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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Idee</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Trinidad e Tobago: controversie sul nuovo super-centro per le arti recitative</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/trinidad-e-tobago-il-centro-per-le-arti-recitative-potra-recitare-il-suo-ruolo/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 04:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Stellato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La costruzione della nuova (e costosa) <em>National Academy for the Performing Arts</em> a Port-of-Spain  va provocando un controverso dibattito - oltre alle reazioni ironiche e preoccupate di molti blogger caraibici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/janine-mendes-franco/">Janine Mendes-Franco</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/lucias/'>Lucia Stellato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/12/trinidad-tobago-will-the-performing-arts-centre-perform/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La costruzione a <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trinidad_e_Tobago">Trinidad e Tobago</a> [it] di una nuova <a title="Blog con notizie su Trinidad e Tobago" href="http://www.trinidadandtobagonews.com/blog/?p=1864">National Academy for the Performing Arts</a> [in] va causando non poche controversie: non solo si dice <a title="Notizia dell'Istitituto degli Architetti di Trinidad e Tobago" href="http://www.ttia-architects.org/">che il progetto sia stato rubato dall&#39;architectural studio di architetti locali</a> [in] e consegnato allo Shanghai Construction Group, ma quest&#39;ultimo ha usato - per la maggior parte - forza lavoro cinese, non c&#39;è stata alcuna consultazione progettuale per determinare le esigenze degli artisti locali che poi avrebbero dovuto usufruire dello spazio e l&#39;intera operazione è stata gestita dalla <a title="Sito dell'impresa UDeCOTT" href="http://www.udecott.com/">UDeCOTT</a> [in], azienda al <a title="Notizia della Udecott" href="http://www.udecott.com/index.php/cc/cc_project_item/national_carnival_and_entertainment_centre/">centro dell&#39;indagine </a> [in] avviata dalla <a title="Sito della Commissione d'inchiesta" href="http://www.constructionenquiry.gov.tt/">Commissione d&#39;inchiesta per l&#39;edilizia locale</a> [in].  E senza dimenticare <a title="Pagina del Guardian di Trinidad e Tobago" href="http://guardian.co.tt/news/general/2009/03/26/jcc-wants-probe-performing-arts-centre">l&#39;ammontare spropositato dei costi</a> [in]. Nonostante tali ostacoli, <a title="Pagina del notiziaro on line di Trinidad" href="http://www.trinidadexpress.com/index.pl/article_news?id=161555389">l&#39;Accademia ha aperto</a> [in] i battenti la <a title="Pagina di un notiziaro sulla cultura dei Caraibi" href="http://repeatingislands.com/2009/11/10/grand-opening-of-the-national-academy-of-the-performing-arts-north-campus-in-tt/">scorsa settimana</a> [in], scatenando le reazioni dei blogger locali…</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://coffeewallah.blogspot.com/2009/11/so-what.html">Coffeewallah</a></em> [in] sembra disilluso sulla possibilità di buon governo a Trinidad e Tobago - considerando il centro per le arti recitative solo un altro esempio da aggiungere alla lista:</p>
<blockquote><p>Tra tutte le cose importanti, non pensi dovremmo preoccuparci di più dei 10 milioni di dollari spesi per UN&#39;ALTRA sala per spettacoli al Centro Diplomatico? No, è del tutto inutile. Perché tanto sappiamo bene come gli ospedali siano perfettamente attrezzati e il personale sufficiente.</p></blockquote>
<p>Anche <em><a title="Post in inglese" href="http://akalol.wordpress.com/2009/11/10/the-prime-ministers-speech-the-missing-pages/">This Beach Called Life </a></em>[in] ricorre alle battute sarcastiche, spiegando di aver trovato le &#8220;pagine mancanti&#8221; del discorso pronunciato dal Primo Ministro all&#39;apertura dell&#39;Accademia.</p>
<blockquote><p>Miei cari amici, mentre facciamo sprofondare la nazione in un debito insanabile ed entriamo in una nuova epoca di spreco e spesa sconsiderata, vedremo sempre più contratti aggiudicati ai vari appaltatori tramite l&#39;UDECOTT, come luminoso esempio dei miei sentimenti nei confronti dei cittadini di Trinidad e Tobago. Non me ne importa granché. Fratelli e sorelle, succederà così.</p></blockquote>
<p>Al contempo <em><a title="Blog in inglese" href="http://kid5rivers.blogspot.com/2009/11/manaus-manning-and-pos.html">kid5rivers</a></em> [in] paragona la costruzione del centro al <em><a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Amazon_Theatre">Teatro Amazonas</a></em> [in], un teatro d&#39;opera situato nella foreste pluviali tropicali del Brasile.</p>
<blockquote><p>Il tempo ci dirà cosa ne sarà della <a title="Pagina del notiziaro on line di Trinidad" href="http://www.trinidadexpress.com/index.pl/article_news?id=161555389">National Academy for the Performing Arts</a> [in] da 550 milioni di dollari TT, poiché la storia del Paese ha dimostrato come l&#39;utilizzo e il mantenimento di tali edifici siano spesso inadeguati.</p></blockquote>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://pleasurett.blogspot.com/2009/11/place-for-arts.html">Pleasure </a></em> [in], un blog dedicato all&#39;arte, è critico verso la storica relazione tra il governo e la comunità artistica del Paese:</p>
<blockquote><p>Domani la nuova fiammeggiante National Academy for the Performing Arts da 518 milioni di dollari situata nel Queen&#39;s Park Savannah, Port of Spain, aprirà ufficialmente. Ma qualche isolato più avanti, all&#39;angolo tra Roberts e White Street, Woodbrook, lo storico Little Carib Theatre rimarrà sbarrato e chiuso.</p>
<p>Il problema? Si dice una mancanza di fondi, con l&#39;aggiunta di 2 milioni di dollari necessari per completare il restauro che lo Stato non potrebbe permettersi. Lo stesso Stato che può sganciare 2 milioni di dollari per le bandiere intorno al fatiscente stadio Hasely Crawford e che a quanto pare può costruire Accademie d&#39;arte schioccando le dita.</p>
<p>L&#39;apertura dell&#39;Accademia arriva dopo anni in cui l&#39;arte e gli artisti in questo Paese sono stati relegati ai margini dopo diversi governi incuranti dello stato di salute della nazione. Per decenni artisti di ogni estrazione sociale si sono battuti per ottenere un&#39;apposita struttura artistica, ma invano.</p>
<p>E che dire di un centro per l&#39;arte contemporanea, come l&#39;adesso defunto CCA7, che una volta ospitava il Fernandes Industrial Centre? Adesso è spuntata un&#39;Accademia d&#39;arte nuova di zecca. E ciò è qualcosa di cui bisognerebbe essere contenti. Gli artisti dovrebbero essere soddisfatti, giusto? Le cose non stanno necessariamente così.</p></blockquote>
<p>Il blog prende in considerazione anche il design della costruzione, che dovrebbe essere l&#39;immagine del fiore nazionale, la <a title="Immagine della Chaconia" href="http://www.glwildlife.org/images/articles-pic/chaconia.jpg">Chaconia</a> e afferma:</p>
<blockquote><p>Ma è una somiglianza alquanto lontana; la struttura sembra di più un&#39;imitazione dell&#39;Opera House di Sidney. O una specie di sofisticata navicella spaziale.</p></blockquote>
<p>L&#39;artista Marlon Darbeau, per tutta risposta a questo paragone, pubblica semplicemente il grafico di un testo del governo che dice: “Il progetto di costruzione della National Academy for the Performing Arts è una rivisitazione del nostro fiore nazionale, la Chaconia.” Il titolo del grafico contiene il commento dell&#39;artista:</p>
<blockquote><p>L&#39;abbiamo comprato.</p></blockquote>
<p>Dopo aver analizzato le possibili questioni strutturali e architetturali che la costruzione può sollevare,  <em><a title="Post in inglese" href="http://pleasurett.blogspot.com/2009/11/place-for-arts.html">Pleasure</a></em> [in] ha l&#39;ultima parola:</p>
<blockquote><p>Dunque ora abbiamo un&#39;Accademia per le Arti recitative incapace di recitare il proprio ruolo? Staremo a vedere. Solo uno Stato che si preoccupa dell&#39;arte troverà il modo di valorizzarla, specialmente nel caso del Centro Queen&#39;s Hall, che, dopo esser stato restaurato, oggi è la struttura tecnologicamente più avanzata dei Caraibi, proprio dall&#39;altra parte della strada.</p>
<p>Eppure, ci sarà qualcuno che dirà &#8220;sempre meglio di niente&#8221;. Tuttavia, con il fatto che l&#39;Accademia verrà gestita dall&#39;università di Trinidad e Tobago, rimane da vedere quale sarà il ruolo di organizzazioni come il TTW (il Trinidad Theatre Workshop) e come l&#39;Accademia si relazionerà ad altre realtà culturali del Paese. Siamo già un po&#39; in ritardo per chiederci queste cose solo ora, specialmente dopo avere speso milioni di dollari, denaro dei contribuenti che avrebbe potuto incentivare progetti artistici di maggior valore nei prossimi decenni.</p></blockquote>
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		<title>Siria: &#8220;Sea Side&#8221;, romanzo d&#039;avventura online a quattro mani</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/siria-sea-side-romanzo-davventura-online-a-quattro-mani/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 05:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<description><![CDATA[Un professore di letteratura inglese della cittadina medio-orientale di Tartus e una scrittrice siriano-canadese in viaggio verso il Paese natale si scambiano degli sguardi in un bar chiamato "Brezza del mare". Inizia così un romanzo d'avventura, curato a settimane alterne da due scrittori-blogger locali, che va suscitando l'attenzione di parecchi lettori. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/yazan-badran/">Yazan Badran</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/01/syria-sea-side-story/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Un professore di letteratura inglese della cittadina medio-orientale di Tartus e una scrittrice siriano-canadese in viaggio verso il Paese natale si scambiano degli sguardi in un bar chiamato &#8220;Brezza del mare&#8221;. Ecco come <em><a title="Blog originale in inglese" href="http://mariyahsblog.wordpress.com/">Mariyah</a></em> [in] e <em><a title="Blog originale in inglese" href="http://www.abufares.net/">Abu Fares</a></em> [in] hanno scelto di iniziare il proprio romanzo d&#39;avventura, per suscitare la massima attenzione nei lettori.</p>
<blockquote><p>Il brontolio dello stomaco irrompe nel mio sogno ad occhi aperti come se un soffio di spezie e frutti di mare si diffondesse invitante accanto a me. Mi è parso di non aver mangiato per giorni e giorni. Ho guardato attraverso la finestra e ho intravisto la cameriera, che si riposava casualmente accanto a ciò che sembrava la porta della cucina. Era immersa in un libro, ma come risvegliata da un sesto senso ha percepito il mio sguardo pochi secondi dopo che si era posato su di lei. Ha sorriso deliberatamente e si è avvicinata al mio tavolo.</p>
<p>“Affamato?”</p>
<p>“Oh, si! Avete un menù?”</p>
<p>“Non proprio. Ma vi dirò cosa c&#39;è di fresco oggi.”</p>
<p>“Oh perfetto.” Ho pensato e le ho sorriso, aspettando con entusiasmo la sua descrizione della cena.</p></blockquote>
<p>La storia inizia così semplicemente. I due scrittori, che si avvicendano ogni settimana, <a title="Blog originale in inglese" href="http://mariyahsblog.wordpress.com/2009/07/24/collaboration/">spiegano qui</a> [in] come hanno a preso a collaborare.</p>
<p>Facciamo la conoscenza di Yasmina, ex studentessa del Prof. Youssef e cameriera a la &#8220;Brezza del mare&#8221;, e Yazan, lo chef disinvolto, il tutto sullo sfondo della meravigliosa spiaggia di Tartus, e poi nelle pagine di <em>Abu Fares</em>‘ e <em>Mariyah</em>.</p>
<blockquote><p>Quando Yasmina si è presentata, i miei occhi erano distratti da un&#39;altra donna. Con le sue dita delicate, ha preso un piccolo pesce caldo per la coda, lo ha bagnato leggermente in una scodella di sugo, lo ha portato vicino alle labbra, ha soffiato per raffreddarlo e lo ha mangiato tutt&#39;intero, testa, spine e coda, come un vero buongustaio. Ha chiuso gli occhi estasiata. Dopo… dopo con l&#39;altra mano, ha spostato una ciocca di capelli ribelli sulla fronte, risistemandoli con gli altri dietro l&#39;orecchio. È stato proprio il modo con cui ha spostato i capelli che mi ha reso completamente senza difese.</p></blockquote>
<p>Al momento siamo arrivati al <a title="Blog originale in inglese" href="http://mariyahsblog.wordpress.com/2009/10/30/sea-side-part-16/">Capitolo 16</a> [in], ma assicuratevi di seguire il racconto <a title="Blog originale in inglese" href="http://mariyahsblog.wordpress.com/2009/07/19/sea-side/">dall&#39;inizio</a> [in].</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Egitto: blogger acquista online imene artificiale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/egitto-blogger-acquista-online-imene-artificiale/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 05:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
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		<description><![CDATA[Recentemente fiumi di inchiostro e di bit sono stati versati sulla disponibilità (dalla Cina) di un kit per la verginità artificiale - così il blogger egiziano Mohamed Al Rahhal ha deciso di comprarne uno. Ecco un aggornamento sulla vicenda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marwa-rakha/">Marwa Rakha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/29/egypt-egyptian-male-blogger-orders-artificial-hymen/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre <a title="Sito in inglese" href="http://www.rnw.nl/english">Radio Netherlands</a> [in] trasmetteva la traduzione in arabo dello spot per l&#39;<em>Artificial Virginity Hymen kit</em>, mentre il quotidiano <a title="Sito ufficiale in arabo" href="http://www.youm7.com/News.asp?NewsID=136364">Youm7</a> [ar] annunciava che il prodotto sarebbe stato disponibile sul mercato egiziano per 83 ghinee, mentre alcuni parlamentari conservatori minacciavano di <a title="Articolo in inglese" href="http://www.huffingtonpost.com/2009/10/05/egypt-fake-hymen-kit-may-_n_309737.html">bandire il prodotto ed esiliare o decapitare ogni esportatore</a> [in], e mentre la <a title="Post in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/08/will-egypt-import-chinese-hymens/">blogosfera egiziana</a> [in] veniva travolta dal clamore, <a title="Articolo in inglese" href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/oct/28/artificial-hymen">Mohamed Al Rahhal</a> [in] ne aveva già <a title="Breve in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/mondo-arabo-verginita-artificiale-made-in-china/">comprato uno</a> [it].</p>
<p>Recatosi all&#39;ufficio postale per ritirare il  pacco: </p>
<blockquote><p>mi sono accorto che era stato aperto da alcuni ufficiali della dogana e impiegati postali perplessi i quali, non trovando le parole adatte, lo hanno definito nei rapporti come &#8220;contenente uno sconosciuto liquido di colore rosso&#8221; – e aspettavano la mia descrizione.</p>
</blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-103679" title="Falso imene" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/fakehymen.jpg" alt="Falso imene" width="460" height="276" /></p>
<p>
 </p>
<p>Il blogger ha detto loro che si trattava di &#8220;trucco per il cinema&#8221; ed è riuscito a portarselo a casa: </p>
<blockquote><p>Così è fatto l&#39;&#8220;imene&#8221;: un pezzo (5&#215;7cm) di plastica – di albumina, l&#39;avvertenza mi corregge prontamente – coperta da un lato da inchiostro rosso scuro. Piazzato nella vagina prima del rapporto sessuale, la plastica si indurisce leggermente, e si rompe all&#39;inizio del rapporto. Poche gocce di &#8220;sangue&#8221; macchieranno le lenzuola, e così l&#39;&#8220;onore&#8221; della donna, della sua famiglia e della società tutta saranno al sicuro.</p>
<p>Non sono in grado di dire se questo marchingegno funzioni realmente. La totale assenza di informazioni mediche sul prodotto, così come alcune voci online secondo cui causerebbe delle infezioni, mi hanno convinta a non proporlo a una volontaria per un test.</p>
</blockquote>
<p>A <em>Mona El Tahawy</em> non è piaciuto il modo in cui gli egiziani si sono <a title="Post in inglese" href="http://www.monaeltahawy.com/blog/?p=188">interessati e preoccupati di questi falsi imeni</a> [in]. Con tutti i problemi che l&#39;Egitto deve affrontare di questi tempi — il costo della vita salito alle stelle, un presidente al potere da 28 anni il cui figlio è apparentemente pronto a prenderne il posto, etc. — perché tutto questo baccano per un imene, falso o vero che sia?</p>
<p>Ecco l&#39;ipocrisìa e il rifiuto che insieme animano profondamente le visioni religiose più conservatrici su donna e castità. E, nel caso dell&#39;Egitto, questo discorso vale tranquillamente sia per i musulmani che per i cristiani.</p>
<p>Da musulmana, so che il <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corano">Corano</a> [it] predica la castità per donne e uomini, ma l&#39;ossessione conservatrice per le donne impone che siano soltanto loro ad osservare la proibizione del sesso extra-coniugale. Questa ossessione con la verginità è quanto meno superficiale, se non tragica.</p>
<p><em>Mohamed El Rahhal</em> condanna duramente: </p>
<blockquote><p>l&#39;ipocrisìa che ci consente di discriminare il 50% della società mentre l&#39;altra metà ha carta bianca. Non vedo perché le donne debbano ricorrere a queste misure assurde, talvolta persino mettendo in pericolo la propria salute, solo per consentirci di rimandare una moratoria nazionale, da tempo attesa, sulle relazioni tra i generi.</p>
<p>Interpretare la moralità attraverso l&#39;anatomìa è una tragedia. Se aspettavamo un piccolo pezzo di plastica per definire la moralità, abbiamo già fallito – dovremmo cominciare a cercare una definizione migliore.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Guadalupa: i giorni dell&#039;acqua</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/guadalupa-i-giorni-dellacqua/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 05:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Adamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle Antille Francesi l’acqua è di vitale importanza, e il recente convegno-evento svoltosi a Guadalupa ne ha rimarcato la centralità, ben al di là della regione stessa e inclusi problemi d'inquinamento. Ne discutono variamente blogger ed esperti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/fabienne-flessel/">Fabienne Flessel</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellaa/'>Antonella Adamo</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/19/guadeloupe-the-water-days/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><center><img title="Il mondo dell'acqua" src="http://farm1.static.flickr.com/196/484776493_411825502f.jpg" alt="Foto di Snap, ripresa con licenza Creative Commons" width="500" height="375" /></center></p>
<p>In <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guadalupa">Guadalupa</a> [it], isola delle Antille Francesi soprannominata anche “l’isola dall’acqua buona”, l’acqua è di vitale importanza. È fondamentale poiché definisce le due stagioni climatiche in Guadalupa, in quanto scarsa o abbondante: “Carême” è la stagione secca di 6 mesi e “Hivernage” è la stagione delle piogge e uragani che dura 4 mesi. Senza dubbio, i guadalupesi non dipendono soltanto dalla disponibilità delle risorse idriche ma anche dalla qualità di questo prezioso liquido.</p>
<p>Questo è il motivo per cui 46 anni fa, il  <a title="Sito del Consorzio in francese" href="http://web.lerelaisinternet.com/www.siaeag.fr//index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=20&amp;Itemid=2">Syndicat Intercommunal de l&#39;Alimentation en Eau et d&#39;Assainissement de la Guadeloupe </a> [fr] (Consorzio Intercomunale per l&#39;acqua potabile e le condizioni igienico-sanitarie) è fa parte delle istituzioni locali. Inizialmente forniva acqua a tre città e ad oggi offre servizi a tredici dei trentasei comuni esistenti. Ma ora il Sindacato deve affrontare parecchi problemi che vanno dalle difficoltà tecniche alle questioni ambientali e ha organizzato, negli ultimi otto anni, <em>Les Journées de l&#39;eau en Guadalupe</em> (I giorni dell&#39;acqua in Guadalupa) in modo da condividere riflessioni e progetti con i professionisti e il pubblico. Il blog <a title="Post originale in francese" href="http://www.jarrycafe.com/les-journees-de-leau-en-guadeloupe-du-13-au-17-octobre-2009">JarryCafé</a> [fr] incentrato sulla vita quotidiana di Jarry, centro economico della Guadalupa, promuove questo convegno di 5 giorni:</p>
<blockquote><p>Du 13 au 17 octobre venez vous informer au WTC de Jarry sur les problématiques environnementales de l’eau et ses enjeux dans les années à venir.</p></blockquote>
<div class="translation">Dal 13 al 17 ottobre venite a informarvi al WTC di Jarry sui problemi ambientali riguardanti l&#39;acqua e la posta in gioco per gli anni a venire.</div>
<p>La posta in gioco è davvero alta e il blog locale <em><a title="Post originale in francese" href="http://indiscretions.over-blog.fr/article-interview-amelius-hernandez-siaeag-14-10-09-37580154.html">Indiscrétions</a></em> [fr] riporta diversi temi discussi dal Presidente del Sindacato, quali il deterioramanto dei corsi d&#39;acqua e gli impianti di depurazione, l&#39;enorme spreco di acqua e la possibilità di avere delle scorte in caso di siccità. Oltre simili preoccupazioni, sembra che già da anni un&#39;enorme catastrofe ambientale abbia catturato l&#39;attenzione della popolazione guadalupeana, ovvero i problemi dovuti all&#39;uso del <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chlordecone#Kepone_in_the_French_Antilles">pesticida Kepone</a> [in], e <em>Indiscrétions </em> riporta la cauta dichiarazione del Presidente al riguardo:</p>
<blockquote><p>l y a eu des générations d&#39;agriculteurs qui ont utilisé des produits phytosanitaires qui ont pollué les nappes d&#39;eau, surtout en Basse-Terre. On dit qu&#39;il y a des eaux polluées…</p></blockquote>
<div class="translation">Ci sono state generazioni di agricoltori che hanno utilizzato prodotti fitosanitari che hanno inquinato le falde acquifere, soprattutto a Basse-Terre. Si dice che le acque siano contaminate&#8230;</div>
<p> Anche <a title="Post originale in francese" href="http://www.gaiasoleil.fr/welcome/index.php"><em>GaïaSoleil</em></a> [fr] spiega che l&#39;inquinamento da Kepone nelle acque guadalupeane, insieme ad altri argomenti, verrà affrontato durante la conferenza:</p>
<blockquote><p>Le problème de la pollution de rivières à la chlordécone est certes dans toutes les têtes lors de ces journées. Cette catastrophe écologique n’est qu’un aspect de la pollution générale des milieux aquatiques : d’autres produits phytosanitaires et d’autres pollutions, dont celles pouvant être occasionnés par les déchets ou les vidanges sauvages sont en cause.</p></blockquote>
<div class="translation">Il problema dell&#39;inquinamento da Kepone nei fiumi sarà di sicuro nella testa di ognuno di noi durante questi giorni. Questa catastrofe ecologica è solo un aspetto dell&#39;inquinamento globale  degli ambienti acquiferi: sono in gioco altri prodotti fitosanitari e altri tipi d&#39;inquinamento, come quello da rifiuto e da evacuazione.</div>
<p>Anche <a title="Post originale in francese" href="http://www.domactu.com/actualite/910911381764054/guadeloupe-eaux-necessite-verites-et-solidarites-dans-la-caraibe/">Domactu</a> [fr] ha parlato dell&#39;evento e ha sottolineato la cooperazione regionale sottintesa dal tema della conferenza: “eaux: nécessité, vérités et solidarités dans la Caraïbe” (acqua: necessità, verità e solidarietà nei Caraibi.) Anche <em>GaïaSoleil</em> insiste su questa caratteristica presentando gli ospiti stranieri e il loro contributo  al convegno:</p>
<blockquote><p>…les intervenants de Cuba, de République Dominicaine, d’Haïti ont eu l’occasion d’exposer les problématiques de l’eau sur leurs territoires et les solutions qu’ils ont choisies.</p></blockquote>
<div class="translation">&#8230;i partecipanti da Cuba, Repubblica Dominicana, e Haiti hanno avuto l&#39;occasione di esporre le problematiche dell&#39;acqua nei propri territori e le soluzioni che hanno deciso di adottare.</div>
<p>Quest&#39;ultima citazione da <em>Indiscretion </em> è altrettanto importante poiché va al di là della preoccupazione della Guadalupa per le sue acque e riflette un sentimento diffuso tra gli abitanti dei Caraibi: quello dell&#39;isolamento e dell&#39;assenza di cooperazione regionale:</p>
<blockquote><p>…Je vous parlais de l&#39;eau de la Dominique pour irriguer Marie-Galante. J&#39;ai vu, à Santo Domingo, une station d&#39;épuration qui fonctionne parfaitement, qui coûte moins cher à la construction que tout ce que nous avons. Il faut regarder ce qui se fait autour de nous. Nous avons beaucoup à donner, beaucoup à apprendre.</p></blockquote>
<div class="translation">&#8230;Vi parlavo dell&#39;acqua della Dominica per irrigare Marie-Galante. A Santo Domingo, ho visto un impianto di depurazione che funziona perfettamente, ed è meno costoso da costruire di tutto ciò che abbiamo. Bisogna guardare ciò che ci circonda. Abbiamo molto da dare, parecchio da imparare.</div>
<p><small>La foto iniziale del post, “<a title="Foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/snapr/484776585/in/set-72157600178893935/">The World of Water</a>”, è di<a title="foto-stream di Snap® su Flickr href="http://www.flickr.com/photos/snapr/"> Snap®</a>, ripresa da Flickr con licenza <a title="Testo inglese della licenza Creative Commons" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.en">Creative Commons</a> [in].</small></p>
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		<title>Israele: attivismo e partecipazione sulle questioni ambientali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/israele-blog-action-day-per-lambiente/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre il 15 ottobre c'è stato il Blog Action Day sul mutamento climatico, attivisti e blogger dell'area mediorientale preparano una serie di manifestazioni in varie località e altre iniziative online per sabato 24 ottobre. Ecco una raccolta di opinioni e materiali diffusi nella blogosfera locale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/16/israel-blog-action-day-for-the-environment/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>Questo post è parte dei <a title="Leggi post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/il-cambiamento-climatico-nelle-voci-di-blogger-e-cittadini/">contributi di <em>Global Voices Online</em></a> [it] per il Blog Action Day 2009 sul cambiamento climatico.</em></p>
<p>Mentre il 15 ottobre scorso i blogger di tutto il mondo si sono occupati del cambiamento climatico e dell&#39;ambiente, la blogosfera israeliana si è concentrata su una data diversa. Quest&#39;anno, le organizzazioni ambientaliste, gli attivisti, e forse anche i blogger, segneranno il 24 ottobre come la giornata della protesta per il cambiamento climatico in tutto il Medio Oriente.</p>
<p>Si stanno organizzando eventi sotto gli auspici di <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://foeme.org/events.php?ind=56">Friends of the Earth Middle East</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.350.org/">350.org</a> [in]. È prevista la parteciperazione di molti attivisti in Israele, Egitto, Giordania, Libano, Palestina e Siria. 350.org fornisce l&#39;elenco delle manifestazioni regionali, tra cui quelle in <a title="Vai alla lista" href="http://www.350.org/action-list?country=il&amp;city=">Israele</a> [in], mentre il blog <em>Green Prophet </em> pubblica un&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.greenprophet.com/2009/09/04/11764/middle-east-climate-change-protest/">ulteriore lista</a> [in] di tutte le iniziative previste in Medio Oriente.</p>
<p>Il nome <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.350.org/about/science">“350″</a> [in] deriva dall&#39;idea che:</p>
<blockquote><p>350 parti per milione è quello che molti scienziati, esperti del clima e governi nazionali progressisti, ritengono sia il limite massimo di sicurezza per il CO2 nella nostra atmosfera.</p></blockquote>
<p>Il nostro livello attuale è 387.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em><strong>Blog Action Day</strong></em><br />
Diversi blog istraeliani hanno deciso di utilizzare il Blog Action Day per portare in primo piano la questione del cambiamento climatico, sollecitando una continua attenzione verso questo tema anche dopo la specifica giornata.</p>
<p><em>JGooders</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://blog.jgooders.com/index.php/jews-challenge-climate-change/">promuove</a> [in] la <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/index.php">Jewish Climate Change Campaign</a> [in] invitando i lettori a coinvolgersi nel <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://globaljsam.ning.com/">Jewish Social Action Month (JSAM)</a> [in], che inizia nel mese ebraico Cheshvan, il 19 ottobre. Ricorrenza, spiega <em>JGooders</em>, che verrà commemorato da eventi sociali nelle comunità ebraiche in tutto il mondo.</p>
<p>Mentre gruppi e attivisti verdi cercano di aumentare la consapevolezza nella comunità globale, quale miglior idea di diffondere le proprie idee se non attraverso immagini e soprattutto video online?</p>
<p>Alison Avigayil Ramerm, di <em>Your Virtual Community Organizer</em>, <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://alisonramer.com/2009/10/15/top-10-climate-change-videos/#more-208">ha ripubblicato</a> [in] i 10 migliori video realizzati in occasione del Blog Action Day di Change.org. Tra questi c&#39;è un video intitolato “Flat,” del produttore cinematografico Israeliano  Nitsana Bellehesen, che propone come sarà il mondo nel 2050. Il video mostra dei ragazzi con i padri mentre visitano un&#39;esibizione dedicata al seno femminile – ormai inesistente nelle donne, a causa del cancro provocato dalle tossine presenti nell&#39;ambiente e nell&#39;atmosfera.</p>
<p>Ad un certo punto, uno dei ragazzi indica una fotografia nella galleria e dice, “Guarda lì. Quel bambino le sta mangiando il seno.” Il padre risponde, “In realtà, era così che si dava da mangiare ai neonati&#8221;.</p>
<p>La visione di questo importante video è altamente consigliata, pur se presenta alcune scene di nudità.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ramer ha il questo film quando è stato mostrato al <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.breastfestfilmfest.com/">Breast Fest 2009: Film-Festival sul cancro al seno</a> [in], tenutosi al centro per imprenditori sociali dove lavora lei a Tel Aviv. E scrive:</p>
<blockquote><p>I video online possono essere un metodo estremamente efficace per aumentare la consapevolezza riguardo una causa o un&#39;attività sostenibile. Il video è un grande interludio a tutto il testo online ed è relativamente economico da creare, condividere e guardare. Le immagini in movimento e la musica possono catturare il pubblico e riassumere migliaia di parole in appena pochi minuti. Specialmente al giorno d&#39;oggi, quando abbiamo a disposizione numerosi metodi per condividere filmati sui social network e sui blog, il video ha un grande potenziale virale e avvicina migliaia o addirittura milioni di visitatori verso alla vostra organizzazione o attività non-profit .</p></blockquote>
<p>È bene tenere a mente che, pur se pensare al cambiamento climatico può essere sconvolgente, tale sentimento di scontentezza dovrebbe portare all&#39;azione non all&#39;apatia. Su <em>Judaism and the Environment in the Talmud</em>, Carmi Wisemon, direttore esecutivo di <a title="Vai alla pagina ufficiale" href="http://svivaisrael.wordpress.com/">Sviva Israel</a> [in], prominente organizzazione ambientalista, interviene sul ruolo della riflessione nella pratica ebraica.</p>
<p>Israele e il mondo ebraico hanno appena celebrato la festa di Sukot, durante la quale costruiscono capanne dove mangiano con le famiglie, trascorrono del tempo in meditazione e a volte dormono anche sotto le stelle. Come Shabbat (il Sabbath), e altre festività ebraiche, Sukot fornisce l&#39;opportunità di cessare ogni attività e riflettere sul nostro ruolo nell&#39;universo.</p>
<p>Wisemon <a title="Post originale in inglese" href="http://svivaisrael.wordpress.com/2009/10/15/sukkot-and-climate-change/">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Così in questa festività del Sukot, mentre ci rilassiamo nelle noste capanne e ammiriamo lo splendore naturale dei nostri lulav (rami di palma) e degli etrog (cedri), pensiamo al significato più profondo di questa ricorrenza. Tutti noi possiamo fare qualcosa per impedire il cambiamento climatico, tra cui seguire la tradizione antica di 2.000 anni di pregare perchè venga la pioggia – nè troppa nè troppo poca – in Israele, ma anche nelle Filippine, in Indonesia ed anche ad Atlanta.</p></blockquote>
<p>Sul mio blog, <em>The New Jew</em>, dedicato a filantropia e innovazione sociale, ho <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://thenewjew.wordpress.com/2009/10/15/caring-about-the-environment-jewishly-blog-action-day-2009/">pubblicato</a> [in] un post sul fatto di prendersi cura dell&#39;ambiente &#8220;alla maniera ebraica&#8221;, dove ho condiviso un discorso tenuto da attivisti ambientalisti che incoraggiano a pensare a come le pratiche dell&#39;ebraismo tradizionale ci connettono al mondo naturale.</p>
<blockquote><p><em>Shabbat</em>– è un tesoro ecologico! Un giorno per riposare dallo shopping, dalla fabbricazione e dal traffico!</p>
<p><em>Kashrut (o Kosher)</em>– l&#39;idea secondo cui quanto mangiamo è importante, che sta a noi limitare la sofferenza degli animali! Dobbiamo aggiornarci su questo e assumerci la responsabilità dell&#39;impatto causato da quel che mangiamo, acquistiamo e buttiamo nelle discariche di rifiuti. Noi votiamo con i dollari e le forchette in base all&#39;intera storia del nostro cibo e delle nostre cose.</p>
<p><em>Brachot (le benedizioni sul nostro cibo)</em>– invita a stare attenti alla provenienza del nostro cibo. Per benedire il cibo dobbiamo capire se è stato coltivato in terra o su un albero; da qui il passo è breve a pensare a come sia stato coltivato, se le persone coinvolte nel processo che lo ha portato a noi siano state pagate il giusto oppure se il suo percorso ha aiutato o danneggiato l&#39;ambiente.</p></blockquote>
<p>Sempre sul tema della natura, Elisha su <em>O&#39;Sprinkles</em> <a title="Post con foto in inglese" href="http://osprinkles.blogspot.com/2009/10/some-bloom.html">esprime</a> [in] la bellezza attraverso la fotografia e ci ricorda il vero tema della nostra lotta: la crescita e il rinnovo nel mondo naturale.</p>
<p><center><img title="Garden 1 (Source: O Sprinkles Blog)" src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZoM5vXI/AAAAAAAABcQ/aIFBwpWl1-g/s320/IMG_9920.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /><br />
<img title="Garden 2 (Source: O Sprinkles Blog) " src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZCiPSJI/AAAAAAAABcI/22Ukqo4oSUU/s320/IMG_9918.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /></center></p>
<p>Anche se il 15 ottobre è passato, il <a title="Post in inglese su GVO e Blog Action Day" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/28/global-voices-and-the-blog-action-day-2009/"><em>Blog Action Day</em></a> [in] rimane parte di un continuum. Come puoi ridurre il tuo impatto nella <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_footprint">produzione dei gas-serra </a>[it], migliorare il modo in cui utilizzi le risorse naturali, e rivedere i tuoi modelli di consumo?</p>
<p>La <em>Jewish Climate</em> Campaign propone <a title="Post in inglese" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/3x3.php">qui alcuni suggerimenti</a> [in].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Egitto: self-publishing e campagne online contro gli editori senza scupoli</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/egitto-self-publishing-e-campagne-online-contro-gli-editori-senza-scupoli/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 04:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una blogger e scrittrice egiziana racconta la propria esperienza nel mondo editoriale locale, decisamente ristretto e spietato, avviando iniziative online per dare visibilità agli autori indipendenti. Altri blogger rilanciano e commentano variamente. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marwa-rakha/">Marwa Rakha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/17/egypt-campaign-against-abusive-publishers/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div>In Egitto, il mercato del libro è stato sempre monopolizzato da <a title="Sito in inglese" href="http://www.publishersglobal.com/directory/publishers-by-country.asp?publishers-of=Egypt">poche case editrici</a> [in], fino a quando una nuova generazione di imprenditori ha presentato al pubblico alcuni titoli di autori scartati dalle major editoriali. <a title="Post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/egitto-blogger-alla-conquista-della-fiera-del-libro-al-cairo/">I libri di alcuni blogger</a> [it] hanno conquistato l&#39;ultima edizione della Fiera Internazionale del Libro al Cairo, ma la maggior parte dei volumi è irreperibile nelle librerie. <em>Velo</em> di <a title="Leggi il blog in inglese" href="http://amrkhaledsvault.blogspot.com/">Amr Khaled</a> [in] ha segnato l&#39;inizio di una nuova era della <a title="Leggi il post in inglese" href="http://elzeek.blogspot.com/2007/12/velo-egyptian-tale.html">letteratura non-convenzionale</a> [in] pur essendo stato fuori commercio per oltre un anno, mentre <em>Rogers</em> di <a title="Leggi il blog in arabo" href="http://shadow.manalaa.net/">Ahmed Naje</a> [ar] è una <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://www.americanchronicle.com/articles/view/38667">fiction controversa</a> [in] degna di nota - eppure è stata ignorata finché l&#39;italiano <a title="Leggi il blog in italiano" href="http://blogs.myspace.com/neomedita">Il Sirente</a> [it] non ne ha tratto un musical poi commercializzato con la vendita del CD. Invece di rinnovare la scena culturale egiziana, molte case editrici hanno semplicemente sfruttato gli aspiranti scrittori.</div>
<p><em>Egyptian Fe-mail</em> (<em>Marwa Rakha</em>) ha elencato <a title="Leggi il post in inglese" href="http://marwarakha.blogspot.com/2009/09/dear-abused-writer-egyptian-or-not.html">i tratti distintivi dell&#39;abuso di potere nella relazione editore-autore</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Se il tuo editore</p>
<p>1) Vuole essere pagato per pubblicare un tuo pezzo (semplice ricatto)</p>
<p>2) Non ti consulta quando l&#39;originale viene modificato</p>
<p>3) Non ti consulta sulla scelta della copertina del libro</p>
<p>4) Non risponde al telefono</p>
<p>5) Non consegna il libro nei tempi previsti</p>
<p>6) Non distribuisce il tuo libro nelle librerie previste</p>
<p>7) Non promuove né te né il libro</p>
<p>8) Non porta copie aggiuntive al lancio del libro</p>
<p>9) Non invia copie ai media</p>
<p>10) Ti costringe a firmare contratti di 5, 7 o 10 anni</p>
<p>Vuol dire che non conosce il proprio mestiere e ti sta sfruttando.</p></blockquote>
<p>Proprio per prendere una posizione netta contro simili editori senza scrupoli, <em>Marwa Rakha</em> ha scritto un libro, <a title="Leggi il post in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=15&amp;p2_articleid=760">The Poison Tree - planted &amp; grown in Egypt</a> [in], disponibile online <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=702">gratuitamente</a> [in]. E, come se non bastasse, ha anche lanciato un servizio di pubblicazione gratuita attraverso il suo sito:</p>
<blockquote><p>Il <em>Free Publishing Service</em> di Marwa Rakha - Chi ha bisogno di editori quando si hanno tanti amici</p>
<p>Ebbene si… inviatemi i file PDF dei vostri libri e li pubblicherò sul mio sito, li promuoverò attraverso il blog e il mio gruppo ufficiale su <em>Facebook</em>.</p></blockquote>
<p>In segno di solidarietà con la collega, alcuni scrittori egiziani le hanno inviato alcuni titoli da pubblicare online. <a title="Scarica i libri in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=764">Mohamed Sami ElBohy</a> [in] (2 libri), la traduzione in arabo, a cura di Bassam El Boghdady, di <a title="Scarica il libro in arabo" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=763">Richard Dawkins THE GOD DELUSION</a> [ar], <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=761">Usama El Shazly</a> [in], <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=762">Mostafa Hussein</a> [in], <a title="Scarica i libri in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=736">Mohamed Al Arafy</a> [in] (2 libri), <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=735">Ahmed Ramadan</a> [in], <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=727">Nashwa Nagy</a> [in], <a title="Scarica i libri in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=726">Tarek Hassan Refaat</a> [in] (2 libri), <a title="Scarica i libri in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=725">Ayman Shawky</a> [in] (2 libri), e <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=717">Ibrahim El Mahallawy</a> [in]. Ci sono anche due scrittori inglesi: <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=718">Alex Jenson</a> [in] e <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=740">Lynda Renham</a> [in]. <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=719">Jasmine Madkour</a> [in], <a title="Scarica i libri in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=723">Zeina Medhat</a> [in] (2 libri), <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=739">Adel Shaaban</a> [in], <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=758">Mostafa Mohamed</a> [in], <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=757">Mohamed Farouk</a> [in], e <a title="Scarica il libro in inglese" href="http://www.marwarakha.com/index.php?categoryid=13&amp;p2_articleid=756">Rehab El Melehy<strong> </strong></a> [in] hanno trasformato il proprio blog in un libro che hanno poi pubblicato online.</p>
<p><a title="Leggi il post in inglese" href="http://thepoisontree.wordpress.com/2009/09/03/who-needs-publishers-when-he-has-friends/">Parecchia gente</a> [in] ha rilanciato l&#39;iniziativa tramite i propri blog. <em>Zeinobia</em> invece ha scelto di <a title="Leggi il post in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/09/welcome-to-egyptian-publishing-hell.html">condividere la propria esperienza</a> [in] “nell&#39;inferno” dell&#39;editorìa egiziana:</p>
<blockquote><p>Ora, quello che ha passato, o sta passando, Marwa con il suo editore non mi sorprende affatto, sono cose normali in Egitto, dove ormai l&#39;editorìa è semplicemente stampa a fini di lucro. In Egitto moltissimi editori sono dei vampiri, e lo dico per esperienza personale.</p>
<p>Senza fare nomi, dopo la morte di mio nonno ho scoperto che un libro a cui stava lavorando, anche con il mio aiuto, era stato pubblicato a nostra insaputa, l&#39;ho trovato per caso su Internet!!</p></blockquote>
<p>Per quanto riguarda il progetto CHI HA BISOGNO DI EDITORI QUANDO SI HANNO TANTI AMICI, <em>Marwa</em> <a title="Leggi il post in inglese" href="http://marwarakha.blogspot.com/2009/09/who-needs-publishers-when-he-has.html">scrive</a> [in] quanto segue:</p>
<blockquote><p>La relazione scrittore-editore in Egitto è diventata un paradigma nei libri di testo sui rapporti di sfruttamento! Il mio non è un attacco alle edizioni economiche… Non voglio sminuirne l&#39;importanza… Sto solo cercando di porre fine a questa farsa malcelata. Quando ci sentiamo disperati e senza via d&#39;uscita scendiamo a compromessi. Ho deciso di suggerire un esempio di “opzione alternativa” da mettere a disposizione degli autori…. Dannazione, chi ha bisogno di un editore, che non è altro che una mera fotocopisteria, quando si possono aprire altre porte… Spero di avviare un percorso che verrà seguito da molta gente. Gli editori non potranno fare affari se gli scrittori diranno NO, ma gli scrittori sono terrorizzati… proprio come una donna molestata!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutelare il patrimonio culturale di tutto il mondo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tutelare-il-patrimonio-culturale-di-tutto-il-mondo/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 04:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono molte le organizzazioni che, lavorando per preservare il patrimonio culturale globale sia tangibile che intangibile, utilizzano i media online per sostenere i propri sforzi. Ecco alcune delle iniziative in corso, oltre alla presentazione della lista 2008 dei luoghi maggiormente a rischio nel mondo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lester-bolicenni/">Lester Bolicenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/15/safeguarding-the-worlds-cultural-heritage/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sono molte le organizzazioni che, lavorando per preservare il patrimonio culturale globale - sia tangibile che intangibile - utilizzano i media online per sostenere i propri sforzi.</p>
<p>Il 6 ottobre scorso il Fondo Mondiale per i Monumenti (WMF) <a title="Guarda la mappa" href="http://www.wmf.org/watch/project-map">ha pubblicato la lista del 2010 dei monumenti da salvare</a> [in], contrassegnando le dozzine di villaggi, edifici, ponti e monumenti a rischio di distruzione su una Google Map. Il WMF di New York è una delle tante organizzazioni, come  <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.globalheritagefund.org/home.html">Global Heritage Fund</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://whc.unesco.org/en/list">World Heritage Center</a> [in] (parte dell&#39;UNESCO), che finanziano dei progetti per preservare luoghi dichiarati patrimonio culturale mondiale.</p>
<p><strong>L&#39;elenco del World Heritage<br />
</strong></p>
<p>Mentre una candidatura per dichiarare &#8216;patrimonio culturale&#39; un luogo o monumento è un passo utile per acquisire fondi per la conservazione, un ulteriore vantaggio riguarda l&#39;aumento generale del turismo in tali luoghi. E spesso la candidatura stimola l&#39;orgoglio nazionale o locale.</p>
<p><em>Tan Wee Cheng</em>, docente universitario a Singapore ha creato <a title="Gruppo su Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=44978823543">un gruppo su Facebook</a> [in] in cui chiede che anche le località di Singapore vengano incluso nell&#39;elenco del World Heritage:</p>
<blockquote><p>Alla fine del dicembre 2008, c&#39;erano 878 luoghi dichiarati patrimonio mondiale in 145 nazioni ma nessuno a Singapore. Davvero non ci sono luoghi a Singapore degni di tale onore? Ho visitato alcune centinaia di tali siti in giro per il mondo e sono convinto che alcuni posti in Singapore meritino di essere in lista, perchè possiedono quelle caratteristiche che l&#39;UNESCO definisce “eccezionale valore universale”.</p></blockquote>
<p>Anche i conflitti possono aiutare ad influenzare simili decisioni. Dopo i violenti scontri tra il gruppo etnico Uighurs (Uyghurs) e i cinesi Hans a Kashgar, città lungo l&#39;antica <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_della_seta">Via della seta</a> [it], <a title="Petizione in inglese" href="http://www.petitiononline.com/kashgar/petition.html">è stata diffusa una petizione online</a> [in] per riconoscere alla città, a rischio di demolizione, lo status di Patrimonio Mondiale:
<p><center>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tfV6mH4geAI&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/tfV6mH4geAI&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="text-align: center;"><em><small>Video in cui si reclama lo status di Patrimonio Mondiale per Kashgar</em></div>
<p></center></small> </p>
<p><strong>Gli esseri umani sono una minaccia</strong></p>
<p>Gli stessi esseri umani sono quasi sempre fonte di pericoli, come sottolinea <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.teachingexpertise.com/articles/world-heritage-examining-the-threats-1776">questo articolo</a> [in] scritto dal <em>Dr. Anjana Khatwa</em>, coordinatore educativo per il <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.jurassiccoast.com/">Jurassic Coast World Heritage</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le minacce ai danni dei luoghi dichiarati patrimonio mondiale si presentano sotto molte forme: conflitti armati e guerre, distruzione gratuita, disastri naturali, inquinamento, bracconaggio, costruzioni non pianificate e turismo incontrollato.</p></blockquote>
<p>Quest&#39;idea è stata condivisa dal Presidente del WMF <em>Bonnie Burnham</em>, nel suo discorso per la presentazione della <a title="Vedi la lista su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/2008_World_Monuments_Watch_List_of_Most_Endangered_Sites">lista 2008 dei luoghi maggiormente a rischio nel mondo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>In quest&#39;elenco, a dire la verità sono gli esseri umani i veri nemici. Visto però che siamo stati noi i primi a provocare danni, abbiamo il potere di porvi rimedio, prendendoci seriamente la responsabilità di essere custodi del patrimonio culturale mondiale. Quindi oggi lanciamo un allarme, utilizzando la lista dei monumenti mondiali da salvare per dimostrare, attraverso il vivido esempio di località amate in tutto il mondo, l&#39;importanza di lavorare insieme per affrontare queste sfide e unire le forze per tutelare il nostro patrimonio architettonico.</p></blockquote>
<p><strong>Risposte innovative</strong></p>
<p>Dal 2003 anche l&#39;UNESCO sta lavorando alla <a title="Pagina del progetto in inglese" href="http://www.unesco.org/culture/ich/index.php?lg=EN&amp;pg=home">tutela del patrimonio culturale intangibile</a> [in], tra cui le lingue, le danze e le tecniche artigianali. Internet e le nuove tecnologie diventano un&#39;opportunità indispensabile nel prevenire la scomparsa di alcuni patrimoni culturali intangibili.</p>
<p>L&#39;ente non-profit <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://archive.cyark.org/about">CyArk</a> [in] sta lavorando al progetto “500 Challenge”. Quest&#39;iniziativa vuole creare un modello digitale delle località del patrimonio culturale grazie alla scansione laser, per creare un archivio aperto dei dati.</p>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/B4vvskVnkPk&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/B4vvskVnkPk&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="text-align: center;"><small><em>Il progetto Rapa Nui Cyark</em></div>
<p></small><br />
Anche l&#39;<a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.wipo.int/about-wipo/en/what_is_wipo.html">Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale</a> [in] (WIPO) ha in corso un progetto per preservare e tutelare il nostro patrimonio orale e intangibile, <a title="Pagina del progetto del WIPO in inglese" href="http://www.wipo.int/tk/en/folklore/culturalheritage/">Progetto per il patrimonio creativo: linee guida per documentare, registrare e digitalizzare il patrimonio culturale</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Le nuove tecnologie forniscono alle comunità opportunità innovative per documentare e digitalizzare le espressioni delle proprie culture tradizionali, soddisfando il forte desiderio delle comunità di preservare, promuovere e passare alle generazioni future tale patrimonio culturale.</p></blockquote>
<p>Questo è un credo condiviso dal blogger maliano <em>Boukary Konate</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://fasokan.maneno.org/bam/articles/vdd1247776495/">quando parla dei racconti folkloristici africani</a> [in Bambara] sul suo blog personale, <em>Fasokan</em>:</p>
<blockquote><p>Bi bi in na, an bɛɛ bɛ k’a kɔlɔsi sisan k’o ko ninnu bɛ ka ban dɔɔni dɔɔni. N kɛlen kɔ ka n yɛrɛ ɲininkan, ye jaabi min sɔrɔ, o de ye ka u sɛbɛen an ka kanw na, k’u bayɛlɛma kan wɛrɛw la, k’u bila ɛntɛrinɛti kan. O b’a to u tɛ tunun wa u na lakodɔn mɔgɔ wɛrɛw fɛ.</p></blockquote>
<div class="translation">Tutti osserviamo la loro scomparsa, e dopo averne parlato un pò, ho trovato la soluzione: scriverli nella nostra lingua, tradurli in altre lingue, tenerli su Internet. Ciò impedirà loro di scomparire e permetterà alle altre persone di conoscerli.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Il cambiamento climatico nelle voci di blogger e cittadini</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/il-cambiamento-climatico-nelle-voci-di-blogger-e-cittadini/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 05:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri, 15 ottobre, oltre 9.000 blogger hanno preso parte al <em>Blog Action Day</em> occupandosi specificamente del cambiamento climatico. Questione che Global Voices Online continuerà a seguire attentamente nei prossimi mesi in vista  della conferenza ONU di Copenhagen di metà dicembre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/solana-larsen/">Solana Larsen</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/15/reading-the-world-on-blog-action-day/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignright size-full wp-image-101424" title="Blog Action Day" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/bad-125-125.jpg" alt="Blog Action Day" width="125" height="125" />Ieri, 15 ottobre, oltre 9000 blogger hanno dedicato un post al cambiamento climatico come parte del <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.blogactionday.org/">Blog Action Day</a> [in], iniziativa annuale avviata da Change.org per unire i blogger di tutto il mondo su un unico tema e raggiungere così milioni di lettori.</p>
<p>Questa è la sintesi di quanto sta facendo Global Voices Online in tale ambito.</p>
<p>Nel corso dei prossimi due mesi Global Voices Online seguirà con molta attenzione le questioni ambientali sul cambiamento climatico. Speriamo di riuscire a dare spazio alle voci inascoltate nel dibattito globale in previsione della conferenza delle Nazioni Unite che si terrà a Copenhagen in dicembre (<a title="Pagina originale in inglese" href="http://en.cop15.dk/">COP15</a> [in]).</p>
<p>In novembre, all&#39;interno di <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.conversationsforabetterworld.com/"><em>Conversations for a Better World</em></a> [in], blog sponsorizzato dall&#39;<a title="Pagina originale in inglese" href="http://unfpa.org/">UNFPA</a> [in], due dei nostri autori, Eduardo e Belen, inizieranno a pubblicare post sulle dinamiche delle popolazioni e del cambiamento climatico - puntando soprattutto all&#39;America Latina.</p>
<p>Durante questo mese di ottobre, alcuni blogger di Global Voices Online hanno operato come mentori per <a href="http://globalchangenow.net/">31 ragazzi e ragazze provenienti da Africa e Danimarca</a> [in], i quali stanno organizzando una campagna online sotto gli <a title="Post originale in inglese" href="../2009/09/08/global-voices-bloggers-mentor-new-danish-and-african-bloggers/">auspici di MS ActionAid</a> [in] a Copenhagen. Ci hanno chiesto di riportare su &#8216;ciò di cui hanno bisogno i Paesi in via di sviluppo per far fronte ai danni causati dal cambiamento climatico&#39;. E così continueremo a occuparci anche di questo.</p>
<p><strong>Qualche appunto dai mentori</strong></p>
<p>In occasione del <em>Blog Action Day</em>, Jillian <a title="Post originale in inglese" href="http://jilliancyork.com/2009/10/15/blog-action-day-09-climate-change/">ha incoraggiato i lettori</a> [in] a visitare il blog della sua &#8220;assistita&#8221; <a title="Post originale in inglese" href="http://globalchangenow.net/ejanver/">Edith</a> [in], mentre Ali racconta che è stato il suo &#8220;assistito&#8221; <a title="Post originale in inglese" href="http://globalchangenow.net/claver/">Peter</a> [in], invertendo le parti, a fornirgli l&#39;ispirazione per <a title="Post originale in inglese" href="http://blog.novruzov.az/2009/10/it-is-blog-action-day-2009.html">scrivere un post sul cambiamento climatico</a> [in].</p>
<p>Gayle, sempre nel gruppo degli istruttori, ha scritto <a title="Post originale in inglese" href="http://gisforghana.blogspot.com/2009/10/climate-change-in-ghana-blog-action-day.html">un ampio post</a> [in] che evidenzia la situazione degli agricoltori in Ghana e Australia (i suoi Paesi), e nello Zimbabwe (la nazione del suo &#8220;assistito&#8221; <a title="Pagina originale in inglese" href="http://globalchangenow.net/john/">John</a> [in]).</p>
<p>Gayle <a title="Pagina di Twitter in inglese" href="http://twitter.com/gaylepescud/status/4575319227">ha poi usato Twitter</a> [in] per rilanciare il messaggio nel mondo australiano. Con sua sorpresa, è stata ricontattata via Twitter da ABC Radio in Australia, per poi avere contatti diretti con parecchi agricoltori via email. Dopo aver letto altre interviste ad agricoltori ghanesi, ha perfino parlato direttamente con uno di loro. E tra decine di link e risorse interessanti, ha trovato informazioni su come nel Ghana rurale le comunità ricorrano alle conoscenze tradizionali <a title="Pagina originale in inglese" href="http://grou.ps/par_cc/talks">per far fronte al cambiamento climatico</a> [in].</p>
<p>Gayle ha fatto quel che i blogger di Global Voices Online fanno in continuazione. È andata alla ricerca di voci che raramente è possibile ascoltare all&#39;interno dei media tradizionali internazionali.</p>
<p><strong>L&#39;ultima settimana su Global Voices Online</strong></p>
<p>Oggi Bhumika Ghimire ha pubblicato un post sul <a title="Post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/15/nepal-bio-gas-revolution/">futuro dei bio-gas in Nepal</a> [in], includendo il video di un gruppo di ricerca di un&#39;università giapponese che mostra l&#39;utilizzo dei bio-gas nel Nepal rurale.</p>
<div id="attachment_100876" class="wp-caption alignright" style="width: 175px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/susandesignstudio/3977100156/in/set-72157614614099992/"><img class="size-medium wp-image-100876" title="Frana causata dal tifone Ketsana in un paese della provincia di Pampanga, Filippine" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/landslide-300x199.jpg" alt="Frana causata dal tifone Ketsana in un paese della provincia di Pampanga, nelle Filippine. Foto dell'utente Flickr susancorpuz90" width="165" height="109" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Frana causata dal tifone Ketsana in un paese della provincia di Pampanga, nelle Filippine. Foto dell&#39;utente di Flickr <em>susancorpuz90</em></p>
</div>
<p>Sempre questa settimana, Mong Palatino <a title="Articolo originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/12/philippines-typhoon-disasters-and-climate-change/">ha informato sui blogger filippini</a> [in] che vanno mettendo in luce le connessioni tra il cambiamento climatico e le alluvioni devastanti che a Manila hanno ucciso più di 500 persone.</p>
<p>Saffah Farooq ha parlato dei cittadini delle basse isole nell&#39;Oceano Indiano che costituiscono lo Stato delle Maldive, <a title="Post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/11/maldives-gearing-up-for-copenhagen/">il cui destino può essere segnato</a> [in] dall&#39;esito di trattati come il Protocollo di Kyoto.</p>
<p>Dal Kenya il blogger Samuel Maina ha descritto la situazione dei kenioti, talmente disperati per l&#39;assenza di pioggia da aspettare con sentimenti contrastanti <a title="Post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/08/kenya-waiting-for-el-nino/">le pioggie di El Niño</a> [in] che potrebbero costringere all&#39;esodo migliaia di persone.</p>
<p>Sulle <a title="Pagina originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/-/topics/environment/">questioni ambientali</a> [in] Global Voices Online produce un flusso costante di articoli, alimentato dai blogger di tutto il mondo.</p>
<p><strong>Guardando avanti</strong></p>
<p>Mentre il <a title="Sito inglese di Blog Action Day" href="http://www.blogactionday.org/">Blog Action Day</a> [in] celebra la forza collettiva dei blogger nella spinta a cambiare le cose, incoraggiamo chiunque voglia non solo ad esprimersi sui mutamenti climatici ma anche a leggere quel che altri vanno scrivendo.</p>
<p>Nel corso delle prossime settimane, saremo sommersi da articoli di giornalisti che citeranno politici, attivisti e molti altri - ma quando la conferenza dell&#39;ONU sarà finita e le telecamere spente, quanti si troveranno ad affrontare immediatamente le conseguenze del cambiamento climatico <em>continueranno</em> a raccontare le proprie storie via Internet nella speranza di incontrare altri che li ascoltino.</p>
<p>Riprendendo il motto di Global Voices Online, ‘Il mondo ti parla. Stai ascoltando?&#39;</p>
<p>Per quanti si trovano lontano dal fronte del cambiamento climatico, ascoltare e collegarsi con gli altri è uno dei pochi modi con cui sia possibile far avvertire la questione come un problema reale che va risolto oggi.</p>
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		<title>Iran: filmati d&#039;animazione contro la dittatura</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 21:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Farsi]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
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		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Aggiungendosi alla lunga lista di cittadini e artisti che in tutto il mondo appoggiano il Movimento Verde, anche i disegnatori di animazioni hanno dichiarato guerra all'attuale dittatura iraniana: ecco una scelta dei video più significativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/23/iran-animations-vs-dictatorship/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Cittadini di tutto il mondo (iraniani e non) hanno <a title="Link al precedente post di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/06/30/iran-protest-movement-inspires-art/">creato</a> [in] moltissimi disegni, poster, canzoni e filmati in appoggio al Movimento Verde che continua le proteste dopo quelle avviate contro i <a title="Post di GV sulle elezioni in Iran in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/iranian-election-2009/">risultati delle elezioni presidenziali del 12 Giugno scorso</a> [in]. Anche i disegnatori di animazioni hanno dichiarato guerra all&#39;attuale dittatura in Iran.</p>
<p><strong><em>Il Popolo Verde</em> è un&#39;animazione ispirata da <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahatma_Gandhi">Gandhi</a></strong> [it]</p>
<p><center>
<p><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="425" height="344"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/byuVeqtWPQ0&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;"><param name="allowfullscreen" value="true"><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/byuVeqtWPQ0&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></object></p>
<p></center></p>
</p>
<p><strong>Mahmoud Ahmadinejad durante un dibattito elettorale del 2009</strong></p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="560" height="340"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/niOHVIuZz2k&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;"><param name="allowfullscreen" value="true"><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/niOHVIuZz2k&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></object></p>
<p></center></p>
<p><strong>I diritti umani dei Baha&#39;i</strong></p>
<p>Un&#39;altra animazione ci ricorda come il regime islamico abbia represso il popolo per anni, ben prima delle ultime elezioni. <a title="Canale YouTube con video sulle persecuzioni subite dai Baha'ì" href="http://www.youtube.com/user/MEYmedia">MideastYouth.com </a> [in] presenta un&#39;animazione sulle persecuzioni sofferte dai fedeli <a title="Voce su Wikipedia in italiano"  href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bah%C3%A1%27%C3%AD">Baha&#39;i</a> [it] in Iran. Persecuzioni che durano da 30 anni.</p>
<p><center>
<p><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="560" height="340"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rf2XoASwFeA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;"><param name="allowfullscreen" value="true"><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/rf2XoASwFeA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></object></p>
<p></center></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il cellulare, ottimo strumento per servire meglio produttori e consumatori</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/il-cellulare-ottimo-strumento-per-servire-meglio-produttori-e-consumatori/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 05:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Bangladesh]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Ghana]]></category>
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		<category><![CDATA[Niger]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[The Future of ICT for Development]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[La telefonia mobile si è trasformata in uno strumento sempre più vitale per agricoltori, piccoli commercianti e fornitori di servizi, consentendo loro di prendere decisioni motivate basate su informazioni tempestive e portandoli verso l'indipendenza economica. Il fenomeno in crescita un po' ovunque nei Paesi in via di sviluppo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/aparna-ray/">Aparna Ray</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/22/mobile-empowered/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>“Bisogna chiamare Nimai perché dia un’occhiata all’impianto elettrico in cucina. Per piacere, vai a chiamarlo.” Negli anni ’90 mia madre avrebbe chiesto a mio padre di andare a cercare l’elettricista a casa sua, in modo da farlo venire e fargli riparare il guasto elettrico. Non c’era altro modo per contattare Nimai.</p>
<p>Oggi, il mio elettricista Barun ha un telefono cellulare con doppia Sim – mi ha detto che un numero è per il suo capo e il negozio di elettricità che lo subappalta, l’altro è per i ‘clienti privati’ che la sua ditta non conosce. Questa seconda attività sta crescendo, mi informa con orgoglio, e presto non avrà più bisogno di lavorare per il negozio. La famiglia, naturalmente, può contattarlo su entrambi i numeri.</p>
<p>La tecnologia dei cellulari e le opzioni di telefonia mobile a basso costo hanno messo in grado operatori come Barun di offrire servizi migliori e allargare il proprio raggio d&#39;affari. La storia è simile dappertutto nel mondo in via di sviluppo. Il commento di un lettore al post <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.broughturner.com/2005/12/mobile_phone_ad.html" target="_blank">L’adozione della telefonia mobile esplode in Pakistan</a> [in] sul blog <em>Brough Turner</em> fa risalire questo fenomeno indietro nel tempo fino al 2005:</p>
<blockquote><p><em>Un altro fattore che ha contribuito…è stata l’introduzione del modello commerciale Calling Party Pays [CPP, pagamento delle sole chiamate effettuate e non quelle ricevute] tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001. Prima dell’introduzione del CPP, sia il chiamante che il ricevente pagavano i minuti di conversazione. Da quando c’è il CPP, paga solo chi effettua la chiamata. Di conseguenza i piccoli commercianti o gli artigiani come gli idraulici/riparatori TV/elettricisti (la cui domanda di servizi è in crescita) si sono dotati di una connessione mobile e sono raggiungibili tutto il giorno sia nel loro laboratorio che quando sono in giro.</em></p></blockquote>
<p>In realtà, l’impatto della telefonia mobile non è più ristretto alla sola connettività. Si è trasformata in uno strumento che consente agli agricoltori, ai piccoli commercianti e ai fornitori di servizi di prendere decisioni basate su informazioni tempsetive, portandoli dunque verso l&#39;indipendenza economica.</p>
<p>Così, dai <a title="Articolo originale in inglese" href="http://online.wsj.com/article/SB125126978512659859.html?mod=googlenews_wsj" target="_blank">pescatori del Kerala</a> [in] che seguono l’andamento del mercato ittico e possono fare affari migliori per i pesci da vendere l’indomani, agli <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.hindu.com/thehindu/holnus/006200908112180.htm" target="_blank">agricoltori dell&#39;Andhra Pradesh</a> [in] che usano i cellulari per reperire informazioni utili allo sviluppo delle coltivazioni, ovunque i piccoli commercianti si sono resi conto dell’immenso potenziale della telefonia mobile per migliorare la propria vita. E non sono certo gli unici. Come sottolinea Martine Koopman sul blog <a title="Post originale in inglese" href="http://martinekoopman.blogspot.com/">ICT4D in Zambia and Ghana</a> [in], la storia si ripete in Paesi come il Ghana, per esempio. In una visita sul campo per vedere alcune comunità di agricoltori che vivono a circa 6 km. da Salaga, ha osservato:</p>
<blockquote><p><em>Ora che hanno scoperto i vantaggi dei cellulari, tutti ne vorrebbero avere uno. Non soltanto lo usano per accedere ai dati di mercato, ma tutti i loro raccolti (igname, granturco, arachidi, verdure, ecc…) sono integrati nel sistema. Se i commercianti passano nel loro villaggio, saranno meglio posizionati nelle trattative. Hanno anche contatti con i commercianti nei mercati di Accra e Kumasi via telefono.</em></p></blockquote>
<p>Oltre alla diffusione di notizie sul mercato e sugli affari, l’impatto dei cellulari si avverte quando il loro crescnte utilizzo contribuisce a rendere più efficiente la distribuzione dei prodotti, a ridurre i costi legati alla ricerca delle informazioni, a combattere la dispersione dei prezzi tra i diversi mercati locali, com’è stato dimostrato <a title="Post originale in inglese" href="http://www.cellular-news.com/story/29361.php" target="_blank">in questo studio</a> [in] condotto in Niger.</p>
<p>Alla fin fine, a beneficiarne è lo stesso consumatore finale. Possiamo approfittare delle comodità offerte – a partire dalla basilare possibilità di poter chiamare un fornitore per ordinare via cellulare il raccolto fresco di giornata dal pescivendolo, fino al ricorso al <a title="Articolo originale in inglese" href="http://eyeline.mobi/asia/wsj-selling-potatoes-by-phone/">mercato virtuale</a> [in] sui cellulari per acquistare prodotti freschi direttamente dal produttore locale – oltre a godere di prodotti e servizi a prezzi concorrenziali nel lungo periodo.</p>
<p>“Nimai”, ha tuonato mia madre, “comprati un cellulare. Altrimenti, la prossima volta chiamo Barun.”</p>
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