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	<title>Global Voices in Italiano &#187; foto</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Riflettori puntati sulle fabbriche cinesi dannose, inquinanti, cancerogene</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/riflettori-puntati-sulle-fabbriche-cinesi-dannose-inquinanti-cancerogene/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 05:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fotografo cinese Lu Guang ha vinto il premio annuale di 30.000 dollari assegnato da una fondazione Usa per aver documentato danni e inquinamenti causati da varie fabbriche. Abbondano i commenti su blog e forum online, incluse preoccupazioni diffuse e qualche critica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/robert-woo/">Robert Woo</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/28/chinas-dark-satanic-mills/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 14 ottobre scorso il fotografo cinese Lu Guang ha vinto il premio annuale <a title="Sito ufficiale della fondazione" href="http://www.smithfund.org/aboutfund/overview">W. Eugene Smith Grant</a> [in] di 30.000 dollari nella categoria <em>Humanistic Photography</em> per le sue foto sulla situazione ambientale in Cina. Il sito della fondazione ha pubblicato quanto segue per descrivere il progetto di Lu Guang:</p>
<blockquote><p>Lu Guang ha documentato i disastri ecologici avvenuti in Cina a seguito della rapida crescita economica dal 2005, concentrandosi sull&#39;inquinamento ambientale e sul problema della <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schistosomiasi">schistosomiasi</a> [it] (detta anche bilharziosi). Negli ultimi tre decenni, lo standard di vita è cresciuto costantemente nel Paese. Al contempo l&#39;inquinamento industriale ha causato serie conseguenze sia per la salute pubblica che per l&#39;ambiente in generale.</p></blockquote>
<p>Questa è la prima volta che un cinese vince tale premio e, cosa più importante, è una delle prime volte che la pericolosa situazione ambientale della Cina viene presentata con una tale forza visiva. Quanto appare nelle sue foto è qualcosa che va al di là di qualsiasi singola questione ambientale, ma coglie la disperazione e l&#39;assenza di speranza di coloro la cui vita è bloccata in un inferno sulla terra.</p>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://www.chinahush.com/2009/10/21/amazing-pictures-pollution-in-china/">China Hush</a> [in] pubblica l&#39;intera raccolta con le didascalie tradotte. Eccone alcuni esempi:</p>
<blockquote><p><img title="Foto di Lu Guang" src="http://www.chinahush.com/wp-content/uploads/2009/10/20091020luguang18.jpg" alt="Foto di Lu Guang" /></p>
<p>Sono oltre 100 gli impianti chimici nel distretto industriale costiero della provincia di Jiangsu. (江苏滨海头罾沿海化工园区) Alcuni di questi riversano le acque di scarico nell&#39;oceano; mentre altro liquame altamente contaminato è raccolto in 5 &#8220;pozze temporanee per le acque di scarico”. Durante le due alte maree che si verificano ogni mese, queste acque vengono trascinate nell&#39;oceano con le maree. 20 Giugno 2008</p>
<p><img title="Foto di Lu Guang" src="http://www.chinahush.com/wp-content/uploads/2009/10/20091020luguang16.jpg" alt="Foto di Lu Guang" /></p>
<p>La fonderia di ferro e acciaio di Shexian Tianjin nella provincia di Hebei (河北省涉县天津钢铁厂) è una fabbrica altamente inquinante. L&#39;azienda va inoltre allargando sempre di più, danneggiando seriamente la vita dei residenti locali. 18 Marzo 2008</p>
<p><img title="Foto di Lu Guang" src="http://www.chinahush.com/wp-content/uploads/2009/10/20091020luguang25.jpg" alt="Foto di Lu Guang" /></p>
<p>Tra gli abitanti del villaggio Kang nella città di Linfen, provincia di Shanxi (山西省临汾市下康村), 50 persone sono state colpite da cancro e trombosi cerebrali a causa del consumo a lungo termine dell&#39;acqua inquinata e contaminata dai rifiuti industriali. Il 64enne Wang Baosheng è malato dal 2003, ha una suppurazione su tutto il corpo, così non può dormire steso nel letto e ogni giorno dorme tenendo la testa appoggiata sul lato del letto. 20 Luglio 2005</p>
<p><img title="Foto di Lu Guang" src="http://www.chinahush.com/wp-content/uploads/2009/10/20091020luguang05.jpg" alt="Foto di Lu Guang" /></p>
<p>Le acque di scarico della fonderia d&#39;acciaio e ferro Henan Anyang  (河南安阳钢铁厂) vengono scaricate nel fiume Anyang. 25 Marzo 2008</p>
<p><img title="Foto di Lu Guang" src="http://www.chinahush.com/wp-content/uploads/2009/10/20091020luguang24.jpg" alt="Foto di Lu Guang" /></p>
<p>Zona industriale nella provincia di Heilonggui (黑龙贵) in Mongolia, una coppia che lavorava alla fornace di gesso appena tornata a casa. 22 Marzo 2007</p></blockquote>
<p>Non solo i critici all&#39;estero sono rimasti profondamente impressionati, ma anche i cittadini cinesi sono rimasti sconvolti da queste immagini. Su uno dei maggiori portali web cinesi, 163.com, oltre tredicimila persone <a title="Commenti originali in cinese" href="http://comment.news.163.com/news_shehui5_bbs/5MA7E5I80001125G.html">hanno scritto</a> [cin] della propria frustrazione, paura e gratitudine verso il fotografo per aver rivelato questi fatti in maniera così grafica.</p>
<blockquote><p>这是中国吗？国庆阅兵应该把这些图片展出来。</p></blockquote>
<div class="translation">È questa la Cina? Certe immagini dovrebbero essere mostrate durante la <a title="Video su neatorama.com" href="http://www.neatorama.com/2009/10/03/china%E2%80%99s-60th-anniversary-parade/">parata militare per l&#39;anniversario della Repubblica</a> [cin]</div>
<p>.</p>
<blockquote><p>山西啊，在山西活了20多年，临汾呆了四年，然后下定决心，这辈子再不去临汾了。那边真不是人呆的。记得以前爸爸说过他年 轻的时候去临汾，都说那里是花果城，街道旁边都是果树。现在我是没看到什么花果树，在临汾的时候都不愿意上街，出去一圈，鞋子就是黑的了。晚上在屋里睡 觉，早上起来，鼻孔里都是黑乎乎 的，两天洗一次头发，水象墨汁。在那四年，学会了不穿浅色的衣服，我的衣服都是黑色的。淡色的没法穿，一天洗一次，但是晾着也脏啊，没几天就洗不干净了。 从来没见过月亮星星。晚上的时候感觉天空压的很低，都觉得快喘不过气来了。唉，糟蹋啊</p></blockquote>
<div class="translation">Shanxi! Ho vissuto a <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shanxi">Shanxi</a> [it] per 20 anni e poi 4 anni a <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linfen">Linfen</a> [it]. Lì ho promesso a me stesso che non sarei mai tornato a Linfen! Quel posto è decisamente inadatto agli esseri umani! Ricordo che mio padre una volta mi ha raccontato del periodo trascorso a Linfen. Diceva che a quel tempo Linfen era la città dei fiori e dei frutti, dove gli alberi da frutto venivano piantati ovunque lungo le strade. Da parte mia, non ho mai visto un albero di frutto. In realtà avevo anche smesso di girare per le strade, perchè appena uscivi, le scarpe diventavano subito nere. Ogni mattina quando mi svegliavo, le narici erano nere; mi lavavo i capelli a giorni alternati e l&#39;acqua usciva come l&#39;inchiostro. Durante i miei 4 anni trascorsi lì, ho imparato a non indossare mai vestiti di colori chiari. Tutti i miei vestiti erano di colore nero, semplicemente non si potevano indossare colori chiari perchè anche se li lavavi tutti i giorni, erano ancora sporchi quando li mettevi ad asciugare! Non ci voleva molto prima che fosse impossibile averli adeguatamente puliti. Lì non ho mai visto nè la luna nè una stella. Ogni notte sentivo il cielo così basso e così oppressivo che non riuscivo a respirare. È stato semplicemente terribile!</div>
<blockquote><p>死了一部分人 穷了一部分人 然后富了一些人</p></blockquote>
<div class="translation">Lasciamo morire un po&#39; di gente, lasciamo che altri diventino povere, purché <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/3587838.stm">qualcuno diventi ricco</a> [in].</div>
<blockquote><p>是个有良知的中国摄影师！</p></blockquote>
<div class="translation">Questo è un fotografo cinese con una coscienza!</div>
<blockquote><p>我是学环境工程的，看到这些，心里就不舒服。我们天天喊着奔小康，奔小康，都不知道人们的贫富差距越来越大了。那些只为赚钱，不管他人生命的人，不是畜生而是禽兽。。。</p></blockquote>
<div class="translation">Mi sto specializzando in ingegneria ambientale. Ogni volta che vedo cose del genere mi sento davvero colpevole. Ogni giorno urliamo lo slogan sosteniamo <a title="Vedi voce wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Xiaokang">Xiaokang,</a> [in] al punto di non accorgerci che lo scisma della nostra società diventa sempre più ampio. Coloro che si preoccupano solo dei soldi a spese della vita altrui non sono bestie ma mostri!</div>
<p>Come previsto, ci sarà sempre qualcuno irritato dal fatto che un fotografo cinese possa ricevere un premio da qualche  straniero per aver disonorato la Cina.</p>
<blockquote><p>将最丑陋的一面展示给世界就可以拿奖，这位摄影师的人品啊····</p></blockquote>
<div class="translation">Ricevere un premio per aver mostrato il nostro lato più brutto a tutto il mondo; la qualità di questo fotografo è sospetta.</div>
<p>Tuttavia, un tale atteggiamento è velocemente respinto dal buon senso della maggior parte delle altre persone.</p>
<blockquote><p>老卢，支持你，我们太需要正视自己的缺点了。那些说三说四的人，你们没有生活在那种地方，不知道他们多么希望有人帮他们能说句话。</p></blockquote>
<div class="translation">Fratello Lu, ti sostengo. Abbiamo disperatamente bisogno di affrontare seriamente i nostri problemi. Quanti scrivono commenti sprezzanti non hanno mai dovuto vivere in questo tipo di posti, e non sanno quanto coloro che ci vivono abbiano un disperato bisogno di qualcuno che parli a loro nome.</div>
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		<title>Danimarca: al via concorso internazionale per blogger sul cambiamento climatico</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/danimarca-al-via-concorso-internazionale-per-blogger-sul-cambiamento-climatico/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/danimarca-al-via-concorso-internazionale-per-blogger-sul-cambiamento-climatico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 04:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Copenhagen ha ospitato l'inaugurazione della competizione TH!NK ABOUT IT, alla quale partecipano di 92 blogger europei e vari ospiti d'onore provenienti da Paesi quali Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa e USA. Il concorso dura tre mesi e i vincitori parteciperanno alla conferenza mondiale COP15 di dicembre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/deborah-goldemberg">Deborah Goldemberg</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/30/denmark-international-bloggers-meet-up-to-think-about-climate-change/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Sito inglese di TH!NK ABOUT IT" href="http://climatechange.thinkaboutit.eu/"><img class="alignright size-full wp-image-97784" title="banner_180x150" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/banner_180x1501.png" alt="banner di TH!NK ABOUT IT" title="banner di TH!NK ABOUT IT" width="180" height="150"></a>La scorsa settimana la città di Copenhagen ha ospitato l&#39;apertura della &#8220;Competizione europea di blogging TH!NK ABOUT IT - 2° Round: il Cambiamento Climatico&#8221;. All&#39;evento hanno partecipato 92 blogger provenienti da tutta Europa, e alcuni ospiti d&#39;onore da Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa e Stati Uniti.</p>
<p>Il concorso dura tre mesi e punta a far aumentare la consapevolezza sul cambiamento climatico in corso, discutendo le conseguenze ambientali che colpiscono tutti i Paesi, evidenziando punti di vista diversi e il modo in cui media locali e pubblico trattano l&#39;argomento. Organizzato dal <a title="Sito web dell'European Journalism Centre in inglese" href="http://ejc.net/">EJC (European Journalism Centre)</a> [in], la fase inaugurale dell&#39;evento è stata divisa in due giornate: la prima caratterizzata da una serie di conferenze tenute da esperti in tema di cambiamento climatico, e la seconda destinata alla visita del villaggio ecologico danese di <a title="Sito del villaggio in inglese" href="http://dyssekilde.dk/ix.asp?m=97">Dyssekilde</a> [in], situato nel nord del Paese.</p>
<p>Il calcio d&#39;inizio è stato dato dal Direttore dell&#39;EJC <em>Wilfried Rütten</em> con un intervento di benvenuto, seguito dal Capo del Dipartimento e della Logistica della conferenza ONU COP15, <em>Svend Olling</em>. Il Sig. Olling ha presentato il lavoro svolto dal governo danese per il concorso e ha parlato delle speranze riposte nella conferenza <a title="Link al sito ufficiale della conferenza"href="http://en.cop15.dk/">COP15</a> [in].</p>
<p>Giornalisti di tutto il mondo hanno poi partecipato alla tavola rotonda moderata da Raymond Frenken di <a title="Canale video su YouTube di EUX-TV in inglese" href="http://www.youtube.com/user/EUXTV">EUX-TV</a> [in], canale televisivo europeo digitale indipendente. Professionisti dello spessore di <em>Tasha Eichenseher</em>, produttore ed editore scientifico del <a title="Sito di notizie del National Geographic in inglese"href="http://news.nationalgeographic.com/news/">National Geographic</a> [in], <em>Gerald Traufetter</em>, corrispondente di scienza e tecnologia per Der Spiegel, <em>Asbjørn Jørgensen</em>, della <a title="Sito web della Scuola in inglese" href="http://www.dmjx.dk/international/">Århus School of Media and Journalism</a> [it] in Danimarca, e <em>Ramesh Jaura</em>, <a title="profilo di Ramesh sul sito IPS" href="http://www.ips.org/institutional/our-global-structure/biographies/ramesh-jaura/">Direttore regionale di IPS (Inter Press Service) Europa </a> [it], hanno discusso del modo in cui i media informano sulle problematiche connesse ai cambiamenti climatici e ambientali.</p>
<p><em>François Roudié</em>, Coordinatore delle politiche della Commissione Europea, ha offerto una panoramica sulle risposte date dall&#39; Unione Europea in tema di cambiamento climatico. Al quale ha ribattuto <em>Andreas Barkman</em>, dell&#39;Agenzia Europea per l&#39;Ambiente e Responsabile del gruppo per la mitigazione del cambiamento climatico, sottolineando gli aspetti problematici delle negoziazioni che verranno tenute al COP15.</p>
<p>Il Direttore esecutivo di Greenpeace <em>Mads Christensen</em> ha anche sottolineato cosa possono fare i blogger per incoraggiare la discussione sul cambiamento climatico, esprimendo le aspettative di Greenpeace sul possibile accordo come risultato del COP15. Nel suo intervento ha speigato come, prendendo in considerazione le trattavive in corso e le parole dei leader nazionali di tutto il mondo, sarà improbabile poter avere un accordo idealistico e il drastico taglio delle emissioni di CO2.</p>
<p>Probabilmente la relazione più attesa della giornata è stata quella di <em>Søren Hermansen</em>. Søren è stato uno degli <a title="Leggi l'articolo sul TIME online in inglese" href="http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,1841778_1841782_1841789,00.html">Heroes of the Environment</a> [in] nominati dalla rivista TIME nel 2008, e ha presentato l&#39;<a title="Post sul progetto in inglese" href="http://www.energiakademiet.dk/default_uk.asp">esperimento Samso</a> [in] davanti al pubblico dei blogger. Questo esperimento ha l&#39;obiettivo d&#39;introdurre fonti di energia alternativa nell&#39;ambiente locale. In questo caso l&#39;energia eolica  saprà far fronte alla domanda complessiva di energia degli abitanti del villaggio. Le foto di <em>Phil Lacombe</em> sull&#39;esperimento Samso sono reperibili <a title="Vedi foto del progetto Samso" href="http://www.flickr.com/photos/phillacombe/sets/72157619735440222/">su Flickr </a> [in]. </p>
<p>Nel secondo giorno dell&#39;evento i blogger hanno visitato il villaggio ecologico di Dyssekilde nel nord del Paese. Il villaggio conta 70 famiglie e una popolazione di 130 adulti e 50 bambini. È stato creato oltre 20 anni fa e gli abitanti ne condividono l&#39;approcio ambientalista, cosapevoli dell&#39;urgenza di agire da pionieri in uno stile di vita sostenibile che consenta lo sviluppo di una comunità auto-sostenibile e dalla parte dell&#39;ambiente. Come nell&#39;esperimento Samso, il villaggio di Dyssekilde affida all&#39;energia eolica il fabbisogno energetico dell&#39;intero villaggio, e poiché non se ne usa molta, l&#39;energia inutilizzata viene rivenduta all&#39;azienda elettrica danese.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 370px;"><a title="092220091052 por Diego Casaes, no Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3945524047/"><img title="Un nucleo familiare di Dyssekilde." src="http://farm4.static.flickr.com/3484/3945524047_3a79d1f1d6.jpg" alt="Un nucleo familiare di Dyssekilde" width="360" height="270"></a>
<p class="wp-caption-text">Un nucleo familiare di Dyssekilde.</p>
</div>
<p>Le case di Dyssekilde hanno un aspetto peculiare. I residenti le hanno costruite da soli e molte sono dotate di pannelli solari installati proprio per incoraggiare l&#39;uso di energia pulita. Le case hanno le finestre orientate verso sud così da sfruttare al massimo l&#39;energia solare e la luce naturale e per ridurre l&#39;uso dell&#39;illuminazione interna e del riscaldamento durante il giorno.</p>
<p>Un altro importante esempio di stile di vita sostenibile a Dyssekilde è il sistema di riciclaggio dell&#39;acqua potabile ideato senza l&#39;utilizzo di agenti chimici. I residenti hanno creato un sistema naturale usando 30.000 salici per purificare completamente l&#39;acqua, senza l&#39;ausilio di alcun prodotto, chimico o meno. Anche se l&#39;attuale sistema ha raggiunto la capacità massima nel 2006, stanno già progettando di costruire il più grande sistema di purificazione dell&#39;acqua potabile senza prodotti chimici al mondo.</p>
<p><strong>Chi sono questi blogger?<br />
</strong></p>
<p>“Ti piacerebbe partecipare ad una competizione internazionale di <em>blogging</em> che si svolge a Copenhagen in relazione al cambiamento climatico?&#8221; Una novantina di persone da ogni parte del mondo hanno risposto SI a questa domanda e hanno appena trascorso tre giorni in Danimarca partecipando all&#39;inaugurazione dell&#39;evento TH!NK ABOUT IT. Ma chi sono queste persone? E perchè hanno deciso di impegnarsi nel cyberattivismo ambientale?</p>
<p>La maggior parte dei partecipanti viene dall&#39;Europa, ma la novità di questa seconda edizione di TH!NK ABOUT IT è stato il coinvolgimento di cittadini di alcuni Paesi in via di sviluppo come Brasile, India, Messico, Cina e Sud Africa. Molti dei partecipanti vengono dall&#39;Europa dell&#39;Est ma anche l&#39;Europa Occidentale è ben rappresentata, con parecchi blogger britannici e italiani. La natura dei rispettivi blog e le motivazioni che li hanno spinti a pertecipare all&#39;evento sono diverse tanto quanto i loro Paesi d&#39;origine.</p>
<div id="attachment_98514" class="wp-caption alignright" style="width: 190px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962101863/"><img class="size-medium wp-image-98514" title="Charles Nisz Lourenço giornalista brasiliano" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4503-225x300.jpg" alt="Charles Nisz Lourenço giornalista brasiliano" width="180" height="240"></a>
<p class="wp-caption-text"> Charles Nisz Lourenço, giornalista brasiliano</p>
</div>
<p>Anche molti giornalisti professionisti hanno preso parte al concorso, dimostrando come il <em>blogging</em> possa arricchire una professione già centrata su diffusione ed espressione di particolari visioni del mondo. Charles Nisz Lourenço dal Brasile lavora come giornalista e sta per iniziare un PhD in economia. È ancora nuovo in questo mondo, ha aperto un blog personale <a title="Bblog di Charles Nisz Lourenço in portoghese" href="http://charlesnisz.wordpress.com/"><em>Fragmentos da Realidade Cotidiana</em></a> [pt] a febbraio di quest&#39;anno trattando di argomenti politici, finanziari e ambientali. Scrive anche sul blog <a title="Blog in portoghese" href="http://lixoeletronico.org/">Lixo Eletrônico</a> [pt], gruppo promotore del <a title="Leggi il post su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/07/30/brazil-fighting-for-more-recycling-with-the-electronic-waste-manifesto/">Manifesto dei Rifiuti Elettronici</a> [in].</p>
<p>Il giornalista maltese, <a title="Profilo di Keith Demicoli in inglese" href="http://climatechange.thinkaboutit.eu/think2/blogger/demicoli"><em>Keith Demicoli</em></a> [in] dirige un programma TV sulla politica nel &#8220;luogo più felice del mondo&#8221;, come ha descritto il proprio Pese d&#39;origine, e partecipando per la seconda volta alla competizione TH!NK ABOUT IT .</p>
<div id="attachment_98262" class="wp-caption aligncenter" style="width: 262px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3946311420/"><img class="size-large wp-image-98262" title="Il giornalista maltese Keith Demicoli" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/092220091062-768x1024.jpg" alt="Il giornalista maltese Keith Demicoli" width="252" height="335"></a>
<p class="wp-caption-text">Il giornalista maltese Keith Demicoli</p>
</div>
<p>Il traduttore cinese-ispano <em>Ding Dawei</em>, noto anche con il nome spagnolo di Diego,  lavora come giornalista professionista per il <em><a title="Quotidiano del popolo in inglese" href="http://english.people.com.cn/">Quotidiano del popolo cinese</a></em> [in], ma è nuovo nel mondo dei blog, tramite cui si augura di ampliare i propri orizzonti e osservare da vicino le problematiche relative al cambiamento climatico.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_97790" class="wp-caption aligncenter" style="width: 246px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3941848657/in/set-72157622419293730/"><img class="size-large wp-image-97790" title="Ding Dawei, giornalista cinese e neoblogger" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/092120091000-768x1024.jpg" alt="Ding Dawei, o &quot;Diego&quot;, giornalista cinese e neoblogger " width="236" height="314"></a>
<p class="wp-caption-text">Ding Dawei, giornalista cinese e neoblogger.</p>
</div>
<p>Comunque la maggior parte dei blogger non sono giornalisti. Due amichevoli ragazzi indiani di Pilani, <em>Abhishek</em> <em>Nayak</em> e la sorella <em>Anindita Nayak</em>, hanno partecipato all&#39;inaugurazione della competizione. Lei ha solo 18 anni ma scrive già nei blog per la <em><a title="Leggi il post di Anindita sul blog Agent of Change indiano" href="http://iycnagents.blogspot.com/">AoC (Agent of Change) Initiative</a> [in]</em>, delegazione di giovani presso le Nazioni Unite che si occupa delle Negoziazioni sui Cambiamenti climatici. Lui è stato evasivo con riguardo al suo blog che ha detto essere &#8220;pieno di ironicissimi commenti&#8221;, ma con un po&#39; d&#39;insistenza gli abbiamo strappato l&#39;<a title="Blog di Abhishek in inglese" href="http://abhishake.wordpress.com/">URL</a> [in] dove scrive dal 2006 su politica e questioni indiane,  condividendo anche foto e notizie sugli eventi a cui partecipa.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98509" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962100335/"><img class="size-medium wp-image-98509" title="Anindita Nayak e Abhishek Nayak, partecipanti dall'India" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4511-300x225.jpg" alt="Anindita Nayak e Abhishek Nayak, partecipanti dall'India" width="300" height="225"></a>
<p class="wp-caption-text">Anindita Nayak e Abhishek Nayak, partecipanti dall&#39;India</p>
</div>
<p><em><a title="Link al blog di Lucy in bulgaro" href="http://www.lucyset.blogspot.com/">Lucy Setian</a></em> [bg], lavora come giornalista in Bulgaria, ma vorrebbe realizzare il sogno del progetto letterario online con il fidanzato, intitolato <a title="Blog originale in bulgaro"href="http://www.azcheta.com/">Azcheta.com</a> [bg], dove scrivono recensioni di libri e organizzano eventi letterari a Sofia. Finora hanno acquisito popolarità con l&#39;evento “Prendi libri col caffè, non le sigarette”. Curare un blog sull&#39;ambiente le permette inoltre di delineare meglio le proprie aspirazioni politiche.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98505" class="wp-caption aligncenter" style="width: 245px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962876200/"><img class="size-full wp-image-98505" title="Lucy Setian" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4504.JPG" alt="Lucy Setian" width="235" height="314"></a>
<p class="wp-caption-text">Lucy Setian</p>
</div>
<p>Il californiano <em>Devin McIntire</em> ha appena avviato il blog <a title="Blog The Green Cadet in inglese" href="http://www.thegreencadet.com/">The Green Cadet</a> [in] nella speranza di diffondere opportunità per l&#39;imprenditoria ecologica online e, chi lo sa, magari un giorno farli diventare realtà. Devin crede che le soluzioni ai problemi ambientali non verranno dalla politica bensì da iniziative imprenditoriali ecologiche locali.</p>
<div id="attachment_98519" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962170835/"><img class="size-medium wp-image-98519" title="Devin McIntire" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4518-225x300.jpg" alt="Devin McIntire dagli USA" width="225" height="300"></a>
<p class="wp-caption-text">Devin McIntire dagli USA</p>
</div>
<p>Alcuni blogger possiedono chiaramente maggiori capacità tecniche di altri, come nel caso dell&#39;italiano <a title="Vai al blog personale di Federico in italiano" href="http://www.federicopistono.org/"><em>Federico Pistono</em></a> [it], che partecipa in non meno di 12 blog! E produce anche video: ha ripreso i blogger fin dall&#39;inizio dell&#39;inaugurazione (durante gli interventi, sulla metro, ecc.), e proporrà sicuramente interessanti video-clip sulla competizione. Questi altri blog dove seguire i suoi lavori: <em><a title="Blog in italiano" href="http://eigakyou.blogspot.com/">AsianCineBlog</a></em> [it] e <em><a title="Blog in italiano" href="http://www.zeitgeistitalia.org/">Activism</a> </em>[it]<em>.</em></p>
<div id="attachment_97797" class="wp-caption aligncenter" style="width: 272px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3946312566/in/set-72157622419293730/"><img class="size-large wp-image-97797" title="Federico Pistono" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/092220091065-768x1024.jpg" alt="Federico Pistono" width="262" height="348"></a>
<p class="wp-caption-text">Federico Pistono dall&#39;Italia</p>
</div>
<p>All&#39;evento erano presenti altri video-blogger. Lo studente di teatro britannico <em>Matthew Turner</em> ha creato un proprio <a title="Canale di Matt Turner su YouTube" href="http://www.youtube.com/TheMattieBoosh"> canale su YouTube </a> [in] dove “si diverte a prendersi in giro” online - in tipico stile inglese, gli piace trattare di argomenti seri in modo ironico.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98507" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962878570/"><img class="size-medium wp-image-98507" title="Matthew Turner" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4472-225x300.jpg" alt="Matthew Turner dalla Gran Bretagna" width="225" height="300"></a>
<p class="wp-caption-text">Matthew Turner dalla Gran Bretagna</p>
</div>
<p><em><a title="Blog di Radka Lankasova in ceco"href="http://lankasova.blog.idnes.cz/">Radka Lankasova</a></em> [ceco] ha un blog personale e collabora anche al più importante blog della Reppublica Ceca, ma suo maggiore obiettivo è quello di fare nuovi amici e viaggiare grazie alle opportunità offerte da TH!NK ABOUT IT.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_98508" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/diegocasaes/3962877082/"><img class="size-medium wp-image-98508" title="Radka Lankasova" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/IMG_4464-225x300.jpg" alt="Radka Lankasova" width="225" height="300"></a>
<p class="wp-caption-text">Radka Lankasova dalla Repubblica Ceca</p>
</div>
<p>Alcuni dei blogger protagonisti della competizione stanno ancora imparando a muoversi o sperimentando nella blogosfera per varie ragioni, ma la EJC spera di incoraggiarli a scrivere anche riguardo all&#39;ambiente. Dal 23 Settembre al 16 Dicembre 2009 i blogger discuteranno del cambiamento climatico sulla <a title="Vai alla piattaforma di discussione online in inglese" href="http://climatechange.thinkaboutit.eu/">piattaforma ufficiale della competizione </a> [in]. Sebbene ci siano premi in palio, uno di questi sarà il sogno degli ambientalisti - di partecipare alla conferenza COP15 per due settimane a Copenhagen tutto pagato dal EJC - esiste un senso di comunità piuttosto che di rivalità tra i blogger. Come potete vedere ci sono moltissime ragioni per scrivere sull&#39;ambiente!</p>
<div class="notes">Articolo scritto in collaborazione con <a title="Profilo dell'autore GV"href="http://globalvoicesonline.org/author/diego-casaes/">Diego Casaes</a> e rivisto da <a title="Profilo dell'autrice su GV" href="http://globalvoicesonline.org/author/maisie-fitzpatrick/">Maisie Fitzpatrick</a>.</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Palestina: immagini da Gaza</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-immagini-da-gaza/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 23:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Diaspora]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Per i palestinesi emigrati, il viaggio per tornare a casa è un'esperienza difficile e dolorosa. Recatosi in visita a Gaza, il blogger palestinese Ibrahim si è ritrovato senza parole - preferendo lasciar parlare un appropriato album fotografico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/14/palestine-scenes-from-gaza/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Per i palestinesi emigrati, il viaggio per tornare a casa è un&#39;esperienza difficile e dolorosa. Il blogger palestinese <em><a title="Blog in arabo" href="http://www.datalap.no/?p=467">Ibrahim</a></em> [ar] si è recato in visita a Gaza, ritrovandosi senza parole. Così ci regala un album fotografico per riassumere il suo soggiorno.</p>
<p>Il blogger, che vive in Europa e coordina il sito <em>Palestine Technoblog</em>, ha trascorso un mese intero visitando Gaza, e scrive:</p>
<div class="arabic">
وكنت قد نويت أن أكتب عن الرحلة ، ولكني لا أجد الكلام المناسب، بجد الرحلة كانت ممتعة بكل ما في الكلمة من معنى . ولكنها لم تكن كافية ، حاولت أن أطفآ ما بداخلي من شوق وحنين ، ولكني لم استطع لذا سأحاول بكل ما اوتيت من قوة أن أعود بشكل دائم إلى غزة قريبا بإذن الله . أما لهذه التدوينة فسأضع بعض الصور بشكل تسلسلي . أترككم مع الصور</div>
<div class="translation">Avevo intenzione di parlare del viaggio, ma non sono riuscito a trovare le parole giuste. Sul serio, è stato un viaggio emozionante, con tutto ciò che il termine comporta, ma non è certo bastato. Ho provato a disfarmi di tutta la nostalgia che mi portavo dentro, ma non vi sono riuscito, per quanto ci abbia provato. Spero di potermi trasferire presto e definitivamente a Gaza, se Dio vuole. In questo post vi allego alcune foto, nell&#39;ordine in cui sono state scattate. Vi lascio alle immagini.</div>
<p>Eccone alcune:</p>
<div id="attachment_96076" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96076" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96076"><img class="size-medium wp-image-96076" title="Giornata al mare" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/pic_0068-300x225.jpg" alt="Il blogger si gode la giornata al mare con la famiglia" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Il blogger si gode la giornata al mare con la famiglia</p>
</div>
<div id="attachment_96077" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96077" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96077"><img class="size-medium wp-image-96077" title="Festività locale" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_0726-300x225.jpg" alt="Una giornata di festa a Gaza" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Una giornata di festa a Gaza</p>
</div>
<div id="attachment_96082" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96082" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96082"><img class="size-medium wp-image-96082" title="Panorama di Gaza" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_0755-300x225.jpg" alt="Panorama di Gaza" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Panorama di Gaza</p>
</div>
<div id="attachment_96083" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96083" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96083"><img class="size-medium wp-image-96083" title="All'attacco di un dolce locale" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_1080-300x225.jpg" alt="All'attacco di un dolce locale" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">All&#39;attacco di un dolce locale</p>
</div>
<div id="attachment_96084" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96084" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96084"><img class="size-medium wp-image-96084" title="Palazzi in sfacelo, souvenir di guerra" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_1112-300x225.jpg" alt="Palazzi in sfacelo, souvenir di guerra" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Palazzi in sfacelo, souvenir di guerra</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Vive online il ricordo dei martiri iraniani della &#8220;Rivoluzione Verde&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/su-internet-vive-il-ricordo-dei-martiri-iraniani-della-rivoluzione-verde/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/su-internet-vive-il-ricordo-dei-martiri-iraniani-della-rivoluzione-verde/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 06:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Farsi]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Su <em>Neverforget.us</em>, un nuovo sito multimediale, si trovano foto e brevi biografie di oltre 70 vittime della repressione dello scorso giugno. E mentre crescono gli spazi online a ricordo dei manifestanti uccisi esprimendo il proprio dissenso, altri attendono un futuro incerto nelle carceri iraniane.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/13/martyrs-of-iranian-protests-remembered-through-citizen-media/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Sito di Neverforget.us" href="http://neverforget.us/"><img class="alignleft size-full wp-image-95875" title="emblema della campagna Neverforget.us" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/martyrbird.png" alt="Neverforget.us" width="96" height="96" /></a>Nel corso dalle manifestazioni di contestazione al controverso risultato delle elezioni presidenziali che hanno attraversato il Paese lo scorso giugno, sono state dozzine i dimostranti uccisi. Su <em><a title="Sito di Neverforget.us" href="http://neverforget.us/">Neverforget.us</a></em> [in], un nuovo sito multimediale, è possibile trovare foto e brevi biografie di oltre 70 vittime della repressione.</p>
<p>Una di queste vittime è <a title="Leggi l'articolo da Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/iran-neda-simbolo-per-i-dimostranti-e-per-la-liberta/">Neda Agha Soltani</a> [it], spirata con gli occhi ancora aperti. La sua morte è stata catturata dalle telecamere dei passanti, e diffusa su Internet. I suoi ultimi istanti di vita, passando dai citizen media ai mass media, sono arrivati a milioni di persone.</p>
<p>I cittadini iraniani hanno continuato a utilizzare <a title="Vai al sito in farsi" href="http://www.videowired.com/watch/?id=2054294834">Internet</a> [fa] per immortalare altri martiri del movimento di protesta (noto come &#8220;Movimento Verde&#8221;). L&#39;opposizione <a title="Leggi l'articolo in inglese da enduringamerica.com" href="http://enduringamerica.com/2009/09/08/irans-victims-the-72-people-killed-in-post-election-conflict/">sostiene</a> [in] che il numero dei manifestanti uccisi sia superiore a 70. Alcuni <a title="Leggi il rapporto di Amnesty International in inglese" href="http://www.amnesty.org/en/news-and-updates/news/arrests-deaths-continue-iran-authorities-tighten-grip-20090722">deceduti</a> [in] per le torture subite al momento dell&#39;arresto, altri colpiti a morte nelle strade.</p>
<p>A dispetto della segretezza imposta dal Governo, sono così emersi i nomi e i volti dei caduti.</p>
<p><img class="size-full wp-image-95795 alignright" title="Toufanpour" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/toufanpour.gif" alt="Toufanpour" width="126" height="189" />Uno dei biografi che collaborano con <em>Neverforget.us</em> scrive:</p>
<blockquote><p>Toufanpour, Amirhossein (foto affianco) 1977-2009.</p>
<p>Amirhossein, padre di una bambina di sette anni, è scomparso il 15 giugno. La famiglia, sconvolta, che lo aveva cercato per tutti gli ospedali di Teheran senza alcun risultato, è riuscita a riconoscerne il cadavere tra le foto affisse all&#39;ufficio del coroner. Tra i segni sul corpo una profonda ferita alla testa e ferite da arma da fuoco alle braccia, che lasciano ancora molti dubbi sulle cause della morte.</p></blockquote>
<p>Anche un altro sito, <em>Green Martyrs,</em> <a title="Vai al sito in farsi" href="http://greenmartyrs.com/">fornisce</a> [fa] informazioni sui dimostranti uccisi.</p>
<p>Ecco un video in cui si ricordano i martiri e si onora il lutto delle loro madri:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/w7H2xJfteVQ&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/w7H2xJfteVQ&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Mentre osserviamo queste foto e filmati, ci sono ancora centinaia di prigionieri politici, come il blogger <a title="Articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/08/01/iran-leading-reformist-abthai-on-trial/">Mohammad Ali Abtahi</a> [in] che vanno incontro a un futuro incerto nelle prigioni iraniane.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Timor Est: a dieci anni dall&#039;indipendenza, ancora nessuna giustizia per il Massacro di Suai</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/timor-est-a-dieci-anni-dallindipendenza-ancora-nessuna-giustizia-per-il-massacro-di-suai/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/timor-est-a-dieci-anni-dallindipendenza-ancora-nessuna-giustizia-per-il-massacro-di-suai/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 05:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[East Timor]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesiano]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=7522</guid>
		<description><![CDATA[Nel decimo anniversario del "Settembre Nero" locale, i timoresi piangono ancora i caduti per i sanguinosi crimini contro l'umanità compiuti dalle milizie filo-indonesiane - mentre crescono gli appelli per identificare e punire i responsabili di quelle violenze, passo necessario prima della riconciliazione nazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/sara-moreira/">Sara Moreira</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/06/east-timor-where-is-the-justice-for-the-suai-church-massacre/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dieci anni fa, il 6 settembre 1999 - due giorni dopo l&#39;annuncio del risultato del referendum - la città di Suai, nel sudovest di Timor Est, soffrì le conseguenze del risultato, per l&#39;80% favorevole al <em>ukun rasik-an</em>: l&#39;indipendenza, l&#39;autodeterminazione. Il <a title="Leggi la voce wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Suai_Church_Massacre">massacro della Chiesa di Suai</a> [in] costò la vita a tre preti e a dozzine - probabilmente centinaia - di persone che avevano cercato rifugio nella chiesa locale, in maggioranza donne e bambini.</p>
<p>Questo atroce episodio è noto come il Settembre Nero di Timor Est. Secondo questo <a title="Guarda il video in inglese su youtube " href="http://www.youtube.com/watch?v=GD_kgMPcK7k">documentario</a> [in], la violenza fu tale che la <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Laksaur">Laksaur</a> [in] (una milizia filoindonesiana) non impiegò armi da fuoco, preferendo massacrare le vittime a colpi di machete, per risparmiare preziosi proiettili.</p>
<div id="attachment_94695" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/22730171@N07/2186310480/"><img class="size-medium wp-image-94695" title="La Chiesa di Suai" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/SuaiChurchPatfranca-300x200.jpg" alt="La Chiesa di Suai. Foto di J. Orosco, pubblicata su Flickr da Patfranca" width="300" height="200" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">La Chiesa di Suai. Foto di J. Orosco, pubblicata su Flickr da Patfranca</p>
</div>
<p>Nel Paese la campagna di terrore era stata avviata diversi mesi prima della <a title="Post da GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/08/30/east-timor-happy-day-of-freedom-vote/">consultazione popolare</a> [in] da una milizia filoindonesiana chiamata <em><a title="Articolo sulle atrocità del BMP dal sito di globalsecurity.org" href="http://www.globalsecurity.org/military/library/news/1999/06/990618-timor01.htm">Besih Merah Putih</a> [in]</em> (Ferro bianco rosso, i colori della bandiera indonesiana). Pur puntando a impedire le operazioni elettorali, il 90% degli elettori andò a votare e i risultati dimostrarono che un&#39;ampia maggioranza della popolazione voleva la libertà. Recentemente Mari Alkatiri, capo dell&#39;opposizione, ha insinuato la presenza di brogli, a cui l&#39;ex ambasciatore portoghese a Jakarta, Ana Gomes (<a title="Pagina su Ttwitter dell'ambasciatore portoghese in indonesia" href="http://twitter.com/anargomes">@anargomes</a> [por]) ha replicato così su Twitter:</p>
<blockquote><p><a href="http://twitter.com/anargomes/status/3684433281"><span><span>12:54 AM Sep 1st:</span></span></a> Alkatiri disse LUSA resultados referendo seriam 90/cento, mas ONUalterara-os para salvar face a Indonesia. Mas 80/cento salvam face?</p></blockquote>
<div class="translation">Alkatiri ha dichiarato alla LUSA che i favorevoli al referendum, in realtà, sarebbero stati il 90%, ma le Nazioni Unite avrebbero alterato i dati per salvare la faccia all&#39;Indonesia. Perchè, l&#39;80% sarebbe un risultato per &#8220;salvare la faccia&#8221;?</div>
<p>Nel 1999, gli est-timoresi sapevano che qualcuno sarebbe dovuto morire affinchè Timor Est fosse dichiarata indipendente. Tuttavia nessuno poteva immaginare che si sarebbero verificati <a title="Leggi un paper in pdf in inglese sull'episodio" href="http://socrates.berkeley.edu/~warcrime/ET-Docs/MP-SCU%20Indictments/2003/09-2003%20Egidio%20Manek%20et%20al%20Indictment.pdf">crimini contro l&#39;umanità</a> [in] così violenti come quelli accaduti a Suai. Nonostante le violenze, il trauma e le devastazioni, durante le commemorazioni per il decimo anniversario del referendum, il Presidente Ramos Horta ha invocato il perdono, in quella che <a title="Appello in inglese diffuso da Amnesty international" href="http://www.amnestyusa.org/document.php?id=ENGNAU2009082711934&amp;lang=e&amp;rss=recentnews">Amnesty International</a> [in] descrive come &#8220;cultura dell&#39;impunità&#8221;, inviatndo la Corte Penale Internazionale a prendere in esame &#8220;<a title="Appello di Amnesty international in inglese dal suo profilo twitter" href="http://twitter.com/AmnestyIRL/statuses/3579837877">le violazioni dei diritti umani a Timor Est</a>“ [in].</p>
<div id="attachment_94694" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/rustystewart/300046450/"><img class="size-medium wp-image-94694" title="Suai, Timor Est" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/EastTimorSuai-RustyStewart-300x282.jpg" alt="Timor Est, Suai 2000. Foto di Rusty Stewart pubblicata su Flickr" width="300" height="282" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Timor Est, Suai 2000. Foto di Rusty Stewart pubblicata su Flickr.</p>
</div>
<p>Nel frattempo, l&#39;ex comandante della milizia <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Laksaur">Laksaur</a> [in], Martenus Bere, che <a title="Articolo in inglese dal sito di theage.com" href="http://www.theage.com.au/world/rift-looms-as-dili-mourns-dead-20090829-f3bg.html">si crede</a> [in] abbia guidato l&#39;assalto alla chiesa nella città di Suai nel settembre 1999, è uscito di prigione. <a title="Articolo in inglese dal blog thedillinsider" href="http://thediliinsider.blogspot.com/2009/08/martenus-bere-militia-commander.html">The Dili Insider</a> [in] traduce <a title="Articolo originale in indonesiano" href="http://www.kapanlagi.com/h/martenus-bere-dibebaskan-pemerintah-timor-leste.html">l&#39;articolo</a> [ind] dall&#39;indonesiano all&#39;inglese:</p>
<blockquote><p>Proprio mentre si svolgeva la cerimonia per l&#39;anniversario, le autorità di Dili hanno rilasciato un cittadino indonesiano accusato di aver condotto uno dei peggiori massacri avvenuti a Timor Est nel 1999. <a title="Leggi l'articolo in inglese dal blog thedillinsider" href="http://thediliinsider.blogspot.com/2009/08/10-years-later-gotchya.html">Martenus Bere</a> [in] è stato trasferito dal maggior carcere di Dili e consegnato alle autorità indonesiane. Bere, che comandava una violenta milizia filo-indonesiana, responsabile di aver instaurato il regno di terrore, comandò l&#39;assalto a una chiesa nella città di Suai nel corso del quale vennero uccisi tre preti e dozzine di persone. Le autorità carcerarie hanno affermato che Bere sarebbe stato rilasciato su ordine del Primo Ministro Xanana Gusmao. L&#39;uomo era stato accusato nel 2003 di crimini contro l&#39;umanità dalla Serious Crime Unit delle Nazioni Unite. Le autorità indonesiane hanno esercitato pressioni su Timor Est perchè rilasciassero Bere dopo il suo arresto di due settimane fa, per aver tentato di attraversare il confine verso Timor occidentale, che appartiene all&#39;Indonesiana.</p></blockquote>
<p>Un gruppo sempre più ampio di netizen contrari al rilascio di Martenus Bere ha divulgato la notizia, dando vita a molte discussioni e alla nascita di diversi gruppi su Facebook (come <a title="Gruppo in inglese su Facebook" href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=130612071380&amp;ref=mf">Don&#39;t let Martenus Bere Escape Justice</a> [in] e <a title="Gruppo in inglese su Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=125287803286&amp;ref=mf">Justice NOW for East Timor</a> [in]).</p>
<p>Sempre nel giorno del decimo anniversario, una <a title="Notizia in inglese" href="http://temposemanaltimor.blogspot.com/2009/09/east-timor-president-shoots-down.html">manifestazione</a> [in] pacifica a Dili è culminata con un&#39;ulteriore attacco alla giustizia e alla democrazia. <a title="Leggi la voce wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ana_Maria_Gomes">Ana Gomes</a> [in] è stata la prima a parlarne su Twitter, e poi ha riportato la notizia sul blog <a title="Leggi la notizia in portoghese dal blog originale" href="http://causa-nossa.blogspot.com/2009/09/reportagem-de-timor-leste-twitando-8.html">Causa Nossa</a> [por]:</p>
<blockquote><p><a title="Tweet originale in portoghese" href="http://twitter.com/anargomes/status/3684294381">12:39 AM Sep 1st</a>: [por] Pedro conta 3 estudantes foram presos véspera em manif sobre Justiça. Arrancamos p/ Policia Dili</p></blockquote>
<div class="translation">Pedro ci ha detto che durante la manifestazione sulla giustizia sono stati arrestati tre studenti. Ci dirigiamo verso la Stazione di Polizia di Dili.</div>
<blockquote><p><a title="Tweet originale in portoghese" href="http://twitter.com/anargomes/status/3684313778">12:41 AM Sep 1st:</a> [por] Esquadra Policia Dili, dia 31/8 - confirmam-nos presos. Razões suharto/salazarentas: manif ilegal.</p></blockquote>
<div class="translation">Il 31 agosto la Polizia di Dili ha confermato gli arresti.  Una motivazione che fa ripensare a Suharto e Salazar: manifestazione non autorizzata.</div>
<blockquote><p><a title="Tweet originale in portoghese" href="http://twitter.com/anargomes/status/3684352846">12:45 AM Sep 1st</a>: [por] Telefonema a Vice PM, velho amigo Lugo: “Sabes dos presos?”. Nao sabia. 10 minutos depois: “Vao já ser soltos”. Excesso zelo policial.</p></blockquote>
<div class="translation">Telefonata al vice PM, il vecchio amico Lugo: &#8220;Conosci i prigionieri?&#8221; Non li conosceva. Dieci minuti dopo: &#8220;Sono già stati rilasciati&#8221;. Eccesso di zelo della polizia.</div>
<blockquote><p><a title="Tweet originale in portoghese" href="http://twitter.com/anargomes/status/3684371953">12:47 AM Sep 1st</a>: [por] Conclusao: Policia timorense precisa muito aprender democracia.</p></blockquote>
<div class="translation">Conclusione: la polizia timorese ha ancora molto da imparare sulla democrazia.</div>
<p>Disilluso dalla politica e dalle scelte di Governo a Timor Est, Loro Foho rflette sulle implicazioni future che una simile azione antidemocratica potrebbe avere, specialmente sulla popolazione più giovane. In un <a title="Post originale in portoghese" href="http://timorlorosaenacao.blogspot.com/2009/09/liberdade-para-os-criminosos-repressao.html">post</a> [por] apparso sul blog <em>Timor Lorosae Nação</em> scrive:</p>
<blockquote><p>Liberdade para os criminosos, repressão para o Povo, é o lema que nos parece estar a ser seguido pelos governantes.</p>
<p>A libertação de Martenes Bere, que liderou crimes contra timorenses, a punição de estudantes que pacifica e justamente (felizmente já libertados) pediam o fim da impunidade reinante em Timor-Leste, a política insana da AMP persistindo em duvidar da nossa clareza de análise, levam-nos a manter o sentimento de que urgente se torna reconquistar os valores que fizeram de nós Gente Respeitável. (…)</p>
<p>A realidade Mundial que muitos ainda não perceberam, flui na direcção da Justiça, da Verdade, do Desenvolvimento e Integridade dos Povos. Sabemos que a nossa luta flui na direcção certa, e é comum à luta de qualquer povo que se sinta injustiçado e descriminado. Fomos afastados e perseguidos, mas isso já é para nós a força da nossa da razão.</p>
<p>É previsível que os grandes senhores das cadeiras do poder dominante se irão gloriar futuramente de nos terem transformado num povo desprezível, cujos filhos irão cultuar o roubo, a mentira, a repressão… não nos bastando a cultura deixada no tempo das milícias desumanas e cruéis, eis os exemplos de uma política que facilita a impunidade a quem matou e destruiu massivamente, e que nos rouba a dignidade da justiça.</p></blockquote>
<div class="translation">Libertà per i criminali, repressione per la gente: sembra questo il motto che vuole seguire il Governo. Il rilascio di Martene Bere, che si è macchiato di crimini contro i timoresi, e la punizione per gli studenti (fortunatamente già rilasciati), che invocavano pacificamente e giustamente la fine dell&#39;impunità a Timor Est, la folle politica dell&#39;AMP (Alleanza di Maggioranza Parlamentare), che insiste nel gettare ombre sulla nostra capacità di produrre analisi indipendenti, tutto questo ci suggerisce la necessità di recuperare quei valori che ci hanno reso persone rispettabili (…).</p>
<p>La realtà globale di cui ancora molti non si sono resi conto porta alla giustizia, alla libertà, all&#39;integrità, e allo sviluppo. Sappiamo che la nostra battaglia ci porta nella direzione giusta, e che è una lotta analoga a tutte quelle condotte da ogni popolo che si sia mai sentito vittima di torti o discriminazioni. Siamo stati emarginati e perseguitati, ma è ciò che dà la forza alla nostra posizione.</p>
<p>Ci aspettiamo che i gran signori che occupano i posti di comando si glorieranno in futuro di averci reso persone deprecabili, i cui figli adorano il ladrocinio, la menzogna, la repressione&#8230; come se la cultura lasciataci in eredità dalle milizie crudeli e disumane non fosse abbastanza, oggi abbiamo esempi di una politica che assicura l&#39;impunità a quanti hanno ucciso e devastato su ampia scala, e che ci depriva della dignità della giustizia.</p></div>
<p>Questa serie di eventi rappresenta un pericolo per la prima democrazia del nuovo millennio, e dimostra ancora una volta la necessità di creare opportunità per la vera autodeterminazione del popolo timorese, che deve poter piangere i suoi morti, prima che si arrivi <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.eurekastreet.com.au/article.aspx?aeid=16043">alla giustizia e alla riconciliazione</a> [in]. <em>Ivete de Oliveira</em> racconta la tragica storia del padre, <a title="Post originale in inglese" href="http://timorleste.livejournal.com/194269.html">Manuel Magalhaes</a> [in], già leader del Congresso Nazionale per la Ricostruzione di Timor Est per il Distretto di Bobonaro durante l&#39;occupazione indonesiana. Venne ucciso il 9 settembre 1999, vicino a una laguna nei pressi di Maliana:</p>
<blockquote><p>(…) Ha combattuto col cuore, e non ha mai potuto sperimentare in cosa consistesse l&#39;indipendenza. È troppo chiedere giustizia?</p>
<p>Fino a oggi mi sono sempre chiesta come sia stato ucciso mio padre. Non abbiamo mai trovato il corpo, che fu fatto a pezzi e gettato in mare.</p>
<p>Qualche anno fa, la Serious Crime Unit raccolse alcune prove dalla nostra famiglia, vale a dire ciò che rimaneva dei vestiti indossati da mio padre il giorno in cui venne ucciso. Da allora non abbiamo avuto alcuna notizia sullo sviluppo nelle indagini.</p>
<p>Certo, si tratta della singola storia di una sola persona, e non credo certo di poter parlare a nome di tutti, ma sono convinta che le vittime vorrebbero che giustizia sia fatta, prima di poter andare avanti. Non dovremmo dimenticare il passato, perchè è il passato che ci ha portati qui, dove ci troviamo oggi.</p></blockquote>
<p>Una <a title="Pagina della petizione online in inglese" href="http://www.ipetitions.com/petition/1999easttimorcrimesagainsthumani/">petizione online</a> [in] implora &#8220;le istituzioni delle Nazioni Unite a intraprendere ogni azione necessaria per istituire un tribunale internazionale che porti i responsabili delle gravi violazioni del diritto internazionale a Timor Est a rispondere alla giustizia, e senza ulteriore indugio&#8221;. L&#39;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha già <a title="Post originale in inglese" href="http://easttimorlegal.blogspot.com/2009/09/nations-unies-haut-commissariat-aux.html">reagito</a> [in] inviando una lettera aperta al Presidente della Repubblica Democratica di Timor Est.</p>
<div id="attachment_94588" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://suaimediaspace.ning.com/photo/photo/show?id=2338731%3APhoto%3A4744"><img class="size-medium wp-image-94588" title="RockMosaicweb" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/RockMosaicweb-300x224.jpg" alt="A mosaic of rocks written and painted by residents in Port Phillip to send condolences for the people of Suai. From suaimediaspace.ning.com" width="300" height="224" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Un mosaico di pietre con scritte e dipinti degli abitanti di Port Phillip per esprimere le condoglianze alla gente di Suai. Da suaimediaspace.ning.com</p>
</div>
<p><em>Un <a title="Post da GVO in inglese" href="../2009/02/15/east-timor-suai-media-space-challenging-the-digital-gap/">post</a> [in] apparso su Global Voices, e contenente un&#39;intervista con Jen Hughes di Suai Media Space mette in risalto un video-documentario con la ricostruzione del genocidio nella Chiesa di Suai. Questo articolo è l&#39;ultimo di una serie che commemora il decimo anniversario della consultazione popolare di Timor Est che portò all&#39;indipendenza, riconosciuta a livello internazionale. Nel</em><em> </em><em><a title="Post da GVO in inglese" href="../2009/09/02/2009/08/28/2009/08/21/east-timor-celebrating-global-solidarity-for-freedom/">primo articolo</a> [in]</em><em> parlavamo del sostegno espresso dalla comunità internazionale in favore dell&#39;indipendenza di Timor Est. Nel </em><em><a title="Post da GVO in inglese" href="../2009/09/02/2009/08/28/east-timor-abe-barreto-soares-poetry-for-nation-building/">secondo</a> [in]</em><em>, abbiamo intervistato Abe Barreto Soares, uno degli organizzatori degli eventi di solidarietà svoltisi a Timor nell&#39;agosto e nel settembre 2009. Il </em><em><a title="Post da GVO in inglese" href="../2009/08/30/east-timor-happy-day-of-freedom-vote/">terzo</a> [in] rilanciava le iniziative dei blogger timoresi, e si interrogava sulle condizioni odierne del Paese facendo un confronto con il passato. Nel</em><em> <a title="Post da GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/02/east-timor-the-land-was-freed-but-who-owns-it/">quarto</a> [in] abbiamo ampliato il dibattito sulla proposta di legge su terreni, e tra le altre cose sulle relative implicazioni riguardo le proprietà demaniali.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/timor-est-a-dieci-anni-dallindipendenza-ancora-nessuna-giustizia-per-il-massacro-di-suai/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Controversie (e boicottaggio) per la Shark Week del Discovery Channel</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/controversie-e-boicottaggio-per-la-shark-week-del-discovery-channel/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/controversie-e-boicottaggio-per-la-shark-week-del-discovery-channel/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 04:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Scienziati, sommozzatori e amanti degli squali controbattono online al modo cui Discovery Channel presenta gli squali in TV. Questo gruppo multiforme sostiene che il programma spettacolarizza ed esagera gli attacchi degli squali, suscitando paure immotivate e sottovalutando i danni della loro pesca indiscriminata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/john-liebhardt/">John Liebhardt</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/22/global-the-push-to-boycott-shark-week/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Un gruppo di scienziati, sommozzatori e amanti degli squali sta usando la blogosfera per diffondere il proprio dissenso sull&#39;immagine da “horrow show” presentata da Discovery Channel nel programma annuale &#8216;la settimana dello Squalo&#39;.</p>
<p>Questo gruppo multiforme sostiene che la programmazione di Discovery Channel spettacolarizza gli attacchi degli squali ed esagera i pericoli che l’animale rappresenta per gli esseri umani. La Settimana dello Squalo porta un considerevole introito al network americano ma ha creato una generazione di telespettatori che percepisce “lo squalo come specie da cacciare ed estinguere”, sostiene il gruppo. A tal fine è stata diffusa una <a title="Vai alla petizione inglese" href="http://www.thepetitionsite.com/1/Boycott-Shark-Week">petizione</a> [in] che invita a boicottare la Settimana dello Squalo.</p>
<p>Il programma, trasmesso via cavo e via satellite dal 1987, offre ai telespettatori di Discovery Channel una serie di documentari che durano una settimana. L’anno scorso si stima sia stato visto da 29 milioni di persone in tutto il mondo. A conferma della sua popolarità, una diversa <a title="Vai alla 2a petizione inglese" href="http://www.gopetition.com/petitions/savesharkweek.html">petizione</a> [in] chiede al Discovery Channel di estendere la programmazione di <em>Shark Week</em> per tutta la giornata.</p>
<p>La Settimana dello Squalo inizia negli Stati Uniti il 2 agosto e prosegue per qualche  settimana nelle diverse regioni.</p>
<p><center>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-86605" title="Foto di squali" alt="Foto di squali" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/2459114673_cbaa6e3c4e-300x225.jpg" alt="2459114673_cbaa6e3c4e" width="300" height="225" /></p>
<p></center></p>
<p>Ecco un estratto del loro <a title="Vai al manifesto" href="http://boycottsharkweek.blogspot.com/2009/06/manifesto-denouncing-discovery_28.html">manifesto</a> [in] pubblicato sul blog <em>Discovery’s Shame</em> situato nella Polinesia Francese:</p>
<blockquote><p>Il punto è che nessuna specie di squali si ciba di esseri umani e la gente in tutto il mondo nuota tranquillamente in mezzo a loro, proprio gli stessi squali che Discovery Channel suppone attacchino e uccidano le persone.</p>
<p>Gli scienziati che hanno fornito a Discovery il materiale per Shark Week ritengono che sia stato distorto e travisato dall&#39;azienda. Chi ha familiarità con il mondo degli squali, cosidera Shark Week alla stregua del giornalismo scandalistico che non rispecchia le moderne conoscenze scientifiche.</p>
<p>Fino a poco tempo fa Discovery ha anche cancellato programmi sui danni causati agli squali dalla pesca eccessiva, poiché la loro tutela era considerata argomento poco popolare.</p>
</blockquote>
<p>La maggior parte delle <a title="Vai a National Geographic" href="http://news.nationalgeographic.com/news/2005/06/0613_050613_sharkfacts.html">stime</a> [in] elaborate, mostra che ogni anno gli squali attaccano 50-70 persone e ne uccidono 5-15. Ogni anno dai 20 ai 100 milioni di squali muoiono a causa della pesca.</p>
<p>Il blog <em>Sea Stewards: Sea is Our Sanctuary</em> dice ai lettori di “<a title="Post originale in inglese" href="http://seaisoursanctuary.blogspot.com/2009/06/support-rational-shark-programming-tell.html">sostenere programmi ragionevoli e sensati sugli squali</a>” [in].</p>
<blockquote><p>Malgrado le promesse durante l&#39;incontro con i sostenitori degli squali e i produttori cinematografici, due anni fa a New York, per promuovere una presa di coscienza sulla specie, Discovery Channel propone ancora esagerazione e timore sugli squali nella programmazione sensazionalistica della Settimana dello Squalo. Abbiamo la responsabilità di elevare il grado di conoscenza per promuovere prassi corrette e sostenibili anche per gli oceani. Gli squali sono una componente importante di un oceano sano e la paura e l’alone di mistero-timore nati dagli attacchi degli squali visti nei film arrecano danno alla specie.</p>
</blockquote>
<p>Discovery Channel ammette l&#39;utilizzo di metodi accattivanti per attrarre i telespettatori. Ma il network sostiene che il proprio web e il canale TV educano il pubblico sul valore e la faticosa condizione degli squali. Al posto di produzioni sensazionalistiche, la programmazione televisiva mostra il difficile rapporto fra esseri umani e squali, che è poi quello che i telespettatori vogliono vedere.</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/IzIS6ZHqZ4M&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/IzIS6ZHqZ4M&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></center></p>
<p>David, studente statunitense e sostenitore della tutela della specie, scrive con lo pseudonimo <em>Whysharksmatter</em> sul sito <em>Southern Fried Science</em>. Qualche settimana fa ha <a title="Intervista in inglese" href="http://southernfriedscience.com/2009/07/07/interview-with-discovery-channel-executive-paul-gasek/">intervistato</a> [in] Paul Gasek, dirigente di Discovery Channel sulla controversia relativa a Shark Week.</p>
<blockquote><p>[Whysharksmatter]WSM: Secondo te,  il modo in cui i film, l&#39;informazione e le reti come Discovery Channel dipingono gli squali influisce sull’idea che se ne fa il pubblico? Ad esempio, la comunità scientifica è concorde nell&#39;affermare che il film <em>Lo Squalo</em> ha aumentato la paura della gente verso la specie. Non possiamo non notare un poster della Settimana dello Squalo di quest&#39;anno che assomiglia molto al manifesto di quel film. Malgrado il vostro sito offra tante informazioni in fatto di tutela ambientale, ritieni che certi vostri programmi promuovano la paura degli squali?</p>
<p>[Paul Gasek]PG: A Discovery Channel siamo orgogliosi di raccontare storie interessanti e precise. La Settimana dello Squalo non fa eccezione. Quest’anno, due dei nostri programmi nascono da fatti realmente accaduti: uno è il primo attacco di squali negli USA di cui c&#39;è traccia, sulle sponde del New Jersey nel 1916, e l&#39;altro è la famigerata estate del 2001 quando più di 50 bagnanti sono stati attaccati dagli squali sulle coste statunitensi. È un dato di fatto che gli squali ogni tanto scambiano le persone per prede e le attaccano. In questi, come in molti altri nostri show, scaviamo in profondità, oltre i titoli ad effetto, per raccontare la storia dietro la storia./p></p>
<p>WSM: Come dirigenti di Discovery Channel, siete a conoscenza di questi fatti?:</p>
<p>A) gli squali uccidono meno di dieci persone l’anno</p>
<p>B) meno dell’1% delle diverse specie di squali ha aggredito gli esseri umani</p>
<p>C) gli squali hanno un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ecosistema</p>
<p>D) la perdita della popolazione degli squali ha causato il crollo finanziario di importanti attività ittiche</p>
<p>E) oltre 100 milioni di squali ogni anno vengono uccisi con pratiche di pesca fra le più inutili, insostenibili e brutali che esistano sulla terra…</p>
<p>F) ciò ha avuto conseguenze tali da produrre un calo della specie del 95% o più nell&#39;ultimo trentennio.</p>
<p>PG: Siamo perfettamente a conoscenza della condizione – e dell’importanza – degli squali. E mentre abbiamo milioni di persone che seguono Shark Week (29 milioni di spettatori l&#39;anno scorso) e visitano il nostro sito Settimana dello Squalo (un milione lo scorso luglio) lavoriamo alacremente per educarli sull’importanza della conservazione della specie.</p>
<p>Ogni anno Discovery Channel è partner di Ocean Conservancy in un Annuncio di Pubblica Utilità sulla condizione degli squali che viene trasmesso nel corso della Settimana dello Squalo&#8230; Abbiamo anche riservato ampio spazio nel nostro sito alla tutela della specie utilizzandolo come mezzo di intrattenimento e strumento educativo.</p>
</blockquote>
<p>La sessione di domande e risposte ha acceso il dibattito nella comunità degli amanti di questi animali. Ecco qualche commento ripreso dal sito <em>Southern Fried Science</em>.</p>
<p><a title="Commento in inglese dal sito Southern Fried Science" href="http://southernfriedscience.com/2009/07/07/interview-with-discovery-channel-executive-paul-gasek/#comment-2991">Mako</a> [in] scrive:</p>
<blockquote><p>Quando c&#39;è di mezzo la televisione la gente vuole intrattenimento e i network vogliono intrattenere. Mostrare gli squali come minacciose macchine divoratrici di esseri umani diventa intrattenimento per la gente. È la stessa ragione per cui le persone affollano i cinema per l’ultimo, mal fatto film del terrore. Ci piace avere paura. [Il programma] può anche essere &#8220;accurato” ma sono le pubblicità, le inquadrature, il tono del commento a comunicaare la paura e a trasmettere un&#39;idea sbagliata al pubblico. È la natura stessa dei media, quella di piegare un po&#39; la realtà e venderla meglio, invece di proporre la nuda e noiosa verità.</p>
</blockquote>
<p><a title="Commento in inglese dal sito Southern Fried Science" href="http://southernfriedscience.com/2009/07/07/interview-with-discovery-channel-executive-paul-gasek/#comment-3010">Irradiatus</a> [in] spiega:</p>
<blockquote><p>Nessuno pretende che la Settimana dello Squalo sia la “Pubblicazione Canadese sulle Scienze Acquatiche e sulla Pesca”.</p>
<p>Al contrario.</p>
<p>Ciò che vogliamo dire è che si possono fare milioni di programmi diversi e incredibilmente affascinanti sugli squali senza farli diventare macchine infernali che uccidono.</p></blockquote>
<p><a title="Commento in inglese dal sito Southern Fried Science" href="http://southernfriedscience.com/2009/07/07/interview-with-discovery-channel-executive-paul-gasek/#comment-3006">Allie</a> [in] dice:</p>
<blockquote><p>C’è una differenza ENORME fra il sito web per la tutela di Discovery Channel e la programmazione televisiva. Certo, scegliere dei titoli forti attira la gente ma a quelli che non hanno il tempo di guardare il programma manda comunque un certo messaggio.</p>
</blockquote>
<p><center>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-86604" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/86036204_004111fb40-300x202.jpg" alt="Foto di squali" title="Foto di squali" width="300" height="202" /></p>
<p></center></p>
<p>Mentre infuria il dibattito, il blog <em>MarineBio Blog</em> ha fatto un <a title="Post in inglese su MarineBio" href="http://marinebio.org/blog/?p=693">raffronto</a> [in] fra Shark Week di quest’anno e le precedenti edizioni.</p>
<blockquote><p>Detesto i programmi di Discovery Channel con quella voce fuori campo minacciosa e tutto quell’alone di paura che impregna la narrativa. Quanti temono gli squali non prenderanno in considerazione il fatto che la specie è in diminuzione in tutto il mondo. L’unica cosa che gli spettatori hanno “scoperto” durante la settimana dello squalo è che sono demoni mangiatori di esseri umani. Quasi niente si è detto sulla vera natura degli squali, e cioè che sono grandi predatori di vertice in cerca di pesce, foche e altre forme di vita marine che per loro sono una squisitezza. E che il più delle volte l’incontro fra gli esseri umani e lo squalo allo stato libero si risolve con lo squalo che si allontana, senza attaccare. Gli squali sono estremamente importanti per l’equilibrio dell’ecosistema marino. Senza di loro si crea un dannoso effetto a cascata poiché le loro prede prolificano e diventano numericamente superiori, causando l’impoverimento della specie.</p>
</blockquote>
<p>Tuttavia, guardando sul sito quest’anno, l’autore ha scoperto che:</p>
<blockquote><p>Con mia grande sorpresa, gran parte degli “effetti da macelleria“ sono stati sostituiti da messaggi sulla tutela degli squali e sembra che stiano programmando documentari sulla specie con finalità educative e informative invece di immagini impressionanti e sanguinose. C’è anche una cartina delle popolazioni degli squali e il loro stato di conservazione in tutto il mondo.</p>
</blockquote>
<p>Quest’anno la Settimana dello Squalo trasmette questi programmi: Sangue nell’acqua, Acque mortali, Il giorno dello squalo, L&#39;estate del morso dello squalo, Il grande appetito bianco e Lo squalo al calar della notte.</p>
<p>L’apparentemente innocuo Giorno dello Squalo 2 ha suscitato un grande dibattito. Il programma – definito “un’ora straziante” – mostra tre distinti attacchi di squali: il primo è di un grande squalo bianco che rompe una gabbia intrappolando il subacqueo che c’è dentro, poi c’è un ex <a title="Vai alla voce su Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Navy_SEAL">Navy Seal</a> [it] che viene attaccato in acque basse e per ultimo uno squalo-toro rimane coinvolto in una battuta di pesca all’aguglia imperiale alle Bahamas.</p>
<p>In questi casi il blog <em>Shark Divers</em> non punta il dito direttamente solo contro Discovery Channel. Mentre il blogger <a title="Post originale in inglese" href="http://sharkdivers.blogspot.com/2009/07/shark-week-2009-day-of-shark-2.html">Shark Diver</a> [in] accusa nel suo post le case cinematografiche che uniscono metodi di immersione rischiosi con richiami per squali sperando di creare una situazione pericolosa davanti alla cinepresa.</p>
<blockquote><p>L’altro lato di Shark Porn è più diretto. Gli operatori che rendono possibili certe disavventure con gli squali. La Settimana dello Squalo di quest’anno include un filmato di questo tipo.</p>
<p>L’operatore dietro la telecamera racconta a chiunque che questo video è stato un incidente, &#8220;un episodio isolato&#8221;. </p>
<p>Sfortunatamente queste dichiarazioni sono “impalcature&#8221; montate dopo l’evento e lui sa, come del resto tutta l&#39;industria, che questo filmato è solo uno della serie di gabbie rotte nello stesso posto dal medesimo operatore.</p>
<p>Ne abbiamo abbastanza. Non se ne può più di operatori che gridano al lupo quando le cose vanno storte per errori operativi che sono il risultato di una grande trascuratezza. Non se ne può più di addetti che incolpano il video operatore o il fotografo per aver ripreso i disastri sfruttando l&#39;evento. Non ne possiamo più di quei pochi rappresentanti del settore che fanno appello alle elevate ragioni morali quando si parla di squali e poi creano danni e disastri all’intera industria.</p>
<p>Se siete sostenitori di questo tipo d&#39;industria, ragazzi datevi un lungo e freddo sguardo allo specchio. Non esistono gli “incidenti” in una situazione creata ad hoc come esca per squali e la farsa della rottura della gabbia come eventualità che può accadere nel corso del servizio resta, appunto, solo una farsa. </p>
</blockquote>
<p>Qualche tempo fa le aziende di produzione hanno esaminato i luoghi dove girare parte del film per la Settimana dello Squalo. Una società di immersioni alle Fiji racconta perché si è rifiutata di fornire assistenza al team che voleva filmare un “servizio documentario di intrattenimento pro-squalo”.</p>
<p>Riportiamo dal blog  <em><a title ="Post in inglese su fijisharkdiving" href="http://fijisharkdiving.blogspot.com/2009/02/shark-porn.html">Fiji Shark Diving</a></em> [in]:</p>
<blockquote><p>Con il titolo “Acque mortali”, il programma prevede di raggiungere le cinque “spiagge più pericolose per gli attacchi degli squali” dove le acque sono “infestate da squali” per fare una serie di “esperimenti” finalizzati a determinare le cause degli attacchi. I luoghi scelti sono le Bahamas, il Sudafrica, l’Australia, la Florida e… le Fiji!<br />
L&#39;elenco delle domande include:<br />
- cosa rende queste località così pericolose?<br />
- avete una casistica documentata degli attacchi degli squali&#8230;?</p>
<p>Beh, li abbiamo mandati a quel paese – e mi scuso ufficialmente con quegli amici benintenzionati che li avevano indirizzati qui pensando di farci un favore.</p>
<p>Il punto è che siamo offesi non solo per l’inaccettabile ritratto degli squali e la stupidità dei loro nuovi &#8220;esperimenti&#8221; ma anche, e soprattutto, per il danno che avrebbero causato all&#39;immagine delle Fiji. Parlare di “spiagge mortali” e “acque infestate da squali” è semplicemente tossico per l’industria del turismo che è la risorsa principale di molti Paesi insulari. Sì, anche per le Bahamas la cui immagine è già stata appannata in passato da programmi ugualmente stupidi.</p>
</blockquote>
<p><small>[Foto: in alto, squalo della barriera corallina (Roatan, Honduras) di alfonsator. Seconda foto, squalo, di Macorig Paolo. Il video, Squalo tigre, Immersione con squali alle Fiji, girato da apriha].</small></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Honduras: Si è trattato davvero di un colpo di Stato?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/honduras-si-e-trattato-davvero-di-un-colpo-di-stato/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/honduras-si-e-trattato-davvero-di-un-colpo-di-stato/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 06:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Honduras]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi politica in Honduras ha raggiunto il vertice della tensione la scorsa domenica con l'arresto e la successiva espulsione del Presidente Zelaya. Secondo alcuni, la destituzione è qualificabile come colpo di Stato, mentre per altri si è trattato di un contro-golpe, per impedire a Zelaya di modificare la costituzione ed eliminare il limite di mandati: vediamo come si sta svolgendo il dibattito online nel Paese.  
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/leonidas-mejia/">Leonidas Mejia</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/04/honduras-was-it-a-coup/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La crisi politica in Honduras ha raggiunto il vertice della tensione la scorsa domenica <a title="Leggi l'articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/honduras-reazioni-via-blogger-e-twitter-alla-destituzione-di-zaleya/">con l&#39;arresto e la successiva espulsione di Manuel Zelaya, ormai ex-presidente</a> [it]<a title="Leggi l'articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/honduras-reazioni-via-blogger-e-twitter-alla-destituzione-di-zaleya/">,</a> che è stato accompagnato fuori dal Paese dalle Forze Armate honduregne, per ordine del Parlamento e della Corte Suprema. Queste azioni hanno finito per accentuare le fratture all&#39;interno del Paese, trascinando l&#39;Honduras in un caos politico e sociale di proporzioni storiche.</p>
<div id="attachment_83369" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/zelayamarch.jpg"><img class="size-full wp-image-83369" title="zelayamarch" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/zelayamarch.jpg" alt="Foto di una manifestazione anti-Zelaya scattate da Roberto Brevé utilizzata con licenza Creative Commons. http://www.flickr.com/photos/breve/3684627699/ " width="400" height="266" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Foto di una manifestazione anti-Zelaya scattate da Roberto Brevé utilizzata con licenza Creative Commons.</p>
<p class="wp-caption-text">http://www.flickr.com/photos/breve/3684627699/</p>
</div>
<p>La crisi ha avuto origine dalla consultazione popolare promossa dal governo per interrogare il Paese sull&#39;opportunità di realizzare una nuova Costituzione. Secondo alcuni, la proposta si colloca nel quadro di quella democrazia partecipativa di cui il Paese ha bisogno, mentre per altri non era che uno specchietto per le allodole che nascondeva l&#39;aspirazione di Zelaya di farsi ri-eleggere, in aperta violazione della stessa carta costituzionale.</p>
<p>Una delegazione dell&#39;<a title="Vai al sito dell'Organizzazione degli Stati Americani in spagnolo" href="http://oas.org/">Organizzazione degli Stati Americani</a>(OSA) [sp], guidata dal Segretario Generale Jose Miguel Insulza, si è recata nella capitale, Tegucigalpa, per domandare il reinsediamento di Zelaya, ma a quanto pare, i leader del Parlamento ritengono la sua rimozione &#8220;irreversibile&#8221;. Come conseguenza, il Paese potrebbe essere espulso dalla OSA e sottoposto a sanzioni.</p>
<p>Sul blog <em>Mirada de Halcón</em>, Carlos Rivera <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://miradadehalconhn.blogspot.com/2009/06/hoy-habra-una-consulta-de-una-consulta.html">scrive</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>La encuesta, que no tiene ningún peso legal, porque no es un plebiscito, tampoco es un referéndum, simplemente es una consulta popular”.  Si gana el “no”, pues, lógicamente, los ciudadanos habrán expresado que no desean una nueva Constitución. Si gana el “sí”, entonces, la historia será diferente a partir de ahora.</p></blockquote>
<div class="translation">Questa consultazione non ha alcuna rilevanza legale, perché non è nè un plebiscito, nè un referendum, ma semplicemente una consultazione popolare. Se dovesse vincere il &#8220;no&#8221;, logicamente, i cittadini avrebbero espresso che non vogliono una nuova Costituzione. In caso di vittoria del &#8220;sì&#8221;, invece, la storia cambierebbe, d&#39;ora in avanti.</div>
<p>David Moran, di <em>El Catracho</em> <a href="http://elcatracho.blogspot.com/2009/07/en-honduras-si-hubo-golpe-de-estado.html">scrive che se davvero si è verificato un colpo di Stato</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>La encuesta que no es otra cosa que un referéndum, el cual pide el SI para una Constituyente. Algo ilegítimo según la actual Constitución hondureña; y por si fuera poco, un SI promocionado nada menos que por el propio Presidente de la República y su gabinete de gobierno ¿Qué significa esto? ¿Quién violó el orden Constitucional? O mejor dicho ¿Quién dio el Golpe?</p></blockquote>
<div class="translation">La consultazione popolare non era differente da un referendum, e prevedeva il sì all&#39;Assemblea Costituente. Qualcosa di illegittimo, secondo l&#39;attuale Costituzione honduregna, e come se non bastasse, era un sì promosso dallo stesso Presidente e dal suo Governo. Cosa significa, quindi? Chi è che ha violato l&#39;ordine costituzionale? Meglio ancora: chi è che ha fatto il colpo di Stato?</div>
<p>Il Governo di transizione guidato da Roberto Micheletti, nominato Presidente dal Parlamento, afferma che l&#39;intera procedura si è svolta nel rispetto della legge honduregna. Eppure, per una parte della popolazione locale, e per la quasi totalità della comunità internazionale, si è trattato di un colpo di Stato che ha inferto un colpo letale alla giovane democrazia di questo Paese.</p>
<p>Su <em>La Honduras Posible</em>, Margarita Montes <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://lahondurasposible.blogspot.com/2009/07/el-regreso-de-zelaya-rosales-al-poder.html">scrive</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Este caso no se puede catalogar como un “golpe de Estado”, ya que no cumple con dos rasgos fundamentales de dicho fenómeno político: toma del poder por parte del estamento militar y quebrantamiento del Estado de Derecho.</p></blockquote>
<div class="translation">In questo caso non si tratta di un &#8220;colpo di Stato&#8221;, perché mancano due caratteristiche fondamentali tipiche di questo fenomeno politico: la presa del potere mediante l&#39;esercito e la violazione dello Stato di Diritto.</div>
<p>Rubén Escobar del blog <em>La Búsqueda [sp]</em> <a href="http://rubenescobarerazo.wordpress.com/2009/06/29/%C2%BFno-fue-un-golpe/">porge i seguenti interrogativi</a>:</p>
<blockquote><p>Si no fue un golpe de estado ¿Por qué Manuel Zelaya Rosales no está en el país siendo juzgado?¿por qué detuvieron a los ministros y enviaron a la canciller Patricia Rodas a México?  ¿Por qué cerraron canal 8 y no permitieron ver CNN, mientras encadenaban las radios para que no informaran?  ¿Por qué se inventaron una carta que fue firmada el jueves 25 de junio?</p></blockquote>
<div class="translation">Se non si è trattato di un colpo di Stato, allora perché Manuel Zelaya Rosales non è rimasto nel Paese per essere processato? Perché hanno arrestato i ministri del suo governo, e hanno spedito il Ministro degli Esteri, Patricia Rodas, in Messico? Perché hanno chiuso Channel 8, impedito le trasmissioni della CNN, e imbavagliato le stazioni radiofoniche per non consentire loro di informare? Perché hanno contraffatto una lettera (di dimissioni di Zelaya) firmata giovedì 25 giugno?</div>
<p>Il blog <em><a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://inventariandoopiniones.blogspot.com/">Periodico el Inventario</a> </em>[sp] scrive:</p>
<blockquote><p>Nosotros no nos sentíamos ni representados, ni identificados con El Presidente Zelaya, pero menos aún con los militares, con Micheletti o cualquiera de ese grupo ultraconservador que hoy asaltó el poder.</p></blockquote>
<div class="translation">Non ci sentiamo rappresentati dal Presidente Zelaya, nè ci identifichiamo con lui; ma ci sentiamo ancor meno rappresentati dall&#39;esercito, da Micheletti o da qualunque gruppo ultra-conservatore che oggi prende il potere con la forza.</div>
<p>Infine, la copertura dei dai media internazionali durante il conflitto, e in particolar modo dalla CNN,  secondo molti commentatori non è stata imparziale. Su <em>Desde Tegus [sp]</em>, <a title="Leggi il commento originale in spagnolo" href="http://desdetegus.wordpress.com/2009/07/02/estimada-periodista-glenda-umana-cnn-en-espanol/">è possibile leggere alcuni commenti sull&#39;argomento in una lettera aperta al reporter della CNN</a> [sp], in cui afferma che  il network  &#8220;ha disinformato il mondo intero&#8221;.</p>
<p>Carlos Viaux aggiunge un commento:</p>
<blockquote><p>La actitud de CNN en Español el domingo 28 cubriendo el golpe de Estado en Honduras es una clase magistral para estudiantes acerca del periodismo que desprestigia la profesión.  Pero, ni su corresponsal en esa capital ni sus editores o conductores exigieron a ninguno de sus entrevistados actores de la asonada cívico-militar copia o tener a la vista la carta que se leyó en el Parlamento hondureño atribuida al Presidente Zelaya, en la que éste supuestamente renunciaba.</p></blockquote>
<div class="translation">Il comportamento della CNN in spagnolo, che ha raccontato la crisi in Honduras domenica 28 giugno, è stata una lezione di livello universitario per tutti gli studenti di giornalismo su come gettare discredito sulla professione. Né il corrispondente dalla capitale, nè gli editor o i presentatori hanno chiesto agli intervistati appartenenti al governo civile-militare di produrre una copia della lettera attribuita al presidente Zelaya mostrata al Parlamento honduregno in cui lo stesso avrebbe espresso il suo desiderio di dimettersi.</div>
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		<item>
		<title>Iran: il lato artistico delle proteste</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/iran-il-lato-artistico-delle-proteste/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 09:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Elio di Bari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Blogger e artisti online hanno creato disegni e vignette per aggiungere un tocco artistico al crescente movimento di protesta iraniano. Eccone alcuni esempi significativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giacomoe/'>Giacomo Elio di Bari</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/25/iran-art-for-protests-sake/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Blogger e artisti online hanno creato disegni e vignette per aggiungere un tocco artistico al crescente movimento di protesta sorto in reazione ai  <a title="Guarda lo speciale di Globalvoices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/iranian-election-2009/">risultati delle elezioni presidenziali del 12 giugno</a> [in].</p>
<p>Insieme alle proteste che chiedono l&#39;annullamento del voto, continua la repressione del governo contro i cittadini che manifestano. Intanto, il mondo ha potuto conoscere sia gli slogan che le vittime della protesta grazie ai citizen media.</p>
<p><em>Lego Fish</em>, blogger, disegnatore e vignettista, <a title="Pagina web originale in farsi" href="http://legofish.com/persiblog/005032.html">presenta</a> [fa]:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-81795" title="artpo31" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/artpo31.gif" alt="immagine di LegoFish" title="immagine di LegoFish" width="380" height="523" /></p>
<p><em><a title="Sito originale in farsi" href="http://www.voteforiran.com">Vote For Iran</a></em>, [fa] sito olandese che pubblica notizie sull&#39;Iran provenienti sia dai citizen media che dai media ufficiali, presenta:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-81798" title="artpo4" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/artpo4.gif" alt="Vote For Iran" title=Vote For Iran" width="440" height="332" /></p>
<p><em>Nik Ahang Kosar</em>, famoso vignettista e blogger, <a href="http://3.bp.blogspot.com/_3f1zZBJa-GA/Sj-zNPjhiFI/AAAAAAAACRw/sKPFwhe9o8I/s1600-h/car_2009_22jun.jpg">ha ritratto</a> Neda, la ragazza colpita a morte durante una manifestazione, come un angelo, mentre il suo uccisore nella vignetta dice:  &#8216;È colpa tua!&#39;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-81799" title="Neda" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/car_2009_24june.jpg" alt="Neda" width="450" height="531" /></p>
<p>Di seguito un&#39;altra creazione dedicata a <a href="http://globalvoicesonline.org/2009/06/24/iran-neda-becomes-a-symbol-for-the-protesters/">Neda</a> su FaceBook da <a href="http://www.facebook.com/n/?inbox/readmessage.php&amp;t=1111557441379&amp;mid=ab3718G5416cfa8G8462e1G0">Aslan</a>:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-81797" title="Neda su FaceBook" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/artpo21.jpg" alt="Neda su FaceBook" width="425" height="425" /></p>
<p>L&#39;esempio finale qui sotto, è un&#39;immagine che, a quanto si dice, è stata distribuita dai cittadini per le strade dell&#39;Iran e dice &#8220;Dio è Grande - Le bugie sono il male, i fucili sono il male, i proiettili sono il male&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-81793" title="Dio è Grande - Le bugie sono il male, i fucili sono il male, i proiettili sono il male" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/artp1.jpg" alt="Dio è Grande - Le bugie sono il male, i fucili sono il male, i proiettili sono il male" width="369" height="600" /></p>
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		<title>Iran: le foto delle proteste silenziose del movimento verde</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 00:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre la televisione di Stato iraniana continua a ignorare le folle che occupano pacificamente le piazze a Teheran e altrove, sono i siti di citizen media a rilanciare le immagini più significative. Ecco un'ampia panoramica degli scatti degli stessi manifestanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/18/iran-green-silent-protest-movement-in-photos/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p style="text-align: left;">In tutto l&#39;Iran, i manifestanti continuano a protestare contro il risultato delle <a title="Vai allo speciale di GVO sulle elezioni iraniane in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/iranian-election-2009/">elezioni presidenziali del 12 giugno</a> [in], che hanno proclamato vincitore <a title="Leggi l'articolo di GVO sulla campagna di Ahmadinejad in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/iran-parte-la-campagna-online-di-ahmadinejad-per-la-rielezione/">Mahmoud Ahmadinejad</a> [it]. I sostenitori dello sfidante di Ahmadinejad, <a title="Leggi l'articolo di GVO sulla campagna di Mousavi in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/05/06/iran-movement-of-1000-bloggers-supports-mousavi-for-presidency/">Mir Hussein Mousavi</a> [in], e molti altri iraniani che affermano di credere nel &#8220;cambiamento&#8221; continuano a utilizzare il colore verde come simbolo del movimento. Mousavi e <a title="Leggi l'articolo di GVO su Karoubi in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/05/16/iran-karroubi-supporters-armed-with-facebook-in-presidential-election/">Mehdi Karoubi</a> [in], l&#39;altro candidato riformista, chiedono di mantenere la calma e di manifestare pacificamente. Mentre la televisione di Stato iraniana non trasmette le immagini delle manifestazioni, i citizen media locali pullulano di foto significative. <em>Hamed Saber</em> ha <a title="Guarda l'album originale delle foto di Hamed" href="http://elections.7rooz.com/link/707/">pubblicato</a> [in] molte foto sulla grande dimostrazione tenutasi mercoledì nella piazza Hafte tir, a Tehran. Queste foto rivelano la natura del movimento di protesta iraniano:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Silenzio Verde, o Protesta Silenziosa</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-80699" title="hmd_61244" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/hmd_61244.jpg" alt="hmd_61244" width="266" height="400" /> <strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Non c&#39;è tempo per riposare</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-80700" title="hmd_58811" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/hmd_58811.jpg" alt="hmd_58811" width="266" height="400" /> <strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Creatività</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong> <img class="aligncenter size-full wp-image-80701" title="hmd_60441" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/hmd_60441.jpg" alt="hmd_60441" width="266" height="400" /> <strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Le grandi masse</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong> <img class="aligncenter size-full wp-image-80705" title="hmd_60641" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/hmd_60641.jpg" alt="hmd_60641" width="576" height="384" /> <strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il &#8220;Che&#8221; incontra Mousavi</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong> <img class="aligncenter size-full wp-image-80723" title="ham5" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/ham5.jpg" alt="ham5" width="333" height="500" /> <em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Kosoof</em> ha anche <a title="Guarda le foto dal profilo flickr di Kosoof" href="http://www.flickr.com/photos/kosoof">pubblicato</a> le foto del corteo di Teheran in cui erano presenti sia Mir Hussein Mousavi che Mehdi karoubi:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Movimento di Massa</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong> <img class="aligncenter size-full wp-image-80709" title="kosof1" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/kosof1.jpg" alt="kosof1" width="640" height="426" /> <strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mir Hussein Mousavi tra la gente</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong> <img class="aligncenter size-full wp-image-80710" title="kosof2" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/kosof2.jpg" alt="kosof2" width="640" height="468" /> <strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>La folla saluta Mehdi Karoubi</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong> <img class="aligncenter size-full wp-image-80711" title="kos2" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/kos2.jpg" alt="kos2" width="640" height="473" /></p>
<p style="text-align: left;">Giovedì, Mousavi <a title="Vai al post originale in farsi" href="http://carpediem.atnima.com/">ha tenuto un discorso</a> [fa] in piazza Imam Khomeni, a Tehran. Lo accompagnava la moglie Zahra Rahnavard, che appare nella foto conclusiva.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-80749" title="mos1" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/mos1.jpg" alt="mos1" width="500" height="375" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Germania: prossima la censura generalizzata di Internet?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/germania-prossima-la-censura-generalizzata-di-internet/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 23:48:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[GV Advocacy]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Internet & telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tedesco]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Si concretizza online e offline l'opposizione alla proposta parlamentare di creare un'architettura censoria contro la pornografia infantile - che minaccia di ampliarsi ad altri contenuti e limitare le libertà costituzionali. Una e-Petizione ha già raccolto 130.000 firme e proseguono le proteste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/author/markus/">Markus Beckedahl</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://advocacy.globalvoicesonline.org/2009/06/16/the-dawning-of-internet-censorship-in-germany/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La Germania è sul punto di censurare Internet: Il governo - un&#39;ampia coalizione fra i socialdemocratici e il partito conservatore - sembra unito nella decisione: giovedì il Parlamento deve votare sulla costruzione di un&#39;architettura censoria per Internet.</p>
<p><img src="http://advocacy.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/zensursula-231x300.png" alt="Ursula von der Leyen" title="Ursula von der Leyen" border="0" width="231" height="300" align="left" />Il Ministro per le politiche familiari <a title="Vedi il sito di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ursula_von_der_Leyen">Ursula von der Leyen</a> [in] ha dato inizio e conduce il dibattito all&#39;interno del governo federale tedesco per il blocco dei siti Internet allo scopo di combattere la pornografia infantile. L&#39;idea generale è infatti quella di sviluppare un&#39;architettura censoria che permetta al governo di bloccare i contenuti legati alla pornografia infantile. L&#39;ufficio federale per le indagini penali (BKA) dovrà amministrare le liste dei siti da bloccare e i fornitori d&#39;accesso a Internet obbligati a costruire l&#39;architettura segretacensoria a nome del governo.</p>
<p>Si va formando ed è in crescita un forte network di opposizione alla proposta all&#39;interno della comunità tedesca di Internet. La protesta non si è limitata ad hacker e attivisti digitali ,ma è piuttosto uno sforzo alquanto diffuso ampiamente sostenuto dai blogger e dagli utenti di Twitter. Il tag usato per la protesta è <a title="Vedi i post su Twitter in tedesco" href="http://search.twitter.com/search?q=zensursula">#zensursula</a> [ted] - un gioco di parole in tedesco tra il nome del ministro e la parola &#8220;censura&#8221; equivalente a #censursula. </p>
<p>Come parte della protesta pubblica è stata lanciata una e-Petizione ufficiale diretta al Parlamento tedesco. In tre giorni è stata formata da 50.000 persone - il numero richiesto perché la petizione, chiamata - <a title="Vedi il sito originale in tedesco"  href="https://epetitionen.bundestag.de/index.php?action=petition;sa=details;petition=3860">No indexing and blocking of Internet sites</a> [ted], possa essere presentata in Parlamento. Il limite temporale per una e-Petizione in Germania è di 6 settimane - periodo in cui è stata firmata da 130.000 persone, rendendo questa e-Petizione la più firmata e la più riuscita in assoluto.</p>
<p>Nelle ultime settimane, le proteste si sono fatte sempre più creative - innumerevoli blog e utenti di Twitter hanno seguito e commentato le discussioni nel governo e nei campi avversari. Molte testate tradizionali ne hanno parlato, riportando le proteste in corso online. <a title="Vedi il sito originale in tedesco" href="http://www.ak-zensur.de">È stato fondato un <a title="Sito anti-censura in tedesco" href="http://www.ak-zensur.de/">gruppo di lavoro sulla censura</a> [ted] e le proteste vengono coordinate tramite <a title="Vedi il sito originale in tedesco"  href="http://www.thomasmoehle.de/zensur/index.php/Hauptseite">wiki</a> [ted], mailing list, chat e naturalmente usando Twitter e blog. Il sito web &#8220;<a title="Vedi il sito originale in tedesco" href="http://www.zeichnemit.de/">Zeichnemit.de</a>&#8221; [ted] ha creato una pagina web spiegando il complicato sistema della petizione, rendendola più semplice da firmare e più comprensibile per gli inesperti della Rete. </p>
<p><center><img title="Manifestazione contro la proposta di legge" alt="Manifestazione contro la proposta di legge" src="http://advocacy.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/1mahnwach1.jpg" alt="1mahnwach1.jpg" border="0" width="430" height="49" /></center></p>
<p>Oltre 500 persone hanno assistito alla conferenza stampa ufficiale del governo sulla proposta di censura per Internet - alcuni delle quali hanno usato l&#39;occasione per dar voce alle molte preoccupazioni. I dimostranti hanno anzi preso a seguire le apparizioni pubbliche del ministro, <a title="Vedi il sito originale in tedesco"  href="http://netzpolitik.org/2009/zensursula-aktion-an-der-uni-hannover/">portando cartelli e scritte per attirare l&#39;attenzione</a> [ted] sulla soppressione della libertà d&#39;informazione in Germania.</p>
<p><center><img title="Manifestazione contro la proposta di legge" alt="Manifestazione contro la proposta di legge" src="http://advocacy.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/2mahnwach2.jpg" alt="2mahnwach2.jpg" border="0" width="430" height="322" /></center></p>
<p>La comunità di Internet non solo si è opposta ai programma governativa, ma ha anche formulato suggerimenti costruttivi su come affrontare il problema della pornografia infantile senza introdurre un&#39;architettura censoria e limitare le libertà costituzionali. Il gruppo di lavoro sulla censura ha dimostrato le alternative possibili, per esempio con la rimozione di fatto, nel giro 12 ore, di oltre 60 siti Web con materiale di pornografia infantile, dopo aver inviato un semplice un messaggio email ai provider internazionali che hanno poi rimosso tale materiale dalla Rete. I siti sono stati identificati attraverso le liste nere di altri Paesi documentati su Wikileaks. Questa dimostrazione sottolinea le maggiori tesi sostenuti dai dimostranti: aziché investire efficacemente tempo ed energie per rimuovere i contenuti illegali da Internet, il governo tedesco sta scegliendo la censura e il blocco dell&#39;informazione - una scappatoia facile e pericolosa. Il più grande timore dei dimostranti è quello che, una volta attiva, l&#39;infrastruttura sarà usata per censurare altre forme di contenuti indesiderabili, non solo la pornografia infantile. I politici tedeschi sembrano già stilare la lista dei possibili siti da censurare in futuro - i suggerimenti includono il gioco d&#39;azzardo online, i siti islamici, quelli dediti agli attacchi personali, e l&#39;industria musicale esulta al pensiero di vietare finalmente <em>pirate bay</em> ed il P2P.</p>
<p>Una lista dettagliata di link al dibattito su <em>zensursula</em> <a title="Vedi il sito originale in tedesco"  href="http://netzpolitik.org/2009/kommentierte-zensursula-linkliste/">è reperibile qui</a> (in tedesco). Grazie a Geraldine de Bastion per la traduzione.</p>
<p><small>Testo inglese ripubblicato anche su <a title="Sito originale in inglese"  href="http://netzpolitik.org/2009/the-dawning-of-internet-censorship-in-germany/">netzpolitik.org</a> [in]. </small></p>
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