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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Migrazioni</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Migrazioni</title>
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		<title>Africa: la tecnologia al servizio di rifugiati e sfollati</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 22:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Corradin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione giocano un ruolo sempre più importante negli interventi umanitari in situazioni di crisi. Il post approfondisce l'importante ruolo giocato delle TIC nell'aiutare i rifugiati e gli sfollati a ritrovare i propri cari e comunicare con loro, grazie ai vari progetti che cercano di superare gli inevitabili ostacoli infrastrutturali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane, Global Voices ha presentato ai lettori diversi esempi di come i media cittadini sono usati per dare voce a <a title="Articoli sui rifugiati" href="http://it.globalvoicesonline.org/-/topics/refugees/">rifugiati e sfollati</a> [it].<br />
Ma se non ci sono dubbi che i blog e i siti di social networking abbiano un ruolo nel rafforzare i gruppi marginalizzati, altrettanto vale per le <a title="Articolo su Wikipedia, in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tecnologie_dell'informazione_e_della_comunicazione">TIC (tecnologie dell&#39;informazione e della comunicazione)</a> [it] in generale.</p>
<p>Ad esempio, <a title="Sito dell'organizzazione MobileActive" href="http://mobileactive.org/">MobileActive</a> [en, <i>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</i>], una rete globale per l&#39;uso della tecnologia per il cambiamento sociale, sostiene il <a title="Articolo su MobileActive, in inglese" href="http://mobileactive.org/tech-migration-how-refugees-use-mobiles-phones-locate-and-communicate-family">potenziale della telefonia mobile</a> nel permettere ai rifugiati non solo di rimanere in contatto con i propri cari, ma anche di localizzarli facilmente. In un articolo dedicato a questo tema, MobileActive si sofferma sull&#39;uscita speciale della rivista <a title="Numero speciale di Forced Migration Review sulla tecnologia, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/contents.html">Forced Migration Review</a>, che approfondisce la questione dell&#39;uso delle TIC da parte di rifugiati e sfollati.</p>
<div id="attachment_284092" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a title="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive" href="http://mobileactive.org/case-studies/refugees-united-goes-mobile"><img class="size-full wp-image-284092 " title="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/CIMG0562.jpg" alt="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per riconnettersi con i propri cari. Foto via MobileActive" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive</p></div>
<blockquote><p>I rifugiati sono spesso vittime di un trauma complesso. Innanzitutto vi è la situazione che li ha costretti ad andarsene e il fatto che molte famiglie si smembrano durante la migrazione. Per la salute e il benessere dei rifugiati, e per la loro capacità a reinstallarsi, è di vitale importanza che sappiano dove si trovano i propri famigliari e che sono salvi, e che possano rimanere in contatto con loro. Oggi i cellulari sono la più importante tecnologia perché i rifugiati trovino i loro famigliari e restino in contatto.</p>
<p>L&#39;uscita numero 38 di The Forced Migration Review, <i>The Technology Issue</i>, tratta nello specifico delle tecnologie per i rifugiati. Due capitoli sono dedicati all&#39;uso dei cellulari tra i rifugiati, ai problemi che questi ultimi incontrano nell&#39;usare questa tecnologia per trovare e contattare i membri della loro famiglia, e delle questioni di sicurezza e accessibilità.</p></blockquote>
<p>Il vice commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite, T Alexander Aleinikoff <a title="Testo dell'introduzione, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/aleinikoff.html">introduce questo numero speciale</a>:</p>
<blockquote><p>Superficialmente, i campi profughi di oggi non sembrano molto diversi da quelli di 30, 40 anni fa. La modernizzazione sembra averli dimenticati. Ma se si guarda più da vicino, risulta evidente che le cose stanno cambiando.</p>
<p>Al giorno d&#39;oggi, rifugiati e sfollati dei paesi più poveri hanno spesso accesso a un cellulare e possono guardare la TV satellitare. In alcuni campi compaiono degli internet café, in cui il materiale è fornito da alcuni rifugiati imprenditori o donato da organizzazioni umanitarie come l&#39;UNHCR. Le stesse agenzie umanitarie stanno facendo sempre più spesso uso di tecnologie avanzate: sistemi per l&#39;informazione geografica, Skype, basi di dati biometriche e Google Earth, per non fare che alcuni esempi.</p></blockquote>
<p>Uno degli <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/kiama-et-al.html">articoli</a> porta l&#39;attenzione su un progetto di rintracciabilità realizzato dal <a title="Sito di RCK" href="http://www.rckkenya.org/">Refugee Consortium of Kenya (RCK)</a> in cooperazione con <a title="Sito di RU" href="http://www.refunite.org/">Refugees United (RU)</a>:</p>
<blockquote><p>Nel 1991 Ahmed Hassan Osman è scappato dal conflitto in Somalia, lasciando la famiglia a Kismayu, ed è partito per il Kenya in cerca di asilo. Ahmed ha vissuto per un periodo nel campo profughi di Ifo, prima di essere reinstallato nel Colorado, USA, di cui ha ricevuto la cittadinanza.</p>
<p>Nel 1992, suo cugino Abdulahi Sheikh è arrivato in Kenya in cerca di aiuto. Dopo aver ottenuto lo status di rifugiato, Abdulahi si è ritrovato nel campo di Dagahaley a Dabaab. Credeva che Ahmed fosse a Dabaab oppure che vi fosse stato, ma i suoi sforzi per trovarlo si sono rivelati infruttuosi e presto ha perso la speranza di ritrovarlo. Di fatto, Abdulahi credeva che Ahmed fosse tornato in Somalia.</p>
<p>All&#39;inizio del 2011, il Refugees Consortium of Kenya ha assunto Abdulahi come assistente al progetto di Refugees United nel campo profughi di Dagahaley. Abdulahi si è registrato nel programma di rintracciabilità. e ha iniziato a cercare i propri cari. Notando casualmente un nome che gli suonava famigliare, ha contattato questa persona per mezzo del sistema di messaggeria di RU. Nel ricevere una risposta, si è reso conto di aver ritrovato, dopo vent&#39;anni di separazione e ricerche, l&#39;amato cugino. Si sono scambiati i numeri di telefono, e Ahmed lo ha chiamato, rompendo 20 anni di silenzio. Continuano a sentirsi regolarmente, e sia Ahmed che Abdulahi continuano a cercare altri amici o membri della famiglia.</p></blockquote>
<p>Certo, come lo <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/leung.html">ricorda</a> MobileActive, alcuni problemi con le infrastrutture locali rimangono un ostacolo all&#39;adozione di questo tipo di sistemi:</p>
<blockquote><p>In alcune aree dell&#39;Africa non c&#39;è copertura per le telecomunicazioni. I partecipanti ai seminari hanno commentato che anche dove esiste, la connessione telefonica salta regolarmente, e alcuni hanno sperimentato delle interferenze nelle comunicazioni. La potenza del segnale è debole, e la mancanza di una fonte affidabile o regolare di elettricità nel paese di ricezione può essere un problema maggiore, nonostante ciò vari in base alla regione. La crescita della popolazione in alcune aree indebolisce la potenza del segnale, a causa dei cali di corrente. Le persone potrebbero anche avere delle difficoltà a ricaricare i loro telefoni. </p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Trovare la migliore tecnologia da usare per ogni membro della famiglia può essere difficile, in modo particolare se sono loro stessi sfollati, a causa di diversi fattori quali la varietà dei servizi disponibili, le possibilità delle famiglie di permetterseli, e la loro capacità di farne uso. Un partecipante ha osservato che la maggior parte dei membri della sua famiglia all&#39;estero doveva accedere alla tecnologia per comunicare attraverso altre persone. Un&#39;altra partecipante ha descritto le difficoltà che ha dovuto affrontare nel contattare il marito in un campo. Gli ha mandato dei soldi perché comprasse un telefono, che poi anche le altre persone nel campo volevano usare, lasciandola così spesso ad aspettare ore prima di riuscire a contattarlo.</p>
<p>Delle opzioni più economiche come le email, VoIP o le chat non sono accessibili, poiché l&#39;accesso a Internet in Africa è veramente costoso. Inoltre, i membri della famiglia rifugiati in un altro paese potrebbero non sapere come usare questi strumenti.</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-284086" title="Carta della Somalia sul progetto Somalia speaks di Al Jazeera" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/somaliamap-e1326041495514.jpg" alt="Carta della Somalia sul progetto Somalia speaks di Al Jazeera" width="450" height="407" /></p>
<p>Questo numero di Forced Migration Review fornisce un&#39;ampia panoramica di come vengono attualmente usate le TIC: dal fornire ai rifugiati l&#39;accesso alle informazioni sulla salute e sulle opportunità educative all&#39;usare Facebook, Gmail Chat e Skype per restare in contatto con i membri della famiglia e gli amici nonostante la separazione geografica.</p>
<p>Anche <a title="Articolo su Ushahidi, in italiano" href="http://www.ilpost.it/2010/08/16/ushahidi/">Ushahidi</a> [it] viene <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/wall.html">menzionato</a> in relazione al terremoto del 2010 ad Haiti ed anche perché, in <a title="Articolo su FMR" href="http://www.fmreview.org/technology/ruffer.html">generale</a>, si occupa di conflitti, disastri e rifugiati. </p>
<p>In effetti, il progetto <a title="Articolo su PBS IdeaLab" href="http://www.pbs.org/idealab/">Idea Lab</a> di <a title="Articolo su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/PBS_(azienda)">PBS</a> [it] <a title="Articolo su PBS" href="http://www.pbs.org/idealab/2012/01/al-jazeera-ushahidi-join-in-project-to-connect-somalia-diaspora-via-sms003.html">parla</a> della collaborazione tra <a title="Pagina del programma Somalia Speaks su Al Jazeera" href="http://www.aljazeera.com/indepth/spotlight/somaliaconflict/somaliaspeaks.html">Al Jazeera</a> e Ushahidi per connettere e rafforzare i somali separati dal conflitto e dalla carestia:</p>
<blockquote><p>Somalia Speaks è una collaborazione tra Souktel (un&#39;organizzazione basata in Palestina che fornisce servizi di messaggeria via SMS), Ushahidi, Al Jazeera, Crowdflower, e l&#39;Istituto della Diaspora Africana. &#8220;Volevamo scoprire la prospettiva dei normali cittadini somali, affinché ci dicessero in che modo la crisi ha colpito loro e la diaspora somala&#8221;, ha detto Soud Hyder di Al Jazeera in un&#39;intervista.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Lo scopo di Somalia Speaks è di aggregare le voci dei somali che si trovano all&#39;interno e all&#39;esterno del paese, chiedendo per messaggio: In che modo il conflitto somalo ha influenzato la tua vita? Le risposte sono tradotte in inglese, e riportate su una mappa. Da quando è stato lanciato, Al Jazeera ha ricevuto circa 3.000 SMS.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Per Al Jazeera, Somalia Speaks è anche un modo per testare un approccio innovativo ai media cittadini e alla raccolta di notizie.</p></blockquote>
<p>In Ottobre 2010, anche MobileActive ha ideato un <a title="Articolo su MobileActive" href="http://mobileactive.org/case-studies/refugees-united-goes-mobile">progetto</a> basato sulla telefonia mobile, e Refugees United l&#39;ha messo in pratica con il supporto di Ericsson, UNHCR e Omidyar Network, notando che un blog l&#39;aveva denominato &#8220;il social network che è più importante di Facebook&#8221;.</p>
<p>Il numero dedicato alla tecnologia da Forced Migration Reviex può essere letto online a <a title=Link ai vari articoli del numero di FMR"" href="http://www.fmreview.org/technology/contents.html">questo indirizzo</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/camilla-corradin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Camilla Corradin'>Camilla Corradin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/08/africa-icts-for-refugees-and-displaced-persons/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/africa-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;text=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Sud Sudan: crisi umanitaria nel Paese più giovane del mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 00:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene Schillaci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A meno di un anno dalla dichiarazione d'indipendenza del luglio 2011, il Paese è in piena crisi: almeno 100.000 le persone costrette alla fuga dalla regione del Jonglei a causa di violenti scontri tra tribù rivali. E la soluzione a simili problemi è lontana, ribadiscono le organizzazioni internazionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em></strong>Poco meno di un anno fa, con la dichiarazione d&#39;indipendenza del luglio 2011, il Sudan del Sud è diventato la nazione <a title="Leggi l'articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/sud-sudan-finalmente-liberi/">più giovane del mondo</a> [it, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato</em>], ma continua a essere devastato da una terribile crisi umanitaria. Nonostante la <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_civile_sudanese">guerra civile</a> tra il Sud, in prevalenza animista e cristiano, e il Nord musulmano del Paese sia già costata almeno 1 milione e mezzo di morti, svariate organizzazioni internazionali segnalano che i problemi sono lontani dall&#39;essere risolti.</p>
<p>All&#39;inizio di quest&#39;anno, per esempio, il Sudan del Sud ha dichiarato zona sinistrata il governatorato di <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jonglei">Jonglei</a>, dopo che almeno 100.000 persone erano state costrette alla fuga a causa dei combattimenti tra le tribù rivali dei <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nuer">Nuer</a> e dei <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Murle_people">Murle</a> [en]. Le Nazioni Unite hanno già varato un <a title="Vai al sito dell'UN News Center in inglese" href="http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=40897&amp;Cr=south+sudan&amp;Cr1=">piano d&#39;emergenza</a> [en] per fornire aiuti umanitari a circa 60.000 persone.</p>
<p>Il blog <a title="Vai al blog The Borgen Project in inglese" href="http://borgenproject.blogspot.com/2012/01/south-sudan-declares-state-of-disaster.html">The Borgen Project</a> [en] fornisce informazioni dettagliate ed esaurienti sul contesto di disordini tra le tribù:</p>
<blockquote><p>Viene riferito che gli scontri sono iniziati come razzie di bestiame e successivamente degenerati in una spirale di violenza incontrollabile. Tali &#8220;vendette del bestiame&#8221;, così come altri conflitti tra gruppi rivali, sono comuni nel Sudan del Sud. Le Nazioni Unite riferiscono che durante l&#39;anno appena trascorso, sono stati circa 350.000 i profughi, a seguito di questo tipo di violenza.</p>
<p>Tali violenze intercomunitarie costituiscono una sfida enorme per il nascente governo del Sudan del Sud. Trattandosi di uno Stato che ha appena conquistato l&#39;indipendenza, il Paese sta affrontando il compito di stabilire un sistema di governo efficace. Inoltre, il Sudan del Sud è una delle regioni più povere al mondo, dove difficilmente esistono strade, scuole, cliniche mediche o altre infrastrutture di prima necessità. La carenza di sviluppo economico all&#39;interno del Paese contribuisce all&#39;instabilità e incrementa il numero di scontri come quelli recentemente avvenuti nel Jonglei.</p></blockquote>
<div id="attachment_284222" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.msf.org/msf/articles/2012/01/south-sudan-thousands-of-civilians-fleeing-for-their-lives-with-no-aid-msf.cfm"><img class="size-full wp-image-284222 " title="Sfollati a causa delle razzie di bestiame nella provincia di Pibor, governatorato di Jonglei © Liang Zi/Medici Senza Frontiere (MSF)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/65098.jpg" alt="Displaced population caused by cattle raiding in Pibor county, Jonglei State © Liang Zi/Médecins Sans Frontières (MSF)" width="450" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sfollati a causa delle razzie di bestiame nella provincia di Pibor, governatorato di Jonglei © Liang Zi/Medici Senza Frontiere (MSF)</p></div>
<p><a title="Vai al sito di Catholic Relief Services in inglese" href="http://newswire.crs.org/catholic-relief-services-poised-to-respond-to-emergency-in-south-sudan/">Catholic Relief Services</a> [en], organizzazione di soccorso internazionale che opera in Sudan del Sud, giunge alle medesime conclusioni:</p>
<blockquote><p>Il travagliato governatorato di Jonglei ha una lunga storia di tensioni etniche, razzie di bestiame, rapimenti e lotte a volte violente per le scarse risorse. Gli attacchi più recenti sono stati condotti dall&#39;autoproclamato gruppo armato <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nuer_White_Army">Nuer White Army</a> [en], costituito da circa 6.000 giovani armati appartenenti al gruppo etnico dei Lou-Nuer. I portavoci del gruppo hanno sostenuto che era loro intenzione reclamare la restituzione del bestiame rubato e dei bambini rapiti, a detta loro, dalla vicina tribù dei Murle.</p></blockquote>
<p>Isaac Boyd, capo progetto di <em>Catholic Relief Services</em> per il Sudan del Sud afferma:</p>
<blockquote><p>Dopo quasi quarant&#39;anni di lavoro in Sudan e nel Sudan del Sud, CRS riconosce che lo sviluppo sostenibile e la pace sono strettamente connessi. Per contribuire a migliorare in maniera duratura i servizi di base e le opportunità economiche disponibili per tutta la popolazione del Sudan del Sud, è essenziale supportare le comunità affinché trovino mezzi significativi e concreti per risolvere i contrasti e mettano fine a un conflitto distruttivo. Difatti, le tensioni tra i vari gruppi vengono spesso inasprite dalla scarsità di servizi fondamentali come l&#39;accesso all&#39;acqua, alle scuole o agli ospedali. Sviluppo e pace devono andare di pari passo.</p></blockquote>
<p>Un&#39;altra organizzazione internazionale, Oxfam, sul suo <a title="Leggi il blog di Oxfam in inglese" href="http://www.oxfamblogs.org/eastafrica/?p=3618">blog</a> [en] dedicato all&#39;Africa orientale, sostiene l&#39;evitabilità del conflitto mediante la fornitura di servizi e beni di prima necessità:</p>
<blockquote><p>Dal momento in cui il Sudan del Sud è diventato uno Stato, la questione fondamentale per i suoi abitanti, e probabilmente per la stabilità di tutta la nazione, è costituita dagli investimenti nel settore agricolo e dalla sicurezza alimentare a lungo termine.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>La comunità internazionale ha investito ingenti cifre nella pastorizia in Sudan e nel Sudan del Sud attraverso l&#39;<a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accordo_di_Naivasha">Accordo di Naivasha</a> (<em>Comprehensive Peace Agreement</em>), e durante il periodo di autonomia del Sudan del Sud. Ma il compito più arduo inizia adesso e i donatori internazionali devono raddoppiare gli impegni presi per aiutare il Sudan del Sud a sconfiggere l&#39;instabilità, lo sfollamento, le frequenti siccità e le inondazioni cicliche.</p>
<p>Per facilitare la transizione verso la pace, sia all&#39;interno del Paese sia con gli Stati confinanti, il Sudan del Sud avrà bisogno di sviluppare un completo equilibrio tra un piano d&#39;azione pluriennale basato sulla prevedibilità degli aiuti allo sviluppo e un supporto continuativo per la gestione degli aiuti umanitari, focalizzato sul rafforzamento delle capacità del Governo di gestire le calamità e di rispondere alle emergenze.</p>
<p>Inoltre, sarebbe fondamentale investire in piani di Riduzione del Rischio di Catastrofi (RRC) e di capacità di ripresa, mediante i quali le comunità siano in grado di prevenire, attenuare gli effetti e recuperare velocemente in seguito a crisi umanitarie. I donatori internazionali dovrebbero guardare alla nascente società civile sudsudanese come a un attore fondamentale nella fornitura di aiuti umanitari e allo sviluppo, che possa integrare i programmi statali e privati.</p></blockquote>
<p>Medici Senza Frontiere (MSF) fornisce un <a title="Leggi il comunicato sul sito di Medici Senza Frontiere in italiano" href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/comunicati_stampa.asp?id=2811">resoconto</a> della situazione sul campo. Parthesarathy Rajendran, capo della missione di MSF nel Sudan del Sud, dice:</p>
<blockquote><p>La scorsa settimana migliaia di persone a Lekongole e Pibor sono fuggite per salvarsi e ora si nascondono nella savana, terrorizzate per le proprie vite. La gente è fuggita di fretta e non ha né cibo né acqua, senza dubbio ci sono molti feriti che adesso si trovano da soli e senza la possibilità di ottenere assistenza umanitaria.</p>
<p>Il villaggio di Lekongole è stato raso al suolo e un’équipe di MSF, che ha verificato la situazione il 28 dicembre, ha descritto Pibor come una “città fantasma”, dalla quale quasi tutti sono scappati nelle zone circostanti. Poiché la gente continua a rimanere nascosta nella savana, non è possibile raggiungerla per pulire e medicare le ferite, curare i malati e fornire assistenza sanitaria di base. Se le persone resteranno nascoste ancora a lungo, la situazione per i feriti o i malati si aggraverà.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Ci sono moltissime situazioni di crisi che si stanno evolvendo in varie parti del Sudan del Sud in questi giorni. Le nostre équipe mediche si stanno occupando anche di rispondere alla crisi provocata dai rifugiati in fuga dal conflitto nel vicino Sudan. Tutto ciò dimostra che, nonostante l&#39;indipendenza, vi sono gravi emergenze ancora da affrontare nel Sudan del Sud e incrementare la capacità di rispondere a tali emergenze umanitarie rimane una prioprità assoluta.</p></blockquote>
<p>Sul blog <a title="Leggi il commento sul blog Bill's Space in inglese" href="http://jkirkby8712.wordpress.com/2012/01/07/friday-6th-january-2012-no-2-entry-problems-in-south-sudan-thoughts-of-a-former-refugee-friend/">Bill&#39;s Space</a> [en] si legge:</p>
<blockquote><p>Sono passati solo pochi mesi dalla nascita di un nuovo Stato in Africa, con la separazione del Sudan del Sud dal Sudan. Ma un nuovo nome e una nuova vita servono ben poco per cambiare la realtà in quella parte di mondo. Sto leggendo resoconti che parlano di più di 3.000 persone uccise nel Sudan del Sud la settimana scorsa a causa di violenze etniche, che hanno costretto altre migliaia di persone alla fuga - nonostante la fuga sembra essere ciò che la gente sta facendo da decadi in Sudan. Questi tipi di omicidi di massa o massacri sono perpetuati nonostante la presenza del personale delle Nazioni Unite, dell&#39;esercito del Sudan del Sud, etc. La notizia che si tratta della peggiore esplosione di violenza etnica nel nuovo Stato dalla separazione dal Sudan, avvenuta a luglio, sembra essere indice del fatto che tali violenze rappresentano un&#39;attività continua [&#8230;].</p></blockquote>
<p>Molti sono i commenti cinici sull&#39;intenzione dichiarata dalla comunità internazionale di voler aiutare il Sudan del Sud. Il blog <em>The Impudent Observer</em> ha pubblicato un post satirico dal titolo  <a title="Leggi il post sul blog in inglese" href="http://theimpudentobserver.com/world-news/death-in-sudan-who-cares/">Death in Sudan, Who Cares?</a> [en] (Morte in Sudan, a chi importa?), mettendo in ridicolo in particolare gli Stati Uniti:</p>
<blockquote><p>Quest&#39;intrepido giornalista ha chiesto a famosi leader politici americani la loro reazione a un tale massacro degli innocenti.</p>
<p>George Bush:  ”Il punto da chiarire è la presenza o meno nel Sudan del Sud di armi di distruzione di massa che rappresentino una minaccia per la sicurezza dell&#39;America.”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Bachmann">Michele Bachmann</a>:  ”Sudan del Sud? È quello vicino a New Orleans?”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herman_Cain">Herman Cain</a>:  ”Mi chiedo se qualcuno là possa essere interessato a un fantastico affare per la pizza.”<br />
<em>(N.d.T.: Cain è stato amministratore delegato della <a title="Leggi un articolo su Il Post in italiano" href="http://www.ilpost.it/2011/10/18/lascesa-di-herman-cain/">catena di pizzerie</a> &#8216;Godfather&#39;s Pizza&#39; fino al 1996).</em></p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano">Rick Santorum</a>:  ”Esorto quelle persone sfortunate a pregare Dio”.</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitt_Romney">Mitt Romney</a>:  ”L&#39;America si stringe nel cordoglio per tutti i perseguitati. Informerò la sede generale dei Mormoni in modo che posssano inviare dei missionari.”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Newt_Gingrich">Newt Gingrich</a>:  ”Se i leader del Sudan del Sud volessero contattarmi, avrei alcune idee interessanti che potrebbero aiutarli e la mia organizzazione offre uno sconto d&#39;inizio anno.”</p>
<p>Barack Obama:  ”Stiamo abbandonando le aree problematiche, non il contrario.”</p></blockquote>
<p style="text-align: center;" title="Guarda il video realizzato da Al Jazeera su YouTube"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/7ZXuvRgMSwU?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per ulteriori aggiornamenti, è utile seguire il blog di <a title="Vai al blog di PannLuel Wël in inglese" href="http://paanluelwel2011.wordpress.com/">PannLuel Wël</a> [en], che scrive da Washington, o anche il suo account Twitter <a title="Vai all'account di PannLuel Wël su Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/PaanLuelWel2011">@PaanLuelWel2011</a> [en].</p>
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 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/09/south-sudan-humanitarian-crisis-in-the-worlds-newest-country/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/sud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;text=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Russia: crisi demografica, &#8220;non c&#039;è più nessuno da arruolare&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 21:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Carbone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
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		<description><![CDATA[In Russia ci sono alcune delle maggiori riserve di risorse naturali del mondo, eppure la crisi demografica che affligge la nazione fin dalla caduta dell'Unione Sovietica potrebbe lasciarla senza giovani a difesa della madrepatria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Russia ci sono alcune delle maggiori riserve di risorse naturali del mondo, eppure la crisi demografica che affligge la nazione fin dalla caduta dell&#39;Unione Sovietica potrebbe lasciarla senza giovani a difesa della madrepatria.</p>
<p>L&#39;aspettativa complessiva di vita in Russia è posizionata al 161° posto nel mondo, ovvero dopo la Bielorussia, la Corea del Nord e la Mongolia, laddove il tasso di fertilità complessivo è il 196° al mondo. Attualmente ci sono circa 138 milioni di russi e in molti credono che se questo numero si approssimerà o scenderà al di sotto dei 100 milioni, la Russia non sarà più in grado di funzionare come una nazione industrializzata.</p>
<p>Nel novembre 2011, il blog <em>War News Update</em> ha <a title="Post originale in inglese" href="http://warnewsupdates.blogspot.com/2011/11/russias-demographic-crisis-is-now.html">pubblicato un articolo</a> [en, <em>come tutti i link che seguono</em>] da Ria Novosti intitolato “L&#39;esercito russo non ha più nessuno da arruolare”:</p>
<blockquote><p>Il Capo di Stato maggiore ha lamentato, giovedi, che la Russia non ha più giovani in età di arruolamento da convocare.</p>
<p>L&#39;attuale crisi del servizio di leva delle forze armate russe è dovuto principalmente al declino demografico, al bullismo e al trattamento brutale riservato alle reclute.</p>
<p>Il generale Nikolai Makarov ha detto che solo l&#39;11.7 % dei giovani di età tra i 18 e i 27 hanno i requisiti per il servizio militare ma il 60% di loro ha problemi di salute e non può essere chiamato alle armi.</p></blockquote>
<div id="attachment_283085" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.flickr.com/photos/thejointstaff/5692970921/"><img class="size-medium wp-image-283085 " title="Picchetto d'onore russo saluta l'Ammiraglio Mike Mullen a San Pietroburgo, Russia, 6 maggio 2011." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/5692970921_cba5e89446-375x249.jpg" alt="Picchetto d'onore russo saluta l'Ammiraglio Mike Mullen a San Pietroburgo, Russia, 6 maggio 2011. (Foto del Dipartimento della Difesa, CC BY 2.0)" width="375" height="249" /></a>
<p class="wp-caption-text">Picchetto d&#39;onore russo saluta l&#39;Ammiraglio Mike Mullen a San Pietroburgo, Russia, 6 maggio 2011. (Foto del Dipartimento della Difesa, CC BY 2.0)</p>
</div>
<p>Il blog <em>Undergraduate Research Journal for the Human Science</em> ha pubblicato un <a href="http://urc.kon.org/2011/12/russian_demographics_the_role.html">estratto e un&#39;introduzione </a>a una ricerca di Christopher Hoeppler della McMaster University, il quale <a title="Pagina in inglese di Christopher Hoeppler" href="http://www.kon.org/urc/v10/hoeppler.html">discute come la caduta</a> dell&#39;Unione Sovietica abbia influenzato la dinamica della popolazione russa:</p>
<blockquote><p>La Federazione russa ha avuto esperienza di un&#39;impennata del tasso di mortalità di almeno il 40% dal 1992, con incidenze che crescono dal 11 al 15.5 per mille [&#8230;]. La caduta dell&#39;Unione Sovietica nel 1991 ha portato molti cambiamenti sociali, politici ed economici che continuano ad avere effetto in Russia sino ad oggi. Nonostante tutti i Paesi progrediscano in maniera diversa rispetto al modello di transizione demografica, vi sono dei trend generali. Ciò nonostante, sembra che la Russia stia avendo esperienza di questa transizione in maniera unica. Ogni Paese può subire il declino demografico per diversi motivi, ad esempio per la diffusione dell&#39;AIDS in Africa, in altri casi sono stati i progressi sociali a contribuire al calo dei tassi di fertilità.</p>
<p>Il calo demografico è stato evidente in Russia fin dalla caduta dell&#39;Unione Sovietica, motivo per cui è un caso da studiare così interessante. In prima battuta è controintuitivo pensare che lo stato del Paese possa essere peggiorato dopo la caduta del partito comunista; tuttavia è possibile che il disordine politico sia stato responsabile per l&#39;insorgenza del problema demografico in Russia. Un certo numero di fattori, compresi quello economico, lo stile di vita, la sanità e l&#39;incidenza delle malattie hanno contribuito alla diminuzione della popolazione russa.[&#8230;]</p></blockquote>
<p>Il blog <em>Al Fin</em>, nel novembre 2011 ha <a title="Post originale in inglese" href="http://alfin2100.blogspot.com/2011/11/steady-loss-of-talent-makes-russias.html">contestualizzato gli articoli di vari giornali</a> in un post intitolato &#8220;Una stabile perdita di talento rende peggiore il collasso demografico in Russia&#8221;:</p>
<blockquote><p>Le donne russe più belle competono per essere spose ordinabili tramite posta per gli uomini europei, nordamericani e australiani. Giovani russi ambiziosi e capaci competono per posizioni oltreoceano, qualsiasi cosa per scappare dal monotono vicolo cieco che la Russia ha finito per rappresentare per molti di loro.</p></blockquote>
<p>In una battuta, <a title="Articolo di The Moscow News in inglese" href="http://themoscownews.com/local/20111128/189239057.html">The Moscow News</a> inserisce l&#39;emigrazione nel suo contesto storico:</p>
<blockquote><p>Dal 1917 in Russia non si è mai visto nulla di simile, ha riportato Newsru.com. Questo portale di notizie racconta che oltre 1,25 milioni di persone se ne sono andate negli ultimi 10 anni.&#8221; Il Paese sta avendo un&#39;emorragia di potenziale intellettuale&#8221;; Newsru.com cita l&#39;analista politico Dmitry Oreshkin quando dice: &#8220;I più attivi, i più intelligenti e quelli che si muovono di più se ne stanno andando.</p></blockquote>
<p>Un altra frase dal <a title="Pagina in inglese da World Crunch" href="http://www.worldcrunch.com/brain-drain-russian-scientists-packing-their-beakers-and-heading-west/4116">World Crunch</a> verte specificamente su come le persone che posseggono un alto livello di capitale umano stanno lasciando la Russia:</p>
<blockquote><p>Non per la prima volta, gli scienziati russi stanno portando la loro considerevole conoscenza all&#39;estero. Alcuni degli emigranti più intelligenti elencano il problema dei fondi e della burocrazia russa come motivazioni per trasferirsi. Per altri, andare in Occidente è semplicemente una scelta di vita.</p>
<p>&#8230;i laureati russi preferiscono anche il più piccolo nonché sconosciuto laboratorio piuttosto che il nuovo complesso scientifico russo [Skolkovo].</p>
<p>&#8220;Si è creato un trend stabile: il 100% dei giovani che lavorano a cui viene data l&#39;opportunità di un impiego all&#39;estero lasciano la Russia&#8221; ha detto un analista scientifico.&#8221;Se un giovane ricercatore ha l&#39;opportunità di entrare in un ambiente internazionale, lui/lei lo farà.&#8221;</p>
<p>In realtà il trend non riguarda solo gli scienziati. Nell&#39;ottobre 2011, un&#39;indagine ha rilevato che, in generale, il 22% dei cittadini russi erano pronti a lasciare il Paese. L&#39;unica cosa che distingue gli scienziati è che tendono ad essere molto più richiesti dai Paesi ospitanti. &#8220;Non è nemmeno per via della mancanza di finanziamenti per i progetti scientifici, ma è per la qualità della vita&#8221; ha detto uno scienziato.&#8221; Se le persone normali non tornano in Russia, perchè dovrebbero farlo gli scienziati?</p></blockquote>
<p>Il blog <em>Global Economy Matters</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://globaleconomydoesmatter.blogspot.com/2011/05/russian-demographics-something-stirring.html">afferma</a> che alcuni degli sforzi fatti dal governo russo per affrontare questi problemi demografici hanno avuto successo, citando un articolo del <a title="Pagina originale in inglese" href="http://prbblog.org/index.php/2011/04/22/russian-birth-rate-continues-to-rise/">Population Reference Bureau</a> del maggio 2011:</p>
<blockquote><p>Nel 2000, la Russia ha ottenuto quello che i russi considerano un discutibile traguardo, le morti (2.224.300) hanno superato le nascite (1.266.800) di un incredibile 985.500. Il mero tasso di natalità è affondato all&#39;8,7 per 1000. Insieme a un tasso di mortalità del 15,3, la crescita naturale ha raggiunto il minimo storico del 6,6 per 1000, o un arrotondato 0,7 per cento. Il tasso di fertilità complessivo ha raggiunto il minimo di 1,1915 figli per ogni donna. La crisi è stata a un certo punto notata per quella che è, ma non è stato fatto niente di efficace al riguardo fino al 2007 quando Vladimir Putin annunciò un &#8220;bonus bambino&#8221; dell&#39;equivalente di 9.000 dollari per un secondo o ulteriori figli. Putin è stato un forte sostenitore della crescita del tasso di natalità e il miglioramento delle condizioni di salute in maniera tale da evitare le conseguenze di un tasso di fertilità costantemente basso. Il programma deve aver funzionato dato che le nascite nel 2007 sono rimbalzate a 1.601.100 dalle 1.479.600 dell&#39;anno precedente e hanno continuato a crescere. Questa è una delle pochissime storie di successo per quanto riguarda gli sforzi nell&#39;innalzamento del tasso di natalità nei Paesi industrializzati.</p></blockquote>
<p>Alcuni gruppi propongono un approccio comunitario piuttosto che del governo per limitare il declino della popolazione. Le organizzazioni internazionali religiose hanno cominciato a notare il problema demografico russo e lo hanno inserito in una campagna globale contro l&#39;aborto, come illustrato da un post dell&#39;agosto 2011 su <a title="Post in inglese" href="http://unitedfamiliesinternational.wordpress.com/2011/08/26/russia-a-dying-nation/">United Families International</a> :</p>
<blockquote><p>La &#8220;madre Russia&#8221; sta subendo un calo della popolazione mai visto prima. Negli ultimi 20 anni si stima incredibilmente un numero di aborti pari a 80 milioni di bambini. In media, una donna russa nell&#39;arco della sua vita riproduttiva ha 7 aborti.</p>
<p>Combinando questo alto tasso di aborti con un tasso di fertilità dell&#39;1.2 (per la crescita della popolazione è necessario un tasso di fertilità del 2.1), la Russia sta perdendo un terzo della sua popolazione ogni generazione. &#8220;Stiamo perdendo ogni anno quasi tre quarti di milione di persone&#8221; ha detto Alexy Komov, il presidente del <em>Moscow demographic Summit</em> che si è tenuto il giugno passato.</p></blockquote>
<p>Il post citato comprende un video prodotto dal <em>Population Research Institute</em>, il quale sostiene come i programmi del governo che hanno lo scopo di limitare il calo demografico risalgano all&#39;era di Cesare Augusto ma alla fine falliscano sempre:</p>
<blockquote><p>Alla fine è una questione di fede e spirito a determinare quanti figli le persone decidano di avere, sostiene Philip Longam, professore universitario e autore di &#8220;La culla vuota: come la diminuzione dei tassi di natalità minaccia la prosperità globale&#8221;. Non è qualcosa che il governo può risolvere. Ma la società lo può fare.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/donna-welles/' title='elenca tutti gli articoli di Donna Welles'>Donna Welles</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/lorenzo-carbone/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Lorenzo Carbone'>Lorenzo Carbone</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/05/russia-demographic-crisis-means-%e2%80%9cno-one-left-to-draft%e2%80%9d/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/russia-crisi-demografica-non-ce-piu-nessuno-da-arruolare/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-crisi-demografica-non-ce-piu-nessuno-da-arruolare%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-crisi-demografica-non-ce-piu-nessuno-da-arruolare%2F&#038;text=Russia%3A+crisi+demografica%2C+%26%238220%3Bnon+c%26%2339%3B%C3%A8+pi%C3%B9+nessuno+da+arruolare%26%238221%3B&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-crisi-demografica-non-ce-piu-nessuno-da-arruolare%2F&#038;title=Russia%3A+crisi+demografica%2C+%26%238220%3Bnon+c%26%2339%3B%C3%A8+pi%C3%B9+nessuno+da+arruolare%26%238221%3B' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-crisi-demografica-non-ce-piu-nessuno-da-arruolare%2F&#038;title=Russia%3A+crisi+demografica%2C+%26%238220%3Bnon+c%26%2339%3B%C3%A8+pi%C3%B9+nessuno+da+arruolare%26%238221%3B' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-crisi-demografica-non-ce-piu-nessuno-da-arruolare%2F&#038;title=Russia%3A+crisi+demografica%2C+%26%238220%3Bnon+c%26%2339%3B%C3%A8+pi%C3%B9+nessuno+da+arruolare%26%238221%3B' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-crisi-demografica-non-ce-piu-nessuno-da-arruolare%2F&#038;title=Russia%3A+crisi+demografica%2C+%26%238220%3Bnon+c%26%2339%3B%C3%A8+pi%C3%B9+nessuno+da+arruolare%26%238221%3B' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Brasile: lavoro domestico e integrazione sociale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/brazil-domestic-work-in-transition/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 14:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miriam Zappellini</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra le profonde trasformazioni che vanno interessando la società brasiliana, emergono nuovi aspetti sociali e culturali legati al tradizionale ruolo della "donna di servizio", mentre permettersi una domestica è un privilegio che tende a scomparire. Se ne discute anche online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Vai all'articolo" href="http://globalvoicesonline.org/2011/12/31/brazil-we-have-overtaken-the-united-kingdoms-gdp-so-what/">Discutere di PIL</a> [en] e tassi di interesse non è sufficiente per comprendere le profonde trasformazioni che la società brasiliana sta subendo negli ultimi tempi. Nuove tendenze stanno emergendo nel tessuto sociale e i citizen media non se le fanno sfuggire.</p>
<p>Il lavoro domestico ne è un esempio. Durante il 2011 se ne era iniziato a parlare di integrazione sociale, cattive condizioni di lavoro, gerarchie sociali, genere e autonomia.</p>
<p><strong>Nuove tendenze</strong></p>
<p>L&#39;integrazione sociale sembra essere l&#39;elemento chiave di molti di questi cambiamenti. Una <a title="Vai al sito" href="http://www.publiabril.com.br/pesquisas/408">ricerca </a>[pt, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] dell&#39;Instituto Data Popular ha messo in prospettiva l&#39;ascesa della &#8220;Classe C&#8221;, &#8220;la nuova classe media&#8221;, un gruppo sociale che ha tratto beneficio da un maggiore accesso all&#39;istruzione, dall&#39;incremento del reddito e dai programmi sociali. Questo è il motivo per cui molte imprese sono interessate a capire le caratteristiche di questo gruppo, che viene visto finalmente come un&#39;importante nicchia di mercato.</p>
<div id="attachment_282206" class="wp-caption alignright" style="width: 257px"><a href="http://anateresafernandez.com/telarana/tel01/"><img class="size-medium wp-image-282206  " title="Senza titolo (Documentazione di performance) Dipinto di Ana Teresa Fernandez, pubblicato su licenza." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/Ana-Teresa-Fernandez-1-247x300.jpg" alt="Senza titolo (Documentazione di performance) Dipinto di Ana Teresa Fernandez, pubblicato su licenza." width="247" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Senza titolo (Documentazione di performance) Dipinto di Ana Teresa Fernandez, pubblicato su licenza.</p></div>
<p>La ricerca ha identificato una tendenza verso la conquista dell&#39;autonomia nei profili di carriera delle donne; rispetto alla generazione precedente, il numero di donne impegnate nei lavori domestici si è dimezzato, poiché queste cercano altre possibilità di impiego nello sviluppo della loro carriera.</p>
<p>Il consulente di marketing Luiz Marinho ha presentato sul suo <a title="Vai al blog" href="http://marinhonoblog.blogspot.com/2011/06/um-surpreendente-perfil-das-empregadas.html">blog </a>alcuni dati che riflettono questo processo: negli ultimi nove anni, il numero delle impiegate domestiche è aumentato solo del 9%, mentre la popolazione è cresciuta del 13,5%. Anche gli stipendi delle impiegate domestiche sono stati influenzati da questo.</p>
<p>Per parlare di numeri, <a title="Vai al blog" href="http://espnodedo.blogspot.com/2011/12/domesticas.html" target="_blank">Espinho no dedo</a> (Spina nel dito), un blog su filosofia e politica, ha riportato i dati pubblicati in un articolo della BBC Brasil sull&#39;argomento: mentre lo stipendio medio brasiliano è cresciuto del 25%, nello stesso periodo le impiegate domestiche hanno avuto un aumento del 43,5%.</p>
<p>È importante tenere presente che la questione del lavoro domestico in Brasile va ben oltre un approccio di mercato. Ci sono molti aspetti sociali e culturali legati al ruolo delle domestiche: la loro autostima, i loro diritti di lavoratori, e anche pregiudizi e problemi di genere.</p>
<p><strong>Trasformazione sociale</strong></p>
<p>Cristina P. Rodrigues, sul blog <a title="Vai al blog" href="http://somosandando.wordpress.com/2011/12/19/the-economist-analisa-as-transformacoes-no-trabalho-domestico-no-brasil/" target="_blank">Somos Andando</a> (Stiamo camminando), ha scritto alcune riflessioni a proposito di un recente <a title="Vai all'articolo" href="http://www.economist.com/node/21541717" target="_blank">articolo</a> [en] di The Economist sul lavoro domestico in Brasile, affermando che il Paese, in un certo senso, sta liberando i propri lavoratori domestici come parte di un processo di trasformazione sociale nel quale i poveri non rispetteranno più le regole dei ricchi.</p>
<p>Comba Marques Porto, su <a title="Vai al blog" href="http://conscienciafeminista.blogspot.com/2011/05/os-afazeres-domesticos-trabalho.html" target="_blank">Consciência feminista</a> (Coscienza Femminista), sostiene che la casa, dove le relazioni interpersonali più intime prendono forma, è anche il palcoscenico su cui si compie una sottile discriminazione di genere. Fin dall&#39;inizio della storia brasiliana, i lavori domestici sono sempre stati responsabilità delle donne, &#8220;un&#39;eredità patriarcale che è arrivata fino ai tempi moderni, creando ineguaglianze incompatibili con il nuovo stile democratico&#8221;.</p>
<blockquote><p>A figura da criada chega aos meados do século XX pela permanência do modelo de desmedida exploração da força de trabalho no âmbito doméstico. Segue-se, assim, uma constante de tratamentos desiguais, de descumprimento das leis, fatos somente explicáveis pelo desvalor conferido ao trabalho nos setores do mercado em que há concentração da mão de obra feminina.</p></blockquote>
<div class="translation">Il ruolo della donna di servizio (rivestito dalle schiave durante il periodo della schiavitù) è arrivato fino alla metà del ventesimo secolo grazie allo sfruttamento continuo degli impiegati domestici. Ciò che ha seguito è stato uno schema prestabilito di trattamento discriminante, non previsto dalla legge, che può essere solo spiegato dalla sottovalutazione di quelle attività in un mercato con prevalenza di lavoratrici donne.</div>
<p>In un <a title="Vai al blog" href="http://bdbrasil.org/2011/04/27/seja-empregada-domestica-ou-tercerizada-a-sina-e-a-mesma-invisibilidade/" target="_blank">post </a>per un Blogging Carnival sul lavoro domestico, la giornalista Luka aggiunge che il lavoro domestico è invisibile e alquanto marginalizzato, solitamente svolto da donne a causa di una divisione di genere del lavoro secondo la quale è compito delle donne occuparsi dello spazio privato e delle famiglie. Si domanda se questa non sia anche una delle ragioni per cui questo tipo di impiego è così precario.</p>
<p>Michell Niero, su <a title="Vai al blog" href="http://opatifundio.com/site/?p=3581" target="_blank">O Patifúndio</a>, riflette sulla &#8220;stanzetta della domestica&#8221;, ancora presente negli edifici residenziali moderni.</p>
<blockquote><p>A presença do “quartinho de empregada” nas plantas residenciais, longe de ser tratada como um aspecto “atrasado” da sociedade do país, representa um dentre tantos elementos formadores da modernidade brasileira, avessa a rupturas e adepta a repaginações de processos que se mantém inalterados na sua essência.</p></blockquote>
<div class="translation">L&#39;esistenza della &#8220;stanzetta della domestica&#8221; negli edifici residenziali, lungi dall&#39;essere considerato come un aspetto arretrato, rappresenta in realtà uno degli elementi fondanti della moderna società brasiliana,avversa agli strappi e desiderosa di ridisegnare i processi solo per mantenerli inalterati nella loro essenza.</div>
<div id="attachment_282208" class="wp-caption aligncenter" style="width: 369px"><a href="http://anateresafernandez.com/pressing-matters/pmatters01/"><img class="size-medium wp-image-282208 " title="Senza titolo (documentazione di una performance al confine fra San Diego e Tijuana). Dipinto di Ana Teresa Fernandez, pubblicato su licenza." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/Ana-Teresa-Fernandez-2-359x300.jpg" alt="Senza titolo (documentazione di una performance al confine fra San Diego e Tijuana). Dipinto di Ana Teresa Fernandez, pubblicato su licenza." width="359" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Senza titolo (documentazione di una performance al confine fra San Diego e Tijuana). Dipinto di Ana Teresa Fernandez, pubblicato su licenza.</p></div>
<p>Ancora oggi, ci sono segni evidenti del continuo conflitto nelle relazioni fra le impiegate domestiche e coloro che le assumono. Michell Niero, su <a title="Vai al blog" href="http://opatifundio.com/site/?p=3581" target="_blank">O Patifúndio</a>, si sofferma sulla natura multitasking del lavoro domestico, che porta all&#39;inserimento di attività extra senza tenere conto dei confini del contratto di lavoro, perché di solito il contratto non esiste formalmente. Così, tutto diventa parte della routine quotidiana: prendersi cura dei bambini, insegnargli cose e farli giocare.</p>
<blockquote><p>Na ausência da mãe, a empregada se ocupa de tarefas maternas (…)</p></blockquote>
<div class="translation">In assenza della madre, alla domestica vengono affidati i doveri materni (&#8230;)</div>
<p>A quanto pare questo è il caso della blogger dietro a <a title="Vai al blog" href="http://semempregada.wordpress.com/2011/12/05/pela-primeira-vez-a-empregada-fez-falta/" target="_blank"><strong> </strong>Sem Empregada</a> (Vivere senza una domestica), che spiega perché sente la mancanza di un&#39;impiegata:</p>
<blockquote><p>Às vésperas de completar quatro anos sem empregada, pela primeira vez, estou cogitando voltar a ter uma na minha vida… as meninas estão em recuperação no colégio, com perigo real de repetir de ano (&#8230;). Um absurdo. Eu e meu marido estamos nos perguntando se isso tudo não está acontecendo porque não tem ninguém dentro de casa para cobrar horário de estudo, fiscalizar se estão na internet ou vendo televisão.</p></blockquote>
<div class="translation">Sul punto di festeggiare quattro anni senza domestica, sto considerando per la prima volta di riassumerne una&#8230; le ragazze non sono state promosse a scuola e rischiano di dovere ripetere l&#39;anno (&#8230;). Che cosa ridicola. Mio marito e io ci stiano domandando se questo non sia dovuto alla mancanza di qualcuno presente in casa a esigere ore di studio, controllare se stanno navigando su internet o guardando la televisione.</div>
<p><a title="Vai al blog" href="http://revelar-se.blogspot.com/2011/06/minha-vida-sem-empregada.html" target="_blank">Revelar-se</a> (Rivelarsi) si lamenta:</p>
<blockquote><p>E então que, logo que me mudei, minha querida funcionária me pediu demissão com um bilhete na geladeira. Sim, um bilhete!!! E ela saiu da minha casa em uma 2a feira à tarde deixando louça na pia, uma pilha de roupa pra lavar e passar.</p></blockquote>
<p>E non appena ho traslocato nella casa nuova, la mia cara domestica se ne è andata lasciando un biglietto sul frigorifero. Si, un biglietto!!!!! E lo ha fatto di lunedì, lasciando le stoviglie nel lavandino e una pila di vestiti da lavare e stirare.</p>
<p>La scrittrice e traduttrice Maria do Sol, sul blog <a title="Vai al blog" href="http://familiafloresta.blogspot.com/2011/04/vida-sem-empregada-e-com-sanidade.html" target="_blank">Família Floresta</a> (Famiglia Foresta) scrive che avere una domestica contiene in sé una componente glamour, l&#39;idea di essere liberi di godere della vita e della famiglia senza essere troppo coinvolti nelle attività quotidiane. Ma ricorda a se stessa e ai lettori che questo è un ideale lontano dalla realtà.</p>
<p>Jeanne Callegari sul blog <a title="Vai al blog" href="http://blogueirasfeministas.com/2011/11/o-dilema-do-trabalho-domestico/" target="_blank">Blogueiras Feministas</a> (Blogger feministe) offre un approccio alternativo a un futuro senza impiegate domestiche: riconoscere che potersi permettere una domestica è un privilegio che tende a scomparire, e iniziare a prendersi cura delle proprie cose, &#8220;ed è giusto che vada così&#8221;.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/luis-henrique/' title='elenca tutti gli articoli di Luis Henrique'>Luis Henrique</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/miriam-zappellini/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Miriam Zappellini'>Miriam Zappellini</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/05/brazil-domestic-work-in-transition/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/brazil-domestic-work-in-transition/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrazil-domestic-work-in-transition%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrazil-domestic-work-in-transition%2F&#038;text=Brasile%3A+lavoro+domestico+e+integrazione+sociale&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrazil-domestic-work-in-transition%2F&#038;title=Brasile%3A+lavoro+domestico+e+integrazione+sociale' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrazil-domestic-work-in-transition%2F&#038;title=Brasile%3A+lavoro+domestico+e+integrazione+sociale' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrazil-domestic-work-in-transition%2F&#038;title=Brasile%3A+lavoro+domestico+e+integrazione+sociale' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrazil-domestic-work-in-transition%2F&#038;title=Brasile%3A+lavoro+domestico+e+integrazione+sociale' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Cina 2011: repressioni, rivolte popolari e cyber-attivismo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 17:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Torchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Dalle repressioni di qualsiasi malcontento popolare ai dibattiti sui modelli di sviluppo futuro: il 2011 è stato un altro anno ricco di eventi in Cina. Eccone un'ampia panoramica tramite gli articoli pubblicati da Global Voices.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 è iniziato con un giro di vite da parte delle autorità cinesi per prevenire il dilagare della cosidetta &#8216;Rivoluzione Araba dei Gelsomini&#39; ed è terminato con una serie di rivolte di una popolazione stanca a causa della corruzione delle autorità locali e delle acquisizioni illegali di terreni.</p>
<p><strong>Repressioni dei Gelsomini</strong></p>
<p>La Primavera Araba ha <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/01/17/china-tense-days-and-nights-in-tunis"> riportato alla memoria</a> [en, <em>come tutti gli altri link eccetto ove diversamente segnalato</em>] del popolo cinese la sua stessa storia politica contro le autorità. La <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/02/13/china-farewell-to-all-mubaraks">caduta di Mubarak</a> in Egitto ha quindi messo in allerta il regime autoritario illegittimo in Cina.</p>
<p><a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/01/china-not-tweeting-a-revolution">Senza un confronto reale con alcuna opposizione</a>, il Partito Comunista Cinese (PCC) <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/02/23/china-playing-revolution-on-twitter">ha cominciato l’anno con una dura repressione</a> contro alcuni <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/cina-una-rivoluzione-del-gelsomino-locale-forse-chissa/">utori influenti online</a> [it] e gli attivisti dei diritti umani nel febbraio 2011. Tra loro ci sono il blogger attivista <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/31/china-the-interrogation-a-tale-of-ai-and-revolution">Liu Di</a>, il famoso attivista-artista  <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/04/china-ai-weiwei-detained-initial-twitter-reactions">Ai Weiwei</a>, lo scrittore del Sichuan <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/09/china-ran-yunfei%e2%80%99s-blogging-for-political-change">Ran Yunfei</a>, l&#39;avvocatessa di Shanghai <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/cina-avvocata-detenuta-e-interrogata-sulla-sua-vita-sessuale/">Li Tiantian</a> [it], l&#39;attivista forense del Sichuan <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/06/01/china-first-jasmine-sentence-handed-down">Li Shuangde</a> e l&#39;attivista di Pechino <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/07/18/china-campaigning-for-the-release-of-female-activist-wang-lihong">Wang Lihong</a>.</p>
<div id="attachment_277917" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://www.weibo.com/1930653571/xCgjP9ZYU"><img class="size-medium wp-image-277917 " title="Christian Bale, immagine da Weibo" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/bale3-375x275.jpg" alt="Christian Bale, immagine da Weibo" width="200" /></a><p class="wp-caption-text">Christian Bale, immagine da Weibo</p></div>
<p>Nonostante l’atmosfera tesa, gli attivisti dell’informazione hanno continuato a manifestare a favore di tutti i detenuti politici.  La <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/cina-campagna-a-favore-di-un-attivista-cieco-repressa-con-la-violenza/">campagna a favore della liberazione di Chen Guangchen</a>[it] si è protratta per mesi dal settembre 2011, e gli ultimi sviluppi sono quelli che hanno visto protagonista <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/cina-attore-inglese-maltrattato-per-aver-provato-a-visitare-attivista-locale/">l’attore attivista Christian Bale che è stato malmenato dalle guardie del villaggio</a> [it] mentre cercava di far visita a Chen.</p>
<p><strong>Conflitti sociali</strong></p>
<p>I conflitti sociali hanno continuato a proliferare tra le comunità locali per tutto il 2011. Il primo caso all’inizio dell’anno è stata <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/01/03/china-nationwide-truth-crisis-as-qian-yunhuis-death-ruled-an-accident">l’indagine sul presunto omicidio di Qian Yunhui</a>, un capo villaggio nella provincia dello Zhejiang che si era opposto alle acquisizioni forzate di terreni nella contea di Yueqing. Mentre l’indagine ufficiale chiudeva il caso come un incidente, molti netizen ritenevano si trattasse di un omicidio per i ben numerosi interessi che il governo della contea ha nei progetti di sviluppo edilizio..</p>
<p>Mentre le aree rurali sono state devastate dalla confisca territoriale, le aree urbane erano minacciate dalle bolle immobiliari. La maggior parte dei cittadini pensavano che il governo avrebbe dovuto introdurre una politica per ridimensionare il mercato immobiliare e hanno espresso la loro rabbia verso l’irrealistica <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/china-voila-rmb-77-rent-per-month/">propaganda comunista </a>[it], secondo cui generosi sussidi di affitto erano disponibili per aiutare le famiglie a basso reddito a Pechino.</p>
<p>Invece di aiutare i poveri, molte città hanno adottato la politica di <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/04/cina-lespulsione-degli-indesiderati-dai-centri-urbani/">ripulirsi dagli &#8220;indesiderati&#8221;</a>[it]. La disparità di reddito e l’ingiustizia sociale hanno causato un amaro risentimento di quest&#39;ultimi verso le persone ricche e i <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/25/china-three-public-expenditures-and-state-secrets">governanti</a>.</p>
<p>Le reazione dei netizen al <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/21/china-the-murder-case-of-yao-jiaxin">caso di omicidio di Yao Jiaxin</a> ha rispecchiato il sentimento popolare. <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/08/china-taxi-drivers-and-railway-workers-on-strike">I tassisti</a> sono stati tra i principali gruppi sociali a provare l’effetto dell’inflazione sulla loro vita. D’altra parte, dal momento che la società è divenuta più instabile e l’economia ha subito un’inflessione, <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/cina-la-fuga-dei-ricchi/">i ricchi sono fuggiti</a>[it], <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/06/china-the-runaway-bosses-of-wenzhou-city">chi comanda è scappato</a> e <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/11/17/china-suicide-civil-servants-in-depression-or-being-depressed">gli impiegati statali</a> si sono suicidati.</p>
<p>In questa situazione di ingiustizia sociale i bambini son il gruppo più vulnerabile. Nelle aree rurali, <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/cina-58-milioni-di-bambini-abbandonati/">58 milioni di bambini sono stati abbandonati</a> [it] dai loro genitori che sono andati in città alla ricerca di lavoro. Molti di loro sono diventati <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/cina-documentario-sulla-tratta-dei-bambini-rapiti-e-venduti/">vittime di rapimenti</a> [it]. Ancora più grave è il fatto che i rapitori di questi bambini siano protetti dalla <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/cina-la-norma-sulla-prostituzione-minorile-protegge-gli-stupratori/">&#8220;legge sulla prostituzione minorile&#8221;</a> [it].</p>
<p><a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/04/cina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare/">La sicurezza alimentare rimane un problema irrisolto</a> [it]. Gli scandali del latte avvelenato ha continuato a persistere per tutto l’anno. In seguito al fenomeno dei cinesi continentali che hanno attraversato il confine per approvvigionarsi di latte in polvere, si è verificata una <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/14/hong-kong-panic-over-milk-powder-shortage">carenza ad Hong Kong</a>. Il responso immediato del popolo cinese alla crisi giapponese per le radiazioni dovute al terremoto è stata la <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/16/china-salt-radiation-rumors-fuel-widespread-panic-buying">psicosi di acquisto</a> di sale marino. In ogni caso, l’effetto radioattivo è probabilmente minore rispetto ai componenti chimici trovati nelle <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/cina-sono-davvero-sicuri-i-cocomeri-esplosivi/">angurie</a> [it] e nell&#39;<a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/08/cina-dopo-i-cocomeri-esplosivi-arriva-laceto-chimico/">aceto</a> [it].</p>
<p><strong>Sviluppo eccessivo e rivolte popolari</strong></p>
<p>Molti dei conflitti popolari sono stati l’effetto di uno sviluppo incontrollato. <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/cina-il-governo-ammette-i-gravi-problemi-della-diga-delle-tre-gole/">L’impatto ambientale della costruzione della Diga delle Tre Gole</a> [it] deve essere ancora valutato.</p>
<div id="attachment_278928" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-278928 " title="Migliaia di persone bloccano l'entrata di un'autostrada." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/highspeed-300x300.jpg" alt="Migliaia di persone bloccano l'entrata di un'autostrada. Immagini ampiamente circolate in Weibo." width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Migliaia di persone bloccano una autostrada.</p></div>
<p>In agosto, <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/14/china-large-nimby-protest-erupts-in-dalian">una mobilitazione su larga scala “non nel mio cortile” ha avuto luogo a Dalian</a> e il governo locale è stato obbligato ad accettare la richiesta dei residenti di trasferire una fabbrica chimica. L’anno si è concluso con due rivolte dall’esito positivo nella provincia del Guangdong a <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/cina-proteste-e-repressioni-in-un-villaggio-del-guangdong/">Wukan</a> [it] e ad <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/12/20/china-guangdong-uprising-now-in-haimen">Haimen</a>: entrambe nate contro i principali progetti di espansione edilizia che traevano profitto dall’appropriazione dei terreni della popolazione.</p>
<p><strong>Il modello Cina</strong></p>
<p>Da una parte, le autorità sono assai orgogliose della crescita della Cina come nazione forte. Né sono mancati i film, come <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/cina-reazioni-contrastanti-per-lepopea-cinematografica-del-partito-comunista/"><em>Beginning of the Great Revival</em></a> [it], realizzati per celebrare il novantesimo anniversario del Partito Comunista Cinese (PCC).</p>
<p>Da un&#39;altra parte, però, al fine di fronteggiare i malcontenti sociali e politici senza dure repressioni, il PCC cerca di studiare <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/14/china-model-in-two-different-cities">differenti modelli di governo </a> per risolvere la sua crisi di legittimità. Alcuni studiosi hanno invocato il <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/cina-confucianesimo-politico-mito-o-realta/">ritorno al Confucianesimo come ideologia di stato</a> [it].</p>
<p>Il PCC non vuole rinunciare al suo modello dittatoriale monopartitico e introdurre riforme politiche. Preferisce  <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/hong-kong-il-governo-propone-lezioni-obbligatorie-di-patriottismo-nelle-scuole/">un’educazione che esegue il lavaggio del cervello</a>[it] e <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/05/12/china-red-culture-fever">la propaganda comunista</a> piuttosto che un cambiamento razionale delle procedure politiche e si basa sul <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/31/china%E2%80%99s-stability-machine-and-the-detention-of-chen-guangcheng">sistema di stabilità </a> per mantenere l’ordine sociale e politico. Così le azioni in difesa dei diritti sono state considerate <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/cina-qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo-diventa-realta/">assurde</a> [it], <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/06/26/china-update-on-the-independent-candidate-campaigns">le campagne di candidati indipendenti </a> nelle elezioni locali sono state soppresse, <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/08/cina-la-tv-di-stato-attacca-i-microblog/">le piattaforme di micro-blogging hanno ricevuto continui attacchi</a> [it], e gli attivisti sono stati soggetti a controlli quotidiani.</p>
<p>Il Modello Cina sembrava fosse anche entrato ad Hong Kong durante la visita del futuro premier Li Keqiang nell’agosto 2011. E’ la prima volta nella storia della città che  <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/17/china-and-hong-kong-citizen-arrested-for-wearing-political-t-shirt">un cittadino è stato arrestato </a> per aver indossato una T-shirt a carattere politico.</p>
<p><strong>Geopolitica</strong></p>
<p>Il <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/04/china-the-cost-of-space-ambition">costoso razzo spaziale </a> è simbolo per i cinesi e per il mondo della crescita della nazione. Ma in termini di politica internazionale, alcuni studiosi credono che la Cina si stia <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/cina-gli-spazi-internazionali-e-la-minaccia-di-taiwan/">bloccando</a> [it] a livello geopolitico. Il <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/30/china-questions-following-mekong-river-massacre">massacro sul fiume Mekong</a> e la <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/11/20/china-us-begins-pacific-century-online-nationalism-follows">strategia diplomatica statunitense nel Pacifico Orientale </a> hanno messo in allarme i nazionalisti cinesi sulla marginalizzazione della posizione diplomatica della Cina nel mondo.</p>
<p>In ogni caso, il gioco del <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/cina-il-nemico-immaginario-del-giappone/">nemico immaginario</a> [it] non potrà mai risolvere i conflitti sociali interni. Anche se <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/12/26/china-only-talking-about-a-revolution">alcuni intellettuali possono trovare un’altra rivoluzione troppo remota e irrealistica</a>, la democrazia e la libertà sono definitivamente diventate un’aspirazione della gente comune nell’anno del  <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/13/china-reflecting-on-100-years-since-the-xinhai-revolution">centesimo anniversario della Rivoluzione Xinhai</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/oiwan/' title='elenca tutti gli articoli di Oiwan Lam'>Oiwan Lam</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/silvia-torchio/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Silvia Torchio'>Silvia Torchio</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/05/china-2011-from-jasmine-crackdowns-to-grassroots-uprisings/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/cina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;text=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Georgia: il ritorno dei turchi meskheti</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 00:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Marrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 1944 Stalin deportò da questa regione oltre 100.000 musulmani. Dopo più di  60 anni e grazie agli obblighi del Paese nei confronti del Consiglio d'Europa, ad alcuni di loro è stato concesso un graduale rientro in patria. Online si condividono commenti, info e fotografie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rimpatrio in Georgia dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meskheti">turchi meskheti</a> [it] provenienti dall&#39;Azerbaigian, dalla Russia e dall&#39;Asia centrale, non rappresenta solo una priorità del Governo ma un obbligo da adempiere nei confronti del Consiglio d&#39;Europa, essendo il paese entrato a far parte della Comunità nel 1999. Nel 1944 Stalin aveva messo in atto una deportazione dalla regione georgiana della Meschezia di oltre centomila persone; fra di esse vi erano <a title="significato termine en" href="http://www.multilingualarchive.com/ma/enwiki/en/Hemshin_people">hemshin</a> [en,<em> come i link successivi eccetto ove diversamente indicato]</em> (armeni musulmani), curdi e <a title="traduzione" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Karapapak">karapapaki</a>. Quello dei turchi meskheti è comunque il gruppo di gran lunga più ampio ad essere stato esiliato.</p>
<p>Attualmente almeno quattrocentomila turchi meskheti vivono fuori dalla Georgia, sebbene non sia chiaro quanti dovrebbero ancora rientrare a seguito di un processo che avrebbe dovuto concludersi ufficialmente l&#39;anno scorso, ma che potrebbe essere prorogato. Questa è stata una delle ragioni per le quali il processo di reintegrazione è durato così a lungo, soprattutto ora che l&#39;etnia armena costituisce la maggioranza della popolazione dell&#39;odierna regione del Samtskhe-Javakheti. Il risultato è che il Governo georgiano sta facendo ristabilire i turchi meskheti un po&#39; ovunque sul territorio nazionale,  allo scopo di non creare tensioni nei rapporti fra le varie etnie.</p>
<p>Il blog <em>East of Center</em> riassume <a title="post en" href="http://eastofcenter.tol.org/2011/03/1196/">vari punti di vista </a> :</p>
<blockquote><p>Grazie alla paranoia di Stalin, milioni di musulmani e membri di vari gruppi etnici non-slavi sono stati deportati con la forza dall&#39;Unione Sovietica in Asia centrale durante gli anni &#8216;30 e &#8216;40. E&#39; difficile a credersi ma di queste comunità nessuna ha sofferto tanto né è stata così tanto ignorata quanto quella dei turchi meskheti.[&#8230;]</p>
<p>Appare comunque chiaro che la Georgia non è in grado di ridistribuire in alcun modo una popolazione così ampia sul proprio territorio, tanto meno riuscirebbe a farlo una regione sottosviluppata come il Samtskhe-Javakheti, ove originariamente vivevano i meskheti. Vi è poi la questione armena e una buona dose di sentimento antimusulmano. [&#8230;]</p></blockquote>
<div id="attachment_282667" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a title="foto ECMI" href="http://repatriation.ge/index.php?m=33&amp;artist_id=11&amp;p_ppai=1&amp;lng=eng"><img class="size-full wp-image-282667 " title="Salim Khamdiv del villaggio Abastumani. Khamdiv aveva 14 anni quando ebbe luogo la deportazione © Temo Bardzimashvili" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/meskhetian_turk_0001.jpg" alt="Salim Khamdiv del villaggio Abastumani. Khamdiv aveva 14 anni quando ebbe luogo la deportazione © Temo Bardzimashvili" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Salim Khamdiv del villaggio Abastumani. Khamdiv aveva 14 anni quando ebbe luogo la deportazione. © Temo Bardzimashvili</p></div>
<p>Tuttavia, <a title="sito in georgiano" href="http://repatriation.ge/index.php?m=30">secondo quanto riferisce il Centro Europeo per gli Interessi delle Minoranze </a> [ge], in un periodo di adesione di due anni scaduto a Luglio 2010, il Governo georgiano ha ricevuto solo 5 841 richieste di rimpatrio ammissibili.<br />
Il numero degli individui ammonta a soli 9 350. Ahıska Türkleri – Ahıskalılar spiega in cosa <a title="blog en" href="http://www.ahiskaturkleri.com/where-is-meskhetia/">sperano</a> i turchi meskheti:</p>
<blockquote><p>Vogliamo far ritorno alle nostre terre dalle quali siamo stati espulsi ingiustamente. Ad oggi, ci hanno fatto stabilire in 2000 diversi insediamenti sparsi in 9 paesi differenti, inclusi gli USA. Nei paesi nei quali viviamo incontriamo difficoltà a ottenere la cittadinanza, il permesso di soggiorno e quello lavorativo. La nostra cultura e la nostra lingua sono sull&#39;orlo dell&#39;estinzione. Vogliamo tornare al nostro paese come cittadini georgiani e da ora in poi vivere le nostre vite nella nostra terra.</p></blockquote>
<div id="attachment_282669" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a title="translation" href="http://repatriation.ge/index.php?m=33&amp;artist_id=11&amp;p_ppai=1&amp;lng=eng"><img class="size-full wp-image-282669 " title="Osman Mekhriev (sinistra) e Islam Niazov, anziani della comunitàdi Abastumani Meskhetianf, si prendono una pausa dalle preghiere durante le celebrazioni di fine Ramadan © Temo Bardzimashvili" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/meskhetian_turk_0002.jpg" alt="Osman Mekhriev (left) and Islam Niazov, elders of the Abastumani Meskhetian community, take a break from the holiday prayers during the end of Ramazan celebrations © Temo Bardzimashvili " width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Osman Mekhriev (sinistra) e Islam Niazov, anziani della comunitàdi Abastumani Meskhetianf, si prendono una pausa dalle preghiere durante le celebrazioni di fine Ramadan. © Temo Bardzimashvili </p></div>
<p>L&#39;anno scorso, il blog Zaka Guluyev ha raccontato nel dettaglio la situazione di alcuni di quelli <a title="blog en" href="http://guluyev.wordpress.com/2010/06/22/ethnic-meskhetians/">che hanno fatto ritorno</a>, principalmente dall&#39; Azerbaigian al Samtskhe-Javakheti:</p>
<blockquote><p>Muslim Arifov e la sua famiglia hanno fatto ritorno tre anni fa ad Akhiltskhe da Saatly, insediamento in Azerbaigian. Arifov dice che ora che è ritornato e che vive nella Georgia, sua terra natale, si sente felice. “I miei genitori furono ingiustamente deportati da questa regione. Ora sono contento di esser riuscito a far ritorno e a vivere nella mia patria, la Georgia, con la mia famiglia.”</p>
<p>Due mesi fa anche Mehemmed Rehimov, parente di Muslim, ha deciso di ritornare con la sua famiglia dall&#39;Azerbaigian e di vivere nella sua terra madre, ad Akhlstkhe. Mehemmed Rehimov è convinto che la Georgia sia un posto migliore nel quale vivere. “Vivere nella mia terra natale, la Georgia, è una bella sensazione. Sono già passati due mesi da quando sono arrivato qui. In questo posto con la mia famiglia sono felice e appagato”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Ismayil Moidze, presidente della società [la Vatan Georgian Axhiska Turks] sostiene che la la loro organizzazione si aspettava che molte più persone presentassero domanda per il rientro. Ma spiega anche che molte famiglie si sono rifiutate di far domanda poiché [&#8230;] per richiedere lo status di rimpatriati in Georgia sono necessari molti documenti. [&#8230;] Ecco il motivo per cui molte famiglie optano per rimanere dove già vivono”.</p></blockquote>
<div id="attachment_282673" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a title="translation" href="http://repatriation.ge/index.php?m=33&amp;artist_id=11&amp;p_ppai=1&amp;lng=eng"><img class="size-full wp-image-282673 " title="Rana Rajabova, sposa 24enne nel villaggio di Shirinbeili in Azerbaijani. I nonni di Rana, nati nel villaggio georgiano di Arali, nella regione di Adigeni, furono deportati in Uzbekistan. Prima della deportazione i soldati dissero loro che sarebbero ritornati entro 7 giorni, quindi non avrebbero dovuto portare con sé alcun effetto personale. Sua nonna nascose i propri gioielli in oro in casa con la speranza di far ritorno entro una settimana. I familiari di Rana hanno presentato domanda per il rimpatrio e dichiarano di non voler essere dei 'rifugiati' © Temo Bardzimashvili " src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/meskhetian_turk_0003.jpg" alt="Rana Rajabova, a 24-year-old bride in the Azerbaijani village of Shirinbeili. Rana's grandparents, natives of the Arali village in Georgia's Adigeni region, were deported to Uzbekistan. Before the deportation they were told by the soldiers that they would return in 7 days, so no belongings should be taken. Her grandmother hid her gold jewelry at home with the hope of returning after a week. Rana's family has applied for the repatriation and says that they do not want to be &quot;refugees.&quot; © Temo Bardzimashvili " width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Rana Rajabova, sposa 24enne nel villaggio di Shirinbeili in Azerbaijani. I nonni di Rana, nati nel villaggio georgiano di Arali, nella regione di Adigeni, furono deportati in Uzbekistan. Prima della deportazione i soldati dissero loro che sarebbero ritornati entro 7 giorni, quindi non avrebbero dovuto portare con sé alcun effetto personale. Sua nonna nascose i propri gioielli in oro in casa con la speranza di far ritorno entro una settimana. I familiari di Rana hanno presentato domanda per il rimpatrio e dichiarano di non voler essere dei rifugiati. © Temo Bardzimashvili</p></div>
<p>Il blog <em>Georgian Youth | Multiculturality | New Challenges</em> <a title="sito en" href="http://newgeorgianyouth.wordpress.com/2011/06/17/learning-georgian-with-young-repatriated-meskhetians/">illustra le procedure per la reintegrazione dei nuovi arrivati</a>:</p>
<blockquote><p>Nel Samstkhe-Javakheti, l&#39;associazione regionale “Toleranti” fornisce alle famiglie dei meskheti rimpatriati consulenza legale, assistenza medica e supporto linguistico. Nel quadro del progetto triennale “Fornire assistenza umanitaria per rimpatriare i meskheti e prevenire i tentativi di rientro &#8216;non autorizzati&#39;”, è noto che l&#39;associazione ha organizzato lezioni per i giovani meskheti rimpatriati due volte a settimana. I giovani che frequentano le lezioni sperano di migliorare il proprio rendimento scolastico, giacché l&#39;istruzione viene loro impartita in georgiano, e promuovere la propria integrazione in seno alla comunità.</p>
<p>Visto quanto sono motivati e la fretta che hanno di imparare il georgiano, la loro integrazione ha in genere il 100% di probabilità di successo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Diverse sono le ragioni che impediscono loro di sentirsi completamente a casa propria in Georgia ma la principale è certamente quella di attendere ancora una risposta alla richiesta di cittadinanza georgiana presentata due anni or sono.</p>
<p>Senza la cittadinanza, in Georgia non godono di pieni diritti e quindi devono lottare per avere accesso a servizi di base come l&#39;assistenza medica. Ma non hanno scelta: proprio come tutti gli altri, sono costretti ad attendere […] - ciò significa una vita di incertezze a lunga scadenza…</p></blockquote>
<div id="attachment_282678" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a title="foto sito ECMI " href="http://repatriation.ge/index.php?m=33&amp;artist_id=11&amp;p_ppai=2"><img class="size-full wp-image-282678 " title="I ritratti di Abdullah Gamidov, sua moglie Khalida e suo padre Zia Chumidze poggiano sulla scacchiera in casa di Gamidov in Kant, Kyrgystan. Zia Chumidzelottava al fronte quando ebbe luogo la deportazione e non fece mai ritorno a casa. © Temo Bardzimashvili " src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/meskhetian_turk_0004.jpg" alt="Portraits of Abdullah Gamidov, his wife Khalida, and her father Zia Chumidze lie on the checkerboard in the Gamidov's house in Kant, Kyrgystan. Zia Chumidze was fighting at the frontline when the deportation happened and never made it home. © Temo Bardzimashvili " width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">I ritratti di Abdullah Gamidov, la moglie Khalida e il padre Zia Chumidze poggiano sulla scacchiera in casa di Gamidov in Kant, Kyrgystan. Zia Chumidzelottava al fronte quando ebbe luogo la deportazione e non fece mai ritorno a casa. © Temo Bardzimashvili </p></div>
<p><em>Where&#39;s Keith</em> <a title="commento in en" href="http://keithrkenney.wordpress.com/2011/12/15/a-journalist-and-a-photographer/">commenta il lavoro</a> del giornalista georgiano e fotografo <a title="profilo ru" href="http://agency.photographer.ru/authors/index.htm?id=102">Temo Bardzimashvili</a> [ru] che ha documentato sia il ritorno dei turchi meskheti in Georgia che le loro vite in Azerbaigian, Kyrgyzstan e Turchia. Uno dei lavori di Bardzimashvili, “La Terra non Promessa – il Lungo Cammino verso casa dei Meskheti” è stato esposto a Tbilisi, <a title="foto sito ECMI" href="http://repatriation.ge/index.php?m=33&amp;artist_id=11&amp;p_ppai=1&amp;lng=eng">con il patrocinio del Centro Europeo per gli Interessi delle Minoranze (ECMI)</a>, ed è incluso in questo post per gentile concessione.</p>
<p>Delizia Flaccavento <a title="blog en" href="http://deliziaflaccavento.com/?p=39">pubblica sul proprio blog fotografie di una comunità di rifugiati Meskheti</a> a Buffalo, New York. Lo stesso avviene  <a title="blog en" href="http://marissamullerturk.blogspot.com/">per i Turchi Meskheti rifugiati</a> ad Atlanta, Georgia (Stato del US). Frattanto l&#39;ECMI denuncia &#8220;l&#39;impellente necessità [&#8230;] di sensibilizzare la coscienza pubblica, soprattutto attraverso i mezzi d&#39;informazione e il sistema scolastico, circa il diritto degli individui deportati al rientro e al procedimento di rimpatrio [&#8230;].&#8221;</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-marrone/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Marrone'>Elena Marrone</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/03/georgia-return-of-the-meskhetian-turks/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/georgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F&#038;text=Georgia%3A+il+ritorno+dei+turchi+meskheti&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F&#038;title=Georgia%3A+il+ritorno+dei+turchi+meskheti' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F&#038;title=Georgia%3A+il+ritorno+dei+turchi+meskheti' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F&#038;title=Georgia%3A+il+ritorno+dei+turchi+meskheti' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F&#038;title=Georgia%3A+il+ritorno+dei+turchi+meskheti' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Povertà nel mondo: &#8220;frontiere aperte&#8221; come soluzione radicale?</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 22:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela Visintin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo parecchi esperti, la povertà non è qualcosa di inevitabile. E la soluzione più radicale per ridurla consisterebbe proprio nell'aprire le frontiere tra i vari Paesi del mondo, consentendo così chi voglia di emigrare laddove vi è una maggiore necessità di manodopera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 dicembre si è colta l&#39;occasione per celebrare <a title="Articolo su 'Journee Mondiale' in francese" href="http://www.journee-mondiale.com/76/18_janvier-internationale_migrants.htm">la Giornata Internazionale degli Immigrati</a> [fr]. In questi tempi di crisi economica mondiale, l&#39;immigrazione proveniente dai Paesi in via di sviluppo è stata spesso additata da diversi partiti politici come fonte di disoccupazione nei loro rispettivi Paesi. Nonostante finora non vi sia nessuna ricerca in grado di comprovare il fatto che l&#39;immigrazione abbia veramente avuto un ruolo centrale nella crisi occupazionale, questa convinzione, ormai impressa nella mente di molti, è dura a morire.</p>
<p>Vi è anche un altro fenomeno che si è ben stabilito nel tessuto di molte società sviluppate: l&#39;aumento di campagne umanitarie durante il periodo festivo. Infatti, ad ogni fine d&#39;anno, nei Paesi più sviluppati, si lanciano simili campagne mirate a incoraggiare i cittadini a versare contributi per combattere la povertà in regioni più lontane e meno fortunate.</p>
<p>In aggiunta alla diffusione, nel periodo festivo, di immagini di estrema povertà (definita anche come &#8220;<a title="Articolo sulla poverty porn sul blog di Owen" href="http://www.owen.org/blog/3018">poverty porn</a>&#8221; [en, <em>come negli articoli successivi, tranne dove diversamente indicato</em>] nel settore dello sviluppo, quando tali immagini vengono  eccessivamente strumentalizzate dalle istituzioni benefiche) vi sono  delle statistiche allarmanti:<a title="Dati sul sito della Banca mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:21881954~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">1,4 miliardi di persone vivono con meno di 1,25$ al giorno</a>. Nonostante alcuni progressi economici in molte nazioni africane, l&#39;ineguaglianza sociale è ancor più marcata nel continente africano.</p>
<p>Gli economisti prevedono che <a title="Articolo sul sito della Banca mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:21881954~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">entro il 2015, 1/3 della popolazione povera del mondo risiederà nel continente africano</a>. Di fatto, la difficoltà economica è uno dei fattori indicati dalle <a title="Statistica su gallup.com" href="http://www.gallup.com/poll/124028/700-million-worldwide-desire-migrate-permanently.aspx">700 milioni di persone in tutto il mondo che desiderano abbandonare il loro Paese d&#39;origine</a>.</p>
<div id="attachment_92239" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.flickr.com/photos/antonioperezrio/763838591/sizes/m/in/photostream/"><img class="size-medium wp-image-92239 " title="Nomadi in Marocco, immagine tratta da Flickr di Antonioperezrio (CC-NC-2.0) " src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/Nomades-375x249.jpg" alt="Nomadi in Marocco, immagine tratta da Flickr di Antonioperezrio (CC-NC-2.0) " width="375" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Nomadi in Marocco; immagine di Antonioperezrio, rirpesa da Flickr con licenza Creative Commons NC-2.0 </p></div>
<p>Spesso si ha l&#39;impressione che i Paesi meno sviluppati semplicemente non riescano a sottrarsi al flagello della povertà, perché a quanto pare impotenti davanti alla grandezza di tale compito. Inoltre, spesso a questi Paesi viene ricordata la loro incapacità di soddisfare i bisogni della loro popolazione senza il sostegno internazionale, il quale nonostante sia una conseguenza di gravi crisi, viene spesso visto come un ricorrente affronto all&#39;orgoglio nazionale.</p>
<p>Molti esperti ritengono che in realtà la povertà non sia inevitabile,  ma, per molti esperti di economia, la soluzione più radicale per una  drastica riduzione della povertà mondiale consisterebbe nell&#39;aprire le  frontiere <a title="Articolo su abc.net" href="http://www.abc.net.au/unleashed/44780.html">tra i vari Paesi e permettere ai lavoratori di emigrare laddove vi è una maggiore richiesta di manodopera. </a></p>
<p>I professori Marko Bagaric e Lant Pritchett sono stati tra i primi studiosi ad aver introdotto il<a title="Articolo di wikipedia sul concetto di 'open border'" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Open_border">concetto di “frontiere aperte”</a> come soluzione per ridurre la povertà mondiale.</p>
<p><a title="Articolo di Bagaric sul Sydney Morning Herald" href="http://www.smh.com.au/opinion/politics/migration-can-end-worldwide-poverty-20100406-rpaf.html#ixzz1gyDejPYs">Bagaric scrive</a>:</p>
<blockquote><p>L&#39; invio di proventi in luoghi più poveri è encomiabile, ma è troppo lento e irregolare per aumentarne davvero il benessere. Si potrebbe invece  perseguire direttamente questo scopo, liberando il flusso di persone  cosicché possa dirigersi dove si trovano beni e opportunità […] La crisi della fame  è una crisi della ripartizione di cibo e non della mancanza di  quest&#39;ultimo. Il miglior modo per combattere la povertà nel Terzo Mondo  si trova nell&#39;aumentare significativamente la migrazione verso  l&#39;Occidente. Una volta trovatesi in una situazione in cui sarebbero costrette a  cavarsela da sole, molte persone andrebbero laddove si trovano i  mezzi di sostentamento, portando così a un equilibrio approssimativo tra le risorse e la popolazione mondiali.</p></blockquote>
<p>Lant Pritchett spiega il concetto in modo dettagliato nel suo libro (del 2006): <em>Let Their People Come: Breaking the Gridlock on International Labor Mobility</em>, nel quale cita <a title="Articolo già citato su abc.net" href="http://www.abc.net.au/unleashed/44780.html">i risultati di un&#39;apposito studio, sostenendo che</a>:</p>
<blockquote><p>Eliminando le ultime barriere doganali del pianeta il PIL mondiale aumenterebbe di circa 100 miliardi di dollari. L&#39;eliminazione delle barriere d&#39;immigrazione, invece, raddoppierebbe il reddito mondiale; ciò significa che il PIL mondiale aumenterebbe di 60 trilioni di dollari. Questa ricchezza in più si distribuirebbe nel mondo, ma i maggiori beneficiari sarebbero le persone che ora vivono nei Paesi poveri.</p></blockquote>
<div id="attachment_92238" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.flickr.com/photos/austinevan/3274621603/"><img class="size-medium wp-image-92238 " title="Dimostrazioni tenute a Parigi a favore del diritto di lavoro degli immigrati, immagine tratta da Flickr di austinevan(CC-NC-SA-2.0) " src="http://fr.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/Immigration-protests-375x300.jpg" alt="Dimostrazioni tenute a Parigi a favore del diritto di lavoro degli immigrati, immagine tratta da Flickr di austinevan (CC-NC-SA-2.0) " width="375" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Dimostrazioni tenute a Parigi a favore del diritto di lavoro degli immigrati, immagine tratta da Flickr (austinevan, licenza CC BY-2.0)</p></div>
<p>La Banca Mondiale ha pubblicato <a title="Studio sul sito della Banca Mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:23058070~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">uno studio sul contributo degli immigrati all&#39;economia dei loro Paesi d&#39;origine </a> grazie alle rimesse dall&#39;estero. Secondo lo studio ci si aspetta che le  rimesse  raggiungeranno i 351  miliardi di dollari verso i Paesi in via  di sviluppo e 481 miliardi di  dollari a livello mondiale, inclusi i  paesi ad alto reddito. Lo studio <a title="Articolo sul dito della Banca Mondiale" href="http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/NEWS/0,,contentMDK:23058070~pagePK:64257043~piPK:437376~theSitePK:4607,00.html">cita inoltre</a>:</p>
<blockquote><p>Il flusso di rimesse verso quattro delle sei regioni in via di sviluppo, designate dalla Banca Mondiale, nonostante le difficili condizioni economiche in Europa e altre destinazioni degli immigrati africani, è aumentato più velocemente di quanto ci si aspettasse: dell&#39;11% verso l&#39;Europa Orientale e Asia Centrale, del 10,1% verso il Sud Asia, del 7,6% verso l&#39;Asia orientale e il Pacifico e del 7,4% verso l&#39;Africa sub-sahariana.</p></blockquote>
<p>Non c&#39;è bisogno di dire che queste teorie non-ortodosse vengono messe in dubbio da molti esperti e politici. Frank Salter spiega che le maggiori preoccupazioni derivano dalle disfunzioni  <a title="Articolo di Frank Salter su quadrant.org" href="http://www.quadrant.org.au/magazine/issue/2010/6/the-misguided-advocates-of-open-borders">relative a ogni società multiculturale</a>:</p>
<blockquote><p>Un&#39;immigrazione senza restrizioni nuocerebbe agli interessi nazionali (dell&#39;Australia) come documentato da studiosi di economia, sociologia e discipline relative. Gran parte dei danni si può prevedere da quel che già si sa sui problemi relativi all&#39;eterogeneità in una società: tra questi si conta la crescente ineguaglianza della forma particolarmente ingiusta della stratificazione etnica. L&#39;eterogeneità è stata associata a una democrazia ridotta, una crescita economica in rilento, una coesione sociale e un aiuto esterno in calo, un aumento della corruzione e  rischio di conflitti civili.</p></blockquote>
<p>Da un punto di vista politico, l&#39;Europa non ha intenzione di aprire le  frontiere, ma piuttosto il contrario. In Francia ad esempio, la legge  Guéant ha posto delle restrizioni sulla possibilità di assunzione,  scatenando varie reazioni. Julie Owono, autrice di Global Voices, <a title="Articolo in italiano su Global Voices" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/francia-linea-dura-contro-limmigrazione-studentesca/"> descrive le implicazioni di questa legge e le reazioni dei blogger</a>[it] africani che la ritengono una ragione in più per contribuire  allo sviluppo dei loro Paesi. Sul blog di Rue 89&#8242;, Owono aggiunge che <a title="Blog di Rue 89'" href="http://www.rue89.com/2011/11/27/la-france-veut-bien-des-etudiants-etrangers-mais-juste-les-riches-226947">la legge Guéant emargina gli studenti stranieri con possibilità economiche limitate.</a> [fr].</p>
<p>In Africa, soltanto qualche esperto ha studiato l&#39;idea delle frontiere aperte, la quale è senz&#39;ombra di dubbio troppo lontana dalla realtà del continente. Arash Abizadeh, professore di filosofia all&#39;università McGill, non appoggia l&#39;apertura delle frontiere, però afferma che il sistema di confini attuale non può essere giustificato da una logica liberale ugualitaria. Abidazeh <a title="Saggio in pdf di Abidazeh" href="https://papyrus.bib.umontreal.ca/jspui/bitstream/1866/3374/1/2006v4n1_ABIZADEH.pdf">afferma che</a> se ci si vuole attenere al credo che “Tutti gli uomini sono nati liberi e uguali”, la costituzione di confini è in sé una violazione di tale  principio.</p>
<p>Il blogger malgascio Sly ha scritto a proposito <a title="Post di Sly su Yahoo Answers" href="http://answers.yahoo.com/question/index?qid=20111118224058AA2lH9a">dei rischi di aprire le frontiere</a>:</p>
<blockquote><p>Sono africano, e se da una parte l&#39;apertura delle frontiere potrebbe essere una buona idea, dall&#39;altra vi sono degli ostacoli:<br />
-il traffico minorile<br />
-il traffico di stupefacenti<br />
-la diffusione del virus dell&#39;HIV e di altre malattie<br />
-la formazione di campi profughi nelle nazioni più benestanti, la quale causerebbe dei problemi.<br />
Detto questo, c&#39;è da ricordare che sono proprio alcuni paesi africani  ad adottare il sistema delle frontiere aperte con i Paesi confinanti.</p></blockquote>
<p>Sly si riferisce al fatto che l&#39;apertura delle frontiere tra il Kenya, l&#39;Uganda e l&#39;Etiopia, come tentativo di aumentare l&#39;integrazione economica regionale, ha causato, durante la recente crisi della fame, <a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html">gravi problemi</a><a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html"> </a><a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html">nella regione</a><a href="http://allafrica.com/stories/201107252448.html"> </a>.</p>
<p>L&#39;idea di usare le frontiere aperte per ridurre le inuguaglianze sociali nel mondo implica che ridurre la povertà mondiale sarebbe la più grande priorità al mondo, e quindi più importante di altre questioni, come la sicurezza e gli interessi nazionali di ogni Paese. La teoria di Prithcett e Magric presenta certamente parti controverse che potrebbero comunque ampliare il dibattito.</p>
<p>Tuttavia, nonostante le affermazioni della comunità internazionale che vuole ridurre la povertà nel mondo, la soluzione delle frontiere aperte è da considerarsi soltanto in contesti specifici e non avrà la precedenza su altre questioni nell&#39;agenda internazionale.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/lova-rakoto/' title='elenca tutti gli articoli di Lova'>Lova</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/manuela-visintin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Manuela Visintin'>Manuela Visintin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/12/19/92134/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/poverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;text=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fpoverta-nel-mondo-frontiere-aperte-come-soluzione-radicale%2F&#038;title=Povert%C3%A0+nel+mondo%3A+%26%238220%3Bfrontiere+aperte%26%238221%3B+come+soluzione+radicale%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Lavoratori africani rilanciano il dialogo con i cittadini di Rosarno</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Gostoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[L’uccisione di due senegalesi a Firenze e il raid incendiario contro un campo rom a Torino, hanno riacceso il dibattito sul razzismo in Italia. Si torna a parlare anche delle rivolte dei braccianti extracomunitari di Rosarno del gennaio 2010, contro le condizioni di vita alle quali il lavoro clandestinizzato e... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/italia-senegal-reazioni-dei-netizen-allassassinio-di-due-senegalesi-a-firenze/">L’uccisione di due senegalesi a Firenze</a> e <a href="http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/433883/">il raid incendiario contro un campo rom a Torino</a>, hanno riacceso il dibattito sul razzismo in Italia. Si torna a parlare anche delle <a href="http://vociglobali.it/a-rosarno-ricomincia-la-stagione-delle-arance-mentre-nulla-e-cambiato//">rivolte dei braccianti extracomunitari di Rosarno</a> del gennaio 2010, contro le condizioni di vita alle quali il lavoro clandestinizzato e sottopagato li rilegavano. Il <a href="http://www.ilquotidianoweb.it/it/calabria/index.html">Quotidiano della Calabria</a> pubblica una <a href="http://www.terrelibere.org/4406-gli-africani-di-rosarno-fieri-del-nostro-sudore">lettera aperta, in circolazione anche sul web</a>, dove lavoratori africani rilanciano il dialogo con i cittadini di Rosarno: ‘Chi in questi giorni ha parlato di noi diffondendo la paura è responsabile per le sue parole,’ scrivono. ‘Siamo qui per lavorare e contribuire allo sviluppo della città e della regione.’</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/ylenia-gostoli/' title='elenca tutti gli articoli di Ylenia Gostoli'>Ylenia Gostoli</a></span></span> 
 &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/lavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;text=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Egitto: traffico di organi umani ai danni di rifugiati nel Sinai</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 03:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Marrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
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		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
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		<description><![CDATA[Diversi gruppi internazionali per i diritti umani hanno formulato pesanti accuse sul sequestro di rifugiati africani a fini di estorsione, tortura e traffico di organi. Crescono i resoconti, e la preoccupazione, di casi simili che rivelano il fiorire di un vero e proprio traffico di organi umani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diversi gruppi internazionali a sostegno dei diritti umani, inclusi quelli presenti in Israele, hanno formulato pesanti accuse circa il sequestro di rifugiati africani a fini di estorsione, tortura e traffico di organi. L&#39;associazione  <a title="sito phr" href="http://www.phr.org.il/default.asp?PageID=145">Israeli Physicians for Human Rights</a> [en,<em> come i link successivi eccetto ove diversamente indicato</em>] (Medici Israeliani per i Diritti Umani), per esempio, <a title="articolo in en" href="http://www.phr.org.il/default.asp?PageID=183&amp;ItemID=1176"> riferisce</a> che &#8220;Centinaia di rifugiati sono ancora prigionieri in Sinai&#8221; e &#8220;vengono sottoposti ad abusi fisici, torture, stupri sistematici, fino alla morte, tutto ciò con l&#39;unico scopo di ottenere decine di migliaia di dollari come prezzo di riscatto per il loro rilascio.&#8221;</p>
<p>Nondimeno, desta particolare preoccupazione un recente servizio della CNN secondo cui sembra in aumento il mercato illegale di organi umani. L&#39;inchiesta riporta le testuali parole di un capo tribù: &#8220;Il traffico di organi è una delle attività più remunerative, seconda solamente a quella delle armi. Porta introiti superiori a quelli dello spaccio di droga e della prostituzione.&#8221;</p>
<p>[Attenzione: il seguente video contiene immagini che potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object id="ep" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="416" height="374"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="movie" value="http://i.cdn.turner.com/cnn/.element/apps/cvp/3.0/swf/cnn_416x234_embed.swf?context=embed_edition&amp;videoId=world/2011/11/03/pleitgen-cfp-organ-trafficking.cnn" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="416" height="374" src="http://i.cdn.turner.com/cnn/.element/apps/cvp/3.0/swf/cnn_416x234_embed.swf?context=embed_edition&amp;videoId=world/2011/11/03/pleitgen-cfp-organ-trafficking.cnn" bgcolor="#000000" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" wmode="transparent"></embed></object></p>
<p>israel matzav <a title="blog en" href="http://israelmatzav.blogspot.com/2011/11/they-steal-organs-dont-they.html">commenta così la notizia</a>:</p>
<blockquote><p>Nella nostra regione ha luogo il traffico di organi e la sua pratica si estende lungo tutto il confine Egiziano-Israeliano. Eppure lo avete saputo da sempre, no? Oh, aspetta un momento - non potevate saperlo perché davate retta a Carl Bildt e Donald Bostrom e pensavate che fossero gli ebrei a rubare gli organi. Ebbene, non è così. Sono gli arabi beduini che risiedono nella parte settentrionale della penisola del Sinai. E portano via gli organi ai rifugiati africani.</p></blockquote>
<p><a title="blog en" href="http://blogs.forward.com/the-shmooze/tags/sawarka/">The Jewish Daily Forward rilancia</a> in maniera analoga:</p>
<blockquote><p>Viene più volte denunciata l&#39;attività di contrabbandieri beduini egiziani dediti all&#39;uccisione dei migranti africani che tentano di penetrare in Israele, allo scopo di asportarne gli organi. Per la precisione, i beduini drogano i migranti che non riescono a pagare loro il compenso dovuto, li squartano, fanno man bassa dei loro organi e li abbandonano alla morte nel Sinai.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il Jerusalem Post fa riferimento ad una inchiesta della CNN che cita una fonte diretta che sostiene che un ospedale del Cairo invia cliniche mobili dotate di attrezzatura all&#39;avanguardia e sottopone i migranti ad indagini mediche per individuare i soggetti adatti all&#39;asportazione di organi sani. Fatto ciò, si passa all&#39;intervento chirurgico, che viene eseguito seduta stante, nel bel mezzo del deserto. I medici pagano alla tribù Sawarka 20 mila dollari e oltre per un organo.</p></blockquote>
<p>In questi periodi di tensione, Jerusalem Diaries è uno dei tanti blog ad aver pubblicato ciò sostiene essere la lettera di un riservista israeliano <a title="lettera en" href="http://jerusalemdiaries.blogspot.com/2011/11/israeli-reservist-writes-from-israel.html">che presta servizio al confine con l&#39;Egitto</a>:</p>
<blockquote><p>Diversi anni fa è iniziato l&#39;esodo dei rifugiati africani attraverso il confine egiziano del Sinai verso Israele, alla ricerca di asilo dopo le atrocità del Darfur. Quel che era iniziato con un esiguo numero di uomini, donne e bambini in fuga dai machete dei Janjaweed e dalla violenza dei fondamentalisti alla ricerca di una vita migliore, si è trasformato in una industria organizzata di traffico umano. In cambio di enormi somme di denaro, a volte risparmi di intere vite pagati alle &#8220;guide&#8221; beduine, a questi profughi si promette che verranno trasportati dal Sudan, dall&#39;Eritrea o qualche altro Paese africano, attraverso l&#39;Egitto e il deserto del Sinai, sino al rifugio sicuro di Israele.</p>
<p>Ascoltiamo sempre più spesso le orribili storie di atrocità patite da questi profughi nel loro viaggio verso la libertà. Sono soggetti e vittime di estorsione, stupro, tortura e persino furto di organi e i loro corpi vengono abbandonati alla decomposizione nel deserto.<br />
Se, per loro fortuna, sono sopravvissuti a questa orribile esperienza il cui prezzo è la libertà, quando li separa da Israele e dal loro traguardo solamente un recinto di filo spinato, si ritrovano a dover fare la grande corsa contro la morte cercando di schivare le pallottole dei soldati egiziani appostati lungo il confine. I soldati egiziani hanno il preciso ordine di colpire a morte chiunque tenti di attraversare il confine dall&#39;Egitto verso Israele. Evento che si verifica immancabilmente ogni notte.</p></blockquote>
<p>Anche Rebel With A Cause, blog egiziano, dimostra <a title="blog en" href="http://rwac-egypt.blogspot.com/2011/11/refugees-in-egypt-forgotten-issue.html">apprensione</a>:</p>
<blockquote><p>Le organizzazioni egiziane per i diritti umani avevano già manifestato in passato la loro proccupazione per le torture, gli stupri e il traffico di organi ai danni dei rifugiati africani in Sinai, ma gli ufficiali si erano rifiutati di ammettere la cosa o di prendere alcun provvedimento al riguardo.<br />
La situazione non sembra mutare e il nostro governo non vuole intervenire per far cessare questa tragedia.</p>
<p>Purtroppo abbiamo avuto brutte esperienze nel gestire i rifugiati in Egitto. Costoro lasciano i loro Paesi in fuga da guerre, persecuzioni o condizioni economiche terribili per far fronte a ulteriori avversità in Egitto.[&#8230;]</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Questa situazione tragica non può durare. Il governo deve prendere posizione e metter fine a queste gravi violazioni. È orribile che questi uomini, donne e bambini fuggano dal loro Paese per salvarsi la vita e si ritrovino in condizioni altrettanto difficili se non peggiori. Occorre maggiore attenzione per i rifugiati e la loro situazione, e  si dovrebbe metter fine alle atrocità che li attanagliano.</p></blockquote>
<div id="attachment_275102" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a title="traduzione" href="http://www.demotix.com/photo/939688/protest-against-israeli-trafficking-eritrean-refugees-organs"><img class="size-medium wp-image-275102" title="Dimostranti di fronte alla ambasciata USA protestano contro il traffico illegale di rifugiati eritrei uccisi, si presume, mentre attraversavano il Sinai." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/organ-Sinai-375x280.jpg" alt="Proteste davanti all'ambasciata USA protestano contro il traffico illegale di rifugiati eritrei uccisi, si presume, mentre attraversavano il Sinai. Immagine di carlos van as, copyright Demotix (25/11/11). " width="375" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Proteste davanti all&#39;ambasciata USA contro il traffico illegale di rifugiati eritrei uccisi, si presume, mentre attraversavano il Sinai. Immagine di carlos van as, copyright Demotix </p></div>
<p><a title="petizione en" href="http://forcechange.com/9512/stop-organ-trafficking-of-refugees-in-egypt/">Qui è possibile firmare la petizione</a> contro il traffico di organi dei rifugiati in Egitto.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-marrone/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Marrone'>Elena Marrone</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/12/05/egypt-trafficking-of-refugee-organs-in-sinai/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/egitto-traffico-di-organi-umani-ai-danni-di-rifugiati-nel-sinai/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fegitto-traffico-di-organi-umani-ai-danni-di-rifugiati-nel-sinai%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fegitto-traffico-di-organi-umani-ai-danni-di-rifugiati-nel-sinai%2F&#038;text=Egitto%3A+traffico+di+organi+umani+ai+danni+di+rifugiati+nel+Sinai&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fegitto-traffico-di-organi-umani-ai-danni-di-rifugiati-nel-sinai%2F&#038;title=Egitto%3A+traffico+di+organi+umani+ai+danni+di+rifugiati+nel+Sinai' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fegitto-traffico-di-organi-umani-ai-danni-di-rifugiati-nel-sinai%2F&#038;title=Egitto%3A+traffico+di+organi+umani+ai+danni+di+rifugiati+nel+Sinai' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fegitto-traffico-di-organi-umani-ai-danni-di-rifugiati-nel-sinai%2F&#038;title=Egitto%3A+traffico+di+organi+umani+ai+danni+di+rifugiati+nel+Sinai' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fegitto-traffico-di-organi-umani-ai-danni-di-rifugiati-nel-sinai%2F&#038;title=Egitto%3A+traffico+di+organi+umani+ai+danni+di+rifugiati+nel+Sinai' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>ActionAid: dimezzare la fame nel mondo entro il 2015</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 18:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Donne & Genere]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Combattiamo il cambiamento climatico e la carestia, insieme&#8221; [en] è il nuovo video diffuso da ActionAid e realizzato dal team di LatteCreative a sostegno della campagna contro la fame nel mondo, e in particolare per continuare a far pressione sui maggiori governi perché mantengano la promessa di dimezzare questa piaga... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=F9TvwFwTRFY&amp;feature=player_embedded">Combattiamo il cambiamento climatico e la carestia, insieme</a>&#8221; [en] è il nuovo video diffuso da <a href="http://www.actionaid.org/hungerfree">ActionAid</a> e realizzato dal team di <a href="http://www.lattecreative.com/">LatteCreative</a> a sostegno della <a href="http://www.actionaid.org/donate/redirect">campagna contro la fame nel mondo</a>, e in particolare per continuare a far pressione sui maggiori governi perché mantengano la promessa di dimezzare questa piaga entro il 2015.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/' title='elenca tutti gli articoli di Bernardo Parrella'>Bernardo Parrella</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Bernardo Parrella'>Bernardo Parrella</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/11/29/actionaid-halve-world-hunger-by-2015/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/actionaid-dimezzare-entro-il-2015/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Factionaid-dimezzare-entro-il-2015%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Factionaid-dimezzare-entro-il-2015%2F&#038;text=ActionAid%3A+dimezzare+la+fame+nel+mondo+entro+il+2015&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Factionaid-dimezzare-entro-il-2015%2F&#038;title=ActionAid%3A+dimezzare+la+fame+nel+mondo+entro+il+2015' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Factionaid-dimezzare-entro-il-2015%2F&#038;title=ActionAid%3A+dimezzare+la+fame+nel+mondo+entro+il+2015' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Factionaid-dimezzare-entro-il-2015%2F&#038;title=ActionAid%3A+dimezzare+la+fame+nel+mondo+entro+il+2015' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Factionaid-dimezzare-entro-il-2015%2F&#038;title=ActionAid%3A+dimezzare+la+fame+nel+mondo+entro+il+2015' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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