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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Istruzione</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Forse che gli USA possano imparare qualcosa dal boom economico cinese?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/forse-che-gli-usa-possano-imparare-qualcosa-dal-boom-economico-della-cina/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 05:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Posta dal settimanale <em>Time</em> durante la recente visita di Barack Obama, la domanda sembra implicare l'emergere della Cina come una dinamo di ottimismo, sperimentazione e crescita, mentre l'economia statunitense pare in procinto di affondare. Riflessioni e commenti di due netizen cinesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/andy-yee/">Andy Yee</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/26/could-the-us-learn-something-from-china/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Potrebbe la superpotenza del mondo, stanca e solitaria, in realtà imparare qualcosa dalla Cina? Questa è la domanda posta <a title="Post originale in inglese" href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1938671,00.html">recentemente dalla rivista Time</a> [in] durante la prima visita del presidente Barack Obama in Cina. L&#39;articolo sostiene che in questo periodo la Cina va emergendo come &#8220;una dinamo di ottimismo, sperimentazione e crescita&#8221;, mentre l&#39;economia statunitense è in procinto di affondare. Questo è un momento di umiltà per gli USA.</p>
<p>L&#39;articolo ha identificato cinque lezioni che è possibile trarre dalle storie di successo cinesi. Nel frattempo <a title="Post originale in cinese" href="http://blog.sina.com.cn/s/blog_4cacf1f30100fry3.html?tj=1">Xu Ben</a> [cin] (徐贲) e <a title="Post originale in cinese" href="http://blog.sina.com.cn/s/blog_6251670c0100ge5x.html">Tan Mintao</a> [cin] (谭敏涛), rispettivamente, uno studioso e un avvocato cinesi, hanno commentato su questi insegnamenti nei propri blog:</p>
<p><strong>1: Essere ambiziosi</strong></p>
<p>La rivista <em>Time</em> evidenzia l&#39;inefficacia degli USA per lo sviluppo e l&#39;esecuzione di progetti ambiziosi. Citando un consulente finanziario:</p>
<blockquote><p>Una cosa fondamentale che possiamo imparare dalla Cina è stabilire gli obiettivi, l&#39;elaborazione di piani e concentrarsi sui cambiamenti positivi per il Paese. Costoro hanno trascritto e memorizzato dei progetti di cinque anni prima. Anziché stabilire quale fabbrica debba ricevere quali materie prime, quali prodotti realizzare, il loro prezzo e luogo di vendita, adesso la pianificazione consiste nel decidere ‘Come mettere in piedi  un&#39;industria tra le migliori del mondo per la costruzione di circuiti integrati per computer in cinque anni? Come si fa a diventare a competere globalmente nel settore automobilistico?’</p></blockquote>
<p>Xu Ben concorda:</p>
<blockquote><p>在美国，所有公共开支和建设项目是不可能由中央（联邦）政府统一确定目标，制定计划的。一切拨款都必须通过国会或地方议会的批准，不是由某个领导或首长一拍板就能决定的。</p></blockquote>
<div class="translation">In America, l&#39;intera infrastruttura della spesa publica non può essere coordinata dal governo centrale (federale). Occorre l&#39;approvazione del Congresso o delle amministrazioni locali, e non possono essere controllate dai responsabili locali.</div>
<p>Tan Mintao ha evidenziato alcune possibili motivazioni alla base dell&#39;efficienza cinese nella realizzazione di  progetti ambiziosi:</p>
<blockquote><p>中国强制拆迁的事件层出不穷，而且多是以行政权压制公民个人私权取胜，这种视公民权利于不顾的举动和做法，我想美国人恐怕想得到，但做不到，因为，你们有法律为公民撑腰。</p></blockquote>
<div class="translation">Le demolizioni forzate sono comuni in Cina. I diritti dei cittadini vengono sacrificati rispetto alle pressioni amministrative. Temo che questa mano pesante sul mancato rispetto dei diritti sia impraticabile per gli americani, perchè i loro cittadini sono protetti da norme giuridiche.</div>
<p><strong>2: I problemi dell&#39;istruzione</strong></p>
<p>La seconda lezione è il forte accento posto dal governo e dalle famiglie cinesi per l&#39;istruzione di base, cruciale per la salute economica del Paese. Citando William McCahill, ex vice-capo dell&#39;ambasciata USA a Pechino:</p>
<blockquote><p>Fondamentalmente, hanno ragione nel privilegiare le nozioni primarie, particolarmente per matematica e scienze. Dobbiamo fare lo stesso. Spesso i loro bambini più avanti dei nostri.</p></blockquote>
<p>L&#39;articolo cita anche Nick Reilly, dirigente alla General Motors a Shanghai:</p>
<blockquote><p>Tutto inizia con l&#39;enfasi delle famiglie sull&#39;importanza della formazione didattica. Cosa che mette pressione sul governo nel fornire un sistema decente.</p></blockquote>
<p>Xu Ben cita alcune difficoltà di ordine pratico negli Stati Uniti per migliorare il proprio sistema didattico:</p>
<blockquote><p>教师与学区是有工作合同的，其权利充分受到法律保护，谁也不能命令他们无报酬地加班加点。因此，延长学期就必须增加教师的报酬，而这又必须通过正规的预算和拨款程序，得到全体选民的正式认可才行。</p></blockquote>
<div class="translation">Il rapporto tra insegnante e scuola è guidato da contratti. Come stabilito per legge, nessuno può ordinare agli insegnanti di impegnarsi in straordinari non pagati. Perciò, l&#39;allungamento del periodo scolastico deve essere accompagnato da un incremento di stipendio per gli insegnanti, ciò significa un procedimento per l&#39;espansione del bilancio e l&#39;approvazione da parte di tutti gli elettori.</div>
<p>Intanto Tan Mintao sottolinea l&#39;incompletezza del quadro:</p>
<blockquote><p>中国对教育的投资，我想更多的集中在大城市，名牌大学，农村中小学的投入永远很少，少到农村学生处在教育的最底层…关注中国发展的人多集中在大城市，但中国的大城市却不完全代表中国。</p></blockquote>
<div class="translation">Gli investimenti cinesi in materia di istruzione si concentrano nelle grandi città e  università più importanti. Scuole rurali primarie e secondarie non ricevono mai fondi sufficienti, spingendoli così verso il basso della piramide didattica… Quanti si preoccupano dello sviluppo della Cina, tendono a focalizzare l&#39;attenzione sulle grandi città, che non rappresentano un quadro completo della Cina.</div>
<p><strong>3: Prendersi cura degli anziani</strong></p>
<p>Con un aumento della popolazione anziana, la tendenza in USA prevede maggior assistenza a domicilio e minore in costose case di cura.  Qui, sostiene l&#39;articolo sostiene, gli USA possono imparare dalla Cina:</p>
<blockquote><p>In Cina il contratto sociale è stato semplice per secoli: i genitori allevano i figli; poi i figli si prendono cura dei genitori finchè non diventano rimbambiti… Per millioni di cinesi poveri, questo è un onere come anche una responsabilità… Eppure, ci sono vantaggi che bilanciano i sacrifici economici: i nonni si prendono cura dei figli, mentre mamma e papà lavorano; accolturano la generazione più giovane ai valori della famiglia e della nazione; forniscono un senso culturale di continuità che contribuisce a legare la società.</p></blockquote>
<p>Xu Ben sembra non essere d&#39;accordo:</p>
<blockquote><p>一胎化政策都落实几十年了，哪里还有什么 ‘大家庭’?  报道还说，中国人认为，将老人送入疗养院是一种耻辱…如果真是如此，哪里还会有那么多“啃老族”和无助贫困老人？</p></blockquote>
<div class="translation">La politica del figlio unico è stata attuata per decenni. Esistono ancora le ‘grandi famiglie’? L&#39;articolo sostiene che per i cinesi il proposito di mandare i vecchi genitori presso case di cura è come una vergogna… Se ciò è vero, perchè vediamo ancora tanti anziani inermi e ‘figli parassiti’ che vivono sulle spalle dei genitori?</div>
<p>Pur approvando tale tradizione cinese, Tan Mintao sottolinea come il debole sistema di assistenza agli anziani in Cina sia certamente una preoccupazione per la maggior parte dei cinesi:</p>
<blockquote><p>当中国人认为把老人送入养老院是一种耻辱的时候，我想，更多折射的是我们的养老体系还很脆弱，经不起风吹雨打，真正需要建立的社会救助制度还没有建立，那谈何让年轻人放心把老人送入养老院呢？</p></blockquote>
<div class="translation">Mentre i cinesi considerano una vergogna mettere gli anziani in case di riposo, credo che ciò rifletta il fragile sistema di assistenza agli anziani. Con un efficace sistema di sicurezza ancora da costruire, semplicemente la casa di riposo non è una scelta affidabile per gli anziani.</div>
<p><strong>4: Incrementare il risparmio</strong></p>
<p>A seguito della crisi finanziaria, è nato il consenso che in USA si debba risparmiare di più. Anche in questo caso, la Cina, una società che ha praticato il risparmio personale per secoli, è un modello per gli USA.</p>
<p>Xu Ben sottolinea quel che gli americani non riescono a riconoscere:</p>
<blockquote><p>美国人似乎并不知道一般中国人为什么那么怕花钱。与其他消费相比，他们不能不面对更基本的生存需要：买房子、交学费、医疗费。美国人看来也不知道，也有不节俭的中国人，他们能花几十万，上百万买一条藏獒，并由奔驰、宝马、奥迪等几十辆名车组成的豪华车队接近家门。</p></blockquote>
<div class="translation">Sembra che per gli americani, non so perchè, i cinesi abbiano tanta paura di spendere. Rispetto ad altri consumi, non si preoccupano di altro che dei bisogni primari: alloggio, istruzione e assistenza sanitaria. Gli americani inoltre non sono consapevoli che ci sono cinesi ricconi che spendono milioni per comprare un mastino tibetano, o una flotta di Mercedes, BMW e Audi per i viaggi.</div>
<p>Ciò riecheggia a un punto sollevato da Tan Mintao:</p>
<blockquote><p>这些喜欢储蓄的群众多是对未来生活保障缺乏信心的广大群众。</p></blockquote>
<div class="translation">Per il pubblico in generale, risparmiare il più possibile  è dovuto alla mancanza di fiducia nei mezzi di sostentamento futuri.</div>
<p><strong>5: Guardare oltre l&#39;orizzonte</strong></p>
<p>L&#39;energia che gli stranieri sentono in Cina proviene dalla sensazione che sia connesso a qualcosa di più grande, ribadisce l&#39;articolo. Questa fiducia è venuta a mancare in America dopo la profonda recessione. Ecco come la mette un americano che è vissuto in Cina:</p>
<blockquote><p>La Cina sta cercando di diventare quel che ancora non è. È in una fase di crescita consapevole, dichiarata e — come confermano i risultati correnti — orgogliosa.</p></blockquote>
<p>Citando l&#39;esempio dell&#39;articolo del <em>Time</em> del figlio di una povera famiglia di contadini in un&#39;area rurale diventato ingegnere software di successo a Shenzhen, Xu Bin spiega:</p>
<blockquote><p>希望千千万万其他贫困的中国农民家庭子弟也有同样的机会，到那时候，美国人向往的就真的不再是“美国梦”，而该是“中国梦”了。</p></blockquote>
<div class="translation">Mi auguro che milioni di bambini poveri delle aree rurali possano avere la stessa fortuna. Da quel momento, gli americani non ammireranno più ‘il sogno americano&#39; ma piuttosto  &#8216;il sogno cinese’.</div>
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		<title>Marocco: sentenza per un caso di lavoro minorile suscita reazioni controverse</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/morocco-una-sentenza-clemente/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 05:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torniamo sul caso di Zineb Chtit, la ragazza marocchina assunta come donna delle pulizie e brutalmente picchiata da Nawal Houmin, moglie del giudice presso cui lavorava. Quest'ultima è stata ora condannata a tre anni di prigione e una multa di 13.000 dollari. Panoramica sulle variegate reazioni in loco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/25/morocco-a-lenient-sentence/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_103018" class="wp-caption alignleft" style="width: 256px"><img class="size-medium wp-image-103018" title="zineb" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/zineb-300x199.jpg" alt="zineb" width="246" height="163" />
<p class="wp-caption-text">Zineb Chtit durante il processo (fonte: Oujdacity)</p>
</div>
<p>Il mese scorso Global Voices ha raccontato la storia di <a title="Post in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/marocco-portare-allo-scoperto-la-piaga-del-lavoro-minorile/">Zineb Chtit</a> [it], la giovane ragazza marocchina assunta come donna delle pulizie e brutalmente picchiata dai membri della famiglia presso cui lavorava. La scorsa settimana è stato annunciato che Nawal Houmin, moglie del giudice che l&#39;aveva assunta e colei che aveva picchiato Zineb, verrà punita con <a title="Articolo in francese" href="http://www.lematin.ma/Actualite/Express/Article.asp?id=121072">tre anni di prigione</a> [fr] e una sanzione pecuniaria pari a 13.000 dollari Usa. Numerosi gruppi per i diritti umani hanno definito la sentenza troppo clemente. <br />
Questa <a title="Post in inglese" href="http://crazymoor.wordpress.com/2009/10/15/moroccan-woman-jailed-3-years/">l&#39;opinione</a> [in] del blogger <em>Crazy Moor</em>:</p>
<blockquote><p>Precchi gruppi di attivisti marocchini hanno detto che ricorreranno in appello in nome di quei 60-80.000 bambini marocchini costretti a lavorare.</p>
<p>Secondo Najia Adib, Presidente dell&#39;Associazione “Don’t Touch My Children” [Non toccare i miei figli], la sentenza non è commisurata al grado di atrocità raggiunto, poiché la ragazzina è stata tenuta in una cella.</p>
</blockquote>
<p>La vicenda è accaduta in una città nella zona orientale del Marocco, <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oujda">Oujda</a> [it]. Un sito web assai popolare, <em>Oujdacity.net</em>, che si definisce &#8220;il principale portale del Marocco orientale,&#8221; ha commentato la vicenda <a title="Articolo in arabo" href="http://www.oujdacity.net/oujda-article-22698-fr.html">come segue</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">حكمت المحكمة الابتدائية بوجدة يوم الأثنين 12 أكتوبر 2009  بثلاث سنوات ونصف سجنا نافذا وتعويض مالي قدره 100 ألف درهم  على زوجة القاضي  مشغلة الطفلة زينب ، الحكم اعتبره عدة محامين  بوجدة انه  كان قاسيا ، ولم يأخذ بعين الاعتباراي ظرف من ظروف التخفيف &#8230; وهو حكم فاجأ الجميع لأنه جاء خلافا لما كان يردده الرأي العام الذي كان يتوقع ان يكون الحكم لا يتجاوز بضعة اشهر</div>
<div class="translation">Lunedì 12 ottobre 2009, il Tribunale di Primo Grado di Oujda ha comminato tre anni e mezzo di prigione [senza libertà vigilata] e una multa di 100.000 dirham (13.000 dollari Usa) alla moglie del giudice che aveva assunto Zeineb, una giovane donna delle pulizie. Parecchi avvocati a Oujda ritengono la sentenza troppo dura, poiché il tribunale non avrebbe tenuto conto di alcune circostanze attenuanti&#8230; La sentenza ha colto di sorpresa tutti perché contraria alle aspettative dell&#39;opinione pubblica: una pena non superiore a pochi mesi di detenzione.</div>
<p><em>Solidarité Maroc</em> <a title="Post in francese" href="http://solidmar.blogspot.com/2009/10/le-juge-qui-torture-sa-bonne-de-11-ans.html">ha commentato</a> [fr] sarcastico:</p>
<blockquote><p>Malgré les dénonciations concernant les deux époux, seule l&#39;épouse a été inculpée, alors que le juge a été innocenté. Encore une illustration de la justice, au Maroc.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Nonostante le accuse nei confronti della coppia, solo la moglie è stata condannata, mentre il giudice è stato assolto. Un&#39;altra chiara immagine della giustizia marocchina.</div>
<p>Moustapha Mouden del blog collettivo <em>SidiSlimane</em>, commentando un programma di 2M sul lavoro minorile, <a title="Post in arabo" href="http://zide.maktoobblog.com/1619647/%D8%A7%D9%84%D8%AE%D8%A7%D8%AF%D9%85%D8%A7%D8%AA-%D9%81%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D9%82%D9%86%D8%A7%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%AB%D8%A7%D9%86%D9%8A%D8%A9/">scrive</a> [ar] quanto segue:</p>
<div class="arabic">يجب الآن الانتقال إلى المرحلة الثانية، وهي التحسيس ومواجهة الظاهرةومحاربتها في العمق<br />
أي أن المشكل في فقر الأسر التي تبعث بناتها للاشتغال..<br />
. لكن هناك كذلك مشكل الوعي بخطورة القضية، وبالتالي لا تكفي القوان</div>
<div class="translation">Dovremmo passare alla seconda fase della campagna e affrontare il problema [il lavoro minorile] alle radici. E cioè lo stato di degrado che costringe moltissime famiglie a far lavorare i propri figli.</p>
<p>Ma c&#39;è anche un problema di sensibilizzazione, che le leggi non riescono ad affrontare adeguatamente.</p>
</div>
<p>A tal proposito, Il blogger sostiene che ci sia qualcosa impossibile da modificare da parte della legge:</p>
<div class="arabic">
<p>يجب التركيز على مسألة الوعي، والتحسيس بمختلف عواقب تشغيل الفتيات… وهو ما يتطلب كذلك إعمال النصوص القانوينة الخاصة بالموضوع، وإشعار السلطات المعنية بضرورة القيام بواجبها، ومن ذلك اتفاقية حقوق الطفل التي صادق عليها المغرب، ومدونة الشغل التي تجرم تشغيل من هو/هي في أقل من 15 سنة، وكذلك قانون إجبارية تدريس الأطفال</p>
</div>
<div class="translation">Dobbiamo concentrarci nel fornire maggiore attenzione e informazione sui vari effetti di un tale fenomeno sulle ragazze&#8230; C&#39;è bisogno di una riforma legislativa, le autorità devono assumersi le responsabilità previste dalla Convenzione dei Diritti del Minore, ratificata dal Marocco, e dal Codice del Lavoro, secondo cui il lavoro minorile è un reato, quello cioè imposto ai minori di 15 anni, e infine rendere obbligatoria l&#39;educazione per tutti i bambini del Paese.</div>
<p><small>
<p>Un ringraziamento speciale a <a title="Profilo in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a> [in] per aver contribuito a questo post.</p>
<p></small></p>
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		<title>Marocco: i problemi dell&#039;istruzione pubblica all&#039;esame della blogosfera</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 05:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diviso tra l'impeto alla modernizzazione e il potentissimo richiamo della tradizione e oberato da un'amministrazione macchinosa e centralizzata, il sistema educativo marocchino è da tempo oggetto di critiche appassionate, non ultime quelle della blogosfera. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hisham/">Hisham</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/23/morocco-education-under-bloggers-scrutiny/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;alto tasso di analfabetismo è spesso un indicatore importante per individuare quello che gli osservatori definiscono un sistema educativo arcaico e diseguale che, a 50 anni dall&#39;indipendenza, ha deluso le aspettative di parecchi marocchini.</p>
<p>Diviso tra l&#39;impeto alla modernizzazione e il potentissimo richiamo della tradizione, dilaniato dal complesso dibattito sulle lingue da includere nel programma educativo, oberato da un&#39;amministrazione macchinosa e centralizzata, il sistema educativo marocchino è da tempo oggetto di critiche appassionate, non ultime quelle della blogosfera locale.</p>
<p><em>Mohamed</em>, uno studente universitario, <a title="Post in arabo" href="http://med-tanger.blogspot.com/2009/10/blog-post_09.html">attacca</a> [ar] soprattutto la metodologìa, basata sulla memorizzazione cieca e acritica delle nozioni, approccio apparentemente dominante all&#39;interno del sistema di studi. Il blogger scrive quanto segue:</p>
<blockquote><div class="arabic">لا يهم أن نفهم ما نحفظ أو أن نحاول فهمه، فقط إحفظ، ثم أتل ما حفظت، ودع الفهم لذوي العقول الراجحة..<br />
لم يكن يفرقنا عن الببغاوات الرمادية الكثير: تلقي مجموعة أسطر وفقرات، نحفظها عن قلب ظهر أو عن ظهر قلب فلا يهم، الأهم أن نستعرض ما حفظناه يوم الرعب: وعند الإمتحان يذل الحافظ أو يهان..<br />
بدأت تتكشف لي معالم الجامعة، تجارب نحفظها لنتظاهر بتطبيقها في المختبرات، أو لنقل شبه مختبرات تحريا للصدق. طُلب من أستاذ نتيجة تجربة فأجاب، سُئل لماذا هذه القيمة بالضبط؟ قال إنها القيمة التي حصل عليها فوج السنة الماضية! حتى الأساتذة يحفظون النتائج كما أنزلت ولله الحمد..
</div>
</blockquote>
<div class="translation">Non è importante capire quel che stiamo imparando a memoria. Bisogna solo apprendere e poi recitare. Lasciamo la comprensione alle menti sagge&#8230;<br />
Non eravamo molto diversi dai pappagalli a scuola: ci davano righe e paragrafi da imparare a memoria. La cosa davvero importante era saperli recitare quando arrivava il giorno dell&#39;orrore: il giorno degli esami, in cui eri messo in imbarazzo, e nella peggiore delle ipotesi umiliato;<br />
Poi ho cominciato a capire anche la realtà dell&#39;università. Simulavamo esperimenti condotti da altri, in cosiddetti laboratori. Abbiamo chiesto al professore di spiegarci il risultato dell&#39;esperimento e alcuni dettagli su questo o quel valore. La sua risposta: chiedetelo ai laureati dell&#39;anno scorso! Persino gli insegnanti imparano a memoria i risultati. Dio sia lodato (sarcastico). </div>
<p>Oltre al preoccupante tasso di analfabetismo, secondo alcune stime sarebbero moltissimi i bambini che non frequentano nessuna scuola, mentre altri abbandonano l&#39;istruzione in età precoce, come <a title="Post in arabo" href="http://www.nibraschabab.com/?p=2281">fa notare</a> [ar] <em>Ammar al-Khalfi</em> su <em><a title="Sito in arabo" href="http://www.nibraschabab.com/">Nebrass E&#39;shabab</a></em> [ar]:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>
إن السبب المساهم في الهدر المدرسي إن لم نقل السبب الرئيسي هو تدني مستوى التعليم العمومي، فحسب الدراسات وحسب تجربتي الشخصية فإن علاقة<br />
الطفل المغربي بالمدرسة أصبحت علاقة نفور، إذ تلاشى الرابط بين التلاميذ ومدرسيهم بسبب العنف والتهميش.<br />
كما تعاني المدرسة المغربية من نقص في التجهيز التربوي وندرة في الأنشطة غير التعليمية، وضعف في تكوين المدرسين لمواجهة حاجات الأطفال ومشاكلهم. وتطول لائحة الأسباب الخارجية المنفرة للأطفال من المدرسة، كالتفكك الأسري، وأمية الآباء والأمهات، وتأثير الشارع، والمخدرات والبطالة، والرغبة في الهجرة إلى الغرب.</p>
</blockquote>
</div>
<div class="translation">Una delle ragioni dell&#39;abbandono scolastico, se non <em>la</em> ragione principale, è la sempre più scarsa qualità dell&#39;istruzione pubblica. Gli studi dimostrano, e la mia esperienza personale conferma, che i bambini sono riluttanti alla scuola: la violenza e la marginalizzazione hanno incrinato quello che un tempo era un solido rapporto con l&#39;insegnante.<br />
Le scuole marocchine devono fronteggiare anche una mancanza di attrezzature e attività extra-scolastiche, e la scarsa formazione del corpo docente, che spesso non riesce a comprendere e soddisfare i bisogni dei bambini e i loro problemi. Inoltre, parecchi fattori esterni concorrono a formare questa attitudine dei bambini verso la scuola, come situazioni familiari problematiche, genitori analfabeti, l&#39;influenza della cultura di strada, le droghe, la disoccupazione, il desiderio di emigrare in occidente.</div>
<p>Il budget annuale complessivo destinato all&#39;istruzione rimane bassissimo. Fattore ancor più rilevante se si pensa al degrado delle infrastrutture. <em>Abderrazak E&#39;ttabi</em>, che scrive su <em>&#8216;Akrab al-Net</em>, <a title="Post in arabo" href="http://abdofati.blogspot.com/2009/10/blog-post_12.html">racconta</a> [ar] il caso di una scuola pubblica pericolante a Ksar al-Kabir. Nel suo post si legge:</p>
<blockquote><div class="arabic">الذي سيرى الصور من الوهلة الأولى قد يعتقد أنها صور التقطت من قلب مدينة تعرضت لهزت أرضية أو قصف جوي و موجة من أمواج تسونامي المدمرة ، لكن الواقع و الحقيقة أن الصور الملتقطة هي لمدرسة لم يمضي على افتتاحها سوى سنوات قليلة بمدينة القصر الكبير ، و بالضبط بالحزام الهامشي للمدينة ، تصدعات و شقوق تؤدن بانهيار وشيك قد يتسبب في كارثة كبرى يكون ضحيتها في المقام الأول أطفال أبرياء.</div>
</blockquote>
<div class="translation">Ad un primo sguardo, queste immagini sembrano riprodurre una città sconvolta da un sisma, o colpita da un bombardamento aereo, oppure da un devastante tsunami. La tragica realtà è che le foto ritraggono una scuola pubblica inaugurata recentemente alla periferia della città di Ksar al-Kabir (nel nord del Marocco). Crepe e fratture fanno pensare a un collasso imminente, che costerebbe la vita di parecchi bambini innocenti.</div>
<p>L&#39;autore pubblica poi le immagini scattate da un insegnante di quella scuola:</p>
<p><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/School-in-Ksar-al-Kabir-2-300x240.jpg" alt="Scuola a Ksar al-Kabir" title="Scuola a Ksar al-Kabira" width="300" height="240" class="aligncenter size-medium wp-image-102555" /><br />
<img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/School-in-Ksar-al-Kabir-300x253.jpg" alt="Scuola a Ksar al-Kabir" title="Scuola a Ksar al-Kabir" width="300" height="253" class="aligncenter size-medium wp-image-102554" /></p>
<p>Quello della lingua, invece, sembra essere un problema assai sentito. Nell&#39;istruzione superiore si usa il francese, in un Paese la cui maggioranza parla una variante dell&#39;arabo. Sebbene la <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_berbera">lingua berbera</a> [it] (o Tamazight) sia stata recentemente inclusa nel programma di studi nazionale, alcuni, come <em>Ibrahim Murabit</em> su <em>Nebrass E&#39;shabab</em>, <a title="Post in arabo" href="http://www.nibraschabab.com/?p=2328">ritengono</a> [ar] che sia troppo poco e troppo tardi:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>وإذا كان معلوما أن كل حضارة تقاس قوتها بمدى انتشار لغتها وثقافتها، والأمر عندنا في المغرب أكثر وضوحا عندما نشاهد الصراع الثقافي المحموم بين المراكز الثقافية الفرنسية والاسبانية والانجليزية، لنشر ثقافتها ولغتها بمقابل رمزي أو مجاني في أحيان كثيرة. فما بالنا نتنكر لأنفسنا ونحقد على تراثنا وثقافتنا، خصوصا إذا تعلق الأمر بأمازيغية المغرب وثقافته وتاريخه؟</p>
</blockquote>
</div>
<blockquote><p>Ogni civiltà è definita dall&#39;estensione e dall&#39;influenza della propria lingua e cultura. In Marocco, assistiamo da tempo ad un&#39;aspra contesa tra l&#39;influenza francese, spagnola e inglese, ciascuna intenta a disseminare la propria lingua e cultura tramite servizi a prezzi simbolici, talvolta del tutto gratuiti. Perché trascuriamo la nostra cultura, la storia e le nostre lingue, specialmente il Tamazight, finendo per disprezzarle?</p>
</blockquote>
<p>Rispecchiando le divisioni della società marocchina, gruppi conservatori e riformisti cercano spesso di occupare gli spazi culturali all&#39;interno delle università, promuovendo dibattiti e organizzando incontri e lezioni. Ciò non sempre avviene in maniera serena. Da Tangeri, <em>Vamprita</em> <a title="Post in arabo" href="http://vamprita.wordpress.com/2009/10/17/%D8%A7%D8%B1%D9%87%D8%A7%D8%A8-%D9%81%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D8%AC%D8%A7%D9%85%D8%B9%D8%A9/">racconta</a> [ar] quanto le è accaduto durante un incontro, organizzato da lei e altri studenti, a cui erano stati invitati alcuni famosi comici marocchini. Quello che sembrava essere un incontro ben riuscito, si è subito trasformato in un caos totale dopo l&#39;intervento di alcuni studenti conservatori arrabbiati:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>كانت الأمور تجري على ألف ما يرام ، فقد جهزنا ما أمكننا لاستقبال الضيوف ، و قام كل مسؤول فينا بتقديم ناديه ، ثم توجهنا لقاعة جهزناها خصيصا لهذه المناسبة حيث جلسنا في حوار مفتوح تدخل فيه كل الطلبة الراغبين بذلك<br />
إلى أن خرب الجلسة أعضاء من الاتحاد الوطني لطلبة المغرب ، من الفصيل القاعدي ، وهجموا على القاعة بكل همجية ووحشية ووقاحة ، وقاطعوا الجلسة بطريقة فوضوية محتجين لماذا لم يتم اخبارهم بهذا النشاط وأي نشاط يجب أن يتم بعلمهم ، و قالوا بأن أنشطتنا كلها هي مضيعة للوقت في ظل مشاكل أهم تعاني منها الجامعة
</p>
</blockquote>
</div>
<div class="translation">Le cose andavano alla meraviglia. Avevamo finalizzato ogni dettaglio prima di ricevere gli ospiti, ognuno di noi doveva presentare un gruppo. Siamo andati nell&#39;aula magna, attrezzata per l&#39;occasione, e abbiamo iniziato una discussione aperta a tutti gli studenti.<br />
Tutto è andato in malora quando alcuni membri radicali dell&#39;Unione nazione degli studenti marocchini sono entrati nell&#39;aula magna e hanno cominciato a protestare, in modo violento e prepotente, chiedendo il boicottaggio e la cancellazione del dibattito. Sostenevano di non essere stati avvertiti dell&#39;evento e che dovevano essere a conoscenza di ogni attività. Hanno definito il nostro incontro una perdita di tempo, dati i problemi ben più gravi dell&#39;università.</div>
<p>Nonostante le numerose e ambiziose riforme &#8220;cosmetiche&#8221; i blogger sembrano rispecchiare una posizione dominante dell&#39;opinione pubblica, secondo cui il sistema della pubblica istruzione avrebbe deluso le aspettative di molti, peraltro lasciando campo libero allo sviluppo di un florido e lucrativo sistema di educazione privata, diffuso in tutti i centri urbani ma inaccessibile a larghe fasce di popolazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Africa: la tecnofobia finirà per rovinare la festa delle tecnologie diffuse?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 05:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[The Future of ICT for Development]]></category>
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		<description><![CDATA[Data la crescente influenza delle ICT sullo sviluppo, è possibile che la paura della tecnologia e l’incomprensione delle sue finalità colpiscano in misura sproporzionata il mondo in via di sviluppo? Ecco alcuni esempi e iniziative per combattere la tecnofobia in alcuni Paesi sub-sahariani. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/john-liebhardt/">John Liebhardt</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/22/will-technophobia-crash-the-ict-party/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Le <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/ICT">tecnologie dell&#39;informazione e della comunicazione</a> [it] (nell&#39;acronimo inglese, ICT) promettono di favorire al meglio lo sviluppo. I telefoni cellulari, si dice, facilitano la creazione e l’espansione dei mercati dove prima non esistevano. I dispositivi mobili sono entrati nella sfera bancaria (il bancomat via cellulare in alcuni Paesi), medica (consentendo a chi vive in aree rurali di ricevere le necessarie informazioni dagli specialisti) e dei servizi pubblici.</p>
<p>Le connessioni Internet permettono a studenti che vivono in aree rurali remote di migliorare l&#39;apprendimento attraverso le ricerche online. Gli accademici di tutto il mondo si tengono in contatto tra loro. I social media facilitano e consentono alla gente di organizzarsi meglio e agli immigrati di inviare facilmente denaro a casa. </p>
<p>Il ruolo svolto dalle ICT nello sviluppo umano è stato dibattuto e discusso in un forum svoltosi ad Harvard il 23 e 24 settembre scorsi, dal titolo <a title="Pagina originale in inglese" href="http://cyber.law.harvard.edu/events/2009/09/idrc"> ICT, Sviluppo Umano, Crescita e Riduzione della Povertà</a> [in].</p>
<p>Cosa si può dire però sul rifiuto dei computer e sulla diffidenza verso gli strumenti tecnologici? Se la speranza riposta nelle ICT è quella di condurre alla riduzione della povertà, in che modo la tecnofobia può inficiare questa missione? La tecnofobia è sen’altro una questione globale. Tuttavia, data la crescente influenza delle ICT sullo sviluppo, è plausibile che il timore della tecnologia e l’incomprensione delle sue finalità possano colpire in misura sproporzionata il mondo in via di sviluppo? Se così è, cosa si può fare al riguardo?</p>
<p>Ecco di seguito alcuni esempi della lotta alla tecnofobia e del tentativo di comprenderla. (Se sapete di altre situazioni, ci farebbe piacere ascoltarle. Proveremo a scrivere di questi temi anche in altre parti del mondo, per cui v&#39;invitiamo a diffondere queste idee.)</p>
<p>La tecnofobia assume in Africa, come altrove, forme diverse. La ritrosia degli insegnanti verso la tecnologia è stata <a title="Documento PDF originale in inglese" href="http://www.ernwaca.org/panaf/pdf/phase-1/Kenya-PanAf_Report.pdf">citata</a> [in] come ostacolo all’espansione dei computer nelle scuole. In Uganda, sia lo staff che i pazienti degli ospedali indicano la &#8220;<a title="Pagina originale in inglese" href="http://tiny.cc/n6UuZ">adattabilità culturale</a>” [in] come vincolo all’introduzione dells ICT nelle strutture sanitarie. Molte ragazze in tutto il mondo <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.apcwomen.org/node/280">vedono</a> [in] i cybercafé – in molti luoghi l’unica modalità d&#39;accesso a Internet – come territorio riservato strettamente ai maschi.</p>
<p>James Kariuki, uno specialista di <em>e-learning</em> che vive a Città del Capo, in Sudafrica, racconta la storia di un amico altamente scolarizzato che ha difficoltà nell’adattarsi alle nuove tecnologie. Dal suo <a title="Post originale in inglese" href="http://elearningfundi.blogspot.com/2007/04/where-is-my-overhead-projector.html">blog</a> [in] <em>Elearning in Africa</em>:</p>
<blockquote><p>Oggi ho discusso con un amico che si lamentava della velocità con cui evolve la tecnologia. Potevo leggergli l’espressione agonizzante sul viso quando mi diceva che avrebbe dovuto tenere una presentazione in pubblico, e l&#39;unico supporto audiovisivo presente in sala è un computer con videoproiettore. Le lavagne luminose ormai fuori moda sono state rimpiazzate da questi nuovi strumenti tecnologici. Soffriva parecchio nel pensare di dover rifare la presentazione e scannerizzare le immagini per poterle usare sul computer. Gli ho chiesto se aveva preso in considerazione l’idea di frequentare qualche corso di formazione. Questa la sua replica:</p>
<p>&#8216;La maggior parte di noi ha una fobia verso la tecnologia e gran parte del gergo usato nei corsi ci rende più confusi di quanto fossimo prima. Conosco diversi professori del mio dipartimento che provano lo stesso timore modo nei confronti della tecnologia e non riescono a partecipare ai corsi.&#39;</p>
<p>Gli ho chiesto: è questo il motivo per cui alcuni conferenzieri non usano mai gli strumenti informatici nelle sale convegni? Ha risposto:</p>
<p>&#8216;Si, e oltre a quello c’è un fattore culturale. Si sarebbe dovuto coinvolgere un antropologo per studiare la cultura dei futuri utilizzatori di tecnologia in modo da poter consigliare loro i primi cambiamenti necessari [in termini di cultura] perché la tecnologia possa essere utilizzata con successo.&#39;</p>
<p>Mi sembra che il problema qui sia che la tecnologia è stata resa disponibile, ma non così la popolazione che dovrebbe beneficiarne. Non so bene quale possa essere il miglior approccio per affrontare la tecnofobia, in particolare in quelle situazioni in cui gli individui [con la fobia] hanno tutte le risorse, la formazione eil sostegno necessari per imparare ma non riescono comunque a utilizzare gli strumenti a loro disposizione. Se qualcuno ha dei suggerimenti, fatemeli sapere.</p></blockquote>
<p>In un commento, Neil J <a title="Commento originale in inglese" href="http://elearningfundi.blogspot.com/2007/04/where-is-my-overhead-projector.html?showComment=1177171020000#c6638125364405986029">afferma</a> [in] che tutti noi dovremmo sviluppare una nostra definizione di tecnofobia – perché tutti ne siamo un po’ affetti.</p>
<blockquote><p>Suppongo, come hai detto, che la formazione sia il modo migliore per affrontare il problema. Al momento ho un incarico universitario sulla tecnofobia. Penso che tutti noi abbiamo degli elementi di tecnofobia:<br />
- la rabbia che proviamo quando si guasta un computer;<br />
- la paura che i computer possano sostituirsi a noi nel lavoro;<br />
- il timore di essere tenuti sotto controllo!</p></blockquote>
<p>Il digital divide non è solo questione di rapporto campagna/città o Paesi ricchi/Paesi poveri. Il genere è un altro fattore importante, dice Ore Somolu, che <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.w-teconline.org/nfsblog/?p=23">scrive</a> [in] su <em>The Networking Success Project</em> in Nigeria.</p>
<p>Le donne subiscono diverse limitazioni alla possibilità di usare liberamente gli strumenti tecnologici, continua Ore, tra le quali redditi più bassi, minor tempo a disposizione, livelli medi di scolarità inferiori. Una delle possibili soluzioni è quella di cominciare a insegnare le ICT alle ragazze fin dalla giovane età.</p>
<blockquote><p>Le ragazze hanno bisogno di essere maggiormente coinvolte nelle materie scientifiche e tecnologiche sin da quando sono ancora piccole. Questo può avvenire sia formalmente (scuola primaria o secondaria, corsi di computer, doposcuola) che informalmente (apprendere dai familiari o da amici, campi estivi con lezioni sui computer). Il Gender Team della <em>KnowledgeHouseAfrica</em> organizza dei workshop destinato alle donne sul <a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Free_and_Open_Source_Software">FOSS</a> [it, Free and open source software], onde fornire alle ragazze che lo frequentano le capacità necessarie per formare altre donne sull’uso del software libero e open source. La Fondazione Fantsuam offre borse di studio a donne qualificate e interessate alla formazione in ambito ICT.</p>
<p>La madri esercitano grande influenza sulle figlie e se si dimostrano tecnofobe, le ragazze potrebbero adottare atteggiamenti simili senza rendersene conto. È importante che l’incoraggiamento venga da casa, con l’introduzione sin dalla più tenera età a forme di tecnologia via via più complesse.</p></blockquote>
<p>Lauren Clifford-Holmes, studentessa alla Rhodes University in Sudafrica, ha la sensazione che le ICT non stiano mantenendo le promesse perché solo pochi progetti hanno dato risultati tangibili. Elenca alcuni esempi delle migliori pratiche nell’adozione delle ICT come fattore di sviluppo. Dal suo <a title="Post originale in inglese" href="http://laurencliffordholmes.blogspot.com/2007/05/development-as-wholistic-process.html">blog</a> [in], <em>The Soap Box</em>:</p>
<blockquote><p>Ciò che mi ha colpito di questa storia sono stati principalmente due aspetti: innanzitutto che inondare una comunità di tecnologia è inutile a meno che non si insegni a consumarla e utilizzarla a fini produttivi. Secondo, questo caso di studio rende evidente l’importanza di concentrarsi sulle scuole e sull’introduzione degli studenti alla tecnologia, che può contribuire all&#39;esperienza formativa e fornire loro le competenze di cui hanno bisogno per entrare con successo nella società dell’informazione e nell’economia della conoscenza.</p></blockquote>
<p>Descrive poi un esempio per la promozione di tecnologia appropriata, l’<a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.elearning-africa.com/newsportal/english/news68.php">Intel Teach Program</a> [in].</p>
<blockquote><p>Il liceo di Mthebula ha ricevuto alcuni anni fa dei computer donati dalla Telkom, ma nessuno degli insegnanti ne prevedeva l&#39;impiego nei corsi. L’insegnante di lingue, Mercy Ntlemo, attribuiva ciò al fatto che la gran parte dei docenti non possedeva “la conoscenza specifica e la formazione necessaria per integrare adeguatamente la tecnologia”. Di conseguenza i computer restavano a impolverarsi, raramente utilizzati se non per la ricerca di informazioni elementari e il più basilare <em>word processing</em>.</p>
<p>Questo esempio illustra il contesto del più vasto dibattito sulle ICT e lo sviluppo: lo sviluppo deve prodursi su una moltitudine di livelli differenti. Non ha senso pensare che si stia aiutando lo sviluppo donando gratuitamente tecnologia, come i computer, a chi non dispone delle conoscenze necessarie per usarla in maniera efficace.</p>
<p>In questo caso particolare, Ntlemo ha partecipato all’Intel Teach Program, un programma di crescita professionale progettato per aiutare gli insegnanti a integrare con efficacia gli strumenti tecnologici nelle scuole con l’obiettivo di sostenere gli studenti nella formazione di competenze adatte al XXI secolo. Ntlemo sente di aver realmente beneficiato di quel programma e, sull’onda del suo successo, molti altri insegnanti vi hanno preso parte per “superare la tecnofobia”.</p>
<p>Questo programma formativo ha messo i docenti di fronte a nuovi approcci per la creazione di strumenti di valutazione e per allineare le lezioni a obiettivi e standard pedagogici. Essi hanno inoltre scoperto nuovi modalità per incorporare l’uso di Internet, del web design e dei progetti degli studenti come veicoli per un solido apprendimento.</p>
<p>A seguito dell’Intel Teach Program, Ntlemo spiega che la tecnologia è ormai parte integrale del curriculum al liceo DZJ di Mthebula, e la pedagogia di progetto è diventata la norma. Il programma formativo ha rivoluzionato il modo in cui i docenti usano il computer – una risorsa meravigliosa fino ad allora stata totalmente sottoimpiegata. Ntlemo racconta che il programma “ha rivoluzionato il modo in cui insegniamo.”</p>
<p>Cosa ci insegna dunque una storia come questa? Che abbiamo bisogno di un approccio olistico allo sviluppo, e che lo sviluppo avviene all’interno di specifici contesti – per esempio l’analfabetismo informatico. Dobbiamo riuscire a comprendere il contesto delle diverse comunità che hanno bisogno di progredire nelle ICT in modo che lo sviluppo non rimanga uno sforzo inutile ma diventi piuttosto un significativo processo di cambiamento.</p></blockquote>
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		<title>Giappone: addestramento e pronto intervento per le calamità naturali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/8134/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 05:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante la settimana per "la prevenzione delle calamità naturali" scuole, organizzazioni, e altre strutture organizzano corsi d'addestramenti specifici e ogni cittadino deve parteciparvi. Ecco foto e resoconti online su alcune di tali iniziative. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/scilla-alecci/">Scilla Alecci</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/'>Roberta Sichera</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/27/japan-training-for-disaster-prevention/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>In Giappone la prima settimana di settembre è dedicata alla <a title=" Articolo orginale in giapponese" href="http://www.bousai.go.jp/kunren2005/0901/top.html">prevenzione delle calamità naturali</a> [giap]. Durante questa settimana, scuole, organizzazioni, uffici e altre strutture organizzano corsi d&#39;addestramento per la prevenzione delle calamità naturali. Gravi terremoti, inondazioni, incendi ed altri esempi di disastri naturali vengono simulati ed è richiesto ad ogni cittadino di partecipare all&#39;esercitazione.</p>
<p>In un Paese dove <a title="Articolo su Japan Times in inglese" href="http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/nn20070424i1.html">ogni anno avvengono circa 100mila terremoti</a> [in] (incluse le numerose scosse che impossibili da percepire per gli esseri umani), ogni giapponese nella sua vita quotidiana diventa consapevole che una calamità naturale potrebbe accadere dovunque ed in qualsiasi momento e quindi ha la necessità di sapere come affrontare un disastro nel modo più veloce ed efficace.</p>
<div id="attachment_97714" style="width: 310px;"><a title="Foto da Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/maynard/35185411/"><img title="Segnale di pericolo Tsunami" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/Tsunami-Warning-SIgn-300x225.jpg" alt="Da Flickr: Il prozio di Nemo" width="300" height="225" /></a> Da Flickr: Il prozio di Nemo</div>
<p><em>Obarin</em>, che lavora per la Croce Rossa, <a title="Articolo originale in giapponese" href="http://blogs.yahoo.co.jp/obara1999/58423138.html">descrive</a> [giap] come è stato l&#39;addestramento nella sua città (il post fornisce anche eccellenti fotografie).</p>
<blockquote><p>私たちの住む町では、地区ごとに防災グループが組織されて日ごろからいろいろ活動してます。<br />
そんな彼らのグループ内では、テントの設営とか消火訓練などを実施してます<br />
私は赤十字奉仕団ですから、ほかの仲間とともに「災害ボランティアセンター」の運営訓練を<br />
実施しました。今回は町の防災士も参加してくれて、熱意が感じられましたよ。<br />
倒壊家屋も訓練用に設営され、被災者役の男性たちを彼ら災害救助犬が捜索します。<br />
彼ら消防レスキュー隊は倒壊家屋の下敷きになって脱出できない被災者を救出します。<br />
県の防災ヘリも参加して、被災者を吊り上げて搬送する訓練も見せていただきました。</p></blockquote>
<div>Nella mia città, sin dalle prime ore del mattino, ogni circoscrizione è stata organizzata in gruppi che hanno partecipato a diverse attività per la prevenzione dei disastri naturali. Fra tali gruppi c&#39;erano quelli che imparavano a montare una tenda e quelli che si esercitavano a spegnere un incendio.<br />
Da quando faccio parte della Croce Rossa, insieme con i miei colleghi, mi occupo di corsi per insegnare alle persone come gestire un &#8216;Centro di volontariato per la prevenzione dei disastri&#39;. Al corso partecipano con entusiasmo anche i vigili del fuoco della città. È stato organizzato un incontro per insegnare cosa fare nell&#39;eventualità del crollo di un edificio e dei cani da soccorso sono stati addestrati nella ricerca delle vittime.<br />
La squadra dei vigili del fuoco ha pure simulato il salvataggio di persone rimaste intrappolate in case crollate. Anche l&#39;elicottero di emergenza della prefettura ha preso parte all&#39;addestramento e ci ha mostrato come sollevare e trasportare persone ferite.</div>
<p><center><object title="Video da YouTube" alt="Video da YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/npfPw-_NHG4&amp;hl=ja&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/npfPw-_NHG4&amp;hl=ja&amp;fs=1&amp;"></embed></object><br />
<small>Video di Tokyo MX sull&#39;addestramento per la prevenzione dei disastri tenuto nella zona occidentale di Tokyo lo scorso agosto.</small></center></p>
<p>Un blogger che vive nella prefettura di Shizuoka (a sud di Tokyo) <a title="Articolo originale in giapponese" href="http://www2.cocolog-suruga.com/chunenpower/2009/08/post-738b.html">spiega cosa ha imparato </a> [giap] nelle esercitazioni di quest&#39;anno.</p>
<blockquote><p>8月 11日に静岡県を襲った 震度 6弱の地震。その地震で、あらためて災害に備えることの大切さを知りました。<br />
そして、先週から、「県の防災週間」がはじまり、静岡県内の各地で、巨大地震 (震度 7以上) を想定した防災訓練が行われています。</p></blockquote>
<div>L&#39;11 agosto una scossa con un&#39;intensità [<strong>*</strong>] di non meno di 6 gradi, secondo la scala giapponese, ha fatto tremare la prefettura di Shizuoka. Ciò mi ha fatto nuovamente capire l&#39;importanza di saper affrontare queste calamità naturali.<br />
La settimana scorsa è iniziata la “Settimana della Prefettura per la prevenzione dei disastri” ed in ogni circoscrizione di Shizuoka sono state tenute esercitazioni per intervenire nel caso di un possibile terremoto (di intensità elevata (7 e oltre).</div>
<p>[…]</p>
<blockquote><p>今年度の町内会の組長である小生は、「簡易担架の作り方」コーナー担当でした。毛布とかシーツを使って、カンタンに怪我人などを運ぶ方法を学びました。<br />
ほかにも、防災倉庫に常備されている チェーンソウ、発電機、消化ポンプの使い方。三角巾などを使った怪我人の手当ての方法も学びました。<br />
今年からは、簡易トイレも購入して、その作り方も学びました。</p></blockquote>
<div>Quest&#39;anno io sono il presidente organizzazione nella mia città e sono stato assegnato al corso su &#8216;Come fare una barella improvvisata&#39; e ho imparato come trasportare velocemente persone ferite, utilizzando coperte e lenzuola.<br />
Ho imparato come usare motoseghe, generatori di elettricità e pompe portatili, strumentazioni sempre presenti nell&#39;equipaggiamento per la prevenzione dei disastri, e anche come prestare cure mediche a persone ferite, imparando l&#39;uso della <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fasciatura#Fasciatura_a_triangolo">fasciatura a triangolo</a> [it].<br />
Quest&#39;anno abbiamo anche acquistato un bagno portatile e imparato come montarlo.</div>
<p>Affascinanti <a title="articolo originale in giapponese" href="http://blogs.yahoo.co.jp/kerestinus/29499144.html">immagini</a> [giap] di un recente addestramento nella circoscrizione di Adachi (Tokyo) sono pubblicate sul blog di <em>Kerestinus</em>.</p>
<div><small>[<strong>*</strong>]<a title="Spiegazione in inglese" href="http://www.mutantfrog.com/2009/08/12/the-japanese-earthquake-scale/">La misurazione giapponese</a> [in], simile alla <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_Mercalli">scala Mercalli</a> [it], è diversa dalla <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_Richter">scala Richter</a> [it]. Le prime misurano l&#39;intensità sismica, l&#39;ultima la magnitudo del terremoto.</small></div>
<div class="contributors">
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		<title>Cina: bambina della prima elementare dice di voler diventare &#8220;un funzionario corrotto&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7728/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7728/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 05:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel primo giorno di scuola, un quotidiano di Guangzhou ha intervistato alcuni bambini riguardo le loro aspirazioni da grandi. Una di essi ha risposto al giornalista che sognava di diventare un "ufficiale corrotto" - battuta subito ripresa dai media online, con conseguenti riflessioni a tutto campo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/andy-yee/">Andy Yee</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/13/china-school-girl-wants-to-be-a-corrupt-official/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>All&#39;apertura dell’anno scolastico in Cina (1. settembre), il <a title="Sito del quotidiano in cinese" href="http://www.nddaily.com/">Southern Metropolitan Daily</a> [cin] di Guangzhou ha intervistato alcuni iscritti alla prima elementare, chiedendo loro cosa volessero fare da grandi. Una bambina ha risposto che sognava di “diventare un funzionario”, precisando, quando il giornalista le ha chiesto che tipo di funzionario, “uno corrotto. I funzionari corrotti hanno tante belle cose”.<br />
Il video è reperibile su Youtube. Il volto della bambina è stato sfuocato:</p>
<p><center> <object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_sZ0P_R2LIo&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=zh_TW&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/_sZ0P_R2LIo&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=zh_TW&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Tale risposta ha fatto il giro dei media e dei blog cinesi. Mentre alcuni la reputano il casuale commento di una bambina, molti ritengono che rispecchi la realtà della società cinese. Una discussione su <a title="Discussione in cinese dal forum originale" href="http://bbs.ifeng.com/viewthread.php?tid=3913119&amp;extra=&amp;page=1">ifeng</a> [cin] riporta i commenti più diffusi:</p>
<blockquote><p>rviflss 2009-9-4 14:16: 童言无忌</p></blockquote>
<div class="translation">Non dovremmo prendere troppo sul serio le parole dei bambini</div>
<blockquote><p>joanna-jin 2009-9-4 12:46: 可悲可恨啊，越长大越了解社会的黑暗</p></blockquote>
<div class="translation">Fa tristezza e rabbia: più si cresce, più si scopre il lato oscuro della società</div>
<blockquote><p>上來看看的 2009-9-4 13:20 : 我倒是觉现在的孩子才叫懂得什么叫现实，学校教的那一套就如同走过场一样，如果按照学校教的走向社会，那你只能回家了</p></blockquote>
<div class="translation">Penso che i bambini oggigiorno sappiano qual è la realtà. I valori insegnati loro a scuola sono vuoti. Se si cerca di sopravvivere nella società seguendo i principi appresi a scuola, non si andrà da nessuna parte</div>
<blockquote><p>toplong6450 2009-9-4 16:26: 只是说出了实话啊！！！！ 大人应该好好检讨 我难过啊</p></blockquote>
<div class="translation">Non dice nient’altro che la verità! Gli adulti dovrebbero riflettere su sé stessi. Che tristezza</div>
<blockquote><p>wangbaozhu 2009-9-8 21:21: 皇帝的新装，只有孩子才说句实话。老师们，不要自欺欺人了，从小学做起，教他们学做贪官和奸商吧。</p></blockquote>
<div class="translation">Nella fiaba <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_vestiti_nuovi_dell'imperatore">I vestiti nuovi dell’imperatore</a> [it] solo un bambino dice la verità. Docenti, smettetela di mentire a voi stessi. Fin dalla scuola primaria insegnate ai bambini a diventare funzionari e imprenditori corrotti.</div>
<p>Il prolifico blogger Shihua (施化) commenta la risposta della bambina <a title="Post originale in cinese" href="http://blog.dwnews.com/?p=57144">in un recente articolo</a> [cin] e fa risalire il fenomeno della corruzione capillare a un “Potere Pubblico Nazionale” illimitato:</p>
<blockquote><p>这个六岁小女孩说出了成年人心里想说又不敢说的话。这句话里有两个事实，一个是，只有官才能贪，贪腐依靠权力，只听说过贪官，没听说过贪民的；一个是，要想有很多东西，在中国别无它径，最好是做官。</p></blockquote>
<div class="translation">Questa bambina di sei anni ha detto ciò che gli adulti non osano ammettere. La sua risposta si basa su due fatti. Primo, solo i funzionari hanno potere sufficiente per farsi corrompere: solo i funzionari sono corrotti, non i comuni cittadini. Secondo, il modo migliore per raggiungere il benessere materiale in Cina è diventare un funzionario</div>
<blockquote><p>贪污必须先做官，也就是行使国家公权力。但是，国家公权力（National Public Power）指的是公共权力，而不是国家机构自己的权力。也就是说，公权力强调的不是国家行政对社会、对人民的“管理”，而是对人民神圣不可侵犯的私有权力的保护。</p></blockquote>
<div class="translation">Per entrare nel giro della corruzione bisogna prima diventare un funzionario, ossia avere in mano un certo potere pubblico a livello nazionale. Ma ciò significa il potere del pubblico, non delle istituzioni governative. Non è da intendersi come controllo esercitato dal governo sul pubblico e i cittadini; dovrebbe invece tutelare la loro sfera privata.</div>
<blockquote><p>由于中国长期实行单一的公有制和计划经济，不可能自发产生私法观念和私权观念，所形成的唯一只有公法、公权观念…… 人民和企业的一切行为都须得到国家的许可，国家拥有绝对不受限制的权力。这样一来，本来应当保护私人的公权力就开始向私人领域伸出贪婪的手。</p></blockquote>
<div class="translation">Siccome in Cina da tempo vige un sistema economico socialista e pianificato, la proprietà privata e i diritti individuali non possono affermarsi come dovrebbero. Il potere e le norme pubbliche sono i concetti dominanti… Ogni azione dei cittadini e delle imprese deve essere approvata dallo Stato, il cui potere è illimitato. Di conseguenza la mano corrotta e avida del potere pubblico nazionale, in origine volto a garantire i diritti individuali, ha raggiunto la sfera privata.</div>
<blockquote><p>一旦公共权力的形成，不是由全民经由民主方式，而是由某个独大的政党采取的强制方式，公权力在一夜之间就被偷换。腐败是和过度使用的公权力并存的，但不常存在于私权力。</p></blockquote>
<div class="translation">Quando il potere pubblico nazionale non scaturisce da un processo democratico, bensì è appannaggio di un unico partito politico, perderà immediatamente di significato. La corruzione coesiste con un abuso di potere pubblico nazionale, e raramente con uno di tipo privato.</div>
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		<title>Formazione a distanza tra blogger di Global Voices e quelli africani e danesi</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/formazione-a-distanza-tra-blogger-di-global-voices-e-quelli-africani-e-danesi/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/formazione-a-distanza-tra-blogger-di-global-voices-e-quelli-africani-e-danesi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 03:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardo Parrella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
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		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa settimana le email hanno preso a scorrere fra 31 mentori di Global Voices e altrettanti partecipanti a <em>Global Change</em>, programma di formazione informatica e attivismo sociale basato a Copenhagen. Progetto mirato ad alimentare la comunità globale grazie agli strumenti collaborativi di Internet. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/solana-larsen/">Solana Larsen</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/bernardo-parrella/'>Bernardo Parrella</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/08/global-voices-bloggers-mentor-new-danish-and-african-bloggers/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Questa settimana le email hanno preso a scorrere fra 31 mentori di Global Voices e altrettanti partecipanti a un nuovo programma di formazione informatica e attivismo sociale basato a Copenhagen, Danimarca, chiamato <a title="Pagina inglese di Global Change" href="http://www.ms.dk/sw123254.asp">Global Change</a> [in]. </p>
<p>Il corso è organizzato dall&#39;agenzia di sviluppo internazionale <a title="Sito in inglese" href="http://www.ms.dk/sw13950.asp">MS Action Aid Denmark</a> [in] (<a title="Articolo in danese" href="http://www.ms.dk/sw123225.asp">qui maggiori informazioni in danese</a> [dan]) e punta a fare formazione a studenti universitari e professionisti di Danimarca, Kenya, Tanzania, Uganda, Zimbabwe, Zambia tramite l&#39;attivismo online e offline per la durata di tre mesi.</p>
<p>I blogger di Global Voices agiranno come &#8216;mentori virtuali&#39; per gli studenti durante le prime sei settimane del corso, quando impareranno le pratiche del blog, dei citizen media e dell&#39;attivismo online.</p>
<p><strong>Dare spazio alla giustizia ambientale</strong></p>
<p>A conclusione del corso gli studenti dovranno realizzare un progetto legato alla &#8220;<a title="Sito in inglese di Environmental Justice and Climate Change Initiative (EJCC)" href="http://www.ejcc.org/cj/">giustizia ambientale</a>&#8220; [in].</p>
<p>Dopo le prime sei settimane a Copenhagen, i partecipanti faranno pratica sul campo in Danimarca e in Kenya (in casuale contemporanea con il convegno dei blogger africani <a title="Sito di Kelele in inglese" href="http://kelele.org/">Kelele</a> [in]) prima di tornare nuovamente a Copenhagen in tempo per la <a title="Sito in inglese della conferenza sul clima COP15" href="http://en.cop15.dk/">Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP15)</a> [in] di dicembre. </p>
<p>Grazie a scambi diretti online, i mentori presenteranno agli studenti le meraviglie del blog, ispirandoli a considerare le possibilità dell&#39;uso creativo dei citizen media per l&#39;attivismo sociale. Molti offriranno altresì informazioni sul micro-blogging e altre tecnologie.</p>
<p><strong>Fare formazione dal sud al nord del mondo</strong></p>
<div id="attachment_95140" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/mentorpanel.jpg" alt="Alcuni dei mentori: Tharum Bun, Gayle Pescud, J. Nambiza Tungaraza, Renata Avila, Ismail Dhorat, Elia Varela Serra" title="Alcuni dei mentori" width="425" height="75" class="size-full wp-image-95140" />
<p class="wp-caption-text">Alcuni dei mentori (da sinistra a destra): Tharum, Gayle, Joe, Renata, Ismail, Elia</p>
</div>
<p>I 31 mentori di Global Voices provengono da oltre 20 Paesi diversi, tra cui Venezuela, Malawi, Kenia, Tanzania, Cambogia, Brasile, e Bangladesh. Due terzi degli studenti sono danesi e gli altri di varie nazioni africani.</p>
<p>Oltre ad essere variamente coinvolti con Global Voices, diversi mentori sono blogger alquanto noti nei rispettivi Paesi, e vantano estesa conoscenza e/o esperienza nell&#39;organizzazione di progetti online nelle rispettive regioni. È prevedibile, ad esempio, che l&#39;accoppiata tra un blogger dell&#39;India e uno danese, o tra un blogger dell&#39;Azerbaigian e uno dell&#39;Uganda, dia adito a nuove amicizie e a una maggiore comprensione di come sia possibile alimentare la comunità globale via Internet. </p>
<p><strong>Un nuovo modello per la formazione a distanza</strong></p>
<p>Le &#8220;guide&#8221; di Global Voices stanno mettendo a punto il nuovo programma tramite discussioni in chat IRC, un wiki comune per impostare &#8220;lezioni&#8221; e idee, una mailing list via Google Groups e un gruppo su Facebook.</p>
<p>I mentori intendono raccogliere una mole di documentazione sufficiente a poter facilmente ripetere l&#39;esperienza in futuro, da parte di Global Voices o altri soggetti. All&#39;uopo useranno il tag: #gvmentors, mentre sviluppi e conclusioni del progetto verranno pubblicate qui su Global Voices. Successivamente verrà lanciato anche il sito degli studenti su <a title="Sito di Globalchangenow in inglese" href="http://globalchangenow.net/">globalchangenow.net</a> [in].</p>
<p>Chiunque fosse a conoscenza di analoghi progetti di formazione a distanza a cui far riferimento, può senz&#39;altro segnalarli nei commenti sottostanti.</p>
<p>Per Global Voices, questo progetto è un&#39;attesa fonte di <a title="Post su GV in inglese' href="http://globalvoicesonline.org/2009/07/30/global-voices-develops-alternative-revenue-streams/">introiti alternativi</a> [in]. I singoli mentori (che normalmente collaborano con Global Voices esclusivamente su base volontaria) riceveranno un modesto compenso per il lavoro svolto, mentre il loro contributo collettivo genera entrate atte a sostenere la comunità di Global Voices nel suo insieme.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>I traduttori di Global Voices: Boukary Konaté dal Mali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/i-traduttori-di-global-voices-boukary-konate-dal-mali/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/i-traduttori-di-global-voices-boukary-konate-dal-mali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 03:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Del Greco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Internet & telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Mali]]></category>
		<category><![CDATA[Profili degli autori di GV]]></category>
		<category><![CDATA[Profili dei blogger]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Boukary Konaté insegna francese e inglese in una scuola superiore del Mali. L'incontro con il gruppo di traduttori su Global Voices in francese l'ha spinto a coinvolgersi in progetti mirati a promuovere sul web la propria lingua nativa, il bambara, e a istruire le comunità rurali sull'uso di Internet. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/claire-ulrich/">Claire Ulrich</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/annalisa/'>Annalisa Del Greco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/06/translator-of-the-week-boukary-konate-in-mali/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="size-medium wp-image-92212" title="Boukary Konaté" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/photo-gv-Konate-Boukary-2-296x300.jpg" alt="Boukary Konaté" width="200" align="right" vspace="6" hspace="6"><a title="Profilo su GV" href="http://fr.globalvoicesonline.org/author/konate-boukary/">Boukary Konaté</a> [fr], 31 anni, insegna francese e inglese in una scuola superiore di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bamako">Bamako</a> [it], la capitale del <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mali">Mali</a> [it].</p>
<p>Il destino, e la necessità di trovare lavoro, lo hanno portato dal Mali rurale alla capitale Bamako, dove ha scoperto il World Wide Web e se ne è innamorato.</p>
<p>L&#39;ingresso nel gruppo traduttori di <a title="GV in francese" href="http://fr.globalvoicesonline.org"><em>Global Voices in Francese</em></a> [fr] l&#39;ha spinto a intraprendere un nuovo percorso. Ora Boukary è coinvolto in numerosi progetti per promuovere sul web la propria lingua nativa, il <a title="Voce su Wikipedia in francese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bambara_language">bambara</a> [fr] e per incrementare l&#39;accesso a Internet nel Mali rurale.</p>
<p>Quanti si trovano dalla parte dell&#39;iPhone e dell&#39;<em>information overload</em> nel contesto del <em>digital divide</em>, apprezzeranno il fatto che Boukary in quest&#39;intervista racconti una storia appassionante, riflessiva e per alcuni versi anche magica.</p>
<p><strong>D: Come hai scoperto <em>Global Voices in francese </em> e quando hai deciso di unirti al gruppo di traduttori?</strong></p>
<blockquote><p>È successo nel dicembre 2008.</p>
<p>Un giorno, verso le 20.00, seduto da solo nella mia stanza a Bamako, mi prese la voglia d&#39;imparare qualcosa di nuovo. Le parole &#8220;Io voglio&#8221; mi rimbombavano in testa e sono le stesse a cui ho dato molta importanza.</p>
<p>Mi sono alzato, ho raggiunto un cybercafé, ho prenotato un computer e ho digitato: &#8220;Io voglio&#8221; nella barra di ricerca di Google. Navigando tra le pagine risultanti sono capitato su <a title="Vai su GV in francese" href="http://fr.globalvoicesonline.org/">Global Voices en français</a> [fr].</p>
<p>Il giorno successivo, mi sono offerto come traduttore volontario.</p>
</blockquote>
<p><strong>D: Il tuo villaggio nativo,</strong> <strong>Sanogola-Bamoussobougou, non ha né elettricità né tantomeno connessione a Internet. Raccontaci qualcosa della tua vita.</strong></p>
<blockquote><p>Sono figlio di un agricoltore, Négué, e di una casalinga, Djènèba Kané. Sono cresciuto in una fattoria, aiutando i miei genitori. Una sera, mentre mi occupavo del bestiame insieme agli altri bambini, incontrammo sulla strada un uomo in divisa, un sergente di nome Lassinè Traoré. La sua moto, una Suzuki, si era rotta.</p>
<p>Mentre cercavamo di aiutarlo, mi chiese se andavo a scuola. Gli risposi di no. Il sergente decise così di recarsi da mio padre per chiedergli di iscrivermi a scuola. È tornato per diverse settimane, finché mio padre non ha deciso di acconsentire. Il sergente Traoré mi ha detto: “Ti ho portato lì. Ora hai il dovere di andare bene a scuola per onorare il mio aiuto, e per poi poterti prendere cura di te e dei tuoi genitori.”</p>
<p>Per anni, ho percorso a piedi sei chilometri fino alla scuola più vicina fin quando non mi sono trasferito a Bamako per frequentare la scuola superiore. Nei week-end facevo dei lavori di carpenteria e altri lavoretti per arrivare fino alla maturità. Mia madre voleva proprio che finissi la scuola, ha fatto di tutto perché ci riuscissi.</p>
<p>Ho frequentato l&#39;istituto magistrale. Avrei voluto andare all&#39;università ma non avevo i mezzi per farlo. Così ho imparato a usare il computer da solo,  da autodidatta nei cybercafé di Bamako. Il Web appagava la mia sete di conoscenza.</p>
</blockquote>
<p><a title="Vai su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/toujourspassages/3816793899/"></a></p>
<div id="attachment_92213" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/toujourspassages/3816793899/"><img class="size-medium wp-image-92213" title="Boukary (a sinistra) e suo padre" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/Boukary-and-his-father-300x225.jpg" alt="Boukary (a sinistra) e suo padre in tenuta da cacciatore" width="300" height="225"></a>
<p class="wp-caption-text"><a title="Vai su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/toujourspassages/3816793899/">Boukary (a sinistra) e suo padre con una foto che lo ritrae mentre va a caccia. Foto: Toujours Pas Sages, su Flickr</a></p>
</div>
<p><strong>D: Qual è la situazione in Mali per quanto concerne la connessione a Internet?</strong></p>
<blockquote><p>Il Mali ha fatto parecchio per promuovere le nuove tecnologie a livello governativo, ma resta ancora molto da fare per portare online la gente, soprattutto nelle zone rurali.</p>
<p>L&#39;interesse nei confronti delle nuove tecnologie è enorme ma la gente non vi ha accesso. Il costo dei personal computer, della formazione e della connessione a Internet sono troppo elevati. Un portatile nuovo costa l&#39;equivalente di sei mesi di stipendio di un insegnante.</p>
<p>A Bamako, un&#39;ora in un cybercafé costa circa 500 <a title="Voce su Wikipedia in francese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Central_African_CFA_franc">franchi CFA</a> [fr] (corrispondenti a 1 dollaro Usa) o anche 1000 franchi CFA nelle città più piccole. Provate a confrontare questo prezzo con quello di un sacco di 50 Kg di riso, che equivale a 17.500 franchi CFA (circa 38 dollari). Non è proprio alla portata della gente comune!</p>
</blockquote>
<p><strong>D: Da quando ti sei unito al team di Global Voices, non solo hai iniziato a postare sul blogger ma lo fai pure in bambara!</strong></p>
<blockquote><p>È successo che <a title="Vai al post originale in bambara" href="http://maneno.org">Maneno.org</a> [bam], una piattaforma di blog dedicata all&#39;Africa e co-fondata dall&#39;autrice e traduttrice di Global Voices <a title="Vai al profilo su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/elia/">Elia Varela Serra</a> [in], cercava dei traduttori africani. Io parlo e scrivo in bambara, una delle lingue più importanti del Mali.</p>
<p>Il bambara possiede dei caratteri speciali [si veda <a title="Vai al post originale in bambara" href="http://toujourspassage.maneno.org/bam/articles/brw1251408479/">questo post</a> [bam] e nessuna tastiera adatta allo scopo. Siamo riusciti a superare questo problema con <a title="Post originale in inglese" href="http://scripts.sil.org/cms/scripts/page.php?site_id=nrsi&amp;item_id=LegacyTTFKmn&amp;highlight=Mali">una tastiera virtuale</a> [in]. Ho localizzato la piattaforma in <a title="Post originale in bambara" href="http://www.maneno.org/bam/home/">bambara</a> [bam] e ho lanciato il mio blog, <a title="Vai al post originale in bambara" href="http://fasokan.maneno.org/">Fasokan</a> [bam]. Scrivo blog in bambara e in francese sul Mali, sui problemi che affliggono gli agricoltori ed esprimo le mie riflessioni.</p>
<p>Vorrei davvero veder valorizzare le lingue africane sul web, in modo tale che le popolazioni africane possano comunicare tra loro e con tutto il continente. Nel Mali rurale, molte persone parlano e imparano a scrivere solo in bambara nella scuola elementare. Vorrei che potessero accedere anche al web in bambara.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 250px;"><strong><a title="Vai su flickr" href="http://www.flickr.com/photos/toujourspassages/3816759297/"><strong><img title="Progetto Toujours pas sage, Mali" src="http://farm3.static.flickr.com/2493/3816759297_0300de2da1_m.jpg" alt="Boukary insegna ai bambini ad usare Internet nel Mali rurale. Foto di workshop.segou su Flickr" width="240" height="180"></strong></a></strong>
<p class="wp-caption-text">Boukary insegna agli abitanti del Mali ad usare Internet. Foto: Toujours Pas Sages su Flickr</p>
</div>
<p><strong>D: Quel sogno si è realizzato quest&#39;estate?</strong></p>
<blockquote><p>Sognavo di portare Internet nel mio villaggio, di far conoscere il web alla mia famiglia e agli agricoltori. Grazie a <em>Global Voices in francese</em>, ho conosciuto Albertine Meunier, che in Francia svolge dei workshop per l&#39;uso di Internet con <a title="Vai al post originale in francese" href="http://teatimewithalbertine.tumblr.com/">persone di una certa età</a> [fr]. Abbiamo inaugurato il progetto <em><a title="Post originale in francese" href="http://toujourspassage.tumblr.com/">Toujours Pas Sages</a> [fr]</em> su <a title="Post originale in bambara" href="http://toujourspassage.maneno.org/">Maneno</a> [bam], in francese e bambara. Grazie alla <a title="Post originale in francese" href="http://www.orangemali.com/decouvrez-orange/fondation.php">Fondation Orange Mali</a> [fr], abbiamo attivato una connessione mobile a Internet nelle regioni remote.</p>
<p>Con dei computer portatili e telefoni dotati di videocamera, frutto di donazioni, per ben due settimane Albertine, la sua amica ed io abbiamo insegnato ai bambini e agli adulti di <a title="Voce su Wikipedia in francese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/S%C3%A9gou">Ségou</a> [fr] e del mio villaggio l&#39;uso di Google per trovare informazioni e del web per caricare foto digitali e video. Gli abitanti del villaggio sono rimasti assai sorpresi dal fatto di poter leggere e scrivere in bambara sul web! È stato un grande successo.</p>
<p>Mio padre è un cacciatore ed era molto curioso di sapere tutto sui cacciatori dell&#39;America e sulle loro attività. Su Google, ha finalmente scoperto come erano fatti. Abbiamo anche imparato che è possibile caricare un telefonino portatile con una dinamo agganciata a una bicicletta.</p>
<p>Adesso abbiamo intenzione di portare queste conoscenze ai miei allievi di Bamako.
</p>
</blockquote>
<p><center><object title="Photostream su Flickr" alt="Photostream su Flickr" width="400" height="300"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=en-us&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Ftoujourspassages%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Ftoujourspassages%2F&amp;user_id=39879513@N06&amp;jump_to="><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"><param name="allowFullScreen" value="true"><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=en-us&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Ftoujourspassages%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Ftoujourspassages%2F&amp;user_id=39879513@N06&amp;jump_to=" width="400" height="300"></center></p>
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		<title>Giappone: rilanci sulla legge che vieta i cellulari ai bambini nella provincia di Ishikawa</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/giappone-rilanci-sulla-legge-che-vieta-i-cellulari-ai-bambini-nella-provincia-di-ishikawa/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 05:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella Fini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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		<description><![CDATA[Da quando, il 29 giugno scorso, è stata approvata la prima di una serie di norme nazionali per limitare l’uso del telefono cellulare a bambini e ragazzini, la blogosfera locale brulica di opinioni e commenti sul tema. Eccone una panoramica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/saeko-robinson/">Saeko Robinson</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mariellaf/'>Mariella Fini</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/15/japan-law-banning-cell-phones-for-kids-passed-in-ishikawa/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Da quando, il 29 giugno scorso, la <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prefettura_di_Ishikawa">prefettura di Ishikawa</a> [it] (500 km a nord di Tokyo) ha approvato la prima di una serie di norme nazionali per limitare l’uso del telefono cellulare a bambini e ragazzini, la blogosfera brulica di opinioni su ciò che sia giusto o meno rispetto al tema bambini e cellulari.<br />
L’articolo 33 del “<a title="Pdf del decreto integrale in giapponese" href="http://www.pref.ishikawa.jp/gikai/gif/kodomojorei.pdf">Decreto generale sui bambini di Ishikawa</a>” [pdf, giap] afferma che “i tutori hanno il dovere di cercare di non consentire ai propri studenti delle scuole elementari, medie e soprattutto degli istituti di sostegno il possesso di telefono cellulare, eccetto che nella prevenzione di disastri naturali, reati e altri scopi eccezionali.”  La legge entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2010.<br />
<a title="Post orginale in giapponese" href="http://chuei.blog96.fc2.com/blog-entry-919.html">Chuei, sul Mainichi Blog</a> [giap], dubita dell’efficacia di questa norma:</p>
<blockquote><p>これによって、「子供の携帯電話を解約しよう」とか考える親は余りいないだろうね。大体、携帯電話でもパソコンでもウェブ閲覧やＥメールができるのに、何で携帯電話だけ規制なんだろうね？携帯電話の通話機能がいけないとも思えない。</p>
<p>家庭用の火災報知器を設置する義務も、罰則が特にないために設置が進んでいないようだし、この条例が施行された所で効果のほどは知れているだろう。多分今後携帯電話が絡んだ小中学生の事件が発生した時の県の言い逃れ（学校に責任なし）とか、そういうことに利用されそうな条例だ。</p>
</blockquote>
<div class="translation">Scommetto che nessun genitore pensa di annullare il contratto del cellulare dei propri figli per via di questa norma. Perché regolarizzare soltanto i telefonini, quando invece è possibile mandare e-mail e navigare su internet sia con i cellulari sia con il computer? È difficile credere che il provvedimento possa limitare solo le funzioni di chiamata del cellulare.<br />
Non mi aspetto grossi effetti da questa norma poiché non è prevista alcuna pena o multa particolare, proprio come avviene per l’obbligo di installare sistemi antincendio nelle case. Forse questa legge potrebbe essere applicata in futuro, in caso di incidenti che implichino studenti delle scuole elementari e medie e l&#39;uso dei telefonini, quando dovrà intervenire il governo della prefettura (ovvero, quando la scuola non ha responsabilità).</div>
<p><a title="Post orginale in giapponese" href="http://haru3486.buzzlog.jp/e124897.html">Usagi Inu su Manya Hompo</a> [giap] ritiene che l’uso dei telefonini con carta prepagata risolverebbe tutti i problemi:</p>
<blockquote><p>私が思うには、ネットに繋がらないプリペイドの携帯電話を持たせたらいいと思います。プリペイド携帯は決められた度数を越えて使う事ができないため、使いすぎを防止するにはいいと思います。</p>
<p>しかし、不景気の時勢に親が子どもの携帯電話の料金を払うなんて時代が変わりました。自分が子どもの頃は携帯もなく、親に連絡する時は小銭を持ち歩いて公衆電話を探していましたけど、今では公衆電話を探すのに苦労するから、子どもに携帯電話を持たせるのも仕方ないのでしょうか。</p>
</blockquote>
<div class="translation">Penso che la soluzione possa essere l&#39;uso di telefonini prepagati senza accesso a Internet. Non potendo andare oltre il limite prestabilito, se ne impedisce ogni eccessivo utilizzo.<br />
Comunque, i tempi sono cambiati per i genitori che devono pagare per i cellulari dei figli in periodi di recessione. Quando ero piccolo io, i telefonini non esistevano. Dovevo andare alla ricerca di un telefono pubblico a gettone se volevo contattare i miei genitori. Beh, oggigiorno è difficile trovare telefoni pubblici, così diventa inevitabile dare un cellulare ai figli.</div>
<p>Un <a title="Post originale in giapponese" href="http://blog.satt.jp/article/122596949.html">convinto sostenitore della telefonia mobile su SATT</a> [giap], azienda che fornisce materiale educativo inclusivo di lezioni online, sostiene di essere contrario a questo provvedimento:</p>
<blockquote><p>持つこと自体を禁止してしまうと、たとえば「公教育の中にケータイを取り入れる」といった試み自体ができなくなってしまいます。</p>
</blockquote>
<div class="translation">Se si vieta il possesso del portatile in quanto tale, si distrugge l’opportunità di nuove iniziative come l’uso del cellulare all’interno dei programmi di studio della scuola pubblica. </div>
<p>Aggiunge poi che i promulgatori della legge avrebbero dovuto puntare più sulle potenzialità che sui limiti [del cellulare]:</p>
<blockquote><p>ケータイは、日本においてこれだけ普及し、データ通信部分も含め世界に誇れる技術の固まりなので「制限」から入るのではなく、「何ができるのか」といった可能性に目を向けてほしかったと思います。</p>
</blockquote>
<div class="translation">Considerando che i telefonini in Giappone sono assai diffusi e che la tecnologia, compresa la comunicazione di dati, è all&#39;avanguardia nel mondo, avrei preferito che ne avessero sottolineato le &#8216;opportunità dell&#39;utilizzo&#39; piuttosto che &#8216;limitarlo&#39;.</div>
<p>Questo padre di due ragazzi, <a title=Post originale in giapponese" href="http://ameblo.jp/kinnme/entry-10290461068.html">Kimme</a> [giap], non riesce a comprendere perché i bambini abbiano bisogno del telefonino così presto:</p>
<blockquote><p>我が家は長男が携帯を持ったのは大学に入ってからだ。次男はプリペイド携帯を持たせているが、インターネットを利用出来るようなプランには一切なっていない。いや、別に長男にしろ次男にしろ、自分でバイトして携帯代金払えるなら使って良いと私は思っている。<br />
でも、小学校や中学校の間ははっきり言えば、必要ないと思っていたりする。こんな条例が出来る前から、我が家じゃ小中学生に携帯持たせる気なんてさらさらない訳だ。<br />
でも、条例が出来ちゃうぐらいなんだから、持ってる子供もそれなりにいるって事なんだろう。<br />
防犯の目的で携帯を持つって意味が個人的にはわからない。いや、確かに迷子になって携帯持ってたら探せたりするかもしれない。不審者に連れ去られたら連絡が出来るのかもしれない。塾の帰りが１０時とかだったりするのかもしれない。<br />
でも、防犯のタメに携帯を持たなくちゃならない社会の方が間違っていると私は思うのだけれど。</p>
<p>それよりも、小中学生に携帯電話を持たせる事で引き受けるリスクの方が、よほど大きいとは思わないのだろうか？</p>
</blockquote>
<div class="translation">Mio figlio maggiore ha avuto il telefonino per la prima volta quando è entrato all’università. Al fratello minore abbiamo regalato un telefono prepagato, ma il piano non prevedeva niente di speciale, nemmeno la possibilità di collegarsi a Internet. Penso che tutti e due potrebbero acquistare i servizi telefonici che preferiscono se lavorassero part-time e pagassero la bolletta da soli.<br />
Ad ogni modo, nelle scuole elementari e medie non ce n’è assolutamente bisogno. Anche prima che passasse il provvedimento non avevamo alcuna intenzione di dare un cellulare a figli così piccoli nella nostra famiglia.<br />
Credo comunque che l&#39;approvazione di questa norma sta a significare che siano molti i bambini a possedere un cellulare.<br />
Ciò che non capisco è cosa significhi avere il portatile per prevenire il crimine.  Allora, se si smarrissero, allora un telefonino potrebbe essere d’aiuto. Forse potrebbe tornare utile anche se un bambino fosse rapito. O magari per farmi sapere che rientrerà a casa alle 10 di sera dopo il dopo-scuola (in scuole private).<br />
Ma penso che la società sbagli a chiedere a un bambino di portare con sé un telefonino a scopo di prevenzione del crimine.<br />
Al contrario, non pensate che sia un rischio molto più grande dare un telefono cellulare ai bambini delle scuole elementari e medie?</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Stati Uniti: &#8220;Mercoledì verrò espulsa&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/stati-uniti-mercoledi-verro-espulsa/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 05:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ignone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimora]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Esteso al 6 novembre il termine per il rimpatrio forzato in Albania di Herta Llusho, studentessa diciannovenne immigrata da bambina in USA con la madre ma priva di documenti. Prosegue l'ondata di attivismo online e offline per bloccarne l'espulsione - in attesa dell'approvazione del <em>DREAM Act</em> che risolverebbe casi come il suo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hoa-quach/">Hoa Quach</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/stefano-ignone/'>Stefano Ignone</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/17/usa-i-am-getting-deported-on-wednesday/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><strong>Ultimora</strong>: <em>in un incontro con le autorità del 19 agosto Herta ha saputo che potrà rimanere nel Paese fino al 9 novembre. Ha aggiunto che i suoi avvocati hanno presentato un enorme quantità di lettere di sostegno. La campagna prosegue. </em></p>
<p>Herta Llusho è una studentessa di diciannove anni che mercoledì 19 agosto rischia di essere deportata dagli Stati Uniti all&#39;Albania.</p>
<p>Gli attivisti di <em>DreamActivist.org</em> e altri blogger che sostengono i diritti dei migranti <a title="Post originale in inglese" href="http://www.dreamactivist.org/save-herta/">rivolgono un appello a tutti gli americani</a> [in] perchè s&#39;impegnino per ritardarne l&#39;espulsione finchè non entri in vigore <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/DREAM_Act">la nuova legislazione</a> [in] che le consentirebbe di restare [negli Stati Uniti].</p>
<p>Vengono anche specificati i numerosi modi con cui è possibile dare una mano, tra cui: rivolgersi a senatori e deputati, unirsi a gruppi e organizzazioni già attive o semplicemente scrivere del caso sul proprio blog.</p>
<p><strong>La storia di Herta</strong></p>
<p>Herta Llusho è una matricola all&#39;Università Mercy di Detroit nel corso di ingegneria elettronica.</p>
<p>Otto anni fa, ancora una bambina, Herta Llusho era arrivata negli Stati Uniti dall&#39;Albania con la madre, alla ricerca del &#8220;Sogno Americano&#8221;. Si è diplomata alle scuole medie e al liceo con ottimi voti.</p>
<div id="attachment_91006" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><img class="size-medium wp-image-91006" title="Llusho (terza da sinistra) insieme ad alcune amiche alla cerimonia per il diploma di scuola superiore." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/1-300x225.jpg" alt="Llusho (terza da sinistra) insieme ad alcune amiche alla cerimonia per il diploma di scuola superiore." width="300" height="225" /></p>
<p class="wp-caption-text">Llusho (terza da sinistra) insieme ad alcune amiche alla cerimonia per il diploma di scuola superiore.</p>
</div>
<p>Herta è una &#8220;immigrata priva di documenti&#8221;, anche se la famiglia ha cercato di regolarizzarne lo status legale fin dal primo anno di permanenza negli Stati Uniti. Il 19 agosto le speranze per il suo futuro potrebbero andare in frantumi. È questa la data in cui il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale intende rimpatriarla in Albania.</p>
<p>In una email inviata ai lettori di <em>Dreamactivist.org</em>, Hersha scrive:</p>
<blockquote><p>“A dispetto dei nostri sforzi, il 19 agosto il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale mi espellerà dall&#39;unico luogo che riconosco come casa mia. Verrò rimandata in un Paese che mi è diventato estraneo. Non parlo nemmeno più tanto bene l&#39;albanese.”</p></blockquote>
<p>Il padre di Herta è rimasto in Albania, mentre la madre e gli altri figli si sono avventurati oltre l&#39;Oceano Atlantico.</p>
<blockquote><p>“I miei genitori mi avevano portato negli Stati Uniti perchè credevano alle promesse offerte da questo Paese. Per loro, si tratta della terra delle opportunità, dei valori, degli ideali. Credevano fermamente nel Sogno Americano, e cioè che attraverso il duro lavoro, lo studio, e la giusta indole, i figli potessero ottenere qualsiasi cosa volessero.”</p></blockquote>
<p>In questo video, Herta spiega insieme a Kyle de Beausset di <em>Citizen Orange</em> quanto sta passando.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kMU_DZofuWQ&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/kMU_DZofuWQ&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Blogger a sostegno di Llusho</strong></p>
<p>Diversi blogger <a title="Articolo sul sito di citizenorange.com" href="http://www.citizenorange.com/orange/2009/08/list-of-blogs-that-have-covere.html#more">hanno parlato di Herta</a> [in], incoraggiando i lettori a darsi da fare per la sua causa: tra questi, <em><a title="Post originale in inglese" href="http://americanhumanity.wordpress.com/2009/08/13/stop-deportation-of-dream-student-herta-llusho/">American Humanity</a></em> [in], <em><a title="Post originale in inglese" href="http://blisted.breakthrough.tv/b-the-change-stop-potential-dream-act-students-deportation-4609">B-Listed</a> </em> [in], <a title="Post originale in inglese" href="http://documenting-me.blogspot.com/2009/08/meet-herta-llusho-and-help-stop-her.html">Documenting Me</a> [in], <em><a title="Post originale in inglese" href="http://nuestravoice.com/?p=3829">Nuestra Voice</a></em> [in] e <em><a title="Post originale in inglese" href="http://fairimmigration.wordpress.com/2009/08/13/help-stop-another-dreamers-deportation/">Standing FIRM</a> </em> [in].</p>
<p><em>Change.org</em> ha organizzato <a title="Vai alla petizione online" href="http://immigration.change.org/actions/view/stop_deportation_of_dream_student_herta_llusho">una petizione online</a> [in] per aiutare Herta, mentre la SEIU (Service Employees International Union) <a title="Vai al form online" href="http://call.seiu.org/9/hertadhs">consente di telefonare</a> [in] direttamente dal proprio sito al Dipartimento per la Sicurezza Nazionale. <a title="Gruppo su Facebook in inglese" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=111108019510"> Su Facebook</a> [in] la causa ha ormai raccolto oltre 2.000 sostenitori.</p>
<p>Kyle, del sito <em>Citizen Orange, </em><a title="Leggi la notizia da citizenorange.com" href="http://www.citizenorange.com/orange/2009/08/let-america-be-america-again--.html">parla del suo incontro</a> [in] con Herta e con il fratello maggiore Lirjon, che ha un visto USA da studente.</p>
<blockquote><p>“Lirjon e Herta sono persone incredibili. Herta è davvero fortunata ad avere un fratello come Lirjon, che va instancabilmente dedicandosi al suo caso. Persino nel breve periodo in cui i due fratelli si sono presentati alla mia famiglia hanno lasciato un&#39;ottima impressione. Ed è stato un momento speciale anche per me. Di solito, la mia famiglia è abituata a vedermi lavorare al computer, ma questa è la prima volta che hanno potuto incontrare le persone in carne ed ossa sulla cui vita cerco di avere un impatto.</p></blockquote>
<p>Kyle continua:</p>
<blockquote><p>“Probabilmente Herta non vorrebbe che ne parlassi in questi termini, ma gli Stati Uniti le hanno sputato in faccia e lei ha risposto solo con amore. Quell&#39;amore vero, profondo e caloroso che, pur provenendo da una sola persona, di fronte alle ingiustizie riesce a migliorare il mondo assai più di quanto possano mai fare milioni di manifestanti furibondi. Nella sua lotta per restare negli Stati Uniti, Herta sta dando vita a quella che Ghandi avrebbe definito &#8220;satyagraha&#8221;, che il Reverendo Martin Luther King traduceva in &#8220;forza dell&#39;amore&#8221; o &#8220;forza della verità&#8221;. Anche quanti stanno aiutando Herta partecipano di questa satyagraha.”</p></blockquote>
<p><strong>“Io continuo a crederci&#8230;”</strong></p>
<p>Col sostegno di <em>DreamActivist</em>, <em>Citizen Orange </em> e molti altri, Herta è riuscita a condividere la propria storia col mondo intero. La loro speranza è che venga approvata quanto prima la proposta di legge nota come <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/DREAM_Act">The DREAM Act</a> [in]. La norma consentirebbe ad altri studenti privi di documenti, proprio come Herta, di diventare residenti permanenti in base a certi prerequisiti, come l&#39;età all&#39;arrivo in USA e gli anni di studio.</p>
<p>Anche se i legislatori federali avevano respinto la proposta nel 2007, la stessa è stata reintrodotta, con alcune modifiche, nel marzo 2009, e i suoi <a title="Leggi la notizia da Global Voices Online in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/23/usa-blogging-their-dreams-of-citizenship/">sostenitori sperano</a> [in] che riesca a ottenere il consenso necessario per l&#39;approvazione ora che Obama è Presidente. Se fosse approvata, si stima che sarebbero circa 65.000 gli studenti privi di documenti, entrati nel Paese da bambini, cui verrebbe permesso di restare.</p>
<p>Herta spera che la sua vita possa prendere la stessa svolta capitata ad un altro studente immigrato privo di documenti, il diciottenne <a title="Notizia in inglese dal sito di dreamactivist.org" href="http://www.dreamactivist.org/news-flash-taja-recieves-deffered-action/">Taha</a> [in] del New Jersey. Taha sarebbe stato rimpatriato nella terra d&#39;origine del Bangladesh, ma il sostegno di due senatori e altri cittadini statunitensi ha portato la Sicurezza Nazionale a rinviarne le operazioni di espulsione.</p>
<p>Adesso è Herta a chiedere la stessa cosa.</p>
<blockquote><p>“Aiutatemi a rinviare la deportazione finchè non finirò il college o finchè non verrà approvato il DREAM Act. Aiutatemi a rinnovare la promessa dell&#39;<em>American Dream</em> per me, così che insieme potremo rinnovarla per tutti quanti.”</p></blockquote>
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