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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Genere</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Mondo arabo: prime reazioni online al divieto dei minareti in Svizzera</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/mondo-arabo-prime-reazioni-online-al-divieto-dei-minareti-in-svizzera/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 04:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vittoria del recente referendum contro l'erezione di nuovi minareti ha scatenato una varietà di reazioni in tutta la blogosfera arabo-musulmana: se alcuni blogger sono indignati, altri ritengono che il divieto non impedisca di professare la propria fede.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/12/01/arab-world-reactions-to-the-swiss-ban-on-minarets/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Lo scorso 29 novembre, il 57.5% degli elettori svizzeri <a title="Articolo in inglese" href="http://english.aljazeera.net/news/europe/2009/11/2009112915164769444.html">ha approvato il divieto</a> [in] di costruire nuovi minareti sulle moschee, aprendo la strada alla modifica costituzionale. Il referendum riguarda solo la costruzione di nuovi minareti &#8211;non delle moschee&#8211; e non include i quattro minareti già esistenti.</p>
<p>Il provvedimento ha scatenato reazioni contrastanti in tutta la blogosfera arabo-musulmana: se alcuni blogger sono indignati, altri ritengono che questo divieto non impedisca di professare la propria fede.</p>
<p><em>Pierre Tristram</em>, un blogger libanese-americano che scrive su About.com, <a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/b/2009/11/29/islamophobe-swiss-ban-minarets.htm">apre il suo post</a> [in] critico nei confronti della decisione svizzera con il seguente paragrafo:</p>
<blockquote><p>Com&#39;è possibile che 59 milioni di persone siano così stupide, così <a title="Articolo in inglese" href="http://www.mindfully.org/Reform/2004/US-Election-IQ2004.jpg">titolava</a> [in] il quotidiano inglese Daily Mail all&#39;indomani della ri-elezione di George W. Bush nel 2004. Potrebbero inventarsene un&#39;altra simile da aggiungere alla galleria degli orrori: com&#39;è possibile che 3 milioni di svizzeri siano così bigotti?</p>
</blockquote>
<p>Tristram chiude il post con un commento sarcastico:  &#8220;La differenza tra lo svizzero medio e l&#39;<a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/od/iran/p/me071030.htm">iraniano</a> [in] <a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/od/iran/p/ahmadinejad-profile.htm">Mahmoud Ahmadinejad</a> [in], l&#39;<a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/b/2009/04/21/ahmadinejads-anti-israel-show-at-un-racism-conference.htm">uomo simbolo del razzismo</a> [in], sta diventando sempre più impercettibile.&#8221;</p>
<p>Nel suo post, il blogger egiziano <em>Hicham Maged</em> cerca risposte a certe domande e <a title="Post in inglese" href="http://blog.hichamaged.net/flying-with-black-wings/">conclude</a> [in] in questo modo:</p>
<blockquote><p>In breve, mi auguro che gli svizzeri riconsiderino quanto è successo; non si tratta di capire se la legge protegga i diritti dei cittadini o meno, cosa che comunque sarà importante dibattere ed eventualmente correggere nelle opportune sedi giudiziarie del Paese, ma di considerarlo un errore fatale, l&#39;ultimo campanello d&#39;allarme prima di affondare in una palude di ignoranza piena di paura, rabbia e stupidità ~ Dovunque!</p>
</blockquote>
<p>Un altro blogger egiziano, autore di <em>Not Green Data</em>, ribadisce il concetto secondo cui &#8220;una moschea è una moschea,&#8221; ma <a title="Post in inglese" href="http://notgr33ndata.blogspot.com/2009/11/swiss-identity.html">si lamenta</a> [in] poiché il divieto svizzero altera l&#39;estetica dell&#39;edificio:</p>
<blockquote><p>Possiamo immaginare un pezzo di formaggio svizzero senz&#39;occhi - i suoi buchi? Oppure un coltellino svizzero senza bussola o cacciavite? È esattamente quello che gli svizzeri fanno alle moschee. Una moschea resta una moschea anche senza minareto, e svolgerà sempre la propria funzione. Semplicemente perderà in bellezza e identità architettonica.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger inglese <em>Matthew Teller</em>, scrittore-viaggiatore in Medio Oriente, si concentra sulla retorica di vari poster</p>
<div id="attachment_109213" class="wp-caption alignleft" style="width: 264px"><img class="size-full wp-image-109213" title="image5797878-300x199" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/12/image5797878-300x199.jpg" alt="Un poster del partito SVP che promuove il divieto dei minareti" width="254" height="168" />
<p class="wp-caption-text">Un poster del partito SVP che promuove il divieto dei minareti</p>
</div>
<p>degli attivisti svizzeri e analizza quelli di entrambi i contendenti. Quella che segue è la sua <a title="Post in inglese" href="http://quitealone.com/2009/11/30/swiss-rolled/">descrizione</a> [in] del poster qui a sinistra:</p>
<blockquote><p>Il ripugnante partito <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Democratica_di_Centro_%28Svizzera%29" target="_blank">SVP</a> [it] ha fatto ampiamente ricorso a quello che il Financial Times ha definito “<a title="Articolo in inglese" href="http://www.swissinfo.ch/eng/front/The_minaret_ban_hits_the_headlines.html?siteSect=105&amp;sid=11558450&amp;cKey=1259570958000&amp;ty=st" target="_blank">populismo stridente</a> [in]” per additare &#39;stranieri&#39; di ogni tipo come criminali, assistenzialisti o peggio, promuovendone la campagna con questo slogan: &#8220;Stop! Si al divieto dei minareti&#8221;. Osserviamo la grafica: minareti come missili, donne minacciose, il burqa come occultamento, nero, minaccioso, sulla bandiera svizzera si proietta un&#39;ombra da oriente, la croce viene cancellata.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;algerino-americano <em>The Moor Next Door</em> ritiene che questa vicenda sia frutto di una lotta di potere e <a title="Post in inglese" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/11/30/on-the-minaret-ban/">commenta</a> [in] così:</p>
<blockquote><p>Per chi gli si oppone, il minareto rappresenta &#8220;l&#39;arrivo&#8221; dell&#39;Islam nelle Alpi. È lì e significa che la presenza musulmana è al di sopra di altri popoli e religioni. Vietandolo si nega l&#39;esistenza e il potere dell&#39;Islam.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>L&#39;estetica dell&#39;identità, e quindi del potere, sono gli elementi centrali di questa vicenda. In questo modo un popolo dubbioso della propria identità cerca di affermarla e definirla rifiutando quella del nuovo arrivato.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger siriano <em>Maysaloon</em> riflette in modo originale sul tema più ampio in cui questa storia s&#39;inscrive. Tralasciando bigottismo, paura e integrità architettonica, il blogger <a titlte="Post in inglese" href="http://maysaloon.blogspot.com/2009/11/swiss-have-voted-against-building.html">si concentra</a> [in] sul seguente argomento:</p>
<blockquote><p>L&#39;elemento fondamentale di questa vicenda non è né il valore architettonico o religioso dei minareti, né gli svizzeri bigotti. Quello che conta veramente è che per la prima volta dopo 400 anni, dall&#39;<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Vienna" target="_blank">assedio ottomano di Vienna</a> [it] , i musulmani hanno un impatto concreto sulla vita dell&#39;Europa.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger elenca i modi in cui l&#39;Islam ha influenzato l&#39;&#8220;occidente&#8221; e viceversa, per poi concludere come segue:</p>
<blockquote><p>In breve, i bigotti non mi preoccupano affatto. Possiamo vietare minareti e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shari'a" target="_blank">shari&#39;a</a> [it], strappare via veli e disegnare vignette, ma questo non cambierà il fatto che l&#39;Islam adesso è in Europa e in America, e va diffondendosi in tutto il mondo.</p>
</blockquote>
<p>Per concludere, il commento di <em>weddady</em> su Twitter riassume bene il sentimento di molti. L&#39;utente <a title="Tweet in inglese" href="http://twitter.com/weddady/status/6226387648">sostiene</a> [in], &#8221; Nessuno adesso potrà negare che l&#39;Europa abbia un problema con i musulmani, né nessuno potrà negare la loro presenza sul territorio.&#8221;</p>
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		<title>Forse che gli USA possano imparare qualcosa dal boom economico cinese?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/forse-che-gli-usa-possano-imparare-qualcosa-dal-boom-economico-della-cina/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 05:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Posta dal settimanale <em>Time</em> durante la recente visita di Barack Obama, la domanda sembra implicare l'emergere della Cina come una dinamo di ottimismo, sperimentazione e crescita, mentre l'economia statunitense pare in procinto di affondare. Riflessioni e commenti di due netizen cinesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/andy-yee/">Andy Yee</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/26/could-the-us-learn-something-from-china/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Potrebbe la superpotenza del mondo, stanca e solitaria, in realtà imparare qualcosa dalla Cina? Questa è la domanda posta <a title="Post originale in inglese" href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1938671,00.html">recentemente dalla rivista Time</a> [in] durante la prima visita del presidente Barack Obama in Cina. L&#39;articolo sostiene che in questo periodo la Cina va emergendo come &#8220;una dinamo di ottimismo, sperimentazione e crescita&#8221;, mentre l&#39;economia statunitense è in procinto di affondare. Questo è un momento di umiltà per gli USA.</p>
<p>L&#39;articolo ha identificato cinque lezioni che è possibile trarre dalle storie di successo cinesi. Nel frattempo <a title="Post originale in cinese" href="http://blog.sina.com.cn/s/blog_4cacf1f30100fry3.html?tj=1">Xu Ben</a> [cin] (徐贲) e <a title="Post originale in cinese" href="http://blog.sina.com.cn/s/blog_6251670c0100ge5x.html">Tan Mintao</a> [cin] (谭敏涛), rispettivamente, uno studioso e un avvocato cinesi, hanno commentato su questi insegnamenti nei propri blog:</p>
<p><strong>1: Essere ambiziosi</strong></p>
<p>La rivista <em>Time</em> evidenzia l&#39;inefficacia degli USA per lo sviluppo e l&#39;esecuzione di progetti ambiziosi. Citando un consulente finanziario:</p>
<blockquote><p>Una cosa fondamentale che possiamo imparare dalla Cina è stabilire gli obiettivi, l&#39;elaborazione di piani e concentrarsi sui cambiamenti positivi per il Paese. Costoro hanno trascritto e memorizzato dei progetti di cinque anni prima. Anziché stabilire quale fabbrica debba ricevere quali materie prime, quali prodotti realizzare, il loro prezzo e luogo di vendita, adesso la pianificazione consiste nel decidere ‘Come mettere in piedi  un&#39;industria tra le migliori del mondo per la costruzione di circuiti integrati per computer in cinque anni? Come si fa a diventare a competere globalmente nel settore automobilistico?’</p></blockquote>
<p>Xu Ben concorda:</p>
<blockquote><p>在美国，所有公共开支和建设项目是不可能由中央（联邦）政府统一确定目标，制定计划的。一切拨款都必须通过国会或地方议会的批准，不是由某个领导或首长一拍板就能决定的。</p></blockquote>
<div class="translation">In America, l&#39;intera infrastruttura della spesa publica non può essere coordinata dal governo centrale (federale). Occorre l&#39;approvazione del Congresso o delle amministrazioni locali, e non possono essere controllate dai responsabili locali.</div>
<p>Tan Mintao ha evidenziato alcune possibili motivazioni alla base dell&#39;efficienza cinese nella realizzazione di  progetti ambiziosi:</p>
<blockquote><p>中国强制拆迁的事件层出不穷，而且多是以行政权压制公民个人私权取胜，这种视公民权利于不顾的举动和做法，我想美国人恐怕想得到，但做不到，因为，你们有法律为公民撑腰。</p></blockquote>
<div class="translation">Le demolizioni forzate sono comuni in Cina. I diritti dei cittadini vengono sacrificati rispetto alle pressioni amministrative. Temo che questa mano pesante sul mancato rispetto dei diritti sia impraticabile per gli americani, perchè i loro cittadini sono protetti da norme giuridiche.</div>
<p><strong>2: I problemi dell&#39;istruzione</strong></p>
<p>La seconda lezione è il forte accento posto dal governo e dalle famiglie cinesi per l&#39;istruzione di base, cruciale per la salute economica del Paese. Citando William McCahill, ex vice-capo dell&#39;ambasciata USA a Pechino:</p>
<blockquote><p>Fondamentalmente, hanno ragione nel privilegiare le nozioni primarie, particolarmente per matematica e scienze. Dobbiamo fare lo stesso. Spesso i loro bambini più avanti dei nostri.</p></blockquote>
<p>L&#39;articolo cita anche Nick Reilly, dirigente alla General Motors a Shanghai:</p>
<blockquote><p>Tutto inizia con l&#39;enfasi delle famiglie sull&#39;importanza della formazione didattica. Cosa che mette pressione sul governo nel fornire un sistema decente.</p></blockquote>
<p>Xu Ben cita alcune difficoltà di ordine pratico negli Stati Uniti per migliorare il proprio sistema didattico:</p>
<blockquote><p>教师与学区是有工作合同的，其权利充分受到法律保护，谁也不能命令他们无报酬地加班加点。因此，延长学期就必须增加教师的报酬，而这又必须通过正规的预算和拨款程序，得到全体选民的正式认可才行。</p></blockquote>
<div class="translation">Il rapporto tra insegnante e scuola è guidato da contratti. Come stabilito per legge, nessuno può ordinare agli insegnanti di impegnarsi in straordinari non pagati. Perciò, l&#39;allungamento del periodo scolastico deve essere accompagnato da un incremento di stipendio per gli insegnanti, ciò significa un procedimento per l&#39;espansione del bilancio e l&#39;approvazione da parte di tutti gli elettori.</div>
<p>Intanto Tan Mintao sottolinea l&#39;incompletezza del quadro:</p>
<blockquote><p>中国对教育的投资，我想更多的集中在大城市，名牌大学，农村中小学的投入永远很少，少到农村学生处在教育的最底层…关注中国发展的人多集中在大城市，但中国的大城市却不完全代表中国。</p></blockquote>
<div class="translation">Gli investimenti cinesi in materia di istruzione si concentrano nelle grandi città e  università più importanti. Scuole rurali primarie e secondarie non ricevono mai fondi sufficienti, spingendoli così verso il basso della piramide didattica… Quanti si preoccupano dello sviluppo della Cina, tendono a focalizzare l&#39;attenzione sulle grandi città, che non rappresentano un quadro completo della Cina.</div>
<p><strong>3: Prendersi cura degli anziani</strong></p>
<p>Con un aumento della popolazione anziana, la tendenza in USA prevede maggior assistenza a domicilio e minore in costose case di cura.  Qui, sostiene l&#39;articolo sostiene, gli USA possono imparare dalla Cina:</p>
<blockquote><p>In Cina il contratto sociale è stato semplice per secoli: i genitori allevano i figli; poi i figli si prendono cura dei genitori finchè non diventano rimbambiti… Per millioni di cinesi poveri, questo è un onere come anche una responsabilità… Eppure, ci sono vantaggi che bilanciano i sacrifici economici: i nonni si prendono cura dei figli, mentre mamma e papà lavorano; accolturano la generazione più giovane ai valori della famiglia e della nazione; forniscono un senso culturale di continuità che contribuisce a legare la società.</p></blockquote>
<p>Xu Ben sembra non essere d&#39;accordo:</p>
<blockquote><p>一胎化政策都落实几十年了，哪里还有什么 ‘大家庭’?  报道还说，中国人认为，将老人送入疗养院是一种耻辱…如果真是如此，哪里还会有那么多“啃老族”和无助贫困老人？</p></blockquote>
<div class="translation">La politica del figlio unico è stata attuata per decenni. Esistono ancora le ‘grandi famiglie’? L&#39;articolo sostiene che per i cinesi il proposito di mandare i vecchi genitori presso case di cura è come una vergogna… Se ciò è vero, perchè vediamo ancora tanti anziani inermi e ‘figli parassiti’ che vivono sulle spalle dei genitori?</div>
<p>Pur approvando tale tradizione cinese, Tan Mintao sottolinea come il debole sistema di assistenza agli anziani in Cina sia certamente una preoccupazione per la maggior parte dei cinesi:</p>
<blockquote><p>当中国人认为把老人送入养老院是一种耻辱的时候，我想，更多折射的是我们的养老体系还很脆弱，经不起风吹雨打，真正需要建立的社会救助制度还没有建立，那谈何让年轻人放心把老人送入养老院呢？</p></blockquote>
<div class="translation">Mentre i cinesi considerano una vergogna mettere gli anziani in case di riposo, credo che ciò rifletta il fragile sistema di assistenza agli anziani. Con un efficace sistema di sicurezza ancora da costruire, semplicemente la casa di riposo non è una scelta affidabile per gli anziani.</div>
<p><strong>4: Incrementare il risparmio</strong></p>
<p>A seguito della crisi finanziaria, è nato il consenso che in USA si debba risparmiare di più. Anche in questo caso, la Cina, una società che ha praticato il risparmio personale per secoli, è un modello per gli USA.</p>
<p>Xu Ben sottolinea quel che gli americani non riescono a riconoscere:</p>
<blockquote><p>美国人似乎并不知道一般中国人为什么那么怕花钱。与其他消费相比，他们不能不面对更基本的生存需要：买房子、交学费、医疗费。美国人看来也不知道，也有不节俭的中国人，他们能花几十万，上百万买一条藏獒，并由奔驰、宝马、奥迪等几十辆名车组成的豪华车队接近家门。</p></blockquote>
<div class="translation">Sembra che per gli americani, non so perchè, i cinesi abbiano tanta paura di spendere. Rispetto ad altri consumi, non si preoccupano di altro che dei bisogni primari: alloggio, istruzione e assistenza sanitaria. Gli americani inoltre non sono consapevoli che ci sono cinesi ricconi che spendono milioni per comprare un mastino tibetano, o una flotta di Mercedes, BMW e Audi per i viaggi.</div>
<p>Ciò riecheggia a un punto sollevato da Tan Mintao:</p>
<blockquote><p>这些喜欢储蓄的群众多是对未来生活保障缺乏信心的广大群众。</p></blockquote>
<div class="translation">Per il pubblico in generale, risparmiare il più possibile  è dovuto alla mancanza di fiducia nei mezzi di sostentamento futuri.</div>
<p><strong>5: Guardare oltre l&#39;orizzonte</strong></p>
<p>L&#39;energia che gli stranieri sentono in Cina proviene dalla sensazione che sia connesso a qualcosa di più grande, ribadisce l&#39;articolo. Questa fiducia è venuta a mancare in America dopo la profonda recessione. Ecco come la mette un americano che è vissuto in Cina:</p>
<blockquote><p>La Cina sta cercando di diventare quel che ancora non è. È in una fase di crescita consapevole, dichiarata e — come confermano i risultati correnti — orgogliosa.</p></blockquote>
<p>Citando l&#39;esempio dell&#39;articolo del <em>Time</em> del figlio di una povera famiglia di contadini in un&#39;area rurale diventato ingegnere software di successo a Shenzhen, Xu Bin spiega:</p>
<blockquote><p>希望千千万万其他贫困的中国农民家庭子弟也有同样的机会，到那时候，美国人向往的就真的不再是“美国梦”，而该是“中国梦”了。</p></blockquote>
<div class="translation">Mi auguro che milioni di bambini poveri delle aree rurali possano avere la stessa fortuna. Da quel momento, gli americani non ammireranno più ‘il sogno americano&#39; ma piuttosto  &#8216;il sogno cinese’.</div>
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		<title>Video e iniziative online per fermare la violenza contro le donne</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/video-e-iniziative-online-per-fermare-la-violenza-contro-le-donne/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 04:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 25 novembre è stata la giornata internazionale per eliminare la violenza contro le donne. Ecco una raccolta di video con cui cittadini e organizzazioni di vari Paesi vanno contribuendo alle iniziative tese ad assicurare alle donne un mondo migliore in cui vivere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/25/video-end-violence-against-women-around-the-world/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 25 novembre è stata la Giornata Internazionale per eliminare la violenza contro le donne, e tramite dei video molte persone e organizzazioni in tutto il mondo si sono espressi per porre fine alla violenza, contribuendo così alle iniziative per assicurare alle donne un mondo più sicuro in cui vivere.</p>
<div id="attachment_108214" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/2498526016_7512e16a87_b.jpg"><img class="size-medium wp-image-108214" title="Parole sulla violenza devono rompere il silenzio" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/2498526016_7512e16a87_b-300x113.jpg" alt="Parole sulla violenza devono rompere il silenzio" width="300" height="113" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Parole sulla violenza devono rompere il silenzio</p>
<p><small><a rel="cc:attributionURL" href="http://www.flickr.com/photos/circo_de_invierno/">Foto di circo_de_invierno</a>, da Flickr con licenza <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/">CC BY 2.0</a>.</small></div>
<p>L&#39;UNIFEM, nel <a title="Canale YouTube in inglese" href="http://www.youtube.com/user/SayNoToViolence">canale <em>Say No to Violence</em> su YouTube</a> [in] ha già documentato <a title="Canale YouTube in inglese" href="http://saynotoviolence.org/">alcune delle azioni intraprese nel mondo</a> [in]  per porre fine alla violenza sulle donne. <a title="Canale YouTube in inglese" href="http://www.youtube.com/watch?v=Vzh-faI1QrM">Questo primo video mostra</a> [in] la scuola media femminile Ngara di Nairobi, Kenya, dove le ragazze imparano a dire NO alla violenza, a lottare per i propri diritti e ad affrontare stupri, aggressioni, molestie e altre forme di violenza sessuale:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Vzh-faI1QrM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/Vzh-faI1QrM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Anche in Kenya, il Kenyatta National Hospital ha un centro di recupero per le violenze sessuali, dove le donne e i loro figli possono recarsi per ricevere cure in caso di violenze. Nel <a title="Video su YouTube in inglese" href="http://www.youtube.com/watch?v=cfc1TarQo3Q">video che segue</a> [in], raccontano come procede la gestione del centro, il contesto in cui si trovano, e donne che sono state vittime di violenze sessuali offrono testimonianze personali:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cfc1TarQo3Q&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/cfc1TarQo3Q&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>In Perù, l&#39;<a title="Video su YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=Pjfk3LoGIUg">Associazione Flora Tristan</a> sta organizzando una grande manifestazione di protesta contro un altro aspetto connesso alla violenza sessuale: la negazione del libero accesso a metodi di controllo delle nascite e la nuova legge in base alla quale la pillola del giorno dopo (contraccezione di emergenza) non verrebbe distribuita gratuitamente. L&#39;associazione condurrà la campagna educativa in un parco a Lima e darà informazioni sul controllo delle nascite, distribuendo anche pillole del giorno dopo e informazioni per il controllo delle nascite come forma di protesta simbolica:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Pjfk3LoGIUg&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Pjfk3LoGIUg&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Nel contesto dell&#39;America Latina e della regione caraibica, UN-INSTRAW ha diffuso il video che segue come parte della propria campagna di sensibilizzazione:</p>
<blockquote><p>Latinoamérica y el Caribe es un lugar peligroso para las mujeres. Más de 50 por ciento de las mujeres de la región han sido objetos de agresiones. En la República Dominicana, por ejemplo, 1,453 mujeres fueron asesinadas entre los años 2000 y 2008. En el marco del Día Internacional para la Eliminación de la Violencia Contra la Mujer, UN-INSTRAW lanza un nuevo video sobre la seguridad de las mujeres latinas y caribeñas.</p></blockquote>
<div class="translation">L&#39;America Latina e l&#39;area caraibica sono luoghi pericolosi per le donne. Oltre il 50 per cento delle donne nella regione è stato oggetto di aggressione. Nella Repubblica Dominicana, ad esempio, 1453 donne sono state assassinate dal 2000 al 2008. Nell&#39;ambito della giornata internazionale per eliminare la violenza contro le donne, UN-INSTRAW ha lanciato un nuovo video sulla sicurezza delle donne in America Latina e nella regione caraibica.</div>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ev1zix0yqG0&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/ev1zix0yqG0&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>In Spagna, <a title="Video su YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=7x59FDIeIcM">varie donne hanno participato al quinto seminario di autodifesa contro la violenza sessuale</a> [sp], dove hanno imparato a proteggersi nel caso dovessero fronteggiare situazioni pericolose. L&#39;allenamento mira a mettere le donne nella condizione di immobilizzare momentaneamente l&#39;aggressore in modo da poter fuggire via dal pericolo.</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7x59FDIeIcM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/7x59FDIeIcM&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>E infine in Cile, <a title="Sito MySpace in spagnolo" href="http://www.myspace.com/coflaproducciones">Hip Hop Artist COFLA</a> [sp] ha realizzato una canzone intitolata <em>Femicidio</em>. Sebbene spesso i testi dei brani hip-hop <a title="Sito MySpace in inglese" href="http://www.feministing.com/archives/002622.html">sembrino promuovere la violenza contro le donne</a> [in], quest&#39;artista <a title="Video su YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=tuBBX514sYo">ha prodotto un brano</a> [sp] condannando il fatto che gli uomini passino dalle promesse di amore e protezione alla violenza, all&#39;aggressione e perfino all&#39;assassinio:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tuBBX514sYo&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/tuBBX514sYo&amp;hl=es_ES&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Ci sono state attività simili nella tua città o nel tuo Paese? Commenta pure qui di seguito su eventuali iniziative locali per mettere fine alla violenza contro le donne!</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>America Centrale: NO alla violenza contro le donne</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/america-centrale-no-alla-violenza-contro-le-donne/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/america-centrale-no-alla-violenza-contro-le-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 23:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Guatemala]]></category>
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		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Cresce l'attività online per portare all'attenzione generale la questione della violenza contro le donne nell'intera regione, con parecchi blogger che riflettono variamente sul tema: è ora di dire NO alla violenza e SI a una società più paritaria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/renata-avila/">Renata Avila</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/'>Bernardo Parrella</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/26/central-america-saying-no-to-violence-against-women/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Nell&#39;intera regione dell&#39;America Centrale sono in corso attività e campagne online per portare all&#39;attenzione generale la questione della violenza contro le donne. Molte di queste iniziative vanno attirando l&#39;interesse e la partecipazione di parecchi blogger che riflettono variamente sul tema.</p>
<p><center>
<div id="attachment_108410" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/women.jpg"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/women.jpg" alt="Foto di Rudy Girón, ripresa da Antigue Daily Photo con licenza Creative Commons."  width="400" height="300" class="size-full wp-image-108410" title="Foto di Rudy Girón, ripresa da Antigue Daily Photo con licenza Creative Commons"/></a>
<p class="wp-caption-text">Foto di Rudy Girón, ripresa da Antigue Daily Photo<br />con licenza Creative Commons.</p>
</div>
<p></center></p>
<p>In Guatemala, recentemente è stata rilanciata la campagna pluriannuale (che va dal 2008 al 2015) “Uniti per porre fine alla violenza contro le donne” e <em>Radio Feminista</em> informa sugli eventi in corso nel programma collettivo <a title="Blog in spagnolo" href="http://www.finalaviolencia.radiofeminista.org/">Fin a la Violencia</a> [sp]. L&#39;associazione <em>Riprendiamoci la Tecnologia</em> sta inoltre promuovendo <a title="Post in inglese" href="http://www.takebackthetech.net/take-action/16days">una maratona-blog di 16 giorni</a> [in] diffondendo nella blogosfera discussioni su temi connessi alla violenza contro le donne e a modi per prevenirla tramite l&#39;uso della tecnologia. Chiunque può <a title="Post in inglese" href="http://www.takebackthetech.net/write/blog-with-us">coinvolgersi nel progetto</a> [in] e intervenire al riguardo sul proprio blog, in qualsiasi luogo e lingua. </p>
<p><strong>Honduras</strong></p>
<p>Quando in qualche parte del mondo scoppiano delle crisi, le donne sono più  vulnerabili a subirne la violenza. Ad esempio, il blog honduregno <a title="Post in spagnolo" href="http://generoconclase.blogspot.com/2009/11/honduras-mas-feminicidio-y-violencia.html"><em>Género con Clase</em></a> [sp] ripubblica un articolo di Tacuazina Morales, che parla dell&#39;aumento dei casi di violenza e brutalità contro le donne avvenuti subito dopo il recente colpo di Stato. Ciò è parzialmente dovuto alla &#8220;&#8220; situazione di mancata protezione in cui sono venute a ritrovarsi le vittime e alla debolezza delle istituzioni preposte alla tutela dei diritti umani delle donne.&#8221; Secondo <em>Feministas en Resistencia</em>, <a title="Post in spagnolo" href="http://generoconclase.blogspot.com/2009/11/honduras-mas-feminicidio-y-violencia.html">si sono registrati circa 400 casi di violenza contro le donne </a> [sp] durante le dimostrazioni contro il colpo di Stato, incluse 23 violenze sessuali, alcune delle quali ad opera dei militari delle forze di sicurezza statali. </p>
<p><strong>Guatemala</strong></p>
<p>Nel confinante Guatemala, l&#39;impunità, che è la mancanza di processo o di punizioni per i colpevoli, è la conseguenza più seria di questo fenomeno. Secondo il blog <em>Género con Clase</em> fino al <a title="Post in spagnolo" href="http://generoconclase.blogspot.com/2009/11/poca-respuesta-de-guatemala-violencia.html">97% dei casi di violenze contro le donne guatemalteche restano impuniti</a> [sp]. Sul suo blog, il giornalista Montserrat Boix presenta diverse organizzazioni del Paese impegnate su tale tema, e mette anche in luce <a title="Post in spagnolo" href="http://montserratboix.nireblog.com/post/2009/05/23/guatemala-mujer-violencia-e-impunidad">la recente Legge contro il femmi approvata nel 2009</a> [sp].</p>
<p>Il blogger guatemalteco Ixmucane di <em>Cine Sobre Todo</em> <a title="Post in spagnolo" href="http://cinesobretodo.blogspot.com/2009/11/dia-internacional-contra-la-violencia.html">racconta delle donne migranti, particolarmente esposte alla violenza</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Unas de las situaciones en las que las mujeres están más indefensas es en la migración, porque están lejos del círculo familiar que las proteje, no conocen las leyes y muchas veces tampoco el idioma. Insisto que cuando hablo de migración, hablo de la migración dentro del país como hacia el extranjero. Y lo peor es que no se quiere defraudar a la familia que se queda, ya que ellos dependen muchas veces económicamente de ellas.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Una delle situazioni in cui le donne restano senza difesa è quando emigrano, perché si trovano lontano dal circolo famigliare che le protegge, non conoscono la legge del posto, e molte volte neppure la lingua. Quando parlo di emigrazione, intendo sia quella all&#39;interno del proprio Paese che fuori. Quel che è peggio, queste donne non vogliono abbandonare la famiglia rimasta a casa, perchè molti membri di tale famiglia dipendono economicamente da loro .</div>
<p>Nella <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_Cattolica">Chiesa Cattolica</a> [it], la <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Novena">novena</a> [it] consiste principalmente nel recitare preghiere ripetute per nove giorni consecutivi per chiedere qualche grazia particolare; allo stesso modo, Julio Serrano del blog <a title="Post in spagnolo" href="http://julitoserrano.blogspot.com/2009/11/dia-i.html"><em>Fellinada</em></a> [sp] ha scritto una serie di nove articoli a mo&#39; di &#8220;novena&#8221; per illustrare la complessità della violenza contro le donne. Egli chiede inoltre la grazia di sostiture la violenza con parole d&#39;amore: come preghiere ha usato nove storie reali di diversi tipi di violenza contro le donne e conclude il post con questa riflessione:</p>
<blockquote><p>Finalmente, no es un golpe bajo hablar del amor en este día, es una postura radical, política, amar es un acto social. Desde mi masculinidad y reivindicando a la mujer en mí, y a la mujer en el otro, y a las mujeres cercanas y lejanas, a mi mamá, a mi novia, a mis amigas, a mis hermanos, a mi papá, a mis amigos, y a aquellas tres hermanas y a lo que representan para nosotros hoy, para ustedes estas palabras llenas de amor&#8221;</p>
</blockquote>
<div class="translation">Infine, non è robetta da blog parlare d&#39;amore in questi giorni, ma è una posizione radicale e politica, amare è un atto sociale. Dalla mia parte virile e da quella vendicativa femminile in me e nelle altre donne, e per quelle donne vicine e lontane, per mia madre, la mia ragazza, gli amici, i fratelli, mio padre, per quelle tre sorelle e per quanto ci sono care oggi, per tutti voi, ecco le mie parole piene d&#39;amore&#8221;</div>
<div id="attachment_108411" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.flickr.com/photos/antiguadailyphoto/4107629095/"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/women1.jpg" alt="Foto di Rudy Girón, ripresa da Antigue Daily Photo con licenza Creative Commons" title="Foto di Rudy Girón, ripresa da Antigue Daily Photo<br />con licenza Creative Commons&#8221; width=&#8221;400&#8243; height=&#8221;300&#8243; class=&#8221;size-full wp-image-108411&#8243; /></a>
<p class="wp-caption-text">Foto di Rudy Girón, ripresa da Antigue Daily Photo con licenza Creative Commons.</p>
</div>
<p>Rudy Girón del blog <a title="Post in inglese" href="http://antiguadailyphoto.com/2009/11/17/stop-violence-against-women/"><em>Antigua Daily Photo</em></a> [in] spiega perché dovremmo rifiutare la violenza come qualcosa di normale e perché dovremmo proporci come parte della soluzione rispetto al problema della violenza contro le donne:</p>
<blockquote><p>Non voglio sentir dire che i colpi di pistola sono una cosa normale. Mi rifiuto di considerare normali le azioni violente. Non voglio essere insensibile davanti a qualsiasi manifestazione di violenza. Non voglio vedere <a title="Post in inglese" href="http://antiguadailyphoto.com/2006/12/29/the-naked-gun/">pistole sguainate per la strada</a> [in]; davanti alle banche; nei camion che consegnano merci; e nei negozi del Paese. Non voglio esser parte del problema. Non voglio dire cose che sminuiscono le donne o qualcun altro. Non lo farò. Voglio esser parte della soluzione.</p>
</blockquote>
<p>Il mondo è in trasformazione continua, facendo emergere problemi più complessi che vanno risolti, ma grazie a Internet crescono anche le voci che partecipano alla conversazione e propongono idee per arrivare a delle soluzioni. Anche le persone più marginalizzate della società, le donne indigene povere, combattono per i propri diritti, come descritto nel <a title="Post in inglese" href="http://www.guatemalasolidarity.org.uk/?q=blog">blog Guatemala Solidarity</a> [in], perciò è ora di dire NO alla violenza e SI a una società più paritaria.</p>
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		<title>Egitto: blogger acquista online imene artificiale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/egitto-blogger-acquista-online-imene-artificiale/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 05:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente fiumi di inchiostro e di bit sono stati versati sulla disponibilità (dalla Cina) di un kit per la verginità artificiale - così il blogger egiziano Mohamed Al Rahhal ha deciso di comprarne uno. Ecco un aggornamento sulla vicenda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marwa-rakha/">Marwa Rakha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/29/egypt-egyptian-male-blogger-orders-artificial-hymen/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre <a title="Sito in inglese" href="http://www.rnw.nl/english">Radio Netherlands</a> [in] trasmetteva la traduzione in arabo dello spot per l&#39;<em>Artificial Virginity Hymen kit</em>, mentre il quotidiano <a title="Sito ufficiale in arabo" href="http://www.youm7.com/News.asp?NewsID=136364">Youm7</a> [ar] annunciava che il prodotto sarebbe stato disponibile sul mercato egiziano per 83 ghinee, mentre alcuni parlamentari conservatori minacciavano di <a title="Articolo in inglese" href="http://www.huffingtonpost.com/2009/10/05/egypt-fake-hymen-kit-may-_n_309737.html">bandire il prodotto ed esiliare o decapitare ogni esportatore</a> [in], e mentre la <a title="Post in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/08/will-egypt-import-chinese-hymens/">blogosfera egiziana</a> [in] veniva travolta dal clamore, <a title="Articolo in inglese" href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/oct/28/artificial-hymen">Mohamed Al Rahhal</a> [in] ne aveva già <a title="Breve in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/mondo-arabo-verginita-artificiale-made-in-china/">comprato uno</a> [it].</p>
<p>Recatosi all&#39;ufficio postale per ritirare il  pacco: </p>
<blockquote><p>mi sono accorto che era stato aperto da alcuni ufficiali della dogana e impiegati postali perplessi i quali, non trovando le parole adatte, lo hanno definito nei rapporti come &#8220;contenente uno sconosciuto liquido di colore rosso&#8221; – e aspettavano la mia descrizione.</p>
</blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-103679" title="Falso imene" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/fakehymen.jpg" alt="Falso imene" width="460" height="276" /></p>
<p>
 </p>
<p>Il blogger ha detto loro che si trattava di &#8220;trucco per il cinema&#8221; ed è riuscito a portarselo a casa: </p>
<blockquote><p>Così è fatto l&#39;&#8220;imene&#8221;: un pezzo (5&#215;7cm) di plastica – di albumina, l&#39;avvertenza mi corregge prontamente – coperta da un lato da inchiostro rosso scuro. Piazzato nella vagina prima del rapporto sessuale, la plastica si indurisce leggermente, e si rompe all&#39;inizio del rapporto. Poche gocce di &#8220;sangue&#8221; macchieranno le lenzuola, e così l&#39;&#8220;onore&#8221; della donna, della sua famiglia e della società tutta saranno al sicuro.</p>
<p>Non sono in grado di dire se questo marchingegno funzioni realmente. La totale assenza di informazioni mediche sul prodotto, così come alcune voci online secondo cui causerebbe delle infezioni, mi hanno convinta a non proporlo a una volontaria per un test.</p>
</blockquote>
<p>A <em>Mona El Tahawy</em> non è piaciuto il modo in cui gli egiziani si sono <a title="Post in inglese" href="http://www.monaeltahawy.com/blog/?p=188">interessati e preoccupati di questi falsi imeni</a> [in]. Con tutti i problemi che l&#39;Egitto deve affrontare di questi tempi — il costo della vita salito alle stelle, un presidente al potere da 28 anni il cui figlio è apparentemente pronto a prenderne il posto, etc. — perché tutto questo baccano per un imene, falso o vero che sia?</p>
<p>Ecco l&#39;ipocrisìa e il rifiuto che insieme animano profondamente le visioni religiose più conservatrici su donna e castità. E, nel caso dell&#39;Egitto, questo discorso vale tranquillamente sia per i musulmani che per i cristiani.</p>
<p>Da musulmana, so che il <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corano">Corano</a> [it] predica la castità per donne e uomini, ma l&#39;ossessione conservatrice per le donne impone che siano soltanto loro ad osservare la proibizione del sesso extra-coniugale. Questa ossessione con la verginità è quanto meno superficiale, se non tragica.</p>
<p><em>Mohamed El Rahhal</em> condanna duramente: </p>
<blockquote><p>l&#39;ipocrisìa che ci consente di discriminare il 50% della società mentre l&#39;altra metà ha carta bianca. Non vedo perché le donne debbano ricorrere a queste misure assurde, talvolta persino mettendo in pericolo la propria salute, solo per consentirci di rimandare una moratoria nazionale, da tempo attesa, sulle relazioni tra i generi.</p>
<p>Interpretare la moralità attraverso l&#39;anatomìa è una tragedia. Se aspettavamo un piccolo pezzo di plastica per definire la moralità, abbiamo già fallito – dovremmo cominciare a cercare una definizione migliore.</p>
</blockquote>
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		<title>Nepal: affermare la dignità delle donne Dalit</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 05:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[La costituzione nepalese garantisce uguaglianza per i Paria o 'intoccabili'. Ma nella vita reale, al di là del gergo giuridico-burocratico, i fuori-casta sono ancora apertamente trattati come esseri umani inferiori - soprattutto le donne, tra cui vige l'80% di analfabetismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/bhumika-ghimire/">Bhumika Ghimire</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/27/nepals-dalit-women-fighting-for-dignity/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il sistema di caste in Nepal ha discriminato a lungo una parte della società. Queste persone sono i cosiddetti “intoccabili” o <a title="Voce Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dalit">Paria o Dalit</a> [it], trattati come cittadini di seconda classe dai membri della comunità. La costituzione nepalese garantisce uguaglianza per i Paria ma nel mondo reale, al di fuori da lunghe e tortuose disposizioni della costituzione e del gergo giuridico, i Dalit sono ancora trattati apertamente come inferiori rispetto agli altri esseri umani.</p>
<p>Accesso limitato alla educazione, scarse opportunità di impiego e discriminazione radicate nella struttura sociale hanno duramente ristretto la crescita e lo sviluppo dei Paria in Nepal. Per le donne Dalit la situazione è finanche peggiore.</p>
<p>La blogger <em>Kiran</em> su <a title="Blog originale in inglese" href="http://www.everestuncensored.org/7940/2009/10/14/dalit-women-and-their-major-issues/"><em>Everest Uncensored</em> </a> [in] discute delle donne Dalit e dei loro poblemi:</p>
<blockquote><p>“Quando parliamo delle donna Dalit, esse soffrono il triplo della discriminazione essendo oppresse dalle cosiddette persone delle caste superiori (che colpisce parimenti sia uomini che donne Dalit), dal sistema patriarcale indù e infine dagli uomini Dalit. Il 90% delle donne Dalit in Nepal vive al di sotto della soglia di povertà e l&#39; 80% delle donne Dalit sono analfabete. Queste donne sono anche vulnerabili rispetto a gravi problemi di salute, sfruttamento sessuale, violenza domestica, e non hanno alcun potere sociale, politico ed economico.”</p></blockquote>
<p>Con l&#39;80% vittime dell&#39;analfabetismo, le donne Paria non potrebbero essere più sfortunate. Esse sono spesso il bersaglio di aggressioni di natura razziale da parte dei membri delle cosiddette caste “più elevate” della società. <em>Renu Kshetry</em> su <a title="Blog originale in inglese" href="http://newsblaze.com/story/20090602124705iwfs.nb/topstory.html"><em>NewsBlaze</em></a> [in] racconta di una donna Dalit che è stata aggredita in un villaggio vicino alla capitale Kathmandu:</p>
<blockquote><p>Recentemente B.K., una donna Dalit, è stata vittima di un crimine atroce - è stata torturata, picchiata e costretta a mangiare escrementi umani. La persona che ha orchestrato quest&#39;azione brutale è stata una donna apparentemente istruita: Bimala Lama. Preside della locale scuola elementare Gadi Bhanjyang, Lama ha accusato B.K. di praticare la ‘stregoneria&#39;.</p></blockquote>
<p>L&#39;episodio è avvenuto all&#39;inizio di quest&#39;anno, e sfortunatamente non si tratta di un caso isolato. Ogni anno le donne Paria vengono vittimizzate, e solo poche riescono a ottenere giustizia.</p>
<p>Alcune donne Dalit stanno comunque lavorando per realizzare ciò che prima sembrava impossibile. Ora un tempio nell&#39;area Baneshwor di Kathmandu ha una <a title="Sito originale in inglese" href="http://trak.in/news/dalit-woman-priest-works-silent-revolution-in-nepal-feature/6917/">donna Dalit sacerdote</a> [in].</p>
<blockquote><p>“La donna di 43 anni è sacerdote al tempio di Chhakkubakku Bhagwati a Baneshwor, affollata area della capitale, circondata da negozi e bancarelle. Oltre ad essere una donna, fa anche parte dei Dalit, comunità al gradino più basso della rigida scala sociale dell&#39;ancora conservatore Nepal e tuttora ostracizzata.</p>
<p>Madre di quattro figli, la donna proviene dal clan Sarki, originariamente dei calzolai costretti in passato a vivere delle carcasse delle mucche morte, quando il Nepal era un regno indù dove vigeva il divieto di macellare le mucche.”</p></blockquote>
<p>Nelle elezioni dell&#39;assemblea costituente tenutesi il 10 Aprile 2008, sono stati eletti alcuni candidati Dalit - incluse delle donne - e i leader Paria sperano che l&#39;incremento della partecipazione politica possa aiutare a porre fine alla discriminazione.</p>
<p>Ecco di seguito un <a title="Video su YouTube in nepalese" href="http://www.youtube.com/v/p3PS5T1sGxE">video</a> in nepalese su <em>NepalNews.com</em> che mostra i leader Dalit spiegare  come la nuova costituzione del Paese andrebbe ridisegnata per porre fine per sempre alle discriminazioni.</p>
<div><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" title="Video su YouTube in nepalese" alt="Video su YouTube in nepalese" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/p3PS5T1sGxE&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/p3PS5T1sGxE&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></div>
<p>Maggiori informazioni sui Paria del Nepal si trovano sul sito <a title="Sito originale in inglese e nepalese" href="http://www.nepaldalitinfo.net/">Nepal Dalit Info</a> [in, ne], che contiene articoli informativi, approfondimenti e aggiornamenti sul movimento dei Dalit in Nepal sia in inglese che in nepalese.</p>
<p>La legge contro la discriminazione è presente da tempo nelle norme costituzionali del Nepal, ma il sistema delle caste continua ad ostracizzare tale comunità. È chiaro che fin quando i Dalit  - specialmente le donne - non avranno l&#39;opportunità di istruirsi, questa pratica continuerà a trovare nuove vittime.</p>
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		<title>Attivismo e maternità in Asia</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/attivismo-e-maternita-in-asia/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 05:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luana Rodriquez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa sacrifica una donna per la causa per cui combatte? In che modo i suoi figli vengono colpiti dalle persecuzioni nei suoi confronti? Questo articolo racconta la vita di donne attiviste che sono anche madri in vari Paesi asiatici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/daniel/">Daniel Chandranayagam</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/luanar/'>Luana Rodriquez</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/23/activism-and-motherhood-in-asia/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>Cosa sacrifica una donna per la causa per cui combatte? In che modo i suoi figli vengono colpiti dalle persecuzioni nei suoi confronti? Questo articolo analizza brevemente la vita di donne attiviste che sono anche madri in vari Paesi asiatici.</em></p>
<p>Irene Fernandez è un’attivista per i diritti degli emigranti e delle donne in Malesia. Per oltre dieci anni, Irene è stata <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.huffingtonpost.com/suzette-standring/irene-fernandez-the-best_b_138586.html">accusata di ‘diffamazione criminale&#39;</a> [in] (accusa ora lasciata cadere) per aver pubblicato un memorandum in cui chiedeva al governo Malese di indagare sulle possibili atrocità commesse nei campi immigrati del Paese.</p>
<p>Oltre ad essere un’attivista, cosa che ha portato al conferimento del Right Livelihood Award 2005, Irene è anche <a title="Le motivazioni del premio in pdf" href="http://www.rightlivelihood.org/irene-fernandez.pdf">madre di tre figli, Camverra Jose Maliamauv, Tania Jo e Katrina Jorene, e di molti figli adottivi</a> [in]. È  difficile immaginare ciò che passa per la mente di un’attivista come Irene, quando pensa ai propri figli. Nel momento della condanna al primo processo nel 2003, sembra che Irene abbia detto:</p>
<blockquote><p>Voglio che i miei figli e i figli di tutti coloro con cui lavoro come responsabile di Tenaganita, vivanoin una società pacifica dove non c’è paura per la violenza di Stato.</p></blockquote>
<p>Probabilmente il ruolo di Irene come madre è riflesso al meglio negli occhi della figlia, Katrina Jorene, che ha scritto quanto segue <a title="Post originale in inglese" href="http://www.themicahmandate.org/2008/12/irene-fernandez-prayers-power-persistence/">su Micah Mandate</a> [in] (un blog di fede cristiana che promuove l&#39;interesse pubblico):</p>
<blockquote><p>Sono orgogliosa di mia madre che mi ha insegnato a prestare sempre attenzione nella vita alla costante ricerca di ciò che è giusto, vero e corretto. Sono orgogliosa di tutti gli eroi della mia vita, soprattutto quelli della mia famiglia e della famiglia di Tenaganita [<em>l’organizzazione guidata da Irene Fernandez</em>]. Sono orgogliosa di tutti quanti hanno lavorato silenziosamente, senza sosta e con così profonda attenzione per tutti questi anni per far del bene al prossimo.</p></blockquote>
<p>Sembra che gli insegnamenti di Irene abbiano spinto almeno uno dei figli ad abbracciare lo stesso percorso di attivista. Ora Katrina <a title="Post originale in inglese" href="http://sloone.wordpress.com/2009/08/19/policeman-vs-penan-girl-who-is-worth-more/">scrive articoli che sostengono</a> [in] i diritti e la tutela delle minoranze.</p>
<p>Al contrario di Katrina Jorene, purtroppo Alexander e Kim Aris, figli del Premio Nobel Aung San Suu Kyi, non possono imparare direttamente dalla madre da più di dieci anni. L&#39;amore della Signora Suu Kyi’ per il Myanmar è stata così forte da farle trascorrere circa quattordici anni imprigionata nella villa sul lago di Yangon, <a title="Post originale in inglese" href="http://womensphere.wordpress.com/2009/08/19/aung-san-suu-kyi-alone-but-unbowed/"> [in], facendo questa scelta per paura che la giunta militare le impedisse di rientrare una volta uscita dal Paese</a>. <a title="Post originale in inglese" href="http://womensphere.wordpress.com/2009/08/19/aung-san-suu-kyi-alone-but-unbowed/">Womensphere</a> [in], un blog di e sulle donne, scrive:</p>
<blockquote><p>Il marito britannico [di Suu Kyi] e ricercatore a Oxford, Michael Aris, è morto nel 1999 di cancro all&#39;età di 53 anni. La moglie non ha potuto essere con lui in punto di morte - la giunta militare aveva rifiutato ad Aris il visto d&#39;ingresso e la moglie temeva di non poter rientrare una volta uscita. Inoltre Kyi ha potuto incontrare i figli, ora più che 30enni, per oltre un decennio. </p></blockquote>
<p>Poco è stato scritto poco su (o da) Alexander o Kim. Comunque nel 1991 il figlio più grande della Signora Suu Kyi, Alexander, ha ritirato il Premio Nobel a Oslo per conto della madre. Di nuovo, <a title="Post originale in inglese" href="http://considerthisaloveletter.blogspot.com/2009/08/aung-san-suu-kyi.html">guardando attraverso gli occhi del figlio</a> [in], possiamo capire meglio la Signora Suu Kyi come madre:</p>
<blockquote><p>Aggiungerei, comunque, parlando da figlio, che personalmente credo che la sua dedizione e il suo sacrificio personale l&#39;abbiano resa un simbolo importante per comprendere il dramma del popolo di Burma. E tale dramma non andrebbe sottovalutato.</p>
<p>…</p>
<p>Dobbiamo inoltre ricordare che lotta solitaria [di Suu Kyi] nel complesso sorvegliato a vista di Rangoon è parte di una battaglia più ampia, di livello mondiale, per l’emancipazione dello spirito umano dalla tirannia politica e dalla sottomissione psicologica.</p>
<p>…</p>
<p>Sebbene mia madre venga spesso descritta come una dissidente politica che utilizza mezzi pacifici per indurre un cambiamento verso la democrazia, dovremmo tenere a mente che la sua ricerca è puramente spirituale.</p>
<p>…</p>
<p>Spero che presto mia madre possa condividere questo sentimento e parlare direttamente di persona invece che tramite me.</p></blockquote>
<p>Nel frattempo, molte madri attiviste in Asia sono tuttora vititme di persecuzioni. Per esempio, Fan Guijuan, la cui casa si dice sia stata demolita per il progetto Shanghai World Expo, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.theepochtimes.com/n2/content/view/23735/">è stata arrestata a Pechino e rinviata a Shanghai, dove è stata posta immediatamente in detenzione</a> [in]. Suo figlio non ha un posto dove vivere a causa della demolizione. Nel frattempo, nelle Filippine, la Dottoressa Edita Burgos, madre di Jonas Burgos, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.ekklesia.co.uk/node/10361">combatte per la giustizia del figlio attivista</a> [in], che si dice sia <em>desaparecido</em>. La Dottoressa Burgos è presidente dei Desaparecidos (Famiglie dei Desaparecidos per la Giustizia), organizzazione che chiede giustizia per la moltitudine delle persone scomparse, elemento <a title="Post originale in inglese" href="http://www.opendemocracy.net/article/philippines/abductions-and-disappearances-in-the-philippines">simbolo del regime Arroyo</a> [in] .</p>
<p>Infine, in Iran le madri attiviste umanitarie vanno rapidamente trasformandosi in icone globali per i diritti umani in tutto il mondo. In una silenziosa protesta pubblica, le ‘<a title="Post originale in inglese" href="http://womennewsnetwork.net/2009/10/08/mourning-mothers-iran-stand-with-activist-mothers-worldwide/">Madri iraniane in lutto</a> [in],’ conosciute a Tehran come le ‘Madri di Laleh,’ cercano pacificamente giustizia per i propri <a title="Post originale in inglese" href="http://www.womeninandbeyond.org/?p=501">figli morti o imprigionati</a> [in].</p>
<p>“<a title="Post originale in inglese" href="http://parenting.blogs.nytimes.com/2009/07/16/a-mothers-note-from-captivity/">Una madre rimane tale per tutta la vita.</a>” [in].</p>
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		<title>Marocco: sentenza per un caso di lavoro minorile suscita reazioni controverse</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/morocco-una-sentenza-clemente/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 05:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
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		<description><![CDATA[Torniamo sul caso di Zineb Chtit, la ragazza marocchina assunta come donna delle pulizie e brutalmente picchiata da Nawal Houmin, moglie del giudice presso cui lavorava. Quest'ultima è stata ora condannata a tre anni di prigione e una multa di 13.000 dollari. Panoramica sulle variegate reazioni in loco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/25/morocco-a-lenient-sentence/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_103018" class="wp-caption alignleft" style="width: 256px"><img class="size-medium wp-image-103018" title="zineb" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/zineb-300x199.jpg" alt="zineb" width="246" height="163" />
<p class="wp-caption-text">Zineb Chtit durante il processo (fonte: Oujdacity)</p>
</div>
<p>Il mese scorso Global Voices ha raccontato la storia di <a title="Post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/marocco-portare-allo-scoperto-la-piaga-del-lavoro-minorile/">Zineb Chtit</a> [it], la giovane ragazza marocchina assunta come donna delle pulizie e brutalmente picchiata dai membri della famiglia presso cui lavorava. La scorsa settimana è stato annunciato che Nawal Houmin, moglie del giudice che l&#39;aveva assunta e colei che aveva picchiato Zineb, verrà punita con <a title="Articolo in francese" href="http://www.lematin.ma/Actualite/Express/Article.asp?id=121072">tre anni di prigione</a> [fr] e una sanzione pecuniaria pari a 13.000 dollari Usa. Numerosi gruppi per i diritti umani hanno definito la sentenza troppo clemente. <br />
Questa <a title="Post in inglese" href="http://crazymoor.wordpress.com/2009/10/15/moroccan-woman-jailed-3-years/">l&#39;opinione</a> [in] del blogger <em>Crazy Moor</em>:</p>
<blockquote><p>Precchi gruppi di attivisti marocchini hanno detto che ricorreranno in appello in nome di quei 60-80.000 bambini marocchini costretti a lavorare.</p>
<p>Secondo Najia Adib, Presidente dell&#39;Associazione “Don’t Touch My Children” [Non toccare i miei figli], la sentenza non è commisurata al grado di atrocità raggiunto, poiché la ragazzina è stata tenuta in una cella.</p>
</blockquote>
<p>La vicenda è accaduta in una città nella zona orientale del Marocco, <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oujda">Oujda</a> [it]. Un sito web assai popolare, <em>Oujdacity.net</em>, che si definisce &#8220;il principale portale del Marocco orientale,&#8221; ha commentato la vicenda <a title="Articolo in arabo" href="http://www.oujdacity.net/oujda-article-22698-fr.html">come segue</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">حكمت المحكمة الابتدائية بوجدة يوم الأثنين 12 أكتوبر 2009  بثلاث سنوات ونصف سجنا نافذا وتعويض مالي قدره 100 ألف درهم  على زوجة القاضي  مشغلة الطفلة زينب ، الحكم اعتبره عدة محامين  بوجدة انه  كان قاسيا ، ولم يأخذ بعين الاعتباراي ظرف من ظروف التخفيف &#8230; وهو حكم فاجأ الجميع لأنه جاء خلافا لما كان يردده الرأي العام الذي كان يتوقع ان يكون الحكم لا يتجاوز بضعة اشهر</div>
<div class="translation">Lunedì 12 ottobre 2009, il Tribunale di Primo Grado di Oujda ha comminato tre anni e mezzo di prigione [senza libertà vigilata] e una multa di 100.000 dirham (13.000 dollari Usa) alla moglie del giudice che aveva assunto Zeineb, una giovane donna delle pulizie. Parecchi avvocati a Oujda ritengono la sentenza troppo dura, poiché il tribunale non avrebbe tenuto conto di alcune circostanze attenuanti&#8230; La sentenza ha colto di sorpresa tutti perché contraria alle aspettative dell&#39;opinione pubblica: una pena non superiore a pochi mesi di detenzione.</div>
<p><em>Solidarité Maroc</em> <a title="Post in francese" href="http://solidmar.blogspot.com/2009/10/le-juge-qui-torture-sa-bonne-de-11-ans.html">ha commentato</a> [fr] sarcastico:</p>
<blockquote><p>Malgré les dénonciations concernant les deux époux, seule l&#39;épouse a été inculpée, alors que le juge a été innocenté. Encore une illustration de la justice, au Maroc.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Nonostante le accuse nei confronti della coppia, solo la moglie è stata condannata, mentre il giudice è stato assolto. Un&#39;altra chiara immagine della giustizia marocchina.</div>
<p>Moustapha Mouden del blog collettivo <em>SidiSlimane</em>, commentando un programma di 2M sul lavoro minorile, <a title="Post in arabo" href="http://zide.maktoobblog.com/1619647/%D8%A7%D9%84%D8%AE%D8%A7%D8%AF%D9%85%D8%A7%D8%AA-%D9%81%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D9%82%D9%86%D8%A7%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%AB%D8%A7%D9%86%D9%8A%D8%A9/">scrive</a> [ar] quanto segue:</p>
<div class="arabic">يجب الآن الانتقال إلى المرحلة الثانية، وهي التحسيس ومواجهة الظاهرةومحاربتها في العمق<br />
أي أن المشكل في فقر الأسر التي تبعث بناتها للاشتغال..<br />
. لكن هناك كذلك مشكل الوعي بخطورة القضية، وبالتالي لا تكفي القوان</div>
<div class="translation">Dovremmo passare alla seconda fase della campagna e affrontare il problema [il lavoro minorile] alle radici. E cioè lo stato di degrado che costringe moltissime famiglie a far lavorare i propri figli.</p>
<p>Ma c&#39;è anche un problema di sensibilizzazione, che le leggi non riescono ad affrontare adeguatamente.</p>
</div>
<p>A tal proposito, Il blogger sostiene che ci sia qualcosa impossibile da modificare da parte della legge:</p>
<div class="arabic">
<p>يجب التركيز على مسألة الوعي، والتحسيس بمختلف عواقب تشغيل الفتيات… وهو ما يتطلب كذلك إعمال النصوص القانوينة الخاصة بالموضوع، وإشعار السلطات المعنية بضرورة القيام بواجبها، ومن ذلك اتفاقية حقوق الطفل التي صادق عليها المغرب، ومدونة الشغل التي تجرم تشغيل من هو/هي في أقل من 15 سنة، وكذلك قانون إجبارية تدريس الأطفال</p>
</div>
<div class="translation">Dobbiamo concentrarci nel fornire maggiore attenzione e informazione sui vari effetti di un tale fenomeno sulle ragazze&#8230; C&#39;è bisogno di una riforma legislativa, le autorità devono assumersi le responsabilità previste dalla Convenzione dei Diritti del Minore, ratificata dal Marocco, e dal Codice del Lavoro, secondo cui il lavoro minorile è un reato, quello cioè imposto ai minori di 15 anni, e infine rendere obbligatoria l&#39;educazione per tutti i bambini del Paese.</div>
<p><small>
<p>Un ringraziamento speciale a <a title="Profilo in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a> [in] per aver contribuito a questo post.</p>
<p></small></p>
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		<title>Africa: predatori d’arte, capacità imprenditoriali e divagazioni poetiche</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 05:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Intrattenimento]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Variegato potpourri di interventi dal taglio artistico e auto-riflessivo prodotti da blogger di varie regioni africane. Alla ricerca di tutto ciò che può nutrire lo spirito e l’anima, verso l'esplorazione dell'espressività artistica in senso lato. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/njeri-wangari/">Njeri Wangari</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/23/africa-predators-of-art-entrepreneurship-and-poet-ramblings/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Ci sono i predatori e poi ci sono i predatori d’arte, e <a title = "Vai al blog inglese" href="http://artpredator.wordpress.com">Gwendolyn Alley</a> [in] è fra questi ultimi.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-102661" title="Halloween" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/Halloween-75x75.jpg" alt="Halloween" width="75" height="75" />Raramente sentiamo il termine “predatore d’arte”, magari cultore, appassionato ma non predatore, ed è questo che mi ha incuriosito del blog di Alley, dove l’autrice confessa l&#39;amore per l’arte.</p>
<p>Ecco cosa dice di sé:</p>
<blockquote><p>Coleridge spiega l’estetica come qualcosa che coinvolge e impregna l’anima. Un predatore d’arte vaga alla ricerca di ciò che può conquistare la sua anima e la vostra, dalla letteratura alle arti visive, dallo spettacolo e dal genio culinario all’attivismo sociale e ambientale, alle attività all’aperto fra cui campeggio, escursioni, trekking, ciclismo, sci, alpinismo e festival quali <a title="Vai alla voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coachella_Valley_Music_and_Arts_Festival">Coachella</a> [it], Lightening in a Bottle e <a title="Vai alla voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burning_Man">Burning Man</a> [it].</p></blockquote>
<p>Sul <a title="Blog in inglese" href="http://artpredator.wordpress.com">blog</a> [in] si trovano poesie, informazioni su attività artistiche a breve oltre a molti altri temi che l’autrice ritiene interessanti. Forse la scelta del nome può sembrare un po’ prudente, riduttiva visto che il lato artistico si perde in mezzo alla vastità dei post, ma per lei è un diario dove scrivere di diverse esperienze, nell&#39;arte o altrove.</p>
<p>Questa sua poesia a proposito di <a title="Post in inglese" href="http://artpredator.wordpress.com/2009/09/28/poetry-from-the-315-experiment-august-2-2009-a-facility-with-language/">un professore</a> [in] è piuttosto interessante.</p>
<blockquote><p>Il professore aveva lasciato tutti<br />
i paroloni <br />
sul bordo del piatto.</p>
<p>E spostava <br />
spostava spostava le parole<br />
intorno con la forchetta</p>
<p>Resta da vedere<br />
ciò per cui <br />
stavano davvero litigando</p>
<p>Inizia sempre tutto con le parole<br />
e poi si va avanti in discesa.</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://artpredator.wordpress.com/2009/09/28/poetry-from-the-315-experiment-august-2-2009-a-facility-with-language/">Qui</em></a> [in] è reperibile l&#39;intera poesia</p>
</blockquote>
<p><a title="Blog in inglese" href="http://poetry-and-art-by-injete-chesoni.blogspot.com">Injete Chesoni</a> [in] è un’artista poliedrica con un taglio imprenditoriale per completare il tutto. Ha due blog, uno si chiama <a title="Blog in inglese" href="http://poetry-and-art-by-injete-chesoni.blogspot.com">Poetry and Art by Injete Chesoni</a> [in]. Vi si trovano le sue espressioni creative, cioè poesie, racconti e interventi artistici.</p>
<p>Injete cura anche <a title="Blog in inglese" href="http://poetrygifts.blogspot.com/">poetry Gifts</a> [in] un blog con tante idee per donare poesia. Suggerisce come creare regali poetici oltre a presentare la <a title="Post in inglese" href="http://www.puddinghouse.com/ekphrastic.htm">poesia ekfrastica</a> [in].</p>
<p>Ci sono anche molti oggetti in tema, come poster sulla poesia, libri, calamite a perfino poesie che <em>fanno paura</em> per Halloween.</p>
<p><a title="Post in inglese" href="http://poetry-and-art-by-injete-chesoni.blogspot.com/2009/06/mystery-in-old-town-mombasa-scary-poem.html">Mystery in Old Town Mombasa</a> [in] (mistero nella Mombasa vecchia) è un esempio di queste poesie che esprimono un fondo di timore, di paura.</p>
<blockquote><p>Aveva qualcosa di misterioso</p>
<p>quando andava alla finestra e guardava fuori</p>
<p>Camminavo nella parte vecchia di Mombasa</p>
<p>e ricordai si diceva che</p>
<p>i fantasmi infestano questa città</p>
<p>e le cose non sono mai ciò che sembrano.</p>
<p>Ci sono folletti travestiti da gatti</p>
<p>e uomini che indossano casacche da donna.</p>
<p>Così la guardai negli occhi e corsi via</p>
<p>ma la mia mente si fermò a pensare</p>
<p>se fosse davvero una donna camuffata<br />
O un essere soprannaturale</p>
</blockquote>
<p><strong>L’On. Mwangi S. Muthiora</strong> ha un titolo piuttosto lungo per la sua età,  è deputato del Parlamento Nazionale della Gioventù di Githunguri in Kenya.</p>
<p>Nato nel 1982 in una famiglia di nove persone, Simon Mwangi Muthiora è membro del Parlamento Nazionale della Gioventù in Kenya ed è Deputato Junior nella circoscrizione di Githunguri.</p>
<p>Muthiora è anche scrittore e autore di una serie di brevi racconti, poesie e perfino di un&#39;opera teatrale. Scrive per diletto e il suo blog è una testimonianza concreta di ciò che rivendica.<br />
<a title="Blog in inglese" href="http://twohoursbefore.blogspot.com/">Two Hours Before</a> [in] (due ore prima), ed ecco come è arrivato alla scelta finale del nome:</p>
<blockquote><p>IMMAGINATE COME SARA&#39; CAMBIATO IL MONDO FRA DUE ORE, O PEGGIO, PENSATE A COSA POTREBBE ACCADERE , O GLI EVENTI CHE POTREBBERO VERIFICARSI DOPO LA VOSTRA MORTE, “FRA DUE ORE”. ALLORA FERMATEVI, “DUE ORE PRIMA” VI  TERRA’ COMPAGNIA. E’ ARRIVATO IL NUOVO POETA DEL KENYA.</p>
</blockquote>
<p>La sua poesia è priva di quel fiume emozionale che la maggior parte dei poeti cerca quando scrive versi d’amore. Parla di <em>mutilazione genitale femminile, di mogli-pile, di morte, di eredità delle donne, di guerra</em> e di molte altre forme di immoralità presenti in Kenya, in Africa e nel mondo più in generale.</p>
<p>Ecco un brano dala poesia sulla mutilazione genitale femminile, <a title="Post in inglese" href="http://twohoursbefore.blogspot.com/2009/10/fgm-has-probably-been-performed-for-at.html">A Woman&#39;s Meat</a> [in] (carne di donna)</p>
<blockquote><p><strong> CARNE DI DONNA </strong> </p>
<p>La mattina presto</p>
<p>prima che sorga il sole</p>
<p>e la luna muoia</p>
<p>compare la vecchia zingara </p>
<p>e le sue intenzioni sono chiare</p>
<p>avvolta nell’umorismo colpevole</p>
<p>perchè la carne di una donna</p>
<p>è il suo bersaglio</p>
<p>in nome della purezza.</p>
<p>Ridacchiando si avvicina</p>
<p> Ha ha ha ha, ha ha ha……..</p>
<p>“Non è doloroso, mia cara nipote”</p>
<p><a title="Post in inglese" href="http://twohoursbefore.blogspot.com/2009/10/fgm-has-probably-been-performed-for-at.html"><em>Qui</a> [in] potete leggere il resto della poesia</em>.</p>
</blockquote>
<p><strong>Kojo Bafoe</strong> è un uomo, un padre, un figlio, un fratello, un marito, un amico, un poeta, uno scrittore che cerca di dare senso a questa realtà grazie alle parole. Vive a Johannesburg, in Sudafrica.</p>
<p>Kojo ha due blog,  <a title="Blog in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com/">Imperfectpoetry</a> [in], interamente dedicato alla sua attività di poeta, e <a title="Blog in inglese" href="http://kojobaffoe.wordpress.com/">kojobaffoe</a> [in], blog sulla piattaforma wordpress dove scrive le proprie “divagazioni”, come egli stesso le definisce. Qui spazia dallo sport alla tecnologia, ai poeti che lo ispirano, e vi si trova anche musica <a title="Voce su Wikipedia in Italiano" href = "http://it.wikipedia.org/wiki/Neo_soul">Neo Soul</a> [it].</p>
<p>Il <a title="Blog in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com">blog Imperfectpoetry</a> [in], offre invece un’introspezione di Kojo, che si considera poeta imperfetto che scrive poesie imperfette, una valutazione piuttosto modesta che predispone alla lettura dei suoi versi con particolare attenzione proprio alle imperfezioni.</p>
<p>Ma leggendo la poesia ‘<em><a title = "Post in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com/2008/07/just-words.html">Just words</a></em>’ [in] (solo parole) si capisce d&#39;aver sottovalutato le sue capacità poetiche. Nella brevità e precisione della poesia non troviamo la minima traccia di imperfezione.</p>
<blockquote><p>Brucia i muri della follia</p>
<p>Ubriacati dai fumi</p>
<p>Scatenati contro la macchina</p>
<p>Ma torna a casa in tempo per cena</p>
<p>Spezza le catene</p>
<p>Bevi l’acqua dal pozzo della libertà</p>
<p>Sfrutta la terra dei tuoi padri<br />
Ma non scordare di pagare l’affitto</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com/2008/07/just-words.html">Qui</a> [in] potete leggere il resto della poesia.</em></p>
</blockquote>
<p>Il blog esiste già da tre anni e malgrado l&#39;ultimo post risalga a febbraio, non ci si chiede cosa l&#39;abbia trattenuto altrove leggendo l&#39;altro suo blog. Di tanto in tanto c’è bisogno di distrarsi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cambogia: premio per l&#039;attivismo contro la schiavitù sessuale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/9175/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 04:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Cambogia]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Sina Vann, costretta a lavorare per due anni in un bordello a 13 anni, è stata ora premiata con il Frederick Douglass Award per il suo impegno nella Fondazione Somaly Mam a favore di quanti sono ancora forzati a subire queste schiavitù sessuali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/chhunny-chhean/">Chhunny Chhean</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/22/cambodia-award-honors-sex-slavery-survivor/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sina Vann aveva 13 anni quando lasciò il Vietnam per la Cambogia, per quella che doveva essere una vacanza. Venne invece venduta come prostituta e costretta a vivere e lavorare per due anni in un bordello. Dal quale è stata poi liberata grazie a un raid organizzato dalla <a title="Vedi voce su Wikipedia in inglese" href "http://en.wikipedia.org/wiki/Somaly_Mam_Foundation">Fondazione Somaly Mam</a> [in], organizzazione non-profit che lotta contro la schiavitù sessuale. Oggi Sina è <a title="Sito web originale in inglese"href="http://www.somaly.org/programs/voices-for-change/">un&#39;attivista</a> [in] della Fondazione Somaly Mam e aiuta chi come lei è sopravvisito alla schiavitù o quanti sono ancora forzati a lavorare nei bordelli. </p>
<p>Per il proprio impegno, Vann è stata premiata con il Frederick Douglass Award. <a title="Post originale in inglese "href="http://www.freetheslaves.net/Page.aspx?pid=504">Questo Premio</a> [in] “onora l&#39;incredibile resistenza e forza d&#39;animo dell&#39;essere umano e valorizza la decisione dei molti sopravvissuti alla schiavitù dell&#39;era moderna nell&#39;aiutare altri sul cammino verso la libertà.”</p>
<p>Il video che segue ci racconta in dettaglo la storia di Sina: </p>
<p><center><object title="Video su Vimeo" alt="Video su Vimeo" width="400" height="220"><param name="allowfullscreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6955024&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1"><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6955024&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="220"></object>
</p>
<p><small><a title="Link al video su Vimeo"href="http://vimeo.com/6955024">Sina Vann - Vincitrice del Frederick Douglass Award 2009</a> [in],<br />dal sito <a title="Sito web di Free the Slaves in inglese" href="http://vimeo.com/freetheslaves">Free the Slaves</a> [in] su <a title="Link a Vimeo"href="http://vimeo.com">Vimeo</a> [in].</center></small></p>
<p>Recentemente le Nazioni Unite <a title="Link al post originale in inglese"href="http://www.unhchr.ch/huricane/huricane.nsf/view01/84C9AC271FA369BAC125764400227C8F?opendocument">hanno approvato l&#39;estensione di un anno del proprio mandato</a> [in] per poter raccogliere ulteriori informazioni sul rispetto dei diritti umani in Cambogia. Secondo <a title="Leggi post originale in inglese"href="http://cambodiamirror.wordpress.com/2009/10/04/un-human-rights-rapporteur-mentions-the-universal-periodic-review-of-cambodia-about-human-rights-issues-in-cambodia-saturday-3-10-2009/"><em>The Mirror</em></a> [in], l&#39;inviato speciale dell&#39; ONU al Consiglio dei Diritti Umani :</p>
<blockquote><p>&#8230;ha espresso preoccupazione sulla situazione dei diritti umani in Cambogia. Secondo il suo rapporto la legge in Cambogia non viene rispettata…Inoltre ha menzionato il caso di una parlamentare del partito di Sam Rainsy - il maggior partito dell&#39;opposizione del Paese – la Sig.ra Mu Sochua, ingiustamente condannata dai giudici sotto il controllo dal Partito popolare al governo, per aver osato protestare contro i potenti del Paese. </p>
</blockquote>
<p>Sono stati rivolti <a title="Video appello dell'Osservatorio dell'ONU in inglese" href="http://www.unwatch.org/site/apps/nlnet/content2.aspx?c=bdKKISNqEmG&amp;b=1313923&amp;ct=7536413">altri appelli</a> [in] all&#39;inviato speciale dell&#39;ONU, per non dimenticare tutte le donne e i bambini vittime della schiavitù sessuale in Cambogia, sottolineando come questa lotta debba rimanere prioritaria nell&#39;ambito dei diritti umani rispetto ad altre violazioni dei diritti umani che stanno emergendo nel Paese, come quella della libertà d&#39;espressione.   </p>
]]></content:encoded>
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