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	<title>Global Voices in Italiano &#187; El Salvador</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>America Centrale: in arrivo il Festival del Software Libero</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/america-centrale-in-arrivo-il-festival-del-software-libero/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 05:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 17 al 21 giugno si terrà a Estelí, Nicaragua, il Primo Festival del software libero dell'America Centrale. Ottima occasione per molti appassionati e programmatori locali di incontrarsi, condividere esperienze, promuovere propri progetti. Online e offline l'entusiasmo è palpabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/renata-avila/">Renata Avila</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/09/americas-looking-forward-to-central-america-open-source-software-festival/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il <a title="Sito ufficiale in spagnolo" href="http://encuentro.sl-centroamerica.org/">Festival del software libero dell&#39;America Centrale</a> [es] (ECSL09 dalle iniziali in spagnolo) si terrà dal 17 al 21 giugno a Estelí, Nicaragua. Questa sarà la prima opportunità per molti appassionati di software libero e open-source di tutta l&#39;America Centrale di incontrarsi e condividere esperienze, promuovere propri progetti, stabilire obiettivi comuni e trovare dei modi per lavorare insieme. Il <a title="Programma degli eventi in spagnolo" href="http://sl-centroamerica.org/wiki/Ecsl2009/Agenda">programma degli eventi</a> [sp] include corsi e seminari condotti da diversi membri della comunità. Ci sarà anche un torneo di “sviluppo rapido”, dove i partecipanti dovranno progettare e impostare un&#39;applicazione in un poco tempo, con l&#39;unica condizione di usare strumenti open-source e disponibili su licenza libera.</p>
<p><center>
<div id="attachment_78883" class="wp-caption alignnone" style="width: 260px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/logo.jpg"><img class="size-full wp-image-78883" title="logo" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/logo.jpg" alt="Il logo di ECSL09" title="Il logo di ECSL09" width="250" height="263" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Il logo di ECSL09</p>
</div>
<p></center></p>
<p>Molti partecipanti non vedono l&#39;ora di essere all&#39;evento e visitare la città di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Esteli">Estelí</a> [in]. Leandro Gómez <a title="Post originale in inglese" href="http://leogg.wordpress.com/2009/05/15/heading-to-the-ecsl09">descrive la sede del festival nel proprio Paese d&#39;origine</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Estelí è una città nel nord del Nicaragua, vicino al confine con l&#39;Honduras, a 150 km. dalla capitale Managua, ed è sede ufficiale del Primo Summit del Software Libero in America Centrale.</p>
<p>La città di Estelí, conosciuta come il Diamante delle Segovias, ospiterà anche il primo incontro internazionale dei leader della comunità Ubuntu in America Centrale, con la partecipazione di membri provenienti dai gruppi locali operanti in Nicaragua, El Salvador, Honduras, Panamá, Costa Rica, Guatemala, e ospiti speciali da altre parti dell&#39;America Latina.</p></blockquote>
<p>Dal vicino Honduras, Diego Turcios <a title="Post originale in spagnolo" href="http://diegoturcios.wordpress.com/2009/05/20/encuentro-centroamericano-de-software-libre">scrive riguardo le diverse comunità che parteciperanno all&#39;evento</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>De nuestro bello pais Honduras, asistiran 9 o 10 personas. De las cuales son representates de las comunindades linuxeras del pais.Las cuales son: <a href="http://www.gultgu.org/">GULTG</a>U, Linux Maya, Comunidad GNU/Linux del Progreso y Ubuntu Honduras LocalTeam.</p></blockquote>
<div class="translation">Dal nostro bellissimo Paese, l&#39;Honduras, 9 o 10 persone parteciperanno all&#39;evento, rappresentando i seguenti gruppi Linux: <a title="Vai al sito ufficiale"href="http://www.gultgu.org/">GULTGU</a> [sp], Linux Maya, Comunidad GNU/Linux del Progreso e il gruppo locale Ubuntu Honduras.</div>
<p>A eventi come questo di solito partecipano soprattutto gli uomini, ma ci sarà anche una forte presenza femminile legata al software libero. Victoria Zeledón, una dei pochi membri di “Centroamericanas”, rete di donne dell&#39;America Centrale che lavorano nel campo del software open-source, dà il benvenuto a chiunque raggiungerà  Estelí <a title="Post originale in spagnolo" href="http://zeledonvix.wordpress.com/2009/05/30/ecsl-esteli/">aggiungendo</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>A pocos días de conocer a mucha gente ya estoy emocionada por la experiencia a vivir. Además las Mujeres Centroamercianas que trabajamos por el software libre haremos presencia al igual que muchas personalidades que harán que este encuentro sea de mucho provecho.</p></blockquote>
<div class="translation">Fra pochi giorni incontrerò molte persone, sono già eccitata per quanto accadrà. Oltre alle donne dell&#39;America Centrale già coinvolte nel software open-source, ci saranno anche molte persone note a rendere importante l&#39;incontro.</div>
<p>Raccomanda inoltre <a title="Vai al sito in spagnolo" href="http://vianica.com/sp/visit/esteli">questo link </a> [sp] per saperne di più su Estelí e la vita notturna locale.</p>
<p>ECSL09 ha il proprio <a title="Blog di ECSL09 in spagnolo" href="http://encuentro.sl-centroamerica.org/blog/">blog</a> [sp] che fornisce aggiornamenti e informazioni logistiche ai partecipanti. Tra i gruppi della regione presenti, troviamo <a title="Vai al sito ufficiale"  href="http://linux.org.sv/">Associazione di utenti GNU/Linux El Salvador</a> [sp], <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://cr.debian.net/">Debian Costa Rica</a> [sp], <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.debian.org.ni/">Debian Nicaragua</a> [sp], <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://debianpanama.org/">Debian Panamá</a> [sp], <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://debian.org.sv/">DebianSV</a> [sp], e il <a title="Vai al sito ufficiale" href="https://wiki.ubuntu.com/ElSalvadorTeam">gruppo Ubuntu di El Salvador</a> [sp], per nominarne solo alcuni. L&#39;elenco completo si trova nel menù laterale del blog.</p>
<p>Anche se molti di questi gruppi hanno fatto parte dell&#39;organizzazione o sanno dell&#39;evento da qualche tempo, è importante condividere informazioni tramite gli strumenti del social network. Rodrigo Peñalba dal Nicaragua scrive che questa promozione può aiutare ad attirare l&#39;attenzione e il sostegno dei media, <a title="Leggi post originale in spagnolo" href="http://www.penalba.info/blog/2009/01/12/demasiado/">nonostante qualche resistenza perchè Twitter e altri siti non sono software libero</a> [sp].</p>
<p>L&#39;entusiasmo per l&#39;evento è palpabile. <a title="Post originale in spagnolo" href="http://mmgc84.wordpress.com/2009/06/02/ya-casi-en-estelimar/">MMGC84</a> [sp] della comunità GNU/Linux del Nicaragua ringrazia gli organizzatori per questa opportunità e pubblica l&#39;immagine della ricevuta di pagamento per la registrazione dicendo, “Sono quasi a Estelímar!”</div>
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		<title>America Latina: appello per la pace in Palestina</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/america-latina-appello-per-la-pace-in-palestina/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/america-latina-appello-per-la-pace-in-palestina/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 03:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
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		<description><![CDATA[Espressioni di solidarietà per quanto sta avvenendo a Gaza giungono da ogni angolo dell'America Latina. Molti blogger danno voce all'orrore e alla frustrazione - ma soprattutto alle speranze di pace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/renata-avila/">Renata Avila</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/01/04/peace-in-palestina-from-latin-america/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/01/308777155_00bf6b79fc.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-54786" title="308777155_00bf6b79fc" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/01/308777155_00bf6b79fc.jpg" title="Colomba della pace" alt="Colomba della pace" /></a></p>
<p><small>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/daquellamanera/" target="_blank">Daquella Manera</a>, ripresa su licenza Creative Commons.</small></p>
<p>Espressioni di solidarietà per quello che sta avvenendo a Gaza giungono da ogni angolo delle Americhe. Molti blogger latino-americani stanno dando voce alla loro frustrazione oltre che alle speranze di pace per quell&#39;area del mondo. Ritengono tuttavia che dopo questi bombardamenti la possibilità di raggiungere la pace in Medio Oriente vada allontandosi ulteriormente.</p>
<p>Il blogger <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://vocespuntocu.wordpress.com/2008/12/31/grito-a-la-paz-por-palestina/"> <em>Voces</em></a> [sp] scrive da Cuba:</p>
<blockquote>
<p>Se va el 2008 con las noticias de costumbre sobre los bombardeos en Gaza. Como si fuera posible perder la capacidad de asombro, de enojo e impotencia, de rabia concentrada ante los muertos, antes los médicos que se desesperan porque no alcanzan para aliviar tanta herida abierta, tanta sangre. Grito a la paz por Palestina, grito a la paz y a la esperanza, luto en medio de las fiestas de este mundo que poco tiene que festejar. Grito a la paz por Palestina&#8230; paz&#8230; paz&#8230; paz&#8230; PAZ&#8230; PAZ.. PAZ&#8230; PAZ&#8230; PAAAZ!!!&#8230; a ver si alguien escucha&#8230;</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Il 2008 si conclude con le notizie dei bombardamenti a Gaza. Come se fosse possibile perdere la capacità di impressionarsi, infuriarsi, sentirsi impotenti e arrabbiati per i morti. I medici sono disperati perché non riescono a curare così tante ferite aperte, così tanto sangue. Io grido il mio appello alla pace per la Palestina, invoco la pace e la speranza. Sono a lutto mentre si festeggia in questo mondo che ha poco da festeggiare. Grido pace in Palestina&#8230; pace&#8230; pace&#8230; pace&#8230; PACE&#8230; PACE&#8230; PACE&#8230; PACE!!! Vediamo se c&#39;è qualcuno che ascolta&#8230;</p>
</div>
<p>Su <a title="Vai all'articolo originale in spagnolo" href="http://www.barricada.com.ni/2009/01/01/palestina-la-doble-cara-de-la-comunidad-internacional/" target="_blank"><em>Barricada</em></a> [sp], blog collettivo del Nicaragua, Giorgio Trucchi si mostra preoccupato per i metri diversi usati dalla comunità internazionale. Mentre il Nicaragua è stato sanzionato in modo rapido ed efficace, nessuno sembra voler intervenire seriamente per la Palestina, né l&#39;Unione Europea né gli U.S.A.:</p>
<blockquote>
<p>La comunidad internacional parece estar observando con impotencia esos acontecimientos y lo que podría ser uno de los desenlaces más cruentos y feroces contra el pueblo palestino. Hasta el momento no se le mira ese fervor, demostrado en otras ocasiones, en exigir sin titubear el respeto de los tan declamados derechos humanos. Ni se está viendo ese mismo fervor, que por ejemplo en las semanas pasadas la Unión Europea y los Estados Unidos demostraron contra Nicaragua, con el congelamiento de fondos y proyectos y resoluciones parlamentarias, frente a las condiciones espantosas en que vive la población palestina en los territorios de Gaza.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>La comunità internazionale sembra osservare impotente questi eventi, che potrebbero portare alla fine più crudele e tragica per il popolo palestinese. Finora non si sono sentiti i ferventi appelli che in altre occasioni hanno preteso senza esitazioni il rispetto dei tanto declamati diritti umani. Non si vede lo stesso zelo dimostrato, ad esempio, poche settimane fa dall&#39;Unione Europea e dagli Stati Uniti contro il Nicaragua, con il congelamento dei fondi, dei progetti e delle risoluzioni parlamentari, specie se rapportato alle condizioni impressionanti in cui vive la popolazione palestinese nei territori di Gaza.</p>
</div>
<p>Susana Villarán, dal Perù, esprime la sua opinione sul <a title="Leggi il post originale in spagnolo"  href="http://susanavillaran.blogspot.com/2008/12/anrecedentes-de-los-bombardeos-en-gaza.html" target="_blank">background</a> [sp] della situazione in atto a Gaza, aggiungendo che fra i problemi nel territorio palestinese non c&#39;è soltanto il conflitto armato, ma anche l&#39;aver trascurato di proteggere i civili, oltre all&#39;impunità:</p>
<blockquote>
<p>La contraparte de la negligencia con la que actúan las fuerzas israelíes es la impunidad: un mes antes de estos ataques, Yesh Din, una organización israelí defensora de los derechos humanos, publicó un informe sobre la materia. Según este entre el 2001 y el 2007 unos 2000 civiles palestinos murieron a manos del ejército israelí. Sin embargo esas 2000 muertes produjeron únicamente 78 cargos contra soldados israelíes, y solo cinco de ellos fueron condenados. Aún en esos casos, las penas fueron sensiblemente menores a aquellas que permitía la legislación israelí.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Contrapposta alla negligenza con cui agiscono le forze armate vi è l&#39;impunità: un mese prima di questi attacchi, Yesh Din, una ONG israeliana in difesa dei diritti umani ha pubblicato un rapporto sull&#39;impunità. Secondo loro, fra il 2001 e il 2007 circa 2000 civili palestinesi sono morti per mano delle forze armate israeliane. Tuttavia, soltanto 78 di queste 2000 uccisioni sono state imputate ai soldati israeliani e appena 5 di questi sono stati condannati. E perfino in quei casi, le pene sono state leggermente più basse di quelle inflitte di norma dalla legge israeliana.</p>
</div>
<p>Il blogger peruviano Morsa si chiede <a title="Vai al post originale in spagnolo" href="http://www.elmorsa.com/2008/12/31/gaza-por-que-bombardear-una-universidad/" target="_blank">perché sia necessario bombardare un&#39;università</a> [sp], facendo appello ai lettori affinché si adoperino contro la guerra e chiarendo che non tollererà alcun antisemitismo sul suo blog.</p>
<blockquote>
<p>Continúa la barbarie en Gaza. Para que no quede dudas que el ataque no es selectivo (o por lo menos, militarmente selectivo), la Universidad Islámica de Gaza también ha sido bombardeada. El pretexto ha sido que en dicho centro de estudios se encontraban fuerzas extremistas, lo cual, como señala Akram Habeeb (profesor de literatura, becario Fulbright, de dicha universidad), es mentira.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Ancora barbarie a Gaza. Indubbiamente l&#39;attacco non è selettivo, o quanto meno non prende di mira solo obiettivi militari. Anche l&#39;Università Islamica di Gaza è stata bombardata. La scusa è stata che all&#39;interno dell&#39;Università vi erano membri estremisti, il che è una bugia, secondo Akram Habeeb, professore di letteratura e titolare di una borsa di studio Fulbright presso quell&#39;università.</p>
</div>
<p>Il blogger <a title="Vai al blog originale in spagnolo" href="http://altahoradelanoche.blogspot.com/2008/12/fin-de-ao-gaza-el-salvador.html" target="_blank"><em>Alta Hora de la Noche</em></a> [sp] di Ayuxtepeque, El Salvador,  riflette sulla complicata  situazione:</p>
<blockquote><p>Es un problema complejísimo, que desborda lo que yo pueda decir en unas líneas. Pero si no puedo decir que no me toca la barbarie, que no resiente mi corazon ver que una vez más la solución a los problemas de esa región del mundo en que vivo se vé más lejana.
</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Si tratta di un problema estremamente complesso, ben oltre quanto possa esprimere in queste poche righe. Ma non posso dire che quest&#39;orrore non mi colpisca, che il mio cuore non soffra nel vedere che, ancora una volta, la soluzione ai problemi in quell&#39;area del mondo appaia sempre più distante.</div>
<p>Molti intellettuali in Cile hanno firmato una dichiarazione pubblica contro gli attacchi, in segno di solidarietà con il popolo palestinese, che si può trovare su diversi blog tra cui &#8220;<a title="Vai al testo originale in spagnolo" href="http://poesiaparaalentarcoraje.blogspot.com/" target="_blank">Poesia para Alentar Coraje</a>&#8221; [sp], (Poesia per incoraggiare il coraggio).</p>
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		<title>EmPivot: Aggregatore video per tematiche &#8220;verdi&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/06/empivot-raccoglitore-per-media-verde/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 16:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[EmPivot è un aggregatore per video con un tema specifico: l’ambiente. Sintesi dei due termini inglesi "empowerment" (responsabilizzazione) e "pivot" (perno), il servizio aiuta i cittadini a prendere nelle proprie mani i problemi ambientali,  e possibilmente a rovesciare la situazione in un'ottica "verde".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/'>Bernardo Parrella</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/06/15/empivot-green-media-aggregator/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-45522" style="float: left;" title="empivot" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/06/empivot.jpg" alt="Empivot logo" /><a href="http://www.empivot.com"><strong>EmPivot</strong></a> è un sito pensato per condividere video con un tema specifico: l’ambiente. La disponibilità di un aggregatore di questo tipo consente a individui, organizzazioni e imprese che perseguono uno stesso interesse di creare positive relazioni.</p>
<p><a href="http://www.empivot.com/pages.php?&amp;p=About+emPivot/About+the+Site">Come spiegato sul sito</a>, EmPivot è la sintesi dei due termini inglesi &#8220;empowerment&#8221; (responsabilizzazione) e &#8220;pivot&#8221; (perno). Obiettivo dell&#39;aggregatore è quindi quello di aiutare i cittadini a prendere nelle proprie mani i problemi ambientali, e possibilmente a rovesciare la situazione in un&#39;ottica &#8220;verde&#8221;.</p>
<p>Un esempio è il <a href="http://www.empivot.com/watch.php?mdid=581">citizen video che arriva da El Salvador</a>, in cui alcune persone preoccupate per i danni arrecati al torrente Garrobo, hanno documentato il mancato rispetto dell&#39;ingiunzione per la ripulitura dai detriti di demolizione a carico di Orlando de Sola Wright, cosa che ha poi provocato inondazioni nelle comunità vicine. Sebbene il tribunale della Sesta Istanza del Paese avesse ordinato la rimozione dei detriti e la costruzione di deviatori sul torrente per rallentarne il corso, lingiunzione non era ancora stata rispettata quando venne diffuso il video, nel dicembre 2007.</p>
<p><center><object><embed src="http://www.empivot.com//templates_me/player/flvplayer.swf?flv=http://flv.empivot.com/storage/videos/0/0/2/181/1.flv&#038;config=http://www.empivot.com/player.php%3Fxconfig=581%26eb=1" quality="high" bgcolor="#000000" width="400" height="339" name="flvplayer" align="middle" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /></object></p>
<p></center></p>
<p>Ancora, il filmato <em><a href="http://www.chinasgreenbeat.com/blog/">China’s Green Beat</a></em> dei Green Brothers ci offre una <a href="http://www.empivot.com/watch.php?mdid=802">visione umoristica del trasporto pubblico</a> a Pechino, con alcuni consigli sul comportamento appropriato in autobus, su come sfruttare la folla nella metropolitana per abbordare le ragazze, sui benefici (e gli svantaggi) per la salute nell&#39;uso della bicicletta, e perché i mezzi di trasporto ecologici sono comunque da preferire. </p>
<p><center><object><embed src="http://www.empivot.com//templates_me/player/flvplayer.swf?flv=http://flv.empivot.com/storage/videos/0/0/4/2/1.flv&#038;config=http://www.empivot.com/player.php%3Fxconfig=802%26eb=1" quality="high" bgcolor="#000000" width="400" height="339" name="flvplayer" align="middle" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"/></object></embed></center></p>
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		<title>Mondo: il prezzo degli alimenti, il costo della disperazione</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/05/mondo-il-prezzo-degli-alimenti-il-costo-della-disperazione/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 May 2008 16:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi dovuta all’aumento vertiginoso dei  prezzi degli alimenti sta colpendo tutti i gruppi economici in ogni angolo del mondo. Sembra che, ogni giorno, il caro-alimenti faccia scatenare in Paesi già in difficoltà situazioni di aperta crisi, quali dimostrazioni, insurrezioni, accaparramenti, caduta dei governi, omicidi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/john-liebhardt/">John Liebhardt</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/'>Bernardo Parrella</a> &middot;  <a href='http://www.globalvoicesonline.org/2008/05/02/global-food-price-crisis-round-up/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignright" style="border: 0px solid black; float: right;" title="Global Food Crisis 2008" src="http://www.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/04/20080418143803.jpg" alt="Global Food Crisis 2008" width="75" height="75" />La crisi dovuta all’aumento vertiginoso dei  prezzi degli alimenti sta colpendo tutti i gruppi economici in ogni angolo del mondo. Sembra che, ogni giorno, il caro-alimenti faccia scatenare in Paesi già in difficoltà situazioni di aperta crisi, quali dimostrazioni, insurrezioni, accaparramenti, caduta dei governi, omicidi.</p>
<p><a href="http://www.globalvoicesonline.org/">Global Voices</a> segue le sfumature di questo complesso problema grazie a cittadini che monitorano i media quasi in ogni angolo del mondo. Questo articolo è un tentativo di <a href="http://www.globalvoicesonline.org/specialcoverage/global-food-crisis-2008/">ricapitolazione complessiva sulla crisi alimentare</a> a livello globale, raccogliendo le osservazioni dei nostri autori dalle regioni del mondo. Cliccando sui vari link avrete il quadro dettagliato sulle località interessate.</p>
<p><a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/30/caribbean-food-shortages/">Partiamo dai Caraibi</a>. Nelle Barbados, le persone del luogo imparano a convivere con aumenti pari al 30% per la farina, insieme alle impennate del prezzo per la benzina e il gasolio. Il Ministro dell&#39;Agricoltura di Tobago e Trinidad nega che esista una crisi alimentare sulle due isole, ma le persone del luogo notano un aumento dei prezzi per il pollo e la farina. Cuba sta cercando di applicare una nuova politica agricola tale da offrire più terreni ai coltivatori privati.</p>
<p>La situazione prezzi e le scarsità di cibo sono evidenti <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/05/02/americas-insufficient-actions-and-solutions-for-food-crisis/">attraverso tutta l’America Latina</a>, gettando nella disperazione moltissime persone. La colpa ricade sui coltivatori e sui governi, per le loro azioni fallimentari. Anche <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/05/01/arabeyes-looming-food-crisis/">molti blogger arabi, in Libano, Siria, Kuwait ed Egitto</a> sono colpiti da questo stato di emergenza e lo descrivono nei loro post.</p>
<p>Le preoccupazioni <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/28/southeast-asia-rice-and-food-price-crisis/">continuano a crescere in Cambogia</a> dove per quasi 500.000 bambini potrebbe venire a mancare del cibo a causa di un aumento del 20% del prezzo del riso. Pur se un aumento della produzione è chiaramente alla portata degli agricoltori, che possono coltivare due o tre raccolti per anno sullo stesso appezzamento di terreno.</p>
<p><strong>Le proteste più recenti</strong></p>
<p><img title="Manifestanti al Cairo" src="http://www.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/04/2397587505_24bc70ed6c2.jpg" alt="Manifestanti al Cairo" /><br />
<small>Manifestanti al Cairo appiccano incendi e lanciano sassi dalle barricate (7 Aprile 2008).<br />
<a href="http://flickr.com/photos/jameskarlbuck/2397587505/">Foto di James Buck</a></small></p>
<p>Il 6-7 sprile scorso violente manifestazioni si sono avute in Egitto, dove, dal 2004 il <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/21/egypt-food-prices-more-than-double/">prezzo degli alimenti di prima necessità</a> era raddoppiato (ed in alcuni casi quadruplicato). Almeno due persone sono state uccise e 111 ferite, tra cui alcuni agenti di polizia (si veda il <a href="http://www.globalvoicesonline.org/specialcoverage/egypt-general-strike-2008/">nostro speciale</a> sullo sciopero generale in Egitto).</p>
<p>Ad Abidjan, in Costa d&#39;Avorio, i <a href="http://www.reuters.com/article/latestCrisis/idUSL01666799">manifestanti hanno bloccato le strade</a> e dato fuochi a copertoni d&#39;auto, richiedendo il taglio delle tasse governative sulle principali merci d&#39;importazione.</p>
<p>Appena qualche giorno dopo, quattro persone sono state uccise e 25 ferite in <a href="http://washingtontimes.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20080422/FOREIGN/464705786/1003/FOREIGN">sommosse ad Haiti</a>, dove, negli ultimi 12 mesi i prezzi di riso, fagioli e frutta hanno subito un aumento del 50%. A meno di una settimana da quelle dimostrazioni violente, il primo ministro di Haiti <a href="http://www.reuters.com/article/americasCrisis/idUSN27434520">è stato cacciato</a> a seguito del voto di sfiducia.</p>
<p>Per <em>Natifnatal</em>, cittadino di Haiti che attualmente vive ad Abu Dhabi, la crisi di cibo offre una <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/18/haiti-congo-and-the-politics-of-hunger/">semplice formula matematica</a>:</p>
<blockquote><p>Anche coloro che non hanno le necessarie basi possono elaborare una semplice equazione: fame + povertà + incremento prezzi = dimostrazioni + dimissione del Primo Ministro + violenza  e lotta sostenendo che un aumento di aiuti alimentari sarebbe sufficiente a ridurre fame.</p></blockquote>
<p>Quando un aereo-cargo si è schiantato a Kinshasa in aprile, uccidendo 15 delle 75 persone a bordo, Du Cabiau (blogger di Kinshasa) rifletteva piuttosto su un disastro più sottile, meno telegenico che il Paese doveva affrontare: il <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/15/dr-of-congo-fifth-fatal-crash-in-under-a-year-food-prices-the-real-disaster/">raddoppio dei prezzi alimentari</a> nella stessa settimana.</p>
<p><strong>Le conseguenze sul commercio</strong></p>
<p>Molti Paesi in via di sviluppo importano un&#39;ampia percentuale di generi alimentari di prima necessità per sfamare le popolazioni. L’aumento dei prezzi impedisce una loro rapida crescita. Anche per gli esportatori di generi alimentari, la crescita dei prezzi rappresenta un problema. In Corea, uno dei maggiori produttori di riso al mondo, <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/18/korea-rice-crisis-in-the-past-and-at-the-present/">un netizen sostiene</a> che il riso dovrebbe essere escluso dalle trattative nel mercato di libero scambio, consentendo al Paese di operare nel modo più opportuno con le merci maggiormente strategiche.</p>
<p>Ma talvolta il protezionismo non è abbastanza. Come l’incremento del prezzo del riso che si è registrato in tutti i <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/18/korea-rice-crisis-in-the-past-and-at-the-present/">Paesi in via di sviluppo del sud-est Asiatico</a>, i governi sono stati costretti a lanciare un appello alla calma pregando di far abbassare al più presto tutti i prezzi sul mercato interno.  La situazione è doppiamente negativa per gli importatori di riso nelle Filippine, dove i poveri hanno sentito l’effetto dell&#39;aumento dei prezzi. In Indonesia, un altro importatore ha annullato le importazioni  per effetto dei prezzi alti. Cambogia e Vietnam hanno abbandonato le attività di esportazione. Alcuni blogger in Malaysia riportano voci sulla scarsità di riso sul mercato. Il Governo del Brunei potrebbe sovvenzionare alimenti di base come olio da cucina, farina, latte, uova e pollo.</p>
<p><a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/23/japan-where-has-all-the-butter-gone/"><img src="http://www.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/04/milk.jpg" alt="latte giapponese title=" /></a><br />
<small>Latte nei supermercati giapponesi</small></p>
<p>Per decenni, in Giappone, i prezzi dei prodotti alimentari sono rimasti fermi e ciò è strano per un paese che importa quasi tutti i generi alimentari in misura maggiore rispetto al riso. Non è più così. Per la prima volta <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/01/japan-the-rising-price-of-food/">i prezzi sono aumentati</a> in percentuali maggiori di quanto registrato negli ultimi 20 anni. Lo stesso vale per <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/23/japan-where-has-all-the-butter-gone/">i prodotti caseari</a>, per i quali i consumatori stanno pagando un incremento percentuale pari a quello degli ultimi 30 anni. Ulteriori incrementi vengono rilevati per birra, olio alimentare e salsa di soia.</p>
<p><strong>L&#39;assassino silenzioso</strong></p>
<p>In Bangladesh, dove la popolazione spende oltre l&#39;80% dei salari per l’acquisto di generi alimentari, l’alto prezzo del riso ha <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/04/10/bangladesh-hidden-hunger/">colpito la classe media</a>. Le cose vanno ancora peggio per i poveri, con i media che confermano molti decessi per fame. Il capo militare del paese sollevò l&#39;ira della popolazione quando suggerì di sostituire il riso con le patate.</p>
<p>In Tajikistan, dove la popolazione deve affrontare il problema della carenza di energia dovuta al lungo inverno, <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/03/13/tajikistan-hunger-to-replace-cold-and-darkness/">oltre 260.000 persone</a> necessitano di pronta assistenza alimentare. Permane una forte preoccupazione che, in inverno, questo numero possa salire fino a 2 milioni.</p>
<p>Parlando di globalizzazione, in Yemen, i prezzi dei <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/03/11/arabeyes-rising-cost-of-living/">beni di prima necessità sono cresciuti</a> mentre il costo delle attrezzature elettroniche è sceso. Il Kuwait ha visto un aumento dei prezzi, non grazie al calo del dollaro USA.</p>
<p>In <a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/03/05/protests-over-high-prices-strike-burkina-faso/">Burkina Faso</a>, dove la popolazione ha visto il governo starsene con le mani in mano mentre i prezzi in alcuni settori erano aumentati più del 40% dall&#39;inizio dell&#39;anno, a fine febbraio sono esplose violente proteste in molte città del Paese, provocando parecchi danni e oltre 300 arresti.</p>
<p>Nello stesso periodo, <a href="http://afp.google.com/article/ALeqM5itrCnalXSGAMyav1o3WScSPMLwRQ">in Camerun</a> la rabbia per l&#39;aumento sui prezzi e la contemporanea diminuzione dei  salari ha provocato tre giorni di scontri violenti con i militari. La protesta è stata  alimentata anche dal tentativo di Presidente Paul Biya di modificare  la costituzione in modo da governare il Paese per una terza legislatura.</p>
<p>La storia è ben lontana dalla conclusione. Continueremo a fornire aggiornamenti e vi invitiamo a consultare frequentemente lo speciale sulla <a href="http://www.globalvoicesonline.org/specialcoverage/global-food-crisis-2008/">Crisi Alimentare Mondiale 2008</a>.</p>
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