GlobalVoices in Per saperne di più »

Idee

archivio per tema · 161 articoli


altri articoli: mini-profilo di Idee

27 gennaio 2012

video articoli
Video: “un anno, un mondo” raccontato da 52 storie e Paesi diversi

leggi l'articolo

La video giornalista Maggie Padlewska viaggerà da sola per un intero anno, visitando un Paese diverso per settimana -- documentando in video le realtà locali ignorate dai media mainstream e diffondendone le storie in Rete.

24 gennaio 2012

Iran: le sanzioni internazionali fanno crollare l'economia interna

leggi l'articolo

La moneta nazionale, il Riyal, continua a perdere valore e il sistema bancario sta affrontando un vero e proprio tsunami economico. Reazioni e commenti dei netizen locali -- non senza una vena d'ironia.

9 gennaio 2012

Cina

«Ho sostenuto la democrazia ovunque in questi ultimi anni. Non tutti i miei amici hanno capito cosa sto facendo» scrive Yang Hengjun nel suo post tradotto da China Media Project [en]. «Per alcuni di loro la democrazia è come una rotatoria stradale, la cosa migliore è non parlarne apertamente ma girarci attorno» prosegue, biasimando chi dichiara di sostenere la democrazia per il semplice fatto di opporsi all'autocrazia. «Sono bravissimi nel mostrare i lati oscuri della nostra società scovando la corruzione ma se andiamo a fondo ne sanno ben poco di democrazia» afferma il noto blogger e opinionista cinese.

19 settembre 2011

video articoli
Messico: geolocalizzazione di comportamenti sociali positivi

leggi l'articolo 7 Billion Actions

'Heroreports' è un progetto non-profit che mira, attraverso la raccolta di testimonianze di storie di coraggio popolare, a rafforzare e ad accrescere la consapevolezza della società civile e a tenere alto il morale di chi abita nelle città più violente del mondo -- proprio laddove si dice non possano esistere eroi.

video articoli
Pakistan: progetto Gawaahi per dare spazio alle voci dimenticate

leggi l'articolo 7 Billion Actions

Ecco una delle numerose iniziative che, integrando i new media con l'attivismo sociale, cerca di portare alla ribalta le voci dimenticate della società pakistana -- in particolare quelle delle donne vittime di abusi.

16 settembre 2011

Russia: partecipazione e coordinamento online per salvare delle vite

leggi l'articolo 7 Billion Actions

Basato sull'attivismo online che ha dato una grossa mano ai soccorsi durante gli incendi dell'estate 2010, parte ora un nuovo progetto web per incentivare le donazioni di sangue e, soprattutto, creare canali di collaborazione diretta tra i cittadini.

11 settembre 2011

Pakistan: dare voce e spazio ai giovani per un futuro migliore

leggi l'articolo 7 Billion Actions

L'Institute of Peace and Secular Studies, piccola organizzazione di Lahore, si sta impegnando con eventi e situazioni varie per fornire ai molti giovani del Paese la base ideale per rilanciarne la voce e le riflessioni tra i coetanei -- in un periodo non certo felicissimo nella storia del Pakistan.

25 agosto 2011

video articoli
Video: donne che trasformano le comunità

leggi l'articolo

Voices of Women Worldwide è una piattaforma che unisce persone da tutto il mondo per dare voce alle donne nella trasformazione delle comunità in cui vivono tramite blog, audio, videogiornalismo e crowdsourcing. È dove la realtà incontra i sogni che a volte si avverano.

6 luglio 2011

India: a Delhi la Slut Walk si chiamerà Besharmi Morcha

leggi l'articolo

La "Marcia delle Sgualdrine" (Slut Walk), un nuovo movimento femminista nato a Toronto e che ha fatto il giro di varie città occidentali, sta per arrivare a Delhi. Dopo le critiche per l'utilizzo della parola "slut", che trova uno scarso riflesso culturale in India, le organizzatrici dell'evento hanno cercato di contestualizzare il movimento rinominandolo, in hindi, "Besharmi Morcha".

30 giugno 2011

Panama

Clotilde Castillo [es], blogger e autrice di Global Voices, intervista [es] la direttrice del progetto “Citizen of Chocolate” [en], una cooperativa di donne della comunità Ngöbe-Buglé [it] che coltiva e lavora il cacao nella provincia di Bocas del Toro [it] a Panama. Promuovendo un uso sostenibile delle risorse, il progetto integra in modo equilibrato due opposte concezioni: quella indigena, incentrata sulla natura e sulla vita comunitaria e quella capitalistica, finalizzata a garantire alla comunità un'autosufficienza economica. Le socie della cooperativa sono imprenditrici di loro stesse: il cioccolato che producono è biologico e lavorato a mano secondo tecniche tradizionali. Gli standard qualitativi richiesti alle artigiane sono molto elevati e il prodotto che non risulta conforme viene rifiutato. Una politica severa, ma con un fine pedagogico, spiega la direttrice: si vuole indurre le donne ad abbandonare un preconcetto diffuso (”siamo poveri quindi la gente è moralmente obbligata ad aiutarci”) in cui molte sono ancora imprigionate e che risulta essere il principale ostacolo allo sviluppo economico della comunità Ngöbe. Nella cultura nativa, il cacao è una pianta mistica alla stregua del mais: è un elemento della cosmovisione locale e il suo frutto è al centro di molti rituali. Proprio in virtù di questi fitti legami con la cultura e la spiritualità dei nativi, il prodotto è stato ribattezzato “cioccolato tribale” e la sua qualità lo ha già portato oltre i confini nazionali e nei negozi gourmet di Londra, Parigi e degli Stati Uniti.

11 maggio 2011

Singapore

Nella sezione Commmunication and Information del suo sito, L'UNESCO pubblica una nota [in] sui mezzi d'informazione mainstream a Singapore, definendoli ”pesantemente regolamentati” dal governo. Contemporaneamente riconosce ai blog e ad altri new media [in] online il pregio di offrire ”argomentazioni alternative su importanti temi socio-politici, dalla politica interna, ai diritti degli omosessuali e a quelli degli anziani.”

Nella nota si sottolinea come due soli gruppi, Singapore Press Holdings e MediaCorp, detengano nel Paese il controllo della televisione e della totalità di quotidiani e canali radiofonici. Sono tutte società di diritto privato, ma avrebbero forti legami con l'esecutivo, difedendone le posizioni. Oltre a una miriade di lacci legislativi che influiscono sulla libertà di espressione, la nota menziona anche forme di controllo che trascendono il quadro normativo per giungere alla labilità di confini fra governo e aziende dell'infomazione, dove facile è il transito di cariche dall'uno alle altre, in un sistema che rende remissivi i media e scoraggia la pluralità delle idee.

Apatia generalizzata e una scena politica scialba sarebbero all'origine della preoccupante situazione. In questo scenario, la libertà delle idee corre su Internet dove, nonostante la presenza di leggi restrittive, il governo non ha ancora la mano pesante, rispetto al controllo che invece opera sui mezzi di informazione mainstream.

Si segnala quindi la crescita di gruppi di citizen juournalist che mostrano un approccio critico nei confronti dei mezzi di informazione tradizionali e, non solo, cercano anche di colmarne le lacune, trattando argomenti scottanti e perlopiù ignorati.

6 maggio 2011

Cina: la fuga dei ricchi

Una recente indagine condotta da una delle principali banche cinesi evidenzia come negli ultimi due anni un grande numero di cinesi benestanti abbia cominciato a trasferire le proprie ricchezze all'estero, riuscendo anche ad ottenere la cittadinanza straniera. Se la Cina è davvero così male, alcuni si chiedono, la perdita di tutto questo capitale e talenti la renderà un luogo ancora peggiore?

regioni del mondo

paesi

lingue