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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Diritti umani</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Diritti umani</title>
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		<title>Maldive: nuove ondate di violenza</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 01:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania De Caro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Ancora tesa la situazione nelle isole Maldive. Il caos è scoppiato quando la polizia ha iniziato a pestare brutalmente i sostenitori del Presidente uscente Mohamed Nasheed -- i quali manifestavano contro l’estromissione del primo e unico presidente dell’ isola ad essere stato eletto in modo democratico. Reazioni e commenti diffusi tramite i citizen media.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 8 Febbraio, <a title="articolo gv" href="http://globalvoicesonline.org/2012/02/07/maldives-on-brink-of-chaos/">la crisi politica nelle Maldive</a> [en, come i link successivi eccetto ove diversamente indicato] ha preso una brutta piega. Il caos è scoppiato quando la polizia ha iniziato a pestare brutalmente i sostenitori del Presidente uscente Mohamed Nasheed. I manifestanti stavano protestando contro l’estromissione del primo e unico presidente dell’ isola ad essere stato eletto democraticamente da tutta la nazione.</p>
<p>Durante <a title="articolo abc news" href="http://www.abc.net.au/news/2012-02-09/violence-in-the-maldives/3819498">le rivolte</a> che sono seguite, i sostenitori di Nasheed hanno distrutto e dato fuoco ad una serie di edifici pubblici quali stazioni di polizia, corti di giustizia, uffici del consiglio e molti altri. Dozzine di poliziotti sono stati feriti.</p>
<p>Nella prima mattinata, il Presidente ha annunciato che le sue <a title="articolo gv su Nasheed" href="http://globalvoicesonline.org/2012/02/07/maldives-president-resigns-after-mutiny/">dimissioni</a> sono state forzate. Tale comunicato è avvenuto in occasione di un incontro del Partito democratico delle Maldive (MDP), vincitore della prima elezione multipartitica della nazione, avvenuta nel 2008, che ha portato Nasheed al governo. Ha poi aggiunto: “Torneremo al potere. Non faremo mai marcia indietro. Non ho intenzione di accettare questo colpo di Stato e riporterò la giustizia al popolo delle Maldive.”</p>
<div id="attachment_292807" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-292807 " title="Gas lacrimogeni sui manifestanti. Foto di un fotografo anonimo, usata su concessione." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/02/maldives-protest.jpg" alt="Gas lacrimogeni sui manifestanti. Foto di un fotografo anonimo, usata su concessione." width="450" height="457" /><p class="wp-caption-text">Gas lacrimogeni sui manifestanti. Foto di un fotografo anonimo.</p></div>
<p>Nasheed e il suo gruppo di sostenitori hanno poi marciato per tutta la capitale e affrontato un’intera linea di poliziotti armati che si trovavano vicino alla piazza principale di Malè, proprio affianco al quartiere generale dell’esercito e della polizia. I manifestanti hanno lanciato bottiglie e pietre contro la polizia che ha reagito gettando gas lacrimogeni su tutta la folla.<br />
Lo scontro si è concluso con una brutale repressione da parte delle forze armate che hanno ferito gravemente i manifestanti, in seguito portati in ospedale. Tra i feriti si contano anche membri del parlamento e veterani del partito di Nasheed.</p>
<p><a title="canale di FreedomWatchwv" href="https://www.youtube.com/user/FreedomWatchMV">FreedomWatchMV</a> rilancia <a title="video su you tube" href="https://www.youtube.com/watch?v=WULGkBWIJZ8">questo video degli scontri</a> tra polizia e manifestanti.</p>
<p>Un altro ancora mostra la polizia intenta a trascinare Nasheed e un membro del parlamento <a title="" href="https://www.youtube.com/watch?v=aOxCEQ82MFM">fuori da un negozio</a>. Un altro video mostra un uomo sanguinante <a title="video su you tube 3" href="https://www.youtube.com/watch?v=jOo1nDAB8eg"> che racconta degli atti di violenza della polizia</a> nei suoi confronti.</p>
<p>Yameen scrive sul suo blog a proposito di quanto accaduto <a title="blog di yameen" href="http://uglyy.blogspot.com/2012/02/reign-of-terror-in-maldives.html">in piazza a Malè:</a></p>
<blockquote><p>Il dipartimento di polizia sembra proprio fuori controllo nel suo brutale tentativo di abbattere le proteste dei sostenitori di Nasheed dopo il rilascio di quest’oggi.</p>
<p>Ho potuto assistere con i miei occhi alle tecniche oppressive adoperate contro gli attivisti del MDP, letteralmente galvanizzati dal rilascio del Presidente Nasheed dopo il colpo di Stato che lo ha costretto alle dimissioni.</p>
<p>Gas lacrimogeni sono stati usati in modo indiscriminato su Orchid magu nei pressi della palazzo della Corte Suprema. Due persone sono state picchiate a sangue e lasciate esanimi sulla strada per molto tempo prima di essere caricati sull’ambulanza.</p>
<p>Poi ho visto una jeep della polizia fiondarsi a tutta velocità sulla folla. <em>Una jeep della polizia.</em> Assolutamente riprorevole.</p></blockquote>
<div id="attachment_292808" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-292808 " title="La brutalità della polizia sui manifestanti. Foto di un anonimo, usata su concessione." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/02/maldives-police-brutality.jpg" alt="La brutalità della polizia sui manifestanti. Foto di un anonimo, usata su concessione." width="450" height="397" /><p class="wp-caption-text">La brutalità della polizia sui manifestanti. Foto di un anonimo, usata su concessione.</p></div>
<p>Muju Naeem medita sul fatto che le Maldive siano ormai sottomesse ad una <a title="twitter di nattu" href="https://twitter.com/#!/reallynattu/status/167235562779066368">ha twittato:</a></p>
<blockquote><p>@reallynattu: “@hisherm: Non sostengo nessun partito politico. Io sostengo le Maldive” Anch’io!</p></blockquote>
<p>Questo giovedì aleggiava una strana calma nelle isole e nella capitale, come se la gente avesse paura di quello che potrebbe succedere. Durante una conferenza stampa i capi della polizia e dell’esercito hanno assicurato che l’ordine verrà ristabilito e hanno promesso di indagare sulla violenza scoppiata il giorno precedente.</p>
<p>In un’intervista presso la sua residenza, Nasheed ha dichiarato di essere stato obbligato da alcuni soldati a dare le dimissioni, proprio mentre la polizia si stava ammutinando contro il Governo. Facendo appello per nuove elezioni politiche, Nasheed ha aggiunto che tornerà al potere e che non intende perdere la propria autorità a causa delle rivolte. L’ex Presidente ha anche condannato gli atti di violenza che i suoi sostenitori hanno commesso nelle varie isole dello Stato.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/faroog/' title='elenca tutti gli articoli di Saffah Faroog'>Saffah Faroog</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefania-granada/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Stefania De Caro'>Stefania De Caro</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/02/09/maldives-marred-by-violence/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/02/maldive-nuove-ondate-di-violenza/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fmaldive-nuove-ondate-di-violenza%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fmaldive-nuove-ondate-di-violenza%2F&#038;text=Maldive%3A+nuove+ondate+di+violenza&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fmaldive-nuove-ondate-di-violenza%2F&#038;title=Maldive%3A+nuove+ondate+di+violenza' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fmaldive-nuove-ondate-di-violenza%2F&#038;title=Maldive%3A+nuove+ondate+di+violenza' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fmaldive-nuove-ondate-di-violenza%2F&#038;title=Maldive%3A+nuove+ondate+di+violenza' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fmaldive-nuove-ondate-di-violenza%2F&#038;title=Maldive%3A+nuove+ondate+di+violenza' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Nuovo libro sulla battaglia globale per la libertà di Internet</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 01:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Corradin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come assicurarsi che lo sviluppo di Internet sia compatibile con la democrazia? E come diventare dei "netizen" attivi, responsabili del futuro digitale? Questo è l'argomento del nuovo libro di Rebecca McKinnon: "Consent of the Networked: The Worldwide Struggle For Internet Freedom."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come assicurare uno sviluppo di Internet compatibile con la democrazia? Dato il forte impulso che i social media hanno dato alle recenti sollevazioni in Medio Oriente e altrove, come assicurarsi che gli stessi strumenti non siano usati per la censura e il controllo governativi (spesso con un consistente aiuto da parte delle aziende high-tech occidentali)? E come poter smettere i panni degli &#8220;utenti&#8221; passivi della tecnologia, per diventare piuttosto dei &#8220;netizen&#8221; che prendono in mano le redini del futuro digitale, assumendosene la responsabilità?</p>
<p><a title="GV su Amazon" href="http://www.amazon.com/gp/product/0465024424/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=globvoiconli-20&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=9325&amp;creativeASIN=0465024424"><img class="alignright" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/mackinnon-book-cover-150.png" alt="Consent of the Networked" width="150" height="227" hspace="8" vspace="8" /></a> Queste domande sono alla base di <a title="Consent of the Networked su Amazon.com" href="http://www.amazon.com/gp/product/0465024424/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=globvoiconli-20&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=9325&amp;creativeASIN=0465024424">Consent of the Networked: The Worldwide Struggle For Internet Freedom </a> [en<em></em>], nuovo libro in uscita di Rebecca McKinnon, co-fondatrice di <a title="GVO" href="http://globalvoicesonline.org">Global Voices</a>  [en<em></em>] (e co-autrice del quindicinale <a title="Netizen Report" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/categories/special/netizen-report/">Netizen Report</a> [en<em></em>] su GV Advocacy).</p>
<p>Questo lavoro, completo e tempestivo, è un appello all&#39;azione per ogni blogger e utente di Twitter o Facebook, in particolar modo per i cyber-attivisti in generale, affinché affrontino il tema di come gestire la tecnologia per sostenere i diritti e le libertà dei cittadini nel mondo. Attraverso un&#39;analisi rigorosa, condotta con tono positivo, si giunge al messaggio finale: dovremmo partecipare a una battaglia che abbiamo tutti il potere e la capacità di influenzare, anche con delle piccole azioni &#8212; se solo cerchiamo di capire le complesse forze in gioco e la nostra capacità d&#39;intervento.</p>
<p>Diviso in cinque sezioni portanti, il libro copre vari eventi dell&#39;ultima decade ed è piuttosto aggiornato, con alcune parti dedicate alla Primavera Araba e alle capacità di sorveglianza del governo egiziano, alla privacy e al controllo nelle democrazie occidentali, e all&#39;ascesa dei &#8220;Facebookistan e Googledom&#8221;. Il <a title="consent of the networked website" href="http://consentofthenetworked.com">sito</a> [en<em></em>] che accompagna il libro fornisce ulteriori aggiornamenti e risorse.</p>
<p>Il network di Global Voices è menzionato in diversi punti, con citazioni dirette e altri rimandi. Ad esempio, la prefazione racconta brevemente di come questa comunità è nata e cresciuta, e del suo ruolo cruciale nei recenti eventi:</p>
<blockquote><p>Mentre le proteste esplodevano in Tunisia alla fine del 2010 e le manifestazioni si propagavano nel Medio Oriente e in Nord Africa all&#39;inizio del 2011, i collaboratori di Global Voices lavoravano senza sosta per diffondere le informazioni su quanto stava accadendo in diverse lingue, sul nostro sito ma anche su Twitter, Facebook, e altre piattaforme di social media.</p></blockquote>
<p>La prima parte del libro si concentra sulle interconnessioni tra tecnologia, società e business che hanno alimentato lo sviluppo di Internet fino ad ora, facendo nascere un &#8220;digital commons&#8221; fatto di pratiche innovative, attivismo digitale, e valorizzazione individuale.<br />
Questo ambiente, certo entusiasmante, si trova però ad affrontare l&#39;opposizione definita come “Controllo 2.0”: &#8220;…come delle relazioni oscure e inesplicabili con le aziende Internet e telefoniche che permettono ai governi autoritari di controllare e manipolare i cittadini.&#8221;</p>
<p>La <a title="China su GV" href="http://globalvoicesonline.org/-/world/east-asia/china/">Cina</a> è qui analizzata come caso esemplare, con una descrizione dettagliata dei suoi raffinati sistemi di censura e i recenti sviluppi per mantenere un controllo autoritario, permettendo allo stesso tempo &#8220;&#8230;livelli elevati di vivaci e polemici dibattiti e riflessioni online, entro certi limiti.&#8221;</p>
<p>Dopo aver descritto simili (o peggiori) situazioni in Paesi come l&#39;Iran, il Pakistan e la Siria, l&#39;attenzione si sposta sulle democrazie occidentali, che sembrano purtroppo inclini a emulare i regimi autoritari, anche se in modo meno ovvio e insidioso. Ovvero, le aziende high-tech stanno stabilendo relazioni altrettanto opache e inspiegabili con le istituzioni governative, e non riescono a &#8220;…farsi carico della responsabilità che il loro potere ha sulla vita politica dei cittadini, e della loro mancanza di responsabilità nell&#39;esercizio di tale potere.&#8221;</p>
<div id="attachment_7017" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/02/worldwide-censorship.jpg"><img class="size-medium wp-image-7017" src="http://advocacy.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/02/worldwide-censorship-375x286.jpg" alt="Worldwide censorship" width="200" /></a><p class="wp-caption-text">Image © Shutterstock.com</p></div>
<p>I numerosi esempi qui discussi includono WikiLeaks, le denunce sulla privacy su Facebook, il &#8216;Grande Fratello&#39; Apple, e la Neutralità della Rete. Ma anche l&#39;attuale battaglia tra proprietà intellettuale e libertà di pensiero/condivisione (vedi l&#39;<a title="SOPA-PIPA" href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/no-al-sopapipa-per-tutelare-linternet-aperta-e-condivisa/">iniziativa globale contro SOPA-PIPA</a> [it], e la recente &#8216;<a title="Twitter censorship?" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/2012/01/28/what-does-twitter%E2%80%99s-country-by-country-takedown-system-mean-for-freedom-of-expression/">censura selettiva</a>&#8216; [en<em></em>] annunciata da Twitter). Vi sono trattate anche alcune questioni meno note, come la proposta del 2011 di creare un &#8216;cyberspazio comune europeo&#39; che permetterebbe di bloccare i &#8220;contenuti illeciti&#8221; alle frontiere dell&#39;Europa.</p>
<p>Infine, l&#39;ultimo capitolo del libro cerca di rispondere alla domanda &#8220;Cosa possiamo fare?&#8221;, e propone lo sviluppo di una Internet <em>netizen-centric</em>. Questa parte esplora le proposte di alcuni governi e aziende, e di un numero crescente di cittadini impegnati a fronteggiare le minacce alla libertà nel cyberspazio attraverso nuove iniziative e movimenti innovativi. Maggiore trasparenza, istituzione di procedure che portino le aziende a impegnarsi con gli utenti, con i clienti, e con tutti gli altri attori coinvolti  e creazione di un ambiente informativo che sia sempre più nelle mani dei cittadini. Questi i vari suggerimenti forniti dal libro.</p>
<p title="GV su Amazon">In fin dei conti, questa <a title="GV su Amazon" href="http://www.amazon.com/gp/product/0465024424/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;tag=globvoiconli-20&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=9325&amp;creativeASIN=0465024424">battaglia globale per la libertà di Internet</a> [en<em></em>] si sta combattendo proprio ora, nei Paesi arabi, nell&#39;Asia orientale, e anche nei Paesi europei. Si tratta di una lotta comune, e spetta a ciascuno di noi, in quanto netizen e cittadini del mondo, controllare lo stato delle cose, per assicurarci che Internet resti una potenza per la libertà di espressione e la liberazione politica, piuttosto che uno strumento di alienazione, censura e repressione.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://advocacy.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/' title='elenca tutti gli articoli di Bernardo Parrella'>Bernardo Parrella</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/camilla-corradin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Camilla Corradin'>Camilla Corradin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://advocacy.globalvoicesonline.org/2012/02/02/new-book-on-global-struggle-for-internet-freedom/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/02/nuovo-libro-sulla-lotta-globale-per-la-liberta-di-internet/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fnuovo-libro-sulla-lotta-globale-per-la-liberta-di-internet%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fnuovo-libro-sulla-lotta-globale-per-la-liberta-di-internet%2F&#038;text=Nuovo+libro+sulla+battaglia+globale+per+la+libert%C3%A0+di+Internet&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fnuovo-libro-sulla-lotta-globale-per-la-liberta-di-internet%2F&#038;title=Nuovo+libro+sulla+battaglia+globale+per+la+libert%C3%A0+di+Internet' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fnuovo-libro-sulla-lotta-globale-per-la-liberta-di-internet%2F&#038;title=Nuovo+libro+sulla+battaglia+globale+per+la+libert%C3%A0+di+Internet' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fnuovo-libro-sulla-lotta-globale-per-la-liberta-di-internet%2F&#038;title=Nuovo+libro+sulla+battaglia+globale+per+la+libert%C3%A0+di+Internet' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fnuovo-libro-sulla-lotta-globale-per-la-liberta-di-internet%2F&#038;title=Nuovo+libro+sulla+battaglia+globale+per+la+libert%C3%A0+di+Internet' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Guatemala: l&#039;ex dittatore Efraín Ríos Montt accusato di genocidio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Carta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Guatemala]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 26 gennaio, l'ex dittatore militare  Efraín Ríos Montt è stato portato davanti alla Corte con l'accusa di genocidio. Lo stesso giorno, il Congresso del Guatemala ratificava lo Statuto della Corte Penale Internazionale, mostrando al popolo guatemalteco che la ricerca di giustizia sta andando nella direzione giusta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli attivisti per i diritti umani temevano che la recente <a title="Articolo GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/guatemala-molina-neo-presidente-controverso-ed-ex-generale/">vittoria presidenziale</a> [it] dell&#39;ex generale <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Otto_P%C3%A9rez_Molina">Otto Peréz Molina</a> [en, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] avrebbe coinciso con un passo indietro nella Giustizia Transitoria del Guatemala. Invece, l&#39;ultima settimana di gennaio è stata segnata da due eventi decisivi che hanno evidenziato come la fragile democrazia guatemalteca stia maturando.</p>
<p>Il 26 gennaio, infatti, il Congresso del Guatemala ha ratificato lo <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Statuto_di_Roma">Statuto della Corte Penale Internazionale</a> [it] che permetterà al tribunale internazionale di perseguire chiunque in Guatemala abbia commesso crimini contro l&#39;umanità, in caso di fallimento della giurisdizione nazionale. Lo stesso giorno, dopo anni di immunità parlamentare, l&#39;ex dittatore <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Efra%C3%ADn_R%C3%ADos_Montt">Efraín Ríos Montt</a> [it] è stato ufficialmente accusato di aver preso parte al genocidio di più di 1.700 indigeni Maya tra il 1982 e il 1983, durante il <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Guatemalan_Civil_War">trentaseiesimo anno</a> della guerra civile (1960-1996).</p>
<div id="attachment_289288" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.flickr.com/photos/renata_a_pinto/2335737957/in/photostream/"><img class="size-full wp-image-289288 " title="Nomi delle vittime del genocidio in Rio Negro" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/2335737957_596130a092.jpg" alt="" width="400" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Bambino di fronte a un manifesto con i nomi delle vittime del genocidio. Foto di Renata Avila (CC BY 2.0)</p></div>
<p>Sul blog <em>SALTLaw</em>, in un post intitolato <a title="Post originale in inglese" href="http://www.saltlaw.org/blog/2012/01/27/a-good-dawn-for-justice-in-guatemala/">&#8220;La rinascita della giustizia in Guatemala&#8221;</a>, la professoressa Raquel Aldana spiega il significato del processo contro Ríos Montt:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Oggi è stata una giornata storica per il Guatemala. Poche ore fa, dopo una lunga serie di udienze, la Corte guatemalteca ha aperto un caso contro l&#39;ex generale Efraín Ríos Montt, ordinandogli gli arresti domiciliari. Oggi 85enne, l&#39;ex dittatore dovrà affrontare un processo che lo accusa di essere responsabile di un centinaio di massacri che hanno causato la morte di 1.771 persone. Ríos Montt, che negli ultimi vent&#39;anni ha goduto dell&#39;immunità parlamentare, è stato presidente del Guatemala durante i 17 mesi più terribili dei 36 anni di guerra civile, tra il 1982 e il 1983.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Raquel Andana racconta anche della comparsa di Ríos Montt in tribunale:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quando gli è stato chiesto se fosse a conoscenza delle accuse che gli venivano rivolte, Ríos Montt ha detto al microfono: &#8220;Le conosco perfettamente&#8221;. Quindi, invece di fare la formale dichiarazione di colpevole o non colpevole, ha scelto di stare in silenzio. Fuori dal tribunale, gli indigeni guatemaltechi seminavano petali di rose rosse chiedendo di cancellare l&#39;impunità. Intanto, il Congresso ratificava il Trattato di Roma.</p>
</blockquote>
<p>Su uno dei blog del sito del Consiglio degli affari esteri, la ricercatrice Natalie Kitroeff <a title="Post originale in inglese" href="http://blogs.cfr.org/oneil/2012/01/24/guest-post-rios-montt-plays-a-risky-defense-game/">attacca</a> la difesa di Ríos Montt.</p>
<blockquote><p>Ríos Montt ha costruito la sua difesa assai chiaramente. Nel corso del mese passato, ha ripetutamente detto di non poter essere accusato di alcuna violazione dei diritti umani perché, in quanto leader politico della nazione, all&#39;epoca non era responsabile delle operazioni militari. Il suo avvocato ha dato eco alle sue dichiarazioni, comunicando di recente alla stampa: “Siamo sicuri che non ci sia alcuna responsabilità, poiché il mio cliente non è mai stato sul campo di battaglia.”</p></blockquote>
<p>La Kitroeff continua la sua analisi, precisando:</p>
<blockquote><p>Questa strategia rappresenta un approccio radicalmente nuovo nel contesto guatemalteco. Fino ad oggi, infatti, l&#39;ex generale ha costantemente negato che il genocidio sia mai stato parte della guerra civile. Persino l&#39;attuale presidente, Otto Pérez Molina, ha detto che non crede <a title="Articolo originale in spagnolo" href="http://plazapublica.com.gt/content/quiero-que-alguien-me-demuestre-que-hubo-genocidio">alle conclusioni della Commissione per la chiarezza storica dell&#39;ONU</a> [es] e che può “provare che il genocidio non sia mai avvenuto” durante la guerra civile. Ora però Ríos Montt ha cambiato tattica: non sostiene più che queste atrocità non sono capitate, ma afferma di non essere lui il colpevole.</p>
<p>Questa dichiarazione, sebbene non riconosca apertamente il genocidio, ci suggerisce che le cose sono cambiate (seppur di poco) dal 1999 quando, per la  prima volta, l&#39;Associazione per la Giustizia e la Riconciliazione (<em>Association for Justice and Reconciliation</em>) aveva sollevato le accuse contro Ríos Montt. La scoperta di fosse comuni da parte della Fondazione Forense di Antropologia del Guatemala (<em>Forensic Anthropology Foundation of Guatemala</em>) e il costante impegno dei parenti delle vittime nel fare pressione sulla Corte – costanza che quest&#39;anno ha ottenuto le sentenze di condanna per quattro ex-soldati – ha reso impossibile per l&#39;ex generale continuare a negare il genocidio, almeno di fronte alla Corte.</p></blockquote>
<div id="attachment_289292" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://www.flickr.com/photos/advocacy_project/517943921/"><img class="size-medium wp-image-289292  " title="Mejia Victores e Ríos Mont ricercati per genocidio. Graffiti a Città del Guatemala" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/517943921_c2aba73b71-375x286.jpg" alt="" width="240" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Mejia Victores e Ríos Mont ricercati per genocidio.&quot; Graffiti a Città del Guatemala. Foto di The Advocacy Project (CC BY-ND 2.0)</p></div>
<p>Sul blog <a title="Post originale in inglese" href="http://www.lawyersgunsmoneyblog.com/2012/01/rios-montt-to-appear-before-guatemalan-court">Avvocati, Pistole e Denaro</a>, Erik Loomis riflette su ciò che il processo contro Ríos Montt significa per il Guatemala:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Oggi il Guatemala deve affrontare un nuovo periodo di instabilità dovuto all&#39;espansione nei suoi territori dei cartelli della droga dal Messico e El Salvador. Così, mentre 30 anni fa i cittadini volevano smantellare le forze di polizia a causa della loro terribile repressione, oggi vi ripongono tutta la loro fiducia, essendo le uniche a poter far fronte alla nuova ondata di violenza. Obbligare Ríos Montt ad affrontare il processo non risolverà nessuno degli enormi problemi che colpiscono il Guatemala, ma potrebbe influenzare i delinquenti di questa nazione a pensarci due volte prima di commettere uno dei loro crimini.</p>
</blockquote>
<p>Su <a title="Post originale in inglese" href="http://centralamericanpolitics.blogspot.com/2012/01/rios-montt-to-go-to-trial-for-genocide.html">Central American Politics</a>, Mike racconta che a Ríos Montt è stata concessa la libertà provvisoria e rimarrà agli arresti domiciliari durante il processo. Poi aggiunge:</p>
<blockquote><p>Siamo di fronte a un&#39;importante vittoria per il popolo del Guatemala, a un ulteriore <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/2012/01/201219818067139.html">passo avanti</a> nella difesa dei diritti umani nella regione.</p></blockquote>
<p>Questi due eventi - il processo a Ríos Montt e la ratifica dello Statuto di Roma - mostrano che, senza chiudere un occhio sul passato e sulle terribili atrocità commesse durante la guerra civile, il Guatemala sta cercando di diventare una nazione dove i diritti umani fondamentali sono rispettati e rafforzati. Il fatto stesso che l&#39;attuale presidente Otto Pérez Molina, un ex generale, non abbia interferito con il caso di Ríos Mont e abbia sostenuto la ratifica dello Statuto di Roma offre al popolo del Guatemala la speranza che presto verrà fatta giustizia, prima che i criminali muoiano, perché troppo vecchi o troppo malati per affrontare i processi.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/renata-avila/' title='elenca tutti gli articoli di Renata Avila'>Renata Avila</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/serena-carta/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Serena Carta'>Serena Carta</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/27/guatemala-former-dictator-efrain-rios-montt-questioned-for-genocide/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/02/guatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F&#038;text=Guatemala%3A+l%26%2339%3Bex+dittatore+Efra%C3%ADn+R%C3%ADos+Montt+accusato+di+genocidio&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F&#038;title=Guatemala%3A+l%26%2339%3Bex+dittatore+Efra%C3%ADn+R%C3%ADos+Montt+accusato+di+genocidio' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F&#038;title=Guatemala%3A+l%26%2339%3Bex+dittatore+Efra%C3%ADn+R%C3%ADos+Montt+accusato+di+genocidio' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F&#038;title=Guatemala%3A+l%26%2339%3Bex+dittatore+Efra%C3%ADn+R%C3%ADos+Montt+accusato+di+genocidio' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F02%2Fguatemala-lex-dittatore-efrain-rios-montt-accusato-di-genocidio%2F&#038;title=Guatemala%3A+l%26%2339%3Bex+dittatore+Efra%C3%ADn+R%C3%ADos+Montt+accusato+di+genocidio' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Brasile: indignazione per il brutale assassinio di una bambina Awá-Gwajá</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 21:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Gerussi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I netizen brasiliani reagiscono con rabbia e incredulità al brutale assassinio di una bambina appartenente all'etnia Awá-Gwajá, nello Stato nord-orientale del Maranhão. Dal dibattito online emerge anche una certa complicità del governo federale, mentre tacciono i media tradizionali filogovernativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 gennaio 2012 la giornalista Alice Pires <a title="Messaggio in portoghese" href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=316784851695722&amp;set=a.163225937051615.30967.100000926285273&amp;type=1">ha pubblicato</a> [pt, <em>come gli altri link tranne ove diversamente indicato</em>] il seguente messaggio sul suo profilo Facebook:</p>
<blockquote><p>E quando os Guajajaras [elementos de um dos povos indígenas mais numerosos do Brasil] me ligaram ontem dizendo que o índio que os madeireiros jogaram álcool e tocaram fogo e ficaram assistindo ele queimar até morrer, tinha só uns 8 aninhos de idade não consegui mais dormir&#8230;.O indiozinho era da etnia Awá-Gwajá, da reserva de Araribóia, município deArame no Maranhão.</p></blockquote>
<div class="translation">Non sono più riuscita a dormire ieri sera, dopo che alcuni <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guajajara">Guajajara</a> [it] (una delle comunità indigene più popolose del Brasile) mi hanno telefonato per dirmi che il nativo assassinato dai taglialegna aveva solamente 8 anni: l&#39;hanno cosparso di alcol, gli hanno appiccato il fuoco e sono rimasti a guardare mentre moriva tra le fiamme. Si trattava di una bambina di etnia <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guaj%C3%A1">Awá-Gwajá</a> [it] della riserva di Araribóia nel comune di <a title="Voce da Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arame_%28Maranh%C3%A3o%29">Arame</a> [it] nel Maranhão.</div>
<p>Da quel momento la Rete è stata travolta da un&#39;ondata di indignazione e sconcerto per il crudele assassinio della piccola Awá, <a title="Articolo in portoghese" href="http://carosamigos.terra.com.br/index2/index.php/noticias/2361-indios-denunciam-assassinato-de-crianca-awa-no-ma">bruciata viva</a> dai taglialegna nello stato nord-orientale del Maranhão e il cui corpo carbonizzato è stato rinvenuto in un accampamento abbandonato dalla tribù.</p>
<p>Il Consiglio Missionario Indigeno (CIMI) <a title="Comunicato del CIMI" href="http://www.cimi.org.br/site/pt-br/?system=news&amp;conteudo_id=6037&amp;action=read">ha confermato</a> che &#8220;risultano fondati i sospetti di un attacco sferrato tra settembre e ottobre 2011 all&#39;accampamento di un gruppo di Awá non contattati&#8221; e ha fornito inoltre ulteriori dettagli in merito alla vicenda:</p>
<blockquote><p>O corpo foi encontrado carbonizado em outubro do ano passado num acampamento abandonado pelos Awá isolados, a cerca de 20 quilômetros da aldeia Patizal do povo Tenetehara, região localizada no município de Arame (MA). A Fundação Nacional do Índio (Funai) foi informada do episódio em novembro e nenhuma investigação do caso está em curso.</p></blockquote>
<div class="translation">Il corpo carbonizzato è stato ritrovato nell&#39;ottobre dell&#39;anno scorso in un accampamento abbandonato da un gruppo di Awá non contattati, a circa 20 km da Patizal, un villaggio abitato dall&#39;etnia <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tenetehara">Tenetehara</a> [it] che si trova nel comune di Arame (Maranhão). La Fondazione Nazionale per i Diritti dei Popoli Nativi (<a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Funda%C3%A7%C3%A3o_Nacional_do_%C3%8Dndio">FUNAI</a>, it) è stata informata dell&#39;accaduto a novembre ma non ha avviato alcuna indagine.</div>
<p><a title="Comunicato del CIMI" href="http://www.cimi.org.br/site/pt-br/?system=news&amp;conteudo_id=6037&amp;action=read">Secondo</a> Rosimeire Diniz, coordinatrice del CIMI nel Maranhão, &#8220;la situazione è già stata segnalata da tempo. Benché la presenza di taglialegna che mettono a rischio i gruppi di nativi non contattati sia diventata sempre più frequente, non è stata adottata alcuna misura concreta per proteggere questi popoli&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Il mondo deve sapere&#8221;</strong></p>
<div id="attachment_26247" class="wp-caption alignright" style="width: 254px"><a href="www.survivalinternational.org/tribes/awa"><img class="size-full wp-image-26247 " title="Awá. Paese: Brasile. Popolazione: 455. Foto di Survival International." src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/tribal_awa_en_original.jpg" alt="Awá. Paese: Brasile. Popolazione: 455. Foto di Survival International." width="244" height="115" /></a><p class="wp-caption-text">Awá. Paese: Brasile. Popolazione: 455. Foto di Survival International.</p></div>
<p>Il giornalista Eliano Jorge <a title="Articolo in portoghese" href="http://terramagazine.terra.com.br/interna/0,,OI5546425-EI6578,00-Lider+indigena+denuncia+morte+de+crianca+queimada+no+MA.html">ha raccolto la testimonianza</a> di un nativo Guajajara, che ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Os madeireiros estavam comprando madeira na mão dos índios (Guajajara) e acharam uma menininha Gwajá. E queimaram a criança. Só de maldade mesmo. Ela é de outra tribo, eles vivem dentro do mato, não têm contato com os brancos, são brabos.</p></blockquote>
<div class="translation">[&#8230;] I taglialegna stavano comprando legname da due Guajajara e hanno trovato una bambina Gwajá. E le hanno dato fuoco, così, in un atto di pura malvagità. Apparteneva a un&#39;altra tribù molto isolata che vive nella foresta e non ha contatti con l&#39;uomo bianco, sono come gli animali selvatici.</div>
<p>Il giornalista Luis Carlos Watermill <a title="Articolo in portoghese" href="http://www.viomundo.com.br/denuncias/os-boatos-na-internet-e-o-relato-da-crianca-queimada.html">ha invitato</a> però alla cautela:</p>
<blockquote><p>Renato Santana [assessor de imprensa do CIMI] negou a existência de alguma foto do corpo carbonizado. Só uma investigação oficial da Funai pode confirmar se de fato existe o corpo carbonizado e se de fato  é de uma criança. Além disso, é preciso esperar o testemunho direto de alguém que presenciou o episódio para saber se houve crime e, se houve, para identificar os autores.</p></blockquote>
<div class="translation">Renato Santana (addetto stampa del CIMI) ha negato che esistano foto del corpo carbonizzato. Solo un&#39;indagine ufficiale nel FUNAI sarà in grado di confermare l&#39;effettiva esistenza di un corpo carbonizzato e se si tratta, di fatto, di un bambino. Inoltre, è necessaria la testimonianza diretta di qualcuno che abbia assistito all&#39;episodio per verificare se sia stato commesso un reato e, se questo fosse il caso, per identificare i colpevoli.</div>
<p>Reagendo all&#39;articolo di Watermill, la giornalista Niara de Oliveira scrive:</p>
<blockquote><p>[&#8230;]. &#8220;Só uma investigação oficial da Funai pode confirmar se de fato existe o corpo carbonizado e se de fato é de uma criança&#8221;, mas na denúncia feita pelo jornalista Rogério Tomaz Jr. há o relato de que &#8220;os funcionários da Funai na região de Arame são aliados dos fazendeiros e madeireiros locais&#8221; e que &#8220;não surpreende, portanto, que não haja investigação em curso e que o caso só agora tenha vindo à tona&#8221;. Baseada no comportamento do governo federal para apurar o assassinato do cacique guarani em MS e na importância que dão aos povos indígenas quando se trata de beneficiar aliados (empreiteiros, ruralistas, desmatadores, madeireiros, etc) e baseada na importância que a imprensa governista dá aos mesmos povos indígenas, tendo a confiar na apuração do Rogério.</p></blockquote>
<div class="translation">[&#8230;]. &#8220;Solo un&#39;indagine ufficiale nel FUNAI sarà in grado di confermare l&#39;effettiva esistenza di un corpo carbonizzato e se si tratta, di fatto, di un bambino&#8221;, ma nell&#39;articolo scritto da Rogério Tomaz Jr., il giornalista denuncia &#8220;la collusione tra i funzionari del FUNAI nella zona di Arame, i proprietari terrieri e i taglialegna locali&#8221; e che di conseguenza &#8220;non sorprende che non vi sia alcuna indagine in corso e che il caso sia venuto alla luce con tanto ritardo&#8221;. Se penso all&#39;atteggiamento del governo federale nel caso dell&#39;<a title="Articolo in italiano" href="http://it.peacereporter.net/articolo/31698/Ucciso+il+capo+Guarani+in+lotta+per+la+terra+">omicidio del capo Guaranì</a> [it] nel Mato Grosso do Sul, la scarsa considerazione riservata ai popoli indigeni quando si tratta di favorire gli alleati (appaltatori, proprietari terrieri, silvicoltori, taglialegna, ecc.) e l&#39;importanza che viene loro riservata dalla stampa ufficiale filogovernativa, sono portata a credere a quanto riferito da Rogério.</div>
<p>L&#39;ISA (Istituto Socio-Ambientale) <a title="Nota da Facebook" href="http://www.facebook.com/povosindigenasnobrasil/posts/228840913858927">riporta</a> sulla sua pagina Facebook una dichiarazione dell&#39;antropologo Uirá Garcia:</p>
<blockquote><p>De fato, há indícios de que uma criança Awá-Guajá do grupo que vive em isolamento na TI Araribóia, tenha sumido de seu pequeno grupo, desde um encontro que tiveram com um grupo de madeireiros, meses atrás. Os Guajajara que encontraram o corpo comunicaram o ocorrido à Funai, mas nada foi feito. Essa informação já era conhecida por algumas pessoas ligadas aos povos indígenas do MA, a pelo menos 2 meses, porém, pela falta de provas mais concretas, ainda não havia sido divulgada. E agora, me parece que a informação (que pode sim ser verdadeira) &#8220;vazou&#8221; para a internet.</p></blockquote>
<div class="translation">In effetti, ci sono indizi che un bambino Awá-Guajá appartenente a un gruppo non contattato del territorio indigeno di Araribóia sia scomparso mesi fa dopo l&#39;incontro della sua tribù con i taglialegna. I Guajajara che hanno rinvenuto il corpo hanno denunciato l&#39;incidente al FUNAI, ma nulla è stato fatto. Chi ha a che fare con i nativi nel Maranhão aveva l&#39;informazione da almeno due mesi, ma a causa della mancanza di prove concrete, non è mai stata divulgata. E ora sembra che la notizia (che potrebbe rivelarsi veritiera) sia &#8220;trapelata&#8221; su Internet.</div>
<p>Il giornalista Rogério Tomaz Jr., originario del Maranhão nonché la prima persona a denunciare il caso nella blogosfera, ha pubblicato un post nel quale <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2012/01/07/hipoteses-corpo-carbonizado/">ironizza</a> sulle varie ipotesi emerse riguardo alla vicenda, prendendo di mira in particolare coloro che hanno accusato le organizzazioni di nativi e della società civile di mentire o di essersi inventate la storia. Rivolge inoltre una critica feroce ai media per aver fatto passare sotto silenzio quanto accaduto e <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2012/01/07/hipoteses-corpo-carbonizado/">afferma</a>, disgustato:</p>
<blockquote><p>Entretanto, se amanhã ou depois um índio der um tapa na cara de um fazendeiro ou madeireiro, em Arame ou em qualquer lugar do Brasil, não faltarão editoriais – em jornais, revistas, rádios, TVs e portais – para falar da “selvageria” e das tribos “não civilizadas” e da ameaça que elas representam para as pessoas de bem e para a democracia.</p></blockquote>
<div class="translation">Comunque, se domani o in futuro un nativo tirasse uno schiaffo in faccia a un proprietario terriero o a un taglialegna a Arame o in qualsiasi altra zona del Brasile, di sicuro non mancherebbero gli articoli - sui giornali, nelle riviste, nelle radio, in TV e su Internet - per informare il mondo della &#8220;barbarie&#8221; delle tribù &#8220;non civilizzate&#8221; e della minaccia che queste rappresentano per le persone perbene e per la democrazia.</div>
<p>In <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2012/01/06/cimi-crianca-awa-guaja/">un post precedente</a>, l&#39;autore aveva riferito che il personale del FUNAI nella regione in cui è stato commesso il crimine &#8220;è colluso con i latifondisti e i taglialegna locali. Non sorprende, quindi, che non ci sia alcuna indagine in corso e che il caso sia venuto alla luce con tanto ritardo&#8221;.</p>
<p>Diana Serra, medico e attivista ambientale, <a title="Post in portoghese" href="http://blog.dianaserra.com.br/?p=9421">esprime la sua indignazione</a>:</p>
<blockquote><p>Vejam a que ponto está chegando a violência no nosso estado do Maranhão. E o governo nada faz, Os representantes da Justiça nada fazem. Os representantes do povo nada fazem.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>É preciso que o mundo saiba o que acontece no Maranhão. Terra sem lei para os detentores de dinheiro e poder. Alguns, verdadeiros marginais, onde ainda resiste o coronelismo.</p></blockquote>
<div class="translation">Guardate a che punto sta arrivando la violenza qui da noi nel Maranhão. E il governo non fa nulla, la giustizia non fa nulla. I rappresentanti del popolo non fanno nulla.[&#8230;]</p>
<p>Dobbiamo far sapere al mondo cosa succede nel Maranhão, una terra in cui, per chi possiede denaro e potere, la legge non si applica. Un luogo in cui, per pochi, persiste ancora lo spirito del <em><a title="Voce da Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Coronelismo">coronelismo</a></em> [en].</p>
</div>
<p><strong>La persecuzione dei popoli nativi</strong></p>
<p>Secondo l&#39;ONG Survival International, &#8220;gli Awá sono una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori nomadi del Brasile. Oltre 60 Awá non hanno mai avuto alcun contatto con l’esterno&#8221;. Sul loro sito <a title="Articolo in italiano" href="http://www.survival.it/popoli/awa">si apprende inoltre</a> [it] che:</p>
<blockquote><p>Vivono quasi tutti in riserve legalmente riconosciute ma oggi si ritrovano confinati in lembi di foresta sempre più piccoli sotto l’incalzante invasione illegale di allevatori, coloni e taglialegna che stanno devastando le loro foreste.</p></blockquote>
<p>Il fotografo Hugo Macedo <a title="Post in portoghese" href="http://fotohugo.blogspot.com/2007/02/ndios-aw-guaj.html">spiega</a>:</p>
<blockquote><p>um certo número de Guajá vive na floresta, sem contato permanente com a nossa sociedade. Eles se autodenominam Awá, termo que significa “homem” ou “pessoa”. Os Awá-Guajá em contato permanente vivem no noroeste do estado do Maranhão, nas Terras Indígenas Alto Turiaçu e Caru, ambas já demarcadas e homologadas, estabelecendo um terreno contínuo, em tese menos sujeito às invasões.</p></blockquote>
<div class="translation">Un certo numero di Awá-Guajá vive nella foresta senza contatto permanente con la nostra società. Si autodefiniscono Awá che significa &#8220;uomo&#8221; o &#8220;persona&#8221;. I gruppi di Awá-Guajá che hanno dei contatti con altri popoli vivono nella parte nord-orientale del Maranhão, nei territori indigeni di Alto Turiaçu e di Caru, già delimitati e riconosciuti, che costituiscono una regione omogenea e in teoria meno predisposta a subire delle invasioni.</div>
<p style="text-align: center;"><object id="tribalchannel-player" width="480" height="270" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="flashvars" value="config=http://assets-production.survivalinternational.org/films/369/config.xml" /><param name="src" value="http://assets.survivalinternational.org/flash/syndicated-player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed id="tribalchannel-player" width="480" height="270" type="application/x-shockwave-flash" src="http://assets.survivalinternational.org/flash/syndicated-player.swf" allowFullScreen="true" wmode="opaque" allowScriptAccess="always" flashvars="config=http://assets-production.survivalinternational.org/films/369/config.xml" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p>Le minacce al popolo Awá da parte di taglialegna, addetti alle prospezioni minerarie e agricoltori interessati a impossessarsi delle loro terre non sono una novità e altri gruppi etnici del Maranhão, come i Canela e i <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Krikati">Krikati</a> [it], subiscono la stessa sorte. Da tempo le varie comunità <a title="Articolo in portoghese" href="http://www.brasildefato.com.br/content/povo-aw%C3%A1-guaj%C3%A1-e-mission%C3%A1rios-s%C3%A3o-atacados-no-maranh%C3%A3o">sono costrette a convivere</a> con la paura e le minacce di morte. Nel 2008, nella città di Arame, un bambino Guajajara di 7 anni <a title="Articolo in portoghese" href="http://odia.ig.com.br/portal/brasil/html/2012/1/funai_finaliza_investigacao_sobre_morte_de_crianca_indigena_216735.html">è stato ucciso a fucilate</a> da un motociclista e sempre nella stessa regione si sono registrati simili atti di violenza e stupri ai danni di indigeni di altre etnie.</p>
<p>Le violenze nei confronti dei popoli nativi in Brasile sono diffuse ovunque e hanno assunto proporzioni allarmanti. Il <a title="Post da GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/11/brasile-prosegue-leradicazione-dei-nativi-guarani-kaiowa/">genocidio perpetrato</a> [it] nei confronti dei Guarani-Kaiowá nel Mato Grosso do Sul sta ricevendo <a title="Post da GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/brasile-ancora-violenza-contro-i-guarani-kaiowa/">sempre maggiore attenzione</a> [it] da parte dei media alternativi, soprattutto nella blogosfera, ma resta ancora un argomento tabù per i media tradizionali. Il governo federale brasiliano, inoltre, non ha preso alcun provvedimento per rendere noti i crimini e soprattutto per evitare nuove morti.</p>
<p>Numerosi altri popoli tradizionali sono <a title="Post in portoghese" href="http://blog.dianaserra.com.br/?p=9064">vittime</a> di <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2011/06/10/greve-fome-quilombolas-maranhao/">violenza</a>, commessa nella maggior parte dei casi proprio dal governo federale, che fa uso dell&#39;esercito per intimidire gli abitanti dei <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quilombo">Quilombo</a> [it] - discendenti degli schiavi africani - e cacciarli dalle loro terre. Il progetto per la costruzione della diga di Belo Monte costituisce un&#39;altra <a title="Post da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/20/brazil-construction-starts-on-controversial-belo-monte-dam/">seria minaccia</a> [en] per la sopravvivenza di intere comunità native nella regione amazzonica.</p>
<p>Un altro pericolo per i popoli indigeni è rappresentato dalla <a title="Post da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/05/20/brazil-future-of-forests-at-stake/">possibile approvazione</a> [en] del nuovo <a title="Articolo in italiano" href="http://temi.repubblica.it/limes/un-codice-forestale-flessibile-per-il-brasile/30379">Codice Forestale</a> [it], presentato dal deputato Aldo Rebelo, membro del partito comunista del Brasile e sostenuto da Kátia Abreu, senatrice e proprietaria terriera, entrambi accesi sostenitori di un modello di sviluppo rurale ampiamente criticato dagli ambientalisti.</p>
<div id="attachment_26231" class="wp-caption alignright" style="width: 385px"><a href="http://www.survivalinternational.org/tribes/awa"><img class="size-medium wp-image-26231 " title="Gli Awá della comunità di Tiracambu © Fiona Watson/Survival" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/braz-awa-fw-2001-287_screen-375x282.jpg" alt="Gli Awá della comunità di Tiracambu © Fiona Watson/Survival" width="375" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Gli Awá della comunità di Tiracambu, nei pressi della linea ferroviaria di Carajás in Brasile. © Fiona Watson/Survival</p></div>
<p>Ricordando un recente caso, <a title="Post da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/05/31/brazil-death-forest-defender-shame/">rilanciato anche da Global Voices</a> [en] nel maggio 2011, che riguardava la morte di José Claudio Ribeiro da Silva e Maria do Espírito Santo da Silva, due attivisti brutalmente assassinati dai taglialegna nello stato del Pará, Lucão si unisce alla lista di blogger che hanno <a title="Post in portoghese" href="http://www.portalhoje.com/madereiros-assassinosatearam-fogo-num-indiozinho-de-8-anos/1474640">espresso il loro profondo sdegno</a> nei confronti delle atrocità commesse nei confronti degli Awá:</p>
<blockquote><p>Como se não bastasse a brutal agressão que os madereiros promovem constantemente no norte do Brasil contra nossa flora e fauna, -pois derrubando árvores, pássaros e animais são agredidos diretamente-, a coisa agora descambou para a covardia tosca de atrozes bandidos que atrelados à cifras ignoram a vida da floresta e a vida humana.</p></blockquote>
<div class="translation">Come se non bastasse la brutale aggressione che viene costantemente perpetrata dai taglialegna alla flora e alla fauna nel nord del Brasile - alberi che vengono abbattuti, uccelli e animali che vengono attaccati - ora siamo caduti ancora più in basso, nella becera codardia di atroci criminali interessati solo al denaro, incuranti della vita della foresta e degli esseri umani.</div>
<p>Il giornalista Carlos Hermes, attonito, <a title="Post in portoghese" href="http://carloshermes.blogspot.com/2012/01/madeireiros-tocam-fogo-em-indiozinho-de.html">si domanda</a> per quanto tempo ancora queste atrocità verranno tollerate:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] imagine quantas atrocidades são comendidas [sic] por esses monstros em meio à disputa por mata virgem a ser desmatada e vendida por eles?O índio é um impecílio [sic] histórico a estes sertanistas fascínoras [sic] que destróem a maior riqueza do Brasil. Vivemos isso há mais de quinhentos anos e o Estado inoperante e conivente assiste como se fora algo banal. Até quando? Será que vai ficar impune?</p></blockquote>
<div class="translation">[&#8230;] rendiamoci conto di quante atrocità vengono commesse da questi criminali nel corso della &#8220;guerra&#8221; che hanno iniziato per poter distruggere e vendere la foresta vergine? I nativi rappresentano storicamente un ostacolo per questi mercenari delinquenti che distruggono la più grande ricchezza del Brasile. L&#39;abbiamo vissuto per più di 500 anni e lo stato indolente e colluso sta a guardare come se si trattasse di cose di poca importanza. Fino a quando? Questi crimini resteranno impuniti per sempre?</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/author/tsavkko/' title='elenca tutti gli articoli di Raphael Tsavkko Garcia'>Raphael Tsavkko Garcia</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/katia-gerussi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Katia Gerussi'>Katia Gerussi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/2012/01/09/brasil-assassinato-crianca-indigena-awa-guaja/' title='articolo originale  [pt]'>articolo originale  [pt]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/brasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;text=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Cina: il Tibet brucia, dove sono gli intellettuali?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/cina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 13:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Torchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=53095</guid>
		<description><![CDATA[Dal 2009, si contano in Cina almeno 17 episodi di auto-immolazione di Tibetani. Mentre la discussione pubblica sulle proteste tibetane è controllata dai mezzi di comunicazione statale, il silenzio regna spesso anche fra coloro che normalmente si battono online contro le ingiustizie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2009, si contano in Cina almeno 17 casi di auto-immolazioni di Tibetani.  L’ultimo <a title="articolo di Radio Free Asia in cinese" href="http://www.rfa.org/mandarin/yataibaodao/shi-01152012172917.html">risale</a> [zh, <em>come tutti gli altri link eccetto ove segnalato</em>] al 15 gennaio scorso. La discussione pubblica sulle proteste dei Tibetani è stata monopolizzata dai mezzi di comunicazione di controllo statale che accusano il<a title="pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dalai_Lama"> Dalai Lama</a> [it] e i media occidentali di <a title="pagina di Yahoo in cinese" href="http://mili.cn.yahoo.com/ypen/20111125/720928.html">incitare alla violenza e al terrore</a>.</p>
<div id="attachment_288100" class="wp-caption alignnone" style="width: 385px"><a title="immagine tratta da Demotix" href="http://www.demotix.com/photo/873583/tibetan-demonstration-dharamsala-against-china"><img class="size-medium wp-image-288100" title="Protesta tibetana contro la Cina a Dharamsala" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/873583-375x249.jpg" alt="" width="375" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">In onore di sette monaci tibetani che si sono auto-immolati. Dharamsala, India (14 ottobre 2011)  Copyright © Demotix</p></div>
<p>Tra gli intellettuali e i netizen cinesi la reazione è sostanzialmente di indifferenza, se paragonata ad altri episodi di auto-immolazione, come nel caso della <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/09/cina-auto-immolazione-a-yihuang-e-il-potere-del-microblogging/">demolizione di Yihuang</a> [it]. Alcuni netizen si domandano: “dove sono finiti gli intellettuali?”</p>
<div id="attachment_287965" class="wp-caption alignright" style="width: 168px"><img class="size-medium wp-image-287965  " title="degewa" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/degewa-247x300.jpg" alt="degewa" width="158" height="192" /><p class="wp-caption-text">Immagine del profilo di @degewa</p></div>
<p>La poetessa tibetana Woser (<a title="profilo Twitter di @degewa"href="https://twitter.com/#!/degewa/">@degewa</a>) è sempre tra i primi su Twitter a diffondere le notizie tibetane alle comunità cinesi. Il 15 gennaio, dopo aver letto la notizia dell’auto-immolazione di un monaco tibetano vicino al Tempio Ge’erdeng ad Aba, nel Sichuan, <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/degewa/status/158257594522279936">ha scritto</a>:</p>
<blockquote><p>今晚，我们都在哭泣。。。先是我，与一位喇嘛说起同胞自焚，不禁落泪，他也哽咽。。。这么晚了，你欲言又止，终于哭出了声。。。</p></blockquote>
<div class="translation">@degewa: Stanotte, stiamo piangendo…Sono stata io per prima ad informare un Lama che uno dei suoi compagni si era auto-immolato. Le lacrime continuavano a scendere. Lui non riusciva a parlare… E’ così tardi adesso, vuoi parlare, ma le parole non escono. Alla fine piangi.</div>
<p>E’ per via della tristezza che le persone non ne parlano?  L’utente Twitter @lotusseedsD, che vive fuori dalla Cina si chiede <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158377246741114880">dove siano finiti tutti i netizen cinesi </a> e <a title="post originale in cinese"href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158375699902763010">perché quelli di etnia Han non aiutino a veicolare</a> le informazioni. <a title="pagina di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Han_Chinese">I Cinesi Han </a>[en]sono il più grande gruppo etnico in Cina.</p>
<blockquote><p>中国汉人为自焚的藏人做了什么？@wh_z @old_wine 相较国外的呼吁和翻墙出来的少数声音，除了会骂人傻逼互相掐架互相瞧不起，中国网民对藏人自焚的冷漠让人背脊发凉，让人不屑，让人引为齿。</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese"href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158377246741114880">@lotusseedsD</a>: Cos’hanno fatto i Cinesi Han per i Tibetani?  @wh_z @old_wine. Se paragonate alle sollecitazioni estere e ad altre poche voci, i netizen cinesi si divertono solo a litigare e a imprecare su Internet. La loro indifferenza è così agghiacciante e vergognosa.</div>
<blockquote><p>藏人频繁自焚，请问中国民间舆论做了什么？ @wh_z @old_wine 我的意思是，中国网民有没有像乌坎动车追尾校车事故512地震等各种事件发帖，被删了又发，各个论坛删之不及制造舆论压力？中国汉人为自焚的藏人做了什么？？？？</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158375699902763010">@lotusseedsD</a>: Così tanti Tibetani si sono auto-immolati. E cos’ha fatto l’opinione pubblica per aiutarli?  @wh_z @old_wine. Come mai i netizen cinesi non diffondono le informazioni, non si schierano contro la censura online e non creano una pressione dell’opinione pubblica come nel caso delle <a title="pagina di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Protests_of_Wukan">rivolte di Wukan</a> [en], degli incidenti degli scuolabus e dei 512 terremoti? Cos’hanno fatto i Cinesi Han per i Tibetani?</div>
<p>@lotusseedsD ha spronato i netizen cinesi a <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158420964063969280">guardare oltre i loro sentimenti nazionalisti</a> e <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158435281433935872">ad aprirsi per aiutare un gruppo di esseri umani </a> che soffrono.</p>
<blockquote><p>换个方式：把 “藏汉”二个字从民族情结里去掉。17个生命用一种惊天动地的，在你居住的土地上以自焚方式求救呐喊想让人们听到他们的声音。您和您土地上的人，能为这17个宝贵的生命做些什么？继续要听不见呢还是用您微小力量把他们的求助声传播出去？</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158420964063969280">@lotusseedsD</a>: Cercate di guardare oltre i sentimenti nazionalisti “Tibetano/Cinese”. 17 esseri umani si sono auto-immolati nella terra in cui vivete per far sentire la loro voce. Voi e le persone che vivono in questa stessa terra cosa potete fare per 17 vite preziose? Continuare a far finta di niente o aiutarli a far sentire la loro voce?</div>
<blockquote><p>关注自焚不是渲染鼓励。同是生活在一片土地上的人，都被欺压。你汉人或无法对藏人伸出援手，然而于人类最本能的感情上，是不是应该做到最起码的关心，让他们知道你们听到他们的求助呐喊痛苦？</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158435281433935872">@lotusseedsD</a>: Esprimere preoccupazione verso l’auto-immolazione non è incitamento. Persone che vivono nel vostro stesso territorio sono oppresse. Voi Cinesi Han non siete in grado di aiutare i Tibetani, ma almeno potreste preoccuparvi per loro in quanto esseri umani. Fategli sapere che avete sentito le loro grida di dolore.</div>
<p>Anche il 15 gennaio, @cecilcoe <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/cecilcoe/status/158446953875783682">ha affermato</a> che la sfera pubblica online è fortemente manipolata dalla censura:</p>
<blockquote><p>我可以作证：自焚者照片在新浪上一贴就删， 快得无法形容。 后来我改成贴台湾自焚者照片， 在文字中提到西藏自焚， 就比较慢。 在哪短短时间里有12个评论。当然，总人数没乌坎多， 但说汉人不关心， 也不尽然。</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/cecilcoe/status/158446953875783682">@cecilcoe</a>: Posso testimoniare quanto segue: Sina cancella immediatamente tutte le foto di auto-immolazione dei Tibetani. In seguito ho postato foto di auto-immolazioni taiwanesi e menzionato gli incidenti tibetani, e la velocità di eliminazione è rallentata un po’ e ho così ricevuto 12 commenti. Naturalmente, la preoccupazione è di gran lunga inferiore rispetto a quanto accaduto a Wukan, ma non tutti i Cinesi Han sono indifferenti.</div>
<p>L’attivista dei diritti umani @tengbiao <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/tengbiao/status/158388527837614081">conviene</a> sul fatto che gli intellettuali pubblici si dimostrino impassibili di fronte alla repressione in Tibet:</p>
<blockquote><p>藏人自焚这件事上，除了极少数几个例外，中国公共知识分子们集体哑火、装聋作哑。房间里的大象，沉默的共谋。他们和行凶者一样无耻。</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/tengbiao/status/158388527837614081">@tengbiao</a>: Tranne qualche rarissima eccezione, gli intellettuali cinesi sono concordemente indifferenti verso i casi di auto-immolazione tibetana. Come un elefante nella stanza, il loro silenzio è una forma di cospirazione. Sono spudorati come assassini.</div>
<p>Il famoso blogger @yanghengjun <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/yanghengjun/status/158396651206213632">è d&#39;accordo</a> con Tengbiao:</p>
<blockquote><p>他们点燃自己，照亮黑暗。怎奈我们在黑暗中太久，甚至变成了黑暗的一部分。</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/yanghengjun/status/158396651206213632">@yanghengjun</a>: Essi (i Tibetani) si danno fuoco per dare luce all’oscurità. Abbiamo vissuto al buio per troppo tempo e siamo diventati parte dell’oscurità.</div>
<p>La discussione precedente riceve alcuni responsi positivi, anche il dissidente @zhaoyang8964 <a title="post originale in cinese"href="https://twitter.com/#!/zhaoyang8964/status/158421609215041537">ha dichiarato</a> su Twitter:</p>
<blockquote><p>藏人自焚是源于对中共暴政的愤怒和绝望，也是以死明志的反抗！我身为汉人而为这个无耻的政权感到羞愧。所谓“西藏自古以来就是中国的领土”纯粹扯淡！尊者一向表明愿留在中国版图内但希望获得真正的自治，而无赖政府根本不尊重尊者，也从来不把藏人的诉求当回事。</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/zhaoyang8964/status/158421609215041537">@zhaoyang8964</a>: I Tibetani si sono auto-immolati per esprimere la loro rabbia e disperazione contro la tirannia del Governo Comunista Cinese. Protestano con la loro stessa vita. Come Cinese Han, mi vergogno di un governo così indecente. E’ una grossa balla sostenere che il “Tibet è sempre stato (fin dall’antichità) parte della Cina”. La sua Santità si è espressa nella volontà di essere parte del territorio cinese, tutto ciò che chiede è una genuina indipendenza. Ma il governo brutale non rispetta la Sua Santità né le richieste dei Tibetani.</div>
<p>Alla lettura dei tweet di @degwa, Crazy Crab ha disegnato <a title="vignetta sul sito Internet Cartoon Movement" href="http://www.cartoonmovement.com/cartoon/4933">una vignetta</a> che sbeffeggia il governo cinese:</p>
<div id="attachment_287253" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a title="vignetta sul sito Internet Cartoon Movement" href="http://www.cartoonmovement.com/cartoon/4933"><img class="size-medium wp-image-287253" title="Il Comitato permanente del Politburo in fiamme." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/tibet-burning-375x300.jpg" alt="Il Comitato permanente del Politburo in fiamme." width="375" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il Comitato permanente del Politburo in fiamme. Vignetta condivisa da Crazy Crab su CartoonMovement.com</p></div>
<p>In ogni caso, le affermazioni politiche non sono state di aiuto nel mettere in discussione il discorso ufficiale sui casi di immolazione. Finora Wang Lixiong è il solo intellettuale cinese ad <a title="post originale del blog in cinese"href="http://zhu-ruiblog.blogspot.com/2012/01/blog-post_11.html">offrire</a> una visione elaborata e contro-ufficiale dell’episodio di immolazione. Sotto è riportata una parziale traduzione del suo articolo scritto il 12 gennaio a proposito del sacrificio tibetano:</p>
<blockquote><p>施暴于自我，除了是出于绝望的抗议或对尊严孤注一掷的捍卫，若有对实效的企望，就如甘地所说：“通过我们所受的深重苦难，可以影响政府”；或马丁·路德·金所说：“我们将以自己忍受苦难的能力，来较量你们制造苦难的能力…耗尽你们的仇恨…唤醒你们的良知”。</p>
<p>这种企望的实现，前提是需要存在良知。专制政权的机器只有刚性结构、冷酷逻辑，以及官僚利益。当年几千孩子在天安门广场濒临死亡地绝食，有谁看到过它的良知？</p>
<p>以往非暴力抗争的局限就在此——结局不是取决抗争一方，而是政权。抗争方只能起压力作用，权力不让步就不会有进展，因此目前的西藏落入困境是必然。</p>
<p>走出困境，方向在哪里？我觉得是目前首要回答的。没有方向就只能盲目。哪怕是自焚的壮烈献身，也让人感觉更多是绝望。而各方面对自焚，除了情绪动荡，也是就事论事的茫然。</p>
<p>说自焚者有勇气没有智慧，是不公平。智慧不是苟且偷生的技巧，是能够带领西藏走出困境的高瞻远瞩。那不是普通民众应该和能够承担的。而把已退出政治的达赖喇嘛当作一切智慧的来源，则是不负责。达赖喇嘛确定了非暴力原则和中间路线，如何实现应该是政治家们的智慧。</p>
<p>目前还看不到这种智慧。中国方面只有一手钞票一手屠刀；西藏方面——假如流亡政府是代表的话，也看不出除了发表声明，还知道该做什么。</p>
<p>请告诉勇敢的藏人，他们可以做什么。知道了应该和能够做什么，他们就会活下去，而不是用惨烈自焚仅换来媒体的短暂一瞥。</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Nell’esercitare violenza su sé stessi, oltre a protestare disperatamente e a difendere la propria dignità – la loro aspirazione, se mai ce ne fosse una, è simile all’insegnamento di Gandhi: “Cambiare il governo attraverso le nostre sofferenze” o alle parole di Martin Luther King: “Vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno … faremo talmente appello al vostro cuore e alla vostra coscienza che alla lunga vi conquisteremo”.<br />
Il presupposto per tale aspirazione è l’esistenza di una coscienza. Ma il meccanismo del governo autoritario ha solo una struttura di ferro, fredda logica e interessi burocratici. Molti anni fa, migliaia di persone fecero lo sciopero della fame in Piazza Tiananmen. Chi ha visto qualche coscienza là?</p>
<p>La limitazione della battaglia non-violenta è che la sua fine dipende dal potere dello Stato, non da chi protesta. L’opposizione creerà solo pressione, non andrà da nessuna parte se il potere non scende a compromessi. Questo è il motivo per cui il Tibet è oggi intrappolato in tale situazione.</p>
<p>Come uscire da questo vicolo cieco? Questa è la domanda più importante a cui dobbiamo rispondere. Senza direzione si finirà nel nichilismo. L’auto-immolazione porterà solo più disperazione. Oltre a innescare emozioni, non offre soluzioni. </p>
<p>E’ ingiusto dire che coloro che si auto-immolano non siano saggi. Vivere senza dignità non lo è. Tuttavia la vera saggezza è portare il Tibet fuori dal vicolo cieco con una visione. Le persone comuni non possono condurre alla via di uscita. In ogni caso è anche irresponsabile basarsi solo sul Dalai Lama che sta lentamente uscendo dalla scena politica. Il Dalai Lama ha portato avanti il principio della non-violenza e della Via di Mezzo, ma dipende dal buonsenso dei politici metterli in pratica.</p>
<p>Non riusciamo a vedere saggezza al momento. Ciò che il governo cinese possiede è una pila di banconote e un coltello da macellaio. Per quanto riguarda il Tibet, se il governo in esilio è quello rappresentativo, fino ad ora non sa cosa fare se non rilasciare dichiarazioni.</p>
<p>Per favore, dite ai coraggiosi Tibetani cosa possono fare. Sapendo in che modo dovrebbero/possano agire, decideranno di vivere piuttosto che sacrificare le loro stesse vite in cambio di un insignificante attimo di attenzione mediatica.</p>
</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/oiwan/' title='elenca tutti gli articoli di Oiwan Lam'>Oiwan Lam</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/silvia-torchio/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Silvia Torchio'>Silvia Torchio</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/24/china-tibet-burns-but-where-are-the-chinese-public-intellectuals/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/cina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F&#038;text=Cina%3A+il+Tibet+brucia%2C+dove+sono+gli+intellettuali%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F&#038;title=Cina%3A+il+Tibet+brucia%2C+dove+sono+gli+intellettuali%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F&#038;title=Cina%3A+il+Tibet+brucia%2C+dove+sono+gli+intellettuali%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F&#038;title=Cina%3A+il+Tibet+brucia%2C+dove+sono+gli+intellettuali%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F&#038;title=Cina%3A+il+Tibet+brucia%2C+dove+sono+gli+intellettuali%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Romania: &#8220;Io, cittadino&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 21:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania De Caro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I cittadini rumeni continuano a protestare, richiedendo in particolare le dimissioni del governo e nuove elezioni. Sembra che i dimostranti non abbiano ancora un vero e proprio leader, ma la loro voce si fa comunque sentire -- anche negli spazi online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Romania le proteste nelle strade vanno avanti da oltre una settimana. I cittadini chiedono le dimissioni del governo e nuove elezioni, mentre prosegue il dibattito online su cosa vogliono i manifestanti e sulle conseguenze del loro operato. Pur se sembra non ci sia ancora  un vero e proprio leader, la loro voce si fa comunque sentire.</p>
<p>Lunedì scorso il Primo Ministro <a title="voce su Wikipedia  in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Emil_Boc">Emil Boc</a> [en] ha licenziato il Ministro degli Esteri <a title="voce su Wikipedia  in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Teodor_Baconschi">Teodor Baconschi</a> [en], per aver scritto sul suo <a title="blog Baconschi" href="http://baconschi.ro/opozitia-socialista-a-trecut-in-sfarsit-la-fapte/">blog personale</a> [ro, <em>come i link successivi eccetto dove diversamente indicato</em>] quanto segue:</p>
<blockquote><p>Una cosa è ormai chiara agli occhi di tutti i rumeni dotati di buonsenso. Questa protesta è una questione di vita o di morte per i pilastri della vecchia Romania e quanti cercano di ricostruirla. L’opposizione ha finalmente sganciato le bombe del comunismo: criminali armati, disinformazione, propaganda d’odio. […] Questo sarà un anno cruciale per il nostro Paese. La scelta è semplice: riformismo, responsabilità e sicurezza da una parte, involuzione, populismo e oligarchia dall’altra. Per fortuna, la scelta verrà fatta dalla Romania giusta, in gamba, che si dà da fare e  che guarda sempre avanti. Non dai violenti, non da quei poveri inetti tutti in linea come i minatori del passato, non come coloro che si nascondono dietro l’eredità del vecchio comunismo. [<a title="voce Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Securitate">Securitate</a> [en]].</p></blockquote>
<p><a title="articolo Bogdan" href="http://blogmeaway.ro/2012/01/17/sa-nu-dezamagesti/">Secondo</a> il giornalista Bogdan Ciuclaru, il popolo è stanco di essere interpellato solo nel periodo elettorale. È giunto il momento di farsi sentire anche adesso:</p>
<blockquote><p>Traian Basescu ha deluso anche me e di certo non  permetterò alla coppia [<a title="voce Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Victor_Ponta">Ponta</a> - <a title="voce Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crin_Antonescu">Antonescu</a>, leader maggiori dell&#39;opposizione <a title="voce Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_Liberal_Union">USL/Unione Social Liberale</a>] [en] di farmi fare la stessa fine. Basescu era l’ultimo rappresentante del Fronte di Salvezza Nazionale (primo partito nato dopo la <a title="voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_rumena_del_1989">rivoluzione del 1989</a> [it])di cui mi fidavo e che mi piaceva. Il 2004 è stato l&#39;anno d’oro. Era un fenomeno, un politico capace, una valida scelta contro la criminalità… non dico che mi abbia ingannato, forse la parola giusta sarebbe deluso. Si, perché si è trasformato proprio in tutto ciò che cercava di condannare. Dopo l’esperienza Basescu, temo che la Romania abbia esaurito le sue ultime carte e che l’unica persona di cui posso fidarmi in questo momento sono solo Io, io cittadino intendo. Io non posso essere deluso a casa, in macchina o per strada. Non posso essere deluso in banca, non posso neanche pensare di esserlo. Per i cittadini la legge della delusione è molto più severa. Se vuoi stare bene con te stesso, allora continua a sottostare a questa legge e stai attento a non deludere i tuoi genitori, la tua famiglia, i tuoi colleghi, i tuoi capi e così via.<br />
[…]La politica però sembra il modo più semplice per manifestare questa delusione al cento per cento. Se sei deluso hai due vie per dimostrarlo: votando o protestando. La trasformazione di Basescu e quella di coloro che l’hanno sostenuto mi ha fatto dubitare della prima opzione spingendomi a riflettere sulla seconda. Per me non basta farsi sentire una volta ogni quattro anni. È per questo che anch’io ho protestato… se non facessi niente, deluderei me stesso.</p>
<p>Credo che sia un bene che la gente abbia iniziato a manifestare e a mostrare il proprio malcontento a voce alta. Solo così le autorità si accorgeranno di noi e faranno qualcosa. Non serve avere il riscaldamento centralizzato o autobus che ti portano a spasso per la città se si è sempre oppressi dalla frustrazione di non essere ascoltati da coloro che noi stessi abbiamo votato.</p></blockquote>
<div id="attachment_288552" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://www.demotix.com/photo/1010186/seventh-day-protests-turn-violent-bucharest"><img class="size-medium wp-image-288552 " title="Bucarest: raduno di manifestanti contro l'austerità del governo. Foto di GEORGECALIN, copyright © Demotix (19/01/12." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/1010186-375x249.jpg" alt="Bucarest: raduno di manifestanti contro l'austerità del governo. Foto di GEORGECALIN, copyright © Demotix (19/01/12)" width="375" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Bucarest: raduno di manifestanti contro le misure di austerità del governo. Foto di GEORGECALIN, copyright © Demotix (19/01/12)</p></div>
<p>La società rumena è stata piuttosto passiva negli ultimi ventidue anni, perciò il giornalista Vasile Ernu suggerisce di mostrare l’unità ritrovata <a title="articolo Ernu" href="http://www.criticatac.ro/13668/protestele-in-alb-revoltele-in-alb-au-inceput-zapada-deja-in-strada-tu-unde-esti/">&#8220;sbiancando&#8221;</a> le proteste:</p>
<blockquote><p>Sta diventando sempre più difficile far uscire la gente per strada. Magari riusciamo a radunarne duemila o cinquemila, forse persino quindicimila, ma è molto difficile. Perché? Per vari motivi. Prima di tutto  abbiamo dimenticato come si protesta. In questi anni siamo stati spezzettati e abbiamo dimenticato cosa significa essere uniti e coraggiosi, abbiamo dimenticato che oltre all’interesse personale c’è anche quello comune che da un senso alla società. Siamo stati abituati ad essere umiliati dimenticando che anche noi abbiamo la forza di impaurire chi è al potere.<br />
Possiamo ancora fare qualcosa… che succederebbe se indossassimo dei nastri bianchi o delle sciarpe dello stesso colore? Potremmo indossarli sulle giacche o sul petto, attorno al collo o alla vita. Tutti bianchi. Potremmo appenderli fuori dalle finestre e delle macchine. All’inizio saremo solo in cinquemila, dopo quindicimila e poi centomila fino a un milione. Saremo sempre di più. Non tutti scenderanno in piazza, ma un gesto come questo puo’ essere fatto da chiunque sia deluso dal governo. Certo inizialmente saremo timidi e spaventati, ma quando ci incontreremo sapremo riconoscerci. All’inizio ce ne saranno pochi, ma dopo il primo incontro diventeremo più uniti e coraggiosi. Un passo alla volta, da me a te, da un vicino all’ vicino, dal dimostrante al politico, sempre più gente indosserà i nastri bianchi. Un piccolo sforzo senza violenza. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Alcuni slogan sono contro l’intera classe politica. Tuttavia, alla fine dell’anno, chi sarà il vincitore delle nuove elezioni? Catalin Tolontan prova a immaginare come sarà la vita in Romania dopo le <a title="articolo Catalin" href="http://www.tolo.ro/2012/01/22/viata-de-dupa-proteste/#more-10188">proteste</a>:</p>
<blockquote><p>Nessun partito politico ha la mia fiducia a priori. Dico solo che  non possiamo permetterci di arrivare al punto in cui ci rifiutiamo di ascoltare  le idee della classe politica solo perchè non e&#39; così perfetta come la vorremmo.<br />
Viviamo tutti delle vite imperfette, eppure ci riteniamo diversi da chi è al potere e vive una vita impeccabile. In questo caso, noi, e non loro, siamo degli ipocriti. Tutti in quella piazza, donne e uomini, che ammiro per quello che stanno dimostrando, hanno il proprio punto debole. […]<br />
[…]<br />
Ho i miei dubbi su quanto detto dal leader dell’ opposizione Crin Antonescu, prossimo candidato alla presidenza. Secondo lui alla classe politica non manca niente rispetto a chi è sceso in piazza a protestare per tutta la Romania. I membri del partito dibattono ogni giorno nelle loro agorà virtuali e noi cosa dovremmo dirgli? Lasciateci stare, siamo impeccabili! Certo, possiamo continuare ad odiare le differenze tra noi e loro e poi aspettare il principe sul cavallo bianco. Ma guardiamo in faccia la realtà. In questo momento il bianco è sinonimo di neve, l’unica soluzione contro quelli al potere, è una neve fredda e compatta in cui disperdiamo noi stessi, puri, incontaminati e soli.</p></blockquote>
<p>Infine, il giornalista Radu Tudor <a title="articolo Tudor" href="http://radu-tudor.ro/demisia-usl-din-parlament-e-o-chestiune-de-zile/">commenta</a> una dichiarazione rilasciata da Antonescu. Il leader dell’opposizione ha ammesso che le dimissioni dal Parlamento dei membri dell’USL è solo una questione di giorni:</p>
<blockquote><p>Per quanto mi riguarda, me lo sto chiedendo da un anno e mezzo.  Dopo la nottataccia del 15 Settembre  2010, quando il Presidente della Camera dei Deputati Anastase Roberta Alma e gli ottanta membri parlamentari in carica hanno imbrogliato al voto per la  legge sulla pensione, l’opposizione sembra aver capito, finalmente, che non si puo’ più stare  fianco a fianco ai ladri dell’attuale regime. […]<br />
Sono curioso di vedere se l’opposizione sarà in grado di onorare l’impegno preso.<br />
Questo implicherà una solidarietà assoluta a tutti i rumeni scontenti che protestano per le strade.<br />
Questo potrebbe essere l’ultimo scatto per vincere le elezioni.<br />
Finalmente l’intelligenza si è sbarazzata della stupidità. Staremo a vedere…</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/oana-maria-dan/' title='elenca tutti gli articoli di Oana Maria Dan'>Oana Maria Dan</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefania-granada/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Stefania De Caro'>Stefania De Caro</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/25/romania-i-the-citizen/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/romania-io-cittadino/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fromania-io-cittadino%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fromania-io-cittadino%2F&#038;text=Romania%3A+%26%238220%3BIo%2C+cittadino%26%238221%3B&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fromania-io-cittadino%2F&#038;title=Romania%3A+%26%238220%3BIo%2C+cittadino%26%238221%3B' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fromania-io-cittadino%2F&#038;title=Romania%3A+%26%238220%3BIo%2C+cittadino%26%238221%3B' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fromania-io-cittadino%2F&#038;title=Romania%3A+%26%238220%3BIo%2C+cittadino%26%238221%3B' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fromania-io-cittadino%2F&#038;title=Romania%3A+%26%238220%3BIo%2C+cittadino%26%238221%3B' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Guatemala: lavoro minorile nei campi di canna da zucchero</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 15:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Marrone</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=52791</guid>
		<description><![CDATA[Una recente inchiesta del blog 'Plaza Publica' pone in evidenza come siano proprio le autorità governative a permettere che minori di 14 anni lavorino nei campi di canna da zucchero, svolgendo un'attività usurante e pericolosa. Sul tema si discute via blog, video e Twitter.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una recente inchiesta portata avanti da giornalisti del blog <a title="blog in spagnolo" href="http://www.plazapublica.com.gt/">Plaza Publica</a> [es,<em> come i link successivi</em>] in Guatemala, ha messo in evidenza come siano proprio le autorità governative, preposte alla vigilanza per la prevenzione del lavoro minorile, a permettere che ragazzi al di sotto dei 14 anni lavorino nei campi di canna da zucchero, svolgendo un&#39;attività usurante e pericolosa.</p>
<p><a title="translation" href="http://www.flickr.com/photos/cmcbrien/3232149734/in/photostream/"><img class="alignnone size-full wp-image-286642" title="Porzioni di canna da zucchero" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/3232149734_cea43ddc00.jpg" alt="Porzioni di canna da zucchero" width="400" height="375" title="Porzioni di canna da zucchero"/></a><br />
<small><a title="translation" href="http://www.flickr.com/photos/cmcbrien/3232149734/in/photostream/">Porzioni di canna da zucchero</a> di <a title="foto flickr" href="http://www.flickr.com/photos/cmcbrien/">Chris McBrien</a> <a title="licenza CC" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.en">CCBy</a> </small></p>
<p>Nell&#39;articolo intitolato <em><a title="articolo in spagnolo" href="http://www.plazapublica.com.gt/content/trabajo-infantil-y-explotacion-laboral-en-el-azucar-de-guatemala">Sfruttamento del lavoro minorile nella produzione guatemalteca di zucchero</a></em> Alberto Arce e Martín Rodríguez Pellecer illustrano le condizioni dei bambini che lavorano nei campi di canna da zucchero dove i tagliatori vengono pagati alla tonnellata. Gran parte dei braccianti adulti riesce a recidere tra le due e le tre tonnellate di canna, il che non consente loro di ottenere neanche il minimo salariale, il cui importo giornaliero si aggira attorno ai 7.5 USD. Una delle famiglie intervistate in cui a lavorare sono il padre e i due figli, uno di 12 e l&#39;altro di 13 anni, non riesce a raggiungere, sommando i guadagni di tutti e tre, l&#39;importo di una paga base.</p>
<blockquote><p>Para llegar al salario mínimo, con un salario de Q20 por tonelada es necesario superar las tres toneladas diarias. Para el finquero, la media normal que un cortador puede extraer es de seis toneladas. Los cortadores dicen que a partir de dos o tres es inhumano.</p></blockquote>
<div class="translation">Per raggiungere la retribuzione minima, con un salario di 20 Q per tonnellata, è necessario tagliare più di tre tonnellate di canna al giorno. Secondo il proprietario della piantagione, il quantitativo medio che ogni bracciante è in grado di cogliere è pari a 6 tonnellate. I tagliatori sostengono che superare le due o tre tonnellate è un&#39;impresa disumana.</div>
<div id="attachment_286936" class="wp-caption aligncenter" style="width: 501px"><a title="Post in spagnolo" href="http://www.plazapublica.com.gt/content/trabajo-infantil-y-explotacion-laboral-en-el-azucar-de-guatemala"><img class="size-large wp-image-286936 " title="Tagliatori di canna da zucchero" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/Cortadores-682x1024.jpg" alt="Tagliatori di canna da zucchero" width="491" height="738" /></a><p class="wp-caption-text">Al Flamenco, immagine di Alberto Arce, CC BY</p></div>
<p>A seguire,  il <a title=video su YouTube" href="http://youtu.be/ZnyozbhB624">breve video</a> girato dai giornalisti durante la loro visita alla piantagione di canna da zucchero per scattare immagini con un&#39;antica macchina fotografica. Intanto, ecco la citazione dall&#39;articolo:</p>
<blockquote><p>Plaza Pública ingresó sin pedir permiso a la propiedad privada de Kuhsiek para hacer unas fotografías artísticas sobre trabajadores de la caña. En ese momento, no se sabía quién era el dueño de la finca. Ya dentro se descubrió el trabajo infantil. Allí, en una conversación informal entre el empresario agrícola, uno de los reporteros que escriben esta nota y el fotógrafo Rodrigo Abd, se acordó una entrevista formal en su oficina de la capital.</p></blockquote>
<div class="translation">Plaza Pública è entrata nella proprietà privata di Kuhsiek per scattare delle fotografie artistiche dei lavoratori della canna da zucchero senza chiedere il permesso. Ancora non si sapeva chi fosse il proprietario della piantagione. Una volta al suo interno, è stato scoperto il lavoro minorile. Lì, in occasione di un colloquio informale con l&#39;imprenditore agricolo, uno dei reporter che ha scritto questo articolo e il fotografo Rodrigo Abd hanno concordato un&#39;intervista nell&#39;ufficio che questi possiede nella capitale.</div>
<div class="translation"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/ZnyozbhB624?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Ironia della sorte ha voluto che il proprietario della piantagione Flamenco non fosse altri che Otto Kuhsiek, il presidente della Camera dell&#39;Agricoltura del Guatemala. Nell&#39;intervista il possidente non ha negato che i bambini potessero accedere ai campi ma ha lasciato intendere che di fatto non vi lavorassero:</p>
<blockquote><p>El presidente de la Cámara del Agro se define como una persona que trata de cumplir con la Ley: “No conozco las edades de los niños que se encontraban en mi finca, que estaban, en todo caso, en su período vacacional. Usted vio que había una escuela en frente de donde estaban. Y esos niños no son trabajadores, sino que vienen acompañando a sus padres. Son sus ayudantes (…) .</p></blockquote>
<div class="translation">Il Presidente della Camera dell&#39;Agricoltura si autodefinisce quale persona rispettosa della legge: &#8220;Non sono a conoscenza dell&#39;età dei bambini trovati nella mia tenuta i quali, comunque, in quel periodo erano in vacanza dagli obblighi scolastici. Non so se avete fatto caso, ma c&#39;è una scuola di fronte a dove si trovavano. E quei bambini non sono lì come lavoratori; accompagnano i loro genitori. Sono i loro aiutanti.&#8221;.</div>
<p>Ha proseguito spiegandoci che i lavoratori non vengono sfruttati giacché sono liberi di andar via se stanchi. Ciononostante, i giornalisti hanno replicato facendo presente che alle cinque del pomeriggio si possono ancora vedere i braccanti al lavoro nei campi. Visto che vengono pagati per quello che riescono a tagliare, potrebbero ritrovarsi comunque costretti a scegliere fra nutrire le proprie famiglie o riposarsi.</p>
<p>Su Twitter, la giornalista guatemalteca <a title="post twitter es" href="https://twitter.com/#!/alegutierrezv/status/157489893793202176">Alejandra Gutierrez </a> tenta di convertire il biasimo nei confronti del lavoro minorile in attenzione verso le condizioni di vita dei bambini:</p>
<blockquote><p>¿Los cañeros? ¿los azucareros? ¿los compradores? ¿los padres? ¿el Estado? La tragedia es que esos niños tengan que trabajar. #11deazucar</p></blockquote>
<div class="translation">I tagliatori di canna da zucchero? I lavoratori delle piantagioni? I compratori? I genitori? Lo Stato? La tragedia sta nel fatto che questi bambini debbano lavorare.#11deazucar</div>
<p>Il lavoro minorile nelle piantagioni di canna da zucchero non è una novità: già nel 2007 su YouTube era stato caricato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tPxmPpaMaFU">questo video</a> contenente immagini di lavoratori delle piantagioni di canna da zucchero in Guatemala, e fra di essi vi erano bambini.</p>
<p>Sebbene l&#39;industria dello zucchero in Guatemala sia una delle più floride e proficue, l&#39;incremento di profitto e il benessere che ne derivano non raggiungono gli individui alla base della catena produttiva. Difatti, l&#39;associazione dei produttori di zucchero denominata Asazgua, che riunisce i 13 maggiori stabilimenti di trasformazione, garantisce  il minimo salariale solo agli impiegati della fase di trasformazione dello zucchero, non ai tagliatori. Questa, inoltre, sostiene che i  problemi dei lavoratori della canna da zucchero non sono rappresentati dal lavoro minorile e tantomeno il problema riguarda l&#39;associazione, poiché pertiene ai tagliatori e non agli impiegati nell&#39;industria della trasformazione: i tagliatori sono fornitori di manodopera che non aderiscono ad Asazgua; non è quindi compito dell&#39;associazione far sì che tutto questo cessi.</p>
<div id="attachment_286941" class="wp-caption aligncenter" style="width: 483px"><a title="blog es" href="http://www.plazapublica.com.gt/content/trabajo-infantil-y-explotacion-laboral-en-el-azucar-de-guatemala"><img class="size-large wp-image-286941       " title="Lavoratori delle piantagioni di canna da zucchero" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/cortadores-2-1024x682.jpg" alt="" width="473" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Al Flamenco, di Alberto Arce, CC BY</p></div>
<p>Nell&#39;articolo di Plaza Publica, Arce e Rodriguez raccontano come i proprietari della piantagione e l&#39;associazione Asazgua si siano calati nella parte di vittime, insinuando che quella di far lavorare i bambini nei campi è una scelta del coloni e il non permettere ai bambini di lavorare nei campi potrebbe portare gli stessi e i loro figli ad appiccare il fuoco al raccolto e sabotare la produzione.</p>
<p>L&#39;articolo e l&#39;inchiesta hanno sortito effetto ma, ahimé, non quello sperato. Il giornalista Alberto Arce informa <a title="Messaggio su twitter in spagnolo" href="https://twitter.com/#!/alberarce/status/158208436989984768">su</a> <a title="Messaggio su twitter in spagnolo" href="https://twitter.com/#!/alberarce/status/158208641445535744">Twitter</a> che, sebbene la tenuta Finca Flamenco abbia cessato l&#39;attività produttiva a seguito di quanto denunciato dall&#39;articolo di @PlazaPublicaGT, nel dipartimento di Retalhuleu molti lavoratori di canna da zucchero hanno perso il lavoro.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/' title='elenca tutti gli articoli di Juliana Rincón Parra'>Juliana Rincón Parra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-marrone/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Marrone'>Elena Marrone</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/18/guatemala-child-labor-in-the-sugar-cane-fields/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/guatemala-lavoro-minorile-nei-campi-di-canna-da-zucchero/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fguatemala-lavoro-minorile-nei-campi-di-canna-da-zucchero%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fguatemala-lavoro-minorile-nei-campi-di-canna-da-zucchero%2F&#038;text=Guatemala%3A+lavoro+minorile+nei+campi+di+canna+da+zucchero&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fguatemala-lavoro-minorile-nei-campi-di-canna-da-zucchero%2F&#038;title=Guatemala%3A+lavoro+minorile+nei+campi+di+canna+da+zucchero' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fguatemala-lavoro-minorile-nei-campi-di-canna-da-zucchero%2F&#038;title=Guatemala%3A+lavoro+minorile+nei+campi+di+canna+da+zucchero' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fguatemala-lavoro-minorile-nei-campi-di-canna-da-zucchero%2F&#038;title=Guatemala%3A+lavoro+minorile+nei+campi+di+canna+da+zucchero' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fguatemala-lavoro-minorile-nei-campi-di-canna-da-zucchero%2F&#038;title=Guatemala%3A+lavoro+minorile+nei+campi+di+canna+da+zucchero' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa: la tecnologia al servizio di rifugiati e sfollati</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/africa-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 22:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Corradin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione giocano un ruolo sempre più importante negli interventi umanitari in situazioni di crisi. Il post approfondisce l'importante ruolo giocato delle TIC nell'aiutare i rifugiati e gli sfollati a ritrovare i propri cari e comunicare con loro, grazie ai vari progetti che cercano di superare gli inevitabili ostacoli infrastrutturali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane, Global Voices ha presentato ai lettori diversi esempi di come i media cittadini sono usati per dare voce a <a title="Articoli sui rifugiati" href="http://it.globalvoicesonline.org/-/topics/refugees/">rifugiati e sfollati</a> [it].<br />
Ma se non ci sono dubbi che i blog e i siti di social networking abbiano un ruolo nel rafforzare i gruppi marginalizzati, altrettanto vale per le <a title="Articolo su Wikipedia, in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tecnologie_dell'informazione_e_della_comunicazione">TIC (tecnologie dell&#39;informazione e della comunicazione)</a> [it] in generale.</p>
<p>Ad esempio, <a title="Sito dell'organizzazione MobileActive" href="http://mobileactive.org/">MobileActive</a> [en, <i>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</i>], una rete globale per l&#39;uso della tecnologia per il cambiamento sociale, sostiene il <a title="Articolo su MobileActive, in inglese" href="http://mobileactive.org/tech-migration-how-refugees-use-mobiles-phones-locate-and-communicate-family">potenziale della telefonia mobile</a> nel permettere ai rifugiati non solo di rimanere in contatto con i propri cari, ma anche di localizzarli facilmente. In un articolo dedicato a questo tema, MobileActive si sofferma sull&#39;uscita speciale della rivista <a title="Numero speciale di Forced Migration Review sulla tecnologia, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/contents.html">Forced Migration Review</a>, che approfondisce la questione dell&#39;uso delle TIC da parte di rifugiati e sfollati.</p>
<div id="attachment_284092" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a title="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive" href="http://mobileactive.org/case-studies/refugees-united-goes-mobile"><img class="size-full wp-image-284092 " title="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/CIMG0562.jpg" alt="Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per riconnettersi con i propri cari. Foto via MobileActive" width="450" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Rifugiati in Uganda usano SMS e telefoni cellulari per tornare in contatto con i propri cari. Foto via MobileActive</p></div>
<blockquote><p>I rifugiati sono spesso vittime di un trauma complesso. Innanzitutto vi è la situazione che li ha costretti ad andarsene e il fatto che molte famiglie si smembrano durante la migrazione. Per la salute e il benessere dei rifugiati, e per la loro capacità a reinstallarsi, è di vitale importanza che sappiano dove si trovano i propri famigliari e che sono salvi, e che possano rimanere in contatto con loro. Oggi i cellulari sono la più importante tecnologia perché i rifugiati trovino i loro famigliari e restino in contatto.</p>
<p>L&#39;uscita numero 38 di The Forced Migration Review, <i>The Technology Issue</i>, tratta nello specifico delle tecnologie per i rifugiati. Due capitoli sono dedicati all&#39;uso dei cellulari tra i rifugiati, ai problemi che questi ultimi incontrano nell&#39;usare questa tecnologia per trovare e contattare i membri della loro famiglia, e delle questioni di sicurezza e accessibilità.</p></blockquote>
<p>Il vice commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite, T Alexander Aleinikoff <a title="Testo dell'introduzione, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/aleinikoff.html">introduce questo numero speciale</a>:</p>
<blockquote><p>Superficialmente, i campi profughi di oggi non sembrano molto diversi da quelli di 30, 40 anni fa. La modernizzazione sembra averli dimenticati. Ma se si guarda più da vicino, risulta evidente che le cose stanno cambiando.</p>
<p>Al giorno d&#39;oggi, rifugiati e sfollati dei paesi più poveri hanno spesso accesso a un cellulare e possono guardare la TV satellitare. In alcuni campi compaiono degli internet café, in cui il materiale è fornito da alcuni rifugiati imprenditori o donato da organizzazioni umanitarie come l&#39;UNHCR. Le stesse agenzie umanitarie stanno facendo sempre più spesso uso di tecnologie avanzate: sistemi per l&#39;informazione geografica, Skype, basi di dati biometriche e Google Earth, per non fare che alcuni esempi.</p></blockquote>
<p>Uno degli <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/kiama-et-al.html">articoli</a> porta l&#39;attenzione su un progetto di rintracciabilità realizzato dal <a title="Sito di RCK" href="http://www.rckkenya.org/">Refugee Consortium of Kenya (RCK)</a> in cooperazione con <a title="Sito di RU" href="http://www.refunite.org/">Refugees United (RU)</a>:</p>
<blockquote><p>Nel 1991 Ahmed Hassan Osman è scappato dal conflitto in Somalia, lasciando la famiglia a Kismayu, ed è partito per il Kenya in cerca di asilo. Ahmed ha vissuto per un periodo nel campo profughi di Ifo, prima di essere reinstallato nel Colorado, USA, di cui ha ricevuto la cittadinanza.</p>
<p>Nel 1992, suo cugino Abdulahi Sheikh è arrivato in Kenya in cerca di aiuto. Dopo aver ottenuto lo status di rifugiato, Abdulahi si è ritrovato nel campo di Dagahaley a Dabaab. Credeva che Ahmed fosse a Dabaab oppure che vi fosse stato, ma i suoi sforzi per trovarlo si sono rivelati infruttuosi e presto ha perso la speranza di ritrovarlo. Di fatto, Abdulahi credeva che Ahmed fosse tornato in Somalia.</p>
<p>All&#39;inizio del 2011, il Refugees Consortium of Kenya ha assunto Abdulahi come assistente al progetto di Refugees United nel campo profughi di Dagahaley. Abdulahi si è registrato nel programma di rintracciabilità. e ha iniziato a cercare i propri cari. Notando casualmente un nome che gli suonava famigliare, ha contattato questa persona per mezzo del sistema di messaggeria di RU. Nel ricevere una risposta, si è reso conto di aver ritrovato, dopo vent&#39;anni di separazione e ricerche, l&#39;amato cugino. Si sono scambiati i numeri di telefono, e Ahmed lo ha chiamato, rompendo 20 anni di silenzio. Continuano a sentirsi regolarmente, e sia Ahmed che Abdulahi continuano a cercare altri amici o membri della famiglia.</p></blockquote>
<p>Certo, come lo <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/leung.html">ricorda</a> MobileActive, alcuni problemi con le infrastrutture locali rimangono un ostacolo all&#39;adozione di questo tipo di sistemi:</p>
<blockquote><p>In alcune aree dell&#39;Africa non c&#39;è copertura per le telecomunicazioni. I partecipanti ai seminari hanno commentato che anche dove esiste, la connessione telefonica salta regolarmente, e alcuni hanno sperimentato delle interferenze nelle comunicazioni. La potenza del segnale è debole, e la mancanza di una fonte affidabile o regolare di elettricità nel paese di ricezione può essere un problema maggiore, nonostante ciò vari in base alla regione. La crescita della popolazione in alcune aree indebolisce la potenza del segnale, a causa dei cali di corrente. Le persone potrebbero anche avere delle difficoltà a ricaricare i loro telefoni. </p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Trovare la migliore tecnologia da usare per ogni membro della famiglia può essere difficile, in modo particolare se sono loro stessi sfollati, a causa di diversi fattori quali la varietà dei servizi disponibili, le possibilità delle famiglie di permetterseli, e la loro capacità di farne uso. Un partecipante ha osservato che la maggior parte dei membri della sua famiglia all&#39;estero doveva accedere alla tecnologia per comunicare attraverso altre persone. Un&#39;altra partecipante ha descritto le difficoltà che ha dovuto affrontare nel contattare il marito in un campo. Gli ha mandato dei soldi perché comprasse un telefono, che poi anche le altre persone nel campo volevano usare, lasciandola così spesso ad aspettare ore prima di riuscire a contattarlo.</p>
<p>Delle opzioni più economiche come le email, VoIP o le chat non sono accessibili, poiché l&#39;accesso a Internet in Africa è veramente costoso. Inoltre, i membri della famiglia rifugiati in un altro paese potrebbero non sapere come usare questi strumenti.</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-284086" title="Carta della Somalia sul progetto Somalia speaks di Al Jazeera" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/somaliamap-e1326041495514.jpg" alt="Carta della Somalia sul progetto Somalia speaks di Al Jazeera" width="450" height="407" /></p>
<p>Questo numero di Forced Migration Review fornisce un&#39;ampia panoramica di come vengono attualmente usate le TIC: dal fornire ai rifugiati l&#39;accesso alle informazioni sulla salute e sulle opportunità educative all&#39;usare Facebook, Gmail Chat e Skype per restare in contatto con i membri della famiglia e gli amici nonostante la separazione geografica.</p>
<p>Anche <a title="Articolo su Ushahidi, in italiano" href="http://www.ilpost.it/2010/08/16/ushahidi/">Ushahidi</a> [it] viene <a title="Articolo su FMR, in inglese" href="http://www.fmreview.org/technology/wall.html">menzionato</a> in relazione al terremoto del 2010 ad Haiti ed anche perché, in <a title="Articolo su FMR" href="http://www.fmreview.org/technology/ruffer.html">generale</a>, si occupa di conflitti, disastri e rifugiati. </p>
<p>In effetti, il progetto <a title="Articolo su PBS IdeaLab" href="http://www.pbs.org/idealab/">Idea Lab</a> di <a title="Articolo su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/PBS_(azienda)">PBS</a> [it] <a title="Articolo su PBS" href="http://www.pbs.org/idealab/2012/01/al-jazeera-ushahidi-join-in-project-to-connect-somalia-diaspora-via-sms003.html">parla</a> della collaborazione tra <a title="Pagina del programma Somalia Speaks su Al Jazeera" href="http://www.aljazeera.com/indepth/spotlight/somaliaconflict/somaliaspeaks.html">Al Jazeera</a> e Ushahidi per connettere e rafforzare i somali separati dal conflitto e dalla carestia:</p>
<blockquote><p>Somalia Speaks è una collaborazione tra Souktel (un&#39;organizzazione basata in Palestina che fornisce servizi di messaggeria via SMS), Ushahidi, Al Jazeera, Crowdflower, e l&#39;Istituto della Diaspora Africana. &#8220;Volevamo scoprire la prospettiva dei normali cittadini somali, affinché ci dicessero in che modo la crisi ha colpito loro e la diaspora somala&#8221;, ha detto Soud Hyder di Al Jazeera in un&#39;intervista.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Lo scopo di Somalia Speaks è di aggregare le voci dei somali che si trovano all&#39;interno e all&#39;esterno del paese, chiedendo per messaggio: In che modo il conflitto somalo ha influenzato la tua vita? Le risposte sono tradotte in inglese, e riportate su una mappa. Da quando è stato lanciato, Al Jazeera ha ricevuto circa 3.000 SMS.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Per Al Jazeera, Somalia Speaks è anche un modo per testare un approccio innovativo ai media cittadini e alla raccolta di notizie.</p></blockquote>
<p>In Ottobre 2010, anche MobileActive ha ideato un <a title="Articolo su MobileActive" href="http://mobileactive.org/case-studies/refugees-united-goes-mobile">progetto</a> basato sulla telefonia mobile, e Refugees United l&#39;ha messo in pratica con il supporto di Ericsson, UNHCR e Omidyar Network, notando che un blog l&#39;aveva denominato &#8220;il social network che è più importante di Facebook&#8221;.</p>
<p>Il numero dedicato alla tecnologia da Forced Migration Reviex può essere letto online a <a title=Link ai vari articoli del numero di FMR"" href="http://www.fmreview.org/technology/contents.html">questo indirizzo</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/camilla-corradin/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Camilla Corradin'>Camilla Corradin</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/08/africa-icts-for-refugees-and-displaced-persons/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/africa-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;text=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fafrica-la-tecnologia-al-servizio-di-rifugiati-e-sfollati%2F&#038;title=Africa%3A+la+tecnologia+al+servizio+di+rifugiati+e+sfollati' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Iran: Blogger rischia la pena di morte per offesa all&#039;Islam</title>
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		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/iran-blogger-rischia-la-pena-di-morte-per-offesa-allislam/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 19:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Coletto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Farsi]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso dicembre il blogger Mohammad Reza Pour Shajari (noto anche con lo pseudonimo di Siamak Mehr) &#232; stato incriminato e processato per "offese al Profeta dell'Islam", "ostilit&#224; verso Dio" e "guerra contro Dio" -- tutti capi di imputazione che in Iran possono comportare la pena capitale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il blogger Mohammad Reza Pour Shajari (noto anche con lo pseudonimo di Siamak Mehr) è stato incriminato per &#8220;offesa del Profeta dell&#39;Islam&#8221;, &#8220;ostilità verso Dio&#8221; e &#8220;guerra contro Dio&#8221;, tutti capi di imputazione che in Iran possono comportare la pena capitale. Il processo ha avuto luogo lo scorso 21 dicembre ed è durato solo 15 minuti.</p>
<p>La figlia di Mohammad, Mitra Pour Sharjari,<a title="Articolo originale in farsi" href="http://www.dw-world.de/dw/article/0,,6687985,00.html"> ha riferito alla redazione in farsi della Deutsche Welle</a> [fa] che il padre ha rinunciato alla difesa, in un processo dove non è stato permesso l&#39;accesso né al suo avvocato né ai membri della giuria né tantomeno alla stampa. L&#39;accusato ha solo detto al giudice: &#8220;Un giorno, come Gheddafi, dovrete nascondervi in una tana&#8221;. Il giudice ha replicato che non fa alcuna differenza, dato che &#8220;Ora siamo qui, e tu, e tutti quelli come te, ne pagano il prezzo.&#8221;</p>
<p>Siamak Mehr era stato arrestato nel settembre del 2010, per aver espresso sul suo blog,<em> Iran Land&#39;s Report</em>, pesanti critiche nei confronti della Repubblica Islamica e dell&#39;Islam.</p>
<p><a title="Post originale in farsi" href="http://khakeiran.blogspot.com/2010/09/blog-post.html">Nell&#39;ultimo post</a> [fa], datato 8 settembre 2010, definisce i clerici sciiti un gruppo mafioso, che dal 1979, anno della Rivoluzione Islamica, sta dilapidando le risorse nazionali.</p>
<p>Il video che segue mostra Siamak Mehr, in catene, probabilmente condotto in tribunale:</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/edUwbUSqhSE?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il blogger Azarmehr <a title="Post originale in inglese" href="http://azarmehr.blogspot.com/2011/12/iranian-blogger-siamak-mehr-hands-and.html">scrive</a> [en]:</p>
<blockquote><p>Chi vi aspettereste di vedere, condotto davanti al Tribunale Rivoluzionario, con le mani e i piedi in catene e circondato da unità speciali della Guardia Rivoluzionaria? Un pericoloso criminale? In realtà la persona che vedete nel video con mani e piedi legati è un uomo distinto e cortese, un uomo che ha perso un rene a seguito delle torture subite in prigione.</p></blockquote>
<p>E Mehdi Roud <a title="Post originale in farsi" href="http://mehdiroud.wordpress.com/2011/12/23/%D9%85%D8%AD%D9%85%D8%AF%D8%B1%D8%B6%D8%A7-%D9%BE%D9%88%D8%B1%D8%B4%D8%AC%D8%B1%DB%8C-%D8%AE%D8%B7%D8%A7%D8%A8-%D8%A8%D9%87-%D9%82%D8%A7%D8%B6%DB%8C-%D8%B3%D8%B1%D8%A7%D8%A8%DB%8C-%D8%B3%D8%B1%D9%86/">commenta così</a> [fa]:</p>
<blockquote><p>Questo blogger è stato incriminato da una legge medievale per aver espresso le sue opinioni nel suo blog. Alla famiglia è stato negato il diritto di essere presente durante il processo &#8230; e un prigioniero politico come lui rischia la pena di morte.</p></blockquote>
<p>Nel febbraio 2011, Bazaferinieazad <a title="Post originale in farsi" href="http://bazaferinieazad.blogspot.com/2011/02/blog-post_7223.html">pubblicava </a>[fa] una lettera di Siamak Mehr in cui questi riferiva di essere accusato di aver agito contro la sicurezza nazionale e aver offeso i leader del regime. Sembra inoltre che la sua scheda riportava che aveva insultato la santità dell&#39;Islam, così come già aveva fatto <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salman_Rushdie"> Salman Rushdie</a> [it] (lo scrittore anglo-indiano contro cui l&#39;Ayatollah Khomeini lanciò la famosa <em>fatwa</em>).</p>
<p>In una lettera alla figlia, Siamak Mehr <a title="Post originale in inglese" href="http://azarmehr.blogspot.com/2011/12/iranian-blogger-siamak-mehr-hands-and.html"> scrive</a> [en]:</p>
<blockquote><p>Cara Mitra,<br />
Ricordati che io non sono solo una persona, ma sono anche un&#39;idea. Un&#39;idea che è profondamente radicata negli iraniani, e io nutro una forte speranza che un giorno sconfiggeremo questo male che va contro l&#39;umanità, la libertà, la vita. Dunque non considerare mai la mia distruzione fisica come la distruzione di questa idea vitale.&#8221;</p></blockquote>
<p>Il regime iraniano ha incarcerato numerosi blogger negli ultimi anni, e come ci ha tristemente mostrato la tragica morte, avvenuta nel 2010, di <a href="http://globalvoicesonline.org/2010/03/21/dubai-iranian-blogger-omid-reza-mirsayafi-remembered/">Omid Reza Mirsayafi</a>, più un blogger è isolato e senza rete di solidarietà, più è in pericolo.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/' title='elenca tutti gli articoli di Fred Petrossian'>Fred Petrossian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/katia-coletto/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Katia Coletto'>Katia Coletto</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/11/iran-blogger-faces-death-penalty-for-insulting-islam/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/iran-blogger-rischia-la-pena-di-morte-per-offesa-allislam/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Firan-blogger-rischia-la-pena-di-morte-per-offesa-allislam%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Firan-blogger-rischia-la-pena-di-morte-per-offesa-allislam%2F&#038;text=Iran%3A+Blogger+rischia+la+pena+di+morte+per+offesa+all%26%2339%3BIslam&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Firan-blogger-rischia-la-pena-di-morte-per-offesa-allislam%2F&#038;title=Iran%3A+Blogger+rischia+la+pena+di+morte+per+offesa+all%26%2339%3BIslam' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Firan-blogger-rischia-la-pena-di-morte-per-offesa-allislam%2F&#038;title=Iran%3A+Blogger+rischia+la+pena+di+morte+per+offesa+all%26%2339%3BIslam' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Firan-blogger-rischia-la-pena-di-morte-per-offesa-allislam%2F&#038;title=Iran%3A+Blogger+rischia+la+pena+di+morte+per+offesa+all%26%2339%3BIslam' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Firan-blogger-rischia-la-pena-di-morte-per-offesa-allislam%2F&#038;title=Iran%3A+Blogger+rischia+la+pena+di+morte+per+offesa+all%26%2339%3BIslam' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Libia 2011: un anno cruciale raccontato online</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 22:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele Cinarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Donne & Genere]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2011 le drammatiche vicende libriche hanno attratto a lungo l'attenzione mediatica. Ecco una carrellata su paure, speranze e sogni della gente raccontati direttamente dai netizen libici --puntando a un 2012 interessante e pieno di sfide.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel gennaio 2011, mentre l&#39;Egitto passava il travaglio della Primavera Araba, <a title="link da Blogspot" href="http://lonehighlander.blogspot.com/2011/01/straight-from-heart.html">Highlander</a> [en, <em>come tutti gli altri link, eccetto dove specificato</em>] era una tra i pochi netizen della blogosfera libica a porre sottilmente la questione se l&#39; &#8220;Occidente&#8221; avesse permesso che l&#39;ex presidente egiziano Hosni Mubarak fosse rovesciato da quella che sembrava essere sempre di più una rivoluzione popolare senza ritorno.</p>
<p>Scriveva infatti la blogger:</p>
<blockquote><p>Lasciate Mubarak da solo, finchè ci tiene al sicuro, non ci importa di niente e di nessuno :P</p></blockquote>
<p>Era il massimo a cui ci si poteva spingere, in una Libia sotto lo stretto controllo di Muammar Gheddafi.</p>
<p>A febbraio il Paese era però preda della rivolta. Prima che Tripoli ne fosse schiacciata, la sensazione era che tutto fosse possibile; così alcuni blogger si sono avventurati in un territorio più pericoloso, dando resoconti diretti su quanto stava accadendo; ad esempio la guerra per la sopravvivenza a Bengasi, e il fatto che in tutte le città il malcontento si fosse fatte pressante e urgente, come bene spiegava <a title="link da Blogspot" href="http://anarabscontemplations.blogspot.com/2011_02_01_archive.html">PH</a>:</p>
<blockquote><p>• Libyanna (società di telefonia mobile) ha inviato un messaggio a tutti i cittadini di Bengasi dicendo di andare a casa; come se fosse il loro lavoro difendere la città.<br />
• Armi e soldati sono arrivati da Beida e dintorni.<br />
• Il 64mo battaglione e le forze speciali di Abdulfath Younis ( عبدالفتاح يونس) stanno attaccando il presidio principale della guardia rivoluzionaria a Bengasi ( الفضيل بوعمر). La battaglia è ancora in corso.<br />
• La cittadinanza di Bengasi si arma con qualsiasi cosa a portata di mano.<br />
• La gente canta &#8220;Muammar stiamo arrivando, la morte si avvicina&#8221;.<br />
• La folla è la più vasta vista sin&#39;ora (erano circa 100.000), tre giorni fa.<br />
• Un elicottero è stato abbattuto dalla popolazione di Bengasi.</p></blockquote>
<p>Una battuta telegrafica di <a title="Link da Blogspot" href="http://khadijateri.blogspot.com/2011_02_01_archive.html">Khaijateri </a>sul tristemente noto e terrificante discorso di Gheddafi (poi noto come &#8220;Zenga Zenga&#8221;), dove siamo stati definiti ratti e drogati:</p>
<blockquote><p>Abbiamo guardato, abbiamo fatto uno spuntino. C&#39;erano varie sensazioni: incredulità, orrore, stupore tra gli altri, ma soprattutto solo disgusto.</p></blockquote>
<p>Marzo è stato immortalato dal rogo del <a title="link da Answer.com" href="http://www.answers.com/topic/green-book-cd-interactive-standard">Libro Verde</a>, che dettagliava la politica governativa di Gheddafi, come scrive <a title="link da anglo-libyan.com" href="http://www.anglo-libyan.com/2011/03/green-book-burns.html">Anglo-Libyan</a>:</p>
<blockquote><p>Per la prima volta nella mia vita ero d&#39;accordo a bruciare un libro, l&#39;idiota libro verde di Gheddafi l&#39;assassino, i coraggiosi abitanti di Misurata sono uniti nel mandare un messaggio a Gheddafi, fino a quanto questo dittatore fuori di testa affermerà che questi coraggiosi sono ubriachi e drogati! [sic]</p></blockquote>
<p>A marzo c&#39;è stato il blocco di Internet e le nostre voci sono state ridotte al silenzio, eccetto per quelli con telefoni Thuraya o connessioni VSAT. Ciò ci ha portato a seguire le trasmissioni video di contrabbando sulle TV satellitari arabe. Le città sono state imbavagliate una dopo l&#39;altra e i libici fuori dal Paese o quelli nell&#39;est liberato si sono fatti carico di amplificare le nostre voci, mentre il resto del Paese aspettava che venisse dichiarata la <em>no fly zone</em>.</p>
<p><a title="link da Blogspot" href="http://whitelibyanafrican.blogspot.com/2011_03_01_archive.html">Whiteafrican</a> a Manchester (UK) scriveva:</p>
<blockquote><p>Sono così fiero dei libici, hanno provato al mondo che sono davvero i leoni del deserto, gli uomini di Bengasi, Beida, Derna, Tobruch, Brega, Ras Lanuf, Agedabia, di Zawia, Zintan e Misurata.</p>
<p>Solo con i loro sandali e in molti casi, i loro pugni davanti a carriarmati, missili, RPG e le armi più recenti, per liberare la Libia, è coraggioso e questo coraggio non si vedeva da tanto tempo.[sic]</p></blockquote>
<p>Nel frattempo<a title="link da Blogspot" href="http://weda4all.blogspot.com/2011/03/17-february-youth-did-it.html">Ruwida Ashour</a> da Bengasi invocava:</p>
<blockquote><p>non posso scrivere di più &amp; quello che è successo &amp; quello che sta succedendo in Libia è incredibile&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;per favore date il vostro appoggio al popolo libico con tutto quello che potete, anche solo con un sorriso, l&#39;mmagine del profilo o qualsiasi altra cosa &#8230;&#8230;&#8230;abbiamo ancora del denaro ma abbiamo bisogno di supporto morale.</p></blockquote>
<p>Nello stesso mese, Eman Al Obaidi è riuscita a fuggire ai suoi stupratori, ed è stata lanciata una petizione mondiale per farne conoscere la sua situazione. E&#39; stato anche il mese dell&#39;ultimo post della povera <a title="link da Blog Dregia" href="http://blog.dregia.us/2011/03/save-eman-el-obedi-victim-of-rape-by.html">Hannu</a>. Alla blogosfera libica mancherà molto Hannu, perché il suo umorismo e onestà erano un modello per tutti.</p>
<p>Ad aprile, mentre continuava la campagna di bombardamenti della NATO, il popolo libico veniva traumatizzato dalle notizie degli stupri di massa e molti cercavano di condividere la propria disperazione con il mondo, come fa <a title="link da Blogspot" href="http://sereeb.blogspot.com/2011/05/desperation-of-rape-victims-in-libya.html">Soad</a>:</p>
<blockquote><p>Giovani ragazze e donne, che erano vergini, vittime di brutali stupri di massa e torture; molti di questi sono stati ripresi con telefoni cellulari, e i filmati sono stati divulgati per accrescere l&#39;umiliazione di queste vittime e delle loro famiglie. Molte vittime hanno contratto l&#39;HIV e alcune sono rimaste incinte; è un problema enorme e c&#39;è bisogno di affrontarlo immediatamente, senza perdere tempo.</p></blockquote>
<p>Passando dalla primavera all&#39;estate, abbiamo visto l&#39;assedio di Misurata e la battaglia sulle Montagne Occidentali. C&#39;erano battaglie su due fronti per le città petrolifere costiere di Brega, Agedabia e Ras Lanuf; e temevamo che la Libia sarebbe stata divisa, con il crescente numero di famiglie disperse all&#39;interno e all&#39;esterno del Paese. Questa situazione è stata sintetizzata bene da<a title="link da Blogspot" href="http://harimnanotes.blogspot.com/2011/06/25-2-2011.html#more"> Noureddin</a> [ar] mentre si preparava a partire, in maggio:</p>
<div class="arabic">وبدأت أعدّ للرحيل.<br />
أفرز أوراقي: وثائق قانونية وتاريخية، وأسرية تعود لثلاثة أجيال وأكثر.. ومقتنيات لبعضها قيمته المادية ولبعضها الأخر قيمته المعنوية.. بعضٌ من الذاكرة.. بعضٌ مني سأودعه عند عزيز وسأصطحب من البعض الأخر ما أمكن&#8230; وسأترك ورائي ما أتركه وديعةً عند ربي&#8230; وزرت الأهل والأصحاب مودعا.</div>
<div class="translation">Sto facendo le valigie e mi preparo a partire. Riordino le mie carte, i documenti legali, storici e di famiglia che risalgono a più di tre generazioni. Osservo attentamente i miei averi terreni, alcuni con un valore materiale, ma altri con uno sentimentale, poichè conservano dei cari ricordi. Ne lascio alcuni agli amici e cerco di portare con me quello che posso. Lascio il resto alla cura di Dio, così come lascerò la mia famiglia e i miei amici e li saluterò.</div>
<p>Il post di <a title="link da Blogspot" href="http://lebeeya.blogspot.com/2011/06/freedom.html">Lebeeya</a> a giugno, con il titolo appropriato di <em>Libertà</em>, ha dato corpo ai nostri sogni in una guerra che si è trascinata per mesi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-283265" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=283265"><img class="aligncenter size-medium wp-image-283265" title="roundup" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/roundup-375x267.jpg" alt="" width="375" height="267" /></a></p>
<p>Nel frattempo, a luglio blogger pro-Gheddafi non sono rimaste in silenzio, e siccome in guerra tutto è lecito, i post su <a title="link da Blogspot" href="http://libyasos.blogspot.com/2011/07/libya-eyewitness-we-have-so-much.html">SOS Libya</a> raccontavano storie che mi facevano sentire su un altro pianeta. Ecco un esempio:</p>
<blockquote><p>La NATO non sta bombardando i ribelli dell&#39;Est. La NATO lavora per i ribelli. La gente non osa lamentarsi di loro. Temono per la propria vita e per quella dei propri cari. Abbiamo incontrato molte persone riuscite a fuggire da questi luoghi, ma non vogliono che il proprio nome appaia, perchè le loro famiglie sono ancora laggiù, e se mostrasero il loro volto o parlassero pubblicamente delle atrocità commesse dai ribelli, i membri della loro famiglia rimasti verrebbero uccisi. Sappiamo queste cose di persona, uno del nostro gruppo ha avuto esattamente questo problema e non ha potuto essere filmato, suo padre l&#39;ha chiamato e ha detto che i ribelli l&#39;hanno visto alla TV, e che se avesse parlato un&#39;altra volta contro di loro avrebbero ucciso i suoi fratelli uno per uno e poi sarebbero passati agli altri membri della famiglia. […]<br />
Non abbiamo mai sentito parlare di repressione da parte di Gheddafi, il popolo ha molto rispetto e amore per lui. Vestono tutti di verde e portano sue foto attorno al collo, credetemi, le notizie dell&#39;occidente sono così lontane dalla verità che sembrano venire da un altro pianeta.<br />
Non abbiamo mai visto nessuno picchiato, molestato, incarcerato; anzi, siamo rimasti in giro per diversi giorni e non abbiamo mai visto un poliziotto. [sic]</p></blockquote>
<p>La battaglia infuriava, Brega cambiava padrone ogni 24 ore e con la morte del generale ribelle <a title="link da Washington Post.com" href="http://www.washingtonpost.com/world/middle-east/abdul-fattah-younis-libyan-rebel-military-commander-is-killed/2011/07/28/gIQASWDyfI_story.html">Abdulfattah Younis</a>, scemava la speranza della fine della guerra, come cercava di spiegare la blogger <a href="http://visionsofalibyan.blogspot.com/2011_07_01_archive.html">Hana S</a>:</p>
<blockquote><p>Lo scorso sabato ho sognato che la Libia era stata finalmente liberata. Nel sogno era venerdì, il venerdì che precede l&#39;inizio del Ramadan. Ci siete arrivati? Il Ramadan quest&#39;anno e sia il prossimo weekend o l&#39;inizio della prossima settimana. E questo venerdì è l&#39;ultimo prima del mese sacro!</p>
<p>Mi sono svegliata entusiasta e pieno di speranza. Nel sogno era tutto bellissimo. Chissà come sarà nella vita reale!?</p></blockquote>
<p>A luglio Tripoli diventava sempre più inquieta e tutti iniziavano a pensare che lo scontro finale sarebbe stato brutale. C&#39;erani molti timori su ciò che sarebbe potuto accadere, ipotesi di genocidio come quelle espresse da Displaced Libyan non erano molto lontane:</p>
<blockquote><p>Sarebbe stato letteralmete il ‘Selvaggio West’ dove ognuno con un motivo di rancore e suo fratello avrebbero partecipato ad un caos generale che sarebbe costato anni e migliaia di vite umane, rifugiati e miliardi di perdite. In pratica l&#39;immagine che avevo in mente era quella di un bagno di sangue da cui non vedevo alcuna uscita.</p></blockquote>
<p>Tutta la pazienza e la sofferenza di Tripoli è arrivata all&#39;apice in agosto, durante la tanto attesa seconda rivolta e l&#39;operazione Sirena. Dopo tutti quei momenti angoscianti, la splendente liberazione di Tripoli aveva qualcosa di miracoloso e con il ristambilimento delle connessioni Internet, <a title="link da Blogspot" href="http://libyanviolet.blogspot.com/2011/08/freedom-in-libya-at-last-thank-you-all.html">Violet</a> esprimeva così il suo sollievo:</p>
<blockquote><p>è stato bellissimo vedere quanto è cambiata la psiche del popolo libico, i muri della paura sono caduti. La libertà è senza prezzo.</p></blockquote>
<p>I libici erano euforici per la liberazione della capitale, anche se Gheddafi è riuscito a scappare. I festeggiamenti sono andati avanti per settimane, anche se la guerra infuriava sugli altri fronti. Nel frattempo, per la prima volta dopo mesi, i media riscivano a raggiungere la maggioranza dei territori libici, iniziavano ad arrivare le associazioni umanitarie, e il resto del Paese si metteva al pari dei fratelli orientali, e a settembre i blog descrivevano il ritorno alla vita normale. On the Edge è stata contenta di trovare di nuovo <a title="link da Blogspot" href="http://on-the-edge-of-something.blogspot.com/2011_09_01_archive.html">la pizza </a>:</p>
<blockquote><p>Il <em>fast food</em> sta tornando a Tripoli. Moe e io siamo andate in un piccolo centro commerciale venerdì. Non eravamo più andate da prima del Ramadan. Abbiamo trovato un bar, che era stato chiuso, aperto. Avevano torte al formaggio, pasticcini, il miglior caffè italiano, e più di tutto, la PIZZA! OMG !!! Pieni di cibo gustosissimo.</p></blockquote>
<p>A ottobre, molte delle città che resistevano hanno iniziato a cadere, e l&#39;evento più importante del mese per la Libia e per il mondo è stata la morte di Gheddafi. Il post più evocativo sull&#39;evento è quello di <a title="link da Blogspot" href="http://nasimlibya1.blogspot.com/2011_10_01_archive.html">NassimLibya</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">صباحك بلا حصون بلا خطوط حمراء<br />
.بلا جنون بلا نبى الصحراء<br />
الله أكبر الله أكبر الله أكبر</div>
<div class="translation">
<p>Una mattina senza muri, senza linee rosse<br />
senza follie e senza profeti del deserto,<br />
Dio è grande, Dio è grande, Dio è grande.</p>
</div>
<p>Con la morte di Gheddafi e del figlio Mutassim, è caduta anche Sirte e più tardi, il 23 ottobre, è stata dichiarata la liberazione di tutti i territori libici.</p>
<p>A novembre, c&#39;è stato un altro colpo di fortuna con la cattura di Saif Al Islam Gheddafi vivo.</p>
<p>Ancora il post di <a title="link da Blogspot" href="http://lebeeya.blogspot.com/2011/11/oh-saif-is-that-peace-symbol-youre.html">Lebeeya</a> su questo evento riassume il sentimento di molti:</p>
<blockquote><p>La cattura di Saif equivale a rimuovere l&#39;ultima traccia di malattia nel paese. Spero che il manipolo dei fedeli di Gheddafi esca dalla bolla e si unisca agli altri per una Libia migliore. Inshallah (con il volere di Dio) la <a title="link da Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fitna_%28word%29">fitna</a> si fermerà qui.<br />
Quello che penso delle dita mozzate di Saif: anche se la Reuters conferma che ha perso le dita in un incidente accaduto qualche mese fa. Spero che sia solo una storia montata per coprire i fatti reali! I thuwar (ribelli) l&#39;hanno scovato e gli hanno mozzato le dita lentamente e dolorosamente!</p></blockquote>
<p>Ora la Libia è di nuovo un Paese unito, le linee telefoniche tra Est e Ovest sono state ripristinate, i sistemi bancari e gli altri sistemi sono stati riuniti, il governo a interim si è trasferito in gran parte a Tripoli. Il popolo libico ha finito un anno tumultuoso festeggiando la data della storica indipendenza il 24 dicembre, e <a title="link da Blogspot" href="http://happymoi.blogspot.com/2011/12/happy-60th-anniversary-libya-and-other.html">Happymoi</a> non ha potuto fare a meno di ricordare ai lettori che</p>
<blockquote><p>Questa giornata era stata soppressa dall&#39;ex regime per così tanto tempo. E&#39; bello poter dire: Buon Giorno dell&#39;Indipendeza Libia!</p></blockquote>
<p>E&#39; la conclusione degna per un anno insolito: il 2011 &#8230;. Il popolo si trova davanti a una strada lunga e difficile per ricostruire il Paese, e allo stesso tempo la democrazia. Ci saranno degli errori, ma il 2012 certamente sarà interessante e pieno di sfide.</p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/fozia-mohamed/' title='elenca tutti gli articoli di Fozia Mohamed'>Fozia Mohamed</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/rachele-cinarelli/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Rachele Cinarelli'>Rachele Cinarelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/09/libya-2011-a-seminal-year-through-citizen-media/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/libia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F&#038;text=Libia+2011%3A+un+anno+cruciale+raccontato+online&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F&#038;title=Libia+2011%3A+un+anno+cruciale+raccontato+online' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F&#038;title=Libia+2011%3A+un+anno+cruciale+raccontato+online' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F&#038;title=Libia+2011%3A+un+anno+cruciale+raccontato+online' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Flibia-2011-un-anno-cruciale-raccontato-online%2F&#038;title=Libia+2011%3A+un+anno+cruciale+raccontato+online' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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