<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Global Voices in Italiano &#187; Viaggi e turismo</title>
	<atom:link href="http://it.globalvoicesonline.org/-/topics/travel/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.globalvoicesonline.org</link>
	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Dec 2009 04:39:50 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Siria: articolo da incorniciare o da buttar via, quello del National Geographic?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/siria-articolo-da-incorniciare-o-da-buttar-via-quello-del-national-geographic/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/siria-articolo-da-incorniciare-o-da-buttar-via-quello-del-national-geographic/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 05:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Etnie]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=9606</guid>
		<description><![CDATA[I blogger siriani non hanno mai amato la letteratura di viaggio sul proprio Paese - spesso carica di luoghi comuni, a volte totalmente falsa. E a volte può essere frustrante vedere certi articoli presentati come 'autorevoli'. Ecco una rassegna delle variegate reazioni provocate da un recente ed esteso articolo del National Geographic.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/03/syria-the-best-or-the-worst-article-ever/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_104351" class="wp-caption alignleft" style="width: 258px"><img class="size-medium wp-image-104351" title="Siria" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/syria-300x225.jpg" alt="Uno dei numerosi cartelloni raffiguranti il Presidente Bashar al-Assad (Foto: jilliancyork)" width="248" height="186" />
<p class="wp-caption-text">Uno dei numerosi cartelloni raffiguranti il Presidente Bashar al-Assad (Foto: jilliancyork)</p>
</div>
<p>I blogger siriani non hanno mai amato la letteratura di viaggio sul proprio Paese - spesso carica di luoghi comuni, a volte totalmente falsa. Per un Paese che sta lentamente uscendo da un lungo periodo di &#8220;isolamento&#8221; quanto meno dagli Stati Uniti, può essere decisamente frustrante vedere alcuni articoli presentati come autorevoli. Per questo, quando il popolare blogger siriano Sasa, autore di <em>Syria News Wire</em>, ha scovato un <a title="Articolo in inglese" href="http://ngm.nationalgeographic.com/print/2009/11/syria/belt-text">articolo apparso di recente sul National Geographic</a> [in], definendolo &#8220;il miglior articolo sulla Siria da dieci anni a questa parte,&#8221; si è sentito obbligato a <a title="Post in inglese" href="http://newsfromsyria.com/2009/10/22/the-best-article-on-syria-in-a-decade/">condividere online le propria opinione</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Questo articolo rappresenta la Siria reale. Un elenco di elementi caratteristici che i siriani conoscono bene, ma che i giornalisti stranieri spesso ignorano, nella fretta di trovare conferma ai loro stereotipi.</p>
</blockquote>
<p>Come c&#39;era da aspettarsi in un Paese a volte diviso da profondi contrasti, non tutti hanno sottoscritto l&#39;opinione di Sasa. L&#39;ambasciatore siriano negli Stati Uniti Imad Moustapha (anch&#39;egli <a title="Blog in inglese" href="http://imad_moustapha.blogs.com/imad_moustapha_the_blog/">blogger</a> [in]) ha scritto una lettera all&#39;editore del National Geographic, poi rilanciata dal <a href="http://joshualandis.com/blog/?p=4305">blog</a> [in] <em>Syria Comment</em>, definendo l&#39;articolo del National Geographic una &#8220;rappresentazione fuorviante del Paese a cui appartengo.&#8221; Sebbene <em>Syria Comment</em> di Joshua Landis non abbia commentato in alcun modo l&#39;articolo in questione, il post ha ricevuto oltre ottanta <a title="Post in inglese" href="http://joshualandis.com/blog/?p=4305&amp;cp=all#comments">commenti</a> [in], dando avvio a un acceso dibattito.</p>
<p>Alex di <em><a title="Sito in inglese" href="http://www.creativesyria.com/">Creative Syria</a></em> [in] esprime un giudizio alquanto critico sull&#39;articolo:</p>
<blockquote><p>Condivido gran parte di quanto scritto .. tranne l&#39;enfasi pressoché totale sugli aspetti negativi … credo che il lettore americano non esiterà a cancellare la sua prima vacanza in Siria. Chi vuole gustarsi un pranzetto a Bab Touma [zona di Damasco] mentre i poveri e indomiti siriani combattono per la democrazia e vengono torturati nella porta affianco?</p>
</blockquote>
<p>Ghassan, un altro commentatore, ha un&#39;opinione diametralmente opposta:</p>
<blockquote><p>L&#39;articolo è razionale, ragionevole e accurato. Tutto il mio sostegno al NG, e alla libertà di stampa e d&#39;opinione che non esistono in Siria.</p>
</blockquote>
<p>Sempre attraverso i commenti al post di Landis, Norman fa giustamente notare quanto segue:</p>
<blockquote><p>È interessante vedere come i siriani che amano il proprio Paese possano essere in disaccordo sullo stesso articolo.</p>
</blockquote>
<p>Anche alcuni blogger non residenti in Siria hanno avuto reazioni contrastanti sull&#39;articolo del National Geographic. Evan Hill, parte del blog collettivo <em>The Majlis</em>, <a title="Post in inglese" href="http://www.themajlis.org/2009/10/24/when-the-ophthalmologist-becomes-king">ritiene</a> [in] che l&#39;articolo rappresenti una Siria arretrata:</p>
<blockquote><p>La lettura ci lascia con l&#39;impressione di una Siria impantanata, economicamente e politicamente, in uno schema mentale vecchio almeno 40 anni. Il direttore di un&#39;impresa nazionale di cotone che sembra ignorare o nascondere informazioni sui pericoli del lavoro nella sua azienda, che si guarda la pancia in evidente confusione quando gli viene chiesto se abbia mai guadagnato qualcosa. Accademici e attivisti ancora terrorizzati da servizi segreti creati anni addietro dal padre di <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bashar_al-Asad">Assad</a> [it] per distruggere l&#39;opposizione qualora il suo notorio cinismo politico non avesse funzionato.</p>
</blockquote>
<p>Dopo aver letto tutte queste critiche, <em>Syria News Wire</em> <a title="Articolo in inglese" href="http://newsfromsyria.com/2009/10/27/not-the-best-article-on-syria-in-a-decade/">ha invitato i propri lettori</a> [in] a leggere sia l&#39;articolo originale <em>che</em> le critiche di Imad Moustapha prima di prendere una qualsiasi posizione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/siria-articolo-da-incorniciare-o-da-buttar-via-quello-del-national-geographic/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cuba: ennesime restrizioni per la blogger-giornalista Yoani Sánchez</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/cuba-ennesime-restrizioni-per-la-blogger-giornalista-yoani-sanchez/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/cuba-ennesime-restrizioni-per-la-blogger-giornalista-yoani-sanchez/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 05:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia Resta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=8966</guid>
		<description><![CDATA[Per la quarta volta negli ultimi due anni, alla nota blogger è stato negato il permesso di lasciare l'isola, stavolta per ricevere un premio di giornalismo alla Columbia University di New York. Ecco il video-racconto della sua visita all'ufficio immigrazione cubano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/gaiar/'>Gaia Resta</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/16/cuba-journalism-prize-winner-denied-permission-to-leave-cuba/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Ancora una volta Yoani Sánchez, autrice del blog <a title="Post originale in spagnolo" href="http://www.desdecuba.com/generaciony/"><em>Generacion Y</em> </a>[sp], si è vista negare il permesso di lasciare Cuba per andare a ricevere il <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.journalism.columbia.edu/cs/ContentServer/jrn/1165270069762/page/1212610134664/JRNSimplePage2.htm">2009 Maria Moors Cabot Award</a> [in], storico premio internazionale di giornalismo. <a title="Video su YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=wTodo1tAyq8">Yoani ha registrato il video</a> [sp] della sua visita all&#39;ufficio immigrazione durante la quale per la quarta volta negli ultimi due anni, le è stato negato il permesso di viaggiare fuori dall&#39;isola. Ha poi caricato il video su YouTube e <a title="Profilo su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/yoanisanchez/status/4900681626">lo ha segnalato tramite Twitter</a> [in]:</p>
<div><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wTodo1tAyq8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/wTodo1tAyq8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"> </embed></object></center></p>
<p>Yoani ha poi scritto sul <a title="Post originale in spagnolo" href="http://www.desdecuba.com/generaciony/?p=2268">suo post</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Soy un poco ilusa. Hasta el minuto antes que comenzara la ceremonia del María Moors Cabot –celebrada ayer– pensé que el gobierno cubano iba a cambiar su decisión y dejarme salir. De ahí que guardé la grabación que hice en la Oficina de Inmigración y Extranjería el lunes 12 de Octubre. Hoy, al comprobar que sigo en el mismo sitio, me he decidido a publicarla, pensando especialmente en todos aquellos que están pasando por situaciones similares.</p>
<p>La emoción, el tener tanto que decir, me hicieron hablar a una velocidad difícil para subtitular, pero siento el alivio de haber dicho ante esos uniformes militares todo lo que pienso de ellos y de sus restricciones absurdas.</p></blockquote>
<div class="translation">Sono un pò ingenua. Fino al momento precedente l&#39;inizio della cerimonia per il Maria Moors Cabot - tenutasi ieri - pensavo che il governo Cubano potesse cambiare idea e mi lasciasse partire. Ecco perchè avevo tenuto per me il video registrato all&#39;Ufficio Immigrazione e Affari Esteri lunedì 12 Ottobre. Oggi, visto che sono ancora qui, ho deciso di pubblicarlo, pensando in particolare a tutti coloro che stanno vivendo situazioni simili.<br />
L&#39;emozione per tutto quello che avevo da dire, mi ha fatto parlare ad una velocità tale da rendere difficile mettere i sottotitoli, ma sono sollevata per aver detto a quelle divise militari tutto quel che penso di loro e delle loro assurde restrizioni.</div>
<p>Nel <a title="Video originale in Spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=wTodo1tAyq8">video</a> [sp] Yoani chiede ripetutamente all&#39;ufficiale dietro la scrivania di spiegarle le ragioni per cui non le è permesso viaggiare. Ecco come è andata la conversazione:</p>
<blockquote><p>Bene, sono venuta vedere se il divieto a viaggiare, che mi è stato imposto per oltre un anno, sia stato revocato.</p>
<p>-Lei non può ancora viaggiare.</p>
<p>Ancora? E quando sarà revocato questo divieto, ha qualche idea?</p>
<p>-Divieto?</p>
<p>Beh, se non posso salire su un aereo, questo è un divieto.</p>
<p>-Lei non è ancora autorizzata a viaggiare.</p>
<p>E quali sono le ragioni?</p>
<p>-Non conosco le ragioni.</p>
<p>Non ho cause legali in corso, non mi stanno processando in un tribunale…</p>
<p>-Vada all&#39;Ufficio Relazioni con il Pubblico…</p>
<p>Ci sono andata diverse volte, mi conoscono, ma quello che voglio sapere è se questo è un bando a vita, se potrò uscire da questo Stato un giorno. Se continuo a provarci. Che devo fare?</p>
<p>- Per il momento non le è consentito viaggiare.</p>
<p>Lei sa che questo viola i miei diritti costituzionali. Lei qui sta violando i miei diritti di cittadina di spostarmi, di andare e venire dalla mia nazione. Questa è una cosa molto seria. Che un&#39;istituzioni militare neghi a un cittadino un diritto fondamentale, come quello di studiare e nutrirsi, il diritto di viaggiare.</p>
<p>- Per il momento non le è consentito viaggiare.</p>
<p>Sì, questo l&#39;ho già sentito, lo so. Ma quello che voglio è che chiunque abbia preso questa decisione, chi conosce la risposta, mostri la sua faccia.</p>
<p>- Io sto mostrando la mia faccia.</p>
<p>No, lei non sta rispondendo alle mie domande, sta ripetendo la stessa cosa che è scritta su quelle carte.</p>
<p>Voglio una risposta al perchè Yoani Sanchez non può lasciare il Paese. Hanno così paura di me fuori da Cuba?</p>
<p>- Per il momento non le è consentito viaggiare.</p>
<p>Perchè non volete che metta piede su un aereo? Di cosa hanno paura? Che questa personcina di 50 chili faccia cosa? Uno tsunami? Allora perchè non mi consentono di lasciare il Paese?</p>
<p>- Gliel&#39;ho detto…</p>
<p>Voi vi state mettendo in imbarazzo. No, voglio ripeterlo. State vivendo il momento più vergognoso delle vostre vite.</p>
<p>Questa istituzione, che voi rappresentate, questo permesso per viaggiare, un giorno non ci saranno più. I miei nipoti non vivranno in queste condizioni. Quando racconterò loro la storia di come le istituzioni del mio Paese hanno violato il mio diritto a viaggiare, non mi crederanno. Cosa racconterà ai suoi figli? Che si dedicava a violare i diritti dei Cubani? È questo che gli racconterà? Perchè onestamente, e mi dispiace per lei, ma chi dovrà raccontare tutto ciò ai propri figli un giorno? Non io. Non ho mai violato i diritti di nessuno. Voglio solo poter esercitare il mio diritto a vivere come una persona libera. Perchè non posso? Perchè? Perchè mi viene sistematicamente negato il permesso di viaggiare? Chi prende questa decisione? Dovrebbero smetterla di fare i vigliacchi, mostrare le loro facce e dirmi : “Yoani Sanchez, lei non può viaggiare per i motivi a, b e c…” Invece no…</p>
<p>- Io le sto rispondendo.</p>
<p>No, lei sta solo dicendo di no. Non mi sta spiegando le ragioni. Perchè? Non sono processata in tribunale, non ho cause pendenti, non sono mai stata nelle forze armate, non nascondo segreti di Stato, non sono neanche un medico, che non possono viaggiare per i primi 5 anni, e poi hanno bisogno di una liberatoria. Non sono niente di tutto ciò. Sono una persona a cui piace scrivere. Perchè non posso partire? Aaah. So perchè non posso viaggiare, ma sto aspettando che me lo dica qualcuno di voi.</p>
<p>Perchè voi applicate un filtro ideologico. Questo Paese è una grande prigione circondata da un recinto ideologico. Un recinto partigiano. E i cittadini qui sono giudicati dal colore politico. Abbiamo cittadini di primo grado, secondo grado e quinto grado…E io non so in quale categoria sto, ma devo essere in quella sottorranea, giusto? Perchè? Per il vostro filtro ideologico.</p>
<p>Ma tutto questo un giorno finirà. Perchè questa nazione non ha niente a che fare con un&#39;ideologia, con un partito, questa nazione è esistita ed esisterà sempre prima e dopo di voi. E poi, dovrete rendere conto delle vostre azioni per tutte le violazioni contro i Cubani. Davvero, mi dispiace molto, ma il futuro non è con voi. Il futuro è con noi. Ho 34 anni, vivrò e sarò molto felice quando potrò spostarmi liberamente. L&#39;unica cosa che state facendo è tirare la corda. Quando potrò mettere piede fuori da questo Paese le conseguenze saranno ancora maggiori perchè è così che avrete voluto. Ogni volta sempre più persone leggono il mio blog, e ne siete voi la causa. Sempre più gente mi ammira e mi saluta per strada, e siete voi ad averlo provocato. Con i divieti, con l&#39;autoritarismo, con la sorveglianza della polizia.</p>
<p>L&#39;unica cosa che avete ottenuto è dare più visibilità a tutto ciò che faccio. Perciò se devo ringraziare qualcuno, devo ringraziare gli organismi della Sicurezza di Stato, il Ministero degli Affari Interni e dell&#39;Immigrazione, che hanno contribuito al fenomeno che adesso è il mio blog, ogni volta più grande. Davvero, grazie!</p></blockquote>
<p>Yoani ha anche inviato un video con il discorso di accettazione alla cerimonia per il premio Maria Moors Cabot alla Columbia University:</p>
<div><center><br />
<object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2fqV5f_nd1w&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/2fqV5f_nd1w&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></center></div>
<p>Il blog <a title="Post originale in spagnolo su Periodismo Ciudadano" href="http://www.periodismociudadano.com/2009/10/16/asi-se-quedo-yoani-sanchez-sin-salir-de-cuba/"><em>Periodismo Ciudadano</em></a> [sp] ha pubblicato un resoconto della vicenda di Yoani, inclusi numerosi altri video sulla sua situazione. Uno riguarda l&#39;<a title="Video originale You Tube" href="http://www.youtube.com/watch?v=mXimjGqP9QM">intervista telefonica</a> [sp] avuta con il canale d&#39;informazione GenTV - Miami, in cui Yoani  racconta ancora una volta l&#39;episodio, e l&#39;altra con <a title="Video You Tube" href="http://www.youtube.com/watch?v=ElnmYFhUJbI">Martí Radio-TV</a> [sp] che si associa ad Amnesty International nel richiamare l&#39;attenzione sulla situazione di Yoani.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/cuba-ennesime-restrizioni-per-la-blogger-giornalista-yoani-sanchez/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ungheria: una &#8220;installazione per la riduzione dello smog in centro città&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/ungheria-una-stazione-per-la-riduzione-dello-smog-in-centro-citta/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/ungheria-una-stazione-per-la-riduzione-dello-smog-in-centro-citta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 05:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Castelletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Europa centrale & orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ungherese]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=8997</guid>
		<description><![CDATA[La scorsa settimana, una strana installazione ha fatto la sua comparsa sulla piazza Blaha Lujza di Budapest. Architetti, artisti, biologi e tecnici hanno lavorato insieme per realizzare un bio-catalizzatore di filtraggio delle alghe - dispositivo realmente funzionante oltre che opera artistica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marietta-le/">Marietta Le</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/lucac/'>Luca Castelletti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/18/hungary-downtown-smog-reducing-station/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La scorsa settimana, una strana installazione ha fatto la sua comparsa sulla piazza <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Blaha_Lujza_t%C3%A9r_%28Budapest_Metro%29">Blaha Lujza </a> [in] a Budapest. L&#39;opera di <em>Téreltérítés Munkacsoport</em> (&#39;Gruppo di Lavoro Spazio Devianti&#39;) era parte del festival artistico dello spazio pubblico della capitale, chiamato <a title="Sito del festival in inglese" href="http://en.placcc.hu/">Placcc</a> [in]. L&#39;installazione - “<a title="Post sull'evento in inglese" href="http://en.placcc.hu/red_menu/events.html">Postazione per la riduzione dello smog in centro città</a> [in]” - è stata realizzata seguendo il progetto di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Buckminster_Fuller">Richard Buckminster Fuller</a> [it], e ha sintetizzato diverse idee sull&#39;ambiente urbano.</p>
<p>András Földes del <a title="Post originale in ungherese" href="http://kepgyar.blog.hu/2009/10/10/a_blaha_lujza_teri_algak_erdemlik_a_nobel_bekedijat">blog</a> [ung] <em>Képgyár</em> (Fabbrica dell&#39;immagine) spiega:</p>
<blockquote><p>L&#39;igloo luminoso installato nella piazza Blaha Lujza dà a vedere che si tratta di un&#39;opera di giovani artisti ed architetti, inoltre pulisce l&#39;aria carica di smog grazie a strumenti biologici. Si tratta di un obiettivo nobile, dopotutto l&#39;aria inquinata è dannosa, e l&#39;aria pura, per contro, è decisamente salubre. Eppure, l&#39;euforia intorno all&#39;installazione futuristica è stata sorprendente in un primo momento. […]</p></blockquote>
<p>Secondo il <a title="Post originale in inglese" href="http://en.placcc.hu/red_menu/events/terelterites.html">sito internet</a> [in] del festival Placcc:</p>
<blockquote><p>I membri del gruppo, composto da futuri architetti, hanno ritenuto tuttavia che fosse importante approcciare lo spazio sotto altri aspetti, non solo ed esclusivamente dal punto di vista dell&#39;architettura, così da poter esplorare la relazione tra esseri umani e spazialità tramite l&#39;arte negli spazi pubblici. Il punto di partenza dell&#39;opera che il gruppo realizza per il festival PLACCC è la convinzione che non siamo dei semplici osservatori dello spazio, pubblico e meno, ma che possiamo attivamente modellarlo e parteciparne della trasformazione.</p></blockquote>
<p>Questa foto, scattata da <em><a title="Profilo su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/rozmy">Rozmy</a></em> [in], mostra il filtraggio delle alghe realizzato all&#39;interno dell&#39;igloo di plastica:</p>
<p><center><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/4009750998_3f77533c78.jpg"><img title="Foto sul filtraggio delle alghe" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/4009750998_3f77533c78.jpg" alt="Foto sul filtraggio delle alghe" width="400" height="269" /></a></center></p>
<p>András Földes ha chiesto al leader del <em>Téreltérítés Munkacsoport</em> di illustrare il funzionamento del cosiddetto &#8216;riduttore di smog&#39;:</p>
<blockquote><p>[…] Il direttore del progetto e professore [universitario] <em>Antal Lakner</em>, ha spiegato con entusiamo i principi di funzionamento del bio-catalizzatore di filtraggio delle alghe, aggiungendo dopo ogni frase che questo dispositivo funzionava veramente e che non si trattava di un mero oggetto d&#39;arte.</p>
<p>“Qui un artista, un architetto, un biologo e un tecnico lavorano insieme per risolvere un problema concreto”, afferma Lakner, con un elmetto da lavoro con la scritta Alghe Ungheresi sulla testa. “Un veicolo di rilevazione si è recato qui sul posto e ha dimostrato che la piantagione ha prodotto una quantità significativa di ossigeno”, ha aggiunto Lakner osservando affettuosamente la bolla di vetro occupata dalla silenziosa produzione di ossigeno.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/ungheria-una-stazione-per-la-riduzione-dello-smog-in-centro-citta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutelare il patrimonio culturale di tutto il mondo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tutelare-il-patrimonio-culturale-di-tutto-il-mondo/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tutelare-il-patrimonio-culturale-di-tutto-il-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 04:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Mali]]></category>
		<category><![CDATA[Singapore]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=8929</guid>
		<description><![CDATA[Sono molte le organizzazioni che, lavorando per preservare il patrimonio culturale globale sia tangibile che intangibile, utilizzano i media online per sostenere i propri sforzi. Ecco alcune delle iniziative in corso, oltre alla presentazione della lista 2008 dei luoghi maggiormente a rischio nel mondo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lester-bolicenni/">Lester Bolicenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/15/safeguarding-the-worlds-cultural-heritage/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sono molte le organizzazioni che, lavorando per preservare il patrimonio culturale globale - sia tangibile che intangibile - utilizzano i media online per sostenere i propri sforzi.</p>
<p>Il 6 ottobre scorso il Fondo Mondiale per i Monumenti (WMF) <a title="Guarda la mappa" href="http://www.wmf.org/watch/project-map">ha pubblicato la lista del 2010 dei monumenti da salvare</a> [in], contrassegnando le dozzine di villaggi, edifici, ponti e monumenti a rischio di distruzione su una Google Map. Il WMF di New York è una delle tante organizzazioni, come  <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.globalheritagefund.org/home.html">Global Heritage Fund</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://whc.unesco.org/en/list">World Heritage Center</a> [in] (parte dell&#39;UNESCO), che finanziano dei progetti per preservare luoghi dichiarati patrimonio culturale mondiale.</p>
<p><strong>L&#39;elenco del World Heritage<br />
</strong></p>
<p>Mentre una candidatura per dichiarare &#8216;patrimonio culturale&#39; un luogo o monumento è un passo utile per acquisire fondi per la conservazione, un ulteriore vantaggio riguarda l&#39;aumento generale del turismo in tali luoghi. E spesso la candidatura stimola l&#39;orgoglio nazionale o locale.</p>
<p><em>Tan Wee Cheng</em>, docente universitario a Singapore ha creato <a title="Gruppo su Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=44978823543">un gruppo su Facebook</a> [in] in cui chiede che anche le località di Singapore vengano incluso nell&#39;elenco del World Heritage:</p>
<blockquote><p>Alla fine del dicembre 2008, c&#39;erano 878 luoghi dichiarati patrimonio mondiale in 145 nazioni ma nessuno a Singapore. Davvero non ci sono luoghi a Singapore degni di tale onore? Ho visitato alcune centinaia di tali siti in giro per il mondo e sono convinto che alcuni posti in Singapore meritino di essere in lista, perchè possiedono quelle caratteristiche che l&#39;UNESCO definisce “eccezionale valore universale”.</p></blockquote>
<p>Anche i conflitti possono aiutare ad influenzare simili decisioni. Dopo i violenti scontri tra il gruppo etnico Uighurs (Uyghurs) e i cinesi Hans a Kashgar, città lungo l&#39;antica <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_della_seta">Via della seta</a> [it], <a title="Petizione in inglese" href="http://www.petitiononline.com/kashgar/petition.html">è stata diffusa una petizione online</a> [in] per riconoscere alla città, a rischio di demolizione, lo status di Patrimonio Mondiale:
<p><center>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tfV6mH4geAI&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/tfV6mH4geAI&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="text-align: center;"><em><small>Video in cui si reclama lo status di Patrimonio Mondiale per Kashgar</em></div>
<p></center></small> </p>
<p><strong>Gli esseri umani sono una minaccia</strong></p>
<p>Gli stessi esseri umani sono quasi sempre fonte di pericoli, come sottolinea <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.teachingexpertise.com/articles/world-heritage-examining-the-threats-1776">questo articolo</a> [in] scritto dal <em>Dr. Anjana Khatwa</em>, coordinatore educativo per il <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.jurassiccoast.com/">Jurassic Coast World Heritage</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le minacce ai danni dei luoghi dichiarati patrimonio mondiale si presentano sotto molte forme: conflitti armati e guerre, distruzione gratuita, disastri naturali, inquinamento, bracconaggio, costruzioni non pianificate e turismo incontrollato.</p></blockquote>
<p>Quest&#39;idea è stata condivisa dal Presidente del WMF <em>Bonnie Burnham</em>, nel suo discorso per la presentazione della <a title="Vedi la lista su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/2008_World_Monuments_Watch_List_of_Most_Endangered_Sites">lista 2008 dei luoghi maggiormente a rischio nel mondo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>In quest&#39;elenco, a dire la verità sono gli esseri umani i veri nemici. Visto però che siamo stati noi i primi a provocare danni, abbiamo il potere di porvi rimedio, prendendoci seriamente la responsabilità di essere custodi del patrimonio culturale mondiale. Quindi oggi lanciamo un allarme, utilizzando la lista dei monumenti mondiali da salvare per dimostrare, attraverso il vivido esempio di località amate in tutto il mondo, l&#39;importanza di lavorare insieme per affrontare queste sfide e unire le forze per tutelare il nostro patrimonio architettonico.</p></blockquote>
<p><strong>Risposte innovative</strong></p>
<p>Dal 2003 anche l&#39;UNESCO sta lavorando alla <a title="Pagina del progetto in inglese" href="http://www.unesco.org/culture/ich/index.php?lg=EN&amp;pg=home">tutela del patrimonio culturale intangibile</a> [in], tra cui le lingue, le danze e le tecniche artigianali. Internet e le nuove tecnologie diventano un&#39;opportunità indispensabile nel prevenire la scomparsa di alcuni patrimoni culturali intangibili.</p>
<p>L&#39;ente non-profit <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://archive.cyark.org/about">CyArk</a> [in] sta lavorando al progetto “500 Challenge”. Quest&#39;iniziativa vuole creare un modello digitale delle località del patrimonio culturale grazie alla scansione laser, per creare un archivio aperto dei dati.</p>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/B4vvskVnkPk&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/B4vvskVnkPk&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="text-align: center;"><small><em>Il progetto Rapa Nui Cyark</em></div>
<p></small><br />
Anche l&#39;<a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.wipo.int/about-wipo/en/what_is_wipo.html">Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale</a> [in] (WIPO) ha in corso un progetto per preservare e tutelare il nostro patrimonio orale e intangibile, <a title="Pagina del progetto del WIPO in inglese" href="http://www.wipo.int/tk/en/folklore/culturalheritage/">Progetto per il patrimonio creativo: linee guida per documentare, registrare e digitalizzare il patrimonio culturale</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le nuove tecnologie forniscono alle comunità opportunità innovative per documentare e digitalizzare le espressioni delle proprie culture tradizionali, soddisfando il forte desiderio delle comunità di preservare, promuovere e passare alle generazioni future tale patrimonio culturale.</p></blockquote>
<p>Questo è un credo condiviso dal blogger maliano <em>Boukary Konate</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://fasokan.maneno.org/bam/articles/vdd1247776495/">quando parla dei racconti folkloristici africani</a> [in Bambara] sul suo blog personale, <em>Fasokan</em>:</p>
<blockquote><p>Bi bi in na, an bɛɛ bɛ k’a kɔlɔsi sisan k’o ko ninnu bɛ ka ban dɔɔni dɔɔni. N kɛlen kɔ ka n yɛrɛ ɲininkan, ye jaabi min sɔrɔ, o de ye ka u sɛbɛen an ka kanw na, k’u bayɛlɛma kan wɛrɛw la, k’u bila ɛntɛrinɛti kan. O b’a to u tɛ tunun wa u na lakodɔn mɔgɔ wɛrɛw fɛ.</p></blockquote>
<div class="translation">Tutti osserviamo la loro scomparsa, e dopo averne parlato un pò, ho trovato la soluzione: scriverli nella nostra lingua, tradurli in altre lingue, tenerli su Internet. Ciò impedirà loro di scomparire e permetterà alle altre persone di conoscerli.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tutelare-il-patrimonio-culturale-di-tutto-il-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ungheria: Critical Mass ha sempre più successo ma si attira accuse di &#8220;fascismo&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/ungheria-critical-mass-ha-sempre-piu-successo-ma-si-attira-accuse-di-fascismo/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/ungheria-critical-mass-ha-sempre-piu-successo-ma-si-attira-accuse-di-fascismo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 05:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Europa centrale & orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Ungherese]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=8591</guid>
		<description><![CDATA[Dopo il primo raduno del movimento a Budapest nel 2004, l'evento annuale ha raccolto maggior attenzione e partecipanti (80.000 nell'aprile 2008). Il recente raduno, oltre a confermare la centralità della bicicletta come mezzo di trasporto urbano, non ha però mancato di sollevare più di qualche polemica. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marietta-le/">Marietta Le</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/03/hungary-cycling-is-chic-but-fascist/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>A proposito delle Giornate Europee senz&#39;Auto, l&#39;evento ciclistico più importante dell&#39;Ungheria - <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massa_critica_(evento)">Critical Mass</a> [it] - è stato organizzato nuovamente tre settimane fa e ha visto la partecipazione di circa diecimila amanti delle due ruote. </p>
<p>Dopo il primo raduno di Critical Mass a Budapest nel 2004, gli appassionati della bici hanno organizzato ogni anno molti altri raduni non solo nella capitale ungherese, bensì in quasi tutte le <a title="Vedi gli appuntamenti di Critical Mass in Ungheria" href="http://criticalmass.hu/varosok">principali città</a> [ung] del paese. </p>
<p>Il <a title="Sito web dell'evento in inglese" href="http://criticalmass.hu/english">sito web</a> [in] dell&#39;evento e del movimento degli appassionalti del ciclismo ha annunciato orgogliosamente che è stato battuto il record internazionale del numero di partecipanti nel 2006, e si può crescere ancora:</p>
<blockquote><p>[…] La prima uscita di Critical Mass a Budapest è stata organizzata il 22 Settembre 2004 in occasione della Giornata senz&#39;Auto, benché preceduta da almeno 50 eventi simili promossi sia da organizzazioni che da gruppi di corrieri in bicicletta, sia da altre persone indipendenti. L&#39;evento del settembre 2004 fu tuttavia assai significativo per aver riunito quasi ogni organizzatore esistente in un&#39;unica massa di ciclisti appassionati e di cittadini coinvolti e interessati. A quell&#39;evento hanno partecipato sorprendentemente la bellezza di 4.000 persone. Per Earth Day 2005 il numero di Critical Mass aveva raggiunto le 10.000 presenze e ha raddoppiato di nuovo nell&#39;evento di settembre 2005 raggiungendo le 20.000 unità.<br />
Per Earth Day 2006 è stato raggiunto il record internazionale di 32.000 partecipanti, superato solo dallo stesso evento dell&#39;anno successivo con 50.000 persone, quota salita a 80.000 presenze nell&#39;aprile 2008. […]</p>
</blockquote>
<p><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/2428277565_13fa77a7d7.jpg" alt="Critical Mass 2008 a Budapest" title="Critical Mass 2008 a Budapest" class="alignnone size-full wp-image-99558" width="400" height="246"></p>
<p>Questa foto è stata scattata lo scorso anno alla Critical Mass di Budapest da <em>Zsolt Bugarszki</em> di <a title="Blog in inglese"href="http://www.budapestdailyphoto.com/index.php/2009/04/20/budapest-critical-mass-2009/">The Budapest Daily Photo</a> [in]. Il momento più spettacolare degli eventi di <a title="Vedi l'evento su Facebook in inglese"href="http://www.facebook.com/event.php?eid=126332206193">Critical Mass a Budapest</a> [in] è il sollevamento collettivo delle biciclette in aria.</p>
<p>Quest&#39;anno ci sono stati due sollevamenti preceduti da un nuovo gruppo di appassionati che si è unito alla corsa. Il <a title="Vedi l'evento del gruppo su Facebook in inglese/ungherese" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=121950589071&amp;ref=ts">Kidicalmass</a> [in/ung], la corsa protetta dei bambini, è nato per promuovere uno stile di vita sano tra i bambini e per contribuire a creare le condizioni appropriate per le future generazioni di ciclisti.</p>
<p>La prima bicicletta è stata alzata in aria nel pomeriggio nella sede del Municipio. Come si può sentire nel video che segue, non solo gli ungheresi ma anche gli stranieri partecipano alla corsa e sollevano la bici nel corso del Critical Mass di Budapest:</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uG4_RNEzY_8&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/uG4_RNEzY_8&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></object></center></p>
<p>Il secondo sollevamento lo vediamo qui sotto, all&#39;evento di chiusura serale tenuto in Piazza Deák:</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Dwn6iYNxmCc&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/Dwn6iYNxmCc&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></object></center></p>
<p>Nella serata il blog  <a title="Vedi blog in ungherese" href="http://cyclechic.blog.hu/"><em>Cycle Chic</em></a> [ung] ha organizzato una festa per i ciclisti &#8216;chic&#39; con annessa sfilata di <a title="Post originale in ungherese" href="http://cyclechic.blog.hu/2009/09/26/chics_and_bads">moda per gli appassionati della bici</a> [ung].</p>
<p><em>Cycle Chic</em> si pone in modo alternativo per attirare l&#39;attenzione della gente, usando foto di ciclisti &#8216;chic&#39; cittadini. La foto qui sotto di Gréta Gaál dalla sfilata di moda ne illustra bene la <a title="Link al gruppo su Facebook in ungherese" href="http://www.facebook.com/pages/Hungarian-Cycle-Chic/56424458260?v=info&amp;ref=ts">definizione di &#8216;essere alla moda&#39; </a> [ung] mentre si va in bicicletta:</p>
<p><center><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/5555377_b0cf07fd770f9cda4130bac5e32d18e3_m.jpg" alt="Foto di Cycle Chic" title="Foto di Cycle Chic" class="alignnone size-full wp-image-99559" width="285" height="560"></center></p>
<blockquote><p>In bicicletta? Come ci vestiamo? Sempre più gente si rende conto dei possibili stili d&#39;abbigliamento oltre al classico brutto gilè fluorescente e calzamaglia da ciclista. Questo sito parla di loro, di te che ami andare in bicicletta con eleganza. Donna, uomo, ungherese, turista, in bici al lavoro, a scuola, a una festa, in campagna o a Pest, ti ritroviamo qui. Perchè andare in bicicletta non è soltanto uno sport, bensì la cosa più naturale al mondo!</p>
</blockquote>
<p>Comunque Critical Mass è anche un&#39;occasione per divertirsi assieme e l&#39;evento e` collegato a diversi temi di rilevanza sociale. Il giornalista Greg Spencer nel <a title="Blog originale in inglese" href="http://cyclingsolution.blogspot.com/2009/09/it-seems-as-if-this-is-year-gloves-come.html">suo blog</a> [in] spiegai ai partecipanti e ai cittadini interessati come la Giornata senz&#39;Auto sia un evento dal significato politico:</p>
<blockquote><p>[…] Diversamente dal Critical Mass dell&#39;Earth Day di primavera, che è un parata festaiola di fine settimana per l&#39;intera famiglia, il raduno della Giornata senz&#39;Auto è questione ben più seria e politicizzata. Si svolge nelle ore di punta dei giorni feriali e solo alcune parti del percorso vengono isolate dagli altri mezzi sulla strada. Per la maggior parte i ciclisti corrono nel traffico come farebbero durante una normale serata tornando a casa. Ciò ricalca lo spirito della prima Critical Mass di San Francisco dove si erano organizzati giri spontanei per dimostrare che anche i ciclisti fanno parte del traffico cittadino. […]</p>
</blockquote>
<p>Sul <a title="Sito web originale in inglese" href="http://criticalmass.hu/english">sito web</a> di Critical Mass gli organizzatori scrivono di essere consapevoli dell&#39;uso strumentale che i partiti politici potrebbero fare di tale movimento e fanno del loro meglio per rimanere indipendenti e continuare la lotta per i diritti dei cittadini in bicicletta usando ogni mezzo a loro disposizione:</p>
<blockquote><p>[…] Critical Mass è completamente indipendente da qualsiasi partito politico, organizzazione o movimento. Non è un&#39;associazione registrata, ma piuttosto una &#8220;coincidenza organizzata&#8221; (come viene spesso definita altrove). […]</p>
<p>Il più imponente raduno di ciclisti è stato quello del 22 Aprile 2008, in occasione della dimostrazione organizzata per il Giorno della Terra: le stime dicono che ci fossero 80.000 ciclisti. L&#39;evento è stato lanciato dall&#39;ambasciatore olandese in Ungheria Ronald A. Mollinger, testimoniando la popolarità del ciclismo in Olanda, popolarità che si è diffusa anche in Ungheria. Anche il Presidente della Repubblica Ungherese László Sólyom ha partecipato in due occasioni agli eventi del 2006 e del 2007, pedalando assieme ai partecipanti, fatto che si è tradotto a quel tempo in un&#39;apprezzamento senza precedenti per un raduno senza precedenti, tanto in territorio ungherese come in campo internazionale. Tra gli altri personaggi di spicco erano presenti i Ministri del Governo, il Sindaco di Budapest, e molti nomi famosi.</p>
<p>La Giunta della Città di Budapest ha consegnato a Critical Mass il premio Pro Budapest per l&#39;impegno nella promozione della bicicletta come un&#39;alternativa di trasporto urbano, migliorando la cultura dei trasporti nella capitale. […]</p>
</blockquote>
<p>Con l&#39;aumento del numero dei partecipanti, Critical Mass riscuote sempre maggiore appoggio dai cittadini stranieri. In previsione dell&#39;evento del 22 settembre, l&#39;ambasciatore britannico a Budapest Greg Dorey ha inviato un video-messaggio ai &#8220;ciclofoni&#8221; che lottano per un mondo più rispettoso dell&#39;ambiente:</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XQWqUbvD1Ig&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/XQWqUbvD1Ig&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></object></center></p>
<p>Greg Dorey ricorda che secondo gli scettici Critical Mass non cambierà le cose, ma sembra che l&#39;evento abbia innescato un acceso dibattito sul sistema dei trasporti nella capitale. Diversi blogger riportano il comunicato settimanale dell&#39; <em><a title="Sito web in ungherese" href="http://www.empamo.tag.hu/">Emberibb Parkolásért Mozgalom (EMPAMO)</a></em> [ung] (&#39;Movimento per un parcheggio più umanoide&#39;), organizzazione che rappresenta gli interessi degli automobilisti. Lo scandalo è scoppiato a causa di alcune affermazioni fatte nell&#39;annuncio: </p>
<blockquote><p>Critical Mass è sempre più violenta, sebbene lottino per i propri diritti non hanno alcuna considerazione per quelli altrui! Benché alzino la voce per la protezione dell&#39;ambiente provocano degli ingorghi, senza considerare che appropriandosi di ulteriori corsie preferenziali contribuirebbero ad aumentare il traffico. Mentre promuovono la bicicletta come alternativa, mostrano metodi apertamente fascisti contro gli automobilisti e gli stessi organizzatori dirigono imprese che usano l&#39;auto per le consegne. […]</p>
</blockquote>
<p>Anche il noto blogger ungherese di destra, <em>Tomcat</em>, <a title="Post originale in ungherese" href="http://www.bombagyar.hu/index.php?post=2576">riprende e commenta</a> [ung] il messagio dell&#39;EMPAMO:</p>
<blockquote><p>[…] Bacio la mano [<a title="Vedi voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikibooks.org/wiki/Hungarian/Lesson_1#Greeting_and_saying_goodbye">frase di saluto ungherese</a> (in)] Critical Mass è una dimostrazione degli interessi protetti. Non esiste solamente per volontà divina, bensì quelle centinaia di persone vogliono ottenere qualcosa. È diventata “più violenta” perchè sono molti di più quanti partecipano agli eventi. […] Certo, finora non sapevo che ci fosse bisogno di Critical Mass per creare ingorghi nel traffico, pensavo che le auto ci riuscissero benissimo anche da sole. […]</p>
</blockquote>
<p>Il sito web di Critical Mass ha raccolto <a title="Sito web del movimento in ingherese" href="http://criticalmass.hu/blog-cimkek/empamo">dichiarazioni e interviste</a> [ung] relative al recente scandalo, mettendo in evidenza come tre settimane fa l&#39;organizzazione non sia riuscita a partecipare al programma televisivo <em><a title="Sito web del canale TV in ungherese" href="http://premier.mtv.hu/Rovatok/Azeste.aspx">Az Este</a></em> [ung] (‘La Sera&#39;), dove si dibattono questioni d&#39;interesse pubblico, mentre la Critical Mass di stampo &#8220;fascista&#8221; è già diventata così interessante da essere passata in TV.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/ungheria-critical-mass-ha-sempre-piu-successo-ma-si-attira-accuse-di-fascismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>USA: pellegrinaggio continuo sulle orme di Into the wild</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/usa-pellegrinaggio-into-the-wild/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/usa-pellegrinaggio-into-the-wild/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 05:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=8085</guid>
		<description><![CDATA[Sono numerosi i fan del libro e film di successo che si avventurano - non senza pericolo - verso il luogo impervio dove nel 1992 “Alexander Supertramp” morì in un autobus abbandonato dopo avervi trascorso gli ultimi 4 mesi di 'vita selvaggia'. Alcuni di loro ne offrono racconti, riflessioni e immagini sui propri blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lester-bolicenni/">Lester Bolicenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/23/usa-pilgrimage-into-the-wild/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 24 agosto, due giovani escursionisti, un americano di 19 anni e un cinese di 21 <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.adn.com/news/alaska/story/909601.html">sono stati ritrovati, dopo essersi persi,</a> [in] lungo il <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stampede_Trail">sentiero Stampede</a> [in], vicino Fairbanks, Alaska. I poliziotti che li hanno trovati hanno detto che indossavano solo vestiti da città e avevano con sè poco cibo. Non è la prima volta che in quest&#39;area selvaggia e inospitale vengono trovati viaggiatori impreparati.</p>
<p>Come altri prima di loro, erano partiti per vedere il &#8220;Magic Bus”, uno dei due personaggi centrali del libro best-seller <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href=http://it.wikipedia.org/wiki/Nelle_terre_estreme"><em>Into the Wild</em></a> [it] (Nelle terre estreme) pubblicato nel 1996. Il testo è stato poi <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Into_the_Wild_-_Nelle_terre_selvagge">sceneggiato </a> [it] da Sean Penn che ne anche diretto il film nel 2007.</p>
<p>Il libro di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jon_Krakauer">Jon Krakauer</a> [it] racconta la storia vera di Christopher “Alexander Supertramp” McCandless, giovane laureato che si era lasciato alle spalle amici e famiglia per intraprendere un&#39;odissea sulle strade americane per approdare poi all&#39;obiettivo finale: l&#39;Alaska. Dove è stato trovato morto nel 1992 in un autobus pubblico abbandonato, trasformato e utilizzato come rifugio dai cacciatori.</p>
<p>Ci sono ancora dubbi riguardo <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.tifilms.com/wild/call_debunked.htm">l&#39;effettiva causa della sua morte</a> [in], possibilmente causata dalla fame, da un avvelenamento o da una ferita, rendendo così più misteriosa la vicenda.<br />
<center>
<div id="attachment_96446" style="width: 360px;"><img title="Christopher McCandless davanti al "Magic Bus" (foto trovata nella sua macchina fotografica)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/Christopher_Mccandless_in_front_of_magic_bus.jpg" alt="Christopher McCandless davanti al "Magic Bus" (foto trovata nella sua macchina fotografica)" width="350" height="263" /><small>Christopher McCandless davanti al &#8220;Magic Bus&#8221; (foto trovata nella sua macchina fotografica)</small></div>
<p></center><br />
Secondo <em>The Star</em>, quotidiano canadese, ogni anno <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.thestar.com/printArticle/267203">circa 100 persone</a> [in] da tutto il mondo seguono le orme di McCandless in pellegrinaggio. Egli viene considerato un simbolo di libertà e del ritorno alla natura.</p>
<p><strong>In pellegrinaggio verso il bus</strong></p>
<p>L&#39;amante dell&#39;avventura e blogger Dan di <em>The road chose me</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://dangrec.com/?p=647">descrive</a> [in] le difficoltà che ha incontrato nel raggiungere il luogo dove morì McCandless.</p>
<blockquote><p>Ho incontrato due fantastici personaggi austriaci, Thomas e (fate vibrare la ‘R’) Roland lungo l&#39;autostrada Dalton e ci sono voluti 10 secondi per convincerli ad unirsi a me nel viaggio verso ‘Il Bus’. Siamo riusciti a guidare per circa 12,5 miglia lungo la Stampede Road prima di dover lasciare i veicoli e continuare a piedi. La mattina successiva, nella prima ora mezza ci siamo ritrovati a camminare su un ottimo sentiero per moto a quattro ruote, abbiamo attraversato qualche piccola palude e un paio di fiumi con l&#39;acqua fino al polpaccio, raggiungendo la riva del fiume Teklinika.</p></blockquote>
<p>Qui hanno poi proseguito sulla sponda di fianco per trovare un posto dove attraversare il fiume. “Mi sono spaventato un bel pò quando l&#39;acqua mi è arrivato a metà coscia e la corrente si è fatta davvero molto forte,” scrive Dan. Alla fine sono arrivati al “Fairbanks Bus 142&#8243;:</p>
<blockquote><p>Quando l&#39;autobus 142 è apparso sul lato del sentiero, quasi dal nulla, sono rimasto abbastanza sorpreso […] in qualche modo non ero ancora pronto per essere già lì. Mi sono fermato un momento sul ciglio dello spiazzo, poi ancora sulla porta dell&#39;autobus, cercando di assorbire tutto. Anche se non c&#39;ero mai stato prima, era tutto molto familiare - per via della descrizione nel libro, del film e anche dalle immagini viste online.</p>
<p>Credevo che il Magic Bus fosse un posto tranquillo e triste dove passare il tempo - sono rimasto sorpreso di scoprire come invece fosse vero il contrario.</p></blockquote>
<p><strong>La profanazione del bus</strong></p>
<p>Sembra che alcuni visitatori non rispettino questo ‘mausoleo&#39;. Il blogger <em>Ed Plumb</em>, da Fairbanks, ne parla sul proprio blog <em>The Edventures</em>. <a title="Post originale in inglese" href="http://edplumb.blogspot.com/search/label/Fairbanks%20Bus%20142">Ecco cosa scrive</a> [in] dopo la sua seconda visita all&#39;autobus:</p>
<blockquote><p>Così siamo arrivati al bus trovandolo in completo disordine. Alcune finestre erano state rotte, il vetri sparsi in giro, e la maggior parte degli oggetti all&#39;interno del bus erano stati spostati. C&#39;era della spazzatura sparpagliata tutt&#39;intorno e ai piedi degli abeti vicini.</p></blockquote>
<p>Ovviamente, l&#39;autobus non attrae solo intrepidi avventurieri o vandali. La pittrice e blogger <em>Heather Horton</em> pubblica sul <a title="Post originale in inglese" href="http://heatherhortonartwork.blogspot.com/2008/10/bus-142.html">proprio sito</a> [in] un dipinto ispirato dalla sua visita al bus:<br />
<center>
<div id="attachment_96447" style="width: 283px;"><a href="http://heatherhortonartwork.blogspot.com/2008/10/bus-142.html"><img title=""Fairbanks Bus 142", foto di Heather Horton" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/Fairbanks_Bus_142.jpg" alt=""Fairbanks Bus 142", foto di Heather Horton" width="273" height="400" /></a><small>&#8220;Fairbanks Bus 142&#8243;, foto di Heather Horton</small></div>
<p></center></p>
<blockquote><p>Pensavo a Chris McCandless mentre lavoravo a questo dipinto, così come quando sono andata davvero a vedere l&#39;autobus. Fortunatamente ho scattato molte foto di riferimento che mi hanno aiutato a far riaffiorare le emozioni e i ricordi. Ho pensato ai 113 giorni che ha passato sul bus, a cosa poteva pensare, le finestre attraverso cui guardava, i riflessi che vedeva dentro sè stesso e attraverso i pannelli di vetro. Questo dipinto è l&#39;inizio del mio viaggio personale nell&#39;esaminare il luogo in cui lui trascorse l&#39;ultima, fatidica parte della sua odissea.</p></blockquote>
<p>Purtroppo tutte queste spedizioni possono causare tensione nella comunità locale quando implicano costose missioni di soccorso. Di conseguenza, tra i locali si è parlato di <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.thestar.com/printArticle/267203">spostare un giorno il “Magic Bus”</a> [in] in un luogo dove possa essere raggiunto più facilmente da chi voglia visitarlo. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/usa-pellegrinaggio-into-the-wild/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Palestina: immagini da Gaza</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-immagini-da-gaza/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-immagini-da-gaza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 23:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Diaspora]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=7708</guid>
		<description><![CDATA[Per i palestinesi emigrati, il viaggio per tornare a casa è un'esperienza difficile e dolorosa. Recatosi in visita a Gaza, il blogger palestinese Ibrahim si è ritrovato senza parole - preferendo lasciar parlare un appropriato album fotografico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/14/palestine-scenes-from-gaza/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Per i palestinesi emigrati, il viaggio per tornare a casa è un&#39;esperienza difficile e dolorosa. Il blogger palestinese <em><a title="Blog in arabo" href="http://www.datalap.no/?p=467">Ibrahim</a></em> [ar] si è recato in visita a Gaza, ritrovandosi senza parole. Così ci regala un album fotografico per riassumere il suo soggiorno.</p>
<p>Il blogger, che vive in Europa e coordina il sito <em>Palestine Technoblog</em>, ha trascorso un mese intero visitando Gaza, e scrive:</p>
<div class="arabic">
وكنت قد نويت أن أكتب عن الرحلة ، ولكني لا أجد الكلام المناسب، بجد الرحلة كانت ممتعة بكل ما في الكلمة من معنى . ولكنها لم تكن كافية ، حاولت أن أطفآ ما بداخلي من شوق وحنين ، ولكني لم استطع لذا سأحاول بكل ما اوتيت من قوة أن أعود بشكل دائم إلى غزة قريبا بإذن الله . أما لهذه التدوينة فسأضع بعض الصور بشكل تسلسلي . أترككم مع الصور</div>
<div class="translation">Avevo intenzione di parlare del viaggio, ma non sono riuscito a trovare le parole giuste. Sul serio, è stato un viaggio emozionante, con tutto ciò che il termine comporta, ma non è certo bastato. Ho provato a disfarmi di tutta la nostalgia che mi portavo dentro, ma non vi sono riuscito, per quanto ci abbia provato. Spero di potermi trasferire presto e definitivamente a Gaza, se Dio vuole. In questo post vi allego alcune foto, nell&#39;ordine in cui sono state scattate. Vi lascio alle immagini.</div>
<p>Eccone alcune:</p>
<div id="attachment_96076" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96076" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96076"><img class="size-medium wp-image-96076" title="Giornata al mare" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/pic_0068-300x225.jpg" alt="Il blogger si gode la giornata al mare con la famiglia" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Il blogger si gode la giornata al mare con la famiglia</p>
</div>
<div id="attachment_96077" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96077" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96077"><img class="size-medium wp-image-96077" title="Festività locale" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_0726-300x225.jpg" alt="Una giornata di festa a Gaza" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Una giornata di festa a Gaza</p>
</div>
<div id="attachment_96082" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96082" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96082"><img class="size-medium wp-image-96082" title="Panorama di Gaza" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_0755-300x225.jpg" alt="Panorama di Gaza" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Panorama di Gaza</p>
</div>
<div id="attachment_96083" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96083" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96083"><img class="size-medium wp-image-96083" title="All'attacco di un dolce locale" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_1080-300x225.jpg" alt="All'attacco di un dolce locale" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">All&#39;attacco di un dolce locale</p>
</div>
<div id="attachment_96084" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a rel="attachment wp-att-96084" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=96084"><img class="size-medium wp-image-96084" title="Palazzi in sfacelo, souvenir di guerra" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/img_1112-300x225.jpg" alt="Palazzi in sfacelo, souvenir di guerra" width="300" height="225" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Palazzi in sfacelo, souvenir di guerra</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-immagini-da-gaza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Palestina: visti d&#039;ingresso negati illegamente da Israele?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-visti-dingresso-negati-illegamente-da-israele/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-visti-dingresso-negati-illegamente-da-israele/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 05:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Putrino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Etnie]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=7583</guid>
		<description><![CDATA[Da qualche tempo, contrariamente alle procedure applicate finora e tuttora in vigore, chiunque viaggi in Cisgiordania riceve visti d'ingresso di minore durata e non più estesi ai territori di Israele. Penalizzati anche i cittadini statunitensi, con conseguente e formale campagna di protesta presso le relative autorità ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/rosalbap/'>Rosalba Putrino</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/09/palestine-travelers-say-israel-is-illegally-denying-access/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_95129" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><img class="size-medium wp-image-95129" title="Timbro d'ingresso valido solo per le zone sotto l'autorità palestinese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/pa-areas-only1-300x224.jpg" alt="Timbro d'ingresso valido solo per le zone sotto l'autorità palestinese" width="221" height="165" />
<p class="wp-caption-text">Timbro d&#39;ingresso valido solo per le zone sotto l&#39;autorità palestinese</p>
</div>
<p>Essendo la <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/West_Bank">Cisgiordania palestinese</a> [it] occupata da Israele, i visitatori devono ottenere un visto e adeguati documenti da un consolato israeliano. Ovviamente tali documenti permettono a chi viaggia di visitare anche il resto di Israele, se vuole. O almeno, lo permettevano.</p>
<p>La scorsa estate sono tuttavia emersi vari rapporti da quanti si recavano in Cisgiordania, i quali hanno scoperto che il visto proibiva loro accesso al resto d&#39;Israele.  <a title="Articolo su Time Magazine in inglese" href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1917917,00.html">Secondo il Time</a> [in], tale politica è stata tranquillamente attuata da Israele a giugno come “misura di sicurezza.” Secondo diversi blogger e attivisti, questa linea politica viola le norme internazionali e la promessa fatta dagli Accordi di Oslo II del 1995 nel non ostacolare il passaggio di viaggiatori stranieri in Israele.</p>
<p>Il palestinese-americano Toufic Haddad, che scrive per il quotidiano online<em>The Faster Times</em>, racconta dettagliatamente il reato, <a title="Post originale in inglese" href="http://thefastertimes.com/Palestine/2009/08/06/is-this-what-an-israeli-apartheid-stamp-looks-like/">proponendo una serie di possibili paragoni</a> [in]:</p>
<blockquote><p> Ad ogni modo, il limite al viaggio corrisponde, per un Paese che emette un visto, ad una zona specifica del suo ambito, ma non all&#39;intero paese. Si potrebbe fare un paragone con gli Stati Uniti che emettono un visto solo per la maggioranza di colore di Harlem a Manhattan, oppure la riserva dei Mashantucket Pequot nel Connecticut.</p>
</blockquote>
<p>Marcy Newman, che scrive sul blog di <em>Body on the Line</em> e fino a poco tempo fa viveva nella città palestinese di Nablus, <a title="Post originale in inglese" href="http://bodyontheline.wordpress.com/2009/09/08/on-visas/">racconta</a> le personali e terribili esperienze di vivere sotto l&#39;occupazione:</p>
<blockquote><p>dopotutto sapevo che non sarei potuta rimanere in palestina per sempre considerando che gli stranieri (cioè, i non palestinesi; leggasi: terroristi coloni sionisti) controllano i confini e giocano con le vite di quella gente che passa in palestina sia che siano palestinesi d&#39;origine o meno. è da tempo che sento storie e ricevo email da parte di amici e compagni, altre da totali estranei a cui è stato negato il visto d&#39;entrata, altri a cui viene concesso solo un ingresso limitato, in termini di tempo. circa tre settimane prima che io partissi una mia amica era andata ad amman per rinnovare il visto. vive a ramallah e sta per concludere le ricerche per la tesi. al ritorno mi disse che aveva solo pochi giorni e sarebbe dovuta ripartire di nuovo. non solo poteva rimanere una settimana (al posto del normale visto di tre mesi concesso agli stranieri al ponte di malak [King] hussein), ma le avevano concesso solo un visto per la cisgiordania. era la prima volta che sentivo una cosa del genere. ma sembra che sia diventato subito un fenomeno comune.</p>
</blockquote>
<p>Il quotidiano canadese <em>The Globe and Mail</em> <a  title="Articolo da The Globe and Mail in inglese" href="http://www.theglobeandmail.com/news/world/israel-targets-palestinian-canadians/article1259311/">ha insinuato</a> [in] che tale politica prende ingiustamente di mira gli arabo-americani e i canadesi e semplicemente quelli con “nomi che sembrano arabi.”  Il canadese <em>Blog di Dawg</em> concorda, <a title="Post originale in inglese" href="http://drdawgsblawg.blogspot.com/2009/08/none-is-too-many.html">scrivendo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Il Canada non è l&#39;unico posto dove avere un “<a title="Post originale in inglese" href="http://www.smalldeadanimals.com/archives/009302.html">nome divertente</a>&#8221; [in] – come Abdelrazik, Mohamud, Khadr o Arar – ti può mettere nei guai. Prova a <a title="Post originale in inglese" href="http://www.theglobeandmail.com/news/world/israel-targets-palestinian-canadians/article1259311/">visitare Israele</a> [in] con un nome come quello.</p>
<p>Ai cittadini canadesi e americani con “nomi che sembrano Palestinesi” oggi viene quotidianamente negata l&#39;entrata in Israele all&#39;Aeroporto Nazionale Ben Gurion e viene detto loro di usare il ponte Allenby che collega la Giordania alla Cisgiordania. Ma quando arrivano lì, i passaporti vengono timbrati  “solo per i territori dell&#39;Autorità Palestinese,” e l&#39;entrata in Israele viene ancora negata.</p>
</blockquote>
<p>I cittadini americani a cui è accaduto ciò si sono uniti e hanno protestato presso il Consolato americano. Il palestinese Joharah Baker, scrivendo per MIFTAH, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.miftah.org/Display.cfm?DocId=20281&amp;CategoryId=13">suggerisce</a> [in] di insistere in tal senso:</p>
<blockquote><p>Allora, cittadini americani, la prossima volta che vi rimandano indietro ad uno dei punti d&#39;ingresso di Israele o che vi danno un timbro solo AP, presentate una formale protesta al Consolato americano per sicurezza. Ma non aspettatevi risposta.</p>
</blockquote>
<p>Nonostaste il Presidente statunitense Barack Obama abbia dichiarato di condannare le azioni di Israele, la restrizione del visto rimane ancora in vigore. Una campagna avviata dall&#39;<a title="Post originale in inglese"  href="http://www.aaiusa.org/">Istituto Arabo Americano</a> [in], incoraggia i cittadini americani a cui viene negato l&#39;ingresso al ponte di Allenby, a compilare un <a title="Modulo originale in inglese" href="http://jerusalem.usconsulate.gov/pdfs/allenbydenialform.pdf">apposito modulo</a> da inviare agli Stati Uniti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-visti-dingresso-negati-illegamente-da-israele/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mondo Arabo: ancora paura per l&#039;influenza suina</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/mondo-arabo-ancora-paura-per-linfluenza-suina/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/mondo-arabo-ancora-paura-per-linfluenza-suina/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Bahrain]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=6288</guid>
		<description><![CDATA[L'influenza suina, o virus H1N1, continua ad occupare le prime pagine dei giornali del mondo arabo poiché le autorità sanitarie scoprono e denunciano nuovi casi su base ormai giornaliera. Ecco una breve rassegna delle conversazioni online di blogger provenienti da Bahrain, Giordania, Egitto e Siria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/09/arab-world-swine-flu-fever-continues/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;influenza suina, o virus H1N1, continua ad occupare le prime pagine dei giornali del mondo arabo poiché le autorità sanitarie scoprono e denunciano nuovi casi su base ormai giornaliera. </p>
<p>In Bahrain, <a title="Leggi il post in inglese" href="http://sillybahrainigirl.blogspot.com/2009/07/coming-home-to-sick-place.html"><i>Silly Bahraini Girl</i></a> [in] (che poi è l&#39;autrice dell&#39;articolo) è tornata a casa ed è rimasta scioccata da quanto visto nell&#39;aeroporto del suo paese: </p>
<blockquote><p>Il livello di follia raggiunto da questo paese colpisce dritto in faccia al momento dell&#39;arrivo all&#39;aeroporto internazionale del Bahrain, dove è possibile vedere tutto il personale di terra indossare maschere chirurgiche, dagli addetti ai bagagli fino al personale dell&#39;ufficio immigrazione e della dogana. &#8220;Che succede?&#8221; Ho chiesto loro. &#8220;C&#39;è forse un&#39;epidemìa in Bahrain?&#8221; Ho incalzato [&#8230;] la tensione era palpabile e il livello d&#39;isterìa era certamente il più alto che io avessi mai visto in qualsiasi altro posto da quando la fobìa suina si è impadronita della terra. Come mai non ho visto una singola persona indossare una mascherina negli aeroporti di San Francisco, Chicago, Toronto e Heathrow che ho visitato in queste settimane? </p>
</blockquote>
<p>Sempre in Bahrain, <a title="Leggi il post in inglese" href="http://suhailalgosaibi.com/2009/07/09/the-shocking-truth-about-swine-flue/"><i>Sohail Al Gosaibi</i></a> [in] sente odore di cospirazione e nota che l&#39;isterìa prodotta dall&#39;influenza suina gioca a tutto vantaggio di media, pubblicità e industrie farmaceutiche. Il blogger saudita, infatti, scrive quanto segue:</p>
<blockquote><p>Spesso i media enfatizzano aspetti sensazionali di una certa notizia, consapevoli che la paura vende bene. Quotidiani e canali televisivi offrono spazi pubblicitari e minuti di trasmissione per realizzare profitti, quindi più sono scioccanti e spaventose le storie presentate, maggiore è il numero di spettatori o lettori, maggiore quello degli inserzionisti  e di conseguenza maggiori i ricavi. </p>
</blockquote>
<p>Anche <i>Al Gosaibi</i> rilancia un articolo che ha letto e lo commenta così: </p>
<blockquote><p>Secondo questo articolo, i governi di Stati Uniti e Inghilterra hanno scorte di Tamifluiflu per un valore di svariati miliardi di dollari e dovrebbero utilizzarle entro i prossimi mesi, oppure scadranno. Curioso, eh?</p></blockquote>
<p>A proposito di teorie <a title="Leggi il post in inglese" href="http://jordanreformwatch.wordpress.com/2009/06/30/stupid-watch/"><i>Jordan Reform Watch</i></a> [in] ha un asso nella manica: </p>
<blockquote><p>Ahhh..L&#39;influenza suina e tutte le teorie cospirative connesse.. <a title="Vai al post originale" href="http://sarayanews.com/home.php?mode=more&amp;newsid=17089&amp;catID=39" target="_blank">Secondo</a> [ara] uno &#8220;scienziato&#8221; giordano specializzato in malattie, Mecca e Medina sarebbero in qualche modo immuni da questo virus, quindi non è il caso di parlare del pericolo di eventuali epidemìe risultanti dall&#39;estrema prossimità di milioni di pellegrini che partecipano allo <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hajj">Hajj</a> [it].</p>
<p>Uccidete i maiali&#8230;andate in pellegrinaggio..sarete immuni dalla malattia..</p>
</blockquote>
<p>Anche la blogger egiziana <a title="Leggi il post in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/07/h1n1-follow-up-5-more-cases.html"><i>Zeinobia</i></a> [in], autrice di <i>Egyptian Chronicles</i>, riflette preoccupata sulla possibilità che il virus potrebbe diffondersi in occasione dello <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hajj">Hajj</a> [it] [pellegrinaggio alla Mecca compiuto durante l&#39;omonimo mese del calendario lunare islamico], dove milioni di fedeli provenienti da tutto il mondo si recano alla Mecca per prendere parte al rituale. La blogger fa notare quanto segue: </p>
<blockquote><p>Il dibattito sul futuro dei pellegrinaggi di quest&#39;anno, lo &#8220;Hajj&#8221; e la <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umra">Omra</a> [it] [pellegrinaggio minore], è tuttora in corso. Il ministro della salute vuole cancellare la Omra, mentre quello del turismo è nettamente contrario a questa opzione, per non parlare poi del Pellegrinaggio vero e proprio.<br />
E, come era prevedibile, questa discussione è ancora più accesa all&#39;interno degli ambienti religiosi. L&#39;Arabia Saudita è perfettamente consapevole della sfida che dovrà affrontare e ha deciso di prendere di petto la situazione invitando donne incinte, anziani e bambini a non prendere parte alla Omra e allo Hajj annuali, scelta che ho decisamente apprezzato.<br />
Avrei persino un&#39;idea migliore. Viste le circostanze, perché non limitare i due pellegrinaggi a coloro di ambo i sessi che compiono il rito per la prima volta</p>
</blockquote>
<p>L&#39;ultimo post di questa rassegna proviene dalla Siria, dove il blogger <a title="Leggi il post in arabo" href="http://yaser1978.wordpress.com/2009/07/04/%D8%A5%D8%B9%D9%84%D8%A7%D9%86-%D8%A3%D9%88%D9%84-%D8%AD%D8%A7%D9%84%D8%A9-%D8%A7%D8%B5%D8%A7%D8%A8%D8%A9-%D8%A8%D8%A5%D9%86%D9%81%D9%84%D9%88%D9%86%D8%B2%D8%A7-%D8%A7%D9%84%D8%AE%D9%86%D8%A7%D8%B2/"><i>Yaser Arwani</i></a> [ara] rilancia una notizia di attualità secondo cui una donna medico siriana, emigrata in Australia e tornata per un breve soggiorno nel suo paese d&#39;origine, avrebbe recentemente riscontrato e comunicato il primo caso di influenza suina in Siria. Il medico è arrivato in Siria attraverso l&#39;aeroporto internazionale di Dubai e il virus sarebbe stato isolato pochi giorni dopo il suo arrivo. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/mondo-arabo-ancora-paura-per-linfluenza-suina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mondo Arabo: l&#039;immagine racconta</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/mondo-arabo-limmagine-racconta/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/mondo-arabo-limmagine-racconta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 08:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Emirati Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Kuwait]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=6295</guid>
		<description><![CDATA[Armati di macchina fotografica, due blogger mediorientali hanno pubblicato delle immagini di usanze e dettagli che hanno colpito la loro attenzione spingendoli a fare alcune riflessioni. Eccone alcune provenienti da Siria e Kuwait.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/10/arab-world-stories-in-pictures/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Armati di macchina fotografica, due blogger mediorientali hanno pubblicato immagini di usanze e dettagli locali che ne hanno colpito l&#39;attenzione spingendoli a fare alcune riflessioni. </p>
<p>Dalla Siria, <i><a title="Post in arabo" href="http://dailysy.wordpress.com/2009/07/07/%D8%B9%D8%A7%D8%AF%D8%A9-%D8%B3%D9%8A%D8%A6%D8%A9/">beshr094</a></i> [ar] pubblica questa fotografia e commenta in questo modo: </p>
<div id="attachment_84249" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=84249" rel="attachment wp-att-84249"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/d8b9d8a7d8afd8a9-d8b3d98ad8a6d8a9-300x224.jpg" alt="Un brutto muro" title="Un brutto muro" width="300" height="224" class="size-medium wp-image-84249" /></a>
<p class="wp-caption-text">Un brutto muro</p>
</div>
<div class="arabic">
الحقيقة هي أني أغار على وطني وأريد له الصورة الأبهى و الأحلى بعكس اولئك &#8230;. الذين لايتمتعون بلمحة من التفكير , واتسائل ألا يوجد ضوابط على أصحاب المطابع في سوريا ؟ فمن المعروف عندما تريد طباعة إعلان أو أي شيئ آخر يرسل صاحب المطبعة  ” الصبي ” لـ لصق الإعلانات وكأن الشوارع ( مطوبة أسمه ) :( فيجوب الصبي شوارعة المدينة وأينما وجد حائطا ً صافيا ً كالسماء يذهب ويضع الإعلان المحترم لصاحب المطبعة المحترم وللمُعلن القدير .</p>
<p>    هذا مايحدث فما هو رأيك ؟</p>
</div>
<div class="translation">
La verità è che amo il mio Paese e vorrei vederlo sempre al massimo delle sue possibilità, l&#39;esatto opposto di quanti non possiedono nemmeno un briciolo d&#39;intelligenza.</p>
<p>La mia domanda è: esistono delle regole per le tipografie in Siria? È risaputo che per affiggere pubblicità o cose del genere il tipografo di solito invia un operaio ad attaccare i manifesti su tutti i muri, come se ne fosse il proprietario. L&#39;addetto andrà in giro per la città affiggendo quei manifesti in ogni punto libero. </p>
<p>Questo è quanto succede, cosa ne pensate?
</p>
</div>
<p>Dal Kuwait, il blogger <i><a title="Post in arabo" href="http://www.frankom.com/?p=5923">Frankom</a></i> [ar] ha visto questa Lexus completamente d&#39;oro che, ovviamente, ne ha attratto l&#39;attenzione: </p>
<div id="attachment_84250" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=84250" rel="attachment wp-att-84250"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/gold-lexus-300x225.png" alt="Lexus d'oro" title="Lexus d'oro" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-84250" /></a>
<p class="wp-caption-text">Lexus d&#39;oro</p>
</div>
<div class="arabic">
أقرأ عن تلك السيارت التي يتم تعديلها وصبغها بالوان وحركات غريبة !! ولكنني لم اتخيل أنني شأشاهد أي من تلك السيارات أمامي .. هذه صورة التقطها مساء أمس أثناء خروجنا من مجمع الافنيوز .. سيارة ليكزس أل أس 460 تحمل لوحات أبو ظبي – الامارات وهي مصبوغة بالكامل باللون الذهبي</div>
<div class="translation">
Avevo letto qualcosa su queste macchine modificate e verniciate con colori bizzarri!! Ma non avrei mai immaginato di vederne una parcheggiata qui davanti. Questa foto è stata scattata la notte scorsa, all&#39;uscita del centro commerciale The Avenues. È una Lexus 460 targata Abu Dhabi, ed è completamente ricoperta d&#39;oro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/mondo-arabo-limmagine-racconta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
