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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Conversations for a Better World</title>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Conversations for a Better World</title>
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		<title>Indonesia: quando le donne controllano i propri investimenti &#8212; e il futuro del Paese</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/06/indonesia-quando-le-donne-controllano-i-propri-investimenti/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 21:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ampia panoramica sul successo dell'imprenditoria femminile e degli investimenti locali nel Paese a maggioranza musulmana, incluse critiche (e rilanci) su certe procedure del micro-credito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2941" class="wp-caption alignleft" style="width: 236px"><a href="http://www.flickr.com/photos/deepchi/3314678895/"><img class="size-full wp-image-2941" title="Bilancia" src="http://www.conversationsforabetterworld.com/wp-content/uploads/2010/06/Indonesia3.jpg" alt="Bilancia, foto Flickr di deepchi1" width="226" height="221" /></a><p class="wp-caption-text">Bilancia, foto su Flickr di <em>deepchi1</em></p></div>
<p>Dopo esser sopravvissuta alla recente crisi economica, l&#39;Indonesia ora è addirittura in lizza per entrare a far parte dei <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/BRIC">Paesi del BRIC</a> [it]. Qual è esattamente il segreto di questo Paese con la maggiore presenza di musulmani al mondo? Il fatto che oltre la metà dei 230 milioni di abitanti sono donne.</p>
<p>La maggioranza delle donne indonesiane si attiene ancora al principio sociale che il loro ruolo è essere moglie e madre. Sebbene questa tendenza stia cambiando, il più delle volte le donne non sono coinvolte nei processi decisionali e non viene nemmeno richiesto loro di contribuire al benessere della famiglia; lavorare è un&#39;opzione ma non obbligatorio - perciò l&#39;indipendenza finanziaria non è assoluta.</p>
<p>Nei paesi, i genitori danno in sposa le figlie nella speranza di assicurare loro un futuro stabile. Questa pratica porta molte donne a rimanere semi-analfabete e quindi ad avere poche opportunità nella vita. Le donne vengono spesso classificate come “lavoratori non qualificati” - andando in fabbrica o all&#39;estero come cameriere - ma il loro contributo alle casse dello Stato non viene preso in considerazione e i loro diritti non sono pienamente riconosciuti.</p>
<p>Negli ultimi anni, le donne indonesiane si sono ispirate l&#39;un l&#39;altra e in molti settori hanno dimostrato di essere all&#39;altezza delle controparti maschili. Un modello delle donne indonesiane è l&#39;ex Ministro delle Finanze Sri Mulyani Indrawati, ora amministratore delegato della Banca Mondiale.</p>
<p><a title="Articolo originale in bahasa" href="http://suaramerdeka.com/v1/index.php/read/cetak/2010/03/31/104013/Memberdayakan-Melalui-Kredit-Usaha-">Un rapporto pubblicato nel 2008</a> [ind] dall&#39;Ufficio di statistica indonesiano ha messo in evidenza l&#39;esistenza dii 46-49 milioni di micro, piccole e medie imprese (MPMI) in Indonesia, il 60-80% delle quali appartengono a donne. Queste imprese rappresentano il 97.1% della forza-lavoro dell&#39;intero Paese.</p>
<p>Come già in <a title="Leggi post su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/rep-dem-congo-problemi-e-creativita-dei-disabili-nellassenza-dello-stato/">Africa</a> [it] o in <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://rising.globalvoicesonline.org/blog/2008/10/31/nari-jibon-empowering-women-of-bangladesh/">Asia Meridionale</a> [en], anche le donne indonesiane devono affrontare varie sfide, come ottenere un prestito bancario senza un garante maschile, o riuscire a dimostrare di essere meritevoli di ottnere crediti.</p>
<p>Fortunatamente in questo Paese le donne si sostengono a vicenda , e si può notare una forte presenza di cameratismo nelle comunità rurali o urbane.</p>
<p>Nel suo blog, <a title="Leggi post originale in bahasa" href="http://sonhaji-online.blogspot.com/2009/02/pemberdayaan-perempuan-dalam.html">Son Haji Ujaji</a> [ind], attivista di Tangerang, Java occidentale, evidenzia come le donne abbiano le capacità di far crescere il reddito familiare:</p>
<blockquote><p>Perempuan akan mengambil peran-peran penting dalam kapasitasnya sebagai makhluk sosial, terutama dalam rangka peningkatan kualitas pendapatan keluarga. Lembaga-lembaga local yang ada lebih tepat bila diperankan secara langsung oleh kaum perempuan, baik yang bergerak dalam bidang sosial maupun ekonomi. Sesungguhnya kultur perempuan yang ada pada sebagian masyarakat Indoensia adalah bersifat guyub (komunal). Kuatanya daya komunalitas ini tercermin dari masih eksisnya lembaga-lembaga yang bergerak dalam bidang kewanitaan, seperti PKK, Posyandu, bentuk-bentuk arisan warga dan sejenisnya.</p>
<p>[…]</p>
<p>PKK mempunyai prioritas program berupa Usaha Peningkatan Pendapatan Keluarga (UP2K). […] Potensi, daya, dan karakter perempuan yang tidak kalah penting dan bobotnya dengan laki-laki dapat menjadikan program UP2K-PKK sebuah program unggulan dalam tataran program social safety net (jaring pengaman social), sebagai salah satu upaya menolong masyarakat dari keterpurukan ekonomi dengan jalan memberdayakan dan membangun masyarakat menjadi individu atau keluarga yang mandiri.</p></blockquote>
<div class="translation">Le donne sono, di natura, molto socievoli e possono agire attivamente per migliorare il reddito delle famiglie. Le attività locali funzionano meglio se gestite da donne. Culturalmente, le donne indonesiane comprendono meglio l&#39;importanza della comunità: questo si riflette in molti programmi comunitari tuttora assai attivi quali i PKK [corsi per casalinghe, tra cui cucito, giardinaggio, pronto soccorso, ecc.], i Posyandu [centro di salute comunitario], e l&#39;arisan (scommesse private, solo tra amici e familiari].</p>
<p>[…]</p>
<p>Attualmente il PKK dà la priorità al Programma di Miglioramento del reddito. […]  Questo programma, che mette in risalto il potenziale delle donne, la loro forza di volontà e la personalità, è divenuta definizione primaria di rete di sicurezza sociale, un modo per aiutare le persone poco abbienti a renderle forti e indipendenti sia a livello individuale che familiare.</p>
</div>
<p><strong>Produrre entrate online e offline</strong></p>
<p>Le <em>Koperasi</em> (<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_cooperativa">società cooperativa</a> [it]), istituzioni commerciali fondate da un gruppo di persone, governate democraticamente e orientate a vantaggi comuni, vengono considerate tra i capisaldi dell&#39;economia indonesiana.</p>
<p>Nel corso degli anni, i principi basilari delle <em>Koperasi</em> si sono abbastanza radicati nella gente. Sebbene il <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Multi-level_marketing">Multi Level Marketing</a> [MLM, it] non abbia gli stessi valori delle <em>Koperasi</em> nel riconoscere l&#39;importanza delle community e dei network, è comunque considerato un ottimo metodo per generare guadagni alternativi. La gente non va necessariamente alle riunioni del MLM per comprare qualcosa; ci va per creare legami, per trovare nuove opportunità o nuovi soci  d&#39;affari, tra <em>gossip</em>, tè e torte.</p>
<p>Dopo le presentazioni e i cataloghi, il MLM è sbarcato anche su blog e Facebook. Le donne hanno trovato velocemente un nuovo ambito dove vendere i prodotti d&#39;artigianato, importare prendisole coreani, o addirittura acquistare le scarpe di Jimmy Choo [stilista malesiano con sede a Londra famoso per le calzature femminili] dell&#39;ultima stagione e altri beni di lusso a prezzi scontati. Produrre guadagni extra è diventato facile come mettre i <em>tag</em> alle foto online.</p>
<p><strong>Funziona il microcredito in Indonesia?</strong></p>
<p>Il microcredito, nella pratica, non sempre rappresenta la soluzione ideale contro la povertà in Indonesia, mentre potrebbe esserlo la creazione di occupazioni di tipo nuovo.</p>
<p>Le organizzazioni internazionali di microcredito come Kiva puntano a migliorare le condizioni delle donne povere e delle loro comunità grazie ai micro-prestiti; non si tratta tuttavia di un compito facile.</p>
<p>L&#39;utente online noto come <a title="Commento originale in inglese" href="http://www.ssireview.org/articles/entry/microfinance_misses_its_mark/">salman_taufik</a> [en] ha commentato un post apparso su <a title="Post originale in inglese" href="http://www.ssireview.org/">Stanford Social Innovation Review</a> [en], fornendo un ottimo quadro sui motivi per cui la microfinanza non abbia avuto grande successo in Indonesia:</p>
<blockquote>
<div>Ho fatto simili scoperte riguardo la macroeconomia indonesiana. Nel corso dell&#39;ultimo decennio di crisi, 1988-2009, la povertà è scesa solo leggermente, dal 21% al 14.15% nel 2009, nonostante le controversie su questi numeri. Al contempo, tra il 2000 e il 2009 il credito è cresciuto nelle micro-imprese 7 volte tanto, molto di più dell&#39;intero settore bancario che è appena raddoppiato nello stesso periodo. Questi contrasti mi hanno portato a dubitare dell&#39;efficacia della microfinanza nell&#39;alleviare la povertà. Poichè una parte dei crediti concessi alle microimprese sono crediti al consumo, sospetto che questa rapida crescita riveli semplicemente come il capitalismo riesca a vendere con successo ai poveri beni di consumo quali moto, cellulari, elettrodomestici per la casa, ecc, mentre i poveri vendono la terra e tagliano illegalmente alberi per pagare tutta questa roba. Inoltre, anche se la microfinanza fornisce ai poveri l&#39;accesso a capitali o liquidità, questi devono comunque pagare il doppio rispetto alle imprese. Penso proprio che così i poveri vengano ancora più schiavizzati dal denaro. Perciò in qualche modo sarei d&#39;accordo con voi se solo non prestassero i soldi a questi tassi, lasciandoli come capitale per migliorarne la vita.</div>
</blockquote>
<p>In un Paese dove ancora molta gente guadagna meno di 2 dollari al giorno, gli aiuti finanziari esteri vengono spesso fraintesi dalle comunità meno abbienti.</p>
<p><a title="Leggi post originale in inglese" href="http://fellowsblog.kiva.org/2010/06/02/transparency-transparency-%E2%80%93-also-for-borrowers/">Anna  Antoni</a> [en], membro di Kiva residente a Bali, spiega:</p>
<div>
<blockquote><p>I timori dei partner di Kiva con cui lavoro è che se i debitori sapessero che il loro prestito proviene dall&#39;estero, penserebbero si tratti di carità. Non si sentirebbero obbligati a ripagare il prestito e ciò potrebbe causare problemi a lungo termine, anche se i partner locale non dovessero coprire la perdita. Il danno causato dai Paesi industrializzati tramite l&#39;assistenza va molto al di là del sostegno in tempo di crisi, si sono portati via qualcosa dello spirito del “Posso farcela - posso affrontare le sfide della vita!” che è così importante nella microfinanza… ma torniamo alla trasparenza.</p>
<p>[…]</p>
<p>L&#39;intero processo ha mostrato ancora una volta l&#39;effetto di ampia portata di Kiva. Per molti Paesi in via di sviluppo, è un cambiamento di paradigma non ricevere fondi che non debbano essere ripagati o, al contrario, dover essere ripagati a condizioni pesanti. È fondamentale cercare di aumentare la trasparenza per i debitori e quindi mostrare rispetto a tutti coloro coinvolti nella missione di Kiva. Oltre a mettere in atto il valore della microfinanza, che è quello di aiutare la gente ad aiutare se stessi, si tratta di porre le basi per un nuovo approccio allo sviluppo.</p></blockquote>
<p>L&#39;imprenditoria femminile indonesiana è un fatto interessante. Sfortunatamente questo fenomeno sembra essere passato inosservato tra gli utenti locali di Internet, e anch&#39;io ho fatto fatica a trovare post che includessero testimonianze o opinioni riguardanti queste sconosciute eroine dell&#39;economia. Ho forse mancato qualche storia interessante pubblicata online? Se così fosse, fatemelo sapere. I vostri link, le vostre opinioni e le vostre idee sono sempre assai apprezzate.</p>
<div class="notes"><em>Questo post è apparso anche sul sito del progetto <a title="Sito ufficiale" href="http://www.conversationsforabetterworld.com/2010/06/how-are-communities-affected-when-women-control-their-own-investments/">Conversations for a Better World</a> [en] dell&#39;UNFPA, dove Carolina ha curato vari interventi su imprenditoria femminile, coraggio e investimenti (in tutto il mondo).</em></div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/carolina-rumuat/' title='elenca tutti gli articoli di Carolina Rumuat'>Carolina Rumuat</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Intra'>Elena Intra</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/06/12/indonesia-when-women-control-their-own-investments/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/06/indonesia-quando-le-donne-controllano-i-propri-investimenti/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Findonesia-quando-le-donne-controllano-i-propri-investimenti%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Findonesia-quando-le-donne-controllano-i-propri-investimenti%2F&#038;text=Indonesia%3A+quando+le+donne+controllano+i+propri+investimenti+%26%238212%3B+e+il+futuro+del+Paese&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Findonesia-quando-le-donne-controllano-i-propri-investimenti%2F&#038;title=Indonesia%3A+quando+le+donne+controllano+i+propri+investimenti+%26%238212%3B+e+il+futuro+del+Paese' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Findonesia-quando-le-donne-controllano-i-propri-investimenti%2F&#038;title=Indonesia%3A+quando+le+donne+controllano+i+propri+investimenti+%26%238212%3B+e+il+futuro+del+Paese' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Findonesia-quando-le-donne-controllano-i-propri-investimenti%2F&#038;title=Indonesia%3A+quando+le+donne+controllano+i+propri+investimenti+%26%238212%3B+e+il+futuro+del+Paese' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F06%2Findonesia-quando-le-donne-controllano-i-propri-investimenti%2F&#038;title=Indonesia%3A+quando+le+donne+controllano+i+propri+investimenti+%26%238212%3B+e+il+futuro+del+Paese' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Darfur: rimane grave la crisi umanitaria, soprattutto ai danni dei più giovani</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 04:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia Resta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur con la netta diminuzione dei conflitti armati, i problemi rimangono particolarmente per i più giovani. E sono proprio i ragazzi, dal Sudan al resto del mondo, a svolgere un ruolo di vitale importanza con svariate attività di sensibilizzazione e raccolta-fondi, per far conoscere le storie locali e portare a cambiamenti concreti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pur se i confronti armati più gravi nel Darfur (Sudan occidentale) sembrano cessati, secondo <a title="Notizia su sito Unicef in inglese" href="http://www.unicefusa.org/news/news-from-the-field/children-continue-to-suffer.html">un recente rapporto delle Nazioni Unite</a> [in], gli abitanti della regione continuano a subire gravi violazioni dei diritti umani e una fondamentale mancanza di libertà. La continua instabilità e gli attacchi ancora in corso si sono rivelati particolarmente dannosi per i giovani del Darfur, in quanto <a title="Fonte su sito Unicef in inglese" href="http://www.unicef.org/infobycountry/sudan_darfuroverview.html">quasi metà </a> [in] delle persone colpite dal conflitto sono bambini.</p>
<p>Secondo <a title="Fonte su sito Unicef in inglese" href="http://www.unicefusa.org/news/news-from-the-field/children-continue-to-">le stime</a> [in] delle Nazioni Unite, ben 300.000 persone hanno perso la vita dal 2003, anno d&#39;inizio dei combattimenti tra i gruppi ribelli e le forze governative sudanesi nel Darfur. Durante il conflitto oltre 2.7 milioni di residenti locali sono stati sfollati e costretti in campi profughi in Sudan e Ciad. Uno studio pubblicato il mese scorso <a title="notizia originale su sito Reuters" href="http://www.reuters.com/article/idUSTRE60L55Y20100122">rileva</a> [in] come oltre l&#39;80 per cento dei decessi durante il conflitto sia dovuto alle malattie, e non alla violenza, con l&#39;implicazione che tuttora molte persone sono a rischio pur con la diminuzione dei combattimenti. A peggiorare le cose, l&#39;anno scorso il governo sudanese ha sfrattato molti gruppi umanitari internazionali, dopo che la Corte Penale Internazionale aveva emesso un mandato d&#39;arresto per il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir per crimini di guerra in Darfur. Ancora oggi il governo continua a <a title="Notizia originale in inglese" href="http://www.sudantribune.com/spip.php?article33865">espellere</a> [in] le organizzazioni straniere.</p>
<p>La situazione è stata particolarmente difficile per i giovani del Paese, in quanto circa <a title="Fonte su sito Unicef in inglese" href="http://www.unicef.org/infobycountry/sudan_background.html">1,8 milioni</a> [in] di bambini sono stati colpiti dai conflitti armati, molti sono esposti a problemi di salute, allo sconvolgimento del sistema scolastico e degli altri servizi, e alla violenza più brutale. In Darfur <a title="Fonte su sito Unicef in inglese" href="http://www.unicefusa.org/news/news-from-the-field/children-continue-to-suffer.html">700.000</a> [in] bambini sono cresciuti senza conoscere altro se non la guerra e circa <a title="Fonte su sito Unicef in inglese" href="http://www.unicef.org/infobycountry/sudan_darfuroverview.html">4.500 bambini</a> [in] pare facciano parte di forze armate e gruppi. Tuttavia questi giovani non costituiscono la maggioranza, poichè i ragazzi, entro e fuori i confini del Sudan, hanno ricoperto un ruolo di vitale importanza con attività di sensibilizzazione e raccolta fondi, nel tentativo di apportare un cambiamento alla regione.</p>
<p>Nel corso degli ultimi anni, le esperienze dei bambini del Darfur durante il conflitto sono state raccontate attraverso i loro disegni. Alcuni di questi vengono sottoposti come <a title="Foto gallery su sito BBC" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/7923247.stm">prove</a> [in] alla Corte Penale Internazionale all&#39;interno delle indagini sui crimini di guerra. Nel 2005 due ricercatori di Human Rights Watch si sono recati al confine tra Ciad e Sudan: durante la loro permanenza i bambini delle scuole hanno offerto loro <a title="Foto gallery su sito Human Right Watch" href="http://www.hrw.org/legacy/photos/2005/darfur/drawings/index.htm">dei disegni</a> [in]. Molti rappresentano bombardamenti delle forze governative sudanesi, sparatorie, stupri e incendi di villaggi.<br />
Ethan Zuckerman, co-fondatore di <a title="sito Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org">Global Voices Online</a> [in], <a title="post originale in inglese" href="http://www.ethanzuckerman.com/blog/2005/04/29/childrens-drawings-from-darfur/">ha scritto</a> [in] sul proprio blog <em>My Heart&#39;s in Accra </em> che le immagini sono molto forti:</p>
<blockquote><p>&#8220;Quando ero a Human Rights Watch una settimana fa, sul tavolo della sala riunioni c&#39;era una pila di questi disegni con accanto un mucchio di fotografie di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Janjawid">miliziani janjawid</a> [it]. Mi ha stupito come i dettagli dei disegni dei bambini combaciassero con quelli delle foto: le scorte di fucili automatici, la forma rotonda delle case, la posizione di due uomini armati a cavallo. Ho capito subito come questi non fossero disegni di armi frutto della fantasia dei bambini, bensì resoconti di testimonianze oculari.&#8221;</p></blockquote>
<p>Nel 2007 un ricercatore di Waging Peace ha raccolto <a title="Post originale con disegni" href="http://www.wagingpeace.info/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=117&amp;Itemid=30">disegni</a> [in] dello stesso genere, alcuni dei quali sono ripresi in questo <a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Ml10CnaICk8">video</a> [in]. Il disegno, così come le altre forme d&#39;arte, viene usato anche per aiutare i bambini a guarire, come si vede in quest&#39;altro <a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=B6php53I0Bw">filmato</a> [in]. Il documentario <a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=IpJ2qoyJEdk">Darfur Plays</a> [in] mostra un gruppo di circa 25 giovani a Nyala, capitale del sud Darfur, che grazie al teatro di strada stimola dibattiti e sensibilizza la gente. Tambay, sul blog <em> Shadow and Act</em>, <a title="post originale in inglese" href="http://www.shadowandact.com/?p=13890">commenta così</a> [in] il filmato:</p>
<blockquote><p>&#8220;Lo adoro!</p>
<p>L&#39;arte può cambiare le cose nel Darfur, nel momento in cui una troupe di giovani attori autodidatti porta il teatro nelle strade e nei campi profughi.</p>
<p>La loro medicina per curare il Darfur è il teatro, il canto, la danza: una dimostazione del potere terapeutico dell&#39;arte!&#8221;</p></blockquote>
<p>Anche i giovani fuori dal Paese sono al lavoro per sensibilizzare e migliorare le condizioni dei giovani sudanesi. Oltre a una schiera di celebrità, anche i giovani di molti Paesi occidentali sono stati attirati dalla situazione in Darfur. Nel corso degli anni si sono succedute varie iniziative per i giovani: dalla <a title="Post originale in inglese" href="http://anapesi.blogspot.com/2009/01/inspiring-young-people-tammy-vaitai.html">stesura di poesie</a> [in] all&#39;<a title="Post originale in inglese" href="http://www.enoughproject.org/blogs/youth-united-darfur-rally-chicago">organizzazione di raduni</a> [in] fino a <a title="Post originale in inglese" href="http://youthradio.wordpress.com/2008/03/07/many-voices-for-darfur-project/">podcast</a> [in] con e voci degli studenti e il lancio di <a title="Post originale in inglese" href="http://blogfordarfur.org/archives/133">programmi di raccolta-fondi</a> [in].</p>
<p>E le iniziative non finiscono qui. In Canada l&#39;associazione giovanile <em>STAND Canada</em> ha avviato una campagna chiamata <a title="sito originale in inglese" href="http://www.standforthedead.com/home.html">&#8216;Stand For The Dead&#39;</a> [in]. A partire <a title="Post originale in inglese" href="http://s275830457.online.de/2010/01/12/darfur-cinema-tour-2010/">da questo mese</a> [in], il gruppo esorterà i canadesi a indossare una maglietta con il nome di una vittima del Darfur e proietterà il film <em>Darfur</em>.<br />
Lori L. Tharps, racconta sul blog <em>My American MeltingPot</em>, di come anni fa si fosse imbattuta in una campagna con le magliette per il Darfur e sulle prime <a title="Post originale in inglese" href="http://myamericanmeltingpot.blogspot.com/2006/09/darfur-is-hip.html">si fosse interrogata</a> [in] sulla sua efficacia:</p>
<blockquote><p>&#8220;Per tutta la giornata a New York ho continuato a vedere sempre più adolescenti con la maglietta del Darfur. Come se fosse una dichiarazione di moda. Come se sostenere il Darfur fosse figo. All&#39;inizio mi ha divertito, poi un pò turbato, del genere &#8216;ma questi ricchi ragazzi bianchi hanno la minima idea di cosa sia stato questo genocidio dei nostri tempi?&#39; Ma poi ci ho ragionato su e, pur se non ne sapevano niente, con quelle semplici magliette in bianco e nero andavano sensibilizzando gli altri&#8230;</p>
<p>&#8230; Ragazzi neri, bianchi, asiatici&#8230; vedo un mix multiculturale di giovani in rivolta non solo per le vittime del Darfur, ma per la gente di tutto il mondo che soffre, vittima del fuoco incrociato della violenza. Sono capitata sul sito Teens4Peace e sono stata contenta di vedere che i ragazzi americani hanno a cuore anche altro, oltre a MySpace, Ashlee Simpson e l&#39;ultimo modello di iPod.&#8221;</p></blockquote>
<p>Nel frattempo, una scuola superiore di Long Island City, New York, a dicembre aveva organizzato <a title="Post in inglese" href="http://storiesfromdarfur.wordpress.com/2010/01/25/thank-you-from-nyala/">una raccolta fondi</a> [in] per aiutare i giovani di Nyala. Il blog <em>Stories From Darfur</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://storiesfromdarfur.wordpress.com/2009/12/23/from-youth-in-queens-to-youth-in-nyala-darfur/">entra nei dettagli</a> [in] dell&#39;evento:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ho ricevuto un&#39;email da un amico attivista di Nyala, Darfur, che lavora con un gruppo di giovani che stanno cercando di preservare e consolidare il patrimonio musicale e culturale del Darfur. I ragazzi scrivono ed eseguono proprie canzoni, e creano pièce teatrali basate sulle tematiche che stanno più a cuore alle varie comunità. Alcune scene sono piene di nostalgia e raccontano com&#39;era la vita prima che le milizie armate li sfollassero con la violenza, altre sono di puro intrattenimento, e altre ancora esprimono la richiesta giustizia, libertà e pace. Per i giovani colpiti dalla guerra e per chi li segue, questo gruppo rappresenta un grande forum in cui esprimersi, costruire e guarire la comunità. Il mio amico ci ha chiesto di aiutarli a mettere su una mini orchestra &#8230; Gli studenti della Long Island City High School hanno deciso di sostenere lo sforzo dei ragazzi di Nyala e giovedì scorso hanno riempito l&#39;auditorium della scuola con un Talent Show per raccogliere fondi. Con spettacoli che andavano dalla danza hip-hop a un&#39;imitazione di Lady Gaga, hanno messo su uno spettacolo di 30 scene che ha raccolto più di 800 dollari.&#8221;</p></blockquote>
<p>Per coinvolgere un maggior numero di giovani si ricorre anche ad altre strategie. Alcuni anni fa era stato pubblicato a uso gratuito sul web un video-gioco sviluppato da studenti chiamato <a title="sito originale in inglese" href="http://www.darfurisdying.com/">Darfur is Dying</a> [in]. I giocatori imparano molto sul conflitto e devono mantenere attivo il proprio campo profughi nonostante i possibili attacchi. Il gioco ha spinto almeno <a title="Articolo-intervista in inglese" href="http://www.youngentrepreneur.com/blog/entrepreneur-interviews/interview-with-jason-rzepka/">50.000 persone</a> [in] a contribuire attivamente per porre fine alla violenza. Steve Rothman, sul blog <em>The Social Media Soapbox</em> propone <a title="Post originale in inglese" href="http://socialmediasoapbox.wordpress.com/2009/06/14/darfur-is-dying-can-a-video-game-help-solve-a-humanitarian-crisis//">una recensione</a> [in] del gioco:</p>
<blockquote><p>&#8220;Per giocare devi prima selezionare uno dei vari avatar del Darfur che, però, non sono niente più che personaggi da cartoni animati. Forse, se fosse stato creato un profilo fittizio per ciascuno degli avatar, il gioco sarebbe risultato più efficace. Mi sono anche chiesto se trasformare cose come la ricerca dell&#39;acqua o il nascondersi dalle milizie, in obiettivi di un video-gioco non possa invece ritorcersi contro e desensibilizzare le persone sulla sciagura del Darfur&#8230;</p>
<p>&#8230; Nessuno passerà ore a giocare con <em>Darfur is Dying</em> solo per &#8220;mantenere il proprio campo in attività,&#8221; ossia l&#39;obiettivo dichiarato del gioco. Ma naturalmente non è questo il punto. Credo che la validità più importante di questo gioco, e di altri come questo, sarà quello di coinvolgere in massa un pubblico di giovani su temi e cause sociali - un pubblico a cui è meno facile arrivare tramite i canali di comunicazione tradizionali.&#8221;</p></blockquote>
<p>Secondo Emily Holland una maggiore consapevolezza, qualunque sia il metodo per ottenerla, è esattamente quanto chiedono i giovani di Darfur. In quanto blogger dell&#39;International Rescue Committee, ha parlato con circa 50 giovani di un campo profughi. Quando ha chiesto loro: &#8220;Qual è il vostro messaggio ai giovani di tutto il mondo?&#8221;, i ragazzi hanno <a title="Post originale in inglese" href="http://www.ircblog.org/archives/1930_1321467639/206964">risposto</a> [in]:</p>
<blockquote><p>&#8220;Vogliamo che conoscano le nostre attività e i nostri problemi.</p>
<p>Vogliamo che ci sostengano. Che sappiano che abbiamo bisogno di istruzione e assistenza sanitaria.</p>
<p>Le persone che ne parlano all&#39;estero non provengono necessariamente dai campi profughi. Vogliamo che i giovani di tutto il mondo vedano come è la vita qui. Per conoscere la nostra vera storia.&#8221;</p></blockquote>
<p><small><em>La foto della <a title="Foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/wanderingzito/25927082/">ragazza del Darfur vestita di rosso</a> è di <a title="Pagina fotografo su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/wanderingzito/">wanderingzito</a>, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons.</em></small></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/juhie-bhatia/' title='elenca tutti gli articoli di Juhie Bhatia'>Juhie Bhatia</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/gaiar/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Gaia Resta'>Gaia Resta</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/02/13/darfur-youth-keep-crisis-in-the-spotlight/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/02/darfur-rimane-grave-la-crisi-umanitaria-soprattuto-ai-danni-dei-piu-giovani/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fdarfur-rimane-grave-la-crisi-umanitaria-soprattuto-ai-danni-dei-piu-giovani%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fdarfur-rimane-grave-la-crisi-umanitaria-soprattuto-ai-danni-dei-piu-giovani%2F&#038;text=Darfur%3A+rimane+grave+la+crisi+umanitaria%2C+soprattutto+ai+danni+dei+pi%C3%B9+giovani&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fdarfur-rimane-grave-la-crisi-umanitaria-soprattuto-ai-danni-dei-piu-giovani%2F&#038;title=Darfur%3A+rimane+grave+la+crisi+umanitaria%2C+soprattutto+ai+danni+dei+pi%C3%B9+giovani' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fdarfur-rimane-grave-la-crisi-umanitaria-soprattuto-ai-danni-dei-piu-giovani%2F&#038;title=Darfur%3A+rimane+grave+la+crisi+umanitaria%2C+soprattutto+ai+danni+dei+pi%C3%B9+giovani' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fdarfur-rimane-grave-la-crisi-umanitaria-soprattuto-ai-danni-dei-piu-giovani%2F&#038;title=Darfur%3A+rimane+grave+la+crisi+umanitaria%2C+soprattutto+ai+danni+dei+pi%C3%B9+giovani' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fdarfur-rimane-grave-la-crisi-umanitaria-soprattuto-ai-danni-dei-piu-giovani%2F&#038;title=Darfur%3A+rimane+grave+la+crisi+umanitaria%2C+soprattutto+ai+danni+dei+pi%C3%B9+giovani' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>India: i giovani fanno informazione su sessualità e altri temi di loro interesse</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 04:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Grati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Conversations for a Better World]]></category>
		<category><![CDATA[Donne & Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[YP Foundation, uno dei vari gruppi di giovani autogestiti, lavora online e offline per facilitare l'informazione dal basso su argomenti spesso sottaciuti, come l'identità di genere, la sessualità, il diritto alla procreazione e l'HIV/AIDS.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="contributors">In base a come si misura la parola &#8220;giovane&#8221;, i giovani in India sono approssimativamente qualche milione in più della popolazione degli Stati Uniti. Questa generazione rende insignificanti le altre fasce d&#39;età finanche nel proprio Paese. I 315 milioni di giovani tra i 12 e i 24 anni costituiscono il 30% della popolazione indiana.</p>
<p>Per la maggior parte, i giovani indiani d&#39;oggi sono completamente diversi dai coetanei dei decenni precedenti. Il Paese in cui questi ragazzi stanno crescendo è una superpotenza emergente, <a title="Rivista" href="http://www.businessweek.com/magazine/content/05_34/b3948401.htm">afferma</a> [in] BusinessWeek. I giovani rispecchiano tale posizione di preminenza. “Questo contingente è più in salute, più urbanizzato, e ha un&#39;istruzione migliore rispetto alle generazion precedenti,” <a title="Sito dell'organizzazione in inglese" href="http://www.popcouncil.org/projects/TA_IndiaYouthSituationNeeds.html">scrive</a> [in] il <em>Population Council</em> statunitense, ente non-profit si occupa delle problematiche relative alla salute della riproduzione.</p>
<p>La gioventù indiana è sempre più determinata a prendere le proprie decisioni. BusinessWeek <a title="Rivista in inglese" href="http://www.businessweek.com/magazine/content/05_34/b3948410.htm">riferisce</a> [in] che il 76% delle donne  indiane single rivendica il diritto di scegliere quando avere un figlio. Per i <a title="Blog in inglese" href="http://www.leslulu.com/womens-rights-for-education/">ricercatori</a> [in] e i gruppi come Population Council, tuttavia, questa sicurezza potrebbe mascherare una reticenza più profonda, più radicata culturalmente, sul tema della salute della procreazione. “Questi giovani fronteggiano rischi significativi per la salute sessuale e riproduttiva, e molti mancano della conoscenza e della capacità necessarie per poter fare delle scelte informate sulla sessualità e alla procreazione,” sostiene il Population Council.</p>
<p><strong>Il gap informativo</strong></p>
<p>Ishita Chaudry è impegnata nel tentativo di colmare questo gap sin da quando nel 2002, ad <a title="Blog in inglese" href="http://www.rhrealitycheck.org/blog/2009/04/01/reporting-sextech-grassroots-gender-justice-and-peerbased-education">appena 17 anni</a> [in], costituì il Youth Parliament. Noto anche come YP Foundation, il gruppo <a title="Blog" href="http://www.rhrealitycheck.org/blog/2009/12/30/top-ten-wins-womens-health-and-rights-2009">auto-gestito</a> [in] pianifica e sviluppa progetti per i giovani basati sul concetto di comunità, procurando fondi a sostegno di persone nella fascia d&#39;età tra i 13 e i 28 anni, per dar vita a progetti <a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Youth_Parliament">nell&#39;ambito di tematiche</a> [in] socioculturali, economiche e ambientali. Alcuni <a title="Link alla Fondazione in inglese" href="http://www.theypfoundation.org/projects/">progetti</a> [in] comprendono la campagna di iscrizione degli aventi diritto al voto, programmi educativi tra pari per i ragazzi di strada e la pubblicazione di una rivista orientata ai giovani.</p>
<p>Naturalmente, uno dei temi trattati dalla YP Foundation è il diritto alla procreazione e alla sessualità. Argomenti come l&#39;AIDS risultano problematici in modo particolare per il mondo giovanile, <a href="http://www.aegis.org/news/unaids/2009/UN091233.html">riporta</a> l&#39;UNAIDS [in]. L&#39;organizzazione con sede a Ginevra riporta che in tutto il mondo tra le persone dai 12 ai 24 anni si annoverano quattro ogni dieci nuovi casi di AIDS. Inoltre, (rispecchiando le conclusioni del Population Council, citato sopra) questo gruppo di età dispone di conoscenze molto limitate sulla malattia e su come si trasmette. E non è tutto. I giovani sono spesso “lasciati a difendersi da soli,” in relazione a tutti gli aspetti della sessualità e della procreazione, <a title="Blog" href="http://blog.shantioc.org/2009/12/29/hiv-prevention-among-mostatrisk-young-people.aspx?ref=rss">afferma</a> [in] il dott. Robert Carr, Direttore associato dell&#39;<em>ICASO</em> (International Council of AIDS Service Organizations).</p>
<p><strong>Uso della tecnologia</strong></p>
<p>Internet è una scelta naturale per disseminare questo tipo di informazioni. “Se si presta attenzione ai problemi legati al diritto alla procreazione e alla salute,” spiega Ishita Chaudry, “allora diventa chiara l&#39;esigenza di fornire uno spazio dove i giovani possano continuare a discutere una volta terminate le attività interattive e i seminari a livello comunitario.” Questo spazio è in gran parte basato sulla tecnologia, e funziona egregiamente poiché moltissimi giovani indiani sono in Rete. In più, Internet è un buon mezzo per fornire questo tipo di informazioni poiché la gente può leggerle quando ha tempo e, se vogliono in maniera del tutto anonima. In questo video Ishita Sharma e Ishita Chaudry parlano del lavoro svolto online dalla YP Foundation.</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/O3AkKb3_nu4&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/O3AkKb3_nu4&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p><strong>Project 19</strong></p>
<p>Internet può essere un valido strumento di organizzazione, ma l&#39;YP Foundation sostiene la creazione di comunità nel mondo reale. Una delle iniziative più importanti dell&#39;organizzazione è <em>Project 19</em>, che prepara i giovani di New Delhi a diventare facilitatori tra pari nel condurre dibattiti e seminari su argomenti spesso sottaciuti come l&#39;identità di genere, la sessualità, il diritto alla procreazione e l&#39;HIV/AIDS.</p>
<p>In un post pubblicato sul blog dell&#39;YP Foundation, Ishita Chaudry <a title="Blog" href="http://theyouthparliament.blogspot.com/2009/02/project-19-festival-what-it-meant-to-us.html">sintetizza</a> [in] alcune motivazioni sottese all&#39;iniziativa.</p>
<blockquote><p>Perché, come società, siamo abbiamo così paura a fornire un quasiasi tipo di educazione, sul sesso o sui diritti individuali, in modo coesivo?  Cosa c&#39;impedisce di fornire alla gente informazioni complete invece che frammentarie, che siano di importanza vitale, proteggano dalle malattie, permettano loro di essere informate come singoli individui e insegnino il rispetto per le proprie necessità e i propri desideri, senza ledere i diritti altrui?</p>
<p>…Abbiamo troppi e scomodi anni di silenzio alle spalle e anche troppe generazioni di persone cresciute senza che venisse data loro l&#39;opportunità di dichiarare apertamente pensieri, paure, riflessioni e domande.</p></blockquote>
<p>In collaborazione con Project 19, YP Foundation organizza anche (con diversi altri gruppi) il <em>Project 19 Annual Festival</em>, che convoglia a Delhi più di 600 gruppi a rischio e marginalizzati e giovani provenienti dalle città di tutta l&#39;India. Questi gruppi di giovani, i cui membri vanno dai camionisti a quanti lavorano nel mercato del sesso, si propongono come gruppi di pressione e discutono su come trattare i temi che spaziano dai diritti collettivi al diritto alla procreazione e alla salute.</p>
<p>Come spiega il quotidiano <a title="Link" href="http://www.thedailyindian.com/delhi-to-celebrate-sexuality-rights/">Daily Indian</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Tramite mezzi di comunicazione di diversa natura, come arte, musica, teatro e danza, il festival offre una piattaforma ai giovani, uomini e donne, oltre che a gruppi più deboli, di affermare il proprio punto di vista basato sull&#39;esperienza in relazione a temi diversi, e di dar vita a una rete condivisa per risolvere insieme alcuni di questi problemi.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/john-liebhardt/' title='elenca tutti gli articoli di John Liebhardt'>John Liebhardt</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/antonellagr/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Antonella Grati'>Antonella Grati</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/02/02/india-bridging-the-information-gap-on-sexuality/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/02/india-i-giovani-fanno-informazione-su-sessualita-e-altri-temi-di-loro-interesse/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Findia-i-giovani-fanno-informazione-su-sessualita-e-altri-temi-di-loro-interesse%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Findia-i-giovani-fanno-informazione-su-sessualita-e-altri-temi-di-loro-interesse%2F&#038;text=India%3A+i+giovani+fanno+informazione+su+sessualit%C3%A0+e+altri+temi+di+loro+interesse&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Findia-i-giovani-fanno-informazione-su-sessualita-e-altri-temi-di-loro-interesse%2F&#038;title=India%3A+i+giovani+fanno+informazione+su+sessualit%C3%A0+e+altri+temi+di+loro+interesse' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Findia-i-giovani-fanno-informazione-su-sessualita-e-altri-temi-di-loro-interesse%2F&#038;title=India%3A+i+giovani+fanno+informazione+su+sessualit%C3%A0+e+altri+temi+di+loro+interesse' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Findia-i-giovani-fanno-informazione-su-sessualita-e-altri-temi-di-loro-interesse%2F&#038;title=India%3A+i+giovani+fanno+informazione+su+sessualit%C3%A0+e+altri+temi+di+loro+interesse' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Findia-i-giovani-fanno-informazione-su-sessualita-e-altri-temi-di-loro-interesse%2F&#038;title=India%3A+i+giovani+fanno+informazione+su+sessualit%C3%A0+e+altri+temi+di+loro+interesse' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Afganistan: speranze ed entusiasmo dei giovani per migliorare la situazione poco felice</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 01:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2009 è stato l'anno più sanguinoso per i civili in Afganistan, soprattutto per i bambini, sin dall’inizio della guerra nel 2001. Nonostante la situazione, non mancano iniziative e progetti atti a migliorare i livelli scolastici e sanitari - oltre che per offrire maggior spazio e responsabilità a un'attiva folla di ragazzi e ragazzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-117972" title="Afghan children" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/01/3254589895_d357ac54cb_m.jpg" alt="Afghan children" width="240" height="159" />Il 2009 è stato l&#39;anno <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.nytimes.com/2010/01/14/world/asia/14kabul.html?scp=16&amp;sq=afghanistan&amp;st=cse">più sanguinoso</a> [in, come tutti i link che seguono] per i civili in Afganistan, compresi i bambini, sin dall’inizio della guerra lanciata dagli USA nel 2001.</p>
<p>I bambini sono diventati le maggiori vittime del conflitto: <em>Afghanistan Rights Monitor</em> ha recentemente pubblicato un rapporto <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.afghanconflictmonitor.org/2010/01/2009-worst-year-for-afghan-children-arm.html">che riporta</a> la morte nel 2009 di circa 1.050 bambini in incidenti connessi alla guerra e di almeno 2.080 casi di gravi violazioni dei diritti dell’infanzia, dal reclutamento di bambini come soldati o attentatori-suicidi fino al lavoro forzato. Anche i tre decenni dei conflitti più generalizzati hanno prodotto <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.undp.org.af/whoweare/undpinafghanistan/Projects/dcse/prj_youth.htm">ripercussioni a lungo termine</a> sui giovani del Paese, molti dei quali sono privi del diritto di voto, di un sufficiente livello di istruzione o di opportunità di lavoro. I tassi di alfabetizzazione e di accesso alla scuola secondaria sono bassi. La situazione per le ragazze e le donne afghane è particolarmente preoccupante; un rapporto pubblicato in dicembre <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.hrw.org/en/news/2009/12/03/afghanistan-keep-promises-afghan-women">evidenzia</a> gli elevati livelli di violenza e discriminazione che subiscono, come anche l’insufficiente accesso alla giustizia e all&#39;istruzione. Le ragazze afghane subiscono inoltre le pressioni della tradizione che le vuole spose e madri precoci.</p>
<p>Il blog indiano <em>Youth Parliament</em> <a href="http://theyouthparliament.blogspot.com/2008/05/placing-afghanistan.html">riflette</a> sulla situazione:</p>
<blockquote><p>“È auspicabile che i giovani siano tra i maggiori attori nel processo di ristrutturazione. Il 68% della popolazione afgana è costituito da persone di età inferiore ai 25 anni. Tuttavia, il lungo periodo di guerra ha privato molti di loro della giovinezza e dell&#39;infanzia. Definita come la &#8216;generazione perduta&#39; dell&#39;Afganistan, la gioventù locale ha subìto il silenzio socialmente imposto e la mancanza di istruzione. Inoltre, raramente i giovani sono considerati un meccanismo diretto per la costruzione della pace, ma piuttosto come possibili reclute per diverse organizzazioni terroristiche.”</p></blockquote>
<p>Nonostante le circostanze, a livello nazionale si stanno compiendo sforzi, sia da parte dei giovani che a loro favore, con l’obiettivo di mantenere adeguati livelli sanitari e scolastici e assegnare loro maggiori responsabilita&#39;. Il blog <em>Youth Parliament</em> <a title="Post originale in inglese" href=" http://theyouthparliament.blogspot.com/2008/05/placing-afghanistan.html">continua così</a>:</p>
<blockquote><p>“Nel recente passato i giovani hanno dimostrato di saper superare alcune di queste barriere e svolgere un ruolo più attivo. Ciò è evidente per l&#39;esistenza di numerose organizzazioni giovanili diffuse in tutto il Paese che hanno intrapreso il compito di promuovere l&#39;educazione non formale, di accrescere la consapevolezza, di promuovere il volontariato per la pace e lo sviluppo della nazione; la maggior parte dei giovani impegnati sono stati integrati nel governo o nell’attività di altre organizzazioni non governative.”</p></blockquote>
<p>Esempi di coinvolgimento dei giovani spaziano dal caso di un&#39;adolescente <a title="Articolo originale in inglese" href="https://www.worldvision.org/news.nsf/news/afghanistan-midwives-200909-enews">che offre formazione per le levatrici</a> cosi&#39; da abbattere l’alto tasso di mortalità materna in Afganistan, alle <a title="Post originale in inglese" href="http://saradavidsonblog.blogspot.com/2009/11/part-5-womens-lib-afghan-style.html">manifestazioni</a> condotte da giovani donne contro una legge che ne limita i diritti, sino al caso della giovane che sostiene altre <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.awistaayub.com/">ragazze afgane attraverso partite di calcio</a>. A Kabul, c’è un altro sport cui si ricorre per tenere i ragazzi lontano dalla strada e farli rimanere attivi: lo <em>skateboard</em>. <a title="Pagina originale in inglese" href="http://skateistan.org/">Skateistan</a>, progetto fondato da alcuni ragazzi australiani, tramite corsi per ragazzi e ragazze su come usare la tavola, è in realtà uno strumento per insegnare loro molte altre cose, come leggere e scrivere o usare il computer. Lo skateboard offre una rara opportunità per le ragazze afghane di partecipare a uno sport praticato in pubblico, contribuendo ad abbattere le barriere tradizionali, come documenta <a href="http://www.youtube.com/watch?v=hMX9PKDt5Lg">questo video</a>. Il blog <em>I Skate, Therefore I am</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://poolrider.blogspot.com/2009/12/12-24-09.html">sostiene </a> l&#39;iniziativa:</p>
<blockquote><p>“Il progetto Skateistan è nato due anni fa presso una fontana disseccata nel cuore della capitale afgana, quando due australiani con tre tavole iniziarono a insegnare a un piccolo gruppo di ragazzi affascinati. Ora è la prima scuola in Afganistan (e al mondo) basata sullo skateboard. Il progetto coinvolge un numero crescente di giovani della città o sfollati dall’interno dell’Afganistan e, attraverso lo skating, offre loro nuove opportunità di interazione culturale, di istruzione e programmi di auto-aiuto o motivazionali.”</p></blockquote>
<p><em>The bright lines</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://nandininessa.com/2009/10/19/skateistan-kabuls-skate-park-opens-1029/">commenta</a> l&#39;apertura del primo parco al coperto di skateboard in Afganistan e il suo significato:</p>
<blockquote><p>“Il 29 ottobre 2009 Skateistan ha aperto il più grande impianto sportivo al coperto con terreno di gioco a Kabul. È incredibile come questa squadra di istruttori riesca a coinvolgere i giovani nell&#39;arte dello skateboard, in un luogo dove le opportunità sociali per loro, soprattutto per le ragazze, è limitato a causa della guerra condotta dagli Stati Uniti in Afganistan. L&#39;obiettivo è quello di portare in Afganistan strutture per skateboard sia al coperto che all&#39;aperto. Ci saranno classi separate per le ragazze.”</p></blockquote>
<p>Alcune giovani donne stanno anche trovando sbocchi per l&#39;auto-espressione, la terapia o l’apertura agli altri grazie alla scrittura. <a title="Blog originale in inglese" href="http://awwproject.wordpress.com"><em>The Afghan Women’s Writing Project</em></a> è un blog avviato dalla scrittrice Masha Hamilton e che mette in contatto donne afgane di età compresa tra 18 e 28 con insegnanti di scrittura negli Stati Uniti. L&#39;obiettivo è quello di permettere alle donne afgane di esprimere una voce che non sia filtrata dai parenti di sesso maschile o i media. I testi di tale donne toccano aspetti che riguardano la gioia di <a title="Post originale in inglese" href="http://awwproject.wordpress.com/2009/12/16/an-afghan-girl-plays-basketball/">giocare a pallacanestro</a>, le <a title="Post originale in inglese" href="http://awwproject.wordpress.com/2009/12/09/kill-silence/">minacce di morte</a> ricevute dai talebani o la volontà di <a title="Post originale in inglese" href="http://awwproject.wordpress.com/2009/12/09/kill-silence/">rompere il silenzio</a>. In questo <a title="Post originale in inglese" href="http://awwproject.wordpress.com/2010/01/03/i-am-for-sale-who-will-buy-me/">post</a>, una blogger anonima racconta di come sia stata costretta a sposarsi e di come sia alla disperata ricerca di una soluzione:</p>
<blockquote><p>“Dopo la morte di mio padre, la responsabilità su di me è passata ai miei fratelli, che sono cresciuti sotto il governo dei talebani e ne sono stati influenzati. Ora vivo con tre taleb e devo obbedire a quello che dicono. In casa non sono trattata come una ragazza, ma come una schiava. Quando ero al terzo anno di università, il proprietario della casa ha aumentato il canone dell’affitto. La mia famiglia ha deciso che avrebbe lasciato Kabul per andare in provincia dove le abitazioni sono più economiche. Ma in quel caso avrei avuto difficoltà a continuare i miei studi, così gli ho dato il mio denaro destinato a pagare i trasporti per contribuire invece all&#39;affitto, andando all&#39;università a piedi.</p>
<p>Eppure, all&#39;inizio di quest&#39;anno, i miei fratelli hanno detto: &#8220;È ora di darti in sposa.&#8221; Hanno organizzato un matrimonio con mio cugino di primo grado, il figlio del fratello di mia madre, che vive in una provincia dove la gente è quasi tutta taleb. Mio cugino ha circa 40 anni ed è analfabeta. La sua famiglia ha un’impresa e una grande casa. Le donne sono tenute a indossare il burqa e sono responsabili della cucina, delle pulizie domestiche e della cura degli animali. La maggior parte di loro hanno otto o nove figli. Non possono uscire di casa, anche quando sono malate, non hanno il permesso di andare dal medico da sole.”</p></blockquote>
<p>Molte giovani esprimono i propri sentimenti tramite la poesia. In queste strofe di una sua composizione, Shogofa <a title="Post originale in inglese" href="http://awwproject.wordpress.com/2009/11/08/women-walking-alone/">condivide</a> la propria storia:</p>
<blockquote><p>“Io provengo dalla lunga catena di donne che hanno camminato da sole &#8230;</p>
<p>Da una terra che profuma del sangue di persone innocenti</p>
<p>Da un popolo che ha perso tutto in guerra - figli, figlie, padri e madri</p>
<p>Da un popolo sconsolato</p>
<p>…</p>
<p>Io provengo dalla lunga catena di donne che hanno camminato da sole &#8230;</p>
<p>Ora so come entrare nella società</p>
<p>E trovare le mie risposte anche se sono sola</p>
<p>Imparare dalla mia esperienza anche se ho fallito molte volte</p>
<p>Non rinuncio mai</p>
<p>Cerco la mia strada e ho imparato che nulla è impossibile da raggiungere</p>
<p>Ignoro le cose che mi distruggono la mente</p>
<p>Ho imparato che nessuno può aiutarmi tranne me</p>
<p>Accetto la realtà e sono pronta ad affrontare qualsiasi problema</p>
<p>Ora ho l&#39;ambizione di raggiungere il mio obiettivo</p>
<p>Per aiutare la mia gente a portare la pace fino alla prossima generazione ”</p></blockquote>
<p>Anche altri afghani sono ottimisti sul futuro del proprio Paese e sul ruolo che i giovani possono svolgere per assicurare pace e sicurezza. Scrivendo su <em>Afghanistan Through My Eyes</em>Mozhdah Jamalzadah <a title="Post originale in inglese" href="http://afghanistanthroughmyeyes.blogspot.com/2010/01/one-thing-that-impressed-me-very-much.html">spiega</a>:</p>
<blockquote><p>“Una cosa che mi ha colpito molto, riguardo le generazioni più giovani dell’Afganistan, almeno per quanto ho visto finora, è che sono così desiderosi di imparare, e si sforzano di raggiungere il successo. Anche nella povertà, e nonostante il basso livello di istruzione, questi ragazzi cercano di ottenere il massimo. Sono incredibilmente intelligenti. Negli USA, dove il sistema scolastico è assolutamente fantastico, la maggior parte dei bambini fanno solo quanto devono per passare al livello successivo. Per la gran parte non si appassionano agli studi. Credo che offrendo le stesse opportunità a questi giovani afgani così affamati di conoscenza, chi sa fin dove potrebbero arrivare. Il cielo sarebbe il loro unico limite.”</p></blockquote>
<p><small><em>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/isafmedia/3254589895/">bambini afghani</a> di <a href="http://www.flickr.com/photos/isafmedia/">isafmedia</a> (U.S. Air Force TSgt Laura K. Smith), ripresa da Flickr con licenza Creative Commons.</em></small></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/juhie-bhatia/' title='elenca tutti gli articoli di Juhie Bhatia'>Juhie Bhatia</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Davide Galati'>Davide Galati</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/01/20/afghanistan-youth-find-outlets-amid-ongoing-violence/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/afganistan-speranze-ed-entusiasmo-dei-giovani-per-migliorare-la-situazione-poco-felice/#comments" title="commenti">commenti (2) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fafganistan-speranze-ed-entusiasmo-dei-giovani-per-migliorare-la-situazione-poco-felice%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fafganistan-speranze-ed-entusiasmo-dei-giovani-per-migliorare-la-situazione-poco-felice%2F&#038;text=Afganistan%3A+speranze+ed+entusiasmo+dei+giovani+per+migliorare+la+situazione+poco+felice&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fafganistan-speranze-ed-entusiasmo-dei-giovani-per-migliorare-la-situazione-poco-felice%2F&#038;title=Afganistan%3A+speranze+ed+entusiasmo+dei+giovani+per+migliorare+la+situazione+poco+felice' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fafganistan-speranze-ed-entusiasmo-dei-giovani-per-migliorare-la-situazione-poco-felice%2F&#038;title=Afganistan%3A+speranze+ed+entusiasmo+dei+giovani+per+migliorare+la+situazione+poco+felice' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fafganistan-speranze-ed-entusiasmo-dei-giovani-per-migliorare-la-situazione-poco-felice%2F&#038;title=Afganistan%3A+speranze+ed+entusiasmo+dei+giovani+per+migliorare+la+situazione+poco+felice' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fafganistan-speranze-ed-entusiasmo-dei-giovani-per-migliorare-la-situazione-poco-felice%2F&#038;title=Afganistan%3A+speranze+ed+entusiasmo+dei+giovani+per+migliorare+la+situazione+poco+felice' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Haiti: risorse utili per le ricerche dei dispersi e per inviare aiuti</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/haiti-risorse-utili-per-le-ricerche-dei-dispersi-e-per-inviare-aiuti/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/haiti-risorse-utili-per-le-ricerche-dei-dispersi-e-per-inviare-aiuti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 21:34:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tindaro Cicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caraibi]]></category>
		<category><![CDATA[Conversations for a Better World]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
		<category><![CDATA[Haiti]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=13792</guid>
		<description><![CDATA[Ecco una prima serie di database e reti online messi in piedi in queste ore per aiutare i parenti a localizzare le famiglie e per indirizzare urgentemente l'aiuto necessario ai sopravvissuti. Per offrire assistenza e/o altro dall'Italia la cosa migliore è rivolgersi alla <a href="http://cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/145">Croce Rossa</a>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco solo alcuni dei database e dei network online che sono stati messi in piedi in queste ore per aiutare i parenti a localizzare le famiglie e per indirizzare urgentemente l&#39;aiuto necessario ai sopravvissuti.</p>
<p>Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha <a title="Sito in inglese" href="http://www.familylinks.icrc.org/WFL_HTI.NSF/" target="_blank">un vasto database online dei dispersi</a> [in] che amici e familiari possono consultare liberamente.</p>
<p>Molti organi di stampa, tra cui <a title="Sito in inglese" href="http://twitter.com/nytimes/haiti-earthquake" target="_blank">New York Times</a> [in], la <a title="Sito in inglese" href="http://www.ireport.com/ir-topic-stories.jspa?topicId=381628&amp;hpt=T1" target="_blank"> CNN</a> [in] e <a title="Sito in inglese" href="http://haiticrisis.appspot.com/" target="_blank">Google</a> [in], hanno creato dei database per i dispersi.  Un sito chiamato <a title="Sito in inglese" href="http://beextra.org/Haiti" target="_blank">Haiti Earthquake Support Center</a> [in] sta operando come strumento per consentire ai volontari di abbinare i volti che compaiono nelle notizie alle persone disperse.</p>
<p>Il gruppo su Facebook <a title="Pagina Facebook in inglese" href="http://www.facebook.com/group.php?v=info&amp;gid=252988675717" target="_blank">EARTHQUAKE HAITI</a> [in] al momento conta oltre 150.000 membri e <a title="Pagina Facebook in inglese" href="http://www.facebook.com/group.php?v=photos&amp;gid=252988675717&amp;so=0" target="_blank">oltre 4.000 fotografie</a> [in] postate da famiglie in cerca dei propri cari.</p>
<p><a title="Blog in inglese" href="http://blog.ushahidi.com/index.php/2010/01/13/haiti-earthquake/" target="_blank">Ushahidi</a> [in], che ha avuto un ruolo importante durante <a title="Blog in inglese" href="http://kenya.ushahidi.com/" target="_blank">la crisi delle elezioni keniane</a> [in], sta <a title="Blog in inglese" href="http://haiti.ushahidi.com/" target="_blank">mappando le informazioni sul disastro</a> [in], includendo informazione sui dispersi, informazioni sugli edifici crollati e sulle condizioni delle strade.</p>
<p>Su Twitter, il tag <a title="Pagina Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#search?q=relativesinhaiti" target="_blank">#relativesinhaiti</a> [in] viene usato dagli Haitiani all&#39;estero che stanno cercando di localizzare i familiari dispersi.  Invece <a title="Pagina Twitter in inglese" href="http://twitter.com/#search?q=rescuemehaiti" target="_blank">#rescuemehaiti</a> [in] viene usato per indirizzare i soccorritori a indirizzi precisi attorno Port-au-Prince dove ci sono ancora sopravvissuti sotto le macerie:</p>
<blockquote><p><span><span>Christopher Frecynet ancora vivo. Lo hanno sentito urlare. 64 Rue Nord Alexis. Chiamate il cugino Daphney 509-39046983</span></span></p>
<p>63 persone ancora vive al Carribean Market. Qualcuno ha inviato un messaggio in modo da inviare soccorsi. DIFFONDETE L&#39;INFORMAZIONE</p>
<p><span><span>Heloise Boyer è intrappolata nella propria casa <a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/search?q=%2340" target="_blank">#40</a> [in] Rue O, Turgeau.</span></span></p>
<p><span><span>SERVE AIUTO! Persone ancora vive sotto il College Canapé Vert stanno invocando aiuto e chiedono di essere tratte in salvo&#8230;</span></span></p>
<p><span><span>Latitudine: 18°31&#8242;25.74?N Longitudine: 72°16&#8242;28.25?W <a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/search?q=%23bresma" target="_blank">#bresma</a> [in] <a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/search?q=%23Haiti" target="_blank">#Haiti</a> [in] Servono cibo e acque per circa 150 persone qui ADESSO</span></span></p></blockquote>
<div>Continuate a seguire lo speciale di Global Voices (in inglese) sul <a title="Speciale di GV in inglese sul terremoto ad Haiti" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/haiti-earthquake-2010/" target="_blank">terremoto ad Haiti</a> [in].</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/jennifer/' title='elenca tutti gli articoli di Jennifer Brea'>Jennifer Brea</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/tinoc/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Tindaro Cicero'>Tindaro Cicero</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/01/15/haiti-rescuing-survivors-searching-for-the-missing/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/haiti-risorse-utili-per-le-ricerche-dei-dispersi-e-per-inviare-aiuti/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-risorse-utili-per-le-ricerche-dei-dispersi-e-per-inviare-aiuti%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-risorse-utili-per-le-ricerche-dei-dispersi-e-per-inviare-aiuti%2F&#038;text=Haiti%3A+risorse+utili+per+le+ricerche+dei+dispersi+e+per+inviare+aiuti&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-risorse-utili-per-le-ricerche-dei-dispersi-e-per-inviare-aiuti%2F&#038;title=Haiti%3A+risorse+utili+per+le+ricerche+dei+dispersi+e+per+inviare+aiuti' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-risorse-utili-per-le-ricerche-dei-dispersi-e-per-inviare-aiuti%2F&#038;title=Haiti%3A+risorse+utili+per+le+ricerche+dei+dispersi+e+per+inviare+aiuti' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-risorse-utili-per-le-ricerche-dei-dispersi-e-per-inviare-aiuti%2F&#038;title=Haiti%3A+risorse+utili+per+le+ricerche+dei+dispersi+e+per+inviare+aiuti' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-risorse-utili-per-le-ricerche-dei-dispersi-e-per-inviare-aiuti%2F&#038;title=Haiti%3A+risorse+utili+per+le+ricerche+dei+dispersi+e+per+inviare+aiuti' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Repubblica Dominicana: aiutare i vicini haitiani dopo il terremoto</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 19:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Elio di Bari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Interventi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Dominicana]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Panoramica su interventi, rilanci e primi aiuti dalla Repubblica Dominicana, confinante con Haiti, dove il terremoto non ha provocato altro che un grande spavento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erano le 17:53 di martedì 12 gennaio sull&#39;<a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hispaniola" target="_blank">isola di Hispaniola</a> [it], quando all&#39;improvviso la gente ha iniziato ad avere le vertigini e la terra ha tremato violentemente. Il momento in cui il terremoto ha colpito. Nella Repubblica Dominicana non è stato altro che un grande spavento. Nella vicina Haiti invece, dove è stato localizzato l&#39;epicentro del terremoto del settimo grado sulla scala Richter, si è avuto un completo disastro. Come se non bastasse, il terremoto si è sviluppato a circa 6 miglia (10 km) sotto terra rendendo ancora più gravi i danni. Il blogger Dominicano Alf Micstar di <em>Duarte 101 </em> <a title="Post originale in spagnolo" href="http://duarte101.com/2010/01/13/nosotros-tambien-lo-sentimos" target="_blank">descrive così quel momento</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Remenión, jamaquión, temblor, sismo, juidero, panico, corre corre. Ayer martes 12 de Enero cinco minutos antes de las seis, la isla volvió a recordarnos que se mueve, que no es un pedazo de tierra estático, que sus placas no son como las de los carros y que el suelo no pide permisos para sus sacudidas instantáneas.</p></blockquote>
<div>Scosse, un fremito, tremori, terremoto, panico, chiamatelo come volete. Ieri, martedì 12 gennaio, alle 6 meno cinque, l&#39;isola ci ha ricordato ancora una volta che si muove, non è una terra stabile, che le sue placche non sono come quelle delle automobili e che la terra non chiede il permesso per produrre scosse istantanee.</div>
<p>La capitale di Haiti, Port-au-Prince, situata 10 miglia a est dell&#39;epicentro del terremoto, è rimasta devastata e isolata.<br />
Gli edifici sono crollati, causando innumerevoli feriti e morti, pur mancando ancora cifre ufficiali. Senza elettricità, acqua e comunicazioni, sono trascorse diverse ore prima che il mondo intero potesse rendersi conto dei danni causati dal terremoto. Molte fotografie e testimonianze sono state diffuse tramite social network quali Twitter e Facebook. Lo spettacolo era deprimente e, come se non bastasse, le scosse di assestamento non si placavano.</p>
<p>Nella Repubblica Dominicana, come conseguenza del terremoto, è scattata l&#39;allerta tsunami, e la Commissione Operazioni di emergenza (COE) ha chiuso i centri commerciali nella capitale Santo Domingo e ha preso precauzioni in tutte le zone costiere e sul confine haitiano. Nelle prime ore del mattino del giorno successivo, il presidente dominicano Leonel Fernández <a href="http://www.elnacional.com.do/nacional/2010/1/14/36880/La-ayuda-para-Haiti-ha-sido-masiva" target="_blank">ha convocato una riunione d&#39;emergenza per preparare una spedizione di aiuti</a> [sp] verso Haiti, inclusi <a title="Articolo in spagnolo" href="http://www.diariolibre.com/noticias_det.php?id=230762" target="_blank">medicinali, acqua, generatori elettrici, infrastutture e militari per fornire assistenza</a> [sp].</p>
<p><a title="Post in spagnolo" href="http://duarte101.com/2010/01/13/donaciones-haiti-naciones-unidas/" target="_blank">Joan Guerrero</a>, di Duarte 101 [sp] ha sintetizzato l&#39;attività in corso:</p>
<blockquote><p>Desde tempranas horas de hoy, las autoridades, empresariado y militares dominicanos unen sus fuerzas para movilizar ayuda humanitaria ante el temblor de Haití.</p></blockquote>
<div>Dalle prime ore di questa mattina [mercoledì 13 gennaio] le autorità, le imprese, e l&#39;esercito dominicani hanno unito le forze onde mobilitare gli aiuti umanitari per il terremoto di Haiti.</div>
<div style="width: 410px;"><a href="http://duarte101.com/2010/01/13/donaciones-haiti-naciones-unidas/temblor-haiti4/" target="_blank"><img title="temblor-haiti4" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/01/temblor-haiti4.jpg" alt="Un aeroplano porta aiuti militari ad Haiti. Foto di Duarte 101, usata dietro autorizzazione." width="400" height="300" /></a></p>
<p>Un aeroplano porta aiuti militari ad Haiti. Foto di Duarte 101, usata dietro autorizzazione.</p></div>
<p>La squadra dominicana ha contribuito a inviare cibo e bottiglie di acqua, oltre a mezzi pesanti per rimuovere le macerie. Gli ospedali e l&#39;aeroporto della provincia di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Barahona_Province" target="_blank">Barahona</a> [in] sono stati resi disponibili a ricevere gli aiuti che saranno distribuiti ad Haiti. Il personale della COE si è occupato di oltre 2000 feriti e l&#39;Istituto Dominicano delle Telecomunicazioni (Indotel) ha contribuito a ristabilire le comunicazioni telefoniche. La Croce Rossa Dominicana e la Croce Rossa Internazionale hanno coordinato il soccorso sanitario. La Repubblica Dominicana è stata anche il punto di arrivo dei corrispondenti stranieri intervenuti per informare sulla tragedia.</p>
<p>In aggiunta agli sforzi governativi, molti dominicani si sono uniti alla causa organizzando centri di raccolta, mentre altri hanno offero aerei privati e altri materiali destinati ad Haiti. <em>Duarte 101</em> <a title="Post in spagnolo" href="http://duarte101.com/2010/01/13/como-ayudar-a-haiti" target="_blank">pubblica una breve lista delle cose necessarie e dei punti di raccolta organizzati in tutta la Repubblica Dominicana</a> [sp].</p>
<p>José Rafael Sosa <a title="Post in spagnolo" href="http://josersosa.blogspot.com/2010/01/si-quiere-ayudar-haiti.html" target="_blank">conclude</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>El pueblo dominicano se ha volcado para ayudar a Haití. Lo que ha ocurrido en Haití no tiene precedente. Es demasiado dolor. Demasiado sufrimiento. Aquí se paran las diferencias absurdas y se impone la solidaridad pura y simple. Abierta y decidida. Es este el justo momento para ayudar a un pueblo hermano. Démosle la mano y el alma a un pueblo que no merece tanto sufrimiento.</p></blockquote>
<div>Il popolo dominicano si sta facendo in quattro per aiutare Haiti. Quanto accaduto ad Haiti non ha precedenti. Troppo dolore. Troppa sofferenza. Qui finisce ogni assurda differenza e s&#39;impone la solidarietà pura e semplice. Aperta e decisa. Questo è il momento giusto per aiutare un popolo fratello. Diamo una mano e anche l&#39;anima a un popolo che non merita tanta sofferenza.</div>
<div>Continuate a seguire lo speciale di Global Voices (in inglese) sul <a title="Speciale di GV in inglese sul terremoto ad Haiti" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/haiti-earthquake-2010/" target="_blank">terremoto ad Haiti</a> [in].</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/rocio-diaz/' title='elenca tutti gli articoli di Rocio Diaz'>Rocio Diaz</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giacomoe/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Giacomo Elio di Bari'>Giacomo Elio di Bari</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/01/14/dominican-republic-helping-neighboring-haiti-after-earthquake/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/repubblica-dominicana-aiutare-i-vicini-haitiani-dopo-il-terremoto/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frepubblica-dominicana-aiutare-i-vicini-haitiani-dopo-il-terremoto%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frepubblica-dominicana-aiutare-i-vicini-haitiani-dopo-il-terremoto%2F&#038;text=Repubblica+Dominicana%3A+aiutare+i+vicini+haitiani+dopo+il+terremoto&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frepubblica-dominicana-aiutare-i-vicini-haitiani-dopo-il-terremoto%2F&#038;title=Repubblica+Dominicana%3A+aiutare+i+vicini+haitiani+dopo+il+terremoto' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frepubblica-dominicana-aiutare-i-vicini-haitiani-dopo-il-terremoto%2F&#038;title=Repubblica+Dominicana%3A+aiutare+i+vicini+haitiani+dopo+il+terremoto' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frepubblica-dominicana-aiutare-i-vicini-haitiani-dopo-il-terremoto%2F&#038;title=Repubblica+Dominicana%3A+aiutare+i+vicini+haitiani+dopo+il+terremoto' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frepubblica-dominicana-aiutare-i-vicini-haitiani-dopo-il-terremoto%2F&#038;title=Repubblica+Dominicana%3A+aiutare+i+vicini+haitiani+dopo+il+terremoto' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Papua Nuova Guinea: Ursula Rakova guida l’evacuazione delle isole Carteret</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/papua-nuova-guinea-ursula-rakova-guida-l%e2%80%99evacuazione-delle-isole-carteret/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/papua-nuova-guinea-ursula-rakova-guida-l%e2%80%99evacuazione-delle-isole-carteret/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 05:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Conversations for a Better World]]></category>
		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[Papua New Guinea]]></category>
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		<description><![CDATA[Prosegue la campagna mondiale di Ursula Rakova per la raccolta-fondi necessaria al trasferimento degli abitanti delle isole Carteret, nell'Oceano Pacifico: entro il 2015 se ne prevede la scomparsa per l'innalzamento del livello delle acque causato dai mutamenti climatici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;C&#39;era una volta la mia isola, un paradiso tropicale. Adesso non c’è più.&#8221;</em></p>
<p>Così Ursula Rakova ha descritto la condizione della sua terra nel <a title="Articolo in inglese" href="http://overbrookfoundation.blogspot.com/2009/09/women-from-across-globe-lead-panel-on.html">recente dibattito di esperti svoltosi durante la “Settimana del clima” a New York</a> [in]. Attivista convinta e instancabile, Ursula Rakova è impegnata a far conoscere il problema e ottenere gli aiuti necessari per l’evacuazione degli abitanti delle <a title="Pagina di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carteret_Islands">isole Carteret</a> [in] in Papua Nuova Guinea. A seguito dei <a title="Articolo in inglese" href="http://www.smh.com.au/articles/2002/03/29/1017206152551.html">cambiamenti climatici</a> [in], queste isole stanno gradualmente scomparendo per l&#39;innalzamento del livello del mare; si prevede che entro il 2015 saranno completamente sommerse.</p>
<p>L&#39;aumento del livello del mare ha distrutto i raccolti e danneggiato le riserve d&#39;acqua potabile, provocando una carestia sull’isola, come testimonia il seguente video realizzato dall’<a title="Video su Vimeo" href="http://vimeo.com/unu">Università delle Nazioni Unite</a> [in].</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="253" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4177527&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=255&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="253" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4177527&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=255&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<small><a title="Video su Vimeo" href="http://vimeo.com/4177527">Soluzioni locali in un paradiso che sta affondando, Isole Carteret, Papua Nuova Guinea</a>;<br />video ripreso dall&#39;<a title="Video su Vimeo" href="http://vimeo.com/unu">UNU Channel</a> su <a title="Vimeo" href="http://vimeo.com">Vimeo</a></small></center></p>
<p>Gli abitanti delle isole, considerati i primi &#8220;profughi climatici&#8221;, dovranno pertanto trasferirsi sulla più grande <a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bougainville_Island">isola Bougainville</a> [in]. La difficile impresa è guidata da Ursula Rakova, che ha ricevuto questa enorme responsabilità dagli anziani e dal resto della comunità. Sta girando per il globo per far conoscere il problema, ma soprattutto per raccogliere i fondi necessari per concretizzare l’evacuazione delle quasi 120 famiglie.</p>
<p>Alcuni dei trasferimenti sono già stati effettuati, ma non senza difficoltà. Il giornalista Dan Box documenta quanto sta accadendo ed è in contatto con Ursula Rakova e altri gruppi dell’isola, che <a title="Post in inlgese" href="http://journeytothesinkinglands.wordpress.com/2009/09/04/journey-of-a-lifetime-4/">forniscono aggiornamenti sulla situazione</a> [in]. Ecco cosa scrive Box sul suo blog, <em>Journey to the Sinking Lands</em>:</p>
<blockquote><p>L’evacuazione iniziale (di cinque uomini, padri di cinque famiglie) sulla terra ferma ha fatto sorgere comprensibili problemi: dei primi cinque uomini che hanno lasciato le isole per costruire nuove case sulla terra ferma, tre sono tornati indietro. Evidentemente, si è rivelato troppo difficile per loro vivere in un posto nuovo e lontano dalle proprie famiglie. Sono stati scelti altri tre uomini che presto dovrebbero partire per sostituirli. Le coltivazioni piantate dai primi cinque uomini hanno però iniziato a produrre frutta e verdura, grazie al cibo disponibile, i due rimasti potranno farsi raggiungere dalle famiglie.</p></blockquote>
<p>Nel <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=pHuDrolJ0tk">video che segue</a> [in], Rakova spiega l&#39;importanza della campagna in corso:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pHuDrolJ0tk&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/pHuDrolJ0tk&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<blockquote><p>Voglio essere certa che la mia gente possa garantire un futuro alle prossime generazioni. Vorrei chiedere a quanti non credono al cambiamento climatico, avete il coraggio di sentire che siete fatti di carne ed ossa?  Per voi si tratta di cambiare stile di vita. Per noi, che siamo già vittime dei cambiamenti climatici e dell&#39;innalzamento del livello del mare, è una questione di vita o di morte, perché se non ci spostiamo verremo sommersi. E i nostri territori stanno già scomparendo. Non credo questi mutamenti climatici possano essere messi in discussione. Provate a mettervi nei nostri panni, magari visitare le nostre isole; vi invitiamo a venire a vedere di persona cosa sta succedendo.</p>
<p>(…)</p>
<p>se all’incontro di Copenhagen non si troverà una buona soluzione, allora la mia gente annegherà. Nei prossimi venti anni, molte isole nel Pacifico e in altre parti del mondo scompariranno. Perderemo tutti i nostri territori e questa è la mia paura: perderemo le nostre case ancestrali e questo è un diritto umano, si tratta di negare il  diritto a vivere nella nostra patria ancestrale.</p></blockquote>
<p>Non si è ancora raccolto denaro sufficiente per evacuare i residenti delle isole come sperato, <a title="Post originale in inglese" href="http://journeytothesinkinglands.wordpress.com/2009/01/30/a-rising-tide-of-panic/">scrive Rakova in una e-mail a Box</a> [in]. Questi fondi sono importanti per acquistare la terra e costruirvi le case. Ursula Rakova continuerà la campagna <a title="Post originale in inglese" href="http://journeytothesinkinglands.wordpress.com/2009/09/04/journey-of-a-lifetime-4">partecipando ai lavori</a> [in] della <a title="Sito in inglese" href="http://en.cop15.dk/">Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite</a> [in], che si terrà a Copenhagen, Danimarca, dal 7 al 18 dicembre.</p>
<p>[<small>Mini-foto del titolo ripresa da <a href="http://www.flickr.com/photos/oxfam/2087407317/in/photostream/">Oxfam International</a></small>]</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/eduardo-avila/' title='elenca tutti gli articoli di Eduardo Avila'>Eduardo Avila</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/18/papua-new-guinea-ursula-rakova-leads-relocation-efforts/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/papua-nuova-guinea-ursula-rakova-guida-l%e2%80%99evacuazione-delle-isole-carteret/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fpapua-nuova-guinea-ursula-rakova-guida-l%25e2%2580%2599evacuazione-delle-isole-carteret%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fpapua-nuova-guinea-ursula-rakova-guida-l%25e2%2580%2599evacuazione-delle-isole-carteret%2F&#038;text=Papua+Nuova+Guinea%3A+Ursula+Rakova+guida+l%E2%80%99evacuazione+delle+isole+Carteret&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fpapua-nuova-guinea-ursula-rakova-guida-l%25e2%2580%2599evacuazione-delle-isole-carteret%2F&#038;title=Papua+Nuova+Guinea%3A+Ursula+Rakova+guida+l%E2%80%99evacuazione+delle+isole+Carteret' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fpapua-nuova-guinea-ursula-rakova-guida-l%25e2%2580%2599evacuazione-delle-isole-carteret%2F&#038;title=Papua+Nuova+Guinea%3A+Ursula+Rakova+guida+l%E2%80%99evacuazione+delle+isole+Carteret' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fpapua-nuova-guinea-ursula-rakova-guida-l%25e2%2580%2599evacuazione-delle-isole-carteret%2F&#038;title=Papua+Nuova+Guinea%3A+Ursula+Rakova+guida+l%E2%80%99evacuazione+delle+isole+Carteret' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fpapua-nuova-guinea-ursula-rakova-guida-l%25e2%2580%2599evacuazione-delle-isole-carteret%2F&#038;title=Papua+Nuova+Guinea%3A+Ursula+Rakova+guida+l%E2%80%99evacuazione+delle+isole+Carteret' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Bolivia: effetti a catena per lo scioglimento di alcuni ghiacciai andini</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/9549/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 05:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Conversations for a Better World]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Preoccupa lo scioglimento dei ghiacciai sulle Ande boliviane, e sembra inevitabile (se non imminente in certe aree) la minore disponibilità di acqua potabile nell'intera regione - con conseguenze più marcate per la vulnerabile e crescente popolazione migrante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a title="Pagina di Wikipedia originale in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chacaltaya">catena montuosa del Chacaltaya</a> [in] contiene alcune delle vette più rappresentative delle Ande boliviane. Trattandosi di una delle poche località dove si poteva sciare in questo Paese montagnoso, tali cime sono ben note a chi vive nel Dipartimento di La Paz e agli appassionati stranieri. Queste montagne hanno ospitato anche partite di calcio a scopo benefico alle quali partecipava il Presidente boliviano Evo Morales per dimostrare come fosse possibile praticare lo sport anche a elevate altitudini.</p>
<p>Tuttavia il ghiacciaio di Chacaltaya va riducendosi a ritmi veloci e preoccupanti. Gli effetti del cambiamento climatico su questo ghiacciaio e su altri nella regione sono stati analizzati in un’indagine del prof. Edson Ramírez, docente all’Universidad Mayor de San Andrés, il quale <a title="Articolo originale in spagnolo" href="http://revistavirtual.redesma.org/vol5/articulo6.php?id=c1">stabilisce un collegamento diretto</a> [sp] tra l&#39;effetto serra e la scomparsa del ghiacciaio.</p>
<p>Ramírez e il suo team hanno studiato anche l&#39;analogo cambiamento che sta subendo un ghiacciaio nelle vicinanze e gli effetti sulla popolazione locale. Il ghiacciaio Tuni Condoriri va sciogliendosi velocemente, con la delusione degli appassionati di sci, ma soprattutto a danno di una popolazione migrante che dipende dal ghiacciaio per l’accesso all’acqua potabile e per le coltivazioni.</p>
<p>La riserva che raccoglie l’acqua del <a title="Articolo originale in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/6496429.stm">ghiacciaio fornisce l’80% dell’acqua potabile alla città di El Alto e ad alcuni quartieri periferici di La Paz</a> [in]. Secondo il censimento più recente, <a title="Pagina originale di Wikipedia in spagnolo" href="http://es.wikipedia.org/wiki/El_Alto">El Alto conta una popolazione di 827.000 persone</a> [sp], in continua crescita con un tasso del 5.1% annuo.<br />
Secondo la giornalista e blogger Mónica Oblitas, <a title="Post originale in spagnolo" href="http://monioblitas.blogspot.com/2008/06/glaciar-nuestro-tesoro-se-derrite.html">questo tasso di crescita è più del doppio di quello medio nazionale</a> [sp]. Gli esperti prevedono interruzioni nella distribuzione dell’acqua e costi aggiuntivi per l’accesso alla stessa, e <a title="Articolo originale in spagnolo" href="http://observadorglobal.com/bolivia-un-futuro-sin-agua-informe-especial-n45.html">alcuni ritengono anzi imminente il razionamento dell’acqua</a> [sp]. Il team di <em>Observador Global [sp] </em> <a title="Articolo" href="http://observadorglobal.com/bolivia-un-futuro-sin-agua-informe-especial-n45.html">ha prodotto un video in 6 parti riguardante gli effetti della scarsità d’acqua su questa regione</a> [sp].</p>
<p>La città dà rifugio agli <a title="Pagina di Wikipedia originale in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aymara">emigranti delle comunità indigene Aymara dall’altopiano boliviano</a> [it], che vivono a El Alto spesso in condizioni di povertà. La blogger boliviana Cristina Quisbert descrive sul blog <em>Indigenous Bolivia</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://boliviaon.blogspot.com/2009/09/our-mountains-melt.html">la situazione che molti residenti sono costretti ad affrontare in termini di accesso all’acqua potabile</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Ci sono ulteriori condizioni che rendono difficile l’accesso all’acqua. Molte persone arrivano a El Alto dalle campagne e si stabiliscono dove possono. Non avendo delle entrate, vivono in quartieri dove mancano acqua potabile e reti fognarie. Alcuni scavano delle fosse che devono essere profonde fino a 3 metri per riuscire a raggiungere la falda. Verso novembre comincia il periodo delle piogge e i residenti hanno una possibilità in più per raccogliere l’acqua. Alla fine, la penuria d’acqua aggiunta ai livelli di povertà attuali comporta spesso delle malattie.</p>
<p>Ci sono situazioni diverse. Io ho l’acqua potabile in casa, ma non così i miei vicini. Si tratta di un problema serio per le famiglie. Nel mio caso, condivido l’acqua con un’altra famiglia. Basilio e Juana hanno quattro figli. Sono in affitto. La casa in cui vivono non è collegata all’acquedotto. Quando ne hanno bisogno, prendono l’acqua da casa mia con un tubo, e alla fine del mese dividiamo il costo della fattura da pagare.</p></blockquote>
<p>Peraltro il Tuni Condoriri non alimenta solo la rete idrica cittadina, ma rifornisce di acqua preziosa anche le coltivazioni dell’Altipiano. Se le attività agricole sostenibili diminuiranno a causa della penuria d’acqua, un numero sempre maggiore di contadini cercheranno opportunità a El Alto, dove si troveranno di fronte ad analoghe difficoltà a causa dell’accresciuta domanda di acqua.</p>
<p><center>
<div id="attachment_102234" style="width: 410px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/350org/3748609135/"><img title="Attivisti sul ghiacciaio Chacaltaya" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/chacaltaya.jpg" alt="Tre attivisti di 350.org salgono al ghiacciaio Chacaltaya in Bolivia in preparazione dell'evento globale del 24 ottobre. Foto riprodotta con licenza Creative Commons." width="400" height="268" /></a><small>Tre attivisti di 350.org salgono al ghiacciaio Chacaltaya in preparazione dell&#39;evento globale del 24 ottobre. Foto riprodotta con licenza Creative Commons</small></div>
<p></center></p>
<p>È soprattutto l’immagine simbolica e di grande visibilità del ghiacciaio Chacaltaya a riscuotere l’attenzione del governo locale e degli attivisti sul problema del cambiamento climatico in Bolivia occidentale. <a title="Pagine originale di Facebook in spagnolo" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=173999981920&amp;ref=nf">Un recente evento locale associato alla campagna 350.org è stato diffuso su Facebook</a> [sp], invitando i boliviani a fare un’escursione sul ghiacciaio Chacaltaya per osservare con i propri occhi gli effetti dell&#39;effetto serra.</p>
<p>Infine Oblitas <a title="Post originale in spagnolo" href="http://monioblitas.blogspot.com/2008/06/glaciar-nuestro-tesoro-se-derrite.html">conclude ponendo una serie di domande</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Chacaltaya ya no está y pronto dejarán de existir otros glaciares, ¿está el país preparado para esas pérdidas?, ¿somos conscientes de la importancia de tomar un rol activo e inmediato contra el calentamiento? Para muchos, el cambio climático no es un fenómeno global y no creen sentirse afectados, pero lo cierto es que absolutamente todos estamos en riesgo y no todos podemos enfrentarlo en las mismas condiciones. La lucha continúa, aunque ya sea tarde para lugares como Chacaltaya.</p></blockquote>
<div>Il ghiacciaio del Chacaltaya non esiste più e presto altri ghiacciai cesseranno di esistere. Il Paese è preparato a queste perdite? Siamo consapevoli dell’importanza di assumere rapidamente un ruolo attivo contro il surriscaldamento globale? Per molti, il cambiamento climatico non è un fenomeno globale e non si sentono coinvolti: invece siamo tutti a rischio, ma non tutti lo affrontiamo nelle medesime condizioni. La battaglia continua, anche se è già troppo tardi per località come il Chacaltaya.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/eduardo-avila/' title='elenca tutti gli articoli di Eduardo Avila'>Eduardo Avila</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Davide Galati'>Davide Galati</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/02/bolivia-water-shortages-due-to-melting-glaciers/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/9549/#comments" title="commenti">commenti (1) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2F9549%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2F9549%2F&#038;text=Bolivia%3A+effetti+a+catena+per+lo+scioglimento+di+alcuni+ghiacciai+andini&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2F9549%2F&#038;title=Bolivia%3A+effetti+a+catena+per+lo+scioglimento+di+alcuni+ghiacciai+andini' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2F9549%2F&#038;title=Bolivia%3A+effetti+a+catena+per+lo+scioglimento+di+alcuni+ghiacciai+andini' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2F9549%2F&#038;title=Bolivia%3A+effetti+a+catena+per+lo+scioglimento+di+alcuni+ghiacciai+andini' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2F9549%2F&#038;title=Bolivia%3A+effetti+a+catena+per+lo+scioglimento+di+alcuni+ghiacciai+andini' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Campagne-video per evidenziare e combattere la mortalità per parto nel mondo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/campagne-video-per-evidenziare-e-combattere-la-mortalita-per-parto-nel-mondo/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 05:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Sichera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Continuando ad occuparci di questioni relative alla maternità per il blog dell'UNFPA, ecco una raccolta di testimonanze e progetti in video utili per capire come sia possibile che così tante donne muoiano ancora di parto in vari Paesi - e cosa fare per mettere fine a questi drammi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una donna muore durante la gravidanza, nel travaglio o per le complicazioni dopo il parto, spesso ciò colpisce non solo la famiglia, ma l&#39;intera comunità. I video che seguono, realizzati da diverse organizzazioni per i diritti umani, vanno al di là delle statistiche per raccontarci le storie di donne, e delle proprie famiglie, che cercano di capire come sia possibile che così tante donne muoiano di parto e cosa occorra fare per mettere fine a tutto ciò.</p>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://www.whiteribbonalliance.org/index.cfm">White Ribbon Alliance</a> [in] ha prodotto un video di quattro minuti intitolato <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=VrH7945NhNk">Nascita e morte </a> [in] che illustra la gravità della mortalità materna e come possa essere fermata:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VrH7945NhNk&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/VrH7945NhNk&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p></center></p>
<p>Anche l&#39;UNICEF ha realizzato un <a title="Video su You tube" href="http://www.youtube.com/watch?v=-2z7NH0yxCw">un video di due minuti</a> [in] per sensibilizzare su questo problema, segnalando 5 elementi da adottare per diminuire il tasso di mortalità materna: educazione, rispetto, controllo, investimento e protezione.</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-2z7NH0yxCw&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/-2z7NH0yxCw&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p></center></p>
<p>Nel video successivo, <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=U1bBYfC8Mf4"><em>In silenzio: tasso di mortalità materna in India </em></a> [in] di <a title="Sito di Human Rights Watch in inglese" href="http://www.hrw.org/">Human Rights Watch</a>[in], la fotografa Susan Meiselas e la giornalista Dumeetha Luthra viaggiano in India per seguire la vicenda di una donna morta dopo aver partorito:</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/U1bBYfC8Mf4&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/U1bBYfC8Mf4&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p></center></p>
<p>In Peru, come raccontato da <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=WOy4Nj5V-mk">Phil Borges in questo servizio realizzato per CARE</a> [in], il programma <em>&#8220;Watchman for Lives&#8221;</em> ha avuto successo nel far diminuire il tasso di mortalità materna, responsabilizzando e informando alle donne dall&#39;interno delle comunità riguardo l&#39;importanza dell&#39;assistenza sanitaria durante la gravidanza e realizzando un grafico ad uso delle ostetriche con specifici sintomi gravi onde inviare le donne in clinica. cresce così il numero di quante vanno in clinica per partorire, riducendo drasticamente il numero delle morti causate da complicazioni durante il travaglio.</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WOy4Nj5V-mk&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/WOy4Nj5V-mk&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p></center></p>
<p>Amnesty International ha realizzato il seguente documentario di circa 18 minuti  sul <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=oHjwc4a57Vo">tasso di mortalità materna in Sierra Leone</a> [in]. in questo Paese una donna su otto muore di parto: l&#39;impossibilità di pagare per l&#39;assistenza medica, un sistema sanitario praticamente inesistente, la mancanza di formazione del personale medico, cliniche con carenza di personale e di attezzature, ne sono le ragioni principali. Come raccontano le donne nel video: tutti conoscono una donna morta durante la gravidanza o il travaglio.</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="Movie" value="http://www.youtube.com/v/oHjwc4a57Vo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="Src" value="http://www.youtube.com/v/oHjwc4a57Vo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="WMode" value="Window" /><param name="Play" value="0" /><param name="Loop" value="-1" /><param name="Quality" value="High" /><param name="SAlign" value="LT" /><param name="Menu" value="-1" /><param name="AllowScriptAccess" value="always" /><param name="Scale" value="NoScale" /><param name="DeviceFont" value="0" /><param name="EmbedMovie" value="0" /><param name="SeamlessTabbing" value="1" /><param name="Profile" value="0" /><param name="ProfilePort" value="0" /><param name="AllowNetworking" value="all" /><param name="AllowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oHjwc4a57Vo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="wmode" value="Window" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="High" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/oHjwc4a57Vo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allownetworking="all" profileport="0" profile="0" seamlesstabbing="1" embedmovie="0" devicefont="0" scale="NoScale" allowscriptaccess="always" menu="-1" salign="LT" quality="High" loop="-1" play="0" wmode="Window" movie="http://www.youtube.com/v/oHjwc4a57Vo&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00"></embed></object></p>
<p></center></p>
<p>E dall&#39;Australia, studenti del corso di Infermieristica ed Ostetricia all&#39;Università di Sydney hanno creato un &#8220;Kit per il parto&#8221;, poi distribuito nei Paesi in via di sviluppo, per cercare di prevenire morti inutili. Il Kit include un telo di plastica da porre sotto la partoriente, guanti chirurgici, lame per bisturi, garze, sapone e la clip per chiudere il cordone ombelicale. <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=t7plsQvAo8E">Nel video</a> [in] qui sotto il gruppo racconta dell&#39;iniziativa avviata e ben riuscita in Bangadlesh.</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="261" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="Movie" value="http://www.youtube.com/v/t7plsQvAo8E&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="Src" value="http://www.youtube.com/v/t7plsQvAo8E&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="WMode" value="Window" /><param name="Play" value="0" /><param name="Loop" value="-1" /><param name="Quality" value="High" /><param name="SAlign" value="LT" /><param name="Menu" value="-1" /><param name="AllowScriptAccess" value="always" /><param name="Scale" value="NoScale" /><param name="DeviceFont" value="0" /><param name="EmbedMovie" value="0" /><param name="SeamlessTabbing" value="1" /><param name="Profile" value="0" /><param name="ProfilePort" value="0" /><param name="AllowNetworking" value="all" /><param name="AllowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/t7plsQvAo8E&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="wmode" value="Window" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="High" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="261" src="http://www.youtube.com/v/t7plsQvAo8E&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allownetworking="all" profileport="0" profile="0" seamlesstabbing="1" embedmovie="0" devicefont="0" scale="NoScale" allowscriptaccess="always" menu="-1" salign="LT" quality="High" loop="-1" play="0" wmode="Window" movie="http://www.youtube.com/v/t7plsQvAo8E&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00"></embed></object></p>
<p></center></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/' title='elenca tutti gli articoli di Juliana Rincón Parra'>Juliana Rincón Parra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/robertas/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Roberta Sichera'>Roberta Sichera</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/28/videos-on-how-maternal-mortality-affects-communities/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/campagne-video-per-evidenziare-e-combattere-la-mortalita-per-parto-nel-mondo/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fcampagne-video-per-evidenziare-e-combattere-la-mortalita-per-parto-nel-mondo%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fcampagne-video-per-evidenziare-e-combattere-la-mortalita-per-parto-nel-mondo%2F&#038;text=Campagne-video+per+evidenziare+e+combattere+la+mortalit%C3%A0+per+parto+nel+mondo&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fcampagne-video-per-evidenziare-e-combattere-la-mortalita-per-parto-nel-mondo%2F&#038;title=Campagne-video+per+evidenziare+e+combattere+la+mortalit%C3%A0+per+parto+nel+mondo' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fcampagne-video-per-evidenziare-e-combattere-la-mortalita-per-parto-nel-mondo%2F&#038;title=Campagne-video+per+evidenziare+e+combattere+la+mortalit%C3%A0+per+parto+nel+mondo' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fcampagne-video-per-evidenziare-e-combattere-la-mortalita-per-parto-nel-mondo%2F&#038;title=Campagne-video+per+evidenziare+e+combattere+la+mortalit%C3%A0+per+parto+nel+mondo' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fcampagne-video-per-evidenziare-e-combattere-la-mortalita-per-parto-nel-mondo%2F&#038;title=Campagne-video+per+evidenziare+e+combattere+la+mortalit%C3%A0+per+parto+nel+mondo' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Adozione: tutelare i diritti di madri e bambini</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 05:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Intra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Donne di vari Paesi e situazioni affrontano i molti aspetti della delicata questione: madri adottive, madri biologiche e figli adottati. Punto che trova tutti d'accordo è la necessità di garantire massima trasparenza all'intero processo dell'adozione e alle sue diverse ricadute.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;adozione di un bambino, sia nella propria nazione che a livello internazionale, crea opportunità per i bambini e i futuri genitori ma anche rischi d&#39;abuso per i diritti umani. Su Internet, persone da tutto il mondo condividono esperienze dal punto di vista di madri adottive, di madri biologiche e degli stessi adottati. Quel che li accouma è la ricerca di maggior apertura e dialogo per un processo le cui molte conseguenze spesso restano invisibili. </p>
<p><strong>Babygate: il traffico dei bambini per far fronte alla domanda</strong></p>
<p>Malinda, madre adottiva di due bambine cinesi,  <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/09/adoption-corruptiontrafficking-in-news.html">scrive sul suo blog <em>Adoption Talk</em> </a> [in] riguardo gli estremi a cui arrivano certi individui corrotti  per assicurare un regolare flusso di bambini a persone in grado di pagare le alte tariffe per l&#39;adozione. Nel suo post <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/09/adoption-corruptiontrafficking-in-news.html"><em>Adoption Corruption: Trafficking in the news</em></a> [in] evidenzia alcuni casi recenti in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://allafrica.com/stories/200909160377.html">Camerun</a> [in], dove i bambini vengono rapiti per esser posti in adozione; in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.koreatimes.co.kr/www/news/opinon/2009/09/137_51865.html">Corea</a> [in], dove giovani genitori mettono in vendita i figli su Internet; in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.cnn.com/2009/WORLD/americas/09/12/guatemala.child.abduction/index.html">Guatemala</a> [in], dove l&#39;esercito ha sequestrato e venduto oltre 333 bambini per darli in adozione e lo stesso è accaduto ad altri bambini <a title="Leggi post originale in inglese" href="http://poundpuplegacy.org/node/39619">senza il consenso dei genitori</a> [in]; e infine in <a title="Leggi articolo originale in inglese" href="http://www.abc.net.au/news/stories/2009/09/15/2685853.htm">Etiopia</a> [in], dove agenzie non regolamentate vanno convincendo le famiglie a dare in adozione i figli, promettendone il ritorno in futuro o il supporto economico della famiglia da parte della stessa agenzia. Casi analoghi si sono registrati in diversi altri Paesi.</p>
<p><strong>Le madri si uniscono per tutelare i propri diritti umani</strong></p>
<p>Alcune madri adottive fanno ciò che possono per assicurare che il diritto alla maternità di una donna non vada contro i diritti riproduttivi di un&#39;altra.</p>
<p>Un&#39;opzione sono le adozioni aperte, decisione <a title="Post originale in inglese" href="http://www.adoptionqa.com/blog/about-adoption/514/use-caution-when-considering-a-fully-open-adoption/">a volte controversa</a> [in] in cui il bambino rimane in contatto con la madre biologica ed è consapevole come, per altre circostanze, quest&#39;ultima non fosse in grado di prendersene cura.</p>
<p>Una donna statunitense, Leigh, cura un blog intitolato <a title="Post originale in inglese" href="http://sturdyyetfragile.blogspot.com/2009/06/open-adoption-roundtable.html">Open Adoption Round Table</a> [in] centrato sulle problematiche del figlio dato in adozione semi-aperta.</p>
<p>Un&#39;altra blogger e scrittrice, Dawn Friedman <a title="Post originale in inglese" href="http://www.thiswomanswork.com/2009/10/14/adoption-story/">racconta sul proprio blog la storia</a> [in] dall&#39;opposto punto di vista di aver adottato la figlia, Madison, pur mantenendo aperta la comunicazione con la madre biologica. Friedman è anche un&#39;attivista per la <a title="Post originale in inglese" href="http://www.thiswomanswork.com/tag/adoption-reform/"><span>riforma sull&#39;adozione</span> </a> [in] negli Stati Uniti. E ritine che certa assistenza psicologica nelle gravidanze non programmate spinga troppo facilmente le donne a dare i loro figli in <span>adozione</span> senza informarle adeguatamente sulle difficoltà psicologiche. Friedman raccomanda inoltre che l&#39;assistenza psicologica mirata all&#39;adozione includa anche una sessione post-parto in cui le donne vengano seguite durante la decisione e consigliate sui loro diritti e possibilità dopo il parto, nel caso debbano avere dei ripensamenti o ulteriori preoccupazioni.</p>
<p><strong>Madri biologiche</strong></p>
<p>Ancora dagli Stati Uniti, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.firstmotherforum.com/2009/10/would-updated-medical-information-have.html">Lorraine Dusky</a> [in], coordinatrice del Forum <em>Birth Mother, First Mother</em> spiega in base alla </span><span><a title="Post originale in inglese" href="http://www.firstmotherforum.com/2009/10/would-updated-medical-information-have.html">propria anamnesi</a> [in] di ritenere che le pillole anticoncezionali assunte durante la gravidanza potrebbero aver danneggiato la salute della figlia poi data in adozione, ma quando ha cercato di informarne la famiglia adottiva tramite l&#39;agenzia, questa si è rifiutata di fornirle informazioni. </span></span></p>
<p>Lorraine ha dato in adozione la figlia senza particolari forzature, ma le norme sul “segreto anagrafico” nelle adozioni potrebbero costare la vita alla figlia. </span></span></p>
<p><span><span>Ma cosa succede alle madri biologiche nei Paesi in via di sviluppo? Dove sono le loro voci? Alcune di loro hanno scritto lettere ai figli dati in adozione, come ci racconta Pam Conell di <em><a title="Sito in inglese families.com" href="http://adoption.families.com/">families.com</a> </em> [in] nella <a title="Recensione in inglese" href="http://adoption.families.com/blog/book-review-i-wish-for-you-a-beautiful-life">recensione del libro di Ae Ran Won</a> [in] <em>I Wish for You a Beautiful Life: Letters from the Korean birthmothers of Ae Ran Won (Ti auguro una vita bellissima: Lettere da madri biologiche coreane). </em></p>
<p>Altre raccontano le proprie storie tramite dei <a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Swm1rlAUmOk">documentari</a> o con racconti dopo essersi <a title="Post originale in inglese" href="http://cedartrees.wordpress.com/2009/10/03/sorry-mrs-smith-looking-beyond-the-story/">riunite con i figli naturali</a> [in]. E altre raccontano di donne che non rimpiangono di aver dato in adozione i figli perchè la consideravano la miglior alternativa. Tuttavia alcune donne, come  <a title="Post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/05/birth-mothers-and-exotic-other.html">Malinda</a> [in] negli USA, madre adottiva di bambine cinesi che scrive su <a title="Post originale in inglese" href="http://chinaadoptiontalk.blogspot.com/2009/09/adoption-corruptiontrafficking-in-news.html"><em>AdoptionTalk</em></a> [in], ritiene che questi racconti vadano presi con le pinze:</p>
<blockquote><p>Queste rappresentazioni di madri straniere ci fanno separare dall&#39;esperienza di queste madri biologiche, di minimizzarne il dolore, e giustificare il fatto che i nostri figli stanno meglio con noi piuttosto che con loro.</p></blockquote>
<p><strong>Le voci degli adottati</strong></p>
<p><center>
<div id="attachment_102075" style="width: 250px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/266485504_02408b34a8_m.jpg"><img title="Mary Grace in Cina, foto di endbradley" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/266485504_02408b34a8_m.jpg" alt="Mary Grace in Cina, foto di endbradley" width="240" height="160" /></a><small>Mary Grace in Cina, foto di endbradley</small></div>
<p></center><br />
Le voci degli adottati sono diverse tra loro al pari delle altre parti coinvolte nella triade dell&#39;adozione. Ma in generale condividono alcuni punti di vista in comune: il desiderio di conoscere la propria origine, la ragione dell&#39;adozione e la speranza che le madri naturali abbiano preso una decisione ben informata nel separarsi da loro.  Credono anche nel diritto di conoscere la propria storia se lo scelgono, di sapere presto della loro condizione di adottati e di riconoscerlo come parte della propria identità.<br />
</span></span></p>
<p>Per esempio Susan di <a title="Post originale in inglese" href="http://readingwritingliving.wordpress.com/2009/09/29/mad-men-a-window-into-my-own-past/"><em>ReadingWritingLiving</em></a> [in], una donna adottata nata negli anni &#8216;60, si identifica nella serie TV Mad Men, in particolare nella rappresentazione delle adozioni in quel periodo, quando le donne nascondevano vergognandosi le gravidanze non volute fino a quando partorivano e i figli adottati venivano considerati degli scarti. Tutto ciò viene riassunto nel suo post <a title="Post originale in inglese" href="http://readingwritingliving.wordpress.com/2009/09/29/mad-men-a-window-into-my-own-past/"><em>Mad Men: A Window into my Own Past</em></a> [in]</p>
<blockquote><p>Sì, è stato doloroso sentire questo ma anche ESTREMAMENTE rinfrescante vedere qualcuno che semplicemente lo DICESSE.</p></blockquote>
<p>Nel blog in spagnolo <a title=Post originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/"><em>Soy Adoptado</em> </a> [sp], David Azcona parla della sua infanzia difficile, l&#39;adozione all&#39;età di 6 anni, l&#39;instabilità e <a title="Post originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/2009/08/14/la-dificultad-de-apego/">l&#39;incapacità di legare con la gente</a> [sp] che ha sperimentato da allora. È un posto in cui anche altri adottati possono pubblicare storie sull&#39;adozione, e condividere le proprie esperienze. Nei commenti sulla pagina personale si incontrano vicende di <a title="Commento originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/enlaces/#comment-618">bambini</a> [sp] che non conoscono i propri genitori biologici, di <a title="Commento originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/enlaces/#comment-440">gemelli separati alla nascita</a> [sp] da infermiere che annunciavano ai genitori <a title="Commento originale in spagnolo" href="http://soyadoptado.wordpress.com/enlaces/#comment-643">la morte di uno dei figli</a> [sp] e di richieste di madri biologiche che cercano di contattare i figli e anche viceversa.</p>
<p>Una <a title="Post originale in inglese" href="http://cedartrees.wordpress.com/2009/07/27/separated-by-adoption-reality-the-adoptive-parent-experience/">ragazza adottata risponde alla domanda</a> [in] posta su un sito riguardo l&#39;amore tra quanti vengono adottati e i genitori adottivi:</p>
<blockquote><p>Sono stata adottata appena nata da i genitori più affettuosi, premurosi e incoraggianti che un bambino o un giovane adulto possa desiderare. Ho anche un fratello più giovane adottato.</p>
<p>Non credo che i miei genitori biologici avrebbero potuto amarmi più di quelli adottivi.</p></blockquote>
<p>Sono intervenute anche altre <a title="Pagina di Yahoo Answers" href="http://uk.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090515134207AAw9oCD">persone adottate con esperienze simili</a> [in], alcuni con relazioni sia con i genitori naturali che quelli adottivi mentre altri conoscevano solo la famiglia adottiva. Le esperienze presentate in questo spazio appaiono straordinariamente positive verso l&#39;adozione.</p>
<p>Alcuni adottati si dichiarano contro l&#39;adozione. <em>Lost Letters</em>, un&#39;adottata che scrive su <a title="Commento originale in inglese" href="http://community.livejournal.com/anti_adoption/"><em>Anti-Adoption</em>, una comunità di livejournal</a> [in], ritiene che anziché spendere così tanti soldi per le procedure e le tariffe per le adozione, il denaro andasse utilizzato per migliorare le condizioni dei genitori naturali in modo da consentire loro di prendersi cura della propria famiglia. E aggiunge:</p>
<blockquote><p>Capisco che la mia <em>attuale</em> posizione nei confronti dell&#39;adozione farà arrabbiare molti perchè la gente vuol credere che l&#39;adozione sia una situazione in cui tutti vincono, perchè la gente ritiene che le donne bianche del ceto medio meritino di avere figli non importa come, perchè la gente crede che la nostra società occidentale sia così meravigliosa che tutti i bambini debbano crescere qui.</p></blockquote>
<p>Nel <a title="Commento originale in inglese" href="http://www.adultadoptees.org/forum/index.php?topic=17486.msg170814#msg170814">Adult Adoptees Advocating for Change</a></em> [in], AmyAdoptee scrive quanto segue:</p>
<blockquote><p>L&#39;industria dell&#39;adozione ci pone intenzionalmente l&#39;uno contro l&#39;altro. Noi glielo permettiamo.  In effetti, l&#39;industria dell&#39;adozione ci guadagna da tutto ciò. Ecco un articolo che in generale sostiene il nostro punto di vista ma chiede di astenerci dall&#39;attaccare i genitori adottivi. Non c&#39;è niente di male in una sana discussione.</p></blockquote>
<p><a title="Commento originale in inglese" href="http://www.adultadoptees.org/forum/index.php?topic=17486.msg170870#msg170870">PhilM</a> [in], che nella stessa pagina del forum discute su come vengano perceptiti dai genitori adottivi, chiarisce:</p>
<blockquote><p>Sono arrabbiato con una società che ignora i problemi dell&#39;adozione, e il danno che ciò provoca. Sono arrabbiato perchè quando cerco di parlare di queste cose, vengo emarginato e ignorato con commenti come, “beh, ognuno la vive in modo diverso” e “la maggior parte degli adottati che conosco amano i genitori adottivi” e simili. Mi fa arrabbiare che, siccome parlo di adozione, le persone mettono in questione il mio amore per la mia famiglia adottiva. E, ammetto, mi arrabbio quando la gente ripete cose simili.</p>
<p>Non ho bisogno di una lezione su come dialogare. Ho bisogno di persone disposte a dialogare.</p></blockquote>
<p><strong>I prossimi passi</strong></p>
<p>Come per ogni questione delicata, il tema è assai sensibile per tutti coloro che ne sono coinvolti: madri adottive, madri biologiche e figli adottati. Sembra tuttavia che tutti costoro trovano un punto d&#39;incontro su un punto importante: la trasparenza nel processo di adozione è vitale per salvaguardare i diritti umani delle madri e dei figli, e discutere apertamente di adozione incoraggia tale trasparenza.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><em>Revisione redazionale:</em></p>
<p>Abbiamo rimosso il riferimento a una blogger che non vuole essere citata o menzionata in questo post - ce ne scusiamo. Non era nostra intenzione infastidirla od offenderla, quanto piuttosto offrire una molteplicità di punti di vista su questa delicata questione.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/' title='elenca tutti gli articoli di Juliana Rincón Parra'>Juliana Rincón Parra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elenai/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Intra'>Elena Intra</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/23/adoption-securing-the-rights-of-mothers-and-children/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/adozione-tutelare-i-diritti-di-madri-e-bambini/#comments" title="commenti">commenti (2) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fadozione-tutelare-i-diritti-di-madri-e-bambini%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fadozione-tutelare-i-diritti-di-madri-e-bambini%2F&#038;text=Adozione%3A+tutelare+i+diritti+di+madri+e+bambini&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fadozione-tutelare-i-diritti-di-madri-e-bambini%2F&#038;title=Adozione%3A+tutelare+i+diritti+di+madri+e+bambini' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fadozione-tutelare-i-diritti-di-madri-e-bambini%2F&#038;title=Adozione%3A+tutelare+i+diritti+di+madri+e+bambini' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fadozione-tutelare-i-diritti-di-madri-e-bambini%2F&#038;title=Adozione%3A+tutelare+i+diritti+di+madri+e+bambini' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F11%2Fadozione-tutelare-i-diritti-di-madri-e-bambini%2F&#038;title=Adozione%3A+tutelare+i+diritti+di+madri+e+bambini' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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