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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Elezioni</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Uruguay: variegate le reazioni online all&#039;elezione del neopresidente Mujica</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/uruguay-variegate-le-reazioni-online-allelezione-del-neopresidente-mujica/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 05:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il candidato del partito di sinistra <em>Frente Amplio</em> ha vinto con il 51,9% nell'atteso secondo turno di votazioni. Nella storia del Paese, è il primo presidente con un passato di guerrigliero nei <em>Tupamaros</em> ma oggi con idee neoliberiste - e i rilanci dei blogger non mancano di sottolineare tali aspetti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mario-blanco/">Mario Blanco</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/12/01/uruguay-mujica-is-president-after-run-off-election/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Finalmente è stato eletto il nuovo presidente dell’Uruguay: domenica  scorsa <a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mujica" target="_blank">José “Pepe” Mujica</a> [it], candidato del partito progressista <em>Frente Amplio</em>, ha ottenuto la maggioranza dei voti al secondo turno. <a title="Post di GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/28/uruguay-presidential-election-heads-for-runoff/" target="_blank">Il primo turno di votazioni presidenziali</a> [in] aveva avuto luogo l’ultima domenica di ottobre: in quell&#39;occasione nessun candidato era riuscito a raggiungere la maggioranza di voti necessaria per la vittoria diretta. Mujica era risultato in vantaggio con il 48,16% dei voti, insieme al neoeletto vicepresidente Danilo Astori [suo compagno di partito e avversario alle  primarie].</p>
<div id="attachment_109283" class="wp-caption alignright" style="width: 170px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/399px-Pepemujica2.jpg"><img class="size-medium wp-image-109283" title="Foto di José Mujica di Agência Brasil, ripresa da Wikipedia su licenza Creative Commons" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/399px-Pepemujica2-199x300.jpg" alt="Foto di José Mujica di Agência Brasil, ripresa da Wikipedia su licenza Creative Commons" width="150" height="230" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Foto di José Mujica di Agência Brasil, <a title="Foto da Wikipedia in spagnolo" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mujica">ripresa da Wikipedia</a> [sp] su licenza Creative Commons</p>
</div>
<p>Il sito <a title="Articolo originale in spagnolo" href="http://elecciones.180.com.uy/articulo/Mujica-una-vida-de-pelicula" target="_blank">Portal 180</a> [sp] descrive la vita del primo guerrigliero salito fino alla presidenza dell’Uruguay: storicamente Mujica ha infatti partecipato al <a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tupamaros" target="_blank">Movimento di Liberazione Nazionale - Tupamaros</a> [it] durante gli anni ’60, nelle cui file ha combattuto contro il governo di <a title="Pagina di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jorge_Pacheco_Areco" target="_blank">Jorge Pacheco Areco</a> [in]. È stato coinvolto in azioni armate come la <a title="Pagina di Wikipedia in spagnolo" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Toma_de_Pando" target="_blank"><em>Toma de Pando</em></a> [sp] (Presa di Pando) e la <em>Fuga da Punta Carretas</em> (epica evasione dal penitenziario di Punta Carretas, dove rimase per 13 anni, recentemente <a title="Articolo originale in spagnolo" href="http://www.clarin.com/diario/2009/04/12/espectaculos/c-01501.htm" target="_blank">narrata in un documentario di History Channel</a> [sp]).</p>
<p>In seguito è stato tra i fondatori del <a title="Pagina originale in spagnolo" href="http://www.mpp.org.uy/" target="_blank"><em>Movimiento de Participación Popular</em></a> [sp], per il quale venne eletto deputato, senatore e più recentemente nominato Ministro dell’Agricoltura.</p>
<p>“Ni vencidos, ni vencedores” (“Né vincitori né vinti”), questo lo slogan scelto dal neopresidente per riassumere il significato della sua vittoria.</p>
<p>Nella blogsfera si leggono opinioni molto forti sui risultati elettorali. La reazione dell’autore anonimo del blog conservatore <a title="Post originale in spagnolo" href="http://ociomentario.blogspot.com/2009/11/hecho-innegable-y-triste.html" target="_blank">Ociomentario </a>[sp] può essere interpretata come delusione:</p>
<blockquote><p>URUGUAY ELIGIÓ POR PRIMERA VEZ EN SU HISTORIA UN PRESIDENTE ASESINO</p></blockquote>
<div class="translation">L’Uruguay ha eletto per la prima volta nella storia un presidente assassino.</div>
<p>Per l’autore del blog di sinistra <a title="Post originale in spagnolo" href="http://elpolvorin.over-blog.es/article-uruguay-mujica-el-presidente--40286063.html" target="_blank">El Polvorin</a> [sp], l’elezione di Mujica rappresenta un falso cambiamento:</p>
<blockquote><p>Como el nuevo portavoz del neo liberalismo en Uruguay disfrazado de Izquierdista, continua la política digitada por el FMI [Fondo Monetario Internacional], con dos caras y dos discursos, uno cuando viaje a Venezuela y el otro cuando viaje a EEUU, como Tabaré.</p>
<p>Nada habrá que esperar de estos nuevos neo liberales, “vuelve el pobre a su pobreza, vuelve el rico a su riqueza”.</p></blockquote>
<div class="translation">Come nuovo portavoce del neoliberismo in Uruguay spacciato per progressismo, [Mujica] continuerà le politiche del Fondo Monetario Internazionale, con due pesi e due misure, una quando si reca in Venezuela e l’altra quando va negli Stati Uniti, come [l’attuale presidente] Tabaré.</div>
<p>Non c’è niente da aspettarsi da questi neoliberisti, “il povero torna alla propria povertà, il ricco torna alla propria ricchezza”.</p>
<p>Tra coloro che invece celebrano il neopresidente, il blogger Antonio Giossa,  uruguayano residente in Argentina, <a title="Post originale in spagnolo" href="http://www.giossa.com/paises/uruguay/habemus-pepe/" target="_blank">dà la sua interpretazione</a> [sp] sulle elezioni, spiegando che Mujica ha vinto l&#39;elezione per tre motivi principali:</p>
<blockquote><p>Primero y principal, será la continuidad del actual gobierno frenteamplista. Si bien su estilo lo diferencia un poco de Tabaré Vázquez, Mujica cumplirá a rajatabla el lineamiento planteado por el Programa Político del Frente Amplio.</p>
<p>Segundo, su personalidad y su carisma. Campechano, frontal, honesto, sin pelos en la lengua. Algo que a veces puede jugar en contra y cosechar rechazos, pero que también ha logrado generar una confianza casi absoluta de parte de los votantes y simpatizantes.</p>
<p>Tercero, el Frente Amplio logró demostrar, a partir del año 2004, que es una fuerza política que sabe ejercer el gobierno en forma responsable, efectiva y con un solo objetivo en mente: el bienestar del pueblo.</p></blockquote>
<div class="translation">Primo aspetto e il più importante, è nel segno della continuità rispetto all’attuale governo del <em>Frente Amplio</em>. Se il suo stile lo distinguerà da quello di Tabaré Vazquez, Mujica sarà in grado di soddisfare tutti i punti stabiliti nel programma politico del <em>Frente Amplio</em>.<br />
Secondo, la personalità e il carisma. La sua immagine di uomo del popolo, diretto, onesto, schietto nel parlare. È qualcosa che potrebbe rivoltarglisi contro e renderlo impopolare, ma è anche ciò che potrebbe fargli guadagnare la fiducia assoluta di  elettori e seguaci.<br />
Terzo, fin dal 2004 il <em>Frente Amplio</em> ha dimostrato di essere una forza politica capace di assumere la guida del Paese in modo responsabile ed efficace, con un unico obiettivo in mente: il benessere del Paese.</div>
<p>Mujica presterà giuramento come presidente nel marzo 2010 per un mandato di cinque anni.</p>
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		<title>Mondo arabo: prime reazioni online al divieto dei minareti in Svizzera</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 04:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vittoria del recente referendum contro l'erezione di nuovi minareti ha scatenato una varietà di reazioni in tutta la blogosfera arabo-musulmana: se alcuni blogger sono indignati, altri ritengono che il divieto non impedisca di professare la propria fede.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/12/01/arab-world-reactions-to-the-swiss-ban-on-minarets/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Lo scorso 29 novembre, il 57.5% degli elettori svizzeri <a title="Articolo in inglese" href="http://english.aljazeera.net/news/europe/2009/11/2009112915164769444.html">ha approvato il divieto</a> [in] di costruire nuovi minareti sulle moschee, aprendo la strada alla modifica costituzionale. Il referendum riguarda solo la costruzione di nuovi minareti &#8211;non delle moschee&#8211; e non include i quattro minareti già esistenti.</p>
<p>Il provvedimento ha scatenato reazioni contrastanti in tutta la blogosfera arabo-musulmana: se alcuni blogger sono indignati, altri ritengono che questo divieto non impedisca di professare la propria fede.</p>
<p><em>Pierre Tristram</em>, un blogger libanese-americano che scrive su About.com, <a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/b/2009/11/29/islamophobe-swiss-ban-minarets.htm">apre il suo post</a> [in] critico nei confronti della decisione svizzera con il seguente paragrafo:</p>
<blockquote><p>Com&#39;è possibile che 59 milioni di persone siano così stupide, così <a title="Articolo in inglese" href="http://www.mindfully.org/Reform/2004/US-Election-IQ2004.jpg">titolava</a> [in] il quotidiano inglese Daily Mail all&#39;indomani della ri-elezione di George W. Bush nel 2004. Potrebbero inventarsene un&#39;altra simile da aggiungere alla galleria degli orrori: com&#39;è possibile che 3 milioni di svizzeri siano così bigotti?</p>
</blockquote>
<p>Tristram chiude il post con un commento sarcastico:  &#8220;La differenza tra lo svizzero medio e l&#39;<a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/od/iran/p/me071030.htm">iraniano</a> [in] <a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/od/iran/p/ahmadinejad-profile.htm">Mahmoud Ahmadinejad</a> [in], l&#39;<a title="Post in inglese" href="http://middleeast.about.com/b/2009/04/21/ahmadinejads-anti-israel-show-at-un-racism-conference.htm">uomo simbolo del razzismo</a> [in], sta diventando sempre più impercettibile.&#8221;</p>
<p>Nel suo post, il blogger egiziano <em>Hicham Maged</em> cerca risposte a certe domande e <a title="Post in inglese" href="http://blog.hichamaged.net/flying-with-black-wings/">conclude</a> [in] in questo modo:</p>
<blockquote><p>In breve, mi auguro che gli svizzeri riconsiderino quanto è successo; non si tratta di capire se la legge protegga i diritti dei cittadini o meno, cosa che comunque sarà importante dibattere ed eventualmente correggere nelle opportune sedi giudiziarie del Paese, ma di considerarlo un errore fatale, l&#39;ultimo campanello d&#39;allarme prima di affondare in una palude di ignoranza piena di paura, rabbia e stupidità ~ Dovunque!</p>
</blockquote>
<p>Un altro blogger egiziano, autore di <em>Not Green Data</em>, ribadisce il concetto secondo cui &#8220;una moschea è una moschea,&#8221; ma <a title="Post in inglese" href="http://notgr33ndata.blogspot.com/2009/11/swiss-identity.html">si lamenta</a> [in] poiché il divieto svizzero altera l&#39;estetica dell&#39;edificio:</p>
<blockquote><p>Possiamo immaginare un pezzo di formaggio svizzero senz&#39;occhi - i suoi buchi? Oppure un coltellino svizzero senza bussola o cacciavite? È esattamente quello che gli svizzeri fanno alle moschee. Una moschea resta una moschea anche senza minareto, e svolgerà sempre la propria funzione. Semplicemente perderà in bellezza e identità architettonica.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger inglese <em>Matthew Teller</em>, scrittore-viaggiatore in Medio Oriente, si concentra sulla retorica di vari poster</p>
<div id="attachment_109213" class="wp-caption alignleft" style="width: 264px"><img class="size-full wp-image-109213" title="image5797878-300x199" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/12/image5797878-300x199.jpg" alt="Un poster del partito SVP che promuove il divieto dei minareti" width="254" height="168" />
<p class="wp-caption-text">Un poster del partito SVP che promuove il divieto dei minareti</p>
</div>
<p>degli attivisti svizzeri e analizza quelli di entrambi i contendenti. Quella che segue è la sua <a title="Post in inglese" href="http://quitealone.com/2009/11/30/swiss-rolled/">descrizione</a> [in] del poster qui a sinistra:</p>
<blockquote><p>Il ripugnante partito <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Democratica_di_Centro_%28Svizzera%29" target="_blank">SVP</a> [it] ha fatto ampiamente ricorso a quello che il Financial Times ha definito “<a title="Articolo in inglese" href="http://www.swissinfo.ch/eng/front/The_minaret_ban_hits_the_headlines.html?siteSect=105&amp;sid=11558450&amp;cKey=1259570958000&amp;ty=st" target="_blank">populismo stridente</a> [in]” per additare &#39;stranieri&#39; di ogni tipo come criminali, assistenzialisti o peggio, promuovendone la campagna con questo slogan: &#8220;Stop! Si al divieto dei minareti&#8221;. Osserviamo la grafica: minareti come missili, donne minacciose, il burqa come occultamento, nero, minaccioso, sulla bandiera svizzera si proietta un&#39;ombra da oriente, la croce viene cancellata.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;algerino-americano <em>The Moor Next Door</em> ritiene che questa vicenda sia frutto di una lotta di potere e <a title="Post in inglese" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/11/30/on-the-minaret-ban/">commenta</a> [in] così:</p>
<blockquote><p>Per chi gli si oppone, il minareto rappresenta &#8220;l&#39;arrivo&#8221; dell&#39;Islam nelle Alpi. È lì e significa che la presenza musulmana è al di sopra di altri popoli e religioni. Vietandolo si nega l&#39;esistenza e il potere dell&#39;Islam.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>L&#39;estetica dell&#39;identità, e quindi del potere, sono gli elementi centrali di questa vicenda. In questo modo un popolo dubbioso della propria identità cerca di affermarla e definirla rifiutando quella del nuovo arrivato.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger siriano <em>Maysaloon</em> riflette in modo originale sul tema più ampio in cui questa storia s&#39;inscrive. Tralasciando bigottismo, paura e integrità architettonica, il blogger <a titlte="Post in inglese" href="http://maysaloon.blogspot.com/2009/11/swiss-have-voted-against-building.html">si concentra</a> [in] sul seguente argomento:</p>
<blockquote><p>L&#39;elemento fondamentale di questa vicenda non è né il valore architettonico o religioso dei minareti, né gli svizzeri bigotti. Quello che conta veramente è che per la prima volta dopo 400 anni, dall&#39;<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Vienna" target="_blank">assedio ottomano di Vienna</a> [it] , i musulmani hanno un impatto concreto sulla vita dell&#39;Europa.</p>
</blockquote>
<p>Il blogger elenca i modi in cui l&#39;Islam ha influenzato l&#39;&#8220;occidente&#8221; e viceversa, per poi concludere come segue:</p>
<blockquote><p>In breve, i bigotti non mi preoccupano affatto. Possiamo vietare minareti e <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shari'a" target="_blank">shari&#39;a</a> [it], strappare via veli e disegnare vignette, ma questo non cambierà il fatto che l&#39;Islam adesso è in Europa e in America, e va diffondendosi in tutto il mondo.</p>
</blockquote>
<p>Per concludere, il commento di <em>weddady</em> su Twitter riassume bene il sentimento di molti. L&#39;utente <a title="Tweet in inglese" href="http://twitter.com/weddady/status/6226387648">sostiene</a> [in], &#8221; Nessuno adesso potrà negare che l&#39;Europa abbia un problema con i musulmani, né nessuno potrà negare la loro presenza sul territorio.&#8221;</p>
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		<title>Palestina: frustrazione per le &#8220;buffonate&#8221; della politica locale</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 05:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua a far discutere l'annuncio del Presidente palestinese Mahmoud Abbas di non ricandidarsi alle prossime elezioni. In questo post riportiamo l'opinione di un blogger locale che appare alquanto frustrato - ma da certe incongruenze della politica palestinese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/11/palestine-frustration-with-the-swagger-of-politics/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La scorsa settimana il Presidente palestinese Mahmoud Abbas ha annunciato che <a title="Articolo in inglese" href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article6904649.ece">non si ricandiderà alle prossime elezioni</a> [in] previste per gennaio, poiché deluso dagli Stati Uniti che avrebbero fatto poco per porre un freno alla costruzione di insediamenti israeliani in <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cisgiordania">Cisgiordania</a> [it]. Tuttavia secondo alcuni commentatori Abbas <a title="Articolo in inglese" href="http://www.thenational.ae/apps/pbcs.dll/article?AID=/20091111/FOREIGN/711109869/1011">starebbe solo bluffando ai danni di Israele</a> [in]. In questo post riportiamo l&#39;opinione di un blogger che è ugualmente frustrato - ma dalla politica palestinese.</p>
<p>Sul blog collettivo <em>Al Thawrah</em> (&#8221;La Rivoluzione&#8221;), <em>Me</em> <a title="Post in arabo" href="http://althawrah.blogspot.com/2009/11/blog-post.html">scrive</a> [ar] quanto segue:</p>
<div class="arabic">لما ستي كانت تشوف واحد فينا بيعمل اشي سيء وكانت تحس إنو هذا العمل ممكن يكون مؤشر لنمط حياة مشابه، كانت تحكي المثل المشهور &#8220;أول الرقص حنجلة&#8221;. يعني إنو الواحد ببلش شوي شوي يعمل هاي الإشياء بعجين الموضوع بتطور معه وبصير هذا نمط سائد في تصرفاته في المستقبل.</div>
<div class="translation">Quando mia nonna vedeva uno di noi fare qualcosa di sbagliato e riteneva che questo indicasse uno stile di vita pressoché simile, ci ripeteva un noto proverbio, &#8220;la danza comincia con la vanità.&#8221; Significa che se qualcuno prende pian piano a comportarsi in un modo sbagliato, questo finirà col diventare il tratto dominante della sua personalità.</div>
<div class="arabic">وأنا طول عمري بحكي، إنو نظامنا السياسي في فلسطين لسا في مرحلة التأسيس. يعني الحنجلة إللي بنحنجلها هلأ في المستقبل راح تكون النمط السائد في الحياة السياسية، إذا عمره صار عندنا دولتنا. يعني لما الأجهزة الأمنية بتستعمل القوة في تفريق المظاهرات، هذا معناه إنه في المستقبل راح يكون هذا نمط مستخدم في تفريق المظاهرات، ولما الأجهزة الأمنية لازم توافق على تعيينات الموظفين، هذا مؤشر إنه المعارض السياسي ممكن ما يحصله إنو يحصل على وظيفة حكومية.</div>
<div class="translation">Sostengo da sempre come il sistema politico palestinese sia ancora in fasce. Ciò vuol dire che la &#8220;vanità&#8221; evidenziatasi adesso in futuro sarà il comportamento prevalente nella vita politica del Paese, semmai riusciremo ad avere uno Stato. Quando gli apparati di sicurezza usano la forza per disperdere una manifestazione, significa che in futuro la polizia continuerà a impedire le manifestazioni e quando gli stessi apparati di sicurezza si mettono d&#39;accordo sugli incarichi da assegnare nel governo, significa che i gruppi all&#39;opposizione non ne riceveranno nessuno.</div>
<div class="arabic">أنا اليوم بدي أحكي عن حنجلة جديدة. قبل شي سنتين، عباس حكى إنو ما بفكر يرشح حالو للرئاسة مرة تانية. واليوم طلعت في الأخبار إشاعات إنو هو مصر على كلامه. وطبعاً بدأت &#8220;النخبة&#8221; السياسية في هالبلد تحتج وتعبر عن تأييدها للرئيس كإنو اللي خلقو ما خلق غيره. مبارح (شكلها الإشاعات إلها فترة ماشية) طلعتلنا جماعة <a href="http://web.alquds.com/docs/pdf-docs/2009/11/4/page6.pdf">ببيان</a> تأييد أشبه بالمبايعة للخلفاء، طبعا ما في في البيان أي محتوى سوى &#8220;خلفك يا قائد المسيرة والشرعية.. نحو القدس والثوابت الوطنية&#8221; وتحت هالكلمتين يمكن ميتين توقيع من أشخاص ومؤسسات إشي بنعرفه وإشي عمرنا ما سمعنا فيه.</div>
<div class="translation">Oggi vorrei parlare di un nuovo tipo di &#8220;vanità&#8221;. Circa due anni fa, Abbas disse che non si sarebbe ricandidato alle elezioni presidenziali. Le notizie di oggi riportano delle voci coerenti con quella dichiarazione. Ovviamente l&#39;&#8220;elite&#8221; politica palestinese sta protestando e manifestando il proprio sostegno per il presidente come se quest&#39;ultimo si fosse creato da solo. Ieri (sembra che queste voci continueranno a girare per un bel po&#39;) è comparso un comunicato che in realtà era un semplice atto di fedeltà dei suoi collaboratori. Naturalmente il testo non diceva altro che &#8220;Siamo con te, leader del partito e della legittimità…verso Gerusalemme e la stabilità nazionale&#8221;. Sotto queste poche parole c&#39;erano qualcosa come duecento firme di individui e organizzazioni, alcune molto note, altre mai sentite.</div>
<div class="arabic">واليوم طلع عبد غبه بحكي : <a href="http://maannews.net/arb/ViewDetails.aspx?ID=237591">الرئيس هو المرشح الوحيد لفتح ولكل فصائل العمل الوطني</a>. كإنه ما في غيره في البلد. وطبعاً عبد غبه، هذا الناطق باسم التنفيذية، ما بمثل عشرة ولا خمس تعشر واحد في كل فلسطين، بس ما شا الله بيحكي زي كإنو بطل شعبي وأسطوري ممثل لجميع أطياف الشعب.</div>
<div class="translation">E oggi &#8216;Abd Gabbo&#39; (<a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yasser_Abd_Rabbo">Yasser Abd Rabbo</a> [in]) ha preso <a title="Articolo in inglese" href="http://maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=237640">a dire</a> [in], &#8220;Il Presidente è l&#39;unico candidato di <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fatah">Fatah</a> [it] e di tutte le fazioni del progetto nazionale [nell&#39;<a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_per_la_Liberazione_della_Palestina">OLP</a> [it].&#8221; È come se il Paese fosse nient&#39;altro che lui. Abd Rabbo, portavoce del <a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/PLO_Executive_Committee">Comitato Esecutivo dell&#39;OLP</a> [in], non rappresenta nemmeno il dieci per cento dell&#39;intera popolazione palestinese ma - Dio sia lodato - è come se fosse un eroe popolare e leggendario, che parla in nome di un&#39;intera nazione.</div>
<div class="arabic">طبعاً ها الحركات ذكرتني بكتير مناظر مشابهة. مثلاً وإحنا صغار، وبنستنا برامج الأطفال على التلفزيون السوري، كنا دايماً نشوف يمكن 4-5 آلاف واحد من الطلائع وناس كبار قاعدين في المدرجات في ملعب، وبيرفعوا قبضاتهم في الهوا وبصيحوا &#8220;نفديك للأبد يا حافظ الأسد&#8221;. طبعاً حافظ مات، ولولا صورو إلي معبيا الشوارع والأماكن العامة في سورية ما حدا بيتذكروا، لإنو في واحد جديد لازم ينفدا.</div>
<div class="translation">Tutta questa faccenda mi ricorda parecchie situazioni simili. Ad esempio, quando da ragazzi guardavamo i programmi siriani per bambini alla televisione, eravamo abituati a vedere 4-5.000 persone sedute sugli spalti dello stadio alzare i pugni al cielo e urlare &#8220;Ci sacrificheremo per te, sempre, <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hafiz_al-Asad">Hafez Al Assad</a> [it]!&#8221; Poi Hafez è morto, e se non si fossero riempite le strade e le piazze di tutta la Siria con le sue immagini tutti lo avrebbero dimenticato, perché c&#39;era un&#39;altra persona a cui dedicarsi.</div>
<div class="arabic">طبعاً مشهد آخر ببلش بالكلمات &#8220;إني اتخذت قراراً وأرجو منكم جميعاً أن تعينوني عليه. لقد قررت أن أتنحى، ونهائياً، عن كافة المناصب الرسمية، وأعود إلى صفوف الجماهير&#8221;، المنظر اللي بلحقو ألوف من الجماهير، بتقوله &#8220;ما تسيبناش&#8221; طيب ما هو ترجاكم إنكم تساعدو على القرار، يعني فش غيره في البلد؟ فش ناس بتقدر تعمل أحسن منو؟ لازم الواحد يطلع من القصر الجمهوري في تابوت عشان تنبسطو؟</div>
<div class="translation">L&#39;altra scena comincia con queste parole: &#8220;Ho preso una decisione e chiedo a tutti di voi di sostenermi, ho deciso di ritirarmi, sul serio, da tutti gli incarichi istituzionali, di tornare un cittadino comune&#8221; – uno spettacolo seguito da migliaia di persone, che dicono &#8220;Non ci lasciare&#8221;. OK, ma lui vi ha implorato di sostenerlo nella sua scelta. Significa forse che esiste solo lui in questo Paese? Non c&#39;è nessun altro capace di far meglio? Possibile che la gente sia contenta solo quando gli inquilini del palazzo presidenziale escono dentro una bara?</div>
<div class="arabic">ولا منظر كل النخبة السياسية في اليمن وهما بترجوا علي عبدالله صالح برشح حاله للانتخابات.<br />
ولا تعديل ورا تعديل في الدستور التونسي عشان جلالته يضل رئيس.<br />
ولا حكومة مش راضية تنولد بعد 6 أشهر من الانتخابات في لبنان عشان فش حد في إيده القرار.<br />
يعني يا أخ عبد ربه، إحنا فش عنا غير هالشخص الوحيد إللي ممكن يكون رئيس؟ عالحساب شعب الجبارين؟ ولا لازم نحافظ على التقاليد العربية؟<br />
أي ما تحلو عنا وتخلونا ناخذ قرارنا. إحنا كبرنا، وقرفناكم صراحة.
</div>
<div class="translation">Non ho visto la classe politica yemenita implorare <a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ali_Abdullah_Saleh">Ali Abdullah Saleh</a> [in] di candidarsi alle elezioni.<br />
Non ho visto una serie di emendamenti alla costituzione tunisina per consentire a <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zine_El-Abidine_Ben_Ali">Sua Maestà</a> [it] di continuare a fare il presidente.<br />
Non ho visto un governo dispiaciuto di essere nato sei mesi dopo le elezioni in Libano, perché nessuno è riuscito a prendere una decisione prima.<br />
Fratello Abd Rabbo, non c&#39;è proprio nessun altro tra di noi che possa fare il presidente? Alla faccia delle genti del coraggio? Non dobbiamo forse rispettare le tradizioni arabe?<br />
Lasciaci in pace e consentici di prendere le decisioni in piena autonomia. Adesso siamo adulti, e onestamente ci stai disgustando.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Libano: finalmente fatto il governo&#8230;oppure no?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 05:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
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		<description><![CDATA[Cinque mesi dopo le elezioni parlamentari, le litigiose fazioni del Paese hanno finalmente trovato un accordo. Eppure affiorano subito i primi problemi tra i molti partiti rappresentati. Rilanci e commenti su blog e Twitter confermano l'estrema fluidità della politica nazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/">Antoun Issa</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/11/lebanon-finally-has-a-government/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>È ufficiale. In Libano, cinque mesi dopo le elezioni parlamentari, le litigiose fazioni del Paese hanno finalmente trovato un accordo.</p>
<p>Dopo aver conquistato la maggioranza parlamentare in giugno, l&#39;alleanza filo-americana <a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/March_14_Alliance">14 marzo</a> [in] ha lavorato duramente alla formazione di un governo di unità nazionale con l&#39;opposizione guidata da <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hezbollah">Hezballah</a> [it].</p>
<p>Subito dopo le elezioni, i pesi massimi della politica nazionale avevano approvato la formazione di un esecutivo che rispecchiasse il delicato equilibrio confessionale del Paese, assicurando ai partiti dell&#39;opposizione che non sarebbero stati esclusi dal processo decisionale.</p>
<p>Il gabinetto è composto da 30 ministri, 15 della coalizione di maggioranza, 10 dell&#39;opposizione e 5 scelti dal Presidente come parte neutrale.</p>
<p>Il tutto, ovviamente, più facile a dirsi che a farsi. In realtà, quello di includere 10 fazioni politiche diverse - ognuna pronta a reclamare un numero maggiore di ministeri influenti e cariche con portafoglio - si è rivelato un compito più arduo del previsto.</p>
<p>Le scaramucce sulla spartizione del potere sono un tratto distintivo della politica libanese, per questo la blogosfera ha seguito lo svolgersi degli eventi con ben poco stupore.</p>
<p>Ad ogni modo, avendo vissuto per circa metà anno in una nazione senza stato, i blogger sono visibilmente sollevati anche se cauti nelle loro previsioni.</p>
<p>E a ragione, visto che due giorni dopo l&#39;annuncio ufficiale della sua formazione, la blogosfera ha già rilevato segnali di tensione all&#39;interno del neo-nato esecutivo.</p>
<p>Il <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Falangi_Libanesi">Partito Falangista</a> [it] (<em>al&#39;Kata&#39;eb</em> in arabo), componente cristiano di destra dell&#39;alleanza 14 marzo, ha reagito all&#39;assegnazione del ministero agli Affari Sociali con rabbia, minacciando di uscire dalla coalizione di governo.</p>
<p>Analizzando la rappresaglia politica falangista, il blogger libanese Elias Muhanna, autore di <a title="Post in inglese" href="http://qifanabki.com/2009/11/10/the-new-cabinet-observations-projections/#comments"><em>Qifa Nabki</em></a> [in], prevede un assestamento delle alleanze:</p>
<blockquote><p>In un certo senso posso capire la loro frustrazione: quello agli Affari Sociali è decisamente un ministero di poco conto, specialmente dopo che le <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forze_Libanesi">Forze Libanesi</a> [it] (alleato cristiano del movimento 14 marzo con più o meno lo stesso peso parlamentare di Kata’eb) hanno ottenuto due ministeri con portafoglio, tra cui quello di Grazia e Giustizia.</p>
<p>La scorsa settimana [il falangista] Sami Gemayel aveva pubblicamente accennato al Ministero dell&#39;Istruzione, così da far sembrare che, se [il Primo Ministro Saad] <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saad_Hariri">Hariri</a> [it] doveva dare loro un solo ministero, doveva essere quello concordato. Liquidarli con gli Affari Sociali è sembrato semplicemente un affronto.</p>
</blockquote>
<p>Muhanna continua dichiarando la rivalità tra schieramenti 14 marzo e 8 marzo ufficialmente superata:</p>
<blockquote><p>Vi racconto una cosa [sulla mossa di Hariri nei confronti dei falangisti]. Come ho detto prima, la <a title="Post in inglese" href="http://qifanabki.com/2009/05/01/ballots-over-beirut/">rivalità 14-8 marzo è ormai finita</a> [in]. È morta più o meno il giorno dopo le elezioni, e la decisione di <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Walid_Jumblatt">Walid Jumblatt</a> [it] [leader druso e del PSP] di uscire dalla coalizione di Hariri ha chiuso definitivamente la questione. L&#39;alleanza 14 marzo, o quel che ne resta, non detiene la maggioranza in parlamento, perché ostinarsi a cercare di mantenerla?</p>
<p>Se Hariri vuole governare efficacemente, ha bisogno di costruire una nuova coalizione. Oppure ha bisogno di ri-costruire quella sorta di accordo che suo padre elaborò e controllò sapientemente, manipolando l&#39;intero ambito politico per corteggiare oppositori come Hezbollah, <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amal">AMAL</a> [it] e l&#39;<a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Free_Patriotic_Movement">FPM</a> [in]. Questi partiti hanno contatti concreti con il territorio e i seggi in parlamento. Se dovessi fare una previsione, credo proprio che questo sia più o meno quanto ha in mente il nostro giovane primo ministro.</p>
</blockquote>
<p>As&#39;ad Abu Khalil, accademico di sinistra e autore del blog <em><a title="Post in inglese" href="http://angryarab.blogspot.com/2009/11/new-lebanese-cabinet.html">Angry Arab</a></em> [in], delinea un breve profilo dei ministri eletti ma sostiene con sicurezza che l&#39;esecutivo non risolverà nessuno dei problemi che affliggono il Libano:</p>
<blockquote><p>Dunque, abbiamo un governo libanese. Nulla di nuovo. Il Libano è stato e sarà sempre sull&#39;orlo della guerra civile, anche quando non sembra. Questo governo non risolverà nulla.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;opinione di Ghassan Karam su <a title="Post in inglese" href="http://rationalrepublic.blogspot.com/2009/11/cost-of-indecisiveness.html"><em>Rational Republic</em></a> [in] è altrettanto pessimista, e definisce il governo un mini-parlamento:</p>
<blockquote><p>Da qui in poi i governi libanesi saranno formati in base a un prinicipio del tutto inedito; ciascun blocco parlamentare sarà rappresentato nel ramo esecutivo del governo in base ai seggi che occupa in parlamento.</p>
<p>Addio democrazia, benvenuto ibrido ingestibile dove parecchi avranno un piede in due staffe. Faranno opposizione pronti a cambiare bandiera, in qualunque momento convenga loro diventare parte del governo a cui dovrebbero opporsi. Grazie 14 marzo, per aver posto l&#39;ultimo chiodo sulla bara della <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_dei_cedri">rivoluzione dei cedri</a> [it] e sulle aspirazioni che aveva suscitato.</p>
</blockquote>
<p>Alcune critiche pesanti si possono leggere nel post &#8220;Contraddizioni&#8221; pubblicato da un blog in lingua francese, <em><a title="Post in francese" href="http://blog.libnanews.com/frenchy/2009/11/10/contradictions/">Le Liban</a> [fr]:</em></p>
<blockquote><p>Sitôt formé, le gouvernement d’union nationale se démène déjà dans ces problèmes.</p>
<p>Non pas dans les problèmes quotidiens des libanais, problèmes sociaux comme l’appauvrissement de la population, économiques comme la crise dans laquelle se démène l’industrie locale ou politiques locaux et régionaux comme <a title="Articolo in francese" href="http://fr.rian.ru/world/20091106/185471123.html"> les menaces israéliennes et la guerre prévue pour le printemps prochain</a> [fr], mais dans les propres contradictions de la majorité parlementaire avec les menaces de retrait des partis phalangistes.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Appena formato, il governo di unità nazionale deve già affrontare dei problemi.</p>
<p>Non quelli quotidiani della gente libanese; nemmeno quelli sociali come l&#39;impoverimento della popolazione; neppure quelli economici, come la crisi in cui annaspa l&#39;industria locale; neanche quelli politici a livello locale e regionale, come la minaccia di Israele di <a title="Articolo in francese" href="http://fr.rian.ru/world/20091106/185471123.html">lanciare un&#39;altra offensiva</a> [fr] entro la prossima primavera, bensì le tensioni interne alla maggioranza parlamentare scaturite dalla rappresaglia del Partito Falangista che ora minaccia di lasciare l&#39;esecutivo.</p>
</div>
<p><strong>Le reazioni da Twitter</strong></p>
<p>Su <em>Twitter</em> parecchi blogger libanesi hanno pubblicato commenti sarcastici e disillusi nei confronti della classe politica nazionale.</p>
<p>Alexandra Tohme (nickname su <em>Twitter</em> <a title="Profilo in inglese" href="http://twitter.com/alexzawya">alexzawya</a> [in]) ha coniato un <a title="Post in inglese" href="http://drop.io/twinisters/">nomignolo</a> [in] per definire questo governo fatto di &#8220;Twit-Ministri&#8221;:</p>
<blockquote><p>Una giornata piena di emozioni quella di ieri. L&#39;annuncio della formazione di un esecutivo 5 mesi dopo le elezioni mi <strong>ha fatto cantare alla finestra</strong>, poche ore dopo qualche partito stava già minacciando di mandare tutto all&#39;aria.</p>
<p><strong>Ho iniziato a preoccuparmi. Mi sono agitata. Ho mangiato torta al cioccolato</strong>. In quest&#39;epoca, pensavo, non dobbiamo essere più in balìa di reazioni a posteriori, tattiche ostruzionistiche e bisticci indolenti mentre il mondo va avanti. Ciò di cui abbiamo bisogno è assemblare prima possibile <em>un esecutivo alternativo da attivare rapidamente in caso di guerra, atti di Dio (o più dei), colpi di governo o pause pranzo estremamente lunghe.</em></p>
</blockquote>
<p>Samia Badih (nickname su Twitter <a title="Profilo in inglese" href="http://twitter.com/samiaonthemove">samiaonthemove</a> [in]) esprime tutto il proprio rammarico con i seguenti <em>tweet</em>:</p>
<blockquote><p><span><span>Perché tutti i criminali di guerra sono ancora dentro al parlamento libanese?</span></span></p>
<p><span><span>È uno scherzo! Come fa quel tipo a essere Ministro della Cultura? <a title="Articolo in francese" rel="nofollow" href="http://tinyurl.com/ylfl8ms" target="_blank">http://tinyurl.com/ylfl8ms</a> [fr] <a title="#Lebanese" href="http://twitter.com/search?q=%23Lebanese">#Lebanese</a> [in] <a title="#Government" href="http://twitter.com/search?q=%23Government">#Government</a> [in] <a title="#Shootmenow" href="http://twitter.com/search?q=%23Shootmenow">#Shootmenow</a> [in]</span></span></p>
</blockquote>
<p><span><span>Philippe Kalaf (nickname su Twitter <a title="Profilo in inglese" href="http://twitter.com/planetlebanon">planetlebanon</a> [in]) descrive i membri dell&#39;esecutivo usando termini non proprio positivi:</span></span></p>
<blockquote><p><span><span>Quelli di Kataeb non sono contenti, vogliono uscire dall&#39;esecutivo (Sayegh dagli Affari Sociali) e rompere l&#39;alleanza 14 marzo. Un Paese governato da pagliacci&#8230;</span></span></p>
<p><span><span>Qualcuno dovrebbe fare un mappa (per ministri, ovvio) dei ministeri più &#8220;appetibili&#8221; in Libano. Aiuterebbe a capire la distribuzione della gente felice/triste</span></span></p>
</blockquote>
<p><span><span>La sarcastica reazione della blogosfera libanese alla formazione del governo segnala un chiaro distacco tra la classe politica libanese e gli elettori, i quali spesso assistono ad una commedia che si svolge al di sopra delle loro teste.</span></span></p>
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		<title>Egitto: la Top 10 dei personaggi più influenti del Paese</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 05:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gamal Mubarak, figlio e probabile successore del presidente Hosni Mubarak, compare sorprendentemente tra le 100 personalità più influenti del 2009 nella classifica del settimanale Time. Alcuni blogger egiziani hanno però raccolto opinioni diverse - e forse altrettanto sorprendenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/marwa-rakha/">Marwa Rakha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/29/egypt-the-top-10-most-influential-people/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il blogger <em>Ahmed Shokeir</em> ha condotto <a title="Post in arabo" href="http://shokeir.blogspot.com/2009/10/2009.html">un&#39;indagine</a> [ar] per determinare le 10 personalità egiziane più influenti dopo <a title="Post in arabo" href="http://shokeir.blogspot.com/2009/10/2009.html">aver scoperto</a> [ar], con non poco stupore, che <em><a title="Post in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/08/16/egypt-gamal-mubarak-why-not/">Gamal Mubarak</a></em> [in], figlio del presidente egiziano Hosni Mubarak &#8212; e da tutti atteso come successore al potere&#8212; figurava tra i finalisti dell&#39;annuale classifica <a title="Articolo in inglese" href="http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,1883644_1886141,00.html">TIME 100</a> [in]. </p>
<p>Shokeir scrive quanto segue: </p>
<div class="arabic">المفاجأة الحقيقة كانت في إسم الشخصية العربية التالية والتي تظهر في القائمة أيضا للمرة الأولى وتحتل المركز الثامن عشر بفارق بسيط عن الشيخ أحمد وتحصل على ثمانمائة وثلاثون ألف صوت بمتوسط 31 نقطة وهو جمال مبارك متقدماً على أسماء مثل بريتني سبيرز التي حلت في المركز الثلاثون وباراك أوباما في المركز السابع والثلاثون</div>
<div class="translation">La vera sorpresa è la seconda personalità più influente dei Paesi arabi dopo lo <a title="Articolo in inglese" href="http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,1883644_1883653_1884132,00.html">Sheikh Ahmed bin Zayed Al Nahyan</a> [in], direttore esecutivo dell&#39;Abu Dhabi Investment Authority, classificatosi 13mo con più di 839.000 voti. Per la prima volta <a title="Articolo in inglese" href="http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,1883644_1883653_1885482,00.html">il nome di Gamal Mubarak</a> [in] è comparso nell&#39;elenco del <em>Time</em> al diciottesimo posto con un lieve distacco dallo sceicco (832.593 voti). Gamal Mubarak ha preceduto <a title="Articolo in inglese" href="http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,1883644_1883653_1884106,00.html">Britney Spears</a> [in] (30ma) e <a title="Articolo in inglese" href="http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,1883644_1883653_1883950,00.html">Barack Obama</a> [in] (37mo).</div>
<p><em>Zeinobia</em> <a title="Post in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/10/shokeirs-100-egyptian-2009.html">ha pubblicato la classifica delle 10 personalità egiziane più influenti</a> [in] compilata in base alla ricerca di Shokeir: </p>
<blockquote><p>Prima di tutto questo tipo di classifiche è alquanto raro in Egitto, secondo sappiate che questa ricerca è stata fatta su un blog egiziano, i partecipanti sono da considerare un piccolo campione della società egiziana. “Oltre 120 partecipanti sul blog e <a title="Pagina su Facebook in arabo" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=139748076249" target="_blank">più di 300 per l&#39;evento su Facebook</a> [ar]”, alcuni possono considerarlo non rappresentativo, eppure gran parte delle risposte sorprendentemente rappresenta le posizioni degli egiziani, per come la vedo io.</p>
</blockquote>
<p>Dulcis in fundo, <em>Zeinobia</em> condivide con i suoi lettori la <em>top 9</em>: </p>
<blockquote><p>Al decimo posto, con 168 punti, abbiamo l&#39;allenatore della Nazionale di calcio egiziana, Hassan Shahata.<br />
Al nono con 181 punti l&#39;uomo d&#39;affari Naguib Sawiris.<br />
All&#39;ottavo con 200 punti il presidente Hosni Mubarak. “26 voti”<br />
Al settimo con 200 punti il giornalista Ibrahim Eissa. “46 voti”<br />
Al sesto posto con 202 punti l&#39;imprenditore Ahmed Ezz.<br />
Al quinto posto con 215 punti lo scienziato Ahmed Zowail.<br />
Al quarto con 262 punti la presentatrice TV Mona El-Shazely.<br />
Al terzo posto con 235 punti il calciatore Mohamed Abu-Tarika.<br />
Al secondo posto con 364 punti Gamal Mubarak.</p>
</blockquote>
<p>E chi sarebbe la persona più influente in Egitto?</p>
<blockquote><p>Ecco, con mia grande sorpresa:</p>
<p>Al primo posto, con 496 punti, si piazza <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Amr_Khaled">Amr Khalid</a> [in], telepredicatore islamico.<br />
Senza dubbio, fatta eccezione per Ahmed Zoweil, nel 2009 questi nove personaggi hanno avuto un ruolo importante e influente nelle nostre vite, ma Amr Khalid!!??</p>
</blockquote>
<p>Zeinobia è consapevole del fatto che: </p>
<blockquote><p>questa ricerca è stata condotta durante il picco di popolarità stagionale di Khalid, i suoi show televisivi trasmessi durante il Ramadan hanno contribuito moltissimo a questo risultato oltre, ovviamente, al ruolo della religione nelle nostre vite.</p>
</blockquote>
<p>Tuttavia, la blogger si chiede ancora se il telepredicatore meriti davvero il primo posto in classifica.</p>
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		<title>Tunisia: elezioni imparziali e trasparenti !!?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/tunisia-elezioni-imparziali-e-trasparenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 05:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
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		<description><![CDATA[Alle elezioni del 25 ottobre, il Presidente Ben Ali è stato riconfermato per la quinta volta con l'89.62%, mentre il suo partito si è aggiudicato 161 su 214 seggi parlamentari. Le reazioni della blogosfera locale ribadiscono però le misure repressive (e anche i brogli) del processo elettorale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lina-ben-mhenni/">Lina Ben Mhenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/26/tunisia-elections-fairness-and-impartiality/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Come previsto, il presidente tunisino Zine Al Abidine Ben Ali ha vinto le elezioni per la quinta volta. Quel che ha colto molti di sorpresa è stata la percentuale: 89.62%. I sondaggi pre-elettorali avevano previsto una vittoria ancora più schiacciante.</p>
<p>Anche il partito di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zine_El-Abidine_Ben_Ali">Ben Ali</a> [it], il Raggruppamento Costituzionale Democratico, ha ottenuto un ottimo risultato. Il partito di maggioranza ha infatti conquistato 161 dei 214 seggi parlamentari. Gli altri 53 sono stati assegnati a sei partiti diversi: 16 seggi sono andati al Movimento Socialdemocratico; 12 al Partito dell&#39;Unione Popolare, guidato da Mohamed Bouchiha; 9 seggi all&#39;Unione Democratica [UDU] di Ahmed Inoubli; 8 seggi al Partito Liberal-Socialista; 6 seggi ai Verdi per il Progresso e 2 per Ettajdid [Rinnovamento] di Ahmed Brahim.</p>
<p>Il partito di Ben Ali ha posto grande enfasi sulla trasparenza e l&#39;imparzialità di queste elezioni. Ma i leader dell&#39;opposizione e i blogger sono di tutt&#39;altra opinione: secondo loro, infatti, le elezioni presidenziali e legislative tenutesi lo scorso 25 ottobre sarebbero state caratterizzate da misure repressive e controlli soffocanti sul processo elettorale.</p>
<p><a title="Post in arabo" href="http://arabasta1.blogspot.com/2009/10/blog-post_26.html"><em>Arabasta</em></a> [ar] commenta ironico:</p>
<div class="arabic">مبروك عليكم ما عملتو<br />
نتوجه بالشكر أولا إلى الشعب التونسي اللي قام بواجبو الإنتخابي في كنف الديموقراطية و الشفافية و الروح الرياضية البارح و إنتخب رئيس جديد للبلاد و مجلس نواب أخر لمدة خمسة سنين. الإختيار هذا كان محكم و مدروس و حتى واحد ما حاول يأثر على العباد و حتى من التلفزة و الصحافة كانو في المستوى و عطاو وقت متساوي لكل المترشحين و الأنصار متاعهم بقطع النظر عن<br />
قربهم أو بعدهم عن السلطة</p>
<p>نتوجه بالشكر زادة لسيادة رئيس الجمهورية (لمدة 5 سنوات أخرى) و نعتذر عن عدم الدعوة و التصويت ليه و نستنكر و نشجب<br />
التصرفات المشينة هذي أما نذكر أنو عمري ما شككت في نزاهة الإنتخابات و حريتها، فمن المعروف أنو في حالة تزوير الإنتخابات النتائج تكون من نوع 99،98% لكن الملاحظ النزيه يعرف أنو نتيجة  2009 ما تبعدش برشة على النسبة اللي ربح بيها شيراك في 2002 في فرنسا و لذا فالإنتخابات هذي إرتقت بينا إلى مصاف الدول العظمى و المتقدمة</p>
</div>
<div class="translation">Congratulazioni per quanto avete fatto!<br />
I miei ringraziamenti vanno prima di tutto ai cittadini tunisini, i quali hanno compiuto il proprio dovere elettorale all&#39;interno di un quadro istituzionale democratico e trasparente, allestito ieri per l&#39;occasione. I cittadini hanno scelto un nuovo presidente e un nuovo parlamento per il Paese, per altri cinque anni. Si è trattato di una decisione coscienziosa e ben ponderata. Nessuno ha cercato di influenzare gli elettori e persino i media nazionali, come TV e stampa, sono stati neutrali garantendo uno spazio uguale ai candidati ed ai loro sostenitori, a prescindere dalla loro relazione con il governo.<br />
Inoltre, vorrei ringraziare il Presidente (per altri cinque anni) e scusarmi per non averLo né sostenuto né votato. Condanno questo comportamento vergognoso anche se non metto in dubbio la neutralità e l&#39;imparzialità delle elezioni. Come sappiamo, se ci fossero stati dei brogli elettorali il risultato sarebbe stato del 98.99%. Ma un osservatore obiettivo sa che i risultati del 2009 non sono poi così diversi da quelli francesi del 2002, quando vinse Chirac. Perciò possiamo affermare che queste elezioni hanno elevato la Tunisia al rango di nazione sviluppata e democratica.</div>
<p><a title="Post in arabo" href="http://nakhlat.blogspot.com/2009/10/blog-post_26.html"><em>Nakhlet Wed El Bey</em></a> [ar] (La palma sul fiume Bey) ha scritto in dialetto tunisino quanto segue:</p>
<div class="arabic">أنا لا أشكك في نزاهة التمثيلية الإنتخابية<br />
&#8230;<br />
آش كان عليه لو كان حلّينا اللعب شويّة<br />
و نزعنا الأكمام من أفوه المعارضة الحقيقية<br />
لإنتصر الرئيس بسبعة و سبعين في المية<br />
و انتزعنا من قلوب الرعايا النفاق و السكيزوفرينية</div>
<div class="translation">Non metto in dubbio l&#39;imparzialità e la trasparenza della farsa delle elezioni tunisine.<br />
Ma se fossimo più flessibili<br />
E se togliessimo la museruola dalla bocca della vera opposizione<br />
In questo modo il presidente avrebbe vinto lo stesso, ma con il 77.7%<br />
E noi avremmo rimosso l&#39;ipocrisìa e la schizofrenìa dai cuori di questo Paese</div>
<p><a title="Post in arabo" href="http://a-free-tn.blogspot.com/2009/10/blog-post.html"><em>Some Thoughts from Tunisia</em></a> [ar], dal canto suo, descrive un evento a cui ha assistito poco prima di votare, sul finire della giornata:</p>
<div class="arabic">كيما قلت سبقني مرافقي للقاعة متاع الانتخاب وكيف دخلت انا نلقا الدنيا داخلة بعضها والجماعة يتغامزو عليه ويتلفوا في الجرّة (ما فاقوش اللي احنا مع بعضنا). اكهو فهمت آش صار: ضهر السيّد مازال في دارو وهوما ريڨلولو اموروا وانتخبوا في بلاصتوا وصححوا في الدفتر في بلاصتوا&#8230; آيا قالولو ما صار شيء برّا للخلوة اختار وموش لازم تصحح (الورقة كلها مصححة وماعادش فمة بلايص)&#8230; هاذا كلّو صاير وانا واقف نتفرّج!! السيّد مشى للخلوة وانا نسمع فيهم يْوَشْوْشُو ويحكيو بالسرقة بالحرف الواحد:<br />
&#8220;هذا العمدة انتخب في بلاصتوا&#8230;!!!!&#8221;</div>
<div class="translation">Come dicevo, un mio amico è entrato prima di me nel seggio elettorale. Quando sono entrato anch&#39;io ho visto i presenti confusi, alcuni ammiccavano e facevano finta di niente (non avevano capito che eravamo insieme). All&#39;improvviso ho capito tutto: mentre il mio amico era ancora a casa sua, qualcuno ha votato e firmato per lui.<br />
Alcune persone gli hanno detto: &#8220;Non è successo niente, puoi scegliere i tuoi candidati ma non devi firmare. (Tutto il documento era firmato e non c&#39;era spazio nemmeno per una sola firma).<br />
Questo mentre aspettavo il mio turno lì dentro. Il mio amico è andato a votare e ho sentito quegli uomini sussurrare:<br />
L&#39;<a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Governatorati_della_Tunisia">“Omda”</a> [it] (capo circoscrizione) ha votato al suo posto.</div>
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		<title>Tunisia: favorevole al governo la campagna elettorale per le presidenziali?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/8993/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 04:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
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		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre il Paese va preparandosi alle prossime elezioni presidenziali del 25 ottobre, sembra vigere la regola dei due pesi e due misure quando si tratta di accertare la regolarità dei (pochi) candidati in lizza. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lina-ben-mhenni/">Lina Ben Mhenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/17/tunisia-electoral-campaign-not-on-track/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La Tunisia sta preparandosi alle prossime elezioni presidenziali del 25 ottobre. La campagna elettorale è iniziata l&#39;11 ottobre, ma non tutti i partiti e i politici sono pronti a prendere parte alla competizione. Tra questi partiti c&#39;è Attajdid (Il Rinnovamento), i cui manifesti sono assenti dagli spazi elettorali. Al partito è stato anche impedito di iniziare la propria campagna elettorale. E se ciò non dovesse bastare, le autorità hanno censurato il giornale portavoce del partito “Attariq Al Jadeed” (La Nuova Direzione) senza una convincente ragione, come spiegato dal blogger <a title="Post originale in arabo" href="http://tunisiesocio-democatique.blogspot.com/2009/10/149.html">Sofiene Chourabi</a> [ar]:</p>
<blockquote><p>حجزت مصالح وزارة الداخلية العدد 149 من جريدة الطريق الجديد بجمع كلّ الأعداد الموجودة بالمطبعة مساء السبت 10 أكتوبر وإشعار صاحب المطبعة بحجز العدد بدعوى تضمنه للبيانين الانتخابيين لحركة التجديد في حين أنه مؤرخ يوم 10 أكتوبر أي قبل انطلاق الحملة الانتخابية وهي تعلات واهية باعتبار أن العدد كان بصدد الطبع مساء السبت 10 أكتوبر ليوزع على الأسواق ابتداء من يوم الأحد 11 أكتوبر الذي تنطلق فيه الحملة الانتخابية.</p></blockquote>
<div class="translation">Il pomeriggio di sabato 10 ottobre, il Ministro degli Interni ha impedito l&#39;uscita dell&#39;edizione numero 149 del giornale “Attariq Al Jadeed”. Ciò è stato possibile bloccando tutte le edizione stampate nella tipografia del giornale e informando l&#39;editore che la confisca era dovuta al fatto che il numero conteneva i due manifesti elettorali del partito “Attajdeed “ con la data del 10 ottobre, mentre la campagna elettorale iniziava l&#39;11 ottobre. Questi argomenti non hanno senso logico, dal momento che il numero del giornale è stato stampato sabato 10 ottobre al fine di essere distribuito domenica 11 ottobre, il giorno d&#39;inizio della campagna elettorale.</div>
<p>Dall&#39;altra parte, invece, i manifesti che ritraggono il candidato del partito del governo - Il presidente tunisino <a title="Post originale inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zine_El_Abidine_Ben_Ali">Zine El Abidine ben Ali</a> [in]- si trovano ovunque e qualche volta anche in spazi illegali. Egli è anche apparso diverse volte in TV per promuovere la sua candidatura, e ciò non è consentito secondo quanto stabilito nel codice elettorale. </p>
<p><a title="Post originale in arabo" href="http://bons-baisers-de-tunisie.blogspot.com/2009/10/blog-post_1281.html"><em>Bons Baisers de Tunisie</em></a> [ar] interviene su questa questione, contrapponendo i dettagli della normativa elettorale con le immagini della campagna del candidato governativo su un canale televisivo privato.</p>
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		<title>Gabon: l&#039;opposizione continua a contestare i risultati elettorali (e la perdurante Françafrique)</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/gabon-lopposizione-continua-a-contestare-i-risultati-elettorali-e-la-perdurante-francafrique/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 06:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Il figlio di Omar Bongo, uno dei dittatori africani di più lungo corso, è stato dichiarato vincitore delle elezioni del 31 agosto. Ma l'opposizione non ha accettato tacitamente il risultato, con ricorsi alla Corte Suprema e manifestazioni estese anche a Parigi. Ne discutono i blogger locali, ribadendo il ruolo - e gli interessi commerciali tuttora cospicui - della Francia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jennifer/">Jennifer Brea</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/22/gabon-opposition-continues-to-fight-election-result/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Lo scorso giugno la morte di Omar Bongo, uno dei dittatori africani di più lungo corso, aveva fatto sperare in una nuova fase politica per il Gabon. Ma quando suo figlio, Ali Ben Bongo, candidato con il partito di Governo, è stato dichiarato vincitore delle elezioni del 31 agosto, sono stati in pochi a dirsi sorpresi. Come spiega il blogger francofono <a title="Post originale in francese" href="http://petitimmonde.blogspot.com/2009/09/ya-bon-bongo-au-gabon.html"><em>Le petit Quimonte illustre</em></a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Au Gabon, la Couronne est héréditaire, de mâle en mâle par ordre de primogéniture élue démocratiquement par succession directe au suffrage universel sous protection militaire.</p></blockquote>
<p class="translation">In Gabon, la Corona è ereditaria, viene tramandata in via patrilineare per diritto di primogenitura, e viene eletta democraticamente tramite suffragio universale, sotto la protezione dell&#39;esercito.</p>
<p>Eppure, i membri dell&#39;opposizione non accettano tacitamente il risultato.</p>
<p>La scorsa settimana, i partiti all&#39;opposizione hanno indetto <a title="Notizia in inglese" href="http://www.makatilocal.com/gabon-opposition-calls-for-strike/">uno sciopero generale di tre giorni</a> [in], come forma di protesta per le elezioni del mese scorso, e per esprimere solidarietà alle vittime delle violenze post-elettorali a Port Gentil (per quanto, stando alla maggioranza dei media internazionali, pochi a Libreville hanno raccolto la proposta di sciopero).  <em><a title="Post in francese" href="http://www.gabon-libre-expression.com/article-36052095.html">Gabon Libre Expression</a></em> [fr] (segnalato da Afrik.com) riferisce che alcuni candidati dell&#39;opposizione stanno proponendo il proprio conteggio alternativo delle schede, secondo il quale il candidato dell&#39;UPG Pierre Mamboundou si troverebbe avanti rispetto a Bongo, con oltre il 68% dei voti.</p>
<p>Giovedì, i candidati dell&#39;opposizione <a title="Post originale in francese" href="http://www.unifang.org/article-36222685.html">hanno rilasciato una dichiarazione congiunta</a> [fr], e almeno nove di loro hanno esposto reclami alla Corte Costituzionale, chiedendo l&#39;annullamento del voto del 31 agosto, che l&#39;ex candidato Bruno Ben Moubamba, [infatti, quelle consultazioni] rappresentano &#8220;un colpo di Stato elettorale&#8221;, in base ai racconti di presunte frodi e altre irregolarità. La Corte ha ora un mese di tempo per pronunciarsi, ma come fa notare un recente articolo su Afrik.com, gli <a title="Articolo in inglese dal sito afrik.com" href="http://en.afrik.com/article16190.html">stretti legami della Corte con la famiglia Bongo</a> [in] lasciano poche le speranze a una sentenza favorevole all&#39;opposizione.</p>
<p><strong>Lunga vita alla Françafrique!</strong></p>
<p>La Francia, da tempo assai vicina alla famiglia Bongo, è considerata almeno in parte responsabile di tale situazione. Nel corso degli scontri post-elettorali Port-Gentil che hanno causato almeno tre morti, i manifestanti si sono scagliati contro le strutture della Total, compagnia petrolifera francese.</p>
<p>A Parigi, ieri si è svolta una <a title="Articolo in francese" href="http://moubamba.com/communique-manifestation-a-paris-mercredi-le-24-septembre/">una manifestazione contro i risultati elettorali</a> [fr] e, perlomeno stando a una testata gabonese, girano appelli <a title="Articolo in francese" href="http://www.lvdpg.org/Gabon-Les-nouvelles-du-quartier-Boycotte-des-produits-Francais_a1235.html">a boicottare i prodotti francesi</a> [fr].</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Post originale in francese" href="http://okouetch.canalblog.com/archives/2009/09/13/15060377.html"><em>Pour Un Gabon Meilleur!</em></a> [fr] illustra la storia dell&#39;imprenditoria francese in Gabon, e degli stretti legami con la famiglia Bongo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Elf, rebaptisé aujourd’hui Total, est la plus connue des entreprises françaises qui exploite les richesses du Gabon du fait de l’affaire qui à partir de 1994 et jusqu’au procès de 2004 a donné un coup de projecteur sur les liens entre les dirigeants de la société pétrolière, la famille Bongo, la mafia et les sommets de l’appareil d’État français.</p>
<p style="text-align: justify;">Mais en fait, c’est l’ensemble de l’économie du pays qui est sous la coupe de sociétés françaises et il est difficile de toutes les citer. Le clan Bongo est servi au passage, étalant un luxe provoquant au milieu du dénuement. Mais l’essentiel de la richesse produite par les travailleurs du pétrole, des mines, de l’extraction forestière, du transport et des activités portuaires, etc., profite à des patrons et des actionnaires d’entreprises dont le siège est par exemple à Odet dans le Finistère (Bolloré), à la Tour Montparnasse à Paris (Eramet), à La Défense (Areva) ou à Niort (Rougier, pour l’exploitation et le négoce des bois tropicaux).</p>
</blockquote>
<p class="translation" style="text-align: justify;">Elf, poi rinominata Total, è la più nota tra le aziende francesi che sfruttano le risorse del Gabon, a causa di un contenzioso che tra 1994 e 2004 mise a nudo i legami tra la dirigenti aziendali, la famiglia Bongo, la mafia, e i vertici dell&#39;apparato statale francese.</p>
<p>Ma di fatto, l&#39;intera economia del Paese soggiace ai voleri delle imprese francesi, e sarebbe difficile elencarle tutte. Il clan Bongo ha svolto il ruolo di collegamento, esponendo provocatoriamente i propri lussi in un Paese di estrema miseria. Ma la maggioranza del denaro prodotto in Gabon dai lavoratori nell&#39;estrazione di petrolo,  minerali, legname, nei trasporti e nella gestione portuale, finiscono in tasca ai proprietari e agli azionisti di aziende i cui uffici si trovano, per esempio, in posti come Odet (Bolloré), la Torre Montparnasse a Parigi (Eramet), La Defense (Areva) o Niort (Rougier, che si occupa dello sfruttamento e del commercio del legname tropicale).</p>
<p>Su <a title="Articolo in francese" href="http://anr.typepad.com/anr/2009/09/gabon-l%C3%A9lection-%C3%A9tait-inutile-paris-a-nomm%C3%A9-ali-pr%C3%A9sident.html"><em>Alliance Nationale de la Resistance du Tchad</em></a> [fr] pubblica le fasi temporali del presunto coinvolgimento francese in queste elezioni, concludendo con una citazione, che ora appare come un sinistro presagio, di Robert Bourgi a <em>Le Monde </em>la sera delle elezioni: &#8220;In Gabon la Francia non è candidata, ma il mio candidato è Ali Bongo. E sappiate che sono un amico fidato di Nicholas Sarkozy. Spero che il messaggio subliminale  giunga agli elettori” [fr].</p>
<p>I lettori di <em><a title="Articolo in francese" href="http://www.lvdpg.org/Gabon-Les-nouvelles-du-quartier-Boycotte-des-produits-Francais_a1235.html">La Voix Du Peuple Gabonais</a> </em>[fr] discutono sulla fattibilità di un boicottaggio dei prodotti francesi. Ondonza scrive:</p>
<blockquote><p>je suis entièrement d&#39;accord avec le boycotte, c&#39;est une mesure de pression efficace qui peut amener les francais à revoir leur position, dans la mesure où le chiffre d&#39;affaires de leurs sociétés diminuera à long terme, ils seront obligés de fermer et rentrer chez eux. Pour cela aussi bien les hommes d&#39;affaires, étudiants, touristes et autres ne devraient plus prendre Air france ou Gabon airlines, une alternative sera de prendre la Lufthansa, Ethiopia airlines et autres compagnies. Les automobilistes ne devraient plus consommer le carburant de Total, ni de la Lybian oil. Penser consommer Gabonais maintenant cela fera rehausser le pouvoir d&#39;achat des petits commercants gabonais.<br />
Que Dieu benisse le Gabon</p></blockquote>
<p class="translation">Sono assolutamente d&#39;accordo col boicottaggio: si tratta di una forma di pressione efficace che riuscirà a far cambiare posizione alla Francia&#8230; uomini d&#39;affari, studenti, turisti e altri ancora non dovrebbero viaggiare più con Air France, o Gabon Airlines, ma scegliere Lufthansa, Ehiopia, o altre compagnie, piuttosto. Gli automobilisti non dovrebbero rifornirsi con benzina Total, o Lybian. Scegliere prodotti gabonesi, in questo momento, potrà aumentare il potere d&#39;acquisto dei piccoli commercianti locali.<br />
Che Dio benedica il Gabon.</p>
<p><em>Aligatoire</em> si chiede come potrà funzionare il boicottaggio, data l&#39;estrema dipendenza del Gabon dal suo ex colonizzatore:</p>
<blockquote><p>Boycotter les produits français, je me demande comment? notre économie ne produit rien. Cela suppose boycotter tout les groupes CFAO, CECADIS,TOTAL,SMAG,BNP(bicig) bgfi,crédit lyonnais (ugb), SEEG, LIBERTIS(les bongo). DRAGAGE……commençons donc par créer une banque gabonaise et des entreprises gabonaises. Il faut donc commencer à être décomplexé de l&#39;homme blanc. car bcp d&#39;africains souffrent d&#39;un complexe d&#39;inferiorité face l&#39;homme occidental.Cette lutte doit être d&#39;abord psychlogique et culturelle.Tous nos dirigeants sont à la merci des occidentaux au détriment de leur peuple. Nous sommes dans les mêmes configurations lors de la traite négrière, le chef coutumier et le négrier.</p></blockquote>
<p class="translation">Boicottare i prodotti francesi? E come? La nostra economia non produce nulla. Vorrebbe dire boicottare CFAO, CECADIS, TOTAL, SMAG, BNP (bicig), Bgfi,Crédit Lyonnais (Ugb), SEEG, LIBERTIS (les bongo), cioè l&#39;intera imprenditoria&#8230; cominciamo a creare una banca e un&#39;impresa gabonese. Dovremo cominciare a superare i nostri limiti, perchè gi africani soffrono di un complesso di inferiorità rispetto all&#39;uomo occidentale. La lotta dev&#39;essere, prima di tutto, psicologica e culturale. I nostri leader sono alla mercè dell&#39;occidente, a scapito della propria gente. Siamo allo stesso punto in cui ci trovavamo al tempo del commercio di schiavi, con padroni e schiavisti.</p>
<p>Alphonse Obiang, in un commento su <em><a title="Post in francese" href="http://anr.typepad.com/anr/2009/09/gabon-l%C3%A9lection-%C3%A9tait-inutile-paris-a-nomm%C3%A9-ali-pr%C3%A9sident.html"><em>Alliance Nationale de la Resistance du Tchad</em></a></em> [fr] dà la colpa ai politici gabonesi:</p>
<blockquote><p>Cet article est du grand n&#39;importe quoi!…je ne vois pas ce que paris vient faire là, sauf si vous prétendez que c&#39;est paris qui a contraint les anti-bongo à diviser leurs voix par 22. le résultat est clair: prise en semble, l&#39;opposition dépasse largement les 50%. divisée, ali bongo passe haut la maion. Tout le reste n&#39;est qu&#39;explications facile et foutage dd gueule.</p></blockquote>
<p class="translation">Quest&#39;articolo è pieno di sciocchezze&#8230; non riesco a capire cos&#39;abbia fatto di male Parigi, a meno che non vogliate dire che è responsabilità francese se gli oppositori di Bongo si sono divisi in 22 piccoli partiti. Il risultato è chiaro: tutta insieme, l&#39;opposizione è arrivata a più del 50%. Divisa, Ali Bongo ha vinto facilmente. Tutto il resto non sono che semplici scuse, str***ate.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Blogger africani denunciano l&#039;ingerenza francese in Gabon, Mauritania e Madagascar</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/blogger-africani-denunciano-lingerenza-francese-in-gabon-mauritania-e-madagascar/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 06:40:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il recente esplodere delle violenze in Gabon e Madagascar e il contestato risultato elettorale in Mauritania hanno gettato benzina sul fuoco per quanti sono convinti che la <em>Françafrique</em> continui a pesare enormemente nell'arena politica delle ex colonie francesi. Diversi i cittadini che online ne parlano e offrono le prove di tale ingerenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lova-rakotomalala/">Lova Rakotomalala</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/12/francafrique-casts-shadow-in-gabon-madagascar-and-mauritania/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Le recenti esplosioni di violenza in Gabon e Madagascar, e il contestato risultato elettorale in Mauritania, hanno gettato benzina sul fuoco per quanti sono convinti che l&#39;influenza francese continui a pesare enormemente nell&#39;arena politica delle ex colonie africane, dove il Paese europeo mantiene ancora ampi interessi economici e politici. Quest&#39;idea è spesso definita col nome di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7afrique">Françafrique</a> [in].</p>
<p>Le elezioni presidenziali in <a title="Pagina di GVO in inglese dedicata al Gabon" href="http://globalvoicesonline.org/-/world/sub-saharan-africa/gabon/">Gabon</a> [in] hanno ricevuto accuse di brogli, mentre è stato dichiarato vincitore Ali Bongo, figlio del Presidente recentemente scomparso Omar Bongo. <a title="Video in inglese dal blog di Harinjaka" href="http://harinjaka.posterous.com/youtube-violence-after-gabon-poll-results">Le violenze seguite alle elezioni</a> [in] hanno portato all&#39;<a title="La notizia dal sito dell'Herald Sun in inglese" href="http://www.heraldsun.com.au/news/world/two-dead-in-post-election-violence/story-e6frf7lf-1225769735365">assalto incendiario al consolato francese di Port-Gentil</a> [in], città dove hanno sede anche gli uffici dell&#39;azienda petrolifera francese Total.</p>
<p>In Madagascar, i promettenti colloqui di pace avviati a Maputo da un gruppo di mediazione internazionale si sono arenati e ieri una manifestazione di protesta è stata duramente repressa dal Governo di transizione. Nella capitale Antananarivo alcuni manifestanti sono stati visti <a title="Status di Twitter in malgascio" href="http://twitter.com/jentilisa/status/3908293286">molestare i <em>vazaha</em></a> [ml] (gli stranieri) nei pressi dell&#39;hotel Glacier, mentre <a title="Lancio in francese dell'agenzia AFP" href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gOvepP_Y08Zbjbwsi3oV1_z0fQDw">l&#39;esercito ha interrotto</a> [fr] le dimostrazioni contro la <a title="Notizia in inglese dal sito del Washington Post" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/09/10/AR2009091001990.html">formazione di un nuovo governo che non include tutti i partiti politici</a> [in],  come invece concordato durante le trattative di pace a Maputo.</p>
<p>In Mauritania, invece, il <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mohamed_Ould_Abdel_Aziz">Generale Mohamed Ould Abdel Aziz</a> [in], salito al potere un anno fa grazie a un colpo di Stato, si è visto legittimare da un&#39;elezione considerata <a title="Leggi l'articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/07/19/mauritania-election-fraud/">fraudolenta</a> [in] dai suoi oppositori. E i mauritani si domandano perchè sia stata proprio la <a title="Notizia" href="http://www.taqadoumy-fr.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=2514&amp;Itemid=30">Francia uno dei primi Stati a riconoscere</a> [fr] il risultato elettorale.</p>
<p>Il <a title="Articolo di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2006/05/22/francophone-africa-bloggers-on-colonialisms-enduring-influence/">concetto di Francafrique</a> [in] è tanto ampiamente condiviso che nel gennaio 2008 l&#39;ex Segretario di Stato per lo Sviluppo d&#39;Oltremare, <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jean-Marie_Bockel">Jean-Marie Bockel</a> [in], dichiarò l&#39;intenzione di “<a title="Notizia in francese dal sito di Le Monde" href="http://www.lemonde.fr/cgi-bin/ACHATS/acheter.cgi?offre=ARCHIVES&amp;type_item=ART_ARCH_30J&amp;objet_id=1020337&amp;clef=ARC-TRK-D_01">voler firmare il certificato di morte della <em>Françafrique</em></a>” [fr].</p>
<p>Le agiate condizioni di vita di cui godono i leader africani in Francia sono state ben documentate. La <a title="Mappa" href="http://maps.google.com/maps/mm?client=firefox-a&amp;hl=en&amp;q=Bongo+villa+paris&amp;ie=UTF8&amp;ll=45.219803,5.546786&amp;spn=14.674432,38.056641&amp;z=5">mappa delle proprietà immobiliari</a> [in] di Parigi intestate ai dittatori africani, <a title="Post originale in francese" href="http://www.rue89.com/2009/06/08/la-mort-domar-bongo-pilier-de-la-francafrique">pubblicata da Rue89</a> [fr] la dice lunga sul fatto che la presa di distanze della Francia da tali dittatori sia più formale che reale. L&#39;ONG <a title="Sito in francese" href="http://www.cellulefrancafrique.org/">cellule Francafrique</a> [fr] elenca nei dettagli le prove a sostegno del concetto di Francafrique con dei <a title="Articolo in francese" href="http://www.cellulefrancafrique.org/-Dictateurs-amis-de-la-France-.html">reportage</a> [fr] e alcune <a title="Foto dal profilo su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/9131417@N04/">foto su Flickr</a>.</p>
<p>A questo proposito, vari blog malgasci e francesi non hanno perso tempo a far notare come <a title="Articolo in francese da courrierinternational.com" href="http://www.courrierinternational.com/breve/2009/03/19/la-france-prend-le-tgv-en-marche">l&#39;ambasciatore francese Chataignier sia stato il primo rappresentante straniero a incontrare Rajoelina</a> [fr] il <a title="Post originale in francese" href="http://nymarina.over-blog.org/article-31970153.html">giorno dopo il colpo di Stato</a> [fr] in Madagascar. Il blogger malgascio NJ <a title="Video in francese" href="http://njnb.wordpress.com/2009/08/30/madagascar-pourquoi-faire-complique-quand-on-peut-faire-simple/">pubblica un link al video seguente</a> [fr], che prova a spiegare come funziona la politica del Francafrique in Madagascar:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/npYF-xyNU9o&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/npYF-xyNU9o&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Uno dei motivi per cui i blogger parlano tanto spesso del coinvolgimento francese nelle questioni interne del Madagascar riguarda le potenzialità di estrazione petrolifere nella regione del Bemolanga. La Total ha acquistato il 60% della proprietà territoriale del bacino, e prevede di estrarre <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bemolanga">180.000 barili al giorno per oltre trent&#39;anni</a> [in]. La Reuters riferisce che la riserva di Tsimimoro potrebbe finanche fruttare <a title="Leggi la notizia dal sito della Reuters in inglese" href="http://www.reuters.com/article/latestCrisis/idUSLH3201">1,7 miliardi di barili</a> [in].</p>
<p>Il costante risentimento nei confronti delle azioni francesi per ciò che viene percepito, a torto o a ragione, come un continuo intrufolarsi nello sviluppo africano ha talvolta assunto <a title="Articolo da Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/primo-attacco-suicida-in-mauritania/">carattere violento</a> [it].</p>
<p>Tuttavia il blogger malgascio Vony propone un&#39;alternativa all&#39;ostilità verso i cittadini francesi come atteggiamento anti-Francafrique. Vony scrive una <a title="Post originale in francese" href="http://www.topmada.com/2009/09/lettre-ouverte-aux-francais-de-madagascar/#more-7438">lettera aperta ai cittadini francesi residenti in Madagascar</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>On dit que vous, Français, venez du pays des droits de l’Homme</p>
<p>Mais on sait aussi que vous vivez désormais dans un pays où la terreur règne,</p>
<p>Parce que Madagascar est aussi une partie de votre histoire, nous vous demandons</p>
<p>solennellement de nous soutenir et nous aider à retrouver notre dignité de</p>
<p>Malgaches et notre fierté de vivre sur cette île [..] Nous Malgaches au pays, en France et à l’étranger faisons appel à votre solidarité envers votre peuple ami et à votre foi en la démocratie et le respect des droits de l’Homme.</p>
<p>Parce que vous êtes aussi menacés par l’avenir sombre et désastreux qui nous guettent tous, , ne détournez pas les yeux mais tendez nous la main pour mieux dénoncer ce que vous ne toléreriez pas dans votre propre pays!</p></blockquote>
<div class="translation">Si dice che voi, francesi, veniate dalla terra dei Diritti Umani</p>
<p>Ma sappiamo per esperienza che vivete anche in un Paese (il Madagascar) dove regna il terrore,</p>
<p>Dal momento che ora il Madagascar è parte anche della vostra storia, vi chiediamo aiuto per ridare dignità e orgoglio alla nostra isola […]. Noi malgasci ci appelliamo al vostro senso di solidarietà verso un Paese amico, e alla vostra fede nella democrazia e nel rispetto dei diritti umani. Poichè anche voi siete minacciati da un futuro oscuro, non distogliete lo sguardo ma veniteci incontro nel denunciare ciò che non tollerereste neppure nel vostro Paese.</p></div>
<p>Tahina parla delle violenze del giorno precedente, <a title="Post originale in inglese" href="http://r1lita.wordpress.com/2009/09/11/a-kind-of-deja-vu/">e di come le abbiano fatto tornare alla mente ricordi traumatici</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Il mio autobus passa da Piazza 13 Maggio, un punto caldo, se non il più caldo, dopo Parco Ambohijatovo. E la domanda logica, posta al conducente prima di salire sull&#39;autobus, è: &#8220;Va ad Analakely?&#8221;, &#8220;Sì, signore&#8221;. Lungo la strada noti cose anormali, gruppi di persone in un posto, traffici sospetti, tendi l&#39;orecchio per origliare le conversazioni altrui. Tiri fuori il cellulare e provi a chiamare qualcuno che dovrebbe trovarsi in centro per sapere se sta bene, e gli chiedi cosa vede intorno. Tutto ciò mi ricorda cose brutte. Cose che probabilmente vivrò ancora in futuro.</p></blockquote>
<p>Dal Gabon, il blogger malgascio Harinjaka, che al momento vive a Libreville, scrive delle <a title="Post originale in inglese" href="http://harinjaka.posterous.com/gabon-elections-evidence-of-fraud-the-observe">possibili prove di brogli che avrebbero portato Ali Bongo alla vittoria</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Delle schede raffigurate in <a title="Foto dal sito originale" href="http://observers.france24.com/files/images/gabon_fausse_carte.jpg">quest&#39;immagine</a> [fr], quella a sinistra è autentica, mentre quella a destra è stata contraffatta. La differenza è piuttosto evidente: quella a sinistra è stata stampata dopo che venisse appiccicata la foto, mentre la foto a destra non è stata stampata assieme al pezzo di carta, il che significa che può essere modificata - e quindi, che più persone possono votare usando la stessa scheda elettorale.</p></blockquote>
<p>Ecco di seguito il video di una donna del Gabon che accusa la Francia di essere direttamente responsabile delle elezioni truccate da Bongo:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/f9q08jjGxGU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/f9q08jjGxGU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Dichiarazioni di questo tipo, in occidente vengono spesso liquidate come semplici teorie cospirative. Purtroppo, visti i recenti tumulti in Gabon, Mauritania e Madagascar, la Francafrique appare sempre più palusibile p blogger e cittadini africani.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Iran: video-campagna online contro le &#8220;confessioni&#8221; dei riformisti</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/iran-alcune-confessioni-video-ottenute-con-la-forza-scatenano-una-campagna-online/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 06:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Possibile che personalità di spicco del riformismo iraniano abbiano deciso di auto-confessare reati analoghi descrivendoli in modi simili? Per tutta risposta, il sito web <em>Watch me Confess</em> invita chiunque a pubblicare online la propria confessione video-registrata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/19/iran-televised-confessions-spur-video-cyber-activism-reaction/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sono molti a nutrire dubbi sulle confessioni, trasmesse recentemente in televisione, di personalità di spicco del riformismo iraniano, i quali di fronte alla telecamera hanno confessato più o meno gli stessi crimini, descrivendoli in modi simili. Si dice che siano state ottenute con la forza e basate su <a title="Post in inglese dal blog Watch Me Confess" href="http://watchmeconfess.wordpress.com/about/">un &#8220;copione&#8221; comune</a> [in]. C&#39;è anche chi ha creato un sito web chiamato <a title="Vai al blog in inglese" href="http://watchmeconfess.wordpress.com/">Watch me Confess</a> [in], dove si invita chiunque a inviare la propria confessione video-registrata:</p>
<blockquote><p>Vi invitiamo a guardare anche la nostra auto-confessione. Sedetevi davanti alla webcam, e dedicare un paio di minuti a confessare ciò che preferite. In alternativa, si può inviare una confessione scritta. Potete fare gli stupidi, e confessare il tipo di cose che il Governo iraniano sta costringendo ad ammettere sotto tortura (del tipo: sono un agente della CIA, ho ricevuto finanziamenti dalla Gran Bretagna per dare il via alla rivoluzione di velluto in Iran usando la BBC, CNN, <a title="Articolo in inglese dal sito di Time.com" href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1915399,00.html">Twitter, Facebook, Google Translate</a> [in], ecc.) oppure potete restare seri, e dire ciò che pensate davvero.</p></blockquote>
<p>Su <a title="Testata online in inglese" href="http://trueslant.com/">True/Slant</a> [in], il corrispondente estero Marc Herman <a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://trueslant.com/marcherman/2009/08/05/mass-confession-to-treason-in-iran/">sembra preferire questa confessione</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Difficile dire cosa colpisce di questa confessione: sarà quella sua strana cadenza, i continui zoom della telecamera, il fatto che la ragazza è israeliana, e una non trascurabile abilità recitativa, che suggerisce un incrocio tra fervore religioso e intenso desiderio di diventare una star televisiva. È la Meryl Streep delle confessioni video coatte, e da quanto mostra il video, è matta da legare:</p></blockquote>
<p><center><object title="Video in inglese da YouTube" alt="Video in inglese da YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GwwuGA9soX8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/GwwuGA9soX8&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>In un&#39;altra confessione, <a title="Video in inglese da YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Tfm_cwm-e1o">un personaggio dal volto stravagante spiega</a> [in] come la prigionia sia il modo più facile per perdere peso, grazie al trattamento delicato e al servizio da &#8220;VIP&#8221;, e tutto ciò in cambio della verità:</p>
<p><center><object title="Video in inglese da YouTube" alt="Video in inglese da YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Tfm_cwm-e1o&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Tfm_cwm-e1o&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p><a title="Video in inglese da YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=D5GmFLOY9ps">La confessione successiva</a> [in] proviene invece dall&#39;autoproclamatasi &#8220;eminenza grigia&#8221; dell&#39;intera rivoluzione. Le sue affermazioni gattesche fanno però pensare che qualcosa non quadri nella sua testimonianza:</p>
<p><center><object title="Video in inglese da YouTube" alt="Video in inglese da YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/D5GmFLOY9ps&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/D5GmFLOY9ps&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>E questa che segue è <a title="Video in farsi da YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=1zVx64sB6TA">la confessione</a> [fa] che ha inaugurato l&#39;iniziativa, dove il comico iraniano Ebrahim Nabavi pubblicato il video di una sua imitazione dell&#39;ex vicepresidente Mohammad Ali Abtahi, condannato insieme ad altre 100 persone, e che sarebbe stato costretto a confessare. Il video è in farsi, ma <a title="Traduzione inglese del video in farsi" href="http://www.alarabiya.net/views/2009/07/20/79258.html">qui ne è disponibile la traduzione inglese</a> [in].</p>
<p><center><object title="Video in inglese da YouTube" alt="Video in inglese da YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1zVx64sB6TA&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/1zVx64sB6TA&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Per saperne di più, basta rileggere questi articoli già pubblicati da GV in inglese: <a title="Articolo in inglese da Global Voices Online" href="http://globalvoicesonline.org/2009/08/01/iran-leading-reformist-abthai-on-trial/">Leading Reformist Abtahi on Trial</a> [in] e <a title="Articolo in inglese da Global Voices Online" href="http://globalvoicesonline.org/2009/08/09/iran-twitter-and-facebook-in-trial/">Twitter and Facebook in Trial</a> [in].</p>
]]></content:encoded>
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