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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Razzismo</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Giappone: &#8220;Mein Kampf&#8221; in versione manga</title>
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		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/giappone-mein-kampf-in-versione-manga/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 05:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[A oltre 80 anni di distanza dall'edizione originale, il noto testo di Adolf Hitler è diventato un fumetto manga - 190 pagine e 45.000 copie vendute nella prima tiratura. Successo che risveglia un ampio dibattito tra blogger e media giapponesi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/scilla-alecci/">Scilla Alecci</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/francescog/'>Francesco Gagliardi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/13/japan-hitlers-mein-kampf-the-manga-version/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>A oltre 80 anni di distanza dall&#39;edizione originale, <em>Mein Kampf </em> di Hitler è diventato un fumetto manga.</p>
<p>Il volume, che è di 190 pagine e ha venduto 45.000 copie nella prima tiratura, racconta molto semplicemente la storia di Adolf Hitler, dall&#39;infanzia all&#39;ascesa a capo del Partito Nazionalsocialista.</p>
<div id="attachment_105013" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px;"><img class="size-full wp-image-105013" title="La copertina del manga 我が闘争 (Mein Kampf)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/Mein_Kampf.jpg" alt="La copertina del manga 我が闘争 (Mein Kampf)" width="375" height="600" /></p>
<p class="wp-caption-text">La copertina del manga 我が闘争 (Mein Kampf)</p>
</div>
<p>Il volume fa parte della collana prodotta dalla casa editrice <a title="Sito originale in giapponese" href="http://www.eastpress.co.jp/">East Press</a> [gia] che in passato ha pubblicato la versione manga di ponderose opere letterarie come <em>I fratelli Karamazov </em> di Dostoevskij e <em>Il Capitale</em> di Marx.</p>
<p>Dal momento che la pubblicazione di <em>Mein Kampf </em> è vietata in diversi Paesi, tra cui la Germania e l’Austria, <em>Waga Toso</em> (我が闘争) (questo il titolo giapponese del manga), ha suscitato reazioni molto diverse in Giappone e all’estero. Il blogger <em>zoffy</em> ne fa un <a title="Post originale in giapponese" href="http://blog.goo.ne.jp/hk1006/e/d9833319a9dbde6ad3281fa5e416a13e">sommario</a> [gia] accurato:</p>
<blockquote><p>注目されている背景には、<br />
・本書の著者がナチスドイツの独裁者アドルフ・ヒトラーであること。<br />
・そして、ドイツでは今なお本著作の出版が禁止されていること。<br />
・さらに、内容がネオ・ナチの思想を助長するのではないかといった懸念が世間にあること。<br />
などの事情がある。<br />
これに対し出版社側は、<br />
「有名な本だが、読んだ人は少ない。どんな思想があれほどの悲劇を生んだのか、『悪魔』で片付けられるヒトラーの人間の部分を知る材料になると思った」<br />
と企画の理由を話している。</p></blockquote>
<div class="translation">Tra gli elementi che hanno attirato [l’attenzione dei media stranieri] vanno enumerati:<br />
- il fatto che l’autore di questo libro sia il dittatore nazista Adolf Hitler,<br />
- il fatto che la pubblicazione del volume sia tuttora proibita in Germania,<br />
- il timore diffuso che il suo contenuto possa incoraggiare sentimenti neonazisti.<br />
D’altro canto, in favore della scelta di pubblicare il libro, l’editore invoca il fatto che: “si tratta di un libro famoso che pochissimi hanno letto. Riteniamo che questo manga possa contribuire a una maggior comprensione di Hitler come essere umano e dei processi mentali che hanno condotto ad una simile tragedia, pur se ormai si tende a liquidare Hitler come un ‘mostro’.”</div>
<div id="attachment_105014" class="wp-caption aligncenter" style="width: 530px;"><img class="size-full wp-image-105014" title="Due scene dal manga 我が闘争 (Mein Kampf)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/MeinKampf1.jpg" alt="Due scene dal manga 我が闘争 (Mein Kampf)" width="520" height="350" /></p>
<p class="wp-caption-text">Due scene dal manga 我が闘争 (Mein Kampf)</p>
</div>
<p>Nel commentare il manga, diversi blogger hanno riportato un articolo pubblicato sul quotidiano Asahi Shimbun il 20 Settembre e intitolato: <em>La versione manga di ‘Mein Kampf’ fa colpo. Alcuni criticano, altri lo definiscono &#8220;una risorsa storica&#8221;</em> (<a title="Post originale in giapponese" href="http://www.asahi.com/national/update/0902/TKY200909020105.html">売れる「わが闘争」漫画版　苦言も「歴史資料」の声も</a>).</p>
<p>L&#39;articolo, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.asahi.com/english/Herald-asahi/TKY200909300044.htm ">tradotto in inglese</a> [in] dallo stesso giornale a distanza di pochi giorni, specifica le ragioni del divieto dichiarando che “Il ministero delle finanze della Baviera, che detiene i diritti d’autore sul libro in questione, ha negato il permesso di ripubblicarlo per rispetto nei confronti delle vittime delle atrocità naziste&#8221;.</p>
<p>Yoshio Kisa (木佐芳男), giornalista, ex-corrispondente tedesco del quotidiano Yomiuri Shimbun e autore di saggi come <em>La questione della responsabilità per la guerra: Il passato tedesco senza spiegazioni</em> (<a title="Sito di Amazon in giapponese" href="http://www.amazon.co.jp/%E2%80%9C%E6%88%A6%E4%BA%89%E8%B2%AC%E4%BB%BB%E2%80%9D%E3%81%A8%E3%81%AF%E4%BD%95%E3%81%8B%E2%80%95%E6%B8%85%E7%AE%97%E3%81%95%E3%82%8C%E3%81%AA%E3%81%8B%E3%81%A3%E3%81%9F%E3%83%89%E3%82%A4%E3%83%84%E3%81%AE%E9%81%8E%E5%8E%BB-%E4%B8%AD%E5%85%AC%E6%96%B0%E6%9B%B8-%E6%9C%A8%E4%BD%90-%E8%8A%B3%E7%94%B7/dp/4121015975/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1257497277&amp;sr=1-1">戦争責任”とは何か―清算されなかったドイツの過去</a>) <a title="Post originale in giapponese" href="http://rab-timely-blog.cocolog-nifty.com/blog/2009/10/post-d63d.html">non è d’accordo</a> [gia] con la spiegazione suggerita dall&#39;Asahi:</p>
<blockquote><p>だが、発禁となっている本当の理由は、そんなきれいごとではない。出版すれば、ドイツをはじめヨーロッパ各国にいるネオナチ組織の聖典となって、政治的な大問題となりかねないからだ。バイエルン州の州都ミュンヘンのキオスクに立ち寄れば、いくつかの極右新聞が売られていることに気づく。ドイツには、それぞれ数千人の動員力を持つ極右・ネオナチ組織が複数ある。当局は、彼らを刺激しないように細心の注意を払っている。</p></blockquote>
<div class="translation">La vera ragione per cui vietano la pubblicazione non ha a che fare col rispetto. Il vero problema è che il libro potrebbe diventare la &#8220;bibbia&#8221; dei gruppi neonazisti che ancora esistono in tutti i Paesi europei, a cominciare dalla Germania.<br />
Basta dare un’occhiata ad un chiosco di giornali a Monaco di Baviera per rendersi conto che giornali di estrema destra circolano liberamente. In Germania esistono diversi gruppi neonazisti in grado di mobilitare migliaia di estremisti di destra. Le autorità sono assai attente a non provocarli (…)</div>
<p>Kisa, che considera i pericoli associati alla presenza di gruppi di destra in Giappone del tutto trascurabili se paragonati a quelli associati alla presenza di analoghi gruppi in Germania e in altri Paesi europei, riflette sulla pubblicazione di un simile libro in Giappone:</p>
<blockquote><p>日本で今、漫画版の『わが闘争』がどんな意味を持つか、どれだけの影響力があるかはよくわからない。しかし、４０年近く前の訳者の意図と漫画版刊行の意図とはそうちがわないだろう。<br />
平野氏はこんな言葉も書いている。 　「戦争経験なき世代こそ、この書を読むべきではないだろうか。この書をくもりなき目で読み、客観的に判断することが、この世代にとって必要であり、戦後の教育を受けたものなら、十分な判断力をもって読むことができるのではないか」</p></blockquote>
<div class="translation">Non sono sicuro del significato e dell’impatto odierno in Giappone della versione manga di Mein Kampf. E tuttavia, le intenzioni di chi lo ha tradotto 40 anni fa e quelle di chi lo pubblica come manga non possono essere molto diverse.<br />
Hirano [it traduttore] ha usato queste parole:<br />
“La generazione che non ha fatto esperienza della guerra è quella che dovrebbe leggere il libro. Questa generazione ha l’apertura mentale e l’obiettività necessarie per leggere un testo simile. Chi è stato educato nel dopoguerra  dovrebbe poter leggere questo libro con una buona dose di senso critico, o almeno così spero.”</div>
<p>Il manga ritrae Hitler come un uomo ossessionato che accusa il popolo ebraico di essere la causa di tutti i mali della Germania. Un antisemitismo ossessivo è il tratto dominante della sua personalità e sembra improbabile che una figura così negativa possa suscitare le simpatie di chi legge.</p>
<p>Come hanno fatto notare <a title="Post originale in giapponese" href="http://yaplog.jp/forks5/archive/140">alcuni blogger</a> [gia], la versione manga di <em>Mein Kampf </em> fornisce un riassunto dell’ideologia del dittatore e può essere considerata un modo alternativo verso un&#39;indagine storica più approfondita. Il blogger <em>theternal</em> <a title="Post originale in giapponese" href="http://d.hatena.ne.jp/theternal/20090906/1252246649 ">suggerisce</a> [gia] di integrare il libro con altre fonti, e giudica interessante il progetto editoriale della casa editrice East Press di riproporre importanti opere letterarie di tutto il mondo in versione manga:</p>
<blockquote><p>何かの話題が関心を呼び、より深い議論や理解に進むことはよいことだと思う。漫画では描き切れていないヒトラー本人の『わが闘争 』原作も読んだ方がよいし、他の関連本を読むのもよいだろう。読書はそのように進んでいくものだ。関連おススメ漫画としては、『マンガで鍛える読書力』でも紹介した水木しげるの『<a title="Sito di Amazon in giapponese" giapponese"href="http://www.amazon.co.jp/gp/product/4480024492?ie=UTF8&amp;tag=motokatsuhiro-22&amp;linkCode=as2&amp;camp=247&amp;creative=7399&amp;creativeASIN=4480024492">劇画ヒットラー </a>(ちくま文庫) 』もよいし、手塚治虫の『<a title="Sito di Amazon in giapponese" href="http://www.amazon.co.jp/gp/product/4061759728?ie=UTF8&amp;tag=motokatsuhiro-22&amp;linkCode=as2&amp;camp=247&amp;creative=7399&amp;creativeASIN=4061759728">アドルフに告ぐ</a> 』はかなりのおススメだ。</p></blockquote>
<div class="translation">Ritengo che sia utile attirare l’attenzione su certi argomenti, perché così si creano dibattito e comprensione più approfonditi. È utile leggere l’originale <em>Mein Kampf</em> scritto da Hitler per vedere le parti omesse dal manga, ed è utile leggere altri libri su argomenti aaloghi. È così che si sviluppa la lettura. Per quanto riguarda i fumetti, suggerisco <em>Gekika Hitoraa </em> (Il fumetto di Hitler) di Shjigeru Mizuki, che è segnalato anche in <em>Manga de Kitaeru Dokushoryoku</em> (Imparare leggendo i manga) e poi sicuramente  <em>Adorufu ni tsugu </em> (Dillo ad Adolf) di Tezuka Osamu.</div>
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		<title>Danimarca: immigrati pagati per lasciare il Paese</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/danimarca-immigrati-pagati-per-lasciare-il-paese/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 04:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli immigrati di Paesi "non occidentali" ricevono 100.000 corone se rinunciano volontariamente alla propria residenza legale e tornano a "casa". Solo una delle originali iniziative promosse dal Partito Popolare danese anti-immigrazione per dimostrare la  scarsa accettazione degli stranieri, in particolare quelli di religione musulmana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/solana-larsen/">Solana Larsen</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/'>Laura Diel</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/11/denmark-immigrants-offered-money-to-leave-the-country/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La Danimarca <a title="Articolo in inglese" href="http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1226698/Denmark-pay-immigrants-12-000-home-wont-assimilate.html?ITO=1490">offre agli immigrati</a> [in] di Paesi &#8220;non occidentali&#8221; 100.000 corone danesi (20.000 dollari statunitensi) se rinunciano volontariamente alla propria residenza legale per fare ritorno a &#8220;casa&#8221;. Questa è solo una delle originali iniziative promosse dal Partito Popolare danese anti-immigrazione per dimostrare la  scarsa accettazione degli stranieri, in particolare quelli di religione musulmana, in questa <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Danimarca">piccola nazione europea con 5,5 milioni di abitanti</a> [it].</p>
<p>Secondo il Partito Popolare, membro della coalizione dei due partiti di destra a capo del governo, ricompensando gli immigrati per lasciare la Danimarca <a title="Articolo originale in danese" href="http://www.tv2east.dk/artikler/udlaendinge-faar-100000-kr-tage-hjem">lo Stato potrà risparmiare sul lungo termine per i servizi sociali ed evitare molti “problemi”</a> [da]. “Costa parecchio avere degli immigrati mal integrati nella società danese,” ha affermato il portavoce del partito sui temi finanziari, Kristian Thulesen Dahl. Anche le autorità locali interessate a incoraggiare gli immigrati a lasciare il Paese hanno creato dei fondi per la campagna. Il governo non ha ancora calcolato quante persone potrebbero accettare l’offerta.</p>
<p>Circa <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Denmark#Demographics">il 10% della popolazione</a> [in] è composta di immigrati o discendenti di immigrati compresi quelli provenienti dai Paesi confinanti e da altre parti del mondo. Negli ultimi anni il tema principale in politica e sui media sono stati l&#39;“integrazione” dei musulmani e altri immigrati &#8220;non occidentali&#8221;, e le tensioni sorte da un percepito scontro culturale. I politici danesi hanno creato alcune delle leggi immigratorie più restrittive di tutta l’Europa e continuano per questo a ricevere consensi nei sondaggi.</p>
<p><strong>Quanto per lasciare il Paese?</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-105774" title="pagina di facebook" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/facebook-page-screenshot-300x262.png" alt="facebook page screenshot" width="300" height="262" />Per protestare contro la legge, <a title="Pagina di Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?v=wall&amp;ref=search&amp;gid=191919317436">un gruppo pubblico su Facebook</a> [da] ha organizzato una campagna ironica per raccogliere 100.000 corone e convincere il leader del Partito Popolare danese, Pia Kjærsgård, a lasciare il Paese.</p>
<p>Il gruppo conta oltre 16.000 membri e il motto recita: “100.000 corone, cari amici, e forse lo farà”. I creatori del gruppo promettono di offrire una cifra più alta al Ministro dell&#39;integrazione Birthe Rønn Hornbech,  del Partito Liberale al governo, qualora anche lei fosse disposta a lasciare il Paese.</p>
<p>Il dibattito nel gruppo Facebook si è fatto acceso. Alcuni fanno commenti spiritosi su chi altro andrebbe cacciato dal Paese o cos’altro gli si dovrebbe fare, mentre altri ribattono che si tratta di un’offerta generosa del governo e che andrebbe accolta dagli immigrati che non sono felici in Danimarca e preferirebbero andarsene. Uno degli intervenuti ha espresso disaccordo per la grande pubblicità fatta e ricorda a tutti come una simile politica sia in vigore da diversi anni, sebbene la somma di denaro offerta fosse dieci volte inferiore. </p>
<p><em>Dan Cornali Jørgensen</em> commenta su Facebook [da]:</p>
<blockquote><p>Jeg har måske misforstået konceptet?<br />
Drejer det sig ikke om et lovforslag som giver ikke-integrerbare udlændige mulighed for at sige ja-tak, til en check på 100.000 kr. mod tilsagn om frivilligt at rejse hjem til deres oprindelsesland? Umidelbart virker det storsindet og absolut humanistisk, da vi må formode at 100.000… kr. er en anseelig formue i det pågældende land, og nok til at starte en anstændig tilværelse i det land som de tilsyneladende har så stærk tilknytning til…</p></blockquote>
<div class="translation">Ho forse inteso male il concetto?<br />
Si tratta mica di una legge che darebbe l’opportunità agli stranieri non integrati di dire “sì, grazie” a un assegno di 100.000 corone per ritornarsene volontariamente a casa nel loro paese di origine? Iniziativa magnanima e assolutamente umanitaria poiché va considerato che 100.000 corone sono una fortuna in certi Paesi e una somma sufficiente per rifarsi una vita decente nella nazione alla quale sembrano essere profondamente legati…</div>
</p>
<p><strong>I pensionati devono comunicare viaggi di durata superiore ai 2 mesi</strong></p>
<p>Un’altra iniziativa proposta questo mese dal Partito Popolare danese è una legge che <a title="Articolo in danese" href="http://www.berlingske.dk/politik/meldepligt-til-alle-pensionister">richiede a tutti i pensionati e a coloro che si sono ritirati prematuramente dal lavoro</a> [da] di informare il proprio Comune quando viaggiano fuori dal Paese per oltre due mesi di seguito. Presumibilmente l’obiettivo è quello di impedire alla gente, “ad esempio gli iracheni”, di ricevere la pensione in Danimarca pur avendo contemporaneamente dei salari in un altro Paese. L’esempio più noto è quello della deputata iracheno-danese, Samia Aziz Mohammad, che si è scoperto ricevere sussidi pensionistici nonostante il Parlamento iracheno le pagasse un elevato salario. Nel frattempo la deputata <a title="Articolo in danese" href="http://politiken.dk/indland/article812531.ece">ha restituito il denaro al governo danese</a> [da]. La stampa locale ha poi scoperto come un <a title="Articolo in danese" href="http://politiken.dk/indland/article761845.ece">altro pensionato</a> [da] fosse pagato dal Parlamento curdo.</p>
<p>I membri del Parlamento, sia quelli del Partito Liberale sia del Partito Popolare, hanno sostenuto che le nuove restrizioni ridurranno inoltre le vacanze di finti rifugiati nei Paesi di origine e il rimpatrio di familiari che trascorrono troppo tempo all&#39;estero.</p>
<p>La più importante associazione di pensionati in Danimarca, DaneAge, è <a title="Articolo in danese" href="http://www.kristeligt-dagblad.dk/artikel/345067:Danmark--Pensionister-raser-over-ny-meldepligt"> è andata su tutte le furie</a> [da] perché così tutti i pensionati danesi verrebbero in pratica sospettati di frode. Molti <a title="Articolo in danese" href="http://debat.bt.dk/index.php?id=1&amp;view=single_thread&amp;cat_uid=3&amp;conf_uid=65&amp;thread_uid=23198&amp;page=1">commenti apparsi sui giornali </a> [da] sostengono questo tentativo governativo di ridurre le frodi, mentre altri lo paragonano ai divieti di transito imposti in passato dalla Repubblica Democratica Tedesca.</p>
<p>Un blogger danese, <a title="Post in danese" href="http://sitestory.dk/wordpress/2009/11/08/pensionisters-meldepligt-er-chikane-og-tom-signalpolitik/">Erik Bentzen su <em>Dette og Hint</em></a> [da] scrive:</p>
<blockquote><p>Enhver kan sige sig selv, at meldepligten ikke dæmmer op for noget som helst, da den ikke indebærer nogen form for effektiv kontrol.</p>
<p>Det er ren chikane og tom signalpolitik, som øger kommunernes administrative arbejde til ingen verdens nytte.</p>
<p>Reglen er så amøbeintelligent, at den forhåbentlig giver bagslag, næste gang pensionisterne skal til stemmeurnerne.</p></blockquote>
<div class="translation">Chiunque può rendersi conto di come la nuova legge non fermerà alcuna frode, poiché non implica nessun tipo di controllo concreto. </p>
<p>Si tratta semplicemente di un fastidio e di vuota politica simbolica, che aumenta il lavoro amministrativo dei governi locali senza alcun motivo.</p>
<p>Questa legge rivela l&#39;intelligenza di un&#39;ameba e speriamo di vedere la reazione negativa dei pensionati la prossima volta che voteranno.</p></div>
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		<title>Israele: &#8220;Razzismo del tutto normale” per certe testate d&#039;informazione?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/israele-razzismo-del-tutto-normale%e2%80%9d-per-certe-testate-dinformazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 02:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rappresentando circa il 20 per cento della popolazione del Paese, gli arabo-israeliani sostengono di essere discriminati in molti aspetti della vita. Sembra confermarlo il resoconto Tv di un recente incidente stradale, almeno secondo un blogger palestinese in Israele.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/26/israel-ordinary-racism-in-media-coverage/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Rappresentando circa il 20 per cento della popolazione del Paese, i cittadini palestinesi residenti in Israele (anche noti come <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Arab_citizens_of_Israel#Terminology">arabo-israeliani</a> [in]) sostengono di essere <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Arab_citizens_of_Israel#Discrimination">discriminati</a> [in] in molti aspetti della vita. La notizia di un recente <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?pagename=JPost/JPArticle/ShowFull&amp;cid=1256150021524">incidente stradale</a> [in] ha spinto un blogger palestinese a condividere le proprie riflessioni. </p>
<p>Il blogger <em>The Other Door</em> scrive quanto segue riguardo tale episodio, in un post intitolato <a title="Blog originale in inglese" href="http://elbabelakhr.blogspot.com/2009/10/blog-post_22.html">“Razzismo del tutto normale”</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">عنصرية عادية جداً</p>
<p>حادث طرق عادي جداً, سيارة عادية جداً انحرفت عن مسارها بشكل عادي جداً, واصطدمت بشكل عادي جداً بسيارة تاكسي , عادية جداً.</p>
<p>سائق السيارة الخصوصية يهودي عادي جداً وصديقه العربي, العادي جداً, قتلا في الحادث بشكل عادي جداً, 5 من راكبي التاكسي اصيبوا بجراح متوسطة بشكل عادي جدا وأخرى اصيبت اصابات بالغة بصورة عادية جداً, ركاب التاكسي ممثلي مسرح يهود, عاديون جداً.</p>
<p>بعد تنظيف الشارع من الدم بشكل عادي جدا, أنتشر الخبر في جميع وسائل الاعلام بشكل عادي جداً.</p>
<p>فعلى سبيل المثال في نشرة اخبارقناة 10 الاسرائيلية, تم بث تقرير عن الحادث مدته 7:34 د, منها 1:08 د عن السائق اليهودي وعائلته,</p>
<p>والباقي عن الممثلة الاسرائيلية واصدقائها , اما القتيل العربي فأكتفوا بذكر اسمه وانه محامي يسكن في كريات شمونة , ولقطة قصيرة جداً لصورة بورتريت, وليس صدفة انني نسيت اسمه فور انتهاء التقرير…</p></div>
<div class="translation">Un comune incidente stradale: una macchina del tutto normale che ha deviato dalla  traiettoria in maniera del tutto normale, e si è schiantata in modo normale contro un taxi, tutto normale.</p>
<p>L&#39;autista di una macchina privata, un comune ebreo, ed il suo amico, un comune arabo, sono rimasti uccisi nell&#39;incidente in un maniera del tutto normale. Cinque dei passeggeri del taxi sono rimasti lievemente feriti in maniera completamente normale, e altri sono rimasti gravemente feriti in maniera del tutto normale. I passeggeri del taxi erano attori teatrali ebrei, del tutto normali.</p>
<p>Dopo che la strada è stata ripulita dal sangue in un modo normalissimo, la notizia si è diffusa tra i media in maniera del tutto normale.<br />
Per esempio, l&#39;israeliano <a title="Voce Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Channel_10_%28Israel%29">Channel 10</a> [in] ha diffuso un servizio di 7 minuti e 34 secondi sull&#39;incidente, di cui 1 minuto e 8 secondi sul guidatore ebreo e la famiglia, ed il resto dedicato all&#39;attrice israeliana ed i suoi amici. Per quanto riguarda l&#39;arabo che è rimasto ucciso, si sono accontentati di citarne il nome e dire che era un avvocato che viveva a <a title="Voce Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kiryat_Shmona">Kiryat Shmona</a> [it], mostrandone rapidamente una foto. Non è un caso che ne abbia dimenticato il nome immediatamente dopo la fine del servizio&#8230;</div>
</div>
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		<title>Palestina: visti d&#039;ingresso negati illegamente da Israele?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-visti-dingresso-negati-illegamente-da-israele/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 05:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosalba Putrino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche tempo, contrariamente alle procedure applicate finora e tuttora in vigore, chiunque viaggi in Cisgiordania riceve visti d'ingresso di minore durata e non più estesi ai territori di Israele. Penalizzati anche i cittadini statunitensi, con conseguente e formale campagna di protesta presso le relative autorità ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/rosalbap/'>Rosalba Putrino</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/09/palestine-travelers-say-israel-is-illegally-denying-access/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_95129" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><img class="size-medium wp-image-95129" title="Timbro d'ingresso valido solo per le zone sotto l'autorità palestinese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/pa-areas-only1-300x224.jpg" alt="Timbro d'ingresso valido solo per le zone sotto l'autorità palestinese" width="221" height="165" />
<p class="wp-caption-text">Timbro d&#39;ingresso valido solo per le zone sotto l&#39;autorità palestinese</p>
</div>
<p>Essendo la <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/West_Bank">Cisgiordania palestinese</a> [it] occupata da Israele, i visitatori devono ottenere un visto e adeguati documenti da un consolato israeliano. Ovviamente tali documenti permettono a chi viaggia di visitare anche il resto di Israele, se vuole. O almeno, lo permettevano.</p>
<p>La scorsa estate sono tuttavia emersi vari rapporti da quanti si recavano in Cisgiordania, i quali hanno scoperto che il visto proibiva loro accesso al resto d&#39;Israele.  <a title="Articolo su Time Magazine in inglese" href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1917917,00.html">Secondo il Time</a> [in], tale politica è stata tranquillamente attuata da Israele a giugno come “misura di sicurezza.” Secondo diversi blogger e attivisti, questa linea politica viola le norme internazionali e la promessa fatta dagli Accordi di Oslo II del 1995 nel non ostacolare il passaggio di viaggiatori stranieri in Israele.</p>
<p>Il palestinese-americano Toufic Haddad, che scrive per il quotidiano online<em>The Faster Times</em>, racconta dettagliatamente il reato, <a title="Post originale in inglese" href="http://thefastertimes.com/Palestine/2009/08/06/is-this-what-an-israeli-apartheid-stamp-looks-like/">proponendo una serie di possibili paragoni</a> [in]:</p>
<blockquote><p> Ad ogni modo, il limite al viaggio corrisponde, per un Paese che emette un visto, ad una zona specifica del suo ambito, ma non all&#39;intero paese. Si potrebbe fare un paragone con gli Stati Uniti che emettono un visto solo per la maggioranza di colore di Harlem a Manhattan, oppure la riserva dei Mashantucket Pequot nel Connecticut.</p>
</blockquote>
<p>Marcy Newman, che scrive sul blog di <em>Body on the Line</em> e fino a poco tempo fa viveva nella città palestinese di Nablus, <a title="Post originale in inglese" href="http://bodyontheline.wordpress.com/2009/09/08/on-visas/">racconta</a> le personali e terribili esperienze di vivere sotto l&#39;occupazione:</p>
<blockquote><p>dopotutto sapevo che non sarei potuta rimanere in palestina per sempre considerando che gli stranieri (cioè, i non palestinesi; leggasi: terroristi coloni sionisti) controllano i confini e giocano con le vite di quella gente che passa in palestina sia che siano palestinesi d&#39;origine o meno. è da tempo che sento storie e ricevo email da parte di amici e compagni, altre da totali estranei a cui è stato negato il visto d&#39;entrata, altri a cui viene concesso solo un ingresso limitato, in termini di tempo. circa tre settimane prima che io partissi una mia amica era andata ad amman per rinnovare il visto. vive a ramallah e sta per concludere le ricerche per la tesi. al ritorno mi disse che aveva solo pochi giorni e sarebbe dovuta ripartire di nuovo. non solo poteva rimanere una settimana (al posto del normale visto di tre mesi concesso agli stranieri al ponte di malak [King] hussein), ma le avevano concesso solo un visto per la cisgiordania. era la prima volta che sentivo una cosa del genere. ma sembra che sia diventato subito un fenomeno comune.</p>
</blockquote>
<p>Il quotidiano canadese <em>The Globe and Mail</em> <a  title="Articolo da The Globe and Mail in inglese" href="http://www.theglobeandmail.com/news/world/israel-targets-palestinian-canadians/article1259311/">ha insinuato</a> [in] che tale politica prende ingiustamente di mira gli arabo-americani e i canadesi e semplicemente quelli con “nomi che sembrano arabi.”  Il canadese <em>Blog di Dawg</em> concorda, <a title="Post originale in inglese" href="http://drdawgsblawg.blogspot.com/2009/08/none-is-too-many.html">scrivendo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Il Canada non è l&#39;unico posto dove avere un “<a title="Post originale in inglese" href="http://www.smalldeadanimals.com/archives/009302.html">nome divertente</a>&#8221; [in] – come Abdelrazik, Mohamud, Khadr o Arar – ti può mettere nei guai. Prova a <a title="Post originale in inglese" href="http://www.theglobeandmail.com/news/world/israel-targets-palestinian-canadians/article1259311/">visitare Israele</a> [in] con un nome come quello.</p>
<p>Ai cittadini canadesi e americani con “nomi che sembrano Palestinesi” oggi viene quotidianamente negata l&#39;entrata in Israele all&#39;Aeroporto Nazionale Ben Gurion e viene detto loro di usare il ponte Allenby che collega la Giordania alla Cisgiordania. Ma quando arrivano lì, i passaporti vengono timbrati  “solo per i territori dell&#39;Autorità Palestinese,” e l&#39;entrata in Israele viene ancora negata.</p>
</blockquote>
<p>I cittadini americani a cui è accaduto ciò si sono uniti e hanno protestato presso il Consolato americano. Il palestinese Joharah Baker, scrivendo per MIFTAH, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.miftah.org/Display.cfm?DocId=20281&amp;CategoryId=13">suggerisce</a> [in] di insistere in tal senso:</p>
<blockquote><p>Allora, cittadini americani, la prossima volta che vi rimandano indietro ad uno dei punti d&#39;ingresso di Israele o che vi danno un timbro solo AP, presentate una formale protesta al Consolato americano per sicurezza. Ma non aspettatevi risposta.</p>
</blockquote>
<p>Nonostaste il Presidente statunitense Barack Obama abbia dichiarato di condannare le azioni di Israele, la restrizione del visto rimane ancora in vigore. Una campagna avviata dall&#39;<a title="Post originale in inglese"  href="http://www.aaiusa.org/">Istituto Arabo Americano</a> [in], incoraggia i cittadini americani a cui viene negato l&#39;ingresso al ponte di Allenby, a compilare un <a title="Modulo originale in inglese" href="http://jerusalem.usconsulate.gov/pdfs/allenbydenialform.pdf">apposito modulo</a> da inviare agli Stati Uniti.</p>
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		<title>India: le attrici dalla pelle chiara di Bollywood</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/india-le-attrici-dalla-pelle-chiara-di-bollywood/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 06:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale direzwan  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
In un recente post su Über Desi il blogger Santosh mette in luce un fenomeno che ha cominciato a prendere piede in India: sempre più spesso le attrici straniere che partecipano ai film di Bollywood sono giovani donne molto attraenti dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rezwan/">rezwan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/02/india-the-young-and-fair-international-actresses-in-bollywood/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>In un recente post su <em>Über Desi</em> il blogger <em>Santosh</em> mette in luce un fenomeno che ha cominciato a prendere piede in India: sempre più spesso le attrici straniere che partecipano ai film di Bollywood sono giovani donne molto attraenti dalla pelle chiara. Anche su Huffington Post si è recentemente <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.huffingtonpost.com/2009/08/31/bollywood-attracts-actors_n_273144.html">scritto</a> [in] dell’industria cinematografica indiana come di un nuovo melting pot. Santosh <a title="Post originale in inglese" href="http://uberdesi.com/blog/2009/09/01/is-bollywood-becoming-a-melting-pot/">conclude così il suo post</a> [in]: “l’ossessione malsana per il colore della pelle non è un fenomeno nuovo per la società indiana, ma al contrario un lascito profondamente radicato nel periodo post-coloniale, che sembra manifestarsi con atti bizzarri come quello di spalmarsi addosso della candeggina per raggiungere il desiderato nirvana della ‘pelle chiara’.”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brasile: la sanatoria per gli immigrati illegali suscita speranze e controversie</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/brasile-sanatoria-per-gli-immigrati-illegali-suscita-speranze-e-controversie/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 06:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
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		<description><![CDATA[Si prevede che la nuova amnistia beneficerà tra le 50.000 e 200.000 persone. La speranza è che porti migliori condizioni lavorative soprattutto per i molti immigrati clandestini sfruttati nei laboratori tessili locali, ma anche maggior comprensione per i brasiliani che vivono illegalmente all'estero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/paulagoes/">Paula Góes</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/'>Laura Diel</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/18/brazil-amnesty-for-illegal-immigrants-sparks-hope-and-controversy/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_86056" class="wp-caption alignright" style="width: 211px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/ritabarreto/3669264636/in/set-72157620686393846/"><img class="size-medium wp-image-86056" title="imigration_2_rita_barreto" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/imigration_2_rita_barreto-201x300.jpg" alt="14th São Paulo's Immigrant Festival, in June 2009. Photo by Rita Barreto, published with permission." width="201" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">14. Festa degli immigrati a São Paulo, giugno 2009. Foto gentilmente concessa da Rita Barreto.</p>
</div>
<p>Il Brasile è stato storicamente <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Immigration_to_Brazil">un punto di arrivo per persone di svariate nazionalità</a> [in], un’apertura che ha ha conferito al Paese un carattere variegato e multiculturale tale da renderlo un vero e proprio <em>melting pot</em>. Mentre in passato l’immigrazione era una soluzione promossa dal governo per popolare i vasti territori del gigante sud-americano, negli ultimi anni il fenomeno ha riguardato immigrati, prevalentemente illegali, provenienti dai Paesi confinanti, soprattutto Paraguay, Perù e sempre più spesso Bolivia, emigrati in Brasile per ragioni economiche e politiche. Anche dalla Cina proviene un flusso consistente di persone alla ricerca di opportunità lavorative.</p>
<p>Si ritiene che solo dalla Bolivia arrivino ogni mese in Brasile tra i 1.200 e 1.500 immigrati in cerca di lavoro che vanno a infoltire le schiere dei lavoratori illegali. Si stima che nell’area metropolitana di São Paulo vivano 200.000 boliviani, la maggior parte senza documenti. Situazione però prossima a cambiare. Il Presidente Lula da Silva <a title="Articolo del Latin American Herald Tribune" href="http://www.laht.com/article.asp?ArticleId=338501&amp;CategoryId=14090">ha varato</a> [in] una nuova amnistia per gli immigrati, che consentirà agli stranieri irregolari di richiedere un permesso di residenza temporaneo e alla fine di ottenere lo status legale in Brasile. La norma riguarda gli immigrati arrivati prima del 1 febbraio 2009 – entrati illegalmente nel Paese o rimastivi una volta scaduto il visto – che otterranno il diritto alla libertà di movimento e al lavoro, oltre all&#39;accesso a servizi sanitari pubblici, educazione e strutture legali.</p>
<p>Secondo il Ministero di Giustizia, quasi 50.000 le persone potranno beneficiare della legge, ma le organizzazioni internazionali stimano che gli immigrati eligibili siano 200.000. Anche se solo un quarto dovessero trarne beneficio, si tratterà comunque della più grande sanatoria mai realizzata in Brasile. La speranza è che possa cambiare le sorti di chi ad esempio <a title="Articolo in inglese" href="http://www.laborrights.org/creating-a-sweatfree-world/525">viene sfruttato nei laboratori tessili (sweatshop)</a> [in] - una cruda realtà di São Paulo.</p>
<div id="attachment_84090" class="wp-caption aligncenter" style="width: 407px;"><a title="Profilo su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/thmacedo/3426230533/"><img class="size-full wp-image-84090" title="Immigrati andini a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Thiago Macedo, aprile 2009" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/3426230533_c23bdb819e.jpg" alt="Immigrati andini a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Thiago Macedo, aprile 2009" width="397" height="264" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Immigrati andini a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Thiago Macedo, aprile 2009.</p>
</div>
<p>L’obiettivo ultimo è ottenere clemenza e comprensione per gli immigrati brasiliani illegalmente residenti all’estero: secondo il Ministero di Giustizia i brasiliani che lasciano il Paese sono assai più numerosi delle migliaia che vi arrivano. Durante il recente convegno del G8 in Italia, il Presidente Lula, che sta anche facendo una campagna per il miglioramento e l’“umanizzazione&#8221; dello statuto sull’immigrazione del 1980, ha criticato le nazioni ricche per il duro atteggiamento assunto contro gli immigrati illegali e ha fatto appello alla solidarietà internazionale. Riuscirà il Brasile a far capire agli altri Paesi la necessità di trattare meglio gli immigrati? <a title="Post originale in portoghese" href="http://arielpontes.blogspot.com/2009/07/avancos-na-politica-de-imigracao.html">Ariel Pontes</a> [pt] ritiene che il Brasile stia insegnando qualcosa al mondo:</p>
<blockquote><p>Enquanto Estados Unidos criam leis e muro entre seu território e do México para impedir estrangeiros de entrar em seu país e Israel isola comunidade palestina, presidente Lula dá ao mundo demonstração de que é possível vivermos em tempos modernos a multicultura.</p></blockquote>
<div class="translation">Mentre gli Stati Uniti approvano leggi e tirano su muri tra il proprio territorio e il Messico per impedire agli stranieri di entrare nel Paese e Israele isola le comunità palestinesi, il Presidente Lula dimostra al mondo che oggi si può vivere nella multiculturalità.</div>
<p><a title="Post in portoghese" href="http://blogdobranquinho.blogspot.com/2009/07/anistia-imigrantes-ilegaisbrasil-da.html">Fernando Branquinho</a> [pt] elabora ulteriormente la questione:</p>
<blockquote><p>Em época de crise, onde as oportunidades de trabalho e negócios minguam, a mesquinhez humana aguça preconceitos numa “ética de bote salva-vidas”, onde a regra é: eu me salvo, você, não! É o caldo cultural onde os fascismos prosperam, e a história nos mostra que o ápice da direita como ideologia aconteceu após a 1a grande guerra, reforçado pela crise do capitalismo de 1929. Hoje na Europa o tema que tem elegido direitistas a cada urna aberta é a restrição a estrangeiros. A França tem cotas de expulsão mensais. A Itália incentiva a deduragem de estrangeiros com a aprovação de uma nova lei que criminaliza a imigração ilegal.</p>
<p>No Brasil, temos uma elite tão retrógrada quanto a que deu o golpe agora em Honduras, e que se manifesta no cotidiano espumando seu ódio ao “iletrado” presidente Lula, às cotas das políticas de afirmação racial e às transferências governamentais como o bolsa-família, Prouni, etc. E temos um governo que, apesar do grande defeito de não ter avançado mais nas conquistas sociais e de ter sucumbido aos defeitos da política tradicional, acaba de sancionar a anistia a cerca de 50 mil imigrantes ilegais que se encontravam no país até fevereiro de 2009, humanizando o problema migratório. Na contra-mão da discriminação, o Brasil se mostra como país acolhedor de imigrantes, dando exemplo ao mundo.</p></blockquote>
<div class="translation">Nei periodi di crisi, quando scemano opportunità d’impiego e d&#39;affari, la meschinità umana acuisce i pregiudizi in una specie di “etica da scialuppa di salvataggio” dove vige la regola: Io mi salvo, tu no! È il brodo culturale dove prospera il fascismo, la storia ci mostra come l’ideologia della destra abbia raggiunto l&#39;apice dopo la prima guerra mondiale, rafforzata dalla crisi del capitalismo nel 1929. Oggi in Europa la questione che porta la gente a votare per i politici di destra a ogni elezione è quella sulla restrizione dell&#39;immigrazione. La Francia ha delle quote mensili di espulsione. L’Italia incoraggia la denuncia degli stranieri con l’approvazione di una <a title="Articolo su Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/ddl-sicurezza-8/ue-chiarimenti/ue-chiarimenti.html">legge che criminalizza l’immigrazione illegale</a> [it].</p>
<p>In Brasile, abbiamo un&#39;elite retrograda come quella che recentemente ha realizzato il colpo di Stato in Honduras e che nella vita di tutti i giorni si preoccupa di fomentare odio contro l&#39;”illetterato” Presidente Lula, contro<a title="Articolo in inglese di Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2006/04/21/quotas-in-brazilian-universities-the-online-debate/">le quote delle politiche per l’affermazione razziale</a> [in] e i benefici statali come il <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bolsa_Fam%C3%ADlia">sussidio familiare</a> [in], il Prouni [Programma Università per Tutti], ecc. E il nostro governo, nonostante il grande difetto di non aver ottenuto un maggiore sviluppo sociale ed essersi piegato ai difetti della politica tradizionale, ha appena firmato una sanatoria per quasi 50.000 immigrati illegali entrati nel Paese prima del febbraio 2009, umanizzando così il problema dell’immigrazione. Invece di discriminare gli immigrati, il Brasile gli accoglie, fornendo un esempio a tutti i Paesi del mondo.</div>
<div id="attachment_86054" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/ritabarreto/3671718495/in/set-72157620686393846/"><img class="size-medium wp-image-86054" title="14.a Festa degli immigrati a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Rita Barreto, giugno 2009." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/imigrantes_rita_barreto-199x300.jpg" alt="14.a Festa degli immigrati a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Rita Barreto, giugno 2009." width="199" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">14.a Festa degli immigrati a São Paulo. Foto gentilmente concessa da Rita Barreto, giugno 2009.</p>
</div>
<p><a title="Vai al blog in portoghese" href="http://poncheverde.blogspot.com/2009/07/lula-sanciona-lei-que-anistia.html">Vitor Vieira</a> [pt] reagisce invece con sarcasmo alla notizia di un’altra amnistia, sottolineando come già in passato in Brasile ci siano state delle sanatorie, sia nel 1988 che nel 1998, con l&#39;ultima che ha riguardato quasi 60.000 persone:</p>
<blockquote><p>Estrangeiros de todas as latitudes, podem vir para o Brasil e podem ficar clandestinamente aqui, porque em poucos anos será feita outra lei legalizando todo mundo. O Brasil é a mãe do mundo. Membros da Yakuza, podem entrar à vontade. Membros da máfia russa, podem chegar.</p></blockquote>
<div class="translation">Stranieri da tutte le latitudini possono venire in Brasile e rimanervi illegalmente poiché dopo un paio d&#39;anni verrà fatta un&#39;altra legge che li legalizzerà tutti. Il Brasile è la madre del mondo. Membri della <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yakuza">Yakuza</a> [it], potete venire quando volete. Membri della mafia russa, siete i benvenuti.</div>
<p>Anche <a title="Vai al blog in portoghese" href="http://mariabls.blogspot.com/2009/07/lula-o-bom-demagogo.html">Maria B</a> [pt] non è contenta:</p>
<blockquote><p>Que país de mierda.Enquanto a Itália torna crime a imigração ilegal, Lula, o bom transforma o Brasil na casa da Mãe Joana.Estou sendo polida.</p>
<p>Até hoje Lula só prestigiou o que não presta.Vamos aguardar o dia que vai privilegiar o que presta…sentados, por favor</p></blockquote>
<div class="translation">Che Paese di merda. Mentre l’Italia criminalizza l’immigrazione, Lula, il buono, trasforma il Brasile in un bordello. Per parlare educatamente.<br />
Finora Lula ha dato prestigio solo agli inutili. Aspettiamo il giorno in cui darà priorità alle persone utili….. ma non terremo il fiato sospeso.</div>
<p><a title="Articolo in portoghese" href="http://colunistas.ig.com.br/sakamoto/2009/07/02/anistia-a-imigrantes-afinal-o-que-e-de-fato-ser-brasileiro/">Leonardo Sakamoto</a> [pt], blogger che segue da vicino i fenomeni dell’immigrazione e della schiavitù dei nostri giorni, concorda sul fatto che la legge sia un buon passo nella giusta direzione, ma sottolinea come sia ben lontana dal risolvere il problema:</p>
<blockquote><p>A notícia é ótima, mas os problemas para os imigrantes ilegais não serão resolvidos de um dia para noite. Primeiro, porque o valor não é tão baixo em se tratando de famílias pobres com muitos membros: por exemplo, cinco pessoas terão que desembolsar R$ 490,00 – o que não é pouca coisa para quem já não ganha quase nada. Além disso, para obter o registro definitivo, o estrangeiro terá que, entre outras coisas, comprovar que está trabalhando. Considerando que muitos estão na informalidade – como uma parte considerável do resto da população brasileira – quais serão os documentos exigidos? Contracheque fantasma de oficina de costura ilegal?</p>
<p>É um primeiro passo, mas o ideal seria atingir algo mais profundo, que mude também a forma como vemos a América do Sul e como a “Sudamerica” nos vê.</p>
<p>Os preços baixos de roupas em ruas de comércio paulistanas como a José Paulino ou a Oriente, que tanto atraem os consumidores do varejo e do atacado, muitas vezes são obtidos através da redução dos custos no processo de produção. A maior parte dos funcionários utilizados na confecção dessas roupas é composta por imigrantes latino-americanos em situação ilegal no Brasil. Bolivianos, paraguaios, peruanos, chilenos formam um verdadeiro exército de mão-de-obra barata e abundante em São Paulo. Saem de seus países de origem em busca de uma vida melhor em solo brasileiro, fugindo da miséria. Das comunidades latino-americanas na capital paulista, os bolivianos destacam-se por constituir a mais numerosa. Além disso, encontram-se nas situações mais graves de exploração e degradação do trabalho humano.</p></blockquote>
<div class="translation">È un’ottima notizia, ma non risolverà i problemi degli immigrati illegali da un giorno all’altro. Innanzitutto perché l’importo da pagare per la regolarizzazione non è indifferente per le persone povere con famiglie numerose, cinque persone ad esempio dovranno pagare R$ 490.00 (circa 254 dollari Usa), non poco per chi già non guadagna granché. Oltretutto, per ottenere il permesso di residenza permanente, gli stranieri devono, tra le altre cose, dimostrare che stanno lavorando. Considerando il fatto che molti di loro lavorano illegalmente - come d’altronde gran parte della popolazione brasiliana – quali saranno i documenti richiesti? Buste paga fantasma di laboratori tessili illegali?<br />
È un primo passo, ma si dovrebbe aspirare a ottenere qualcosa di più profondo, che possa cambiare anche il modo in cui noi vediamo l’America del Sud e quello con cui il “Sudamerica” vede noi.</p>
<p>I prezzi bassi dei capi d&#39;abbigliamento venduti nelle strade di São Paulo come José Paulino o Oriente, che attraggono acquirenti al dettaglio e all’ingrosso, sono spesso possibili grazie alla riduzione dei costi di produzione. La maggior parte della manodopera impiegata per la produzione di questi vestiti è composta da immigrati latinoamericani che si trovano in Brasile illegalmente. Boliviani, paraguayani, peruviani, cileni formano un vero e proprio esercito di manodopera a basso costo a São Paulo. Lasciano i loro Paesi di origine per fuggire dalla povertà e alla ricerca di una vita migliore in terra brasiliana. La comunità latinoamericana più numerosa a São Paulo è quella boliviana. Sono anche i lavoratori che si trovano nelle peggiori situazioni di sfruttamento e degrado.</p></div>
<p>Il blogger prosegue spiegando come molti di questi laboratori operino illegalmente in seminterrati nascosti, senza aria fresca né luce del sole per non suscitare sospetti. Il rumore dei macchinari è soffocato da musica boliviana a tutto volume e i “dipendenti” sono chiusi a chiave, rivolti verso le pareti senza potersi vedere o parlare, per impedire proteste e richieste per migliori condizioni lavorative. Essendo clandestini, guadagnano salari bassissimi e vivono con la paura costante di perdere il lavoro, in alcuni casi i datori di lavoro ne sequestrano addirittura  i documenti d&#39;identità, senza lasciare loro alcuna altra scelta. Al termine di questo lungo, lucido e completo post, <a title="Post in portoghese" href="http://colunistas.ig.com.br/sakamoto/2009/07/02/anistia-a-imigrantes-afinal-o-que-e-de-fato-ser-brasileiro/">Sakamoto</a> [pt]  si domanda: “Dopotutto, cosa vuol dire essere davvero un brasiliano?”</p>
<blockquote><p>A história de nosso país é uma história de migrações, de acolher gente de todos os cantos do mundo (não tão bem, é claro - São Paulo, por exemplo, é a maior cidade nordestina fora do Nordeste e, ao mesmo tempo, ostentamos um preconceito raivoso e irracional). Mas não faz sentido que viremos às costas aos que vêm de fora e adotam o Brasil, mesmo que a contragosto. Eles são tão brasileiros quanto eu e você, trabalham pelo desenvolvimento do país, mas normalmente passam invisíveis aos olhos da administração pública e do resto de nós.</p></blockquote>
<div class="translation">La storia del nostro Paese è una storia d’immigrazione, di accoglienza verso gente di ogni angolo del pianeta (non sempre funziona bene, naturalmente – a São Paulo, ad esempio, nonostante sia la città dove vive il maggior numero di persone provenienti dal Nordest brasiliano, esistono pregiudizi odiosi e irrazionali nei loro confronti). Ma non ha senso voltare le spalle a chi viene dall’estero e si stabilisce nel Paese, a volte anche contro la propria volontà. Sono brasiliani come noi, che lavorano per lo sviluppo del Paese, sebbene siano di solito invisibili agli occhi dell’amministrazione pubblica e al resto di noi.</div>
<div id="attachment_84088" class="wp-caption aligncenter" style="width: 395px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/emersonik/3302157856/"><img class="size-full wp-image-84088" title="Centenario dell’immigrazione giapponese in Brasile. Foto di emersonik, pubblicata con Licenza Creative Commons." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/3302157856_f49995159d.jpg" alt="Centenario dell’immigrazione giapponese in Brasile. Foto di emersonik, pubblicata con Licenza Creative Commons." width="385" height="288" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Centenario dell’immigrazione giapponese in Brasile. Foto di emersonik, pubblicata con Licenza Creative Commons.</p>
</div>
<p>Gli immigrati che otterranno il permesso di residenza avranno tutti i diritti dei cittadini brasiliani, fatta eccezione per il diritto di voto e la possibilità di arruolarsi nell’esercito. La richiesta per la residenza temporanea deve essere presentata entro 180 giorni dalla pubblicazione della nuova legge e le domande vanno indirizzate al Ministero della Giustizia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Egitto: due pesi e due misure</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/egitto-due-pesi-e-due-misure/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 23:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando Marwa El Sherbini è stata uccisa in un tribunale tedesco, su Facebook e nella blogosfera egiziana si è pianto la morte di una donna rimasta vittima del velo, del razzismo, e del suo credo. Quando invece la Libia ha spedito in Egitto un mucchietto di ossa avvolto in una coperta con sopra il nome <em>Ibrahim El Sayed Ibrahim</em>, nessuno ha alzato un dito in sua difesa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marwa-rakha/">Marwa Rakha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/17/egypt-whats-good-for-the-goose-is-not-good-for-the-gander/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Quando <em>Marwa El Sherbini</em> è stata uccisa in un tribunale tedesco, gli utenti di <a title="Post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/donna-egiziana-uccisa-in-un-tribunale-tedesco-a-causa-del-suo-velo/"><em>Facebook</em> e della blogosfera egiziana hanno pianto la morte</a> [it] di una donna rimasta vittima del velo, del razzismo e del proprio credo. Quando invece la Libia ha spedito in Egitto un mucchietto di ossa avvolto in una coperta con sopra il nome <em>Ibrahim El Sayed Ibrahim</em>, nessuno ha alzato un dito in sua difesa.</p>
<p>Tra i pochi ad averne parlato, <em>Ahmad El Badawy</em> è stato uno dei primi e dei pochi a rilanciare la vicenda sul <a title="Post in arabo" href="http://bad-way.blogspot.com/2009/07/blog-post.html">proprio blog</a> [ar] e <a title="Nota su Facebook in arabo" href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=99177528033">su <em>Facebook</em></a> [ar]; citando un articolo del quotidiano <a title="Articolo in arabo" href="http://www.almasry-alyoum.com/article2.aspx?ArticleID=218541"><em>Al Masry Al Youm </em></a> [ar], Ahmad ci racconta la storia di Ibrahim: </p>
<div class="arabic">فى شهر نوفمبر الماضى، كان الشاب ابراهيم حديث بعض الصحف الليبية.. ابراهيم اسقط عصابة دولية فى قبضة السفارة المصرية والامن الليبى.. العصابة ارسل قائدها من لندن مليون يورو.. كانت فى طريقها الى «الغسيل» أو لـ «عملية ارهابية».. الصحف التى نشرت تفاصيل «السقوط» لقبت ابراهيم بـ «الفرعون المصرى الذى اسقط عصابة دولية».. لكن ما حدث بعد ايام من النشر كان قاسيا.. حضر اليه ضابطان من رجال البحث الجنائى فى ليبيا.. عاتباه لأنه أخبر سفارة بلاده بشأن العصابة ولم يخطر الأمن الليبى.. الضابطان اقتاداه الى قسم شرطة هناك..<br />
وحطما عظامه كاملة لمدة يومين متتاليين.. ووضعاه داخل «كيس بلاستيك» من الحجم الكبير.. وألقيا به فى مزرعة وسط مكان خال من المارة والسكان.. ظناً انه مات او سيموت.. وبعد ساعات قادت اليه «المصادفة» صاحب المزرعة ليكتشف الواقعة وينقله إلى المستشفى ليظل به اسبوعا داخل العناية المركزة.</div>
<div class="translation">Lo scorso novembre <em>Ibrahim El Sayed Ibrahim</em> era apparso su tutti i quotidiani libici per aver denunciato un&#39;operazione di riciclaggio di denaro sporco all&#39;ambasciata egiziana; veniva salutato come un eroe egiziano che aveva smascherato una gang internazionale. Due poliziotti libici lo hanno convocato in una stazione di polizia, redarguendolo per aver comunicato il reato all&#39;ambasciata egiziana anziché alla polizia libica, per poi pestarlo selvaggiamente fino a spezzargli tutte le ossa e abbandonarlo agonizzante in un campo. Per fortuna il proprietario dell&#39;appezzamento ha trovato il ragazzo e lo ha portato in ospedale prima che morisse; ha trascorso una settimana in terapia intensiva.</div>
<p>Ormai rassegnato alla reazione fallimentare del sistema egiziano, Ahmad ha scritto:</p>
<div class="arabic">النظام المصرى الحقير ما اتحركش كالعادة عشان يرجع حق الشاب المصرى اللى ضيعته ليبيا &#8230; للأسف ده مش خبر جديد و من كتر تكراره جتتنا نحست و اتعودنا عليه</div>
<div class="translation">Come al solito, non si alza nemmeno un dito in difesa di un semplice egiziano.</div>
<p>La cosa che ha mandato su tutte le furie il blogger è il confronto tra le diverse reazioni degli islamisti ai due casi, l&#39;uccisione di Marwa El Sherbini in Germania e il pestaggio di Ibrahim El Sayed Ibrahim in Libia.</p>
<div class="arabic">الأخوة اللى قلبوا الدنيا عشان يستغلوا موت الشهيدة مروة الشربينى شهيدة العنصرية و يخلوها شهيدة الطرحة عشان يروجوا لنفسهم و لعنصريتهم و يحولوا الموضوع من حادث فردى ارتكبه شخص عاطل عنصرى ( ما يختلفش كتير فى صفاته عن صفات العنصريين بدقون عندنا ) لجريمة بيطالبوا بمعاقبة ألمانيا كلها عليها ما فتحوش بقهم فى القصة دى بربع كلمة</div>
<div class="translation">I <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_musulmani">&#8220;fratelli&#8221; [musulmani]</a> [it]  hanno scatenato l&#39;inferno per la morte di Marwa, trasformandola in una vittima del velo e strumentalizzando politicamente l&#39;evento per i propri interessi; i &#8220;fratelli&#8221; hanno utilizzato un atto perpetrato da un criminale razzista, non molto diverso dai razzisti barbuti nostrani, per perseguire obiettivi politici - questi &#8220;fratelli&#8221; sono quelli che non hanno aperto bocca sulla storia di Ibrahim.</div>
<p>Il blogger elabora su questo punto aggiungendo:</p>
<div class="arabic">أخواننا الاسلاميين و القومجية لغرض فى نفس يعقوب اعتبروا اللى حصل ده حرب ألمانية على الاسلام و على قيمنا و اذلال للمصريين<br />
دلوقتى لما جريمة تعذيب بشعة تحصل عن طريق رجال الأمن الليبى - اللى هما ممثلين الدولة - و فى مكان احتجاز تابع للدولة و لمدة طويلة و يبقى القصد منها الانتقام و القتل و لما الراجل يرجع مصر كومة لحم مفروم و غالبا حيعيش حياته كلها عاجز و بسبب ايييه ؟ لما كل ده يحصل &#8230; هل حتخرج مظاهرات اسلامية بالألوف بتطالب بمعاقبة ليبيا زى ما خرجت مظاهرات بتطالب بمعاقبة ألمانيا ؟<br />
هل حد حيطالب بالاعدام للضباط اللى عذبوا ابراهيم أو حتى حد حيطالب بتسليمه لمصر زى ما طالبنا بتسليم المجرم الألمانى ؟<br />
هل حد من قطيع المليون واحد اللى عملوا جروبات لشهيدة الحجاب حيسمع أصلا عن الموضوع ده ؟<br />
هل حد حيفتح بقه عن الماضى و الحاضر العنصرى ضد المصريين و ضد الأقليات فى الدول العربية ؟<br />
عرفتوا فين الازدواجية ولا لسة ؟<br />
عرفتوا مين اللى بيكيل يميت مكيال و بيتهم غيره بكدة عشان يبرأ نفسه ؟</div>
<div class="translation">&#8220;Fratelli&#8221; e &#8220;nazionalisti&#8221; hanno dipinto la vicenda di Marwa come una dichiarazione di guerra della Germania nei confronti dell&#39;Islam, nonché un insulto agli egiziani. Ma quando un semplice cittadino egiziano viene torturato in una stazione di polizia da un ufficiale libico - un rappresentante del governo - per un periodo di tempo prolungato e con l&#39;intenzione di ucciderlo, quando egli viene rispedito a casa impacchettato per passare il resto della vita da invalido - quando accade tutto ciò, vediamo forse migliaia di islamisti protestare per le strade in sua difesa? Qualcuno ha forse chiesto l&#39;impaccaggione degli ufficiali libici come è stata invocata quella del razzista tedesco? Ci sarà mica qualcuno che creerà un gruppo su Facebook a suo nome? Qualcuno oserà forse parlare dei casi di discriminazione subìti dagli egiziani negli altri Paesi arabi?<br />
Conoscete il significato di &#8216;ipocrisìa&#39; e &#8216;doppio standard&#39;? Sapete cosa significa l&#39;espressione &#8216;due pesi, due misure&#39;?</div>
<p>Sul blog <a title="Post in arabo" href="http://mona-myownroom.blogspot.com/2009/07/blog-post_14.html"><em>A Space of my Own</em></a> [ar], <em>Mona</em> pone dei quesiti aggiuntivi:</p>
<div class="arabic">هل سمعتم به؟<br />
هل يعرفه أحد؟<br />
هل هناك جروب على الفيس بوك بأسمه؟<br />
هل خرجت مظاهرات ضد ليبيا؟<br />
هل وقفتم أمام السفارة للاعتراض؟<br />
هل ستتولى الدولة علاجه؟<br />
هل ستعيد له كرامته؟<br />
هل ستجففون دموع ابنته وهى تراه بطلا مقهورا لاحول له ولا قوة ؟<br />
هل ستقفون مع زوجته لتطيبون خاطرها؟<br />
أبراهيم السيد أبراهيم<br />
هل تعرفونه عائد من بلد الطاعون فى بطانية لا يعرفه أحد –<br />
أينتظر أن يكون خبر فى صفحة الوفيات لنعرفه جميعا؟؟</div>
<div class="translation">Ne avete mai sentito parlare?<br />
Qualcuno lo conosce?<br />
Esiste forse un gruppo su Facebook in suo onore?<br />
Qualcuno ha forse dimostrato contro la Libia?<br />
Qualcuno ha forse organizzato un sit-in di protesta davanti all&#39;ambasciata?<br />
Il governo egiziano se ne occuperà?<br />
Potrà la sua dignità essere ristabilita?<br />
Asciugherete le lacrime della figlia mentre osserva il suo eroe sconfitto?<br />
Offrirete alla moglie una spalla su cui piangere?<br />
Ibrahim El Sayed Ibrahim<br />
Un ragazzo qualsiasi rispedito a casa in una coperta<br />
Aspettate il necrologio sul giornale per parlare di lui?</div>
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		<title>Donna egiziana uccisa in un tribunale tedesco a causa del suo velo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 07:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[L'uccisione di  Marwa El Sherbini, musulmana residente a Dresda, accomuna i blogger egiziani nella condanna delle testate internazionali, che tendono a ignorare questi crimini di cui sono vittime i musulmani in Occidente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lasto-adri/">Eman AbdElRahman</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/06/egyptian-woman-killed-in-german-court-for-being-veiled/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Era da troppo tempo che i blogger egiziani non si schieravano dalla stessa parte. Un <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.almasry-alyoum.com/article2.aspx?ArticleID=217708">nuovo crimine d&#39;odio</a> [in], avvenuto in Germania contro un&#39;egiziana musulmana di nome Marwa El Sherbini, ha rappresentato la migliore occasione per unirli di nuovo: nella condanna ai media internazionali, che ignorano queste genere di incidenti [di cui sono vittima] i musulmani in Occidente.</p>
<p>La storia inizia nell&#39;agosto 2008, quando Marwa presenta una denuncia per diffamazione contro il suo [futuro] killer, Alex, un disoccupato tedesco di 28 anni, dopo che l&#39;uomo l&#39;aveva definita “terrorista” perchè indossava l&#39; hijab (il velo islamico).</p>
<p>[&#8230;] Lo scorso mercoledì, Alex l&#39;ha accoltellata 18 volte a morte in un&#39;aula di tribunale tedesca, dopo che i giudici hanno deliberato la vittoria della donna, [&#8230;] e condannato l&#39;uomo a una multa di 2.800 euro per diffamazione.</p>
<p>Marwa, 32 anni, era la moglie di un universitario egiziano, titolare di una borsa di studio in Germania. Anche suo marito è rimasto ferito nell&#39;incidente, e ora è in ospedale, e lotta tra la vita e la morte.</p>
<p><em>Zeinobia</em> ha espresso la sua rabbia in un post intitolato “<a title="Leggi post originale in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/07/what-if-she-were-lesbian.html">E se fosse stata una lesbica</a> [in]“, e ha detto:</p>
<blockquote><p>La donna è Marwa El-Sherbini, di 32 anni, era incinta del suo secondo figlio quando è stata accoltellata.<br />
[…]<br />
Questo è sicuramente un crimine razzista, ma al contrario di altri crimini d&#39;odio come quelli omofobici o antisemiti, non era sulle prime pagine dei quotidiani stranieri, e non so perchè! Per l&#39;amore del cielo, questo è un crimine razzista , una donna viene (&#8230;) accoltellata in questo modo,  in un&#39;aula di tribunale, e [il fatto] non viene ritenuto tanto importante da essere ripreso dai giornali, come invece dovrebbe essere! Era una madre incinta, per l&#39;amore del cielo!<br />
Possa Allah benedire la sua anima: è una martire del razzismo e dell&#39;odio.</p></blockquote>
<div id="attachment_83571" class="wp-caption aligncenter" style="width: 357px;"><a href="http://twitter.com/ahmedesmat/status/2467794438"><img class="size-full wp-image-83571" title="Ahmed Esmat su Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/ahmed.png" alt="Ahmed Esmat su Twitter" width="347" height="193" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Ahmed Esmat domanda su Twitter: &#8220;Il fatto è che i media europei non stanno seguendo l&#39;omicidio della dottoressa Marwa in Germania. Non venite a parlarmi di equità&#8221;.</p>
</div>
<p>Lo stesso pensiero è stato ripetuto da <em><a title="Leggi post originale in inglese" href="http://blog.hichamaged.net/i-hate-everything-about-you/">Hisham Maged</a></em> [in] sul suo blog, con il gioco di supposizioni <em>E se</em>:</p>
<blockquote><p>Giochiamo al gioco &#8220;E Se&#8221;, immaginate una situazione ribaltata, dove la vittima era un occidentale accoltellato in un posto qualunque del mondo o, mai sia, in qualche paese del Medio Oriente, da estremisti musulmani o da quelle che i media chiamano &#8220;minoranze&#8221; in Egitto! Ne avreste sicuramente sentito parlare in tutto il mondo, e anche su internet!</p></blockquote>
<p><em>Bikya Masr</em>, che ha seguito da vicino l&#39;incidente, si è chiesto <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://bikyamasr.wordpress.com/2009/07/05/bm-opinion-marwa-the-symbol-to-gather-people-together/">se Marwa possa diventare un simbolo sotto cui unire le persone</a> [in]. Ha richiesto un&#39;azione immediata a livello diplomatico e nazionale:</p>
<blockquote><p>In tutto il Medio Oriente la rabbia è tanta. Questa rabbia, tuttavia, non deve sfociare in diatribe casuali contro i tedeschi, o contro la Germania:  perchè ogni futura campagna abbia successo, c&#39;è bisogno di coerenza. [Avremo successo] se Sherbini diventerà un simbolo che unisce le persone, come è stata Neda per l&#39;Iran.<br />
[…]<br />
Ma la gente crede davvero che Sherbini sia un simbolo? […] Gli egiziani dovrebbero essere indignati che una donna sia stata offesa perchè indossava un velo, e prima di tutto perchè  egiziana. Il governo dovrebbe mandare un segnale forte all&#39;Europa, [che ribadisca] che questo comportamento è inaccettabile, e invece rimane in silenzio. Questo lascia alla popolazione egiziana il compito di agire.<br />
[…]<br />
Sfiliamo per le strade di fronte all&#39;Ambasciata tedesca e richiediamo un&#39;inchiesta completa e un resoconto. Perchè se la Germania non può farlo, allora questo dimostra ancora una volta che l&#39;odio europeo per i musulmani e gli arabi è più forte della loro cosiddetta “libertà.” Sì, Marwa è un simbolo, ma deve essere un simbolo che unisce le persone, non che le divide.</p></blockquote>
<p>Un altro blogger, di nome <em>Sadafat</em> <a title="Leggi post originale in arabo" href="http://www.sadafat.com/?p=562">ha scritto</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">لو أن يهوديا أصيب بكلمة أو مزحة ثقيلة في ألمانيا لأقامت رئيسة الوزراء الدنيا ولم تقعدها ولتنادت فوكس نيوز وسكاي نيوز بالدفاع عن العنصر السامي واعلان الحرب على اعداء السامية، وأما الأخت المصرية هذه فلا بواكي لها.<br />
يجب ان تعلن الحكومة الألمانية ان هذا التصرف يمس المسلمين، يجب ان تضع في دستورها للغالبية الثانية من الديانيات وهم المسلمين حقوقا تحفظهم من العداء ضد الإسلام.</div>
<div class="translation">Se un ebreo fosse stato aggredito, in Germania, anche solo con a parole o per scherzo, il Primo Ministro avrebbe fatto di tutto, avrebbe chiamato Fox News e Sky News per difendere gli ebrei, avrebbe dichiarato guerra agli antisemiti. Ma nessuno piangerà per la donna egiziana morta lì.</div>
<div class="translation">Il governo tedesco deve sapere che questo atto colpisce i musulmani, e dovrebbe chiarire, nella sua Costituzione che i diritti dei musulmani, la cui religione è la seconda nel paese, siano tali da proteggerli dagli atti d&#39;odio contro l&#39;Islam.</div>
<div id="attachment_83572" class="wp-caption aligncenter" style="width: 373px;"><img class="size-full wp-image-83572" title="I blogger egiziani commentano e si sfogano su Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/marwa.png" alt="I blogger egiziani commentano e si sfogano su Twitter" width="363" height="489" /></p>
<p class="wp-caption-text">I blogger egiziani commentano e si sfogano su Twitter:</p>
<p class="wp-caption-text" style="text-align: center;"><em>Wael</em>: RIP Manwa, donna incinta col velo, accoltellata a morte con 18 fendenti davanti al figlio di 3 anni</p>
<p class="wp-caption-text" style="text-align: center;"><em>elmonkez</em>: Ecco uno dei motivi principali per cui la nostra vita non vale nulla, negli altri paesi: perchè il nostro governo non reagisce a orrori come questo.</p>
<p class="wp-caption-text" style="text-align: center;"><em>SomeMuslimMan</em>: Il mondo, che s&#39;indigna per la morte di Neda, è quasi indifferente a[lla sorte di] Marwa. Che entrambe riposino in pace!</p>
<p class="wp-caption-text" style="text-align: center;"><em>Waelabbas</em>: Esigo che l&#39;assassino di Marwa venga processato come se fosse un musulmano che ha accoltellato a morte un ebreo!</p>
<p class="wp-caption-text" style="text-align: center;"><em>harvarddr</em>: L&#39;assassino di Marwa dev&#39;essere processato come omicida di primo grado. Lo Stato di Diritto tedesco deve dimostrare di non essere razzista nei confronti dei musulmani.</p>
</div>
<p>Quanto a me, ho scritto queste righe sul mio blog <a title="Leggi post originale in arabo" href="http://www.lastoadri.com/2009/07/blog-post.html"><em>Lasto Adri</em></a> [ar]:</p>
<div class="arabic">بعد أن قال الغرب أن قاتل مروة الشربينى لا يمثل ألمانيا، وأن الحادث مجرد عمل فردى،<br />
لا أتوقع من الغرب -ذاته- أقل من أى يلغى من كل معاجمه فكرة أن المسلمين إرهابيين، ويؤمن أن بن لادن وأعوانه -مثلا- لا يمثلون العرب أو المسلمين فى شئ، وأفعالهم كلها فردية!وعلى رأى المثل.. لا تعايرنى ولا أعايرك.. دا التعصب طايلنى وطايلك!</div>
<div class="translation">Dopo che l&#39;Occidente ha affermato che l&#39;omicidio di Marwa non è rappresentativo della Germania, che è un atto individuale&#8230; mi aspetto che lo stesso Occidente cancelli da tutti i suoi dizionari  l&#39;idea che i musulmani siano terroristi, e cominci a convincersi che Bin Laden e i suoi amici -per esempio- non rappresentano per nulla gli arabi o i musulmani, e tutto quello che fanno sono azioni individuali!</div>
<div class="translation">Come dice il proverbio: Non incolparmi per qualcosa che fai anche tu. Siamo entrambi vittime dello stesso “estremismo”.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Libia: donne, scrittrici e artiste</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/libia-donne-scrittrici-e-artiste/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 03:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le donne nella società libica sono amate, rispettate e apprezzate come madri, sorelle, zie, figlie e mogli. Lo stato garantisce libertà ed uguaglianza tra uomini e donne ma ciò deve ancora fronteggiare certe norme e tradizioni culturali. Ecco una panoramica dalla blogosfera locale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/fozia-mohamed/">Fozia Mohamed</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/03/libya-women-writers-and-artists/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sembra che l&#39;influenza suina non abbia ancora colpito la blogosfera libica, ma sono sicura che parlare della condizione delle donne sia un buon modo per rompere il ghiaccio.</p>
<p>Dopo aver esplorato parecchi blog libici, <em>Highlander</em> che segue scrittori e blogger arabi e libici, ritiene che per scrivere sia preferibile utilizzare la blogosfera come spazio per far pratica. Non c&#39;era bisogno di informare tutti  evitare problemi con la metà maschile.</p>
<blockquote><p>“Non credo che i maschi libici siano contro ciò che scrivono le loro sorelle, madri, mogli etc.  ma si preoccupano più della pressione sociale e di cose come vergogna - disonore - come se quel che non si vede allora non esiste… o che le preziose femmine possano essere riconosciute e le loro idee fraintese e, Dio ce ne scampi, la loro reputazione rovinata perchè i ragazzi libici vanno a polemizzare sui loro siti o blog (<a title="Leggi post originale in inglese" href="http://lonehighlander.blogspot.com/2009/05/libyan-female-writers-beirut-has-been.html">fonte</a> [in]).</p></blockquote>
<p>Un altro aspetto spesso dimenticato è che vivere al di fuori della Libia non garantisce un atteggiamento simile o contrario sulla questione. Guardate cos&#39;è successo allo stesso evento tenutosi a Londra e Washington DC. <em>Anglo Libyan</em>, che ha partecipato a quello di Londra, è così frustrato da chiedere agli uomini di rispettare le donne.</p>
<blockquote><p>“appena entrato nell&#39;hotel ho visto molte delle persone invitate fuori dalla sala dove stava per essere proiettato il film perchè le porte erano ancora chiuse, ho notato pochissime donne lì, era insieme ai loro partner,  circa 20 minuti dopo ho visto un membro dello staff aprire leggermente una delle porte della sala, poi improvvisamente da non so dove ho visto un gruppo di donne libiche, circa 15 o 20, entrare di corsa in sala, è stato davvero come un flash; poi qualcuno dello staff ha chiuso la porta, ovviamente erano state nascoste da qualche parte fuori dalla vista, fin quando qualcuno ha chiesto agli organizzatori di aprire loro la porta per tenerle lontane dagli occhi curiosi dei maschi libici!!!! quando sono state aperte le porte per far entrare tutti gli altri in sala, la prima cosa che ho notato è che tutte le signore erano sedute in gruppo proprio in fondo in una sezione separata, immediatamente ho guardatole poche donne che avevo visto all&#39;inizio insieme ai loro partner, sembravano perplesse e confuse, sono sicuro che volevano sedere accanto alle loro famiglie ma alla fine hanno deciso di separarsi dalla famiglia e sedersi dietro con le altre donne e non sembravano molto contente” (<a title="Leggi post originale in inglese" href="http://www.anglo-libyan.com/2009/04/respecting-women.html">fonte</a> [in]).</p></blockquote>
<p><em>On the edge</em> ha pubblicato un post assai controverso sulle donne straniere che sposano dei libici e come vengono purtroppo trattate alcune di loro. Scrive l&#39;autrice:</p>
<blockquote><p>”Leggo costantemente blogger libici che parlano di come sia FACILE la mia vita di straniera sposata con un libico qui in Libia . […] Quello che so di certo è questo …. le nostre vite sono dannatamente difficili. Davvero difficili, a volte più difficili di quanto si possa immaginare . Noi non abbiamo madri o padri a proteggerci quando i nostri mariti e/o le loro famiglie decidono di maltrattarci, come invece possono fare le donne libiche. Non abbiamo nemmeno un porto sicuro dove rifugiarci quando le cose diventano difficili o si mettono male. Nessun luogo o nessuna persona a cui rivolgerci, che ascolti i nostri problemi. Nessuna mano a cui tendere con amore, come possono fare le donne libiche. No, sopportiamo. Teniamo duro. Non scappiamo. Rimaniamo e combattiamo per noi stesse e per i nostri figli, per tutto quello che valiamo, ci difendiamo in ogni modo possibile. Lo facciamo per amore. Amore, sì amore. Amiamo i nostri mariti, anche quando vorremmo ammazzarli. Amiamo i nostri figli, anche quando non ci rispettano o si vergognano di noi perchè non siamo libiche, perchè siamo diverse. Sì, ad alcune di noi capita così. Amore per la nostra patria d&#39;adozione, la Libia e tutte le sue pazze, strane, bellissime, meravigliose persone, cose e luoghi .”</p></blockquote>
<p>Non c&#39;è bisogno di dire che il tema ha suscitato un dibattito così accesso da generare un <a title="Leggi post originale in inglese"href="http://on-the-edge-of-something.blogspot.com/2009/03/and-another-thing-or-2.html">post di risposta</a> [in].</p>
<p>D&#39;altra parte, riguardo gli scrittori libici, <em>Ghazi </em> su <em> Imtidad</em> ci stupisce costantemente con traduzioni di brevi racconti di scrittori libici (uomini e donne). Anche lui è uno scrittore, credo che Ghazi abbia davanti a sè un buon futuro. <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://imtidad.blogspot.com/2009/03/while-drinking-tea.html">La sua ultima traduzione è ”<em>While drinking tea</em>”</a> [in] di Omar Kikli, che mi ha fatto venire i brividi lungo la schiena.</p>
<p><em>Shahrazad</em> che rilancia sempre interessanti cose libiche, ha pubblicato alcune <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://shahrazadsblahs.blogspot.com/2009/04/update.html">foto di dipinti di una promettente artista libica</a> [in].</p>
<blockquote><p>”Ecco alcuni dipinti che mia sorella ha preso a casa di amici. La pittrice è ancora agli inizi e non ha mai avuto una mostra. Così le ho detto che ne avrei pubblicato sul blog i dipinti per vedere come avrebbe commentato la gente.”</p></blockquote>
<p>Personalmente comprerei uno dei suoi dipinti se riuscisse ad organizzare una vernissage.</p>
<p>Concluderò parlando dell&#39;esperienza di <em>Lostdubliner</em> come donna irlandese espatriata in Libia. Si trova qui da circa due mesi.</p>
<blockquote><p>“armata di videocamera sono uscita dalla stanza d&#39;albergo nella speranza di cogliere un pò della cultura locale – che tuttavia da idea fantastica si è trasformata in deludente realtà. Praticamente ogni macchina che passa con dentro degli uomini, o suona il clacson o si ferma! Ho ricevuto numerose offerte di passaggi, numeri di telefono e amicizia! Nervosa e frustrata, a metà strada ho girato velocemente i tacchi e sono tornata dritta all&#39;hotel.[…] Tornata all&#39;hotel lo staff si mostra estremamente gentile e ospitale, tutti mi chiamano per nome o “sorella”. In generale i libici appaiono molto più calorosi rispetto all&#39;occidente - emanano un forte senso di gentilezza e bontà che è assai rinfrescante!” (<a title="Leggi post originale in inglese" href="http://lostinlibya.blogspot.com/2009/03/day-2-nothing-much-to-do.html">fonte</a> [in]).</p></blockquote>
<p>Quanto sopra rivela come certi ragazzi libici siano dei buoni a nulla e altri dei piacevoli gentiluomini.</p>
<p>Le donne nella società libica sono amate, rispettate e apprezzate come madri, sorelle, zie, figlie e mogli. Lo Stato garantisce libertà e uguaglianza tra uomini e donne, ma ciò deve ancora fronteggiare ceeerte norme e culturali tradizioni, e qui non intendo la religione. Questo post non riguarda il femminismo, sono solo osservazioni sulle anomalie che affliggono la nostra società e una riflessione su come affrontarle.</p></div>
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		<title>MENA: Riflessioni dopo la Conferenza ONU sul razzismo</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 23:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il discorso del Presidente iraniano Mahmoūd Ahmadinejād alla Conferenza Durban II, e la conseguente reazione dei rappresentanti europei, hanno stimolato il dibattito tra i blogger medio-orientali. Chi accusa Ahmadinejād di opportunismo elettorale e chi il resto del mondo di stare a guardare, mentre c'è anche chi appare soddisfatto.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lasto-adri/">Eman AbdElRahman</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/22/mena-reflections-on-durban-ii/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_70417" class="wp-caption alignright" style="width: 163px;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mahmoud_Ahmadinejad"><img class="size-full wp-image-70417" title="Presidente iraniano Mahmoūd Ahmadinejād" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/04/225px-mahmoud_ahmadinejad.jpg" alt="Presidente iraniano Mahmoūd Ahmadinejād" width="153" height="204" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">da Wikipedia: il Presidente Mahmoūd Ahmadinejād alla Columbia University, 24 settembre 2007</p>
</div>
<p>Il <a title="Guarda il discorso in farsi con i sottotitoli in inglese" href="http://www.youtube.com/watch?v=LL5OsaVYz1I&amp;eurl=http%3A%2F%2Fvideo.google.it%2Fvideosearch%3Fq%3Dahmadinejad%2Bdurban%2BII%26hl%3Dit%26emb%3D0%26aq%3Df&amp;feature=player_embedded">discorso</a> [fa/in] del Presidente iraniano <a title="Visita il blog di Ahmadinejad in inglese" href="http://www.ahmadinejad.ir/">Mahmoūd Ahmadinejād</a> [in] alla Conferenza delle Nazioni Unite sul razzismo a Ginevra (Durban II), e la conseguente reazione dei rappresentanti dell&#39;Unione Europea, hanno fatto nascere il dibattito tra i blogger del Medio Oriente. Alcuni hanno accusato Ahmadinejād di <a title="Vai all'articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/04/21/iran-islamist-bloggers-poems-in-praise-of-ahmadinejad/">essersi messo in mostra</a> [in] in vista della prossima campagna elettorale, mentre altri se la sono presa col resto del mondo, che non starebbe mostrando alcuna volontà di cooperare per un futuro migliore. Altri ancora, invece, sono rimasti soddisfatti, perchè il Presidente iraniano ha detto proprio quanto volevano sentire.</p>
<p>Il blogger saudita <em>The plucky</em>, che vive in Australia, <a title="Leggi il post originale in arabo" href="http://www.the-plucky.com/blogs/?p=362">scrive</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">بالأمس استمعت لحديث الرئيس الإيراني أحمدي نجاد في مؤتمر العنصرية في جنيف و التي نظمته الأمم المتحدة. أستغرب حقيقة من دول تدعي الديموقراطية و حرية التعبير تغضب و تثور ثائرتها و تغادر المؤتمر بمجرد انتقاد نجاد لـ عنصرية إسرائيل. لا أستطيع تفهم الأسباب التي تجعل دول مثل إسرائيل و الولايات المتحدة (و حلفائهما) ترفض الحضور ، و لا أتفهم أيضاً ردة فعل الاتحاد الأوروبي حين غادر معترضاً على تصريحات الرئيس الإيراني. أليس من الأجدر مناقشة هذه الانتقادات بشكل حضاري و متمدن باستحضار لغة الأرقام و الحقائق بدلاً من هذا الضجيج</div>
<div class="arabic">المفتعل الذي يدعم حجة نجاد في حديثه ؟</div>
<div class="translation"></div>
<div class="translation">Ieri ho ascoltato il discorso del Presidente iraniano Ahmadinejād alla Conferenza sul Razzismo delle Nazioni Unite a Ginevra. Sono rimasto sorpreso da certi Paesi, generalmente sostenitori della democrazia e alla libertà di espressione, che hanno reagito con rabbia e hanno abbandonato la conferenza non appena Nejad ha criticato il razzismo di Israele. Non riesco proprio a comprendere il motivo per cui Paesi come Israele, Stati Uniti e i loro alleati abbiano rifiutato di partecipare alla conferenza, nè comprendo la reazione dell&#39;Unione Europea, i cui rappresentanti hanno abbandonato l&#39;aula perché contrari alle osservazioni del Presidente iraniano. Non è meglio discutere queste critiche in modo civile, rispondendo con fatti e dati anziché fare tutta questa scena - confermando così le affermazioni di Ahmadinejād?</div>
<p>Dalla Palestina, <em>Natalie</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://gaza08.blogspot.com/2009/04/durban-conference-2009-boycotted-civil.html">paragona con amarezza</a> [in] il boicottaggio di questa conferenza con il periodo in cui &#8220;per esprimere dissenso contro il sistema razzista, le persone di coscienza rifiutavano di stringere la mano ai bianchi del Sud Africa durante il regime dell&#39;Apartheid&#8221;.</p>
<p>Marcy Newman, altra blogger e attivista dei diritti umani che vive nella West Bank, in Palestina, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://bodyontheline.wordpress.com/2009/04/21/god-damn-america-and-all-the-other-racist-states-boycotting-durban-2/">si interroga</a> [in] - proprio come <em>The plucky</em> - sull&#39;involontaria ironia della situazione. La blogger scrive:</p>
<blockquote><p>Il &#8220;Razzista in Capo&#8221; dell&#39;entità sionista definisce Ahmadinejād &#8220;razzista&#8221;. dove sta l&#39;ironia? l&#39;entità sionista pianifica una campagna di bombardamenti sull&#39;Iran, e l&#39;uomo che continua a rivendicare la pulizia etnica dei palestinesi definisce razzista il Presidente iraniano.</p></blockquote>
<p>Dal Bahrain, <em>Esra&#39;a</em>, invitata a partecipare al panel di un summit prima di Durban, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.mideastyouth.com/2009/04/20/my-experience-in-the-pre-durban-ii-conference-in-geneva/">racconta di aver riflettuto</a> [in] su come la gente confondesse l&#39;antisemitismo e l&#39;odio per Israele, e come l&#39;Iran venisse accusato per i motivi sbagliati, nonostante esistessero ben altre ragioni per criticarlo in quella conferenza.</p>
<blockquote><p>In questo Summit il regime iraniano NON è stato criticato per l&#39;oppressione del proprio popolo; nonostante questi crimini siano stati menzionati, non si è dedicata loro molta attenzione. È stato invece attaccato perchè minaccia di &#8220;distruggere Israele&#8221;, diventata la premessa di ogni critica contro l&#39;Iran, nonostante anche Israele abbia minacciato di lanciare la bomba atomica! “Oh, ma nel loro caso si tratterebbe di una risposta&#8221;. Non cambia nulla. Entrambi i governi di Iran e Israele sono ugualmente pericolosi perchè non hanno alcun riguardo per i diritti umani. Il fatto che Israele abbia uno stile di vita &#8220;liberista&#8221; non cambia assolutamente il fatto che le sue politiche corrotte siano pericolose per molti di noi, così come l&#39;Iran ci minaccia finanziando organizzazioni militanti e reprimendo in maniera violenta ogni opposizione interna.</p></blockquote>
<p>Fayyad, blogger arabo-americano che scrive su <em>KABOBfest</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.kabobfest.com/2009/04/worse-than-bush.html">si dice scettico</a> [in] sulle intenzioni del Presidente Obama, che ha boicottato la conferenza e chiesto di stralciare dal bozza della risoluzione ogni accenno al razzismo del sionismo e dello Stato israeliano.</p>
<p>Scrive Fayyad:</p>
<blockquote><p>Con George Bush, il villano era evidente: un assassino che abusava dei diritti umani e perpetrava politiche imperialiste, molte delle sue azioni erano ben monitorate e pur se è riuscito a farla franca con molti crimini, gran parte della popolazione non li ha giustificati.</p>
<p>Obama, d&#39;altro canto, gode di un mandato più liberal, e la fa franca commettendo ben più crimini di Bush, perché quegli stessi liberal che controllavano ogni mossa di Bush sembrano piuttosto distratti quando si tratta di Obama, credendo che il cambiamento verso una società progressista ed equa sia già stato raggiunto il giorno dopo le elezioni.</p>
<p>[…]</p>
<p>Per questo bisogna stare attenti, se Obama ti sembra migliore di Bush, significa solo che non sai ancora come ti fregherà. Occhio, Cuba e Venezuela. E se pensavate che un Presidente nero potesse finalmente costringere l&#39;America a ridiscutere la sua storia basata sul razzismo, dovrete aspettare un altro pò.</p></blockquote>
<p><em>Omar</em>, siriano che vive a Toronto, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://omars2cents.blogspot.com/2009/04/diplomats-pledge-of-allegiance.html">esprime dispiacere</a> [in] per l&#39;occasione persa dal mondo per discutere apertamente delle ingiustizie globali in vista di un domani migliore.</p>
<blockquote><p>Le conferenze come quella tenutasi oggi sono un&#39;ottima idea. Dovrebbero essere un forum aperto in cui discutere le ingiustizie, qualunque parte sia a commetterle. Ma non appena si pone un limite a ciò di cui si può parlare in una conferenza come questa, si perde ogni credibilità. Purtroppo, è proprio quanto accaduto oggi.</p></blockquote>
<p><em>Dubai Jazz</em>, altro blogger siriano che vive a Dubai, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://dubai-jazz.blogspot.com/2009/04/dubai-jazz-marks-holocaust-remembrance.html">rilancia</a> [in] un&#39;altra idea, e si domanda: &#8220;Cosa succederà dopo la conferenza? Cosa faranno gli arabi al proposito?&#8221;&#8216;</p>
<blockquote><p>Oggi [Ahamdinejad] è l&#39;unico a fare la voce grossa nella regione. Gli europei troveranno sempre un motivo (o ne costruiranno uno, se proprio devono) per abbandonare qualunque conferenza. Gli arabi se ne stanno più o meno zitti. E i palestinesi rimangono nel limbo.</p>
<p>Ecco cos&#39;è successo oggi.</p></blockquote>
<p>In Palestina <em>Mohamed</em>, che aveva parlato di Durban II come di una grande opportunità per Israele, ha anche <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://travellerwithin.blogspot.com/2009/04/why-durban-ii-is-great-platform-for.html">critica</a> [in] il discorso di Ahmadinejād:</p>
<blockquote><p>Naturalmente Ahmedinejād non ha certo migliorato le cose, quell&#39;idiota è altrettanto responsabile del fallimento della conferenza quanto le lobby pro-israeliane dei vari paesi dell&#39;Ocse. Se davvero gliene fosse importato qualcosa del razzismo con cui hanno a che fare i palestinesi ogni giorno, sarebbe rimasto a casa lasciando che la conferenza seguisse il proprio corso, invece di dare un simile aiuto a quanti hanno provato a trasformarla in un coro filo-israeliano.</p></blockquote>
<p><em>Antoun</em>, blogger libanese residente in Australia, <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://lebanesechess.blogspot.com/2009/04/durban-ii-west-cant-face-truth-vis-vis.html">se la prende</a> [in] con l&#39; “Occidente”, oltre che con Israele, per le sofferenze patite dal popolo palestinese. Aggiunge poi che l&#39;Occidente non ha abbandonato Durban per colpa dell&#39;Iran, ma perchè non voleva ascoltare la verità. Dopo aver evidenziato alcuni passaggi del discorso di Ahmedinejād, il blogger scrive:</p>
<blockquote><p>Ahmedinejād non ha detto altro che cose ovvie, non è nemmeno scaduto in un discorso al vetriolo antisemita, nè ha attaccato gli ebrei usando il razzismo. Allora, perchè tanto scalpore?</p>
<p>Centinaia di migliaia di persone [&#8230;] hanno protestato contro il razzismo di Israele nelle capitali di tutto l&#39;occidente, durante la guerra di Gaza. Eppure, i Governi occidentali restano muti e sordi dinanzi alle politiche razziste di Israele.</p></blockquote>
<p>Infine, ma non in ordine di importanza, anche Kal, blogger algerino e studente di relazioni internazionali, studi mediorientali e africani,  <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/04/20/why-the-durban-walk-out-does-not-matter/">riassume</a> [in] la propria opinione in un paio di righe:</p>
<blockquote><p>Durban II in una battuta: Durban è una piattaforma dove maggioranze e dittatori dispotici possono salire sulle spalle di quanti fingono di rappresentare e di infiammare a nome loro.</p></blockquote>
<p><small>La foto di questo articolo è tratta da <a title="Vai alla foto originale da Wikipedia" href=" http://en.wikipedia.org/wiki/Mahmoud_Ahmadinejad">Wikipedia</a>.</small></p>
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