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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Protesta</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Arabia Saudita: la rabbia dei cittadini dopo le vittime delle inondazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 04:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Arabo]]></category>
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		<description><![CDATA[Jeddah, la seconda città dell'Arabia Saudita, è stata colpita da una tremenda inondazione provocando oltre 100 vittime e ingenti danni - soprattutto per via di infrastrutture inadeguate e malagestione edilizia. Molte le accuse online contro le autorità, mentre in migliaia hanno aderito al gruppo su Facebook di aperta protesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/30/saudi-arabia-citizens-fury-at-flood-deaths/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La scorsa settimana <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jedda">Jeddah</a> [it], seconda città dell&#39;Arabia Saudita, è stata colpita da una tremenda inondazione e il conto delle vittime ha superato <a title="Articolo in inglese" href="http://www.nytimes.com/reuters/2009/11/29/world/international-uk-saudi-floods.html">quota 100</a> [in]. Le infrastrutture poco sviluppate e la <a title="Articolo in inglese" href="http://news.yahoo.com/s/afp/20091128/wl_mideast_afp/saudidisasterprotesttrialinternet;_ylt=Ai03_LJlYlI3z2oHvIApT_ALewgF;_ylu=X3oDMTM5ZG9yaGJqBGFzc2V0A2FmcC8yMDA5MTEyOC9zYXVkaWRpc2FzdGVycHJvdGVzdHRyaWFsaW50ZXJuZXQEcG9zAzEyBHNlYwN5bl9wYWdpbmF0ZV9zdW1tYXJ5X2xpc3QEc2xrA291dHJhZ2Vkc2F1ZA--">malagestione dell&#39;edilizia urbana</a> [in] sono state le prime cause individuate, e migliaia di cittadini hanno aderito ad un gruppo su Facebook che critica il governo. Come vedremo in questo post, i blogger sauditi hanno protestato vivacemente anche contro le autorità locali.</p>
<p>Su YouTube, <em>albaraa1994</em> pubblica un video dell&#39;<a title="Video in arabo" href="http://www.youtube.com/watch?v=TqXnRPxYV1k">inondazione</a> [ar]:</p>
<p><center>
<p><object width="425" height="344" title="Video in arabo" alt="Video in inglese" ><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TqXnRPxYV1k&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/TqXnRPxYV1k&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p></center></p>
<p><em>Saad Al Dosari</em> <a title="Post in inglese" href="http://aneyeonsaudi.wordpress.com/2009/11/28/jeddah-project-management-failures/">si concentra</a> [in] su un elemento in particolare:</p>
<blockquote><p>Se qualcuno volesse scrivere un libro sulla cattiva gestione dei progetti, troverà parecchi esempi in questa vecchia sposa del mar rosso, Jeddah. Una gestione progettuale fallimentare, è questa l&#39;unica spiegazione per quanto accaduto la scorsa settimana a Jeddah. Milioni e milioni di riyal [valuta locale] spesi in progetti che promettevano infrastrutture ipertecnologiche a una città da tempo dimenticata, e indovinate un po&#39;? quei progetti non reggono quattro ore di pioggia!</p>
</blockquote>
<p><em>Ahmed Al Omran</em> <a title="Post in inglese" href="http://saudijeans.org/2009/11/26/jeddah-disaster/">commenta</a> [in] furibondo:</p>
<blockquote><p>Tutto ciò non sarebbe successo se i cittadini avessero avuto voce in capitolo nella gestione della propria città. Non sarebbe successo se ci fosse stata trasparenza e responsabilità nella gestione del Paese. Sono furioso e disgustato.</p>
</blockquote>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://musesephere.blogspot.com/2009/11/sad-days-for-people-of-jeddah.html">MuSe</a></em> [in] commenta amaramente:</p>
<blockquote><p>Ironia della sorte la maggior parte delle vittime era straniera o povera, persino la morte discrimina. parecchi andrebbero  fatti fuori nei prossimi giorni, i tanti servitori dello stato infedeli e corrotti, ma sono pessimista, quelli continuano a contare sulla nostra memoria corta.</p>
</blockquote>
<p><em>Najla</em> <a title="post in arabo" href="http://www.najla2.com/wordpress/?p=790">è infuriata</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">ما حصل في جدة .. جريمة قتل..</div>
<div class="translation">Quel che è successo a Jeddah…è omicidio&#8230;</div>
<p><em>Zuhair Alghamdi</em> propone un&#39;<a title="Post in arabo" href="http://www.mushahed.com/?p=1096">idea</a> [a]:</p>
<div class="arabic">والأمر يتكرر كل عدة سنوات ولا افهم كيف لا يتم دراسة تلك الحوادث السابقة بجدية ووضع الحلول وخاصة أن الحالة لا تصل إلى ما تتعرض له دول مثل الفلبين وأندنوسيا مثلا حيث الأمطار الغزيرة حدث معتاد طوال السنة. وربما لو استعنا بخبراء من تلك الدول بدل أن نقع في نفس المشكلة كل عدة أعوام.</div>
<div class="translation">Ogni tanto succede, e non capisco perché non si studino i casi precedenti per trovare delle soluzioni, soprattutto dal momento in cui la situazione non è così grave come in Indonesia o nelle Filippine, ad esempio, dove le piogge torrenziali durano quasi tutto l&#39;anno. Forse dovremmo assumere gli esperti di quei Paesi, invece di subìre questi incidenti anno dopo anno.</div>
<p><em>Eman Al Nafjan</em> offre <a title="Post in inglese" href="http://saudiwoman.wordpress.com/2009/11/26/god-help-jeddah/">un suggerimento</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le piogge torrenziali hanno provocato queste inondazioni per via della cattiva gestione dell&#39;area metropolitana. Milioni spesi in infrastrutture per scavare fognature, mettere tubature e asfaltare le strade ma quando i soldi arrivano finalmente all&#39;acquisto del materiale e alla commissione delle ditte, non bastano più. Negli scorsi anni la gente di Jeddah si è lamentata più volte di questo. […] Propongo al re di consegnare il comune di Jeddah all&#39;<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saudi_Aramco">ARAMCO</a> [it] così come ha fatto per il KAUST (<a title="Post in inglese su GVO" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/26/saudi-arabia-kaust-to-inspire-scientific-achievement-and-more/">Università King Abdullah di Scienze e Tecnologia</a> [in]) quando divenne evidente che le autorità intascavano parte del budget.</p>
</blockquote>
<p>Il KAUST è vicino a  Jeddah, e alcuni studenti hanno documentato i problemi sofferti nel campus per via delle piogge. Eric <a title="Post in inglese" href="http://sobersaudi.com/2009/11/26/a-rain-day-at-kaust/">riferisce</a> [in] quanto segue:</p>
<blockquote><p>Questa mattina, dopo una tempesta quasi romantica, si è scatenato l&#39;inferno; colpendo un pugno di case. […] Dopo aver superato le sirene e le code impressionanti dei volontari del pronto soccorso nelle strade sono riuscito a valutare i danni di un altrimenti innocuo acquazzone. Le strade erano coperte d&#39;acqua per due piedi [60 centimetri], e l&#39;intera popolazione femminile era stata evacuata dalle abitazioni (inviate a Jeddah almeno per la prossima settimana), e dieci studenti erano stati trasferiti a causa delle condizioni delle case risultate &#8220;inagibili&#8221; (in altre parole, non avevano solo infiltrazioni, l&#39;intero tetto era crollato nel bel mezzo della notte per via di un accumulo d&#39;acqua). Insomma, il KAUST è diventato un campo profughi nel giro di poche ore.</p>
</blockquote>
<p>Un altro studente del KAUST, <em>Nathan</em>, <a title="Post in inglese" href="http://saudiaggie.blogspot.com/2009/11/rain-in-thuwal-and-lots-of-it.html">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>La pioggia torrenziale è come un disastro naturale perché le infrastrutture qui non sono progettate per gestire la pioggia. Case inondate, strade allagate e network di telefonia mobile completamente fuori servizio. La pioggia è stata davvero forte, ne sono caduti circa 7,5 cm. Secondo il canale Tv meteorologico su Jeddah cadrebbero in media soltanto 54mm. l&#39;anno - abbiamo superato il limite per il prossimo anno e mezzo in una sola notte!</p>
</blockquote>
<p><em>Ibrahim Hudaif</em> <a title="Post in inglese" href="http://www.ihudaif.com/2009/11/29/rain-disaster-reaches-kaust/">si chiede</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Avranno almeno un piano di emergenza contro i disastri naturali per proteggere il super centro informatico del KAUST, lo <a title="Pagina web in inglese" href="http://www.kaust.edu.sa/research/labs/supercomputing.html">Shaheen</a> [in]?</p>
</blockquote>
<p>Infine, <em>Ahmad Qushmaq</em> rivela cos&#39;è che stavolta rende tali inondazioni un po&#39; <a title="Post in arabo" href="http://ahmadqushmaq.wordpress.com/2009/11/28/%D8%A3%D9%85%D8%B7%D8%A7%D8%B1-%D8%AC%D8%AF%D8%A9-%D8%AD%D9%83%D8%A7%D9%8A%D8%A9-%D9%85%D9%86-%D8%A7%D9%84%D8%AA%D8%B1%D8%A7%D8%AB-%D8%A7%D9%84%D8%B3%D8%B9%D9%88%D8%AF%D9%8A/">diverse</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">إن ما يميز “فضيحة” الأربعاء هو استخدام التكنولوجيا لتوثيق العورات التي كشفت. </div>
<div class="translation">Quello che fa la differenza nello scandalo di mercoledì è l&#39;uso della tecnologia per documentare queste evidenti mancanze.</div>
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		<title>Iran: un blogger rilasciato, un altro arrestato</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 15:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale diHamid Tehrani  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Dieci giorni fa le autorità iraniane hanno rilasciato [in]  l&#39;ex vicepresidente e blogger Mohammad Ali Abtahi, dietro il pagamento di una cauzione pari a 700.000 dollari, dopo che il suo avvocato ne aveva reso pubblica la condanna a sei anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/30/iran-a-blogger-released-another-arrested/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dieci giorni fa le autorità iraniane <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/tehranbureau/2009/11/selected-headlines-71.html">hanno rilasciato</a> [in]  l&#39;ex vicepresidente e blogger Mohammad Ali Abtahi, dietro il pagamento di una cauzione pari a 700.000 dollari, dopo che il suo avvocato ne aveva reso pubblica la condanna a sei anni di carcere. Abtahi è ora in attesa del processo d&#39;appello. Gli attivisti per i diritti umani <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.hra-news.org/news/9419.aspx">hanno inoltre fatto sapere</a> [far] che pochi giorni fa Sasan Aghayi, blogger e giornalista, è stato arrestato a Teheran.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cina e Giappone: Feng Zhenghu, attivista per i diritti umani, bloccato all&#039;aeroporto Narita</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/cina-e-giappone-feng-zhenghu-attivista-per-i-diritti-umani-bloccato-allaeroporto-narita/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 04:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<description><![CDATA[L'incredibile storia dell'avvocato cinese che da settimane vive e aspetta all'interno dell'aeroporto di Tokyo, dopo che per l'ottava volta l'ufficio immigrazione di Shanghai gli ha impedito di entrare in patria. Aggiornamenti via Twitter e Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/oiwan/">Oiwan Lam</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/22/china-and-japan-feng-zhenghu-at-narita-airport/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dal 4 novembre l&#39;attivista per i diritti umani Feng Zhenghu, di Shanghai, vive e aspetta all&#39;interno dell&#39;aeroporto giapponese Narita, dopo che per l&#39;ottava volta l&#39;ufficio immigrazione di Shanghai gli ha impedito di entrare in patria.</p>
<p>Feng è un economista e attivista a tutela dei diritti umani. Dopo il massacro di Tiananmen nel 1989, ha criticato apertamente la repressione ed è stato indagato dal Partito Comunista Cinese (PCC) per oltre un anno. Nel 1991 si era trasferitosi in Giappone per motivi di studio e nel 1998, tornando in Cina per affari, venne trattenuto dalla polizia di Shanghai e condannato a 3 anni di prigione per la pubblicazione illegale di un e-book riguardante gli investimenti giapponesi di Shanghai nel 2000.</p>
<p>Finora il governo cinese non ha ancora ufficialmente spiegato il divieto d&#39;ingresso di Feng nel Paese.</p>
<p>Feng si è rifiutato di entrare in Giappone e <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.ft.com/cms/s/0/3110670c-d31a-11de-af63-00144feabdc0.html?nclick_check=1">ha detto al giornalista del <em>Financial Times</em></a> [in] che “Per un cinese essere rapito e portato in Giappone in questo modo è un&#39;umiliazione per me e un&#39;umiliazione per la Cina.” L&#39;uomo ha anche rifiutato il suggerimento del Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite di “richiedere lo status di rifugiato politico”. Vuole solo tornare a casa.</p>
<p><center><img title="Feng Zhenghu" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/feng.jpg" alt="Feng Zhenghu" width="240" height="320" /></center></p>
<p>Dal 7 novembre publbica aggiornamenti sulla propria situazione su un <a title="Vai al documento google" href="http://docs.google.com/View?id=dg5mtmj9_8g3hk27f5">documento Google</a> [cin] e dal 12 novembre diffonde anche messaggi via <a title="Pagina di Twitter in cinese" href="http://twitter.com/fzhenghu">Twitter</a> [cin].</p>
<p>Di seguito alcuni suoi aggiornamenti tradotti:</p>
<p>7 Novembre - Dichiarazione di rinuncia del visto di lavoro giapponese</p>
<blockquote><p>现在，这份2010年6月12日到期的日本工作签证已成为我回国的障碍物，也是中国上海当局利用非法手段禁止我入境回国的 障眼法。利用企业为了经济利益屈服权力的弱点，上海当局可以轻易地要求航空公司拒载或参与非法绑架，不惜一切非法手段将我强行滞留在日本…</p></blockquote>
<div>Ora il mio visto giapponese (che scade il 12 giugno 2010) è diventato un ostacolo per tornare nel mio Paese ed è una scusa per le autorità di Shanghai per impedirmi l&#39;ingresso. Le autorità di Shanghai stanno minacciando l&#39;azienda a livello economico e hanno richiesto alla compagnia aerea di partecipare a questo sequestro illegale.</div>
<blockquote><p>2009年11月2日我乘全日本航空公司NH0921航班已回国，虽然没有办理入境手续，但已在中国本土，晚上住在上海浦 东机场宾馆。第2天，即11月3日上午约9;45，十几个违法的上海警察又将我强行送至全日本航空公司NH0922航班的停靠处，企图又一次非法“遣送” 一个本国公民去外国。我强烈抗议，他们使用暴力手段将我绑架至飞机上，我竭力抵抗，死守飞机的登机口，与这些绑匪搏斗了近二个小时。最后，全日空航空公司 上海经理饭田屈服于绑匪的威胁，协助他们的暴力绑架行动，四个年轻力壮的便衣警察硬将我拖至机仓底部的座位，全日本航空公司的一位身材高大的上海职员也与 我搏斗，并将我压在座位上，这时我已经筋疲力尽，无力抵抗他们的违法犯罪行为。航班上乘客亲眼目睹他们的暴力绑架场面，飞机也由此延误一个多小时起飞。 我第一次被非法强制遣送回日本，被抛在远离东京的关西机场 …</p></blockquote>
<div>Il 2 novembre 2009 sono tornato nel mio Paese con il volo NH0921. Nonostante non avessi passato il controllo dell&#39;immigrazione, mi sono registrato all&#39;Hotel dell&#39;aeroporto Putung di Shanghai. Il secondo giorno (3 Novembre) alle 9:45 circa, una dozzina di poliziotti di Shanghai mi hanno costretto fisicamente ad imbarcarmi sul volo NH0922, cercando di &#8220;trasferire” un cittadino in un Paese straniero. Ho protestato con forza contro tale violento sequestro. Ho fatto resistenza all&#39;entrata dell&#39;aereo e ho lottato contro i sequestratori per due ore. Alla fine il direttore dell&#39;ANA di Shanghai, sotto la minaccia dei sequestratori, è stato costretto ad aiutare il sequestro. 4 giovani poliziotti in borghese mi hanno trascinato verso un sedile in fondo all&#39;aereo, un addetto dell&#39;ANA di Shanghai li ha anche aiutati a mettermi sul sedile. Ero così esausto che non ho più resistito al loro atto criminale. Altri passeggeri hanno assistito alla scena e il volo è stato ritardato per oltre un&#39;ora. Questa è stata la prima volta che sono stato forzatamente deportato in Giappone e ho scaricato all&#39;aeroporto Narita fuori Tokyo.</div>
<blockquote><p>2009年11月4日被绑架到日本，至今11月7日没有入境日本，三夜四天住在入境审查大厅，晚上躺在长椅上，白天忍受饥 饿的折磨。日本成田机场出境的大厅及通道上有很多商店及吃食店，还有饮料的自动贩卖机，但是入境大厅及通道什么也没有。我三天仅吃了三个饭团，当我正式向 成田机场出入国管理局的承办官员铃木先生提出，希望他从人道的角度请入管局的职员代我购买几个饭团，但遭到拒绝。而且，我妹妹送来的食品，他们也拒收了。 他们企图通过饥饿的变相虐待方式逼我入境日本，这是不言而明的。但我会坚持下去，因为我清楚，日本官僚并非人道，不仅冷漠，甚至有点残忍。或许，友爱的国 家仅是日本鸠山总理的理想而已。如果这些事发生在中国，中国人决不会这样对待外国人，中国人内斗很残忍，但对外国人总是很客气…</p></blockquote>
<div>Sono stato sequestrato nell&#39;aeroporto in Giappone il 4 novembre. Oggi è il 7 novembre, non sono mai entrato in Giappone. Per 4 giorni e 3 notti, ho vissuto nella sala dei controlli per l&#39;immigrazione. Durante la notte mi sono steso sulla panchina. Ho sofferto la fame. Ci sono negozi e macchinette automatiche all&#39;uscita, ma nella sala dei controlli per l&#39;immigrazione non c&#39;è niente. Negli ultimi 3 giorni ho mangiato solo tre panini di riso. Ho chiesto al funzionario responsabile dell&#39;immigrazione di applicare i principi umanitari e consentire allo staff di aiutarmi a comprare dei panini di riso. Si è rifiutato. Si sono rifiutati anche di consegnarmi il cibo portatomi da mia sorella. È ovvio che cercavano di torturarmi facendomi patire la fame per costringermi a entrare in Giappone. Tuttavia, ho tenuto duro per andare avanti. I burocrati giapponesi sono disumani, indifferenti e crudeli. La cosiddetta nazione amichevole è solo un immaginazione ideale del Primo Ministro. Se succedesse la stessa cosa in Cina, i cinesi non tratterebbero mai così gli stranieri. I cinesi sono molto crudeli verso i propri cittadini nelle vicende interne, ma sono molto amichevoli verso gli ospiti stranieri…</div>
<p>14 Novembre - Benvenuto a Obama in visita in Giappone e Cina</p>
<blockquote><p>美国总统奥巴马昨天访问日本。我又自制了一件英文广告衫，前面的请愿文字：“A un cittadino cinese è stato rifiutato il ritorno in Cina otto volte.”，背后的文字：“Diritti umani cinesi 中国人権，回国 帰国　Ritornare in Cina”…</p></blockquote>
<div>Ieri il Presidente degli Stati Uniti Obama ha visitato il Giappone, così ho creato una maglietta con uno slogan di protesta in inglese. Davanti c&#39;era scritto: &#8220;Ad un cittadino cinese è stato rifiutato il ritorno in Cina otto volte”, mentre sul retro: &#8220;Diritti umani cinesi, Ritornare in Cina&#8221;…</div>
<blockquote><p>2009 年11月15日奥巴马总统访问中国，而且首站是上海。如果奥巴马总统知道一个中国国民八次被上海当局拒绝入境回国的事件，当他见到中国政府或上海领导人 时，应该会问：“您们热烈欢迎我一个外国人，为什么无情地拒绝自己的一个国民回国呢？容纳百川的上海大城市为什么容纳不下自己的一个小小的市民呢？”一个 国民不能回国，外国人无法理解，连普通的中国人都无法相信，强大的中国无法容纳自己的一个国民。</p></blockquote>
<div>Obama visiterà la Cina il 15 Novembre 2009 e la sua prima tappa è Shanghai. Se Obama viene a sapere che a un cittadino cinese è stato rifiutato l&#39;ingresso nel proprio Paese per otto volte, allora quando avrà la possibilità di incontrare il governo cinese o le autorità di Shanghai, potrebbe chiedere: perchè date un benvenuto così caloroso a uno straniero e rifiutate il ritorno di un vostro cittadino? Una città grande come Shanghai, come può impedire ad un proprio cittadino di rimanervi?” Uno straniero non sarà in grado di capire perchè un cittadino non può tornare nel proprio Paese. Anche i comuni cinesi non potrebbero credere che la forte Cina non possa accettare un proprio cittadino.</div>
<p>18 Novembre - Pagina Twitter di Feng ZhengHu</p>
<blockquote><p>有 人说，我一个在进行一场为争取中国公民回国权的战争。但是，我觉得，我背后始终有强大的中国民众。当我处于饥饿的绝境时，中国国内、香港民众以及海外华人 纷纷向我空运食品；当我处于电脑无法上网的封闭困境中，一些不相识的国内网络专家主动提供技术支持，帮助我建立并编辑推特，我可以通过手机邮件中转的方 式，及时报道我的实况，让国内民众知道事件真相及我每天在日本国门外的流浪生活。</p></blockquote>
<div>Alcuni sostengono che sto combattendo da solo per il diritto dei cittadini di tornare in Cina, ma so che molti cinesi sono con me. Quando ero affamato e disperato, molti cinesi dal continente, da Hong Kong e oltremare mi hanno mandato del cibo. Quando mi hanno tagliato la connessione a Internet, alcuni esperti di Internet dalla Cina continentale mi hanno dato supporto tecnico, aiutandomi ad aprire <a title="Vai alla pagina su Twitter" href="http://twitter.com/fzhenghu">un account su Twitter</a> [cin]. Ora posso utilizzare il mio cellulare per aggiornare il mio status e far sapere alla gente della Cina continentale cosa sta succedendo qui.</div>
<p>18 Novembre</p>
<blockquote><p>我 的答复：“首先我感谢联合国难民机构对我的关心。但是，我不考虑申请难民。因为我有自己的国家，中国是我的祖国。我是中国人，是中国的知识分子，我应该对 中国负有责任。现在，我需要回国，这是中国人最基本的人权。中国当局不让中国国民回国的行为，不仅违反联合国宪章、国际人权条约，也违反中国宪法法律。中 国政府至今没有宣布不让我回国。我知道，在中国有许多许多的苦难，但我还是愿意留在中国。中国难民越来越少，中国就会变得越来越好。”</p></blockquote>
<div>La mia risposta: “Prima di tutto voglio esprimere la mia gratitudine verso l&#39;organizzazione per i rifugiati delle Nazioni Unite. Ma non voglio richiedere lo status di rifugiato perchè ho un Paese. La Cina è la mia patria. Sono cinese e un intelletuale cinese. Devo essere responsabile per la Cina. Ora ho bisogno di ritornare nel mio Paese e questo è il diritto umano fondamentale. L&#39;atto delle autorità cinesi di impedire ai cittadini dal tornare nella propria nazione non solo viola la costituzione delle Nazioni Unite, la Convenzione Internazionale sui diritti umani, ma viola anche la costituzione cinese. Il governo cinese non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale riguardo il mio esilio. Abbiamo tante sofferenze in Cina, ma io voglio ancora viverci. Meno rifugiati cinesi ha la Cina, e migliore diventerà il Paese.”</div>
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		<title>Video e iniziative online per fermare la violenza contro le donne</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 04:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 25 novembre è stata la giornata internazionale per eliminare la violenza contro le donne. Ecco una raccolta di video con cui cittadini e organizzazioni di vari Paesi vanno contribuendo alle iniziative tese ad assicurare alle donne un mondo migliore in cui vivere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/25/video-end-violence-against-women-around-the-world/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 25 novembre è stata la Giornata Internazionale per eliminare la violenza contro le donne, e tramite dei video molte persone e organizzazioni in tutto il mondo si sono espressi per porre fine alla violenza, contribuendo così alle iniziative per assicurare alle donne un mondo più sicuro in cui vivere.</p>
<div id="attachment_108214" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/2498526016_7512e16a87_b.jpg"><img class="size-medium wp-image-108214" title="Parole sulla violenza devono rompere il silenzio" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/2498526016_7512e16a87_b-300x113.jpg" alt="Parole sulla violenza devono rompere il silenzio" width="300" height="113" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Parole sulla violenza devono rompere il silenzio</p>
<p><small><a rel="cc:attributionURL" href="http://www.flickr.com/photos/circo_de_invierno/">Foto di circo_de_invierno</a>, da Flickr con licenza <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/">CC BY 2.0</a>.</small></div>
<p>L&#39;UNIFEM, nel <a title="Canale YouTube in inglese" href="http://www.youtube.com/user/SayNoToViolence">canale <em>Say No to Violence</em> su YouTube</a> [in] ha già documentato <a title="Canale YouTube in inglese" href="http://saynotoviolence.org/">alcune delle azioni intraprese nel mondo</a> [in]  per porre fine alla violenza sulle donne. <a title="Canale YouTube in inglese" href="http://www.youtube.com/watch?v=Vzh-faI1QrM">Questo primo video mostra</a> [in] la scuola media femminile Ngara di Nairobi, Kenya, dove le ragazze imparano a dire NO alla violenza, a lottare per i propri diritti e ad affrontare stupri, aggressioni, molestie e altre forme di violenza sessuale:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Vzh-faI1QrM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/Vzh-faI1QrM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Anche in Kenya, il Kenyatta National Hospital ha un centro di recupero per le violenze sessuali, dove le donne e i loro figli possono recarsi per ricevere cure in caso di violenze. Nel <a title="Video su YouTube in inglese" href="http://www.youtube.com/watch?v=cfc1TarQo3Q">video che segue</a> [in], raccontano come procede la gestione del centro, il contesto in cui si trovano, e donne che sono state vittime di violenze sessuali offrono testimonianze personali:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cfc1TarQo3Q&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/cfc1TarQo3Q&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>In Perù, l&#39;<a title="Video su YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=Pjfk3LoGIUg">Associazione Flora Tristan</a> sta organizzando una grande manifestazione di protesta contro un altro aspetto connesso alla violenza sessuale: la negazione del libero accesso a metodi di controllo delle nascite e la nuova legge in base alla quale la pillola del giorno dopo (contraccezione di emergenza) non verrebbe distribuita gratuitamente. L&#39;associazione condurrà la campagna educativa in un parco a Lima e darà informazioni sul controllo delle nascite, distribuendo anche pillole del giorno dopo e informazioni per il controllo delle nascite come forma di protesta simbolica:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Pjfk3LoGIUg&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Pjfk3LoGIUg&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Nel contesto dell&#39;America Latina e della regione caraibica, UN-INSTRAW ha diffuso il video che segue come parte della propria campagna di sensibilizzazione:</p>
<blockquote><p>Latinoamérica y el Caribe es un lugar peligroso para las mujeres. Más de 50 por ciento de las mujeres de la región han sido objetos de agresiones. En la República Dominicana, por ejemplo, 1,453 mujeres fueron asesinadas entre los años 2000 y 2008. En el marco del Día Internacional para la Eliminación de la Violencia Contra la Mujer, UN-INSTRAW lanza un nuevo video sobre la seguridad de las mujeres latinas y caribeñas.</p></blockquote>
<div class="translation">L&#39;America Latina e l&#39;area caraibica sono luoghi pericolosi per le donne. Oltre il 50 per cento delle donne nella regione è stato oggetto di aggressione. Nella Repubblica Dominicana, ad esempio, 1453 donne sono state assassinate dal 2000 al 2008. Nell&#39;ambito della giornata internazionale per eliminare la violenza contro le donne, UN-INSTRAW ha lanciato un nuovo video sulla sicurezza delle donne in America Latina e nella regione caraibica.</div>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ev1zix0yqG0&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/ev1zix0yqG0&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>In Spagna, <a title="Video su YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=7x59FDIeIcM">varie donne hanno participato al quinto seminario di autodifesa contro la violenza sessuale</a> [sp], dove hanno imparato a proteggersi nel caso dovessero fronteggiare situazioni pericolose. L&#39;allenamento mira a mettere le donne nella condizione di immobilizzare momentaneamente l&#39;aggressore in modo da poter fuggire via dal pericolo.</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7x59FDIeIcM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/7x59FDIeIcM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>E infine in Cile, <a title="Sito MySpace in spagnolo" href="http://www.myspace.com/coflaproducciones">Hip Hop Artist COFLA</a> [sp] ha realizzato una canzone intitolata <em>Femicidio</em>. Sebbene spesso i testi dei brani hip-hop <a title="Sito MySpace in inglese" href="http://www.feministing.com/archives/002622.html">sembrino promuovere la violenza contro le donne</a> [in], quest&#39;artista <a title="Video su YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=tuBBX514sYo">ha prodotto un brano</a> [sp] condannando il fatto che gli uomini passino dalle promesse di amore e protezione alla violenza, all&#39;aggressione e perfino all&#39;assassinio:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tuBBX514sYo&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/tuBBX514sYo&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Ci sono state attività simili nella tua città o nel tuo Paese? Commenta pure qui di seguito su eventuali iniziative locali per mettere fine alla violenza contro le donne!</p></div>
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		<title>Italia: l&#039;attivismo online infiamma il &#8220;No Berlusconi Day&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/italia-lattivismo-online-infiamma-il-no-berlusconi-day/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 04:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un gruppo di blogger-citttadini ha lanciato un movimento internazionale di protesta chiedendo le dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per gli scandali e i processi per corruzione in cui è coinvolto.  Oltre 280.000 persone hanno già annunciato la propria presenza alle manifestazioni del 5 dicembre.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/">Bernardo Parrella</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/17/italy-online-activism-fires-up-no-berlusconi-day/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Blog del No Berlusconi Day" href="http://www.noberlusconiday.org/"><img class="alignleft size-full wp-image-106522" title="No Berlusconi Day" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/noberl2.png" alt="No Berlusconi Day" /></a>Il 9 ottobre scorso è stata dichiarata l&#39;incostituzionalità del Lodo Alfano, legge emanata nel 2008 dal governo di centro-destra di <a title="Voce su Wikipedia in italiano"href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi">Silvio Berlusconi</a>. La Corte Costituzionale ha annullato la <a title="Voce Lodo Alfano su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lodo_Alfano">legge</a> che garantiva l&#39;immunità alle più alte cariche dello Stato fino alla conclusione del mandato elettorale. Questa decisione ha riaperto due processi pendenti, che accusano il Primo Ministro Berlusconi di falso in bilancio e corruzione.</p>
<p>Dopo la decisione della Corte, il Primo Ministro ha lanciato una campagna mediatica accusando le <a title="Articolo su Adnkronos" href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/?id=3.0.3921211743">&#8220;toghe rosse&#8221;</a>, la stampa nazionale ed estera e persino il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di complotto politico nei suoi confronti. La scorsa settimana il governo <a title="Leggi i dettagli del nuovo disegno di legge" href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001392.html">ha approvato un disegno di legge</a> considerato dal centro-destra &#8220;la migliore riforma del sistema giudiziario italiano dal dopoguerra&#8221;, mentre la proposta  viene ritenuta dall&#39;opposizione, dai magistrati e dai rappresentanti dei consumatori un&#39;altra &#8220;legge <em>ad personam</em>&#8220;, ideata per consentire a Berlusconi di evitare nuovamente i processi penali in corso per corruzione.</p>
<p>Nello stesso giorno del verdetto, il 9 ottobre, un gruppo di blogger, cittadini e intellettuali dichiaratisi &#8220;apolitici e apartitici&#8221; hanno lanciato l&#39;idea di una manifestazione nazionale di protesta contro Berlusconi chiedendone le dimissioni. È stato subito aperto un <a title="Vai al gruppo su Facebook" href="http://www.facebook.com/no.berlusconi.day#/no.berlusconi.day">gruppo su Facebook</a> con questo motto:</p>
<blockquote><p>SALVIAMO L&#39;ITALIA, SALVIAMO LA DEMOCRAZIA. BERLUSCONI DIMETTITI.</p></blockquote>
<p><strong>Sabato 5 Dicembre </strong> è stato proclamato il &#8220;<a title="Vai al blog ufficiale del NBD" href="http://www.noberlusconiday.org/">No Berlusconi Day</a> (NBD)&#8221;. L&#39;iniziativa si è diffusa velocemente sul web grazie a <a title="Canale su YouTube" href="http://www.youtube.com/NoBerlusconiDay">video</a>, <a title="Link al blog" href="http://www.noberlusconiday.org/">blog</a>, e <a title="Link a Twitter" href="http://twitter.com/noberlusconiday">Twitter</a>, così come nelle piazze grazie al passaparola. In poco più di un mese oltre 280,000 persone hanno confermato la propria partecipazione all&#39;evento del &#8220;No Berlusconi Day&#8221; nel <a title="Vai al gruppo su Facebook" href="http://www.facebook.com/no.berlusconi.day#/no.berlusconi.day">gruppo principale su Facebook</a>. Hanno aderito anche i gruppi locali creati dai blogger di molte città italiane e straniere, così come San Francisco e Sacramento (California), Ottawa e Montreal (Canada), Buenos Aires (Argentina), Londra, Madrid, Vienna, e Istanbul, dove verranno organizzati nello stesso giorno delle manifestazioni locali. </p>
<p>Dell&#39;iniziativa si sono occupati <a title="Rassegna-stampa del NBD" href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=517">innumerevoli siti web</a>, così come i maggiori quotidiani nazionali <a title="Leggi l'articolo su Repubblica" href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-16/nob-day1/nob-day1.html"><em>La Repubblica</em></a> e il <em><a title="Leggi l'articolo sul Corriere" href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_17/bersani_dipietro_corteo_0c8cfaa2-d37f-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">Corriere della Sera</a></em>. Ieri il quotidiano della sinistra <a title="Vai al sito dell'Unità" href="http://unita.it/">L&#39;Unità</a> ha dedicato diverse pagine all&#39;evento incluso un articolo che evidenzia il <a title="Leggi l'articolo su l'Unità"href="http://www.unita.it/news/italia/91340/cos_nasce_una_protesta_dal_basso">ruolo fondamentale svolto dai media partecipativi</a> in quest&#39;iniziativa &#8220;nata dal basso&#8221; paragonandola al movimento di protesta iraniano e finanche all&#39;elezione di Obama negli Stati Uniti. È stata inviata una lettera aperta anche al <em><a title="Leggi la lettera al Times in inglese" href="http://www.noberlusconiday.org/?p=788">Times di Londra</a></em> [in].</p>
<p><a title="Leggi il testo dell'appello" href="http://www.noberlusconiday.org/?page_id=499">Il testo dell&#39;appello</a>, finora tradotto in 11 lingue incluso arabo, turco e serbo-croato, spiega fra l&#39;altro:</p>
<blockquote><p>Il gruppo del <em>No Berlusconi Day</em> è formato da una ampia rete informale e globale di cittadini comuni che abbracciano diverse ideologie politico-culturali. I coordinatori non vengono pagati e non possiedono alcuna tessera di partito&#8230; Sebbene il gruppo del <em>No Berlusconi Day</em> sia apolitico, l&#39;evento ha ricevuto contributi pubblici e finanziamenti da alcuni attivisti di spicco, incluso Salvatore Borsellino, fratello del noto magistrato anti-mafia Paolo Borsellino assassinato da un&#39;auto-bomba nel 1992.</p></blockquote>
<p>Anche <a title="Pagina di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Beppe_Grillo">Beppe Grillo</a>, che l’anno scorso ha lanciato una <a title="Pagina originale in italiano" href="http://www2.beppegrillo.it/vaffanculoday//">popolare campagna</a> (da alcuni ritenuta &#8216;populista&#39;) contro la corruzione e l’illegalità dei precedenti governi italiani, ha <a title="Post di Beppe Grillo" href="http://www.beppegrillo.it/2009/11/mi_sono_rotto_i.html">annunciato</a> il sostegno al <em>No Berlusconi Day</em> sul proprio sito web, raccogliendo più di <a title="Pagina originaria in italiano" href="http://www.beppegrillo.it/2009/11/mi_sono_rotto_i.html#comments">1300 commenti</a>, la gran parte dei quali d&#39;accordo con la sua posizione:</p>
<blockquote><p>&#8220;Mi sono rotto i coglioni di Berlusconi&#8221;. Ditelo in pubblico, al bar, al ristorante. Gridatelo in radio, ai semafori, scrivetelo ai giornali, inviate mail ai siti italiani e internazionali, alle caselle di posta dei deputati, dei senatori. &#8220;Mi sono rotto i coglioni di Berlusconi&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>E&#39; mai possibile che gli italiani, anche quelli rincoglioniti dalle televisioni, non abbiano un moto di rigetto, un conato di vomito a vedere la Repubblica Italiana trattata come una zoccola? Il Grande Corruttore ha corrotto forse ogni coscienza? Tutto ciò che ha toccato nella sua vita si è corrotto, decomposto. E&#39; lui l&#39;H1N1 della nostra democrazia.</p></blockquote>
<p>Il principale gruppo Facebook raccoglie un continuo flusso di nuovi commenti:</p>
<blockquote>
<div id="text_expose_id_4b0020310839a4640493469" class="comment_actual_text"><em><a class="comment_author" href="http://www.facebook.com/giacomo.spataro">Giacomo Spataro</a></em>: GIORNO 5/12.. TUTTI I NEGOZI CHIUSI&#8230;bandiere viola fuori&#8230;e tutti a roma&#8230;.</div>
</blockquote>
<blockquote><p><em><a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100000423199943&amp;ref=mf">Diritto Di Parola</a></em>: La manifestazione si potrà definire APARTITICA e nata ed organizzata dal basso solo se i partiti non esibiranno i propri simboli. Non raccontiamoci frottole :)  W il 5 dicembre voluto dai cittadini !!!! Scendiamo tutti in piazza a manifestare per le dimissioni di Berlusconi !!!</p></blockquote>
<blockquote><p><em><a onclick="ft(&quot;4:9:74:160479511167::::0::::176062164748&quot;);" href="http://www.facebook.com/daniele.nuzzo?ref=mf">Daniele Nuzzo</a></em>: Per fare <a rel="nofollow" href="http://www.roadsharing.com/it/event/6435535f-31bf-44dd-aaca-6b87dd90deb9" target="_blank">Carpooling per andare a Roma dividendo le spese</a>.</p></blockquote>
<p>Gli organizzatori del No B-Day hanno scelto il colore viola per identificare il movimento, spiegando che “il viola non è solo il colore del lutto ma anche quello dell’energia vitale, dell’autoaffermazione”. Sono così nate varie idee creative su Facebook:</p>
<blockquote><p>Utilizza quest&#39;immagine per il tuo profilo o per una maglietta:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%253A%252F%252Fimg211.imageshack.us%252Fimg211%252F3054%252Fnbddata.jpg&amp;h=ad0bbb56a5bf2b9995d6566d9c70ec70&amp;ref=mf" target="_blank"><img src="http://external.ak.fbcdn.net/safe_image.php?d=e39fbe51261465c006993a002e980ba4&amp;url=http%3A%2F%2Fimg211.imageshack.us%2Fimg211%2F3054%2Fnbddata.jpg&amp;w=130&amp;h=130" alt="" /></a></p></blockquote>
<p>Mentre sono in corso riunioni e <em>meet-up</em> in tutto il Paese, il tam-tam elettronico continua a diffondersi anche  <a title="Pagina originaria in italiano" href="http://search.twitter.com/search?q=no+berlusconi+day">via Twitter</a>.</p>
<p>Il 31 ottobre i primi volontari sono scesi per le strade in molte città per cominciare a informare la gente sull’evento in vista. Ecco un video girato nel centro di Roma, nel quale un <a title="Pagina originale in italiano" href="http://www.pdcitv.it/">giornalista di PdCI-TV</a> ha intervistato in diretta gli attivisti:</p>
<p><center><object alt="Video su YouTube" title="Video su YouTube" style="height: 344px; width: 425px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/m7H6nBGJe10" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="height: 344px; width: 425px;" type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100" src="http://www.youtube.com/v/m7H6nBGJe10" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Nessun partito politico ha formalmente appoggiato la protesta, con l’eccezione di Antonio di Pietro e Paolo Ferrero (leader rispettivamente di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia_dei_valori">Italia dei Valori</a> e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Comunisti_italiani">Comunisti Italiani</a>), che hanno confermato la loro partecipazione al corteo di Roma.</p>
<p>Davvero la gente scenderà in massa nelle piazze? Per chi è ancora in dubbio, il video “Joker Silvio” qui di seguito spiega i “10 motivi  per cui i cittadini dovrebbero partecipare al <em>No B-Day</em>, un evento nato e promosso quasi esclusivamente sulla Rete”:</p>
<p><center><object alt="Video su YouTube" title="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/j496gvwGjcg&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/j496gvwGjcg&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>
<div class="notes"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/">Beatrice Borgato</a> ha collaborato alla stesura del post originale. Alla traduzione italiana ha collaborato <a href="http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/">Davide Galati</a>.</div></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cuba: breve arresto (e tante botte) per Yoaní Sanchez e altri blogger a L&#039;Avana</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/cuba-breve-arresto-e-tante-botte-per-yoani-sanchez-e-altri-blogger-a-lavana/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 20:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia Resta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì scorso Yoaní Sánchez, nota blogger cubana che ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo cyber-attivismo,  è stata brevemente arrestata (e percossa) dai poliziotti nelle strade de L'Avana, insieme ai blogger Claudia Cadelo (collaboratrice di Global Voices) e Orlando Luís Pardo Lazo. Ecco i resoconti diretti e le riflessioni dei netizen locali e internazionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/janine-mendes-franco/">Janine Mendes-Franco</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/gaiar/'>Gaia Resta</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/07/yoani/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Forse era soltanto questione di tempo, ma <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yoani_Sanchez">Yoaní Sánchez</a> [it] - la più nota <a title="Blog in spagnolo" href="http://www.desdecuba.com/generationy/">blogger cubana</a> [sp], che ha ricevuto <a title="Post su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/04/08/cuba-blocked-blogger-yoani-sanchez-receives-prestigious-award/">svariati premi internazionali</a> [in] per il suo attivismo, incluso il recente Maria Moors Cabot Award dalla Columbia University, che però non ha potuto ritirare per l&#39;<a title="post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/cuba-ennesime-restrizioni-per-la-blogger-giornalista-yoani-sanchez/">ennesimo divieto</a> [it] a viaggiare fuori da Cuba - è stata <a title="Breve su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/cuba-arrestati-e-picchiati-diversi-blogger-tra-cui-la-nota-yoani-sanchez/">brevemente detenuta e percossa</a> [it] dalle autorità cubane venerdì 6 novembre insieme ad altri amici blogger, tra cui <a title="Blog in spagnolo" href="http://www.octavocerco.blogspot.com/" target="_blank">Claudia Cadelo</a> [sp] (<a title="Profilo su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/claudia-cadelo/" target="_blank">collaboratrice di Global Voices</a> [in]) e <a title="Post su Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/23/cuba-interview-with-blogger-orlando-luis-pardo-lazo/" target="_blank">Orlando Luís Pardo Lazo</a> [in]. Il gruppo si stava recando a <a title="Post originale in inglese" href="http://alongthemalecon.blogspot.com/2009/11/cuban-marchers-shout-peace-and-love.html" target="_blank">una manifestazione contro la violenza</a> [in] nella capitale L&#39;Avana.</p>
<p>La blogger spagnola Rosa Jiménez Cano, che lavora al quotidiano madrileno <em>El País</em>, ha riportato di <a title="Post originale in spagnolo" href=" http://www.rosajc.com/2009/11/07/yoani-sanchez-detenida-y-golpeada/">aver ricevuto</a> [sp] il seguente SMS da Yoaní verso le 2 di notte, orario di Madrid:</p>
<blockquote><p>Fui detenida junto a Orlando L. Pardo y Claudia Cadelo nos llevaron a la fuerza estilo sisciliano. Golpes. Nos dejaron tirados en una esquina.</p></blockquote>
<div class="translation">Sono stata arrestata insieme a Orlando L. Pardo e Claudia Cadelo, ci hanno prelevato alla maniera siciliana. Botte. Ci hanno poi rilasciato in una stradina&#8221;.</div>
<p>Il mattino successivo all&#39;episodio, Yoaní <a title="Post originale in spagnolo" href="http://www.desdecuba.com/generaciony/?p=2468" target="_blank">ha pubblicato</a> [sp] questo resoconto sul proprio blog:</p>
<blockquote><p>Cerca de la calle 23 y justo en la rotonda de la Avenida de los Presidente, fue que vimos llegar en un auto negro –de fabricación china– a tres fornidos desconocidos: ‘Yoani, móntate en el auto&#39; me dijo uno mientras me aguantaba fuertemente por la muñeca. Los otros dos rodeaban a Claudia Cadelo, Orlando Luís Pardo Lazo y una amiga que nos acompañaba a una marcha contra la violencia. Ironías de la vida, fue una tarde cargada de golpes, gritos y malas palabras la que debió transcurrir como una jornada de paz y concordia. Los mismos ‘agresores&#39; llamaron a una patrulla que se llevó a mis otras dos acompañantes, Orlando y yo estábamos condenados al auto de matrícula amarilla, al pavoroso terreno de la ilegalidad y la impunidad del Armagedón.</p>
<p>Me negué a subir al brillante Geely y exigimos nos mostraran una identificación o una orden judicial para llevarnos. Claro que no enseñaron ningún papel que probara la legitimidad de nuestro arresto. Los curiosos se agolpaban alrededor y yo gritaba ‘Auxilio, estos hombres nos quieren secuestrar&#39;, pero ellos pararon a los que querían intervenir con un grito que revelaba todo el trasfondo ideológico de la operación: ‘No se metan, estos son unos contrarrevolucionarios&#39;. Ante nuestra resistencia verbal, tomaron el teléfono y dijeron a alguien que debió ser su jefe: ‘¿Qué hacemos? No quieren subir al auto&#39;. Imagino que del otro lado la respuesta fue tajante, porque después vino una andanada de golpes, empujones, me cargaron con la cabeza hacia abajo e intentaron colarme en el carro. Me aguanté de la puerta… golpes en los nudillos… alcancé a quitarle un papel que uno de ellos llevaba en el bolsillo y me lo metí en la boca. Otra andanada de golpes para que les devolviera el documento.</p></blockquote>
<div class="translation">Vicino alla Calle 23, proprio all&#39;incrocio con Avenida de los Presidentes, abbiamo visto accostarsi una macchina -di marca cinese- con tre robusti sconosciuti a bordo. Sono scesi e uno mi ha detto, ‘Yoani, entra in macchina&#39;, afferrandomi con forza al polso. Gli altri due hanno circondato Claudia Cadelo, Orlando Luis Pardo Lazo, e un&#39;amica che stava venendo con noi alla manifestazione contro la violenza. Per l&#39;ironia della vita, è stata una serata piena di botte, urla e oscenità in quella che avrebbe dovuto essere una giornata di pace e armonia. Gli stessi ‘aggressori&#39; hanno chiamato una macchina della polizia che ha caricato le mie due amiche, mentre io e Orlando siamo rimasti alla merce&#39; della macchina con le targhe gialle, del terribile mondo dei fuorilegge e dell&#39;impunità di Armageddon.</div>
<p>Mi sono rifiutata di salire nella luccicante macchina Geely e abbiamo chiesto loro di mostrarci i tesserini o un mandato per prelevarci. Ovviamente non ci hanno fatto vedere alcun documento per confermare la legittimità dell&#39;arresto. Si è radunata una folla di curiosi e io ho urlato ‘Aiuto, questi tipi vogliono sequestrarci&#39;, ma loro hanno bloccato quelli che stavano per intervenire, urlando in modo da rivelare le basi ideologiche dell&#39;operazione: ‘Non immischiatevi, questi sono dei contro-rivoluzionari.&#39; Vista la nostra resistenza verbale, hanno telefonato a qualcuno, che doveva essere il capo, chiedendo ‘Cosa dobbiamo fare? Non vogliono saperne di salire in macchina.&#39; Direi che la risposta dall&#39;altra parte sia sta inequivocabile, perché hanno preso a colpirmi e spintonarmi, spingendomi giù la testa per infilarmi in macchina. Mi sono afferrata alla portiera… pugni sulle nocche delle dita… Sono riuscita ad afferrare un documento che uno di loro teneva in tasca e a mettermelo in bocca. Un&#39;altra scarica di cazzotti mi ha costretto a restituirglielo.</p>
<p>Il post di Yoani continua a descrivere le ulteriori brutalità inflitte a lei e a Orlando, e il loro definitivo rilascio:</p>
<blockquote><p>Nos dejaron tirados y adoloridos en una calle de la Timba, una mujer se acercó ‘¿Qué les ha pasado?&#39;… ‘Un secuestro&#39;, atiné a decir. Lloramos abrazados en medio de la acera, pensaba en Teo, por Dios cómo voy a explicarle todos estos morados. Cómo voy a decirle que vive en un país donde ocurre esto, cómo voy a mirarlo y contarle que a su madre, por escribir un blog y poner sus opiniones en kilobytes, la han violentado en plena calle. Cómo describirle la cara despótica de quienes nos montaron a la fuerza en aquel auto, el disfrute que se les notaba al pegarnos, al levantar mi saya y arrastrarme semidesnuda hasta el auto.</p></blockquote>
<div class="translation">Ci hanno lasciati stesi a terra e doloranti in una strada di Timba, una donna si è avvicinata e ha chiesto “Cos’è successo?&#8230;” “Un rapimento”, ho cercato di dire, piangevamo ciascuno nelle braccia dell’altro in mezzo al marciapiede, pensando a Teo, per amore di Dio come faccio a spiegargli tutti questi lividi. Come farò a spiegargli che viviamo in un Paese dove può succedere tutto ciò, come farò a guardarlo e a dirgli che sua madre è stata picchiata in una pubblica strada perché scrive su un blog ed esprime le proprie opinioni in kilobyte. Come descrivere i volti dispotici di coloro che ci hanno spinto dentro un’automobile, il godimento che potevo vedere in loro mentre ci picchiavano, mentre mi toglievano la gonna trascinandomi mezza nuda verso la macchina.</div>
<p>Nel momento in cui scriviamo, il post di Yoani ha raccolto 1412 commenti.</p>
<p>Anche Claudia ha rapidamente riportato sul blog la propria versione dell&#39;accaduto.</p>
<blockquote><p>Ci siamo rifiutati di salire in macchina, loro erano in tre e ci minacciavano:</p>
<p>‘Forza, entrate in macchina.&#39;<br />
‘Fateci vedere i documenti, o fate venire un poliziotto.&#39;</p>
<p>Orlando avevo il cellulare in mano. ‘Pardo, non registrare&#39;, gli ha detto quello con la maglia arancione, mentre io tiravo fuori il telefonino. Nessuno mi ha notato e ho madato il primo <em>tweet</em>… In meno di tre minuti è arrivata un&#39;autopattuglia con due poliziotti—una donna e un uomo—esterrefatti per la scena. Davano gli ordini al rallentatore, la donna mi ha detto:</p>
<p>‘Non opporre resistenza.&#39;<br />
‘Non hanno i documenti,&#39; mi è venuto da dire per farle capire.</p>
<p>Yoani si aggrappava a un cespuglio, io mi aggrappavo a lei e la donna mi tirava per una gamba. Orlando era già stato trascinato via, fuori dal mio campo visivo. Un uomo alla fermata dell&#39;autobus ci guardava terrorizzato, la gente non diceva una parola. Il poliziotto, molto giovane, mi ha immobilizzato con una mossa. Avrei potuto scalciare un pò ma ero troppo scioccata nel vedere le gambe di Yoani che spuntavano fuori dal finestrino posteriore della macchina della Sicurezza di Stato.</p></blockquote>
<p>Il post di Claudia va avanti riportando la successione degli eventi nei minimi dettagli, ma termina su una nota di trionfo:</p>
<blockquote><p>Poi è arrivata la prima telefonata, con un prefisso internazionale 00, e ho capito che nulla era accaduto invano, anche se eravamo stati tutti arrestati e la marcia sospesa. Quando più tardi ho visto il video portatomi da Ciro, ne ho avuto la certezza: sono spacciati; è iniziato il conto alla rovescia.</p></blockquote>
<p>Commentando l&#39;episodio, il blogger <em><a title="Post originale in inglese" href="http://marcmasferrer.typepad.com/uncommon_sense/2009/11/cuban-bloggers-arrested.html">Uncommon Sense </a></em>[in], che risiede all&#39;estero, esprime sopresa perchè “quelli di noi che vivono oltremare pensano che essendo Yoanì, Claudia e gli altri piuttosto noti, la dittatura di Castro non oserà mai arrestarli.” Ma arrestarli è proprio quanto sembrano aver fatto&#8221;. Il blogger prosegue:</p>
<blockquote><p>Naturalmente non dovremmo sorprenderci di quanto fa il regime quando si tratta di mettere a tacere l&#39;opposizione nell&#39;isola.<br />
E non dovremmo sottovalutare l&#39;importanza della protezione che forniamo ogni volta che ne leggiamo i blog. Ovviamente ciò non fornisce loro l&#39;immunità assoluta, ma è chiaro che una persona come Yoani Sanchez sarebbe stata richiusa nel gulag di Castro già molto tempo fa, se non fosse che è così nota.</p>
<p>Ciò che offriamo loro con ogni click è il supporto morale vitale per continuare a lottare per la libertà.</p></blockquote>
<p>Il blog <a title="Post originale in inglese" href="http://babalublog.com/2009/11/breaking-news-yoani-sanchez-arrested-in-cuba/" target="_blank"><em>Babalu </em></a>[in], dopo aver pubblicato al volo le ultime notizie, ha continuato ad aggionare il post man mano che arrivavano maggiori dettagli, inclusa una nota delle 8:15 che prova le violenze fisiche tramite una foto mandata a <em><a title="Post originale in spagnolo" href="http://www.penultimosdias.com/2009/11/07/knuck-knuck-knuckin%E2%80%99-on-my-nuca/">Penultimos Dias</a></em> [sp] da Orlando Luis Pardo. John R. del blog <a title="Post originale in inglese" href="http://cubanamericanpundits.blogspot.com/2009/11/beer-ice-cream-and-beaten-bloggers.html" target="_blank"><em>Cuban American Pundits</em></a> [in] ha saputo della detenzione di Yoani da <a title="Post originale in inglese" href="http://babalublog.com/2009/11/breaking-news-yoani-sanchez-arrested-in-cuba/" target="_blank"><em>Babalu</em></a> [in] e commenta così:</p>
<blockquote><p>Si può solo dire che il governo di Cuba ha paura, e che questi eredi del futuro di Cuba sono estremamente coraggiosi.</p></blockquote>
<p>Il blog ha fatto una ricerca tra i siti delle testate tradizionali per determinare la rilevanza della vicenda, ma è rimasto deluso perchè “l&#39;unica cosa che <a title="Notizia originale in inglese" href="http://www.cnn.com/2009/WORLD/americas/11/04/cuba.trade/index.html">la CNN</a> [in] riporta su Cuba è che la birra Miller e il gelato Haagen Dazs potranno essere venduti a Cuba — pur se a costi maggiorati. Mentre dei cittadini cubani vengono sequestrati e picchiati perchè esercitano la libertà di parola, la Chicago Foods (e altre aziende) trattano la vendita di birra e gelato sull&#39;isola.” (<a title="Notizia originale in inglese" href="http://edition.cnn.com/2009/WORLD/americas/11/07/cuba.blogger.detained/index.html" target="_blank">Successivamente CNN ha riportato la storia dei blogger sequestrati</a> [in]). Il post prosegue commentando l&#39;embargo economico degli USA sull&#39;isola:</p>
<blockquote><p>Quanti affermano l&#39;arrivo di una nuova era a Cuba dovrebbero osservare da vicino l&#39;episodio accaduto a un pacifico gruppo di blogger cubani. Non è cambiato nulla. L&#39;oppressione regna ancora nelle città, mentre nelle aree vacanziere trasudano lusso e libertà.</p>
<p>Non so voi, ma io non mangerò più gelato Hagen Dazs nè berrò birra Miller.</p></blockquote>
<p>Oswaldo Payá del Movimiento Cristiano Liberación ha rilasciato <a title="Post originale in spagnolo" href="http://www.oswaldopaya.org/es/2009/11/07/mcl-se-solidariza-con-yoani-sanchez-darsi-ferrer-ylas-demas-victimas-de-la-represion/">una dichiarazione</a> [sp] in cui esprime solidarietà alla Sánchez e alle altre vittime della repressione. Anche <a title="Post originale in inglese" href="http://www.mybigfatcubanfamily.com/my_big_fat_cuban_family/2009/11/standing-with-yoani.html" target="_blank"><em>My big, fat Cuban family</em></a> [in] è solidale con le sorelle cubane:</p>
<blockquote><p>Posso permettermi il lusso di scrivere su qualunque cosa mi appassioni o mi diverta in qualsiasi momento. E lo faccio.</p>
<p>Oggi voglio informarvi, nel caso non lo sappiate di già, che un gruppo di blogger dissidenti è attualmente sotto stretta sorveglianza perchè scrivono dei blog a Cuba.</p>
<p>A differenza di me, loro parlano delle umiliazioni giornaliere di vivere nel gulag di Castro. Voi certamente capite che in un Paese comunista il dissenso non è solo scoraggiato ma spesso attaccato.</p>
<p>Tuttavia questi coraggiosi blogger persistono… Stanotte Yoani Sanchez e un gruppo di dissidenti sono stati prelevati, trattenuti e picchiati mentre si preparavano a partecipare, ironia della sorte, a una manifestazione contro la violenza.</p>
<p>La conoscevano, l&#39;hanno chiamata per nome e l&#39;hanno fatta entrare con la forza in una macchina in cui Yoani ha temuto di essere vittima di un sequestro che sarebbe terminato con la sua esecuzione. Sebbene lei e suoi compagni dissidenti siano stati duramente picchiati, poi sono stati rilasciati.</p>
<p>La sua sicurezza è qui. Nei blog come il mio.</p></blockquote>
<p><em><a title="Post originale in inglese" href="http://alongthemalecon.blogspot.com/2009/11/cuban-blogger-yoani-sanchez-shaken-up.html" target="_blank">Along the Malecon</a></em> [in] inquadra l&#39;episodio nel contesto più generale e ritiene fermamente che “la leggenda di Yoani Sanchez sia cresciuta venerdì dopo che le autorità cubane l&#39;hanno afferrata per strada, spintonata dentro una macchina e malmenata prima di rilasciarla”:</p>
<blockquote><p>Luis Eligio del gruppo di controcultura OMNI-Zona Franca e due rapper avevano organizzato la manifestazione. Il 20 ottobre la Sanchez era stata una degli oltre 10 blogger che avevano partecipato a una &#8216;protesta virtuale&#39; usando Twitter, cellulari, sms, e post per richiedere il rilascio dei prigionieri politici. Tutto ciò aveva creato difficoltà al governo socialista. Più forza viene usata dalle autorità, più semplice sarà per gli attivisti dell&#39;opposizione reclutare nuovi seguaci. Questi episodi contribuiscono inoltre a galvanizzare il sostegno internazionale alla Sanchez e agli altri blogger. Questo supporto cresce in maniera esponenziale, colonizzando il cyberspazio e rendendo difficile l&#39;attività del governo nel contrastarlo.</p></blockquote>
<p>In <a title="Post originale in inglese" href="http://alongthemalecon.blogspot.com/2009/11/peace-march-rather-shady-pro-government.html" target="_blank">un altro post</a> [in], il blogger evidenzia l&#39;opinione di quanti si mostrano un pò scettici riguardo l&#39;accaduto, come la giornalista cuban Vladia Rubio Jiménez, che scrive sul <a title="Post originale in spagnolo" href="http://vladia.blogcip.cu/2009/11/07/huele-a-quema%C2%B4o-en-calle-g/" target="_blank">proprio blog</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Francamente, me resulta bien oscuro el asunto. ¿A partir de ahora seremos testigos de “espontáneas” marchas de protesta? ¿Contra qué violencia estaban pronunciándose esos muchachos con sus abstractos carteles? ¿Sería contra la que está ocurriendo en Afganistán, Honduras, o contra lo acontecido en la más importante base militar norteamericana donde un enloquecido disparó y dejó muertas a 13 personas y varios heridos?</p></blockquote>
<div class="translation">Francamente, trovo la questione piena di ombre. D&#39;ora in poi saremo testimoni di &#39;spontanee&#39; marcie di protesta? Contro quale violenza stavano manifestando questi ragazzi con quei cartelli? Contro quanto sta accadendo in Afghanistan, in Honduras, o contro ciò che è successo nella più grande base militare USA dove un folle ha sparato uccidendo 13 persone e ferendone molte altre?</div>
<p>La giornalista prosegue:</p>
<blockquote><p>Por lo que leo, parece haber sido una manifestación organizada sobre todo a través de algunos blogs, entre ellos Octavo Cerco; y también me asombra ver las posibilidades tecnológicas de que disponen: teléfonos celulares, rápidas conexiones a Internet que incluso les permiten subir los videos… En ninguna parte dice con claridad quién convocó esa marcha.</p></blockquote>
<div class="translation">Da quello che leggo, sembra che fosse una manifestazione organizzata principalmente tramite i blog, tra cui Octavo Cerco, e mi sorprende la tecnologia di cui dispongono: telefoni cellulari, connessioni veloci a Internet che permettono di caricare i video… Non c&#39;è scritto chiaramente da nessuna parte chi aveva convocato la protesta.</div>
<p><em><a title="Post originale in spagnolo" href="http://yohandry.wordpress.com/2009/11/07/yoani-sanchez-fuera-de-temporada/">Yohandry&#39;s Weblog</a></em> [sp] fa eco al suo scetticismo:</p>
<blockquote><p>Pero bien, Claudia Cadelo dejó este vídeo en su blog. No comprendo cómo pueden subir sus videos a Youtube tan rápido, pero allí está. Ella misma por Twitter dijo que no había llegado hasta el performance, además de que explicó que estaba detenida.</p>
<p>Cómo pudo hacer Twitter detenida, cómo subió el video desde un carro de la policía?</p>
<p>Entra en acción Yoani Sánchez. Ahora bien, Yoani Sánchez cuenta a las siempre listas agencias y emisoras que tienen la misión de cubrir sus actividades lo ocurrido con ella y otros bloggers que se encaminaban al performance, quizás con el objetivo de provocar, nadie sabe.</p>
<p>Les dejo la grabación, ¡esos medios tan ágiles al servicio de Yoani! Adelanto que cuenta que ella tiene celular, computadora y seguirá haciendo Twitter, cosa que no acabo de comprender, cuando ella misma dice que no tiene libertad para trabajar en Cuba.</p>
<p>Y yo esperaré ahora la otra versión de lo ocurrido. Como dice el dicho, siempre hay un ojo que te ve.</p></blockquote>
<div class="translation">Bene, Claudia Cadelo ha caricato questo video sul proprio blog. Non capisco come facciano i suoi video a essere su YouTube così velocemente, ma è così. Lei stessa ha detto su Twitter che non era riuscita a raggiungere la manifestazione e che era stata sequestrata.</div>
<p>Come poteva essere su Twitter mentre la catturavano? Come ha fatto a caricare il video dalla macchina della polizia?</p>
<p>Yoani Sánchez entra in azione. Vediamo, Yoani Sánchez racconta alle agenzie e alle emittenti, la cui missione è riportare ogni cosa le accade, quanto è successo a lei e agli altri blogger che stavano andando alla manifestazione. Forse con l&#39;intenzione di provocare. Nessuno può saperlo.</p>
<p>Ecco la registrazione. Queste testate sono così solerti nel servire Yoani! Lei ha un telefono cellulare, un computer e continua a usare Twitter, non capisco come possa dire di non essere libera di lavorare a Cuba.</p>
<p>Sono in attesa della prossima versione dell&#39;accaduto. Come dice il proverbio: c&#39;è sempre un occhio che ti osserva.</p>
<p>Gli utenti dei social network connituano a seguire da vicino gli sviluppi. Anche mentre <a title="Post orginale su Twitter" href="http://twitter.com/ClaudiaCadelo" target="_blank">Claudia inviava dei <em>tweet </em>sull&#39;accaduto</a> [sp], sembra proprio quando stava succedendo - “<span class="status-body"><span class="entry-content">Estoy detenida</span><span class="meta entry-meta"><a class="entry-date" rel="bookmark" href="http://twitter.com/ClaudiaCadelo/status/5490743504"><span class="published timestamp"> </span></a> <span><a rel="nofollow" href="http://help.twitter.com/index.php?pg=kb.page&amp;id=75"></a></span></span></span>” è stato il suo primo <em>tweet</em> delle 14.25 - chi la seguiva su Twitter<a href="http://twitter.com/" target="_blank"></a> le ha dimostrato sostegno: un utente l&#39;ha definita “<span class="status-body"><span id="msgtxt5501566171" class="msgtxt es">muy valiente” (”molto coraggiosa”). </span></span></p>
<div><small></small></div>
<p><small></p>
<div class="contributors"><em>L&#39;immagine usata nell&#39;occhiello del post, <a title="Foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/caveman_92223/2901480891/">&#8220;The Freedom of Speech&#8221;</a>, è di Caveman 92223, ripresa con licenza <a title="testo inglese della licenza crfeative Commons" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/deed.en">Creative Commons</a> [in]. Visita il <a title="Phootostream su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/caveman_92223/">photostream su Flickr di Caveman 92223</a>.</em></div>
<p> </p>
<p></small></p>
<div class="contributors"><a title="Profilo su GV" href="http://globalvoicesonline.org/author/georgia-popplewell/">Georgia Popplewell</a> [in] e <a href="http://globalvoicesonline.org/author/firuzeh-shokooh-valle/">Firuzeh Shokooh Valle</a> [in] hanno contribuito alla stesura del post inglese originale.</div>
<p><a title="Profilo su GV" href="http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/">Bernardo Parrella</a> [it] e <a title="Profilo su GV" href="http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/">Davide Galati</a> [it] hanno contribuito alla traduzione italiana.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Iran: video delle nuove proteste del Movimento Verde</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/9713/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 05:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 4 novembre le nuove proteste di massa del Movimento Verde hanno suscitato le violente reazioni delle forze di sicurezza - prontamente filmate e rilanciate, come previsto, tramite i citizen media online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/05/iran-green-movement-defies-regime-again/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-104932" title="13aban" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/13aban.jpg" alt="13aban" width="200" height="269" />In Iran il Movimento Verde di opposizione <a title="Sito originale in inglese" href="http://www.guardian.co.uk/world/blog/2009/nov/04/iran-student-day-protests">ha organizzato</a> [in] nuove proteste di massa per le strade il 4 novembre (il 13mo del mese di Aban), approfittando dei raduni ufficiali tenutisi lo stesso giorno per segnare il trentesimo anniversario dell&#39;occupazione dell&#39;ambasciata americana a Teheran. Le proteste dell&#39;opposizione sono state accolte da una violenta reazione da parte delle forze di sicurezza.</p>
<p>Come previsto,  i citizen media iraniani hanno video-registrato la “storia” sui telefoni cellulari.</p>
<p>I dimostranti a Tehran hanno calpestato un ritratto del capo supremo del Paese, l&#39;Ayatollah Ali Khamenei, un gesto che sarebbe stato inimmaginabile appena qualche mese fa.</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ROBiaGs7OYo&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ROBiaGs7OYo&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Un messaggio per Obama: O con noi o con loro.</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/x-yLLZ3JGfM&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/x-yLLZ3JGfM&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Mehdi Karoubi, un leader dell&#39;opposizione, tra la gente:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UuGNPxkIXU4&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/UuGNPxkIXU4&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Le forze di sicurezza attaccano i dimostranti:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AIiAopKXE7w&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/AIiAopKXE7w&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
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		<title>Tailandia: blog apre uno squarcio sul famigerato carcere Bangkok Kwang</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/tailandia/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 05:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Adamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Tailandia]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni sostenitori di Gary Graeme Jones, inglese detenuto nel carcere di massima sicurezza di Bankgok, hanno avviato un blog dove ne pubblicano lettere e altre notizie di prima mano - incluse quelle su un focolaio da AH1N1 e sulla corruzione delle autorità carcerarie. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mong/">Mong Palatino</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellaa/'>Antonella Adamo</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/04/inside-a-bangkok-prison/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div class="translation"><a title="Post originale in inglese" href="http://garygraemejones.blogspot.com/">Gary Graeme Jones</a> [in] è detenuto nel carcere Bang Kwang. Il famigerato Bangkok Hilton. Molti ne hanno sentito parlare ma non si rendono conto dell&#39;incubo che ne evoca il nome.</div>
<p>I sostenitori di Gary hanno creato un blog per pubblicarne lettere e altre notizie. Il <a title="Post originale in inglese" href="http://www.bangkwang.net/">Bang Kwang</a> [in] si trova nella Tailandia centrale ed è un carcere di massima sicurezza per gli uomini. Molti dei detenuti sono stranieri coinvolti nel commercio illegale di stupefacenti. Ma chi è Gary?</p>
<div class="translation">Gary è un cittadino britannico, sposato con una tailandese con cui ha quattro figli adottivi. È nato nel 1950 e sta scontando l&#39;ergastolo per l&#39;esportazione di 2,4 kg. di eroina. Questo riporta il suo sito web. Abbiamo trovato Gary eloquente, intelligente ed estremamente esplicito riguardo il trattamento dei prigionieri, non solo nelle carceri tailandesi, ma in tutto il mondo. D&#39;ora in poi pubblicheremo quanto Gary scrive nelle lettere, le descrizioni dei compagni di prigionia, le fotografie quando possibile e gradualmente ci faremo un&#39;immagine di lui e della sua vita.</div>
<p>Il blog della prigione non viene aggiornato regolarmente. Ma di tanto in tanto fornisce informazioni importanti sulle condizioni dei prigionieri a Bang Kwang. Questi post sono stati utili per ottenere l&#39;attenzione delle testate tradizionali, di gruppi della società civile e del pubblico, garantendo così  i diritti fondamentali dei detenuti.<br />
Durante i momenti di panico per la AH1N1 alcuni mesi fa, Gary ha informato i giornalisti dell&#39;epidemia da <a title="Post originale in inglese" href="http://garygraemejones.blogspot.com/2009/08/h1n1-in-bang-kwang-prison.html">AH1N1</a> [in] all&#39;interno del carcere:<br />
 </p>
<div class="translation">Ci è giunta la notizia di un focolaio di AH1N1 (influenza suina) nel carcere, che ha causato delle vittime. Dal 13 luglio a causa del virus sono morti 2 prigionieri, una guardia carceraria, e un&#39;altra è ricoverata in ospedale in condizioni molto gravi (sperando che ora si sia ripreso).</div>
<p>Mi è arrivata anche la notizia che il Dipartimento di Correzione tailandese  ha emesso istruzioni secondo cui le maschere di protezione devono essere usate da tutto il personale e dai prigionieri (i carcerati non tailandesi devono pagare 100 Baht.)</p>
<p>Questo articolo è stato ripreso da parecchi siti web. Anche i tradizionali giornalisti hanno segnalato la questione. Gary ha detto che ciò ha contribuito a spingere i funzionari del carcere verso l&#39;attuazione di riforme cruciali per la salute nelle strutture carcerarie, per bloccare la diffusione del virus AH1N1.</p>
<p>Il mese scorso Gary ha scritto di presunte esecuzioni di prigionieri a Bang Kwan. Ha rivelato anche la corruzione delle autorità carcerarie.</p>
<div class="translation">Adesso che i prigionieri sono consapevoli che le esecuzioni possono avvenire in qualsiasi momento, &#8220;l&#39;assicurazione sulla vita&#8221; viene versata al direttore della struttura, Bunlom Conwichet, dalla maggior parte dei 24 nomi elencati di seguito. Questa è la tangente versata affinché gli sfortunati nomi non vengano messi in lista per l&#39;iniezione letale.</div>
<p>I <a title="Post originale in inglese" href="http://thaipoliticalprisoners.wordpress.com/2009/10/10/new-executions-in-thailand/">blogger</a> [in] e gli attivisti per i diritti umani hanno sottolineato l&#39;importanza di <a title="Post originale in inglese" href="http://facthai.wordpress.com/2009/10/12/killing-thai-prisoners-gary-graeme-jones/">questo esposto</a> [in]. Ora chiedono un&#39;indagine ufficiale sulla questione.</p>
<p>Il <a title="Post originale in inglese" href="http://garygraemejones.blogspot.com/">blog di Gary</a> [in] non offre soltanto una rara panoramica sulla vita dei prigionieri a Bang Kwan. È anche la dimostrazione di come i blog possano essere usati per imporre dei cambiamenti persino nelle celle delle prigioni.</p>
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		<title>Iran: libertà per il blogger Hossein Derakhshan</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/iran-liberta-per-il-blogger-hossein-derakhshan/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/iran-liberta-per-il-blogger-hossein-derakhshan/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 05:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione del primo anniversario di detenzione del controverso blogger iraniano Hossein Derakshan, i suoi compatrioti lanciano una campagna online per ricordarne il caso - e richiederne l'immediata scarcerazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/02/iran-free-hossein-derakhshan/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-104330" title="Hossein “Hoder” Derakhshan" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/hoder.jpg" alt="Hossein “Hoder” Derakhshan" width="180" height="180" /></p>
<p>Il primo novembre 2009 è trascorso un anno dall&#39;arresto del blogger iraniano Hossein “Hoder” Derakhshan.</p>
<p>Cyrus Farivar, giornalista e blogger statunitense, <a title="Post originale in inglese" href="http://cyrusfarivar.com/blog/?p=2703">racconta</a> [in] di essere stato in contatto con Hamed, fratello di Derakhshan, il quale gli ha riferito quanto segue:</p>
<blockquote><p>I genitori hanno avuto di recente un incontro con il nuovo procuratore distrettuale, che ha permesso loro di cenare con il figlio, Hossein Derakhshan, nella prigione di Evin Prison giovedì 29 ottobre 2009. Ciò conferma che Hossein è detenuto nella prigione di Evin, ma la famiglia non sa quando le sarà consentito di visitarlo la prossima volta.</p></blockquote>
<p>Il blogger iraniano Jooya, <a title="Post originale in farsi"  href="http://joooya.blogspot.com/2009/11/blog-post_295.html">scrive</a> [fa] che Derakhshan si trova ancora nella sezione 325 della prigione delle Guardie Rivoluzionarie. Secondo gli attivisti per i diritti umani, aggiunge Jooya, è rimasto in isolamento per quasi un anno.</p>
<p>Un gruppo di blogger iraniani ha deciso di aggiungere “Libertà per Hossein Derakhshan” alle testate dei propri blog per una settimana. Fanous Azad <a title="Post originale in farsi" href="http://freelantern.com/p/?p=1116">scrive</a> [fa]:</p>
<blockquote><p>Anch&#39;io ho inserito “Libertà per Hossein Derakhshan” al titolo del mio blog.</p></blockquote>
<p>E aggiunge:</p>
<blockquote><p>. . . quando Hossein ha iniziato ad accusare gli altri ho smesso di leggere il suo blog, ma adesso ne difendo i diritti senza pensare al suo passato . . . Come ogni altro essere umano, anche Hossein dovrebbe avere diritto alla libertà di pensiero e d&#39;espressione.</p></blockquote>
<p><em>Parsanevesht</em> <a title="Post originale in farsi" href="http://parsanevesht.blogspot.com/2009/10/blog-post_24.html">chiede</a> [fa] ai blogger di agire insieme per ottenere il massimo impatto in questa campagna.</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Messico: Internet come necessità e non bene di lusso</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/messico-internet-come-necessita-e-non-bene-di-lusso/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/messico-internet-come-necessita-e-non-bene-di-lusso/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 05:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia Resta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Internet & telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=9200</guid>
		<description><![CDATA[La Camera dei Deputati ha appena approvato un aumento del 3% della tassa su Internet, gravando così sulle famiglie a basso reddito che risultano essere i maggiori fruitori del web - come confermano una varietà di studi e dati recenti. Forti le proteste via Twitter e nella blogosfera. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/issa-villarreal/">Issa Villarreal</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/gaiar/'>Gaia Resta</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/22/mexico-the-internet-as-a-necessity-not-a-luxury/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La Camera dei Deputati messicana ha approvato un rincaro delle tasse per il 2010 che include la Tassa Speciale per i Prodotti e i Servizi (IESPS nell&#39;acronimo spagnolo), che farà aumentare del 3% la tassa su internet e i servizi via cavo.</p>
<p>Un mese fa, all&#39;interno delle discussioni sulla tassa IESPS, il Segretario all&#39;Amministrazione delle Imposte Pubbliche, Agustín Cartens, aveva dichiarato che la metà del denaro speso nelle telecomunicazioni appartiene al 20% delle famiglie più ricche del Paese, <a title="articolo originale in spagnolo" href="http://www.proceso.com.mx/noticias_articulo.php?articulo=72148" target="_blank">secondo una nota della rivista messicana Proceso</a> [sp]. Il Segretario ha dichiarato che poichè i servizi di telefonia pubblica e rurale sono esenti dalla IESPS, i cittadini che versano in difficoltà economiche non saranno toccati dalla tassa. Eppure le famiglie a basso reddito che usufruiscono di questi servizi in casa saranno maggiormente colpite visto che Internet è considerato un servizio di lusso a beneficio solo di quanti possono permetterselo. Motivo per cui la comunità online messicana ha condannato l&#39;idea di Internet come bene di lusso e lanciato la protesta su Twitter con l&#39;hashtag <a title="pagina originale su Twitter" href="http://twitter.com/#search?q=%23internetnecesario" target="_blank">#internetNecesario [sp]</a>, con grande urgenza perchè il dibattito conclusivo e il voto si sarebbero svolti il 20 ottobre. Le legge è stata approvata nella mattinata del 21 Ottobre.</p>
<div id="attachment_102422" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.flickr.com/photos/magdalenus/2142584328/"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/internet.jpg" alt="Foto di Mark Schoneveld usata con licenza Creative Commons." title="Postazione Internet rurale" width="400" height="300" class="size-full wp-image-102422" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto di Mark Schoneveld usata con licenza Creative Commons</p>
</div>
<p>Il movimento di protesta ha dimostrato l&#39;importanza di Internet per i messicani, ed è stato segnalato dalla televisione nazionale e dai giornali, così come da blog assai seguiti quale <a title="Post originale in inglese" href="http://www.boingboing.net/2009/10/20/mexico-net-advocates.html" target="_blank"><em>Boing Boing</em></a> [in]. Il servizio di Twitter <a title="Pagina originale su Twitter" href="http://wthashtag.com/Internetnecesario" target="_blank"><em>WhatTheHashtag</em></a> [in] ha calcolato che la protesta abbia raccolto circa 35.000 <em>tweet</em> da oltre 7.000 partecipanti. </p>
<p>Ecco alcuni dei rilanci diffusi su Twitter [in spagnolo]:</p>
<p><a title="Messaggio originale su Twitter" href="http://twitter.com/mexicomunicado/status/5038817742" target="_blank">MexiComunicado @mexicomunicado</a>:</p>
<blockquote><p>Me voy a ir a finlandia a twittear haya [sic: allá] es un derecho y me cuesta 3% menos hacerlo #internetnecesario</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Andrò in Finlandia per usare twitter, lì è un diritto e costa il 3% di meno</div>
</p>
<p><a title="Messaggio originale su Twitter" href="http://twitter.com/luismacedo/status/5028060818" target="_blank">Luis Macedo @Luismacedo</a>:</p>
<blockquote><p>Lujo es el suel[d]o que se imponen como los bonos de fin de año y aguinaldo, nola comunicación #internet necesario</p>
</blockquote>
<div class="translation">Il vero lusso sono i loro stipendi con bonus di fine anno e altri benefici, non la comunicazione</div>
</p>
<p><a title="Messaggio originale su Twitter" href="http://twitter.com/missblissdior/statuses/5038616762" target="_blank">Citlali Avilés @missblissdior</a>: </p>
<blockquote><p>Por que debo de pagar por algo que es necesario para mi profesión? No nos dejaremos!!!! #InternetNecesario!!!</p>
</blockquote>
<div class="translation">Perchè dovrei pagare per qualcosa che mi serve per lavoro? Non permettiamoglielo!!!!</div>
</p>
<p><a title="Messaggio originale du Twitter" href="http://twitter.com/neodevelop/status/5028498717" target="_blank">@Neodevelop</a>, citando un altro utente [il cui account è ora chiuso]:</p>
<blockquote><p>Internet es nuestra única opción para llegar a tener un gobierno transparente #internetnecesario</p>
</blockquote>
<div class="translation">Internet è la nostra unica possibilità per arrivare ad avere un governo trasparente.</div>
</p>
<p>L&#39;Associazione Messicana per Internet (AMIPCI) ha dichiarato <a title="Messaggio originale su Twitter"  href="http://twitter.com/AMIPCI/status/5027765751" target="_blank">la propria opposizione via Twitter</a> [sp], unendosi alla protesta: </p>
<blockquote><p>Aprobación del IEPS a Internet alejará aún más a los gobiernos y a los legisladores de los ciudadanos. #InternetNecesario</p>
</blockquote>
<div class="translation">L&#39;approvazione della IEPS per Internet farà aumentare la distanza tra il governo e i cittadini. #InternetNecesario</div>
</p>
<p>Anche i blogger messicani hanno protestato contro la tassa prima che venisse approvata. Su <em>Pixelaris</em>, <a title="Post originale in spagnolo"  href="http://pixelaris.wordpress.com/2009/10/20/impuesto-a-internet-en-mexico-como-ir-contra-la-corriente/" target="_blank">il blogger Jitten descrive</a> [sp] l&#39;aumento delle tasse come un errore, specialmente rispetto ai provvedimenti degli altri Paesi: </p>
<blockquote>
<p>Las propuestas de qué tipo de productos y servicios gravar suponen medidas inteligentes y planeadas en las cuáles los ciudadanos paguen lo que consumen pero recibiendo servicios de calidad.</p>
<p>El gran problema de los impuestos en un país como México es que las políticas fiscales van en contra de la lógica de otros países e incluso expertos en los temas económicos, en las que, por una causa u otra, se grava lo que en otros países se le considera un derecho humano e incluso un servicio básico garantizado.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Le proposte sui prodotti e i servizi da tassare richiedono misure intelligenti e ben pianificate secondo le quali i cittadini pagano ciò che consumano, ma ricevono servizi di qualità.</p>
<p>Il grosso problema delle tasse in un Paese come il Messico è che la politica fiscale va contro la logica degli altri Paesi e contro il parere degli esperti di economia, per cui vengono applicate le tasse su ciò che altrove è considerato un diritto umano o addirittura un servizio di base garantito.</p>
</div>
<p>La blogger Darinka <a title="Post originale in spagnolo" href="http://atomicdarinka.blogspot.com/2009/10/manifiesto.html" target="_blank">ha pubblicato sul proprio blog un manifesto</a> [sp] sull&#39;importanza di Internet in periodi di difficoltà economiche: </p>
<blockquote><p>Somos nosotros, los blogueros y twitteros, los que nos despedimos para siempre del papel, no por convicción ecologista o afán ambientalista, sino porque leemos el periódico on-line a falta de diez pesos para el diario impreso y nos hacemos de libros en pdf ante el encarecimiento ruin de la industria editorial. </p>
</blockquote>
<div class="translation">Siamo noi, blogger e utenti di Twitter, che rinunciamo alla carta stampata non per via di ideali ecologici o motivi ambientali, ma leggiamo i giornali online perchè non abbiamo dieci pesos per comprare i giornali stampati e realizziamo i nostri libri in pdf per contrastare l&#39;aumento dei costi dell&#39;industria editoriale. </div>
<p>Un recente studio del Berkman Center for Internet &#038; Society della Harvard University (<a title="studio originale in inglese" href="http://cyber.law.harvard.edu/newsroom/broadband_review_draft">disponibile online</a> [in]) su Internet a banda larga ha messo a confronto il Messico con altre 30 nazioni, dimostrando che fra questi è il Messico ad avere la minore penetrazione di banda larga e tecnologia 3G. Oltre a questo, il Messico sembra essere in testa alla lista dei Paesi con i prezzi più elevati per le connessioni a bassa velocità, dove gli utenti di Internet pagano circa il doppio rispetto a quelli statunitensi.</p>
<p>Ciò riguarda i circa 30 milioni di messicani che attualmente hanno accesso a Internet, l&#39;equivalente di un quarto della popolazione totale del Paese, <a title="Studio originale in spagnolo" href="http://amipci.org.mx/estudios/">secondo i dati forniti dalla Associazione Messicana per Internet (AMIPCI)</a> [sp] citati da El Universal. Nonostante la mancanza di ricerche dettagliate sugli utenti di Internet, alcuni rapporti hanno fornito dati chiave che non possono essere ignorati sulla distrubuzione dell&#39;utenza nei vari livelli socioecomomici: in un&#39;indagine del 2001, <a title="Studio originale in spagnolo" href="http://www.inegi.org.mx/inegi/default.aspx?c=551&#038;pred=1&#038;s=inegi">Istituto nazionale per statische e geografia (INEGI)</a> [sp] segnalava come metà dei computer del Paese appartenesse a famiglie con redditi inferiori a 800 pesos al mese (circa 62 dollari usa). Nello studio dell&#39;AMIPCI effettuato nel 2006 si rileva come almeno il 10% degli utenti Internet vivano in aeree rurali e oltre il 40% appartengano alle fasce socioeconomiche più basse del Messico. </p>
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