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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Alimentazione</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Libano: rilancio alla grande nella contesa dell&#039;Hummus</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/libano-rilancio-alla-grande-nella-contesa-dellhummus/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 03:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi 300 chef libanesi hanno cucinato il più grande piatto di <em>hummus</em> al mondo per rivendicare come propria la famosa salsa di ceci - all'interno di una sorta di lotta su ampia scala riguardo varie pietanze prodotte anche in Israele. Ampie le reazioni online. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/">Antoun Issa</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/25/lebanon-ups-the-ante-in-the-hummus-war/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_103004" class="wp-caption aligncenter" style="width: 347px"><a href="http://mayazankoul.wordpress.com/2009/10/25/a-hommos-story/"><img class="size-full wp-image-103004" title="mzhummus" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/mzhummus1.jpg" alt="mzhummus" width="337" height="319" /></a>
<p class="wp-caption-text">Immagine concessa da © Maya Zankoul, mayazankoul.wordpress.com</p>
</div>
<p>Qualche giorno fa a Beirut si sono riuniti circa 300 chef libanesi per cucinare il piatto più grande mai realizzato di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hummus"><em>hummus</em></a> [it] nel tentativo di rivendicare come propria la famosa salsa di ceci.</p>
<p>Il nuovo record mondiale è frutto di una campagna, tuttora in corso in Libano, che rivendica la paternità culturale di alcuni piatti attualmente prodotti in Israele - e l&#39;<em>hummus</em> costituisce il principale oggetto della protesta.</p>
<p>I produttori israeliani e libanesi di <em>hummus</em> si contendono aspramente il primato sul crescente appetito globale per questo delizioso intingolo mediorientale.</p>
<p>Secondo i libanesi la controparte israeliana starebbe sfilando loro alcuni piatti &#8216;libanesi&#39; promuovendoli in tutto il mondo come se fossero loro.</p>
<p>Gli israeliani avevano stabilito il precedente record mondiale per il più grande piatto di <em>hummus</em>, e ciò ha scatenato la reazione dei libanesi.</p>
<p>Ufficialmente in stato di guerra, sembra che il fronte dei combattimenti vada allargandosi fino ad includere l&#39;<em>hummus</em>.</p>
<p>La domanda da porsi ora è la seguente: cosa faranno i produttori siriani, giordani, palestinesi? Entreranno anche loro in lotta?</p>
<p>Sulla contesa dell&#39;<em>hummus</em> i blogger libanesi non si sono fatti attendere.</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://mayazankoul.wordpress.com/2009/10/25/a-hommos-story/">Maya Zankoul</a></em> [in] sottolinea il lato ironico con un&#39;analisi pungente:</p>
<blockquote><p>Ieri il Libano ha registrato un nuovo record mondiale cucinando il <a title="Post in inglese" href="http://www.plus961.com/2009/10/20/hommos-tabbouleh-are-us/" target="_blank">piatto più grande di hommos</a> [in]. Sono passata proprio lì vicino, ma subito dopo la presentazione, e non mi è sembrato poi COSÍ grande… perciò ho capito che tra poco qualcuno batterà questo record e così via all&#39;infinito. Per favore, qualcuno fermi questa follìa!</p>
</blockquote>
<p>Una posizione simile viene espressa anche dal blog <em><a title="Post in inglese" href="http://thecedartree.wordpress.com/2009/10/24/so-we-break-a-world-record-and-then-what/">The Cedar Tree</a></em> [in]:</p>
<blockquote><p>Prima c&#39;è stato il <a title="Leggi notizia in inglese" href="http://gulfnews.com/news/region/lebanon/putting-arabic-food-on-the-front-line-1.512939">piatto più grande</a> [in] di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kibbeh">kibbeh</a> [in], e ho pensato che quelle donne libanesi fossero proprio carine. Poi è arrivata la battaglia per il piatto più grande di hummus, e ho pensato che si stava scadendo nel ridicolo. Ma, nonostante la mia opinione personale, sembra che i libanesi siano sinceramente orgogliosi del loro hummus e così siamo ufficialmente nel Guinness dei Primati per il piatto più grande di hummus. Spero che tutti siano contenti. Possiamo pensare ad altro, adesso? No. C&#39;è ancora un&#39;altra battaglia (speriamo l&#39;ultima), e cioé quella per il piatto di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tabbouleh">tabbouleh</a> [in] in programma domani (25 ottobre). OK, devo forse pensare che tutte queste persone siano fuori di testa? Ma che importanza ha? Cioé, siamo segnalati su un libro e allora? Non fraintendetemi; mi piace moltissimo l&#39;hummus, ma francamente credo che ci siano problemi ben più importanti, oltre al cibo nei guinness dei primati, per i quali VALGA davvero la pena combattere.</p>
<p>Ci sono anche due domande a cui vorrei trovare risposta. La prima è quanti soldi sono stati spesi per organizzare quest&#39;evento, mentre la seconda è che fine ha fatto tutto quel cibo.</p>
</blockquote>
<p>Un post di <em><a title="Post in inglese" href="http://adiamondinsunlight.wordpress.com/2009/10/25/hummus-where-satire-and-reality-blur/">A Diamond&#39;s Eye View of the World</a></em> [in] esprime altrettanta confusione (o divertimento):</p>
<blockquote><p>Siamo d&#39;accordo che, quando israeliani e pseudo-israeliani cercano di correggere la pronuncia di &#8220;hummus&#8221; in &#8220;KHumus&#8221; - da pronunciare con un po&#39; di saliva in più - si supera il livello di sopportazione. Ma perché rivendicarne la paternità cucinandone un piatto di dimensioni oscene? Ed esserne FIERI poi? E perché creare uno slogan talmente imbarazzante - in inglese, per carità? Dio mio.</p>
</blockquote>
<p>Sul suo blog <em><a title="Post in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/10/hummus-and-falafil.html">Angry Arab</a></em> [in] Asad Abu Khalil aggiunge un ulteriore elemento al dibattito, sottolineando come l&#39;origine dell&#39;<em>hummus</em> potrebbe addirittura non essere libanese, bensì palestinese:</p>
<blockquote><p>&#8220;&#8221;Nessuno può rivendicare hummus e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Falafel">falafel</a> [it] come proprio piatto nazionale,&#8221; dice Siham Baghdadi Zurub, chef di Ramallah e autrice di un libro in lingua araba sulla cucina palestinese. Secondo la donna in realtà i palestinesi furono i primi a usare i ceci per l&#39;hummus per via degli abbondanti raccolti, mentre invece in Egitto e in Siria si faceva con le fave. &#8220;Porre il copyright su alcuni piatti è una tendenza egoistica che riflette insicurezza e mancanza di <a title="Articolo in inglese" href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/3178040/Hummus-food-fight-between-Lebanon-and-Israel.html">buon senso.&#8221;&#8221;</a> [in]</p>
</blockquote>
<p>La lotta dell&#39;<em>hummus</em> tra Libano e Israele ha coinvolto anche svariati utenti di <em>Twitter</em>:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-102995" title="La guerra dell'Hummus su Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/hummus1.GIF" alt="La guerra dell'Hummus su Twitter" width="481" height="291" /></p>
<p>A prescindere dal fatto che si tratti di orgoglio nazionale oppure di una divertente nota di cultura popolare, la battaglia sull&#39;<em>hummus</em> senza dubbio surriscalda le già infuocate relazioni tra Libano e Israele.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele: attivismo e partecipazione sulle questioni ambientali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/israele-blog-action-day-per-lambiente/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre il 15 ottobre c'è stato il Blog Action Day sul mutamento climatico, attivisti e blogger dell'area mediorientale preparano una serie di manifestazioni in varie località e altre iniziative online per sabato 24 ottobre. Ecco una raccolta di opinioni e materiali diffusi nella blogosfera locale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/maya-norton/">Maya Norton</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/16/israel-blog-action-day-for-the-environment/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><em>Questo post è parte dei <a title="Leggi post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/il-cambiamento-climatico-nelle-voci-di-blogger-e-cittadini/">contributi di <em>Global Voices Online</em></a> [it] per il Blog Action Day 2009 sul cambiamento climatico.</em></p>
<p>Mentre il 15 ottobre scorso i blogger di tutto il mondo si sono occupati del cambiamento climatico e dell&#39;ambiente, la blogosfera israeliana si è concentrata su una data diversa. Quest&#39;anno, le organizzazioni ambientaliste, gli attivisti, e forse anche i blogger, segneranno il 24 ottobre come la giornata della protesta per il cambiamento climatico in tutto il Medio Oriente.</p>
<p>Si stanno organizzando eventi sotto gli auspici di <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://foeme.org/events.php?ind=56">Friends of the Earth Middle East</a> [in] e <a title="Sito ufficiale in inglese" href="http://www.350.org/">350.org</a> [in]. È prevista la parteciperazione di molti attivisti in Israele, Egitto, Giordania, Libano, Palestina e Siria. 350.org fornisce l&#39;elenco delle manifestazioni regionali, tra cui quelle in <a title="Vai alla lista" href="http://www.350.org/action-list?country=il&amp;city=">Israele</a> [in], mentre il blog <em>Green Prophet </em> pubblica un&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.greenprophet.com/2009/09/04/11764/middle-east-climate-change-protest/">ulteriore lista</a> [in] di tutte le iniziative previste in Medio Oriente.</p>
<p>Il nome <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.350.org/about/science">“350″</a> [in] deriva dall&#39;idea che:</p>
<blockquote><p>350 parti per milione è quello che molti scienziati, esperti del clima e governi nazionali progressisti, ritengono sia il limite massimo di sicurezza per il CO2 nella nostra atmosfera.</p></blockquote>
<p>Il nostro livello attuale è 387.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/dqof641pWys&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em><strong>Blog Action Day</strong></em><br />
Diversi blog istraeliani hanno deciso di utilizzare il Blog Action Day per portare in primo piano la questione del cambiamento climatico, sollecitando una continua attenzione verso questo tema anche dopo la specifica giornata.</p>
<p><em>JGooders</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://blog.jgooders.com/index.php/jews-challenge-climate-change/">promuove</a> [in] la <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/index.php">Jewish Climate Change Campaign</a> [in] invitando i lettori a coinvolgersi nel <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://globaljsam.ning.com/">Jewish Social Action Month (JSAM)</a> [in], che inizia nel mese ebraico Cheshvan, il 19 ottobre. Ricorrenza, spiega <em>JGooders</em>, che verrà commemorato da eventi sociali nelle comunità ebraiche in tutto il mondo.</p>
<p>Mentre gruppi e attivisti verdi cercano di aumentare la consapevolezza nella comunità globale, quale miglior idea di diffondere le proprie idee se non attraverso immagini e soprattutto video online?</p>
<p>Alison Avigayil Ramerm, di <em>Your Virtual Community Organizer</em>, <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://alisonramer.com/2009/10/15/top-10-climate-change-videos/#more-208">ha ripubblicato</a> [in] i 10 migliori video realizzati in occasione del Blog Action Day di Change.org. Tra questi c&#39;è un video intitolato “Flat,” del produttore cinematografico Israeliano  Nitsana Bellehesen, che propone come sarà il mondo nel 2050. Il video mostra dei ragazzi con i padri mentre visitano un&#39;esibizione dedicata al seno femminile – ormai inesistente nelle donne, a causa del cancro provocato dalle tossine presenti nell&#39;ambiente e nell&#39;atmosfera.</p>
<p>Ad un certo punto, uno dei ragazzi indica una fotografia nella galleria e dice, “Guarda lì. Quel bambino le sta mangiando il seno.” Il padre risponde, “In realtà, era così che si dava da mangiare ai neonati&#8221;.</p>
<p>La visione di questo importante video è altamente consigliata, pur se presenta alcune scene di nudità.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/k66TtU31DlY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ramer ha il questo film quando è stato mostrato al <a title="Vai al sito ufficiale" href="http://www.breastfestfilmfest.com/">Breast Fest 2009: Film-Festival sul cancro al seno</a> [in], tenutosi al centro per imprenditori sociali dove lavora lei a Tel Aviv. E scrive:</p>
<blockquote><p>I video online possono essere un metodo estremamente efficace per aumentare la consapevolezza riguardo una causa o un&#39;attività sostenibile. Il video è un grande interludio a tutto il testo online ed è relativamente economico da creare, condividere e guardare. Le immagini in movimento e la musica possono catturare il pubblico e riassumere migliaia di parole in appena pochi minuti. Specialmente al giorno d&#39;oggi, quando abbiamo a disposizione numerosi metodi per condividere filmati sui social network e sui blog, il video ha un grande potenziale virale e avvicina migliaia o addirittura milioni di visitatori verso alla vostra organizzazione o attività non-profit .</p></blockquote>
<p>È bene tenere a mente che, pur se pensare al cambiamento climatico può essere sconvolgente, tale sentimento di scontentezza dovrebbe portare all&#39;azione non all&#39;apatia. Su <em>Judaism and the Environment in the Talmud</em>, Carmi Wisemon, direttore esecutivo di <a title="Vai alla pagina ufficiale" href="http://svivaisrael.wordpress.com/">Sviva Israel</a> [in], prominente organizzazione ambientalista, interviene sul ruolo della riflessione nella pratica ebraica.</p>
<p>Israele e il mondo ebraico hanno appena celebrato la festa di Sukot, durante la quale costruiscono capanne dove mangiano con le famiglie, trascorrono del tempo in meditazione e a volte dormono anche sotto le stelle. Come Shabbat (il Sabbath), e altre festività ebraiche, Sukot fornisce l&#39;opportunità di cessare ogni attività e riflettere sul nostro ruolo nell&#39;universo.</p>
<p>Wisemon <a title="Post originale in inglese" href="http://svivaisrael.wordpress.com/2009/10/15/sukkot-and-climate-change/">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Così in questa festività del Sukot, mentre ci rilassiamo nelle noste capanne e ammiriamo lo splendore naturale dei nostri lulav (rami di palma) e degli etrog (cedri), pensiamo al significato più profondo di questa ricorrenza. Tutti noi possiamo fare qualcosa per impedire il cambiamento climatico, tra cui seguire la tradizione antica di 2.000 anni di pregare perchè venga la pioggia – nè troppa nè troppo poca – in Israele, ma anche nelle Filippine, in Indonesia ed anche ad Atlanta.</p></blockquote>
<p>Sul mio blog, <em>The New Jew</em>, dedicato a filantropia e innovazione sociale, ho <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://thenewjew.wordpress.com/2009/10/15/caring-about-the-environment-jewishly-blog-action-day-2009/">pubblicato</a> [in] un post sul fatto di prendersi cura dell&#39;ambiente &#8220;alla maniera ebraica&#8221;, dove ho condiviso un discorso tenuto da attivisti ambientalisti che incoraggiano a pensare a come le pratiche dell&#39;ebraismo tradizionale ci connettono al mondo naturale.</p>
<blockquote><p><em>Shabbat</em>– è un tesoro ecologico! Un giorno per riposare dallo shopping, dalla fabbricazione e dal traffico!</p>
<p><em>Kashrut (o Kosher)</em>– l&#39;idea secondo cui quanto mangiamo è importante, che sta a noi limitare la sofferenza degli animali! Dobbiamo aggiornarci su questo e assumerci la responsabilità dell&#39;impatto causato da quel che mangiamo, acquistiamo e buttiamo nelle discariche di rifiuti. Noi votiamo con i dollari e le forchette in base all&#39;intera storia del nostro cibo e delle nostre cose.</p>
<p><em>Brachot (le benedizioni sul nostro cibo)</em>– invita a stare attenti alla provenienza del nostro cibo. Per benedire il cibo dobbiamo capire se è stato coltivato in terra o su un albero; da qui il passo è breve a pensare a come sia stato coltivato, se le persone coinvolte nel processo che lo ha portato a noi siano state pagate il giusto oppure se il suo percorso ha aiutato o danneggiato l&#39;ambiente.</p></blockquote>
<p>Sempre sul tema della natura, Elisha su <em>O&#39;Sprinkles</em> <a title="Post con foto in inglese" href="http://osprinkles.blogspot.com/2009/10/some-bloom.html">esprime</a> [in] la bellezza attraverso la fotografia e ci ricorda il vero tema della nostra lotta: la crescita e il rinnovo nel mondo naturale.</p>
<p><center><img title="Garden 1 (Source: O Sprinkles Blog)" src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZoM5vXI/AAAAAAAABcQ/aIFBwpWl1-g/s320/IMG_9920.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /><br />
<img title="Garden 2 (Source: O Sprinkles Blog) " src="http://1.bp.blogspot.com/_VGn5s6NhiYU/SsvKZCiPSJI/AAAAAAAABcI/22Ukqo4oSUU/s320/IMG_9918.jpg" alt="Foto di Elisha su O'Sprinkles" width="320" height="240" /></center></p>
<p>Anche se il 15 ottobre è passato, il <a title="Post in inglese su GVO e Blog Action Day" href="http://globalvoicesonline.org/2009/09/28/global-voices-and-the-blog-action-day-2009/"><em>Blog Action Day</em></a> [in] rimane parte di un continuum. Come puoi ridurre il tuo impatto nella <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_footprint">produzione dei gas-serra </a>[it], migliorare il modo in cui utilizzi le risorse naturali, e rivedere i tuoi modelli di consumo?</p>
<p>La <em>Jewish Climate</em> Campaign propone <a title="Post in inglese" href="http://www.jewishclimatecampaign.org/3x3.php">qui alcuni suggerimenti</a> [in].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>New York: 30 moschee in 30 giorni</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/new-york-30-moschee-in-30-giorni/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 06:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Borgato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, ultimo giorno del Ramadan, si conclude anche il viaggio in cui Aman Ali e Bassam Tariq documentano la visita a “30 moschee in 30 giorni”, che è anche il nome del loro blog. Eccone gli stralci (e le foto) più significativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/solana-larsen/">Solana Larsen</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/beatriceborgato/'>Beatrice Borgato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/14/usa-30-new-york-mosques-in-30-days/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignright size-full wp-image-96199" title="Aman Ali e Bassam Tariq" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/amanbassam.png" alt="Aman Ali e Bassam Tariq" width="128" height="128">A New York due giovani, Aman Ali e Bassam Tariq, stanno concludendo il viaggio in cui documentano la visita a <a title="Link al sito originale in inglese" href="http://30mosques.tumblr.com/">“30 moschee in 30 giorni”</a> [in] che è anche il nome del loro blog.</p>
<p>Questo progetto personale di visitare e fotografare l&#39;interno delle moschee durante il sacro mese del <a title="Vedi voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ramadan">Ramadan</a> [it] (nel quale i musulmani digiunano dall&#39;alba al tramonto) ha richiamato l&#39;attenzione della <a title="Link al video e articolo della TV locale" href="http://www.ny1.com/content/top_stories/105691/two-men-try-for-30-mosques-in-30-days/Default.aspx">TV locale di New York NY1</a> [in].</p>
<p>Il primo post del blog <a title="Primo post del blog" href="http://30mosques.tumblr.com/post/171085403/day-1-the-journey-begins"> è datato 22 Agosto</a> [in] e dice:</p>
<blockquote><p><a title="Post su tumblr" href="http://30mosques.tumblr.com/post/171085403/day-1-the-journey-begins"><strong>Primo Giorno: Comincia il viaggio</strong></a> [in] </p>
<p>Stanotte io e il mio amico Bassam Tariq abbiamo avuto un&#39;idea insanamente originale: perché non andiamo a pregare in una moschea diversa per ogni giorno del mese del Ramadan? Ecco com&#39;è nato questo sito Web…</p>
</blockquote>
<p>Secondo una <a title="La ricerca della Columbia University" href="http://www.columbia.edu/cu/news/04/09/muslims.html">ricerca della Columbia University</a> [in], New York conta circa 600.000 <strike>(un milione secondo la televisione locale NY1)</strike> musulmani con culture e appartenenze etniche diverse.</p>
<p>Generalmente la gente non va a visistare le moschee di altri gruppi etnici, ma Aman e Bassam (entrambi originari dall&#39; Asia Meridionale) dicono di essere stati accolti ovunque con sorrisi e caldi benvenuti.</p>
<p><strong><a title="Post dal blog originale in inglese" href="http://30mosques.tumblr.com/post/175990961/day-9-masjid-aqsa">Nono giorno: Masjid Aqsa</a></strong> [in]  (Moschea dell&#39;Africa Occidentale a Manhattan)</p>
<blockquote><p>Oggi ho deciso di rimanere nel mio quartiere e di visitare la Masjid Aqsa. La moschea si trova un paio d&#39;isolati a sud del mio appartamento all&#39;incrocio tra la 116ima e Frederick Douglas. La comunità è prevalentemente dell&#39;Africa Occidentale; si dice anche che in quest&#39;area risieda il gruppo senegalese più numeroso di New York.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-96181" title="Nona giornata: Masjid Aqsa (Moschea dell'Africa Occidentale a Manhattan)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/masjid_sign-300x200.jpg" alt="Nona giornata: Masjid Aqsa (Moschea dell'Africa Occidentale a Manhattan)" width="300" height="200"></p>
<p>Come per le altre moschee di Manhattan i venditori circondano l&#39;ingresso offrendo un po&#39; di tutto, dai datteri Madani ai calzini Nike. Uno dei banchetti più interessanti vendeva pesce secco.</p>
</blockquote>
<p><a title="Post dal blog originale in inglese" href="http://30mosques.tumblr.com/post/177632452/day-11-masjid-al-hikmah"><strong>Undicesimo giorno: Masjid Al-Hikmah </strong></a> [in] (Moschea indonesiana nel Queens)</p>
<blockquote><p>Amo gli indonesiani tanto quanto la loro cucina. Abbiamo rotto il digiuno con dei datteri e questa persona con la maglietta blu (vedi foto) ci ha servito una buonissima zuppa indonesiana.</p>
<p><a title="Post su tumblr" href="http://30mosques.tumblr.com/post/177632452/day-11-masjid-al-hikmah"><img class="size-medium wp-image-96179" title="Undicesimo giorno: Masjid Al-Hikmah (Moschea indonesiana nel Queens)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/iftaar-300x200.jpg" alt="Undicesimo giorno: Masjid Al-Hikmah (Moschea indonesiana nel Queens)" width="300" height="200"></a></p>
</blockquote>
<p>Trascendere le differenze culturali non è sempre facile.</p>
<p>Nel <a title="Post su tumblr" href="http://30mosques.tumblr.com/post/178461908/day-12-masjid-tawhid-inc">dodicesimo giorno</a> [in] del viaggio Bassam descrive apertamente i suoi pensieri quando ha dovuto scegliere tra due moschee di Brooklyn situate a pochi isolati di distanza: una bengalese e l&#39;altra dell&#39;Africa occidentale.</p>
<p>Date le sue origini asiatiche, la moschea bengalese avrebbe rappresentato l&#39;opzione più facile, ma grazie all&#39;incoraggiamento di un amico Bassam ha deciso di accettare la sfida personale più importante.</p>
<p><strong><a title="Post su tumblr" href="http://30mosques.tumblr.com/post/178461908/day-12-masjid-tawhid-inc">Dodicesimo giorno: Masjid Tawhid Inc.</a> </strong> [in] (Moschea dell&#39;Africa occidentale a Brooklyn)</p>
<blockquote><p>… Le cose non sembravano cosi imbarazzanti all&#39;inizio. Di fatto è stato dal momento in cui mi sono chiesto come il resto della congregazione percepisse la mia presenza che ho cominciato a sentirmi fuori posto. Mi sono sentito uno scroccone, uno che mangia tutto quello che gli viene offerto e lascia la festa all&#39;improvviso poco dopo. Se vuoi, un pessimo esibizionista. Sebbene nessuno nella moschea si sia sentito in quel modo, mi chiedo se qualcuno si sia mai domandato: “Perché non è andato semplicemente alla moschea bengalese?” Forse sono le mie insicurezze personali che hanno suscitato tale reazione.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-96193" title="Masjid" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/anothermosque-300x200.jpg" alt="Masjid" width="300" height="200"></p>
</blockquote>
<p><a title="Post su tumblr" href="http://30mosques.tumblr.com/post/186624034/day-22-albanian-islamic-cultural-center"><strong>Ventiduesimo giorno: Centro Culturale Islamico Albanese</strong></a> [in] (Isola Staten ) </p>
<blockquote><p>… La moschea ha un proprio cuoco che prepara il cibo, che Allah lo ricompensi per il suo talento.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-96187" title="Centro Culturale Islamico Albanese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/foodalbanian-300x200.jpg" alt="Centro Culturale Islamico Albanese" width="300" height="200"></p>
<p>Ma la vera esperienza nella moschea non è stato il cibo. Ci siamo seduti in mezzo a molti dei ragazzi piu&#39; giovani facendo domande e raccogliendo informazioni sulla comunità…</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-96186" title="Centro Culturale Islamico Albanese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/kids-300x205.jpg" alt="Centro Culturale Islamico Albanese" width="300" height="205"><br />
…Una cosa che mi fa tanto piacere è vedere i ragazzini venire alla moschea perché amano trascorrere il tempo li e non perché vi vengono trascinati dai genitori. Sono ragazzi come questi che mi rendono felice rispetto alla direzione che sta prendendo l&#39;intera comunità musulmana di questo Paese. </p>
</blockquote>
<p>Il mese del Ramadan si conclude oggi 19 settembre.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Palestina: l&#039;esperienza del Ramadan nella Striscia di Gaza</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-lesperienza-del-ramadan-nella-striscia-di-gaza/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/palestina-lesperienza-del-ramadan-nella-striscia-di-gaza/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 05:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
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		<description><![CDATA[Alcuni blogger di Gaza raccontano e documentano come si vive il mese di Ramadan nella Striscia e descrivono i tentativi di mantenere in vita alcune vecchie tradizioni - pur continuando a vivere sotto un assedio totale e soffocante, o nelle misere condizioni dei campi profughi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/10/palestine-the-experience-of-ramadan-in-gaza/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Alcuni blogger di Gaza raccontano come si vive il mese di <a title="Voce originale di wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/ramadan">Ramadan</a> [che si concluderà il 19 settembre, it] nella Striscia e descrivono i tentativi di mantenere in vita le vecchie tradizioni.</p>
<p><em>Lina Al Sharif</em>, che scrive su <em>360 km2 of Chaos</em>, <a title="Post originale in inglese" href="http://livefromgaza.wordpress.com/2009/09/08/ramadan-in-gaza/">racconta</a> [in]:</p>
<blockquote><p>A Gaza il Ramadan non è come negli altri posti. La sofferenza delle persone ha raggiunto livelli tali che alcuni sono costretti a rompere il digiuno nell&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Iftar">iftar</a> [in] serale bevendo dell’acqua, perché sono troppo poveri per comprare qualcosa da mangiare. Altri conducono l&#39;<em>iftar</em> in una tenda di qualche campo per rifugiati allestito per chi ha perso la casa durante l’ultima guerra.</p>
<p>Il cibo viene contrabbandato dall’Egitto, ma spesso il costo è proibitivo per una famiglia media. I prezzi di quasi tutti i beni sono raddoppiati per via del blocco.</p></blockquote>
<p>Nonostante tutto, esiste però ancora qualcosa di piacevole. Lina e l&#39;amica <a title="Blog originale in arabo" href="http://bodour-abu-kuwaik.blogspot.com/">Bodour Abu-Kuwaik</a> [ar] hanno raccolto a Gaza questa sequenza di immagini sul Ramadan:</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/advhxEkcN6w&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/advhxEkcN6w&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></center></p>
<p><em>Ayman Quader</em> fa visita a un amico per l&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://peaceforgaza.blogspot.com/2009/09/branches-of-olive-trees.html">iftar</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Oggi sono stato invitato a una colazione del Ramadan a casa del mio amico Jumaa, nel <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Maghazi_(camp)">campo profughi di Al Maghazi</a> [in], dove la gente vive ancora in condizioni miserabili per gli effetti della guerra sulle case e le strade. In pratica, molti abitanti della Striscia di Gaza erano già dei rifugiati, e durante la guerra sono stati costretti ancora una volta ad abbandonare le case e fuggire. Ho chiesto al mio amico di fare un giro tra i sentieri d&#39;accesso ai campi, perché volevo essere più vicino alla gente costretta a vivere lì. Ho così toccato con mano la sofferenza di chi vive nei campi profughi. Proprio in mezzo al campo di Al Maghazi c’è ancora un edificio completamente distrutto – impossibile ignorarne la presenza per la gente che ci vive. Ho visto alcuni bambini giocare tra le macerie del palazzo, è stato un momento tristissimo. Ma LORO non se ne curavano e sembravano veramente felici.</p></blockquote>
<p>Recentemente il <a title="Articolo originale in inglese" href="http://paltoday.com/english/news.php?id=35447">Paltoday News Network</a> [in] ha pubblicato un articolo sui disoccupati di Gaza che hanno iniziato a lavorare come <em>musaher</em>, hanno cioè il compito di svegliare chi deve alzarsi prima dell’alba per consumare il <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Suhoor">suhoor</a> [in]. Sul blog <em>In Gaza</em>, la canadese <em>Eva Bartlett</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://ingaza.wordpress.com/2009/09/09/tradition-and-new-tradition-gaza-ramadan-day-18/">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Una mattina, tornando a casa verso le 2, abbiamo sentito il canto e il rullo del tamburo di un <em>musaher</em> del Ramadan: persone che si occupano di svegliare i musulmani per il pasto che precede l’alba e la prima preghiera (<em>suhoor</em>).</p>
<p>È una tradizione del Ramadan che viene praticata ancora oggi dai musulmani di tutto il mondo.</p>
<p>Lungo le strade semideserte di Gaza, dove negli ultimi anni il Ramadan ha portato poca gioia e celebrazioni , in qualche modo quel suono è incoraggiante… la cultura e le tradizioni di un popolo rimangono vive anche durante i tempi più bui e nelle peggiori circostanze.</p>
<p>Per qualcuno, nel corso di questo mese, il lavoro del suonatore di tamburo per il Ramadan è una fonte di reddito altrimenti assente, in una Gaza che vive sotto un assedio totale e soffocante.</p></blockquote>
<p>Ecco al riguardo qualche breve sequenza girata da Eva:</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" value="http://www.youtube.com/v/3kG6qULuB3o&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/3kG6qULuB3o&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></center></p>
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		<title>Myanmar: arrivano le uova finte&#8230;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/myanmar-arrivano-le-uova-finte/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 05:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Myanmar (Burma)]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>

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		<description><![CDATA[articolo originale diMong Palatino  &#183; tradotto da Maria Grazia Pozzi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Il 31 luglio scorso i giornali del Myanmar (ex Birmania) hanno rilanciato la notizia di &#8220;uova contraffatte&#8221; introdotte nel Paese. L&#39;episodio è stato confermato dal Ministero della Salute che fornisce ulteriori dettagli. Pare che l&#39;albume del finto-uovo sia fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mong/">Mong Palatino</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/07/fake-eggs-in-myanmar/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 31 luglio scorso i giornali del Myanmar (ex Birmania) hanno rilanciato la notizia di &#8220;uova contraffatte&#8221; introdotte nel Paese. L&#39;episodio è stato confermato dal Ministero della Salute che fornisce ulteriori dettagli. Pare che l&#39;albume del finto-uovo sia fatto di acido benzoico, gelatina, una sostanza chimica sconosciuta e prodotti chimici utilizzati nella produzione di amido liquido e lievito in polvere. Il tuorlo dell’uovo è composto da una sostanza sconosciuta di colore giallo mischiata con altra sostanza non riconosciuta e cloruro di calcio. Questo fluido è noto come “acqua magica”. Le due parti vengono travasate in uno stampo di plastica e, grazie all&#39;acqua magica che forma un sottile strato divisorio, non si mischiano fra loro. Il guscio del finto-uovo è fatto da una miscela di cera di paraffina e da una sostanza bianca non meglio specificata che viene versata sullo stampo che, una volta asciutto, assomiglia in tutto e per tutto a un uovo vero. Il comunicato informa che, a parte l&#39;ovvia constatazione sull’assenza di sostanze nutritive, il prodotto nuoce alla salute e anche volendo rischiare, ahimé, un uovo sodo non si può fare perché il bianco e il tuorlo, bollendo, si uniscono. <em><a title = "Vai al blog originale" href="http://www.myanmar2day.com/myanmar-news/2009/08/fake-egg-in-myanmar/">Today in Myanmar</a></em> [in] rilancia la notizia con alcune foto.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Singapore: controverso spot pubblicitario di Burger King</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/singapore-controverso-spot-pubblicitario-di-burger-king/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 07:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<category><![CDATA[Singapore]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo panino lanciato a Singapore si chiama “Super Sette pollici”, e per promuoverlo un'agenzia locale ha creato una campagna pubblicitaria decisamente equivoca e irrispettosa. Grazie a Internet, piovono le critiche da tutto il mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mong/">Mong Palatino</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/26/singapore-infamous-burger-king-ad/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Burger King ha lanciato un nuovo panino a Singapore chiamato <a title="Spot pubblicitario di Burger King" href="http://www.bon-food.com.sg/promotions/promotions.aspx">“Super Sette Pollici”</a> [in]. Per promuovere il nuovo prodotto, un&#39;agenzia pubblicitaria locale ha affisso dei manifesti che vanno ricevendo attenzione e critiche in tutto il <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.qsrweb.com/article.php?id=14969&amp;na=1&amp;s=2">mondo</a> [in].</p>
<p><a href="http://www.bon-food.com.sg/promotions/promotions.aspx"><img class="aligncenter size-full wp-image-82025" title="Manifesto pubblicitario del Super seven incher" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/bk-super-seven-incher.jpg" alt="Manifesto pubblicitario del Super seven incher" width="336" height="429" /></a></p>
<p>La pubblicità è stata criticata per certe allusioni sessuali per vendere il prodotto. Ecco il testo integrale dell&#39;annuncio:</p>
<blockquote><p>Soddisfate il desiderio per qualcosa di lungo, succulento e cotto alla griglia con il NUOVO SUPER SETTE POLLICI DI BURGER KING. Ne vorrete ancora, dopo aver assaggiato lo strabiliante hamburger accompagnato da una porzione di manzo, ricoperto con formaggio americano, croccanti cipolle e l&#39;abbondante e nutriente salsa di carne A1.</p></blockquote>
<p>La campagna pubblicitaria proseguirà per tutto il mese. Questa la reazione di <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.reuters.com/article/bigMoney/idUS383377696120090624">Dan Mitchell</a> [in]: </p>
<blockquote><p>Ci sono due “colpi” lì dentro. Carino. Il panino (di per sè un&#39;oscenità), ripieno di un&#39;anormale maionese ultra-bianca, fluttua nell&#39;aria direttamente di fronte all&#39;inquietante pallido profilo di una giovane donna a bocca aperta che sembra spaventata a morte da quella carne virile. Sexy!</p></blockquote>
<p><em>So good</em> <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://www.sogoodblog.com/2009/06/24/blow-jobs-burger-king-inches-meat/">aggiunge</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Quando dico “caldo”, “polposo” e “7 pollici” a cosa pensate? Bene, non siete i soli. Questa l&#39;idea dei pubblicitari dietro questa nuova campagna, i quali apparentemente non hanno saputo resistere all&#39;idea/immagine di una donna che fa sesso orale con un gigantesco pezzo di carne lungo 7 pollici. Nel caso non se ne colga l&#39;allusione, hanno deciso di sottolineare il punto.</p></blockquote>
<p><em>Garr’s posterous</em> scrive che la pubblicità è <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://garr.posterous.com/one-of-the-worst-ads-of-all-time-by-fast-food">stupida e offensiva</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Sul loro sito ne spiegano l&#39;obiettivo: “A Singapore, il brillante e vibrante arredamento stile americano ha reso i nostri ristoranti il luogo di ritrovo preferito per i giovani, inclusi studenti universitari e liberi professionisti.” OK, quindi non ci si rivolge a famiglie o bambini (credo), ma ciò è comunque offensivo per i ragazzi e i giovani professionisti. Dov&#39;è il rispetto per il cliente? Pur mettendo da parte l&#39;oggettivazione della donna nella pubblicità, l&#39;annuncio è povero semplicemente perchè è così, beh, stupido…non è intelligente. È questo Burger King? Davvero? Chi ha potuto pensare che fosse una buona idea?</p></blockquote>
<p>Questa non è la prima volta che una pubblicità di Burger King viene criticata per le allusioni sessuali. C&#39;è stata quella <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://www.sogoodblog.com/2009/04/08/bk-king-likes-square-butts/#more-2272">natiche quadrate</a> [in] per promuovere i menu per bambini, un annuncio che spingeva il cliente ad <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://www.sogoodblog.com/2007/12/27/burger-king-urges-you-to-pleasure-yourself/#more-438">“darsi piacere“</a> [in], un <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://www.sogoodblog.com/2008/12/16/flame-burger-king-body-spray/#more-1579">BK King</a> [in] senza maglietta, e un annuncio dove compariva il termine slang per la foto di una vagina.</p>
<p><a title="Leggi post originale in inglese" href="http://clarkjbrooks.blogspot.com/2009/06/blow-is-just-expression.html">Burger King</a> [in] ha rilasciato questa dichiarazione sulla campagna pubblicità di Singapore:</p>
<blockquote><p>“La Burger King Corporation valuta e rispetta tutti i propri clienti. L&#39;annuncio riguarda la promozione limitata al mercato di Singapore e non circola negli Stati Uniti nè in altri mercati. È stata prodotta da un&#39;agenzia con sede a Singapore e non dall&#39;agenzia pubblicitaria di Burger King negli Stati Uniti, Crispin Porter and Bogusky.”</p></blockquote>
<p><a title="Leggi post originale in inglese" href="http://lookingforlissa.wordpress.com/2009/06/25/unbelievably-sucky-ad/">Lissa</a> [in] ha un messaggio per Burger King:</p>
<blockquote><p>Ho capito che la pubblicità circola solo in un mercato limitato (Singapore). Applaudo il vostro briciolo di buon senso che vi ha trattenuto dal distribuirla in tutto il mondo. Ciò detto — Vedete, esiste una piccola cosa chiamata Internet. Ci permette di comunicare con persone in tutto il mondo — wow! Vi consiglio quindi di smetterla con simili pubblicità.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Zimbabwe: i molti volti della crisi e una richiesta d&#039;aiuto urgente</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/5542/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/06/5542/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 05:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un video in tre parti di CIVICUS i cittadini spiegano come la crisi economica stia decimando la popolazione e distruggendo la qualità della vita di chi sopravvive. Mentre l'iper-svalutazione della moneta nazionale pregiudica le possibilità di nutrirsi, vestirsi e curarsi, si denunciano continue violenze e ci si appella a mediatori quali la Southern African Development Community.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/06/12/zimbabwe_faces_of_the_crisis_and_a_cry_for_help/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_79656" class="wp-caption alignleft"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/civicus.jpg"><img class="size-full wp-image-79656" title="civicus" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/06/civicus.jpg" alt="Civicus.org" width="95" height="82" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Civicus.org</p>
</div>
<p>L’organizzazione <a title=Sito ufficiale di Civicus in inglese" href="http://www.civicus.org/"> CIVICUS (Alleanza Mondiale per la Cittadinanza Attiva)</a> [in] ha pubblicato <em>Time 2 Act</em>, un <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/user/civicusworldalliance">video online</a> [in] nel quale alcuni cittadini zimbabwiani illustrano i vari modi in cui la crisi che imperversa nel Paese sta decimando la popolazione e distruggendo la qualità della vita di chi riesce a sopravvivere. Nel video che segue, diviso in tre parti, si discute di come l’iper-svalutazione della moneta nazionale pregiudichi le possibilità di nutrirsi e vestirsi, si denunciano violenze e ci si appella a mediatori quali la Southern African Development Community (SADC, Comunità di Sviluppo dell’Africa Meridionale).</p>
<p><a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=pSKb7K6ex1I">La prima parte del video</a> [in] si apre con un giovane studente che spiega le limitazioni alla libertà degli zimbabwiani: non sono liberi di mangiare, di vestirsi, di nutrirsi, di studiare con insegnanti decentemente retribuiti, di fare affidamento sugli ospedali in caso di malattia o di comprare beni a causa dell’utilizzo di un&#39;altra valuta, il Rand sudafricano, invece dei dollari zimbabwiani. La situazione è peggiorata al punto che la gente ritiene che il sistema sia al collasso su più livelli: sanità, sicurezza, economia e governo. I malati giungono negli ospedali e lì muoiono per mancanza di cure. Non c’è nemmeno rispetto per i morti: le famiglie devono pagare cifre esorbitanti affinché i deceduti vengano accolti negli obitori</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/pSKb7K6ex1I&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=es&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pSKb7K6ex1I&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=es&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></center></p>
<p>La <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Ptf8K2yK_RE"> seconda parte </a> [in] del video riguarda le ripercussioni dell’attuale recessione economica sulla comunità: gli stipendi pagati in dollari zimbabwiani devono essere convertiti in rand sudafricani, valuta più stabile, ma in tal modo non bastano nemmeno per i bisogni primari. Si discute inoltre delle violazioni dei diritti umani e della libertà di parola che da tempo nel Paese sono all’ordine del giorno:</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/Ptf8K2yK_RE&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=es&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Ptf8K2yK_RE&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=es&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></center></p>
<p>La <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=JVtuxHAxRWk">terza e ultima parte </a> [in] del video è una richiesta d’aiuto e di sostegno rivolta a enti mediatori quali la SADC e il governo sudafricano. I cittadini chiedono loro di prendere in seria considerazione le condizioni disperate in cui versano e di soccorrere l’ex paniere dell&#39;Africa, ora invece chiamato il cestino dell’Africa.</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/JVtuxHAxRWk&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=es&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JVtuxHAxRWk&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=es&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></center></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Filippine: sensibilizzare sul problema della fame tramite video e racconti mitologici</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/filippine-sensibilizzare-sul-problema-della-fame-tramite-video-e-racconti-mitologici/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 05:38:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[Breve carrellata su alcuni video e cortometraggi, in circolazione su Internet, che affrotnano il problema della povertà e della fame nel mondo. Tra questi "Chicken Ala Carte" di Ferdinand Dimadura rivela una forza visiva che supera senza problemi le barriere linguistiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/21/philippines-storytelling-for-hunger-awareness/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_75600" class="wp-caption alignleft" style="width: 110px"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/hunger.jpg"><img class="size-full wp-image-75600" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/hunger.jpg" alt="Foto di Mr. Kris" title="Foto di Mr. Kris" width="100" height="81" /></a>
<p class="wp-caption-text">La fame</p>
</div>
<p>Qualche anno fa, un documentario ha conquistato il successo di pubblico al 56esimo Festival Internazionale del cinema di Berlino, e ancora oggi gira su Internet, aumentando la consapevolezza riguardo la povertà e la fame.  <em>Chicken Ala Carte</em> di Ferdinand Dimadura è uno dei video che affrontano il problema della fame nel passato, nel presente e nel futuro.</p>
<p>Il video che segue è disponibile su <a title="Sito di Culture Unplugged in inglese" href="http://www.cultureunplugged.com/">Culture Unplugged</a> [in], sito che promuove documentari, cortometraggi e film realizzati con cellulari e assegna ai più popolari dei premi in denaro. <a title="Video su Culture Unplugged" href="http://www.cultureunplugged.com/play/1081/Chicken-a-la-Carte#videoDetail">Chicken A la Carte</a> dura 6 minuti e la sua forza visiva supera senza problemi le barriere linguistiche:</p>
<p><img style="visibility: hidden; width: 0px; height: 0px;" src="http://counters.gigya.com/wildfire/IMP/CXNID=2000002.0NXC/bT*xJmx*PTEyNDI5Mzg1NDk3NTAmcHQ9MTI*MjkzOTYzNDIzNCZwPTI2ODg5MSZkPSZnPTEmdD*mbz*yNGMwZDZhYjc5ODc*MjFlOGY3MDU5YzRmMDRiMWNkMyZvZj*w.gif" border="0" alt="Video su Culture Unplugged" title="Video su Culture Unplugged"width="0" height="0" /></p>
<div style="width: 400px;"><object width="400" height="300" data="http://www.cultureunplugged.com/swf/embedplayer.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="name" value="cultureUnpluggedPlayer" /><param name="align" value="middle" /><param name="flashvars" value="video=http://cdn.cultureunplugged.com/lg/CHICKEN_ALA_CARTE.flv&amp;m=1081&amp;u=0&amp;thumb=http://cdn.cultureunplugged.com/thumbnails/lg/1081.jpg&amp;sURL=http://www.cultureunplugged.com&amp;title=Chicken a la Carte&amp;from=Ferdinand Dimadura" /><param name="src" value="http://www.cultureunplugged.com/swf/embedplayer.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /></object></p>
<div style="margin-top: 5px; text-align: center;"><a href="http://www.cultureunplugged.com/play/1081/Chicken-a%20la%20Carte" target="_blank">Guarda il video su cultureunplugged.com</a> [in]</div>
</div>
<p>Molti di noi da bambini ascoltavao nostra madre dirci di finire il cibo nel piatto perchè c&#39;erano bambini che morivano di fame in altre parti del mondo: la verità è che i bambini che muoiono di fame potrebbero vivere a un isolato da noi.</p>
<p>Il video successivo, di <a title="Guarda il video su youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=LaXUw-g4y64">CarolinaMed</a> [in], mette in guardia sull&#39;ingiustizia derivante dal fatto di sprecare o gettare via cibo commestibile, e include cifre su quanto viene sprecato nei Paesi del Primo Mondo, e quante persone potrebbero beneficiare di quel cibo buttato via.</p>
<p><object title="Video su YouTube"  alt="Video su YouTube" width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/LaXUw-g4y64&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LaXUw-g4y64&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>E da Singapore, <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/user/azahahasupernova">azahahasupernova</a> [in] pone la domanda: qual è la vostra scusa per sprecare cibo?, e offre motivazioni ecologiche sul perchè ciò sia dannoso per l&#39;ambiente.</p>
<p><object title="Video su YouTube"  alt="Video su YouTube" width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/zyv_uR4Ru2M&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zyv_uR4Ru2M&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Nelle Filippine, la fame non è un problema recente: esistono racconti mitologici basati sul bisogno di trovare qualcosa da mangiare per evitare la fame; è il caso del cortometraggio che segue, un film animato fatto con gli acquarelli. L&#39;animatore <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/user/tokomokolika"> tokomokolika</a> [in] ci racconta qualcosa di più al riguardo:</p>
<blockquote><p>Una storia Bontoc su un albero che era solito stare vicino al lago Danum vicino a Sagada. È un racconto mitologico su una donna di nome Maeng, e sulla sua ricerca per salvare la famiglia dalla fame.</p>
<p>Si tratta di un racconto adattato dalla raccolta di mitologie filippine di Damiana Eugenio. Nel libro, la protagonista è senza nome, e il villaggio da cui proviene si chiama Maeng.</p></blockquote>
<p><object title="Video su YouTube"  alt="Video su YouTube" width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/1Zh8VAuKG5Y&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1Zh8VAuKG5Y&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><small>L&#39;immagine usata sopra è <a title="Immagine originale da Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/krislitman/493626935/">di Mr. Kris su Flickr</a></small></p>
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		<title>MENA: riflussi e rilanci sull&#039;influenza suina via Twitter</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/4474/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/4474/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 05:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Squarotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
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		<description><![CDATA[Oltre 14 secoli dopo che l'Islam ha proibito il consumo di porco, ancora una volta i maiali fanno parlare di sé nel mondo arabo - questa volta sotto forma di "tweet". Ecco una panoramica dei messaggi diffusi dagli utenti locali via Twitter sulla "influenza suina".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/marios/'>Mario Squarotti</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/14/mena-does-swine-flu-spread-from-touching-pigs/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dopo oltre 14 secoli da quando l&#39;Islam ha proibito il consumo di carne di porco, ancora una volta  i maiali fanno parlare di sé nel mondo arabo - questa volta sotto forma di &#8216;tweet&#39;.</p>
<p><a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/RobaAssi/status/1761508213"><i>Roba Al Assi</i></a> dalla Giordania è scioccata dalla reazione della gente alla malattia: </p>
<p> [Sono stupita che la maggior parte della gente intorno a me creda davvero che l&#39;influenza suina si propaghi entrando in contatto con i maiali]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74405" rel="attachment wp-att-74405"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/picture-21-300x128.png" alt="Roba Al Assi&#039;s tweet" title="Roba Al Assi" width="300" height="128" class="aligncenter size-medium wp-image-74405" /></a></p>
<p><a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/OpusP/statuses/1652068939"><i>OpusP</i></a> commenta la decisione <a title="Vedi l'articolo di Global Voices originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/05/02/egypt-combating-h1n1-with-pigs-culling/">dell&#39;Egitto</a> di abbattere i suini dicendo: </p>
<p>[L&#39;egitto ha ordinato la macellazione di TUTTI i maiali del Paese in risposta all&#39;influenza suina. Non è affatto una reazione sproporzionata, vero?]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74412" rel="attachment wp-att-74412"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/opusp-300x164.png" alt="opusp&#039;s tweet" title="opusp&#039;s tweet" width="300" height="164" class="aligncenter size-medium wp-image-74412" /></a></p>
<p><a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/aaalana/status/1650814718"><i>aaalana</i></a> da Aleppo, è contenta che la malattia non sia stata rilevata nel suo Paese: </p>
<p>[Hey, nessuna influenza suina qui, in Siria]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74413" rel="attachment wp-att-74413"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/aaalana-300x112.png" alt="aaalana&#039;s tweet" title="aaalana&#039;s tweet" width="300" height="112" class="aligncenter size-medium wp-image-74413" /></a></p>
<p>Nel frattempo, il libanese <a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/habibh/status/1650030155"><i>habibh</i></a>considera la malattia come una benedizione travestita, nella speranza che possa porre freno ad alcune tradizioni, come lo scambio di baci quando ci s&#39;incontra: </p>
<p>[Basta con i baci di saluto in Libano &#8230; spero che riescano ad avvisare le mie zie !]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74414" rel="attachment wp-att-74414"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/habibh-300x141.png" alt="habibh&#039;s tweet" title="habibh&#039;s tweet" width="300" height="141" class="aligncenter size-medium wp-image-74414" /></a></p>
<p>Ancora in Libano, <a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/qifanabki/statuses/1632376603"><i>QifaNabki</i></a> minimizza l&#39;influenza suina come una trascurabile preoccupazione, notando: </p>
<p>[Influenza suina in Libano ? Nulla di preoccupante. Un&#39;influenza alcolica &#8230; be&#39;, questa è un&#39;altra storia.]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74415" rel="attachment wp-att-74415"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/qifanabki-300x146.png" alt="qifanabki&#039;s tweet" title="qifanabki&#039;s tweet" width="300" height="146" class="aligncenter size-medium wp-image-74415" /></a></p>
<p>E questo post non sarebbe completo, se non fosse coinvolto il conflitto Israelo-Palestinese. <a title="Vedi il messaggio twitter originale in inglese" href="http://twitter.com/NewsAtEleven/status/1636956248"><i>NewsatEleven</i></a> scherza: </p>
<p>[Israele colpita dall&#39;influenza suina, incolpa la Palestina per aver sparato dei missili pieni di maiali verso Gerusalemme. Notizia delle undici.]</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=74416" rel="attachment wp-att-74416"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/newsateleven-300x142.png" alt="newsateleven" title="newsateleven" width="300" height="142" class="aligncenter size-medium wp-image-74416" /></a></p>
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		<title>Cina: rilanci sul ruolo di Twitter e altri media riguardo l&#039;influenza suina</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/cina-rilanci-sul-ruolo-di-twitter-e-altri-media-riguardo-linfluenza-suina/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/cina-rilanci-sul-ruolo-di-twitter-e-altri-media-riguardo-linfluenza-suina/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 04:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Cinese]]></category>
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		<description><![CDATA[Partendo dall'analoga situazione locale della SARS di qualche tempo fa, i netizen cinesi riflettono sul diverso modo di diffondere aggiornamenti e sul ruolo delle testate estere nell'attuale epidemia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/feng37/">John Kennedy</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/28/china-tracking-swine-flu-on-twitter/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Finora in Cina l&#39;influenza suina è stata un&#39;occasione per <a title="Leggi post originale in cinese" href="http://www.my1510.cn/article.php?id=493cc4c4029b1678">riflettere</a> [cin] su come fu impedito alla <a title="Vedi voce su Wikipedia in Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/SARS">SARS</a> [it] di trasformarsi in pandemia, e sui provvedimenti che si vanno prendendo in questi giorni <a title="Leggi post originale in Italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/salute-globale-si-diffonde-la-minaccia-dellinfluenza-suina/"> [it] in Messico e altrove</a>.</p>
<p>Wang Jiadong <a title="Leggi post originale in cinese" href="http://wjd.name/%E7%8C%AA%E6%B5%81%E6%84%9Fswine-flu%E6%9D%A5%E4%BA%86%EF%BC%81%E4%BA%92%E8%81%94%E7%BD%91%E6%88%90%E4%B8%BA%E5%85%AC%E7%9B%8A%E4%BC%A0%E6%92%AD%E5%A4%A7%E4%BD%BF/">osserva in un post</a> [cin] come si ricorra ai social media <a title="Articolo originale in inglese" href="http://neteffect.foreignpolicy.com/posts/2009/04/25/swine_flu_twitters_power_to_misinform">per seguire la diffusione</a> [in] del virus, dai termini più cercati su <a title="Google in Cinese" href="http://www.google.cn/">Google China</a> [cin] a <a title="Vai alla pagina di ricerca su Twitter" href="http://search.twitter.com/search?q=%23swineflu">specifici hashmarks</a> [in] sul motore di ricerca di Twitter, pubblicando anche <a title="Guarda la mappa su Google" href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=en&amp;t=p&amp;msa=0&amp;msid=106484775090296685271.0004681a37b713f6b5950&amp;ll=32.639375,-110.390625&amp;spn=24.413424,39.462891&amp;z=5?">la mappa mondiale dell&#39;influenza suina su Google</a> [in] insieme alla <a title="La mappa in cinese" href="http://mat1.qq.com/news/2009/swineflu/swineflumap.jpg">versione in cinese creata da QQ</a> [cin].</p>
<p><center><a title="Ricerca su Google China in cinese" href="http://wjd.name/%E7%8C%AA%E6%B5%81%E6%84%9Fswine-flu%E6%9D%A5%E4%BA%86%EF%BC%81%E4%BA%92%E8%81%94%E7%BD%91%E6%88%90%E4%B8%BA%E5%85%AC%E7%9B%8A%E4%BC%A0%E6%92%AD%E5%A4%A7%E4%BD%BF/"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/04/google-sreach2.jpg" alt="Schermata di Google China in cinese" title="Schermata di Google China in cinese"/></center></a></p>
<p>La comunità tecnologica di cnBeta ha rilanciato anche le notizie sull&#39;uso da parte del <a title="Leggi post originale in cinese" href="http://www.cnbeta.com/articles/82916.htm">CDC (Centro per il controllo delle malattie) americano</a> [cin] di <a title="Vai alla pagina del CDC su Twitter" href="http://twitter.com/cdcemergency">Twitter</a> [in] e <a title="Vai alla pagina del CDC su Twitter che rimanda a YouTube" href="http://twitter.com/CDC_eHealth">YouTube</a> [in] per divulgare le ultime informazioni, e discute variamente sulla situzione:</p>
<blockquote><p>能评论吗</p></blockquote>
<div class="translation">È consentito commentare?</div>
<blockquote><p>吃猪肉能传染么？</p></blockquote>
<div class="translation">Puoi prenderla mangiando carne di maiale?</div>
<blockquote><p>如果中国的什么疾病控制中心用QQ发布某信息…… 那估计很多人就要喷代谢产物 ~~ 你觉得呢？</p></blockquote>
<div class="translation">Se il CDC cinese o altri enti iniziassero a usare <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/QQ">QQ</a> [it] per diffondere informazioni….scommetto che molti  rimarrebbero stupidamente scioccati…non credete?</div>
<blockquote><p>看看人家国家~~再看看天朝gov 。差异啊~</p></blockquote>
<div class="translation">Guardate gli altri Paesi e poi guardate il nostro governo. Che differenza!</div>
<blockquote><p>就是你这种人…… 外国用所谓的这些软件发布就是潮流要是国内 用什么QQ发布 估计你就要来喷代谢产物 了! 不要看外国的月亮的时候那么崇拜 实际上你这么崇拜人家 人家未必把你当啥东西看</p></blockquote>
<div class="translation">È colpa di gente come voi…..la moda del momento per gli stranieri è usare questi cosiddetti programmi per divulgare informazioni, ma se cominciassero a utilizzare QQ o altro per farlo qui, scommetto che sarete VOI a rimanere stupidamente scioccati! Non dovete venerare sempre la &#8220;luna&#8221; straniera ogni volta che la guardate. Sapete, se continuate a venerare a tal punto certa gente, costoro finiranno semplicemente per ignorarvi.</div>
<blockquote><p>Twitter真是个肥猪流网站! 这么废品 的功能就想不明白为什么这么多人要用？？难道这就是外国人思想观念比较新的具体体现了？</p></blockquote>
<div class="translation">Twitter non è affatto un sito per il grande pubblico! Un servizio che non vale niente, non riesco a capire perchè così tanti lo usano?? sarebbe questa l&#39;ultima manifestazione di qualche concetto ideologico straniero?</div>
<blockquote><p>差距是有的，但是和十几年前的中国比起来，现在进步了很多，应该鼓励不能嘲讽</p></blockquote>
<div class="translation">È abbastanza diverso, ma a confronto con la Cina di qualche decennio fa, ci sono stati molti progressi. Dovreste incoraggiare, non prendere in giro.</div>
<p>Un precedente <a title="Post originale in cinese" href="http://www.cnbeta.com/articles/82914.htm">post su cnBeta</a> [cin] notava come l&#39;uso del tag  #swineflu avesse raggiunto il ritmo di 10.000 messaggi l&#39;ora. Uno degli utenti sottolineava come l&#39;acconto suTwitter della <a title="Vai alla pagina su twitter" href="http://twitter.com/cdcemergency">@CDCEmergency</a> [in] avesse già raggiunto quota 25.000 seguaci, fatto che un altro lettore commenta così:</p>
<blockquote><p>中国非典，禽流感的时候，又不见消息这么灵通？好了，现在其它国家有疫情了，中国就哇哇哇地宣传。果真是那样，三句话总结新闻联播:前十分钟,领导们很忙;中十分钟,全国人民很幸福;后十分钟,世界上其他国家的人民都生活在水深火热之中。</p></blockquote>
<div class="translation">In Cina durante l&#39;epidemia della SARS e dell&#39;aviaria, abbiamo forse osservato un flusso libero di informazioni? Adesso che gli altri Paesi hanno un&#39;epidemia, la Cina parla solo di quello. È proprio come si dice nella <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://zonaeuropa.com/200904a.brief.htm#021">sintesi di tre righe</a> [in] diffuse dalle Testate Unificate (Joint News Broadcast): Nei primi dieci minuti, i leader dei vari Stati sono molto occupati; nei dieci minuti di mezzo, il popolo cinese è molto contento; negli ultimi dieci minuti, quanti vivono lontano dalla Cina sono in un mare di guai.</div>
]]></content:encoded>
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