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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Linguaggi</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Marocco: i problemi dell&#039;istruzione pubblica all&#039;esame della blogosfera</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 05:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Diviso tra l'impeto alla modernizzazione e il potentissimo richiamo della tradizione e oberato da un'amministrazione macchinosa e centralizzata, il sistema educativo marocchino è da tempo oggetto di critiche appassionate, non ultime quelle della blogosfera. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/23/morocco-education-under-bloggers-scrutiny/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;alto tasso di analfabetismo è spesso un indicatore importante per individuare quello che gli osservatori definiscono un sistema educativo arcaico e diseguale che, a 50 anni dall&#39;indipendenza, ha deluso le aspettative di parecchi marocchini.</p>
<p>Diviso tra l&#39;impeto alla modernizzazione e il potentissimo richiamo della tradizione, dilaniato dal complesso dibattito sulle lingue da includere nel programma educativo, oberato da un&#39;amministrazione macchinosa e centralizzata, il sistema educativo marocchino è da tempo oggetto di critiche appassionate, non ultime quelle della blogosfera locale.</p>
<p><em>Mohamed</em>, uno studente universitario, <a title="Post in arabo" href="http://med-tanger.blogspot.com/2009/10/blog-post_09.html">attacca</a> [ar] soprattutto la metodologìa, basata sulla memorizzazione cieca e acritica delle nozioni, approccio apparentemente dominante all&#39;interno del sistema di studi. Il blogger scrive quanto segue:</p>
<blockquote><div class="arabic">لا يهم أن نفهم ما نحفظ أو أن نحاول فهمه، فقط إحفظ، ثم أتل ما حفظت، ودع الفهم لذوي العقول الراجحة..<br />
لم يكن يفرقنا عن الببغاوات الرمادية الكثير: تلقي مجموعة أسطر وفقرات، نحفظها عن قلب ظهر أو عن ظهر قلب فلا يهم، الأهم أن نستعرض ما حفظناه يوم الرعب: وعند الإمتحان يذل الحافظ أو يهان..<br />
بدأت تتكشف لي معالم الجامعة، تجارب نحفظها لنتظاهر بتطبيقها في المختبرات، أو لنقل شبه مختبرات تحريا للصدق. طُلب من أستاذ نتيجة تجربة فأجاب، سُئل لماذا هذه القيمة بالضبط؟ قال إنها القيمة التي حصل عليها فوج السنة الماضية! حتى الأساتذة يحفظون النتائج كما أنزلت ولله الحمد..
</div>
</blockquote>
<div class="translation">Non è importante capire quel che stiamo imparando a memoria. Bisogna solo apprendere e poi recitare. Lasciamo la comprensione alle menti sagge&#8230;<br />
Non eravamo molto diversi dai pappagalli a scuola: ci davano righe e paragrafi da imparare a memoria. La cosa davvero importante era saperli recitare quando arrivava il giorno dell&#39;orrore: il giorno degli esami, in cui eri messo in imbarazzo, e nella peggiore delle ipotesi umiliato;<br />
Poi ho cominciato a capire anche la realtà dell&#39;università. Simulavamo esperimenti condotti da altri, in cosiddetti laboratori. Abbiamo chiesto al professore di spiegarci il risultato dell&#39;esperimento e alcuni dettagli su questo o quel valore. La sua risposta: chiedetelo ai laureati dell&#39;anno scorso! Persino gli insegnanti imparano a memoria i risultati. Dio sia lodato (sarcastico). </div>
<p>Oltre al preoccupante tasso di analfabetismo, secondo alcune stime sarebbero moltissimi i bambini che non frequentano nessuna scuola, mentre altri abbandonano l&#39;istruzione in età precoce, come <a title="Post in arabo" href="http://www.nibraschabab.com/?p=2281">fa notare</a> [ar] <em>Ammar al-Khalfi</em> su <em><a title="Sito in arabo" href="http://www.nibraschabab.com/">Nebrass E&#39;shabab</a></em> [ar]:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>
إن السبب المساهم في الهدر المدرسي إن لم نقل السبب الرئيسي هو تدني مستوى التعليم العمومي، فحسب الدراسات وحسب تجربتي الشخصية فإن علاقة<br />
الطفل المغربي بالمدرسة أصبحت علاقة نفور، إذ تلاشى الرابط بين التلاميذ ومدرسيهم بسبب العنف والتهميش.<br />
كما تعاني المدرسة المغربية من نقص في التجهيز التربوي وندرة في الأنشطة غير التعليمية، وضعف في تكوين المدرسين لمواجهة حاجات الأطفال ومشاكلهم. وتطول لائحة الأسباب الخارجية المنفرة للأطفال من المدرسة، كالتفكك الأسري، وأمية الآباء والأمهات، وتأثير الشارع، والمخدرات والبطالة، والرغبة في الهجرة إلى الغرب.</p>
</blockquote>
</div>
<div class="translation">Una delle ragioni dell&#39;abbandono scolastico, se non <em>la</em> ragione principale, è la sempre più scarsa qualità dell&#39;istruzione pubblica. Gli studi dimostrano, e la mia esperienza personale conferma, che i bambini sono riluttanti alla scuola: la violenza e la marginalizzazione hanno incrinato quello che un tempo era un solido rapporto con l&#39;insegnante.<br />
Le scuole marocchine devono fronteggiare anche una mancanza di attrezzature e attività extra-scolastiche, e la scarsa formazione del corpo docente, che spesso non riesce a comprendere e soddisfare i bisogni dei bambini e i loro problemi. Inoltre, parecchi fattori esterni concorrono a formare questa attitudine dei bambini verso la scuola, come situazioni familiari problematiche, genitori analfabeti, l&#39;influenza della cultura di strada, le droghe, la disoccupazione, il desiderio di emigrare in occidente.</div>
<p>Il budget annuale complessivo destinato all&#39;istruzione rimane bassissimo. Fattore ancor più rilevante se si pensa al degrado delle infrastrutture. <em>Abderrazak E&#39;ttabi</em>, che scrive su <em>&#8216;Akrab al-Net</em>, <a title="Post in arabo" href="http://abdofati.blogspot.com/2009/10/blog-post_12.html">racconta</a> [ar] il caso di una scuola pubblica pericolante a Ksar al-Kabir. Nel suo post si legge:</p>
<blockquote><div class="arabic">الذي سيرى الصور من الوهلة الأولى قد يعتقد أنها صور التقطت من قلب مدينة تعرضت لهزت أرضية أو قصف جوي و موجة من أمواج تسونامي المدمرة ، لكن الواقع و الحقيقة أن الصور الملتقطة هي لمدرسة لم يمضي على افتتاحها سوى سنوات قليلة بمدينة القصر الكبير ، و بالضبط بالحزام الهامشي للمدينة ، تصدعات و شقوق تؤدن بانهيار وشيك قد يتسبب في كارثة كبرى يكون ضحيتها في المقام الأول أطفال أبرياء.</div>
</blockquote>
<div class="translation">Ad un primo sguardo, queste immagini sembrano riprodurre una città sconvolta da un sisma, o colpita da un bombardamento aereo, oppure da un devastante tsunami. La tragica realtà è che le foto ritraggono una scuola pubblica inaugurata recentemente alla periferia della città di Ksar al-Kabir (nel nord del Marocco). Crepe e fratture fanno pensare a un collasso imminente, che costerebbe la vita di parecchi bambini innocenti.</div>
<p>L&#39;autore pubblica poi le immagini scattate da un insegnante di quella scuola:</p>
<p><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/School-in-Ksar-al-Kabir-2-300x240.jpg" alt="Scuola a Ksar al-Kabir" title="Scuola a Ksar al-Kabira" width="300" height="240" class="aligncenter size-medium wp-image-102555" /><br />
<img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/School-in-Ksar-al-Kabir-300x253.jpg" alt="Scuola a Ksar al-Kabir" title="Scuola a Ksar al-Kabir" width="300" height="253" class="aligncenter size-medium wp-image-102554" /></p>
<p>Quello della lingua, invece, sembra essere un problema assai sentito. Nell&#39;istruzione superiore si usa il francese, in un Paese la cui maggioranza parla una variante dell&#39;arabo. Sebbene la <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_berbera">lingua berbera</a> [it] (o Tamazight) sia stata recentemente inclusa nel programma di studi nazionale, alcuni, come <em>Ibrahim Murabit</em> su <em>Nebrass E&#39;shabab</em>, <a title="Post in arabo" href="http://www.nibraschabab.com/?p=2328">ritengono</a> [ar] che sia troppo poco e troppo tardi:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>وإذا كان معلوما أن كل حضارة تقاس قوتها بمدى انتشار لغتها وثقافتها، والأمر عندنا في المغرب أكثر وضوحا عندما نشاهد الصراع الثقافي المحموم بين المراكز الثقافية الفرنسية والاسبانية والانجليزية، لنشر ثقافتها ولغتها بمقابل رمزي أو مجاني في أحيان كثيرة. فما بالنا نتنكر لأنفسنا ونحقد على تراثنا وثقافتنا، خصوصا إذا تعلق الأمر بأمازيغية المغرب وثقافته وتاريخه؟</p>
</blockquote>
</div>
<blockquote><p>Ogni civiltà è definita dall&#39;estensione e dall&#39;influenza della propria lingua e cultura. In Marocco, assistiamo da tempo ad un&#39;aspra contesa tra l&#39;influenza francese, spagnola e inglese, ciascuna intenta a disseminare la propria lingua e cultura tramite servizi a prezzi simbolici, talvolta del tutto gratuiti. Perché trascuriamo la nostra cultura, la storia e le nostre lingue, specialmente il Tamazight, finendo per disprezzarle?</p>
</blockquote>
<p>Rispecchiando le divisioni della società marocchina, gruppi conservatori e riformisti cercano spesso di occupare gli spazi culturali all&#39;interno delle università, promuovendo dibattiti e organizzando incontri e lezioni. Ciò non sempre avviene in maniera serena. Da Tangeri, <em>Vamprita</em> <a title="Post in arabo" href="http://vamprita.wordpress.com/2009/10/17/%D8%A7%D8%B1%D9%87%D8%A7%D8%A8-%D9%81%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D8%AC%D8%A7%D9%85%D8%B9%D8%A9/">racconta</a> [ar] quanto le è accaduto durante un incontro, organizzato da lei e altri studenti, a cui erano stati invitati alcuni famosi comici marocchini. Quello che sembrava essere un incontro ben riuscito, si è subito trasformato in un caos totale dopo l&#39;intervento di alcuni studenti conservatori arrabbiati:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>كانت الأمور تجري على ألف ما يرام ، فقد جهزنا ما أمكننا لاستقبال الضيوف ، و قام كل مسؤول فينا بتقديم ناديه ، ثم توجهنا لقاعة جهزناها خصيصا لهذه المناسبة حيث جلسنا في حوار مفتوح تدخل فيه كل الطلبة الراغبين بذلك<br />
إلى أن خرب الجلسة أعضاء من الاتحاد الوطني لطلبة المغرب ، من الفصيل القاعدي ، وهجموا على القاعة بكل همجية ووحشية ووقاحة ، وقاطعوا الجلسة بطريقة فوضوية محتجين لماذا لم يتم اخبارهم بهذا النشاط وأي نشاط يجب أن يتم بعلمهم ، و قالوا بأن أنشطتنا كلها هي مضيعة للوقت في ظل مشاكل أهم تعاني منها الجامعة
</p>
</blockquote>
</div>
<div class="translation">Le cose andavano alla meraviglia. Avevamo finalizzato ogni dettaglio prima di ricevere gli ospiti, ognuno di noi doveva presentare un gruppo. Siamo andati nell&#39;aula magna, attrezzata per l&#39;occasione, e abbiamo iniziato una discussione aperta a tutti gli studenti.<br />
Tutto è andato in malora quando alcuni membri radicali dell&#39;Unione nazione degli studenti marocchini sono entrati nell&#39;aula magna e hanno cominciato a protestare, in modo violento e prepotente, chiedendo il boicottaggio e la cancellazione del dibattito. Sostenevano di non essere stati avvertiti dell&#39;evento e che dovevano essere a conoscenza di ogni attività. Hanno definito il nostro incontro una perdita di tempo, dati i problemi ben più gravi dell&#39;università.</div>
<p>Nonostante le numerose e ambiziose riforme &#8220;cosmetiche&#8221; i blogger sembrano rispecchiare una posizione dominante dell&#39;opinione pubblica, secondo cui il sistema della pubblica istruzione avrebbe deluso le aspettative di molti, peraltro lasciando campo libero allo sviluppo di un florido e lucrativo sistema di educazione privata, diffuso in tutti i centri urbani ma inaccessibile a larghe fasce di popolazione.</p>
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		<title>Russia: sbarco incerto per Kindle di Amazon.com</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 05:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale diVeronica Khokhlova  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Profy [in] scrive a proposito dell’espansione internazionale del lettore per testi elettronici Kindle di Amazon.com [in]: &#8220;Questa è indubbiamente un’ottima decisione: personalmente sono contro ogni tipo di limitazione e l’apertura di un’ulteriore finestra verso il vasto mercato russo sembra essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neeka/">Veronica Khokhlova</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/21/russia-kindle/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Articolo originale in inglese" href="http://profy.com/2009/10/19/well-done-amazon-kindle-russia/">Profy</a> [in] scrive a proposito dell’espansione internazionale del lettore per testi elettronici <a title="Pagina originale di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Amazon_Kindle">Kindle di Amazon.com</a> [in]: &#8220;Questa è indubbiamente un’ottima decisione: personalmente sono contro ogni tipo di limitazione e l’apertura di un’ulteriore finestra verso il vasto mercato russo sembra essere una scelta saggia per Amazon. […] Al tempo ho però il sospetto che la gran parte dei cittadini russi non abbiano idea di cosa sia Kindle e che non lo abbiano mai sentito nominare. Quel che è peggio, ho forti dubbi che ci possa essere un sufficiente numero di persone interessate a leggere libri o riviste in formato elettronico - tanto meno se scritti in inglese.&#8221;</p>
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		<title>Tutelare il patrimonio culturale di tutto il mondo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tutelare-il-patrimonio-culturale-di-tutto-il-mondo/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 04:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono molte le organizzazioni che, lavorando per preservare il patrimonio culturale globale sia tangibile che intangibile, utilizzano i media online per sostenere i propri sforzi. Ecco alcune delle iniziative in corso, oltre alla presentazione della lista 2008 dei luoghi maggiormente a rischio nel mondo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lester-bolicenni/">Lester Bolicenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/15/safeguarding-the-worlds-cultural-heritage/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sono molte le organizzazioni che, lavorando per preservare il patrimonio culturale globale - sia tangibile che intangibile - utilizzano i media online per sostenere i propri sforzi.</p>
<p>Il 6 ottobre scorso il Fondo Mondiale per i Monumenti (WMF) <a title="Guarda la mappa" href="http://www.wmf.org/watch/project-map">ha pubblicato la lista del 2010 dei monumenti da salvare</a> [in], contrassegnando le dozzine di villaggi, edifici, ponti e monumenti a rischio di distruzione su una Google Map. Il WMF di New York è una delle tante organizzazioni, come  <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.globalheritagefund.org/home.html">Global Heritage Fund</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://whc.unesco.org/en/list">World Heritage Center</a> [in] (parte dell&#39;UNESCO), che finanziano dei progetti per preservare luoghi dichiarati patrimonio culturale mondiale.</p>
<p><strong>L&#39;elenco del World Heritage<br />
</strong></p>
<p>Mentre una candidatura per dichiarare &#8216;patrimonio culturale&#39; un luogo o monumento è un passo utile per acquisire fondi per la conservazione, un ulteriore vantaggio riguarda l&#39;aumento generale del turismo in tali luoghi. E spesso la candidatura stimola l&#39;orgoglio nazionale o locale.</p>
<p><em>Tan Wee Cheng</em>, docente universitario a Singapore ha creato <a title="Gruppo su Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=44978823543">un gruppo su Facebook</a> [in] in cui chiede che anche le località di Singapore vengano incluso nell&#39;elenco del World Heritage:</p>
<blockquote><p>Alla fine del dicembre 2008, c&#39;erano 878 luoghi dichiarati patrimonio mondiale in 145 nazioni ma nessuno a Singapore. Davvero non ci sono luoghi a Singapore degni di tale onore? Ho visitato alcune centinaia di tali siti in giro per il mondo e sono convinto che alcuni posti in Singapore meritino di essere in lista, perchè possiedono quelle caratteristiche che l&#39;UNESCO definisce “eccezionale valore universale”.</p></blockquote>
<p>Anche i conflitti possono aiutare ad influenzare simili decisioni. Dopo i violenti scontri tra il gruppo etnico Uighurs (Uyghurs) e i cinesi Hans a Kashgar, città lungo l&#39;antica <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_della_seta">Via della seta</a> [it], <a title="Petizione in inglese" href="http://www.petitiononline.com/kashgar/petition.html">è stata diffusa una petizione online</a> [in] per riconoscere alla città, a rischio di demolizione, lo status di Patrimonio Mondiale:
<p><center>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tfV6mH4geAI&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/tfV6mH4geAI&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="text-align: center;"><em><small>Video in cui si reclama lo status di Patrimonio Mondiale per Kashgar</em></div>
<p></center></small> </p>
<p><strong>Gli esseri umani sono una minaccia</strong></p>
<p>Gli stessi esseri umani sono quasi sempre fonte di pericoli, come sottolinea <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.teachingexpertise.com/articles/world-heritage-examining-the-threats-1776">questo articolo</a> [in] scritto dal <em>Dr. Anjana Khatwa</em>, coordinatore educativo per il <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.jurassiccoast.com/">Jurassic Coast World Heritage</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le minacce ai danni dei luoghi dichiarati patrimonio mondiale si presentano sotto molte forme: conflitti armati e guerre, distruzione gratuita, disastri naturali, inquinamento, bracconaggio, costruzioni non pianificate e turismo incontrollato.</p></blockquote>
<p>Quest&#39;idea è stata condivisa dal Presidente del WMF <em>Bonnie Burnham</em>, nel suo discorso per la presentazione della <a title="Vedi la lista su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/2008_World_Monuments_Watch_List_of_Most_Endangered_Sites">lista 2008 dei luoghi maggiormente a rischio nel mondo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>In quest&#39;elenco, a dire la verità sono gli esseri umani i veri nemici. Visto però che siamo stati noi i primi a provocare danni, abbiamo il potere di porvi rimedio, prendendoci seriamente la responsabilità di essere custodi del patrimonio culturale mondiale. Quindi oggi lanciamo un allarme, utilizzando la lista dei monumenti mondiali da salvare per dimostrare, attraverso il vivido esempio di località amate in tutto il mondo, l&#39;importanza di lavorare insieme per affrontare queste sfide e unire le forze per tutelare il nostro patrimonio architettonico.</p></blockquote>
<p><strong>Risposte innovative</strong></p>
<p>Dal 2003 anche l&#39;UNESCO sta lavorando alla <a title="Pagina del progetto in inglese" href="http://www.unesco.org/culture/ich/index.php?lg=EN&amp;pg=home">tutela del patrimonio culturale intangibile</a> [in], tra cui le lingue, le danze e le tecniche artigianali. Internet e le nuove tecnologie diventano un&#39;opportunità indispensabile nel prevenire la scomparsa di alcuni patrimoni culturali intangibili.</p>
<p>L&#39;ente non-profit <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://archive.cyark.org/about">CyArk</a> [in] sta lavorando al progetto “500 Challenge”. Quest&#39;iniziativa vuole creare un modello digitale delle località del patrimonio culturale grazie alla scansione laser, per creare un archivio aperto dei dati.</p>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/B4vvskVnkPk&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/B4vvskVnkPk&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="text-align: center;"><small><em>Il progetto Rapa Nui Cyark</em></div>
<p></small><br />
Anche l&#39;<a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.wipo.int/about-wipo/en/what_is_wipo.html">Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale</a> [in] (WIPO) ha in corso un progetto per preservare e tutelare il nostro patrimonio orale e intangibile, <a title="Pagina del progetto del WIPO in inglese" href="http://www.wipo.int/tk/en/folklore/culturalheritage/">Progetto per il patrimonio creativo: linee guida per documentare, registrare e digitalizzare il patrimonio culturale</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le nuove tecnologie forniscono alle comunità opportunità innovative per documentare e digitalizzare le espressioni delle proprie culture tradizionali, soddisfando il forte desiderio delle comunità di preservare, promuovere e passare alle generazioni future tale patrimonio culturale.</p></blockquote>
<p>Questo è un credo condiviso dal blogger maliano <em>Boukary Konate</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://fasokan.maneno.org/bam/articles/vdd1247776495/">quando parla dei racconti folkloristici africani</a> [in Bambara] sul suo blog personale, <em>Fasokan</em>:</p>
<blockquote><p>Bi bi in na, an bɛɛ bɛ k’a kɔlɔsi sisan k’o ko ninnu bɛ ka ban dɔɔni dɔɔni. N kɛlen kɔ ka n yɛrɛ ɲininkan, ye jaabi min sɔrɔ, o de ye ka u sɛbɛen an ka kanw na, k’u bayɛlɛma kan wɛrɛw la, k’u bila ɛntɛrinɛti kan. O b’a to u tɛ tunun wa u na lakodɔn mɔgɔ wɛrɛw fɛ.</p></blockquote>
<div class="translation">Tutti osserviamo la loro scomparsa, e dopo averne parlato un pò, ho trovato la soluzione: scriverli nella nostra lingua, tradurli in altre lingue, tenerli su Internet. Ciò impedirà loro di scomparire e permetterà alle altre persone di conoscerli.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>I traduttori di Global Voices: Boukary Konaté dal Mali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/i-traduttori-di-global-voices-boukary-konate-dal-mali/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/i-traduttori-di-global-voices-boukary-konate-dal-mali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 03:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Del Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
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		<category><![CDATA[Profili degli autori di GV]]></category>
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		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Boukary Konaté insegna francese e inglese in una scuola superiore del Mali. L'incontro con il gruppo di traduttori su Global Voices in francese l'ha spinto a coinvolgersi in progetti mirati a promuovere sul web la propria lingua nativa, il bambara, e a istruire le comunità rurali sull'uso di Internet. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/claire-ulrich/">Claire Ulrich</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/annalisa/'>Annalisa Del Greco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/06/translator-of-the-week-boukary-konate-in-mali/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="size-medium wp-image-92212" title="Boukary Konaté" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/photo-gv-Konate-Boukary-2-296x300.jpg" alt="Boukary Konaté" width="200" align="right" vspace="6" hspace="6"><a title="Profilo su GV" href="http://fr.globalvoicesonline.org/author/konate-boukary/">Boukary Konaté</a> [fr], 31 anni, insegna francese e inglese in una scuola superiore di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bamako">Bamako</a> [it], la capitale del <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mali">Mali</a> [it].</p>
<p>Il destino, e la necessità di trovare lavoro, lo hanno portato dal Mali rurale alla capitale Bamako, dove ha scoperto il World Wide Web e se ne è innamorato.</p>
<p>L&#39;ingresso nel gruppo traduttori di <a title="GV in francese" href="http://fr.globalvoicesonline.org"><em>Global Voices in Francese</em></a> [fr] l&#39;ha spinto a intraprendere un nuovo percorso. Ora Boukary è coinvolto in numerosi progetti per promuovere sul web la propria lingua nativa, il <a title="Voce su Wikipedia in francese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bambara_language">bambara</a> [fr] e per incrementare l&#39;accesso a Internet nel Mali rurale.</p>
<p>Quanti si trovano dalla parte dell&#39;iPhone e dell&#39;<em>information overload</em> nel contesto del <em>digital divide</em>, apprezzeranno il fatto che Boukary in quest&#39;intervista racconti una storia appassionante, riflessiva e per alcuni versi anche magica.</p>
<p><strong>D: Come hai scoperto <em>Global Voices in francese </em> e quando hai deciso di unirti al gruppo di traduttori?</strong></p>
<blockquote><p>È successo nel dicembre 2008.</p>
<p>Un giorno, verso le 20.00, seduto da solo nella mia stanza a Bamako, mi prese la voglia d&#39;imparare qualcosa di nuovo. Le parole &#8220;Io voglio&#8221; mi rimbombavano in testa e sono le stesse a cui ho dato molta importanza.</p>
<p>Mi sono alzato, ho raggiunto un cybercafé, ho prenotato un computer e ho digitato: &#8220;Io voglio&#8221; nella barra di ricerca di Google. Navigando tra le pagine risultanti sono capitato su <a title="Vai su GV in francese" href="http://fr.globalvoicesonline.org/">Global Voices en français</a> [fr].</p>
<p>Il giorno successivo, mi sono offerto come traduttore volontario.</p>
</blockquote>
<p><strong>D: Il tuo villaggio nativo,</strong> <strong>Sanogola-Bamoussobougou, non ha né elettricità né tantomeno connessione a Internet. Raccontaci qualcosa della tua vita.</strong></p>
<blockquote><p>Sono figlio di un agricoltore, Négué, e di una casalinga, Djènèba Kané. Sono cresciuto in una fattoria, aiutando i miei genitori. Una sera, mentre mi occupavo del bestiame insieme agli altri bambini, incontrammo sulla strada un uomo in divisa, un sergente di nome Lassinè Traoré. La sua moto, una Suzuki, si era rotta.</p>
<p>Mentre cercavamo di aiutarlo, mi chiese se andavo a scuola. Gli risposi di no. Il sergente decise così di recarsi da mio padre per chiedergli di iscrivermi a scuola. È tornato per diverse settimane, finché mio padre non ha deciso di acconsentire. Il sergente Traoré mi ha detto: “Ti ho portato lì. Ora hai il dovere di andare bene a scuola per onorare il mio aiuto, e per poi poterti prendere cura di te e dei tuoi genitori.”</p>
<p>Per anni, ho percorso a piedi sei chilometri fino alla scuola più vicina fin quando non mi sono trasferito a Bamako per frequentare la scuola superiore. Nei week-end facevo dei lavori di carpenteria e altri lavoretti per arrivare fino alla maturità. Mia madre voleva proprio che finissi la scuola, ha fatto di tutto perché ci riuscissi.</p>
<p>Ho frequentato l&#39;istituto magistrale. Avrei voluto andare all&#39;università ma non avevo i mezzi per farlo. Così ho imparato a usare il computer da solo,  da autodidatta nei cybercafé di Bamako. Il Web appagava la mia sete di conoscenza.</p>
</blockquote>
<p><a title="Vai su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/toujourspassages/3816793899/"></a></p>
<div id="attachment_92213" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/toujourspassages/3816793899/"><img class="size-medium wp-image-92213" title="Boukary (a sinistra) e suo padre" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/Boukary-and-his-father-300x225.jpg" alt="Boukary (a sinistra) e suo padre in tenuta da cacciatore" width="300" height="225"></a>
<p class="wp-caption-text"><a title="Vai su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/toujourspassages/3816793899/">Boukary (a sinistra) e suo padre con una foto che lo ritrae mentre va a caccia. Foto: Toujours Pas Sages, su Flickr</a></p>
</div>
<p><strong>D: Qual è la situazione in Mali per quanto concerne la connessione a Internet?</strong></p>
<blockquote><p>Il Mali ha fatto parecchio per promuovere le nuove tecnologie a livello governativo, ma resta ancora molto da fare per portare online la gente, soprattutto nelle zone rurali.</p>
<p>L&#39;interesse nei confronti delle nuove tecnologie è enorme ma la gente non vi ha accesso. Il costo dei personal computer, della formazione e della connessione a Internet sono troppo elevati. Un portatile nuovo costa l&#39;equivalente di sei mesi di stipendio di un insegnante.</p>
<p>A Bamako, un&#39;ora in un cybercafé costa circa 500 <a title="Voce su Wikipedia in francese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Central_African_CFA_franc">franchi CFA</a> [fr] (corrispondenti a 1 dollaro Usa) o anche 1000 franchi CFA nelle città più piccole. Provate a confrontare questo prezzo con quello di un sacco di 50 Kg di riso, che equivale a 17.500 franchi CFA (circa 38 dollari). Non è proprio alla portata della gente comune!</p>
</blockquote>
<p><strong>D: Da quando ti sei unito al team di Global Voices, non solo hai iniziato a postare sul blogger ma lo fai pure in bambara!</strong></p>
<blockquote><p>È successo che <a title="Vai al post originale in bambara" href="http://maneno.org">Maneno.org</a> [bam], una piattaforma di blog dedicata all&#39;Africa e co-fondata dall&#39;autrice e traduttrice di Global Voices <a title="Vai al profilo su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/elia/">Elia Varela Serra</a> [in], cercava dei traduttori africani. Io parlo e scrivo in bambara, una delle lingue più importanti del Mali.</p>
<p>Il bambara possiede dei caratteri speciali [si veda <a title="Vai al post originale in bambara" href="http://toujourspassage.maneno.org/bam/articles/brw1251408479/">questo post</a> [bam] e nessuna tastiera adatta allo scopo. Siamo riusciti a superare questo problema con <a title="Post originale in inglese" href="http://scripts.sil.org/cms/scripts/page.php?site_id=nrsi&amp;item_id=LegacyTTFKmn&amp;highlight=Mali">una tastiera virtuale</a> [in]. Ho localizzato la piattaforma in <a title="Post originale in bambara" href="http://www.maneno.org/bam/home/">bambara</a> [bam] e ho lanciato il mio blog, <a title="Vai al post originale in bambara" href="http://fasokan.maneno.org/">Fasokan</a> [bam]. Scrivo blog in bambara e in francese sul Mali, sui problemi che affliggono gli agricoltori ed esprimo le mie riflessioni.</p>
<p>Vorrei davvero veder valorizzare le lingue africane sul web, in modo tale che le popolazioni africane possano comunicare tra loro e con tutto il continente. Nel Mali rurale, molte persone parlano e imparano a scrivere solo in bambara nella scuola elementare. Vorrei che potessero accedere anche al web in bambara.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 250px;"><strong><a title="Vai su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/toujourspassages/3816759297/"><strong><img title="Progetto Toujours pas sage, Mali" src="http://farm3.static.flickr.com/2493/3816759297_0300de2da1_m.jpg" alt="Boukary insegna ai bambini ad usare Internet nel Mali rurale. Foto di workshop.segou su Flickr" width="240" height="180"></strong></a></strong>
<p class="wp-caption-text">Boukary insegna agli abitanti del Mali ad usare Internet. Foto: Toujours Pas Sages su Flickr</p>
</div>
<p><strong>D: Quel sogno si è realizzato quest&#39;estate?</strong></p>
<blockquote><p>Sognavo di portare Internet nel mio villaggio, di far conoscere il web alla mia famiglia e agli agricoltori. Grazie a <em>Global Voices in francese</em>, ho conosciuto Albertine Meunier, che in Francia svolge dei workshop per l&#39;uso di Internet con <a title="Vai al post originale in francese" href="http://teatimewithalbertine.tumblr.com/">persone di una certa età</a> [fr]. Abbiamo inaugurato il progetto <em><a title="Post originale in francese" href="http://toujourspassage.tumblr.com/">Toujours Pas Sages</a> [fr]</em> su <a title="Post originale in bambara" href="http://toujourspassage.maneno.org/">Maneno</a> [bam], in francese e bambara. Grazie alla <a title="Post originale in francese" href="http://www.orangemali.com/decouvrez-orange/fondation.php">Fondation Orange Mali</a> [fr], abbiamo attivato una connessione mobile a Internet nelle regioni remote.</p>
<p>Con dei computer portatili e telefoni dotati di videocamera, frutto di donazioni, per ben due settimane Albertine, la sua amica ed io abbiamo insegnato ai bambini e agli adulti di <a title="Voce su Wikipedia in francese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/S%C3%A9gou">Ségou</a> [fr] e del mio villaggio l&#39;uso di Google per trovare informazioni e del web per caricare foto digitali e video. Gli abitanti del villaggio sono rimasti assai sorpresi dal fatto di poter leggere e scrivere in bambara sul web! È stato un grande successo.</p>
<p>Mio padre è un cacciatore ed era molto curioso di sapere tutto sui cacciatori dell&#39;America e sulle loro attività. Su Google, ha finalmente scoperto come erano fatti. Abbiamo anche imparato che è possibile caricare un telefonino portatile con una dinamo agganciata a una bicicletta.</p>
<p>Adesso abbiamo intenzione di portare queste conoscenze ai miei allievi di Bamako.
</p>
</blockquote>
<p><center><object title="Photostream su Flickr" alt="Photostream su Flickr" width="400" height="300"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=en-us&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Ftoujourspassages%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Ftoujourspassages%2F&amp;user_id=39879513@N06&amp;jump_to="><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"><param name="allowFullScreen" value="true"><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=en-us&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Ftoujourspassages%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Ftoujourspassages%2F&amp;user_id=39879513@N06&amp;jump_to=" width="400" height="300"></center></p>
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		<item>
		<title>Otto lingue a rischio d&#039;estinzione nell&#039;arcipelago giapponese</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/otto-lingue-a-rischio-destinzione-nellarcipelago-giapponese/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 07:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Etnie]]></category>
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		<description><![CDATA[Recentemente l'Unesco ha pubblicato l'Atlante delle lingue a rischio nel mondo: otto riguardano le isole dell'arcipelago giapponese. I blogger locali riflettono sul significato della scomparsa di una lingua, su come mantenerla e tramandarla e su quali possano essere le cause di questo fenomeno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/scilla-alecci/">Scilla Alecci</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/05/japan-eight-endangered-languages-in-the-japanese-archipelago/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>A Febbraio l&#39;UNESCO ha presentato l&#39;<a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=44605&amp;URL_DO=DO_TOPIC&amp;URL_SECTION=201.html">Atlante delle lingue del mondo in pericolo</a> [in], fornendo un&#39;accurata e preoccupante descrizione delle lingue considerate a rischio d&#39;estinzione (circa 2.500). Tra queste, otto provengono dall&#39;arcipelago giapponese. Non è un dato che possa stupire, se pensiamo alle politiche di assimilazione linguistica e culturale realizzate dal governo giapponese fino alla fine della seconda guerra mondiale, dopo che nel diciannovesimo secolo era stata completata l&#39;anessione del regno <a title="Vedi voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ry%C5%ABky%C5%AB">Ryukyu</a> [it] (ora Okinawa) e dell&#39;isola di Hokkaido abitata dal <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://cwis.org/fwj/22/ainusupp.htm">popolo Ainu</a> [in].</p>
<p>Comunque, la continua presenza di una varietà di lingue differenti dal giapponese in una nazione che (anche nel passato recente) alcuni politici importanti hanno ostentato essere ‘<a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/nn20051018a7.html">una nazione di una razza unica</a> [in]‘, ha sorpreso molti tra quanti avevano letto la notizia in un <a title="Leggi articolo originale in giapponese" href="http://www.asahi.com/national/update/0220/TKY200902200176.html">quotidiano nazionale</a> [gia].</p>
<p>Il proprietario del piccolo ristorante <em>Amami No Ie</em>, su un&#39;isola dell&#39;arcipelago Amami (Okinawa), <a title="Leggi post originale in giapponese" href="http://www.amamino-yeah.com/blog/2009/02/post-753.html">commenta</a> [gia] la notizia per cui il suo dialetto sarebbe considerato in pericolo di estinzione, e considera una delle cause l&#39;assimilazione forzata da parte del governo giapponese continentale, inaugurata dal sistema educativo durante le prime decadi del ventesimo secolo.</p>
<blockquote><p>日本で消滅危機にある言語の中に、我が奄美諸島の「奄美語」も入っていました。<br />
今回は深くは掘り下げませんが、歴史を辿ると戦前戦後に「方言を使うな！という方言禁止の時代」もあり、その頃から方言が衰退していったのではないかといわれています。<br />
また一口に奄美語といっても、島によって地域によって言葉もイントネーションも異なるので、奄美群島の人たちが交通の利便性もよくなったことで島々（シマ ジマ）を頻繁に行き来できるようになり、よその人達とコミュニケーションをとる為にも方言を使わなくなってきたともいわれてますよね。</p></blockquote>
<div class="translation">Tra le lingue a rischio di estinzione c&#39;è anche quella della nostra isola, l&#39;Amami.<br />
Questa volta non mi soffermerò troppo sui dettagli, ma se guardiamo indietro alla storia, prima e dopo la guerra l&#39;uso delle lingue [diverse dal giapponese standard] era proibito, e da allora l&#39;abitudine di parlarle ha cominciato a scomparire.<br />
Inoltre, quella che viene chiamata lingua Amami è in realtà diversa da isola a isola, da zona a zona, sia nelle parole che nell&#39;intonazione. Alcuni dicono che la ragione per cui la lingua Amami sta morendo dipenderebbe dal fatto che ora gli isolani Amami, in conseguenza del miglioramento dei trasporti, viaggiano costantemente tra le varie isole, e hanno smesso di utilizzare le loro lingue locali per comunicare con le altre persone.</div>
<blockquote><p>残念ながら僕も「シマゆむた（言葉）」で話せません。僕らの世代が使ってる言葉は方言のほんの一部と標準語が入り交ざった「トン普通語」といいます。<br />
しかし「奄美のシマ唄」はしっかり方言で伝えられています。シマ唄を継承している人たちなら「奄美の方言」を守っていけるのではと思います。</p></blockquote>
<div class="translation">Sfortunatamente, nemmeno io so parlare la lingua dell&#39;isola, la <em>shima yumuta</em>. La lingua che la nostra generazione parla viene chiamata ‘lingua ordinaria <em>ton</em>&#8216;, ed è un misto tra il dialetto e il giappanese standard;<br />
tuttavia, le canzoni delle isole Amami vengono cantate in ‘dialetto&#39;, un modo per assicurare che venga tramandato correttamente. Sono convinto che coloro che alimentano questi canti popolari mantengono viva la lingua Amami.</div>
<div id="attachment_82137" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/takayukix/2363161536/"><img class="size-full wp-image-82137" title="amami" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/amami.jpg" alt="Amami Island. Flicjr id: Takayukix" width="500" height="333" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Isola Amami. Utente Flickr: Takayukix</p>
</div>
<p>Anche un altro <a title="Leggi post originale in giapponese" href="http://duangcan703.blog.so-net.ne.jp/2009-05-27">blogger</a> [gia], nativo dell&#39;isola di Hachijô  (una delle isole giapponesi più lontane, appartenente alla Prefettura di Tokyo) ha scoperto che il dialetto della sua città natale è effettivamente una lingua.</p>
<blockquote><p>八丈語？？？方言ではなくて？</p></blockquote>
<div class="translation">L&#39;Hachijô è una LINGUA e non un DIALETTO?</div>
<p>[…]</p>
<blockquote><p>八丈島には独特の方言があり、温泉なんかで飛び交う年配の方の会話は聴いていてとても不思議でそして心地よいものです。<br />
「八丈語」といっても、実はこの小さな島で5つの方言（言語？）があるのですよ。<br />
末吉・中之郷・樫立・大賀郷・三根<br />
という地域ごとに独自の話し言葉が発達・継承されてきたのだそうです。<br />
私にはさっぱり聞き分けられませんが・・・</p></blockquote>
<div class="translation">L&#39;isola Hachijô ha un proprio specifico dialetto e quando vado alle terme e sento gli anziani parlarlo, mi suona un poco strano ma allo stesso tempo familiare.<br />
Anche se lo chiamiamo dialetto Hachijô, in realtà ci sono cinque diversi dialetti (o lingue?) su questa piccola isola.<br />
Sueyoshi, Nakanogo, Kashi, Okago, Mine<br />
Ciascuno dei ceppi ha ereditato e sviluppato un proprio modo di parlare.<br />
Ma non riesco per niente a distinguerli tra loro…</div>
<blockquote><p>消滅の危機に瀕しているというのは、若年層の人が島言葉をあまり話さないことからも納得がいきます。<br />
TVやネットなど情報通信は発達し、東京へ飛行機で40分、簡単に行き来もでき、ある程度の年齢になれば東京その他に移住していってしまう・・・<br />
言語の変化はライフスタイルの変化と密接な関係がありますよね。<br />
私は「八丈語」継承の担い手にはなれないでしょうが、あそび半分でちょっとだけ島言葉を使ってみたりもしています。</p></blockquote>
<div class="translation">Si dice che la ragione per cui [queste lingue] siano a rischio è che i giovani non parlano l&#39;idioma della propria isola, e io credo sia vero.<br />
Insieme allo sviluppo della TV, di internet e di più veloci sistemi di comunicazione, è possibile volare a Tokyo in 40 minuti, e inoltre a una certa età è facile che molte persone tendano a trasferirsi a Tokyo o da altre parti…<br />
I cambiamenti di una lingua sono strettamente collegati a quelli dello stile di vita.<br />
Io personalmente non posso prendermi la responsabilità di trasmettere la lingua Hachijô se non in parte, perchè è divertente, e a volte mi piace usarla.</div>
<div id="attachment_82161" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/world_waif/1366870556/"><img class="size-full wp-image-82161" title="hachiojima" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/hachiojima.jpg" alt="Hachijojima. Flickr id: world waif." width="500" height="374" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Hachijojima. Utente Flickr: world waif.</p>
</div>
<p>Tra le lingue indicate come &#39;seriamente a rischio&#39; dal rapporto dell&#39;Unesco c&#39;è la lingua Ainu, al momento parlata correttamente solo da 15 persone. La sua estinzione, quindi, è un problema serio anche perchè non ha un alfabeto scritto e può essere trasmessa solo oralmente.</p>
<p>Un blogger <a title="Leggi post originale in giapponese" href="http://blogs.yahoo.co.jp/marburg_aromatics_chem/61612561.html">insiste</a> [gia] sulla necessità di fare qualcosa di pratico per evitare la scomparsa della lingua Ainu.</p>
<blockquote><p>アイヌ語の危機的状況は既に知られており、アイヌ文化の保存だけではなく普及の必要性も認められてきた。<br />
「アイヌの先住民族認定を求める決議」　が国会で可決され、「有識者懇談会」　も発足した。<br />
しかし、アイヌ民族の権利の法的保障や、言語・文化をどのように継承していくのか、未だ不透明だ。<br />
これまでの日本人からの圧迫と同化政策が落とした暗い影、不当な差別と偏見の解消は容易ではない。</p></blockquote>
<div class="translation">La condizione della lingua Ainu è già ben conosciuta e quello che recentemente è diventato necessario non è solo la sua conservazione, ma anche la diffusione del suo uso.<br />
Una soluzione che riconosca il popolo Ainu come popolo indigeno del Giappone è già stata approvata dal Parlamento [Vedi <a title="Leggi l'articolo da Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/08/giappone-ainu-riconosciuti-come-popolazione-indigena/">articolo su Global Voices</a> [in]] ed è stato inaugurato il ‘Gruppo di Esperti&#39; [per studiare le questioni Ainu]. Tuttavia, le modalità con cui i diritti degli Ainu saranno legalmente salvaguardati o verranno tramandate la loro lingua e cultura rimangono ancora un mistero. Non è per niente facile cancellare tutte le discriminazioni e i pregiudizi ingiusti, così come la minacciosa ombra gettata dalle politiche giapponesi di assimilazione e oppressione.</div>
<blockquote><p>北海道のＳＴＶラジオでアイヌ語ラジオ講座を放送するなど、アイヌ語の普及の動きもある。<br />
北海道立アイヌ民族文化研究センターには音声資料も保存されている。<br />
しかし、アイヌ語話者は減少し、学校教育だけでなく家族内の会話も日本語の現状では厳しbい。</p></blockquote>
<div class="translation">La radio STV a Hokkaido trasmette <a title="Vai alla pagina delle lezioni" href="http://www.stv.ne.jp/radio/ainugo/index.html">lezioni di lingua Ainu</a> [gia], e ci sono dei movimenti per la sua diffusione. Nel <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.pref.hokkaido.lg.jp/ks/abc/"> Centro di Ricerca Culturale di Hokkaido</a> [gia], per esempio, vengono conservate delle registrazioni in voce originale, ma il numero di quanti parlano la lingua Ainu sta diminuendo, e la cosa preoccupante è che si parla eslcusivamente giapponese non solo a scuola, ma anche a casa.</div>
<div id="attachment_82547" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/kissoflife/198828449/in/set-72157594181182365/"><img class="size-full wp-image-82547" title="biei" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/biei.jpg" alt="Biei, Hokkaido. Flickr id: Taro416" width="500" height="333" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Biei, Hokkaido. Utente Flickr: Taro416</p>
</div>
<p>Masayuki <a title="Leggi posto originale in giapponese" href="http://masayuki.boo.jp/wp/archives/2009/02/asahicom.html">riflette</a> [gia] sulla morte di una lingua e su cosa questo significhi.</p>
<blockquote><p>最近の学説がどうなっているかは知らないのだけれど、言語は思考に影響を与えるという考え方は、ワタシはかなり妥当なので はないかと思っていて、だとすると、ひとつの言語が滅びるということは、その言語によって認識される「世界（観）」が消えてゆくということだと思えるので すね。</p></blockquote>
<div class="translation">Non so molto degli [sviluppi recenti in questo campo],  ma credo che <a title="Vedi voce wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_di_Sapir-Whorf">la teoria</a> [it] per cui una lingua ha influenza sul modo di pensare sia appropriata. Per questa ragione, quando muore una lingua, muore anche l&#39;insieme di valori rappresentati e implicati da essa.</div>
<blockquote><p>古くからの言葉を守ろう/いや言葉は変わるもの、という議論もしばしば聞くけれど、それは、正しい言葉/正しくない言葉、という観点よりも、言葉が象る世界の「多様性」や「豊かさ」の可能性が消えてゆくのか/広がってゆくのか、という点で語られるべき話なのではないかと。</p></blockquote>
<div class="translation">Spesso si discute sull&#39;opportunità o meno di mantenere una lingua come era in passato o cambiarla. Tuttavia, più che pensare se una lingua è ‘giusta&#39; o meno, non dovremmo forse concentrarci sulla possibilità di arrichimento e varietà che deriva dal mondo che ogni lingua simboleggia, e che può svanire o [se mantenuta] essere diffusa?</div>
<div class="notes"><a title="Guarda il video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=0Rjl0XOfhPM">Ecco</a> un video di <a title="Vedi voce wikipedia in giapponese" href="http://ja.wikipedia.org/wiki/%E4%B8%8B%E5%9C%B0%E5%8B%87">Isamu Shimoji</a> [gia] (下地 勇) che canta la canzone <em>Obaa</em> nel dialetto dell&#39;isola Miyako. [Si dice che solo 3000 persone in Giappone siano in grado di capire questa lingua.]</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Al via il Translation Exchange Project di Global Voices</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/al-via-il-translation-exchange-project-di-global-voices/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 07:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ti sei mai chiesto come sia possibile costruire e gestire un corpus linguisitco aperto?  Come tradurre qualsiasi cosa in modalità <em>crowdsourcing</em>, da una poesia haiku a un complicato testo letterario? A latere della conferenza <em>Open Translation Tools</em> di Amsterdam, Global Voices lancia un nuovo progetto, basato su una comunità online per lo scambio di traduzioni aperte e collettive.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ivan-sigal/">Ivan Sigal</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/'>Laura Diel</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/01/global-voices-translation-exchange-takes-off/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Ti sei mai chiesto come sia possibile costruire e gestire un corpus linguistico aperto? Come progettare strumenti di memorie di traduzione per tradurre più efficientemente in più lingue un ampio numero di testi? Come tradurre qualsiasi cosa con il <a title="Leggi una definizione di crowdsourcing da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing">crowdsourcing</a> [it], da una poesia haiku a un complicato testo letterario? Hai mai pensato a come tradurre al volo un contenuto video o audio? Se la risposta è sì, forse anche tu hai partecipato all&#39;evento <a title="Vai al programma dell'evento" href="http://www.aspirationtech.org/events/opentranslation/2009">Open Translation Tools</a> [in] svoltosi ad Amsterdam dal 22 al 24 giugno scorsi.<br />
Secondo il gruppo di traduttori, autori e operatori di Global Voices queste sono domande fondamentali; ci siamo incontrati per discutere e lanciare il nostro ultimo progetto, e per scoprire come creare e sostenere una comunità online per il <a title="Vai all'articolo in inglese su Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2009/05/11/global-the-polyglot-internet-and-translation-exchange/">Translation Exchange Project</a> [in].</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 415px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/lena/3661982921/sizes/m/"><img title="OTT09 group" src="http://farm4.static.flickr.com/3321/3661982921_7e469a0538_d.jpg" alt="Foto di gruppo dell’OTT09, stanchi, ma felici. Foto gentilmente concessa da itzpapalotl" title="Foto di gruppo dell’OTT09, stanchi, ma felici. Foto gentilmente concessa da itzpapalotl" width="405" height="269" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Foto di gruppo dell’OTT09, stanchi, ma felici. Foto gentilmente concessa da itzpapalotl.</p>
</div>
<p>Abbiamo lavorato per tre giorni con i partecipanti alla conferenza <a title="vai al programma dell'evento" href="http://www.aspirationtech.org/events/opentranslation/2009">OTT09</a> [in], discutendo di traduzioni aperta con tecnici, traduttori e autori. Per i dettagli si veda l’<a title="Articolo in inglese" href="http://www.ethanzuckerman.com/blog/2009/06/26/notes-and-reflections-from-the-open-translation-tools-summit-2009/">articolo riassuntivo</a> [in]  di Ethan Zuckermann, mentre sul wiki di OTT09 ci sono varie annotazioni e il <a title="Vai al manuale in inglese" href="http://en.flossmanuals.net/opentranslationtools"> manuale degli strumenti di traduzione aperta FLOSS</a> [in], redatto nel corso di un <em>book sprint</em> * di cinque giorni tenutosi subito dopo la conferenza.</p>
<p>L’aspetto più entusiasmante del lancio di un nuovo progetto consiste forse nella possibilità di lavorare con nuovi colleghi: nelle nostre ricerche abbiamo incontrato persone di grande talento, dotate di abilità differenti e complementari. ll gruppo di GV è lieto di dare il benvenuto a <a title="Vai al profilo di Marc Herman" href="http://trueslant.com/marcherman/">Marc Herman</a> [in], che sarà il manager del progetto. Marc giunge a noi dopo una lunga esperienza di scrittore, autore e redattore freelance, parla indonesiano bahasa e spagnolo, e sta studiando catalano. Finora era impegnato come redattore dall&#39;estero per  <a title="Vai al sito in inglese di True/Slant" href="http://trueslant.com/">True/Slant</a> [in]. Lavorerà per convogliare diverse prospettive sulle modalità per cui GV potrà attivare questo scambio di traduzioni.</p>
<p>Il suo ambito di ricerca verterà su un interrogativo: chi potrà aver bisogno di un servizio di scambio traduzioni?  Come faranno gli utenti a trovare i contenuti che vanno cercando? Come potranno contribuire con contenuti tradotti? Come identificare clienti che possano aver bisogno di un flusso considerevole di contenuti in altre lingue?</p>
<p>Marc sarà affiancato nel progetto di ricerca da altre due persone già attive nella comunità di Global Voices, <a title="Vai al profilo di Bernardo Parrella su Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/">Bernardo Parrella</a> [in] e <a title="Vai al profilo di Leonard Chen su Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/author/leonard/page/1/">Leonard Chien</a> [in]. Attualmente Bernardo è coordinatore di <a title="Vai a Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/"> Lingua in italiano</a> [it], nonché <a title="Vai al CV in inglese" href="http://bernyblog.files.wordpress.com/2008/11/cven1108web.pdf" target="_blank">affermato traduttore di numerosi libri dall’inglese all’italiano</a> [in] su temi quali tecnologia, new media e mutamenti sociali. Vanta una notevole esperienza con gli strumenti e le tecnologie di traduzione online, nonché con diversi gruppi di traduzione, e si occuperà di ricercare piattaforme tecnologiche adeguate, possibili partner tecnici e progettare un ambiente utile e accogliente per i traduttori che parteciperanno all&#39;iniziativa.  Leonard, invece, è condirettore di <a title="Vai al progetto Lingua di Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/lingua/">Lingua</a> [in], la comunità di traduzione di GV, che al momento traduce i contenuti di GV in 17 lingue diverse. Leonard si occuperà degli aspetti sociali del progetto, oltre a mettere a frutto la sua passione per la statistica e l’analisi.</p>
<p>Marc, Bernardo e Leonard saranno i coautori di un <a title="Vai al wiki in inglese" href="http://wiki.globalvoicesonline.org/article/Language_Exchange_Ideas">apposito wiki</a> [in] che fungerà da centrale di smistamento di idee, discussioni, annotazioni, riflessioni e bozze di articoli. Dal blog si potrà arrivare a un saggio più formale [sull&#39;argomento], ma per la creazione di un progetto basato sul valore  fondamentale dell&#39;inclusione e sullo spirito comunitario c&#39;è bisogno di idee su come elaborare tale scambi e di un&#39;ampia partecipazione. Al momento, il <a title="Vai al wiki in inglese" href="http://wiki.globalvoicesonline.org/article/Language_Exchange_Ideas">wiki</a> [in] di Global Voices funge da punto d&#39;incontro per il necessario <em>brainstorming</em>. Il sito non scomparirà [alla fine di questa fase], e i contenuti migliori del wiki verranno spostati nel <a title="Vai al blog del progetto" href="http://translationexchange.wordpress.com/">blog già attivo</a> [in].</p>
<p>Se sei interessato/a all&#39;iniziative e ti stai chiedendo come partecipare, puoi semplicemente lasciare un commento sul <a title="Vai al blog del progetto" href="http://translationexchange.wordpress.com/">blog del Translation Exchange Project</a> [in], dove potrai seguire l&#39;evolversi della nostra ricerca, leggere gli aggiornamenti, scoprire tutte le opportunità per collaborare, conoscere i risultati preliminari, nonché di quando in quando sbirciare le foto di oggetti, persone e animali a noi cari, come il cane di Marc, <em>Paio</em>, in lizza per diventare la mascotte del progetto.<br />
*<small>[NdT:  durante un <em>booksprint</em> un gruppo di persone scrive un libro in poco tempo, ad esempio una settimana. Il libro viene poi pubblicato e reso disponibile in formato PDF o su supporto cartaceo.]</small>  </p>
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		<title>Bubisher, un autobus colmo di libri per i bambini del Sahara Occidentale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/bubisher-un-autobus-colmo-di-libri-per-i-bambini-del-sahara-occidentale/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 03:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamara Nigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualcuno vuole partecipare a un progetto per la lettura rivolto ai bambini del Sahara Occidentale? Basta unirsi alla biblioteca itinerante fra i campi profughi dell'area. Iniziativa dello scrittore iberico Gonzalo Moure Trenor, il quale lascia un commento in calce al post originale per ringraziarne l'autrice. Ammettendo che, 'per una volta', gli mancano le parole per esprimere l'emozione, e ricordando che a fine giugno si terrà a Madrid un incontro di 'bubisheros' per programmare le iniziative dell'anno prossimo, con un mare di novità e proposte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/renata-avila/">Renata Avila</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tamara-nigi/'>Tamara Nigi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/29/bubisher-a-bus-of-books-for-children-in-western-sahara/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_70592" class="wp-caption alignleft" style="width: 237px;"><a rel="attachment wp-att-70592" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=70592"><img class="size-medium wp-image-70592" title="Bubisher, un autobus colmo di libri per i bambini del Sahara Occidentale" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/04/3060684831_94caa48be7-227x300.jpg" alt="Bubisher, un autobus colmo di libri per i bambini del Sahara Occidentale" width="227" height="300" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Bubisher&#8230;libri per i bambini dei campi profughi nel Sahara Occidentale</p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><em>Bubisher</em> significa “uccellino del buon augurio”.  Per<a title="Leggi una nota in lingua spagnola su El blog de Roge" href="http://www.blogseitb.com/rogeblasco/tag/bubisher/"> <em>El Blog del Roge</em></a> [sp], è anche il nome di un libro di poesia <a title="Leggi in italiano una breve storia dei Saharawi" href="http://saharawi.tsnet.it/pag1/">saharawi</a> [it]. Ma per centinaia di bambini che vivono nei campi profughi del <a title="Leggi la relativa voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sahara_Occidentale ">Sahara Occidentale</a> [it], è il nome di un autobus ricolmo di libri, come spiega <a title="Vai al post in lingua spagnola sul blog Haz lo que debas" href="http://hazloquedebas.blogspot.com/2008/08/qu-es-bubisher.html"> <em>Haz lo que debas</em></a> [sp].</p>
<p>Precisa <a title="Leggi in italiano un breve profilo del giornalista e scrittore iberico" href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/autori/scheda-autore?autoreUUID=b42ef3be-1379-11de-91b6-2ff7c74c9dcf">Gonzalo Moure</a> [it], autore di narrativa per l&#39;infanzia e la gioventù e promotore di <a title="Vai al sito spagnolo che illustra l'iniziativa" href="http://www.bubisher.com/"><em>Bubisher</em></a> [sp]</p>
<blockquote><p>El Bubisher no lleva libros regalados o sobrantes, sino un plan de lectura, con 4 o 20 ejemplares por titulo, para un fondo inicial de 1400 libros.</p></blockquote>
<div class="translation">Bubisher non porta libri usati o d&#39;avanzo, ma è un progetto di lettura che prevede da 4 a 20 copie per titolo, le quali andranno a costituire un fondo librario di almeno 1.400 unità.</div>
<p>Su <a title="Leggi il commento in lingua spagnola su Abueliki blog" href="http://abueliki.blog.com.es/2009/04/12/un-bibliobus-solidario-bubisher-5934363/">A<em>bueliki blog</em></a> [sp] ci esortano a leggere il blog di  <a title="Vai al sito spagnolo che illustra l'iniziativa" href="http://www.bubisher.com/"><em>Bubisher</em></a>, a scoprire quest&#39;autobus creativo e a sostenerne l&#39;impresa - non solo con contributi in denaro, ma confrontando esperienze e apprezzando il modo esemplare in cui i volontari portano avanti il progetto. Fra loro troviamo esponenti politici, istituzioni universitarie, case editrici e gente comune.</p>
<p><object width="400" height="321" data="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2831004&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=2831004&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /></object><br />
<small><a title="Guarda un video sull'iniziativa in lingua spagnola che documenta episodi di questa esperienza e in cui lo scrittore Gonzalo Moure si intrattiene con alcuni partecipanti al progetto" href="http://vimeo.com/2831004">EL PAJARO QUE TRAE LA BUENA SUERTE</a><br />
inserito da <a href="http://vimeo.com/user1158492">Irene Bailo</a> [sp] su <a title="Sito di videosharing Vimeo" href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</small></p>
<p><small></small></p>
<p><em>Kalandraka Blog</em> offre <a title="Vai al blog dell'Editrice spagnola Kalandraka" href="http://www.kalandraka.com/blog/?p=2112">maggiori informazioni</a>:</p>
<blockquote><p>Además de libros en castellano, donados por editoriales como KALANDRAKA, el Bubisher también incorpora una selección de literatura infantil y juvenil en árabe, lo que afianza los lazos de la multiculturalidad. Frente a la carencia de libros y de espacios de lectura, el Bubi supone “una biblioteca abierta y que se acerca a los lectores”, tal y como ha expresado Gonzalo Moure. Una biblioteca rodante, en constante movimiento.</p></blockquote>
<div class="translation">Oltre a libri in spagnolo castigliano donati da case editrici come Kalandraka, <em>Bubisher </em>ha una collezione di libri per giovani e ragazzi in lingua araba, grazie alla quale si rafforzano i legami multiculturali. Mancando libri e spazi di lettura, il Bubi è una biblioteca aperta che va verso i lettori, come spiega Gonzalo Moure. Una biblioteca itinerante, sempre in movimento.</div>
<p>Volete fare i volontari per <em>Bubisher</em>? Basta aderire all&#39;iniziativa contattando uno dei <a title="Leggi una presentazione dell'iniziativa in spagnolo sul sito di Bubisher" href="http://www.bubisher.com/2009/03/120-amigos-del-bubisher.html">120 amici di <em>Bubisher</em></a> [sp] che collaborano con singole classi o intere scuole alla raccolta-fondi, oppure potete donare libri o versare contributi direttamente. Ma si può anche  <a title="Leggi il materiale illustrativo in lingua spagnola" href="http://www.enriquecampoamor.com/Webs/Bubisher/Documentos/BUBI_FOLLETO.pdf">tradurre il materiale illustrativo</a> dallo spagnolo, o semplicemente inviare il <a title="Manifesto dell'iniziativa in lingua spagnola" href="http://www.enriquecampoamor.com/Webs/Bubisher/Documentos/BUBI_DOSSIER.pdf">poster di <em>Bubisher</em></a> [sp] agli amici, oppure stamparlo per farlo conoscere in giro offline. Come volontari si può anche visitare il <a title="Apri la pagina del sito di Bubisher che illustra le varie opportunità a disposizione dei volontari" href="http://www.bubisher.com/2008/09/voluntarios_30.html">campo dei rifugiati</a> [sp] e dedicarsi a qualche buona lettura insieme ai ragazzi.</p>
<p>Per finire, un&#39;ultima citazione dall&#39;ideatore di <a title="Vai al sito spagnolo che illustra l'iniziativa" href="http://www.bubisher.com/"><em>Bubisher</em></a> [sp], <a title="Vai al blog dello scrittore iberico Gonzalo Moure" href="http://www.gonzalomouretrenor.es/">Gonzalo Moure</a> [sp], a proposito di libri e letteratura:</p>
<blockquote><p>Eso es la literatura: corazones que no dejan de latir, pensamiento sin la barrera del tiempo. El corazón del abuelo latiendo en nuestro pecho. El aliento de Homero en nuestros oídos. Leer es vencer al tiempo, tener mil corazones</p></blockquote>
<div class="translation">Ecco cos&#39;è la letteratura: cuori che seguitano a battere, pensieri senza frontiere del tempo. Il cuore del padre di nostro padre che batte in noi. Il respiro di Omero nelle nostre orecchie. Leggere è sfidare il tempo, è sentire con mille cuori.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Francia, Americhe, Africa: il Premio “Y&#039;a Bon”</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/francia-americhe-africa-il-premio-%e2%80%9cya-bon%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 04:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Conferito ad autorità che hanno contribuito alla diffusione del razzismo in Francia, il 'premio' riprende un'analoga campagna pubblicitaria centennale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/fabienne-flessel/">Fabienne Flessel</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/'>Laura Diel</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/30/france-americas-africa-the-ya-bon-awards/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><center><img title="confezione della cioccolata calda banania" src="http://farm4.static.flickr.com/3193/2597401564_d90292a781.jpg?v=0" alt="confezione della cioccolata calda banania" /></p>
<p><small><em>Foto di <a title="Vai alle foto di that_james su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/that_james/">that_james</a>, ripresa con licenza Creative Commons.</small></em></center></p>
<p><a title="Articolo in inglese su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Banania">“Banania”</a> [in] è un famoso preparato francese per la cioccolata calda lanciato in Francia nel 1912. La strategia di marketing ha associato il prodotto (fatto con cioccolato, banane, latte e zucchero) con l&#39;Africa e le Indie Occidentali francesi per renderlo più esotico.</p>
<p>Nel 1925 durante la <a title="Leggi l'articolo in italiano su wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale">Prima Guerra Mondiale </a> [it], sono sbarcati in Francia soldati provenienti dalle colonie africane per combattere in nome della Patria. Quello fu l’inizio di un lungo sodalizio tra il marchio e l’immagine del <a title="Articolo in inglese su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Senegalese_Tirailleurs">Tirailleur Sénégalais</a> [in]. A quell’epoca, il Senegal era abbastanza conosciuto in Francia per dare al prodotto, <a title="Leggi l'articolo in inglese su wiki" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Banania#History">originariamente importato dal Nicaragua</a> [in], un tocco d’autenticità  “esotica”. L’immagine di questo felice e sorridente soldato africano che combatte per la Francia venne associato ad uno slogan che oggi è al centro di numerose polemiche: “Y&#39;a bon”. Si tratta presumibilmente di una deformazione del francese “è buono” usata dagli africani, che per decenni (sicuramente fino agli anni ’70) è stata associata all’immagine del soldato senegalese come simbolo dell’autenticità del prodotto.</p>
<p><center><img title="immagine della cioccolata banania" src="http://farm3.static.flickr.com/2243/2315457694_40c4671232.jpg?v=0" alt="immagine della cioccolata banania" width="348" height="500" /></p>
<p><small><em>Immagine di <a title="Vai alle foto di just.Luc su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/9619972@N08/">just.Luc</a>, ripresa con licenza Creative Commons.</a></em></small></center></p>
<p>Nel 2005, il blogger Alain Mabanckou ha pubblicato un blog post intitolato “<a title=" Leggi il post originale in francese" href="http://www.congopage.com/article2906.html">Y&#39;a Bon Banania ou Y&#39;a Pas Bon Banania</a>” [fr] riguardante un gruppo d’azione delle isole Guadalupa, Martinica e Riunione chiamato <a title="Vai al sito in francese" href="http://www.collectifdom.com/"><em>Collectif DOM</em></a> [fr], che ha fatto causa a Nutrimaine, l’azienda che produce Banania, per…</p>
<blockquote><p>…d’utiliser des clichés insultants pour les personnes de couleur noire, en exploitant l’image du tirailleur sénégalais et son fameux slogan « Banania Y’a bon » créés au début du siècle dernier…</p></blockquote>
<div class="translation">…l’utilizzo di pregiudizi offensivi nei confronti delle persone di colore, attraverso la commercializzazione dell’immagine del soldato senegalese e il suo famoso slogan “Banania Y&#39;a Bon”, lanciati all’inizio del ventesimo secolo…</div>
<p>Nel 2008, un altro gruppo di attivisti, <a title="Vai al sito in francese" href="http://www.mrap.asso.fr/"><em>le MRAP</em></a> [fr] (<em>Movimento Contro il Razzismo e per l’Amicizia tra i Popoli</em>) ha citato in giudizio Nutrimaine per non aver rispettato un accordo firmato nel 2006 con <em>Collectif DOM</em> a seguito delle accuse mosse all’azienda. Il blogger <a title="Leggi l'articolo originale in francese" href="http://www.lepost.fr/article/2009/01/23/1398118_storytelling-le-y-a-bon-banania-est-il-raciste.html"><em>Storytelling</em></a> [fr] riporta che è stata emessa una sentenza di non luogo a procedere per la <em>MRAP</em>…</p>
<blockquote><p>au prétexte que ce slogan ne trouble pas l’ordre public ni n’est contraire aux bonnes moeurs.</p></blockquote>
<div class="translation">con il pretesto che questo slogan non disturba l’ordine pubblico né viola il buon costume.</div>
<p><center><img title="confezione della cioccolata francese banania" src="http://farm1.static.flickr.com/156/378014886_de517ea161.jpg?v=1170478466" alt="confezione della cioccolata francese banania" width="375" height="500" /></p>
<p><small><em>Foto di <a title="Vai alle foto di ɐılnɾ su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/juliamae/">ɐılnɾ</a>, ripresa con licenza Creative Commons.</em></small></center></p>
<p>Adesso la mascotte di Banania è una specie di personaggio dei fumetti e il controverso slogan è sparito, ma la maggior parte delle persone di colore in Francia non si è ancora riconciliata con il marchio. Il 17 marzo 2009 un gruppo chiamato <a title="Vai al sito in francese" href="http://www.lesindivisibles.fr/"><em>les Indivisibles</em></a> [fr] ha istituito il premio “Y&#39;a Bon”, una dubbia onorificenza, conferito a politici, giornalisti e altri pubblici ufficiali che hanno contribuito alla diffusione del razzismo in Francia.  <a title="Leggi l'articolo in francese" href="http://www.montraykreyol.org/spip.php?article2245"><em>Montray Kreyol</em></a> [fr] pubblica il link che riporta l&#39;elenco vincitori del Premio “Y&#39;a Bon”, mentre altre reazioni a questa campagna pubblicitaria centennale sono reperibili sulla pagina di Flickr <a title="Vai alle foto di Etnnic Stereotype su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/9619972@N08/2315457694/">Ethnic Stereotype di just.luc</a> [fr].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Global Voices vi invita al giro del mondo… con un libro!</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/global-voices-vi-invita-al-giro-del-mondo%e2%80%a6-con-un-libro/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 02:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 23 aprile si celebra la Giornata Mondiale del Libro: l'invito per tutti è di leggere e commentare un libro di un Paese la cui cultura vi è del tutto sconosciuta. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/26/global-voices-book-challenge-read-your-way-around-the-world/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><center><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/gv-book-challenge-banner-450x147.gif" alt="Global Voices Book Challenge" title="Global Voices Book Challenge" width="450" height="147" class="alignnone size-full wp-image-64566" /></center></p>
<p>Il 23 aprile si celebra la <a title="Vai a Wikipedia Inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/World_Book_and_Copyright_Day">Giornata Mondiale del Libro</a> [in] promossa dall’UNESCO e il fatto che Global Voices rappresenti i blog non significa che abbia dimenticato le altre forme di espressione scritta! Infatti, poiché riteniamo che la letteratura di ieri e di oggi sia un mezzo straordinario e divertente per conoscere altre culture e civiltà, proponiamo una simpatica &#39;sfida&#39; ai collaboratori di Global Voices, ai lettori e ai blogger ovunque nel mondo.</p>
<p><strong>Il mese del libro con Global Voices si sviluppa così:</p>
<p></strong></p>
<div class="translation">
<strong>1) </strong>il mese prossimo leggete un libro di un Paese la cui cultura vi è del tutto sconosciuta. </p>
<p><strong>2)</strong> scrivete un post in un blog qualsiasi durante la settimana del 23 aprile e segnalatelo in coda a questo.</div>
<p>ATTENZIONE: Usate il tag <em>#gvbook09</em> nei vostri post così da poterli trovare facilmente. </p>
<p>E se volete sapere cosa dovreste leggere su Vietnam, Bolivia, Mozambico, Nuova Zelanda o qualunque altro Paese, chiedete pure nello stesso spazio per i commenti più sotto. Ci sarà sicuramente qualcuno disponibile a offrire suggerimenti e consigli!</p>
<p>Se invece volete segnalare dei libri assolutamente da leggere che parlano del vostro Paese, lasciate un commento a beneficio degli altri.</p>
<p>Una volta terminato il libro (e scritto il post!), avvisateci – ci farà piacere sapere cosa avete scoperto nel corso della vostra spedizione letteraria.</p>
<p>Utilizzate liberamente queste immagini per diffondere l’iniziativa di <strong>Global Voices sul Giro del Mondo&#8230; con un libro!</strong></p>
<p><center><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/gv-book-challenge-square-75.gif" alt="Global Voices Book Challenge" title="Global Voices Book Challenge" width="75" height="75" class="alignnone size-full wp-image-64559" /> <img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/gv-book-challenge-square-263.gif" alt="Global Voices Book Challenge" title="Global Voices Book Challenge" width="263" height="263" class="alignnone size-full wp-image-64576" /></center></p>
</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Israele: quale lingua si parla nei taxi condivisi?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/israele-quale-lingua-si-parla-nei-taxi-condivisi/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 01:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Etnie]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Rasha Helwa, cittadina israeliano-palestinese, racconta e riflette su quanto accade quando si prende un taxi condiviso nella zona, in particolare sulla lingua - arabo o ebraico - che l'autista decide di usare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/24/israel-the-language-of-taxis/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Rasha Helwa, <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cittadino_arabo_di_Israele">cittadina israeliano-palestinese</a> [it] che risiede ad <a title="Articolo su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Giovanni_d%27Acri">Acri</a> (lei però sostiene di vivere in Palestina), ha scritto una serie di brevi post sul suo blog <em>Zaghroda</em>, dove raccoglie le proprie riflessioni su quanto accade a bordo dei <a title="Articolo su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Share_taxi">taxi condivisi</a>, [in particolare] sul senso della lingua - arabo o ebreaico - scelta dall&#39;autista [per parlare con i clienti]. </p>
<p>Nel suo primo post, Rasha <a title="Post in arabo" href="http://zaghroda.blogspot.com/2009/03/blog-post.html">si chiede</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">ليش شوفير التاكسي دايمًا متعصبن؟</p>
<p>وليش شوفير التاكسي العربي بحكي مع زميله كمان شوفير تاكسي عربي باللغة العبرية؟</p>
<p>وليش شوفير التاكسي العربي بحط دايمًا موسيقى أو نشرة أخبار بالعبري؟</p>
<p>وليش أنا لما أفوت عَ التاكسي دايمًا بحكي مع الشوفير باللغة العربية؟</p>
<p>وطيب ليش هو بردّ عليّ بالعبري؟وليش شوفير التاكسي اليهودي بحسه دايمًا رايق؟</p>
<p>//</p>
<p>طيب ليش أنا متوقعة إشي تاني يعني؟…</p></div>
<div class="translation">Come mai i tassisti sono sempre così irritabili?</p>
<p>E come mai un tassista arabo si rivolge a un collega, anch&#39;egli arabo, in ebraico?<br />
E perchè mai i tassisti arabi mettono sempre musica e notiziari ebraici, alla radio?</p>
<p>E perchè, quando entro in un taxi, mi viene da rivolgermi al tassista in arabo?</p>
<p>E come mai quello mi risponde sempre in ebraico?</p>
<p>E come mai ho l&#39;impressione che gli autisti ebrei siano sempre a proprio agio?</p>
<p>E allora, perché mai mi aspetto sempre qualcos&#39;altro?</p></div>
<p>In un secondo post, la blogger ricorda <a title="Post in arabo"  href="http://zaghroda.blogspot.com/2009/03/blog-post_16.html">un episodio</a> [ar] in particolare:</p>
<div class="arabic">مبارح، وأنا بالطريق من حيفا لعكا، بالتاكسي طبعًا..</p>
<p>ومع شوفير تاكسي عربي.</p>
<p>//</p>
<p>طلعت صبية سمرا بالطريق معنا بالتاكسي، الصبية عكاوية، هيك لاحظت من لهجتها.</p>
<p>أول ما ركبت بالتاكسي، مقدرتش تسكت (شكلها اللي بقلبها عَ راس لسانها!) وسألته بنبرة قوية:”إنتِ ليش حاطط أخبار بالعبراني؟ ومرة بتحطوا أغاني بالعبراني؟ شو قصتكو؟”</p>
<p>//</p>
<p>الشوفير العربي، ضلت أعصابه هادي، وردّ عليها بالردّ المتوقع:”لو إحنا مسافرين من عكا لقرية المكر كُنت بحط أغاني عربي..بس من حيفا لعكا بزبطش!”</p>
<p>الصبية السمرا جاوبته بسرعة:”هاد إسمه ضعف شخصية!”</p>
<p>//</p>
<p>كل واحد بقدر يحط مليون جملة غير اللي قالتها الصبية السمرا، وبتزبط.</p>
<p>وأنا ضحكت بقلبي وقتها</p></div>
<div class="translation">Ieri, me ne andavo da Haifa ad Acri, ovviamente in taxi&#8230; e l&#39;autista era arabo.</p>
<p>//</p>
<p>Una ragazza dalla carnagione scura è salita con noi sul taxi. Era di Acri, da quanto rivelava il dialetto.  </p>
<p>Appena salita sul taxi, non riusciva proprio a star zitta (era come se ogni cosa che le venisse in mente raggiungeva subito la punta della lingua). A un certo punto ha chiesto [al tassista], con un accento marcato, &#8220;Perchè ha messo il notiziario in ebraico? E un&#39;altra canzone ebraica - che significa?&#8221;</p>
<p>//</p>
<p>L&#39;autista arabo è rimasto calmo, e le ha risposto come era lecito immaginarsi: “Se stessimo viaggiando da Acri ad Al Maker [a est di Acri] avrei messo canzoni arabe&#8230; ma non vanno bene per andare da <a title="Leggi l'articolo wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Haifa">Haifa</a>[it] ad Acri!”</p>
<p>La ragazza dalla pelle scura gli ha risposto prontamente: “Questa è quel che si dice debolezza di carattere&#8221;.</p>
<p>//</p>
<p>Chiunque avrebbe potuto pensare a un&#39;infinità di risposte migliori, differenti da quella data dalla ragazza.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, sul momento mi ha molto divertito.</p></div>
<p>Nel terzo post, Rasha <a title="Post in arabo" href="http://zaghroda.blogspot.com/2009/03/blog-post_20.html">offre questa riflessione</a>:</p>
<div class="arabic">اليوم، كان شوي رمادي</p>
<p>سافرت من حيفا لعكا، بالتاكسي أكيد.</p>
<p>مقدرتش أعرف بالزبط شو هوية الشوفير.</p>
<p>يمكن لأنه ما حكى مع الرُكاب</p>
<p>يمكن لأنه مصرخش على ولا أي شوفير</p>
<p>ويمكن لأنه كان حاطط موسيقي بدون كلمات.</p>
<p>//</p>
<p>ويمكن لأنه الموسيقى شغلتلي بالي أكتر من أي إشي تاني</p></div>
<div class="translation">Era una giornata ventosa e polverosa.</p>
<p>Andavo da Haifa ad Acre, ovviamente in taxi.</p>
<p>Non sono riuscita a capire di dove fosse l&#39;autista.</p>
<p>Forse perchè non ci rivolgeva la parola.</p>
<p>Forse perchè non gridato contro di me o altri autisti</p>
<p>Forse perchè la musica che ha messo non aveva parole.</p>
<p>//</p>
<p>E forse perchè quella musica mi ha occupato i pensieri più di qualsiasi altra cosa.</p></div>
</div>
</div>
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