altri articoli: mini-profilo di Idee
19 settembre 2011
Pakistan: progetto Gawaahi per dare spazio alle voci dimenticate

Ecco una delle numerose iniziative che, integrando i new media con l'attivismo sociale, cerca di portare alla ribalta le voci dimenticate della società pakistana -- in particolare quelle delle donne vittime di abusi.
16 settembre 2011
Russia: partecipazione e coordinamento online per salvare delle vite

Basato sull'attivismo online che ha dato una grossa mano ai soccorsi durante gli incendi dell'estate 2010, parte ora un nuovo progetto web per incentivare le donazioni di sangue e, soprattutto, creare canali di collaborazione diretta tra i cittadini.
11 settembre 2011
25 agosto 2011
Video: donne che trasformano le comunità
Voices of Women Worldwide è una piattaforma che unisce persone da tutto il mondo per dare voce alle donne nella trasformazione delle comunità in cui vivono tramite blog, audio, videogiornalismo e crowdsourcing. È dove la realtà incontra i sogni che a volte si avverano.
6 luglio 2011
India: a Delhi la Slut Walk si chiamerà Besharmi Morcha
La "Marcia delle Sgualdrine" (Slut Walk), un nuovo movimento femminista nato a Toronto e che ha fatto il giro di varie città occidentali, sta per arrivare a Delhi. Dopo le critiche per l'utilizzo della parola "slut", che trova uno scarso riflesso culturale in India, le organizzatrici dell'evento hanno cercato di contestualizzare il movimento rinominandolo, in hindi, "Besharmi Morcha".
30 giugno 2011
Panama
Clotilde Castillo [es], blogger e autrice di Global Voices, intervista [es] la direttrice del progetto “Citizen of Chocolate” [en], una cooperativa di donne della comunità Ngöbe-Buglé [it] che coltiva e lavora il cacao nella provincia di Bocas del Toro [it] a Panama. Promuovendo un uso sostenibile delle risorse, il progetto integra in modo equilibrato due opposte concezioni: quella indigena, incentrata sulla natura e sulla vita comunitaria e quella capitalistica, finalizzata a garantire alla comunità un'autosufficienza economica. Le socie della cooperativa sono imprenditrici di loro stesse: il cioccolato che producono è biologico e lavorato a mano secondo tecniche tradizionali. Gli standard qualitativi richiesti alle artigiane sono molto elevati e il prodotto che non risulta conforme viene rifiutato. Una politica severa, ma con un fine pedagogico, spiega la direttrice: si vuole indurre le donne ad abbandonare un preconcetto diffuso (”siamo poveri quindi la gente è moralmente obbligata ad aiutarci”) in cui molte sono ancora imprigionate e che risulta essere il principale ostacolo allo sviluppo economico della comunità Ngöbe. Nella cultura nativa, il cacao è una pianta mistica alla stregua del mais: è un elemento della cosmovisione locale e il suo frutto è al centro di molti rituali. Proprio in virtù di questi fitti legami con la cultura e la spiritualità dei nativi, il prodotto è stato ribattezzato “cioccolato tribale” e la sua qualità lo ha già portato oltre i confini nazionali e nei negozi gourmet di Londra, Parigi e degli Stati Uniti.
11 maggio 2011
Singapore
Nella sezione Commmunication and Information del suo sito, L'UNESCO pubblica una nota [in] sui mezzi d'informazione mainstream a Singapore, definendoli ”pesantemente regolamentati” dal governo. Contemporaneamente riconosce ai blog e ad altri new media [in] online il pregio di offrire ”argomentazioni alternative su importanti temi socio-politici, dalla politica interna, ai diritti degli omosessuali e a quelli degli anziani.”
Nella nota si sottolinea come due soli gruppi, Singapore Press Holdings e MediaCorp, detengano nel Paese il controllo della televisione e della totalità di quotidiani e canali radiofonici. Sono tutte società di diritto privato, ma avrebbero forti legami con l'esecutivo, difedendone le posizioni. Oltre a una miriade di lacci legislativi che influiscono sulla libertà di espressione, la nota menziona anche forme di controllo che trascendono il quadro normativo per giungere alla labilità di confini fra governo e aziende dell'infomazione, dove facile è il transito di cariche dall'uno alle altre, in un sistema che rende remissivi i media e scoraggia la pluralità delle idee.
Apatia generalizzata e una scena politica scialba sarebbero all'origine della preoccupante situazione. In questo scenario, la libertà delle idee corre su Internet dove, nonostante la presenza di leggi restrittive, il governo non ha ancora la mano pesante, rispetto al controllo che invece opera sui mezzi di informazione mainstream.
Si segnala quindi la crescita di gruppi di citizen juournalist che mostrano un approccio critico nei confronti dei mezzi di informazione tradizionali e, non solo, cercano anche di colmarne le lacune, trattando argomenti scottanti e perlopiù ignorati.
6 maggio 2011
Cina: la fuga dei ricchi
Una recente indagine condotta da una delle principali banche cinesi evidenzia come negli ultimi due anni un grande numero di cinesi benestanti abbia cominciato a trasferire le proprie ricchezze all'estero, riuscendo anche ad ottenere la cittadinanza straniera. Se la Cina è davvero così male, alcuni si chiedono, la perdita di tutto questo capitale e talenti la renderà un luogo ancora peggiore?
5 maggio 2011
Mondo arabo: “il 2011 sarà un anno davvero storico”
Siamo solo a maggio ma negli ultimi mesi una serie di importanti eventi ha colpito il mondo arabo. Dopo la notizia sulla morte di Osama Bin Laden, diversi utenti Twitter hanno commentato sulle vicende del 2011 accadute finora. Eccone una veloce panoramica.
4 maggio 2011
Iran: I blogger commentano la morte di Bin Laden
Sono stati numerosi i blogger iraniani a pronunciarsi sulla morte di Osama Bin Laden: c'è chi si fa molte domande, chi espone seriamente le proprie riflessioni e chi invece ricorre all'ironia.
6 aprile 2011
Marocco: Proposte di cambiamento su Twitter
La primavera araba ha portato l'entusiasmo del cambiamento. Mentre la paura lascia il posto ad una nuova presa di coscienza da parte della popolazione, su Twitter emergono nuovi spazi e spunti di discussione. Il tema maggiormente dibattuto è l'educazione e l'insegnamento delle lingue.
4 aprile 2011
Russia: i sorprendenti risultati di una mappatura collaborativa della radioattività

Il progetto collaborativo di mappatura dei livelli di radiazione in Russia attraverso dosimetri privati non solo è diventato un interessante caso di attivismo digitale, ma ha anche mostrato alcuni effetti che i suoi creatori non avrebbero mai immaginato, aiutando la riscoperta nel Paese di luoghi contaminati che erano stati dimenticati.
























feed RSS per Idee 
























Ochhio che il video ufficiale è esattamente questo altrimenti anche tutta la discussione non viene...