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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Etnia</title>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Etnia</title>
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		<title>Ungheria: storie dal Campo dell&#039;orgoglio Rom di Barvalipe</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/ungheria-storie-dal-campo-dellorgoglio-rom-di-barvalipe/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/ungheria-storie-dal-campo-dellorgoglio-rom-di-barvalipe/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 21:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Jannelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'estate scorsa, ventotto giovani rom si sono incontrati in occasione del primo Campo estivo dell'orgoglio rom (<em>Roma Pride</em>) in cui sono state organizzate lezioni di lingua, storia, personaggi simbolo e conquiste del loro popolo, nel tentativo di costruire senso civico e responsabilità sociale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ventotto giovani rom si sono riuniti nell&#39;agosto del 2011 per il primo Campo estivo dell&#39;orgoglio Rom (<em>Roma Pride</em>) in cui si sono formati su diversi temi tra cui la loro lingua, la storia, i modelli e le loro conquiste, in modo da rafforzare il proprio senso civico e la responsabilità sociale.<br />
<a href="http://www.soros.org/initiatives/roma/multimedia/barvalipe-20111206"><img class="size-full wp-image-283459 alignnone" title="barvalipe-20111206" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/barvalipe-20111206.jpg" alt="" width="350" height="231" /></a><br />
Il <a title ="Voce di Wikipedia sui Roma, sotto gruppo del popolo Rom"href="http://en.wikipedia.org/wiki/Roma_(Romani_subgroup)">popolo Rom</a> [en, <em>come per tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] costituisce la più ampia minoranza europea, vittima di analfabetismo, disoccupazione, povertà ed episodi di discriminazione. L&#39;Open Society Institute ha deciso di<a title ="Pagina web dell'Open Society Institute sul Campo estivo" href="http://blog.soros.org/2011/09/barvalipe-building-roma-pride/"> rafforzare il proprio lavoro con la comunità Rom </a> che fino ad ora ha previsto borse di studio, tirocini e opportunità di formazione. Si sono resi conto che i benefici sperimentati da questi giovani non trovavano riscontro nel resto della comunità Rom:</p>
<blockquote><p>Sono troppo pochi i giovani rom che oggi conoscono a sufficienza la loro storia, le loro scoperte e la loro identità, per poter sentirsi orgogliosi del loro patrimonio culturale. Poche scuole oggi insegnano la storia e la lingua rom. E soprattutto la società tradizionale, insieme al sistema educativo, si concentra sull&#39;assimilazione, negando ai giovani rom la possibilità di conoscere la propria etnia e creare un ambiente che li stimoli a non cancellare la propria storia. Va detto che l&#39;orgoglio non nasce solo dallo studio della propria lingua e storia ma anche dall&#39;avvicinamento ad altre persone con cui ci si può identificare. La maggioranza dei giovani rom, al di fuori delle proprie famiglie e comunità, non ha molti modelli rom a cui ispirarsi. Questa è una delle cause per la quale molti di loro non partecipano alla promozione della loro identità.</p></blockquote>
<p>Per queste ragioni hanno organizzato il campo estivo dell&#39;orgoglio Barvalipe Roma a Budapest, in cui 28 ragazzi che hanno beneficiato nel passato dei loro programmi si sono riuniti per conoscersi e saperne di più sulle differenze e le somiglianze nella comunità rom al di là dei confini e delle frontiere. In questo <a href="http://youtu.be/fsUaGPoRrao"> video</a> si possono vedere alcune immagini del campo estivo  e diverse interviste ai partecipanti che illustrano cosa ha significato per loro aver preso parte al campo estivo:</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/fsUaGPoRrao?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Alina Serban, che ha partecipato a Barvalipe, è stata intervistata da <a title ="Pagina web delle donne Roma" href="http://romawoman.org/?page=article&amp;id=499">RomaWoman.org</a> e ha spiegato perchè è stato così importante per lei: perche è riuscito a riunire cosi tante persone diverse per di più rom. Questo è ciò che per lei significa essere rom, molteplici identità e non semplicemente uno stereotipo:</p>
<p style="text-align: center;"><embed width="500" height="310" src="http://romawoman.org/templates/base/js/player.swf" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="&amp;file=http%3A%2F%2Fromawoman.org%2Fuserfiles%2Fflash%2F1317197497alinaserban.flv&amp;image=http%3A%2F%2Fromawoman.org%2Fuserfiles%2Fimage%2F1317197497AlinaSerban.png&amp;plugins=viral-2d"></embed></p>
<p><a title ="Pagina dell'OSF su Violeta Naydenova" href="http://blog.soros.org/author/violeta-naydenova/">Violeta Naydenova</a> coordina il programma per la Open Society Foundations Roma Initiatives e ha diretto il campo di Barvalipe. <a title ="Pagina dell'OSF sul Campo estivo" href="http://blog.soros.org/2011/09/barvalipe-building-roma-pride/">Ha descritto l&#39;impatto </a>di una delle attività organizzate del campo estivo in cui i 20 Euro che i partecipanti del campo hanno dovuto pagare sono stati usati per comprare macchine da cucire per un&#39; associazione che lavora in favore delle donne e dei bambini rom ma anche per comprare oggetti di cartoleria per le comunità più povere:</p>
<blockquote><p>Sono onorata dell&#39;aver letto nelle loro valutazioni del campo che questa iniziativa è stata  una delle preferite, subito dopo quelle di lezione di storia e lingua rom, le riunioni e il viaggio ad Auschwitz. Questo dimostra che quando alla gente viene data la possibilità di imparare di più sul proprio patrimonio, si entusiasma e se ne sente orgogliosa.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/' title='elenca tutti gli articoli di Juliana Rincón Parra'>Juliana Rincón Parra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giulia-jannelli/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Giulia Jannelli'>Giulia Jannelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/06/hungary-memories-of-barvalipe-roma-pride-summer-camp/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/ungheria-storie-dal-campo-dellorgoglio-rom-di-barvalipe/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fungheria-storie-dal-campo-dellorgoglio-rom-di-barvalipe%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fungheria-storie-dal-campo-dellorgoglio-rom-di-barvalipe%2F&#038;text=Ungheria%3A+storie+dal+Campo+dell%26%2339%3Borgoglio+Rom+di+Barvalipe&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fungheria-storie-dal-campo-dellorgoglio-rom-di-barvalipe%2F&#038;title=Ungheria%3A+storie+dal+Campo+dell%26%2339%3Borgoglio+Rom+di+Barvalipe' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fungheria-storie-dal-campo-dellorgoglio-rom-di-barvalipe%2F&#038;title=Ungheria%3A+storie+dal+Campo+dell%26%2339%3Borgoglio+Rom+di+Barvalipe' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fungheria-storie-dal-campo-dellorgoglio-rom-di-barvalipe%2F&#038;title=Ungheria%3A+storie+dal+Campo+dell%26%2339%3Borgoglio+Rom+di+Barvalipe' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fungheria-storie-dal-campo-dellorgoglio-rom-di-barvalipe%2F&#038;title=Ungheria%3A+storie+dal+Campo+dell%26%2339%3Borgoglio+Rom+di+Barvalipe' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Brasile: indignazione per il brutale assassinio di una bambina Awá-Gwajá</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 21:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Gerussi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I netizen brasiliani reagiscono con rabbia e incredulità al brutale assassinio di una bambina appartenente all'etnia Awá-Gwajá, nello Stato nord-orientale del Maranhão. Dal dibattito online emerge anche una certa complicità del governo federale, mentre tacciono i media tradizionali filogovernativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 gennaio 2012 la giornalista Alice Pires <a title="Messaggio in portoghese" href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=316784851695722&amp;set=a.163225937051615.30967.100000926285273&amp;type=1">ha pubblicato</a> [pt, <em>come gli altri link tranne ove diversamente indicato</em>] il seguente messaggio sul suo profilo Facebook:</p>
<blockquote><p>E quando os Guajajaras [elementos de um dos povos indígenas mais numerosos do Brasil] me ligaram ontem dizendo que o índio que os madeireiros jogaram álcool e tocaram fogo e ficaram assistindo ele queimar até morrer, tinha só uns 8 aninhos de idade não consegui mais dormir&#8230;.O indiozinho era da etnia Awá-Gwajá, da reserva de Araribóia, município deArame no Maranhão.</p></blockquote>
<div class="translation">Non sono più riuscita a dormire ieri sera, dopo che alcuni <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guajajara">Guajajara</a> [it] (una delle comunità indigene più popolose del Brasile) mi hanno telefonato per dirmi che il nativo assassinato dai taglialegna aveva solamente 8 anni: l&#39;hanno cosparso di alcol, gli hanno appiccato il fuoco e sono rimasti a guardare mentre moriva tra le fiamme. Si trattava di una bambina di etnia <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guaj%C3%A1">Awá-Gwajá</a> [it] della riserva di Araribóia nel comune di <a title="Voce da Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arame_%28Maranh%C3%A3o%29">Arame</a> [it] nel Maranhão.</div>
<p>Da quel momento la Rete è stata travolta da un&#39;ondata di indignazione e sconcerto per il crudele assassinio della piccola Awá, <a title="Articolo in portoghese" href="http://carosamigos.terra.com.br/index2/index.php/noticias/2361-indios-denunciam-assassinato-de-crianca-awa-no-ma">bruciata viva</a> dai taglialegna nello stato nord-orientale del Maranhão e il cui corpo carbonizzato è stato rinvenuto in un accampamento abbandonato dalla tribù.</p>
<p>Il Consiglio Missionario Indigeno (CIMI) <a title="Comunicato del CIMI" href="http://www.cimi.org.br/site/pt-br/?system=news&amp;conteudo_id=6037&amp;action=read">ha confermato</a> che &#8220;risultano fondati i sospetti di un attacco sferrato tra settembre e ottobre 2011 all&#39;accampamento di un gruppo di Awá non contattati&#8221; e ha fornito inoltre ulteriori dettagli in merito alla vicenda:</p>
<blockquote><p>O corpo foi encontrado carbonizado em outubro do ano passado num acampamento abandonado pelos Awá isolados, a cerca de 20 quilômetros da aldeia Patizal do povo Tenetehara, região localizada no município de Arame (MA). A Fundação Nacional do Índio (Funai) foi informada do episódio em novembro e nenhuma investigação do caso está em curso.</p></blockquote>
<div class="translation">Il corpo carbonizzato è stato ritrovato nell&#39;ottobre dell&#39;anno scorso in un accampamento abbandonato da un gruppo di Awá non contattati, a circa 20 km da Patizal, un villaggio abitato dall&#39;etnia <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tenetehara">Tenetehara</a> [it] che si trova nel comune di Arame (Maranhão). La Fondazione Nazionale per i Diritti dei Popoli Nativi (<a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Funda%C3%A7%C3%A3o_Nacional_do_%C3%8Dndio">FUNAI</a>, it) è stata informata dell&#39;accaduto a novembre ma non ha avviato alcuna indagine.</div>
<p><a title="Comunicato del CIMI" href="http://www.cimi.org.br/site/pt-br/?system=news&amp;conteudo_id=6037&amp;action=read">Secondo</a> Rosimeire Diniz, coordinatrice del CIMI nel Maranhão, &#8220;la situazione è già stata segnalata da tempo. Benché la presenza di taglialegna che mettono a rischio i gruppi di nativi non contattati sia diventata sempre più frequente, non è stata adottata alcuna misura concreta per proteggere questi popoli&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Il mondo deve sapere&#8221;</strong></p>
<div id="attachment_26247" class="wp-caption alignright" style="width: 254px"><a href="www.survivalinternational.org/tribes/awa"><img class="size-full wp-image-26247 " title="Awá. Paese: Brasile. Popolazione: 455. Foto di Survival International." src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/tribal_awa_en_original.jpg" alt="Awá. Paese: Brasile. Popolazione: 455. Foto di Survival International." width="244" height="115" /></a><p class="wp-caption-text">Awá. Paese: Brasile. Popolazione: 455. Foto di Survival International.</p></div>
<p>Il giornalista Eliano Jorge <a title="Articolo in portoghese" href="http://terramagazine.terra.com.br/interna/0,,OI5546425-EI6578,00-Lider+indigena+denuncia+morte+de+crianca+queimada+no+MA.html">ha raccolto la testimonianza</a> di un nativo Guajajara, che ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Os madeireiros estavam comprando madeira na mão dos índios (Guajajara) e acharam uma menininha Gwajá. E queimaram a criança. Só de maldade mesmo. Ela é de outra tribo, eles vivem dentro do mato, não têm contato com os brancos, são brabos.</p></blockquote>
<div class="translation">[&#8230;] I taglialegna stavano comprando legname da due Guajajara e hanno trovato una bambina Gwajá. E le hanno dato fuoco, così, in un atto di pura malvagità. Apparteneva a un&#39;altra tribù molto isolata che vive nella foresta e non ha contatti con l&#39;uomo bianco, sono come gli animali selvatici.</div>
<p>Il giornalista Luis Carlos Watermill <a title="Articolo in portoghese" href="http://www.viomundo.com.br/denuncias/os-boatos-na-internet-e-o-relato-da-crianca-queimada.html">ha invitato</a> però alla cautela:</p>
<blockquote><p>Renato Santana [assessor de imprensa do CIMI] negou a existência de alguma foto do corpo carbonizado. Só uma investigação oficial da Funai pode confirmar se de fato existe o corpo carbonizado e se de fato  é de uma criança. Além disso, é preciso esperar o testemunho direto de alguém que presenciou o episódio para saber se houve crime e, se houve, para identificar os autores.</p></blockquote>
<div class="translation">Renato Santana (addetto stampa del CIMI) ha negato che esistano foto del corpo carbonizzato. Solo un&#39;indagine ufficiale nel FUNAI sarà in grado di confermare l&#39;effettiva esistenza di un corpo carbonizzato e se si tratta, di fatto, di un bambino. Inoltre, è necessaria la testimonianza diretta di qualcuno che abbia assistito all&#39;episodio per verificare se sia stato commesso un reato e, se questo fosse il caso, per identificare i colpevoli.</div>
<p>Reagendo all&#39;articolo di Watermill, la giornalista Niara de Oliveira scrive:</p>
<blockquote><p>[&#8230;]. &#8220;Só uma investigação oficial da Funai pode confirmar se de fato existe o corpo carbonizado e se de fato é de uma criança&#8221;, mas na denúncia feita pelo jornalista Rogério Tomaz Jr. há o relato de que &#8220;os funcionários da Funai na região de Arame são aliados dos fazendeiros e madeireiros locais&#8221; e que &#8220;não surpreende, portanto, que não haja investigação em curso e que o caso só agora tenha vindo à tona&#8221;. Baseada no comportamento do governo federal para apurar o assassinato do cacique guarani em MS e na importância que dão aos povos indígenas quando se trata de beneficiar aliados (empreiteiros, ruralistas, desmatadores, madeireiros, etc) e baseada na importância que a imprensa governista dá aos mesmos povos indígenas, tendo a confiar na apuração do Rogério.</p></blockquote>
<div class="translation">[&#8230;]. &#8220;Solo un&#39;indagine ufficiale nel FUNAI sarà in grado di confermare l&#39;effettiva esistenza di un corpo carbonizzato e se si tratta, di fatto, di un bambino&#8221;, ma nell&#39;articolo scritto da Rogério Tomaz Jr., il giornalista denuncia &#8220;la collusione tra i funzionari del FUNAI nella zona di Arame, i proprietari terrieri e i taglialegna locali&#8221; e che di conseguenza &#8220;non sorprende che non vi sia alcuna indagine in corso e che il caso sia venuto alla luce con tanto ritardo&#8221;. Se penso all&#39;atteggiamento del governo federale nel caso dell&#39;<a title="Articolo in italiano" href="http://it.peacereporter.net/articolo/31698/Ucciso+il+capo+Guarani+in+lotta+per+la+terra+">omicidio del capo Guaranì</a> [it] nel Mato Grosso do Sul, la scarsa considerazione riservata ai popoli indigeni quando si tratta di favorire gli alleati (appaltatori, proprietari terrieri, silvicoltori, taglialegna, ecc.) e l&#39;importanza che viene loro riservata dalla stampa ufficiale filogovernativa, sono portata a credere a quanto riferito da Rogério.</div>
<p>L&#39;ISA (Istituto Socio-Ambientale) <a title="Nota da Facebook" href="http://www.facebook.com/povosindigenasnobrasil/posts/228840913858927">riporta</a> sulla sua pagina Facebook una dichiarazione dell&#39;antropologo Uirá Garcia:</p>
<blockquote><p>De fato, há indícios de que uma criança Awá-Guajá do grupo que vive em isolamento na TI Araribóia, tenha sumido de seu pequeno grupo, desde um encontro que tiveram com um grupo de madeireiros, meses atrás. Os Guajajara que encontraram o corpo comunicaram o ocorrido à Funai, mas nada foi feito. Essa informação já era conhecida por algumas pessoas ligadas aos povos indígenas do MA, a pelo menos 2 meses, porém, pela falta de provas mais concretas, ainda não havia sido divulgada. E agora, me parece que a informação (que pode sim ser verdadeira) &#8220;vazou&#8221; para a internet.</p></blockquote>
<div class="translation">In effetti, ci sono indizi che un bambino Awá-Guajá appartenente a un gruppo non contattato del territorio indigeno di Araribóia sia scomparso mesi fa dopo l&#39;incontro della sua tribù con i taglialegna. I Guajajara che hanno rinvenuto il corpo hanno denunciato l&#39;incidente al FUNAI, ma nulla è stato fatto. Chi ha a che fare con i nativi nel Maranhão aveva l&#39;informazione da almeno due mesi, ma a causa della mancanza di prove concrete, non è mai stata divulgata. E ora sembra che la notizia (che potrebbe rivelarsi veritiera) sia &#8220;trapelata&#8221; su Internet.</div>
<p>Il giornalista Rogério Tomaz Jr., originario del Maranhão nonché la prima persona a denunciare il caso nella blogosfera, ha pubblicato un post nel quale <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2012/01/07/hipoteses-corpo-carbonizado/">ironizza</a> sulle varie ipotesi emerse riguardo alla vicenda, prendendo di mira in particolare coloro che hanno accusato le organizzazioni di nativi e della società civile di mentire o di essersi inventate la storia. Rivolge inoltre una critica feroce ai media per aver fatto passare sotto silenzio quanto accaduto e <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2012/01/07/hipoteses-corpo-carbonizado/">afferma</a>, disgustato:</p>
<blockquote><p>Entretanto, se amanhã ou depois um índio der um tapa na cara de um fazendeiro ou madeireiro, em Arame ou em qualquer lugar do Brasil, não faltarão editoriais – em jornais, revistas, rádios, TVs e portais – para falar da “selvageria” e das tribos “não civilizadas” e da ameaça que elas representam para as pessoas de bem e para a democracia.</p></blockquote>
<div class="translation">Comunque, se domani o in futuro un nativo tirasse uno schiaffo in faccia a un proprietario terriero o a un taglialegna a Arame o in qualsiasi altra zona del Brasile, di sicuro non mancherebbero gli articoli - sui giornali, nelle riviste, nelle radio, in TV e su Internet - per informare il mondo della &#8220;barbarie&#8221; delle tribù &#8220;non civilizzate&#8221; e della minaccia che queste rappresentano per le persone perbene e per la democrazia.</div>
<p>In <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2012/01/06/cimi-crianca-awa-guaja/">un post precedente</a>, l&#39;autore aveva riferito che il personale del FUNAI nella regione in cui è stato commesso il crimine &#8220;è colluso con i latifondisti e i taglialegna locali. Non sorprende, quindi, che non ci sia alcuna indagine in corso e che il caso sia venuto alla luce con tanto ritardo&#8221;.</p>
<p>Diana Serra, medico e attivista ambientale, <a title="Post in portoghese" href="http://blog.dianaserra.com.br/?p=9421">esprime la sua indignazione</a>:</p>
<blockquote><p>Vejam a que ponto está chegando a violência no nosso estado do Maranhão. E o governo nada faz, Os representantes da Justiça nada fazem. Os representantes do povo nada fazem.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>É preciso que o mundo saiba o que acontece no Maranhão. Terra sem lei para os detentores de dinheiro e poder. Alguns, verdadeiros marginais, onde ainda resiste o coronelismo.</p></blockquote>
<div class="translation">Guardate a che punto sta arrivando la violenza qui da noi nel Maranhão. E il governo non fa nulla, la giustizia non fa nulla. I rappresentanti del popolo non fanno nulla.[&#8230;]</p>
<p>Dobbiamo far sapere al mondo cosa succede nel Maranhão, una terra in cui, per chi possiede denaro e potere, la legge non si applica. Un luogo in cui, per pochi, persiste ancora lo spirito del <em><a title="Voce da Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Coronelismo">coronelismo</a></em> [en].</p>
</div>
<p><strong>La persecuzione dei popoli nativi</strong></p>
<p>Secondo l&#39;ONG Survival International, &#8220;gli Awá sono una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori nomadi del Brasile. Oltre 60 Awá non hanno mai avuto alcun contatto con l’esterno&#8221;. Sul loro sito <a title="Articolo in italiano" href="http://www.survival.it/popoli/awa">si apprende inoltre</a> [it] che:</p>
<blockquote><p>Vivono quasi tutti in riserve legalmente riconosciute ma oggi si ritrovano confinati in lembi di foresta sempre più piccoli sotto l’incalzante invasione illegale di allevatori, coloni e taglialegna che stanno devastando le loro foreste.</p></blockquote>
<p>Il fotografo Hugo Macedo <a title="Post in portoghese" href="http://fotohugo.blogspot.com/2007/02/ndios-aw-guaj.html">spiega</a>:</p>
<blockquote><p>um certo número de Guajá vive na floresta, sem contato permanente com a nossa sociedade. Eles se autodenominam Awá, termo que significa “homem” ou “pessoa”. Os Awá-Guajá em contato permanente vivem no noroeste do estado do Maranhão, nas Terras Indígenas Alto Turiaçu e Caru, ambas já demarcadas e homologadas, estabelecendo um terreno contínuo, em tese menos sujeito às invasões.</p></blockquote>
<div class="translation">Un certo numero di Awá-Guajá vive nella foresta senza contatto permanente con la nostra società. Si autodefiniscono Awá che significa &#8220;uomo&#8221; o &#8220;persona&#8221;. I gruppi di Awá-Guajá che hanno dei contatti con altri popoli vivono nella parte nord-orientale del Maranhão, nei territori indigeni di Alto Turiaçu e di Caru, già delimitati e riconosciuti, che costituiscono una regione omogenea e in teoria meno predisposta a subire delle invasioni.</div>
<p style="text-align: center;"><object id="tribalchannel-player" width="480" height="270" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="flashvars" value="config=http://assets-production.survivalinternational.org/films/369/config.xml" /><param name="src" value="http://assets.survivalinternational.org/flash/syndicated-player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed id="tribalchannel-player" width="480" height="270" type="application/x-shockwave-flash" src="http://assets.survivalinternational.org/flash/syndicated-player.swf" allowFullScreen="true" wmode="opaque" allowScriptAccess="always" flashvars="config=http://assets-production.survivalinternational.org/films/369/config.xml" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p>Le minacce al popolo Awá da parte di taglialegna, addetti alle prospezioni minerarie e agricoltori interessati a impossessarsi delle loro terre non sono una novità e altri gruppi etnici del Maranhão, come i Canela e i <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Krikati">Krikati</a> [it], subiscono la stessa sorte. Da tempo le varie comunità <a title="Articolo in portoghese" href="http://www.brasildefato.com.br/content/povo-aw%C3%A1-guaj%C3%A1-e-mission%C3%A1rios-s%C3%A3o-atacados-no-maranh%C3%A3o">sono costrette a convivere</a> con la paura e le minacce di morte. Nel 2008, nella città di Arame, un bambino Guajajara di 7 anni <a title="Articolo in portoghese" href="http://odia.ig.com.br/portal/brasil/html/2012/1/funai_finaliza_investigacao_sobre_morte_de_crianca_indigena_216735.html">è stato ucciso a fucilate</a> da un motociclista e sempre nella stessa regione si sono registrati simili atti di violenza e stupri ai danni di indigeni di altre etnie.</p>
<p>Le violenze nei confronti dei popoli nativi in Brasile sono diffuse ovunque e hanno assunto proporzioni allarmanti. Il <a title="Post da GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/11/brasile-prosegue-leradicazione-dei-nativi-guarani-kaiowa/">genocidio perpetrato</a> [it] nei confronti dei Guarani-Kaiowá nel Mato Grosso do Sul sta ricevendo <a title="Post da GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/brasile-ancora-violenza-contro-i-guarani-kaiowa/">sempre maggiore attenzione</a> [it] da parte dei media alternativi, soprattutto nella blogosfera, ma resta ancora un argomento tabù per i media tradizionali. Il governo federale brasiliano, inoltre, non ha preso alcun provvedimento per rendere noti i crimini e soprattutto per evitare nuove morti.</p>
<p>Numerosi altri popoli tradizionali sono <a title="Post in portoghese" href="http://blog.dianaserra.com.br/?p=9064">vittime</a> di <a title="Post in portoghese" href="http://brasiliamaranhao.wordpress.com/2011/06/10/greve-fome-quilombolas-maranhao/">violenza</a>, commessa nella maggior parte dei casi proprio dal governo federale, che fa uso dell&#39;esercito per intimidire gli abitanti dei <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quilombo">Quilombo</a> [it] - discendenti degli schiavi africani - e cacciarli dalle loro terre. Il progetto per la costruzione della diga di Belo Monte costituisce un&#39;altra <a title="Post da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/08/20/brazil-construction-starts-on-controversial-belo-monte-dam/">seria minaccia</a> [en] per la sopravvivenza di intere comunità native nella regione amazzonica.</p>
<p>Un altro pericolo per i popoli indigeni è rappresentato dalla <a title="Post da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/05/20/brazil-future-of-forests-at-stake/">possibile approvazione</a> [en] del nuovo <a title="Articolo in italiano" href="http://temi.repubblica.it/limes/un-codice-forestale-flessibile-per-il-brasile/30379">Codice Forestale</a> [it], presentato dal deputato Aldo Rebelo, membro del partito comunista del Brasile e sostenuto da Kátia Abreu, senatrice e proprietaria terriera, entrambi accesi sostenitori di un modello di sviluppo rurale ampiamente criticato dagli ambientalisti.</p>
<div id="attachment_26231" class="wp-caption alignright" style="width: 385px"><a href="http://www.survivalinternational.org/tribes/awa"><img class="size-medium wp-image-26231 " title="Gli Awá della comunità di Tiracambu © Fiona Watson/Survival" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/braz-awa-fw-2001-287_screen-375x282.jpg" alt="Gli Awá della comunità di Tiracambu © Fiona Watson/Survival" width="375" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Gli Awá della comunità di Tiracambu, nei pressi della linea ferroviaria di Carajás in Brasile. © Fiona Watson/Survival</p></div>
<p>Ricordando un recente caso, <a title="Post da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/05/31/brazil-death-forest-defender-shame/">rilanciato anche da Global Voices</a> [en] nel maggio 2011, che riguardava la morte di José Claudio Ribeiro da Silva e Maria do Espírito Santo da Silva, due attivisti brutalmente assassinati dai taglialegna nello stato del Pará, Lucão si unisce alla lista di blogger che hanno <a title="Post in portoghese" href="http://www.portalhoje.com/madereiros-assassinosatearam-fogo-num-indiozinho-de-8-anos/1474640">espresso il loro profondo sdegno</a> nei confronti delle atrocità commesse nei confronti degli Awá:</p>
<blockquote><p>Como se não bastasse a brutal agressão que os madereiros promovem constantemente no norte do Brasil contra nossa flora e fauna, -pois derrubando árvores, pássaros e animais são agredidos diretamente-, a coisa agora descambou para a covardia tosca de atrozes bandidos que atrelados à cifras ignoram a vida da floresta e a vida humana.</p></blockquote>
<div class="translation">Come se non bastasse la brutale aggressione che viene costantemente perpetrata dai taglialegna alla flora e alla fauna nel nord del Brasile - alberi che vengono abbattuti, uccelli e animali che vengono attaccati - ora siamo caduti ancora più in basso, nella becera codardia di atroci criminali interessati solo al denaro, incuranti della vita della foresta e degli esseri umani.</div>
<p>Il giornalista Carlos Hermes, attonito, <a title="Post in portoghese" href="http://carloshermes.blogspot.com/2012/01/madeireiros-tocam-fogo-em-indiozinho-de.html">si domanda</a> per quanto tempo ancora queste atrocità verranno tollerate:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] imagine quantas atrocidades são comendidas [sic] por esses monstros em meio à disputa por mata virgem a ser desmatada e vendida por eles?O índio é um impecílio [sic] histórico a estes sertanistas fascínoras [sic] que destróem a maior riqueza do Brasil. Vivemos isso há mais de quinhentos anos e o Estado inoperante e conivente assiste como se fora algo banal. Até quando? Será que vai ficar impune?</p></blockquote>
<div class="translation">[&#8230;] rendiamoci conto di quante atrocità vengono commesse da questi criminali nel corso della &#8220;guerra&#8221; che hanno iniziato per poter distruggere e vendere la foresta vergine? I nativi rappresentano storicamente un ostacolo per questi mercenari delinquenti che distruggono la più grande ricchezza del Brasile. L&#39;abbiamo vissuto per più di 500 anni e lo stato indolente e colluso sta a guardare come se si trattasse di cose di poca importanza. Fino a quando? Questi crimini resteranno impuniti per sempre?</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/author/tsavkko/' title='elenca tutti gli articoli di Raphael Tsavkko Garcia'>Raphael Tsavkko Garcia</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/katia-gerussi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Katia Gerussi'>Katia Gerussi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/2012/01/09/brasil-assassinato-crianca-indigena-awa-guaja/' title='articolo originale  [pt]'>articolo originale  [pt]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/brasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;text=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fbrasile-indignazione-per-il-brutale-assassinio-di-una-bambina-awa-gwaja%2F&#038;title=Brasile%3A+indignazione+per+il+brutale+assassinio+di+una+bambina+Aw%C3%A1-Gwaj%C3%A1' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Cina: il Tibet brucia, dove sono gli intellettuali?</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 13:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Torchio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 2009, si contano in Cina almeno 17 episodi di auto-immolazione di Tibetani. Mentre la discussione pubblica sulle proteste tibetane è controllata dai mezzi di comunicazione statale, il silenzio regna spesso anche fra coloro che normalmente si battono online contro le ingiustizie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2009, si contano in Cina almeno 17 casi di auto-immolazioni di Tibetani.  L’ultimo <a title="articolo di Radio Free Asia in cinese" href="http://www.rfa.org/mandarin/yataibaodao/shi-01152012172917.html">risale</a> [zh, <em>come tutti gli altri link eccetto ove segnalato</em>] al 15 gennaio scorso. La discussione pubblica sulle proteste dei Tibetani è stata monopolizzata dai mezzi di comunicazione di controllo statale che accusano il<a title="pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dalai_Lama"> Dalai Lama</a> [it] e i media occidentali di <a title="pagina di Yahoo in cinese" href="http://mili.cn.yahoo.com/ypen/20111125/720928.html">incitare alla violenza e al terrore</a>.</p>
<div id="attachment_288100" class="wp-caption alignnone" style="width: 385px"><a title="immagine tratta da Demotix" href="http://www.demotix.com/photo/873583/tibetan-demonstration-dharamsala-against-china"><img class="size-medium wp-image-288100" title="Protesta tibetana contro la Cina a Dharamsala" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/873583-375x249.jpg" alt="" width="375" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">In onore di sette monaci tibetani che si sono auto-immolati. Dharamsala, India (14 ottobre 2011)  Copyright © Demotix</p></div>
<p>Tra gli intellettuali e i netizen cinesi la reazione è sostanzialmente di indifferenza, se paragonata ad altri episodi di auto-immolazione, come nel caso della <a title="articolo di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/09/cina-auto-immolazione-a-yihuang-e-il-potere-del-microblogging/">demolizione di Yihuang</a> [it]. Alcuni netizen si domandano: “dove sono finiti gli intellettuali?”</p>
<div id="attachment_287965" class="wp-caption alignright" style="width: 168px"><img class="size-medium wp-image-287965  " title="degewa" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/degewa-247x300.jpg" alt="degewa" width="158" height="192" /><p class="wp-caption-text">Immagine del profilo di @degewa</p></div>
<p>La poetessa tibetana Woser (<a title="profilo Twitter di @degewa"href="https://twitter.com/#!/degewa/">@degewa</a>) è sempre tra i primi su Twitter a diffondere le notizie tibetane alle comunità cinesi. Il 15 gennaio, dopo aver letto la notizia dell’auto-immolazione di un monaco tibetano vicino al Tempio Ge’erdeng ad Aba, nel Sichuan, <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/degewa/status/158257594522279936">ha scritto</a>:</p>
<blockquote><p>今晚，我们都在哭泣。。。先是我，与一位喇嘛说起同胞自焚，不禁落泪，他也哽咽。。。这么晚了，你欲言又止，终于哭出了声。。。</p></blockquote>
<div class="translation">@degewa: Stanotte, stiamo piangendo…Sono stata io per prima ad informare un Lama che uno dei suoi compagni si era auto-immolato. Le lacrime continuavano a scendere. Lui non riusciva a parlare… E’ così tardi adesso, vuoi parlare, ma le parole non escono. Alla fine piangi.</div>
<p>E’ per via della tristezza che le persone non ne parlano?  L’utente Twitter @lotusseedsD, che vive fuori dalla Cina si chiede <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158377246741114880">dove siano finiti tutti i netizen cinesi </a> e <a title="post originale in cinese"href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158375699902763010">perché quelli di etnia Han non aiutino a veicolare</a> le informazioni. <a title="pagina di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Han_Chinese">I Cinesi Han </a>[en]sono il più grande gruppo etnico in Cina.</p>
<blockquote><p>中国汉人为自焚的藏人做了什么？@wh_z @old_wine 相较国外的呼吁和翻墙出来的少数声音，除了会骂人傻逼互相掐架互相瞧不起，中国网民对藏人自焚的冷漠让人背脊发凉，让人不屑，让人引为齿。</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese"href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158377246741114880">@lotusseedsD</a>: Cos’hanno fatto i Cinesi Han per i Tibetani?  @wh_z @old_wine. Se paragonate alle sollecitazioni estere e ad altre poche voci, i netizen cinesi si divertono solo a litigare e a imprecare su Internet. La loro indifferenza è così agghiacciante e vergognosa.</div>
<blockquote><p>藏人频繁自焚，请问中国民间舆论做了什么？ @wh_z @old_wine 我的意思是，中国网民有没有像乌坎动车追尾校车事故512地震等各种事件发帖，被删了又发，各个论坛删之不及制造舆论压力？中国汉人为自焚的藏人做了什么？？？？</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158375699902763010">@lotusseedsD</a>: Così tanti Tibetani si sono auto-immolati. E cos’ha fatto l’opinione pubblica per aiutarli?  @wh_z @old_wine. Come mai i netizen cinesi non diffondono le informazioni, non si schierano contro la censura online e non creano una pressione dell’opinione pubblica come nel caso delle <a title="pagina di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Protests_of_Wukan">rivolte di Wukan</a> [en], degli incidenti degli scuolabus e dei 512 terremoti? Cos’hanno fatto i Cinesi Han per i Tibetani?</div>
<p>@lotusseedsD ha spronato i netizen cinesi a <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158420964063969280">guardare oltre i loro sentimenti nazionalisti</a> e <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158435281433935872">ad aprirsi per aiutare un gruppo di esseri umani </a> che soffrono.</p>
<blockquote><p>换个方式：把 “藏汉”二个字从民族情结里去掉。17个生命用一种惊天动地的，在你居住的土地上以自焚方式求救呐喊想让人们听到他们的声音。您和您土地上的人，能为这17个宝贵的生命做些什么？继续要听不见呢还是用您微小力量把他们的求助声传播出去？</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158420964063969280">@lotusseedsD</a>: Cercate di guardare oltre i sentimenti nazionalisti “Tibetano/Cinese”. 17 esseri umani si sono auto-immolati nella terra in cui vivete per far sentire la loro voce. Voi e le persone che vivono in questa stessa terra cosa potete fare per 17 vite preziose? Continuare a far finta di niente o aiutarli a far sentire la loro voce?</div>
<blockquote><p>关注自焚不是渲染鼓励。同是生活在一片土地上的人，都被欺压。你汉人或无法对藏人伸出援手，然而于人类最本能的感情上，是不是应该做到最起码的关心，让他们知道你们听到他们的求助呐喊痛苦？</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/lotusseedsD/status/158435281433935872">@lotusseedsD</a>: Esprimere preoccupazione verso l’auto-immolazione non è incitamento. Persone che vivono nel vostro stesso territorio sono oppresse. Voi Cinesi Han non siete in grado di aiutare i Tibetani, ma almeno potreste preoccuparvi per loro in quanto esseri umani. Fategli sapere che avete sentito le loro grida di dolore.</div>
<p>Anche il 15 gennaio, @cecilcoe <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/cecilcoe/status/158446953875783682">ha affermato</a> che la sfera pubblica online è fortemente manipolata dalla censura:</p>
<blockquote><p>我可以作证：自焚者照片在新浪上一贴就删， 快得无法形容。 后来我改成贴台湾自焚者照片， 在文字中提到西藏自焚， 就比较慢。 在哪短短时间里有12个评论。当然，总人数没乌坎多， 但说汉人不关心， 也不尽然。</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/cecilcoe/status/158446953875783682">@cecilcoe</a>: Posso testimoniare quanto segue: Sina cancella immediatamente tutte le foto di auto-immolazione dei Tibetani. In seguito ho postato foto di auto-immolazioni taiwanesi e menzionato gli incidenti tibetani, e la velocità di eliminazione è rallentata un po’ e ho così ricevuto 12 commenti. Naturalmente, la preoccupazione è di gran lunga inferiore rispetto a quanto accaduto a Wukan, ma non tutti i Cinesi Han sono indifferenti.</div>
<p>L’attivista dei diritti umani @tengbiao <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/tengbiao/status/158388527837614081">conviene</a> sul fatto che gli intellettuali pubblici si dimostrino impassibili di fronte alla repressione in Tibet:</p>
<blockquote><p>藏人自焚这件事上，除了极少数几个例外，中国公共知识分子们集体哑火、装聋作哑。房间里的大象，沉默的共谋。他们和行凶者一样无耻。</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/tengbiao/status/158388527837614081">@tengbiao</a>: Tranne qualche rarissima eccezione, gli intellettuali cinesi sono concordemente indifferenti verso i casi di auto-immolazione tibetana. Come un elefante nella stanza, il loro silenzio è una forma di cospirazione. Sono spudorati come assassini.</div>
<p>Il famoso blogger @yanghengjun <a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/yanghengjun/status/158396651206213632">è d&#39;accordo</a> con Tengbiao:</p>
<blockquote><p>他们点燃自己，照亮黑暗。怎奈我们在黑暗中太久，甚至变成了黑暗的一部分。</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/yanghengjun/status/158396651206213632">@yanghengjun</a>: Essi (i Tibetani) si danno fuoco per dare luce all’oscurità. Abbiamo vissuto al buio per troppo tempo e siamo diventati parte dell’oscurità.</div>
<p>La discussione precedente riceve alcuni responsi positivi, anche il dissidente @zhaoyang8964 <a title="post originale in cinese"href="https://twitter.com/#!/zhaoyang8964/status/158421609215041537">ha dichiarato</a> su Twitter:</p>
<blockquote><p>藏人自焚是源于对中共暴政的愤怒和绝望，也是以死明志的反抗！我身为汉人而为这个无耻的政权感到羞愧。所谓“西藏自古以来就是中国的领土”纯粹扯淡！尊者一向表明愿留在中国版图内但希望获得真正的自治，而无赖政府根本不尊重尊者，也从来不把藏人的诉求当回事。</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="post originale in cinese" href="https://twitter.com/#!/zhaoyang8964/status/158421609215041537">@zhaoyang8964</a>: I Tibetani si sono auto-immolati per esprimere la loro rabbia e disperazione contro la tirannia del Governo Comunista Cinese. Protestano con la loro stessa vita. Come Cinese Han, mi vergogno di un governo così indecente. E’ una grossa balla sostenere che il “Tibet è sempre stato (fin dall’antichità) parte della Cina”. La sua Santità si è espressa nella volontà di essere parte del territorio cinese, tutto ciò che chiede è una genuina indipendenza. Ma il governo brutale non rispetta la Sua Santità né le richieste dei Tibetani.</div>
<p>Alla lettura dei tweet di @degwa, Crazy Crab ha disegnato <a title="vignetta sul sito Internet Cartoon Movement" href="http://www.cartoonmovement.com/cartoon/4933">una vignetta</a> che sbeffeggia il governo cinese:</p>
<div id="attachment_287253" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a title="vignetta sul sito Internet Cartoon Movement" href="http://www.cartoonmovement.com/cartoon/4933"><img class="size-medium wp-image-287253" title="Il Comitato permanente del Politburo in fiamme." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/tibet-burning-375x300.jpg" alt="Il Comitato permanente del Politburo in fiamme." width="375" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il Comitato permanente del Politburo in fiamme. Vignetta condivisa da Crazy Crab su CartoonMovement.com</p></div>
<p>In ogni caso, le affermazioni politiche non sono state di aiuto nel mettere in discussione il discorso ufficiale sui casi di immolazione. Finora Wang Lixiong è il solo intellettuale cinese ad <a title="post originale del blog in cinese"href="http://zhu-ruiblog.blogspot.com/2012/01/blog-post_11.html">offrire</a> una visione elaborata e contro-ufficiale dell’episodio di immolazione. Sotto è riportata una parziale traduzione del suo articolo scritto il 12 gennaio a proposito del sacrificio tibetano:</p>
<blockquote><p>施暴于自我，除了是出于绝望的抗议或对尊严孤注一掷的捍卫，若有对实效的企望，就如甘地所说：“通过我们所受的深重苦难，可以影响政府”；或马丁·路德·金所说：“我们将以自己忍受苦难的能力，来较量你们制造苦难的能力…耗尽你们的仇恨…唤醒你们的良知”。</p>
<p>这种企望的实现，前提是需要存在良知。专制政权的机器只有刚性结构、冷酷逻辑，以及官僚利益。当年几千孩子在天安门广场濒临死亡地绝食，有谁看到过它的良知？</p>
<p>以往非暴力抗争的局限就在此——结局不是取决抗争一方，而是政权。抗争方只能起压力作用，权力不让步就不会有进展，因此目前的西藏落入困境是必然。</p>
<p>走出困境，方向在哪里？我觉得是目前首要回答的。没有方向就只能盲目。哪怕是自焚的壮烈献身，也让人感觉更多是绝望。而各方面对自焚，除了情绪动荡，也是就事论事的茫然。</p>
<p>说自焚者有勇气没有智慧，是不公平。智慧不是苟且偷生的技巧，是能够带领西藏走出困境的高瞻远瞩。那不是普通民众应该和能够承担的。而把已退出政治的达赖喇嘛当作一切智慧的来源，则是不负责。达赖喇嘛确定了非暴力原则和中间路线，如何实现应该是政治家们的智慧。</p>
<p>目前还看不到这种智慧。中国方面只有一手钞票一手屠刀；西藏方面——假如流亡政府是代表的话，也看不出除了发表声明，还知道该做什么。</p>
<p>请告诉勇敢的藏人，他们可以做什么。知道了应该和能够做什么，他们就会活下去，而不是用惨烈自焚仅换来媒体的短暂一瞥。</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Nell’esercitare violenza su sé stessi, oltre a protestare disperatamente e a difendere la propria dignità – la loro aspirazione, se mai ce ne fosse una, è simile all’insegnamento di Gandhi: “Cambiare il governo attraverso le nostre sofferenze” o alle parole di Martin Luther King: “Vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno … faremo talmente appello al vostro cuore e alla vostra coscienza che alla lunga vi conquisteremo”.<br />
Il presupposto per tale aspirazione è l’esistenza di una coscienza. Ma il meccanismo del governo autoritario ha solo una struttura di ferro, fredda logica e interessi burocratici. Molti anni fa, migliaia di persone fecero lo sciopero della fame in Piazza Tiananmen. Chi ha visto qualche coscienza là?</p>
<p>La limitazione della battaglia non-violenta è che la sua fine dipende dal potere dello Stato, non da chi protesta. L’opposizione creerà solo pressione, non andrà da nessuna parte se il potere non scende a compromessi. Questo è il motivo per cui il Tibet è oggi intrappolato in tale situazione.</p>
<p>Come uscire da questo vicolo cieco? Questa è la domanda più importante a cui dobbiamo rispondere. Senza direzione si finirà nel nichilismo. L’auto-immolazione porterà solo più disperazione. Oltre a innescare emozioni, non offre soluzioni. </p>
<p>E’ ingiusto dire che coloro che si auto-immolano non siano saggi. Vivere senza dignità non lo è. Tuttavia la vera saggezza è portare il Tibet fuori dal vicolo cieco con una visione. Le persone comuni non possono condurre alla via di uscita. In ogni caso è anche irresponsabile basarsi solo sul Dalai Lama che sta lentamente uscendo dalla scena politica. Il Dalai Lama ha portato avanti il principio della non-violenza e della Via di Mezzo, ma dipende dal buonsenso dei politici metterli in pratica.</p>
<p>Non riusciamo a vedere saggezza al momento. Ciò che il governo cinese possiede è una pila di banconote e un coltello da macellaio. Per quanto riguarda il Tibet, se il governo in esilio è quello rappresentativo, fino ad ora non sa cosa fare se non rilasciare dichiarazioni.</p>
<p>Per favore, dite ai coraggiosi Tibetani cosa possono fare. Sapendo in che modo dovrebbero/possano agire, decideranno di vivere piuttosto che sacrificare le loro stesse vite in cambio di un insignificante attimo di attenzione mediatica.</p>
</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/oiwan/' title='elenca tutti gli articoli di Oiwan Lam'>Oiwan Lam</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/silvia-torchio/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Silvia Torchio'>Silvia Torchio</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/24/china-tibet-burns-but-where-are-the-chinese-public-intellectuals/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/cina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F&#038;text=Cina%3A+il+Tibet+brucia%2C+dove+sono+gli+intellettuali%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F&#038;title=Cina%3A+il+Tibet+brucia%2C+dove+sono+gli+intellettuali%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F&#038;title=Cina%3A+il+Tibet+brucia%2C+dove+sono+gli+intellettuali%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F&#038;title=Cina%3A+il+Tibet+brucia%2C+dove+sono+gli+intellettuali%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fcina-il-tibet-brucia-dove-sono-gli-intellettuali-cinesi%2F&#038;title=Cina%3A+il+Tibet+brucia%2C+dove+sono+gli+intellettuali%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Messico: mobilitazione online a sostegno dei Tarahumara</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 02:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene Schillaci</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Etnia]]></category>
		<category><![CDATA[Indigeni]]></category>
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		<description><![CDATA[Rapidamente diffusa nella blogosfera, la notizia di presunti suicidi per fame di 50 indigeni Tarahumara ha spinto i netizen a organizzare collette alimentari e per criticare le autorità. Mentre ora il Governo di Chihuahua nega tali suicidi collettivi, siccità, malnutrizione e povertà tra i nativi restano un'allarmante realtà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese">Univisión</a> [en], rete TV di lingua spagnola con sede a New York continua a seguire i presunti suicidi avvenuti tra gli indigeni <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tarahumara">Tarahumara</a> [it]. Il 16 gennaio 2012 il network aveva pubblicato su Tumblr un <a title="Articolo su Tumblr in inglese" href="http://univisionnews.tumblr.com/post/15958314004/mexico-indigenous-people-suicide-starvation">articolo sull&#39;accaduto</a> [en], articolo che è stato modificato in seguito a nuove informazioni:</p>
<blockquote><p>Dopo la pubblicazione del nostro articolo, il rappresentante sindacale Ramón Gardea ha <a title="Guarda su YouTube l'intervista realizzata da Canal 28 in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=3nFB527i49o">chiarito le proprie affermazioni</a> [es, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato</em>] riguardo i suicidi avvenuti nella regione, specificando che non si sono verificati suicidi di massa, ma che durante il 2011 sono avvenuti 50 episodi di suicidio tra i Tarahumara. In ogni caso, la nostra indagine solleva alcuni dubbi riguardo la veridicità di tali affermazioni.</p></blockquote>
<p>Malgrado ciò, in un successivo articolo su Tumblr, <em>Univisión News</em> <a title="Leggi l'articolo su Tumblr in inglese" href="http://univisionnews.tumblr.com/post/16030641576/mexico-doubts-arise-over-alleged-indigenous-suicides">afferma</a> [en] :</p>
<blockquote><p>Tutte le fonti di <em>Univision News</em> confermano l&#39;esistenza di un&#39;emergenza alimentare nel territorio dei <em>rarámuri</em>. Le agenzie governative stanno consegnando razioni alimentari, cosa che permetterà alle famiglie di sopravvivere almeno per un mese, ma non di superare la terribile siccità che ha colpito il Messico settentrionale.</p></blockquote>
<p>.</p>
<p>Notizie non confermate del suicidio per fame di 50 indigeni Tarahumara nella zona settentrionale dello Stato di <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chihuahua_%28stato%29">Chihuahua</a> [it] hanno mobilizzato i netizen messicani. I Tarahumara, conosciuti anche come Raramuri, devono già affrontare diversi problemi come la perdita della propria lingua madre, lo sfruttamento della terra, fonti di reddito non sostenibili e una grave malnutrizione.</p>
<p>In un <a title="Guarda il video su YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=tmNLa7Ws7Bc&amp;feature=player_embedded#!">video</a> pubblicato su YouTube, Ramón Gardea, membro del Fronte organizzato dei Contadini Indigeni, ha dichiarato che 50 Tarahumara si sono suicidati perché non riuscivano a dare da mangiare alle proprie famiglie. Sebbene non ci siano prove sufficienti per dimostrare i presunti suicidi, l&#39;allarmante stato di malnutrizione e povertà in cui versano questi nativi è terribile una realtà.</p>
<p>I netizen di tutto il Paese hanno immediatamente espresso interesse e preoccupazione per l&#39;accaduto. Su Twitter è nato un vero e proprio movimento nazionale; l&#39;hashtag <a title="Vedi i risultati trovati con l'hashtag #SierraTarahumara in spagnolo" href="https://twitter.com/#!/search/%23SierraTarahumara">#SierraTarahumara</a> viene usato per le critiche e per organizzare collette di viveri nei quartieri, nelle chiese e nelle università.</p>
<div id="attachment_286408" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.flickr.com/photos/26366268@N05/6339313855/"><img class="size-full wp-image-286408 " title="Una madre raramuri e il figlio" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/6339313855_f1a9734fca.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Una madre raramuri e il figlio. Immagine di Victor Hugo García Ulloa, rilasciata con licenza Creative Commons (CC BY-NC-SA 2.0)</p></div>
<p>Humberto Cantu (<a title="Leggi il commento su Twitter in spagnolo" href="https://twitter.com/#!/dermacantu/status/159148779419865088">@dermacantu</a>) critica la mancanza di aiuti finanziari per i Tarahumara:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Van a gastar MILLONES en la visita del #papa, pero no hay para apoyar a nuestros hermanos de la #sierratarahumara &#8230;un poco de sensibilidad</p>
</blockquote>
<div id="gt-res-content">
<div class="translation">
<div dir="ltr">Spenderanno MILIONI per la visita del #papa, ma non ne hanno abbastanza per aiutare i nostri fratelli della #sierratarahumara &#8230; un po&#39; di sensibilità</div>
</div>
</div>
<p>Lo scrittore messicano León Krauze (<a title="Leggi il commento su Twitter in spagnolo" href="https://twitter.com/#!/Leon_Krauze/status/158666015943827456">@Leon_Krauze</a>) confronta la situazione dei Tarahumara con quella del Paese intero:</p>
<div>
<blockquote>
<div>La terrible situación en la #SierraTarahumara ilustra perfectamente la tragedia mexicana de nuestro tiempo. Qué doloroso&#8230;</div>
</blockquote>
<div class="translation">
<div>La terribile situazione in #SierraTarahumara illustra perfettamente la tragedia messicana dei nostri tempi. È così frustrante&#8230;</div>
</div>
</div>
<div>Marcelo Ebrard (<a title="Leggi il commento su Twitter in spagnolo" href="https://twitter.com/#!/m_ebrard/status/158637525215354880">@m_ebrard</a>), Governatore di Città del Messico chiede aiuto:</div>
<blockquote>
<div style="text-align: justify;">Protección civil del GDF ya haciendo acopio para la Sierra Tarahumara, debemos apoyar todos a las comunidades de la sierra</div>
</blockquote>
<div class="translation">
<p style="text-align: justify;">La protezione civile di Città del Messico sta preparando scorte alimentari da inviare in Sierra Tarahumara, tutti  noi dobbiamo aiutare le comunità della regione</p>
</div>
<p>Il blog <a title="Leggi l'articolo su Animal Politico in spagnolo" href="http://www.animalpolitico.com/2012/01/gobierno-de-chihuahua-desmiente-suicidios-en-sierra-tarahumara/">Animal Politico</a> riferisce che il governo di Chihuahua ha negato la notizia dei 50 suicidi diffusa dal video di YouTube:</p>
<blockquote><p>A unas horas de que se diera a conocer un video donde se denuncian supuestos suicidios por hambre de raramuris en la Sierra Tarahumara y de que usuarios de las redes sociales organizaran colectas de alimentos, <strong>el gobierno de Chihuahua negó que haya suicidios masivos en la zona.</strong>
</p></blockquote>
<div class="translation">Dopo poche ore dalla pubblicazione di un video dove si denunciavano i presunti suicidi per fame dei Raramuri nella regione della Sierra Tarahumara e dopo che gli utenti dei social media avevano organizzato collette alimentari, <strong>il governo di Chihuahua ha negato che ci siano stati suicidi collettivi nella zona.</strong></div>
<p><em>[ Post aggiornato al 18 gennaio 2012 ] </em></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/andrea-arzaba/' title='elenca tutti gli articoli di Andrea Arzaba'>Andrea Arzaba</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/irene-schillaci/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Irene Schillaci'>Irene Schillaci</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/17/mexico-netizens-mobilize-for-the-tarahumara-indigenous-people/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/messico-mobilitazione-online-a-sostegno-dei-tarahumara/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-mobilitazione-online-a-sostegno-dei-tarahumara%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-mobilitazione-online-a-sostegno-dei-tarahumara%2F&#038;text=Messico%3A+mobilitazione+online+a+sostegno+dei+Tarahumara&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-mobilitazione-online-a-sostegno-dei-tarahumara%2F&#038;title=Messico%3A+mobilitazione+online+a+sostegno+dei+Tarahumara' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-mobilitazione-online-a-sostegno-dei-tarahumara%2F&#038;title=Messico%3A+mobilitazione+online+a+sostegno+dei+Tarahumara' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-mobilitazione-online-a-sostegno-dei-tarahumara%2F&#038;title=Messico%3A+mobilitazione+online+a+sostegno+dei+Tarahumara' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fmessico-mobilitazione-online-a-sostegno-dei-tarahumara%2F&#038;title=Messico%3A+mobilitazione+online+a+sostegno+dei+Tarahumara' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Sud Sudan: crisi umanitaria nel Paese più giovane del mondo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/sud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 00:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene Schillaci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A meno di un anno dalla dichiarazione d'indipendenza del luglio 2011, il Paese è in piena crisi: almeno 100.000 le persone costrette alla fuga dalla regione del Jonglei a causa di violenti scontri tra tribù rivali. E la soluzione a simili problemi è lontana, ribadiscono le organizzazioni internazionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em></strong>Poco meno di un anno fa, con la dichiarazione d&#39;indipendenza del luglio 2011, il Sudan del Sud è diventato la nazione <a title="Leggi l'articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/sud-sudan-finalmente-liberi/">più giovane del mondo</a> [it, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato</em>], ma continua a essere devastato da una terribile crisi umanitaria. Nonostante la <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_civile_sudanese">guerra civile</a> tra il Sud, in prevalenza animista e cristiano, e il Nord musulmano del Paese sia già costata almeno 1 milione e mezzo di morti, svariate organizzazioni internazionali segnalano che i problemi sono lontani dall&#39;essere risolti.</p>
<p>All&#39;inizio di quest&#39;anno, per esempio, il Sudan del Sud ha dichiarato zona sinistrata il governatorato di <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jonglei">Jonglei</a>, dopo che almeno 100.000 persone erano state costrette alla fuga a causa dei combattimenti tra le tribù rivali dei <a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nuer">Nuer</a> e dei <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Murle_people">Murle</a> [en]. Le Nazioni Unite hanno già varato un <a title="Vai al sito dell'UN News Center in inglese" href="http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=40897&amp;Cr=south+sudan&amp;Cr1=">piano d&#39;emergenza</a> [en] per fornire aiuti umanitari a circa 60.000 persone.</p>
<p>Il blog <a title="Vai al blog The Borgen Project in inglese" href="http://borgenproject.blogspot.com/2012/01/south-sudan-declares-state-of-disaster.html">The Borgen Project</a> [en] fornisce informazioni dettagliate ed esaurienti sul contesto di disordini tra le tribù:</p>
<blockquote><p>Viene riferito che gli scontri sono iniziati come razzie di bestiame e successivamente degenerati in una spirale di violenza incontrollabile. Tali &#8220;vendette del bestiame&#8221;, così come altri conflitti tra gruppi rivali, sono comuni nel Sudan del Sud. Le Nazioni Unite riferiscono che durante l&#39;anno appena trascorso, sono stati circa 350.000 i profughi, a seguito di questo tipo di violenza.</p>
<p>Tali violenze intercomunitarie costituiscono una sfida enorme per il nascente governo del Sudan del Sud. Trattandosi di uno Stato che ha appena conquistato l&#39;indipendenza, il Paese sta affrontando il compito di stabilire un sistema di governo efficace. Inoltre, il Sudan del Sud è una delle regioni più povere al mondo, dove difficilmente esistono strade, scuole, cliniche mediche o altre infrastrutture di prima necessità. La carenza di sviluppo economico all&#39;interno del Paese contribuisce all&#39;instabilità e incrementa il numero di scontri come quelli recentemente avvenuti nel Jonglei.</p></blockquote>
<div id="attachment_284222" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.msf.org/msf/articles/2012/01/south-sudan-thousands-of-civilians-fleeing-for-their-lives-with-no-aid-msf.cfm"><img class="size-full wp-image-284222 " title="Sfollati a causa delle razzie di bestiame nella provincia di Pibor, governatorato di Jonglei © Liang Zi/Medici Senza Frontiere (MSF)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/65098.jpg" alt="Displaced population caused by cattle raiding in Pibor county, Jonglei State © Liang Zi/Médecins Sans Frontières (MSF)" width="450" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sfollati a causa delle razzie di bestiame nella provincia di Pibor, governatorato di Jonglei © Liang Zi/Medici Senza Frontiere (MSF)</p></div>
<p><a title="Vai al sito di Catholic Relief Services in inglese" href="http://newswire.crs.org/catholic-relief-services-poised-to-respond-to-emergency-in-south-sudan/">Catholic Relief Services</a> [en], organizzazione di soccorso internazionale che opera in Sudan del Sud, giunge alle medesime conclusioni:</p>
<blockquote><p>Il travagliato governatorato di Jonglei ha una lunga storia di tensioni etniche, razzie di bestiame, rapimenti e lotte a volte violente per le scarse risorse. Gli attacchi più recenti sono stati condotti dall&#39;autoproclamato gruppo armato <a title="Leggi la voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nuer_White_Army">Nuer White Army</a> [en], costituito da circa 6.000 giovani armati appartenenti al gruppo etnico dei Lou-Nuer. I portavoci del gruppo hanno sostenuto che era loro intenzione reclamare la restituzione del bestiame rubato e dei bambini rapiti, a detta loro, dalla vicina tribù dei Murle.</p></blockquote>
<p>Isaac Boyd, capo progetto di <em>Catholic Relief Services</em> per il Sudan del Sud afferma:</p>
<blockquote><p>Dopo quasi quarant&#39;anni di lavoro in Sudan e nel Sudan del Sud, CRS riconosce che lo sviluppo sostenibile e la pace sono strettamente connessi. Per contribuire a migliorare in maniera duratura i servizi di base e le opportunità economiche disponibili per tutta la popolazione del Sudan del Sud, è essenziale supportare le comunità affinché trovino mezzi significativi e concreti per risolvere i contrasti e mettano fine a un conflitto distruttivo. Difatti, le tensioni tra i vari gruppi vengono spesso inasprite dalla scarsità di servizi fondamentali come l&#39;accesso all&#39;acqua, alle scuole o agli ospedali. Sviluppo e pace devono andare di pari passo.</p></blockquote>
<p>Un&#39;altra organizzazione internazionale, Oxfam, sul suo <a title="Leggi il blog di Oxfam in inglese" href="http://www.oxfamblogs.org/eastafrica/?p=3618">blog</a> [en] dedicato all&#39;Africa orientale, sostiene l&#39;evitabilità del conflitto mediante la fornitura di servizi e beni di prima necessità:</p>
<blockquote><p>Dal momento in cui il Sudan del Sud è diventato uno Stato, la questione fondamentale per i suoi abitanti, e probabilmente per la stabilità di tutta la nazione, è costituita dagli investimenti nel settore agricolo e dalla sicurezza alimentare a lungo termine.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>La comunità internazionale ha investito ingenti cifre nella pastorizia in Sudan e nel Sudan del Sud attraverso l&#39;<a title="Leggi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accordo_di_Naivasha">Accordo di Naivasha</a> (<em>Comprehensive Peace Agreement</em>), e durante il periodo di autonomia del Sudan del Sud. Ma il compito più arduo inizia adesso e i donatori internazionali devono raddoppiare gli impegni presi per aiutare il Sudan del Sud a sconfiggere l&#39;instabilità, lo sfollamento, le frequenti siccità e le inondazioni cicliche.</p>
<p>Per facilitare la transizione verso la pace, sia all&#39;interno del Paese sia con gli Stati confinanti, il Sudan del Sud avrà bisogno di sviluppare un completo equilibrio tra un piano d&#39;azione pluriennale basato sulla prevedibilità degli aiuti allo sviluppo e un supporto continuativo per la gestione degli aiuti umanitari, focalizzato sul rafforzamento delle capacità del Governo di gestire le calamità e di rispondere alle emergenze.</p>
<p>Inoltre, sarebbe fondamentale investire in piani di Riduzione del Rischio di Catastrofi (RRC) e di capacità di ripresa, mediante i quali le comunità siano in grado di prevenire, attenuare gli effetti e recuperare velocemente in seguito a crisi umanitarie. I donatori internazionali dovrebbero guardare alla nascente società civile sudsudanese come a un attore fondamentale nella fornitura di aiuti umanitari e allo sviluppo, che possa integrare i programmi statali e privati.</p></blockquote>
<p>Medici Senza Frontiere (MSF) fornisce un <a title="Leggi il comunicato sul sito di Medici Senza Frontiere in italiano" href="http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/comunicati_stampa.asp?id=2811">resoconto</a> della situazione sul campo. Parthesarathy Rajendran, capo della missione di MSF nel Sudan del Sud, dice:</p>
<blockquote><p>La scorsa settimana migliaia di persone a Lekongole e Pibor sono fuggite per salvarsi e ora si nascondono nella savana, terrorizzate per le proprie vite. La gente è fuggita di fretta e non ha né cibo né acqua, senza dubbio ci sono molti feriti che adesso si trovano da soli e senza la possibilità di ottenere assistenza umanitaria.</p>
<p>Il villaggio di Lekongole è stato raso al suolo e un’équipe di MSF, che ha verificato la situazione il 28 dicembre, ha descritto Pibor come una “città fantasma”, dalla quale quasi tutti sono scappati nelle zone circostanti. Poiché la gente continua a rimanere nascosta nella savana, non è possibile raggiungerla per pulire e medicare le ferite, curare i malati e fornire assistenza sanitaria di base. Se le persone resteranno nascoste ancora a lungo, la situazione per i feriti o i malati si aggraverà.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Ci sono moltissime situazioni di crisi che si stanno evolvendo in varie parti del Sudan del Sud in questi giorni. Le nostre équipe mediche si stanno occupando anche di rispondere alla crisi provocata dai rifugiati in fuga dal conflitto nel vicino Sudan. Tutto ciò dimostra che, nonostante l&#39;indipendenza, vi sono gravi emergenze ancora da affrontare nel Sudan del Sud e incrementare la capacità di rispondere a tali emergenze umanitarie rimane una prioprità assoluta.</p></blockquote>
<p>Sul blog <a title="Leggi il commento sul blog Bill's Space in inglese" href="http://jkirkby8712.wordpress.com/2012/01/07/friday-6th-january-2012-no-2-entry-problems-in-south-sudan-thoughts-of-a-former-refugee-friend/">Bill&#39;s Space</a> [en] si legge:</p>
<blockquote><p>Sono passati solo pochi mesi dalla nascita di un nuovo Stato in Africa, con la separazione del Sudan del Sud dal Sudan. Ma un nuovo nome e una nuova vita servono ben poco per cambiare la realtà in quella parte di mondo. Sto leggendo resoconti che parlano di più di 3.000 persone uccise nel Sudan del Sud la settimana scorsa a causa di violenze etniche, che hanno costretto altre migliaia di persone alla fuga - nonostante la fuga sembra essere ciò che la gente sta facendo da decadi in Sudan. Questi tipi di omicidi di massa o massacri sono perpetuati nonostante la presenza del personale delle Nazioni Unite, dell&#39;esercito del Sudan del Sud, etc. La notizia che si tratta della peggiore esplosione di violenza etnica nel nuovo Stato dalla separazione dal Sudan, avvenuta a luglio, sembra essere indice del fatto che tali violenze rappresentano un&#39;attività continua [&#8230;].</p></blockquote>
<p>Molti sono i commenti cinici sull&#39;intenzione dichiarata dalla comunità internazionale di voler aiutare il Sudan del Sud. Il blog <em>The Impudent Observer</em> ha pubblicato un post satirico dal titolo  <a title="Leggi il post sul blog in inglese" href="http://theimpudentobserver.com/world-news/death-in-sudan-who-cares/">Death in Sudan, Who Cares?</a> [en] (Morte in Sudan, a chi importa?), mettendo in ridicolo in particolare gli Stati Uniti:</p>
<blockquote><p>Quest&#39;intrepido giornalista ha chiesto a famosi leader politici americani la loro reazione a un tale massacro degli innocenti.</p>
<p>George Bush:  ”Il punto da chiarire è la presenza o meno nel Sudan del Sud di armi di distruzione di massa che rappresentino una minaccia per la sicurezza dell&#39;America.”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Bachmann">Michele Bachmann</a>:  ”Sudan del Sud? È quello vicino a New Orleans?”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herman_Cain">Herman Cain</a>:  ”Mi chiedo se qualcuno là possa essere interessato a un fantastico affare per la pizza.”<br />
<em>(N.d.T.: Cain è stato amministratore delegato della <a title="Leggi un articolo su Il Post in italiano" href="http://www.ilpost.it/2011/10/18/lascesa-di-herman-cain/">catena di pizzerie</a> &#8216;Godfather&#39;s Pizza&#39; fino al 1996).</em></p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano">Rick Santorum</a>:  ”Esorto quelle persone sfortunate a pregare Dio”.</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitt_Romney">Mitt Romney</a>:  ”L&#39;America si stringe nel cordoglio per tutti i perseguitati. Informerò la sede generale dei Mormoni in modo che posssano inviare dei missionari.”</p>
<p><a title="Leggi la pagina dedicata su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Newt_Gingrich">Newt Gingrich</a>:  ”Se i leader del Sudan del Sud volessero contattarmi, avrei alcune idee interessanti che potrebbero aiutarli e la mia organizzazione offre uno sconto d&#39;inizio anno.”</p>
<p>Barack Obama:  ”Stiamo abbandonando le aree problematiche, non il contrario.”</p></blockquote>
<p style="text-align: center;" title="Guarda il video realizzato da Al Jazeera su YouTube"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/7ZXuvRgMSwU?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per ulteriori aggiornamenti, è utile seguire il blog di <a title="Vai al blog di PannLuel Wël in inglese" href="http://paanluelwel2011.wordpress.com/">PannLuel Wël</a> [en], che scrive da Washington, o anche il suo account Twitter <a title="Vai all'account di PannLuel Wël su Twitter in inglese" href="https://twitter.com/#!/PaanLuelWel2011">@PaanLuelWel2011</a> [en].</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/irene-schillaci/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Irene Schillaci'>Irene Schillaci</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/09/south-sudan-humanitarian-crisis-in-the-worlds-newest-country/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/sud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;text=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fsud-sudan-crisi-umanitaria-nel-paese-piu-giovane-del-mondo%2F&#038;title=Sud+Sudan%3A+crisi+umanitaria+nel+Paese+pi%C3%B9+giovane+del+mondo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Georgia: il ritorno dei turchi meskheti</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 00:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Marrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 1944 Stalin deportò da questa regione oltre 100.000 musulmani. Dopo più di  60 anni e grazie agli obblighi del Paese nei confronti del Consiglio d'Europa, ad alcuni di loro è stato concesso un graduale rientro in patria. Online si condividono commenti, info e fotografie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rimpatrio in Georgia dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meskheti">turchi meskheti</a> [it] provenienti dall&#39;Azerbaigian, dalla Russia e dall&#39;Asia centrale, non rappresenta solo una priorità del Governo ma un obbligo da adempiere nei confronti del Consiglio d&#39;Europa, essendo il paese entrato a far parte della Comunità nel 1999. Nel 1944 Stalin aveva messo in atto una deportazione dalla regione georgiana della Meschezia di oltre centomila persone; fra di esse vi erano <a title="significato termine en" href="http://www.multilingualarchive.com/ma/enwiki/en/Hemshin_people">hemshin</a> [en,<em> come i link successivi eccetto ove diversamente indicato]</em> (armeni musulmani), curdi e <a title="traduzione" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Karapapak">karapapaki</a>. Quello dei turchi meskheti è comunque il gruppo di gran lunga più ampio ad essere stato esiliato.</p>
<p>Attualmente almeno quattrocentomila turchi meskheti vivono fuori dalla Georgia, sebbene non sia chiaro quanti dovrebbero ancora rientrare a seguito di un processo che avrebbe dovuto concludersi ufficialmente l&#39;anno scorso, ma che potrebbe essere prorogato. Questa è stata una delle ragioni per le quali il processo di reintegrazione è durato così a lungo, soprattutto ora che l&#39;etnia armena costituisce la maggioranza della popolazione dell&#39;odierna regione del Samtskhe-Javakheti. Il risultato è che il Governo georgiano sta facendo ristabilire i turchi meskheti un po&#39; ovunque sul territorio nazionale,  allo scopo di non creare tensioni nei rapporti fra le varie etnie.</p>
<p>Il blog <em>East of Center</em> riassume <a title="post en" href="http://eastofcenter.tol.org/2011/03/1196/">vari punti di vista </a> :</p>
<blockquote><p>Grazie alla paranoia di Stalin, milioni di musulmani e membri di vari gruppi etnici non-slavi sono stati deportati con la forza dall&#39;Unione Sovietica in Asia centrale durante gli anni &#8216;30 e &#8216;40. E&#39; difficile a credersi ma di queste comunità nessuna ha sofferto tanto né è stata così tanto ignorata quanto quella dei turchi meskheti.[&#8230;]</p>
<p>Appare comunque chiaro che la Georgia non è in grado di ridistribuire in alcun modo una popolazione così ampia sul proprio territorio, tanto meno riuscirebbe a farlo una regione sottosviluppata come il Samtskhe-Javakheti, ove originariamente vivevano i meskheti. Vi è poi la questione armena e una buona dose di sentimento antimusulmano. [&#8230;]</p></blockquote>
<div id="attachment_282667" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a title="foto ECMI" href="http://repatriation.ge/index.php?m=33&amp;artist_id=11&amp;p_ppai=1&amp;lng=eng"><img class="size-full wp-image-282667 " title="Salim Khamdiv del villaggio Abastumani. Khamdiv aveva 14 anni quando ebbe luogo la deportazione © Temo Bardzimashvili" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/meskhetian_turk_0001.jpg" alt="Salim Khamdiv del villaggio Abastumani. Khamdiv aveva 14 anni quando ebbe luogo la deportazione © Temo Bardzimashvili" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Salim Khamdiv del villaggio Abastumani. Khamdiv aveva 14 anni quando ebbe luogo la deportazione. © Temo Bardzimashvili</p></div>
<p>Tuttavia, <a title="sito in georgiano" href="http://repatriation.ge/index.php?m=30">secondo quanto riferisce il Centro Europeo per gli Interessi delle Minoranze </a> [ge], in un periodo di adesione di due anni scaduto a Luglio 2010, il Governo georgiano ha ricevuto solo 5 841 richieste di rimpatrio ammissibili.<br />
Il numero degli individui ammonta a soli 9 350. Ahıska Türkleri – Ahıskalılar spiega in cosa <a title="blog en" href="http://www.ahiskaturkleri.com/where-is-meskhetia/">sperano</a> i turchi meskheti:</p>
<blockquote><p>Vogliamo far ritorno alle nostre terre dalle quali siamo stati espulsi ingiustamente. Ad oggi, ci hanno fatto stabilire in 2000 diversi insediamenti sparsi in 9 paesi differenti, inclusi gli USA. Nei paesi nei quali viviamo incontriamo difficoltà a ottenere la cittadinanza, il permesso di soggiorno e quello lavorativo. La nostra cultura e la nostra lingua sono sull&#39;orlo dell&#39;estinzione. Vogliamo tornare al nostro paese come cittadini georgiani e da ora in poi vivere le nostre vite nella nostra terra.</p></blockquote>
<div id="attachment_282669" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a title="translation" href="http://repatriation.ge/index.php?m=33&amp;artist_id=11&amp;p_ppai=1&amp;lng=eng"><img class="size-full wp-image-282669 " title="Osman Mekhriev (sinistra) e Islam Niazov, anziani della comunitàdi Abastumani Meskhetianf, si prendono una pausa dalle preghiere durante le celebrazioni di fine Ramadan © Temo Bardzimashvili" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/meskhetian_turk_0002.jpg" alt="Osman Mekhriev (left) and Islam Niazov, elders of the Abastumani Meskhetian community, take a break from the holiday prayers during the end of Ramazan celebrations © Temo Bardzimashvili " width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Osman Mekhriev (sinistra) e Islam Niazov, anziani della comunitàdi Abastumani Meskhetianf, si prendono una pausa dalle preghiere durante le celebrazioni di fine Ramadan. © Temo Bardzimashvili </p></div>
<p>L&#39;anno scorso, il blog Zaka Guluyev ha raccontato nel dettaglio la situazione di alcuni di quelli <a title="blog en" href="http://guluyev.wordpress.com/2010/06/22/ethnic-meskhetians/">che hanno fatto ritorno</a>, principalmente dall&#39; Azerbaigian al Samtskhe-Javakheti:</p>
<blockquote><p>Muslim Arifov e la sua famiglia hanno fatto ritorno tre anni fa ad Akhiltskhe da Saatly, insediamento in Azerbaigian. Arifov dice che ora che è ritornato e che vive nella Georgia, sua terra natale, si sente felice. “I miei genitori furono ingiustamente deportati da questa regione. Ora sono contento di esser riuscito a far ritorno e a vivere nella mia patria, la Georgia, con la mia famiglia.”</p>
<p>Due mesi fa anche Mehemmed Rehimov, parente di Muslim, ha deciso di ritornare con la sua famiglia dall&#39;Azerbaigian e di vivere nella sua terra madre, ad Akhlstkhe. Mehemmed Rehimov è convinto che la Georgia sia un posto migliore nel quale vivere. “Vivere nella mia terra natale, la Georgia, è una bella sensazione. Sono già passati due mesi da quando sono arrivato qui. In questo posto con la mia famiglia sono felice e appagato”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Ismayil Moidze, presidente della società [la Vatan Georgian Axhiska Turks] sostiene che la la loro organizzazione si aspettava che molte più persone presentassero domanda per il rientro. Ma spiega anche che molte famiglie si sono rifiutate di far domanda poiché [&#8230;] per richiedere lo status di rimpatriati in Georgia sono necessari molti documenti. [&#8230;] Ecco il motivo per cui molte famiglie optano per rimanere dove già vivono”.</p></blockquote>
<div id="attachment_282673" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a title="translation" href="http://repatriation.ge/index.php?m=33&amp;artist_id=11&amp;p_ppai=1&amp;lng=eng"><img class="size-full wp-image-282673 " title="Rana Rajabova, sposa 24enne nel villaggio di Shirinbeili in Azerbaijani. I nonni di Rana, nati nel villaggio georgiano di Arali, nella regione di Adigeni, furono deportati in Uzbekistan. Prima della deportazione i soldati dissero loro che sarebbero ritornati entro 7 giorni, quindi non avrebbero dovuto portare con sé alcun effetto personale. Sua nonna nascose i propri gioielli in oro in casa con la speranza di far ritorno entro una settimana. I familiari di Rana hanno presentato domanda per il rimpatrio e dichiarano di non voler essere dei 'rifugiati' © Temo Bardzimashvili " src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/meskhetian_turk_0003.jpg" alt="Rana Rajabova, a 24-year-old bride in the Azerbaijani village of Shirinbeili. Rana's grandparents, natives of the Arali village in Georgia's Adigeni region, were deported to Uzbekistan. Before the deportation they were told by the soldiers that they would return in 7 days, so no belongings should be taken. Her grandmother hid her gold jewelry at home with the hope of returning after a week. Rana's family has applied for the repatriation and says that they do not want to be &quot;refugees.&quot; © Temo Bardzimashvili " width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Rana Rajabova, sposa 24enne nel villaggio di Shirinbeili in Azerbaijani. I nonni di Rana, nati nel villaggio georgiano di Arali, nella regione di Adigeni, furono deportati in Uzbekistan. Prima della deportazione i soldati dissero loro che sarebbero ritornati entro 7 giorni, quindi non avrebbero dovuto portare con sé alcun effetto personale. Sua nonna nascose i propri gioielli in oro in casa con la speranza di far ritorno entro una settimana. I familiari di Rana hanno presentato domanda per il rimpatrio e dichiarano di non voler essere dei rifugiati. © Temo Bardzimashvili</p></div>
<p>Il blog <em>Georgian Youth | Multiculturality | New Challenges</em> <a title="sito en" href="http://newgeorgianyouth.wordpress.com/2011/06/17/learning-georgian-with-young-repatriated-meskhetians/">illustra le procedure per la reintegrazione dei nuovi arrivati</a>:</p>
<blockquote><p>Nel Samstkhe-Javakheti, l&#39;associazione regionale “Toleranti” fornisce alle famiglie dei meskheti rimpatriati consulenza legale, assistenza medica e supporto linguistico. Nel quadro del progetto triennale “Fornire assistenza umanitaria per rimpatriare i meskheti e prevenire i tentativi di rientro &#8216;non autorizzati&#39;”, è noto che l&#39;associazione ha organizzato lezioni per i giovani meskheti rimpatriati due volte a settimana. I giovani che frequentano le lezioni sperano di migliorare il proprio rendimento scolastico, giacché l&#39;istruzione viene loro impartita in georgiano, e promuovere la propria integrazione in seno alla comunità.</p>
<p>Visto quanto sono motivati e la fretta che hanno di imparare il georgiano, la loro integrazione ha in genere il 100% di probabilità di successo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Diverse sono le ragioni che impediscono loro di sentirsi completamente a casa propria in Georgia ma la principale è certamente quella di attendere ancora una risposta alla richiesta di cittadinanza georgiana presentata due anni or sono.</p>
<p>Senza la cittadinanza, in Georgia non godono di pieni diritti e quindi devono lottare per avere accesso a servizi di base come l&#39;assistenza medica. Ma non hanno scelta: proprio come tutti gli altri, sono costretti ad attendere […] - ciò significa una vita di incertezze a lunga scadenza…</p></blockquote>
<div id="attachment_282678" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a title="foto sito ECMI " href="http://repatriation.ge/index.php?m=33&amp;artist_id=11&amp;p_ppai=2"><img class="size-full wp-image-282678 " title="I ritratti di Abdullah Gamidov, sua moglie Khalida e suo padre Zia Chumidze poggiano sulla scacchiera in casa di Gamidov in Kant, Kyrgystan. Zia Chumidzelottava al fronte quando ebbe luogo la deportazione e non fece mai ritorno a casa. © Temo Bardzimashvili " src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2012/01/meskhetian_turk_0004.jpg" alt="Portraits of Abdullah Gamidov, his wife Khalida, and her father Zia Chumidze lie on the checkerboard in the Gamidov's house in Kant, Kyrgystan. Zia Chumidze was fighting at the frontline when the deportation happened and never made it home. © Temo Bardzimashvili " width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">I ritratti di Abdullah Gamidov, la moglie Khalida e il padre Zia Chumidze poggiano sulla scacchiera in casa di Gamidov in Kant, Kyrgystan. Zia Chumidzelottava al fronte quando ebbe luogo la deportazione e non fece mai ritorno a casa. © Temo Bardzimashvili </p></div>
<p><em>Where&#39;s Keith</em> <a title="commento in en" href="http://keithrkenney.wordpress.com/2011/12/15/a-journalist-and-a-photographer/">commenta il lavoro</a> del giornalista georgiano e fotografo <a title="profilo ru" href="http://agency.photographer.ru/authors/index.htm?id=102">Temo Bardzimashvili</a> [ru] che ha documentato sia il ritorno dei turchi meskheti in Georgia che le loro vite in Azerbaigian, Kyrgyzstan e Turchia. Uno dei lavori di Bardzimashvili, “La Terra non Promessa – il Lungo Cammino verso casa dei Meskheti” è stato esposto a Tbilisi, <a title="foto sito ECMI" href="http://repatriation.ge/index.php?m=33&amp;artist_id=11&amp;p_ppai=1&amp;lng=eng">con il patrocinio del Centro Europeo per gli Interessi delle Minoranze (ECMI)</a>, ed è incluso in questo post per gentile concessione.</p>
<p>Delizia Flaccavento <a title="blog en" href="http://deliziaflaccavento.com/?p=39">pubblica sul proprio blog fotografie di una comunità di rifugiati Meskheti</a> a Buffalo, New York. Lo stesso avviene  <a title="blog en" href="http://marissamullerturk.blogspot.com/">per i Turchi Meskheti rifugiati</a> ad Atlanta, Georgia (Stato del US). Frattanto l&#39;ECMI denuncia &#8220;l&#39;impellente necessità [&#8230;] di sensibilizzare la coscienza pubblica, soprattutto attraverso i mezzi d&#39;informazione e il sistema scolastico, circa il diritto degli individui deportati al rientro e al procedimento di rimpatrio [&#8230;].&#8221;</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-marrone/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Marrone'>Elena Marrone</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2012/01/03/georgia-return-of-the-meskhetian-turks/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/georgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F&#038;text=Georgia%3A+il+ritorno+dei+turchi+meskheti&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F&#038;title=Georgia%3A+il+ritorno+dei+turchi+meskheti' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F&#038;title=Georgia%3A+il+ritorno+dei+turchi+meskheti' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F&#038;title=Georgia%3A+il+ritorno+dei+turchi+meskheti' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2012%2F01%2Fgeorgia-il-ritorno-dei-turchi-meskheti%2F&#038;title=Georgia%3A+il+ritorno+dei+turchi+meskheti' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Perù: canzoni natalizie afro-peruviane</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/peru-canzoni-natalizie-afro-peruviane/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/peru-canzoni-natalizie-afro-peruviane/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 15:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Marrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Etnia]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Perù]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa festività cristiana, approdata in Sud-america con gli Spagnoli all'inizio del XVI secolo, ha subito riadattamenti in base alle diverse comunità del Paese. E gli afro-peruviani vi hanno inglobato espressioni artistiche create appositamente per occasioni simili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a title="definizione wiki in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Natale" target="_blank">Natale</a>, festività cristiana approdata in Perù con gli Spagnoli all&#39;inizio del XVI secolo, con l&#39;andare del tempo ha subito riadattamenti ad uso delle diverse comunità del Paese. Tra queste, in particolare quella nera, giunta quasi contemporaneamente agli europei e fervente cristiana, ha escogitato il modo per includere nella ricorrenza tratti a lei peculiari quali l&#39;abitudine di rappresentare le proprie esperienze nelle forme artistiche create appositamente per occasioni come questa.</p>
<p>Forse l&#39;odierna <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lima" target="_blank">Lima</a>, ormai pressoché <a title="traduzione" href="http://miguelromerosotelo.com/_/nuevo/pdf/03_01inmigracion_andina_reconquista_lima.pdf" target="_blank">meticcia e andina</a> (pdf) [es,<em> come i link successivi</em>], non riflette più quella forte ascendenza nera che la caratterizzò con la sua presenza nei secoli scorsi, tanto da meritarle nel periodo coloniale l&#39;appellativo di <a title="traduzione" href="http://books.google.com.pe/books?id=i0JyAiS2gG0C&amp;pg=PA491&amp;lpg=PA491&amp;dq=Lima+la+zamba+vieja&amp;source=bl&amp;ots=amLANaMJ7Z&amp;sig=NbtG3eVDso1KyozDeyF6rc4Z5tM&amp;hl=es&amp;sa=X&amp;ei=gAD1TvHlH8aZgwfn57WRAg&amp;sqi=2&amp;ved=0CCYQ6AEwAQ#v=onepage&amp;q=Lima%20la%20zamba%20vieja&amp;f=false" target="_blank">&#8216;La Zamba Vieja&#39;</a> (La Vecchia Negra). Come <a href="http://www.nicomedessantacruz.com/espanol/1925.htm" target="_blank">sottolinea</a> il grande folclorista nero <a title="biografia es wiki" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Nicomedes_Santa_Cruz" target="_blank">Nicomedes Santa Cruz</a>:<br />
&#8220;Lima era un&#39;enclave legata molto più al Caribo che al resto del Perù, perché nel corso dei trecento anni aveva sviluppato una cultura mulatta di isolamento. Gente dalle montagne non ve n&#39;era. Nessuno che parlasse di &#8216;huaylas&#39; né di &#8216;muliza&#39;. Si usava un nome generico: “Serranito, stanno ballando il serranito”.&#8221;</p>
<p>Per imparare qualcosa della cultura nera limegna ecco dunque il &#8220;Festejo de Navidad&#8221;. Il <a title="definizione es su wiki" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Festejo" target="_blank"><em>festejo</em></a> è una fra le tante <a title="definizione wiki es" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Danzas_afroperuanas" target="_blank">danze afro-peruviane</a> ancora vive e al presente abbastanza diffusa in tutto il paese. Il testo di questa canzone fa riferimento a vari quartieri antichi di Lima, così come, fra le altre cose, alla sua gastronomia e alla sua flora. L&#39;interpretazione offertane da <a title="wiki es" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Eva_Ayll%C3%B3n" target="_blank">Eva Ayllón</a>, è del 1999.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/m6zXXZKl5F4?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il  &#8221;Canto natalizio stile Valzer Creolo&#8221; fa parte di quella che viene comunemente denominata <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/M%C3%BAsica_criolla_y_afroperuana" target="_blank">musica creola</a>; anch&#39;esso non è privo, come del resto tutto il genere, di elementi di ascendenza culturale nera. La voce è di Marco Romero e il maestro Carlos Ayala è alla prima chitarra.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/h82hxpMx9jU?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&#8220;Feliz Navidad&#8221; (Buon Natale) è un <em>festejo</em> in versione moderna della nota melodia natalizia, questa volta interpretata dai famosi Pepe Vasquez, Jose de la Cruz (Guajaja) e Marco Romero.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/qPzoElZq1RE?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>I due video che seguono illustrano la &#8220;Rappresentazione della Natività afro-peruviana&#8221;. L&#39;adorazione del Bambin Gesù è basata sulle festività di Cañete Chincha e Pisco, con i cori intonati durante l&#39;esibizione del gruppo di ballo nero <a title="blog es" href="http://caneteartenegro.blogspot.com/2011/12/danza-de-negritos-en-el-sur-chico">Hatajo de Negritos del Sur chico</a>. Il blog &#8220;Cañete -  Arte y Folklore Negro del Perú&#8221;,<a title="blog es" href="http://caneteartenegro.blogspot.com/2009/12/navidad-negra-en-peru.html" target="_blank"> spiega</a> un po&#39;meglio:</p>
<blockquote><p>Inoltre Perù Negro organizza periodicamente uno spettacolo intitolato &#8220;Navidad Negra&#8221; (Natività Nera). Il numero si compone di tre parti, la prima consiste in una sequenza di versi composti dal poeta César Calvo con l&#39;accompagnamento di chitarre; la seconda parte passa in rassegna i canti natalizi di El Carmen; nell&#39;ultima parte vengono danzati i <em>panalivios</em> del Gruppo di ballo di Cañete e Chincha.</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/V39J6wN6LAQ?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/PAMuHGD5XHk?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a title="wiki es" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Cesar_Calvo" target="_blank">César Calvo</a>, autore dei versi della prima parte di &#8220;Navidad Negra&#8221;, era un poeta peruviano di origine loretana, che pur non essendo di razza nera, giunse ad essere direttore artistico del rinomato complesso folcloristico <a title="wiki es" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Peru_Negro" target="_blank">Perú Negro</a>. In questo blog in onore di César Calvo, viene <a href="http://cesarcalvosoriano.blogspot.com/2011/12/cesar-calvo-navidad-negra-lamento.html" target="_blank">pubblicato</a> proprio il testo della canzone menzionata:</p>
<blockquote><p><em>Navidad Negra – Lamento</em><br />
César Calvo autore di testo e musica:</p>
<p>Tinto di notte<br />
com&#39;io e tu<br />
nacque fra i neri<br />
il Bambin Gesù.</p>
<p>Non scender, Bambino<br />
mai dal tuo altar,<br />
non far che il padrone<br />
ti faccia frustar.</p>
<p>Il suo viso scuro<br />
riluce ancor più<br />
il solo conforto<br />
nella schiavitù.</p>
<p>Non scender, Bambino<br />
mai dal tuo altar,<br />
non far che il padrone<br />
ti faccia frustar.</p></blockquote>
<p>Non vi è modo migliore per terminare questo post se non con il già menzionato <em>Nicomedes Santa Cruz</em>. Nel motivo che segue, intitolato anch&#39;esso &#8220;Navidad  Negra&#8221;, Nicomedes inizia con un <a title="blog es" href="http://letrasmp3.com/Letra-jolgorio-de-eva_41278.html" target="_blank"><em>jolgorio</em></a>, per recitare successivamente alcune <a title="wiki es" href="http://es.wikipedia.org/wiki/D%C3%A9cima_%28Per%C3%BA%29" target="_blank">decime</a> rivisitandole a modo suo, imitando il modo di parlare degli antichi negri limegni.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/u2Re3wCJ8Do?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Questo è solo un piccolo assaggio del vasto patrimonio culturale afro-peruviano, tanti altri potrebbero essere gli esempi di come in Perù la Natività sia stata adattata alla molteplicità delle nostre culture ed espressioni artistiche.</p>
<div class="notes">[Post pubblicato originalmente nel<a title="blog es" href="http://www.arellanojuan.com/canciones-de-la-navidad-negra-en-lima-y-el-peru/"> blog personale di Juan Arellano</a> il 23 dicembre 2011 - La <a href="http://www.flickr.com/photos/sadsnaps/4643478720/" target="_blank">foto del titolo</a> è di <a title="pag flickr" href="http://www.flickr.com/photos/sadsnaps/" target="_blank">stevendamron</a>, ripresa da Flickr con licenza CC <a title="pag CC" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.es" target="_blank">Attribuzione 2.0 Generica</a> ]<br />
</a></div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://es.globalvoicesonline.org/author/juan-arellano/' title='elenca tutti gli articoli di Juan Arellano'>Juan Arellano</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-marrone/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Marrone'>Elena Marrone</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://es.globalvoicesonline.org/2011/12/25/peru-canciones-de-la-navidad-afroperuana/' title='articolo originale  [es]'>articolo originale  [es]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/peru-canzoni-natalizie-afro-peruviane/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-canzoni-natalizie-afro-peruviane%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-canzoni-natalizie-afro-peruviane%2F&#038;text=Per%C3%B9%3A+canzoni+natalizie+afro-peruviane&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-canzoni-natalizie-afro-peruviane%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+canzoni+natalizie+afro-peruviane' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-canzoni-natalizie-afro-peruviane%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+canzoni+natalizie+afro-peruviane' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-canzoni-natalizie-afro-peruviane%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+canzoni+natalizie+afro-peruviane' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-canzoni-natalizie-afro-peruviane%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+canzoni+natalizie+afro-peruviane' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Lavoratori africani rilanciano il dialogo con i cittadini di Rosarno</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Gostoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Etnia]]></category>
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		<description><![CDATA[L’uccisione di due senegalesi a Firenze e il raid incendiario contro un campo rom a Torino, hanno riacceso il dibattito sul razzismo in Italia. Si torna a parlare anche delle rivolte dei braccianti extracomunitari di Rosarno del gennaio 2010, contro le condizioni di vita alle quali il lavoro clandestinizzato e... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/italia-senegal-reazioni-dei-netizen-allassassinio-di-due-senegalesi-a-firenze/">L’uccisione di due senegalesi a Firenze</a> e <a href="http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/433883/">il raid incendiario contro un campo rom a Torino</a>, hanno riacceso il dibattito sul razzismo in Italia. Si torna a parlare anche delle <a href="http://vociglobali.it/a-rosarno-ricomincia-la-stagione-delle-arance-mentre-nulla-e-cambiato//">rivolte dei braccianti extracomunitari di Rosarno</a> del gennaio 2010, contro le condizioni di vita alle quali il lavoro clandestinizzato e sottopagato li rilegavano. Il <a href="http://www.ilquotidianoweb.it/it/calabria/index.html">Quotidiano della Calabria</a> pubblica una <a href="http://www.terrelibere.org/4406-gli-africani-di-rosarno-fieri-del-nostro-sudore">lettera aperta, in circolazione anche sul web</a>, dove lavoratori africani rilanciano il dialogo con i cittadini di Rosarno: ‘Chi in questi giorni ha parlato di noi diffondendo la paura è responsabile per le sue parole,’ scrivono. ‘Siamo qui per lavorare e contribuire allo sviluppo della città e della regione.’</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/ylenia-gostoli/' title='elenca tutti gli articoli di Ylenia Gostoli'>Ylenia Gostoli</a></span></span> 
 &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/lavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;text=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Flavoratori-africani-rilanciano-il-dialogo-con-i-cittadini-di-rosarno%2F&#038;title=Lavoratori+africani+rilanciano+il+dialogo+con+i+cittadini+di+Rosarno' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Armenia-Azerbaigian: la guerra dell&#039;aglio</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/armenia-azerbaigian-la-guerra-dellaglio/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/armenia-azerbaigian-la-guerra-dellaglio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 21:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele Cinarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Armenia]]></category>
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		<description><![CDATA[Con le notevoli e continue tensioni tra i due Paesi per via di una disputa territoriale tutt'ora irrisolta, la recente presenza di aglio azero nei supermercati armeni ha scatenato le reazioni isteriche dei netizen (e dei media) nazionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre l&#39;Armenia e la Turchia <a title="link dal sito Eurasianet" href="http://www.eurasianet.org/node/64639"> sono passate alle vie di fatto a causa di una decisione dell&#39;UNESCO di includere un piatto consumato in entrambi i paesi</a> [en, in tutti i link] nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale, la disputa sul cibo ora sembra essersi ulteriormente allargata fino ad includere l&#39;Azerbaigian.</p>
<p>Fermi a un doloroso stallo sul territorio conteso di Nagorno Karabakh, nei primi anni &#8216;90 circa 25.000 persone sono morte nella battaglia tra Armenia e Azerbaigian, e un milione sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Una pace duratura sembra ancora molto lontana.</p>
<p>Di conseguenza, gli armeni e gli azeri naturalmente preferiscono tralasciare le tante caratteristiche simili che li accomunano, ma la rivalità interetnica sulla cultura e le tradizioni diventa forse ancora più accanita quando si parla di cibo. Kebabistan <a title="Link dal sito Eurasianet" href="http://www.eurasianet.org/node/64651">fa il quadro della situazione</a>.</p>
<blockquote><p>Scottati dalla decisione dell&#39;UNESCO, un altro gruppo di armeni si sta attivando per salvaguardare il lignaggio del tolma, che considerano un piatto originario armeno, e cioè foglie di vite o altri vegetali ripiene, spesso servite anche in Turchia, dove sono conosciute come dolma.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Gli azeri nel frattempo, sembrano ancora più concentrati a proteggere la loro cucina da quelli che considerano tentativi armeni di usurpare il loro territorio culinario. L&#39;Azerbaigian ha il proprio cane da guardia gastronomico, l&#39;associazione Centro Nazionale per la Cucina, il cui direttore, Tahir Amiraslanov, sembra spendere la maggior parte del tempo a cercare di insegnare al mondo che la cucina armena in realtà è cucina azera. [&#8230;]</p>
<p>Continuate a seguirci. Questa battaglia sul cibo ovviamente è solo all&#39;inizio.</p></blockquote>
<div id="attachment_279444" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.flickr.com/photos/arthur_chapman/6110837635/"><img class="size-full wp-image-279444" title="garlic" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/garlic.jpg" alt="" width="450" height="308" /></a><p class="wp-caption-text">Arthur Chapman su Flickr</p></div>
<p>E il resto non si è fatto attendere molto, sebbene in modo inaspettato, quando in Armenia uno storico locale, stando a quel che si dice, ha scoperto che nel supermercato abituale veniva messo in vendita dell&#39;aglio proveniente dall&#39;Azerbaigian. Nonostante il grossista locale abbia dichiarato che l&#39;aglio era il più saporito e anche il più economico sul mercato, alcuni media locali hanno avuto reazioni isteriche.</p>
<p>Tamada Tales <a title="link dal sito Eurasianet" href="http://www.eurasianet.org/node/64744">scrive</a>:</p>
<blockquote><p>Gli armeni sono sempre pronti a rispondere agli attacchi dell&#39;implacabile nemico azero, ma chi si sarebbe aspettato un&#39;infiltrazione nemica di così indicibilmente vile natura? L&#39;aglio coltivato sul suolo ostile dell&#39;Azerbaigian sembra aver trovato il modo di penetrare la frontiera sigillata tra i due paesi, e ha avuto la sfrontatezza di venire esposto sui banchi dei fruttivendoli nella capitale armena, Yerevan.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Un cittadino preoccupato, Karapetian ha dato l&#39;allarme, e i reporter si sono precipitati sulla scena. “L&#39;aglio dell&#39;azienda con sede in [President Heydar] Aliyev Street a Baku viene allegramente venduto nei&#8230; supermercati armeni”, ha dichiarato sconcertato lo storico.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>A quanto pare, alcuni temono che l&#39;aglio possa essere un segno precoce di ulteriori forme letali di guerra. Gli investigatori hanno già fatto sparire in tutta fretta i bulbi offensivi, ma saranno riusciti ad agire in tempo prima che i cittadini in buona fede abbiano aggiunto l&#39;aglio dell&#39;Azerbaigian alla salsa del dolma o del khorovatz? Qualcuno ha scritto la sinistra frase: “Oggi è l&#39;aglio, domani sarà qualcos&#39;altro”.</p></blockquote>
<p>Tuttavia, paradossalmente, non è la prima volta che i prodotti dell&#39;Azerbaigian vengono messi a disposizione degli armeni. Verso la fine di novembre, ad esempio, Liana Aghajanian, blogger di Ianyan Magazine e autrice di Global Voices, ha trovato un altro esempio in un supermercato armeno negli Stati Uniti.</p>
<p>Tuttavia, a differenza dei media armeni, il post su Tumblr sembra <a title="link da Tumblr" href="http://writepudding.tumblr.com/post/13472338063/pomegranate-diplomacy-pomegranate-juice-product">molto entusiasta dell&#39;inaspettata scoperta</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-279416" title="tumblr_lve8xuiYE21qzzhl4o1_1280" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/tumblr_lve8xuiYE21qzzhl4o1_1280.jpg" alt="" width="450" height="336" /></p>
<blockquote><p>Diplomazia della melagrana: Succo di melagrana, prodotto in Azerbaigian, comprato al mercato armeno locale, e che ora si trova in molte case armene dell&#39;area di Los Angeles. Poi non si vede, ma la marca del succo è “Real Deal” (<em>vero affare</em>). Troppo buono.</p></blockquote>
<p>Nel frattempo, proprio a Nagorno Karabakh, gli armeni si dimostrano ancora affezionati alla cucina azera, mentre in Azerbaigian c&#39;è domanda di prodotti armeni, <a title="link dal sito Caucasian Cirle" href="http://caucasiancircle.blogspot.com/2011/12/appetites-trump-politics.html">come scrive un giornalista di Karabakh </a> sul Caucasus Circle of Peace Journalism.</p>
<blockquote><p>I piatti azeri sono ancora molto richiesti nei ristoranti di Karabakh. In tutta la regione le persone parlano con rispetto della cucina dell&#39;Azerbaigian. Nonostante il conflitto esistente tra le due nazioni da più di vent&#39;anni, in molti ristoranti i clienti abituali possono assaggiare piatti tradizionali azeri, insieme alla ricca offerta culinaria di Karabakh.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Nonostante la grande offerta disponibile nei negozi di oggi, Igor Davtian non cambia le proprie abitudini: beve solo tè dell&#39;Azerbaigian, che gli viene spedito dai suoi parenti in Russia.</p>
<p>“Preparo il tè in un modo molto particolare. In questa questione non mi fido assolutamente di mia moglie. Non riesce a farlo con lo stesso sapore. Ordino il tè e i miei parenti me lo spediscono dalla Russia – ma loro lo ordinano a Baku. Allo stesso tempo, i miei parenti mi hanno detto che i loro vicini in Russia spediscono il cognac armeno a Baku. Cosa possiamo fare, le nostre vite sono così” dice Igor Davtian.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>L&#39;Armenia e l&#39;Azerbaigian non hanno solo dispute territoriali: litigano anche sulla musica, sugli schemi di tessitura dei tappeti – e sicuramente anche sull&#39;origine dei piatti. Ancora in discussione chi ha composto la canzone “Sari Gelin” e su chi ha inventato il tolma. E sulle “origini etniche” del shashlik [<em>Nota di GV : Barbecue</em>], anche i georgiani entrano nel dibattito. Ma questa è un&#39;altra storia…</p></blockquote>
<p>Con le tensioni così alte come in questi anni tra i due Paesi, questo acceso dibattito sulla cucina continuerà a ridurre la possibilità di una cultura condivisa in futuro, o persino nell&#39;ambito del commercio. E questo vale certamente per gli organi di informazione della regione.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/rachele-cinarelli/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Rachele Cinarelli'>Rachele Cinarelli</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/12/21/armenia-azerbaijan-garlic-wars/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/armenia-azerbaigian-la-guerra-dellaglio/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Farmenia-azerbaigian-la-guerra-dellaglio%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Farmenia-azerbaigian-la-guerra-dellaglio%2F&#038;text=Armenia-Azerbaigian%3A+la+guerra+dell%26%2339%3Baglio&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Farmenia-azerbaigian-la-guerra-dellaglio%2F&#038;title=Armenia-Azerbaigian%3A+la+guerra+dell%26%2339%3Baglio' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Farmenia-azerbaigian-la-guerra-dellaglio%2F&#038;title=Armenia-Azerbaigian%3A+la+guerra+dell%26%2339%3Baglio' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Farmenia-azerbaigian-la-guerra-dellaglio%2F&#038;title=Armenia-Azerbaigian%3A+la+guerra+dell%26%2339%3Baglio' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Farmenia-azerbaigian-la-guerra-dellaglio%2F&#038;title=Armenia-Azerbaigian%3A+la+guerra+dell%26%2339%3Baglio' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Perù: social media danno spazio al dibattito sul razzismo</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 03:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia Gerussi</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Etnia]]></category>
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		<category><![CDATA[Perù]]></category>
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		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Un caso di presunta discriminazione avvenuto in un cinema della capitale Lima, riaccende il dibattito sul razzismo. I netizen commentano quanto avvenuto e altri incidenti simili interrogandosi sul problema della discriminazione razziale in una società complessa e multiculturale come quella peruviana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un recente episodio avvenuto in un centro commerciale di Lima ha riportato agli onori della cronaca il tema del razzismo in Perù: gli addetti alla sicurezza di un cinema <a title="Articolo in spagnolo" href="http://diariocorreo.pe/nota/55706/ricardo-apaza-cuenta-lo-sucedido-en-uvk-larcomar/" target="_blank">si sono rivolti in modo poco rispettoso</a> [es, <em>come tutti gli altri link tranne ove diversamente indicato</em>] a Ricardo Apaza, nativo di Cusco, impedendogli di rientrare in sala dopo essere andato in bagno.</p>
<p>L&#39;accaduto, <a title="Messaggio da Twitter in spagnolo" href="https://twitter.com/Pierina_Papi/status/144916277226512385" target="_blank">subito rilanciato</a> da alcuni utenti di Twitter presenti in loco, è approdato in breve tempo sui media, generando diverse reazioni da parte di <a title="Articolo in spagnolo" href="http://elcomercio.pe/lima/1346042/noticia-susana-baca-diceno-discriminacion-y-pedira-investigacion-sobre-uvk" target="_blank">funzionari pubblici</a>, degli <a title="Post in spagnolo" href="http://sientemag.com/sobre-la-discriminacion-en-larcomar-y-el-racismo-en-el-peru" target="_blank">utenti dei social network</a> e della <a title="Video da YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=53OARUvzE0A" target="_blank">stampa locale e internazionale</a>. In seguito ai fatti, il multisala in questione è stato <a title="Articolo in inglese" href="http://www.peruthisweek.com/news-1194-Miraflores-closes-UVK-Larcomar-movie-theatre-/" target="_blank">temporaneamente chiuso</a> [en] dalle autorità locali.</p>
<p>Su Twitter, l&#39;utente Israel Astete (<a title="Messaggio da Twitter in spagnolo" href="https://twitter.com/isasbo/status/145601561089941504" target="_blank">@Isasbo</a>) scrive:</p>
<blockquote><p>Por que tanta gente se sorprende con racismo en #Larcomar , cuando lo encuentras en todos lados? basta de mucho chamullo y más acción.</p></blockquote>
<div class="translation">Perché tanta gente si meraviglia della discriminazione al [centro commerciale] <a title="#Larcomar" href="https://twitter.com/search?q=%23larcomar">#Larcomar</a>, quando il razzismo è ovunque? Basta chiacchiere, è ora di agire</div>
<p>Sul suo profilo Facebook, <a title="Messaggio da Facebook in spagnolo" href="http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=203364186416535&amp;id=100002288643417" target="_blank">Martha Elena Risco Reyes</a> commenta:</p>
<blockquote><p>Realmente aún me sorprende que seamos capaces de discriminar, de creer que la diferencia hace que unos sean mejores que otros. Es una lástima lo sucedido en las salas de cine de Larcomar. Es alucinante cuando auténtico poblador usa su propio traje típico lo miramos raro y hasta lo discriminados, pero cuando un extranjero o algun personaje público se pone ese mismo traje &#8220;nos sentimos orgullosos&#8221;. Y eso que estamos en el boom del Perú y su diversidad. Por eso creo es importante recuperar el verdadero valor de nuestros saberes y sus verdaderos protagonistas.</p></blockquote>
<div class="translation">Dico davvero, mi stupisco ancora di come siamo capaci di fare discriminazioni, di credere che la differenza renda alcuni migliori di altri. Quanto accaduto nel multisala del Larcomar è vergognoso. Trovo sconcertante che quando un nativo indossa i suoi abiti tipici viene schernito e persino discriminato ma quando è uno straniero o un personaggio pubblico a indossare quello stesso abito &#8220;ci sentiamo orgogliosi&#8221;.  E tutto questo accade proprio nel momento in cui il Perù e la sua diversità stanno conoscendo una forte espansione. Per questo credo sia importante imparare a valorizzare le nostre radici culturali e i suoi veri protagonisti.</div>
<div id="attachment_279156" class="wp-caption alignright" style="width: 293px"><a href="http://www.flickr.com/photos/elmorsa/1129641024/"><img class="size-full wp-image-279156 " title="Locandina del Festival di Lima" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/12/afiche-festival-de-Lima.jpg" alt="Locandina del Festival di Lima" width="283" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Sono tutti benvenuti?&quot; Illustrazione di Nestor Olivera (ripresa con Licenza Creative Commons BY-NC-SA 2.0) </p></div>
<p>Sul suo profilo Twitter, Nao Flores (<a title="Messaggio originale da Twitter in spagnolo" href="https://twitter.com/nao_flores/status/146940893134471168" target="_blank">@nao_flores</a>) commenta:</p>
<blockquote><p>En fin !! Aqui en peru el racismo es muy fuerte ! Ojalaaaaaa algun diaaa se acabe <a title="#yodudo" rel="nofollow" href="https://twitter.com/search?q=%23yodudo">#<strong>yodudo</strong></a>! Ojala soÑar no cuesta naaaa</p></blockquote>
<div class="translation">Insomma!!! Qui in Perù il razzismo è molto forte! Speriamooooo che un giorno finisca <a title="#yodudo" rel="nofollow" href="https://twitter.com/search?q=%23yodudo">#<strong>yodudo</strong></a>![ne dubito!] Ma forse sognare non costa nulla</div>
<p>Alcuni autori come Carlos Quiroz del blog <a title="Post originale in spagnolo" href="http://peruanista.blogspot.com/2011/12/caso-del-indigena-discriminado-en.html" target="_blank">Peruanista</a>, tuttavia, si interrogano sulla veridicità di questo caso e si chiedono se non si tratti piuttosto di una &#8220;cortina di fumo&#8221; per sviare l&#39;attenzione dell&#39;opinione pubblica peruviana. Quiroz, comunque, non mette in dubbio il fatto che in Perù il razzismo continui ad essere molto forte:</p>
<blockquote><p>La verdadera <strong>discriminación </strong>ocurre en los Andes con <strong>las mineras</strong> asesinando nuestra gente y destruyendo el planeta, ocurre en las calles de Lima con tanta publicidad racista.</p></blockquote>
<div class="translation">La vera <strong>discriminazione</strong> si verifica sulle Ande dove le <strong>aziende minerarie</strong> uccidono la nostra gente e distruggono il pianeta e si verifica anche nelle strade di Lima dove si trova tanta pubblicità razzista.</div>
<p>È nel corso della passata campagna per l&#39;elezione presidenziale che il tema del razzismo è emerso prepotentemente, in particolare  <a title="Articolo da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/12/peru-reactions-following-the-first-2011-electoral-round/">dopo la prima tornata elettorale</a> [en], quando fu chiaro che <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pedro_Pablo_Kuczynski">Pedro Pablo Kuczinsky</a> [it], il candidato &#8220;bianco&#8221;, non sarebbe andato al ballottaggio, superato dall&#39;&#8221;<a title="Articolo in spagnolo" href="http://www.elmundo.es/america/2011/06/08/noticias/1307560178.html" target="_blank">indio</a>&#8220; <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ollanta_Humala">Ollanta Humala</a> [it] e dalla &#8220;giapponsese&#8221; <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Keiko_Fujimori">Keiko Fujimori</a> [it]. La polarizzazione era palese in messaggi come il seguente, inviato dall&#39;utente MiguelÁngel Cárdenas (<a title="Messaggio originale da Twitter in spagnolo" href="https://twitter.com/dragonrampante/status/57198103568191488" target="_blank">@Dragonrampante</a>) su Twitter:</p>
<blockquote><p>&#8220;Voy a pagarle la multa a mi empleada para que no vote por Ollanta&#8221;, le escucho a una ppkausa. Se merecen un Humala! pero nos friegan a todos.</p></blockquote>
<div class="translation">Ho sentito dire a una sostenitrice di PPK [Pedro Pablo Kuczynsky]: &#8220;Pagherò io la sanzione alla mia collaboratrice domestica purché non vada a votare per Ollanta&#8221;. Si meritano Humala! Però così siamo tutti fregati.</div>
<p>Alcuni dei messaggi più oltraggiosi, come <a title="Messaggio da Facebook" href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2092014736879&amp;set=o.202022556487434&amp;type=3&amp;theater" target="_blank">questo</a>, sono stati subito denunciati da siti come la pagina Facebook di <a title="Pagina su Facebook" href="http://www.facebook.com/VerguenzaDemocratica">Vergüenza Democrática</a> che ora si sta occupando del caso di presunta discriminazione nei confronti di Ricardo Apaza.</p>
<p>Il Perù è effettivamente un Paese multiculturale e presenta una componente razziale molto complessa e variegata (spagnoli, indios, africani) a cui le successive ondate migratorie straniere (asiatici, europei, ecc.) hanno conferito ancora maggiore complessità. Secoli fa, all&#39;epoca del <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vicereame_del_Per%C3%B9">Vicereame</a> [it], le élite dominanti spagnole e creole vollero <a title="Post originale in spagnolo" href="http://autorepresentacion.blogspot.com/2008/09/racismo-en-el-per.html">affermare in modo inequivocabile la loro posizione di privilegio</a> creando di fatto una sorta di sistema basato sulle caste in cui  tutti sapevano quale era il loro posto. Ripercorrendo alcune tappe della storia peruviana risulta chiaro che il potere politico nel Paese andino è rimasto quasi esclusivamente in mano ai &#8220;bianchi&#8221;, escludendo i nativi e altre fette di popolazione &#8220;non bianca&#8221;.</p>
<p>In Perù, il termine &#8220;bianco&#8221; in pratica esclude chiunque sia indio, nativo, africano o abbia la pelle di un altro colore. Il vero significato di &#8220;bianco&#8221; (o &#8220;<em>pituco&#8221;</em>, in gergo) però è molto più legato al potere economico e allo status sociale dell&#39;individuo che al DNA, come <a title="Articolo in inglese" href="http://www.bbc.co.uk/news/10205171">spiega in questo articolo</a> [en] Dan Collyns, corrispondente della BBC.</p>
<p>Dello stesso parere sembra essere la blogger Kelly, che nel suo <a title="Post in inglese" href="http://mylifeinperu.com/2010/05/19/but-is-it-racism/">My Life in Peru</a> [en] spiega:</p>
<blockquote><p>&#8220;&#8230; questo non è lo stesso tipo di razzismo che si ritrova negli USA dove esiste un odio reale nei confronti degli appartenenti a un&#39;altra razza. Qui [in Perù] si tratta piuttosto di un sistema di caste in cui le persone ritengono che il fatto di avere una pelle più chiara conferisca (o renda meritevoli di) uno status sociale più elevato. In genere, le persone con una carnagione più chiara (siano essi gringos [stranieri] o peruviani dalla pelle chiara) sono trattati con maggior rispetto. Ma in fin dei conti qual&#39;è la differenza tra questa e altre forme di razzismo?”</p></blockquote>
<p>Benché esistano leggi contro le discriminazioni, tra cui un provvedimento che vieta <a title="Post in inglese" href="http://blogs.ajws.org/blog/2011/07/19/peru-passes-law-against-racism-in-the-media/#more-1547" target="_blank">la discriminazione razziale</a> [en] nei mass media, gli episodi di razzismo in Perù <a title="Articolo da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/05/23/peruvians-the-preference-for-afro-peruvians-at-funeral-services/" target="_blank">si riscontrano un po&#39; ovunque</a> [en] persino in <a title="Articolo da GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2007/01/31/peru-racism-at-the-beach/" target="_blank">spazi pubblici come le spiagge</a> [en]. Per fare un solo esempio, a una persona che non abbia la pelle chiara potrebbe essere vietato l&#39;ingresso in una discoteca di un quartiere alla moda a meno che non sia accompagnata da un bianco ricco o da un turista straniero. In questi casi, le giustificazioni che i locali solitamente usano sono &#8220;siamo pieni&#8221;, &#8220;è in corso una festa privata&#8221; oppure &#8220;l&#39;entrata è riservata ai soci&#8221;.</p>
<p>Nel blog  <a title="Post in spagnolo" href="http://estamosjodidos.wordpress.com/2011/12/16/cines-uvk-larcomar-y-discriminacion/" target="_blank">Estamos Jodidos</a> (Siamo rovinati) ci si chiede:</p>
<blockquote><p>En pleno siglo XXI ¿cómo es posible que sigamos siendo tan trogloditas e ignorantes para discriminar a las personas por su aspecto, origen,  vestimenta o el motivo que sea?</p></blockquote>
<div class="translation">Com&#39;è possibile che nel XXI secolo si continui ad essere tanto incivili e ignoranti da discriminare le persone in base al loro aspetto, alla loro origine, al loro modo di vestire o a qualsiasi altro pretesto?</div>
<p>La situazione ha richiamato l&#39;attenzione dell&#39;<a title="Articolo in spagnolo" href="http://www.andina.com.pe/Espanol/noticia-defensoria-pide-a-autoridades-y-ciudadanos-unirse-contra-discriminacion-390357.aspx" target="_blank">ombudsman peruviano per i diritti umani</a>, Eduardo Vega, che con il suo staff sta <a title="Articolo in inglese" href="http://www.crise.ox.ac.uk/copy/Oxford%20Policy%20Conference/peruvian%20defensoria.pdf">elaborando una strategia per contrastare la discriminazione razziale</a> [en]. Le cose stanno cambiando lentamente. Molti ancora ricordano che nel 2007 <a title="Video da YouTube in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=p7odVLmx0Fs&amp;" target="_blank">l&#39;esclusivo ristorante <em>Café Del Mar</em></a> è stato multato per 70.000 dollari americani ed è <a title="Articolo in spagnolo" href="http://news.bbc.co.uk/hi/spanish/latin_america/newsid_6281000/6281448.stm">rimasto chiuso per due mesi</a> dopo aver vietato l&#39;ingresso ad una coppia di <a title="Voce da Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meticcio"><em>mestizos</em></a>.</p>
<p>Nonostante ciò, per combattere il razzismo in Perù sono necessarie ulteriori iniziative e politiche (leggi, campagne educative ecc.). In questo ambito, l&#39;attuale governo si trova a dover far fronte a una grossa mole di lavoro e a molte sfide per trasformare il Paese in una società veramente inclusiva.</p>
<div class="notes"><em>Adattamento dell&#39;articolo &#8220;<a title="Articolo in inglese" href="http://latinalista.com/2011/12/peru-racism-still-a-pending-issue" target="_blank">Perù: il razzismo, un problema ancora irrisolto</a>&#8221; [en] ad opera della stessa autrice, pubblicato originariamente su <a title="Sito Latina Lista" href="http://latinalista.com/" target="_blank">Latina Lista</a>.</em></div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/isabel-guerra/' title='elenca tutti gli articoli di Isabel Guerra'>Isabel Guerra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/katia-gerussi/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Katia Gerussi'>Katia Gerussi</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/12/21/peru-racism-debated-on-social-networks/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/12/peru-social-media-danno-spazio-al-dibattito-sul-razzismo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-social-media-danno-spazio-al-dibattito-sul-razzismo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-social-media-danno-spazio-al-dibattito-sul-razzismo%2F&#038;text=Per%C3%B9%3A+social+media+danno+spazio+al+dibattito+sul+razzismo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-social-media-danno-spazio-al-dibattito-sul-razzismo%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+social+media+danno+spazio+al+dibattito+sul+razzismo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-social-media-danno-spazio-al-dibattito-sul-razzismo%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+social+media+danno+spazio+al+dibattito+sul+razzismo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-social-media-danno-spazio-al-dibattito-sul-razzismo%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+social+media+danno+spazio+al+dibattito+sul+razzismo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F12%2Fperu-social-media-danno-spazio-al-dibattito-sul-razzismo%2F&#038;title=Per%C3%B9%3A+social+media+danno+spazio+al+dibattito+sul+razzismo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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