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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Interventi umanitari</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Interventi umanitari</title>
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		<title>Africa: la tecnologia al servizio di rifugiati e sfollati</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 22:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Corradin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione giocano un ruolo sempre più importante negli interventi umanitari in situazioni di crisi. Il post approfondisce l'importante ruolo giocato delle TIC nell'aiutare i rifugiati e gli sfollati a ritrovare i propri cari e comunicare con loro, grazie ai vari progetti che cercano di superare gli inevitabili ostacoli infrastrutturali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane, Global Voices ha presentato ai lettori diversi esempi di come i media cittadini sono usati per dare voce a <a title="Articoli sui rifugiati" href="http://it.globalvoicesonline.org/-/topics/refugees/">rifugiati e sfollati</a> [it].<br />
Ma se non ci sono dubbi che i blog e i siti di social networking abbiano un ruolo nel rafforzare i gruppi marginalizzati, altrettanto vale per le <a title="Articolo su Wikipedia, in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tecnologie_dell'informazione_e_della_comunicazione">TIC (tecnologie dell&#39;informazione e della comunicazione)</a> [it] in generale.</p>
<p>Ad esempio, <a title="Sito dell'organizzazione MobileActive" href="http://mobileactive.org/">MobileActive</a> [en, <i>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</i>], una rete globale per l&#39;uso della tecnologia per il cambiamento sociale, sostiene il <a title="Articolo su MobileActive, in inglese" href="http://mobileactive.org/tech-migration-how-refugees-use-mobiles-phones-locate-and-communicate-family">potenziale della telefonia mobile</a> nel permettere ai rifugiati non solo di rimanere in contatto con i propri cari, ma anche di localizzarli facilmente. In un articolo dedicato a questo tema, MobileActive si sofferma sull&#39;uscita speciale della rivista <a title="Numero speciale di Forced Migration Review sulla tecnologia, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/contents.html">Forced Migration Review</a>, che approfondisce la questione dell&#39;uso delle TIC da parte di rifugiati e sfollati.</p>
<div id="attachment_284092" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a title="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive" href="http://mobileactive.org/case-studies/refugees-united-goes-mobile"><img class="size-full wp-image-284092 " title="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/CIMG0562.jpg" alt="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per riconnettersi con i propri cari. Foto via MobileActive" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive</p></div>
<blockquote><p>I rifugiati sono spesso vittime di un trauma complesso. Innanzitutto vi è la situazione che li ha costretti ad andarsene e il fatto che molte famiglie si smembrano durante la migrazione. Per la salute e il benessere dei rifugiati, e per la loro capacità a reinstallarsi, è di vitale importanza che sappiano dove si trovano i propri famigliari e che sono salvi, e che possano rimanere in contatto con loro. Oggi i cellulari sono la più importante tecnologia perché i rifugiati trovino i loro famigliari e restino in contatto.</p>
<p>L&#39;uscita numero 38 di The Forced Migration Review, <i>The Technology Issue</i>, tratta nello specifico delle tecnologie per i rifugiati. Due capitoli sono dedicati all&#39;uso dei cellulari tra i rifugiati, ai problemi che questi ultimi incontrano nell&#39;usare questa tecnologia per trovare e contattare i membri della loro famiglia, e delle questioni di sicurezza e accessibilità.</p></blockquote>
<p>Il vice commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite, T Alexander Aleinikoff <a title="Testo dell'introduzione, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/aleinikoff.html">introduce questo numero speciale</a>:</p>
<blockquote><p>Superficialmente, i campi profughi di oggi non sembrano molto diversi da quelli di 30, 40 anni fa. La modernizzazione sembra averli dimenticati. Ma se si guarda più da vicino, risulta evidente che le cose stanno cambiando.</p>
<p>Al giorno d&#39;oggi, rifugiati e sfollati dei paesi più poveri hanno spesso accesso a un cellulare e possono guardare la TV satellitare. In alcuni campi compaiono degli internet café, in cui il materiale è fornito da alcuni rifugiati imprenditori o donato da organizzazioni umanitarie come l&#39;UNHCR. Le stesse agenzie umanitarie stanno facendo sempre più spesso uso di tecnologie avanzate: sistemi per l&#39;informazione geografica, Skype, basi di dati biometriche e Google Earth, per non fare che alcuni esempi.</p></blockquote>
<p>Uno degli <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/kiama-et-al.html">articoli</a> porta l&#39;attenzione su un progetto di rintracciabilità realizzato dal <a title="Sito di RCK" href="http://www.rckkenya.org/">Refugee Consortium of Kenya (RCK)</a> in cooperazione con <a title="Sito di RU" href="http://www.refunite.org/">Refugees United (RU)</a>:</p>
<blockquote><p>Nel 1991 Ahmed Hassan Osman è scappato dal conflitto in Somalia, lasciando la famiglia a Kismayu, ed è partito per il Kenya in cerca di asilo. Ahmed ha vissuto per un periodo nel campo profughi di Ifo, prima di essere reinstallato nel Colorado, USA, di cui ha ricevuto la cittadinanza.</p>
<p>Nel 1992, suo cugino Abdulahi Sheikh è arrivato in Kenya in cerca di aiuto. Dopo aver ottenuto lo status di rifugiato, Abdulahi si è ritrovato nel campo di Dagahaley a Dabaab. Credeva che Ahmed fosse a Dabaab oppure che vi fosse stato, ma i suoi sforzi per trovarlo si sono rivelati infruttuosi e presto ha perso la speranza di ritrovarlo. Di fatto, Abdulahi credeva che Ahmed fosse tornato in Somalia.</p>
<p>All&#39;inizio del 2011, il Refugees Consortium of Kenya ha assunto Abdulahi come assistente al progetto di Refugees United nel campo profughi di Dagahaley. Abdulahi si è registrato nel programma di rintracciabilità. e ha iniziato a cercare i propri cari. Notando casualmente un nome che gli suonava famigliare, ha contattato questa persona per mezzo del sistema di messaggeria di RU. Nel ricevere una risposta, si è reso conto di aver ritrovato, dopo vent&#39;anni di separazione e ricerche, l&#39;amato cugino. Si sono scambiati i numeri di telefono, e Ahmed lo ha chiamato, rompendo 20 anni di silenzio. Continuano a sentirsi regolarmente, e sia Ahmed che Abdulahi continuano a cercare altri amici o membri della famiglia.</p></blockquote>
<p>Certo, come lo <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/leung.html">ricorda</a> MobileActive, alcuni problemi con le infrastrutture locali rimangono un ostacolo all&#39;adozione di questo tipo di sistemi:</p>
<blockquote><p>In alcune aree dell&#39;Africa non c&#39;è copertura per le telecomunicazioni. I partecipanti ai seminari hanno commentato che anche dove esiste, la connessione telefonica salta regolarmente, e alcuni hanno sperimentato delle interferenze nelle comunicazioni. La potenza del segnale è debole, e la mancanza di una fonte affidabile o regolare di elettricità nel paese di ricezione può essere un problema maggiore, nonostante ciò vari in base alla regione. La crescita della popolazione in alcune aree indebolisce la potenza del segnale, a causa dei cali di corrente. Le persone potrebbero anche avere delle difficoltà a ricaricare i loro telefoni. </p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Trovare la migliore tecnologia da usare per ogni membro della famiglia può essere difficile, in modo particolare se sono loro stessi sfollati, a causa di diversi fattori quali la varietà dei servizi disponibili, le possibilità delle famiglie di permetterseli, e la loro capacità di farne uso. Un partecipante ha osservato che la maggior parte dei membri della sua famiglia all&#39;estero doveva accedere alla tecnologia per comunicare attraverso altre persone. Un&#39;altra partecipante ha descritto le difficoltà che ha dovuto affrontare nel contattare il marito in un campo. Gli ha mandato dei soldi perché comprasse un telefono, che poi anche le altre persone nel campo volevano usare, lasciandola così spesso ad aspettare ore prima di riuscire a contattarlo.</p>
<p>Delle opzioni più economiche come le email, VoIP o le chat non sono accessibili, poiché l&#39;accesso a Internet in Africa è veramente costoso. Inoltre, i membri della famiglia rifugiati in un altro paese potrebbero non sapere come usare questi strumenti.</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-284086" title="Carta della Somalia sul progetto Somalia speaks di Al Jazeera" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/somaliamap-e1326041495514.jpg" alt="Carta della Somalia sul progetto Somalia speaks di Al Jazeera" width="450" height="407" /></p>
<p>Questo numero di Forced Migration Review fornisce un&#39;ampia panoramica di come vengono attualmente usate le TIC: dal fornire ai rifugiati l&#39;accesso alle informazioni sulla salute e sulle opportunità educative all&#39;usare Facebook, Gmail Chat e Skype per restare in contatto con i membri della famiglia e gli amici nonostante la separazione geografica.</p>
<p>Anche <a title="Articolo su Ushahidi, in italiano" href="http://www.ilpost.it/2010/08/16/ushahidi/">Ushahidi</a> [it] viene <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/wall.html">menzionato</a> in relazione al terremoto del 2010 ad Haiti ed anche perché, in <a title="Articolo su FMR" href="http://www.fmreview.org/technology/ruffer.html">generale</a>, si occupa di conflitti, disastri e rifugiati. </p>
<p>In effetti, il progetto <a title="Articolo su PBS IdeaLab" href="http://www.pbs.org/idealab/">Idea Lab</a> di <a title="Articolo su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/PBS_(azienda)">PBS</a> [it] <a title="Articolo su PBS" href="http://www.pbs.org/idealab/2012/01/al-jazeera-ushahidi-join-in-project-to-connect-somalia-diaspora-via-sms003.html">parla</a> della collaborazione tra <a title="Pagina del programma Somalia Speaks su Al Jazeera" href="http://www.aljazeera.com/indepth/spotlight/somaliaconflict/somaliaspeaks.html">Al Jazeera</a> e Ushahidi per connettere e rafforzare i somali separati dal conflitto e dalla carestia:</p>
<blockquote><p>Somalia Speaks è una collaborazione tra Souktel (un&#39;organizzazione basata in Palestina che fornisce servizi di messaggeria via SMS), Ushahidi, Al Jazeera, Crowdflower, e l&#39;Istituto della Diaspora Africana. &#8220;Volevamo scoprire la prospettiva dei normali cittadini somali, affinché ci dicessero in che modo la crisi ha colpito loro e la diaspora somala&#8221;, ha detto Soud Hyder di Al Jazeera in un&#39;intervista.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Lo scopo di Somalia Speaks è di aggregare le voci dei somali che si trovano all&#39;interno e all&#39;esterno del paese, chiedendo per messaggio: In che modo il conflitto somalo ha influenzato la tua vita? Le risposte sono tradotte in inglese, e riportate su una mappa. Da quando è stato lanciato, Al Jazeera ha ricevuto circa 3.000 SMS.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Per Al Jazeera, Somalia Speaks è anche un modo per testare un approccio innovativo ai media cittadini e alla raccolta di notizie.</p></blockquote>
<p>In Ottobre 2010, anche MobileActive ha ideato un <a title="Articolo su MobileActive" href="http://mobileactive.org/case-studies/refugees-united-goes-mobile">progetto</a> basato sulla telefonia mobile, e Refugees United l&#39;ha messo in pratica con il supporto di Ericsson, UNHCR e Omidyar Network, notando che un blog l&#39;aveva denominato &#8220;il social network che è più importante di Facebook&#8221;.</p>
<p>Il numero dedicato alla tecnologia da Forced Migration Reviex può essere letto online a <a title=Link ai vari articoli del numero di FMR"" href="http://www.fmreview.org/technology/contents.html">questo indirizzo</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/camilla-corradin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Camilla Corradin'>Camilla Corradin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/08/africa-icts-for-refugees-and-displaced-persons/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/africa-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;text=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Sud Sudan: crisi umanitaria nel Paese più giovane del mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 00:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene Schillaci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A meno di un anno dalla dichiarazione d'indipendenza del luglio 2011, il Paese è in piena crisi: almeno 100.000 le persone costrette alla fuga dalla regione del Jonglei a causa di violenti scontri tra tribù rivali. E la soluzione a simili problemi è lontana, ribadiscono le organizzazioni internazionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em></strong>Poco meno di un anno fa, con la dichiarazione d&#39;indipendenza del luglio 2011, il Sudan del Sud è diventato la nazione <a title="Leggi l'articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/sud-sudan-finalmente-liberi/">più giovane del mondo</a> [it, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato</em>], ma continua a essere devastato da una terribile crisi umanitaria. Nonostante la <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_civile_sudanese">guerra civile</a> tra il Sud, in prevalenza animista e cristiano, e il Nord musulmano del Paese sia già costata almeno 1 milione e mezzo di morti, svariate organizzazioni internazionali segnalano che i problemi sono lontani dall&#39;essere risolti.</p>
<p>All&#39;inizio di quest&#39;anno, per esempio, il Sudan del Sud ha dichiarato zona sinistrata il governatorato di <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jonglei">Jonglei</a>, dopo che almeno 100.000 persone erano state costrette alla fuga a causa dei combattimenti tra le tribù rivali dei <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nuer">Nuer</a> e dei <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Murle_people">Murle</a> [en]. Le Nazioni Unite hanno già varato un <a title="Vai al sito dell'UN News Center in inglese" href="http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=40897&amp;Cr=south+sudan&amp;Cr1=">piano d&#39;emergenza</a> [en] per fornire aiuti umanitari a circa 60.000 persone.</p>
<p>Il blog <a title="Vai al blog The Borgen Project in inglese" href="http://borgenproject.blogspot.com/2012/01/south-sudan-declares-state-of-disaster.html">The Borgen Project</a> [en] fornisce informazioni dettagliate ed esaurienti sul contesto di disordini tra le tribù:</p>
<blockquote><p>Viene riferito che gli scontri sono iniziati come razzie di bestiame e successivamente degenerati in una spirale di violenza incontrollabile. Tali &#8220;vendette del bestiame&#8221;, così come altri conflitti tra gruppi rivali, sono comuni nel Sudan del Sud. Le Nazioni Unite riferiscono che durante l&#39;anno appena trascorso, sono stati circa 350.000 i profughi, a seguito di questo tipo di violenza.</p>
<p>Tali violenze intercomunitarie costituiscono una sfida enorme per il nascente governo del Sudan del Sud. Trattandosi di uno Stato che ha appena conquistato l&#39;indipendenza, il Paese sta affrontando il compito di stabilire un sistema di governo efficace. Inoltre, il Sudan del Sud è una delle regioni più povere al mondo, dove difficilmente esistono strade, scuole, cliniche mediche o altre infrastrutture di prima necessità. La carenza di sviluppo economico all&#39;interno del Paese contribuisce all&#39;instabilità e incrementa il numero di scontri come quelli recentemente avvenuti nel Jonglei.</p></blockquote>
<div id="attachment_284222" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.msf.org/msf/articles/2012/01/south-sudan-thousands-of-civilians-fleeing-for-their-lives-with-no-aid-msf.cfm"><img class="size-full wp-image-284222 " title="Sfollati a causa delle razzie di bestiame nella provincia di Pibor, governatorato di Jonglei © Liang Zi/Medici Senza Frontiere (MSF)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/65098.jpg" alt="Displaced population caused by cattle raiding in Pibor county, Jonglei State © Liang Zi/Médecins Sans Frontières (MSF)" width="450" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sfollati a causa delle razzie di bestiame nella provincia di Pibor, governatorato di Jonglei © Liang Zi/Medici Senza Frontiere (MSF)</p></div>
<p><a title="Vai al sito di Catholic Relief Services in inglese" href="http://newswire.crs.org/catholic-relief-services-poised-to-respond-to-emergency-in-south-sudan/">Catholic Relief Services</a> [en], organizzazione di soccorso internazionale che opera in Sudan del Sud, giunge alle medesime conclusioni:</p>
<blockquote><p>Il travagliato governatorato di Jonglei ha una lunga storia di tensioni etniche, razzie di bestiame, rapimenti e lotte a volte violente per le scarse risorse. Gli attacchi più recenti sono stati condotti dall&#39;autoproclamato gruppo armato <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nuer_White_Army">Nuer White Army</a> [en], costituito da circa 6.000 giovani armati appartenenti al gruppo etnico dei Lou-Nuer. I portavoci del gruppo hanno sostenuto che era loro intenzione reclamare la restituzione del bestiame rubato e dei bambini rapiti, a detta loro, dalla vicina tribù dei Murle.</p></blockquote>
<p>Isaac Boyd, capo progetto di <em>Catholic Relief Services</em> per il Sudan del Sud afferma:</p>
<blockquote><p>Dopo quasi quarant&#39;anni di lavoro in Sudan e nel Sudan del Sud, CRS riconosce che lo sviluppo sostenibile e la pace sono strettamente connessi. Per contribuire a migliorare in maniera duratura i servizi di base e le opportunità economiche disponibili per tutta la popolazione del Sudan del Sud, è essenziale supportare le comunità affinché trovino mezzi significativi e concreti per risolvere i contrasti e mettano fine a un conflitto distruttivo. Difatti, le tensioni tra i vari gruppi vengono spesso inasprite dalla scarsità di servizi fondamentali come l&#39;accesso all&#39;acqua, alle scuole o agli ospedali. Sviluppo e pace devono andare di pari passo.</p></blockquote>
<p>Un&#39;altra organizzazione internazionale, Oxfam, sul suo <a title="Leggi il blog di Oxfam in inglese" href="http://www.oxfamblogs.org/eastafrica/?p=3618">blog</a> [en] dedicato all&#39;Africa orientale, sostiene l&#39;evitabilità del conflitto mediante la fornitura di servizi e beni di prima necessità:</p>
<blockquote><p>Dal momento in cui il Sudan del Sud è diventato uno Stato, la questione fondamentale per i suoi abitanti, e probabilmente per la stabilità di tutta la nazione, è costituita dagli investimenti nel settore agricolo e dalla sicurezza alimentare a lungo termine.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>La comunità internazionale ha investito ingenti cifre nella pastorizia in Sudan e nel Sudan del Sud attraverso l&#39;<a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accordo_di_Naivasha">Accordo di Naivasha</a> (<em>Comprehensive Peace Agreement</em>), e durante il periodo di autonomia del Sudan del Sud. Ma il compito più arduo inizia adesso e i donatori internazionali devono raddoppiare gli impegni presi per aiutare il Sudan del Sud a sconfiggere l&#39;instabilità, lo sfollamento, le frequenti siccità e le inondazioni cicliche.</p>
<p>Per facilitare la transizione verso la pace, sia all&#39;interno del Paese sia con gli Stati confinanti, il Sudan del Sud avrà bisogno di sviluppare un completo equilibrio tra un piano d&#39;azione pluriennale basato sulla prevedibilità degli aiuti allo sviluppo e un supporto continuativo per la gestione degli aiuti umanitari, focalizzato sul rafforzamento delle capacità del Governo di gestire le calamità e di rispondere alle emergenze.</p>
<p>Inoltre, sarebbe fondamentale investire in piani di Riduzione del Rischio di Catastrofi (RRC) e di capacità di ripresa, mediante i quali le comunità siano in grado di prevenire, attenuare gli effetti e recuperare velocemente in seguito a crisi umanitarie. I donatori internazionali dovrebbero guardare alla nascente società civile sudsudanese come a un attore fondamentale nella fornitura di aiuti umanitari e allo sviluppo, che possa integrare i programmi statali e privati.</p></blockquote>
<p>Medici Senza Frontiere (MSF) fornisce un <a title="Leggi il comunicato sul sito di Medici Senza Frontiere in italiano" href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/comunicati_stampa.asp?id=2811">resoconto</a> della situazione sul campo. Parthesarathy Rajendran, capo della missione di MSF nel Sudan del Sud, dice:</p>
<blockquote><p>La scorsa settimana migliaia di persone a Lekongole e Pibor sono fuggite per salvarsi e ora si nascondono nella savana, terrorizzate per le proprie vite. La gente è fuggita di fretta e non ha né cibo né acqua, senza dubbio ci sono molti feriti che adesso si trovano da soli e senza la possibilità di ottenere assistenza umanitaria.</p>
<p>Il villaggio di Lekongole è stato raso al suolo e un’équipe di MSF, che ha verificato la situazione il 28 dicembre, ha descritto Pibor come una “città fantasma”, dalla quale quasi tutti sono scappati nelle zone circostanti. Poiché la gente continua a rimanere nascosta nella savana, non è possibile raggiungerla per pulire e medicare le ferite, curare i malati e fornire assistenza sanitaria di base. Se le persone resteranno nascoste ancora a lungo, la situazione per i feriti o i malati si aggraverà.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Ci sono moltissime situazioni di crisi che si stanno evolvendo in varie parti del Sudan del Sud in questi giorni. Le nostre équipe mediche si stanno occupando anche di rispondere alla crisi provocata dai rifugiati in fuga dal conflitto nel vicino Sudan. Tutto ciò dimostra che, nonostante l&#39;indipendenza, vi sono gravi emergenze ancora da affrontare nel Sudan del Sud e incrementare la capacità di rispondere a tali emergenze umanitarie rimane una prioprità assoluta.</p></blockquote>
<p>Sul blog <a title="Leggi il commento sul blog Bill's Space in inglese" href="http://jkirkby8712.wordpress.com/2012/01/07/friday-6th-january-2012-no-2-entry-problems-in-south-sudan-thoughts-of-a-former-refugee-friend/">Bill&#39;s Space</a> [en] si legge:</p>
<blockquote><p>Sono passati solo pochi mesi dalla nascita di un nuovo Stato in Africa, con la separazione del Sudan del Sud dal Sudan. Ma un nuovo nome e una nuova vita servono ben poco per cambiare la realtà in quella parte di mondo. Sto leggendo resoconti che parlano di più di 3.000 persone uccise nel Sudan del Sud la settimana scorsa a causa di violenze etniche, che hanno costretto altre migliaia di persone alla fuga - nonostante la fuga sembra essere ciò che la gente sta facendo da decadi in Sudan. Questi tipi di omicidi di massa o massacri sono perpetuati nonostante la presenza del personale delle Nazioni Unite, dell&#39;esercito del Sudan del Sud, etc. La notizia che si tratta della peggiore esplosione di violenza etnica nel nuovo Stato dalla separazione dal Sudan, avvenuta a luglio, sembra essere indice del fatto che tali violenze rappresentano un&#39;attività continua [&#8230;].</p></blockquote>
<p>Molti sono i commenti cinici sull&#39;intenzione dichiarata dalla comunità internazionale di voler aiutare il Sudan del Sud. Il blog <em>The Impudent Observer</em> ha pubblicato un post satirico dal titolo  <a title="Leggi il post sul blog in inglese" href="http://theimpudentobserver.com/world-news/death-in-sudan-who-cares/">Death in Sudan, Who Cares?</a> [en] (Morte in Sudan, a chi importa?), mettendo in ridicolo in particolare gli Stati Uniti:</p>
<blockquote><p>Quest&#39;intrepido giornalista ha chiesto a famosi leader politici americani la loro reazione a un tale massacro degli innocenti.</p>
<p>George Bush:  ”Il punto da chiarire è la presenza o meno nel Sudan del Sud di armi di distruzione di massa che rappresentino una minaccia per la sicurezza dell&#39;America.”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Bachmann">Michele Bachmann</a>:  ”Sudan del Sud? È quello vicino a New Orleans?”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herman_Cain">Herman Cain</a>:  ”Mi chiedo se qualcuno là possa essere interessato a un fantastico affare per la pizza.”<br />
<em>(N.d.T.: Cain è stato amministratore delegato della <a title="Leggi un articolo su Il Post in italiano" href="http://www.ilpost.it/2011/10/18/lascesa-di-herman-cain/">catena di pizzerie</a> &#8216;Godfather&#39;s Pizza&#39; fino al 1996).</em></p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano">Rick Santorum</a>:  ”Esorto quelle persone sfortunate a pregare Dio”.</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitt_Romney">Mitt Romney</a>:  ”L&#39;America si stringe nel cordoglio per tutti i perseguitati. Informerò la sede generale dei Mormoni in modo che posssano inviare dei missionari.”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Newt_Gingrich">Newt Gingrich</a>:  ”Se i leader del Sudan del Sud volessero contattarmi, avrei alcune idee interessanti che potrebbero aiutarli e la mia organizzazione offre uno sconto d&#39;inizio anno.”</p>
<p>Barack Obama:  ”Stiamo abbandonando le aree problematiche, non il contrario.”</p></blockquote>
<p style="text-align: center;" title="Guarda il video realizzato da Al Jazeera su YouTube"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/7ZXuvRgMSwU?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per ulteriori aggiornamenti, è utile seguire il blog di <a title="Vai al blog di PannLuel Wël in inglese" href="http://paanluelwel2011.wordpress.com/">PannLuel Wël</a> [en], che scrive da Washington, o anche il suo account Twitter <a title="Vai all'account di PannLuel Wël su Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/PaanLuelWel2011">@PaanLuelWel2011</a> [en].</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/irene-schillaci/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Irene Schillaci'>Irene Schillaci</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/09/south-sudan-humanitarian-crisis-in-the-worlds-newest-country/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/sud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;text=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Cina 2011: repressioni, rivolte popolari e cyber-attivismo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 17:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Torchio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalle repressioni di qualsiasi malcontento popolare ai dibattiti sui modelli di sviluppo futuro: il 2011 è stato un altro anno ricco di eventi in Cina. Eccone un'ampia panoramica tramite gli articoli pubblicati da Global Voices.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 è iniziato con un giro di vite da parte delle autorità cinesi per prevenire il dilagare della cosidetta &#8216;Rivoluzione Araba dei Gelsomini&#39; ed è terminato con una serie di rivolte di una popolazione stanca a causa della corruzione delle autorità locali e delle acquisizioni illegali di terreni.</p>
<p><strong>Repressioni dei Gelsomini</strong></p>
<p>La Primavera Araba ha <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/01/17/china-tense-days-and-nights-in-tunis"> riportato alla memoria</a> [en, <em>come tutti gli altri link eccetto ove diversamente segnalato</em>] del popolo cinese la sua stessa storia politica contro le autorità. La <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/02/13/china-farewell-to-all-mubaraks">caduta di Mubarak</a> in Egitto ha quindi messo in allerta il regime autoritario illegittimo in Cina.</p>
<p><a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/01/china-not-tweeting-a-revolution">Senza un confronto reale con alcuna opposizione</a>, il Partito Comunista Cinese (PCC) <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/02/23/china-playing-revolution-on-twitter">ha cominciato l’anno con una dura repressione</a> contro alcuni <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/cina-una-rivoluzione-del-gelsomino-locale-forse-chissa/">utori influenti online</a> [it] e gli attivisti dei diritti umani nel febbraio 2011. Tra loro ci sono il blogger attivista <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/31/china-the-interrogation-a-tale-of-ai-and-revolution">Liu Di</a>, il famoso attivista-artista  <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/04/china-ai-weiwei-detained-initial-twitter-reactions">Ai Weiwei</a>, lo scrittore del Sichuan <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/09/china-ran-yunfei%e2%80%99s-blogging-for-political-change">Ran Yunfei</a>, l&#39;avvocatessa di Shanghai <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/cina-avvocata-detenuta-e-interrogata-sulla-sua-vita-sessuale/">Li Tiantian</a> [it], l&#39;attivista forense del Sichuan <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/06/01/china-first-jasmine-sentence-handed-down">Li Shuangde</a> e l&#39;attivista di Pechino <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/07/18/china-campaigning-for-the-release-of-female-activist-wang-lihong">Wang Lihong</a>.</p>
<div id="attachment_277917" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://www.weibo.com/1930653571/xCgjP9ZYU"><img class="size-medium wp-image-277917 " title="Christian Bale, immagine da Weibo" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/bale3-375x275.jpg" alt="Christian Bale, immagine da Weibo" width="200" /></a><p class="wp-caption-text">Christian Bale, immagine da Weibo</p></div>
<p>Nonostante l’atmosfera tesa, gli attivisti dell’informazione hanno continuato a manifestare a favore di tutti i detenuti politici.  La <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/cina-campagna-a-favore-di-un-attivista-cieco-repressa-con-la-violenza/">campagna a favore della liberazione di Chen Guangchen</a>[it] si è protratta per mesi dal settembre 2011, e gli ultimi sviluppi sono quelli che hanno visto protagonista <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/cina-attore-inglese-maltrattato-per-aver-provato-a-visitare-attivista-locale/">l’attore attivista Christian Bale che è stato malmenato dalle guardie del villaggio</a> [it] mentre cercava di far visita a Chen.</p>
<p><strong>Conflitti sociali</strong></p>
<p>I conflitti sociali hanno continuato a proliferare tra le comunità locali per tutto il 2011. Il primo caso all’inizio dell’anno è stata <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/01/03/china-nationwide-truth-crisis-as-qian-yunhuis-death-ruled-an-accident">l’indagine sul presunto omicidio di Qian Yunhui</a>, un capo villaggio nella provincia dello Zhejiang che si era opposto alle acquisizioni forzate di terreni nella contea di Yueqing. Mentre l’indagine ufficiale chiudeva il caso come un incidente, molti netizen ritenevano si trattasse di un omicidio per i ben numerosi interessi che il governo della contea ha nei progetti di sviluppo edilizio..</p>
<p>Mentre le aree rurali sono state devastate dalla confisca territoriale, le aree urbane erano minacciate dalle bolle immobiliari. La maggior parte dei cittadini pensavano che il governo avrebbe dovuto introdurre una politica per ridimensionare il mercato immobiliare e hanno espresso la loro rabbia verso l’irrealistica <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/china-voila-rmb-77-rent-per-month/">propaganda comunista </a>[it], secondo cui generosi sussidi di affitto erano disponibili per aiutare le famiglie a basso reddito a Pechino.</p>
<p>Invece di aiutare i poveri, molte città hanno adottato la politica di <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/04/cina-lespulsione-degli-indesiderati-dai-centri-urbani/">ripulirsi dagli &#8220;indesiderati&#8221;</a>[it]. La disparità di reddito e l’ingiustizia sociale hanno causato un amaro risentimento di quest&#39;ultimi verso le persone ricche e i <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/25/china-three-public-expenditures-and-state-secrets">governanti</a>.</p>
<p>Le reazione dei netizen al <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/21/china-the-murder-case-of-yao-jiaxin">caso di omicidio di Yao Jiaxin</a> ha rispecchiato il sentimento popolare. <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/08/china-taxi-drivers-and-railway-workers-on-strike">I tassisti</a> sono stati tra i principali gruppi sociali a provare l’effetto dell’inflazione sulla loro vita. D’altra parte, dal momento che la società è divenuta più instabile e l’economia ha subito un’inflessione, <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/cina-la-fuga-dei-ricchi/">i ricchi sono fuggiti</a>[it], <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/06/china-the-runaway-bosses-of-wenzhou-city">chi comanda è scappato</a> e <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/11/17/china-suicide-civil-servants-in-depression-or-being-depressed">gli impiegati statali</a> si sono suicidati.</p>
<p>In questa situazione di ingiustizia sociale i bambini son il gruppo più vulnerabile. Nelle aree rurali, <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/cina-58-milioni-di-bambini-abbandonati/">58 milioni di bambini sono stati abbandonati</a> [it] dai loro genitori che sono andati in città alla ricerca di lavoro. Molti di loro sono diventati <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/cina-documentario-sulla-tratta-dei-bambini-rapiti-e-venduti/">vittime di rapimenti</a> [it]. Ancora più grave è il fatto che i rapitori di questi bambini siano protetti dalla <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/cina-la-norma-sulla-prostituzione-minorile-protegge-gli-stupratori/">&#8220;legge sulla prostituzione minorile&#8221;</a> [it].</p>
<p><a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/04/cina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare/">La sicurezza alimentare rimane un problema irrisolto</a> [it]. Gli scandali del latte avvelenato ha continuato a persistere per tutto l’anno. In seguito al fenomeno dei cinesi continentali che hanno attraversato il confine per approvvigionarsi di latte in polvere, si è verificata una <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/14/hong-kong-panic-over-milk-powder-shortage">carenza ad Hong Kong</a>. Il responso immediato del popolo cinese alla crisi giapponese per le radiazioni dovute al terremoto è stata la <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/03/16/china-salt-radiation-rumors-fuel-widespread-panic-buying">psicosi di acquisto</a> di sale marino. In ogni caso, l’effetto radioattivo è probabilmente minore rispetto ai componenti chimici trovati nelle <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/cina-sono-davvero-sicuri-i-cocomeri-esplosivi/">angurie</a> [it] e nell&#39;<a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/08/cina-dopo-i-cocomeri-esplosivi-arriva-laceto-chimico/">aceto</a> [it].</p>
<p><strong>Sviluppo eccessivo e rivolte popolari</strong></p>
<p>Molti dei conflitti popolari sono stati l’effetto di uno sviluppo incontrollato. <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/cina-il-governo-ammette-i-gravi-problemi-della-diga-delle-tre-gole/">L’impatto ambientale della costruzione della Diga delle Tre Gole</a> [it] deve essere ancora valutato.</p>
<div id="attachment_278928" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-278928 " title="Migliaia di persone bloccano l'entrata di un'autostrada." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/highspeed-300x300.jpg" alt="Migliaia di persone bloccano l'entrata di un'autostrada. Immagini ampiamente circolate in Weibo." width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Migliaia di persone bloccano una autostrada.</p></div>
<p>In agosto, <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/14/china-large-nimby-protest-erupts-in-dalian">una mobilitazione su larga scala “non nel mio cortile” ha avuto luogo a Dalian</a> e il governo locale è stato obbligato ad accettare la richiesta dei residenti di trasferire una fabbrica chimica. L’anno si è concluso con due rivolte dall’esito positivo nella provincia del Guangdong a <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/cina-proteste-e-repressioni-in-un-villaggio-del-guangdong/">Wukan</a> [it] e ad <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/12/20/china-guangdong-uprising-now-in-haimen">Haimen</a>: entrambe nate contro i principali progetti di espansione edilizia che traevano profitto dall’appropriazione dei terreni della popolazione.</p>
<p><strong>Il modello Cina</strong></p>
<p>Da una parte, le autorità sono assai orgogliose della crescita della Cina come nazione forte. Né sono mancati i film, come <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/cina-reazioni-contrastanti-per-lepopea-cinematografica-del-partito-comunista/"><em>Beginning of the Great Revival</em></a> [it], realizzati per celebrare il novantesimo anniversario del Partito Comunista Cinese (PCC).</p>
<p>Da un&#39;altra parte, però, al fine di fronteggiare i malcontenti sociali e politici senza dure repressioni, il PCC cerca di studiare <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/14/china-model-in-two-different-cities">differenti modelli di governo </a> per risolvere la sua crisi di legittimità. Alcuni studiosi hanno invocato il <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/cina-confucianesimo-politico-mito-o-realta/">ritorno al Confucianesimo come ideologia di stato</a> [it].</p>
<p>Il PCC non vuole rinunciare al suo modello dittatoriale monopartitico e introdurre riforme politiche. Preferisce  <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/hong-kong-il-governo-propone-lezioni-obbligatorie-di-patriottismo-nelle-scuole/">un’educazione che esegue il lavaggio del cervello</a>[it] e <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/05/12/china-red-culture-fever">la propaganda comunista</a> piuttosto che un cambiamento razionale delle procedure politiche e si basa sul <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/31/china%E2%80%99s-stability-machine-and-the-detention-of-chen-guangcheng">sistema di stabilità </a> per mantenere l’ordine sociale e politico. Così le azioni in difesa dei diritti sono state considerate <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/05/cina-qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo-diventa-realta/">assurde</a> [it], <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/06/26/china-update-on-the-independent-candidate-campaigns">le campagne di candidati indipendenti </a> nelle elezioni locali sono state soppresse, <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/08/cina-la-tv-di-stato-attacca-i-microblog/">le piattaforme di micro-blogging hanno ricevuto continui attacchi</a> [it], e gli attivisti sono stati soggetti a controlli quotidiani.</p>
<p>Il Modello Cina sembrava fosse anche entrato ad Hong Kong durante la visita del futuro premier Li Keqiang nell’agosto 2011. E’ la prima volta nella storia della città che  <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/17/china-and-hong-kong-citizen-arrested-for-wearing-political-t-shirt">un cittadino è stato arrestato </a> per aver indossato una T-shirt a carattere politico.</p>
<p><strong>Geopolitica</strong></p>
<p>Il <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/04/china-the-cost-of-space-ambition">costoso razzo spaziale </a> è simbolo per i cinesi e per il mondo della crescita della nazione. Ma in termini di politica internazionale, alcuni studiosi credono che la Cina si stia <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/cina-gli-spazi-internazionali-e-la-minaccia-di-taiwan/">bloccando</a> [it] a livello geopolitico. Il <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/30/china-questions-following-mekong-river-massacre">massacro sul fiume Mekong</a> e la <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/11/20/china-us-begins-pacific-century-online-nationalism-follows">strategia diplomatica statunitense nel Pacifico Orientale </a> hanno messo in allarme i nazionalisti cinesi sulla marginalizzazione della posizione diplomatica della Cina nel mondo.</p>
<p>In ogni caso, il gioco del <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/cina-il-nemico-immaginario-del-giappone/">nemico immaginario</a> [it] non potrà mai risolvere i conflitti sociali interni. Anche se <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/12/26/china-only-talking-about-a-revolution">alcuni intellettuali possono trovare un’altra rivoluzione troppo remota e irrealistica</a>, la democrazia e la libertà sono definitivamente diventate un’aspirazione della gente comune nell’anno del  <a title="articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/10/13/china-reflecting-on-100-years-since-the-xinhai-revolution">centesimo anniversario della Rivoluzione Xinhai</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/oiwan/' title='elenca tutti gli articoli di Oiwan Lam'>Oiwan Lam</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/silvia-torchio/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Silvia Torchio'>Silvia Torchio</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/05/china-2011-from-jasmine-crackdowns-to-grassroots-uprisings/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/cina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;text=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-2011-repressioni-rivolte-popolari-e-cyber-attivismo%2F&#038;title=Cina+2011%3A+repressioni%2C+rivolte+popolari+e+cyber-attivismo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Emergenza profughi in Siria</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
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		<description><![CDATA[Con le violenze diffuse e l&#39;emergenza continua in Siria [it], cresce a dismisura l&#39;esodo verso i Paesi limitrofi (Libano, Turchia e Giordania). Secondo la non-profit Islamic Relief, almeno 650 famiglie siriane (la maggior parte delle quali provenienti dalle zone più a rischio di Homs e Hama) hanno urgente bisogno di... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con le violenze diffuse e l&#39;emergenza continua in <a href="http://it.globalvoicesonline.org/-/world/middle-east-north-africa/syria/">Siria</a> [it], cresce a dismisura l&#39;esodo verso i Paesi limitrofi (Libano, Turchia e Giordania). Secondo la non-profit <a href="http://www.islamic-relief.it/appelli/siria/index.php">Islamic Relief</a>, almeno 650 famiglie siriane (la maggior parte delle quali provenienti dalle zone più a rischio di Homs e Hama) hanno urgente bisogno di scorte di cibo, materiali igienici e altro. Sono in corso una raccolta fondi e altre iniziative specifiche per l&#39;Italia: <a href="http://www.islamic-relief.it/appelli/siria/index.php">qui maggiori dettagli</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/' title='elenca tutti gli articoli di Bernardo Parrella'>Bernardo Parrella</a></span></span> 
 &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/emergenza-profughi-in-siria/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F&#038;text=Emergenza+profughi+in+Siria&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F&#038;title=Emergenza+profughi+in+Siria' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F&#038;title=Emergenza+profughi+in+Siria' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F&#038;title=Emergenza+profughi+in+Siria' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Femergenza-profughi-in-siria%2F&#038;title=Emergenza+profughi+in+Siria' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Russia: strano aumento dei casi di AIDS/HIV</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 23:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Carbone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa centrale & orientale]]></category>
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		<description><![CDATA[L'aumento esponenziale dei casi in Russia, quando il tasso di crescita nel resto del mondo va invece diminuendo, ha attirato l'attenzione della comunità internazionale sul sistema sanitario nazionale. Reazioni e commenti online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;AIDS è arrivato in Russia dopo aver raggiunto livelli epidemici in altre regioni del globo. Durante l&#39;era sovietica, gli spostamenti delle popolazioni erano limitati ma il trend è cambiato all&#39;inizio degli anni &#8216;90. In Russia si è registrato il primo caso di AIDS nel 1987; fino alla fine del ventesimo secolo ci sono stati circa 20.0000 persone contagiate, e alcune stime suggeriscono che il numero di casi di AIDS in Russia sia raddoppiato ogni anno dal 1998.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_281465" class="wp-caption alignright" style="width: 196px"><a href="http://www.flickr.com/photos/andymccarthyuk/4657146913/"><img class="size-full wp-image-281465 " title="'Red Ribbon' symbol of solidarity of people living with HIV/AIDS." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/hiv-ribbon.jpg" alt="'Red Ribbon' symbol of solidarity of people living with HIV/AIDS. Image by Flickr user Andy McCarthy UK (CC BY-NC 2.0)." width="186" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">Il &#39;fiocco rosso&#39; simbolo di solidarietà per le persone con HIV/AIDS. Foto di Andy McCarthy UK su Flickr (CC BY-NC 2.0)</p></div>
<p>Recentemente l&#39;attenzione della comunità internazionale si è concentrata sul sistema sanitario russo, sul pregiudizio che riguarda le persone contagiate, e sulle politiche russe sugli stupefacenti; il Paese si trova geograficamente tra l&#39;Asia centrale, dove si produce l&#39;eroina, e l&#39;Europa, dove quest&#39;ultima viene venduta.</p>
<p>Sul blog della rivista USA &#8220;Foreign Policy&#8221;, Elizabeth Dickinson ha scritto sull&#39;epidemia di AIDS in Russia contestualmente a un articolo intitolato &#8220;La situazione dell&#39;AIDS/HIV in Russia è forse peggiore che in Africa?&#8221;</p>
<p>Il direttore di ufficio di UNAIDS, Bertil Lindlab, è preoccupato per una regione del mondo dove i casi di HIV stanno aumentando, anche se il tasso di crescita nel resto del mondo sta diminuendo.  Non si tratta dell&#39;Africa o l&#39;Asia, o anche l&#39;America Latina. E&#39; l&#39;Europa dell&#39;est,quindi paesi come l&#39;Ucraina, dove un rapporto recente dell&#39;UNICEF riporta che l&#39;aumento del tasso d&#39;infezione è stato  circa del 700 per cento dal 2006.</p>
<blockquote><p>&#8220;C&#39;è urgente necessità che tutta l&#39;Europa dell&#39;Est e l&#39;Asia Centrale, agiscano velocemente&#8221;, ha detto Lindblad questa mattina. &#8220;Tutto questo è piuttosto spaventoso dato che c&#39;e&#39; diniego, vergogna e anche molta omofobia(in questa regione). Potrebbe diventare un problema enorme se l&#39;HIV continua a diffondersi da piccoli gruppi a gruppi sempre più grossi.&#8221;</p></blockquote>
<p>Il &#8220;Russian Embassy Protest Blog&#8221; ha evidenziato che il mondo si è reso conto di questa epidemia in un articolo (5 Dicembre 201), riguardante le proteste della giornata mondiale dell&#39;AIDS:</p>
<blockquote><p>&#8220;Durante il &#8220;World Aids Day, appena pochi giorni fa, le organizzazioni di riduzione del danno parte dell&#39;International Network of People who Use Drugs (INPUD) hanno protestato davanti alle ambasciate russe in varie città del mondo, in queella che è stata la più grande dimostrazione di solidarietà organizzata dalle e per le persone che fanno uso di sostanze illegali.&#8221;</p></blockquote>
<p>Le proteste, intitolate &#8220;Vergogna Russia Vergogna&#8221;, sono state dirette contro le  politiche altamente controverse sulle droghe che, si pensa, siano alla base della crescita delle epidemie di EEC, HIV e TB. Le iniezioni di droga tramite strumenti contaminati stanno alla base dell&#39;epidemia dell&#39;HIV, ora in crescita maggiore rispetto al resto del mondo e ciò si vede nelle statistiche;  circa l&#39;80 %  dei nuovi contagi avvengono tra le persone che si iniettano droga (PWID), in totale una popolazione di approsimatamente 1.3 milioni di siero positivi. Con questo dato alla mano, proiezioni recenti prevedono che altre 5 milioni di persone potranno essere contagiate dall&#39; HIV in un futuro prossimo, a meno che la Russia cambi drasticamente le modalità con cui sta gestendo questa pandemia.</p>
<p>Masha Ovchinnikova ha pubblicato nel 2007 un post intitolato &#8220;Attivismo per la riduzione del danno in Russia&#8221;. Una persona che faceva uso di droga che vive in Russia, Ms. Ovchinnikova, ha parlato delle sfide che affronta chi fa uso di droghe nel suo Paese quando cercano una cura:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ci sono molte barriere, burocratiche, finanziarie e morali che impediscono a chi fa uso di droga di essere in grado di prendersi cura della loro salute, e a volte delle loro vite. Ci sono persone che non ricevono nessun assistenza medica  nelle cliniche se stanno &#8220;combattendo&#8221;. Se vuoi entare in un programma di disintossicazione devi aspettare alcune settimane o a volte di più. Devi preparare molti documenti e fare dei test( compreso il test dell&#39;HIV). Dopo ciò non è garantito che ti saranno date buone medicine,  ma è sicuro che sarai giudicato e umiliato dallo staff medico.&#8221;</p></blockquote>
<p>Un altro problema è la riservatezza dello status di chi fa uso di droga. Non si può ottenere un trattamento medico gratis senza la registrazione ufficiale, ma questa lista, delle volte, è accessibile alla polizia. Anche se la situazione è in qualche modo migliorata recentemente, il livello di abuso della polizia è ancora molto alto.  A volte è ancora pericoloso comprare una siringa nuova perché la polizia osserva chi fa uso di droghe vicino le farmacie.</p>
<p>Il &#8220;Psychiatrist Blog&#8221; ha spiegato come le organizzazioni del sistema sanitario russo impediscono una cura effettiva dell&#39;AIDS:</p>
<blockquote><p>&#8220;Nella mia clinica gli psichiatri lavorano in stanze accanto ai medici. Oggi nella clinica, ho parlato con Mark Sullowski, un esperto di malattie infettive che si sta specializzando in infezioni multiple di HIV e epatite c. Abbiamo moltissimi pazienti insieme. So che potrei bussare alla sua porta in qualsiasi momento e non sarebbe con un paziente discutendo di un caso o dell&#39;ultima medicina per l&#39;epatite C( abbiamo due nuovi inibitori inibitori delle proteasi che probabilmente aumenteranno le<br />
percentuali di guarigione). Abbiamo anche operatori sociali,  farmacisti, case managers, medici generici ostetrici/ginecologi, dermatologi, oculisti e neurologi. E noi tutti insieme scriviamo le stelle cartelle mediche e gestiamo gli stessi pazienti.&#8221;</p></blockquote>
<p>In russia un sistema così non esiste. La settimana scorsa stavamo discutendo il complicato problema della gestione dei pazienti sieropositivi, con tubercolosi attiva, e utilizzo attivo di droge iniettate. Il problema maggiore è che non c&#39;è un sistema. La tubercolosi è trattata nelle cliniche per la tubercolosi, l&#39;HIV nelle cliniche per l&#39;HIV, e le droge nelle cliniche di narcologia(che è indipendente sia dalla psichiatria che dalla medicina generale). E non comunicano tra di loro.</p>
<p>In un articolo intitolato &#8220;L&#39;AIDS in Russia, perché la Russia è così vulnerabile&#8221; ho discusso come i professionisti della sanità sono preparati per trattare le persone affette dall&#39;HIV. I centri regionali affermano che forniscono consulenze psicologiche sia prima che dopo il test, ma non è sempre così come illustrato in un resoconto di una giovane donna,Nizhny Novgorod:</p>
<blockquote><p>&#8220;Quando sono testato positivo ero totalmente sotto shock. Mi è stato detto di vedere uno psicologo. Quando ci sono andato, lei mi ha detto : &#8220;Sei sieropositiva. Sappi che diffondere consapevolmente l&#39;HIV è un atto criminale secondo le leggi russe. Se fai del sesso non protetto e diffondi il virus, verrai messa in prigione. Firma il documento per mostrare che hai capito. &#8221; Quello fu tutta la consulenza che ho ricevuto. Quando sono entrata nell&#39;ingresso, pensavo che sarei svenuta . Non sapevo nulla dei farmaci antiretrovirali, ne ho saputo qualcosa solo l&#39;anno scorso quando ero a Mosca.&#8221;</p></blockquote>
<p>In molti paesi l&#39;attitudine verso chi e&#39; malato di HIV/AIDS è un vero problema. HIVnet.ru ha pubblicato un video musicale con l&#39;intenzione di mitigare il pregiudizio mostrando come una coppia attraente riuscivano ad assimilare il fatto che fossero diventati sieropositivi. Un blog popolare di lingua russa &#8220;Lj blog&#8221; ha discusso i problemi conessi con il pregiudizio:</p>
<blockquote><p>&#8220;Nella nostra società c&#39;è uno schema di condotta nei confronti delle persone sieropositive, cioé sono effettivamente &#8220;seppelliti vivi&#8221;.Solamente gli amici li contattano sporadicamente cosicché da evitare di essere contagiati. Qualsiasi scusa viene usata per espellere una persona infetta dalle scuole e non hano modo di trovare lavoro. E il problema non sono nemmeno i cattivi datori di lavoro, tu stesso protesteresti se la badante dell&#39;asilo nido dei tuoi bambini fosse sieropositiva.[&#8230;]. Anche i medici, che dovrebbero essere persone di profonda conoscienza, negano trattamenti medici se riconoscono che il paziente ha l&#39;HIV.&#8221;</p></blockquote>
<p>Questo non è certo l&#39;unico problema: molti, intimoriti dal pregiudizio associato alla malattia, rifiutano di essere diagnosticati e quando vengono a sapere della diagnosi, la nascondono, e ciò porta a un rapido sviluppo dell&#39;epidemia. L&#39;unico modo per combatterla è rieducare la società.[&#8230;]</p>
<blockquote><p>&nbsp;</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/donna-welles/' title='elenca tutti gli articoli di Donna Welles'>Donna Welles</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/lorenzo-carbone/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Lorenzo Carbone'>Lorenzo Carbone</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/12/30/russia-aids-epidemic-shame-russia-shame/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/russia-aids-epidemic-shame-russia-shamerussia-aids-epidemic-shame-russia-shame/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-aids-epidemic-shame-russia-shamerussia-aids-epidemic-shame-russia-shame%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-aids-epidemic-shame-russia-shamerussia-aids-epidemic-shame-russia-shame%2F&#038;text=Russia%3A+strano+aumento+dei+casi+di+AIDS%2FHIV&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-aids-epidemic-shame-russia-shamerussia-aids-epidemic-shame-russia-shame%2F&#038;title=Russia%3A+strano+aumento+dei+casi+di+AIDS%2FHIV' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-aids-epidemic-shame-russia-shamerussia-aids-epidemic-shame-russia-shame%2F&#038;title=Russia%3A+strano+aumento+dei+casi+di+AIDS%2FHIV' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-aids-epidemic-shame-russia-shamerussia-aids-epidemic-shame-russia-shame%2F&#038;title=Russia%3A+strano+aumento+dei+casi+di+AIDS%2FHIV' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Frussia-aids-epidemic-shame-russia-shamerussia-aids-epidemic-shame-russia-shame%2F&#038;title=Russia%3A+strano+aumento+dei+casi+di+AIDS%2FHIV' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Kenya: Dadaab, il campo profughi più affollato del mondo</title>
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		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/kenya-dadaab-il-campo-profughi-piu-affollato-del-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 15:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene Schillaci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
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		<description><![CDATA[Drammatica la situazione nel campo profughi più affollato del mondo: ospita 450.000 le persone (la maggioranza dei quali fuggiti dalla siccità e dalla guerra civile scoppiata in Somalia nel 1991), mentre altri 1.500 ne arrivano ogni giorno e l'imminente stagione delle piogge non farà che peggiorare le cose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una fotografia aerea del campo profughi di Dadaab, in Kenya, uno dei più affollati al mondo, <a title="Vai alla foto sul profilo Flickr di Oxfam International" href="http://www.flickr.com/photos/oxfam/6302151099/in/set-72157627052351725">postata su Flickr da Oxfam International</a>, mostra quanto il problema degli sfollati possa essere grave. Nel campo vivono 450.000 rifugiati, la maggioranza dei quali <a title="Leggi l'articolo su Global Voice in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/25/somalia-food-security-emergency-spreads-despite-aid/">fuggiti dalla siccità</a> [en, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] e dalla guerra civile scoppiata in Somalia nel 1991. Altri 1.500 profughi arrivano ogni giorno.</p>
<p>Nella speranza di trovare tregua dal conflitto, dalla carestia e dai disastri naturali, si stima che il 75% di tutti i rifugiati vivano in Paesi confinanti con il proprio, dando vita a una crisi umanitaria che sfrutta al massimo le risorse dei governi ospitanti e delle organizzazioni internazionali.</p>
<div id="attachment_270818" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.flickr.com/photos/oxfam/6302151099/in/set-72157627052351725"><img class="size-full wp-image-270818" title="Vista aerea del campo profughi di Dadaab" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/11/dabaab.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a><p class="wp-caption-text">Vista aerea di Dadaab, il campo profughi più affollato al mondo © Oxfam International</p></div>
<p>L&#39;organizzazione di soccorso internazionale non si limita a diffondere informazioni e immagini riguardo la situazione del campo tramite Twitter e Flickr, ma posta anche un filmato su Youtube, realizzato dall&#39;attrice e ambasciatrice Oxfam Scarlett Johansson.</p>
<div class="youtube-video" style="text-align: center;" title="Vai al video su YouTube prima parte"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/0pkjz2TTljc?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<div class="youtube-video" style="text-align: center;" title="Vai al video su YouTube seconda parte"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/4hc3gFY3bUY?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<div class="youtube-video" style="text-align: center;" title="Vai al video su YouTube terza parte"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/_Jy3pYcCRUI?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Chiaramente, la gravità della situazione a Dadaab è tale che Oxfam non è la sola organizzazione internazionale presente all&#39;interno del campo. Amy Burke, un&#39;operatrice umanitaria del <a title="Vai al sito ufficiale del Lutheran World Relief in inglese" href="http://lwr.org/site/lookup.asp?c=dmJXKiOYJgI6G&amp;b=6319053">Lutheran World Relief</a>, fornisce aggiornamenti regolari sul <a title="vai al blog del Lutheran World Relief in inglese" href="http://blog.lwr.org/2011/09/photo-friday-refuge-in-dadaab/">blog</a> dell&#39;organizzazione.</p>
<div id="attachment_271015" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://blog.lwr.org/2011/09/photo-friday-refuge-in-dadaab/"><img class="size-full wp-image-271015" title="Rifugiati a Dadaab" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/11/110822_Dadaab_0408-hand-on-gate-e1321552993249.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Rifugiati a Dadaab © Lutheran World Relief</p></div>
<blockquote><p>La peggiore siccità degli ultimi 60 anni ha lasciato milioni di persone sull&#39;orlo della morte per fame. Le coltivazioni sono state decimate, così come il bestiame. Rimaste senza mezzi di sussistenza, decine di migliaia di persone si sono accalcate a Dadaab, in Kenya - il campo profughi più affollato al mondo.</p></blockquote>
<p>Diverse le testate che parlano dell&#39;epidemia di colera diffusasi nel campo, <a title="Leggi il post sul blog del Lutheran World Relief" href="http://blog.lwr.org/2011/11/photo-friday-the-coming-rain/">pericolo sottolineato già all&#39;inizio di novembre</a> da Burke.</p>
<blockquote><p>Stanno arrivando le piogge.</p>
<p>Può sembrare estremamente positivo per i rifugiati dell&#39;Africa orientale, che hanno patito una grave siccità nel Corno d&#39;Africa durante lo scorso anno. Ma le piogge, portatrici di nuova vita e rinascita, causano anche abbaondanza di malattie. Si stima che circa 75.000 persone solamente a Dadaab potrebbero ammalarsi per il diffondersi di malattie trasmissibili attraverso l&#39;acqua.</p></blockquote>
<p>Testimonianze come quella di Burke sono decisive per far trapelare informazioni sulla condizione del campo quando l&#39;attenzione mediatica tende a<a title="Leggi il post sul blog di Luteran World Relief in inglese" href="http://blog.lwr.org/2011/09/photo-friday-a-forgotten-crisis/"> spegnersi</a>.</p>
<blockquote><p>I titoli in prima pagina sono finiti. La lotta tace. Solo la crisi rimane.</p>
<p>Sebbene la siccità in Africa orientale e il trasferimento in massa di centinaia di migliaia di persone nei sovraffollati campi profughi a Dadaab siano scomparsi dalle prime pagine dei giornali, la situazione è ancora estremamente disperata.</p>
<p>I rifugiati sono persone in carne e ossa, non semplici statistiche. Ognuno dei 400.000 residenti a Dadaab è una persona reale, con una vita reale e con bisogni reali, ma spesso ci dimentichiamo della loro difficile condizione credendo che non c&#39;è nulla che possiamo fare.</p></blockquote>
<div id="attachment_271036" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://blog.lwr.org/2011/09/photo-friday-a-forgotten-crisis/"><img class="size-full wp-image-271036" title="Rifugiati di Dadaab, una crisi dimenticata" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/11/110823_Dadaab_0080-e1321555761905.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Una crisi dimenticata © Lutheran World Relief</p></div>
<p>Probabilmente è questa la ragione che spinge Burke a fare una descrizione più umana della vita nel campo, sottolineando storie personali che molti al di fuori di Dadaab <a title="Leggi il post sul blog Luteran World Relief in inglese" href="http://blog.lwr.org/2011/10/east-african-refugees-strength-from-love/">considerebbero storie di valore e coraggio</a>.</p>
<blockquote><p>Ambiya viveva in Somalia con la figlia, la madre e la nonna. A causa della prolungata siccità e del diffondersi della carestia nel paese, era necessario scappare verso luoghi più sicuri. Purtroppo non era nelle condizioni di poter partire; dopo aver mangiato poco e niente per 18 giorni, la ventenne Ambiya ha dato alla luce suo figlio Hamza.</p>
<p>[&#8230;] Essere una neo mamma non è semplice; fare in modo che il tuo bambino sia in salute, al sicuro e che i suoi bisogni siano soddisfatti è una responsabilità a tempo pieno. Tutto ciò è già abbastanza stressante, senza aggiungere la necessità di abbandonare il proprio paese, camminare per almeno una settimana, perdere ogni bene materiale a causa della siccità e arrivare in un posto nuovo dove iniziare una nuova vita possedendo nient&#39;altro che i propri vestiti.</p>
<p>Senza perdere tempo, il giorno dopo aver partorito, Ambiya è partita con il neonato, la figlia, la madre e la nonna per il lungo viaggio dalla Somalia al Kenya. L&#39;unico obiettivo della maggior parte delle persone è quello di sopravvivere al viaggio - nobile, ma spesso ambiziosa speranza. Per Ambiya, l&#39;obiettivo era quello di far giungere vivi a Dadaab tutti i membri della sua famiglia, in particolar modo il figlio nato da un solo giorno.</p>
<p>[&#8230;] Il problema che nasce dal prendere le distanze dalla sua storia e dalla sua impresa è che si tende a romanzarla. Ambiya è una persona reale che ha tenuto duro durante quella che probabilmente è stata l&#39;esperienza più ardua della sua vita. Rappresenta la forza autentica. Il suo atto è stato reale ed è emblematico di come l&#39;amore e la forza di una madre vadano oltre la logica e l&#39;istinto di autoconservazione fino a diventare abnegazione di sé.</p></blockquote>
<div id="attachment_271021" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://blog.lwr.org/2011/10/east-african-refugees-strength-from-love/"><img class="size-full wp-image-271021" title="Rifugiati dell'Africa orientale: la forza dell'amore" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/11/110823_Dadaab_0291-e1321553922904.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Rifugiati dell&#39;Africa orientale: la forza dell&#39;amore © Lutheran World Relief</p></div>
<p>I post di Burke testimoniano anche la <a title="Leggi il post sul blog Luteran World Relief in inglese" href="http://blog.lwr.org/2011/09/photo-friday-community-building/">creazione di vere e proprie comunità</a> da parte dei rifugiati e i <a title="Leggi il post sul blog Luteran World Relief in inglese" href="http://blog.lwr.org/2011/11/photo-friday-the-markets-of-dadaab/">tentativi di guadagnarsi da vivere</a>.</p>
<blockquote><p>I rifugiati un tempo artigiani, sarti, contadini, etc. hanno trovato dei modi per utilizzare le proprie abilità, scambiando risorse all&#39;interno delle loro nuove comunità a Dadaab.</p>
<p>Sebbene l&#39;aiuto umanitario rimanga una componente necessaria per il sostentamento di coloro che vivono a Dadaab, il sorgere dei mercati aiuta i rifugiati a trovare mezzi per soddisfare i propri bisogni.</p>
<p>Si commercia in grande quantità: i pochi fortunati che ancora posseggono bestiame vendono latte e formaggi, i sarti realizzano indumenti con pochi scampoli di tessuto, gli intrecciatori di cesti hanno ripreso la propria attività e chiunque abbia i mezzi per comprare sementi coltiva un terreno e vende gli ortaggi, etc.</p>
<p>I mercati hanno contribuito a migliorare i mezzi di sussistenza individuali, a costruire una comunità più vasta e a garantire un più facile accesso ad alcune risorse. Grazie al recente afflusso di persone e di nuovi beni commerciabili, i mercati stanno fiorendo - creando a Dadaab una piccola economia interna.</p></blockquote>
<p>Allo stesso scopo, la produttrice multimediale Natasha Elkington, collaboratrice di Reuters, ha realizzato <a title="Leggi l'articolo sul Photographers Blog di Reuters" href="http://blogs.reuters.com/photographers-blog/2011/10/25/the-children-of-dadaab-life-through-the-lens/">un filmato sulla vita nel campo</a>.</p>
<blockquote><p>Volevo vedere se era possibile raccontare la loro storia da un punto di vista differente, mostrando la loro vita quotidiana invece di fissare l&#39;obiettivo sui corpi scheletrici e gli occhi gonfi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>[&#8230;] Molti bambini a Dadaab stanno morendo. Altri, nonostante abitino nel campo profughi più antico al mondo, vivono la propria infanzia; giocano, vanno a scuola, si prendono cura dei propri fratelli e sorelle e vanno a prendere l&#39;acqua per le proprie famiglie. Volevo incorporare tutti questi aspetti della vita dei bambini di Dadaab in questo progetto.</p></blockquote>
<div class="youtube-video" style="text-align: center;" title="Video su Youtube"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/GVUJpUMwDro?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Secondo l&#39;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), il numero di rifugiati in tutto il mondo ha raggiunto la cifra di 43,7 milioni, la più alta in 15 anni. Anche il numero di sfollati che rimangono all&#39;interno dei propri paesi è salito, raggiungendo la cifra di 27,5 milioni alla fine del 2010.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/irene-schillaci/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Irene Schillaci'>Irene Schillaci</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/11/22/kenya-life-in-dadaab-the-worlds-largest-refugee-camp/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/kenya-dadaab-il-campo-profughi-piu-affollato-del-mondo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fkenya-dadaab-il-campo-profughi-piu-affollato-del-mondo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fkenya-dadaab-il-campo-profughi-piu-affollato-del-mondo%2F&#038;text=Kenya%3A+Dadaab%2C+il+campo+profughi+pi%C3%B9+affollato+del+mondo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fkenya-dadaab-il-campo-profughi-piu-affollato-del-mondo%2F&#038;title=Kenya%3A+Dadaab%2C+il+campo+profughi+pi%C3%B9+affollato+del+mondo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fkenya-dadaab-il-campo-profughi-piu-affollato-del-mondo%2F&#038;title=Kenya%3A+Dadaab%2C+il+campo+profughi+pi%C3%B9+affollato+del+mondo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fkenya-dadaab-il-campo-profughi-piu-affollato-del-mondo%2F&#038;title=Kenya%3A+Dadaab%2C+il+campo+profughi+pi%C3%B9+affollato+del+mondo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fkenya-dadaab-il-campo-profughi-piu-affollato-del-mondo%2F&#038;title=Kenya%3A+Dadaab%2C+il+campo+profughi+pi%C3%B9+affollato+del+mondo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Crisis Camp Italy: gestire le emergenze grazie al Web 2.0</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/crisis-camp-italy-gestire-le-emergenze-grazie-al-web-2-0/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 07:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Sinopoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 19 novembre Bologna ospiterà il Crisis Camp Italy: fare il punto sui nuovi progetti relativi all'uso di piattaforme collaborative per gestire crisi, disastri, emergenze. Strumenti utili non solo per la gestione ma anche per la prevenzione, e che coinvolgono cittadini, istituzioni, media ed esperti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo <a title="Sito di Crisis Camp Paris" href="http://www.crisiscampparis.com/">Parigi</a> [fr], Bologna. <strong>Sbarca anche in Italia il <a title="Sito di Crisis Camp Bologna" href="http://crisiscampitaly.wordpress.com/">Crisis Camp</a></strong> [it, <em>come i link successivi eccetto ove diversamente indicato</em>], appuntamento che mira a tenere vivo e collaborativo un network europeo che negli ultimi mesi si è andato formando con l&#39;obiettivo di &#8220;<em>impegnarsi nel campo delle nuove tecnologie applicate alla gestione della crisi e dell’emergenza</em>&#8220;. Nuove tecnologie rese possibili dalla nascita e perfezionamento di <em>tool</em> legati al Web 2.0 e dunque accessibili nell&#39;uso e nell&#39;implementazione. </p>
<p><a title="Sito di Crisis Camp Bologna" href="http://crisiscampitaly.wordpress.com/"><img src="http://crisiscampitaly.files.wordpress.com/2011/08/ccitaly_small.jpg?w=223&amp;h=150" alt="" hspace="8" vspace="8" align="left" /></a>La filosofia (ideale e pratica) che sta dietro questi strumenti è il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing">crowdsourcing</a> [en], vale a dire partecipazione attiva e democratica della comunità. Ma che cos&#39;è un <em>Crisis Camp</em>? Si tratta di una conferenza informale, un barcamp specializzato - in questo caso - nell’ambito delle risorse online create per la gestione delle crisi: dalle emergenze derivate da catastrofi naturali, ai conflitti, alle rivoluzioni politiche e sociali. Mappature, geolocation, citizen journalism, gestione delle informazioni: sono alcuni dei temi che saranno trattati <a href="http://crisiscampitaly.wordpress.com/dove-e-quando/">a Bologna</a> il 19 novembre. <a href="http://crisiscampitaly.wordpress.com/programma-interventi/">Qui il programma provvisorio</a>: chiunque può proporre temi di discussione tramite l&#39;<a href="http://crisiscampitaly.wordpress.com/proponi-il-tuo-intervento/">apposito modulo online</a>.</p>
<p>Sull&#39;onda del successo innescato da piattaforme collaborative quali <a href="http://ushahidi.com/">Ushahidi</a> [en] e dai vari strumenti del Web 2.0, il ricorso ai social media e al diretto coinvolgimento dei cittadini si fa essenziale per fronteggiare emergenze sempre più preoccupanti, come rivelano le recenti iniziative rispetto alle <a href="http://globalvoicesonline.org/2011/11/08/thailand-flooding-disaster/">alluvioni in Tailandia</a> [en] &#8212; e come conferma lo sviluppo internazionale del circuito <a href="http://crisiscommons.org/">Crisis Commons</a> [en].</p>
<p>Per entrare nel vivo dell&#39;appuntamento bolognese, abbiamo rivolto alcune domande a <a href="http://www.elenarapisardi.com/">Elena Rapisardi</a>, Web Content Strategist e attiva promotrice dell&#39;evento.</p>
<p><strong>Perché, a cosa punta e come conta di svilupparsi Crisis Camp Italy?</strong></p>
<blockquote><p>Il Crisis Camp Italy si propone come momento di incontro tra coloro che si occupano di crisi, emergenze e rischi, e che vedono nel web 2.0 un approccio e uno strumento utile alla gestione e soprattutto alla prevenzione. Fare network: è questa l&#39;idea. Ma un network che condivida obiettivi e presupposti, come la collaborazione e la resilienza. Crisi, emergenze e rischi possono essere prevenuti, gestiti e superati in modo migliore solo sviluppando una cultura collaborativa e resiliente in grado di coinvolgere pro-attivamente tutti gli attori, dalla comunità scientifica ai cittadini, passando per istituzioni, media, esperti. Per questo penso che un Crisis Camp in Italia, come già successo a Parigi e altrove nel mondo, debba per forza di cose riflettere anche su come cominciare a stabilire una relazione con le strutture preposte al soccorso. Sfida difficile perché si tratta di un lavoro paziente e che presuppone la disponibilità reciproca a capire esigenze e trovare strumenti comuni per collaborare.</p></blockquote>
<p><strong>Come dimostrato dalle <a href="http://crisiscampitaly.wordpress.com/2011/11/02/ancora-sullemergenza-in-liguria-e-toscana/">recenti alluvioni in Liguria</a>, anche in Italia c&#39;è bisogno di strumenti più efficaci e pronti per le emergenze: come siamo messi al riguardo? E la gente sa/vuole davvero auto-organizzarsi via Internet? </strong></p>
<blockquote><p>Dal lato tecnologico anche in Italia esistono tantissimi strumenti utili. Ma credo che l&#39;innovazione nella gestione delle emergenze o delle crisi necessiti di un cambiamento soprattutto culturale, dove la tecnologia è un fattore abilitante e non il fine, e nemmeno un terreno di competizione. Tecnologia libera e gratuita ne esiste, progetti Open Source ce ne sono moltissimi. Bisogna forse cominciare a ragionare su standard, open data e &#8220;pratiche&#8221; quotidiane di utilizzo del web, comprendendo anche la formazione, perché la penetrazione di Internet non è sinonimo di alfabetizzazione al web. Il punto è però passare dalla partecipazione emozionale, quella che ci fa mandare una foto ai nostri amici e/o &#8216;follower&#39;, soprattutto per condividere un&#39;emozione, ad una partecipazione pro-attiva e consapevole. Passaggio non semplice, ma incontri come il Crisis Camp potrebbero unire forze esperienze e energie per andare verso questa direzione. Credo che esperienze come quella fatta con la crowdmap per raccogliere documentazione visiva sulle recenti alluvioni, realizzata dalle edizioni di Genova e Livorno de &#8220;La Repubblica&#8221; in collaborazione con l&#39;Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra e NatRisk, siano un primo passo per creare collaborazioni tra ad esempio comunità scientifica e media. Bisogna cioè imparare a fare informazione in un modo nuovo e con nuove regole. Non credo alle soluzioni precotte; il web non è &#8220;tutto in un click&#8221;, il web è ben più di &#8220;un click&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>A livello più globale, l&#39;utilità di tool alla <a href="http://ushahidi.com/">Ushahidi</a> [en] sembra imporsi qua e là; ma è proprio vero che questi social tools servono, o piuttosto creano ulteriore rumore, inaffidabilità e peso informativo?</strong></p>
<blockquote><p>L&#39;affidabilità delle informazioni provenienti dai social media o da soluzioni come le crowdmap è un problema sentito da tutte le VTC [Volunteers Technical Communities] e ci sono progetti per definire e stabilire l&#39;affidabilità dei collaboratori. Personalmente penso che innanzitutto si debba ragionare in termini di <em>preparedness</em>, il che significa &#8220;entrare&#8221; nel web e costruirsi una reputazione e un posizionamento. I social media come fenomeno sociale e di comunicazione sono un fatto. Escluderlo o arginarlo è impossibile. Le persone continueranno a diffondere tweet e postare su Facebook. Perciò bisogna entrare dentro questo flusso e &#8220;collaborare&#8221; nel creare spazi condivisi, diventare una voce riconosciuta e affidabile. Esempi interessanti: l&#39;<a href="http://www.ingv.it/">INGV</a> e il <a href="http://www.lamma.rete.toscana.it/">Consorzio Lamma Toscana</a>, che sono costantemente presenti su Twitter, lo usano come strumento di comunicazione primario. Bisogna seguire e interloquire maggiormente nel corso di un evento. Certo non è facile, perché comunicare è una responsabilità e i new media impongono velocità e &#8220;just in time&#8221; che i processi organizzativi di gestione delle informazioni di alcune strutture non riescono a sostenere, non per cattiva volontà, almeno spero, ma soprattutto per mancanza di competenze adeguate a gestire l&#39;informazione della &#8220;post-Gutenberg revolution&#8221;, ossia veloce, puntuale e pervasiva.</p></blockquote>
<p>Per aggiornamenti su <strong>Crisis Camp Italy</strong> e successivi siviluppi, oltre al<strong> <a href="http://crisiscampitaly.wordpress.com/">sito ufficiale</a></strong> si può seguire l&#39;hashtag <strong><a href="http://twitter.com/#!/search/%23crisiscampit">#crisiscampit</a> su Twitter.</strong></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonella-sinopoli/' title='elenca tutti gli articoli di Antonella Sinopoli'>Antonella Sinopoli</a></span></span> 
 &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/crisis-camp-italy-gestire-le-emergenze-grazie-al-web-2-0/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fcrisis-camp-italy-gestire-le-emergenze-grazie-al-web-2-0%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fcrisis-camp-italy-gestire-le-emergenze-grazie-al-web-2-0%2F&#038;text=Crisis+Camp+Italy%3A+gestire+le+emergenze+grazie+al+Web+2.0&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fcrisis-camp-italy-gestire-le-emergenze-grazie-al-web-2-0%2F&#038;title=Crisis+Camp+Italy%3A+gestire+le+emergenze+grazie+al+Web+2.0' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fcrisis-camp-italy-gestire-le-emergenze-grazie-al-web-2-0%2F&#038;title=Crisis+Camp+Italy%3A+gestire+le+emergenze+grazie+al+Web+2.0' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fcrisis-camp-italy-gestire-le-emergenze-grazie-al-web-2-0%2F&#038;title=Crisis+Camp+Italy%3A+gestire+le+emergenze+grazie+al+Web+2.0' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fcrisis-camp-italy-gestire-le-emergenze-grazie-al-web-2-0%2F&#038;title=Crisis+Camp+Italy%3A+gestire+le+emergenze+grazie+al+Web+2.0' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Palestina: ancora detenuti i giornalisti e attivisti della Freedom Waves</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 22:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristy Gomez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 4 novembre scorso, i militari israeliani hanno abbordato la nuova Flotilla diretta verso Gaza allo scopo di rompere l'assedio e portare aiuti umanitari. Ventisette persone tra attivisti e giornalisti sono stati fermati -- ventuno ancora detenuti nella prigione di Givon.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 novembre scorso, le forze militari israeliane hanno abbordato <a title="Leggi il post intero su Global voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/palestina-nuova-flottiglia-umanitaria-diretta-verso-gaza/">le due navi dirette verso la Striscia di Gaza</a>. La nave canadese Tahrir (Liberazione) e quella irlandese, Saoirse (Libertà) si dirigevano verso Gaza, in un nuovo tentativo di rompere l&#39;assedio israeliano sul territorio palestinese. I giornalisti a bordo delle navi hanno riportato su Twitter che le forze navali israeliane hanno intercettato le navi in acque internazionali, al largo della costa di Gaza, arrestando tutti i passeggeri a bordo e portandoli al porto di Ashdod in Israele.<br />
Su YouTube, le forze di difesa israeliane (IDF) <a title="Vedi il video pubblicato da IDF su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=CaV0xnYcOSY">hanno diffuso</a> [en, <em>come tutti i link tranne ove diversamente indicato</em>] un video intitolato &#8220;Soldati dell&#39;IDF abbordano le navi in rotta verso la Striscia di Gaza&#8221;.<br />
La flotilla, denominata Freedom Waves, è stata tenuta sotto segreto fino a poche ore prima della sua partenza da un porto turco nella sua strada verso Gaza, il 2 novembre. Oltre agli attivisti, a bordo delle imbarcazioni che portavano gli aiuti umanitari, c&#39;erano anche dei giornalisti.<br />
Fin dal giorno della detenzione, i social media hanno continuato a pulsare di rilanci e commenti.</p>
<p>Il giornalista Alan Fisher segnala su Twitter:</p>
<blockquote><p><a title="Vedi il commento sul suo profilo Twitter" href="https://twitter.com/#!/AlanFisher/status/132491891961888768">@AlanFisher</a>: Le forze navali israeliane hanno abbordato due navi dirette verso #gaza vanificando l&#39;ultimo tentativo per rompere il blocco israeliano sul territorio, che ormai dura da quattro anni.</p></blockquote>
<p>E poi prosegue:</p>
<blockquote><p><a title="Altro commento di Fisher" href="https://twitter.com/#!/AlanFisher/status/132491991702446080">@AlanFisher</a>: L&#39;abbordaggio israeliano delle due imbarcazioni si è tenuto in acque internazionali</p></blockquote>
<p>Si è anche fatto notare l&#39;appoggio alla giornalista egiziana Lina Attalah, la quale si trovava a bordo della Tahrir. L&#39;egiziana Amr Gharbeia spiega:</p>
<blockquote><p><a title="Vai il commento sul suo profilo Twitter" href="https://twitter.com/#!/gharbeia/status/132492974172016640">@gharbeia</a>: Penso a @Linaattalah e a tutti coloro che sono detenuti sulle navi della #freedomwaves flotilla, ora trattenuti da Israele.</p></blockquote>
<p>Mohamed Abdelffath aggiunge:</p>
<blockquote><p><a title="Vai il commento sul suo profilo Twitter" href="https://twitter.com/#!/mfatta7/status/132487261274120192">@mfatta7</a>: La giornalista egiziana @Linaattalah, caporedattore di @AlMasryAlYoum_E, era sulla nave Tahrir ed ora si trova detenuta nel porto di Ashdod.</p></blockquote>
<p>Salma Said si chiede:</p>
<blockquote><p><a title="Vai il commento sul suo profilo Twitter" href="https://twitter.com/#!/salmasaid/statuses/132498917744058368">@salmasaid</a>: Cosa pensa di fare il governo egiziano con #freelina?</p></blockquote>
<p>E il tunisino Slim Amamou scrive:</p>
<blockquote><p><a title="Vai il commento sul suo profilo Twitter" href="https://twitter.com/#!/slim404/status/132490750117167105">@slim404</a>: La mia amica @linaattalah è stata arrestata dagli israeliani durante il tragitto di #freedomwaves. Sta usando l&#39;avatar @alaa in sostegno di #freealaa #freelina.</p></blockquote>
<p>Fortunatamente, Attalah è stata rilasciata il giorno dopo, insieme ad altri 5 passeggeri.</p>
<p>Il giordano Shaden Abu Al-Haijaa ha chiesto al fumettista brasiliano Carlos Latuff, autore di famose vignette a sostegno della causa palestinese e delle rivoluzioni arabe, di farne uno per la Freedom Wave Flotilla:</p>
<blockquote><p><a title="Vai il commento sul suo profilo Twitter" href="https://twitter.com/#!/Shad84/status/132492006810324992">@Shad84</a>: @CarlosLatuff per favore fai un fumetto su #Freedom Waves e sugli attivisti detenuti che erano a bordo @Linaattalah.</p></blockquote>
<p>Allo stesso tempo, il giornalista israeliano Joseph Dana riassume così le operazioni relative all&#39;abbordaggio:</p>
<blockquote><p><a title="Vai il commento sul suo profilo Twitter" href="https://twitter.com/#!/ibnezra/status/132480096245260289">@ibnezra</a>: La semplice verità mostra che l&#39;esercito israeliano ha illegalmente portato gli attivisti di #FreedomWaves in Israele contro la loro volontà.</p></blockquote>
<p>E aggiunge:</p>
<blockquote><p><a href="https://twitter.com/#!/ibnezra/status/132481383007404032">@ibnezra</a>: Immaginate che vogliate andare in Canada e l&#39;esercito statunitense vi fermi e vi accusi di entrare illegalmente negli USA #FreedomWaves</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="https://twitter.com/#!/ibnezra/status/132478474232397824"> @Ibnezra</a>: L&#39;esercito israeliano porterà direttamente in una prigione all&#39;interno del paese, probabilmente per accusarli di &#8220;ingresso illegale in Israele&#8221;</p></blockquote>
<p>Ed è ovvio che la prosecuzione dell&#39;assedio su Gaza da parte di Israele non è stata ben accolta dai netizen.</p>
<p>Roqayah si lamenta:</p>
<blockquote><p><a title="Vai il commento sul suo profilo Twitter" href="https://twitter.com/#!/iRevolt/status/132492121092534272">@iRevolt</a>: La Striscia di Gaza è la prigione all&#39;aperto più grande del mondo; Israele ha privato della libertà e dei diritti umani basilari 1,6 millioni di persone.</p></blockquote>
<p>Gli attivisti detenuti sono stati portati alla prigione israeliana di Givon. Il sabato 5 novembre, 6 dei 27 detenuti, tra attivisti e giornalisti, sono stati rilasciati dalle forze israeliane e le prime testimonianze <a title="Vai alla pagina Facebook di sostegno alla causa in italiano" href="http://www.facebook.com/notes/we-are-all-on-the-freedom-flotilla-2-news/freedom-waves-le-prime-testimonianze/198475586895581">sono già state pubblicate</a> sui principali social media.</p>
<p>Ad oggi, l&#39;aggiornamento riguarda la telefonata che Fintan Lane, coordinatore della nave irlandese MV Saoirse, è riuscito a fare dal carcere di Givon, dove rimane detenuto insieme ad altri 13 attivisti irlandesi (gli attivisti canadesi sono nella stessa prigione ma separati). Lane ha condannato l&#39;atteggiamento israeliano nell&#39;abbordaggio delle navi; a suo avviso è stato <a title="Leggi il post completo sul sito web Irish ship to Gaza" href="http://irishshiptogaza.org/?p=861">&#8220;violento e pericoloso&#8221;</a>, in chiara contraddizione con quanto raccontato dagli israeliani. Il loro rilascio si aspetta per martedi prossimo, dopo le 72 ore che per legge possono essere trattenuti in Israele prima della loro deportazione &#8220;volontaria&#8221;, cioè: accettando di aver commesso un delitto nell&#39;entrare illegalmente in Israele.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/' title='elenca tutti gli articoli di Amira Al Hussaini'>Amira Al Hussaini</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cristy-gomez/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Cristy Gomez'>Cristy Gomez</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/11/04/palestine-israeli-commandos-intercept-gaza-bound-flotilla-and-arrests-activists/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/palestina-ancora-detenuti-i-giornalisti-e-attivisti-della-freedom-waves/#comments" title="commenti">commenti (3) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-ancora-detenuti-i-giornalisti-e-attivisti-della-freedom-waves%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-ancora-detenuti-i-giornalisti-e-attivisti-della-freedom-waves%2F&#038;text=Palestina%3A+ancora+detenuti+i+giornalisti+e+attivisti+della+Freedom+Waves&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-ancora-detenuti-i-giornalisti-e-attivisti-della-freedom-waves%2F&#038;title=Palestina%3A+ancora+detenuti+i+giornalisti+e+attivisti+della+Freedom+Waves' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-ancora-detenuti-i-giornalisti-e-attivisti-della-freedom-waves%2F&#038;title=Palestina%3A+ancora+detenuti+i+giornalisti+e+attivisti+della+Freedom+Waves' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-ancora-detenuti-i-giornalisti-e-attivisti-della-freedom-waves%2F&#038;title=Palestina%3A+ancora+detenuti+i+giornalisti+e+attivisti+della+Freedom+Waves' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-ancora-detenuti-i-giornalisti-e-attivisti-della-freedom-waves%2F&#038;title=Palestina%3A+ancora+detenuti+i+giornalisti+e+attivisti+della+Freedom+Waves' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Palestina: nuova flottiglia umanitaria diretta verso Gaza</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 13:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nunzio Pruiti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi umanitari]]></category>
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		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 2 novembre è emersa la notizia di una flottiglia composta da due navi, una canadese e una irlandese, che sta facendo rotta verso la Palestina con lo scopo di rompere l'assedio di Gaza. L'operazione è stata tenuta nascosta fino all'ultimo, su Twitter la notizia sta circolando con l'hashtag #Freedomwaves]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 novembre è venuta alla luce la notizia di una nuova flottiglia composta da due navi, una canadese e una irlandese, diretta verso la Palestina con lo scopo di rompere l&#39;assedio di Gaza. L&#39;operazione è stata tenuta nascosta fino a oggi e annunciata da pochissimo. Su Twitter la notizia sta circolando con l&#39;hashtag <a title="Da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/search/freedomwaves">#Freedomwaves</a> [en, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>].</p>
<p>La nave canadese <em>Tahrir</em> e l&#39;irlandese <em> Saoirse</em>, dopo aver abbandonato gli ormeggi del porto turco di Fethiye sarebbero ormai quasi arrivate nelle prossimità della Striscia di Gaza.</p>
<p>Un precedente tentativo di rompere l&#39;assedio intrapreso lo scorso anno ha avuto un triste epilogo, uno scontro con le forze militari israeliane dopo che queste hanno abbordato la flotilla composta da sei navi con a bordo attivisti internazionali e conosciuta come <em>Gaza Freedom Flotilla</em>, la quale intentava rompere l&#39;assedio di Gaza e consegnare aiuti umanitari.</p>
<p>Stando a quanto affermano fonti israeliane, i militari hanno abbordato la flotilla dopo il rifiuto da parte delle navi di cambiare rotta per dirigersi verso il porto di Ashdod, dove le autorità avrebbero ispezionato gli aiuti e consegnato tutte le  merci consentite a Gaza. Tra 9 e 16 passeggeri della nave battente bandiera delle Isole Comore <em>MV Mavi Marmara </em>furono uccisi dai soldati israeliani che attaccarono la nave e 10 militari vennero feriti gravemente.</p>
<p>Secondo Ruqayah:</p>
<blockquote><p><a title="Dal post su Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/iRevolt/statuses/131765288747286529">@iRevolt</a>: &#8216;Freedom Waves per Gaza’ è l&#39;undicesimo tentativo degli attivisti internazionali di far arrivare degli aiuti umanitari oltrepassando il blocco israeliano imposto su Gaza nel 2008.<br />
Sulla nuova flotilla <em>Canada Boat to Gaza</em> annuncia:</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="Dal post su Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/CanadaBoatGaza/status/131748515662671872">CanadaBoatGaza</a>: CONFERMATO: La Tahrir si trova adesso in acque internazionali e farà a breve rotta su Gaza. #FreedomWaves #Canada4Gaza #DeOccupyPalestine</p></blockquote>
<p>Asa Winstanley fa notare:</p>
<blockquote><p><a title="Da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/AsaWinstanley/status/131754168250662912">@AsaWinstanley</a>: È stata una mossa intelligente quella di mantenere #freedomwaves in gran segreto fino a oggi. Questo diminuisce le possibilità di sabotaggio e di disinformare da parte di Israele così come è avvenuto la volta scorsa</p></blockquote>
<p>Si comincia ad avere anche notizie di vari reporter a bordo. L&#39;egiziana Sarah Carr riferisce:</p>
<blockquote><p><a title="Da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/Sarahcarr/status/131753923261370368">@Sarahcarr</a>: Quel mito del mio capo @linaattalah si trova a bordo della Tahrir, una delle due navi della Freedomwaves flotilla in rotta verso Gaza.</p></blockquote>
<p>E Ahmed Shibab Eldin aggiunge:</p>
<blockquote><p><a title="Da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/ASE/status/131755439363862530">@ASE</a>: Un reporter di #AlJazeera si trova a bordo di una delle navi della #freedomwaves flotilla dirette a Gaza. Aggiornamenti a breve.</p></blockquote>
<p>Anche i vari utenti di Twitter a bordo stanno facendo sentire la loro presenza. Hassan Ghani, un reporter di Press TV posta:</p>
<blockquote><p><a title="Da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/hassan_ghani/status/131752526327447553">@hassan_ghani</a>: Mi trovo a bordo della Tahrir, una delle due navi della #flotilla, al momento in acque internazionali e in viaggio per rompere l&#39;assedio di Gaza. #freedomwaves</p></blockquote>
<p>e aggiunge:</p>
<blockquote><p><a title="Da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/hassan_ghani/status/131753153635950592"><br />
@hassan_ghani</a>: Imbarcazioni della #freedomwaves sono salpate in segreto dalle coste turche per evitare interferenze politiche. Ma le autorità marittime hanno imposto la riduzione dei passeggeri a 12 per ciascuna barca</p></blockquote>
<p>avvertendo:</p>
<blockquote><p><a title="Da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/hassan_ghani/status/131762878616305664">@hassan_ghani</a>: La connessione a internet sulla #Tahrir funziona a intermittenza ma spero di poter inviare un rapporto sulla missione di #freedomwaves più tardi questa notte</p></blockquote>
<p>Mentre l&#39;egiziana Lina Attalah insieme ad Al Masry Al Youm ci racconta:</p>
<blockquote><p><a title="Da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/Linaattalah/status/131750716388810754">@Linaarralah</a>: abbiamo appena raggiunto le acque internazionali a bordo della nave canadese della #freedomwaves diretta a #gaza  @almasryalyoum_e #tahrir @CanadaBoatGaza</p></blockquote>
<div class="notes">La posizione della flotilla mostrata su Google maps, di <a title="Da Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/porterspeakman/status/131764375643107329">@porterspeakman</a>.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/' title='elenca tutti gli articoli di Amira Al Hussaini'>Amira Al Hussaini</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/nunzio-pruiti/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Nunzio Pruiti'>Nunzio Pruiti</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/11/02/palestine-new-flotilla-en-route-to-break-gaza-siege/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/palestina-nuova-flottiglia-umanitaria-diretta-verso-gaza/#comments" title="commenti">commenti (1) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-nuova-flottiglia-umanitaria-diretta-verso-gaza%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-nuova-flottiglia-umanitaria-diretta-verso-gaza%2F&#038;text=Palestina%3A+nuova+flottiglia+umanitaria+diretta+verso+Gaza&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-nuova-flottiglia-umanitaria-diretta-verso-gaza%2F&#038;title=Palestina%3A+nuova+flottiglia+umanitaria+diretta+verso+Gaza' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-nuova-flottiglia-umanitaria-diretta-verso-gaza%2F&#038;title=Palestina%3A+nuova+flottiglia+umanitaria+diretta+verso+Gaza' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-nuova-flottiglia-umanitaria-diretta-verso-gaza%2F&#038;title=Palestina%3A+nuova+flottiglia+umanitaria+diretta+verso+Gaza' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F11%2Fpalestina-nuova-flottiglia-umanitaria-diretta-verso-gaza%2F&#038;title=Palestina%3A+nuova+flottiglia+umanitaria+diretta+verso+Gaza' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Egitto: undici anni di successo per il volontariato di base</title>
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		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/egitto-undici-anni-di-successo-per-il-volontariato-di-base/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 12:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Coletto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da una discussione dopo una lezione all'Universit&#224; del Cairo alla creazione di una delle maggiori organizzazioni di volontariato in Egitto. La storia di come Sherif Abdel-Azim, professore universitario, ha contribuito alla nascita di "Resala".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_264977" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=307207742638116&amp;set=a.307207385971485.100164.145505648808327&amp;type=3"><img class="size-medium wp-image-264977" title="Volontari di Resala al lavoro" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/10/resalavolunteers-375x281.jpg" alt="Volontari di Resala insegnano a leggere a studenti non vedenti" width="375" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Volontari di Resala insegnano a leggere a studenti non vedenti - foto di Resala</p></div>
<p>Era il 1999 e <a title="Profilo accademico" href="http://www.aucegypt.edu/sse/eeng/faculty/Documents/Dr_Sherif_Abdelazeem.pdf">Sherif Abdel-Azim</a> [en, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] era rientrato in Egitto dopo aver terminato il suo dottorato di ricerca in Ingegneria Elettrica ed Informatica in Canada. Insegnava Etica dell&#39;Ingegneria agli studenti dell&#39;Universit&agrave; del Cairo e parlava si suoi studenti delle differenze tra le associazioni di volontariato in Egitto e in Canada.</p>
<div id="attachment_264989" class="wp-caption alignright" style="width: 241px"><a href="http://www.aucegypt.edu/sse/eeng/faculty/Documents/Dr_Sherif_Abdelazeem.pdf"><img class="size-full wp-image-264989" title="Sherif Abdel-Azim" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/10/Screen-shot-2011-10-27-at-5.38.42-PM.png" alt="Sherif Abdel-Azim" width="231" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Sherif Abdel-Azim</p></div>
<p>Un giorno Abdel-Azim e alcuni studenti decisero di organizzarsi come gruppo di volontari, dandosi il nome di <em>Resala</em> (Missione), e cominciarono ad offrire servizi sia agli studenti dell&#39;universit&agrave; che alla cittadinanza in generale, organizzando corsi gratuiti e prestando aiuto ad orfanotrofi e ospedali.</p>
<p>Un anno pi&ugrave; tardi, uno degli studenti propose di costruire una casa di accoglienza per bambini orfani. Un suo parente don&ograve; il terreno su cui costruirlo e fu a quel punto che decisero di registrare ufficialmente l&#39;associazione, mantenendo il nome di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Resala_%28organization%29">Resala</a> (<a title="Sito ufficiale in arabo" href="http://www.resala.org">sito ufficiale in arabo</a>).</p>
<p>Sono passati undici anni e Resala &egrave; diventata una delle pi&ugrave; grosse organizzazioni di volontariato in Egitto. Conta in tutto il paese pi&ugrave; di 50 sedi e decine di migliaia di volontari, impegnati in svariate <a title="Blog in inglese" href="http://abdelmonem-89.blogspot.com/2008/11/resala-egypts-leading-ngo.html">attivit&agrave;</a> che spaziano dalla raccolta di vestiti usati per i meno abbienti al sostegno di orfanotrofi, dalla promozione della donazione di sangue alla lotta contro l&#39;analfabetismo alla registrazione di audiolibri per i non vedenti. E molto di pi&ugrave;.</p>
<p>Lo scorso maggio, <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.tedxcairo.com/">TEDxCairo</a> ha invitato Sherif Abdel-Azim, come fondatore di Resala, a parlare dell&#39;organizzazione e del volontariato in generale e a raccontare alcune delle loro <a title="Pagina web in arabo" href="http://www.resala.org/stories">esperienze</a> [ar].</p>
<div class="Video da Youtube" style="text-align: center;"><object width="500" height="281"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RvFBBc7iRWg?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/RvFBBc7iRWg?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>&nbsp;</div>
<p>Nel 2008, Ashraf Al Shafaki, un blogger che aveva servito come volontario per Resala, descriveva nel suo blog <a title="Post originale in inglese" href="http://shafaki.wordpress.com/2008/09/30/resala-clothing-day-2008/">l&#39;annuale raccolta di vestiti usati</a>, poi donati o venduti per raccogliere fondi:  </p>
<blockquote><p>Lo scorso anno (2007) <a title="Pagina web in inglese" href="http://knol.google.com/k/ashraf-al-shafaki/resala/fi8t6r49icz3/2#">Resala</a> si prefisse di raccogliere durante il mese di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ramadan"> Ramadan </a>[it] centomila capi di abbigliamento usati, attraverso le sette sedi del Cairo e le due di Alessandria. L&#39;operazione ebbe un successo straordinario e contro ogni previsione si raccolsero ben duecentomila pezzi!</p></blockquote>
<p>[Ashraf Al Shafaki] scriveva poi come nel 2008 Resala avesse alzato la posta e annunciato che avrebbe raccolto trecentomila capi di abbigliamento. Anche allora super&ograve; ogni aspettativa e ne raccolse pi&ugrave; di un milione in meno di 30 giorni.   </p>
<blockquote><p>I volontari di Resala hanno classificato, lavato e stirato circa mezzo milione di indumenti di seconda mano. Il resto verr&agrave; venduto a prezzi molto bassi alle persone bisognose delle zone pi&ugrave; disagiate, attraverso piccole fiere della durata di tre giorni in giro per l&#39;Egitto. I prezzi variano in media da 50 centesimi a 1 dollaro per capo, fino ad un massimo di 3 dollari per i pezzi pi&ugrave; cari. &Egrave; una formula che permette alle famiglie di scegliere con calma quello che preferiscono e nella quantit&agrave; che desiderano, e da&#39; loro la soddisfazione di poter acquistare con i propri risparmi.</p></blockquote>
<p>Il ricavato della vendita di vestiario viene poi destinato ad altre attivit&agrave; dell&#39;associazione, insieme con le <a title="Sito ufficiale in arabo" href="http://www.resala.org/pages/how_to_donate">donazioni ricevute</a> [ar]. E il ciclo continua.</p>
<div id="attachment_264992" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><img class="size-medium wp-image-264992" title="Corso di computer organizzato da Resala." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/10/resalaworkshop-375x281.jpg" alt="Corso di computer organizzato da Resala." width="375" height="281" /><p class="wp-caption-text">Corso di computer organizzato da Resala. Foto di Telecenterpictures su Flickr (CC-BY-NC-SA)</p></div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/tarek-amr/' title='elenca tutti gli articoli di Tarek Amr'>Tarek Amr</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/katia-coletto/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Katia Coletto'>Katia Coletto</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/10/27/egypt-a-class-project-that-became-one-of-egypts-biggest-charities/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/egitto-undici-anni-di-successo-per-il-volontariato-di-base/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fegitto-undici-anni-di-successo-per-il-volontariato-di-base%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fegitto-undici-anni-di-successo-per-il-volontariato-di-base%2F&#038;text=Egitto%3A+undici+anni+di+successo+per+il+volontariato+di+base&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fegitto-undici-anni-di-successo-per-il-volontariato-di-base%2F&#038;title=Egitto%3A+undici+anni+di+successo+per+il+volontariato+di+base' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fegitto-undici-anni-di-successo-per-il-volontariato-di-base%2F&#038;title=Egitto%3A+undici+anni+di+successo+per+il+volontariato+di+base' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fegitto-undici-anni-di-successo-per-il-volontariato-di-base%2F&#038;title=Egitto%3A+undici+anni+di+successo+per+il+volontariato+di+base' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fegitto-undici-anni-di-successo-per-il-volontariato-di-base%2F&#038;title=Egitto%3A+undici+anni+di+successo+per+il+volontariato+di+base' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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