39;obiettivo finale: l&#39;Alaska. Dove è stato trovato morto nel 1992 in un autobus pubblico abbandonato, trasformato e utilizzato come rifugio dai cacciatori.</p>
<p>Ci sono ancora dubbi riguardo <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.tifilms.com/wild/call_debunked.htm">l&#39;effettiva causa della sua morte</a> [in], possibilmente causata dalla fame, da un avvelenamento o da una ferita, rendendo così più misteriosa la vicenda.<br />
<center>
<div id="attachment_96446" style="width: 360px;"><img title="Christopher McCandless davanti al "Magic Bus" (foto trovata nella sua macchina fotografica)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/Christopher_Mccandless_in_front_of_magic_bus.jpg" alt="Christopher McCandless davanti al "Magic Bus" (foto trovata nella sua macchina fotografica)" width="350" height="263" /><small>Christopher McCandless davanti al &#8220;Magic Bus&#8221; (foto trovata nella sua macchina fotografica)</small></div>
<p></center><br />
Secondo <em>The Star</em>, quotidiano canadese, ogni anno <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.thestar.com/printArticle/267203">circa 100 persone</a> [in] da tutto il mondo seguono le orme di McCandless in pellegrinaggio. Egli viene considerato un simbolo di libertà e del ritorno alla natura.</p>
<p><strong>In pellegrinaggio verso il bus</strong></p>
<p>L&#39;amante dell&#39;avventura e blogger Dan di <em>The road chose me</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://dangrec.com/?p=647">descrive</a> [in] le difficoltà che ha incontrato nel raggiungere il luogo dove morì McCandless.</p>
<blockquote><p>Ho incontrato due fantastici personaggi austriaci, Thomas e (fate vibrare la ‘R’) Roland lungo l&#39;autostrada Dalton e ci sono voluti 10 secondi per convincerli ad unirsi a me nel viaggio verso ‘Il Bus’. Siamo riusciti a guidare per circa 12,5 miglia lungo la Stampede Road prima di dover lasciare i veicoli e continuare a piedi. La mattina successiva, nella prima ora mezza ci siamo ritrovati a camminare su un ottimo sentiero per moto a quattro ruote, abbiamo attraversato qualche piccola palude e un paio di fiumi con l&#39;acqua fino al polpaccio, raggiungendo la riva del fiume Teklinika.</p></blockquote>
<p>Qui hanno poi proseguito sulla sponda di fianco per trovare un posto dove attraversare il fiume. “Mi sono spaventato un bel pò quando l&#39;acqua mi è arrivato a metà coscia e la corrente si è fatta davvero molto forte,” scrive Dan. Alla fine sono arrivati al “Fairbanks Bus 142&#8243;:</p>
<blockquote><p>Quando l&#39;autobus 142 è apparso sul lato del sentiero, quasi dal nulla, sono rimasto abbastanza sorpreso […] in qualche modo non ero ancora pronto per essere già lì. Mi sono fermato un momento sul ciglio dello spiazzo, poi ancora sulla porta dell&#39;autobus, cercando di assorbire tutto. Anche se non c&#39;ero mai stato prima, era tutto molto familiare - per via della descrizione nel libro, del film e anche dalle immagini viste online.</p>
<p>Credevo che il Magic Bus fosse un posto tranquillo e triste dove passare il tempo - sono rimasto sorpreso di scoprire come invece fosse vero il contrario.</p></blockquote>
<p><strong>La profanazione del bus</strong></p>
<p>Sembra che alcuni visitatori non rispettino questo ‘mausoleo&#39;. Il blogger <em>Ed Plumb</em>, da Fairbanks, ne parla sul proprio blog <em>The Edventures</em>. <a title="Post originale in inglese" href="http://edplumb.blogspot.com/search/label/Fairbanks%20Bus%20142">Ecco cosa scrive</a> [in] dopo la sua seconda visita all&#39;autobus:</p>
<blockquote><p>Così siamo arrivati al bus trovandolo in completo disordine. Alcune finestre erano state rotte, il vetri sparsi in giro, e la maggior parte degli oggetti all&#39;interno del bus erano stati spostati. C&#39;era della spazzatura sparpagliata tutt&#39;intorno e ai piedi degli abeti vicini.</p></blockquote>
<p>Ovviamente, l&#39;autobus non attrae solo intrepidi avventurieri o vandali. La pittrice e blogger <em>Heather Horton</em> pubblica sul <a title="Post originale in inglese" href="http://heatherhortonartwork.blogspot.com/2008/10/bus-142.html">proprio sito</a> [in] un dipinto ispirato dalla sua visita al bus:<br />
<center>
<div id="attachment_96447" style="width: 283px;"><a href="http://heatherhortonartwork.blogspot.com/2008/10/bus-142.html"><img title=""Fairbanks Bus 142", foto di Heather Horton" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/Fairbanks_Bus_142.jpg" alt=""Fairbanks Bus 142", foto di Heather Horton" width="273" height="400" /></a><small>&#8220;Fairbanks Bus 142&#8243;, foto di Heather Horton</small></div>
<p></center></p>
<blockquote><p>Pensavo a Chris McCandless mentre lavoravo a questo dipinto, così come quando sono andata davvero a vedere l&#39;autobus. Fortunatamente ho scattato molte foto di riferimento che mi hanno aiutato a far riaffiorare le emozioni e i ricordi. Ho pensato ai 113 giorni che ha passato sul bus, a cosa poteva pensare, le finestre attraverso cui guardava, i riflessi che vedeva dentro sè stesso e attraverso i pannelli di vetro. Questo dipinto è l&#39;inizio del mio viaggio personale nell&#39;esaminare il luogo in cui lui trascorse l&#39;ultima, fatidica parte della sua odissea.</p></blockquote>
<p>Purtroppo tutte queste spedizioni possono causare tensione nella comunità locale quando implicano costose missioni di soccorso. Di conseguenza, tra i locali si è parlato di <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.thestar.com/printArticle/267203">spostare un giorno il “Magic Bus”</a> [in] in un luogo dove possa essere raggiunto più facilmente da chi voglia visitarlo. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/usa-pellegrinaggio-into-the-wild/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
