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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Economia</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Ghana: quali i benefici e le ramificazioni della produzione di petrolio locale?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/12/ghana-quali-i-benefici-e-le-ramificazioni-della-produzione-di-petrolio-locale/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 04:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[A due anni dalla scoperta di giacimenti petroliferi, il Paese va preparandosi per la produzione - e la discussione (anche online) ruota su questioni tipo: “Quali benefici e quali i possibili risvolti futuri delle decisioni prese oggi dai leader ghanesi?”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/linda-annan/">Linda Annan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/28/ghana-who-will-benefit-from-oils-discovery/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Quando nel 2007 l&#39;azienda britannica <a title="Pagina di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tullow_Oil">Tullow Oil </a> [in] annunciò la scoperta di 600 milioni di barili di petrolio in Ghana, la blogosfera rispose con toni variegati tra la speranza e il cinismo. A due anni dalla scoperta, il Paese va preparandosi per la produzione di petrolio, ma la discussione attuale si sofferma sulla domanda: “Quali benefici e quali i possibili risvolti futuri delle decisioni prese oggi dai leader ghanesi?”</p>
<p>Charles Crawford, su <a title="Blog in inglese" href="http://charlescrawford.biz/MSH8MB288721">Blogoir</a> [in], <a title="Post  in inglese" href="http://charlescrawford.biz/blog/craig-murray-on-ghana-s-oil">ha commentato un articolo</a> [in] scritto da <a title="Pagina di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Craig_Murray">Craig Murray</a> [in] sulle cause e le conseguenze della scoperta del petrolio in Ghana. Ecco cosa scrive sull&#39;articolo di Murray:</p>
<blockquote><p>Allo stesso tempo, i profitti devono essere reindirizzati urgentemente alle infrastrutture rurali, per incrementare i guadagni delle fattorie e sviluppare l&#39;industria della produzione agricola, su una scala mai tentata prima. Il Ghana ha già grandi difficoltà nel tenere i giovani nel settore agricolo. Figurarsi come ciò peggiorerà quando inizierà il flusso di petrolio.</p>
<p>Perché i giovani dovrebbero lavorare nelle fattorie adesso che il Paese sta per diventare ricco? Il Ghana è forse l&#39;anti-Nigeria, una nuova realtà hi-tech sullo stile di Singapore piuttosto che un tipico Paese africano agricolo che esporta prodotti agricoli?</p>
<p>Non è forse il caso di approfittare di tanta generosità per il Paese come un&#39;opportunità per considerare opzioni diverse e non semplicemente a modi di imporre soluzioni dall&#39;alto basate su idee antiquate?</p></blockquote>
<p>Un commento pubblicato in risposta all&#39;affermazione del blogger da un certo Craig Murray recita:</p>
<blockquote><p>Perché <a title="Pagina su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/William_Cobbett">William Cobbett</a> [in] aveva ragione!</p></blockquote>
<p>L&#39;osservazione di Crawford riguardo i giovani che lavorano ancora nelle fattorie, nonostante il Paese abbia apparentemente intrapreso la strada verso la prosperità, sembra aver fatto colpo nelle riflessioni dei Ghanesi. <a title="Sito in inglese" href="http://ghanapundit.blogspot.com/">Ghana Pundit </a> [in] ha pubblicato <a title="Post in inglese" href="http://ghanapundit.blogspot.com/2009/11/oil-and-gas-find-creates-employment.html">un articolo</a> [in] di Ghana News Agency (GNA) che esprime analoghe preoccupazioni:</p>
<blockquote><p>Il Dr. Edward Omane Buamah, Vice Ministro dell&#39;ambiente, della scienza e della tecnologia, ha osservato come il petrolio e il gas trovati nella regione occidentale del Paese abbiano reso la disoccupazione tra i giovani un problema molto serio.</p>
<p>Parlando in una seduta speciale sulla valutazione dell&#39;impatto ambientale per lo sviluppo della prima fase del  giacimento petrolifero &#8220;Jubilee&#8221;, organizzato dalla Camera dei capi della regione occidentale di Sekondi, ha affermato che la regione non ha tratto benefici dalle risorse naturali come il mare, l&#39;oro, la bauxite, il legname e altri minerali.</p>
<p>Il Dr. Buamah ha sottolineato come fosse quindi normale per i giovani aspettarsi migliori prospettive lavorative dalla scoperta di petrolio nel Ghana.</p>
<p>Ha aggiunto che lavorare direttamente nell&#39;industria petrolifera di alto livello richiede un elevato grado di qualifiche e competenze professionali, da cui deriva la necessità per i giovani di migliorarsi per essere capaci di sfruttare pienamente le numerose opportunità lavorative che verranno prodotte dall&#39;industria emergente.</p></blockquote>
<p><a title="Sito in inglese" href="http://ghanapundit.blogspot.com/">Ghana Pundit </a> [in] ha pubblicato un altro articolo che affronta un&#39;altra serie di preoccupazioni:</p>
<blockquote><p>La scoperta del petrolio in Ghana, se non correttamente gestita, potrebbe causare una crisi paragonabile a quella verificatasi in Nigeria nell&#39;irrequieta regione del delta del Niger.</p>
<p>Il Dr. Raymond Atuguba, rispettato giurista e docente alla facoltà di legge dell&#39;Università del Ghana, ha rivelato con preoccupazione che i militanti armati nella regione del delta del Niger, famosi per le esplosioni degli oleodotti, i rapimenti e le richieste di elevati riscatti, e responsabili delle tensioni nella regione nigeriana ricca di petrolio, hanno preso a spostarsi in massa in Ghana.</p>
<p>In un&#39;intervista al Citi Breakfast Show di mercoledì il Dr. Atuguba ha detto che essenzialmente i militanti armati in Ghana mirano ad addestrare le popolazioni della regione occidentale, nelle cui piattaforme al largo il Paese realizzerà le trivellazioni a tutela dei propri interessi.</p></blockquote>
<p>Un post pubblicato <a title="Post in inglese" href="http://www.attamills2008.com/site/?p=1291">sul sito della campagna ufficiale </a> [in] del <a title="Pagina Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Atta_Mills">presidente Atta Mills</a> [in] dichiara:</p>
<blockquote><p>Il presidente John Evans Atta Mills ha ricordato giovedì a <a title="Sito in inglese" href="http://www.kosmosenergy.com/">Kosmos Energy</a> [in], una delle aziende interessate alla scoperta del petrolio nei giacimenti di Jubilee Fields a Cape Three Points, di prendersi cura delle responsabilità sociali, legali e imprenditoriali in modo che gli abitanti del luogo vengano coinvolti nel processo e riceverne i benefici.</p>
<p>Ha esortato l&#39;azienda a usare le competenze disponibili in Ghana ed mettere al riparo la popolazione dai rischi che potrebbero derivare dallo sfruttamento dei giacimenti petroliferi.</p></blockquote>
<p>In risposta al suddetto post, un commento di Ofori Amooako Elijah afferma:</p>
<blockquote><p>Lo sfruttamento del petrolio deve portare benefici alla popolazione del Ghana, in particolare dovrebbe essere un passo per creare occupazione.</p></blockquote>
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		<title>Trinidad e Tobago: controversie sul nuovo super-centro per le arti recitative</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/trinidad-e-tobago-il-centro-per-le-arti-recitative-potra-recitare-il-suo-ruolo/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 04:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Stellato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[La costruzione della nuova (e costosa) <em>National Academy for the Performing Arts</em> a Port-of-Spain  va provocando un controverso dibattito - oltre alle reazioni ironiche e preoccupate di molti blogger caraibici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/janine-mendes-franco/">Janine Mendes-Franco</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/lucias/'>Lucia Stellato</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/12/trinidad-tobago-will-the-performing-arts-centre-perform/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La costruzione a <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trinidad_e_Tobago">Trinidad e Tobago</a> [it] di una nuova <a title="Blog con notizie su Trinidad e Tobago" href="http://www.trinidadandtobagonews.com/blog/?p=1864">National Academy for the Performing Arts</a> [in] va causando non poche controversie: non solo si dice <a title="Notizia dell'Istitituto degli Architetti di Trinidad e Tobago" href="http://www.ttia-architects.org/">che il progetto sia stato rubato dall&#39;architectural studio di architetti locali</a> [in] e consegnato allo Shanghai Construction Group, ma quest&#39;ultimo ha usato - per la maggior parte - forza lavoro cinese, non c&#39;è stata alcuna consultazione progettuale per determinare le esigenze degli artisti locali che poi avrebbero dovuto usufruire dello spazio e l&#39;intera operazione è stata gestita dalla <a title="Sito dell'impresa UDeCOTT" href="http://www.udecott.com/">UDeCOTT</a> [in], azienda al <a title="Notizia della Udecott" href="http://www.udecott.com/index.php/cc/cc_project_item/national_carnival_and_entertainment_centre/">centro dell&#39;indagine </a> [in] avviata dalla <a title="Sito della Commissione d'inchiesta" href="http://www.constructionenquiry.gov.tt/">Commissione d&#39;inchiesta per l&#39;edilizia locale</a> [in].  E senza dimenticare <a title="Pagina del Guardian di Trinidad e Tobago" href="http://guardian.co.tt/news/general/2009/03/26/jcc-wants-probe-performing-arts-centre">l&#39;ammontare spropositato dei costi</a> [in]. Nonostante tali ostacoli, <a title="Pagina del notiziaro on line di Trinidad" href="http://www.trinidadexpress.com/index.pl/article_news?id=161555389">l&#39;Accademia ha aperto</a> [in] i battenti la <a title="Pagina di un notiziaro sulla cultura dei Caraibi" href="http://repeatingislands.com/2009/11/10/grand-opening-of-the-national-academy-of-the-performing-arts-north-campus-in-tt/">scorsa settimana</a> [in], scatenando le reazioni dei blogger locali…</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://coffeewallah.blogspot.com/2009/11/so-what.html">Coffeewallah</a></em> [in] sembra disilluso sulla possibilità di buon governo a Trinidad e Tobago - considerando il centro per le arti recitative solo un altro esempio da aggiungere alla lista:</p>
<blockquote><p>Tra tutte le cose importanti, non pensi dovremmo preoccuparci di più dei 10 milioni di dollari spesi per UN&#39;ALTRA sala per spettacoli al Centro Diplomatico? No, è del tutto inutile. Perché tanto sappiamo bene come gli ospedali siano perfettamente attrezzati e il personale sufficiente.</p></blockquote>
<p>Anche <em><a title="Post in inglese" href="http://akalol.wordpress.com/2009/11/10/the-prime-ministers-speech-the-missing-pages/">This Beach Called Life </a></em>[in] ricorre alle battute sarcastiche, spiegando di aver trovato le &#8220;pagine mancanti&#8221; del discorso pronunciato dal Primo Ministro all&#39;apertura dell&#39;Accademia.</p>
<blockquote><p>Miei cari amici, mentre facciamo sprofondare la nazione in un debito insanabile ed entriamo in una nuova epoca di spreco e spesa sconsiderata, vedremo sempre più contratti aggiudicati ai vari appaltatori tramite l&#39;UDECOTT, come luminoso esempio dei miei sentimenti nei confronti dei cittadini di Trinidad e Tobago. Non me ne importa granché. Fratelli e sorelle, succederà così.</p></blockquote>
<p>Al contempo <em><a title="Blog in inglese" href="http://kid5rivers.blogspot.com/2009/11/manaus-manning-and-pos.html">kid5rivers</a></em> [in] paragona la costruzione del centro al <em><a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Amazon_Theatre">Teatro Amazonas</a></em> [in], un teatro d&#39;opera situato nella foreste pluviali tropicali del Brasile.</p>
<blockquote><p>Il tempo ci dirà cosa ne sarà della <a title="Pagina del notiziaro on line di Trinidad" href="http://www.trinidadexpress.com/index.pl/article_news?id=161555389">National Academy for the Performing Arts</a> [in] da 550 milioni di dollari TT, poiché la storia del Paese ha dimostrato come l&#39;utilizzo e il mantenimento di tali edifici siano spesso inadeguati.</p></blockquote>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://pleasurett.blogspot.com/2009/11/place-for-arts.html">Pleasure </a></em> [in], un blog dedicato all&#39;arte, è critico verso la storica relazione tra il governo e la comunità artistica del Paese:</p>
<blockquote><p>Domani la nuova fiammeggiante National Academy for the Performing Arts da 518 milioni di dollari situata nel Queen&#39;s Park Savannah, Port of Spain, aprirà ufficialmente. Ma qualche isolato più avanti, all&#39;angolo tra Roberts e White Street, Woodbrook, lo storico Little Carib Theatre rimarrà sbarrato e chiuso.</p>
<p>Il problema? Si dice una mancanza di fondi, con l&#39;aggiunta di 2 milioni di dollari necessari per completare il restauro che lo Stato non potrebbe permettersi. Lo stesso Stato che può sganciare 2 milioni di dollari per le bandiere intorno al fatiscente stadio Hasely Crawford e che a quanto pare può costruire Accademie d&#39;arte schioccando le dita.</p>
<p>L&#39;apertura dell&#39;Accademia arriva dopo anni in cui l&#39;arte e gli artisti in questo Paese sono stati relegati ai margini dopo diversi governi incuranti dello stato di salute della nazione. Per decenni artisti di ogni estrazione sociale si sono battuti per ottenere un&#39;apposita struttura artistica, ma invano.</p>
<p>E che dire di un centro per l&#39;arte contemporanea, come l&#39;adesso defunto CCA7, che una volta ospitava il Fernandes Industrial Centre? Adesso è spuntata un&#39;Accademia d&#39;arte nuova di zecca. E ciò è qualcosa di cui bisognerebbe essere contenti. Gli artisti dovrebbero essere soddisfatti, giusto? Le cose non stanno necessariamente così.</p></blockquote>
<p>Il blog prende in considerazione anche il design della costruzione, che dovrebbe essere l&#39;immagine del fiore nazionale, la <a title="Immagine della Chaconia" href="http://www.glwildlife.org/images/articles-pic/chaconia.jpg">Chaconia</a> e afferma:</p>
<blockquote><p>Ma è una somiglianza alquanto lontana; la struttura sembra di più un&#39;imitazione dell&#39;Opera House di Sidney. O una specie di sofisticata navicella spaziale.</p></blockquote>
<p>L&#39;artista Marlon Darbeau, per tutta risposta a questo paragone, pubblica semplicemente il grafico di un testo del governo che dice: “Il progetto di costruzione della National Academy for the Performing Arts è una rivisitazione del nostro fiore nazionale, la Chaconia.” Il titolo del grafico contiene il commento dell&#39;artista:</p>
<blockquote><p>L&#39;abbiamo comprato.</p></blockquote>
<p>Dopo aver analizzato le possibili questioni strutturali e architetturali che la costruzione può sollevare,  <em><a title="Post in inglese" href="http://pleasurett.blogspot.com/2009/11/place-for-arts.html">Pleasure</a></em> [in] ha l&#39;ultima parola:</p>
<blockquote><p>Dunque ora abbiamo un&#39;Accademia per le Arti recitative incapace di recitare il proprio ruolo? Staremo a vedere. Solo uno Stato che si preoccupa dell&#39;arte troverà il modo di valorizzarla, specialmente nel caso del Centro Queen&#39;s Hall, che, dopo esser stato restaurato, oggi è la struttura tecnologicamente più avanzata dei Caraibi, proprio dall&#39;altra parte della strada.</p>
<p>Eppure, ci sarà qualcuno che dirà &#8220;sempre meglio di niente&#8221;. Tuttavia, con il fatto che l&#39;Accademia verrà gestita dall&#39;università di Trinidad e Tobago, rimane da vedere quale sarà il ruolo di organizzazioni come il TTW (il Trinidad Theatre Workshop) e come l&#39;Accademia si relazionerà ad altre realtà culturali del Paese. Siamo già un po&#39; in ritardo per chiederci queste cose solo ora, specialmente dopo avere speso milioni di dollari, denaro dei contribuenti che avrebbe potuto incentivare progetti artistici di maggior valore nei prossimi decenni.</p></blockquote>
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		<title>Siria: articolo da incorniciare o da buttar via, quello del National Geographic?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/siria-articolo-da-incorniciare-o-da-buttar-via-quello-del-national-geographic/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 05:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo d&#39;Urbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I blogger siriani non hanno mai amato la letteratura di viaggio sul proprio Paese - spesso carica di luoghi comuni, a volte totalmente falsa. E a volte può essere frustrante vedere certi articoli presentati come 'autorevoli'. Ecco una rassegna delle variegate reazioni provocate da un recente ed esteso articolo del National Geographic.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/paolo/'>Paolo d&#39;Urbano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/03/syria-the-best-or-the-worst-article-ever/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><div id="attachment_104351" class="wp-caption alignleft" style="width: 258px"><img class="size-medium wp-image-104351" title="Siria" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/syria-300x225.jpg" alt="Uno dei numerosi cartelloni raffiguranti il Presidente Bashar al-Assad (Foto: jilliancyork)" width="248" height="186" />
<p class="wp-caption-text">Uno dei numerosi cartelloni raffiguranti il Presidente Bashar al-Assad (Foto: jilliancyork)</p>
</div>
<p>I blogger siriani non hanno mai amato la letteratura di viaggio sul proprio Paese - spesso carica di luoghi comuni, a volte totalmente falsa. Per un Paese che sta lentamente uscendo da un lungo periodo di &#8220;isolamento&#8221; quanto meno dagli Stati Uniti, può essere decisamente frustrante vedere alcuni articoli presentati come autorevoli. Per questo, quando il popolare blogger siriano Sasa, autore di <em>Syria News Wire</em>, ha scovato un <a title="Articolo in inglese" href="http://ngm.nationalgeographic.com/print/2009/11/syria/belt-text">articolo apparso di recente sul National Geographic</a> [in], definendolo &#8220;il miglior articolo sulla Siria da dieci anni a questa parte,&#8221; si è sentito obbligato a <a title="Post in inglese" href="http://newsfromsyria.com/2009/10/22/the-best-article-on-syria-in-a-decade/">condividere online le propria opinione</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Questo articolo rappresenta la Siria reale. Un elenco di elementi caratteristici che i siriani conoscono bene, ma che i giornalisti stranieri spesso ignorano, nella fretta di trovare conferma ai loro stereotipi.</p>
</blockquote>
<p>Come c&#39;era da aspettarsi in un Paese a volte diviso da profondi contrasti, non tutti hanno sottoscritto l&#39;opinione di Sasa. L&#39;ambasciatore siriano negli Stati Uniti Imad Moustapha (anch&#39;egli <a title="Blog in inglese" href="http://imad_moustapha.blogs.com/imad_moustapha_the_blog/">blogger</a> [in]) ha scritto una lettera all&#39;editore del National Geographic, poi rilanciata dal <a href="http://joshualandis.com/blog/?p=4305">blog</a> [in] <em>Syria Comment</em>, definendo l&#39;articolo del National Geographic una &#8220;rappresentazione fuorviante del Paese a cui appartengo.&#8221; Sebbene <em>Syria Comment</em> di Joshua Landis non abbia commentato in alcun modo l&#39;articolo in questione, il post ha ricevuto oltre ottanta <a title="Post in inglese" href="http://joshualandis.com/blog/?p=4305&amp;cp=all#comments">commenti</a> [in], dando avvio a un acceso dibattito.</p>
<p>Alex di <em><a title="Sito in inglese" href="http://www.creativesyria.com/">Creative Syria</a></em> [in] esprime un giudizio alquanto critico sull&#39;articolo:</p>
<blockquote><p>Condivido gran parte di quanto scritto .. tranne l&#39;enfasi pressoché totale sugli aspetti negativi … credo che il lettore americano non esiterà a cancellare la sua prima vacanza in Siria. Chi vuole gustarsi un pranzetto a Bab Touma [zona di Damasco] mentre i poveri e indomiti siriani combattono per la democrazia e vengono torturati nella porta affianco?</p>
</blockquote>
<p>Ghassan, un altro commentatore, ha un&#39;opinione diametralmente opposta:</p>
<blockquote><p>L&#39;articolo è razionale, ragionevole e accurato. Tutto il mio sostegno al NG, e alla libertà di stampa e d&#39;opinione che non esistono in Siria.</p>
</blockquote>
<p>Sempre attraverso i commenti al post di Landis, Norman fa giustamente notare quanto segue:</p>
<blockquote><p>È interessante vedere come i siriani che amano il proprio Paese possano essere in disaccordo sullo stesso articolo.</p>
</blockquote>
<p>Anche alcuni blogger non residenti in Siria hanno avuto reazioni contrastanti sull&#39;articolo del National Geographic. Evan Hill, parte del blog collettivo <em>The Majlis</em>, <a title="Post in inglese" href="http://www.themajlis.org/2009/10/24/when-the-ophthalmologist-becomes-king">ritiene</a> [in] che l&#39;articolo rappresenti una Siria arretrata:</p>
<blockquote><p>La lettura ci lascia con l&#39;impressione di una Siria impantanata, economicamente e politicamente, in uno schema mentale vecchio almeno 40 anni. Il direttore di un&#39;impresa nazionale di cotone che sembra ignorare o nascondere informazioni sui pericoli del lavoro nella sua azienda, che si guarda la pancia in evidente confusione quando gli viene chiesto se abbia mai guadagnato qualcosa. Accademici e attivisti ancora terrorizzati da servizi segreti creati anni addietro dal padre di <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bashar_al-Asad">Assad</a> [it] per distruggere l&#39;opposizione qualora il suo notorio cinismo politico non avesse funzionato.</p>
</blockquote>
<p>Dopo aver letto tutte queste critiche, <em>Syria News Wire</em> <a title="Articolo in inglese" href="http://newsfromsyria.com/2009/10/27/not-the-best-article-on-syria-in-a-decade/">ha invitato i propri lettori</a> [in] a leggere sia l&#39;articolo originale <em>che</em> le critiche di Imad Moustapha prima di prendere una qualsiasi posizione.</p>
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		<title>Giappone: sondaggio sulla povertà distrugge il mito della prosperità</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 05:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Casi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si pensa ai giapponesi spesso li si associa a un'idea di prosperità e benessere. Tuttavia un recente studio sulla povertà rivela tutt'altra realtà del Paese: un cittadino su sei vive in condizioni di povertà. Trend nient'affatto nuovo, confermano diversi blogger, pur se di rado accettato ed evidenziato nell'andamento socio-economico quotidiano. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/scilla-alecci/">Scilla Alecci</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/25/japan-latest-survey-on-poverty-destroys-the-prosperity-myth/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Un giapponese su sei vive in condizioni di povertà - lo sostiene l&#39;ultimo <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.financialexpress.com/news/one-in-six-japanese-living-in-poverty-survey/531390/">rapporto</a> [in] del Ministro della Salute. Secondo le <a title="Vai al sito oecd.org" href="http://www.oecd.org/document/53/0,3343,en_2649_33933_41460917_1_1_1_1,00.html">cifre</a> [in] dell&#39;OECD (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), il Giappone ha uno dei tassi di povertà più alti del mondo sviluppato e si trova al quarto posto dopo Messico, Turchia e Stati Uniti.</p>
<p>
<center>
<div id="attachment_102492" style="width: 510px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/28503644@N03/3525513868/"><img title="Foto su Flickr di Ushio Shugo" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/%E3%83%8F%E3%82%A6%E3%83%AB%E3%81%AE%E5%8B%95%E3%81%8F%E5%9F%8E.jpg" alt="Foto su Flickr di Ushio Shugo" width="500" height="333" /></a><small>Foto su Flickr di Ushio Shugo</small></center></div>
</p>
<p></p>
<p>A settembre, Makoto Yuasa, Segretario generale della <a title="Leggi articolo originale in giapponese" href="http://www.k5.dion.ne.jp/%7Ehinky/index.html">Rete Anti Povertà</a> (反貧困 Han Hinkon) [gia], aveva già <a title="Articolo in inglese" href="http://www.k5.dion.ne.jp/%7Ehinky/090904article.yuasa.html">illustrato il problema della povertà nel Paese:</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Fin dalla grande crescita economica degli anni &#8216;60, in Giappone esiste il mito che tutti i giapponesi appartengano al ceto medio. Tuttavia, lo stile di lavoro giapponese, che sta alcuore di questo mito, è stato trasformato dall&#39;aumento del precariato e da altri fattori, e un numero crescente di giapponesi vive in povertà.</p></blockquote>
<p>Come dimostrano le discussioni nella blogosfera, oggigiorno il divario del reddito non è affatto una novità. Lo scoppio della bolla economica nei primi anni &#8216;90 ha rivelato la debolezza nel sistema giapponese e da allora molti esperti affermano che la nazione non si sia mai completamente ripresa dalla recessione.<br />
<em>Ysaki</em> <a title="Post originale in giapponese" href="http://eiji.txt-nifty.com/diary/2009/10/post-730a.html">suggerisce</a> [gia] come questo problema sia sempre esistito, ma la maggior parte dei giapponesi lo abbia comunque considerato come un problema altrui.</p>
<blockquote><p>この記事を最初に見た時に、私は部落問題に近いな、と感じたんです。それは、私たちの隣に確実にその問題があるのに、知らないふりをする。見ない振りをし、無関係を装ってきた。</p></blockquote>
<div>Quando ho letto la notizia, ho pensato che questo problema fosse assai simile a quello di altri gruppi discriminati in Giappone.<br />
Nonostante sia chiaro che il problema esista e che ci riguardi molto da vicino, facciamo finta di non vederlo e così facendo siamo arrivati a convincere noi stessi che non sia affar nostro.</div>
<p><em>Miyabi-tale </em><a title="Post originale in giapponese" href="http://d.hatena.ne.jp/miyabi-tale/20091021/1256088117">ritiene</a> [gia] che la questione risalga a parecchio tempo addietro e che la responsabilità vada cercata nell&#39;inerzia politica.</p>
<blockquote><p>驚くべきは、この数字が今年ではなくて数年前のデータでさえすでに7人に1人いるという事実で、リーマンショック以降の世 界恐慌の不景気のあとでは今現在では少なく見ても5人に1人はそれくらいの値になっていると考えられることである。自民政権下では、公式発表的に「日本に 貧困はない」「一億総中流家庭」なんていうキャッチコピーもあったわけだが、現実はまったくそうでないということが改めて浮き彫りにされたわけである。</p></blockquote>
<div>Quello che sorprende sono i dati di un paio di anni fa, dove si rilevava come una persona su sette vivesse in povertà. C&#39;è qualcuno che considera positivo il fatto che, nonostante la profonda recessione che ha colpito il mondo intero a seguito del collasso dell&#39;agenzia Lehman Brothers, solo una persona su cinque oggigiorno sia povera.<br />
Sotto il governo LPD, solitamente venivano lanciati slogan quali ‘In Giappone la povertà non esiste&#39; o ‘Abbiamo un totale di cento milioni di famiglie del ceto medio&#39;, ma è di nuovo chiaro come ciò fosse ben lontano dalla verità.</div>
<p>
<center>
<div id="attachment_102493" style="width: 510px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/caribb/3948606603/"><img title="Foto su Flickr di caribb" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/homeless.jpg" alt="Foto su Flickr di caribb" width="500" height="332" /></a><small>Foto su Flickr di caribb</div>
<p></small></center></p>
<p>Non manca tuttavia chi preferisce considerare l&#39;altro lato della medaglia.<br />
<em>Ukkii</em> <a title="Post originale in giapponese" href="http://ameblo.jp/shiokawa-office/entry-10369752658.html">spera</a> [gia] che questo periodo nero nella storia economica e sociale del Giappone possa portare a un ritorno della forza di spirito per cui i giapponesi sono rinomati.</p>
<blockquote><p>し・か・し<br />
国の景気が良くなるまでこのままでいいのだろうか<br />
貧しかった戦後の日本国民は、みな必死で頑張ってここまでよくなってきています<br />
あの時代の<strong>ハングリー</strong>精神があればきっと国を変えれなくとも企業の生き残りは可能だと思います<br />
私は一社員でありますが社長のような視点で物事を考えていくことを目標としています<br />
視野を広げればいろんなことに発見や改善が見えてくるからです<br />
ハングリー精神なんて言葉、現代では死語なのかもしれませんが<br />
僕はこの言葉を提唱していきたいと思います</p></blockquote>
<div>MA<br />
è giusto che le cose vadano avanti così fin quando l&#39;economia del Paese possa riprendersi?<br />
Quando i giapponesi si ritrovarono poveri dopo la guerra, si diedero da fare senza esitare e riuscirono a migliorare la situazione come ben sappiamo.<br />
Se solo avessimo ancora lo stesso SPIRITO AFFAMATO di quel tempo sono sicuro che, anche se non è possibile cambiare immediatamente l&#39;intera nazione, potremmo comunque mantenere le nostre aziende forti e competitive.<br />
Sono un impiegato ma cerco di vedere le cose dal punto di vista del direttore generale perchè se guardiamo al futuro in senso lato, ci sono molte scoperte e miglioramenti da fare e che possono essere applicati a una varietà di cose.<br />
L&#39;espressione  ‘spirito affamato&#39; oggi sembra essere stata dimenticata, ma credo sia proprio il caso di riproporla.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Guadalupa: i giorni dell&#039;acqua</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/guadalupa-i-giorni-dellacqua/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 05:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Adamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle Antille Francesi l’acqua è di vitale importanza, e il recente convegno-evento svoltosi a Guadalupa ne ha rimarcato la centralità, ben al di là della regione stessa e inclusi problemi d'inquinamento. Ne discutono variamente blogger ed esperti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/fabienne-flessel/">Fabienne Flessel</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellaa/'>Antonella Adamo</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/19/guadeloupe-the-water-days/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><center><img title="Il mondo dell'acqua" src="http://farm1.static.flickr.com/196/484776493_411825502f.jpg" alt="Foto di Snap, ripresa con licenza Creative Commons" width="500" height="375" /></center></p>
<p>In <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guadalupa">Guadalupa</a> [it], isola delle Antille Francesi soprannominata anche “l’isola dall’acqua buona”, l’acqua è di vitale importanza. È fondamentale poiché definisce le due stagioni climatiche in Guadalupa, in quanto scarsa o abbondante: “Carême” è la stagione secca di 6 mesi e “Hivernage” è la stagione delle piogge e uragani che dura 4 mesi. Senza dubbio, i guadalupesi non dipendono soltanto dalla disponibilità delle risorse idriche ma anche dalla qualità di questo prezioso liquido.</p>
<p>Questo è il motivo per cui 46 anni fa, il  <a title="Sito del Consorzio in francese" href="http://web.lerelaisinternet.com/www.siaeag.fr//index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=20&amp;Itemid=2">Syndicat Intercommunal de l&#39;Alimentation en Eau et d&#39;Assainissement de la Guadeloupe </a> [fr] (Consorzio Intercomunale per l&#39;acqua potabile e le condizioni igienico-sanitarie) è fa parte delle istituzioni locali. Inizialmente forniva acqua a tre città e ad oggi offre servizi a tredici dei trentasei comuni esistenti. Ma ora il Sindacato deve affrontare parecchi problemi che vanno dalle difficoltà tecniche alle questioni ambientali e ha organizzato, negli ultimi otto anni, <em>Les Journées de l&#39;eau en Guadalupe</em> (I giorni dell&#39;acqua in Guadalupa) in modo da condividere riflessioni e progetti con i professionisti e il pubblico. Il blog <a title="Post originale in francese" href="http://www.jarrycafe.com/les-journees-de-leau-en-guadeloupe-du-13-au-17-octobre-2009">JarryCafé</a> [fr] incentrato sulla vita quotidiana di Jarry, centro economico della Guadalupa, promuove questo convegno di 5 giorni:</p>
<blockquote><p>Du 13 au 17 octobre venez vous informer au WTC de Jarry sur les problématiques environnementales de l’eau et ses enjeux dans les années à venir.</p></blockquote>
<div class="translation">Dal 13 al 17 ottobre venite a informarvi al WTC di Jarry sui problemi ambientali riguardanti l&#39;acqua e la posta in gioco per gli anni a venire.</div>
<p>La posta in gioco è davvero alta e il blog locale <em><a title="Post originale in francese" href="http://indiscretions.over-blog.fr/article-interview-amelius-hernandez-siaeag-14-10-09-37580154.html">Indiscrétions</a></em> [fr] riporta diversi temi discussi dal Presidente del Sindacato, quali il deterioramanto dei corsi d&#39;acqua e gli impianti di depurazione, l&#39;enorme spreco di acqua e la possibilità di avere delle scorte in caso di siccità. Oltre simili preoccupazioni, sembra che già da anni un&#39;enorme catastrofe ambientale abbia catturato l&#39;attenzione della popolazione guadalupeana, ovvero i problemi dovuti all&#39;uso del <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chlordecone#Kepone_in_the_French_Antilles">pesticida Kepone</a> [in], e <em>Indiscrétions </em> riporta la cauta dichiarazione del Presidente al riguardo:</p>
<blockquote><p>l y a eu des générations d&#39;agriculteurs qui ont utilisé des produits phytosanitaires qui ont pollué les nappes d&#39;eau, surtout en Basse-Terre. On dit qu&#39;il y a des eaux polluées…</p></blockquote>
<div class="translation">Ci sono state generazioni di agricoltori che hanno utilizzato prodotti fitosanitari che hanno inquinato le falde acquifere, soprattutto a Basse-Terre. Si dice che le acque siano contaminate&#8230;</div>
<p> Anche <a title="Post originale in francese" href="http://www.gaiasoleil.fr/welcome/index.php"><em>GaïaSoleil</em></a> [fr] spiega che l&#39;inquinamento da Kepone nelle acque guadalupeane, insieme ad altri argomenti, verrà affrontato durante la conferenza:</p>
<blockquote><p>Le problème de la pollution de rivières à la chlordécone est certes dans toutes les têtes lors de ces journées. Cette catastrophe écologique n’est qu’un aspect de la pollution générale des milieux aquatiques : d’autres produits phytosanitaires et d’autres pollutions, dont celles pouvant être occasionnés par les déchets ou les vidanges sauvages sont en cause.</p></blockquote>
<div class="translation">Il problema dell&#39;inquinamento da Kepone nei fiumi sarà di sicuro nella testa di ognuno di noi durante questi giorni. Questa catastrofe ecologica è solo un aspetto dell&#39;inquinamento globale  degli ambienti acquiferi: sono in gioco altri prodotti fitosanitari e altri tipi d&#39;inquinamento, come quello da rifiuto e da evacuazione.</div>
<p>Anche <a title="Post originale in francese" href="http://www.domactu.com/actualite/910911381764054/guadeloupe-eaux-necessite-verites-et-solidarites-dans-la-caraibe/">Domactu</a> [fr] ha parlato dell&#39;evento e ha sottolineato la cooperazione regionale sottintesa dal tema della conferenza: “eaux: nécessité, vérités et solidarités dans la Caraïbe” (acqua: necessità, verità e solidarietà nei Caraibi.) Anche <em>GaïaSoleil</em> insiste su questa caratteristica presentando gli ospiti stranieri e il loro contributo  al convegno:</p>
<blockquote><p>…les intervenants de Cuba, de République Dominicaine, d’Haïti ont eu l’occasion d’exposer les problématiques de l’eau sur leurs territoires et les solutions qu’ils ont choisies.</p></blockquote>
<div class="translation">&#8230;i partecipanti da Cuba, Repubblica Dominicana, e Haiti hanno avuto l&#39;occasione di esporre le problematiche dell&#39;acqua nei propri territori e le soluzioni che hanno deciso di adottare.</div>
<p>Quest&#39;ultima citazione da <em>Indiscretion </em> è altrettanto importante poiché va al di là della preoccupazione della Guadalupa per le sue acque e riflette un sentimento diffuso tra gli abitanti dei Caraibi: quello dell&#39;isolamento e dell&#39;assenza di cooperazione regionale:</p>
<blockquote><p>…Je vous parlais de l&#39;eau de la Dominique pour irriguer Marie-Galante. J&#39;ai vu, à Santo Domingo, une station d&#39;épuration qui fonctionne parfaitement, qui coûte moins cher à la construction que tout ce que nous avons. Il faut regarder ce qui se fait autour de nous. Nous avons beaucoup à donner, beaucoup à apprendre.</p></blockquote>
<div class="translation">&#8230;Vi parlavo dell&#39;acqua della Dominica per irrigare Marie-Galante. A Santo Domingo, ho visto un impianto di depurazione che funziona perfettamente, ed è meno costoso da costruire di tutto ciò che abbiamo. Bisogna guardare ciò che ci circonda. Abbiamo molto da dare, parecchio da imparare.</div>
<p><small>La foto iniziale del post, “<a title="Foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/snapr/484776585/in/set-72157600178893935/">The World of Water</a>”, è di<a title="foto-stream di Snap® su Flickr href="http://www.flickr.com/photos/snapr/"> Snap®</a>, ripresa da Flickr con licenza <a title="Testo inglese della licenza Creative Commons" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.en">Creative Commons</a> [in].</small></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Strumenti online per monitorare il cambiamento climatico</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/strumenti-online-per-monitorare-il-cambiamento-climatico/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 05:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In previsione della Conferenza sul cambiamento climatico che si terrà a dicembre a Copenhagen (COP15), ecco una serie di strumenti online a cui ciascuno di noi può ricorrere per seguire l'andamento delle trasformazioni climatiche, e i loro effetti, in varie regioni del mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lester-bolicenni/">Lester Bolicenni</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/'>Elena Intra</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/22/online-tools-to-monitor-climate-change/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre si avvicina la <a title="Sito ufficiale di COP15" href="http://en.cop15.dk/">Conferenza sul cambiamento climatico</a> [in] (COP15) prevista a dicembre 2009 a Copenhagen, ecco alcuni strumenti online per monitorare le attuali trasformazioni climatiche. Utilizzando questi strumenti, si può imparare di più sugli effetti di tali cambiamenti, e contribuire a spingere verso le possibili soluzioni quanti hanno il potere di prendere decisioni.</p>
<p><strong>Sul campo</strong></p>
<p>L&#39;osservazione degli impatti del cambiamento climatico generalmente parte sul campo. Il fotografo <em><a title="Sito ufficiale di James Balog" href="http://www.jamesbalog.com/pages/home.php">James Balog</a></em> [in] si è recato in Alaska, USA, per seguire il progressivo scioglimento della calotta glaciale. Il video che segue illustra i risultati sbalorditivi del suo lavoro fotografico:</p>
<p><center><span style="margin: 0pt auto 10px; text-align: center; display: block;"><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="350" height="216" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oaTcsyNrEec&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="350" height="216" src="http://www.youtube.com/v/oaTcsyNrEec&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></span></center></p>
<p>Visto che non tutti hanno macchine fotografiche costose e tempo libero per poter andare in Alaska, un altro approccio potrebbe essere leggere le esperienze delle persone in prima linea.</p>
<p><a title="Vai al sito di Climatefrontlines.org" href="http://www.climatefrontlines.org/">On the Frontline of the Climate Change</a> [in] è un progetto che raccoglie storie raccontate in prima persona sugli impatti del cambiamento climatico, nelle comunità indigene, su piccole isole e altre comunità vulnerabili. Il forum contiene numerosi contributi recenti inviati via email, soprattutto dal Sud Asia e dall&#39;Africa. Un partecipante e consulente per lo sviluppo africano, <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.climatefrontlines.org/en-GB/node/430">George Katunguka</a> [in], scrive dall&#39;Uganda:</p>
<blockquote><p>L&#39;impatto del cambiamento climatico non ha ricevuto molta importanza nel mio Paese, l&#39;Uganda, ma tali cambiamenti e i loro effetti vanno evidenziandosi dolorosamente. Secondo un recente rapporto sulle risorse d&#39;acqua, nel 2025 l&#39;Uganda probabilmente soffrirà forti mancanze idrico. La gente sta morendo di fame come nel recente caso della regione Teso, nell&#39;est dell&#39;Uganda; ci sono cambiamenti negli ecosistemi acquatici, come la diminuzione del livello del lago Vittoria; stagioni imprevedibili, perdita di terreno fertile e dei prodotti agricoli e quindi aumento della povertà delle famiglie, con tutte le implicazioni del caso. Che cosa stiamo facendo per evitare quest&#39;imminente catastrofe?</p></blockquote>
<p><strong>Dallo spazio cosmico a Google Earth</strong></p>
<p>L&#39;osservazione sul campo può essere verificata dall&#39;alto. Lo spazio è la prospettiva da cui osservare e analizzare la terra nell&#39;insieme. È difficile trovar posto su un&#39;astronave, ma per fortuna è facile trovare online immagini dal satellite.</p>
<div><center>
<dl id="attachment_102518" style="width: 310px;">
<dt><a href="http://na.unep.net/digital_atlas2/webatlas.php?id=11"><img style="margin: 0pt auto 10px; text-align: center; display: block;" title="Immagini satellitari del mare d'Aral, Kazakhstan e Uzbekistan 1973/2004" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/aral_sea-300x192.jpg" alt="Immagini satellitari del mare d'Aral, Kazakhstan e Uzbekistan 1973/2004 1973/2004" width="300" height="192" /></a><small>Immagini satellitari del mare d&#39;Aral, Kazakhstan e Uzbekistan 1973/2004</small></dt>
</dl>
<p></center></div>
<p>Oltre alle agenzie e imprese spaziali che offrono servizi alle NGO, agli scienziati e alle persone comuni, il Programma delle Nazioni Unite per l&#39;ambiente ha creato un <a title="Guarda l'atlante" href="http://na.unep.net/digital_atlas2/index.php">atlante online</a> [in] che elenca i cambiamenti avvenuti in varie parti del mondo lungo i decenni. Tutte le immagini dal satellite possono essere viste sul <a title="Vedi voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_globe">globo virtuale</a> [in] di Google Earth, come spiegato sul <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://googleblog.blogspot.com/2009/09/google-climate-change-tools-for-cop15.html">relativo blog ufficiale</a> [in]:</p>
<blockquote><p>In collaborazione con il governo danese ed altri, stiamo lanciando <a title="Guarda il video" href="http://www.google.com/cop15">una serie di riprese speciali via Google Earth</a> [in] per permettervi di scoprire i potenziali impatti del cambiamento climatico sul pianeta e le soluzioni per gestirlo.</p></blockquote>
<p style="clear: both;">Moltissime altre risorse son reperibili sui blog e sui siti delle organizzazioni internazionali. Cari lettori, sentitevi liberi di aggiungere le vostre fonti nella sezione dei commenti in calce a questo.<strong> </strong></p>
<p><strong>Scienza per chi deve prendere decisioni</strong></p>
<p>L&#39;osservazione è una questione centrale per quanti hanno il potere di prendere decisioni. I governi hanno avviato dei sondaggi per comprendere meglio questo fenomeno e come attenuarne gli impatti.</p>
<p>Nel 1998 la Commissione Europea e l&#39;Agenzia Spaziale Europea hanno avviato un programma spaziale chiamato <a title="Vedi voce in italiano su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Global_Monitoring_for_Environment_and_Security">Global Monitoring Environmental Security</a> [it] (GMES), per descrivere i cambiamenti in tempo reale grazie a dati ottenuti da più fonti. Il progetto fornirà un rapporto conclusivo nel 2014, con un allegato sulla sicurezza.</p>
<p>I Paesi in via di sviluppo colpiti maggiormente dal cambiamento climatico hanno compiuto dei passi simili, tra cui <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://rashidfaridi.wordpress.com/2009/10/21/india-to-launch-two-satellites-to-study-climate-change/">i recenti satelliti lanciati dall&#39;India</a> [in] per studiare il cambiamento climatico. Tali informazioni possono aiutare le nazioni a pianificare nuove politiche ambientali ed economiche.</p>
<p>In Sudafrica è stato creato un nuovo strumento economico orientato proprio a questo obiettivo. <a title="Articolo originale in inglese" href="http://allafrica.com/stories/200909040881.html"><em>AllAfrica</em> riporta</a> [in] :</p>
<blockquote><p>È stato realizzato un nuovo strumento analitico basato su uno studio, Mapping South African Farming Sector Vulnerability to Climate Change and Variability (Mappatura della vulnerabilità al cambiamento climatico e della variabilità del settore agricolo sudafricano), per aiutare i pianificatori a individuare le comunità più vulnerabili al cambiamento climatico e aiutarle a prepararsi a condizioni agricole profondamente diverse.</p></blockquote>
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		<item>
		<title>Armenia: video inchioda il Primo Ministro noto deputato per presunti atti di crudeltà contro gli animali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/armenia-video-inchioda-il-primo-ministro-per-presunti-atti-di-crudelta-contro-gli-animali/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/armenia-video-inchioda-il-primo-ministro-per-presunti-atti-di-crudelta-contro-gli-animali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 05:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armenia]]></category>
		<category><![CDATA[Armeno]]></category>
		<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima su Facebook e poi via Twitter è stato rilanciato un video girato in quello che sembra essere il presunto 'zoo privato' dell'oligarca e <strike>primo ministro</strike> noto parlamentare armeno. Il quale non è affatto estraneo alle controversie, mentre quest'ultimo scandalo pare legato a membri del suo entourage.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/19/armenia-oligarchs-staff-allegedly-implicated-in-animal-cruelty-scandal/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Nei giorni scorsi utenti locali di Facebook hanno diffuso link a un video girato nel presunto zoo privato dell&#39;oligarca <del datetime="2009-10-22T10:46:37+00:00">primo ministro</del> e noto deputato <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gagik_Tsarukyan">Gagik Tsarukian</a> [in]. Meglio noto a molti armeni con il soprannome di <em>Dodi Gago</em>, Tsarukian è considerato il cittadino più ricco del Paese sebbene la sua dichiarazione dei redditi <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gagik_Tsarukyan#Low_income_reporting_and_tax_payments">sembri suggerire il contrario</a> [in].</p>
<p>L&#39;ex campione del mondo di braccio di ferro è anche il capo del secondo maggior partito del Parlamento Nazionale oltre che presidente del Comitato Olimpico Nazionale.</p>
<p><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/tsarukian_tweet1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-102087" title="Schermata da Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/tsarukian_tweet1.jpg" alt="Schermata da Twitter" width="440" height="207" /></a></p>
<p>Pur se non estraneo alle controversie, specialmente alla luce degli articoli nella stampa locale che sembrano implicare le sue guardie del corpo in recenti sparatorie e pestaggi ai danni di giornalisti, l&#39;ultimo presunto scandalo legato a persone del suo entourage è venuto alla luce grazie a <em>Twitter</em>.</p>
<p>Il video è stato rapidamente rimosso dopo l&#39;apparizione dei primi commenti su <em>Facebook </em> e i link sono stati subito ridiffusi via Twitter. Il video è successivamente ricomparso su <em>Daily Motion</em>. <a title="Sito originale in inglese" href="http://unzipped.blogspot.com/2009/10/armenia-video-shows-chilling-example-of.html"><em>Unzipped</em> riassume le opinioni di molti</a> [in] che lo che hanno visto finora.</p>
<blockquote><p>Grazie ad un post su Twitter di <em><a title="Profilo su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/GoldenTent/">@GoldenTent</a></em> [in], ho trovato questo link al video su YouTube, che mostra che l&#39;oligarca armeno e capo del partito di governo Bargavatch Hayastan (‘Armenia Prosperosa’) Gagik Tsarukyan ha organizzato questa lotta tra i suoi leoni e un asino (oppure è stata organizzata nel suo ‘zoo privato’)</p>
<p>[…]</p>
<p>È cosi ripugnante che dapprima non sono riuscito a guardarlo dopo i primi secondi. Poi mi sono sforzato… Sono stato male fisicamente male dopo aver guardato il video.</p>
<p>Ogni Paese, ogni società che abbia la pretesa di definirsi “civile” dovrebbe bandire questa sorta di manifestazioni scandalose di crudeltà contro gli animali, e i responsabili andrebbero considerati colpevoli davanti alla legge.</p></blockquote>
<p>A febbraio, un <em>video su YouTube</em> <a title="Post su GlobaVoices" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/24/armenia-illegal-hunting-in-nature-reserve-exposed-on-youtube/">che metteva in luce la caccia di frodo in una riserva naturale armena</a> [in] aveva causato il licenziamento di un capo guardiano. Resta comunque da vedere se questo video, nel caso dovesse mostrare quanto dicono in molti, darà seguirà a qualche provvedimento.<br />
<center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="365" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.dailymotion.com/swf/xaux72&amp;related=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="365" src="http://www.dailymotion.com/swf/xaux72&amp;related=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<em><a href="http://www.dailymotion.com/video/xaux72_lions-vs-donkey-donkey-wins_animals">&#8216;Leoni contro asino, l&#39;asino vince&#39;</a> - Pubblicato da <a title="Video su Dailymotion" href="http://www.dailymotion.com/againstanimalcruelty">againstanimalcruelty</a>.</em></center></p>
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		<title>Oggi Portorico si ferma per lo sciopero generale, e l&#039;informazione scorre online</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 05:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rampanate disaccordo tra nuovo governo e diversi gruppi della società civile ha raggiunto il culmine con il recente licenziamento di circa 17.000 impiegati governativi. Lo sciopero mira a paralizzare l'intero Paese per 24 ore: ecco le prime testimonianze dirette via blog e Twitter.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/firuzeh-shokooh-valle/">Firuzeh Shokooh Valle</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/'>Tindaro Cicero</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/13/puerto-rico-ready-for-the-national-strike/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><strong>Aggiornamento: <a title="Post su GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/15/puerto-rico-connected-to-the-national-strike-update/">qui una prima serie</a> [in] di informazioni e testimonianze dirette.</strong></p>
<p>Tutto pronto a <a title="Scheda su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Porto_Rico">Portorico</a> [it] per <a title="Post originale in spagnolo" href="http://www.primerahora.com/diario/noticia/gobierno_y_politica/noticias/muchas_rutas,_un_solo_paro_nacional/337158">sciopero nazionale</a> [sp] previsto per oggi giovedì 15 ottobre. Da quando il governatore Luis Fortuño <a title="Post originale su GlobalVoices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/portorico-una-crisi-perdurante-dai-mille-volti/">ha licenziato circa 17.000 impiegati governativi</a> [it] la prima settimana di ottobre, c&#39;è stata una forte mobilizzazione da parte di diversi settori della società civile: lavoratori e membri di unioni sindacali, donne, ambientalisti, studenti, e professori, tra gli altri. Ci sono state molteplici manifestazioni e azioni di disobbedienza civile per protestare contro le politiche economiche che il governo ha assicurato essere necessarie a causa della crisi finanziaria. In totale quest&#39;anno, il governo eletto da poco ha licenziato circa 25.000 dipendenti pubblici.</p>
<p>Negli ultimi mesi è cresciuto il disaccordo <a title="Sito originale in spagnolo" href="http://dialogodigital.com/node/2997">tra il governo e diversi gruppi della società civile</a> [sp]: gli <a title="Post originale su GlobalVoices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/08/11/puerto-rico-the-battle-over-public-lands/">ordini di sfratto</a> [in] in comunità socialmente ed economicamente disagiate, le brutalità della polizia, e lo smantellamento di iniziative comunitarie come la Fideicomiso della Caño Martín Peña. Si è inoltre avuta una serie di commenti da parte di autorità governative considerati offensive e insensibili, come l&#39;ormai tristemente famosa <a title="Post originale su GlobalVoices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/08/28/puerto-rico-such-is-life/">“Così è la vita”</a> [in], e più recentemente, quando il responsabile dello staff governativo Marcos Rodríguez Ema <a title="Sito Google Noticias in spagnolo" href="http://www.google.com/hostednews/epa/article/ALeqM5gkWTKYJndodkR98WWm7Jlj-in8Xw">ha paragonato i protestanti ai terroristi</a> [sp]. Questo è il contesto dello sciopero nazionale di giovedì. In risposta a quest&#39;ultimo commento, Tito Otero ha pubblicato il video di un ragazzino che suona il violino davanti al palazzo del Parlamento. Si può sentire il ragazzino dire: “Io non sono un terrorista. Credo nella giustizia per il mio Paese.”</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2uZjqwLhULs&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/2uZjqwLhULs&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Blogger e utenti di Twitter vanno preparandosi allo sciopero che mira a paralizzare il Paese per un giorno. Su <a title="Blog originale in spagnolo" href="http://edwinvazquez.blogspot.com/"><em>Cargas and descargas</em></a> [sp] Edwin Vázquez ha invitato blogger e cittadini ad usare <a title="Homepage Twitter"  href="http://twitter.com">Twitter</a> [in] e <a title="Homepage Facebook" href="http://www.facebook.com/">Facebook</a> [in] per diffondere informazioni sulla giornata di sciopero. Su @caribnews si sta decidendo quale <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hashtag#Hash_tags">hashtag</a> [in] collettivo usare, e la conversazione è già in corso su #twittericans.</div>
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		<title>Portorico: una crisi perdurante dai mille volti</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/portorico-una-crisi-perdurante-dai-mille-volti/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 05:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Al recente annuncio dato dal governatore Luis Fortuño del licenziamento di circa 17.000 dipendenti pubblici, la gente si è immediatamente mobilitata - anche nella blogosfera locale, con commenti e analisi sulle precarie condizioni politiche, sociali ed economiche in cui continua a versare il Paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/firuzeh-shokooh-valle/">Firuzeh Shokooh Valle</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/02/puerto-rico-a-crisis-with-many-names/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Porto_Rico">Portorico</a> ha vissuto una settimana assai difficile: il governatore Luis Fortuño <a title="Articolo su Los Tiempos in spagnolo" href="http://www.lostiempos.com/diario/actualidad/internacional/20090926/anuncian-despido-de-16470-trabajadores_38091_63642.html">ha licenziato circa 17.000 impiegati statali</a> [sp], portando così a 25.000 il totale dei dipendenti pubblici mandati a casa dalla maggioranza eletta recentemente. Immediatamente dopo l’annuncio, la <a title="Articolo su Claridad in spagnolo" href="http://www.claridadpuertorico.com/content.html?news=0C7D716E304856266F987C1B8828E149">gente si è mobilitata</a> [sp]: lavoratori, donne, <a title="Fotografie su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/dialogodigital/sets/72157622365524855/show/">studenti, professori</a>, membri della società civile in generale hanno indetto conferenze stampa e manifestazioni in protesta contro tale decisione, che getta migliaia di famiglie in una situazione disperata. Con un atto di <a title="Articolo su Claridad in spagnolo" href="http://www.claridadpuertorico.com/content.html?news=0C7D716E304856266F987C1B8828E149">disobbedienza civile</a> [sp] un gruppo di persone si è incatenato all’entrata principale della dimora del governatore, La Fortaleza di Old San Juan, impedendone l’accesso. Quello che avevano battezzato “Il presidio della dignità” è stato però sgomberato in breve tempo dai reparti speciali della polizia. I sindacati hanno annunciato uno sciopero nazionale per il 15 ottobre.</p>
<p><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="L'azione di disobbedienza civile davanti alla dimora del governatore. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/el_pueblo_20090930_19115377153-300x218.jpg" alt="L'azione di disobbedienza civile davanti alla dimora del governatore. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria." width="300" height="218" /><br />
<small>L&#39;azione di disobbedienza civile davanti alla dimora del governatore.<br />
Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria.</small></p>
<p><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/el_pueblo_20090930_1404834765-300x233.jpg" alt="Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria" width="300" height="233" /><br />
<small>Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria.</small></p>
<p><small> </small></p>
<p>Si sono avuti anche gesti esasperati. Un uomo di nome Roberto García ha <a title="articolo su wapa.tv in spagnolo" href="http://www.wapa.tv/noticias/primeraplana/%C2%A1-lanzan-huevo-al-gobernador--/20090929113315">lanciato un uovo contro il governatore mentre teneva una conferenza stampa nella parte orientale dell’isola</a> [sp]. Fortuño è riuscito a schivarlo, mentre García è stato accusato di tentata aggressione e poi rilasciato su cauzione. In seguito ha dichiarato che pur avendo votato per il governatore, era estremamente deluso dalla decisione di licenziare migliaia di dipendenti pubblici. Le associazioni femminili <a title="Post in spagnolo dal blog originale" href="http://mujeresenpr.blogspot.com/2009/10/piden-fortuno-que-reconsidere-casos-de.html">hanno segnalato</a> [sp] che il provvedimento colpisce in maniera sproporzionata le donne e soprattutto le madri single che hanno solo il proprio reddito su cui contare.</p>
<p><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Proteste a San Juan. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/el_pueblo_20090930_1928793187-300x286.jpg" alt="Proteste a San Juan. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria" width="300" height="286" /><br />
<small>Proteste a San Juan.<br />
Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria.</p>
<p></small></p>
<p>I commenti e le analisi sulle precarie condizioni politiche, sociali ed economiche in cui versa Portorico hanno invaso la blogosfera. Sergio Marxuach, direttore del <a title="Sito del CNE in inglese" href="http://grupocne.org/">Center for the New Economy</a> [in], ente non-profit di esperti dedita a escogitare soluzioni economiche progressiste per Portorico, ha esaminato la situazione sul <a title="Post in spagnolo dal blog originale" href="http://cneblog.grupocne.org/">nuovo blog</a> [sp] dell&#39;organizzazione:</p>
<blockquote><p>Todos los economistas están de acuerdo que el resultado de despedir 20,000 empleados públicos en una recesión va a tener los siguientes efectos:  1. Aumentar la tasa de desempleo a mas de 18%;<br />
2. Agudizar la recesión, ya que habrá 20,000 empleados menos, lo que reduce el consumo agregado;<br />
3. Aumentar la demanda por servicios públicos, por ejemplo, educación y salud;<br />
4. Desempleo prolongado ya que el sector privado no va a reclutar masivamente en medio de una recesión; y<br />
5. En el caso específico de Puerto Rico, empeorar la situación los bancos, ya que 46% de los empleados públicos tienen hipoteca.</p></blockquote>
<div class="translation">Tutti gli economisti concordano sul fatto che licenziare 20.000 dipendenti pubblici durante una recessione avrà tali conseguenze:<br />
1. Porterà il tasso di disoccupazione oltre il 18%;<br />
2. Esacerberà la recessione, dato che con 20.000 impiegati in meno diminuirà il consumo aggregato;<br />
3. Provocherà una maggior domanda di servizi pubblici quali istruzione e sanità;<br />
4. Peggiorerà la disoccupazione, dato che in piena recessione il settore privato non farà assunzioni in gran numero;<br />
5. Nel caso specifico di Portorico, peggioreranno i bilanci delle banche poiché il 46% degli impiegati statali ha acceso un mutuo per la casa.</div>
<p>Reinaldo Millán di <a title="Post in spagnolo dal blog originale" href="http://ventanasur.wordpress.com/">Ventanasur</a> [sp] commenta:</p>
<blockquote><p>El partido de gobierno está de plácemes, no tiene oposición y los medios de comunicación son de manufactura conservadora, lo que le ayuda enormemente ya que los inversionistas de los medios son parientes de los ejecutivos de empresas que se beneficiarán del mantengo corporativo de la ley de Alianzas Público Privadas, mediante la cual le transferirán no solo la responsabilidad de los servicios públicos que hagan falta ofrecer ante la eliminación de las agencias de gobierno sino la administración de fondos públicos que antes correspondían a esas dependencias gubernamentales.</p></blockquote>
<div class="translation">Il partito al governo gioisce: l’opposizione non esiste e i media sono ideologicamente conservatori, il che è un enorme vantaggio poiché a investire nei mezzi di comunicazione sono i parenti dei dirigenti di quelle imprese che, grazie alla legge di Alleanza pubblico-privato, si vedranno assegnate la responsabilità dei servizi pubblici rimasti scoperti in seguito all’eliminazione delle agenzie governative e l’amministrazione dei fondi pubblici prima gestiti da quegli stessi enti.</div>
<p><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Proteste a San Juan. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/el_pueblo_20090930_1705017524-231x300.jpg" alt="Proteste a San Juan. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria." width="231" height="300" /><br />
<small>Proteste a San Juan.<br />
Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria.</p>
<p></small></p>
<p>L’avvocato Erika Fontánez, sul proprio blog <a title="Post in spagnolo dal blog originale" href="http://poderyambiente.blogspot.com/">Poder, espacio y ambiente</a> [sp] mette in discussione le ragioni addotte dall’esecutivo per giustificare i licenziamenti. Secondo i funzionari governativi, in ultima istanza i tagli porteranno benefici alla popolazione.</p>
<blockquote><p>Necesitamos saber, por ejemplo, si variables como el género y los puestos que tradicionalmente responden a un género particular fueron tomadas en cuenta. ¿Sabemos cuantas de esas 17,000 son mujeres? ¿Cuántas madres solteras? ¿A cuanto asciende el % de mujeres desempleadas? ¿De qué sectores son? ¿Cuál es el costo de que más personas se queden eventualmente sin plan médico que cubra los servicios de salud? ¿Cuál es el número de los costos vs. los beneficios en atender más problemas de salud mental, del aumento en suicidios, de seguridad, de personas que se vean en el riesgo de perder sus viviendas y tengan que acudir a solicitar vivienda pública, lo que también está en el colapso? Números, sí, queremos números.</p></blockquote>
<div class="translation">Dobbiamo sapere, per esempio, se variabili come il genere e gli impieghi tradizionalmente riservati alle donne siano state prese in considerazione. Sappiamo quante dei 17.000 sono donne? Quante le madri single? A quali settori appartengono? Qual è il costo per coprire le spese mediche derivanti da un maggior numero di persone sprovviste di assicurazione sulla salute? Quali sono le conseguenze, in termini di costi contro benefici, dell&#39;aumento dei disturbi mentale, del numero di suicidi, dei problemi di sicurezza, della quantità di persone poste di fronte al rischio di perdere la propria casa e alla prospettiva di doversi rivolgere agli enti per l’abitazione pubblica, anch’essi al collasso? Numeri, sì, vogliamo numeri</div>
<p>Anche un dottorando in Pianificazione e Sviluppo Internazionale, Deepak Lamba-Nieves, condivide le proprie riflessioni su <a title="Post in inglese dal blog originale" href="http://blog.deepakln.com/">(Trans)actions: (Trans)acciones:</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Alcune delle misure volte a ridurre la spesa pubblica sono state: trattamenti pensionistici anticipati, riduzione volontaria del monte di ore lavorate, la sospensione di accordi sulla contrattazione collettiva già stipulati in precedenza e il licenziamento di impiegati statali. Oltre a questi provvedimenti draconiani, si sono colpiti i poveri e gli indigenti <a title="Articolo in inglese" href="http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5ik13eXOJ5P7pbhUFYFT3VG6FJgIgD9AGVQEO0">sgombrando insediamenti abusivi</a> [in], vanificando i passi avanti realizzati <a title="Articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/portorico-controversie-e-sgomberi-per-i-terreni-pubblici-occupati/">con progetti popolari progressisti</a> [it] e dispiegando agenti antisommossa <a title="Video su youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=xDGBDpwd6YU">per sedare piccole manifestazioni di protesta civile</a> [sp] … Al momento è difficile prevedere come andrà a finire. Ho l’impressione che un buon numero di persone ne abbia abbastanza di quanto va accadendo nel Paese. Alcuni patiscono più di altri, ma come sa chiunque abbia sofferto, se entro un certo tempo la situazione non migliora chi ci sta intorno comincia a condividere i nostri disagi. Non credo che l’attuale amministrazione abbia una chiara idea della posta in gioco qui. Il malcontento popolare può determinare diversi sviluppi negativi e, anche qualora l’economia si riprenda, certi danni (e immagini) non sono facili da riparare (o cancellare).</p></blockquote>
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		<title>Riusciranno i social media a far decollare la microfinanza globale?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7954/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 05:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli esperimenti di microfinanza (prestiti ridotti a piccoli imprenditori locali che non rientrano negli stretti parametri creditizi delle comuni banche) vanno ampliandosi sull'onda del social networking online. Resta tuttavia la domanda: saranno in grado i social media di creare un mercato davvero sostenibile per la microfinanza globale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/john-liebhardt/">John Liebhardt</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/21/can-social-media-help-make-microfinance-sustainable/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Le istituzioni di microfinanza concedono prestiti ai piccoli imprenditori che spesso non rientrano negli stretti parametri creditizi delle banche, perché privi di adeguato patrimonio o non generano reddito sufficiente a ripagare il debito. O anche perchè, agli occhi delle banche tradizionali, le loro necessità creditizie sono troppo modeste.</p>
<p>Con le banche fuori dal gioco, le agenzie di microcredito si inseriscono nel ruolo abitualmente assegnato all&#39;intrusione imperfetta dei parenti o a prestasoldi che spesso si rivelano degli sfruttatori. Il microcredito viene abitualmente associato ai Paesi in via di sviluppo, ma tali agenzie sono state avviate nei Paesi industrializzati.</p>
<p>La <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grameen_Bank">Grameen Bank</a> [it], prima istituzione di microfinanza al mondo, è nata in Bangladesh nel 1983 grazie a <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Yunus">Muhammad Yunus</a> [it], docente di economia che la fondò per contribuire alla riduzione della povertà tramite prestiti più che necessari a imprenditori che volevano avviare qualche attività. Non solo la povera gente ripagherà questi prestiti, sosteneva Yunus, ma lo stile creditizio della Grameen Bank diventerà un investimento sicuro. Nel 2006 Yunus ha ottenuto il Nobel per la Pace come riconoscimento del suo impegno. Tra l’anno del suo avvio e il 2008 la Grameen Bank ha erogato 7,6 miliardi di dollari.</p>
<p>Nell’era di Internet, i microcreditori hanno cominciato a esplorare nuove strade per replicare online il successo della Grameen Bank. Con l’emergere del social networking, in particolare delle reti peer-to-peer, questi prestatori hanno trovato la loro risposta. Resta valida tuttavia la domanda: potranno contribuire i social media a creare un mercato sostenibile per la microfinanza?</p>
<p>Questa è solo una delle questioni affrontate dutante <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.idrc.ca/en/ev-140355-201-1-DO_TOPIC.html">un convegno</a> [in] appena svoltosi presso l&#39;Università di Harvard, dal titolo “Le tecnologie possono contribuire a ridurre la povertà nei Paesi in via di sviluppo?”</p>
<p>Una delle prime istituzioni di microcredito che hanno avuto successo via Internet è la statunitense Kiva, lanciata qualche  anno fa dopo il viaggio di una coppia in Africa Orientale nel 2004. Kiva sostiene di essere il primo “<a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.kiva.org/about">portale di microcredito sociale</a>)&#8221; [in].</p>
<p>Ecco una buona descrizione di come funziona Kiva, da <em>Tales From Beyond the Glimpse</em>, un <a title="Post originale in inglese" href="http://talesfrombeyondtheglimpse.blogspot.com/2009/09/kiva.html">blog</a> [in] austriaco.</p>
<blockquote><p>Nel sito di Kiva puoi prestare denaro a chiunque ne abbia bisogno nel mondo per avviare un&#39;attività in proprio – del tipo, allevare capre, vendere frutta e verdura al mercato o produrre mattoni. Ogni richiesta di prestito è accompagnata dalla foto dell’imprenditore, una descrizione dell’attività e dalal spiegazione sull’utilizzo del finanziamento, in modo che tu sappia esattamente come verrà utilizzata la somma concessa – riceverai poi aggiornamenti onde sapere come sta andando l’attività.</p>
<p>L’aspetto migliore è che quando l’imprenditore ti ha restituito il prestito, puoi riprenderti i soldi oppure usarli per un altro finanziamento (mi piace quest’idea perché puoi concedere un piccolo prestito la prima volta e poi usare la stessa somma più è più volte ancora) – e i prestiti di Kiva sono gestiti da istituzioni di microfinanza che operano sul campo con molta esperienza in questo settore, per cui credo ti possa fidare che i tuoi soldi verranno utilizzati in maniera responsabile.</p>
<p>Ho fatto un prestito a Adjo Solomé, del Togo. Mi è piaciuta immediatamente perché lavora con una macchina da cucire!</p>
<p>Internet mi appassiona perchè ti permette di fare cose come questa in maniera così diretta.</p></blockquote>
<p>Kiva permette ai potenziali finanziatori di scorrere i profili delle persone che chiedono un prestito. Quando se ne seleziona una e gli si concede il prestito, Kiva assegna il denaro a uno dei suoi partner di microfinanza, un’agenzia che opera sul campo. Il beneficiario dovrà quindi ripagare il prestito, in genere con gli interessi. (L’applicazione degli interessi è materia controversa, ma comune, nel microcredito.) Il sito di Kiva consente ai prestatori di monitorare il processo creditizio mediante controllandone i pagamenti e altri aggiornamenti personali. Tutto questo va diffondendosi ad altri portali di microcredito.</p>
<p>Ciò che dà impulso a questi siti non sono soltanto i prestiti, ma i metodi utilizzati per rendere disponibili i finanziamenti. “I social network sono importanti”, <a title="Post originale in inglese" href="http://joncamfield.com/blog/2009/07/social_networks_not_facebook.html">scrive</a> [in] Jon Camfield nell’omonimo blog. “La fiducia – definita più comunemente capitale sociale in questo contesto – è la forza e il numero di connessioni interpersonali. Facebook, Twitter, MySpace e simili sono un modo comodo per tracciare questi legami (all’interno di un gruppo di persone connesse), ma è difficile che possano rimpiazzarli.&#8221;</p>
<blockquote><p>Ciò è senza dubbio una novità nelle teorie sullo sviluppo, e viene spesso descritto come la chiave di volta per uno sviluppo riuscito, ma anche una falsa pista (e per essere onesti, probabilmente è entrambe le cose).<br />
I social network giocano anche un altro ruolo importante. Oltre ad accrescere la fiducia, che permette di realizzare tutte queste transazioni, e al fornire dei canali di ritorno che le facilitano, contribuiscono anche (forse in realtà ne sono la causa diretta) alla diffusione della tecnologia. Disseminati attraverso i network si troveranno innovatori, sperimentatori e utenti della prima ora che creeranno, metteranno a punto e proveranno nuove idee, per poi diffonderle sia con il passaparola sia tramite le implementazioni più riuscite.</p></blockquote>
<p>Il matrimonio tra microcredito e social media opera in due modi. Primo, consente a un gruppo variegato di individui, ad esempio gli imprenditori, di comunicare e organizzarsi tra loro. Secondo, permette loro di entrare in contatto con il resto del mondo e comunicare il proprio messaggio. Le agenzie di microcredito vi si sono aggrappate, sfruttando la tecnologia per fare in modo che i potenziali finanziatori potessero dare un volto ai beneficiari. Forse questi legami interpersonali hanno origine nella stessa Grameen Bank, che cominciò a prestare denaro sulla base della fiducia e usando la pressione di altri microimprenditori per assicurarsi che i prestiti fossero ripagati. O, forse, i microcreditori online utilizzano le connessioni interpersonali come una difesa contro lo “stress da compassione”.</p>
<p>Ecco un esempio delle implicazioni personali da un&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://chinaphilanthropy.typepad.com/svg/2009/06/i-start-an-interview-with-wokais-casey-wilson.html">intervista</a> [in] pubblicata sul blog <em>China Philanthropy</em> a Casey Wilson, cofondatrice di <a title="Pagina originale in inglese" href="http://wokai.org/">Wokai</a> [in], un sito di micro finanza che è stato definito il <a title="Post originale in inglese" href="http://eapblog.worldbank.org/content/facebook-for-farmers-brings-microloans-to-people-in-rural-china">Facebook degli agricoltori</a> [in]. Qui la Wilson riporta un’esperienza positiva della microfinanza di cui è stata testimone.</p>
<blockquote><p>A livello microeconomico, una delle mie migliori esperienze è stata quella di una donna di Sichuan di 24 anni. Quando ne aveva 18 lei e il marito si sposarono e vennero assunti sostanzialmente come servi a contratto. La famiglia di lui li costrinse a indebitarsi perché viveva con loro e la coppia dovette andare a lavorare in città per quattro anni onde restituire il debito; lei riuscì anche a mettere da parte un po’ di soldi, così quando tornarono a Sichuan potè avviare un allevamento di anatre.</p>
<p>Comprò una certa quantità di anatre. Avviò l’attività, e tre mesi dopo tutte le anatre morirono. Pare che nello stesso periodo abbia scoperto l’esistenza di un nostro partner sul campo. Si recò da loro e ottenne sostegno e denaro per far ripartire l’attività con le anatre. Sono rimasta particolarmente impressionata perché: A- pur essendo così giovane è stata molto perseverante di fronte alle avversità e B– nel vedere dove sia riuscita ad arrivare grazie alla microfinanza e dove sarebbe ora senza di essa. Se il nostro partner non fosse stato lì per aiutarla, lei sarebbe rimasta con niente in mano, con l&#39;unica alternativa di tornarsene in città, e non avrebbe mai avuto gli strumenti per sollevarsi dalla povertà. Storie come questa mi danno davvero coraggio.</p></blockquote>
<p>Il nuovo sito francese <a title="Pagina originale in francese" href="http://www.babyloan.org/fr/accueil.html">Babyloan</a>[fr] opera in modo molto simile a Kiva e Wokai, collegando i donatori agli imprenditori. Ma questo è il primo sito che ha per obiettivo specifico i donatori europei. Punta anche a creare una comunità sociale. <em>The Traveling Spouse,</em> un blogger residente principalmente in Francia, <a title="Post originale in inglese" href="http://travellingspouse.blogspot.com/2008/08/babyloan.html">riporta:</a> [in]</p>
<blockquote><p>Babyloan spera di far diventare il sito una comunità sociale, in modo che i prestatori possano incontrarsi e condividere esperienze, e persino eleggere i rappresentanti nel consiglio di amministrazione.</p></blockquote>
<p>A giudicare dalle reazioni, questo sito ha attirato l&#39;attenzione di numerosi blogger.</p>
<p>Da Parigi, Emmanuel Brunet, che vive e <a title="Post originale in francese" href="http://emmanuelbrunet.free.fr/conseils-marketing/index.php?2008/10/20/270-babyloan-des-micro-credits-pour-de-grands-projets">scrive</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Moi j&#39;ai sélectionné Asfandiyor, Nishon, Gulchehra et Oygul, mes nouveaux amis du Tadjikistan.</p>
<p>Ils cherchaient 810 euros sur 9 mois pour acheter du bétail et ainsi produire du fromage, de la viande et probablement faciliter les activités agricoles. Dans 9 mois, ils nous remboursent les sommes données, sans taux d&#39;intêret. C&#39;est simple, ce n&#39;est pas contraignant puisque l&#39;argent n&#39;est jamais perdu et ça donne un vrai coup de pouce.</p>
<p>L&#39;argent remboursé pourra alors être injecté dans d&#39;autres projets ou vous être rendu directement.</p>
<p>En quelques jours, les amis du Tadjikistan ont trouvé les 810 euros nécessaires à l&#39;achat de bétail, grâce à d&#39;autres participants de France et de Suisse.</p>
<p>C&#39;est peut-être ça le développement (monétaire) durable… !</p></blockquote>
<div class="translation">Io ho scelto Asfandiyor, Nishon, Gulchehra e Oygul, i miei nuovi amici del Tagikistan. Avevano bisogno di 810 euro per comprare del bestiame per produrre formaggio, carne e probabilmente per usarli nelle attività agricole. In 9 mesi restituiranno la somma senza interessi. È semplice, non è vincolante perché i soldi non vanno mai persi e danno la spinta fondamentale. Il denaro ripagato sarà poi investito in altri progetti o ti verrà restituito direttamente.<br />
In pochi giorni i miei amici del Tagikistan hanno trovato gli 810 euro necessari per l’acquisto degli animali, grazie anche ad altri partecipanti dalla Francia e dalla Svizzera.</div>
<p>Forse è questo lo sviluppo (monetariamente) sostenibile…!</p>
<p>Dal <a title="Post originale in francese" href="http://lesenfantsduweb.blogspirit.com/archive/2008/11/30/un-peu-de-finesse-dans-un-monde-de-brut-babyloan-et-kiva.html">blog</a> [fr] <em>Les Enfants du Web</em>:</p>
<blockquote><p>L’intérêt est bien évidemment de suivre l’avancée du projet. Et on se dit qu’avec se genre de service notre argent arrive effectivement au destinataire…</p>
<p>J’ai donc décidé d’aider le projet de Chanthol Vorn, une cambodgienne qui veut développer sa petite épicerie ! Je contribue à hauteur de 20€ sur les 210€ nécessaire.</p>
<p>Je trouve le concept hyper intéressant mais le site en lui-même mériterait une interface un peu plus sympa. Que se soit au niveau des graphismes et de l’ergonomie, une version 2 n’est vraiment pas du luxe.</p></blockquote>
<div class="translation">L’interesse è ovviamente quello di seguire i progressi del progetto. E dicono che con questo genere di servizi il nostro denaro arrivi effettivamente al destinatario…<br />
Così ho deciso di contribuire al progetto di Chantol Vorn, un cambogiano che vuole ingrandire la sua piccola drogheria! Ho finanziato 20 euro sui 210 necessari.<br />
Trovo il concetto super-interessante ma il sito in sé stesso meriterebbe un interfaccia un po’ più carina. Sia a livello di grafica che di funzionalità, la versione 2 non è certo lussosa.</div>
<p>Da Domi, che <a title="Post originale in francese" href="http://www.mood-for.fr/babyloan-du-credit-pour-lutile-et-pas-pour-le-futile/">scrive</a> su <em>Mood-for</em>:</p>
<blockquote><p>Mmes Houessou et Gandaho veulent monter une petite boutique à Cotonou au Bénin pour nourrir leurs 4 enfants correctement. Elles ont déjà 340 euros sur les 460 dont elles ont besoin pour l’ouverture de la boutique. Je leur en ai prêté 30 et elles me le rendront dans 10 mois car, le saviez vous, les utilisateurs du micro-crédit remboursent mieux que la plupart des emprunteurs… Mes 30 euros, je pourrai ainsi les prêter à d’autres bientôt. C’est simple et efficace, c’est le micro-crédit à portée de chacun d’entre nous. Ca nous permet d’être utile.</p></blockquote>
<div class="translation">Le signore Houessou e Gandaho volevano aprire un piccolo negozio a Cotonou, nel Benin, per riuscire a dar da mangiare come si deve ai loro 4 bambini. Dispongono già di 340 euro sui 460 di cui hanno bisogno per l’apertura del negozio. Io ho prestato loro 30 euro che mi restituiranno in 10 mesi perché, sappiatelo, i destinatari del microcredito rimborsano meglio della gran parte degli altri debitori…I miei 30 euro li potrò così prestare subito a qualcun altro. È semplice ed efficace, è il microcredito alla portata di ciascuno di noi. Così possiamo essere utili a qualcuno.</div>
<p>I siti di Kiva, Wokai e Babyloan sono ricchi di funzionalità, ottima grafica e foto che scaldano il cuore. Chi partecipa a questi progetti non può fare a meno di sentirsi parte di una comunità. Le interfacce fanno inoltre sì che il processo del prestito sia trasparente. Con tutta la tecnologia che sostiene questi siti, tuttavia, un blogger si chiede se questi schemi supereranno il test di sostenibilità che spesso separa gli efficaci progetti di sviluppo da semplici buone idee.</p>
<p>David Costa, che <a title="Post" href="http://microfinance.fm/microcredit-online/not-enough-loans-on-kiva/comment-page-1#comment-8">scrive</a> [in] su <em>Microfinance.fm</em> a Zurigo, in Svizzera:</p>
<blockquote><p>Il mio interesse primario è guardare alla microfinanza come un’opportunità d&#39;investimento piuttosto che una donazione.<br />
Anche nel caso di Kiva chi prende a prestito deve pagare gli interessi ma, almeno, a parte i casi di fallimento, l’investitore può riutilizzare il proprio capitale o riprenderselo.<br />
Sono convinto che le donazioni e i sussidi a istituzioni non-profit come Wokai siano importanti, ma dal punto di vista di un investimento non hanno altrettanto potenziale di crescita.<br />
Nel caso di Kiva ci sono diverse opzioni: puoi prestare 4.000 dollari e vederti restituito, se necessario, tutto o parte dell’investimento. Nel caso di Wokai posso solo donare all&#39;omonima organizzazione – come utilizzano il denaro non è realmente importante in un’ottica di investimento. In realtà non è neppure un investimento.</p></blockquote>
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