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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Religione</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Mondo arabo: prime reazioni online al divieto dei minareti in Svizzera</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/mondo-arabo-prime-reazioni-online-al-divieto-dei-minareti-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 04:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vittoria del recente referendum contro l'erezione di nuovi minareti ha scatenato una varietà di reazioni in tutta la blogosfera arabo-musulmana: se alcuni blogger sono indignati, altri ritengono che il divieto non impedisca di professare la propria fede.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/12/01/arab-world-reactions-to-the-swiss-ban-on-minarets/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Lo scorso 29 novembre, il 57.5% degli elettori svizzeri <a title="Articolo in inglese" href="http://english.aljazeera.net/news/europe/2009/11/2009112915164769444.html">ha approvato il divieto</a> [in] di costruire nuovi minareti sulle moschee, aprendo la strada alla modifica costituzionale. Il referendum riguarda solo la costruzione di nuovi minareti &#8211;non delle moschee&#8211; e non include i quattro minareti già esistenti.</p>
<p>Il provvedimento ha scatenato reazioni contrastanti in tutta la blogosfera arabo-musulmana: se alcuni blogger sono indignati, altri ritengono che questo divieto non impedisca di professare la propria fede.</p>
<p><em>Pierre Tristram</em>, un blogger libanese-americano che scrive su About.com, <a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/b/2009/11/29/islamophobe-swiss-ban-minarets.htm">apre il suo post</a> [in] critico nei confronti della decisione svizzera con il seguente paragrafo:</p>
<blockquote><p>Com&#39;è possibile che 59 milioni di persone siano così stupide, così <a title="Articolo in inglese" href="http://www.mindfully.org/Reform/2004/US-Election-IQ2004.jpg">titolava</a> [in] il quotidiano inglese Daily Mail all&#39;indomani della ri-elezione di George W. Bush nel 2004. Potrebbero inventarsene un&#39;altra simile da aggiungere alla galleria degli orrori: com&#39;è possibile che 3 milioni di svizzeri siano così bigotti?</p>
</blockquote>
<p>Tristram chiude il post con un commento sarcastico:  &#8220;La differenza tra lo svizzero medio e l&#39;<a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/od/iran/p/me071030.htm">iraniano</a> [in] <a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/od/iran/p/ahmadinejad-profile.htm">Mahmoud Ahmadinejad</a> [in], l&#39;<a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/b/2009/04/21/ahmadinejads-anti-israel-show-at-un-racism-conference.htm">uomo simbolo del razzismo</a> [in], sta diventando sempre più impercettibile.&#8221;</p>
<p>Nel suo post, il blogger egiziano <em>Hicham Maged</em> cerca risposte a certe domande e <a title="Post in inglese" href="http://blog.hichamaged.net/flying-with-black-wings/">conclude</a> [in] in questo modo:</p>
<blockquote><p>In breve, mi auguro che gli svizzeri riconsiderino quanto è successo; non si tratta di capire se la legge protegga i diritti dei cittadini o meno, cosa che comunque sarà importante dibattere ed eventualmente correggere nelle opportune sedi giudiziarie del Paese, ma di considerarlo un errore fatale, l&#39;ultimo campanello d&#39;allarme prima di affondare in una palude di ignoranza piena di paura, rabbia e stupidità ~ Dovunque!</p>
</blockquote>
<p>Un altro blogger egiziano, autore di <em>Not Green Data</em>, ribadisce il concetto secondo cui &#8220;una moschea è una moschea,&#8221; ma <a title="Post in inglese" href="http://notgr33ndata.blogspot.com/2009/11/swiss-identity.html">si lamenta</a> [in] poiché il divieto svizzero altera l&#39;estetica dell&#39;edificio:</p>
<blockquote><p>Possiamo immaginare un pezzo di formaggio svizzero senz&#39;occhi - i suoi buchi? Oppure un coltellino svizzero senza bussola o cacciavite? È esattamente quello che gli svizzeri fanno alle moschee. Una moschea resta una moschea anche senza minareto, e svolgerà sempre la propria funzione. Semplicemente perderà in bellezza e identità architettonica.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger inglese <em>Matthew Teller</em>, scrittore-viaggiatore in Medio Oriente, si concentra sulla retorica di vari poster</p>
<div id="attachment_109213" class="wp-caption alignleft" style="width: 264px"><img class="size-full wp-image-109213" title="image5797878-300x199" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/12/image5797878-300x199.jpg" alt="Un poster del partito SVP che promuove il divieto dei minareti" width="254" height="168" />
<p class="wp-caption-text">Un poster del partito SVP che promuove il divieto dei minareti</p>
</div>
<p>degli attivisti svizzeri e analizza quelli di entrambi i contendenti. Quella che segue è la sua <a title="Post in inglese" href="http://quitealone.com/2009/11/30/swiss-rolled/">descrizione</a> [in] del poster qui a sinistra:</p>
<blockquote><p>Il ripugnante partito <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Democratica_di_Centro_%28Svizzera%29" target="_blank">SVP</a> [it] ha fatto ampiamente ricorso a quello che il Financial Times ha definito “<a title="Articolo in inglese" href="http://www.swissinfo.ch/eng/front/The_minaret_ban_hits_the_headlines.html?siteSect=105&amp;sid=11558450&amp;cKey=1259570958000&amp;ty=st" target="_blank">populismo stridente</a> [in]” per additare &#39;stranieri&#39; di ogni tipo come criminali, assistenzialisti o peggio, promuovendone la campagna con questo slogan: &#8220;Stop! Si al divieto dei minareti&#8221;. Osserviamo la grafica: minareti come missili, donne minacciose, il burqa come occultamento, nero, minaccioso, sulla bandiera svizzera si proietta un&#39;ombra da oriente, la croce viene cancellata.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;algerino-americano <em>The Moor Next Door</em> ritiene che questa vicenda sia frutto di una lotta di potere e <a title="Post in inglese" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/11/30/on-the-minaret-ban/">commenta</a> [in] così:</p>
<blockquote><p>Per chi gli si oppone, il minareto rappresenta &#8220;l&#39;arrivo&#8221; dell&#39;Islam nelle Alpi. È lì e significa che la presenza musulmana è al di sopra di altri popoli e religioni. Vietandolo si nega l&#39;esistenza e il potere dell&#39;Islam.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>L&#39;estetica dell&#39;identità, e quindi del potere, sono gli elementi centrali di questa vicenda. In questo modo un popolo dubbioso della propria identità cerca di affermarla e definirla rifiutando quella del nuovo arrivato.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger siriano <em>Maysaloon</em> riflette in modo originale sul tema più ampio in cui questa storia s&#39;inscrive. Tralasciando bigottismo, paura e integrità architettonica, il blogger <a titlte="Post in inglese" href="http://maysaloon.blogspot.com/2009/11/swiss-have-voted-against-building.html">si concentra</a> [in] sul seguente argomento:</p>
<blockquote><p>L&#39;elemento fondamentale di questa vicenda non è né il valore architettonico o religioso dei minareti, né gli svizzeri bigotti. Quello che conta veramente è che per la prima volta dopo 400 anni, dall&#39;<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Vienna" target="_blank">assedio ottomano di Vienna</a> [it] , i musulmani hanno un impatto concreto sulla vita dell&#39;Europa.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger elenca i modi in cui l&#39;Islam ha influenzato l&#39;&#8220;occidente&#8221; e viceversa, per poi concludere come segue:</p>
<blockquote><p>In breve, i bigotti non mi preoccupano affatto. Possiamo vietare minareti e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shari'a" target="_blank">shari&#39;a</a> [it], strappare via veli e disegnare vignette, ma questo non cambierà il fatto che l&#39;Islam adesso è in Europa e in America, e va diffondendosi in tutto il mondo.</p>
</blockquote>
<p>Per concludere, il commento di <em>weddady</em> su Twitter riassume bene il sentimento di molti. L&#39;utente <a title="Tweet in inglese" href="http://twitter.com/weddady/status/6226387648">sostiene</a> [in], &#8221; Nessuno adesso potrà negare che l&#39;Europa abbia un problema con i musulmani, né nessuno potrà negare la loro presenza sul territorio.&#8221;</p>
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		<title>Egitto: Nidal Hassan, psichiatra o psicotico?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/10050/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/10050/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 05:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Maggiore Nidal Hassan è lo psichiatra militare statunitense di origine araba che recentemente ha ucciso 13 persone a Fort Hood, in Texas - ora accusato di omicidio premeditato. I blogger egiziani commentano e riflettono variamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marwa-rakha/">Marwa Rakha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/14/egypt-nidal-hassan-psychiatrist-or-psychotic/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il Maggiore Nidal Hassan è lo psichiatra militare statunitense di origini arabe <a title="Articolo originale in inglese su Forbes.com" href="http://www.forbes.com/2009/11/12/major-nidal-hassan-fort-hood-muslim-opinions-columnists-melik-kaylan.html">recente autore della sparatoria</a> [in] a Fort Hood in Texas che ha ucciso 12 militari e un civile. Adesso è accusato di omicidio premeditato. “Psichiatra o Psicotico?”, si chiedono i blogger egiziani.</p>
<p><em>Nawara Negm </em><a title="Post originale in arabo" href="http://www.tahyyes.org/2009/11/blog-post_4326.html">simpatizza con Hassan</a> [ar]:</p>
<blockquote><p>اكيد سمع هلاوس كتير من الظباط اللي جايين من العراق بعد ما قتلوا اطفال وستات<br />
كان عايز يسيب الخدمة وطلبه اترفض<br />
وكل محامي عشان يرفع له قضية عشان يسيب الخدمة<br />
فكان الرد انهم قالوا له: انت ح تروح العراق</p></blockquote>
<div class="translation">Deve avere ascoltato le orribili storie dei soldati tornati dall&#39;Iraq; quei soldati che hanno ucciso donne e bambini inermi. Voleva lasciare l&#39;esercito, ma la sua richiesta è stata respinta. Ha avviato, per quanto possibile, le procedure per potersi dimettere e come risposta gli è stato detto che sarebbe stato inviato in Iraq.</div>
<p><em>Hassan El Helali</em> <a title="Post originale in arabo" href="http://hegabs-nekabs.blogspot.com/2009/11/blog-post_1069.html">ritiene che sia uno psicotico</a> [ar]:</p>
<blockquote><p>بفضل هذا المعتوه الحقير سيعيش العرب والمسلمين في الغرب لشهور وربما لسنوات وهم مطالبين مرة أخرى بإثبات برائتهم من تهمة ممارسة التقية والكذب… وادعاء الشرف والإنصهار في المجتمع حتى تتاح لهم الفرصة ليفجروا أنفسهم وسط الأبرياء. بفضل هذا المجرم ستزيد رزالة القائمين على منح تأشيرات الدخول للبلاد المتحضرة، ومعهم كل الحق، وستتعطل المصالح ويحرم المريض من العلاج في الخارج والطالب من بعثة التعليم والسائح من المتعة والثقافة وسيصبح كل عربي ومسلم في الغرب متهماً حتي ولو ثبتت برائته بالإرهاب والوحشية والخسة والخيانة للمجتمع الذي ضمه وعلمه ورباه حتى وصل لرتبه عسكرية راقية وتخصص علمي متميز ومنحه الأوسمة والنياشين وفرصة حياة لا يحلم بعشرها في بلاده عديمة العلم والثقافة والفن والجمال والحرية والكرامة… برافو… الله أكبر والعزة للعرب.</p></blockquote>
<div class="translation">A causa di questa pazzia, arabi e musulmani che vivono in occidente, dovranno cercare di provare ancora una volta, per mesi e forse anni, di non essere bugiardi e di volersi integrare nelle società dove vivono, fino a quando, ancora una volta, noi verremo a sapere che uno di questi idioti si è fatto saltare in aria in mezzo a un gruppo di civili innocenti. Per colpa di questo criminale, verranno negati più visti d&#39;ingresso nei Paesi civilizzati, sia per lavoro, per divertimento, per studio o per motivi di salute. A causa sua, ogni arabo e musulmano che vive in Occidente, verrà considerato colpevole di terrorismo, brutalità, tradimento e di colpire alle spalle chi lo ha aiutato - almeno fino a prova contraria.</div>
<p><em>Wael Nawara</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://weekite.blogspot.com/2009/11/fort-hood-news-update.html">vuole ricordare a tutti</a> [in] che:</p>
<blockquote><p>Verso la fine di giugno 2007, il Sig. Hasan si è presentato davanti al suo supervisore e altri 25 membri del gruppo di salute mentale per presentare loro una relazione sulla religione Islamica, gli attentati suicidi e le minacce cui che i militari potrebbero ricevere dai musulmani che trovano problematico combattere nei Paesi musulmani dell&#39;Iraq e dell&#39;Afghanistan, secondo quanto riportato nella copia della relazione ottenuta da <em>The Washington Post</em>.</p>
<p>“Sta diventando sempre più difficile per i musulmani nel servizio militare giustificare moralmente di essere un soldato costantemente impegnato contro i fratelli musulmani,” scriveva Hassan nella relazione.</p></blockquote>
<p>Un libanese residente in USA, <em>Dr Asa&#39;ad Abu Khalil</em> - <a title="Post originale in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/11/why.html">L&#39;arabo arrabbiato</a> [in] - cita l&#39;articolo di un quotidiano in cui si legge:</p>
<blockquote><p>“Quando un uomo bianco spara in un ufficio postale, si dice che ha dato i numeri,” spiega Victor Benjamin II, 30 anni, ex membro dell&#39;esercito. “Ma quando lo fa un musulmano, si chiama <a title="Post originale in inglese" href="http://www.nytimes.com/2009/11/07/us/07muslim.html?ref=us&amp;pagewanted=print">jihad”</a> [in].</p></blockquote>
<p>E l&#39;egiziano <em>SandMonkey</em> cerca di evitare di scrivere sul tema <a title="Post originale in inglese" href="http://www.sandmonkey.org/2009/11/12/on-fort-hood/">perchè</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Quasiasi cosa possa pensare risulta comunque scontato. Voglio dire, chi ha sparato era arabo, musulmano e palestinese per giunta. Cosa c&#39;è da dire? Si tratta di un caso isolato? Potrebbe mai succedere di nuovo? Ciò significa forse che qualsiasi arabo o mussulmano nell&#39;esercito potrebbe comportarsi in tal modo? Davvero? Ho bisogno di affermarlo? Cosa c&#39;è da dire?</p>
<p>In realtà, mi vengono da dire solo due cose: 1) le mie più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime; 2) a nome di ogni arabo o musulmano che ora verrà fregato per il tuo gesto: ti auguro di non avere un solo giorno di pace né in questa vita né in nessuna di quelle future!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele-Palestina: strumenti video per aiutare i giovani a comprendere il conflitto</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/israele-palestina-strumenti-video-per-aiutare-i-giovani-a-comprendere-il-conflitto/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 04:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Adamo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due diverse organizzazioni, una in Israele e l'altra nei territori palestinesi occupati, ricorrono a video e altri progetti editoriali collaborativi per aiutare sia la gioventù araba che quella ebrea a capire le ragioni del conflitto e colmare l'incomprensione che li divide. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellaa/'>Antonella Adamo</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/06/israeli-and-palestinian-youth-use-video-to-understand-the-conflict/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Due diverse organizzazioni, una in Israele e l&#39;altra nei territori palestinesi occupati, si servono di video per aiutare sia la gioventù araba che quella ebrea a capire le ragioni del conflitto e colmare l&#39;incomprensione tra loro, creando spazi per l&#39;interazione e la comunicazione dove condividere sogni, riflessioni e preoccupazioni rispetto alla complessa situazione in cui vivono.</p>
<p>Una delle iniziative è l&#39;associazione <a title="Post originale in inglese" href="http://en.reutsadaka.org">Sadaka Reut</a> [in], e questo è quanto si legge nel <a title="Post originale in inglese" href="http:///">loro programma</a> [in]:</p>
<div class="translation">Con la maggior parte dei giovani palestinesi ed ebrei, separati fisicamente gli uni dagli altri (in comunità e scuole diverse), e che ha come risultato paure, razzimo e pregiudizi, cerchiamo di costruire modelli alternativi per l&#39;interazione tra i due gruppi. Il programma &#8220;Costruiamo una cultura di pace&#8221; mira a creare uno spazio in cui sia i giovani palestinesi che ebrei possano sentirsi uguali, rispettati e riconosciuti come individui e per la loro nazionalità.</div>
<p>I partecipanti hanno anche preso parte al progetto &#8220;Video da un minuto&#8221;, dove imparano a fare attivismo tramite i video durante il corso di una settimana. Ecco di seguito alcuni risultati, mentre altri video sono disponibili sul relativo <a title="Sito originale in inglese" href="http://en.reutsadaka.org/?p=846">sito</a> [in]:</p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=XkxUC30UNug">Arab</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XkxUC30UNug&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/XkxUC30UNug&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=US6QtYDVzB8">AM/FM</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/US6QtYDVzB8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/US6QtYDVzB8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=gT9KX9fKgT0">Few Love Singing</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gT9KX9fKgT0&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/gT9KX9fKgT0&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Un&#39;altra iniziativa è il progetto &#8220;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/home.html">Windows for Peace</a>&#8221; [in], lanciato nel 1991 come tentativo di produrre una rivista bilingue e biculturale per giovani, e come modo per metterli in contatto e far loro conoscere il conflitto, promuovere la parità e dare potere ai giovani. Tuttavia non è stato facile, come spiegano sul <a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/about.html">sito</a> [in]:</p>
<div class="translation">Non è semplice per i giovani israeliani e palestinesi superare l&#39;enorme quantità di cattiva informazione e gli stereotipi che vengono insegnati sugli uni e sugli altri. La limitata possibilità di interazione, conseguenza del vivere quasi sempre in comunità separate e del violento conflitto politico in atto, non fa altro che perpetuare le antiche paure, il pregiudizio, e l&#39;odio che divide i due popoli. <em>Windows</em> è quindi dedicato alla promozione di un cambiamento su larga scala del modo in cui i giovani israeliani e palestinesi vedono sè stessi, &#8220;l&#39;altro&#8221; e il conflitto. I partecipanti al programma <em>Windows</em> vivono esperienze che promuovono la trasformazione di come i due popoli vedono il conflitto, verso una realtà pacifica in cui possano convivere entrambi. Riteniamo che una pace giusta e duratura debba basarsi su valori democratici, sui diritti umani, la conoscenza reciproca e l&#39;accettazione &#8220;dell&#39;altro&#8221;.</div>
<p>Il gruppo sta lavorando anche a una nuova iniziativa denominata &#8220;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.win-peace.org/youth%20media%20program.html">Through the Lens</a>&#8221; [in] dove i giovani dai 15 ai 17 anni &#8220;formati&#8221; dalla rivista, continuano a sviluppare le competenze per creare cortometraggi, bollettini informativi e altre produzioni video destinate a promuovere &#8220;un dialogo produttivo e portatore di pace, oltre ad un&#39;interazione positiva&#8221;.</p>
<p>Ecco un <a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=zsxLrfzyAIo">video</a> [in] in cui i partecipanti a <em>Windows</em> raccontano l&#39;esperienza nel gruppo e come hanno affrontato la sfida rappresentata dal fatto di uscire dalla propria zona di benessere per parlare di argomenti difficili, come il conflitto tra Palestina e Israele:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zsxLrfzyAIo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/zsxLrfzyAIo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Come precisano i bambini nel video con parole proprie: è possibile che sia difficile accettare gran parte delle opinioni e delle percezioni espresse dagli altri bambini, ma avere la possibilità di discutere dei problemi in modo sano e tranquillo, li aiuta a capire il mondo in cui vivono, permette loro di interagire, imparare, condividere riflessioni con altri bambini e ragazzi, e persino cambiare opinione.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Egitto: blogger acquista online imene artificiale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/egitto-blogger-acquista-online-imene-artificiale/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/egitto-blogger-acquista-online-imene-artificiale/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 05:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Recentemente fiumi di inchiostro e di bit sono stati versati sulla disponibilità (dalla Cina) di un kit per la verginità artificiale - così il blogger egiziano Mohamed Al Rahhal ha deciso di comprarne uno. Ecco un aggornamento sulla vicenda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marwa-rakha/">Marwa Rakha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/29/egypt-egyptian-male-blogger-orders-artificial-hymen/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre <a title="Sito in inglese" href="http://www.rnw.nl/english">Radio Netherlands</a> [in] trasmetteva la traduzione in arabo dello spot per l&#39;<em>Artificial Virginity Hymen kit</em>, mentre il quotidiano <a title="Sito ufficiale in arabo" href="http://www.youm7.com/News.asp?NewsID=136364">Youm7</a> [ar] annunciava che il prodotto sarebbe stato disponibile sul mercato egiziano per 83 ghinee, mentre alcuni parlamentari conservatori minacciavano di <a title="Articolo in inglese" href="http://www.huffingtonpost.com/2009/10/05/egypt-fake-hymen-kit-may-_n_309737.html">bandire il prodotto ed esiliare o decapitare ogni esportatore</a> [in], e mentre la <a title="Post in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/08/will-egypt-import-chinese-hymens/">blogosfera egiziana</a> [in] veniva travolta dal clamore, <a title="Articolo in inglese" href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/oct/28/artificial-hymen">Mohamed Al Rahhal</a> [in] ne aveva già <a title="Breve in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/mondo-arabo-verginita-artificiale-made-in-china/">comprato uno</a> [it].</p>
<p>Recatosi all&#39;ufficio postale per ritirare il  pacco: </p>
<blockquote><p>mi sono accorto che era stato aperto da alcuni ufficiali della dogana e impiegati postali perplessi i quali, non trovando le parole adatte, lo hanno definito nei rapporti come &#8220;contenente uno sconosciuto liquido di colore rosso&#8221; – e aspettavano la mia descrizione.</p>
</blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-103679" title="Falso imene" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/fakehymen.jpg" alt="Falso imene" width="460" height="276" /></p>
<p>
 </p>
<p>Il blogger ha detto loro che si trattava di &#8220;trucco per il cinema&#8221; ed è riuscito a portarselo a casa: </p>
<blockquote><p>Così è fatto l&#39;&#8220;imene&#8221;: un pezzo (5&#215;7cm) di plastica – di albumina, l&#39;avvertenza mi corregge prontamente – coperta da un lato da inchiostro rosso scuro. Piazzato nella vagina prima del rapporto sessuale, la plastica si indurisce leggermente, e si rompe all&#39;inizio del rapporto. Poche gocce di &#8220;sangue&#8221; macchieranno le lenzuola, e così l&#39;&#8220;onore&#8221; della donna, della sua famiglia e della società tutta saranno al sicuro.</p>
<p>Non sono in grado di dire se questo marchingegno funzioni realmente. La totale assenza di informazioni mediche sul prodotto, così come alcune voci online secondo cui causerebbe delle infezioni, mi hanno convinta a non proporlo a una volontaria per un test.</p>
</blockquote>
<p>A <em>Mona El Tahawy</em> non è piaciuto il modo in cui gli egiziani si sono <a title="Post in inglese" href="http://www.monaeltahawy.com/blog/?p=188">interessati e preoccupati di questi falsi imeni</a> [in]. Con tutti i problemi che l&#39;Egitto deve affrontare di questi tempi — il costo della vita salito alle stelle, un presidente al potere da 28 anni il cui figlio è apparentemente pronto a prenderne il posto, etc. — perché tutto questo baccano per un imene, falso o vero che sia?</p>
<p>Ecco l&#39;ipocrisìa e il rifiuto che insieme animano profondamente le visioni religiose più conservatrici su donna e castità. E, nel caso dell&#39;Egitto, questo discorso vale tranquillamente sia per i musulmani che per i cristiani.</p>
<p>Da musulmana, so che il <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corano">Corano</a> [it] predica la castità per donne e uomini, ma l&#39;ossessione conservatrice per le donne impone che siano soltanto loro ad osservare la proibizione del sesso extra-coniugale. Questa ossessione con la verginità è quanto meno superficiale, se non tragica.</p>
<p><em>Mohamed El Rahhal</em> condanna duramente: </p>
<blockquote><p>l&#39;ipocrisìa che ci consente di discriminare il 50% della società mentre l&#39;altra metà ha carta bianca. Non vedo perché le donne debbano ricorrere a queste misure assurde, talvolta persino mettendo in pericolo la propria salute, solo per consentirci di rimandare una moratoria nazionale, da tempo attesa, sulle relazioni tra i generi.</p>
<p>Interpretare la moralità attraverso l&#39;anatomìa è una tragedia. Se aspettavamo un piccolo pezzo di plastica per definire la moralità, abbiamo già fallito – dovremmo cominciare a cercare una definizione migliore.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele: &#8220;Ajami&#8221;, una nuova prospettiva sulla società israeliana</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/israele-ajami-una-nuova-prospettiva-sulla-societa-israeliana/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/israele-ajami-una-nuova-prospettiva-sulla-societa-israeliana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 05:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Etnie]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Trionfatore dei recenti Premi Ophir, il nuovo film potrebbe essere candidato ai Premi Oscar del 2010. Scritto e diretto nell'omonimo quartiere di Giaffa da un duo arabo-israeliano, tratta della coesistenza tra le due culture - e va ricevendo ampia attenzione (e giudizi positivi) tra i blogger locali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/27/israel-ajami-reveals-nuanced-look-at-israeli-society/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il film &#8220;Ajami&#8221; è stato il grande trionfatore dei Premi Ophir, sabato 26 settembre, e potrebbe continuare a riscuotere successo presso il pubblico internazionale come candidato israeliano ai Premi Oscar del 2010.</p>
<p>“Ajami” è il nome del quartiere di Giaffa dove si svolge la storia narrata nel film. Scritto e diretto dal duo arabo-israeliano composto da Scandar Copti (che vive ad Ajami) e Yaron Shani, la complessità dell&#39;intreccio di &#8220;Ajami&#8221; replica uno stile narrativo assai popolare nella narrativa e nella cinematografia israeliane.</p>
<p><img class="alignright" title="Ajami [Fonte: pagina fan su Facebook]" src="http://profile.ak.fbcdn.net/object3/776/91/n111118876031_4719.jpg" alt="Ajami [Fonte: pagina fan su Facebook]" width="200" height="279" /></p>
<p>A giudicare dall&#39;incetta di premi fatta ai festival di Ophir, Cannes e Gerusalemme, il percorso di &#8220;Ajami&#8221; sembra ricordare quello di altri film israeliani recentemente candidati agli Oscar, come &#8220;<a title="Leggi la recensione in italiano da mymovies.it" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46806">Beaufort</a>&#8221; [it] e &#8220;<a title="Leggi la recensione in italiano da mymovies.it" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56333">Valzer con Bashir</a>&#8221; [it]. Sinora, &#8220;Ajami&#8221; ha ricevuto i Premi Ophir per miglior film, migliore regia, miglior copione, miglior montaggio, miglior colonna sonora originale, la menzione speciale &#8220;Camera d&#39;or&#8221; al festival di Cannes e il premio Wolgin per il miglior film in concorso all&#39;ultima edizione del festival cinematografico di Gerusalemme.</p>
<p>Il trailer del film è disponibile su YouTube in ebraico e arabo con sottotitoli in ebraico (per il momento non sono ancora disponibili sottotitoli in inglese). Per saperne di più, si può visitare questa <a title="Visita la pagina facebook del film in ebraico" href="http://www.facebook.com/pages/AJAMI-The-Movie-2009/111118876031?ref=search&amp;sid=558336523.3636414431..1">pagina su facebook</a> [eb].</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/IZwNwiWZqZg&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/IZwNwiWZqZg&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Yudit, del blog <em>OCCUPIED</em> dice di sentirsi molto toccata dal film, perchè vive nello stesso quartiere in cui si svolge la vicenda. La blogger <a title="Post originale in inglese" href="http://yuditilany.blogspot.com/2009/09/ajami-movie.html">riflette</a> [in]:</p>
<blockquote><p>È un bel pugno nello stomaco &#8220;Ajami&#8221;, il film di Scandar Kopti e Yaron Sheni. Stupendo. E, tra l&#39;altro, è girato nel mio quartiere, anche se non tratta del &#8220;mio&#8221; quartiere. Certo, la mia non sarà una critica oggettiva del film. Conosco molti, anzi, quasi tutti gli attori, almeno di vista, e alcuni sono invece buoni amici. Il cast ha ricevuto una buona formazione, ma non sono attori professionisti, soltanto i miei vicini, che interpretano se stessi, in situazioni che hanno vissuto, con le reazioni che avrebbero se la storia fosse vera. Certo, avrebbe anche potuto essere tutto vero.</p></blockquote>
<p>“Ajami” è anche il sottotitolo del blog di Yudit, che spiega:</p>
<blockquote><p>Ajami, Agami o Adjami, o comunque lo chiamiate, è casa mia. A dispetto di tutto. La parola &#8220;casa&#8221; comporta molte implicazioni. La mia si trova a Giaffa (in ebraico traslitterato, Yafo), e una volta (vale a dire, del 1948) era considerata &#8220;La sposa del mare&#8221;: ora, non è che un fatiscente sobborgo meridionale di Tel Aviv.</p></blockquote>
<p>Carmia, di <em>Kishkushim</em> <a title="Leggi il blog originale in inglese" href="http://kishkushim.blogspot.com/2009/09/and-winner-is-ajami.html">descrive</a> [in] “Ajami” come:</p>
<blockquote><p>Un&#39;appassionante storia sul <em>balagan</em> [caos] che si svolge ad Ajami: i rapporti tra vicini arabi e israeliani, arabo-israeliani e cisgiordani, cristiani e musulmani, e tutto ciò che c&#39;è in mezzo.</p></blockquote>
<p>Ayelet Dekel di <em>Midnight East</em> ci racconta la sua <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.midnighteast.com/mag/?p=932">reazione</a> [in] dopo aver visto il film al Jerusalem Film Festival.</p>
<blockquote><p>Se mi avessero riassunto la trama del film, forse non mi avrebbe interessato, visto che tratta un genere che non amo particolarmente. Eppure, Ajami è molto più della sua trama, proprio come le persone sono ben più di una descrizione delle circostanze della loro nascita, o degli eventi della loro vita.</p></blockquote>
<p>Dekel ci racconta qualche indiscrezione su Ibrahim Frege, che interpreta Malek, e incontrato dalla blogger nei camerini dopo il film.</p>
<blockquote><p>Il diciannovenne Frege mi ha detto che non aveva mai pensato a recitare. Quando era ancora a scuola, alcuni amici che frequentavano i workshop di &#8220;Peace Child Israel&#8221; (organizzazione fondata nel 1988 da David Gordon e Yael Drouyannof per spiegare la tolleranza attraverso il teatro e le arti) lo avevano invitato a parteciparvi per svagarsi un pò. Il ragazzo seguì il workshop per un anno, per poi ricevere una telefonata che l&#39;invitava a recitare nel film. Frege crede che i registi cercassero qualcuno con un accento simile a quello di Nablus, città d&#39;origine del suo personaggio.</p></blockquote>
<p>Infine, il critico Yair Raveh, del blog <em>Cinemascope</em> <a title="Recensione originale in inglese" href="http://cinemascopian.com/2009/09/26/ajami-wins-ophir-goes-to-the-oscars/">si interroga</a> [in] sulle possibilità che “Ajami”  vinca un Oscar.</p>
<blockquote><p>Riuscirà &#8220;Ajami&#8221; a diventare il terzo film israeliano a candidarsi agli Oscar come miglior film straniero (dopo &#8220;Beaufort&#8221; e &#8220;Valzer con Bashir&#8221;)? Purtroppo, devo confessarvi che ne dubito. Certo, &#8220;Ajami&#8221; è un film sensazionale, e da molti punti di vista rappresenta una svolta per il cinema israeliano. Ma temo sia troppo realistico, duro, fedele alla realtà, e probabilmente un pò frastornante, per un giurato medio del premio Oscar. Manca poi di quell&#39;attenzione antecedente alla proiezione che aveva &#8220;Valzer con Bashir&#8221; l&#39;anno scorso, e che ora ha &#8220;Lebanon&#8221;. Ma chissà.</p></blockquote>
<p><em><strong>Letture consigliate –</strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em></p>
<p>- <a title="Post di GVO in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/israele-film-sulle-conseguenze-della-chiusura-dei-confini-a-gaza/">Israele: film sulle conseguenze della chiusura dei confini a Gaza</a> [it] (Maya Norton) – Alcuni blogger reagiscono al corto &#8220;Closed Zone&#8221; diretto da Yoni Goodman.</p>
<p>- <a title="Post di GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/14/lebanon-lebanese-react-to-israeli-film-lebanon/">Lebanon: Lebanese Bloggers React to Israeli Film “Lebanon”</a> [in] (Antoun Issa) – Reazioni dal Libano a un film israeliano che descrive le storie di soldati israeliani durante la guerra civile libanese (1975-1990). &#8220;Lebanon&#8221; segue &#8220;Valzer con Bashir&#8221; come secondo film sull&#39;argomento realizzato negli ultimi due anni da un regista israeliano.</p>
<p>- <a title="Articolo del New York Times in inglese" href="http://www.nytimes.com/2009/05/22/arts/22iht-dupont22.html?_r=1">Cannes Film Festival: Sources of Hope, Amid a Divide</a> [in] (Joan Dupont, <em>New York Times</em>) – quest&#39;anno a Cannes sono stati presentati tre film su israeliani e palestinesi. Joan Dupont intervista Copti e Shani, registi di &#8220;Ajami&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Indonesia: adulteri lapidati a morte, nuova legge della provincia autonoma di Aceh</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/indonesia-adulteri-lapidati-a-morte-nuova-legge-della-provincia-autonoma-di-aceh/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/indonesia-adulteri-lapidati-a-morte-nuova-legge-della-provincia-autonoma-di-aceh/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 05:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
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		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Già nota per la sua fiera indipendenza politica, nella provincia di Aceh ora gli adulteri sposati saranno lapidati a morte, gli omosessuali condannati a 100 frustate e a un amulta di 100 grammi d'oro puro. Su blog e Twitter non mancano certo le reazioni di sorpresa e preoccupazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mong/">Mong Palatino</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/17/aceh-indonesia-adulterers-will-be-stoned-to-death/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Cattive notizie per gli adulteri sposati: la Camera dei Rappresentanti della provincia di Aceh ha <a title="Articolo originale in inglese" href="http://english.aljazeera.net/news/asia-pacific/2009/09/200991418142587643.html">approvato una legge</a> [in] che impone la pena di morte agli adulteri sposati. Le persone colpevoli saranno lapidate a morte.</p>
<p>Brutte notizie anche per gli adulteri non sposati e per gli omosessuali: la nuova legge della provincia di Aceh prevede una punizione di 100 frustate con un bastone e una multa di 100 grammi di oro puro per i colpevoli.</p>
<p><a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aceh">Aceh</a> [it] è una provincia autonoma dell&#39;Indonesia che impone la legge Sharia. L&#39;Indonesia è il Paese con la maggioranza musulmana più popolosa del mondo.</p>
<p><em>The RAB Experience</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://therabexperience.blogspot.com/2009/09/stoning-for-adultery-aceh-stepping-back.html">esamina</a> [in] la nuova controversa legge e ne individua le clausole più rilevanti:</p>
<blockquote><p>Quanti commettono adulterio consapevolmente verranno lapidati a morte. Tuttavia, ciò riguarda solo coloro che sono sposati e commettono il reato in piena coscienza. Per quanti non sono sposati, la punizione è di 100 frustate con un frustino. Una forma accettata di prova dell&#39;adulterio è il giuramento ufficiale con cui il colpevole accetta che se dovesse mentire sarà dannato sia in questa vita che nell&#39;aldilà.</p>
<p>Fatto divertente, pur non essendoci nulla di divertente riguardo questo Qanun (Regolamento Regionale), una donna che rimane incinta al di fuori del matrimonio, non può essere accusata di adulterio senza prove sufficienti del reato.</p>
<p>Il Qanun si occupa anche dello stupro. Quest&#39;ultimo include sia sesso orale che anale. Tuttavia, alquanto assurdamente, la definizione implica che lo stupro non può avvenire tra marito e moglie.</p>
<p>L&#39;altro aspetto interessante di questo Qanun è che stabilisce il pagamento delle multe penali in grammi d&#39;oro puro. Per esempio, se venite colti in fragrante in un atto di Liwath (sodomia) o di Musahaqah (omosessualità femminile), la sanzione è di 100 frustate con un frustino e una multa di 100 grammi d&#39;oro puro o 100 mesi in prigione.</p></blockquote>
<p><em>binsar pakpahan</em> ritiene che questa <a title="Post originale in inglese" href="http://binsar.berteologi.net/?p=901">norma “irrazionale”</a> [in] non sia adatta all&#39;Indonesia:</p>
<blockquote><p>Trovo queste notizie assai sconvolgenti. Secondo me questa particolare attuazione della legge è più una strategia politica di quanti stanno per abbandonare l&#39;ambito legislativo per guadagnare popolarità rispetto alla loro futura partecipazione nei rispettivi partiti politici. Questa inoltre è un&#39;altra storia negativa per la maggioranza dei musulmani moderati indonesiani. So che la maggior parte dei miei amici musulmani, se non tutti, troveranno questa legge stupida, irrazionale, gravemente forzata, e totalmente inadatta all&#39;Indonesia.</p></blockquote>
<p>Ecco una serie di reazioni via Twitter da Giacarta, Indonesia:</p>
<blockquote><p><em><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/tobybudiartono/statuses/3998892317">tobybudiartono</a></em>: Non andrò certo ad Aceh adesso!<br />
<em><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/tommysiahaan/statuses/3994326984">tommysiahaan</a></em>: Perchè stiamo tornando indietro??<br />
<em><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/dHeeLicious/statuses/3992254621">dHeeLicious</a></em>: Credo sia contro i diritti umani<br />
<em><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/ohhvi/statuses/3982264696">ohhvi</a></em>: Lapidazione e frustate di Aceh: credevo esistesse solo nel vecchio testamento della Bibbia. Datemi un pizzicotto, sono nel 2009 o nel 2000 Avanti Cristo?<br />
<em><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/yogibeau/statuses/3980253390">yogibeau</a></em>: BUUU! Giuro su Dio che non andrò mai laggiù<br />
<em><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/erdina/statuses/3979179621">erdina</a></em>: E le cose si sono fatte ben più terribili ad Aceh<br />
<em><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/erdina/statuses/3930567530">erdina</a></em>: Continuo a scuotere la testa per l&#39;incredulità ogni volta che leggo del piano della provincia di Aceh di approvare la legge sulla lapidazione. Come possiamo permettere che ciò accada?</p></blockquote>
<p><a title="Aarticolo originale in inglese" href="http://www.timesofoman.com/innercat.asp?detail=28753">Anche i gruppi di difesa dei diritti umani</a> [in]  hanno criticato la nuova legge definendola “crudele e degradante per l&#39;umanità.”</div>
]]></content:encoded>
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		<title>USA: un francobollo di vecchia data per le festività musulmane suscita controversie e discriminazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 03:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Verso la fine del Ramadan, è tornata a circolare una vecchia e perniciosa email che annunciava un nuovo francobollo commemorativo per tale celebrazione, in realtà emesso nel 2001. Un sindaco del Tennessee l'ha inoltrata agli impiegati comunali incoraggiandoli a boicottarlo, attivando altre reazioni a catena. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/21/usa-eid-postage-stamp-provokes-hate-in-tennessee/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_97019" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px;"><img class="size-full wp-image-97019" title="eid" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/eid.jpg" alt="eid" width="200" height="200" /></p>
<p class="wp-caption-text">Il francobollo nella versione del 2008, prima dell&#39;aumento di valore.</p>
</div>
<p>Mentre i musulmani residenti negli Stati Uniti stavano celebrando il <a title="Voce originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Id_al-fitr">Eid al-Fitr</a> [it], festività che segna la fine del Ramadan, ha preso a circolare una strana catena di email. Vi si afferma falsamente che il Presidente Obama avrebbe fatto emettere un nuovo francobollo commemorativo in onore di tali festività, e incita i lettori al suo boicottaggio, ricordando i numerosi attacchi terroristici avvenuti negli USA negli ultimi vent’anni. Il testo integrale della email si può trovare in <a title="Post originale in inglese" href="http://missivesfrommarx.wordpress.com/2009/09/20/this-stuff-makes-me-sick/#comment-1096">questo post</a> [in] di <em>Missives from Marx</em>, che esprime frustrazione per un simile messaggio, scrivendo:</p>
<blockquote><p>Oggi ho ricevuto la email che segue, inoltratami da un parente. È a causa di cose simili che mi dovrò usare le quattro settimane del mio corso di Religioni occidentali per demolire gli stereotipi contro i musulmani. Questo perché il pensiero critico rimane un elemento essenziale di tutti i miei corsi.</p></blockquote>
<p><a title="Articolo originale in inglese" href="http://urbanlegends.about.com/library/bl-muslim-stamp.htm">About.com</a> [in] spiega che quel messaggio circola almeno dal 2002, mentre il francobollo in sé è stato emesso il 1. settembre 2001.</p>
<p>Aziz Poonwalla, sul blog <em>City of Brass</em> del circuito BeliefNet, <a title="Post originale in inglese" href="http://blog.beliefnet.com/cityofbrass/2009/09/terror-mail-the-eid-stamp.html">spiega</a> [in] la storia della e-mail:</p>
<blockquote><p>Diverse versioni di tale messaggio, che girano da anni, sono state più volte <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.snopes.com/politics/stamps/eidstamp.asp">smascherate come bufale</a> [in] in passato, ma continuano a circolare. Ho scritto estesamente sulla <a title="Post originale in inglese" href="http://cityofbrass.blogspot.com/2007/10/eid-stamp.html">storia del francobollo dell&#39;Eid</a> [in], la polemica che l’ha accompagnato quanto è stato introdotto (alimentata soprattutto dai conservatori repubblicani) e la sua difesa del francobollo da parte di Bush e del Presidente della Camera Hastert. In poche parole, il francobollo è stato emesso il 1. settembre 2001, dieci giorni prima dell&#39;attentato dell’11/09, durante l’amministrazione Bush. Il sindaco Piper [leggi sotto] si aggiunge a una lunga lista di politici conservatori che non muovono obiezioni nei confronti di emissioni commemorative dell’Hanukkah, di <a title="Voce originale di Wikipedia in inglese" href="en.wikipedia.org/wiki/Kwanzaa">Kwanzaa</a> [in] o persino del Nuovo Anno Cinese – ma un francobollo dedicato al digiuno islamico viene invece trattato come una minaccia tale da richiedere le forti proteste degli americani “patriottici”?</p></blockquote>
<p>Un <a title="Post originale in inglese" href="http://www.clarksvilleonline.com/2009/09/04/the-mayors-anti-islamic-email-is-a-major-embarrassment/">post</a> [in] apparso su <em>Clarksville Online</em>, un blog dedicato alla città di Clarksville, Tennessee, spiega perchè quest&#39;anno la email è apparsa sulle prime pagine dei giornali:</p>
<blockquote><p>Il sindaco di Clarksville (Tennessee), Johnny Piper, ha inviato un’esplosiva email anti-islamica agli impiegati del Comune, incoraggiandoli a boicottare un francobollo emesso dal Servizio postale statunitense…</p>
<p>…Il sindaco Piper ha poi tentato di difendere il suo operato, che in realtà è semplicemente indifendibile. I musulmani sono parte integrale di questo Paese. Servono con onore nelle nostre forze armate, difendendo la nostra nazione, e la nostra libertà. Nessuno dovrebbe essere trattato come cittadino di serie B per il suo credo religioso, o per le azioni di una frangia radicale. Il caso creato dal sindaco è stato fattore di imbarazzo per la nostra città, lo Stato e il Paese.</p></blockquote>
<p>Sheila Musaji segue il caso della catena di email sul francobollo per <em>The American Muslim</em> sin dal 2005, e in un aggiornamento <a title="Articolo originale in inglese" href="http://theamericanmuslim.org/tam.php/features/articles/through_the_looking_glass_eid_stamp_continues_to_provoke_religious_right/">commenta</a> [in] le ripugnanti affermazioni del sindaco Piper:</p>
<blockquote><p>Sono sicura che il nostro caro sindaco dev&#39;essere rimasto parimenti sorpreso dall&#39;<a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.theamericanmuslim.org/tam.php?URL=http%3A%2F%2Fwww.theamericanmuslim.org%2Ftam.php%2Ffeatures%2Farticles%2Fwhite_house_iftar%2F0017527">Iftar del Presidente Obama alla Casa Bianca</a> [in].</p>
<p>E, ovviamente l&#39;ultima spiaggia di tutti i bigotti:  <em>“Ho dei buoni amici musulmani,”</em> ha aggiunto immediatamente.</p>
<p>Forse quei suoi buoni amici musulmani potrebbero chiarirgli perchè <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.theamericanmuslim.org/tam.php?URL=http%3A%2F%2Fwww.theleafchronicle.com%2Fassets%2Fpdf%2FDA14202394.PDF">QUESTO</a> [PDF, in] sia offensivo.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Messico: diffondere il messaggio dell&#039;Islam</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/messico-diffondere-il-messaggio-dellislam/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 01:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo i dati dell'ultimo censimento, in Messico ci sono 25.000 musulmani, lo 0,02% della popolazione - contro l'88% di cattolici. Motivo per cui la comunità ricorre a sistemi innovativi, e soprattutto ai citizen media, per diffondere e informare sulla propria fede.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/eduardo-avila/">Eduardo Avila</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/17/mexico-spreading-the-message-of-islam/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La rete metropolitana di Città del Messico è una delle più trafficate al mondo, con circa 4,5 milioni di passeggeri quotidiani. Cifre che hanno indotto un gruppo di musulmani messicani a praticarvi la <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Da'wa">Da’wa</a> [it], una maniera di predicare la religione islamica.</p>
<p>Nel seguente filmato Mustafa mostra una delle inserzioni affisse recentemente all’interno dei convogli della metropolitana, che invitano a conoscere meglio la fede musulmana. L&#39;inserzione riguarda il <a title="Sito in spagnolo del Centro Culturale Islamico" href="http://www.islam.com.mx/index.php">Centro Culturale Islamico di Città del Messico</a> [sp], dove nel fine settimana si svolge un evento culturale.</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-jkdMQAU_BA&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/-jkdMQAU_BA&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Le strade di Città del Messico hanno visto altri tentativo di proselitismo musulmano: questo filmato riprende un furgone mentre percorre in lungo e in largo un quartiere, invitando la gente a una conferenza.</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube"  classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7KpvnE9oH2U&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/7KpvnE9oH2U&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Secondo l’ultimo censimento, <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Religion_in_Mexico#Catholicism">i messicani sono in netta maggioranza (88%) cattolici</a> [in]. Sempre i dati del 2008 registrano <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Islam_in_Mexico">25.000 musulmani nel Paese</a> [in], ossia lo 0,02% della popolazione.</p>
<p>Sebbene molte delle attività e degli eventi pubblici avvengano nel Distretto Federale, un piccolo gruppo di convertiti all’Islam residenti nello Stato meridionale di Chiapas è stato oggetto di un reportage. Il giornalista e blogger Franc Contreras, curatore di <a title="Blog in inglese" href="http://mexicomonitor.blogspot.com/">Mexicomonitor</a> [in] e inviato di Al Jazeera English, nel 2008 si è recato sul posto per realizzare un servizio sul gruppo di indigeni Maya che hanno abbracciato la fede musulmana. Il filmato è <a title="Post originale in inglese" href="http://mexicomonitor.blogspot.com/2008/03/indigenous-mexicans-turn-to-islam.html">disponibile qui</a> [in].</p>
<p>Alcuni messicani musulmani ricorrono ai blog per comunicare con gli altri e contribuire a diffondere il messaggio dell’Islam. Carlos Alberto Rojas, noto anche come Isa, ha studiato all’<a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Islamic_University_of_Madinah  ">Università Islamica di Medina</a> [in]. Sul proprio blog offre assistenza e risposte a chiunque abbia delle domande. Ha pubblicato <a title="Post in spagnolo dal blog originale" href="http://verdaderoislam.blogspot.com/2009/08/respuestas-por-telefono-en-mexico.html">i propri recapiti telefonici e le fasce orarie in cui è raggiungibile</a> [sp] per rispondere a quesiti sull’Islam, sul digiuno o sulle iniziative in programma.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>New York: 30 moschee in 30 giorni</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/new-york-30-moschee-in-30-giorni/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 06:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, ultimo giorno del Ramadan, si conclude anche il viaggio in cui Aman Ali e Bassam Tariq documentano la visita a “30 moschee in 30 giorni”, che è anche il nome del loro blog. Eccone gli stralci (e le foto) più significativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/solana-larsen/">Solana Larsen</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/14/usa-30-new-york-mosques-in-30-days/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignright size-full wp-image-96199" title="Aman Ali e Bassam Tariq" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/amanbassam.png" alt="Aman Ali e Bassam Tariq" width="128" height="128">A New York due giovani, Aman Ali e Bassam Tariq, stanno concludendo il viaggio in cui documentano la visita a <a title="Link al sito originale in inglese" href="http://30mosques.tumblr.com/">“30 moschee in 30 giorni”</a> [in] che è anche il nome del loro blog.</p>
<p>Questo progetto personale di visitare e fotografare l&#39;interno delle moschee durante il sacro mese del <a title="Vedi voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ramadan">Ramadan</a> [it] (nel quale i musulmani digiunano dall&#39;alba al tramonto) ha richiamato l&#39;attenzione della <a title="Link al video e articolo della TV locale" href="http://www.ny1.com/content/top_stories/105691/two-men-try-for-30-mosques-in-30-days/Default.aspx">TV locale di New York NY1</a> [in].</p>
<p>Il primo post del blog <a title="Primo post del blog" href="http://30mosques.tumblr.com/post/171085403/day-1-the-journey-begins"> è datato 22 Agosto</a> [in] e dice:</p>
<blockquote><p><a title="Post su tumblr" href="http://30mosques.tumblr.com/post/171085403/day-1-the-journey-begins"><strong>Primo Giorno: Comincia il viaggio</strong></a> [in] </p>
<p>Stanotte io e il mio amico Bassam Tariq abbiamo avuto un&#39;idea insanamente originale: perché non andiamo a pregare in una moschea diversa per ogni giorno del mese del Ramadan? Ecco com&#39;è nato questo sito Web…</p>
</blockquote>
<p>Secondo una <a title="La ricerca della Columbia University" href="http://www.columbia.edu/cu/news/04/09/muslims.html">ricerca della Columbia University</a> [in], New York conta circa 600.000 <strike>(un milione secondo la televisione locale NY1)</strike> musulmani con culture e appartenenze etniche diverse.</p>
<p>Generalmente la gente non va a visistare le moschee di altri gruppi etnici, ma Aman e Bassam (entrambi originari dall&#39; Asia Meridionale) dicono di essere stati accolti ovunque con sorrisi e caldi benvenuti.</p>
<p><strong><a title="Post dal blog originale in inglese" href="http://30mosques.tumblr.com/post/175990961/day-9-masjid-aqsa">Nono giorno: Masjid Aqsa</a></strong> [in]  (Moschea dell&#39;Africa Occidentale a Manhattan)</p>
<blockquote><p>Oggi ho deciso di rimanere nel mio quartiere e di visitare la Masjid Aqsa. La moschea si trova un paio d&#39;isolati a sud del mio appartamento all&#39;incrocio tra la 116ima e Frederick Douglas. La comunità è prevalentemente dell&#39;Africa Occidentale; si dice anche che in quest&#39;area risieda il gruppo senegalese più numeroso di New York.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-96181" title="Nona giornata: Masjid Aqsa (Moschea dell'Africa Occidentale a Manhattan)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/masjid_sign-300x200.jpg" alt="Nona giornata: Masjid Aqsa (Moschea dell'Africa Occidentale a Manhattan)" width="300" height="200"></p>
<p>Come per le altre moschee di Manhattan i venditori circondano l&#39;ingresso offrendo un po&#39; di tutto, dai datteri Madani ai calzini Nike. Uno dei banchetti più interessanti vendeva pesce secco.</p>
</blockquote>
<p><a title="Post dal blog originale in inglese" href="http://30mosques.tumblr.com/post/177632452/day-11-masjid-al-hikmah"><strong>Undicesimo giorno: Masjid Al-Hikmah </strong></a> [in] (Moschea indonesiana nel Queens)</p>
<blockquote><p>Amo gli indonesiani tanto quanto la loro cucina. Abbiamo rotto il digiuno con dei datteri e questa persona con la maglietta blu (vedi foto) ci ha servito una buonissima zuppa indonesiana.</p>
<p><a title="Post su tumblr" href="http://30mosques.tumblr.com/post/177632452/day-11-masjid-al-hikmah"><img class="size-medium wp-image-96179" title="Undicesimo giorno: Masjid Al-Hikmah (Moschea indonesiana nel Queens)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/iftaar-300x200.jpg" alt="Undicesimo giorno: Masjid Al-Hikmah (Moschea indonesiana nel Queens)" width="300" height="200"></a></p>
</blockquote>
<p>Trascendere le differenze culturali non è sempre facile.</p>
<p>Nel <a title="Post su tumblr" href="http://30mosques.tumblr.com/post/178461908/day-12-masjid-tawhid-inc">dodicesimo giorno</a> [in] del viaggio Bassam descrive apertamente i suoi pensieri quando ha dovuto scegliere tra due moschee di Brooklyn situate a pochi isolati di distanza: una bengalese e l&#39;altra dell&#39;Africa occidentale.</p>
<p>Date le sue origini asiatiche, la moschea bengalese avrebbe rappresentato l&#39;opzione più facile, ma grazie all&#39;incoraggiamento di un amico Bassam ha deciso di accettare la sfida personale più importante.</p>
<p><strong><a title="Post su tumblr" href="http://30mosques.tumblr.com/post/178461908/day-12-masjid-tawhid-inc">Dodicesimo giorno: Masjid Tawhid Inc.</a> </strong> [in] (Moschea dell&#39;Africa occidentale a Brooklyn)</p>
<blockquote><p>… Le cose non sembravano cosi imbarazzanti all&#39;inizio. Di fatto è stato dal momento in cui mi sono chiesto come il resto della congregazione percepisse la mia presenza che ho cominciato a sentirmi fuori posto. Mi sono sentito uno scroccone, uno che mangia tutto quello che gli viene offerto e lascia la festa all&#39;improvviso poco dopo. Se vuoi, un pessimo esibizionista. Sebbene nessuno nella moschea si sia sentito in quel modo, mi chiedo se qualcuno si sia mai domandato: “Perché non è andato semplicemente alla moschea bengalese?” Forse sono le mie insicurezze personali che hanno suscitato tale reazione.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-96193" title="Masjid" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/anothermosque-300x200.jpg" alt="Masjid" width="300" height="200"></p>
</blockquote>
<p><a title="Post su tumblr" href="http://30mosques.tumblr.com/post/186624034/day-22-albanian-islamic-cultural-center"><strong>Ventiduesimo giorno: Centro Culturale Islamico Albanese</strong></a> [in] (Isola Staten ) </p>
<blockquote><p>… La moschea ha un proprio cuoco che prepara il cibo, che Allah lo ricompensi per il suo talento.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-96187" title="Centro Culturale Islamico Albanese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/foodalbanian-300x200.jpg" alt="Centro Culturale Islamico Albanese" width="300" height="200"></p>
<p>Ma la vera esperienza nella moschea non è stato il cibo. Ci siamo seduti in mezzo a molti dei ragazzi piu&#39; giovani facendo domande e raccogliendo informazioni sulla comunità…</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-96186" title="Centro Culturale Islamico Albanese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/kids-300x205.jpg" alt="Centro Culturale Islamico Albanese" width="300" height="205"><br />
…Una cosa che mi fa tanto piacere è vedere i ragazzini venire alla moschea perché amano trascorrere il tempo li e non perché vi vengono trascinati dai genitori. Sono ragazzi come questi che mi rendono felice rispetto alla direzione che sta prendendo l&#39;intera comunità musulmana di questo Paese. </p>
</blockquote>
<p>Il mese del Ramadan si conclude oggi 19 settembre.</p>
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		<title>Mondo Arabo: risanare le fratture dell&#039;11 settembre</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 05:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre gli Stati Uniti ricordavano la tragedia avvenuta l'11 settembre 2001, lo stesso faceva il resto del mondo. Da allora è radicalmente mutato il modo in cui mondo percepisce gli arabi e come questi ultimi vedono a loro volta il mondo. Blogger di varia provenienza propongono riflessioni e commenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/12/arab-world-healing-the-rifts-of-911/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre gli Stati Uniti ricordavano la tragedia avvenuta l&#39;11 settembre 2001, lo stesso faceva il resto del mondo. Per molti arabi, quel giorno ha segnato un cambiamento nella percezione reciproca. Da allora è radicalmente  mutato il modo in cui mondo percepisce gli arabi e come questi ultimi vedono a loro volta il mondo. Per molti, il sospetto e la paura sono diventati di fatto il denominatore comune. Per altri, ha messo in luce un bisogno di maggior consapevolezza.</p>
<p><em>Buj al Arab</em>, dagli Emirati Arabi Uniti, riflette sulle trasformazioni avvenute dal 2001. Dopo aver ricordato le vittime dell&#39;11 settembre, <a title="Post originale in inglese" href="http://bujassem.blogspot.com/2009/09/911-eight-years-on.html">sottolinea </a> [in] quanto il mondo sia cambiato da allora:</p>
<blockquote><p>In questo fatidico giorno di otto anni fa, oltre 3000 persone persero la vita a New York. Sfortunatamente l&#39;uccisione di questi innocenti ha portato poi alla perdita di altre vite nel mondo. Questo giorno ha cambiato per sempre il nostro mondo moderno, e alcuni direbbero che il cambiamento non è stato per il meglio…</p>
<p>…8 anni sembrano tanti e in effetti non riesco a ricordare molto su come si viaggiava in aereo prima dell&#39;11 settembre. Così poco complicato. Non riesco nemmeno a ricordare quanto fosse facile entrare negli USA, visto che non ho provato a farlo negli ultimi 8 anni. Speriamo di poter cambiare le cose in meglio, premere per avere più libertà civili e non solo, dare voce ai deboli, e ricorrere alla guerra solo come ultima spiaggia o non considerarla nemmeno una possibilità.</p></blockquote>
<p>Will Donovan, un americano che scrive sul blog <em>Some Guy in Lebanon</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://williamcurtisdonovan.com/2009/09/epilogue-some-guys-american-summer/">spiega</a> [in] come l&#39;11 settembre abbia cambiato il proprio mondo:</p>
<blockquote><p>Vorrei riflettere su quella data per un momento – l&#39;11 settembre non ha bisogno di introduzione. È un giorno che verrà ricordato a lungo nelle immagini terrificanti dell&#39;America colpita da un atto terroristico senza precedenti. Quel giorno, sembrava, il lungo braccio della politica, della turbolenza e degli affari medio-orientali arrivarono bel al di là dei mari, mentre i Sauditi, finanziati dai profitti del petrolio, e sotto il naso di uno degli alleati chiave dell&#39;America, distruggeva il nostro senso di sicurezza e isolamento. Improvvisamente ci fu l&#39;enorme constatazione che l&#39;America non da si trovava isolata in una bolla d&#39;aria. C&#39;era un nuovo interesse verso il Medio Oriente – un ampio numero di persone ha prestato attenzione all&#39;arabo, il nostro Presidente e la nostra politica estera si sono rivolti verso questa regione, spesso per il peggio. Non posso negare che l&#39;11 settembre abbia risvegliato anche in me un certo interesse verso il Medio Oriente.</p>
<p>L&#39;interesse americano ha portato a molti disastri tra cui, ovviamente, la guerra in Iraq, il disastroso finanziamento a Fatah a Gaza, e la volontà di chiudere un occhio sulle dittature arabe, i nuovi alleati nella “Guerra al terrore”, mentre reprimevano brutalmente i movimenti moderati e democratici musulmani. Ma c&#39;è stato un momento interessante – Bush ha sostenuto apertamente la coalizione del &#8220;14 Marzo&#8221; in Libano, quando si è riversata per le strade nel 2005 per protestare contro l&#39;occupazione del Paese da parte della Siria dopo l&#39;assassinio di Rafic Hariri. Non voglio attribuire tutta la cosa alla politica estera americana, ma è difficile negare che, in un oceano di fallimenti, questa è stata una nota positiva per il piano americano post-11 settembre. Ha preparato il terreno per la mia vita odierna.</p></blockquote>
<p>Un&#39;altra americana che vive in un Paese arabo è la blogger che sta dietro <em>760 Days in Morocco</em>.  Come americana di discendenza araba convertita all&#39;Islam <a title="Post originale in inglese" href="http://760days.wordpress.com/2009/09/11/it-is-that-day/">propone un punto di vista unico</a> [in] su come quel giorno le ha cambiato la vita:</p>
<blockquote><p>Oggi otto anni fa è avvenuta un&#39;atrocità enorme.  “Il giorno in cui il mondo si è fermato.”  Il giorno in cui tutti ci ricordiamo esattamente dove eravamo e cosa stavamo facendo. Il giorno in cui sono cambiate per sempre così tante vite. Il giorno che da allora abbiamo commemorato ogni anno. Il giorno in cui un amico mi ha chiamato e ha detto “Perchè voi tutti ci state facendo questo?” Non ero musulmana allora. Non avevo mai pensato davvero all&#39;Islam allora. Non avevo mai sentito parlare di Bin Laden o Al Qaeda allora.  Tuttavia, come araba-americana di discendenza libanese, ero anch&#39;io in parte da incolpare per questo evento che anche adesso come musulmana condanno con tutto il cuore. Non sono l&#39;unica. Anche la maggior parte dei musulmani nel mondo condannano queste azioni. Nel profondo del mio cuore credo che anche Allah abbia condannato queste azioni. Ciò che quelle persone hanno fatto è contro l&#39;Islam in tutti i sensi. Quella che praticano non è la religione che conosco, amo, e accetto. Se ciò che hanno fatto avesse qualcosa a che fare con la vera religione dell&#39;Islam, sicuramente non ne farei parte.</p></blockquote>
<p>La blogger conclude condividendo una storia su come ha contribuito a una più grande comprensione:</p>
<blockquote><p>Sì, dobbiamo esporci per farlo.  Ricordo una storia che mia zia mi raccontò riguardo una famiglia musulmana che viveva nella sua piccola città.  Dopo l&#39;11 settembre, la famiglia ha organizzato una conferenza per la comunità per spiegare cosa è l&#39;Islam e come il terrorismo non è in nessun modo collegato ad esso.  Essi si sono esposti in modo per far sì che i loro vicini comprendessero di più la verità riguardo l&#39;Islam.  Nel college dove lavoravo prima, mi sono unita ad una discussione di facoltà e membri per portare una voce musulmana.  Mi sono dovuta esporre perchè gli altri comprendessero di più la verità riguardo all&#39;Islam. Esporre noi stessi là fuori per diffondere la vera parola dell&#39;Islam è la vera<em> jihad, </em>e va avanti non solo 8 anni dopo quel giorno, ma fino al Giorno del Giudizio.</p></blockquote>
<p>Il blogger marocchino <em>Myrtus</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://myrtus.typepad.com/myrtus/2009/09/i-remember-911-and-the-many-innocent-lives-we-lost.html">condivide</a> [in] un semplice messaggio:</p>
<blockquote><p>Mi impegno a promuovere pace, amore, libertà e coesistenza ovunque e in qualsiasi momento io POSSA, attraverso semplici atti di gentilezza……e ricordo che siamo tutti esseri umani prima di ogni altra cosa.</p></blockquote>
<p>Per un&#39;interessante punto di vista su come sia cambiata dal 2001 la considerazione del mondo arabo e dei musulmani in America, il <em>Pew Research Center for People and the Press</em> ha curato <a title="La ricerca originale in inglese" href="http://people-press.org/report/542/muslims-widely-seen-as-facing-discrimination">uno studio</a> [in] intitolato “I musulmani alle prese con la discriminazione.”</div>
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