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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Guerra &amp; conflitti</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Guerra &amp; conflitti</title>
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		<title>Ucraina: la vita di Anna Boiko (e la memoria storica del Paese) raccontata da una nipote</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2012/02/ucraina-la-vita-di-anna-boiko-e-la-memoria-storica-del-paese-raccontata-da-una-nipote/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 23:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Gastaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA["E' una persona allegra e forte, che ne ha passate tante ed è piena di talento, saggezza e ricordi," così  Olya Suprun descrive la nonna, ormai 75enne, condividendone i ricordi su un blog. Si toccano temi dolorosi della storia nazionale: l'occupazione nazista, le repressioni e le deportazioni dei primi anni del comunismo, i partigiani dell' Esercito Insurrezionale Ucraino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Vorrei raccontarvi di mia nonna, Boiko Anna, che è nata e vive nel villaggio di Yaglush, nel distretto di Rogatyn dell&#39;Oblast di Ivano-Frankivsk. E&#39; una persona allegra e forte, che ne ha passate tante ed è piena di talento, saggezza e ricordi.</p></blockquote>
<p>Così Olya Suprun, nipote di Anna Boiko, <a title="Post originale in ucraino" href="http://bilo4ka.wordpress.com/about/">introduce</a> [uk, <em>come tutti i link tranne ove diversamente segnalato</em>] il suo blog dedicato a &#8220;<a title="Post originale in ucraino" href="http://bilo4ka.wordpress.com">La storia della vita di Anna Boiko</a>,&#8221; dove condivide i ricordi della nonna, inclusi alcuni racconti riguardanti la sua famiglia e altri abitanti di Yaglush.</p>
<p>Il villaggio nativo di sua nonna, Yaglush, si trova nell&#39;attuale <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oblast%27_di_Ivano-Frankivs%27k">regione di Ivano-Frankivsk</a> [it], nell&#39;Ucraina occidentale; si tratta di una zona appartenuta all&#39; <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Impero_austro-ungarico">Impero Austro-Ungarico</a> [it] dal 1772, poi alla <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Nazionale_dell%27Ucraina_Occidentale">Repubblica Nazionale dell&#39;Ucraina Occidentale</a> per un breve periodo dopo la Prima Guerra Mondiale, poi alla Polonia tra gli anni &#8216;20 e la fine degli anni &#8216;30, vale a dire nel periodo tra le due guerre, poi alle forze sovietiche e naziste durante la Seconda Guerra Mondiale, poi ancora ai sovietici dal 1944 al 1991, anno in cui l&#39;Ucraina <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Declaration_of_Independence_of_Ukraine">divenne indipendente</a> [en].</p>
<div id="attachment_289645" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://bilo4ka.wordpress.com/2010/03/24/50-%D1%80%D0%BE%D0%BA%D1%96%D0%B2-%D1%80%D0%B0%D0%B7%D0%BE%D0%BC/"><img class="size-medium wp-image-289645" title="Anna and Mykhailo Boyko" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/Byko-Anna-and-Mykhailo-375x275.jpg" alt="" width="375" height="275" /></a><p class="wp-caption-text">Anna Boiko con il marito Mykhailo. Vecchia fotografia fornita da Olya Suprun, ripresa dietro autorizzazione.</p></div>
<p>I ricordi di Anna Boiko, raccolti dalla nipote, tornano indietro sino al 1939, per descrivere le esperienze vissute dagli abitanti di Yaglush ai tempi del <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Soviet_annexation_of_Western_Ukraine,_1939%E2%80%931940#Annexation_of_Polish_territory">passaggio della regione dal dominio polacco a quello sovietico</a>, [en] della Seconda Guerra Mondiale e del successivo ritorno del potere sovietico. E&#39; un viaggio nella memoria che tocca temi dolorosi della storia ucraina, come l&#39;occupazione nazista, le repressioni e le deportazioni subite dalla popolazione locale nei primi anni del comunismo, e la sorte dei partigiani dell&#39; <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esercito_Insurrezionale_Ucraino">Esercito Insurrezionale Ucraino</a> [it].</p>
<p>Così Anna <a title="Post originale in ucraino" href="http://bilo4ka.wordpress.com/2010/03/17/60/">descrive</a> la vita nel villaggio mentre la Seconda Guerra Mondiale andava profilandosi all&#39;orizzonte:</p>
<blockquote><p>Il mondo politico era in fermento; in troppi erano in attesa di tempi migliori di quelli trascorsi sotto il dominio polacco, ma le cose si misero al peggio. Iniziarono gli arresti e le persecuzioni, e molte famiglie furono deportate in Siberia, ad esempio quelle di Zakhariy Zliukovsky o di Dutka, ed altre ancora che, dalla Polonia, si erano nuovamente stabilite qui. La terra dei rispettivi proprietari venne divisa, e [mia] mamma ricevette poche centinaia [di metri quadrati]; si trattava però di un terreno argilloso che, in caso di pioggia, diventava impraticabile, poichè non c&#39;era una strada decente.</p>
<p>[…]</p>
<p>Allora la guerra con i tedeschi si stava avvicinando. Ricordo una domenica luminosa e piena di sole; mia nonna stava parlando con una vicina in casa, e io andai in cortile per far uscire le galline […]. All&#39;improvviso [sentii] un forte rombo di tuono, e poi un altro ancora. Corsi in casa e dissi alla nonna, “Nonnina, fai entrare le galline, sta arrivando un temporale!” Il cielo però era sgombro, senza neanche una nuvola, e non c&#39;era nessuna tempesta in vista. Poco dopo la mamma arrivò a casa, e disse di aver sentito, in un villaggio, che era iniziata una guerra! Quelli che avevo sentito non erano tuoni, ma il fragore delle bombe che cadevano. Da quel giorno, la gente divenne molto guardinga. Era il 1941.</p></blockquote>
<p>Nonostante l&#39;infanzia difficile della nonna, Olya la descrive come una settantacinquenne curiosa e in gamba che scrive poesie e memorie, realizza splendidi ricami, gioca con il computer e ama cucinare. Spesso, sul blog, Olya condivide le poesie di Anna, le sue ricette e i suoi racconti di vita quotidiana nel villaggio, dando particolare risalto alle usanze e alle tradizioni tanto care ai suoi abitanti.</p>
<div id="attachment_289634" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://bilo4ka.wordpress.com/2012/01/06/%D1%81%D0%B2%D1%8F%D1%82%D0%B8%D0%B9-%D0%B2%D0%B5%D1%87%D1%96%D1%80/"><img class="size-medium wp-image-289634" title="SvyatVechir_by Olya Suprun" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/SvyatVechir_by-Olya-Suprun-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Piatti tradizionali cucinati da Anna Boiko per la cena dei 12 piatti della Vigilia di Natale. Foto di Olya Suprun, utilizzata con il suo consenso.</p></div>
<p>In uno dei post, Olya <a title="Post originale in ucraino" href="http://bilo4ka.wordpress.com/%D1%89%D0%B5-%D1%80%D0%B0%D0%B7-%D0%BF%D1%80%D0%BE-%D0%B1%D0%BB%D0%BE%D0%B3/">ammette</a> di essere alla sua prima esperienza come blogger e anche di aver dato vita ad un blog abbastanza insolito:</p>
<blockquote><p>So che questo blog è un pò strano e dallo stile insolito; una strana casa, mai vista prima, sullo sfondo; dentro, racconti impopolari in cui è difficile trovare un significato e che, come se non bastasse, non sono opera di chi scrive questo blog, ma di sua nonna&#8230; Il blog, però, non è nato per fare audience o per trarne qualche profitto; per capirne il significato, bisogna leggere tra le righe&#8230;</p></blockquote>
<div id="attachment_289636" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://bilo4ka.wordpress.com/2012/01/08/%D0%B4%D1%96%D0%B4-%D1%96-%D0%B1%D0%B0%D0%B1%D1%86%D1%8F-%D1%87%D0%B8%D1%82%D0%B0%D1%8E%D1%82%D1%8C-%D0%B1%D0%BB%D0%BE%D0%B3-%D0%BF%D1%80%D0%BE-%D1%81%D0%B5%D0%B1%D0%B5/"><img class="size-medium wp-image-289636" title="Chytayut blog_by Olya Suprun" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/Chytayut-blog_by-Olya-Suprun-375x280.jpg" alt="" width="375" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Anna Boiko legge con il marito un blog che parla di lei. Fotografia di Olya Suprun, utilizzata con il suo consenso.</p></div>
<p>Pare, comunque, che la popolarità raggiunta dal blog <a title="Post originale in ucraino" href="http://bilo4ka.wordpress.com/">La storia della vita di Anna Boiko</a> abbia già superato le aspettative dell&#39;autrice; nel 2011 è stato eletto miglior blog personale ai <a title="Post originale in ucraino" href="http://watcher.com.ua/2011/11/21/peremozhtsyamy-konkursu-blohiv-buba-2011-staly/">Best Ukrainian Blog Awards</a>, e il numero dei suoi lettori e sostenitori è in continua crescita.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/tetyana-bohdanova/' title='elenca tutti gli articoli di Tetyana Bohdanova'>Tetyana Bohdanova</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elisa-gastaldo/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elisa Gastaldo'>Elisa Gastaldo</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/30/ukraine-the-story-of-anna-boikos-life/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/02/ucraina-la-vita-di-anna-boiko-e-la-memoria-storica-del-paese-raccontata-da-una-nipote/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fucraina-la-vita-di-anna-boiko-e-la-memoria-storica-del-paese-raccontata-da-una-nipote%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fucraina-la-vita-di-anna-boiko-e-la-memoria-storica-del-paese-raccontata-da-una-nipote%2F&#038;text=Ucraina%3A+la+vita+di+Anna+Boiko+%28e+la+memoria+storica+del+Paese%29+raccontata+da+una+nipote&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fucraina-la-vita-di-anna-boiko-e-la-memoria-storica-del-paese-raccontata-da-una-nipote%2F&#038;title=Ucraina%3A+la+vita+di+Anna+Boiko+%28e+la+memoria+storica+del+Paese%29+raccontata+da+una+nipote' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fucraina-la-vita-di-anna-boiko-e-la-memoria-storica-del-paese-raccontata-da-una-nipote%2F&#038;title=Ucraina%3A+la+vita+di+Anna+Boiko+%28e+la+memoria+storica+del+Paese%29+raccontata+da+una+nipote' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fucraina-la-vita-di-anna-boiko-e-la-memoria-storica-del-paese-raccontata-da-una-nipote%2F&#038;title=Ucraina%3A+la+vita+di+Anna+Boiko+%28e+la+memoria+storica+del+Paese%29+raccontata+da+una+nipote' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fucraina-la-vita-di-anna-boiko-e-la-memoria-storica-del-paese-raccontata-da-una-nipote%2F&#038;title=Ucraina%3A+la+vita+di+Anna+Boiko+%28e+la+memoria+storica+del+Paese%29+raccontata+da+una+nipote' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Guatemala: l&#039;ex dittatore Efraín Ríos Montt accusato di genocidio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Carta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 26 gennaio, l'ex dittatore militare  Efraín Ríos Montt è stato portato davanti alla Corte con l'accusa di genocidio. Lo stesso giorno, il Congresso del Guatemala ratificava lo Statuto della Corte Penale Internazionale, mostrando al popolo guatemalteco che la ricerca di giustizia sta andando nella direzione giusta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli attivisti per i diritti umani temevano che la recente <a title="Articolo GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/guatemala-molina-neo-presidente-controverso-ed-ex-generale/">vittoria presidenziale</a> [it] dell&#39;ex generale <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Otto_P%C3%A9rez_Molina">Otto Peréz Molina</a> [en, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] avrebbe coinciso con un passo indietro nella Giustizia Transitoria del Guatemala. Invece, l&#39;ultima settimana di gennaio è stata segnata da due eventi decisivi che hanno evidenziato come la fragile democrazia guatemalteca stia maturando.</p>
<p>Il 26 gennaio, infatti, il Congresso del Guatemala ha ratificato lo <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Statuto_di_Roma">Statuto della Corte Penale Internazionale</a> [it] che permetterà al tribunale internazionale di perseguire chiunque in Guatemala abbia commesso crimini contro l&#39;umanità, in caso di fallimento della giurisdizione nazionale. Lo stesso giorno, dopo anni di immunità parlamentare, l&#39;ex dittatore <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Efra%C3%ADn_R%C3%ADos_Montt">Efraín Ríos Montt</a> [it] è stato ufficialmente accusato di aver preso parte al genocidio di più di 1.700 indigeni Maya tra il 1982 e il 1983, durante il <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Guatemalan_Civil_War">trentaseiesimo anno</a> della guerra civile (1960-1996).</p>
<div id="attachment_289288" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.flickr.com/photos/renata_a_pinto/2335737957/in/photostream/"><img class="size-full wp-image-289288 " title="Nomi delle vittime del genocidio in Rio Negro" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/2335737957_596130a092.jpg" alt="" width="400" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Bambino di fronte a un manifesto con i nomi delle vittime del genocidio. Foto di Renata Avila (CC BY 2.0)</p></div>
<p>Sul blog <em>SALTLaw</em>, in un post intitolato <a title="Post originale in inglese" href="http://www.saltlaw.org/blog/2012/01/27/a-good-dawn-for-justice-in-guatemala/">&#8220;La rinascita della giustizia in Guatemala&#8221;</a>, la professoressa Raquel Aldana spiega il significato del processo contro Ríos Montt:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Oggi è stata una giornata storica per il Guatemala. Poche ore fa, dopo una lunga serie di udienze, la Corte guatemalteca ha aperto un caso contro l&#39;ex generale Efraín Ríos Montt, ordinandogli gli arresti domiciliari. Oggi 85enne, l&#39;ex dittatore dovrà affrontare un processo che lo accusa di essere responsabile di un centinaio di massacri che hanno causato la morte di 1.771 persone. Ríos Montt, che negli ultimi vent&#39;anni ha goduto dell&#39;immunità parlamentare, è stato presidente del Guatemala durante i 17 mesi più terribili dei 36 anni di guerra civile, tra il 1982 e il 1983.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Raquel Andana racconta anche della comparsa di Ríos Montt in tribunale:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quando gli è stato chiesto se fosse a conoscenza delle accuse che gli venivano rivolte, Ríos Montt ha detto al microfono: &#8220;Le conosco perfettamente&#8221;. Quindi, invece di fare la formale dichiarazione di colpevole o non colpevole, ha scelto di stare in silenzio. Fuori dal tribunale, gli indigeni guatemaltechi seminavano petali di rose rosse chiedendo di cancellare l&#39;impunità. Intanto, il Congresso ratificava il Trattato di Roma.</p>
</blockquote>
<p>Su uno dei blog del sito del Consiglio degli affari esteri, la ricercatrice Natalie Kitroeff <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.cfr.org/oneil/2012/01/24/guest-post-rios-montt-plays-a-risky-defense-game/">attacca</a> la difesa di Ríos Montt.</p>
<blockquote><p>Ríos Montt ha costruito la sua difesa assai chiaramente. Nel corso del mese passato, ha ripetutamente detto di non poter essere accusato di alcuna violazione dei diritti umani perché, in quanto leader politico della nazione, all&#39;epoca non era responsabile delle operazioni militari. Il suo avvocato ha dato eco alle sue dichiarazioni, comunicando di recente alla stampa: “Siamo sicuri che non ci sia alcuna responsabilità, poiché il mio cliente non è mai stato sul campo di battaglia.”</p></blockquote>
<p>La Kitroeff continua la sua analisi, precisando:</p>
<blockquote><p>Questa strategia rappresenta un approccio radicalmente nuovo nel contesto guatemalteco. Fino ad oggi, infatti, l&#39;ex generale ha costantemente negato che il genocidio sia mai stato parte della guerra civile. Persino l&#39;attuale presidente, Otto Pérez Molina, ha detto che non crede <a title="Articolo originale in spagnolo" href="http://plazapublica.com.gt/content/quiero-que-alguien-me-demuestre-que-hubo-genocidio">alle conclusioni della Commissione per la chiarezza storica dell&#39;ONU</a> [es] e che può “provare che il genocidio non sia mai avvenuto” durante la guerra civile. Ora però Ríos Montt ha cambiato tattica: non sostiene più che queste atrocità non sono capitate, ma afferma di non essere lui il colpevole.</p>
<p>Questa dichiarazione, sebbene non riconosca apertamente il genocidio, ci suggerisce che le cose sono cambiate (seppur di poco) dal 1999 quando, per la  prima volta, l&#39;Associazione per la Giustizia e la Riconciliazione (<em>Association for Justice and Reconciliation</em>) aveva sollevato le accuse contro Ríos Montt. La scoperta di fosse comuni da parte della Fondazione Forense di Antropologia del Guatemala (<em>Forensic Anthropology Foundation of Guatemala</em>) e il costante impegno dei parenti delle vittime nel fare pressione sulla Corte – costanza che quest&#39;anno ha ottenuto le sentenze di condanna per quattro ex-soldati – ha reso impossibile per l&#39;ex generale continuare a negare il genocidio, almeno di fronte alla Corte.</p></blockquote>
<div id="attachment_289292" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://www.flickr.com/photos/advocacy_project/517943921/"><img class="size-medium wp-image-289292  " title="Mejia Victores e Ríos Mont ricercati per genocidio. Graffiti a Città del Guatemala" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/517943921_c2aba73b71-375x286.jpg" alt="" width="240" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Mejia Victores e Ríos Mont ricercati per genocidio.&quot; Graffiti a Città del Guatemala. Foto di The Advocacy Project (CC BY-ND 2.0)</p></div>
<p>Sul blog <a title="Post originale in inglese" href="http://www.lawyersgunsmoneyblog.com/2012/01/rios-montt-to-appear-before-guatemalan-court">Avvocati, Pistole e Denaro</a>, Erik Loomis riflette su ciò che il processo contro Ríos Montt significa per il Guatemala:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Oggi il Guatemala deve affrontare un nuovo periodo di instabilità dovuto all&#39;espansione nei suoi territori dei cartelli della droga dal Messico e El Salvador. Così, mentre 30 anni fa i cittadini volevano smantellare le forze di polizia a causa della loro terribile repressione, oggi vi ripongono tutta la loro fiducia, essendo le uniche a poter far fronte alla nuova ondata di violenza. Obbligare Ríos Montt ad affrontare il processo non risolverà nessuno degli enormi problemi che colpiscono il Guatemala, ma potrebbe influenzare i delinquenti di questa nazione a pensarci due volte prima di commettere uno dei loro crimini.</p>
</blockquote>
<p>Su <a title="Post originale in inglese" href="http://centralamericanpolitics.blogspot.com/2012/01/rios-montt-to-go-to-trial-for-genocide.html">Central American Politics</a>, Mike racconta che a Ríos Montt è stata concessa la libertà provvisoria e rimarrà agli arresti domiciliari durante il processo. Poi aggiunge:</p>
<blockquote><p>Siamo di fronte a un&#39;importante vittoria per il popolo del Guatemala, a un ulteriore <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/2012/01/201219818067139.html">passo avanti</a> nella difesa dei diritti umani nella regione.</p></blockquote>
<p>Questi due eventi - il processo a Ríos Montt e la ratifica dello Statuto di Roma - mostrano che, senza chiudere un occhio sul passato e sulle terribili atrocità commesse durante la guerra civile, il Guatemala sta cercando di diventare una nazione dove i diritti umani fondamentali sono rispettati e rafforzati. Il fatto stesso che l&#39;attuale presidente Otto Pérez Molina, un ex generale, non abbia interferito con il caso di Ríos Mont e abbia sostenuto la ratifica dello Statuto di Roma offre al popolo del Guatemala la speranza che presto verrà fatta giustizia, prima che i criminali muoiano, perché troppo vecchi o troppo malati per affrontare i processi.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/renata-avila/' title='elenca tutti gli articoli di Renata Avila'>Renata Avila</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/serena-carta/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Serena Carta'>Serena Carta</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/27/guatemala-former-dictator-efrain-rios-montt-questioned-for-genocide/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/02/guatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F&#038;text=Guatemala%3A+l%26%2339%3Bex+dittatore+Efra%C3%ADn+R%C3%ADos+Montt+accusato+di+genocidio&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F&#038;title=Guatemala%3A+l%26%2339%3Bex+dittatore+Efra%C3%ADn+R%C3%ADos+Montt+accusato+di+genocidio' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F&#038;title=Guatemala%3A+l%26%2339%3Bex+dittatore+Efra%C3%ADn+R%C3%ADos+Montt+accusato+di+genocidio' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F&#038;title=Guatemala%3A+l%26%2339%3Bex+dittatore+Efra%C3%ADn+R%C3%ADos+Montt+accusato+di+genocidio' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F&#038;title=Guatemala%3A+l%26%2339%3Bex+dittatore+Efra%C3%ADn+R%C3%ADos+Montt+accusato+di+genocidio' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Brasile: indignazione per il brutale assassinio di una bambina Awá-Gwajá</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 21:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Gerussi</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
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		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[I netizen brasiliani reagiscono con rabbia e incredulità al brutale assassinio di una bambina appartenente all'etnia Awá-Gwajá, nello Stato nord-orientale del Maranhão. Dal dibattito online emerge anche una certa complicità del governo federale, mentre tacciono i media tradizionali filogovernativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 gennaio 2012 la giornalista Alice Pires <a title="Messaggio in portoghese" href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=316784851695722&amp;set=a.163225937051615.30967.100000926285273&amp;type=1">ha pubblicato</a> [pt, <em>come gli altri link tranne ove diversamente indicato</em>] il seguente messaggio sul suo profilo Facebook:</p>
<blockquote><p>E quando os Guajajaras [elementos de um dos povos indígenas mais numerosos do Brasil] me ligaram ontem dizendo que o índio que os madeireiros jogaram álcool e tocaram fogo e ficaram assistindo ele queimar até morrer, tinha só uns 8 aninhos de idade não consegui mais dormir&#8230;.O indiozinho era da etnia Awá-Gwajá, da reserva de Araribóia, município deArame no Maranhão.</p></blockquote>
<div class="translation">Non sono più riuscita a dormire ieri sera, dopo che alcuni <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guajajara">Guajajara</a> [it] (una delle comunità indigene più popolose del Brasile) mi hanno telefonato per dirmi che il nativo assassinato dai taglialegna aveva solamente 8 anni: l&#39;hanno cosparso di alcol, gli hanno appiccato il fuoco e sono rimasti a guardare mentre moriva tra le fiamme. Si trattava di una bambina di etnia <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guaj%C3%A1">Awá-Gwajá</a> [it] della riserva di Araribóia nel comune di <a title="Voce da Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arame_%28Maranh%C3%A3o%29">Arame</a> [it] nel Maranhão.</div>
<p>Da quel momento la Rete è stata travolta da un&#39;ondata di indignazione e sconcerto per il crudele assassinio della piccola Awá, <a title="Articolo in portoghese" href="http://carosamigos.terra.com.br/index2/index.php/noticias/2361-indios-denunciam-assassinato-de-crianca-awa-no-ma">bruciata viva</a> dai taglialegna nello stato nord-orientale del Maranhão e il cui corpo carbonizzato è stato rinvenuto in un accampamento abbandonato dalla tribù.</p>
<p>Il Consiglio Missionario Indigeno (CIMI) <a title="Comunicato del CIMI" href="http://www.cimi.org.br/site/pt-br/?system=news&amp;conteudo_id=6037&amp;action=read">ha confermato</a> che &#8220;risultano fondati i sospetti di un attacco sferrato tra settembre e ottobre 2011 all&#39;accampamento di un gruppo di Awá non contattati&#8221; e ha fornito inoltre ulteriori dettagli in merito alla vicenda:</p>
<blockquote><p>O corpo foi encontrado carbonizado em outubro do ano passado num acampamento abandonado pelos Awá isolados, a cerca de 20 quilômetros da aldeia Patizal do povo Tenetehara, região localizada no município de Arame (MA). A Fundação Nacional do Índio (Funai) foi informada do episódio em novembro e nenhuma investigação do caso está em curso.</p></blockquote>
<div class="translation">Il corpo carbonizzato è stato ritrovato nell&#39;ottobre dell&#39;anno scorso in un accampamento abbandonato da un gruppo di Awá non contattati, a circa 20 km da Patizal, un villaggio abitato dall&#39;etnia <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tenetehara">Tenetehara</a> [it] che si trova nel comune di Arame (Maranhão). La Fondazione Nazionale per i Diritti dei Popoli Nativi (<a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Funda%C3%A7%C3%A3o_Nacional_do_%C3%8Dndio">FUNAI</a>, it) è stata informata dell&#39;accaduto a novembre ma non ha avviato alcuna indagine.</div>
<p><a title="Comunicato del CIMI" href="http://www.cimi.org.br/site/pt-br/?system=news&amp;conteudo_id=6037&amp;action=read">Secondo</a> Rosimeire Diniz, coordinatrice del CIMI nel Maranhão, &#8220;la situazione è già stata segnalata da tempo. Benché la presenza di taglialegna che mettono a rischio i gruppi di nativi non contattati sia diventata sempre più frequente, non è stata adottata alcuna misura concreta per proteggere questi popoli&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Il mondo deve sapere&#8221;</strong></p>
<div id="attachment_26247" class="wp-caption alignright" style="width: 254px"><a href="www.survivalinternational.org/tribes/awa"><img class="size-full wp-image-26247 " title="Awá. Paese: Brasile. Popolazione: 455. Foto di Survival International." src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/tribal_awa_en_original.jpg" alt="Awá. Paese: Brasile. Popolazione: 455. Foto di Survival International." width="244" height="115" /></a><p class="wp-caption-text">Awá. Paese: Brasile. Popolazione: 455. Foto di Survival International.</p></div>
<p>Il giornalista Eliano Jorge <a title="Articolo in portoghese" href="http://terramagazine.terra.com.br/interna/0,,OI5546425-EI6578,00-Lider+indigena+denuncia+morte+de+crianca+queimada+no+MA.html">ha raccolto la testimonianza</a> di un nativo Guajajara, che ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Os madeireiros estavam comprando madeira na mão dos índios (Guajajara) e acharam uma menininha Gwajá. E queimaram a criança. Só de maldade mesmo. Ela é de outra tribo, eles vivem dentro do mato, não têm contato com os brancos, são brabos.</p></blockquote>
<div class="translation">[&#8230;] I taglialegna stavano comprando legname da due Guajajara e hanno trovato una bambina Gwajá. E le hanno dato fuoco, così, in un atto di pura malvagità. Apparteneva a un&#39;altra tribù molto isolata che vive nella foresta e non ha contatti con l&#39;uomo bianco, sono come gli animali selvatici.</div>
<p>Il giornalista Luis Carlos Watermill <a title="Articolo in portoghese" href="http://www.viomundo.com.br/denuncias/os-boatos-na-internet-e-o-relato-da-crianca-queimada.html">ha invitato</a> però alla cautela:</p>
<blockquote><p>Renato Santana [assessor de imprensa do CIMI] negou a existência de alguma foto do corpo carbonizado. Só uma investigação oficial da Funai pode confirmar se de fato existe o corpo carbonizado e se de fato  é de uma criança. Além disso, é preciso esperar o testemunho direto de alguém que presenciou o episódio para saber se houve crime e, se houve, para identificar os autores.</p></blockquote>
<div class="translation">Renato Santana (addetto stampa del CIMI) ha negato che esistano foto del corpo carbonizzato. Solo un&#39;indagine ufficiale nel FUNAI sarà in grado di confermare l&#39;effettiva esistenza di un corpo carbonizzato e se si tratta, di fatto, di un bambino. Inoltre, è necessaria la testimonianza diretta di qualcuno che abbia assistito all&#39;episodio per verificare se sia stato commesso un reato e, se questo fosse il caso, per identificare i colpevoli.</div>
<p>Reagendo all&#39;articolo di Watermill, la giornalista Niara de Oliveira scrive:</p>
<blockquote><p>[&#8230;]. &#8220;Só uma investigação oficial da Funai pode confirmar se de fato existe o corpo carbonizado e se de fato é de uma criança&#8221;, mas na denúncia feita pelo jornalista Rogério Tomaz Jr. há o relato de que &#8220;os funcionários da Funai na região de Arame são aliados dos fazendeiros e madeireiros locais&#8221; e que &#8220;não surpreende, portanto, que não haja investigação em curso e que o caso só agora tenha vindo à tona&#8221;. Baseada no comportamento do governo federal para apurar o assassinato do cacique guarani em MS e na importância que dão aos povos indígenas quando se trata de beneficiar aliados (empreiteiros, ruralistas, desmatadores, madeireiros, etc) e baseada na importância que a imprensa governista dá aos mesmos povos indígenas, tendo a confiar na apuração do Rogério.</p></blockquote>
<div class="translation">[&#8230;]. &#8220;Solo un&#39;indagine ufficiale nel FUNAI sarà in grado di confermare l&#39;effettiva esistenza di un corpo carbonizzato e se si tratta, di fatto, di un bambino&#8221;, ma nell&#39;articolo scritto da Rogério Tomaz Jr., il giornalista denuncia &#8220;la collusione tra i funzionari del FUNAI nella zona di Arame, i proprietari terrieri e i taglialegna locali&#8221; e che di conseguenza &#8220;non sorprende che non vi sia alcuna indagine in corso e che il caso sia venuto alla luce con tanto ritardo&#8221;. Se penso all&#39;atteggiamento del governo federale nel caso dell&#39;<a title="Articolo in italiano" href="http://it.peacereporter.net/articolo/31698/Ucciso+il+capo+Guarani+in+lotta+per+la+terra+">omicidio del capo Guaranì</a> [it] nel Mato Grosso do Sul, la scarsa considerazione riservata ai popoli indigeni quando si tratta di favorire gli alleati (appaltatori, proprietari terrieri, silvicoltori, taglialegna, ecc.) e l&#39;importanza che viene loro riservata dalla stampa ufficiale filogovernativa, sono portata a credere a quanto riferito da Rogério.</div>
<p>L&#39;ISA (Istituto Socio-Ambientale) <a title="Nota da Facebook" href="http://www.facebook.com/povosindigenasnobrasil/posts/228840913858927">riporta</a> sulla sua pagina Facebook una dichiarazione dell&#39;antropologo Uirá Garcia:</p>
<blockquote><p>De fato, há indícios de que uma criança Awá-Guajá do grupo que vive em isolamento na TI Araribóia, tenha sumido de seu pequeno grupo, desde um encontro que tiveram com um grupo de madeireiros, meses atrás. Os Guajajara que encontraram o corpo comunicaram o ocorrido à Funai, mas nada foi feito. Essa informação já era conhecida por algumas pessoas ligadas aos povos indígenas do MA, a pelo menos 2 meses, porém, pela falta de provas mais concretas, ainda não havia sido divulgada. E agora, me parece que a informação (que pode sim ser verdadeira) &#8220;vazou&#8221; para a internet.</p></blockquote>
<div class="translation">In effetti, ci sono indizi che un bambino Awá-Guajá appartenente a un gruppo non contattato del territorio indigeno di Araribóia sia scomparso mesi fa dopo l&#39;incontro della sua tribù con i taglialegna. I Guajajara che hanno rinvenuto il corpo hanno denunciato l&#39;incidente al FUNAI, ma nulla è stato fatto. Chi ha a che fare con i nativi nel Maranhão aveva l&#39;informazione da almeno due mesi, ma a causa della mancanza di prove concrete, non è mai stata divulgata. E ora sembra che la notizia (che potrebbe rivelarsi veritiera) sia &#8220;trapelata&#8221; su Internet.</div>
<p>Il giornalista Rogério Tomaz Jr., originario del Maranhão nonché la prima persona a denunciare il caso nella blogosfera, ha pubblicato un post nel quale <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2012/01/07/hipoteses-corpo-carbonizado/">ironizza</a> sulle varie ipotesi emerse riguardo alla vicenda, prendendo di mira in particolare coloro che hanno accusato le organizzazioni di nativi e della società civile di mentire o di essersi inventate la storia. Rivolge inoltre una critica feroce ai media per aver fatto passare sotto silenzio quanto accaduto e <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2012/01/07/hipoteses-corpo-carbonizado/">afferma</a>, disgustato:</p>
<blockquote><p>Entretanto, se amanhã ou depois um índio der um tapa na cara de um fazendeiro ou madeireiro, em Arame ou em qualquer lugar do Brasil, não faltarão editoriais – em jornais, revistas, rádios, TVs e portais – para falar da “selvageria” e das tribos “não civilizadas” e da ameaça que elas representam para as pessoas de bem e para a democracia.</p></blockquote>
<div class="translation">Comunque, se domani o in futuro un nativo tirasse uno schiaffo in faccia a un proprietario terriero o a un taglialegna a Arame o in qualsiasi altra zona del Brasile, di sicuro non mancherebbero gli articoli - sui giornali, nelle riviste, nelle radio, in TV e su Internet - per informare il mondo della &#8220;barbarie&#8221; delle tribù &#8220;non civilizzate&#8221; e della minaccia che queste rappresentano per le persone perbene e per la democrazia.</div>
<p>In <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2012/01/06/cimi-crianca-awa-guaja/">un post precedente</a>, l&#39;autore aveva riferito che il personale del FUNAI nella regione in cui è stato commesso il crimine &#8220;è colluso con i latifondisti e i taglialegna locali. Non sorprende, quindi, che non ci sia alcuna indagine in corso e che il caso sia venuto alla luce con tanto ritardo&#8221;.</p>
<p>Diana Serra, medico e attivista ambientale, <a title="Post in portoghese" href="http://blog.dianaserra.com.br/?p=9421">esprime la sua indignazione</a>:</p>
<blockquote><p>Vejam a que ponto está chegando a violência no nosso estado do Maranhão. E o governo nada faz, Os representantes da Justiça nada fazem. Os representantes do povo nada fazem.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>É preciso que o mundo saiba o que acontece no Maranhão. Terra sem lei para os detentores de dinheiro e poder. Alguns, verdadeiros marginais, onde ainda resiste o coronelismo.</p></blockquote>
<div class="translation">Guardate a che punto sta arrivando la violenza qui da noi nel Maranhão. E il governo non fa nulla, la giustizia non fa nulla. I rappresentanti del popolo non fanno nulla.[&#8230;]</p>
<p>Dobbiamo far sapere al mondo cosa succede nel Maranhão, una terra in cui, per chi possiede denaro e potere, la legge non si applica. Un luogo in cui, per pochi, persiste ancora lo spirito del <em><a title="Voce da Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Coronelismo">coronelismo</a></em> [en].</p>
</div>
<p><strong>La persecuzione dei popoli nativi</strong></p>
<p>Secondo l&#39;ONG Survival International, &#8220;gli Awá sono una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori nomadi del Brasile. Oltre 60 Awá non hanno mai avuto alcun contatto con l’esterno&#8221;. Sul loro sito <a title="Articolo in italiano" href="http://www.survival.it/popoli/awa">si apprende inoltre</a> [it] che:</p>
<blockquote><p>Vivono quasi tutti in riserve legalmente riconosciute ma oggi si ritrovano confinati in lembi di foresta sempre più piccoli sotto l’incalzante invasione illegale di allevatori, coloni e taglialegna che stanno devastando le loro foreste.</p></blockquote>
<p>Il fotografo Hugo Macedo <a title="Post in portoghese" href="http://fotohugo.blogspot.com/2007/02/ndios-aw-guaj.html">spiega</a>:</p>
<blockquote><p>um certo número de Guajá vive na floresta, sem contato permanente com a nossa sociedade. Eles se autodenominam Awá, termo que significa “homem” ou “pessoa”. Os Awá-Guajá em contato permanente vivem no noroeste do estado do Maranhão, nas Terras Indígenas Alto Turiaçu e Caru, ambas já demarcadas e homologadas, estabelecendo um terreno contínuo, em tese menos sujeito às invasões.</p></blockquote>
<div class="translation">Un certo numero di Awá-Guajá vive nella foresta senza contatto permanente con la nostra società. Si autodefiniscono Awá che significa &#8220;uomo&#8221; o &#8220;persona&#8221;. I gruppi di Awá-Guajá che hanno dei contatti con altri popoli vivono nella parte nord-orientale del Maranhão, nei territori indigeni di Alto Turiaçu e di Caru, già delimitati e riconosciuti, che costituiscono una regione omogenea e in teoria meno predisposta a subire delle invasioni.</div>
<p style="text-align: center;"><object id="tribalchannel-player" width="480" height="270" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="flashvars" value="config=http://assets-production.survivalinternational.org/films/369/config.xml" /><param name="src" value="http://assets.survivalinternational.org/flash/syndicated-player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed id="tribalchannel-player" width="480" height="270" type="application/x-shockwave-flash" src="http://assets.survivalinternational.org/flash/syndicated-player.swf" allowFullScreen="true" wmode="opaque" allowScriptAccess="always" flashvars="config=http://assets-production.survivalinternational.org/films/369/config.xml" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p>Le minacce al popolo Awá da parte di taglialegna, addetti alle prospezioni minerarie e agricoltori interessati a impossessarsi delle loro terre non sono una novità e altri gruppi etnici del Maranhão, come i Canela e i <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Krikati">Krikati</a> [it], subiscono la stessa sorte. Da tempo le varie comunità <a title="Articolo in portoghese" href="http://www.brasildefato.com.br/content/povo-aw%C3%A1-guaj%C3%A1-e-mission%C3%A1rios-s%C3%A3o-atacados-no-maranh%C3%A3o">sono costrette a convivere</a> con la paura e le minacce di morte. Nel 2008, nella città di Arame, un bambino Guajajara di 7 anni <a title="Articolo in portoghese" href="http://odia.ig.com.br/portal/brasil/html/2012/1/funai_finaliza_investigacao_sobre_morte_de_crianca_indigena_216735.html">è stato ucciso a fucilate</a> da un motociclista e sempre nella stessa regione si sono registrati simili atti di violenza e stupri ai danni di indigeni di altre etnie.</p>
<p>Le violenze nei confronti dei popoli nativi in Brasile sono diffuse ovunque e hanno assunto proporzioni allarmanti. Il <a title="Post da GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/11/brasile-prosegue-leradicazione-dei-nativi-guarani-kaiowa/">genocidio perpetrato</a> [it] nei confronti dei Guarani-Kaiowá nel Mato Grosso do Sul sta ricevendo <a title="Post da GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/brasile-ancora-violenza-contro-i-guarani-kaiowa/">sempre maggiore attenzione</a> [it] da parte dei media alternativi, soprattutto nella blogosfera, ma resta ancora un argomento tabù per i media tradizionali. Il governo federale brasiliano, inoltre, non ha preso alcun provvedimento per rendere noti i crimini e soprattutto per evitare nuove morti.</p>
<p>Numerosi altri popoli tradizionali sono <a title="Post in portoghese" href="http://blog.dianaserra.com.br/?p=9064">vittime</a> di <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2011/06/10/greve-fome-quilombolas-maranhao/">violenza</a>, commessa nella maggior parte dei casi proprio dal governo federale, che fa uso dell&#39;esercito per intimidire gli abitanti dei <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quilombo">Quilombo</a> [it] - discendenti degli schiavi africani - e cacciarli dalle loro terre. Il progetto per la costruzione della diga di Belo Monte costituisce un&#39;altra <a title="Post da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/20/brazil-construction-starts-on-controversial-belo-monte-dam/">seria minaccia</a> [en] per la sopravvivenza di intere comunità native nella regione amazzonica.</p>
<p>Un altro pericolo per i popoli indigeni è rappresentato dalla <a title="Post da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/05/20/brazil-future-of-forests-at-stake/">possibile approvazione</a> [en] del nuovo <a title="Articolo in italiano" href="http://temi.repubblica.it/limes/un-codice-forestale-flessibile-per-il-brasile/30379">Codice Forestale</a> [it], presentato dal deputato Aldo Rebelo, membro del partito comunista del Brasile e sostenuto da Kátia Abreu, senatrice e proprietaria terriera, entrambi accesi sostenitori di un modello di sviluppo rurale ampiamente criticato dagli ambientalisti.</p>
<div id="attachment_26231" class="wp-caption alignright" style="width: 385px"><a href="http://www.survivalinternational.org/tribes/awa"><img class="size-medium wp-image-26231 " title="Gli Awá della comunità di Tiracambu © Fiona Watson/Survival" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/braz-awa-fw-2001-287_screen-375x282.jpg" alt="Gli Awá della comunità di Tiracambu © Fiona Watson/Survival" width="375" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Gli Awá della comunità di Tiracambu, nei pressi della linea ferroviaria di Carajás in Brasile. © Fiona Watson/Survival</p></div>
<p>Ricordando un recente caso, <a title="Post da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/05/31/brazil-death-forest-defender-shame/">rilanciato anche da Global Voices</a> [en] nel maggio 2011, che riguardava la morte di José Claudio Ribeiro da Silva e Maria do Espírito Santo da Silva, due attivisti brutalmente assassinati dai taglialegna nello stato del Pará, Lucão si unisce alla lista di blogger che hanno <a title="Post in portoghese" href="http://www.portalhoje.com/madereiros-assassinosatearam-fogo-num-indiozinho-de-8-anos/1474640">espresso il loro profondo sdegno</a> nei confronti delle atrocità commesse nei confronti degli Awá:</p>
<blockquote><p>Como se não bastasse a brutal agressão que os madereiros promovem constantemente no norte do Brasil contra nossa flora e fauna, -pois derrubando árvores, pássaros e animais são agredidos diretamente-, a coisa agora descambou para a covardia tosca de atrozes bandidos que atrelados à cifras ignoram a vida da floresta e a vida humana.</p></blockquote>
<div class="translation">Come se non bastasse la brutale aggressione che viene costantemente perpetrata dai taglialegna alla flora e alla fauna nel nord del Brasile - alberi che vengono abbattuti, uccelli e animali che vengono attaccati - ora siamo caduti ancora più in basso, nella becera codardia di atroci criminali interessati solo al denaro, incuranti della vita della foresta e degli esseri umani.</div>
<p>Il giornalista Carlos Hermes, attonito, <a title="Post in portoghese" href="http://carloshermes.blogspot.com/2012/01/madeireiros-tocam-fogo-em-indiozinho-de.html">si domanda</a> per quanto tempo ancora queste atrocità verranno tollerate:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] imagine quantas atrocidades são comendidas [sic] por esses monstros em meio à disputa por mata virgem a ser desmatada e vendida por eles?O índio é um impecílio [sic] histórico a estes sertanistas fascínoras [sic] que destróem a maior riqueza do Brasil. Vivemos isso há mais de quinhentos anos e o Estado inoperante e conivente assiste como se fora algo banal. Até quando? Será que vai ficar impune?</p></blockquote>
<div class="translation">[&#8230;] rendiamoci conto di quante atrocità vengono commesse da questi criminali nel corso della &#8220;guerra&#8221; che hanno iniziato per poter distruggere e vendere la foresta vergine? I nativi rappresentano storicamente un ostacolo per questi mercenari delinquenti che distruggono la più grande ricchezza del Brasile. L&#39;abbiamo vissuto per più di 500 anni e lo stato indolente e colluso sta a guardare come se si trattasse di cose di poca importanza. Fino a quando? Questi crimini resteranno impuniti per sempre?</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/author/tsavkko/' title='elenca tutti gli articoli di Raphael Tsavkko Garcia'>Raphael Tsavkko Garcia</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/katia-gerussi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Katia Gerussi'>Katia Gerussi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/2012/01/09/brasil-assassinato-crianca-indigena-awa-guaja/' title='articolo originale  [pt]'>articolo originale  [pt]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/brasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;text=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Perù: Movadef, o il ritorno di Sendero Luminoso</title>
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		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/peru-movadef-o-il-ritorno-di-sendero-luminoso/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 21:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele Cinarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Comitato Elettorale ha rifiutato per la seconda volta la richiesta di iscrizione come partito politico del MOVADEF: secondo molti, solo un nome e una manovra per il ritorno del gruppo terrorista Sendero Luminoso. Ampio e articolato il dibattitto online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di venerdì 20 gennaio è stata resa nota la <a title="Link a Scribd.com" href="http://es.scribd.com/doc/78903877/Rechazan-inscripcion-de-Movadef" target="_blank">decisione</a> [es, <em>come tutti gli altri link</em>] del Comitato Nazionale per le Elezioni (Jurado Nacional de Elecciones -JNE), <a title="Link a Diario Correo.pe" href="http://diariocorreo.pe/nota/64088/jne-rechaza-inscripcion-del-movadef-como-partido-politico/" target="_blank">che ha rifiutato</a>, per la seconda volta, la richiesta di iscrizione come partito politico del “Movimento Per l&#39;Amnistia e i Diritti Fondamentali” (MOVADEF). Immediate le reazioni nei social network, mentre il giorno dopo anche le testate tradizionali hanno dato un ampio resoconto dell&#39;argomento. Ma che cos&#39;è il MOVADEF, e perchè ciò ha provocato reazioni così forti?</p>
<p>Secondo<a title="Link al blog del Movadef" href="http://movamnsitiayderfundamentales.blogspot.com/p/sobre-el-movimiento_15.html" target="_blank"> quanto si legge</a> nel <a title="Link al blog del Movadef" href="http://movamnsitiayderfundamentales.blogspot.com/" target="_blank">blog</a> del MOVADEF, si tratta di</p>
<blockquote><p>[un] movimiento constituido para aportar a la solución de los problemas de nuestro país, de la nación peruana, de nuestro pueblo trabajador y explotado luchando por sus derechos fundamentales y por la democratización de la sociedad peruana.</p></blockquote>
<p class="translation">[un] movimento formato per giungere alla soluzione dei problemi del nostro paese, della nazione peruviana, del popolo di lavoratori sfruttati, lottando per i diritti fondamentali e per la democratizzazione della società peruviana.</p>
<p>Ma nella sezione del blog dedicada al giornale del movimento &#8220;<a title="Link al blog del Movadef" href="http://movamnsitiayderfundamentales.blogspot.com/p/periodico-amnistia-general.html" target="_blank">Amnistía General</a>&#8220;, ne è disponibile un numero, con una foto in primo piano di <a title="Link a Wikipedia" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Abimael_Guzm%C3%A1n_Reynoso" target="_blank">Abimael Guzmán</a> seguita da un testo in cui ne viene chiesta la liberazione, evidenziando così che in pratica si tratta di un movimento di facciata del gruppo terrorista <a title="Link a Wikipedia" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Sendero_Luminoso" target="_blank">Sendero Luminoso (SL)</a>.</p>
<div id="attachment_103089" class="wp-caption alignright" style="width: 361px"><a href="http://www.flickr.com/photos/congresoperu/6714694227/"><img class="size-medium wp-image-103089   " title="Mozione di rifiuto del Movadef" src="http://es.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/6714694227_44f58bd123-375x249.jpg" alt="" width="351" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">Mozione di Rifiuto del Movadef; immagine del Parlamento peruviano, con licenza CC Attribuzione 2.0 Generica (CC BY 2.0)</p></div>
<p>La possibilità che la richiesta di iscrizione fosse approvata, unita quindi all&#39;<a title="Link al sito elcomercio.pe" href="http://elcomercio.pe/politica/1360100/noticia-jne-declaro-nula-resolucion-que-rechazo-inscripcion-movadef" target="_blank">annullamento</a> della <a title="Link al sito elcomercio.pe" href="http://elcomercio.pe/politica/1342898/noticia-jne-rechazo-inscripcion-partido-ligado-sendero-luminoso" target="_blank">prima decisione,</a> e poi di fatto il rigetto dell&#39;istanza, ha dato luogo a <a title="Link al sito elcomercio.pe" href="http://elcomercio.pe/politica/1360188/noticia-ciudadanos-rechazan-inscripcion-movadef-planton-tarata" target="_blank">presìdi</a> e <a title="Link al sito elcomercio.pe" href="http://elcomercio.pe/politica/1363502/noticia-deudos-terrorismo-congresistas-protestaron-contra-movadef" target="_blank">manifestazioni di protesta</a>. Tuttavia la domanda che molti peruviani si pongono è &#8220;Come è potuto succedere?&#8221;. In che modo un gruppo terrorista che ha danneggiato così gravemente il Paese è arrivato a ottenere <a title="Link al sito Noticias Terra" href="http://noticias.terra.com.pe/nacional/consideran-preocupante-que-movadef-recolecte-350-mil-firmas,900d00d1349f4310VgnVCM20000099f154d0RCRD.html" target="_blank">più di 350.000 firme</a> di adesione? È possibile che in seno alla democrazia si annidino gruppi estremisti?</p>
<p>Negli editoriali, i tentativi di risposta sono vari. Mentre qualcuno <a title="Link al sito elcomercio.pe" href="http://www.larepublica.pe/columnistas/claro-y-directo/perdon-pero-quien-es-abimael-21-01-2012" target="_blank">propone</a> di riportare in auge una canzone degli anni novanta che &#8220;mette insieme con ironia e humor, il terrorismo, la corruzione e la mediocrità dei partiti politici&#8221;, qualcun&#39;altro <a href="http://www.larepublica.pe/columnistas/el-factor-humano/no-es-mi-madre-22-01-2012" target="_blank">paragona</a> il rifiuto del terrorismo da parte del MOVADEF a quello dell&#39;allenatore di calcio Mourinho, &#8220;quando dice che non gli interessa la partita con il Barcellona&#8221;.</p>
<p>Si dice anche <a title="Link al sito LaRepublica.pe" href="http://www.larepublica.pe/columnistas/causa-justa/no-sendero-22-01-2012" target="_blank">che</a> &#8220;quest&#39;incursione democratica”  è solo &#8220;una mossa obbligata dalla detenzione del loro capo&#8221;, e si <a title="Link al sito LaRepublica.pe" href="http://www.larepublica.pe/columnistas/desde-las-aulas/la-cvr-la-verdad-y-una-prensa-vil-22-01-2012" target="_blank">ricorda</a> inoltre che &#8220;a suo tempo, la Comissione per la Verità e la Riconciliazione  ha affermato che SL non può trovare spazio all&#39;interno della nostra democrazia.&#8221; Ma come segnala <a title="Link al sito Diario 16.pe" href="http://www.diario16.pe/columnista/18/eduardo-dargent/1475/movadef" target="_blank">un altro opinionista</a>: &#8220;Ciò a cui assistiamo in questi giorni dovrebbe suscitare una riflessione più profonda sul fatto che occorre fare di più per contrastare queste idee fanatiche&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, tutto questo non è nato all&#39;improvviso. Così come negli anni &#8216;80 non si diede peso al terrorismo fino a quando non arrivò a Lima, da diverso tempo si sono avuti segnali ai quali non è stata data la dovuta importanza. Dal 2010 era già di pubblico dominio che il MOVADEF, il cui nucleo è formato da membri della fazione &#8220;<a title="Link al sito Apuntos Peruanos" href="http://apuntesperuanos.com/2010/06/sendero-en-lima/" target="_blank">acuerdista</a>&#8221; di SL, avrebbe tentato di trasformarsi in un partito politico legale. Nel blog <em>Apuntes Peruanos</em> si sono registrati, nel 2011, <a title="Link al sito Apuntos Peruanos" href="http://apuntesperuanos.com/2011/09/el-regreso-de-los-unicornios/" target="_blank">un paio</a> di <a title="Link al sito Apuntos Peruanos" href="http://apuntesperuanos.com/2011/10/3011/" target="_blank">interventi</a> in appoggio a tale decisione. Più recentemente Francisco Canaza, autore del citato blog, <a title="Link al sito Apuntos Peruanos" href="http://apuntesperuanos.com/2012/01/movadef/" target="_blank">poneva la seguente riflessione</a>:</p>
<blockquote><p>Luego de años de combate legítimo contra la insanía, ciertos sectores de la sociedad peruana han terminado por abandonar la causa del Estado contra el terrorismo e incluso han terminado abrazando a los terroristas. […] Ese es el marco de pasividad. Una situación en que [se lanza] <a href="http://diigo.com/0mdlc" target="_blank">un panegírico </a> en el que [se] analiza y pondera un supuesto conflicto de “libertad de opinión” aún sabiendo que el tema de fondo es la participación política de un grupo antidemocrático. El falso debate de “libertad de opinión y de ideas” es justamente el argumento de MOVADEF.</p></blockquote>
<p class="translation">Dopo anni di lotta legittima contro questa follia, certi settori della società peruviana hanno finito per abbandonare la causa dello Stato contro il terrorismo, e hanno finito persino per abbracciare i terroristi. [&#8230;] Questa è la dimostrazione della passività. Una situazione in cui [si lancia] <a title="Link al sito Diigo.com" href="http://diigo.com/0mdlc" target="_blank">un panegirico</a> nel quale [si] analizza e si valuta attentamente un presunto conflitto di “libertà di opinione”, nonostante sia chiaro che il tema di fondo è la partecipazione politica di un gruppo antidemocratico. Il falso dibattito sulla “libertà di opinione e di idee” è l&#39;argomento del MOVADEF ovviamente.</p>
<p>Nel blog di Ideele Radio, <a title="Link al sito Ideele Radio" href="http://ideeleradio.blogspot.com/2012/01/tapia-movadef-tendria-la-intencion-de.html" target="_blank">si cita</a> quanto dice l&#39;analista Carlos Tapia a proposito delle probabili intenzioni di SL di chiedere la sua iscrizione come partito tramite il MOVADEF:</p>
<blockquote><p>“Una hipótesis es que al interior del Movadef hayan sectores propiamente senderistas, porque ojo ellos dicen que no son el Partido Comunista del Perú-Sendero Luminoso (PCP-SL). De las 350 mil firmas que han presentado, entre unas 5 mil u 8 mil firmas deben ser de gente seguidora del PCP-SL y el resto es gente ingenua […] Pero, esos militantes del PCP-SL están presionando para que [Movadef] diga: ‘cuidado, si no nos inscriben nos están cerrando las puertas de la legalidad, por lo tanto –según ellos– se abren las puertas legítimas de la violencia’”<br />
Anotó, sin embargo que la conjetura principal está vinculada a que el propósito del Movadef sería ir acumulando fuerzas para presentar su caso a la Corte Interamericana de Derechos Humanos y argumentar que son una supuesta fuerza democrática víctima de “la derecha bruta, achorada y recalcitrante” porque se le impide su inclusión en el Registro de Organizaciones Políticas del JNE.</p></blockquote>
<p class="translation">Un&#39;ipotesi è che all&#39;interno del Movadef ci siamo settori propriamente senderisti, perchè attenzione, li sento dire che non sono il Partito Comunista del Perú-Sendero Luminoso (PCP-SL). Delle 350 mila firme che hanno presentato, 5 mila - 8 mila firme sono di persone che seguono il PCP-SL, mentre il resto è gente ingenua [&#8230;] Però, questi militanti del PCP-SL stanno facendo pressioni affinchè il [Movadef] dica: ‘attenzione, se non ci accettate, state chiudendo le porte della legalità, e quindi –secondo loro– si aprono le porte legittime della violenza’.<br />
Tuttavia, ha fatto notare che la congettura principale è vincolata al fatto che il proposito del Movadef sarebbe accumulare via via le forze per presentare il caso alla Corte Interamericana per i Diritti Umani e argomenta che essi sono una presunta forza democratica vittima della “destra bruta, ignorante e recalcitrante” perchè viene impedita la loro inclusione nel Registro delle Organizzazioni Politiche del JNE.</p>
<p>Da parte sua il giornalista Jaime del Castilloreplica così alle apparizioni mediatiche dei membri del MOVADEF:</p>
<blockquote><p>Y que bueno que hayamos escuchado a la propia juventud integrante del <strong>MOVADEF</strong> decir que el sanguinario y enloquecido criminal <strong>ABIMAEL GUZMAN REINOSO</strong> no es un <strong>TERRORISTA</strong> … afirmación que indigna y que subleva … porque dicha declaración en medio televisivo hace unas horas de la mencionada juventud <strong>MOVADEF</strong> demuestra el altísimo grado de cinismo y de perversión ideológica que ostentan estos <strong><em>TERRORISTAS-EMBOZADOS</em></strong> que pretenden sorprender al Perú democrático.</p></blockquote>
<p class="translation">E che bello aver ascoltato la gioventù interna al<strong>MOVADEF</strong> dire che il criminale sanguinario e impazzito <strong>ABIMAEL GUZMAN REINOSO</strong> non è un <strong>TERRORISTA</strong> … affermazione che fa indegnare e sobbalzare … perchè questa dichiarazione a mezzo televisivo fatta quache ora fa da parte dei giovani del <strong>MOVADEF</strong> dimostra l&#39;altissimo grado di cinismo e di perversione ideologica che ostentato questi <strong><em>TERRORISTI-MASCHERATI </em></strong>che vogliono prendere di sorpresa il Perù democratico …</p>
<p>Anche il giornalista Raúl Weiner <a title="Link a Blogspot" href="http://rwiener.blogspot.com/2012/01/sendero-y-los-jovenes.html" target="_blank">esprime la sua opinione</a> a riguardo dei motivi della preoccupante presenza giovanile tra i simpatizzanti e attivisti del MOVADEF:</p>
<blockquote><p>El error que creo que se comete en primer lugar es que los que dicen que combaten a Sendero y al MOVADEF, no brindan una explicación creíble sobre ellos, las distintas caras de la violencia y las vías para aprender a vivir en paz, y más bien lo que transmiten es que se mueven en un eterno miedo que quieren que sea el de los demás. […] Que un sector político con enormes pasivos por haber encabezado una guerra que destrozó al país, desorganizó el movimiento popular y engendró una dictadura, pueda desafiar al sistema con la cara descubierta, después de una profunda derrota, y hacerse atractivo para un sector de la juventud peruana, lleva a preguntarse qué fue lo que se construyó en el Perú sobre la derrota de Sendero. Tal vez ahí haya mejores respuestas de porqué muchos jóvenes levantan ahora el brazo contra esta democracia.</p></blockquote>
<p class="translation">Il primo errore che si commette è che quelli che dicono di combattere Sendero e il MOVADEF, non portano una spiegazione credibile, i vari volti della violenza e i modi per imparare a vivere in pace, e invece quello che trasmettono e che si muovono un una paura eterna che vogliono che sia quella degli altri. [&#8230;] Il fatto che un settore politico con enormi perdite per aver capeggiato una guerra che ha distrutto il paese, ha sfasciato il movimento popolare e ha generato una dittatura, possa sfidare il sistema a volto scoperto, dopo una profonda sconfitta, e possa rendersi attraente per una parte della gioventù peruviana, porta a chiedersi che cosa si sia costruito in Perù sopra la sconfitta di Sendero. Forse lì vi saranno risposte migliori del perchè molti giovani ora si scagliano contro questa democrazia.</p>
<p>Dopo il rifiuto del loro tentativo di iscrizione, i rappresentanti del MOVADEF hanno <a title="Link al sito El Comercio" href="http://elcomercio.pe/politica/1363766/noticia-que-le-espera-al-movadef-rechazo-su-inscripcion-jne" target="_blank">dichiarato</a> che faranno ricorso, hanno a disposizione 5 giorni. Comunque <a title="Link al sito El Comercio" href="http://elcomercio.pe/politica/1364302/noticia-jne-podria-confirmar-prohibicion-movadef-recien-mediados-febrero" target="_blank">è trapelata la notizia</a> che per varie ragioni il JNE non potrà emettere giudizio a riguardo fino alla metò di febbraio, ma il dibattito sarà sicuramente ancora molto lungo.</p>
<p>[Post originale pubblicato sul blog personale di Juan Arellano <a title="Link al blog Arellanojuan.com " href="http://www.arellanojuan.com/movadef-o-el-retorno-de-sendero-luminoso/">il 23 gennaio 2012.</a> ]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://es.globalvoicesonline.org/author/juan-arellano/' title='elenca tutti gli articoli di Juan Arellano'>Juan Arellano</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/rachele-cinarelli/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Rachele Cinarelli'>Rachele Cinarelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://es.globalvoicesonline.org/2012/01/23/peru-movadef-o-el-retorno-de-sendero-luminoso/' title='articolo originale  [es]'>articolo originale  [es]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/peru-movadef-o-il-ritorno-di-sendero-luminoso/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fperu-movadef-o-il-ritorno-di-sendero-luminoso%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fperu-movadef-o-il-ritorno-di-sendero-luminoso%2F&#038;text=Per%C3%B9%3A+Movadef%2C+o+il+ritorno+di+Sendero+Luminoso&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fperu-movadef-o-il-ritorno-di-sendero-luminoso%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+Movadef%2C+o+il+ritorno+di+Sendero+Luminoso' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fperu-movadef-o-il-ritorno-di-sendero-luminoso%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+Movadef%2C+o+il+ritorno+di+Sendero+Luminoso' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fperu-movadef-o-il-ritorno-di-sendero-luminoso%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+Movadef%2C+o+il+ritorno+di+Sendero+Luminoso' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fperu-movadef-o-il-ritorno-di-sendero-luminoso%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+Movadef%2C+o+il+ritorno+di+Sendero+Luminoso' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa: la tecnologia al servizio di rifugiati e sfollati</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 22:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Corradin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione giocano un ruolo sempre più importante negli interventi umanitari in situazioni di crisi. Il post approfondisce l'importante ruolo giocato delle TIC nell'aiutare i rifugiati e gli sfollati a ritrovare i propri cari e comunicare con loro, grazie ai vari progetti che cercano di superare gli inevitabili ostacoli infrastrutturali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane, Global Voices ha presentato ai lettori diversi esempi di come i media cittadini sono usati per dare voce a <a title="Articoli sui rifugiati" href="http://it.globalvoicesonline.org/-/topics/refugees/">rifugiati e sfollati</a> [it].<br />
Ma se non ci sono dubbi che i blog e i siti di social networking abbiano un ruolo nel rafforzare i gruppi marginalizzati, altrettanto vale per le <a title="Articolo su Wikipedia, in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tecnologie_dell'informazione_e_della_comunicazione">TIC (tecnologie dell&#39;informazione e della comunicazione)</a> [it] in generale.</p>
<p>Ad esempio, <a title="Sito dell'organizzazione MobileActive" href="http://mobileactive.org/">MobileActive</a> [en, <i>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</i>], una rete globale per l&#39;uso della tecnologia per il cambiamento sociale, sostiene il <a title="Articolo su MobileActive, in inglese" href="http://mobileactive.org/tech-migration-how-refugees-use-mobiles-phones-locate-and-communicate-family">potenziale della telefonia mobile</a> nel permettere ai rifugiati non solo di rimanere in contatto con i propri cari, ma anche di localizzarli facilmente. In un articolo dedicato a questo tema, MobileActive si sofferma sull&#39;uscita speciale della rivista <a title="Numero speciale di Forced Migration Review sulla tecnologia, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/contents.html">Forced Migration Review</a>, che approfondisce la questione dell&#39;uso delle TIC da parte di rifugiati e sfollati.</p>
<div id="attachment_284092" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a title="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive" href="http://mobileactive.org/case-studies/refugees-united-goes-mobile"><img class="size-full wp-image-284092 " title="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/CIMG0562.jpg" alt="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per riconnettersi con i propri cari. Foto via MobileActive" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive</p></div>
<blockquote><p>I rifugiati sono spesso vittime di un trauma complesso. Innanzitutto vi è la situazione che li ha costretti ad andarsene e il fatto che molte famiglie si smembrano durante la migrazione. Per la salute e il benessere dei rifugiati, e per la loro capacità a reinstallarsi, è di vitale importanza che sappiano dove si trovano i propri famigliari e che sono salvi, e che possano rimanere in contatto con loro. Oggi i cellulari sono la più importante tecnologia perché i rifugiati trovino i loro famigliari e restino in contatto.</p>
<p>L&#39;uscita numero 38 di The Forced Migration Review, <i>The Technology Issue</i>, tratta nello specifico delle tecnologie per i rifugiati. Due capitoli sono dedicati all&#39;uso dei cellulari tra i rifugiati, ai problemi che questi ultimi incontrano nell&#39;usare questa tecnologia per trovare e contattare i membri della loro famiglia, e delle questioni di sicurezza e accessibilità.</p></blockquote>
<p>Il vice commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite, T Alexander Aleinikoff <a title="Testo dell'introduzione, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/aleinikoff.html">introduce questo numero speciale</a>:</p>
<blockquote><p>Superficialmente, i campi profughi di oggi non sembrano molto diversi da quelli di 30, 40 anni fa. La modernizzazione sembra averli dimenticati. Ma se si guarda più da vicino, risulta evidente che le cose stanno cambiando.</p>
<p>Al giorno d&#39;oggi, rifugiati e sfollati dei paesi più poveri hanno spesso accesso a un cellulare e possono guardare la TV satellitare. In alcuni campi compaiono degli internet café, in cui il materiale è fornito da alcuni rifugiati imprenditori o donato da organizzazioni umanitarie come l&#39;UNHCR. Le stesse agenzie umanitarie stanno facendo sempre più spesso uso di tecnologie avanzate: sistemi per l&#39;informazione geografica, Skype, basi di dati biometriche e Google Earth, per non fare che alcuni esempi.</p></blockquote>
<p>Uno degli <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/kiama-et-al.html">articoli</a> porta l&#39;attenzione su un progetto di rintracciabilità realizzato dal <a title="Sito di RCK" href="http://www.rckkenya.org/">Refugee Consortium of Kenya (RCK)</a> in cooperazione con <a title="Sito di RU" href="http://www.refunite.org/">Refugees United (RU)</a>:</p>
<blockquote><p>Nel 1991 Ahmed Hassan Osman è scappato dal conflitto in Somalia, lasciando la famiglia a Kismayu, ed è partito per il Kenya in cerca di asilo. Ahmed ha vissuto per un periodo nel campo profughi di Ifo, prima di essere reinstallato nel Colorado, USA, di cui ha ricevuto la cittadinanza.</p>
<p>Nel 1992, suo cugino Abdulahi Sheikh è arrivato in Kenya in cerca di aiuto. Dopo aver ottenuto lo status di rifugiato, Abdulahi si è ritrovato nel campo di Dagahaley a Dabaab. Credeva che Ahmed fosse a Dabaab oppure che vi fosse stato, ma i suoi sforzi per trovarlo si sono rivelati infruttuosi e presto ha perso la speranza di ritrovarlo. Di fatto, Abdulahi credeva che Ahmed fosse tornato in Somalia.</p>
<p>All&#39;inizio del 2011, il Refugees Consortium of Kenya ha assunto Abdulahi come assistente al progetto di Refugees United nel campo profughi di Dagahaley. Abdulahi si è registrato nel programma di rintracciabilità. e ha iniziato a cercare i propri cari. Notando casualmente un nome che gli suonava famigliare, ha contattato questa persona per mezzo del sistema di messaggeria di RU. Nel ricevere una risposta, si è reso conto di aver ritrovato, dopo vent&#39;anni di separazione e ricerche, l&#39;amato cugino. Si sono scambiati i numeri di telefono, e Ahmed lo ha chiamato, rompendo 20 anni di silenzio. Continuano a sentirsi regolarmente, e sia Ahmed che Abdulahi continuano a cercare altri amici o membri della famiglia.</p></blockquote>
<p>Certo, come lo <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/leung.html">ricorda</a> MobileActive, alcuni problemi con le infrastrutture locali rimangono un ostacolo all&#39;adozione di questo tipo di sistemi:</p>
<blockquote><p>In alcune aree dell&#39;Africa non c&#39;è copertura per le telecomunicazioni. I partecipanti ai seminari hanno commentato che anche dove esiste, la connessione telefonica salta regolarmente, e alcuni hanno sperimentato delle interferenze nelle comunicazioni. La potenza del segnale è debole, e la mancanza di una fonte affidabile o regolare di elettricità nel paese di ricezione può essere un problema maggiore, nonostante ciò vari in base alla regione. La crescita della popolazione in alcune aree indebolisce la potenza del segnale, a causa dei cali di corrente. Le persone potrebbero anche avere delle difficoltà a ricaricare i loro telefoni. </p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Trovare la migliore tecnologia da usare per ogni membro della famiglia può essere difficile, in modo particolare se sono loro stessi sfollati, a causa di diversi fattori quali la varietà dei servizi disponibili, le possibilità delle famiglie di permetterseli, e la loro capacità di farne uso. Un partecipante ha osservato che la maggior parte dei membri della sua famiglia all&#39;estero doveva accedere alla tecnologia per comunicare attraverso altre persone. Un&#39;altra partecipante ha descritto le difficoltà che ha dovuto affrontare nel contattare il marito in un campo. Gli ha mandato dei soldi perché comprasse un telefono, che poi anche le altre persone nel campo volevano usare, lasciandola così spesso ad aspettare ore prima di riuscire a contattarlo.</p>
<p>Delle opzioni più economiche come le email, VoIP o le chat non sono accessibili, poiché l&#39;accesso a Internet in Africa è veramente costoso. Inoltre, i membri della famiglia rifugiati in un altro paese potrebbero non sapere come usare questi strumenti.</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-284086" title="Carta della Somalia sul progetto Somalia speaks di Al Jazeera" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/somaliamap-e1326041495514.jpg" alt="Carta della Somalia sul progetto Somalia speaks di Al Jazeera" width="450" height="407" /></p>
<p>Questo numero di Forced Migration Review fornisce un&#39;ampia panoramica di come vengono attualmente usate le TIC: dal fornire ai rifugiati l&#39;accesso alle informazioni sulla salute e sulle opportunità educative all&#39;usare Facebook, Gmail Chat e Skype per restare in contatto con i membri della famiglia e gli amici nonostante la separazione geografica.</p>
<p>Anche <a title="Articolo su Ushahidi, in italiano" href="http://www.ilpost.it/2010/08/16/ushahidi/">Ushahidi</a> [it] viene <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/wall.html">menzionato</a> in relazione al terremoto del 2010 ad Haiti ed anche perché, in <a title="Articolo su FMR" href="http://www.fmreview.org/technology/ruffer.html">generale</a>, si occupa di conflitti, disastri e rifugiati. </p>
<p>In effetti, il progetto <a title="Articolo su PBS IdeaLab" href="http://www.pbs.org/idealab/">Idea Lab</a> di <a title="Articolo su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/PBS_(azienda)">PBS</a> [it] <a title="Articolo su PBS" href="http://www.pbs.org/idealab/2012/01/al-jazeera-ushahidi-join-in-project-to-connect-somalia-diaspora-via-sms003.html">parla</a> della collaborazione tra <a title="Pagina del programma Somalia Speaks su Al Jazeera" href="http://www.aljazeera.com/indepth/spotlight/somaliaconflict/somaliaspeaks.html">Al Jazeera</a> e Ushahidi per connettere e rafforzare i somali separati dal conflitto e dalla carestia:</p>
<blockquote><p>Somalia Speaks è una collaborazione tra Souktel (un&#39;organizzazione basata in Palestina che fornisce servizi di messaggeria via SMS), Ushahidi, Al Jazeera, Crowdflower, e l&#39;Istituto della Diaspora Africana. &#8220;Volevamo scoprire la prospettiva dei normali cittadini somali, affinché ci dicessero in che modo la crisi ha colpito loro e la diaspora somala&#8221;, ha detto Soud Hyder di Al Jazeera in un&#39;intervista.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Lo scopo di Somalia Speaks è di aggregare le voci dei somali che si trovano all&#39;interno e all&#39;esterno del paese, chiedendo per messaggio: In che modo il conflitto somalo ha influenzato la tua vita? Le risposte sono tradotte in inglese, e riportate su una mappa. Da quando è stato lanciato, Al Jazeera ha ricevuto circa 3.000 SMS.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Per Al Jazeera, Somalia Speaks è anche un modo per testare un approccio innovativo ai media cittadini e alla raccolta di notizie.</p></blockquote>
<p>In Ottobre 2010, anche MobileActive ha ideato un <a title="Articolo su MobileActive" href="http://mobileactive.org/case-studies/refugees-united-goes-mobile">progetto</a> basato sulla telefonia mobile, e Refugees United l&#39;ha messo in pratica con il supporto di Ericsson, UNHCR e Omidyar Network, notando che un blog l&#39;aveva denominato &#8220;il social network che è più importante di Facebook&#8221;.</p>
<p>Il numero dedicato alla tecnologia da Forced Migration Reviex può essere letto online a <a title=Link ai vari articoli del numero di FMR"" href="http://www.fmreview.org/technology/contents.html">questo indirizzo</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/camilla-corradin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Camilla Corradin'>Camilla Corradin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/08/africa-icts-for-refugees-and-displaced-persons/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/africa-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;text=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Sud Sudan: crisi umanitaria nel Paese più giovane del mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 00:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene Schillaci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sud Sudan]]></category>
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		<description><![CDATA[A meno di un anno dalla dichiarazione d'indipendenza del luglio 2011, il Paese è in piena crisi: almeno 100.000 le persone costrette alla fuga dalla regione del Jonglei a causa di violenti scontri tra tribù rivali. E la soluzione a simili problemi è lontana, ribadiscono le organizzazioni internazionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em></strong>Poco meno di un anno fa, con la dichiarazione d&#39;indipendenza del luglio 2011, il Sudan del Sud è diventato la nazione <a title="Leggi l'articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/sud-sudan-finalmente-liberi/">più giovane del mondo</a> [it, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato</em>], ma continua a essere devastato da una terribile crisi umanitaria. Nonostante la <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_civile_sudanese">guerra civile</a> tra il Sud, in prevalenza animista e cristiano, e il Nord musulmano del Paese sia già costata almeno 1 milione e mezzo di morti, svariate organizzazioni internazionali segnalano che i problemi sono lontani dall&#39;essere risolti.</p>
<p>All&#39;inizio di quest&#39;anno, per esempio, il Sudan del Sud ha dichiarato zona sinistrata il governatorato di <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jonglei">Jonglei</a>, dopo che almeno 100.000 persone erano state costrette alla fuga a causa dei combattimenti tra le tribù rivali dei <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nuer">Nuer</a> e dei <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Murle_people">Murle</a> [en]. Le Nazioni Unite hanno già varato un <a title="Vai al sito dell'UN News Center in inglese" href="http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=40897&amp;Cr=south+sudan&amp;Cr1=">piano d&#39;emergenza</a> [en] per fornire aiuti umanitari a circa 60.000 persone.</p>
<p>Il blog <a title="Vai al blog The Borgen Project in inglese" href="http://borgenproject.blogspot.com/2012/01/south-sudan-declares-state-of-disaster.html">The Borgen Project</a> [en] fornisce informazioni dettagliate ed esaurienti sul contesto di disordini tra le tribù:</p>
<blockquote><p>Viene riferito che gli scontri sono iniziati come razzie di bestiame e successivamente degenerati in una spirale di violenza incontrollabile. Tali &#8220;vendette del bestiame&#8221;, così come altri conflitti tra gruppi rivali, sono comuni nel Sudan del Sud. Le Nazioni Unite riferiscono che durante l&#39;anno appena trascorso, sono stati circa 350.000 i profughi, a seguito di questo tipo di violenza.</p>
<p>Tali violenze intercomunitarie costituiscono una sfida enorme per il nascente governo del Sudan del Sud. Trattandosi di uno Stato che ha appena conquistato l&#39;indipendenza, il Paese sta affrontando il compito di stabilire un sistema di governo efficace. Inoltre, il Sudan del Sud è una delle regioni più povere al mondo, dove difficilmente esistono strade, scuole, cliniche mediche o altre infrastrutture di prima necessità. La carenza di sviluppo economico all&#39;interno del Paese contribuisce all&#39;instabilità e incrementa il numero di scontri come quelli recentemente avvenuti nel Jonglei.</p></blockquote>
<div id="attachment_284222" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.msf.org/msf/articles/2012/01/south-sudan-thousands-of-civilians-fleeing-for-their-lives-with-no-aid-msf.cfm"><img class="size-full wp-image-284222 " title="Sfollati a causa delle razzie di bestiame nella provincia di Pibor, governatorato di Jonglei © Liang Zi/Medici Senza Frontiere (MSF)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/65098.jpg" alt="Displaced population caused by cattle raiding in Pibor county, Jonglei State © Liang Zi/Médecins Sans Frontières (MSF)" width="450" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sfollati a causa delle razzie di bestiame nella provincia di Pibor, governatorato di Jonglei © Liang Zi/Medici Senza Frontiere (MSF)</p></div>
<p><a title="Vai al sito di Catholic Relief Services in inglese" href="http://newswire.crs.org/catholic-relief-services-poised-to-respond-to-emergency-in-south-sudan/">Catholic Relief Services</a> [en], organizzazione di soccorso internazionale che opera in Sudan del Sud, giunge alle medesime conclusioni:</p>
<blockquote><p>Il travagliato governatorato di Jonglei ha una lunga storia di tensioni etniche, razzie di bestiame, rapimenti e lotte a volte violente per le scarse risorse. Gli attacchi più recenti sono stati condotti dall&#39;autoproclamato gruppo armato <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nuer_White_Army">Nuer White Army</a> [en], costituito da circa 6.000 giovani armati appartenenti al gruppo etnico dei Lou-Nuer. I portavoci del gruppo hanno sostenuto che era loro intenzione reclamare la restituzione del bestiame rubato e dei bambini rapiti, a detta loro, dalla vicina tribù dei Murle.</p></blockquote>
<p>Isaac Boyd, capo progetto di <em>Catholic Relief Services</em> per il Sudan del Sud afferma:</p>
<blockquote><p>Dopo quasi quarant&#39;anni di lavoro in Sudan e nel Sudan del Sud, CRS riconosce che lo sviluppo sostenibile e la pace sono strettamente connessi. Per contribuire a migliorare in maniera duratura i servizi di base e le opportunità economiche disponibili per tutta la popolazione del Sudan del Sud, è essenziale supportare le comunità affinché trovino mezzi significativi e concreti per risolvere i contrasti e mettano fine a un conflitto distruttivo. Difatti, le tensioni tra i vari gruppi vengono spesso inasprite dalla scarsità di servizi fondamentali come l&#39;accesso all&#39;acqua, alle scuole o agli ospedali. Sviluppo e pace devono andare di pari passo.</p></blockquote>
<p>Un&#39;altra organizzazione internazionale, Oxfam, sul suo <a title="Leggi il blog di Oxfam in inglese" href="http://www.oxfamblogs.org/eastafrica/?p=3618">blog</a> [en] dedicato all&#39;Africa orientale, sostiene l&#39;evitabilità del conflitto mediante la fornitura di servizi e beni di prima necessità:</p>
<blockquote><p>Dal momento in cui il Sudan del Sud è diventato uno Stato, la questione fondamentale per i suoi abitanti, e probabilmente per la stabilità di tutta la nazione, è costituita dagli investimenti nel settore agricolo e dalla sicurezza alimentare a lungo termine.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>La comunità internazionale ha investito ingenti cifre nella pastorizia in Sudan e nel Sudan del Sud attraverso l&#39;<a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accordo_di_Naivasha">Accordo di Naivasha</a> (<em>Comprehensive Peace Agreement</em>), e durante il periodo di autonomia del Sudan del Sud. Ma il compito più arduo inizia adesso e i donatori internazionali devono raddoppiare gli impegni presi per aiutare il Sudan del Sud a sconfiggere l&#39;instabilità, lo sfollamento, le frequenti siccità e le inondazioni cicliche.</p>
<p>Per facilitare la transizione verso la pace, sia all&#39;interno del Paese sia con gli Stati confinanti, il Sudan del Sud avrà bisogno di sviluppare un completo equilibrio tra un piano d&#39;azione pluriennale basato sulla prevedibilità degli aiuti allo sviluppo e un supporto continuativo per la gestione degli aiuti umanitari, focalizzato sul rafforzamento delle capacità del Governo di gestire le calamità e di rispondere alle emergenze.</p>
<p>Inoltre, sarebbe fondamentale investire in piani di Riduzione del Rischio di Catastrofi (RRC) e di capacità di ripresa, mediante i quali le comunità siano in grado di prevenire, attenuare gli effetti e recuperare velocemente in seguito a crisi umanitarie. I donatori internazionali dovrebbero guardare alla nascente società civile sudsudanese come a un attore fondamentale nella fornitura di aiuti umanitari e allo sviluppo, che possa integrare i programmi statali e privati.</p></blockquote>
<p>Medici Senza Frontiere (MSF) fornisce un <a title="Leggi il comunicato sul sito di Medici Senza Frontiere in italiano" href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/comunicati_stampa.asp?id=2811">resoconto</a> della situazione sul campo. Parthesarathy Rajendran, capo della missione di MSF nel Sudan del Sud, dice:</p>
<blockquote><p>La scorsa settimana migliaia di persone a Lekongole e Pibor sono fuggite per salvarsi e ora si nascondono nella savana, terrorizzate per le proprie vite. La gente è fuggita di fretta e non ha né cibo né acqua, senza dubbio ci sono molti feriti che adesso si trovano da soli e senza la possibilità di ottenere assistenza umanitaria.</p>
<p>Il villaggio di Lekongole è stato raso al suolo e un’équipe di MSF, che ha verificato la situazione il 28 dicembre, ha descritto Pibor come una “città fantasma”, dalla quale quasi tutti sono scappati nelle zone circostanti. Poiché la gente continua a rimanere nascosta nella savana, non è possibile raggiungerla per pulire e medicare le ferite, curare i malati e fornire assistenza sanitaria di base. Se le persone resteranno nascoste ancora a lungo, la situazione per i feriti o i malati si aggraverà.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Ci sono moltissime situazioni di crisi che si stanno evolvendo in varie parti del Sudan del Sud in questi giorni. Le nostre équipe mediche si stanno occupando anche di rispondere alla crisi provocata dai rifugiati in fuga dal conflitto nel vicino Sudan. Tutto ciò dimostra che, nonostante l&#39;indipendenza, vi sono gravi emergenze ancora da affrontare nel Sudan del Sud e incrementare la capacità di rispondere a tali emergenze umanitarie rimane una prioprità assoluta.</p></blockquote>
<p>Sul blog <a title="Leggi il commento sul blog Bill's Space in inglese" href="http://jkirkby8712.wordpress.com/2012/01/07/friday-6th-january-2012-no-2-entry-problems-in-south-sudan-thoughts-of-a-former-refugee-friend/">Bill&#39;s Space</a> [en] si legge:</p>
<blockquote><p>Sono passati solo pochi mesi dalla nascita di un nuovo Stato in Africa, con la separazione del Sudan del Sud dal Sudan. Ma un nuovo nome e una nuova vita servono ben poco per cambiare la realtà in quella parte di mondo. Sto leggendo resoconti che parlano di più di 3.000 persone uccise nel Sudan del Sud la settimana scorsa a causa di violenze etniche, che hanno costretto altre migliaia di persone alla fuga - nonostante la fuga sembra essere ciò che la gente sta facendo da decadi in Sudan. Questi tipi di omicidi di massa o massacri sono perpetuati nonostante la presenza del personale delle Nazioni Unite, dell&#39;esercito del Sudan del Sud, etc. La notizia che si tratta della peggiore esplosione di violenza etnica nel nuovo Stato dalla separazione dal Sudan, avvenuta a luglio, sembra essere indice del fatto che tali violenze rappresentano un&#39;attività continua [&#8230;].</p></blockquote>
<p>Molti sono i commenti cinici sull&#39;intenzione dichiarata dalla comunità internazionale di voler aiutare il Sudan del Sud. Il blog <em>The Impudent Observer</em> ha pubblicato un post satirico dal titolo  <a title="Leggi il post sul blog in inglese" href="http://theimpudentobserver.com/world-news/death-in-sudan-who-cares/">Death in Sudan, Who Cares?</a> [en] (Morte in Sudan, a chi importa?), mettendo in ridicolo in particolare gli Stati Uniti:</p>
<blockquote><p>Quest&#39;intrepido giornalista ha chiesto a famosi leader politici americani la loro reazione a un tale massacro degli innocenti.</p>
<p>George Bush:  ”Il punto da chiarire è la presenza o meno nel Sudan del Sud di armi di distruzione di massa che rappresentino una minaccia per la sicurezza dell&#39;America.”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Bachmann">Michele Bachmann</a>:  ”Sudan del Sud? È quello vicino a New Orleans?”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herman_Cain">Herman Cain</a>:  ”Mi chiedo se qualcuno là possa essere interessato a un fantastico affare per la pizza.”<br />
<em>(N.d.T.: Cain è stato amministratore delegato della <a title="Leggi un articolo su Il Post in italiano" href="http://www.ilpost.it/2011/10/18/lascesa-di-herman-cain/">catena di pizzerie</a> &#8216;Godfather&#39;s Pizza&#39; fino al 1996).</em></p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano">Rick Santorum</a>:  ”Esorto quelle persone sfortunate a pregare Dio”.</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitt_Romney">Mitt Romney</a>:  ”L&#39;America si stringe nel cordoglio per tutti i perseguitati. Informerò la sede generale dei Mormoni in modo che posssano inviare dei missionari.”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Newt_Gingrich">Newt Gingrich</a>:  ”Se i leader del Sudan del Sud volessero contattarmi, avrei alcune idee interessanti che potrebbero aiutarli e la mia organizzazione offre uno sconto d&#39;inizio anno.”</p>
<p>Barack Obama:  ”Stiamo abbandonando le aree problematiche, non il contrario.”</p></blockquote>
<p style="text-align: center;" title="Guarda il video realizzato da Al Jazeera su YouTube"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/7ZXuvRgMSwU?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per ulteriori aggiornamenti, è utile seguire il blog di <a title="Vai al blog di PannLuel Wël in inglese" href="http://paanluelwel2011.wordpress.com/">PannLuel Wël</a> [en], che scrive da Washington, o anche il suo account Twitter <a title="Vai all'account di PannLuel Wël su Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/PaanLuelWel2011">@PaanLuelWel2011</a> [en].</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/irene-schillaci/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Irene Schillaci'>Irene Schillaci</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/09/south-sudan-humanitarian-crisis-in-the-worlds-newest-country/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/sud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;text=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Libia 2011: un anno cruciale raccontato online</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 22:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele Cinarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 2011 le drammatiche vicende libriche hanno attratto a lungo l'attenzione mediatica. Ecco una carrellata su paure, speranze e sogni della gente raccontati direttamente dai netizen libici --puntando a un 2012 interessante e pieno di sfide.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel gennaio 2011, mentre l&#39;Egitto passava il travaglio della Primavera Araba, <a title="link da Blogspot" href="http://lonehighlander.blogspot.com/2011/01/straight-from-heart.html">Highlander</a> [en, <em>come tutti gli altri link, eccetto dove specificato</em>] era una tra i pochi netizen della blogosfera libica a porre sottilmente la questione se l&#39; &#8220;Occidente&#8221; avesse permesso che l&#39;ex presidente egiziano Hosni Mubarak fosse rovesciato da quella che sembrava essere sempre di più una rivoluzione popolare senza ritorno.</p>
<p>Scriveva infatti la blogger:</p>
<blockquote><p>Lasciate Mubarak da solo, finchè ci tiene al sicuro, non ci importa di niente e di nessuno :P</p></blockquote>
<p>Era il massimo a cui ci si poteva spingere, in una Libia sotto lo stretto controllo di Muammar Gheddafi.</p>
<p>A febbraio il Paese era però preda della rivolta. Prima che Tripoli ne fosse schiacciata, la sensazione era che tutto fosse possibile; così alcuni blogger si sono avventurati in un territorio più pericoloso, dando resoconti diretti su quanto stava accadendo; ad esempio la guerra per la sopravvivenza a Bengasi, e il fatto che in tutte le città il malcontento si fosse fatte pressante e urgente, come bene spiegava <a title="link da Blogspot" href="http://anarabscontemplations.blogspot.com/2011_02_01_archive.html">PH</a>:</p>
<blockquote><p>• Libyanna (società di telefonia mobile) ha inviato un messaggio a tutti i cittadini di Bengasi dicendo di andare a casa; come se fosse il loro lavoro difendere la città.<br />
• Armi e soldati sono arrivati da Beida e dintorni.<br />
• Il 64mo battaglione e le forze speciali di Abdulfath Younis ( عبدالفتاح يونس) stanno attaccando il presidio principale della guardia rivoluzionaria a Bengasi ( الفضيل بوعمر). La battaglia è ancora in corso.<br />
• La cittadinanza di Bengasi si arma con qualsiasi cosa a portata di mano.<br />
• La gente canta &#8220;Muammar stiamo arrivando, la morte si avvicina&#8221;.<br />
• La folla è la più vasta vista sin&#39;ora (erano circa 100.000), tre giorni fa.<br />
• Un elicottero è stato abbattuto dalla popolazione di Bengasi.</p></blockquote>
<p>Una battuta telegrafica di <a title="Link da Blogspot" href="http://khadijateri.blogspot.com/2011_02_01_archive.html">Khaijateri </a>sul tristemente noto e terrificante discorso di Gheddafi (poi noto come &#8220;Zenga Zenga&#8221;), dove siamo stati definiti ratti e drogati:</p>
<blockquote><p>Abbiamo guardato, abbiamo fatto uno spuntino. C&#39;erano varie sensazioni: incredulità, orrore, stupore tra gli altri, ma soprattutto solo disgusto.</p></blockquote>
<p>Marzo è stato immortalato dal rogo del <a title="link da Answer.com" href="http://www.answers.com/topic/green-book-cd-interactive-standard">Libro Verde</a>, che dettagliava la politica governativa di Gheddafi, come scrive <a title="link da anglo-libyan.com" href="http://www.anglo-libyan.com/2011/03/green-book-burns.html">Anglo-Libyan</a>:</p>
<blockquote><p>Per la prima volta nella mia vita ero d&#39;accordo a bruciare un libro, l&#39;idiota libro verde di Gheddafi l&#39;assassino, i coraggiosi abitanti di Misurata sono uniti nel mandare un messaggio a Gheddafi, fino a quanto questo dittatore fuori di testa affermerà che questi coraggiosi sono ubriachi e drogati! [sic]</p></blockquote>
<p>A marzo c&#39;è stato il blocco di Internet e le nostre voci sono state ridotte al silenzio, eccetto per quelli con telefoni Thuraya o connessioni VSAT. Ciò ci ha portato a seguire le trasmissioni video di contrabbando sulle TV satellitari arabe. Le città sono state imbavagliate una dopo l&#39;altra e i libici fuori dal Paese o quelli nell&#39;est liberato si sono fatti carico di amplificare le nostre voci, mentre il resto del Paese aspettava che venisse dichiarata la <em>no fly zone</em>.</p>
<p><a title="link da Blogspot" href="http://whitelibyanafrican.blogspot.com/2011_03_01_archive.html">Whiteafrican</a> a Manchester (UK) scriveva:</p>
<blockquote><p>Sono così fiero dei libici, hanno provato al mondo che sono davvero i leoni del deserto, gli uomini di Bengasi, Beida, Derna, Tobruch, Brega, Ras Lanuf, Agedabia, di Zawia, Zintan e Misurata.</p>
<p>Solo con i loro sandali e in molti casi, i loro pugni davanti a carriarmati, missili, RPG e le armi più recenti, per liberare la Libia, è coraggioso e questo coraggio non si vedeva da tanto tempo.[sic]</p></blockquote>
<p>Nel frattempo<a title="link da Blogspot" href="http://weda4all.blogspot.com/2011/03/17-february-youth-did-it.html">Ruwida Ashour</a> da Bengasi invocava:</p>
<blockquote><p>non posso scrivere di più &amp; quello che è successo &amp; quello che sta succedendo in Libia è incredibile&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;per favore date il vostro appoggio al popolo libico con tutto quello che potete, anche solo con un sorriso, l&#39;mmagine del profilo o qualsiasi altra cosa &#8230;&#8230;&#8230;abbiamo ancora del denaro ma abbiamo bisogno di supporto morale.</p></blockquote>
<p>Nello stesso mese, Eman Al Obaidi è riuscita a fuggire ai suoi stupratori, ed è stata lanciata una petizione mondiale per farne conoscere la sua situazione. E&#39; stato anche il mese dell&#39;ultimo post della povera <a title="link da Blog Dregia" href="http://blog.dregia.us/2011/03/save-eman-el-obedi-victim-of-rape-by.html">Hannu</a>. Alla blogosfera libica mancherà molto Hannu, perché il suo umorismo e onestà erano un modello per tutti.</p>
<p>Ad aprile, mentre continuava la campagna di bombardamenti della NATO, il popolo libico veniva traumatizzato dalle notizie degli stupri di massa e molti cercavano di condividere la propria disperazione con il mondo, come fa <a title="link da Blogspot" href="http://sereeb.blogspot.com/2011/05/desperation-of-rape-victims-in-libya.html">Soad</a>:</p>
<blockquote><p>Giovani ragazze e donne, che erano vergini, vittime di brutali stupri di massa e torture; molti di questi sono stati ripresi con telefoni cellulari, e i filmati sono stati divulgati per accrescere l&#39;umiliazione di queste vittime e delle loro famiglie. Molte vittime hanno contratto l&#39;HIV e alcune sono rimaste incinte; è un problema enorme e c&#39;è bisogno di affrontarlo immediatamente, senza perdere tempo.</p></blockquote>
<p>Passando dalla primavera all&#39;estate, abbiamo visto l&#39;assedio di Misurata e la battaglia sulle Montagne Occidentali. C&#39;erano battaglie su due fronti per le città petrolifere costiere di Brega, Agedabia e Ras Lanuf; e temevamo che la Libia sarebbe stata divisa, con il crescente numero di famiglie disperse all&#39;interno e all&#39;esterno del Paese. Questa situazione è stata sintetizzata bene da<a title="link da Blogspot" href="http://harimnanotes.blogspot.com/2011/06/25-2-2011.html#more"> Noureddin</a> [ar] mentre si preparava a partire, in maggio:</p>
<div class="arabic">وبدأت أعدّ للرحيل.<br />
أفرز أوراقي: وثائق قانونية وتاريخية، وأسرية تعود لثلاثة أجيال وأكثر.. ومقتنيات لبعضها قيمته المادية ولبعضها الأخر قيمته المعنوية.. بعضٌ من الذاكرة.. بعضٌ مني سأودعه عند عزيز وسأصطحب من البعض الأخر ما أمكن&#8230; وسأترك ورائي ما أتركه وديعةً عند ربي&#8230; وزرت الأهل والأصحاب مودعا.</div>
<div class="translation">Sto facendo le valigie e mi preparo a partire. Riordino le mie carte, i documenti legali, storici e di famiglia che risalgono a più di tre generazioni. Osservo attentamente i miei averi terreni, alcuni con un valore materiale, ma altri con uno sentimentale, poichè conservano dei cari ricordi. Ne lascio alcuni agli amici e cerco di portare con me quello che posso. Lascio il resto alla cura di Dio, così come lascerò la mia famiglia e i miei amici e li saluterò.</div>
<p>Il post di <a title="link da Blogspot" href="http://lebeeya.blogspot.com/2011/06/freedom.html">Lebeeya</a> a giugno, con il titolo appropriato di <em>Libertà</em>, ha dato corpo ai nostri sogni in una guerra che si è trascinata per mesi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-283265" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=283265"><img class="aligncenter size-medium wp-image-283265" title="roundup" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/roundup-375x267.jpg" alt="" width="375" height="267" /></a></p>
<p>Nel frattempo, a luglio blogger pro-Gheddafi non sono rimaste in silenzio, e siccome in guerra tutto è lecito, i post su <a title="link da Blogspot" href="http://libyasos.blogspot.com/2011/07/libya-eyewitness-we-have-so-much.html">SOS Libya</a> raccontavano storie che mi facevano sentire su un altro pianeta. Ecco un esempio:</p>
<blockquote><p>La NATO non sta bombardando i ribelli dell&#39;Est. La NATO lavora per i ribelli. La gente non osa lamentarsi di loro. Temono per la propria vita e per quella dei propri cari. Abbiamo incontrato molte persone riuscite a fuggire da questi luoghi, ma non vogliono che il proprio nome appaia, perchè le loro famiglie sono ancora laggiù, e se mostrasero il loro volto o parlassero pubblicamente delle atrocità commesse dai ribelli, i membri della loro famiglia rimasti verrebbero uccisi. Sappiamo queste cose di persona, uno del nostro gruppo ha avuto esattamente questo problema e non ha potuto essere filmato, suo padre l&#39;ha chiamato e ha detto che i ribelli l&#39;hanno visto alla TV, e che se avesse parlato un&#39;altra volta contro di loro avrebbero ucciso i suoi fratelli uno per uno e poi sarebbero passati agli altri membri della famiglia. […]<br />
Non abbiamo mai sentito parlare di repressione da parte di Gheddafi, il popolo ha molto rispetto e amore per lui. Vestono tutti di verde e portano sue foto attorno al collo, credetemi, le notizie dell&#39;occidente sono così lontane dalla verità che sembrano venire da un altro pianeta.<br />
Non abbiamo mai visto nessuno picchiato, molestato, incarcerato; anzi, siamo rimasti in giro per diversi giorni e non abbiamo mai visto un poliziotto. [sic]</p></blockquote>
<p>La battaglia infuriava, Brega cambiava padrone ogni 24 ore e con la morte del generale ribelle <a title="link da Washington Post.com" href="http://www.washingtonpost.com/world/middle-east/abdul-fattah-younis-libyan-rebel-military-commander-is-killed/2011/07/28/gIQASWDyfI_story.html">Abdulfattah Younis</a>, scemava la speranza della fine della guerra, come cercava di spiegare la blogger <a href="http://visionsofalibyan.blogspot.com/2011_07_01_archive.html">Hana S</a>:</p>
<blockquote><p>Lo scorso sabato ho sognato che la Libia era stata finalmente liberata. Nel sogno era venerdì, il venerdì che precede l&#39;inizio del Ramadan. Ci siete arrivati? Il Ramadan quest&#39;anno e sia il prossimo weekend o l&#39;inizio della prossima settimana. E questo venerdì è l&#39;ultimo prima del mese sacro!</p>
<p>Mi sono svegliata entusiasta e pieno di speranza. Nel sogno era tutto bellissimo. Chissà come sarà nella vita reale!?</p></blockquote>
<p>A luglio Tripoli diventava sempre più inquieta e tutti iniziavano a pensare che lo scontro finale sarebbe stato brutale. C&#39;erani molti timori su ciò che sarebbe potuto accadere, ipotesi di genocidio come quelle espresse da Displaced Libyan non erano molto lontane:</p>
<blockquote><p>Sarebbe stato letteralmete il ‘Selvaggio West’ dove ognuno con un motivo di rancore e suo fratello avrebbero partecipato ad un caos generale che sarebbe costato anni e migliaia di vite umane, rifugiati e miliardi di perdite. In pratica l&#39;immagine che avevo in mente era quella di un bagno di sangue da cui non vedevo alcuna uscita.</p></blockquote>
<p>Tutta la pazienza e la sofferenza di Tripoli è arrivata all&#39;apice in agosto, durante la tanto attesa seconda rivolta e l&#39;operazione Sirena. Dopo tutti quei momenti angoscianti, la splendente liberazione di Tripoli aveva qualcosa di miracoloso e con il ristambilimento delle connessioni Internet, <a title="link da Blogspot" href="http://libyanviolet.blogspot.com/2011/08/freedom-in-libya-at-last-thank-you-all.html">Violet</a> esprimeva così il suo sollievo:</p>
<blockquote><p>è stato bellissimo vedere quanto è cambiata la psiche del popolo libico, i muri della paura sono caduti. La libertà è senza prezzo.</p></blockquote>
<p>I libici erano euforici per la liberazione della capitale, anche se Gheddafi è riuscito a scappare. I festeggiamenti sono andati avanti per settimane, anche se la guerra infuriava sugli altri fronti. Nel frattempo, per la prima volta dopo mesi, i media riscivano a raggiungere la maggioranza dei territori libici, iniziavano ad arrivare le associazioni umanitarie, e il resto del Paese si metteva al pari dei fratelli orientali, e a settembre i blog descrivevano il ritorno alla vita normale. On the Edge è stata contenta di trovare di nuovo <a title="link da Blogspot" href="http://on-the-edge-of-something.blogspot.com/2011_09_01_archive.html">la pizza </a>:</p>
<blockquote><p>Il <em>fast food</em> sta tornando a Tripoli. Moe e io siamo andate in un piccolo centro commerciale venerdì. Non eravamo più andate da prima del Ramadan. Abbiamo trovato un bar, che era stato chiuso, aperto. Avevano torte al formaggio, pasticcini, il miglior caffè italiano, e più di tutto, la PIZZA! OMG !!! Pieni di cibo gustosissimo.</p></blockquote>
<p>A ottobre, molte delle città che resistevano hanno iniziato a cadere, e l&#39;evento più importante del mese per la Libia e per il mondo è stata la morte di Gheddafi. Il post più evocativo sull&#39;evento è quello di <a title="link da Blogspot" href="http://nasimlibya1.blogspot.com/2011_10_01_archive.html">NassimLibya</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">صباحك بلا حصون بلا خطوط حمراء<br />
.بلا جنون بلا نبى الصحراء<br />
الله أكبر الله أكبر الله أكبر</div>
<div class="translation">
<p>Una mattina senza muri, senza linee rosse<br />
senza follie e senza profeti del deserto,<br />
Dio è grande, Dio è grande, Dio è grande.</p>
</div>
<p>Con la morte di Gheddafi e del figlio Mutassim, è caduta anche Sirte e più tardi, il 23 ottobre, è stata dichiarata la liberazione di tutti i territori libici.</p>
<p>A novembre, c&#39;è stato un altro colpo di fortuna con la cattura di Saif Al Islam Gheddafi vivo.</p>
<p>Ancora il post di <a title="link da Blogspot" href="http://lebeeya.blogspot.com/2011/11/oh-saif-is-that-peace-symbol-youre.html">Lebeeya</a> su questo evento riassume il sentimento di molti:</p>
<blockquote><p>La cattura di Saif equivale a rimuovere l&#39;ultima traccia di malattia nel paese. Spero che il manipolo dei fedeli di Gheddafi esca dalla bolla e si unisca agli altri per una Libia migliore. Inshallah (con il volere di Dio) la <a title="link da Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fitna_%28word%29">fitna</a> si fermerà qui.<br />
Quello che penso delle dita mozzate di Saif: anche se la Reuters conferma che ha perso le dita in un incidente accaduto qualche mese fa. Spero che sia solo una storia montata per coprire i fatti reali! I thuwar (ribelli) l&#39;hanno scovato e gli hanno mozzato le dita lentamente e dolorosamente!</p></blockquote>
<p>Ora la Libia è di nuovo un Paese unito, le linee telefoniche tra Est e Ovest sono state ripristinate, i sistemi bancari e gli altri sistemi sono stati riuniti, il governo a interim si è trasferito in gran parte a Tripoli. Il popolo libico ha finito un anno tumultuoso festeggiando la data della storica indipendenza il 24 dicembre, e <a title="link da Blogspot" href="http://happymoi.blogspot.com/2011/12/happy-60th-anniversary-libya-and-other.html">Happymoi</a> non ha potuto fare a meno di ricordare ai lettori che</p>
<blockquote><p>Questa giornata era stata soppressa dall&#39;ex regime per così tanto tempo. E&#39; bello poter dire: Buon Giorno dell&#39;Indipendeza Libia!</p></blockquote>
<p>E&#39; la conclusione degna per un anno insolito: il 2011 &#8230;. Il popolo si trova davanti a una strada lunga e difficile per ricostruire il Paese, e allo stesso tempo la democrazia. Ci saranno degli errori, ma il 2012 certamente sarà interessante e pieno di sfide.</p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/fozia-mohamed/' title='elenca tutti gli articoli di Fozia Mohamed'>Fozia Mohamed</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/rachele-cinarelli/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Rachele Cinarelli'>Rachele Cinarelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/09/libya-2011-a-seminal-year-through-citizen-media/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/libia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F&#038;text=Libia+2011%3A+un+anno+cruciale+raccontato+online&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F&#038;title=Libia+2011%3A+un+anno+cruciale+raccontato+online' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F&#038;title=Libia+2011%3A+un+anno+cruciale+raccontato+online' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F&#038;title=Libia+2011%3A+un+anno+cruciale+raccontato+online' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F&#038;title=Libia+2011%3A+un+anno+cruciale+raccontato+online' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Cina 2011: repressioni, rivolte popolari e cyber-attivismo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/cina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/cina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 17:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Torchio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalle repressioni di qualsiasi malcontento popolare ai dibattiti sui modelli di sviluppo futuro: il 2011 è stato un altro anno ricco di eventi in Cina. Eccone un'ampia panoramica tramite gli articoli pubblicati da Global Voices.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 è iniziato con un giro di vite da parte delle autorità cinesi per prevenire il dilagare della cosidetta &#8216;Rivoluzione Araba dei Gelsomini&#39; ed è terminato con una serie di rivolte di una popolazione stanca a causa della corruzione delle autorità locali e delle acquisizioni illegali di terreni.</p>
<p><strong>Repressioni dei Gelsomini</strong></p>
<p>La Primavera Araba ha <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/01/17/china-tense-days-and-nights-in-tunis"> riportato alla memoria</a> [en, <em>come tutti gli altri link eccetto ove diversamente segnalato</em>] del popolo cinese la sua stessa storia politica contro le autorità. La <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/02/13/china-farewell-to-all-mubaraks">caduta di Mubarak</a> in Egitto ha quindi messo in allerta il regime autoritario illegittimo in Cina.</p>
<p><a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/01/china-not-tweeting-a-revolution">Senza un confronto reale con alcuna opposizione</a>, il Partito Comunista Cinese (PCC) <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/02/23/china-playing-revolution-on-twitter">ha cominciato l’anno con una dura repressione</a> contro alcuni <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/cina-una-rivoluzione-del-gelsomino-locale-forse-chissa/">utori influenti online</a> [it] e gli attivisti dei diritti umani nel febbraio 2011. Tra loro ci sono il blogger attivista <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/31/china-the-interrogation-a-tale-of-ai-and-revolution">Liu Di</a>, il famoso attivista-artista  <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/04/china-ai-weiwei-detained-initial-twitter-reactions">Ai Weiwei</a>, lo scrittore del Sichuan <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/09/china-ran-yunfei%e2%80%99s-blogging-for-political-change">Ran Yunfei</a>, l&#39;avvocatessa di Shanghai <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/cina-avvocata-detenuta-e-interrogata-sulla-sua-vita-sessuale/">Li Tiantian</a> [it], l&#39;attivista forense del Sichuan <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/06/01/china-first-jasmine-sentence-handed-down">Li Shuangde</a> e l&#39;attivista di Pechino <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/07/18/china-campaigning-for-the-release-of-female-activist-wang-lihong">Wang Lihong</a>.</p>
<div id="attachment_277917" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://www.weibo.com/1930653571/xCgjP9ZYU"><img class="size-medium wp-image-277917 " title="Christian Bale, immagine da Weibo" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/bale3-375x275.jpg" alt="Christian Bale, immagine da Weibo" width="200" /></a><p class="wp-caption-text">Christian Bale, immagine da Weibo</p></div>
<p>Nonostante l’atmosfera tesa, gli attivisti dell’informazione hanno continuato a manifestare a favore di tutti i detenuti politici.  La <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/cina-campagna-a-favore-di-un-attivista-cieco-repressa-con-la-violenza/">campagna a favore della liberazione di Chen Guangchen</a>[it] si è protratta per mesi dal settembre 2011, e gli ultimi sviluppi sono quelli che hanno visto protagonista <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/cina-attore-inglese-maltrattato-per-aver-provato-a-visitare-attivista-locale/">l’attore attivista Christian Bale che è stato malmenato dalle guardie del villaggio</a> [it] mentre cercava di far visita a Chen.</p>
<p><strong>Conflitti sociali</strong></p>
<p>I conflitti sociali hanno continuato a proliferare tra le comunità locali per tutto il 2011. Il primo caso all’inizio dell’anno è stata <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/01/03/china-nationwide-truth-crisis-as-qian-yunhuis-death-ruled-an-accident">l’indagine sul presunto omicidio di Qian Yunhui</a>, un capo villaggio nella provincia dello Zhejiang che si era opposto alle acquisizioni forzate di terreni nella contea di Yueqing. Mentre l’indagine ufficiale chiudeva il caso come un incidente, molti netizen ritenevano si trattasse di un omicidio per i ben numerosi interessi che il governo della contea ha nei progetti di sviluppo edilizio..</p>
<p>Mentre le aree rurali sono state devastate dalla confisca territoriale, le aree urbane erano minacciate dalle bolle immobiliari. La maggior parte dei cittadini pensavano che il governo avrebbe dovuto introdurre una politica per ridimensionare il mercato immobiliare e hanno espresso la loro rabbia verso l’irrealistica <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/china-voila-rmb-77-rent-per-month/">propaganda comunista </a>[it], secondo cui generosi sussidi di affitto erano disponibili per aiutare le famiglie a basso reddito a Pechino.</p>
<p>Invece di aiutare i poveri, molte città hanno adottato la politica di <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/04/cina-lespulsione-degli-indesiderati-dai-centri-urbani/">ripulirsi dagli &#8220;indesiderati&#8221;</a>[it]. La disparità di reddito e l’ingiustizia sociale hanno causato un amaro risentimento di quest&#39;ultimi verso le persone ricche e i <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/25/china-three-public-expenditures-and-state-secrets">governanti</a>.</p>
<p>Le reazione dei netizen al <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/21/china-the-murder-case-of-yao-jiaxin">caso di omicidio di Yao Jiaxin</a> ha rispecchiato il sentimento popolare. <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/08/china-taxi-drivers-and-railway-workers-on-strike">I tassisti</a> sono stati tra i principali gruppi sociali a provare l’effetto dell’inflazione sulla loro vita. D’altra parte, dal momento che la società è divenuta più instabile e l’economia ha subito un’inflessione, <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/cina-la-fuga-dei-ricchi/">i ricchi sono fuggiti</a>[it], <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/06/china-the-runaway-bosses-of-wenzhou-city">chi comanda è scappato</a> e <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/11/17/china-suicide-civil-servants-in-depression-or-being-depressed">gli impiegati statali</a> si sono suicidati.</p>
<p>In questa situazione di ingiustizia sociale i bambini son il gruppo più vulnerabile. Nelle aree rurali, <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/cina-58-milioni-di-bambini-abbandonati/">58 milioni di bambini sono stati abbandonati</a> [it] dai loro genitori che sono andati in città alla ricerca di lavoro. Molti di loro sono diventati <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/cina-documentario-sulla-tratta-dei-bambini-rapiti-e-venduti/">vittime di rapimenti</a> [it]. Ancora più grave è il fatto che i rapitori di questi bambini siano protetti dalla <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/cina-la-norma-sulla-prostituzione-minorile-protegge-gli-stupratori/">&#8220;legge sulla prostituzione minorile&#8221;</a> [it].</p>
<p><a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/04/cina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare/">La sicurezza alimentare rimane un problema irrisolto</a> [it]. Gli scandali del latte avvelenato ha continuato a persistere per tutto l’anno. In seguito al fenomeno dei cinesi continentali che hanno attraversato il confine per approvvigionarsi di latte in polvere, si è verificata una <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/14/hong-kong-panic-over-milk-powder-shortage">carenza ad Hong Kong</a>. Il responso immediato del popolo cinese alla crisi giapponese per le radiazioni dovute al terremoto è stata la <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/16/china-salt-radiation-rumors-fuel-widespread-panic-buying">psicosi di acquisto</a> di sale marino. In ogni caso, l’effetto radioattivo è probabilmente minore rispetto ai componenti chimici trovati nelle <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/cina-sono-davvero-sicuri-i-cocomeri-esplosivi/">angurie</a> [it] e nell&#39;<a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/08/cina-dopo-i-cocomeri-esplosivi-arriva-laceto-chimico/">aceto</a> [it].</p>
<p><strong>Sviluppo eccessivo e rivolte popolari</strong></p>
<p>Molti dei conflitti popolari sono stati l’effetto di uno sviluppo incontrollato. <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/cina-il-governo-ammette-i-gravi-problemi-della-diga-delle-tre-gole/">L’impatto ambientale della costruzione della Diga delle Tre Gole</a> [it] deve essere ancora valutato.</p>
<div id="attachment_278928" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-278928 " title="Migliaia di persone bloccano l'entrata di un'autostrada." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/highspeed-300x300.jpg" alt="Migliaia di persone bloccano l'entrata di un'autostrada. Immagini ampiamente circolate in Weibo." width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Migliaia di persone bloccano una autostrada.</p></div>
<p>In agosto, <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/14/china-large-nimby-protest-erupts-in-dalian">una mobilitazione su larga scala “non nel mio cortile” ha avuto luogo a Dalian</a> e il governo locale è stato obbligato ad accettare la richiesta dei residenti di trasferire una fabbrica chimica. L’anno si è concluso con due rivolte dall’esito positivo nella provincia del Guangdong a <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/cina-proteste-e-repressioni-in-un-villaggio-del-guangdong/">Wukan</a> [it] e ad <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/12/20/china-guangdong-uprising-now-in-haimen">Haimen</a>: entrambe nate contro i principali progetti di espansione edilizia che traevano profitto dall’appropriazione dei terreni della popolazione.</p>
<p><strong>Il modello Cina</strong></p>
<p>Da una parte, le autorità sono assai orgogliose della crescita della Cina come nazione forte. Né sono mancati i film, come <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/cina-reazioni-contrastanti-per-lepopea-cinematografica-del-partito-comunista/"><em>Beginning of the Great Revival</em></a> [it], realizzati per celebrare il novantesimo anniversario del Partito Comunista Cinese (PCC).</p>
<p>Da un&#39;altra parte, però, al fine di fronteggiare i malcontenti sociali e politici senza dure repressioni, il PCC cerca di studiare <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/14/china-model-in-two-different-cities">differenti modelli di governo </a> per risolvere la sua crisi di legittimità. Alcuni studiosi hanno invocato il <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/cina-confucianesimo-politico-mito-o-realta/">ritorno al Confucianesimo come ideologia di stato</a> [it].</p>
<p>Il PCC non vuole rinunciare al suo modello dittatoriale monopartitico e introdurre riforme politiche. Preferisce  <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/hong-kong-il-governo-propone-lezioni-obbligatorie-di-patriottismo-nelle-scuole/">un’educazione che esegue il lavaggio del cervello</a>[it] e <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/05/12/china-red-culture-fever">la propaganda comunista</a> piuttosto che un cambiamento razionale delle procedure politiche e si basa sul <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/31/china%E2%80%99s-stability-machine-and-the-detention-of-chen-guangcheng">sistema di stabilità </a> per mantenere l’ordine sociale e politico. Così le azioni in difesa dei diritti sono state considerate <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/cina-qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo-diventa-realta/">assurde</a> [it], <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/06/26/china-update-on-the-independent-candidate-campaigns">le campagne di candidati indipendenti </a> nelle elezioni locali sono state soppresse, <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/08/cina-la-tv-di-stato-attacca-i-microblog/">le piattaforme di micro-blogging hanno ricevuto continui attacchi</a> [it], e gli attivisti sono stati soggetti a controlli quotidiani.</p>
<p>Il Modello Cina sembrava fosse anche entrato ad Hong Kong durante la visita del futuro premier Li Keqiang nell’agosto 2011. E’ la prima volta nella storia della città che  <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/17/china-and-hong-kong-citizen-arrested-for-wearing-political-t-shirt">un cittadino è stato arrestato </a> per aver indossato una T-shirt a carattere politico.</p>
<p><strong>Geopolitica</strong></p>
<p>Il <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/04/china-the-cost-of-space-ambition">costoso razzo spaziale </a> è simbolo per i cinesi e per il mondo della crescita della nazione. Ma in termini di politica internazionale, alcuni studiosi credono che la Cina si stia <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/cina-gli-spazi-internazionali-e-la-minaccia-di-taiwan/">bloccando</a> [it] a livello geopolitico. Il <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/30/china-questions-following-mekong-river-massacre">massacro sul fiume Mekong</a> e la <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/11/20/china-us-begins-pacific-century-online-nationalism-follows">strategia diplomatica statunitense nel Pacifico Orientale </a> hanno messo in allarme i nazionalisti cinesi sulla marginalizzazione della posizione diplomatica della Cina nel mondo.</p>
<p>In ogni caso, il gioco del <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/cina-il-nemico-immaginario-del-giappone/">nemico immaginario</a> [it] non potrà mai risolvere i conflitti sociali interni. Anche se <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/12/26/china-only-talking-about-a-revolution">alcuni intellettuali possono trovare un’altra rivoluzione troppo remota e irrealistica</a>, la democrazia e la libertà sono definitivamente diventate un’aspirazione della gente comune nell’anno del  <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/13/china-reflecting-on-100-years-since-the-xinhai-revolution">centesimo anniversario della Rivoluzione Xinhai</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/oiwan/' title='elenca tutti gli articoli di Oiwan Lam'>Oiwan Lam</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/silvia-torchio/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Silvia Torchio'>Silvia Torchio</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/05/china-2011-from-jasmine-crackdowns-to-grassroots-uprisings/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/cina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;text=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Emergenza profughi in Siria</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia & Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Con le violenze diffuse e l&#39;emergenza continua in Siria [it], cresce a dismisura l&#39;esodo verso i Paesi limitrofi (Libano, Turchia e Giordania). Secondo la non-profit Islamic Relief, almeno 650 famiglie siriane (la maggior parte delle quali provenienti dalle zone più a rischio di Homs e Hama) hanno urgente bisogno di... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con le violenze diffuse e l&#39;emergenza continua in <a href="http://it.globalvoicesonline.org/-/world/middle-east-north-africa/syria/">Siria</a> [it], cresce a dismisura l&#39;esodo verso i Paesi limitrofi (Libano, Turchia e Giordania). Secondo la non-profit <a href="http://www.islamic-relief.it/appelli/siria/index.php">Islamic Relief</a>, almeno 650 famiglie siriane (la maggior parte delle quali provenienti dalle zone più a rischio di Homs e Hama) hanno urgente bisogno di scorte di cibo, materiali igienici e altro. Sono in corso una raccolta fondi e altre iniziative specifiche per l&#39;Italia: <a href="http://www.islamic-relief.it/appelli/siria/index.php">qui maggiori dettagli</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/' title='elenca tutti gli articoli di Bernardo Parrella'>Bernardo Parrella</a></span></span> 
 &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/emergenza-profughi-in-siria/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F&#038;text=Emergenza+profughi+in+Siria&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F&#038;title=Emergenza+profughi+in+Siria' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F&#038;title=Emergenza+profughi+in+Siria' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F&#038;title=Emergenza+profughi+in+Siria' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F&#038;title=Emergenza+profughi+in+Siria' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Messico: artisti uniti contro la violenza</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/messico-artisti-uniti-contro-la-violenza/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 17:01:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Jannelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Media & Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte una campagna online per ridare ai numeri delle statistiche sulla violenza in un nome e una storia. Basato su video autoprodotti, il progetto chiede la collaborazione attiva della cittadinanza per impegnarsi a recuperare le tante storie di vittime della violenza diffusa nel Paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La violenze e l&#39;impunità che sta vivendo il Messico negli ultimi anni ha spinto artisti, creativi e media a unire le proprie forze e lanciare una campagna per dare alle statistiche nomi e storie. Attraverso un progetto di tipo collaborativo chiedono al pubblico di rendere pubblici altre storie e dare voce alle vittime della violenza.</p>
<p>Gli artisti hanno già girato una serie di video in cui raccontano alcune storie di persone che sono state uccise in Messico. Ad esempio la cantante Ely Guerra presta la sua voce alla figura di Marisela Escobedo, una madre che ha lottato per ottenere giustizia per la morte della figlia. Nonostante il marito di sua figlia avesse confessato il crimine, le autorità hanno dichiarato la mancanza di prove evidenti per la sua incarcerazione.</p>
<p>Dopo essere riuscita a portarlo per la seconda volta di fronte al tribunale, la corte lo ha dichiarato nuovamente innocente.  Marisela Escobedo è stata uccisa di fronte al Tribunale durante una protesta in cui chiedeva che venisse fatta giustizia per sua figlia. Ancora oggi entrambi gli omicidi, quello di  Marisela e quello di sua figlia, rimangono impuniti</p>
<p>L&#39;intera storia, con sottotitoli in inglese, è raccontata in questo <a href="http://youtu.be/RTokKE47dfo">video</a>:</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/RTokKE47dfo?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il sito <a title="Pagina web del Proyecto ambulante" href="http://www.proyectoambulante.org/?p=12788">Proyecto Ambulante</a> [es, c<em>ome per tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] descrive così <a href="http://youtu.be/hlUFZoKIIQA">il prossimo video</a>:</p>
<blockquote><p>Leonardo Amador Rivas trabajaba en la discoteca News Divine y perdió la vida el 20 de Junio del 2008, junto a otros 11 jóvenes. Un operativo de la policía en el lugar, sin organización, actuando con negligencia y regidos por la criminalización de estos jóvenes, acabó con sus vidas.</p>
<p>Piro Pendas (Ritmo Peligroso), músico mexicano, le da voz a la historia de Leonardo, que es la historia de nuestro país.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Leonardo Amador Rivas lavorava nella discoteca News Divine dove è morto il 20 giugno del 2008 insieme ad altri 11 giovani. Quel giorno ebbe luogo un&#39;operazione di polizia non prevista nè organizzata; gli agenti sono intervenuti in modo negligente e mirando alla criminalizzazione di questi giovani, concludendosi con il loro assassinio.</p>
<p>Piro Pendas (Ritmo Peligroso), musicista messicano, presta la sua voce alla vicenda di Leonardo, un riassunto della storia del Messico.</p>
</div>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/hlUFZoKIIQA?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La quindicenne Victoria Castro proveniente dal Salvador è stata una dei 72 immigrati massacrati in Messico mentre cercava di entrare negli Stati Uniti. <a href="http://youtu.be/6-mGO-Tn480">La sua storia viene raccontata dall&#39;attrice Diana García</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/6-mGO-Tn480?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Su <a title="Pagina di FB del proyecto" href="https://www.facebook.com/events/187192801355821/">Facebook</a> è stato inoltre lanciato un appello pubblico, nella speranza di ricevere nuovi contributi di storie di vittime di violenze, raccontate dagli stessi cittadini. Tutti i video si chiudono con un commento sulla situazione che rende possibile questi reati, uno Stato in cui la legge pare essere stata sostituita dalla corruzione e in cui urge una spinta a reagire da parte dell&#39;intero Paese. I video possono essere inviati   in qualsiasi momento, dato che <a title="Bando aperto del progetto" href="http://contingentegdl.blogspot.com/2011/10/nuestras-vidas-nuestros-nombres.html">il progetto rimane aperto a tutti.</a></p>
<blockquote><p>Los invitamos a participar en un video colectivo que pretende darle voz y vida a los que la perdieron en manos de la guerra contra el narco, de la impunidad y corrupción, en manos de la violencia que se vive actualmente en nuestro país. Los nombres se cambian por números y esto nos hace ajenos a la tragedia. Cada víctima tiene nombre y detrás de él existe una vida, una historia, una familia. La tragedia es nuestra, no de alguien más.</p></blockquote>
<div class="translation">Vi invitiamo a partecipare a questa esperienza collettiva, che vuole dare vita e voce a coloro che l&#39;hanno persa a causa della <a title="Pagina di Wikipedia sulla guerra ai narco in Messico" href=" http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_messicana_della_droga">guerra contro il narcotraffico</a> [it], dell&#39;impunità e della corruzione, a causa della violenza che oggi vive il nostro Paese. I nomi diventano dei numeri e questo ci allontana dalla tragedia che viviamo. Ogni vittima ha un nome, e dietro a questo c&#39;è una vita, una storia, una famiglia. La tragedia è nostra, non di qualcun&#39;altro.</div>
<p><a href="http://youtu.be/u2OHlfMsxNA">Carlo Avilés presta la sua voce a Juan Carlos Medrano</a>, ucciso da un gruppo armato a casa, dove stava celebrando la vittoria della squadra di basket favorita. Il suo migliore amico lo ha trasportato in ospedale ma non c&#39;è stato nulla da fare ed è morto 48 ore dopo, come anche altri 14 ragazzi, oltre a circa 20  feriti. Tutti avevano tra i 15 e i 20 anni.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/u2OHlfMsxNA?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Infine, ecco come la <a title="Pagina web del quotidiano Marvil" href="http://marvin.com.mx/noticia.detalle.php?art_id=4444">testata online  Marvin</a> sintetizza il progetto:</p>
<blockquote><p>Utilizando herramientas como <a href="http://www.youtube.com/user/NVidasNNombres" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>YouTube</strong></span></a> y las redes sociales para crear fenómenos virales, &#8220;<em>Nuestras vidas, nuestros nombres&#8221;</em> pretende generar una consciencia colectiva acerca de las tragedias que vivimos a diario en nuestro país. La violencia no es solamente la que vemos en los medios, la violencia inicia en los hogares, y desde ahí es desde donde se tiene que generar una cultura anti-violencia.</p></blockquote>
<div class="translation">Ricorrendo a strumenti come  <a href="http://www.youtube.com/user/NVidasNNombres" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>YouTube</strong></span></a> e ai social network per creare video virali, &#8220;<em>Nuestras vidas, nuestros nombres&#8221;</em> vuole dar vita alla coscienza collettiva sulle tragedie che accadono tutti i giorni nel nostro Paese. La violenza non è solo un fenomeno rappresentato dai media,  ma ha inizio nelle case ed è da lì che vogliamo far partire il processo che generi la cultura della non-violenza.</div>
<div class="notes"><em>[Foto del titolo di <a href="http://www.flickr.com/photos/elbragon/6574674209/in/photostream">elbragon</a>, riprese da Flickr  con Licenza Creative commons.]</em></div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/' title='elenca tutti gli articoli di Juliana Rincón Parra'>Juliana Rincón Parra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giulia-jannelli/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Giulia Jannelli'>Giulia Jannelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/04/mexico-wake-up-artists-united-for-peace-go-viral/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/messico-artisti-uniti-contro-la-violenza/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-artisti-uniti-contro-la-violenza%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-artisti-uniti-contro-la-violenza%2F&#038;text=Messico%3A+artisti+uniti+contro+la+violenza&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-artisti-uniti-contro-la-violenza%2F&#038;title=Messico%3A+artisti+uniti+contro+la+violenza' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-artisti-uniti-contro-la-violenza%2F&#038;title=Messico%3A+artisti+uniti+contro+la+violenza' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-artisti-uniti-contro-la-violenza%2F&#038;title=Messico%3A+artisti+uniti+contro+la+violenza' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-artisti-uniti-contro-la-violenza%2F&#038;title=Messico%3A+artisti+uniti+contro+la+violenza' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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