<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Global Voices in Italiano &#187; Carcere</title>
	<atom:link href="http://it.globalvoicesonline.org/-/topics/prison/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.globalvoicesonline.org</link>
	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Dec 2009 04:39:50 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Iran: secondo Ahmadinejad i blogger hanno diritto a difendersi</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/iran-secondo-ahmadinejad-i-blogger-hanno-diritto-a-difendersi/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/iran-secondo-ahmadinejad-i-blogger-hanno-diritto-a-difendersi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 20:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Farsi]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=3204</guid>
		<description><![CDATA[articolo originale diHamid Tehrani  &#183; tradotto da Beatrice Borgato &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Secondo l&#39;agenzia di stampa [far-in] della Repubblica Islamica dell&#39;Iran, IRNA [in], il Presidente Mahmoud Ahmadinejad avrebbe scritto una lettera indirizzata al procuratore Saeed Mortazavi, incaricato della gestione dei processi a carico di due blogger, Roxana Saberi e Hossein Derakhshan. L&#39;ufficio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/19/iran-ahmadinejad-says-jailed-blogger-must-have-right-of-defense/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Secondo <a title="Vedi il sito ufficiale dell'IRNA" href="http://www.irna.ir/View/FullStory/?NewsId=443175">l&#39;agenzia di stampa</a> [far-in] della Repubblica Islamica dell&#39;Iran, <a title="La voce IRNA su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/IRNA">IRNA</a> [in], il Presidente Mahmoud Ahmadinejad avrebbe scritto una lettera indirizzata al procuratore Saeed Mortazavi, incaricato della gestione dei processi a carico di due blogger, Roxana Saberi e Hossein Derakhshan. L&#39;ufficio del presidente dichiara che nella lettera Ahmadinejad sostiene che entrambi i blogger detenuti hanno il diritto di difendersi legalmente in giudizio. La Corte Islamica ha già emesso la sentenza contro la giornalista statunitense-iraniana <a title="Leggi post precedente su Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2009/04/18/iran-journalist-sentenced-to-8-years-prison/">Roxana Saberi</a> [in],  condannandola a 8 anni di carcere per spionaggio. <a title="Leggi post precedente su Global Voices Advocacy" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/2008/11/20/update-on-hoder/">Hossein Derakhshan</a> [in], blogger iraniano, è stato arrestato verso metà Novembre del 2008 ed è attualmente detenuto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/iran-secondo-ahmadinejad-i-blogger-hanno-diritto-a-difendersi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Campagna per la &#8216;Giornata Mondiale di Solidarietà con i Blogger Perseguitati&#039;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/campagna-per-la-giornata-mondiale-di-solidarieta-con-i-blogger-perseguitati/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/campagna-per-la-giornata-mondiale-di-solidarieta-con-i-blogger-perseguitati/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 19:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[GV Advocacy]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=1851</guid>
		<description><![CDATA[Parte la campagna online per lanciare la 'Giornata Mondiale di Solidarietà con i Blogger Perseguitati' il 18 marzo di ogni anno, a seguito della tragica morte di Omid Reza Mir Sayafi in un carcere di Teheran.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://advocacy.globalvoicesonline.org/2009/03/22/planning-international-day-of-solidarity-with-persecuted-bloggers/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><strong>Di cosa di tratta:</strong> Il caso di <a title=“Vai al post in italiano” href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/iran-muore-in-carcere-il-blogger-omid-reza-mir-sharif/">Omid Reza Mir Sayafi</a> [it], blogger iraniano  morto in carcere il 18 marzo, è una triste conferma del fatto che in molti Paesi un blogger può rimetterci la vita con la stessa facilità con cui i blog vengono filtrati dalle autorità.</p>
<p>L’attività dei blogger è stata ripetutamente apprezzata ed elogiata per il contributo e il valore dato alla società dell’informazione. Guardati con ammirazione quali amplificatori di voci inascoltate nel mondo, purtroppo la maggior parte delle volte, quando un blogger viene perguitato  è la sua stessa voce a non essere più ascoltata.</p>
<p>Sfortunatamente il caso di Omid Reza non è un&#39;eccezione e dozzine di cyber-dissidenti sono detenuti nelle prigioni di questo nostro mondo globalizzato e molti altri sono vittime di persecuzioni politiche.</p>
<p><strong>Quando:</strong> propongo che il 18 marzo di ogni anno si celebri la &#8216;Giornata Mondiale della Solidarietà con i Blogger Perseguitati&#39;. </p>
<p><strong>Perché:</strong> in questa giornata potremo ricordare, parlare, rendere omaggio ai blogger detenuti nelle prigioni, a quelli che sono stati uccisi e minacciati, indipendentemente da ogni ideologia politica, etnia e contesto sociale. E in questa occasione potremo discutere di quali misure adottare a sostegno dei blogger perseguitati.</p>
<p><strong>Come:</strong> inviatemi commenti, idee, proposte e riflessioni sul tema. Ad oggi ho ricevuto riscontri assai positivi dal <a title="Blog originale in inglese” href="http://www.committeetoprotectbloggers.org/">Committee to protect bloggers</a> [in], da <a title="Blog originale in inglese” href="http://www.digiactive.org/">Digiactive</a> [in] e da numerosi blogger.</p>
<p><strong>Chi:</strong> se vi interessa prendere parte all&#39;iniziativa, potete scrivermi a questo indirizzo email: <a href="mailto:helpforbloggers@gmail.com">helpforbloggers@gmail.com</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/campagna-per-la-giornata-mondiale-di-solidarieta-con-i-blogger-perseguitati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Egitto: arrestati e scomparsi due attivisti online in meno di un mese</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/egitto-arrestati-e-scomparsi-due-attivisti-online-in-meno-di-un-mese/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/egitto-arrestati-e-scomparsi-due-attivisti-online-in-meno-di-un-mese/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 01:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Casi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=1271</guid>
		<description><![CDATA[Aggiornamenti sull'arresto di due attivisti online, sulla loro detenzione in luoghi ignoti e sullo sciopero della fame di un altro blogger detenuto - oltre alle iniziative in corso per ottenere giustizia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/author/noha-atef/">Noha Atef</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://advocacy.globalvoicesonline.org/2009/03/05/two-egyptian-bloggers-arrested-and-held-in-unknown-locations-in-less-than-a-month/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Un attivista egiziano di Facebook è stato rapito dai poliziotti, prelevandolo dalla sua abitazione casa alle 3:30 del mattino, poco prima dell&#39;alba. Due giorni dopo che <a title= "Leggi il post originale in inglese" href="http://www.anhri.net/en/reports/2009/pr0302-2.shtml">Rami El- Swaisi, 21 anni, era stato portato in un posto sconosciuto</a> [in], agenti e poliziotti armati si sono introdotti abusivamente nella sua casa a Giza e hanno prelevato alcuni oggetti personali compresi cellulare, computer portatile e portafoglio. </p>
<p>Rami al-Swisi studia in un istituto linguistico ed è un attivista del movimento giovanile del 6 aprile. Ha un account su Facebook chiamato <em><a title= "Leggi il profilo su facebook" href="http://www.facebook.com/s.php?k=100000080&#038;id=668175403&#038;sid=14e49691cd95bf0e88024bb1553c7e7d">Mahtag Akoud Hakky</a></em> (Rivoglio i miei diritti) dove si dedica all&#39;attivismo online. </p>
<p><a title= "Leggi il post originale in inglese" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/2008/05/17/egypt-torture-for-bloggers-and-activists/">Ahmed Maher</a> [in], un altro aderente al <a title= "Leggi il post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/egypt-general-strike-2008/">movimento del 6 aprile</a> [in], <a title= "Leggi il post originale in inglese" href="http://www.anhri.net/en/reports/2009/pr0302-2.shtml">ha dichiarato all&#39;Arabic Network for Human Rights</a> [in] che Rami era stato chiamato da agenti della Sicurezza di Stato chiedendogli di comparire davanti a loro. Quando ha rifiutato, è stato minacciato più volte nel tentativo di costringerlo ad abbandonare il movimento del 6 aprile.</p>
<p><a title= "Leggi il post originale in inglese" href="http://6aprilmove.blogspot.com/">Il movimento del 6 aprile</a> [in] ha diffuso una dichiarazione condannando l&#39;arresto dei suoi membri, e confermando che: </p>
<blockquote><p>Ogni giorno il nostro regime corrotto ci mostra quanto sia debole e spaventato da quanto andiamo dicendo sull&#39;ingiustizia e dai nostri richiami alla libertà e a una vita sicura.
</p>
</blockquote>
<p>Questo fatto avviene un mese dopo il rapimento di un blogger, il 6 febbraio scorso, quando quattro ufficiali di polizia <a title= "Leggi il post originale in inglese" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/2009/02/10/egyptian-second-blogger-arrested-in-less-than-a-week/">hanno arrestato Dia&#39; Eddin Gad</a> [in],  picchiandolo davanti casa a Kattour, nella provincia di Garbeiyah, prima di trascinarlo in una macchina della polizia e portarlo in una destinazione ignota</p>
<p>Dia&#39; Eddin Gad è l&#39;autore del blog <a title= "Leggi il post originale in inglese" href="http://soutgadeb.blogspot.com"><em>Sawt Ghadib</em></a> [in] (una voce arrabbiata). La polizia non ha rivelato il motivo  dell&#39;arresto o dove venga detenuto </p>
<p>Secondo <a title= "Leggi il post originale in inglese" href="http://anhri.net/en/reports/2009/pr0209.shtml">l&#39;ANHRI (Arabic Network for Human Rights Information)</a> [in], è chiaro che la mancanza di punizioni per la polizia per il reato di rapimento di Philip Rizk e Dia Eddin Gad li incoraggia a perpetrare lo stesso crimine una terza volta in meno di un mese. Il comunicato dell&#39;ANHRI aggiunge:</p>
<blockquote><p>Dobbiamo fare pressionecon gli investigatori affinché porti questi agenti in tribunale, soprattutto perché conosciamo il numero di targa dell&#39;automobile che lo ha rapito.</p>
</blockquote>
<p><strong>Il blogger egiziano Muhammad Adel continua lo sciopero della fame</strong></p>
<p><img src="http://advocacy.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2008/11/maeit.jpg" alt="Muhammad Adel" title="Muhammad Adel" width="75" height="75" class="alignleft size-thumbnail wp-image-644" />Il blogger detenuto <a title= "Leggi il post originale in inglese" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/2008/11/27/missing-egyptian-blogger-detained-in-state-security-headquarters/">Muhammad Adel</a> [in] continua lo sciopero della fame, protestando contro l&#39;isolamento in cui è tenuto e contro il maltrattamento delle autorità carcerarie, che non gli permettono di uscire dalla cella, mettendolo così in pericolo di vita. Adel ha iniziato la sua protesta il 28 febbraio nella prigione di Tora Farm e finora non c&#39;è stata alcuna indagine mirata proteggerne la vita in tale situazione.</p>
<p>Subito dopo l&#39;inizio dello sciopero della fame da parte del blogger l&#39;Arabic Network for Human Rights Information (ANHRI) ha presentato un&#39;istanza al procuratore generale richiedendo un&#39;immediata inchiesta sullo sciopero della fame di Adel. È stata anche richiesta al procuratore l&#39;apertura di un&#39;inchiesta riguardo eventuali maltrattamenti contro il blogger da parte dell&#39;amministrazione carceraria.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/egitto-arrestati-e-scomparsi-due-attivisti-online-in-meno-di-un-mese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prison Diaries mette a nudo la realtà dei detenuti in Jamaica</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2008/06/prison-diaries-mostra-la-vita-reale-dei-prigionieri-dietro-le-sbarre-in-jamaica/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2008/06/prison-diaries-mostra-la-vita-reale-dei-prigionieri-dietro-le-sbarre-in-jamaica/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 10:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Giamaica]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimora]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=74</guid>
		<description><![CDATA[Quando si pensa a Kingston, la capitale della Jamaica, blog e podcast non sono certo le prime cose che vengono in mente. Solitamente la si associa a notizie tipo "Capitale mondiale per numero di omicidi", oppure a Bob Marley e alla musica reggae. Ma certo non a un programma di riabilitazione che spiega ai detenuti di un carcere di massima sicurezza come curare un blog, creare un podcast e persino imparare a muoversi in Second Life. A provarci è un progetto sui generis di giornalismo partecipativo, <strong>Prison Diaries</strong>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://rising.globalvoicesonline.org/blog/2008/06/04/prison-diaries-show-the-reality-of-life-behind-bars-in-jamaica/">David Sasaki</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/'>Bernardo Parrella</a> &middot;  <a href='http://rising.globalvoicesonline.org/blog/2008/06/04/prison-diaries-show-the-reality-of-life-behind-bars-in-jamaica/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Quando si pensa a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kingston%2C_Jamaica">Kingston</a>, la capitale della Jamaica, blog e podcast non sono certo le prime cose che vengono in mente. Solitamente la si associa a notizie tipo <a href="http://www.caribbeannetnews.com/2006/01/09/capital.shtml">&#8220;Capitale mondiale per numero di omicidi&#8221;</a>, oppure a Bob Marley e alla musica reggae. Ma certo non a un programma di riabilitazione che spiega ai detenuti di un carcere di massima sicurezza come curare un blog, creare un podcast e persino imparare a muoversi in Second Life.</p>
<p><img src="http://rising.globalvoicesonline.org/files/2008/06/623718253-f5898e4f83.jpg" border="0" alt="623718253_f5898e4f83.jpg" width="500" height="375" /><br />
<small>Foto del carcere di Tower Street, Kingston, <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/2007/07/09/behind-these-prison-walls-pt-1/">di Christina Xu</a></small></p>
<p>È proprio questa l&#39;iniziativa che <a href="http://sset.wordpress.com/">Students Expressing Truth</a> (S.E.T.) ha deciso di portare avanti lanciando il progetto di giornalismo partecipativo denominato <a href="http://rising.globalvoicesonline.org/projects/prisondiaries/">Prison Diaries</a>. SET è stata fondata nel 1999, quando due ex-detenuti decisero di promuovere opportunità formative nelle prigioni jamaicane, onde offrire ai detenuti tornati in libertà maggiori possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, e diminuire così gli indici di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Recidivism">recidività</a>.</p>
<p><a href="http://www.kevinwallen.com/">Kevin Wallen</a>, attuale direttore di SET, è entrato nell&#39;organizzazione dopo aver letto il libro di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rubin_Carter">Rubin “Hurricane” Carter</a> che trattava di un ex-pugile americano riconosciuto innocente dopo aver trascorso quasi 20 anni in prigione.  Wallen, che a quell&#39;epoca viveva in Canada, fece ritorno Jamaica, suo Paese natale, per poi assumere la direzione di SET nel giugno del 2000. Da quel momento, più di 100 prigionieri sono passati attraverso SET e nessuno di loro è più tornato in prigione. Un dato in assoluto contrasto con l’alto tasso di recidività presente in Jamaica (50% nel 1993).</p>
<p><img src="http://rising.globalvoicesonline.org/files/2008/06/698230165-0df57a203c.jpg" border="0" alt="698230165_0df57a203c.jpg" width="500" height="375" /><br />
<small>Foto del computer lab nel carcere di Tower Street, di <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/2007/07/09/behind-these-prison-walls-pt-1/">Christina Xu</a></small></p>
<p>Wallen si è anche dato molto da fare per diffondere a livello internazionale l&#39;attività di SET, motivando così i detenuti. Il <a href="http://www.jis.gov.jm/security/html/20060117t090000-0500_7783_jis_computer_laboratory_opens_at_tower_street_adult_correctional_centre.asp">17 gennaio 2006</a>, durante l&#39;inaugurazione del computer lab nel carcere per adulti di Tower Street, il dottor <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rubin_Carter">Rubin &#8220;Hurricane&#8221; Carter</a> ha esortato i detenuti a cogliere l’opportunità di imparare l&#39;uso del computer per migliorare le proprie condizioni. Wallen ha inoltre, ha ottenuto il sostegno del professore di diritto ad Harvard <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Charles_nesson">Charles Nesson</a>, che nel 1998 ha dato vita al <a href="http://cyber.law.harvard.edu/research/jamaica">Jamaica Project</a> presso il Berkman Center for Internet &#038; Society. Grazie all&#39;influenza di Wallen, recentemente il Jamaica Project è andato concentrandosi sempre più <a href="http://cyber.law.harvard.edu/events/luncheon/2006/01/jamaica">sulla riabilitazione e sulla giustizia riparatrice</a> in Jamaica. Sul sito del <a href="http://cyber.law.harvard.edu/">Berkman Center</a> è possibile seguire il <a href="http://blogs.law.harvard.edu/mediaberkman/2007/02/21/rehabilitation-and-restorative-justice-in-jamaicas-prisons-2/">video in cui Wallen e Nesson discutono</a> della giustizia riparatrice in Jamaica. Nesson si è poi coinvolto parecchio nel progetto. Due settimane fa è stato in Jamaica per presentare <a href="http://blogs.law.harvard.edu/nesson/2008/05/22/jamaica/">i detenuti della prigione maschile di Tower Street in Second Life e per un incontro con le detenute di Fort Augusta</a>.</p>
<p>Nell’estate del 2007 il SET è stato visitato da  <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/">Christina Xu</a>, studentessa e attivista ad Harvard, la quale ha documentato la sua esperienza (riuscendo anche a scattare anche alcune fotografie del computer lab) in due <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/2007/07/19/behind-these-prison-walls-pt-2/">articolati interventi</a>. Xu ha anche <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/2007/08/14/berkman-and-set-an-open-letter-to-the-berkman-community/">rafforzato</a> il rapporto fra il SET e il Berkman Center rendendolo più esplicito. Ancora, durante l’estate 2007 Wayne Marshallm, etnomusicologo alla Brandeis University e produttore musicale molto interessato ai Caraibi, <a href="http://wayneandwax.com/?p=157">ha condotto tre audio  workshop</a> all&#39;interno dei carceri di Tower Street, South Camp e Fort Augusta. Anche <a href="http://djripley.blogspot.com/">Larisa</a>, blogger e DJ che vive a Oakland, California, e <a href="http://cyber.law.harvard.edu/people/oday">Oliver Day</a>, esperto di internet, hanno visitato i tre gruppi del SET per aiutare i detenuti ad imparare l&#39;uso di Audacity per realizzare e modificare i file audio.</p>
<p>Oggi il SET è molto attivo a Tower Street e Fort Augusta. Come si può vedere nel video riportato più avanti, il gruppo del SET a Tower Street è stato in grado di stabilire una forte presenza online perchè ha dei computer migliori di quelli delle ragazze a Fort Augusta. Ogni mercoledì il gruppo di Tower Street si riunisce per discutere le questioni che li riguardano. Il gruppo cura anche un programma radiofonico di un’ora che va in onda alle 11 (EST), centrato su un tema specifico. Questa settimana i detenuti hanno discusso le motivazioni della rabbia e di come sia possibile controllarla.  <a href="http://blip.tv/file/get/Oso-PrisonDiariesPodcast062008523.mp3">Qui c&#39;è uno stralcio </a> di due minuti e mezzo del programma. Per seguire <a href="http://mcclinks.com:8000/FreeFM.m3u">Free FM Radio</a>, la radio online del gruppo che trasmette 24 ore al giorno dall&#39;interno della prigione, basta usare iTunes o simili programmi audio. </p>
<p>La scorsa settimana, accompagnato dal direttore esecutivo di <a href="http://globalvoicesonline.org/">Global Voices</a>, <a href="http://www.georgiapopplewell.info/">Georgia Popplewell</a>, ho potuto seguire di persona il progetto <a href="http://rising.globalvoicesonline.org/projects/prisondiaries/">Prison Diaries</a>. La mia esperienza non è stata molto diversa da quella di <a href="http://spreadtoothin.wordpress.com/2007/07/09/behind-these-prison-walls-pt-1/">Christina Xu</a> - entare in una prigione di massima sicurezza può rivelarsi quantomeno deprimente. Comunque, una volta raggiunto il computer lab e incontrato da vicino i partecipanti al progetto, sono rimasto impressionato dalla loro gentilezza e dedizione. Ogni detenuto si è presentato e ha brevemente descritto quel che il SET era riuscito a fare per lui. Poi è arrivato il momento di andare in onda per il programma radiofonico settimanale. Durante la nostra visita, il gruppo ha preso in esame il tema della paternità. Molti detenuti aderenti al SET, infatti, sono anche padri. Sono scaturite interessanti osservazioni sulle loro aspettative in quanto padri che al momento si trovano in carcere.  </p>
<p>A ogni incontro del mercoledì il segretario del gruppo prende appunti sui temi all&#39;ordine del giorno e sui argomenti discussi. D&#39;ora in poi questo riepilogo verrà inserito ogni settimana sul blog del progetto <a href="http://rising.globalvoicesonline.org/prison-diaries/">Prison Diaries</a>. Faremo del nostro meglio anche per pubblicare almeno un podcast al mese con stralci ripresi da Free FM Radio.</p>
<p>Sfortunatamente, come si nota nel video riportato sotto, non abbiamo potuto incontrare le donne detenute a Fort Augusta, ma alcuni dei loro post sono reperibili su un altro <a href="http://inmatediaries.wordpress.com/category/ft-augusta/">blog di Prison Diaries</a>. Presto tutti questi blog separati verranno raccolti su unico spazio: <a href="http://prisondiaries.org/">prisondiaries.org</a>.</p>
<p>Per saperne di più sul SET e su Prison Diaries, basta seguirne il <a href="http://sset.wordpress.com/">sito</a> e la <a href="http://sset.wordpress.com/press-coverage/">rassegna stampa</a>.</p>
<p><a href="http://rising.globalvoicesonline.org/blog/2008/06/04/video-prison-diaries-in-jamaica/"><img src="http://rising.globalvoicesonline.org/files/2008/06/picture-1.png" border="0" alt="Picture 1.png" width="500" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2008/06/prison-diaries-mostra-la-vita-reale-dei-prigionieri-dietro-le-sbarre-in-jamaica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://blip.tv/file/get/Oso-PrisonDiariesPodcast062008523.mp3" length="1224915" type="audio/mpeg" />
		</item>
	</channel>
</rss>
