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	<title>Global Voices in Italiano &#187; podcast</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Georgia: blogger sotto attacco per l&#039;anniversario della guerra Russia-Georgia.</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/georgia-blogger-sotto-attacco-per-lanniversario-della-guerra-russia-georgia/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 07:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo originale diOnnik Krikorian  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
CNET pubblica un podcast [in] il quale spiega come il recente attacco a Facebook e Twitter non sia stato un attacco del tipo &#8220;denial of service&#8221; [it] contro le due piattaforme, ma piuttosto mirato a colpire individualmente il blogger georgiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/07/georgia-blogger-reportedly-targetted/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>CNET</em> <a title="Podcast su Cnet in inglese" href="http://news.cnet.com/8301-19518_3-10305287-238.html?part=rss&amp;tag=feed&amp;subj=Webware">pubblica un podcast</a> [in] il quale spiega come il recente attacco a <em>Facebook </em>e <em>Twitter </em>non sia stato un attacco del tipo &#8220;<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Denial_of_service">denial of service</a>&#8221; [it] contro le due piattaforme, ma piuttosto mirato a colpire individualmente il blogger georgiano <em>Cyxymu </em>nell&#39;approssimarsi del primo anniversario della <a title="Post su GV in italiano sulla guerra in Ossezia" href="http://it.globalvoicesonline.org/?s=ossezia">guerra tra Russia e Georgia</a> [it]. Il nickname del blogger richiama il nome in cirillico di Sukhumi, capitale dell&#39;Abkhazia, regione autonoma georgiana contesa con i russi. Nonostante l&#39;attacco fosse rivolto ad una singola persona, la sua potenza è stata tale da oscurare Twitter e rallentare Facebook.</p>
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		<title>Palestina: traditi da Obama</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/palestina-traditi-da-obama/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 08:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diaspora]]></category>
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		<description><![CDATA[La visita di Barack Obama in Israele e Palestina ha deluso i molti sostenitori della causa palestinese, che vi hanno visto soprattutto il malcelato tentivo di conquistare il voto degli ebrei americani. Diversi blogger ne riconsiderano la figura e le aspettative alla luce di questa visita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/07/24/palestine-left-behind-by-obama/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>[display_podcast]</p>
<p>Mentre l&#39;aspirante presidente degli Stati Uniti Barack Obama conclude <a href="http://voiceswithoutvotes.org/2008/07/16/palestine-obama-in-the-news/">la visita in Israele e Palestina,</a> i titoli dei giornali di tutto il mondo non fanno che parlare dell&#39;attenzione dedicata dal Senatore statunitense a Israele, e dell&#39;incuranza dimostrata verso la causa del popolo palestinese.</p>
<p>In particolare, un <a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1004500.html">titolo del quotidiano Haaretz</a> sembra riassumere al meglio lo stato d&#39;animo della blogosfera palestinese: &#8220;La visita di Obama serve a compiacere gli ebrei americani&#8221;. Non a caso i blog palestinesi riecheggiano quest&#39;interpretazione, notando in particolare come Obama abbia scelto di visitare <a href="http://www.answers.com/Sderot">Sderot</a>.</p>
<p><em>Bruised earth</em>, blogger britannico filo-palestinese, <a href="http://bruisedearth13.wordpress.com/2008/07/24/obama-in-sderot/">ritiene</a> che recandosi a Sderot Obama abbia approfittato della situazione, senza preoccuparsi dell&#39;effetto della visita sull&#39;intera opinione pubblica palestinese. Il blogger fa notare che&#8230;</p>
<blockquote><p>So che è in cerca di voti - ma andare a Sderot per parlare ancora una volta  delle difficoltà quotidiane dei coloni che hanno scelto (!) di vivere lì, e che [a differenza dei palestinesi] non sono intrappolati, nè trattenuti - o quel che è peggio - incarcerati dall&#39;esercito, rivela un livello di insolenza finora impossibile immaginare.</p>
<p>Non dimentichiamoci che Obama era stato l&#39;unico candidato alla presidenza abbastanza deciso da denunciare le violenze e l&#39;oppressione perpetrate ai danni del popolo palestinese. Che fine ha fatto quel leader? Siamo sicuri che tornerà, una volta eletto?</p>
<p>Continua a emergere un disegno decisamente pericoloso&#8230; conviene fare così solo per ottenere qualche voto in più?</p></blockquote>
<p>Un recente post di <em>Desertpeace</em>, attivista americano che vive a Gerusalemme, parla di &#8220;Obama al Muro&#8221;. Il blogger si spiega meglio con un rapido commento:</p>
<blockquote><p>Non il Muro dell&#39;Apartheid, come era lecito aspettarsi&#8230; bensì il Muro del Pianto.</p></blockquote>
<p><em>AMPAL (American Palestinian)</em> <a href="http://ampal.blogspot.com/2008/07/obama-pays-visit-to-jerusalem-holy-site.html">si dice sorpreso</a> della mancata visita di Obama al <a href="http://www.answers.com/Holy%20Sepulchre">Santo Sepolcro,</a> aggiungendo:</p>
<blockquote><p>Al contrario, direi che il posto perfetto per una visita del futuro presidente CRISTIANO degli Stati Uniti (sulla falsariga di quella fatta alla convention dell&#39;AIPAC (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AIPAC">American Israel Public Affairs Committee</a>, pochi giorni dopo la conquista della nomination democratica) sia proprio il Muro del Pianto, luogo sacro agli ebrei. Anche se il terzo luogo sacro ai musulmani, l&#39;Haram al Sharif, si trova proprio dall&#39;altra parte di quel muro. Sembra che abbia fatto per due volte di fila la scelta giusta: prostrarsi, singhiozzare ed inginoccharsi innanzi agli artefici del proprio destino (sionisti sia israeliani che americani) per ricevere una qualche benedizione dal cosiddetto popolo eletto. Eppure, nonostante tutto questo, continuano a dubitare di te, povero Obama&#8230;</p></blockquote>
<p>Mentre altri blogger sembrano concentrarsi sulle azioni di Obama, <em>The Angry Arabs&#39; Comment Section</em> ne contesta le dichiarazioni, e in particolare la proclamazione di Gersualemme a &#8220;capitale di Israele&#8221;. Si chiede il blogger:</p>
<blockquote><p>Cosa? La frase &#8220;io dico che sarà la capitale&#8221; è completamente opposta alla posizione secondo cui tale questione riguarda lo status finale da negoziare tra le parti. A meno che non abbia una sfera di cristallo e ne conosca in anticipo le decisioni.</p></blockquote>
<p>La domanda cruciale è: in che modo l&#39;appoggio di Obama alle posizioni di Israele, apparentemente illimitato, ne condizionerà la campagna? Scrivendo sul blog <em>Arabdemocracy</em> Joseph Al-Khoury <a href="http://www.arabdemocracy.com/2008/07/why-sand-niggers-should-vote-for-obama.html">ci spiega</a> perchè ciò non dovrebbe avere alcuna influenza per gli arabo-americani:</p>
<blockquote><p>Gli Stati Uniti sostengono fedelmente l&#39;entità sionista sin dalla sua creazione, nel 1948, rifornendola dei fondi, della tecnologia e dei mezzi militari necessari al controllo del Medio Oriente e all&#39;abbattimento delle speranze di una generazione di arabi dopo l&#39;altra. È improbabile ciò possa cambiare, indipendentemente da chi diventerà Presidente il prossimo novembre. Ci sono comunque due fattori che gli elettori arabi dovrebbero prendere in considerazione prima di votare. Il primo è che un&#39;amministrazione Obama non avrà alcun preconcetto ideologico nel confronto con Israele, mentre in una transizione Bush-McCain persisterebbero residui dell&#39;impostazione neo-conservatrice e cristiano-evangelica. La politiche, di fatto, potranno rimanere a svantaggio della popolazione palestinese, ma sarà sempre più facile discutere e contestare simili pratiche, piuttosto che quelle fondate sull&#39;intervento divino. Il secondo fattore è che l&#39;elezione di un uomo moderno, nero e liberal alla più alta carica gioverà agli Stati Uniti, indipendentemente dalla sua condotta in politica estera. Si tratta di una rivoluzione in corso d&#39;opera, e come ben sanno tutti gli immigrati scaltri, è unendo le propie energie con i locali che si viene accettati. Come afferma cinicamente il poeta americano Gil Scott-Heron: &#8220;La rivoluzione non verrà trasmessa in televisione&#8221;&#8230; ma l&#39;elezione lo sarà di certo!</p></blockquote>
<p>Questo articolo è apparso anche su <a href="http://voiceswithoutvotes.org/2008/07/24/palestine-left-behind-by-obama/">Voices without Votes</a>.</p>
<p>[display_podcast]</p>
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		<title>Speciale India: attentati terroristici e accordo sul nucleare</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 00:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/India"><img src="http://sp1.yt-thm-a04.yimg.com/image/25/m5/3350047592" alt="India map" title="India map" align="right" vspace="2" hspace="6"/></a>Nei giorni scorsi l'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/India">India</a> è stata teatro di violenti attentati, tra la folla di Bangalore e Ahmedabad, con decine di morti e centinaia di feriti. Mentre il Paese è in lutto, ci s'interroga sui responsabili e le motivazioni delle bombe, oltre che sulle colpe dei servizi di sicurezza. Senza dimenticare i problemi dell'intera regione, incluso il recente accordo per il nucleare con gli USA - questione spinosa per la traballante maggioranza governativa, affetta altresì da perenne corruzione.<br />
Entrambi eventi su cui, ancora una volta, sono stati i cittadini-reporter a dare le prime notizie, particolarmente sugli attentati, e a rilanciare il dibattito pubblico.<br />
Il nostro speciale vuole fornire uno spaccato, immediato e senza filtro, dell'intricato scenario attuale - proponendo la traduzione di vari post apparsi su Global Voices, inclusa una scelta dei commenti in calce. Una serie di finestre atte ad amplificare le voci e le opinioni di cittadini interessati e partecipi di eventi la cui portata va ben oltre i confini del subcontinente indiano. 

<br /><br />

Questi gli articoli disponibili:

<li> <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-voto-di-fiducia-e-accordo-sul-nucleare/">Voto di fiducia e accordo sul nucleare</a><br />
<li> <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-bombe-a-bangalore/">Bombe a Bangalore</a><br />
<li><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-monta-il-dibattito-sullaccordo-nucleare-con-gli-usa/">Monta il dibattito sull'accordo nucleare con gli USA</a><br />
<li> <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-altri-attentati-ad-ahmedabad/">Altri attentati ad Ahmedabad</a><br />
<li> <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-commenti-allaccordo-sul-nucleare-e-agli-attentati/">Commenti all'accordo sul nucleare e agli attentati</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em> &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/'>Bernardo Parrella</a> &middot; </em> 
<br /><p>Nei giorni scorsi l&#39;India è stata teatro di violenti attentati, tra la folla di Bangalore e Ahmedabad, con decine di morti e centinaia di feriti. Mentre il Paese è in lutto, ci s&#39;interroga sui responsabili e le motivazioni delle bombe, oltre che sulle colpe dei servizi di sicurezza. Senza dimenticare i problemi dell&#39;intera regione, incluso il recente accordo per il nucleare con gli USA - questione spinosa per la traballante maggioranza governativa, affetta altresì da perenne corruzione.<br />
Entrambi eventi su cui, ancora una volta, sono stati i cittadini-reporter a dare le prime notizie, particolarmente sugli attentati, e a rilanciare il dibattito pubblico.<br />
Il nostro speciale vuole fornire uno spaccato, immediato e senza filtro, dell&#39;intricato scenario attuale - proponendo la traduzione di vari post apparsi su Global Voices, inclusa una scelta dei commenti in calce. Una serie di finestre atte ad amplificare le voci e le opinioni di cittadini interessati e partecipi di eventi la cui portata va ben oltre i confini del subcontinente indiano. </p>
<p>Questi gli articoli disponibili:</p>
<li> <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-voto-di-fiducia-e-accordo-sul-nucleare/">Voto di fiducia e accordo sul nucleare</a>
<li> <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-bombe-a-bangalore/">Bombe a Bangalore</a>
<li><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-monta-il-dibattito-sullaccordo-nucleare-con-gli-usa/">Monta il dibattito sull&#39;accordo nucleare con gli USA</a>
<li> <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-altri-attentati-ad-ahmedabad/">Altri attentati ad Ahmedabad</a>
<li> <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-commenti-allaccordo-sul-nucleare-e-agli-attentati/">Commenti all&#39;accordo sul nucleare e agli attentati</a><br />
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		<title>India: monta il dibattito sull&#039;accordo nucleare con gli USA</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-monta-il-dibattito-sullaccordo-nucleare-con-gli-usa/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 07:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da alcuni mesi l'India è teatro di un acceso dibattito sull'accordo per il nucleare con gli USA. La questione ha visto il premier Manmohan Singh portare avanti un'intensa attività tesa a raccogliere il più ampio consenso politico. Alcuni osservatori e analisti fanno notare come il capo del governo fosse persino disposto a indire un veloce sondaggio nazionale, se necessario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/kamla/">Kamla Bhatt</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/'>Tamara Nigi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/07/07/debate-over-india-us-nuclear-deal/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>[display_podcast]</p>
<p>Da alcuni mesi l&#39;India è teatro di un acceso dibattito sull&#39;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Indo_us_nuclear_deal">accordo per il nucleare con gli USA</a>. La questione ha visto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Manmohan_Singh">il premier Manmohan Singh</a> portare avanti un&#39;intensa attività tesa a raccogliere il più ampio consenso politico. Alcuni osservatori e analisti fanno notare come il capo del governo fosse persino disposto a indire un veloce sondaggio nazionale, se necessario.</p>
<p>Il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/CPI_M">partito Comunista</a>, guidato dal compagno Prakash Karat, autorevole esponente della coalizione su cui poggia l&#39;esecutivo in carica, non è favorevole all&#39;accordo sul nucleare con gli Stati Uniti. Sul tema interviene l&#39;<a href="http://indiapoliticalblog.com/2008/07/05/progress-on-the-nuclear-deal-despite-the-left/">Indian Political Blog</a>:</p>
<blockquote><p>E poi d&#39;un tratto salta fuori la sorpresa: battendo la sinistra con una mossa d&#39;astuzia, il premier e il Congresso sembrano avere la meglio.<br />
…<br />
E adesso la sinistra cosa farà? Con 59 seggi vanta una rappresentanza senza precedenti, però si sa che nello stato del Kerala si cambia presto idea, cosa che alle ultime amministrative ha provocato ampie perdite alla sinistra nel Bengala occidentale, facendo già presagire un più che probabile calo di deputati alle prossime elezioni generali. L&#39;impressione è che già ora la sinistra conti ben poco.</p></blockquote>
<p>In quest’ultima settimana, nonostante l’opposizione della sinistra, il governo è comunque riuscito a raccogliere il sostegno e i voti necessari per l&#39;approvazione - si veda <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-voto-di-fiducia-e-accordo-sul-nucleare/">l&#39;articolo precedente</a>.</p>
<p><a href="http://touchbase.wordpress.com/2008/07/02/whats-the-nuclear-deal-and-why-so-much-confusion-around-it/">Touchbase</a> propone un&#39;analisi demistificante di tutta la questione del nucleare India-USA, a partire dall&#39;accordo 1-2-3 in sé, fino all&#39;opposizione che la sinistra va muovendo alla cooperazione con gli Stati Uniti. Questa la sintesi del suo post:</p>
<blockquote><p>Se si guarda alla sicurezza nazionale l&#39;accordo è pieno di insidie. Al contempo, però, serve al governo indiano per fronteggiare il crescente fabbisogno energetico. In ogni caso sarà dura per questo governo minoritario arrivare a una decisione definitiva sull’accordo.</p></blockquote>
<p>Secondo il prof. T. T. Ram Mohan di <a href="http://ttrammohan.blogspot.com/2008/07/contrarian-views-on-nuclear-deal.html">Big Picture</a> la questione dell&#39;accordo è stata ridotta a un esercizio di patriottismo. Dopo aver sintetizzato i due opposti punti di vista, conclude come segue:</p>
<blockquote><p>Ha ragione Chellaney. L’accordo punta a creare un’alleanza strategica con gli Stati Uniti onde contrastare l’ascesa della Cina, mentre per ragioni meramente politiche e diplomatiche viene presentato come un protocollo energetico. La vera portata di quest&#39;accordo strategico sta nel trasferimento di tutta una serie di tecnologie avanzate [dette &#8216;dual-use&#39;] - tecnologie impossibili da trasferire se non rivedendo lo status di potenza nucleare assegnato all&#39;India.</p></blockquote>
<p>Saranno necessari ancora un paio di passaggi per la ratificazione dell&#39;accordo da parte del Congresso americano. Occorre prima l’approvazione dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) e poi quella del gruppo di Paesi fornitori di materiale nucleare (Nuclear Supplier&#39;s Group).</p>
<p>[display_podcast]</p>
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		<item>
		<title>India: voto di fiducia e accordo sul nucleare</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-voto-di-fiducia-e-accordo-sul-nucleare/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 07:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[Il governo indiano non può certo esultare per la clamorosa vittoria conseguita, seppur con numeri risicati sull'accordo nucleare USA-India, intorno al quale ruota ormai la sua stessa esistenza. Nè le grandi manovre televisive e la retorica del premier sembrano aver convinto cittadini e blogger sulle capacità della traballante maggioranza, affetta altresì da perenne corruzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/javits-rajendran/">Javits Rajendran</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/'>Tamara Nigi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/07/23/india-upa-wins-trust-vote-on-indo-us-nuclear-deal/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>[display_podcast]</p>
<p>Il governo indiano non può certo esultare per la clamorosa vittoria conseguita, seppur con numeri risicati,  <a href="http://globalvoicesonline.org/2008/07/07/debate-over-india-us-nuclear-deal/">sull&#39;accordo nucleare USA-India</a>, intorno al quale ruota ormai la sua stessa esistenza. Eppure è riuscito a vincere a dispetto di tutto. Pur di coinvolgere molti indiani, l’emittente <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DD_Lok_Sabha">Lok Sabha TV</a> [che trasmette i lavori parlamentari della camera bassa indiana, il Lok Sabha, appunto] si è data da fare per rubare l’attenzione degli internauti e competere al meglio con gli altri network.</p>
<p><a href="http://lifeandtimes75.blogspot.com/2008/07/its-my-trust-vote-and-ill-shout-if-i.html">‘È il mio voto di fiducia e sbraito quanto mi pare’</a> – titola Mahima Kaul sul suo blog <a href="http://lifeandtimes75.blogspot.com/2008/07/its-my-trust-vote-and-ill-shout-if-i.html">‘The life and times’</a>, portandoci sulla scena del parlamento indiano, nella camera bassa. Ecco cosa scrive:</p>
<blockquote><p>Sono arrivati da ogni dove, in carrozzella, in barella… dal carcere. Il colpo di scena era da prevedere! Infatti tutto è cambiato quando tre parlamentari del Bharatiya Janata Party [il maggior partito di opposizione] hanno preso a distribuire in parlamento dieci milioni di rupie. Più avanti chiarirò come la messa in scena del BJP non sia però riuscita ad affossare il voto di fiducia in parlamento.</p></blockquote>
<p>Sul suo blog <a href="http://apublicdiary.blogspot.com/">&#8216;Public Diary&#39;</a>, <em>Phoenix</em> riassume l’assetto politico in un post intitolato <a href="http://apublicdiary.blogspot.com/2008/07/great-indian-drama-whats-big-deal-about.html"> La tipica sceneggiata indiana: cosa conterrà mai questo maxi-ACCORDO?</a>:</p>
<blockquote><p>Di fronte al rifiuto della coalizione di governo (UPA) di recedere dall&#39;accordo 1-2-3 con gli USA la Sinistra ha ritirato il suo appoggio, e si è aperto così il balletto dei numeri…. Se non altro il ritiro della sinistra è stato in qualche modo liberatorio, risollevando la speranza che senza il giogo dei suoi costanti ricatti, il governo, restando in piedi, qualche riforma l’avrebbe avviata. D’altra parte negli ultimi quattro anni in India di opposizione se ne è vista ben poca, con la National Democratic Alliance (NDA) per lo più sonnecchiante e l’esecutivo alle prese con feroci lotte intestine per via dei partiti comunisti.<br />
…<br />
Poi la scena politica si è surriscaldata e il BJP è sembrato dare segnali di risveglio…</p></blockquote>
<p>Bastava votare contro il piano nucleare per intascare il denaro. E <em>Nita</em> sul suo blog <a href="http://nitawriter.wordpress.com/">&#8216;A wide angle view of India&#39;</a>, in un post intitolato <a href="http://nitawriter.wordpress.com/2008/07/22/between-horse-traders-and-traitors-who-is-left/">&#8216;Chi è rimasto, fra votoscambisti e traditori?&#39;</a> ce ne spiega il perché:</p>
<blockquote><p>C’è tanta di quella corruzione fra i politici che certuni intascano bustarelle (da 30.000 rupie in su) anche solo per avviare interrogazioni parlamentari, e perfino il BJP al suo interno conta persone del genere.<br />
&#8230;.<br />
Il fatto è che l’India guida la classifica mondiale per numero di conti bancari aperti in Svizzera e non c&#39;è modo di sapere chi non ne possieda uno. Magari sono conti aperti da gente di ogni estrazione sociale, però sono convinta che alla testa del branco ci siano proprio i politici. Così, chi dovrebbe avere a cuore il benessere del Paese di fatto lo sta saccheggiando.</p></blockquote>
<p><em>Nita</em> fornisce poi le stime dei capitali che l’India deterrebbe presso banche svizzere: <em>“con 1456 miliardi di dollari USA l’India  ha più denaro in Svizzera di tutto il resto del mondo messo insieme.&#8221;</em> Aggiungendo però una nota di disgusto:</p>
<blockquote><p>Il dibattito parlamentare sull&#39;accordo per il Nucleare trasmesso dal vivo da Lok Sabha Tv poco prima del voto di fiducia? Un reality show da vietare ai minori: bell&#39;esempio di condotta in classe, se lo vedono i bambini! Ma almeno questa volta, grazie al cielo, non c’è stata la violenza - lancio di sedie, gomitate, spintoni – cui abbiamo assistito altre volte nelle riprese dal vivo.</p></blockquote>
<p>A conclusione di tutto ciò, <em>Yossarin</em> ha giusto un paio di cose da dire al Primo Ministro Manmohan Singh sul discorso che si diceva avesse pronto, senza però averlo pronunciato. Nel suo intervento sul blog  <a href="http://offstumped.nationalinterest.in/">&#8216;Offstumped&#39;</a> dal titolo <a href="http://offstumped.nationalinterest.in/2008/07/22/manmohan-confidence-vote-a-pyrrhic-victory/">&#8216;Vittoria di Pirro per Manmoha nel voto di fiducia&#39;</a>, si legge:</p>
<blockquote><p>Lei ha fatto bene a perseguire l’intento strategico di far uscire l’India dal suo &#8216;inverno&#39; nucleare. Però, caro premier, non ha convinto nessuna delle formazioni politiche a esprimere il voto di fiducia sull&#39;operato del suo governo. E ha mancato persino di convincere una larga fascia trasversale di parlamentari a votare la fiducia secondo coscienza. È una vittoria di Pirro la sua, che poggia su discutibili astensioni: l’inizio della fine della più perversa alleanza possibile, che lei si trova casualmente a guidare in questo venerabile ufficio.</p></blockquote>
<p>Il discorso del Primo Ministro è disponibile <a href="http://mutiny.in/2008/07/22/pms-reply-to-the-debate-on-the-motion-of-confidence-in-the-lok-sabha/">qui</a>.  <em>Who are the real winners? (Chi sono i veri vincitori?)&#39;</em>. Ed ecco la <a href="http://retributions.nationalinterest.in/upa-wins-the-trust-vote/">risposta</a>. Qui invece trovate il <a href="http://www.withinandwithout.com/?p=1426">commento</a> di Neha, editor GVO per la blogosfera del Sud-est asiatico.</p>
<p>Il video che segue, ripreso da una grande emittente televisiva, mostra il caos scoppiato quando alcuni parlamentari hanno cominciato a brandire mazzette di denaro insinuando che fossero girate bustarelle.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CreZpXCe5aw&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/CreZpXCe5aw&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>[display_podcast]</p>
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		<title>India: bombe a Bangalore</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-bombe-a-bangalore/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 07:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[Finestra sulle recenti esplosioni a Bangalore, la capitale dello stato del Karnataka, nell'India centrale. Ancora una volta i cittadini-reporter hanno anticipato i grandi media nella diffusione delle notizie: da twitter ai blog, la discussione prosegue. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neha-viswanathan/">Neha Viswanathan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/'>Tamara Nigi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/07/25/india-bomb-blasts-in-bangalore/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>[display_podcast]</p>
<p>Si è appena verificata una serie di esplosioni a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bangalore">Bangalore</a>, la capitale dello stato del Karnataka, nell&#39;India centrale. Dalle prime voci raccolte sembrano sette gli ordigni fatti detonare in varie parti della città nell&#39;arco di soli dodici minuti. Si è trattato di esplosioni a bassa intensità prodotte da bombe confezionate con gelatina. Una donna è rimasta uccisa e si contano al momento sei feriti. Bloccate in città le linee telefoniche per evitare il diffondersi di notizie distorte e interrotta anche la circolazione stradale. Ecco la testimonianza diretta diffusa da <a href="http://sachinuppal.blogspot.com/2008/07/bangalore-bomb-blast-5-bombs-went-off.html">Sachin Uppal sul suo blog</a>:</p>
<blockquote><p>Sul posto si è subito creato un assembramento di persone che chiedevano angosciate cosa stesse succedendo. Io però non ho visto molto. In giro c&#39;erano molti poliziotti che cercavano di dirigere il traffico caotico e di smistare la calca.</p>
<p>Da circa un decennio Bangalore è una città con una crescita intensa ma pacifica. C&#39;è tuttavia il sentore che tale crescita venga osteggiata da molti. L&#39;episodio potrebbe rivelare un certo fermento politico o trattarsi addirittura di un atto terroristico. Comunque negli ultimi due anni questo è il terzo episodio del genere che si verifica in una città come Bangalore.</p></blockquote>
<p>Uno studente dell&#39;<a href="http://rds.yahoo.com/_ylt=A0oGkkHRpoxI6pgALUFXNyoA;_ylu=X3oDMTByZ3RtN3J1BHNlYwNzcgRwb3MDMgRjb2xvA3NrMQR2dGlkAw--/SIG=12ctlc1v2/EXP=1217263697/**http%3a//en.wikipedia.org/wiki/Indian_Institute_of_Science">Indian Institute of Science</a> di Bangalore, <a href="http://iisc.wordpress.com/2008/07/24/bangalore-bomb-blasts-of-july-2008/"><em>iisc life</em></a>, segnala che, pur setacciando il web in cerca di notizie, non sembra trovarne granché.<br />
Il gruppo di <a href="http://www.metblogs.com/about/">Metroblogging</a> operante a <a href="http://bangalore.metblogs.com/2008/07/25/7-blasts-reported-in-bangalore/">Bangalore</a> rilancia informazioni sul luogo esatto in cui si sono verificate le esplosioni.<br />
<a href="http://justkeepsakes.blogspot.com/2008/07/blast-in-bangalore.html">Keep Sakes</a> rileva l&#39;inadeguatezza delle infrastrutture cittadine:</p>
<blockquote><p>Già ci manca l&#39;elettricità, siamo senza benzina, senza gasolio, non abbiamo infrastrutture, neppure marciapiedi asfaltati per transitare con l&#39;auto (sì, perché qui di spazio non ce n&#39;è, e allora le macchine finiscono sui marciapiedi), non piove, non c&#39;è la metropolitana, non abbiamo neanche un nome vero e proprio per la città - &#8216;bangalore? bangalooru? bengaluroo? o cosa?&#39; e adesso ci mancavano giusto le bombe! Ma non bastava una città che si sta rovinando da sola? Con tutta questa confusione ci volevano pure &#39;sti coatti a farci saltare per aria?</p></blockquote>
<p><a href="http://www.sharmasblog.com/archives/46">Vikas Sharma</a> parla dei mediocri sistemi di sicurezza presenti in città:</p>
<blockquote><p>Prima o poi doveva comunque succedere. Blande misure di sicurezza, poco rigore nell&#39;applicare le leggi e forze dell&#39;ordine lassiste: tutto lasciava presupporre che prima o poi Bangalore sarebbe stata presa di mira. Ho cominciato a scrivere questo post non appena ho saputo della prima bomba esplosa vicino a Madiwala e adesso se ne contano già otto. Spero non sia il segnale di qualcosa di più grave. Dio ce ne scampi.</p>
<p>Giusto poco fa camminavo per quelle strade e ora sono contento di trovarmi in ufficio davanti al computer, pur sempre con l&#39;ansia che una bomba possa esplodere qui vicino…</p></blockquote>
<p><a href="http://harithekid.livejournal.com/75426.html">Hari Shenoi</a> parla dell&#39;apprensione che stanno provando i suoi colleghi di lavoro.</p>
<blockquote><p>Nayandahalli si trova nei pressi del mio ufficio ed è una delle zone interessate dalle bombe. L&#39;esplosione è stata così vicina che la gente qua dentro è andata nel pallone. La tensione è palpabile, i cellulari non fanno che squillare e tutti chiamano i propri cari, sperando che si trovino in zone sicure oppure a casa, lontani dal pericolo.</p>
<p>Anche se i telegiornali (di <a href="http://www.timesnow.tv">Times Now</a>) dicono che è il settore dell&#39;info-tech ad essere stato preso di mira, a giudicare dai luoghi delle esplosioni - Hosur Road, Koramangale e dintorni - è un po&#39; difficile crederlo, perché quelli che lavorano nel settore informatico stanno meglio di tutti, protetti come sono da stringenti misure di sicurezza dentro e fuori gli edifici in cui lavorano.</p></blockquote>
<p>Diverse infine le persone che su <a href="http://search.twitter.com/search?q=bangalore+OR+blast">twitter</a> rilanciano notizie sulle esplosioni. <a href="http://twitter.com/jackerhack/statuses/867947695">Jace</a> dice: &#8220;&#8230;pur trovandosi a poche centinaia di metri dall&#39;esplosione più vicina, molti sono più sollevati dal fatto che la connessione internet abbia tenuto&#8221;. E l&#39;utente <a href="http://twitter.com/blastnews/">blastnews</a> ci tiene in costante aggiornamento.</p>
<p>[display_podcast]</p>
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		<title>India: altri attentati ad Ahmedabad</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-altri-attentati-ad-ahmedabad/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 07:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[Appena 24 ore dopo gli attentati di Bangalore, nuove esplosioni si sono avute ad Ahmedabad. Ancor prima dei telegiornali, sono i blogger a dare le informazioni dirette. E si apre il dibattito: chi sono i responsabili? Quali le colpe dei servizi di sicurezza? Come procedere? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neha-viswanathan/">Neha Viswanathan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2008/07/26/india-ahmedabad-hit-by-bomb-blasts/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>[display_podcast]</p>
<p>Ad appena 24 ore dagli <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/07/india-bombe-a-bangalore">attentati a Bangalore</a>, oggi dalla città di Ahmedabad, nello stato del Gujarat, giungono notizie di testimonianze un nuovo attacco terroristico. Sedici esplosioni sono state avvertite in diversi quartieri della città. Pur trattandosi, come negli attentati di Bangalore, di esplosioni di entità limitata, secondo le prime notizie <a href="http://www.ndtv.com/convergence/ndtv/story.aspx?id=NEWEN20080058856">sarebbero 18 le persone uccise.</a> Scrive <em><a href="http://blog.kishalaya.com/2008/07/blasts-rock-ahmedabad-ahmedabad-blasts/">Kishalaya</a></em> sul suo blog:</p>
<blockquote><p>La mia più grande paura è diventata realtà; poco dopo le bombe di Bangalore, una serie di esplosioni concatenate ha colpito Ahmedabad questo sabato sera. Proprio come quelle di Bangalore, anche in questo caso le deflagrazioni erano di bassa intensità. Sembra ci siano oltre cento feriti, già portati in ospedale.</p></blockquote>
<p>Su <em><a href="http://accessstreet.blogspot.com/2008/07/serial-blast-in-bangalore-ahmedabad.html">Musings from Chennai</a></em> si parla dell&#39;assenza di misure di sicurezza.</p>
<blockquote><p>Il Governo statale dovrebbe darsi da fare a modernizzare le forze di polizia, equipaggiandole con telecamere a circuito chiuso, dispositivi di intercettazione telefonica, e sopratutto permettere loro di occuparsi in piena indipendenza della lotta alla criminalità anziché dover seguire cose di poco conto.</p>
<p>Non vedo perchè prendersela col Governo centrale - non capisco nemmeno come mai le agenzie federali dichiarino di aver messo in allerta le autorità statali. Si tratta di informazioni di routine, senza alcun valore specifico.</p></blockquote>
<p>Su un forum di discussione denominato <em><a href="http://www.pagalguy.com/forum/chit-chat-your-interests/33387-serial-blasts-in-ahmedabad-bangalore.html">pagalguy</a></em>, un utente si chiede chi vada ritenuto responsabile delle scarse condizioni di sicurezza delle città indiane.</p>
<blockquote><p>Pensiamo davvero che si debba dare loro tutta la colpa di questi attentati, di tale barbarie? È davvero possibile per le agenzie di sicurezza controllare i movimenti di oltre un miliardo di cittadini? In quanto cittadini responsabili, non abbiamo anche noi dei doveri da compiere? Cosa facciamo in simili situazioni? Credete basti fare un gran casino dopo l&#39;attentato, e poi tornarsene alla vita di sempre?</p></blockquote>
<p>In un altro forum chiamato <em><a href="http://www.indiamike.com/india/india-travel-news-and-commentary-f80/breaking-news-serial-bomb-blasts-in-ahmedabad-t58997/#post532038">IndiaMike</a></em>, un utente, che vive nei pressi della zona delle esplosioni, scrive:</p>
<blockquote><p>… Ho sentito un enorme ‘boom&#39; poco fa, vicino a casa nostra (Maninagar), così ho chiesto a mia moglie cosa fosse successo. Ora stiamo seguendo i telegiornali. Mio cognato vive proprio vicino al luogo dove è scoppiata una delle bombe.</p>
<p>Per fortuna tutta la famiglia sta bene. Finora non avevo mai pensato alla possibilità di attentati&#8230;</p></blockquote>
<p>Mentre le testate televisive indiane diffondono le notizie man mano che affiorano, come già accaduto ieri, qualcuno continua a darsi da fare su twitter. L&#39;utente <em><a href="http://twitter.com/siyab/statuses/869098729">Siyab</a></em> fa notare: &#8220;voglio dire, pensate alle esplosioni di Ahmedabad, la gente ha cominciato a dare aggiornamenti prima ancora che i siti dei giornali dessero la notizia&#8230;&#8221;. Intanto <em><a href="http://retributions.nationalinterest.in/ahmedabad-attacked/">Retributions</a></em> si domanda perchè si diffondano ancora appelli alla calma dopo tutti questi attentati.</p>
<p>Infine, sul <a href="http://indianraksa.wordpress.com/2008/07/26/the-great-indian-tamasha/">Indian Raksa</a> si ricorda come il sistema indiano non sia riuscito ad occuparsi delle falle nell&#39;apparato di sicurezza, ribadendo la tipica successione di eventi di ogni attentato:</p>
<blockquote><p>* L&#39;attentato<br />
* L&#39;appello alla calma<br />
* La condanna<br />
* Lo scaricabarile (che a quanto pare difettava a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Santanu">Shantanu</a> [re di Hastinapura nell&#39;opera epica <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mah%C4%81bh%C4%81rata">Mahābhārata</a>] )<br />
* Il sospetto di una &#8220;partecipazione straniera&#8221;<br />
* Gli arresti</p>
<p>… gli arrestati vengono quindi processati e condannati a morte, o messi in galera dopo processi che durano parecchi anni, poi partono le petizioni per la grazia presidenziale, che rimangono in pendenza in qualche remoto archivio degli uffici governativi. Oppure, lo stesso procedimento giudiziario suscita sommovimenti popolari che portano a nuovi attentati, oppure i condannati vengono rilasciati come riscatto per qualche personaggio importante, o in cambio di suo figlio o sua figlia, o dei passeggeri di un aereo dirottato. Infine i terroristi liberati si dedicano alla pianificazione di nuovi attentati.</p></blockquote>
<p>[display_podcast]</p>
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		<title>Prison Diaries mette a nudo la realtà dei detenuti in Jamaica</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/06/prison-diaries-mostra-la-vita-reale-dei-prigionieri-dietro-le-sbarre-in-jamaica/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 10:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Giamaica]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[podcast]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si pensa a Kingston, la capitale della Jamaica, blog e podcast non sono certo le prime cose che vengono in mente. Solitamente la si associa a notizie tipo "Capitale mondiale per numero di omicidi", oppure a Bob Marley e alla musica reggae. Ma certo non a un programma di riabilitazione che spiega ai detenuti di un carcere di massima sicurezza come curare un blog, creare un podcast e persino imparare a muoversi in Second Life. A provarci è un progetto sui generis di giornalismo partecipativo, <strong>Prison Diaries</strong>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://rising.globalvoicesonline.org/blog/2008/06/04/prison-diaries-show-the-reality-of-life-behind-bars-in-jamaica/">David Sasaki</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/'>Bernardo Parrella</a> &middot;  <a href='http://rising.globalvoicesonline.org/blog/2008/06/04/prison-diaries-show-the-reality-of-life-behind-bars-in-jamaica/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Quando si pensa a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kingston%2C_Jamaica">Kingston</a>, la capitale della Jamaica, blog e podcast non sono certo le prime cose che vengono in mente. Solitamente la si associa a notizie tipo <a href="http://www.caribbeannetnews.com/2006/01/09/capital.shtml">&#8220;Capitale mondiale per numero di omicidi&#8221;</a>, oppure a Bob Marley e alla musica reggae. Ma certo non a un programma di riabilitazione che spiega ai detenuti di un carcere di massima sicurezza come curare un blog, creare un podcast e persino imparare a muoversi in Second Life.</p>
<p><img src="http://rising.globalvoicesonline.org/files/2008/06/623718253-f5898e4f83.jpg" border="0" alt="623718253_f5898e4f83.jpg" width="500" height="375" /><br />
<small>Foto del carcere di Tower Street, Kingston, <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/2007/07/09/behind-these-prison-walls-pt-1/">di Christina Xu</a></small></p>
<p>È proprio questa l&#39;iniziativa che <a href="http://sset.wordpress.com/">Students Expressing Truth</a> (S.E.T.) ha deciso di portare avanti lanciando il progetto di giornalismo partecipativo denominato <a href="http://rising.globalvoicesonline.org/projects/prisondiaries/">Prison Diaries</a>. SET è stata fondata nel 1999, quando due ex-detenuti decisero di promuovere opportunità formative nelle prigioni jamaicane, onde offrire ai detenuti tornati in libertà maggiori possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, e diminuire così gli indici di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Recidivism">recidività</a>.</p>
<p><a href="http://www.kevinwallen.com/">Kevin Wallen</a>, attuale direttore di SET, è entrato nell&#39;organizzazione dopo aver letto il libro di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rubin_Carter">Rubin “Hurricane” Carter</a> che trattava di un ex-pugile americano riconosciuto innocente dopo aver trascorso quasi 20 anni in prigione.  Wallen, che a quell&#39;epoca viveva in Canada, fece ritorno Jamaica, suo Paese natale, per poi assumere la direzione di SET nel giugno del 2000. Da quel momento, più di 100 prigionieri sono passati attraverso SET e nessuno di loro è più tornato in prigione. Un dato in assoluto contrasto con l’alto tasso di recidività presente in Jamaica (50% nel 1993).</p>
<p><img src="http://rising.globalvoicesonline.org/files/2008/06/698230165-0df57a203c.jpg" border="0" alt="698230165_0df57a203c.jpg" width="500" height="375" /><br />
<small>Foto del computer lab nel carcere di Tower Street, di <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/2007/07/09/behind-these-prison-walls-pt-1/">Christina Xu</a></small></p>
<p>Wallen si è anche dato molto da fare per diffondere a livello internazionale l&#39;attività di SET, motivando così i detenuti. Il <a href="http://www.jis.gov.jm/security/html/20060117t090000-0500_7783_jis_computer_laboratory_opens_at_tower_street_adult_correctional_centre.asp">17 gennaio 2006</a>, durante l&#39;inaugurazione del computer lab nel carcere per adulti di Tower Street, il dottor <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rubin_Carter">Rubin &#8220;Hurricane&#8221; Carter</a> ha esortato i detenuti a cogliere l’opportunità di imparare l&#39;uso del computer per migliorare le proprie condizioni. Wallen ha inoltre, ha ottenuto il sostegno del professore di diritto ad Harvard <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Charles_nesson">Charles Nesson</a>, che nel 1998 ha dato vita al <a href="http://cyber.law.harvard.edu/research/jamaica">Jamaica Project</a> presso il Berkman Center for Internet &#038; Society. Grazie all&#39;influenza di Wallen, recentemente il Jamaica Project è andato concentrandosi sempre più <a href="http://cyber.law.harvard.edu/events/luncheon/2006/01/jamaica">sulla riabilitazione e sulla giustizia riparatrice</a> in Jamaica. Sul sito del <a href="http://cyber.law.harvard.edu/">Berkman Center</a> è possibile seguire il <a href="http://blogs.law.harvard.edu/mediaberkman/2007/02/21/rehabilitation-and-restorative-justice-in-jamaicas-prisons-2/">video in cui Wallen e Nesson discutono</a> della giustizia riparatrice in Jamaica. Nesson si è poi coinvolto parecchio nel progetto. Due settimane fa è stato in Jamaica per presentare <a href="http://blogs.law.harvard.edu/nesson/2008/05/22/jamaica/">i detenuti della prigione maschile di Tower Street in Second Life e per un incontro con le detenute di Fort Augusta</a>.</p>
<p>Nell’estate del 2007 il SET è stato visitato da  <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/">Christina Xu</a>, studentessa e attivista ad Harvard, la quale ha documentato la sua esperienza (riuscendo anche a scattare anche alcune fotografie del computer lab) in due <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/2007/07/19/behind-these-prison-walls-pt-2/">articolati interventi</a>. Xu ha anche <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/2007/08/14/berkman-and-set-an-open-letter-to-the-berkman-community/">rafforzato</a> il rapporto fra il SET e il Berkman Center rendendolo più esplicito. Ancora, durante l’estate 2007 Wayne Marshallm, etnomusicologo alla Brandeis University e produttore musicale molto interessato ai Caraibi, <a href="http://wayneandwax.com/?p=157">ha condotto tre audio  workshop</a> all&#39;interno dei carceri di Tower Street, South Camp e Fort Augusta. Anche <a href="http://djripley.blogspot.com/">Larisa</a>, blogger e DJ che vive a Oakland, California, e <a href="http://cyber.law.harvard.edu/people/oday">Oliver Day</a>, esperto di internet, hanno visitato i tre gruppi del SET per aiutare i detenuti ad imparare l&#39;uso di Audacity per realizzare e modificare i file audio.</p>
<p>Oggi il SET è molto attivo a Tower Street e Fort Augusta. Come si può vedere nel video riportato più avanti, il gruppo del SET a Tower Street è stato in grado di stabilire una forte presenza online perchè ha dei computer migliori di quelli delle ragazze a Fort Augusta. Ogni mercoledì il gruppo di Tower Street si riunisce per discutere le questioni che li riguardano. Il gruppo cura anche un programma radiofonico di un’ora che va in onda alle 11 (EST), centrato su un tema specifico. Questa settimana i detenuti hanno discusso le motivazioni della rabbia e di come sia possibile controllarla.  <a href="http://blip.tv/file/get/Oso-PrisonDiariesPodcast062008523.mp3">Qui c&#39;è uno stralcio </a> di due minuti e mezzo del programma. Per seguire <a href="http://mcclinks.com:8000/FreeFM.m3u">Free FM Radio</a>, la radio online del gruppo che trasmette 24 ore al giorno dall&#39;interno della prigione, basta usare iTunes o simili programmi audio. </p>
<p>La scorsa settimana, accompagnato dal direttore esecutivo di <a href="http://globalvoicesonline.org/">Global Voices</a>, <a href="http://www.georgiapopplewell.info/">Georgia Popplewell</a>, ho potuto seguire di persona il progetto <a href="http://rising.globalvoicesonline.org/projects/prisondiaries/">Prison Diaries</a>. La mia esperienza non è stata molto diversa da quella di <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/2007/07/09/behind-these-prison-walls-pt-1/">Christina Xu</a> - entare in una prigione di massima sicurezza può rivelarsi quantomeno deprimente. Comunque, una volta raggiunto il computer lab e incontrato da vicino i partecipanti al progetto, sono rimasto impressionato dalla loro gentilezza e dedizione. Ogni detenuto si è presentato e ha brevemente descritto quel che il SET era riuscito a fare per lui. Poi è arrivato il momento di andare in onda per il programma radiofonico settimanale. Durante la nostra visita, il gruppo ha preso in esame il tema della paternità. Molti detenuti aderenti al SET, infatti, sono anche padri. Sono scaturite interessanti osservazioni sulle loro aspettative in quanto padri che al momento si trovano in carcere.  </p>
<p>A ogni incontro del mercoledì il segretario del gruppo prende appunti sui temi all&#39;ordine del giorno e sui argomenti discussi. D&#39;ora in poi questo riepilogo verrà inserito ogni settimana sul blog del progetto <a href="http://rising.globalvoicesonline.org/prison-diaries/">Prison Diaries</a>. Faremo del nostro meglio anche per pubblicare almeno un podcast al mese con stralci ripresi da Free FM Radio.</p>
<p>Sfortunatamente, come si nota nel video riportato sotto, non abbiamo potuto incontrare le donne detenute a Fort Augusta, ma alcuni dei loro post sono reperibili su un altro <a href="http://inmatediaries.wordpress.com/category/ft-augusta/">blog di Prison Diaries</a>. Presto tutti questi blog separati verranno raccolti su unico spazio: <a href="http://prisondiaries.org/">prisondiaries.org</a>.</p>
<p>Per saperne di più sul SET e su Prison Diaries, basta seguirne il <a href="http://sset.wordpress.com/">sito</a> e la <a href="http://sset.wordpress.com/press-coverage/">rassegna stampa</a>.</p>
<p><a href="http://rising.globalvoicesonline.org/blog/2008/06/04/video-prison-diaries-in-jamaica/"><img src="http://rising.globalvoicesonline.org/files/2008/06/picture-1.png" border="0" alt="Picture 1.png" width="500" /></a></p>
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