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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Indigeni</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Paraguay: popolazione indigena &#8220;innaffiata&#8221; coi pesticidi</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/paraguay-popolazione-indigena-innaffiata-coi-pesticidi/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/paraguay-popolazione-indigena-innaffiata-coi-pesticidi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 04:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Indigeni]]></category>
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		<description><![CDATA[I disturbi fisici che vanno colpendo 217 appartenentì alla comunità indigena Ava Guaranì sembrano dovuti alla deliberata diffusione aerea di pesticidi, dopo essersi rifiutati di sgomberare le terre dei propri antenati - ora assai ambite dai vicini coltivatori di soia. E qualcuno non esita a parlare di continuazione del genocidio ai danni dei nativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/eduardo-avila/">Eduardo Avila</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/12/paraguay-indigenous-group-sprayed-aerially-with-pesticides/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Nel Paraguay orientale, 217 appartenenti alla comunità indigena Ava Guaranì hanno manifestato recentemente disturbi fisici, tra cui nausea e mal di testa; si ritiene che ciò sia dovuto alla deliberata diffusione aerea di pesticidi, dopo essersi rifiutati di sgomberare le terre dei propri antenati.</p>
<p>Alcuni funzionari governativi hanno confermato che alcune zone dei terreni della popolazione indigena, nel distretto di Itakyry all&#39;interno del <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Alto_Paraná_Department">Dipartimento dell&#39;Alto Paraná</a> [in], sono state irrorate, nonostante  <a title="Leggi l'articolo in spagnolo" href="http://www.ultimahora.com/notas/272060-Ministra-confirma-que-fumigaron-tierras-sin-cultivo-en-Itakyry">non venissero coltivati</a> [sp]. Secondo il blog <em>Interparaguay</em>, gli indizi indicherebbero come responsabili i coltivatori brasiliani di soia, in parte perché i territori della comunità indigena sono assai adatti a tali coltivazioni e per il contenzioso con gli stessi Ava Guaranì <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://interparaguay.blogspot.com/2009/11/ministros-comprobaron-la-fumigacion.html">sulla proprietà di circa 3.000 ettari di terreno</a> [sp].</p>
<p>José Ángel López Barrios, del blog <em>Bienvenidos!</em> <a title="Leggi il post in spagnolo" href="http://lopezbarrios.blogspot.com/2009/11/matte-larangeira-la-industrial.html">descrive l&#39;isolata comunità dove è accaduto l&#39;episodio</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Itakyry es uno de los distritos del Departamento de Alto Paraná, distante a unos 450 kilómetros  de Asunción, capital de la Republica, se llega a el por caminos no pavimentados, su época de esplendor se dio en la época de las explotaciones yerbateras. Que termino al cabo de 100 años abriendo paso a la explotación de la soja en estos últimos tiempos……</p></blockquote>
<div class="translation">Itakyry è uno dei distretti del Dipartimento di Alto Paraná, dista 450 kilometri dalla capitale, Asunción. Ci si arriva seguendo sentieri sterrati, e il culimie dello sviluppo si è avuto con la coltivazione dell&#39;<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mate">erba mate</a> [it]. Scomparsa questa da un centinaio d&#39;anni, aprendo la strada alla recente coltivazione della soia.</div>
<p>È la domanda per i fagioli di soia, e l&#39;aumento dei prezzi, a rendere preziosi i terreni adatti alla sua coltivazione. Parte di queste aree si trovano entro le terre ancestrali di comunità indigene come i <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guaran%C3%AD">Guaraní</a> [it]. Scrivendo su <em>Rescatar </em>, il blogger Carlos Rodríguez <a title="Post in spagnolo" href="http://rescatar.blogspot.com/2009/11/soja-y-genocidio-fumigan-indigenes.html">non considera isolato l&#39;incidente dei pesticidi</a> [sp] e lo definisce un &#8220;genocidio&#8221;:</p>
<blockquote><p>Hubo un tiempo en que en Paraguay los aborígenes no eran considerados seres humanos. Eran cazados como animales y sus crías rescatadas como trofeos.</p>
<p>(…)</p>
<p>Otros fueron apropiándose a bala y sangre de sus tierras y como los indígenas no hacían gestiones ante las instituciones encargadas de titular las tierras que siempre les pertenecieron, el hombre blanco si lo hizo y se plantea el contrasentido de que los legítimos dueños de estas tierras, hoy son “los invasores”.</p>
<p>Y siguen siendo tratados como animales. Sólo así se puede entender que los productores de soja les envíen aviones fumigadores para lanzarles venenos encima, tal como lo ha comprobado el Ministerio de Salud que socorre en estos momentos a los indígenas intoxicados por plaguicidas para soja.</p></blockquote>
<div class="translation"> Una volta, in Paraguay, gli aborigeni non erano nemmeno considerati esseri umani: si dava loro la caccia, e i figli venivano &#8220;collezionati&#8221; come trofei.</p>
<p>(…)</p>
<p>Parte dei loro terreni sono stati espropriati a suon di sangue e pallottole, e dal momento che gli aborigeni non si sono mai rivolti a quelle istituzioni incaricate di fornire i certificati di proprietà per terre che appartenevano loro da sempre, ci è andato l&#39;uomo bianco: così, siamo all&#39;assurdo, per cui i legittimi proprietari sono considerati &#8220;intrusi&#8221;.</p>
<p>Continuiamo a trattarli come bestie. È solo così che si capisce come abbiano fatto i produttori di soia a mandare gli aerei a innaffiarli di pesticidi, cosa confermata dal Ministero della Salute, che ora si sta occupando di prestare loro soccorso.</p></div>
<p>Anche López Barrios <a title="Post in spagnolo" href="http://lopezbarrios.blogspot.com/2009/11/matte-larangeira-la-industrial.html">afferma di vergognarsi degli abusi passati commessi in Paraguay ai danni delle comunità indigene [sp]</a>. In quanto discendente di immigrati, scrive che l&#39;episodio &#8220;gli fa venire voglia di tornarsene in Europa&#8230; ma a dire il vero&#8230; preferirebbe che fossero i coltivatori ad andarsene&#8221;:</p>
<blockquote><p>Ensañarse con un pueblo indígena que tiene más de 38 siglos de existencia en sus propios y verdaderos territorios, no me parece apropiado…. Si no respetamos a nuestros mayores nuestros días se acortaran sobre la tierra y si anteponemos la avaricia a cualquier otra virtud caeremos sin remedio…..</p></blockquote>
<div class="translation">Prendersela con un popolo indigeno con oltre 38 secoli di storia per quella che è la loro unica e vera terra non mi sembra giusto&#8230; Se non rispettiamo i nostri antenati, abbiamo i giorni contati su questa terra, e se mettiamo la cupidigia davanti ad altri valori, non potremo che soccombere senza speranza&#8230;</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Strumenti online per monitorare il cambiamento climatico</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/strumenti-online-per-monitorare-il-cambiamento-climatico/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/strumenti-online-per-monitorare-il-cambiamento-climatico/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 05:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[In previsione della Conferenza sul cambiamento climatico che si terrà a dicembre a Copenhagen (COP15), ecco una serie di strumenti online a cui ciascuno di noi può ricorrere per seguire l'andamento delle trasformazioni climatiche, e i loro effetti, in varie regioni del mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lester-bolicenni/">Lester Bolicenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/22/online-tools-to-monitor-climate-change/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre si avvicina la <a title="Sito ufficiale di COP15" href="http://en.cop15.dk/">Conferenza sul cambiamento climatico</a> [in] (COP15) prevista a dicembre 2009 a Copenhagen, ecco alcuni strumenti online per monitorare le attuali trasformazioni climatiche. Utilizzando questi strumenti, si può imparare di più sugli effetti di tali cambiamenti, e contribuire a spingere verso le possibili soluzioni quanti hanno il potere di prendere decisioni.</p>
<p><strong>Sul campo</strong></p>
<p>L&#39;osservazione degli impatti del cambiamento climatico generalmente parte sul campo. Il fotografo <em><a title="Sito ufficiale di James Balog" href="http://www.jamesbalog.com/pages/home.php">James Balog</a></em> [in] si è recato in Alaska, USA, per seguire il progressivo scioglimento della calotta glaciale. Il video che segue illustra i risultati sbalorditivi del suo lavoro fotografico:</p>
<p><center><span style="margin: 0pt auto 10px; text-align: center; display: block;"><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="350" height="216" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oaTcsyNrEec&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="350" height="216" src="http://www.youtube.com/v/oaTcsyNrEec&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></span></center></p>
<p>Visto che non tutti hanno macchine fotografiche costose e tempo libero per poter andare in Alaska, un altro approccio potrebbe essere leggere le esperienze delle persone in prima linea.</p>
<p><a title="Vai al sito di Climatefrontlines.org" href="http://www.climatefrontlines.org/">On the Frontline of the Climate Change</a> [in] è un progetto che raccoglie storie raccontate in prima persona sugli impatti del cambiamento climatico, nelle comunità indigene, su piccole isole e altre comunità vulnerabili. Il forum contiene numerosi contributi recenti inviati via email, soprattutto dal Sud Asia e dall&#39;Africa. Un partecipante e consulente per lo sviluppo africano, <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.climatefrontlines.org/en-GB/node/430">George Katunguka</a> [in], scrive dall&#39;Uganda:</p>
<blockquote><p>L&#39;impatto del cambiamento climatico non ha ricevuto molta importanza nel mio Paese, l&#39;Uganda, ma tali cambiamenti e i loro effetti vanno evidenziandosi dolorosamente. Secondo un recente rapporto sulle risorse d&#39;acqua, nel 2025 l&#39;Uganda probabilmente soffrirà forti mancanze idrico. La gente sta morendo di fame come nel recente caso della regione Teso, nell&#39;est dell&#39;Uganda; ci sono cambiamenti negli ecosistemi acquatici, come la diminuzione del livello del lago Vittoria; stagioni imprevedibili, perdita di terreno fertile e dei prodotti agricoli e quindi aumento della povertà delle famiglie, con tutte le implicazioni del caso. Che cosa stiamo facendo per evitare quest&#39;imminente catastrofe?</p></blockquote>
<p><strong>Dallo spazio cosmico a Google Earth</strong></p>
<p>L&#39;osservazione sul campo può essere verificata dall&#39;alto. Lo spazio è la prospettiva da cui osservare e analizzare la terra nell&#39;insieme. È difficile trovar posto su un&#39;astronave, ma per fortuna è facile trovare online immagini dal satellite.</p>
<div><center>
<dl id="attachment_102518" style="width: 310px;">
<dt><a href="http://na.unep.net/digital_atlas2/webatlas.php?id=11"><img style="margin: 0pt auto 10px; text-align: center; display: block;" title="Immagini satellitari del mare d'Aral, Kazakhstan e Uzbekistan 1973/2004" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/aral_sea-300x192.jpg" alt="Immagini satellitari del mare d'Aral, Kazakhstan e Uzbekistan 1973/2004 1973/2004" width="300" height="192" /></a><small>Immagini satellitari del mare d&#39;Aral, Kazakhstan e Uzbekistan 1973/2004</small></dt>
</dl>
<p></center></div>
<p>Oltre alle agenzie e imprese spaziali che offrono servizi alle NGO, agli scienziati e alle persone comuni, il Programma delle Nazioni Unite per l&#39;ambiente ha creato un <a title="Guarda l'atlante" href="http://na.unep.net/digital_atlas2/index.php">atlante online</a> [in] che elenca i cambiamenti avvenuti in varie parti del mondo lungo i decenni. Tutte le immagini dal satellite possono essere viste sul <a title="Vedi voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_globe">globo virtuale</a> [in] di Google Earth, come spiegato sul <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://googleblog.blogspot.com/2009/09/google-climate-change-tools-for-cop15.html">relativo blog ufficiale</a> [in]:</p>
<blockquote><p>In collaborazione con il governo danese ed altri, stiamo lanciando <a title="Guarda il video" href="http://www.google.com/cop15">una serie di riprese speciali via Google Earth</a> [in] per permettervi di scoprire i potenziali impatti del cambiamento climatico sul pianeta e le soluzioni per gestirlo.</p></blockquote>
<p style="clear: both;">Moltissime altre risorse son reperibili sui blog e sui siti delle organizzazioni internazionali. Cari lettori, sentitevi liberi di aggiungere le vostre fonti nella sezione dei commenti in calce a questo.<strong> </strong></p>
<p><strong>Scienza per chi deve prendere decisioni</strong></p>
<p>L&#39;osservazione è una questione centrale per quanti hanno il potere di prendere decisioni. I governi hanno avviato dei sondaggi per comprendere meglio questo fenomeno e come attenuarne gli impatti.</p>
<p>Nel 1998 la Commissione Europea e l&#39;Agenzia Spaziale Europea hanno avviato un programma spaziale chiamato <a title="Vedi voce in italiano su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Global_Monitoring_for_Environment_and_Security">Global Monitoring Environmental Security</a> [it] (GMES), per descrivere i cambiamenti in tempo reale grazie a dati ottenuti da più fonti. Il progetto fornirà un rapporto conclusivo nel 2014, con un allegato sulla sicurezza.</p>
<p>I Paesi in via di sviluppo colpiti maggiormente dal cambiamento climatico hanno compiuto dei passi simili, tra cui <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://rashidfaridi.wordpress.com/2009/10/21/india-to-launch-two-satellites-to-study-climate-change/">i recenti satelliti lanciati dall&#39;India</a> [in] per studiare il cambiamento climatico. Tali informazioni possono aiutare le nazioni a pianificare nuove politiche ambientali ed economiche.</p>
<p>In Sudafrica è stato creato un nuovo strumento economico orientato proprio a questo obiettivo. <a title="Articolo originale in inglese" href="http://allafrica.com/stories/200909040881.html"><em>AllAfrica</em> riporta</a> [in] :</p>
<blockquote><p>È stato realizzato un nuovo strumento analitico basato su uno studio, Mapping South African Farming Sector Vulnerability to Climate Change and Variability (Mappatura della vulnerabilità al cambiamento climatico e della variabilità del settore agricolo sudafricano), per aiutare i pianificatori a individuare le comunità più vulnerabili al cambiamento climatico e aiutarle a prepararsi a condizioni agricole profondamente diverse.</p></blockquote>
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		<title>Tutelare il patrimonio culturale di tutto il mondo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tutelare-il-patrimonio-culturale-di-tutto-il-mondo/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 04:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono molte le organizzazioni che, lavorando per preservare il patrimonio culturale globale sia tangibile che intangibile, utilizzano i media online per sostenere i propri sforzi. Ecco alcune delle iniziative in corso, oltre alla presentazione della lista 2008 dei luoghi maggiormente a rischio nel mondo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lester-bolicenni/">Lester Bolicenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/15/safeguarding-the-worlds-cultural-heritage/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sono molte le organizzazioni che, lavorando per preservare il patrimonio culturale globale - sia tangibile che intangibile - utilizzano i media online per sostenere i propri sforzi.</p>
<p>Il 6 ottobre scorso il Fondo Mondiale per i Monumenti (WMF) <a title="Guarda la mappa" href="http://www.wmf.org/watch/project-map">ha pubblicato la lista del 2010 dei monumenti da salvare</a> [in], contrassegnando le dozzine di villaggi, edifici, ponti e monumenti a rischio di distruzione su una Google Map. Il WMF di New York è una delle tante organizzazioni, come  <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.globalheritagefund.org/home.html">Global Heritage Fund</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://whc.unesco.org/en/list">World Heritage Center</a> [in] (parte dell&#39;UNESCO), che finanziano dei progetti per preservare luoghi dichiarati patrimonio culturale mondiale.</p>
<p><strong>L&#39;elenco del World Heritage<br />
</strong></p>
<p>Mentre una candidatura per dichiarare &#8216;patrimonio culturale&#39; un luogo o monumento è un passo utile per acquisire fondi per la conservazione, un ulteriore vantaggio riguarda l&#39;aumento generale del turismo in tali luoghi. E spesso la candidatura stimola l&#39;orgoglio nazionale o locale.</p>
<p><em>Tan Wee Cheng</em>, docente universitario a Singapore ha creato <a title="Gruppo su Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=44978823543">un gruppo su Facebook</a> [in] in cui chiede che anche le località di Singapore vengano incluso nell&#39;elenco del World Heritage:</p>
<blockquote><p>Alla fine del dicembre 2008, c&#39;erano 878 luoghi dichiarati patrimonio mondiale in 145 nazioni ma nessuno a Singapore. Davvero non ci sono luoghi a Singapore degni di tale onore? Ho visitato alcune centinaia di tali siti in giro per il mondo e sono convinto che alcuni posti in Singapore meritino di essere in lista, perchè possiedono quelle caratteristiche che l&#39;UNESCO definisce “eccezionale valore universale”.</p></blockquote>
<p>Anche i conflitti possono aiutare ad influenzare simili decisioni. Dopo i violenti scontri tra il gruppo etnico Uighurs (Uyghurs) e i cinesi Hans a Kashgar, città lungo l&#39;antica <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_della_seta">Via della seta</a> [it], <a title="Petizione in inglese" href="http://www.petitiononline.com/kashgar/petition.html">è stata diffusa una petizione online</a> [in] per riconoscere alla città, a rischio di demolizione, lo status di Patrimonio Mondiale:
<p><center>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tfV6mH4geAI&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/tfV6mH4geAI&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="text-align: center;"><em><small>Video in cui si reclama lo status di Patrimonio Mondiale per Kashgar</em></div>
<p></center></small> </p>
<p><strong>Gli esseri umani sono una minaccia</strong></p>
<p>Gli stessi esseri umani sono quasi sempre fonte di pericoli, come sottolinea <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.teachingexpertise.com/articles/world-heritage-examining-the-threats-1776">questo articolo</a> [in] scritto dal <em>Dr. Anjana Khatwa</em>, coordinatore educativo per il <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.jurassiccoast.com/">Jurassic Coast World Heritage</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le minacce ai danni dei luoghi dichiarati patrimonio mondiale si presentano sotto molte forme: conflitti armati e guerre, distruzione gratuita, disastri naturali, inquinamento, bracconaggio, costruzioni non pianificate e turismo incontrollato.</p></blockquote>
<p>Quest&#39;idea è stata condivisa dal Presidente del WMF <em>Bonnie Burnham</em>, nel suo discorso per la presentazione della <a title="Vedi la lista su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/2008_World_Monuments_Watch_List_of_Most_Endangered_Sites">lista 2008 dei luoghi maggiormente a rischio nel mondo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>In quest&#39;elenco, a dire la verità sono gli esseri umani i veri nemici. Visto però che siamo stati noi i primi a provocare danni, abbiamo il potere di porvi rimedio, prendendoci seriamente la responsabilità di essere custodi del patrimonio culturale mondiale. Quindi oggi lanciamo un allarme, utilizzando la lista dei monumenti mondiali da salvare per dimostrare, attraverso il vivido esempio di località amate in tutto il mondo, l&#39;importanza di lavorare insieme per affrontare queste sfide e unire le forze per tutelare il nostro patrimonio architettonico.</p></blockquote>
<p><strong>Risposte innovative</strong></p>
<p>Dal 2003 anche l&#39;UNESCO sta lavorando alla <a title="Pagina del progetto in inglese" href="http://www.unesco.org/culture/ich/index.php?lg=EN&amp;pg=home">tutela del patrimonio culturale intangibile</a> [in], tra cui le lingue, le danze e le tecniche artigianali. Internet e le nuove tecnologie diventano un&#39;opportunità indispensabile nel prevenire la scomparsa di alcuni patrimoni culturali intangibili.</p>
<p>L&#39;ente non-profit <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://archive.cyark.org/about">CyArk</a> [in] sta lavorando al progetto “500 Challenge”. Quest&#39;iniziativa vuole creare un modello digitale delle località del patrimonio culturale grazie alla scansione laser, per creare un archivio aperto dei dati.</p>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/B4vvskVnkPk&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/B4vvskVnkPk&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="text-align: center;"><small><em>Il progetto Rapa Nui Cyark</em></div>
<p></small><br />
Anche l&#39;<a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.wipo.int/about-wipo/en/what_is_wipo.html">Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale</a> [in] (WIPO) ha in corso un progetto per preservare e tutelare il nostro patrimonio orale e intangibile, <a title="Pagina del progetto del WIPO in inglese" href="http://www.wipo.int/tk/en/folklore/culturalheritage/">Progetto per il patrimonio creativo: linee guida per documentare, registrare e digitalizzare il patrimonio culturale</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le nuove tecnologie forniscono alle comunità opportunità innovative per documentare e digitalizzare le espressioni delle proprie culture tradizionali, soddisfando il forte desiderio delle comunità di preservare, promuovere e passare alle generazioni future tale patrimonio culturale.</p></blockquote>
<p>Questo è un credo condiviso dal blogger maliano <em>Boukary Konate</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://fasokan.maneno.org/bam/articles/vdd1247776495/">quando parla dei racconti folkloristici africani</a> [in Bambara] sul suo blog personale, <em>Fasokan</em>:</p>
<blockquote><p>Bi bi in na, an bɛɛ bɛ k’a kɔlɔsi sisan k’o ko ninnu bɛ ka ban dɔɔni dɔɔni. N kɛlen kɔ ka n yɛrɛ ɲininkan, ye jaabi min sɔrɔ, o de ye ka u sɛbɛen an ka kanw na, k’u bayɛlɛma kan wɛrɛw la, k’u bila ɛntɛrinɛti kan. O b’a to u tɛ tunun wa u na lakodɔn mɔgɔ wɛrɛw fɛ.</p></blockquote>
<div class="translation">Tutti osserviamo la loro scomparsa, e dopo averne parlato un pò, ho trovato la soluzione: scriverli nella nostra lingua, tradurli in altre lingue, tenerli su Internet. Ciò impedirà loro di scomparire e permetterà alle altre persone di conoscerli.</div>
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		<title>Internet e tecnologie di comunicazione per diffondere al meglio la conoscenza indigena</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/le-tecnologie-di-comunicazione-per-diffondere-la-conoscenza-indigena/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 05:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Professionisti della conoscenza indigena usano sempre più i media per scambiare idee e publicizzare l'apprendimento delle tradizioni al mondo intero. Cosa succede quando queste abitudini locali diventano globali?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/john-liebhardt/">John Liebhardt</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/05/icts-and-the-spread-of-indigenous-knowledge/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>A prima vista, il rapporto tra conoscenza indigena e Internet sembra difficile. La conoscenza indigena <a title="Post originale in inglese" href="http://www.docstoc.com/docs/5618928/Developing-indigenous-knowledge-databases-in-India%E2%80%9D">fornisce</a> [in] un diverso insieme di convinzioni, pratiche e rappresentazioni strettamente legate al luogo; Internet si vanta di poter abbattere limiti e confini.</p>
<p>Da un lato, le tradizioni racchiuse nella conoscenza indigena sono culturalmente uniche, usando concetti locali per risolvere problemi locali. Ciò la rende un importante componente nei campi dell&#39;ecologia, dell&#39;educazione, dell&#39;agricoltura e della salute. D&#39;altro canto, Internet viene lodata per diffondere informazioni che giovano alla gente, ma è anche un bazar, favorevole per le grandi corporation e le economie di ampia portata: Amazon.com, Google, Microsoft, PayPal. La conoscenza indigena possiede alcune componenti spirituali e cerimoniali; Internet è ampiamente agnostica, e trae grandi profitti dalla facile pornografia.</p>
<p>Nonostante tutte le possibili differenze, nell&#39;ultimo decennio la sapienza indigena e i sistemi di conoscenza globale sono diventati assai più vicini tra loro. I professionisti della conoscenza indigena hanno iniziato a far leva sui diversi media per scambiare idee e pubblicizzare l&#39;apprendimento tradizionale su vasta scala.</p>
<p>Un ricercatore in Ethiopia <a title="Documento Word in inglese" href="http://www.eictda.gov.et/Downloads/Papers/Knowledge_Management_and_Indigenous_Knowledge.doc">sostiene</a> [in] che le Tecnologie d&#39;Informazione e Comunicazione, abbreviati nell&#39;acronimo inglese ICT, possono essere usate come metodi economici per raccogliere, archiviare e diffondere varie forme di conoscenza indigena per le generazioni future.</p>
<p>Le ICT incrementano inoltre l&#39;accesso al sistema della conoscenza indigena, speciamente per le scuole, dove questo apprendimento può essere introdotto direttamente nelle aule.</p>
<p><strong>L&#39;integrazione nei sistemi didattici</strong></p>
<p>Come già detto, le ICT forniscono un perfetto esempio per l&#39;integrazione della sapienza indigena nei sistemi educativi formali ed informali. La tecnologia può facilitare la diffusione di idee sulle culture locali agli studenti e fornire alle scuole la possibilità di insegnare corsi nella lingua del posto.</p>
<p>Prima di considerare esempi specifici, seguiamo questo dibattito tra due blogger sull&#39;importanza di rendere gli studenti consapevoli dell&#39;esistenza di diversi sistemi di conoscenza. Per dirne una, incrementare l&#39;accesso alla conoscenza tradizionale, la rende più credibile agli occhi degli studenti?</p>
<p>Forse.  George Sefa Dei, sul blog del <em>Progetto Freire</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.freireproject.org/content-86">sostiene</a> [in] che sui temi dello sviluppo e dell&#39;educazione studenti e professionisti devono trovare un equilibrio tra tradizione e modernità.</p>
<blockquote><p>Gli studenti chiedono spesso come e perché certe conoscenze siano più importanti di altri sistemi d&#39;apprendimento. Esiste la consapevolezza da parte di chi apprende che la conoscenza svolga funzioni diverse a  seconda delle storie, delle condizioni ambientali e dei contesti a livello locale. Sfortunatamente i processi di validazione delle conoscenze falliscono nel considerare questa molteplicità di saperi capaci di parlare alla diversità di storie di idee ed eventi che hanno plasmato e continuano a plasmare la crescita e lo sviluppo dell&#39;umanità. Nel mettere in dubbio la gerarchia delle conoscenze, gli studenti alludono inoltre alla posizione problematica di una conoscenza neutrale, apolitica. È importante che nel nostro insegnare sull&#39;Africa evidenziamo e comprendiamo i processi attraverso i quali, per esempio, la conoscenza della scienza occidentale si posizioni come modalità neutrale, universale e opposta a modalità non-egemoniche, tentando inoltre di inficiare e svalutare gli altri modalità di conoscenza.</p></blockquote>
<p>Ciò va bene in teoria. Ma quanto funziona nella pratica?</p>
<p><em>Passionate Pedagogue</em>, in un <a title="Commento originale in inglese" href="http://www.freireproject.org/content-86#comment-580">commento</a> [in] al precedente post, mette a nudo un importante ostacolo.</p>
<blockquote><p>Trascorro ore cercare su Internet i siti di coloro di cui parlo nel mio corso di storia, testi delle persone di cui insegno. Spesso i siti che trovo sono troppo complicati o impliciti da capire per gli studenti. Altre volte, i siti (legittimamente) sono così culturalmente specifici che un teenager senza bagaglio culturale riguardo l&#39;area o le persone coinvolte potrebbe non capirli. Ciò lascia davvero poca informazione “indigena” accessiblie agli studenti.</p>
<p>Sono sicuro che durante la mia carriera come insegnante, qualche importante educatore riuscirà a creare un accesso alla sapienza indigena centrato sugli studenti. La mia speranza è che l&#39;informazione che brilla per gli inestimabili contributi degli indigeni non venga relegata ai testi universitari di sociologia o ai testi introduttivi di pedagogia critica. Mentre è chiaramente meraviglioso che studenti universitari e accademici prendano a cuore le lezioni che i Nativi del mondo hanno da offrire, hanno da offrire al cuore, forse dovremmo stare attenti a non diventare come Napoleone noi stessi; pubblicando trattati sulla storia dei Nativi scritta da loro che servono solo ai baroni del mondo accademico.</p></blockquote>
<p><strong>Laddove mancano le fonti</strong></p>
<p>Quando diventa troppo difficile trovare le fonti originali, alcuni insegnanti hanno deciso di crearle in proprio. Ecco due esempi di progetti dove la tecnologia può essere una benedizione per gli studenti che apprendono culture diverse. Il <a title="Post originale in inglese" href="http://e-learning-engagement.blogspot.com/2009/04/authentic-assessment-using-wiki.html">primo</a> [in] viene dall&#39; Australia, da Scot Aldred, che cura il blog <em>e-learning</em>.</p>
<blockquote><p>Sono partcolarmente interessato allo sviluppo di una pagina Wiki dedicata agli indigeni australiani; la loro diversità di cultura, storia, lingua e terra. Sebbene siano disponibili delle informazioni pubbliche in testi a stampa, non sono sostanziali e non descrivono tutte le nazioni indigene australiane e le loro popolazioni. Online la situazione è assai peggiore, con poche informazioni accurate.</p>
<p>Immaginate se tutti gli studenti australiani avessero l&#39;opportunità di contribuire ad una pagina Wiki pubblica con informazioni i nativi della propria zona geografica. Buona parte della storia indigena dell&#39;Australia è stata tramandata oralmente attraverso la tradizione orale. Gli anziani, i più vecchi e alcuni storici hanno informazioni che potrebbero essere condivise con tutti gli Australiani e con il mondo intero.</p>
<p>… E perché non avere un Webspace condiviso disponibile a tutte le scuole australiane (pubbliche e private) dove  queste potrebbero proporre un elenco di persone designate a creare contenuti e collaborare. Ulteriori ruoli/autorizzazioni per i moderatori verrebbero sempre stabiliti dalle scuole.</p></blockquote>
<p>Un <a title="Sito originale in inglese" href="http://e-learning-engagement.blogspot.com/2009/04/authentic-assessment-using-wiki.html?showComment=1239847080000#c2734495034909728343">commento</a> [in] di <em>Ginga</em>, originario dell&#39;Alaska (USA).</p>
<blockquote><p>Le tue idee sul recupero della conoscenza indigena, e sulla condivisione con il mondo in maniera collaborativa (pagine wiki e altro), va in parallelo a diversi progetti in corso nel distretto scolastico dello stretto di Bering nell&#39;Alaska del nord.</p>
<p>Il nostro staff e gli studenti stanno creando dizionari wiki in Inupiaq e Siberian Yupik per documentare le lingue indigene nella nostra area. Gli studenti inseriscono un file audio, un&#39;immagine del luogo, e altre informazioni che hanno raccolto. Stiamo inoltre provando a sviluppare altri progetti che abbiano formati flessibile onde consentire la condivisione e la collaborazione degli studenti tramite il wiki.</p></blockquote>
<p><strong>La torre di Chinglish?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Almeno un esperto <a title="Articolo su docs.google.com in inglese" href="http://tiny.cc/zuK6g">sostiene </a>[in] che con tutte le promesse dlle ICT, molte organizzazioni tradizionali si sentono perse nel “sovraccarico d&#39;informazione&#8221; di Internet. I loro siti finiscono in fondo ai risultati nei motori di ricerca e (a volte) mancano di raffinatezza.</p>
<p>Un problema è la lingua. È difficile per un sito scritto, per esempio, in groenlandese (parlato in Groenlandia) o Cha&#39;palaa, una lingua dell&#39; Ecuador, o Bisaya, dalle Filippine, competere per numero di visualizzazioni con siti scritti in Spagnolo, Hindi, Cinese, Giapponese o Arabo. Tradurre pagine web è spesso difficile e temporalmente dispendioso.</p>
<p>Comunque, i sistemi basati sulle ICT hanno la potenzialità di espandere la portata del linguaggio. Magari tramite corsi online o tutorial o piccole applicazioni per telefonia e computer. Ciò è importante soprattutto per l&#39;ambiente a volte fragile in cui vivono oggi i linguaggi indigeni.</p>
<p>Ecco una buona discussione sui questioni relative a lingue e tecnologia da parte di Heather, che vive negli Stati Uniti e scrive sul blog <em>flex your info</em>. La blogger <a title="Post originale in inglese" href="http://www.flexyourinfo.com/language-preservation/">sottolinea</a> [in] il fatto che la tecnologia potrebbe fornire ottimi strumenti di comunicazione ai membri della sua tribù che vivono in aree remote. Comunque, “La tecnologia può essere applicata per scopi ancora migliori: la rivitalizzazione e la preservazione culturale.” Ciò comporta tuttavia alcuni problemi.</p>
<blockquote><p>Le lingue indigene sono state a lungo in pericolo di estinzione per la combinazione di urbanizzazione e modernizzazione, oltre alle precedenti politiche governative di rimozione, riallocazione, e sterminio delle popolazioni indigene.</p>
<p>La tecnologia odierna consente di poter registrare facilmente le informazioni e mettersi in contatto con gli altri a lunga distanza, quindi dovrebbe essere facile registrare, preservare, e rendere disponibile le informazioni sui linguaggi indigeni. Esiste comunque un numero di altri fattori che vanno bilanciati con l&#39;urgenza di preservare il la lingua tramite le registrazioni, innanzitutto problemi riguardo proprietà ed accessibilità. Il linguaggio è strettamente legato alla cultura; anche se i membri di una tribù non lo parlano nel quotidiano, probabilmente ne fanno uso nelle cerimonie. Il linguaggio e le cerimonie sono accessibili solo a certe persone: a volte tutti i membri di una tribù, altre volte solo pochi eletti. Potrebbe esserci qualcuno a tutela della conoscenza, del linguaggio o altro. È importante assicurarsi che i programmi creati per registrare e preservare le lingue siano sensibili a questi temi.</p>
<p>Un altro problema da considerare è l&#39;appropriazione indebita o lo sfruttamento di queste informazioni. Non a caso, alcuni anziani di certe tribù hanno deciso di non condividere la conoscenza con persone appartenenti alla tribù; registrandola, aumenta l&#39;opportunità per chi non ne fa parte di accedere a tali informazioni. Evitando di registrarle i membri della tribù mantengono il controllo sulla propria cultura. Un altro modo per conservare tale controllo è coinvolgere direttamente i membri e gli anziani della tribù nel progetto e nella creazione di programmi di conservazione.  Man mano che un numero sempre maggiore di indigeni viene coinvolto nell&#39;opera di preservazione del linguaggio, sono loro a dr forma ai protocolli e agli strumenti impiegati per raccogliere e rendere disponibili le informazioni. Sia che la tribù decida di registrare e conservare un linguaggio, sia che continui a condividerlo oralmente soltanto con i membri della tribù, le loro posizioni vanno rispettate.</p></blockquote>
<p><strong>Apprendere le lingue via telefonia mobile</strong></p>
<p>Tenendo in mente quanto sopra, Heather annuncia una nuova applicazione per un sistema di telefonia mobile che insegnerà la lingua della tribù Cherokee, originaria della parte sud-est degli Stati Uniti, ma durante gli anni 1830-40 forzatamente spostata dal governo americano in una zona più centrale.</p>
<blockquote><p>…L&#39;applicazione comprende sintesi, registrazioni, e giochi per l&#39;apprendimento della lingua, e c&#39;è anche una versione per Nintendo DS. L&#39;idea di usare tecnologia diffusa per aiutare a preservare e rivitalizzare i linguaggi è entusiasmante, perché rende disponibile a tutti i membri della tribù le informazioni sulla lingua, non solo a quelli che vivono vicino ai territor tribalii, ed in un modo che può essere facilmente integrato nelle loro vite.</p>
<p>…L&#39;uso della tecnologia, come l&#39;applicazione della lingua Cherokee per iPhone, può aiutare membri della tribù sparsi in giro ad imparare la lingua originaria. Il software può essere usato per creare materiale multimediale per le lezioni scolastiche, mentre la tecnologia di teleconferenza via web può essere impiegata per insegnare e per fare pratica orale con altri membri.  Tuttavia, tali programmi devono essere sensibili ai temi del controllo e dell&#39;accesso, coinvolgendo direttamente i membri delle tribù e gli anziani, e rispettandone la volontà.</p></blockquote>
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		<title>Primo attacco suicida in Mauritania</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 06:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato scorso un attentato suicida nella capitale Nouakchott ha provocato il ferimento di un cittadino locale e due francesi. Fra le varie reazioni online, si fa notare la diversa attenzione all'evento riservata da media locali e occidentali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/10/mauritania-experiences-first-ever-suicide-bombing/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sabato scorso in Mauritania si è registrato il primo attacco suicida, con il ferimento di un cittadino locale e due francesi. Mentre l&#39;evento è stato riportato assai marginalmente dai media occidentali, l&#39;emittente televisiva <em>Al Arabiya</em> con sede a Dubai ne <a title="Vai al sito di AlArabiya in inglese" href="http://www.alarabiya.net/articles/2009/08/08/81229.html">ha dato notizia</a> [in] subito dopo l&#39;attentato da Nouakchott, la capitale, evidenziandone la tempistica in questo articolo:</p>
<blockquote><p>L’attentato è avvenuto tre giorni dopo che Mohamed Ould Abdel Aziz, autore del golpe militare che nel 2008 ha rovesciato il primo leader eletto democraticamente, aveva prestato giuramento come presidente della Mauritania dopo aver vinto le elezioni il mese scorso.</p>
</blockquote>
<p><em>The Moor Next Door</em> ha scritto un <a title="Vai al sito originale" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/08/09/suicide-bombing-in-mauritania/">pezzo dettagliato</a> [in] sull’incidente dipingendo l&#39;immagine di una popolazione furiosa per quanto accaduto ma ancor più frustrata dal regime:</p>
<blockquote><p>Le risposte agli articoli sull&#39;attentato presenti sull&#39;internet araba sono esplicative. Un commento aggiunto a uno dei primi reportage dice “liberaci dal Generale e poi ti chiameremo shaid (martire)!”. Altri condannano l’attentatore e la sua stupidità schernendone le origini  <a title="Vai al sito ossin.org in italiano" href=http://www.ossin.org/mauritania/razzismo-schiavitu-mauritania.html>haratine</a> [it]. I mauritani sono arrabbiati, proprio come hanno fatto dopo i tanti attacchi terroristici sferrati negli anni. Ma per quanto vi sia frustrazione e risentimento per l&#39;attentato, gran parte di questi [sentimenti] viene rivolto contro il regime. Anche se la storia dell’attentatore suicida è il “pezzo forte” del momento che ha attirato l&#39;attenzione dei media occidentali dopo le elezioni, i mauritani vedono altri problemi legati alla legittimità e al despotismo strisciante.</p>
</blockquote>
<p>Becky, blogger che lavora per <a title="Vai al sito inglese di Peace Corps"  href="http://www.peacecorps.gov/index.cfm?shell=learn.whatispc">Peace Corps</a> [in] in Mauritania, segnala l&#39;eventualità che i volontari dell’associazione in servizio nel Paese possano essere rimpatriati e <a title ="Post originale in inglese" href="http://beckyrobinson1.blogspot.com/2009/08/welcome-to-camp-peace-corpsanyone-up.html">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>È un giorno triste per i volontari di Peace Corps in Mauritania. Non solo perché ciò minaccia il nostro futuro ma anche perché un Paese nel quale siamo cresciuti e che chiamiamo “casa” ora verrà visto dal resto del mondo come luogo pericoloso e instabile. Va detto che i terroristi sono degli estremisti e non rappresentano il pensiero più diffuso. Sarà molto difficile, per me, lasciare tutte le persone che non hanno fatto niente di male anche se quelli con cui ho parlato capiscono perfettamente [la situazione].</p>
</blockquote>
<p><em><a title="Profilo in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/weddady">weddady</a></em> [in] ha scritto della sua frustrazione in un <a title="Messaggio in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/weddady/status/3202324420">messaggio su Twitter</a> [in]:</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-90020" title="Messaggio su Twitter di weddady" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/weddady1-300x162.png" alt="Messaggio su Twitter di weddady" width="327" height="176" /><br />
[Aljazeera e Alarabiya includono Salka Bint Cheikh nella lista dei feriti, le testate occidentali la ignorano. Tirate voi le conclusioni.]</p>
<p>Anche se sono ancora pochi i blogger che parlano della questione, la Francia ha <a title="Articolo in inglese sul Wahsington Post" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/08/09/AR2009080900842.html">condannato</a> [in] l’attentato e il neopresidente Mohammed Ould Abdel Aziz <a title="Articolo in inglese su Google" href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5ixqX_42_cGiAq8Pw_INo8nfkUVbg">ha messo in guardia</a> [in] contro futuri attacchi terroristici.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La &#8216;Campagna Mai Prima d&#039;Ora&#039; per i diritti dei Palestinesi</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/la-campagna-mai-prima-dora-per-i-diritti-dei-palestinesi/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 12:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Una nuova campagna, partita a inizio anno e focalizzata sull'auto-produzione di video, vuole promuovere il rispetto per il popolo palestinese, focalizzandosi sui loro diritti e non sul vittimismo. Ecco i primi video e un'intervista con i coordinatori, volontari libanesi di varia provenienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/12/palestine-a-campaign-like-never-before/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Una campagna lanciata all&#39;inizio di quest&#39;anno, nel periodo degli <a title="Vai allo speciale di Global Voices in inglese"  href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/2008-gaza-strip-bombings/">attacchi israeliani a Gaza</a> [in], promuove l&#39;idea di essere orgogliosi nella <a title="Vai al sito originale in inglese" href="http://palsolidarity.org/2009/05/6856">resistenza palestinese</a> [in], focalizzandosi sui diritti palestinesi e non sul vittimismo. Chiamata la <em>Campagna Mai Prima d&#39;Ora</em>, ha la base a Beirut, Libano, e ha prodotto una <a title="Vai alla pagina del sito di Youtube in inglese" href="http://www.youtube.com/user/neverbeforecampaign">serie di video</a> [in] per trasmetterne il messaggio. <em>Global Voices Online</em> ne ha intervistato i coordinatori per sapere di più.</p>
<p><strong>Come è iniziata la Campagna Mai Prima d&#39;ora? Chi è coinvolto?</strong></p>
<blockquote><p>La Campagna in realtà è costituita da un gruppo di individui libanesi con vari ambiti di provenienza (nel campo media e business, esperti in sociologia, attivisti della società civile) ritrovatisi per diversi motivi, localmente in Libano e nel mondo arabo in generale. Non abbiamo rivelato i nostri nomi perché preferiamo che l&#39;attenzione rimanga sulla Campagna in sé oltre che sulle cause che sosteniamo. Abbiamo visto tanti buoni movimenti rovinarsi dopo essere stati personalizzati…<br />
L&#39;idea della Campagna Mai Prima d&#39;Ora stava emergendo da qualche tempo, quando è partita la guerra di Gaza nel dicembre scorso. È stato allora che ci siamo resi conto che avremmo dovuto lanciarla. Il termine Mai Prima d&#39;Ora è venuto fuori dopo lunghe discussioni (prima della guerra di Gaza) su se sarebbe stato meglio fare dei parallelismi fra la causa palestinese e la lotta del Sudafrica, o con altre situazioni analoghe nel mondo. La conclusione è stata: è vero che la gente ha subito pesanti ingiustizie nella storia, ma finora non era mai esistita un&#39;ingiustizia per un periodo di tempo così lungo e così evidente e così crudele, e trattata con tale indifferenza. Allo stesso tempo, mai prima d&#39;ora un popolo aveva resistito e lottato per così tanto tempo, avendo tutto contro ed affrontando tanti tradimenti. Infine, il supporto al popolo palestinese contro l&#39;ingiustizia che deve affrontare sta diventando più forte come mai prima d&#39;ora.</p>
</blockquote>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=oWGqdyFII_s">Campagna Mai Prima d&#39;ora - Io Resisto</a> [in]: </p>
<p><center> <object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oWGqdyFII_s&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/oWGqdyFII_s&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>
<p><strong>Cosa rende questa campagna diversa dalle altre inziative a sostegno dei diritti dei Palestinesi?</strong></p>
<blockquote><p>Non sosteniamo che la nostra campagna sia radicalmente diversa. Si continua a propugnare la causa palestinese fin dal 1948 o anche prima. Noi facciamo parte di questo movimento. Ciò che abbiamo notato è che, promuovendo campagne per la Palestina da più di un decennio, particolarmente in occidente, si rimane confinati araccogliere simpatie su base umanitaria. Noi crediamo che sia necessario promuovere rispetto per il popolo palestinese piuttosto che empatia o un sentimento guidato dal senso di colpa.<br /> <br />
Riteniamo che la giustizia finirà per prevalere in Palestina, nostro compito è far sì che ciò succeda presto, e invitare ogni essere umano rispettabile far parte di questo scenario quando verrà il giorno.</p>
</blockquote>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Frm8xv5wuvs">Campagna Mai Prima d&#39;ora - Di cosa si tratta</a>: </p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Frm8xv5wuvs&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Frm8xv5wuvs&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>
<p><strong>La campagna si focalizza sulla produzione di video, o ci sono altri mezzi con cui pensate di far circolare il messaggio?</strong></p>
<blockquote><p>Siamo tutti lavoratori, con nessuna risorsa allocata per questa Campagna. Così, per ora ci atteniamo ai video. Molta gente si è già unita a noi, fisicamente e virtualmente, così speriamo di iniziare ad estendere le nostre attività appena possibile.</p>
</blockquote>
<p><a title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=b1xN_ZSB898">Campagna Mai Prima d&#39;Ora - Rendi grande la menzogna</a>:<br /> <br />
<center><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/b1xN_ZSB898&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/b1xN_ZSB898&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fiji: una roadmap verso le elezioni</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/fiji-una-roadmap-verso-le-elezioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 10:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Mistretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fiji]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Indigeni]]></category>
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		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Oceania]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[ll Primo Ministro Frank Bainimarama ha annunciato che il governo avvierà i lavori per la nuova costituzione del Paese al più presto e che le prossime elezioni sono previste per il 2014. I primi segni di recupero di un nuovo codice politico e sociale da aprile, quando il Presidente aveva annullato la Costituzione del 1977.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/michael-hartsell/">Michael Hartsell</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellam/'>Antonella Mistretta</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/24/fiji-a-roadmap-towards-elections/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il Primo Ministro delle Fiji, Frank Bainimarama ha annunciato al pubblico che il governo avvierà i lavori per la nuova costituzione del Paese al più presto e che le prossime elezioni sono previste per il 2014.  </p>
<p>Non ha fornito una tempistica né uno schema operativo, ma sono sicuramente i primi segni di recupero di un nuovo codice politico e sociale da aprile, mese in cui il Presidente aveva annullato la Costituzione del Paese del 1977, conferendo a Bainimarama e al suo governo un mandato di cinque anni. Il Presidente aveva reagito alla decisione della Corte secondo cui Bainarama, che è anche capo militare delle Fiji, aveva assunto la carica illegalmente nel dicembre 2006, sciogliendo sia il Parlamento che il governo di Laisenia Qarase. La Corte aveva ordinato a Bainimarama di dimettersi e al Presidente di sostituirlo mediante un governo impegnato a guidare il Paese alle elezioni. Il Presidente ha invece sostenuto di non avere l&#39;autorità per creare un nuovo governo, abolendo così la costituzione.<br />
La sostituzione di Bainimarama nel 2006 rappresentò il quarto colpo di stato militare dal 1987. Ma si trattò del primo a supporto, almeno nominalmente, degli interessi delle etnie indiane che costituiscono un po’ meno del 40% della popolazione dell’isola. La popolazione indo-fijana,i discendenti dei lavoratori immigrati inviati dai primi governatori coloniali britannici a lavorare duramente alle Fiji per l’industria dello zucchero e delle noci di cocco, a beneficiare di un grande successo economico sebbene (come sostengono alcuni) rimangano emarginati a livello politico, specialmente dalla prima costituzione che assicurava uguaglianza nei diritti a tutte le comunità codificando però la &#8220;<a title="post in inglese" href="http://www.unescap.org/esid/psis/population/database/poplaws/law_fiji/fiji_004_2.htm">supremazia</a>&#8221; [in] degli interessi delle etnie fijane. </p>
<p>Quando Bainimarama entrò in carica per la prima volta, promise l’epurazione delle procedure corrotte del precedente governo (e dei precedenti, in generale) e tenne a freno ciò che definiva le politiche razziste di Qarase. (Per esempio, il capo militare criticò aspramente il tentativo del governo di concedere l’<a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Reconciliation_and_Unity_Commission">amnistia</a> [in] agli esecutori del colpo di stato del 2000 a Fiji, che soppresse il governo multietnico guidato da un Indo-Fijano). Nel 2007, il governo militare avviò la realizzazione dello Statuto Popolare per il Cambiamento, la Pace e il Progresso, con l’obiettivo di liberare il Paese da politiche, politici e istituzioni <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/People%27s_Charter_for_Change,_Peace_and_Progress">basate sulla razza</a> [in].<br />
Altra meta di Bainimarama era quella di cambiare il <a title="Voce su Wikipedia in inglese"  href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fijian_electoral_system">sistema elettorale</a> [in] basato sull’etnia (in base al quale persone di diversa etnia votavano in diverse sezioni). Sostiene che ciò assegna maggior potere ai partiti che possono ottenere solo supporto etnico, invece di attrarre i votanti ideologicamente, per esempio tramite le politiche economiche.<br />
Da allora Bainimarama è rimasto silenzioso sull&#39;abrogazione nel contesto futuro delle Fiji. Lunedì ha <a title="Post in inglese" href="http://www.fijisun.com.fj/main_page/view.asp?id=21963">asserito</a> che la nuova costituzione non tollererà l’uso della discriminazione razziale da parte dei politici quale strumento per ottenere voti.<br />
Ironicamente, mentre Bainimarama parlava della nuova costituzione, il suo governo <a title="Post in inglese" href="http://www.radiofiji.com.fj/fullstory.php?id=20779">ha esteso</a> [in] fino ad agosto la validità dei Decreti in materia di Emergenza Pubblica finalizzate a: limitare l’azione dei media indipendenti mediante censura governativa nelle sale stampa, estendere sequestri e perquisizioni della polizia e imporre alle organizzazioni di chiedere il permesso per tenere riunioni.<br />
Nonostante il dialogo politico promosso prima della costituzione del 1997 fosse stato annullato, cosa ignorata dalla maggior parte dei blogger, la proposta di Bainimarama di ricostruire la costituzione della nazione ha suscitato un certo interesse nella blogsfera. </p>
<p>Joe, autore di <em><a title="Post in inglese" href="http://realfijinews.wordpress.com/2009/06/23/new-constitution-thoughts">Real Fiji News</a></em> [in], spende alcune parole a favore della nuova costituzione. </p>
<blockquote><p>È un chiaro indizio del fatto che ci stiamo dirigendo verso la democrazia se il Primo Ministro parla di nuova costituzione e di un piano dettagliato per il Paese.</p>
<p>Ho alcuni suggerimenti di ambito elettorale per la nostra nuova costituzione:<br />
1) Devono essere eletti il Presidente, i Senatori ed i membri della Camera Bassa.<br />
2)Qualsiasi partito o indipendente politico che non abbia vinto almeno un seggio in due elezioni consecutive in precedenza sia giudicato &#8220;ineleggibile&#8221; nel contesto di elezioni future.<br />
3) Qualsiasi PM “eletto in modo democratico” in precedenza non può competere in caso di elezioni future.<br />
4) Qualsiasi partito e/o relative funzioni che abbiano manifestato l&#39;intenzione di varare/legiferare a favore di politiche razziste in passato siano considerate ineleggibili  nel contesto di elezioni future<br />
5) Ritiro obbligatorio dei PM dopo due mandati consecutivi in carica o dopo 8 anni, qualsiasi sia il minore.<br />
6) Evitare assolutamente un governo pluripartitico secondo il modello di Brij lal. [Nota:  Questo si riferisce alla problematica condizione della Costituzione secondo la quale qualsiasi partito con più di otto seggi deve ricevere un numero proporzionale di cariche governative. Sia il governo etnico Fijano che quello Indiano sono all&#39;oscuro di tutto ciò.]<br />
7) Il RFMF (Forze Militari Reali di Fijii) è tenuto ad assicurare trasparenza durante le elezioni per il nuovo parlamento e deve garantire difesa contro qualsiasi persecuzione per la “campagna di epurazione” che entrò in vigore il 5 Dicembre 2006  e tutti i fatti/azioni relative al RFMF e al Comandante Supremo per il rispetto della legge e dell’ordine mediante decreti o, in caso contrario, secondo il giudizio dettato dal buon senso. Seguendo la clausola della“Dottrina della Necessità” della costituzione del 1997 antecedente la sua abrogazione o adottata parzialmente dopo l&#39;abrogazione stessa.<br />
8) In relazione alla clausola, la difesa dalla persecuzione deve essere garantita dal RFMF e dal suo Comandante Supremo in relazione a fatti/ azioni antecedenti il 5 Dicembre 2006, ma limitati e comprendenti l&#39;esatto momento dell&#39; entrata in carica di Frank Bainimarama in qualità di &#8220;Comandante del RFMF&#8221;.</p></blockquote>
<p>Il testo ha sollevato diversi commenti.</p>
<p>Da <a title="Commento in inglese" href="http://realfijinews.wordpress.com/2009/06/23/new-constitution-thoughts/#comment-448">kahukiwa</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Una nuova costituzione garante della difesa a opera di un regime illegale-non me lo sarei mai aspettato!!</p>
<p>Dopo l’interdizione del precedente Primo Ministro, adesso questa sì che è una sorpresa! Considerando che nessun precedente Primo Ministro è mai stato eletto in maniera democratica.<br />
Il presupposto che l’esercito sia l’unico organismo che può assicurare  trasparenza- questa è una sorpresa ancora più grande!</p>
<p>Ma ciò che sarà ancora più interessante è proprio il modo in cui la di datura intende regolare la riforma elettorale. Come tutti gli irrilevanti regimi militari, richiederanno degli impegni che possano influire sui risultati. Allora mi chiedo come affronteranno la questione demografica delle Fiji, dal momento che gli indigeni fijani godono di un vantaggio numerico sostanziale in caso di qualsiasi futura elezione e a quel punto, saranno ben disposti verso qualsiasi organismo politico che non sia sostenitore o rappresentativo dei limitati interessi di cui l&#39;esercito si fa portavoce. Ed è lecito sospettare che lo Statuto Popolare non risolverò questo piccolo problema.</p></blockquote>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://tearsforfiji.blogspot.com/2009/06/new-non-racial-constitutionoh-my.html">Tears for Fiji</a></em> [in] chiede in che misura un documento scritto possa garantire uno stato di armonia razziale. </p>
<blockquote><p>Voreque [Bainimarana], questa guida illegale starà vivendo a La-laland per pensare persino che questa sua nuova costituzione sradicherà la discriminazione razziale.<br />
Ciò che non sa da momento che è carente di facoltà intellettive di comprensione è che la discriminazione razziale è un problema mondiale che NON VERRA&#39; MAI SRADICATO DALLA FACCIA DI QUESTA TERRA A PAROLE! Tutti ne siamo consapevoli ed ognuno fa la sua scelta per se stesso.<br />
E chi è lui per dire che “non tollererà mai la discriminazione razziale, barriera tra gli uomini?&#8221; A nessuno piace essere discriminato per la razza, per il genere, per la religione, per l’orientamento sessuale o per qualsiasi altra cosa. Ma a un certo punto della nostra vita, subiremo sempre discriminazione. Diamine! E’ così. Mi infastidisce ma ciò che importa è come affrontiamo tutto. Non come qualche codardo pistolero come Voreqe, che si presenta e gioca a fare il &#8220;redentore&#8221;. Mi spiace tanto che la gente di Dawasamu debba sorbirsi il suo lerciume, ma è ancora una volta una loro scelta e il loro danno è quello di subire il lavaggio del cervello da questo pazzo idiota
</p></blockquote>
<p>Da quando il Presidente ha abrogato la costituzione, uno delle storie più in voga alle Fiji ha riguardato il conflitto tra il governo e la Chiesa Metodista - i cui membri costituiscono approssimativamente il 35% della popolazione (la maggioranza appartiene all’etnia Fijana). Il governo sostiene che alcuni leader clericali alimentano pericolose tendenze nazionaliste e che alcuni dei loro membri siano coinvolti nel precedente colpo di stato a favore dei Fijani. Il governo ha rinviato a tempo imprecisato la conferenza Metodista di quest’anno poiché  sostiene che l’incontro sarebbe  finalizzato all’organizzazione <a title="Post in inglese" href="http://www.fiji.gov.fj/publish/page_15185.shtml">dell’opposizione per trasformare le Fiji e dar voce agli istigatori </a> [in].<br />
Per tutta risposta alla richiesta di una nuova costituzione, la Chiesa Metodista di Fiji e Rotula ha steso una dichiarazione, pubblicata sul blog di   <a href="http://solivakasama.org/church_stand_64.html">Soli Vakasama</a>, contenente delle petizioni al governo: </p>
<blockquote><p>-Restaurare la costituzione e conformarsi alla legge così come è stato stabilito dalla Corte d’Appello Giovedì 09 Aprile 2009;<br />
-Riportare il Paese alle elezioni democratiche della Costituzione del 1997, su supervisione esterna ed indipendente , non più tardi del Dicembre 2009;<br />
-Proteggere i diritti dei cittadini come stabilito dalla Costituzione del 1997, soprattutto contro gli arresti arbitrari, persecuzioni, tortura e trattamenti inumani;<br />
-Restaurare i tribunali e assicurare l&#39;indipendenza giudiziaria;<br />
-Garantire che qualsiasi modifica al sistema elettorale sia democratica, costituzionale, partecipativa e inclusiva e che tenga conto degli interessi di tutti gli individui e dei gruppi etnici rispettosi in conformità alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla Dichiarazione dei Diritti Umani e sulla Dichiarazione dei Diritti degli Indigeni;<br />
-Assicurare che lo Statuto venga considerato e messo in vigore secondo le condizioni previste dalla Costituzione del 1997; Assicurare l’attivazione dei free media indipendenti; istituire una commissione indipendente per la riconciliazione e la verità  rivolta al perdono nazionale, alla rappacificazione e al risanamento.
</p></blockquote>
<p>Anche quest&#39;intervento ha suscitato svariati commenti: </p>
<p><a title="Post in inglese" href="http://solivakasamablog.wordpress.com/2009/06/23/the-stand-of-the-methodist-church/#comment-4653">EnufDictatorship</a> [in] scrive:</p>
<blockquote><p>Ben fatto!<br />
Ma ancora una volta io sento che TUTTE LE NOSTRE CHIACCHIERE SONO AL VENTO…. e lo abbiamo fatto per tanto tempo, a partire dal 5 dicembre 2006.<br />
Qualcosa di CONCRETO dovrà pur venir fuori da tutto questo digiunare e pregare. Il nostro Padre e la Trinità ATTIVA in Cielo e in Terra. Non sonnecchia, né si addormenta.
</p></blockquote>
<p><a title="Post in inglese" href="http://solivakasamablog.wordpress.com/2009/06/23/the-stand-of-the-methodist-church/#comment-4657">Shiregal</a> [in] sostiene:</p>
<blockquote><p>Bene, meglio tardi che mai, oserei dire! Il silenzio della chiesa è stato sconfitto negli ultimi due anni! Soprattutto quando la gente ha subito torture ed omicidi. Ufficiali costituzionali licenziati senza lamentarsi??? I  diritti umani fondamentali violati…..sfacciatamente…..silenzio!!!! </p></blockquote>
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		<title>Cambogia: polemica per il progetto d&#039;illuminazione del tempio Angkor Wat</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/cambogia-polemica-per-il-progetto-dilluminazione-del-tempio-angkor-wat/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 04:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Cambogia]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
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		<description><![CDATA[Per incrementare il turismo in calo, il governo ha installato un impianto d'illuminazione sul tempio, che risale all'undicesimo secolo ed è uno dei siti del World Heritage. Il progetto va suscitando motivate proteste e variegate discussioni - estese alla blogosfera locale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mong/">Mong Palatino</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/14/cambodia-controversial-angkor-wat-lighting-project/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Per promuovere <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://khmernews.net/2009/05/angkor-lights-stir-controversy/"> i &#8220;tour notturni illuminati”</a> [in] e per invertire il calo del 20% di turisti, il governo cambogiano ha installato un impianto d&#39;illuminazione artificiale nel tempio Angkor Wat, risalente all&#39;undicesimo secolo. Il progetto ha incontrato l&#39;opposizione dei difensori del patrimonio e dei cittadini cambogiani. Angkor Wat è la meta turistica più famosa in Cambogia ed è riconosciuto come patrimonio mondiale nel programma World Heritage.</p>
<p>Gli specialisti della conservazione del patrimonio descrivono le lampadine d&#39;illuminazione installate come <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://www.southeastasianarchaeology.com/2009/05/29/heritage-advocate-appeal-cambodian-pm-angkor-wat-lights/">“sgradevoli”</a> [in]. Dal 2006, sono stati spesi oltre <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://detailsaresketchy.wordpress.com/2009/05/26/angkor-by-night/">12 milioni di dollari</a> [in] per illuminare il tempio. Tutto ciò fa parte di un grande progetto di trasformazione dell&#39;Angkor Wat in un <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://sophanse.blogspot.com/2009/06/lighting-project-part-of-broader-push.html">complesso tipo parco-divertimenti</a> [in].</p>
<p>Il governo ha difeso le decorazioni illuminate sostenendo di avere il sostegno dell&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://realcambodia.blogspot.com/2009/06/new-lighting-to-be-installed-at-angkor.html">UNESCO</a> [in]. Le autorità hanno anche aggiunto che nel progetto è stata usata solo una tecnologia <a title="Post originale in inglese" href="http://www.southeastasianarchaeology.com/2009/06/05/cambodian-officials-refute-damage-by-light-fixtures-angkor-revenues-down-20/">d&#39;illuminazione ad energia solare</a> [in].</p>
<p>Il pubblico è rimasto sbalordito nel sapere che sono stati trapanati dei buchi nel tempio per installare le lampadine elettriche. Il fatto è stato <a title="Post originale in inglese" href="http://cambodiamirror.wordpress.com/2009/05/25/holes-are-drilled-into-the-angkor-wat-temple-to-attach-electric-bulbs-who-is-wrong-the-sou-ching-company-the-tuy-nasy-company-or-the-apsara-authority-monday-25-5-2009/">negato</a> [in] dal governo e dall&#39;imprenditore del progetto:</p>
<blockquote><p>“La squadra di lavoro ha spiegato di avere una tecnica per installare le lampadine elettriche senza causare danni al tempio. Installano le lampadine utilizzando tappi di sughero messi in buchi già esistenti, e mettono le luci solo dove è possibile, e nello strato più basso della pietra. La squadra di lavoro ha dichiarato che il calore delle lampadine è leggero e non danneggia il tempio.”</p></blockquote>
<p>La controversia si è fatta più intensa quando la persona che ha rivelato quanto sopra sulle luci dell&#39;Angkor Wat è stata <a title="Post originale in inglese" href="http://ki-media.blogspot.com/2009/06/nobody-is-allowed-to-criticize-hun-sens.html">citata</a> [in] da un avvocato del governo per aver diffuso informazioni false. L&#39;accusato è fuggito in Francia per evitare un&#39;azione giudiziaria.<br />
<center>
<div id="attachment_80031" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/dragonwoman/31029519/"><img class="size-medium wp-image-80031" title="angkor" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/angkor-300x214.jpg" alt="Tempio Angkor Wat. Dalla pagina su Flickr di DragonWoman" title="Tempio Angkor Wat. Dalla pagina su Flickr di DragonWoman" width="300" height="214" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Tempio Angkor Wat. Dalla pagina su Flickr di DragonWoman</p>
</div>
<p></center><br />
Qui di seguito alcune reazioni dalla blogosfera cambogiana. Da <em><a title="Post originale in inglese" href="http://sokheounpang.wordpress.com/2009/06/10/angkor-wat-light-or-lie/">The Son of the Empire</a></em> [in]:</p>
<blockquote><p>Può questa illuminazione attrarre più turisti all&#39;Angkor Wat e in Cambogia in generale, mentre il leader di una nazione non è in grado di guidare il Paese con trasparenza, sicurezza, stabilità, rispetto dei diritti umani, e anzi consente la corruzione e dipende dall&#39;elemosina di altri Paesi vicini a cui è sottomesso?</p>
<p>Per me le luci di decorazione sono intollerabili, e credo che quanti hanno permesso la realizzazione di questo progetto siano da considerare traditori e intollerabili.</p>
<p>Costoro dovrebbero pensare a lungo termine e fare del loro meglio per preservare questa splendida opera dei grandi antenati che hanno costruito questo meraviglioso patrimonio per il mondo, per noi, e che è diventato l&#39;anima, lo spirito e l&#39;orgoglio del nostro popolo e della nostra nazione.</p></blockquote>
<p><em>Real Cambodia</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://realcambodia.blogspot.com/2009/06/would-you-be-more-likely-to-visit.html">apprezza</a> [in] il tentativo di migliorare l&#39;immagine dell&#39;Angkor Wat:</p>
<blockquote><p>In un certo senso mi piace l&#39;idea di vedere l&#39;Angkor Wat di notte. Immagino che certe statue, sculture e ombre siano incredibili, soprattutto dopo l&#39;ora dell&#39;aperitivo. E si spera che abbiano usato illuminazioni rispettose dell&#39;ambiente, come le luci LED, in maniera intelligente e innovativa, creando molti effetti spettacolari. Ma spero anche che non abbiano toccato gran parte del parco, tanto meglio per conservarne la posizione unica di nesso tra naturale e soprannaturale.</p></blockquote>
<p><em>The Southeast Asian Archaeology Newsblog</em> avverte che l&#39;aumento del numero di turisti all&#39;Angkor Wat non è un <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://www.southeastasianarchaeology.com/2009/06/08/angkor-lights-good-tourism-bad-conservation/">bene per gli affari</a> [in]:</p>
<blockquote><p>La mossa può servire per aumentare il numero di turisti in calo, ma non fa niente per affrontare ciò che gli specialisti del patrimonio dicono da anni - gli effetti di un maggior traffico alla fine sono negativi per gli affari.</p></blockquote>
<p>Un commentatore anonimo <a title="Commento originale in inglese" href="http://ki-media.blogspot.com/2009/06/critic-of-temple-lighting-writes-hun.html">si oppone</a> [in] al progetto d&#39;illuminazione:</p>
<blockquote><p>Persino un ragazzo semplice e normale come me, può capire che l&#39;illuminazione è assolutamente inappropriata per un monumento sacro in qualsiasi parte del mondo, lasciate in pace un patrimonio magnifico come l&#39;Angkor Wat. A chiunque sia venuta quell&#39;idea, andrebbe licenziato!!!! Assolutamente nessun buon gusto estetico!!!</p></blockquote>
<p>Il <a title="Post originale in inglese" href="http://ki-media.blogspot.com/2009/06/mr-heng-samrin-agreed-with-mr-son.html">Vice Primo Ministro</a> [in] sarà convocato dal Parlamento per rispondere alle domande riguardanti il controverso progetto.</p>
<div class="notes">Immagine Thumbnail presa dalla pagina su Flickr di <a title="Vai alla pagina su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/tylerdurden/463755131/">tylerdurden1</a>.</div>
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		<title>Ecuador: l&#039;eredità di Rosa Elena Tránsito Amaguaña, meglio nota come Mama Tránsito</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/leredit-di-rosa-elena-transito-amaguana-meglio-nota-come-mama-transito/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/leredit-di-rosa-elena-transito-amaguana-meglio-nota-come-mama-transito/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 03:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Prisco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
		<category><![CDATA[Indigeni]]></category>
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		<description><![CDATA[Da leader delle lotte per i diritti civili delle comunit&#224; locali a pilastro del Movimento Indigeno Ecuadoriano, l'indimentcabile figura di Mama Tránsito viene ricordata da molti cittadini online. Inclusi testi, immagini e video con le testimonianze dirette di chi l'aveva conosciuta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/tonnet/">Milton Ramirez</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mauriziop/'>Maurizio Prisco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/19/ecuador-the-legacy-of-indigenous-leader-mama-transito/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Le comunit&agrave; indigene, gli attivisti per i diritti civili, e altri Ecuadoriani sono in lutto per la morte di una dei loro leader, Rosa Elena Tránsito Amaguaña. Come &#8220;<a title="Leggi l'articolo in spagnolo" href="http://www.ecuadorinmediato.com/noticias/especial/103945">Creatrice di un nuovo Ecuador</a>,&#8221; [sp] &egrave; stata una dei pilastri del Movimento Indigeno Ecuadoriano, insieme a <a title="Leggi l'articolo in spagnolo" href="http://www.ecuadorciencia.org/formulario.asp?ac=enlace&#038;id=27228&#038;ct=27228&#038;vm=1&#038;vn=1">Dolores Cacuango</a> [sp], nota come Mama Dulu, e la scrittrice <a title="Leggi la biografia su Wikipedia in spagnolo" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Nela_Mart%C3%ADnez_Espinosa">Nela Martínez</a>  [sp].</p>
<p>&#8220;Mama Tránsito&#8221;, cos&igrave; era conosciuta, è deceduta in un giorno speciale in Ecuador,la festa della mamma.  Come membro della <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_quechua">comunit&agrave; indigena quechua</a> [it], si crede che sia passata dal Pachamama (Madre Terra) al Samay Pacha (Mondo Spirituale) e che la morte non debba portare tristezza, ma piuttosto una celebrazione colorata e gioiosa. Si dice che Mama Tránsito fosse vissuta per almeno un secolo ma, come accade di solito con le famiglie ecuadoriane, la sua <a title="Leggi la biografai in spagnolo" href="http://www.telegrafo.com.ec/actualidad/noticia/archive/actualidad/2009/05/11/Biograf_ED00_a-de-Tr_E100_nsito-Amagua_F100_a-.aspx">biografia</a> [sp] ne fissa la nascita al 1909, mentre lei sosteneva per&ograve; di essere nata sei anni prima. </p>
<p>I blogger ecuadoriani rivelano tristezza per la sua dipartita e commemorano l&#39;eredit&agrave; lasciata da Mama Tránsito al movimento indigeno ecuadoriano contemporaneo. <em>Vamos a Cambiar el Mundo</em> ripubblica <a title="Leggi l'articolo orginale in spagnolo" href="http://jbcs.blogspot.com/2009/05/fallece-transito-amaguana-simbolo-de-la.html">un intervento di Silvia Cuevas-Morales</a> [sp]. L&#39;articolo racconta l&#39;infanzia di Mama Tránsito in Huasipungo e di come sua madre la spinse a frequentare la scuola per non rimanere analfabeta. Tuttavia ben presto Mama Tránsito fu costretta a lavorare come domestica per alcuni proprietari terrieri.</p>
<p>Il pessimo trattamento e la disuguaglianza di cui fu testimone diretta, la portarono a coinvolgersi nella lotta per i diritti delle comunit&agrave; indigene. Come risultato, fu fortemente coinvolta con i sindacati e contribuì alla nascita dei primi sindacati agrari in Ecuador. In aggiunta, fu tra i fondatori della <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://www.yachana.org/research/oxford_uprisings.html">Federazione Indiani Ecuadoriani (FEI)</a> [in] e delle prime scuole bilingue ecuadoriane.</p>
<p><center>
<div id="attachment_75318" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/transito.jpg"><img title="Foto del presidente Correa al funerale. Ripresa con licenza Creative Commons" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/transito.jpg" alt="Foto del presidente Correa al funerale. Ripresa con licenza Creative Commons da: http://www.flickr.com/photos/presidenciaecuador/3529551826/" width="400" height="266" class="size-full wp-image-75318" /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto del presidente Rafael Correa ai funerali. Foto ripresa con licenza Creative Commons da http://www.flickr.com/photos/presidenciaecuador/3529551826/</div>
<p></center></p>
<p>Durante le sue visite a Cuba, imparò a leggere e scrivere durante un periodo in cui l&#39;istruzione per gli indigeni era proibita. Come membro del partito comunista, Mama Tránsito viene ricordata come una &#8216;compagna&#39; e il blog dei <em>Giovani Comunisti dell&#39;Ecuador</em> <a title="Post originale in spagnolo" href="http://jcepichincha.blogspot.com/2009/05/la-camarada-transito-amaguana.html">rende omaggio al lavoro della sua vita</a> [sp] per i settori indigeni che erano oppressi e sfruttati e di quando &#8220;si prendevano decisioni sulle loro vite come fossero animali da soma.&#8221; Il post ne rivela anche le speranze, quando scrivono:</p>
<blockquote><p>Pero estamos seguros al igual que “Mama Tránsito” que “Llegará el día en que los indígenas, negros, blancos, mulatos, mestizos comeremos en un solo plato, todos y todas”.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Siamo tutti sicuri, come &#8220;Mama Tránsito&#8221;, che &#8220;verr&agrave; il giorno in cui gli indigeni, i neri, i bianchi, le razze miste, i meticci mangeranno tutti dallo stesso piatto.&#8221;</div>
<p>Rosa Elena è stata fonte di ispirazione per molti, e la studentessa universitaria Nati Wolf di <em>La Chica de la Luna</em> ha scelto Mama Tránsito come personaggio storico per una ricerca. Con i suoi compagni di studio, <a title="Post originale in spagnolo" href="http://lachicadelaluna.com/2009/05/transito-amaguana-el-lado-que-no.html">Wolf ha visitato la comunit&agrave; de La Chimba per incontrarla di persona </a> [sp]. La blogger scrive su ci&ograve; che ha definito &#8220;l&#39;altro volto&#8221; di Tránsito Amaguaña e le condizioni di vita della leader indigena. Wolf sottolinea come, pur se con un miglioramento generale, molte delle preoccupazioni di Tránsito rimangano irrisolte:</p>
<blockquote>
<p>Sus ojos llorosos y cansados, sus arrugas y las venas abultadas por donde se expresaba toda una vida llena de experiencia y de lucha, me hacían ver que aún hay mucho camino por recorrer, aunque ella haya logrado cierta estabilidad en varios ámbitos. La pobreza aún existe, la discriminación es pan de cada día y cada segundo de nuestras vidas, nuestros derechos siguen siendo violentados.</p>
<p>Estoy segura que quiénes fuimos a conocerla, nos marcó la vida. El destino quiso que la conociéramos antes de que partiera de este mundo. Nos regaló la semilla de la perseverancia y valentía con que se debe seguir luchando. Y sabemos que cuando estamos unidos se puede lograr muchas cosas..</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>I suoi occhi pieni di lacrime erano stanchi, le sue rughe e le vene spesse risultato di una vita di lotta ed esperienza, mi fanno capire che c&#39;&egrave; ancora tanta strada da fare, pur se lei ha raggiunto una certa stabilit&agrave; in diverse zone. La povert&agrave; esiste ancora, la discriminazione &egrave; un affare quotidiano, e ogni secondo della vita i nostri diritti vengono ancora violati.</p>
<p>Sono sicura che ebbe un forte impatto sulle vite di quanti la incontrarono. Il destino ha voluto che la incontrassimo prima che lasciasse questa terra. Ci ha dato il seme della perseveranza e il coraggio con cui dovremmo continuare a lottare. Sappiamo che quando siamo uniti si possono ottenere molti risultati&#8230;</p>
</div>
<p>Le foto della visita di Wolf sono disponibili sulla <a title="Guarda le foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/lachikadelaluna/tags/tránsito/">sua pagina di Flickr</a> [sp].</p>
<p>Ci sono due video (<a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=qh2qAyJPYrw">I</a> &#038; <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=pOlWUU7FH6Q">II</a> [sp]) su YouTube che ci aiutano a capire meglio la vita di Transito Amaguaña.  Anche El Universo ha una <a title="Guarda le foto sul sito spagnolo" href="http://eluniverso.com/foto_galeria_758/">galleria fotografica</a> [sp] ricca di immagini.</p>
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		<title>Ecuador: cause giudiziarie contro le multinazionali petrolifere per danni ambientali e umani</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/ecuador-cause-giudiziarie-contro-le-multinazionali-petrolifere-per-danni-ambientali-e-umani/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 04:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Gagliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
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		<description><![CDATA[Alcuni membri delle comunità locali hanno intentato un'azione legale contro la multinazionale Texaco e l'azienda-madre, la Chevron, ritenendole responsabili di danni all'ambiente e dei loro problemi di salute. Mentre la compagnia afferma di aver già pagato per i danni provocati, si fanno aspre le campagne online e offline a supporto delle rispettive posizioni - inclusa l'attenzione di importanti testate Usa. La causa giudiziaria dovrebbe concludersi entro il 2009.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/tonnet/">Milton Ramirez</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/donatellag/'>Donatella Gagliano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/11/ecuador-lawsuit-against-oil-company-for-environmental-damage/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La vicenda giudiziaria Aguinda contro Chevron, iniziata sedici anni fa, ha ricevuto molta attenzione da parte dei media internazionali, inclusa un&#39;intera puntata della serie TV statunitense &#8220;60 Minutes&#8221;.<br />
La multinazionale petrolifera Texaco, e l&#39;azenda-madre Chevron, sono state citate in giudizio dagli avvocati che rappresentano le comunità locali nella zona di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nueva_Loja">Nueva Loja</a> [in], conosciuta anche con il nome di Lago Agrio nella regione nord-orientale dell&#39;Ecuador. </p>
<p>Alla base della richiesta di rimborso di 27 miliardi di dollari per l&#39;inquinamento e i danni ambientali vi è la dimostrazione che l&#39;azienda, che ha ceduto i diritti di esplorazione dell&#39;aera alla compagnia di Stato Petroecuador nel 1992, è comunque responsabile dei danni. Quanti criticano l&#39;azione legale sostengono che l&#39;intenzione del governo è quella di mettere le mani sulle ricchezze della compagnia petrolifera negando così la propria responsabilità nel processo di inquinamento.</p>
<p><center>
<div id="attachment_73557" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px;"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/texaco.jpg" alt="http://www.flickr.com/photos/00rinihartman/" title="texaco" class="size-full wp-image-73557" width="400" height="275">
<p class="wp-caption-text">Residui lasciati dalla Texaco su uno dei fiumi di Nueva Loja. Immagine ripresa con licenza Creative Commons, disponibile su http://www.flickr.com/photos/00rinihartman/</div>
</p>
<p></center></p>
<p>Il caso ha attirato l&#39;attenzione di giornalisti che hanno deciso di verificare la situazione con i propri occhi recandosi nella regione di Lago Agrio, una provincia di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Sucumb%C3%ADos">Sucumbíos</a> [it].<br />
Uno di tali giornalisti era Greg Palast della BBC, che ha visitato la remota <a title="Sito della comunità Cofan" href="http://www.cofan.org/">comunità indigena Cofan</a> [sp] raggiungendola in canoa,  <a  title="Post originale in inglese" href="http://www.gregpalast.com/a-quechua-christmas-carol">e ha scritto</a> [in]: “So che questa storia è incredibilmente semplice. Gli Indiani con i copricapi bianchi e i bambini morti e i vecchi milionari con i cappelli neri che ridono dei tumori infantili e giocano al gioco della sedia con le risorse petrolifere&#8221;. Un&#39;altra giornalista, Hannah Dahlstrom dell&#39;<em>Upside Down World</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://upsidedownworld.org/main/content/view/530/49">ha intervistato Emergildo Criollo, rappresentante della comunità Cofan</a> [in], e di altri gruppi come i Kickwa e i Secoya. La recente puntata di &#8220;60 Minutes&#8221; ha spinto Geoffrey Styles, un ex impiegato della Texaco e blogger per <em>Energy Outlook</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://energyoutlook.blogspot.com/2009/05/very-incomplete-story.html"> [in] a dire la sua sul servizio</a>:</p>
<blockquote><p>Il mio obiettivo qui non è quello di convincere qualcuno o di sottolineare come la Texaco, già alcuni decenni fa, abbia operato sul territorio ecuadoriano negli anni &#8216;60, &#8216;70 e &#8216;80 seguendo standard oggi comuni. Avverto davvero il bisogno di puntualizzare quale sia l&#39;altra versione della vicenda che non avete potuto vedere domenica scorsa, e che non ha nulla a che vedere con la storia in bianco e nero di una grande corporation che agisce scorrettamente così come dipinto dal programma “60 Minutes”. Sono costernato dal fatto che la CBS si sia fatta usare per diffondere questa versione unilaterale dell&#39;accaduto macchiando la reputazione di un&#39;azienda che ho avuto modo di conoscere dentro e fuori, e quella di decine di migliaia di persone corrette e responsabili che hanno lavorato lì - e non certo una banda di criminali ambientali. So che “60 Minutes” può fare di meglio.</p>
</blockquote>
<p>La causa giudiziaria si è fatta complicata poiché la Texaco ha già pagato 40 milioni di dollari per i danni causati e dopo che il Ministro ecuadoriano del Petrolio ha affermato pubblicamente che l&#39;azienda aveva ottemperato ad ogni dovere sulla propria responsabilità nel processo di inquinamento. Nel 1999 è stata approvata una nuova legge che consente ai singoli individu di fare causa per reati ambientali, portando l&#39;avvocato ecuadoriano<a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pablo_Fajardo"> Pablo Fajardo</a> [in] ad avviare la propria denuncia giudiziaria.</p>
<p>Molti blogger ecuadoriani si sono espressi su tale causa e sulle due versioni della questione. Luis Alberto Mendieta di <em><a title="Post originale in spagnolo" href="http://unidadsiporelcambio.wordpress.com/2008/12/18/diego-c-delgado-jara-%C2%BFla-%E2%80%9Crevolucion-ciudadana%E2%80%9D-al-servicio-de-las-multinacionales-1ra-parte/">Política y Sociedad</a></em> [sp] cita Diego Delgado, recente candidato alla Presidenza, riguardo la vicenda delle multinazionali che operano in Ecuador, le quali spesso vogliono trarre profitto dalle risorse naturali locali lasciando ben pochi benefici a chi vi abita.
<p>Gli Ecuadoriani dell&#39;area orientale non apprezzano il lascito della Texaco. La compagnia è nella lista <a title="Post originale in inglese" href="http://fruitcakex.blogspot.com/2009/05/profits-before-people-7-of-worlds-most.html">delle 7 aziende più irresponsabili del pianeta</a> [in] ed è accusata di aver contaminato il suolo, le acque sotterranee e i corsi d&#39;acqua superficiali, causando ai contadini e agli indigeni delle aree locali sofferenze e un&#39;ondata di tumori alla bocca, allo stomaco e all&#39;utero, malformazioni dei bambini alla nascita, e aborti spontanei. <a title="Post originale in inglese" href="http://emmadish.blogspot.com/2007/08/toxic-shock-syndrome.html">Emma Dish</a> [in] che si è trovata a viaggiare a Nueva Loja, scrive un lungo post sul suo blog <em>Where in the world is Emma Dish?</em> dove pubblica le foto della zona e parla con i residenti:<br />
<blockquote>
<p>Le scene che ho visto e le storie che ho ascoltato ieri lo hanno reso il giorno più orribile della mia vita. Ho pianto per tutto il tempo del rientro a Quito. Anche in questo momento ho quasi le lacrime agli occhi.</p>
</blockquote>
<p>La blogger ha parlato anche con l&#39;attivista Emergildo Criollo e gli ha chiesto dei problemi di salute della comunità:</p>
<blockquote>
<p>Mi ha descritto le malattie derivanti dal petrolio, dei dolori addominali e di quelli alla testa, la pelle piena di pustole, un tumore diffuso che, per la prima volta nella storia di questi popoli, non poteva essere curato dai loro Sciamani.</p>
<p>Che duro colpo per la vita di queste persone, per la loro cultura, per le loro tradizioni e identità. Puff il drago magico è tornato furtivamente alla sua caverna per guardare sconsolato le pile di bilance ai suoi piedi.</p>
<p>NESSUNO ha mai informato questa gente del pericolo derivante dall&#39;uso continuo dei corsi d&#39;acqua, come hanno sempre fatto. Nessuno ha suggerito loro di smettere di farcisi il bagno, di lavarvisi, o di bere quelle acque che erano fonte di vita e che andavano rapidamente contaminandosi con pericolose sostanze petrolchimiche. Non è venuto in mente a nessuno di avvertire questo Paese di pescatori di non considerare una benedizione i pesci trovati morti lungo il corso d&#39;acqua. Nel frattempo la gente moriva di cancro  divisa da 8 ore e da inimmaginabili somme di denaro per arrivare all&#39;ospedale più vicino (particolarmente difficile da raggiungere per persone le cui risorse e i cui mezzi di sussistenza andavano svanendo come i pesci) e le loro donne davano alla luce bambini con malformazioni.</p>
</blockquote>
<p>Persino il presidente ecuadoriano Rafael Correa ha preso posizione in favore dei residenti e della loro causa. Tuttavia l&#39;azienda accusa il governo di interferire con la sentenza, che sarà presa da un giudice di Nueva Loja, facendo pressioni affinché si legiferi a svantaggio della compagnia petrolifera. <em>J Major</em> <a title="Post originale in spagnolo" href="http://j-major.blogspot.com/2007/04/correa-puede-hacer-dao-demanda-contra.html">si dice d&#39;accordo con la compagnia statunitense</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Este respaldo a la demanda puede hacer al presidente más popular (si cabe) pero no le hace bien a los demandantes. Si llegara a haber una sentencia en contra de Texaco, la petrolera internacional podría argumentar que el fallo se debió a la presión política que el juez habría de recibir.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Questo sostegno alla causa può aiutare il presidente a diventare più popolare (se possibile), ma non è positivo per l&#39;accusa. Se ci dovesse essere una sentenza contro la Texaco, l&#39;azienda petrolifera internazionale potrebbe insinuare che la decisione sia dovuta alla pressione politica esercitata sul giudice.</div>
<p><center>
<div id="attachment_73558" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px;"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/panacocha.jpg" alt="Laguna di Pañacocha nel cantone Shushufindi" title="Laguna di Pañacocha nel cantone Shushufindi" class="size-full wp-image-73558" width="400" height="275">
<p class="wp-caption-text">Laguna di Pañacocha nel cantone Shushufindi, Sucumbios-Ecuador. Immagine ripresa con licenza Creative Commons, disponibile su  http://www.flickr.com/photos/30265396@N06/</div>
</p>
<p></center></p>
<p>In attesa della sentenza, e temendo un rimborso di molti miliardi di dollari all&#39;Ecuador, la Chevron ha lanciato una campagna di relazioni pubbliche. Uno dei membri di tale campagna è l&#39;ex giornalista della CNN, Gene Randall, il cui video illustra il punto di vista della compagnia petrolifera. <em>The Chevron Pit</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://thechevronpit.blogspot.com/2009/05/gene-randall-is-whoreand-chevron-is.html">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Apparentemente frustrata dalla irritante abitudine dei giornalisti di indagare per proprio conto sull&#39;argomento delle inchieste, la Chevron ha assunto e pagato un ex giornalista della CNN, Gene Randall, per produrre un video a suo favore che avesse l&#39;aspetto di un fatto di cronaca attuale e indipendente, spudoratamente architettato per portare gli spettatori a pensare che ciò sia un punto di vista alternativo veramente indipendente sulla disputa in Ecuador.</p>
</blockquote>
<p>La Chevron sta inoltre mettendo in discussione il ruolo di Richard Cabrera, l&#39;esperto legale scelto dalla Corte. <a title="Post originale in inglese" href="http://chevrontoxico.com/assets/docs/cabrera-english-2008.pdf">Qui</a> è disponibile la sua relazione in qualità di ingegnere geologo. Cabrera è stato accusato di collaborazione scorretta con l&#39;accusa. Chevron afferma di essere in possesso <a title="Foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/35384818@N06/">di alcune foto sul proprio account su Flickr</a> [in] che testimonierebbero come la squadra di tecnici riceva sostegno logistico dal Fronte di Difesa Amazzonica, un gruppo di civili che sostiene l&#39;accusa e che riceverebbe una parte del possibile rimborso.</p>
<p>La causa giudiziaria dovrebbe concludersi entro la fine di quest&#39;anno e le comunità delle regioni colpite cercano una soluzione per provare che la salute e l&#39;ambiente sono stati drasticamente danneggiati dall&#39;azienda. La Chevron sa di avere l&#39;opinione pubblica contro e ha utilizzato la campagna di relazioni pubbliche per diffondere la propria versione della storia.</p>
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